MilanoRisparmia IL PRIMO GIORNALE DI ECONOMIA E INFORMAZIONE DEDICATO ALLA FAMIGLIA MILANESE Anno 2 - numero 9 20 aprile 2006 Aumentano i prezzi non gli stipendi Dal 1950 a oggi lo stipendio mensile di un operaio è cresciuto di circa 70 volte. Peccato che il costo della vita sia andato, in molti casi, ben oltre... A PAG. Alimenti più sani del previsto Il 97 per cento degli alimenti campionati non ha residui oltre i limiti di legge FierainMente Una serata dedicata a a una nuova città tutta da vivere 3 A PAG. 13 A PAG. Un’Italia divisa in due solo dalla politica 24 L’ultima possibilità per uscire dalla crisi: rimboccarsi le maniche e lavorare E adesso fateci vedere l’Italia dei politici seri di Bruno Bonucci Indipendentemente da chi ha vinto le elezioni, emerge una situazione che spaventa e che proietta ombre a tinte fosche sul futuro prossimo del nostro Paese e della nostra economia: l’ Italia è una nazione divisa in due. Affluenza alle urne da altri tempi, per una “chiamata alle armi” messa in atto dai due schieramenti, una campagna elettorale dai toni esasperati e il risultato è l’ipotesi di un governo debole o, peggio ancora, la grande intesa tra due poli che finora se ne sono dette di tutti i colori. Il punto ora non è sapere chi occuperà quali poltrone, ma mettere al centro i problemi del Paese, in primis il rilancio dell’economia: occorrono scelte difficili, sacrifici e soprattutto la più ampia condivisione possibile. Certo partiamo svantaggiati. Da una parte Berlusconi che propone un governissimo, dopo una campagna politica che decantava le virtù di un governo senza compromessi. Dall’altra, Prodi che, malgrado la situazione politica drammatica, rifiuta ogni proposta, tentando di governare senza valutare minimamente una collaborazione con l’altra metà dell’Italia. «La risicata vittoria della coalizione di centro-sinistra guidata da Romano Prodi», scrive l’autorevolissimo editorialista del Financial Times, Wolfgang Munchau, condirettore del quotidiano londinese, «costituisce il peggior esito immaginabile in termini di possibilità dell’Italia di rimanere nell’eurozona oltre il 2015. Prevedo che gli investitori internazionali inizino ad assumere scommesse speculative sulla partecipazione italiana all’euro entro la durata di un governo Prodi. Queste non sono scommesse sull'impegno politico di Prodi nei confronti dell’euro. Sarebbe infatti difficile trovare un politico più a favore dell’Europa dell’ex presidente della Commissione europea. Queste sono scommesse sulle circostanze economiche che potrebbero obbligare un governo I CITTADINI MILANESI SI INCONTRANO SU www.retecivica.milano.it Informazioni, notizie, discussioni e servizi forniti da cittadini, associazioni, enti, un filo diretto con le istituzioni e una nuova sezione dedicata ai consumatori in cui è possibile scaricare “MilanoRisparmia”. a prendere decisioni che sono inimmaginabili fino al momento in cui diventano inevitabili». «Tutti sappiamo», aggiunge Munchau, «che l’economia italiana si trova in profonde difficoltà. Ma è importante ricordare che i problemi italiani sono differenti da quelli della Francia e della Germania. Molte economie continentali sono afflitte da bassa crescita e alta disoccupazione. Anche l’Italia soffre di un basso livello di crescita anche se la sua creazione di posti di lavoro è stata rilevante. Ma il problema dell’Italia è quello di non essere pronta a una vita nell’Unione monetaria». Davanti a scenari così complessi, la speranza collettiva è che si smetta al più presto di litigare nel tentativo di accaparrarsi il giocattolo “Italia”, e che si lavori da politici seri e da imprenditori capaci, per portare l’Italia al posto che ci spetta in ambito internazionale, mostrando al mondo che il nostro non è solo il paese del bel sole, della pizza e dei mandolini. Le elezioni viste dai consumatori di Alessandro Miano Segreteria nazionale del Movimento Consumatori L’ Italia divisa in due: chi trepidava davanti alla televisione per capire “chi vinceva”, e chi ha passato la notte dormendo come sempre. Sia nel primo che nel secondo gruppo, elettori dell’Unione e della Cdl: perché la passione politica è trasversale. Come dirigente del Movimento Consumatori ho rispetto per entrambe le fazioni: una formata da elettori che votano più istintivamente, direi guardando alla “pancia”, e l’altra composta da soggetti che, per fede, ideologia e particolare attenzione ai bisogni primari, meditano più a lungo la scelta da fare nell’urna. Il Movimento Consumatori si confronta e dialoga con gli uni e con gli altri, perché tutti consumatori di prodotti e di servizi, con stessi diritti e doveri. Gli interessi contrapposti fra banche, assicurazioni e cittadini, grande distribuzione e consumatori, amministrazioni centrali e periferiche e utenti dei servizi pubblici, aziende ospedaliere e pazienti, industria farmaceutica e fruitori del Servizio sanitario nazionale - tanto per citare alcuni settori di mercato dove occorre intervenire a tutela degli utenti - generano quadri e dirigenti consumeristi che, pur con le proprie convinzioni (le più svariate), vogliono e devono dedicare i propri sforzi a tutti i cittadini, qualsiasi maglietta indossino o abbiano indossato alle recenti elezioni politiche. SEGUE A PAG. 2 MilanoRisparmia pag. 2 in primo piano DALLA PRIMA PAGINA Questo spirito non nasce dal buonismo ma dal desiderio di trasformare questo Paese in un luogo dove le sopraffazioni siano punite, le regole siano chiare per tutti (aziende e utenti) e dove ai “furbi” sia riservato l’ostracismo che meritano. Il presidente Ciampi, con una percezione dei risultati elettorali ben più precisa dei sondaggisti, da un mese si diceva preoccupato più del dopo voto che delle operazioni elettorali a seggi aperti. In questi giorni ho perso il sonno e l’appetito pensando a quanti problemi dovranno affrontare, in proprio e per conto dei cittadini associati e non, i dirigenti consumeristi chiamati a far da sentinella a un mercato in cui quanto l’utente spende per una telefonata è pari a cento volte il costo che l’azienda erogatrice sopporta per consentire tale servizio. Ecco, non sono temi né di destra né di sinistra. Nei cinque anni di Governo Berlusconi, al Ministero dell’Industria, a presiedere il Consiglio Nazionale Consumatori e Utenti si sono avvicendati due Ministri: Marzano e Scaiola. Il lavoro magistrale l’ha fatto la professoressa Daniela Primicerio, che si è battuta per dare gambe (e risorse) alle idee delle associazioni consumeriste accreditate. Non so per chi vota la Primicerio, e non mi interessa. Guardo ai suoi “valori”: lei tenta, con tenacia, di dare concreta attuazione all’enorme sforzo associazionista, con fatti concreti. Personalmente mi auguro che lo spoyling-sistem ce la risparmi. Concludo dicendo che avrei voluto esimermi, ma è intollerabile che davanti ai bisogni del Paese, e dopo la vittoria di strettissima misura dell’Unione, che peraltro conferisce alla stessa il diritto-dovere di governare, si agitino i fantasmi dei brogli, di cui nei primi sessant’anni di democrazia e libertà dell’Italia avevamo sentito parlare se non in termini da bar dello sport e tutto vorremmo tranne “tatticismi velleitari” da dopo partita dello stadio milanese di San Siro, che mal si abbinano con il Governo del Paese. Paese che non può e non deve essere turbato da un sia pur sommesso tintinnar di sciabole o di manette ma deve essere riportato in una situazione degna delle nazioni più industrializzate. Paese dove il cittadino/consumatore/utente, qualsiasi casacca indossi, possa trovare nelle associazioni consumeriste quell’aiuto e quella solidarietà che al ricco e al povero, con diritti da rivendicare, le associazioni del settore sono pronte a offrire. Aumentano i prezzi ma non gli stipendi Dal 1950 a oggi lo stipendio mensile di un operaio è cresciuto di circa 70 volte. Peccato che il costo della vita sia andato, in molti casi, ben oltre... tratto dal progetto Operae a cura del Comitato Lombardo Movimento Consumatori L’ingresso nell’area dell’euro ha richiesto ingenti sacrifici ai cittadini italiani, il caro prezzi ha suscitato numerose polemiche e reciproche accuse da parte di vari istituti di statistica e ricerche sociali e, a uno sguardo più attento, non solo i prezzi ma anche le retribuzioni degli italiani non sono in linea con quelle eu- ropee. I dati in possesso del Movimento Consumatori evidenziano come - fatto 100 il rapporto salari/prezzi - nel 1991, nel 2002 tale rapporto in Italia è pari a 0,98 mentre in Germania passa a 1,40. Per fare un esempio, se un insegnante di Francoforte percepisce in media 2.500 euro mensili, l’omologo lavoratore italiano non supera mediamente 1.400 euro. Il Movimento Consumatori ha compiu- to rilevazioni relative a stipendi (in particolare operai e impiegati), e prezzi (pane, caffè, trasporti, affitti) con particolare riferimento al caso italiano. Attraverso una verifica delle informazioni e strutture esistenti a livello europeo tramite la realizzazione di un rapporto di ricerca, sono state effettuate rilevazioni internazionali per cercare di comprendere la specificità italiana nel contesto europeo. A tal riguardo, oltre alle fonti più tradi- Valore (in lire) degli stipendi di operai e impiegati e prezzo (in lire) di beni di largo consumo e durevoli per anni 1950 1955 1960 1965 1970 1975 1980 1985 1990 2004 Stipendio mensile operaio 25.000 40.000 47.000 86.000 120.000 154.000 350.000 610.000 1.100.000 Stipendio mensile impiegato 40.000 52.000 65.000 120.000 200.000 292.000 390.000 1.000.000 1.500.000 Stipendio annuo operaio 300.000 480.000 564.000 1.032.000 1.440.000 1.848.000 4.200.000 7.320.000 13.200.000 Stipendio annuo impiegato 480.000 480.000 624.000 1.440.000 2.400.000 3.504.000 4.680.000 12 milioni Bilocale 65mq Milano 3 milioni 4 milioni 9 milioni 10 milioni 15 milioni 20 milioni 40 milioni 70 milioni 240 milioni Trilocale 85mq Milano 5 milioni 6 milioni 12 milioni 13 milioni 18 milioni 24 milioni 60 milioni 90 milioni 340 milioni Quadrilocale 115mq Milano 7 milioni 8 milioni 14 milioni 15 milioni 21 milioni 26 milioni 80 milioni 110 milioni 380 milioni 300 1.437 10.000 35.000 60.000 110.000 160.000 255.000 350.000 Pane 1 chilogrammo 96 110 135 150 180 290 850 1.200 1.500 Riso 1 chilogrammo 122 130 160 190 250 400 940 1.150 1.350 Latte 1 litro 69 90 90 110 122 212 480 780 1.100 Pomodori 1 chilogrammo 61 74 100 120 137 281 500 900 1.500 Caffè (una tazza) 30 40 50 60 70 120 250 400 700 10.000 19.500 29.000 35.000 38.000 59.000 80.000 115.000 150.000 Biglietto Atm 20 25 45 50 70 120 250 500 900 Automobile* 125.000 590.000 610.000 640.000 930.000 1.015.000 1.100.000 5.000.000 9.000.000 116 138 120 120 160 305 850 1.329 1.510 5,254 miliardi - 200 miliardi - 12,670 miliardi - 16,680 miliardi - 42,900 miliardi 1743000 (900 ¤) 232500 (1.200 ¤) 20.916.000 (10.800 ¤) 27.882.000 (14.400 ¤) 407 milioni (210000 ¤) 562 milioni (290.000 ¤) 678 milioni (350.000 ¤) 1.355.000 (700 ¤) 6.200 (3,20 ¤) 4.550 (2,35¤) 2.900 (1,50 ¤) 3.100 (1,60 ¤) 1.550 (0,80 ¤) 290.440 (150¤ ) 1936,27 (1 ¤) 25.172.000 (13.000 ¤) 1.936,27 (1 ¤) 865,4 Mld (447 mil ¤) Affitto bilocale Vestito confezionato Benzina 1 litro Mutui erogati annui 18 milioni * Si intende la rilevazione del prezzo di una “Lambretta Innocenti” per il 1950, “Fiat 600” per il 1960. “Fiat 128” per il 1970 ed il 1980, “Fiat Uno” per il 1990, “Fiat Punto” per il 2004. in primo piano VARIAZIONE COSTO DELLA VITA NEGLI ULTIMI 50 ANNI. Questi grafici evidenziano chiaramente come, dal 1950 al 2004, a un generale aumento dei salari, non sia corrisposto un effettivo aumento del potere d’acquisto. Per esempio, lo stipendio annuale di un impiegato è 58 volte quello del 1950, ma un bilocale è 135 volte più caro e per un’automobile addirittura il costo è 200 volte quello del 1950. Aumenti non in proporzione purtroppo anche per beni di largo consumo come pane, latte, pomodori, caffè al bar . zionali Istat Eurostat, Ocse, sono state rilevate alcune specifiche banche dati di indubbia utilità: la prima è quella utilizzata dalla Ubs in relazione ai prezzi e agli stipendi su scala europea. La seconda è invece della Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro (www.eurofound.eu.int), istituto specializzato nella ricerca e documentazione sopra temi rilevanti per la nostra ricerca. I risultati della ricerca Sono state identificate informazioni relative al caso italiano con informazioni sopra la variazione dei prezzi di alcuni prodotti di largo consumo (pane, riso, pomodori, caffè eccetera), beni durevoli (auto di varia cilindrata) e la variazione degli stipendi - mensili e annui - di operai e impiegati (tabella nella pagina di sinistra). A una prima lettura, emerge chiaramen- te un incremento assoluto, ma anche un incremento relativo non proporzionale: mentre i prezzi sono aumentati a un ritmo costante, gli stipendi sono sì aumentati ma non sono riusciti a stare al passo con gli aumenti dei prezzi. Alcuni esempi servono ad illustrare quanto detto finora: mentre nel 1950 lo stipendio annuo di un impiegato era pari a 480.000 lire e il costo di un bilocale di 65 metri quadrati era di 3.000.000 MilanoRisparmia pag. 3 di lire, nel 2004 i valori erano rispettivamente 14.400 euro e 210.000 euro. In altri termini, nel 1950 il reddito annuo di un impiegato era pari al 16 per cento del costo di un bilocale di 65metri quadrati, mentre nel 2004 il reddito annuo di un impiegato si era ridotto a 6,9 per cento, con un decremento di oltre 9 punti. Altro esempio relativo ai beni di largo consumo: nel 1950 un chilo di pane era pari a 1,1 per cento dello stipendio giornaliero di un operaio di un mese standard composto da 30 giorni; nel 2004 un chilo di pane era pari a 10,6 per cento. Infine, con riferimento a beni durevoli, mentre nel 1950 un’auto - bene quasi di lusso ai tempi - costava 125.000 lire, ovvero cinque mensilità di uno stipendio di un operaio. Nel 2004 la stessa auto costava in media 14,4 mensilità di uno stipendio di un operaio. In sintesi, quindi, gli indici più significativi sono quelli relativi agli stipendi medi di operai e impiegati. Essi, infatti, sono frutto di contratti nazionali (in particolare, quello dei metalmeccanici è stato fino all’abolizione della scala mobile il contratto di riferimento) statuiti tra sindacati e imprenditori, e individuano facilmente l’andamento dell’inflazione e del potere d’acquisto della moneta - partendo dall’ipotesi che il potere d’acquisto dello stipendio medio sia rimasto invariato, almeno fino alla presenza della scala mobile per l’indicizzazione dei salari. I dati presentati nella figura 6 mostrano agevolmente che dal 1950 la propensione all'aumento è stata costante (circa 45-50 per cento ogni 5 anni) sino al 1969, poi si impenna fino a toccare il 60 per cento nel periodo 1980-85. Ciò sembra essere avvenuto a causa di un’elevata domanda aggregata prima (ricostruzione, regime di lavoro quasi a piena occupazione) e a una politica inflativa poi (aumento della spesa pubblica) in risposta a problemi congiunturali - crisi petrolifere, necessità di austerity ecetera. Si assiste, pertanto, a un generale aumento dei salari cui però non corrisponde un effettivo aumento del potere d’acquisto. Si nota, poi, un’inversione di tendenza (rallentamento della propensione alla crescita) a partire dagli anni ‘80. Se si guarda al più recente passato, dal 1996 al 2003, i rinnovi contrattuali fanno registrare un mero adeguamento al tasso di inflazione, con aumenti del 4 per cento ogni 2 anni: il contratto dei metalmeccanici fa da apristrada, e il pubblico segue il privato. I prezzi dei beni e dei servizi corrono molto di più dei salari. Se poi passiamo a un confronto tra l’andamento dei prezzi nel mercato (a esempio, il prezzo del pane, fig. 4) con quello del salario mensile di un impiegato o di un operaio (figg. 1 e 7), notiamo la crescita esponenziale del MilanoRisparmia pag. 4 in primo piano prezzo del pane avvenga a partire dal 1975, crescita che continua nel periodo tra il 1990 e il 2004. Va ricordato, che il prezzo del pane è stato “calmierato” fino a metà degli anni ‘90 e, pertanto, fino a quel periodo, non ha seguito strettamente l’andamento dei prezzi in Italia. Per questo motivo, se prendessimo un altro bene di largo consumo noteremmo incrementi relativi ancora più consistenti. Passando a un altro consumo fondamentale, i trasporti, Atm in particolare (fig. 8), notiamo come, anche in questo caso, vi sia stata un’impennata a partire dal 1975, quando un biglietto costava 100 lire, anche se l’aumento più significativo sarà dal 1980-1985 (+150%), fino a 1936 lire (1 euro) del 2004. La forte impennata dei prezzi dal 1975, è ancora più visibile nel caso della benzina, che, proprio in quegli anni subirà un aumento dei prezzi del 179 per cento, è continuerà inesorabilmente a crescere fino a 1 euro al litro nel 2004. Insomma, risulta con tutta evidenza che i lavoratori italiani sono diventati consumatori sempre più deboli: a un incremento esponenziale dei beni di largo consumo e di beni durevoli non ha corrisposto in alcun modo un pari incremento degli stipendi e la forbice si è acuita proprio negli ultimi anni, con la conseguente perdita di potere d’acquisto per i lavoratori. L’Italia dell’euro nel confronto internazionale Milano tra le città più care d’Europa, più di Parigi, Berlino, Francoforte, Barcellona, Madrid, Lione: gli stipendi non sono adeguati al costo della vita tratto dal progetto Operae a cura del Comitato Lombardo Movimento Consumatori Se confrontiamo alcuni dati relativi alle città italiane rispetto agli altri paesi europei, emerge chiaramente come negli anni più recenti vi sia stata una crescita verso l’alto dei costi del vivere in città. Secondo i dati pubblicati da Ubs, se Oslo e le città del nord Europa rimangono le città più care, Milano e Roma si trovano appena sotto la metà classifica (seppure, a livello globale, rimangano al di sopra di città come Sidney, Madrid, Seoul e Los Angeles). Anche dal punto di vista degli stipendi, le città italiane occupano all’incirca le stesse posizioni, mostrando che, in prospettiva sincronica, gli stipendi sono maggiormente in linea con il costo della vita an- che se certamente l’Italia non spicca per un costo della vita moderato e un livello di stipendi elevato. Tuttavia, se osserviamo i dati relativi all’inflazione, a partire dal 1999 ci rendiamo conto che le città italiane non sono messe molto bene. Come ricorda Luigi Campiglio, già nel 2004, «i prezzi in Italia sono cresciuti “troppo” nel senso che il più elevato tasso di inflazione non è la controparte di una maggiore crescita e nemmeno di un Pil pro capite elevato, che registra invece il valore più basso fra quelli considerati. Il solo modo per riconciliare questi dati con una situazione economica equilibrata è che in Italia risulta corretto al rialzo. Eurostat rettifica infatti il prodotto pro capite sulla base del potere di acquisto». Utilizzando altri dati (Mercer, 2004) emergono risultati più chiari. Sotto il profilo metodologico, sempre Campiglio precisa che «per ciascuna voce di un prefissato elenco di beni e servizi, incluso l’affitto di un’abitazione, la società Mercer rileva tre prezzi, differenziati sulla base del tipo di catena distributiva o di caratteristiche dell’abitazione, due volte l’anno in tutte le principali città del mondo: su questa base la Mercer compila poi una graduatoria delle città più costose e fornisce i risultati analitici delle proprie rilevazioni alle imprese che intendono differenziare le strutture retributive dei loro dipendenti sulla base del costo della vita». Proprio da tale graduatoria emerge chiaramente come Milano sia tra le città più care d’Europa - più di Parigi, Berlino, Francoforte, Barcellona, Madrid, Lione. E non sorprende che tra queste città Roma sia la terza più cara, dopo Milano e Parigi. E a ciò non corrisponde un adeguamento salariale pari a quello che si verifica a Londra. Insomma, da più punti di vista (e utilizzando varie fonti e metodologie) non solo in prospettiva diacronica in Italia i prezzi sono aumentati molto di più dei salari ma anche in prospettiva sincronica le città italiane sono particolarmente care e poco remunerative dal punto di vista salariale. I dati esaminati mostrano come in Italia le retribuzioni tendano crescere in una misura che è notevolmente inferiore alla generalità degli altri paesi europei. I dati Ocse rivelano che, nella maggioranza dei paesi industrializzati, le retribuzioni orarie reali crescono in una misura più o meno elevata, mentre l’Italia conosce una crescita molto più contenuta: situazione acuita dall’entrata in vigore della moneta unica (si veda a tal proposito la tabella riportata in basso). La crescita del costo del lavoro in termini reali per l’economia, tuttavia, registra in Italia valori molto contenuti (1,5 per cento nel 1995,2003, 1,2 per cento nel 200-2003), cosicché il nostro paese presenta (con l’eccezione dei servizi) un costo del lavoro inferiore a quello degli altri paesi della “Vecchia Europa” (superando solo la Spagna). Le cause al problema del “caro-vita” in Italia, allora, sono da ricercare non tanto nelle strategie speculative dei commer- VARIAZIONI PERCENTUALI DELLE RETRIBUZIONI NETTE NELL’INDUSTRIA MANIFATTURIERA (A PARITÀ DI POTERE D’ACQUISTO - PERIODO 1996-2002) PAESI Italia Belgio Francia Germania Spagna Regno Unito VARIAZIONE PERCENTUALE PER UNA COPPIA CON DUE FIGLI PROIEZIONE AL 2010 0,2 0,3 15,4 20,5 23,4 31,2 10 13,3 13,2 17,6 21,6 28,8 Tabella 2 - Elaborazione Ires su dati Ocse La situazione che emerge è una forte perdita del potere d’acquisto per i lavoratori italiani nei confronti degli altri paesi europei. Il costo della vita, cresce in misura costante (circa 2 per cento per l’Eurostat) nei paesi europei, ed è sempre più difficile far quadrare i conti per le famiglie italiane in primo piano cianti a seguito dell’introduzione dell’euro, quanto al problema degli stipendi troppo bassi, in relazione al costo dei beni e servizi sul mercato. Chi ne ha beneficiato? Solamente i datori di lavoro, di certo non l’economia italiana, che fa registrare (con l’eccezione di alcuni prodotti) un pericoloso calo dei consumi, mentre aumenta in maniera vertiginosa il giro d’affari del credito al consumo (40 miliardi di euro, più 40 per cento nel 2004 secondo Assofin). L’indebitamento degli italiani è in chiaro sintomo dell’impoverimento dei portafogli: sempre secondo Assofin il 76 per cento di chi ha chiesto finanziamenti avrebbe altrimenti rinunciato all’acquisto, secondo un rapporto Bnl-Einaudi i debiti degli italiani hanno raggiunto il 34 per cento del Pil, mentre nel 2004 il 48 per cento degli italiani non ha accantonato risparmi (nel 1990 la percentuale del reddito destinato a risparmi era il 27,8, nel 2004, il 15,9). L’Italia «a causa dell’effetto euro e di una mancata capacità di far meglio funzionare il mercato» sta diventando sempre più una realtà per ricchi che derivano il proprio reddito soprattutto da rendite finanziarie o immobiliari. È urgente quindi un’altra politica economica che stimoli la crescita e tenga in considerazione le specificità territoriali delle città italiane. Una politica salariale più equa può ridare fiato alle famiglie e incentivare i consumi interni. Non solo però: anche specifiche politiche di sostegno a categorie deboli (anziani, famiglie monoreddito) sono richieste per evitare la trappola della povertà che colpisce sempre più famiglie “normali”. A tal riguardo, politiche d’incentivazione per la casa dovrebbero trovarsi in cima all’agenda politica delle amministrazioni locali che devono anche tenere sotto controllo beni di prima necessità come le derrate alimentari. Altrimenti non solo le città italiane si spopoleranno sempre più, ma gli italiani stessi cercheranno sempre più di trasferirsi all’estero dove le condizioni salariali sono migliori e il costo della vita meno alto. E ciò senza toccare altri tasti dolenti che riguardano soprattutto le città italiane (inquinamento atmosferico e acustico). Insomma, nel prossimo futuro è sempre più richiesta una maggiore condivisione interistituzionale di informazioni e di proposte operative per fare uscire le città italiane e il sistema Italia nel suo complesso da una sindrome di arretratezza non solo industriale ma anche relativa ai costi connessi alla vita nei centri propulsori dell’economia nazionale. Inoltre, le istituzioni di governo devono essere debitamente sostenute da competenze esterne quali quelle espresse dalle associazioni di consumatori che - più di altre - sono in grado di evidenziare i problemi per i cittadini e lavoratori italiani che stanno diventando sempre più poveri sia rispetto al passato sia rispetto ad altri paesi europei. Il Fisco chiama di Fabio Ciccolella I primi a doversi sottoporre all’annuale resa dei conti sono i lavoratori dipendenti e i pensionati che compilano il modello 730, la denuncia semplificata che riscuote sempre maggiore successo in quanto non bisogna fare i conti e il pagamento o il rimborso avviene immediatamente in busta paga o sulla pensione. Quest’anno l’operazione 730 deve essere affrontata con una certa attenzione perché le novità, per fortuna tutte di segno positivo, sono molte. Tutti i contribuenti con redditi superiori ai 25.000 euro avranno quest’anno un 730 più leggero, con aliquote ridotte da 5 a 4 e scaglioni che prevedono la trasformazione di detrazioni per familiari a carico in deduzioni: la “family area”. Il 730 deve essere presentato entro il 2 maggio all’ente pensionistico o al datore di lavoro se presta l’assistenza fiscale. In alternativa ci si potrà rivolgere a un Caf o a un professionista abilitato entro il 15 giugno. Da quest’anno, infatti, per la compilazione della dichiarazione semplice ci si può rivolgere anche a consulenti del lavoro, dottori commercialisti, ragionieri o periti commerciali, in quanto il Parlamento ha ampliato i soggetti che possono predisporre e trasmettere il 730 al fisco. Possono utilizzare il modello semplifica- MilanoRisparmia pag. 5 La prima chiamata del Fisco per dipendenti, pensionati e collaboratori. Il modello può essere presentato anche da un professionista abilitato to i dipendenti, i pensionati e i collaboratori che devono dichiarare al Fisco uno o più dei seguenti redditi: di terreni e/o fabbricati; per prestazioni occasionali di lavoro autonomo (cioè senza partita Iva) e per diritti d’autore; di capitale (non tassati alla fonte). Da ricordare, inoltre, che i dividendi da partecipazioni non qualificate sono obbligatoriamente soggetti alla cedolare secca; alcuni redditi diversi (plusvalenze da cessione di fabbricati non prima casa entro 5 anni dall’acquisto, attività commerciali occasionali e così via); alcuni redditi soggetti a tassazione separata (rimborsi e/o spese dedotte in anni precedenti). Ammessi al 730 anche i soci di cooperative di produzione e lavoro o di servizi, i parlamentari e i titolari di altre cariche pubbliche elettive, chi svolge lavori socialmente utili e chi ha ricevuto indennità sostitutive (di mobilità, di integrazione salariale), i sacerdoti della Chiesa cattolica. Anche i lavoratori a tempo determinato per un periodo inferiore all’anno possono presentare il 730 purché il rapporto duri almeno da giugno a luglio 2006 e si conoscano i dati del sostituto che effettuerà il conguaglio (ma ci si può rivolgere solo al Caf o al professionista abilitato). Se il rapporto dura da aprile a luglio 2006 si può presentare il 730 al sostituto (se presta l’assistenza). Può presentare il modello semplificato anche chi ha redditi per collaborazioni continuative (revisori e amministratori di società o collaboratori di giornali) e i lavoratori a progetto, purché il rapporto duri tra giugno e luglio e ci sia un sostituto incaricato del conguaglio. Chi deve compilare il modello Unico Sono, invece, obbligati a compilare il modello Unico 2006: i titolari di partita Iva che esercitano, in via abituale, attività artistiche o professionali, anche in forma associata. Chi ha redditi d’impresa o di partecipazione in società di persone; chi ha un datore di lavoro non obbligato a effettuare le ritenute d’acconto (le colf, ad esempio, o i custodi di stabili); i non residenti nel 2005 e/o nel 2006; i contribuenti, come i venditori porta a porta, che devono presentare almeno una tra le dichiarazioni Iva, Irap e 770; i contribuenti che, nel 2005, hanno conseguito plusvalenze derivanti dalla cessione di partecipazioni qualificate. Il 730 a due piazze può essere presentato se: almeno uno dei due coniugi ha i requisiti soggettivi per presentare il modello (sia cioè, lavoratore dipendente, pensionato, lavoratore a progetto, collaboratore continuativo o, più in generale, titolare di alcuni redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente); entrambi i coniugi risultano nel 2005 titolari solo di redditi compatibili con la compilazione del 730. Rispondiamo a un lettore ci scrive... La spesa dell’ascensore solo per chi lo desidera A una recente assemblea di condominio è stata decisa dalla maggioranza dei condomini l’installazione dell'ascensore. Sinceramente in questo momento non me la sento di sborsare una cifra abbastanza notevole. Preferisco farmi tre piani di scale a piedi. Sapreste dirmi se sono obbligato a pagarla? Pietro N. (Cinisello Balsamo) Può astenersi dal partecipare a questa spesa. La Corte di Cassazione, nel 1991, sentenzia la ripartizione delle spese dei condomini aderenti all’innovazione: queste vanno suddivise, per quote millesimali di proprietà, fra coloro che hanno partecipato al’'impresa, con esonero dei dissenzienti. In una sentenza del 1975, infatti, la Corte di Cassazione ha regolato l'installazione di un ascensore in un condominio, o in una parte di esso, nell’ipotesi in cui l’edificio ne fosse sprovvisto: la specificità dell’impresa appena descritta costituisce sicuramente un’innovazione, e la relativa approvazione deve avvenire con un numero di voti che rappresenti la maggioranza dei partecipanti al condominio e i 2/3 del valore dell’edificio. Ne deriva che l’installazione di un ascensore in un condominio che ne è sprovvisto può essere attuata anche a cura e spese di taluni condomini soltanto, fatto salvo il diritto degli altri di partecipare in qualunque tempo ai vantaggi dell’innovazione, contribuendo nelle spese di esecuzione dell’impianto e in quelle di manutenzione dell’opera. Soffermandoci, invece, sulla facoltà attribuita ai condomini di usare una parte comune per realizzare un impianto migliorativo dell’edificio, questa possibilità è data perché l’impianto è suscettibile di uso separato, per cui se ne può decidere la creazione senza per questo costringere tutti i partecipanti a concorrere alla spesa. Infatti, ogni partecipante può apportare alla cosa comune le modifiche necessarie al miglior godimento, purché non ne alteri la destinazione e non impedisca ad altri di farne parimenti uso secondo il loro diritto. Una sentenza del 1989 del Tribunale di Milano sostiene addirittura che l’installazione di tale servizio non ha bisogno dell’approvazione con maggioranza qualificata richiesta per le innovazioni. MilanoRisparmia pag. 6 linea diretta Far del bene, fa bene «Come Presidente del Consiglio comunale di Milano, ma anche come uomo e professionista, ho dedicato trent’anni alla cura degli anziani: è la ragione per cui mi impegno affinché il Comune si occupi del problema in modo importante». di Vincenzo Giudice presidente del Consiglio comunale di Milano Mentre scrivo queste righe il “nostro” MilanoRisparmia sta chiudendo le pagine, le rotative hanno acceso i motori e i rulli cominciano a “sferragliare”. Contemporaneamente si sta chiudendo, sulle note di Franz Di Cioccio, “Il Grande Concerto di Pasqua per l’Alzheimer”, che ho organizzato in occasione della ricorrenza centenaria della scoperta della malattia. Il 3 novembre 1906 Alois Alzheimer descrisse per la prima volta un inusuale caso di demenza con specifiche caratteristiche cliniche e neuropatologiche. Considerata fino a pochi anni fa una condizione rara, oggi sappiamo che la malattia di Alzheimer colpisce circa 20 milioni di persone in tutto il mondo, 800 mila in Italia, 55 mila in Lombardia, 12 mila a Milano. I dati sono sicuramente per difetto e sono destinati a crescere notevolmente come conseguenza dell’invecchiamento della popolazione. Milano è da anni all’avanguardia nell’offerta dei servizi per la diagnosi e la cura dei pazienti ed ospita alcuni tra i più importanti centri di eccellenza per la ricerca nel campo della malattia di Alzheimer. Ma la strada da percorrere per raggiungere un livello d’eccellenza e’ ancora molto lunga e in salita. Per questa ragione il Comune di Milano intende occuparsi del problema in prima persona. Il principale fattore di rischio dell’Alzhei- mer è l’età. La malattia colpisce una persona su 20 oltre i 65 anni, una su 100 tra 65 e 74 anni, una su 14 tra 75 e 85 anni e una su 5 oltre gli 85. A differenza di altre malattie non esiste un esame specifico per diagnosticare la malattia di Alzheimer, che attualmente non è guaribile, ma ci sono alcuni farmaci che possono migliorare alcuni sintomi cognitivi, funzionali e comportamentali e numerose tecniche e attività che possono ridurre i disturbi del comportamento. Attualmente la malattia di Alzheimer non occupa il primo posto primo posto degli interventi pubblici. Il mio impegno è che da oggi il comune di Milano sia maggiormente vicino alle famiglie al cui interno ci sia un malato e di sostegno ai centri pubblici e privati che si occupano del problema. In assenza di risposte terapeutiche assolutamente efficaci, la famiglia e il contesto più generale dell’ambiente di vita e relazionale del malato rivestono un ruolo chiave nell’assistenza quotidiana. La 0 famiglia non deve però essere lasciata sola nella gestione dei numerosi problemi della vita di ogni giorno. Un supporto importante può venire da una rete efficiente di servizi territoriali, come per esempio i centri diurni e l’assistenza domiciliare integrata, nonché le associazioni di familiari, che con la loro attività di informazione/formazione/sostegno costituiscono spesso un punto di riferimento per le famiglie. Queste attività si sono dimostrate in diversi studi uno strumento efficace sia per il controllo dei disturbi comportamentali del malato di Alzheimer sia per rendere meno gravosi il carico assistenziale e lo stress dei familiari e in particolare del caregiver. «Penso che forse la cosa migliore che mi sia successa da quando convivo con l’Alzheimer sia che non sono stato privato della parola - va ancora abbastanza bene. Può darsi che io non sappia sempre di cosa sto parlando, però, accidenti, riesco ancora a parlare. (...) Vale proprio la pena di possedere un aiuto per la memoria, un congegno elettronico, per riuscire a ricordare». È con queste parole che inizia il libro “Partial View. An Alzheimer’s journal”, pubblicato negli Usa nel 1998. “Visione Parziale - Un diario dell’Alzheimer”è l’edizione italiana dell’Associazione Goffredo de Banfield e della Federazione Alzheimer Italia. Questi testi sono stati letti da due grandi Attrici, Alessandra Faiella e Lucia Vasini durante il “Grande concerto per l’Alzheimer”. E ne siamo subito catturati. “Visione parziale” è una testimonianza diretta della fatica che comporta vivere con questa malattia, e allo stesso tempo è anche strumento attraverso il quale ci è data la possibilità di vedere come una persona affetta da questo morbo riesca a conservare la voglia di vivere (malgrado tutto) e in taluni casi addirittura di scherzare. È la prima testimonianza diretta sulla malattia poiché, per una rara combinazione, Cary Smith Henderson ha avuto una diagnosi molto precoce e sen- za possibilità di errore attraverso una biopsia del tessuto cerebrale. Conosciuta la diagnosi ebbe modo di fare progetti per il futuro e di partecipare a molte decisioni riguardanti la sua cura; il suo sogno era quello di realizzare un libro che potesse essere di aiuto per comprendere la sua malattia. Il testo è arricchito dalle splendide fotografie di Nancy Andrews del “Washington Post” che sono state proiettate sul megaschermo prima e durante ogni esibizione della serata. Cary, con il suo diario, tenta di comunicare le difficoltà ma anche sentimenti di serenità e speranza. Leggendo il diario ci si sente parte della sua esperienza e sembra quasi che ci prenda per mano per scoprire questo mondo. Ecco come l’idea originaria di questo Evento risulta corrispondere all’idea dell’autore di far conoscere la malattia al mondo dandone una maggiore visibilità, senza paure e timori di mostrare “qualcosa di brutto” come appunto può essere la sofferenze del malato e di chi con lui vive questa drammatica esperienza. È un viaggio drammatico ma affascinante che Cary condivide insieme a noi (www.alzheimer.it). Come Presidente del Consiglio comunale di Milano, ma anche come uomo e come professionista, ho dedicato trent’anni della mia vita alla cura degli anziani presso il Pio Albergo Trivulzio, diretto da un presidente eccezionale, il professor Emilio Trabucchi, e sono particolarmente grato alla signora Gabriella Salvini Porro, presidente della Federazione delle Associazioni Alzheimer d’Italia. La mia è la gratitudine dell’intera città di Milano verso una persona unica, per tutto quello che ha fatto e continua a fare per i malati di Alzheimer e per le loro famiglie, per avere dato inoltre un grandissimo apporto al Grande Concerto di Pasqua per l’Alzheimer allestendo una grande mostra con le foto tratte da “Visione parziale” nel foyer del Teatro Dal Verme e proiettandole sul mega schermo. Ma il concerto dell’altra sera, realizzato grazie alla grande opera di sponsorizzazione, messa a segno da una grande azienda leader del settore, la Giunta comunale di Milano Approvato l’aggiornamento del regolamento edilizio Come previsto dall’articolo 6 del Regolamento stesso, l’Osservatorio Edilizio Cittadino, coadiuvato da Ordini professionali e organi comunali, provvede ad aggiornare periodicamente il Regolamento, in modo di adattarlo alle novità normative. Vediamo in che cosa consistono le ultime modifiche del Regolamento edilizio. ● Cambi d’uso: qualora il cambio comporti un aggravio degli standard urbanistici, è obbligatoria la cessione di parte delle aree o il pagamento di un corrispet- tivo in denaro. Restano vietati i cambi d’uso dei loft in zone industriali. Permesso di costruire convenzionato per interventi di ristrutturazione urbanistica: tutti gli interventi di questo tipo potranno essere fatti solo con convenzione tra le parti. ● SuperDia: tutte le opere che hanno un certo impatto sulla qualità e sulla scena urbana, devono essere esaminate dalla Commissione Edilizia, anche se fatte con Dia. ● Verde pubblico: per le aree superiori a 5 mila metri quadrati, è obbligatorio la- sciare libero il 75 per cento della superficie per spazio pubblico. È incentivato il verde pensile su tutte le coperture piane ai fini del risparmio energetico. ● Sottotetti: in conformità alla nuova legge regionale del 15 gennaio 2006, è possibile recuperare i sottotetti in nuovi edifici solo dopo 5 anni dalla costruzione. ● Parcheggi: non fanno volumetria, non esiste quindi una limitazione alla loro realizzazione. ● Antenne e apparati tecnici: vanno po- sizionati in modo da essere il meno visibili possibile dalla strada; sono vietate le antenne paraboliche in facciata; per ogni condominio è consentita una sola antenna; gli apparati tecnici devono essere nascosti dal verde e mimetizzati. ● Spazi comuni: viene introdotto l’obbligo di vincolarne l’uso e di suddividerli tra residenziali e non residenziali: si tratta di un vincolo legale della destinazione permanente a spazio comune, ai fine di contribuire a migliorare la qualità dell’abitato. linea direttta Double A Promotion, non è stato solo un evento mediatico per sensibilizzare l’opinione pubblica. La musica ha tante funzioni. Altro punto di interesse risiede nella possibilità di vedere nella musica uno strumento terapeutico di supporto. La musicoterapia si propone proprio questo obiettivo. Una testimonianza di un noto musicoterapeuta: Robeto Bellavigna (http://robertobellavigna.blogspot.com) ci ha permesso di scoprire come la musica possa rappresentare una vera e propria terapia di supporto a questa patologia. Molta strada rimane ancora da fare per trovare una cura alla malattia, ecco che nasce l’esigenza di avere un supporto che vada a toccare le “note” emotive della persona. Sono molti i casi nei quali il malato di Alzheimer è in grado di ricordare melodie e spesso anche parole di canzoni che hanno rappresentato la colonna sonora della sua vita. La spiegazione che gli esperti danno a questo fenomeno è che la musica è in grado, attraverso le sue alte potenzialità, di raggiungere la parte emotiva dell’individuo accarezzando anche quella cognitiva. “Il musicoterapeuta diventa ambasciatore di una cosa bella che puó condividere con i malati; il potere del suono che restituisce al demente ponti privilegiati di comunicazione (Musicoterapica con il malato di Alzheimer)”. Si tratta di un libro-documento sulle varie esperienze di un gruppo di musicoterapeuti, provenienti da tutta l’Italia, che da anni lavorano con anziani e malati di Alzheimer e si sono riuniti in un’associazione denominata Pam (Progetto Anziani Musicoterapia) www.pamonline.it . Il testo è pubblicato dalla Federazione Alzheimer Italia con la collaborazione dell’Associazione Pam (Progetto Anziani Musicoterapia). Il percorso terapeutico si basa sull’ascolto dell’altro per cercare di scoprire come questo viva la realtà con lo scopo di far emergere l’identità sonora del malato. Gli obiettivi principali possono essere riassunti in tre tipologie di recupero: cognitivo, motorio e di integrazione sociale. Il terapeuta adotta un approccio differenziato a seconda della personalità , ricettività e propensione del malato stesso. Il percorso è strutturato attraverso sinergie con equipe di animatori, fisioterapisti, medici e nello specifico geriatri. L’analisi in itinere a livello comparato permette di raggiungere risultati soddisfacenti migliorando sensibilmente la qualità della vita del malato. In questo senso la musica si fa strumento escatologico: cattura l’identità del passato, la ridisloca nel presente e si propone come mezzo di comunicazione nel futuro, tessendo un ”filo sonoro” dall’ospite al conduttore e viceversa. MilanoRisparmia pag. 7 Nuove chance per gli over 40 Un progetto che coinvolge una vasta area della Provincia di Milano per ridurre il rischio di espulsione degli over 40 dal mondo del lavoro Nel corso di un Forum Territoriale dell’Area Est Milano è stato presentato agli operatori sociali, economici e istituzionali milanesi e alle associazioni di rappresentanza il “Progetto Chance”, un’iniziativa che vede come partner la Provincia di Milano. Scopo dell’iniziativa è affrontare il problema della discriminazione di precise categorie di lavoratori e lavoratrici, attraverso la facilitazione e lo sviluppo di condizioni che siano di stimolo e incentivo al prolungamento della vita lavorativa del target individuato. All’origine dell’intervento, la necessità di contenere il fenomeno dell’esclusione e/o espulsione dal mercato del lavoro della fascia di persone appartenenti alla categoria “over 40”. Il bacino di intervento comprende 129 comuni (68,3 per cento) della Provincia di Milano, rientranti nell’ambito di competenza di sette Centri per l’Impiego: Cesano Maderno, Legnano, Magenta, Melzo, Rho, Sesto San Giovanni e Vimercate. In quest’area, sono evidenti problemi di strategia e di adattamento alle rapide trasformazioni del lavoro dovute all’introduzione di nuove tecnologie e all’invecchiamento progressivo della popolazione. Oltre alla partecipazione attiva della Provincia di Milano, altri dodici partner nazionali: Euroimpresa Legnano, Agintec, Consorzio Area Alto Milanese, Centro Sviluppo Piccola e Media Impresa, Centro Lavoro Nord Ovest Milano, Centro di Iniziativa Europea, Consorzio per l’Istruzione e la Formazione Artigiana, Comunimprese, Emil-Est Milano Impresa e Lavoro, Eurolavoro, Milano Metropoli e Pa- ri e Dispari. L’iniziativa prevede anche una cooperazione transnazionale dedicata prevalentemente al confronto delle metodologie e delle prassi individuate con partner stranieri. Il “Progetto Chance” coinvolgerà operatori e aziende presenti sul territorio al fine di fornire agli operatori strumenti e procedure certificate e permanenti per intervenire in modo efficace nel prolungamento della vita attiva degli over 40. Ma fornirà anche alle aziende strumenti per migliorare l’adattabilità e la gestione del fattore età, sviluppando una cultura relativa alla convenienza nel prolungamento della vita lavorativa. Infine, il progetto desidera creare una rete territoriale di strutture operanti nel campo dei servizi per l’impiego. Obiettivo del Forum è invece favorire la creazione di un network territoriale capace di confrontarsi, progettare e gestire specifici interventi sul tema dell’adattabilità, al fine di dare la possibilità ai soggetti over 40 di accedere a servizi che favoriscano il prolungamento della loro vita lavorativa. «Il presupposto dell’attività di questo progetto», afferma Mario Palermo, amministratore delegato di Emil, «è lo studio del “sistema lavoro” inteso come analisi della gestione del fattore età all’interno di organizzazioni aziendali, delle competenze dei lavoratori, nonché del luogo stesso di lavoro, in modo da evidenziare elementi e azioni che riducano l’esclusione dei soggetti over 40 occupati e non occupati e scongiurino il fenomeno dell’obsolescenza professionale». Il Progetto Chance ha anche quale fatto- re trasversale all’intera iniziativa, lo studio della dimensione di genere: verranno valutati i bisogni specifici delle donne e presi in considerazione ulteriori interventi necessari a fronteggiare e superare il fenomeno di discriminazione individuato. Il Forum Territoriale Est Milano ha visto la partecipazione di Mario De Gaspari, sindaco di Pioltello; Giusi Stella, Responsabile Centro Lavoro Emil scrl; Romano Calvo, docente della Facoltà di Sociologia dell’Università Statale di Milano-Bicocca; Pina Madami, Presidente Pari e Dispari srl, e Mario Palermo, Amministratore Delegato Emil scrl. Est Milano Impresa e Lavoro (Emil) è una società consortile a responsabilità limitata promossa dalla Provincia di Milano, dai Comuni del Est Milano per sostenere lo sviluppo territoriale attraverso la valorizzazione delle risorse umane e del sistema produttivo locale. Emil è diventata operativa nel 2004 con la gestione dello Sportello Unico per l’Imprese del Est Milano e con l’attivazione di un innovativo sistema integrato di servizi per le imprese, per il lavoro e per la formazione che coinvolge tutta l’area. L’Est Milano si estende tra la Martesana e l’Adda, comprende 30 Comuni milanesi con una popolazione complessiva di circa 300.000 cittadini e un sistema produttivo costituito da più di 23.000 aziende. Per ulteriori informazioni ci si può rivolgere direttamente alla società Emil tel. 02/95.73.12.58, [email protected] (www.emilsviluppo.it). (tratto da www.vita.it) Il Comune di Milano e Piaggio collauderanno insieme una nuova generazione di scooter ibridi a basso impatto ambientale Alternative per il traffico della città Martedì 11 aprile, nella sede del Comune, a Palazzo Marino, un incontro tra il sindaco Gabriele Albertini, l’Assessore ai trasporti e mobilità, Giorgio Goggi, il presidente del Gruppo Piaggio, Roberto Colaninno, e l’amministratore delegato, Rocco Sabelli. L’incontro a Palazzo Marino era finalizzato a firmare un protocollo d’intesa tra il Comune e Piaggio per sviluppare la mobilità individuale sostenibile, accordo rivolto in particolare a una gestione del traffico urbano che sviluppi l’uso di veicoli a due ruote a basso impatto ambientale. Il Gruppo Piaggio ha consegnato alla città di Milano, in prima assoluta, due prototipi di scooter “HyS”, nuovi veicoli ibridi termico/elettrici che l’amministrazione comunale sperimenterà congiuntamente al produttore. I modelli presentati hanno il carica batterie integrato nell’elettronica e consente la ricarica delle batterie di trazione sia in esercizio sia da rete elettrica (220V). La collaborazione, come previsto da protocollo, potrà poi riguardare anche provvedimenti a favore di questi mezzi, tenuto conto che il Comune partecipa sempre ai bandi del ministero dell’Ambiente per il rilascio e il rinnovo di incentivi di questo tipo. Sviluppato in due diversi prototipi, sulla base dei modelli Vespa LX50 e X8125, l’Hybrid Scooter di Piaggio non è semplicemente uno “scooter con due motori, ma rappresenta invece un diverso concetto di motorizzazione che integra, in modo innovativo, la tradizionale propulsione termica con quella elettrica a impatto zero. Il Comune, inoltre si impegerà a studiare un piano per la creazione di stazioni per permettere la ricarica dei mezzi. la parola agli esperti MilanoRisparmia pag. 8 Ecco le spese deducibili dal reddito Oneri deducibili dalla dichiarazione dei redditi delle persone fisiche di Gian Piero Sala Con l’approssimarsi della scadenza del termine per il pagamento delle imposte sul reddito delle persone fisiche (Ire), giova rammentare quali sono gli oneri deducibili che vanno a ridurre la base imponibile, e che sono classificabili principalmente in tre categorie: I. Oneri per i quali è riconosciuta la detrazione del 19 per cento; vale la pena ricordare che il sistema della detrazione d’imposta, a differenza della deduzione, non comporta la sottrazione della spesa sostenuta direttamente dal reddito, bensì il riconoscimento di una minor imposta da corrispondere, pari al 19 per cento dell’onere medesimo. II. Oneri deducibili dal reddito com- plessivo. II. Spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio per le quali spetta la detrazione del 41 per cento o del 36 per cento e quelle relative alla manutenzione e salvaguardia dei boschi per le quali spetta la detrazione del 36 per cento. Va precisato che le detrazioni e le deduzioni sono ammesse solo se gli oneri sono stati sostenuti nel 2005. Vige, pertanto, il cosiddetto principio di cassa e non di competenza. Il servizio è a cura dello Studio Sala Riva & Associati (www.salarivaeassociati.com). Inviate i vostri quesiti all’indirizzo: [email protected] e un esperto vi risponderà. PRINCIPALI ONERI DETRAIBILI NON RESIDENTI ONERI DETRAIBILI DALL’IMPOSTA LIMITI DI DETRAIBILITÀ Interessi passivi, oneri accessori corrisposti a residenti in Italia o nella U.E. per: 1 - mutui agrari, entro il reddito dei terreni dichiarati Sì No No 2 - mutui ipotecari stipulati dal 1993 per acquisto di abitazione principale del contribuente (o dei suoi familiari, dal 2001) a patto che l'immobile sia a ciò adibito entro 1 anno dall'acquisto e che l'acquisto sia avvenuto nell'anno precedente o successivo al mutuo 100% 4 - mutui dall'1/1/1998 per costruzione dell'abitazione principale ¤ 2.582,28 (1) Spese per mezzi necessari all'accompagnamento, alla deambulazione, alla locomozione ed al sollevamento nonché i sussidi tecnici ed informatici rivolti a facilitare l'autosufficienza di portatori di menomazioni permanenti, compresi motoveicoli e autoveicoli Spese veterinarie documentate per animali legalmente detenuti a scopo di compagnia o per pratica sportiva Solo per la parte che eccede i ¤ 129,11 e nella misura max di ¤ 387,34 No Spese per il mantenimento dei cani guida per non vedenti Forfetariamente per ¤ 516,46 No Servizi di interpretariato per sordomuti 100% No Spese funebri per la morte del coniuge, figli, genitori, fratelli, sorelle, suoceri, generi e nuore, per ciascun decesso No Sì No 100% ¤ 6.197,48 No (1) Premi assicurativi per rischio morte o invalidità permanente superiore al 5% o di non autosufficienza ¤ 1.291,14 No Spese sanitarie e per mezzi necessari all'accompagnamento, alla deambulazione, alla locomozione ecc. (sopra indicate) nei casi di patologie gravi No No No Sono detraibili al 100% per la parte che eccede i ¤ 129,11 No ¤ 1.549,37 (1) Spese di istruzione secondaria e universitaria, nei limiti delle tasse e dei contributi di equivalenti istituti statali italiani 100% LIMITI DI DETRAIBILITÀ (1) Spese per asili nido documentate sostenute dai genitori per il pagamento delle rette ¤ 3.615,20 ¤ 2.582,28 ONERI DETRAIBILI DALL’IMPOSTA No Sì 3 - mutui stipulati nel 1997 per interventi di recupero e manutenzione ordinaria e straordinaria su qualsiasi immobile (1) Spese sanitarie: spese mediche (compreso l'acquisto di medicinali) e spese di assistenza sanitaria specifica per cui non è ammessa la deduzione dal reddito e spese chirurgiche, prestazioni specialistiche e protesi dentarie e sanitarie in genere NON RESIDENTI No No No ¤ 632,00 per ogni figlio ospitato Spese di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali vincolati, sostenute dai soggetti obbligati per legge a tali interventi. Qualora le spese non siano invece obbligatorie, va dimostrata la loro necessità con apposita certificazione della sovrintendenza del Ministero per i beni culturali e ambientali 100% Erogazioni liberali in denaro a Stato, enti, fondazioni e associazioni legalmente riconosciute e senza scopo di lucro per studio, ricerca, restauro e documentazione su beni di rilevante valore artistico 100% Erogazioni liberali in denaro a enti, fondazioni, associazioni ecc. che svolgono solo attività nello spettacolo per la realizzazione di nuove strutture o il restauro o il potenziamento di strutture esistenti Erogazioni liberali in denaro a partiti e movimenti politici effettuate mediante bonifico bancario o postale. Non rientra il versamento per il tesseramento Entro il 2% del reddito complessivo 100% dell'importo compreso fra ¤ 51,65 ed ¤ 103.291,38 (2) Erogazioni liberali in denaro a favore di Onlus, popolazioni colpite da calamità o altri eventi straordinari anche se in stati esteri ¤ 2.065,83 (2) Contributi associativi alle società di mutuo soccorso operanti nei settori di cui alla L. 3818/86 per garantire ai soci un sussidio in caso di malattia, impotenza al lavoro o vecchiaia ¤ 1.291,14 (2) Erogazioni liberali in denaro a favore di società sportive dilettantistiche ¤ 1.500,00 (2) Erogazioni liberali ad associazioni di promozione sociale iscritte negli appositi registri ¤ 2.065,83 (2) Erogazioni liberali per iniziative umanitarie, religiose e laiche gestite da fondazioni, associazioni, comitati ed enti specificatamente individuati, nei Paesi non appartenenti all'Ocse ¤ 2.065,83 (1) Dette spese sono detraibili anche se sostenute per familiari a carico. Per le assicurazioni per rischio morte o invalidità permanente superiore al 5% o di non autosufficienza deve comunque essere rispettato il limite complessivo di ¤ 1.291,14 in capo al dichiarante. (2) La detrazione spetta solo se il versamento viene effettuato con bonifico bancario o su conto corrente postale o mediante bancomat, assegno o carta di credito. la parola agli esperti MilanoRisparmia pag. 9 AI DANNI DEI CONTRIBUENTI Per rispondere a una forte domanda di informazione continua il nostro viaggio fra gli strumenti di mercato Difendersi dai tentativi di truffe Fondi comuni di investimento Sono in aumento i tentativi di truffa ai danni dei contribuenti, utilizzando il nome o il marchio dell’Agenzia delle entrate. «Da tutte le regioni d’Italia», dichiara la stessa Agenzia, «ci segnalano un aumento delle telefonate provenienti da fasulli funzionari del fisco, che propongono abbonamenti a fantomatiche riviste edite dall’Amministrazione finanziaria. Sempre più numerosi cittadini, inoltre, ricevono lettere di sollecito per pagamenti di misteriosi plichi». I tentativi di raggiro, dunque, sono sempre più frequenti e le modalità complesse e “raffinate”. L’Agenzia delle entrate raccomanda di informare tempestivamente l’autorità competente o qualsiasi ufficio dell’amministrazione finanziaria presente sul territorio di ogni tentativo di raggiro. Ecco alcune tra i più comuni tipi di truffa di cui si è a conoscenza. ● Abbonamenti: falsi funzionari delle Entrate propongono telefonicamente abbonamenti a riviste inesistenti e a prodotti editoriali dell’Agenzia, o offrono consulenza e prestazioni varie di carattere fiscale. Tutte le pubblicazioni dell’Agenzia sono gratuite e reperibili presso gli uffici delle Entrate o di altri enti pubblici e la loro versione digitale è sempre scaricabile dai siti internet (www.agenziaentrate.gov.it e www.fiscooggi.it) dell’amministrazione. Nessun dipendente, inoltre, è autorizzato a chiedere denaro ai contribuenti e per nessuna ragione, né presso il loro domicilio, né al telefono, né in qualsiasi altro luogo. ● Corriere espresso: vengono chiesti soldi per la consegna a domicilio di notifiche a nome delle Entrate. Fingendosi addetti di corriere-espresso, consegnano - a fronte di una cifra modesta, in genere 10 euro - buste bianche senza logo dell’Agenzia, né indirizzo del destinatario: dicono di effettuare il servizio per conto dell’Amministrazione fiscale, che non sarebbe in grado in questo periodo (secondo questi truffatori), di far fronte all’enorme mole di comunicazioni di irregolarità o di rimborsi da recapitare. Tutte le comunicazioni ai contribuenti, siano esse di irregolarità o dovute ad altri motivi, sono inviate per posta ordinaria senza alcuna spesa a carico del destinatario. Anche il servizio di notifica di cartelle di pagamento, di atti di accertamento e di altri documenti equivalenti - tramite messo notificatore o raccomandata postale - è gratuito. ● Le catene di sant’Antonio via mail: un messaggio di posta elettronica suggerisce un sistema semplicissimo e “legale” per guadagnare molti soldi, inoltrandolo a amici e conoscenti. Il messaggio è firmato con il nome e il cognome di un reale funzionario dell’Agenzia, con tanto di logo, di indirizzo, numeri telefonici e di fax di un preciso ufficio delle Entrate. Si tratta di un falso e resta inoltre misterioso lo scopo di tale fasulla iniziativa. di Giuseppe Cerilli I fondi comuni sono strumenti collettivi di investimento. In pratica,ogni risparmiatore compra le quote del fondo comune e il denaro così raccolto dai vari risparmiatori che hanno comprato quote del fondo stesso viene investito dalla sgr (società di gestione del risparmio), secondo il tipo di fondo, in strumenti monetari, obbligazioni o azioni. È quindi la sgr, attraverso un gestore, a scegliere come investire il patrimonio del fondo. In ogni caso, il patrimonio di ogni fondo è autonomo rispetto al patrimonio della sgr e al patrimonio degli altri fondi gestiti dalla stessa sgr. Quindi, se una sgr gestisce tre fondi comuni differenti (ad esempio un monetario, un obbligazionario e un fondo azionario) ci saranno quattro patrimoni distinti e autonomi: quello della sgr e quello dei tre fondi comuni di investimento. Gli investimenti effettuati con il patrimonio del fondo azionario influenzano solo le performance del fondo comune azionario, ma non quello degli altri fondi; lo stesso vale per tutti gli altri fondi. E la sgr non può usare il patrimonio di uno dei fondi per far fronte a suoi debiti o obbligazioni. Bisogna dire che esistono diverse tipologie di fondi comuni, a seconda del tipo di strumenti in cui investono. In base al modo in cui investono, i fondi possono essere più o meno rischiosi (il loro prezzo può variare maggiormente). Ad esempio, un fondo comune azionario è più rischioso di un fondo comune obbligazionario, che a sua volta è più rischioso di un fondo comune monetario. Fondi comuni più diffusi I fondi comuni azionari sono fondi comuni che investono unicamente e comunque principalmente in azioni. Rispetto all’investimento diretto in azioni offrono il vantaggio della diversificazione: in pratica, invece che comprare solo uno, due, cinque titoli azionari si acquistano, pro quota,decine e decine di azioni:quindi le azioni che si comportano meglio bilanciano le azioni che si comportano male. In modo molto semplice, si scommette su tanti cavalli (tutte le azioni presenti nel fondo) invece che su un solo cavallo (la singola azione). Inoltre, nella misura in cui il fondo investe al di fuori dall’Italia, permette di investire su mercati altrimenti difficilmente raggiungibili per il singolo investitore (pensate come sarebbe difficile per un piccolo risparmiatore investire direttamente in Asia o Nord America, sia per i costi che per la scarsa conoscenza dei titoli azionari quotati). Va comunque ricordato che spesso nei momenti di boom tut- UNA DOVEROSA PRECISAZIONE Nei numeri scorsi abbiamo iniziato un percorso attraverso la conoscenza degli strumenti finanziari. Abbiamo parlato di obbligazioni e di azioni, sperando di aver usato un linguaggio comprensibile e semplice. Nei prossimi numeri approfondiremo la conoscenza degli altri strumenti che i mercati offrono. Dai fondi comuni alla previdenza, dalle gestione patrimoniali ai titoli di stato. Prima di continuare, e lo faremo in questo numero parlando dei fondi comuni, due righe per ribadire e sottolineare quelli che sono stati i propositi che hanno favorito una rubrica come questa all’interno di un giornale che parli di risparmio. Non vogliano sostituirci a nessuno che operi in questo campo e non abbiamo nessuna intenzione di porci come dei consulenti per i vostri risparmi e proporvi strategie o strumenti e servizi finanziari. Il proposito è e rimarrà quello di poter rispondere all’esigenza di informazione. Non solo quindi il giornale come strumento di informazione ma anche come momento di formazione e di conseguenza, di tutela. Un cittadino informato è sicuramente più protetto. te le azioni di un certo indice si muovono verso l’alto (chi più, chi meno), mentre nelle fasi di crisi quasi tutti i titoli calano: di conseguenza, il valore del fondo comune azionario può oscillare molto a seconda di come si muove il mercato azionario (o i mercati azionari) in cui investe (un fondo azionario può tranquillamente crescere del 15 per cento in un anno o scendere del 15 per cento in un anno). Per questo motivo, nel breve periodo i fondi comuni sono prodotti rischiosi, su cui è possibile ottenere elevati guadagni ma che possono portare anche ad elevate perdite. Inoltre, i fondi azionari che investono in titoli non denominati in euro (ad esempio un azionario America o un azionario internazionale), oltre al rischio di variazione dei prezzi delle azioni, espongono al rischio di variazione dei tassi di cambio (se compro un fondo azionario che investe in azioni in dollari rischio che il prezzo dell’azione cali e che il valore del dollaro contro l’euro cali). Nel medio e lungo periodo però le serie storiche dimostrano che un investimento in fondi azionari offre un rendimento maggiore di un investimento obbligazionario, ed è meno volatile. Oltre al rischio del prezzo delle azioni e della valuta in cui sono comprate e vendute, per i fondi comuni azionari esiste il rischio gestore. Supponete di comprare un fondo azionario che investe in nord america: c’è il rischio di oscillazione delle azioni, il rischio dell’oscillazione del dollaro, e c’è il rischio che il gestore del fondo azionario scelto sia meno bravo di altri gestori. Questo rischio non è da sottovalutare: se andate nella banca A probabilmente vi proporranno il fondo azionario della banca A, se lavorate con il promotore della società B vi proporrà il fondo azionario della società B e così via. Ma non è detto che quel fondo azionario sia il migliore o uno dei migliori tra i fondi azionari specializzati in quella certa area/settore economico. Quindi, quando si investe in un fondo comune azionario, si deve essere consapevoli del rischio che ci si assume nel breve periodo e che l’investimento in fondi azionari deve essere effettuato nell’ottica del lungo periodo (indicativamente 8 - 10 anni) per poterne sfruttare al meglio i vantaggi, affidandosi possibilmente a una sgr/gestore che abbia dimostrato di essere capace a fare il suo lavoro. Vari tipi di fondi azionari ● Fondi azionari specializzati per area geografica (fondi azionari italia, fondi azionari area euro, fondi azionari Europa, fondi comuni azionari America, fondi comuni azionari Giappone, fondi azionari Asia, fondi azionari Paesi Emergenti, fondi azionari internazionali o fondi azionari globali). ● Fondi azionari settoriali: sono fondi specializzati in un certo settore dell’economia. I più diffusi sono fondi azionari su industria, servizi, energia, finanza, tecnologia). ● Fondi comuni specializzati sulle aziende con certe dimensioni (fondi small caps o fondi Pmi, fondi blue chips). ● Fondi comuni a gestione attiva e a gestione passiva: i fondi a gestione passiva mirano a replicare l’andamento di un indice di borsa o di un benchmark, i fondi a gestione attiva mirano a far meglio dell’indice di riferimento. Anche se tutti i fondi azionari dichiarano di essere a gestione attiva, molti di loro nei fatti sono a gestione passiva. Per capire se, nei fatti, un fondo è a gestione attiva o passiva basta confrontare la performance annua del fondo con la performance annua del benchmark per un periodo di 7 -10 anni: se i risultati sono molto simili si è in presenza di un fondo azionario che nei fatti è a gestione passiva, anche se etichettato diversamente. (Segue sul prossimo numero). la pagina del Farmaci generici, un bel risparmio L’incremento dell’utilizzo dei generici consentirebbe di ridurre la spesa pubblica per l’acquisto di farmaci del 48 per cento a cura del Movimento dei Consumatori Dallo studio di Steven Simoens dell’Università Katholieke di Leuven, presentato a Bruxelles nel corso dell’annuale conferenza European Generic Medicines Association, risulta che l’incremento di utilizzo dei farmaci generici rispetto ai farmaci griffati per solo dieci principi attivi, consentirebbe di ridurre in Italia la spesa farmaceutica pubblica fino al 48 per cento. Sulla questione, Simoens ha anche fornito alcune raccomandazioni per far sì che il mercato di tali farmaci possa crescere. «Tra queste però ne manca una importante», afferma Rossella Miracapillo, responsabile dell’Osservatorio Farmaci e Salute del Movimento Consumatori. «In Italia esiste un ulteriore ostacolo alla diffusione dei generici: il certificato complementare di protezione che prolunga in maniera anomala il brevetto di molti farmaci». «Il generico (o farmaco equivalente) è un patrimonio dei cittadini», continua la Miracapillo, «e incentivarne la vendita significa per la collettività, nuove risorse che il Sistema Sanitario Nazionale può riversare sui farmaci di ultima generazione, veramente innovativi. I generici rappresentano un cospicuo risparmio per i consumatori. È di pochi giorni fa, ad esempio, l’annuncio che una grande industria farmaceutica ha abbattuto il costo di farmaci a pagamento con la riduzione di quasi il 50 per cento sul prezzo di listino. Di fatto, in Italia non si era mai assistito alla riduzione del prezzo di farmaci a pagamento e in modo tanto consistente, merito dell’immissione in commercio di analoghi generici che hanno innescato immediatamente una forma di concorrenza virtuosa». «Nel nostro Paese», conclude la Miracapillo, «nell’ultimo anno il mercato dei generici ha registrato un miglioramento, ma merita sicuramente una sempre crescente attenzione da parte dello Stato. In quanto alla campagna di informazione a cura dell’Aifa prevista dalla legge finanziaria 2005 al fine di assicurare una corretta informazione sui farmaci generici siamo in attesa di conoscerne le modalità e i risultati». MilanoRisparmia pag. 11 Farmaci contraffatti nelle offerte di acquisto on line Allarme farmaci on line «è vero che in Italia non c’è il pericolo di acquistare farmaci contraffatti attraverso i canali istituzionali come ha dichiarato oggi Gianni Letta durante l’incontro organizzato dai Nas sui falsi farmaci», afferma Rossella Miracapillo, responsabile dell’Osservatorio Farmaci e Salute del Movimento Consumatori, «ma è un dato di fatto che stia aumentando in maniera preoccupante il fenomeno degli acquisti via Internet». Secondo una ricerca presentata dal presidente del Movimento Consumatori Lorenzo Miozzi, nel corso di una tavola rotonda sulla contraffazione tenutasi a novembre 2005, il 65 per cento dei casi di contraffazione di medicinali riguarda i Paesi in via di sviluppo a causa della scarsità di regolamentazione e controllo sull’importazione, produzione e commercializzazione dei farmaci. La contraffazione dei prodotti farmaceutici non è comunque un problema che riguarda solo questi Paesi. In Europa e Nord America ci sono segnali insistenti che il fenomeno è in forte aumento. Gli uffici doganali dell’Ue hanno stimato che nel 2001 siano state sequestrate circa 4 milioni di scatole e confezioni contraffatte, pari al circa il 10 per cento degli oltre 42 milioni di oggetti falsi bloccati alle frontiere. Inoltre, la contraffazione farmaceutica provocherebbe in media la perdita di 17mila posti di lavoro (compreso l’indotto) e un danno economico pari a oltre 2 miliardi di euro. La contraffazione si esplica nella semplice assenza di qualsiasi principio attivo nel medicinale, con dosaggi sballati oppure nella produzione di preparati in condizioni igieniche non ottimali. «Ogni italiano che ha una e-mail riceve in media tre proposte di acquisto di farmaci alla settimana» continua la Miracapillo «e i farmaci più acquistati risultano quelli che servono a incrementare e a migliorare prestazioni sia fisiche sia mentali. I siti da cui provengono le proposte di vendita si trovano in paesi come la Nuova Zelanda, l’Australia, luoghi senza legislazione specifica in merito. Per questo riteniamo necessari accordi transnazionali, per il coordinamento delle normative e che aumentino i controlli ispettivi per le merci in arrivo, specie quando si tratta di farmaci. Inoltre, ribadiamo la necessità che i consumatori siano informati sull’attività di controllo degli organismi preposti e siano messi al corrente dei sistemi di prevenzione, ma soprattutto sui rischi cui vanno incontro con l’assunzione di farmaci acquistati via Internet o in canali non ufficiali». Il Movimento Consumatori informa News dal sito www.movimentoconsumatori.it PER I CORRENTISTI DI BANCOPOSTA Poste italiane sigla accordo con i consumatori Grazie all’accordo siglato con le associazioni dei consumatori (Acu, Adiconsum, Adoc, Adusbef, Altroconsumo, Arco, Assoutenti, Casa del Consumatore, Centro Tutela Consumatori e Utenti, Cittadinanzattiva, Codacons, Codici, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori Acli, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori) dal 1° aprile 2006 i correntisti BancoPosta potranno fare domanda di conciliazione per risolvere controversie relative al conto corrente o essere risarciti per un disservizio. La domanda sarà esaminata da una commissione di conciliazione, composta da un rappresentante di Poste Italiane e un rappresentante delle associazioni scelto dal cliente che redigerà un verbale con un’ipotesi d’accordo. Se la proposta di conciliazione sarà accettata dal cliente, sarà ratificata in un atto che estinguerà la controversia. Entro 90 giorni, Poste Italiane accrediterà quanto pattuito sul conto BancoPosta del cliente oppure gli invierà un assegno postale vidimato. Il procedimento di conciliazione si concluderà, comunque entro 90 giorni dal ricevimento della domanda. Per richiedere la conciliazione basta compilare il modulo disponibile negli uffici postali, nelle sedi locali delle associazioni o sul sito www.poste.it. Per ulteriori informazioni si può chiamare il numero gratuito 803.160 oppure contattare il Movimento consumatori di Milano al numero 02.33.60.30.60. DAL VINITALY si - assistenza nella scelta, né attraverso una semplice ma meditata divisione del vino tra gli scaffali, né attraverso un addetto alla vendita specializzato. Dunque, la Gdo dovrebbe lavorare ancora per arrivare a formule adeguate di assistenza al consumatore durante l’acquisto». Tavola rotonda Vino e Gdo Le vendite di vino nella grande distribuzione (Gdo) nel 2005 erano il 62% del totale con una crescita dell’1% rispetto all’anno precedente: è quanto emerge dalla tavola rotonda organizzata da Veronafiere nell’ambito di “Vinitaly”, cui hanno partecipato Mc e i rappresentanti dei produttori della Gdo. Durante il suo intervento Lorenzo Miozzi, presidente del Movimento Consumatori, ha posto l’accento sul fatto che fino a poco tempo fa, l’acquisto del vino era un piacere di cui potevano godere in pochi, ma oggi, anche grazie alla vendita del vino nella Gdo, questo “prodotto” è accessibile al consumatore che ha la possibilità di trovare tra le innumerevoli bottiglie contenute negli scaffali quella che più lo soddisfa. «Proprio la Gdo contribuisce alla diffusione della cultura del vino», ha sottolineato Miozzi, «con una politica che sembra assicurare un giusto rapporto qualità/prezzo, ma a questo riguardo bisogna porre attenzione alla pratica concorrenziale che rischia di ridurre la qualità del prodotto per garantire un prezzo sempre più basso». «Inoltre», ha concluso il presidente di Mc, «il consumatore che oggi si avvicina allo scaffale e vuole prendere una bottiglia di vino, non ha - se non in pochi ca- FINO A 15.000 EURO DI DANNI Conciliazione Rc auto È un’iniziativa dell’Ania (Associazione delle imprese di Assicurazione), del Movimento Consumatori e di altre associazioni dei consumatori per risolvere in modo extragiudiziale, semplice e veloce le controversie con danni fino a 15.000 euro. Se il consumatore è in disaccordo con un’impresa assicurativa sulla gestione di un sinistro automobilistico - la cui richiesta di indennizzo non superi l’importo di 15.000 euro - può presentare un reclamo scritto direttamente alla propria compagnia di assicurazione. Nel caso in cui il consumatore non riceva risposta dalla propria compagnia entro 30 giorni o non sia soddisfatto della soluzione presentata può richiedere di essere seguito gratuitamente nella conciliazione dal Movimento Consumatori. Tale procedura dovrebbe consentire ai consumatori di evitare i tempi e le spese della giustizia e di ottenere il risarcimento dovuto nel minor tempo possibile. Per ulteriori informazioni www.ania.it oppure rivolgersi al Movimento Consumatori di Milano. MilanoRisparmia pag. 12 la pagina dei consumatori di Ennio Marino I soldi incassati con le multe Antitrust sono finiti un po’ a tutti: Regioni, Unioncamere, Guardia di Finanza, Agenzia delle Dogane, biodiesel. Persino a vantaggio di quelle banche sulle quali l’Antitrust ha aperto un’indagine e di quelle assicurazioni che dall’Antitrust furono multate nel 2000 per 700 milioni di lire. 11 milioni risultano addirittura mai impegnati. Nel triennio 2003-2005 sono stati destinati ai consumatori 135,7 milioni di euro dal ministero delle Attività Produttive: l’Antitrust, infatti, eroga le sanzioni ma è il Tesoro che incassa i soldi, girandoli poi al ministero che, sentite le Commissioni Attività Produttive di Camera e Senato, decide a chi destinarli. Di questi 135,7 milioni destinati ai consumatori, il 21 per cento, cioè 15,7 milioni (decreto 2003, erogati solo in parte), sono andati alle associazioni dei consumatori, per progetti in genere di pura informazione: 11,9 a quelle iscritte al Cncu, il Comitato consumatori e utenti, e 3,8 alle associazioni locali. Più della metà dei fondi, il 54 per cento (73,8 milioni), è rimasta di fatto in capo ai ministeri dell’Economia e delle Attività Produttive. All’Economia giacciono 27,7 milioni (dato 2005), 11 milioni perché - come detto mai impegnati e 16,7 milioni perché destinati alla copertura finanziaria necessa- A chi è andata la multa antitrust Fondi a Unioncamere, Guardia di Finanza, Agenzia delle Dogane, biodiesel ma anche ad assicurazioni e banche ria all’ampliamento del contingente di biodiesel defiscalizzato: in sostanza, per abbattere le tasse. Gli altri 46,1 milioni (tutti erogati) risultano invece in capo all’Istituto per la promozione industriale (Ipi): il braccio operativo del ministero delle Attività Produttive. L’Ipi, poi, li smista: 34,6 al Fondo di garanzia per il credito al consumo, un milione al Fondo antiusura, uno al Cncu, uno e mezzo al fondo di rotazione prestito e risparmio turistico. E cinque milioni vanno a una campagna per la lotta alla contraffazione, due e mezzo all’Osservatorio prezzi, 500 mila euro a un’indagine sulle tariffe. Il resto del “fondo consumatori” è variamente ripartito: 23 milioni di euro, il 31 per cento del totale, sono andati alle Regioni, per progetti di assistenza ai consumatori, con destinazione su base terri- toriale, non sull’effettiva validità dei progetti. Sono poi stati destinati 10 milioni nel 2004 (e non ancora erogati) a Unioncamere, per il progetto “sportelli di conciliazione” che favorirà le risoluzioni stragiudiziali delle controversie, con tariffe speciali, promuovendo, inoltre, sportelli informativi con più personale. Altri due milioni e mezzo sono stati assegnati alla Guardia di Finanza, per controlli su sicurezza prodotti, consorzi a premio e osservatorio prezzi. Due milioni sono andati all’Agenzia delle Dogane, per il “progetto Falstaff”: collaborazione in materia di armonizzazione dei mercati cioè lotta alla contraffazione. Ma il paradosso è che, seppure indirettamente, i fondi dei consumatori siano finiti anche a vantaggio di banche e assicurazioni. Alle banche un quarto (il 25,5 per cento) dei fondi complessivi, cioè 34,6 milioni di euro (dei quali 31 versati), è andato a costituire il Fondo di garanzia del credito al consumo, un fondo che dimezza il rischio degli istituti di credito, coprendo infatti fino al 50 per cento del rischio-sofferenze sui microprestiti (fino a 3 mila euro in quattro anni) che le banche concedono, a tassi inferiori al Taeg della Banca d’Italia, ai cittadini con reddito familiare sotto i 15 mila euro. Insomma, tassi congrui e soldi a tutti, finalmente. Ma il rischio lo pagano per metà i consumatori. Al fondo, operativo dal 19 settembre, hanno aderito finora 27 banche (fra cui Intesa, Banca di Roma e Popolare di Milano). Con questa iniziativa tutti hanno accesso al credito a tassi agevolati. Quanto alle assicurazioni, sono stati destinati all’Isvap, l’ente che le controlla, 7 milioni da multe 2004 (erogati 1,5 milioni) per il “progetto check box”. È la scatola nera che da tempo le compagnie vogliono montare sulle auto per valutare i comportamenti dei guidatori. Il progetto prevede una sperimentazione su un campione di automobilisti, che in cambio avranno uno sconto del 10 per cento sulla polizza. Ne nascerà una sorta di banca-dati che sarà poi usata proprio dalle assicurazioni e che servirà ad abbassare le tariffe per i guidatori meritevoli. Ma il vantaggio per i consumatori è solo teorico. News dal sito www.adiconsum.it Legge sull’usura Adiconsum ha inviato ai gruppi parlamentari un Proposta di Legge per combattere il problema del sovraindebitamento, problema che sta assumendo anche in Italia dimensioni sempre maggiori.Adiconsum aveva già partecipato alla stesura della Legge 108/1996: tale Legge si proponeva di affrontare e combattere il problema dell’usura. Uno dei mezzi è rappresentato dalla costituzione di un Fondo di Prevenzione dell’Usura (ex art. 15 Legge 108/96), che serve ad aiutare tutte le persone che si trovano in una situazione di sovraindebitamento tramite l’erogazione di un prestito di cui l’Adiconsum si fa garante. Nell’ambito dell’attività del fondo di prevenzione usura e di tutela dei consumatori nei confronti del sistema creditizio e finanziario è risultato sempre più evidente lo sviluppo, anche se in misura meno marcata rispetto alla situazione dei paesi nordici, del fenomeno del sovraindebitamento delle famiglie (e delle micro e piccole imprese). Nello specifico, la Proposta di Legge prevede l’istituzione di un concordato con i creditori: per concordato con i creditori si intende il piano di ristrutturazione dei debiti che deve essere approvato dal debitore e da almeno il 70% dei creditori che rappresentino i 3/4 dell’ammontare complessivo dei crediti. In ogni caso per valutare se sussistono i presupposti per accedere alla Procedura, e quindi per trovare un accordo con i creditori, andrà tenuto conto non solo dei redditi e del patrimonio della persona fisica che propone la domanda di accesso ma altresì dei terzi, preferibilmente appartenenti alla famiglia del sovraindebitato, i quali prestano il loro consenso ad assumere la veste di garanti nei confronti dei creditori del sovraindebitato con tutti o parte dei loro beni mobili o immobili. L’approvazione di questa Legge rap- presenterà l’ultimo tassello nella tutela delle famiglie in difficoltà economiche insieme alla 108/96, al Consulente Economico della Famiglia e a tuttel le normative in materia degli enti locali. tiva (ferma al Senato dal luglio 2004), sarebbe enormemente semplificata la tutela giudiziaria di tutti i consumatori truffati per i quali attualmente è molto più difficile vedere riconosciuti singolarmente i propri diritti. Contraffazioni Risparmio-Eurispes «La contraffazione dei prodotti non è un problema nuovo» ha dichiarato il segretario generale Adiconsum Paolo Landi commentando l’accordo odierno tra Gdf e Alto Commissario «è un fenomeno in forte crescita, legato alla delocalizzazione delle produzioni e alla globalizzazione dei mercati». Adiconsum giudica quindi positivamente l’accordo stipulato, ma occorre fare di più: i controlli fatti a campione alla dogana possono far diminuire la quantità di merce contraffatta che entra nel nostro paese, su cui successivamente vengono apposti i marchi delle nostre aziende. Solo così è possibile proteggere il made in Italy e i consumatori stessi. «La situazione si fa ogni giorno più grave» ha dichiarato il segretario generale Adiconsum Paolo Landi commentando i dati rilasciati oggi dall'Eurispes a proposito di risparmio «la ripresa si fa ogni giorno più lontana e sempre di più sono le famiglie a rischio sovraindebitamento ed usura». Il crollo della propensione al risparmio (meno 40% in soli cinque anni) purtroppo non ci coglie di sorpresa, e tanto meno dovrebbe cogliere di sorpresa il Governo; Adiconsum lo ripete ormai da mesi: la sfiducia nelle istituzioni finanziarie e un inflazione reale ben al di sopra del 2,1% rilevato dall'Istat, hanno cambiato profondamente le abitudini delle famiglie italiane. Sono sempre meno quelle che riescono a mettere da parte qualcosa alla fine del mese, ma ancora di più sono quelle che per arrivarci devono fare ricorso al credito al consumo in maniera sempre maggiore (preoccupano slogan come "acquista oggi e paghi tra 12 mesi), senza essere sicuri di "rientrarci" allo scadere dei prestiti: ciò comporta un maggior rischio di sovraindebitamento da parte delle famiglie e per alcune la possibilità di cadere nelle mani degli usurai. Un altro segno della crisi è il continuo ricorso agli hard-discount per la spesa alimentare: una scelta per poter mantenere uguale la quantità a scapito della qualità. Chiediamo quindi al Governo di cambiare la rotta attuale e mettere in campo gli strumenti necessari alla difesa del potere di acquisto dei dipendenti, dei pensionati e degli atipici. Caro Prodi... «L’approvazione in tempi brevi della class-action» ha dichiarato il segretario generale Adiconsum Paolo Landi a margine dell’incontro avuto prima delle elezioni con il candidato dell’Unione Prodi «è una scelta imprescindibile del prossimo Governo». Adiconsum ha chiesto a Romano Prodi di prendere un impegno verso tutti i consumatori truffati da pratiche commerciali scorrette, come ad esempio le attivazioni di servizi non richieste effettuate da Telecom, e verso le vittime dei noti crack finanziari: l’approvazione della class-action nei primi cento giorni del futuro Governo. Con l’introduzione nel nostro ordinamento dell’azione collet- chiamamilano MilanoRisparmia pag. 13 tadinidanza milanese. Il prezzo del biglietto (10 euro) sarà totalmente devoluto al pagamento dei ricorsi al Tar. L’associazione si sta battendo per ottenere la riduzione drastica della volumetria dell’edilizia privata, il rispetto delle altezze degli edifici esistenti (le nuove costruzioni dovranno inserirsi in modo armonico nel quartiere), la restituzione della zona alla città, per utilizzi pubblici e di sviluppo culturale e scientifico e l’area verde promessa da ECCO COME SAREBBE. Simulazoine delle torri viste da piazza Giulio Cesare. Una sera per pensare una città da vivere Raul Cremona, Patrizio Fariselli (Area), Dario Fo, Ricky Gianco, La Famiglia Rossi, Gianfranco Manfredi, Renato Sarti, i Vallanzaska, Lucia Vasini e Roberto Vecchioni sotto la conduzione di Gianni Barbacetto. Uno spettacolo? Non solo. Un’occasione di incontro e rifles- di Irene Cervasio Si terrà presso il Teatro dell’Arte di via Alemagna a Milano lo spettacolo “fierainmente”: guidati da Velia Mantegazza si alterneranno sul palco Gigio Alberti, Andrea Brambilla (in arte Zuzzurro), sione? Anche! Il vero senso della serata sarà uno: la solidarietà con l’associazione “Vivi e Progetta un’Altra Milano”, che sta lottando per opporsi al progetto che coinvolge i 314.000 metri cubi dell’area della “vecchia” Fiera attraverso ricorsi al Tar e sensibilizzazione della cit- più parti per la realizzazione di un complesso armonico e rispondente alle esigenze dei cittadini. Tutto questo e molto altro è racchiuso in una serata che si muoverà tra il sorriso e il sarcasmo, ma che vuole essere un’occasione per partecipare allla vita e al cambiamento di Milano. Ovviamente l’impegno non si riduce a questa serata: l’associazione “Vivi e progetta un’altra Milano” aspetta forze, suggerimenti e idee per continuare a tenere alta l’attenzione e la partecipazione alle scelte che cambiano la forma e la sostanza della città. Per informazioni visitare il sito Internet quartierefiera.org. Per prenotazioni [email protected]. Dati qualità dell’aria rilevati durante il progetto di educazione ambientale educaria PM10: l’inquinamento a Milano degli ultimi quindici giorni rilevazione PM 10 dal 27 marzo al 10 aprile 2006 100,0 90,0 80,0 70,0 60,0 50,0 PM 10 40,0 30,0 20,0 10,0 0,0 27 - 03 20 28 06 - 03 20 06 29 - 03 20 30 06 - 03 20 31 06 - 03 20 06 1- 04 20 06 2- 04 20 06 3- 04 20 06 4- 04 20 06 5- 04 20 06 6- 04 20 06 7- 04 20 06 8- 04 20 06 9- 04 20 06 10 - 04 20 06 All’inizio del 2003 Chiamamilano si è dotata di un laboratorio mobile per il monitoraggio della qualità dell’aria. Nell’arco di oltre 2 anni di attività, il laboratorio ha effettuato più di 30 campagne di monitoraggio, su tutto il territorio milanese, muovendosi su richiesta dei cittadini e verificando, in modo completamente gratuito, lo stato della qualità dell’aria in siti di monitoraggio che rispecchiano reali situazioni dove le persone vivono e lavorano: cortili di abitazioni, scuole, palestre e parrocchie. Da marzo 2005, il laboratorio è stato impiegato nel progetto di educazione ambientale “Educaria”, e per la prima volta in Italia verrà misurato anche il PM 2,5 (le cosiddette polveri ultrafini).La strumentazione analitica utilizzata è certificata dal Cnr, dall’Epa Usa e dal Tüv tedesco per la rilevazione di particolato atmosferico, benzene, toulene, xileni, etilbenzene, ozono, e ossidi di azoto. Il laboratorio mobile è inoltre dotato di una stazione meteo per il rilevamento continuo di pressione e temperatura atmosferica, umidità relativa e radiazione solare globale. I cittadini che desiderano un controllo della qualità dell’aria nella propria zona di Milano potranno inviare le proprie richieste a: Chiamamilano, tel. 02.76.39.86.28oppure scrivere a [email protected]. DATI INQUINAMENTO. Dati rilevati dalla centralina fissa situata in via Vico. Normativa PM10 in vigore dal 01/01/2005: 50µg/m3, valore limite nelle 24 ore per la protezione della salute umana - Il particolato PM10 viene campionato in continuo per 24 ore, da mezzanotte a mezzanotte del giorno successivo. I valori sono espressi in µg/m3 (microgrammi/metrocubo). Bisogno di flessibilità? C’è Duttilio. Duttilio di Agos è il primo e unico prestito flessibile. Nel corso del finanziamento potrai: SALTARE UNA RATA VARIARE L’IMPORTO DELLA RATA MODIFICARE LA DURATA DEL RIMBORSO Ogni modifica è completamente gratuita e il tasso d’interesse non cambia! Con Duttilio puoi chiedere fino a 30.000 euro per un massimo di 84 rate, a tasso sempre bloccato anche se fai qualche modifica, e puoi estinguere anticipatamente il prestito senza alcuna penale. L’accettazione della richiesta è subordinata all’approvazione da parte di Agos Spa. Per le condizioni contrattuali fare riferimento ai “fogli informativi” disponibili presso le nostre filiali o sul sito Internet. Questa offerta ha natura di messaggio pubblicitario e non è cumulabile con altre promozioni Agos Spa in corso. Esempio: 30.000,00 € in 84 rate, rata 486,85 €, Tan 7,91%, Taeg 8,34%. 800 19 90 50 Da lunedì a venerdì, dalle 8.30 alle 21.30 sabato dalle 8.30 alle 16.00. www.duttilio.it servizi on line MilanoRisparmia pag. 15 Le difficoltà del muoversi a Milano Il forum in cui si parla Come difendersi dalle allettanti promozioni di troppi gestori telefonici di tutte le Noi consumatori e Infostrada problematiche relative Rcm, nella sezione “Noi Consumatori” ha messo a disposizione uno spazio di dialogo per sollevare e discutere insieme di problemi comuni a molti cittadini in quanto consumatori. Un messaggio ha portato alla luce un problema riscontrato col gestore telefonico Infostrada. Un consumatore ci scrive di aver aderito a una promozione di Infostrada a fine ottobre 2005 e ora si ritrova da mesi senza linea telefonica. L’offerta speciale proponeva una linea telefonica che permetteva di fare telefonate illimitate ai numeri “fissi” e connessione Adsl flat a soli 40 euro senza dover più pagare il canone Telecom. Peccato che dal giorno 9 novembre, in cui ci sarebbe dovuto essere il passaggio della linea dalle centraline Telecom a quelle Infostrada, l’utente non ha più una linea telefonica e nemmeno l’Adsl. Il consumatore ha subito sollecitato il servizio di assistenza Infostrada che, oltre ad avere tempi di attesa medi superiori ai 20 minuti, ha dichiarato di dover fare delle verifiche congiunte con i tecnici Telecom per arrivare alla risoluzione del problema, fissando per il 28 novembre un intervento alla centrale per la risoluzione definitiva del disguido. Il giorno seguente però la linea telefonica non era stata ancora ripristinata. Dopo l’ennesima chiamata all’assistenza, che non ha saputo spiegare il motivo del mancato intervento, è stato consigliato all’utente di segnalare nuovamente il guasto. Da allora ci sono state altre telefonate ai numeri del servizio clienti (803155 e 155) senza giungere alla isoluzione del problema. Ma non è l’unica segnalazione che ci è pervenuta in merito. I gestori telefonici fanno a gara per accaparrarsi nuovi clienti, offrendo quanto di più vantaggioso hanno in casa per collegamenti a Internet o per chiamate nazionali, ma ci vorrebbe anche una guida che ci tenga lontani da chi è incapace di garantire un’adeguata qualità del servizio e dell’assistenza post vendita. Se anche voi siete consumatori che desiderano essere tutelati, cliccate su www.retecivica.milano.it/noiconsumatori e dite la vostra, fate sentire i vostri reclami e proponete i vostri consigli, probabilmente saranno utili ad altri cittadini. Aderire a una delle tante associazioni di consumatori potrebbe risultare positivo per capire cosa fare per non incappare in qualche disavventura o per districarsi nel caso ci si trovi già intrappolati in chissà quale truffa. Aggregarsi e far sentire le proprie proteste è una strada possibile. alla mobilità a Milano e nel suo hinterland a cura di Fabio Ciccolella Il forum “Muoversi a Milano” viene aperto il 15 dicembre 2005 da un cittadino (Ivan Longhi) tramite brainstorming, l’area dedicata alla definizione dei nuovi temi da discutere on-line. L’obiettivo è di mettere in luce tutte le questioni relative ai mezzi pubblici, al traffico, ai parcheggi e a tutto ciò che riguarda la mobilità della città nell’intera provincia di Milano. Nella discussione “Limitazioni al traffico veicolare privato” si dialoga sull’opportunità d’istituire forme di limitazione della circolazione dei veicoli privati, raggiungendo l’obiettivo di una città esempio di buon senso e tecnologia attraverso leggi mirate in materia di mobilità. L’idea di far pagare un “ticket d’ingresso” è molto discussa. Qualcuno sostiene che già entrare in città, trovare parcheggio e pagare la sosta equivale al pagamento di un ticket; c’è anche chi sostiene che bisognerebbe potenziare e migliorare il trasporto pubblico prima di pensare ad un ticket per i privati. Si dovrebbe infatti garantire loro una risposta efficiente e adeguata nell’utilizzo dei mezzi pubblici, ad esempio attraverso il potenziamento del parco mezzi e delle corse effettuate,la circolazione di mini bus elettrici, almeno nelle zone centrali di Milano, e attraverso l’uso di combustibili ecologici (metano e idrogeno) per ottenere l’obiettivo di un’aria più respirabile. C’è anche la proposta di un referendum, da abbinare alle prossime comunali, per capire e decidere cosa fare in merito al ticket. Arriva poi la proposta di tassare i residenti ed è polemica. Intanto la maggior parte dei milanesi continua a sognare una città più vivibile, senza traffico e senza smog. Nella discussione “Taxi, un mezzo pubblico” si propone di utilizzare il taxi come valida alternativa alla propria macchina, a patto che diventi più accessibile sia per quanto riguarda i prezzi, sia in merito alla disponibilità e velocità di reperimento del mezzo stesso. Un incentivo in più deriverebbe dall’utilizzo di combustibili ecologici o addirittura taxi elettrici. Un fu- turo possibile sul quale si stanno facendo passi avanti, mentre rimane sempre ferma la questione spinosa della liberalizzazione delle licenze. Nella discussione “Parcheggi, box e soste regolamentate” si discute su: “linee gialle” e “linee blu”. Distinzioni che hanno creato maggior problemi di parcheggio rispetto al passato, quando esistevano solo le “linee bianche” in cui tutti potevano parcheggiare. Molti automobilisti che entrano a Milano, puntualmente perdono tempo alla ricerca di un posteggio. Per questo motivo viene chiesto di poter parcheggiare anche negli spazi per i residenti dalle 9 alle 19, restando valido il divieto nelle ore serali e notturne. Questa analisi potrebbe costituire un modo più efficiente di utilizzare il suolo pubblico senza delegittimare assegnatari che durante il giorno utilizzano l’auto per andare a lavoro lasciando libero il proprio parcheggio. C’è chi ribatte dicendo che i posti per i residenti non sono sufficienti: si stima infatti che ogni giorno sono in 50mila a non disporre di un parcheggio “regolare”. Viene portata ad esempio al situazione caotica dei nuovi box in costruzione in Piazza Cardinal Ferrarri – Piazza San Calimero: in questa zona, definita “il quadrilatero delle cliniche”, si denuncia la mancanza di parcheg- gi sia per residenti sia per le persone che vanno a visitare i parenti ricoverati in una delle quattro strutture presenti e l’intasamento delle strade è inevitabile. Il problema dei parcheggi potrebbe essere risolto con l’abbandono delle “cattive abitudini” e attraverso un uso più modico dell’auto da parte di tutti. Facendo due conti, inoltre, si arriva alla conclusione che utilizzare l’automobile costa, in termini di tempo, denaro e ovviamente parcheggio. Ma in molti non vogliono rinunciare alle comodità del proprio mezzo privato, soprattutto per esigenze di lavoro e per la necessità di ovviare all’inefficienza dei mezzi pubblici. Nella discussione “Proposte concrete”, Dario Fo innesca un confronto “sulle priorità e sulla realizzazione di progetti per salvare i milanesi dai danni dell’inquinamento”. È chiaro che occorrono interventi sia immediati, sia di medio-lungo periodo e su più fronti per raggiungere l’obiettivo di un’aria più respirabile. Dal punto di vista dell’inquinamento provocato dal traffico e dallo smog si propongono misure restrittive della circolazione dei mezzi come il blocco del traffico, le targhe alterne, la chiusura del centro storico della città, l’introduzione dei ticket d’ingresso, il potenziamento del trasporto pubblico e l’esten- sione dell’orario di circolazione, un miglior sistema di collegamento tra la città e gli infiniti paesi dell’hinterland, la creazione di piste ciclabili, il divieto d’accesso alla città per i mezzi pesanti. Si potrebbero sperimentare anche altri interventi prendendo come esempio i sistemi gia adottati in altre città europee: il car pooling tipico di Londra o il lavaggio delle strade con acqua della falda per rimuovere le polveri sottili come a Parigi e a Madrid. C’è poi la proposta d’introdurre mezzi elettrici, ma il conseguente problema dello smaltimento delle batterie esaurite causerebbe maggiore disagio: è noto a tutti, infatti, che alcune sostanze presenti nelle batterie sono altamente inquinanti, per questo vengono raccolte nelle discariche ed appositamente trattate attraverso un processo specifico piuttosto costoso. Il rischio è dunque quello di ritrovarci con montagne di batterie da smaltire senza avere i sistemi adatti per farlo. Se arrivassero direttive dall’alto che regolassero e potenziassero i processi di smaltimento dei rifiuti in Italia, forse questa strada sarebbe percorribile. Per quanto concerne l’inquinamento provocato dal riscaldamento basterebbe un po’ di buon senso, rinunciando a temperature tropicali negli uffici e nelle case private e diminuendo di qualche ora l’uso delle caldaie. Sarebbe interessante se arrivassero proposte di caldaie “ecologiche”, sul modello degli accorgimenti a basso impatto ambientale proposti per gli autoveicoli. Altrettanto efficiente risulterebbe l’adozione di pannelli solari, cominciando da edifici pubblici ed uffici. Fermo restando che si possono raggiungere risultati significativi solo se tutte le regioni del nord Italia coinvolte dal problema dell’inquinamento adottassero provvedimenti comuni. Gli elettori comunque chiedono concretezza ai futuri amministratori di Milano. Non è sufficiente indicare nel proprio programma l’intenzione di agire in materia d’inquinamento e traffico, sarebbe invece utile spiegare in che modo s’intende operare, indicando con precisione le aree d’intervento ed il budget disponibile per la realizzazione degli obiettivi: solo così i cittadini potranno valutare la fattibilità ed il possibile successo dell’intervento. I testi completi dei messaggi sono disponibili, come sempre, sul sito www.comunalimilano2006.it. Ricordiamo che potete votare i singoli messaggi, rispondere ed eventualmente lanciare un nuovo tema di approfondimento. Nel forum “Muoversi a Milano” trovano spazio anche le seguenti discussioni: “Gli ex comuni aggregati”, “Riaprire i Navigli”, “Trasporti”, “Lentezza dei mezzi pubblici”, “Il ruolo della bicicletta nelle politiche della mobilità e dell’ambiente urbano”. -12 a Milano. PREZZI RIBASSATI SU 2500 PRODOTTI Per una spesa sempre più conveniente, abbiamo ribassato del 12% i prezzi dei 2500 prodotti più acquistati. Non è una promozione limitata nel tempo, ma una vera e propria diminuzione dei prezzi. SUPERMERCATI PIÙ ACCOGLIENTI Abbiamo rinnovato i nostri supermercati per offrirti una spesa più piacevole e veloce. Troverai tanti nuovi prodotti e un’esposizione chiara e semplice. Il nostro personale sarà lieto di accoglierti e soddisfare ogni tua esigenza. MilanoRisparmia pag. 18 caro vita A Milano, i più cari d’Italia Conti dei dentisti privati alle stelle In Italia le spese dentistiche sono a carico del cittadino. Eppure il diritto alla salute deve comprendere anche la salute della bocca e dei denti. Il Servizio sanitario nazionale interviene d’urgenza solo in pochi casi. Tra dentisti privati di una stessa città ci sono poi differenze notevoli di parcella per un intervento di protesi o di cura dentaria. Meglio dunque non fermarsi al primo preventivo perché i risparmi possono raggiungere anche 1.000 euro. L’inchiesta in questione ha coinvolto 102 dentisti privati di cinque città: Milano, Torino, Roma, Napoli e Palermo. In un’ipotetica classifica della convenienza, Milano è risultata la più cara. Nel capoluogo lombardo una corona in lega preziosa e ceramica può costare da 400 euro a 1.030 euro (727 euro in media); un’otturazione di cavità di prima classe da 50 a 160 euro (112 euro in media); una protesi totale per arcata con denti in ceramica da 800 a 3.000 euro (1.670 euro in media); infine per protesi e cure si spendono in media, rispettivamente 122 e 114 euro. I dentisti privati, dunque, risultano essere i referenti diretti per la gran parte dei consumatori; molto deve ancora essere fatto sul fronte della trasparenza: il paziente deve essere sempre messo al corrente delle alternative di intervento, del piano di cure e gli deve essere rilasciata la cartella clinica. È opportuno ricordarsi di chiedere sempre al dentista la fattura e la dichiarazione di conformità dei materiali impiegati, come garanzia in caso di contestazioni future. Sul piano dell’abusivismo, infatti, il consumatore è spesso indifeso. Tanto più che l’esiguità delle sanzioni verso questa pratica scorretta è intollerabile: chi opera come odontoiatra, infatti, pur non avendo i requisiti, patteggiando la pena rischia solo una sanzione di poche centinaia di euro. Come alleggerire le rate da pagare ogni mese Grazie al “consolidamento dei debiti” si possono estinguere prestiti e mutui esistenti e ottenere un finanziamento nuovo, con pagamenti più leggeri di Rino Burloni Sono 4 milioni e mezzo le famiglie che nel 2004 hanno avviato un pagamento con credito al consumo, per un aumento pari al 15 per cento dei finanziamenti rateali. Secondo i dati di Assoutenti si tratta principalmente di microcrediti. Una tendenza confermata anche nel 2005, almeno stando all’Osservatorio sul credito al consumo di Assofin (l’Associazione degli operatori finanziari): da gennaio ad agosto l’ammontare totale dei prestiti personali è aumentato, infatti, del 28,4 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Per le associazioni dei consumatori il rischio è che ci si indebiti troppo, e per oggetti o servizi che non sono indispensabili. I prestiti per auto e moto, ad esempio, sono saliti dell’8,7 per cento. Oggi si arriva, addirittura, a pagare a rate anche la vacanza. Secondo Assoutenti sono in aumento gli indebitati che ritardano i pagamenti: 500 mila nel 2004, divisi tra coloro che rimandano il pagamento e coloro che non riescono più a sdebitarsi. La soluzione per alleggerire le rate da pagare si chiama “consolidamento dei debiti” e si tratta di uno strumento che ha l’obiettivo di semplificare la vita a chi si è indebitato troppo. In tempi in cui si paga a rate ogni cosa, dal mutuo al finanziamento per l’auto, dalla rata della palestra al prestito per il viaggio fatto in estate, è comune arrivare a scoprire improvvisamente che lo stipendio non basta più e che non si riesce ad arrivare alla fine del mese. È a questo punto che conviene rivolgersi alle società che offrono il consolidamento del debito. La modalità di applicazione del servizio avviene tramite l’estinzione di tutti i debiti esistenti, provvedendo contemporaneamente all’erogazione di un nuovo finanziamento, magari rimborsabile a più lungo termine e con una rata più bassa. Questa prassi è diffusa da tempo nei Paesi anglosassoni, ma si presenta quasi come una novità assoluta per l'Italia, dove è stata introdotta appena l'anno scorso da due colossi del credito: CitiFinancial, finanziaria del gruppo Citigroup, e Ge Money Bank, che fa capo a General Electric Capital. Un esempio di mutuo nuovo per un operaio residente a Milano Sahih A. è un operaio trentenne abitante in una casa di 60 metri quadri in zona Bovisa, abitazione da lui stesso acquistata due anni fa con un mutuo di quasi 80 mila euro. Poco dopo, ha acquistato un altro piccolo appartamento nello stesso edificio, ma questa volta come forma d'investimento. L'ultima spesa, infatti, gli permette di incassare ogni mese, oltre ai 2 mila euro circa di stipendio, anche altri 600 euro come affitto dai suoi inquilini. La richiesta del consolidamento dei debiti è stata fatta da Sahih per un errore commesso ai danni di suo fratello: gli è stato, infatti, intestato anche a lui il mutuo del nuovo acquisto, pur presentandosi solo come garante. È per questo che all’inizio del 2005, quando il fratello di Sahih ha avuto bisogno di chiedere un mutuo per sé, lui ha deciso di estinguere il suo vecchio finanziamento per chiederne un altro. Ha contattato, quindi, Ge Money Bank approfittandone anche per consolidare il prestito ottenuto per la macchina. Così, da marzo scorso, ha cominciato a pagare un’unica rata al posto di due. In più la società, oltre a consolidare i debiti già esistenti, gli ha offerto la possibilità di ottenere un nuovo credito ponendo come condizione essenziale per accedervi la garanzia dell’ipoteca. Il tasso applicato varia a seconda del tipo di cliente e della sua “solvibilità”, cioè della capacità di far fronte agli impegni che si assume. Differenti sono gli importi finanziabili, che possono arrivare al massimo a 26 mila euro, e le scadenze, che non possono andare al di là di sette anni. Infine, i tempi di approvazione del finanziamento sono decisamente lampo, e corrispondono a un’ora dal momento in cui si consegna la pratica completa. I siti internet e i numeri verdi da consultare sono: www.citifínancial.it, tel. 80082.31.41 e www.gecapitalbank.it, tel. 80090.26.90. La signora Paola M., fino a tre anni fa non sapeva neanche come richiedere un prestito. Nel 2002 alla signora viene a mancare il marito e la realtà si presenta in tutta la sua crudezza: nonostante uno stipendio di 3.000 euro e la pensione di reversibilità del marito (1.900 euro) si è trova in difficoltà economica. Il trasloco dalla casa di 260 metri quadri a una grande la metà, il nuovo affitto, la retta della scuola privata della figlia, le assicurazioni, le tasse, inclusa un’inaspettata sanzione per un errore di anni precedenti, hanno fatto lievitare il debito complessivo nei confronti del fisco a 33 mila euro. Dopo essersi indebitata da banche diverse e aver chiesto la trattenuta di parte dello stipendio, Paola M. si rende conto di attuare una strategia che le consente di tamponare le urgenze ma che, allo stesso tempo, la carica di scadenze mensili sempre più pressanti e diversificate. A questo punto CitiFìnancial, che aveva concesso due dei prestiti accesi, contatta la signora proponendole l’estinzione dei due prestiti e l’emissione di un nuovo finanziamento con cui saldare il debito. Il risultato è che ora, al posto di tutte le rate da pagare, l’incombenza è di un’unica rata per i prossimi 5 anni, oltre a quella per la cessione del quinto dello stipendio. Questa operazione consentirà a Paola di gestire l’attuale momento di difficoltà economica, fino all’anno prossimo, quando andrà in pensione e con la liquidazione potrà estinguere uno dei due finanziamenti rimasti aperti. II tutto ha un prezzo, e il tasso d’interesse del 14 per cento lo dimostra, essendo sopra la media rilevata da Banca d’Italia che, per prestiti superiori ai 5 mila euro, è del 12,77 per cento. Il tasso d’interesse si presenta elevato perché relativo a un prestito non garantito da un’ipoteca che, altrimenti, tutelerebbe maggiormente la società finanziaria. Altro discorso è, appunto, chiedere di “consolidare” i propri debiti offrendo in garanzia un’ipoteca: questo è, infatti, il servizio offerto da Ge Money Bank, che si rivolge anche agli stranieri purché vivano nel nostro Paese da almeno un anno e mezzo, con regolare permesso di soggiorno e contratto di lavoro a tempo determinato. caro bolletta NOTIZIE IN BREVE Le offerte per la seconda abitazione Anche per chi ha una seconda casa, che usa solo d’estate e nei fine settimana, Enel ha pronte due nuove tariffe. Disponibile da maggio 2006, l’offerta “Mari e Monti” prevede, per i consumi effettuati in tutti i weekend, in qualsiasi giorno del mese di agosto e nelle festività nazionali, uno sconto del 15 per cento sul costo del kilowattora, concentrando almeno il 26 per cento dei propri consumi di energia elettrica in queste fasce. Si possono risparmiare anche 30 euro l’anno. Già attiva dal 2005, la tariffa bioraria “Due” prevede, da quest’anno, il 10 per cento di sconto del costo del kWh nelle ore dalle 20 alle 7 del mattino dal lunedì al venerdì, nell’intero weekend e nelle festività nazionali (fascia blu). La formula permette di risparmiare fino a 50 euro l’anno ed è rivolta alle famiglie con 3 o più componenti che hanno alti consumi o con una seconda casa utilizzata di frequente. Spazzatura sempre più cara Se fra il 2003 e il 2004 la tassa sull’immondizia è cresciuta del 6,5 per cento, gli aumenti sono destinati a non placarsi, anche per il nuovo modo di conteggiare l’imposta legata, per l’80 per cento, alla superficie delle case. La tassa sui rifiuti potrebbe quindi lievitare un po’ in tutta Italia: da una parte prosegue la trasformazione da tassa in tariffa (processo che dovrebbe concludersi nel 2008, cambiando anche il nome da Tarsu a Tia) con l’obiettivo di coprire i costi del servizio, e dall’altra ci sono le norme della scorsa Finanziaria che ha stabilito un minimo per pagare il tributo correlandolo almeno all’80 per cento della superficie dell’immobile dichiarata al catasto (oltre che al numero di quanti vivono in una casa). La tassa sui rifiuti, che vale dai 3 ai 3,5 miliardi l’anno, pesa mediamente 191 euro su ogni famiglia. E la lotta all’evasione si fa più dura. Enel offre il risparmio di Fabio Ciccolella Enel promuove tariffe su misura in base alla tipologia di consumo. Le nuove proposte sono studiate per chi ha un contratto di fornitura riguardante sia l’abitazione principale sia la seconda casa e sono attivabili gratuitamente. Enel è convinta che, in questo modo, saranno soddisfatte le esigenze familiari di tutti i suoi clienti. Ad ogni modo, se aderendo ad una di queste offerte il cliente non riesce a concentrare i propri consumi nella fascia blu per la percentuale richiesta, verrà applicata la tariffa base stabilita dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas prevista per il tipo di contratto del cliente. È bene tenere presente che le nuove tariffe Enel possono essere molto convenienti, se scelte accuratamente in base alle proprie abitudini di consumo. Aderendo ad ognuna delle tariffe Enel, però, il cliente dovrà essere consapevole anche di dover pagare una quota fissa annua di 1,92 euro più un corrispettivo di potenza impegnata annuo di 18,72 euro (per le offerte Sera, Weekend, Una e Ottosette) oppure una quota fissa di 28 euro più un corrispettivo di potenza pari a 15,48 euro (per le offerte Due e Mari e Monti). C’è l’offerta “Conti fatti”, dedicata alle famiglie numerose ma con consumi energetici mediobassi, corrispondenti a una MilanoRisparmia pag. 19 Ma come al solito, dietro ogni offerta promozionale si nasconde il rovescio della medaglia spesa media a bimestre di almeno 25 euro. Questa tariffa è disponibile dal 2 febbraio 2006 e permette di definire la bolletta da pagare in base ai consumi medi degli ultimi 12 mesi. Si parte da un importo fisso di 26 euro a bimestre, entro un limite di 5 euro rispetto al consumo storico. Oltre all’importo pagato, in ogni bolletta viene indicata anche la differenza a debito o a credito rispetto a quanto realmente consumato. Gli eventuali residui vengono fatturati nella sesta e ultima bolletta annuale. Aderendo alla promozione “Conti fatti”, si possono risparmiare l’equivalente di 7 giorni di fornitura di energia elettrica l’anno rispetto alla tariffa base applicata. La formula pensata per le famiglie composte da 3-4 persone con consumi medi, pari a circa 60 euro a bolletta, si chiama “Sera”. L’offerta, già disponibile, permette di risparmiare fino a 90 euro l’anno se si concentra almeno il 26 per cento dei propri consumi in fascia blu, dalle 19 all’una del mattino di ogni giorno della settimana. In questo periodo della giornata, infatti, l’utente che ha aderito a questa promozione beneficia di uno sconto medio del 16 per cento sul costo del kWh. Per gli utenti che hanno una spesa media in bolletta di 60 euro e tendono a concentrare i consumi energetici casalinghi nel fine settimana, coppie che lavorano o sin- gle, Enel offre “Weekend”. Questa formula prevede uno sconto medio del 22 per cento durante l’intero fine settimana e nelle giornate delle festività nazionali, sempre a condizione di concentrare almeno il 26 per cento dei propri consumi di elettricità nella fascia blu. Maggiore sarà la quota di consumi in fascia blu e tanto più elevato sarà il risparmio, che in un anno può arrivare fino a 90 euro. Per i clienti con bassi consumi, corrispondenti a una spesa in bolletta inferiore a 20 euro a bimestre, come ad esempio pensionati che vivono soli o single, Enel dedica “Una + bolletta forfait”. Questa formula consiste nel raddoppiare la fascia di consumo e il relativo bonus, permettendo un risparmio fino ad un massimo del 13 per cento della spesa annua. “Ottosette”, infine, è dedicata alle famiglie numerose, abituate a bollette elevate, oltre gli 80 euro a bimestre. La promozione sarà attiva da giugno 2006 e prevede mediamente uno sconto del 6 per cento sul costo del kilowattora, dalle 20 alle 7 dal lunedì al venerdì, nell’intero weekend e nelle festività nazionali (fascia blu). L’unico paletto da rispettare è quello di concentrare almeno il 57 per cento dei propri consumi di energia elettrica in fascia blu, usufruendo, in questo modo, di un risparmio massimo di 90 euro all’anno Le famiglie italiane si ritroveranno a pagare per luce e gas complessivamente 44 euro in più all’anno Ancora rincari per luce e gas di Ennio Marino L’Autorità per l’energia elettrica e il gas ha aggiornato le tariffe per il trimestre aprile-giugno 2006, stabilendo un aumento del 2,1 per cento per il gas e del 5,7 per cento per l’elettricità. Con questo ennesimo aggiornamento la spesa totale per le famiglie aumenterà del 3,1 per cento. Dopo gli aumenti di 10 euro per la luce e di 7 euro per il gas in vigore dal 1 gennaio, secondo i calcoli di Adusbef e Federconumatori, con questo ennesimo ritocco delle tariffe deciso dall’Autorità per l’energia, le bollette della luce aumenteranno dal primo aprile di 24 euro e quelle del gas di 20 euro su base annua. Le famiglie italiane, quindi, si ritroveranno a pagare per la luce e per il gas complessivamente 44 euro in più, senza calcolare le ricadute che questi aumenti comporteranno sui costi di produzione delle imprese e quindi sui prezzi. L’ente di controllo spiega che, considerata l’elevata dipendenza del sistema energetico nazionale dall’importazione di idrocarburi, gli aumenti sono sostanzialmente dovuti al perdurare delle ele- vate quotazioni del petrolio e ai primi riflessi onerosi della trascorsa “emergenza gas”. I primi mesi del 2006 sono stati caratterizzati dall’emergenza gas, cioè da una carente copertura del fabbisogno. La domanda di gas naturale ha registrato un forte incremento nella prima parte del periodo invernale, sia per le condizioni climatiche particolarmente rigide, sia per l’aumento della produzione elettrica degli impianti alimentati a gas. Di contro l’offerta ha evidenziato alcune carenze dovute, tra l’altro, alla riduzione delle forniture di gas dalla Russia, a problemi d’avviamento del gasdotto dalla Libia, a una insufficiente disponibilità di infrastrutture, oltre che un improprio uso degli stoccaggi da parte degli operatori, specie nella prima parte della stagione invernale. Tanto che per l’accertamento di questi ultimi comportamenti, l’Autorità ha già avviato istruttorie formali. Secondo le associazioni di consumatori la causa di questa situazione va ricercata nell’inefficiente azione di governo che ha lasciato orfano il paese di un vero piano energetico basato su risparmi, alternative e diversificazioni. a 2 ion s o iz e s o ed g r e r In lib e L’incontro gratuito che risponde alle domande dei risparmiatori Milano, Palazzo Mezzanotte venerdì 12 e sabato 13 maggio 2006 - ore 9.00 - 18.00 iete tutti invitati a Salvadenaro, la manifestazione di Repubblica e Somedia dedicata alle famiglie e agli investitori che vogliono orientarsi nel mercato del risparmio gestito, dei fondi S pensione e dei mutui per la casa. Se vuoi far crescere i tuoi risparmi, dare solide basi al tuo futuro e finanziare l’acquisto di una casa, troverai la soluzione che stai cercando a Salvadenaro. Sponsor Ufficiali Top Sponsor Si ringrazia In collaborazione con con il contributo di Media Partner ANASF AZIMUT Evento organizzato da Iscriviti subito! www.salvadenaro.somedia.it [email protected] - telefono 02.70648.287 qua la zampa Ufficio per i diritti degli animali Nuove iniziative Con il compito di favorire la nascita e lo sviluppo di tanti uffici simili in ambito comunale e promuovere una serie d’iniziative per migliorare la tutela di chi non può difendersi da solo, è stato costituito l’Ufficio per i diritti degli animali, centro di riferimento per l’intera provincia di Milano, capace di suscitare e favorire iniziative a livello locale. Il messaggio che arriva da questa iniziativa è molto incoraggiante perché conferma la grande attenzione presente sul territorio e tra gli amministratori su questo tema. Si stanno, infatti, creando le premesse affinché nei singoli comuni della provincia si attivino iniziative concrete a tutela degli animali e dei loro diritti. Nel luglio 2005 è stato pubblicato l’opuscolo Una Provincia amica degli animali: guida agli amministratori locali per far conoscere le competenze delle singole amministrazioni locali, per fornire un utile quadro atto alla facilitazione della programmazione di specifici interventi e per redigere regolamenti e ordinanze comunali che aiutino a disciplinare la materia. Per ulteriori informazioni: Ufficio per i diritti degli animali viale Piceno 60, 20129 Milano tel. 02.7740.5198/4905; e-mail: ufficiodirittianimali@provincia. milano.it. MilanoRisparmia pag. 21 Dalla parte degli animali La presenza degli animali nelle famiglie della Provincia di Milano è decisamente numerosa. Un ente pubblico finanzia alcuni progetti per la loro tutela. Anche nel prossimo bilancio saranno messe a disposizione cifre importanti per sostenere iniziative ancora in graduatoria di Ennio Marino La presenza di animali, soprattutto cani e gatti, nelle famiglie che vivono in provincia di Milano raggiunge cifre elevatissime e, se da un lato testimonia l’affetto di molte persone verso quelli che spesso sono veri e propri compagni di vita, a volte può costituire fonte di problemi. Diffondere quindi una cultura della convivenza e del corretto rapporto tra umani e animali è un compito importante e meritorio. Con uno stanziamento di 110 mila euro, la Provincia di Milano ha bandito lo scorso settembre una gara per finanziare iniziative di tutela e promozione dei diritti degli animali suddivise in cinque diverse tipologie d’intervento: dalla creazione di uffici comunali per i diritti degli animali, alla lotta al randagismo, dalla realizzazione di strutture di ricovero, alle attività di pet therapy, che utilizzano i benefici effetti dell’interrelazione di un paziente con un animale, fino ai programmi di educazione e campagne di sensibilizzazione dei cittadini. Nonostante questa iniziativa abbia rappresentato un fattore d’importante novità, l’adesione al bando è stata molto alta, con 67 progetti presentati da parte di amministrazioni comunali e associazioni animaliste e ambientaliste, a testimonianza che il tema è molto sentito ed è diffusa la sensibilità sull’urgenza di una serie di interventi. Il finanziamento non permetteva di premiare tutti i promotori, ne sono quindi stati selezionati quattordici. I fondi per sostenere le iniziative sul territorio non sono mai sufficienti, per questo motivo s’intende mantenere aperto il bando di fine 2005 per finanziare, con le risorse che saranno messe a disposizione dal bilancio 2006, alcuni dei progetti rimasti esclusi dalla graduatoria. Per quanto riguarda le proposte di costituzione di uffici per i diritti degli animali sono sei i progetti ammessi al finanziamento. Si tratta delle proposte presentate da Paullo, Peschiera Borromeo, Aicurzio (con la Lega per la difesa del cane), Monza (con l’Enpa), Pioltello (con Dog Angels). Tre le proposte di campagne di controllo demografico e di lotta al randagismo: Leal (con Barlassina, Bollate, Muggiò, Seregno e Solaro), Mondo Gatto (con Milano), Gorgonzola (con Amico Gatto 2). Lainate (con Bollate e Garbagnate), Cinisello Balsamo (con Lega per la difesa del cane), La Goccia (con Pozzo d’Adda) hanno ottenuto, invece, il finanziamento per iniziative tese a realizzare strutture di ricovero per cani e gatti, mentre Seveso (con Enpa e Mondo Gatto) è stato selezionato per un programma di educazione e sensibilizzazione dei cittadini e la Lega per la difesa del cane (con Segrate) ha visto premiato il suo progetto di pet therapy. Nella distribuzione delle deleghe, all’atto della costituzione della Giunta milanese, all’assessore al territorio, parchi,Agenda 21 e mobilità ciclabile è stata affidata la gestione delle problematiche legate alla tutela dei diritti degli animali. Inventarsi un mestiere per chi ama gli animali: il “Washing dog” La vita dei cani è profondamente cambiata; non sono più visti solo come animali da guardia o da caccia, adesso giocano con i figli e spesso dormono sui letti. Dopo la recente nascita di mestieri come il dog sitter, il sarto e l’oculista per cani, un nuovo business del settore canino sta rapidamente prendendo piede anche in Italia: il “washing dog”, vero e proprio autolavaggio per cani il cui padrone, con l’utilizzo di una tessera prepagata e ricaricabile, può servirsi di tutta una serie di macchinari e prodotti per rendere pulito e attraente il proprio amico a quattro zampe. Emanuele Guerreschi ha avuto un’idea semplice ma efficace, nata da un’esigenza concreta come quella di lavare due pastori tedeschi in casa; dopo un viaggio in Europa, infatti, si è recato a Parigi per vedere come funzionava un centro di tolettatura, ma in realtà il gestore metteva a disposizione dei clienti unicamente i suoi stessi strumenti di lavoro. L’idea è diventata realtà con l’apertura del primo centro a Gessate (Mi) nel 2001, attività che ha iniziato a dare i suoi primi frutti e oggi, dopo solo 4 anni, le sedi Wash Dog per il lavaggio dei cani fai-da-te sono 36 in tutta Italia, unico titolare Emanuele Guerreschi. Il software creato da Wash Dog consente ai clienti di spendere solo per ciò che viene consumato grazie alle carte ricaricabili che si inseriscono all’interno delle cabine di lavaggio. Ogni negozio è aperto 24 ore su 24 e sette giorni su sette; tutte le vasche sono dotate di un sistema di autopulitura, azionato in automatico dopo ogni utilizzo. È possibile usufruire di una vasta scelta di prodotti e attrezzature, dal lavaggio classico, peraltro molto economico (10 euro e corrispondente a circa un terzo rispetto al tolettatore tradizionale), a prodotti specifici per animali con pelo bianco, corto e profumi vari. Nei centri più grandi, inoltre, sono presenti una serie di servizi aggiuntivi quali il dog bar, che consiste in una grande fontana nella quale i cani possono giocare e abbeverarsi, il dog parking e l’angolo bambini. Oggi, Emanuele Guerreschi, vuole aprire nuove sedi in tutta Italia, ma punta anche all’estero e principalmente in Spagna. Aprirne uno costa circa 40.000 euro e la cosa più interes- sante è che per la fine del 2006 il fatturato previsto è di 4 milioni di euro. Per entrare nella catena wash dog basta mettere a disposizione un locale di almeno 70 metri quadrati, necessario per ospitare tutte le attrezzature brevettate, e quanto al personale è sufficiente l’impiego di un solo addetto per 4 ore al giorno, al resto ci pensano i macchinari. Per quanto riguarda il discorso delle entrate e dei guadagni è molto interessante la possibilità di affiliarsi in franchising: la casa madre garantisce l’apertura del nuovo centro in tre mesi, con la spesa minima d’investimento di 40 mila euro, e mensilmente si devono versare solo 660 euro. Considerando che le spese di gestione sono minime, il guadagno corrisponde intorno ai 5 mila euro al mese. In pratica si riesce, in un anno, a rientrare delle spese d’investimento e in due anni arrivano addirittura i primi veri guadagni, sui 60 mila euro circa. Per ulteriori informazioni è possibile visitare il sito internet www.washdog.it, oppure contattare il numero di telefono 036343512. MilanoRisparmia pag. 22 terza età Più invecchi meno guadagni La rendita pensionistica sarà calcolata sulle speranze di vita all’età del ritiro. E così si rischia un taglio del 15-20 per cento di Francesco Emma Per chi sceglie un Fondo pensione o un Piano previdenziale individuale (Pip), l’assegno destinato ad integrare la pensione pubblica non dipenderà solo dai costi, dai versamenti e dall’abilità dei gestori nel navigare tra le insidie dei mercati finanziari: avrà un ruolo rilevante una variabile tecnica, poco conosciuta, ma da non sottovalutare. I coefficienti di conversione del capitale in rendita, infatti, sono importanti parametri che servono a trasformare in assegno pensionistico le somme accumulate negli anni. I coefficienti sono riportati nei documenti contrattuali degli strumenti previdenziali, ma, salve rare eccezioni, non si garantisce che saranno quelli usati quando il sottoscrittore raggiungerà l’età della pensione. E così la pensione rischia di essere inferiore del 15-20 per cento rispetto a quella a cui si avrebbe diritto in base ai coefficienti attuali. Il ragionamento è semplice: più si allunga la vita più la rendita di partenza viene ridotta perché si ritiene che verrà incassata per un maggiore periodo di tempo. Non sembra però corretto lasciare l’investitore nell’assoluta incertezza su quale potrebbe essere la rendita a cui avrà diritto tra venti o trenta anni, dopo aver versato somme di un certo rilievo. Basta mettere in fila una serie di numeri per capire i possibili rischi: nel 2000 la vita media era pari a 76,2 anni per i maschi e a 82,5 anni per le donne. Si stima che nel 2030, quando avranno 65 anni gli attuali quarantenni, la vita media si attesterà, rispettivamente, a 81,4 anni e 88,1 anni. L’allungamento della vita media stravolge anche i sistemi utilizzati per il calcolo della pensione, sia quella pubblica sia quella complementare. Per stabilire, infatti, l’importo della rendita si utilizzeranno le tavole di conversione in vigore all’epoca del pensionamento, decisamente meno convenienti rispetto alle at- tuali. I coefficienti utilizzati con la legge 335 del 1995 stimavano che un 65enne avesse ancora 16,29 anni di vita, mentre nel 2004 lo stesso lavoratore, in media, incasserà una pensione per 19,61 anni. Nel 1995 il tasso di conversione del capitale (ad esempio 100.000 euro) era del 6,13 per cento, nel 2004 era sceso al 5,10 per cento. L’assegno pensionistico annuo passa così da 6.130 a 5.100 euro, con un taglio del 16,9 per cento, destinato a crescere per le generazioni future, perché la vita è destinata ad allungarsi. Dal primo gennaio 2006 le regole sono cambiate A chi interessa la totalizzazione Può richiederla chi ha compiuto 65 anni e un’anzianità contributiva di almeno 20 anni Fino a pochi anni fa il lavoratore aveva da sbrigare una serie di operazioni onerose per poter andare in pensione prima dell’età pensionabile e con un trattamento pensionistico più elevato: riscatto dei contributi, ricongiunzione dei periodi assicurativi o richiesta di autorizzazione alla contribuzione volontaria. In presenza di brevi e ridotti periodi di contribuzione il ricorso alle tre opzioni diventava invece necessario per raggiungere il diritto alla pensione minima. Data la spesa non indifferente della ricostruzione e del perfezionamento della contribuzione più di una volta è successo che non ne ha potuto beneficiare chi, pur avendo vari spezzoni di contribuzione accreditati presso diverse casse previdenziali, non era in grado di pagare l’operazione. Restando così senza pensione. La totalizzazione nasce come rimedio a questa sgradevole situazione. Il primo passo nella positiva soluzione di questa annosa e trascurata vicenda lo segna la Finanziaria per il 2001 che consente per la prima volta di sommare, totalizzare appunto, diversi spezzoni di contribuzione versati presso più enti previdenziali per raggiungere i requisiti pensionistici. Con però alcune ingiustificabili esclusioni: la totalizzazione si applicava alle pensioni di vecchiaia e d’invalidità, ma non a quelle di anzianità, e quando, pur in presenza di contribuzioni presso più casse, non fosse raggiunto in alcuna il diritto autonomo a una pensione. Dal 1° gennaio 2006 le regole sono cambiate. Secondo le nuove disposizioni, la totalizzazione può essere richiesta da chi ha compiuto i 65 anni e può vantare complessivamente un’anzianità contributiva di almeno 20 anni. Non si tiene conto dunque dell’età anagrafica con 40 anni di contributi utili per la pensione di anzianità. Per essere considerato ai fini della totalizzazione, ogni singolo spezzone di contribuzione non può essere inferiore ai 6 anni. In caso di contribuzione inferiore, non resta che ricorrere alla ricongiunzione onerosa. Per i lavoratori autorizzati entro il 29 febbraio 2004 alla prosecuzione volontaria dei versamenti contributivi continuano a essere applicate le vecchie regole, più favorevoli, sulle pensioni di anzianità. È sufficiente che la decorrenza dei versamenti volontari sia precedente al 1° marzo 2004. Non è necessario invece che, una volta ricevuta l’autorizzazione, siano stati versati contributi. Basta che la domanda sia stata accolta nei termini. Con gli ultimi provvedimenti, inoltre, la totalizzazione viene estesa anche ai lavoratori parasubordinati. IL CONTO PER IL PENSIONATO “GIA’GRANDE” OFFRE DIVERSI VANTAGGI PROCEDURE DI CALCOLO Lunga fila alle Poste per ritirare la pensione nonostante sia possibile affidarsi alla banca (o BancoPosta): per i pensionati, con quel che costa il conto corrente, è meglio andare a ritirarla di persona. In effetti il conto BancoPosta costa 30,99 euro l’anno e la remunerazione è solo di mezzo punto percentuale. Per un pensionato, poi, un conto online, meno caro e più remunerativo, è ancora troppo difficile da capire. Ci ha pensato Unipol Banca con un conto per il pensionato pubblicizzato sui principali periodici: si chiama GiàGrande ed è senza costi fissi, offre operazioni gratuite illimitate ed estratto conto gratis; gratis anche gli assegni e l’addebito in conto di utenze dome- stiche; offre, inoltre, un tasso giacenza di un quarto di punto percentuale, più elevato, quindi, di quello delle Poste Italiane (+0,75 per cento). L’idea è buona anche perché il conto è abbinato a un conto deposito titoli gratuito per gestire i risparmi degli over 60 e le loro polizze assicurative integrative. Il nuovo conto GiàGrande per i Pensionati associati ANP, inoltre, offre l’esenzione dei bolli (circa 35,00 euro l’anno) e il servizio di Consulenza e Assistenza Sanitaria Telefonica forniti da UniSalute, 24 ore su 24, che garantisce tra l’altro informazioni e pareri medici immediati, invio di un medico, rientro dal ricovero, consulenza specialistica. I calcoli sono estremamente complessi e cambiano da ente a ente e da cassa a cassa. Per gli enti previdenziali pubblici, con distinti riferimenti alla liquidazione della pensione pro-quota, in applicazione del sistema contributivo; per quelli di natura privata, con calcoli ad hoc che tengono conto del valore annuo di capitalizzazione in rapporto ai tassi di rendimento del patrimonio investito. L’onere dei trattamenti pensionistici è comunque messo a carico delle singole gestioni previdenziali, in misura rapportata alla quota dovuta. Il regolare pagamento della pensione così composta è effettuato dall’Inps che, per rientrare di quanto anticipato ai pensionati, dovrà stipulare apposite convenzioni con tutti gli altri enti e casse per conto dei quali ha anticipato i pagamenti a loro carico in quota-parte. La domanda di totalizzazione va inoltrata dall’assicurato all’ente di ultima iscrizione anche in caso di pensioni di invalidità, inabilità e ai superstiti. Coloro che hanno chiesto la totalizzazione non possono più chiedere la ricongiunzione in caso di ripensamento. 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Dopo la crisi del 2004 i consumi sperimentano invece un trend di crescita. Lo rileva l’Osservatorio “Prezzi e Mercati” di Indis, Istituto dell’Unioncamere, sulla base delle rilevazioni sui prezzi pagati dalle Centrali d’acquisto della distribuzione organizzata. Secondo l’istituto, per il riso, è previsto un rincaro del 3,5 per cento, mentre per gli olii d’oliva ed extra-vergine è prevista una crescita del 7,5 per cento. Nel caso questo aumento si verificasse, i rincari su base annua degli oli raggiungerebbero il più 24 per cento. Aumenti anche tra i derivati del latte: la previsione dell’Osservatorio è di un aumento del del 2 per cento per il latte, lo yogurt, lo stracchino e il provolone; nello scatolame si anticipano aumenti del 2,5 pe cento per lo zucchero, del 2 per cento per gli ortaggi e il pesce surgelati; infine, tra le bevande, gli operatori attendono aumenti del 2,1 per cento sull’acqua minerale e dell’1,2 per cento per la birra. Nel 2006 sembra dunque difficile che l’alimentare possa continuare a giocare quel ruolo di calmiere dell’inflazione al consumo così come è stato nel 2005. «L’interpretazione più convincente», spiega l’Osservatorio, «rimane quella di una temporanea compressione dei consumi in risposta ai forti rincari del triennio 2001-2003. È plausibile ritenere che il rilancio della produzione e dei consumi dell’ultimo anno sia il frutto della moderazione dei prezzi. La storia dell’ultimo anno insegna che la leva per superare la fase di empasse dei consumi alimentari è stata quella del prezzo. In questi anni si è probabilmente affermato un nuovo paradigma di consumatore più attento al prezzo, disposto a ridurre le quantità piuttosto che la qualità». «Lo studio di Indis-Unioncamere», afferma il Portavoce dell’associazione, Carlo Rienzi, «è preoccupante, in quanto un aumento dei prezzi così forte equivale a un vero e proprio “massacro” ai danni delle famiglie a reddito medio/basso per le quali, come noto, le spese per l’alimentazione incidono in maniera pesante sui bilanci mensili». «Se non verranno adottati al più presto provvedimenti per contenere i prezzi», prosegue Rienzi, «e se il trend al rialzo proseguirà, i consumatori saranno costretti a tirare sempre più la cinghia anche sull'alimentazione, e verranno costretti ad una sorta di “dieta forzata” per arrivare a fine mese». L’associazione propone come prima misura per abbassare i prezzi, almeno nel settore dell’ortofrutta, l’istituzione in tutti i Comuni d’Italia della vendita diretta produttore-consumatore, anche solo una volta a settimana, che consentirebbe alle famiglie vantaggiosi risparmi sulla spesa settimanale per frutta e www.codacons.it verdura. Alimenti più sani del previsto Buone notizie per la nostra salute: il 97 per cento degli alimenti non ha residui oltre i limiti di legge e oltre il 60 per cento ne è assolutamente privo a cura di Floriana Giorgi (tratto dal sito www.condacons.it) Il 97 per cento degli alimenti monitorati dalle istituzioni pubbliche, privati e associazioni dei consumatori, in Italia, è privo di residui di agrofarmaci oltre i limiti di legge. È quanto emerge dai risultati dei controlli eseguiti dal Ministero della Salute, dall’Osservatorio Nazionale Residui (Onr) e dall’Intesa Consumatori. «La convergenza dei dati che emergono dal confronto dei vari dati relativi alla sicurezza di frutta e verdura in Italia», ha affermato il sottosegretario alla salute, Cesare Cursi, intevenuto alla conferenza stampa «non può che confortarci circa l’affidabilità del sistema dei controlli presenti nel nostro Paese». Cursi ha inoltre espresso la propria preoccupazione per quanto riguarda le conse- guenze dell’Europa a 25 nel settore della sicurezza alimentare. «Mi chiedo se i paesi appena entrati a far parte dell’Unione Europa attuino le stesse procedure di controllo alla produzione e distribuzione da noi applicate. Non possiamo chiedere ai nostri agricoltori investimenti a favore della sicurezza alimentare ed allo stesso tempo importare prodotti che non garantiscono i nostri standard di sicurezza e qualità». Nel rapporto sul “Controllo ufficiale sui residui di prodotti fitosanitari negli alimenti di origine vegetale - Risultati in Italia per l’anno 2004” del Ministero della Salute sono riportati i risultati di 7334 campioni analizzati di frutta, ortaggi, cereali, olio e vino. Di essi 101 sono risultati superiori ai limiti massimi consentiti dalla legge, con una percentuale di irregolarità pari al 1,4 per cento, mentre nel 67,2 per cento dei casi non sono stati rilevati residui. Sotto la lente dell’Onr oltre 16mila campioni di 170 tipi diversi di prodotti agroalimentari. I campioni sono risultati nel 97,1 per cento dei casi entro i parametri normativi sui residui di agrofarmaci e quindi il 2,9 per cento non sono regolamentari. Il 63,9 per cento dei campioni è invece privo di residui rilevabili. «Dal 1997 ad oggi», ha spiegato Gian Pietro Molinari, coordinatore dell’Onr, «abbiamo potuto registrare un’evidente riduzione dei residui irregolari e un sostanziale aumento dei campioni senza residui rilevabili». Nel 1997, infatti, i campioni con residui irregolari erano risultati il 3,6 per cento mentre quelli senza residui solo il 34,1 per cento. Nell’ambito dell’iniziativa “Mangia più sicuro”, promossa da Intesa Consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori), in collaborazione con Coldiretti e Agrofarma, sono stati invece analizzati in Italia più di 300 campioni sui quali sono state ricercate circa 200 sostanze attive. Dal monitoraggio è emerso che il 98,3 per cento dei campioni risulta nei limiti fissati dalla legge, il 64,4 per cento è privo di residui e il 34,3 per cento contiene residui in quantità inferiore ai limiti concessi dalla legge. Tra le paure dei consumatori, secondo Silvio Borrello, direttore generale del Ministero della Salute, «ci sono soprattutto l’uso nei processi di produzione dei prodotti di origine vegetale di antibiotici, di ormoni e di antiparassitari. Ma i prodotti italiani sono tra i più sicuri in Europa». Alemanno presenta il Gran Suino Padano Dop, la prima carne 100 per cento italiana Il Gran Suino Padano Dop, la prima denominazione di origine protetta della carne italiana è stata presentata dal ministro delle politiche agricole e forestali, Gianni Alemanno, a Roma presso la Sala Cavour del Ministero. Il prodotto ha ottenuto il riconoscimento lo scorso 5 settembre con un decreto ministeriale. Con la denominazione saranno contrassegnati i tagli di carne fresca dei suini nati, allevati e macellati in Italia per la produzione di grandi salumi Dop, come i prosciutti di Parma e di San Daniele. Alla conferenza stampa di presentazione parteciperanno il ministro Alemanno, il presidente del Consorzio del Gran Suino Pada- no (composto da allevatori ed industrie di macellazione) Ugo Sassi, il vice presidente del Consorzio Emo Canestrelli, il direttore dell’Istituto Parma Qualità Fausto Palmia, il presidente onorario dell’Associazione italiana di Dietetica e nutrizione clinica e docente di Scienze dell'alimentazione Eugenio Del Toma e lo chef del ristorante “Gambero Rosso” Fulvio Pierangelini. Modererà Michele Mirabella, giornalista e conduttore del programma televisivo “Elisir”. Inoltre, lo chef Pierangelini preparerà per l’occasione una nuova ricetta che potrà essere degustata in anteprima subito dopo la conferenza stampa. Cittadinanzattiva Un’analisi spietata della Sanità italiana, frutto di decine di migliaia di segnalazioni a cura di Lara Corso materiale Cittadinanzattiva/Pit Salute Liste di attesa troppo lunghe ed errori medici: i cittadini chiedono aiuto e continuano a farlo attraverso le associazioni dei consumatori. Il Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva, con il servizio Pit Salute, anche quest’anno ha raccolto migliaia di segnalazioni: 22.539 per la precisione, preziose per disegnare le sacche del disagio, ma che rischiano di diventare croniche in un servizio sanitario “quasi rassegnato”, come sottolinea la relazione presentata il 16 marzo scorso. Le prime difficoltà cominciano con il tentativo di prenotare una prestazione telefonicamente (10,5 per cento delle segnalazioni), con attese che possono giungere sino a 40 minuti o con linee sempre occupate, telefoni staccati, la fascia oraria del servizio ridotta. Per non parlare dei Cup (centri unici di prenotazione), ancora troppo rari. Se si ha fortuna e si supera questa prima barriera bisogna fare i conti con le liste bloccate (poco più dell’11 per cento le indicazioni dei cittadini su questo aspetto). Le segnalazioni poi riguardano direttamente le prestazioni per le quali le attese sono troppo lunghe: interventi chirurgici programmati, diagnostica strumentale e specialistica, con ortopedia, chirurgia odontostomatologica, cardiochirurgia, chirurgia generale e oculistica che raccolgono, da sole, più di tre quarti delle segnalazioni (77,6 per cento) da parte dei cittadini. Altro capitolo importante per la sanità è quello sui farmaci. Molte le segnalazioni (complessivamente il 16,3 per cento) sui farmaci di ultima generazione non ancora rimborsati dal Sistema sanitario nazionale. Sono al di sopra del 30 per cento le segnalazioni per errori medici: Lazio, Lombardia, Sicilia, Campania, Puglia, Calabria, si confermano, in ordine decrescente, le Regioni dalle quali provengono il maggior numero di chiamate. E i casi che vanno oltre la semplice segnalazione riguardano l’ortopedia (88,1 per cento), la ginecologia (61,6 per cento), la chirurgia generale (51,5 per cento), l’oncologia (34,3 per cento), l’oculistica (33,7 per cento) e l’odontoiatria (33,2 per cento). MilanoRisparmia pag. 25 Farmaci, viaggi della speranza e errori medici I cittadini lamentano inoltre buchi nell’assistenza in caso di residenza temporanea in altre regioni. Si passa dalla mancata assegnazione temporanea del pediatra di libera scelta (16,6 per cento) o del medico di famiglia (23,2 per cento), al rifiuto delle prescrizioni diagnostico-specialistiche (11,3 per cento) e di farmaci (23,6 per cento) effettuate nella Regione di provenienza, alla impossibilità di ottenere prestazioni di assistenza domiciliare (5,3 per cento), ricoveri in strutture post-acuzie (5,7 per cento) e persino pannoloni, cateteri, traverse e cibi particolari (10,3 per cento). Altro aspetto analizzato dal rapporto Pit-Salute sono i viaggi della speranza: ci si sposta verso le regioni del nord e verso il centro soprattutto per curare il cancro (51,1 per cento). Per il resto è la necessità di un trapianto (2,8 per cento), di un intervento di chirurgia orto- pedica (14,1 per cento), di cardiochirurgia (11,5 per cento), di neurochirurgia (3,1 per cento), di chirurgia vascolare (2,9 per cento) o di chirurgia oculistica (2,3 per cento), di una visita neurologica (5,2 per cento) o psichiatrica (2,7 per cento), o di una diagnosi di malattia rara (4,3 per cento) a orientare al di fuori della propria regione di residenza. Le stesse valutazioni valgono per i viaggi all’estero, che hanno nei paesi europei (69,1 per cento) la destinazione più frequente di quanti hanno contattato l’associazione nel corso dell’ultimo anno, con in testa la Francia (17,2 per cento), seguita da Belgio (13,7 per cento), Gran Bretagna (10,8 per cento), Svizzera (10,3 per cento), Spagna (10,1 per cento) e Germania (7,0 per cento). Tra le cause di questi viaggi, ancora una volta, la cura del cancro, insieme ai trapianti e alla chirurgia oculistica ed or- topedica. In riferimento ai dati presentati dal Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva il Codacons suggerisce che contro le liste d’attesa l’unica possibilità è quella di istituire indennizzi diretti in favore dei pazienti, in caso di ritardi eccessivi. Il progetto dei risarcimenti per le liste d’attesa era stato già avanzato dal dimissionario ministro della Salute Storace; «Solo rimborsi e risarcimenti agli utenti - afferma il Codacons - possono rappresentare un’adeguata forma di incentivo per il miglioramento delle prestazioni, anche nel campo sanitario. Bisogna quindi prevedere, in caso di ritardi superiori a un certo limite massimo, un bonus da 50 euro per ogni giorno di ritardo, da versare al cittadino sottoforma di denaro, di servizio ospedaliero oppure attraverso medicinali o sconti sui farmaci». Notizie in breve da www.cittadinanzattiva.it Al San Giuseppe arriva l’orecchio bionico Debutta all’ospedale San Giuseppe di Milano l’orecchio bionico al titanio per i pazienti con gravi deficit di udito. L’apparecchio è grande come una moneta da 5 centesimi. L’intervento è mini-invasivo e rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale. La protesi, la cui parte visibile ha la forma di un bottone grande quanto una monetina da 5 centesimi di euro, è stata applicata su una donna di 58 anni e un uomo di 41. Gli interventi sono stati eseguiti dall’equipe di Alberto Dragonetti grazie alla collaborazione di Vittorio Colletti, direttore della Clinica otorinolaringoiatrica dell'università di Verona. «Finora questo tipo di apparecchio era stato utilizzato in via sperimentale», spiega il direttore sanitario del San Giuseppe, Elio Marmondi, «mentre questa è la prima volta che viene applicato in modo standardizzato». «La “super-protesi in titanio”» aggiunge «permette di superare i problemi dei vecchi dispositivi, efficaci solo nel 50 per cento dei casi». «L’intervento, mini-invasivo e rimborsato dal Servizio sanitario nazionale, è rivolto in particolare ai pazienti con grave ipoacusia di origine infiammatoria», prosegue Marmondi. «L’operazione dura circa un’ora e mez- za e si esegue in anestesia locale o totale, a seconda dei casi». La protesi è praticamente invisibile: grazie a un magnete che lo immobilizza, l’apparecchio è immobile, impedendo spostamenti e garantendo l’efficacia. Cittadinanzattiva: rapporto sulle malattie croniche I malati cronici spendono mensilmente fino a 500 euro per l’acquisto di farmaci essenziali non passati dal Ssn, più di 250 euro al mese per comprare protesi e ausili, circa 1500 euro l’anno per le viste di controllo. I numeri emergono dai dati forniti da Cittadinanza Attiva nel suo sesto rapporto sulle malattie di natura cronica. I malati cronici sono circa dieci milioni, di questi all’incirca il 35 per cento soffre di una patologia cronica, quasi il 20 per cento di due o più malattie croniche. A partire dai 55 anni, più di una persona su due (55,8 per cento) dichiara di soffrire di almeno una patologia cronica. La quota raggiunge l’86,3 per cento tra le persone di 75 anni e oltre, e tra le donne anziane della stessa fascia d’età arriva addirittura a circa il 90 per cento. Artrosi ed artrite (18,3 per cento dei malati cronici), ipertensione (13,8 per cento), malattie allergiche (9 per cento), osteoporosi (6,7 per cen- to), bronchite cronica/asma bronchiale (6,4 per cento) e diabete (4,2 per cento) le malattie più diffuse con un’incidenza totale del 58 per cento sul totale dei malati cronici. Vanno considerate anche le forti differenze tra regioni e regioni riguardo l’accesso alla terapia medica: persone affette dalla stessa patologia hanno accesso in un territorio ai farmaci essenziali in modo gratuito e in un altro essere costrette invece a sostenere in proprio il costo. Per quello che concerne le visite specialistiche e i trapianti di organo, la fanno da padrona le lunghe liste di attesa, a volte superiori ai 6-8 mesi per le visite specialistiche per i malati cronici, con costi privati che possono superare i 1500 euro l’anno. Tanto per citare un caso, il tempo di attesa medio per un trapianto di rene è di tre anni, ma ci sono più di 400 pazienti che attendono da oltre 10 anni. La burocrazia, a cui questo governo aveva dichiarato formalmente guerra, rende arduo ottenere l’invalidità civile, l’handicap e l’indennità di accompagnamento: si attendono in media più di otto mesi per la prima visita, almeno sette mesi per ottenere il verbale. Per godere poi appieno dei benefici economici (che comunque sono considerati inadeguati per coprire tutte le necessità dal 44 per cento dei cittadini), si attende in media più di tre anni. Quindi, in totale, circa quattro o cinque anni per l’intero percorso. MilanoRisparmia pag. 26 opportunità giovani Appuntamento con la carriera Alla scoperta del più grande evento italiano dedicato agli universitari e ai laureati. A Milano l’11 maggio e il 19 ottobre a cura di Bruno Bonucci Mancano pochi giorni all’appuntamento primaverile con Synesis Forum. La quindicesima edizione del più grande evento italiano dedicato alle carriere dei laureati e dei giovani universitari avrà luogo il prossimo 11 maggio presso il Campus Leonardo del Politecnico di Milano. Anche quest’anno il team di Jeia, che ha ideato nel 1992 l’evento, è stato capace di far convergere su Synesis le maggiori aziende italiane ed europee nonché prestigiose istituzioni che incontreranno studenti, laureandi e laureati di tutti gli atenei. L’edizione 2006 vedrà la partecipazione di oltre 100 aziende rappresentate da circa 600 manager che saranno a disposizione dei visitatori per dialogare personalmente, presentare migliaia di opportunità di carriera ed effettuare colloqui ed interviste con i giovani candidati. Sono già migliaia gli universitari e i laureati che si sono registrati a www.synesisforum.it, il portale internet dell’evento, per cominciare ad interagire con le aziende ed i manager che andranno ad incontrare di persona l’11 maggio. Sin da aprile infatti le aziende utilizzano il portale per dare visibilità ai propri piani di carriera ed alle innumerevoli opportunità lavorative che offriranno ai visitatori di Synesis. Sul portale gli aggiornamenti sono quotidiani: nuove aziende, company profile sempre più esaurienti ed un crescendo di opportunità di carriera, lavoro, stage e internship che si concretizzeranno a Synesis. Il servizio di newsletter informative curato da Jeia per gli iscritti di www.synesi- Politecnico di Milano ore 8,30-18,00. Ingresso Libero. Info-line 02.266.44.55, www.synesisforum.it Spring Edition, 11 maggio 2006 di Lara Corso Jeia, Junior Enterprise Ingegneria e Architettura, fondata nel 1989 a Milano, si è costituita spontaneamente per volontà di un gruppo di studenti e di laureati del Politecnico di Milano con la finalità di sviluppare competenze manageriali in un team dinamico ed orientato all’innovazione e all’internazionalizzazione. La Junior Enterprise è per molti giovani universitari il vivaio attraverso il quale accrescere e valorizzare il proprio talento accumulando costantemente significative esperienze in un contesto fortemente competitivo e mutevole che permette loro di avviare brillanti carriere in grandi aziende. Grazie a questo imprinting oggi Jeia può vantare un network di Alumni che operano nelle più prestigiose aziende. Dal 1992, con l’ideazione di Synesis Forum, Jeia contribuisce in modo decisivo ad agevolare l’incontro e il dialogo tra il mondo del lavoro e gli studenti e i laureati delle università italiane. Jeia opera con le Università per accrescere la capacità di implementare servizi, eventi e soluzioni in grado di moltiplicare l’efficacia delle politiche di placement e di orientamento in uscita ed al tempo stesso di moltiplicare la forza di attrazione nei confronti del mondo dell’impresa. Le aziende Abb, Abs, Accademia di Comunicazione, Accenture, Adecco, Aermacchi, Airbus, AgustaWestland, Air Liquide Italia, Air Liquide Sanità, Alstom, Altran, Atm, Atos Origin, Avanade, Balfour Beatty Rail, Banca Intesa, Barilla, Bmw Group Italia, Gruppo Borsa Italiana, Bosch, Bt Albacom, Bticino, Buongiorno Vitaminic, Business School del Sole 24 Ore, Cannon, Carrefour, Cern, Cnh, Coca-Cola HBC Italia, Deloitte, Dow Italia, Edison, Enel, Eni Corporate University, Epsilon Euskadi, Escp-Eap, Etnoteam, Gruppo Ferrovie del- lo Stato, Foster Wheeler, Gaz de France, Ge Healthcare, Gruppo Generale Industrielle, Gewiss, Henkel, Hilti Italia, Hp, Ifp School, Ibm, Ilme, Indesit Company, Italtel, Itia-Cnr, Janssen-Cilag, Jobadvisor, Johnson & Johnson Medical, Kpmg Advisory, Kraft Foods Italia, La Rinascente, L’Oreal Italia, Lutech, Maersk, Mattel Italia, Mazars, Mip, National Instruments Italy, Oracle, Philips, Pirelli & C., Pirelli Real Estate, Poste Italiane, Procter & Gamble, Prysmian Cables & Systems, Psa, Ras, Reply, Safran, SanofiAventis, Sap Italia, Schlumberger, Shell International, Siemens, Sncf, Societe Generale Group, St Microelectronics, Team Trade, Techint, Teleca Italia, Gruppo Telecom Italia, Tenaris, Toyota Motor Europe, Tyco Fire & Integrated Solutions, Unilever Italia, Vodafone, Whirlpool Europe, Zs Associates, Zucchetti, Zurich. Su www.synesisforum.it è disponibile l’elenco aggiornato. sforum.it integra queste informazioni con preziose indicazioni per preparare in modo ottimale la propria partecipazione all’evento. «Il portale www.synesisforum.it è uno strumento irrinunciabile per sfruttare pienamente le potenzialità e le risorse che l’evento mette a disposizione di studenti, laureandi e laureati» spiegano gli organizzatori, «si tratta di una piattaforma web funzionale ed intuitiva che consente di inviare la propria autocandidatura direttamente alle aziende, di garantirsi l’accesso ai workshop ed alle presentazioni aziendali e di organizzare la propria partecipazione prevedendo anche la possibilità, attraverso la funzionalità Synesis Map, di stampare la propria mappa personalizzata delle aree espositive. La peculiarità di questa nuova funzionalità è che in grado di selezionare automaticamente gli stand aziendali a seguito dell’indicazione da parte dell’utente del proprio profilo di studi o la specializzazione professionale». I 15.000 visitatori, il grande successo di pubblico e, quel che più conta, l’innumerevole numero di promettenti carriere avviate in occasione della precedente edizione, sono le premesse dell’appuntamento dell’11 maggio 2006 con Synesis Forum. I più grandi gruppi italiani e mondiali, aziende da Gran Bretagna, Francia, Olanda, Svizzera e Spagna hanno già rinnovato l’appuntamento a quegli studenti universitari, a laureandi, a neolaureati e a laureati con esperienze lavorative fino a 5 anni desiderosi di affrontare brillanti percorsi di carriera. Su www.synesisforum sono già presenti tutte le informazioni per avvicinarsi al meglio a questo irrinunciabile appuntamento con il proprio futuro. giovani consumatori Se vanno male a scuola non devono essere mantenuti a oltranza L’Italia dei “mammoni Secondo una recente ricerca il nostro è un Paese di mammoni. Su un campione di 2.500 giovani interpellati, infatti, più della metà, il 57,3 per cento, vive ancora a carico dei genitori. Sempre in base alle statistiche, tra coloro che restano a casa coi genitori sono più gli uomini che le donne, 67,4 per cento contro il 45,9 per cento. La legge, però, si erge a difesa di mamma e papà. I figli non vanno più mantenuti dai genitori se vanno male a scuola e sono fuori corso. Lo dice una sentenza della di Corte di Cassazione in cui è stato sancito che i figli fuori corso sono colpevoli in prima persona del loro mancato guadagno. Dunque, se non rendono a scuola, è giusto che comincino a cercarsi un lavoro che li renda indipendenti e liberi i genitori dal fardello del mantenimento. Il caso che ha portato a intimare lo stop al mantenimento della prole svogliata riguarda una coppia separata da tempo, dal cui matrimonio erano nati tre figli. Il provvedimento è stato preso nei confronti dell’ultimogenita ormai prossima ai 33 anni. Nel dicembre del 2001, revocando il mantenimento per i figli maschi economicamente indipendenti, il marito era stato condannato a mantenere la figlia, studentessa universitaria fuori corso, con 200 euro al mese. La Corte d’appello nel 2003 disponeva che l’ex marito non pagasse più un centesimo alla figlia, unica responsabile della mancata autosufficienza economica. Nel tentativo di ribaltare la dura decisione, la ex-moglie si è rivolta alla Cassazione sostenendo che, nonostante l’età, la figlia non avrebbe dovuto cercare e accettare un lavoro qualsiasi, non consono alle aspirazioni coltivate. La Prima sezione civile ha bocciato il ricorso della mamma e ha giudicato legittima la decisione della Corte d’appello osservando che nel caso le condizioni di salute della figlia avessero potuto, sino ad allora, giustificare il forte ritardo dei suoi studi, doveva a quel punto presumersi, per l’età da lei maturata, la ricerca di un lavoro, a causa della sua persistente mancanza di autosufficienza economica. A30 anni i figli non possono continuare a fare i mammoni ma devono pesare meno sui genitori e imparare a contare sulle proprie forze. Insomma, a quell’età sarebbe giusto darsi una mossa. La paghetta non è un diritto acquisito La paghetta settimanale dei ragazzi dovrebbe intendersi come “primo incontro” con i soldi e con la capacità di amministrarli di Leo Cannavaro Secondo i dati emersi da un’indagine Istat sulla vita quotidiana dei bambini e degli adolescenti, 7 bambini su 10 ricevono periodicamente dai genitori o la paghetta o un regalo. In particolare nella fascia di età fra i 6 e 17 anni il 34,2 per cento riceve regolarmente una paghetta settimanale di circa 14 euro. Generalmente sono i maschietti a ricevere il denaro mentre per le ragazze è privilegiato il premio, anche se non in modo costante. Non riceve nulla il 30 per cento circa, soprattutto se figli di casalinghe o di mamme con basso titolo di studio. Che cosa comprano i ragazzi? Una ricerca dell’“Osservatorio per i diritti dei minori” ha stilato questa classifica: oltre alla spesa per locali, i ragazzi comprano telefonini di ultima generazione, strumentazione digitale terrestre, lettori musicali portatili, fotocamere digitali, videogiochi, hardware e software, abbigliamento. Da un’intervista fatta da Mondoerre a due piccoli studenti è emerso che la maggior parte dei compagni di scuola ritiene molto importante avere un proprio budget con cui soddisfare i propri bisogni. Uno dei due intervistati sostiene che la maggior parte dei compagni di scuola è felice di dover regolare le compere in base al proprio guadagno settimanale, credendosi piccoli investitori; pochi sono coloro che invece pensano sia meglio prelevare i soldi direttamente dai genitori di volta in volta in base alle necessità. I giornalisti intervistatori sostengono che le spese dei ragazzi s’indirizzano soprattutto in vestiti, cibi, videogiochi, cinema e discoteche. In realtà sembrerebbe che in molti casi le carte ricaricabili abbiano sostituito i soldi. Viene da chiedersi se l’agire in questo modo, da parte dei genitori, sia davvero uno strumento di educazione; basterebbero, infatti, pochi euro alla settimana per far loro imparare il valore del denaro e del risparmio. I contanti non li vogliono più, le tasche dei loro blue-jeans pesano ormai di cellulari e mazzi di chiavi. In caso di necessità economica hanno a disposizione la carta di credito, tanto la ricaricano mamma e papà. La paghetta non sempre è un privilegio per bambini ricchi. Pochi euro a settimana possono però aiutare a sviluppare il senso di responsabilità, a condizione che non venga percepito soltanto come un regalo piovuto dal cielo che con il passare del tempo diventa un diritto acquisito. Leggendo i dati dell’inchiesta “Doka Junior” i genitori italiani, sotto la spinta della crisi economica, sono meno favorevoli di un tempo alla paghetta e il numero di ragazzi che riceve un mini-salario sembrerebbe sceso in 4 anni del 16 per cento. Se MilanoRisparmia pag. 27 si considera la paghetta uno strumento per imparare a crescere, l’importo di 5 euro settimanali può risultare più che sufficiente, in quanto consente ai ragazzi di chiarire il confine tra i consumi più o meno inutili e ciò che va accantonato per scopi più importanti. S’impara in questo modo a conoscere il risparmio e a fare determinate scelte. Se, ad esempio, decidono di volere ricaricare il telefonino e uscire con gli amici è bene che controllino prima di aver messo da parte la somma sufficiente per farlo e se rimangono abbastanza soldi per una pizza di gruppo. La cadenza settimanale aiuta, insomma, i ragazzi a controllare quanto si ritrovano nelle tasche e a stabilire delle priorità negli acquisti, sulle cose utili e su quelle superflue. Sviluppa il senso critico nei confronti della pubblicità sponsorizzata sui manifesti murali, nelle pagine dei giornali e che, soprattutto, imperversa in televisione. Alcuni psicologi consigliano di assegnare addirittura dei compiti ai ragazzi, cioè di porre loro obiettivi da raggiungere e poi ricompensarli in base ai risultati. Aggiungono che far vedere come l’impegno e il lavoro paghino è un messaggio di meritocrazia giusto da trasmettere. Altri ritengono, invece, che la paghetta non vada data in cambio di lavoretti domestici o di bei voti a scuola. I voti scolastici non sono merce di scambio, ma un obiettivo per il quale si può solo pretendere il massimo impegno; e certi lavoretti domestici vanno naturalmente condivisi in famiglia, come letti fatti e camere in ordine, senza aspettarsi alcun compenso. In ogni caso, l’importanza di aprire il capitolo della finanza fin da quando i ragazzi vanno alle elementari e soprattutto alle medie e alle superiori, è riconosciuto da tutti. E’ importante imparare a stabilire un rapporto realistico con il denaro, a comprendere che ogni cosa deve essere guadagnata, che i genitori non sono dei bancomat e che non tutti i desideri possono essere soddisfatti. I libretti postali per giovani possono essere aperti con un versamento minimo di 10 euro Opportunità di risparmio postale per i ragazzi I vecchi libretti al portatore rimangono tuttora i più economici. Con un libretto di risparmio Postale i ragazzi possono imparare a gestire le loro economie e le piccole spese. L’offerta è diversificata per fasce di età: “Io cresco” da zero a 12 anni, “Io conosco” da 12 a 14 anni, “Io capisco” dai 14 ai 18 anni. L’aspetto più vantaggioso è dato dall’esenzione dall’imposta di bollo e dall’assenza di spese di gestione: apertura, prelievo, versamento sono gratuiti. II tasso di interesse è inoltre di 0,25 punti superiore a quello dei libretti di ri- sparmio ordinario. I libretti per giovani possono essere aperti in Posta, dai genitori ovviamente, con un versamento minimo di 10 euro. La giacenza massima, invece, è di 10 mila euro. Con “Io cresco” (il libretto destinato ai più piccoli) i versamenti possono essere effettuati da chiunque, libretto alla mano, ma i prelievi sono permessi soltanto ai genitori. “Io conosco” e “Io capisco”, invece, consentono anche ai ragazzi di fare versamenti e prelievi (con limiti di cifra diversi a seconda dell'età), in qualsiasi ufficio postale, in mo- do da imparare a gestire i loro risparmi e poter avere a disposizione un po’ di contante in qualsiasi situazione. I genitori possono sempre controllare gratuitamente il saldo e le operazioni effettuate. Un’altra possibilità è costituita dalla carta prepagata ricaricabile “Postepay”, disponibile anche in versione junior, da utilizzare in Italia e all’estero per fare acquisti e prelevare contanti negli uffici e negli sportelli automatici della Posta. Per informazioni telefonare al numero verde 803160 o collegarsi al sito www.poste.it. MilanoRisparmia pag. 28 manifestazioni&eventi Galleria Photology Sesso in mostra Con la Polaroid, la fotografia ha ritrovato l’unicità che l’aveva contraddistinta nei primi anni di vita a metà dell’Ottocento. Nobuyoshi Araki, Robert Mapplethorpe, Carlo Mollino, Helmut Newton, Andy Warhol: sono i grandi nomi della mostra presente nella galleria milanese di “Photology” che raccoglie una selezione di rarissime Polaroid a tema erotico di questi esponenti della fotografia contemporanea accomunati dall’uso di quello che è diventato lo strumento più veloce, spontaneo e intimo della seconda metà del XX secolo. L’immediatezza, la segretezza e il senso di privacy che circondano la Polaroid, sia come processo, sia come oggetto fotografico unico, consentono agli artisti di agire senza alcuna censura: la mostra propone un’ottantina di Polaroid tra bianco e nero e colore che, partendo dagli anni Cinquanta (Mollino), attraversano gli anni Sessanta (Warhol), Settanta (Mapplethorpe), Ottanta (Newton) e Novanta (Araki). Gli artisti hanno in comune l’esplorazione di temi legati alla sessualità e all’eros per definire il proprio senso dell’io e dell’altro. Carlo Mollino indulge alle sue fantasie erotiche attraverso la creazione di messe in scena visive, quasi recitazioni letterarie di offerta rituale della bellezza femminile. Le sue donne non sono mai solo nude, ma il loro abbigliamento è giocato in vari contesti estetici e ambientali. È possibile considerare invece la vasta produzione di Nobuyoshi Araki come manifestazione di una voracità compulsiva per l’oggetto femminile e la sua rappresentazione fotografica. Le Polaroid di Mapplethorpe hanno come oggetto privilegiato lui stesso; per lui la Polaroid è un mezzo privato attraverso cui esplorare l’energia sessuale nella sua più nitida componente estetica e formale. In modo simile Warhol aveva giocato con l’ambiguità della propria immagine e con gli scatti di amplessi tanto espliciti, quanto provocatori. Anche Newton utilizza la velocità di tale processo fotografico, per fissare con la spontaneità e freschezza di un colpo d’occhio una situazione, un’espressione, una sensazione momentanea che con una tecnica più lenta andrebbe perduta. Per tutta la durata della mostra lo shop di Photology presenterà “Polamania” una selezione di materiali inediti sul tema delle Polaroid. La Galleria Photology si trova in via della Moscova 25 a Milano e sarà aperta al pubblico fino al 2 giugno, da martedì a sabato ore 11-19, chiusura domenica e lunedì. Ingresso gratuito. "LESS STRATEGIE ALTERNATIVE DELL'ABITARE": diciotto artisti internazionali danno forma a nuovi modelli abitativi. In scena l’arte contemporanea dell’abitare di Fabio Ciccolella “Less, strategie alternative dell’abitare” è la mostra presente al Padiglione d’Arte Contemporanea, in via Palestro 14, a Milano, e aperta al pubblico fino al 18 giugno con ingresso gratuito. Nel contesto di uno sviluppo urbano disordinato, con tutte le conseguenze negative sulla vita dell’uomo, del disagio sociale all’interno degli agglomerati urbani che massicciamente caratterizzano il pianeta Terra, il tema dell’abitazione è quanto mai attuale, e, soprattutto, scottante. È anche l’argomento di riflessione di Gabi Scardi, critica d’arte che da anni segue questo filone di ricerca, e che nella prima mostra che apre il 2006 al Pac, Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano, cura una rassegna di risposte date al problema casa da parte di diversi artisti internazionali. La rassegna s’intitola “Less”, che sta a indicare la volontà di parlare dell’abitare, e quindi della città, con meno enfasi e meno effetti speciali, meno retorica e meno orpelli per tornare a considerare esigenze fondamentali e forme essenziali, e nell’intento di individuare molte possibili alternative per il mondo reale. Il percorso scelto da Gabi Scardi comprende soluzioni proposte in diversi contesti, da artisti che usano mezzi diversi, ma che hanno in comune il fatto di essere proposte recentissime: spetta ai saggi in catalogo raccontare le origini storiche di tali ricerche, innescate dal Situazionismo, come ricorda la Scardi. In mostra si viene accolti, all’esterno del Pac, da un’installazione sonora di Silvio Wolf, in cui gli idiomi dei diversi abitanti di Milano (milanesi, italiani, rumeni, peruviani) si alternano; accanto, due diverse soluzioni al problema dei senza tetto, una di Michael Rakowitz e una di N55, tema affrontato anche all’interno del Pac, dove tra l’altro si vedono diversi prototipi di case, in cui i diversi artisti o vogliono sottolineare quelle che sono le esigenze fondamentali di comfort minimo oppure denunciano la situazione costruendo improbabili abitazioni con materiali di fortuna, e così via. I mezzi utilizzati sono pertanto differenti: vi sono infatti video, fotografie e installazioni, tra cui quella divertente di Wurmkos, laboratorio creativo attivo fin dal 1987 a Sesto San Giovanni (Milano), che lavora con malati psichici. Si ricordano infine le consuete, numerose attività Tra comfort e abitazioni surreali si va alla scoperta delle soluzioni proposte dagli artisti collaterali:dai laboratori didattici per bambini e ragazzi, alle visite guidate per adulti e scuole, le conferenze-incontri con gli artisti di Wurmkos, un campo estivo (per informazioni: Marte 335.79.02.018, numero attivo dal lunedì al venerdì dalle 14:00 alle 16:00, oppure Sezione didattica del Pac: 02.76.39.81.73, numero attivo dal lunedì al venerdì dalle 11:00 alle 13:00), due conferenze sulla città e la società contemporanee (il 22 e il 29 maggio), gli appuntamenti musicali, anche in quest’occasione a cura di Helios Music Management (per informazioni, tel. 02.55.21.18.23), una performance nell’ambito del festival Uovo,Performing arts festival il 16 maggio (informazioni su www.bymed.org) e una rassegna cinematografica, con titoli che spaziano da “L’odio” di M. Kassovitz a “Fame chimica”, al cinema Gnomo dal 13 al 18 giugno. “Less, strategie alternative dell’abitare” sarà aperta martedì, mercoledì e venerdì dalle 9:30 alle 17:30, giovedì 9:30-21:00, sabato e domenica 9:30-19:00; chiusa il lunedì e il primo maggio). Per informazioni tel. 02.76.00.90.85 (dal lunedì al venerdì), 02.76.02.04.00 (sabato e domenica) oppure www.comune.milano.it/pac. manifestazioni&eventi Basta un ‘clic’ e diventi scrittore pag. 29 Vedi Carrello Benvenuto a Lulu! [ Entra | Iscriviti ] Cerca per: in Tutti i Prodot Ricerca Avanzata Pubblica e Vendi in Tutto il Mondo Per chi ha un romanzo nel cassetto anche in Italia sbarca il sito che pubblica libri e canzoni gratis Chi sta pubblicando il tuo photoblog? di Francesco Emma JPG Magazine Derek Powazek & Heather Powazek Champ Vedi Carrello Il “print on demand” di Lulu è arrivato anche in Italia. L’indirizzo è www.lulu.com/it e contiene poche pagine in italiano e per il resto rimanda all’originale in inglese, ma è una delle tappe dell’espansione europea del sito lanciato dall’imprenditore canadese Bob Young che, oltre a partecipare alla fondazione Red Hat (Open source), si è specializzato nel print on demand. Su Lulu è possibile, infatti, pubblicare un po’ di tutto: libri, canzoni e calendari, senza cedere i diritti dell’opera e dando all’editore il 20 per cento dei guadagni mentre il resto è destinato all’autore. Le percentuali sono calcolate sul venduto e non ci sono soglie minime di vendita da raggiungere per i titoli pubblicati. Lulu mette a disposizione tutto l’occorrente per realizzare l’opera con servizi di grafica, marketing e la ricerca dei fornitori. Gli autori, ai quali Lulu non chiede l’esclusiva di pubblicazione, possono infatti decidere di vendere la loro opera solo in formato digitale ma anche in una versione “fisica” usufruendo dei servizi messi a disposizione dal sito. Quindi per chi ha un grande romanzo nel cassetto o magari a chi piacerebbe semplicemente raccogliere le sue poesie in un libro con tutti i crismi, Internet ha un’alternativa di gran lunga più econo- MilanoRisparmia Benvenuto a Lulu! [ Entra | Iscriviti ] Cerca per: in Tutti i Prodot Veloce Pubblica un libro, CD, DVD o calendario — e ordina nel giro di pochi minuti. Facile Quanto facile? Fai il viaggio virtuale della pubblicazione Lulu Gratuito Senza spese iniziali. Senza un ordine minimo. Senza sorprese. Noi stampiamo e spediamo ogni prodotto quando viene acquistato, ed il cliente lo paga. Ricerca Avanzata Tu mantieni il controllo A proposito di Lulu • Cos'è Lulu? • Chi è Lulu? • Profilo Aziendale • Parti • Centro Stampa • Lavori @ Lulu ... dei diritti, della grafica, il prezzo e l'80% dei guadagni. Veramente. Guida Introduttiva a Lulu • Iscriviti per iniziare a pubblicare • Domande di Base di Lulu • Getting started flash tour 1. Lulu è GRATUITA, SEMPLICE e VELOCE Guida informativa su Lulu Contenuto Selezionato 2. Tu sei in controllo Calcolatori di costo Pubblica Ora Senza costi di inizio. Senza minimo ordine. Senza ritardo. Senza inganno. Lulu stampa e spedisce ogni libro quando viene acquistato. L'acquirente paga il costo; non te. Lulu guadagna soltanto se tu guadagni. Tu mantieni tutti i diritti sul tuo lavoro. Tu decidi la grafica e l'impaginazione. Tu imposti il prezzo ed i diritti d'autore. Lulu non è l'editore — tu sei. Esplora i Best Sellers Libri Dischi Calendari Chat Vendite e Informazioni Chat in tempo reale con rappresentante di supporto Lulu 3. Vendi al mondo Lulu ti permette di vendere il tuo lavoro tramite Amazon, Borders, Barnes and Noble — e su lulu stesso. Lulu si occupa di tutte le transazioni, tracciamento dell'ordine, e spedizione. Dimensioni dei libri & determinazione del prezzo Prova il nostro calcolatore del costo del libro LULU.COM Lun- Ven 5:00- 21:00 fuso orario costa Est degli USA Aiuto in tempo reale può essere a volte disponibile Norme. Cose interessanti su Lulu • Lulu.TV • Crea un calendari • Crea un CD o un DVD • Premio Lulu Tipi di rilegatura* Rilegatura Adesiva Rilegatura Cucita Spirale di Plastica Copertina rigida rivestita Copertina rigida con sovraccoperta manoscritto senza spese iniziali. 6" x 9" (15.24cm x 22.86cm) Costo di Rilegatura $4.53 $4.53 $4.53 $14.00 $15.00 Bianco e Nero per pagina $0.02 $0.02 $0.02 $0.02 $0.02 Colore per pagina $0.15 $0.15 $0.15 N/A N/A mica rispetto a qualsiasi altro servizio di stampa editoriale. L’indirizzo da digitare è www.lulu.com, e funziona in questo modo: con pochi clic s’invia il file del proprio manoscritto, che sarà memorizzato negli archivi del sito. Dopodiché, in qualunque momento si potrà chiedere a Lulu di trasformarlo in un libro vero e proprio, con tanto di copertina e rilegatura, che sarà spedito per po- Pubblica e vendi in tutto il mondo il tuo sta a un prezzo di pochi dollari. Sul sito un utilissimo calcolatore di costo indicherà esattamente il prezzo del manoscritto in funzione delle caratteristiche che desideriamo attribuire (stampa a colori o in bianco e nero, numero di pagine, tipo di confezione, numero di copie che desideriamo ricevere eccetera) e analogo preventivo di costo anche per calendari e dvd. Ma il bello di questo sito viene dopo: la propria opera, infatti, sarà automaticamente inserita nel catalogo di Lulu. In questo modo, migliaia di navigatori potranno conoscerla e, con un clic, ordinare il libro in versione cartacea. Gli organizzatori del sito tratterranno per sé il costo della stampa di ciascuna copia ordinata, mentre l’autore incasserà il prezzo di copertina. Le Trottoir premia la creatività in musica. In palio un contratto per venti serate retribuite e la possibilità di una produzione discografica Concorso per artisti emergenti Dopo la rassegna “Le Trottoir in corto”, un’altra iniziati- a cui possono partecipare concorrenti di qualunque nazio- locale dal 15 maggio fino a luglio. La finale si terrà poi il 19 va lodevole del locale milanese, noto per essere uno dei nalità e con un repertorio di qualsiasi genere. settembre alla presenza di una giuria d’eccezione che sce- punti di ritrovo e di riferimento della cultura e dell’arte a Chi è interessato deve semplicemente inviare, entro il 5 glierà il vincitore, assegnerà il premio del pubblico e le men- 360 gradi della città: nuovo concorso, questa volta mu- maggio, una demo in duplice copia contenente almeno zioni speciali. Si vince un contratto per venti serate retribui- sicale, che mira a scovare cantanti e gruppi emergenti un pezzo inedito, insieme al regolamento debitamente te in un anno a Le Trottoir, e la possibilità di un’eventuale talentuosi. compilato, scaricabile dal sito www.letrottoir.it/concor- produzione discografica. Un’occasione per godere di nuo- A Milano ci sono numerosissimi creativi che hanno molto da so_musicale.php. ve sonorità per chi è amante della musica di qualità senza proporre, quando si dà loro la possibilità di farlo. E ora è ar- Una giuria composta da Daniele D’Aquila (musicista, regi- fronzoli senza dimenticare che il locale offre tutte le sere, rivato il momento dei musicisti emergenti e “Le Trottoir” vuo- sta, scenografo), Marco Verrando (musicista), Cesare Gra- dalle 22.30, una fitta programmazione di performance live: le proporsi come un porto franco per tutti gli artisti, in cui cul- pelli (musicista), Running e Milian Mannarelli (responsabili dal soul, reggae & dub domenicale ai lunedì dedicati al jazz, tura e divertimento siano strettamente legati tra di loro. In della programmazione musicale de Le Trottoir) e ovviamen- dai martedì e giovedì di blues acustico ai mercoledì rock, virtù della consolidata tradizione di musica live, Le Trottoir te Michelle Vasseur (esperta di musica), seguirà la fase di dai venerdì pop- rock ai sabato r&b e hip hop. Il locale è in indice quindi un concorso, senza alcuna quota d’iscrizione, pre-selezione che porterà i talenti ad esibirsi sul palco del piazza XXIV Maggio 1, tel. 02.8378166. internet&sicurezza MilanoRisparmia pag. 30 Connettersi senza rischi siti (quelle cui si accede inserendo una password) seguendo un collegamento esterno: esistono truffatori che, per carpire i dati riservati, realizzano siti identici a quelli ufficiali e li mettono ondine usando indirizzi molti simili; per sentirsi più sicuri, usare per gli acquisti una carta ricaricabile, come Postepay (su www.poste.it/bancoposta/cartedipagamento/postepay.shtml e in tutti gli uffici postali): i danni per eventuali usi fraudolenti saranno limitati alla somma di volta in volta caricata. È opportuno altresì installare sul proprio computer un antivirus e un firewall, programmi che difendono il pc dagli attacchi esterni e AdAware (gratis su www.lavasoft.com) per bonificare il proprio computer dai programmi spioni; scaricare periodicamente da Internet gli aggiornamenti dei programmi presenti nel proprio computer: se si ha Windows, è possibile farlo attraverso la funzione Windows Update premendo il tasto Start che sta in basso a sinistra sullo schermo, inoltre, è essenziale aggiornare periodicamente anche l’antivirus, attivando l’apposita funzione contenuta in tutti i programmi di questo tipo. Per non essere sommersi di messaggi pubblicitari non richiesti, cercare di non comunicare il proprio indirizzo email ovunque: un trucco è attivare gratuitamente una seconda casella da usare come “discarica”, comunicandola al posto di quella principale nelle occasioni a rischio, come quando si compila un modulo elettronico per iscriversi a un sito. Per effettuare pagamenti on line in tranquillità basta tenere a mente pochi semplici accorgimenti. E gli acquisti in rete diventano sicuri di Fabio Ciccolella Servirsi di Internet per risparmiare denaro e tempo potrebbe essere un’attività alla portata di un pubblico più numeroso di quell’élite di appassionati a caccia di novità tecnologiche. Benché negli ultimissimi anni sia cresciuta a ritmi record, la presenza delle connessioni nelle case italiane è ancora a livelli più bassi di molti Paesi europei. E, quel che più conta, anche chi ha un collegamento a Internet sembra sfruttarlo poco: una ricerca condotta nel 2004 da Cnel e Eurisko evidenziava, infatti, come la larga maggioranza dei 13,7 milioni di italiani che hanno scoperto la Rete si limitava a usarne le funzioni base, come spedire qualche messaggio di posta elettronica www.anti-phishing.it o cercare un sito su un motore di ricerca. È un vero peccato, perché gran parte delle potenzialità più avanzate della Rete possono essere sfruttate da chiunque, compreso chi è alle prime armi con il computer. Fra le remore più radicate che frenano l’uso intensivo di Internet figura probabilmente la resistenza all’idea di scambiare del denaro attraverso la Rete, poiché la maggior parte delle tattiche di risparmio via Internet contempla una qualche forma di pagamento a distanza. Per quanto riguarda i pagamenti elettronici, i dati forniti dalle compagnie di carte di credito mostrano una percentuale di frodi online pressoché pari a quella consumata in altri contesti. A comprare in un negozio virtuale, insomma, non si rischierebbe di più che affidare la pro- pria carta al cameriere del ristorante o al commesso di un negozio. Anche se altre stime mostrano quadri leggermente meno ottimistici, quel che è certo è che per difendersi dalle truffe online di ogni tipo basta tenere a mente pochi semplici accorgimenti: quando si inviano i dati della carta di credito, controllare che la pagina sia protetta: un piccolo lucchetto sulla cornice inferiore della finestra di navigazione indica che le informazioni saranno inviate in forma codificata, in modo tale che se anche il più agguerrito pirata informatico le intercettasse, non potrebbe decifrarle; non comunicare a nessuno, per nessun motivo, i dati della carta o del conto, neanche se chi li chiede, apparentemente, è la propria banca; evitare di entrare nelle aree riservate dei Vittime dei “dialer”, i programmi che si auto-installano Una trappola ruba soldi di Leo Cannavaro Spesso navigando in rete ci può capitare di imbatterci in siti che reclamizzano la possibilità di ottenere “gratis” determinati servizi tipo mp3, sfondi per pc o per telefonini, loghi, foto e filmati pornografici. Una volta cliccato sul link che reclamizza il servizio compare una schermata che ci invita ad installare un software. Molti di questi, in maniera decisamente truffaldina, comunicano sibillinamente all’utente che deve prima installare un non meglio precisato programma per poter visualizzare il servizio richiesto. Imbattersi in un dialer è molto pericoloso, specialmente per un utente che navighi in dial-up (ovvero con i modem 56k), poiché l’autocompositore potrebbe far partire chiamate verso numeri non geografici costosissimi, anche all’insaputa dell’utente. Infatti con le connessioni dial-up l’utente può scegliere di entrare in rete con qualsiasi operatore, componendo il relativo numero telefonico. Con le connessioni Adsl il rischio di imbattersi in un dialer è decisamente ridotto (anche se non del tutto tecnicamente escludibile) poiché il modem non compone un numero di operatore scelto dall’utente, ma si collega unicamente con un provider fisso tramite il quale naviga all’interno di internet. Alcuni prefissi nascosti provocano bollette telefoniche salatissime, l’ultimo è lo 0878: senza che ci si accorga, la brutta sorpresa si ha con bollette a 2 o 3 zeri. Il prefisso precedente 709 ha fatto 500.000 vittime. Per lo 0878 l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha fissato il costo massimo delle telefonate a 6,56 centesimi di euro alla risposta e 22,93 centesimi al minuto. Chi ne è rimasto vittima, può rivolgersi agli sportelli di conciliazione delle Camere di Commercio per recuperare le somme non dovute per servizi non richieste, ma anche a fronte di denuncia o di inchiesta in corso da parte della magistratura, si deve comunque effettuare il pagamento della bolletta, pena la sospensione del servizio. MilanoRisparmia PUBBLITREND SRL DIRETTORE RESPONSABILE Loredana Ciraulo Bonucci [email protected] GRAFICA BB BAND GRAFICA& COMUNICAZIONE DIRETTORE EDITORIALE Bruno Bonucci [email protected] REDAZIONE “MilanoRisparmia” via Cadorna, 49/51 20090 Vimodrone (Mi) tel. 02.265.12.155 fax 02.265.02.16 [email protected] CAPOREDATTORE Floriana Giorgi [email protected] CAPOSERVIZIO Fabio Ciccolella [email protected] COLLABORATORI: Giuseppe Cerilli Studio Sala, Riva & Associati Lara Corso Chiara Quaglietti Brando Quaglietti Rino Burloni Anna Renati Sara Togli Francesco Emma Bruno Giletti Leo Cannavaro Ennio Marino Pubblicazione registrata al Tribunale di Milano n. 834 del 31 ottobre 2005. DIREZIONE COMMERCIALE E PUBBLICITÀ tel. 02.265.12.155 fax 02.265.02.16 [email protected] EDITORE E PROPRIETARIO: PUBBLITREND SRL via Giustiniano, 7 20129 Milano FOTOLITO: SELE3 via Cadorna, 49/51 20090 Vimodrone (Mi) tel. 02.25.00.145 - www.sele3.it STAMPA: SIESS via Santi, 87 20037 Paderno Dugnano (Mi) VUOI TUTTI I NUMERI di “MILANORISPARMIA”? LA PRIMA RIVISTA CHE FORNISCE UN VALIDO SUPPORTO ALL’ACQUISTO ORIENTANDO VERSO LE MIGLIORI OFFERTE DEL MERCATO LA RIVISTA DI ECONOMIA PER LA FAMIGLIA IL RISPARMIO RIVOLTO ALLA FAMIGLIA Anno 1 - numero 1 31 ottobre 2005 10 A PAG. & / $ & A PAG. 20 19 A PAG. 11 A PAG. A PAG. 12 Più che un comunicato sembra un bollettino di guerra. Il Governo ha intrapreso la strategia della trasparenza e purtroppo disegna un paese in grande difficoltà, che rischia di avere come vittima la famiglia media italiana. I dati analizzati e diffusi dall’Adoc, l’associazione na-zionale per la difesa e l’orientamento dei consumatori, hanno condotto a una stima relativa agli aumenti per le famiglie italiane, che si dovrebbero aggirare intorno ai 700 euro all’anno. Secondo il presidente dell’Adoc, Carlo Pieri, si tratterebbe di un quadro decisamente allarmante, che fa cadere sulle famiglie ulteriori difficoltà, dopo quelle pesantissime degli ultimi anni. Le previsioni dell’Adoc, anche in base all’andamento dei prezzi del petrolio, indicano che gli incrementi stimati per le tariffe saranno di quasi 100 euro per luce e gas, di oltre 160 euro per gli alimentari e di 80 per i viaggi aerei. Per quanto concerne il costo del carburante da autotrazione la situazione è addirittura allarmante: l’Adoc ha calcolato un aumento della benzina da gennaio a oggi del 23,4 per cento e del gasolio del 21,3 per cento: una famiglia che spendeva 13 UN ANNO DIFFICILE Ulteriori rincari previsti per la famiglia italiana lo scorso gennaio 200 euro per benzina e gasolio, oggi ne spende 222 euro. In sintesi, un anno che si presenta ancora molto difficile e che rischia di veder rimandati tutti quegli interventi finanziari, indispensabili al consumatore italiano, dal clima di campagna elettorale che, di fatto, blocca ogni intervento a sostegno dell’economia reale. Cresce l’incertezza dei consumatori italiani & ' ( Il clima di crescente incertezza economica e politica porta a un deterioramento della progettualità che incide sui consumi e induce a una spesa ragionata. Comportamenti e aspettative dei consumatori del nostro Paese sono stati delineati dalla nuova indagine AcNielsen, unica per estensione, che individua e mette a confronto atteggiamenti e comportamenti di acquisto dei consumatori di 38 Paesi del mondo. Per quanto riguarda l’Italia, emerge un quadro nuo- vo rispetto alle precedenti analisi: minore progettualità nei consumi e nei risparmi insieme a maggiore incertezza e pessimismo per il futuro, fattori che influenzano le scelte del consumatore sempre più orientato verso una spesa ragionata. In relazione alla nostra realtà, emerge la fotografia di un consumatore che, pur vivendo contesti macroeconomici simili a quelli di altri cittadini europei, si mostra più preoccupato e con un elevato grado di in- certezza per il futuro. Dall’indagine risulta che la percezione dell’andamento dell’eIGLIA conomia locale negli ultimi 6 mesi è MIA nega-PER LA FAM NO ECO tiva e gliLA italiani - oraA inDIlinea con gli euRIVIST ropei - ritengono che la situazione sia sensibilmente peggiorata (70%). Il pessimismo affiora anche dalle risposte date alla domanda circa le previsioni per i prossimi 12 mesi: il 36 per cento degli italiani ritiene che la situazione resterà stabile, ben il 46 per cento sostiene che peggiorerà. Un progetto di formazione che nasce per ridurre la forte impreparazione di base dei cittadini sui servizi finanziari A PAGG. /( POTERE D’ACQUISTO IN PICCHIATA Gli italiani sono sfiduciati. mesi è negativa e gli italiani - ora tati della scorsa indagine: nel in linea con gli europei - ritengo- 2004, infatti, l’apprensione degli no che la situazione sia sensibil- italiani in merito alle dinamiche mente peggiorata (lo afferma il della politica era solo del 2 per 70 per cento degli interpellati). cento. Le prime preoccupazioni per il Questo generale clima di incerfuturo risultano l’economia (da tezza e la carenza di progettua21 a 27%), la sicurezza del posto lità impattano sui comportamendi lavoro (da 21 a 22%) e la sta- 200 ti 6di consumo: l’utilizzo del denaio 26 gen bilità politica (12%), con una naro dopo aver soddisfatto i segue A PAG. 2 sensibile crescita rispetto ai risul- A PAG. A PAG. 5 di Bruno Bonucci di fronte a una stretta monetaria avviata e ce e tempestiva», dice il responsabile ecorente nel nostro paese (252,00 condotta con grande cautela, più lenta di nomico della Margherita Enrico Letta. Si euro), largamente al di sopra Cronaca di un delitto annunciato, così po- quella con cui la Federal Reserve ameri- polemizza su quanto i tassi più alti alteredella media europea (130,00 trebbe essere riassunto il rialzo dei tassi dal cana ha riportato i tassi d’interesse dall’1 ranno i conti pubblici: «Pochissimo», seeuro), anche se non si può tra2 al 2,25 per cento messo in cantiere dalla al 4 per cento in un anno e mezzo ma al- condo il viceministro dell’Economia Mascurare, analizzando i nudi daBanca Centrale Europea, una decisione che trettanto preoccupante. rio Baldassarri; «Abbastanza per dover riti, l’esplosione del credito al fa temere una brusca frenata alla modesta I giudizi dei nostri politici sono abbastan- disegnare i saldi della legge finanziaria», consumo e dei mutui ipotecaripresa economica. Dalla Banca Centrale za discordi, anche se tutti non orientati al- secondo Enrico Letta; sino al commento ri. Il mutuo per comprare casa, giungono notizie per cui, se la ripresa non l’ottimismo. «Non appare una scelta feli- lapidario «La Bce è indipendente in terad esempio, permette dei lauti segue A PAG. 2 si consolidasse, o i rischi di inflazione si ate sicuri guadagni, visto che il tenuassero, la Bce potrebbe attendere anprivato difficilmente diventa cora molto prima di una ulteriore mossa di moroso sulle rate del mutuo, riaumento dei tassi. «La politica monetaria schiando di perdere il bene medella Bce», ha assicurato il presidente deldesimo, senza dimenticare che la Bce, Jean-Claude Trichet, «resta accoal mutuo si affiancano tutta una modante e continua a supportare la ripresa serie di servizi aggiuntivi (aseconomica e la creazione di posti di lavosicurativi...). ro». In realtà, la Bce, e il suo presidente Aggiungendo come sopra citaTrichet, si muovono in un vero e proprio to anche i costi relativi al crecampo minato, tra critiche opposte che vedito al consumo ecco che l’indono economisti europei che affermano debitamento delle famiglie itache i rialzi sarebbero dovuti cominciare liane, rispetto al pil, prende il prima e illustri colleghi che vedono la malargo e ci pone in fondo alle IL novra come un vero e proprio autogol alPRIMO classifiche deiGIORNA paesi industriaLE DI ECONOMIA E INFORM AZIONE TASSI PIÙ ALTI. Sempre più in rosso i conti sia pubblici sia delle famiglie. la già precariaDEDICA economia lizzati. b.b. TOeuropea. ALLA Siamo FAMIGLIA MilanoRisparmia segue A PAG. 3 ero 4 Anno 2 - num 4 4 " ' ! & +. - A PAG. 9 A PAG. 6 2 A PAG. 5 % A PAG. 3 li aumenti è rissa sug Autostrade, A PAG.15 Finanziaria del 2006 * di Lara Corso Via libera definitivo al decreto fiscale che accompagna la Finanziaria 2006. In particolare sono state inserite maggiori entrate per 2,5 miliardi di euro che hanno così fatto “lievitare” il Dl fiscale a circa 7 miliardi di euro, dagli iniziali 4,5 miliardi. Tra le novità la cancellazione Ici per la Chiesa, strade statali a pagamento, legge “mancia” per i deputati, mutuo per gli “over 65, la nascita di “Riscossione Spa”, l’esenzione Ici per gli immobili commerciali delle chiese e del noprofit, lotta all’evasione fiscale, stretta fiscale sulla aziende dell’energia e del gas. Ecco le varie voci nel dettaglio. Plusvalenze. Il regime della “pex” viene modificato, l’esenzione delle plusvalenze realizzate dalle società, MILANESE sce lo a che favori Una politic territorio e sviluppo del i sociali viz ser i a, dell’economi e: re pubblich e le grandi ope zo cen Vin a intervista e, dic Giu del presidente Consiglio di ale un com Milano 6 " 2/3 Anche questo 2005 si avvia a chiudersi con un altro exploit dei nostri istituti bancari. Basti guardare i dati delle prime dieci banche italiane e ci si rende conto della situazione: utili per quasi 8,6 miliardi di euro. Quasi un miliardo al mese di guadagni. Visto con gli occhi di chi sta in coda dall’altra parte dello sportello, è difficile da capire. Come fanno le banche a guadagnare così tanto mentre l’economia del paese arranca e le famiglie faticano a far quadrare i conti a fine mese? Il sospetto di molti è sempre lo stesso: che a riempire di utili i bilanci del settore, alla fine, siano i clienti “tosati” dal caro-prezzi dei conti correnti. Una parte di risposta arrivaguardando quanto è cresciuto il costo medio di un conto cor- 2 Non sarà il Natale della ripresa dei consumi: prevista una riduzione delle spese soprattutto per i regali ad amici e parenti %& "3 Malgrado le attuali evidenti difficoltà economiche Gli europei continuano ad avere una visione negativa del futuro, secondo quanto rilevato da un’indagine sulla fiducia dei consumatori effettuata a livello mondiale da AcNielsen. Dai dati emerge un decisa sfiducia dei consumatori e ciò influisce negativamente sulle intenzioni e le abitudini di acquisto. Lo studio ha coinvolto più di 21.100 consumatori in 38 Paesi. Interessanti i dati emersi dall’indagine: in relazione alla nostra realtà, emerge la fotografia di un consumatore che, pur vivendo contesti macroeconomici simili a quelli di altri cittadini europei, si mostra più preoccupato. I recenti messaggi d’allarme sulla fase di recessione, e i dubbi sulla stabilità politica, accentuano il clima di inquietudine già rilevato durante l’anno passato e pesantemente confermato durante l’anno in corso. Dall’indagine risulta che la percezione dell’andamento dell’economia locale negli ultimi sei 3 A PAG. 15 ." di Bruno Bonucci di Bruno Bonucci 15 dicembre 2005 2 / !$ ! & " +01- # A PAG. Come rinegoziare il muto di casa, la rata del televisore al plasma e magari un prestito personale, inserendo tutto all’interno di un unico finanziamento Anno 1 - numero 3 % / 2 & !" # $% A PAG. ! % *+,- ) 28 novembre 2005 Anno 1 - numero 2 segue A PAG. 2 Anno 2 - numero 5 Aree fabbricabili, gioie e dolori Gli oneri fiscali da riconoscere al Comune per evitare pesanti sanzioni. A PAG. 6 23 febbraio 2006 Gestione serena del risparmio Investire, versando solo piccole somme di denaro, senza obblighi e scadenze da rispettare A PAG. Per far fronte ai tagli di forniture 9 Enel: nuovi contatori, nuovi aument i Le associazioni dei consumatori raccolgono segnalazioni di aument i fino al 30 per cento dell’importo della bolletta dopo l’installazione del nuovo contatore elettronico. A PAG. 19 “Milano in Comune” Grande successo per la trasmissione televisiva, andata in onda fino al 12 febbraio, per avvicinare la politica ai cittadini russe, si ricorre agli stoccaggi di modulazione Emergenza gas: si dà fondo alle scorte i e addinon conform portamenti o di Lara Cors l’I- re com essere dei ladri». A PAG. 3 setst & Young rittura di arezza in un Gemini Ern /90 sulla tracari in Euro- «Bisogna fare grande chi dano: per Cap più acquisila legge 241 ti e , con gno coi In nome del pubblica amministraComunicare per governare o di media a è il paese ha molto biso là. eur tali ne rica cci la meglio 108 che Cat Bonu i tro di Loredana sparenza del azioni dei consumatori studio”, tore i certi» ha specificato 252 euro con a, ntro pa, prim “co o oci niliti dat altr atti rofondime essere stab zione, le ass Oliver re ntale. Un iedendo gli o pesante app bi a Mercer, assalto rich li costi devono e i tempi di trasferidel contine tornano all’ Parte un prim della Concorrenza e i, ha portato al di Bruno sionato dall’A a 65 euro il co- «Ta equ che mis la ed ria com sco bili e utto Bonucci ant ece Ribadi e immuta «l’avvio di relativi all’istr anno (+2,81%) delle to per il Gar n, ferma inv essere ridotti. orare e riqua calda (gli usi civili hanno Molto dipend io ha deliberato ti- & Wyma nto devono lab la prece- le - dell’Italia, conto base. ritocco di iniz i autostradali. ObietMercato che oscitiva per accertare ma la me che si onibilità a col denza), ma per l’industria sto annuo del agg altri fattori, con è possibile capaci di svilupp sono dimostrati inmassima disp tre indagini mostrano che as haUn 2006 pieno di incognite e annichiapplicati alla da usi, convenzioni e tariffe dei ped un’indagine banchieri are politiche orientate l’interruzione del servizio nos è capire se An lito ità dei prezzi - da una fame di gas, una crisi ti con l’Euuthole stime dei . Poi c’è il all’efficienza l’iniziativa cordo che le com nea L’A del che alli sua è i». o e tivo di pologie e ent car che son li ion ha energetica e allo sviluppo ti problema del prezzo: anche messo in evidenza la grande i servizi ban di Lara Corso n- sensaz tutti i control costi dei con risultati». per difetto. «Ci to se i e autoriz ra. ttua dat 4, delle libe ton effe clientela per Antonio Catricalà, stri fonti spropor 200 rinnovabili. - zato, chi preleva gas - siano arro registrati nel 2005 sul a di dare il via lievo dal Vedremo i da zione, ssima riua. a dalla anche lavo pro prim riserve dat rop a nel a vo nostro stragui dell o enz , paese, nuo i I sistemi ent pet rity lato tra la do- tegiche è di fatto suo per ridurre i costi dell’energia Gli aument di contro questo pre un rallentam il Catricalà ha poi par manda scellerata di energia costretto a pagare una per comincia il e Dal prossimo numero “Milan cari. Al seun utile luogo re da comunque batteremo con ratori» spiega Alesge i tempi e a fronte di sorta di “penale garantire approvvigionam oRiin Italia con Cicr: «Sarà dei costi ban di incas- mostrano enti sono, lavo lo ari nde del ” un’offe decisa ne pre trol dei rinc rta sudall’Au sparmia ò che nio he con dei inesora per torità. ” ospiterà una pagina fissa Con bilmente è desti- Costi da una parte, la drastica riduzio le tasc ro dal ento amica contro i servizi o si faccia kia aggiuntivi di cui si faranno ne dei coni- della din sull’anno precedente, no del Movim t’anno nata ti correnti, cura della Presidenza del non a contrarsi, speriamo non in un fronto; nessun , pensando di dire a Ban cari- sumi, in modo che sandro Mia taccio i con carie e gli ord Consiglio fu- co gli operatori e potrebb paesi moe una domanda più basiche per cento iunge: «Ques ricevute ban turo titrust com comunale di Milano, una ero scaricarsi sa accentu idee dirigist servizi 2 per cento nei matori. E agg nzio l’ennesimo au-imminente. so (come le i la concorrenza tra chi attual“linea disob o all’An annunciaamento) e i media del 3 comunque nei Con prossim pag una ano di i sile mesi alla rest ti L’Italia sulle pain a, to sta dando fondo all’ultim ha bollette. retta” su temi di grande interess at e da noi mente vende energia e, dall’altr subiremo ni permanen bi, las- tali ederemo con a mestiere». E rici, bancom l’A rati. I costi e Chi per Sia loro aiui. nifi se il nito petrolio il li e he (bo agg a, sia sug lo o sviil gas inevitabilmente luppo lger i lettori. Un appuntamento le 23strategica di gas naturale: nei dieindagini tutteserva mento dei ped al mondo, anc di pagament uti ita- svo di nuove fonti energetiche che consi estingueranno, anche in ssima chiusura itali, che vede i i applicati da (solare, o- i più alti che rappresenta gli istit ci stoccaggi disseminati sentirà di avere risposte virtù dell’af- eolica, geoterm i- to la pro r dig in quattro re- facciarsi degli aument gobancomat). e le denunce delle ass one e confronti ». ica). Dovremo imparare a o ai decode ezza delle crit di nuovi paesi estremamente «Ci siani r- sociazi cessionarie gioni direttamente con l’ammi il solo(Lombardia, Veneto, Emilia Roa l’infondat i- ti di stat in conflitto di interessi. po- costruire abitazioni società con Le segnalazio atori, avvalorate da rice nistrazione sumatori, magna polati, come la Cina, che acche permettano riliani, riafferm euro di media. Il com sum per soddisfare sparmi della o l’Intesacon i costerà Berlusconi comunale sulle pagine della que-ed Abruzzo) ci sono riserve febbraio per straniere, 65 ond 15 di ben Sec ciazioni con arie la del «il nzi par ine panostra metà e dà la domanda interna sono costrett rispetto a quelli attuaritti, Catriioni fina dei pedagg da che ri a 12,8 miliardi: circa 7,7 mo dati il term vista. «Concepisco la politica », ha detto i ad ac- li: sul mercato esistono dell’Abi, infa l’aumento che di istituz nte trovato udienza: miliardi so- quistare le o in più. come tato esecutivo agine avviata dall’Anti- quisire tutti gli elementi ita distanza dallampadine, frigorisorse all’estero. Come risuli 26 e 24 eur lme no stati bruciati, rimangono politica del realizzare, del l’Italia, prezst’anno tra riferi e lavatrici che consum hanno fina e a deb all’ind gli ultimi ta lampante l’arrivo «respinfare le coano un quinenziavano, per dei servizi venuto» anche per star di inizio aprile. ti e torna a 5,1 che si assottiglierann sul mercato mondia- to se» ha commentato Vincen a le ni e calà, tempo si evid o di circa 90- le di un acquire conti corren di quelli che abbiamo nelle zo Giudiati nell’offert nostre cageneralizzazio - la scadenza elettora di trust sui nte 100 come elev ni le milioni la ce, e Cina po azio preside di sconvol metri ent trop oci nte cubi al giorno. - se. Possiamo farci la del Consiglio comunazi di ave le ass fermam ge i precari equilibri di tutto doccia con acqua le stime del e ci accusano Quindi, dovremmo arrivare 500 gere le di Milano. «Continuo a l’occidente. calda che viene bancari. Dal costa fino a a fine inver- In soldoni, continuament credere che da pannelli solari, che coto corrente i venditori di materie prime or- quanti no sempre che le temperature governare debba essere garanti si stano, è vero, ma poi utenti, un con studi specializzati disc migliori- arricchiranno re ed ci danno l’acqua Gli sempre di più, e i poveri citno, che i tagli dalla Russia ampliare il benessere, la sicurez euro l’anno. gratis per almeno 10 anni. rimangano tadini si impove za, la riranno ancora di più. dell’ordine di grandezza del libertà di tutti i cittadini». La sfida va intrapresa subito 10 per cen- In realtà, ora Questo lo e stiamo la futura to. Non c’è il rischio che già pagando la gran- legislaz spirito con cui si porteranno i cittadini si de miopia ione a dovrà Palazportare dei politici che si sono succenecessariesveglino una mattina e non zo Marino i problemi che mente questo obiettivo nel trovino ac- duti alla gestion stanno a proprio proe - sia nazionale sia locacuore ai cittadini per conseg gramma di governo. nare a voi lettori risposte concrete. A PAG Linea diretta con il Comune .2 Per informazioni e preventivi BB BAND via Giustiniano, 7- 20129 Milano tel. 02.26512155 - fax 02.213.28.81 gratuiti tel. 328/6721548 AGENZIA EDITORIALE GRAFICA PUBBLICITARIA ED EDITORIALE STUDIO E REALIZZAZIONE LIBR I E CATALOGHI COORDINAMENTO PRE E POS T STAMPA BB GRAFICA E COMUNICAZIO NE Iscriviti alla nostra mailing list: riceverai gratuitamente ogni uscita in formato pdf consultabile off-line Per iscriverti, manda una mail con la tua richiesta a: [email protected] *Per importi finanziati a partire da 10.000,00 euro. 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