MilanoRisparmia
IL PRIMO GIORNALE DI ECONOMIA E INFORMAZIONE DEDICATO ALLA FAMIGLIA MILANESE
Anno 2 - numero 9
20 aprile 2006
Aumentano i prezzi non gli stipendi
Dal 1950 a oggi lo stipendio mensile
di un operaio è cresciuto di circa 70
volte. Peccato che il costo della vita
sia andato, in molti casi, ben oltre...
A PAG.
Alimenti più sani del previsto
Il 97 per cento
degli alimenti
campionati non
ha residui oltre i
limiti di legge
FierainMente
Una serata
dedicata a
a una nuova
città tutta da
vivere
3
A PAG.
13
A PAG.
Un’Italia divisa in due solo dalla politica
24
L’ultima possibilità per uscire dalla crisi: rimboccarsi le maniche e lavorare
E adesso fateci vedere
l’Italia dei politici seri
di Bruno Bonucci
Indipendentemente da chi ha vinto le elezioni, emerge una situazione che spaventa e che proietta ombre a tinte fosche sul
futuro prossimo del nostro Paese e della
nostra economia: l’ Italia è una nazione
divisa in due. Affluenza alle urne da altri tempi, per una “chiamata alle armi”
messa in atto dai due schieramenti, una
campagna elettorale dai toni esasperati e
il risultato è l’ipotesi di un governo debole o, peggio ancora, la grande intesa
tra due poli che finora se ne sono dette
di tutti i colori.
Il punto ora non è sapere chi occuperà quali poltrone, ma mettere al centro i problemi del Paese, in primis il rilancio dell’economia: occorrono scelte difficili, sacrifici e soprattutto la più ampia condivisione possibile. Certo partiamo svantaggiati.
Da una parte Berlusconi che propone un
governissimo, dopo una campagna politica che decantava le virtù di un governo
senza compromessi. Dall’altra, Prodi che,
malgrado la situazione politica drammatica, rifiuta ogni proposta, tentando di governare senza valutare minimamente una
collaborazione con l’altra metà dell’Italia.
«La risicata vittoria della coalizione di
centro-sinistra guidata da Romano Prodi», scrive l’autorevolissimo editorialista
del Financial Times, Wolfgang Munchau,
condirettore del quotidiano londinese,
«costituisce il peggior esito immaginabile in termini di possibilità dell’Italia di rimanere nell’eurozona oltre il 2015. Prevedo che gli investitori internazionali inizino ad assumere scommesse speculative
sulla partecipazione italiana all’euro entro la durata di un governo Prodi. Queste
non sono scommesse sull'impegno politico di Prodi nei confronti dell’euro. Sarebbe infatti difficile trovare un politico
più a favore dell’Europa dell’ex presidente della Commissione europea. Queste sono scommesse sulle circostanze economiche che potrebbero obbligare un governo
I CITTADINI MILANESI
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diretto con le istituzioni e una nuova
sezione dedicata ai consumatori in cui è
possibile scaricare “MilanoRisparmia”.
a prendere decisioni che sono inimmaginabili fino al momento in cui diventano
inevitabili».
«Tutti sappiamo», aggiunge Munchau,
«che l’economia italiana si trova in
profonde difficoltà. Ma è importante ricordare che i problemi italiani sono differenti da quelli della Francia e della Germania. Molte economie continentali sono afflitte da bassa crescita e alta disoccupazione. Anche l’Italia soffre di un basso livello di crescita anche se la sua creazione di
posti di lavoro è stata rilevante. Ma il problema dell’Italia è quello di non essere
pronta a una vita nell’Unione monetaria».
Davanti a scenari così complessi, la speranza collettiva è che si smetta al più presto di litigare nel tentativo di accaparrarsi
il giocattolo “Italia”, e che si lavori da politici seri e da imprenditori capaci, per portare l’Italia al posto che ci spetta in ambito internazionale, mostrando al mondo che
il nostro non è solo il paese del bel sole,
della pizza e dei mandolini.
Le elezioni viste
dai consumatori
di Alessandro Miano
Segreteria nazionale del Movimento Consumatori
L’ Italia divisa in due: chi trepidava davanti alla televisione per capire “chi vinceva”, e chi ha passato la notte dormendo come sempre. Sia nel primo che nel
secondo gruppo, elettori dell’Unione e
della Cdl: perché la passione politica è
trasversale. Come dirigente del Movimento Consumatori ho rispetto per entrambe le fazioni: una formata da elettori che votano più istintivamente, direi
guardando alla “pancia”, e l’altra composta da soggetti che, per fede, ideologia
e particolare attenzione ai bisogni primari, meditano più a lungo la scelta da fare
nell’urna. Il Movimento Consumatori si
confronta e dialoga con gli uni e con gli
altri, perché tutti consumatori di prodotti e di servizi, con stessi diritti e doveri.
Gli interessi contrapposti fra banche, assicurazioni e cittadini, grande distribuzione e consumatori, amministrazioni
centrali e periferiche e utenti dei servizi
pubblici, aziende ospedaliere e pazienti,
industria farmaceutica e fruitori del Servizio sanitario nazionale - tanto per citare alcuni settori di mercato dove occorre
intervenire a tutela degli utenti - generano quadri e dirigenti consumeristi che,
pur con le proprie convinzioni (le più svariate), vogliono e devono dedicare i propri sforzi a tutti i cittadini, qualsiasi maglietta indossino o abbiano indossato alle recenti elezioni politiche.
SEGUE A PAG.
2
MilanoRisparmia
pag. 2
in primo piano
DALLA PRIMA PAGINA
Questo spirito non nasce dal buonismo ma dal desiderio di trasformare
questo Paese in un luogo dove le sopraffazioni siano punite, le regole siano chiare per tutti (aziende e utenti)
e dove ai “furbi” sia riservato l’ostracismo che meritano.
Il presidente Ciampi, con una percezione dei risultati elettorali ben più
precisa dei sondaggisti, da un mese
si diceva preoccupato più del dopo
voto che delle operazioni elettorali a
seggi aperti. In questi giorni ho perso il sonno e l’appetito pensando a
quanti problemi dovranno affrontare,
in proprio e per conto dei cittadini associati e non, i dirigenti consumeristi
chiamati a far da sentinella a un mercato in cui quanto l’utente spende per
una telefonata è pari a cento volte il
costo che l’azienda erogatrice sopporta per consentire tale servizio.
Ecco, non sono temi né di destra né
di sinistra. Nei cinque anni di Governo Berlusconi, al Ministero dell’Industria, a presiedere il Consiglio Nazionale Consumatori e Utenti si sono
avvicendati due Ministri: Marzano e
Scaiola. Il lavoro magistrale l’ha fatto la professoressa Daniela Primicerio, che si è battuta per dare gambe (e
risorse) alle idee delle associazioni
consumeriste accreditate. Non so per
chi vota la Primicerio, e non mi interessa. Guardo ai suoi “valori”: lei tenta, con tenacia, di dare concreta attuazione all’enorme sforzo associazionista, con fatti concreti. Personalmente mi auguro che lo spoyling-sistem ce la risparmi.
Concludo dicendo che avrei voluto
esimermi, ma è intollerabile che davanti ai bisogni del Paese, e dopo la
vittoria di strettissima misura dell’Unione, che peraltro conferisce alla
stessa il diritto-dovere di governare,
si agitino i fantasmi dei brogli, di cui
nei primi sessant’anni di democrazia
e libertà dell’Italia avevamo sentito
parlare se non in termini da bar dello sport e tutto vorremmo tranne “tatticismi velleitari” da dopo partita dello stadio milanese di San Siro, che
mal si abbinano con il Governo del
Paese. Paese che non può e non deve essere turbato da un sia pur sommesso tintinnar di sciabole o di manette ma deve essere riportato in una
situazione degna delle nazioni più industrializzate. Paese dove il cittadino/consumatore/utente, qualsiasi casacca indossi, possa trovare nelle associazioni consumeriste quell’aiuto
e quella solidarietà che al ricco e al
povero, con diritti da rivendicare, le
associazioni del settore sono pronte
a offrire.
Aumentano i prezzi
ma non gli stipendi
Dal 1950 a oggi lo stipendio mensile di un operaio è cresciuto di circa 70 volte.
Peccato che il costo della vita sia andato, in molti casi, ben oltre...
tratto dal progetto Operae a cura del
Comitato Lombardo Movimento Consumatori
L’ingresso nell’area dell’euro ha richiesto ingenti sacrifici ai cittadini italiani,
il caro prezzi ha suscitato numerose polemiche e reciproche accuse da parte di
vari istituti di statistica e ricerche sociali e, a uno sguardo più attento, non solo
i prezzi ma anche le retribuzioni degli
italiani non sono in linea con quelle eu-
ropee. I dati in possesso del Movimento Consumatori evidenziano come - fatto 100 il rapporto salari/prezzi - nel
1991, nel 2002 tale rapporto in Italia è
pari a 0,98 mentre in Germania passa a
1,40. Per fare un esempio, se un insegnante di Francoforte percepisce in media 2.500 euro mensili, l’omologo lavoratore italiano non supera mediamente
1.400 euro.
Il Movimento Consumatori ha compiu-
to rilevazioni relative a stipendi (in particolare operai e impiegati), e prezzi (pane, caffè, trasporti, affitti) con particolare riferimento al caso italiano. Attraverso una verifica delle informazioni e strutture esistenti a livello europeo tramite la
realizzazione di un rapporto di ricerca,
sono state effettuate rilevazioni internazionali per cercare di comprendere la
specificità italiana nel contesto europeo.
A tal riguardo, oltre alle fonti più tradi-
Valore (in lire) degli stipendi di operai e impiegati e prezzo (in lire) di beni di largo consumo e durevoli per anni
1950
1955
1960
1965
1970
1975
1980
1985
1990
2004
Stipendio mensile operaio
25.000
40.000
47.000
86.000
120.000
154.000
350.000
610.000
1.100.000
Stipendio mensile impiegato
40.000
52.000
65.000
120.000
200.000
292.000
390.000
1.000.000
1.500.000
Stipendio annuo operaio
300.000
480.000
564.000
1.032.000
1.440.000
1.848.000 4.200.000
7.320.000 13.200.000
Stipendio annuo impiegato
480.000
480.000
624.000
1.440.000
2.400.000
3.504.000 4.680.000
12 milioni
Bilocale 65mq Milano
3 milioni
4 milioni
9 milioni
10 milioni
15 milioni
20 milioni
40 milioni
70 milioni 240 milioni
Trilocale 85mq Milano
5 milioni
6 milioni
12 milioni
13 milioni
18 milioni
24 milioni
60 milioni
90 milioni 340 milioni
Quadrilocale 115mq Milano
7 milioni
8 milioni
14 milioni
15 milioni
21 milioni
26 milioni
80 milioni
110 milioni 380 milioni
300
1.437
10.000
35.000
60.000
110.000
160.000
255.000
350.000
Pane 1 chilogrammo
96
110
135
150
180
290
850
1.200
1.500
Riso 1 chilogrammo
122
130
160
190
250
400
940
1.150
1.350
Latte 1 litro
69
90
90
110
122
212
480
780
1.100
Pomodori 1 chilogrammo
61
74
100
120
137
281
500
900
1.500
Caffè (una tazza)
30
40
50
60
70
120
250
400
700
10.000
19.500
29.000
35.000
38.000
59.000
80.000
115.000
150.000
Biglietto Atm
20
25
45
50
70
120
250
500
900
Automobile*
125.000
590.000
610.000
640.000
930.000
1.015.000 1.100.000
5.000.000
9.000.000
116
138
120
120
160
305
850
1.329
1.510
5,254
miliardi
-
200
miliardi
-
12,670
miliardi
-
16,680
miliardi
-
42,900
miliardi
1743000
(900 ¤)
232500
(1.200 ¤)
20.916.000
(10.800 ¤)
27.882.000
(14.400 ¤)
407 milioni
(210000 ¤)
562 milioni
(290.000 ¤)
678 milioni
(350.000 ¤)
1.355.000
(700 ¤)
6.200
(3,20 ¤)
4.550
(2,35¤)
2.900
(1,50 ¤)
3.100
(1,60 ¤)
1.550
(0,80 ¤)
290.440
(150¤ )
1936,27
(1 ¤)
25.172.000
(13.000 ¤)
1.936,27
(1 ¤)
865,4 Mld
(447 mil ¤)
Affitto bilocale
Vestito confezionato
Benzina 1 litro
Mutui erogati annui
18 milioni
* Si intende la rilevazione del prezzo di una “Lambretta Innocenti” per il 1950, “Fiat 600” per il 1960. “Fiat 128” per il 1970 ed il 1980, “Fiat Uno” per il 1990, “Fiat Punto” per il 2004.
in primo piano
VARIAZIONE COSTO DELLA VITA NEGLI ULTIMI 50 ANNI.
Questi grafici evidenziano chiaramente come, dal 1950 al 2004, a un
generale aumento dei salari, non sia corrisposto un effettivo aumento
del potere d’acquisto.
Per esempio, lo stipendio annuale di un impiegato è 58 volte quello del
1950, ma un bilocale è 135 volte più caro e per un’automobile addirittura
il costo è 200 volte quello del 1950.
Aumenti non in proporzione purtroppo anche per beni di largo consumo
come pane, latte, pomodori, caffè al bar .
zionali Istat Eurostat, Ocse, sono state
rilevate alcune specifiche banche dati di
indubbia utilità: la prima è quella utilizzata dalla Ubs in relazione ai prezzi
e agli stipendi su scala europea. La seconda è invece della Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro (www.eurofound.eu.int), istituto specializzato
nella ricerca e documentazione sopra
temi rilevanti per la nostra ricerca.
I risultati della ricerca
Sono state identificate informazioni relative al caso italiano con informazioni
sopra la variazione dei prezzi di alcuni
prodotti di largo consumo (pane, riso,
pomodori, caffè eccetera), beni durevoli (auto di varia cilindrata) e la variazione degli stipendi - mensili e annui - di
operai e impiegati (tabella nella pagina di sinistra).
A una prima lettura, emerge chiaramen-
te un incremento assoluto, ma anche un
incremento relativo non proporzionale:
mentre i prezzi sono aumentati a un ritmo costante, gli stipendi sono sì aumentati ma non sono riusciti a stare al passo con gli aumenti dei prezzi.
Alcuni esempi servono ad illustrare
quanto detto finora: mentre nel 1950 lo
stipendio annuo di un impiegato era pari a 480.000 lire e il costo di un bilocale di 65 metri quadrati era di 3.000.000
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pag. 3
di lire, nel 2004 i valori erano rispettivamente 14.400 euro e 210.000 euro.
In altri termini, nel 1950 il reddito annuo di un impiegato era pari al 16 per
cento del costo di un bilocale di 65metri quadrati, mentre nel 2004 il reddito
annuo di un impiegato si era ridotto a
6,9 per cento, con un decremento di oltre 9 punti.
Altro esempio relativo ai beni di largo
consumo: nel 1950 un chilo di pane era
pari a 1,1 per cento dello stipendio giornaliero di un operaio di un mese standard composto da 30 giorni; nel 2004 un
chilo di pane era pari a 10,6 per cento.
Infine, con riferimento a beni durevoli,
mentre nel 1950 un’auto - bene quasi di
lusso ai tempi - costava 125.000 lire,
ovvero cinque mensilità di uno stipendio di un operaio. Nel 2004 la stessa auto costava in media 14,4 mensilità di
uno stipendio di un operaio.
In sintesi, quindi, gli indici più significativi sono quelli relativi agli stipendi
medi di operai e impiegati. Essi, infatti, sono frutto di contratti nazionali (in
particolare, quello dei metalmeccanici
è stato fino all’abolizione della scala
mobile il contratto di riferimento) statuiti tra sindacati e imprenditori, e individuano facilmente l’andamento dell’inflazione e del potere d’acquisto della moneta - partendo dall’ipotesi che il
potere d’acquisto dello stipendio medio sia rimasto invariato, almeno fino
alla presenza della scala mobile per
l’indicizzazione dei salari. I dati presentati nella figura 6 mostrano agevolmente che dal 1950 la propensione all'aumento è stata costante (circa 45-50
per cento ogni 5 anni) sino al 1969, poi
si impenna fino a toccare il 60 per cento nel periodo 1980-85.
Ciò sembra essere avvenuto a causa di
un’elevata domanda aggregata prima
(ricostruzione, regime di lavoro quasi a
piena occupazione) e a una politica inflativa poi (aumento della spesa pubblica) in risposta a problemi congiunturali - crisi petrolifere, necessità di austerity ecetera. Si assiste, pertanto, a un
generale aumento dei salari cui però
non corrisponde un effettivo aumento
del potere d’acquisto.
Si nota, poi, un’inversione di tendenza
(rallentamento della propensione alla
crescita) a partire dagli anni ‘80. Se si
guarda al più recente passato, dal 1996
al 2003, i rinnovi contrattuali fanno registrare un mero adeguamento al tasso
di inflazione, con aumenti del 4 per cento ogni 2 anni: il contratto dei metalmeccanici fa da apristrada, e il pubblico segue il privato. I prezzi dei beni e dei servizi corrono molto di più dei salari.
Se poi passiamo a un confronto tra
l’andamento dei prezzi nel mercato (a
esempio, il prezzo del pane, fig. 4) con
quello del salario mensile di un impiegato o di un operaio (figg. 1 e 7), notiamo la crescita esponenziale del
MilanoRisparmia
pag. 4
in primo piano
prezzo del pane avvenga a partire dal
1975, crescita che continua nel periodo tra il 1990 e il 2004. Va ricordato,
che il prezzo del pane è stato “calmierato” fino a metà degli anni ‘90 e, pertanto, fino a quel periodo, non ha seguito strettamente l’andamento dei
prezzi in Italia. Per questo motivo, se
prendessimo un altro bene di largo consumo noteremmo incrementi relativi
ancora più consistenti.
Passando a un altro consumo fondamentale, i trasporti, Atm in particolare (fig.
8), notiamo come, anche in questo caso, vi sia stata un’impennata a partire
dal 1975, quando un biglietto costava
100 lire, anche se l’aumento più significativo sarà dal 1980-1985 (+150%), fino a 1936 lire (1 euro) del 2004. La forte impennata dei prezzi dal 1975, è ancora più visibile nel caso della benzina,
che, proprio in quegli anni subirà un aumento dei prezzi del 179 per cento, è
continuerà inesorabilmente a crescere
fino a 1 euro al litro nel 2004.
Insomma, risulta con tutta evidenza che
i lavoratori italiani sono diventati consumatori sempre più deboli: a un incremento esponenziale dei beni di largo
consumo e di beni durevoli non ha corrisposto in alcun modo un pari incremento degli stipendi e la forbice si è
acuita proprio negli ultimi anni, con la
conseguente perdita di potere d’acquisto per i lavoratori.
L’Italia dell’euro nel
confronto internazionale
Milano tra le città più care d’Europa, più di Parigi, Berlino, Francoforte,
Barcellona, Madrid, Lione: gli stipendi non sono adeguati al costo della vita
tratto dal progetto Operae a cura del
Comitato Lombardo Movimento Consumatori
Se confrontiamo alcuni dati relativi alle
città italiane rispetto agli altri paesi europei, emerge chiaramente come negli anni più recenti vi sia stata una crescita verso l’alto dei costi del vivere in città. Secondo i dati pubblicati da Ubs, se Oslo e
le città del nord Europa rimangono le città
più care, Milano e Roma si trovano appena sotto la metà classifica (seppure, a livello globale, rimangano al di sopra di
città come Sidney, Madrid, Seoul e Los
Angeles).
Anche dal punto di vista degli stipendi, le
città italiane occupano all’incirca le stesse posizioni, mostrando che, in prospettiva sincronica, gli stipendi sono maggiormente in linea con il costo della vita an-
che se certamente l’Italia non spicca per
un costo della vita moderato e un livello
di stipendi elevato.
Tuttavia, se osserviamo i dati relativi all’inflazione, a partire dal 1999 ci rendiamo conto che le città italiane non sono
messe molto bene. Come ricorda Luigi
Campiglio, già nel 2004, «i prezzi in Italia sono cresciuti “troppo” nel senso che
il più elevato tasso di inflazione non è la
controparte di una maggiore crescita e
nemmeno di un Pil pro capite elevato, che
registra invece il valore più basso fra quelli considerati. Il solo modo per riconciliare questi dati con una situazione economica equilibrata è che in Italia risulta corretto al rialzo. Eurostat rettifica infatti il
prodotto pro capite sulla base del potere
di acquisto».
Utilizzando altri dati (Mercer, 2004)
emergono risultati più chiari. Sotto il profilo metodologico, sempre Campiglio
precisa che «per ciascuna voce di un prefissato elenco di beni e servizi, incluso
l’affitto di un’abitazione, la società Mercer rileva tre prezzi, differenziati sulla base del tipo di catena distributiva o di caratteristiche dell’abitazione, due volte
l’anno in tutte le principali città del mondo: su questa base la Mercer compila poi
una graduatoria delle città più costose e
fornisce i risultati analitici delle proprie
rilevazioni alle imprese che intendono differenziare le strutture retributive dei loro
dipendenti sulla base del costo della vita».
Proprio da tale graduatoria emerge chiaramente come Milano sia tra le città più
care d’Europa - più di Parigi, Berlino,
Francoforte, Barcellona, Madrid, Lione.
E non sorprende che tra queste città Roma sia la terza più cara, dopo Milano e
Parigi. E a ciò non corrisponde un adeguamento salariale pari a quello che si verifica a Londra. Insomma, da più punti di
vista (e utilizzando varie fonti e metodologie) non solo in prospettiva diacronica
in Italia i prezzi sono aumentati molto di
più dei salari ma anche in prospettiva sincronica le città italiane sono particolarmente care e poco remunerative dal punto di vista salariale.
I dati esaminati mostrano come in Italia
le retribuzioni tendano crescere in una misura che è notevolmente inferiore alla generalità degli altri paesi europei.
I dati Ocse rivelano che, nella maggioranza dei paesi industrializzati, le retribuzioni orarie reali crescono in una misura più
o meno elevata, mentre l’Italia conosce
una crescita molto più contenuta: situazione acuita dall’entrata in vigore della
moneta unica (si veda a tal proposito la
tabella riportata in basso).
La crescita del costo del lavoro in termini reali per l’economia, tuttavia, registra
in Italia valori molto contenuti (1,5 per
cento nel 1995,2003, 1,2 per cento nel
200-2003), cosicché il nostro paese presenta (con l’eccezione dei servizi) un costo del lavoro inferiore a quello degli altri paesi della “Vecchia Europa” (superando solo la Spagna).
Le cause al problema del “caro-vita” in
Italia, allora, sono da ricercare non tanto
nelle strategie speculative dei commer-
VARIAZIONI PERCENTUALI DELLE RETRIBUZIONI NETTE NELL’INDUSTRIA MANIFATTURIERA
(A PARITÀ DI POTERE D’ACQUISTO - PERIODO 1996-2002)
PAESI
Italia
Belgio
Francia
Germania
Spagna
Regno Unito
VARIAZIONE PERCENTUALE
PER UNA COPPIA CON DUE FIGLI
PROIEZIONE AL 2010
0,2
0,3
15,4
20,5
23,4
31,2
10
13,3
13,2
17,6
21,6
28,8
Tabella 2 - Elaborazione Ires su dati Ocse
La situazione che emerge è una forte perdita del potere d’acquisto per i lavoratori italiani nei confronti degli altri paesi europei. Il costo della vita, cresce in misura costante (circa 2 per cento per l’Eurostat) nei paesi europei, ed è sempre più difficile far quadrare i conti per le famiglie italiane
in primo piano
cianti a seguito dell’introduzione dell’euro, quanto al problema degli stipendi
troppo bassi, in relazione al costo dei beni e servizi sul mercato. Chi ne ha beneficiato? Solamente i datori di lavoro, di
certo non l’economia italiana, che fa registrare (con l’eccezione di alcuni prodotti) un pericoloso calo dei consumi,
mentre aumenta in maniera vertiginosa
il giro d’affari del credito al consumo (40
miliardi di euro, più 40 per cento nel 2004
secondo Assofin).
L’indebitamento degli italiani è in chiaro sintomo dell’impoverimento dei portafogli: sempre secondo Assofin il 76 per
cento di chi ha chiesto finanziamenti
avrebbe altrimenti rinunciato all’acquisto, secondo un rapporto Bnl-Einaudi i
debiti degli italiani hanno raggiunto il 34
per cento del Pil, mentre nel 2004 il 48
per cento degli italiani non ha accantonato risparmi (nel 1990 la percentuale del
reddito destinato a risparmi era il 27,8,
nel 2004, il 15,9).
L’Italia «a causa dell’effetto euro e di una
mancata capacità di far meglio funzionare il mercato» sta diventando sempre più
una realtà per ricchi che derivano il proprio reddito soprattutto da rendite finanziarie o immobiliari. È urgente quindi
un’altra politica economica che stimoli
la crescita e tenga in considerazione le
specificità territoriali delle città italiane.
Una politica salariale più equa può ridare fiato alle famiglie e incentivare i consumi interni. Non solo però: anche specifiche politiche di sostegno a categorie
deboli (anziani, famiglie monoreddito)
sono richieste per evitare la trappola della povertà che colpisce sempre più famiglie “normali”. A tal riguardo, politiche
d’incentivazione per la casa dovrebbero
trovarsi in cima all’agenda politica delle
amministrazioni locali che devono anche
tenere sotto controllo beni di prima necessità come le derrate alimentari. Altrimenti non solo le città italiane si spopoleranno sempre più, ma gli italiani stessi
cercheranno sempre più di trasferirsi all’estero dove le condizioni salariali sono
migliori e il costo della vita meno alto. E
ciò senza toccare altri tasti dolenti che riguardano soprattutto le città italiane (inquinamento atmosferico e acustico).
Insomma, nel prossimo futuro è sempre
più richiesta una maggiore condivisione
interistituzionale di informazioni e di proposte operative per fare uscire le città italiane e il sistema Italia nel suo complesso
da una sindrome di arretratezza non solo
industriale ma anche relativa ai costi connessi alla vita nei centri propulsori dell’economia nazionale. Inoltre, le istituzioni
di governo devono essere debitamente sostenute da competenze esterne quali quelle espresse dalle associazioni di consumatori che - più di altre - sono in grado di
evidenziare i problemi per i cittadini e lavoratori italiani che stanno diventando
sempre più poveri sia rispetto al passato
sia rispetto ad altri paesi europei.
Il Fisco
chiama
di Fabio Ciccolella
I primi a doversi sottoporre all’annuale
resa dei conti sono i lavoratori dipendenti e i pensionati che compilano il modello 730, la denuncia semplificata che riscuote sempre maggiore successo in
quanto non bisogna fare i conti e il pagamento o il rimborso avviene immediatamente in busta paga o sulla pensione.
Quest’anno l’operazione 730 deve essere affrontata con una certa attenzione perché le novità, per fortuna tutte di segno
positivo, sono molte. Tutti i contribuenti
con redditi superiori ai 25.000 euro
avranno quest’anno un 730 più leggero,
con aliquote ridotte da 5 a 4 e scaglioni
che prevedono la trasformazione di detrazioni per familiari a carico in deduzioni: la “family area”.
Il 730 deve essere presentato entro il 2
maggio all’ente pensionistico o al datore di lavoro se presta l’assistenza fiscale.
In alternativa ci si potrà rivolgere a un
Caf o a un professionista abilitato entro
il 15 giugno. Da quest’anno, infatti, per
la compilazione della dichiarazione semplice ci si può rivolgere anche a consulenti del lavoro, dottori commercialisti,
ragionieri o periti commerciali, in quanto il Parlamento ha ampliato i soggetti
che possono predisporre e trasmettere il
730 al fisco.
Possono utilizzare il modello semplifica-
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La prima chiamata del Fisco per
dipendenti, pensionati e collaboratori.
Il modello può essere presentato anche da
un professionista abilitato
to i dipendenti, i pensionati e i collaboratori che devono dichiarare al Fisco uno
o più dei seguenti redditi: di terreni e/o
fabbricati; per prestazioni occasionali di
lavoro autonomo (cioè senza partita Iva)
e per diritti d’autore; di capitale (non tassati alla fonte). Da ricordare, inoltre, che
i dividendi da partecipazioni non qualificate sono obbligatoriamente soggetti alla cedolare secca; alcuni redditi diversi
(plusvalenze da cessione di fabbricati non
prima casa entro 5 anni dall’acquisto, attività commerciali occasionali e così via);
alcuni redditi soggetti a tassazione separata (rimborsi e/o spese dedotte in anni
precedenti). Ammessi al 730 anche i soci di cooperative di produzione e lavoro
o di servizi, i parlamentari e i titolari di
altre cariche pubbliche elettive, chi svolge lavori socialmente utili e chi ha ricevuto indennità sostitutive (di mobilità, di
integrazione salariale), i sacerdoti della
Chiesa cattolica. Anche i lavoratori a tempo determinato per un periodo inferiore
all’anno possono presentare il 730 purché il rapporto duri almeno da giugno a
luglio 2006 e si conoscano i dati del sostituto che effettuerà il conguaglio (ma ci
si può rivolgere solo al Caf o al professionista abilitato). Se il rapporto dura da
aprile a luglio 2006 si può presentare il
730 al sostituto (se presta l’assistenza).
Può presentare il modello semplificato
anche chi ha redditi per collaborazioni
continuative (revisori e amministratori di
società o collaboratori di giornali) e i lavoratori a progetto, purché il rapporto duri tra giugno e luglio e ci sia un sostituto
incaricato del conguaglio.
Chi deve compilare il modello Unico
Sono, invece, obbligati a compilare il
modello Unico 2006: i titolari di partita
Iva che esercitano, in via abituale, attività artistiche o professionali, anche in
forma associata. Chi ha redditi d’impresa o di partecipazione in società di persone; chi ha un datore di lavoro non obbligato a effettuare le ritenute d’acconto (le colf, ad esempio, o i custodi di stabili); i non residenti nel 2005 e/o nel
2006; i contribuenti, come i venditori
porta a porta, che devono presentare almeno una tra le dichiarazioni Iva, Irap e
770; i contribuenti che, nel 2005, hanno
conseguito plusvalenze derivanti dalla
cessione di partecipazioni qualificate. Il
730 a due piazze può essere presentato
se: almeno uno dei due coniugi ha i requisiti soggettivi per presentare il modello (sia cioè, lavoratore dipendente,
pensionato, lavoratore a progetto, collaboratore continuativo o, più in generale,
titolare di alcuni redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente); entrambi i coniugi risultano nel 2005 titolari solo di
redditi compatibili con la compilazione
del 730.
Rispondiamo a un lettore ci scrive...
La spesa dell’ascensore solo per chi lo desidera
A una recente assemblea di condominio è stata decisa dalla maggioranza dei condomini l’installazione dell'ascensore. Sinceramente in questo momento non me la sento di sborsare una cifra abbastanza notevole. Preferisco farmi tre piani di scale a piedi.
Sapreste dirmi se sono obbligato a pagarla?
Pietro N. (Cinisello Balsamo)
Può astenersi dal partecipare a questa spesa. La Corte di Cassazione, nel 1991, sentenzia la ripartizione delle spese dei condomini aderenti all’innovazione: queste vanno suddivise, per quote millesimali di proprietà, fra coloro che hanno partecipato al’'impresa, con esonero
dei dissenzienti. In una sentenza del 1975, infatti, la Corte di Cassazione ha regolato l'installazione di un ascensore in un condominio, o in
una parte di esso, nell’ipotesi in cui l’edificio ne fosse sprovvisto: la specificità dell’impresa appena descritta costituisce sicuramente un’innovazione, e la relativa approvazione deve avvenire con un numero di voti che rappresenti la maggioranza dei partecipanti al condominio
e i 2/3 del valore dell’edificio. Ne deriva che l’installazione di un ascensore in un condominio che ne è sprovvisto può essere attuata anche
a cura e spese di taluni condomini soltanto, fatto salvo il diritto degli altri di partecipare in qualunque tempo ai vantaggi dell’innovazione, contribuendo nelle spese di esecuzione dell’impianto e in quelle di manutenzione dell’opera. Soffermandoci, invece, sulla facoltà attribuita ai
condomini di usare una parte comune per realizzare un impianto migliorativo dell’edificio, questa possibilità è data perché l’impianto è suscettibile di uso separato, per cui se ne può decidere la creazione senza per questo costringere tutti i partecipanti a concorrere alla spesa.
Infatti, ogni partecipante può apportare alla cosa comune le modifiche necessarie al miglior godimento, purché non ne alteri la destinazione e non impedisca ad altri di farne parimenti uso secondo il loro diritto. Una sentenza del 1989 del Tribunale di Milano sostiene addirittura
che l’installazione di tale servizio non ha bisogno dell’approvazione con maggioranza qualificata richiesta per le innovazioni.
MilanoRisparmia
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linea diretta
Far del bene, fa bene
«Come Presidente del Consiglio comunale di Milano, ma anche come uomo e
professionista, ho dedicato trent’anni alla cura degli anziani: è la ragione per cui
mi impegno affinché il Comune si occupi del problema in modo importante».
di Vincenzo Giudice
presidente del Consiglio comunale di Milano
Mentre scrivo queste righe il “nostro” MilanoRisparmia sta chiudendo le pagine, le
rotative hanno acceso i motori e i rulli cominciano a “sferragliare”. Contemporaneamente si sta chiudendo, sulle note di Franz
Di Cioccio, “Il Grande Concerto di Pasqua
per l’Alzheimer”, che ho organizzato in occasione della ricorrenza centenaria della
scoperta della malattia.
Il 3 novembre 1906 Alois Alzheimer descrisse per la prima volta un inusuale caso
di demenza con specifiche caratteristiche
cliniche e neuropatologiche. Considerata fino a pochi anni fa una condizione rara, oggi sappiamo che la malattia di Alzheimer
colpisce circa 20 milioni di persone in tutto il mondo, 800 mila in Italia, 55 mila in
Lombardia, 12 mila a Milano. I dati sono
sicuramente per difetto e sono destinati a
crescere notevolmente come conseguenza
dell’invecchiamento della popolazione.
Milano è da anni all’avanguardia nell’offerta dei servizi per la diagnosi e la cura
dei pazienti ed ospita alcuni tra i più importanti centri di eccellenza per la ricerca
nel campo della malattia di Alzheimer. Ma
la strada da percorrere per raggiungere un
livello d’eccellenza e’ ancora molto lunga
e in salita. Per questa ragione il Comune
di Milano intende occuparsi del problema
in prima persona.
Il principale fattore di rischio dell’Alzhei-
mer è l’età. La malattia colpisce una persona su 20 oltre i 65 anni, una su 100 tra
65 e 74 anni, una su 14 tra 75 e 85 anni e
una su 5 oltre gli 85. A differenza di altre
malattie non esiste un esame specifico per
diagnosticare la malattia di Alzheimer, che
attualmente non è guaribile, ma ci sono alcuni farmaci che possono migliorare alcuni sintomi cognitivi, funzionali e comportamentali e numerose tecniche e attività
che possono ridurre i disturbi del comportamento. Attualmente la malattia di
Alzheimer non occupa il primo posto primo posto degli interventi pubblici. Il mio
impegno è che da oggi il comune di Milano sia maggiormente vicino alle famiglie
al cui interno ci sia un malato e di sostegno ai centri pubblici e privati che si occupano del problema. In assenza di risposte
terapeutiche assolutamente efficaci, la famiglia e il contesto più generale dell’ambiente di vita e relazionale del malato rivestono un ruolo chiave nell’assistenza
quotidiana. La 0 famiglia non deve però
essere lasciata sola nella gestione dei numerosi problemi della vita di ogni giorno.
Un supporto importante può venire da una
rete efficiente di servizi territoriali, come
per esempio i centri diurni e l’assistenza
domiciliare integrata, nonché le associazioni di familiari, che con la loro attività
di informazione/formazione/sostegno costituiscono spesso un punto di riferimento per le famiglie. Queste attività si sono
dimostrate in diversi studi uno strumento
efficace sia per il controllo dei disturbi
comportamentali del malato di Alzheimer
sia per rendere meno gravosi il carico assistenziale e lo stress dei familiari e in particolare del caregiver.
«Penso che forse la cosa migliore che mi
sia successa da quando convivo con
l’Alzheimer sia che non sono stato privato
della parola - va ancora abbastanza bene.
Può darsi che io non sappia sempre di cosa sto parlando, però, accidenti, riesco ancora a parlare. (...) Vale proprio la pena di
possedere un aiuto per la memoria, un congegno elettronico, per riuscire a ricordare».
È con queste parole che inizia il libro “Partial View. An Alzheimer’s journal”, pubblicato negli Usa nel 1998. “Visione Parziale
- Un diario dell’Alzheimer”è l’edizione italiana dell’Associazione Goffredo de Banfield e della Federazione Alzheimer Italia.
Questi testi sono stati letti da due grandi Attrici, Alessandra Faiella e Lucia Vasini durante il “Grande concerto per l’Alzheimer”.
E ne siamo subito catturati. “Visione parziale” è una testimonianza diretta della fatica che comporta vivere con questa malattia, e allo stesso tempo è anche strumento
attraverso il quale ci è data la possibilità di
vedere come una persona affetta da questo
morbo riesca a conservare la voglia di vivere (malgrado tutto) e in taluni casi addirittura di scherzare. È la prima testimonianza diretta sulla malattia poiché, per una rara combinazione, Cary Smith Henderson
ha avuto una diagnosi molto precoce e sen-
za possibilità di errore attraverso una biopsia del tessuto cerebrale. Conosciuta la
diagnosi ebbe modo di fare progetti per il
futuro e di partecipare a molte decisioni riguardanti la sua cura; il suo sogno era quello di realizzare un libro che potesse essere
di aiuto per comprendere la sua malattia. Il
testo è arricchito dalle splendide fotografie
di Nancy Andrews del “Washington Post”
che sono state proiettate sul megaschermo
prima e durante ogni esibizione della serata. Cary, con il suo diario, tenta di comunicare le difficoltà ma anche sentimenti di serenità e speranza.
Leggendo il diario ci si sente parte della sua
esperienza e sembra quasi che ci prenda
per mano per scoprire questo mondo. Ecco come l’idea originaria di questo Evento
risulta corrispondere all’idea dell’autore di
far conoscere la malattia al mondo dandone una maggiore visibilità, senza paure e timori di mostrare “qualcosa di brutto” come appunto può essere la sofferenze del malato e di chi con lui vive questa drammatica esperienza. È un viaggio drammatico ma
affascinante che Cary condivide insieme a
noi (www.alzheimer.it).
Come Presidente del Consiglio comunale
di Milano, ma anche come uomo e come
professionista, ho dedicato trent’anni della
mia vita alla cura degli anziani presso il Pio
Albergo Trivulzio, diretto da un presidente
eccezionale, il professor Emilio Trabucchi,
e sono particolarmente grato alla signora
Gabriella Salvini Porro, presidente della
Federazione delle Associazioni Alzheimer
d’Italia. La mia è la gratitudine dell’intera
città di Milano verso una persona unica, per
tutto quello che ha fatto e continua a fare
per i malati di Alzheimer e per le loro famiglie, per avere dato inoltre un grandissimo apporto al Grande Concerto di Pasqua
per l’Alzheimer allestendo una grande mostra con le foto tratte da “Visione parziale”
nel foyer del Teatro Dal Verme e proiettandole sul mega schermo. Ma il concerto dell’altra sera, realizzato grazie alla grande
opera di sponsorizzazione, messa a segno
da una grande azienda leader del settore, la
Giunta comunale di Milano
Approvato l’aggiornamento del regolamento edilizio
Come previsto dall’articolo 6 del Regolamento stesso, l’Osservatorio Edilizio
Cittadino, coadiuvato da Ordini professionali e organi comunali, provvede ad
aggiornare periodicamente il Regolamento, in modo di adattarlo alle novità
normative. Vediamo in che cosa consistono le ultime modifiche del Regolamento edilizio.
● Cambi d’uso: qualora il cambio comporti un aggravio degli standard urbanistici, è obbligatoria la cessione di parte
delle aree o il pagamento di un corrispet-
tivo in denaro. Restano vietati i cambi d’uso dei loft in zone industriali. Permesso di
costruire convenzionato per interventi di
ristrutturazione urbanistica: tutti gli interventi di questo tipo potranno essere fatti
solo con convenzione tra le parti.
● SuperDia: tutte le opere che hanno un
certo impatto sulla qualità e sulla scena
urbana, devono essere esaminate dalla
Commissione Edilizia, anche se fatte
con Dia.
● Verde pubblico: per le aree superiori a
5 mila metri quadrati, è obbligatorio la-
sciare libero il 75 per cento della superficie per spazio pubblico. È incentivato
il verde pensile su tutte le coperture piane ai fini del risparmio energetico.
● Sottotetti: in conformità alla nuova
legge regionale del 15 gennaio 2006, è
possibile recuperare i sottotetti in nuovi edifici solo dopo 5 anni dalla costruzione.
● Parcheggi: non fanno volumetria, non
esiste quindi una limitazione alla loro
realizzazione.
● Antenne e apparati tecnici: vanno po-
sizionati in modo da essere il meno visibili possibile dalla strada; sono vietate le antenne paraboliche in facciata; per
ogni condominio è consentita una sola
antenna; gli apparati tecnici devono essere nascosti dal verde e mimetizzati.
● Spazi comuni: viene introdotto l’obbligo di vincolarne l’uso e di suddividerli tra residenziali e non residenziali:
si tratta di un vincolo legale della destinazione permanente a spazio comune,
ai fine di contribuire a migliorare la qualità dell’abitato.
linea direttta
Double A Promotion, non è stato solo un evento mediatico per sensibilizzare l’opinione pubblica. La musica ha
tante funzioni.
Altro punto di interesse risiede nella
possibilità di vedere nella musica uno
strumento terapeutico di supporto. La
musicoterapia si propone proprio questo obiettivo. Una testimonianza di un
noto musicoterapeuta: Robeto Bellavigna (http://robertobellavigna.blogspot.com) ci ha permesso di scoprire
come la musica possa rappresentare
una vera e propria terapia di supporto
a questa patologia. Molta strada rimane ancora da fare per trovare una cura
alla malattia, ecco che nasce l’esigenza di avere un supporto che vada a toccare le “note” emotive della persona.
Sono molti i casi nei quali il malato di
Alzheimer è in grado di ricordare melodie e spesso anche parole di canzoni
che hanno rappresentato la colonna sonora della sua vita. La spiegazione che
gli esperti danno a questo fenomeno è
che la musica è in grado, attraverso le
sue alte potenzialità, di raggiungere la
parte emotiva dell’individuo accarezzando anche quella cognitiva.
“Il musicoterapeuta diventa ambasciatore di una cosa bella che puó condividere con i malati; il potere del suono
che restituisce al demente ponti privilegiati di comunicazione (Musicoterapica con il malato di Alzheimer)”.
Si tratta di un libro-documento sulle varie esperienze di un gruppo di musicoterapeuti, provenienti da tutta l’Italia,
che da anni lavorano con anziani e malati di Alzheimer e si sono riuniti in
un’associazione denominata Pam
(Progetto Anziani Musicoterapia)
www.pamonline.it . Il testo è pubblicato dalla Federazione Alzheimer Italia
con la collaborazione dell’Associazione Pam (Progetto Anziani Musicoterapia). Il percorso terapeutico si basa sull’ascolto dell’altro per cercare di scoprire come questo viva la realtà con lo
scopo di far emergere l’identità sonora del malato. Gli obiettivi principali
possono essere riassunti in tre tipologie di recupero: cognitivo, motorio e di
integrazione sociale. Il terapeuta adotta un approccio differenziato a seconda della personalità , ricettività e propensione del malato stesso. Il percorso
è strutturato attraverso sinergie con
equipe di animatori, fisioterapisti, medici e nello specifico geriatri. L’analisi
in itinere a livello comparato permette
di raggiungere risultati soddisfacenti
migliorando sensibilmente la qualità
della vita del malato. In questo senso
la musica si fa strumento escatologico:
cattura l’identità del passato, la ridisloca nel presente e si propone come mezzo di comunicazione nel futuro, tessendo un ”filo sonoro” dall’ospite al conduttore e viceversa.
MilanoRisparmia
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Nuove chance per gli over 40
Un progetto che coinvolge una vasta area della Provincia di Milano per
ridurre il rischio di espulsione degli over 40 dal mondo del lavoro
Nel corso di un Forum Territoriale dell’Area Est Milano è stato presentato agli
operatori sociali, economici e istituzionali milanesi e alle associazioni di rappresentanza il “Progetto Chance”, un’iniziativa che vede come partner la Provincia
di Milano. Scopo dell’iniziativa è affrontare il problema della discriminazione di
precise categorie di lavoratori e lavoratrici, attraverso la facilitazione e lo sviluppo di condizioni che siano di stimolo e
incentivo al prolungamento della vita lavorativa del target individuato.
All’origine dell’intervento, la necessità di
contenere il fenomeno dell’esclusione
e/o espulsione dal mercato del lavoro della fascia di persone appartenenti alla categoria “over 40”.
Il bacino di intervento comprende 129 comuni (68,3 per cento) della Provincia di
Milano, rientranti nell’ambito di competenza di sette Centri per l’Impiego: Cesano Maderno, Legnano, Magenta, Melzo, Rho, Sesto San Giovanni e Vimercate. In quest’area, sono evidenti problemi
di strategia e di adattamento alle rapide
trasformazioni del lavoro dovute all’introduzione di nuove tecnologie e all’invecchiamento progressivo della popolazione.
Oltre alla partecipazione attiva della Provincia di Milano, altri dodici partner nazionali: Euroimpresa Legnano, Agintec,
Consorzio Area Alto Milanese, Centro
Sviluppo Piccola e Media Impresa, Centro Lavoro Nord Ovest Milano, Centro di
Iniziativa Europea, Consorzio per l’Istruzione e la Formazione Artigiana, Comunimprese, Emil-Est Milano Impresa e Lavoro, Eurolavoro, Milano Metropoli e Pa-
ri e Dispari. L’iniziativa prevede anche
una cooperazione transnazionale dedicata prevalentemente al confronto delle metodologie e delle prassi individuate con
partner stranieri.
Il “Progetto Chance” coinvolgerà operatori e aziende presenti sul territorio al fine di fornire agli operatori strumenti e
procedure certificate e permanenti per intervenire in modo efficace nel prolungamento della vita attiva degli over 40. Ma
fornirà anche alle aziende strumenti per
migliorare l’adattabilità e la gestione del
fattore età, sviluppando una cultura relativa alla convenienza nel prolungamento
della vita lavorativa. Infine, il progetto desidera creare una rete territoriale di strutture operanti nel campo dei servizi per
l’impiego.
Obiettivo del Forum è invece favorire la
creazione di un network territoriale capace di confrontarsi, progettare e gestire
specifici interventi sul tema dell’adattabilità, al fine di dare la possibilità ai soggetti over 40 di accedere a servizi che favoriscano il prolungamento della loro vita lavorativa.
«Il presupposto dell’attività di questo
progetto», afferma Mario Palermo, amministratore delegato di Emil, «è lo studio del “sistema lavoro” inteso come analisi della gestione del fattore età all’interno di organizzazioni aziendali, delle competenze dei lavoratori, nonché del luogo
stesso di lavoro, in modo da evidenziare
elementi e azioni che riducano l’esclusione dei soggetti over 40 occupati e non occupati e scongiurino il fenomeno dell’obsolescenza professionale».
Il Progetto Chance ha anche quale fatto-
re trasversale all’intera iniziativa, lo studio della dimensione di genere: verranno
valutati i bisogni specifici delle donne e
presi in considerazione ulteriori interventi necessari a fronteggiare e superare il fenomeno di discriminazione individuato.
Il Forum Territoriale Est Milano ha visto
la partecipazione di Mario De Gaspari,
sindaco di Pioltello; Giusi Stella, Responsabile Centro Lavoro Emil scrl; Romano
Calvo, docente della Facoltà di Sociologia dell’Università Statale di Milano-Bicocca; Pina Madami, Presidente Pari e
Dispari srl, e Mario Palermo, Amministratore Delegato Emil scrl.
Est Milano Impresa e Lavoro (Emil) è
una società consortile a responsabilità limitata promossa dalla Provincia di Milano, dai Comuni del Est Milano per sostenere lo sviluppo territoriale attraverso la
valorizzazione delle risorse umane e del
sistema produttivo locale.
Emil è diventata operativa nel 2004 con
la gestione dello Sportello Unico per
l’Imprese del Est Milano e con l’attivazione di un innovativo sistema integrato di servizi per le imprese, per il lavoro e per la formazione che coinvolge tutta l’area.
L’Est Milano si estende tra la Martesana e l’Adda, comprende 30 Comuni milanesi con una popolazione complessiva di circa 300.000 cittadini e un sistema produttivo costituito da più di
23.000 aziende.
Per ulteriori informazioni ci si può rivolgere direttamente alla società Emil tel.
02/95.73.12.58, [email protected]
(www.emilsviluppo.it).
(tratto da www.vita.it)
Il Comune di Milano e Piaggio collauderanno insieme una nuova generazione di scooter ibridi a basso impatto ambientale
Alternative per il traffico della città
Martedì 11 aprile, nella sede del Comune, a Palazzo Marino, un incontro tra il sindaco Gabriele Albertini, l’Assessore ai trasporti e mobilità, Giorgio Goggi, il presidente del Gruppo Piaggio, Roberto Colaninno, e l’amministratore delegato, Rocco Sabelli.
L’incontro a Palazzo Marino era finalizzato a firmare un protocollo
d’intesa tra il Comune e Piaggio per sviluppare la mobilità individuale sostenibile, accordo rivolto in particolare a una gestione del traffico urbano che sviluppi l’uso di veicoli a due ruote a basso impatto
ambientale.
Il Gruppo Piaggio ha consegnato alla città di Milano, in prima assoluta, due prototipi di scooter “HyS”, nuovi veicoli ibridi termico/elettrici
che l’amministrazione comunale sperimenterà congiuntamente al produttore. I modelli presentati hanno il carica batterie integrato nell’elettronica e consente la ricarica delle batterie di trazione sia in esercizio
sia da rete elettrica (220V).
La collaborazione, come previsto
da protocollo, potrà poi riguardare anche provvedimenti a favore
di questi mezzi, tenuto conto che
il Comune partecipa sempre ai
bandi del ministero dell’Ambiente
per il rilascio e il rinnovo di incentivi di questo tipo. Sviluppato in
due diversi prototipi, sulla base dei modelli Vespa LX50 e X8125, l’Hybrid Scooter di Piaggio non è semplicemente uno “scooter con due
motori, ma rappresenta invece un diverso concetto di motorizzazione
che integra, in modo innovativo, la tradizionale propulsione termica
con quella elettrica a impatto zero.
Il Comune, inoltre si impegerà a studiare un piano per la creazione di
stazioni per permettere la ricarica dei mezzi.
la parola agli esperti
MilanoRisparmia
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Ecco le spese
deducibili
dal reddito
Oneri deducibili dalla dichiarazione
dei redditi delle persone fisiche
di Gian Piero Sala
Con l’approssimarsi della scadenza del
termine per il pagamento delle imposte
sul reddito delle persone fisiche (Ire), giova rammentare quali sono gli oneri deducibili che vanno a ridurre la base imponibile, e che sono classificabili principalmente in tre categorie:
I. Oneri per i quali è riconosciuta la detrazione del 19 per cento; vale la pena ricordare che il sistema della detrazione
d’imposta, a differenza della deduzione,
non comporta la sottrazione della spesa
sostenuta direttamente dal reddito, bensì
il riconoscimento di una minor imposta
da corrispondere, pari al 19 per cento dell’onere medesimo.
II. Oneri deducibili dal reddito com-
plessivo.
II. Spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio per le quali spetta la detrazione del 41 per cento o del 36 per cento e quelle relative alla manutenzione e
salvaguardia dei boschi per le quali spetta la detrazione del 36 per cento.
Va precisato che le detrazioni e le deduzioni sono ammesse solo se gli oneri sono stati sostenuti nel 2005. Vige, pertanto, il cosiddetto principio di cassa e non
di competenza.
Il servizio è a cura dello Studio Sala Riva & Associati (www.salarivaeassociati.com). Inviate i vostri quesiti all’indirizzo: [email protected] e un
esperto vi risponderà.
PRINCIPALI ONERI DETRAIBILI
NON RESIDENTI
ONERI DETRAIBILI DALL’IMPOSTA
LIMITI DI DETRAIBILITÀ
Interessi passivi, oneri accessori corrisposti
a residenti in Italia o nella U.E. per:
1 - mutui agrari, entro il reddito
dei terreni dichiarati
Sì
No
No
2 - mutui ipotecari stipulati dal 1993 per
acquisto di abitazione principale del
contribuente (o dei suoi familiari, dal 2001)
a patto che l'immobile sia a ciò adibito entro
1 anno dall'acquisto e che l'acquisto sia
avvenuto nell'anno precedente
o successivo al mutuo
100%
4 - mutui dall'1/1/1998 per costruzione
dell'abitazione principale
¤ 2.582,28
(1) Spese per mezzi necessari
all'accompagnamento, alla deambulazione,
alla locomozione ed al sollevamento nonché
i sussidi tecnici ed informatici rivolti a facilitare
l'autosufficienza di portatori di menomazioni
permanenti, compresi motoveicoli e autoveicoli
Spese veterinarie documentate per animali
legalmente detenuti a scopo di compagnia
o per pratica sportiva
Solo per la parte che
eccede i ¤ 129,11 e nella
misura max di ¤ 387,34
No
Spese per il mantenimento dei cani
guida per non vedenti
Forfetariamente per
¤ 516,46
No
Servizi di interpretariato per sordomuti
100%
No
Spese funebri per la morte del coniuge, figli,
genitori, fratelli, sorelle, suoceri, generi e nuore,
per ciascun decesso
No
Sì
No
100%
¤ 6.197,48
No
(1) Premi assicurativi per rischio morte o invalidità
permanente superiore al 5% o di non autosufficienza ¤ 1.291,14
No
Spese sanitarie e per mezzi necessari
all'accompagnamento, alla deambulazione,
alla locomozione ecc. (sopra indicate)
nei casi di patologie gravi
No
No
No
Sono detraibili al 100%
per la parte che
eccede i ¤ 129,11
No
¤ 1.549,37
(1) Spese di istruzione secondaria e universitaria,
nei limiti delle tasse e dei contributi di equivalenti
istituti statali italiani
100%
LIMITI DI DETRAIBILITÀ
(1) Spese per asili nido documentate sostenute
dai genitori per il pagamento delle rette
¤ 3.615,20
¤ 2.582,28
ONERI DETRAIBILI DALL’IMPOSTA
No
Sì
3 - mutui stipulati nel 1997 per interventi
di recupero e manutenzione ordinaria e
straordinaria su qualsiasi immobile
(1) Spese sanitarie: spese mediche
(compreso l'acquisto di medicinali) e spese
di assistenza sanitaria specifica per cui non
è ammessa la deduzione dal reddito e spese
chirurgiche, prestazioni specialistiche e protesi
dentarie e sanitarie in genere
NON RESIDENTI
No
No
No
¤ 632,00 per ogni
figlio ospitato
Spese di manutenzione, protezione e restauro
di beni culturali vincolati, sostenute dai soggetti
obbligati per legge a tali interventi. Qualora le
spese non siano invece obbligatorie, va dimostrata
la loro necessità con apposita certificazione
della sovrintendenza del Ministero
per i beni culturali e ambientali
100%
Erogazioni liberali in denaro a Stato, enti,
fondazioni e associazioni legalmente riconosciute e
senza scopo di lucro per studio, ricerca, restauro e
documentazione su beni di rilevante valore artistico 100%
Erogazioni liberali in denaro a enti, fondazioni,
associazioni ecc. che svolgono solo attività
nello spettacolo per la realizzazione di nuove
strutture o il restauro o il potenziamento
di strutture esistenti
Erogazioni liberali in denaro a partiti
e movimenti politici effettuate mediante
bonifico bancario o postale.
Non rientra il versamento per il tesseramento
Entro il 2%
del reddito
complessivo
100% dell'importo
compreso fra ¤ 51,65
ed ¤ 103.291,38
(2) Erogazioni liberali in denaro a favore di Onlus,
popolazioni colpite da calamità o altri eventi
straordinari anche se in stati esteri
¤ 2.065,83
(2) Contributi associativi alle società di mutuo
soccorso operanti nei settori di cui alla
L. 3818/86 per garantire ai soci un sussidio in
caso di malattia, impotenza al lavoro o vecchiaia
¤ 1.291,14
(2) Erogazioni liberali in denaro a favore di
società sportive dilettantistiche
¤ 1.500,00
(2) Erogazioni liberali ad associazioni di
promozione sociale iscritte negli appositi registri
¤ 2.065,83
(2) Erogazioni liberali per iniziative umanitarie,
religiose e laiche gestite da fondazioni,
associazioni, comitati ed enti specificatamente
individuati, nei Paesi non appartenenti all'Ocse
¤ 2.065,83
(1) Dette spese sono detraibili anche se sostenute per familiari a carico. Per le assicurazioni per rischio morte o invalidità permanente superiore al 5% o di non autosufficienza deve
comunque essere rispettato il limite complessivo di ¤ 1.291,14 in capo al dichiarante.
(2) La detrazione spetta solo se il versamento viene effettuato con bonifico bancario o su
conto corrente postale o mediante bancomat, assegno o carta di credito.
la parola agli esperti
MilanoRisparmia
pag. 9
AI DANNI DEI CONTRIBUENTI
Per rispondere a una forte domanda di informazione continua il nostro viaggio fra gli strumenti di mercato
Difendersi dai
tentativi di truffe
Fondi comuni di investimento
Sono in aumento i tentativi di truffa ai danni
dei contribuenti, utilizzando il nome o il marchio dell’Agenzia delle entrate. «Da tutte le
regioni d’Italia», dichiara la stessa Agenzia,
«ci segnalano un aumento delle telefonate
provenienti da fasulli funzionari del fisco, che
propongono abbonamenti a fantomatiche riviste edite dall’Amministrazione finanziaria.
Sempre più numerosi cittadini, inoltre, ricevono lettere di sollecito per pagamenti di misteriosi plichi». I tentativi di raggiro, dunque,
sono sempre più frequenti e le modalità complesse e “raffinate”.
L’Agenzia delle entrate raccomanda di informare tempestivamente l’autorità competente o qualsiasi ufficio dell’amministrazione finanziaria presente sul territorio di ogni tentativo di raggiro. Ecco alcune tra i più comuni tipi di truffa di cui si è a conoscenza.
● Abbonamenti: falsi funzionari delle Entrate
propongono telefonicamente abbonamenti a
riviste inesistenti e a prodotti editoriali dell’Agenzia, o offrono consulenza e prestazioni
varie di carattere fiscale. Tutte le pubblicazioni dell’Agenzia sono gratuite e reperibili
presso gli uffici delle Entrate o di altri enti pubblici e la loro versione digitale è sempre scaricabile dai siti internet (www.agenziaentrate.gov.it e www.fiscooggi.it) dell’amministrazione. Nessun dipendente, inoltre, è autorizzato a chiedere denaro ai contribuenti e per
nessuna ragione, né presso il loro domicilio,
né al telefono, né in qualsiasi altro luogo.
● Corriere espresso: vengono chiesti soldi
per la consegna a domicilio di notifiche a nome delle Entrate. Fingendosi addetti di corriere-espresso, consegnano - a fronte di una
cifra modesta, in genere 10 euro - buste bianche senza logo dell’Agenzia, né indirizzo del
destinatario: dicono di effettuare il servizio
per conto dell’Amministrazione fiscale, che
non sarebbe in grado in questo periodo (secondo questi truffatori), di far fronte all’enorme mole di comunicazioni di irregolarità o di
rimborsi da recapitare. Tutte le comunicazioni ai contribuenti, siano esse di irregolarità o
dovute ad altri motivi, sono inviate per posta
ordinaria senza alcuna spesa a carico del destinatario. Anche il servizio di notifica di cartelle di pagamento, di atti di accertamento e
di altri documenti equivalenti - tramite messo notificatore o raccomandata postale - è
gratuito.
● Le catene di sant’Antonio via mail: un messaggio di posta elettronica suggerisce un sistema semplicissimo e “legale” per guadagnare molti soldi, inoltrandolo a amici e conoscenti. Il messaggio è firmato con il nome
e il cognome di un reale funzionario dell’Agenzia, con tanto di logo, di indirizzo, numeri telefonici e di fax di un preciso ufficio delle
Entrate. Si tratta di un falso e resta inoltre misterioso lo scopo di tale fasulla iniziativa.
di Giuseppe Cerilli
I fondi comuni sono strumenti collettivi
di investimento. In pratica,ogni risparmiatore compra le quote del fondo comune e
il denaro così raccolto dai vari risparmiatori che hanno comprato quote del fondo
stesso viene investito dalla sgr (società di
gestione del risparmio), secondo il tipo di
fondo, in strumenti monetari, obbligazioni o azioni. È quindi la sgr, attraverso un
gestore, a scegliere come investire il patrimonio del fondo. In ogni caso, il patrimonio di ogni fondo è autonomo rispetto
al patrimonio della sgr e al patrimonio degli altri fondi gestiti dalla stessa sgr.
Quindi, se una sgr gestisce tre fondi comuni differenti (ad esempio un monetario, un obbligazionario e un fondo azionario) ci saranno quattro patrimoni distinti e autonomi: quello della sgr e quello dei
tre fondi comuni di investimento.
Gli investimenti effettuati con il patrimonio del fondo azionario influenzano solo
le performance del fondo comune azionario, ma non quello degli altri fondi; lo stesso vale per tutti gli altri fondi. E la sgr non
può usare il patrimonio di uno dei fondi
per far fronte a suoi debiti o obbligazioni.
Bisogna dire che esistono diverse tipologie di fondi comuni, a seconda del tipo di
strumenti in cui investono. In base al modo in cui investono, i fondi possono essere più o meno rischiosi (il loro prezzo può
variare maggiormente). Ad esempio, un
fondo comune azionario è più rischioso di
un fondo comune obbligazionario, che a
sua volta è più rischioso di un fondo comune monetario.
Fondi comuni più diffusi
I fondi comuni azionari sono fondi comuni che investono unicamente e comunque
principalmente in azioni. Rispetto all’investimento diretto in azioni offrono il vantaggio della diversificazione: in pratica,
invece che comprare solo uno, due, cinque titoli azionari si acquistano, pro quota,decine e decine di azioni:quindi le azioni che si comportano meglio bilanciano le
azioni che si comportano male. In modo
molto semplice, si scommette su tanti cavalli (tutte le azioni presenti nel fondo) invece che su un solo cavallo (la singola
azione). Inoltre, nella misura in cui il fondo investe al di fuori dall’Italia, permette
di investire su mercati altrimenti difficilmente raggiungibili per il singolo investitore (pensate come sarebbe difficile per un
piccolo risparmiatore investire direttamente in Asia o Nord America, sia per i
costi che per la scarsa conoscenza dei titoli azionari quotati). Va comunque ricordato che spesso nei momenti di boom tut-
UNA DOVEROSA PRECISAZIONE
Nei numeri scorsi abbiamo iniziato un
percorso attraverso la conoscenza degli strumenti finanziari. Abbiamo parlato di obbligazioni e di azioni, sperando
di aver usato un linguaggio comprensibile e semplice. Nei prossimi numeri approfondiremo la conoscenza degli altri
strumenti che i mercati offrono. Dai fondi comuni alla previdenza, dalle gestione patrimoniali ai titoli di stato. Prima di
continuare, e lo faremo in questo numero parlando dei fondi comuni, due
righe per ribadire e sottolineare quelli
che sono stati i propositi che hanno favorito una rubrica come questa all’interno di un giornale che parli di risparmio.
Non vogliano sostituirci a nessuno che
operi in questo campo e non abbiamo
nessuna intenzione di porci come dei
consulenti per i vostri risparmi e proporvi strategie o strumenti e servizi finanziari. Il proposito è e rimarrà quello di
poter rispondere all’esigenza di informazione. Non solo quindi il giornale come strumento di informazione ma anche come momento di formazione e di
conseguenza, di tutela. Un cittadino
informato è sicuramente più protetto.
te le azioni di un certo indice si muovono
verso l’alto (chi più, chi meno), mentre
nelle fasi di crisi quasi tutti i titoli calano:
di conseguenza, il valore del fondo comune azionario può oscillare molto a seconda di come si muove il mercato azionario
(o i mercati azionari) in cui investe (un
fondo azionario può tranquillamente crescere del 15 per cento in un anno o scendere del 15 per cento in un anno). Per questo motivo, nel breve periodo i fondi comuni sono prodotti rischiosi, su cui è possibile ottenere elevati guadagni ma che
possono portare anche ad elevate perdite.
Inoltre, i fondi azionari che investono in
titoli non denominati in euro (ad esempio
un azionario America o un azionario internazionale), oltre al rischio di variazione dei prezzi delle azioni, espongono al
rischio di variazione dei tassi di cambio
(se compro un fondo azionario che investe in azioni in dollari rischio che il prezzo dell’azione cali e che il valore del dollaro contro l’euro cali). Nel medio e lungo periodo però le serie storiche dimostrano che un investimento in fondi azionari
offre un rendimento maggiore di un investimento obbligazionario, ed è meno volatile.
Oltre al rischio del prezzo delle azioni e
della valuta in cui sono comprate e vendute, per i fondi comuni azionari esiste il
rischio gestore. Supponete di comprare un
fondo azionario che investe in nord america: c’è il rischio di oscillazione delle
azioni, il rischio dell’oscillazione del dollaro, e c’è il rischio che il gestore del fondo azionario scelto sia meno bravo di altri gestori. Questo rischio non è da sottovalutare: se andate nella banca A probabilmente vi proporranno il fondo azionario della banca A, se lavorate con il promotore della società B vi proporrà il fondo azionario della società B e così via. Ma
non è detto che quel fondo azionario sia
il migliore o uno dei migliori tra i fondi
azionari specializzati in quella certa
area/settore economico. Quindi, quando
si investe in un fondo comune azionario,
si deve essere consapevoli del rischio che
ci si assume nel breve periodo e che l’investimento in fondi azionari deve essere
effettuato nell’ottica del lungo periodo (indicativamente 8 - 10 anni) per poterne
sfruttare al meglio i vantaggi, affidandosi
possibilmente a una sgr/gestore che abbia
dimostrato di essere capace a fare il suo
lavoro.
Vari tipi di fondi azionari
● Fondi azionari specializzati per area geografica (fondi azionari italia, fondi azionari area euro, fondi azionari Europa, fondi comuni azionari America, fondi comuni azionari Giappone, fondi azionari Asia,
fondi azionari Paesi Emergenti, fondi
azionari internazionali o fondi azionari
globali).
● Fondi azionari settoriali: sono fondi specializzati in un certo settore dell’economia. I più diffusi sono fondi azionari su
industria, servizi, energia, finanza, tecnologia).
● Fondi comuni specializzati sulle aziende con certe dimensioni (fondi small caps o fondi Pmi, fondi blue chips).
● Fondi comuni a gestione attiva e a gestione passiva: i fondi a gestione passiva
mirano a replicare l’andamento di un indice di borsa o di un benchmark, i fondi
a gestione attiva mirano a far meglio dell’indice di riferimento. Anche se tutti i fondi azionari dichiarano di essere a gestione attiva, molti di loro nei fatti sono a gestione passiva. Per capire se, nei fatti, un
fondo è a gestione attiva o passiva basta
confrontare la performance annua del fondo con la performance annua del benchmark per un periodo di 7 -10 anni: se i risultati sono molto simili si è in presenza
di un fondo azionario che nei fatti è a gestione passiva, anche se etichettato diversamente.
(Segue sul prossimo numero).
la pagina del
Farmaci generici,
un bel risparmio
L’incremento dell’utilizzo dei generici consentirebbe di ridurre
la spesa pubblica per l’acquisto di farmaci del 48 per cento
a cura del Movimento dei Consumatori
Dallo studio di Steven Simoens dell’Università Katholieke di Leuven, presentato a
Bruxelles nel corso dell’annuale conferenza European Generic Medicines Association, risulta che l’incremento di utilizzo dei
farmaci generici rispetto ai farmaci griffati per solo dieci principi attivi, consentirebbe di ridurre in Italia la spesa farmaceutica pubblica fino al 48 per cento.
Sulla questione, Simoens ha anche fornito alcune raccomandazioni per far sì che il
mercato di tali farmaci possa crescere.
«Tra queste però ne manca una importante», afferma Rossella Miracapillo, responsabile dell’Osservatorio Farmaci e Salute
del Movimento Consumatori. «In Italia
esiste un ulteriore ostacolo alla diffusione
dei generici: il certificato complementare
di protezione che prolunga in maniera anomala il brevetto di molti farmaci».
«Il generico (o farmaco equivalente) è un
patrimonio dei cittadini», continua la Miracapillo, «e incentivarne la vendita significa per la collettività, nuove risorse
che il Sistema Sanitario Nazionale può
riversare sui farmaci di ultima generazione, veramente innovativi. I generici rappresentano un cospicuo risparmio per i
consumatori. È di pochi giorni fa, ad
esempio, l’annuncio che una grande industria farmaceutica ha abbattuto il costo
di farmaci a pagamento con la riduzione
di quasi il 50 per cento sul prezzo di listino. Di fatto, in Italia non si era mai assistito alla riduzione del prezzo di farmaci a pagamento e in modo tanto consistente, merito dell’immissione in commercio di analoghi generici che hanno innescato immediatamente una forma di
concorrenza virtuosa».
«Nel nostro Paese», conclude la Miracapillo, «nell’ultimo anno il mercato dei generici ha registrato un miglioramento, ma
merita sicuramente una sempre crescente
attenzione da parte dello Stato. In quanto
alla campagna di informazione a cura dell’Aifa prevista dalla legge finanziaria 2005
al fine di assicurare una corretta informazione sui farmaci generici siamo in attesa
di conoscerne le modalità e i risultati».
MilanoRisparmia
pag. 11
Farmaci contraffatti nelle offerte di acquisto on line
Allarme farmaci on line
«è vero che in Italia non c’è il pericolo di acquistare farmaci contraffatti attraverso i canali istituzionali come ha dichiarato oggi Gianni Letta durante l’incontro organizzato dai Nas sui falsi farmaci», afferma Rossella Miracapillo, responsabile dell’Osservatorio Farmaci e Salute del Movimento
Consumatori, «ma è un dato di fatto che stia aumentando in maniera preoccupante il fenomeno degli acquisti via Internet».
Secondo una ricerca presentata dal presidente del Movimento Consumatori Lorenzo Miozzi, nel corso di una tavola rotonda sulla contraffazione tenutasi a novembre 2005, il 65 per cento dei casi di contraffazione di medicinali riguarda i Paesi in via di sviluppo a causa della scarsità di regolamentazione e controllo sull’importazione, produzione e commercializzazione dei farmaci. La contraffazione dei prodotti farmaceutici non è comunque un problema che riguarda solo questi Paesi. In Europa e Nord America ci sono segnali insistenti che il fenomeno è in forte aumento. Gli uffici doganali dell’Ue hanno stimato che nel 2001 siano state sequestrate circa 4 milioni di scatole e confezioni contraffatte, pari al circa il 10 per cento degli oltre 42 milioni di oggetti falsi bloccati alle frontiere. Inoltre, la
contraffazione farmaceutica provocherebbe in media la perdita di 17mila
posti di lavoro (compreso l’indotto) e un danno economico pari a oltre 2
miliardi di euro. La contraffazione si esplica nella semplice assenza di qualsiasi principio attivo nel medicinale, con dosaggi sballati oppure nella produzione di preparati in condizioni igieniche non ottimali.
«Ogni italiano che ha una e-mail riceve in media tre proposte di acquisto
di farmaci alla settimana» continua la Miracapillo «e i farmaci più acquistati risultano quelli che servono a incrementare e a migliorare prestazioni
sia fisiche sia mentali. I siti da cui provengono le proposte di vendita si trovano in paesi come la Nuova Zelanda, l’Australia, luoghi senza legislazione specifica in merito. Per questo riteniamo necessari accordi transnazionali, per il coordinamento delle normative e che aumentino i controlli ispettivi per le merci in arrivo, specie quando si tratta di farmaci. Inoltre, ribadiamo la necessità che i consumatori siano informati sull’attività di controllo degli organismi preposti e siano messi al corrente dei sistemi di prevenzione, ma soprattutto sui rischi cui vanno incontro con l’assunzione di
farmaci acquistati via Internet o in canali non ufficiali».
Il Movimento Consumatori informa News dal sito www.movimentoconsumatori.it
PER I CORRENTISTI DI BANCOPOSTA
Poste italiane sigla
accordo con i consumatori
Grazie all’accordo siglato con le associazioni dei consumatori (Acu, Adiconsum, Adoc, Adusbef, Altroconsumo, Arco, Assoutenti, Casa del Consumatore, Centro Tutela Consumatori e Utenti, Cittadinanzattiva, Codacons, Codici, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori Acli, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori) dal 1° aprile 2006 i correntisti BancoPosta potranno fare domanda di conciliazione per risolvere
controversie relative al conto corrente o essere risarciti per
un disservizio. La domanda sarà esaminata da una commissione di conciliazione, composta da un rappresentante di Poste Italiane e un rappresentante delle associazioni scelto dal
cliente che redigerà un verbale con un’ipotesi d’accordo. Se
la proposta di conciliazione sarà accettata dal cliente, sarà
ratificata in un atto che estinguerà la controversia. Entro 90
giorni, Poste Italiane accrediterà quanto pattuito sul conto
BancoPosta del cliente oppure gli invierà un assegno postale vidimato. Il procedimento di conciliazione si concluderà, comunque entro 90 giorni dal ricevimento della domanda. Per
richiedere la conciliazione basta compilare il modulo disponibile negli uffici postali, nelle sedi locali delle associazioni o sul
sito www.poste.it. Per ulteriori informazioni si può chiamare il
numero gratuito 803.160 oppure contattare il Movimento consumatori di Milano al numero 02.33.60.30.60.
DAL VINITALY
si - assistenza nella scelta, né attraverso una semplice ma
meditata divisione del vino tra gli scaffali, né attraverso un addetto alla vendita specializzato. Dunque, la Gdo dovrebbe lavorare ancora per arrivare a formule adeguate di assistenza
al consumatore durante l’acquisto».
Tavola rotonda Vino e Gdo
Le vendite di vino nella grande distribuzione (Gdo) nel 2005
erano il 62% del totale con una crescita dell’1% rispetto all’anno precedente: è quanto emerge dalla tavola rotonda organizzata da Veronafiere nell’ambito di “Vinitaly”, cui hanno
partecipato Mc e i rappresentanti dei produttori della Gdo. Durante il suo intervento Lorenzo Miozzi, presidente del Movimento Consumatori, ha posto l’accento sul fatto che fino a
poco tempo fa, l’acquisto del vino era un piacere di cui potevano godere in pochi, ma oggi, anche grazie alla vendita del
vino nella Gdo, questo “prodotto” è accessibile al consumatore che ha la possibilità di trovare tra le innumerevoli bottiglie contenute negli scaffali quella che più lo soddisfa. «Proprio la Gdo contribuisce alla diffusione della cultura del vino»,
ha sottolineato Miozzi, «con una politica che sembra assicurare un giusto rapporto qualità/prezzo, ma a questo riguardo
bisogna porre attenzione alla pratica concorrenziale che rischia di ridurre la qualità del prodotto per garantire un prezzo sempre più basso». «Inoltre», ha concluso il presidente di
Mc, «il consumatore che oggi si avvicina allo scaffale e vuole prendere una bottiglia di vino, non ha - se non in pochi ca-
FINO A 15.000 EURO DI DANNI
Conciliazione Rc auto
È un’iniziativa dell’Ania (Associazione delle imprese di Assicurazione), del Movimento Consumatori e di altre associazioni dei consumatori per risolvere in modo extragiudiziale, semplice e veloce le controversie con danni fino a
15.000 euro. Se il consumatore è in disaccordo con un’impresa assicurativa sulla gestione di un sinistro automobilistico - la cui richiesta di indennizzo non superi l’importo di
15.000 euro - può presentare un reclamo scritto direttamente alla propria compagnia di assicurazione. Nel caso in cui
il consumatore non riceva risposta dalla propria compagnia
entro 30 giorni o non sia soddisfatto della soluzione presentata può richiedere di essere seguito gratuitamente nella
conciliazione dal Movimento Consumatori. Tale procedura
dovrebbe consentire ai consumatori di evitare i tempi e le
spese della giustizia e di ottenere il risarcimento dovuto nel
minor tempo possibile. Per ulteriori informazioni www.ania.it
oppure rivolgersi al Movimento Consumatori di Milano.
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pag. 12
la pagina dei consumatori
di Ennio Marino
I soldi incassati con le multe Antitrust sono finiti un po’ a tutti: Regioni, Unioncamere, Guardia di Finanza, Agenzia delle
Dogane, biodiesel. Persino a vantaggio
di quelle banche sulle quali l’Antitrust ha
aperto un’indagine e di quelle assicurazioni che dall’Antitrust furono multate
nel 2000 per 700 milioni di lire. 11 milioni risultano addirittura mai impegnati.
Nel triennio 2003-2005 sono stati destinati ai consumatori 135,7 milioni di euro dal ministero delle Attività Produttive:
l’Antitrust, infatti, eroga le sanzioni ma
è il Tesoro che incassa i soldi, girandoli
poi al ministero che, sentite le Commissioni Attività Produttive di Camera e Senato, decide a chi destinarli. Di questi
135,7 milioni destinati ai consumatori, il
21 per cento, cioè 15,7 milioni (decreto
2003, erogati solo in parte), sono andati
alle associazioni dei consumatori, per
progetti in genere di pura informazione:
11,9 a quelle iscritte al Cncu, il Comitato consumatori e utenti, e 3,8 alle associazioni locali. Più della metà dei fondi,
il 54 per cento (73,8 milioni), è rimasta
di fatto in capo ai ministeri dell’Economia e delle Attività Produttive. All’Economia giacciono 27,7 milioni (dato
2005), 11 milioni perché - come detto mai impegnati e 16,7 milioni perché destinati alla copertura finanziaria necessa-
A chi è andata
la multa antitrust
Fondi a Unioncamere, Guardia di Finanza, Agenzia delle
Dogane, biodiesel ma anche ad assicurazioni e banche
ria all’ampliamento del contingente di
biodiesel defiscalizzato: in sostanza, per
abbattere le tasse. Gli altri 46,1 milioni
(tutti erogati) risultano invece in capo all’Istituto per la promozione industriale
(Ipi): il braccio operativo del ministero
delle Attività Produttive. L’Ipi, poi, li
smista: 34,6 al Fondo di garanzia per il
credito al consumo, un milione al Fondo
antiusura, uno al Cncu, uno e mezzo al
fondo di rotazione prestito e risparmio turistico. E cinque milioni vanno a una
campagna per la lotta alla contraffazione, due e mezzo all’Osservatorio prezzi,
500 mila euro a un’indagine sulle tariffe. Il resto del “fondo consumatori” è variamente ripartito: 23 milioni di euro, il
31 per cento del totale, sono andati alle
Regioni, per progetti di assistenza ai consumatori, con destinazione su base terri-
toriale, non sull’effettiva validità dei progetti. Sono poi stati destinati 10 milioni
nel 2004 (e non ancora erogati) a Unioncamere, per il progetto “sportelli di conciliazione” che favorirà le risoluzioni
stragiudiziali delle controversie, con tariffe speciali, promuovendo, inoltre,
sportelli informativi con più personale.
Altri due milioni e mezzo sono stati assegnati alla Guardia di Finanza, per controlli su sicurezza prodotti, consorzi a
premio e osservatorio prezzi. Due milioni sono andati all’Agenzia delle Dogane,
per il “progetto Falstaff”: collaborazione
in materia di armonizzazione dei mercati cioè lotta alla contraffazione.
Ma il paradosso è che, seppure indirettamente, i fondi dei consumatori siano finiti anche a vantaggio di banche e assicurazioni. Alle banche un quarto (il 25,5 per
cento) dei fondi complessivi, cioè 34,6 milioni di euro (dei quali 31 versati), è andato a costituire il Fondo di garanzia del credito al consumo, un fondo che dimezza il
rischio degli istituti di credito, coprendo
infatti fino al 50 per cento del rischio-sofferenze sui microprestiti (fino a 3 mila euro in quattro anni) che le banche concedono, a tassi inferiori al Taeg della Banca
d’Italia, ai cittadini con reddito familiare
sotto i 15 mila euro. Insomma, tassi congrui e soldi a tutti, finalmente. Ma il rischio lo pagano per metà i consumatori.
Al fondo, operativo dal 19 settembre, hanno aderito finora 27 banche (fra cui Intesa, Banca di Roma e Popolare di Milano).
Con questa iniziativa tutti hanno accesso
al credito a tassi agevolati.
Quanto alle assicurazioni, sono stati destinati all’Isvap, l’ente che le controlla,
7 milioni da multe 2004 (erogati 1,5 milioni) per il “progetto check box”. È la
scatola nera che da tempo le compagnie
vogliono montare sulle auto per valutare i comportamenti dei guidatori. Il progetto prevede una sperimentazione su
un campione di automobilisti, che in
cambio avranno uno sconto del 10 per
cento sulla polizza. Ne nascerà una sorta di banca-dati che sarà poi usata proprio dalle assicurazioni e che servirà ad
abbassare le tariffe per i guidatori meritevoli. Ma il vantaggio per i consumatori è solo teorico.
News dal sito www.adiconsum.it
Legge sull’usura
Adiconsum ha inviato ai gruppi parlamentari un Proposta di
Legge per combattere il problema del sovraindebitamento,
problema che sta assumendo anche in Italia dimensioni sempre maggiori.Adiconsum aveva già partecipato alla stesura
della Legge 108/1996: tale Legge si proponeva di affrontare e combattere il problema dell’usura. Uno dei mezzi è rappresentato dalla costituzione di un Fondo di Prevenzione
dell’Usura (ex art. 15 Legge 108/96), che serve ad aiutare
tutte le persone che si trovano in una situazione di sovraindebitamento tramite l’erogazione di un prestito di cui l’Adiconsum si fa garante. Nell’ambito dell’attività del fondo di
prevenzione usura e di tutela dei consumatori nei confronti
del sistema creditizio e finanziario è risultato sempre più evidente lo sviluppo, anche se in misura meno marcata rispetto alla situazione dei paesi nordici, del fenomeno del sovraindebitamento delle famiglie (e delle micro e piccole imprese).
Nello specifico, la Proposta di Legge prevede l’istituzione di
un concordato con i creditori: per concordato con i creditori
si intende il piano di ristrutturazione dei debiti che deve essere approvato dal debitore e da almeno il 70% dei creditori che rappresentino i 3/4 dell’ammontare complessivo dei
crediti. In ogni caso per valutare se sussistono i presupposti per accedere alla Procedura, e quindi per trovare un accordo con i creditori, andrà tenuto conto non solo dei redditi e del patrimonio della persona fisica che propone la domanda di accesso ma altresì dei terzi, preferibilmente appartenenti alla famiglia del sovraindebitato, i quali prestano
il loro consenso ad assumere la veste di garanti nei confronti dei creditori del sovraindebitato con tutti o parte dei loro
beni mobili o immobili. L’approvazione di questa Legge rap-
presenterà l’ultimo tassello nella tutela delle famiglie in difficoltà economiche insieme alla 108/96, al Consulente Economico della Famiglia e a tuttel le normative in materia degli enti locali.
tiva (ferma al Senato dal luglio 2004), sarebbe enormemente semplificata la tutela giudiziaria di tutti i consumatori truffati per i quali attualmente è molto più difficile vedere riconosciuti singolarmente i propri diritti.
Contraffazioni
Risparmio-Eurispes
«La contraffazione dei prodotti non è un problema nuovo»
ha dichiarato il segretario generale Adiconsum Paolo Landi
commentando l’accordo odierno tra Gdf e Alto Commissario «è un fenomeno in forte crescita, legato alla delocalizzazione delle produzioni e alla globalizzazione dei mercati».
Adiconsum giudica quindi positivamente l’accordo stipulato,
ma occorre fare di più: i controlli fatti a campione alla dogana possono far diminuire la quantità di merce contraffatta
che entra nel nostro paese, su cui successivamente vengono apposti i marchi delle nostre aziende. Solo così è possibile proteggere il made in Italy e i consumatori stessi.
«La situazione si fa ogni giorno più grave» ha dichiarato il
segretario generale Adiconsum Paolo Landi commentando
i dati rilasciati oggi dall'Eurispes a proposito di risparmio «la
ripresa si fa ogni giorno più lontana e sempre di più sono le
famiglie a rischio sovraindebitamento ed usura».
Il crollo della propensione al risparmio (meno 40% in soli cinque anni) purtroppo non ci coglie di sorpresa, e tanto meno
dovrebbe cogliere di sorpresa il Governo; Adiconsum lo ripete ormai da mesi: la sfiducia nelle istituzioni finanziarie e
un inflazione reale ben al di sopra del 2,1% rilevato dall'Istat, hanno cambiato profondamente le abitudini delle famiglie italiane. Sono sempre meno quelle che riescono a mettere da parte qualcosa alla fine del mese, ma ancora di più
sono quelle che per arrivarci devono fare ricorso al credito
al consumo in maniera sempre maggiore (preoccupano slogan come "acquista oggi e paghi tra 12 mesi), senza essere sicuri di "rientrarci" allo scadere dei prestiti: ciò comporta
un maggior rischio di sovraindebitamento da parte delle famiglie e per alcune la possibilità di cadere nelle mani degli
usurai. Un altro segno della crisi è il continuo ricorso agli
hard-discount per la spesa alimentare: una scelta per poter
mantenere uguale la quantità a scapito della qualità.
Chiediamo quindi al Governo di cambiare la rotta attuale e
mettere in campo gli strumenti necessari alla difesa del potere di acquisto dei dipendenti, dei pensionati e degli atipici.
Caro Prodi...
«L’approvazione in tempi brevi della class-action» ha dichiarato il segretario generale Adiconsum Paolo Landi a margine dell’incontro avuto prima delle elezioni con il candidato
dell’Unione Prodi «è una scelta imprescindibile del prossimo Governo». Adiconsum ha chiesto a Romano Prodi di
prendere un impegno verso tutti i consumatori truffati da pratiche commerciali scorrette, come ad esempio le attivazioni
di servizi non richieste effettuate da Telecom, e verso le vittime dei noti crack finanziari: l’approvazione della class-action nei primi cento giorni del futuro Governo.
Con l’introduzione nel nostro ordinamento dell’azione collet-
chiamamilano
MilanoRisparmia
pag. 13
tadinidanza milanese.
Il prezzo del biglietto (10 euro) sarà totalmente devoluto al pagamento dei ricorsi al Tar. L’associazione si sta battendo per ottenere la riduzione drastica della volumetria dell’edilizia privata, il rispetto delle altezze degli edifici esistenti (le nuove costruzioni dovranno inserirsi in modo armonico nel quartiere), la
restituzione della zona alla città, per utilizzi pubblici e di sviluppo culturale e
scientifico e l’area verde promessa da
ECCO COME SAREBBE. Simulazoine delle
torri viste da piazza Giulio Cesare.
Una sera per pensare
una città da vivere
Raul Cremona, Patrizio Fariselli (Area),
Dario Fo, Ricky Gianco, La Famiglia
Rossi, Gianfranco Manfredi, Renato
Sarti, i Vallanzaska, Lucia Vasini e Roberto Vecchioni sotto la conduzione di
Gianni Barbacetto. Uno spettacolo? Non
solo. Un’occasione di incontro e rifles-
di Irene Cervasio
Si terrà presso il Teatro dell’Arte di via
Alemagna a Milano lo spettacolo “fierainmente”: guidati da Velia Mantegazza si alterneranno sul palco Gigio Alberti, Andrea Brambilla (in arte Zuzzurro),
sione? Anche! Il vero senso della serata
sarà uno: la solidarietà con l’associazione “Vivi e Progetta un’Altra Milano”,
che sta lottando per opporsi al progetto
che coinvolge i 314.000 metri cubi dell’area della “vecchia” Fiera attraverso ricorsi al Tar e sensibilizzazione della cit-
più parti per la realizzazione di un complesso armonico e rispondente alle esigenze dei cittadini.
Tutto questo e molto altro è racchiuso in
una serata che si muoverà tra il sorriso
e il sarcasmo, ma che vuole essere un’occasione per partecipare allla vita e al
cambiamento di Milano.
Ovviamente l’impegno non si riduce a
questa serata: l’associazione “Vivi e progetta un’altra Milano” aspetta forze, suggerimenti e idee per continuare a tenere
alta l’attenzione e la partecipazione alle
scelte che cambiano la forma e la sostanza della città.
Per informazioni visitare il sito Internet
quartierefiera.org. Per prenotazioni [email protected].
Dati qualità dell’aria rilevati durante il progetto di educazione ambientale educaria
PM10: l’inquinamento a Milano degli ultimi quindici giorni
rilevazione PM 10 dal 27 marzo al 10 aprile 2006
100,0
90,0
80,0
70,0
60,0
50,0
PM 10
40,0
30,0
20,0
10,0
0,0
27
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All’inizio del 2003 Chiamamilano si è dotata di un laboratorio mobile per il monitoraggio della
qualità dell’aria. Nell’arco di oltre 2 anni di attività, il laboratorio ha effettuato più di 30 campagne di monitoraggio, su tutto il territorio milanese, muovendosi su richiesta dei cittadini e verificando, in modo completamente gratuito, lo stato della qualità dell’aria in siti di monitoraggio
che rispecchiano reali situazioni dove le persone vivono e lavorano: cortili di abitazioni, scuole, palestre e parrocchie. Da marzo 2005, il laboratorio è stato impiegato nel progetto di educazione ambientale “Educaria”, e per la prima volta in Italia verrà misurato anche il PM 2,5 (le
cosiddette polveri ultrafini).La strumentazione analitica utilizzata è certificata dal Cnr, dall’Epa
Usa e dal Tüv tedesco per la rilevazione di particolato atmosferico, benzene, toulene, xileni,
etilbenzene, ozono, e ossidi di azoto. Il laboratorio mobile è inoltre dotato di una stazione meteo per il rilevamento continuo di pressione e temperatura atmosferica, umidità relativa e radiazione solare globale. I cittadini che desiderano un controllo della qualità dell’aria nella propria zona di Milano potranno inviare le proprie richieste a: Chiamamilano, tel. 02.76.39.86.28oppure scrivere a [email protected].
DATI INQUINAMENTO. Dati rilevati dalla centralina fissa situata in via Vico. Normativa PM10 in vigore dal 01/01/2005: 50µg/m3, valore limite nelle 24 ore per la protezione della salute
umana - Il particolato PM10 viene campionato in continuo per 24 ore, da mezzanotte a mezzanotte del giorno successivo. I valori sono espressi in µg/m3 (microgrammi/metrocubo).
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MilanoRisparmia
pag. 15
Le difficoltà del muoversi a Milano
Il forum in cui si parla
Come difendersi dalle allettanti promozioni di troppi gestori telefonici
di tutte le
Noi consumatori e Infostrada
problematiche relative
Rcm, nella sezione “Noi Consumatori” ha messo a disposizione uno spazio di dialogo per
sollevare e discutere insieme di problemi comuni a molti cittadini in quanto consumatori.
Un messaggio ha portato alla luce un problema riscontrato col gestore telefonico Infostrada. Un consumatore ci scrive di aver aderito a una promozione di Infostrada a fine ottobre 2005 e ora si ritrova da mesi senza linea telefonica. L’offerta speciale proponeva una
linea telefonica che permetteva di fare telefonate illimitate ai numeri “fissi” e connessione
Adsl flat a soli 40 euro senza dover più pagare il canone Telecom. Peccato che dal giorno 9 novembre, in cui ci sarebbe dovuto essere il passaggio della linea dalle centraline
Telecom a quelle Infostrada, l’utente non ha più una linea telefonica e nemmeno l’Adsl. Il
consumatore ha subito sollecitato il servizio di assistenza Infostrada che, oltre ad avere
tempi di attesa medi superiori ai 20 minuti, ha dichiarato di dover fare delle verifiche congiunte con i tecnici Telecom per arrivare alla risoluzione del problema, fissando per il 28
novembre un intervento alla centrale per la risoluzione definitiva del disguido. Il giorno seguente però la linea telefonica non era stata ancora ripristinata. Dopo l’ennesima chiamata all’assistenza, che non ha saputo spiegare il motivo del mancato intervento, è stato consigliato all’utente di segnalare nuovamente il guasto. Da allora ci sono state altre telefonate ai numeri del servizio clienti (803155 e 155) senza giungere alla isoluzione del problema. Ma non è l’unica segnalazione che ci è pervenuta in merito. I gestori telefonici fanno a gara per accaparrarsi nuovi clienti, offrendo quanto di più vantaggioso hanno in casa per collegamenti a Internet o per chiamate nazionali, ma ci vorrebbe anche una guida
che ci tenga lontani da chi è incapace di garantire un’adeguata qualità del servizio e dell’assistenza post vendita.
Se anche voi siete consumatori che desiderano essere tutelati, cliccate su
www.retecivica.milano.it/noiconsumatori e dite la vostra, fate sentire i vostri reclami e proponete i vostri consigli, probabilmente saranno utili ad altri cittadini. Aderire a una delle
tante associazioni di consumatori potrebbe risultare positivo per capire cosa fare per non
incappare in qualche disavventura o per districarsi nel caso ci si trovi già intrappolati in
chissà quale truffa. Aggregarsi e far sentire le proprie proteste è una strada possibile.
alla mobilità a Milano e
nel suo hinterland
a cura di Fabio Ciccolella
Il forum “Muoversi a Milano” viene aperto il 15 dicembre 2005 da un cittadino
(Ivan Longhi) tramite brainstorming, l’area dedicata alla definizione dei nuovi temi da discutere on-line. L’obiettivo è di
mettere in luce tutte le questioni relative
ai mezzi pubblici, al traffico, ai parcheggi e a tutto ciò che riguarda la mobilità della città nell’intera provincia di Milano.
Nella discussione “Limitazioni al traffico
veicolare privato” si dialoga sull’opportunità d’istituire forme di limitazione della
circolazione dei veicoli privati, raggiungendo l’obiettivo di una città esempio di
buon senso e tecnologia attraverso leggi
mirate in materia di mobilità. L’idea di far
pagare un “ticket d’ingresso” è molto discussa. Qualcuno sostiene che già entrare
in città, trovare parcheggio e pagare la sosta equivale al pagamento di un ticket; c’è
anche chi sostiene che bisognerebbe potenziare e migliorare il trasporto pubblico
prima di pensare ad un ticket per i privati. Si dovrebbe infatti garantire loro una risposta efficiente e adeguata nell’utilizzo
dei mezzi pubblici, ad esempio attraverso
il potenziamento del parco mezzi e delle
corse effettuate,la circolazione di mini bus
elettrici, almeno nelle zone centrali di Milano, e attraverso l’uso di combustibili
ecologici (metano e idrogeno) per ottenere l’obiettivo di un’aria più respirabile. C’è
anche la proposta di un referendum, da abbinare alle prossime comunali, per capire
e decidere cosa fare in merito al ticket. Arriva poi la proposta di tassare i residenti
ed è polemica. Intanto la maggior parte
dei milanesi continua a sognare una città
più vivibile, senza traffico e senza smog.
Nella discussione “Taxi, un mezzo pubblico” si propone di utilizzare il taxi come valida alternativa alla propria macchina, a patto che diventi più accessibile sia
per quanto riguarda i prezzi, sia in merito
alla disponibilità e velocità di reperimento del mezzo stesso. Un incentivo in più
deriverebbe dall’utilizzo di combustibili
ecologici o addirittura taxi elettrici. Un fu-
turo possibile sul quale si stanno facendo
passi avanti, mentre rimane sempre ferma
la questione spinosa della liberalizzazione delle licenze.
Nella discussione “Parcheggi, box e soste
regolamentate” si discute su: “linee gialle” e “linee blu”. Distinzioni che hanno
creato maggior problemi di parcheggio rispetto al passato, quando esistevano solo
le “linee bianche” in cui tutti potevano parcheggiare. Molti automobilisti che entrano a Milano, puntualmente perdono tempo alla ricerca di un posteggio. Per questo
motivo viene chiesto di poter parcheggiare anche negli spazi per i residenti dalle 9
alle 19, restando valido il divieto nelle ore
serali e notturne. Questa analisi potrebbe
costituire un modo più efficiente di utilizzare il suolo pubblico senza delegittimare assegnatari che durante il giorno utilizzano l’auto per andare a lavoro lasciando
libero il proprio parcheggio. C’è chi ribatte dicendo che i posti per i residenti non
sono sufficienti: si stima infatti che ogni
giorno sono in 50mila a non disporre di
un parcheggio “regolare”. Viene portata
ad esempio al situazione caotica dei nuovi box in costruzione in Piazza Cardinal
Ferrarri – Piazza San Calimero: in questa
zona, definita “il quadrilatero delle cliniche”, si denuncia la mancanza di parcheg-
gi sia per residenti sia per le persone che
vanno a visitare i parenti ricoverati in una
delle quattro strutture presenti e l’intasamento delle strade è inevitabile. Il problema dei parcheggi potrebbe essere risolto
con l’abbandono delle “cattive abitudini”
e attraverso un uso più modico dell’auto
da parte di tutti. Facendo due conti, inoltre, si arriva alla conclusione che utilizzare l’automobile costa, in termini di tempo, denaro e ovviamente parcheggio. Ma
in molti non vogliono rinunciare alle comodità del proprio mezzo privato, soprattutto per esigenze di lavoro e per la necessità di ovviare all’inefficienza dei mezzi
pubblici.
Nella discussione “Proposte concrete”,
Dario Fo innesca un confronto “sulle priorità e sulla realizzazione di progetti per salvare i milanesi dai danni dell’inquinamento”. È chiaro che occorrono interventi sia
immediati, sia di medio-lungo periodo e
su più fronti per raggiungere l’obiettivo di
un’aria più respirabile. Dal punto di vista
dell’inquinamento provocato dal traffico
e dallo smog si propongono misure restrittive della circolazione dei mezzi come il
blocco del traffico, le targhe alterne, la
chiusura del centro storico della città, l’introduzione dei ticket d’ingresso, il potenziamento del trasporto pubblico e l’esten-
sione dell’orario di circolazione, un miglior sistema di collegamento tra la città e
gli infiniti paesi dell’hinterland, la creazione di piste ciclabili, il divieto d’accesso alla città per i mezzi pesanti. Si potrebbero sperimentare anche altri interventi
prendendo come esempio i sistemi gia
adottati in altre città europee: il car pooling tipico di Londra o il lavaggio delle
strade con acqua della falda per rimuovere le polveri sottili come a Parigi e a Madrid. C’è poi la proposta d’introdurre mezzi elettrici, ma il conseguente problema
dello smaltimento delle batterie esaurite
causerebbe maggiore disagio: è noto a tutti, infatti, che alcune sostanze presenti nelle batterie sono altamente inquinanti, per
questo vengono raccolte nelle discariche
ed appositamente trattate attraverso un
processo specifico piuttosto costoso. Il rischio è dunque quello di ritrovarci con
montagne di batterie da smaltire senza
avere i sistemi adatti per farlo. Se arrivassero direttive dall’alto che regolassero e
potenziassero i processi di smaltimento
dei rifiuti in Italia, forse questa strada sarebbe percorribile. Per quanto concerne
l’inquinamento provocato dal riscaldamento basterebbe un po’ di buon senso,
rinunciando a temperature tropicali negli
uffici e nelle case private e diminuendo di
qualche ora l’uso delle caldaie. Sarebbe
interessante se arrivassero proposte di caldaie “ecologiche”, sul modello degli accorgimenti a basso impatto ambientale
proposti per gli autoveicoli. Altrettanto efficiente risulterebbe l’adozione di pannelli solari, cominciando da edifici pubblici
ed uffici. Fermo restando che si possono
raggiungere risultati significativi solo se
tutte le regioni del nord Italia coinvolte dal
problema dell’inquinamento adottassero
provvedimenti comuni.
Gli elettori comunque chiedono concretezza ai futuri amministratori di Milano.
Non è sufficiente indicare nel proprio programma l’intenzione di agire in materia
d’inquinamento e traffico, sarebbe invece
utile spiegare in che modo s’intende operare, indicando con precisione le aree d’intervento ed il budget disponibile per la realizzazione degli obiettivi: solo così i cittadini potranno valutare la fattibilità ed il
possibile successo dell’intervento.
I testi completi dei messaggi sono disponibili, come sempre, sul sito www.comunalimilano2006.it. Ricordiamo che potete votare i singoli messaggi, rispondere ed
eventualmente lanciare un nuovo tema di
approfondimento. Nel forum “Muoversi
a Milano” trovano spazio anche le seguenti discussioni: “Gli ex comuni aggregati”,
“Riaprire i Navigli”, “Trasporti”, “Lentezza dei mezzi pubblici”, “Il ruolo della bicicletta nelle politiche della mobilità e dell’ambiente urbano”.
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pag. 18
caro vita
A Milano, i più cari d’Italia
Conti dei dentisti
privati alle stelle
In Italia le spese dentistiche sono a
carico del cittadino. Eppure il diritto alla
salute deve comprendere anche la
salute della bocca e dei denti. Il Servizio
sanitario nazionale interviene d’urgenza
solo in pochi casi. Tra dentisti privati di
una stessa città ci sono poi differenze
notevoli di parcella per un intervento di
protesi o di cura dentaria. Meglio
dunque non fermarsi al primo preventivo
perché i risparmi possono raggiungere
anche 1.000 euro. L’inchiesta in
questione ha coinvolto 102 dentisti
privati di cinque città: Milano, Torino,
Roma, Napoli e Palermo. In un’ipotetica
classifica della convenienza, Milano è
risultata la più cara. Nel capoluogo
lombardo una corona in lega preziosa e
ceramica può costare da 400 euro a
1.030 euro (727 euro in media);
un’otturazione di cavità di prima classe
da 50 a 160 euro (112 euro in media);
una protesi totale per arcata con denti in
ceramica da 800 a 3.000 euro (1.670
euro in media); infine per protesi e cure
si spendono in media, rispettivamente
122 e 114 euro. I dentisti privati, dunque,
risultano essere i referenti diretti per la
gran parte dei consumatori; molto deve
ancora essere fatto sul fronte della
trasparenza: il paziente deve essere
sempre messo al corrente delle
alternative di intervento, del piano di
cure e gli deve essere rilasciata la
cartella clinica. È opportuno ricordarsi di
chiedere sempre al dentista la fattura e la
dichiarazione di conformità dei materiali
impiegati, come garanzia in caso di
contestazioni future. Sul piano
dell’abusivismo, infatti, il consumatore è
spesso indifeso. Tanto più che l’esiguità
delle sanzioni verso questa pratica
scorretta è intollerabile: chi opera come
odontoiatra, infatti, pur non avendo i
requisiti, patteggiando la pena rischia solo
una sanzione di poche centinaia di euro.
Come alleggerire le
rate da pagare ogni mese
Grazie al “consolidamento dei debiti” si possono estinguere prestiti e mutui
esistenti e ottenere un finanziamento nuovo, con pagamenti più leggeri
di Rino Burloni
Sono 4 milioni e mezzo le famiglie che
nel 2004 hanno avviato un pagamento
con credito al consumo, per un aumento
pari al 15 per cento dei finanziamenti rateali. Secondo i dati di Assoutenti si tratta principalmente di microcrediti. Una
tendenza confermata anche nel 2005, almeno stando all’Osservatorio sul credito al consumo di Assofin (l’Associazione degli operatori finanziari): da gennaio
ad agosto l’ammontare totale dei prestiti personali è aumentato, infatti, del 28,4
per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Per le associazioni dei consumatori il
rischio è che ci si indebiti troppo, e per
oggetti o servizi che non sono indispensabili. I prestiti per auto e moto, ad
esempio, sono saliti dell’8,7 per cento.
Oggi si arriva, addirittura, a pagare a rate anche la vacanza. Secondo Assoutenti sono in aumento gli indebitati che ritardano i pagamenti: 500 mila nel 2004,
divisi tra coloro che rimandano il pagamento e coloro che non riescono più a
sdebitarsi.
La soluzione per alleggerire le rate da pagare si chiama “consolidamento dei debiti” e si tratta di uno strumento che ha
l’obiettivo di semplificare la vita a chi si
è indebitato troppo.
In tempi in cui si paga a rate ogni cosa,
dal mutuo al finanziamento per l’auto,
dalla rata della palestra al prestito per il
viaggio fatto in estate, è comune arrivare a scoprire improvvisamente che lo stipendio non basta più e che non si riesce
ad arrivare alla fine del mese. È a questo
punto che conviene rivolgersi alle società
che offrono il consolidamento del debito. La modalità di applicazione del servizio avviene tramite l’estinzione di tutti i debiti esistenti, provvedendo contemporaneamente all’erogazione di un nuovo finanziamento, magari rimborsabile a
più lungo termine e con una rata più bassa. Questa prassi è diffusa da tempo nei
Paesi anglosassoni, ma si presenta quasi
come una novità assoluta per l'Italia, dove è stata introdotta appena l'anno scorso da due colossi del credito: CitiFinancial, finanziaria del gruppo Citigroup, e
Ge Money Bank, che fa capo a General
Electric Capital.
Un esempio di mutuo nuovo per un operaio residente a Milano
Sahih A. è un operaio trentenne abitante in
una casa di 60 metri quadri in zona Bovisa, abitazione da lui stesso acquistata due
anni fa con un mutuo di quasi 80 mila euro. Poco dopo, ha acquistato un altro piccolo appartamento nello stesso edificio, ma
questa volta come forma d'investimento.
L'ultima spesa, infatti, gli permette di incassare ogni mese, oltre ai 2 mila euro circa
di stipendio, anche altri 600 euro come affitto dai suoi inquilini.
La richiesta del consolidamento dei debiti
è stata fatta da Sahih per un errore commesso ai danni di suo fratello: gli è stato,
infatti, intestato anche a lui il mutuo del nuovo acquisto, pur presentandosi solo come
garante.
È per questo che all’inizio del 2005, quando il fratello di Sahih ha avuto bisogno di
chiedere un mutuo per sé, lui ha deciso di
estinguere il suo vecchio finanziamento per
chiederne un altro. Ha contattato, quindi,
Ge Money Bank approfittandone anche per
consolidare il prestito ottenuto per la macchina. Così, da marzo scorso, ha cominciato a pagare un’unica rata al posto di due.
In più la società, oltre a consolidare i debiti già esistenti, gli ha offerto la possibilità di
ottenere un nuovo credito ponendo come
condizione essenziale per accedervi la garanzia dell’ipoteca. Il tasso applicato varia
a seconda del tipo di cliente e della sua
“solvibilità”, cioè della capacità di far fronte agli impegni che si assume.
Differenti sono gli importi finanziabili, che
possono arrivare al massimo a 26 mila euro, e le scadenze, che non possono andare al di là di sette anni.
Infine, i tempi di approvazione del finanziamento sono decisamente lampo, e corrispondono a un’ora dal momento in cui si
consegna la pratica completa.
I siti internet e i numeri verdi da consultare sono: www.citifínancial.it, tel. 80082.31.41 e www.gecapitalbank.it, tel. 80090.26.90.
La signora Paola M., fino a tre anni fa
non sapeva neanche come richiedere un
prestito. Nel 2002 alla signora viene a
mancare il marito e la realtà si presenta in tutta la sua crudezza: nonostante
uno stipendio di 3.000 euro e la pensione di reversibilità del marito (1.900
euro) si è trova in difficoltà economica. Il trasloco dalla casa di 260 metri
quadri a una grande la metà, il nuovo
affitto, la retta della scuola privata della figlia, le assicurazioni, le tasse, inclusa un’inaspettata sanzione per un errore di anni precedenti, hanno fatto lievitare il debito complessivo nei confronti del fisco a 33 mila euro.
Dopo essersi indebitata da banche diverse e aver chiesto la trattenuta di parte dello stipendio, Paola M. si rende conto di
attuare una strategia che le consente di
tamponare le urgenze ma che, allo stesso tempo, la carica di scadenze mensili
sempre più pressanti e diversificate. A
questo punto CitiFìnancial, che aveva
concesso due dei prestiti accesi, contatta
la signora proponendole l’estinzione dei
due prestiti e l’emissione di un nuovo finanziamento con cui saldare il debito.
Il risultato è che ora, al posto di tutte le
rate da pagare, l’incombenza è di un’unica rata per i prossimi 5 anni, oltre a
quella per la cessione del quinto dello stipendio. Questa operazione consentirà a
Paola di gestire l’attuale momento di difficoltà economica, fino all’anno prossimo, quando andrà in pensione e con la
liquidazione potrà estinguere uno dei due
finanziamenti rimasti aperti.
II tutto ha un prezzo, e il tasso d’interesse del 14 per cento lo dimostra, essendo
sopra la media rilevata da Banca d’Italia
che, per prestiti superiori ai 5 mila euro,
è del 12,77 per cento. Il tasso d’interesse si presenta elevato perché relativo a un
prestito non garantito da un’ipoteca che,
altrimenti, tutelerebbe maggiormente la
società finanziaria.
Altro discorso è, appunto, chiedere di
“consolidare” i propri debiti offrendo in
garanzia un’ipoteca: questo è, infatti, il
servizio offerto da Ge Money Bank, che
si rivolge anche agli stranieri purché vivano nel nostro Paese da almeno un anno e mezzo, con regolare permesso di
soggiorno e contratto di lavoro a tempo
determinato.
caro bolletta
NOTIZIE IN BREVE
Le offerte per la
seconda abitazione
Anche per chi ha una seconda casa,
che usa solo d’estate e nei fine
settimana, Enel ha pronte due
nuove tariffe. Disponibile da maggio
2006, l’offerta “Mari e Monti”
prevede, per i consumi effettuati in
tutti i weekend, in qualsiasi giorno
del mese di agosto e nelle festività
nazionali, uno sconto del 15 per
cento sul costo del kilowattora,
concentrando almeno il 26 per
cento dei propri consumi di energia
elettrica in queste fasce. Si possono
risparmiare anche 30 euro l’anno.
Già attiva dal 2005, la tariffa bioraria
“Due” prevede, da quest’anno, il 10
per cento di sconto del costo del
kWh nelle ore dalle 20 alle 7 del
mattino dal lunedì al venerdì,
nell’intero weekend e nelle festività
nazionali (fascia blu). La formula
permette di risparmiare fino a 50
euro l’anno ed è rivolta alle famiglie
con 3 o più componenti che hanno
alti consumi o con una seconda
casa utilizzata di frequente.
Spazzatura
sempre più cara
Se fra il 2003 e il 2004 la tassa
sull’immondizia è cresciuta del 6,5
per cento, gli aumenti sono
destinati a non placarsi, anche per il
nuovo modo di conteggiare
l’imposta legata, per l’80 per cento,
alla superficie delle case. La tassa
sui rifiuti potrebbe quindi lievitare
un po’ in tutta Italia: da una parte
prosegue la trasformazione da
tassa in tariffa (processo che
dovrebbe concludersi nel 2008,
cambiando anche il nome da Tarsu
a Tia) con l’obiettivo di coprire i costi
del servizio, e dall’altra ci sono le
norme della scorsa Finanziaria che
ha stabilito un minimo per pagare il
tributo correlandolo almeno all’80
per cento della superficie
dell’immobile dichiarata al catasto
(oltre che al numero di quanti
vivono in una casa). La tassa sui
rifiuti, che vale dai 3 ai 3,5 miliardi
l’anno, pesa mediamente 191 euro
su ogni famiglia. E la lotta
all’evasione si fa più dura.
Enel offre
il risparmio
di Fabio Ciccolella
Enel promuove tariffe su misura in base
alla tipologia di consumo. Le nuove proposte sono studiate per chi ha un contratto di fornitura riguardante sia l’abitazione principale sia la seconda casa e sono
attivabili gratuitamente. Enel è convinta
che, in questo modo, saranno soddisfatte le esigenze familiari di tutti i suoi clienti. Ad ogni modo, se aderendo ad una di
queste offerte il cliente non riesce a
concentrare i propri consumi nella fascia
blu per la percentuale richiesta, verrà applicata la tariffa base stabilita dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas prevista per il tipo di contratto del cliente. È
bene tenere presente che le nuove tariffe
Enel possono essere molto convenienti,
se scelte accuratamente in base alle proprie abitudini di consumo. Aderendo ad
ognuna delle tariffe Enel, però, il cliente
dovrà essere consapevole anche di dover
pagare una quota fissa annua di 1,92 euro più un corrispettivo di potenza impegnata annuo di 18,72 euro (per le offerte
Sera, Weekend, Una e Ottosette) oppure
una quota fissa di 28 euro più un corrispettivo di potenza pari a 15,48 euro (per
le offerte Due e Mari e Monti).
C’è l’offerta “Conti fatti”, dedicata alle
famiglie numerose ma con consumi energetici mediobassi, corrispondenti a una
MilanoRisparmia
pag. 19
Ma come al solito, dietro
ogni offerta promozionale
si nasconde il rovescio
della medaglia
spesa media a bimestre di almeno 25 euro. Questa tariffa è disponibile dal 2 febbraio 2006 e permette di definire la bolletta da pagare in base ai consumi medi
degli ultimi 12 mesi. Si parte da un importo fisso di 26 euro a bimestre, entro
un limite di 5 euro rispetto al consumo
storico. Oltre all’importo pagato, in ogni
bolletta viene indicata anche la differenza a debito o a credito rispetto a quanto
realmente consumato. Gli eventuali residui vengono fatturati nella sesta e ultima
bolletta annuale. Aderendo alla promozione “Conti fatti”, si possono risparmiare l’equivalente di 7 giorni di fornitura di
energia elettrica l’anno rispetto alla tariffa base applicata.
La formula pensata per le famiglie composte da 3-4 persone con consumi medi,
pari a circa 60 euro a bolletta, si chiama
“Sera”. L’offerta, già disponibile, permette di risparmiare fino a 90 euro l’anno se si concentra almeno il 26 per cento dei propri consumi in fascia blu, dalle
19 all’una del mattino di ogni giorno della settimana. In questo periodo della giornata, infatti, l’utente che ha aderito a questa promozione beneficia di uno sconto
medio del 16 per cento sul costo del kWh.
Per gli utenti che hanno una spesa media
in bolletta di 60 euro e tendono a concentrare i consumi energetici casalinghi nel
fine settimana, coppie che lavorano o sin-
gle, Enel offre “Weekend”. Questa formula prevede uno sconto medio del 22
per cento durante l’intero fine settimana
e nelle giornate delle festività nazionali,
sempre a condizione di concentrare almeno il 26 per cento dei propri consumi
di elettricità nella fascia blu. Maggiore
sarà la quota di consumi in fascia blu e
tanto più elevato sarà il risparmio, che in
un anno può arrivare fino a 90 euro.
Per i clienti con bassi consumi, corrispondenti a una spesa in bolletta inferiore a
20 euro a bimestre, come ad esempio pensionati che vivono soli o single, Enel dedica “Una + bolletta forfait”. Questa formula consiste nel raddoppiare la fascia di
consumo e il relativo bonus, permettendo un risparmio fino ad un massimo del
13 per cento della spesa annua.
“Ottosette”, infine, è dedicata alle famiglie numerose, abituate a bollette elevate, oltre gli 80 euro a bimestre. La promozione sarà attiva da giugno 2006 e prevede mediamente uno sconto del 6 per
cento sul costo del kilowattora, dalle 20
alle 7 dal lunedì al venerdì, nell’intero
weekend e nelle festività nazionali (fascia blu). L’unico paletto da rispettare è
quello di concentrare almeno il 57 per
cento dei propri consumi di energia elettrica in fascia blu, usufruendo, in questo
modo, di un risparmio massimo di 90 euro all’anno
Le famiglie italiane si ritroveranno a pagare per luce e gas complessivamente 44 euro in più all’anno
Ancora rincari per luce e gas
di Ennio Marino
L’Autorità per l’energia elettrica e il gas ha aggiornato le tariffe
per il trimestre aprile-giugno 2006, stabilendo un aumento del 2,1
per cento per il gas e del 5,7 per cento per l’elettricità. Con questo ennesimo aggiornamento la spesa totale per le famiglie aumenterà del 3,1 per cento. Dopo gli aumenti di 10 euro per la luce e di 7 euro per il gas in vigore dal 1 gennaio, secondo i calcoli di Adusbef e Federconumatori, con questo ennesimo ritocco
delle tariffe deciso dall’Autorità per l’energia, le bollette della luce aumenteranno dal primo aprile di 24 euro e quelle del gas di
20 euro su base annua. Le famiglie italiane, quindi, si ritroveranno a pagare per la luce e per il gas complessivamente 44 euro in
più, senza calcolare le ricadute che questi aumenti comporteranno sui costi di produzione delle imprese e quindi sui prezzi.
L’ente di controllo spiega che, considerata l’elevata dipendenza
del sistema energetico nazionale dall’importazione di idrocarburi, gli aumenti sono sostanzialmente dovuti al perdurare delle ele-
vate quotazioni del petrolio e ai primi riflessi onerosi della trascorsa “emergenza gas”. I primi mesi del 2006 sono stati caratterizzati dall’emergenza gas, cioè da una carente copertura del
fabbisogno. La domanda di gas naturale ha registrato un forte incremento nella prima parte del periodo invernale, sia per le condizioni climatiche particolarmente rigide, sia per l’aumento della produzione elettrica degli impianti alimentati a gas. Di contro
l’offerta ha evidenziato alcune carenze dovute, tra l’altro, alla riduzione delle forniture di gas dalla Russia, a problemi d’avviamento del gasdotto dalla Libia, a una insufficiente disponibilità
di infrastrutture, oltre che un improprio uso degli stoccaggi da
parte degli operatori, specie nella prima parte della stagione invernale. Tanto che per l’accertamento di questi ultimi comportamenti, l’Autorità ha già avviato istruttorie formali.
Secondo le associazioni di consumatori la causa di questa situazione va ricercata nell’inefficiente azione di governo che ha lasciato orfano il paese di un vero piano energetico basato su risparmi, alternative e diversificazioni.
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Ufficio per i diritti degli animali
Nuove
iniziative
Con il compito di favorire la
nascita e lo sviluppo di tanti uffici
simili in ambito comunale e
promuovere una serie
d’iniziative per migliorare la
tutela di chi non può difendersi
da solo, è stato costituito l’Ufficio
per i diritti degli animali, centro di
riferimento per l’intera provincia
di Milano, capace di suscitare e
favorire iniziative a livello locale.
Il messaggio che arriva da
questa iniziativa è molto
incoraggiante perché conferma
la grande attenzione presente
sul territorio e tra gli
amministratori su questo tema.
Si stanno, infatti, creando le
premesse affinché nei singoli
comuni della provincia si attivino
iniziative concrete a tutela degli
animali e dei loro diritti. Nel luglio
2005 è stato pubblicato
l’opuscolo Una Provincia amica
degli animali: guida agli
amministratori locali per far
conoscere le competenze delle
singole amministrazioni locali,
per fornire un utile quadro atto
alla facilitazione della
programmazione di specifici
interventi e per redigere
regolamenti e ordinanze
comunali che aiutino a
disciplinare la materia.
Per ulteriori informazioni:
Ufficio per i diritti degli animali
viale Piceno 60, 20129 Milano
tel. 02.7740.5198/4905; e-mail:
ufficiodirittianimali@provincia.
milano.it.
MilanoRisparmia
pag. 21
Dalla parte
degli animali
La presenza degli animali nelle famiglie della
Provincia di Milano è decisamente numerosa.
Un ente pubblico finanzia alcuni progetti per la
loro tutela. Anche nel prossimo bilancio saranno
messe a disposizione cifre importanti per
sostenere iniziative ancora in graduatoria
di Ennio Marino
La presenza di animali, soprattutto cani e
gatti, nelle famiglie che vivono in provincia di Milano raggiunge cifre elevatissime
e, se da un lato testimonia l’affetto di molte persone verso quelli che spesso sono veri e propri compagni di vita, a volte può costituire fonte di problemi. Diffondere quindi una cultura della convivenza e del corretto rapporto tra umani e animali è un compito importante e meritorio.
Con uno stanziamento di 110 mila euro, la
Provincia di Milano ha bandito lo scorso
settembre una gara per finanziare iniziative di tutela e promozione dei diritti degli
animali suddivise in cinque diverse tipologie d’intervento: dalla creazione di uffici
comunali per i diritti degli animali, alla lotta al randagismo, dalla realizzazione di
strutture di ricovero, alle attività di pet therapy, che utilizzano i benefici effetti dell’interrelazione di un paziente con un animale, fino ai programmi di educazione e
campagne di sensibilizzazione dei cittadini. Nonostante questa iniziativa abbia rappresentato un fattore d’importante novità,
l’adesione al bando è stata molto alta, con
67 progetti presentati da parte di amministrazioni comunali e associazioni animaliste e ambientaliste, a testimonianza che il
tema è molto sentito ed è diffusa la sensibilità sull’urgenza di una serie di interventi. Il finanziamento non permetteva di premiare tutti i promotori, ne sono quindi stati selezionati quattordici.
I fondi per sostenere le iniziative sul territorio non sono mai sufficienti, per questo
motivo s’intende mantenere aperto il bando di fine 2005 per finanziare, con le risorse che saranno messe a disposizione dal bilancio 2006, alcuni dei progetti rimasti
esclusi dalla graduatoria. Per quanto riguarda le proposte di costituzione di uffici
per i diritti degli animali sono sei i progetti ammessi al finanziamento. Si tratta delle proposte presentate da Paullo, Peschiera Borromeo, Aicurzio (con la Lega per la
difesa del cane), Monza (con l’Enpa), Pioltello (con Dog Angels).
Tre le proposte di campagne di controllo
demografico e di lotta al randagismo: Leal
(con Barlassina, Bollate, Muggiò, Seregno
e Solaro), Mondo Gatto (con Milano), Gorgonzola (con Amico Gatto 2). Lainate (con
Bollate e Garbagnate), Cinisello Balsamo
(con Lega per la difesa del cane), La Goccia (con Pozzo d’Adda) hanno ottenuto, invece, il finanziamento per iniziative tese a
realizzare strutture di ricovero per cani e
gatti, mentre Seveso (con Enpa e Mondo
Gatto) è stato selezionato per un programma di educazione e sensibilizzazione dei
cittadini e la Lega per la difesa del cane
(con Segrate) ha visto premiato il suo progetto di pet therapy. Nella distribuzione delle deleghe, all’atto della costituzione della
Giunta milanese, all’assessore al territorio,
parchi,Agenda 21 e mobilità ciclabile è stata affidata la gestione delle problematiche
legate alla tutela dei diritti degli animali.
Inventarsi un mestiere per chi ama gli animali: il “Washing dog”
La vita dei cani è profondamente cambiata; non sono più visti solo come animali da guardia o da caccia, adesso giocano con i figli e spesso dormono sui letti. Dopo la recente nascita di mestieri come il dog sitter, il sarto e l’oculista per cani, un nuovo business del settore canino sta rapidamente
prendendo piede anche in Italia: il “washing dog”, vero e proprio autolavaggio per cani il cui padrone, con l’utilizzo di una
tessera prepagata e ricaricabile, può servirsi di tutta una serie di macchinari e prodotti per rendere pulito e attraente il
proprio amico a quattro zampe.
Emanuele Guerreschi ha avuto un’idea semplice ma efficace, nata da un’esigenza concreta come quella di lavare due
pastori tedeschi in casa; dopo un viaggio in Europa, infatti,
si è recato a Parigi per vedere come funzionava un centro
di tolettatura, ma in realtà il gestore metteva a disposizione
dei clienti unicamente i suoi stessi strumenti di lavoro. L’idea
è diventata realtà con l’apertura del primo centro a Gessate
(Mi) nel 2001, attività che ha iniziato a dare i suoi primi frutti e oggi, dopo solo 4 anni, le sedi Wash Dog per il lavaggio
dei cani fai-da-te sono 36 in tutta Italia, unico titolare Emanuele Guerreschi.
Il software creato da Wash Dog consente ai clienti di spendere solo per ciò che viene consumato grazie alle carte ricaricabili che si inseriscono all’interno delle cabine di lavaggio. Ogni negozio è aperto 24 ore su 24 e sette giorni su sette; tutte le vasche sono dotate di un sistema di autopulitura,
azionato in automatico dopo ogni utilizzo. È possibile usufruire di una vasta scelta di prodotti e attrezzature, dal lavaggio classico, peraltro molto economico (10 euro e corrispondente a circa un terzo rispetto al tolettatore tradizionale), a
prodotti specifici per animali con pelo bianco, corto e profumi vari. Nei centri più grandi, inoltre, sono presenti una serie di servizi aggiuntivi quali il dog bar, che consiste in una
grande fontana nella quale i cani possono giocare e abbeverarsi, il dog parking e l’angolo bambini.
Oggi, Emanuele Guerreschi, vuole aprire nuove sedi in tutta Italia, ma punta anche all’estero e principalmente in Spagna. Aprirne uno costa circa 40.000 euro e la cosa più interes-
sante è che per la fine del 2006 il fatturato previsto è di 4 milioni di euro. Per entrare nella catena wash dog basta mettere a disposizione un locale di almeno 70 metri quadrati,
necessario per ospitare tutte le attrezzature brevettate, e
quanto al personale è sufficiente l’impiego di un solo addetto per 4 ore al giorno, al resto ci pensano i macchinari. Per
quanto riguarda il discorso delle entrate e dei guadagni è
molto interessante la possibilità di affiliarsi in franchising: la
casa madre garantisce l’apertura del nuovo centro in tre mesi, con la spesa minima d’investimento di 40 mila euro, e
mensilmente si devono versare solo 660 euro. Considerando che le spese di gestione sono minime, il guadagno corrisponde intorno ai 5 mila euro al mese.
In pratica si riesce, in un anno, a rientrare delle spese d’investimento e in due anni arrivano addirittura i primi veri guadagni, sui 60 mila euro circa.
Per ulteriori informazioni è possibile visitare il sito internet
www.washdog.it, oppure contattare il numero di telefono
036343512.
MilanoRisparmia
pag. 22
terza età
Più invecchi
meno guadagni
La rendita pensionistica sarà calcolata sulle speranze di vita
all’età del ritiro. E così si rischia un taglio del 15-20 per cento
di Francesco Emma
Per chi sceglie un Fondo pensione o un Piano
previdenziale individuale (Pip), l’assegno destinato ad integrare la pensione pubblica non
dipenderà solo dai costi, dai versamenti e dall’abilità dei gestori nel navigare tra le insidie
dei mercati finanziari: avrà un ruolo rilevante
una variabile tecnica, poco conosciuta, ma da
non sottovalutare. I coefficienti di conversione del capitale in rendita, infatti, sono importanti parametri che servono a trasformare in
assegno pensionistico le somme accumulate
negli anni. I coefficienti sono riportati nei documenti contrattuali degli strumenti previdenziali, ma, salve rare eccezioni, non si garantisce che saranno quelli usati quando il sottoscrittore raggiungerà l’età della pensione. E
così la pensione rischia di essere inferiore del
15-20 per cento rispetto a quella a cui si avrebbe diritto in base ai coefficienti attuali. Il ragionamento è semplice: più si allunga la vita
più la rendita di partenza viene ridotta perché
si ritiene che verrà incassata per un maggiore
periodo di tempo. Non sembra però corretto
lasciare l’investitore nell’assoluta incertezza
su quale potrebbe essere la rendita a cui avrà
diritto tra venti o trenta anni, dopo aver versato somme di un certo rilievo. Basta mettere in
fila una serie di numeri per capire i possibili
rischi: nel 2000 la vita media era pari a 76,2
anni per i maschi e a 82,5 anni per le donne.
Si stima che nel 2030, quando avranno 65 anni gli attuali quarantenni, la vita media si attesterà, rispettivamente, a 81,4 anni e 88,1 anni. L’allungamento della vita media stravolge
anche i sistemi utilizzati per il calcolo della
pensione, sia quella pubblica sia quella complementare. Per stabilire, infatti, l’importo della rendita si utilizzeranno le tavole di conversione in vigore all’epoca del pensionamento,
decisamente meno convenienti rispetto alle at-
tuali. I coefficienti utilizzati con la legge 335
del 1995 stimavano che un 65enne avesse ancora 16,29 anni di vita, mentre nel 2004 lo
stesso lavoratore, in media, incasserà una pensione per 19,61 anni. Nel 1995 il tasso di conversione del capitale (ad esempio 100.000 euro) era del 6,13 per cento, nel 2004 era sceso
al 5,10 per cento. L’assegno pensionistico annuo passa così da 6.130 a 5.100 euro, con un
taglio del 16,9 per cento, destinato a crescere
per le generazioni future, perché la vita è destinata ad allungarsi.
Dal primo gennaio 2006 le regole sono cambiate
A chi interessa
la totalizzazione
Può richiederla chi ha compiuto 65 anni e
un’anzianità contributiva di almeno 20 anni
Fino a pochi anni fa il lavoratore
aveva da sbrigare una serie di operazioni onerose per poter andare
in pensione prima dell’età pensionabile e con un trattamento
pensionistico più elevato: riscatto
dei contributi, ricongiunzione dei
periodi assicurativi o richiesta di
autorizzazione alla contribuzione
volontaria. In presenza di brevi e
ridotti periodi di contribuzione il
ricorso alle tre opzioni diventava
invece necessario per raggiungere
il diritto alla pensione minima.
Data la spesa non indifferente della ricostruzione e del perfezionamento della contribuzione più di
una volta è successo che non ne
ha potuto beneficiare chi, pur
avendo vari spezzoni di contribuzione accreditati presso diverse
casse previdenziali, non era in grado di pagare l’operazione. Restando così senza pensione.
La totalizzazione nasce come rimedio a questa sgradevole situazione. Il primo passo nella positiva soluzione di questa annosa e trascurata vicenda lo segna la Finanziaria per il 2001 che consente per
la prima volta di sommare, totalizzare appunto, diversi spezzoni di contribuzione versati presso
più enti previdenziali per raggiungere i requisiti pensionistici. Con
però alcune ingiustificabili esclusioni: la totalizzazione si applicava alle pensioni di vecchiaia e
d’invalidità, ma non a quelle di anzianità, e quando, pur in presenza
di contribuzioni presso più casse,
non fosse raggiunto in alcuna il diritto autonomo a una pensione. Dal
1° gennaio 2006 le regole sono
cambiate. Secondo le nuove disposizioni, la totalizzazione può essere richiesta da chi ha compiuto i
65 anni e può vantare complessivamente un’anzianità contributiva
di almeno 20 anni. Non si tiene
conto dunque dell’età anagrafica
con 40 anni di contributi utili per
la pensione di anzianità. Per essere considerato ai fini della totalizzazione, ogni singolo spezzone di
contribuzione non può essere inferiore ai 6 anni. In caso di contribuzione inferiore, non resta che ricorrere alla ricongiunzione onerosa. Per i lavoratori autorizzati entro il 29 febbraio 2004 alla prosecuzione volontaria dei versamenti
contributivi continuano a essere
applicate le vecchie regole, più favorevoli, sulle pensioni di anzianità. È sufficiente che la decorrenza dei versamenti volontari sia precedente al 1° marzo 2004. Non è
necessario invece che, una volta ricevuta l’autorizzazione, siano stati versati contributi. Basta che la
domanda sia stata accolta nei termini. Con gli ultimi provvedimenti, inoltre, la totalizzazione viene
estesa anche ai lavoratori parasubordinati.
IL CONTO PER IL PENSIONATO “GIA’GRANDE” OFFRE DIVERSI VANTAGGI
PROCEDURE DI CALCOLO
Lunga fila alle Poste per ritirare la pensione nonostante sia possibile affidarsi alla
banca (o BancoPosta): per i pensionati, con
quel che costa il conto corrente, è meglio
andare a ritirarla di persona. In effetti il conto BancoPosta costa 30,99 euro l’anno e la
remunerazione è solo di mezzo punto percentuale. Per un pensionato, poi, un conto
online, meno caro e più remunerativo, è ancora troppo difficile da capire. Ci ha pensato Unipol Banca con un conto per il pensionato pubblicizzato sui principali periodici: si chiama GiàGrande ed è senza costi
fissi, offre operazioni gratuite illimitate ed
estratto conto gratis; gratis anche gli assegni e l’addebito in conto di utenze dome-
stiche; offre, inoltre, un tasso giacenza di
un quarto di punto percentuale, più elevato, quindi, di quello delle Poste Italiane
(+0,75 per cento). L’idea è buona anche
perché il conto è abbinato a un conto deposito titoli gratuito per gestire i risparmi
degli over 60 e le loro polizze assicurative
integrative. Il nuovo conto GiàGrande per
i Pensionati associati ANP, inoltre, offre l’esenzione dei bolli (circa 35,00 euro l’anno)
e il servizio di Consulenza e Assistenza Sanitaria Telefonica forniti da UniSalute, 24
ore su 24, che garantisce tra l’altro informazioni e pareri medici immediati, invio di
un medico, rientro dal ricovero, consulenza specialistica.
I calcoli sono estremamente complessi e cambiano da ente a ente e da cassa a
cassa. Per gli enti previdenziali pubblici, con distinti riferimenti alla liquidazione
della pensione pro-quota, in applicazione del sistema contributivo; per quelli di
natura privata, con calcoli ad hoc che tengono conto del valore annuo di
capitalizzazione in rapporto ai tassi di rendimento del patrimonio investito.
L’onere dei trattamenti pensionistici è comunque messo a carico delle singole
gestioni previdenziali, in misura rapportata alla quota dovuta. Il regolare pagamento della pensione così composta è effettuato dall’Inps che, per rientrare di
quanto anticipato ai pensionati, dovrà stipulare apposite convenzioni con tutti
gli altri enti e casse per conto dei quali ha anticipato i pagamenti a loro carico in
quota-parte. La domanda di totalizzazione va inoltrata dall’assicurato all’ente di
ultima iscrizione anche in caso di pensioni di invalidità, inabilità e ai superstiti.
Coloro che hanno chiesto la totalizzazione non possono più chiedere la
ricongiunzione in caso di ripensamento.
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MilanoRisparmia
pag. 24
alimentazione&salute
Osservatorio Prezzi di Indis
Rincari dei
beni alimentari
Prezzi alimentari in crescita e conseguente
possibile aumento dell’inflazione del settore
al 2,7 per cento. Dopo la crisi del 2004 i consumi sperimentano invece un trend di crescita. Lo rileva l’Osservatorio “Prezzi e Mercati” di Indis, Istituto dell’Unioncamere, sulla
base delle rilevazioni sui prezzi pagati dalle
Centrali d’acquisto della distribuzione organizzata. Secondo l’istituto, per il riso, è previsto un rincaro del 3,5 per cento, mentre per
gli olii d’oliva ed extra-vergine è prevista una
crescita del 7,5 per cento. Nel caso questo
aumento si verificasse, i rincari su base annua degli oli raggiungerebbero il più 24 per
cento. Aumenti anche tra i derivati del latte:
la previsione dell’Osservatorio è di un aumento del del 2 per cento per il latte, lo yogurt, lo stracchino e il provolone; nello scatolame si anticipano aumenti del 2,5 pe cento per lo zucchero, del 2 per cento per gli ortaggi e il pesce surgelati; infine, tra le bevande, gli operatori attendono aumenti del 2,1
per cento sull’acqua minerale e dell’1,2 per
cento per la birra.
Nel 2006 sembra dunque difficile che l’alimentare possa continuare a giocare quel
ruolo di calmiere dell’inflazione al consumo
così come è stato nel 2005. «L’interpretazione più convincente», spiega l’Osservatorio,
«rimane quella di una temporanea compressione dei consumi in risposta ai forti rincari
del triennio 2001-2003. È plausibile ritenere
che il rilancio della produzione e dei consumi dell’ultimo anno sia il frutto della moderazione dei prezzi. La storia dell’ultimo anno
insegna che la leva per superare la fase di
empasse dei consumi alimentari è stata quella del prezzo. In questi anni si è probabilmente affermato un nuovo paradigma di consumatore più attento al prezzo, disposto a ridurre le quantità piuttosto che la qualità».
«Lo studio di Indis-Unioncamere», afferma il
Portavoce dell’associazione, Carlo Rienzi,
«è preoccupante, in quanto un aumento dei
prezzi così forte equivale a un vero e proprio
“massacro” ai danni delle famiglie a reddito
medio/basso per le quali, come noto, le spese per l’alimentazione incidono in maniera
pesante sui bilanci mensili».
«Se non verranno adottati al più presto provvedimenti per contenere i prezzi», prosegue
Rienzi, «e se il trend al rialzo proseguirà, i
consumatori saranno costretti a tirare sempre più la cinghia anche sull'alimentazione,
e verranno costretti ad una sorta di “dieta forzata” per arrivare a fine mese».
L’associazione propone come prima misura
per abbassare i prezzi, almeno nel settore
dell’ortofrutta, l’istituzione in tutti i Comuni d’Italia della vendita diretta produttore-consumatore, anche solo una volta a settimana,
che consentirebbe alle famiglie vantaggiosi
risparmi sulla spesa settimanale per frutta e
www.codacons.it
verdura.
Alimenti più
sani del previsto
Buone notizie per la nostra salute: il 97 per cento degli
alimenti non ha residui oltre i limiti di legge e oltre il 60
per cento ne è assolutamente privo
a cura di Floriana Giorgi
(tratto dal sito www.condacons.it)
Il 97 per cento degli alimenti monitorati
dalle istituzioni pubbliche, privati e associazioni dei consumatori, in Italia, è
privo di residui di agrofarmaci oltre i limiti di legge. È quanto emerge dai risultati dei controlli eseguiti dal Ministero
della Salute, dall’Osservatorio Nazionale Residui (Onr) e dall’Intesa Consumatori. «La convergenza dei dati che emergono dal confronto dei vari dati relativi
alla sicurezza di frutta e verdura in Italia», ha affermato il sottosegretario alla
salute, Cesare Cursi, intevenuto alla conferenza stampa «non può che confortarci circa l’affidabilità del sistema dei controlli presenti nel nostro Paese».
Cursi ha inoltre espresso la propria preoccupazione per quanto riguarda le conse-
guenze dell’Europa a 25 nel settore della sicurezza alimentare. «Mi chiedo se i
paesi appena entrati a far parte dell’Unione Europa attuino le stesse procedure di controllo alla produzione e distribuzione da noi applicate. Non possiamo
chiedere ai nostri agricoltori investimenti a favore della sicurezza alimentare ed
allo stesso tempo importare prodotti che
non garantiscono i nostri standard di sicurezza e qualità».
Nel rapporto sul “Controllo ufficiale sui
residui di prodotti fitosanitari negli alimenti di origine vegetale - Risultati in Italia per l’anno 2004” del Ministero della
Salute sono riportati i risultati di 7334
campioni analizzati di frutta, ortaggi, cereali, olio e vino. Di essi 101 sono risultati superiori ai limiti massimi consentiti
dalla legge, con una percentuale di irregolarità pari al 1,4 per cento, mentre nel 67,2
per cento dei casi non sono stati rilevati
residui. Sotto la lente dell’Onr oltre 16mila campioni di 170 tipi diversi di prodotti
agroalimentari. I campioni sono risultati
nel 97,1 per cento dei casi entro i parametri normativi sui residui di agrofarmaci e
quindi il 2,9 per cento non sono regolamentari. Il 63,9 per cento dei campioni è
invece privo di residui rilevabili.
«Dal 1997 ad oggi», ha spiegato Gian
Pietro Molinari, coordinatore dell’Onr,
«abbiamo potuto registrare un’evidente
riduzione dei residui irregolari e un sostanziale aumento dei campioni senza residui rilevabili». Nel 1997, infatti, i campioni con residui irregolari erano risultati il 3,6 per cento mentre quelli senza residui solo il 34,1 per cento.
Nell’ambito dell’iniziativa “Mangia più
sicuro”, promossa da Intesa Consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori), in collaborazione con Coldiretti e Agrofarma, sono stati invece analizzati in Italia più di 300 campioni sui
quali sono state ricercate circa 200 sostanze attive. Dal monitoraggio è emerso che il 98,3 per cento dei campioni risulta nei limiti fissati dalla legge, il 64,4
per cento è privo di residui e il 34,3 per
cento contiene residui in quantità inferiore ai limiti concessi dalla legge.
Tra le paure dei consumatori, secondo
Silvio Borrello, direttore generale del
Ministero della Salute, «ci sono soprattutto l’uso nei processi di produzione dei
prodotti di origine vegetale di antibiotici, di ormoni e di antiparassitari. Ma i
prodotti italiani sono tra i più sicuri in
Europa».
Alemanno presenta il Gran Suino Padano Dop, la prima carne 100 per cento italiana
Il Gran Suino Padano Dop, la prima denominazione di origine protetta della carne italiana è stata presentata dal ministro delle politiche agricole e forestali, Gianni Alemanno, a Roma presso la Sala Cavour del Ministero. Il prodotto ha ottenuto il riconoscimento lo
scorso 5 settembre con un decreto ministeriale.
Con la denominazione saranno contrassegnati i tagli di carne fresca dei suini nati, allevati e macellati in Italia per la produzione di
grandi salumi Dop, come i prosciutti di Parma e di San Daniele.
Alla conferenza stampa di presentazione parteciperanno il ministro Alemanno, il presidente del Consorzio del Gran Suino Pada-
no (composto da allevatori ed industrie di macellazione) Ugo Sassi, il vice presidente del Consorzio Emo Canestrelli, il direttore dell’Istituto Parma Qualità Fausto Palmia, il presidente onorario dell’Associazione italiana di Dietetica e nutrizione clinica e docente di
Scienze dell'alimentazione Eugenio Del Toma e lo chef del ristorante “Gambero Rosso” Fulvio Pierangelini. Modererà Michele Mirabella, giornalista e conduttore del programma televisivo “Elisir”.
Inoltre, lo chef Pierangelini preparerà per l’occasione una nuova
ricetta che potrà essere degustata in anteprima subito dopo la conferenza stampa.
Cittadinanzattiva
Un’analisi spietata
della Sanità italiana,
frutto di decine di
migliaia di segnalazioni
a cura di Lara Corso
materiale Cittadinanzattiva/Pit Salute
Liste di attesa troppo lunghe ed errori
medici: i cittadini chiedono aiuto e continuano a farlo attraverso le associazioni dei consumatori. Il Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva, con il
servizio Pit Salute, anche quest’anno ha
raccolto migliaia di segnalazioni:
22.539 per la precisione, preziose per
disegnare le sacche del disagio, ma che
rischiano di diventare croniche in un
servizio sanitario “quasi rassegnato”,
come sottolinea la relazione presentata
il 16 marzo scorso.
Le prime difficoltà cominciano con il
tentativo di prenotare una prestazione
telefonicamente (10,5 per cento delle
segnalazioni), con attese che possono
giungere sino a 40 minuti o con linee
sempre occupate, telefoni staccati, la fascia oraria del servizio ridotta.
Per non parlare dei Cup (centri unici di
prenotazione), ancora troppo rari. Se si
ha fortuna e si supera questa prima barriera bisogna fare i conti con le liste
bloccate (poco più dell’11 per cento le
indicazioni dei cittadini su questo
aspetto).
Le segnalazioni poi riguardano direttamente le prestazioni per le quali le attese sono troppo lunghe: interventi chirurgici programmati, diagnostica strumentale e specialistica, con ortopedia,
chirurgia odontostomatologica, cardiochirurgia, chirurgia generale e oculistica che raccolgono, da sole, più di tre
quarti delle segnalazioni (77,6 per cento) da parte dei cittadini.
Altro capitolo importante per la sanità
è quello sui farmaci. Molte le segnalazioni (complessivamente il 16,3 per
cento) sui farmaci di ultima generazione non ancora rimborsati dal Sistema
sanitario nazionale.
Sono al di sopra del 30 per cento le segnalazioni per errori medici: Lazio,
Lombardia, Sicilia, Campania, Puglia,
Calabria, si confermano, in ordine decrescente, le Regioni dalle quali provengono il maggior numero di chiamate. E i casi che vanno oltre la semplice
segnalazione riguardano l’ortopedia
(88,1 per cento), la ginecologia (61,6
per cento), la chirurgia generale (51,5
per cento), l’oncologia (34,3 per cento), l’oculistica (33,7 per cento) e l’odontoiatria (33,2 per cento).
MilanoRisparmia
pag. 25
Farmaci, viaggi della
speranza e errori medici
I cittadini lamentano inoltre buchi nell’assistenza in caso di residenza temporanea in altre regioni. Si passa dalla
mancata assegnazione temporanea del
pediatra di libera scelta (16,6 per cento) o del medico di famiglia (23,2 per
cento), al rifiuto delle prescrizioni diagnostico-specialistiche (11,3 per cento)
e di farmaci (23,6 per cento) effettuate
nella Regione di provenienza, alla impossibilità di ottenere prestazioni di assistenza domiciliare (5,3 per cento), ricoveri in strutture post-acuzie (5,7 per
cento) e persino pannoloni, cateteri, traverse e cibi particolari (10,3 per cento).
Altro aspetto analizzato dal rapporto
Pit-Salute sono i viaggi della speranza:
ci si sposta verso le regioni del nord e
verso il centro soprattutto per curare il
cancro (51,1 per cento). Per il resto è la
necessità di un trapianto (2,8 per cento), di un intervento di chirurgia orto-
pedica (14,1 per cento), di cardiochirurgia (11,5 per cento), di neurochirurgia
(3,1 per cento), di chirurgia vascolare
(2,9 per cento) o di chirurgia oculistica
(2,3 per cento), di una visita neurologica (5,2 per cento) o psichiatrica (2,7 per
cento), o di una diagnosi di malattia rara (4,3 per cento) a orientare al di fuori della propria regione di residenza.
Le stesse valutazioni valgono per i viaggi all’estero, che hanno nei paesi europei (69,1 per cento) la destinazione più
frequente di quanti hanno contattato
l’associazione nel corso dell’ultimo anno, con in testa la Francia (17,2 per cento), seguita da Belgio (13,7 per cento),
Gran Bretagna (10,8 per cento), Svizzera (10,3 per cento), Spagna (10,1 per
cento) e Germania (7,0 per cento). Tra
le cause di questi viaggi, ancora una
volta, la cura del cancro, insieme ai trapianti e alla chirurgia oculistica ed or-
topedica.
In riferimento ai dati presentati dal Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva il Codacons suggerisce che
contro le liste d’attesa l’unica possibilità è quella di istituire indennizzi diretti in favore dei pazienti, in caso di ritardi eccessivi. Il progetto dei risarcimenti per le liste d’attesa era stato già avanzato dal dimissionario ministro della
Salute Storace; «Solo rimborsi e risarcimenti agli utenti - afferma il Codacons - possono rappresentare un’adeguata forma di incentivo per il miglioramento delle prestazioni, anche nel
campo sanitario. Bisogna quindi prevedere, in caso di ritardi superiori a un
certo limite massimo, un bonus da 50
euro per ogni giorno di ritardo, da versare al cittadino sottoforma di denaro,
di servizio ospedaliero oppure attraverso medicinali o sconti sui farmaci».
Notizie in breve da www.cittadinanzattiva.it
Al San Giuseppe
arriva l’orecchio bionico
Debutta all’ospedale San Giuseppe di Milano l’orecchio bionico al titanio per i pazienti
con gravi deficit di udito. L’apparecchio è
grande come una moneta da 5 centesimi.
L’intervento è mini-invasivo e rimborsato dal
Servizio Sanitario Nazionale. La protesi, la
cui parte visibile ha la forma di un bottone
grande quanto una monetina da 5 centesimi di euro, è stata applicata su una donna
di 58 anni e un uomo di 41.
Gli interventi sono stati eseguiti dall’equipe di Alberto Dragonetti grazie alla collaborazione di Vittorio Colletti, direttore della Clinica otorinolaringoiatrica dell'università di Verona.
«Finora questo tipo di apparecchio era stato utilizzato in via sperimentale», spiega il
direttore sanitario del San Giuseppe, Elio
Marmondi, «mentre questa è la prima volta che viene applicato in modo standardizzato». «La “super-protesi in titanio”» aggiunge «permette di superare i problemi
dei vecchi dispositivi, efficaci solo nel 50
per cento dei casi».
«L’intervento, mini-invasivo e rimborsato dal
Servizio sanitario nazionale, è rivolto in particolare ai pazienti con grave ipoacusia di
origine infiammatoria», prosegue Marmondi. «L’operazione dura circa un’ora e mez-
za e si esegue in anestesia locale o totale,
a seconda dei casi».
La protesi è praticamente invisibile: grazie
a un magnete che lo immobilizza, l’apparecchio è immobile, impedendo spostamenti e
garantendo l’efficacia.
Cittadinanzattiva: rapporto
sulle malattie croniche
I malati cronici spendono mensilmente fino a
500 euro per l’acquisto di farmaci essenziali
non passati dal Ssn, più di 250 euro al mese
per comprare protesi e ausili, circa 1500 euro l’anno per le viste di controllo. I numeri
emergono dai dati forniti da Cittadinanza Attiva nel suo sesto rapporto sulle malattie di
natura cronica.
I malati cronici sono circa dieci milioni, di questi all’incirca il 35 per cento soffre di una patologia cronica, quasi il 20 per cento di due o
più malattie croniche. A partire dai 55 anni,
più di una persona su due (55,8 per cento)
dichiara di soffrire di almeno una patologia
cronica. La quota raggiunge l’86,3 per cento tra le persone di 75 anni e oltre, e tra le
donne anziane della stessa fascia d’età arriva addirittura a circa il 90 per cento. Artrosi
ed artrite (18,3 per cento dei malati cronici),
ipertensione (13,8 per cento), malattie allergiche (9 per cento), osteoporosi (6,7 per cen-
to), bronchite cronica/asma bronchiale (6,4
per cento) e diabete (4,2 per cento) le malattie più diffuse con un’incidenza totale del 58
per cento sul totale dei malati cronici.
Vanno considerate anche le forti differenze
tra regioni e regioni riguardo l’accesso alla terapia medica: persone affette dalla stessa patologia hanno accesso in un territorio ai farmaci essenziali in modo gratuito e in un altro
essere costrette invece a sostenere in proprio il costo.
Per quello che concerne le visite specialistiche e i trapianti di organo, la fanno da padrona le lunghe liste di attesa, a volte superiori ai
6-8 mesi per le visite specialistiche per i malati cronici, con costi privati che possono superare i 1500 euro l’anno. Tanto per citare un
caso, il tempo di attesa medio per un trapianto di rene è di tre anni, ma ci sono più di 400
pazienti che attendono da oltre 10 anni.
La burocrazia, a cui questo governo aveva
dichiarato formalmente guerra, rende arduo
ottenere l’invalidità civile, l’handicap e l’indennità di accompagnamento: si attendono in
media più di otto mesi per la prima visita, almeno sette mesi per ottenere il verbale. Per
godere poi appieno dei benefici economici
(che comunque sono considerati inadeguati
per coprire tutte le necessità dal 44 per cento dei cittadini), si attende in media più di tre
anni. Quindi, in totale, circa quattro o cinque
anni per l’intero percorso.
MilanoRisparmia
pag. 26
opportunità giovani
Appuntamento
con la carriera
Alla scoperta del più grande evento italiano dedicato agli
universitari e ai laureati. A Milano l’11 maggio e il 19 ottobre
a cura di Bruno Bonucci
Mancano pochi giorni all’appuntamento
primaverile con Synesis Forum. La quindicesima edizione del più grande evento
italiano dedicato alle carriere dei laureati
e dei giovani universitari avrà luogo il
prossimo 11 maggio presso il Campus
Leonardo del Politecnico di Milano. Anche quest’anno il team di Jeia, che ha ideato nel 1992 l’evento, è stato capace di far
convergere su Synesis le maggiori aziende italiane ed europee nonché prestigiose
istituzioni che incontreranno studenti, laureandi e laureati di tutti gli atenei.
L’edizione 2006 vedrà la partecipazione di
oltre 100 aziende rappresentate da circa
600 manager che saranno a disposizione
dei visitatori per dialogare personalmente,
presentare migliaia di opportunità di carriera ed effettuare colloqui ed interviste
con i giovani candidati. Sono già migliaia
gli universitari e i laureati che si sono registrati a www.synesisforum.it, il portale
internet dell’evento, per cominciare ad interagire con le aziende ed i manager che
andranno ad incontrare di persona l’11
maggio.
Sin da aprile infatti le aziende utilizzano il
portale per dare visibilità ai propri piani di
carriera ed alle innumerevoli opportunità
lavorative che offriranno ai visitatori di Synesis. Sul portale gli aggiornamenti sono
quotidiani: nuove aziende, company profile sempre più esaurienti ed un crescendo
di opportunità di carriera, lavoro, stage e
internship che si concretizzeranno a Synesis. Il servizio di newsletter informative curato da Jeia per gli iscritti di www.synesi-
Politecnico di Milano ore 8,30-18,00. Ingresso Libero. Info-line 02.266.44.55, www.synesisforum.it
Spring Edition, 11 maggio 2006
di Lara Corso
Jeia, Junior Enterprise Ingegneria e Architettura, fondata nel 1989 a Milano, si è costituita spontaneamente per volontà di un
gruppo di studenti e di laureati del Politecnico di Milano con la finalità di sviluppare
competenze manageriali in un team dinamico ed orientato all’innovazione e all’internazionalizzazione. La Junior Enterprise è per
molti giovani universitari il vivaio attraverso
il quale accrescere e valorizzare il proprio
talento accumulando costantemente significative esperienze in un contesto fortemente competitivo e mutevole che permette loro di avviare brillanti carriere in grandi aziende. Grazie a questo imprinting oggi Jeia può
vantare un network di Alumni che operano
nelle più prestigiose aziende. Dal 1992, con
l’ideazione di Synesis Forum, Jeia contribuisce in modo decisivo ad agevolare l’incontro e il dialogo tra il mondo del lavoro e gli
studenti e i laureati delle università italiane.
Jeia opera con le Università per accrescere la capacità di implementare servizi, eventi e soluzioni in grado di moltiplicare l’efficacia delle politiche di placement e di orientamento in uscita ed al tempo stesso di moltiplicare la forza di attrazione nei confronti
del mondo dell’impresa.
Le aziende
Abb, Abs, Accademia di Comunicazione,
Accenture, Adecco, Aermacchi, Airbus, AgustaWestland, Air Liquide Italia, Air Liquide
Sanità, Alstom, Altran, Atm, Atos Origin, Avanade, Balfour Beatty Rail, Banca Intesa, Barilla, Bmw Group Italia, Gruppo Borsa Italiana, Bosch, Bt Albacom, Bticino, Buongiorno
Vitaminic, Business School del Sole 24 Ore,
Cannon, Carrefour, Cern, Cnh, Coca-Cola
HBC Italia, Deloitte, Dow Italia, Edison, Enel,
Eni Corporate University, Epsilon Euskadi,
Escp-Eap, Etnoteam, Gruppo Ferrovie del-
lo Stato, Foster Wheeler, Gaz de France,
Ge Healthcare, Gruppo Generale Industrielle, Gewiss, Henkel, Hilti Italia, Hp, Ifp School,
Ibm, Ilme, Indesit Company, Italtel, Itia-Cnr,
Janssen-Cilag, Jobadvisor, Johnson &
Johnson Medical, Kpmg Advisory, Kraft
Foods Italia, La Rinascente, L’Oreal Italia,
Lutech, Maersk, Mattel Italia, Mazars, Mip,
National Instruments Italy, Oracle, Philips,
Pirelli & C., Pirelli Real Estate, Poste Italiane, Procter & Gamble, Prysmian Cables &
Systems, Psa, Ras, Reply, Safran, SanofiAventis, Sap Italia, Schlumberger, Shell International, Siemens, Sncf, Societe Generale Group, St Microelectronics, Team Trade, Techint, Teleca Italia, Gruppo Telecom
Italia, Tenaris, Toyota Motor Europe, Tyco
Fire & Integrated Solutions, Unilever Italia,
Vodafone, Whirlpool Europe, Zs Associates,
Zucchetti, Zurich.
Su www.synesisforum.it è disponibile l’elenco aggiornato.
sforum.it integra queste informazioni con
preziose indicazioni per preparare in modo ottimale la propria partecipazione all’evento.
«Il portale www.synesisforum.it è uno
strumento irrinunciabile per sfruttare pienamente le potenzialità e le risorse che
l’evento mette a disposizione di studenti, laureandi e laureati» spiegano gli organizzatori, «si tratta di una piattaforma
web funzionale ed intuitiva che consente
di inviare la propria autocandidatura direttamente alle aziende, di garantirsi l’accesso ai workshop ed alle presentazioni
aziendali e di organizzare la propria partecipazione prevedendo anche la possibilità, attraverso la funzionalità Synesis
Map, di stampare la propria mappa personalizzata delle aree espositive. La peculiarità di questa nuova funzionalità è
che in grado di selezionare automaticamente gli stand aziendali a seguito dell’indicazione da parte dell’utente del proprio profilo di studi o la specializzazione
professionale».
I 15.000 visitatori, il grande successo di
pubblico e, quel che più conta, l’innumerevole numero di promettenti carriere avviate in occasione della precedente edizione, sono le premesse dell’appuntamento
dell’11 maggio 2006 con Synesis Forum.
I più grandi gruppi italiani e mondiali,
aziende da Gran Bretagna, Francia, Olanda, Svizzera e Spagna hanno già rinnovato l’appuntamento a quegli studenti universitari, a laureandi, a neolaureati e a laureati con esperienze lavorative fino a 5 anni desiderosi di affrontare brillanti percorsi di carriera.
Su www.synesisforum sono già presenti
tutte le informazioni per avvicinarsi al meglio a questo irrinunciabile appuntamento con il proprio futuro.
giovani consumatori
Se vanno male a scuola non
devono essere mantenuti a oltranza
L’Italia dei
“mammoni
Secondo una recente ricerca il nostro
è un Paese di mammoni. Su un campione di 2.500 giovani interpellati, infatti, più della metà, il 57,3 per cento,
vive ancora a carico dei genitori. Sempre in base alle statistiche, tra coloro
che restano a casa coi genitori sono
più gli uomini che le donne, 67,4 per
cento contro il 45,9 per cento. La legge, però, si erge a difesa di mamma
e papà. I figli non vanno più mantenuti dai genitori se vanno male a scuola e sono fuori corso. Lo dice una sentenza della di Corte di Cassazione in
cui è stato sancito che i figli fuori corso sono colpevoli in prima persona
del loro mancato guadagno. Dunque,
se non rendono a scuola, è giusto che
comincino a cercarsi un lavoro che li
renda indipendenti e liberi i genitori
dal fardello del mantenimento.
Il caso che ha portato a intimare lo
stop al mantenimento della prole svogliata riguarda una coppia separata
da tempo, dal cui matrimonio erano
nati tre figli. Il provvedimento è stato
preso nei confronti dell’ultimogenita
ormai prossima ai 33 anni. Nel dicembre del 2001, revocando il mantenimento per i figli maschi economicamente indipendenti, il marito era stato condannato a mantenere la figlia,
studentessa universitaria fuori corso,
con 200 euro al mese. La Corte d’appello nel 2003 disponeva che l’ex marito non pagasse più un centesimo alla figlia, unica responsabile della
mancata autosufficienza economica.
Nel tentativo di ribaltare la dura decisione, la ex-moglie si è rivolta alla
Cassazione sostenendo che, nonostante l’età, la figlia non avrebbe dovuto cercare e accettare un lavoro
qualsiasi, non consono alle aspirazioni coltivate.
La Prima sezione civile ha bocciato il
ricorso della mamma e ha giudicato
legittima la decisione della Corte d’appello osservando che nel caso le condizioni di salute della figlia avessero
potuto, sino ad allora, giustificare il
forte ritardo dei suoi studi, doveva a
quel punto presumersi, per l’età da lei
maturata, la ricerca di un lavoro, a
causa della sua persistente mancanza di autosufficienza economica. A30
anni i figli non possono continuare a
fare i mammoni ma devono pesare
meno sui genitori e imparare a contare sulle proprie forze. Insomma, a
quell’età sarebbe giusto darsi una
mossa.
La paghetta non è
un diritto acquisito
La paghetta settimanale dei ragazzi dovrebbe
intendersi come “primo incontro” con i soldi e con la
capacità di amministrarli
di Leo Cannavaro
Secondo i dati emersi da un’indagine Istat
sulla vita quotidiana dei bambini e degli
adolescenti, 7 bambini su 10 ricevono periodicamente dai genitori o la paghetta o
un regalo. In particolare nella fascia di età
fra i 6 e 17 anni il 34,2 per cento riceve
regolarmente una paghetta settimanale di
circa 14 euro. Generalmente sono i maschietti a ricevere il denaro mentre per le
ragazze è privilegiato il premio, anche se
non in modo costante. Non riceve nulla il
30 per cento circa, soprattutto se figli di
casalinghe o di mamme con basso titolo
di studio.
Che cosa comprano i ragazzi? Una ricerca dell’“Osservatorio per i diritti dei minori” ha stilato questa classifica: oltre alla spesa per locali, i ragazzi comprano telefonini di ultima generazione, strumentazione digitale terrestre, lettori musicali
portatili, fotocamere digitali, videogiochi,
hardware e software, abbigliamento.
Da un’intervista fatta da Mondoerre a due
piccoli studenti è emerso che la maggior
parte dei compagni di scuola ritiene molto importante avere un proprio budget con
cui soddisfare i propri bisogni. Uno dei
due intervistati sostiene che la maggior
parte dei compagni di scuola è felice di
dover regolare le compere in base al proprio guadagno settimanale, credendosi
piccoli investitori; pochi sono coloro che
invece pensano sia meglio prelevare i soldi direttamente dai genitori di volta in volta in base alle necessità.
I giornalisti intervistatori sostengono che
le spese dei ragazzi s’indirizzano soprattutto in vestiti, cibi, videogiochi, cinema
e discoteche.
In realtà sembrerebbe che in molti casi le
carte ricaricabili abbiano sostituito i soldi. Viene da chiedersi se l’agire in questo
modo, da parte dei genitori, sia davvero
uno strumento di educazione; basterebbero, infatti, pochi euro alla settimana per
far loro imparare il valore del denaro e del
risparmio.
I contanti non li vogliono più, le tasche
dei loro blue-jeans pesano ormai di cellulari e mazzi di chiavi. In caso di necessità
economica hanno a disposizione la carta
di credito, tanto la ricaricano mamma e
papà. La paghetta non sempre è un privilegio per bambini ricchi.
Pochi euro a settimana possono però aiutare a sviluppare il senso di responsabilità, a condizione che non venga percepito soltanto come un regalo piovuto dal cielo che con il passare del tempo diventa un
diritto acquisito.
Leggendo i dati dell’inchiesta “Doka Junior” i genitori italiani, sotto la spinta della crisi economica, sono meno favorevoli
di un tempo alla paghetta e il numero di
ragazzi che riceve un mini-salario sembrerebbe sceso in 4 anni del 16 per cento. Se
MilanoRisparmia
pag. 27
si considera la paghetta uno strumento
per imparare a crescere, l’importo di 5
euro settimanali può risultare più che
sufficiente, in quanto consente ai ragazzi di chiarire il confine tra i consumi più
o meno inutili e ciò che va accantonato
per scopi più importanti. S’impara in
questo modo a conoscere il risparmio e
a fare determinate scelte. Se, ad esempio, decidono di volere ricaricare il telefonino e uscire con gli amici è bene
che controllino prima di aver messo da
parte la somma sufficiente per farlo e se
rimangono abbastanza soldi per una pizza di gruppo.
La cadenza settimanale aiuta, insomma,
i ragazzi a controllare quanto si ritrovano nelle tasche e a stabilire delle priorità
negli acquisti, sulle cose utili e su quelle superflue. Sviluppa il senso critico nei
confronti della pubblicità sponsorizzata
sui manifesti murali, nelle pagine dei
giornali e che, soprattutto, imperversa in
televisione.
Alcuni psicologi consigliano di assegnare addirittura dei compiti ai ragazzi, cioè
di porre loro obiettivi da raggiungere e
poi ricompensarli in base ai risultati. Aggiungono che far vedere come l’impegno e il lavoro paghino è un messaggio
di meritocrazia giusto da trasmettere.
Altri ritengono, invece, che la paghetta
non vada data in cambio di lavoretti domestici o di bei voti a scuola. I voti scolastici non sono merce di scambio, ma
un obiettivo per il quale si può solo pretendere il massimo impegno; e certi lavoretti domestici vanno naturalmente
condivisi in famiglia, come letti fatti e
camere in ordine, senza aspettarsi alcun
compenso.
In ogni caso, l’importanza di aprire il capitolo della finanza fin da quando i ragazzi vanno alle elementari e soprattutto alle medie e alle superiori, è riconosciuto da tutti. E’ importante imparare a
stabilire un rapporto realistico con il denaro, a comprendere che ogni cosa deve essere guadagnata, che i genitori non
sono dei bancomat e che non tutti i desideri possono essere soddisfatti.
I libretti postali per giovani possono essere aperti con un versamento minimo di 10 euro
Opportunità di risparmio postale per i ragazzi
I vecchi libretti al portatore rimangono tuttora i più economici. Con un libretto di risparmio Postale i ragazzi possono imparare a gestire le loro economie e le piccole spese. L’offerta è diversificata per fasce di età: “Io cresco” da zero a 12 anni,
“Io conosco” da 12 a 14 anni, “Io capisco”
dai 14 ai 18 anni. L’aspetto più vantaggioso è dato dall’esenzione dall’imposta di
bollo e dall’assenza di spese di gestione:
apertura, prelievo, versamento sono gratuiti. II tasso di interesse è inoltre di 0,25
punti superiore a quello dei libretti di ri-
sparmio ordinario.
I libretti per giovani possono essere aperti
in Posta, dai genitori ovviamente, con un
versamento minimo di 10 euro. La giacenza massima, invece, è di 10 mila euro. Con
“Io cresco” (il libretto destinato ai più piccoli) i versamenti possono essere effettuati da
chiunque, libretto alla mano, ma i prelievi
sono permessi soltanto ai genitori.
“Io conosco” e “Io capisco”, invece, consentono anche ai ragazzi di fare versamenti e
prelievi (con limiti di cifra diversi a seconda
dell'età), in qualsiasi ufficio postale, in mo-
do da imparare a gestire i loro risparmi e
poter avere a disposizione un po’ di contante in qualsiasi situazione. I genitori possono sempre controllare gratuitamente il
saldo e le operazioni effettuate. Un’altra
possibilità è costituita dalla carta prepagata ricaricabile “Postepay”, disponibile anche in versione junior, da utilizzare in Italia
e all’estero per fare acquisti e prelevare
contanti negli uffici e negli sportelli automatici della Posta.
Per informazioni telefonare al numero verde 803160 o collegarsi al sito www.poste.it.
MilanoRisparmia
pag. 28
manifestazioni&eventi
Galleria Photology
Sesso in mostra
Con la Polaroid, la fotografia ha ritrovato l’unicità che l’aveva contraddistinta
nei primi anni di vita a metà dell’Ottocento. Nobuyoshi Araki, Robert Mapplethorpe, Carlo Mollino, Helmut Newton, Andy Warhol: sono i grandi nomi
della mostra presente nella galleria milanese di “Photology” che raccoglie una
selezione di rarissime Polaroid a tema
erotico di questi esponenti della fotografia contemporanea accomunati dall’uso
di quello che è diventato lo strumento
più veloce, spontaneo e intimo della seconda metà del XX secolo.
L’immediatezza, la segretezza e il senso di privacy che circondano la Polaroid, sia come processo, sia come oggetto fotografico unico, consentono agli
artisti di agire senza alcuna censura: la
mostra propone un’ottantina di Polaroid
tra bianco e nero e colore che, partendo dagli anni Cinquanta (Mollino), attraversano gli anni Sessanta (Warhol),
Settanta (Mapplethorpe), Ottanta (Newton) e Novanta (Araki). Gli artisti hanno
in comune l’esplorazione di temi legati
alla sessualità e all’eros per definire il
proprio senso dell’io e dell’altro.
Carlo Mollino indulge alle sue fantasie
erotiche attraverso la creazione di messe in scena visive, quasi recitazioni letterarie di offerta rituale della bellezza
femminile. Le sue donne non sono mai
solo nude, ma il loro abbigliamento è
giocato in vari contesti estetici e ambientali. È possibile considerare invece
la vasta produzione di Nobuyoshi Araki
come manifestazione di una voracità
compulsiva per l’oggetto femminile e la
sua rappresentazione fotografica. Le
Polaroid di Mapplethorpe hanno come
oggetto privilegiato lui stesso; per lui la
Polaroid è un mezzo privato attraverso
cui esplorare l’energia sessuale nella
sua più nitida componente estetica e
formale. In modo simile Warhol aveva
giocato con l’ambiguità della propria immagine e con gli scatti di amplessi tanto espliciti, quanto provocatori. Anche
Newton utilizza la velocità di tale processo fotografico, per fissare con la
spontaneità e freschezza di un colpo
d’occhio una situazione, un’espressione, una sensazione momentanea che
con una tecnica più lenta andrebbe perduta. Per tutta la durata della mostra lo
shop di Photology presenterà “Polamania” una selezione di materiali inediti sul
tema delle Polaroid.
La Galleria Photology si trova in via della Moscova 25 a Milano e sarà aperta
al pubblico fino al 2 giugno, da martedì
a sabato ore 11-19, chiusura domenica
e lunedì. Ingresso gratuito.
"LESS
STRATEGIE
ALTERNATIVE
DELL'ABITARE":
diciotto artisti
internazionali danno forma
a nuovi modelli abitativi.
In scena l’arte
contemporanea
dell’abitare
di Fabio Ciccolella
“Less, strategie alternative dell’abitare” è
la mostra presente al Padiglione d’Arte
Contemporanea, in via Palestro 14, a Milano, e aperta al pubblico fino al 18 giugno con ingresso gratuito.
Nel contesto di uno sviluppo urbano disordinato, con tutte le conseguenze negative sulla vita dell’uomo, del disagio sociale all’interno degli agglomerati urbani
che massicciamente caratterizzano il pianeta Terra, il tema dell’abitazione è quanto mai attuale, e, soprattutto, scottante.
È anche l’argomento di riflessione di Gabi Scardi, critica d’arte che da anni segue
questo filone di ricerca, e che nella prima
mostra che apre il 2006 al Pac, Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano, cura una rassegna di risposte date al problema casa da parte di diversi artisti internazionali. La rassegna s’intitola “Less”, che
sta a indicare la volontà di parlare dell’abitare, e quindi della città, con meno enfasi e meno effetti speciali, meno retorica
e meno orpelli per tornare a considerare
esigenze fondamentali e forme essenziali,
e nell’intento di individuare molte possibili alternative per il mondo reale.
Il percorso scelto da Gabi Scardi comprende soluzioni proposte in diversi contesti,
da artisti che usano mezzi diversi, ma che
hanno in comune il fatto di essere proposte recentissime: spetta ai saggi in catalogo raccontare le origini storiche di tali ricerche, innescate dal Situazionismo, come ricorda la Scardi.
In mostra si viene accolti, all’esterno del
Pac, da un’installazione sonora di Silvio
Wolf, in cui gli idiomi dei diversi abitanti
di Milano (milanesi, italiani, rumeni, peruviani) si alternano; accanto, due diverse
soluzioni al problema dei senza tetto, una
di Michael Rakowitz e una di N55, tema
affrontato anche all’interno del Pac, dove
tra l’altro si vedono diversi prototipi di case, in cui i diversi artisti o vogliono sottolineare quelle che sono le esigenze fondamentali di comfort minimo oppure denunciano la situazione costruendo improbabili abitazioni con materiali di fortuna, e così via. I mezzi utilizzati sono pertanto differenti: vi sono infatti video, fotografie e
installazioni, tra cui quella divertente di
Wurmkos, laboratorio creativo attivo fin
dal 1987 a Sesto San Giovanni (Milano),
che lavora con malati psichici. Si ricordano infine le consuete, numerose attività
Tra comfort e
abitazioni surreali
si va alla scoperta
delle soluzioni
proposte dagli
artisti
collaterali:dai laboratori didattici per bambini e ragazzi, alle visite guidate per adulti e scuole, le conferenze-incontri con gli
artisti di Wurmkos, un campo estivo (per
informazioni: Marte 335.79.02.018, numero attivo dal lunedì al venerdì dalle
14:00 alle 16:00, oppure Sezione didattica del Pac: 02.76.39.81.73, numero attivo
dal lunedì al venerdì dalle 11:00 alle
13:00), due conferenze sulla città e la società contemporanee (il 22 e il 29 maggio), gli appuntamenti musicali, anche in
quest’occasione a cura di Helios Music
Management (per informazioni, tel.
02.55.21.18.23), una performance nell’ambito del festival Uovo,Performing arts
festival il 16 maggio (informazioni su
www.bymed.org) e una rassegna cinematografica, con titoli che spaziano da “L’odio” di M. Kassovitz a “Fame chimica”,
al cinema Gnomo dal 13 al 18 giugno.
“Less, strategie alternative dell’abitare”
sarà aperta martedì, mercoledì e venerdì
dalle 9:30 alle 17:30, giovedì 9:30-21:00,
sabato e domenica 9:30-19:00; chiusa il
lunedì e il primo maggio). Per informazioni tel. 02.76.00.90.85 (dal lunedì al venerdì), 02.76.02.04.00 (sabato e domenica) oppure www.comune.milano.it/pac.
manifestazioni&eventi
Basta un ‘clic’
e diventi scrittore
pag. 29
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L’indirizzo da digitare è www.lulu.com,
e funziona in questo modo: con pochi clic
s’invia il file del proprio manoscritto, che
sarà memorizzato negli archivi del sito.
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libro vero e proprio, con tanto di copertina e rilegatura, che sarà spedito per po-
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sta a un prezzo di pochi dollari. Sul sito
un utilissimo calcolatore di costo indicherà esattamente il prezzo del manoscritto in funzione delle caratteristiche
che desideriamo attribuire (stampa a colori o in bianco e nero, numero di pagine, tipo di confezione, numero di copie
che desideriamo ricevere eccetera) e analogo preventivo di costo anche per calendari e dvd.
Ma il bello di questo sito viene dopo: la
propria opera, infatti, sarà automaticamente inserita nel catalogo di Lulu. In
questo modo, migliaia di navigatori potranno conoscerla e, con un clic, ordinare il libro in versione cartacea.
Gli organizzatori del sito tratterranno per
sé il costo della stampa di ciascuna copia ordinata, mentre l’autore incasserà il
prezzo di copertina.
Le Trottoir premia la creatività in musica. In palio un contratto per venti serate retribuite e la possibilità di una produzione discografica
Concorso per artisti emergenti
Dopo la rassegna “Le Trottoir in corto”, un’altra iniziati-
a cui possono partecipare concorrenti di qualunque nazio-
locale dal 15 maggio fino a luglio. La finale si terrà poi il 19
va lodevole del locale milanese, noto per essere uno dei
nalità e con un repertorio di qualsiasi genere.
settembre alla presenza di una giuria d’eccezione che sce-
punti di ritrovo e di riferimento della cultura e dell’arte a
Chi è interessato deve semplicemente inviare, entro il 5
glierà il vincitore, assegnerà il premio del pubblico e le men-
360 gradi della città: nuovo concorso, questa volta mu-
maggio, una demo in duplice copia contenente almeno
zioni speciali. Si vince un contratto per venti serate retribui-
sicale, che mira a scovare cantanti e gruppi emergenti
un pezzo inedito, insieme al regolamento debitamente
te in un anno a Le Trottoir, e la possibilità di un’eventuale
talentuosi.
compilato, scaricabile dal sito www.letrottoir.it/concor-
produzione discografica. Un’occasione per godere di nuo-
A Milano ci sono numerosissimi creativi che hanno molto da
so_musicale.php.
ve sonorità per chi è amante della musica di qualità senza
proporre, quando si dà loro la possibilità di farlo. E ora è ar-
Una giuria composta da Daniele D’Aquila (musicista, regi-
fronzoli senza dimenticare che il locale offre tutte le sere,
rivato il momento dei musicisti emergenti e “Le Trottoir” vuo-
sta, scenografo), Marco Verrando (musicista), Cesare Gra-
dalle 22.30, una fitta programmazione di performance live:
le proporsi come un porto franco per tutti gli artisti, in cui cul-
pelli (musicista), Running e Milian Mannarelli (responsabili
dal soul, reggae & dub domenicale ai lunedì dedicati al jazz,
tura e divertimento siano strettamente legati tra di loro. In
della programmazione musicale de Le Trottoir) e ovviamen-
dai martedì e giovedì di blues acustico ai mercoledì rock,
virtù della consolidata tradizione di musica live, Le Trottoir
te Michelle Vasseur (esperta di musica), seguirà la fase di
dai venerdì pop- rock ai sabato r&b e hip hop. Il locale è in
indice quindi un concorso, senza alcuna quota d’iscrizione,
pre-selezione che porterà i talenti ad esibirsi sul palco del
piazza XXIV Maggio 1, tel. 02.8378166.
internet&sicurezza
MilanoRisparmia
pag. 30
Connettersi
senza rischi
siti (quelle cui si accede inserendo una
password) seguendo un collegamento
esterno: esistono truffatori che, per carpire i dati riservati, realizzano siti identici a quelli ufficiali e li mettono ondine
usando indirizzi molti simili; per sentirsi più sicuri, usare per gli acquisti una
carta ricaricabile, come Postepay (su
www.poste.it/bancoposta/cartedipagamento/postepay.shtml e in tutti gli uffici postali): i danni per eventuali usi fraudolenti saranno limitati alla somma di
volta in volta caricata.
È opportuno altresì installare sul proprio
computer un antivirus e un firewall, programmi che difendono il pc dagli attacchi esterni e AdAware (gratis su www.lavasoft.com) per bonificare il proprio
computer dai programmi spioni; scaricare periodicamente da Internet gli aggiornamenti dei programmi presenti nel
proprio computer: se si ha Windows, è
possibile farlo attraverso la funzione
Windows Update premendo il tasto Start
che sta in basso a sinistra sullo schermo,
inoltre, è essenziale aggiornare periodicamente anche l’antivirus, attivando
l’apposita funzione contenuta in tutti i
programmi di questo tipo.
Per non essere sommersi di messaggi
pubblicitari non richiesti, cercare di
non comunicare il proprio indirizzo email ovunque: un trucco è attivare gratuitamente una seconda casella da usare come “discarica”, comunicandola al
posto di quella principale nelle occasioni a rischio, come quando si compila un modulo elettronico per iscriversi
a un sito.
Per effettuare pagamenti on line in tranquillità
basta tenere a mente pochi semplici accorgimenti.
E gli acquisti in rete diventano sicuri
di Fabio Ciccolella
Servirsi di Internet per risparmiare denaro e tempo potrebbe essere un’attività
alla portata di un pubblico più numeroso di quell’élite di appassionati a caccia
di novità tecnologiche. Benché negli ultimissimi anni sia cresciuta a ritmi record, la presenza delle connessioni nelle case italiane è ancora a livelli più bassi di molti Paesi europei. E, quel che più
conta, anche chi ha un collegamento a
Internet sembra sfruttarlo poco: una ricerca condotta nel 2004 da Cnel e Eurisko evidenziava, infatti, come la larga
maggioranza dei 13,7 milioni di italiani
che hanno scoperto la Rete si limitava a
usarne le funzioni base, come spedire
qualche messaggio di posta elettronica
www.anti-phishing.it
o cercare un sito su un motore di ricerca. È un vero peccato, perché gran parte delle potenzialità più avanzate della
Rete possono essere sfruttate da chiunque, compreso chi è alle prime armi con
il computer. Fra le remore più radicate
che frenano l’uso intensivo di Internet figura probabilmente la resistenza all’idea
di scambiare del denaro attraverso la Rete, poiché la maggior parte delle tattiche
di risparmio via Internet contempla una
qualche forma di pagamento a distanza.
Per quanto riguarda i pagamenti elettronici, i dati forniti dalle compagnie di carte di credito mostrano una percentuale
di frodi online pressoché pari a quella
consumata in altri contesti. A comprare
in un negozio virtuale, insomma, non si
rischierebbe di più che affidare la pro-
pria carta al cameriere del ristorante o al
commesso di un negozio. Anche se altre stime mostrano quadri leggermente
meno ottimistici, quel che è certo è che
per difendersi dalle truffe online di ogni
tipo basta tenere a mente pochi semplici accorgimenti: quando si inviano i dati della carta di credito, controllare che
la pagina sia protetta: un piccolo lucchetto sulla cornice inferiore della finestra di
navigazione indica che le informazioni
saranno inviate in forma codificata, in
modo tale che se anche il più agguerrito pirata informatico le intercettasse, non
potrebbe decifrarle; non comunicare a
nessuno, per nessun motivo, i dati della
carta o del conto, neanche se chi li chiede, apparentemente, è la propria banca;
evitare di entrare nelle aree riservate dei
Vittime dei “dialer”, i programmi che si auto-installano
Una trappola ruba soldi
di Leo Cannavaro
Spesso navigando in rete ci può capitare di
imbatterci in siti che reclamizzano la possibilità di ottenere “gratis” determinati servizi tipo mp3, sfondi per pc o per telefonini,
loghi, foto e filmati pornografici. Una volta
cliccato sul link che reclamizza il servizio
compare una schermata che ci invita ad installare un software. Molti di questi, in maniera decisamente truffaldina, comunicano
sibillinamente all’utente che deve prima installare un non meglio precisato programma
per poter visualizzare il servizio richiesto.
Imbattersi in un dialer è molto pericoloso,
specialmente per un utente che navighi in
dial-up (ovvero con i modem 56k), poiché
l’autocompositore potrebbe far partire chiamate verso numeri non geografici costosissimi, anche all’insaputa dell’utente. Infatti
con le connessioni dial-up l’utente può scegliere di entrare in rete con qualsiasi operatore, componendo il relativo numero telefonico. Con le connessioni Adsl il rischio di
imbattersi in un dialer è decisamente ridotto (anche se non del tutto tecnicamente
escludibile) poiché il modem non compone
un numero di operatore scelto dall’utente,
ma si collega unicamente con un provider
fisso tramite il quale naviga all’interno di internet.
Alcuni prefissi nascosti provocano bollette
telefoniche salatissime, l’ultimo è lo 0878:
senza che ci si accorga, la brutta sorpresa si
ha con bollette a 2 o 3 zeri. Il prefisso precedente 709 ha fatto 500.000 vittime. Per lo
0878 l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha fissato il costo massimo delle
telefonate a 6,56 centesimi di euro alla risposta e 22,93 centesimi al minuto.
Chi ne è rimasto vittima, può rivolgersi agli
sportelli di conciliazione delle Camere di
Commercio per recuperare le somme non dovute per servizi non richieste, ma anche a
fronte di denuncia o di inchiesta in corso da
parte della magistratura, si deve comunque
effettuare il pagamento della bolletta, pena
la sospensione del servizio.
MilanoRisparmia
PUBBLITREND
SRL
DIRETTORE RESPONSABILE
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GRAFICA& COMUNICAZIONE
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Giuseppe Cerilli
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Pubblicazione registrata al Tribunale di
Milano n. 834 del 31 ottobre 2005.
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VUOI TUTTI I NUMERI
di “MILANORISPARMIA”?
LA PRIMA RIVISTA CHE FORNISCE UN VALIDO SUPPORTO ALL’ACQUISTO ORIENTANDO VERSO LE MIGLIORI OFFERTE DEL MERCATO
LA RIVISTA DI ECONOMIA PER LA FAMIGLIA
IL RISPARMIO RIVOLTO ALLA FAMIGLIA
Anno 1 - numero 1
31 ottobre 2005
10
A PAG.
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A PAG.
20
19
A PAG.
11
A PAG.
A PAG.
12
Più che un comunicato sembra
un bollettino di guerra. Il Governo ha intrapreso la strategia
della trasparenza e purtroppo
disegna un paese in grande difficoltà, che rischia di avere come vittima la famiglia media
italiana. I dati analizzati e diffusi dall’Adoc, l’associazione
na-zionale per la difesa e l’orientamento dei consumatori,
hanno condotto a una stima relativa agli aumenti per le famiglie italiane, che si dovrebbero
aggirare intorno ai 700 euro all’anno.
Secondo il presidente dell’Adoc, Carlo Pieri, si tratterebbe
di un quadro decisamente allarmante, che fa cadere sulle famiglie ulteriori difficoltà, dopo
quelle pesantissime degli ultimi
anni.
Le previsioni dell’Adoc, anche
in base all’andamento dei prezzi del petrolio, indicano che gli
incrementi stimati per le tariffe
saranno di quasi 100 euro per
luce e gas, di oltre 160 euro per
gli alimentari e di 80 per i viaggi aerei. Per quanto concerne il
costo del carburante da autotrazione la situazione è addirittura
allarmante: l’Adoc ha calcolato un aumento della benzina da
gennaio a oggi del 23,4 per cento e del gasolio del 21,3 per cento: una famiglia che spendeva
13
UN ANNO DIFFICILE Ulteriori rincari previsti per la famiglia italiana
lo scorso gennaio 200 euro per
benzina e gasolio, oggi ne spende 222 euro. In sintesi, un anno
che si presenta ancora molto
difficile e che rischia di veder
rimandati tutti quegli interventi finanziari, indispensabili al
consumatore italiano, dal clima
di campagna elettorale che, di
fatto, blocca ogni intervento a
sostegno dell’economia reale.
Cresce l’incertezza dei consumatori italiani &
'
(
Il clima di crescente incertezza economica
e politica porta a un deterioramento della
progettualità che incide sui consumi e induce a una spesa ragionata. Comportamenti e aspettative dei consumatori del nostro Paese sono stati delineati dalla nuova
indagine AcNielsen, unica per estensione,
che individua e mette a confronto atteggiamenti e comportamenti di acquisto dei consumatori di 38 Paesi del mondo. Per quanto riguarda l’Italia, emerge un quadro nuo-
vo rispetto alle precedenti analisi: minore
progettualità nei consumi e nei risparmi insieme a maggiore incertezza e pessimismo
per il futuro, fattori che influenzano le scelte del consumatore sempre più orientato
verso una spesa ragionata.
In relazione alla nostra realtà, emerge la fotografia di un consumatore che, pur vivendo contesti macroeconomici simili a quelli di altri cittadini europei, si mostra più
preoccupato e con un elevato grado di in-
certezza per il futuro. Dall’indagine risulta che la percezione dell’andamento dell’eIGLIA
conomia locale negli ultimi 6 mesi è MIA
nega-PER LA FAM
NO
ECO
tiva e gliLA
italiani
- oraA inDIlinea
con gli euRIVIST
ropei - ritengono che la situazione sia sensibilmente peggiorata (70%). Il pessimismo affiora anche dalle risposte date alla
domanda circa le previsioni per i prossimi
12 mesi: il 36 per cento degli italiani ritiene che la situazione resterà stabile, ben il
46 per cento sostiene che peggiorerà.
Un progetto di formazione che
nasce per ridurre la forte
impreparazione di base dei
cittadini sui servizi finanziari
A PAGG.
/(
POTERE D’ACQUISTO IN PICCHIATA Gli italiani sono sfiduciati.
mesi è negativa e gli italiani - ora tati della scorsa indagine: nel
in linea con gli europei - ritengo- 2004, infatti, l’apprensione degli
no che la situazione sia sensibil- italiani in merito alle dinamiche
mente peggiorata (lo afferma il della politica era solo del 2 per
70 per cento degli interpellati).
cento.
Le prime preoccupazioni per il Questo generale clima di incerfuturo risultano l’economia (da tezza e la carenza di progettua21 a 27%), la sicurezza del posto lità impattano sui comportamendi lavoro (da 21 a 22%) e la sta- 200
ti 6di consumo: l’utilizzo del denaio
26 gen
bilità politica (12%),
con una naro dopo aver soddisfatto i
segue A PAG. 2
sensibile crescita rispetto ai risul-
A PAG.
A PAG.
5
di Bruno Bonucci
di fronte a una stretta monetaria avviata e ce e tempestiva», dice il responsabile ecorente nel nostro paese (252,00
condotta con grande cautela, più lenta di nomico della Margherita Enrico Letta. Si
euro), largamente al di sopra
Cronaca di un delitto annunciato, così po- quella con cui la Federal Reserve ameri- polemizza su quanto i tassi più alti alteredella media europea (130,00
trebbe essere riassunto il rialzo dei tassi dal cana ha riportato i tassi d’interesse dall’1 ranno i conti pubblici: «Pochissimo», seeuro), anche se non si può tra2
al
2,25
per
cento
messo
in
cantiere
dalla
al 4 per cento in un anno e mezzo ma al- condo il viceministro dell’Economia Mascurare, analizzando i nudi daBanca Centrale Europea, una decisione che trettanto preoccupante.
rio Baldassarri; «Abbastanza per dover riti, l’esplosione del credito al
fa temere una brusca frenata alla modesta I giudizi dei nostri politici sono abbastan- disegnare i saldi della legge finanziaria»,
consumo e dei mutui ipotecaripresa economica. Dalla Banca Centrale za discordi, anche se tutti non orientati al- secondo Enrico Letta; sino al commento
ri. Il mutuo per comprare casa,
giungono notizie per cui, se la ripresa non l’ottimismo. «Non appare una scelta feli- lapidario «La Bce è indipendente in terad esempio, permette dei lauti
segue A PAG. 2
si consolidasse, o i rischi di inflazione si ate sicuri guadagni, visto che il
tenuassero, la Bce potrebbe attendere anprivato difficilmente diventa
cora molto prima di una ulteriore mossa di
moroso sulle rate del mutuo, riaumento dei tassi. «La politica monetaria
schiando di perdere il bene medella
Bce»,
ha
assicurato
il
presidente
deldesimo, senza dimenticare che
la Bce, Jean-Claude Trichet, «resta accoal mutuo si affiancano tutta una
modante e continua a supportare la ripresa
serie di servizi aggiuntivi (aseconomica e la creazione di posti di lavosicurativi...).
ro». In realtà, la Bce, e il suo presidente
Aggiungendo come sopra citaTrichet, si muovono in un vero e proprio
to anche i costi relativi al crecampo minato, tra critiche opposte che vedito al consumo ecco che l’indono economisti europei che affermano
debitamento delle famiglie itache i rialzi sarebbero dovuti cominciare
liane, rispetto al pil, prende il
prima e illustri colleghi che vedono la malargo e ci pone in fondo alle
IL
novra come un vero e proprio autogol alPRIMO
classifiche
deiGIORNA
paesi industriaLE DI ECONOMIA E
INFORM
AZIONE
TASSI PIÙ ALTI. Sempre più in rosso i conti sia pubblici sia delle famiglie.
la già
precariaDEDICA
economia
lizzati.
b.b.
TOeuropea.
ALLA Siamo
FAMIGLIA
MilanoRisparmia
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A PAG.
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Autostrade,
A PAG.15
Finanziaria del 2006
*
di Lara Corso
Via libera definitivo al decreto fiscale
che accompagna la Finanziaria 2006.
In particolare sono state inserite maggiori entrate per 2,5 miliardi di euro
che hanno così fatto “lievitare” il Dl fiscale a circa 7 miliardi di euro, dagli
iniziali 4,5 miliardi.
Tra le novità la cancellazione Ici per la
Chiesa, strade statali a pagamento, legge “mancia” per i deputati, mutuo per
gli “over 65, la nascita di “Riscossione Spa”, l’esenzione Ici per gli immobili commerciali delle chiese e del noprofit, lotta all’evasione fiscale, stretta
fiscale sulla aziende dell’energia e del
gas. Ecco le varie voci nel dettaglio.
Plusvalenze. Il regime della “pex”
viene modificato, l’esenzione delle
plusvalenze realizzate dalle società,
MILANESE
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territorio e
sviluppo del
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dell’economi
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intervista
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del
presidente
Consiglio
di
ale
un
com
Milano
6
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2/3
Anche questo 2005 si avvia a
chiudersi con un altro exploit
dei nostri istituti bancari. Basti
guardare i dati delle prime dieci banche italiane e ci si rende
conto della situazione: utili per
quasi 8,6 miliardi di euro. Quasi un miliardo al mese di guadagni.
Visto con gli occhi di chi sta in
coda dall’altra parte dello sportello, è difficile da capire. Come fanno le banche a guadagnare così tanto mentre l’economia del paese arranca e le famiglie faticano a far quadrare
i conti a fine mese? Il sospetto
di molti è sempre lo stesso: che
a riempire di utili i bilanci del
settore, alla fine, siano i clienti “tosati” dal caro-prezzi dei
conti correnti.
Una parte di risposta arrivaguardando quanto è cresciuto
il costo medio di un conto cor-
2
Non sarà
il Natale della
ripresa dei
consumi:
prevista una
riduzione
delle spese
soprattutto per
i regali ad amici
e parenti
%&
"3
Malgrado le attuali evidenti difficoltà economiche
Gli europei continuano ad avere
una visione negativa del futuro,
secondo quanto rilevato da un’indagine sulla fiducia dei consumatori effettuata a livello mondiale da AcNielsen. Dai dati
emerge un decisa sfiducia dei
consumatori e ciò influisce negativamente sulle intenzioni e le
abitudini di acquisto. Lo studio
ha coinvolto più di 21.100 consumatori in 38 Paesi. Interessanti i dati emersi dall’indagine: in
relazione alla nostra realtà, emerge la fotografia di un consumatore che, pur vivendo contesti
macroeconomici simili a quelli
di altri cittadini europei, si mostra più preoccupato. I recenti
messaggi d’allarme sulla fase di
recessione, e i dubbi sulla stabilità politica, accentuano il clima
di inquietudine già rilevato durante l’anno passato e pesantemente confermato durante l’anno in corso.
Dall’indagine risulta che la percezione dell’andamento dell’economia locale negli ultimi sei
3
A PAG.
15
."
di Bruno Bonucci
di Bruno Bonucci
15 dicembre 2005
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#
A PAG.
Come rinegoziare il muto di casa,
la rata del televisore al plasma e
magari un prestito personale,
inserendo tutto all’interno di un
unico finanziamento
Anno 1 - numero 3
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28 novembre 2005
Anno 1 - numero 2
segue
A PAG.
2
Anno 2 - numero 5
Aree fabbricabili, gioie e dolori
Gli oneri fiscali
da riconoscere al
Comune per
evitare pesanti
sanzioni.
A PAG.
6
23 febbraio 2006
Gestione serena del risparmio
Investire, versando
solo piccole somme
di denaro, senza
obblighi e scadenze
da rispettare
A PAG.
Per far fronte ai tagli di forniture
9
Enel: nuovi contatori, nuovi aument
i
Le associazioni dei consumatori
raccolgono segnalazioni di aument
i
fino al 30 per cento dell’importo
della bolletta dopo l’installazione
del nuovo contatore elettronico.
A PAG.
19
“Milano in Comune”
Grande successo per la
trasmissione televisiva,
andata in onda fino al 12
febbraio, per avvicinare la
politica ai cittadini
russe, si ricorre agli stoccaggi di
modulazione
Emergenza gas: si
dà fondo alle scorte
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di Lara Cors
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A PAG. 3
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batteremo con ratori» spiega Alesge i tempi e
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Con
bilmente è desti- Costi
da una parte, la drastica riduzio
le tasc
ro dal
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amica
contro
i servizi
o si faccia
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aggiuntivi di cui si faranno
ne dei coni- della din sull’anno precedente,
no del Movim t’anno nata
ti correnti,
cura della Presidenza del
non a contrarsi, speriamo non in un
fronto; nessun , pensando di dire a Ban
cari- sumi, in modo che
sandro Mia
taccio i con
carie e gli ord
Consiglio
fu- co gli operatori e potrebb
paesi moe
una domanda più basiche
per cento
iunge: «Ques
ricevute ban
turo
titrust com
comunale di Milano, una
ero scaricarsi sa accentu
idee dirigist
servizi 2
per cento nei
matori. E agg nzio l’ennesimo au-imminente.
so (come le
i la concorrenza tra chi attual“linea disob o all’An annunciaamento) e i
media del 3
comunque
nei
Con
prossim
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una
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di
i
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mesi
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rest
ti
L’Italia
sulle
pain
a,
to sta dando fondo all’ultim
ha
bollette.
retta” su temi di grande interess
at e
da noi
mente vende energia e, dall’altr
subiremo
ni permanen
bi, las- tali
ederemo con
a
mestiere». E
rici, bancom
l’A
rati. I costi
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lo
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sviil gas inevitabilmente luppo
lger
i lettori. Un appuntamento
le 23strategica di gas naturale: nei dieindagini
tutteserva
mento dei ped
al mondo, anc
di pagament
uti ita- svo
di nuove fonti energetiche
che consi estingueranno, anche in
ssima chiusura itali, che vede i
i applicati da
(solare,
o- i più alti che rappresenta gli istit
ci stoccaggi disseminati
sentirà di avere risposte
virtù dell’af- eolica, geoterm
i- to la pro
r dig
in quattro re- facciarsi
degli aument
gobancomat). e le denunce delle ass
one
e confronti
».
ica). Dovremo imparare a
o ai decode
ezza delle crit
di nuovi paesi estremamente
«Ci siani
r- sociazi
cessionarie
gioni
direttamente con l’ammi
il solo(Lombardia, Veneto, Emilia Roa l’infondat
i- ti di stat in conflitto di interessi.
po- costruire abitazioni
società con
Le segnalazio atori, avvalorate da rice
nistrazione
sumatori, magna
polati, come la Cina, che
acche permettano riliani, riafferm euro di media. Il com
sum
per soddisfare sparmi della
o l’Intesacon i costerà
Berlusconi
comunale sulle pagine della
que-ed Abruzzo) ci sono riserve
febbraio per
straniere,
65
ond
15
di
ben
Sec
ciazioni con
arie
la
del
«il
nzi
par
ine
panostra
metà
e
dà
la domanda interna sono costrett
rispetto a quelli attuaritti,
Catriioni fina
dei pedagg
da che
ri a 12,8 miliardi: circa 7,7
mo dati il term
vista. «Concepisco la politica
», ha detto
i ad ac- li: sul mercato esistono
dell’Abi, infa
l’aumento
che di istituz nte trovato udienza:
miliardi so- quistare le
o in più.
come
tato esecutivo agine avviata dall’Anti- quisire tutti gli elementi ita distanza dallampadine, frigorisorse all’estero. Come risuli 26 e 24 eur
lme
no stati bruciati, rimangono
politica del realizzare, del
l’Italia, prezst’anno tra
riferi e lavatrici che consum
hanno fina
e a deb
all’ind
gli ultimi ta lampante l’arrivo
«respinfare le coano un quinenziavano, per dei servizi venuto»
anche per star di inizio aprile.
ti e torna a
5,1 che si assottiglierann
sul mercato mondia- to
se» ha commentato Vincen
a
le
ni e calà,
tempo si evid
o di circa 90- le di un acquire
conti corren
di quelli che abbiamo nelle
zo Giudiati nell’offert
nostre cageneralizzazio - la scadenza elettora
di trust sui
nte
100
come
elev
ni
le
milioni
la
ce,
e
Cina
po
azio
preside
di
sconvol
metri
ent
trop
oci
nte
cubi al giorno.
- se. Possiamo farci la
del Consiglio comunazi
di ave
le ass
fermam
ge i precari equilibri di tutto
doccia con acqua
le stime del
e ci accusano
Quindi, dovremmo arrivare
500 gere
le di Milano. «Continuo a
l’occidente. calda che viene
bancari. Dal
costa fino a
a fine inver- In soldoni,
continuament
credere che
da pannelli solari, che coto corrente
i venditori di materie prime
or- quanti
no sempre che le temperature
governare debba essere garanti
si stano, è vero, ma poi
utenti, un con studi specializzati disc
migliori- arricchiranno
re ed
ci danno l’acqua
Gli
sempre di più, e i poveri citno, che i tagli dalla Russia
ampliare il benessere, la sicurez
euro l’anno.
gratis per almeno 10 anni.
rimangano tadini si impove
za, la
riranno ancora di più.
dell’ordine di grandezza del
libertà di tutti i cittadini».
La sfida va intrapresa subito
10 per cen- In realtà, ora
Questo lo
e
stiamo
la
futura
to. Non c’è il rischio che
già pagando la gran- legislaz
spirito con cui si porteranno
i cittadini si de miopia
ione
a
dovrà
Palazportare
dei politici che si sono succenecessariesveglino una mattina e non
zo Marino i problemi che
mente questo obiettivo nel
trovino ac- duti alla gestion
stanno a
proprio proe - sia nazionale sia locacuore ai cittadini per conseg
gramma di governo.
nare a voi
lettori risposte concrete.
A PAG
Linea diretta
con il Comune
.2
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E adesso fateci vedere l`Italia dei politici seri