Lisdha
news
Trimestrale
di informazione
sul mondo
dell’handicap
e della solidarietà
Preliminari
per le vacanze
Dichiarazione redditi:
agevolazioni
e opportunità
La dolcezza
di Fabiola
Anno XV
n. 57
Anno XVI
L’ammalato
al centro
aprile 2008
Tariffa Associazioni Senza Fini di Lucro: “Poste Italiane spa - Spedizione in abbonamento postale DL 353/2003 (conv. in L. 27/02/04 n. 46) art. 1, comma 2, DCB (VARESE)” - “Taxe perçue”
In caso di mancato recapito si prega di rispedire alla redazione: 21100 Varese - Via Luini, 5 - che si impegna a pagare la relativa tassa
SOMMARIO
4
8
14
Detto fra noi
22
Mobilità
La nostra meta è la Resurrezione!
Marciapiedi a prova di disabile
Powerpack riduce la fatica
Varese per tutti
GuidAbile, incontro con l'auto
Guida all’accessibilità di Monza
3
Tra le righe
Se mancano gli infermieri
4
20
22
23
23
23
L’Avvocato risponde
L'ascensore senza il consenso dei vicini
6
Fisco
Dichiarazione dei redditi agevolazioni e opportunità 24
L’Esperto risponde
Tre gradini per accedere al negozio
8
Segnalazioni
Prove di casa su misura
Pass per invalidi in tutta Italia
Appuntamento con Exposanità
Attualità
Eliminate le comunicazioni a Inps e Inail
Invalidità parziale, nuovo iter
Andare in vacanza:
non saltiamo i preliminari
L’ammalato al centro
9
9
Libri
Visitate il nostro
SITO INTERNET
Un medico, un malato, un uomo
Arteterapia e Alzheimer
10
14
16
Direttore Editoriale
Fabrizio Chianelli
Abbiamo creato per voi
un sito “accessibile”
Direttore Responsabile
Marcella Codini
2 - LISDHA NEWS
Non temere
LISDHA
NEWS
www.lisdhanews.it
Abbiamo voluto realizzare un sito Web
accessibile a persone affette da disabilità, e
ciò indipendentemente dal tipo di strumento di navigazione utilizzato (ad esempio
browser grafici, browser vocali, cellulari,
navigatori per automobile ecc.) e dalle limitazioni cui ci si trovi costretti (ad es. un
ambiente rumoroso, sovra o sotto-illuminato, o circostanze che impongano di non utilizzare le mani ecc.).
Nel sito si aiutano inoltre le persone a reperire più velocemente informazioni nel Web,
indicando le modalità per un corretto uso
dei contenuti multimediali, onde renderli
accessibili ad una più vasta utenza.
30
30
La vita da dentro
Esperienze
La dolcezza di Fabiola
29
29
29
Hanno collaborato
a questo numero
Laura Belloni
Bruno Biasci
Ennio Codini
Carlo Alberto Coletto
Maria Cristina Gallicchio
Francesco Gentile
Emanuela Giuliani
Giuseppe Giuliani
Cecilia Nono
Redazione e
amministrazione
via Proserpio 13 - 21100 Varese
tel. 0332/499854,
31
Anno XVI - Numero 57 - Aprile 2008
0332/225543; 348/3679493
fax 0332/499854
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13, 21100 Varese.
Autorizzazione Tribunale di Varese
n. 624 del 19/2/1992
N. 57 - APRILE 2008
DETTO FRA NOI
di Laura Belloni
Stefano Giuliani
LA NOSTRA META
È LA RESURREZIONE!
L'unica cosa
importante,
quando
ce ne andremo,
saranno le tracce
d'amore che
avremo lasciato.
O
“
ra, accompagneremo il nostro
fratello alla sua penultima
dimora. Ricordiamoci sempre, infatti, che la nostra ultima
dimora non è la tomba, ma la
Resurrezione!” Queste parole, con
cui don Ernesto concludeva il funerale di Serafino, alla cui famiglia mi
legano quasi cinquanta anni di amicizia, accendevano l’anima e i volti
di tutti i partecipanti.
N. 57 - APRILE 2008
Le tenebre sono scese sulla Terra.
Lo stillicidio quotidiano di fatti raccapriccianti, che più brutali sono più
appagano il pubblico, scaccia la
Speranza. Temo, tuttavia, che la
ricerca ossessiva delle cattive notizie, risponda ad un progetto preciso:
plasmare una mentalità rassegnata
di fronte al Male, che vuole convincerci di essere vittorioso. Come
reazione, ci si accontenta di consumare nel presente, il provvisorio
dilaga. Il lavoro diventa temporaneo, i prodotti sono usa e getta, le
relazioni occasionali... Non si investe nel futuro, in questa vita e tanto
meno nell’aldilà; produciamo rifiuti e diventiamo schiavi della nostra
spazzatura, culturale e morale,
prima che organica.
Quanto diversi i neri d’America,
che, nonostante fossero frustati a
sangue, incatenati, lavoravano nei
campi di cotone, cantando insieme
“Oh freedom, over me And before
I'd be a slave I'll be buried in my
grave And go home to my Lord and
be free!” Oh Libertà, sopra di me. E
piuttosto che essere schiavo, voglio
essere sepolto nella mia tomba e
tornerò alla Casa del mio Signore e
sarò Libero! Prigionieri nel corpo,
ma liberi nell’anima, perché avevano una prospettiva, che non si esauriva in questo mondo. Soffrivano,
ma continuavano a lottare e cantare,
lasciandoci delle splendide canzoni, che ancora oggi riescono a
smuovere i sentimenti, a lasciarci
un messaggio…
Noi, invece, siamo schiavi di un
pensiero, che pretende di liberare
corpi e desideri, ma incatena le
anime, togliendo la voglia di lottare
e il grigio tinge le nostre giornate.
Recentemente, l’Organizzazione
mondiale della sanità ha denunciato
che ogni anno muoiono per suicidio
circa un milione di persone,
l’Europa avrebbe il primato nonostante il benessere materiale.
Sì, don Ernesto ha ragione, dobbiamo recuperare il senso di vivere,
perché la vita non è un vagare
senza senso verso il vuoto, la
nostra mèta è la Resurrezione.
“L'unica cosa importante, quando
ce ne andremo, affermava il medico missionario tedesco Albert
Schweitzer, saranno le tracce
d'amore che avremo lasciato”. Se
cercheremo di orientare i nostri
passi con questa bussola, sono
certa che, in Quel momento, saremo accolti con un abbraccio da Chi
ci è stato silenziosamente accanto
lungo il cammino. E saremo a
Casa, liberi!
LISDHA NEWS - 3
TRA LE RIGHE
di Ennio Codini
SE MANCANO
GLI INFERMIERI
Da qualche anno
si lamenta una
crescente carenza
di infermieri.
Finora non si è
trovato il modo
di superarla.
Anche l’apertura
delle frontiere
a infermieri e
aspiranti infermieri
filippini o peruviani
o ucraini si sta rivelando insufficiente.
Qual è il nocciolo
della questione?
L
eggo nel Corriere del 26 febbraio che nei nostri ospedali
mancherebbero quasi 100mila
infermieri: “una carenza ormai cronica che condiziona turni di lavoro e
qualità dell’assistenza”.
Perché mancano gli infermieri?
Una prima risposta potrebbe essere: perché mancano le vocazioni.
Ma dobbiamo essere attenti: non è
che manchino gli aspiranti operatori
sanitari in genere. Mancano solo gli
infermieri. Di aspiranti medici, per
esempio, si dice che ce ne siano
addirittura troppi al punto che molti
giovani pur idonei non vengono
ammessi ai corsi universitari.
E allora la domanda giusta è: perché molti, troppi vogliono fare il
4 - LISDHA NEWS
medico e pochi, troppo pochi
vogliono fare l’infermiere?
Questo non dipende certo dalla
durezza degli studi – anzi, l’aspirante
medico è costretto a un percorso per
lo meno più lungo – e nemmeno
dipende dalla durezza del lavoro:
l’infermiere si misura con la sofferenza, con la morte, con i turni, con le
emergenze, ma lo stesso vale anche
per il medico ospedaliero. E allora?
La risposta è tutta i due parole:
“guadagno” e “rango”.
Malgrado i tempi lunghi per l’accesso al lavoro, nella sua vita un
medico si trova ordinariamente a
guadagnare molto di più di un infermiere. E, salvo poche eccezioni, il
più ‘povero’ dei medici si trova
comunque a guadagnare di più del
più ‘ricco’ degli infermieri. E d’altra parte, se pure è vero che molti di
quanti scelgono le professioni sanitarie lo fanno anche con motivazioni ideali, comunque le diverse prospettive di guadagno non possono
non pesare.
E poi, e forse prima ancora, c’è la
questione del “rango”. Se un ragazzo del ceto medio o, peggio, di
famiglia benestante dice ai genitori
che vuole fare l’infermiere, nove
volte su dieci i genitori per lo meno
“ci restano male”, perché lo considerano un lavoro poco prestigioso,
“modesto” se non addirittura poco
decoroso; se, invece, il ragazzo
vuole fare il medico sono tutti contenti, perché il medico “comanda”,
mentre l’infermiere “ubbidisce”,
perché il medico fa la diagnosi,
mentre l’infermiere collega il malato alla macchina. Il lavoro del medico è “superiore” perché teorico o
comunque direttivo – si pensi al chirurgo in sala operatoria – mentre il
lavoro dell’infermiere è per lo più
pratico-esecutivo.
Davanti a queste spiegazioni, chi
crede nelle virtù del mercato potrebbe essere abbastanza fiducioso in
uno spontaneo riequilibrio della
Il rifiuto di un mestiere poco pagato
e di scarso prestigio
situazione quanto al numero degli
infermieri. Perché secondo le teorie
del mercato se troppe persone offrono una prestazione il suo prezzo
tende a scendere mentre se troppo
poche persone offrono una prestazione il prezzo di quest’ultima – se è
importante e non è sostituibile –
tende a salire. Nel nostro caso, mancando quasi 100mila infermieri lo
stipendio degli infermieri dovrebbe
salire superandosi così almeno in una
qualche misura la prima causa della
carenza, ossia gli scarsi guadagni.
Ma questo non sta succedendo.
Sono alcuni anni ormai che si
lamenta una grave carenza di infermieri ma negli ultimi anni i guadagni di questi ultimi in termini reali
non sono cresciuti o comunque sono
cresciuti poco restando oltretutto
sempre nella stessa misura distanti
da quelli dei medici.
Perché? Perché nel nostro mondo
il guadagno dipende sì in una qualche misura dalle leggi della domanda e dell’offerta ma dipende anche
strettamente dal “rango”. Chi ha un
rango più elevato “deve” guadagnare di più (ed ecco che allora i medici continuano anche se “troppi” a
N. 57 - APRILE 2008
Dobbiamo rivalutare il lavoro “di cura” come fondamentale per la società contemporanea
guadagnare molto di più degli infermieri) e se il rango è “basso” lo stipendio non può essere “alto”.
Un sintomo di questo atteggiamento è dato dal fatto che il 10% degli
infermieri sono stranieri perché per
questo lavoro si va in deroga al meccanismo delle quote d’ingresso: non
potendosi alzare i salari si è arrivati
(pur in un contesto dove l’immigrazione è temuta) a superare il “sacro”
limite delle quote per di tentare di
risolvere il problema della carenza –
anche se questo non basta – allargando il mercato di riferimento
addirittura al mondo intero.
Se il problema è il “rango”, che
fare?
Si potrebbe alleggerire la preparazione richiesta agli infermieri così
da compensare – come avveniva
fino a qualche anno fa – il rango
basso (e il basso stipendio) con prerequisiti ridotti. Ma non sembra
possibile che si torni indietro rispetto alla decisione di richiedere la laurea anche per gli infermieri. Noi non
volgiamo rinunciare ad avere infermieri tecnicamente ben preparati.
E allora? E allora vale per gli inferN. 57 - APRILE 2008
mieri quello che vale per quasi tutti
i mestieri “di cura”: se vogliamo le
prestazioni e vogliamo che siano di
qualità dobbiamo riconoscerne il
valore – appunto in quanto prestazioni “di cura” – e pagarle di conseguenza. Che si tratti di infermieri o
di “badanti” o di baby sitter.
Si tratta di ripensare la nostra idea
di “rango” dando meno rilievo a elementi come il “comando” o l’astrattezza delle valutazioni e più rilevo a
elementi come la sensibilità, la delicatezza, l’attenzione. Forse questo
si inquadra nella più generale necessità di ripensare il nostro modo di
vedere le cose “al maschile” mettendo sullo stesso piano la valutazione
“al femminile”.
D’altra parte, per tutta una serie di
fattori il nostro mondo si avvia ad
essere sempre più dipendente dal
lavoro “di cura”: ogni giorno che
passa aumenta il numero dei malati,
dei disabili, degli anziani non autosufficienti e le “donne di casa”
appaiono sempre meno disponibili
ad accollarsi gratis una parte non
piccola del lavoro.
Vogliamo che azioni così importante per la qualità della vita siano
segnate da un mix micidiale di
carenza di personale, bassa qualità e
bassa motivazione? Davvero vogliamo usare quando sani macchine
sofisticatissime per poi avere quando malati cure mediocrissime?
[email protected]
Il 10% degli infermieri sono stranieri
LISDHA NEWS - 5
L’AVVOCATO RISPONDE
a cura dell’Avvocato Fabrizio Chianelli
L'ASCENSORE SENZA
IL CONSENSO DEI VICINI
In certi casi si può ricorrere al Giudice.
S
ono una bis-trapiantata di
cuore e ho l'invalidità civile
del 100%. Ho anche la 104
superiore ai 2/3 e quindi non in
stato di gravità, poiché riesco a
deambulare anche se ho affanno e
faccio gran fatica a salire le scale,
né tantomeno posso fare la spesa e
portare le borse a casa. Abito al 2°
piano di un palazzo antico con
gradini molto alti che per me rappresentano una vera barriera
architettonica. A causa dei tanti
farmaci che prendo (circa 5000 pillole all'anno già da 7 anni) ho la
deambulazione limitata per ragioni cardiovascolari. Ho richiesto
all'assemblea condominiale l'installazione di un ascensore, ma un
condomino che abita a piano terra,
a due metri da dove dovrebbe
essere installato l'ascensore, si è
opposto perché dice che gli toglierebbe la luce e ha minacciato di
IL GIUDICE OBBLIGA IL CONDOMINIO
A INSTALLARE L'ASCENSORE
fare causa se si andrà avanti,
anche se gli altri sono d'accordo.
E' possibile far valere la legge
Lettera firmata
13/89?
Certamente in caso di necessità di
istallazione di ascensore si può fare
riferimento ai principi del codice
civile e anche della legge 13/89 che
riguarda le strutture rimuovibili
come i montascale piuttosto che gli
ascensori. Il primo caso deciso dalla
Cassazione con la sentenza del
25/06/1994 n. 6109 tratta una questione simile alla sua dando una
risposta negativa. La Corte di
Cassazione ha affermato, infatti, che
la L. 13/1989 non trova applicazione quando le sue norme portano alla
inservibilità (intesa come sensibile
menomazione dell'utilità che originariamente apportava) delle parti
SENTENZA STORICA A TORINO
Il condominio è obbligato ad
accettare l'installazione di un
ascensore in presenza di una persona con disabilità. È una nuova
vittoria della cultura delle pari
opportunità. Ne dà notizia in un
comunicato la Cpd (Consulta persone in difficoltà), con sede a
Torino.
Si tratta di un precedente legale
molto significativo che farà sicuramente giurisprudenza: il giudice
monocratico del Tribunale civile
di Torino, Edoardo Di Capua, ha
emesso una storica sentenza - relativa alla causa n° 18408/2005 con cui ha dichiarato l'obbligo ai
sensi di legge per i condomini di
corso Umbria 24 di permettere a
Grazia Loiacono di installare a sue
spese l'ascensore necessario per
superare le barriere architettoniche nel palazzo in cui abita.
Il giudice, sentito il parere del
perito del Tribunale, ha anche
indicato come idoneo il progetto
presentato dalla stessa Loiacono,
6 - LISDHA NEWS
difesa in giudizio dall'avvocato
Davide Civallero e sostenuta dalla
Consulta che le è stata a fianco sin
dalle prime discussioni con gli
altri condomini. Gli stessi condomini potranno utilizzare l'ascensore al bisogno, previo pagamento
della loro quota per l'installazione
e delle spese di manutenzione nel
frattempo effettuate, rivalutate
degli interessi e dell'inflazione.
Tutte le domande di merito ed
istruttorie proposte dall'amministratore del condominio di corso
Umbria sono, invece, state rigettate.
Questa sentenza dona speranza a
tante altre persone con disabilità
per le quali un ascensore, seppure
inviso ad altri condomini, è strumento minimo di autonomia.
Per ulteriori informazioni:
Cpd – Consulta persone in difficoltà,
via San Marino, 10 - 10134 Torino
tel. 011/319.81.45 -011/318.82.85,
www.cpdconsulta.it.
N. 57 - APRILE 2008
durante il tempo necessario a far
valere il proprio diritto in via ordinaria.
IVA AGEVOLATA SUGLI AUSILI
Sono disabile al 100% con
accompagnamento: perché devo
pagare l'Iva ordinaria al 20%
invece che quella agevolata al 4%
per il controllo annuale di una
piattaforma elevatrice installata
circa 4 anni fa per permettermi di
uscire da casa? Non lo trovo giusto dal momento che si tratta di
un ausilio che per me è indispensabile per uscire.
R.M.
comuni anche nei confronti di un
solo condomino; e che, di conseguenza, se non possono essere lesi i
diritti dei condomini attinenti alle
cose comuni da delibere adottate a
maggioranza, a maggior ragione, i
diritti di ciascun condomino sulla
porzione di proprietà esclusiva non
possono essere lesi da una delibera
che non sia stata adottata all'unanimità. Nel caso affrontato la consulenza tecnica d'ufficio aveva accertato che l'ascensore, che il condomino disabile voleva installare, avrebbe recato pregiudizio al condomino
proprietario dell'appartamento sito
al pian terreno, togliendogli luce ed
aria senza offrirgli alcuna utilità
compensativa, e determinando perciò un deprezzamento economico
dell'unità immobiliare.
Negli ultimi anni molti tribunali si
sono pronunciati in modo più favorevole al disabile. Per quanto riguarda il suo caso, vista la strenua opposizione del condomino, sarebbe
opportuno rivolgersi al giudice
richiedendo un provvedimento d'urgenza ai sensi dell'art. 700 c.p.c. Il
giudice potrà ordinare l'installazione dell'opera una volta verificati i
presupposti di fatto dell'effettiva
necessità per il richiedente per poter
accedere al suo immobile. Il danno
che lamenterebbe il disabile è, infatti, imminente ed irreparabile avendo
riguardo al pregiudizio alla vita di
relazione, all'impegno lavorativo,
nonché alle condizioni di salute fisica e psichica che egli subirebbe
La tabella A parte II 41 ter del Dpr
633/72 prevede l’applicazione
dell’Iva al 4% per le “prestazioni di
servizi dipendenti da contratti di
appalto aventi ad oggetto la realizzazione delle opere direttamente
finalizzate al superamento o alla
eliminazione delle barriere architettoniche”. L'Agenzia delle Entrate
con la risoluzione 306/E del
17/12/2002 si è pronunciata in una
materia analoga ovvero in materia
di riparazioni e manutenzione dei
veicoli destinati alle persone con
disabilità. In sintesi si afferma che
l'aliquota Iva al 4% non è applicabile alle riparazioni, ma solo sulle prestazioni (manodopera) rese dalle
officine per l'adattamento del veicolo e sulle cessioni di parti staccate
comunque utilizzate per l'adattamento stesso. In sostanza quindi
l'Iva agevolata vige solo sugli interventi di adattamento (manodopera)
del veicolo e sui pezzi e parti staccate necessarie ad effettuare questa
operazione. Purtroppo, anche se
ingiusto, al momento anche per la
sua piattaforma tutti gli interventi
quali la riparazione, la manutenzione ordinaria, i tagliandi di controllo
scontano l'Iva ordinaria.
MI HANNO TOLTO
L'ACCOMPAGNAMENTO
Ho 77 anni, nel 2006 ho fatto
richiesta di riconoscimento del
mio stato di invalido civile, con
indennità di accompagnamento,
avendo impiantate due artroprotesi ad entrambe le anche, e difficoltà a deambulare, anche in
ambito domestico. Sono poi affetto da mieloma multiplo, per il
quale fortunatamente ho finito i
cicli di chemioterapia, anche se mi
reco mensilmente in ospedale per
la somministrazione di Zometa.
Al termine della prima visita la
commissione mi ha riconosciuto
l’invalidità totale con diritto di
accompagnamento, e con revisione annuale. Lo scorso ottobre
sono stato sottoposto alla seconda
visita in base alla quale mi è stata
tolta l’indennità di accompagnamento, nonostante le condizioni
da un anno all’altro siano rimaste
invariate! Ho letto che ho sei mesi
di tempo per ricorrere contro tale
esito, ma a chi mi devo rivolgere
per esercitare il mio diritto?
S.
La ragione dell’esito negativo
potrebbe essere la fine della chemioterapia intensiva che viene riconosciuta come causa autonoma di
ulteriore invalidità. Le consiglio di
sottoporsi ad una visita medico
legale e affidarsi al parere del medico sulla possibilità di fare ricorso
contro il verdetto della commissione. Potrebbe appoggiarsi ad una
associazione o ad un sindacato che
di solito hanno un loro medico di
fiducia e potrebbero seguirla con i
loro legali per la fase giudiziale.
I vostri
quesiti
su internet
Potete trovare
tutti i precedenti
quesiti della rubrica
“L’Avvocato risponde”
suddivisi per materie
sul nostro sito internet
all’indirizzo:
www.lisdhanews.it
rubrica “L’Avvocato
risponde”
è possibile inviare i propri quesiti a Lisdha news,
“L’Avvocato risponde” via Proserpio, 13 - 21100 Varese, e-mail: [email protected]
N. 57 - APRILE 2008
LISDHA NEWS - 7
L’ESPERTO RISPONDE
a cura di Bruno Biasci
TRE GRADINI PER
ACCEDERE AL NEGOZIO
In caso di ristrutturazione di un locale aperto al pubblico
occorre eliminare le barriere architettoniche che impediscono
l'ingresso a chi è in carrozzina.
H
o ereditato un piccolo
negozio per il quale 10 anni
fa era stato concesso di
installare all'entrata un campanello di chiamata per l'utente
disabile a causa della presenza di
tre gradini.
Essendo in procinto di effettuare un
risanamento conservativo ho chiesto al Comune di mantenere tale
campanello. La richiesta è stata
respinta e mi è stato detto di provvedere direttamente affinché il
dislivello sia reso superabile: in
parte costruendo a mie spese un
tratto di marciapiede davanti all'ingresso e in parte realizzando all'interno (dove lo spazio è già scarso)
una rampa di adeguata pendenza.
Sono proprio obbligato a fare
come dice il Comune?
ridotta o impedita capacità motoria, deve essere posto in prossimità
dell'ingresso un apposito pulsante
di chiamata al quale deve essere
affiancato il simbolo internazionale
di accessibilità…"
Trattandosi però nel caso specifico
di un risanamento conservativo, ma
riguardante un negozio di limitata
superficie, il Comune non può pretendere che venga applicata la normativa sull'accessibilità ma è giusto
che richieda l'eliminazione del pulsante di chiamata in quanto la presenza del simbolo fa ritenere all'interessato di poter accedere al nego-
zio con un semplice aiuto di persone le quali devono invece ben guardarsi dal sollevare la carrozzina per
farle superare i gradini perché può
essere in gioco l'incolumità della
persona che la occupa.
Non spetterebbe comunque a lei,
anche se dovesse rendere accessibile
il negozio, accollarsi la spesa della
costruzione del marciapiede che è
un'opera di uso pubblico. Spetta
invece al Comune proteggere l'ingresso del locale con un marciapiede
o quanto meno con una delimitazione di carreggiata con transenne.
Gianfranco Binetti
Condividiamo in parte la linea adottata dal Comune perché va a favore
della persona disabile che ha diritto
come gli altri di accedere in modo
autonomo nel negozio e perché non
accetta che venga ripristinato il pulsante di chiamata installato 10 anni
prima in base all'art. 5.7 del DM236/89 che così si esprime: "Negli
edifici, unità immobiliari o ambientali aperti al pubblico esistenti, che
non vengano sottoposti a ristrutturazione e che non siano in tutto o in
parte rispondenti ai criteri per l'accessibilità contenuti nel presente
decreto, ma nei quali esista la possibilità di fruizione mediante personale di aiuto anche per le persone a
è possibile inviare i propri quesiti in tema di barriere architettoniche a Lisdha news,
“L’Esperto risponde” via Proserpio, 13 - 21100 Varese, e-mail: [email protected]
8 - LISDHA NEWS
N. 57 - APRILE 2008
ATTUALITÀ
Assunzione colf e badanti
Un nuovo decreto
semplifica le
procedure.
P
er
effetto
del
Dm
30/10/2007,
a
partire
dall'11/1/2008 allorché si
assume una colf o una badante non
va più fatta la comunicazione a Inps
e Inail e neppure quella allo
Sportello Unico (nel caso di lavoratori extracomunitari).
L'unica comunicazione che va
fatta è quella al Centro per l'Impiego
che - lo ricordiamo - va effettuata
entro il giorno precedente l'instaurazione del rapporto di lavoro (per
effetto della L. 296/2006). E' possibile inviare tale comunicazione sia
per via telematica, sia utilizzando
appositi moduli cartacei che possono essere scaricati dal sito del
Ministero del Lavoro (www.lavo-
ELIMINATE
LE COMUNICAZIONI
A INPS E INAIL
ro.gov.it/CO/LM/ServiziMinistero/
Standard/) o ritirati presso le sedi
dei Centri per l'Impiego e che devono essere recapitati a mano, o inviati via fax o tramite raccomandata.
Nel caso di immigrati non è più
necessaria la comunicazione all'autorità di Pubblica Sicurezza, ma
resta l'obbligo di invio del contratto
di soggiorno allo Sportello Unico
per l'Immigrazione.
Al Centro per l'Impiego andranno
comunicate entro cinque giorni dall'evento anche eventuali vicende
modificative del rapporto di lavoro,
quali la proroga del termine inizialmente fissato, la trasformazione da
tempo determinato a tempo indeterminato, la trasformazione da tempo
parziale a tempo pieno, ecc. Va inoltre comunicata, sempre entro cinque
giorni dal verificarsi dell'evento, la
data di cessazione dei rapporti di
lavoro a tempo indeterminato o la
diversa data di cessazione dei rapporti di lavoro a termine. Anche in
caso di cessazione del rapporto di
lavoro l'unica comunicazione da
fare è quella per il Centro per
l'Impiego.
Analogamente entro cinque giorni
va comunicato sempre al Centro per
l'Impiego l'eventuale trasferimento
di sede del lavoratore. L'omissione
di tali comunicazioni è punita con la
sanzione amministrativa da 500 a
2.500 euro.
M.C.
L'assegno anche senza iscrizione al collocamento
INVALIDITÀ PARZIALE, NUOVO ITER
L'assegno mensile agli invalidi civili parziali non è più subordinato all'iscrizione nelle liste di collocamento, ma
ogni anno l'interessato deve presentare all'Inps una dichiarazione sostitutiva che attesta di prestare o meno attività
lavorativa. Lo precisa l'Istituto di previdenza con messaggio 3043/2008.
Gli invalidi civili, tra i 18 e i 64 anni, con una riduzione della capacità lavorativa in misura pari o superiore al 74%
che non svolgono attività lavorativa e per la durata di tale condizione, possono beneficiare di un assegno mensile
a carico dello Stato ed erogato dall'Inps.
L'assegno (242,84 euro al netto della perequazione automatica delle pensioni, per 13 mensilità) è corrisposto con
le stesse condizioni e modalità previste per la pensione di inabilità. Ne deriva che il limite di reddito da considerare per l'erogazione è quello previsto per la pensione sociale (4.238,26 euro).
L'Inps precisa che il requisito del mancato svolgimento di attività lavorativa sussiste anche nel caso di impiego
presso cooperative sociali o mediante convenzioni quadro (legge 68/99), ovvero quando si è verificato lo stato di
disoccupazione in quanto lo svolgimento di attività lavorativa assicura un reddito annuale non superiore a quello
escluso da imposizione Irpef.
(Fonte: Arturo Rossi, Il Sole 24 Ore 7/2/2008)
N. 57 - APRILE 2008
LISDHA NEWS - 9
ATTUALITÀ
Il primo ostacolo da superare è uscire di casa?
Attraverso
le indicazioni
di operatori turistici
e utenti abbiamo
raccolto qualche
consiglio su come
raggiungere
in serenità e
autonomia i luoghi
di villeggiatura. Ecco
come servirsi
al meglio dei mezzi
di trasporto in Italia
e all’Estero.
S
pesso non si pensa al fatto che
la reale fattibilità di una vacanza non sta solo nella possibilità di trovare un albergo, una struttura o un percorso naturalistico attrezzati per un agevole utilizzo, ma nel
superare il primo ostacolo, in certi
casi il più grande: uscire dalla porta
di casa e raggiungere la propria
destinazione in sicurezza, autonomia e senza accumulare un antipatico cumulo di stress e frustrazione.
In altre parole, qualunque sia la
meta, si suppone che dobbiate arrivarci con qualche mezzo. Ecco alcuni
consigli per un buon avvicinamento.
10 - LISDHA NEWS
ANDARE
IN VACANZA:
NON SALTIAMO
I PRELIMINARI
AUTO
Poniamo che possediate una vettura con adattamento di guida, o decidiate di spostarvi accompagnati da
un familiare o un amico: risolto il
problema del mezzo si presenta la
più classica delle necessità: la sosta
in autostrada per il caffè e il bagno.
Avete presente la scena del film
Perdiamoci di vista, con Carlo
Verdone che prende le misure delle
porte? Per conoscere in modo più
semplice la lista degli autogrill italiani accessibili potrete servirvi del
sito di Autostrade per l’Italia
(www.autostrade.it), il cui motore di
ricerca permette di individuare tutte
le aree dotate di servizi agibili: dalla
home page cliccate sul box “Aree di
servizio”, poi su “Opzioni” (nella
colonna di destra), e spuntate la
casella “Servizi disabili”. Se preferite la carta stampata, esiste un’ottima guida in due volumi che recensisce gli autogrill di tutta Italia, con
verifiche effettuate sul posto:
Autostrade del Nord e Autostrade
del Centro e Sud, a cura di
Francesco di Paola e Luca
Baldassarre. Pubblicata attraverso
l’autorevole Cdh (Centro Documentazione Handicap), al quale può
essere richiesta (051-6415005), ha il
solo difetto di essere un po’ vecchiotta: risale al 1998.
Per quanto riguarda le autostrade
estere, quelle di Germania e Austria
si sono rivelate le più attrezzate:
informazioni e opuscoli si possono
ordinare rispettivamente all’indirizzo [email protected]
e all'Automobile Club Austriaco
(0222-711997). Per la Francia, la
società autostradale offre anch’essa
una guida on-line su www.autoroutes.fr. Contattate invece il servizio
autostradale inglese da www.highways.gov.uk. Più difficile informarsi sulla Spagna: il sito www.aseta.es
non fornisce i dettagli utili né indica
N. 57 - APRILE 2008
a chi rivolgersi, meglio domandare
delucidazioni alla vostra agenzia
viaggi di fiducia. Il meccanismo si
ripete grossomodo per tutti i paesi
europei ed extraeuropei, chi più chi
meno all’avanguardia in fatto di
accessibilità: cercate il sito web
della società autostradale e procuratevi i contatti necessari; in mancanza dei medesimi, affidatevi a un
operatore turistico che faccia da
intermediario. In ogni caso, ricordate che il personale degli uffici informazioni è tenuto ad ascoltarvi e
rispondere a tutte le vostre domande: meglio essere insistenti che trovarsi incastrati in un tornello all’ora
di pranzo!
pleta disposizione, potete affittare
un’auto adattata, compresa o meno
di conducente. Le aziende specializzate sono molte, ad esempio trovate
abbondanti
punti
noleggio
Handytechrent (0141-917665) su
tutta la penisola e in parecchi paesi
europei.
Negli Stati Uniti e in Sudafrica il
noleggio auto per disabili motori è
cosa comune, tutte le società di
autonoleggio ne dispongono.
Attenzione però, si tratta di veicoli il cui funzionamento è diverso
da quelli italiani: si manovrano
tramite una leva “pull and push”,
fate un giro di prova e guidate con
prudenza!
Se non avete un’ auto propria:
taxi o noleggio?
Diverse città italiane forniscono
dei buoni-taxi gratuiti a persone che
non siano in grado di utilizzare
comodamente i mezzi pubblici: fra
esse Torino (011-4421633) e Roma
(06-95308629). Contattando l’Associazione italiana taxisti (www.assotaxi.it) potrete farvi un panorama
della situazione in Italia e nel
Principato di Monaco. Male che
vada, sull’elenco telefonico della
vostra città o di quelle che volete
visitare non sarà difficile reperire il
numero della rimessa e prenotare il
mezzo a voi più consono. In genere
ogni comune di una certa entità
dispone di auto e pulmini adatti allo
scopo.
Il servizio pubblico però non sempre è in grado di sopperire alle chiamate. Se vi serve un mezzo a com-
TRENO
Le ferrovie italiane, se spesso non
sono al top in fatto di accessibilità,
hanno fatto un nuovo sforzo nel
2007 per dotarsi dei requisiti necessari. Sul sito www.ferroviedellostato.it troverete l’elenco completo
delle stazioni con aree di assistenza
e carrelli elevatori, e dei treni con
servizi igienici e alloggiamenti idonei. Non vengono effettuate corse
con vagoni speciali su richiesta. Per
ogni informazione esiste un numero
unico nazionale, 199-303060.
Naturalmente ci sono agevolazioni
economiche: con la Carta Blu l’accompagnatore viaggia gratis.
Per quanto riguarda il sistema
Ferrovie Nord, la situazione è un
po’ più difficoltosa. La stazione di
Milano Cadorna è dotata di ascensori e servizi, ma è sostanzialmente
l’unica.
N. 57 - APRILE 2008
I treni attrezzati sono segnalati sull’orario con il consueto simbolo;
attenzione però: il passeggero è
tenuto a prenotare il servizio di assistenza con almeno un’ora di anticipo (02-85111). Se nell’orario che vi
serve non ci sono treni accessibili, e
purtroppo è la regola, potete fare
richiesta con almeno 3 giorni di
anticipo (5 giorni per le comitive):
cercheranno di far viaggiare per
quell’ora un vagone adatto.
TRASPORTI URBANI
Mezzi di superficie
Se è possibile informarsi con anticipo su quali fermate e quali tratte
dei mezzi di superficie siano a portata di ruota, non così semplice è
sapere in quali orari passerà un
mezzo con l’elevatore, a causa del
continuo variare dei turni di marcia.
Che vi serva un passaggio da casa
vostra alla stazione, o una trasferta
dall’albergo alla spiaggia, consigliamo di telefonare per tempo alle singole società cittadine: in mancanza
di mezzi adeguati, molte (ad esempio per l’Atm di Milano, consultate
la pagina “Accessibilità” su
www.atm-mi.it) garantiscono un
trasporto speciale su richiesta anche
fuori orario e di notte, o sono in
grado di indirizzarvi verso altre
società che eseguono il servizio.
Metropolitana
• Milano
Merita un elogio il nuovo tracciato
del passante ferroviario milanese: le
stazioni della linea sono accessibili
ai disabili motori, così come molti
treni; inoltre vi sono mappe tattili
lungo le banchine e la direzione dei
convogli è segnalata tramite display
luminosi oltre che messaggi audio.
In generale i trasporti sotterranei del
capoluogo lombardo sono comunque piuttosto efficienti in questo
senso: tutte le fermate dispongono
di un percorso accessibile segnalato,
diverse hanno l’ascensore e/o il
montascale. Il biglietto è agevolato.
Potrete informarvi al numero verde
800-808181.
• Roma
I treni sotterranei prevedono una
porta per l’accesso dei disabili, e un
segnale acustico viene emesso al
momento della chiusura dei portelli.
Non tutte le stazioni sono però
attrezzate per una buona accessibilità: pare che fra queste ci sia, incredibilmente, la fermata Colosseo!
Potrete scaricare facilmente la
mappa delle linee romane accessibiLISDHA NEWS - 11
li dal sito www.metrotroma.it: cliccate sulle singole linee per visualizzare la nota icona con le ruote.
Altrimenti, info allo 06-57531.
• Napoli
Le stazioni delle linee 1, 6 e delle
funicolari Centrale e Chiaia hanno
piattaforme elevatrici, treni con
ancoraggi per sedie a rotelle, servizi
igienici e mappe tattili. Nelle stazioni delle funicolari Montesanto e
Mergellina, in sostituzione, è stato
attivato un servizio di Radiotaxi
gratuito per il trasporto dei portatori
di handicap. Informazioni allo 0815594111 o su www.metro.na.it.
Per le piccole tratte metropolitane
di Genova e Catania… onestamente
vi consigliamo di affidarvi ai mezzi
di superficie.
• Europa
La metropolitana di Londra ha
convogli pensati per le due ruote e
percorsi tattili, ma non ovunque:
trovate le mappe tematiche su
tfl.gov.uk. Discorso simile per i
treni parigini: all’obiettivo del massimo comfort su mezzi e banchine è
associata una rete di servizi per l’accessibilità delle aree turistiche: tutti
i dettagli su www.infomobi.com.
NAVE
Le grandi compagnie di navigazione italiane sono in genere in grado
di rispondere alle esigenze di persone disabili, ma è sempre consigliabile segnalare per telefono le proprie necessità specifiche.
Tra quelle citate dagli utenti come
“frequentabili”, Corsica-Sardinia
Ferries, 02-72000970, copre la
Corsica, la Sardegna, Genova,
Savona, Livorno e Nizza. Grandi
Navi Veloci, 010-589331/0289012281, tocca Genova, Livorno,
Palermo, la Sardegna e la Spagna;
Moby Line, 02-865231, molto ben
attrezzata, collega Corsica e
Sardegna; Siremar, 091-7493111,
congiunge Milazzo e Napoli alle
Isole Eolie; Snav, 081-7612348,
12 - LISDHA NEWS
naviga fra Campania, Sicilia e isole
Pontine (non tutti gli aliscafi
dispongono però di bagni equipaggiati); Tirrenia, 199-123199/0280231811, salpa da e verso Genova,
Civitavecchia, Fiumicino, Napoli,
Palermo, Trapani, Bari, Durazzo e
le Tremiti; infine Toremar, 199123199,
collega
le
isole
dell'Arcipelago
Toscano
con
Livorno e Piombino.
Cartellino giallo invece per la
navigazione dei laghi lombardi:
pochissimi natanti attrezzati al trasporto disabili, biglietterie e moli
d’imbarco pieni di gradini, assenza
di percorsi agevolati per non vedenti. Ma non vi scoraggiate: informatevi su www.navigazionelaghi.it o al
numero verde 800-551801.
AEREO
La legge impone la presenza di
servizi di assistenza, quasi sempre
gratuiti, per persone che abbiano
difficoltà a imbarcarsi (identificate
tramite la sigla Pmr, Persone a
Mobilità Ridotta). Questo sia all’in-
terno dell’aeroporto che sul velivolo. In ogni caso, è bene non dare
nulla per scontato e comunicare per
tempo i propri bisogni in fatto di
spazi, assistenza personale, alimentazione.
Sul sito www.aeroporti.com trovate la lista degli scali italiani con contatti e dettagli specifici. Per quelli
esteri, la soluzione più semplice è
affidarsi a un tour operator specializzato che possa organizzare al
meglio il vostro trasporto; ma se
conoscete un po’ d’inglese riuscirete senz’altro a raccapezzarvi telefonando all’assistenza clienti degli
aeroporti del mondo.
Alcune considerazioni importanti:
il personale di bordo dovrebbe essere istruito su come comportarsi, ma
non è tenuto ad assistere il passeggero che non fosse in grado di alimentarsi, utilizzare i servizi igienici
o necessitasse di particolari attenzioni dal punto di vista medico. In
questi casi è imprescindibile viaggiare con un accompagnatore
(informatevi sulle agevolazioni eco-
N. 57 - APRILE 2008
treni accessibili, mentre ci vuole un
preavviso di 5 giorni per prenotare il
servizio in altri orari.
Anche in questo caso, e sarete già
alla decima telefonata, il consiglio è
di chiamare la società che gestisce il
trasporto e informarvi bene.
nomiche presso la compagnia aerea
con cui avete scelto di volare).
Alcune compagnie, ad esempio la
Malaysian Airlines e British
Airways, permettono senza alcun
problema di volare per tragitti molto
lunghi e forniscono una buona assistenza: c’è il bracciolo amovibile e
la sedia di bordo per aiutarvi a raggiungere la toilette, purché siate in
grado di issarvi autonomamente
sulla medesima e… sul Wc. Meglio
di tutto è, ovviamente, prenotare il
posto più vicino alla coda, in modo
da semplificare l’operazione.
Trovate informazioni dettagliate
sulla disposizione dei posti sugli
aerei di tutto il mondo sul sito
www.seatguru.com. Se tutto questo
è troppo difficoltoso, c’è l’alternativa del catetere fisso. Ne esistono di
appositi dotati di un meccanismo di
svuotamento “sicuro”, molto comodi per le lunghe trasferte.
Altre società invece non accettano
disabili con mobilità ridotta e anche
con limitazioni sensoriali senza la
presenza di un accompagnatore. I
volatori abituali consigliano un
trucco per simili casi: se siete sufficientemente autonomi, potete
accordarvi con un passeggero
disponibile: lui figurerà come assistente, senza dover muovere un dito,
e voi partirete tranquillamente.
Una “curiosità”: se fate volare la
sedia a rotelle come bagaglio, in
caso di smarrimento essa viene rimborsata a peso, non in base al valore
economico. Se non vi fidate, lasciate a casa la superleggera e fate il trasbordo con un residuato degli anni
sessanta! Ricordate che nelle grandi
N. 57 - APRILE 2008
città europee si possono facilmente
prenotare sedie a rotelle manuali o
elettriche a noleggio.
Quanto a treni e bus navette che
collegano le principali città all’aeroporto, essendo di moderna concezione, sono generalmente ben
attrezzati. Anche se non quanto si
vorrebbe sperare: ad esempio la
linea Malpensa express, che raggiunge l’omonimo aeroporto, conta
solo un certo numero di treni adeguati; è necessario richiedere l’assistenza almeno un’ora prima sui
La ricerca di un accompagnatore
Per quanto riguarda il primo intoppo, quello dell’avvicinamento, speriamo di avervi fornito una mappa
esauriente. Concludiamo con una
nota su un tema per molti strettamente complementare: la ricerca di
un accompagnatore.
Se volete procedere autonomamente, potete lasciare un annuncio
su siti internet autorevoli come
www.disabili.com o www.superabile.it. Altrimenti potete rivolgervi
allo sportello disabilità del vostro
comune di residenza, a tour operator
specializzati (ad esempio Twt
Team-no barrier o Eurotravel), o
ancora a specifiche associazioni del
vostro territorio. Un esempio che
ricordiamo volentieri è l’apprezzata
iniziativa dell’associazione padovana “La rosa blu”, 049-8642564, che
organizza viaggi e vacanze comprese di assistenza personale a prezzi,
anch’essi, accessibili.
Se volete, potete consultare un
nutrito elenco di operatori e associazioni che si occupano di turismo
accessibile sul sito www.lisdhanews.it. Buon viaggio!
Cecilia Nono
LISDHA NEWS - 13
ATTUALITÀ
Il primo ostacolo da superare è uscire di casa?
Un "viaggio" che aiuta a vivere
Da Lourdes
difficilmente
si torna come
si è partiti.
A 150 anni dalle
apparizioni
un volontario
racconta la sua
particolare
esperienza…
N
el 1912 un giovane prete
della zona di Vercelli accompagnò il suo primo malato a
Lourdes. Il viaggio non fu certo
privo di disagi, ma “seminò” nel suo
cuore una certezza: il pellegrinaggio
al santuario mariano era una grande
opportunità, sia per l’ammalato che
per chi lo accompagnava, di “incontrare la consolazione di Dio”.
Nacque così nel 1932 l’Oftal,
l’Opera Federativa Trasporto
Ammalati a Lourdes. Ne parliamo
con Roberto Franchin, responsabile
del gruppo Oftal di Varese.
- Quando ha conosciuto l’Oftal e
di conseguenza Lourdes?
«In quel periodo della mia vita
devo dire che la religione non
“entrava nella mia agenda”. Un
giorno mi misi a parlare con una
donna che incontravo per lavoro e il
discorso cadde sulla Chiesa e i
14 - LISDHA NEWS
L’AMMALATO
AL CENTRO
cosiddetti praticanti che ad entrambi
sembravano un po’ incoerenti. A
quel punto dissi che le uniche cose
che mi attiravano nell’ambito religioso erano Lourdes e s. Bernadette.
La persona che parlava con me
prese subito la palla al balzo e mi
chiese se volevo fare il barelliere a
Lourdes. Lei infatti era una dama
dell’Oftal.
In quel momento la parola Oftal non
mi diceva niente ma dopo quattro mesi
mi sono ritrovato a Milano, davanti al
treno dei pellegrini e dei malati, e sono
partito come volontario.
Il primo approccio è stato traumatico. Non sapevo che l’Oftal fosse una
associazione ecclesiale. Quando è
iniziato il rosario sul treno mi è
preso un colpo. Al mio ritorno
avevo però in mano una corona del
rosario e ce l’ho ancora».
- Cosa è cambiato nella sua esistenza?
«C’è stato un cambiamento nel
mio rapporto con gli altri. Prima di
Lourdes ero solito dare del lei praticamente a tutti. Era per me una
sorta di difesa, un po’ per timidezza e forse per non coinvolgermi
troppo. Ma sentirmi dare subito del
tu con amicizia e con un vero interessamento mi ha cambiato. Da
quel momento ho cominciato a
vedere gli altri come fratelli. Forse
può sembrare banale ma per me è
stato importante.
Poi devo dire che il primo viaggio
ha messo un “tarlo” nella mia testa.
Ho iniziato a osservare gli ammalati e i volontari. Io non sapevo ancora cosa stavo cercando, ma ho
cominciato ad entrare nel mistero
della sofferenza e a comprendere il
valore della preghiera.
Tornato a casa per prima cosa ho
ripreso ad andare a messa la
domenica.
Nei viaggi successivi mi sono
confessato e ho fatto il famoso
“bagno”. Nei primi pellegrinaggi
dunque la cosa più importante non
è stata tanto l’aiuto che davo materialmente ai malati ma il mio cammino interiore di riscoperta di Dio
e della fede.
Dopo il terzo viaggio ho iniziato a
chiedermi: “Cosa faccio ora?”,
“Come mettere a frutto il dono ricevuto?” Un giorno improvvisamente ho deciso di andare dal mio parroco per chiedergli se poteva mettermi a disposizione dei locali per
dare vita a Varese ad un gruppo
Oftal. Mi sono ricordato di aver
conosciuto dei varesini a Lourdes,
li ho contattati e abbiamo iniziato
ad incontrarci».
- Ha parlato di dame e barellieri.
Chi sono esattamente?
«Sono persone che si offrono per
accompagnare e per assistere i
N. 57 - APRILE 2008
tempo “ci sei”. A Lourdes il malato
è al centro dell’attenzione.
C’è un’aria particolare, i tuoi problemi in quel momento non li senti.
Sei lì a “succhiare” energia per
dopo. Non è un fuggire i problemi,
ma un nutrirsi di Altro.
Poi le dame e barellieri dicono tutti
la stessa cosa: “Sembra che tu sei lì
per aiutare i malati ma sono loro che
aiutano te”. Anche i volontari stanno cercando qualcosa».
Roberto Franchin, in basso al centro, durante il pellegrinaggio a Lourdes
del giugno 2007 a cui ha partecipato da accompagnatore, ma anche da “ammalato”.
malati lungo il viaggio e nell’ospedale interno al santuario. Insieme a
loro ci sono poi anche medici, infermieri e farmacisti.
Tutti riceviamo una formazione
pratica, più che altro sul posto, in
cui ci viene spiegato ad esempio
come mettere le persone sulle carrozzine o sui lettini.
Ma quello su cui si cerca di riflettere molto nell’Oftal è l’approccio
con il malato, ci si interroga su
come condividere la sua sofferenza.
Poi c’è la formazione spirituale. Ci
sono serate in cui si affrontano vari
temi e ci sono giorni di ritiro. Per
ora il tutto avviene soprattutto a
Milano, più volte durante l’anno».
- Come è strutturata l’Oftal?
«Ci sono diverse sezioni in alcune
regioni: Piemonte, Lombardia,
Liguria, e Sardegna. Le sezioni sono
legate alle diocesi. Il “capo” è sempre il vescovo che poi delega un
sacerdote per seguire più da vicino
l’associazione. Gli associati principali sono le dame e i barellieri.
La cosa che mi piace dell’Oftal è il
voler dare a tutti la possibilità di
recarsi a Lourdes: se uno ha problemi fisici particolari si vede se è tecnicamente trasportabile e si fa di
tutto perché possa andare in pellegrinaggio; se la persona ha problemi
economici le si viene incontro. A
questo scopo ogni anno vendiamo le
uova pasquali e il ricavato viene
usato per aiutare proprio chi ha difficoltà economiche».
- Qual è per lei la differenza tra
turismo e pellegrinaggio religioso?
«La parola pellegrinaggio a me
dice che non deve essere una cosa
comoda, senza nessuna fatica. Noi
proponiamo il viaggio a Lourdes
anche in aereo per chi non se la
N. 57 - APRILE 2008
sente di affrontare il viaggio in
treno, ma viaggiare in treno ha un
significato tutto particolare.
Per me il pellegrinaggio è qualcosa che tocca lo spirito attraverso le
fatiche del corpo. Un pellegrino
“sano” che viaggia con i malati
sicuramente impara molto da loro».
- Il vostro fondatore diceva:
“Lourdes con gli ammalati è
tutto, senza ammalati è nulla; è
sprecato un pellegrinaggio a
Lourdes che non porti con sé gli
ammalati”. Come commenta questa frase?
«Qualcuno ha detto che Lourdes è
il centro mondiale della santificazione della sofferenza. Ci sono ammalati che vanno lì ma non pregano per
sé. Accettano il loro problema e lo
offrono per altri. Lourdes ti aiuta a
sopportare e ad accettare la sofferenza, che non significa negarla... Non è
dire: “come sono contento di soffrire”, ma quando non la si può togliere dalla propria esistenza si impara a
darle un valore».
- Lei viaggia in treno con i pellegrini. Qual è lo spirito che accompagna chi parte, volontari compresi? E quando tornano che cosa
li ha colpiti maggiormente?
«Chi è già stato a Lourdes ci torna
per ricaricare le pile o per ringraziare o per cercare ancora. Ci si torna
sempre con speranza. Chi non c’è
mai stato non ha idea di quanto sperimenterà, delle emozioni che proverà. Di solito è la grotta e l’atmosfera spirituale che la circonda a
toccare i cuori, all’inizio. Quando
poi si è sulla via del ritorno alla
maggior parte delle persone il
tempo sembra essere passato troppo
in fretta: per una settimana sei stato
fuori dal mondo ma nelle stesso
- Come Oftal, oltre i pellegrinaggi, voi vi impegnate anche sul territorio. Come?
«Noi vogliamo continuare il rapporto con gli ammalati anche dopo
il pellegrinaggio: aiutarli, là dove
vivono, nei loro problemi pratici,
materiali, spirituali. Fermarsi al pellegrinaggio può dare l’idea di prendere come dei “pacchi” per portarli
a destinazione. A Varese abbiamo
contattato altre realtà, come un centro di accoglienza per disabili o
come il Movimento Apostolico
Ciechi, con cui cerchiamo di mantenere rapporti costanti nel tempo».
- Alla fine di questa intervista
cosa si sente di aggiungere?
«Personalmente avverto molto il
desiderio di condividere la gioia
che ho scoperto a Lourdes con gli
altri, ma sento anche mie queste
parole di Bernadette: “Io non ho
l’obbligo di farvi credere ma di dirvelo.” Io invito tutti, il resto è nelle
mani di Qualcun' Altro».
Emanuela Giuliani
Chi volesse maggiori informazioni o
desiderasse partecipare ad un pellegrinaggio (non solo a Lourdes), anche come
dama o barelliere, può rivolgersi ai
seguenti recapiti:
Sede Centrale Oftal:
Via Gioberti 9, 13039 Trino (Vc)
Tel 0161.801290 - Fax 0161.804177
Email: [email protected]
Sito Web: www.oftal.org
Sezione di Milano:
Via S. Antonio 5, 20122 Milano
Tel: 02. 58316255 - Fax: 02. 58316265
Email: [email protected]
Sito Web: www.oftalmilano.it
Gruppo di Varese:
Roberto Franchin
Cell: 3356025957
Date dei prossimi pellegrinaggi:
6-12 Maggio; 23-29 Giugno;
19-25 Settembre; 13-19 Ottobre
LISDHA NEWS - 15
ESPERIENZE
L’esperienza della diversità nel quotidiano
di una famiglia…
LA DOLCEZZA
DI FABIOLA
Fabiola, la maggiore di quattro fratelli, ha oggi ventun anni ed è affetta da sindrome
di Down. Grazie all’atteggiamento sereno ed aperto dei suoi genitori e al clima
disteso coltivato in famiglia, ha sviluppato un carattere tranquillo e vivace che le
consente di intrattenere buoni rapporti con tutti, oltre ad avere conseguito un
notevole grado d’indipendenza.
L
a “sindrome di Down”, come
noto, è una malattia che colpisce il corredo cromosomico
nel senso che esiste un cromosoma
in più: la ventunesima coppia è
composta, infatti, da tre cromosomi,
anziché da due, da qui il nome di
“trisomia 21”.
16 - LISDHA NEWS
Ciò comporta un’insufficienza a
livello psico-intellettivo accompagnata, spesso, ad altre patologie
come cardiopatie e debolezza del
sistema immunitario. Mediamente,
si riscontra in un bambino su 700,
ma più è alta l’età della madre, maggiore è la probabilità di concepire
un figlio down. Di fatto, allo stato
attuale, non pare possibile né curare
la malattia, né prevenirne l’insorgenza. E’, invece, possibile la diagnosi prenatale attraverso l’amniocentesi e la villocentesi.
I bambini down sono in genere
timidi, docili ed affettuosi ed è per
N. 57 - APRILE 2008
essi fondamentale la riabilitazione
precoce e l’assoggettamento a stimoli costanti di varia natura. Se
seguiti in modo corretto, possono
frequentare la scuola dell’obbligo e,
a seconda della minor o maggior
gravità della patologia, possono
anche proseguire negli studi e successivamente inserirsi nel mondo
del lavoro.
Il cammino sin qui percorso da
Fabiola, con il prezioso sostegno dei
suoi genitori, fratelli, insegnanti e
terapisti è stato notevole. In questi
casi, è essenziale (ancora più del
solito) il contesto in cui la persona
vive: solo se essa è accolta, protetta,
ma anche stimolata costantemente
con amorevole fermezza, sarà in
grado di esprimere al massimo le
potenzialità che porta in sé.
L’esperienza di Fabiola credo sia
emblematica a tal proposito.
Incontro Fabiola ed il papà Renzo
nella loro casa di Varese, in un caldo
pomeriggio di sabato. Da subito, mi
colpiscono il dolce sorriso di
Fabiola ed il modo di fare aperto ed
accogliente di Renzo.
- Eccomi qui… grazie per la
disponibilità a raccontarvi!
Renzo, quando avete saputo tu e
tua moglie Francesca che Fabiola
era malata?
«Fabiola, la nostra primogenita, è
nata nel settembre del 1986
all’ospedale di Tradate. Con mia
moglie, avevamo deciso di optare
per il cosiddetto “parto non violento”. Si tratta di un parto naturale
che si svolge con alcuni accorgimenti utili sia al bimbo che alla
mamma per vivere in maniera rilassata il momento della nascita. Ad
esempio, nella sala è predisposto un
impianto per l’ascolto della musica
classica ed il papà viene maggiormente coinvolto. Ironia della sorte,
nostra figlia “ha deciso” di nascere
quindici giorni prima della data
prevista proprio quando io mi trovavo a Roma per lavoro… così,
nonostante tutto fosse stato ben preparato, io non ero presente al
momento del parto. Due giorni
dopo, raggiunta mia moglie
all’ospedale, abbiamo ricevuto la
notizia dal primario del reparto
assieme alla presidentessa dell’associazione “Crescere Insieme”».
mente l’idea di poter avere un figlio
con dei problemi. Inoltre, non sapevamo assolutamente nulla della sindrome di down, né di ciò che esattamente comportava. Dopo l’incredulità, è subentrato lo smarrimento e
poi il pianto. Tuttavia, già dopo
qualche giorno, ci siamo detti:
“dobbiamo darci da fare affinché
Fabiola possa avere il più possibile”. Così, abbiamo deciso di rimboccarci le maniche, senza perderci
d’animo!».
- L’associazione di cui mi parlavi
vi ha aiutato?
«Si, per fortuna, soprattutto nella
difficile fase iniziale.
L’associazione, nata nell’83, si
proponeva di sostenere i genitori nel
cammino di crescita dei loro figli
affetti da sindrome di Down. Erano
previsti degli scambi di esperienze
con altri genitori e l’intervento di
specialisti. Già a tre mesi, nostra
figlia faceva piscina e poi fisioterapia, entrambe utilissime per superare le gravi difficoltà di tipo motorio.
Oggi, purtroppo, quest’associazione
non esiste più».
- Vi siete, poi, rivolti a qualche
altro ente?
«Grazie alle indicazioni ricevute
nell’ambito di “Crescere insieme”,
ci siamo messi in contatto con il
“Cepim” di Genova, uno dei migliori centri in Italia che si occupa di
questa realtà. Il Centro Italiano
Down è una onlus costituita nel
1975 che si propone di realizzare
un’efficace integrazione delle persone affette da sindrome di down o
da altre patologie genetiche con
associato ritardo mentale attraverso
sia interventi riabilitativi sulla persona malata, sia un’attività di informazione e formazione dei componenti della famiglia interessata. Al
Centro lavorano medici, psicologi,
terapisti della riabilitazione, educatori professionali, operatori della
mediazione al lavoro ed operatori
informatici. Fabiola è stata seguita
fin dall’età di due anni.
Periodicamente veniva sottoposta
a visite specialistiche ed interventi
riabilitativi (fisioterapia, logopedia,
psicomotricità, sostegno psicopedagogico) e noi genitori ricevevamo
consigli su cosa fare nel periodo in
cui tornavamo a casa. Ci siamo trovati davvero molto bene!»
- Un bell’impegno. Tra l’altro,
nel frattempo, sono arrivati altri
bimbi…
«Direi che abbiamo reagito bene.
Le problematiche vissute con
Fabiola non ci hanno bloccato.
Dopo di lei, infatti, abbiamo avuto
altri tre figli: Silvia, che oggi ha
diciannove anni; Elia, ora quattordicenne e Camilla, che attualmente ha
dodici anni e mezzo. Per noi genitori e per Fabiola non essere soli è
stato un bene. Per lei è stato molto
stimolante condividere la crescita
con le altre sorelline ed il fratellino;
nel contempo, essere parte di una
famiglia numerosa con più soggetti,
ognuno diverso ed ognuno con i
suoi problemi e difficoltà, aiuta a
sdrammatizzare e ad assumere un
atteggiamento più equilibrato, di
maggior pazienza, accoglienza e
comprensione dell’altro con le sue
diversità!»
- Quale è stata la vostra reazione?
«Sinceramente, all’inizio di totale
incredulità! Eravamo entrambi giovanissimi e non ci sfiorava minimaN. 57 - APRILE 2008
LISDHA NEWS - 17
- Complimenti! Non tutti, forse,
avrebbero avuto la vostra forza
d’animo. Vostra figlia ha poi
potuto frequentare la scuola?
«Sì, per fortuna. Fabiola è riuscita
ad inserirsi bene sia alla scuola
materna che alle scuole elementari e
medie proprio perché ha ricevuto
tanti stimoli da subito ed è stata abituata a vivere in mezzo agli altri, pur
essendo spinta ad acquisire e rafforzare la propria autonomia».
- Vi sono state difficoltà particolari?
«Certamente, nostra figlia aveva
ed ha alcune limitazioni: in particolare, a livello di espressione verbale
e scritta. Per quanto riguarda le abilità motorie, possiamo dire che sono
state recuperate molto bene grazie
alla riabilitazione cui è stata fin da
subito sottoposta nei vari centri. Dai
sei a circa quindici anni, infatti,
oltre alla scuola ed al sostegno a
distanza del Cepim, frequentava due
volte alla settimana l’istituto “La
Nostra Famiglia” di Vedano, dove
faceva fisioterapia ed altre attività
per stimolare la memorizzazione e
la socializzazione. Possiamo dire
che è riuscita ad inserirsi bene a
scuola e, salvo qualche episodio,
non ha avuto particolari problemi».
- Mi può parlare di questi “episodi”?
«Sostanzialmente, vi sono stati
alcuni problemi nel periodo in cui
frequentava la scuola elementare.
Durante i primi due anni era presente un’insegnante di sostegno per
circa 16-18 ore alla settimana. In
seguito, abbiamo dovuto lottare sia
contro il taglio delle ore di sostegno,
sia a causa del continuo avvicenda18 - LISDHA NEWS
mento delle insegnanti. In particolare, durante la quarta, per problemi –
credo - economici, tutte le ore previste per il sostegno sono state eliminate e sono stato costretto a recarmi
presso il Provveditorato agli studi
per far presente la situazione e chiedere il reintegro di tali ore che, per
nostra figlia, erano indispensabili.
La mia “battaglia” ha prodotto buoni
frutti nel senso che, almeno per 12
ore alla settimana, Fabiola ha potuto
nuovamente beneficiare dell’insegnante che la seguiva personalmente.
Un ulteriore problema si è presentato
con alcuni genitori di compagni di
classe che vedevano in Fabiola un
“ostacolo”, nel senso che la sua presenza poteva in qualche modo rallentare lo svolgimento del programma.
Con i compagni di classe, al contrario, nostra figlia non ha mai avuto
problemi: i bambini spesso sono più
aperti degli adulti…»
- Certamente, l’apertura alla
diversità vista come ricchezza non
è di tutti… ma non era previsto
l’intervento di specialisti, ad
esempio di psicologi?
«Un lavoro straordinario è stato
svolto durante gli anni delle scuole
medie. Fabiola ha frequentato la
scuola Anna Frank di Varese. Lì,
oltre alla presenza di due insegnanti
di sostegno molto brave e qualificate, con il prezioso intervento di una
psicologa dell’età evolutiva, la dottoressa Broggi, sono stati elaborati
dei progetti finalizzati all’accettazione del diverso. Nell’ambito delle
ore scolastiche, grazie agli stimoli
della psicologa, i ragazzi erano
incoraggiati a riflettere sulla questione della diversità: tale lavoro è
stato un toccasana per tutti!»
- Dopo le medie?
«Qui si è davvero aperta una prima
problematica importante. Fabiola
non era in rado di affrontare gli
studi di una scuola superiore e non
vi erano molte alternative. Abbiamo
optato, anche sulla scorta della precedente positiva esperienza, per il
distaccamento de “La Nostra
Famiglia” presso Castiglione Olona.
Così, per due anni nostra figlia ha
frequentato tutto il giorno dal lunedì
al venerdì questo istituto dove, oltre
ad effettuare un ripasso di quanto
appreso a scuola, vi erano molti
laboratori in cui si svolgevano per lo
più attività manuali, ma non solo
(computer, lavori di falegnameria,
lavoretti con la creta, etc.)
Purtroppo, però, Fabiola non era
contenta, non mostrava entusiasmo,
si sentiva come demotivata. Inoltre,
per quel che era stata la mia precedente esperienza, i genitori non
venivano sufficientemente coinvolti.
Per questi ed altri motivi, dopo due
anni, nostra figlia ha cessato di frequentare l’istituto».
- E quindi?
«Si è nuovamente riaperto il problema di cosa farle fare. Infatti,
Fabiola non sarebbe stata in grado
neppure di frequentare una scuola
professionale. Quindi, dopo aver
preso in considerazione diverse
realtà presenti sul nostro territorio,
abbiamo scelto di iscrivere nostra
figlia presso “La Finestra”. Si tratta
di un’associazione con sede a
Malnate (Varese) che ha come
obiettivo l’integrazione di ragazzi e
adulti diversamente abili attraverso
la realizzazione di attività lavorative
con il sostegno del volontariato. Ci
è piaciuto l’approccio di questa
N. 57 - APRILE 2008
struttura teso allo sviluppo delle
potenzialità delle singole persone
con una notevole apertura verso
l’esterno, ovvero sia verso i genitori, sia verso la realtà della scuola, sia
verso l’intera comunità di Malnate.
Inoltre, grazie alla vicinanza,
Fabiola sarebbe stata in grado di
raggiungere l’associazione in modo
autonomo, utilizzando i mezzi pubblici. Sono tre anni che nostra figlia
frequenta “La Finestra” e si trova
benissimo!».
- Allora, Fabiola, che attività
svolgi a “La Finestra”?
«Tante! Assemblaggio di materiali
vari, lettura, disegno, ballo di gruppo, palestra, piscina, cura di sé. C’è
anche computer, ma per ora non lo
faccio. Vado dal lunedì al venerdì
dalle 8,30 alle 17,30: prendo il bus
fino alla stazione Nord, poi il treno,
scendo alla stazione di Malnate
dove c’è un pulmino che mi porta
direttamente all’associazione. A
“La Finestra” ho trovato anche delle
amicizie vere: quelle con Barbara,
Betty, Sara, Michele, Alberto e
Dario».
- Mi dicevi, Renzo, che quest’associazione è collegata con altre
realtà.
«Sì. Vi sono vari progetti con
scuole elementari e medie tesi allo
scambio di esperienze. Inoltre, vengono organizzati tanti eventi: a
Natale rappresentazioni teatrali,
tombolate; nel mese di marzo, in
genere, i ragazzi hanno la possibilità di recarsi alla Scala di Milano per
assistere a dei balletti. Sono poi stati
ideati dei momenti di aggregazione
aperti a tutti, tra cui “la giornata del
cuore” dedicata alo sport e la “festa
sociale” che consiste in un week
end nel quale vengono esposti i
lavori manuali fatti dai ragazzi e si
proiettano i filmini delle vacanze
trascorse insieme. Ogni anno nel
mese di luglio, infatti, i ragazzi possono trascorrere insieme con alcuni
operatori del centro, una settimana
di vacanza pressoché in totale autoN. 57 - APRILE 2008
nomia. Alcuni ospiti dell’associazione, poi, sono coinvolti in attività
di aiuto agli anziani residenti a
Malnate: in particolare, vanno a fare
la spesa e la portano direttamente
presso le abitazioni di queste persone bisognose. Nel complesso, esiste
davvero un bel interscambio con
l’intera comunità di Malnate, oltre
ad una concreta e proficua collaborazione con il Comune anche per
quanto riguarda l’organizzazione
di taluni eventi. Come genitori,
siamo davvero soddisfatti e, soprattutto, vediamo che Fabiola frequenta l’associazione con grande
entusiasmo!».
- Ma questa scuola avrà un
costo…
«Certamente. Fortunatamente, ad
agevolarci nel sostenerlo è intervenuto il Comune di Varese, dove risiediamo. Abbiamo, infatti, presentato
un’apposita domanda presso l’assessorato ai servizi sociali, il quale, a
seguito di una valutazione del nostro
reddito, ha stabilito di erogare una
determinata somma che copre circa
la metà della retta. Restano, tuttavia,
escluse la mensa e le gite».
- Come vedi il futuro?
«Si vedrà. Quest’associazione
sicuramente rappresenta uno stru-
mento utilissimo affinché i ragazzi
con disabilità conservino il più possibile ciò che è stato loro trasmesso
durante il periodo scolastico e,
soprattutto, ricevano adeguati stimoli per una crescita nell’autonomia e nella consapevolezza, imparando a coltivare sereni rapporti
interpersonali.
Tuttavia,
“La
Finestra” – come detto - non è una
scuola professionale; né, almeno per
il momento, Fabiola, pur avendo
conseguito un notevole grado di
autonomia, sarebbe in grado di condurre una vita indipendente, svolgendo un’attività lavorativa.
Certamente, i nostri figli si vogliono bene e sono sicuro che Fabiola
potrà contare anche sull’aiuto dei
suoi fratelli, oltre che su quello dei
suoi genitori. In ogni caso, per il
futuro, potrebbe, forse, profilarsi la
possibilità di una vita in una famiglia composta da ragazzi, magari
con disabiltà diverse, ma con un sufficiente grado di autonomia».
- Cosa diresti ad un genitore che
si trovasse a vivere un’esperienza
analoga alla tua?
«Di non perdersi d’animo! Di
impegnarsi con costanza e con tutta
la serenità e la fiducia possibili per
vivere una vita ricca di affetto, lottando da subito per ottenere ciò di
cui i propri figli hanno bisogno,
mantenendo al contempo un atteggiamento di apertura e positività
verso gli altri. Infine, di stimolare il
più possibile i propri figli affinché
esprimano tutte le loro potenzialità
e raggiungano il massimo grado di
autonomia e, quindi, di autorealizzazione».
Maria Cristina Gallicchio
PER CONTATTARE LE ASSOCIAZIONI CITATE
NELL'ARTICOLO:
ASSOCIAZIONE LA FINESTRA - Onlus
Via G. Di Vittorio, 7 - Malnate
Tel. 0332/428604
Orario di apertura: 8,30/12,30 - 14,30/17,30
CEPIM - Centro Italiano Down – Onlus
Via Volta, 19 - 16128 Genova
Tel. 010/584529 – Fax 010/541527
sito web: www.cepim.it
LA NOSTRA FAMIGLIA
Via Don Luigi Monza, 1 - 22037 Ponte Lambro (Co)
Tel. +39 031/625111 – Fax +39 031/625275
email: [email protected] – sito web: www.lanostrafamiglia.it
LISDHA NEWS - 19
MOBILITÀ
Qualche suggerimento ispirato al buon senso
MARCIAPIEDI
A PROVA DI DISABILE
Alcuni accorgimenti nella costruzione dei marciapiedi possono consentire
anche ai disabili di muoversi in autonomia.
D
ovrebbe essere scontato che i
marciapiedi debbano essere
accessibili (con regolari
rampe) e percorribili senza difficoltà da parte dei disabili fisici e sensoriali. Ciò però non sempre accade,
neanche se è avvenuto un intervento
di adeguamento. Questo fatto è
anche dovuto a qualche errore contenuto nelle leggi, errore che consente la cattiva esecuzione dei lavori come ad esempio la presenza di
due misure sbagliate contenute nel
testo del Dm-236/89: quella relativa
all'altezza della soglia di 2,5 cm e
quella relativa all'altezza massima
del marciapiede di 15 cm.
E' difficile ricostruire come un
errore così grossolano abbia potuto
essere presente in tutte le leggi e circolari finora emesse (a partire dalla
prima Circolare n. 4809 emessa dal
Ministero dei Lavori Pubblici nel
lontano 1968); evidentemente, per
quanto riguarda molti dati tecnici,
una norma ha copiato quelli contenuti nella norma precedente e così
via fino ai giorni nostri.
I motivi di obiezione a questa prescrizione sono dovuti primariamente al fatto pratico per cui una ruoti-
20 - LISDHA NEWS
na di carrozzina (diametro di 20 cm
per quasi tutte le carrozzine del
mondo) non può superare che dislivelli ben raccordati.
Chiunque usi o spinga una carrozzina sa che per superare il dislivello
anche solamente di un paio di centimetri deve sollevare, o far sollevare,
le ruotine anteriori esattamente come
di fronte ad un ostacolo di vari centimetri. Sa anche che i dislivelli devono essere superati solo frontalmente
e che quindi una carrozzina, che percorre normalmente in senso longitudinale il marciapiede, per superare
ad esempio la soglia di un negozio,
deve disporsi a 90 gradi e, per fare
questa manovra, deve avere lo spazio
retrostante sufficiente, il che non
accade quasi mai. Senza dislivelli
ovviamente la carrozzina potrebbe
entrare nello stesso negozio obliquamente senza problemi: come fa in
sostanza il comune pedone.
Nella normativa estera, si danno
come "massimi" per i citati dislivelli le seguenti misure:
- Australia: 5 mm arrotondati
- Usa: 6 mm se non smussati e da
6 a 13 mm se smussati
- Canada: 13 mm se smussati.
Questi dati si riferiscono non tanto
a irregolarità riscontrabili nei percorsi, quanto alle soglie di accesso
ai luoghi di interesse in generale
(abitazioni, negozi, ecc.).
Per un progetto di pista ciclabile
non verrebbe mai in mente a nessuno di considerare accettabili dislivelli dell'entità citata nelle nostre
leggi contro le barriere; eppure le
biciclette, è noto, hanno le ruote con
diametro tre volte superiore, quindi
con minori problemi di superamento dei dislivelli.
La prescrizione dell'altezza di 2,5
cm senza rampe è oltretutto in netto
contrasto con quanto affermato in
altri punti dallo stesso Dm-236 come
di seguito riportato testualmente:
..... deve essere previsto almeno un
percorso, preferibilmente in piano,
con caratteristiche tali da consentire
la mobilità delle persone con ridotte
o impedite capacità motorie .....
..... i percorsi devono presentare
un andamento quanto più possibile semplice e regolare ..... le eventuali variazioni di livello dei percorsi devono essere raccordate
con lievi pendenze ovvero superate
mediante rampe in presenza o
N. 57 - APRILE 2008
meno di eventuali gradini ......
..... ogni qualvolta il percorso
pedonale si raccorda con il livello
stradale, o è interrotto da passo
carrabile, devono predisporsi
rampe di pendenza contenuta e raccordate in maniera continua .....
..... gli elementi costituenti una
pavimentazione devono presentare
giunture non inferiori a 5 mm, stilate con materiali durevoli, essere
piani con eventuali risalti non superiori a mm. 2.
Dopo affermazioni di principio e
norme applicative di questo tipo,
presenti nel Dm-236, come è possibile ammettere uno scalino di 2,5
cm, cioè un dislivello non superabile normalmente senza una raccordatura adeguata?
II progettista e il tecnico comunale, sulla base di quanto erroneamente stabilito nella Legge, considerano
la citata misura accettabile per la
soglia di un qualsiasi ingresso: stabile, negozio, supermercato, che sia;
ma è chiaro che il buon senso dice
tutt'altra cosa. Certe volte addirittura la rampa viene costruita con il
salto anziché essere raccordata con
il piano stradale.
Per quanto riguarda l'altezza del
marciapiede, consentita fino a un
massimo di 15 cm, occorre rilevare
che le amministrazioni comunali
adottano sempre il massimo di legge
come misura standard, spesso oltrepassandola, privilegiando l'azione di
dissuasione verso le macchine che
parcheggiano sui marciapiedi invece
di colpire i cittadini maleducati con
rimozioni e multe salatissime.
Ma, visto che le citate leggi sono
nate per abolire le barriere, sarebbe
stato meglio non prescrivere alcuna
N. 57 - APRILE 2008
altezza del marciapiede ma stabilire
invece che, a seconda dei casi, il
marciapiede stesso debba essere
allineato alle soglie di entrata dei
luoghi di interesse anche se queste
dovessero trovarsi a quote diverse
dai 15 cm stabiliti.
Consultando accuratamente le
leggi anti-barriere americane, canadesi e australiane non si trova infatti
traccia di prescrizioni di altezza dei
marciapiedi ma accurate precisazioni sulla costruzione delle rampe per
salire e scendere dai marciapiedi.
La maggior parte delle persone
percorre i marciapiedi perché prima
o poi entra in qualche luogo: la stessa precisa cosa che vorrebbe fare chi
è in carrozzina se non fosse impedito dall'ostacolo costituito dalla
soglia sopraelevata. Se il marciapiede invece seguisse i livelli delle
soglie non ci sarebbero problemi
per nessuno.
Nelle città costruite su terreni
moderatamente ondulati, come ad
esempio Varese, le quote a cui si
trovano le soglie degli ingressi di
diversi fabbricati disposti in successione, sono inevitabilmente diverse,
ma se il marciapiede si adattasse a
queste quote e non a quella costante
riferita al piano stradale, si otterrebbe l'auspicata accessibilità.
Un discorso a parte meritano le
zone pedonali. In queste aree, già
esistenti o di nuova realizzazione,
spesso vi sono dislivelli tra il piano
del traffico pedonale e la soglia dei
luoghi di pubblica utilità. Ciò avviene in quanto, in passato, non era mai
stato realizzato il necessario marciapiede ed ora lo si ritiene superfluo.
Seguendo però la logica dell'accessibilità, sempre affermata nei
discorsi e regolamentata dalle leggi,
sarebbe invece necessario costruire i
marciapiedi dove ci sono i dislivelli,
anche se ci si trova all'interno di
un'isola pedonale e anche se il pedone non deve più essere protetto dai
veicoli, proprio per rendere accessibili i luoghi di interesse.
E' stato calcolato che a Varese
almeno il 70% dei negozi è inaccessibile per la presenza della soglia
rilevata o addirittura di un gradino
Certo che meglio ancora sarebbe
se fosse l'ingresso dell'attività commerciale ad essere allineata o raccordata al livello esterno, ma questo
è un altro discorso e anche in questo
la legge non aiuta.
Bruno Biasci
(Ccsb di Varese)
LISDHA NEWS - 21
Un valido ausilio proposto
dalla Caporali di Daverio
POWERPACK
RIDUCE LA FATICA
Si tratta di un gruppo motore, facilmente applicabile a qualunque carrozzina
standard, che permette di ridurre praticamente a zero lo sforzo di chi spinge la carrozzina
consentendo di ritrovare la serenità di piacevoli passeggiate, spostamenti e viaggi.
L
a tecnologia avanza e quindi
anche gli ausili per i disabili
beneficiano di questo. La Tga,
che ha precedenti esperienze nel
campo, ha messo sul mercato un interessante prodotto che viene importato
dalla Ditta Caporali 2000, la nota
azienda di Daverio (Varese) che fornisce un'ampia gamma di ausili e una
ben organizzata assistenza nel settore.
Sebbene molto simile nell'aspetto
e nella funzione rispetto al vecchio
modello che già aveva avuto un
buon successo, il nuovo Powerpack
è stato completamente riprogettato
sfruttando le nuove tecnologie.
Si tratta di un gruppo compatto
comprendente un motore elettrico,
una batteria e una ruota (o una coppia
di ruote), con buona presa sul terreno.
La più significativa innovazione
riguarda il sistema di controllo elettronico della trazione che consente
un avvio e una marcia dolce senza
contraccolpi.
Il semplice comando, che può essere
installato sia sulla manopola di destra
sia su quella di sinistra, è facilmente
azionabile dall'accompagnatore.
Una chiave asportabile garantisce la
sicurezza impedendo ad altri di azionare incidentalmente il comando.
Una sequenza di spie (rosso, giallo,
verde) informa l'utente sullo stato di
carica della batteria. Un apposita
leva controlla la velocità prestabilita
che la carrozzina non deve superare
anche se la sua potenziale velocità
massima è di 6,5 km/h. L'autonomia
è di circa una quindicina di km, più
che sufficiente quindi per una anche
lunga passeggiata.
Del Powerpack esistono 3 modelli:
le versioni standard a ruota singola
o doppia che sono in grado di trasportare una persona che pesa fino
a 115 kg e la versione più potente
che consente di muovere senza difficoltà una persona fino a un peso
massimo di 165 kg.
Una volta predisposti sulla carrozzina gli attacchi, il Powerpack è
installabile in pochi secondi e, quando è installato non serve più spingere la carrozzina ma semplicemente
camminare dietro e limitarsi a dirigerla anche in presenza di percorsi
in salita, rampe o terreni "difficili".
Nei casi in cui occorre superare
l'ostacolo di un gradino, un semplice nastro, azionato dall'accompagnatore, solleva da terra quanto
basta tutto il gruppo per evitare ogni
interferenza con l'ostacolo. In questa condizione la carrozzina può
essere azionata manualmente come
una qualunque carrozzina.
L'articolazione del Powerpack e la
semplicità dei suoi attacchi alla carrozzina consentono una veloce
rimozione del gruppo, che pesa
solamente 13 kg il monoruota e 14.5
kg quello a ruota doppia, per rendere pieghevole la carrozzina stessa e
caricare agevolmente il tutto su qualunque mezzo di trasporto.
NOTIZIE SULLA ORTOPEDIA CAPORALI 2000 Srl
recente struttura, espone ausili e diversi
prodotti ortopedici (Calzature-ausili
bagno-busti ecc.), mentre al piano superiore vi è l'officina e il magazzino con tutta
la parte riguardante l'assistenza tecnica.
La Ditta Caporali 2000 srl Reha
Service è sul mercato dal 1999 e, da
quando è nata, ha avuto una continua
crescita ed espansione, sia in termini di
spazio sia per quantità di prodotti e di
servizi offerti.
La Caporali intrattiene accordi con
diverse Asl della Lombardia gestendo
con un sistema informatico molto
all’avanguardia la consegna al domicilio
degli ausili che vengono assegnati su
segnalazione delle stesse Asl e ritiri
degli stessi non più utilizzati dal cliente.
Da qualche anno la nuova sede si trova
a Daverio dove, al piano terreno di una
Effettua anche riparazioni su ausili dati
in dotazione dall’Asl, in quest’ultimo
22 - LISDHA NEWS
caso procura un ausilio per la sostituzione temporanea, evitando per quanto
è possibile il disagio all’utente stesso.
Per contattare l'Azienda è sufficiente
telefonare
al
numero
verde
800-045330 oppure 0332-949462.
La sede espositiva, di vendita e di assistenza si trova a Daverio (Va) in via
Cesare Battisti, 65.
Posta elettronica: [email protected]
In internet all'indirizzo:
www.caporali2000.it
N. 57 - APRILE 2008
Una lodevole iniziativa del Cesvov
VARESE
PER TUTTI
Si tratta di una piccola guida turistica di Varese contenente
però anche indicazioni sull'accessibilità di vari luoghi.
I
l Cesvov (Centro Servizi per il
Volontariato della provincia di
Varese), in occasione dell'Anno
europeo delle pari opportunità per
tutti ha recentemente realizzato la
guida “Varese per tutti” che potrà
essere consultata telematicamente
sul sito www.cesvovpertutti.it.
La guida è stata presentata ufficialmente al pubblico nello scorso mese
di febbraio.
Per realizzarla sono state coinvolte
diverse associazioni del mondo della
disabilità alcune delle quali hanno
collaborato direttamente con entusiasmo per fornire un apporto di
esperienza e anche di lavoro diretto
come quello relativo alle rilevazioni.
Sono stati visitati circa 100 luoghi
di interesse, che rappresentano certo
solo una parte di quelli presenti in
città, ma si tratta di quelli forse giudicati più significativi o più facilmente rilevabili.
La Guida verrà distribuita gratuitamente a Enti ed Associazioni che ne
cureranno a loro volta la diffusione.
Chi si occupa da tempo in profon-
dità del problema delle barriere
architettoniche, e quindi delle
carenze programmatiche e della
incorretta esecuzione dei lavori da
parte dell'Amministrazione Comunale, può non condividere qualche
aspetto troppo positivo della guida
ma certamente riconosce la buona
volontà, l'impegno e comunque l'occasione creata dall'evento che ha
concorso a diffondere la conoscenza
del problema delle barriere architetB.B.
toniche.
GUIDABILE, INCONTRO CON L'AUTO
Una guida sul tema della mobilità in auto.
D
opo averci guidato nei luoghi
più belli d’Italia, oggi
Coloplast sposta sotto i riflettori uno strumento importantissimo
per l'autonomia personale: l'auto.
Se è vero, come molti sostengono,
che il fascino di questo mezzo è
dovuto in gran parte alla capacità di
garantire la libertà di spostarsi da un
luogo all’altro con grande facilità e
quasi senza limiti, quest’affermazione può essere tanto più credibile
per chi abbia problemi di mobilità o
di deambulazione, magari a causa di
un deficit.
Viaggiare in autonomia, su un
mezzo più “nostro”, aiuta a sentirci
più padroni di noi stessi e della
nostra vita; ecco perché anche in
auto vogliamo sentirci come a casa,
come in un qualcosa costruito attorno a noi; e mai come in questo caso
l’asserzione è più veritiera, considerato che tutti gli adattamenti e i
dispositivi di guida vengono appunto “cuciti su misura” sulla persona
che poi li utilizzerà.
Il libro vuole essere uno strumento
per chi sia in cerca di risposte concrete: si tratta cioè di un prezioso
vademecum ricco di informazioni
pratiche per orientarsi nella moltitudine di norme, regolamenti e consuetudini per capire cosa vada fatto
e come.
Il volume può essere richiesto gratuitamente attraverso il sito:
www.coloplast.it.
GUIDA ALL’ACCESSIBILITÀ DI MONZA
E' disponibile on line ed in formato cartaceo la pubblicazione "Monza per tutti guida all'accessibilità" con
informazioni turistiche, indicazioni sull'accessibilità,
dati e curiosità sulla città.
La guida può essere richiesta alla cooperativa di
Betania che ne ha curato il progetto (tel. 039/83271,
[email protected]) o consultata attraverso il sito:
www.monzaebrianzapertutti.org.
N. 57 - APRILE 2008
La Chiesa di Santa Maria delle Grazie
a Monza
LISDHA NEWS - 23
FISCO
DICHIARAZIONE DEI REDDITI
AGEVOLAZIONI
ED OPPORTUNITÀ
Le principali spese che riducono l’imposta dovuta (detrazioni d’imposta) o
abbassano il reddito tassabile (oneri deducibili).
È
tempo di dichiarazione dei
redditi… E’ il momento
quindi di preparare la documentazione necessaria per la sua
compilazione, nel caso si appartenga ai soggetti obbligati alla presentazione, o di valutare l’opportunità
di presentarla ugualmente - ancorché non tenuti – per usufruire dei
benefici fiscali derivanti dalla considerazione di talune spese agevolabili.
In particolare tale valutazione di
convenienza dovrà essere effettuata
da coloro che sono esclusi dall’obbligo di presentazione della dichiarazione non per limiti di reddito
(per questi l’eventuale presentazione non apporta alcun vantaggio),
ma perché percettori esclusivamente di redditi di lavoro dipendente o di pensione (anche se proprietari della abitazione principale e
delle sue pertinenze) erogati da un
unico soggetto (che, di regola, ha
già trattenuto tutte le imposte dovute).
Le spese “agevolabili” generano il
loro vantaggio fiscale attraverso
due modalità: o riducendo direttamente l’imposta lorda (è il caso
delle detrazioni d’imposta) o
abbattendo il reddito complessivo
su cui le imposte vengono calcolate
(sono gli oneri deducibili).
In quest’ultimo caso, generalmente
più vantaggioso, il risparmio fiscale
è pari all’importo delle spese deducibili moltiplicato per l’aliquota più
elevata (c.d. “aliquota marginale”)
applicata al reddito del dichiarante
(nell’ambito delle fasce di reddito
previste).
Nel prosieguo vengono dapprima
presentate talune spese per le quali
è riconosciuta una detrazione
d’imposta del 19%, successivamente alcuni oneri deducibili ed
infine situazioni che consentono, a
determinate condizioni, una detrazione d’imposta in misura fissa.
CALCOLO DELL’IMPOSTA
Con la dichiarazione dei redditi l’imposta dovuta viene calcolata applicando al reddito imponibile, che è pari al reddito
complessivo al netto degli oneri deducibili (= spese), le aliquote d’imposta per scaglioni.
REDDITO COMPLESSIVO - Il reddito imponibile percepito dal contribuente viene suddi- IMPOSTA LORDA
(somma dei diversi tipi di reddito:
viso in fasce progressive di reddito (c.d. “scaglioni”) ed a (reddito imponibile X aliquote)
da lavoro dipendente e assimilati,
ciascuna di queste viene applicata la corrispondente aliquota DETRAZIONI d’imposta
=
da pensione, da lavoro autonomo
d’imposta, come di seguito indicato. Viene così determinata
o d’impresa, da terreni o
l’imposta lorda, che è pari alla somma delle imposte calco- IMPOSTA NETTA
fabbricati …)
late nei diversi scaglioni.
Ritenute
=
ONERI DEDUCIBILI
REDDITO IMPONIBILE
24 - LISDHA NEWS
=
Reddito (scaglioni)
Aliquota (per scaglioni)
fino a euro 15.000,00
23%
da euro 15.000 ad euro 28.000
27%
da euro 28.000 ad euro 55.000
38%
da euro 55.000 ad euro 75.000
41%
oltre euro 75.000
43%
Imposta a debito o a credito
N. 57 - APRILE 2008
SPESE PER CUI È RICONOSCIUTA UNA DETRAZIONE D’IMPOSTA DEL 19%
Nella tabella sottostante sono schematicamente evidenziate alcune fra le spese che consentono di ottenere una
detrazione d’imposta pari al 19% del loro importo.
E’ anche indicato il limite massimo di spesa agevolabile su cui è possibile calcolare la detrazione (se la spesa
sostenuta è maggiore, la parte eccedente il limite massimo non gode del beneficio della detrazione).
SPESE CON DETRAZIONE
D’IMPOSTA DEL 19%
Descrizione
Spesa massima
agevolabile
Spese sanitarie
Spese per prestazioni chirurgiche; analisi, indagini radioscopiche, ricerche e applicazioni; prestazioni specialistiche o rese da un medico generico (inclusa la medicina omeopatica); acquisto o
affitto di protesi sanitarie; ricoveri ospedalieri per operazioni chirurgiche o degenze; acquisto di
medicinali; acquisto o affitto di attrezzature sanitarie (ad es. aerosol o misuratore della pressione);
spese relative al trapianto di organi; ticket pagati per prestazioni erogate dal Servizio sanitario
nazionale.
N.B.: Nel caso di ricovero in istituto la detrazione spetta solo per le spese mediche sostenute (non
per la retta di ricovero e assistenza), separatamente indicate nelle ricevute di pagamento.
Spese di assistenza specifica
Spese di sostenute per:
*assistenza infermieristica e riabilitativa (es: fisioterapia, kinesiterapia, laserterapia ecc.);
*prestazioni rese da personale assistenziale specializzato (avente qualifica professionale di addetto all’assistenza di base, o di operatore tecnico assistenziale per l’assistenza diretta della persona,
o di educatore professionale, o di addetto ad attività di animazione o di terapia occupazionale).
Spese per mezzi di accompagnamento, deambulazione e per sussidi tecnici e informatici
Spese sostenute per l’acquisto di mezzi necessari per l’accompagnamento, la deambulazione, la
locomozione, il sollevamento e per i sussidi tecnici e informatici rivolti a facilitare l’autosufficienza e le possibilità di integrazione delle persone disabili ai sensi dell’ art. 3 della L.104/92 o riconosciute invalide da altre commissioni mediche pubbliche. (invalidi civili, di lavoro, di guerra…).
Spese per l'acquisto di autoveicoli
e motoveicoli
Spese di acquisto e di riparazione straordinaria (ad es. in caso di incidente) relative a:
• motoveicoli e autoveicoli, anche di serie e poi adattati in base alle ridotte capacità dei disabili ai
sensi dell’art. 3 L.104/92;
• autoveicoli, anche non adattati, per il trasporto dei non vedenti, sordomuti, disabili psichici o
mentali con riconoscimento dell’indennità di accompagnamento, invalidi con grave limitazione
della capacità di deambulazione e soggetti affetti da pluriamputazioni.
N.B.: La detrazione, che può essere ripartita in quattro quote annuali di pari importo, spetta per un
solo veicolo, una sola volta in un periodo di quattro anni, a condizione che questo sia utilizzato in
via esclusiva o prevalente per il disabile.
Spese per l’acquisto di cani guida per
non vedenti
La detrazione è calcolata sul costo sostenuto per l’acquisto del canie guida per la persona non
vedente.
N.B.: Tale agevolazione può essere usufruita una sola volta in un periodo di quattro anni, salvo i casi
di perdita dell’animale, e può essere ripartita in quattro rate annuali di pari importo.
Spese per addetti all’assistenza
personale
Spese sostenute per gli addetti all’assistenza personale per persone non autosufficienti nel compimento degli "atti della vita quotidiana". Tale incapacità deve risultare da apposita certificazione
medica.
La detrazione spetta anche se le spese sono sostenute per familiari non fiscalmente a carico.
N.B.: Le spese devono essere documentate da ricevute rilasciate e firmate dall’addetto all’assistenza, in cui vengono indicati i dati anagrafici e il codice fiscale del soggetto che effettua la prestazione, di colui che sostiene la spesa e del familiare beneficiario dell’attività di assistenza.
Spese interpretariato per persone
sordomute
Spese sostenute per i servizi di interpretariato a favore di persone riconosciute sordomute ai sensi
della L. 381/70.
Spese veterinarie
Spese veterinarie sostenute per la cura di animali detenuti a scopo di compagnia o per pratica
sportiva.
387,34 euro
(franchigia di euro 129,11)
Erogazioni liberali alle Onlus organizzazioni non lucrative di utilità
sociale
Erogazioni liberali corrisposte a favore:
* di organizzazioni non lucrative di utilità sociale (Onlus);
* di iniziative umanitarie gestite da fondazioni, associazioni, comitati ed enti individuati con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri;
* di popolazioni colpite da calamità o da altri eventi straordinari, tramite Onlus, organizzazioni
internazionali, altre fondazioni, associazioni e comitati con finalità umanitarie o attraverso enti pubblici e sindacati
N.B. Tali erogazioni devono essere comprovate mediante versamenti postali o bancari, utilizzo di
carte di debito, carte prepagate, assegni e carte di credito.
Le liberalità alle Onlus, in alternativa alla detrazione del 19%, possono essere portate in deduzione dal reddito complessivo.
2.065,83 euro
Erogazioni liberali alle associazioni di
promozione sociale (Aps)
Liberalità erogate a favore delle associazioni di promozione sociale (Aps).
N.B. Tali erogazioni devono essere comprovate mediante versamenti postali o bancari, utilizzo di
carte di debito, carte prepagate, assegni e carte di credito.
Le liberalità alle associazioni di promozione sociale, in alternativa alla detrazione del 19%, possono essere portate in deduzione dal reddito complessivo.
2.065,83 euro
N. 57 - APRILE 2008
18.075,99 euro
2.100 euro
(reddito complessivo
max 40.000 euro)
LISDHA NEWS - 25
Sono detraibili le spese per gli adattamenti di autoveicoli e per l’acquisto dei mezzi necessari alla deambulazione
ALTRE SPESE CON DETRAZIONI D’IMPOSTA IN MISURA FISSA
Nella dichiarazione relativa ai redditi percepiti nel 2007, ricorrendone le condizioni, si può usufruire inoltre delle
seguenti detrazioni in misura fissa:
SPESE CON DETRAZIONI
D’IMPOSTA IN MISURA
FISSA
Descrizione
Limite di reddito
agevolabile
Detrazione d’imposta in misura fissa
per inquilini di abitazione principale
in locazione
Gli inquilini intestatari di contratti di locazione di immobili utilizzati come abitazione principale possono usufruire di una detrazione di 300 euro (se dichiarano un reddito complessivo fino a euro 15.493,71 euro) o di 150 euro (se il reddito complessivo è compreso fra
15.493,71 e 30.987,41 euro).
reddito complessivo
max di 30.987,41
Detrazione d’imposta in misura fissa
per inquilini di abitazione principale
in locazione con contratto in regime
convenzionale
Nel caso contratti di locazione dell’immobile destinato ad abitazione principale sia stato
stipulato in base alla legge L. 431 del 1998 (c.d. contratti convenzionali) la detrazione d’imposta per gli inquilini è pari a 495,80 euro (se il reddito complessivo non supera euro
15.493,71) o a 247,90 euro (nel caso in cui il reddito complessivo sia compreso fra 15.493,71
e 30.987,41 euro).
reddito complessivo
max di 30.987,41
Detrazione in misura fissa per le
spese di mantenimento dei
cani guida
E’ prevista una detrazione forfetaria di euro 516,46 finalizzata a rimborsare parzialmente
le spese di mantenimento dei cani guida utilizzati dalle persone non vedenti. La detrazione
spetta esclusivamente al non vedente (e non anche alle persone cui questi risulti fiscalmente a carico) a prescindere dalla documentazione della spesa effettivamente sostenuta.
26 - LISDHA NEWS
N. 57 - APRILE 2008
SPESE SANITARIE:
CASI PARTICOLARI
Rateizzazione delle detrazioni
per spese sanitarie.
Nel caso in cui le spere sanitarie
sostenute nel 2007 siano d’importo rilevante (superiori cioè a
euro 15.493,71), è possibile scegliere di ripartire la detrazione del
19% prevista in quattro quote
annuali costanti di pari importo,
evitando il rischio che la stessa
superi l’imposta dovuta per l’anno (andando quindi parzialmente
persa).
Dovrà essere prestata cura a
riportare tale detrazione anche
nelle dichiarazioni degli anni successivi.
Spese sanitarie per patologie
esenti: in caso di incapienza
detraibili dal familiare che le ha
sostenute.
Particolare attenzione deve essere
posta nella individuazione delle
ricevute di pagamento relative a
prestazioni sanitarie sostenute (ad
es. presso strutture private, per
motivi di urgenza, con pagamento
dell’intero costo) per patologie
esenti dalla spesa sanitaria pubblica, cioè le patologie per le
quali il servizio sanitario nazionale ha riconosciuto l’esenzione
totale dal ticket.
Tali spese vanno indicate separatamente in dichiarazione poiché
godono di un trattamento privilegiato: nel caso in cui la detrazione
del 19% spettante (al netto della
franchigia di 129,11 euro) non
trovasse completa capienza nell’imposta dovuta per l’anno, la
stessa potrà essere dedotta (per
una spesa massima di euro
6.197,48) nella dichiarazione di
un familiare che eventualmente le
ha sostenute. Questo è possibile
anche se il beneficiario delle prestazioni non è fiscalmente a suo
carico.
Documentazione da conservare.
Per i medicinali acquistati con
pagamento del solo ticket occorre
conservare la fotocopia della
prescrizione rilasciata dal medico di famiglia unitamente allo
scontrino fiscale rilasciato dalla
farmacia (ove è riportato l’importo del ticket pagato).
Nel caso di spese per medicinali
acquistabili senza prescrizione
medica è necessario conservare
lo scontrino fiscale (dal quale
deve risultare che si tratti di
acquisto di medicinali e non di
altri prodotti venduti in farmacia
e l’importo pagato). In alternativa
alla prescrizione medica è opportuno predisporre un’autocertificazione – con firma non autenticata,
ma accompagnata da fotocopia
del documento d’identità - da presentare agli uffici fiscali in caso di
richiesta, che attesta che tali
medicinali sono stati utilizzati dal
contribuente acquirente o dai
familiari a suo carico. Nel caso in
cui lo scontrino fiscale non rechi
la dicitura “medicinali” o “farmaci” l’autocertificazione deve
anche attestare che l’importo
pagato è riferito all’acquisto di
farmaci e non di altri prodotti non
sanitari.
A decorrere dal 1° luglio 2007 per
usufruire della detrazione per gli
acquisti di medicinali è obbligatorio essere in possesso del c.d.
“scontrino parlante” in cui sono
specificati la tipologia e la quan-
tità dei prodotti acquistati e il
codice fiscale del destinatario.
Per il periodo transitorio dal 1
luglio al 31 dicembre 2007, in
caso di mancanza dello “scontrino parlante”, la natura, la qualità
e la quantità dei farmaci venduti
può essere sostituita da una attestazione del farmacista e la mancata indicazione del codice fiscale sullo scontrino può essere sanata riportando lo stesso a mano, a
cura del destinatario dei medicinali.
Per le protesi, oltre alle relative
fatture, ricevute o quietanze,
occorre acquisire e conservare
anche la prescrizione del medico
curante, che può essere sostituita
da una autocertificazione a cura
del contribuente, che attesta la
necessità (per se stesso o per i
familiari a carico) dell’acquisto
della protesi e la causa per cui è
stata acquistata. Non è necessaria
la prescrizione del medico curante invece nel caso di prestazioni
ricevute da esercenti arti ausiliarie della professione sanitaria
abilitati a intrattenere rapporti
diretti con il paziente.
In caso di spese sanitarie sostenute da terzi nell’interesse delle
persone fiscalmente a carico, la
ricevuta di pagamento può essere
indifferentemente intestato o al
soggetto beneficiario o al soggetto di cui questi risulti fiscalmente
a carico.
Per i sussidi tecnici e informatici, oltre alle ricevute di pagamento, occorre conservare anche la
certificazione del medico curante che attesti che quel sussidio
tecnico e informatico è volto a
facilitare l’autosufficienza e l’integrazione del soggetto ricono-
Sono deducibili le spese mediche e di assistenza specifica dei portatori di handicap
N. 57 - APRILE 2008
LISDHA NEWS - 27
ONERI DEDUCIBILI DAL REDDITO COMPLESSIVO
Nella tabella di seguito sono invece riportate alcune fra le spese deducibili, che vanno direttamente a ridurre il reddito preso a base per il calcolo delle imposte:
Descrizione
SPESE DEDUCIBILI DAL
REDDITO COMPLESSIVO
Spesa massima
agevolabile
Spese mediche e di assistenza
specifica dei portatori di handicap
Spese mediche generiche e per assistenza specifica (cioè assistenza infermieristica e riabilitativa e attività di cura della persona ad opera di personale specializzato, come visto in precedenza) a favore di:
*portatori di handicap ai sensi dell’art. 3 L.104/92, anche se non fruiscono di assegno di
accompagnamento;
*invalidi riconosciuti dalle apposite commissioni;
*grandi invalidi di guerra (all’art. 14 del T.U. n. 915/78) e soggetti equiparati.
N.B.: La condizione di invalidità risulta dalla documentazione rilasciata agli interessati dai
ministeri competenti al momento della concessione dei benefici pensionistici o è autocertificabile dai soggetti riconosciuti portatori di handicap ai sensi dell’art. 3 della L. n. 104/92
mediante una dichiarazione sostitutiva di atto notorio con firma non autenticata, accompagnata da fotocopia del documento d’identità.
Contributi per gli addetti ai servizi
domestici e familiari
Contributi previdenziali ed assistenziali (Inps, Inail) versati per gli addetti ai servizi domestici
ed all’assistenza personale o familiare (es. colf, baby-sitter e assistenti delle persone anziane), per la parte rimasta a carico del datore di lavoro.
1.549,37 euro
Erogazioni a favore di
istituzioni religiose
Erogazioni liberali in denaro destinate per il sostentamento dei ministri e per fini di culto a
favore *dell' Istituto centrale per il sostentamento del clero della Chiesa cattolica italiana,
*dell’Unione italiana delle Chiese cristiane avventiste del 7° giorno, *delle Assemblee di Dio in
Italia, *della Chiesa Valdese (Unione delle Chiese metodiste e valdesi), *dell’Unione Cristiana
Evangelica Battista d’Italia, *della Chiesa Evangelica Luterana in Italia e *dell’Unione delle
Comunità ebraiche italiane.
N.B.: Le erogazioni devono essere dimostrate mediante le ricevute di versamento in conto corrente postale, le quietanze liberatorie e le ricevute dei bonifici bancari.
1.032,91 euro
Contributi alle organizzazioni non
governative (Ong) idonee alla
cooperazione con i Paesi in via
di sviluppo
Contributi, donazioni e oblazioni erogate alle organizzazioni non governative (Ong) riconosciute idonee dal Ministero degli Esteri alla gestione di progetti di cooperazione con i Paesi
in via di sviluppo. L'elenco delle Ong idonee è consultabile al link http://www.cooperazioneallosviluppo.esteri.it/pdgcs/italiano/Partner/Ong/Ong.asp.
N.B. Dato che tutte le Ong sono considerate Onlus di diritto (organizzazioni non lucrative di utilità sociale), in caso di donazioni rilevanti, è possibile indicare in dichiarazione dei redditi le
erogazioni liberali elargite a favore delle ONG fra le contribuzioni destinate alle Onlus, fruendo
del limite massimo di deducibilità previsto per queste ultime (pari al 10% del reddito complessivo per una donazione massima di 70.000 euro), in luogo del limite del 2% del reddito complessivo previsto per le erogazioni alle Ong.
2% del reddito
complessivo
Erogazioni liberali a favore di:
Liberalità - in denaro o in natura - erogate a favore di:
*organizzazioni non lucrative di
utilità sociale (Onlus)
*organizzazioni non lucrative di utilità sociale (Onlus);
*associazioni di promozione
sociale (Aps)
*fondazioni e associazioni
riconosciute
*associazioni di promozione sociale iscritte nel registro nazionale (art. 7 l. 383/2000);
10% reddito complessivo
- donazione massima
di 70.000 euro
*fondazioni e associazioni riconosciute per la salvaguardia del patrimonio artistico,
storico e paesaggistico o per la ricerca scientifica.
sciuto disabile ai sensi dell’art. 3
della L. 104/92.
Spese mediche e di assistenza
specifica dei portatori di handicap.
Le spese mediche generalmente
godono di una detrazione d’imposta pari al 19% del loro importo.
Un differente e più favorevole
trattamento è riservato alle spese
mediche generiche e di assistenza specifica destinate a favore di
28 - LISDHA NEWS
10% reddito complessivo
- donazione massima
di 70.000 euro
(se indicate fra
contributi ad Onlus)
persone portatrici di handicap
(l. 104/92) e invalide (riconosciute), che sono invece deducibili dal
reddito complessivo.
E’opportuno quindi, in sede di
compilazione della denuncia dei
redditi, avere ben presente - ed
evidenziare eventualmente al
redattore della dichiarazione - che
tali spese mediche sono riferite ad
un soggetto riconosciuto disabile,
e che quindi vanno trattate come
deducibili.
Restano però ricomprese fra le
spese per le quali spetta la detrazione d’imposta del 19% - anche
se destinate a persone portatrici di
handicap o invalide - le spese chirurgiche per prestazioni specialistiche, per protesi, nonché per i
mezzi di accompagnamento, di
locomozione, di deambulazione,
di sollevamento e per i sussidi
tecnici e informatici.
Francesco Gentile
N. 57 - APRILE 2008
SEGNALAZIONI
PROVE
DI CASA SU MISURA
Una casa domotica e la possibilità di
provare tutti gli ausili, anche su vari tipi di terreno.
U
na casa domotica, una
mostra permanente di ausili e quattro palestre di terapia occupazionale: tutto a portata di
mano a Milano all'interno dell'Irccs
“S. Maria Nascente” della Fondazione don Gnocchi. La casa, inaugurata il 28 febbraio con la presenza
del Presidente della Regione
Lombardia Roberto Formigoni, è
un appartamento di 130 mq con
cucina, soggiorno, studio, bagno e
due camere, una per adulti e una per
bambini. Chiunque può visitarla,
scoprire le possibilità che la domotica ha in serbo per migliorare l'autonomia dei disabili e delle persone
non autosufficienti, fare un'esperienza per poter progettare con più tranquillità la propria "casa su misura".
Accanto alla casa vi è la mostra permanente degli ausili del Siva,
Servizio Informazione e Valutazione ausili, la più completa banca
dati di prodotti, esperienze e consigli
sulle tecnologie per l’autonomia
della persone disabili, attiva da trent'anni in Fondazione. Anche qui con-
sulenza personalizzata sulla scelta
degli ausili più utili, caso per caso, e
sperimentazione diretta degli stessi.
Ci sono addirittura dei percorsi esterni per mettere alla prova le carrozzine e altri ausili su tipi diversi di terreno, dall'asfalto al prato al sentiero.
Il servizio è completato con quattro
palestre di terapia occupazionale,
dove si recuperano le abilità residuali o si reimparano i gesti quotidiani
del vestirsi, lavarsi, mangiare…
Per informazioni: www.dongnocchi.it.
PASS PER INVALIDI
VALIDI IN TUTTA ITALIA
L
a Seconda sezione civile
della Cassazione ha stabilito
che il permesso degli invalidi non è legato al Comune di emissione. Esponendo, quindi, l'apposi-
to contrassegno le persone con
"capacità di deambulazione sensibilmente ridotta" possono circolare nelle zone a traffico limitato e
pedonali di tutta Italia con qualsiasi automobile. La Corte di
Cassazione, in particolare, ha
accolto il ricorso di un invalido
milanese che aveva circolato in
una zona a traffico limitato a
Roma, esponendo il permesso rilasciato dal capoluogo lombardo.
Assemblea annuale
dell'Associazione Il Girasole
Quando ci guardiamo intorno possiamo
trovare persone che, come in
Burkina Faso,
sono costrette ad adoperare ausili
di questo tipo;
quando la vituperata tecnologia
arriverà da queste parti?
Appuntamento con Exposanità
Si svolgerà al Quartiere Fieristico di Bologna dal 28 al 31
maggio 2008 la sedicesima edizione di Exposanità, mostra
internazionale al servizio della sanità e delle salute. La rassegna ospiterà, come consuetudine, la sezione "Horus"
dedicata a Handicap, Ortopedia, Riabilitazione e
Umanizzazione Sanitaria.
Per informazioni rivolgersi a: Senaf, tel. 051/325511,
[email protected], www.senaf.it.
N. 57 - APRILE 2008
INVITO AI LETTORI
Informiamo tutti i lettori che l'Assemblea dei soci dell'Associazione Il Girasole, editrice del Lisdha news, si svolgerà sabato 10 maggio alle ore 17.30
presso lo studio dell'avvocato Fabrizio
Chianelli in via Cairoli 5 a Varese
(prima convocazione venerdì 9 maggio
alle ore 12).
All'ordine del giorno l'approvazione del
bilancio consuntivo e preventivo e un
approfondimento dell'attività svolta e
delle prospettive dell'Associazione.
Ricordiamo che tutti coloro che hanno
versato il contributo associativo al fine
di ricevere la rivista Lisdha news possono partecipare all'Assemblea.
LISDHA NEWS - 29
LIBRI
UN MEDICO,
UN MALATO, UN UOMO
Come la malattia che mi uccide mi ha insegnato a vivere
L
a malattia non porta via le
emozioni, i sentimenti, ma
fa anzi capire che l’essere
conta più del fare. Può sembrare
paradossale, ma un corpo nudo,
spogliato della sua esuberanza,
mortificato nella sua esteriorità,
fa brillare maggiormente l’anima.» Mario Melazzini
«
Un medico di successo, una bella
famiglia, una forma fisica da far
invidia. Nel febbraio del 2002
Mario Melazzini pensa di essere un
uomo realizzato. Ma quando sale in
bicicletta per il suo allenamento
quotidiano capisce che qualcosa
non va. Il piede sinistro non risponde, il corpo gli disubbidisce.
Comincia così il calvario della
malattia. Ci vuole un anno per
avere la diagnosi: è Sla, sclerosi
laterale amiotrofica, una patologia
degenerativa con la quale, mediamente, non si vive più di tre anni.
Il medico diventa malato e incontra sul suo cammino la sofferenza,
la depressione, la paura, il desiderio di farla finita prima di finire
come un vegetale.
L'anno successivo è durissimo:
Mario passa dal rifiuto della
malattia alla depressione più nera,
arrivando a prendere un appuntamento con una clinica svizzera
dove praticano il suicidio assistito.
Poi fugge, lascia la famiglia e va
nella sua casa in montagna,
accompagnato dalla badante. Lì,
nella più totale solitudine, reagisce, prende coscienza della sua
malattia e scopre che la vita può
essere ricca e interessante, nonostante tutto. Anzi, anche «grazie»
a essa. La sua stessa professione
acquista una nuova profondità.
Ora, infatti, Mario vede le cose
«dall’altra parte».
Da malato capisce il vero significato del rapporto tra medico e
paziente, prende contatto con
l'Associazione, viene eletto presidente e diventa un punto di riferimento per tantissimi malati.
Entra in contatto con decine di persone fragili e in compagnia di un
cantautore famoso incomincia la
sua più grande battaglia: quella contro la solitudine e l’abbandono che
spesso accompagnano le patologie
più gravi, contro quel sentimento di
esclusione e di insignificanza che
prima o dopo coglie tutti coloro che
soffrono di handicap invalidanti.
Il volume "Un medico, un malata, un uomo", scritto con la collaborazione del giornalista Marco
Piazza, descrive il faticoso cammino di rinascita di quest'uomo
che adesso non vuole più morire,
ma «godere ogni minuto del miracolo di essere vivo».
Mario Melazzini con Marco Piazza,
Un medico, un malato, un uomo,
Lindau 2007, euro 12.
ARTETERAPIA E ALZHEIMER
I
l volume "Arteterapia e
Alzheimer", edito dal Centro
Donatori del Tempo di Como,
tratta il tema dell’arteterapia come
una delle terapie integrative nel
trattamento delle persone colpite
dalla malattia di Alzheimer.
Attraverso il racconto dell’esperienza vissuta nell’atelier del
Centro Donatori del Tempo di
Como, definisce quali sono le
peculiarità di questo nuovo approccio alla malattia.
L’obiettivo è quello di offrire
un’immagine chiara e precisa di
cosa sia l’arteterapia e di come essa
possa affiancarsi ad altri percorsi
terapeutici e riabilitativi già in uso.
30 - LISDHA NEWS
Scritto con un linguaggio semplice e comprensibile da chiunque, stimola la curiosità e il desiderio di approfondire gli argomenti trattati.
Si rivolge:
- ai familiari “care-givers” che
potranno scegliere di accompagnare il proprio parente presso
quelle strutture che offrono questo
tipo d’intervento,
- agli operatori professionali che
svolgono la propria attività in case
di riposo, centri diurni o associazioni rivolte agli anziani,
- agli studenti in formazione o
arteterapeuti in attività.
Per informazioni rivolgersi a
Centro Donatori del Tempo,
piazza
Mazzini
9,
Como,
tel e fax 031/270231, email:
[email protected]
o a Nodo Libri, via Volta 38,
Como, email: [email protected].
Chiara Salza,
Arteterapia e
Alzheimer,
Nodo Libri,
Como, 16 euro.
N. 57 - APRILE 2008
LA VITA DA DENTRO
di Emanuela Giuliani
NON
TEMERE
“Dio non ci ha dato
uno spirito
di timidezza
ma di forza, di amore
e di saggezza”
(2Tm 1, 7).
C
i sono tante cose che si possono temere, ma ciò che più
mi spaventa è proprio la
paura.
Sì, perché la paura ti paralizza, ti
taglia le gambe. Ti impedisce
anche di fare il bene che vorresti
perché fa sembrare insormontabili
problemi che, al contrario, sono
superabilissimi.
Provate a chiedervi se avete paura
e di che cosa. Del futuro, della
morte, delle malattie, di fallire, di
essere incompresi, di non avere più
soldi, del male che altri possono
farvi, di essere abbandonati, di
vedere le persone care morire…
Quanti motivi di paura possiamo
trovare nella nostra vita. E basta il
pensiero di solo uno di questi per
toglierci la pace. Non ci vuole nulla
a dare un gran peso alle nostre
paure e a sentirsi costantemente
minacciati. Di solito le piccole o
grandi paure si svegliano con noi la
mattina e ci danno la buona notte
alla sera. Nei momenti di maggiore
debolezza bussano più forte, alzano
la voce. Quando poi una paura si
avvera, le altre acquistano ancora
più potere, perché ci convinciamo
nel nostro intimo che anch’esse si
realizzeranno.
Ma vale la pena lasciarsi triturare
dai nostri timori? Vale la pena pensare: “Potrebbe succedere que-
sto…”, quando di quello che avverrà conosciamo poco o nulla? Noi il
futuro possiamo immaginarlo, progettarlo, possiamo iniziare a
costruirlo, ma in ogni caso avrà
sempre un notevole numero di
incognite.
Non siamo padroni di nulla ma
non possiamo permettere alla paura
di essere nostra padrona!
Qualcuno l’ha definita come l’evanescente nebbiolina del mattino: è
fatta di “niente”, è inconsistente, ma
per un po’ ci fa vedere meno bene.
Ci sono timori realistici, più che
comprensibili: una mamma che si
preoccupa dei figli, una persona che
teme per il suo posto di lavoro, un
ammalato che scopre di peggiorare
di giorno in giorno…
Ma ci sono anche paure “fantasma”, quelle che nascono dalle
nostre insicurezze inconsce, da
quelle zone buie che trovano le loro
radici nel nostro passato.
Queste intime fragilità parlano
spesso proprio con la voce della
paura: paura di tutto quello che
potrebbe succederci ma che non ha
nel presente agganci realistici. Ad
esempio perché continuare preoccuparmi della salute se per ora sto
abbastanza bene; e non ho particolari campanelli di allarme? I normali
controlli vanno bene ma poi non
posso diventare schiavo di questo
timore. Oppure perché pensare con
ansia a cosa diventeranno e a come
saranno i nostri figli? Nessuno ha
in mano la vita e le scelte altrui, io
posso solo fare del mio meglio oggi
per dare l’amore e l’educazione
necessari.
La paura può anche diventare un
alibi: con la scusa di quello che
potrebbe succedere, non faccio più
nulla, non rischio, mi chiudo nel
mio piccolo mondo che però sarà
sempre più abitato da questa “nebbiolina”.
In altri casi sotto sotto c’è forse
uno strano senso di “onnipotenza”.
Mi spiego con due domande.
Davvero credo che quello che penso
si avvererà, in quel modo e con
quelle caratteristiche? Davvero sono
così certo delle mie previsioni?
Persone che erano sicure di crollare con la morte di un familiare, si
sono invece scoperte ancora in
piedi, perché erano intervenute delle
“variabili” imprevedibili che le avevano in qualche modo sostenute
(anche se non avevano certo tolto il
dolore delle perdita).
Facciamo allora silenzio dentro
noi stessi, lasciamo emergere le
nostre paure: quali sono, come mi
condizionano, hanno un reale motivo di esserci, perché gli do tanta
importanza, quali sono le mie insicurezze?
C’è una via maestra per iniziare
ad affrontare la paura: fidarsi. Chi
crede può pregare come Gesù:
“Nelle tue mani, Signore, affido
la mia vita”. Consegnare nelle
Sue mani tutto, veramente tutto, e
farlo ogni giorno, aiuta a liberarci dai nostri timori o almeno a
conviverci con più serenità.
Vivremo, lavoreremo, ci impegneremo come sempre, senza
sfuggire alle nostre responsabilità, ma con una maggiore libertà
interiore. Perché Dio è più grande
di noi e di tutto quello che possiamo immaginare.
Emanuela Giuliani tiene incontri di spiritualità, approfondendo temi di fede ed interiorità,
Per contattare Emanuela Giuliani scrivete a: Lisdha news, “La vita dentro” via Proserpio, 13 - 21100 Varese, e-mail: [email protected].
N. 57 - APRILE 2008
LISDHA NEWS - 31
VOGLIO ESSERE UN TELEVISORE
La professoressa di Annamaria chiese agli alunni che facessero un tema e in questo tema
scrivessero quello che vorrebbero che Dio facesse per loro. La sera correggendo i temi,
ne incontrò uno che la lasciò molto emozionata. Il marito, entrando in casa vide che stava
piangendo e le chiese: “ Ma cosa è successo ? “Lei rispose: “ Leggi “. Era il tema di un
bambino.
“Signore, questa notte ti chiedo qualcosa di speciale: trasformami in un televisore!
Voglio occupare il suo posto. Vivere come vive la TV della mia casa.
Avere un luogo speciale per me, e riunire la mia famiglia attorno a me...
Essere preso sul serio quando parlo...
Voglio essere al centro delle attenzioni ed essere ascoltato senza interruzioni e
G. Giuliani
senza domande.
Voglio ricevere le stesse attenzioni e le cure speciali che la TV riceve quando
non funziona.
Avere la compagnia di mio padre quando arriva a casa, anche se è stanco.
Vorrei che mia madre mi cerchi quando si sente sola e triste, invece di ignorarmi.
E vorrei che i miei fratelli “si bisticcino“ per stare con me.
Voglio sentire che la mia famiglia lascia tutto da parte, ogni tanto, per passare
alcuni momenti con me.
Infine che io possa divertire tutti! Signore non ti chiedo molto...
Vorrei solo vivere e sentire quello che vive e sente qualsiasi televisione!“
A quel punto, il marito di Annamaria disse: “Mio Dio, povero bambino! Che grave
mancanza è quella di questi genitori !“
E lei gli rispose: “Questo tema l’ha scritto nostro figlio! “
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