Lisdha news Trimestrale di informazione sul mondo dell’handicap e della solidarietà Preliminari per le vacanze Dichiarazione redditi: agevolazioni e opportunità La dolcezza di Fabiola Anno XV n. 57 Anno XVI L’ammalato al centro aprile 2008 Tariffa Associazioni Senza Fini di Lucro: “Poste Italiane spa - Spedizione in abbonamento postale DL 353/2003 (conv. in L. 27/02/04 n. 46) art. 1, comma 2, DCB (VARESE)” - “Taxe perçue” In caso di mancato recapito si prega di rispedire alla redazione: 21100 Varese - Via Luini, 5 - che si impegna a pagare la relativa tassa SOMMARIO 4 8 14 Detto fra noi 22 Mobilità La nostra meta è la Resurrezione! Marciapiedi a prova di disabile Powerpack riduce la fatica Varese per tutti GuidAbile, incontro con l'auto Guida all’accessibilità di Monza 3 Tra le righe Se mancano gli infermieri 4 20 22 23 23 23 L’Avvocato risponde L'ascensore senza il consenso dei vicini 6 Fisco Dichiarazione dei redditi agevolazioni e opportunità 24 L’Esperto risponde Tre gradini per accedere al negozio 8 Segnalazioni Prove di casa su misura Pass per invalidi in tutta Italia Appuntamento con Exposanità Attualità Eliminate le comunicazioni a Inps e Inail Invalidità parziale, nuovo iter Andare in vacanza: non saltiamo i preliminari L’ammalato al centro 9 9 Libri Visitate il nostro SITO INTERNET Un medico, un malato, un uomo Arteterapia e Alzheimer 10 14 16 Direttore Editoriale Fabrizio Chianelli Abbiamo creato per voi un sito “accessibile” Direttore Responsabile Marcella Codini 2 - LISDHA NEWS Non temere LISDHA NEWS www.lisdhanews.it Abbiamo voluto realizzare un sito Web accessibile a persone affette da disabilità, e ciò indipendentemente dal tipo di strumento di navigazione utilizzato (ad esempio browser grafici, browser vocali, cellulari, navigatori per automobile ecc.) e dalle limitazioni cui ci si trovi costretti (ad es. un ambiente rumoroso, sovra o sotto-illuminato, o circostanze che impongano di non utilizzare le mani ecc.). Nel sito si aiutano inoltre le persone a reperire più velocemente informazioni nel Web, indicando le modalità per un corretto uso dei contenuti multimediali, onde renderli accessibili ad una più vasta utenza. 30 30 La vita da dentro Esperienze La dolcezza di Fabiola 29 29 29 Hanno collaborato a questo numero Laura Belloni Bruno Biasci Ennio Codini Carlo Alberto Coletto Maria Cristina Gallicchio Francesco Gentile Emanuela Giuliani Giuseppe Giuliani Cecilia Nono Redazione e amministrazione via Proserpio 13 - 21100 Varese tel. 0332/499854, 31 Anno XVI - Numero 57 - Aprile 2008 0332/225543; 348/3679493 fax 0332/499854 email:[email protected] www.lisdhanews.it. Il sito internet è offerto da Weblink Servizi Telematici, vicolo San Michele 2/a, Varese. Grafica e impaginazione Emmevi Grafica (VA) Stampa Litografia Stephan Germignaga (VA) Controlla sull’etichetta la scadenza del tuo abbonamento ABBONAMENTI Per ricevere Lisdha News occorre versare un contributo minimo annuo di 15 euro sul ccp n. 13647250 intestato a Lisdha News, via Proserpio 13, 21100 Varese. L'abbonamento può essere fatto in qualunque periodo dell’anno. In ottemperanza alla Legge 675/96 La informiamo che il Suo nominativo compare nella banca dati dell'Associazione Il Girasole, editore di "Lisdha news" e viene utilizzato per l'invio del periodico e di eventuale altro materiale informativo. Ai sensi dell'art. 13 l. 675/96 potrà, in ogni momento, avere accesso ai dati, chiederne la modifica o la cancellazione scrivendo a: Il Girasole, via Proserpio 13, 21100 Varese. Autorizzazione Tribunale di Varese n. 624 del 19/2/1992 N. 57 - APRILE 2008 DETTO FRA NOI di Laura Belloni Stefano Giuliani LA NOSTRA META È LA RESURREZIONE! L'unica cosa importante, quando ce ne andremo, saranno le tracce d'amore che avremo lasciato. O “ ra, accompagneremo il nostro fratello alla sua penultima dimora. Ricordiamoci sempre, infatti, che la nostra ultima dimora non è la tomba, ma la Resurrezione!” Queste parole, con cui don Ernesto concludeva il funerale di Serafino, alla cui famiglia mi legano quasi cinquanta anni di amicizia, accendevano l’anima e i volti di tutti i partecipanti. N. 57 - APRILE 2008 Le tenebre sono scese sulla Terra. Lo stillicidio quotidiano di fatti raccapriccianti, che più brutali sono più appagano il pubblico, scaccia la Speranza. Temo, tuttavia, che la ricerca ossessiva delle cattive notizie, risponda ad un progetto preciso: plasmare una mentalità rassegnata di fronte al Male, che vuole convincerci di essere vittorioso. Come reazione, ci si accontenta di consumare nel presente, il provvisorio dilaga. Il lavoro diventa temporaneo, i prodotti sono usa e getta, le relazioni occasionali... Non si investe nel futuro, in questa vita e tanto meno nell’aldilà; produciamo rifiuti e diventiamo schiavi della nostra spazzatura, culturale e morale, prima che organica. Quanto diversi i neri d’America, che, nonostante fossero frustati a sangue, incatenati, lavoravano nei campi di cotone, cantando insieme “Oh freedom, over me And before I'd be a slave I'll be buried in my grave And go home to my Lord and be free!” Oh Libertà, sopra di me. E piuttosto che essere schiavo, voglio essere sepolto nella mia tomba e tornerò alla Casa del mio Signore e sarò Libero! Prigionieri nel corpo, ma liberi nell’anima, perché avevano una prospettiva, che non si esauriva in questo mondo. Soffrivano, ma continuavano a lottare e cantare, lasciandoci delle splendide canzoni, che ancora oggi riescono a smuovere i sentimenti, a lasciarci un messaggio… Noi, invece, siamo schiavi di un pensiero, che pretende di liberare corpi e desideri, ma incatena le anime, togliendo la voglia di lottare e il grigio tinge le nostre giornate. Recentemente, l’Organizzazione mondiale della sanità ha denunciato che ogni anno muoiono per suicidio circa un milione di persone, l’Europa avrebbe il primato nonostante il benessere materiale. Sì, don Ernesto ha ragione, dobbiamo recuperare il senso di vivere, perché la vita non è un vagare senza senso verso il vuoto, la nostra mèta è la Resurrezione. “L'unica cosa importante, quando ce ne andremo, affermava il medico missionario tedesco Albert Schweitzer, saranno le tracce d'amore che avremo lasciato”. Se cercheremo di orientare i nostri passi con questa bussola, sono certa che, in Quel momento, saremo accolti con un abbraccio da Chi ci è stato silenziosamente accanto lungo il cammino. E saremo a Casa, liberi! LISDHA NEWS - 3 TRA LE RIGHE di Ennio Codini SE MANCANO GLI INFERMIERI Da qualche anno si lamenta una crescente carenza di infermieri. Finora non si è trovato il modo di superarla. Anche l’apertura delle frontiere a infermieri e aspiranti infermieri filippini o peruviani o ucraini si sta rivelando insufficiente. Qual è il nocciolo della questione? L eggo nel Corriere del 26 febbraio che nei nostri ospedali mancherebbero quasi 100mila infermieri: “una carenza ormai cronica che condiziona turni di lavoro e qualità dell’assistenza”. Perché mancano gli infermieri? Una prima risposta potrebbe essere: perché mancano le vocazioni. Ma dobbiamo essere attenti: non è che manchino gli aspiranti operatori sanitari in genere. Mancano solo gli infermieri. Di aspiranti medici, per esempio, si dice che ce ne siano addirittura troppi al punto che molti giovani pur idonei non vengono ammessi ai corsi universitari. E allora la domanda giusta è: perché molti, troppi vogliono fare il 4 - LISDHA NEWS medico e pochi, troppo pochi vogliono fare l’infermiere? Questo non dipende certo dalla durezza degli studi – anzi, l’aspirante medico è costretto a un percorso per lo meno più lungo – e nemmeno dipende dalla durezza del lavoro: l’infermiere si misura con la sofferenza, con la morte, con i turni, con le emergenze, ma lo stesso vale anche per il medico ospedaliero. E allora? La risposta è tutta i due parole: “guadagno” e “rango”. Malgrado i tempi lunghi per l’accesso al lavoro, nella sua vita un medico si trova ordinariamente a guadagnare molto di più di un infermiere. E, salvo poche eccezioni, il più ‘povero’ dei medici si trova comunque a guadagnare di più del più ‘ricco’ degli infermieri. E d’altra parte, se pure è vero che molti di quanti scelgono le professioni sanitarie lo fanno anche con motivazioni ideali, comunque le diverse prospettive di guadagno non possono non pesare. E poi, e forse prima ancora, c’è la questione del “rango”. Se un ragazzo del ceto medio o, peggio, di famiglia benestante dice ai genitori che vuole fare l’infermiere, nove volte su dieci i genitori per lo meno “ci restano male”, perché lo considerano un lavoro poco prestigioso, “modesto” se non addirittura poco decoroso; se, invece, il ragazzo vuole fare il medico sono tutti contenti, perché il medico “comanda”, mentre l’infermiere “ubbidisce”, perché il medico fa la diagnosi, mentre l’infermiere collega il malato alla macchina. Il lavoro del medico è “superiore” perché teorico o comunque direttivo – si pensi al chirurgo in sala operatoria – mentre il lavoro dell’infermiere è per lo più pratico-esecutivo. Davanti a queste spiegazioni, chi crede nelle virtù del mercato potrebbe essere abbastanza fiducioso in uno spontaneo riequilibrio della Il rifiuto di un mestiere poco pagato e di scarso prestigio situazione quanto al numero degli infermieri. Perché secondo le teorie del mercato se troppe persone offrono una prestazione il suo prezzo tende a scendere mentre se troppo poche persone offrono una prestazione il prezzo di quest’ultima – se è importante e non è sostituibile – tende a salire. Nel nostro caso, mancando quasi 100mila infermieri lo stipendio degli infermieri dovrebbe salire superandosi così almeno in una qualche misura la prima causa della carenza, ossia gli scarsi guadagni. Ma questo non sta succedendo. Sono alcuni anni ormai che si lamenta una grave carenza di infermieri ma negli ultimi anni i guadagni di questi ultimi in termini reali non sono cresciuti o comunque sono cresciuti poco restando oltretutto sempre nella stessa misura distanti da quelli dei medici. Perché? Perché nel nostro mondo il guadagno dipende sì in una qualche misura dalle leggi della domanda e dell’offerta ma dipende anche strettamente dal “rango”. Chi ha un rango più elevato “deve” guadagnare di più (ed ecco che allora i medici continuano anche se “troppi” a N. 57 - APRILE 2008 Dobbiamo rivalutare il lavoro “di cura” come fondamentale per la società contemporanea guadagnare molto di più degli infermieri) e se il rango è “basso” lo stipendio non può essere “alto”. Un sintomo di questo atteggiamento è dato dal fatto che il 10% degli infermieri sono stranieri perché per questo lavoro si va in deroga al meccanismo delle quote d’ingresso: non potendosi alzare i salari si è arrivati (pur in un contesto dove l’immigrazione è temuta) a superare il “sacro” limite delle quote per di tentare di risolvere il problema della carenza – anche se questo non basta – allargando il mercato di riferimento addirittura al mondo intero. Se il problema è il “rango”, che fare? Si potrebbe alleggerire la preparazione richiesta agli infermieri così da compensare – come avveniva fino a qualche anno fa – il rango basso (e il basso stipendio) con prerequisiti ridotti. Ma non sembra possibile che si torni indietro rispetto alla decisione di richiedere la laurea anche per gli infermieri. Noi non volgiamo rinunciare ad avere infermieri tecnicamente ben preparati. E allora? E allora vale per gli inferN. 57 - APRILE 2008 mieri quello che vale per quasi tutti i mestieri “di cura”: se vogliamo le prestazioni e vogliamo che siano di qualità dobbiamo riconoscerne il valore – appunto in quanto prestazioni “di cura” – e pagarle di conseguenza. Che si tratti di infermieri o di “badanti” o di baby sitter. Si tratta di ripensare la nostra idea di “rango” dando meno rilievo a elementi come il “comando” o l’astrattezza delle valutazioni e più rilevo a elementi come la sensibilità, la delicatezza, l’attenzione. Forse questo si inquadra nella più generale necessità di ripensare il nostro modo di vedere le cose “al maschile” mettendo sullo stesso piano la valutazione “al femminile”. D’altra parte, per tutta una serie di fattori il nostro mondo si avvia ad essere sempre più dipendente dal lavoro “di cura”: ogni giorno che passa aumenta il numero dei malati, dei disabili, degli anziani non autosufficienti e le “donne di casa” appaiono sempre meno disponibili ad accollarsi gratis una parte non piccola del lavoro. Vogliamo che azioni così importante per la qualità della vita siano segnate da un mix micidiale di carenza di personale, bassa qualità e bassa motivazione? Davvero vogliamo usare quando sani macchine sofisticatissime per poi avere quando malati cure mediocrissime? [email protected] Il 10% degli infermieri sono stranieri LISDHA NEWS - 5 L’AVVOCATO RISPONDE a cura dell’Avvocato Fabrizio Chianelli L'ASCENSORE SENZA IL CONSENSO DEI VICINI In certi casi si può ricorrere al Giudice. S ono una bis-trapiantata di cuore e ho l'invalidità civile del 100%. Ho anche la 104 superiore ai 2/3 e quindi non in stato di gravità, poiché riesco a deambulare anche se ho affanno e faccio gran fatica a salire le scale, né tantomeno posso fare la spesa e portare le borse a casa. Abito al 2° piano di un palazzo antico con gradini molto alti che per me rappresentano una vera barriera architettonica. A causa dei tanti farmaci che prendo (circa 5000 pillole all'anno già da 7 anni) ho la deambulazione limitata per ragioni cardiovascolari. Ho richiesto all'assemblea condominiale l'installazione di un ascensore, ma un condomino che abita a piano terra, a due metri da dove dovrebbe essere installato l'ascensore, si è opposto perché dice che gli toglierebbe la luce e ha minacciato di IL GIUDICE OBBLIGA IL CONDOMINIO A INSTALLARE L'ASCENSORE fare causa se si andrà avanti, anche se gli altri sono d'accordo. E' possibile far valere la legge Lettera firmata 13/89? Certamente in caso di necessità di istallazione di ascensore si può fare riferimento ai principi del codice civile e anche della legge 13/89 che riguarda le strutture rimuovibili come i montascale piuttosto che gli ascensori. Il primo caso deciso dalla Cassazione con la sentenza del 25/06/1994 n. 6109 tratta una questione simile alla sua dando una risposta negativa. La Corte di Cassazione ha affermato, infatti, che la L. 13/1989 non trova applicazione quando le sue norme portano alla inservibilità (intesa come sensibile menomazione dell'utilità che originariamente apportava) delle parti SENTENZA STORICA A TORINO Il condominio è obbligato ad accettare l'installazione di un ascensore in presenza di una persona con disabilità. È una nuova vittoria della cultura delle pari opportunità. Ne dà notizia in un comunicato la Cpd (Consulta persone in difficoltà), con sede a Torino. Si tratta di un precedente legale molto significativo che farà sicuramente giurisprudenza: il giudice monocratico del Tribunale civile di Torino, Edoardo Di Capua, ha emesso una storica sentenza - relativa alla causa n° 18408/2005 con cui ha dichiarato l'obbligo ai sensi di legge per i condomini di corso Umbria 24 di permettere a Grazia Loiacono di installare a sue spese l'ascensore necessario per superare le barriere architettoniche nel palazzo in cui abita. Il giudice, sentito il parere del perito del Tribunale, ha anche indicato come idoneo il progetto presentato dalla stessa Loiacono, 6 - LISDHA NEWS difesa in giudizio dall'avvocato Davide Civallero e sostenuta dalla Consulta che le è stata a fianco sin dalle prime discussioni con gli altri condomini. Gli stessi condomini potranno utilizzare l'ascensore al bisogno, previo pagamento della loro quota per l'installazione e delle spese di manutenzione nel frattempo effettuate, rivalutate degli interessi e dell'inflazione. Tutte le domande di merito ed istruttorie proposte dall'amministratore del condominio di corso Umbria sono, invece, state rigettate. Questa sentenza dona speranza a tante altre persone con disabilità per le quali un ascensore, seppure inviso ad altri condomini, è strumento minimo di autonomia. Per ulteriori informazioni: Cpd – Consulta persone in difficoltà, via San Marino, 10 - 10134 Torino tel. 011/319.81.45 -011/318.82.85, www.cpdconsulta.it. N. 57 - APRILE 2008 durante il tempo necessario a far valere il proprio diritto in via ordinaria. IVA AGEVOLATA SUGLI AUSILI Sono disabile al 100% con accompagnamento: perché devo pagare l'Iva ordinaria al 20% invece che quella agevolata al 4% per il controllo annuale di una piattaforma elevatrice installata circa 4 anni fa per permettermi di uscire da casa? Non lo trovo giusto dal momento che si tratta di un ausilio che per me è indispensabile per uscire. R.M. comuni anche nei confronti di un solo condomino; e che, di conseguenza, se non possono essere lesi i diritti dei condomini attinenti alle cose comuni da delibere adottate a maggioranza, a maggior ragione, i diritti di ciascun condomino sulla porzione di proprietà esclusiva non possono essere lesi da una delibera che non sia stata adottata all'unanimità. Nel caso affrontato la consulenza tecnica d'ufficio aveva accertato che l'ascensore, che il condomino disabile voleva installare, avrebbe recato pregiudizio al condomino proprietario dell'appartamento sito al pian terreno, togliendogli luce ed aria senza offrirgli alcuna utilità compensativa, e determinando perciò un deprezzamento economico dell'unità immobiliare. Negli ultimi anni molti tribunali si sono pronunciati in modo più favorevole al disabile. Per quanto riguarda il suo caso, vista la strenua opposizione del condomino, sarebbe opportuno rivolgersi al giudice richiedendo un provvedimento d'urgenza ai sensi dell'art. 700 c.p.c. Il giudice potrà ordinare l'installazione dell'opera una volta verificati i presupposti di fatto dell'effettiva necessità per il richiedente per poter accedere al suo immobile. Il danno che lamenterebbe il disabile è, infatti, imminente ed irreparabile avendo riguardo al pregiudizio alla vita di relazione, all'impegno lavorativo, nonché alle condizioni di salute fisica e psichica che egli subirebbe La tabella A parte II 41 ter del Dpr 633/72 prevede l’applicazione dell’Iva al 4% per le “prestazioni di servizi dipendenti da contratti di appalto aventi ad oggetto la realizzazione delle opere direttamente finalizzate al superamento o alla eliminazione delle barriere architettoniche”. L'Agenzia delle Entrate con la risoluzione 306/E del 17/12/2002 si è pronunciata in una materia analoga ovvero in materia di riparazioni e manutenzione dei veicoli destinati alle persone con disabilità. In sintesi si afferma che l'aliquota Iva al 4% non è applicabile alle riparazioni, ma solo sulle prestazioni (manodopera) rese dalle officine per l'adattamento del veicolo e sulle cessioni di parti staccate comunque utilizzate per l'adattamento stesso. In sostanza quindi l'Iva agevolata vige solo sugli interventi di adattamento (manodopera) del veicolo e sui pezzi e parti staccate necessarie ad effettuare questa operazione. Purtroppo, anche se ingiusto, al momento anche per la sua piattaforma tutti gli interventi quali la riparazione, la manutenzione ordinaria, i tagliandi di controllo scontano l'Iva ordinaria. MI HANNO TOLTO L'ACCOMPAGNAMENTO Ho 77 anni, nel 2006 ho fatto richiesta di riconoscimento del mio stato di invalido civile, con indennità di accompagnamento, avendo impiantate due artroprotesi ad entrambe le anche, e difficoltà a deambulare, anche in ambito domestico. Sono poi affetto da mieloma multiplo, per il quale fortunatamente ho finito i cicli di chemioterapia, anche se mi reco mensilmente in ospedale per la somministrazione di Zometa. Al termine della prima visita la commissione mi ha riconosciuto l’invalidità totale con diritto di accompagnamento, e con revisione annuale. Lo scorso ottobre sono stato sottoposto alla seconda visita in base alla quale mi è stata tolta l’indennità di accompagnamento, nonostante le condizioni da un anno all’altro siano rimaste invariate! Ho letto che ho sei mesi di tempo per ricorrere contro tale esito, ma a chi mi devo rivolgere per esercitare il mio diritto? S. La ragione dell’esito negativo potrebbe essere la fine della chemioterapia intensiva che viene riconosciuta come causa autonoma di ulteriore invalidità. Le consiglio di sottoporsi ad una visita medico legale e affidarsi al parere del medico sulla possibilità di fare ricorso contro il verdetto della commissione. Potrebbe appoggiarsi ad una associazione o ad un sindacato che di solito hanno un loro medico di fiducia e potrebbero seguirla con i loro legali per la fase giudiziale. I vostri quesiti su internet Potete trovare tutti i precedenti quesiti della rubrica “L’Avvocato risponde” suddivisi per materie sul nostro sito internet all’indirizzo: www.lisdhanews.it rubrica “L’Avvocato risponde” è possibile inviare i propri quesiti a Lisdha news, “L’Avvocato risponde” via Proserpio, 13 - 21100 Varese, e-mail: [email protected] N. 57 - APRILE 2008 LISDHA NEWS - 7 L’ESPERTO RISPONDE a cura di Bruno Biasci TRE GRADINI PER ACCEDERE AL NEGOZIO In caso di ristrutturazione di un locale aperto al pubblico occorre eliminare le barriere architettoniche che impediscono l'ingresso a chi è in carrozzina. H o ereditato un piccolo negozio per il quale 10 anni fa era stato concesso di installare all'entrata un campanello di chiamata per l'utente disabile a causa della presenza di tre gradini. Essendo in procinto di effettuare un risanamento conservativo ho chiesto al Comune di mantenere tale campanello. La richiesta è stata respinta e mi è stato detto di provvedere direttamente affinché il dislivello sia reso superabile: in parte costruendo a mie spese un tratto di marciapiede davanti all'ingresso e in parte realizzando all'interno (dove lo spazio è già scarso) una rampa di adeguata pendenza. Sono proprio obbligato a fare come dice il Comune? ridotta o impedita capacità motoria, deve essere posto in prossimità dell'ingresso un apposito pulsante di chiamata al quale deve essere affiancato il simbolo internazionale di accessibilità…" Trattandosi però nel caso specifico di un risanamento conservativo, ma riguardante un negozio di limitata superficie, il Comune non può pretendere che venga applicata la normativa sull'accessibilità ma è giusto che richieda l'eliminazione del pulsante di chiamata in quanto la presenza del simbolo fa ritenere all'interessato di poter accedere al nego- zio con un semplice aiuto di persone le quali devono invece ben guardarsi dal sollevare la carrozzina per farle superare i gradini perché può essere in gioco l'incolumità della persona che la occupa. Non spetterebbe comunque a lei, anche se dovesse rendere accessibile il negozio, accollarsi la spesa della costruzione del marciapiede che è un'opera di uso pubblico. Spetta invece al Comune proteggere l'ingresso del locale con un marciapiede o quanto meno con una delimitazione di carreggiata con transenne. Gianfranco Binetti Condividiamo in parte la linea adottata dal Comune perché va a favore della persona disabile che ha diritto come gli altri di accedere in modo autonomo nel negozio e perché non accetta che venga ripristinato il pulsante di chiamata installato 10 anni prima in base all'art. 5.7 del DM236/89 che così si esprime: "Negli edifici, unità immobiliari o ambientali aperti al pubblico esistenti, che non vengano sottoposti a ristrutturazione e che non siano in tutto o in parte rispondenti ai criteri per l'accessibilità contenuti nel presente decreto, ma nei quali esista la possibilità di fruizione mediante personale di aiuto anche per le persone a è possibile inviare i propri quesiti in tema di barriere architettoniche a Lisdha news, “L’Esperto risponde” via Proserpio, 13 - 21100 Varese, e-mail: [email protected] 8 - LISDHA NEWS N. 57 - APRILE 2008 ATTUALITÀ Assunzione colf e badanti Un nuovo decreto semplifica le procedure. P er effetto del Dm 30/10/2007, a partire dall'11/1/2008 allorché si assume una colf o una badante non va più fatta la comunicazione a Inps e Inail e neppure quella allo Sportello Unico (nel caso di lavoratori extracomunitari). L'unica comunicazione che va fatta è quella al Centro per l'Impiego che - lo ricordiamo - va effettuata entro il giorno precedente l'instaurazione del rapporto di lavoro (per effetto della L. 296/2006). E' possibile inviare tale comunicazione sia per via telematica, sia utilizzando appositi moduli cartacei che possono essere scaricati dal sito del Ministero del Lavoro (www.lavo- ELIMINATE LE COMUNICAZIONI A INPS E INAIL ro.gov.it/CO/LM/ServiziMinistero/ Standard/) o ritirati presso le sedi dei Centri per l'Impiego e che devono essere recapitati a mano, o inviati via fax o tramite raccomandata. Nel caso di immigrati non è più necessaria la comunicazione all'autorità di Pubblica Sicurezza, ma resta l'obbligo di invio del contratto di soggiorno allo Sportello Unico per l'Immigrazione. Al Centro per l'Impiego andranno comunicate entro cinque giorni dall'evento anche eventuali vicende modificative del rapporto di lavoro, quali la proroga del termine inizialmente fissato, la trasformazione da tempo determinato a tempo indeterminato, la trasformazione da tempo parziale a tempo pieno, ecc. Va inoltre comunicata, sempre entro cinque giorni dal verificarsi dell'evento, la data di cessazione dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato o la diversa data di cessazione dei rapporti di lavoro a termine. Anche in caso di cessazione del rapporto di lavoro l'unica comunicazione da fare è quella per il Centro per l'Impiego. Analogamente entro cinque giorni va comunicato sempre al Centro per l'Impiego l'eventuale trasferimento di sede del lavoratore. L'omissione di tali comunicazioni è punita con la sanzione amministrativa da 500 a 2.500 euro. M.C. L'assegno anche senza iscrizione al collocamento INVALIDITÀ PARZIALE, NUOVO ITER L'assegno mensile agli invalidi civili parziali non è più subordinato all'iscrizione nelle liste di collocamento, ma ogni anno l'interessato deve presentare all'Inps una dichiarazione sostitutiva che attesta di prestare o meno attività lavorativa. Lo precisa l'Istituto di previdenza con messaggio 3043/2008. Gli invalidi civili, tra i 18 e i 64 anni, con una riduzione della capacità lavorativa in misura pari o superiore al 74% che non svolgono attività lavorativa e per la durata di tale condizione, possono beneficiare di un assegno mensile a carico dello Stato ed erogato dall'Inps. L'assegno (242,84 euro al netto della perequazione automatica delle pensioni, per 13 mensilità) è corrisposto con le stesse condizioni e modalità previste per la pensione di inabilità. Ne deriva che il limite di reddito da considerare per l'erogazione è quello previsto per la pensione sociale (4.238,26 euro). L'Inps precisa che il requisito del mancato svolgimento di attività lavorativa sussiste anche nel caso di impiego presso cooperative sociali o mediante convenzioni quadro (legge 68/99), ovvero quando si è verificato lo stato di disoccupazione in quanto lo svolgimento di attività lavorativa assicura un reddito annuale non superiore a quello escluso da imposizione Irpef. (Fonte: Arturo Rossi, Il Sole 24 Ore 7/2/2008) N. 57 - APRILE 2008 LISDHA NEWS - 9 ATTUALITÀ Il primo ostacolo da superare è uscire di casa? Attraverso le indicazioni di operatori turistici e utenti abbiamo raccolto qualche consiglio su come raggiungere in serenità e autonomia i luoghi di villeggiatura. Ecco come servirsi al meglio dei mezzi di trasporto in Italia e all’Estero. S pesso non si pensa al fatto che la reale fattibilità di una vacanza non sta solo nella possibilità di trovare un albergo, una struttura o un percorso naturalistico attrezzati per un agevole utilizzo, ma nel superare il primo ostacolo, in certi casi il più grande: uscire dalla porta di casa e raggiungere la propria destinazione in sicurezza, autonomia e senza accumulare un antipatico cumulo di stress e frustrazione. In altre parole, qualunque sia la meta, si suppone che dobbiate arrivarci con qualche mezzo. Ecco alcuni consigli per un buon avvicinamento. 10 - LISDHA NEWS ANDARE IN VACANZA: NON SALTIAMO I PRELIMINARI AUTO Poniamo che possediate una vettura con adattamento di guida, o decidiate di spostarvi accompagnati da un familiare o un amico: risolto il problema del mezzo si presenta la più classica delle necessità: la sosta in autostrada per il caffè e il bagno. Avete presente la scena del film Perdiamoci di vista, con Carlo Verdone che prende le misure delle porte? Per conoscere in modo più semplice la lista degli autogrill italiani accessibili potrete servirvi del sito di Autostrade per l’Italia (www.autostrade.it), il cui motore di ricerca permette di individuare tutte le aree dotate di servizi agibili: dalla home page cliccate sul box “Aree di servizio”, poi su “Opzioni” (nella colonna di destra), e spuntate la casella “Servizi disabili”. Se preferite la carta stampata, esiste un’ottima guida in due volumi che recensisce gli autogrill di tutta Italia, con verifiche effettuate sul posto: Autostrade del Nord e Autostrade del Centro e Sud, a cura di Francesco di Paola e Luca Baldassarre. Pubblicata attraverso l’autorevole Cdh (Centro Documentazione Handicap), al quale può essere richiesta (051-6415005), ha il solo difetto di essere un po’ vecchiotta: risale al 1998. Per quanto riguarda le autostrade estere, quelle di Germania e Austria si sono rivelate le più attrezzate: informazioni e opuscoli si possono ordinare rispettivamente all’indirizzo [email protected] e all'Automobile Club Austriaco (0222-711997). Per la Francia, la società autostradale offre anch’essa una guida on-line su www.autoroutes.fr. Contattate invece il servizio autostradale inglese da www.highways.gov.uk. Più difficile informarsi sulla Spagna: il sito www.aseta.es non fornisce i dettagli utili né indica N. 57 - APRILE 2008 a chi rivolgersi, meglio domandare delucidazioni alla vostra agenzia viaggi di fiducia. Il meccanismo si ripete grossomodo per tutti i paesi europei ed extraeuropei, chi più chi meno all’avanguardia in fatto di accessibilità: cercate il sito web della società autostradale e procuratevi i contatti necessari; in mancanza dei medesimi, affidatevi a un operatore turistico che faccia da intermediario. In ogni caso, ricordate che il personale degli uffici informazioni è tenuto ad ascoltarvi e rispondere a tutte le vostre domande: meglio essere insistenti che trovarsi incastrati in un tornello all’ora di pranzo! pleta disposizione, potete affittare un’auto adattata, compresa o meno di conducente. Le aziende specializzate sono molte, ad esempio trovate abbondanti punti noleggio Handytechrent (0141-917665) su tutta la penisola e in parecchi paesi europei. Negli Stati Uniti e in Sudafrica il noleggio auto per disabili motori è cosa comune, tutte le società di autonoleggio ne dispongono. Attenzione però, si tratta di veicoli il cui funzionamento è diverso da quelli italiani: si manovrano tramite una leva “pull and push”, fate un giro di prova e guidate con prudenza! Se non avete un’ auto propria: taxi o noleggio? Diverse città italiane forniscono dei buoni-taxi gratuiti a persone che non siano in grado di utilizzare comodamente i mezzi pubblici: fra esse Torino (011-4421633) e Roma (06-95308629). Contattando l’Associazione italiana taxisti (www.assotaxi.it) potrete farvi un panorama della situazione in Italia e nel Principato di Monaco. Male che vada, sull’elenco telefonico della vostra città o di quelle che volete visitare non sarà difficile reperire il numero della rimessa e prenotare il mezzo a voi più consono. In genere ogni comune di una certa entità dispone di auto e pulmini adatti allo scopo. Il servizio pubblico però non sempre è in grado di sopperire alle chiamate. Se vi serve un mezzo a com- TRENO Le ferrovie italiane, se spesso non sono al top in fatto di accessibilità, hanno fatto un nuovo sforzo nel 2007 per dotarsi dei requisiti necessari. Sul sito www.ferroviedellostato.it troverete l’elenco completo delle stazioni con aree di assistenza e carrelli elevatori, e dei treni con servizi igienici e alloggiamenti idonei. Non vengono effettuate corse con vagoni speciali su richiesta. Per ogni informazione esiste un numero unico nazionale, 199-303060. Naturalmente ci sono agevolazioni economiche: con la Carta Blu l’accompagnatore viaggia gratis. Per quanto riguarda il sistema Ferrovie Nord, la situazione è un po’ più difficoltosa. La stazione di Milano Cadorna è dotata di ascensori e servizi, ma è sostanzialmente l’unica. N. 57 - APRILE 2008 I treni attrezzati sono segnalati sull’orario con il consueto simbolo; attenzione però: il passeggero è tenuto a prenotare il servizio di assistenza con almeno un’ora di anticipo (02-85111). Se nell’orario che vi serve non ci sono treni accessibili, e purtroppo è la regola, potete fare richiesta con almeno 3 giorni di anticipo (5 giorni per le comitive): cercheranno di far viaggiare per quell’ora un vagone adatto. TRASPORTI URBANI Mezzi di superficie Se è possibile informarsi con anticipo su quali fermate e quali tratte dei mezzi di superficie siano a portata di ruota, non così semplice è sapere in quali orari passerà un mezzo con l’elevatore, a causa del continuo variare dei turni di marcia. Che vi serva un passaggio da casa vostra alla stazione, o una trasferta dall’albergo alla spiaggia, consigliamo di telefonare per tempo alle singole società cittadine: in mancanza di mezzi adeguati, molte (ad esempio per l’Atm di Milano, consultate la pagina “Accessibilità” su www.atm-mi.it) garantiscono un trasporto speciale su richiesta anche fuori orario e di notte, o sono in grado di indirizzarvi verso altre società che eseguono il servizio. Metropolitana • Milano Merita un elogio il nuovo tracciato del passante ferroviario milanese: le stazioni della linea sono accessibili ai disabili motori, così come molti treni; inoltre vi sono mappe tattili lungo le banchine e la direzione dei convogli è segnalata tramite display luminosi oltre che messaggi audio. In generale i trasporti sotterranei del capoluogo lombardo sono comunque piuttosto efficienti in questo senso: tutte le fermate dispongono di un percorso accessibile segnalato, diverse hanno l’ascensore e/o il montascale. Il biglietto è agevolato. Potrete informarvi al numero verde 800-808181. • Roma I treni sotterranei prevedono una porta per l’accesso dei disabili, e un segnale acustico viene emesso al momento della chiusura dei portelli. Non tutte le stazioni sono però attrezzate per una buona accessibilità: pare che fra queste ci sia, incredibilmente, la fermata Colosseo! Potrete scaricare facilmente la mappa delle linee romane accessibiLISDHA NEWS - 11 li dal sito www.metrotroma.it: cliccate sulle singole linee per visualizzare la nota icona con le ruote. Altrimenti, info allo 06-57531. • Napoli Le stazioni delle linee 1, 6 e delle funicolari Centrale e Chiaia hanno piattaforme elevatrici, treni con ancoraggi per sedie a rotelle, servizi igienici e mappe tattili. Nelle stazioni delle funicolari Montesanto e Mergellina, in sostituzione, è stato attivato un servizio di Radiotaxi gratuito per il trasporto dei portatori di handicap. Informazioni allo 0815594111 o su www.metro.na.it. Per le piccole tratte metropolitane di Genova e Catania… onestamente vi consigliamo di affidarvi ai mezzi di superficie. • Europa La metropolitana di Londra ha convogli pensati per le due ruote e percorsi tattili, ma non ovunque: trovate le mappe tematiche su tfl.gov.uk. Discorso simile per i treni parigini: all’obiettivo del massimo comfort su mezzi e banchine è associata una rete di servizi per l’accessibilità delle aree turistiche: tutti i dettagli su www.infomobi.com. NAVE Le grandi compagnie di navigazione italiane sono in genere in grado di rispondere alle esigenze di persone disabili, ma è sempre consigliabile segnalare per telefono le proprie necessità specifiche. Tra quelle citate dagli utenti come “frequentabili”, Corsica-Sardinia Ferries, 02-72000970, copre la Corsica, la Sardegna, Genova, Savona, Livorno e Nizza. Grandi Navi Veloci, 010-589331/0289012281, tocca Genova, Livorno, Palermo, la Sardegna e la Spagna; Moby Line, 02-865231, molto ben attrezzata, collega Corsica e Sardegna; Siremar, 091-7493111, congiunge Milazzo e Napoli alle Isole Eolie; Snav, 081-7612348, 12 - LISDHA NEWS naviga fra Campania, Sicilia e isole Pontine (non tutti gli aliscafi dispongono però di bagni equipaggiati); Tirrenia, 199-123199/0280231811, salpa da e verso Genova, Civitavecchia, Fiumicino, Napoli, Palermo, Trapani, Bari, Durazzo e le Tremiti; infine Toremar, 199123199, collega le isole dell'Arcipelago Toscano con Livorno e Piombino. Cartellino giallo invece per la navigazione dei laghi lombardi: pochissimi natanti attrezzati al trasporto disabili, biglietterie e moli d’imbarco pieni di gradini, assenza di percorsi agevolati per non vedenti. Ma non vi scoraggiate: informatevi su www.navigazionelaghi.it o al numero verde 800-551801. AEREO La legge impone la presenza di servizi di assistenza, quasi sempre gratuiti, per persone che abbiano difficoltà a imbarcarsi (identificate tramite la sigla Pmr, Persone a Mobilità Ridotta). Questo sia all’in- terno dell’aeroporto che sul velivolo. In ogni caso, è bene non dare nulla per scontato e comunicare per tempo i propri bisogni in fatto di spazi, assistenza personale, alimentazione. Sul sito www.aeroporti.com trovate la lista degli scali italiani con contatti e dettagli specifici. Per quelli esteri, la soluzione più semplice è affidarsi a un tour operator specializzato che possa organizzare al meglio il vostro trasporto; ma se conoscete un po’ d’inglese riuscirete senz’altro a raccapezzarvi telefonando all’assistenza clienti degli aeroporti del mondo. Alcune considerazioni importanti: il personale di bordo dovrebbe essere istruito su come comportarsi, ma non è tenuto ad assistere il passeggero che non fosse in grado di alimentarsi, utilizzare i servizi igienici o necessitasse di particolari attenzioni dal punto di vista medico. In questi casi è imprescindibile viaggiare con un accompagnatore (informatevi sulle agevolazioni eco- N. 57 - APRILE 2008 treni accessibili, mentre ci vuole un preavviso di 5 giorni per prenotare il servizio in altri orari. Anche in questo caso, e sarete già alla decima telefonata, il consiglio è di chiamare la società che gestisce il trasporto e informarvi bene. nomiche presso la compagnia aerea con cui avete scelto di volare). Alcune compagnie, ad esempio la Malaysian Airlines e British Airways, permettono senza alcun problema di volare per tragitti molto lunghi e forniscono una buona assistenza: c’è il bracciolo amovibile e la sedia di bordo per aiutarvi a raggiungere la toilette, purché siate in grado di issarvi autonomamente sulla medesima e… sul Wc. Meglio di tutto è, ovviamente, prenotare il posto più vicino alla coda, in modo da semplificare l’operazione. Trovate informazioni dettagliate sulla disposizione dei posti sugli aerei di tutto il mondo sul sito www.seatguru.com. Se tutto questo è troppo difficoltoso, c’è l’alternativa del catetere fisso. Ne esistono di appositi dotati di un meccanismo di svuotamento “sicuro”, molto comodi per le lunghe trasferte. Altre società invece non accettano disabili con mobilità ridotta e anche con limitazioni sensoriali senza la presenza di un accompagnatore. I volatori abituali consigliano un trucco per simili casi: se siete sufficientemente autonomi, potete accordarvi con un passeggero disponibile: lui figurerà come assistente, senza dover muovere un dito, e voi partirete tranquillamente. Una “curiosità”: se fate volare la sedia a rotelle come bagaglio, in caso di smarrimento essa viene rimborsata a peso, non in base al valore economico. Se non vi fidate, lasciate a casa la superleggera e fate il trasbordo con un residuato degli anni sessanta! Ricordate che nelle grandi N. 57 - APRILE 2008 città europee si possono facilmente prenotare sedie a rotelle manuali o elettriche a noleggio. Quanto a treni e bus navette che collegano le principali città all’aeroporto, essendo di moderna concezione, sono generalmente ben attrezzati. Anche se non quanto si vorrebbe sperare: ad esempio la linea Malpensa express, che raggiunge l’omonimo aeroporto, conta solo un certo numero di treni adeguati; è necessario richiedere l’assistenza almeno un’ora prima sui La ricerca di un accompagnatore Per quanto riguarda il primo intoppo, quello dell’avvicinamento, speriamo di avervi fornito una mappa esauriente. Concludiamo con una nota su un tema per molti strettamente complementare: la ricerca di un accompagnatore. Se volete procedere autonomamente, potete lasciare un annuncio su siti internet autorevoli come www.disabili.com o www.superabile.it. Altrimenti potete rivolgervi allo sportello disabilità del vostro comune di residenza, a tour operator specializzati (ad esempio Twt Team-no barrier o Eurotravel), o ancora a specifiche associazioni del vostro territorio. Un esempio che ricordiamo volentieri è l’apprezzata iniziativa dell’associazione padovana “La rosa blu”, 049-8642564, che organizza viaggi e vacanze comprese di assistenza personale a prezzi, anch’essi, accessibili. Se volete, potete consultare un nutrito elenco di operatori e associazioni che si occupano di turismo accessibile sul sito www.lisdhanews.it. Buon viaggio! Cecilia Nono LISDHA NEWS - 13 ATTUALITÀ Il primo ostacolo da superare è uscire di casa? Un "viaggio" che aiuta a vivere Da Lourdes difficilmente si torna come si è partiti. A 150 anni dalle apparizioni un volontario racconta la sua particolare esperienza… N el 1912 un giovane prete della zona di Vercelli accompagnò il suo primo malato a Lourdes. Il viaggio non fu certo privo di disagi, ma “seminò” nel suo cuore una certezza: il pellegrinaggio al santuario mariano era una grande opportunità, sia per l’ammalato che per chi lo accompagnava, di “incontrare la consolazione di Dio”. Nacque così nel 1932 l’Oftal, l’Opera Federativa Trasporto Ammalati a Lourdes. Ne parliamo con Roberto Franchin, responsabile del gruppo Oftal di Varese. - Quando ha conosciuto l’Oftal e di conseguenza Lourdes? «In quel periodo della mia vita devo dire che la religione non “entrava nella mia agenda”. Un giorno mi misi a parlare con una donna che incontravo per lavoro e il discorso cadde sulla Chiesa e i 14 - LISDHA NEWS L’AMMALATO AL CENTRO cosiddetti praticanti che ad entrambi sembravano un po’ incoerenti. A quel punto dissi che le uniche cose che mi attiravano nell’ambito religioso erano Lourdes e s. Bernadette. La persona che parlava con me prese subito la palla al balzo e mi chiese se volevo fare il barelliere a Lourdes. Lei infatti era una dama dell’Oftal. In quel momento la parola Oftal non mi diceva niente ma dopo quattro mesi mi sono ritrovato a Milano, davanti al treno dei pellegrini e dei malati, e sono partito come volontario. Il primo approccio è stato traumatico. Non sapevo che l’Oftal fosse una associazione ecclesiale. Quando è iniziato il rosario sul treno mi è preso un colpo. Al mio ritorno avevo però in mano una corona del rosario e ce l’ho ancora». - Cosa è cambiato nella sua esistenza? «C’è stato un cambiamento nel mio rapporto con gli altri. Prima di Lourdes ero solito dare del lei praticamente a tutti. Era per me una sorta di difesa, un po’ per timidezza e forse per non coinvolgermi troppo. Ma sentirmi dare subito del tu con amicizia e con un vero interessamento mi ha cambiato. Da quel momento ho cominciato a vedere gli altri come fratelli. Forse può sembrare banale ma per me è stato importante. Poi devo dire che il primo viaggio ha messo un “tarlo” nella mia testa. Ho iniziato a osservare gli ammalati e i volontari. Io non sapevo ancora cosa stavo cercando, ma ho cominciato ad entrare nel mistero della sofferenza e a comprendere il valore della preghiera. Tornato a casa per prima cosa ho ripreso ad andare a messa la domenica. Nei viaggi successivi mi sono confessato e ho fatto il famoso “bagno”. Nei primi pellegrinaggi dunque la cosa più importante non è stata tanto l’aiuto che davo materialmente ai malati ma il mio cammino interiore di riscoperta di Dio e della fede. Dopo il terzo viaggio ho iniziato a chiedermi: “Cosa faccio ora?”, “Come mettere a frutto il dono ricevuto?” Un giorno improvvisamente ho deciso di andare dal mio parroco per chiedergli se poteva mettermi a disposizione dei locali per dare vita a Varese ad un gruppo Oftal. Mi sono ricordato di aver conosciuto dei varesini a Lourdes, li ho contattati e abbiamo iniziato ad incontrarci». - Ha parlato di dame e barellieri. Chi sono esattamente? «Sono persone che si offrono per accompagnare e per assistere i N. 57 - APRILE 2008 tempo “ci sei”. A Lourdes il malato è al centro dell’attenzione. C’è un’aria particolare, i tuoi problemi in quel momento non li senti. Sei lì a “succhiare” energia per dopo. Non è un fuggire i problemi, ma un nutrirsi di Altro. Poi le dame e barellieri dicono tutti la stessa cosa: “Sembra che tu sei lì per aiutare i malati ma sono loro che aiutano te”. Anche i volontari stanno cercando qualcosa». Roberto Franchin, in basso al centro, durante il pellegrinaggio a Lourdes del giugno 2007 a cui ha partecipato da accompagnatore, ma anche da “ammalato”. malati lungo il viaggio e nell’ospedale interno al santuario. Insieme a loro ci sono poi anche medici, infermieri e farmacisti. Tutti riceviamo una formazione pratica, più che altro sul posto, in cui ci viene spiegato ad esempio come mettere le persone sulle carrozzine o sui lettini. Ma quello su cui si cerca di riflettere molto nell’Oftal è l’approccio con il malato, ci si interroga su come condividere la sua sofferenza. Poi c’è la formazione spirituale. Ci sono serate in cui si affrontano vari temi e ci sono giorni di ritiro. Per ora il tutto avviene soprattutto a Milano, più volte durante l’anno». - Come è strutturata l’Oftal? «Ci sono diverse sezioni in alcune regioni: Piemonte, Lombardia, Liguria, e Sardegna. Le sezioni sono legate alle diocesi. Il “capo” è sempre il vescovo che poi delega un sacerdote per seguire più da vicino l’associazione. Gli associati principali sono le dame e i barellieri. La cosa che mi piace dell’Oftal è il voler dare a tutti la possibilità di recarsi a Lourdes: se uno ha problemi fisici particolari si vede se è tecnicamente trasportabile e si fa di tutto perché possa andare in pellegrinaggio; se la persona ha problemi economici le si viene incontro. A questo scopo ogni anno vendiamo le uova pasquali e il ricavato viene usato per aiutare proprio chi ha difficoltà economiche». - Qual è per lei la differenza tra turismo e pellegrinaggio religioso? «La parola pellegrinaggio a me dice che non deve essere una cosa comoda, senza nessuna fatica. Noi proponiamo il viaggio a Lourdes anche in aereo per chi non se la N. 57 - APRILE 2008 sente di affrontare il viaggio in treno, ma viaggiare in treno ha un significato tutto particolare. Per me il pellegrinaggio è qualcosa che tocca lo spirito attraverso le fatiche del corpo. Un pellegrino “sano” che viaggia con i malati sicuramente impara molto da loro». - Il vostro fondatore diceva: “Lourdes con gli ammalati è tutto, senza ammalati è nulla; è sprecato un pellegrinaggio a Lourdes che non porti con sé gli ammalati”. Come commenta questa frase? «Qualcuno ha detto che Lourdes è il centro mondiale della santificazione della sofferenza. Ci sono ammalati che vanno lì ma non pregano per sé. Accettano il loro problema e lo offrono per altri. Lourdes ti aiuta a sopportare e ad accettare la sofferenza, che non significa negarla... Non è dire: “come sono contento di soffrire”, ma quando non la si può togliere dalla propria esistenza si impara a darle un valore». - Lei viaggia in treno con i pellegrini. Qual è lo spirito che accompagna chi parte, volontari compresi? E quando tornano che cosa li ha colpiti maggiormente? «Chi è già stato a Lourdes ci torna per ricaricare le pile o per ringraziare o per cercare ancora. Ci si torna sempre con speranza. Chi non c’è mai stato non ha idea di quanto sperimenterà, delle emozioni che proverà. Di solito è la grotta e l’atmosfera spirituale che la circonda a toccare i cuori, all’inizio. Quando poi si è sulla via del ritorno alla maggior parte delle persone il tempo sembra essere passato troppo in fretta: per una settimana sei stato fuori dal mondo ma nelle stesso - Come Oftal, oltre i pellegrinaggi, voi vi impegnate anche sul territorio. Come? «Noi vogliamo continuare il rapporto con gli ammalati anche dopo il pellegrinaggio: aiutarli, là dove vivono, nei loro problemi pratici, materiali, spirituali. Fermarsi al pellegrinaggio può dare l’idea di prendere come dei “pacchi” per portarli a destinazione. A Varese abbiamo contattato altre realtà, come un centro di accoglienza per disabili o come il Movimento Apostolico Ciechi, con cui cerchiamo di mantenere rapporti costanti nel tempo». - Alla fine di questa intervista cosa si sente di aggiungere? «Personalmente avverto molto il desiderio di condividere la gioia che ho scoperto a Lourdes con gli altri, ma sento anche mie queste parole di Bernadette: “Io non ho l’obbligo di farvi credere ma di dirvelo.” Io invito tutti, il resto è nelle mani di Qualcun' Altro». Emanuela Giuliani Chi volesse maggiori informazioni o desiderasse partecipare ad un pellegrinaggio (non solo a Lourdes), anche come dama o barelliere, può rivolgersi ai seguenti recapiti: Sede Centrale Oftal: Via Gioberti 9, 13039 Trino (Vc) Tel 0161.801290 - Fax 0161.804177 Email: [email protected] Sito Web: www.oftal.org Sezione di Milano: Via S. Antonio 5, 20122 Milano Tel: 02. 58316255 - Fax: 02. 58316265 Email: [email protected] Sito Web: www.oftalmilano.it Gruppo di Varese: Roberto Franchin Cell: 3356025957 Date dei prossimi pellegrinaggi: 6-12 Maggio; 23-29 Giugno; 19-25 Settembre; 13-19 Ottobre LISDHA NEWS - 15 ESPERIENZE L’esperienza della diversità nel quotidiano di una famiglia… LA DOLCEZZA DI FABIOLA Fabiola, la maggiore di quattro fratelli, ha oggi ventun anni ed è affetta da sindrome di Down. Grazie all’atteggiamento sereno ed aperto dei suoi genitori e al clima disteso coltivato in famiglia, ha sviluppato un carattere tranquillo e vivace che le consente di intrattenere buoni rapporti con tutti, oltre ad avere conseguito un notevole grado d’indipendenza. L a “sindrome di Down”, come noto, è una malattia che colpisce il corredo cromosomico nel senso che esiste un cromosoma in più: la ventunesima coppia è composta, infatti, da tre cromosomi, anziché da due, da qui il nome di “trisomia 21”. 16 - LISDHA NEWS Ciò comporta un’insufficienza a livello psico-intellettivo accompagnata, spesso, ad altre patologie come cardiopatie e debolezza del sistema immunitario. Mediamente, si riscontra in un bambino su 700, ma più è alta l’età della madre, maggiore è la probabilità di concepire un figlio down. Di fatto, allo stato attuale, non pare possibile né curare la malattia, né prevenirne l’insorgenza. E’, invece, possibile la diagnosi prenatale attraverso l’amniocentesi e la villocentesi. I bambini down sono in genere timidi, docili ed affettuosi ed è per N. 57 - APRILE 2008 essi fondamentale la riabilitazione precoce e l’assoggettamento a stimoli costanti di varia natura. Se seguiti in modo corretto, possono frequentare la scuola dell’obbligo e, a seconda della minor o maggior gravità della patologia, possono anche proseguire negli studi e successivamente inserirsi nel mondo del lavoro. Il cammino sin qui percorso da Fabiola, con il prezioso sostegno dei suoi genitori, fratelli, insegnanti e terapisti è stato notevole. In questi casi, è essenziale (ancora più del solito) il contesto in cui la persona vive: solo se essa è accolta, protetta, ma anche stimolata costantemente con amorevole fermezza, sarà in grado di esprimere al massimo le potenzialità che porta in sé. L’esperienza di Fabiola credo sia emblematica a tal proposito. Incontro Fabiola ed il papà Renzo nella loro casa di Varese, in un caldo pomeriggio di sabato. Da subito, mi colpiscono il dolce sorriso di Fabiola ed il modo di fare aperto ed accogliente di Renzo. - Eccomi qui… grazie per la disponibilità a raccontarvi! Renzo, quando avete saputo tu e tua moglie Francesca che Fabiola era malata? «Fabiola, la nostra primogenita, è nata nel settembre del 1986 all’ospedale di Tradate. Con mia moglie, avevamo deciso di optare per il cosiddetto “parto non violento”. Si tratta di un parto naturale che si svolge con alcuni accorgimenti utili sia al bimbo che alla mamma per vivere in maniera rilassata il momento della nascita. Ad esempio, nella sala è predisposto un impianto per l’ascolto della musica classica ed il papà viene maggiormente coinvolto. Ironia della sorte, nostra figlia “ha deciso” di nascere quindici giorni prima della data prevista proprio quando io mi trovavo a Roma per lavoro… così, nonostante tutto fosse stato ben preparato, io non ero presente al momento del parto. Due giorni dopo, raggiunta mia moglie all’ospedale, abbiamo ricevuto la notizia dal primario del reparto assieme alla presidentessa dell’associazione “Crescere Insieme”». mente l’idea di poter avere un figlio con dei problemi. Inoltre, non sapevamo assolutamente nulla della sindrome di down, né di ciò che esattamente comportava. Dopo l’incredulità, è subentrato lo smarrimento e poi il pianto. Tuttavia, già dopo qualche giorno, ci siamo detti: “dobbiamo darci da fare affinché Fabiola possa avere il più possibile”. Così, abbiamo deciso di rimboccarci le maniche, senza perderci d’animo!». - L’associazione di cui mi parlavi vi ha aiutato? «Si, per fortuna, soprattutto nella difficile fase iniziale. L’associazione, nata nell’83, si proponeva di sostenere i genitori nel cammino di crescita dei loro figli affetti da sindrome di Down. Erano previsti degli scambi di esperienze con altri genitori e l’intervento di specialisti. Già a tre mesi, nostra figlia faceva piscina e poi fisioterapia, entrambe utilissime per superare le gravi difficoltà di tipo motorio. Oggi, purtroppo, quest’associazione non esiste più». - Vi siete, poi, rivolti a qualche altro ente? «Grazie alle indicazioni ricevute nell’ambito di “Crescere insieme”, ci siamo messi in contatto con il “Cepim” di Genova, uno dei migliori centri in Italia che si occupa di questa realtà. Il Centro Italiano Down è una onlus costituita nel 1975 che si propone di realizzare un’efficace integrazione delle persone affette da sindrome di down o da altre patologie genetiche con associato ritardo mentale attraverso sia interventi riabilitativi sulla persona malata, sia un’attività di informazione e formazione dei componenti della famiglia interessata. Al Centro lavorano medici, psicologi, terapisti della riabilitazione, educatori professionali, operatori della mediazione al lavoro ed operatori informatici. Fabiola è stata seguita fin dall’età di due anni. Periodicamente veniva sottoposta a visite specialistiche ed interventi riabilitativi (fisioterapia, logopedia, psicomotricità, sostegno psicopedagogico) e noi genitori ricevevamo consigli su cosa fare nel periodo in cui tornavamo a casa. Ci siamo trovati davvero molto bene!» - Un bell’impegno. Tra l’altro, nel frattempo, sono arrivati altri bimbi… «Direi che abbiamo reagito bene. Le problematiche vissute con Fabiola non ci hanno bloccato. Dopo di lei, infatti, abbiamo avuto altri tre figli: Silvia, che oggi ha diciannove anni; Elia, ora quattordicenne e Camilla, che attualmente ha dodici anni e mezzo. Per noi genitori e per Fabiola non essere soli è stato un bene. Per lei è stato molto stimolante condividere la crescita con le altre sorelline ed il fratellino; nel contempo, essere parte di una famiglia numerosa con più soggetti, ognuno diverso ed ognuno con i suoi problemi e difficoltà, aiuta a sdrammatizzare e ad assumere un atteggiamento più equilibrato, di maggior pazienza, accoglienza e comprensione dell’altro con le sue diversità!» - Quale è stata la vostra reazione? «Sinceramente, all’inizio di totale incredulità! Eravamo entrambi giovanissimi e non ci sfiorava minimaN. 57 - APRILE 2008 LISDHA NEWS - 17 - Complimenti! Non tutti, forse, avrebbero avuto la vostra forza d’animo. Vostra figlia ha poi potuto frequentare la scuola? «Sì, per fortuna. Fabiola è riuscita ad inserirsi bene sia alla scuola materna che alle scuole elementari e medie proprio perché ha ricevuto tanti stimoli da subito ed è stata abituata a vivere in mezzo agli altri, pur essendo spinta ad acquisire e rafforzare la propria autonomia». - Vi sono state difficoltà particolari? «Certamente, nostra figlia aveva ed ha alcune limitazioni: in particolare, a livello di espressione verbale e scritta. Per quanto riguarda le abilità motorie, possiamo dire che sono state recuperate molto bene grazie alla riabilitazione cui è stata fin da subito sottoposta nei vari centri. Dai sei a circa quindici anni, infatti, oltre alla scuola ed al sostegno a distanza del Cepim, frequentava due volte alla settimana l’istituto “La Nostra Famiglia” di Vedano, dove faceva fisioterapia ed altre attività per stimolare la memorizzazione e la socializzazione. Possiamo dire che è riuscita ad inserirsi bene a scuola e, salvo qualche episodio, non ha avuto particolari problemi». - Mi può parlare di questi “episodi”? «Sostanzialmente, vi sono stati alcuni problemi nel periodo in cui frequentava la scuola elementare. Durante i primi due anni era presente un’insegnante di sostegno per circa 16-18 ore alla settimana. In seguito, abbiamo dovuto lottare sia contro il taglio delle ore di sostegno, sia a causa del continuo avvicenda18 - LISDHA NEWS mento delle insegnanti. In particolare, durante la quarta, per problemi – credo - economici, tutte le ore previste per il sostegno sono state eliminate e sono stato costretto a recarmi presso il Provveditorato agli studi per far presente la situazione e chiedere il reintegro di tali ore che, per nostra figlia, erano indispensabili. La mia “battaglia” ha prodotto buoni frutti nel senso che, almeno per 12 ore alla settimana, Fabiola ha potuto nuovamente beneficiare dell’insegnante che la seguiva personalmente. Un ulteriore problema si è presentato con alcuni genitori di compagni di classe che vedevano in Fabiola un “ostacolo”, nel senso che la sua presenza poteva in qualche modo rallentare lo svolgimento del programma. Con i compagni di classe, al contrario, nostra figlia non ha mai avuto problemi: i bambini spesso sono più aperti degli adulti…» - Certamente, l’apertura alla diversità vista come ricchezza non è di tutti… ma non era previsto l’intervento di specialisti, ad esempio di psicologi? «Un lavoro straordinario è stato svolto durante gli anni delle scuole medie. Fabiola ha frequentato la scuola Anna Frank di Varese. Lì, oltre alla presenza di due insegnanti di sostegno molto brave e qualificate, con il prezioso intervento di una psicologa dell’età evolutiva, la dottoressa Broggi, sono stati elaborati dei progetti finalizzati all’accettazione del diverso. Nell’ambito delle ore scolastiche, grazie agli stimoli della psicologa, i ragazzi erano incoraggiati a riflettere sulla questione della diversità: tale lavoro è stato un toccasana per tutti!» - Dopo le medie? «Qui si è davvero aperta una prima problematica importante. Fabiola non era in rado di affrontare gli studi di una scuola superiore e non vi erano molte alternative. Abbiamo optato, anche sulla scorta della precedente positiva esperienza, per il distaccamento de “La Nostra Famiglia” presso Castiglione Olona. Così, per due anni nostra figlia ha frequentato tutto il giorno dal lunedì al venerdì questo istituto dove, oltre ad effettuare un ripasso di quanto appreso a scuola, vi erano molti laboratori in cui si svolgevano per lo più attività manuali, ma non solo (computer, lavori di falegnameria, lavoretti con la creta, etc.) Purtroppo, però, Fabiola non era contenta, non mostrava entusiasmo, si sentiva come demotivata. Inoltre, per quel che era stata la mia precedente esperienza, i genitori non venivano sufficientemente coinvolti. Per questi ed altri motivi, dopo due anni, nostra figlia ha cessato di frequentare l’istituto». - E quindi? «Si è nuovamente riaperto il problema di cosa farle fare. Infatti, Fabiola non sarebbe stata in grado neppure di frequentare una scuola professionale. Quindi, dopo aver preso in considerazione diverse realtà presenti sul nostro territorio, abbiamo scelto di iscrivere nostra figlia presso “La Finestra”. Si tratta di un’associazione con sede a Malnate (Varese) che ha come obiettivo l’integrazione di ragazzi e adulti diversamente abili attraverso la realizzazione di attività lavorative con il sostegno del volontariato. Ci è piaciuto l’approccio di questa N. 57 - APRILE 2008 struttura teso allo sviluppo delle potenzialità delle singole persone con una notevole apertura verso l’esterno, ovvero sia verso i genitori, sia verso la realtà della scuola, sia verso l’intera comunità di Malnate. Inoltre, grazie alla vicinanza, Fabiola sarebbe stata in grado di raggiungere l’associazione in modo autonomo, utilizzando i mezzi pubblici. Sono tre anni che nostra figlia frequenta “La Finestra” e si trova benissimo!». - Allora, Fabiola, che attività svolgi a “La Finestra”? «Tante! Assemblaggio di materiali vari, lettura, disegno, ballo di gruppo, palestra, piscina, cura di sé. C’è anche computer, ma per ora non lo faccio. Vado dal lunedì al venerdì dalle 8,30 alle 17,30: prendo il bus fino alla stazione Nord, poi il treno, scendo alla stazione di Malnate dove c’è un pulmino che mi porta direttamente all’associazione. A “La Finestra” ho trovato anche delle amicizie vere: quelle con Barbara, Betty, Sara, Michele, Alberto e Dario». - Mi dicevi, Renzo, che quest’associazione è collegata con altre realtà. «Sì. Vi sono vari progetti con scuole elementari e medie tesi allo scambio di esperienze. Inoltre, vengono organizzati tanti eventi: a Natale rappresentazioni teatrali, tombolate; nel mese di marzo, in genere, i ragazzi hanno la possibilità di recarsi alla Scala di Milano per assistere a dei balletti. Sono poi stati ideati dei momenti di aggregazione aperti a tutti, tra cui “la giornata del cuore” dedicata alo sport e la “festa sociale” che consiste in un week end nel quale vengono esposti i lavori manuali fatti dai ragazzi e si proiettano i filmini delle vacanze trascorse insieme. Ogni anno nel mese di luglio, infatti, i ragazzi possono trascorrere insieme con alcuni operatori del centro, una settimana di vacanza pressoché in totale autoN. 57 - APRILE 2008 nomia. Alcuni ospiti dell’associazione, poi, sono coinvolti in attività di aiuto agli anziani residenti a Malnate: in particolare, vanno a fare la spesa e la portano direttamente presso le abitazioni di queste persone bisognose. Nel complesso, esiste davvero un bel interscambio con l’intera comunità di Malnate, oltre ad una concreta e proficua collaborazione con il Comune anche per quanto riguarda l’organizzazione di taluni eventi. Come genitori, siamo davvero soddisfatti e, soprattutto, vediamo che Fabiola frequenta l’associazione con grande entusiasmo!». - Ma questa scuola avrà un costo… «Certamente. Fortunatamente, ad agevolarci nel sostenerlo è intervenuto il Comune di Varese, dove risiediamo. Abbiamo, infatti, presentato un’apposita domanda presso l’assessorato ai servizi sociali, il quale, a seguito di una valutazione del nostro reddito, ha stabilito di erogare una determinata somma che copre circa la metà della retta. Restano, tuttavia, escluse la mensa e le gite». - Come vedi il futuro? «Si vedrà. Quest’associazione sicuramente rappresenta uno stru- mento utilissimo affinché i ragazzi con disabilità conservino il più possibile ciò che è stato loro trasmesso durante il periodo scolastico e, soprattutto, ricevano adeguati stimoli per una crescita nell’autonomia e nella consapevolezza, imparando a coltivare sereni rapporti interpersonali. Tuttavia, “La Finestra” – come detto - non è una scuola professionale; né, almeno per il momento, Fabiola, pur avendo conseguito un notevole grado di autonomia, sarebbe in grado di condurre una vita indipendente, svolgendo un’attività lavorativa. Certamente, i nostri figli si vogliono bene e sono sicuro che Fabiola potrà contare anche sull’aiuto dei suoi fratelli, oltre che su quello dei suoi genitori. In ogni caso, per il futuro, potrebbe, forse, profilarsi la possibilità di una vita in una famiglia composta da ragazzi, magari con disabiltà diverse, ma con un sufficiente grado di autonomia». - Cosa diresti ad un genitore che si trovasse a vivere un’esperienza analoga alla tua? «Di non perdersi d’animo! Di impegnarsi con costanza e con tutta la serenità e la fiducia possibili per vivere una vita ricca di affetto, lottando da subito per ottenere ciò di cui i propri figli hanno bisogno, mantenendo al contempo un atteggiamento di apertura e positività verso gli altri. Infine, di stimolare il più possibile i propri figli affinché esprimano tutte le loro potenzialità e raggiungano il massimo grado di autonomia e, quindi, di autorealizzazione». Maria Cristina Gallicchio PER CONTATTARE LE ASSOCIAZIONI CITATE NELL'ARTICOLO: ASSOCIAZIONE LA FINESTRA - Onlus Via G. Di Vittorio, 7 - Malnate Tel. 0332/428604 Orario di apertura: 8,30/12,30 - 14,30/17,30 CEPIM - Centro Italiano Down – Onlus Via Volta, 19 - 16128 Genova Tel. 010/584529 – Fax 010/541527 sito web: www.cepim.it LA NOSTRA FAMIGLIA Via Don Luigi Monza, 1 - 22037 Ponte Lambro (Co) Tel. +39 031/625111 – Fax +39 031/625275 email: [email protected] – sito web: www.lanostrafamiglia.it LISDHA NEWS - 19 MOBILITÀ Qualche suggerimento ispirato al buon senso MARCIAPIEDI A PROVA DI DISABILE Alcuni accorgimenti nella costruzione dei marciapiedi possono consentire anche ai disabili di muoversi in autonomia. D ovrebbe essere scontato che i marciapiedi debbano essere accessibili (con regolari rampe) e percorribili senza difficoltà da parte dei disabili fisici e sensoriali. Ciò però non sempre accade, neanche se è avvenuto un intervento di adeguamento. Questo fatto è anche dovuto a qualche errore contenuto nelle leggi, errore che consente la cattiva esecuzione dei lavori come ad esempio la presenza di due misure sbagliate contenute nel testo del Dm-236/89: quella relativa all'altezza della soglia di 2,5 cm e quella relativa all'altezza massima del marciapiede di 15 cm. E' difficile ricostruire come un errore così grossolano abbia potuto essere presente in tutte le leggi e circolari finora emesse (a partire dalla prima Circolare n. 4809 emessa dal Ministero dei Lavori Pubblici nel lontano 1968); evidentemente, per quanto riguarda molti dati tecnici, una norma ha copiato quelli contenuti nella norma precedente e così via fino ai giorni nostri. I motivi di obiezione a questa prescrizione sono dovuti primariamente al fatto pratico per cui una ruoti- 20 - LISDHA NEWS na di carrozzina (diametro di 20 cm per quasi tutte le carrozzine del mondo) non può superare che dislivelli ben raccordati. Chiunque usi o spinga una carrozzina sa che per superare il dislivello anche solamente di un paio di centimetri deve sollevare, o far sollevare, le ruotine anteriori esattamente come di fronte ad un ostacolo di vari centimetri. Sa anche che i dislivelli devono essere superati solo frontalmente e che quindi una carrozzina, che percorre normalmente in senso longitudinale il marciapiede, per superare ad esempio la soglia di un negozio, deve disporsi a 90 gradi e, per fare questa manovra, deve avere lo spazio retrostante sufficiente, il che non accade quasi mai. Senza dislivelli ovviamente la carrozzina potrebbe entrare nello stesso negozio obliquamente senza problemi: come fa in sostanza il comune pedone. Nella normativa estera, si danno come "massimi" per i citati dislivelli le seguenti misure: - Australia: 5 mm arrotondati - Usa: 6 mm se non smussati e da 6 a 13 mm se smussati - Canada: 13 mm se smussati. Questi dati si riferiscono non tanto a irregolarità riscontrabili nei percorsi, quanto alle soglie di accesso ai luoghi di interesse in generale (abitazioni, negozi, ecc.). Per un progetto di pista ciclabile non verrebbe mai in mente a nessuno di considerare accettabili dislivelli dell'entità citata nelle nostre leggi contro le barriere; eppure le biciclette, è noto, hanno le ruote con diametro tre volte superiore, quindi con minori problemi di superamento dei dislivelli. La prescrizione dell'altezza di 2,5 cm senza rampe è oltretutto in netto contrasto con quanto affermato in altri punti dallo stesso Dm-236 come di seguito riportato testualmente: ..... deve essere previsto almeno un percorso, preferibilmente in piano, con caratteristiche tali da consentire la mobilità delle persone con ridotte o impedite capacità motorie ..... ..... i percorsi devono presentare un andamento quanto più possibile semplice e regolare ..... le eventuali variazioni di livello dei percorsi devono essere raccordate con lievi pendenze ovvero superate mediante rampe in presenza o N. 57 - APRILE 2008 meno di eventuali gradini ...... ..... ogni qualvolta il percorso pedonale si raccorda con il livello stradale, o è interrotto da passo carrabile, devono predisporsi rampe di pendenza contenuta e raccordate in maniera continua ..... ..... gli elementi costituenti una pavimentazione devono presentare giunture non inferiori a 5 mm, stilate con materiali durevoli, essere piani con eventuali risalti non superiori a mm. 2. Dopo affermazioni di principio e norme applicative di questo tipo, presenti nel Dm-236, come è possibile ammettere uno scalino di 2,5 cm, cioè un dislivello non superabile normalmente senza una raccordatura adeguata? II progettista e il tecnico comunale, sulla base di quanto erroneamente stabilito nella Legge, considerano la citata misura accettabile per la soglia di un qualsiasi ingresso: stabile, negozio, supermercato, che sia; ma è chiaro che il buon senso dice tutt'altra cosa. Certe volte addirittura la rampa viene costruita con il salto anziché essere raccordata con il piano stradale. Per quanto riguarda l'altezza del marciapiede, consentita fino a un massimo di 15 cm, occorre rilevare che le amministrazioni comunali adottano sempre il massimo di legge come misura standard, spesso oltrepassandola, privilegiando l'azione di dissuasione verso le macchine che parcheggiano sui marciapiedi invece di colpire i cittadini maleducati con rimozioni e multe salatissime. Ma, visto che le citate leggi sono nate per abolire le barriere, sarebbe stato meglio non prescrivere alcuna N. 57 - APRILE 2008 altezza del marciapiede ma stabilire invece che, a seconda dei casi, il marciapiede stesso debba essere allineato alle soglie di entrata dei luoghi di interesse anche se queste dovessero trovarsi a quote diverse dai 15 cm stabiliti. Consultando accuratamente le leggi anti-barriere americane, canadesi e australiane non si trova infatti traccia di prescrizioni di altezza dei marciapiedi ma accurate precisazioni sulla costruzione delle rampe per salire e scendere dai marciapiedi. La maggior parte delle persone percorre i marciapiedi perché prima o poi entra in qualche luogo: la stessa precisa cosa che vorrebbe fare chi è in carrozzina se non fosse impedito dall'ostacolo costituito dalla soglia sopraelevata. Se il marciapiede invece seguisse i livelli delle soglie non ci sarebbero problemi per nessuno. Nelle città costruite su terreni moderatamente ondulati, come ad esempio Varese, le quote a cui si trovano le soglie degli ingressi di diversi fabbricati disposti in successione, sono inevitabilmente diverse, ma se il marciapiede si adattasse a queste quote e non a quella costante riferita al piano stradale, si otterrebbe l'auspicata accessibilità. Un discorso a parte meritano le zone pedonali. In queste aree, già esistenti o di nuova realizzazione, spesso vi sono dislivelli tra il piano del traffico pedonale e la soglia dei luoghi di pubblica utilità. Ciò avviene in quanto, in passato, non era mai stato realizzato il necessario marciapiede ed ora lo si ritiene superfluo. Seguendo però la logica dell'accessibilità, sempre affermata nei discorsi e regolamentata dalle leggi, sarebbe invece necessario costruire i marciapiedi dove ci sono i dislivelli, anche se ci si trova all'interno di un'isola pedonale e anche se il pedone non deve più essere protetto dai veicoli, proprio per rendere accessibili i luoghi di interesse. E' stato calcolato che a Varese almeno il 70% dei negozi è inaccessibile per la presenza della soglia rilevata o addirittura di un gradino Certo che meglio ancora sarebbe se fosse l'ingresso dell'attività commerciale ad essere allineata o raccordata al livello esterno, ma questo è un altro discorso e anche in questo la legge non aiuta. Bruno Biasci (Ccsb di Varese) LISDHA NEWS - 21 Un valido ausilio proposto dalla Caporali di Daverio POWERPACK RIDUCE LA FATICA Si tratta di un gruppo motore, facilmente applicabile a qualunque carrozzina standard, che permette di ridurre praticamente a zero lo sforzo di chi spinge la carrozzina consentendo di ritrovare la serenità di piacevoli passeggiate, spostamenti e viaggi. L a tecnologia avanza e quindi anche gli ausili per i disabili beneficiano di questo. La Tga, che ha precedenti esperienze nel campo, ha messo sul mercato un interessante prodotto che viene importato dalla Ditta Caporali 2000, la nota azienda di Daverio (Varese) che fornisce un'ampia gamma di ausili e una ben organizzata assistenza nel settore. Sebbene molto simile nell'aspetto e nella funzione rispetto al vecchio modello che già aveva avuto un buon successo, il nuovo Powerpack è stato completamente riprogettato sfruttando le nuove tecnologie. Si tratta di un gruppo compatto comprendente un motore elettrico, una batteria e una ruota (o una coppia di ruote), con buona presa sul terreno. La più significativa innovazione riguarda il sistema di controllo elettronico della trazione che consente un avvio e una marcia dolce senza contraccolpi. Il semplice comando, che può essere installato sia sulla manopola di destra sia su quella di sinistra, è facilmente azionabile dall'accompagnatore. Una chiave asportabile garantisce la sicurezza impedendo ad altri di azionare incidentalmente il comando. Una sequenza di spie (rosso, giallo, verde) informa l'utente sullo stato di carica della batteria. Un apposita leva controlla la velocità prestabilita che la carrozzina non deve superare anche se la sua potenziale velocità massima è di 6,5 km/h. L'autonomia è di circa una quindicina di km, più che sufficiente quindi per una anche lunga passeggiata. Del Powerpack esistono 3 modelli: le versioni standard a ruota singola o doppia che sono in grado di trasportare una persona che pesa fino a 115 kg e la versione più potente che consente di muovere senza difficoltà una persona fino a un peso massimo di 165 kg. Una volta predisposti sulla carrozzina gli attacchi, il Powerpack è installabile in pochi secondi e, quando è installato non serve più spingere la carrozzina ma semplicemente camminare dietro e limitarsi a dirigerla anche in presenza di percorsi in salita, rampe o terreni "difficili". Nei casi in cui occorre superare l'ostacolo di un gradino, un semplice nastro, azionato dall'accompagnatore, solleva da terra quanto basta tutto il gruppo per evitare ogni interferenza con l'ostacolo. In questa condizione la carrozzina può essere azionata manualmente come una qualunque carrozzina. L'articolazione del Powerpack e la semplicità dei suoi attacchi alla carrozzina consentono una veloce rimozione del gruppo, che pesa solamente 13 kg il monoruota e 14.5 kg quello a ruota doppia, per rendere pieghevole la carrozzina stessa e caricare agevolmente il tutto su qualunque mezzo di trasporto. NOTIZIE SULLA ORTOPEDIA CAPORALI 2000 Srl recente struttura, espone ausili e diversi prodotti ortopedici (Calzature-ausili bagno-busti ecc.), mentre al piano superiore vi è l'officina e il magazzino con tutta la parte riguardante l'assistenza tecnica. La Ditta Caporali 2000 srl Reha Service è sul mercato dal 1999 e, da quando è nata, ha avuto una continua crescita ed espansione, sia in termini di spazio sia per quantità di prodotti e di servizi offerti. La Caporali intrattiene accordi con diverse Asl della Lombardia gestendo con un sistema informatico molto all’avanguardia la consegna al domicilio degli ausili che vengono assegnati su segnalazione delle stesse Asl e ritiri degli stessi non più utilizzati dal cliente. Da qualche anno la nuova sede si trova a Daverio dove, al piano terreno di una Effettua anche riparazioni su ausili dati in dotazione dall’Asl, in quest’ultimo 22 - LISDHA NEWS caso procura un ausilio per la sostituzione temporanea, evitando per quanto è possibile il disagio all’utente stesso. Per contattare l'Azienda è sufficiente telefonare al numero verde 800-045330 oppure 0332-949462. La sede espositiva, di vendita e di assistenza si trova a Daverio (Va) in via Cesare Battisti, 65. Posta elettronica: [email protected] In internet all'indirizzo: www.caporali2000.it N. 57 - APRILE 2008 Una lodevole iniziativa del Cesvov VARESE PER TUTTI Si tratta di una piccola guida turistica di Varese contenente però anche indicazioni sull'accessibilità di vari luoghi. I l Cesvov (Centro Servizi per il Volontariato della provincia di Varese), in occasione dell'Anno europeo delle pari opportunità per tutti ha recentemente realizzato la guida “Varese per tutti” che potrà essere consultata telematicamente sul sito www.cesvovpertutti.it. La guida è stata presentata ufficialmente al pubblico nello scorso mese di febbraio. Per realizzarla sono state coinvolte diverse associazioni del mondo della disabilità alcune delle quali hanno collaborato direttamente con entusiasmo per fornire un apporto di esperienza e anche di lavoro diretto come quello relativo alle rilevazioni. Sono stati visitati circa 100 luoghi di interesse, che rappresentano certo solo una parte di quelli presenti in città, ma si tratta di quelli forse giudicati più significativi o più facilmente rilevabili. La Guida verrà distribuita gratuitamente a Enti ed Associazioni che ne cureranno a loro volta la diffusione. Chi si occupa da tempo in profon- dità del problema delle barriere architettoniche, e quindi delle carenze programmatiche e della incorretta esecuzione dei lavori da parte dell'Amministrazione Comunale, può non condividere qualche aspetto troppo positivo della guida ma certamente riconosce la buona volontà, l'impegno e comunque l'occasione creata dall'evento che ha concorso a diffondere la conoscenza del problema delle barriere architetB.B. toniche. GUIDABILE, INCONTRO CON L'AUTO Una guida sul tema della mobilità in auto. D opo averci guidato nei luoghi più belli d’Italia, oggi Coloplast sposta sotto i riflettori uno strumento importantissimo per l'autonomia personale: l'auto. Se è vero, come molti sostengono, che il fascino di questo mezzo è dovuto in gran parte alla capacità di garantire la libertà di spostarsi da un luogo all’altro con grande facilità e quasi senza limiti, quest’affermazione può essere tanto più credibile per chi abbia problemi di mobilità o di deambulazione, magari a causa di un deficit. Viaggiare in autonomia, su un mezzo più “nostro”, aiuta a sentirci più padroni di noi stessi e della nostra vita; ecco perché anche in auto vogliamo sentirci come a casa, come in un qualcosa costruito attorno a noi; e mai come in questo caso l’asserzione è più veritiera, considerato che tutti gli adattamenti e i dispositivi di guida vengono appunto “cuciti su misura” sulla persona che poi li utilizzerà. Il libro vuole essere uno strumento per chi sia in cerca di risposte concrete: si tratta cioè di un prezioso vademecum ricco di informazioni pratiche per orientarsi nella moltitudine di norme, regolamenti e consuetudini per capire cosa vada fatto e come. Il volume può essere richiesto gratuitamente attraverso il sito: www.coloplast.it. GUIDA ALL’ACCESSIBILITÀ DI MONZA E' disponibile on line ed in formato cartaceo la pubblicazione "Monza per tutti guida all'accessibilità" con informazioni turistiche, indicazioni sull'accessibilità, dati e curiosità sulla città. La guida può essere richiesta alla cooperativa di Betania che ne ha curato il progetto (tel. 039/83271, [email protected]) o consultata attraverso il sito: www.monzaebrianzapertutti.org. N. 57 - APRILE 2008 La Chiesa di Santa Maria delle Grazie a Monza LISDHA NEWS - 23 FISCO DICHIARAZIONE DEI REDDITI AGEVOLAZIONI ED OPPORTUNITÀ Le principali spese che riducono l’imposta dovuta (detrazioni d’imposta) o abbassano il reddito tassabile (oneri deducibili). È tempo di dichiarazione dei redditi… E’ il momento quindi di preparare la documentazione necessaria per la sua compilazione, nel caso si appartenga ai soggetti obbligati alla presentazione, o di valutare l’opportunità di presentarla ugualmente - ancorché non tenuti – per usufruire dei benefici fiscali derivanti dalla considerazione di talune spese agevolabili. In particolare tale valutazione di convenienza dovrà essere effettuata da coloro che sono esclusi dall’obbligo di presentazione della dichiarazione non per limiti di reddito (per questi l’eventuale presentazione non apporta alcun vantaggio), ma perché percettori esclusivamente di redditi di lavoro dipendente o di pensione (anche se proprietari della abitazione principale e delle sue pertinenze) erogati da un unico soggetto (che, di regola, ha già trattenuto tutte le imposte dovute). Le spese “agevolabili” generano il loro vantaggio fiscale attraverso due modalità: o riducendo direttamente l’imposta lorda (è il caso delle detrazioni d’imposta) o abbattendo il reddito complessivo su cui le imposte vengono calcolate (sono gli oneri deducibili). In quest’ultimo caso, generalmente più vantaggioso, il risparmio fiscale è pari all’importo delle spese deducibili moltiplicato per l’aliquota più elevata (c.d. “aliquota marginale”) applicata al reddito del dichiarante (nell’ambito delle fasce di reddito previste). Nel prosieguo vengono dapprima presentate talune spese per le quali è riconosciuta una detrazione d’imposta del 19%, successivamente alcuni oneri deducibili ed infine situazioni che consentono, a determinate condizioni, una detrazione d’imposta in misura fissa. CALCOLO DELL’IMPOSTA Con la dichiarazione dei redditi l’imposta dovuta viene calcolata applicando al reddito imponibile, che è pari al reddito complessivo al netto degli oneri deducibili (= spese), le aliquote d’imposta per scaglioni. REDDITO COMPLESSIVO - Il reddito imponibile percepito dal contribuente viene suddi- IMPOSTA LORDA (somma dei diversi tipi di reddito: viso in fasce progressive di reddito (c.d. “scaglioni”) ed a (reddito imponibile X aliquote) da lavoro dipendente e assimilati, ciascuna di queste viene applicata la corrispondente aliquota DETRAZIONI d’imposta = da pensione, da lavoro autonomo d’imposta, come di seguito indicato. Viene così determinata o d’impresa, da terreni o l’imposta lorda, che è pari alla somma delle imposte calco- IMPOSTA NETTA fabbricati …) late nei diversi scaglioni. Ritenute = ONERI DEDUCIBILI REDDITO IMPONIBILE 24 - LISDHA NEWS = Reddito (scaglioni) Aliquota (per scaglioni) fino a euro 15.000,00 23% da euro 15.000 ad euro 28.000 27% da euro 28.000 ad euro 55.000 38% da euro 55.000 ad euro 75.000 41% oltre euro 75.000 43% Imposta a debito o a credito N. 57 - APRILE 2008 SPESE PER CUI È RICONOSCIUTA UNA DETRAZIONE D’IMPOSTA DEL 19% Nella tabella sottostante sono schematicamente evidenziate alcune fra le spese che consentono di ottenere una detrazione d’imposta pari al 19% del loro importo. E’ anche indicato il limite massimo di spesa agevolabile su cui è possibile calcolare la detrazione (se la spesa sostenuta è maggiore, la parte eccedente il limite massimo non gode del beneficio della detrazione). SPESE CON DETRAZIONE D’IMPOSTA DEL 19% Descrizione Spesa massima agevolabile Spese sanitarie Spese per prestazioni chirurgiche; analisi, indagini radioscopiche, ricerche e applicazioni; prestazioni specialistiche o rese da un medico generico (inclusa la medicina omeopatica); acquisto o affitto di protesi sanitarie; ricoveri ospedalieri per operazioni chirurgiche o degenze; acquisto di medicinali; acquisto o affitto di attrezzature sanitarie (ad es. aerosol o misuratore della pressione); spese relative al trapianto di organi; ticket pagati per prestazioni erogate dal Servizio sanitario nazionale. N.B.: Nel caso di ricovero in istituto la detrazione spetta solo per le spese mediche sostenute (non per la retta di ricovero e assistenza), separatamente indicate nelle ricevute di pagamento. Spese di assistenza specifica Spese di sostenute per: *assistenza infermieristica e riabilitativa (es: fisioterapia, kinesiterapia, laserterapia ecc.); *prestazioni rese da personale assistenziale specializzato (avente qualifica professionale di addetto all’assistenza di base, o di operatore tecnico assistenziale per l’assistenza diretta della persona, o di educatore professionale, o di addetto ad attività di animazione o di terapia occupazionale). Spese per mezzi di accompagnamento, deambulazione e per sussidi tecnici e informatici Spese sostenute per l’acquisto di mezzi necessari per l’accompagnamento, la deambulazione, la locomozione, il sollevamento e per i sussidi tecnici e informatici rivolti a facilitare l’autosufficienza e le possibilità di integrazione delle persone disabili ai sensi dell’ art. 3 della L.104/92 o riconosciute invalide da altre commissioni mediche pubbliche. (invalidi civili, di lavoro, di guerra…). Spese per l'acquisto di autoveicoli e motoveicoli Spese di acquisto e di riparazione straordinaria (ad es. in caso di incidente) relative a: • motoveicoli e autoveicoli, anche di serie e poi adattati in base alle ridotte capacità dei disabili ai sensi dell’art. 3 L.104/92; • autoveicoli, anche non adattati, per il trasporto dei non vedenti, sordomuti, disabili psichici o mentali con riconoscimento dell’indennità di accompagnamento, invalidi con grave limitazione della capacità di deambulazione e soggetti affetti da pluriamputazioni. N.B.: La detrazione, che può essere ripartita in quattro quote annuali di pari importo, spetta per un solo veicolo, una sola volta in un periodo di quattro anni, a condizione che questo sia utilizzato in via esclusiva o prevalente per il disabile. Spese per l’acquisto di cani guida per non vedenti La detrazione è calcolata sul costo sostenuto per l’acquisto del canie guida per la persona non vedente. N.B.: Tale agevolazione può essere usufruita una sola volta in un periodo di quattro anni, salvo i casi di perdita dell’animale, e può essere ripartita in quattro rate annuali di pari importo. Spese per addetti all’assistenza personale Spese sostenute per gli addetti all’assistenza personale per persone non autosufficienti nel compimento degli "atti della vita quotidiana". Tale incapacità deve risultare da apposita certificazione medica. La detrazione spetta anche se le spese sono sostenute per familiari non fiscalmente a carico. N.B.: Le spese devono essere documentate da ricevute rilasciate e firmate dall’addetto all’assistenza, in cui vengono indicati i dati anagrafici e il codice fiscale del soggetto che effettua la prestazione, di colui che sostiene la spesa e del familiare beneficiario dell’attività di assistenza. Spese interpretariato per persone sordomute Spese sostenute per i servizi di interpretariato a favore di persone riconosciute sordomute ai sensi della L. 381/70. Spese veterinarie Spese veterinarie sostenute per la cura di animali detenuti a scopo di compagnia o per pratica sportiva. 387,34 euro (franchigia di euro 129,11) Erogazioni liberali alle Onlus organizzazioni non lucrative di utilità sociale Erogazioni liberali corrisposte a favore: * di organizzazioni non lucrative di utilità sociale (Onlus); * di iniziative umanitarie gestite da fondazioni, associazioni, comitati ed enti individuati con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri; * di popolazioni colpite da calamità o da altri eventi straordinari, tramite Onlus, organizzazioni internazionali, altre fondazioni, associazioni e comitati con finalità umanitarie o attraverso enti pubblici e sindacati N.B. Tali erogazioni devono essere comprovate mediante versamenti postali o bancari, utilizzo di carte di debito, carte prepagate, assegni e carte di credito. Le liberalità alle Onlus, in alternativa alla detrazione del 19%, possono essere portate in deduzione dal reddito complessivo. 2.065,83 euro Erogazioni liberali alle associazioni di promozione sociale (Aps) Liberalità erogate a favore delle associazioni di promozione sociale (Aps). N.B. Tali erogazioni devono essere comprovate mediante versamenti postali o bancari, utilizzo di carte di debito, carte prepagate, assegni e carte di credito. Le liberalità alle associazioni di promozione sociale, in alternativa alla detrazione del 19%, possono essere portate in deduzione dal reddito complessivo. 2.065,83 euro N. 57 - APRILE 2008 18.075,99 euro 2.100 euro (reddito complessivo max 40.000 euro) LISDHA NEWS - 25 Sono detraibili le spese per gli adattamenti di autoveicoli e per l’acquisto dei mezzi necessari alla deambulazione ALTRE SPESE CON DETRAZIONI D’IMPOSTA IN MISURA FISSA Nella dichiarazione relativa ai redditi percepiti nel 2007, ricorrendone le condizioni, si può usufruire inoltre delle seguenti detrazioni in misura fissa: SPESE CON DETRAZIONI D’IMPOSTA IN MISURA FISSA Descrizione Limite di reddito agevolabile Detrazione d’imposta in misura fissa per inquilini di abitazione principale in locazione Gli inquilini intestatari di contratti di locazione di immobili utilizzati come abitazione principale possono usufruire di una detrazione di 300 euro (se dichiarano un reddito complessivo fino a euro 15.493,71 euro) o di 150 euro (se il reddito complessivo è compreso fra 15.493,71 e 30.987,41 euro). reddito complessivo max di 30.987,41 Detrazione d’imposta in misura fissa per inquilini di abitazione principale in locazione con contratto in regime convenzionale Nel caso contratti di locazione dell’immobile destinato ad abitazione principale sia stato stipulato in base alla legge L. 431 del 1998 (c.d. contratti convenzionali) la detrazione d’imposta per gli inquilini è pari a 495,80 euro (se il reddito complessivo non supera euro 15.493,71) o a 247,90 euro (nel caso in cui il reddito complessivo sia compreso fra 15.493,71 e 30.987,41 euro). reddito complessivo max di 30.987,41 Detrazione in misura fissa per le spese di mantenimento dei cani guida E’ prevista una detrazione forfetaria di euro 516,46 finalizzata a rimborsare parzialmente le spese di mantenimento dei cani guida utilizzati dalle persone non vedenti. La detrazione spetta esclusivamente al non vedente (e non anche alle persone cui questi risulti fiscalmente a carico) a prescindere dalla documentazione della spesa effettivamente sostenuta. 26 - LISDHA NEWS N. 57 - APRILE 2008 SPESE SANITARIE: CASI PARTICOLARI Rateizzazione delle detrazioni per spese sanitarie. Nel caso in cui le spere sanitarie sostenute nel 2007 siano d’importo rilevante (superiori cioè a euro 15.493,71), è possibile scegliere di ripartire la detrazione del 19% prevista in quattro quote annuali costanti di pari importo, evitando il rischio che la stessa superi l’imposta dovuta per l’anno (andando quindi parzialmente persa). Dovrà essere prestata cura a riportare tale detrazione anche nelle dichiarazioni degli anni successivi. Spese sanitarie per patologie esenti: in caso di incapienza detraibili dal familiare che le ha sostenute. Particolare attenzione deve essere posta nella individuazione delle ricevute di pagamento relative a prestazioni sanitarie sostenute (ad es. presso strutture private, per motivi di urgenza, con pagamento dell’intero costo) per patologie esenti dalla spesa sanitaria pubblica, cioè le patologie per le quali il servizio sanitario nazionale ha riconosciuto l’esenzione totale dal ticket. Tali spese vanno indicate separatamente in dichiarazione poiché godono di un trattamento privilegiato: nel caso in cui la detrazione del 19% spettante (al netto della franchigia di 129,11 euro) non trovasse completa capienza nell’imposta dovuta per l’anno, la stessa potrà essere dedotta (per una spesa massima di euro 6.197,48) nella dichiarazione di un familiare che eventualmente le ha sostenute. Questo è possibile anche se il beneficiario delle prestazioni non è fiscalmente a suo carico. Documentazione da conservare. Per i medicinali acquistati con pagamento del solo ticket occorre conservare la fotocopia della prescrizione rilasciata dal medico di famiglia unitamente allo scontrino fiscale rilasciato dalla farmacia (ove è riportato l’importo del ticket pagato). Nel caso di spese per medicinali acquistabili senza prescrizione medica è necessario conservare lo scontrino fiscale (dal quale deve risultare che si tratti di acquisto di medicinali e non di altri prodotti venduti in farmacia e l’importo pagato). In alternativa alla prescrizione medica è opportuno predisporre un’autocertificazione – con firma non autenticata, ma accompagnata da fotocopia del documento d’identità - da presentare agli uffici fiscali in caso di richiesta, che attesta che tali medicinali sono stati utilizzati dal contribuente acquirente o dai familiari a suo carico. Nel caso in cui lo scontrino fiscale non rechi la dicitura “medicinali” o “farmaci” l’autocertificazione deve anche attestare che l’importo pagato è riferito all’acquisto di farmaci e non di altri prodotti non sanitari. A decorrere dal 1° luglio 2007 per usufruire della detrazione per gli acquisti di medicinali è obbligatorio essere in possesso del c.d. “scontrino parlante” in cui sono specificati la tipologia e la quan- tità dei prodotti acquistati e il codice fiscale del destinatario. Per il periodo transitorio dal 1 luglio al 31 dicembre 2007, in caso di mancanza dello “scontrino parlante”, la natura, la qualità e la quantità dei farmaci venduti può essere sostituita da una attestazione del farmacista e la mancata indicazione del codice fiscale sullo scontrino può essere sanata riportando lo stesso a mano, a cura del destinatario dei medicinali. Per le protesi, oltre alle relative fatture, ricevute o quietanze, occorre acquisire e conservare anche la prescrizione del medico curante, che può essere sostituita da una autocertificazione a cura del contribuente, che attesta la necessità (per se stesso o per i familiari a carico) dell’acquisto della protesi e la causa per cui è stata acquistata. Non è necessaria la prescrizione del medico curante invece nel caso di prestazioni ricevute da esercenti arti ausiliarie della professione sanitaria abilitati a intrattenere rapporti diretti con il paziente. In caso di spese sanitarie sostenute da terzi nell’interesse delle persone fiscalmente a carico, la ricevuta di pagamento può essere indifferentemente intestato o al soggetto beneficiario o al soggetto di cui questi risulti fiscalmente a carico. Per i sussidi tecnici e informatici, oltre alle ricevute di pagamento, occorre conservare anche la certificazione del medico curante che attesti che quel sussidio tecnico e informatico è volto a facilitare l’autosufficienza e l’integrazione del soggetto ricono- Sono deducibili le spese mediche e di assistenza specifica dei portatori di handicap N. 57 - APRILE 2008 LISDHA NEWS - 27 ONERI DEDUCIBILI DAL REDDITO COMPLESSIVO Nella tabella di seguito sono invece riportate alcune fra le spese deducibili, che vanno direttamente a ridurre il reddito preso a base per il calcolo delle imposte: Descrizione SPESE DEDUCIBILI DAL REDDITO COMPLESSIVO Spesa massima agevolabile Spese mediche e di assistenza specifica dei portatori di handicap Spese mediche generiche e per assistenza specifica (cioè assistenza infermieristica e riabilitativa e attività di cura della persona ad opera di personale specializzato, come visto in precedenza) a favore di: *portatori di handicap ai sensi dell’art. 3 L.104/92, anche se non fruiscono di assegno di accompagnamento; *invalidi riconosciuti dalle apposite commissioni; *grandi invalidi di guerra (all’art. 14 del T.U. n. 915/78) e soggetti equiparati. N.B.: La condizione di invalidità risulta dalla documentazione rilasciata agli interessati dai ministeri competenti al momento della concessione dei benefici pensionistici o è autocertificabile dai soggetti riconosciuti portatori di handicap ai sensi dell’art. 3 della L. n. 104/92 mediante una dichiarazione sostitutiva di atto notorio con firma non autenticata, accompagnata da fotocopia del documento d’identità. Contributi per gli addetti ai servizi domestici e familiari Contributi previdenziali ed assistenziali (Inps, Inail) versati per gli addetti ai servizi domestici ed all’assistenza personale o familiare (es. colf, baby-sitter e assistenti delle persone anziane), per la parte rimasta a carico del datore di lavoro. 1.549,37 euro Erogazioni a favore di istituzioni religiose Erogazioni liberali in denaro destinate per il sostentamento dei ministri e per fini di culto a favore *dell' Istituto centrale per il sostentamento del clero della Chiesa cattolica italiana, *dell’Unione italiana delle Chiese cristiane avventiste del 7° giorno, *delle Assemblee di Dio in Italia, *della Chiesa Valdese (Unione delle Chiese metodiste e valdesi), *dell’Unione Cristiana Evangelica Battista d’Italia, *della Chiesa Evangelica Luterana in Italia e *dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane. N.B.: Le erogazioni devono essere dimostrate mediante le ricevute di versamento in conto corrente postale, le quietanze liberatorie e le ricevute dei bonifici bancari. 1.032,91 euro Contributi alle organizzazioni non governative (Ong) idonee alla cooperazione con i Paesi in via di sviluppo Contributi, donazioni e oblazioni erogate alle organizzazioni non governative (Ong) riconosciute idonee dal Ministero degli Esteri alla gestione di progetti di cooperazione con i Paesi in via di sviluppo. L'elenco delle Ong idonee è consultabile al link http://www.cooperazioneallosviluppo.esteri.it/pdgcs/italiano/Partner/Ong/Ong.asp. N.B. Dato che tutte le Ong sono considerate Onlus di diritto (organizzazioni non lucrative di utilità sociale), in caso di donazioni rilevanti, è possibile indicare in dichiarazione dei redditi le erogazioni liberali elargite a favore delle ONG fra le contribuzioni destinate alle Onlus, fruendo del limite massimo di deducibilità previsto per queste ultime (pari al 10% del reddito complessivo per una donazione massima di 70.000 euro), in luogo del limite del 2% del reddito complessivo previsto per le erogazioni alle Ong. 2% del reddito complessivo Erogazioni liberali a favore di: Liberalità - in denaro o in natura - erogate a favore di: *organizzazioni non lucrative di utilità sociale (Onlus) *organizzazioni non lucrative di utilità sociale (Onlus); *associazioni di promozione sociale (Aps) *fondazioni e associazioni riconosciute *associazioni di promozione sociale iscritte nel registro nazionale (art. 7 l. 383/2000); 10% reddito complessivo - donazione massima di 70.000 euro *fondazioni e associazioni riconosciute per la salvaguardia del patrimonio artistico, storico e paesaggistico o per la ricerca scientifica. sciuto disabile ai sensi dell’art. 3 della L. 104/92. Spese mediche e di assistenza specifica dei portatori di handicap. Le spese mediche generalmente godono di una detrazione d’imposta pari al 19% del loro importo. Un differente e più favorevole trattamento è riservato alle spese mediche generiche e di assistenza specifica destinate a favore di 28 - LISDHA NEWS 10% reddito complessivo - donazione massima di 70.000 euro (se indicate fra contributi ad Onlus) persone portatrici di handicap (l. 104/92) e invalide (riconosciute), che sono invece deducibili dal reddito complessivo. E’opportuno quindi, in sede di compilazione della denuncia dei redditi, avere ben presente - ed evidenziare eventualmente al redattore della dichiarazione - che tali spese mediche sono riferite ad un soggetto riconosciuto disabile, e che quindi vanno trattate come deducibili. Restano però ricomprese fra le spese per le quali spetta la detrazione d’imposta del 19% - anche se destinate a persone portatrici di handicap o invalide - le spese chirurgiche per prestazioni specialistiche, per protesi, nonché per i mezzi di accompagnamento, di locomozione, di deambulazione, di sollevamento e per i sussidi tecnici e informatici. Francesco Gentile N. 57 - APRILE 2008 SEGNALAZIONI PROVE DI CASA SU MISURA Una casa domotica e la possibilità di provare tutti gli ausili, anche su vari tipi di terreno. U na casa domotica, una mostra permanente di ausili e quattro palestre di terapia occupazionale: tutto a portata di mano a Milano all'interno dell'Irccs “S. Maria Nascente” della Fondazione don Gnocchi. La casa, inaugurata il 28 febbraio con la presenza del Presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, è un appartamento di 130 mq con cucina, soggiorno, studio, bagno e due camere, una per adulti e una per bambini. Chiunque può visitarla, scoprire le possibilità che la domotica ha in serbo per migliorare l'autonomia dei disabili e delle persone non autosufficienti, fare un'esperienza per poter progettare con più tranquillità la propria "casa su misura". Accanto alla casa vi è la mostra permanente degli ausili del Siva, Servizio Informazione e Valutazione ausili, la più completa banca dati di prodotti, esperienze e consigli sulle tecnologie per l’autonomia della persone disabili, attiva da trent'anni in Fondazione. Anche qui con- sulenza personalizzata sulla scelta degli ausili più utili, caso per caso, e sperimentazione diretta degli stessi. Ci sono addirittura dei percorsi esterni per mettere alla prova le carrozzine e altri ausili su tipi diversi di terreno, dall'asfalto al prato al sentiero. Il servizio è completato con quattro palestre di terapia occupazionale, dove si recuperano le abilità residuali o si reimparano i gesti quotidiani del vestirsi, lavarsi, mangiare… Per informazioni: www.dongnocchi.it. PASS PER INVALIDI VALIDI IN TUTTA ITALIA L a Seconda sezione civile della Cassazione ha stabilito che il permesso degli invalidi non è legato al Comune di emissione. Esponendo, quindi, l'apposi- to contrassegno le persone con "capacità di deambulazione sensibilmente ridotta" possono circolare nelle zone a traffico limitato e pedonali di tutta Italia con qualsiasi automobile. La Corte di Cassazione, in particolare, ha accolto il ricorso di un invalido milanese che aveva circolato in una zona a traffico limitato a Roma, esponendo il permesso rilasciato dal capoluogo lombardo. Assemblea annuale dell'Associazione Il Girasole Quando ci guardiamo intorno possiamo trovare persone che, come in Burkina Faso, sono costrette ad adoperare ausili di questo tipo; quando la vituperata tecnologia arriverà da queste parti? Appuntamento con Exposanità Si svolgerà al Quartiere Fieristico di Bologna dal 28 al 31 maggio 2008 la sedicesima edizione di Exposanità, mostra internazionale al servizio della sanità e delle salute. La rassegna ospiterà, come consuetudine, la sezione "Horus" dedicata a Handicap, Ortopedia, Riabilitazione e Umanizzazione Sanitaria. Per informazioni rivolgersi a: Senaf, tel. 051/325511, [email protected], www.senaf.it. N. 57 - APRILE 2008 INVITO AI LETTORI Informiamo tutti i lettori che l'Assemblea dei soci dell'Associazione Il Girasole, editrice del Lisdha news, si svolgerà sabato 10 maggio alle ore 17.30 presso lo studio dell'avvocato Fabrizio Chianelli in via Cairoli 5 a Varese (prima convocazione venerdì 9 maggio alle ore 12). All'ordine del giorno l'approvazione del bilancio consuntivo e preventivo e un approfondimento dell'attività svolta e delle prospettive dell'Associazione. Ricordiamo che tutti coloro che hanno versato il contributo associativo al fine di ricevere la rivista Lisdha news possono partecipare all'Assemblea. LISDHA NEWS - 29 LIBRI UN MEDICO, UN MALATO, UN UOMO Come la malattia che mi uccide mi ha insegnato a vivere L a malattia non porta via le emozioni, i sentimenti, ma fa anzi capire che l’essere conta più del fare. Può sembrare paradossale, ma un corpo nudo, spogliato della sua esuberanza, mortificato nella sua esteriorità, fa brillare maggiormente l’anima.» Mario Melazzini « Un medico di successo, una bella famiglia, una forma fisica da far invidia. Nel febbraio del 2002 Mario Melazzini pensa di essere un uomo realizzato. Ma quando sale in bicicletta per il suo allenamento quotidiano capisce che qualcosa non va. Il piede sinistro non risponde, il corpo gli disubbidisce. Comincia così il calvario della malattia. Ci vuole un anno per avere la diagnosi: è Sla, sclerosi laterale amiotrofica, una patologia degenerativa con la quale, mediamente, non si vive più di tre anni. Il medico diventa malato e incontra sul suo cammino la sofferenza, la depressione, la paura, il desiderio di farla finita prima di finire come un vegetale. L'anno successivo è durissimo: Mario passa dal rifiuto della malattia alla depressione più nera, arrivando a prendere un appuntamento con una clinica svizzera dove praticano il suicidio assistito. Poi fugge, lascia la famiglia e va nella sua casa in montagna, accompagnato dalla badante. Lì, nella più totale solitudine, reagisce, prende coscienza della sua malattia e scopre che la vita può essere ricca e interessante, nonostante tutto. Anzi, anche «grazie» a essa. La sua stessa professione acquista una nuova profondità. Ora, infatti, Mario vede le cose «dall’altra parte». Da malato capisce il vero significato del rapporto tra medico e paziente, prende contatto con l'Associazione, viene eletto presidente e diventa un punto di riferimento per tantissimi malati. Entra in contatto con decine di persone fragili e in compagnia di un cantautore famoso incomincia la sua più grande battaglia: quella contro la solitudine e l’abbandono che spesso accompagnano le patologie più gravi, contro quel sentimento di esclusione e di insignificanza che prima o dopo coglie tutti coloro che soffrono di handicap invalidanti. Il volume "Un medico, un malata, un uomo", scritto con la collaborazione del giornalista Marco Piazza, descrive il faticoso cammino di rinascita di quest'uomo che adesso non vuole più morire, ma «godere ogni minuto del miracolo di essere vivo». Mario Melazzini con Marco Piazza, Un medico, un malato, un uomo, Lindau 2007, euro 12. ARTETERAPIA E ALZHEIMER I l volume "Arteterapia e Alzheimer", edito dal Centro Donatori del Tempo di Como, tratta il tema dell’arteterapia come una delle terapie integrative nel trattamento delle persone colpite dalla malattia di Alzheimer. Attraverso il racconto dell’esperienza vissuta nell’atelier del Centro Donatori del Tempo di Como, definisce quali sono le peculiarità di questo nuovo approccio alla malattia. L’obiettivo è quello di offrire un’immagine chiara e precisa di cosa sia l’arteterapia e di come essa possa affiancarsi ad altri percorsi terapeutici e riabilitativi già in uso. 30 - LISDHA NEWS Scritto con un linguaggio semplice e comprensibile da chiunque, stimola la curiosità e il desiderio di approfondire gli argomenti trattati. Si rivolge: - ai familiari “care-givers” che potranno scegliere di accompagnare il proprio parente presso quelle strutture che offrono questo tipo d’intervento, - agli operatori professionali che svolgono la propria attività in case di riposo, centri diurni o associazioni rivolte agli anziani, - agli studenti in formazione o arteterapeuti in attività. Per informazioni rivolgersi a Centro Donatori del Tempo, piazza Mazzini 9, Como, tel e fax 031/270231, email: [email protected] o a Nodo Libri, via Volta 38, Como, email: [email protected]. Chiara Salza, Arteterapia e Alzheimer, Nodo Libri, Como, 16 euro. N. 57 - APRILE 2008 LA VITA DA DENTRO di Emanuela Giuliani NON TEMERE “Dio non ci ha dato uno spirito di timidezza ma di forza, di amore e di saggezza” (2Tm 1, 7). C i sono tante cose che si possono temere, ma ciò che più mi spaventa è proprio la paura. Sì, perché la paura ti paralizza, ti taglia le gambe. Ti impedisce anche di fare il bene che vorresti perché fa sembrare insormontabili problemi che, al contrario, sono superabilissimi. Provate a chiedervi se avete paura e di che cosa. Del futuro, della morte, delle malattie, di fallire, di essere incompresi, di non avere più soldi, del male che altri possono farvi, di essere abbandonati, di vedere le persone care morire… Quanti motivi di paura possiamo trovare nella nostra vita. E basta il pensiero di solo uno di questi per toglierci la pace. Non ci vuole nulla a dare un gran peso alle nostre paure e a sentirsi costantemente minacciati. Di solito le piccole o grandi paure si svegliano con noi la mattina e ci danno la buona notte alla sera. Nei momenti di maggiore debolezza bussano più forte, alzano la voce. Quando poi una paura si avvera, le altre acquistano ancora più potere, perché ci convinciamo nel nostro intimo che anch’esse si realizzeranno. Ma vale la pena lasciarsi triturare dai nostri timori? Vale la pena pensare: “Potrebbe succedere que- sto…”, quando di quello che avverrà conosciamo poco o nulla? Noi il futuro possiamo immaginarlo, progettarlo, possiamo iniziare a costruirlo, ma in ogni caso avrà sempre un notevole numero di incognite. Non siamo padroni di nulla ma non possiamo permettere alla paura di essere nostra padrona! Qualcuno l’ha definita come l’evanescente nebbiolina del mattino: è fatta di “niente”, è inconsistente, ma per un po’ ci fa vedere meno bene. Ci sono timori realistici, più che comprensibili: una mamma che si preoccupa dei figli, una persona che teme per il suo posto di lavoro, un ammalato che scopre di peggiorare di giorno in giorno… Ma ci sono anche paure “fantasma”, quelle che nascono dalle nostre insicurezze inconsce, da quelle zone buie che trovano le loro radici nel nostro passato. Queste intime fragilità parlano spesso proprio con la voce della paura: paura di tutto quello che potrebbe succederci ma che non ha nel presente agganci realistici. Ad esempio perché continuare preoccuparmi della salute se per ora sto abbastanza bene; e non ho particolari campanelli di allarme? I normali controlli vanno bene ma poi non posso diventare schiavo di questo timore. Oppure perché pensare con ansia a cosa diventeranno e a come saranno i nostri figli? Nessuno ha in mano la vita e le scelte altrui, io posso solo fare del mio meglio oggi per dare l’amore e l’educazione necessari. La paura può anche diventare un alibi: con la scusa di quello che potrebbe succedere, non faccio più nulla, non rischio, mi chiudo nel mio piccolo mondo che però sarà sempre più abitato da questa “nebbiolina”. In altri casi sotto sotto c’è forse uno strano senso di “onnipotenza”. Mi spiego con due domande. Davvero credo che quello che penso si avvererà, in quel modo e con quelle caratteristiche? Davvero sono così certo delle mie previsioni? Persone che erano sicure di crollare con la morte di un familiare, si sono invece scoperte ancora in piedi, perché erano intervenute delle “variabili” imprevedibili che le avevano in qualche modo sostenute (anche se non avevano certo tolto il dolore delle perdita). Facciamo allora silenzio dentro noi stessi, lasciamo emergere le nostre paure: quali sono, come mi condizionano, hanno un reale motivo di esserci, perché gli do tanta importanza, quali sono le mie insicurezze? C’è una via maestra per iniziare ad affrontare la paura: fidarsi. Chi crede può pregare come Gesù: “Nelle tue mani, Signore, affido la mia vita”. Consegnare nelle Sue mani tutto, veramente tutto, e farlo ogni giorno, aiuta a liberarci dai nostri timori o almeno a conviverci con più serenità. Vivremo, lavoreremo, ci impegneremo come sempre, senza sfuggire alle nostre responsabilità, ma con una maggiore libertà interiore. Perché Dio è più grande di noi e di tutto quello che possiamo immaginare. Emanuela Giuliani tiene incontri di spiritualità, approfondendo temi di fede ed interiorità, Per contattare Emanuela Giuliani scrivete a: Lisdha news, “La vita dentro” via Proserpio, 13 - 21100 Varese, e-mail: [email protected]. N. 57 - APRILE 2008 LISDHA NEWS - 31 VOGLIO ESSERE UN TELEVISORE La professoressa di Annamaria chiese agli alunni che facessero un tema e in questo tema scrivessero quello che vorrebbero che Dio facesse per loro. La sera correggendo i temi, ne incontrò uno che la lasciò molto emozionata. Il marito, entrando in casa vide che stava piangendo e le chiese: “ Ma cosa è successo ? “Lei rispose: “ Leggi “. Era il tema di un bambino. “Signore, questa notte ti chiedo qualcosa di speciale: trasformami in un televisore! Voglio occupare il suo posto. Vivere come vive la TV della mia casa. Avere un luogo speciale per me, e riunire la mia famiglia attorno a me... Essere preso sul serio quando parlo... Voglio essere al centro delle attenzioni ed essere ascoltato senza interruzioni e G. Giuliani senza domande. Voglio ricevere le stesse attenzioni e le cure speciali che la TV riceve quando non funziona. Avere la compagnia di mio padre quando arriva a casa, anche se è stanco. Vorrei che mia madre mi cerchi quando si sente sola e triste, invece di ignorarmi. E vorrei che i miei fratelli “si bisticcino“ per stare con me. Voglio sentire che la mia famiglia lascia tutto da parte, ogni tanto, per passare alcuni momenti con me. Infine che io possa divertire tutti! Signore non ti chiedo molto... Vorrei solo vivere e sentire quello che vive e sente qualsiasi televisione!“ A quel punto, il marito di Annamaria disse: “Mio Dio, povero bambino! Che grave mancanza è quella di questi genitori !“ E lei gli rispose: “Questo tema l’ha scritto nostro figlio! “