infosanità 15 15 Provincia Autonoma di Trento - Infosanità n. 15 Provincia Autonoma di Trento - Infosanità n. 15 L’informazione per gli alimentaristi Linee guida per la sicurezza alimentare e la nutrizione GIUNTA DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO AZIENDA PROVINCIALE PER I SERVIZI SANITARI Trento 2001 Provincia Autonoma di Trento - Infosanità n. 15 © copyright Giunta della Provincia Autonoma di Trento. 2001 Collana infosanità numero 15 Assessorato alle Politiche Sociali e alla Salute Servizio Programmazione e Ricerca Sanitaria Via Gilli,4 - 38100 Trento tel. 0461/494037, fax 0461/494073 [email protected] www.provincia.tn.it/sanita L’informazione per gli alimentaristi Linee guida per la sicurezza alimentare e la nutrizione Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari Servizio Educazione alla salute Via Degasperi, 79 - 38100 Trento tel. 0461/364534, fax 0461/364699 [email protected] www.apss.tn.it Redazione a cura di Enrico Nava, Anna Moretti, Nicoletta Anselmi, Antonino Vassallo, Lorenzo Filosi, Maria Grazia Zuccali, Marilena Moser, Caterina Bonotto Coordinamento editoriale Vittorio Curzel Editing Attilio Pedenzini Provincia Autonoma di Trento - Infosanità n. 15 Presentazione Con la consapevolezza che un’alimentazione equilibrata e sana contribuisce significativamente ad elevare la durata e la qualità della vita e che il miglioramento dell’informazione è una delle priorità dei servizi sanitari, l’Assessorato provinciale alle Politiche sociali e alla Salute ha prodotto nel corso dell’anno varie iniziative di comunicazione volte a favorire l’adozione di comportamenti più favorevoli alla salute in campo alimentare. Diverse pubblicazioni, elaborate e realizzate nell’ambito del Progetto Comunicazione per la Salute della Provincia, spesso con la qualificata collaborazione di esperti dell’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari o di altri soggetti, come il Gruppo micologico Bresadola, hanno affrontato il problema di un’alimentazione sana e sicura sotto vari aspetti. Un numero di “infosanità” è stato dedicato al tema della BSE; il volume, in due tomi, “Parliamo di funghi”, della collana “Strumenti per la formazione”, costituisce il nuovo manuale di riferimento per i corsi per micologi; una recente pubblicazione della fortunata serie “Guide rapide per la salute” dal titolo emblematico “Mangiare sano” raccoglie consigli utili per una corretta alimentazione. Questo nuovo numero di “infosanità, la cui redazione è stata curata dal Servizio Educazione alla Salute dell’Azienda sanitaria, è dedicato agli operatori del settore alimentare e contiene le linee guida per la sicurezza alimentare e la nutrizione, portando un ulteriore significativo contributo informativo per la promozione di una sana alimentazione nella nostra provincia. dott. Mario Magnani Assessore provinciale alle politiche sociali e alla salute Provincia Autonoma di Trento - Infosanità n. 15 Presentazione Sono passati quasi 40 anni dall’obbligo del rilascio agli operatori del settore alimentare del Libretto Sanitario, documento comprovante uno stato di salute compatibile con la lavorazione degli alimenti. La motivazione di quella scelta era legata al potenziale rischio di trasmissione di infezioni dall’operatore al consumatore attraverso i cibi lavorati o manipolati. Oggigiorno la situazione epidemiologica si è profondamente modificata in quanto è venuto meno il ruolo del portatore di infezione, mentre maggiore importanza ricade sulle procedure di trattamento e manipolazione dei cibi, strettamente legate al comportamento degli “alimentaristi” nella varie fasi di lavorazione della filiera alimentare. Si è visto infatti che ai fini della prevenzione delle malattie trasmesse attraverso gli alimenti, è più importante l’analisi preventiva dei rischi di contaminazione (e quindi l’applicazione di procedure per evitarli) piuttosto che il controllo delle singole persone. Quindi, l’adeguata formazione del personale diviene essenziale per migliorare le informazioni orientare i comportamenti. Infatti, anche il recente decreto legislativo 155/97 pone in capo al responsabile della ditta, oltre che l’autocontrollo, anche la formazione e preparazione del personale, relativamente ai corretti comportamenti da mettere costantemente in atto nelle varie fasi della lavorazione degli alimenti. In attesa anche dell’evoluzione del quadro normativo, il Servizio sanitario intende dare un’interpretazione innovativa del momento del rilascio del libretto sanitario, valorizzandolo come occasione di informazione, educazione e promozione di corretti atteggiamenti. Per questo fine, il presente opuscolo, frutto del lavoro di un’équipe multidisciplinare, mi sembra rappresenti un utile strumento di supporto nell’ambito del processo di formazione e qualificazione degli operatori del settore alimentare. Dott. Alberto Betta Direttore Direzione Igiene e Sanità Pubblica Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari Provincia Autonoma di Trento - Infosanità n. 15 Indice L’INFORMAZIONE PER GLI ALIMENTARISTI Linee guida per la sicurezza alimentare e la nutrizione Introduzione ................................................................................................ 9 1. Le tossinfezioni alimentari ............................................................. 11 1.1. Salmonellosi ............................................................................. 13 1.2. Tossinfezione da Clostridium Perfringens ................................ 14 1.3. Intossicazione da Stafilococco aureo ....................................... 15 2. Igiene della persona ....................................................................... 17 2.1. Mani ......................................................................................... 17 2.2. Stato di salute .......................................................................... 18 2.3. Abbigliamento ........................................................................... 18 2.4. Comportamenti ......................................................................... 18 2.5. Igiene dell’ambiente di lavoro ................................................... 18 3. HACCP e autocontrollo ................................................................... 21 4. L’alimentazione equilibrata ............................................................ 23 4.1. Il ruolo degli alimenti ................................................................. 23 4.2. Costituenti degli alimenti .......................................................... 23 4.3. Alimentazione variata ............................................................... 25 4.4. Consigli alimentari per una vita sana ....................................... 25 APPENDICE Breve test di autovalutazione per alimentaristi .................................... 31 Provincia Autonoma di Trento - Infosanità n. 15 L’informazione per gli alimentaristi 8 Provincia Autonoma di Trento - Infosanità n. 15 L’informazione per gli alimentaristi Introduzione Questo opuscolo è destinato agli operatori impegnati nelle operazioni di produzione, manipolazione preparazione e vendita dei prodotti alimentari ed è finalizzato a fornire semplici e pratiche informazioni sul corretto comportamen to da adottare nelle varie fasi della catena alimentare che li vede coinvolti. Queste linee guida sono state pensate come strumento di valorizzazione del momento del rilascio o del rinnovo del libretto sanitario in una più moderna visione informativa e formativa nei confronti dell’alimentarista, rappresentan do, alla luce dell’attuale situazione epidemiologica, una nuova chiave di lettura di questo “obbligo”, nato circa 40 anni or sono come mezzo di verifica della sussistenza di requisiti sanitari personali. L’igiene alimentare oggi è sempre più legata al rispetto di corretti comporta menti del personale impegnato ai vari livelli della filiera alimentare relative alla manipolazione, alle modalità di conservazione e distribuzione e alla gestione degli ambienti dove le lavorazioni avvengono, mentre il ruolo intrinseco dell’ali mento riveste un’importanza minore stante la qualità delle materie prime pre senti sul mercato e il livello tecnologico raggiunto nelle realizzazione attrezza ture di lavoro. In questa guida vengono perciò descritte in forma chiara e semplice le mo dalità di approccio corrette con l’intento di sensibilizzare e responsabilizzare i lavoratori del campo alimentare sulle principali procedure di prevenzione delle situazioni di rischio garantendo il rispetto dei requisiti igienici nelle varie fasi lavorative e distributive degli alimenti. Vengono infine sviluppati alcuni principi di corretta alimentazione in modo che gli operatori possano meglio conoscere il ruolo degli alimenti e l’importan za di attuare sani comportamenti nutrizionali. 9 Provincia Autonoma di Trento - Infosanità n. 15 Le tossinfezioni alimentari 10 Provincia Autonoma di Trento - Infosanità n. 15 Le tossinfezioni alimentari 1. Le tossinfezioni alimentari Sia in ambiente domestico che negli esercizi di ristorazione, le tossinfezioni alimentari rappresentano ancora oggi un problema sanitario importante in quanto in Italia coinvolgono annualmente migliaia di persone. Le tossinfezioni alimentari sono malattie provocate dall’ingestione di ali menti contaminati da microrganismi nocivi oppure inquinati da tossine prodotte da questi ultimi; esse causano nell’uomo la comparsa di disturbi a livello dige stivo e, in qualche caso, generale. Non tutti i microrganismi sono pericolosi. Moltissimi germi presenti in natura non producono infatti alcun danno per l’uomo. Alcuni di questi sono anzi utili (ad esempio la flora batterica intestinale favorisce la corretta digestione degli alimenti e permette la sintesi della vitami na K). Altri germi sono contenuti normalmente in alcuni alimenti quali ad esem pio yogurt, formaggi e ne consentono la conservazione valorizzandone le pro prietà nutritive. Al contrario, esistono alcuni germi, detti patogeni, che sono pericolosi in quanto, se presenti in numero elevato negli alimenti, possono essere fonte di malattie a volte gravi. Questi germi patogeni causano malattie nell’uomo quando: - si moltiplicano fino a raggiungere un numero elevato, - quando producono tossine all’interno degli alimenti. I germi patogeni possono: - essere già presenti nell’alimento (alimenti mal lavati, carni contaminate, ac qua inquinata); - contaminare successivamente l’alimento a causa di errori nella preparazio ne o nella conservazione quali: � mani sporche o non lavate, � utensili e superfici di lavoro non adeguatamente puliti, � contatto con altri alimenti contaminati, � conservazione in luogo non idoneo o infestato da insetti o roditori, � non rispetto della corretta temperatura di conservazione, � tempi lunghi intercorrenti tra la preparazione ed il consumo, � uso di acqua contaminata o non potabile. 11 Provincia Autonoma di Trento - Infosanità n. 15 Le tossinfezioni alimentari Il rispetto di alcune precauzioni è determinante per la prevenzione della contaminazione microbica di un alimento. Nella prevenzione delle tossinfezioni alimentari due fattori si distinguono per importanza: la temperatura e il tempo. La temperatura di conservazione è fondamentale per impedire la moltiplica zione di germi eventualmente presenti sull’alimento. Infatti, se al di sotto dei 5°C la capacità di moltiplicazione dei germi è molto ridotta o impedita, al di sopra di questo valore la velocità di moltiplicazione aumenta in modo conside revole (soprattutto tra i 20 °C e i 45 °C). Da ciò deriva che un alimento, se lasciato a temperatura ambiente, può inquinarsi nel giro di poco tempo. Durante la preparazione di una pietanza bisogna assicurarsi che l’alimento anche nel suo interno raggiunga una temperatura di cottura sufficiente a di struggere i germi patogeni (75°C). Inoltre, quando alcune pietanze devono essere tenute in caldo prima di essere servite (ad es. prodotti di rosticceria), è essenziale che la temperatura di conservazione sia compresa tra i 60°C e i 65°C in quanto valori più bassi possono consentire la moltiplicazione di germi eventualmente presenti. Per quanto riguarda invece il tempo, è buona regola consumare subito l’ali mento preparato in quanto più tempo passa, più è facile che, qualora non venga rispettata la catena del caldo e del freddo, i germi si riproducano rag giungendo così una numerosità sufficiente per causare la malattia nell’uomo. Ciò vale soprattutto per gli alimenti deperibili e quando non ci sia la possi bilità di conservarli in modo corretto fino al momento del consumo. Nel caso di alimenti confezionati, bisogna sempre leggere la data di sca denza impressa sull’etichetta. Prestare attenzione quindi a non consumare ali menti dopo la data “da consumarsi entro …”. 12 Provincia Autonoma di Trento - Infosanità n. 15 Le tossinfezioni alimentari 1.1. SALMONELLOSI I germi che causano le salmonellosi (salmonelle) si moltiplicano rapidamen te nei cibi, soprattutto quando tempi e temperatura di cottura o conservazione non vengono rispettati. Essi agiscono nell’intestino causando sintomi dopo 12 24 ore dal consumo dell’alimento (nausea, vomito, diarrea, crampi addominali, a volte febbre). I principali cibi responsabili sono le uova, le creme a base di uova, le carni non sufficientemente cotte. Fattori di rischio Mani non lavate dopo l’uso dei servizi igienici, inadeguata temperatura di con servazione degli alimenti, cibi a base di uova crude mantenuti a temperatura ambiente, carni non sottoposte a cottura sufficiente, più raramente acqua con taminata. Azioni di prevenzione Lavaggio costante delle mani nel passaggio da una fase all’altra della lavora zione, ogni volta che si rientra dall’esterno nel locale di manipolazione alimenti, ma specialmente dopo aver usato i servizi igienici. Rispetto del ciclo di lavorazione per evitare che alimenti già preparati vengano a contatto con alimenti in via di preparazione, o con piani di lavoro o utensili contaminati. Identificazione e allontanamento precauzionale fino a guarigione dei malati di salmonellosi se addetti alla manipolazione degli alimenti. 13 Provincia Autonoma di Trento - Infosanità n. 15 Le tossinfezioni alimentari 1.2. TOSSINFEZIONE DA CLOSTRIDIUM PERFRINGENS Il microbo è presente nel terreno e nell’intestino dell’uomo o degli animali. La malattia è causata da tossine prodotte da questi germi all’interno dell’ali mento non correttamente conservato. I sintomi si manifestano da 6 a 24 ore dall’ingestione e consistono in coliche addominali con successiva diarrea e nausea. I cibi più a rischio sono la carne e i sughi, se preparati con troppo anticipo e mantenuti tiepidi o lasciati raffreddare a temperatura ambiente lentamente per molte ore, oppure cibi cotti tenuti a contatto con piani di lavoro o utensili non ben puliti. Fattori di rischio Insufficiente tempo e temperatura di cottura degli alimenti (specialmente delle carni, al cui interno dovrebbe essere raggiunta e mantenuta una temperatura superiore a 65°C) e prolungato intervallo di tempo tra preparazione e consu mo, se non vengono garantite le corrette condizioni di conservazione (al caldo o a bassa temperatura). Azioni di prevenzione Assicurare la completa cottura dei cibi, preparare i cibi con mani pulite, pulire frequentemente utensili , pulizia dei piani di lavoro ed attrezzature, tenere gli alimenti a temperatura superiore a 65 °C fino al momento del loro consumo. Se non consumato subito, l’alimento va raffreddato nel più breve tempo possibile e tenuto a temperatura controllata (0-4 °C). 14 Provincia Autonoma di Trento - Infosanità n. 15 Le tossinfezioni alimentari 1.3. INTOSSICAZIONE DA STAFILOCOCCO AUREO A temperatura ambiente anche questo microbo libera all’interno dell’alimen to una tossina che determina un vero e proprio avvelenamento. I sintomi si manifestano da 2-3 e fino a 6 ore dopo l’ingestione dell’alimento inquinato e sono rappresentati da nausea, vomito, diarrea crampi addominali. Le fonti e le circostanze della contaminazione dei cibi sono da ricercarsi nei portatori sia ammalati che sani ; la contaminazione infatti può avvenire tramite ferite infette, ascessi, infezioni del naso e della gola. I cibi contaminati sono per lo più quelli a base di panna, crema o prodotti animali: pasticcini, creme, gelati, maionese, tramezzini, carni tagliate a fette da consumarsi fredde e altri prodotti a base di carne. Bisogna tenere conto questa tossina è molto resistente alla temperatura e quindi un semplice riscaldamento degli alimenti inquinati non elimina il perico lo. Fattori di rischio Presenza di soggetti con infezioni della pelle e nasali no presenza di pus o ferite scoperte. Azioni di prevenzione Rispetto della catena del freddo, accurato lavaggio di mani e unghie, evitando di manipolare gli alimenti se si presentano infezioni con secrezione di pus alle mani, al naso, al viso. 15 Provincia Autonoma di Trento - Infosanità n. 15 Igiene della persona 16 Provincia Autonoma di Trento - Infosanità n. 15 Igiene della persona 2. Igiene della persona Come abbiamo visto nel paragrafo precedente, gran parte delle contamina zioni del cibo avvengono tramite comportamenti scorretti degli operatori che trasferiscono i germi dall’ambiente o dalla persona all’alimento stesso. È perciò importante che ogni operatore sia a conoscenza e applichi in ma niera rigorosa alcune indispensabili norme igieniche. 2.1. Mani Sono il principale veicolo di contaminazione. Le mani e le unghie devono essere tenute pulite ed essere lavate con parti colare cura in queste situazioni: - all’inizio dell’attività lavorativa, - dopo l’uso dei servizi igienici, - dopo aver usato strofinacci, scope, e ogni altro strumento necessario alla pulizia, - dopo aver toccato rifiuti o i contenitori della spazzatura, - tra una fase e l’altra di preparazione di un alimento, - nel toccare alimenti diversi (in modo particolare se si tocca un alimento crudo e poi uno cotto), - dopo essersi soffiati il naso, - dopo ogni attività non inerente la manipolazione degli alimenti. Non mettere orologi, braccialetti, anelli, smalto durante la manipolazione dei cibo in quanto su di essi si può depositare sporcizia e impediscono la possibilità di un adeguato lavaggio delle mani. Qualora necessario, si possono usare nella manipolazione degli alimenti guanti monouso. 17 Provincia Autonoma di Trento - Infosanità n. 15 Igiene della persona 2.2. Stato di salute Chi è affetto da malattie causate da germi che possono essere trasmessi con gli alimenti dovrebbe astenersi dalla manipolazione degli stessi. 2.3. Abbigliamento I germi possono essere trasmessi anche attraverso gli indumenti. - Chi lavora nella manipolazione degli alimenti deve: indossare durante l’attività lavorativa abiti e calzari appositi e utilizzati solo per questo scopo, utilizzare abbigliamento (camice) pulito e di colore chiaro, togliere il camice ogni qualvolta si esce dalla cucina (es. prima di andare in bagno), tenere i capelli puliti e raccolti sotto apposito copricapo. 2.4. Comportamenti Durante la manipolazione degli alimenti non portare anelli o bracciali, non consumare cibi o bevande, non fumare, non tossire o starnutire sopra gli ali menti, non toccarsi la bocca o il naso, non far entrare persone non addette ai lavori nei luoghi di preparazione e manipolazione del cibo. 2.5. Igiene dell’ambiente di lavoro L’ambiente di lavoro ha un ruolo molto importante nel garantire l’igiene degli alimenti nelle diverse fasi della lavorazione. L’illuminazione, l’areazione, l’ordine sono fattori fondamentali per garantire una corretta igiene dei locali. In particolare cucina e bagni devono sottostare alle seguenti indicazioni. CUCINA dal punto di vista strutturale devono essere presenti: - areazione e illuminazione naturale sufficiente, - pavimenti, pareti, piani di lavoro e di cottura costituiti da materiale facilmen te lavabile e disinfettabile e in buone condizioni di manutenzione, - cappe aspiranti efficienti e regolarmente sgrassate e pulite, - retine ed apposite protezioni per evitare l’entrata di insetti ed altri animali, 18 Provincia Autonoma di Trento - Infosanità n. 15 Igiene della persona - contenitori chiusi con apertura a pedale per la raccolta di rifiuti da svuotare frequentemente, - lavandino con comando di erogazione dell’acqua preferibilmente a pedale (o non manuale) per il lavaggio frequente delle mani degli operatori, - asciugamani monouso e sapone liquido. In cucina deve essere rispettata una corretta organizzazione delle varie fasi di lavorazione che preveda la separazione della materie prime dai cibi in fase di lavorazione o già preparati secondo un percorso “in avanti dell’alimento”; è molto importante che non vi siano possibilità di contatto tra alimenti e materiale sporco, di rifiuto o destinato al lavaggio. La pulizia degli ambienti di lavoro e delle attrezzature deve essere pianifica ta; in ogni caso alla fine di ogni giornata lavorativa deve essere prevista una pulizia (ed eventuale disinfezione) degli ambienti che comprenda: - lavaggio con detersivo, - risciacquo, - pulizia delle attrezzature dopo ogni fase lavorativa, meglio se in lavastovi glie a temperature elevate, in maniera tale da eliminare eventuali germi. BAGNO Deve essere presente un locale adibito a bagno per il personale con i requisiti previsti: - antibagno con porta a chiusura automatica, - erogatore dell’acqua con comando a pedale (o non manuale), - erogatore di sapone liquido - asciugamani non riutilizzabili (es. di carta), - nell’antibagno o in prossimità di questo devono essere predisposti gli armadietti a doppio scomparto per gli abiti personali e di lavoro degli opera tori, - locali e arredi devono sempre essere tenuti in ordine e puliti. 19 Provincia Autonoma di Trento - Infosanità n. 15 Haccp e autocontrollo 20 Provincia Autonoma di Trento - Infosanità n. 15 Haccp e autocontrollo 3. Haccp e autocontrollo Fino a poco tempo fa l’idoneità del personale addetto alla manipolazione di alimenti si basava esclusivamente sul possesso del Libretto di idoneità sanita ria rilasciato a seguito di visita medica. Oggi, il decreto legislativo del 26 maggio 1997, n. 155, che recepisce una direttiva CEE in materia di igiene dei prodotti alimentari, impone a tutte le indu strie alimentari di adottare un sistema di autocontrollo basato sui principi dell’HACCP (Hazard Analisys and Critical Control Point cioè Analisi dei Rischi e Punti Critici di Controllo). Il sistema HACCP è un metodo preventivo di controllo che permette di indi viduare, verificare e controllare i rischi durante la produzione, trasformazione, lavorazione, preparazione ed utilizzo dei prodotti alimentari per garantire che essi siano sicuri al momento del consumo. Il piano di autocontrollo è il documento elaborato dal responsabile dell’in dustria alimentare sulla base dei principi dell’HACCP, inteso a garantire il con trollo dei rischi significativi per la sicurezza degli alimenti. Esso è costituito dai seguenti documenti (cfr. D.P.G.P. del 02/06/2000, n. 1355): 1. descrizione dei locali e delle attrezzature con allegata planimetria. L’im portanza della planimetria è legata all’autorizzazione sanitaria, in quanto sono i locali riportati nella planimetria presentata all’atto della richiesta del l’autorizzazione da considerarsi autorizzati e utilizzabili; 2. descrizione del processo di produzione con individuazione dei rischi, dei punti critici, delle azioni correttive e registrazione dei dati. Vanno indicate le modalità di fornitura delle materie prime alimentari, le ditte fornitrici che devono essere in grado di assicurare i necessari requisiti igienico sanitari dei prodotti; le modalità di stoccaggio degli alimenti che preveda la separa zione fisica delle diverse materie prime. Devono essere specificati i reali punti critici di una lavorazione o di una produzione e i relativi accorgimenti tecnici attuati al fine di evitare che gli alimenti siano contaminati durante tutto il ciclo della loro preparazione (“scrivi ciò che fai e fai ciò che hai scritto”). Occorre rispettare il principio della progressione “a cascata” del l’alimento: l’alimento non deve mai retrocedere ma solo avanzare verso l’ope razione successiva evitando perciò commistioni tra alimenti crudi e cotti, tra 21 Provincia Autonoma di Trento - Infosanità n. 15 Haccp e autocontrollo cibi sporchi e lavati e contaminazioni crociate. Importanti sono la registra zione delle verifiche, per esempio delle temperature delle celle frigo che dimostrano di aver messo sotto controllo il punto critico legato al rialzo ter mico e l’indicazione delle azioni correttive, cioè dei provvedimenti da adot tare nel caso in cui si riscontri un superamento dei limiti dei vari parametri (per es. di temperatura) che sono stati previsti nella specifica tipologia di attività; 3. descrizione delle buone prassi di produzione (GMP). Per ogni diversa tipologia di produzione o di lavorazione va individuata una propria procedu ra in cui sono specificati i successivi passaggi e definiti i relativi tempi. E’ il rispetto degli accorgimenti riportati nelle procedure che dimostra di aver messo sotto controllo i punti critici; 4. descrizione delle buone prassi di igiene dei personale e delle procedure di igienizzazione (GHP). Fondamentale per l’igiene degli alimenti è la pro fessionalità degli operatori e l’adozione di comportamenti corretti che evita no la contaminazione dei cibi. Le mani sono il principale veicolo di contami nazione batterica, perciò al personale verrà ricordato di mantenere unghie pulite, corte e senza smalto; di lavarsi mani e avambracci prima dell’entrata in servizio, all’uscita dai servizi igienici e dopo lavorazioni di prodotti spor chi. L’abbigliamento del personale prevederà camici di colore chiaro, cuffia per i capelli, scarpe da utilizzare esclusivamente sul luogo di lavoro. Per i diversi locali, attrezzature e strumenti verranno stabilite procedure di pulizia specificando il prodotto usato, la sua concentrazione, la frequenza (a fine lavorazione, giornaliera, settimanale); 5. programma di formazione. Per l’attuazione di un sistema di autocontrollo efficace è necessaria la collaborazione di tutto il personale in servizio, il quale va adeguatamente istruito sui compiti e sulle procedure da adottare. La preparazione del personale e la conoscenza dei principi dell’igiene della lavorazione dei prodotti alimentari è fondamentale: è l’uomo, infatti, a costi tuire il maggior rischio di insalubrità dei cibo preparato! Perciò è necessaria una formazione del personale specifica per tipologia di alimento trattata. Va precisato che il decreto legislativo 155/97 non ha abrogato le specifi che leggi di settore (quale ad esempio la legge 283/62) che pertanto conti nuano ad essere vigenti. 22 Provincia Autonoma di Trento - Infosanità n. 15 L’alimentazione equilibrata 4. L’alimentazione equilibrata 4.1. Il ruolo degli alimenti Le funzioni nutritive degli alimenti sono sostanzialmente tre: - energetica, per la produzione di energia necessaria alle funzioni dell’orga nismo; - strutturale, per la crescita e la riparazione dei tessuti; - regolatrice e protettiva, per regolare funzioni e processi biologici. 4.2. Costituenti degli alimenti I nutrienti che vengono forniti dagli alimenti sono costituiti da: - proteine, carboidrati (o zuccheri), grassi (lipidi), acqua, vitamine, sali minerali � � � con funzione essenzialmente strutturale funzione energetica funzione energetica � � funzione regolatrice funzione regolatrice PROTEINE Le proteine costituiscono gli elementi strutturali dell’organismo. Esse sono a loro volta formate da unità più piccole dette amminoacidi. Il loro apporto attraverso la dieta è molto importante soprattutto quando sono fonte di amminoacidi essenziali. CARBOIDRATI I carboidrati presenti negli alimenti sono utilizzati dall’organismo per ricavare l’energia ed alcuni componenti strutturali di cui ha bisogno. Essi sono princi palmente di due tipi: - i carboidrati semplici, - i carboidrati complessi. I carboidrati semplici sono anche detti zuccheri. I più importanti sono il gluco sio e il fruttosio (monosaccaridi), il saccarosio, cioè lo zucchero, e il lattosio (disaccaridi). Si trovano principalmente nei succhi di molte piante, nel nettare 23 Provincia Autonoma di Trento - Infosanità n. 15 L’alimentazione equilibrata dei fiori, nella canna da zucchero e nella barbabietola. I carboidrati complessi sono polisaccaridi rappresentati principalmente dagli amidi: sono presenti nelle patate e nei cereali e loro derivati come ad esempio nella pasta e nel pane. La fibra alimentare, dal punto di vista nutrizionale va distinta dai carboidrati perché non è degradabile dagli enzimi digestivi dell’uomo e non fornisce per tanto energia in quantità significativa. La fibra rappresenta comunque un’importante componente dell’alimentazione, in quanto: - modula l’assorbimento di alcuni nutrienti (zuccheri, grassi). - svolge la funzione di regolatore intestinale. GRASSI I grassi presenti negli alimenti rappresentano la fonte più concentrata di ener gia, ma servono anche per la sintesi delle membrane cellulari e di alcuni ormo ni. I grassi di origine animale sono generalmente solidi a temperatura ambiente (ad esempio burro, strutto, lardo), mentre quelli di origine vegetale sono liquidi (ad esempio olio); questi ultimi sono ricchi di acidi grassi insaturi e sono privi di colesterolo. Altri costituenti dei grassi negli alimenti sono il colesterolo e i fosfolipidi, che svolgono importanti funzioni biologiche nell’organismo. Quando il colesterolo è in eccesso, tende a depositarsi sulle pareti interne delle arterie, provocando, negli anni conseguenze dannose quali l’arteriosclerosi e l’infarto; gli alimenti più ricchi di colesterolo sono cervello, fegato, tuorli d’uo vo, il grasso della carne, formaggi e burro. È necessario ricordare che tutti i tipi di grassi, sia vegetali che animali, sono altamente energetici; quindi non è corretto parlare di “oli leggeri”. Tuttavia proprio perché privi di colesterolo, i grassi vegetali sono da preferirsi a quelli animali. VITAMINE Le vitamine sono sostanze organiche non energetiche indispensabili per la vita in quanto hanno importanti funzioni regolatrici. SALI MINERALI I minerali sono sostanze inorganiche essenziali per l’integrità strutturale e fun zionale dell’organismo e devono essere ingeriti come tali con gli alimenti. Tra i 24 Provincia Autonoma di Trento - Infosanità n. 15 L’alimentazione equilibrata più importanti per l’organismo possiamo citare il calcio, il fosforo, il sodio, il potassio, il ferro il magnesio e il fluoro. 4.3. Alimentazione variata Nessun alimento preso da solo consente di soddisfare le esigenze di un’ali mentazione equilibrata e completa; anzi, una mono-alimentazione può causare gravi malattie da carenze e/o squilibri. Il modo migliore per realizzare un’alimentazione corretta consiste nel ricor rere alla combinazione di alimenti diversi, ciascuno dei quali apporti energia e specifici nutrienti. 4.4. Consigli alimentari per una vita sana Una corretta alimentazione contribuisce in modo efficace a mantenere un buono stato di salute. a) b) c) d) e) f) g) Ecco alcuni consigli per una sana alimentazione: controllo del peso corporeo e incremento dell’attività fisica, incremento del consumo di cereali, frutta e verdura, controllo dell’assunzione dei grassi, controllo dell’assunzione degli zuccheri semplici, riduzione del consumo di sale, riduzione del consumo di alcolici dieta il più possibile variata. a) Controlla il tuo peso Il peso corporeo è il risultato del bilancio tra entrate (alimenti introdotti) e uscite (energia consumata per le funzioni vitali e per l’attività fisica). L’alterazione di questo bilancio può produrre sovrappeso, obesità e squilibri importanti nell’organismo. Obesità significa maggiore rischio di ipertensione, disturbi cardio-circolatori, diabete e alcuni tipi di tumore. Controlla il tuo peso almeno mensilmente; pratica l’attività fisica per qualche decina di minuti al giorno fino a produrre evidente sudorazione. b) Più cereali, frutta e verdura L’alimentazione moderna è molto ricca di proteine e di grassi. 25 Provincia Autonoma di Trento - Infosanità n. 15 L’alimentazione equilibrata I cereali sono fondamentali per il giusto apporto di carboidrati complessi. I cerali sono per la massima parte costituiti da amidi, carboidrati complessi facilmente digeribili. Cereali (specialmente quelli integrali), legumi, frutta e verdura contengono anche la fibra che è indispensabile per le funzioni digestive. Cereali e legumi sono anche una fonte importante di proteine. Frutta e ver dura garantiscono infine quell’indispensabile apporto di vitamine, sali minerali, e fibre necessari per il corretto funzionamento dell’organismo. Consuma giornalmente pane, pasta, cereali e legumi senza abbondare con i condimenti grassi. Dalla dieta giornaliera non deve mai mancare un buon apporto di frutta verdura e legumi. La frutta in particolare è indicata per gli spuntini tra i pasti principali. Anche qui attenzione ai condimenti. c) Meno grassi I grassi costituiscono una fonte concentrata di energia; il loro utilizzo tutta via deve essere molto modesto Sono variamente presenti negli alimenti, prevalentemente in quelli di origi ne animale, con percentuali diverse; in alcuni condimenti la percentuale di grassi può arrivare fino all’85% (burro e margarina) o al 100% (oli vegetali). Sono da preferire i grassi di origine vegetale (oli) in quanto composti da acidi grassi “insaturi” con azione protettiva sui vasi sanguigni, rispetto ai grassi “saturi” di origine animale i quali contengono anche colesterolo. La riduzione del contenuto di grassi saturi nella dieta permette di controllare il livello di colesterolo nel sangue e quindi di prevenire il processo aterosclerotico. Anche i grassi contenuti nel pesce, in quanto insaturi, hanno funzione pre ventiva sull’insorgenza delle malattie cardiovascolari. Il pesce non dovrebbe mai mancare dal menu settimanale. I grassi da condimento vanno usati con moderazione, soprattutto quelli di origine animale (burro, strutto, lardo). Per condire usa con preferenza gli oli vegetali, meglio l’olio d’oliva. Ove possibile, evita la cottura dei grassi (fritture, cotture prolungate) per ridurre la formazione di composti dannosi per la salute. Scegli carni magre e non dimenticare mai il pesce. Modera il consumo di formaggi (contengono una elevata percentuale di grassi). Leggi le informazioni nutrizionali sulle etichette dei prodotti confezionati per accertarti della quantità e della qualità dei grassi contenuti. 26 Provincia Autonoma di Trento - Infosanità n. 15 L’alimentazione equilibrata d) Poco zucchero I carboidrati semplici (tra i quali il più noto è lo zucchero) sono usati come dolcificanti. Essi forniscono energia immediatamente disponibile dall’organismo, ma meno utile di quella data dai carboidrati complessi. I carboidrati semplici possono essere contenuti naturalmente in molti tipi di frutta (fruttosio), nel latte (galattosio) e i alcuni altri prodotti; tuttavia la quota più rilevante viene introdotta nell’organismo attraverso dolci e bevande zuc cherati artificialmente. L’apporto giornaliero di zuccheri semplici non dovrebbe mai superare il 10% delle calorie complessive. Un eccessivo consumo di zuccheri semplici può facilitare la comparsa di malattie quali l’obesità, il diabete e le malattie cardiocircolatorie. Inoltre, lo zuc chero favorisce la carie dentaria. Modera la quantità di zuccheri ingeriti e tieni conto che molte bevande in commercio ne contengono una quantità rilevante. Scegli dolci a basso contenuto di grasso e maggior contenuto di carboidrati complessi, quali i prodotti da forno tradizionali, possibil mente senza farcitura. Limita il consumo di prodotti altamente zuccherini e comunque lavati sempre i denti dopo averli mangiati. e) Usa poco sale Si tende sempre a consumare più sale di quanto sia necessario. L’eccesso di sale nella dieta tende a favorire lo sviluppo dell’ipertensione arteriosa che è un importante fattore di rischio per altre malattie cardiocircolatorie. Nella scelta del sale da cucina, inoltre, è preferibile utilizzare il sale iodato al fine di prevenire la carenza di iodio. Riduci l’uso del sale in tavola e, gradatamente, anche per cucinare i cibi. Per insaporire, dai la preferenza ad erbe e spezie aromatiche. Per prodotti confezionati, leggendo l’etichetta, scegli quelli a minore contenuto di sale. Usa preferibilmente il sale iodato. f) Modera gli alcolici L’alcol non è un alimento e non ha alcuna proprietà nutritiva. Anche se è in grado di fornire un importante apporto calorico, si tratta di energia difficilmente utilizzabile per le funzioni dell’organismo. 27 Provincia Autonoma di Trento - Infosanità n. 15 L’alimentazione equilibrata L’alcol è un vasodilatatore che può peggiorare la situazione di soggetti in condizioni critiche (ad esempio durante i malori, nell’esposizione al freddo, nei disturbi cardiaci). Anche in quantità modeste, l’alcol è molto dannoso in gravidanza in quanto viene assorbito a livello placentare e può lesionare in modo irreparabile il si stema nervoso del nascituro. Inoltre dopo la nascita riduce la lattazione. Gli effetti dell’alcol si possono accentuare se vi è uso concomitante di far maci e l’assunzione di alcol può modificare gli effetti dei farmaci (specie di quelli che agiscono a livello nervoso). Già a basse concentrazioni nel sangue (alcolemia) l’alcol produce effetti rilevanti quali rallentamento dei riflessi, riduzione del campo visivo, diminuzio ne della capacità di concentrazione. Evita o modera il consumo di alcolici ed eventualmente riservali ai pasti. Dai preferenza a bevande a basso grado alcolico. Non dare alcolici ai bambini ed evita di assumerli in gravidanza. Non bere assolutamente alcuna bevanda alcolica prima di metterti alla guida. Evita gli alcolici se stai assumendo farmaci. g) La dieta deve essere varia L’organismo umano necessita di carboidrati, grassi proteine, sali minerali, vita mine nella giusta proporzione. Solo una dieta variata consente di soddisfare queste necessità e evitare squilibri nutrizionali e metabolici. Variare la propria dieta inoltre ha anche positivi effetti psicologici e consente di instaurare con il cibo una relazione soddisfacente che altrimenti, in caso di alimentazione monotona, non si potrebbe realizzare. Una dieta variata, favorendo un giusto apporto di tutti gli elementi nutritivi, non necessita di alcuna integrazione aggiuntiva con prodotti artificiali che invece sempre più frequentemente vengono pubblicizzati e commercializzati. Frutta e verdura: non devono mai mancare dalla dieta quotidiana che ne deve prevedere da 3 a 5 porzioni al giorno. Una porzione di frutta equivale a circa 150 grammi e una di verdura a 50 grammi di insalata o 250 di ortaggi. Cereali e tuberi: sono la fonte principale di carboidrati complessi. Biso gna consumare dalle 2 alle 4 porzioni al giorno. Una porzione di cereali equivale a circa 50 grammi di pane o prodotti da forno, o 80 grammi di pasta o riso, o 120 grammi di pasta fresca all’uovo, o 200 grammi di patate. Latte, latticini formaggi e yogurt: sono ricchi di calcio e di proteine ad 28 Provincia Autonoma di Trento - Infosanità n. 15 L’alimentazione equilibrata elevato valore biologico. La dieta corretta ne prevede 1-2 consumi al giorno. Una porzione equivale a 125 grammi di latte o yogurt o 100 grammi di formaggio fresco o 50 grammi di formaggio stagionato. Carne, pesce, uova, legumi: sono fonte di proteine ad elevato potere biologico, ferro e vitamine del complesso B. Sono da preferire carni magre e il pesce. Legumi abbinati a cereali possono temporaneamente sostituire la carne. La dieta corretta prevede una o due porzioni giorna liere di questo gruppo di alimenti. Una porzione corrisponde a 100 gram mi di carne fresca o 50 grammi di salumi o 150 grammi di pesce o 30 grammi di legumi secchi. E’ accettabile il consumo di 1-2 uova alla settimana. Condimenti (oli e grassi animali o vegetali): sono alimenti ad elevato potere energetico e il loro consumo va limitato e indirizzato, di prefe renza, a quelli vegetali. Il consumo giornaliero consigliato è di 1-3 por zioni. Una porzione equivale a 10 grammi di olio o di burro o di marga rina. 29 Provincia Autonoma di Trento - Infosanità n. 15 Test di autovalutazione 30 Provincia Autonoma di Trento - Infosanità n. 15 Test di autovalutazione Appendice Breve test di autovalutazione per alimentaristi 1. Quali sono i germi patogeni? a. quelli nocivi per la salute dell’uomo b. quelli che resistono alla cottura degli alimenti c. quelli contenuti negli yogurt o nel latte � � � 2. a. b. c. d. � � � � Le principali cause di tossinfezione alimentare sono: alimenti contaminati all’origine inadeguata temperatura di conservazione degli alimenti alimenti cucinati in precedenza e mal conservati tutte le precedenti 3. a. b. c. Perché è importante lavarsi le mani? perché siano pulite perché lo dice la legge per ridurre il rischio che germi presenti sulle mani passino agli alimenti d. per ridurre il rischio che germi presenti sugli alimenti si trasmettano all’uomo � � � � 4. Per crescere e moltiplicarsi i germi hanno bisogno di a. b. c. d. calore tempo umidità tutte le precedenti � � � � 31 Provincia Autonoma di Trento - Infosanità n. 15 Test di autovalutazione 5. Riscaldare i cibi è sempre una garanzia contro le tossinfezioni? a. b. c. d. vero dipende dalla temperatura che si raggiunge dipende dal tipo di pentola falso � � � � 6. A quale temperatura vanno mantenuti i cibi deperibili cotti da consumarsi caldi? a. b. c. d. da +20°C a + 30°C da +60°C a +65°C da +75°C a +85°C nessuna delle precedenti � � � � 7. Per conservare i cibi cotti nel frigo bisogna a. metterli ancora caldi in frigo b. lasciarli raffreddare a temperatura ambiente c. raffreddarli rapidamente con adeguati sistemi e poi metterli in frigo � � � 8. Conservare gli alimenti in frigo a. uccide tutti i germi presenti nell’alimento b. facilita la crescita dei germi non patogeni c. impedisce la moltiplicazione dei germi patogeni presenti nell’alimento d. impedisce la moltiplicazione dei germi presenti nell’alimento � � � � 9. Quando si manipolano alimenti a. non si possono portare anelli e bracciali b. si possono portare anelli e bracciali ma solo di oro c. si possono portare anelli e bracciali solo se si manipolano alimenti solidi 32 Provincia Autonoma di Trento - Infosanità n. 15 � � � Test di autovalutazione 10. Tossire o starnutire sugli alimenti può comportare a. b. c. d. nessuna conseguenza modificazione delle caratteristiche degli alimenti contaminazione microbica degli alimenti nessuna conseguenza purché l’operatore non sia ammalato di TBC � � � � � 11. I servizi igienici a. possono comunicare direttamente coi locali adibiti alla lavorazione di alimenti b. non possono comunicare direttamente coi locali di lavorazione di alimenti c. possono comunicare coi locali di lavorazione solo nei ristoranti � � � 12. Cosa significa applicare i principi della corretta prassi igienica nelle attività di vendita/manipolazione di alimenti? a. avere in azienda il manuale di corretta prassi igienico-sanitaria b. attuare costantemente e regolarmente le procedure di corretta prassi igienica previste per la propria attività c. somministrare alimenti di ottima qualità � � � 13. Una dieta equilibrata prevede: a. consumo di alimenti altamente energetici quali grassi e zuccheri b. consumo di molta carne per dare più forza all’organismo c. consumo quotidiano di cereali frutta e verdura d. consumo solo di pochi cibi caratterizzati da elevato potere nutrizionale � � � � Risposte esatte: 1A, 2D, 3C, 4D, 5B, 6B, 7B, 8D, 9A, 10C, 11A, 12B, 13C. 33 Provincia Autonoma di Trento - Infosanità n. 15