Liberiamoci da
McDonald's (così come
da Burger King e KFC)
Dossier di controinformazione
e invito al boicottaggio
Indice
2 Il mondo McDonald's
2
Il successo di McDonald's
3
McDonald's in cifre
3
Globalizzazione della ristorazione
e dei cibi
4
La qualità del cibo
6
La qualità del lavoro
9
I rifiuti
9
Il Mc Bambino
10
Altre McNefandezze
11
La nuova filosofia di Mc Donald's
talia
12
Succede solo da McDonald's?
14 Manuale di difesa (e contrattacco) dal
McDonald's
14
Manifestazioni ed altre (forti)
espressioni di dissenso
15
Controinformazione
16
Prevenzione
18 Cibo industriale e salute
21 Cultura McWorld contro democrazia
a cura di:
Associazione Officina
23 Cosa c'è di sbagliato in McDonald's
28 Il processo Mc Libel
2
Il mondo McDonald's
Introduzione
I fast food sono oramai entrati a pieno titolo nella realtà italiana, spuntando come funghi in ogni angolo della
città, di fronte ai monumenti principali ed ai grandi raccordi. E' McDonald’s il leader della ristorazione veloce,
fatta anche di milioni di chioschi e di piccole attività, nate per dar da mangiare nel meno tempo possibile.
Sono passati molti anni da quando gli hamburger si vedevano solo in televisione, ma nonostante la forte
cultura alimentare italiana ne abbia notevolmente rallentato la diffusione, oggi, riscuotono notevole
successo, un po’ perché il mito americano persiste, ma anche perché lo stile di vita sta notevolmente
cambiando. Si passa sempre più tempo fuori casa, si viaggia molto di più e le pause pranzo si stanno
accorciando. Ogni giorno, in Italia si spendono più di cinque miliardi di lire per i pasti fuori casa.
McDonald non è un semplice ristorante: questa multinazionale si è eretta a simbolo di un modello di
consumo, di un tipo di società, di una modalità di impresa che per il profitto passa sopra a tutto e tutti. E' per
questo che tante organizzazioni in tutto il mondo le hanno dichiarato guerra. La natura del business fatto
dalla McDonald’s tocca questioni rilevanti della nostra vita quotidiana quali lo sfruttamento del lavoro, la
distruzione dell’ambiente, la fame nei paesi del Sud del Mondo, la globalizzazione degli stili di vita e dei
consumi ecc. D'altra parte molte pratiche devastanti sono state primariamente adottate alla McDonald’s e
successivamente imitata da molte altre compagnie. Combattere un simbolo equivale quindi a combattere un
sistema.
Questo dossier è il frutto di un paziente lavoro di ricerca, di taglio e cucito. Si tratta dell'assemblaggio di una
serie di documenti e di articoli recuperati da riviste e siti internet. Vi abbiamo raccolto molte informazioni e
forse qualche riflessione che di solito viene nascosta accuratamente. Si tratta di un trenino per il mondo
McDonald's, un mondo fatto di pagliaccetti colorati e divertenti, sorridenti personaggi e pubblicità
fischiettabili, un mondo che dai finestrini appare sicuro, confortante, amichevole, perfino generoso. Abbiamo
provato a spaccare il McVetro, e l'idilliaco s'è fatto nauseante. Salite passeggeri, salite su questo trenino
cartaceo, passeremo tra i McPaesaggi, ora con qualche velo in meno.
Il successo di McDonald's
Nell’ambito della comunità finanziaria internazionale, il prezzo dell’hamburger di McDonald’s nelle varie
nazioni, è preso quale parametro finanziario di primaria importanza per stabilire la situazione economica di
un paese. Questo dato dimostra la potenza della “macchina McDonald’s”, costruita interamente su una
metodologia “scientifica”. Le caratteristiche, forse le più importanti, che l’hanno resa così vincente sono la
sua calcolabilità, la sua efficacia, la sua prevedibilità, e il suo controllo.
Calcolabilità perché sembra che con pochi soldi si riesce ad acquistare molto, le patatine straboccano dai
contenitori, il medaglione di carne è sempre più grande (di circonferenza) rispetto al pane, mentre questo
essendo così vaporoso fa sembrare il panino più grande di quanto lo sia in realtà e «in fondo nella nostra
cultura c’è la tendenza a credere che, in generale, “più Grande è meglio”» come dicono Mitroff e Bennis nel
libro The Unrealty Industry. Non a caso, in pochi anni si è passati al raddoppiamento ed addirittura al
triplicamento di medaglioni. G.Ritzer nel libro Il mondo alla McDonald’s è giunto alla conclusione, calcolando
prezzi e quantità, che «non è affatto vero che si prenda molto pagando meno...».
McDonald’s offre anche efficienza, perché nel minor tempo possibile dà da mangiare. Oggi mangiare è
diventata una perdita di tempo e come recita un depliant di McDonald’s «..è possibile gustare, senza
sprecare tempo in inutili attese, un pasto». Per velocizzare ulteriormente i tempi sono nati i McDonald’s
drive, che permettono al cliente di non scendere dalla macchina e ai gestori di diminuire il fabbisogno d’aree
parcheggio, di tavolini, e d’addetti al servizio. Inoltre i clienti portano via con se gli scarti alleggerendo
notevolmente la necessità di eliminarli.
McDonald’s è anche prevedibile, perché, entrando in un McDonald’s dall’altra parte del mondo, si trova
quello che si è abituati ad avere a casa. «Mc non fa scherzi!» e questo crea un grande senso di sicurezza.
Sono molti i sistemi creati da McDonald’s per ottenere questa uniformità in tutto il mondo, dall’Hamburger
University nell’Illinois dove sono formati i dirigenti, dalla grande formazione necessaria per diventarne
licenziatari e soprattutto dall’incredibile formazione di tutti i dipendenti. Sin dalla fondazione McDonald’s ha
avuto regole e procedure interne su cosa gli addetti devono fare e dire.
Abbiamo infine il controllo. I clienti e i dipendenti sono soggetti a controlli molto sottili e poco visibili, ad
esempio il menù ridotto, le scarse possibilità di scelta e le sedie tutto sommato poco comode, portano il
cliente a esaurire i desideri dei gestori: consumare in fretta ed andarsene. In un fast food non c’è spazio per
esigenze particolari è un po’ come diceva H.Ford «Ogni cliente può avere la macchina del colore che
preferisce, purché sia nero». Due studiosi in Automatin Work ne hanno ben descritto anche un’altra
3
caratteristica: «Qualche anno fa la catena... McDonald’s tirò fuori lo slogan “si fa tutto per voi”. In realtà, da
Mc siamo noi a far tutto per loro. Si sta in fila, si porta il mangiare al tavolo, si buttano via i rifiuti, e si mettono
in pila i vassoi. Con l’aumento del costo della manodopera e lo sviluppo delle tecnologie finisce che spesso il
cliente fa sempre più lavoro». I dipendenti, invece, sono controllati dalle macchine, perché grazie a loro
l’azienda controlla che le porzioni non siano diverse. Il dosatore per le bibite, la paletta misurata per le
patatine, la friggitrice che avverte quando le patatine sono cotte. Sono tutte tecnologie che consentono un
maggior controllo e che spingono continuamente McDonald’s a sostituire i dipendenti con le macchine.
Incredibili sono anche le capacità comunicative dell’azienda. Ad esempio negli Usa., precisamente
nell’Illinois, i punti vendita hanno attivato un programma chiamato “10 per un cheesburger” in pratica agli
studenti che prendono un dieci in pagella, viene regalato come premio un panino, stabilendo così una
correlazione positiva tra buoni risultati a scuola e premi McDonald’s.
Qualità + servizio + pulizia + valore = McDonald’s. È questa in sintesi l’immagine che McDonald’s vuole
trasmette di sé al mondo, tramite grandi campagne pubblicitarie.
McDonald’s in cifre
Queste sono le cifre ufficiali sull'impero McDonald's reperite sul sito Internet della stessa multinazionale.
McDonald’s Italia
Vendite*
Investimenti
Ristoranti
Dipendenti
Licenziatari
1995
113
16
33
1.700
15
1996
262
45
142
4.800
54
1997
458
75
170
6.200
74
1998
582
90
203
8000
100
1999
686
120
243
12.150
120
* in miliardi di lire;
Fondata da Ray Kroc nel 1954, McDonald's è presente in 119 Paesi con oltre 26.800 ristoranti, 1 milione e
mezzo di dipendenti e 43 milioni di clienti serviti ogni giorno. Il giro d'affari del sistema McDonald's ha
superato nel 1999 i 38 miliardi di dollari USA
E interessante leggere anche il comunicato stampa ufficiale diramato da McDonald's il 23 marzo 2000 per
comprendere l'orientamento futuro del gruppo.
McDonald's Italia: 10.000 nuovi posti di lavoro entro il 2002
500 miliardi di investimenti e ulteriore sviluppo al Sud per i prossimi tre anni
1985-2000: McDonald's Italia compie 15 anni, con 243 ristoranti, più di 12.000 dipendenti e un fatturato di
686 miliardi per il 1999 (+18% rispetto al '98).
Si chiude con successo la prima fase dello sviluppo di McDonald's nel nostro Paese: l'entrata nel mercato
italiano nel 1985, la conquista della leadership attraverso l'acquisizione nel '96 del concorrente Burghy, il
consolidamento dell'attività grazie alla crescita degli ultimi tre anni e una forte presenza nel Sud (Sicilia,
Puglia, Campania, Sardegna e Calabria).
Con l'apertura di 51 nuovi McDonald's nel '99, l'Azienda ha investito 120 miliardi ed ha creato 2.100 nuovi
posti di lavoro.
Oggi sono 120 gli imprenditori che hanno scelto la formula del franchising McDonald's.
Nei prossimi tre anni McDonald's Italia intende proseguire il suo sviluppo con particolare attenzione al Sud:
l'azienda, infatti, prevede nuovi investimenti per 500 miliardi e la creazione di 10.000 nuovi posti di lavoro.
"McDonald's significa soprattutto investimenti certi e a lungo termine, oltre ad uno sviluppo economico sano
su tutto il territorio italiano, compreso il Sud in cui siamo presenti con più di 70 ristoranti" dichiara Mario
Resca - Presidente di McDonald's Italia.
"Per proseguire in questa direzione è necessario un impegno altrettanto deciso da parte dello Stato:
abbiamo bisogno di maggiore certezza nelle regole, più sicurezza sul territorio, più infrastrutture, maggior
flessibilità nella legislazione del lavoro e meno burocrazia".
Globalizzazione della ristorazione e dei cibi
Un americano “medio” e un cinese “medio” sono in vacanza all’estero e decidono di pranzare al ristorante:
l’americano va in un fast food e ne esce soddisfatto; il cinese entra in un ristorante cinese ed esce
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disgustato, ha mangiato cose che negli odori, nei sapori, nei colori non hanno altro che una semplice
assonanza con i cibi che appartengono alla tradizione del suo paese. La situazione dell’ipotetico signore
cinese si potrebbe ripetere per un italiano in un ristorante italiano a Dublino, per un messicano in un
“messicano”, e così via. La globalizzazione della ristorazione, che ci permette di “mangiare indiano” anche ai
Poli, ha avuto come indubbio effetto un ridursi delle distanze tra i gusti e i profumi dei cibi cucinati, per la
necessità di fare uso di cibi surgelati o conservati con sistemi diversi, e soprattutto per non discostarsi troppo
dalla cucina locale. È così che quando entriamo in un ristorante cinese in Italia, il cameriere (molto spesso di
Taiwan o delle Filippine) ci offre spaghetti, tortellini, primi e secondi, diversi da quelli che conosciamo,
seguendo una distinzione dei pasti e dei cibi che non è altro che un calco della cucina italiana. Ogni cucina
esotica si trasforma così nel surrogato kitsch della cucina locale. La “trasfigurazione” dei cibi è una
conseguenza della tendenza a ottimizzare i prodotti sul territorio che deriva dall’invenzione di quella stazione
di servizio cittadina che è il “Fast food”. Il fast food opera in “qualità”, una qualità analoga a quella di un
qualsiasi altro distributore efficiente 24 ore su 24. Tutt’altro rispetto all’idea più naturale della deperibilità del
cibo, alla sua biodegradabilità, a cui si lega la cottura, l’elaborazione, la preparazione e le conseguenti
varietà di sapore, odore, colore. Nel fast food si consuma la più perfetta deconnotazione del cibo, che rende
ogni pasto standard, riproponibile, immediatamente riconoscibile (non solo nel gusto, ma anche nel colore)
in ogni parte del mondo.
La conseguenza? È presto detto: se l’appetito è soddisfazione del desiderio e della necessità, che si espleta
sostanzialmente nella diversificazione dei cibi (diete alimentari), la catena di ristoranti “veloci” rappresenta la
frammentazione di tale desiderio, soddisfazione approssimativa della necessità (con patatine fritte, poltiglie
di pollo, croccantini di hamburger) attraverso un inganno tirato al desiderio, a cui regala comodità,
convenienza, rapidità, (con prezzi, offerte differenziate di prodotti alimentari e di divertimento, ecc.), tutte
icone di concetti che s’impongono nel quotidiano. Abbiamo così raggiunto il climax di quel processo di
serializzazione che denunciava, alla fine degli anni ’50, la Pop Art. Dalle scatole di detersivi di Wahrol al fast
food generalizzato la tappa è stata d’obbligo. Dal dualismo denunciato con ironia dai pop artisti siamo
passati ad un sistema unico polimorfo, che inghiotte ogni realtà relazionale e la trasforma in processo qualiquantitativo: il pranzo, come l’arte, la comunicazione, il sesso.
La qualità del cibo
L’anno scorso, McDonald’s ha lanciato una campagna con l’Istituto nazionale della nutrizione per la
realizzazione e la distribuzione nei suoi negozi di un opuscolo "Linee guida per una sana alimentazione
italiana".
Nell’opuscolo sono delineate delle regole cui attenersi per una corretta alimentazione, tra le quali quella di
variare il più possibile i cibi. Sotto questa dichiarazione dell’autorevole Istituto, appare la dichiarazione di
McDonald’s: «La varietà delle scelte offerte da McDonald’s ti consente di rispettare una dieta equilibrata»
per un lettore distratto questa potrebbe apparire come una dichiarazione che mangiare da McDonald’s fa
bene.
Di recente la rivista "Altroconsumo" ha pubblicato un’interessante inchiesta in collaborazione con l’Unione
europea sulla qualità di hamburger, pizze e hot dog nei fast food di 14 paesi europei, coinvolgendo così
catene come McDonald’s, Spizzico, negozi indipendenti e chioschi. Com’era prevedibile i dati non sono
eccezionali, eccetto che per l’igiene che è risultata impeccabile. I risultati mostrano diverse lacune, sia dal
punto di vista qualitativo (presenza d’amido, di carne diversa da quella bovina o di bassa qualità), sia da
quello nutrizionale: «l’hamburger è un pasto poco equilibrato e troppo ricco di calorie».
I prodotti analizzati nei fast food variano notevolmente per quantità e qualità, sono però accomunati da
un’eccessivo uso di sale: è utilizzato per mascherare i reali sapori, o per far venir sete? In base agli studi
dell’Istituto nazionale della nutrizione, soprattutto per quanto riguarda i giovani, in ogni pasto non si
dovrebbero superare le 800 – 1.000 kcal, hamburger e patatine sono dunque al limite, troppe per uno
spuntino e poco equilibrate per un pasto normale.
Quando scoppiò l'allarme diossina, la vox populi era: il pericolo è nelle industrie belghe, il pericolo è
identificato, il pericolo è finito; noi siamo bravi, noi rispettiamo le leggi, noi vendiamo sano, comprate prodotti
italiani. In supermercati, macellerie, panifici era tutto un fiorire di certificati d'italianità del prodotto, mentre
sappiamo bene come questo non garantisca nulla. Anche l'Unione Europea sta progressivamente
rinunciando al principio della qualità del cibo ingerendo sempre più, comandata dalla bacchetta magica delle
multinazionali, sulle varie leggi nazionali che garantivano un minimo di genuinità di alcuni alimenti, dalla
pasta al cioccolato, dalla pizza al miele, alle marmellate. Questo è il progresso, una lacrimuccia di nostalgia,
e poi di corsa a comprare i nuovi prodotti alimentari.
5
Negli oltre 2 miliardi di dollari che McDonald's spende ogni anno in pubblicità, molto viene investito per
attirare nel McWorld tutta quella fetta di potenziali clienti che identifica almeno in parte il cibo dei fast food
con il cosiddetto cibo-spazzatura, divulgando un'autoimmagine di qualità, di genuinità, perfino salutista.
Nel volantino "McDonald's. Tutto il gusto della qualità", dopo una breve storia della multinazionale e dei
metodi tecnico-burocratici della stessa sotto la bandiera globalizzante di precisione e qualità, si passano in
rassegna i vari McProdotti, il tutto con un'impaginazione tra l'asettico e lo scientifico. Così degli hamburgers
si dice che "sono di pura carne bovina 100%, senza additivi né conservanti. Sono cotti al punto giusto in
modo tale da poterne conservare il corretto apporto nutrizionale. Le patatine fritte sono preparate
esclusivamente con olio di origine vegetale e con un procedimento unico che le rende sempre leggere e
croccanti. I gelati e i milk-shake sono prodotti con latte di prima qualità e sono ricchi di calcio. Per questa
ragione sono particolarmente indicati per i bambini e gli adolescenti durante la crescita".
Lodevole mondo di perfezione, se non fosse per il fatto che McDonald's ritirò ai tempi dell'allarme diossina i
propri Milk Shake (certo, per precauzione!) e soprattutto se non fosse per un volantino informativo con gli
ingredienti dei propri McProdotti, ingredienti molti dei quali solo dal nome non lasciano trasparire nulla di
naturale. Nonostante le scritte minuscole tipiche di chi ha qualcosa da nascondere ma che è obbligato a
dire, il foglietto fornisce numerose informazioni; il "gusto della qualità" inizia a macchiarsi di addensanti,
coloranti, amidi modificanti, edulcoranti, glutammato di sodio, acidificanti, aromi, sali di fusione, agenti
lievitanti modificati e simpatiche siglette incomprensibili tipo E472e, E410, eccetera. Prodotti tutti ammessi
dalla legge, i garanti possono dormire tranquilli, ma, ci chiediamo noi sospettosi, la legge protegge
veramente i cittadini, l'uomo qualunque, o spesso piuttosto gli investimenti del capitale (delle multinazionali,
per essere à la mode)?
Prendiamo un libro di medicina dell'alimentazione, quello del salutista dott. Enzo Rocchi (Il medico in cucina,
ed. La Grafica, Mori 1985), o un altro qualsiasi, il discorso non cambierà. Oltre ai soliti non bere e non
fumare, v'è rimarcato un altro grave errore comune: mangiare alimenti manipolati. Inoltrandosi più
approfonditamente nel paragrafo scopriamo che, parlando dell'ingrediente carne, nel nostro caso "pura
carne bovina al 100%", non si sa mai se questa è allevata nella fattoria di Nonna Papera o nelle più
realistiche fabbriche-allevamenti, ove gli animali, siano essi futuri hamburgers o future McChicken, sono
tenuti in strettissime gabbie e nutriti a suon di ormoni e antiparassitari per ingrassarli meglio e in meno
tempo.
McDonald’s Italia acquista la carne di pollo dal gruppo Amadori, definito da Mc «leader nell’allevamento in
Italia... in grado di garantire... un prodotto d’altissima qualità...» ma se gli allevamenti in batteria sono
chiamati d’altissima qualità, come si dovrebbe definire la carne di pollo avicola, allevata in maniera
tradizionale? Cosa dire dei 40 milioni di polli allevati in batteria in Italia, che non vedranno mai la luce del
sole?
Lo stesso concetto può essere allargato alle migliaia di mucche che ogni anno forniscono a McDonald’s
Europa, 90.000 tonnellate di carne per hamburger. Negli allevamenti intensivi, oltre alla pessima qualità di
vita cui gli animali sono sottoposti, bisogna considerare la somministrazione, anche con il consenso della
legge, di anabolizzanti, ormoni, estrogeni, ed antibiotici, tutti prodotti che finisco negli organismi dei
consumatori e che sicuramente non fanno del bene.
Tra l'altro un consumo eccessivo di carne è estremamente dannoso per la società, perché per ottenere 1 kg
di carne bovina sono necessari 7kg di cereali, per farne uno di suino 4. In un mondo in cui la produzione
mondiale pro capite di grano, per colpa dell’erosione, della cattiva gestione, della desertificazione e per altri
motivi, sta diminuendo dal 1990, mentre la popolazione mondiale aumenta di 80-90 milioni l’anno, uno stile
di vita basato sul consumo eccessivo di carne, significa costruirsi un futuro di scarsità alimentare. Prima
conferma di questo processo già in atto, sono le riserve mondiali di cereali, passate per la prima volta sotto i
52 giorni quando ne sono necessari almeno 70 per ammortizzare anche un solo cattivo raccolto.
Riportiamo le parole del dietologo per quanto riguarda alcuni McIngredienti: "Un breve elenco delle principali
sostanze artificiali comunemente impiegate nell'industria alimentare comprendono: antiossidanti e
conservanti in generale, coloranti, addensanti, gelidificanti, emulsionanti e tensioattivi, aromatizzanti,
dolcificanti, potenziatori di gusto"(gluttamati). Fra le altre cose, scopriamo che i cosiddetti aromi naturali
"possono essere imitati, simulati, da sostanze chimiche artificiali, create in laboratorio (...) a lungo andare
possono essere dannose per la salute". Troviamo così una risposta al nostro quesito iniziale: "In Italia
quando sull'etichetta c'è scritto aromi naturali, nel cibo ci possono benissimo essere soltanto aromi artificiali
e la cosa non è affatto una truffa in quanto la legge lo permette".
Non serve continuare ulteriormente per affermare l'insanità d'una McAlimentazione, basta viaggiare un po'
negli Stati Uniti per correlare visualmente l'altissimo numero di obesi e le nuove forme di ristorazione veloce;
grottesco è però il fatto che l'Istituto Nazionale della Nutrizione, organo nazionale che dovrebbe diffondere
consigli nutrizionali agli italiani, abbia pubblicato una guida sulla sana alimentazione, sulla cui copertina
spicca il McLogo. Capiamo la necessità di un finanziamento, ma ci dovrebbe essere un limite! Ricordiamo a
6
proposito che nel 1990 un'associazione statunitense (Associazione Nutrizionale per la protezione del cuore)
lanciò una violenta campagna stampa contro McDonald's accusandolo d'essere "il veleno dell'America del
nord" (New York Times, 1990). Ed è solo dopo questa campagna che McDonald's ha introdotto l'olio
vegetale nella frittura delle patatine, olio che ora si vanta di usare, per la salute dei suoi consumatori.
Vi consigliamo di consultare il sito Internet di McDonald's, www.mcdonalds.com, e fare qualche ricerca sul
link food; troverete la lista completa di tutti gli ingredienti, compresi quelli delle specialità dei vari paesi,
nonché il contenuto calorico d'ogni componente. Interessante anche il link con la lunga lista di tutti i
componenti
del
McCibo
che
possono
causare
allergia
(www.mcdonalds.com/food/allergens_sensitivities/index/html); il sito è quello ufficiale di McDonald's, il
carattere di queste spiacevoli informazioni è ovviamente asettico e minuscolo: minuscoli tesori di
controinformazione.
Ariès, nel saggio "I figli di McDonald's si spinge fino ad affermare il dubbio che l'alimentazione di
McDonald's, la si giudichi corretta o dannosa, non sia un'alimentazione come le altre. Punto di partenza è
del loro formato, del loro gusto, del loro colore, caratteristiche di cui McDonald's stessa ne fa un vanto.
Vediamo insieme quali sono, ripercorrendo i passi dell'Ariès: " (le patatine fritte) sono poi impacchettate
congelate in pacchi standard da 10 Kg. Questi sono maneggiati con estrema cautela perché gli esperti di
McDo hanno calcolato che se cadessero da un'altezza di un metro perderebbero 30 porzioni ogni 45 Kg. (...)
La resa è così da 888 a 933 porzioni ogni 100 Kg. Queste patatine si conservano per nove mesi dalla data di
conservazione, sono fritte il più velocemente possibile ancora congelate in modo standard (...) e non resta
che venderle il più presto possibile. Infatti le patatine fritte non possono essere conservate per oltre 7 minuti.
Il cliente può scegliere fra tre formati (68 gr, 110 gr, 136 gr). Una porzione grande è sempre
matematicamente uguale a 1,42 volte quella normale. (...) L'involucro che le contiene rafforza l'idea d'igiene
ma anche l'illusione d'un maggior volume (le patatine infatti "escono" dal contenitore, sembrano
straboccare.)" Secondo Ritzer, il segreto del gusto delle patatine McDo è l'unione di sale e zucchero,
combinazione che dona un gusto neutro, in cui ognuno può ritrovare il proprio, in misura minima. Per quanto
riguarda l'olio di frittura, esso è composto dal 90 al 92% dal grasso di manzo, per un 8-10% di olio di cotone.
Ariès precisa che la fonte è del 1989, e che McDo non ha voluto comunicare informazioni più recenti
riguardo a queste percentuali. Riguardo all'hamburger, dichiara che pesa 103 grammi e misura 10
centimetri, (...) è cotto per esattamente 35 secondi. Il pane in cui è avvolto è di misure leggermente ridotte
per dare, come per l'involucro delle patatine, un'idea d'abbondanza. Esso non è del vero pane, a causa del
suo colore eternamente bruno pallido, della sua composizione molle e mai croccante, della sua assenza di
sapore e di gusto. Se si prendono altri ingredienti apparentemente naturali, il discorso cambia di poco;
l'insalata del Big Mac, ad esempio, non è che un'immagine di sé, perché la sua varietà, il suo calore, il suo
condimento la riducono a semplice funzione decorativa. Il formaggio subisce lo stesso trattamento, e diviene
un'immagine, una pura sensazione. Questa iperrazionalizzazione diviene una vera e propria religione della
forma e della misura, col fine, unico e immacolato, del profitto.
A conclusione del capitolo sull'alimentazione, riportiamo "la struttura" d'un McHamburger di 80g. individuata
da London Greenpeace, associazione promotrice della campagna anti McDonald's conclusasi col processo
McLibel:
46 g. di carne bovina macinata (lingua, cuore, grasso, cartilagini, tendini, intestino compresi); 10 g. di carne
recuperata meccanicamente dal resto della carcassa, e poi tritata; 20 g. d'acqua; 2 g. di sale e spezie; 1 g. di
gluttamato monosodico; 5 g. di polifosfati e conservanti. Ariès, riguardo all'utilizzo di scarti di animali nella
fabbricazione degli hamburger, vale a dire l'utilizzo di pelle, ossa, sangue, viscere, eccetera non da una
risposta certa, in mancanza di prove certe, e noi non possiamo che appoggiare la sua scelta. Tuttavia una
risposta al dubbio sull'utilizzo (o non utilizzo) di tali parti non si è avuta per una scelta di Mc Donald's; infatti
le nostre domande inoltrate (a McDonald's) sono restate per lungo tempo lettera morta, poi l'ufficio direzione
della comunicazione ci ha fatto ufficialmente sapere che ciò riguarda "segreti di fabbricazione". D'altro canto
si sa che la macelleria moderna utilizza largamente questo tipo di prodotti ricostituiti. La triturazione
industriale permette infatti d'eliminare la durezza di alcuni componenti come le ossa.
Buon appetito.
La qualità del lavoro
"Ogni giorno 40 milioni di persone di ogni nazione, razza e religione entrano nei 25.000 ristoranti McDonald's
sparsi in oltre 110 paesi. Il ristorante di hamburger e patatine inventato negli anni '50 dai fratelli McDonald è
diventato uno dei più grandi successi imprenditoriali di tutti i tempi."
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Così inizia il lavoro di Mario Resca, presidente del McDonald's Development Italy, titolata "McDonald's, una
storia italiana" (ed. B .& Castoldi, Mi 1998) Le centoquaranta pagine di questa spot-opera sono una sintetica
summa del mondo alla McDonald's secondo McDonald's, un elogio fai da te centrato su parole d'ordine quali
efficienza, cortesia, bassi costi, pulizia e naturalmente possibilità di lavoro, dal trendy del part-time al più
succulento franchising per giovani imprenditori rampanti. L'ultimo capitoletto, " McStorie d'Italia", presenta
quel genere emotivo-persuasivo tanto caro alle televendite made in U.S.A., consistente nell'intervista a uno
come noi che ha fatto successo, nella vita come nelle pulizie di casa, col prodotto presentato. Leggiamo
assieme cosa ci dice il signor Giacomo di Spino d'Adda (CR), diploma da ragioniere, una passione per il
Milan e il baseball, arricchitosi diventando licenziatario McDonald's: " Io sono un giovane fortunato. Nel 1989
(...) ho iniziato a lavorare da Burghy come crew, il livello più basso. Così Burgy, poi McDonald's, per me non
sono stati una momentanea opportunità di lavoro, ma soprattutto un'occasione per crescere, per una sfida
professionale e personale. (...) I soldi me li feci imprestare dai miei genitori. Naturalmente li ho restituiti con
gli interessi. McDonald's mi porta via tutta la giornata, non mi rimane tempo quasi per nulla. Ma il lavoro è
stimolante (...) un fatturato di 9 miliardi l'anno".
Lavoro gratificante quindi, il primo McSlogan per attirare su di sé nuovi investimenti, nuove forze, nuovi
abitanti per il McWorld. L'inconveniente, per quanto riguarda il McLavoro, è però che per ogni signor
Giacomo da nove miliardi l'anno ce n'è qualcuno in più con qualche soldo in meno per un massimo di nove
mesi (di lavoro) all'anno; è il nostro eroe stesso a dircelo: "Oggi gestisco tre (Mc-)ristoranti, con 180
dipendenti, tutti giovanissimi, con un'età media attorno ai 22anni. La maggior parte, il 75%, ha contratti parttime".
Paul Ariès, esperto del rapporto alimentazione-società in merito al McLavoro scrive: "McDonald's si vuole
campione nella lotta contro la disoccupazione e la povertà. Questo fatto trova due grandi spiegazioni. Da
una parte contribuisce alla creazione d'una buona immagine di sé per svalutare la concorrenza. D'altra parte
prova così che non è malvagio come a volte si dice. McDonald's (...) ha approfittato della disoccupazione per
generalizzare la precarietà". E in merito all'età e al sesso dei dipendenti, aggiunge: "McDonald's recluta
appositamente un personale giovane e femminile. Questa politica gli permette di avere degli individui molto
più fragili e instabili. (...) L'età media dei dipendenti è di 22 anni di cui il 66% sono femmine. Quella dei
manager è di 26 anni ma col 81% d'uomini. (...) Questa situazione mostra una politica apertamente
sessista."
V'è poi da dire che il lavoro offerto è sempre più simile a quello di una macchina; sostate un po' ad una
vetrina di McDonald's, ove potete vedere parte del lavoro che viene eseguito: i prodotti vengono scongelati,
vengono buttati nelle macchine che li cuociono, vengono serviti in velocità, con un sorriso di plastica. Intanto,
una mano digita e digita e digita cifre sulla cassa. McDonald's aspetta l'epoca gloriosa in cui il cliente non
sarà intimorito dai distributori automatici d'hamburger e patatine, ma ora è ancora presto, c'è ancora troppa
umanità in giro. Così, ancora per un po', si dovrà spendere qualcosa per i dipendenti, e naturalmente la
possibilità di difesa sindacale non rientra nella McFilosofia, e i McDipendenti, precariati come sono, giovani
come sono, veloci macchine come si vorrebbe che fossero, non hanno nessuno su cui contare nel breve
periodo in cui lavorano chez McDonald's.
Nel 1986 il tedesco Gunter Wallraff descrisse nel suo "Testa di Turco" le condizione di lavoro inumano,
l'igiene deplorevole d'un McDonald's d'Amburgo, nonché la cattiva qualità del cibo. La filiale tedesca intentò
inizialmente un processo all'autore del libro, ma poi ritirò le accuse per probabile paura di una ritorsione
giudiziaria; un centinaio d'ex dipendenti si dissero pronti a testimoniare in favore del giornalista. In attesa
dell'uomo macchina.
Ma la "qualità" del lavoro all'interno dei fast food McDonald è ancora poco rispetto a ciò che riesce a
produrre nel sud del mondo attraverso la micidiale filiera del subappalto. Già nel maggio del 1997 il
settimanale "Avvenimenti" ha pubblicato l'articolo che riportiamo integralmente, sulle condizioni di lavoro
nelle fabbriche vietnamite che producono pupazzetti per McDonald's.
Mc Giocattoli e lavoro nero in Vietnam
Si lavora 9 o 10 ore al giorno dal Lunedì alla Domenica alla "Keyhinge Toys" di Da Nang City per fabbricare i
giocattoli che McDonald's regala a tutti i piccoli consumatori di "Happy Meals". La denuncia proviene dal
National Labour Committee, un'associazione di New York, nata per difendere i diritti dei lavoratori nel
mondo. Gli operai della Keyhinge, una società che ha sede a Hong Kong, sono pagati meno del minimo
salariale previsto dalla legge vietnamita e lavorano in condizioni spaventose; il 21 febbraio, ricorda un'altra
associazione, l'Asia Monitor Research Center (AMRC), 220 operaie sono rimaste intossicate dall'acetone.
Secondo l'AMRC, la maggioranza dei lavoratori dell'impianto riceve 700 dong all'ora (6 cent USA), la paga di
un apprendista. I più fortunati arrivano a 1000 dong (8 cent). Al di fuori di Hanoi e Ho Chi Minh City, il salario
minimo per gli operai di industrie straniere è di 35 dollari al mese. Nelle due maggiori città del Paese sale a
8
50 dollari. L'AMRC stima che lo stipendio di cui un operaio avrebbe bisogno per pagare vitto, alloggio e
trasporto non dovrebbe essere inferiore a 65 dollari - pari a 4 volte quello della Keyhinge.
Eppure il salario da fame non è il problema maggiore nella fabbrica di giocattoli. L'Amrc ricorda in un recente
rapporto le disastrose condizioni di lavoro, soprattutto nel reparto verniciatura, dove gli operai sono esposti
alle esalazioni di acetone, che provocano nausea, mal di testa e svenimenti. E possono alterare il ciclo
mestruale delle donne - che sono il 90% dei 1000 operai della Keyhinge (tutti al di sotto dei 20 anni). Ma la
salute non è un buon motivo per assentarsi dal lavoro, hanno ritenuto i dirigenti della fabbrica, dopo che il 21
febbraio le 220 operaie hanno dovuto lasciare la linea di produzione, vinte dalla nausea. Il giorno dopo,
infatti, 200 di loro sono state licenziate. In seguito alle proteste, il vice direttore dell'impianto, Chen Wei Qing,
ha detto che si trattava soltanto di una sospensione e che tutte sarebbero state riprese in fabbrica. A 3 mesi
di distanza dall'incidente la promessa non è stata mantenuta.
Le associazioni di lavoratori che hanno seguito da vicino la vicenda hanno chiesto chiarimenti alla
McDonald's e alla M-B Sales, l'azienda di Chicago che per conto della multinazionale ha subappaltato la
costruzione dei giocattoli in Viet Nam. "Pensiamo che per correggere questa grave situazione sia necessario
che la McDonald's intervenga in prima persona nel monitoraggio della aziende che producono per lei", ha
scritto in una lettera all'ufficio di Hong Kong della multinazionale il presidente della Christian Industrial
Committee.
Ma qui inizia lo scaricabarile. La McDonald's ha risposto che la responsabilità per le condizioni di lavoro nelle
fabbriche vietnamite ricade interamente sulla M-B Sales. Un suo portavoce, intervistato dal quotidiano
Boston Globe, ha poi sostenuto che l'esposizione all'acetone è stata "un caso isolato".
La M-B Sales, invece, dopo aver negato in un primo tempo ogni coinvolgimento nella costruzione di
giocattoli, ha fatto la vaga promessa di indagare "su alcuni aspetti della vicenda di Keyhinge". Il caso sostiene Charles Kernaghan, direttore del National Labour Committee - segue un percorso tipico; la società
a monte, la McDonald's, dice di rivolgersi all'appaltatore, negando ogni responsabilità a livello produttivo. "E'
un giochetto che si ripete milioni di volte", conclude sconsolato Kernaghan, quando avvengono incidenti di
lavoro nei nuovi laboratori dell'economia globale.
La polemica è esplosa nuovamente nell'estate 2000, quando il quotidiano "La Repubblica" ha diffuso la
notizia che per la costruzione dei gadget di McDonald's sono impiegati anche bambini, in condizioni
disumane.
McDonald's sotto accusa. Gadget costruiti da bambini
La denuncia di un quotidiano: lavorano sette giorni su sette dormono in sedici in grandi camerate su panche
di legno (28 agosto 2000)
Per i bambini occidentali sono forse l'ingrediente principale degli hamburger di McDonald's. Li attraggono più
della maionese e delle patatine fritte: i gadget, dall'orso di Winnie the Pooh al mitico e per giorni intovabile
cow boy protagonista di "Toy Story", hanno contribuito a far fare affari d'oro a McDonald's. Peccato che a
metterne insieme i pezzi o a cucire braccia e gambe ai peluche siano bambini, talvolta poco più grandi di
quei ragazzini che fanno la fila per accaparrarsi l'ultimo personaggio dei fumetti. L'accusa arriva da Hong
Kong, ed è dettagliata. A raccontare la storia di sfruttamento del lavoro minorile da parte del colosso degli
hamburger è il "South China Sunday Press", quotidiano cittadino.
Ad aver reclutato i bambini, tutti minorenni, sarebbe la ditta City Toys Ltd di Shajing, nella zona economica
speciale di Shenzen, al confine con Hong Kong. Secondo il quotidiano per i piccoli operai della City Toys
non ci sarebbero né domeniche né diritti. Si lavora sette giorni su sette e si guadagnano 1,5 yuan l'ora (circa
380 lire). Finita la giornata i bambini si ritirano in camerate dove dormono anche in sedici: grandi stanze
arredate solo con giacigli di legno, dove si dorme senza materasso.
Un bell'impiccio per McDonald's, che ha sempre sostenuto di rispettare il codice per il lavoro minorile. E
anche in questo caso la smentita che arriva dal fornitore del colosso della ristorazione è secca. Il fornitore è
la ditta Simon Marketing Ltd. di Hong Kong. E' quest'ultima società ad aver commissionato la produzione dei
giocattoli alla City Toys. Un suo portavoce ha spiegato che la ditta fa regolari controlli e che nell'ultimo di
questi, condotto a sorpresa a maggio, è risultato che la City Toys rispetta il codice del lavoro in vigore alla
McDonald's, che si è impegnata a non reclutare minorenni.
Eppure una denuncia, passata sotto silenzio, c'era già stata. Il Comitato industriale cristiano, un sindacato di
Hong Kong, in luglio aveva visitato la City Toys e aveva trovato 160 bambini di età compresa tra i 12 e i 15
anni chini a cucire orsetti, tutti impiegati come lavoratori "stagionali".
Occupazione ambita per i piccoli cinesi. Yang-Li, che lavora nel laboratorio, ha raccontato al quotidiano di
aver mentito sulla sua età e di aver falsificato i documenti per poter ottenere il lavoro, prendendo in prestito il
nome di una sua amichetta, che di anni ne ha 17. "La mia famiglia è povera", ha spiegato, "ma non sono
l'unica a farlo, è una pratica comune da noi".
9
Mc'Donalds ha promesso un'inchiesta. Domenica una ventina di esponenti sindacali ha protestato davanti al
fast-food di Hong Kong. E i clienti? "Condanniamo il lavoro minorile - ha detto qualcuno - ma continueremo a
mangiare hamburger".
I rifiuti
Mangiare hamburger nei fast food non significa solo mangiare un prodotto che non è tra i più salutari,
significa anche produrre una quantità di rifiuti allucinante.
Da McDonald’s i tovagliolini sono fatti di carta riciclata, i contenitori per i panini di polietene e poliaccoppiati
non riciclabili (i contenitori di mais espanso costano troppo). I rifiuti buttati negli appositi contenitori non sono
riciclati, ma buttati nella spazzatura normale, a differenza dell’Austria dove il riciclaggio è pratica abituale
dato che esistono agevolazioni fiscali.
Con diverse formule si potrebbe e forse si arriverà ad un notevole miglioramento da questo punto di vista,
ma il concetto di base non è riciclare i rifiuti, ma com’esprime il Decreto Ronchi, diminuirne la produzione. In
una struttura come McDonald’s questo non è possibile, perché per fare un semplice pasto si buttano nella
pattumiera: un contenitore di plastica, un contenitore di carta per patatine, un bicchiere di bibita con
coperchio, cannuccia con relativa carta coprente, una tovaglietta, un tovagliolo e qualche contenitore di
salsine.
Mangiare nei fast food risulta uno stile di vita insostenibile e inaccettabile che creerà, se continua il suo
successo, molti problemi alle generazioni future.
Il Mc Bambino
Il bambino è purtroppo la vittima preferita della pubblicità. La sua mente, così aperta a prendere i desideri
per realtà, così innocente nel credere bello ciò che ci è mostrato bello, così privo di complesse categorie,
rimane abbagliato dal McWorld, dalla sua pubblicità che tocca i cinque sensi: il colore vivo e brillante d'ogni
cosa, la fischiettabilità dei suoi ritornelli mantrici, l'acquolina in bocca creata dagli esaltatori di gusto e
presente in ogni cosa, la gratuità dei numerosissimi gadgets (bandierine, cappellini, palloncini, nonché i mini
giocattoli contenuti negli happy meal). tutte cose che attraggono il bambino e che aggiungono, pasto dopo
pasto, anelli alla catena della fantasia infantile. E non a caso il mensile Focus (dicembre 1999) in un articolo
titolato "Così ci persuadono a comprare", sotto una fotografia raffigurante bambini che si divertono con il
McPupazzo Ronald McDonald, scrive: "Si attirano i bambini con i giochi per far spendere i genitori". A noi
questo pare proprio orribile. Perché i bambini non hanno bisogno di mondi prefabbricati e universali a misura
di statistica, perché per svilupparsi hanno bisogno di sperimentare, non di mettersi in fila sull'autostrada del
solo consumo, perché devono giocare con gli amici, all'aperto o in casa, ma non di certo in asettici edifici
tetramente simili a fabbriche.
Una recente novità di McDonald's è l'organizzazione di compleanni. Quei gioiosi momenti preadolescenziali
ov'è il bambino ad organizzare la sua festa a casa, ove si progettano per giorni i giochi che si faranno con gli
amici, ove per una volta, accompagnati dalla mamma, si va a fare la spesa prendendo ciò che si desidera, e
che quasi mai c'è in casa, sembrano nel McCompleanno scomparire. Leggiamo cosa dice il prospetto
informativo per le mamme: "Organizzare una festa da McDonald's è semplice e conveniente. Voi prenotate
la sala e i tavoli, al resto pensa McDonald's. Bisogna allestire la sala? Ma no. McDonald's pensa agli
addobbi della festa, rendendo la sala ancor più accogliente e colorata. Bisogna portare la merenda?
Macché. Tra Happy Meal, torte e sorprese, McDonald's sa come stuzzicare (e soddisfare) l'appetito di tanti
piccoli golosoni. Bisogna preparare i giochi? Non scherziamo. Hostess preparate (e pazienti) faranno
giocare e divertire i bambini. Incredibile, vero?". Anche qui, ovviamente, se strappiamo il gentile sorriso
prefabbricato, troveremo il solito McMondo di numeri, calcoli, strategie: un documento interno di McDonald's,
riportato in G.Wallraff, Tete de Turc (Parigi 1986, ed. La Découverte, p.63), cronometra con precisione ogni
tappa di questo simpatico party:
Tappa 1 (preparativi)........circa 15 minuti
Tappa 2 (accoglienza).......circa 10 minuti
Tappa 3 (raccogliere le ordinazioni)...circa 5 minuti
Tappa 4 (portare le cose ordinate)...circa 10 minuti
Tappa 5 (piacere di mangiare)....circa 15 minuti
Tappa 6 (giochi, altro)........circa 15 minuti
Tappa 7 (partenza)
10
Altro discorso riguarda l'indottrinamento dei bambini, vecchio quanto le dottrine, ed il fascismo stesso ne
fece un largo uso; gli stereotipi sono però diversi, perché al posto del sorriso globalizzato e rimbecillito
vigevano allora differenti dettami iconografico-culturali, vale a dire quelli della forza fisica e dell'ardimento. E
come il fascismo, McDonald's entra quotidianamente anche nella vita quotidiana, nel tempo libero, con la
forza e l'arrogante ardimento del suo potere economico; a Bologna è stata organizzata un'iniziativa per il
doposcuola di Bologna, in collaborazione con quartieri, Comune, provincia. Primus sponsor, il nostro amico
Mc, che per autocelebrarsi ha organizzato perfino una mostra con "oltre 600 Happy Meal Toys provenienti
da tutto il mondo" , spacciandola quasi per un'iniziativa di fantomatici collezionisti. McDonald's compare
anche tra gli sponsor del parco divertimenti di Mirabilandia (RA), dove col suo badile da becchino getta
fango s'una delle poche bellezze statunitensi, il beat di Kerouac e Ginsberg, con un sentenzioso "al mitico
McDonald's ritrovi tutto il gusto dell'America on the road". Immaginiamoci il gusto dell'altra America.
Ma anche nel colorato e luminoso McMondo succede qualche imprevisto. Quattro milioni di dollari di multa,
più di sette miliardi di lire, tanto dovrà pagare la McDonald's per non aver denunciato alla 'Consumer Product
Safety Commission' (Cpsc), l'ente USA per il controllo sulla sicurezza dei prodotti, oltre 400 incidenti
avvenuti, prima del '95, nel 'Big Mac Climber' (la scalata del Big Mac), una piattaforma di metallo
rassomigliante a un panino. In oltre 100 casi i bambini hanno riportato fratture alle ossa, pesanti contusioni e
addirittura fratture del cranio. E' la seconda volta che McDonald's viene multata per la pericolosità dei suoi
campi giochi: era già successo con il "Tug-N-Turn" e allora l'industria aveva dovuto pagare cinque milioni di
dollari, 9,3 miliardi di lire.
Perfino la detestabile consuetudine usata dai cattivoni di tutte le epoche di finanziare opere caritatevoli per
ridipingere di bontà l'immagine un po' triste e nefanda che si erano andati costruendo è stata ripresa e
campionata dal nostro Mc; così il rapporto d'ingannevole amicizia fatto di bombardamento pubblicitario a
danno dei più piccoli, contrasta nell'immaginario dei McUtenti con la creazione ex novo d'una fantomatica
Fondazione per l'Infanzia Ronald McDonald (che è poi il clown simbolo di McD), promotrice di case di cura
per il ricovero di bambini malati. magari a causa di una cattiva alimentazione. Un'idea similmente tattica l'ha
avuta un'altra multinazionale parimenti famosa per la sua generosità, la Nike, che per contrastare quelle
documentate voci da corridoio che la volevano sfruttatrice di lavoratori, bambini compresi, in gran parte
dell'est asiatico, ha creato una certa "Agassi foundation" (André Agassi è un noto tennista sponsorizzato
Nike.i conti tornano) per l'assistenza ai bambini poveri di Las Vegas (fonte Nike in Indonesia, vol.1 n.2,
febbraio 1995). Insomma, tutto fa brodo nel McWorld, e la perfidia è una parola che non esiste.
Altre McNefandezze
Sfruttamento dei lavoratori, cibo spazzatura, sfruttamento dell'immaginario infantile. cos'altro ancora si
nasconde dietro il lucente McWorld? Torniamo al saggio-pubblicità del Resca, che presenta un capitoletto
titolato "Quelli che non ci stanno", il cui intento è quello di riportare le principali critiche che intaccano la bella
McImmagine costata fior di miliardi, critiche che si presume vengano controbattute, analizzate, annientate.
Niente di tutto ciò. Si elencano succintamente alcuni McMisfatti, e le uniche difese sono il dire che queste
sono marginali, magari ideologiche, magari dettate dalla concorrenza. "McDonald's non piace a certi
ambienti politico-culturali perché espressione dell'imperialismo yankee (...) non piace perché farebbe
concorrenza al piccolo commercio tradizionale, non piace agli ambientalisti perché consuma una quantità
ritenuta eccessiva di materiali difficilmente o per niente riciclabili (...) Non c'è dubbio che McDonald's possa
suscitare enorme ammirazione, grandi passioni, come un'assoluta critica. E' il destino di molte grandi
imprese, di marchi famosissimi in tutto il mondo, portatori, al di là dei loro prodotti, anche di un'immagine, di
una cultura, di un modo di vivere".
Leggiamo un ultimo passo: "Non renderti complice! McDonald's ti avvelena, il menu si basa sulla tortura e lo
sterminio di milioni di animali, McDonald's distrugge le foreste ed inquina l'ambiente, affama i poveri, sfrutta i
dipendenti, pratica una pubblicità ingannevole. Volantini di questo tenore sono stati diffusi davanti ad alcuni
locali McDonald's del nord Italia da un'organizzazione che si chiama Comitato Liberazione Animale con sede
in provincia di Bergamo. Questi volantini sono stati finora tra le pochissime espressioni di contestazione, per
altro marginali ed episodiche, di organizzazioni ambientaliste e animaliste contro McDonald's". Il volantino
che il Resca riporta, trascurando - notate bene- una risposta a dette gravi critiche, e che liquida come
episodico e marginale, è in realtà la traduzione del più noto "What's wrong with McDonald's?", indagine di
London Greenpeace contro i crimini McDonald's creato e volantinato qualche anno fa. Leggendolo, il
reschiano "distrugge le foreste e inquina l'ambiente", comunicativamente assurdo, disinformativo, riduttivo, e
quindi immeritevole d'una risposta al di là del suo giudizio sulla diffusione marginale, assume nel volantino
un'articolazione più complessa, lineare nella forma, tragica nel contenuto: "Le più belle foreste tropicali
vengono distrutte a ritmo impressionante da società come McDonald's e Burger King, che usano i defolianti
11
per disboscare la giungla e costruire i ranch. In Amazzonia ci sono 100000 allevamenti e servono 1200 kmq
di foresta solo per fornire a McDonald's la carta per un anno. Un'area di foresta come il Piemonte viene
abbattuta ogni mese. (...) Questo processo causa continue estinzioni di specie animali e vegetali. Inoltre le
popolazioni indigene che hanno vissuto per millenni nelle foreste in armonia con la natura, sono forzate a
lasciare le loro terre". Forse il signor Resca dovrebbe darci qualche chiarimento in più. se McDonald's
giudica false queste accuse, perché non le smentisce dando dati chiari e verificabili sull'ammontare dei rifiuti
che causano, sull'utilizzo della carta, sulle zone di produzione dei bovini, e perché no, sulle condizioni di
nutrizione e allevamento degli stessi? Una trasparenza in questo senso, a meno che non ci sia qualcosa da
nascondere, sarebbe per la multinazionale una pubblicità molto più efficace rispetto ai soliti sorrisi ebeti che
ci mostra in tivù e per le strade. Ma è possibile che le truppe d'inculcamento pubblicitario di McDonald's non
ci abbiano già pensato? Qualcosa sfugge.
Ma torniamo al nostro Resca, che giudica marginale il volantino contro McDonald's. In realtà questo, e siamo
sicuri che Resca lo sa bene, è il volantino di controinformazione forse mai più ampiamente distribuito, con
oltre due milioni e mezzo di copie distribuite negli ultimi cinque anni. Nella sola Inghilterra oltre 500
McDonald's sono stati volantinati (su 750 totali). Questo volantino ha portato al processo iniziato il 28
febbraio 1996 contro due attivisti in flagranza di volantinaggio davanti a un McDonald's; con quest'azione
legale si voleva porre fine ad ogni critica, sepellire i contestatori sotto il peso di processi dai costi proibitivi (si
è parlato di 10 milioni di sterline, un po' troppo per due attivisti disoccupati.) Il processo, denominato McLibel,
è stato però una sberla per il clown McDonald's; oltre a fallire nell'intento di farsi rimborsare le spese
processuali, e quindi a creare un deterrente contro future proteste, i due attivisti sono stati dichiarati non
colpevoli (2 giugno 1997). Gran parte delle accuse alla multinazionale sono state dichiarate vere,
dall'inganno dei cibi sani ai bassissimi salari, all'inganno e sfruttamento dei bambini.
Il peggio però rimane, e c'è dell'altro. Per quanto riguarda l'aspetto globalizzante e inumano del McDonald's
(il macchina - pensiero), si rimanda in toto all'ottimo lavoro sociologico di George Ritzer (Il mondo alla
McDonald's, ed. Il Mulino, Bologna 1997). In questa sede riportiamo solamente qualche dato riguardante la
McInvasione pubblicitaria, quella che Ariès chiama McOvunque: Tredici università nel mondo (11 negli USA)
possiedono un proprio McDonald's, Mc Donald's è ormai già presente in moltissime stazioni dei treni di tutto
il mondo, in alcune aree di sosta dell'autostrada; ha alcuni punti vendita mobili, coi quali raggiunge
facilmente i luoghi ove si svolgono particolari eventi, è presente su alcune chiatte. Ci sono poi dei McBus
che collegano gratuitamente le scuole e il centro città coi punti di McRistorazione, delle McVetture su dei
treni (la prima nel 1992 tra la Svizzera e la Germania), nonché unità marittime su dei Ferry (tra Stoccolma e
Helsinki), c'è perfino un McPlane che è decollato a bordo di un McDonell Douglas da 165 posti ridipinto in
rosso vivo portante il McLogo sui fianchi! All'aeroporto di Francoforte si stà poi realizzando il più grande
McDo, 2400 mq per accogliere, con i suoi 780 posti a sedere, oltre 5 milioni di passeggeri per anno. Ovvia la
presenza di punti d'asporto, per i più pigri. (fonti Ariès, op.cit.)
Una nota spetta poi alla valenza estetica del McDonald's, aspetto forse meno importante, comunque
presente. A parte il disgustoso puzzo di fritto che infesta l'ambiente circostante (spesso centro storico), è la
presenza stessa di un McDonald's che distrugge quell'armonia tra arredo urbano e tradizione artigiana che è
caratteristica prima di molti centri storici, siano essi di città turistiche che di cittadine meno conosciute ma
ugualmente importanti per il loro patrimonio storico. Riguardo a tale aspetto, leggiamo un passo tratto da
un'opera didattica di Carlo Monaco (La città e lo stato, Ablet edizioni, Bologna 1997), docente in legislazione
dei centri storici presso la facoltà di conservazione dei beni culturali di Ravenna: "(...) qualche distinzione
(sull'uso del centro storico) va introdotta sulle funzioni commerciali. Certamente vanno salvaguardate quelle
relative alla vendita al dettaglio, specie se legata all'artigianato. Maggiore perplessità suscita la nascita nei
centri storici di shopping centers, fast food, discount e simili".
Insomma, tanti motivi per dire no a fratello Mc, e ricordiamoceli tutti, se non vogliamo essere bollati dal
qualunquista di turno con quella serie di etichette preconfezionate, iper riduttive e taciturne (dall'anarco animalista al commerciante invidioso) che servono solamente per fuorviare il discorso e portare la
discussione in un ambito angustamente ideologico, facendoci poi magari dimenticare dei dati di fatto, e del
per che cosa lottiamo.
La nuova filosofia di Mc Donald's Italia
Mario Resca che, come già detto, è diventato amministratore di Mc Donald's Italia, è un protagonista del
mondo finanziario ed imprenditoriale italiano: prima di assumere questo nuovo incarico, Resca è stato per
una quindicina di anni uno dei cacciatori di teste più affidabili e conosciuti nel mondo. Si occupava infatti di
scovare manager emergenti cui affidare i compiti più importanti e delicati per le aziende.
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E ora che si occupa di hamburger è indaffaratissimo nell'organizzare l'arrembaggio di Mc Donald's nelle città
italiane. Finora la Mc Donald's si è rivolta soprattutto alle fasce più giovani della popolazione delle grosse
città. Al contrario Resca - dopo lunghe indagini di mercato, quintali di numeri e di grafici - punta alle famiglie
ed ai piccoli e medi centri urbani; questo significa che nei prossimi anni ognuno avrà sotto casa un
McDonald's. La rete produttiva e distributiva di una delle multinazionali più grandi nel settore alimentare sarà
a portata di mano per tutti.
Nei prossimi anni non dovremo più spostarci in città perché sarà Mc Donald's che realizzerà fino a 1000
punti di distribuzione su tutto il territorio. In più Resca sta trattando per stipulare contratti con migliaia di
fornitori italiani, per le merci e per i servizi. é già operativo l'accordo con l'Agip e con l'Upim per aprire
ristoranti negli auto-grill e nei centri commerciali. é una lotta contro un gigante, è vero. Un colosso che può
spostare millecinquecento miliardi in un sol botto per pagarsi ruspe e palazzi. Ma quelle ruspe e quei palazzi
sono piccoli e piccolo è il signor Resca: e non è detto che i cuori ardenti e le braccia di tanti individui in
rivolta non riescano a procurargli qualche sostanzioso fastidio.
Succede solo da McDonald's?
McDonald's è solo un esempio di un fenomeno del XX secolo - la progressiva appropriazione dell'economia
mondiale e la trasformazione della vita quotidiana della gente operata dalle compagnie multinazionali. Il
gigante dei fast food, perchè con la sua attenta e costosa attenzione all'esteriorità, è diventato il simbolo
dell'espansione continua e aggressiva del capitalismo tesa alla colonizzazione di ogni angolo del mondo e di
ogni aspetto della nostra società.. McDonald's è una piccola parte di un mosaico, ma è un simbolo per chi
questo sistema lo difende e per chi ci si oppone e tenta di resistergli.
Ma Nestlè, CocaCola, Pepsico Inc., Unilever, ICI, Sony, General Motors, Murdoch's News
International, Shell, BP e Exxon, Nike, Glaxo Wellcome, RioTinto Zinc, IBM, Boeing, Dupont, Union
Carbide e centinaia di altre Corporations (molte delle quali hanno nomi virtualmente sconosciuti al grande
pubblico) ed istituzioni finanziarie come l'IMF (il fondo monetario internazionale) e la World Bank (la Banca
Mondiale) hanno allungato i loro tentacoli sul controllo ed il dominio delle risorse mondiali. Insieme,
sostenute dalle istituzioni governative hanno costituito una vera e propria fabbrica dello sfruttamento,
dell'espropriazione per i beneficio di quei pochi che ne traggono i profitti e detengono le leve del potere. Noi
tutti ne conosciamo i risultati - schiavitù salariale, fame, oppressione dell'indipendenza e dell'autosufficienza
delle comunità locali, spreco di risorse, distruzione dell'ambiente e soppressione delle giuste aspirazioni
della gente.
Ma dovunque c'è oppressione c'è insoddisfazione, critica e resistenza. Mentre affianchiamo McDonald's alle
altre corporations stiamo anche attenti a vedere cosa succede intorno e contro queste altre: ecco alcune
delle campagne e delle lotte contro di loro nel mondo.
Nestlè e le sue affiliate: L'Oreal etc.
La più grande critica che viene rivolta alla Nestlè é la promozione del suo latte in polvere per l'alimentazione
infantile. La Nestlè incoraggia e pubblicizza l'alimentazione dal biberon principalmente dando dei campioni
gratuiti di latte agli ospedali, o "dimenticando" di riscuotere i pagamenti. Tutte queste azioni contravvengono
pesantemente il codice che regola la vendita di latte in polvere per bambini e principalmente quando questo
avviene nei paesi del Terzo Mondo, dove impone questo tipo di alimentazione infantile. Si stima che queste
pratiche siano la causa della morte di un bambino ogni 3 minuti nel mondo. A queste critiche si sono
aggiunte da un paio d'anni quelle relative al presunto uso di sostanze geneticamente modificate (OGM). Il
fatturato di questa multi è purtroppo in crescita esponenziale.
Nike, Reebok, Adidas
Sono accusate di essere le principali complici dello sfruttamento dei lavoratori, bambini compresi, in molti
paesi del terzo mondo. Di queste multi se ne sono occupate saltuariamente anche i media; Repubblica del
24 dicembre 1999 riportava anche in prima pagina la notizia con tanto di foto della protesta a Giakarta
(Indonesia) di ottomila operai Nike per un aumento di stipendio, attualmente inferiore alle 100000 lire mensili
per 60 ore alla settimana tra colle e solventi, e per protestare contro il licenziamento di 43 operai "rei" d'aver
chiesto alla fabbrica un trattamento corretto per gli operai in sciopero per il basso salario. Repubblica riporta
anche la notizia dei precedenti Nike per l'uso di bambini - schiavi che lavoravano nelle aziende appaltatrici
dei suoi prodotti. Più approfonditamente, L'Express (23-9-99), celebre settimanale francese, ha dedicato 5
pagine al duello commerciale Nike - Adidas, sottolineando come ambedue paghino gli stessi salari ai loro
dipendenti indonesiani: la bellezza di circa 63000 lire mensili (molto meno quindi di quanto affermato da
Repubblica), con Adidas che paga 1500 lire in più rispetto a Nike. Leggete l'etichetta: made in Tailandia, in
Hong Kong, in China, in Philippines. paesi non del tutto casuali. Inoltre la Nike, assieme a McDonald's, è la
maggior promotrice dell'(anti)cultura del simbolo.
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L'industria petrolifera: Shell Oil, British Petroleum etc.
La Shell ha molto attirato l'attenzione dei media e le critiche della gente oltre che per il suo piano di voler
affondare in mare la piattaforma petrolifera Brent Spar anche per il suo operato in Nigeria dove è
responsabile della violazione dei diritti umani di intere popolazioni. Molte altre compagnie meritano una lotta
come contro la Shell anche per attività antisindacale. In precedenza si era distinta come una delle multi che
più collaborò col regime dell'apartheid in Sud Africa.
Eastman Kodak
Nel 1987 è stata nominata il più grande singolo emettitore di metilene cloride negli USA e per questo è stata
condannata a pagare due milioni di dollari nel 1990.
Anche i dati dell'EPA del 1989 confermano che la Kodak era uno dei nove peggiori inquinatori con materie
chimiche tossiche negli USA ed uno dei maggiori "rilasciatori" di sotanze "conosciute o sospette di essere
cancerogene".
Mitsubishi Group e le sue derivazioni Princes, Apricot
La Mitsubishi Corporation (meglio conosciuta per le sue automobili e per l'elettronica) è coinvolta
nell'importazione di grandi quantità di legname in Giappone. Il gruppo è anche legato al commercio delle
armi ed all'industria nucleare.
Compagnie della grande distribuzione: WalMart / K'Mart, Standa etc.
Quando la grande distribuzione arriva in una cittadina i negozi del posto iniziano a chiudere. Le grandi
distribuzioni tendono ad eliminare le piccole imprese familiari o cooperative e lentamente anche le piccole
comunità di quartiere o di paese vengono colonizzate, spersonalizzate e clonate al modello multinazionale
occidentale sempre lo stesso in tutto il mondo come per McDonald's.
Pepsico Inc. Pepsi K.F.C. etc.
Le contestazioni ed i boicottaggi contro la PepsiCo Inc. si basano sul fatto che opera e sostiene paesi con
regimi dittatoriali. La Pepsi ha sussidiarie in Birmania, Messico, Filippine e in Turchia. La PepsiCo ha nei
suoi stabilimenti laboratori per esperimenti sugli animali, dove fa studi nutrizionali su delle cavie, che usa
anche per testare la sicurezza di determinanti ingredienti.
Walt Disney
Come già molti sanno, non è solo il tenero compagna dei più piccoli, l'inventore di Topolino e amici. Essa è
una multinazionale con sedi in tutto il mondo che produce magliette, pupazzetti, videocassette e
innumerevoli gadjets fabbricati, guarda caso, nei soliti paesi del terzo mondo e poi venduti a cifre
considerevoli nei numerosissimi Disney Stores, o in altri punti vendita. Ha, guarda caso, ottime relazioni
commerciali con McDonald's (l'audience è simile); molti dei pupazzetti degli happy meal sono spesso i
personaggi più in voga tra i più piccoli, sfornati dalle ultime produzioni cinematografiche Disney. La Disney
ha poi un forte controllo massmediatico, essendo proprietaria di parecchie reti televisive. E' inoltre accusata
internazionalmente di finanziare il governo dittatoriale di Burma, col quale ha stretti legami economici.
Queste sono ovviamente solo alcune delle multinazionali soggette a boicottaggi. Su Internet potrete
approfondire e trovare tutte le informazioni che volete sulle altre multinazionali.
Andrebbero poi boicottate determinati prodotti in un determinato periodo storico; così s'è fatto con la Francia
dei test nucleari, così si sta facendo con la Turchia sterminatrice di curdi, con l'Austria di Heider, con
l'America della new economy, globalizzatrice e sempre più, scusateci il termine un po' retrò, imperialista.
Perché sempre più occorre essere consapevoli che non si possono criticare le ingiustizie di questo mondo di
mercati, le "guerre umanitarie", la distruzione impunita della natura e quant'altro finanziando poi tutto ciò con
i nostri consumi quotidiani, col nostro immaginario bombardato di pensiero unico.
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Manuale di difesa (e contrattacco) dal McDonald's
Dopo aver osservato questi angoscianti scenari del McWorld, ed esserci accorti che da dire e da scoprire ci
sarebbe ancora molto, molto di più, soprattutto nelle babeliche stanze di Internet, abbiamo constatato la
necessità di una e multipla possibile via d'uscita a questa intricata McRagnatela.
Non avendo una ricetta facile abbiamo deciso di dedicare quest'ultima parte , forse la più importante,
sicuramente la più attiva per il lettore, a una casistica delle più disparate azioni, progetti, proposte volte al
fine di porre un freno, se non addirittura una retromarcia, alla McInvasione. Una summa che ha la pretesa di
spingere a una rivolta globale alla globalizzazione distruttrice di cultura, differenze, umanità.
Manifestazioni ed altre (forti) espressioni di dissenso
Sono sicuramente quelle a più elevato impatto mass - mediatico, le più coreografiche, spettacolari,
coinvolgenti. Vanno organizzate a tavolino, valutandone ovviamente pregi e rischi. Occorre innanzitutto
chiarezza, occorre che la gente, il passante, capisca cosa sia in atto, e perché sia in atto.
L'esempio più eclatante di questo genere di azioni è sicuramente quello accaduto nell'agosto 1999, in
Francia, quando un piccolo gruppo di agricoltori della Confederazione Contadina guidata da José Bové, ex
situazionista da tempo contadino, distrugge i locali di McDonald's a Millau, nelle Aveyronne, entrandovi con
un trattore. Anche in Italia s'enumerano episodi simili; a Napoli, fine 1998, un corteo del Movimento
Antagonista attacca un McDonald's; il giorno seguente il portavoce di McDonald's Italia afferma nelle
interviste che la sua azienda viene erroneamente (?) identificata con l'imperialismo USA nel mondo.
A Locarno, il 16 settembre, in occasione della Giornata mondiale antiMcDonald's, una cinquantina di studenti
del Liceo di Locarno che fanno parte del Kollettivo Studentesco ed una quindicina di giovani del CSOA Il
Molino di Lugano hanno occupato la sede della multinazionale del fast food in pieno centro locarnese e
distribuito volantini ai passanti. Alla presenza di stampa e televisione il gruppo è entrato nell'edificio e dopo
essersi seduti ai tavolini ha estratto ortaggi freschi ed ha dato avvio ad uno spuntino al naturale
(www.disinfo.net).
Nel 1995, nell'ambito della 11a giornata mondiale anti McDonald's (World Food Day), si sono avute
manifestazioni pacifiche di protesta un po' in tutto il mondo: In Inghilterra sono stati volantinati oltre 600
McDonald's, e alla protesta hanno aderito anche alcuni McImpiegati, lamentandosi per le loro basse paghe.
Nel West Midlands i volantini "What's wrong with McDonald's" sono stati usati dagli attivisti anche per
incartare e distribuire hamburger vegetariani. Nel cuore del McWorld, l'americanissima America, hanno
aderito alla protesta anche personaggi dello spettacolo, come Paul McCartney e George Harrison, i quali
hanno tra l'altro devoluto una somma consistente di denaro alla campagna per il processo McLibel.
Coreografica anche la protesta norvegese, ove, a Oslo e a Trondheim, sono stati contraffatti McPalloncini e
distribuiti ai bambini, oltre all'immancabile volantinaggio. A Parigi, un picchetto ha animato per tre ore gli
Champs Elysees, con cartelloni, bandiere antiMc, controinformazione. Ma proteste di questo genere, in
quest'occasioni come fuori dall'evento, se ne sono avute un po' in tutto il mondo, dall'Australia al Brasile,
dall'Europa dell'est all'est asiatico. E questo nonostante un generale silenzio di giornali e televisioni; questi
sembrano infatti preferire un altro genere di Mc Protesta, più singolare, come ad esempio il sequestro di
molti Ronald McDonald, i megapupazzi plasticati che si trovano all'ingresso di molti fast food.
Francia, «sequestrati» i megapupazzi
(Giovedì, 16 Aprile 1998 Corriere della Sera)
«John e Pamela Ronald sono stufi di essere gli schiavi della più grande impresa mondiale di ristorazione. E
poi detestano i loro abiti ridicoli. Vogliono poter parlare liberamente. Così li abbiamo rapiti». Firmato, gli
«Ecoguerrieri» in lotta contro l'invasione di fast food e contro «la truffa ecologica e sociale» della catena
McDonald's. Allegate al bizzarro comunicato, le foto di due esemplari di Ronald McDonald's (ribattezzati
John e Pamela), il clown in fibra di vetro alto due metri e mezzo che troneggia nei fast food McDonald's di
tutto il mondo, e che con un'azione di «terrorismo demenziale» è stato sottratto alcuni giorni fa dai ristoranti
di Boussy-Saint-Antoine (Essonne) e di Brie-Comte-Robert (Seine-Marne). Un'operazione di sabotaggio che
ora rischia di estendersi in tutta Europa: dalla Gran Bretagna, dove sono molto forti i gruppi di ecologisti
radicali in guerra contro le multinazionali, alla Germania e all'Italia. (…)
L'happening goliardico del «rapimento» dei due clown diventa così il pretesto per esprimere duri attacchi
contro l'impero del «Big Mac», come spiega il quotidiano "Le Monde". Prima di tutto, gli ecologisti protestano
contro il nuovo spot, in cui si vede un bambino sorridere non appena scorge l'insegna con la «M» gigante
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(che sta per «McDonald's» ma anche per «mamma»): «condizionamento inflitto ai più piccoli», «induzione di
riflessi pavloviani». Poi, la «truffa ecologica»: «McDonald's parla di ecologia solo per gli imballaggi, ma tace
sui cibi manipolati geneticamente». Infine, la denuncia contro «il nuovo schiavismo»: «Nel 1996 la catena ha
ottenuto un guadagno netto di un miliardo e mezzo di dollari (oltre 2.500 miliardi di lire), ma paga i dipendenti
in media 39 franchi all'ora (circa 11 mila lire)».
Accuse precise, accompagnate alla minaccia di nuove, clamorose azioni. Ma le difficoltà per la più grande
catena di fast food mondiale non si limitano alla Francia. Negli Stati Uniti è cominciato il primo sciopero della
storia di dipendenti McDonald's: a Macedonia, nell'Ohio, sei giovani attuano un picchetto davanti al locale.
Innalzano cartelli con le scritte «Sciopero» e «Suonate il clacson» per denunciare la durezza delle condizioni
di lavoro.
Anche in Italia, e in modo ancor più divertente, si è attuata questa strategia; E' il mensile "Terre di mezzo"
(Marzo 1999) a raccontarcelo: "In Italia gli eco-terroristi anti-hamburger sono entrati in azione il 27 febbraio a
Milano, in uno dei 30 McDonald's della città. A firmare è stato il sedicente gruppo "Eco-warriors Italia". I
rapitori hanno agito con tutti i crismi dell'anonima sequestri: comunicati stampa inviati ai giornali, un orecchio
(di plastica!) depositato all'Ansa in una busta con la minaccia "facciamo sul serio!" e le condizioni dettate per
la liberazione di Ronald.(...) Il pupazzo è stato rilasciato sano e salvo il 5 febbraio, dopo una settimana di
prigionia, davanti al McDonald's di piazza Duomo; la faccia dipinta di nero e una lattuga in mano."
Nell'era digitale, estese manifestazioni di dissenso possono avvenire anche in modo virtuale; lasciando
perdere hackeraggi e cose simili, di cui tra l'altro non abbiamo alcuna competenza, esistono dei modi
abbastanza semplici per farsi sentire. Ad esempio, abbiamo notizia certa che molte persone hanno
protestato via e-mail contro la brillante idea di Repubblica di collaborare con McDonald's per aumentare le
rispettive vendite (patatine da McD a 1000 lire a chiunque abbia la copia del giorno di Repubblica.). Le
proteste sono state indirizzate alla casella di posta elettronica di Repubblica e all'agenzia pubblicitaria del
quotidiano. Per lanciare proteste virtuali in rete occorre inviare la proposta ad una delle varie mailing list che
si occupano tra le altre cose di boicottaggio, ecologia, etc. Molte ne potrete trovare sul sito www.ecn.org.
Controinformazione
Per quanto riguarda la controinformazione, essa deve essere il più possibile semplice, diretta, mirata.
Insomma, un' antipubblicità (ovvero informazione che smaschera il trucco, l'inganno teso a fine commerciali)
che ricorre, per ottenere il massimo effetto, a strategie pubblicitarie (appunto semplicità, impatto emozionale,
pubblico mirato. con l'esclusione ovviamente dell'inganno).
Per quanto riguarda i volantini, ad esempio, andranno create almeno due versioni; una per bambini, in un
linguaggio elementare, disegnato, che accenni anche all'inganno pubblicitario di cui quotidianamente sono
vittime; l'altra per quelli un po' più grandicelli, in un modo più dettagliato, approfondito, contenente magari
l'indirizzo Internet di un sito antiMc, come quello di Tattical Media Crew (www.tmcrew.org) , ove tra l'altro
potrete trovare già pronte le due versioni bambino/adulto del volantino. Prima di fotocopiare l'originale, non
dimenticate di scrivere in un angolino il f.i.p. (dove avete fatto le fotocopie, casa vostra o associazione o
indirizzo della copisteria) e la data.
Altro mezzo di controinformazione, forse ancora più diretto, è l'adesivo. Almeno nelle grandi città, capita
spesso d'incontrare, sulle pareti, sui pali, etc. qualche adesivo antiMc, a volte banali, a volte geniali.
Applicabile ovunque, si consiglia in luoghi visibili ma non fastidiosi allo sguardo del passante, esso dona
un'informazione essenziale tramite un'immagine significativa accompagnata o meno da uno slogan, oppure
uno slogan soltanto. Fare gli adesivi da soli è molto facile! Prendi un pacco da 100 fogli A4 adesivi (costo 1518mila, nei negozi per ufficio) e, dopo aver creato un 'prototipo' (l'originale contenente 4 o più potenziali
adesivi), fotocopiatelo in una copisteria sui vostri fogli adesivi. Ritagliateli, se volete incideteli sul retro con un
taglierino (si staccano meglio) e. contaminate la città. Se si vuole risparmiare ulteriormente, fotocopiate il
prototipo su fogli normali, ritagliateli, e dietro ogni foglietto attaccate un pezzetto di nastro biadesivo che
sostituirà il foglio adesivo.Sul sito di tmcrew (vedi sopra) o ancora meglio sul 'sito ufficiale' anti mcDonald's
(www.mcspotlight.org) potrete trovare moltissime immagini da uttilizzare, tenendo però sempre a mente che
il miglior alleato contro il McWorld è la fantasia. Gli adesivi, per la loro intrinseca immediatezza, possono
puntare su vari aspetti, lasciando molto spazio al gioco concettuale, alla demistificazione dell'idolo
pubblicitario in modo ironico e caustico. E' in questo senso che lavora Adbusters (www.adbusters.org),
un'enorme banca dati e base operativa per la sovversione della pubblicità, che pubblica anche una rivista
trimensile (chiedere copia a Adbusters Media Foundation, 1243 W 7th Avenue, Vancouver, BC V6H 1B7,
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Canada). Sul sito, nel link spoof ads/food, si possono trovare velenose parodie di pubblicità McDonald's. Ma,
non ci stancheremo mai di dirlo, diventate artisti, è la cosa migliore.
Altro efficace metodo di sensibilizzazione è quella che tocca gli esercenti e gli abitanti nell'entourage di
McDonald's. Occorre puntare sui concetti di degrado urbano che la presenza di un McDonald's può portare,
a discapito del commercio, della popolazione e forse maggiormente dell'humus storico-culturale. I centri
storici italiani, anche se molti italiani stessi l'ignorano, sono ammirati in tutto il mondo, e questo spiega il
perché l'Italia sia ai primi posti in fatto di turismo culturale. Frutto di una stratificazione plurisecolare, portano
segni del mondo romano, del primo medioevo, del medioevo cittadino fatto di botteghe e torri, del
rinascimento, dei fasti barocchi e poi via, via, fino al nostro secolo. Ed ecco spuntare come funghetti colorati
qua e là McDonald's verniciati a fresco, simboli di una non cultura distruttrice di cultura, di storia, di
differenze. Una rivista d'architettura del calibro di L'a (XLV, p.439) ci racconta che "La società McDonald's
lega la sua immagine al rapporto qualità - prezzo. I suoi ristoranti sono diffusi in tutto il mondo secondo un
prototipo di arredamento che spesso rasenta il kitsch". Un kitsch che non è, aggiungiamo noi, solamente
simbolo d'un imperialismo anticulturale, ma vero e proprio deturpamento di un ambiente, il centro storico,
che è universalmente riconosciuto, per la sua unicità, per la sua formazione e per molti altri motivi una vera e
propria opera d'arte. (Già nel 1938 lo storico dell'arte e soprintendente delle antichità e belle arti metteva in
guardia dalla pubblicità nei centri storici. cf. il bellissimo articolo La tutela delle bellezza naturali e di
paesaggio, in Le Arti, anno I fascicolo II, Le Monnier 1938). Premesso questo, il compito è ora quello di
spingere esercenti "storici" e abitanti dei nostri centri a interiorizzare, a rendersi conto dell'invasione estetica
d'un fast food in un centro storico, invasione percettibile visibilmente e, ancora peggio, olfattivamente (a
Ravenna la disgustosa puzza di fritto che esala il McD invade impunemente la centralisima Piazza del
Popolo, porta d'ingresso alla città dei mosaici.) Sarebbe quindi auspicabile la creazione di 'Comitati difesa
centro storico' formati da cittadini ed esercenti ovviamente non apertamente schierati contro Mc, ma che
tramite sondaggi tra altri esercenti e turisti, raccolte firme, iniziative di promozione del centro storico,
eccetera, sottolineino l'incompatibilità di queste macchine della ristorazione con il tessuto urbano. Questa
creazione di dissenso troverà fertile terreno anche organizzando conferenze di controinformazione
alimentare, ove dietologi ed esperti d'alimentazione illustreranno ai presenti i rischi di una McAlimentazione.
Se si sceglierà questo tipo di iniziativa è consigliabile coinvolgere altre realtà del territorio, dal circolo
vegetariano al negozio di cibi biologici alle associazioni di consumatori. Se riuscite, organizzate un dibattito
pubblico tra un sociologo della comunicazione (o qualcosa del genere.) e un dietologo da una parte, e un
rappresentante della McDonald's dall'altra. Se accetterà d'intervenire, sarà un successone (la McTigre, fuori
dalla tana dei McSpot, è una tigre di carta...); se (probabilmente) rifiuterà, McDonald's dimostrerà ancora di
più che oltre gli spot non v'è niente.
Con queste e altre iniziative, a Roma molti esercenti si sono mossi in questo senso contro l'apertura di un
McDonald's nella centralissima piazza di Spagna, mentre nel Comune di Casamassima (Ba) è stata
l'amministrazione comunale stessa a fermare McDonald's che voleva insediarsi sul suo territorio.
Prevenzione
Per quanto riguarda la prevenzione, e, s'un'altra onda, il perfezionamento della critica, occorre acquisire e
diffondere una corretta interpretazione dell'immagine pubblicitaria (distorta, falsificata) che sempre più ci
bombarda. Andrebbero creati dei vadecum di difesa dalla pubblicità, svelandone la sottilissima violenza, le
tecniche segrete, le indagini del mercato, le promozioni, etc., perché è solo una coscienza di tutto ciò che ci
può rendere immuni a questo bombardamento di missili intelligenti, gli unici che esistono. Una liberazione
dalla pubblicità che tocchi il McDonald's ma che non si fermi ad esso, che entri insomma nella vita
quotidiana, tramite piccoli gesti quali l'affiggere sulla propria cassetta delle lettere un bigliettino con scritto
"Non inserire pubblicità", al rifiutarsi d' inserire i dati ad ogni promozione che ci arriva a casa, fino
all'installare sul proprio computer programmi che, navigando in Internet, impediscano il caricamento di
pubblicità (uno di questi programmi è scaricabile gratuitamente in www.junkbuster.com) Conoscere alcuni
meccanismi pubblicitari, la loro inconscia potenza, può essere poi utilissimo per i volenterosi che vorranno
fare una contromossa. Occorre innanzitutto non essere prevenuti; questo dossier, per intenderci, è stato
quasi tutto costruito su materiale della McDonald's, prelevato assiduamente (e tappandoci il naso) all'interno
di vari fast-food, e grazie a questo materiale s'è potuta ricreare una breve iconografia (le parole d'ordine, le
facce sorridenti, i bambini felici.). Insomma, il materiale pubblicitario, rovesciato, è l'arma migliore contro il
mondo alla McDonald's. Tra i due opposti, la conoscenza e la fantasia. La conoscenza, appunto, come
banca dati, come elemento base della prevenzione, dello smascheramento; guardiamo per esempio alcune
pubblicità della McDonald's o ancora meglio il suo sito Internet, sembrerà di avere a che fare con
un'associazione ambientalista o per la lotta alla tal malattia, raccolta fondi per questo e per quello. Ma noi,
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con la nostra conoscenza, sappiamo che questa nient'altro è che un'astutissima (e cinica) tecnica
pubblicitaria consistente nel aiutare quel misero poco tanto per zittire, per annullare le critiche che
produrrebbero danni economici ben maggiori. Lo stesso vale per il discorso alimentare: Io, mamma, come
posso sospettare che il cibo di Mc non sia genuino quando Mc finanzia una guida per la corretta
alimentazione; Io mamma come posso pensare che Mc sfrutti i miei figli quando finanzia centri per l'infanzia?
Mc vuol bene ai bambini!
Per concludere è d'obbligo un'ovvietà. La cosa più importante per combattere il McWorld è il non farvi parte,
per quanto vi è possibile. McWorld's, l'abbiamo capito, non è solo McDonald's, è tutto quanto segue la legge
del più forte, e schiaccia sempre il più debole. Non è cattivo, è biologicamente economico, unico credo il
profitto. E' la monocultura della globalizzazione che viaggia indisturbata sui canali televisivi e che pian
pianino muove i primi passi in rete, è il consenso della psichiatria pubblicitaria, è la disumanità della
macchina economica creatrice di falsi desideri e paure, è il fast food dell'ovvio e del numero: un fast food da
boicottare.
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Cibo industriale e salute
La USDA ha ritirato 12 milioni di kg. di hamburger contaminati ed il Segretario all’Agricoltura Dan Glickman
ha fatto del suo meglio per sembrare ottimista. Davanti ai giornalisti diceva: "A questo punto tutto ci fa capire
che abbiamo contenuto l’insorgenza di un’epidemia". Ma queste rassicurazioni non hanno poi generato
molto ottimismo. Non solo i ricercatori non sono riusciti ad individuare la fonte del contagio, ma tutte le parti
coinvolte - compresa l’industria della carne - hanno ammesso che future epidemie saranno inevitabili.
La specie mortale del batterio E. coli trovata negli hamburger della Hudson Foods Inc. è solo una delle tante
malattie mortali che trovano nel cibo il veicolo di trasmissione. Il problema è causa e conseguenza inevitabile
dei moderni sistemi di allevamento industriale nel quale la grande distribuzione di cibo industriale ha anche
creato le potenzialità per un uguale distribuzione di malattie. Una malattia che arriva ovunque ed ha la
possibilità di diffondersi in ogni dove e spesso di non essere individuata se non dentro il piatto del
consumatore. E poi l’allevamento industriale è ormai così radicato nella società moderna, che nessuno
propone seriamente delle alternative. Nel frattempo il dipartimento dell’agricoltura (USDA) sta conducendo
delle battaglie di retroguardia - contenere l’esplosione di epidemie anziché prevenirle - questo perché azioni
preventive comporterebbero atti così profondi e radicali che nessuno è in grado di imporre.
Che cosa devi fare allora per proteggerti dal cibo pericoloso? Secondo la USDA e l’industria del cibo,
dovresti lavarti le mani e pulire la superficie dove cucini molto spesso, e cuocere a lungo ogni alimento. In
altre parole bisogna pensare alla cucina come ad un centro di decontaminazione. All’interno della grande
industria alimentare invece ci si muove per varare altre riforme, ridicoli protocolli per la sicurezza del cibo
denominati HACCP "hazardous and critical control points"... in parole povere vorrebbero nuclearizzare il cibo
prima di vendertelo, bombardandolo con radiazioni per uccidere i batteri.
Ma anche irradiando il cibo non è possibile eliminare tutti i potenziali elementi in grado di ucciderci. Si tratta
semplicemente dell’ultima banalità high-tech posta come soluzione ad un problema creato dalla produzione
massificata. Problemi che ci dimostrano come i rischi e gli azzardi delle innovazioni tecnologiche nei
processi naturali sono difficili da prevedere e, una volta emersi, si dimostrano praticamente impossibili da
controllare. Il problema è di natura globale sia per importanza che per espansione.
Prendiamo ad esempio il caso della malattia della mucca pazza.
Identificata per la prima volta in Inghilterra nel 1985, la malattia della mucca pazza - tecnicamente
encefalopatia spongiforme bovina (BSE) - produce demenza ed un profondo deterioramento fisico prima di
uccidere. Deriva da una categoria di malattie cerebrali mortali conosciute come encefalopatie spongiformi
trasmissibili (TSE), così chiamate per il fatto che devastano il cervello delle vittime con dei microscopici buchi
come quelli di una spugna.
Né l’irradiazione, né la cottura, e nemmeno le altre pratiche di sterilizzazione, sono capaci di uccidere gli
agenti infettivi che causano le TSE. Secondo la maggiore corrente di pensiero scientifica, gli agenti infettivi
non sono eliminabili, perché non c’è un organismo vivente contro cui agire. E’ semplicemente una proteina
chiamata "prion", esistente in tutti i mammiferi e che ha la capacità di mutare in una configurazione mortale
che si moltiplica reclutando le altre proteine prion e mutando anch’esse.
I prion infetti sono semplicemente la versione "mutata" di proteine che il corpo produce naturalmente, e
individuare la loro presenza altrettanto difficile che individuare un virus o un batterio. Infatti le TSE non
producono infiammazioni o febbre e non danno riscontro agli anticorpi. Di solito la malattia procede nascosta
e quando appaiono i primi sintomi la morte e ormai inevitabile.
Diversamente da altre malattie infettive, le TSE possono apparire, a causa delle mutazioni, anche in
popolazioni che non ne sono mai state esposte. Questi eventi "spontanei" colpiscono circa un milione di
esseri umani ogni anno, ed uccide diversi altri mammiferi nella stessa quantità. Per finire le TSE sono
caratterizzate da una incubazione più lunga di quella del virus dell’AIDS. Sono stati documentati casi in cui
sono passati più di 40 anni dall’esposizione al virus e l’emergere dei sintomi.
Presi insieme questi elementi rendono impossibile pensare di prevenire epidemie attraverso la quarantena,
oppure individuare segni di epidemia prima che questa esploda e si diffonda in enormi proporzioni.
Fortunatamente le encefalopatie spongiformi trasmissibili hanno un tallone d’Achille: sono solitamente
difficilmente trasmissibili, specialmente da una specie all’altra.
Con l’eccezione di una forma della malattia nelle pecore chiamata "scrapie", le TSE si sono diffuse
sensibilmente solo in popolazioni che adottano abitudini alimentari innaturali. Il caso più evidente conosciuto
è stato quello della popolazione dei Fore in Papua Nuova Guinea. Dopo aver introdotto elementi di
cannibalismo nelle loro cerimonie funebri all’inizio del ventesimo secolo i Fore rimasero in gran parte vittime
di una devastante epidemia di TSE chiamata "kuru".
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Mangi ciò che sei
Al giorno d’oggi, nel complesso alimentare industriale e nell’allevamento hi-tech il cannibalismo ed altre
pratiche innaturali di alimentazione non solo sono praticate, ma vengono raccomandate come l’ultimo
ritrovato dell’efficienza e del progresso.
Per quanto queste pratiche siano molto più diffuse negli Stati Uniti che negli altri paesi, è in Inghilterra che
sono stati documentati i primi casi di proliferazione di TSE da altri mammiferi ad esseri umani. Come per il
"kuru", l’epidemia inglese della mucca pazza rivela tracce di cannibalismo - in questo caso a causa della
nutrizione di bestiame con proteine "provenienti" da altro bestiame. Dopo la morte delle prime persone in
Inghilterra, la USDA e l’industria dell’allevamento hanno riluttantemente adottato una limitata restrizione di
questa pratica. Rimane comunque legale nutrire allo stesso modo, con proteine animali reintrodotte (ossia
con gli scarti della macellazione degli stessi), i non-bovini, ossia polli e maiali, dei quali poi i resti saranno
dati come alimentazione ad altro bestiame bovino. Inoltre i maiali stanno ancora mangiando maiali, ed i polli
sono normalmente nutriti con aggiunte proteiniche provenienti dalle piume, dal sangue ed anche dalle feci di
altri polli.
Secondo Beatrice Trum Hunter redattrice della sezione cibo di Consumer Research l’industria alimentare è
alla ricerca di sistemi di nutrizione animale sempre più economici:
passando da erbe e fieno ad un sistema alimentare basato sui rifiuti di macellazione e gli escrementi. La
ricerca di un nuovo regime alimentare nell’allevamento deriva direttamente dai mutamenti che ci sono stati
nell’agricoltura. ... Una grande quantità di sostanze hanno trovato spazio nell’alimentazione animale. Questo
include rifiuti agricoli e animali. I mattatoi forniscono sangue, zoccoli, interiora, peli e piume da usare
nell’alimentazione animale. L’industria fornisce rifiuti come segatura, schegge di legno, ma anche giornali e
scatoloni, così come altri rifiuti industriali o fanghi degli impianti di depurazione urbani, acqua di riflusso delle
centrali elettriche a carbone e acqua di scarto delle centrali nucleari. ... L’agricoltura fornisce le 4 M: animali
morti, morenti, malati o malformati, grano guastato dall’umidità o dalle larve, cibo contaminato dagli
escrementi di roditori, uccelli o scarafaggi. [Beatrice Trum Hunter, "What is fed to our food animals?"
Consumers’ Research, Dec. 1996 pp. 13-14.]
Queste innovazioni esistono poiché sono una fonte di nutrimento economica ed un modo conveniente per
uno smaltimento dei rifiuti in larga scala. La maggior parte di queste viene dalle pratiche adottate negli ultimi
venti anni, incoraggiate e aiutate dall’USDA, dagli scienziati e dai laboratori di ricerca delle università; i loro
progetti pilota ed esperimenti hanno "dimostrato" che "sostanze alimentari alternative" possono essere
utilizzati con sicurezza.
Morire per cena
Un rapporto su di una ispezione sul bestiame del 1990 del Food and Nutrition Board dell’Accademia
Nazionale delle Scienze ha scoperto che negli Stati Uniti, le malattie provenienti dal cibo sono "stabilmente
in crescita".
Ogni anno avvengono circa 5 milioni di casi di malattie provocate - trasmesse dal cibo, delle quali circa
5.000 hanno esito mortale. Questo evidente aumento è diffusamente attribuito ai processi di automazione
nella produzione del cibo, all’aumentata fiducia nei fast foods, aumento dei consumi di cibi preconfezionati e
di forni a microonde, metodi di macellazione e mancanza di conoscenza riguardo alle precauzioni igieniche
da adottare in tutte le fasi della manipolazione del cibo.
L'ufficio di contabilità generale del governo USA stima il pericolo sempre più alto, ritenendo la reale
incidenza di cibo portatore di malattie pari a 81 milioni di casi l'anno. Dal 1997 il numero riconosciuto di casi
di morte negli USA era di 9000 l'anno. La salmonella e la listeria sono ai primi posti dell'elenco delle comuni
infezioni, ma l'ESCHERICHIA COLI 0157:H7. A causa del ritiro degli hamburger Hudson, è divenuta un
problema crescente.
E COLI è un batterio comune e solitamente benigno, ma la variante 0157:H7 può essere mortale.
Identificato nel 1982, E COLI 0157:H7 può indurre crampi addominali così acuti da gareggiare con i dolori da
appendicite, seguiti entro 24 ore da diarrea acquosa che, più tardi diventa approssimativamente
sanguinolenta, descritta in alcuni casi "tutto sangue e non feci". In uno ogni venti pazienti, specialmente
bambini, questi sintomi progrediscono in condizioni più gravi come la sindrome HUS (Hemolytic uremic),
contraddistinta dalla coagulazione dei globuli rossi che, a turno, possono causare insufficienze renali e
cardiache, disordini del sistema nervoso centrale, attacchi, coma e morte.
La carne macinata e poco cotta è il veicolo più comune dell'infezione da E COLI, che è esplosa sempre di
più nelle case di cura, nei ristoranti e in altri ambienti istituzionali.
La più nota singola "esplosione" fu un caso estremamente pubblicizzato nel 1992, che riguardava hamburger
contaminati nei ristoranti Jack-in-the-box, che contagiarono più di 700 persone, causando 55 casi di HUS e 4
casi di morte.
20
Filetto di anima
La situazione potrebbe essere rivoluzionaria, ma la reazione dell'industria è stata principalmente di tipo
controrivoluzionario. Piuttosto che offrire soluzioni per prevenire future esplosioni, l'industria si concentra nel
contenere le esplosioni correnti, includendo esplosioni di interesse pubblico. Questa attitudine circa i rischi
per la salute si ritrova nelle parole di Jack Mongovern, presidente della ditta Mongovern, Biscoe e Dunchin
PR che avverte la National Cattlemen's Beef Association (NCBA).
Nel '94 Mongovern favorì una reazione dell'industria alla testimonianza compilata dall'agenzia di protezione
ambientale, che mostrava come il consumo di carne e latte fosse ritenuto il responsabile per 3/4
dell'esposizione umana ad infezioni come la diossina.
L'esposizione alla diossina, persino a piccole quantità, è stata paragonata al cancro e all'alterazione
endocrina, che può causare deformazioni sessuali, un abbassamento delle capacità intellettive ed altri
problemi ormonali.
"L'Associazione Nazionale Allevamento Bovini [NCBA] sta coordinando un gruppo di industrie colpite
affinchè reagiscano" ha scritto Mongovern in un promemoria privato. Al momento (l'origine della diossina)
gruppi di industrie si sono uniti nel contestare i dati tossicologici... NCA e i suoi alleati nel gruppo lavorativo
hanno una storia di solide relazioni con il Dipartimento di Agricoltura, ed è sicuro che useranno questi forti
vincoli per esercitare pressioni sull'EPA per mezzo dell'Agricoltura."
Grazie ad un informatore corporativo, numerosi promemoria personali di Mongovern furono fatti conoscere a
Greenpeace.
I documenti rivelarono un'attitudine cinica circa la sicurezza umana che scandalizzò persino stanchi attivisti
politici.
D'accordo con Mongovern l'industria dovrebbe promuovere una campagna aggressiva contro gli
ambientalisti e contro altri attivisti che "fanno leva sulle emozioni del pubblico e sul suo interesse per le
generazioni future". Tali interessi, egli dimostra, sono semplicemente parte di uno sforzo ambientalista per
attaccare il potere sociale tramite l'imposizione di un nuovo e nefasto modello legale che Mongovern chiama
"il principio precauzionale".
"Gli attivisti vogliono usare quest'arma per controllare il comportamento degli altri americani per rivoluzionare
l'opinione americana circa l'ordine, la legge costituzionale ed il ruolo del governo nella società".
Per vincere la sua guerra contro gli attivisti l'industria ha bisogno di "mobilitare la scienza contro il principio
precauzionale...L'industria deve identificare le implicazioni messe in atto dal pericolo che questo infligge al
ruolo della scienza nello sviluppo e nella produzione moderna."
L'industria sostiene che se un chiaro pericolo non può essere dimostrato oltre ogni ombra di dubbio, allora il
mercato dovrebbe decidere ed il commercio non dovrebbe essere limitato.
Attivisti e ambientalisti sostengono che sia compito dell'industria lo stabilire la sicurezza di un prodotto o di
un preparato prima che siano messi in commercio e che i consumatori non dovrebbero mai essere usati
come porcellini d'india.
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Cultura McWorld contro democrazia
La cultura globale americana la cultura McWorld non è tanto ostile quanto indifferente alla democrazia: il suo
obiettivo è la creazione di una società universale dei consumi, senza tribù né cittadini tutti potenziali cattivi
clienti ma costituita solo da quella nuova razza di uomini e di donne che sono i consumatori. Questa nuova
cultura globalizzante mette fuori gioco non solo coloro che la criticano da un punto di vista reazionario, ma
anche i suoi oppositori democratici, che sognano una società civile internazionale costituita da cittadini liberi
provenienti dalle culture più diverse.
di Benjamin R. Barber
La pop music, ravvivata dai ritmi latino e reggae nei ghetti di Los Angeles; il Big Mac, servito a Parigi con
birra francese o confezionato con carne bulgara in Europa dell'Est; Topolino che parla francese a
Eurodisney. Ma, in fin dei conti, Music Television (Mtv), McDonald's e Disneyland sono innanzitutto icone
della cultura americana, cavalli di Troia degli Stati uniti nelle culture delle altre nazioni.
McWorld è un'America che si proietta verso un futuro plasmato da forze economiche, tecnologiche ed
ecologiche che esigono integrazione e uniformità. Un futuro che unisce tutti i paesi in una cultura globale
omogenea, messa integralmente in rete dalle tecnologie informatiche, dagli scambi commerciali e
dall'industria dello spettacolo. McWorld risulta vincente anche in quegli ambienti in cui incontra l'opposizione
delle forze della religione e del tribalismo. Gli integralisti iraniani, se tendono un orecchio ai mullah che li
incitano alla guerra santa, con l'altro ascoltano i programmi di Star television, l'emittente di Rupert Murdoch
che ritrasmette per l'ennesima volta gli episodi di Dynasty via satellite.
In Europa, in Asia e in America, i mercati hanno già eroso le sovranità nazionali e dato vita ad una nuova
cultura, quella delle banche internazionali, delle organizzazioni commerciali, delle lobby transnazionali, come
l'Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio (Opec), dei servizi mondiali di informazione (Cnn e Bbc) e
delle multinazionali. Sono questi i nuovi padroni di un mondo in cui gli stati-nazione non sono più in grado di
governare la loro economia e ancor meno di controllare i movimenti di capitali sui mercati planetari.
Questi mercati, sebbene non producano né interessi comuni né una legislazione comune, esigono non
soltanto una moneta comune, il dollaro, ma anche una lingua comune: l'inglese. Inoltre, generano
comportamenti identici ovunque, quelli di una vita allo stesso tempo urbana e cosmopolita. I piloti di linea, i
programmatori informatici, i registi cinematografici, i banchieri internazionali, le celebrità dello spettacolo, gli
esperti di ecologia, i petrolieri, i demografi, i contabili, gli avvocati e gli atleti costituiscono una nuova specie
di uomini e di donne per i quali la religione, la cultura e l'appartenenza etnica sono elementi marginali: la loro
identità è innanzitutto professionale. I beni della nuova cultura planetaria sono sia immagini sia forme
materiali, sono un'estetica ma anche una gamma di prodotti.
E' una cultura ridotta allo stato di merce, in cui l'abito fa il monaco e il look diventa una specie di ideologia. I
centri commerciali, le piazze "pubbliche" privatizzate, e i quartieri senza vicini delle periferie residenziali sono
i nuovi santuari di questa civiltà di mercato. I nuovi prodotti non sono tanto beni di consumo quanto
immagini, destinate a creare un gusto unico planetario, per mezzo di logo, personaggi famosi, canzoni,
marchi e sigle pubblicitarie. I rapporti di forza diventano forze di seduzione; l'ideologia si trasforma in una
sorta di "videologia" i cui elementi primari sono i bit e i videoclip.
Questi valori non vengono imposti da governi autoritari o da sistemi educativi coercitivi, ma immessi nella
cultura attraverso prodotti pseudo-culturali film o pubblicità legati a una vasta gamma di beni materiali,
accessori di moda e giochi. Il Re leone, Jurassic Park e Titanic non sono semplici film, ma vere e proprie
macchine per commercializzare prodotti alimentari, musica, vestiti e giocattoli. La cultura globale americana
di McWorld è pressoché irresistibile. In Giappone, per esempio, gli hamburger e le patatine hanno
praticamente sostituito i noodle e i sushi, mentre gli adolescenti, per sembrare più "cool", si combattono a
suon di espressioni inglesi di cui colgono a malapena il significato. In Francia, dove meno di dieci anni fa i
puristi della cultura dichiaravano guerra alle depravazioni del "franglese", la salute dell'economia nazionale si
misura oggi anche dal successo di Eurodisney. L'improvvisa comparsa di Halloween come nuova festa
francese per stimolare le vendite nel periodo di stasi pre-natalizia è solo l'esempio più sconcertante di questa
tendenza all'americanizzazione.
Negli anni 60, Herbert Marcuse profetizzava la riduzione dell'individuo ad un'unica sfaccettatura: un
conformismo provocato dalla tecnologia più che dal terrore, in cui la civiltà sarebbe stata ormai in grado di
produrre solo un "uomo a una dimensione". Ma, all'epoca, l'altro versante della dialettica di Marcuse il potere
della contestazione era dominante e la sua profezia sembrava esagerata. Anche se vedeva crescere le
tendenze totalizzanti, se non totalitarie, della cultura industriale, prevedeva la nascita di forze che avrebbero
potuto rompere quell'isolamento.
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Oggi, vista la capacità del mercato di assimilare ogni differenza e contestazione e di offuscare ogni
opposizione ideologica la linea di demarcazione tra informazione e spettacolo essendo quanto mai vaga i
timori di Marcuse acquistano rinnovata attualità. Il consumismo mondiale fa incombere la minaccia di una
società dove il consumo diventa l'unica attività umana, e quindi definisce l'essenza dell'individuo.
L'unidimensionalità acquisisce una realtà geospaziale tangibile nell'architettura dei centri commerciali, dove
le piazze pubbliche sono sostituite da spazi privati destinati ad ottimizzare il commercio. Questi sono gli
elementi più caratteristici di Privatopia, questa nuova città che, distaccata dalla più vasta società delle masse
volgare, multirazziale e pericolosa offre un'oasi di quiete e sicurezza posta sotto stretta sorveglianza.
Con la saturazione dei mercati tradizionali e la sovrapproduzione di beni, il capitalismo non può più
permettersi di soddisfare soltanto i bisogni reali dei consumatori. Questi bisogni sono creati di sana pianta
con la promozione, il condizionamento, la pubblicità e la persuasione culturale, in modo da assorbire l'offerta
industriale. Mentre la vecchia economia dei beni materiali prendeva di mira il corpo, la nuova economia dei
servizi immateriali punta allo spirito e alla mente.
Per promuovere una domanda mondiale di prodotti americani, è necessario creare un sistema di bisogni su
scala planetaria. Per le grandi marche Coca-Cola, Marlboro, Nike, Hershey, Levi's, Pepsi, Wrigley o
McDonald's vendere prodotti americani vuol dire vendere l'America: la sua cultura popolare, la sua presunta
prosperità, il suo immaginario e anche la sua anima. Il marketing riguarda tanto i simboli quanto i beni
materiali, e non mira a vendere prodotti, ma stili di vita e immagini: il cittadino agiato, il cowboy austero, le
stelle di Hollywood, un giardino dell'Eden senza frontiere, la coscienza sociale, il "politicamente corretto", un
universo commerciale invaso e spesso dominato con somma ironia dalle immagini della vita dei neri nei
ghetti. Ma i neri raffigurati sono del tipo rappers disinvolti, alla Michael Jordan, non certo gli emarginati che
vivono di sussidi e sono probabilmente destinati al carcere. Le vendite di Cola-Cola non hanno grande futuro
tra i consumatori di tè: in Asia, la ditta di Atlanta ha dichiarato guerra alla cultura indiana del tè. La tradizione
dei lunghi pasti fatti in casa nei paesi mediterranei costituisce un ostacolo allo sviluppo dei fast-food: le
catene che si vanno attualmente stabilendo in questi paesi mimano i "valori della famiglia" quanto i film
d'azione hollywoodiani. Nella cultura del fast-food, la priorità è data al lavoro, mentre le relazioni sociali sono
secondarie, il rapido prende il sopravvento sul lento, il semplice prevale sul complesso.
Allo stesso modo, un servizio di trasporti pubblici efficiente frena le vendite di automobili e danneggia anche
le industrie dell'acciaio, del cemento, della gomma e del petrolio. Lo stile di vita tradizionale delle campagne
(alzarsi all'alba, lavorare nei campi fino al tramonto e coricarsi al crepuscolo) è difficilmente compatibile con il
consumo televisivo. Le persone che non si interessano allo sport sul piccolo schermo comprano poche
scarpe da ginnastica. L'etica dell'austerità, che seduce i veri cristiani e musulmani, così come gli asceti laici,
è di ostacolo alla logica economica del consumo. I produttori di sigarette devono puntare sui giovani, visto
che i loro prodotti tendono a decimare i consumatori più anziani. La maggior parte dei nuovi gadget
tecnologici, che dovrebbero "liberarci" dall'ufficio, ci imprigionano in realtà in una zona di lavoro in costante
espansione. I fax, i telefoni cellulari, i modem per i computer, che dovrebbero renderci più autonomi, non ci
inchiodano forse con i loro tentacoli elettronici ad una concezione del lavoro "sempre e dovunque"? Anche il
walkman, invito ad ascoltare la musica al lavoro o durante il tempo libero, ci spinge a comprare cassette per
ventiquattro ore d'ascolto quotidiane. E induce poi altre forme di consumo legate al jogging, come le scarpe
da ginnastica. Inversamente, le scarpe da ginnastica fanno vendere walkman e cassette.
Nel McWorld dominato dai mercati, i dirigenti delle grandi imprese non sono forse condannati a essere
cittadini irresponsabili? E, per smerciare tutto ciò che deve essere venduto, alcuni cittadini a tempo parziale
non devono forse trasformarsi in consumatori a tempo pieno? Ecco perché le vecchie piazze e i centri storici
delle città dalle attività diversificate vengono disertati a vantaggio dei centri commerciali, che non sanno
offrire altro che beni di consumo.
Questi complessi si sforzano di creare un "uomo nuovo" adatto alla loro ossessione per il profitto. I centri
commerciali sono le capitali e i parchi tematici dell'universo in espansione di McWorld. Qui non ci sono né
teatri di quartiere, né ambulatori per l'infanzia, né aree da cui arringare i passanti, né luoghi di culto, né
municipi, né cooperative agricole, né scuole... Soltanto una serie di negozi che ci chiedono di disfarci di ogni
identità, che non sia quella di consumatori, e di rinunciare alla nostra cittadinanza per assaporare meglio il
piacere solitario dello shopping. Che ne sarà dei cittadini?
Un tempo, tra i poli dello stato e del mercato, esisteva la possibilità vitale di una terza via. Era sulla società
civile che si appoggiava, nei primi tempi, l'energia democratica e l'attivismo civico americano. Una delle sue
grandi virtù era di condividere con lo stato il senso della cosa pubblica e il rispetto dell'interesse generale e
del bene comune. La società civile potrebbe mediare tra lo stato e il settore privato, tra l'identità,
ferocemente difesa, di una tribù chiusa su se stessa e quella, in via di estinzione, del consumatore solitario.
Tra Jihad e McWorld. In assenza di questa terza via tra lo stato e il mercato, sopravviveremo forse come
consumatori, ma cesseremo di esistere come cittadini.
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L'opuscolo originale soggetto al processo "Mc Libel"
Cosa c'è di sbagliato in McDonald's?
Tutto quello che non vogliono farti sapere.
Questo volantino ti chiede di pensare per un momento alle menzogne nascoste dietro l'immagine pulita e
splendente di Mc Donald's. Ci sono un sacco di cose nascoste.
"Da McDonald's abbiamo tempo per te" recita il jingle. Ma perchè hanno strutturato il servizio in modo che tu
sia fuori il più presto possibile? Perchè è cosi difficile rilassarsi da McDonald's? Perchè hai di nuovo fame
subito dopo aver mangiato un Big Mac?
Noi siamo continuamente sottoposti al bombardamento di stupida pubblicità, modelli consumisti ed alla
continua corsa che è la vita nelle grandi città - ma non ci vuole un' intelligenza particolare per iniziare a farsi
delle domande su McDonald's e capire che qualcosa è decisamente sbagliato.
Tutto quello che puoi trovare dentro il cibo meccanizzato di McDonald's e la minore attrazione che esso
eserciterà dopo che questo opuscolo ti avrà mostrato alcune cose... la verità sugli hamburgers, tutto ciò è
abbastanza da far si che tu non entrerai più da McDonald's per il resto della vita.
Qual è il legame tra McDonald's e la fame nel "Terzo Mondo"?
Non si può fare a meno di sentirsi colpevoli riguardo il mangiare, mentre vediamo in TV i bambini africani
affamati. Se spedisci soldi alla Band Aid, o compri da Oxfam, etc., questo moralmente è un bel gesto, ma è
politicamente inutile.
Affamati dai dollari
McDonald's è una enorme multinazionale, una di quelle corporation con investimenti su vasti territori dei
paesi poveri, venduti loro dalle regole del dollaro-affamatore (spesso con legami con i militari) e da oligarchie
privilegiate, sgombera le piccole fattorie che sono li e che producono cibo per il proprio popolo.
La potenza del dollaro significa nell'ordine comprare tecnologia e produrre beni, i paesi poveri sono
intrappolati nella produzione di tanto e tanto cibo destinato esclusivamente ad essere esportato negli Stati
Uniti. Dei 40 paesi più poveri del mondo, 36 esportano cibo negli USA - il più ricco.
Imperialismo economico
Paesi del "Terzo Mondo", dove molti bambini sono denutriti, stanno attualmente esportando la maggior parte
dei loro raccolti come mangime per animali - per far ingrassare il bestiame e trasformarlo in hamburgers nel
"Primo Mondo". Milioni di ettari dei migliori terreni agricoli vengono sfruttati per il nostro benessere - per il
thè, il caffè, il tabacco etc. - mentre la gente lì muore di fame. Mc Donald's è completamente compromesso
in questo imperialismo economico, che tiene nella fame e nella miseria tanta povera gente nera mentre molti
bianchi si ingrassano.
Una immagine tipica della povertà del "Terzo Mondo" è il bambino morente spesso usato dalle
organizzazioni caritatevoli per avere "denaro compassionevole". Questo distoglie l'attenzione dalla causa: lo
sfruttamento operato da multinazionali come McDonald's.
Indecente spreco di risorse
I cereali sono nutrimento per le mandrie nei paesi del Sud America per produrre la carne degli hamburger di
McDonald's. Le mandrie di bestiame consumano un ammontare di cereali e soia 10 volte maggiore rispetto
al consumo degli esseri umani: una caloria di manzo richiede 10 calorie di cereali. Dei 145 milioni di
tonnellate di cereali e soia utilizzati per il nutrimento del bestiame si ricavano solo 21 milioni di tonnellate di
carne. Lo scarto è 124 milioni di tonnellate per anno con un valore di 20 miliardi di dollari. E' stato calcolato
che con questa cifra si potrebbe nutrire, vestire e dare un tetto all'intera popolazione mondiale per un anno.
50 acri ogni minuto
Ogni anno un area di foresta pluviale della grandezza della Gran Bretagna è abbattuta o defogliata e
incendiata. Globalmente, un miliardo di persone dipende dall'acqua che proviene da queste foreste che
assorbono le piogge e le restituiscono gradualmente. I disastri in Etiopia ed in Sudan sono in parte causati
dalla deforestazione incontrollata. In Amazzonia - dove ci sono attualmente 100.000 allevamenti di bovini - le
piogge torrenziali si abbattono sulle valli senza alberi, erodendo il terreno e trascinando via il suolo fertile. La
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terra nuda, battuta dal sole tropicale, diviene così inutilizzabile per l'agricoltura. E' stato stimato che ogni ora
viene estinta una specie animale, vegetale o di insetti.
Perchè è sbagliato che McDonald's distrugga le foreste pluviali?
Intorno all'equatore c'è una fascia di vegetazione lussureggiante, non toccata dallo sviluppo umano per un
milione di anni, sostiene circa la metà delle forme di vita della terra, incluse 30.000 specie di piante, e
produce la maggior parte del cruciale rifornimento di ossigeno del pianeta.
Mangime & Spazzatura
McDonald's e Burger King sono due delle molte multinazionali americane che usano veleni letali per
distruggere vaste aree della foresta pluviale del Centro America per creare pascoli per il bestiame che sarà
poi rivenduto sotto forma di hamburger negli Stati Uniti e per fornire il materiale per l'impacchettamento dei
fast-food. (Non ti far ingannare da McDonald's quando dice che usa carta riciclata: solo una piccolissima
percentuale lo è. La verità è che vengono tagliati 1.300 kilometri quadrati di foresta solo per rifornirli di carta
per un anno. Tonnellate di questa finiscono nell'immondizia delle città dei paesi "sviluppati".)
Invasione coloniale
McDonald's e le altre corporation non solo contribuiscono ad aggravare la catastrofe ecologica. Stanno
cacciando via le tribù che abitano le foreste pluviali, dai loro territori ancestrali, dove hanno vissuto
pacificamente per centinaia di anni senza danneggiare l'ambiente. Questo è un tipico esempio dell'arroganza
e della corruzione delle compagnie multinazionali nella loro infinita corsa a sempre maggiori profitti.
Non è un'esagerazione dire che quando ingoi un Big Mac, stai aiutando McDonald's a distruggere questo
pianeta.
Che cosa c'è di così poco salutare nel cibo di McDonald's?
Mc Donald's prova a spiegare nella sua "Guida Nutrizionale" (che è piena di belle immagini, ma veramente
inconsistente in quanto a fatti & grafici) che la massa prodotta da hamburger, patatine, coca cola,
milkshakes, etc. sono utili e nutrienti parti di ogni dieta.
Quello che non mettono in evidenza è che questo tipi di alimentazione è elevata nei grassi e negli zuccheri,
nei prodotti animali e nel sale (sodio), e bassa in fibre, vitamine e minerali - quello che viene descritto come
un pasto tipo di McDonald's - è legato al cancro all'intestino, al seno ed alle malattie cardiache. Questi sono
dati accertati dalla medicina, non teorie eccentriche. Ogni anno in Gran Bretagna le sole malattie cardiache
sono causa di circa 180.000 morti.
Veloce = Falso
Anche se ama mangiarli, molta gente riconosce che gli hamburger a catena di montaggio e le patatine
sintetiche infilati in contenitori di plasitca e carta, sono cibo-truffa.
McDonald's preferisce la parola "cibo-veloce". Questo non solo perchè è preparato e servito il più
velocemente possibile - è fatto per essere mangiato altrettanto velocemente.
Uno dei simboli della qualità-truffa dei Big Mac è che attualmente la gente fa delle gare a chi ne mangia di
più nel minor tempo.
Pagare per l'apparenza
Masticare è essenziale per una buona digestione, perchè promuove il fluire dei succhi gastrici che "lavorano"
i cibi e mandano il nutrimento al sangue. Il cibo che troviamo da McDonald's è così privo di consistenza che
è veramente difficoltoso riuscire a masticarlo.
Anche le loro illustrazioni mostrano che un "quarter-pounder" è composto da un 48% per cento di acqua.
Questo tipo di cibo finto incoraggia la sovra-alimentazione, e gli alti zuccheri ed il sodio contenuti possono
far sviluppare una specie di "dipendenza". Questo significa maggiori profitti per McDonald's ma costipazioni,
colesterolo ed attacchi di cuore per molti consumatori.
Aggiustati con la chimica
Le uniformi a righine di McDonald's, le luci abbaglianti, le brillanti decorazioni in plastica, i cappellini festosi e
la tipica musichetta sono tutte parti dello stesso bel vestito indossato da un cibo di bassa qualità che è stato
progettato fin nei minimi dettagli per apparire allo stesso modo ed avere lo stesso identico sapore in tutti i
McDonald's in ogni angolo del mondo. Per raggiungere questa artificiale identità di gusto McDonald's
richiede che le sue "foglie di lattuga fresca" vengano trattate con venti diversi prodotti chimici per dargli lo
stesso colore, la stessa consistenza per lo stesso periodo di tempo. Alla fine potrebbe essere un pezzo di
plastica.
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Come McDonald's sfrutta deliberatamente i bambini?
Nelle vicinanze di ogni McDonald's la loro pubblicità è orientata verso i bambini. Anche la "personalità" di
Ronald McDonald's non è così popolare come i ricercatori della corporation si aspetterebbero (forse perchè
è così poco originale), migliaia di bambini adesso pensano ad hamburger e patatine ogni volta che vedono
un clown con i capelli arancioni.
La consueta trappola
A nessun genitore bisogna spiegare quanto sia difficile distrarre un bambino da un comportamento o un tipo
di cibo abitudinario. La pubblicità dipinge McDonald's come un posto felice, un circo dove sono disponibili
hamburger e patatine per tutti a qualsiasi ora del giorno e della notte, intrappola i bambini a pensare che se
non ci vanno non sono "normali". L'appetito, la necessità e - soprattutto - il denaro non toccano mai
"l'innocente" mondo di Ronald McDonald's.
Pochi bambini sono lenti a riconoscere le sfarzose insegne rosse e gialle che campeggiano nei centri
commerciali o nelle strade affollate delle grandi città di ogni nazione. McDonald's sa esattamente che tipo di
pressione fa questo su chi deve stare appresso a dei bambini. E' duro non cadere in questo "conveniente"
modo di far "felici" i bambini, anche se non si ha molto denaro e si prova ad evitare questo cibo-balordo.
Cibo giocattolo
Per compensare l'inadeguatezza dei propri prodotti, McDonald's cerca di far passare il consumo di pasti
come "una cosa divertente". Questo trasforma l'atto del mangiare in una performance dove l'importante è
stare da McDonald's ("Così com'è nelle pubblicità!") ed il cibo in se stesso è poco importante.
Non molti bambini sono interessati alla nutrizione, ed anche se lo fossero, tutta l'apparenza e le consuetudini
fatte di cappellini di carta, luccichii e palloncini nasconde il fatto che il cibo che loro sono indotti/sedotti a
mangiare è, quando va bene, mediocre, al peggio velenoso - ed i loro genitori sanno che non è neanche
conveniente.
Lo sporco segreto di Ronald
Una volta, ci raccontavano le fiabe su come sono fatti gli hamburger ed i bambini erano molto meno pronti a
gustarsi le perverse stramberie di Ronald McDonald. Con la giusta prontezza l'immaginazione dei bambini
ha trasformato un clown in un orco (un sacco di bambini sono comunque sospettosi verso i clown). I bambini
amano un segreto, e quello di Ronald è veramente disgustoso.
In che modo McDonald's è responsabile per torture e assassinii?
Il menu di McDonald's è basato sulla carne. Vendono milioni di hamburger ogni giorno in 35 paesi del
mondo. Questo significa la costante carneficina, giorno dopo giorno di animali nati e allevati solamente per
essere trasformati in prodotti McDonald's.
Molti di loro - specialmente i polli ed i maiali - passano la loro vita in condizioni completamente artificiali in
enormi fabbriche fattorie senza accesso all'aria aperta o alla luce del sole e nessuna libertà di movimento.
Le loro morti sono una sanguinosa barbarie.
Uccidendo un Big Mac
Nei mattatoi, gli animali spesso lottano per scappare. Il bestiame diventa frenetico quando vede gli animali
che li precedono sulla linea della mattanza bastonati, accoltellati, inchiodati, e affettati elettricamente.
Un recente rapporto del governo inglese ha criticato gli inefficienti metodi di stordimento nei quali risulta che
spesso gli animali sono ancora completamente coscienti quando viene tagliata loro la gola.
McDonald's è responsabile della morte di un numero infinito di animali con questi cosiddetti metodi umani.
Noi abbiamo la possibilità di sceglier se mangiare o meno la carne. I 450 milioni di animali uccisi ogni anno
in Gran Bretagna per diventare cibo non hanno in nessun modo la possibilità di fare scelte. Si dice spesso
che dopo aver visitato un mattatoio la gente si nausea al solo pensiero di mangiare carne. Quanti di noi
sarebbero pronti a lavorare in un mattatoio e ad uccidere gli animali che mangiamo?
Qual è il tuo veleno?
La carne è responsabile del 70% di tutti gli avvelenamenti da cibo, ed il pollo e la carne tritata (come quella
usata per gli hamburgers) sono i maggiori colpevoli. Quando gli animali vengono macellati la carne può
venire contaminata dal contenuto delle budella, come feci ed urina, portatori di infezioni batteriche. Nel
tentativo di evitare questo tipo di infezioni nei loro animali, gli allevatori usano somministrare periodicamente
dosi di antibiotici. Questi si vanno ad aggiungere agli ormoni che stimolano la crescita, ai pesticidi ed ai
chimici residui del mangime che crescono nei tessuti dell'animale e possono alla lunga danneggiare la salute
di una persona con una alimentazione basata sulla carne.
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Lavorare da McDonald's
Ci deve essere un problema serio: anche se l'80% dei lavoratori di McDonald's sono part-time, in un anno il
turn-over raggiunge il 60% (negli Stati Uniti è del 300%). Non è strano per i lavoratori dei loro ristoranti
abbandonare dopo quattro o cinque settimane. Le ragioni non sono difficili da scovare.
Vietato ai sindacati
I lavoratori e le lavoratrici del comparto ristorazione se la vedono brutta in quanto a paga e condizioni di
lavoro. Sono al lavoro la sera e nei week-end, passando lunghi periodi in ambienti caldi, puzzolenti e
rumorosi. Le paghe sono basse e possibilità di promozioni minime.
Modificare questo tramite negoziazioni sindacali è decisamente difficoltoso: non c'è un sindacato specifico di
questi lavoratori e quelli a cui potrebbero rivolgersi mostrano poco interesse per i problemi di chi sta parttime (per la maggior parte donne). Una recente inchiesta sui lavoratori dei burgers-restaurant ha mostrato
che circa l'80% dice che avrebbe bisogno dell'aiuto di un sindacato per avere maggiore paga e diverse
condizioni di lavoro. Un altra difficoltà è costituita dal fatto che chi lavora in cucina come una grande parte
dei lavoratori appartenenti a minoranze etniche che con le poche possibilità che hanno di trovare lavoro,
temono di essere licenziati - e molti lo sono stati - per aver aderito ad un organizzazione sindacale.
McDonald's ha una strategia contro la sindacalizzazione che consiste nel liquidare i lavoratori a favore di
questa. Fino ad oggi ha avuto successo in tutto il mondo tranne che in Svezia e a Dublino, dopo una lunga
lotta.
Allenati a sudare
E' ovvio che tutte le grandi catene di negozi e giganti del cibo spazzatura dipendono per i loro grassi profitti
dallo sfruttamento di gente giovane. McDonald's non è un'eccezione. Tre quarti dei lavoratori sono sotto i 21
anni, la struttura produttiva è priva di specializzazione: chiunque può friggere un hamburger o pulire i bagni o
sorridere ai clienti. Non ha bisogno di nessun corso di formazione. Quindi non c'è bisogno di impiegare
cuochi o staff qualificato - solo quelli che accettano di lavorare per bassi salari.
Visto che non c'è un minimo salariale stabilito dalla legge in Gran Bretagna, McDonald's può pagare quanto
gli pare aiutando così ad abbassare i salari nel settore della ristorazione. Dicono che stanno dando lavoro
per chi ha appena finito gli studi e che prendono i lavoratori senza pregiudiziali di sesso e di razza. La verità
è che McDonald's è interessato a reclutare lavoro a basso costo - che vuol dire sempre che gruppi
svantaggiati, donne e gente nera, saranno maggiormente sfruttati dall'industria.
DEVE CAMBIARE TUTTO
Ciò che è sbagliato in McDonald's è sbagliato anche in tutte le catene di cibo spazzatura come: Wimpy,
Kentucky Fried Chicken, Wendy, Burger King etc.. Tutti quanti nascondono il loro sfruttamento scriteriato
delle risorse animali e della gente, dietro una facciata di colori sfavillanti e "divertimento per le famiglie". Il
cibo stesso è molto simile ovunque cambia solo l'impacchettamento.
La crescita di queste imprese equivale ad eliminare la scelta, non ad aumentarla. Sono uno degli esempi
peggiori di industrie motivate solo dal profitto e ansiose di espandersi continuamente.
Questa mentalità materialista sta condizionando tutti gli spazi della nostra vita con giganteschi agglomerati
dominanti i mercati, che lasciano poco o nessuno spazio a persone che creano una scelta genuina. Però
alternative esistono e molti stanno raccogliendo supporto quotidianamente da persone che rifiutano i grandi
business in favore dell'autorganizzazione e della Cooperazione in piccola scala.
Il punto non è di cambiare McDonald's in una specie di organizzazione vegetariana, ma di cambiare
interamente il sistema, qualcosa in meno sarebbe una truffa.
COSA SI PUO' FARE
Smettere di andare da McDonald's, Wimpy etc., e spiegare ai tuoi amici e alle tue amiche esattamente il
perchè. Gli enormi profitti di queste compagnie - e perciò anche il loro potere di sfruttamento - arrivano dalla
gente che cammina per la strada. Come singoli individui possiamo fare la differenza... Perchè aspettare che
tutti gli altri si sveglino?
LE TUE SCELTE CONTANO
Le ricerche hanno dimostrato che una gran parte dei clienti dei fast-food, va in questi posti solo perchè sono
lì, perchè se li trovano davanti - non perchè gli piace particolarmente quel tipo di cibo oppure perchè ha
fame. Solo questo fatto fa capire che gli hamburger fanno parte di un gigante circolo vizioso che la gente
potrebbe evitare se solo sapesse cosa fare. Sfortunatamente noi tendiamo a sottovalutare la nostra
responsabilità e la nostra influenza. Questo è sbagliato. Ogni cambiamento nella società parte dagli individui
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che cominciano a pensare in che modo vivono e quando agiscono secondo le loro opinioni. I movimenti
sono solo "gente comune" collegata assieme, una con l'altra...
PRENDI CONTATTI, DIFFONDI IDEE
Può darsi che tu non senta spesso parlare di loro, ma ci sono molti gruppi che fanno delle campagne sui
problemi che sorgono - movimenti che sostengono le lotte nel "Terzo Mondo", che combattono per i diritti
delle popolazioni indigene, che proteggono le foreste pluviali, che si oppongono all'uccisione degli animali
etc.
Dovunque c'è oppressione c'è resistenza: la gente si sta organizzando, sta prendendo coraggio
dall'attivismo di gente comune consapevole, che sta imparando a trovare nuove strade e nuova energia per
realizzare una vita migliore.
L'apatia degli altri non è una buona ragione per continuare a gironzolare aspettando che arrivi qualcuno che
ci dica che cosa dobbiamo fare. Non necessiti di nessun particolare talento per partecipare alle attività del
gruppo di attivisti che opera nella tua zona ...o per formarne uno - i gruppi già esistenti saranno felici di darti
una mano se necessario.
C'E' UNA SCELTA CHE PUOI FARE: BASTA CON LA CARNE
Farla finita con l'abitudine degli hamburger è facile. Ed è il primo passo per farla finita del tutto con la carne.
L'essere vegetariani/e non è una moda da piccolo borghesi, l'altr'anno il numero delle persone vegetariane in
Inghilterra è aumentato di un terzo.
Molti supermarket adesso espongono prodotti vegetariani e vegani [sono quelli che non mangiano nessun
prodotto animale] - In breve l'etichetta del vegetariano "eccentrico" non esiste più con tutti gli altri luoghi
comuni quli quelli del "cibo da conigli".
Perchè non provare qualche ricetta vegan o vegetariana, così solo come un esperimento di prova per
iniziare?
Da una ricerca sulle abitudini alimentari si è scoperto che la maggior parte dei vegetariani che prima
mangiavano carne hanno dichiarato che adesso fanno pasti molto più vari e differenti da quando hanno
eliminato la carne dalla loro alimentazione. Altre, numerose, ricerche dimostrano che la gente che segue una
alimentazione senza carne è più in salute dei mangiatori di carne, meno predisposti a "prendere" tosse e
raffreddori, ed hanno una grandissima riduzione sul rischio di soffrire di ernia, emorroidi, obesità e malattie
cardiache.
LA LIBERAZIONE INIZA DAL TUO STOMACO
LA RIVOLUZIONE PARTE DA TE STESSO/A
Ci sono una quantità di alternative gustose, economiche e nutrienti ad una alimentazione basata sulla carne
in decomposizione degli animali morti: frutta fresca di ogni tipo, un'infinita varietà di ortaggi nostrani ed
esotici... e poi pasta, cereali, legumi, fagioli, patate, piselli, riso, noci, soya in tutti i modi etc.
In tutto il paese stanno spuntando ovunque cooperative che producono cibo sano.
Adesso è veramente un buon momento per cambiare.
Una Gran Bretagna vegetariana sarebbe autosufficiente coltivando solo il 25% dei terreni agricoli disponibili.
Perchè non mettersi insieme con gli amici con cui vivi e tirarsi su il proprio orto? In Inghilterra, ad esempio, ci
sono un'infinità di lotti liberi e di giardini nelle case.
Il Piacere di preparare buon cibo e di distribuire pasti sani ha anche la sua importanza: fa parte di quel
processo fondamentale nella vita della gente comune che sta nel riprendere il controllo della propria vita e
nel creare una società migliore.
Il contrario che lasciare il proprio futuro nelle ciniche ed avide mani di corporation come McDonald's.
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Il processo Mc Libel
Gli imputati sono due animalisti rei di aver diffuso un volantino contro gli hamburger. Il processo è pieno di
colpi di scena e sorprese, prime fra tutte le dichiarazioni degli esperti chiamati a testimoniare da McDonald's
che confermano le tesi degli animalisti.
Il testimonial delle pubblicità di McDonald's dà le dimissioni e si scusa pubblicamente.
Nell'85 London Greenpeace da lanciato una campagna contro McDonald's, diffondendo un volantino
intitolato "What's wrong with McDonald's" (Che cosa non va da McDonald's) che è stato tradotto e riproposto
in diversi Paesi.
Inizialmente McDonald's non ha reagito. Quando, però, ha constatato il successo della campagna, ha
cominciato ad intensificare la sua propaganda, cercando di costruirsi un immagine verde ed impegnata. Non
soddisfatta, la società ha cercato di contrastare l'opposizione in tribunale. In Gran Bretagna ha minacciato di
querelare per diffamazione diverse organizzazioni ed organi di informazione, costringendoli a scusarsi per
aver criticato la multinazionale Tuttavia la campagna anti-McDonald's non ha smesso di crescere.
Nel settembre del '90 la mulitinazionale ha inviato delle spie alle riunioni di London Greenpeace e due
membri del gruppo sono stati querelati per il volantino "Che cosa non va da McDonald's", a loro giudizio
diffamatorio.
Lo scopo era quello di spaventare gli attivisti e bloccare la diffusione dei volantini. Ma i due accusati, Helen
Steel e Dave Morris, hanno deciso di non lasciarsi intimidire.
McDonald's ha ammesso che la denuncia non si basa sul fatto che Helen e Dave hanno scritto o stampato i
volantini, ma piuttosto sul fatto che gli accusati partecipavano alle riunioni di London Greenpeace ed erano
stati sorpresi mentre distribuivano i volantini.
Helen e Dave sono disoccupati e devono quindi difendersi da soli. Questo non significa solo che devono
parlare davanti alla Corte, ma soprattutto che, senza nessuna esperienza in materia, devono trovare i
testimoni e visionare 30.000 pagine di documentazione.
Durante le varie udienze preliminari tenute dal 1993, McDonald's ha rifiutato di fornire i documenti riguardanti
le società di sua proprietà nel mondo nonostante fosse costretta a farlo.
Per di più il giudice ha accolto la richiesta di McDonald's che i due accusati non abbiano il diritto a un
processo con una giuria, perchè secondo la multinazionale la causa era troppo complessa per i privati
cittadini. Così il caso è esaminato da un solo giudice.
Helen e Dave si sono appellati contro queste due decisioni riuscendo ad ottenere solo che la società fosse
obbligata - in teoria - a presentare i documenti.
I due attivisti hanno presentato una contro-querela per diffamazione nei confronti della multinazionale.
McDonald's aveva distribuito infatti volantini e comunicati stampa che dichiaravano che i suoi critici (inclusi
Helen e Dave) mentivano nei loro opuscoli. La querela è stata esaminata in contemporanea a quella di
McDonald's. Durante il processo circa 170 testimoni da ogni parte del mondo si sono presentati alla corte.
Gli argomenti sono stati: imballaggio, nutrizione, pubblicità, animali, foreste tropicali, occupazione e spie.
IMBALLAGGI
Paul Preston, il presidente del McDonald's britannico, ha dichiarato che l'uso della confezione di 'styrofoam'
è meno nocivo per l'ambiente dell'uso di piatti, coltelli e forchette. In realtà lo 'styrofoam' è tossico, non
ricicabile e molto voluminoso (causa quindi gravi problemi di eliminazione). Mc-Donald's continua comunque
a usarlo in molti paesi, insieme ad altri sottoprodotti nocivi della fabbricazione delle confezioni. Inoltre,
secondo Preston, su un milione di bicchieri di carta utilizzati solo 100-150 finirebbero nelle strade. Ma è stata
citata in aula un'affermazione precedente dello stesso Preston in cui egli dichiarava che le lamentele piu
frequenti riguardano proprio i rifiuti abbandonati per strada. [la causa di tutta questa sporcizia e' sicuramente
causata dall'eccessivo ed inutile confezionamento dei prodotti]
Il Professor Ronald Walker, l'esperto di McDonald's in additivi e tossicologia, ha riconosciuto che lo stirolo
presente nella confezione di polistirolo può passare al cibo (sopprattutto a quello grasso). Ha anche
ammesso che l'Agenzia Internazionale per le Ricerche sul Cancro ha classificato lo stirolo come
potenzialmente cancerogeno.
NUTRIZIONE
Helen Steel ha citato un volantino dello stesso McDonald's in cui si afferma che "ci sono diverse prove che
suggeriscono che molte malattie comuni nel mondo occidentale e benestante ... sono legate alla dieta. La
dieta tipica occidentale è abbastanza carente di fibre e ricca di grassi, sale e zucchero". Helen ha quindi
dichiarato: "Il cibo venduto da McDonald's è ricco di grassi, zucchero e sali e carente di fibre. Questo
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corrisponde alla descrizione data nel volantino dello stesso McDonald's di una dieta tipicamente
occidentale". Preston ha replicato che in effetti "La gente dovrebbe seguire una dieta equilibrata".
Un testimone di McDonald's esperto in nutrizione, il Professor Verner Wheelock, ha riconosciuto che "non è
prudente" incoraggiare la gente a mangiare cibi ad alto contenuto di grassi, sale e zucchero perchè una
dieta del genere è collegata a malattie cardiache, alta pressione del sangue, carie e cancro. Ha affermato
che sarebbe sano mangiare il cibo di McDonald's solo fino ad una volta al giorno. Tuttavia quando Helen e
Dave gli hanno mostrato un articolo che aveva scritto precedentemente in cui consigliava alla gente di
"evitare di mangiare spuntini ad alto contenuto di grassi" ha risposto che "chiunque può cambiare le sue
opinioni" (Wlieelock ha cominciato a lavorare per la società nel 1991). Nonostaìite egli sia il consulente di
nutrizione della multinazionale, Wheelock non conosceva con sicurezza il livello di zucchero del cibo della
società.
Wheelock ha difeso l'uso di conservanti nel cibo di McDonald's dicendo che esso limita gli effetti della
fabbricazioìme, del trasporto e dell'immagazzinamento degli alimenti, anche se molti degli additivi usati non
hanno altra giustificazione, secondo la CEE, che quella di rendere il cibo più attraente.
Gli imputati hanno rivelato che nove tra i numerosi additivi usati da McDonald's sono nocivi per la salute; la
maggior parte sono proibiti in uno o più paesi.
Il Professor Walker ha spiegato che la società ha permesso l'uso degli additivi dopo che le sperimentazioni
su animali hanno dimostrato, a suo avviso, la loro innocuità. Ha ammesso che gli animali hanno un
metabolismo diverso dal nostro, che il numero limitato di animali usato in ogni esperimento non è
espressione dell'enorme diversità delle situazioni umane, che i risultati non sono sempre costanti, e che le
prove non permettono di prevedere le allergie. Ha riconosciuto anche che uno dei nove additivi è
cancerogeno e McDonald's lo usava fino al 1990 e solo da quel momento ha smesso di usarlo.
E' stato rivelato che nel 1987 i Ministri di Grazia e Giustizia di tre stati americani (per conto di altri 10) hanno
minacciato di fare causa alla compagnia per una campagna pubblicitaria "ingannevole" che definiva il suo
cibo "nutriente". Il Ministro di Grazia e Giustizia del Texas ha ordinato alla multinazionale di bloccare la
pubblicità perchè "Il cibo di McDonald's non è nel complesso nutriente. L'intenzione e la conseguenza della
pubblicità è di far credere il contrario".
Quando gli accusati hanno chiesto a John Horwitz, vicepresidente del dipartamento legale di McDonaìd's,
perchè la società non migliorava la qualità nutritiva del suo cibo egli ha risposto: "Non siamo un negozio di
alimenti naturali".
Inoltre è stato presentato un documento interno dei consulenti di relazioni pubbliche della società in cui si
affermava: "Non possiamo occuparci della nutrizione o difenderla. La gente non viene qui per la nutrizione."
Un avvocato di McDonald's ha nascosto un altro documento sullo stesso argomento perchè "non era
pertinente"
Gli imputati hanno chiesto a Sidney Arnott, uno degli esperti di McDonald's sulla dieta e sul cancro
un'opinione sulla dichiarazione seguente: "Una dieta ricca di grassi, zucchero, prodotti animali e sale ma
povera di fibre, vitamine e minerali è collegata al cancro al seno e all'intestino e alle malattie cardiache".
Arnott ha risposto: "Direi che è ragionevole". Gli accusati hanno poi informato la corte che la dichiarazione
era tratta dal famoso volantino di London Greenpeace, ed era proprio la parte considerata più diffamatoria
da parte dell'accusa.
Paul Preston ha riconosciuto che McDonald's è responsabile della grave intossicazione alimentare che ha
colpito una città del nord Inghilterra nel 1991. In quell'occasione 23 clienti erano stati vittima di hamburger
contaminati con batteri di E-coli. 13 di loro erano stati ricoverati in ospedale.
Successivamente la multinazionale si era accordata privatamente con i clienti danneggiati, senza però mai
ammettere la propria responsabilità.
Tra le tante cose si fanno notare le imbarazzanti dichiarazioni del Presidente della "McDonald's Japan", Den
Fujita, che è stato ricordato durante il processo per questa profonda dichiarazione: "La ragione per la quale i
giapponesi sono tanto bassi e hanno la pelle gialla è perchè non mangiamo nient'altro che il pesce ed il riso
da duemila anni. Se mangiassimo gli hamburger e le patate di McDonald's per mille anni diventeremmo più
alti, la nostra pelle diventeebbe più bianca ed i nostri capelli più biondi."
PUBBLICITA'
Helen ha attacato Paul Preston: "Non ritiene di sfruttare cinicamente i bambini usando un pagliaccio per fare
guadagnare la sua società'?" Preston ha affermato che Ronald (il pagliaccio) "è un personaggio divertente,
non è un rappresentante." I due imputati hanno quindi dimostrato che l'attore che interpretava Ronald in
origine ha dato le dimissioni e si è scusato col pubblico dichiarando: "Ho fatto il lavaggio del cervello ai
bambini spingendoli verso qualcosa di sbagliato. Voglio scusarmi con loro per essere stato dalla parte di
un'industria che guadagna miliardi ammazzando gli animali."
ANIMALI
Il trattaniento riservato agli animali allevati per gli hamburger di McDonald's è orribile.
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Durante alcune visite al fornitore di pollo della catena di fast-food si è rilevato, ad esempio, che gli animali
vivono in uno spazio più piccolo di un foglio di carta, e non vedono mai la luce del sole. Dal momento che il
loro tasso di crescita viene accelerato artificialmente, quasi la metà dei polli si ammala. Ai pulcini vengono
spesso iniettati antibiotici per ridurre le malattie. Nonostante ciò molti di loro vengono scartati ed uccisi con
gas asfissiante. Per la macellazione i polli vengono appesi a testa in giù per poi essere storditi con scosse
elettriche nell'acqua per poi essere decapitati.
Il Dr. Neville Gregory, testimone di McDonald's, esperto in allevamento e macellazione, ha concordato nel
ritenere che questi metodi non sono in linea con i codici del governo britannico e possono nuocere agli
animali.
Anche il 40 per cento dei maiali cresce in allevamenti intensivi. A tutti vengono tagliati i denti e a molti la
coda. Nell'ultima parte della loro vita i maiali vivono nelle "unità di ingrassamento", in uno spazio di mezzo
metro quadrato ciascuno. Il Dr Gregory ha riconosciuto che i metodi di macellazione dei maiali hanno
"qualche difetto".
Ha aggiunto inoltre che i fornitori sostengono che elettroshock con cariche più alte (e quindi più efficaci)
pregiudicherebbero la qualità della carne e che rallentare il ritmo di maccellazione (diminuendo quindi il
rischio di errori) inciderebbe sui profitti.
Ha ammesso anche che le mucche da latte sono soggette a stress, a sofferenze, a esaurimento e a malattie
a causa delle gravidanaze ripetute. Le mucche vengono stordite con un colpo di pistola e il Dr. Gregory ha
affermato anche che "lo stordimento non è particolarmente accurato". Metà dei teschi esaminati
presentavano segni di mira sbagliata.
EFFETTO SERRA
Un perito convocato dallo stesso McDonald's ha riconosciuto che il metano è una delle cause del
progressivo surriscaldamento della terra e che fino a un sesto delle emissioni di metano proviene dagli
allevamenti di mucche. McDonald's è la società che usa più carne di manzo nel mondo.
FORESTE TROPICALI
Sono stati presentati documenti interni della multinazionale da cui emergeva che McDonald's ha importato
manzo dal Brasile, un paese ricco di foreste tropicali, cosa che la società ha sempre smentito. Inoltre la
compagnia ha riconosciuto che in Costa Rica McDonald's utilizza il manzo allevato su terreno ottenuto
dall'abbattimento delle foreste in contrasto con la propaganda di McDonald's.
OCCUPAZIONE
Secondo Paul Preston lo stipendio base attuale di tre sterline (circa 8.500 lire) all'ora per gli inservienti non è
troppo basso, anche se l'anno scorso i profitti della società sono stati di un miliardo di dollari e non è stato
offerto un aumento di stipendio al personale.
I sindacati non riescono a fare progressi a causa delle pressioni della multinazionale. Il processo è servito a
portare all'attenzione della stampa e della televisione la verità su McDonald's ed a incoraggiare milioni di
persone a boicottare i loro fast-food.
II verdetto
McDonald's "prevale" nel lungo caso di diffamazione "McLibel" ma il giudice riconosce la fondatezza delle
critiche su: sfruttamento dei bambini tramite la pubblicità, sfruttamento dei lavoratori con paghe bassissime
ed avversione verso i sindacati, sofferenza e torture per gli animali, alla fine gli avvocati della multinazionale
lamentano una vittoria insignificante viste le conferme date anche in corte agli attivisti ed alla loro campagna
oramai irrefrenabile.
Un giudice inglese ha determinato che nell'opuscolo intitolato "Che cosa c'è di sbagliato in McDonald's; tutto
quello che non vogliono farti sapere" la corporation americana e' stata in alcuni punti diffamata, mentre in
altri le critiche che gli erano state rivolte anche dopo questo processo, il più lungo della storia dei processi
civili inglesi, erano fondate!!!.
Ha perciò condannato i due attivisti di London Greenpeace a pagare circa 150 milioni di lire alla
Multinazionale degli Hamburger, cosa che difficilmente avverrà essendo i due attivisti due proletari.
I punti dai quali il giudice ha motivato la sanzione sono questi :
non e' vera, per la corte, l'affermazione che McDonald's distrugge le foreste pluviali e sposta le piccole
fattorie per dare spazio ai pascoli di bestiame nei paesi del Terzo Mondo. Il giudice ha anche messo tra le
diffamazioni il fatto che il cibo di McDonald's era stato descritto come dannosso per la salute e che la multi
mentiva sulle quantita' di materiale riciclato usato nelle confezioni.
Ma il giudice ha anche dichiarato che alcune parti dell'opuscolo risultano comprovate.
Ha ritenuto colpevole la McDonald's di crudelta' nel trattamento degli animali, incluso il lasciare i polli per
tutta la vita in uno spazio piccolissimo e lasciarli ancora coscienti mentre sono fatti a pezzi.
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Il giudice e' anche d'accordo sul fatto che la McDonald's sfrutta i bambini proponendo delle campagne
pubblicitarie puntate sui bambini per far si che essi trascinino i genitori all'interno dei "ristoranti".
Il giudice ha anche detto di aver constato che anche se molti manager della McDonald's detestano i
sindacati non e' giusto dichiarare che McDonald's ha una politica loro ostile (?) Ha pero' constatato che la
multinazionale paga stipendi bassissimi che hanno fatto abbassare tutta la media del settore ristorazione ed
anche che minaccia i lavoratori piu' giovani o piu' deboli mentre abbassa loro la paga nei periodi di crisi.
In questi anni di processo McDonald's ha speso 16 milioni di dollari per lustrare il nome della compagnia
contro le stringenti accuse ed il boicottaggio internazionale, ha ricevuto 98.000$ di danni.
Gli accusati hanno parlato della grande soddisfazione della campagna mondiale contro McDonald's ed
hanno affermato:"McDonald's non merita una lira, in ogni caso noi non abbiamo comunque soldi" i due
attivisti spiccavano infatti per il loro look jeans e maglietta di fronte al viscido vestiario del team di legali della
corporation.
Oltretutto Paul Preston e' stato sbeffeggiato dalla stampa per aver combinato questa causa con tanto di
investigatori privati e milioni di dollari buttati per ricevere poi questo verdetto che in fondo sancisce come veri
e confermati alcuni capisaldi della Campagna anti McDonald's, e se questo lo afferma un membro della
casta padronale quale un giudice, si vede che l'evidenza era innegabile. Tra l'altro il verdetto e la punizione
per McDonal'ds hanno guadagnato le prime pagine di tutti i giornali di oggi da USA Today alla CNN.
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PROTESTA FAST FOOD (MC DONALD, BURGER KING, KFC).