“PROGETTO INTERCULTURA” anno scolastico 2009/2010 Docente Referente per l'intercultura Prof.ssa Maria Fucili MISSIONE E CARATTERI GENERALI DELL’ISTITUTO L’Istituto ha stabilito come sua prerogativa essenziale la formazione integrale degli studenti a stretto contatto con la cultura, le imprese, le istituzioni, le risorse umane del territorio e in dialogo con le famiglie. I tre indirizzi: chimico biologico, grafico pubblicitario e turistico svolgono questo compito, fornendo agli allievi competenze diverse, riunite nell’obiettivo trasversale di esaltare il rapporto diretto tra loro e il mondo reale che oggi si presenta nelle problematiche ambientali, sanitarie, industriali e nel linguaggio pubblicitario, nella vocazione turistica del paese e più specificatamente della regione. Gli alunni sin dal loro ingresso nella scuola si configurano come risorsa in quanto provenienti da realtà eterogenee per cultura, religione, formazione didattica: nell’Istituto hanno l’occasione per integrarsi entro una realtà quella della scuola, che, in definitiva, rispecchia la realtà del nostro Paese. L’Istituto svolge la propria attività in una unica sede con aule, palestra e laboratori attrezzati nel modo più completo e rinnovati costantemente aggiornati. Tutte le classi dispongono della rete internet e del registro di classe elettronico (le assenze degli allievi possono essere verificate dai genitori attraverso il sito internet della scuola). La composizione in termini numerici è la seguente: 1205 studenti, di cui 215 stranieri 122 docenti e 46 ATA Il disagio e le problematiche legate a diverse abilità di tipo fisico e sensoriale vengono già affrontati da anni con la messa a disposizione di risorse umane e intellettuali in vista di una adeguata integrazione degli allievi diversamente abili affinché il loro processo formativo si armonizzi con quello degli altri studenti. In campo interculturale sono stati avviati e nel tempo implementati numerosi progetti e attività che qui di seguito vengono citati sommariamente: 2007 -‐ 2008 ü Viene istituita la Figura strumentale funzionale al P.O.F. di Istituto per la Personalizzazione e l’Intercultura ü L’Istituto entra a far parte della RETE INTERISTITUZIONALE LOMBARDA EDUCAZIONI; LINGUE; LETTERATURE e STORIE Progetto Intercultura, Lingue, Letterature e storie – Curriculi e Laboratori per Scuole in rete (EQUIPE PROVINCIALE di BRESCIA). ü Viene elaborato il Progetto Laboratorio teatrale ü Viene elaborato un progetto in collaborazione con la Scuola Media Franchi per la preparazione degli esami di licenza media. ü Viene intrapresa una collaborazione con l’Associazione “Fratelli dell’uomo” ONLUS di Milano ü Elaborazione progetto “docente facilitatore” 2008 -‐ 2009 ü L’Istituto, inserito nel Progetto Intercultura della “RETE ELLIS”, diviene Scuola “ospitante” ü Viene avviato il progetto di solidarietà “TANZANIA” 2009-‐2010 ü Viene redatta la scheda rilevazione dati alunni stranieri ü Viene redatto in collaborazione con IPC MORETTO IL PEP per lo studente non italiano ü Viene attivato dal 03.11.2009 al 10 .01.2010 il Laboratorio di alfabetizzazione di primo livello e secondo livello in collaborazione con la Cooperativa “Il Mosaico”; successivamente, con il docente assunto con il contratto avente come contesto normativo le linee guida sulla gestione delle attività progettuali in relazione all’attuazione dell’accordo Regione Lombardia -‐ Ministero dell’Istruzione -‐ Università e Ricerca per i precari della Scuola “interventi finalizzati all’integrazione e al potenziamento dei servizi di istruzione” ü Viene attivato il corso per la preparazione all'esame di scuola media superiore di primo grado ü L'Istituto entra a far parte della Rete del Centro territoriale per l'intercultura n° 8 di Brescia ü Viene redatto il progetto organico nel POF per l’Intercultura ü Viene costruito un sistema organico di modulistica per stranieri La scuola attualmente fa fronte alle problematiche suscitate dalle disuguaglianze, divenute ormai visibili e componente della quotidianità. Per questo promuove relazioni, confronti e scambi che, promossi e guidati dalla commissione apposita, hanno come protagonisti tutti i membri del corpo docente. Punto di riferimento per ogni azione è il contesto normativo che conduce alla realizzazione di azioni coerenti e condivise. QUADRO NORMATIVO Riferimenti dell’Unione Europea Se l'Unione Europea deve e dovrà sempre più essere spazio di libera circolazione e luogo di dimora per le persone residenti nei diversi Paesi, si comprende l’ importanza europea delle norme in materia di ingresso e soggiorno dei cittadini di Paesi extracomunitari nei paesi dell’Unione. Fino ad oggi a questa rilevanza non ha corrisposto un “diritto europeo dell’immigrazione” restando sostanzialmente integra, a riguardo, la sovranità degli stati. Ciascuno con una propria legislazione sostanzialmente autodefinita (le principali normative sono proposte nella sezione Paesi Europei). NORME NAZIONALI DI BASE Sarebbe troppo vasto trattare le continue modifiche attuate in materia, ci limiteremo dare una nota introduttiva sul "Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero" e ad evidenziare la normativa inerente l’intercultura nell’ambito scolastico. Il decreto legislativo 25 luglio 1998 n.286 -‐ "Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero" -‐ è un atto che raccoglie la più parte delle regole aventi forza di legge in materia di immigrazione e condizione dello straniero e per questo è definito “testo unico”, (t.u). Le regole contenute nel t.u. sono, anzitutto, quelle della legge 6 marzo 1998 n.40, la prima legge che ha cercato di affrontare organicamente i diversi problemi posti dall'immigrazione. Il t.u., è stato con gli anni oggetto di diverse modifiche (riportate sistematicamente nel testo )e può essere diviso in due parti: ü norme sull'immigrazione (ingresso per motivi di lavoro; a repressione dell'ingresso e/o del soggiorno irregolari); ü norme sulla condizione dello straniero residente. Nel t.u. sono indicate disposizioni particolari in materia sanitaria, di istruzione, di diritto alla casa e all'assistenza sociale, ma non vi si sono discipline importanti come ad esempio quella dell'asilo o quella sull'acquisto della cittadinanza. Oltre a ciò va poi ricordato che per i “comunitari” vige una disciplina a parte nettamente più favorevole. Al testo unico si affianca un regolamento di attuazione che contiene tutta una serie di disposizioni che specificano e integrano quelle del t.u. SINTESI LEGISLATIVE NAZIONALI SULL’IMMIGRAZIONE ü Articolo 10 della Costituzione italiana L’articolo prevede che uno straniero al quale nel suo Paese sia impedito di esercitare "le libertà democratiche garantite dalla Costituzione Italiana", ha diritto d'asilo nel territorio italiano, “secondo le condizioni stabilite dalla legge". ü Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, 15 ottobre 2002 Programmazione transitoria dei flussi d'ingresso dei lavoratori extracomunitari nel territorio dello Stato per l'anno 2002. ü Modifica alla normativa in materia di immigrazione e di asilo -‐ 11 luglio 2002 (Le nuove norme apportano modifiche sostanziali al decreto legislativo n. 286 del 1998 -‐ Testo unico sull'immigrazione). ü Ministero della sanità, Circolare n. 5, 24 marzo 2000 (Indicazioni applicative del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 "Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero". Disposizioni in materia di assistenza sanitaria) ü Decreto Presidente Consiglio Ministri n. 535, 9 dicembre 1999 (Regolamento concernente i compiti del Comitato per i minori stranieri, a norma dell'art. 33 Commi 2 e 2-‐bis, del decreto legislativo 25 luglio1998, n. 28) ü Decreto del Presidente della Repubblica n. 394, 31 Agosto 1999 (Regolamento recante norme di attuazione del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, a norma dell'articolo 1, comma 6, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286) ü Decreto Legislativo n. 113, 13 aprile 1999 (Disposizioni correttive al testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, a norma dell'articolo 47, comma 2, della legge 6 marzo 1998, n. 40) ü Decreto legislativo n. 286, 25 luglio1998 (Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero) ü Legge n. 40, 6 marzo 1998 (Disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero) ü Legge n. 39, 28 febbraio 1990 (Norme urgenti in materia di diritto di asilo politico, di ingresso e soggiorno dei cittadini extracomunitari e di regolarizzazione dei cittadini extracomunitari ed apolidi già presenti nel territorio dello stato ü Legge n. 943, 30 dicembre 1986 (Norme in materia di collocamento e di trattamento dei lavoratori extracomunitari immigrati e contro le immigrazioni clandestine) ü IL CAMMINO DELLA SCUOLA ITALIANA NEL CAMPO DELL’INTERCULTURA E DELL’INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI STRANIERI I richiami legislativi italiani che negli ultimi anni hanno gradualmente definito il tema dell’educazione interculturale e dell’integrazione degli alunni stranieri. Di fronte all’emergenza del fenomeno migratorio, l’educazione interculturale originariamente è individuata come risposta ai problemi degli alunni stranieri/immigrati: in particolare, si è inteso: ü regolamentare l’accesso al diritto allo studio, ü l’apprendimento della lingua italiana ü valorizzazione della lingua e cultura d’origine (v. C.M. 8/9/1989, n. 301, Inserimento degli alunni stranieri nella scuola dell’obbligo. Promozione e coordinamento delle iniziative per l’esercizio del diritto allo studio). In seguito si afferma il principio del coinvolgimento degli alunni italiani e delle loro famiglie in un rapporto interattivo con gli alunni stranieri/immigrati, in funzione del reciproco arricchimento (v. C.M. 22/7/1990, n. 205, La scuola dell’obbligo e gli alunni stranieri. L’educazione interculturale). Questa disposizione introduce per la prima volta il concetto di educazione interculturale, intesa come la forma più alta e globale di prevenzione e contrasto del razzismo e di ogni forma di intolleranza. Gli interventi didattici, anche in assenza di alunni stranieri, devono tendere a prevenire il formarsi di stereotipi nei confronti di persone e culture (v. anche la pronuncia del C.N.P.I. del 24/3/1993, Razzismo e antisemitismo oggi: il ruolo della scuola). L’Europa è una società multiculturale, basata su radici dell’unità, della diversità e della conciliazione dialettica, le istituzioni scolastiche sono invitate a realizzare , per tutti gli alunni, progetti interculturali di ampliamento dell’offerta formativa, finalizzati alla valorizzazione delle differenze linguistico-‐ culturali e alla promozione di iniziative di accoglienza e di scambio” Il Decreto Legislativo del 25 luglio 1998, n. 286 “Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero” riunisce e coordina le varie disposizioni in Riferimenti normativi nazionali vigore in materia con la stessa Legge n. 40/98, ponendo, anche in questo caso, particolare attenzione sull’effettivo esercizio del diritto allo studio, sugli aspetti organizzativi della scuola, sull’insegnamento dell’italiano come seconda lingua, sul mantenimento della lingua e della cultura di origine, sulla formazione dei docenti e sull’integrazione sociale. Tali principi sono garantiti nei confronti di tutti i minori stranieri, indipendentemente dalla loro posizione giuridica, così come espressamente previsto dal Decreto del Presidente della Repubblica del 31 agosto 1999, n. 394, Regolamento recante norme di attuazione del testo unico delle disposizioni concernenti le disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero. In particolare, l’iscrizione scolastica può avvenire in qualunque momento dell’anno spetta al Collegio dei docenti formulare proposte per la ripartizione degli alunni stranieri nelle classi, evitando la costituzione di sezioni in cui la loro presenza sia predominante, e definire, in relazione ai livelli di competenza dei singoli alunni, il necessario adattamento dei programmi di insegnamento. Inoltre, per sostenere l’azione dei docenti, si affida al Ministero dell’istruzione il compito di dettare disposizioni per l’attuazione di progetti di aggiornamento e di formazione, nazionali e locali, sui temi dell’educazione interculturale. Ulteriori azioni di sostegno nei confronti del personale docente impegnato nelle scuole a forte processo immigratorio sono definite dalla C.M. n. 155/2001, attuativa degli articoli 5 e 29 del CCNL del comparto scuola: fondi aggiuntivi per retribuire le attività di insegnamento vengono assegnati alle scuole con una percentuale di alunni stranieri e nomadi superiore al 10% degli iscritti. La C.M. n. 160/2001 è invece finalizzata all’attivazione di corsi ed iniziative di formazione per minori stranieri e per le loro famiglie, tesi a realizzare concretamente il diritto allo studio, in un contesto in cui la comunità scolastica accolga le differenze linguistiche e culturali come valore da porre a fondamento del rispetto reciproco e dello scambio tra le culture. La legge 30 luglio 2002, n. 189, cosiddetta Bossi-‐Fini, che modifica la precedente normativa in materia di immigrazione ed asilo, non ha cambiato le procedure di iscrizione degli alunni stranieri a scuola, che continuano ad essere disciplinate dal Regolamento n. 394 del 1999. La Pronuncia del CNPI del 20/12/2005 Problematiche interculturali è un documento di analisi generale sul ruolo della scuola nella società multiculturale. La C.M. n. 24, del 1 marzo 2006 Linee guida per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri fornisce un quadro riassuntivo di indicazioni per l’organizzazione di misure volte all’ inserimento degli alunni stranieri. In occasione della pubblicazione della circolare n. 28 del 15 marzo 2007 .6 del capitolo relativo allo “Svolgimento dell’esame di Stato”, ha raccomandato alle commissioni esaminatrici di riservare particolare attenzione alla situazione degli alunni stranieri in condizioni di criticità per l’inadeguata conoscenza della lingua italiana. SISTEMA SCOLASTICO NAZIONALE L’Osservatorio Nazionale per l’integrazione degli alunni stranieri e per l’educazione interculturale, ha evidenziato che per favorire l’integrazione scolastica degli alunni stranieri è necessario pensare un’organizzazione scolastica flessibile riguardo alle risorse, agli strumenti di valutazione, ai tempi e agli spazi dell’attività didattica, privilegiando l’insegnamento individualizzato, lo sfruttamento e la valorizzazione di tutte le risorse del docente, attivando nuove e diverse modalità di apprendimento-‐ insegnamento e stimolando il lavoro di gruppo in classe e fra le varie classi. Per realizzare un’attività scolastica attenta all’ interculturalità è necessario il collegamento scuola-‐ territorio, intrattenendo rapporti con le famiglie, con gli Enti locali, con le Associazioni e le Comunità degli immigrati; così come è indispensabile conoscere la storia e gli stili cognitivi di ogni alunno. Una valorizzazione adeguata delle conoscenze generali degli alunni stranieri può costituire un arricchimento per le attività didattiche di tutto il gruppo di classe: ciò favorirebbe anche l’autostima dell’alunno straniero, quindi la sua motivazione all’apprendimento e alla socializzazione. Per valorizzare una didattica interculturale è necessario adottare una strategia flessibile di intervento, che affianchi all’approccio didattico prevalentemente collettivo quello prevalentemente individualizzato. Si tratta di assumere la diversità come paradigma dell’identità stessa della scuola nel pluralismo, come occasione per aprire l’intero sistema a tutte le differenze (di provenienza, genere, livello sociale, storia scolastica). La strategia del dialogo interculturale evita di separare gli individui in mondi culturali autonomi ed impermeabili, promuovendo invece il confronto, il dialogo ed anche la reciproca trasformazione, per rendere possibile la convivenza ed affrontare i conflitti che ne derivano. La via italiana all’intercultura dunque unisce alla capacità di conoscere ed apprezzare le differenze la ricerca della coesione sociale, in una nuova visione di cittadinanza adatta al pluralismo attuale, in cui si dia particolare attenzione a costruire la convergenza verso valori comuni. L’introduzione trasversale e interdisciplinare dell’educazione interculturale nella scuola risponde alla necessità di lavorare sugli aspetti cognitivi e relazionali più che sui contenuti. Uno spazio di questo genere deve essere concepito nella forma di una nuova “educazione alla cittadinanza”, che comprenda la dimensione interculturale e si dia come obiettivi l’apertura, l’uguaglianza e la coesione sociale. OBIETTIVI PERSEGUIBILI DALLA SCUOLA Grazie all’acquisizione dell’autonomia si è già avviato un processo di sempre maggiore responsabilizzazione condiviso dai docenti e dai dirigenti, che favorisce anche la stretta connessione di ogni scuola con il suo territorio. In quanto comunità educante, la scuola deve generare una diffusa convivialità relazionale ed essere anche in grado di promuovere la condivisione di quei valori, che fanno sentire i membri della società come parte di una comunità vera e propria. La scuola può affiancare al compito dell’insegnare ad apprendere anche quello dell’insegnare ad essere. Uno degli obiettivi della scuola è quello di valorizzare l’unicità e la singolarità dell’identità culturale di ogni studente. La presenza di bambini e adolescenti con radici culturali diverse, fenomeno ormai strutturale, deve trasformarsi in un’opportunità per tutti. Non basta però riconoscere e conservare le diversità preesistenti, nella loro pura e semplice autonomia, si deve, invece, sostenere attivamente la loro interazione e la loro integrazione attraverso la conoscenza della nostra e delle altre culture, in un confronto che non eluda questioni quali le convinzioni religiose, i ruoli familiari, le differenze di genere. La promozione e lo sviluppo di ogni persona deve stimolare in maniera vicendevole la promozione e lo sviluppo delle altre persone: ognuno impara meglio nella relazione con gli altri. Non basta convivere nella società, ma questa stessa società bisogna crearla continuamente insieme. Il sistema educativo deve formare cittadini in grado di partecipare consapevolmente alla costruzione di collettività più ampie e composite, siano esse quella nazionale, quella europea, quella mondiale. FINALITÀ Fino a tempi assai recenti la scuola ha avuto il compito di formare cittadini nazionali attraverso una cultura omogenea. Oggi, invece, può porsi il compito più ampio di educare alla convivenza proprio attraverso la valorizzazione delle diverse identità e radici culturali di ogni studente. La finalità è una cittadinanza che certo permane coesa e vincolata ai valori fondanti della tradizione nazionale, ma che può essere alimentata da una varietà di espressioni ed esperienze personali molto più ricca che in passato. La nostra scuola, inoltre, deve formare cittadini italiani, che siano nello stesso tempo cittadini dell’Europa e del mondo. Problemi più importanti che oggi toccano il nostro continente e l’umanità tutta intera non possono essere affrontati e risolti all’interno dei confini nazionali tradizionali, ma solo attraverso la comprensione di far parte di grandi tradizioni comuni, di un’unica comunità di destino europea così come di un’unica comunità di destino planetaria. Perché gli studenti acquisiscano una tale comprensione, è necessario che la scuola li aiuti a mettere in relazione le molteplici esperienze culturali emerse nei diversi spazi e nei diversi tempi della storia europea e della storia dell’umanità. La scuola è luogo in cui il presente è elaborato nell’intreccio tra passato e futuro, tra memoria e progetto. LE PRATICHE POSSIBILI IN AMBITO SCOLASTICO La scuola resta un’istituzione essenziale per l’educazione alla cittadinanza democratica. È a scuola che è possibile verificare i tre ambiti di competenze: 1. competenze cognitive, 2. competenze etiche 3. competenze legate all’azione. Ci sono tre diversi modi in cui essa può farsene carico: ü la vita scolastica, tutto ciò che riguarda la scuola come luogo di vita, di relazioni sociali, con le sue regole collettive, i conflitti tra le persone, i momenti e le occasioni di collaborazione, ecc. ü gli stessi insegnamenti disciplinari, che sono la ragion d’essere della scuola; ü i momenti, i luoghi e le possibilità di iniziativa lasciati agli studenti al di fuori delle attività didattiche vere e proprie. Se la scuola vuole educare alla cittadinanza democratica, essa deve costantemente assicurarsi che i modi in cui opera non siano in contrasto con i diritti dell’uomo. Non si tratta di trasformare la scuola in un forum permanente, ma piuttosto di istituire, come avviene in parecchi contesti, strutture di dialogo, di scambio, di regolazione, di partecipazione Necessità di introdurre momenti in cui gli allievi siano in grado di prendere iniziative e di esercitarsi alle responsabilità, dall’altro sull’importanza di sviluppare modalità di funzionamento della scuola che consentano ad ogni soggetto, giovane e adulto, di vedere rispettati i propri diritti. Sono gli stessi principi fondamentali su cui si fondano i siti della cittadinanza ANALISI DEL CONTESTO PROGETTUALE Il progetto interculturale nasce nel contesto di un Istituto Professionale Commerciale che nella provincia bresciana ha assunto un ruolo di primo piano rispetto all’accoglienza degli alunni stranieri. Il monitoraggio dei dati sugli iscritti effettuato lascia intendere come l’incremento significativo registrato negli ultimi due anni sia un dato di tendenza che rende indispensabili per l’istituto scelte condivise e strutturali. Un dato, in particolare, riferito all’anno scolastico in corso, può rendere efficacemente l’idea dell’orizzonte entro il quale l’Istituto si sta muovendo. L’incidenza attuale degli alunni stranieri è di circa il 18% (su 1202 iscritti 215 sono stranieri). L’analisi dei dati è stata condotta, inoltre, su alcuni parametri di ricerca specifici, così da consentire l’individuazione di strategie più efficaci. Ecco alcuni parametri di analisi con le relative osservazioni Stranieri per provenienza di residenza Località Azzano Mella Bagnolo Mella Barghe Berlingo Bione Borgosatollo Botticino Bovezzo Brescia Caino Calcinato Calvagese Della Riviera Capriano Del Colle Carpenedolo Castegnato Castel Mella Castenedolo Cazzago San Martino Cellatica Coccaglio Collebeato Collio Concesio Dello Desenzano Del Garda Gambara Gavardo Ghedi Gussago Iseo Leno Totale 1 1 1 1 1 2 1 3 108 1 3 1 1 2 3 4 2 1 1 3 1 1 8 2 1 2 1 2 3 1 2 Lograto Lomaso Lumezzane Mazzano Monticelli Brusati Montichiari Montirone Nave Nuvolento Offlaga Ospitaletto Paderno Franciacorta Passirano Pralboino Prevalle Rezzato Roncadelle Rovato San Zeno Naviglio Sarezzo Torbole Casaglia Travagliato Vallio Terme Villa Carcina Villanuova Sul Clisi Vobarno Totale complessivo 1 1 3 1 2 3 2 2 3 2 3 4 1 1 1 3 1 2 4 2 1 3 1 1 1 1 215 La distribuzione rispetto ai luoghi di residenza: è un dato significativo per l’elaborazione di interventi mirati che siano coordinati con le realtà presenti sul territorio. Emerge una sostanziale concentrazione della presenza di alunni stranieri (circa la metà) nel comune di Brescia; emerge, di contro, una notevole dispersione nella provincia delle diverse residenze. Numero di stranieri per nazione di provenienza Nazione GHANA CINA PAKISTAN ALBANIA MAROCCO ROMANIA INDIA MOLDAVA (REPUBBLICA) UCRAINA BANGLA DESH BRASILE SENEGAL BURKINA FASO (ALTO VOLTA) FILIPPINE COSTA D'AVORIO ECUADOR EGITTO REPUBBLICA DOMINICANA BOSNIA-ERZEGOVINA (REPUBBLICA) COLOMBIA Totale 29 19 18 15 14 13 12 11 11 7 7 7 5 5 4 4 4 4 2 2 NIGERIA SRI LANKA (CEYLON) TUNISIA ALGERIA BULGARIA CAMEROUN CECA (REPUBBLICA) CILE CONGO CUBA ETIOPIA FRANCIA KOSOVO MACEDONIA (REPUBBLICA) MALI MAURITIUS PERU' POLONIA SERBIA REPUB. Totale complessivo 2 2 2 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 215 La distribuzione rispetto alla nazione di provenienza è un'osservazione che consente di rilevare quale patrimonio culturale e linguistico di riferimento sia presente nell'istituto. Consente, inoltre, di evidenziare quali possano essere le identità culturali più forti e rappresentate in vista di proposte di carattere interculturale. Gli alunni provenienti dalla repubblica del Ghana rappresentano il gruppo più consistente, 29 alunni pari al 13,5% del totale degli alunni stranieri. Seguono: alunni provenienti dalla Cina 8,8%; alunni provenienti dall'Albania 6,9%; alunni provenienti dal Marocco 6,5%; alunni provenienti dalla Romania 6%; alunni provenienti dall'India 5,1%; alunni provenienti dalla Repubblica di Moldavia 5,1%; alunni provenienti dal Pakistan 4,3%. Dalla stessa rilevazione si può dedurre la distribuzione degli alunni per macro regioni. Il risultato che si può osservare è il seguente: − Africa Sub-‐ Sahariana 23,2% sul totale degli alunni stranieri − Nord Africa 9,7% sul totale degli alunni stranieri − Paesi Est Europa (ex area influenza URSS) 26,9% − Sub Continente Indiano 18,1% − Cina 8,8% − America Latina 9,3% Si tenga conto che, nonostante le incidenze per macroarea risultino numericamente non significative, possono esserlo nella strutturazione delle relazioni; questo accade, per esempio nel caso degli alunni di nazionalità cinese che tendono a costituire un “gruppo chiuso”, come già emerso nell'ambito di alcune attività proposte. Rilevanza degli stranieri rispetto al gruppo classe Classe in corso totale stranieri 1 B ECONOMICO AZIENDALE E TURISTICO 25 27 15 12 2 C CHIMICO - BIOLOGICO % stranieri sul gruppo 60% 44% 27 11 41% 26 10 38% 26 10 38% 3 B OPERATORE IMPRESA TURISTICA 24 9 1 D CHIMICO - BIOLOGICO 38% 16 6 38% 4 B TECNICO DEI SERVIZI TURISTICI 25 9 1 F PUBBLICITÀ 36% 14 5 36% 5 B TECNICO DEI SERVIZI TURISTICI 24 7 29% 1 G PUBBLICITÀ 23 6 26% 1 B PUBBLICITÀ 25 6 24% 1 A PUBBLICITÀ 25 6 3 B OPERATORE CHIMICO - BIOLOGICO 24% 26 6 23% 1 A CHIMICO - BIOLOGICO 27 6 2 A ECONOMICO AZIENDALE E TURISTICO 22% 27 6 22% 4 A TECNICO DEI SERVIZI TURISTICI 28 6 2 B CHIMICO - BIOLOGICO 21% 24 5 21% 1 B CHIMICO - BIOLOGICO 27 5 1 C ECONOMICO AZIENDALE E TURISTICO 19% 17 3 18% 4 C TECNICO DEI SERVIZI TURISTICI 24 4 5 A TECNICO DEI SERVIZI TURISTICI 17% 25 4 16% 4 B TECNICO CHIMICO - BIOLOGICO 26 4 2 A PUBBLICITÀ 15% 26 4 15% 2 A CHIMICO - BIOLOGICO 26 4 4 A TECNICO CHIMICO - BIOLOGICO 15% 26 4 15% 5 A TECNICO CHIMICO - BIOLOGICO 20 3 3 A OPERATORE GRAFICO PUBBLICITARIO 15% 22 3 14% 1 D PUBBLICITÀ 24 3 1 C CHIMICO - BIOLOGICO 13% 24 3 13% 3 E OPERATORE GRAFICO PUBBLICITARIO 25 3 12% 3 A OPERATORE CHIMICO - BIOLOGICO 17 2 12% 4 A TECNICO DELLA GRAFICA PUBBLICITARIA 27 3 11% 2 B PUBBLICITÀ 27 3 3 A OPERATORE IMPRESA TURISTICA 11% 27 3 11% 5 B TECNICO CHIMICO - BIOLOGICO 22 2 1 E PUBBLICITÀ 9% 23 2 9% 4 C TECNICO DELLA GRAFICA PUBBLICITARIA 25 2 3 B OPERATORE GRAFICO PUBBLICITARIO 8% 25 2 8% 3 D OPERATORE GRAFICO PUBBLICITARIO 25 2 4 D TECNICO DELLA GRAFICA PUBBLICITARIA 8% 13 1 8% 5 B TECNICO DELLA GRAFICA PUBBLICITARIA 27 2 1 C PUBBLICITÀ 7% 24 1 4% 3 C OPERATORE GRAFICO PUBBLICITARIO 25 1 3 C OPERATORE CHIMICO - BIOLOGICO 4% 26 1 4% 2 C PUBBLICITÀ 27 0 2 E PUBBLICITÀ 0% 25 0 0% 2 D PUBBLICITÀ 26 0 4 B TECNICO DELLA GRAFICA PUBBLICITARIA 0% 15 0 0% 5 D TECNICO DELLA GRAFICA PUBBLICITARIA 13 0 0% 5 A TECNICO DELLA GRAFICA PUBBLICITARIA 12 0 0% 5 C TECNICO DELLA GRAFICA PUBBLICITARIA 1202 215 18% La rilevanza degli stranieri rispetto al gruppo classe è significativa perché consente un’osservazione diretta riferita alla realtà dell’azione didattica: è nel gruppo classe che si costruiscono le relazioni e dove può 1 A ECONOMICO AZIENDALE E TURISTICO 2 B ECONOMICO AZIENDALE E TURISTICO nascere uno squilibrio in ambito relazionale e una difficoltà in ordine alla didattica. Dall’osservazione emerge che il numero delle classi prive di alunni stranieri è pari a 6; ü ü ü ü 9 classi con presenza pari al 15-‐20% di alunni stranieri sul totale degli alunni; 9 classi con presenza pari al 20-‐30%; 6 classi con presenza pari al 35-‐40% 2 classi con presenza pari 40-‐45% Si segnala inoltre il caso particolare di una classe nella quale l'incidenza è del 60% con 15 stranieri su un gruppo classe di 25). E' evidente come in questi casi l'attività didattica debba essere configurata in modo tale da consentire una progettualità specifica. Di interesse anche l'osservazione della distribuzione degli alunni stranieri per settore : − turistico 38,2 % − chimico 32,5% − grafico 29,2%. La distribuzione vede prevalere il settore turistico in ragione del fatto che la maggior parte degli alunni stranieri iscritti conosce già altre lingue. ELEMENTI DI CRITICITÀ EMERGENTI Le criticità che emergono tutt’ora e che necessitano di interventi specifici sono: 1. La difficoltà a rendere diffuse le pratiche di promozione interculturale, strutturando percorsi formativi che non vedano gli studenti come puri utenti, ma come attori partecipi. È un dato di fatto che culturalmente risulti ancora difficoltoso considerare risorsa preziosa la multiculturalità senza qualificarla come “problema” da risolvere. 2. La necessità di elaborare piani di intervento costante che coprano un ampio arco temporale, consentendo di accogliere studenti neo arrivati in ogni fase dell’anno scolastico, anche inoltrato. Questa esigenza non può essere soddisfatta semplicemente dalle attività di laboratorio linguistico, ma necessita di essere supportata da attività più intensive e pervasive. 3. La presenza di problematiche di conflittualità o di ghettizzazione che generano instabilità e tensione. È restrittivo e non efficace il tentativo di risolvere queste dinamiche esclusivamente nell’ambito del gruppo classe: parrebbe trovare spazi di manovra più ampi nei quali l’obiettivo dell’apprendimento disciplinare non sia preponderante. 4. L’urgenza di educare all’interculturalità innanzitutto il corpo docente in ordine alle motivazioni e anche rispetto alle competenze specifiche che devono essere messe in atto nel campo della relazione educativa. 5. Difficoltà di relazione con le famiglie degli alunni stranieri, che spesso non entrano in contatto diretto con l’istituto. Si è osservata una notevole difficoltà nel coinvolgere le famiglie nell’azione educativa (fatto questo osservabile, prescindendo dalle problematiche derivate delle differenze culturali). Le buone pratiche di accoglienza e la modulistica elaborata sono insufficienti a generare un rapporto di relazione stretta. PROGETTI E BUONE PRATICHE ATTUATI DALL’ISTITUTO Presso l’Istituto opera, come si è detto, una Commissione Intercultura che ha iniziato a sviluppare progetti di accoglienza e di integrazione culturale dall’anno scolastico 2007 -‐ 2008. Attualmente il gruppo di lavoro è costituito da tre docenti, dai quali uno è figura strumentale. I progetti e le buone pratiche promosse sinora hanno condotto a risultati apprezzabili e sono racchiusi in uno specifico “Protocollo di accoglienza”. Il “Protocollo di accoglienza” Il Protocollo di accoglienza è stato redatto per esplicitare alcune prassi esecutive e identificare i soggetti che devono agire nell’ambito dell’accoglienza degli alunni stranieri. Le prassi condivise vengono primariamente discusse e progettate dalla Commissione Intercultura che sottopone le proprie proposte al Collegio docenti. PRIMA FASE L’articolazione del protocollo di accoglienza prevede per il primo approccio alla scuola tre fasi fondamentali: 1. Primo contatto. Redazione della domanda di iscrizione da parte degli alunni stranieri con supporto di brochure in lingua. Viene concordato un appuntamento con un referente della Commissione intercultura. Nella segreteria “Didattica” è individuato un responsabile delle procedure di iscrizione per gli alunni stranieri. 2. Colloquio. Nel corso del colloquio oltre a dare eventuali indicazioni in merito alla compilazione della domanda di iscrizione, si raccolgono informazioni in merito alla famiglia e alla storia scolastica dell’alunno. 3. Approfondimento. Dopo l’avvio dell’attività didattica viene riproposto un incontro (o più incontri) per offrire allo studente straniero indicazioni in merito all’articolazione dei tempi della scuola e dei suoi ambienti. In questa occasione viene approfondita la situazione di partenza dello studente tramite appositi questionari. Il protocollo prevede il supporto di mediatori linguistici che potranno essere messi a disposizione da parte di enti locali o associazioni sulla base di convenzioni e accordi. SECONDA FASE Parallelamente e successivamente alla fase di primo approccio relazionale, sono individuati alcuni passaggi nodali svolti dalla Dirigenza con il supporto operativo della Segreteria, con la consulenza della Commissione intercultura e con la collaborazione fattiva dei Consigli di classe. Sono da considerarsi essenziali: 1. la scelta della sezione (secondo criteri condivisi) e di conseguenza la formazione delle classi. Criterio fondamentale è quello di evitare il più possibile fenomeni di concentrazione di stranieri provenienti dalla stessa area. 2. la prima accoglienza nella classe; le attività organizzate dai singoli Consigli di Classe prevedono il coinvolgimento attivo del gruppo classe e sono proposte anche in caso di inserimento dell’alunno straniero nel corso dell’anno scolastico. 3. la definizione di percorsi formativi atti a favorire l’educazione interculturale; ogni Consiglio di Classe individua tematiche da trattare attraverso percorsi interdisciplinari, attività di approfondimento e di confronto culturale, proposte di discussione che sollecitino l’attivazione del dialogo e l’educazione alla convivenza. 4. la strutturazione di corsi di alfabetizzazione compatibilmente con le risorse disponibili. L’alfabetizzazione individua come soggetti destinatari gli alunni stranieri suddivisi in livelli di competenza linguistica. I corsi quindi non sono destinati solo ad un primo approccio alla lingua ma consentono un approfondimento (seconda alfabetizzazione) a quanti devono consolidare le competenze, soprattutto di tipo settoriale. La suddivisione degli studenti nei due livelli avviene attraverso test di ingresso predisposti dalla Commissione interculura. 5. la progettazione del curricolo di studi dello studente straniero individuando le modalità di semplificazione o di facilitazione linguistica per ogni disciplina e indicando obiettivi ridotti con tempi di apprendimento diversificati. 6. la definizione di valutazioni che tengano conto dei livelli di ingresso rilevati (elementi che concorrono a costituire il Piano educativo personalizzato dello studente straniero). Il PEP redatto dai singoli Consigli di Classe consente: ü di valutare le competenze in ingresso dello studente ü di individuare ed esplicitare le strategie didattiche messe in atto ü di valutare, al I quadrimestre, l’alunno straniero tenendo in considerazione i risultati conseguiti nel corso di alfabetizzazione e i progressi registrati nelle singole discipline ü di motivare eventuali sospensioni di giudizio determinate dall’insufficiente competenza acquisita in campo linguistico. Il PEP è parte integrante della scheda di valutazione dell’alunno. L’Istituto IPC GOLGI ha sottoscritto il 29 ottobre 2009 l’accordo di rete con l’8° Centro Territoriale per l’Intercultura delle scuole secondarie di secondo grado di Brescia. Tale accordo è finalizzato alla diffusione delle buone pratiche per l’integrazione degli alunni stranieri. Punto nodale dell’accordo è “l’utilizzo razionale delle risorse sia umane che finanziarie disponibili”. Di seguito si trova in forma integrale il Protocollo di Accoglienza. FINALITA’ Il presente documento denominato Protocollo di Accoglienza è un documento che nasce come proposta dalla Commissione Intercultura della scuola e viene deliberato dal Collegio Docenti. Contiene criteri, principi e indicazioni riguardanti l’iscrizione e l’inserimento degli alunni stranieri immigrati all’interno della nostra scuola, definisce compiti e ruoli delle figure operanti all’interno dell’istituzione scolastica, traccia le diverse possibili fasi dell’accoglienza e delle attività di facilitazione per l’apprendimento della lingua italiana degli allievi, sia di prima iscrizione che di quelli i quali, già iscritti presso la nostra scuola, hanno difficoltà proseguire con successo il percorso scolastico offerto. Il protocollo costituisce uno strumento di lavoro e pertanto viene integrato e rivisto periodicamente, sulla base delle esperienze realizzate. L’adozione del Protocollo di Accoglienza consente di attuare in modo operativo le indicazioni normative contenute nell’art. 45 del DPR 31/8/99 n° 394 intitolato “Iscrizione scolastica” che attribuisce al Collegio Docenti numerosi compiti deliberativi e di proposta. SOGGETTI COINVOLTI L’adozione del Protocollo impegna i docenti dell’Istituto in un’assunzione collegiale di responsabilità. Tuttavia, i singoli obiettivi definiti dal Protocollo vengono realizzati di volta in volta: • Dirigente Scolastico • Vicario • Uffici di Segreteria • Funzione Strumentale • Docenti individuati all’interno della Commissione Integrazione dell’Istituto • l Responsabile di succursale • Docenti, individualmente e collegialmente • Soggetti esterni all’Istituto, attivati dagli Enti Locali attraverso le Leggi di settore, messi a disposizione dal Ministero, individuati dall’Istituto, presenti sul territorio in forme di volontariato. Il Protocollo d’accoglienza si propone di: − precisare pratiche condivise all’interno dell’Istituto in tema di accoglienza degli alunni stranieri; − agevolare l’ingresso di ragazzi di altra nazionalità nel sistema scolastico e sociale; − sostenere un clima di accoglienza e di attenzione alle relazioni che impedisca e elimini potenziali difficoltà all’ inserimento. − promuovere qualsiasi iniziativa di comunicazione e di collaborazione tra scuole e tra scuola e territorio in merito ai temi dell’accoglienza e dell’educazione interculturale. Il Protocollo di Accoglienza delinea le prassi condivise di carattere: 1. amministrativo e burocratico (l’iscrizione), 2. comunicativo e relazionale (prima conoscenza), 3. educativo – didattico (proposta di assegnazione alla classe, accoglienza, educazione interculturale, insegnamento dell’italiano seconda lingua), sociale (eventuali rapporti e collaborazione della scuola con il territorio per quanto attiene CONTENUTI DEL PROTOCOLLO Il Protocollo di Accoglienza 1. prevede la costituzione di un gruppo di lavoro per l’accoglienza 2. contiene criteri e indicazioni riguardanti l’iscrizione e l’inserimento a scuola degli alunni stranieri 3. traccia fasi e modalità dell’accoglienza a scuola, definendo compiti e ruoli degli operatori scolastici e di coloro che partecipano al processo di integrazione scolastica dell’alunno straniero 4. propone modalità di interventi per l’apprendimento della lingua italiana e per la ridefinizione dei contenuti curricolari delle varie discipline. 5. le problematiche dell’integrazione scolastica). LA COMMISSIONE INTERCULTURA Il DPR 31/8/99 n° 394 all’art. 45 “Iscrizione scolastica” attribuisce al Collegio dei Docenti numerosi compiti per quanto attiene l’integrazione di alunni stranieri nelle classi. La Commissione Intercultura istituita all’interno della scuola si propone come gruppo di insegnanti operativo ed è a tutti gli effetti articolazione del Collegio Docenti: • la commissione rappresenta la scuola ed è composta dal Dirigente Scolastico che la presiede (in sua vece il Vicario), da docenti della scuola, in particolare dai docenti che operano nei corsi di alfabetizzazione degli alunni stranieri e da tutti quei docenti che intendono dare il proprio contributo in merito al problema dell’integrazione e dell’accoglienza • le competenze della Commissione hanno carattere consultivo, gestionale e progettuale, le proposte effettuate sono sottoposte alla delibera del Collegio Docenti. • la Commissione si riunisce nei casi d’inserimento di alunni neoarrivati, per progettare azioni comuni, per monitorare i progetti esistenti, per operare un raccordo tra le diverse realtà. ü l’istituzione formale di un gruppo di lavoro (Commissione) come articolazione del Collegio Docenti sul tema dell’integrazione segnala l’impegno dell’istituto in questo campo ed evidenzia l’assunzione collegiale di responsabilità. COMPOSIZIONE COMMISSIONE INTERCULTURA COMPITI INCONTRI Dirigente scolastico Insegnanti della scuola Consultivi e progettuali Accoglienza degli alunni neoarrivati (relazione scuola / famiglia; osservazione; proposta di assegnazione alla classe) Raccordo tra le diverse realtà (di territorio, distrettuale) Monitoraggio dell’esistente Rapporti con le amministrazioni locali (Comune, Provincia,…) Da 4 a 6 in un anno, a commissione costituita, + incontri da prevedere nel caso d’inserimento di alunni stranieri in corso d’anno PRIMA FASE DI ACCOGLIENZA AZIONI AD OPERA DI CHI QUANDO MATERIALI 1. Domanda di iscrizione Vengono fornite le prime indicazioni sulla scuola Viene richiesta la documentazione Viene fissato un appuntamento con un referente della Commissione Intercultura Persona designata dalla Al momento del primo segreteria “Didattica” contatto dell’alunno della scuola straniero con la scuola Materiale tradotto in varie lingue (brochure redatte dalla scuola) 2. Colloquio con genitori e alunno da cui emerge: -‐ raccolta di informazioni su ragazzo e famiglia, storia scolastica, progetto migratorio dei genitori ; -‐ aiuto nella compilazione della domanda di iscrizione e nella scelta delle opzioni offerte dalla nostra scuola Docente della Commissione Intercultura (eventualmente affiancato da un mediatore culturale o da un alunno che conosce la lingua) Su appuntamento, nei giorni seguenti al primo contatto con la scuola -‐ Scheda rilevazioni dati della segreteria “Didattica” della scuola -‐ Opuscolo informativo sui vari indirizzi della scuola (tradotto in varie lingue) 3. Approfondimento della conoscenza-‐ rilevazione della situazione di partenza dell’alunno tramite questionario -‐ presentazione dell’organizzazione della scuola (orari, attività, etc.) e dell’ambiente scolastico 3 Uno o più incontri qualche giorno dopo l’ingresso a scuola Questionario -‐ Materiale bilingue All’interno della segreteria “Didattica” è stato designato un responsabile per l’iscrizione degli alunni stranieri al fine di migliorare progressivamente, abilità comunicative e relazionali con l’ utenza. Verrà fornito, agli adulti responsabili dell’alunno, i documenti e un testo informativo, nella lingua d’origine, sul funzionamento della scuola italiana, in modo da dare un’immagine della scuola attenta all’inevitabile disorientamento presente nelle famiglie dei nuovi iscritti. E’ anche possibile prevedere l’intervento di mediatori linguistici che potranno essere messi a disposizione da enti locali e associazioni sulla base di convenzioni e accordi. E’ necessario sottolineare che la risposta della famiglia dell’alunno straniero può non essere da subito partecipativa. Spesso dipende da ritrosia dovuta alla scarsa conoscenza dell’italiano, o da modalità culturali verso la scuola diverse dalle nostre. INSERIMENTO DEGLI ALUNNI STRANIERI NELLE CLASSI Nella fase di accoglienza iniziale dell’alunno straniero verranno raccolte informazioni sia sulla storia personale e scolastica, sulla sua situazione familiare, sugli interessi, le abilità, le competenze possedute. Per questa rilevazione potranno essere utilizzate delle prove logico-‐matematiche, organizzate su diversi livelli di competenza, prove di comprensione e lettura di domande circa la conoscenza di una lingua straniera, dal momento che gli adolescenti a volte hanno studiato una lingua straniera nel loro paese d’origine. Quando la comprensione della lingua lo permette, è importante rilevare le conoscenze pregresse, al fine di valorizzarle. All’inserimento in classe fa seguito, da parte degli insegnanti del Consiglio di Classe, una attività di rilevazione dati che, tuttavia, non dovrà mettere l’allievo a disagio, ma impostata e intesa come necessaria per attivare tutte le iniziative possibili per una corretta prosecuzione dell’accoglienza e un proficuo inserimento nella vita scolastica della nostra scuola. Il personale della segreteria “Didattica”, sulla base delle disposizioni legislative e sulla base delle risultanze dei colloqui con alunno e famiglia e dei dati raccolti dal questionario predisposta dalla Commissione Integrazione, propone, insieme al Dirigente, l’assegnazione della classe. L’inserimento all’interno di una classe di coetanei, quando possibile, è la scelta da privilegiare. Essa consente all’alunno appena arrivato ü di instaurare rapporti più significativi con i nuovi compagni ü di ridurre il rischio di dispersione scolastica SCELTA DELLA SEZIONE Il Dirigente, sentito anche il parere della commissione che si occupa della formazione delle classi e della commissione per l’intercultura , valuta in quale situazione l’allievo starà meglio, ma anche quale sarà la classe, che per le sue caratteristiche, potrebbe trarre beneficio da questo inserimento. Verranno presi in considerazione: ü presenza nella classe di alunni provenienti dallo stesso paese (a tale proposito si valutano le esperienze positive e negative registrate, per esempio per quanto attiene alla eventualità di non più di due allievi provenienti dallo stesso paese per classe) ü criteri di rilevazione della complessità delle classi (disagio, alunni diversamente abili, dispersione, etc.). ü ripartizione degli alunni stranieri in tutte le classi, evitando la costituzione di sezioni con predominanza di alunni stranieri specialmente se provenienti tutti dallo stesso paese. INDICAZIONI AI CONSIGLI DI CLASSE a) Prima accoglienza nella classe Si sottolinea l’importanza della prima accoglienza di un alunno straniero nella classe, specialmente se arriva in corso d’anno (come la legge in effetti consente), al fine di creare rapporti di collaborazione da parte dei compagni, in modo che si sentano anch’essi coinvolti nell’accoglienza. L’insegnante coordinatore di classe si occupa della comunicazione ai membri del Consiglio di Classe del nuovo inserimento. Il Consiglio di Classe, sovrano nelle decisioni per la didattica delle discipline, attiverà tutte le strategie educative possibili per un intervento adeguato. Gli insegnanti e gli allievi della classe cercheranno giornalmente forme di comunicazione e modi per facilitare l’inserimento. b) Compiti del Consiglio di Classe ü favorisce l’integrazione nella classe del nuovo alunno stimolando la collaborazione da parte dei compagni, che devono sentirsi anch’essi coinvolti nell’accoglienza. ; ü individua modalità e di semplificazione e facilitazione linguistica per ogni disciplina da usare appena l’alunno acquisisce una minima conoscenza dell’italiano ; ü programma o prende informazioni sui percorsi di alfabetizzazione o consolidamento linguistico che potranno essere attuati sulla base delle risorse disponibili in orario scolastico ed extrascolastico e prevede la possibilità di uscita dal gruppo classe per interventi individualizzati di supporto insieme ad altri alunni (come la normativa in merito alle adempienze del Consiglio di Classe prevede); ü mantiene i contatti con i docenti che seguono l’alunno nelle attività di recupero. ü In base alle indicazioni dei dipartimenti definisce, per ogni disciplina o per gruppi di Discipline: o gli obiettivi minimi di apprendimento calibrati in base al profilo del singolo studente o le modalità di semplificazione linguistica da usare appena l’alunno acquisisca una conoscenza, sia pure limitata, dell’italiano; o s’informa sui percorsi di alfabetizzazione o consolidamento linguistico che vengono attuati nell’istituto c) Strumenti e risorse Verranno programmati corsi di alfabetizzazione linguistica, con docenti della scuola, da tenersi in ore curriculari e/ pomeridiane . Si potrebbero coinvolgere alunni già presenti all’interno dell’istituzione scolastica e originari dello stesso paese dell’alunno neo-‐inserito. Sono attivabili anche corsi di sostegno ad anno scolastico inoltrato per le discipline che presentano un maggiore insuccesso scolastico. IL Consiglio di Classe farà proprio anche un processo di educazione interculturale che, giova ricordarlo, non è una disciplina aggiuntiva che si colloca in un momento prestabilito e definito dell’orario scolastico ma è un approccio per rivedere: 1. i curriculi formativi 2. gli stili comunicativi e relazionali 3. la gestione delle differenze, delle identità dei bisogni di apprendimento I contenuti che possono favorire il processo di educazione interculturale possono essere identificati sinteticamente nelle seguenti proposte, per nulla prescrittive: − Culture a confronto: approfondimenti monografici su alcuni aspetti delle diverse culture (concezione spazio-‐temporale, rituale, ludica, gastronomica, ecc.) per la valorizzazione e conoscenza dei contesti di provenienza degli alunni immigrati; − − − − Didattica dei punti di vista: temi e argomenti trattati da diversi punti di vista indipendentemente dalla presenza di alunni stranieri nella classe; Rivisitazione della programmazione e dei curricoli secondo un approccio interculturale con riferimento alla Circolare Ministeriale n.73 del 2/3/94. Il documento infatti dà utili suggerimenti sui contenuti interculturali da evidenziare nelle diverse discipline; Percorsi interdisciplinari sui temi della migrazione (straniera e italiana): gli spostamenti umani, l’incontro e i conflitti tra popoli e culture; Approfondimento di modalità relazionali attraverso giochi non competitivi, giochi di ruolo, attività di gestione del conflitto, etc. per l’attivazione del dialogo e l’educazione alla convivenza. LA PROGETTAZIONE DEL CURRICOLO La decisione sull’assegnazione a una classe viene accompagnata dall’individuazione dei percorsi di facilitazione che potranno essere attuati sulla base delle risorse disponibili: 1. compresenze/contemporaneità 2. ore a disposizione 3. insegnanti di sostegno, compatibilmente con le attività individualizzate finalizzate all’integrazione dell’alunno diversamente abile 4. risorse professionali esterne messe a disposizione dagli Enti Locali e dal Ministero 5. risorse professionali volontarie messe a disposizione dal territorio 6. risorse economiche finalizzate, su Progetto 7. risorse economiche dell’Istituto, su Progetto La Funzione Strumentale cura il coordinamento e l’integrazione tra le risorse interne ed esterne all’Istituto; gli incontri saranno programmati in via prioritaria durante gli incontri di progettazione della commissione I docenti di classe progettano in modo coordinato con le eventuali risorse esterne: ü gli interventi di facilitazione linguistica per l’apprendimento della lingua italiana. Particolare attenzione verrà data agli alunni immigrati in ingresso provenienti direttamente dall’estero. Obiettivi prioritari saranno l’acquisizione di una buona competenza nell’Italiano scritto e parlato, sia in forme ricettive che produttive, prima per la comunicazione interpersonale e per l’integrazione scolastica, poi per lo studio delle discipline, da realizzare attraverso laboratori di Italiano, a seconda della situazione iniziale rilevata. La progettazione avviene su obiettivi ridotti o semplificati, in base alle capacità dell’alunno ed in risposta ai suoi bisogni formativi ed utilizzati per definire lo standard da raggiungere. ü l’integrazione nella classe promuovendo attività in piccolo gruppo o progetti di educazione interculturale; ü facilitano l’apprendimento del linguaggio funzionale favorendo la presenza nel gruppo-‐classe per tutto il tempo scuola; ü rilevano i bisogni specifici di apprendimento; ü semplificano, se necessario, il curricolo, per quanto riguarda i tempi di apprendimento di un’altra lingua straniera oltre all’Italiano; ü individuano le modalità di semplificazione o facilitazione linguistica per ogni disciplina LA VALUTAZIONE È cura dei Consigli di Classe operare affinché gli alunni stranieri di recente immigrazione che hanno una conoscenza più o meno limitata della lingua italiana e che dunque partono da una evidente situazione di svantaggio, possano avere una valutazione, almeno nelle materie pratiche meno legate alla lingua. Nelle materie i cui contenuti sono più discorsivi e presentano maggiori difficoltà a livello linguistico, qualora alla fine del primo quadrimestre gli alunni non abbiano raggiunto competenze linguistiche sufficienti ad affrontare l’apprendimento di contenuti anche semplificati (e pertanto non possono essere valutati), solo in tal caso si potrà considerare in pagella la valutazione Non Classificabile, spiegando poi le motivazioni a verbale. Il Consiglio di Classe può prevedere un percorso individualizzato che contempli l temporanea esclusione dal curriculum di alcune discipline che presuppongano una più specifica competenza linguistica. In loro luogo vengono predisposte attività di alfabetizzazione e/o consolidamento linguistico. Ne consegue che tali discipline nel primo quadrimestre non vengono valutate. Il lavoro svolto dagli alunni stranieri durante i corsi di alfabetizzazione o di sostegno linguistico diventa parte integrante della valutazione di italiano (intesa come materia curricolare) o anche di altre discipline, nel caso durante tale attività sia possibile l’apprendimento di contenuti. L’attività di alfabetizzazione, come anche il lavoro sui contenuti disciplinari, è oggetto di verifiche da svolgere in classe, predisposte dal docente del corso di alfabetizzazione e concordate con l’insegnante curricolare. I contenuti delle discipline curricolari devono essere opportunamente selezionati, individuando i nuclei tematici irrinunciabili e semplificati in modo da permettere almeno il raggiungimento degli obiettivi minimi previsti dalla programmazione. E’ cura del Dirigente Scolastico operare un controllo affinché i Consigli di Classe operino, quando necessario, didattiche diversificate e dichiarino all’interno delle varie materie curricolari i contenuti e gli obiettivi minimi da raggiungere in caso di alunni stranieri. Tutti gli insegnanti sono tenuti a presentare un piano di lavoro individualizzato in caso di inserimento di alunno straniero in classe. Con la medesima scadenza per le adempienze di inizio anno, dopo la partecipazione alle riunioni per materia, gli insegnanti presentano un piano di lavoro per la propria disciplina che comprenda anche obiettivi minimi da raggiungere e le modalità di verifica di tali obiettivi. Per la valutazione degli alunni stranieri è opportuno prendere in considerazione la situazione di eventuale svantaggio linguistico e rispettare i tempi di apprendimento dell’italiano come L2 e prospettare il raggiungimento degli obiettivi in tempi non brevi Il Collegio Docenti adotta questi criteri per la valutazione degli alunni stranieri di recente immigrazione: − prevedere tempi più lunghi per il raggiungimento degli obiettivi; − valutare il progresso rispetto al livello di partenza; − tenere conto che l’alunno straniero è sottoposto a una doppia valutazione: quella relativa al suo percorso di italiano seconda lingua, quella relativa alle diverse aree disciplinari e ai contenuti del curricolo comune; − predisporre strumenti per la valutazione formativa e sommativa adeguati. RAPPORTI SCUOLA-‐FAMIGLIA Dopo il primo incontro, di carattere burocratico, la scuola comunica con la famiglia straniera nelle occasioni stabilite dall’Istituto: ü direttamente, quando è possibile; ü con l’aiuto dei docenti di Lingue, nella lingua straniera nota alla famiglia; ü attraverso mediatori madrelingua. Il Dirigente Scolastico e/o La Funzione Strumentale organizzano la presenza dei mediatori se richiesta dai docenti: 1. in coincidenza con i colloqui generali e gli orari di ricevimento 2. in orari diversi, quando questo meglio risponde alle esigenze delle famiglie straniere e della scuola. Nei colloqui con le famiglie straniere, i docenti terranno conto delle differenze culturali, in particolare del diverso modo di intendere le istituzioni scolastiche e la funziona sociale della scuola nei Paesi di provenienza. L’ATTIVITÀ DI ORIENTAMENTO La Commissione Orientamento, d’accordo con la Funzione Strumentale, attiverà percorsi di Orientamento specifici per gli alunni stranieri di recente immigrazione, in modo da prevenire la dispersione scolastica. LA NORMATIVA DI RIFERIMENTO Il Protocollo d’accoglienza è uno strumento con cui l’Istituto attua il Piano dell’Offerta Formativa. Esso è coerente con la legislazione vigente e si propone di dare concreta attuazione alle “Linee guida per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri” (C.M. n. 24, febbraio 2006). Di seguito viene riprodotto integralmente il PROGETTO RELATIVO AL DOCENTE FACILITATORE Finalita’ Per questo progetto si presenta la necessità di un percorso personalizzato in cui focalizzare due momenti fondamentali: − alfabetizzazione e/o consolidamento della conoscenza e applicazione della lingua italiana; − alfabetizzazione e/o consolidamento nell’area professionalizzante. ü FASI OPERATIVE ü Si procederà durante per tutto l’anno scolastico con un’attività settimanale di quattro o cinque ore , con interventi variabili e flessibili per le classi interessate e secondo necessità rilevate, durante l’orario scolastico curriculare in codocenza su ore di discipline richiedenti, da concordare in Consiglio di classe. Il docente affiancherà gli alunni per facilitare la comprensione del linguaggio d’uso comune e settoriale, parallelamente curerà la comprensione ed applicazione confacente dei contenuti disciplinari e quindi delle conoscenze didattiche-educative in prospettiva dell’acquisizione delle competenze disciplinari. Obiettivi − Accoglienza alunni carenti ed extracomunitari; − Lettura e decodificazione dei linguaggi specifici disciplinari; − Creare competenze linguistiche nei linguaggi disciplinari; − Potenziare competenze linguistiche nei linguaggi disciplinari; − Creare competenze linguistiche ad uso comunicativo; − Rafforzare competenze linguistiche ad uso comunicativo. METODO ü L’itinerario proposto nel corso sarà studiato sulla tipologia preponderante degli utenti che non possiedono competenze adeguate se non minime o comunque insufficienti. Si farà uso della metodologia glottodidattica per la seconda lingua in classe di stranieri con tutte le implicazioni delle specifiche situazioni, ponendo particolare attenzione a: − Programmazione individualizzata − Uso di supporti non prettamente linguistici − Attenzione alla dizione e lentezza nel parlato − Uso graduato di strutture morfo-sintattiche corrette − Scelta di argomenti e di difficoltà graduate Si monitorerà comunque il processo di apprendimento in itinere con l’applicazione d’uso di quanto profuso, valutando se diversificare eventualmente gli interventi per il singolo alunno e/o per le discipline implicate. ü STRUMENTI Gli strumenti presi in considerazione saranno: testi disciplinari in adozione, dizionari di lingue, di italiano, dei sinonimi e contrari, testi specifici lessicali per l’apprendimento ed uso della lingua italiana per stranieri, pacchetti formativi proposti dalle case editrici PC ed internet. Qui di seguito si riproduce integralmente la SCHEDA DI RILEVAMENTO DATI operativa presso l’Istituto. DATI ANAGRAFICI DELLO STUDENTE Settore Classe COGNOME: Nome: F M Paese di Provenienza ............................................................................................................................................................................................. Luogo e data di Nascita ............................................................................................................................................................................................. Data di arrivo in Italia................................................................................................................................................... Lingua madre del Paese di origine .............................................................................................................................. Lingua conosciuta oltre quella di origine.................................................................................................................... Lingua parlata in famiglia................................................................................................................................................ Residenza della famiglia …............................................................................................................................................ Recapito telefonico.......................................................................................................................................................... Religione............................................................................................................................................................................. Esonero religione SI NO (crocettare la risposta che interessa) Quanti familiari sono presenti in Italia e da quando Familiare Padre Madre Fratelli Sorelle Altri Comunicazioni Data di arrivo in Italia Età Scolarità DOCUMENTI ANAGRAFICI Cittadinanza (indicare quale) _______________________________ In possesso del seguente documento di identità: passaporto − certificato di nascita − atto di nazionalità − 4) carta nazionale altro _______________________ privo di documento di identità In possesso del seguente documento di soggiorno: !)permesso di soggiorno di uno dei due genitori (fino al compimento del 14° anno di età) rilasciato dalla Questura di ________ con scadenza il ____________ 2) permesso di soggiorno proprio (dal compimento del 14° anno di età) rilasciato dalla Questura di ________ con scadenza il ____________ 3) ricevuta di richiesta in corso rilasciata dalla Questura di ____________ 4) privo di documento di soggiorno ____________________________________________________________________ Stante la documentazione presentata, l’iscrizione viene accettata viene accettata CON RISERVA (la riserva deve essere sciolta entro 6 mesi se riguarda la posizione del genitore; diversamente il caso viene segnalato all’autorità giudiziaria minorile) DOCUMENTI SCOLASTICI In possesso di: 1) certificazione di studi compiuti nel Paese d’origine 2) autocertificazione del genitore (mod.____) attestante gli studi compiuti Livello di conoscenza lingua italiana: 1) NULLO 2) INSUFFICIENTE 3)ADEGUATO (uso della lingua per lo studio) Ha frequentato corsi di alfabetizzazione: SI NO E' in possesso di una certificazione attestante il livello: SI NO DOCUMENTI SANITARI In possesso di certificazione relativa alle vaccinazioni obbligatorie: 1) antipoliomelitica 2) antidiftatetanica 3) antiepatite virale B. 4) nessuna certificazione (viene data comunicazione entro 5 gg. all’ASL di appartenenza) QUADRO NORMATIVO SINTETICO Sono da considerare riferimento legislativo imprescindibile i seguenti documenti: ü Legge 40 del 6 marzo 1998 – “Disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero” (art. 36, art 40) ü D.L. 286/1998 (art.38) “Testo unico delle disposizioni concernenti lo disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero” ü D.L. 76/2005 “Definizione delle norme generali sul diritto-dovere all'istruzione e alla formazione” ü C.M. n°24 /2006 “Linee guida per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri” ü C.M. n°93 /2006 ü Il documento “La via italiana per la scuola interculturale e l’integrazione degli alunni stranieri” (MIUR 23.10.2007) ISTITUZIONI DI RIFERIMENTO CENTRI TERRITORIALI PER L’INTERCULTURA http://www.centrinterculturacsa.it/ FONDAZIONE ISMU WWW.ismu.org OSSERVATORIO REGIONALE PER L’INTEGRAZIONE E LA MULTIETNICITÀ WWW.ismu.org/orim SITO STRANIERI IN ITALIA www.stranieriinitalia.it