l’allattamento materno
è un gesto ricco di vita
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Poter allattare ed essere bene acc
in ogni spazio pubblico
L’allattamento al seno è benvenuto
ad incoraggiare
di questa struttura. Siamo impegnati
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l’accoglienza della mamma che alla
L’allattamento al seno è il modo naturale per una madre di alimentare il suo
bambino ed è importante per la salute della madre, del bambino e per la società.
Allattare al seno in modo esclusivo fino ai sei mesi compiuti è molto
importante, così come capire quando il bambino è pronto per i cibi solidi.
progetto finanziato da:
Ministero della Salute
Regione Siciliana
grafica Alessia Buffone e Barbara De Masi
Il nostro territorio si sta impegnando nella promozione dell’allattamento al seno.
Nelle nostre strutture facciamo di tutto affinché la mamma e il suo bambino
stiano sempre insieme fin dal momento della nascita.
Il nostro personale è formato per sostenere i genitori.
Per qualsiasi necessità sull’alimentazione del neonato, chiedete informazioni
riguardo le fonti di aiuto disponibili.
progetto finanziato da:
Ministero della Salute
Regione Siciliana
impaginazione e grafica a cura di Barbara De Masi - Alessia Buffone
Questo opuscolo è stato realizzato grazie a un
progetto finanziato dal Ministero della Salute,
Centro nazionale per la prevenzione e il
controllo delle malattie,
sulla “promozione dell’allattamento al seno”
attuato in collaborazione con l’UNICEF, le
regioni Sicilia, Lazio, Marche, Veneto e
ASL di Milano.
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Quello che succede al tuo bambino nel primo anno di vita ha un grande
effetto sulla sua salute futura.
L'allattamento al seno dà al tuo bambino tutti i nutrimenti di cui ha
bisogno per i primi sei mesi di vita, ed è importante anche oltre.
Contribuisce a proteggerlo dalle infezioni e riduce le probabilità di
sviluppare alcune malattie in età successive.
Il latte artificiale è fatto con il latte di mucca con l’aggiunta di altri
ingredienti, non contiene sostanze che possono proteggere il tuo
bambino da infezioni e malattie. Solo tu, con il tuo latte, puoi produrle.
L’allattamento materno aiuta te e il tuo bambino ad avvicinarvi,
fisicamente ed emotivamente.
Così mentre lo allatti il vostro legame si consolida.
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Da cosa protegge l’allattamento al seno?
Il tuo latte è perfetto e inimitabile per le necessità di crescita del tuo
bambino. Allattare il tuo bambino offre grandi vantaggi per la sua e per la
tua salute. Ogni giorno è importante e più a lungo allatterai il tuo bambino
maggiori saranno i benefici per entrambi.
I bambini che non sono allattati al seno hanno maggiori probabilità di:
soffrire di diarrea, vomito e infezioni delle vie urinarie, con maggiore
frequenza di ricovero in ospedale;
soffrire di otiti;
rifiutare nuovi cibi e sapori;
soffrire di stitichezza;
avere problemi di sovrappeso e obesità, che significa avere maggior
rischio di sviluppare diabete di tipo 2 e altre malattie da adulto;
soffrire di eczema.
L’allattamento al seno ha degli effetti positivi per le mamme, per le famiglie
e la comunità:
protegge la mamma dal tumore al seno, alle ovaie e dall’osteoporosi in
età avanzata;
per le mamme che allattano è più facile perdere i chili accumulati in
gravidanza perché per produrre il latte si bruciano circa 500 calorie extra
al giorno;
un evidente risparmio economico: il costo del latte artificiale e il
necessario per la sua preparazione hanno un impatto forte sul bilancio
familiare.
cibo a chilometri zero
L’allattamento al seno è ecosostenibile, è un
e risparmia risorse ambientali.
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Come allattare al
Quale posizione usare?
Tenendolo a contatto pelle a pelle subito dopo la nascita, il bambino si
calma, regolarizza il suo respiro e si mantiene caldo.
Questo è un buon momento per cominciare la prima poppata, il tuo
bambino sarà vigile e vorrà attaccarsi al seno di solito entro un paio di
ore dalla nascita. Un operatore formato può aiutarti nelle prime poppate.
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Il tuo bambino si sentirà più sicuro se lo tieni vicino a te (rooming in),
offrigli il seno ogni volta che mostra i primi segnali di fame, ciò aiuterà il
tuo corpo a produrre il latte necessario. Approfitta di questi pochi
giorni in ospedale per imparare a conoscerlo e chiedi agli operatori
quando non ti senti sicura.
Mettiti comoda! è meglio trovare una posizione in cui ti senti a tuo agio
prima di incominciare ad allattare, anche se puoi cambiarla se occorre, una
volta che il bambino è attaccato al seno.
Le posizioni per l’allattamento sono moltissime. Basta controllare che:
La testa del bambino e il corpo siano
allineati. In caso contrario, il bambino
potrebbe non essere in grado di
deglutire il latte facilmente.
Il bambino sia ben sostenuto vicino
al tuo corpo. Sostieni la sua schiena, le
spalle e il collo. Il bambino deve essere
in grado di muovere all’indietro la testa
per attaccarsi in maniera corretta.
Il naso del tuo bambino sia di fronte
al capezzolo. Assicurati che non solo il
capezzolo, ma anche buona parte
dell’areola, specie la zona inferiore entri
nella bocca del bambino. Se il bambino
ha il naso al livello del capezzolo sarà
più facile un buon attacco al seno.
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Tienilo vicino a te con il naso davanti
al capezzolo.
Lascia che il tuo bambino spinga
indietro la testa così che il labbro
superiore sfiori il capezzolo. Questo
movimento aiuterà il bambino ad
aprire bene la bocca.
Quando la bocca è bene aperta il
mento tocca per prima cosa la tua
mammella, la testa del bambino è
spostata all’indietro così che la lingua
possa avvolgere più seno possibile.
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ll tuo bambino ha una buona porzione di seno in bocca (non solo il
capezzolo);
il mento è ben “affondato” nel seno;
non senti male quando poppa (a parte le prime suzioni che possono
sembrare più energiche);
se riesci a vedere la pelle scura (areola) intorno al capezzolo, dovresti
vederne di più sopra il labbro superiore del bambino che sotto
quello inferiore;
le guance del bambino sono piene e tonde durante la suzione;
alterna lunghe suzioni seguite da una deglutizione (è normale che
ogni tanto faccia delle pause);
si stacca dal seno da solo quando ha finito la poppata.
Con il mento ben vicino al seno, il
naso libero, la bocca ben aperta, sarà
visibile più areola superiore che
inferiore. Le guance devono essere
piene e rotonde mentre poppa.
L’allattamento al seno è il metodo più sano di alimentare il tuo bambino
le vanno bene.
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Consig
Non dare al tuo bambino altri alimenti o bevande
Più allatti il tuo bambino e più latte produci.
Dando altri alimenti o liquidi diversi dal latte materno riduci la produzione
di latte.
Riducendo la quantità di latte che il piccolo prende si riducono anche gli
effetti protettivi dell’allattamento.
Non dare al tuo bambino alimenti solidi prima che sia pronto (di solito a
circa sei mesi compiuti).
Assicurati che sia attaccato correttamente al seno
Dopo il primo mese, le scariche possono diventare meno frequenti.
Ricordati che è normale che le feci siano liquide.
Il bambino recupererà il peso della nascita dopo le prime due settimane.
Non devi avere male al seno o ai capezzoli. Se lo avverti, chiedi aiuto.
Il tuo bambino appare contento e soddisfatto dopo la maggior parte delle
poppate e si stacca da solo dal seno.
Non esitare a chiedere aiuto
Potrebbe passare un po’ di tempo prima che tu ti senta sicura.
Puoi chiedere a un operatore del punto nascita, del consultorio o di un
gruppo di sostegno di aiutarti con l'allattamento al seno.
Non dare il ciuccio
I bambini che prendono il ciuccio possono
avere difficoltà ad attaccarsi al seno.
Possono richiedere meno volte il seno
perché col ciuccio soddisfano il
desiderio di succhiare.
I segni che il bambino
mangia a sufficienza sono:
nelle prime 48 ore dalla nascita il
bambino bagnerà solo 2-3 pannolini.
I pannolini bagnati aumenteranno
fino ad arrivare ad almeno sei al giorno dopo il 5° giorno di vita.
All’inizio le feci del bambino saranno nerastre e appiccicose (meconio), dal
terzo giorno diventeranno verdastre e di consistenza meno appiccicosa.
Dal 4° giorno per le prime settimane il bambino emetterà almeno 3 scariche
di feci giallastre al giorno.
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Cosa significa “raccogliere il latte”?
Significa estrarre il latte dal seno. Puoi spremere il latte manualmente, con il
tiralatte manuale o elettrico. In base alle tue esigenze, potrai trovarti
meglio con un tipo di tiralatte rispetto ad un altro. Chiedi informazioni ad
un operatore del punto nascita, del consultorio o di un gruppo di sostegno
prima dell’eventuale acquisto. Il tiralatte deve essere pulito e sterilizzato
ogni volta che si usa.
Perché “raccogliere il latte”?
Se raccogli il latte, il tuo bambino potrà avere il latte materno anche se sarà
qualcun altro a darglielo. Può essere utile se sei lontana dal tuo bambino o
se devi tornare a lavoro. È meglio aspettare di aver avviato l’allattamento al
seno prima di far dare il latte da qualcun altro.
Quando spremersi manualmente il seno?
Se il tuo seno è troppo pieno.
Se il tuo bambino non succhia bene e vuoi dargli il tuo latte.
Se non vuoi comprare e usare un tiralatte elettrico.
Nei primi giorni dopo il parto è più efficace utilizzare la spremitura manuale
perché il colostro è presente in piccole quantità.
Palpa dolcemente il seno alla distanza di circa 4 cm dal capezzolo, fino ad
identificare una parte di seno che sembra avere una consistenza diversa.
Una volta trovato il punto metti il pollice e l’indice a C (il pollice sopra e
l’indice sotto). Puoi sostenere il seno con le altre dita.
Spingi delicatamente pollice e indice all’indietro verso la parete del torace.
Quindi premi il pollice contro l’indice, comprimendo il seno. Rilascia la
pressione e ripeti i movimenti più volte fino a che il latte inizia a fluire;
potrebbero volerci alcuni minuti. Dopodiché, il latte potrebbe uscire a
zampilli o a fiotti;
quando la fuoriuscita di latte rallenta, ruota le dita intorno al bordo
dell’areola, verso un’altra parte del seno e ripeti le stesse manovre.
Quando la fuoriuscita di latte cessa, passa all’altro seno, allo stesso modo.
Puoi passare più volte da un seno all’altro, se necessario;
se il latte non esce, prova ad avvicinare o allontanare le dita dal capezzolo
oppure prova un massaggio dolce.
La spremitura manuale stimola l’emissione del latte: mettiti comoda e
rilassata e pensa al bambino o guardalo. Scalda il seno, massaggiandolo
delicatamente. Rigira dolcemente i capezzoli tra le dita e il pollice. (Quando
avrai familiarizzato con questa pratica, potresti non aver più bisogno di
stimolare la fuoriuscita del latte).
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Com conservare il tuo latte
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Ricorda di usare un contenitore pulito per mettere il tuo latte.
Prima di riporre il contenitore con il latte spremuto nello scompartimento
del ghiaccio o in freezer, metti un’etichetta con la data della spremitura.
Conserva il tuo latte in frigorifero (2-4°C), ponendolo nel retro e mai nello
sportello, e usalo preferibilmente entro 5 giorni, ma non superare mai gli 8
giorni. Il latte che non userai subito può essere conservato per 2 settimane
nel comparto del ghiaccio o per massimo 6 mesi in freezer. Scongela il tuo
latte in frigorifero.
Una volta scongelato, usalo subito o buttalo via.
Puoi riscaldare il latte alla temperatura di circa 37°C prima di darlo al
bambino. Non utilizzare il microonde perché il latte può riscaldarsi in modo
disomogeneo (quindi scottare la bocca del bambino) e alterarsi in alcune
componenti.
lavoro?
Allattare durante il
Perché no?
Il ritorno a lavoro non significa la fine dell’allattamento al seno.
Con un po’ di pianificazione e di collaborazione potresti conciliare con
successo l’allattamento al seno con il lavoro, indipendentemente da quante
ore lavori. Se torni al lavoro quando l’allattamento al seno si è stabilizzato
sarà molto più facile. Manualmente o con un buon tiralatte puoi estrarre il
latte in modo efficiente durante le pause di lavoro.
Potrebbe essere utile iniziare ad estrarre il latte qualche giorno prima del
rientro, e costituire una riserva di latte. Se ti è possibile, quando ti estrai il
latte al lavoro, portati una borsa termica in cui conservarlo fino al rientro a
casa, se non hai modo di metterlo in frigorifero.
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Infine non dimenticare che puoi chiedere al tuo datore di lavoro una
flessibilità dell’orario che ti permetta di allattare durante ad esempio i
momenti di riposo giornaliero cui hai diritto (vedi box sotto).
Un consiglio: porta un cambio di maglietta e reggiseno al lavoro in
caso di perdite di latte.
La tutela della donna in caso di maternità è regolamentata dalla legge
italiana (Legge n. 151 del 26 marzo 2001). La donna che lavora ha
l’obbligo di astenersi dal lavoro per 5 mesi in tutto da 2 mesi prima della
data presunta del parto fino a 3 mesi dopo. In caso di buona salute, può
assentarsi dal lavoro all’inizio del nono mese e rimanere a casa per i primi
quattro mesi del bambino. Al momento del rientro al lavoro, la mamma,
fino al compimento del primo anno di età del bambino, ha diritto a due
ore giornaliere di riposo retribuito se l’orario di lavoro giornaliero è di
almeno sei ore; altrimenti le ore di riposo sono ridotte a una. Anche il
padre lavoratore può esercitare questo diritto ma solo quando la mamma
non se ne avvale. Per la mamme di gemelli le ore di riposo sono
raddoppiate e le ore aggiuntive possono essere fruite anche dal padre, se
necessario insieme alla madre.
Allattamento al seno e lavoro: www.inail.it - cerca “quando arriva un
bambino”
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Se il tuo bambino è ricoverato in ospedale è importante cominciare a tirare
il latte il prima possibile dopo la nascita. Per garantire una buona
produzione di latte, avrai bisogno di spremerlo almeno otto volte in 24 ore,
anche durante la notte. Se stai congelando latte materno perché il tuo
bambino è prematuro o è malato, chiedi consigli al personale.
Chiedi al personale ospedaliero di poter tenere il bambino a contatto pelle
a pelle. Questo rafforza il vostro legame e aiuta il mantenimento della
produzione di latte.
Iniziative Amiche dei Bambini: poter allattare ed essere bene accolte …
ovunque
Le Iniziative Amiche dei Bambini
sono un programma globale
dell’Organizzazione Mondiale della
Sanità e dell’UNICEF che incoraggia i
sistemi sanitari a migliorare le cure
nei confronti delle mamme e dei
bambini così che possano allattare
esclusivamente al seno per i primi 6
mesi di vita e continuare fino a
quando madre e bambino lo
desiderano.
L’Iniziativa Ospedali&Comunità Amici
dei Bambini di UNICEF Italia, sia per
gli ospedali che per la comunità, offre materiali per la formazione e
supporto perché siano raggiunti degli standard minimi per prendersi cura
della mamma e del bambino. Una volta che tutti gli standard sono
raggiunti, le aziende possono essere valutate e riconosciute come Amiche
dei Bambini.
www.unicef.it/allattamento
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L’allattamento al seno è una delle azioni promosse dalla campagna di
comunicazione Genitoripiù rivolta ai genitori, protagonisti della cura e
della salute dei propri figli.
In ogni momento della vita del vostro bambino, la cura che un genitore
attento e informato può dargli, è un bene prezioso.
Per questo
promuove 8 azioni per la salute del bambino:
8 azioni di fondamentale importanza per voi, ma soprattutto per lui.
Ognuna di queste azioni lo protegge da più di un problema.
Tutte insieme costituiscono un capitale di salute per la sua vita futura.
Voi genitori potete fare davvero molto: quello che fate ha più forza se ogni
azione è sostenuta insieme alle altre.
Ci siamo impegnati nella promozione delle 8 azioni per offrire, insieme a
voi, più salute, più protezione e più sicurezza ai vostri bambini e per
mettervi in grado di utilizzare al meglio i Servizi Sanitari.
GenitoriPiù è un programma promosso dalla Regione Veneto sviluppato in molte Regioni Italiane,
in collaborazione con Ministero della Salute, FIMP e UNICEF
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1. Prendere per tempo l’acido folico
Pensate al vostro bambino ancora prima di
concepirlo: l’acido folico è una vitamina che
assunta prima del concepimento e durante i
primi 3 mesi di gravidanza può prevenire
importanti malformazioni. La sua assunzione è
sicura. Chiedete una consulenza preconcezionale
al vostro medico di fiducia
2. Non bere bevande alcoliche in gravidanza
e durante l’allattamento
Quando una donna in gravidanza o in
allattamento beve alcol anche il bimbo “beve”
con lei. Proteggete il vostro bambino dagli effetti
dell’alcol già dal momento del concepimento:
anche in piccole quantità può provocare danni
permanenti alla sua salute. Se pensate ad una
gravidanza evitate l’uso di bevande alcoliche.
Coinvolgete chi vi sta vicino perché vi aiuti a
ricordarlo.
Chiedete informazioni al vostro medico di fiducia
3. Non fumare in gravidanza e davanti al
bambino
Proteggete il vostro bambino dal fumo: fumare in
gravidanza mette a rischio la sua salute. Anche il
fumo passivo è molto dannoso, soprattutto
quando è ancora piccolo: non consentite che si
fumi in casa e vicino a lui. Non fumare fa bene
anche a voi.
Chiedete informazioni al vostro medico o alla
vostra ostetrica di fiducia
15
4. Allattarlo al seno
Allattate al seno il vostro bambino. L’allattamento
al seno è il gesto più naturale che c’è e il latte
materno è l’alimento più completo: nei primi sei
mesi di vita il vostro bambino non ha bisogno di
nient’altro. Continuate poi ad allattarlo. Il latte
materno protegge da tantissime malattie, sia da
piccolo che da grande. E fa bene anche alla
mamma.
Non esitate a chiedere sostegno ai vostri familiari e
agli operatori sanitari
5. Metterlo a dormire a pancia in su
Mettete a dormire il vostro bambino sempre a
pancia in su: è la posizione più sicura. Insieme
all’allattamento e alla protezione dal fumo, aiuta
a prevenire la “morte in culla”(SIDS). È importante
anche mantenere la temperatura ambiente tra i
18° C e i 20° C, e non coprirlo troppo.
Parlatene con il vostro pediatra di fiducia
6. Proteggerlo in auto e in casa
In auto utilizzate sempre il seggiolino di sicurezza
anche per tragitti brevi. Assicuratevi che sia
idoneo al suo peso, che sia montato
correttamente e che abbia il marchio europeo in
vigore.
A casa valutate con attenzione tutti i pericoli
possibili. Assumete comportamenti e precauzioni
che gli garantiscano di crescere in sicurezza.
Educatelo alla prudenza anche con il buon
esempio. Chiedete informazioni agli operatori
sanitari
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7. Fare tutte le vaccinazioni consigliate
Vaccinare il vostro bambino significa proteggere
lui e gli altri bambini da tante malattie infettive.
Alcune sono molto pericolose e, grazie alle
vaccinazioni,oggi sono sotto controllo.
Per saperne di più consultate il libretto sulle
vaccinazioni nell’infanzia e rivolgetevi al vostro
pediatra o agli operatori dei servizi vaccinali
8. Leggergli un libro
Trovate il tempo per leggere con il vostro
bambino: sentirvi leggere un libro ad alta voce
gli piacerà tantissimo e stimolerà il suo sviluppo
cognitivo e relazionale.
Potete cominciare già a sei mesi.
Chiedete suggerimenti al vostro pediatra e in
biblioteca
Visita i siti www.unicef.it Ospedali e comunità amici dei bambini e
www.lattematerno.it dove troverai altre informazioni sui servizi a tua disposizione
Altre info su:
MAMI – Movimento Allattamento Materno Italiano,
www.mami.org - fax 055.39069711
AICPAM – Associazione Italiana Consulenti Professionali in Allattamento Materno,
www.aicpam.org – fax 055.3909970
LLL – La Leche League Italia
www.lllitalia.org - tel 199432326 (numero unico nazionale a pagamento) o 06.5258365
Associazione Culturale Pediatri
www.acp.it
Ministero della Salute bambine e bambini del mondo
http://www.salute.gov.it/speciali/prSpeciali.jsp
Progetto Nazionale Genitoripiù
www.genitoripiu.it
La presente pubblicazione è liberamente tratta da Start 4 life Off to the Best Start, pubblicata nel 2010
dal National Health Service (NHS) del Regno Unito e dall’UNICEF UK Baby Friendly Initiative e integrata
con materiali della campagna ministeriale Genitori Più (2011).
Per saperne di più: www.genitoripiu.it
Traduzione e adattamento dei testi dall’originale a cura di:
Claudia Carletti, Maria Enrica Bettinelli ed Elise Chapin
Revisione del testo a cura di:
Maria Enrica Bettinelli, Claudia Carletti, Graziella Cattaneo, Miriam Lelli (ASL di Milano),
Elise Chapin, Rosellina Cosentino e Stefania Sani (UNICEF Italia), Sara Farchi, Simona Asole (Laziosanità),
Leonardo Speri, Elisa Pastorelli e Lara Simeoni (Veneto),
Alberto Firenze (Sicilia), Elisabetta Benedetti (Marche).
Fotografie realizzate da: Alessia Buffone (pag 3,6), Angela Spinelli (pag 4),
Mario Cirulli (pag 10), UNICEF UK (1, 4, 5,13), Genitoripiù - Stefano Saccomani (pag 14)
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progetto finanziato da:
Ministero della Salute
Questo opuscolo è stato realizzato grazie a un progetto finanziato dal Ministero della Salute,
Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie, attuato in collaborazione con
l’UNICEF, le regioni Sicilia, Lazio, Marche, Veneto e ASL di Milano.
La presente pubblicazione è liberamente tratta da “Guide to bottle feeding” pubblicata nel
2011 dal National Health Service (NHS) del Regno Unito.
Revisione del testo a cura di:
Maria Enrica Bettinelli, Claudia Carletti, Graziella Cattaneo, Miriam Lelli (ASL di Milano),
Elise Chapin, Rosellina Cosentino e Stefania Sani (UNICEF Italia),
Sara Farchi, Simona Asole (Laziosanità), Leonardo Speri,
Elisa Pastorelli e Lara Simeoni (Veneto),
Alberto Firenze (Sicilia), Elisabetta Benedetti (Marche).
Foto realizzate da Sarah Pennisi e Alessia Buffone (pag 4 e 5).
Regione Siciliana
impaginazione e grafica a cura di Barbara De Masi - Alessia Buffone
Traduzione e adattamento dei testi dall’originale a cura di:
Claudia Carletti, Maria Enrica Bettinelli ed Elise Chapin.
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Il latte artificiale (o di formula) deriva dal latte di mucca, trattato in modo da
renderlo adatto ai bambini. Il latte vaccino presente nella formula contiene
una miscela di 2 tipi di proteine: le sieroproteine e la caseina.
Nel caso di allergia alle proteine del latte vaccino, il vostro pediatra saprà
consigliarvi altri tipi di latte.
Ci sono sul mercato numerose marche la cui composizione deve
obbligatoriamente attenersi agli standard definiti. Tutte le marche dei latti
artificiali sono uguali dal punto di vista nutrizionale.
Non ci sono prove scientifiche che evidenziano benefici o svantaggi di un
latte rispetto ad un altro.
Esistono due tipi di latte artificiale: il latte artificiale liquido, pronto all’uso e
sterile, e il latte artificiale in polvere, che non è sterile.
Già dal momento della gravidanza riceverete dai nostri operatori tutte le
informazioni e l’aiuto pratico necessario per allattare il bambino al seno.
Ci sono delle gravi ragioni che impediscono l’allattamento?
La vostra scelta è diversa? Riceverete informazioni e sostegno per
alimentare in tutta sicurezza il vostro bambino con il latte artificiale.
Questo opuscolo vuole aiutarvi a preparare in modo sicuro il latte
artificiale (o di formula), a sterilizzare l’attrezzatura utilizzata per
l’alimentazione al fine di ridurre al minimo qualsiasi rischio per il bambino.
Se avete bisogno di ulteriori informazioni su come alimentare con il latte
artificiale il vostro bambino parlatene con il pediatra o gli operatori
sanitari del consultorio.
Considerate che…
I bambini di solito non finiscono il biberon.
Le quantità di latte che vengono raccomandate sulle confezioni in
base all’età, sono spesso ben maggiori del necessario.
Non tutti i bambini hanno bisogno della stessa quantità di latte.
I calcoli fatti dagli esperti sono per eccesso perché è evidentemente
più pericoloso dargli una quantità insufficiente che far rimanere
un po’ di latte nel biberon.
1
Cosa vi serve per l’alimentazione artificiale del vostro bambino
Le istruzioni contenute in questo opuscolo per la pulizia e la sterilizzazione
dell’attrezzatura si applicano sia per l’utilizzo di latte materno spremuto o
tirato, sia per la preparazione del latte di formula.
Il sistema immunitario di un bambino non è ben sviluppato come quello di
un adulto e questo vuol dire che un lattante è molto più suscettibile a
malattie o infezioni. Per questo è molto importante una buona igiene nella
preparazione del pasto.
Per l’alimentazione del bambino avrete bisogno di biberon, tettarelle e di
attrezzatura per la pulizia e la sterilizzazione.
Prima di sterilizzare l’attrezzatura, dovrete sempre lavarla e risciacquarla:
dopo ogni pasto pulite il biberon e la tettarella in acqua calda saponata,
utilizzando uno scovolino/spazzolino pulito. Successivamente risciacquate
bene tutta l’attrezzatura con acqua corrente fredda.
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Dopo la sterilizzazione:
controllate che tettarelle e biberon non si siano rotti o scheggiati;
lavate con cura le mani. Pulite e disinfettate la superficie dove
ricomporrete il biberon con la tettarella;
è meglio sterilizzare il biberon appena prima del suo utilizzo;
se non dovete usare il biberon immediatamente, chiudetelo con tettarella
e coperchio per prevenire contaminazioni.
Una guida passo-passo per ricostituire il latte artificiale
1
Pulite e disinfettate la superficie di lavoro.
Riempite un contenitore con 1 litro di acqua fresca
preferibilmente di rubinetto (non usare acqua
artificialmente addolcita o acqua bollita in precedenza).
Fatela bollire. Lasciatela raffreddare per non più di 30
minuti così che l’acqua sia ad una temperatura di almeno
70° C.
Come preparare un biberon di latte artificiale
Il latte artificiale liquido pronto all’uso è sterile prima dell’apertura della
confezione e ciò può aiutare a ridurre il rischio di infezioni. La formula
liquida deve essere utilizzata e conservata seguendo le indicazioni del
produttore ed è consigliata ai bambini ad alto rischio, come ad esempio i
neonati pretermine, quelli a basso peso alla nascita o quelli particolarmente
vulnerabili alle infezioni.
Una volta aperta, la formula liquida rimasta inutilizzata nel contenitore,
deve essere conservata ben chiusa in frigorifero, per non più di 24 ore.
Le scatole e i pacchi di latte artificiale in polvere, anche se sono sigillati,
possono contenere dei batteri, come il Cronobacter sakazakii
(precedentemente conosciuto come Enterobacter sakazakii) e più
raramente la Salmonella, i quali in alcuni rari casi, possono causare infezioni
mortali.
Per ridurre il rischio d’infezione preparate il pasto ogni volta che il vostro
bambino ne ha bisogno, poiché i batteri si moltiplicano molto velocemente
a temperatura ambiente e possono sopravvivere e moltiplicarsi anche
conservando il latte ricostituito nel frigorifero.
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E’ molto importante lavarsi le mani: strofinatele con il
sapone per 15 secondi, poi sciacquate abbondantemente
e asciugatele.
Se utilizzate uno sterilizzatore a freddo, sgocciolate la
soluzione in eccesso dal biberon e dalla tettarella ed
eventualmente risciacquate con acqua bollita e
raffreddata. Mettete la tettarella e il cappuccio sul
coperchio rivoltato dello sterilizzatore.
Evitate di metterli sulla superficie di lavoro.
Mettete il biberon sulla superficie precedentemente
pulita. Mettete nel biberon la quantità di acqua
necessaria per preparare il pasto per il vostro
bambino. Controllate bene che il livello dell’acqua
sia corretto.
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Riempite il misurino presente nella confezione con
la polvere e pareggiate il livello, senza pressare, con
un coltello pulito e asciutto o con il livellatore.
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Mettete sempre per prima l’acqua nel biberon,
quando è ancora calda (70°C), poi aggiungete la
polvere.
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Tenete per il bordo la tettarella, appoggiatela sul
biberon e avvitate la ghiera. Coprite la tettarella con
il cappuccio e agitate il flacone fino a quando la
polvere non si sarà sciolta.
Per evitare ustioni al bambino, è importante
raffreddare il latte artificiale. Mettete il biberon
sotto l’acqua corrente stando attenti che l’acqua
non tocchi la tettarella.
Provate la temperatura del latte facendone cadere
un po’ sul polso: deve essere tiepida. Se il bambino
non finisce il biberon, buttate via il latte avanzato.
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Se avete bisogno di dare al bambino
il latte fuori casa, portate con voi...
la quantità misurata di latte in polvere in un piccolo contenitore pulito
ed asciutto;
un contenitore termico con acqua precedentemente bollita e
mantenuta a 70°C;
un biberon vuoto, sterilizzato con tettarella e cappuccio.
Preparate il biberon al momento del pasto.
Se non vi è proprio possibile seguire le indicazioni precedenti ed avete
la necessità di trasportare un biberon di latte già pronto, per esempio
per l’asilo nido o la baby–sitter, preparate il latte a casa con molta cura e
seguite la tabella sottostante per le modalità di conservazione e i tempi
di utilizzo.
Latte artificiale in polvere già ricostituito
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se conservato
in frigorifero
nella borsa frigo con
mattonella del ghiaccio
a temperatura ambiente
utilizzalo entro
24 ore
4 ore
2 ore
Alcune raccomandazioni:
• per riscaldare il latte già preparato e tenuto in frigorifero: prendere il biberon
con il latte e riscaldarlo a bagnomaria (non più di 15 minuti), fino a che
raggiunga i 37° circa, agitarlo per rendere uniforme la temperatura,
consumare il latte riscaldato entro 2 ore. Non utilizzare mai il microonde
perché riscalda in modo disomogeneo e può scottare la bocca del bambino.
• Non aggiungere al latte in polvere zucchero, cereali o biscotti.
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Allattamento - Dott. Giancarlo Tricarico