v
neeene~:c
;.~›;A:-X);),~2~-~Z~Z
1,-,.."..~?-in)~~);1..:gr.,ZZ..),-`1:~s'Iti vig.~.9~1;);I:3:>.",:'-~b
.
ANNO XXIX
PISA, 11 Agosto 1901
(CONTO CORRENTE CON LA POSTA)
La eROCE
spel.
p
eea
Bil.)1 .lOt
Periodico Settimanale
Q
UFFICIO D' AMMINISTRAZIONE
presso la Curia Arcivescovile.
Le lettere non affrancate si respingono.— I manoscritti ancorché
non pubblicati non si restituiscono. — Si rende conto dei Libri
e Giornali spediti all'Ufficio.
Parla il "Bon Père
.
,
come le rivendicazioni legittime degli
operai, mal pagati, mal trattati e disprezzati
sono considerati come rivoluzionarli : tale
e quale mi diceva un bello spirito di Roma!
O popolo, quando adunque udirai la
voce di Leone XIII Non comprendi che
tu troverai la libertà, e la prosperità solo
seguendo le vie di Gesù Cristo, vivent e
nel suo Vicario ?
ecco
.
?
SI PUBBLICA LA DOMENICA
Un Numero Centesimi Cinque
Questi pensieri mi tumultuavano dentro
mentre in S. Pietro ascoltavo l' interpretazione magnifica delle parole sublimi del
.... Nella lotta gigantesca, cominciata
da Pietro e dalla sua piccola armata di
convertiti, chi poteva credere alla vittoria ?
L' impero pareva un colosso che sfidasse
gli assalti ; ma quale energia, che perseveranza, che eroismo in quella piccola
truppa ! Quando noi paragoniamo i cristiani d' allora con quelli d' adesso , ci
sentiamo la fronte rossa di vergogna ; e
tuttavia non è un impero romano che
dobbiamo spazzare, nella framassoneria
che ci perseguita e schiaccia, è un castello
di cartone, una casa dalle mura in rovina :
i puntelli che la sostengono sono fracidi
e rosi dal tarlo fino alle midolla.
E tuttavia....
Perchè siamo noi impotenti in faccia
a queste ombre ? Non abbiamo come Pietro, come Agnese, Cecilia, Sebastiano, e
Maurizio, Gesù Cristo in mezzo noi ?
Certo, noi abbiamo la stessa forza, lo
NIk
' stesso Dio fatto uomo ; ma mentre Pietro
e i suoi figli ;lottavano contro una reliligione aristocratica per una nuova reliligione popolare, diciamo la parola, schiettamente democratica, certi cattolici dell' oggi, contrariamente alle direzioni della
Chiesa, hanno tentato di fare della dottrina di Gesù Operaio un' opera aristocratica, favorevole ai ricchi e rude ai poveri.
Se tornando alle origini apostoliche, questi
discepoli di Cristo andassero al popolo,
come quelli dei primi secoli, se essi considerassero gli interessi dei lavoratori, le
legittime rivendicazioni dei proletarii, come
l' eco della voce di un Dio che si è fatto
..operaio, allora vincerebbero presto ; il ca«:
stello di cartone crollerebbe sotto il soffio del puro Vangelo ; il popolo operaio
Titroverebbe la libertà e l' indipendenza
ritrovando il suo Dio, e nello stesso tempo
salverebbe la Società.
Mi ricordo che una sera, a Parigi,
presso una famiglia cattolica ben nota,
avevamo parlato di questa orribile democrazia, l' incubo di certi conservatori. Ad
un tratto io mi alzo — e dico alla padrona di casa. — Supponiamo che la porta
del salotto si apra, e che entri un operaio
falegname con un grande grembiale come
ne portano qUegli operai. Egli vi stende
la mano callosa, ed io vi dico : baciate
questa mano, è quella di Gesù Cristo !
La signora si rovesciò sulla poltrona
e gridò : — Oh ! signor Harmel, ma Gesù
Cristo non ha mai avuto le mani Callose ! !
— Certo, signora, egli aveva le mani fini e
sensuali dei nostri bellimbusti, egli che
era falegname ! ! —
La conversazione fini là,.
Ecco come si è ca,namuffato il Vangelo
Universitaria
ANA
coraggio
« Benedico tutti gli associati alla CROCE PISANA LEONI; XIII al Direttore (16 Ottobre 1881).
Deus vos benedicat, dummodo Veritas praecedat, comitetur et sequatur P. PP. IX.
PIO IX agli scrittori della CROCE PISANA.
‘
Is
(CONTO CORRENTE CON LA
I
Gloria: Tu solus sanctus, tu solus dominus,
tu solus altissimus, Jesu Christe
Quante volte sento dire che la nostra
razza è degenerata, che non può più produrre degli eroi ! Ma quale razza era più
degenerata della Roma di Nerone? Eppure,
quanti eroi sorsero dal quel corpo in putrefazione ! Quando l' infame Cesare guidava il suo carro su quello stesso luogo
ove io mi trovavo a S. Pietro, un pezzo
dei giardini imperiali, quand' egli scorr azzava in quadriga pei viali rischiarati da
torce umane, fatte coi corpi impeciati dei
martiri, egli si credeva il padrone del
mondo, egli disprezzava le sue vittime, e
tuttavia queste dovevano 'trasformare il
mondo
Fratelli miei della Democrazia cristiana,
ricordatevi dei padri vostri, non vi lasciate abbattere dai motteggi, e dalle persecuzioni ipocrite, Pietro è con e se
vi è dato di soffrire per la giustizia, sappiate che questa è la condizione n.ecessaria per la vittoria !
LEONE HARMEL.
.■■■•■■•■
■■•■■•■■=121.
ORGANIZZATEVI BENE !
Agli amici di Pietrasanta e di Petbri che
oggi si organizzano sotto l' egidadella i Democrazia cristiana giunga. il nostro saluto au
(girale.
In alto i vostri cuori, Operai...., al Cielo,
al Cielo le vostre aspirazioni. — Schierandovi
sotto lo stendardo della Croce, riposando alombra sua si matureranno i destini che s i
vogliono assicurare alla vostra classe. La scuola
della rivoluzione che vive di discordie, di , odio,
di menzogne e di sangue ha fatto ormai troppo
rapido cammino nei grandi centri, nelle cento
città della nostra Italia! Chiudiamole la porta,
strappiamole specialmente tanti dei nostri giovani, che dalle tranquille abitudini della vita
essa trasporta alle assordanti, plateali, spaventose assemblee, ed intronando loro la mente dei
più stranapalati concetti di libertà, ne gonfia
il cuore di strane ambizioni e di impossi bili
rivolgimenti sociali.
Leone XIII°, quel glorioso, (peli' unico faro
salvatore fra tanta nebbia e tanta tempesta,
più volte ha parlato chiaro alle classi operaie
perché nel nobile desiderio di migliorare economicamente la propria condizione non dimentichino gl' insegnamenti cristiani, percha alleviata. la misera loro sorte informino costantemente i loro atti alla probità della vita.
A lui uniti per fede siategli sempre congiunti coll' opera, e penando spiegati al vento
i vessilli delle vostre società dimestrate agli
avversari che state adunati intorno ad esazi non
per offendere, ma per aiutare, noti per distruggere ma per edificare ; che rav vol ti nello hire
pieghe combatterete da proli le sante battaglio
della verità, dell ordine, della giustizia — che
all' ombra loro volete ripoare i vostr i corpi e
le vostre anime, i vestii figli, le vo stre famiglie felici nell' unione con • Dio, 'nen' amore
alla Chiesa. •
Unitevi adunque e con questa risoluzione
e d' un cuore e d' un' anima sola propugnate
coi vostri legittimi interessi le ragioni della
religione e della patria.
Salvate, salvate voi che siete il diritto e
la forza, salvate l' altare, la proprietà, il focolare domestico e la santità delle nozze.
+
.
ABBONAMENTI E INSERZIONI
In Italia per un Anno . . L. 8,00 — Per un Semestre . . L.1,50.
Per l'Estero aumento della spesa postale.
ANNUNZI e INSERZIONI Centesimi 15 per linea O spazio di linea.
COMPAGNI FOTOGRAFATI
« Il partito è inquinato dagli irresponsabili
dai bevitori di frasi, dagli strati 2"1,C7i0
dallo spirito anarcoide, dalla proliferai mie
anarcoide così rigogliosa ed incessante. Vi sono
molti nel suo seno che pensano di guadagnarsi
piiì presto le spalline carezzando e lusingando
— anzichg contrastarla e correggerla — la
materia impulsiva e azzamente
r
ribelle che si
trovano d' attorno. Il cuculo anarchico cova
nelle Camere del lavoro. L'ossessione catastro-
fica : il culto, confessato o no, della violenza
il disegno delle riforme : la mancanza del
senso nella gradualitcì evolutiva sono caratteristiche comuni a tutte quelle varietà di
socialismo a base di ribellione impulsiva e di
demagogisino e di esse approfitta sempre l' anarchico. »FILIPPPO TURATI.
E TRISTE!
Da vani giorni Francesco Crispi è entrato in un periodo risolutivo per cui la morte
è ormai vicinissima,
Ebbene nei terribili momenti per un malinteso riguardo dei famigliari e per quella
sorveglianza che la setta sa disporre al letto
de' suoi corifei, niuno ha per ora parlato a
erispi del pericolo in eui Si trova, nù dei
sacramenti della Chiesa.
Il Senatore ebreo Abele Damiani avrebbe
risposto alla figlia di Crispi che ne lo inter'rogava: « Non coaviene esporre vostro Padre
forti emozioni, del resto prima di appartenere alla famiglia, Egli appartiene alla
nazione ».
Oh se appartenere alla nazione vuoi dire
morire come animali senza invocare perdono,
senza. una preghiera.... tenetevela la vostr a
nazione.
Intanto al capezzale di un moribondo vi,
gila là più inconscia e malintesa tenerezza da
una parte e la più perfida crudeltà dall'altra.
E Crispi con una esistenza fortutiosa, in
procinto di rendere conto a Dio de' suoi ot tatit' anni di vita.... è lasciato solo, solo col
suo male e senza pensiero ....
Oh ! la tirannide di una setta che col
pretesto di favori asservisce i suoi adepti
in vita e ne circonda le agonie di infami e e
di tradimenti !
La Cultura del Clero
di R. MURR I.
questo il secondo volume della serie
che. va sotto. il titolo significativo • Battayie
d'o«gi:
- . ed è costituito da una serie di lettere che l'autore à dirette ad un suo dotto
amico, il P. Semeria, intorno ai piit gravi
-
argomenti che interessano la vita ecclesiastica in Italia nel presente momento.
1..A. .colpito vivamente — lui mente elett
si ma e cuore profondamente sacerdotale . — dal lo
stato di decadenza che nella vita civile o
'sociale presenta oggi l'azione del Clero, Si è
posta con vero coraggio dato l' argomento, a
notare i difetti e le lacune per cui oggi è manche'vole la cultura ecclesiastica, offrendoci una pittura vivace del male condotta con Schiettezza
e vigoria mirabili e nella non facile disami na
delle cause remote e prossime alcuni capitoli assumono il valore di una acuta ricerca
sociologica.
Non vuolsi ricercare in qubste pagine i
pregi di un'opera letteraria. Lo stile è rigi do
e talora aspro Ma ogni scrupolo letterahno svanisce dinanzi alla originalità, alla spontanea
schiettezza di queste pagine in cui vibra tutta
la luce e il calore che vi ha trasfuso tid.anima
giovane operosa, aperta a tutte le correnti
della più sana modernità o nello stesso tempo
riboccanti di un amore fervido per la fede,
poi cattolicismo di cui intende tutta la feconda
Di mezzo a riflessioni fredde e oggettive
sorgon fremiti e lamenti di un animo che
vorrebbe scuotere chi dorme t‘ distruggere
le barriere etre dividono la società moderna e
il suo clero e lo rapiscono a quell' apostolato
religioso e sociale di cui l' A. tratteggia un
grandioso programma in un capitolo splendido.
Quando il Marri tocca delicatamente di
un' ascetica fastidiosa, dna si fa consistere
nelle fortnole e nelle pose e invoca una pietà
robusta, vivificante e non modificatrice del
carattere ; quando critica i vizi di una predicazione accademica e di una oratoria plagiaria
e reclama invece una esposizione sobria e
pienamente evangelica ; quando non vuole
trascurata nell' educazione religiosa il sussidio
dell' arte — riesce così eloquente così persuasivo che il lettore è trascinato quasi
per forza .alle conclusioni dell'autore.
Possa il volume del Morii — così ricco
di idee e di santa arditezza — incontrare
molti lettori e suscitare quel ainascimento di
vita cristiana in cui egli mostrasi tanto fiducioso. Così quelli del laicato avranno modo
di correggere molte idee preconcette sulle
cose del clero, ma più specialmente il giovane
clero vi troverà una vera sorgente di meditazioni per osservare quanto noi abbiamo
fatto e quanto dobbiamo fare per riacquistare
il terreno perduto.
Fra le ombrosità e le diffidenze degli
eterni piagnoni Murri può esser lieto di avere
compiuta una opera buona ed utile con questa
revisione critica non pretenziosa ma ispirata
all'amore della Chiesa e del vero.
Biblio filo
(*) Libreria Salesiana, Via S. Eufrasia.
1
Tri
1311Vilar davvero
(Ghiaia In setajuoln)
Il portiere suonò l' entrata, poi fermò ad
un gancio la corda della campanella, e si avviò verso la porta della fabbrica che era
spalancata ; fece il cipiglio e buffi) sul viso ad
alcune operaie che arrivavano in quel momento,
chiuse metà della porta, ed entrò nel suo sgabuhino, ornato da un',infinità di figure reclamo,
e ammorbato dal puzzo della sua pipa. Dis.teac
un giornale, inforcò gli occhiali, appoggiò i
gomiti al vecchio tavolino arruffato, e stava
POI' incominciare a leggere quando senta nel
cortile dei passi affrettati.
Un' operaia in ritardo ! — pensò — e alzato
il capo vide in fanti la Giulia una delle operaio a
giovani, che entrava, era rossa, aveva il re spiro alratItt6•30.
Fertna, — grugnò il portiere, che iiilzulto
era uscito e le si era piantato davanti — l o
pare che sia questa l'ora di venire (;nardi,
un quarto d' ora; quindici minuti di rilardo,
capisce ? — e eaceiò sotto gli occhi dilla paverine, il suo grosso orologio. — l tanta che ho
pazienza, oggi non p3sso G.Alera•o davvero, insogna che la multi, d' altra prte... le voglion
far le signorine le stanne a farsi i ricci... —
e rientrò nel casotto O. segnar la multa.
- La povera Giulia senti una stretta al cuore,
andò nello spogliatoio‘ attaccò la sua sottanue
cia color marrone, e la sua earaicettina di canibri, s' infilò il vestito di fabbrica, aecor più
.
-
't!
..••• •••••
;
J
-. • • . - ...~-t—, 0.~~5t . t*tte~~,U .6.-~rSttra...e~...~..e...thrhc...~
povero e consunto di quello che s' era levato,
e si Mise al lavoro cogli occhi pieni di lacrime.
Povera figliuola ! quella multa era veramente una disgrazia per lei ! Si trattava semOccultano di no centesimi, ma e' èra tanta
miseria in casa sua ! avrebbe fatte tante cose
lei con quella mezza lira! Oh! se arrivava pi una!
la sua mamma glielo aveva detto che avrebbe
fatto tardi, ma lei aveva voluto sbrigare tante
faccenduole e poi non sapeva mai r!solversi
a venir via, la mattina, le dispiaceva tanto a
lasciar sola la mamma ammalata !
Le compagne di lavoro che le volevano tanto
bene e che quella mattina la vedevano afflitta,
le gettavano ogni tanto, attraverso il rumore
delle macchine, delle parole di conforto, ma
la Mina non si consolava.
A vvolta nel fumo che saliva su dalla enorme
caldaia, nauseata dal puzzo che esalavano i
bozzoli ed al quale non si era potuta abituare
la Giulia \alzava e abbassava automaticamente
la scopetta alla quale si avvolgevano i lunghi
sottilissimi fili di seta, coi quali sarebbero state
intessute tante splendide . stoffe, e pensava.....
pensava alla vita triste di fanciulla povera.
Aveva appena conosciuto il suo babbo, fornaio di notte, morto quand ella era ancora
mo!to piccina, era poi cresciuta su su colla
mamma e un fratellino minore, lottando sempre
colla miseria; sempre in pensiero peir mettere
(I• accordo il desinare colla cena e trovare
poche 1:re per la pigione.... finalmente era
spnntato un raggio di sole. Lei aveva trovato
lavoro alla filanda, e un buon gihane della
sua condizione aveva cominciato a volerle bene.
Ma.... si era ammalata la mamina, i pochi soldi rispiarm iati per mettere su casa
erano spar id.
Carlo, il lidanzato, vedendo che le cose an.
davano troppo in lungo, si era raffreddato ; diradandn le-sue visite a casa.— o se andava si
tratteneva. poco ; forse.... non la voleva sposar
'più ! e qnesto pensiero le diede le vertigini.
'Che avrebbe fatto lei allora ?
• Se anche quell' unico raggio di sole fosse
sparito. del tutto 2
Era così penosa la vita !
,Taate ore di lavoro con quel caldo do soffocare, con quell'odore nauseante.... e a casa
avvenire miserie, e nel cuore
sconforto. Non w! poteva più Froprio più.
Sentì la testa girare.... le si fece buio agli
occhi.... vacil lò....
Corsero le opepaie più víciiie e la portarono nello spogliatoio pri va di sensi, si mandò
pel medico, venne il padrone col suo figliuolo...
la povera Giul ia soccorsa con solleci udirle presto
toriò in s. Apri gli occhi si ricom pose e si
guardò intorno vergognosa d' essere oggetto di
tanti sguardi. Era così bella in quel momento!
cogli abbondanti capelli castagni un po' in disordine che le incorniciavano il v iSO a cui il
pallore dava uoa fineua aristocratica e la
persona atteggiata ad un composto abbandono.
Le fu condonata la multa, fu accompagnata
a casa in legno.... Da allora diventó la beniamina del padroncino. Egli le usava le premure più particolari, la Giulia se ne accorse,
e.... tremò.
Erano passati dei mesi.
Annottava, la Giulia tornata allora dalla
Manda si era seduta presso la finestruccia
della sua soffitta e guardava lontano il cielo
su cui si riflettevano gli ultimi bagliori del
tramonto e i cento tetti irti di comignoli della
città, guardava senza vedere, oppressa com'era
da tanti pensieri crucciosi.
La mamma che stava peggio, suo fratello
licenziato dalla tipografia per mancanza di lavoro.... e.... Carlo, Carlo Che da tanto tempo
non si vedeva....
Fu bussato alla porta, un ragazzetto consegnò una lettera.
(La Giulia l'aprì... lesse.—
:Non poteva.... non voleva credere, le pareva di sognare... si. passò una mano tremante
sulla bella fronte madida di sudore rilesse ancora.... Era una lettera del padroncino, una lettera piena di passione, di proteste, di promesse abbaglianti; tutte le espressioni che possono lusingare e perdere il cuore di una giovane
erano in quella lettera che suscitò una fiera
tempesta nel cuore della setaiuola.
Nascondendo sotto un' apparente penosa
tranquillità il tumulto che aveva nell'a nimo,
la Giulia prestò i suoi servigi alla mamma
malata malata, poi tornò nell'altra stanzuccia
fu oppressa dal peso de' suoi pensieri. La
miseria presente e uno splendito avvenire
passavano davanti alla sua immaginazione e-
-----------------
saltata, cdn tutta la magica forza del loro contrasto. Essa si vide ricca abbellita degl'incanti
di costose toilettes, corteggiata.... ammirata
seni pre, vide splendidi appartamenti cittadini
di cui lei sarebbe stata la regina, e ville e
spiaggie di mare che avrebbero ridato a sua
madre la salute, a lei e a suo fratello in vigore; e niente più quel lavoro repugnante,
duro, fitticoso che spengeva innanzi tempo la
sua giovinezza, e niente più quella lotta per
la vita che aveva sempre combattuta, e della
quale si sentiva ora così stanca, ma ricchezza,
trionfi, godimenti... felicità!
E questa felicità sua era in potere di lei
d'acquistarla, essa l'avrebbe comprata a prezz.o... della sua coscienza. Perchè l'abbbagliante
miraggio diventasse una :palpabile realtà bisognava che infrangesse la promessa di fedeltà fatta a Carlo, bisognava che calpestasse
tutti i doveri di gratitudine che la legavano
al padrone che l'aveva tanto beneficata, e che
certo non avrebbe approvato la determinazione
del figlio, bisognava che si facesse complice
della infed eltà di Ini che aveva già dato fede
ad una nobile signorina, e soprattutto... bisognava che tradisse se stessà, unendosi ad un
uomo i rreligioso e immorale, il quale... chi sa?!
l'avrebbe fors' anche spinta a far getto della
sua dignità.
La lotta che aveva agitato l' animo della
povera giovane durante queste sì angosciose
riflessioni divenne più acerba, e lei, che incosciamente sapeva essere unica forza nei
grandi momenti della vita la preghiera, pregò,
e poi la sua coscienza fiera e retta disse uno
di quei no, che solo le anime indurate alla
lotta sanno dire:
Intanto la luce bianca dell' alba entrava
dalla finestruccia. un suono lontano annunziava
l' Ave Maria, e la brezza mattutina scherzava
fra i capelli castagni è sulla fronte ardente
della setaiuola, come un carezza di paradiso.
Davanti a questa figura nobile e fiera di
popolana, come impallidiscono, come di ventan
meschine certe bontà che i volgari acclamano!
Si dice che certe signorine sacra buon e
perch hanno un perenne sorriso sul labbro,
perchè s'inteneriscono sulla sorte d'un cagnolino ammalato, perchè fanno il visetto compunto
al racconto di tante miserie. — Buone ! e non
sanno che cos' è privazione. lotta, cimento e
non conoscono dolore! Ma la bontà senza prova
è un nome, un'astrazione, una larA.
Voi, o giovani popolane, che indurite il
corpo al lavoro dei campi o perdete salute fiorente e avvenenza all' aria viziata delle fabbriche e degli opifici, voi su cui pesa più dura la legge del lavoro, voi che incontrate a
ogni passo il sacrifizio, voi che accettate la
vita Co:, tutte le sue più cocenti amarezze e
non imprecate, voi che soffrite sempre e non
maledite mai, voi siete buone — forti — eroine; eroine oscure e inosservate ben più
grandi di quelle che la gloria circonda della
sua aureola, e voi o figlie del popolo io saluto,
ammiro ed amo con tenerezza di sorella, e à
voi mando il plauso grandioso e solenne delle
persone buone. Ines N.
,
S. Alfonso e i Socialisti.
Studiio del Sac. Dott. Ferrandina
Cent. So.
Napoli, Libreria della Croce, Largo 3, Napoli
In due giorni ne fu esaurita la prima edizione.
uttíma eteía.
Chi apre un po' i giornali socialisti
resta na useato della violenza spudorata
con clai si attacca la religione nostra
santissima. Non vi è domma, pratica
religiosa, Sacerdote che non rimanga
investito dagli insulti che quest'ultimi
'settarii lanciano rabbiosamente. Dio
stesso è trattato collo scherno volgare
come un borghese qualunque. Badate
che i veri 'socialisti non hanno fatto mai
mistero della natura intrinsecamente antireligiosa che li animava, ma erano
prudenti, leali, educati, oggi si gettano
a combattere il cristianesimo con uua
volgarità Che impensierisce. No i diciamo
che se si va di questo passo smetteranno
di scrivere gli articoli dei giornali per
scendere in piazza ad aggredire, ad insultare, a turbare le funzioni sacre a
rinnuovare gli spettacoli, e le rovine
della Comune.
-
.
------
-
-
È vero che Turati si sfiata contro
gli anarcoidi — di cui crede ripiene le
camere di lavoro — e i violenti, ma
che per ciò quando i giornali dei socialisti si gettano tra il popolo a predicare costantemente l' odio e il disprezzo della
religione e dei suoi ministri, mentendo
e ingiuriando ?
Ebbene eppure di fronte a tutto questo infuriare del socialismo anticlericale
i socialisti pretenderebbero che i clericali non si difendessero. che i predicatori tacessero, che i preti tornassero in
sacrestia.
Ah ! è questo che vogliono, vogliono
il popolo nelle loro mank temono l' azi one del parroco che lo illumina e gli
mostra i lineamenti turpi del socialismo
corruttore, temono le leghe cattoliche
perchè si vedono sottratti un dominio che essi vogliono avere per forza :
essi questi benefattori dall'umanità, questi leali paladini del popolo.
Ma vi stà proprio a cuore il popolo? E allora perchè non siete contenti
che altri pure cerchi di sollevarlo, soc..
correrlo come può ? Si capisce che voi
vi sentiti forti dell'appoggio tacito del
governo — quantunque sui giornali
sfoggiate in fierezza — e di tutte le
forze antireligiose e quindi incivili della
nazione a danno dei clericali e però
imbaldanzite.
Ma badate che il popolo tiene gl;
occhi aperti e comincia a dubitare del
vostro spirito di sacrificio e di disinteresse....
Oh ! come finirebbe presto per voi
se non trovaste negli inerti di parte
nostra, i vostri alleati'
-
Per dare un'idea dell'accanimento con cui
i socialisti ci assalgono basta prendere così a
caso un giornale del partito: noi abbiamo qui
sul tavolo l' Aranti di giovedì. — Ebbene in
prima pagina art. di fondo inveisce contro le
leghe cattoliche prendendo le mosse dai fatti
di Arcore, — dove non esisteva lega cattolica — quindi l' Avanti mente attribuendo alla
lega cattolica il trascendere alle violenze. In
quinta co lonna, prima pagina, un tale se la
piglia colle feste dei quartieri di :Napoli, perchè sono fonte di disordini e di ubriacature e
dice che il titolo dell'art. potrebbe essere la
influenza educatrice della religione, mentre
capisce bene i articolista che in questo caso
la religione è la vittima per quei disordini,
.
non Y autrice; in seconda pagina parla delle
infamie della Setta Angelica come espressione
normale della vita ecclesiastica e tutto pubbl ica sotto al titolo « Bottega e saerestia »
Ah ! come sono buoni questi socialisti e come
è morale la loro propaganda fra il popolo'
Un rimprovero ingiusto
Ci viene fatto un rimprovero che riteniamo
pro prio ingiusto. Voi, ci si dice, scrivete il
giornale come se al mondo non vi fossero che
operai.... ma ci sono anche dei padroni, dei ricchi e conviene parlare a tutti indistintamente.
Verissimo, ma diteci un po' egregi censori
chi è che oggi ha maggiore bisogno di essere
illuminato, aiutato, sollevato? Non è forse la
povera classe popolare e lavoratrice così universalmente presa di assalto dal socialismo per
profittare della sua ignoranza e indirizzarla ai
fini del partito? Non vedete come non riposano
mai questi apostoli anticristiani? conferenze,
opuscoli, giornali magari regalati, vignette,
ecc. ecc., tutto mettono in opera per scalzare
la fede nelle popolazioni sotto lo specioso pretesto di rivendicazioni economiche e di una
felicità che non verrà mai? E voi pretendereste
che non ci occupassimo di questi poveri operai,
che seguissimo tanta gente di nostra conoscenza
nel rimanere silenziosi ed inerti per amor della
pace dinanzi a spettacoli spirituali così rovinosi?
Del resto anche se parlassimo ai ricchi e agli
altri, chi per superbia chi per la mania di fare
il contrario di quel che dicono i clericali non
ci ascolterebbero e farebbero lo stesso e allora
vale davvero la pena rivolgersi al popolo, al
popolo che ha cuore e grande onestà e che
accoglie con gratitudine ogni parola e ogni
atto che lo illumini e lo soccorra nella troppa
miseria morale e materiale da cui è oppresso,
e non per colpa della religione
Perciò anziché rimproverarci, aiutateci nella
propaganda del bene.
Le bestie che scrivono.
Opuscolo di Tartaifel
nel quale sono elencate e dimostrate
214falsificazioní
(di S. ALFONSO)
5 cent. la copia - 2,25 , So copie e lire 4
I oo copie, dirigere commissioni alla Società I. C. di Cultura - Piaua Torretta
20 Ronza.
I SOCIALISTI!
S. Sisto al Pino. (9). [K]. — Ieri sera, 8
Agosto, secondo l'avviso datone con manifesto
dalla nostra lega cattolica avemmo lo studente
Bertini a tenere una conferenza pubblica sul
tema: L' organizzazione degli operai.
Il Bertini colla solita sua vibratezza, di parola svolse per circa un'ora a un pubblico
numerosissimo e vario i capi principali del
programma democratico cristiano riuscendo
felicissimo specialmente nel delineare il compito
delle nostre Leghe, e la ragione per cui noi
vogliamo che esse Leghe siano e rimangano
cattoliche. Fu applaudito ripetutamente.
Dopo che ebbe terminato di parlare chiese
la parola il Letemine che era appositamente
intervenuto alla conferenza con un codazzo
di compagni (circa 30).
Benchè già tardi gli fu concessa la parola,
a patto però che si limitasse a delle pure e
semplici osservazioni su quanto aveva svolto
il Bertini, cioè sul programma economico•sociale
della democrazia cristiana.
Promise; ma dopo un elogio enfatico del
suo avversario, e dopo aver detto che c'è anche
il socialismo nel mondo e che si è mosso prima (sic) di noi per aiutare il popolo, cominciò,
in tono tribunizio e concitato a scagliarsi
contro il cattolicismo, accusandolo — la solita
accusa imbecille — di avere alterato la vera
dottrina di G. Cristo....
Allora, siccome gli animi già si riscaldavano,
gli fu fatto capir gentilmente dal Bertini che
deviava e che in quell' argomento non poteva
concedergli la parola. Non l'avesse mai fatto! Il
socialista mentre poco prima si era dimostrato
così smancieroso per la lealtà e la tolleranza
dell' avversario, prese a gridare come un energumeno all'intolleranza, alla slealtà dei cattolici
Qui nacque un baccano indiavolato; i socia-
listi urlavano e minacciavano, i cattolici si sforzavano inutilmente per dar degli schiarimenti....
Quando, contro ogni diritto, il Lefernine rimontò sul tavolino invitando i presenti a gridare : Viva il socialismo. Il Bertini voleva protestare naturalmente, e invitare alla sua volta
a mandare un saluto alla democrazia cristiana.
Non gli fu possibile. I socialisti — gente, n.otisi
bene, tutta forestiera — bociavano come forsennati protendendo contro di lui i pugni minacciosi. E così . in mezzo al disordine e al
baccano, voluto ed alimentato dai rossi, terminò
l' adunanza.
Questi i fatti genuini, ora poche parole di
commento. Il venire del socialista Lefemine ad
una conferenza indetta da cattolici e per cattolici, attorniato da una trentina di compagnoni
indica già qualche cosa'
Lo scagliarsi repentino e furibondo del medesimo socialista contro i democratici Cristiani per
chè questi che benignamente gli avevan concesso
di parlare, lo richiamavano, con pienissimo diritto, all'argomento della conferenza, più che
indicare dimostra come il Lefemine e gli altri
socialisti aspettassero ansiosi di poter cogliere
qualunque pretesto per far del canaìo, — il
solito argomento socialista. E siccome questo
pretesto non poterono trovarlo durante la conferenza perché il Bettini fu oggettivo e sereno,
lo vollero prendere ad ogni costo nella replica
dell' avversario.
Non son forcaiolerie vere e proprie queste?
Ma sappiano, il Lefetnine e i suoi, che i loro
fischi e le loro escandescenze non fecero che aumentare in questo paese la simpatia e l'amore
per la causa democratica cristiana svelando
sempre più il marcio del socialismo.
E il Bertini mentre tornava a Pisa cogli
amici fu fatto segno da parte di questi buoni
popolani a un'ovazione sincera, affettuosissima.
— Dopo ciò è inutile occuparsi di quello che
dice il Corriere Toscano, solo neghiamo che i
democratici cristiani avessero indetto un contradittorio : quindi al Bertini spettava il diritto
di concedere o no la parola e di limitarla alla
confutazione del tema da lui svolto nella con.
ferenza.
W. la Democrazia Cristiana!
_.
27,3_"3:r..377" -.741~. 22=P2.71'.7‘="
_IIir7
S. ALFONSO MARIA DE' UGUORI
Numero Unico dell' ECO d' ITALIA.
Trovasi vendibile alla Tipografia
ORSOLINI-PROSPERI.
PREZZO CENT 10
-111~11.11~
r
.*
T
.my 0
s~rier.~3:s.X:~,Stab.'•bbee~t~e5e9~3: 1;>Z3Z ge.hcsm-xxart_~.~~.~..w...••m•.,:-..a;.K.1;...-I zuz,iliov
- •-
•
41===511ele
'n1r.".",---C-TI=R9
IDEALE E REALTÀ
Quando io frequentavo i corsi magistrali
vagheggiavo un caro ideale pedagogico: una
scuola elementare situata in s orridente posizione, circondata da piante e fiori vaghi ed
olezzanti, con aule spaziose e piene di luce, ove
vedeva ilari, giocondi maestri, intenti a spezzare il pane della scienza a vispi, gai, intelligenti e civili fanciulli. Lasciato l'istituto normale e conseguita la qualità d'insegnante primario, mi ritrovai ben tosto nel mondo scolastico, in cui la triste realtà delle cose dileguò
dalla mia immaginativa, il geniale ideale pedagogico, che tanto avevo accarezzato con tutto
il trasporto d' un cuore giovanile. Vidi la scuola
non in mezzo a giardini sorridenti di eterna
primavera, perché abbelliti dalla permanenza
del verde delle foglie delle piante conifere, ma
in siti umidi, infetti, malsani che raccoglievano
una miriade di bambini scoloriti, anemici, sudici, sonnolenti, pigri e svogliati, ai quali maestri incanutiti innanzi al tempo comunicavano
gli elementi del sapere. Lo spettacolo doloroso
di educatori macilenti per ?ungo digiuno, con
i capelli arruffati, con le occhiaie, segno manifesto delle loro sofferenze materiali, dagli abiti
miseri, sdruciti, mi afflisse profondamente lo
spirito e mi fece esclamare: è questa la scuola
popolare, a cui ogni giorno il docente di peda
gogia inneggiava con parola calda, efficace,
perchè faro di civiltà, luce di progresso, ancora
di salvezza, potentissimo coefficiente di benessere
sociale ? Ne volli indagare le cause, e non mi
fu ardua cosa trovare l'incognita. Vidi che
1' apatia, l' indifferenza e la noncuranza deglEnti interessati erano le cagioni efficienti di
tale male. Mi accorsi pur troppo che l' istituto
elementare non aveva destato entusiasmo nella
Società: questa era più proclive ad attendere
al miglioramento delle razze dei quadrupedi
che a quello u mano ; più propensa ad accorrere
alle corse dei cavalli che alle feste scolastiche.
Essa non vuole cooperare all' incremento dell' istruzione ed educazione del popolo, ma però
è assai pro pensa di attribuire ai poveri maestri
primari ogni colpa dell'attuale disordine e malessere sociale.
Noi docenti elementari siamo proprio il bersaglio dei dileggi e delle ire sciocche della
Società. Questa ostacola ogni nostro miglioramento morale ed economico: gli Enti che la
r appresentano nei loro bilanci stanziano somme
c ospicue per costruire teatri, pubblici mercati,
per aprire strade per il passeggio e lo svago
degli oziosi, ma si oppongono con ogni potere
al miglioramento delle condizioni della scuola
e degli educatori. Questi affranti , derelitti,
se onfortati vivono come tanti esseri diseredati
• d alla rea sorte : non hanno pane nemmeno per
isfamare la famiglia. L' esausta finanza italiana
non consente neppure una minima elevazione
del loro stipendio. Ma eglino accomunano le
loro forze, si uniscono in Federazione Nazionale
per conquistare i loro giusti, santi diritti oggi
• disconosciuti e p osti in oblio. Un insegnante.
Comunione durante la messa parrocchiale, e a ore
11 il M. R. Pievano di S. Lorenzo alle Corti cantò
la messa solenne. La sera dopo il Vespro ebbe luogo
per il paese la consueta processione colla reliquia
della Madonna; ed in quell'ora la piazza e le vie di
Riglione erano piene dì popolo quantunque non vi
fossero bande. illuminazione ed altri esteriori festeggiamenti. La festa fu celebrata domenica, 4 dei
corrente, e continuata tutto il giorno di lunedì
Palala 7 Agosto (Oleandro), — Sabato scorso
3 agosto, cessava di vivere nella propria villa a
Collevoli (Palaia) il Conte Andrea non ancora ventenne, primogenito dell'Ill.mo sig. Conte Alfredo
Agostini-Venerosi Della Seta.
La ferale notizia, propagatasi come lampo per
il paese, riempì la maggior parte degli animi del
più acerbo cordoglio, e con tutta espansione si asso ciava vivamente al lutto della Nobil Casa Agosti ni, per la precoce ed alli ! troppo straziante e
crudele morte di Colui che prometteva dolci consolazioni alla Famiglia e alla Società.
Nè l'affetto illimitato de' suoi cari; nè le cure
della più raffinata scienza; nè il pianto dei famigli; nè le preghiere di quanti Io conobbero, valsero a salvarlo.
Lunedì 5, niente curando, nè i disagi del caldo;
nè il giorno di fiera, nè gl'incomodi della vita, la
maggior parte del popolo, che sente vivo nell'animo il sentimento della gratitudine e della riconoscenza alla Famiglia dei Conti Agostini, si recava a Collevoli, unitamente alla Filarmonica, fatta
muovere dalla propria sede mediante pubblica sottoscrizione, onde prender parte ai funerali che rius cirono imponenti; sia per il concorso di persone
d'ogni ceto e sesso, sia per l' ordine lodevolissimo
con cui vennero diretti.
Seguiva il feretro il mesto Padre ed il fratello
Alessandro, circondati dallConte Montaut Sindaco,
dal Conte Bicchierai, dal Conte Catanti e da un
numero considerevole di amici e conoscenti, venuti perfino di fuori.
Bellissime le corone della famiglia, dell'Av.
Toscanelli, del Dott. Gazzarrini ecc.
Fatta in Chiesa l'assoluzione della Salma, fu deposta questa in un bellissimo carro funebre, che si
mosse alla volta di Pisa, scortato da due carrozze
ove presero posto: la Nobil famiglia dell' estinto
alcuni amici e il Clero.
Sorrida dal Cielo, l'anima benedetta, all'amato
ed inconsolabile Padre; alla gentile e cattolica
Madre, ai dolci fratelli, alle tenere sorelline che
lo amavano d'un amore speciale, quale appunto si
addiceva alle sue rare virtù di mente e di cuore.
IN PROVINCIA.
Da Bigi ione. Questfanno la festa annuale di
Maria SS.ma sotto il titolo di Divina Pastora è stata
celebrata per due giorni e con maggior solennità
nella chiesa parrocchiale, mercè lo zelo del M. IL
Curato e l'opera assidua delle pie persone che del
culto di quella venerata Immagine tanta cura si
prendono. Essa questa volta non al proprio altare,
ma sul maggiore tra splendido addobbamento vedevasi esposta; e la gente numerosa accorreva mattina e sera a visitarla, te rminando così di bel nuovo la tradizionale divozione del paese verso quella
sacra Effigie cui non indarno ha più di una volta
fatto ricorso in momenti di pubbliche necessità.
Uno stuolo di giovinetti fu ammesso alla prima
9
4.
Un gior9a1e socialista condarupto
Mercoledì a Ravenna fu condannato il giornale socialista la Parola per gl'insulti lanciati
e entro S. Alfonso de' Liguori ripetendo le soI ite insensate volgarità.
Se si facesse così dappertutto.
Terre irredente
Togliamo dal Giornale Voce della verità:
Chi di noi, compiuto un lungo viaggio attraverso la penisola, non serbò, triste e profondo, il
senso di desolazione che dà all'anima la vista, anche fuggevole, delle immense piaghe di terra italiana incolte e deserte, regnate dal fosco demone
della malaria, percorse dai serpeggianti brividi
della febbre?....
Quale contrasto, fra quella desolazione, quell'abbandono, quella tristezza che giunge persino alla
imponenza di una lugubre, sinistra grandiosità, e
gl' incanti paradisiaci di altri luoghi dello stesso
paese, ai quali il suolo verde e fiorito, il cielo smagliante, le acque fresche e lucenti danno fascini e
sorrisi indimenticabili!
Ma non soltanto nel confronto colle regioni nostre più arrise da] sole e dalla natura, quella tristezza ci appare immensa; essa ha un contrapposto
ancora più significante nelle pingui pianure, nelle
colline pampinee a cui l'opera alacre dell'uomo dà
un aspetto di grande e serena forza di fecondità,
non meno possente, sull'animo nostro, degl'incanti
naturali.
.
Eccovi intanto per il momento 50 lire; ed in seguito,
qualunque cosa Iddio disponga di voi, la Società di Sali Vincenzo de' Paoli, della quale tutte facciamo parte, penserà
alla vostra esistenza. — Fu sì inaspettata e grande tale
consolazione che la donna dal color cadaverico, già dimolto
esaltata a éausa degli intensi dolori fisici e morali, scese
dal suo letticciuolo, ed abbracciando la testa del Marito vivamente commosso, esclama: — Arrigo, hai udito? Siam
divenuti ricchi Vedi, tengo in mano 50 lire' No, no,
che non andrai all'ospedale, sarai curato qui dalla tua povera Ernesta con tutto 1' amore, con tutta la tenerezza. Io
son guarita; e presto andremo insieme ai nostri bambini a
fare una passeggiata a Posilipo. Guardami, Arrigo, sorridimi
anche una .volta, guarda come cammino. — E così dicendo,
correva da un capo all'altro della stanza ritornando tosto a
chiamare e riabbracciare il Marito. Questi che pochi minuti
prima sembrava migliorato, ad un tratto assalito da forte
convulsione cessa di parlare e dà segni di imminente agonia
Ernesta,. impazzita a quella vista, cacciasi a più riprese le
FERRO-CHINA BiSLERI
.
ACQUA DI NOCERA UMBII A
II, Convegno regionale d, c,
.......... +. +++■• +++++
_
T.,
.,.,
,_.._
....N.
"..,,,
OMCC.rY0 0>C3tA.siO%k5K0'53(.':cì)',W,OW<,
TOSCANO.
Secondo l' incarico affidato
*
l' anno passato
al Comitato promotore si stanno in questi
giorni studiando le norme e le linee del secondo
convegno.
Inutile il dire che noi aderiamo di tutto
cuore alli idea di questa riunione epperò invitiamo tutti i nostri amici a porsi d' accordo
colla Commissione di Prato (Redazione dell' Operaio,) aderendo e manifestando le proprie
vedute in proposito.
,4>
•
X
OINET.
•
esci USiVi i ,, IJ t
al
o
Soz
X.
5)
**
mmixkzeto ,.'>.. 4 4 Wg*W:g4f3g
O
O
w,sma
3n C i ttà
Le amorevoli cure della vecchia madre, del
marito delle figlie; che adorati adoravano la loro
Cara, nulla poterono contro il male crudele, che
in poche ore la ridusse freddo cadavere.
La imponente dimostrazione d'affetto, che il po-
COLORI PALLIDI. NEURASTENIA,
LEUCOUEA.
CONVALESCENZA di tut e le Malattie.
cane
evellos
a chi ne farei clonianda con
semplice biglietto da visita.
~
or, W4~
negli Sbrana.
,
(Brattg yediamo
,
PHOTO-FAIPORIUM
A-gnese Sbra,na,
APA grr
,■d P
POVERTÀ del SANGUE. CLORGSI.
_
in Fotografia!
0‘0
.<6MILANO.
pieno vigore degli anni
e circondata dagli affetti più cari. cessava di vivere. improvvisamente
Ilbov~~^~,^AsNeewmao.s,
Dilettanti
pione del nuovo rivelatore
Il giorno 3 andante, nel
DIARIO SACRO.
•
Dom. XI dopo la Pent. Vangelg: Gesù
risana un sordo-muto. (S. Marco VII, 31) S. Gaetano C. e Ss. Tiburzio e Susanna Mm. Al Duomo
o
VA I? 7GIONjj
:N 2/.2 CSCZN3 a RADICALE
cifir ELISIR DI S. VAZINZO DE POLI
Prnrfotto sa cfily-eate
(Irj20
,
arizersi iii MiUdF.igeliaCARITA,105
•41• },
P, odol.t.A lt 5. Vincenzo de Paolt : I. Pate,acie Snulnier,
Ir 13m3d.. - • liubc,.1; p : me°
: A. MANZ3NI &C°. :VII Istm)- i i o rn .V., n.ilt4
Arrigo, no, non devi lasciar sola questa povera donna con
sette figliuoli Che farei io mai 2 Con te, con te adnnque
vogliam venir noi pure. E gettandosi sul duro giaciglio,
mentre i figli urlavano e pel dolore e lo spavento, abbraccia
e riabbraccia il suo diletto, lo bacia Io guarda e sviene !Due
robusti uomini allora la separaron da liti. riadagiandola nella
branda; ed il Sacerdote si affrettò ad amministrare l'Estrema
Unzione al povero agonizzante
A questo punto le pie Dame, estremainente commosse,
uscirono dalla casa del pianto, salendo per la seconda volta
in carrozza, ammirate e benedette dai poveri del vicinato, i
quali non indarno avevano stesa loro la mano.
Sebbeiri si accusino le donne di chiacchierone, tanto da
averne fatto derivare il proverbio che dice « Due donne
fanno un mercato — tre una fiera » pure questa volta le
nostre cinque Signore nel far ritorno al Palazzo Del Fante
dettero una smentita di più agli accusatori del sesso gentile.
Erano così addolorate che nulla valse a distrarle, nemmeno
il passaggio delle Loro Maestà, accompagnate dal Generale
di Roccabianca, i quali tutti risposero con vera familiarità e
grazia al loro saluto. Rientrate per b in Palazzo ed accolte
ccn festa dai piccoli figli delle nobili Sorelle, si sentiron subito ricrear lo spirito; e dopo essersi rinfrescate, tornò a
tutte la voglia di conversare.
La prima a dar le mosse, fu secondo il solito, la Con-
•
............... ■+++++++
-
mani fra l'irta e sciolta capigliatura, gridando — No, no,
gGGIÌG Es R11 VG13 0
s
4k,>2,:'4g,*50*,42 4g,y**2*,42VigfaiSfriO
Depositari
APPENDICE
j
polo della Madonna dell'Acqua e moltissimo altre
E spesso ci accade di rammaricarci che tali difpersone amiche resero alla povera Estinta, accomferenze profonde debbano esistere fra punti diversi
pagnandone la salma alla estrema dimora è il più
di una stessa terra, di deplorare che le nostre enereloquente degli elogi, che potrebbe farsi della magie ed i nostri assidui sforzi non siano bastantedre di famiglia cristianamente vissuta e morta il
mente dedicati alla redenzione di quelle plaghe,
miglior conforto che può arrivare alla desolata fapur suscettibili di diventare ospitali e produttive,
miglia colpita da tanta perdita.
su cui sembra gravi una sinistra fatalità.
Tu che fosti figlia amorosa ed amorosissi ma sposa
Qualcosa s'è fatto e più ancora sì sta facendo,
Tu, che sapesti trasfondere ne' figli le virtù onde
nell'intenzione della desiderata opera redentrice,
eri amata, impetra SU tuoi cari, protezion;) e grae dobbiamo veramente esser lieti che un tal rizie dal Padre Celeste.
sveglio si sia manifestato e vada sempre più allargandosi. Della lentezza nel procedere della benefica
,,~1==1Ei257
opera, va ricercata la causa nel numero e nella
Il marito, CarloSbrana primo Custode del Camponatura degli ostacoli che s'incontrano.
santo suburbano ed i parenti tutti, ringraziandosenLa malaria, il morbo atroce che toglie all'uomo
le forze, quando l'uomo si ostina a rimanere dove
titamente quelle buone e pietose persone, che, in
esso regna. è certo uno degli ostacoli maggiori
qualunque modo, si associarono al dolore, che li
che s'oppongono all' esplicazione delle energie !in
colpì con la perdita della loro cara Agnese si scusano con quelle a cui per involontaria omissionts no n
pro del risanamento delle terre incolte; essa scoraggiò
venne partecim fa la morto.
in ogni tempo i più volenterosi, difese sempre, sinistra guardiana, i luoghi desolati verso i quali
l'agricoltore mosse desideroso di conquista, e per
molti anni sembrò invincibile e fatale.
(
3
1
Ma ormai uomo nella sua corsa instancabile
sulla via della scienza, ha trovato modo di lottare
anche P ontro la malaria.
Scoperto il parassita malarico, scoperte le cause
Volete la Salute 11/
vere e i modi di trasmissione del morbo — cause
e modi intorno ai quali per molto tempo si fu in
L' uso di questo liquore è
errore — doveva riuscir più facile trovare i riormai diventato una. necesmedi, ed anche questi, infatti, furono trovati posita pei nervosi, gli anemica
tentissimi, quasi infallibili.
i deboli di stomaco.
Come cosa recente di cui molto si è scritto e
discusso e di cui molto si va scrivendo e discutendo
Il chiariss. Dott. GIÀ- :!
ancora, la teoria dell' infezione malarica è ormai
CINTO VETERE Prof. (IP
nota a tutti: è nota l' importantissima scoperta
11..3.720
alla R. Università di Nadella zanzara malarifera, l'unico veicolo di trasmissi one del morbo, e, già da molti mesi, l'attenzione
poli, scrive: « Il FERRO-UIINA-BISLERI
del pubblico è tenuta desta anche intorno al riricostituisce e fortifica nel mentre è gustoso
medio pei malarici, del quale, in esperimenti nue sopportabile anche dagli stomachi più demerosissimi, fu constatata l'incontestabile efficacia:
licati (2)
vogliamo parlare dell'Esanofele.
„—
Coll'aiuto di questo preparato, che è un composto di chinina di ferro e d' arsenico, i medici
son giunti a risultati meravigliosi, ed è facile pre(sorgente Angelica)
Raccomandata da centinaia di attestati mevedere che l'Esanofele contribuirà grandemente, col
dici come la migliore fra le acque da taguarire il mal palustre, a rendere abitabili e provola.
F. BISLERI E C. - MILANO
duttive molte delle terre incolte d'Italia.
Vinta la malaria, infatti, l'opera di redenzione
sarà * considerevolmente facilitata e potrà svolgersi
continua su vasta scala, trionfando di ogni altra
difficoltà.
Si affitta un quartiere al piano seI risultati a cui condussero lo studio della nacondo del palazzo Finocchietti in piazza
tura, della contagiosità e della terapia del morbo
de' Cavalieri. Posizione centrale e ariosa.
malarico, possono veramente dirsi grandi conquiste
Rivolgersi alla Tipografia del Cav. Fran
della scienza da cui l'Italia nostra certo trarrà, incesco Mariotti, palazzo suddetto.
calcolabile profitto. AGRICOLA.
Pvt.Lima
tessa Egle, che disse: A quali cose mai ci siamo ritrovate....!
La Baronessa: La divina Provvidenza ha con poche pen-
nellate posto loro sott'occhio dei quadri sublimi, i quali hen
considerati varranno a far sempre meglio rilevare come la
maggior parte degli uomini e specialmente dei ricchi, s'inganni nel credere di potere andare al Paradiso in carrozza.
Per meritarsi un tal premio fa d'uopo esperimentar vero
quanto Gesù Cristo disse riguardo alla vita dell'uomo sopra
la terra; cioè non esser altro che una guerra continua col
mondo, col demonio e colla carne. Dunque chi per mali abiti contratti non s'accorge di questa guerra, oppure, invece di
lottare con questi tre formdabili ed astuti nemici procura di
mandare ad effetto tutto ciò che essi gli suggeriscono, è pazzo o vuole proprio dannarsi. Per esempio — Iddio dice: «Ama
il prossimo tuo come te stesso ». — E molti ricchi mai o
quasi mai si ricordano del fratello indigente, o ricordandosene
`danno a lui meno di quel che spendoriò per il proprio cane. Questi potranno poi dire d'aver s,oddisfatto al Comandamento di
Dio?...... Poveri illusi, voglio ad ogni costo persuadersi
che il Paradiso si compri con pochi soldi; epperò delle ingenti somme che Iddio aveva loro date per rasciugar tante
lacrime, per fare istruire nella divina Legge tanti sventurati
fratelli, ritrarli in tempo dal precipizio e comprar così a sù
stessi ed a loro quella Patria beata se ne servono invece
a comprare l'infernoContinua.
len
0111.1
.
, .„:„
.,„
,.-ravar , r•fr.v•■•■••-sdr,••••■■••,,,,,,,,-...t
Ars---",•-_,-.ru. ,tur=tmar-tzr.r~.e...e..e..c=re -
••• i
.
i
- • -
••MI i i i
•-•
•
• •
•
r•-•.....•-•
• • • ••••-•
«a
•
•n•r ..........................................
•••••:
..... nen e
-
%n:1r gri•mr.Z.Z=1.
'11011111MI■111■
circa le ore 19 Triduo votivo della Madonna di
Sotto gli Organi con processione. Nella chiesa delle
Salesiane alle Piagge novena di s. Giovanna Fran e.
di Chantal.
12 Lun. S. Chiara V. Festa nell' Oratorio delle
Cappuccine e in s. Chiara dei .RR Spedali. Ivi si
canta la messa a ore 9, o la sera si fa analoga funzione. Indulgenza plenaria in detta chiesa. in S. Eufrasia e in altre chiese francescane.
13 Mar t.Ss. Ippolito e Cassiano Mm. Festa a s.
Paolo a Ripadarno alla pieve di s. Casciano e a Riglione. Esposizione a suffragio delle anime purganti
nella pieve di Cascina.
14 Marc. S. Emidio V. e M., protettore contro
i terremoti, e s. Eusebio C. Al Duomo a ore 11
Messa votiva della S. Trinità, e ringraziamento
per la salvazione della nostra città nel teribile terremoto accaduto in questo giorno l'anno 1›:346. La
sera vespro e mattutino solenne, indi proe,essio ne
all'esterno della Basilica, in Camposanto e nel Battistero e dopo si dà a baciare al popolo l'antico e
miracoloso Crocifino dei Pisani ali' altare di s. Rafieri. In s. Giovanni al G-atano ore 11 e mezzo e in
s. Michele in Borgo ringraziamento come sopra.
>14 15 Giov. Assunzione di Maria SS.
Cielo. Festa solenne titolare al Duomò. Messa e
Vespro in pontificale. Dopo la Messa Benedizione Papale In s. Michele in Borgo si espone il simulacro
di s. Stanislao Kosta essendo il giorno del transito del Santo. In s. Chiara messa cantata a ore 8
e mezzo. In s. Frediano novena del sacro Cuor di
Maria.
16 Ven. S. Rocco protettore contro la peste. Festa
alla sua Chiesa.
17 Sal). Ottava di S. Lorenzo M.
Ai Cavalieri.
Sua Eccell. R.ma ha
chiamato a dare le Sante Missioni, cotne ch iusa
del S. Giubileo, il giovane Sac. Dott. Agostillo Marini, che ieri sera poneva fine alla
sua predicazione con un successo verainente
ammirabile. Il Marini aveva predicato già
due volte in S. Caterina in quest'anno e s'era
fatto conoscere per un valente oratore. Ai
Cavalieri ha chiamato moltissima gente confermando e dilatando la sua fama. Nè poteva essere altrimenti. Il giovane oratore ha
voce simpatica e insinuante, gesto sobrio e
dignitoso, parla famigliarmente ma sempre
forbito e senza affettazione; sempre eloquente
tiene a se vinto l' uditorio che non rifiata
per non perder sillaba. Ci sono dei momenti,
e non pochi, in coi la sua eloquenza tocca il
sublime, e l'uditorio s'immedesima co' pens ieri
e cogli affetti dell'oratore in modo da formar
—
LE INSEEZIONI
_ con lui una cosa sola. Altro pregio incontes Lato
dal Marini è quello di rendere attraenti anche
i temi più comuni trattandoli in modo veramente nuovo e con tale varietà che oltre,
la non comune dottrina, rivela in lui una potente e bene equilibrata fantasia. La sua parola ha portato frutti abbondanti.
Il Marini ha predicato due volte al giorno
alle 11 del mattino e alle 7 pom. La sera fu
sempre presente S. E. Rev.ma l'Arcivescovo
Nostro, contento di trovarsi in mezzo al suo
popolo pisano, che docile alle sua voce accorse
in folla alle Sante Missioni.
Alla Comunione generale di ieri mattina
parteciparono ben duemila persone! Si può dire
che migliore risposta non potrebbe darsi agli
attacchi che in questi giorni soffre la nostra
augusta religione, da un volgo di infelici.
Premiazione Catechistica. — Domenica
scorsa S. E. R.ma l'Arcivescovo nostro nella
gran sala del suo Palazzo, distribuiva i premi ai
giovani della Dottrina Cristiana della chiesa di
S.Caterina. Il Priore della chiesa con discorso di
circostanza presentava i numerosi alunni (in
tutti 181, i premiati 92 che ebbero, tutti bei
peni di stoffa da formare un vestito quasi
completo) a S. E. R.tna facendo una relazione
completa dell' anno catechistico elogiando il
Cappellano-Curato Giuseppe Orsini, che si occupa con tanto zelo della istruzione religiosa,
gli accademici del Seminario, le Suore di S. Giuseppe e le sigg.ne Paolina Chioffi, Augusta
Marsili, Corinna Scarselli, Teresa Nutini,
Santa Mariani, che lo coadiuvano in questo
insegnamento. La distribuzione dei premi fu
preceduta intramezzata e seguita da poesie
canti, a soli, concerti e cori, eseguiti con perfezione dagli alunni e alunne preparati dalle
Suore di S. Giuseppe e diretti dal giovane
Sig. Niccolai, il quale ci fece udire una stupenda Ave Maria da lui musicata ed eseguita con tanta grazia dalle giovani, Nutini Teresa, Libera e Jnes Bastianelli. Meritano anche un ricordo speciale diversi altri bimbini
che recitarono con tanto gusto poesie e
dialoghi, ma i nomi ci sfuggono e non ci sov
viene altro che il nome d'una cara bambina,
Sainati..., la quale entusiasmò e commosse
l'uditori o.
Per S. Alfonso dei Liguori. — Venerdì
nella Chiesa di S. Sepolcro fu celebrata con
assai solennità la festa di S. Alfonso, in riparazione degl' insulti calunniosi lanciati contro di Lui,
in questi giorni. La sacra funzione fu però
disturbata da alcuni che si erano introdotti in
chiesa non certo per divozione. Due di essi
furono arrestati, e ad uno fu trovato in tasca
una pietra. Il fatto ha prodotto viva impressione e tutti si domandano, dove andremo a
finire di questo passo.
Intanto i M.M. I.I. e R.R. Parrochi intendono ripeterla con maggior solennità ai Cavalieri e l'illustre Can. P. Marcacci, terrà discorso di circostanza.
La visita d'un amico.
Giovedì avemmo tra noi il Sac. Carlo Sonneschein — il
giovane e geniale scrittore di cose tedesche
della Cultura Sociale. Conversammo con lui
per 3 o 4 ore infervorandoci vicendevolmente
,
TI
kFAI
0511
Ci•ìjrt
t•A
Calmante pei Denti. Questo liquido, ritrovato Thruffi Rodolfo del fu
Scipione antico farmacista di Firenze, Via Romana n. 27, è efficacissimo per togliere istantaneamente il dolore dei Denti, specialmente cariati, e la flussione delle
eno.ive - Diluite poche gocce in poe' acqua serve di eccellente lavanda 'igienica
della bocca, rendendo 1' alito gradevole e i Denti bianchi e sani, preservandoli
dalla carie e dalla flussione stessa. L. 1 la boccetta.
Po lvere Dentifricia Elkeelsior; unica per rendere bianchissimi e sani
De nti senza nuocere allo smalto. L. 1 la scatola.
tnigu evito Antieinorroidaae Composto: prezioso preparato contro le
Emorroidi, esperimentato da molti anni di felice successo. L. 2 il vasetto.
Specifico Pei Geloni; sovrano rimedio per combattere i geloni in qualunque stadio essi si trovino, raccomandato specialmente pei bambini e a tutti
quelli che nella stagione invernale ne vanno soggetti. — L. 1 la boccetta. Lqd
Istruzi oni sui recipienti medesimi.
Rivolge re relativa Cart. vaglia alla ditta sudd. Spedizione p-anca — Si
rendono nelle principali farmacie d' Italia. — J Pisa si vende alle Farmacie
« PE TRI, in Banchi » « DEVOTO, Lungarno » e « MoRELL1 dentista, via Vitt. Em.
PONT EDER,A, farmacia ZINI.
g
211
Wil
-
..o.oM.WAMI*2*~>0%*
1
`-:.
<4
_
ISTITUTOVia
NAZIONALE
S. Reparala,
•,,. ,.
• . ,..„--nstgr
ia 70
FIRENZE
Chiedete i campioni delle nostre novità in nero, bianco, o colorate da L. 1,20 fino
comurrua
In Italia vendiamo ai privati direttamente e spediamo le stoffe di seta scelte
franco di porto e dazio a domicilio.
CLASSI ELEMENTARI
Schweizer .S4 C., Lucerna, (Svizzera)
:~1~
Giardino per l'infanzia premiato dal Ministero della Ptibblica Istruzione
Telefono n. 5go.
k<ss
IESIPOMP.A7411(13NIEDli TOFFE 11lI IE7A.
~~225
WAMAZO~A~9~8§8§8~~
Il
ED ALUNNI[ ESTERNI
Scuole Liceali, Ginnasiali, Tecniche, Commerciali, Istituto Tecnico — Scuola
d' Agricoltura per i proprietari con poderi sperimentali — Preparazione alla
Scuola di Scienze Sociali ed alla Scuola Navale.
Specialità : Stoffe di seta per abiti da Società, da sposa, da ballo e da passeggio,
nonchè per camiciette, fodere ecc.
**~~M§M~S ~§
. 8§3*~~ A.nO. .0 O
•,.t._)_,/ , .:1 --04. .",„r„._G e „/-mkg
-
(Palazzo appositamente costruito nell'anno 1S91)
a L. 18,50 al metro:
£5
i stante stessa.
Pisa, Tip. Orsolini-Prosperi.
-
k*
MION 11'91C
Pasquale Finali, responsabile.
nostro Giornale presso l' ufficio principale di Pubblicità A. MANZONI e C. Milano via San
- Roma, Via di Pietra 91 - Genova, P. Fontane Marose Parigi, 14 Rue Perdonnet.
n3§>:K9'22~~3~,W«<2~8§M~«>8§3~«<>
.
ctrlif
dall'estero si ricevono esclusivamente per il
Paolo
nelle idee democratico-cristiane. All'amico sacerdote che dopo 7 anni di studi a Roma
torna in patria per darsi intieramente all'apostolato di restaurazione ctistiano-sociale, i
i nostri 'auguri sinceri, affettuosissimi.
All'Università.— Vacchetta dottor Alfonso,
ordinario di patologia e clinica chirurgica zooiatrica nella scuola superiore di medicina veterinaria è confermato dbttore della clinica
stessa per un triennio con l'asseg90 di lire 1000.
Schiff Roberto ordinario di chimica farmaceutica e tossicologia è confermato direttore
della scuola di farmacia per il nuovo triennio
scolastico.
Alle scuole elementari. — Sono state
poste a disposizione del prefetto lire 2170 per
visite alle scuole elementari.
—
-
tComperate !TA
.
ii
........
r=g!t2====1=friZ=.=2==12===ZE~ZME~E=S?-1
L. LIJSER'S TOURISTEN-PFLASTER
!
(Tuffetà dei
rrou.rigates)
RIMEDIO CONTRO I
Ricompense: 100,000 franchi. Medaglie d'argento, d'oro e fuori concorso
—Ind s'azione gratis e franco scrivere
al D tt. CLERY a Marsiglia (Fran-
CALLE-ENDURIMENTI
—
della pelle,
4 garantito.
della
pianta dei piedi, delle calcagna e contro i porri.
—
o
Effetto 1.3.
-,5
g Esigere su ogni rotolo e su ogni istruzione la rnArca qui in fianco. -- Con- o
..tiene: gomme ammoniaco, galbano, henzoe, aa 20 — idem di Cajenna 150
Acido spireico crist., idrato potassico aa 4.
Pr«ne L. 1.40 al rotolo e 2
p.L. 1.65 franco per posta.
e
Vendita da A. MANZONI e C,., chimici farmacisti., ifibuow, *iii
laulì., ti jpI
cia',
th
—
—
a.
soma, via di Pietra, 91.
SUVERETO. D. O. Parducc i, farmacia
Insuperabilel
.Non più caduta. \
nè Capelli bianchi
■-
11.2.11.15111112~9~..~11,
o
a)
NOVITA PER TUTTI
provate
l'ACQUA di ZOLFO
~
evdvi
7
oei
•—
•+-)
-9
'Acqua di SA
rr
••••-3
cuuzscurr.i
i Sneci.,/0
(.5
•••.,
■•••il
•1'.) È
•••
•■•
•
C N .'trt
.....
•_•1,•■•••
.
!
•
t
•
fe.le•
01 #
rg... on,"-7
P1
"-
c, do di ts,..arta
• ■•••
!•••1
■••••
c•2
di tIanin mondiale
C3
■■■•■••
"
Con esso chiunque può stirare a lucido con facilità. —
Conserva la biancheria.
Si vende in tutto il mondo.
tnr
•rw.e
\ i. 2.E0 Franco nel Regno
G. OLIVATI risa
Scopo della r_estrz,- Casa ò cii r :'....,(31"10
generale.
Vcrso cartottna rerga di T.ire 2 Yr: dita A. Pa27,1 trc
—
yez.ct rrandi r,,, neo in tutra
press9 Lztti
principali Progllieri.e'(ler byg:io e dal
.trossisti d Milano PWlitli:71f 1 - 2?1,e , ,T— Zini . Cor:e..st 4
bernt.
-
SIENA. R. Farmacia U. Parenti
PIOMBINO, Farmacia D. Badanelli
r. * C'ett • I s tr• c,
r
tt.- Mr2
-ri
'tr-41I
A
•
••••
3»
;
ri•
-
`QXr" .rur
-.
"
*
P. • •re,"
•••r.
":
• ".
"tr<V2.1"
"••
i
"
•■■•••....."1/4
"
1111.3.
•ar•tr
ZIZSI:i.•;::7•2 • •
r"v•-•
2 :°
Scarica

E TRISTE!