Genova marzo 2014 – COMUNICATO STAMPA
AL MUSEO LUZZATI
in mostra
LUPO ALBERTO 40 ANNI
dal 6 marzo al 21 settembre 2014
Dal 6 marzo 2014 al Museo Luzzati si festeggia un compleanno
importante: i primi quaranta anni di Lupo Alberto e di tutta la
Fattoria McKenzie verranno celebrati con “LUPO ALBERTO, 40
ANNI” una grande mostra di originali e memorabilia di Silver,
inventore del personaggio e delle sue quarantennali vicende.
Precederà l’inaugurazione una grande parata con i costumi di Lupo Alberto e degli animali della
fattoria McKenzie: dalle 17 la parata di bambini e adulti con i costumi in gommapiuma realizzati
da Carneval spettacolo di Ghemme partirà dai Giardini Luzzati per arrivare al Museo attraverso
via San Lorenzo.
Da quando vennero pubblicate per la prima volta sul Corriere dei Ragazzi nel 1974, le storie che
ruotano attorno alla fattoria e a Lupo Alberto appassionano generazioni di fan. Dalle prime brevi
strisce, ai libri interamente dedicati, fino alla nascita del "Mensile di Lupo Alberto" nel 1985 (da
allora regolarmente pubblicato), la mostra documenta lo sviluppo dell’atipico, simpatico e
sfortunato predatore e di tutti i personaggi che vivono intorno alla Fattoria.
Innamorato della gallina Marta e in perenne contrasto con il cane Mosè, Lupo Alberto è
contornato da tanti personaggi entrati non meno di lui nel cuore dei lettori, a partire
dall'irresistibile talpa Enrico con la moglie Cesira, la gallina Alice amica del cuore di Marta, il colto
maiale Alcide, lo sciocco papero Glicerina, l'irascibile toro Krug e tanti altri.
Oltre alle strisce e alle tavole originali (ben 120!), il mondo di Lupo Alberto verrà ricreato
attraverso le tante declinazioni cui il personaggio ha dato vita, dai libri alle campagne sociali, dal
teatro alle figurine, dal cinema d’animazione ai tanti gadget. Caratteristica specifica e inusuale
del personaggio è infatti la facilità con cui ha saputo instaurare un dialogo stretto a tu per tu con
i suoi lettori e un conseguente straordinario processo di identificazione. Proprio per questo
motivo è stato molto spesso utilizzato come testimonial eccezionalmente efficace per numerose
campagne di interesse sociale rivolte in modo particolare ai giovani.
Fino a settembre 2014 insomma al Museo Luzzati ci si potrà immergere nello spassoso e
intelligente mondo di Lupo Alberto per ripercorrere con lui i suoi sempre giovanili quarant'anni e
augurargli altri cento di questi giorni.
L’artista Guido Silvestri, in arte Silver, parteciperà all’inaugurazione e verrà organizzato un
workshop rivolto a illustratori e fumettisti per imparare come nasce e si sviluppa un
personaggio come Lupo Alberto.
Venerdì 7 marzo ore 18 Silver presenterà il catalogo della mostra (ed. Sagep) presso LA
FELTRINELLI di Genova
La mostra del Museo Luzzati, a cura di MCK/Silver, Ferruccio Giromini, Sergio Noberini è il
primo di una nutrita serie di appuntamenti che celebrano il personaggio di Lupo Alberto e i
suoi 40 anni: altre tappe saranno a Napoli, Milano, Firenze, Albissola, Marostica, Rovigo, Roma,
Fano Cagliari, Udine, Catania, Lucca e Correggio.
Con il patrocinio di Regione Liguria, Comune di Genova, Provincia di Genova, main sponsor
Almo Nature, sponsor istituzionale Latte Tigullio, sponsor sostenitore Benedict School, sponsor
tecnici Cantine Chiarlo, Faber Castell, Grafiche G7, media partner Andersen, Radio Babboleo.
Museo Luzzati a Porta Siberia, Area Porto Antico 6 16128 Genova
Info: tel. 0102530328| [email protected] | www.museoluzzati.it
Orario: dal martedì al venerdì 10 - 13 e 14 - 18 sabato e domenica 10-18 lunedì chiuso
Biglietti €5, bambini gratis fino a 6 anni
Ufficio stampa Laura Grendanin tel. 010 2532028 – 339 4604417
[email protected]
Questo simpatico lupo azzurro, che invece di mangiare le galline se ne innamora, è riconosciuto
come un personaggio controcorrente, che pensa con la sua testa e che è sempre pronto a difendere
e a promuovere le giuste cause di chiunque ne abbia bisogno. Dai fumetti ai cartoni animati, in
edicola, in libreria, in tv. in radio, in teatro, in innumerevoli opuscoli di interesse sociale, in infiniti
utilizzi merceologici, il suo irresistibile sorriso lo ha caratterizzato in mille facce diverse, tutte
indirizzate contemporaneamente al sano divertimento non meno che all'ammaestramento discreto
per una vita che sia migliore per tutti. Più unico che raro, Lupo Alberto non è un semplice eroe dei
fumetti, ma per i suoi lettori è un amico, un confidente, un esempio da seguire, una presenza
costante da amare.
Ferruccio Giromini
GUIDO SILVESTRI, alias SILVER
E’ nato a Modena il 9 dicembre 1952. Fin da piccolo mostra una certa insofferenza nei confronti
delle cosiddette “istituzioni”, a cominciare dalla scuola. Prima di frequentarla aveva già
cominciato a leggere fumetti – “Cucciolo”, “Kinowa” e il settimanale “Bimbo e Bimba”, oltre agli
immancabili albi della Disney. Con l’avvento del mitico “Linus”, intorno alla metà degli anni
Sessanta, Silver scopre il nuovo mondo del fumetto anglosassone con il formato della striscia,
nuovi temi e soprattutto nuove finalità. Un fumetto che mira a un umorismo derivante da
situazioni concrete, un umorismo che fa riflettere e non più riservato esclusivamente ai ragazzi,
ma diretto a un pubblico di tutte le età. Krazy Kat di George Herriman, e Pogo di Walt Kelly sono i
personaggi che influenzano maggiormente Silver in questo periodo, anche dal punto di vista
prettamente formale, come, ad esempio il modo di scrivere all’interno delle “nuvole parlanti” o
l’impiego di lettering molto particolari.
Nel 1969 si iscrive all’Istituto d’Arte di
Modena e nel 1970, nei ritagli di tempo,
comincia a collaborare con Franco Bonvicini,
in arte Bonvi. L’incontro con il maestro
modenese costituisce uno dei momenti più
importanti nella vita artistica di Silver.
Entrato nello studio di Bonvi come ragazzo di
bottega, si mette subito a lavorare “in
proprio”. La prima storia che disegna per
Bonvi è Capitan Posapiano, per la rivista
“Cucciolo”, dell’Editrice Alpe. Ma il primo
grande character sul quale si cimenta in una
produzione continua è Cattivik, che all’inizio
appare su “Tiramolla”, dove Silver firma i
disegni su testi di Bonvi (ma apartire dal 1974, quando il personaggio passerà al “Corriere dei
Ragazzi”, Silver prenderà ad occuparsi non solo dei disegni ma anche dei testi).
La collaborazione con Bonvi continua anche quando, nel 1972, viene chiamato ad assolvere il
servizio di leva. Nel 1973, tornato civile, il giovane Silvestri decide di trasferirsi stabilmente nello
studio di Bonvi. I due creano a quattro mani tavole per il “Corriere dei Ragazzi” (il nuovo nome
assunto dal leggendario “Corriere dei Piccoli”), nella cui redazione lavoravano personaggi del
calibro di Dino Buzzati, Gianni Rodari e Mino Milani. A Milano conosce Alfredo Castelli, futuro
creatore di Martin Mystère e curatore della rubrica (di carattere umoristico-demenziale) Tilt.
Silver disegna le tavole fin dal primo numero e, sempre con Bonvi, anche le avventure di un certo
Nick Carter, che tanta fortuna otterrà nella trasmissione televisiva “Gulp! Fumetti in Tv”.
A questo punto Silver viene contattato per collaborare a un nuovo progetto della Editrice Dardo:
una rivista di grande formato, curata da Bonvi e Castelli, dal nome previsto “Undercomics”, sul
modello della scomparsa “Off-Side”. L’occasione si presenta molto interessante, in quanto per la
prima volta potrebbe realizzare una serie a strisce completamente sua, ma i tempi sono molto
stretti. Mancano solo venti giorni alla consegna del lavoro, così Silver decide di recuperare un
vecchio progetto, al quale aveva cominciato a lavorare già nel 1970 ma che non aveva
entusiasmato particolarmente Bonvi, tanto che quel lavoro era rimasto nel cassetto.
Protagonista di questa striscia è un “luogo”: una fattoria, nella quale appaiono e agiscono solo gli
animali. “Undercomics” non vedrà mai la luce, ma Bonvi, in una delle sue trasferte milanesi,
mostra questo materiale a Giancarlo Francesconi, direttore del “Corriere dei Ragazzi”, il quale
rimane entusiasta di quelle strisce e invita l’autore a proseguirne la produzione.
La serie, in un primo momento, è intitolata La Fattoria dei McKenzie. Tutto infatti, nelle intenzioni
di Silver, ruota attorno al
microcosmo di quella fattoria e non
a un singolo personaggio; ma quel
nome così difficile da pronunciare
non piace ad Alfredo Castelli, uno
dei caporedattori del “Corriere dei
Ragazzi” che, senza neppure
avvisare Silver, cambia il titolo della
serie in Lupo Alberto. La tradizione fumettistica impone da sempre la creazione di un simbolo, un
personaggio, solitamente il protagonista, destinato ad entrare nell’immaginario del lettore. Lo
stesso Silver, del resto, ritiene che il Lupo è in ogni caso il miglior candidato al ruolo di primo
attore delle sue strisce, senza tuttavia nulla togliere alla coralità dei personaggi. Così, nel 1974,
compaiono sul “Corriere dei Ragazzi” le prime strisce, dando inizio alla saga della fattoria
McKenzie.
Le prime storie di Lupo Alberto vengono realizzate nella forma di strisce brevi, ciascuna delle
quali comprende un racconto completo. Nel 1975, a meno di un anno dalla prima striscia, esce
per la Dardo un volume dal titolo Lupo Alberto. La Fattoria dei McKenzie. Nel 1976 Silver
collabora con la Corno (la casa editrice diventata famosa per aver introdotto in Italia i supereroi
americani della Marvel: L’Uomo Ragno, i Fantastici Quattro, Capitan America, Devil, il Mitico
Thor) pubblicando Lupo Alberto sulla rivista “Eureka” diretta da Luciano Secchi, alias Max
Bunker, già creatore di Alan Ford, Satanik e Kriminal. Il successo è immediato sia di critica sia di
pubblico: nello stesso anno viene pubblicato un volume interamente dedicato a Lupo Alberto e a
Silver viene consegnato il Premio Rino Albertarelli, primo di una lunga serie di riconoscimenti
ufficiali. A conferma di tale successo, nel 1978 il Lupo viene votato dai lettori della rivista come
personaggio dell’anno, superando avversari quali Sturmtruppen di Bonvi e Andy Capp di Reg
Smythe.
In quegli anni, sempre su “Eureka”, Silver disegna Black Out, una breve serie di storie a carattere
fortemente realistico e drammatico, scritta da Bonvi. E nel 1978 ha inizio la sua collaborazione
con la Rai. Partecipa alla realizzazione di Nick
Carter per il programma “Gulp! Fumetti in TV”,
mentre per il successivo “Supergulp” vengono
realizzati tre episodi dedicati a Lupo Alberto.
Nel 1979 Silver abbandona momentaneamente
Lupo Alberto per entrare nella redazione del
nuovo quotidiano diretto da Maurizio Costanzo
“l’Occhio”, dove è impegnato nella veste di
commentatore grafico del giornale. Le sue
vignette ricoprono tutti i campi della cultura,
dello spettacolo e della politica: una gran mole di
lavoro, ma anche un’esperienza del tutto nuova e
molto stimolante, come ricorda lo stesso Silver: “Passavo dalle illustrazioni per il romanzo Tre
uomini in barca alla vignetta di costume… Almeno sette-otto disegni al giorno. Era faticoso, ma
anche divertente. Disegnare ogni giorno qualcosa di diverso è stimolante…”.
L’avventura con “l’Occhio” non dura però a lungo: il quotidiano chiude i battenti dopo due anni,
ma questa esperienza viene riversata in un nuovo progetto, ovvero la ristrutturazione di “Eureka”
la rivista della Corno. Luciano Secchi ha appena lasciato la casa editrice e a Silver viene proposto
di tornare in veste di direttore della rivista. Nasce così la nuova versione di “Eureka”, sotto la
direzione congiunta di Silver e di Alfredo Castelli. La testata così raggiunge uno straordinario
livello qualitativo. La linea editoriale scelta è quella della divulgazione sul mondo del fumetto e
dell’animazione a 360°. Appaiono straordinari reportage e i primi servizi sul cartooning e
sull’animazione giapponese, tutti ancor più straordinari tenendo presente la scarsità dei mezzi di
cui dispone il budget della rivista.
Silver realizza le copertine, cura diverse
rubriche e realizza in collaborazione con
Castelli una nuova serie: La vecchia casa
oscura. Ma il personaggio di punta resta
sempre Lupo Alberto che, proprio in questo
periodo, imbocca una nuova strada. In
precedenza le strisce constavano di rapide
e semplici gags di tre, quattro vignette; ora
cominciano a prendere forma vere e
proprie short stories, legate da diversi fili
conduttori, che si dipanano ben oltre le
quattro vignette. Inoltre è proprio a questo
periodo che risale il progetto di una rivista
interamente dedicata a Lupo Alberto.
Il periodico nasce per la Corno con un nuovo formato, orizzontale, sul modello della famosa
striscia. Tale formato, sebbene già esistente negli Stati Uniti, rappresenta una novità assoluta nel
mondo del fumetto italiano. Inizialmente vengono pubblicati otto numeri con una riedizione
cronologica della serie. Ma di lì a poco, nonostante le buone vendite di questa pubblicazione, la
Corno è comunque costretta a chiudere e il Lupo si ritrova ancora una volta orfano.
Ormai in quegli anni il personaggio di Silver è sempre più richiesto. Nel 1982 appare su “Strisce e
Musica” (supplemento illustrato dei quotidiani “Resto del Carlino” e “La Nazione”) e su “Il Mago”,
la celebre rivista umoristica della Mondadori fondata da Mario Spagnol con la collaborazione di
Edmondo Aroldi che si avvaleva di autori del calibro di Vittorio Giardino e Massimo Cavezzali. A
questo punto, numerosi editori si fanno avanti per pubblicare il lupo più famoso d’Italia e alla fine
la spunta la Glénat Italia. Nel 1985 esce pertanto un nuovo mensile interamente dedicato a Lupo
Alberto, nel quale, oltre alla riedizione delle vecchie storie, ogni mese vengono pubblicate una
quindicina di tavole inedite.
Nel frattempo il Lupo ha subito una nuova metamorfosi: dopo il passaggio dalle gags alle short
stories, gradualmente viene abbandonata la mitica striscia in favore della più tradizionale tavola.
Sempre per la Glénat, Silver illustra I casi di Zuzzurro e Gaspare, su testi scritti dagli stessi comici
(Andrea Brambilla e Nino Formicola), appassionati delle storie del Lupo. Più tardi, nel 1988, la
Rizzoli pubblica un secondo volume degli stessi autori, Salve… sono il titolo, in cui i due comici
non indossano più i loro panni consueti del commissario e del suo aiutante, ma sono la classica
coppia di coniugi che si trova ad affrontare le più incredibili e divertenti situazioni, lasciando così
molto più spazio alla creatività di Silver.
A partire dal gennaio 1989 Silver diventa editore in proprio fondando, assieme a Francesco
Coniglio e Mimmo De Francesco, la Acme. Nel luglio dello stesso anno esce anche una serie
interamente dedicata a Cattivik. Tale aumento della produzione necessita di una nuova squadra
di disegnatori e sceneggiatori per i due personaggi. Le storie di Lupo Alberto cominciano a
passare per mani diverse da quelle di Silver, il quale comunque supervisiona personalmente tutte
le storie non illustrate o sceneggiate da lui.
Nel 1991 la Acme assume il nome di Macchia Nera, una casa editrice che si distingue per la sua
politica editoriale volta a proporre materiale sempre nuovo e di alta qualità. Tra le uscite in
edicola più importanti è doveroso segnalare i periodici “Elfquest”, “Bone”, “Strangers in
Paradise”, “Torpedo” e “I Simpson”, fumetto tratto dalla popolarissima serie a cartoni animati.
Dal 2000 la pubblicazione di Lupo Alberto prosegue con McK Publishing, casa editrice che fa parte
di McK, la società di licensing che dalla fine degli anni ’80 si occupa della gestione dei diritti di
utilizzo del Lupo nei campi dell'editoria, del merchandising e dell’animazione televisiva. De Il
mensile di Lupo Alberto sono stati pubblicati ad oggi ormai quasi 350 numeri.
febbraio 2014/febbraio 2015
LUPO ALBERTO 40 ANNI
16 febbraio - 23 febbraio - 2 marzo
FANO Carnevale
6 marzo / 21 settembre
GENOVA Museo Luzzati
13 marzo / 11 maggio
NAPOLI Castel dell'Ovo
28 marzo / 1 giugno
MILANO WoW Spazio Fumetto
1 / 4 maggio
NAPOLI ComiCon
10 / 11 maggio
ALBISSOLA Comics
10 maggio / 22 giugno
MAROSTICA (VI) Castello Inferiore
7-8 giugno
ROVIGO Comics
13 giugno / 3 agosto (prorogabile?)
CATANIA Borghetto Europa
12 luglio / 3 agosto
FANO Cittadella del Carnevale
5 settembre / 26 ottobre
CAGLIARI Hostel Marina
settembre / ottobre
UDINE Visionario
31 ottobre / 3 novembre
LUCCA Comics Games
novembre / dicembre
TORINO Il Piccolo Cinema
12 dicembre/21 febbraio 2015
CORREGGIO Palazzo dei Principi
I PERSONAGGI
LUPO ALBERTO
È tranquillo, simpatico e con un forte senso dell’amicizia e della solidarietà. Assolutamente
pacifico e pacifista e, per questo, nella sua sfida con l’irascibile Mosè, destinato allo scontro e
predestinato alla sconfitta. Vive da solo, indipendente da tutto e da tutti. È libero, pur da eterno
fidanzato di Marta, di fare, di pensare e di immaginare la vita che più gli piace.
MARTA, la gallina
Gallina di buona famiglia, innamorata di Alberto. È quella che si dice una “gallina d’oro”, con la
testa sulle spalle, generosa, vivace e sempre in movimento. Adora ballare, ma più di tutto
desidera sposarsi.
MOSÈ, il guardiano
Paladino dell’ordine costituito, Mosè è l’irriducibile osteggiatore dell’amore tra Alberto e Marta.
Serve da sempre un padrone senza chiedersi il perché. Esatto, proprio come ogni essere umano.
Non scambiatelo per un orso!
ENRICO, la talpa
Che dire? Enrico la Talpa è Enrico la Talpa, mica uno qualsiasi. Forse è un po’ rompiscatole, ma
senz’altro uno speciale.
CESIRA, la moglie di Enrico
Assennata e giudiziosa. In parole povere, una rompiscatole. Cucina divinamente.
ALCIDE, il maiale
È il filosofo, l’intellettuale del gruppo, benché non si sottragga a umili fatiche.
I suoi sermoni sono accettati con bonaria tolleranza, ma il suo animo sensibile è messo spesso a
dura prova dagli scherzi crudeli di Glicerina.
ALICE, inseparabile amica di Marta
Femminista vecchio stampo*, fruttò al suo autore dure reprimende da parte dello “zoccolo
duro” del movimento femminista. Alle nuove generazioni l’ardua sentenza...
* Più per necessità che per vocazione!
KRUG, il toro
Irascibile e manesco, è l’incarnazione della forza bruta. Disturbarlo durante il sonno rappresenta
per tutti un pericolo mortale. Persino il coriaceo Mosè gli gira alla larga. Detesta gli scherzi.
SILVIETTA, la passera scopaiola
Silvietta, con la sua aria da adolescente graziosa, arrivata alla fattoria non si sa come, vi ha
subito portato un’ondata di scompiglio. Si rivela invece studentessa zelante, indifferente alle
avances di Enrico, le cui fantasie si scatenano ogni qual volta ha occasione di un approccio.
JOSEPH, il papero detto “GLICERINA”
È l’animale più ottimista e sciocco della fattoria. Il suo inguaribile ottimismo è frutto di una
ignoranza sconfinata e di una totale inconsapevolezza. Privo di morale, gode sadicamente nel
ferire la spiccata sensibilità dell’inseparabile compagno Alcide, il maiale.
SE NON CI FOSSE BISOGNEREBBE INVENTARLO
di Rosangela Percoco
Quarant’anni da Lupo non sono certo uno scherzo.
Per capire, uno dovrebbe provarci a dare fiato così a lungo a un personaggio giovane per
definizione. Per costituzione.
Giovane perché inossidabile alle delusioni, agli eventi spiacevoli e, perché no direbbe Mosè, anche
alle botte. E che ci piaccia o meno, dobbiamo ammetterlo: Lupo Alberto ne ha prese e ne prende
tante di botte. Eppure non c’è verso di togliergli di dosso quell’aria di uno che ci prova ancora, ci
prova sempre, almeno fino alle prossime. Botte, si intende, e delusioni, e altro che di brutto gli
può capitare di incrociare sulla strada, sia esso a forma di bastone o di cose brutte dal mondo.
Giovane perché ci crede. E non serve specificare a chi o a che cosa. Lupo Alberto ci crede, e basta.
Basta che nessuno gli dica in che cosa, di preciso, deve credere.
Di ordini, poi, non se ne parla nemmeno: imposizioni e regole non fanno parte dell’universo di un
anticonformista. E che Lupo Alberto sia resistente a qualsiasi forma di conformismo, è provato da
due fatti.
Il primo è che il suo autore, quando pronuncia parole conformiste come anticonformismo, si fa
una bella risata, reazione tipica degli anticonformisti veri.
Il secondo è che, sempre il suo
autore, insiste nell’affermare
che Lupo Alberto è cambiato
rispetto a quando appariva in
pubblico le prime volte. E, a
sentir lui, non si è trasformato
solo nell’aspetto ma anche nel
carattere: oggi vede le cose in
modo più disincantato rispetto
al passato. Come dire che non è
più il Lupo che si fa beffa dei
luoghi comuni, che se la ride
delle convenzioni stupide, che
difende i principi ma solo quelli
grandi, quelli con l’accento sulla
seconda i. Come dire che...
nessuno ci crede.
Insomma, quarant’anni da Lupo, con dentro tutto quello che c’è dal 1974 ad oggi, non sono uno
scherzo di sicuro.
Uno dovrebbe provarci a creare un mito, per capire che cosa significa averne anche un po’ paura.
Paura di non sapere che cosa fargli dire, oggi. O che cosa fargli pensare, o che cosa fargli
rispondere magari. Perché quando sei un amico, un riferimento, per tanti ragazzi che ti scrivono,
devi anche volerli ascoltare i ragazzi, e saper parlare con loro. E devi essere disponibile a farlo
usando la loro lingua, giovane per definizione. Per costituzione.
E comunque non è facile fare il mito quando vivi in una fattoria, in mezzo a galline, paperi, conigli,
maiali e animali vari ed eventuali. A stretto contatto con una talpa, per giunta. Enrico La Talpa, non
un rompiscatole qualsiasi.
Non è facile restare un sognatore anche dopo che sei diventato un portamatite, un cappellino, o
magari un cartone animato. E succede che quando ti guardano attraverso lo schermo non sei più
solo un idealista sognatore anticonformista controcorrente, ma sei anche colorato, e ti muovi, e
hai una voce, hai persino una sigla di apertura e di chiusura.
E hai un sito anche, come dire una collocazione, un posto fisso, un luogo dove possono trovarti
quando vogliono, persino quando non ne hai voglia tu, persino quando nemmeno tu sai dove sei.
No, quarant’anni da Lupo non sono come dirli. Figuriamoci come sono a disegnarli. Tutti i giorni,
senza che il tuo mito faccia un angolo di muffa.
E in quest’epoca di miti sfornati in quantità industriale, succede che un mito resista quando si è
costruito da sé, senza bisogno di ricorrere ad artifici e a salotti televisivi.
Succede che un mito si mantenga genuino quando vive in un pezzo di terra a forma di fattoria, il
microcosmo McKenzie.
A sentire Silver succede perché lui il Lupo l’ha sudato, respirato, pianto, assorbito, vomitato e
ringoiato. È bello sentirglielo dire, a parte il “vomitato e ringoiato” naturalmente.
Così com’è bello sentirgli paragonare Lupo Alberto a una gobba, una protuberanza, un’ameba...
Chi conosce la parabola dell’ameba, usata spesso per spiegare il mestiere dello scrivere, sa che
cosa significa.
Significa che fabbricare un mito e alimentarlo non è un passatempo, uno sport, un gioco raffinato
che si pratica nei momenti di svago. È una fatica nera.
E chi ha una vaga idea di che cosa sia un’ameba, sa anche con quali intenzioni e modi si insedia in
un organismo. E capisce perché, a guardarlo bene, il pezzo di terra McKen
mostra ideata e prodotta da
Ferruccio Giromini
Guido Silvestri IN ARTE Silver
MCK, Milano
Museo Internazionale
Luzzati-Nugae srl., Genova
comitato scientifico
Ferruccio Giromini
Sergio Noberini
Guido SiIvestri IN ARTE Silver
immagine coordinata
Nom de Plume, Genova
assicurazione
ASSITECA S.p.A.
Filiale di Genova
si ringrazia
Massimo Bosani, MCK, Milano
Claudio Chiti
Alice Ferroni
Anna Mascheroni
Carlo Olivero, Ghemme (NO)
Francesca Parodi
Andrea Salerno
Annalisa Schiavotto
Marco Traverso
Stefano Viberti
Giardini Luzzati
Nuova Associazione, Genova
Associazione Il Ce.Sto, Genova
La Murga dei Vicoli, Genova
con il patrocinio di
Regione Liguria,
Provincia di Genova,
Comune di Genova
sponsor istituzionale
Latte Tigullio
sponsor sostenitore
Benedict School
main sponsor
Almo Nature, Genova
in collaborazione con
Associazione Carnevalspettacolo,Ghemme (NO)
Faber Castell
U Giancu
Michele Chiarlo Azienda Vitivinicola,
Calamandrana (AT)
Osteria La Fefa,
Finale Emilia (MO)
Grafiche G7, Savignone (GE)
Danae Project, Carrara
Andersen, Genova
media partner
Radio Babboleo
Museo Luzzati
direttore artistico
Sergio Noberini
segreteria organizzativa
Simona Scognamiglio
amministrazione
Marina Cassani
comunicazione
Laura Grendanin
ordinamento materiali
Simona Castelletti
officina didattica
Elisa Pezzolla
operatori didattici
Valentina Delli Ponti
Martina Gorni
Francesca Parodi
artshop
Paolo Gentiluomo
Roberta Mastrangelo
ALMO NATURE PARTNER DELLA MOSTRA “LUPO ALBERTO 40 ANNI”
L’iniziativa ‘In bocca al lupo. Crepi?’ per raccontare la vera natura di un animale screditato
Genova, 6 marzo 2014 – In occasione della mostra ‘Lupo Alberto 40 anni’ – dal 6 marzo al 21
settembre – Almo Nature collabora con il Museo Luzzati per presentare il lupo in una prospettiva
diversa. Tradizionalmente simbolo del male e del pericolo anche per la sua natura di cacciatore e
nemico dei pastori, il lupo è però animale per molti aspetti sorprendente.
Almo Nature – azienda leader del pet food – appoggiando questa iniziativa, vuole contribuire a
cambiare la percezione nei confronti di questo animale, ad accrescerne la conoscenza attraverso
differenti punti di vista ed esperienze di vita.
E lo fa attraverso il progetto ‘In bocca al lupo. Crepi?’ che ha una doppia anima, rivolgendosi agli
adulti e ai più giovani.
Nel primo caso, un workshop, con la presenza di uno psicologo comportamentalista/etologo per
spiegare il legame più o meno sottile che lega ancora i nostri cani ai loro antenati lupi. Il
comportamentalista svelerà tutti i comportamenti e atteggiamenti nei cani che si possono
ricondurre ad un passato ‘selvaggio’. Il pubblico avrà una parte attiva confrontandosi con l’esperto
e portando la personale esperienza e testimonianza di comportamenti del proprio cane collegabili
alla ‘natura lupina’.
L’obiettivo è duplice: da una parte un rinnovato rispetto per i cani, dall’altra la nascita di un nuovo
sentimento nei confronti del lupo. Per i bambini e i pre-adolescenti, un laboratorio creativo dove
un antropologo o etologo spiegherà la figura del lupo nell’immaginario collettivo: dalle favole alla
realtà, in un percorso per liberarsi dai preconcetti. In questo laboratorio verrà presentata in
anteprima la favola “La Promessa”. Ed infine un meeting internazionale di 3-4 giorni di colloqui
sul lupo nella nostra società prendendo spunto dalla cronaca. Un evento confronto tra chi vede nel
lupo un regolatore naturale della fauna selvatica e chi lo vede come un nemico dei suoi greggi e
reclama una biodiversità senza predatori. “Siamo molto contenti di partecipare a questa iniziativa
che ci dà la possibilità di raccontare anche il nostro punto di vista sulla natura e sul rapporto uomoanimale attraverso un progetto rivolto a tutti i cittadini” ha commentato Pier Giovanni Capellino,
presidente di Almo Nature. “’In bocca al lupo. Crepi?’ ha proprio lo scopo di dare voce a tutti i punti
di vista, anche di coloro i quali oggi si sentono minacciati da questo animale. Forse è venuto il
momento di capirlo meglio e organizzarci per poterci convivere
Almo Nature
Fondata nel 2000 da Pier Giovanni Capellino, è oggi una tra le realtà più dinamiche del pet food a
livello europeo. Almo Nature è stata la prima azienda al mondo a produrre alimenti per cani e
gatti senza additivi.
Questo valore aggiunto ha permesso all’azienda di diventare in pochi anni un punto di riferimento
nel settore, diventando in una decina d’anni una vera e propria ‘multinazionale tascabile’.
Oggi infatti Almo Nature è un Gruppo con casa madre in Italia (la sede è a Genova) e filiali in
Germania, Svizzera, Gran Bretagna, Francia, Paesi Bassi, Canada e, apertura recentissima, Stati
Uniti.
L’azienda impiega 100 persone tra Italia, Germania, Svizzera, Francia, Gran Bretagna, Benelux,
Canada e Stati Uniti. Nel 2013 il volume di affari si è attestato sui 60 milioni di euro con una quota
del 45% all’export.
Ulteriori informazioni sono disponibili su:
www.almonature.eu
Edelman
Irene De Bernardi - [email protected] – tel. +39.02.63116.223
Davide Sicolo – [email protected] – tel. +39.02.63116.255
Michele Chiarlo: vino, arte e territorio da oltre 50 anni.
Bisogna tornare alla fine del 1898 per ripercorrere da principio il filo che lega la Michele Chiarlo al
vino e la terra piemontese. In quell’anno, a Bubbio (AT), nasce Pietro Chiarlo, l’uomo che, tra
lavori in campagna, guerre e avventure in Abissinia, mette infine radici a Calamandrana, dove
comincia una storia destinata a un grande futuro.
Il figlio, Michele Chiarlo, eredità l’intraprendenza del padre, l’amore per la terra e, soprattutto, la
passione per il vino, puntando fin da subito, quando sono ancora in pochi a farlo, sulla qualità: in
vigna, prima di tutto, e in cantina.
Nel 1956 viene fondata ufficialmente la Cantina nel Monferrato e nel 1958 vede la luce il primo
Barolo, le cui bottiglie, oggi, si possono trovare in quel “Caveau del Barolo” che Michele Chiarlo
ha recentemente voluto per raccoglie tutti i vini più significativi di oltre 50 anni di lavoro e di
passione.
Negli anni, l’azienda cresce, con l’acquisizione di ulteriori terreni nelle zone di maggiore vocazione
vinicola del Piemonte; l’ampliamento dei mercati stranieri in cui Chiarlo è presente; il moltiplicarsi
dei riconoscimenti da parte di consumatori, organi di stampa ed enti di maggior prestigiosi del
settore enologico internazionale.
Quello che non cambia è lo spirito con cui la Michele Chiarlo affronta ogni aspetto del suo operare,
mirando alla qualità e concependo il vino come un veicolo per promuovere un intero territorio, a cui
l’azienda e i suoi uomini si sentono inscindibilmente legati.
È per questo che, accanto alla produzione vinicola vera e propria, si sviluppa un’opera importante di
tutela e valorizzazione dell’ambiente. Su questa basi, all’inizio degli Anni 2000, prende vita l’idea
del Parco Artistico Orme su La Court: un eccezionale museo a cielo aperto creato grazie alla regia
del grande artista Emanuele Luzzati e del maestro Giancarlo Ferraris. Un luogo che invita a vivere
fino in fondo il territorio, promuovendo l’arte e la cultura in un contesto in cui le installazioni
artistiche si integrano alle viti di Barbera che quotidianamente gli uomini lavorano.
Sempre nell’ottica della valorizzazione del territorio si inserisce anche il progetto di Palas Cerequio,
esclusivo resort di lusso, nato dal recupero di un’antica borgata della zona di Barolo, in cui, ancora
una volta, vino, arte e benessere formano un’unione vincente.
Proprio la continua attenzione verso il mondo della cultura e dell’arte porta la Michele Chiarlo a
incontrare il grande artista Ugo Nespolo in occasione di una mostra sull’arte Pop organizzata
proprio a La Court. Nespolo, piemontese di nascita e di tradizione, rimane subito affascinato dal
luogo e dal vino che qui viene prodotto e quando, in occasione del decimo anniversario del Parco, la
famiglia Chiarlo pensa di completare quest’ultimo con una “Porta” che apra, simbolicamente, la
collina al pubblico, il maestro sposa con entusiasmo il progetto.
Nel luglio del 2013 viene così inaugurata la “Porta sulle Colline” che, se da un lato completa il
discorso legato al Parco Artistico Orme su La Court, dall’altro apre la strada a una nuova amicizia
tra la famiglia Chiarlo e Ugo Nespolo.
Un’amicizia che porta, oggi, alla creazione dell’esclusiva “La Court – Nizza Vignaveja 2010”,
splendida Riserva della Barbera più tipica, affascinante per complessità, eleganza e longevità,
ulteriormente impreziosita dall’etichetta appositamente disegnata da Ugo Nespolo.
Una nuova tappa di prestigio nella storia di antiche tradizioni, amore per l’arte e il territorio e
visione sempre aperta al futuro che, da sempre, sono il cardine della filosofia della Michele Chiarlo.
CENTRO LATTE RAPALLO: Latte Tigu llio sp o n so rizz a i 4 0 an n i d i Lu p o
Alb e rto .
Pro se gu e la sto rica co llab o razio n e tra l’azie n d a e il Mu se o Lu zzati d i Po rta Sib e ria
ch e o sp ite rà d al 6 m arzo al 2 1 se tte m b re 2 0 1 4 la m o stra d e d icata al m itico
p e rso n aggio d e i fu m e tti.
Pa r t n e r d e l Mu se o Lu zza t i d i Po r t a Sib e r ia fin d a lla su a n a scit a , Ce n t r o La t t e
Ra p a llo h a sce lt o a n co r a u n a vo lt a d i a ffia n ca r e le su e in izia t ive : sa r à sp o n so r d e lla
m o st r a d e d ica t a a l m it ico p e r so n a ggio d e i fu m e t t i Lu p o Alb e r t o ch e co m p ie
q u e st ’a n n o 4 0 a n n i.
Un a n n o sp e cia le il 2 0 1 4 n o n so lo p e r Lu p o Alb e r t o v ist o ch e a n ch e l’a zie n d a ligu r e
le a d e r n e lla p r o d u zio n e e d ist r ib u zio n e d i la t t e , d e r iv a t i e a lim e n t i e xt r a fr e sch i
fe st e ggia u n a n n iv e r sa r io im p o r t a n t e : 6 0 a n n i d i se le zio n e d e lla m iglio r e m a t e r ia
p r im a , d i co n fe zio n a m e n t o e d i d ist r ib u zio n e co n l’a iu t o d e i m iglio r i p a r t n e r
p r e se n t i su l m e r ca t o , d i in v e st im e n t i im p o r t a n t i e p o t e n zia m e n t o d e lla ga m m a
p r o d o t t i. 6 0 a n n i d i gio r n a t e ch e in izia n o la n o t t e q u a n d o i fu r go n cin i p a r t o n o p e r
la d ist r ib u zio n e n e gli o lt r e 2 .0 0 0 p u n t i v e n d it a in Ligu r ia e ch e co n t in u a n o n e lle
m a t t in a t e , co n gli a p p r o v v igio n a m e n t i e p o i n e i p o m e r iggi, co n la p r o d u zio n e p e r
t e r m in a r e a t a r d a se r a , co n la lo gist ica d i m a ga zzin o .
Sin d a gli e so r d i ( q u a n d o a n co r a n o n si p a r la v a d i co m u n ica zio n e , d i st r a t e gie , d i
m a r k e t in g, m a se m p lice m e n t e d i “r é cla m e ”, d i b o zze t t i, d i a ffich e s) , La t t e Tigu llio
h a co st r u it o la p r o p r ia im m a gin e gr a zie a lla co lla b o r a zio n e co n p it t o r i e illu st r a t o r i
a ffe r m a t i. So n o lo r o , a r t ist i p e r la m a ggio r p a r t e ligu r i d i n a scit a o d i a d o zio n e , a d
a v e r la d o t a t a d i u n t r a t t o p o e t ico , fia b e sco , gio co so e a d a v e r e a t t r a v e r so i p o st e r ,
le lo ca n d in e , i ca le n d a r i, q u e i v a lo r i fo n d a m e n t a li d i q u a lit à , d i fr e sch e zza , d i
se r v izio a lla co m u n it à d i cu i l’a zie n d a d i Ra p a llo è p r o m o t r ice .
Un a co m u n ica zio n e d e cisa m e n t e in co n t r o t e n d e n za , fo n d a t a su l gu st o , su lla p o e sia ,
su l p r o fo n d o le ga m e co n il t e r r it o r io , su ll’im p e gn o civ ico . Il Ce n t r o La t t e Ra p a llo è
u n a t r a le p o ch issim e a zie n d e in It a lia ch e h a fa t t o l a sce lt a d i so st e n e r e e
d iffo n d e r e la cu lt u r a a n ch e in q u e st o m o d o d ir e t t o e d e ffica ce .
Gio v e d ì 6 m a r zo , n e lla gio r n a t a in a u gu r a le d e lla m o st r a ch e p r e v e d e a lle 1 8 .0 0 u n a
gr a n d e p a r a t a co n i co st u m i d e l fu m e t t o , Ce n t r o La t t e Ra p a llo – La t t e Tigu llio
o ffr ir à co m e d i co n su e t o u n a m e r e n d a gu st o sa e n u t r ie n t e a t u t t i i p a r t e cip a n t i.
Du r a n t e il p e r io d o d e lla m o st r a in o lt r e , t r a giu gn o e lu glio , l’a zie n d a p r o m u o ve r à
l’a p p u n t a m e n t o d i Po r t a Sib e r ia su lla co n fe zio n e d i la t t e fr e sco in t e r o d a 1 lit r o in
o lt r e 3 0 0 .0 0 0 co n fe zio n i d ist r ib u it e su l t e r r it o r io ligu r e .
Centro Latte Rapallo - Latte Tigullio. Da 60 anni, il Centro Latte Rapallo, che attualmente distribuisce sul mercato 14
linee di prodotto, per un totale di circa 100 referenze, è l’azienda ligure leader nella produzione e distribuzione di latte,
derivati e alimenti freschi, con un fatturato che nel 2012 è stato di 25,6 milioni di Euro. www.lattetigullio.it
Contatti:
Barabino & Partners Tel. 010.272.50.48 Barbara Demicheli
[email protected] - Cell. 347 4162986
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