Gestione dei casi e riabilitazione globale I provvedimenti adottati dalla Suva per contenere i costi d’infortunio: i fatti e i numeri 2014 Prefazione La riabilitazione degli infortunati ha sempre avuto una valenza centrale per la Suva. E da sempre diamo il massimo per aiutare gli assicurati a reinserirsi rapidamente dopo un infortunio o una malattia professionale. Felix Weber direttore del Dipartimento prestazioni assicurative e riabilitazione È evidente che a beneficiare del nostro impegno riabilitativo non sono solamente i lavoratori. Anche i datori di lavoro ne traggono un utile, perché diminuiscono sia i tempi che i costi delle assenze del personale. In ultima istanza, la riduzione complessiva dei costi d’infortunio si riflette positivamente sugli oneri aziendali, perché la Suva restituisce gli utili agli assicurati. I fatti e i numeri pubblicati in questo opuscolo testimoniano della bontà di quanto detto. Lo sapevate che … l’84 per cento degli infortunati gravi sono riusciti a reinserirsi nel mondo del lavoro grazie anche alla Suva? Per i pazienti delle nostre cliniche di riabilitazione tale numero supera il 90 per cento. • la Suva contrasta in modo attivo e sistematico le frodi assicurative? Negli ultimi anni abbiamo risparmiato circa 104 milioni di franchi, ossia in media ben più di 12 milioni l’anno. • la Suva considera le spese di cura un punto centrale della propria attività? In questo modo contribuisce a contenere l’aumento dei costi ormai generalizzato nel settore della sanità. • Come potete ben vedere, l’impegno profuso dalla Suva in questo e altri ambiti va a tutto vantaggio degli assicurati. Ed è questo impegno che rende la Suva molto più che un’assicurazione, perché coniuga prevenzione, assicurazione e riabilitazione. Buona lettura. 2 1 Reinserimento professionale Il reinserimento professionale degli infortunati riveste importanza fondamentale per noi. Le persone che si sono venute a trovare in una situazione di forte disagio professionale, finanziario o sociale dopo un grave infortunio possono contare sull’assistenza degli specialisti infortuni1 e dei medici assicurativi della Suva. L’obiettivo è di riuscire a reintegrarle quanto prima possibile nel processo lavorativo, perché la prospettiva di riprendere la vita abituale ne favorisce la guarigione. Concentrare l’attenzione sulle persone politraumatizzate ha anche un ritorno economico: da una serie di ricerche risulta che il 5 per cento degli infortuni provoca il 70 per cento delle prestazioni assicurative (spese di cura, indennità giornaliere, rendite). Definiamo complessi i casi in cui le persone hanno subito un grave infortunio e denotano difficoltà di reinserimento. I dati statistici illustrati su queste pagine si riferiscono alle persone vittime di un infortunio grave (casi complessi) che non avevano ancora compiuto i sessanta anni d’età al momento dell’infortunio; si tratta dunque di persone per le quali le probabilità di reinserimento professionale sono relativamente elevate. Inoltre, si sono considerati soltanto i casi chiusi2 nello stesso anno in cui è avvenuto l’infortunio. Nel 2014 i casi complessi ammontavano in totale a 9648. 1 2 1.1 Reinserimento vincente Il reinserimento si considera pienamente riuscito se l’infortunato riprende a lavorare nell’azienda in cui lavorava prima dell’infortunio, se inizia a lavorare presso un nuovo datore di lavoro senza percepire una rendita per invalidità o ne percepisce una di grado inferiore al venti per cento. Grazie anche al contributo di tutti gli attori, nel 2014 siamo riusciti a reinserire con successo oltre l’80 per cento delle 9648 persone gravemente infortunate. Reinserimento riuscito nella vecchia azienda Reinserimento riuscito in una nuova azienda Anno Casi complessi 2011 10 738 7 227 (67,3%) 1 748 (16,3%) 2012 9 408 6 193 (65,8%) 1 678 (17,8%) 2013 9 793 6 136 (62,7%) 1 794 (18,3%) 2014 9 648 6 279 (65,1%) 1 823 (18,9%) 1.2 Contributo delle cliniche di riabilitazione Le due cliniche di riabilitazione della Suva svolgono un ruolo importante nel processo di reinserimento delle persone vittime di un grave infortunio. Le rinomate cliniche di Bellikon (AG) e Sion (VS) sono specializzate nella riabilitazione posttraumatica e nell’assistenza a politraumatizzati gravi. Oltre agli aspetti psicofisici, l’intervento riabilitativo affronta anche gli aspetti socioprofessionali. Nel 2014, nelle cliniche di riabilitazione della Suva sono state ricoverate complessivamente 489 delle 9648 persone gravemente infortunate. Per la maggior parte di loro, il reinserimento professionale ha avuto esito positivo e le poche rendite per invalidità assegnate erano comunque di grado inferiore al venti per cento. Per facilitare la lettura, i termini di genere maschile si riferiscono anche alle persone di genere femminile. Un caso è chiuso formalmente quando dalla continuazione della cura medica non ci si può attendere un sensibile miglioramento della salute o dal momento in cui l’infortunato è reinserito nella vita professionale oppure percepisce una rendita. 3 Anno Ricoveri nelle cliniche di riabilitazione della Suva Reinserimento riuscito 2011 492 429 (87,2%) 2012 434 374 (86,2%) 2013 515 444 (86,2%) 2014 489 442 (90,4%) Nel 2014 due trattamenti su tre eseguiti nelle due cliniche di riabilitazione della Suva riguardavano lesioni e ferite riportate alle anche o agli arti superiori o inferiori (mani e piedi compresi). Un quarto circa dei casi riguardava lesioni alla testa o alla spina dorsale. Sede della lesione Anche, arti inferiori, piede Percentuale casi nel 2014 32,5% Arti superiori 23,3% Mano 11,3% Cranio, cervello Colonna vertebrale Altro 9,0% 14,3% 9,6% 1.3 Reinserimento con il sostegno degli uffici di collocamento Se non è possibile reintegrare l’infortunato nell’azienda in cui lavorava prima dell’infortunio, la Suva interviene per aiutarlo a trovare un nuovo impiego adatto alle sue possibilità. A tale scopo collabora anche con uffici di collocamento privati. Anno 4 Infortunati assistiti da uffici di collocamento Reinserimento riuscito in una nuova azienda 2011 100 79 (79,0%) 2012 80 65 (81,3%) 2013 86 65 (75,6%) 2014 56 44 (78,6%) 1.4 Iniziativa reinserimento professionale La «iniziativa reinserimento professionale» è parte integrante del processo di gestione dei casi. Gli assicurati che a seguito di un infortunio perdono il lavoro senza avere diritto alla riformazione professionale della AI vengono a trovarsi in una situazione particolarmente precaria. Non solo patiscono le sofferenze dirette dell’infortunio, ma sappiamo per esperienza che hanno anche molte difficoltà a reintegrarsi nel mondo del lavoro. La Suva le aiuta nella ricerca di un nuovo impiego. A tale scopo contatta aziende disposte ad accogliere gli infortunati per un periodo di addestramento da 3 a 12 mesi o per una formazione da 6 a 24 mesi e quindi ad assumerli al termine del periodo di riqualificazione. A conclusione del reinserimento, la Suva versa un onorario all’azienda. Facciamo un esempio concreto: un assicurato che all’epoca aveva 30 anni aveva perso l’impiego a causa di una lesione al polso che gli impediva di svolgere il suo lavoro di magazziniere. Grazie all’intervento della Suva è riuscito a trovare un lavoro meno faticoso come collaboratore nel reparto logistica in un’impresa di commercio al dettaglio. Oggi l’assicurato è perfettamente integrato nel mondo del lavoro. La Suva ha versato un premio all’impresa per l’impegno e la collaborazione offerta. Nell’ambito della «iniziativa reinserimento professionale» sono state interpellate finora 1400 aziende; quasi due terzi si sono dichiarate disposte a aderire alla iniziativa. In questo modo ben 178 persone infortunate hanno trovato un nuovo impiego dal 2010 ad oggi. Nel 2014 è stato possibile reinserire nel mondo del lavoro 22 infortunati con un risparmio stimato di circa 1,8 milioni di franchi in termini di rendite. Maggiori informazioni al sito: www.suva.ch/reinserimento. 1.5 Collaborazione con terzi La Suva collabora a stretto contatto con l’assicurazione invalidità (AI) nel campo del reinserimento professionale degli infortunati. Tra le varie cose, si preoccupa di informare tempestivamente l’AI in merito ai casi in cui il reinserimento si prospetta difficile e denso di problemi. L’AI beneficia a sua volta degli accertamenti già svolti dalla Suva e degli atti medici molto dettagliati. Il coordinamento dei provvedimenti da attuare si svolge in stretta collaborazione tra i due enti sociali. La Suva prende parte a vari progetti finalizzati al reinserimento professionale. Esaminiamo due progetti tra i tanti. Compasso Nel novembre 2014 vi è stata la fusione dei tre progetti che perseguivano il reinserimento professionale: • Concerto è il risultato di un progetto comune dei datori di lavoro e delle assicurazioni (sociali), • FER (Fachgremium für Früherfassung und Rehabilitation) è una piattaforma per coordinare il reinserimento professionale patrocinata dall’Unione svizzera degli imprenditori e • Compasso è il portale per l’integrazione professionale destinato ai datori di lavoro. Con la nuova denominazione Compasso si perseguono i seguenti obiettivi: • promuovere la cooperazione nella prevenzione delle malattie e nell’integrazione di persone in caso di malattia e infortunio • abilitare i datori di lavoro per mezzo di processi coordinati e sincronizzati e supporto teso a mantenere il posto di lavoro e favorire il reinserimento • sviluppare nuove idee • fornire assistenza finalizzata alla garanzia della qualità • gestire e sviluppare un portale di informazione per datori di lavoro sul territorio nazionale orientato ai servizi e alla prassi (Compasso) • collaborare in nuovi progetti e processi nazionali • identificare e seguire i trend internazionali. La Suva è presente nell’organo consultivo, nel consiglio e nel think tank (organo che si occupa di innovazioni e argomenti legati all’identificazione tempestiva e al reinserimento). Inoltre è lo sponsor principale di Compasso. Maggiori informazioni al sito www.compasso.ch Kimsa La «Kooperatives Integrationsmanagement der Suva mit Ärztenetzen» (KIMSA) sintetizza la collaborazione istituzionale della Suva con il network di medici. Gli obiettivi della collaborazione: mettere a frutto in modo sistematico le competenze e le esperienze dei medici di famiglia nella gestione dei casi. Si tratta in particolare di • identificare ed evitare tempestivamente i casi complessi • migliorare il reinserimento degli infortunati • perfezionare la comunicazione tra i medici e la Suva Su incarico della Suva, Argomed provvederà a introdurre KIMSA nei network medici di tutta la Svizzera. Nel 2014 vi sono state le prese di contatto e si sono conclusi nuovi contratti con vari network nella Svizzera centrale e orientale. A tutto 2014 si è stipulato un accordo di collaborazione con 29 network medici. Mentre il paziente potrà contare su un miglior coordinamento dei processi di assistenza, il medico vede valorizzato meglio il suo contributo al reinserimento professionale dei pazienti. A questo argomento è dedicata una serie di eventi informativi; inoltre si prov vede a informare i fornitori di prestazioni tramite la newsletter e per mezzo del sito Kimsa della ditta Argomed. Per maggiori informazioni vi invitiamo a visitare www.kimsa.ch 5 2 Rendite per invalidità L’andamento dei costi per le rendite riveste importanza fondamentale per la Suva. L’aumento o la riduzione dei costi incide non solamente sui prossimi anni, ma sui prossimi decenni in termini di capitali necessari al pagamento delle rendite. Al momento del primo pagamento della rendita, la Suva «mette da parte i soldi» per garantire i versamenti vita natural durante. Le maggiori aspettative di vita e il minor tasso tecnico in vigore dal 2014 costringono la Suva a dotarsi di maggiori capitali per finanziare le rendite. Il tasso tecnico equivale a una grandezza matematica equivalente al provento da interessi calcolato per la durata di una rendita. Ciò ci portava a prevedere un aumento dei costi pari al 14,5 per cento. Di fatto, i costi per i nuovi casi di invalidità (accantonamenti) sono saliti «solo» del 9,3 per cento, passando a 537,1 milioni di franchi. L’incremento rispetto all’anno precedente è di 45,9 milioni di franchi. Una nuova rendita di invalidità costava in media 313 000 franchi (anno precedente 277 000 franchi). Il grado medio di invalidità è rimasto pressoché fermo al 27,5 per cento (anno precedente 27,6 per cento). Il numero delle nuove rendite di invalidità è sceso del 3,5 per cento da 1776 a 1714. Il che corrisponde al secondo valore Milioni di franchi più basso da quando è stata introdotta la legge sull’assicurazione contro gli infortuni del 1984 (valore più basso 2012: 1584). Rispetto al valore massimo raggiunto nel 2003, il numero delle nuove rendite è pari solo al 51 per cento e i costi sono pari al 52 per cento nonostante sia accresciuto il fabbisogno in capitale. Questo calo significativo è dovuto a differenti motivi. Senza dubbio vi ha contribuito la gestione dei casi che la Suva perfeziona continuamente e porta avanti con grande professionalità. Anche l’andamento dell’economia e le modifiche nella giurisprudenza hanno avuto una parte importante. Come ci aspettavamo, l’aumento registrato nel 2013 non rappresenta un’inversione di tendenza. Il numero delle nuove rendite di invalidità resterà ai livelli di questo anno con delle lievi oscillazioni di valore. Fino al 2007 era possibile dimostrare con dati statistici alla mano l’incidenza della congiuntura sul numero delle nuove rendite; dal 2007 le cose non stanno più così. Tuttavia, non possiamo escludere un aumento delle nuove rendite con l’andamento sfavorevole dell’economia. Il futuro ci mostrerà se e come l’abolizione del tasso di cambio minimo CHF/Euro si ripercuoterà sull’andamento dell’economia e quindi sul numero delle nuove rendite. Nuove rendite 1200 3600 800 2400 400 1200 0 0 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 Figura 1. Nuove rendite di invalidità (in milioni di franchi) 6 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 Figura 2. Nuove rendite di invalidità Poche rendite di invalidità costose A causa dei costi molto elevati per costituire i capitali di copertura delle rendite (accantonamenti per garantire i futuri pagamenti delle rendite) la Suva fa il possibile per aiutare il singolo infortunato a mantenere una capacità lavorativa quanto più alta possibile. In questo modo si possono evitare rendite parziali e intere. Queste misure sono effettivamente coronate da successo; lo dimostra il basso numero di rendite intere e l’importo piuttosto basso della maggior parte delle rendite versate. Si tenga presente inoltre che si è accordata una rendita di invalidità a 945 dei 9648 infortunati gravi con età inferiore ai 60 anni nel 2014 (vedi capitolo 1). Ma solo il 20 per cento di questi infortunati ha ricevuto una rendita superiore al 40 per cento (figura 3). 250 Tasso di rendita 0% – <40% 40% – <50% 50% – <60% 60% – <70% 70% – 100% Infortunati 200 150 Infortunati 753 (79,7%) 21 (2,2%) 52 (5,5%) 30 (3,2%) 89 (9,4%) 100 50 0 0 10 20 30 40 50 60 70 80 90 100 Tasso di rendita (%) Figura 3. Distribuzione dei tassi di rendita delle complessive 945 rendite di invalidità assegnate nel 2014 a infortunati gravi con meno di 60 anni di età. Vi sono state 61 rendite con un grado di invalidità superiore al 95 per cento (ultima barra). I tassi di rendita inferiori al 10 per cento (grado minimo previsto dalla legge) sono rendite parziali di rendite combinate. 7 3 Spese di cura Le spese di cura comprendono le prestazioni necessarie per assistere l’infortunato (prestazioni paramediche: fisioterapia, ergoterapia, logopedia) e i medicinali o i mezzi ausiliari (bende, protesi, sedie a rotelle ecc.). Comprendono inoltre anche le spese di salvataggio o per il trasporto degli infortunati, i provvedimenti utili alla reintegrazione (orientatore professionale, collocatore) e le prestazioni fornite nelle case di cura. Nel 2014 la Suva ha versato complessivamente 1,165 miliardi di franchi per spese di cura. All’incirca un terzo è stato speso per le prestazioni ospedaliere stazionarie di medicina somatica acuta. Tra questi rientrano tutti gli istituti ospedalieri, fatta eccezione per le cliniche di riabilitazione e le case di cura. In passato le prestazioni fornite venivano remunerate con un forfait giornaliero, concordato con il singolo ospedale, e soltanto per la durata del ricovero. All’inizio del 2012 il sistema dei tassi giornalieri è stato abolito tramite una legge federale e sostituito da SwissDRG (DRG = Diagnosis Related Groups, gruppi di casi). Questo nuovo sistema di remunerazione tiene conto anche della diagnosi e del grado di severità di un caso e quindi delle effettive cure prestate. Oltre alla maggiore trasparenza, dal SwissDRG ci si attende anche maggiore efficienza nei processi ospedalieri e maggiore competizione tra gli ospedali; tutto ciò dovrebbe riflettersi in modo positivo sull’andamento dei costi. Come mostra la figura 4 le spese di cura della Suva sono aumentate notevolmente dopo l’introduzione di SwissDRG e sembrano assestarsi a un nuovo livello. Questo incremento non è tuttavia dovuto tanto al cambio di sistema tariffario degli ospedali, bensì alle mutate modalità di finanziamento ospedaliero: dal 2012 si sono ridotte gradualmente le sovvenzioni ospedaliere cantonali e i costi di utilizzazione delle immobilizzazioni indennizzati tramite il sistema tariffario. In altre parole: questi costi vanno ad aggiungersi alle spese di cura. Indice (Base: gennaio 2012) Spese di cura Indennità giornaliere 120 110 100 90 80 70 60 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 Figura 4. Spese di cura e indennità giornaliere versate dalla Suva dal 2003 al 2014. I dati sono riferiti all’indice con base gennaio 2012, ossia al momento in cui è stato introdotto SwissDRG. Ciascun punto nella curva rappresenta il valore medio calcolato sull’arco di 12 mesi. 8 Il raffronto dell’andamento delle indennità giornaliere riportato sulla figura 4 indica anche che tra il 2003 e il 2014 le spese di cura denotano un incremento costante e sistemico del 2 – 3 per cento l’anno e che in tale periodo sono salite in modo nettamente superiore rispetto alle indennità giornaliere, per le quali si registrano oscillazioni più ampie e una maggiore dipendenza dall’andamento congiunturale. La Suva ha capito l’importanza di questa evoluzione e perciò ha fissato le spese di cura tra i punti prioritari delle proprie attività. Una serie di progetti sta valutando differenti misure e nuovi approcci per contenere l’aumento delle spese di cura o ridurre l’aumento al minimo indispensabile. 9 4 Incapacità al lavoro Oltre un terzo delle persone infortunate resta completamente o parzialmente inabile al lavoro per un determinato periodo. La legge sull’assicurazione contro gli infortuni accorda all’infortunato il diritto a percepire l’indennità giornaliera durante questo periodo; l’importo dell’indennità varia in base al guadagno assicurato e al grado dell’incapacità lavorativa. È il medico curante a stabilire il grado di inabilità lavorativa della persona infortunata rispetto alla sua attività abituale. Il grado dell’inabilità (in per cento) viene verificato periodicamente e adeguato al processo di guarigione. Nel caso ideale l’inabilità può essere ridotta gradualmente e favorire la ripresa parziale del lavoro. Nei casi gravi con incapacità lavorativa prolungata può capitare che la ripresa del lavoro non abbia l’esito sperato e che occorra quindi prorogare l’incapacità lavorativa. La figura 5 mostra in modo esemplare come potrebbe prospettarsi l’incapacità lavorativa di una persona che ha subito un infortunio molto grave. • Medico: in molti casi il medico che si occupa del caso gode di un certo margine di discrezione nel valutare la durata dell’inabilità lavorativa. Dal momento che riprendere a lavorare gradualmente favorisce anche la guarigione, il medico dovrebbe considerare tempestivamente la possibilità di ridurre il grado dell’incapacità al lavoro. Ovviamente, perché l’abilità lavorativa non resti solo sulla carta, occorre la volontà dell’infortunato e del suo datore di lavoro. • Paziente: la ripresa in tempi rapidi del lavoro aiuta a ridurre gli effetti di un infortunio e quindi va a tutto vantaggio del paziente. L’abilità lavorativa parziale contribuisce inoltre a mitigare il passaggio dall’incapacità totale alla ripresa del lavoro a tempo pieno e quindi a ridurre il rischio di stress eccessivo. • Datore di lavoro: considerato che in ultima istanza i costi delle assenze dal lavoro ricadono sull’impresa sotto forma di premi, il datore di lavoro ha tutto l’interesse a reinserire quanto prima l’infortunato in azienda. Il datore di lavoro può favorire questo processo permettendo all’infortunato di lavorare a tempo parziale per un determinato periodo di tempo oppure offrendogli delle mansioni alternative meno affaticanti e meno stressanti. • Suva: alla Suva spetta il compito di mediare tra medico, paziente e datore di lavoro e di trovare una soluzione ottimale per tutte le parti coinvolte. Per reinserire in tempi rapidi l’infortunato è indispensabile che tutti gli attori – medico, paziente, datore di lavoro e Suva – collaborino in modo ottimale. 100 Grado IL (%) 80 60 40 20 0 0 50 100 150 200 250 300 350 400 450 500 Durata IL dal giorno dell’infortunio Figura 5. Esempio di un possibile andamento dell’indennità giornaliera di una persona gravemente infortunata. Nei primi 250 giorni dopo l’infortunio l’incapacità lavorativa è del 100 %; fanno seguito tre fasi con incapacità lavorativa al 50 % o all’80 %. Il susseguente tentativo di riprendere a lavorare a tempo pieno (grado incapacità lavorativa 0 per cento) fallisce. Dopo altre due fasi con incapacità lavorativa ridotta, l’infortunato riprende a lavorare a tempo pieno. 10 5 Contrasto alle frodi assicurative Contrasto alle frodi assicurative L’Ufficio di coordinamento della Suva nato per contrastare le frodi assicurative verifica le segnalazioni pervenute e, se necessario, avvia gli interventi necessari. Si parla di frode assicurativa quando una persona rilascia dichiarazioni false, non comunica le informazioni rilevanti, simula condizioni tali da percepire prestazioni superiori a quelle a cui ha effettivamente diritto. Esempi: • presentare documenti in parte o del tutto falsificati (certificati medici, fatture, contratti di lavoro, conteggi salario ecc.) • simulare o esagerare i disturbi • simulare o provocare intenzionalmente un infortunio • inventare l’esistenza di condizioni di lavoro per ottenere la copertura assicurativa • dichiarare condizioni di salario false • svolgere attività lavorativa non conciliabile con i disturbi dichiarati • svolgere attività sportiva non conciliabile con i disturbi dichiarati • non dichiarare i miglioramenti intervenuti per continuare a beneficiare di prestazioni non dovute Nella metà dei casi di frode si percepiscono nello stesso tempo prestazioni assicurative e salario oppure prestazioni di altre assicurazioni (per es. prestazioni dell’assicurazione infortuni, malattia o disoccupazione) mentre per l’altra metà vi è una percezione indebita di prestazioni. Il numero dei nuovi casi sospetti si attestava nel 2014 a 343 casi con un aumento del 10 per cento rispetto all’anno precedente (2013: 315; 2012: 292; 2011: 264). Oltre 400 casi erano ancora pendenti alla fine del 2014 perché ancora in esame, in attesa di una decisione su opposizione o perché oggetto di una causa in tribunale. Da quando ha iniziato la sua attività nel 2007, l’Ufficio di coordinamento ha chiuso 700 casi con una sentenza passata in giudicato a suo favore. Ciò ha permesso di risparmiare all’incirca 104 milioni di franchi. In media è stato possibile risparmiare circa 12 milioni l’anno. 11 Suva Prestazioni assicurative Casella postale, 6002 Lucerna www.suva.ch Informazioni Tel. 041 419 51 11 Ordinazioni www.suva.ch/waswo-i Tel. 041 419 58 51 Fax 041 419 59 17 Titolo Gestione dei casi e riabilitazione globale Autori Felix Weber Dieter Spinnler, Prestazioni assicurative Peter Diermann, Prestazioni assicurative Lisa Estermann, Prestazioni assicurative Andreas Del Fabro, Prestazioni assicurative Christoph Schneider, Prestazioni assicurative Markus Hitz, Prestazioni assicurative Riproduzione autorizzata, salvo a fini commerciali, con citazione della fonte. Prima edizione: aprile 2012 Edizione rivista e aggiornata: marzo 2015 Codice 2934.i 12 Il modello Suva I quattro pilastri della Suva • La Suva è più che un’assicurazione perché coniuga prevenzione, assicurazione e riabilitazione. • La Suva è gestita dalle parti sociali: i rappresentanti dei datori di lavoro, dei lavoratori e della Confederazione siedono nel Consiglio di amministrazione. Questa composizione paritetica permette di trovare soluzioni condivise ed efficaci. • Gli utili della Suva ritornano agli assicurati sotto forma di riduzioni di premio. • La Suva si autofinanzia e non gode di sussidi.