La rivista per i clienti della Suva, n. 1 // febbraio 2015
benefit
Costanza
Raccontiamo una giornata trascorsa in un
ospedale che accoglie gli appassionati di
sport sulla neve infortunati.  Pagina 4
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Sistema
Raccontiamo come la Suva combatte le
frodi assicurative e come un suo team
smaschera i truffatori.  Pagina 11
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Impegno
Raccontiamo di un’azienda che ha voluto e
saputo offrire una formazione a un giovane
non udente.  Pagina 18
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Numero del trimestre
«Occhio quando cadi!»
«Occhio quando cadi!», mi dice spesso
un mio conoscente per scherzare. È una
battuta, certo, ma contiene un briciolo di
verità. Significa: fai attenzione. Oppure:
non è sempre colpa tua quando capita
qualcosa. Questo vale anche quando si
fa sci o snowboard. Basta poco perché
succeda qualcosa, e non sempre è colpa
nostra.
Quello che può accaderci sulla neve lo leggiamo nel reportage dedicato
all’Ospedale cantonale dei Grigioni. È
qui che viene generalmente ricoverato
chi ha subito un grave infortunio sulle
piste da sci del Cantone. Ma lo scopo
dell’articolo non è certo di spaventarvi e
farvi passare la voglia di andare sugli sci
o sullo snowboard. Anzi. Quando si pratica sport, non si può evitare del tutto il
pericolo di farsi male. Ma, con un po’ di
prudenza e attenzione, si può ridurre il
numero degli infortuni. Per riuscirci, potete contare sull’aiuto della Suva.
Vi auguro di trascorrere nel migliore
dei modi le restanti settimane invernali.
Pascal Mathis
caporedattore «benefit»
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Circa
1500
appassionati di sport invernali riportano ogni anno
in Svizzera una lesione cranio-cerebrale. Gli snowboarder ne sono vittime con una frequenza nettamente superiore rispetto agli sciatori. Essendo
tuttavia più numerosi, gli sciatori fanno registrare
complessivamente più infortuni. A pagina 4 vi
raccontiamo cosa succede in un ospedale in una
giornata perfetta per andare a sciare.
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Sommario
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REPORTAGE
04
Meno male che il tempo era brutto
Quando la sfortuna ci mette lo zampino, per gli sciatori e
snowboarder la trappola dell’infortunio può scattare molto
facilmente. Vi raccontiamo una tipica giornata della
stagione invernale all’Ospedale cantonale di Coira.
14
Inizio dei lavori nella Rehaklinik Bellikon
—
14
Disoccupato? L’essenziale in un video
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14
Revisione LAINF sulla buona strada
—
ATTUALITÀ
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«C’è sempre un piano B»
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Diventare esperto in tre mesi
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Truffatori: gli antidoti della Suva
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17 IMPARARE DAGLI ERRORI
Soli nel regno del formaggio
Una grotta di arenaria piena di corridoi e cunicoli, 110 000
forme di formaggio e un casaro completamente solo.
Leggete come la Emmi Käse AG gli garantisce aiuto
tempestivo in caso di situazione critica.
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Dare il buon esempio è fondamentale
—
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16 CONCORSO
Prevenzione oltre i confini nazionali
18 COMPLIMENTI // NOTE A MARGINE
20 RITRATTO
Andreas Wernli ha 58 anni e ama il suo lavoro. Per i suoi
apprendisti non è soltanto un formatore professionale, ma
anche un coach. L’importante per lui è che portino a
termine il tirocinio senza infortuni.
22 NUOVE PUBBLICAZIONI
—
Suva – benefit 1/2015 //
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Reportage
Meno male che
il tempo era brutto
 www.suva.ch/sportneve
Mentre sciatori e snowboarder si divertono, altri lavorano. Per esempio i medici che curano e operano chi si è fatto male sulla neve. Spesso è il tempo a determinare quanto sarà stressante il loro
turno di lavoro. In queste pagine vi raccontiamo una giornata all’Ospedale cantonale dei Grigioni.
Testo: Pascal Mathis // Foto: Daniel Infanger
Le pendici del Monte Calanda vicino a Coira sono innevate fin quasi a valle. Ma le apparenze ingannano. Infatti, i 20 centimetri di neve fresca caduti il giorno prima
sono «caduti sul nulla», come dice uno del posto. Rispetto agli anni precedenti, sulle piste dei Grigioni – come
altrove in Svizzera – la neve è poca.
Ma poca neve significa anche meno lavoro per
l’Ospedale cantonale dei Grigioni, attraverso le cui grandi vetrate si può ammirare il Monte Calanda? Oppure è
vero il contrario? Per scoprirlo, trascorriamo una giornata nel Reparto di traumatologia.
7.30 – briefing
La giornata inizia con il briefing. Una trentina di medici si ritrova nella sala riunioni. Il personale del turno di
notte e chi ha lavorato i giorni precedenti aggiornano il
team che sta per iniziare la giornata di lavoro. Sulla lavagna luminosa vengono visualizzate le radiografie dei
nuovi pazienti e si analizzano i traumi. Si specificano
anche le cause degli infortuni: cadute dalle scale, incidenti stradali, cadute sul ghiaccio, ma anche infortuni
subiti con lo slittino, sugli sci o sullo snowboard. Il primario Christoph Sommer chiede al personale del Reparto di terapia intensiva se hanno posti liberi, perché non
si sa mai come va a finire la giornata.
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// Suva – benefit 1/2015
7.50 – giro di visite
Finito il briefing, iniziano le visite. Dapprima nel Reparto di terapia intensiva, poi in quelli per così dire «normali», ad esempio in Pediatria. I medici sono accompagnati dal personale paramedico: infermieri, fisioterapisti e una collaboratrice dei servizi sociali.
Fratture più frequenti il pomeriggio
Sulle piste da sci occorre fare molta attenzione,
specialmente intorno alle 14.30. Infatti è a quell’ora che
si verifica la maggior parte degli infortuni sugli sci
e sugli snowboard, per la precisione uno su quattro.
Anche verso le 10.30 il rischio di infortunio è
maggiore rispetto alle altre ore del giorno. A questi
orari le piste sono sovraffollate e si manifestano i
primi segni di affaticamento. La statistica rileva che i
traumi con fratture sono aumentati negli ultimi anni.
Oggi il 22 per cento degli infortuni sulla neve comporta una frattura, mentre nel 2005 la percentuale
era del 17 per cento. Le cause sono la maggiore velocità e l’impiego più frequente della neve artificiale, che
rende più dure le piste. // mpf
Reportage
D’inverno si hanno più pazienti vittime di infortuni durante la pratica di uno sport sulla neve: il primario Christoph Sommer visita un infortunato.
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5
Reportage
A soffrire non sono solamente i pazienti: una familiare in sala aspetto.
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Reportage
9.10 – visita ai pazienti
Sommer va a salutare un paziente che opererà in tarda
mattinata. Il giorno prima, il paziente si è infortunato
con gli sci su un dosso che non aveva visto. La caduta gli
ha fratturato l’articolazione del piede. «Resterà in ospedale per una settimana, e dopo dovrà usare le stampelle
per due mesi». A sentire queste parole, il paziente, un
impiegato di banca del Canton Argovia, si fa scuro in
volto. Quindi Christoph Sommer si aggiorna insieme al
collega sull’intervento in programma. Le immagini tridimensionali fornite dalla TAC gli permettono di farsi
un quadro molto chiaro dell’articolazione fratturata; il
giorno prima aveva già consultato le radiografie. Dopo
aver salutato una paziente operata qualche giorno prima, Sommer si concede una pausa caffè.
Il primario afferma che oggi sulle piste si scia
molto più velocemente rispetto a 15 anni fa. Il materiale
permette velocità più elevate e la preparazione delle
piste è molto migliore. Inoltre, gli infortuni sono aumentati dopo l’introduzione degli sci sciancrati. «Sembra di sciare su dei binari e di trovarsi quasi sempre in
curva». Quando gli si chiede se i tanti infortunati che
cura ogni giorno non gli hanno fatto passare la
voglia di sciare, il 55enne risponde ridendo: «In passato
ho fatto anche il maestro di sci».
La bilancia dei rischi
La Suva è presente nelle località sciistiche svizzere
con manifesti ed eventi per sensibilizzare sui rischi
correlati agli sport della neve. Gli eventi sono incentrati
su un gioco con la cosiddetta bilancia dei rischi, in cui
i visitatori devono cercare di mantenere in equilibrio le
«sfide» e le «abilità». Vi invitiamo a venire a provare le
altre attività che la Suva organizza sul posto. Ciascun
visitatore riceverà inoltre un piccolo omaggio. Ecco
dove sarà presente la Suva:
12 febbraio 2015: Melchsee-Frutt (OW)
17 febbraio 2015: Verbier (VS)
19 febbraio 2015: Hoch-Ybrig (SZ)
25 febbraio 2015: Obersaxen/Mundaun (GR)
26 febbraio 2015: Lenzerheide (GR)
1° marzo 2015: Airolo (TI)
5 marzo 2015: Bettmeralp (VS)
10.20 – sala operatoria numero 4
Christoph Sommer si veste per l’operazione, si infila gli
occhiali e si disinfetta più volte gli avambracci e le
mani. Nei prossimi 90 minuti ricostruirà l’articolazione
del piede del paziente che ha salutato un’ora prima.
Dopo aver inserito due piastre di metallo provvede a suturare la ferita. L’operazione che porta a termine è una
delle circa 500 che il medico esegue ogni anno.
Quasi la metà degli infortuni che durante la stagione invernale vengono trattati all’Ospedale cantonale
dei Grigioni si verificano sugli sci o sullo snowboard. A
questi se ne aggiungono altri subiti praticando sci di
fondo o andando in slittino. Sull’arco di un anno gli infortuni occorsi durante la pratica di sport invernali sono
poco meno del 16 per cento degli oltre 5000 casi trattati
nell’ospedale.
12.30 – pausa pranzo
Tempo di pranzare. La mattina nel Reparto di traumatologia è stata relativamente tranquilla. «Gli infortuni
sono molti di più quando c’è poca neve e il tempo è bello»
spiega Christoph Sommer. Le piste sono infatti più affollate. Inoltre: maggiore è il ricorso alla neve artificiale
e più dure sono le piste, circostanza che fa aumentare la
gravità delle lesioni.
Intanto ha cominciato a nevicare. Questo significa che il pomeriggio trascorrerà tranquillo? Il capoclinica
Jörg Schneider, che ha assistito Sommer durante l’operazione, risponde: «Di regola, la situazione peggiora
dopo pranzo». La maggior parte degli infortuni si verifica di pomeriggio, quando comincia a farsi sentire la
stanchezza e va scemando la concentrazione. «Spesso
capita proprio durante l’ultima discesa».
13.35 – momenti frenetici al pronto soccorso
L’assistente Berit Brinken riceve una telefonata che annuncia l’arrivo di un’urgenza. Un giovane sciatore si è
gravemente infortunato nella val Schanfigg. Le informazioni sono frammentarie, ma sembra che abbia riportato lesioni all’addome e al bacino. Inoltre è sotto respirazione artificiale. Si inizia subito a preparare la sala choc,
cioè la sala dove si forniscono i primi soccorsi ai politraumatizzati e dove un team di una decina di persone
si appresta ad accogliere il paziente. Del team fanno
parte, oltre all’assistente, il capoclinica, gli anestesisti,
gli infermieri di pronto soccorso, i radiologi e, in questo
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Reportage
Prova di pazienza: dopo un infortunio ci vogliono molte settimane o molti mesi per guarire. (Nota: le scene sono ricostruite)
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Reportage
Attenti a non rischiare
caso, anche un pediatra. Poco dopo si viene a sapere che
il paziente è olandese. Per fortuna uno dei medici sa
esprimersi in olandese e perciò è in grado di assistere i
familiari.
14.25 – arriva il paziente
Il giovane sciatore infortunato arriva all’Ospedale cantonale di Coira. A causa del maltempo non è stato possibile usare l’elicottero, perciò il dodicenne è stato trasportato con l’ambulanza lungo le 360 curve che da Arosa
portano a Coira.
14.40 – cessato allarme in parte
Al Pronto soccorso si tira un leggero sospiro di sollievo.
Il giovane ha subito lesioni severe, ma comunque meno
gravi di quanto si pensava. La respirazione artificiale,
che poteva far temere che il giovane si trovasse in pericolo di vita, era stata praticata a scopo precauzionale. Il
dodicenne non ha subito traumi cranici o lesioni alla
spina dorsale e da una prima visita si possono escludere
gravi emorragie. Avendo subìto una ferita aperta all’addome, è necessario praticare una laparoscopia per chiarire la situazione. A questo punto il caso è chiuso per
Berit Brinken. Tocca ad altri medici occuparsi del ragazzo. «Io vado a compilare un po’ di carta» dice sorridendo.
L’infortunio si è verificato sulla pista da sci, ma
non è stato il solito incidente: infatti dallo skilift si è
staccato un oggetto metallico che, scaraventato in aria,
è andato a colpire con violenza l’addome del ragazzino.
Dal punto di vista medico, una persona giovane
ha migliori probabilità di guarire, spiega Sommer. «Ma,
sotto l’aspetto psicologico, un caso urgente che vede
protagonista un ragazzino è sempre una situazione difficile per i medici». In questi casi, la tensione e il nervosismo sono maggiori.
15.20 – è necessario operare
Il giovane paziente viene portato in sala operatoria. Il
capoclinica Renzo Joos, che nella sala choc aveva prestato i primi soccorsi al giovane olandese, si prepara all’intervento. La laparoscopia ha evidenziato una perforazione dell’intestino crasso. Per fortuna non sono stati
toccati altri organi. Il chirurgo addominale esegue l’intervento sulla parte dell’intestino danneggiata. Se non
fosse stata scoperta la lesione intestinale, il paziente
avrebbe potuto subire conseguenze molto più serie.
La Suva attua varie misure per evitare infortuni sulle piste e fuori pista. Il programma «Top 10» è molto utile per
arrivare in forma alla stagione invernale. I dieci esercizi
per migliorare la forza e la coordinazione aiutano a ridurre il rischio di cadute in piano. L’app «Slope Track»
registra sullo smartphone la velocità con cui si percorre
una pista e fornisce consigli di sicurezza.
La Suva ha inoltre preparato dei moduli specifici per le aziende, visto che anche le imprese hanno
tutto l’interesse a che i collaboratori appassionati degli
sport sulla neve non subiscano infortuni. La rilevazione
della velocità durante una giornata sugli sci organizzata
dall’azienda aiuta a sensibilizzare il personale sui rischi
in pista. A chi si avventura nel fuoripista – per esempio
durante un’escursione con gli sci o lo snowboard, o
durante una ciaspolata – si consiglia di usare whiterisk.ch,
il tool online che aiuta non solo a valutare meglio il
rischio valanghe, ma anche a pianificare in sicurezza le
escursioni sulla neve.
Tutte le proposte indicate sono disponibili al
sito www.suva.ch/sportneve. // mpf
16.00 – secondo briefing
Mentre l’operazione è ancora in corso, i medici del Reparto di chirurgia si ritrovano per il secondo briefing
della giornata. Come il mattino, si esaminano i nuovi
pazienti e si consultano le radiografie.
16.30 – visite e lavoro amministrativo
Per il primario Christoph Sommer è giunto il momento
di visitare nuovamente alcuni pazienti, tra cui quello
operato nel corso della mattinata. Inoltre ci sono le «scartoffie» da compilare. «C’è sempre molto da fare, anche
quando succede poco» afferma Sommer, che lavora una
settantina di ore la settimana.
Per il Reparto di traumatologia la giornata sta
lentamente volgendo a termine. Fuori continua a nevicare, tanto che si fatica a intravvedere il Monte Calanda.
Forse il tempo nuvoloso ha tenuto lontano dalle piste
molte persone e gli infortuni sono stati pochi. Ma quando il tempo migliora e la gente si riversa in montagna,
la situazione cambia rapidamente.
Suva – benefit 1/2015 //
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Attualità
«C’è sempre un piano B»
 www.rehabellikon.ch
Le vittime di un infortunio o di una malattia necessitano spesso di molto tempo per reinserirsi nella società.
Può essere difficile ritrovarsi improvvisamente a non poter più svolgere il proprio lavoro. In questo caso intervengono gli orientatori professionali della clinica di riabilitazione di Bellikon. Stefano Beti è uno di loro.
«Reinserimento professionale» della clinica di riabilitazione di Bellikon. «Il mio
compito è presentare agli infortunati nuove prospettive». Possono svolgere il mestiere di prima? Se non è possibile, su
quale riqualificazione bisogna puntare?
Quali opportunità formative esistono? È
il caso di rivolgersi a un ufficio di collocamento? Spesso gli infortunati sono disorientati. «Ma c’è sempre un piano B» afferma Beti. «E a volte anche un piano C».
L’ex direttore di un ufficio regionale di
collocamento, ora orientatore professionale e nella carriera, segue al momento
una trentina di casi. Su una cosa non ha
dubbi: prima gli infortunati pensano al
loro reinserimento, meglio è. Il fatto che
le prospettive professionali accelerino il
processo di guarigione sotto il profilo medico rappresenta un aspetto importante
del case management della Suva, che a
tale scopo collabora a stretto contatto
con datori di lavoro, assicurazioni sociali,
uffici di collocamento e altri partner.
«Alcuni semplicemente non vogliono»
Anche dopo anni di attività, Stefano Beti è felice quando un reinserimento va a buon fine. // mad
Spesso basta poco perché si verifichi un
infortunio: un attimo di distrazione, una
spiacevole casualità o un piccolo errore.
Le conseguenze fisiche e psichiche possono però essere di vasta portata. Ogni
anno le cliniche di riabilitazione della
Suva a Bellikon e Sion curano migliaia di
pazienti.
L’obiettivo non è solo la guarigione
fisica, ma anche un ritorno possibilmente
rapido alla vita lavorativa. Spesso questo
traguardo comporta il superamento di
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// Suva – benefit 1/2015
sfide impegnative. Molte vittime di un
grave infortunio, infatti, non sono più in
grado di svolgere il proprio lavoro. Un falegname che ha perso diverse dita, ad
esempio, difficilmente tornerà a lavorare
nella sua bottega.
I benefici di un rapido reinserimento
«In un primo momento, per l’infortunato
una notizia di questo tipo è come un pugno in faccia» spiega Stefano Beti, che
opera con altri specialisti nel reparto
Durante le sue consulenze, Stefano Beti
appura se un infortunato è già pronto per
essere reinserito oppure no. Alcuni non
lo sono ancora dal punto di vista fisico,
altri devono superare anche problemi
psichici. «E alcuni semplicemente non
vogliono» spiega senza tanti giri di parole. Indipendentemente dalle possibilità
di reinserimento dei pazienti, Beti redige
su ciascuno di essi un rapporto per l’ufficio AI di competenza. Gli accertamenti
professionali approfonditi eseguiti dalla
clinica di Bellikon sono risultati particolarmente efficaci ai fini della riqualificazione.
Stefano Beti è felice quando sente
che il reinserimento di un infortunato è
andato a buon fine. «Anche dopo anni di
attività, queste notizie mi fanno sempre
piacere». // scd
Attualità
Truffatori: gli antidoti della Suva
 www.suva.ch/frode
La Suva ha aumentato le risorse di personale impiegate per contrastare le frodi assicurative. I collaboratori
analizzano ogni anno oltre 300 segnalazioni che riguardano individui sospettati di percepire prestazioni a titolo
indebito. Un nuovo tool consente ora di combattere anche la frode organizzata con protagoniste le imprese.
Sono le tre di mattina: due vetture con a
bordo due coppie di coniugi si scontrano
all’interno di una rotonda. I soccorritori
accorsi sul posto trovano quattro persone ferite. Le due donne vengono trasportate all’ospedale poiché avvertono forti
dolori. La Suva riceve le notifiche di infortunio nonché i rapporti della polizia, dei
sanitari e dei medici. «Non vi era nessun
motivo per mettere in dubbio l’incidente»
afferma Lisa Estermann, che alla Suva si
occupa di frodi assicurative. La coppia
di coniugi assicurata alla Suva ha incassato 250 000 franchi di prestazioni assicurative.
Al momento di rottamare una delle
due automobili, il raggiro viene improvvisamente alla luce: la macchina era già
incidentata prima dello scontro, era stata
rimorchiata fino alla rotonda e al suo interno, durante la collisione, si trovava
solo il conducente. I coniugi hanno così
dovuto restituire l’importo ricevuto.
La Suva verifica ogni segnalazione
La Suva riceve ogni anno oltre 300 segnalazioni su frodi assicurative e nel
40 per cento dei casi il sospetto trova
conferma. Il risparmio ottenuto scoprendo un tentativo di truffa può raggiungere
anche i 500 000 franchi. «Seguiamo ogni
segnalazione» spiega Lisa Estermann.
Agli informatori non viene tuttavia riferito
nulla per motivi legati alla protezione dei
dati. A inizio 2015 la Suva ha potenziato
le risorse di personale impiegate per contrastare le frodi assicurative.
Sulle tracce dell’inganno
Nella maggior parte dei casi di frode gli
assicurati descrivono il dolore in modo
esagerato. Altri «furbetti» presentano documenti falsificati, simulano gli infortuni e
le loro conseguenze o ricevono una rendita nonostante siano abili al lavoro.
La Suva dispone di numerosi strumenti per rilevare i comportamenti illeciti,
questo anche grazie alla legge sull’assicurazione contro gli infortuni, che permette di evitare sin dall’inizio la percezione
indebita di prestazioni assicurative. «La
Suva può ad esempio consultare gli atti
di altri assicuratori sociali o richiedere
estratti del casellario giudiziale e docu-
menti fiscali» puntualizza Estermann.
Inoltre verifica spesso la situazione medica e reddituale dei beneficiari di una rendita e, se necessario, procede alla revisione delle rendite. «Richiediamo regolarmente i certificati di vita di questi beneficiari, e in casi rari ricorriamo anche agli
investigatori.
Lisa Estermann tiene a sottolineare
che la maggior parte degli assicurati è
onesta. Ma purtroppo ci sono persone
che non lesinano sforzi per ottenere prestazioni con l’inganno. // hga
Reti criminali
Le assicurazioni sono confrontate
con una tipologia di frode relativamente nuova: la percezione indebita di prestazioni sociali da parte
di ditte sottoposte a procedura
di fallimento e che non hanno mai
pagato un solo centesimo di premi.
Si tratta di ditte specializzate
nell’acquisto di aziende che versano in gravi difficoltà finanziarie.
La Suva osserva con attenzione
queste ditte vicine al fallimento per
essere in grado di intervenire prima
che la truffa venga commessa.
I tool analitici della Suva controllano inoltre che i conteggi delle
spese di cura non presentino irregolarità. // hga
Truffatori sotto la lente: la Suva intensifica la lotta alle frodi assicurative.
Suva – benefit 1/2015 //
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Attualità
Soli nel regno del formaggio
 www.suva.ch/waswo/44094.i
Le persone che lavorano da sole all’interno di un’azienda necessitano di una speciale protezione. È infatti
essenziale poter chiamare aiuto in caso di emergenza. Anche la ditta Emmi ha allestito un piano di allarme
interno di cui per fortuna finora non c’è mai stato bisogno.
Il posto di lavoro del casaro Anton Suppiger è una gigantesca grotta di arenaria, un
labirinto di corridoi e cunicoli lungo oltre
due chilometri, con un’umidità dell’aria del
98 per cento e una temperatura di 12 gradi. Condizioni ideali per la stagionatura
e la lavorazione delle 110 000 forme di
formaggio, tra cui Emmental, Gruyère e
Raclette. Nella grotta di Kaltbach, nel
Canton Lucerna, vengono impiegati anche robot che sollevano la forma, la gi-
rano e la spazzolano. Le macchine, in
funzione a tutti gli orari e anche nel fine
settimana, richiedono la costante presenza di una persona che le controlli e le
trasporti da un corridoio all’altro. Anton
Suppiger vi lavora da solo, alternandosi
con altri colleghi: «Mi sento sicuro, ho il
cellulare a portata di mano e anche un apparecchio salvavita che in caso di emergenza lancia l’allarme».
Soccorso immediato
Il piano di allarme interno della Emmi garantisce che, in un’eventuale situazione
critica, Anton Suppiger riceva un aiuto
tempestivo. A questo provvede il cosiddetto apparecchio salvavita, simile a un
telefono cellulare. Premendo il grande
tasto rosso il collaboratore può chiamare
aiuto, mentre grazie a un sensore di mancato movimento e a uno di posizione l’apparecchio riconosce se la persona non
si muove più ed è a terra.
«L’allarme viene quindi inviato immediatamente alla nostra centrale, dove
tre dipendenti designati ricevono un
SMS con l’esatta indicazione del luogo
in cui si trova il collaboratore» spiega
Daniel Egli, responsabile Tecnica e Sicurezza presso la sede di Kaltbach. Uno
di loro può mettersi subito in contatto con
l’apparecchio salvavita e, se non riceve
risposta, recarsi immediatamente sul
posto.
Daniel Egli è contento che l’apparecchio non sia mai stato usato: «E naturalmente ci auguriamo che non venga mai
utilizzato». // dkf
In situazioni critiche parte l’allarme:
l’apparecchio salvavita
110 000 forme di formaggio e 1 casaro: Anton Suppiger nella grotta di Kaltbach. // Philipp Schmidli
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// Suva – benefit 1/2015
Attualità
Dare il buon esempio è fondamentale
Alla SikaLavori SA si registra un numero di infortuni sorprendentemente basso. Un risultato ottenuto a dispetto delle numerose sfide, tra cui la natura dei lavori, l’organizzazione decentrata, le diverse lingue parlate, le
distanze e gli interventi sui cantieri, a volte molto brevi. Qual è il suo segreto?
Alcuni dipendenti della SikaLavori SA all’opera all’interno di una galleria. // mad
«Anche un solo infortunio è un infortunio
di troppo» sentenzia Martin Keller. Per il
direttore della SikaLavori SA, la salute dei
suoi 170 dipendenti è fondamentale. Qui
si lavora su ponteggi, tetti o all’interno di
gallerie, a contatto con sostanze chimiche
o prodotti cementiferi come il calcestruzzo spruzzato. «Sebbene interveniamo
soprattutto come subappaltatori con una
breve permanenza sul cantiere, i pericoli
cui siamo esposti non sono indifferenti».
Dare l’esempio
Sorprende lo scarso numero di infortuni
in azienda. Lo scorso anno la media è stata di una lesione su nove dipendenti o
1600 giorni di lavoro, e non si è registrato
alcun infortunio grave. Eppure non sono
mancati i problemi. Ad esempio, l’essere
decentrati (undici sedi in tutta la Svizzera)
e avere tanti piccoli team impedisce di
svolgere una formazione tutti insieme.
Dapprima vengono pertanto istruiti i responsabili di filiale, che poi trasmettono
le nozioni acquisite ai propri collaboratori, spesso con un po’ di ritardo a causa
degli impegni di lavoro. «Si tratta di specialisti preparati, con un forte senso di
responsabilità, in grado di comprendere e
applicare rapidamente le istruzioni ricevute» spiega Keller. Il senso di responsabilità si riscontra anche al volante: la
maggior parte di loro si sposta spesso in
auto e percorre lunghe distanze, praticamente senza incidenti.
In ogni filiale si parla una lingua diversa e molti dipendenti sono stranieri, eppure per Keller questo non è un ostacolo.
«Le norme di sicurezza sul lavoro sono
sempre le stesse e gli strumenti sono disponibili in più lingue. Chi dà il buon
esempio parla un linguaggio universale».
In cantiere anche lui indossa sempre casco, occhiali, cuffie, giacca da lavoro e
calzature di sicurezza. «Se trovo qualcuno senza occhiali di protezione gli presto
i miei. Questo lo mette così a disagio che
poi non se li dimentica più» afferma.
Coraggio e ricompensa
Chi per un anno non subisce malattie e
infortuni riceve un premio. Lo scopo è
motivare i collaboratori a pretendere
sempre un ambiente di lavoro sicuro anche se sono impegnati su un cantiere per
breve tempo. «Ovvio che questo comporta costi supplementari e richiede coraggio» racconta Keller. «Ma non si può voler
inseguire la competitività a scapito della
sicurezza sul lavoro. C’è sempre una possibilità per lavorare in sicurezza. Questa è
una responsabilità che si assumono non
solo i dipendenti e l’impresa, ma anche i
committenti, gli architetti, i direttori dei
lavori e gli ingegneri». // stk
Breve ritratto
La SikaLavori SA, un’affiliata
del gruppo Sika attivo a livello
mondiale, assiste la casa madre
con i suoi prodotti. Le sue attività
principali sono il risanamento,
l’impermeabilizzazione e la protezione delle costruzioni. // stk
Suva – benefit 1/2015 //
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Attualità
Prevenzione oltre i confini nazionali
 www.praeventionsforum-plus.info
Ciò che permette di prevenire gli infortuni
in Svizzera serve a proteggere anche
all’estero, e ciò che è utile in un altro paese lo può essere pure in Svizzera. Ispirandosi a questo principio, la Suva e
altri assicuratori infortuni di Germania,
Austria e Italia hanno creato la nuova
piattaforma delle conoscenze Forum Prevenzione+. Il portale Internet consente
di reperire informazioni sulla sicurezza
sul lavoro e sulla tutela della salute in diversi paesi.
Una volta inserito un termine di ricerca vengono scandagliate oltre 120 fonti
di informazione. Il motore di ricerca intelligente permette di raffinare la ricerca
in modo mirato. Grazie al portale è possibile accedere con pochi clic del mouse
a conoscenze specialistiche internazionali. // mpf
Inizio dei lavori nella
Rehaklinik Bellikon
Disoccupato? L’essenziale in 100 secondi di video
La revisione della LAINF
sulla buona strada
 www.rehabellikon.ch
 www.suva.ch/podcast-i
 www.suva.ch/revisione-lainf
Lo scorso autunno nella clinica di riabilitazione di Bellikon sono iniziati i lavori
edili che proseguiranno fino al 2017.
Avendo la clinica ormai quasi esaurito le
proprie capacità di accoglienza, si è reso
necessario non solo l’ampliamento di alcuni edifici, ma anche la costruzione di
una nuova struttura. I preparativi sono
stati avviati già nell’estate 2013.
I lavori dovranno svolgersi senza interrompere le attività della clinica. Ciò
costituisce senza dubbio la sfida maggiore e implica l’adozione di soluzioni alternative temporanee. Da circa un anno,
sull’area della cinica è stato approntato
uno spazio provvisorio per le terapie. Poche settimane fa, invece, la Riabilitazione
orientata al lavoro ha trasferito per alcuni
mesi la propria sede a Baden-Dättwil. Tra
qualche settimana verrà inoltre costruito
un edificio provvisorio che ospiterà il ristorante. // mpf
Chi è senza lavoro e ha diritto all’indennità di disoccupazione è assicurato automaticamente alla Suva. In caso di infortunio, la Suva si assume le spese di cura e
versa l’indennità giornaliera alla persona
disoccupata.
Il nuovo video della Suva spiega in
modo semplice e chiaro cosa fare in caso
di infortunio. Il fattore più importante è
notificare l’accaduto il prima possibile. E
questo vale non solo per i disoccupati,
ma anche per i lavoratori. Perché prima si
notifica l’infortunio, prima si ricevono le
prestazioni della Suva. // mpf
La revisione della Legge federale
sull’assicurazione contro gli infortuni
ha ripreso slancio: lo scorso novembre
la Commissione del Consiglio nazionale
incaricata dell’esame preliminare ha infatti svolto un’indagine conoscitiva con
le parti sociali, la Suva e l’Associazione
Svizzera d’Assicurazioni. Il messaggio
aggiuntivo del Consiglio federale poggia
sul compromesso maturato dalle parti
sociali nel corso di una lunga procedura.
La Suva e gli assicuratori privati sostengono il progetto.
Anche la Commissione paritetica si
è riunita per la prima volta. Voluta dalla
Suva e dagli assicuratori privati, che vi
delegano tre rappresentanti ciascuno
aventi pari diritti, essa si propone di chiarire in modo semplice e tempestivo le
controversie legate alle competenze ed
evitare così le discussioni di natura giuridica sollevate in passato. La Commissione, guidata dal professore di diritto
Thomas Gächter, vuole essere anche
una piattaforma per lo scambio di informazioni. // sug
14
// Suva – benefit 1/2015
Attualità
Diventare esperto
in tre mesi
nire sia gli infortuni sul lavoro che quelli
nel tempo libero oppure come affrontare
e combattere lo stress.
 www.suva.ch/e-tutorial
La persona è l’elemento centrale
Frattura durante un’attività sportiva, affaticamento eccessivo, infortunio sul lavoro: le cause che obbligano a restare lontani dal lavoro sono tante e diverse.
L’assenza è comunque una cosa spiacevole. Per tutti, beninteso: per il collaboratore che deve guarire, per i colleghi che lo
devono sostituire, per il datore di lavoro
che è costretto a riorganizzare l’attività.
In Svizzera un collaboratore resta assente dal lavoro mediamente per 6,5 giorni l’anno, un dato che ha spinto la Suva a
elaborare un nuovo strumento per aiutare
le aziende a gestire le assenze con maggiore professionalità.
Lezioni settimanali via e-mail
Le piccole e grandi aziende possono ora
usufruire di un programma di apprendi-
Chi si iscrive all’e-tutorial impara a conoscere e analizzare meglio la propria impresa. «Diventa quasi un esperto che sa
dove e come intervenire» spiega Schmid.
Contrariamente a quanto si potrebbe
pensare, il corso non è incentrato solo sul
trattamento delle assenze. «Il tutorial insegna a evitare le assenze sul nascere,
per quanto questo sia possibile».
Schmid cerca di sfatare un altro pregiudizio duro a morire: «gestire le assenze
non significa soltanto raccogliere dati».
Ciascuna assenza provoca ovviamente
dei costi, ma l’elemento centrale non sono
i costi, bensì la persona. Per questo motivo la formazione online mira in primo
luogo ad assistere individualmente i collaboratori, anche con il colloquio finalizzato al reinserimento professionale.
«Nulla di straordinario»
mento online, il cosiddetto e-tutorial. Una
volta iscritte, ricevono un’e-mail alla settimana per tre mesi di seguito. Ciascuna
e-mail contiene una lezione sulla gestione professionale delle assenze. «In questo modo si illustrano gradualmente i
punti essenziali» dice Peter Schmid, specialista in gestione della salute in azienda
alla Suva. Nelle lezioni online si spiega
come il superiore deve intervenire correttamente in caso di assenza, come preve-
Un altro strumento utile per analizzare
meglio le assenze nella propria azienda
è il cosiddetto «confronto degli indicatori». Bastano pochi clic del mouse per
capire dove la propria impresa si colloca
rispetto alle altre aziende del settore.
Insieme all’«analisi della situazione», ossia un test di autovalutazione da compilare online, è possibile determinare in
breve tempo gli ambiti in cui intervenire
e conseguire risparmi.
Evitare del tutto le assenze dal lavoro è cosa impossibile. Ma la gestione professionale delle assenze
aiuta sicuramente a ridurne il numero
e la durata. Il video pubblicato sul sito
www.suva.ch/gestione sintetizza i vari
aspetti. «Tutto sommato, la gestione
delle assenze non è nulla di straordinario» afferma Schmid, ma «ha sicuramente un ritorno economico per tutti: per i
datori di lavoro e per i lavoratori». // mpf
Impressum
Editore: Suva, casella postale, 6002 Lucerna
Tel. 041 419 51 11, fax 041 419 58 28
www.suva.ch; benefi[email protected]
Redazione: Pascal Mathis (mpf)
Produzione: Irma Steinmann
Hanno collaborato a questa edizione:
Karin Diodà (dkf), Alois Felber (afe), Nadia Gendre (gnc),
Robert Hartmann (hat), Gabriela Hübscher (hga),
Stefan Kühnis (stk), Loyse Pahud, Daniel Schriber (scd),
Takashi Sugimoto (sug)
Traduzione: Claudia Cesetti, Francesco Di Lena,
Marco Guasso, Silvia Trevisan
Fotografia: Jean-Luc Cramatte, Daniel Infanger,
Philipp Schmidli, Dominik Wunderli
Illustrazione: Bianca Litscher
Per ordinazioni o cambi di indirizzo:
Suva, servizio clienti,
casella postale, 6002 Lucerna
Tel. 041 419 58 51, fax 041 419 59 17
E-mail: [email protected]
www.suva.ch/waswo-i
Riproduzione autorizzata con citazione della fonte.
«benefit» è pubblicato quattro volte l’anno.
La rivista è prodotta a impatto zero sul clima:
www.myclimate.org.
Il modello Suva
I quattro pilastri della Suva
• La Suva è più che un’assicurazione perché
coniuga prevenzione, assicurazione e riabilitazione.
• La Suva è gestita dalle parti sociali: i rap-
presentanti dei datori di lavoro, dei lavoratori e della Confederazione siedono nel
Consiglio di amministrazione. Questa composizione paritetica permette di trovare
soluzioni condivise ed efficaci.
• Gli utili della Suva ritornano agli assicurati
sotto forma di riduzioni di premio.
• La Suva si autofinanzia e non gode di
sussidi.
Suva – benefit 1/2015 //
15
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complessivamente sul mercato
virtuale Sapros?
A
Circa 10 000
B
Circa 20 000
1º premio:
Samsung Galaxy Tab 3
C
Oltre 30 000
I caschi non sono tutti uguali. E neanche
le protezioni per l’udito. La gamma di prodotti per ridurre il rischio di infortuni e malattie professionali è davvero ampia ed è
facile perdere la bussola. La buona notizia è che il mercato virtuale Sapros raccoglie i prodotti di oltre 60 fornitori diversi.
Le aziende possono quindi stare tranquille: su Sapros troveranno certamente i
prodotti di sicurezza giusti per i loro dipendenti.
E non è finita qui, perché i prodotti di
sicurezza non si possono acquistare soltanto online, ma anche direttamente sul
posto di lavoro. La Suva gira tutta la Svizzera con il suo «servicemobil» facendo
visita alle aziende di svariati settori, come
le aziende di lavorazione del legno. Oltre
a offrire consulenza alle ditte, il servizio di
assistenza tecnica della Suva installa
anche i dispositivi di sicurezza direttamente sui macchinari. Gli assicurati possono inoltre acquistare comodamente
dal servicemobil sia i prodotti di sicurezza
per il lavoro sia quelli per il tempo libero.
Termine di partecipazione: 20 marzo 2015
16
// Suva – benefit 1/2015
Soluzione dell’ultima edizione
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2º premio:
Sony eBook Reader PRS-T3
Rispetto ai mesi estivi, il rischio di subire
una caduta nelle prime ore del mattino di
un giorno d’inverno è...
A all’incirca uguale, perché vi sono meno
persone in strada
B quasi il doppio
C all’incirca cinque volte maggiore
3º premio:
assegni Reka per un valore
di 150 franchi
4º – 10º premio:
farmacia tascabile
La risposta esatta è la B. D’inverno il pericolo di cadere è particolarmente accentuato, soprattutto fra le 6 e le 9 del mattino; infatti, i pedoni che inciampano e
cadono in questa fascia oraria sono quasi il doppio rispetto ai mesi estivi. Per non
rischiare di cadere si consiglia di indossare scarpe con suola profilata o ramponcini antisdrucciolo.
I vincitori sono stati informati
per iscritto. I loro nomi sono pubblicati
su www.suva.ch/concorso.
Imparare dagli errori
Operaio travolto da rullo compressore
 www.suva.ch/esempi-infortuni  www.suva.ch/regole
Infortunio mortale durante il rifacimento del manto stradale: un operaio muore schiacciato da un rullo compressore. Cosa è successo?
La parola all’esperto
Intervistato da «benefit» Bruno Wild, specialista per la sicurezza alla Suva, spiega perché
è importante prestare la massima attenzione
quando si opera con le macchine edili.
Quando si lavora con le macchine edili,
soprattutto nel genio civile, i pericoli sembrano chiari a tutti. Eppure, perché si
continua a registrare infortuni?
Errore fatale: l’operaio ha attraversato la strada senza stabilire un contatto visivo con il conducente
del rullo compressore.
Una macchina edile può sviluppare un’enorme potenza e a manovrarla c’è una persona.
Le attività svolte con queste macchine sono
ripetitive e per le persone che sostano nelle
Su un cantiere stradale, un operaio sta
stendendo uno strato di asfalto fresco
con un rullo compressore gommato.
Avanti e indietro, l’operaio compie la
stessa operazione più volte nello stesso
tratto.
A un certo punto, un collega decide
di attraversare la strada per raggiungere
il marciapiede opposto ed entra nella
traiettoria del rullo proprio nel momento
in cui il conducente innesta la retromarcia. Il mezzo investe in pieno l’operaio
con le ruote posteriori. Per la vittima non
c’è scampo.
Angolo cieco
Non è stato chiarito come mai la vittima
si sia avvicinata pericolosamente al rullo
compressore. Sia il conducente del rullo
che l’operaio erano persone con una lunga esperienza professionale alle spalle.
Il rullo compressore non permetteva di
vedere chiaramente la parte posteriore e
il suo manovratore, concentrato com’era
su quello che stava facendo, non ha visto
il collega. La colpa di quest’ultimo è stata
quella di entrare nella zona di pericolo del
rullo senza stabilire un contatto visivo
con il conducente. Se l’avesse fatto, ora
sarebbe ancora in vita. // afe
immediate vicinanze possono essere molto
pericolose. Proprio perché si tratta di lavori
ripetitivi, chi si trova nel raggio di azione di
queste macchine a volte non si rende conto
dei pericoli.
Quali sono le macchine più pericolose in
assoluto?
Fermo restando che se una macchina è
pericolosa, questa non va usata, possiamo
dire che una macchina è sicura se viene
La teoria non basta
sottoposta a manutenzione secondo le indicazioni del fabbricante, se è usata corretta-
Per evitare infortuni simili non basta
dare istruzioni chiare, ma bisogna
anche farle rispettare. In questo caso
non si è rispettata la seguente regola:
«Manteniamo il contatto visivo con il
macchinista» (pieghevole Suva 84051,
regola 4). In caso di pericolo bisogna
dire STOP e sospendere i lavori,
eliminare il pericolo e solo dopo
riprendere l’attività.
mente e se è manovrata da personale
qualificato e addestrato.
Come si possono evitare questi infortuni?
Le persone che operano nel raggio di azione
delle macchine edili devono conoscere i
potenziali pericoli. Bisogna definire regole di
comportamento chiare (penso alle nostre
regole per le vie di circolazione e il genio civile), ripeterle a intervalli regolari e verificare
che siano rispettate alla lettera.
Suva – benefit 1/2015 //
17
Complimenti
Comunicare diversamente
Quando, nel 2013, la Johnson Electric Switzerland SA si mette alla ricerca di un apprendista, certo non si aspetta
di ricevere la candidatura di Jonas Burkhalter, un giovane con problemi uditivi. Il suo brillante CV attira l’attenzione della responsabile degli apprendisti che, impressionata dagli ottimi voti, decide di dargli una chance.
Nel reparto produzione Jonas Burkhalter porta sempre un gilet giallo, indispensabile per la sua sicurezza.
Dopo un tirocinio come meccanico presso una fondazione che si occupa di persone affette dal suo stesso disturbo, per motivi di salute Jonas Burkhalter è costretto a
cambiare attività. «Mi piace lavorare con i numeri. Mi
piace anche la fisica, la costruzione e la progettazione» ci
confida il giovane bernese. Decide quindi di rispondere
all’annuncio della Johnson Electric Switzerland SA.
Qui gli viene proposto uno stage di tre giorni per capire
se un’eventuale assunzione possa essere di vantaggio
per lui e per l’azienda. L’esperienza è positiva e Jonas, che
oggi ha 23 anni, viene assunto con un contratto di formazione.
Un team affiatato
Con problemi di udito sin dalla nascita, Jonas Burkhalter
ha imparato a leggere le labbra. «È necessaria una comprensione reciproca» spiega Daniel Riedo, suo formatore alla Johnson Electric. Comunichiamo non solo con
la lettura delle labbra, ma anche per iscritto con un blocnotes o il computer. « Ho dovuto imparare a guardarlo
negli occhi mentre gli parlo, e questo non è scontato
quando devo mostrargli qualcosa sullo schermo» preci-
18
// Suva – benefit 1/2015
sa il suo superiore. La pazienza è fondamentale in questi
casi, soprattutto quando si tratta di ripetere più volte la
stessa cosa. Nonostante questo, Jonas impara in fretta
e dimostra di essere più portato per la tecnica rispetto a
molti giovani della sua età.
Breve ritratto del datore di lavoro
La Johnson Electric Switzerland SA appartiene al gruppo Johnson Electric dal 2005 e impiega circa 400 persone solo a Morat. La società svilupa micromotori per
l’industria automobilistica, l’automatizzazione, la sicurezza edile, le apparecchiature medicali, la burotica,
ecc. // gnc
Complimenti // Note a Attualità
margine
Il senso delle priorità
Garantire la propria sicurezza
Il giovane lavora soprattutto in ufficio, ma a volte scende
nello stabilimento di produzione. Sin dall’inizio la responsabile degli apprendisti Franziska Hirschi si era
preoccupata per la sicurezza di una persona affetta da un
deficit uditivo. Pur chiedendo a destra e a manca, le risposte che aveva ricevuto erano vaghe e non risolutive.
La commissione interna per la sicurezza ha cominciato
a passare in rassegna ogni potenziale pericolo e ha adottato diverse misure tra cui l’installazione di un sistema antincendio visivo sul soffitto del suo ufficio. Per
essere visto dai carrellisti nel reparto produzione Jonas
deve sempre indossare un gilet di colore giallo. Inoltre,
tutti i conducenti che operano nella sua zona sono informati della sua presenza e del fatto che non ci sente.
Integrazione perfetta
«All’inizio i dipendenti erano stupiti di vederlo aggirarsi
con un gilet giallo, ma poi hanno capito il perché e oggi
sono tutti molto orgogliosi della loro azienda» si compiace Stefan Keller, collega di ufficio. Tutti apprezzano il
lavoro di Jonas. Abituato all’apprensione delle persone, Jonas sa come approcciarsi agli altri. Dopo appena
tre mesi, tutti lo capiscono al volo e scherzano con lui.
«Sin dall’inizio mi sono sentito completamente a mio
agio in questa azienda» racconta Jonas. Ormai partecipa
attivamente alle attività; l’unico ostacolo sono le riunioni, dove è costretto a ricorrere a un interprete che conosce
il linguaggio dei segni. Il giovane apprendista segue dei
corsi professionali in una scuola specializzata e dei corsi
interaziendali a Friburgo.
Per chi lo incontra sul lavoro ogni giorno, l’handicap di Jonas Burkhalter ha cambiato qualcosa? Sì, tutti
dicono di aver imparato a guardare negli occhi il proprio
interlocutore. La migliore premessa per una buona intesa.
Testo: Nadia Gendre // Foto: Jean-Luc Cramatte
Fanny ha 28 anni e da quattro mesi ha iniziato un nuovo
percorso professionale in una società di marketing. Da
quando ha messo piede nel mondo del lavoro, è la prima
volta che si trova ad avere tanta responsabilità e a
gestire più persone e cose. In poche parole, ha sempre
un sacco da fare. Oltre al lavoro, nella pausa pranzo
frequenta un corso di tedesco due volte alla settimana
e i suoi pranzi si riducono a un panino mangiato al volo.
La sua professoressa è cresciuta nella
Germania Est, è bionda, piccolina, senza collo e di una
precisione maniacale. Un giorno, quasi alla fine della
lezione, Fanny racconta di un film thriller che ha visto di
recente, un film alquanto insignificante. L’insegnante
le rivolge un’occhiataccia e sentenzia che lei non mette
piede al cinema senza avere la certezza assoluta che il
film è straordinario e che non acquista un libro se
prima non ne ha letto la critica. «Anche per uscire con gli
amici faccio un’accurata selezione; la vita è troppo breve
e non intendo sprecare il mio tempo». Fanny rimane di
sasso. Ha sentito bene? Nella vita privata bisogna quindi
applicare lo stesso ragionamento che si fa sul lavoro e
selezionare le proprie attività secondo una scala di
priorità? Questo è urgente, questo meno, questo posso
rimandarlo ecc. Le sue giornate sono una perenne corsa
contro il tempo. In un flash ripensa alle serate trascorse
sul divano a guardare «Grey’s Anatomy» o alle tante
cene a base di tonno in scatola e minestre in busta.
L’insegnante di tedesco rincara la dose: «E quando avrà
dei figli, dovrà essere ancora più selettiva e organizzata».
Fanny non ce la fa proprio a finire il panino.
Uscendo dalla classe, invece di filare dritto in ufficio,
decide di fare una deviazione al parco. Attraversandolo
continua a ripetere: «No, no e poi no. Non finirò così».
E si mette a osservare gli alberi svettanti al cielo, senza
foglie, mentre tutto intorno tace. Poi, si infila in una
sala da tè, si accomoda a un tavolino e ordina una bella
fetta di torta.
Loyse Pahud
Scrittrice e giornalista
Suva – benefit 1/2015 //
19
Ritratto
Andreas Wernli è formatore e addetto alla sicurezza per passione.
20
// Suva – benefit 1/2015
Ritratto
Il coach
 www.suva.ch/tirocinio  www.charta-sicurezza.ch
Andreas Wernli conosce molto bene sia lo sport sia il lavoro sui cantieri. Da quando l’ex giocatore di pallamano nonché disegnatore e muratore diplomato ha iniziato a formare i giovani, molte persone hanno imparato
tante cose da lui. Testo: Stefan Kühnis // Foto: Dominik Wunderli
«Da 70 a 80» dice Andreas Wernli. «Forse un centinaio». In ogni caso, sono state molte le persone in formazione che l’addetto alla sicurezza dell’impresa edile
Anliker AG ha seguito negli ultimi dieci anni. «Nessuno
di loro si è mai fatto male» precisa Wernli toccando ferro.
«È importante seguire e affiancare i ragazzi» sottolinea. Hanno tutta la vita davanti a loro. Devono ancora imparare la professione e non conoscono i pericoli
che si celano sui cantieri. Vengono investiti da un’ondata
di nuove impressioni, persone, responsabilità e situazioni stressanti. E il lavoro è molto faticoso.
Wernli cerca sempre di ricordarsi quello che aveva
provato lui quarant’anni prima. «Il mio primo giorno mi
sono presentato sul cantiere in splendida forma fisica,
anche perché facevo molto sport e avevo appena finito
la scuola ufficiali. Eppure la sera mi son ritrovato con le
ossa rotte». Ci vuole un mese per abituarsi ai nuovi movimenti e al tempo, e questo mese è duro per chiunque.
«Le mani devono insegnare alla testa»
Lo sport
Andreas Wernli non ama il termine apprendisti e preferisce parlare di persone in formazione. «È compito nostro
formarle. Commettere errori non è grave, ma è importante capire dove hanno sbagliato. Esattamente
come nello sport. Soltanto chi sa quanto fa male perdere, e perciò si allena ancora più duramente, sarà in grado di vincere» afferma riferendosi a due realtà che conosce molto bene. Wernli ha giocato a pallamano in lega
nazionale e per anni ha allenato le giovanili. «Nello sport
e sui cantieri devi agire secondo uno schema condiviso e
fare affidamento sulla squadra. Se un compagno non può
giocare, gli altri devono scendere in campo anche per lui
e le chance di vincere diminuiscono. Si può essere bravi
solo nella misura in cui ti aiutano a esserlo i compagni».
Wernli si considera un coach anche sul cantiere.
E a volte un poliziotto. Deve essere entrambe le cose.
Desidera agire con comprensione e dialogo, creare fiducia e aprire gli occhi. Ma a un certo punto bisogna smetterla di parlare. «Bisogna essere duri e mettere le cose in
chiaro. Un po’ come a casa con i bambini» spiega il padre
di famiglia.
La fretta
Un cantiere è un luogo in continua evoluzione; la situazione cambia ogni cinque minuti e molte cose vanno
fatte in fretta. «La mancanza di tempo è una questione
molto sentita. Ma non è un motivo per non fare le cose
come si deve. Se pianifichiamo l’attività in modo adeguato riusciamo a guadagnare tempo. Non è che ci dobbiamo inventare tutto da capo quando si apre un nuovo
cantiere; molte operazioni sono «standardizzate». E,
ovviamente, anche noi diciamo STOP in caso di pericolo.
Preferiamo tornare a casa un po’ più tardi, ma sani e
salvi» afferma Wernli.
Ciascuno, anche le persone in formazione, deve
agire responsabilmente nel proprio campo di azione.
Deve osservare e riflettere su quello che accade intorno
a lui e stare sul chi vive per quanto concerne i pericoli.
Chi è in grado di fare questo ha anche il coraggio di intervenire nei confronti di altre persone. Per riuscire in
questo intento, occorre che la sicurezza sia un argomento di cui si parla sempre e ovunque: a scuola, nei corsi,
sul lavoro. La cosa migliore è far vedere le cose «dal vivo»
sul cantiere stesso. «Le mani devono insegnare alla testa».
Ricordi del passato
Andreas Wernli è sempre contento di incontrare gli ex
apprendisti e vedere quanta strada hanno fatto. A volte
ricordano episodi della loro vita trascorsa insieme sui
cantieri. «Le esperienze maturate dagli altri possono
dare molto anche a noi» dice. Ma pian piano Wernli comincia a passare il testimone della formazione ad altri.
«Ho 58 anni, non sono più giovanissimo, mentre le persone in formazione restano sempre giovani».
Tanto i compiti non gli mancano di certo. Il lavoro come addetto alla sicurezza richiede grande impegno
in termini di ore. Il suo ex club di pallamano cercava un
presidente ed egli ha accettato perché voleva che i ragazzi potessero continuare ad avere la possibilità di praticare sport. Inoltre, come ambasciatore dei mestieri
edili, spiega ai ragazzi delle scuole medie quanto interessanti possano essere queste professioni. «Non bisogna fare solo il muratore nella vita» sottolinea Wernli,
che non è rimasto mai fermo. «Finché si vive, bisogna
imparare, sperimentare cose nuove, godersela e, qualche
volta, anche incavolarsi un po’».
Suva – benefit 1/2015 //
21
Nuove pubblicazioni
Per ordinare direttamente su Internet
 www.suva.ch/benefit-cedola-ordinazione
Ordinando le nostre pubblicazioni con la cedola di ordinazione online è possibile
contare su tempi di spedizione più rapidi.
Newsletter
 www.suva.ch/newsletter-i
Per una manutenzione
più sicura
Imparare dagli errori
Operaio travolto da rullo compressore
Pubblicazione 13049.i
Vi invitamo ad iscrivervi alla nostra
newsletter che informa mensilmente
su argomenti d’attualità, campagne,
nuove offerte e servizi.
Il 20 per cento degli infortuni professionali avviene durante la manutenzione e molti di questi infortuni hanno esito fatale. Le
persone più a rischio sono il personale
manutentore e gli operatori macchinisti,
ossia coloro che puliscono, regolano e
intervengono per primi in caso di guasto.
La nuova lista di controllo sulla manutenzione si ispira alle «Otto regole vitali per i
manutentori» e completa questa pubblicazione con una tabella per l’individuazione dei pericoli e la pianificazione delle
misure.
Manutenzione di macchine e impianti //
Lista di controllo A4, 6 pagine // Codice 67192.i
Sito web sulla campagna «Tirocinio in sicurezza»
www.suva.ch/manutenzione
Regole vitali:
quante e quali sono?
All’indirizzo www.suva.ch/regole sono
elencate tutte le regole vitali pubblicate
finora dalla Suva (con possibilità di
download e ordinazione).
In caso di mancato rispetto di una regola bisogna dire STOP, sospendere i lavori, eliminare il pericolo e riprenderli
solo dopo aver eliminato il pericolo.
22
// Suva – benefit 1/2015
Volete rendere più efficaci i vostri corsi di
formazione sulla sicurezza? Abbiamo
qualcosa per voi: le nostre presentazioni
con esempi di infortunio ispirati a episodi
reali. I punti cruciali sono sempre gli stessi: quale regola vitale non è stata rispettata? Come si possono evitare episodi simili nella nostra azienda?
Nuovi esempi disponibili online:
Caduta fatale dalla locomotiva //
www.suva.ch/waswo-i/13031
Mano amputata da un miscelatore per betoncini //
www.suva.ch/waswo-i/13042
Operaio travolto da rullo compressore //
www.suva.ch/waswo-i/13049
www.suva.ch/esempi-infortuni
Nuove pubblicazioni
Prodotti chimici nell’edilizia:
tutto fuorché innocui
un confronto degli indicatori e un corso
online (vedi pag. 15). Date un’occhiata!
Radon negli impianti di
distribuzione dell’acqua
www.suva.ch/gestione
Gestione delle assenze: i vantaggi per le aziende //
Opuscolo A4, 32 pagine // Codice 66131.i
Radon negli impianti di
distribuzione dell’acqua
Misure a tutela dei lavoratori
Da appendere in azienda
STOP!
Metti in sicurezza la tua vita.
Nell’edilizia sono impiegati numerosi prodotti chimici. Conoscete i rischi derivanti
da questi prodotti e sapete come si manipolano in modo sicuro? Questo opuscolo, destinato ai titolari d’azienda, agli addetti alla sicurezza e ai capi-squadra,
spiega quali sono le regole di sicurezza
da rispettare sul lavoro. Tutto questo con
un unico scopo: garantire la salute degli
addetti ai lavori.
Fai come Carla, Luigi e Flavio e prima di un intervento di manutenzione ricordati di
applicare il tuo lucchetto personale dopo aver disinserito gli impianti e le macchine.
Rispetta
le regole vitali:
gole
www.suva.ch/re
Suva, casella postale, 6002 Lucerna, tel. 041 419 5111
Ordinazioni online: www.suva.ch/waswo-i
Codice 55340.i
11/2014
Prodotti chimici nell’edilizia.
Tutto fuorché innocui // Opuscolo A4, 20 pagine //
Codice 44013.i
Se stai attento mentre fai sci o snowboard ti accorgi in tempo dei pericoli in pista.
Adegua il tuo stile alle condizioni fisiche e alle capacità ed eviterai di farti male sulla neve.
Più informazioni: www.suva.ch
Suva, casella postale, 6002 Lucerna, tel. 041 419 58 51
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Gestione delle assenze:
i vantaggi per le aziende
Radon negli impianti di distribuzione dell’acqua.
Misure a tutela dei lavoratori // Pieghevole A4, 6
pagine // Codice 44097.i
Comprimi e inserisci
Gestione delle assenze:
i vantaggi per le aziende
Aggiornamenti
30 sec
Per maggiori informazioni sui protettori
auricolari consulta il nostro opuscolo
all’indirizzo suva.ch/waswo-i/84015
3. Tieni premuto
2. Con la mano
1. Modella l’inserto
per 30 secondi
libera tira l’orecchio
con le dita fino a
finché l’inserto non
verso l’alto e con
ottenere un cilindro
si è nuovamente
l’altra introduci
stretto.
espanso.
l’inserto nel condotto uditivo.
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66131_i.indd 1
Codice 55341.i
12/2014
Dopo il fumo di tabacco è la seconda
causa di cancro ai polmoni. Il radon, un
gas nobile radioattivo proveniente dal decadimento dell’uranio, è presente naturalmente nel suolo e può finire nell’impianto idrico soprattutto attraverso
l’acqua sorgiva e di falda. Chi respira elevate concentrazioni di gas radon o dei
suoi prodotti di decadimento rischia una
patologia a carico dei polmoni. Per evitare questo, è necessario misurare le concentrazioni di radon e adottare specifiche
misure di protezione. Questa pubblicazione è destinata ai comuni e ai gestori di
impianti di distribuzione dell’acqua nonché al personale addetto alle pulizie e alla
manutenzione di questi impianti.
17.10.2014 10:48:07
Le assenze per malattia o infortunio comportano costi elevati per l’azienda. Cosa
può fare l’impresa per evitare le assenze?
Cosa serve per impostare un sistema di
gestione delle assenze e della salute?
Per rispondere a queste domande abbiamo messo a punto alcuni strumenti. Oltre
a un opuscolo di 32 pagine, la Suva vi
mette a disposizione del materiale informativo e dei tool online, tra cui un cortometraggio, un test di autovalutazione,
Codice 55342.i
01/2015
Liste di controllo
09.01.2015 13:06:17
STOP! Metti in sicurezza la tua vita //
Manifesto A4 // Codice 55340.i
Se rischi troppo, gli sport sulla neve perdono
molto del loro fascino // Manifesto A4:
codice 55341.i // Manifesto F4 (89,5 x 128 cm):
codice 77255.i
Comprimi e inserisci // Manifesto A4 //
Codice 55342.i
Illuminazione nei luoghi di lavoro // 4 pagine A4 //
Codice 67051.i
Sostituisce la lista di controllo «L’illuminazione al
videoterminale». La nuova lista di controllo si
applica in generale a tutti i posti di lavoro.
Scale fisse a pioli // 6 pagine A4 //
Completamente aggiornata // Codice 67055.i
Internet
Per conoscere le pubblicazioni nuove e
aggiornate sulla sicurezza sul lavoro consultare
la pagina www.suva.ch/pagine-nuove-suvapro
Suva – benefit 1/2015 //
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Se rischi troppo, gli sport sulla neve perdono
molto del loro fascino
Se stai attento mentre fai sci o snowboard ti accorgi in tempo dei
pericoli in pista. Adegua il tuo stile alle condizioni fisiche e alle capacità ed eviterai di farti male sulla neve. Più informazioni: www.suva.ch
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Benefit_15-1 i