La rivista per i clienti della Suva, n. 1 // febbraio 2015 benefit Costanza Raccontiamo una giornata trascorsa in un ospedale che accoglie gli appassionati di sport sulla neve infortunati. Pagina 4 //////////////////// Sistema Raccontiamo come la Suva combatte le frodi assicurative e come un suo team smaschera i truffatori. Pagina 11 //////////////////// Impegno Raccontiamo di un’azienda che ha voluto e saputo offrire una formazione a un giovane non udente. Pagina 18 //////////////////// Numero del trimestre «Occhio quando cadi!» «Occhio quando cadi!», mi dice spesso un mio conoscente per scherzare. È una battuta, certo, ma contiene un briciolo di verità. Significa: fai attenzione. Oppure: non è sempre colpa tua quando capita qualcosa. Questo vale anche quando si fa sci o snowboard. Basta poco perché succeda qualcosa, e non sempre è colpa nostra. Quello che può accaderci sulla neve lo leggiamo nel reportage dedicato all’Ospedale cantonale dei Grigioni. È qui che viene generalmente ricoverato chi ha subito un grave infortunio sulle piste da sci del Cantone. Ma lo scopo dell’articolo non è certo di spaventarvi e farvi passare la voglia di andare sugli sci o sullo snowboard. Anzi. Quando si pratica sport, non si può evitare del tutto il pericolo di farsi male. Ma, con un po’ di prudenza e attenzione, si può ridurre il numero degli infortuni. Per riuscirci, potete contare sull’aiuto della Suva. Vi auguro di trascorrere nel migliore dei modi le restanti settimane invernali. Pascal Mathis caporedattore «benefit» //////////////////// Circa 1500 appassionati di sport invernali riportano ogni anno in Svizzera una lesione cranio-cerebrale. Gli snowboarder ne sono vittime con una frequenza nettamente superiore rispetto agli sciatori. Essendo tuttavia più numerosi, gli sciatori fanno registrare complessivamente più infortuni. A pagina 4 vi raccontiamo cosa succede in un ospedale in una giornata perfetta per andare a sciare. 2 // Suva – benefit 1/2015 Sommario // 10 //12 // 04 REPORTAGE 04 Meno male che il tempo era brutto Quando la sfortuna ci mette lo zampino, per gli sciatori e snowboarder la trappola dell’infortunio può scattare molto facilmente. Vi raccontiamo una tipica giornata della stagione invernale all’Ospedale cantonale di Coira. 14 Inizio dei lavori nella Rehaklinik Bellikon — 14 Disoccupato? L’essenziale in un video — 14 Revisione LAINF sulla buona strada — ATTUALITÀ 10 «C’è sempre un piano B» 15 Diventare esperto in tre mesi — 11 Truffatori: gli antidoti della Suva — 12 17 IMPARARE DAGLI ERRORI Soli nel regno del formaggio Una grotta di arenaria piena di corridoi e cunicoli, 110 000 forme di formaggio e un casaro completamente solo. Leggete come la Emmi Käse AG gli garantisce aiuto tempestivo in caso di situazione critica. — 13 Dare il buon esempio è fondamentale — 14 16 CONCORSO Prevenzione oltre i confini nazionali 18 COMPLIMENTI // NOTE A MARGINE 20 RITRATTO Andreas Wernli ha 58 anni e ama il suo lavoro. Per i suoi apprendisti non è soltanto un formatore professionale, ma anche un coach. L’importante per lui è che portino a termine il tirocinio senza infortuni. 22 NUOVE PUBBLICAZIONI — Suva – benefit 1/2015 // 3 Reportage Meno male che il tempo era brutto www.suva.ch/sportneve Mentre sciatori e snowboarder si divertono, altri lavorano. Per esempio i medici che curano e operano chi si è fatto male sulla neve. Spesso è il tempo a determinare quanto sarà stressante il loro turno di lavoro. In queste pagine vi raccontiamo una giornata all’Ospedale cantonale dei Grigioni. Testo: Pascal Mathis // Foto: Daniel Infanger Le pendici del Monte Calanda vicino a Coira sono innevate fin quasi a valle. Ma le apparenze ingannano. Infatti, i 20 centimetri di neve fresca caduti il giorno prima sono «caduti sul nulla», come dice uno del posto. Rispetto agli anni precedenti, sulle piste dei Grigioni – come altrove in Svizzera – la neve è poca. Ma poca neve significa anche meno lavoro per l’Ospedale cantonale dei Grigioni, attraverso le cui grandi vetrate si può ammirare il Monte Calanda? Oppure è vero il contrario? Per scoprirlo, trascorriamo una giornata nel Reparto di traumatologia. 7.30 – briefing La giornata inizia con il briefing. Una trentina di medici si ritrova nella sala riunioni. Il personale del turno di notte e chi ha lavorato i giorni precedenti aggiornano il team che sta per iniziare la giornata di lavoro. Sulla lavagna luminosa vengono visualizzate le radiografie dei nuovi pazienti e si analizzano i traumi. Si specificano anche le cause degli infortuni: cadute dalle scale, incidenti stradali, cadute sul ghiaccio, ma anche infortuni subiti con lo slittino, sugli sci o sullo snowboard. Il primario Christoph Sommer chiede al personale del Reparto di terapia intensiva se hanno posti liberi, perché non si sa mai come va a finire la giornata. 4 // Suva – benefit 1/2015 7.50 – giro di visite Finito il briefing, iniziano le visite. Dapprima nel Reparto di terapia intensiva, poi in quelli per così dire «normali», ad esempio in Pediatria. I medici sono accompagnati dal personale paramedico: infermieri, fisioterapisti e una collaboratrice dei servizi sociali. Fratture più frequenti il pomeriggio Sulle piste da sci occorre fare molta attenzione, specialmente intorno alle 14.30. Infatti è a quell’ora che si verifica la maggior parte degli infortuni sugli sci e sugli snowboard, per la precisione uno su quattro. Anche verso le 10.30 il rischio di infortunio è maggiore rispetto alle altre ore del giorno. A questi orari le piste sono sovraffollate e si manifestano i primi segni di affaticamento. La statistica rileva che i traumi con fratture sono aumentati negli ultimi anni. Oggi il 22 per cento degli infortuni sulla neve comporta una frattura, mentre nel 2005 la percentuale era del 17 per cento. Le cause sono la maggiore velocità e l’impiego più frequente della neve artificiale, che rende più dure le piste. // mpf Reportage D’inverno si hanno più pazienti vittime di infortuni durante la pratica di uno sport sulla neve: il primario Christoph Sommer visita un infortunato. Suva – benefit 1/2015 // 5 Reportage A soffrire non sono solamente i pazienti: una familiare in sala aspetto. 6 // Suva – benefit 1/2015 Reportage 9.10 – visita ai pazienti Sommer va a salutare un paziente che opererà in tarda mattinata. Il giorno prima, il paziente si è infortunato con gli sci su un dosso che non aveva visto. La caduta gli ha fratturato l’articolazione del piede. «Resterà in ospedale per una settimana, e dopo dovrà usare le stampelle per due mesi». A sentire queste parole, il paziente, un impiegato di banca del Canton Argovia, si fa scuro in volto. Quindi Christoph Sommer si aggiorna insieme al collega sull’intervento in programma. Le immagini tridimensionali fornite dalla TAC gli permettono di farsi un quadro molto chiaro dell’articolazione fratturata; il giorno prima aveva già consultato le radiografie. Dopo aver salutato una paziente operata qualche giorno prima, Sommer si concede una pausa caffè. Il primario afferma che oggi sulle piste si scia molto più velocemente rispetto a 15 anni fa. Il materiale permette velocità più elevate e la preparazione delle piste è molto migliore. Inoltre, gli infortuni sono aumentati dopo l’introduzione degli sci sciancrati. «Sembra di sciare su dei binari e di trovarsi quasi sempre in curva». Quando gli si chiede se i tanti infortunati che cura ogni giorno non gli hanno fatto passare la voglia di sciare, il 55enne risponde ridendo: «In passato ho fatto anche il maestro di sci». La bilancia dei rischi La Suva è presente nelle località sciistiche svizzere con manifesti ed eventi per sensibilizzare sui rischi correlati agli sport della neve. Gli eventi sono incentrati su un gioco con la cosiddetta bilancia dei rischi, in cui i visitatori devono cercare di mantenere in equilibrio le «sfide» e le «abilità». Vi invitiamo a venire a provare le altre attività che la Suva organizza sul posto. Ciascun visitatore riceverà inoltre un piccolo omaggio. Ecco dove sarà presente la Suva: 12 febbraio 2015: Melchsee-Frutt (OW) 17 febbraio 2015: Verbier (VS) 19 febbraio 2015: Hoch-Ybrig (SZ) 25 febbraio 2015: Obersaxen/Mundaun (GR) 26 febbraio 2015: Lenzerheide (GR) 1° marzo 2015: Airolo (TI) 5 marzo 2015: Bettmeralp (VS) 10.20 – sala operatoria numero 4 Christoph Sommer si veste per l’operazione, si infila gli occhiali e si disinfetta più volte gli avambracci e le mani. Nei prossimi 90 minuti ricostruirà l’articolazione del piede del paziente che ha salutato un’ora prima. Dopo aver inserito due piastre di metallo provvede a suturare la ferita. L’operazione che porta a termine è una delle circa 500 che il medico esegue ogni anno. Quasi la metà degli infortuni che durante la stagione invernale vengono trattati all’Ospedale cantonale dei Grigioni si verificano sugli sci o sullo snowboard. A questi se ne aggiungono altri subiti praticando sci di fondo o andando in slittino. Sull’arco di un anno gli infortuni occorsi durante la pratica di sport invernali sono poco meno del 16 per cento degli oltre 5000 casi trattati nell’ospedale. 12.30 – pausa pranzo Tempo di pranzare. La mattina nel Reparto di traumatologia è stata relativamente tranquilla. «Gli infortuni sono molti di più quando c’è poca neve e il tempo è bello» spiega Christoph Sommer. Le piste sono infatti più affollate. Inoltre: maggiore è il ricorso alla neve artificiale e più dure sono le piste, circostanza che fa aumentare la gravità delle lesioni. Intanto ha cominciato a nevicare. Questo significa che il pomeriggio trascorrerà tranquillo? Il capoclinica Jörg Schneider, che ha assistito Sommer durante l’operazione, risponde: «Di regola, la situazione peggiora dopo pranzo». La maggior parte degli infortuni si verifica di pomeriggio, quando comincia a farsi sentire la stanchezza e va scemando la concentrazione. «Spesso capita proprio durante l’ultima discesa». 13.35 – momenti frenetici al pronto soccorso L’assistente Berit Brinken riceve una telefonata che annuncia l’arrivo di un’urgenza. Un giovane sciatore si è gravemente infortunato nella val Schanfigg. Le informazioni sono frammentarie, ma sembra che abbia riportato lesioni all’addome e al bacino. Inoltre è sotto respirazione artificiale. Si inizia subito a preparare la sala choc, cioè la sala dove si forniscono i primi soccorsi ai politraumatizzati e dove un team di una decina di persone si appresta ad accogliere il paziente. Del team fanno parte, oltre all’assistente, il capoclinica, gli anestesisti, gli infermieri di pronto soccorso, i radiologi e, in questo Suva – benefit 1/2015 // 7 Reportage Prova di pazienza: dopo un infortunio ci vogliono molte settimane o molti mesi per guarire. (Nota: le scene sono ricostruite) 8 // Suva – benefit 1/2015 Reportage Attenti a non rischiare caso, anche un pediatra. Poco dopo si viene a sapere che il paziente è olandese. Per fortuna uno dei medici sa esprimersi in olandese e perciò è in grado di assistere i familiari. 14.25 – arriva il paziente Il giovane sciatore infortunato arriva all’Ospedale cantonale di Coira. A causa del maltempo non è stato possibile usare l’elicottero, perciò il dodicenne è stato trasportato con l’ambulanza lungo le 360 curve che da Arosa portano a Coira. 14.40 – cessato allarme in parte Al Pronto soccorso si tira un leggero sospiro di sollievo. Il giovane ha subito lesioni severe, ma comunque meno gravi di quanto si pensava. La respirazione artificiale, che poteva far temere che il giovane si trovasse in pericolo di vita, era stata praticata a scopo precauzionale. Il dodicenne non ha subito traumi cranici o lesioni alla spina dorsale e da una prima visita si possono escludere gravi emorragie. Avendo subìto una ferita aperta all’addome, è necessario praticare una laparoscopia per chiarire la situazione. A questo punto il caso è chiuso per Berit Brinken. Tocca ad altri medici occuparsi del ragazzo. «Io vado a compilare un po’ di carta» dice sorridendo. L’infortunio si è verificato sulla pista da sci, ma non è stato il solito incidente: infatti dallo skilift si è staccato un oggetto metallico che, scaraventato in aria, è andato a colpire con violenza l’addome del ragazzino. Dal punto di vista medico, una persona giovane ha migliori probabilità di guarire, spiega Sommer. «Ma, sotto l’aspetto psicologico, un caso urgente che vede protagonista un ragazzino è sempre una situazione difficile per i medici». In questi casi, la tensione e il nervosismo sono maggiori. 15.20 – è necessario operare Il giovane paziente viene portato in sala operatoria. Il capoclinica Renzo Joos, che nella sala choc aveva prestato i primi soccorsi al giovane olandese, si prepara all’intervento. La laparoscopia ha evidenziato una perforazione dell’intestino crasso. Per fortuna non sono stati toccati altri organi. Il chirurgo addominale esegue l’intervento sulla parte dell’intestino danneggiata. Se non fosse stata scoperta la lesione intestinale, il paziente avrebbe potuto subire conseguenze molto più serie. La Suva attua varie misure per evitare infortuni sulle piste e fuori pista. Il programma «Top 10» è molto utile per arrivare in forma alla stagione invernale. I dieci esercizi per migliorare la forza e la coordinazione aiutano a ridurre il rischio di cadute in piano. L’app «Slope Track» registra sullo smartphone la velocità con cui si percorre una pista e fornisce consigli di sicurezza. La Suva ha inoltre preparato dei moduli specifici per le aziende, visto che anche le imprese hanno tutto l’interesse a che i collaboratori appassionati degli sport sulla neve non subiscano infortuni. La rilevazione della velocità durante una giornata sugli sci organizzata dall’azienda aiuta a sensibilizzare il personale sui rischi in pista. A chi si avventura nel fuoripista – per esempio durante un’escursione con gli sci o lo snowboard, o durante una ciaspolata – si consiglia di usare whiterisk.ch, il tool online che aiuta non solo a valutare meglio il rischio valanghe, ma anche a pianificare in sicurezza le escursioni sulla neve. Tutte le proposte indicate sono disponibili al sito www.suva.ch/sportneve. // mpf 16.00 – secondo briefing Mentre l’operazione è ancora in corso, i medici del Reparto di chirurgia si ritrovano per il secondo briefing della giornata. Come il mattino, si esaminano i nuovi pazienti e si consultano le radiografie. 16.30 – visite e lavoro amministrativo Per il primario Christoph Sommer è giunto il momento di visitare nuovamente alcuni pazienti, tra cui quello operato nel corso della mattinata. Inoltre ci sono le «scartoffie» da compilare. «C’è sempre molto da fare, anche quando succede poco» afferma Sommer, che lavora una settantina di ore la settimana. Per il Reparto di traumatologia la giornata sta lentamente volgendo a termine. Fuori continua a nevicare, tanto che si fatica a intravvedere il Monte Calanda. Forse il tempo nuvoloso ha tenuto lontano dalle piste molte persone e gli infortuni sono stati pochi. Ma quando il tempo migliora e la gente si riversa in montagna, la situazione cambia rapidamente. Suva – benefit 1/2015 // 9 Attualità «C’è sempre un piano B» www.rehabellikon.ch Le vittime di un infortunio o di una malattia necessitano spesso di molto tempo per reinserirsi nella società. Può essere difficile ritrovarsi improvvisamente a non poter più svolgere il proprio lavoro. In questo caso intervengono gli orientatori professionali della clinica di riabilitazione di Bellikon. Stefano Beti è uno di loro. «Reinserimento professionale» della clinica di riabilitazione di Bellikon. «Il mio compito è presentare agli infortunati nuove prospettive». Possono svolgere il mestiere di prima? Se non è possibile, su quale riqualificazione bisogna puntare? Quali opportunità formative esistono? È il caso di rivolgersi a un ufficio di collocamento? Spesso gli infortunati sono disorientati. «Ma c’è sempre un piano B» afferma Beti. «E a volte anche un piano C». L’ex direttore di un ufficio regionale di collocamento, ora orientatore professionale e nella carriera, segue al momento una trentina di casi. Su una cosa non ha dubbi: prima gli infortunati pensano al loro reinserimento, meglio è. Il fatto che le prospettive professionali accelerino il processo di guarigione sotto il profilo medico rappresenta un aspetto importante del case management della Suva, che a tale scopo collabora a stretto contatto con datori di lavoro, assicurazioni sociali, uffici di collocamento e altri partner. «Alcuni semplicemente non vogliono» Anche dopo anni di attività, Stefano Beti è felice quando un reinserimento va a buon fine. // mad Spesso basta poco perché si verifichi un infortunio: un attimo di distrazione, una spiacevole casualità o un piccolo errore. Le conseguenze fisiche e psichiche possono però essere di vasta portata. Ogni anno le cliniche di riabilitazione della Suva a Bellikon e Sion curano migliaia di pazienti. L’obiettivo non è solo la guarigione fisica, ma anche un ritorno possibilmente rapido alla vita lavorativa. Spesso questo traguardo comporta il superamento di 10 // Suva – benefit 1/2015 sfide impegnative. Molte vittime di un grave infortunio, infatti, non sono più in grado di svolgere il proprio lavoro. Un falegname che ha perso diverse dita, ad esempio, difficilmente tornerà a lavorare nella sua bottega. I benefici di un rapido reinserimento «In un primo momento, per l’infortunato una notizia di questo tipo è come un pugno in faccia» spiega Stefano Beti, che opera con altri specialisti nel reparto Durante le sue consulenze, Stefano Beti appura se un infortunato è già pronto per essere reinserito oppure no. Alcuni non lo sono ancora dal punto di vista fisico, altri devono superare anche problemi psichici. «E alcuni semplicemente non vogliono» spiega senza tanti giri di parole. Indipendentemente dalle possibilità di reinserimento dei pazienti, Beti redige su ciascuno di essi un rapporto per l’ufficio AI di competenza. Gli accertamenti professionali approfonditi eseguiti dalla clinica di Bellikon sono risultati particolarmente efficaci ai fini della riqualificazione. Stefano Beti è felice quando sente che il reinserimento di un infortunato è andato a buon fine. «Anche dopo anni di attività, queste notizie mi fanno sempre piacere». // scd Attualità Truffatori: gli antidoti della Suva www.suva.ch/frode La Suva ha aumentato le risorse di personale impiegate per contrastare le frodi assicurative. I collaboratori analizzano ogni anno oltre 300 segnalazioni che riguardano individui sospettati di percepire prestazioni a titolo indebito. Un nuovo tool consente ora di combattere anche la frode organizzata con protagoniste le imprese. Sono le tre di mattina: due vetture con a bordo due coppie di coniugi si scontrano all’interno di una rotonda. I soccorritori accorsi sul posto trovano quattro persone ferite. Le due donne vengono trasportate all’ospedale poiché avvertono forti dolori. La Suva riceve le notifiche di infortunio nonché i rapporti della polizia, dei sanitari e dei medici. «Non vi era nessun motivo per mettere in dubbio l’incidente» afferma Lisa Estermann, che alla Suva si occupa di frodi assicurative. La coppia di coniugi assicurata alla Suva ha incassato 250 000 franchi di prestazioni assicurative. Al momento di rottamare una delle due automobili, il raggiro viene improvvisamente alla luce: la macchina era già incidentata prima dello scontro, era stata rimorchiata fino alla rotonda e al suo interno, durante la collisione, si trovava solo il conducente. I coniugi hanno così dovuto restituire l’importo ricevuto. La Suva verifica ogni segnalazione La Suva riceve ogni anno oltre 300 segnalazioni su frodi assicurative e nel 40 per cento dei casi il sospetto trova conferma. Il risparmio ottenuto scoprendo un tentativo di truffa può raggiungere anche i 500 000 franchi. «Seguiamo ogni segnalazione» spiega Lisa Estermann. Agli informatori non viene tuttavia riferito nulla per motivi legati alla protezione dei dati. A inizio 2015 la Suva ha potenziato le risorse di personale impiegate per contrastare le frodi assicurative. Sulle tracce dell’inganno Nella maggior parte dei casi di frode gli assicurati descrivono il dolore in modo esagerato. Altri «furbetti» presentano documenti falsificati, simulano gli infortuni e le loro conseguenze o ricevono una rendita nonostante siano abili al lavoro. La Suva dispone di numerosi strumenti per rilevare i comportamenti illeciti, questo anche grazie alla legge sull’assicurazione contro gli infortuni, che permette di evitare sin dall’inizio la percezione indebita di prestazioni assicurative. «La Suva può ad esempio consultare gli atti di altri assicuratori sociali o richiedere estratti del casellario giudiziale e docu- menti fiscali» puntualizza Estermann. Inoltre verifica spesso la situazione medica e reddituale dei beneficiari di una rendita e, se necessario, procede alla revisione delle rendite. «Richiediamo regolarmente i certificati di vita di questi beneficiari, e in casi rari ricorriamo anche agli investigatori. Lisa Estermann tiene a sottolineare che la maggior parte degli assicurati è onesta. Ma purtroppo ci sono persone che non lesinano sforzi per ottenere prestazioni con l’inganno. // hga Reti criminali Le assicurazioni sono confrontate con una tipologia di frode relativamente nuova: la percezione indebita di prestazioni sociali da parte di ditte sottoposte a procedura di fallimento e che non hanno mai pagato un solo centesimo di premi. Si tratta di ditte specializzate nell’acquisto di aziende che versano in gravi difficoltà finanziarie. La Suva osserva con attenzione queste ditte vicine al fallimento per essere in grado di intervenire prima che la truffa venga commessa. I tool analitici della Suva controllano inoltre che i conteggi delle spese di cura non presentino irregolarità. // hga Truffatori sotto la lente: la Suva intensifica la lotta alle frodi assicurative. Suva – benefit 1/2015 // 11 Attualità Soli nel regno del formaggio www.suva.ch/waswo/44094.i Le persone che lavorano da sole all’interno di un’azienda necessitano di una speciale protezione. È infatti essenziale poter chiamare aiuto in caso di emergenza. Anche la ditta Emmi ha allestito un piano di allarme interno di cui per fortuna finora non c’è mai stato bisogno. Il posto di lavoro del casaro Anton Suppiger è una gigantesca grotta di arenaria, un labirinto di corridoi e cunicoli lungo oltre due chilometri, con un’umidità dell’aria del 98 per cento e una temperatura di 12 gradi. Condizioni ideali per la stagionatura e la lavorazione delle 110 000 forme di formaggio, tra cui Emmental, Gruyère e Raclette. Nella grotta di Kaltbach, nel Canton Lucerna, vengono impiegati anche robot che sollevano la forma, la gi- rano e la spazzolano. Le macchine, in funzione a tutti gli orari e anche nel fine settimana, richiedono la costante presenza di una persona che le controlli e le trasporti da un corridoio all’altro. Anton Suppiger vi lavora da solo, alternandosi con altri colleghi: «Mi sento sicuro, ho il cellulare a portata di mano e anche un apparecchio salvavita che in caso di emergenza lancia l’allarme». Soccorso immediato Il piano di allarme interno della Emmi garantisce che, in un’eventuale situazione critica, Anton Suppiger riceva un aiuto tempestivo. A questo provvede il cosiddetto apparecchio salvavita, simile a un telefono cellulare. Premendo il grande tasto rosso il collaboratore può chiamare aiuto, mentre grazie a un sensore di mancato movimento e a uno di posizione l’apparecchio riconosce se la persona non si muove più ed è a terra. «L’allarme viene quindi inviato immediatamente alla nostra centrale, dove tre dipendenti designati ricevono un SMS con l’esatta indicazione del luogo in cui si trova il collaboratore» spiega Daniel Egli, responsabile Tecnica e Sicurezza presso la sede di Kaltbach. Uno di loro può mettersi subito in contatto con l’apparecchio salvavita e, se non riceve risposta, recarsi immediatamente sul posto. Daniel Egli è contento che l’apparecchio non sia mai stato usato: «E naturalmente ci auguriamo che non venga mai utilizzato». // dkf In situazioni critiche parte l’allarme: l’apparecchio salvavita 110 000 forme di formaggio e 1 casaro: Anton Suppiger nella grotta di Kaltbach. // Philipp Schmidli 12 // Suva – benefit 1/2015 Attualità Dare il buon esempio è fondamentale Alla SikaLavori SA si registra un numero di infortuni sorprendentemente basso. Un risultato ottenuto a dispetto delle numerose sfide, tra cui la natura dei lavori, l’organizzazione decentrata, le diverse lingue parlate, le distanze e gli interventi sui cantieri, a volte molto brevi. Qual è il suo segreto? Alcuni dipendenti della SikaLavori SA all’opera all’interno di una galleria. // mad «Anche un solo infortunio è un infortunio di troppo» sentenzia Martin Keller. Per il direttore della SikaLavori SA, la salute dei suoi 170 dipendenti è fondamentale. Qui si lavora su ponteggi, tetti o all’interno di gallerie, a contatto con sostanze chimiche o prodotti cementiferi come il calcestruzzo spruzzato. «Sebbene interveniamo soprattutto come subappaltatori con una breve permanenza sul cantiere, i pericoli cui siamo esposti non sono indifferenti». Dare l’esempio Sorprende lo scarso numero di infortuni in azienda. Lo scorso anno la media è stata di una lesione su nove dipendenti o 1600 giorni di lavoro, e non si è registrato alcun infortunio grave. Eppure non sono mancati i problemi. Ad esempio, l’essere decentrati (undici sedi in tutta la Svizzera) e avere tanti piccoli team impedisce di svolgere una formazione tutti insieme. Dapprima vengono pertanto istruiti i responsabili di filiale, che poi trasmettono le nozioni acquisite ai propri collaboratori, spesso con un po’ di ritardo a causa degli impegni di lavoro. «Si tratta di specialisti preparati, con un forte senso di responsabilità, in grado di comprendere e applicare rapidamente le istruzioni ricevute» spiega Keller. Il senso di responsabilità si riscontra anche al volante: la maggior parte di loro si sposta spesso in auto e percorre lunghe distanze, praticamente senza incidenti. In ogni filiale si parla una lingua diversa e molti dipendenti sono stranieri, eppure per Keller questo non è un ostacolo. «Le norme di sicurezza sul lavoro sono sempre le stesse e gli strumenti sono disponibili in più lingue. Chi dà il buon esempio parla un linguaggio universale». In cantiere anche lui indossa sempre casco, occhiali, cuffie, giacca da lavoro e calzature di sicurezza. «Se trovo qualcuno senza occhiali di protezione gli presto i miei. Questo lo mette così a disagio che poi non se li dimentica più» afferma. Coraggio e ricompensa Chi per un anno non subisce malattie e infortuni riceve un premio. Lo scopo è motivare i collaboratori a pretendere sempre un ambiente di lavoro sicuro anche se sono impegnati su un cantiere per breve tempo. «Ovvio che questo comporta costi supplementari e richiede coraggio» racconta Keller. «Ma non si può voler inseguire la competitività a scapito della sicurezza sul lavoro. C’è sempre una possibilità per lavorare in sicurezza. Questa è una responsabilità che si assumono non solo i dipendenti e l’impresa, ma anche i committenti, gli architetti, i direttori dei lavori e gli ingegneri». // stk Breve ritratto La SikaLavori SA, un’affiliata del gruppo Sika attivo a livello mondiale, assiste la casa madre con i suoi prodotti. Le sue attività principali sono il risanamento, l’impermeabilizzazione e la protezione delle costruzioni. // stk Suva – benefit 1/2015 // 13 Attualità Prevenzione oltre i confini nazionali www.praeventionsforum-plus.info Ciò che permette di prevenire gli infortuni in Svizzera serve a proteggere anche all’estero, e ciò che è utile in un altro paese lo può essere pure in Svizzera. Ispirandosi a questo principio, la Suva e altri assicuratori infortuni di Germania, Austria e Italia hanno creato la nuova piattaforma delle conoscenze Forum Prevenzione+. Il portale Internet consente di reperire informazioni sulla sicurezza sul lavoro e sulla tutela della salute in diversi paesi. Una volta inserito un termine di ricerca vengono scandagliate oltre 120 fonti di informazione. Il motore di ricerca intelligente permette di raffinare la ricerca in modo mirato. Grazie al portale è possibile accedere con pochi clic del mouse a conoscenze specialistiche internazionali. // mpf Inizio dei lavori nella Rehaklinik Bellikon Disoccupato? L’essenziale in 100 secondi di video La revisione della LAINF sulla buona strada www.rehabellikon.ch www.suva.ch/podcast-i www.suva.ch/revisione-lainf Lo scorso autunno nella clinica di riabilitazione di Bellikon sono iniziati i lavori edili che proseguiranno fino al 2017. Avendo la clinica ormai quasi esaurito le proprie capacità di accoglienza, si è reso necessario non solo l’ampliamento di alcuni edifici, ma anche la costruzione di una nuova struttura. I preparativi sono stati avviati già nell’estate 2013. I lavori dovranno svolgersi senza interrompere le attività della clinica. Ciò costituisce senza dubbio la sfida maggiore e implica l’adozione di soluzioni alternative temporanee. Da circa un anno, sull’area della cinica è stato approntato uno spazio provvisorio per le terapie. Poche settimane fa, invece, la Riabilitazione orientata al lavoro ha trasferito per alcuni mesi la propria sede a Baden-Dättwil. Tra qualche settimana verrà inoltre costruito un edificio provvisorio che ospiterà il ristorante. // mpf Chi è senza lavoro e ha diritto all’indennità di disoccupazione è assicurato automaticamente alla Suva. In caso di infortunio, la Suva si assume le spese di cura e versa l’indennità giornaliera alla persona disoccupata. Il nuovo video della Suva spiega in modo semplice e chiaro cosa fare in caso di infortunio. Il fattore più importante è notificare l’accaduto il prima possibile. E questo vale non solo per i disoccupati, ma anche per i lavoratori. Perché prima si notifica l’infortunio, prima si ricevono le prestazioni della Suva. // mpf La revisione della Legge federale sull’assicurazione contro gli infortuni ha ripreso slancio: lo scorso novembre la Commissione del Consiglio nazionale incaricata dell’esame preliminare ha infatti svolto un’indagine conoscitiva con le parti sociali, la Suva e l’Associazione Svizzera d’Assicurazioni. Il messaggio aggiuntivo del Consiglio federale poggia sul compromesso maturato dalle parti sociali nel corso di una lunga procedura. La Suva e gli assicuratori privati sostengono il progetto. Anche la Commissione paritetica si è riunita per la prima volta. Voluta dalla Suva e dagli assicuratori privati, che vi delegano tre rappresentanti ciascuno aventi pari diritti, essa si propone di chiarire in modo semplice e tempestivo le controversie legate alle competenze ed evitare così le discussioni di natura giuridica sollevate in passato. La Commissione, guidata dal professore di diritto Thomas Gächter, vuole essere anche una piattaforma per lo scambio di informazioni. // sug 14 // Suva – benefit 1/2015 Attualità Diventare esperto in tre mesi nire sia gli infortuni sul lavoro che quelli nel tempo libero oppure come affrontare e combattere lo stress. www.suva.ch/e-tutorial La persona è l’elemento centrale Frattura durante un’attività sportiva, affaticamento eccessivo, infortunio sul lavoro: le cause che obbligano a restare lontani dal lavoro sono tante e diverse. L’assenza è comunque una cosa spiacevole. Per tutti, beninteso: per il collaboratore che deve guarire, per i colleghi che lo devono sostituire, per il datore di lavoro che è costretto a riorganizzare l’attività. In Svizzera un collaboratore resta assente dal lavoro mediamente per 6,5 giorni l’anno, un dato che ha spinto la Suva a elaborare un nuovo strumento per aiutare le aziende a gestire le assenze con maggiore professionalità. Lezioni settimanali via e-mail Le piccole e grandi aziende possono ora usufruire di un programma di apprendi- Chi si iscrive all’e-tutorial impara a conoscere e analizzare meglio la propria impresa. «Diventa quasi un esperto che sa dove e come intervenire» spiega Schmid. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, il corso non è incentrato solo sul trattamento delle assenze. «Il tutorial insegna a evitare le assenze sul nascere, per quanto questo sia possibile». Schmid cerca di sfatare un altro pregiudizio duro a morire: «gestire le assenze non significa soltanto raccogliere dati». Ciascuna assenza provoca ovviamente dei costi, ma l’elemento centrale non sono i costi, bensì la persona. Per questo motivo la formazione online mira in primo luogo ad assistere individualmente i collaboratori, anche con il colloquio finalizzato al reinserimento professionale. «Nulla di straordinario» mento online, il cosiddetto e-tutorial. Una volta iscritte, ricevono un’e-mail alla settimana per tre mesi di seguito. Ciascuna e-mail contiene una lezione sulla gestione professionale delle assenze. «In questo modo si illustrano gradualmente i punti essenziali» dice Peter Schmid, specialista in gestione della salute in azienda alla Suva. Nelle lezioni online si spiega come il superiore deve intervenire correttamente in caso di assenza, come preve- Un altro strumento utile per analizzare meglio le assenze nella propria azienda è il cosiddetto «confronto degli indicatori». Bastano pochi clic del mouse per capire dove la propria impresa si colloca rispetto alle altre aziende del settore. Insieme all’«analisi della situazione», ossia un test di autovalutazione da compilare online, è possibile determinare in breve tempo gli ambiti in cui intervenire e conseguire risparmi. Evitare del tutto le assenze dal lavoro è cosa impossibile. Ma la gestione professionale delle assenze aiuta sicuramente a ridurne il numero e la durata. Il video pubblicato sul sito www.suva.ch/gestione sintetizza i vari aspetti. «Tutto sommato, la gestione delle assenze non è nulla di straordinario» afferma Schmid, ma «ha sicuramente un ritorno economico per tutti: per i datori di lavoro e per i lavoratori». // mpf Impressum Editore: Suva, casella postale, 6002 Lucerna Tel. 041 419 51 11, fax 041 419 58 28 www.suva.ch; benefi[email protected] Redazione: Pascal Mathis (mpf) Produzione: Irma Steinmann Hanno collaborato a questa edizione: Karin Diodà (dkf), Alois Felber (afe), Nadia Gendre (gnc), Robert Hartmann (hat), Gabriela Hübscher (hga), Stefan Kühnis (stk), Loyse Pahud, Daniel Schriber (scd), Takashi Sugimoto (sug) Traduzione: Claudia Cesetti, Francesco Di Lena, Marco Guasso, Silvia Trevisan Fotografia: Jean-Luc Cramatte, Daniel Infanger, Philipp Schmidli, Dominik Wunderli Illustrazione: Bianca Litscher Per ordinazioni o cambi di indirizzo: Suva, servizio clienti, casella postale, 6002 Lucerna Tel. 041 419 58 51, fax 041 419 59 17 E-mail: [email protected] www.suva.ch/waswo-i Riproduzione autorizzata con citazione della fonte. «benefit» è pubblicato quattro volte l’anno. La rivista è prodotta a impatto zero sul clima: www.myclimate.org. Il modello Suva I quattro pilastri della Suva • La Suva è più che un’assicurazione perché coniuga prevenzione, assicurazione e riabilitazione. • La Suva è gestita dalle parti sociali: i rap- presentanti dei datori di lavoro, dei lavoratori e della Confederazione siedono nel Consiglio di amministrazione. Questa composizione paritetica permette di trovare soluzioni condivise ed efficaci. • Gli utili della Suva ritornano agli assicurati sotto forma di riduzioni di premio. • La Suva si autofinanzia e non gode di sussidi. Suva – benefit 1/2015 // 15 Concorso Testate le vostre conoscenze Tutto l’occorrente a portata di mano www.suva.ch/concorso www.suva.ch/prodotti-di-sicurezza www.sapros.ch Risposta: Domanda: Quanti articoli sono disponibili complessivamente sul mercato virtuale Sapros? A Circa 10 000 B Circa 20 000 1º premio: Samsung Galaxy Tab 3 C Oltre 30 000 I caschi non sono tutti uguali. E neanche le protezioni per l’udito. La gamma di prodotti per ridurre il rischio di infortuni e malattie professionali è davvero ampia ed è facile perdere la bussola. La buona notizia è che il mercato virtuale Sapros raccoglie i prodotti di oltre 60 fornitori diversi. Le aziende possono quindi stare tranquille: su Sapros troveranno certamente i prodotti di sicurezza giusti per i loro dipendenti. E non è finita qui, perché i prodotti di sicurezza non si possono acquistare soltanto online, ma anche direttamente sul posto di lavoro. La Suva gira tutta la Svizzera con il suo «servicemobil» facendo visita alle aziende di svariati settori, come le aziende di lavorazione del legno. Oltre a offrire consulenza alle ditte, il servizio di assistenza tecnica della Suva installa anche i dispositivi di sicurezza direttamente sui macchinari. Gli assicurati possono inoltre acquistare comodamente dal servicemobil sia i prodotti di sicurezza per il lavoro sia quelli per il tempo libero. Termine di partecipazione: 20 marzo 2015 16 // Suva – benefit 1/2015 Soluzione dell’ultima edizione www.suva.ch/inciampare 2º premio: Sony eBook Reader PRS-T3 Rispetto ai mesi estivi, il rischio di subire una caduta nelle prime ore del mattino di un giorno d’inverno è... A all’incirca uguale, perché vi sono meno persone in strada B quasi il doppio C all’incirca cinque volte maggiore 3º premio: assegni Reka per un valore di 150 franchi 4º – 10º premio: farmacia tascabile La risposta esatta è la B. D’inverno il pericolo di cadere è particolarmente accentuato, soprattutto fra le 6 e le 9 del mattino; infatti, i pedoni che inciampano e cadono in questa fascia oraria sono quasi il doppio rispetto ai mesi estivi. Per non rischiare di cadere si consiglia di indossare scarpe con suola profilata o ramponcini antisdrucciolo. I vincitori sono stati informati per iscritto. I loro nomi sono pubblicati su www.suva.ch/concorso. Imparare dagli errori Operaio travolto da rullo compressore www.suva.ch/esempi-infortuni www.suva.ch/regole Infortunio mortale durante il rifacimento del manto stradale: un operaio muore schiacciato da un rullo compressore. Cosa è successo? La parola all’esperto Intervistato da «benefit» Bruno Wild, specialista per la sicurezza alla Suva, spiega perché è importante prestare la massima attenzione quando si opera con le macchine edili. Quando si lavora con le macchine edili, soprattutto nel genio civile, i pericoli sembrano chiari a tutti. Eppure, perché si continua a registrare infortuni? Errore fatale: l’operaio ha attraversato la strada senza stabilire un contatto visivo con il conducente del rullo compressore. Una macchina edile può sviluppare un’enorme potenza e a manovrarla c’è una persona. Le attività svolte con queste macchine sono ripetitive e per le persone che sostano nelle Su un cantiere stradale, un operaio sta stendendo uno strato di asfalto fresco con un rullo compressore gommato. Avanti e indietro, l’operaio compie la stessa operazione più volte nello stesso tratto. A un certo punto, un collega decide di attraversare la strada per raggiungere il marciapiede opposto ed entra nella traiettoria del rullo proprio nel momento in cui il conducente innesta la retromarcia. Il mezzo investe in pieno l’operaio con le ruote posteriori. Per la vittima non c’è scampo. Angolo cieco Non è stato chiarito come mai la vittima si sia avvicinata pericolosamente al rullo compressore. Sia il conducente del rullo che l’operaio erano persone con una lunga esperienza professionale alle spalle. Il rullo compressore non permetteva di vedere chiaramente la parte posteriore e il suo manovratore, concentrato com’era su quello che stava facendo, non ha visto il collega. La colpa di quest’ultimo è stata quella di entrare nella zona di pericolo del rullo senza stabilire un contatto visivo con il conducente. Se l’avesse fatto, ora sarebbe ancora in vita. // afe immediate vicinanze possono essere molto pericolose. Proprio perché si tratta di lavori ripetitivi, chi si trova nel raggio di azione di queste macchine a volte non si rende conto dei pericoli. Quali sono le macchine più pericolose in assoluto? Fermo restando che se una macchina è pericolosa, questa non va usata, possiamo dire che una macchina è sicura se viene La teoria non basta sottoposta a manutenzione secondo le indicazioni del fabbricante, se è usata corretta- Per evitare infortuni simili non basta dare istruzioni chiare, ma bisogna anche farle rispettare. In questo caso non si è rispettata la seguente regola: «Manteniamo il contatto visivo con il macchinista» (pieghevole Suva 84051, regola 4). In caso di pericolo bisogna dire STOP e sospendere i lavori, eliminare il pericolo e solo dopo riprendere l’attività. mente e se è manovrata da personale qualificato e addestrato. Come si possono evitare questi infortuni? Le persone che operano nel raggio di azione delle macchine edili devono conoscere i potenziali pericoli. Bisogna definire regole di comportamento chiare (penso alle nostre regole per le vie di circolazione e il genio civile), ripeterle a intervalli regolari e verificare che siano rispettate alla lettera. Suva – benefit 1/2015 // 17 Complimenti Comunicare diversamente Quando, nel 2013, la Johnson Electric Switzerland SA si mette alla ricerca di un apprendista, certo non si aspetta di ricevere la candidatura di Jonas Burkhalter, un giovane con problemi uditivi. Il suo brillante CV attira l’attenzione della responsabile degli apprendisti che, impressionata dagli ottimi voti, decide di dargli una chance. Nel reparto produzione Jonas Burkhalter porta sempre un gilet giallo, indispensabile per la sua sicurezza. Dopo un tirocinio come meccanico presso una fondazione che si occupa di persone affette dal suo stesso disturbo, per motivi di salute Jonas Burkhalter è costretto a cambiare attività. «Mi piace lavorare con i numeri. Mi piace anche la fisica, la costruzione e la progettazione» ci confida il giovane bernese. Decide quindi di rispondere all’annuncio della Johnson Electric Switzerland SA. Qui gli viene proposto uno stage di tre giorni per capire se un’eventuale assunzione possa essere di vantaggio per lui e per l’azienda. L’esperienza è positiva e Jonas, che oggi ha 23 anni, viene assunto con un contratto di formazione. Un team affiatato Con problemi di udito sin dalla nascita, Jonas Burkhalter ha imparato a leggere le labbra. «È necessaria una comprensione reciproca» spiega Daniel Riedo, suo formatore alla Johnson Electric. Comunichiamo non solo con la lettura delle labbra, ma anche per iscritto con un blocnotes o il computer. « Ho dovuto imparare a guardarlo negli occhi mentre gli parlo, e questo non è scontato quando devo mostrargli qualcosa sullo schermo» preci- 18 // Suva – benefit 1/2015 sa il suo superiore. La pazienza è fondamentale in questi casi, soprattutto quando si tratta di ripetere più volte la stessa cosa. Nonostante questo, Jonas impara in fretta e dimostra di essere più portato per la tecnica rispetto a molti giovani della sua età. Breve ritratto del datore di lavoro La Johnson Electric Switzerland SA appartiene al gruppo Johnson Electric dal 2005 e impiega circa 400 persone solo a Morat. La società svilupa micromotori per l’industria automobilistica, l’automatizzazione, la sicurezza edile, le apparecchiature medicali, la burotica, ecc. // gnc Complimenti // Note a Attualità margine Il senso delle priorità Garantire la propria sicurezza Il giovane lavora soprattutto in ufficio, ma a volte scende nello stabilimento di produzione. Sin dall’inizio la responsabile degli apprendisti Franziska Hirschi si era preoccupata per la sicurezza di una persona affetta da un deficit uditivo. Pur chiedendo a destra e a manca, le risposte che aveva ricevuto erano vaghe e non risolutive. La commissione interna per la sicurezza ha cominciato a passare in rassegna ogni potenziale pericolo e ha adottato diverse misure tra cui l’installazione di un sistema antincendio visivo sul soffitto del suo ufficio. Per essere visto dai carrellisti nel reparto produzione Jonas deve sempre indossare un gilet di colore giallo. Inoltre, tutti i conducenti che operano nella sua zona sono informati della sua presenza e del fatto che non ci sente. Integrazione perfetta «All’inizio i dipendenti erano stupiti di vederlo aggirarsi con un gilet giallo, ma poi hanno capito il perché e oggi sono tutti molto orgogliosi della loro azienda» si compiace Stefan Keller, collega di ufficio. Tutti apprezzano il lavoro di Jonas. Abituato all’apprensione delle persone, Jonas sa come approcciarsi agli altri. Dopo appena tre mesi, tutti lo capiscono al volo e scherzano con lui. «Sin dall’inizio mi sono sentito completamente a mio agio in questa azienda» racconta Jonas. Ormai partecipa attivamente alle attività; l’unico ostacolo sono le riunioni, dove è costretto a ricorrere a un interprete che conosce il linguaggio dei segni. Il giovane apprendista segue dei corsi professionali in una scuola specializzata e dei corsi interaziendali a Friburgo. Per chi lo incontra sul lavoro ogni giorno, l’handicap di Jonas Burkhalter ha cambiato qualcosa? Sì, tutti dicono di aver imparato a guardare negli occhi il proprio interlocutore. La migliore premessa per una buona intesa. Testo: Nadia Gendre // Foto: Jean-Luc Cramatte Fanny ha 28 anni e da quattro mesi ha iniziato un nuovo percorso professionale in una società di marketing. Da quando ha messo piede nel mondo del lavoro, è la prima volta che si trova ad avere tanta responsabilità e a gestire più persone e cose. In poche parole, ha sempre un sacco da fare. Oltre al lavoro, nella pausa pranzo frequenta un corso di tedesco due volte alla settimana e i suoi pranzi si riducono a un panino mangiato al volo. La sua professoressa è cresciuta nella Germania Est, è bionda, piccolina, senza collo e di una precisione maniacale. Un giorno, quasi alla fine della lezione, Fanny racconta di un film thriller che ha visto di recente, un film alquanto insignificante. L’insegnante le rivolge un’occhiataccia e sentenzia che lei non mette piede al cinema senza avere la certezza assoluta che il film è straordinario e che non acquista un libro se prima non ne ha letto la critica. «Anche per uscire con gli amici faccio un’accurata selezione; la vita è troppo breve e non intendo sprecare il mio tempo». Fanny rimane di sasso. Ha sentito bene? Nella vita privata bisogna quindi applicare lo stesso ragionamento che si fa sul lavoro e selezionare le proprie attività secondo una scala di priorità? Questo è urgente, questo meno, questo posso rimandarlo ecc. Le sue giornate sono una perenne corsa contro il tempo. In un flash ripensa alle serate trascorse sul divano a guardare «Grey’s Anatomy» o alle tante cene a base di tonno in scatola e minestre in busta. L’insegnante di tedesco rincara la dose: «E quando avrà dei figli, dovrà essere ancora più selettiva e organizzata». Fanny non ce la fa proprio a finire il panino. Uscendo dalla classe, invece di filare dritto in ufficio, decide di fare una deviazione al parco. Attraversandolo continua a ripetere: «No, no e poi no. Non finirò così». E si mette a osservare gli alberi svettanti al cielo, senza foglie, mentre tutto intorno tace. Poi, si infila in una sala da tè, si accomoda a un tavolino e ordina una bella fetta di torta. Loyse Pahud Scrittrice e giornalista Suva – benefit 1/2015 // 19 Ritratto Andreas Wernli è formatore e addetto alla sicurezza per passione. 20 // Suva – benefit 1/2015 Ritratto Il coach www.suva.ch/tirocinio www.charta-sicurezza.ch Andreas Wernli conosce molto bene sia lo sport sia il lavoro sui cantieri. Da quando l’ex giocatore di pallamano nonché disegnatore e muratore diplomato ha iniziato a formare i giovani, molte persone hanno imparato tante cose da lui. Testo: Stefan Kühnis // Foto: Dominik Wunderli «Da 70 a 80» dice Andreas Wernli. «Forse un centinaio». In ogni caso, sono state molte le persone in formazione che l’addetto alla sicurezza dell’impresa edile Anliker AG ha seguito negli ultimi dieci anni. «Nessuno di loro si è mai fatto male» precisa Wernli toccando ferro. «È importante seguire e affiancare i ragazzi» sottolinea. Hanno tutta la vita davanti a loro. Devono ancora imparare la professione e non conoscono i pericoli che si celano sui cantieri. Vengono investiti da un’ondata di nuove impressioni, persone, responsabilità e situazioni stressanti. E il lavoro è molto faticoso. Wernli cerca sempre di ricordarsi quello che aveva provato lui quarant’anni prima. «Il mio primo giorno mi sono presentato sul cantiere in splendida forma fisica, anche perché facevo molto sport e avevo appena finito la scuola ufficiali. Eppure la sera mi son ritrovato con le ossa rotte». Ci vuole un mese per abituarsi ai nuovi movimenti e al tempo, e questo mese è duro per chiunque. «Le mani devono insegnare alla testa» Lo sport Andreas Wernli non ama il termine apprendisti e preferisce parlare di persone in formazione. «È compito nostro formarle. Commettere errori non è grave, ma è importante capire dove hanno sbagliato. Esattamente come nello sport. Soltanto chi sa quanto fa male perdere, e perciò si allena ancora più duramente, sarà in grado di vincere» afferma riferendosi a due realtà che conosce molto bene. Wernli ha giocato a pallamano in lega nazionale e per anni ha allenato le giovanili. «Nello sport e sui cantieri devi agire secondo uno schema condiviso e fare affidamento sulla squadra. Se un compagno non può giocare, gli altri devono scendere in campo anche per lui e le chance di vincere diminuiscono. Si può essere bravi solo nella misura in cui ti aiutano a esserlo i compagni». Wernli si considera un coach anche sul cantiere. E a volte un poliziotto. Deve essere entrambe le cose. Desidera agire con comprensione e dialogo, creare fiducia e aprire gli occhi. Ma a un certo punto bisogna smetterla di parlare. «Bisogna essere duri e mettere le cose in chiaro. Un po’ come a casa con i bambini» spiega il padre di famiglia. La fretta Un cantiere è un luogo in continua evoluzione; la situazione cambia ogni cinque minuti e molte cose vanno fatte in fretta. «La mancanza di tempo è una questione molto sentita. Ma non è un motivo per non fare le cose come si deve. Se pianifichiamo l’attività in modo adeguato riusciamo a guadagnare tempo. Non è che ci dobbiamo inventare tutto da capo quando si apre un nuovo cantiere; molte operazioni sono «standardizzate». E, ovviamente, anche noi diciamo STOP in caso di pericolo. Preferiamo tornare a casa un po’ più tardi, ma sani e salvi» afferma Wernli. Ciascuno, anche le persone in formazione, deve agire responsabilmente nel proprio campo di azione. Deve osservare e riflettere su quello che accade intorno a lui e stare sul chi vive per quanto concerne i pericoli. Chi è in grado di fare questo ha anche il coraggio di intervenire nei confronti di altre persone. Per riuscire in questo intento, occorre che la sicurezza sia un argomento di cui si parla sempre e ovunque: a scuola, nei corsi, sul lavoro. La cosa migliore è far vedere le cose «dal vivo» sul cantiere stesso. «Le mani devono insegnare alla testa». Ricordi del passato Andreas Wernli è sempre contento di incontrare gli ex apprendisti e vedere quanta strada hanno fatto. A volte ricordano episodi della loro vita trascorsa insieme sui cantieri. «Le esperienze maturate dagli altri possono dare molto anche a noi» dice. Ma pian piano Wernli comincia a passare il testimone della formazione ad altri. «Ho 58 anni, non sono più giovanissimo, mentre le persone in formazione restano sempre giovani». Tanto i compiti non gli mancano di certo. Il lavoro come addetto alla sicurezza richiede grande impegno in termini di ore. Il suo ex club di pallamano cercava un presidente ed egli ha accettato perché voleva che i ragazzi potessero continuare ad avere la possibilità di praticare sport. Inoltre, come ambasciatore dei mestieri edili, spiega ai ragazzi delle scuole medie quanto interessanti possano essere queste professioni. «Non bisogna fare solo il muratore nella vita» sottolinea Wernli, che non è rimasto mai fermo. «Finché si vive, bisogna imparare, sperimentare cose nuove, godersela e, qualche volta, anche incavolarsi un po’». Suva – benefit 1/2015 // 21 Nuove pubblicazioni Per ordinare direttamente su Internet www.suva.ch/benefit-cedola-ordinazione Ordinando le nostre pubblicazioni con la cedola di ordinazione online è possibile contare su tempi di spedizione più rapidi. Newsletter www.suva.ch/newsletter-i Per una manutenzione più sicura Imparare dagli errori Operaio travolto da rullo compressore Pubblicazione 13049.i Vi invitamo ad iscrivervi alla nostra newsletter che informa mensilmente su argomenti d’attualità, campagne, nuove offerte e servizi. Il 20 per cento degli infortuni professionali avviene durante la manutenzione e molti di questi infortuni hanno esito fatale. Le persone più a rischio sono il personale manutentore e gli operatori macchinisti, ossia coloro che puliscono, regolano e intervengono per primi in caso di guasto. La nuova lista di controllo sulla manutenzione si ispira alle «Otto regole vitali per i manutentori» e completa questa pubblicazione con una tabella per l’individuazione dei pericoli e la pianificazione delle misure. Manutenzione di macchine e impianti // Lista di controllo A4, 6 pagine // Codice 67192.i Sito web sulla campagna «Tirocinio in sicurezza» www.suva.ch/manutenzione Regole vitali: quante e quali sono? All’indirizzo www.suva.ch/regole sono elencate tutte le regole vitali pubblicate finora dalla Suva (con possibilità di download e ordinazione). In caso di mancato rispetto di una regola bisogna dire STOP, sospendere i lavori, eliminare il pericolo e riprenderli solo dopo aver eliminato il pericolo. 22 // Suva – benefit 1/2015 Volete rendere più efficaci i vostri corsi di formazione sulla sicurezza? Abbiamo qualcosa per voi: le nostre presentazioni con esempi di infortunio ispirati a episodi reali. I punti cruciali sono sempre gli stessi: quale regola vitale non è stata rispettata? Come si possono evitare episodi simili nella nostra azienda? Nuovi esempi disponibili online: Caduta fatale dalla locomotiva // www.suva.ch/waswo-i/13031 Mano amputata da un miscelatore per betoncini // www.suva.ch/waswo-i/13042 Operaio travolto da rullo compressore // www.suva.ch/waswo-i/13049 www.suva.ch/esempi-infortuni Nuove pubblicazioni Prodotti chimici nell’edilizia: tutto fuorché innocui un confronto degli indicatori e un corso online (vedi pag. 15). Date un’occhiata! Radon negli impianti di distribuzione dell’acqua www.suva.ch/gestione Gestione delle assenze: i vantaggi per le aziende // Opuscolo A4, 32 pagine // Codice 66131.i Radon negli impianti di distribuzione dell’acqua Misure a tutela dei lavoratori Da appendere in azienda STOP! Metti in sicurezza la tua vita. Nell’edilizia sono impiegati numerosi prodotti chimici. Conoscete i rischi derivanti da questi prodotti e sapete come si manipolano in modo sicuro? Questo opuscolo, destinato ai titolari d’azienda, agli addetti alla sicurezza e ai capi-squadra, spiega quali sono le regole di sicurezza da rispettare sul lavoro. Tutto questo con un unico scopo: garantire la salute degli addetti ai lavori. Fai come Carla, Luigi e Flavio e prima di un intervento di manutenzione ricordati di applicare il tuo lucchetto personale dopo aver disinserito gli impianti e le macchine. Rispetta le regole vitali: gole www.suva.ch/re Suva, casella postale, 6002 Lucerna, tel. 041 419 5111 Ordinazioni online: www.suva.ch/waswo-i Codice 55340.i 11/2014 Prodotti chimici nell’edilizia. Tutto fuorché innocui // Opuscolo A4, 20 pagine // Codice 44013.i Se stai attento mentre fai sci o snowboard ti accorgi in tempo dei pericoli in pista. Adegua il tuo stile alle condizioni fisiche e alle capacità ed eviterai di farti male sulla neve. Più informazioni: www.suva.ch Suva, casella postale, 6002 Lucerna, tel. 041 419 58 51 Ordinazioni online: www.suva.ch/waswo-i Gestione delle assenze: i vantaggi per le aziende Radon negli impianti di distribuzione dell’acqua. Misure a tutela dei lavoratori // Pieghevole A4, 6 pagine // Codice 44097.i Comprimi e inserisci Gestione delle assenze: i vantaggi per le aziende Aggiornamenti 30 sec Per maggiori informazioni sui protettori auricolari consulta il nostro opuscolo all’indirizzo suva.ch/waswo-i/84015 3. Tieni premuto 2. Con la mano 1. Modella l’inserto per 30 secondi libera tira l’orecchio con le dita fino a finché l’inserto non verso l’alto e con ottenere un cilindro si è nuovamente l’altra introduci stretto. espanso. l’inserto nel condotto uditivo. Suva, casella postale, 6002 Lucerna, tel. 041 419 58 51 Ordinazione online: www.suva.ch/waswo-i 55342.indd 3 66131_i.indd 1 Codice 55341.i 12/2014 Dopo il fumo di tabacco è la seconda causa di cancro ai polmoni. Il radon, un gas nobile radioattivo proveniente dal decadimento dell’uranio, è presente naturalmente nel suolo e può finire nell’impianto idrico soprattutto attraverso l’acqua sorgiva e di falda. Chi respira elevate concentrazioni di gas radon o dei suoi prodotti di decadimento rischia una patologia a carico dei polmoni. Per evitare questo, è necessario misurare le concentrazioni di radon e adottare specifiche misure di protezione. Questa pubblicazione è destinata ai comuni e ai gestori di impianti di distribuzione dell’acqua nonché al personale addetto alle pulizie e alla manutenzione di questi impianti. 17.10.2014 10:48:07 Le assenze per malattia o infortunio comportano costi elevati per l’azienda. Cosa può fare l’impresa per evitare le assenze? Cosa serve per impostare un sistema di gestione delle assenze e della salute? Per rispondere a queste domande abbiamo messo a punto alcuni strumenti. Oltre a un opuscolo di 32 pagine, la Suva vi mette a disposizione del materiale informativo e dei tool online, tra cui un cortometraggio, un test di autovalutazione, Codice 55342.i 01/2015 Liste di controllo 09.01.2015 13:06:17 STOP! Metti in sicurezza la tua vita // Manifesto A4 // Codice 55340.i Se rischi troppo, gli sport sulla neve perdono molto del loro fascino // Manifesto A4: codice 55341.i // Manifesto F4 (89,5 x 128 cm): codice 77255.i Comprimi e inserisci // Manifesto A4 // Codice 55342.i Illuminazione nei luoghi di lavoro // 4 pagine A4 // Codice 67051.i Sostituisce la lista di controllo «L’illuminazione al videoterminale». La nuova lista di controllo si applica in generale a tutti i posti di lavoro. Scale fisse a pioli // 6 pagine A4 // Completamente aggiornata // Codice 67055.i Internet Per conoscere le pubblicazioni nuove e aggiornate sulla sicurezza sul lavoro consultare la pagina www.suva.ch/pagine-nuove-suvapro Suva – benefit 1/2015 // 23 Se rischi troppo, gli sport sulla neve perdono molto del loro fascino Se stai attento mentre fai sci o snowboard ti accorgi in tempo dei pericoli in pista. Adegua il tuo stile alle condizioni fisiche e alle capacità ed eviterai di farti male sulla neve. Più informazioni: www.suva.ch