Industria, Piccola e Media
Impresa e Cooperazione
La certificazione etica SA8000
Casi di imprese lombarde e italiane
a cura di Andrea Mezzadri
Un’edizione di ALTIS e Regione Lombardia
La certificazione etica SA8000
Casi di imprese lombarde e italiane
a cura di Andrea Mezzadri
2
INDICE
PREFAZIONE
3
INTRODUZIONE
5
PARTE PRIMA:
LO STANDARD SA8000
9
1.
Alle origini di SA8000
11
2.
I requisiti di SA8000 e la situazione italiana
13
3.
Il requisito relativo alle procedure:
la novità per le PMI
18
4.
Costi e benefici per le aziende
21
5.
Il processo di certificazione
25
6.
SA8000 nel mondo, in Italia e in Lombardia
29
copyright © 2008
PARTE SECONDA:
CASI DI ADOZIONE DELLA SA8000 NELLE PMI LOMBARDE E ITALIANE
35
Via S. Vittore, 18 - 20123 Milano
Casi Lombardi
37
Tel. +39 02 4851.7156 - Fax +39 02 4802.9537
CASO
MARIANI spa
39
CASO
PULISTAR srl
44
CASO
TIPOGRAFIA GALLI srl
48
Università Cattolica del Sacro Cuore
ALTIS, Alta Scuola Impresa e Società
E-mail: [email protected]
Sito: www.unicatt.it/altis
Regione Lombardia
Casi di altre Regioni
53
Tel. +39 02 6765.6366 - Fax +39 02 6765.6084
CASO
GRUPPO BOLZONI
54
Sito: www.regione.lombardia.it
CASO
MOLLE INDUSTRIALI CONTE srl
61
Direzione Generale Industria, PMI e Cooperazione
Via Taramelli 20 - 20124 Milano
L’edizione del presente quaderno si colloca all’interno dell’iniziativa “Borsa Progetti Sociali”
CONCLUSIONI
66
PREFAZIONE
di Massimo Corsaro
Assessore all’Industria, Piccola e Media Impresa e Cooperazione
L’importanza strategica delle azioni a favore della certificazione etica di qualità per le piccole e
medie imprese rappresenta uno dei punti cardine della politica fino ad ora sostenuta da Regione
Lombardia per la qualificazione, in termini di competitività, delle stesse.
E’ sufficiente scorrere il Manifesto per la Competitività, e la successiva Legge Regionale n°1 “Strumenti di competitività per le imprese e per il territorio della Lombardia” in vigore da febbraio
2007, per comprendere la centralità degli interventi mirati allo sviluppo della responsabilità sociale nel settore imprenditoriale.
La prosperità e la produttività di un sistema dipendono direttamente dalla valorizzazione del
capitale umano, tanto in termini formativi quanto sotto l’aspetto dell’etica del lavoro. Gli standard internazionali introdotti dalla Social Accountability 8000, relativi a sicurezza, salute, lavoro
infantile, discriminazione, retribuzione e orario di lavoro - per citarne alcuni - tracciano delle
linee guida cui le aziende sono chiamate a far riferimento; dei requisiti qualitativi, allo scopo di
garantire risposte certe alle nuove esigenze del sistema imprenditoriale e del territorio. Ebbene,
tutto ciò che può apparire ovvio agli occhi di una società altamente raffinata, quale è quella
occidentale, ancora oggi trova realizzazione solo in parte. A dispetto delle rigide normative che
interessano le realtà produttive nazionali, il mercato economico italiano ed europeo è ormai
investito dagli effetti di una commercializzazione di prodotti realizzati nella più totale assenza
di garanzie etiche per i lavoratori. Grazie anche a un vuoto legislativo sovranazionale, continua
a potersi affermare, impunemente, un atteggiamento di ammissibilità delle relazioni imprenditoriali (in termini produttivi o di importazione) con realtà estere, la Cina su tutte, estranee a
qualsiasi politica di responsabilità sociale. Ciò che noi sosteniamo con forza è che gli standard
qualitativi dovrebbero diventare un imperativo di ordine morale, sia per quanto riguarda la gestione interna delle aziende, sia per la parte relativa ai rapporti delle stesse con partner esterni. I
presupposti della responsabilità sociale in materia di lavoro, scontati - se vogliamo - per il nostro
“modus operandi” necessiterebbero - ora più che in passato - di una formalizzazione legislativa
convenzionale, proprio in considerazione del diverso panorama presentato dagli ambiti economici internazionali. Con la Legge 1 per la competitività, ancora una volta, la nostra regione si
assume l’onere di fare da motrice di un intero sistema che, purtroppo, non sembra aver ancora
compreso a pieno le potenzialità di un approccio qualitativo alla produzione.
Per poter parlare realmente di un’etica del lavoro, dunque, l’attuazione delle linee guida deve
avvenire “a 360 gradi”, spingendo le realtà produttive della Lombardia ad intraprendere rapporti
commerciali solo con le imprese straniere in accordo con i principi etici delineati.
Grazie al progetto “Partnership trilaterali. Promozione e realizzazione di iniziative congiunte tra
2
3
profit, non profit e Pubblica Amministrazione”, approvato dalla Direzione Generale Industria, PMI
e Cooperazione della Regione Lombardia, l’impresa può contare su una codificazione che garantisce il sostegno e lo sviluppo della cultura della responsabilità sociale d’impresa come opportunità che non confligge con le strategie aziendali orientate al mercato. A fronte degli investimenti
marginali - per le aziende già di fatto in linea con i requisiti della norma - necessari al fine di
ottenere la certificazione etica, garantisce alle stesse benefici di enorme rilevanza sia in termini
di vantaggi esterni (agevolazione nelle relazioni con gli enti locali, punteggio supplementare
nelle gare d’appalto, per citarne due) quanto interni all’azienda stessa, come conseguenza del
miglioramento del clima aziendale che ne deriva.
La presente pubblicazione riguarda la certificazione etica di qualità in base alle norme sociali
internazionali, la Social Accountability 8000; la SA8000 è applicabile a qualsiasi settore merceologico e ad aziende di dimensioni diverse, e misura il grado etico e la responsabilità sociale
di un’impresa attraverso il rispetto di una serie di requisiti minimi riscontrabili all’interno dell’organizzazione aziendale. Mi auguro, pertanto, che il tentativo compiuto di dare rilievo ai casi
significativi di aziende certificate SA8000 possa contribuire a far comprendere, ad un numero
crescente di piccole e medie imprese, i vantaggi dell’impegno sociale, da intendersi soprattutto
come opportunità di business e fattore di competitività.
INTRODUZIONE
di Mario Molteni
Professore ordinario di Economia aziendale
dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e Direttore di ALTIS
Questo Quaderno è dedicato alla certificazione “sociale” SA000, focalizzata sulla verifica della
qualità delle condizioni lavorative all’interno e a monte dei processi produttivi di un’impresa. Lo
standard SA8000, la cui adozione si sta diffondendo tra le imprese italiane, è stato sviluppato
nel 1997, e poi rivisitato nel 2001, dal SAI (Social Accountability International), che attualmente
rappresenta l’ente di accreditamento internazionale a cui devono rivolgersi gli organismi terzi
(tipicamente le società di consulenza) che intendono certificare le aziende.
Il presente Quaderno si rivolge innanzitutto agli imprenditori e ai manager di imprese di piccole
e medie dimensioni.
Esso ha un obiettivo fortemente operativo, in quanto intende:
illustrare i requisiti che vengono presi in considerazione per accordare la certificazione in parola;
chiarire i vantaggi che le imprese italiane, soprattutto quelle di piccola e media dimensione,
possono ottenere mediante la certificazione;
descrivere brevemente i vari step del processo del certificazione, chiarendo l’impegno richiesto alle imprese che scelgono di accreditarsi.
Dopo che nella sezione introduttiva del Quaderno sono affrontati questi temi, la Seconda parte
propone una serie di esperienze di piccole e medie imprese - appartenenti a diversi settori - che
hanno intrapreso con successo la strada della certificazione. Imprese, cioè, in cui l’ottenimento
della attestazione SA8000 costituisce un punto di forza per la strategia di sviluppo.
In questa breve introduzione rimane da rispondere a una fondamentale domanda: perché nell’attuale contesto economico e sociale sta assumendo rilevanza una certificazione come SA8000?
Perché una nuova incombenza per le imprese, se solo fino a dieci anni fa non c’era nulla di simile
nell’agenda della Direzione aziendale?
Di fronte a questi interrogativi, bisogna innanzitutto prendere coscienza del fatto che fenomeni
come la globalizzazione, l’emergenza ambientale, l’ascesa del movimento volto a promuovere i
diritti dell’uomo e le pari opportunità, hanno allargato i confini di ciò rispetto al quale l’impresa
deve rendere conto. Un esempio su tutti: se fino a qualche anno fa l’impresa doveva rendere
conto solo delle condizioni di sicurezza dei collaboratori impegnati all’interno dei propri stabilimenti (per altro meno di adesso e ancor meno di quanto sarà - giustamente - richiesto in futuro),
ora non può trascurare la qualità del lavoro realizzato a monte dei propri processi produttivi.
4
5
Alla ricerca del vantaggio competitivo, infatti, le imprese occidentali (e quelle italiane non fanno
singolo fornitore localizzato in un paese a bassa tutela dei diritti sia esaminato da più imprese a
certo eccezione) ricorrono in misura crescente a fornitori - di materie prime, di componenti, di
distanza di poco tempo e con approcci simili (ancorché non identici).
fasi di lavorazione, di servizi - localizzati in Paesi a basso costo della manodopera. Tali Paesi sono
Una terza risposta, in un certo senso alternativa alle iniziative multistakeholder, consiste proprio
per lo più connotati da livelli di tutela dei diritti dei lavoratori ben al di sotto degli standard tipici
in una forma di certificazione quale la SA8000, in cui le attività di verifica sono realizzate dagli
dei Paesi industrializzati (standard esplicitati in numerosi documenti di organismi internazionali,
enti impegnati nel rilasciare la certificazione, a livello singolo o talvolta mediante iniziative di
in primis le Convenzioni ILO). Così le nostre imprese si trovano a essere in qualche modo “com-
natura cooperativa.
plici” dei comportamenti dei propri fornitori remoti: condizioni di sicurezza inaccettabili, utilizzo
di lavoro minorile, orari di lavoro eccessivi, salari insufficienti, instabilità del lavoro e delle re-
In Italia, in assenza di iniziative multistakeholder promosse anche dalle parti sociali e dalle isti-
tribuzioni, mancanza di libertà associativa, lavoro femminile non tutelato, minacce, abusi fisici,
tuzioni, è proprio la certificazione SA8000 a costituire la risposta data dalle imprese più sensibili
psicologici e sessuali.
all’emergenza costituita dalla necessità di monitorare la “qualità del lavoro” dentro e a monte
Tale complicità costituisce certamente per la Direzione dell’impresa un problema morale che in-
dei confini aziendali. Una emergenza di vasta portata per il nostro Paese, in considerazione del
terpella le coscienze. Ma anche i vertici più spregiudicati non possono ormai evitare di prendere
fatto che molti tra i settori trainanti dell’economia italiana sono tra quelli più direttamente inte-
posizione di fronte a questa situazione: lo sviluppo dei consumatori “critici” (attenti cioè non
ressati dal tema del controllo etico della catena di fornitura: si pensi al tessile, all’abbigliamento,
solo alla qualità dei prodotti, ma anche alle modalità con cui sono realizzati), la finanza etica
alle calzature, ai beni per la casa.
(che investe solo in imprese attente alle problematiche sociali e ambientali), l’attenzione dei
In un contesto come il nostro, che certamente non brilla per la sensibilità fin qui dimostrata dalle
media fanno sì che alla qualità della supply chain si accompagni in misura crescente un rischio
imprese al tema della gestione responsabile della catena di fornitura, il numero crescente di
economico per l’impresa. Lo testimoniano i numerosi casi di boicottaggio che hanno interessa-
aziende che si sono sottoposte alla certificazione SA8000 costituisce un segnale incoraggiante. E
to - a partire dai primi anni ’90 - alcune tra le più note multinazionali europee e statunitensi
ci auguriamo che questo Quaderno, rendendo noti la natura e i benefici di SA8000, possa costi-
a seguito della scoperta di situazioni di abuso dei diritti dei lavoratori nei siti produttivi delle
tuire un incentivo in grado di muovere altre imprese in questa direzione.
rispettive catene di fornitura.
Come le imprese hanno risposto alle crescenti pressioni dell’opinione pubblica? Una lezione ci
viene dal contesto anglosassone, che - anche in virtù della maggiore esposizione all’arena internazionale - per primo si è mosso su queste tematiche. La prima risposta fornita da non poche
imprese è stata l’introduzione di codici etici contenenti norme relative sia al funzionamento
interno sia ai rapporti con soggetti terzi. Queste imprese si sono inoltre impegnate in azioni
volte a verificare il rispetto dei diritti fondamentali dei lavoratori nelle fasi a monte della propria
catena del valore.
In una seconda fase, a partire dalla fine del secolo scorso, nel Nord Europa e negli Stati Uniti sono
sorte le cosiddette iniziative multistakeholder di monitoraggio della supply chain, nel tentativo
di superare i limiti dell’azione realizzata dalle singole imprese. Tali iniziative sono state poste in
essere da enti che rappresentano e valorizzano il contributo delle diverse categorie di soggetti
implicate nel problema: ovviamente le imprese, ma anche le organizzazioni non governative
(impegnate nella tutela dei diritti umani), le forze sindacali (interessate sia alla promozione
delle condizioni di lavoro in ogni parte del mondo, sia alla tutela dei posti di lavoro nei Paesi
occidentali minacciati dal cosiddetto dumping sociale) e infine lo Stato e le istituzioni (impegnati
nel promuovere la competitività del sistema Paese e la “qualità etica” dei beni commercializzati
all’interno dei propri confini). I principali vantaggi delle iniziative multistakeholder sono due:
innanzitutto il più alto livello di indipendenza e autorevolezza rispetto all’attività di controllo
realizzata dalle singole imprese, come diretta conseguenza della composizione multi-soggetto;
in secondo luogo, le economie di scala realizzate nell’attività di monitoraggio, evitando che il
6
7
PARTE PRIMA: LO STANDARD SA8000
8
Titolo capitolo
9
1. Alle origini di SA8000
di Andrea Mezzadri
L’esperienza dei codici di condotta volontari da parte delle imprese iniziò a diffondersi nel mondo industriale, in particolare nei Paesi anglosassoni, già dalla metà degli anni `70. Buona parte
delle aziende operanti nei settori tessile e alimentare si dotarono di regolamenti etici per gestire
i rapporti con fornitori, clienti e dipendenti. Tali codici, pur avendo una struttura a grandi linee
simile, erano eterogenei e poco confrontabili tra loro, oltre a non consentire verifiche da parte
di terzi dell’effettiva applicazione.
Per ovviare al problema dell’eterogeneità negli anni si sono sviluppati codici di condotta applicabili a gruppi di aziende dello stesso settore o della stessa nazione, caratterizzati dal coinvolgimento nella fase di elaborazione di organizzazioni non governative (ONG) e sindacati.
Permaneva invece la scarsa verificabilità dell’effettivo rispetto dei principi enunciati ad opera di
un ente terzo.
Nel 1995 una ricerca condotta dal CEP (Council on Economic Properties) su un campione di
oltre 300 aziende evidenziò la necessità di definire un codice di condotta etica standard, che
fosse valutabile e certificabile da un organismo indipendente. Due anni più tardi, nel 1997, una
“tavola rotonda” a livello mondiale, con la partecipazione di ONG, sindacati, associazioni imprenditoriali, Università e governi portò alla nascita dello standard SA8000 e alla concomitante
istituzione dell’agenzia autonoma di accreditamento, il CEPAA (Council on Economic Properties
Accreditation Agency).
Nel 2001, a seguito della diffusione internazionale dello standard si è proceduto alla stesura di
una seconda versione - attualmente in vigore - e al cambio di denominazione del CEPAA in SAI
(Social Accountability International).
Attualmente il SAI rappresenta l’unico ente di accreditamento riconosciuto per gli organismi terzi
che intendono certificare le aziende e si propone di:1
promuovere la creazione e lo sviluppo di standard sociali che siano espressione del dialogo tra
le parti interessate;
favorire l’implementazione a livello mondiale di standard sociali volontari da parte delle
aziende;
creare e mantenere un albo internazionale degli enti di certificazione accreditati e delle aziende certificate.
1
10
Fonte: www.sa-intl.org.
11
La norma SA8000 si caratterizza per la sua flessibilità in quanto può essere adottata da ogni tipo
di impresa (pubblica o privata), di ogni dimensione, in qualunque settore2 e area geografica del
mondo agisca. Essa si propone di operare secondo una logica win-win, per cui il miglioramento
delle condizioni di lavoro, genera valore:
per le imprese, contribuendo al miglioramento dei sistemi di gestione e, in seconda battuta,
delle performance economiche;
per i consumatori, guidandoli verso scelte d’acquisto più consapevoli;
per i governi, promuovendo lo sviluppo economico a beneficio dell’intera società.
2. I requisiti di SA8000
e la situazione italiana
Rispetto all’adozione di codici etici individuali da parte di singole imprese, la norma SA8000
presenta i vantaggi della confrontabilità con altre aziende, della verificabilità da parte di un ente
terzo accreditato e della possibilità di estensione ai fornitori, garantendo in tal modo l’eticità
dell’intera catena di fornitura.
Lo standard SA8000 si fonda sul rispetto da parte delle imprese di nove requisiti, riepilogati in
di Andrea Mezzadri
tabella 1. I primi otto traggono ispirazione da dodici convenzioni e raccomandazioni ILO,3 dalla
Dichiarazione universale dei diritti umani e dalla Convenzione ONU per i diritti dei bambini.
Nel caso la legislazione nazionale vigente nel Paese in cui opera sia più restrittiva, l’azienda
deve applicare quest’ultima.
SA8000 si pone in questo senso come una garanzia minima di base, che non può essere superata da leggi locali meno rispettose dei diritti umani. Il nono requisito prevede invece la definizione di procedure gestionali che permettano l’applicazione dello standard all’azienda e ai suoi
fornitori.
Tabella 1 - Requisiti SA8000
1
Lavoro infantile
2
Lavoro obbligato
3
Salute e sicurezza
4
Libertà di associazione e contrattazione collettiva
5
Discriminazione
6
Procedure disciplinari
7
Orario di lavoro
8
Retribuzione
9
Sistema di gestione
Di seguito si presentano in dettaglio gli otto requisiti relativi ai contenuti4 (il nono è affrontato
nel paragrafo seguente) accompagnati da brevi note di commento relative alla situazione
italiana.
3
2
12
Fanno eccezione per il momento le imprese estrattive, per le quali si stanno predisponendo linee guida ad hoc.
4
L’ILO (International Labour Organization) è l’agenzia specializzata ONU che segue i temi del lavoro e delle questioni sociali. In essa sono
rappresentati gli stati membri delle Nazioni Unite, i rappresentanti nazionali delle organizzazioni di lavoratori e datori di lavoro.
Adattati dalla norma ufficiale del Sai: www.sa-intl.org.
13
1.
Lavoro infantile
3.
1.1. L’azienda non deve utilizzare o favorire il ricorso al lavoro infantile.
Salute e sicurezza
3.1. L’azienda deve garantire un luogo di lavoro sicuro e salubre e deve adottare le misure
adeguate per prevenire incidenti e danni alla salute durante lo svolgimento del lavoro o
in conseguenza di esso.
1.2. L’azienda deve mantenere attive e comunicare le procedure per il recupero dei bambini
trovati a lavorare in situazioni che ricadono nella definizione di lavoro infantile, fornendo
in particolare supporto per la frequenza scolastica.
3.2. L’azienda deve nominare un rappresentante della Direzione che sia responsabile della
salute e della sicurezza di tutto il personale e dell’implementazione dei fattori di
sicurezza e salute previsti nella norma.
1.3. L’azienda deve stabilire procedure per la promozione dell’educazione dei bambini,
inclusi i mezzi per assicurare che nessuno dei suddetti bambini o giovani lavoratori sia
impiegato nel lavoro durante le ore scolastiche e che le ore di viaggio (da/per luogo di
lavoro a scuola), sommate alle ore di scuola e alle ore di lavoro, non eccedano le dieci
complessive al giorno.
3.3. L’azienda deve assicurare che il personale riceva una regolare e documentata formazione
in materia di sicurezza e salute.
3.4. L’azienda deve stabilire sistemi per individuare, evitare o fronteggiare potenziali rischi
alla salute e alla sicurezza del personale.
1.4. L’azienda non deve esporre bambini e giovani lavoratori a situazioni pericolose, rischiose
o nocive per la salute, sia all’interno che all’esterno del luogo di lavoro.
3.5. L’azienda deve garantire, per l’utilizzo di tutto il personale, bagni puliti, accesso ad acqua
potabile e appropriate strutture igieniche per la conservazione degli alimenti.
3.6. L’azienda deve garantire che i dormitori, se forniti, siano puliti, sicuri e rispondano ai
bisogni essenziali del personale.
Nel suo ultimo rapporto globale, l’ILO ha denunciato che nel mondo ci sono circa 200 milioni di
bambini sfruttati, concentrati per lo più in Asia e America Latina. In Italia la situazione è migliore, anche se fonti ISTAT indicano in quasi 30.000 le situazioni di lavoro minorile al limite dello
sfruttamento. La certificazione affronta il problema del lavoro infantile non solo impegnando
l’azienda a non tenere comportamenti lesivi, ma anche spingendola a formulare politiche che
diano adeguato sostegno ai bambini e alle loro famiglie (supportando per esempio i genitori
in modo che il bambino possa terminare l’obbligo scolastico, ecc.). Per le aziende italiane, il
problema, si pone in special modo in caso di delocalizzazione o di ricorso a fornitori in Paesi in
via di sviluppo.
La ratio della norma è di garantire a tutti i lavoratori di poter prestare la propria opera in un luogo
salubre e sicuro, senza che debbano temere per la loro incolumità. Anche se apparentemente la
normativa italiana è stringente,5 nell’ultimo anno la crescita degli infortuni sul lavoro (o quantomeno della visibilità degli stessi presso l’opinione pubblica) ha posto il tema al centro del dibattito in
materia di politiche del lavoro. In quest’ottica la certificazione SA8000, segnalando l’azienda come
attenta alla sicurezza e alla salute, potrebbe costituire uno strumento di differenziazione, in particolar modo nei settori più a rischio (edilizia, meccanica, ecc.).
2.
Lavoro obbligato
2.1. L’azienda non deve ricorrere a, né sostenere, l’utilizzo del lavoro obbligato e non deve
essere richiesto al personale di lasciare depositi o documenti di identità al momento
dell’inizio del rapporto di lavoro con l’azienda.
4.
Libertà di associazione e contrattazione collettiva
4.1. L’azienda deve rispettare il diritto di tutto il personale a formare e aderire ai sindacati
liberamente scelti e il diritto alla contrattazione collettiva.
4.2. L’azienda deve, nelle situazioni in cui il diritto alla libertà di associazione e alla
contrattazione collettiva sia limitato dalla legge, facilitare mezzi analoghi di libera e
indipendente associazione e di contrattazione per tutto il personale.
La norma comprende nel lavoro obbligato tutte quelle situazioni in cui la scelta di lavorare
non è presa liberamente ma in base a un vincolo coercitivo, imposto per ragioni economiche o
sessuali. L’elemento discriminante, pertanto, non è la corresponsione di una retribuzione, ma
4.3. L’azienda deve garantire che i rappresentanti del personale non siano soggetti a
discriminazione e che tali rappresentanti possano comunicare coi propri iscritti nel luogo
di lavoro.
l’impossibilità dell’individuo a una scelta libera.
Tra le coercizioni non rientrano solo quelle legate a imposizioni fisiche, invero rare nei Paesi
occidentali, ma anche a pressioni indebite di tipo psicologico (il mobbing), che invece sono più
diffuse. L’adozione della norma SA8000 può consentire di definire regole e procedure volte a
evitare il verificarsi di situazioni di questo tipo.
14
5
Si veda la legge 626/94.
15
Il diritto alla libera associazione dei lavoratori è ormai affermato nei Paesi industrializzati. Ciò
7.
nonostante la certificazione SA8000 può rafforzare l’impegno dei vertici aziendali al rispetto di
7.1. L’azienda deve conformarsi all’orario di lavoro previsto dalle leggi vigenti e dagli standard
dell’industria; in ogni caso, al personale non deve essere richiesto di lavorare in maniera
continuativa per un periodo superiore alle 48 ore settimanali e deve essere previsto
almeno un giorno di riposo ogni 7 giorni lavorativi.
questo diritto in quelle aziende in cui non è prevista, per le limitate dimensioni, la presenza
obbligatoria delle RSU e in quelle che delocalizzano in Paesi la cui legislazione è meno tutelante
nei confronti dei rappresentanti dei lavoratori.
5.
Orario di lavoro
7.2. L’azienda deve garantire che il lavoro straordinario (superiore alle 48 ore settimanali) non
ecceda le 12 ore settimanali per lavoratore, che non sia richiesto se non in circostanze
Discriminazione
aziendali eccezionali e a breve termine, e sia sempre retribuito con una tariffa oraria
superiore a quella normale.
5.1. L’azienda non deve attuare discriminazione in base a razza, ceto, origine nazionale,
religione, invalidità, sesso, orientamento sessuale, appartenenza sindacale o affiliazione
politica.
5.2. L’azienda non deve interferire con l’esercizio del diritto del personale di seguire principi
o pratiche, o di soddisfare bisogni connessi a razza, ceto, origine nazionale, religione,
invalidità, sesso, orientamento sessuale, appartenenza sindacale o affiliazione
L’azienda che intende conformarsi alla SA8000 in merito al presente requisito deve attenersi
all’orario di lavoro definito dalla contrattazione collettiva e, qualora faccia ricorso agli straordinari, deve comprovarne l’effettiva necessità e strutturare la busta paga in modo da palesare la
differenza di retribuzione tra ordinario e straordinario. Nelle imprese di piccole dimensioni è
politica.
5.3. L’azienda non deve permettere comportamenti, inclusi gesti, linguaggio o contatto
fisico, che siano sessualmente coercitivi, minacciosi, offensivi o volti allo sfruttamento.
forse questo uno dei punti più delicati della normativa. Il ricorso al lavoro straordinario è spesso
una leva di flessibilità per le PMI, soprattutto durante i picchi di lavorazione. Non a caso, la gestione dell’orario di lavoro, emerge come criticità in due dei casi contenuti nella seconda parte
del Quaderno.7
Il concetto di discriminazione è qui esteso, per analogia, a tutti quegli atteggiamenti volti a far
percepire alla vittima un senso di esclusione, di ostilità dell’ambiente di lavoro nei propri con-
8.
fronti.
6.
Retribuzione
8.1. L’azienda deve garantire che il salario pagato per una settimana lavorativa regolare sia
almeno conforme ai minimi retributivi legali o industriali e che sia sempre sufficiente
a soddisfare i bisogni primari del personale, oltre a fornire un qualche guadagno
discrezionale.
Procedure disciplinari
6.1. L’azienda non deve utilizzare o dare sostegno all’utilizzo di punizioni corporali, coercizione
mentale o fisica, abuso verbale.
8.2. L’azienda deve garantire che le trattenute sul salario non siano dovute a scopi disciplinari
e che la composizione dei salari e delle indennità retributive sia indicata chiaramente
e regolarmente a beneficio dei lavoratori; l’azienda deve inoltre garantire che salari
e indennità retributive sono erogati in piena conformità alle leggi vigenti e che la
retribuzione sia elargita secondo la modalità più conveniente per i lavoratori.
In coerenza con i precedenti requisiti, ci si riferisce a tutte le risposte dell’azienda a comportamenti censurabili del lavoratore con mezzi sproporzionati e non legittimi, compresa la pressione
di tipo psicologico.
8.3. L’azienda deve garantire che non vengano stipulati accordi di lavoro nero e programmi di
falso apprendistato volti a evitare l’adempimento degli obblighi aziendali nei confronti del
personale, in base alla legislazione vigente in materia di lavoro e di sicurezza sociale.
Altrimenti detto, l’impresa deve stabilire regole in merito alla procedure disciplinari e renderle
note a tutti i dipendenti, definendo nel contempo idonei strumenti con cui i lavoratori possano
difendersi da episodi di violenza. In Italia, così come nei Paesi occidentali, la violenza fisica o
verbale è assai rara, mentre è più diffusa quella psicologica, volta a escludere l’individuo dalle
relazioni sociali all’interno dell’ambiente di lavoro. L’adesione ai principi della norma può consentire all’azienda, oltre a benefici di visibilità, anche risparmi economici.
6
Nel contesto italiano, il rispetto di questo requisito segnala l’impegno dell’azienda a non ricorrere a forme di lavoro sottopagato e al rispetto integrale delle indicazioni previste dalla contrattazione collettiva.
6
16
È stimato che ogni lavoratore che avverte disagio nell’ambiente di lavoro, pur non arrivando a patologie vere e proprie, perde almeno
15 giorni di lavoro l’anno.
7
Si rimanda ai casi Gruppo Bolzoni e Tipografia Galli.
17
3. Il requisito relativo alle procedure:
la novità per le PMI
di Andrea Mezzadri
La legge italiana, relativamente ai temi disciplinati dai primi otto requisiti, offre in genere ai
lavoratori una tutela pari o addirittura maggiore alla normativa SA8000. Le imprese del nostro
Paese dovrebbero quindi essere già in regola con buona parte delle previsioni dello standard
etico, per cui gli adeguamenti necessari per raggiungere la certificazione dovrebbero essere
abbastanza limitati.
Il vero elemento innovativo della SA8000 per le aziende italiane - e particolarmente per le PMI
- è l’implementazione, prevista dal nono requisito, di un sistema di gestione della responsabilità
sociale analogo a quello previsto per la Gestione Qualità e basato su 9 punti, di seguito descritti.8
A.
Politica
L’azienda deve definire la politica di responsabilità sociale, che comprende l’indicazione da parte della
Direzione dei principi base e dei valori a cui intende conformarsi. La politica deve necessariamente
contenere l’impegno al rispetto della norma SA8000 e delle leggi in vigore e al miglioramento
continuo e deve essere adeguatamente documentata e resa disponibile al pubblico.
B.
Riesame della direzione
La Direzione aziendale deve - a intervalli regolari e programmati - riesaminare l’adeguatezza
e l’efficacia del sistema di responsabilità sociale, apportando eventuali miglioramenti.
C.
Rappresentanti dell’organizzazione
La Direzione Aziendale deve:
•
nominare un proprio rappresentante SA8000 che si occupi dell’implementazione del
sistema (può essere la stessa persona nominata rappresentante Salute e Sicurezza);
•
provvedere che il personale nomini un proprio rappresentante che si interfacci con essa
per tutte le questioni relative ai requisiti SA8000, scelta preferibilmente in accordo con
le RSU (anche in questo caso può essere lo stesso rappresentante Salute e Sicurezza).
8
18
Adattati dalla norma ufficiale del Sai: www.sa-intl.org.
D.
Pianificazione e implementazione
A seguito di una valutazione della posizione dell’azienda nei confronti dei requisiti etici, devono
essere pianificate e realizzate le attività necessarie per migliorare le prestazioni in materia
di responsabilità sociale (definizione di ruoli e responsabilità, formazione per il personale di
nuova assunzione e esistente, sensibilizzazione di clienti/fornitori e monitoraggio continuo
di attività e risultati).
E.
Controllo dei fornitori e subappaltatori
L’azienda deve valutare e selezionare i propri fornitori (e se opportuno gli eventuali subfornitori) sulla base della loro capacità di soddisfare i requisiti SA8000. Non è richiesto che gli
attori della supply chain dell’impresa siano certificati ma solo un loro impegno a conformarsi
allo standard. Ciò implica la necessità per l’azienda di implementare un sistema di controllo
dei fornitori, tramite questionari o audit diretti. L’estensione del rispetto dei requisiti anche
ai fornitori rappresenta spesso un punto critico. Come emerge dai casi presentati successivamente, di fronte alla richiesta di informazioni anche di tipo sensibile, i fornitori tendono a
opporre resistenza, superata spesso solo dopo un certo periodo.
L’estensione dei controlli ai fornitori rappresenta tuttavia uno dei più importanti punti di forza
della normativa. Chi aderisce alla certificazione etica deve assicurare che i diritti dei lavoratori
vengano rispettati anche dalle aziende fornitrici, sovente di minore dimensione o localizzate
in Paesi a rischio.
F.
Problematiche e azioni correttive
L’azienda deve:
•
indagare, trattare e rispondere alle problematiche mosse dai dipendenti e dalle altre parti
interessate riguardo alla conformità/non conformità della politica aziendale ai requisiti
della norma SA8000;
•
astenersi dal discriminare i dipendenti che forniscono rilievi sull’osservanza della norma;
•
implementare rimedi e azioni correttive e predisporre adeguate risorse, appropriate alla
natura e alla gravità di ogni non conformità.
G.
Comunicazione esterna
L’azienda deve comunicare regolarmente a tutti gli stakeholder (interni ed esterni) i dati e
le altre informazioni riguardanti la performance aziendale in materia di SA8000, comprendenti i risultati del riesame della Direzione e delle attività di monitoraggio. La norma non dà
indicazioni precise sulle modalità e sulla frequenza della comunicazione, che sono lasciate a
discrezione della Direzione. Va osservato - e i casi raccolti lo confermano - come l’attività comunicativa sia fondamentale per costruire sulla certificazione un vantaggio competitivo.
19
H.
4. Costi e benefici per le aziende
Accesso alla verifica
di Andrea Mezzadri
Se richiesto contrattualmente, l’azienda deve permettere l’accesso delle parti interessate alla
verifica di conformità ai requisiti della norma, anche relativamente ai propri fornitori.
I.
Registrazioni
L’azienda deve tenere registrazione di tutti i documenti (verbali di riesame, registri delle ore
di formazione, registro degli audit ai fornitori, ecc.) che attestino il funzionamento e l’avanzamento del sistema di responsabilità sociale.
4.1 I COSTI
I costi per l’ottenimento e il mantenimento della certificazione SA8000 si possono ricondurre a
più categorie (tabella 2). In primo luogo vanno considerate quelle voci di spesa più direttamente
legate al processo: consulenza, formazione, audit, verifica ispettiva, costi per l’ente di certificazione, ecc.
La voce più rilevante è, in assenza di situazioni eccezionali, quella per la consulenza e la formazione durante l’iter di certificazione. Al riguardo si può tuttavia notare come sempre più imprese
scelgono di internalizzare il più possibile questa attività, utilizzando la struttura già presente per
la certificazione Qualità.
In occasione della prima certificazione l’azienda deve poi sostenere una serie di costi per poter
rispettare i requisiti dettati dalla norma. Rientrano in questa categoria, gli investimenti necessari
per adeguare impianti e attrezzature, le modifiche nei livelli o nelle tipologie contrattuali (per
esempio da tempo determinato a tempo indeterminato), l’acquisto di software di aggiornamento del database legislativo, ecc.
L’ammontare delle risorse da dedicare in questa fase dipende in modo diretto dal livello di partenza dell’impresa: aziende che già di fatto ottemperano i requisiti della norma - come è il caso
di buona parte delle imprese italiane - non dovranno sostenere costi elevati. Al riguardo si può
notare che laddove già esistano sistemi di gestione Qualità o Ambiente (ISO 9000 o ISO 14000), i
costi di adeguamento vengono sensibilmente abbattuti. L’esperienza, confermata anche dai casi
proposti nella seconda parte del Quaderno, mostra come questi sono per lo più relativi a modifiche degli immobili (ampliamento spazi per i dipendenti, miglioramento di alcuni ambienti, ecc.)
di importo abbastanza contenuto.
Ancora, andrebbe considerato come costo legato alla certificazione l’impiego di risorse non
monetarie, relativo soprattutto al tempo impiegato dalle persone interne all’azienda. In realtà
la raccolta delle informazioni inerenti ai costi della certificazione è spesso piuttosto difficoltosa
per più ragioni. In primo luogo, raramente nelle imprese si presta attenzione a separare le voci
relative agli investimenti per la SA8000 - tranne, ovviamente, quelli di pura certificazione - da
quelle più generali: ad esempio, la comunicazione in tema di SA8000 rientra nel budget delle
pubbliche relazioni e il costo di formazione è compreso in uno stanziamento generico per attività di ‘aggiornamento e formazione’. Il problema dell’imputazione dei costi si pone anche e
soprattutto per il personale interno, di norma impegnato part-time nel processo di certificazione,
20
21
per cui raramente si separano i costi connessi a SA8000. Infine si nota come per i costi dovuti agli
Innanzitutto l’attestazione da parte di terzi del rispetto dei principi etici legati all’utilizzo del-
adeguamenti previsti dall’applicazione della norma difficilmente c’è una contabilità specifica.
le risorse umane può avere una ripercussione importante sull’immagine e sulla reputazione
aziendale nei confronti degli stakeholder esterni, tanto più se l’impresa opera in settori in cui le
Una volta ottenuta l’attestato l’azienda deve sostenere i costi legati al mantenimento, della
problematiche etiche sono particolarmente rilevanti (perché, ad esempio, caratterizzati da un
stessa natura di quelli di certificazione (retribuzione a consulenti e ente di certificazione) ma
alto grado di delocalizzazione in Paesi in via di sviluppo o perché potenzialmente rischiosi per la
di importo minore, oltre a quelli inerenti le azioni necessarie per eliminare le non conformità
salute dei lavoratori o per l’ambiente).
eventualmente emerse.
Ancora, la certificazione permette di improntare il dialogo con gli interlocutori sociali, in special
In ogni caso, nella percezione delle imprese la maggior parte dei costi relativi alla certificazione
modo gli enti pubblici locali e di controllo (ASL, fisco, ecc.) a una maggior trasparenza. In alcuni
etica è di tipo una tantum, da sostenere all’inizio e in occasione di adeguamenti rilevanti, men-
casi addirittura il possesso dell’attestazione SA8000 porta un punteggio supplementare in sede
tre l’incremento di costi annuali legati al mantenimento della stessa è giudicato tutto sommato
di valutazione per l’assegnazione di gare d’appalto. Questa pratica, inizialmente ristretta alla
marginale.
Regione Toscana si sta diffondendo in altre zone d’Italia.
9
Negli ultimi mesi diversi enti pubblici, a vari livelli, hanno inserito nei bandi clausole di premiaTabella 2 - Costi della certificazione SA8000
lità a favore di aziende eticamente responsabili.
Consulenza
Ente di certificazione
Costi diretti di
certificazione
umane di valore e di consentire il controllo dell’intera catena di fornitura.
Controllo della catena di fornitura attraverso il monitoraggio (verifica
ispettiva e questionario)
Dal punto di vista interno, si rileva come l’iter di certificazione è occasione privilegiata per
Comunicazione della certificazione ottenuta
rivedere, ed eventualmente ottimizzare, i processi. Il miglioramento del clima aziendale, il coinvolgimento dei dipendenti, la maggiore trasparenza nella comunicazione interna, l’attenzione
alla salute e alla sicurezza dei lavoratori, conducono presumibilmente a una riduzione tanto
Modifiche nei livelli contrattuali
del turnover, quanto dei giorni persi a causa di infortuni e malattie, e quindi un aumento della
Trasformazione dei contratti di lavoro
produttività dell’azienda sia in termini qualitativi che quantitativi.
Altri costi di adeguamento
Consulenza
Mantenimento
“punto di riferimento” per il settore/filiera in grado perciò di attrarre con maggior facilità risorse
Formazione
Adeguamento impianti e attrezzature
Adeguamento alle
voci di SA8000
Da ultimo la visibilità acquisita mediante la certificazione può portare l’azienda a diventare un
Infine la decisione di certificarsi sovente induce il management a una maggiore attenzione ai
temi della responsabilità sociale tanto da comprenderli nelle definizione delle linee strategiche.
Visita ente di certificazione
Eliminazione delle non conformità
4.2 I BENEFICI
Se la determinazione dei costi legati alla certificazione SA8000 non è agevole, ancora meno
lo è calcolare con precisione i benefici correlati (tabella 3). Come è tipico per le attività di CSR,
essa va difatti a impattare direttamente sulle risorse intangibili,10 e solo in via mediata, sulle
performance aziendali.
9
Molteni, Responsabilità sociale e performance d’impresa, Vita e Pensiero 2004.
Con il termine risorse intangibili “si identificano beni di natura immateriale (distinti dalle risorse fisiche e monetarie) di cui l’azienda
detiene il possesso diretto o le potenzialità di accesso, e che costituiscono fonti di valore in quanto sono in grado di contribuire in futuro
alle generazione di flussi di reddito”, Molteni 2004.
10
22
23
Tabella 3 - Benefici della certificazione SA8000
5. Il processo di certificazione
Immagine e reputazione presso i clienti
di Rossella Ravagli11
Punteggio supplementare in gare di appalto
Esterni
Controllo della catena di fornitura
Migliori rapporti con gli enti locali (Comune, Regione,…) e di
controllo (fisco, ispettorato del lavoro, ASL,…)
Capacità dell’impresa di attrarre personale di valore
Maggior efficienza dei processi interni
Motivazione / coinvolgimento del personale (clima aziendale)
Interni
Riduzione del turnover e dei giorni persi a causa di malattie o
incidenti sul lavoro
Miglioramento della produttività
L’iter di certificazione SA8000 si compone di tre fasi (figura 1):
preparazione alla verifica iniziale, che ha l’obiettivo di raccogliere le informazioni dal contesto
in cui l’azienda opera e valutare la conformità della documentazione descrittiva del sistema di
gestione SA8000 (politiche e procedure);
verifica iniziale e rilascio del certificato con validità triennale, che ha l’obiettivo di accertare la conformità alla norma delle politiche e delle procedure aziendali e l’efficace attuazione delle stesse;
mantenimento della certificazione.
Maggiore attenzione del management ai temi della responsabilità
sociale
Figura 1 - Processo di certificazione SA8000
Istituti di
ricerca
Analisi fra
documenti
Sistema di
Gestione
SA8000
dell’azienda e
requisiti
SA8000
ONG
Leggi e
regolamenti
AUDIT
CONFORMITA’
ALLA
NORMA?
REPORT
Verifica
periodica
Sindacati
Raccolta
informazioni
Visita
Ispettiva
Verifica
documenti
Preparazione – FASE 1
Certificazione – FASE 2
Continuo
Miglioramento
Mantenimento
FASE 3
5.1 LA PREPARAZIONE ALLA VERIFICA INIZIALE
Nell’audit SA800, la fase di preparazione e pianificazione che precede la verifica ispettiva presso l’azienda è di importanza strategica. Consiste nell’analisi della documentazione relativa al
sistema di gestione - che l’azienda deve preliminarmente inviare all’ente di certificazione - e
11
24
Responsabile Settore Etica di Bureau Veritas S.p.A. È responsabile tecnico dell’accreditamento SAI per lo standard SA8000.
Il Gruppo Bureau Veritas detiene un accreditamento worldwide rilasciato dal SAI nel gennaio 1999, che permette l’erogazione di servizi
di certificazione in tutti i Paesi del mondo e in tutti i settori merceologici.
25
nella raccolta, da parte di quest’ultimo di informazioni riguardanti l’impresa, facendo partecipi
i principali stakeholder. Il coinvolgimento di ONG, sindacati e altre parti interessate nella fase di
raccolta delle informazioni, prima, durante e dopo l’attività di verifica può avvenire attraverso incontri, consultazioni e con l’analisi di altri documenti e rapporti pubblicati e riconosciuti. Il grado di
approfondimento della ricerca è correlato alla criticità - per il rispetto dei diritti dei lavoratori - del
settore e del territorio in cui l’azienda opera. Questo processo di consultazione informale costituisce un mezzo efficace sia per raccogliere informazioni sulle possibili aree problematiche, sia per
incoraggiare le organizzazioni locali a monitorare il livello di conformità di un’azienda nel tempo.
Le consultazioni riducono anche il rischio che i valutatori tralascino aspetti di non conformità.
La fase di preparazione si conclude con il rilascio da parte dell’ente di certificazione all’azienda
di un report in cui si evidenziano le eventuali aree critiche in cui devono essere concentrati gli
interventi in vista della visita ispettiva vera e propria.
Le interviste, in azienda e al di fuori dell’ambito lavorativo, sono di importanza cruciale e possono corroborare, completare o invalidare le altre informazioni e aiutare a condurre verifiche
incrociate con quanto emerso dai documenti presentati e quanto raccolto nei colloqui con la
Direzione.
Esse devono garantire l’anonimato dei lavoratori: se i dipendenti non hanno la certezza che
le loro interviste rimarranno confidenziali, possono sentirsi intimiditi dalla possibilità di future
ritorsioni e, di conseguenza, incontreranno difficoltà a parlare liberamente. Le interviste devono
inoltre coprire ogni aspetto della SA 8000, focalizzandosi in particolare sulle aree dove esistono
potenziali problemi.
Il valutatore deve avere garanzie che lo staff manageriale consenta l’accesso a ogni parte dell’azienda, facilitando il processo di audit. Inoltre la Direzione non deve in nessun caso essere
presente durante le interviste rivolte ai lavoratori né essere informata dei dettagli su quanto
emerso dalle stesse.
5.2 LA VERIFICA INIZIALE
Qualora l’azienda esternalizzi in modo sistematico alcune fasi del processo produttivo, la verifica
Trascorso almeno un mese dalla chiusura della fase precedente, inizia la verifica di certificazione
(figura 2). Dopo una riunione di apertura con la Direzione, i valutatori controllano l’adeguata ed
efficace implementazione del sistema di gestione di responsabilità sociale attraverso:
interviste al personale (individuali, di gruppo, focus group, questionari), garantendo l’anonimato;
analisi dei documenti (contratti di lavoro, buste paga, fogli di rilevazione delle presenze, pratiche relative a infortuni e provvedimenti disciplinari, ecc.);
osservazione delle prassi aziendali.
deve estendersi al fornitore, così come accade nel caso in cui si ricorra all’interno dei confini
aziendali a manodopera esterna (cooperative, ecc.).
Sulla base delle evidenze oggettive emerse durante l’audit, il valutatore nella riunione di chiusura, consegna all’azienda il report di verifica che deve indicare, se presenti:
osservazioni, ossia situazioni che pur non violando alcun requisito vengono ritenute potenzialmente critiche, tali da meritare un’indagine da parte dell’impresa e un’eventuale azione di
tipo preventivo;
non conformità minori, che derivano da violazioni non gravi o non sistematiche dei principi dello
Figura 2 - Verifica iniziale
standard;
non conformità maggiori, che derivano da violazioni gravi o sistematiche dei principi dello
Implementazione
del SRS
standard.
A ogni non conformità segue una richiesta di azione correttiva (RAC), effettuata dall’auditor.
Sulla base della categoria di non conformità riscontrate, viene definito l’esito dell’audit di cer-
Interviste di
Gruppo
(Focus)
Riunione di
Apertura
Visita in
tificazione: in presenza anche solo di una non conformità maggiore, l’impresa non può essere
raccomandata per la certificazione e dovrà adottare le opportune azioni correttive prima di poter
richiedere all’organismo di certificazione un supplemento di verifica, che a quel punto potrà
Interviste individuali
portare al rilascio del certificato.
Riunione di
chiusura
Osservazioni
Altre evidenze/
registrazioni?
Registrazioni
In presenza di sole non conformità minori, anche molteplici, o in assenza di non conformità,
l’impresa può essere raccomandata per la certificazione a un apposito comitato interno dell’ente
di certificazione. Questo, dopo aver valutato il report di verifica - e aver chiesto eventualmente
approfondimenti d’indagine - rilascia il certificato SA8000 e informa il SAI per aggiornare il database. La fase di verifica ha una durata massima che varia in base al numero dei dipendenti
dell’azienda (tabella 4). Per le PMI varia dai 2 ai 9 giorni lavorativi, che si possono ulteriormente
ridurre se l’azienda possiede già altre certificazioni.
26
27
Tabella 4 - Durata della visita di certificazione
Numero dipendenti
durata della visita (in gg.)
1-10
2
11-25
3
26-45
4
46-65
5
66-85
6
85-125
7
126- 175
8
176 - 275
9
Fonte : BVQI
5.3 IL MANTENIMENTO: LE VERIFICHE ISPETTIVE DI SORVEGLIANZA
L’ottenimento della certificazione rappresenta un traguardo, ma non un punto di arrivo, poiché
6. SA8000 nel mondo, in Italia
e in Lombardia
di Andrea Mezzadri
6.1 SA8000 NEL MONDO
A 10 anni dalla creazione, SA8000 si sta via via diffondendo come standard etico a livello mondiale. Al 30 giugno del 2007, data dell’ultima rilevazione disponibile, risultano certificate 1.375
aziende, dislocate in 64 Paesi e appartenenti a 66 settori differenti. La forza lavoro complessivamente interessata ammonta a quasi 700.000 unità.13
La crescita esponenziale del fenomeno è illustrata in figura 3: nel breve volgere di 5 anni si sono
moltiplicate per sei le imprese che hanno deciso di certificarsi e, solo nei primi 6 mesi del 2007,
quasi 200 nuove aziende si sono aggiunte all’elenco.
l’azienda, nei tre anni di validità della certificazione è sottoposta a verifiche di sorveglianza con
Figura 3 - Numero di certificazioni SA8000 dal 1998 al primo semestre 2007
cadenza almeno semestrale.12 Le visite ispettive si concentrano sull’analisi del sistema di gestione della responsabilità sociale e, a campione, sui requisiti della norma. In particolare viene
Numero aziende certificate
chiesto conto all’azienda delle azioni intraprese a correzione di osservazioni o non conformità
1600
minori rilevate nelle precedenti ispezioni. Mediante le verifiche periodiche di sorveglianza, gli
1400
organismi di certificazione si assicurano che la conformità alle prescrizioni dello standard sia
1200
mantenuta e migliorata nel tempo. Qualora durante la verifica di sorveglianza emergano gravi
1000
violazioni della norma, la certificazione può essere sospesa o addirittura revocata.
800
Inoltre, in qualunque momento, chi crede di rilevare una violazione dei principi dello standard
600
può effettuare una segnalazione all’azienda (al Responsabile SA8000), invitandola ad adottare
400
opportune contromisure. Nel caso in cui la risposta non sia soddisfacente, la stessa parte può
200
inoltrare la segnalazione all’ente di certificazione - che solitamente dispone una verifica ispetti-
0
1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007
va straordinaria - e, in ultima istanza, al SAI.
Infine, trascorsi i tre anni dal rilascio, l’attestato SA8000 perde validità. L’azienda può pertanto
chiedere il rinnovo che segue gli stessi passi della prima certificazione, anche se con una durata
minore.
12
28
Le nuove procedure emanate da SAI, nel corso del 2006, richiedono che la seconda verifica ispettiva di sorveglianza venga condotta
in modo non annunciato.
Fonte: SAI
Il dato rilevante dal punto di vista della distribuzione geografica è l’assoluta preminenza italiana in
termini di aziende certificate (figura 4). Quasi la metà delle imprese che possiedono l’attestazione
ha infatti sede nel nostro Paese. La motivazione di una così alta adesione è probabilmente riconducibile ai seguenti fattori:
la prima organizzazione certificata, nel 1999, è stata Coop Italia. Da qui è derivato un effetto
domino in quanto tutte le aziende presenti nella supply chain del Gruppo hanno intrapreso a
loro volta l’iter certificativo;
13
Fonte: www.sai-intl.org.
29
le amministrazioni pubbliche, regionali e provinciali hanno spinto in diversi modi le imprese
alla certificazione. Per esempio la Regione Toscana ha individuato nella SA8000 uno strumento per la promozione e la diffusione della responsabilità sociale;
in passato le imprese italiane, a differenza di quanto avveniva nel resto del mondo, hanno
raramente adottato codici etici interni. La SA8000 rappresenta quindi uno strumento per adeguarsi alle tendenze in atto, saltando la fase del codice aziendale;
SA8000 ha di fatto preso il posto di quanto in altri paesi è realizzato mediante l’adesione a
iniziative multistakeholder.
Figura 4 - Primi 10 Paesi per numero di certificazioni al 30/06/07
Taiwan
10
Sri Lanka
10
Spagna
16
Thailandia
23
Vietnam
31
Pakistan
Numero di
certificazioni
%
Abbigliamento
216
15,7%
Tessile
95
6,9%
Pulizie
73
5,3%
Servizi alle imprese
71
5,1%
Alimentare
63
4,6%
Trasporti
53
3,9%
Chimica
51
3,7%
Edilizia
50
3,6%
Lavorazione metalli
41
3%
Calzature
36
2,7%
749
54,5%
Settore
Totale primi 10 settori
51
Brasile
Tabella 5 - Primi 10 settori per numero di certificazioni al 30/06/07
Fonte: SAI
91
Cina
159
India
6.2 SA8000 IN ITALIA
217
Con riferimento alla situazione italiana, analizzando i dati relativi alle certificazioni SA8000 seg-
Italia
626
0
100
200
300
400
500
600
mentati per Regione, emerge l’eccellenza della Toscana, nella quale hanno sede poco meno di
700
Fonte: SAI 2007
200 delle 676 aziende che, al 30 giugno 2007, disponevano dell’attestazione (figura 5).
Il ruolo di promozione delle istituzioni pubbliche, sia sottoforma di premialità che di incentivi
fiscali, ha spinto un numero rilevante di realtà anche di piccole dimensioni a intraprendere un
cammino altrimenti precluso.
Segmentando i dati per settore (tabella 5), si evince come oltre la metà delle aziende certificate
appartenga a dieci comparti che più di altri sono sensibili alle tematiche coperte dalla normativa. Tessile, abbigliamento e calzature sono stati infatti nell’ultimo decennio interessati da
un’intensa delocalizzazione di alcune fasi di lavorazione in Paesi in cui la tutela del lavoro, specie
minorile, è blanda e poco efficace. Una certificazione etica volontaria, che ribadisca l’impegno
delle aziende del settore a rispettare e tutelare i diritti fondamentali della persona e bandisca
ogni forma di sfruttamento lavorativo, rappresenta un efficace strumento di marketing nei confronti del cliente finale.
Edilizia, pulizie e, parzialmente, servizi alle imprese sono invece storicamente settori che presentano un elevato ricorso al lavoro in nero e, più generalmente, condizioni contrattuali penalizzanti il lavoratore negli aspetti monetari e di stabilità dell’occupazione. Anche in questo caso,
la certificazione testimonia - proprio perché attestazione terza - l’impegno dell’azienda a una
maggior cura dei propri collaboratori.
30
Il progetto “Fabricaethica” promosso dalla Regione Toscana prevede, ad esempio, a favore delle
imprese certificate, un abbattimento dello 0,5% dell’IRAP, un punteggio maggiore nella partecipazione a bandi pubblici per la richiesta di contributi e una migliore visibilità del proprio
operato.
E’ da notare che in Toscana, più che nelle altre regioni italiane, la certificazione non è stata chiesta solo da aziende private, ma anche da associazioni di categoria, consorzi e altre aggregazioni
interaziendali, nonché da un buon numero di enti pubblici.
L’analisi settoriale evidenzia la preponderanza del settore dei servizi rispetto a quello manifatturiero. Dal confronto con gli stessi dati a livello mondiale, emerge un minor peso della certificazione delle aziende tessili e dell’abbigliamento a favore invece dei servizi alla persona e delle
società di consulenza. Ancora si può rilevare come la quasi totalità delle aziende di trasporti e
pulizie certificate in tutto il mondo hanno sede nel nostro Paese.
31
Figura 5 - Prime 10 regioni italiane per numero di certificazioni al 30/06/07
E’ da rilevare una certa prevalenza di aziende grandi, filiali italiane di multinazionali o imprese
in qualche modo appartenenti a gruppi transnazionali. L’adesione allo standard è qui frutto di
un’istanza in tal senso della capogruppo, di un orientamento alla CSR ormai consolidato o di
pressioni dell’opinione pubblica.15
Sono ancora rari i casi di certificazione in PMI tradizionali, caratterizzate cioè da una forte presenza familiare e dall’accentramento delle posizioni di un numero ristretto di soggetti. In queste
realtà, come meglio emergerà dai casi della seconda parte, la spinta a certificarsi può derivare
da una richiesta in tal senso da parte dei principali clienti o da una forte convinzione da parte
dell’imprenditore sulla possibilità di utilizzare l’attestazione come leva competitiva.
numero certificazioni per regione
Altre
54
Toscana
194
Campania
88
Umbria
58
51
Lazio
Veneto
44
Puglia
37
Lombardia
34
Emilia Romagna
32
Marche
Figura 6 - Aziende certificate in Lombardia per provincia al 30/06/07
C er t if ic az ioni per pr ovinc ia
19
Piemonte
15
0
25
50
100
150
200
21
250
20
Fonte: SAI
15
Tabella 6 - Primi 10 settori per numero di certificazioni in Italia al 30/06/07
Pulizie
66
10,5%
Servizi alle imprese
54
8,6%
Trasporti
45
7,2%
Alimentare
43
6,9%
10
7
5
3
1
1
1
B er gamo
Lec c o
Lodi
0
Milano
B r esc ia
C omo
Edilizia
39
6,2%
Consulenza
26
4,1%
Servizi alla persona
26
4,1%
Lavorazione metalli
25
4,0%
Attrezzature industriali
20
3,2%
Informatica
2
Chimica
17
2,8%
Servizi ambientali
2
Arredamento
15
2,4%
Arredamento
2
376
60%
Servizi alla persona
2
Consulenza
2
Totale primi 10 settori
Fonte: SAI
Figura 7 - Aziende certificate in Lombardia per settore al 30/06/07
Numero certificazioni per settore
Altri
Fonte: SAI
4
Trasporti
3
Attrezzature industriali
6.3 SA8000 IN LOMBARDIA
4
5
Chimica-farmaceutica
In conclusione è opportuno fare qualche breve cenno alla situazione lombarda. In regione a
metà 2007 risultano certificate SA8000 34 aziende, localizzate prevalentemente nelle province
di Milano e Brescia, molto eterogenee in quanto a settore di appartenenza (figure 6 e 7).14
8
Servizi alle imprese
0
2
4
6
8
10
Fonte: SAI
14
Non rientrano nella statistica Tipografia Galli srl e Mariani spa, protagoniste di due casi nella seconda parte del quaderno in quanto
registrate nel mese di luglio 2007.
32
15
Buona parte delle grandi aziende certificate operano in Paesi in via di sviluppo.
33
PARTE SECONDA: CASI DI ADOZIONE
DELLA SA8000 NELLE PMI LOMBARDE E ITALIANE
34
35
PARTE SECONDA: CASI DI ADOZIONE DELLA SA8000 NELLE PMI LOMBARDE E ITALIANE
Casi Lombardi
36
37
CASO MARIANI spa
di Andrea Mezzadri
1. L’AZIENDA
La Mariani s.p.a. nacque a Caronno, in provincia di Varese, nel 1948 occupandosi della produzione e della commercializzazione di arredo scolastico. Due anni più tardi venne acquisita
un’azienda concorrente (la Sillma di Carpenedolo) e con essa lo stabilimento produttivo sito nel
comune bresciano.
Negli anni ’70 si decise - vista la stretta complementarietà con la linea scuola - di lanciare in
modo stabile la linea di arredo per l’ufficio, fino ad allora prodotta in modo saltuario su specifica
richiesta del cliente. Negli anni ’80 infine si affiancò anche la produzione di arredi per laboratori
chimici.
Nel 1990 venne ampliato e ammodernato lo stabilimento di Carpenedolo in cui venne trasferita
l’intera produzione mentre a Caronno rimasero solo gli uffici, trasferiti poi all’inizio del nuovo
secolo nella vicina Saronno.
Dal 2000 l’azienda sta vivendo un periodo di forte crescita del fatturato che è passato dagli 8 milioni di € del 2005 ai 12,2 del 2006, con una previsione per il 2007 di quasi 14 milioni, ripartito
tra le tre linee di prodotto come indicato nella figura 1.
Figura 1 - Ripartizione del fatturato per linea di prodotto
15%
Scuola
15%
Ufficio
Lab. Chimico
70%
Fonte: dati aziendali
Il processo produttivo, svolto tutto internamente, prevede la lavorazione del legno nel reparto
falegnameria, delle parti in ferro nel reparto carpenteria e il successivo assemblaggio dei semilavorati. Nei momenti di picco produttivo (generalmente da giugno a ottobre di ogni anno), oltre
ad affiancare ai 29 dipendenti full time una decina di lavoratori interinali, si ricorre all’apporto di
artigiani qualificati nella lavorazione delle materie prime.
38
39
I clienti della Mariani possono essere suddivisi in tre grosse categorie:
Il processo di certificazione è iniziato nel giugno del 2006 sotto la supervisione del dott. Galli
enti pubblici (Comuni, Province, Direzioni didattiche) per tutte le linee di prodotto, localizzati
in qualità di esperto, del rag. Paolo Airoldi - Responsabile Qualità - e del dott. Matteo Mariani
in tutta Italia con una forte concentrazione nelle regioni settentrionali;
- Direttore Commerciale - come punti di riferimento interni.
rivenditori commerciali per le linee ufficio e scuola (in questo caso monomarca), che rivendo-
La prima fase ha previsto un’attenta analisi dei processi, del sistema di gestione del personale e
no il prodotto finito in base ad accordi commerciali e partecipano talvolta ad appalti pubblici
della gestione della sicurezza che ha permesso di individuare in dettaglio le attività da compiere
di minore entità;
per adeguarsi allo standard SA8000.
privati (istituti scolastici privati, aziende, studi professionali) per tutte le linee di prodotto. In
Successivamente si è passati alla sensibilizzazione e alla formazione di tutti i lavoratori, attraver-
particolare i laboratori chimici vengono venduti anche a imprese farmaceutiche e del settore
so una serie di incontri con cadenza pressoché mensile, illustrati in dettaglio in tabella 1.
cosmesi operanti in tutto il mondo. Per esempio lo scorso anno sono stati realizzati laboratori
negli stabilimenti di Pakistan e paesi dell’Est Europa del gruppo Orascom.
Tabella 1 - Attività di formazione ai dipendenti
Data
Partecipanti
Docente
Attività
attività molto vicini) ed è l’unica dei concorrenti a essersi certificata SA8000.
06/2006
tutti i
dipendenti
R. Galli
gestione aspetti ambientali
2. LA CERTIFICAZIONE SA8000
09/2006
area amm.ne
R. Galli
normativa rifiuti (T.U. Ambiente)
10/2006
tutti i
dipendenti
R. Galli
L. Cattaneo (A.D.)
M . Mariani
corretto utilizzo DPI e sicurezza
sul posto di lavoro
12/2006
tutti i
dipendenti
R. Galli
L. Cattaneo
M . Mariani
aggiornamento SA8000
03/2007
tutti i
dipendenti
R. Galli
L. Cattaneo
P. Airoldi
orario di lavoro
novità sul TFR
06/2007
tutti i
dipendenti
R. Galli
L. Cattaneo
P. Airoldi
destinazione TFR
aggiornamento SA8000
La Mariani s.p.a. è oggi leader in Italia del settore (anche se uno dei competitor ha volumi di
2.1 Il processo
16
La Mariani s.p.a. è da sempre molto sensibile alle tematiche della responsabilità sociale e delle
certificazioni di qualità del prodotto. Già negli anni ’80, quando le previsioni legislative in materia erano alquanto blande, si sottoponevano i prodotti a rigorose prove di laboratorio, mentre a
cavallo del nuovo millennio ci si è certificati dapprima ISO 9001 e poi ISO 14001.
Nel 2005 la Direzione Commerciale osservava che un numero crescente di bandi pubblici - soprattutto in Toscana ed Emilia Romagna - attribuiva una premialità nel punteggio alle aziende
certificate SA8000. Dopo aver raccolto informazioni dal consulente, dott. Roberto Galli, che già
aveva seguito le precedenti certificazioni, la Direzione dell’azienda decise, nel 2006, di intraprendere l’iter per ottenere l’attestazione etica. In tal modo ci si proponeva di:
aumentare il fatturato, in particolare derivante da bandi pubblici;
generare maggiore fiducia da parte di utenti e organizzazioni sociali, dimostrando il rispetto di
principi etici e sociali;
migliorare il rapporto con le istituzioni, facilitando le relazioni con gli enti di controllo (sicurez-
Fonte: bilancio sociale 2006
za, previdenza, ecc.);
controllare la correttezza dei propri fornitori;
preservare la reputazione dell’azienda, dando evidenza oggettiva al rispetto dei diritti umani dei
lavoratori;
realizzare un’opportunità di crescita per le risorse umane interne;
migliorare il clima aziendale attraverso il coinvolgimento dei lavoratori.
Allo stesso tempo è stata intrapresa l’opera di sensibilizzazione dei fornitori, accolta inizialmente
con una certa diffidenza, in particolare da parte di quelli di dimensioni minori, superata però
rapidamente anche grazie all’intensa attività di comunicazione. «Con i fornitori più grandi - osserva il rag. Airoldi - il problema è stato piuttosto allineare le nostre richieste all’interno delle
loro procedure».
Alla fine del 2006 è stato avviato un programma di monitoraggio graduale dei fornitori per
16
40
Nel bilancio sociale 2006 è enunciato che “l’azienda, consapevole del proprio ruolo e delle proprie responsabilità nell’ambito della comunità
economica e sociale, vuole caratterizzarsi come operatore eccellente per quanto riguarda la responsabilità sociale. Perciò:
- considera i dipendenti come risorsa strategica, garantendo il rispetto dei loro diritti e promuovendone lo sviluppo professionale e personale;
- considera i fornitori come partner, anche per quanto riguarda la responsabilità sociale;
- considera i clienti come elemento fondamentale del successo lavorando per la loro soddisfazione anche riguardo alla CSR”.
verificare il rispetto degli standard etici. Attualmente sono osservati solo i fornitori principali - si
copre circa l’80% degli acquisti - ma l’obiettivo è di estenderlo entro breve tempo, alla totalità,
seppure con attenzione diversa in relazione all’importanza del partner.
41
L’analisi interna non ha evidenziato particolari criticità ai fini del soddisfacimento dello standard,
tanto che l’unica operazione di un certo rilevo posta in essere è stato l’ampliamento e il miglioramento del locale adibito a spogliatoio.
Nel mese di giugno 2007 la Mariani s.p.a. si è quindi sottoposta alla visita ispettiva dell’ente di
certificazione che ha rilasciato l’attestazione etica. Dal successivo luglio è iniziata un’attività di
comunicazione volta a sfruttare la SA8000 da un punto di vista commerciale. Gli agenti stanno
una maggior sinergia e collaborazione. In particolare, osserva il rag. Airoldi, «si è maggiormente realizzata una più efficace armonia tra i vari reparti produttivi»;
un’ulteriore riduzione del già basso tasso di infortunio (tabella 2);
un mantenimento a livelli molto bassi del turnover (con l’eccezione, naturalmente,
degli interinali);
l’azzeramento dei provvedimenti disciplinari adottati nei confronti dei lavoratori.
infatti “battendo il territorio” per rendere nota l’avvenuta certificazione tanto alla clientela
privata quanto agli enti pubblici. L’obiettivo in questa fase è aggredire il mercato per divulgare
Tabella 2 - Statistiche infortuni 2005-2007
l’attestazione come elemento distintivo nei confronti dei concorrenti.
Contestualmente è stato redatto il primo bilancio sociale (riferito al 2006), distribuito presso
i principali stakeholder e scaricabile dall’apposita sezione del sito aziendale. Inoltre, per assicurare l’informazione di tutti i livelli aziendali, è stato distribuito un opuscolo sulla normativa
SA8000 ed esposto in visione a tutto il personale il documento che descrive la politica di
Corporate Social Responsibility.
Il sistema di responsabilità sociale, di cui la certificazione SA8000 costituisce elemento portante, è pensato dalla Direzione della Mariani in un’ottica di miglioramento continuo. Per questo
motivo è in corso un riesame interno con l’obiettivo di misurare il grado di attuazione del programma ed è stata pianificata una serie di incontri mensili di aggiornamento per i dipendenti.
2.2 Costi e benefici
Gli interventi necessari per gli adeguamenti alla norma, legati in gran parte al rifacimento dello
spogliatoio hanno comportato il sostenimento di costi per un ammontare di circa 3.000 €, a cui
ne vanno aggiunti altri 12.000 complessivi tra consulenza del dott. Galli e verifica ispettiva. Non
sono compresi nel computo, in quanto difficilmente valutabili, i costi relativi all’impiego delle
risorse interne.
2005
2006
2007
Numero infortuni
3
1
0
Giornate lavoro perse
87
10
0
Fonte: dati aziendali
Nel mese di luglio 2007 è stato inoltre somministrato a tutti i dipendenti un questionario di
analisi del clima interno all’azienda da cui è emerso, tra l’altro:
un ambiente di lavoro giudicato in maniera molto positiva nei rapporti sia con i colleghi sia con
i responsabili (figura 2);
l’accettazione all’interno del team di lavoro di ruoli e procedure, favoriti da una comunicazione
interna efficace;
la conoscenza, da parte di una buona quota dei dipendenti del fatto che l’azienda sia certificata
ISO9001, ISO14001 e SA8000. In molti casi si è registrato il desiderio dei lavoratori di aver
maggiori informazioni.
Figura 2 - giudizio dei dipendenti sull’ambiente di lavoro
14
12
Vista la recente acquisizione della certificazione etica, i ritorni economici non sono ancora sti-
10
mabili, dato che le gare di appalto a cui si è partecipato dopo l’estate non sono ancora state
8
assegnate. Si è però rilevato che, anche in Lombardia, un numero sempre maggiore di bandi
6
assegna incrementi di punteggio alle aziende certificate SA8000 (per esempio Comune di Monza e Provincia di Lodi). È quindi ragionevole attendersi che nei prossimi mesi, proprio in virtù di
questo elemento distintivo, la Mariani s.p.a. vinca un maggior numero di appalti e quindi veda
aumentare il proprio fatturato.
4
2
0
Scarso/mediocre
Sufficiente
Buono
Ottimo/eccellente
Nei confronti degli altri stakeholder esterni, l’azienda ha potuto osservare negli ultimi mesi una
crescita di reputazione e notorietà, soprattutto da parte del sistema bancario.
Fonte: dati aziendali
Il maggiore impatto della SA8000, è per il momento misurabile dal lato dei dipendenti. Vincendo anche le iniziali resistenze del personale storico (l’anzianità aziendale media è di 13,7 anni)
si è osservata, dall’inizio del processo di certificazione:
42
43
CASO PULISTAR srl
di Andrea Mezzadri
Oggi la Pulistar offre ai suoi clienti tre tipi di servizi: pulizia continuativa e di routine; pulizia specialistica in occasione di interventi di manutenzione straordinaria di immobili (lavaggio moquette,
tappeti, rimozioni di graffiti, ecc.); derattizzazione e disinfestazione (a richiesta o programmati).
La clientela è costituita per circa il 65% da enti pubblici (Comuni, Province, Università) e per
il 35% da aziende private ed è localizzata per gran parte in provincia di Brescia, anche se da
qualche anno è in corso un ampliamento delle zone di interesse verso il Milanese, da un lato, e
Veneto e Trentino Alto Adige, dall’altro.
1. L’AZIENDA
All’interno di un settore altamente concorrenziale, in cui la competizione è basata per lo più sul
Era il 1996 quando Paolo Pernbrunner, conclusa l’esperienza di dirigente presso una multinazionale americana nel settore dello smaltimento dei rifiuti, decise di mettersi in proprio e di acquistare Pulistar s.r.l., una piccola azienda familiare che si occupava di pulizie, situata a San Zeno
Naviglio in provincia di Brescia, con un fatturato attorno agli 800 milioni di Lire e una trentina
di dipendenti.
Il cambio di proprietà segnò per l’impresa un punto di svolta: grazie alle competenze manageriali maturate negli anni dal neo-imprenditore ha iniziato un lungo percorso di sviluppo (figura
1), fino a diventare uno degli attori di riferimento del settore in Lombardia.
prezzo, la Pulistar è, in quanto a dimensioni, un’eccezione. «Tanto nei bandi pubblici quanto sui
clienti privati ci troviamo a competere con realtà più grandi di noi - spesso cooperative - oppure molto più piccole», osserva il Geom. Pernbrunner.
2. LA CERTIFICAZIONE SA8000
2.1 Il processo
Nel 2004 Paolo Pernbrunner, osservando le imprese che partecipavano ai bandi pubblici si accorse di come la certificazione Qualità, che Pulistar deteneva da quattro anni, fosse ormai diventata
comune, tanto da non costituire più elemento di differenziazione. L’imprenditore, alla ricerca di
Figura 1 - Andamento fatturato e dipendenti 2000-200717
qualcosa che distinguesse la sua azienda rispetto ai concorrenti, decise così di intraprendere l’iter
180
160
140
120
100
80
60
40
20
0
4.500.000
4.000.000
3.500.000
3.000.000
2.500.000
2.000.000
1.500.000
1.000.000
500.000
2000
2001
2002
2003
2004
2005
2006
2007
per ottenere allo stesso tempo la certificazione ambientale ISO 14001 e quella etica SA8000. In
particolare, rileva il Geom. Pernbrunner: «In un settore labour intensive come il nostro, in cui la
manodopera pesa per oltre il 60% dei costi totali, una certificazione etica, che attesti l’attenzione e la cura dell’azienda per le risorse umane, dovrebbe essere prioritaria».
Il processo di certificazione, durato poco più di sei mesi e conclusosi positivamente nel giugno
del 2005, è stato gestito da un consulente esterno e da Annalisa Lanfredi, già Responsabile
Qualità, come referente interno.
L’azienda era di fatto già conforme allo standard per cui ha dovuto realizzare solo adeguamenti
marginali. Per esempio è stata realizzata la “scatola dei reclami” con cui i lavoratori possono
Fatturato
lamentare problemi alla Direzione ed è stata prevista la possibilità per i dipendenti di rivolgersi
Dipendenti
direttamente all’ente di certificazione per segnalare presunte violazioni della norma.
Nei confronti del personale è stato predisposto un piano di formazione che ha previsto una serie
Fonte: dati aziendali
Per effetto della crescita intrapresa, nell’ultimo decennio la sede sociale è stata trasferita dapprima a Castenedolo, nel 2000, e poi a Mazzano. La nuova sede, costruita ex novo e inaugurata
a novembre 2007 si sviluppa per oltre 1.000 mq su tre piani, in una posizione strategica - a
lato della statale che collega Brescia al lago di Garda - utile sia per questioni logistiche sia per
ragioni di visibilità.
17
44
Previsione.
di incontri a piccoli gruppi e un momento finale che ha coinvolto tutti i dipendenti.
L’elemento di maggior criticità è stato probabilmente il coinvolgimento dei fornitori. In particolar
modo quelli più piccoli hanno, almeno all’inizio, accolto la richiesta di Pulistar di compilare i questionari informativi previsti dalla norma con una certa diffidenza, superata grazie a un’intensa
sensibilizzazione operata direttamente dall’imprenditore.
Fino a oggi l’azienda è stata sottoposta a quattro visite ispettive di sorveglianza che hanno confermato l’assenza di aspetti particolarmente problematici: le poche non conformità e osservazioni rilevate dagli ispettori sono state chiuse in tempi brevi e in modo soddisfacente.
45
Nell’ultimo riesame (giugno 2007), per esempio, sono stati rilevati il mancato aggiornamento
Figura 2 - Indice di gravità e frequenza anni 2003-2006
della tabella dei prodotti utilizzati per la pulizia e una scarsa pianificazione delle visite mediche
obbligatorie per il personale. La Direzione aziendale ha pertanto disposto l’aggiornamento della
tabella prodotti e previsto che sia predisposto il calendario delle visite mediche per l’intero 2008.
Indice di gravità e frequenza
1,4
1,2
Per rendere nota l’avvenuta certificazione e segnalare l’azienda come attenta agli aspetti etici
1
del rapporto di lavoro si è inviato a tutti i clienti e ai principali interlocutori sociali il documento
0,8
Indice di frequenza
contenente la politica per la responsabilità sociale.
0,6
Indice di gravità
Nel 2006 il Geom. Pernbrunner è inoltre invitato - in quanto esponente dell’unica impresa del
0,4
settore certificata in Lombardia - a una tavola rotonda sui temi dell’eticità d’impresa, trasmessa
0,2
0
dalla TV locale di Brescia.
2003
2004
2005
2006
Fonte: dati aziendali
2.2 Costi e benefici
Essendo di fatto già a norma, per ottenere la certificazione la Pulistar ha dovuto sostenere solo
i costi aggiuntivi legati al consulente, peraltro da suddividere con la certificazione ambientale,
quantificabili attorno ai 25.000 €. Accanto a essi vanno considerati i costi delle risorse umane
interne dedicate.
I benefici della certificazione sono innanzitutto legati alla gestione delle risorse umane: il numero di infortuni negli ultimi due anni è calato in modo anche sensibile (tabella 1) così come gli
indici di gravità e frequenza (figura 2).
Tabella 1 - Numero infortuni e giornate perse anni 2003-2006
Numero infortuni
Giorni persi
2003
2
78
2004
4
56
2005
2
38
2006
1
10
Fonte: dati aziendali
Quanto ai benefici economici il Geom. Pernbrunner ha dichiarato: «Sono stati anni di forte
crescita del fatturato, ma è difficile identificare quale contributo abbia avuto in esso la certificazione. Del resto tanto il cliente pubblico quanto quello privato paiono ancora poco sensibili
alla SA8000 e quindi poco orientati a
riconoscere un premio alle aziende che
attestano la loro attenzione agli aspetti etici nella gestione del personale.
Altro discorso vale per le multinazionali: ormai la maggior parte di esse ha
nei questionari di valutazione fornitori
una sezione dedicata alla responsabilità d’impresa. Nell’ultimo anno, poi, ci
sono stati segnali di attenzione anche
da altre imprese, il che ci ha spinto a
decidere di rinnovare la certificazione
per altri tre anni».
Dalle interviste e dai questionari raccolti dall’ente di certificazione in occasione delle visite ispettive semestrali emerge un grado di soddisfazione del personale molto elevato, superiore anche
alle attese della Direzione aziendale. A conferma della bontà del clima lavorativo, la Pulistar
registra anche un tasso di turnover abbastanza basso, in particolare se confrontato con la media
del settore.
La certificazione SA8000 ha inoltre permesso all’azienda di ottenere una certa visibilità, anche
grazie ad alcune citazioni o interventi sui mezzi di comunicazioni locali. «Mi accorgo che il nostro
nome sta girando sul mercato - osserva il Geom. Pernbrunner - ora dobbiamo cercare di monetizzare questa notorietà e di spuntare prezzi più remunerativi».
46
47
CASO TIPOGRAFIA GALLI srl
di Andrea Mezzadri
In alcuni casi il grafico interno, dedicato all’impaginazione dei documenti, viene utilizzato anche
per fornire il servizio di disegno, qualora se ne presenti la necessità.
La clientela è oggi composta per circa il 50% da enti pubblici, in particolare legati alla sanità (ASL,
aziende ospedaliere, ecc.) e per il 50% da aziende private di dimensioni anche rilevanti. Il costante
aggiornamento dei macchinari, reso possibile dalla decisione di investire ogni anno il 10% degli
utili in nuove attrezzature, consente alla Tipografia Galli di lavorare sui grandi volumi. Attualmente
l’azienda dispone di 13 unità di stampa litografica a uno, due e cinque colori, cinque piegatrici (di
1. L’AZIENDA
cui una, acquistata lo scorso maggio, in grado di lavorare un formato - 160*120 - difficilmente
La Tipografia Galli è probabilmente una delle aziende più antiche nel settore in Lombardia e la
offerto da piccole aziende), 3 cucitrici filo refe e una cucitrice a punto metallico automatica.
prima operativa a Varese. Esistono infatti documenti che attestano l’attività dell’omonima stam-
«Spesso però - lamenta il Direttore Commerciale Marco Vanoli - abbiamo difficoltà a farci rico-
peria nella seconda metà dell’Ottocento, mentre risalgono addirittura alla fine del ‘700 le notizie
noscere la qualità data la spietata concorrenza sul prezzo di competitor di minori dimensioni,
concernenti l’attività della Motta e Pedemonti, poi rilevata da Galli.
sopratutto per ciò che concerne i bandi pubblici». Territorialmente i clienti sono distribuiti in
Tra il 1981 e il 1987 l’azienda è stata acquisita (dapprima parzialmente e poi totalmente) dagli
tutto il Nord Italia, con una forte concentrazione entro i 200 km dalla sede di Varese. Oltre questa
attuali titolari: i fratelli Marco e Renato Vanoli. Il cambio di proprietà ha segnato per la Tipografia
soglia infatti i costi di trasporto assumono un’incidenza che rende antieconomica l’offerta.
Galli l’inizio di un periodo di crescita costante che ha permesso di passare da una dimensione
I punti di forza dell’azienda sono l’ampia gamma di prodotti («possiamo consegnare dal bigliet-
artigianale - 150 milioni di Lire di fatturato e 5 addetti alla fine degli anni `80 - a una industriale
to da visita a volumi corposi»), la qualità e la tempestività del servizio.
(3 milioni di € di fatturato e 29 addetti nel 2006). Attualmente opera nel campo della stampa litografica, della legatoria, della modulistica e dell’editoria. Si tratta di un settore molto frammentato e specializzato. Se si escludono le realtà di grandi dimensioni, che svolgono internamente
2. LA CERTIFICAZIONE SA8000
la gran parte del processo produttivo (figura 1), esistono sul mercato un gran numero di micro
2.1 L’idea
imprese ciascuna delle quali si concentra su una o due fasi al massimo (fotolitografia, stampa,
Fin dall’inizio lo stile imprenditoriale dei fratelli Vanoli è stato caratterizzato dall’orientamento
legatoria, ecc.), lavorando per lo più in contoterzismo.
ad anticipare le tendenze e le dinamiche del mercato per non farsi cogliere impreparati: «Vogliamo sempre essere una spanna avanti agli altri», suole ripetere Marco.
Come garanzia nei confronti della clientela già nel 1998 si è deciso di ottenere la certificazio-
Figura 1 - Filiera dell’editoria
ne di qualità ISO 9002. Quando questa attestazione era ormai diventata troppo comune tra le
EgZeVgVo^dcZWdooV
aziende per costituire un elemento di differenziazione, è stata intrapresa, nel 2003, la strada
della certificazione ambientale secondo la norma ISO 14000 e nel 2005 quella della certifica;did^cX^h^dcZ
;didXdbedh^o^dcZ
zione integrata ambiente e sicurezza OHSAS 18001. Attestando la compatibilità ambientale e le
condizioni di sicurezza del processo produttivo, non soltanto si sono anticipati i concorrenti, ma
si è data anche concreta attuazione alla cura verso le tematiche sociali e ambientali da sempre
HiVbeV
nel sistema di valori del vertice aziendale.
Proprio sul finire del 2005, Marco Vanoli partecipa a un convegno organizzato da API Varese, della
cui Giunta è membro dal 1999, sulla Corporate Social Responsibility. In particolare viene affrontato
AZ\Vidg^V
il tema dell’etica d’impresa e quindi di SA8000. Durante gli interventi dei relatori, l’imprenditore si
accorge che la sua azienda, per effetto dei precedenti processi di certificazione, di fatto già rispetta
8dc[Zo^dcVbZcid
la maggior parte dei requisiti previsti dalla norma. Di concerto con il fratello decide quindi di richiedere anche l’attestazione etica. Le motivazioni principali, almeno all’inizio sono da ricercare più
nell’orientamento valoriale dei due soci e nella loro volontà di essere in qualche modo pionieri che
48
I fratelli Vanoli già da 20 anni hanno scelto di puntare invece sull’integrazione interna delle
in considerazioni puramente economiche: «Abbiamo deciso prima di tutto per un fatto di orgoglio
varie attività, in modo da controllare in modo puntuale la qualità del prodotto offerto ai clienti.
aziendale, poi per ottenere un po’ di visibilità soprattutto verso gli enti pubblici».
49
2.2 La certificazione
In termini di risorse interne il tempo maggiore è stato impiegato dalla Responsabile Qualità e
Nel 2006 la tipografia Galli inizia pertanto il processo di certificazione SA8000, ricorrendo allo
Sicurezza, mentre i dipendenti sono stati coinvolti nella fase di formazione, svolta attraverso un
stesso team di lavoro già sperimentato in occasione delle precedenti attestazioni. La Respon-
ciclo di tre incontri di un paio d’ore a piccoli gruppi, tenuti dalla stessa Norma Croci.
sabile Qualità e Sicurezza - sig.ra Norma Croci - collabora con i consulenti esterni della società
I costi di mantenimento sono invece difficili da quantificare con esattezza relativamente alla sola
Profim di Varese e funge da referente interno.
certificazione etica, essendo relative a tutte le attestazioni ottenute dall’azienda.
L’iter certificativo è invero abbastanza semplice dato che l’azienda non deve effettuare particolari
Tra rinnovo della certificazione e consulenza sul mantenimento del sistema di gestione, la Ti-
interventi di adeguamento allo standard. Il fatto di possedere già le altre certificazioni le ha con-
pografia Galli spende annualmente circa 50.000 €, da dividere però tra SA8000, ISO14000,
sentito di essere in pratica a norma per oltre il 95%. Per esempio erano già previste le figure del
OHSAS18001 e ISO 9001.
medico aziendale e del responsabile per la sicurezza e veniva effettuato un costante monitoraggio
Essendosi certificata solo da pochi mesi i benefici economici dell’operazione sono ancora limitati,
dei rischi ambientali. «Si può dire che il compito più gravoso sia stata la stesura del documento e
anche perché molti clienti non conoscono la norma. Osserva al riguardo Marco Vanoli: «Non è
della procedura che ci ha impegnato fino alla fine dell’anno», ricorda Norma Croci.
semplice far percepire ai nostri clienti il valore della certificazione che, rispetto a quella di qualità, è meno inflazionata e soggetta a controlli più rigorosi. Il primo passo da compiere è quindi
L’unica area in cui si è dovuto intervenire è stata quella dell’orario di lavoro: «Il fatto di lavorare
quello di sensibilizzare il contesto, sia privato che pubblico, sull’importanza di inserire il pos-
talvolta per c/terzi e di puntare sul rispetto dei tempi di consegna ci porta, in momenti di picco,
sesso dello standard etico nei questionari di valutazione dei fornitori. Soltanto dopo che questo
a richiedere diverse ore di straordinario ai nostri dipendenti. Abbiamo però registrato la piena
sarà avvenuto, potremo farci riconoscere dal mercato la differenziazione dai concorrenti. Non
disponibilità degli operai alle nostre esigenze per cui loro stessi hanno scelto con ampia mag-
a caso, il primo ritorno immediato è arrivato da una multinazionale che, pur essendo nostra
gioranza un orario in linea con le richieste dello standard».
cliente dal 2004, ha moltiplicato di 5 volte gli ordini una volta ottenuta la certificazione». Per
questo motivo Marco Vanoli è impegnato in una forte attività di informazione che porta avanti
Nel 2007 il processo è giunto a conclusione attraverso i seguenti passi:
nelle associazioni di categoria cui l’azienda aderisce: API Varese (di cui è membro di Giunta) e
a gennaio si è inoltrata la richiesta di certificazione a BVQI;
UNIGEC Associazione degli Imprenditori Grafici della Provincia di Varese (di cui è Presidente).
in primavera è avvenuta la pre-visita conclusa in modo soddisfacente;
Dal lato dei rapporti con i dipendenti, la SA8000 ha ulteriormente migliorato una situazione già
nel mese di luglio l’azienda è stata sottoposta alla visita da parte di due ispettori e un certi-
buona. I tassi di infortuni e malattie sono al di sotto della media; il turnover è da sempre quasi
ficatore per due giorni. Dall’analisi non è emersa alcuna non conformità e l’azienda ha quindi
prossimo a zero e alcuni dipendenti vantano un’anzianità più che ventennale. In particolare, l’ob-
ottenuto l’attestazione.
bligo di eleggere un rappresentante dei lavoratori e l’attività formativa svolta hanno accresciuto il
A partire dal mese di settembre, la Tipografia Galli ha potuto iniziato a comunicare ai propri
stakeholder l’avvenuta certificazione.
E’ iniziata così una campagna marketing articolata con modalità diverse a seconda dei
destinatari:
mailing diretto nei confronti dei più importanti clienti e fornitori;
livello di soddisfazione e il senso di appartenenza all’azienda; simbolica è la decisione dei dipendenti di costituire una squadra di calcio dell’azienda che partecipa al campionato amatoriale.
Per mantenere viva l’informazione sulla SA8000, l’aziende prevede periodici incontri di aggiornamento di tutto il personale da tenersi con cadenza semestrale, in occasione delle visite ispettive di controllo.
comunicati stampa verso giornali e TV locali per far informare il territorio della provincia di
Varese e, più in generale della Lombardia.
2.3 Costi e benefici
Date le limitate integrazioni da implementare, la certificazione non ha rappresentato per la
Tipografia Galli una voce di costo molto rilevante. Si sono dovute infatti sostenere le sole spese
dirette per l’ente di certificazione e per le giornate di intervento dei consulenti, complessivamente riconducibili a qualche migliaio di Euro. Le spese maggiori - nell’ordine di oltre 150.000
€ - erano già state sostenute negli anni precedenti per l’adeguamento degli ambienti di lavoro
e dei macchinari alla normativa su sicurezza e ambiente.
50
51
PARTE SECONDA: CASI DI ADOZIONE DELLA SA8000 NELLE PMI LOMBARDE E ITALIANE
Casi di altre Regioni
52
53
CASO GRUPPO BOLZONI
di Andrea Mezzadri
Il gruppo Bolzoni-Auramo serve essenzialmente due tipi di clienti: i costruttori di carrelli elevatori (O.E.M. - Original Equipment Manufactures) e i rivenditori di carrelli elevatori e di attrezzature
per la movimentazione industriale in genere. Le due categorie pesano sul fatturato consolidato
rispettivamente per un terzo e due terzi della vendite totali del Gruppo.
Il processo produttivo, realizzato nei sette stabilimenti, è suddivisibile nelle fasi di saldatura
(normale e robotizzata), lavorazioni meccaniche, verniciatura, assemblaggio e collaudo. Lo stabilimento storico di Podenzano (Piacenza) è attivo nella lavorazione della maggior parte dei
1. L’AZIENDA
prodotti della gamma, mentre gli altri sei attuano processi produttivi specializzati in una o più
Nel 1945 i fratelli Luigi e Livio Bolzoni fondarono a Piacenza l’omonima azienda produttrice di
apparecchi di sollevamento di carichi e attrezzature per l’agricoltura. Già dagli anni ’50 l’attività
venne orientata ai carrelli elevatori e alle pinze per il trasporto. Nel 1973 la trasformazione in
s.p.a. segnò l’inizio di un periodo di espansione che è culminato nelle acquisizioni della finlandese Auramo Oy (2001) e della tedesca Meyer (2006). Sempre nel 2006, l’impresa si è quotata
nel segmento star della borsa di Milano.
Oggi il Gruppo opera nel campo della progettazione, produzione e commercializzazione di attrezzature per carrelli elevatori e per la movimentazione industriale. L’azienda piacentina è leader europea del settore e il secondo maggior costruttore a livello mondiale.
Attualmente la Bolzoni s.p.a. controlla, direttamente o indirettamente, ventuno società - localizzate in diversi paesi del mondo - di cui sette (compresa la stessa capogruppo) svolgono attività
produttive in Italia, Finlandia, Germania, USA, Estonia, Spagna e Cina e quattordici sono realtà
commerciali e distributive al servizio dei principali mercati.
Al 31/12/2006 il Gruppo presenta un fatturato consolidato di 107 milioni di € (nel 2003 era 75
milioni di €) così diviso tra le tre macro-famiglie di prodotto:
84% attrezzature per carrelli elevatori;
10% piattaforme elevatrici;
3% transpallet manuali, utilizzati generalmente dalla distribuzione organizzata per la movimentazione interna al punto di vendita.
Il restante 3% deriva dalla vendita di pezzi di ricambio e accessori.
Dal punto di vista territoriale, come si evince dalla tabella 1, le vendite del gruppo si rivolgono in
prevalenza ai mercati esteri, posto che la quota italiana nel 2006 ha superato di poco il 16%.
famiglie.
Questa politica di esternalizzazione consente di ridurre il capitale investito e reagire con flessibilità alle fluttuazioni della domanda.
2. LA CERTIFICAZIONE SA8000
2.1 Il processo
L’argomento della certificazione etica iniziò a essere affrontato in Bolzoni alla fine del 2001,
quando la Direzione - a seguito del salto dimensionale conseguente l’entrata nella compagine
societaria di Banca Intesa e l’acquisizione della Auramo Oy - fu spinta ad analizzare il modo di
“fare impresa”, prestando attenzione ai principi etici che fin dalla fondazione la caratterizzavano. La certificazione fu vista prima di tutto come uno strumento di garanzia che i comportamenti
eticamente corretti da sempre attuati e l’atteggiamento nei confronti dei dipendenti non sarebbero cambiati in futuro. La SA8000 poteva permettere cioè di creare schemi e procedure in grado
di assicurare la continuità dei valori guida come elemento chiave per la crescita.
L’iter di certificazione è stato per l’azienda piacentina semplice e lineare: i requisiti previsti
dalla norma erano di fatto già rispettati (tabella 2) e gli adeguamenti relativi in massima
parte al sistema di gestione. Nel 2003, pertanto, la Bolzoni s.p.a. ha ottenuto l’attestato etico
SA8000.
2005
delle Responsabilità e dei Valori - con la quale testimonia l’impegno assunto nei confronti di di-
2004
pendenti, clienti, fornitori e della società tutta per una “massima attenzione agli aspetti umani,
Italia
16,1
15%
15,4
16,6%
15,9
18,9%
sociali e ambientali, con l’intenzione di integrare al proprio interno le istanze che possono fare
Europa (esclusa Italia)
67,4
63%
56,7
61,3%
51,4
61,1%
di un’azienda moderna un ente eticamente produttivo”.18
Nord america
15,4
14,4%
15
16,2%
12,5
14,9%
8,2
7,6%
5,4
5,9%
4,3
5,1%
107,1
100%
92,5
100%
84,1
100,0%
Altro
Totale
Fonte: dati aziendali
54
2006
singoli stabilimenti, per la produzione di componenti non strategici e modelli poco complessi.
Sulla base della certificazione l’azienda ha costruito un proprio codice etico interno - la Carta
Tabella 1 - Scomposizione fatturato 2004-2006
Area geografica
Il Gruppo si avvale anche di fornitori indipendenti, dislocati per lo più nelle aree limitrofe ai
Per effetto della certificazione veniva implementato un sistema di gestione della responsabilità
sociale, integrato con quello preesistente della Qualità, fondato su quattro pilastri.
18
Dalla Carta delle Responsabilità e dei Valori.
55
Tabella 2 - Adeguamento agli standard SA8000 anno 2003
prevenire/rimuovere eventuali cause di inabilità. In caso di infortunio si presta molta cura alla
ricostruzione dell’evento per evitare il suo ripetersi in futuro.
Requisiti SA8000
Azioni Gruppo Bolzoni
Lavoro infantile
Non previsto (età minima dei dipendenti 20 anni)
Lavoro obbligato
Non previsto
Il Gruppo Bolzoni ritiene la formazione uno strumento necessario per consolidare le competen-
Salute e sicurezza
Sistemi di sicurezza, formazione continua
ze esistenti, acquisirne di nuove e sviluppare nei singoli dipendenti il senso di appartenenza a
Libertà associativa
Garantita presenza sindacale
2.1.3 Formazione
un’organizzazione dinamica. Ogni responsabile di funzione entro la fine dell’anno individua le
necessità di addestramento e formazione delle figure sotto la sua direzione. Sulla base delle
Discriminazione
Incentivazione lavoro femminile
Pratiche disciplinari
Conformi allo standard
compagnato dal relativo budget - che viene discusso e approvato dalla Direzione. Nel 2006 sono
Remunerazione
Più elevata rispetto al CCNL di settore
stati erogate 3132 ore di formazione (+ 70% rispetto al 2005). In particolare sono stati tenuti due
Fonte: dati aziendali
segnalazioni ricevute, il Responsabile Risorse Umane predispone un calendario formativo - ac-
corsi relativi alla certificazione SA8000 e al sistema di responsabilità sociale. Anche per il 2007
sono state pianificate oltre 3000 ore di formazione che coprono tutte le aree dell’azienda.
2.1.1 Organigramma della CSR
Il primo passo nella costruzione del sistema di CSR è stata l’identificazione dei responsabili. Al di
2.1.4 Il controllo dei fornitori
sotto della Direzione, che svolge comunque un ruolo attivo nella pianificazione degli interventi
La criticità rappresentata dall’analisi dei fornitori ha portato la Direzione a prevedere un siste-
e nella risoluzione delle criticità, sono stati definiti quattro posizioni:
ma di monitoraggio su due livelli. Il primo consiste nell’invio di un questionario in cui viene
un referente aziendale per la responsabilità sociale - individuato nella persona del Responsa-
chiesta ai fornitori la loro situazione in merito ai requisiti SA8000. In base alle risposte ottenute
bile Risorse Umane - che si occupa della gestione del sistema e coordina, insieme al Respon-
viene assegnato un punteggio, da sommare a quelli relativi alla puntualità e alla qualità della
sabile Qualità, un team di tre auditor esterni per controllare il rispetto dei requisiti lungo la
fornitura. Il Gruppo Bolzoni considera non qualificati i fornitori che danno risposta solo parziale
catena di fornitura;
ai requisiti (senza prevedere azioni di rimedio) e utilizzano a loro volta subfornitori che non
due auditor nominati tra i lavoratori,19 che svolgono funzione di punto di riferimento per le
rispettano lo standard etico.
esigenze dello stakeholder interno e di tramite tra questo e la Direzione;
Il secondo livello è rappresentato dalle visite ispettive eseguite periodicamente presso i fornito-
il Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione.
ri. L’esito del controllo e le eventuali azioni di miglioramento da intraprendere sono comunicate
e condivise attraverso l’invio del rapporto di verifica ispettiva.
2.1.2 Sicurezza sul lavoro
Durante il primo semestre 2007 si è proceduto a 3 verifiche ispettive che hanno dato esito po-
Sia al momento dell’ingresso in azienda che durante l’anno sono previsti programmi di forma-
sitivo e altre due sono state pianificate entro la fine dell’anno.
zione, con l’obiettivo di offrire al personale una maggior consapevolezza nello svolgimento delle
proprie mansioni.
Nel primo caso i lavoratori vengono informati sui rischi generali in azienda, su quelli specifici
del reparto di assegnazione, sulle procedure per le emergenze e sulle disposizioni di legge in
vigore; nel secondo caso i corsi - tenuti da docenti esterni - riguardano aspetti specifici per ogni
reparto (definite di concerto con i due auditor citati al punto precedente). Alla fine di ogni corso i
partecipanti vengono sottoposti a un test finale, per avere un riscontro di quanto effettivamente
appreso.
Mensilmente vengono poi tenute riunioni di reparto per confrontarsi sui problemi produttivi e
su quelli legati alla sicurezza.
Ancora, è prevista una serie di visite mediche periodiche per monitorare l’abilità al lavoro e
19
56
In luogo del solo rappresentante previsto dalla normativa SA8000.
2.2 Il riesame
Il riesame del sistema di responsabilità sociale avviene semestralmente al fine di verificarne
adeguatezza e efficacia. In tale occasione vengono formalizzati i risultati delle verifiche ispettive interne, i rapporti con gli stakeholder, viene valutato lo stato interno del sistema e le azioni
correttive o preventive da intraprendere.
Nel corso del primo semestre 2007 sono state effettuate una verifica ispettiva interna e una
verifica dell’ente di certificazione (Bureau Veritas) in base ai quali sono emerse osservazioni a
cui l’azienda ha risposto in modo positivo (tabella 3).
Nel caso di non conformità, infatti, l’azienda ha provveduto a definire una procedura standardizzata, volta a individuare nel tempo più breve possibile le opportune azioni correttive e preventive. Per esempio in pochi mesi è stata realizzata l’area di ristoro per la saldatura ed è stata
garantita una maggior igiene degli spogliatoi prevedendo una pulizia più frequente e accurata.
57
Tabella 3 - Gestione delle non conformità
2.4 Costi e benefici
Fonte
Descrizione
Scadenza
Stato
Esito
Audit
interno
Deve essere migliorata l’igiene delle docce
femminili
01/03/07
Chiusa
Positivo
Riesame
2006
Non sempre sono presenti i questionari di
valutazione fornitori
31/01/07
Riesame
Mancanza area ristoro nel reparto
2006
Saldatura
Audit BVQI
Porre attenzione affinché non si ripetano
eventi particolari riferiti agli straordinari
La quantificazione di costi correlati alla certificazione e al mantenimento, non è agevole poiché,
se si eccettua il corrispettivo nei confronti dell’ente di verifica, le spese correlate al sistema di
responsabilità sociale non confluiscono in uno specifico centro di costo, ma vengono contabilizzate insieme alle altre.
Chiusa
Positivo
La certificazione SA8000 ha rappresentato per il Gruppo Bolzoni un passo importante all’interno
di un processo di crescita che lo ha portato ad assumere rilevanza internazionale. Soltanto con-
01/02/07
Chiusa
Positivo
30/06/07
Chiusa
Positivo
solidandolo e sistematizzandolo è stato possibile mantenere l’approccio socialmente responsabile che caratterizza da sempre la realtà piacentina nonostante le nuove dimensioni aziendali.
I benefici maggiori riguardano immagine e reputazione.
Dal 2005, i questionari di customer satisfaction, con cadenza biennale, sono stati integrati con
domande afferenti gli aspetti di responsabilità sociale. Dalla prima analisi21 è emerso che buona
Audit
interno
Tensione in alcuni reparti a causa
dell’atteggiamento di alcuni responsabili
Audit
interno
In alcuni reparti si segnala la difficoltà ad
ottenere ferie e permessi al di fuori di
quelli pianificati
30/06/07
Audit
interno
Operatori specializzati che ritengono di
avere capacità e responsabilità maggiori
non si sentono valorizzati
31/12/07
In
corso
Audit
interno
Logistica del materiale in ingresso da
migliorare
31/12/07
In
corso
30/06/07
Chiusa
Positivo
parte dei clienti della capogruppo sono a conoscenza del fatto che l’azienda è certificata e che
l’attestazione etica gioca un ruolo importante nella scelta del fornitore per oltre il 60% degli in-
Chiusa
Positivo
tervistati. È necessario comunque proseguire l’attività di sensibilizzazione, in special modo per i
clienti delle aziende estere del Gruppo. Dal lato dei rapporti con i dipendenti, le indagini interne
non hanno rilevato un sensibile miglioramento nella soddisfazione del personale, spiegabile
però con il fatto che questa è da sempre elevata, per cui la certificazione SA8000 non ha rappresentato un elemento differenziale. Dal 2003 si è invece registrato un trend decrescente sia nel
numero degli infortuni (tabella 4), sia nella loro gravità e frequenza (figura 1).
Fonte: adattato dal verbale di riesame del sistema di responsabilità sociale I semestre 2007
L’aumento di casi nei 2006 ha spinto la Direzione a condurre indagine più approfondita sulle cause. La maggior parte degli infortuni (67%) è avvenuta nella fase di movimentazione di carichi
con l’uso di paranchi per cui è stata disposta la verifica di tutti gli accessori di movimentazione
con l’eventuale sostituzione di quelli poco idonei o usurati.
2.3 La comunicazione
Per il 2007 sono state programmate sessioni di formazione specifiche per eliminare la movi-
L’attività di comunicazione gioca un ruolo molto rilevante all’interno del sistema di responsabilità
mentazione fatta in maniera non conforme, oltre all’intensificazione per tutto il personale della
sociale del Gruppo Bolzoni, tanto da attivare una serie di strumenti di dialogo e informazione con
formazione sulla sicurezza.
le parti interessate.
Verso l’esterno l’azienda si preoccupa di diffondere presso gli stakeholder la Carta delle Respon-
Tabella 4 - Numero infortuni nel Gruppo Bolzoni
sabilità e dei Valori; il management inoltre partecipa attivamente in convegni e azioni volti a
Anno
sensibilizzare le aziende sulla CSR. Nel mese di aprile 2006, ad esempio, si è partecipato a un
progetto organizzato dalla Provincia di Piacenza sul tema “Pratiche di responsabilità sociale e di
imprese emergenti nell’area piacentina” e da marzo 2007 si sta collaborando con l’ASL locale a
un progetto pilota sulla prevenzione alcologica nei luoghi di lavoro.
Per quanto riguarda la comunicazione interna, il Gruppo Bolzoni, utilizza diversi strumenti per
garantire che le informazioni raggiungano l’intera azienda: bacheche, mailing, house organ
diffuso tramite l’intranet aziendale, ecc. Per raggiungere anche i reparti produttivi, sono state
create due postazioni “Infopoint” a cui ogni operaio può accedere e documentarsi.20
Numero infortuni
58
Gli “InfoPoint” sono utilizzati anche per mettere a disposizione di tutto il personale di produzione le statistiche relative agli infortuni.
2003
2004
2005
2006
2007*
23
24
15
11
24
5
Fonte: dati aziendali
Contestualmente sono diminuite in modo rilevante anche le sanzioni disciplinari nei confronti
dei dipendenti. Nel primo semestre di quest’anno sono state erogate solo 3 ore di multa per
assenza ingiustificata, contro le 7 ammonizioni, le 6 ore di multa e la giornata di sospensione
del 2006.
21
20
2002
*
I dati degli anni 2006 e 2007 sono in corso di elaborazione.
Primo semestre.
59
Per quanto riguarda gli altri stakeholder, il Gruppo Bolzoni ha riscontrato effetti positivi nei rapporti con gli enti locali e un buon ritorno in termini di visibilità, anche grazie alla partecipazione
a convegni ed eventi sulla CSR e a una serie di articoli e servizi su stampa e televisioni locali.
CASO MOLLE INDUSTRIALI CONTE
di Andrea Mezzadri
Figura 1 - Indici di gravità e frequenza degli infortuni
&'%
'
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1. L’AZIENDA
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Il Mollificio Conte di Conte Alice nacque a Torino nel 1953. Negli anni successivi, seguendo il
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%
'%%'
Fonte: dati aziendali
'%%(
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'%%*
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boom dell’industria dei veicoli a motore nel capoluogo piemontese e in tutta Italia, si sviluppò
>cY^XZY^\gVk^i|
e si specializzò come produttore di componenti elastici per il settore automobilistico. All’inizio
>cY^XZY^[gZfjZcoV
degli anni ’60 la produzione venne orientata anche verso altri settori quali l’aeronautico e il ferroviario, che contribuirono a migliorare le capacità tecniche e le performance economiche.
Nel 1977 l’azienda cambiò proprietà e denominazione, divenendo Mollificio Conte s.r.l. La nuova
gestione potenziò l’inserimento in settori altamente tecnologici, che presupponevano volumi
limitati e permettevano di ridurre la concorrenza dei mollifici di maggiori dimensioni.
Tale scelta si dimostrò vincente e pose l’azienda in condizione di affermarsi in segmenti sempre
più qualificati.
Oggi l’azienda, nel frattempo diventata Molle Industriali Conte s.r.l., si occupa della progettazione e della produzione di molle di precisione per l’industria tecnologicamente avanzata (automotive, elettrodomestici, oleodinamica, aeronautica). La tabella 1 mostra la scomposizione del
fatturato - 4,7 milioni di € nel 2006 - per settore cliente.
Tabella 1 - Scomposizione fatturato per settore cliente
Settore cliente
% fatturato
Elettrodomestici
40%
Oleodinamica
20%
Elettronica di precisione
15%
Aeronautica
15%
Automotive
10%
Fonte: dati aziendali
I clienti sono per lo più aziende di grandi dimensioni a livello nazionale o mondiale, sopratutto
per ciò che afferisce le costruzioni aerospaziali. La Molle Industriali Conte si trova quindi a servire
tanto il mercato europeo, quanto quelli statunitense e asiatico (Taiwan).
Per garantire l’elevata qualità del prodotto la proprietà dell’azienda ha deciso di svolgere tutte
le fasi del processo produttivo nei suoi due siti produttivi, localizzati a Torino e nell’immediato hinterland del capoluogo piemontese. Soltanto i trattamenti superficiali, quali cadmiatura,
60
61
zincatura, fosfatazione, ecc. sono affidati a fornitori specializzati, sempre operanti in Italia. In
questo la Molle Industriali Conte si differenzia da molti suoi concorrenti, di dimensioni sovente
simili o superiori, che hanno effettuato scelte di delocalizzazione nell’Est Europa o in Asia.
L’attività più impegnativa è stata probabilmente la stesura della documentazione e la sua integrazione all’interno del manuale di politica per la gestione aziendale. In esso è esplicitato che
l’azienda:
non utilizza personale con età inferiore a 15 anni;
2. LA CERTIFICAZIONE SA8000
si propone di non impiegare giovani lavoratori di età compresa tra 15 e 18 anni. Nel caso in cui
2.1 Il processo
L’idea di ottenere una certificazione etica da spendere come strumento di differenziazione nei
confronti dei concorrenti venne alla Direzione aziendale22 - da sempre orientata ad anticipare i
tempi - già all’inizio del 2003. Vista la delocalizzazione già intrapresa dai principali clienti e da
qualche concorrente, si intuì come lo standard SA8000 potesse divenire in breve una leva competitiva. In effetti, pur in assenza di richieste specifiche in tal senso, i clienti - particolarmente
quelli statunitensi - dimostravano di apprezzare l’impegno etico dei propri fornitori. Le grandi
aziende, ad esempio, già allora prevedevano nel questionario di valutazione una sezione dedicata alla Corporate Social Responsibility.
Con la certificazione ci si proponeva di ottenere non tanto un ritorno economico immediato,
quanto piuttosto la sostenibilità di un prezzo di fascia medio-alta nel tempo.
Il processo di preparazione, durato circa 8 mesi, è stato seguito direttamente da Dario Garella
- Responsabile Qualità e Ambiente - e gestito in toto all’interno dell’azienda senza ricorrere a
consulenti esterni. Per essere in linea con i requisiti sono stati necessari solo piccoli interventi
marginali: «Sostanzialmente eravamo già a posto», osserva lo stesso Garella.
Uno stile di gestione delle risorse umane che fosse attento e rispettoso della persona era già
infatti una caratteristica di Molle Industriali Conte. Inoltre l’azienda era già certificata ISO 9001,
per cui la certificazione etica ha portato al perfezionamento di un sistema di gestione aziendale
integrato (figura 1).
peraltro ciò accada, essa verifica che il minore abbia portato a termine la scuola dell’obbligo e,
se così non risulta:
a) garantisce che esso presti la sua opera nei periodi in cui l’istruzione non viene erogata;
b) assicura che il tempo complessivo per il tragitto da/per la scuola, per la permanenza a
scuola e per il lavoro non superi le dieci ore complessive giornaliere;
c) fornisce alla famiglia del minore la sussistenza necessaria affinché lo stesso possa frequentare e portare a termine la scuola dell’obbligo (ad es. abbigliamento, libri e materiale
scolastico, trasporto fino a scuola e ritorno);
d) assume eventualmente un membro della famiglia al fine di garantire alla stessa una fonte
ulteriore di reddito e permettere così al minore la frequenza scolastica.
per tutelare i minori e tutti i dipendenti l’azienda inoltre prende opportuni provvedimenti,
al fine di non esporli a rischi per la salute e sicurezza quali: contatto con sostanze tossiche,
utilizzo di attrezzature complesse e/o pericolose, impiego durante i turni serali e/o notturni;
impiego in aree di lavoro pericolose o potenzialmente tali e/o in attività dove sia richiesta una
manodopera pesante;
non ricorre né sostiene l’utilizzo di lavoro obbligato e non esercita alcun tipo di pegno o deposito al momento dell’assunzione;
promuove e sviluppa un ambiente di lavoro salubre e sicuro, dotando il personale di adeguati
locali per la ristorazione e la pulizia personale, adottando adeguate misure di prevenzione degli incidenti e danni alla salute, nominando un rappresentante per dette attività, assicurando
Figura 1 - Il sistema di gestione integrato aziendale della Molle Industriali Conte
adeguata formazione in materia al personale in forza e neoassunto;
considera e tratta uomo e donna, a parità di mansione, in modo identico;
Sistema Gestione Aziendale
Approvvigionamento
Progettazione
Tecnico/Commerciale
Fabbricazione molle
Soddisfazione del cliente e parti interessate
Processo di realizzazione
Processi di supporto realizzazione
Requisiti del cliente e parti interessate
Direzione
retribuisce i dipendenti in modo da condurre uno stile di vita dignitoso, soddisfacendo i bisogni
primari e offrendo un guadagno discrezionale.
L’attività di formazione ai dipendenti si è concretizzata in una serie di incontri a piccoli gruppi,
che nel complesso hanno impegnato ciascun collaboratore per una giornata di lavoro. Accanto al training ufficiale è stata svolta un’attività di sensibilizzazione informale con l’obiettivo di
accrescere la consapevolezza di tutto il personale sull’importanza di dotare l’azienda di una
certificazione etica.
Uno degli aspetti critici del processo è stato invece il tentativo di coinvolgere i fornitori. Nella
primavera del 2003 è stato inviato loro un questionario nel quale si richiedevano alcune informazioni. Buona parte di essi ha manifestato una certa ritrosia alla collaborazione, per superare
la quale è stato necessario un successivo chiarimento telefonico da parte del Responsabile
22
62
In particolar modo a Massimo Auzas.
Acquisti.
63
Nonostante le difficoltà dovute prevalentemente all’assoluta novità che lo standard rappresentava nel 2003 per molte aziende, nell’ottobre di quell’anno la Molle Industriali Conte ha ottenuto
la certificazione SA8000.
Subito dopo è partita una campagna di divulgazione a 360° attraverso diverse modalità:
comunicazione personalizzata ai principali clienti, particolarmente verso quelli più sensibili
che già avevano inserito i temi etici nel questionario di valutazione fornitori;
sito aziendale;
partecipazione a diversi eventi sulla Corporate Social Responsibility (convegni, gruppi di lavoro, ecc.) organizzati da Camera di Commercio o associazioni di categoria;
invio, in occasione degli auguri di Natale, a tutti i destinatari di una brochure informativa
sullo standard SA8000. Inoltre il pacco regalo era costruito da un cesto di prodotti alimentari
realizzati dal biscottificio Scapigliati, vincitore del Sodalitas Award proprio per l’alto grado di
responsabilità sociale.
Tabella 2 - Evoluzione fatturato 2003 - 2006
Anno
Fatturato(€/mln)
2003
2004
2005
2006
3,7
4,2
4,3
4,7
Fonte : database AIDA
Certamente è aumentata la visibilità dell’impresa tanto nel settore quanto sul territorio. Nel
2005, per esempio, il Sig. Garella è stato contattato da un docente della facoltà di Ingegneria
dell’Università degli Studi di Torino per la scrittura congiunta di un articolo avente per oggetto il
sistema di gestione integrato della Molle Industriali Conte. L’intervento, dal titolo “L’integrazione qualità-etica nel settore manifatturiero” è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista di settore
“Qualità”, portando benefici di immagine e notorietà in tutta Italia.
Dal lato dei rapporti con i fornitori va segnalato come, vinta l’iniziale diffidenza, l’inclusione della dimensione etica nei periodici audit previsti dal sistema di gestione qualità non costituisce più
un ostacolo alla collaborazione; anzi, in alcuni casi la favorisce in modo rilevante, migliorando la
qualità del prodotto e i tempi di consegna.
Infine l’azienda misura periodicamente, mediante lo strumento del questionario, il grado di
soddisfazione del personale interno per verificarne le esigenze e le aspettative. Tra i principali
parametri dell’indagine vengono considerati il livello di soddisfazione relativo alla mansione
svolta, all’ambiente di lavoro, ai rapporti con i responsabili e con i colleghi, nonché la condivisione delle politiche e degli obiettivi aziendali unitamente alle modalità di approccio verso le
attività lavorative quotidiane. L’introduzione della certificazione ha ulteriormente migliorato una
situazione già ampiamente positiva.
In generale gli impatti della certificazione sono stati valutati molto positivamente dai vertici
aziendali, tanto che lo scorso anno si è proceduto al rinnovo per un altro triennio.
2.2 Costi e benefici
I costi espliciti direttamente imputabili alla certificazione, data la decisione di non ricorrere a
consulenze esterne e i limitati adeguamenti apportati, sono stati nel complesso contenuti e
riferibili per lo più alla remunerazione dell’ente di certificazione. A questi va aggiunto il costo
figurativo dell’impegno di risorse interne (l’iter ha assorbito gran parte del tempo del Responsabile Qualità e Sicurezza). Altrettanto bassi (attorno ai 5.000 €/anno) sono stati nel corso del
tempo gli oneri di manutenzione, in ogni caso imputabili all’intero sistema delle certificazioni e
non alla sola SA8000.
« Del resto - afferma Dario Garella - quattro anni fa abbiamo intrapreso una strada non ancora battuta precorrendo i tempi; ora che il mercato è maturo e l’attestato si può spendere con
maggiore facilità, non potevamo fare che continuare in questa direzione. In tal modo abbiamo
posto le basi per una ulteriore crescita sia del fatturato sia del capitale umano dell’azienda».
I benefici economici sono cresciuti nel corso degli anni in relazione all’aumentata consapevolezza da parte dei clienti dell’aspetto etico e, di conseguenza, del peso che questo ha nella
valutazione dei propri fornitori. La Molle Industriali Conte ha osservato una crescita degli ordini e
del numero dei clienti in particolare da quel segmento che tiene in considerazione SA8000 nelle
proprie scelte. Pur in assenza di riscontri certi, è presumibile che una discreta parte della crescita
di un milione di € del fatturato dal 2003 ad oggi sia effetto della certificazione (tabella 2).
64
65
Conclusioni
Il tema dell’etica d’impresa sta acquisendo una rilevanza sempre maggiore nell’opinione pubblica, in particolare per ciò che attiene la tutela dei diritti dei lavoratori.
Già da qualche tempo molte imprese, in particolare di grandi dimensioni, hanno inserito all’interno dei loro questionari di valutazione dei fornitori alcuni parametri volti a indagare l’atteggiamento nei confronti delle risorse umane e l’impegno a evitare situazioni che configurino violazioni dei loro diritti. Più di recente alcuni enti pubblici (specialmente in Toscana ed Emilia Romagna) hanno previsto nei bandi l’attribuzione di punteggi supplementari alle imprese attente agli
aspetti etici del rapporto di lavoro. Per le imprese che operano (direttamente o indirettamente)
in Paesi in via di sviluppo ciò significa in primis garantire il riconoscimento dei diritti fondamentali della persona, evitando il ricorso a forme di sfruttamento e di discriminazione; per chi opera
nei paesi occidentali (dove i diritti fondamentali sono già acquisiti) si traduce nell’impegno a
evitare comportamenti più sottili ma ugualmente pregiudizievoli della soddisfazione del lavoratore (mobbing, ricorso eccessivo allo straordinario, scarsa chiarezza nella retribuzione, ecc.)
Nella maggior parte dei casi i costi necessari per ottenere e mantenere l’attestato paiono essere
abbastanza limitati. La normativa italiana, abbastanza stringente in tema di lavoro, fa sì che di
fatto la maggior parte dei requisiti richiesti dalla norma siano già posseduti dalle aziende del
nostro Paese. Lo sforzo più rilevante che l’introduzione della SA8000 comporta è solitamente
l’implementazione del sistema per la gestione della responsabilità sociale, analogo a quello
richiesto per la Qualità, in cui viene codificato - mediante opportune procedure - l’impegno
dell’azienda a tenere comportamenti eticamente corretti verso i dipendenti. Nel caso in cui
l’azienda possieda già altre certificazioni (Qualità, Ambiente, ecc.) i costi di gestione possono
essere ulteriormente ridotti sfruttando le possibili sinergie.
Le aziende che decidono di certificarsi - e i casi contenuti nella seconda parte del Quaderno lo
confermano - sembrano beneficiare in primo luogo di un miglioramento del clima interno, di
una riduzione del numero degli infortuni e del tasso di turnover, nonché di una certa visibilità
sia nel settore sia nella comunità locale.
Negli ultimi mesi sta inoltre crescendo la sensibilità dei mercati ai temi inerenti la CSR. In questo
contesto, l’acquisizione della certificazione SA8000 può rappresentare, anche per le piccole e
medie imprese italiane un’importante leva di differenziazione in grado di far aumentare il fatturato sia attraverso l’acquisizione di nuovi clienti sia spuntando prezzi di vendita più alti.
Infine, la diffusione di SA8000 tra le imprese, guidandole verso il rispetto di elevati standard di
tutela dei lavoratori, ha importanti benefici a livello sociale in quanto riduce le situazioni di rischio
per la salute fisica e psicologica dei cittadini. Al riguardo, come sottolineato anche dagli imprenditori intervistati è importante in questa fase che associazioni di categoria e enti pubblici svolgano
un’intensa attività di sensibilizzazione che miri ad allargare la conoscenza della normativa.
66
67
Si ringraziano per la disponibilità e la collaborazione dimostrate nella redazione del quaderno le
imprese protagoniste dei casi aziendali.
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Scarica il quaderno - Altis - Università Cattolica del Sacro Cuore