2 - Post scriptum 1: all'espistola 2011,2:...al Responsabile Generale solito... (su un esempio di errori dottrinali
nell'applicazione della riforma liturgica conciliare)
L'ipocrisia nella Chiesa (o fariseismo)
'Quando la studiosa ne indicherà l'aumento delle esplosioni, il Sole diverrà una cometa'.
Se è vero questo sogno ho ragione io, se no ce l'hai tu: sul gregoriano... Va bene così?!? O forse non te ne frega niente, di
questo, così come del gregoriano figurato metrico riproposto qui: e te ne stai tranquillo nella tua dimora, sotto le palme
riparato
dal
Sole?
Fra il fare, nella liturgia, tutto in latino come alla Fraternità Sacerdotale San Pio X , o tutto in italiano come nelle chiese in
genere, sembrerebbe la via di mezzo fare in latino e gregoriano le sole parti liturgiche ordinarie, ricorsive; mentre quelle
proprie in italiano e in caso in altri toni originali (io ne proposi alcuni nella musica gregoriana 'nova' del sito; quelli in
appendice al messale non piacciono, sembra, su sistema musicale tonale moderno pure). Come avverrebbe anche a
Medugorje - se ti è di guida - nonostante le novità introdotte e il cambiamento dei frati delle apparizioni (non sarebbero
piaciuti molto al Vescovo locale).
A proposito della Fraternità San Pio X, per quanto 'irregolari' per le 'riserve in materia di ubbidienza all'autorità dottrinale
del Papa e del concilio Vaticano II' (Benedetto XVI, Lettera riguardo alla remissione della scomunica ai quattro vescovi
consacrati dall'arcivescovo Lefebvre), la loro messa sembrerebbe però molto migliore dal punto di vista della celebrazione,
come dicevo già nella lettera del 2011, 2 in 'epistolarium' del sito, o, in riferimento alla musica in particolare nella messa
delle suore della lettera del 2010,2 'alla Studentessa Gregorianista' di allora. Se infatti si rispettano le regole liturgiche
sperimentate dalla lunga tradizione liturgica ininterrotta precedente, non si vede come non possa andare bene: anzi la loro
celebrazione sembrerebbe proprio allora più tranquilla e ordinata, oggettivamente, pure per inchini, segni di croce, non
ultimo velo femminile, ecc.. Tanto più che un indulto o bolla speciale di san Pio V renderebbe sempre valida quella messa:
anche quando la Fraternità era scomunicata i fedeli potevano assistervi, senza intenzione cattiva, di scisma, per soddisfare il
precetto domenicale. Vero anche tuttavia che si potrebbe risolverebbe tutto in una recita, facendo tutto ciò senza devozione
interiore: e poi, se, già irregolari, fanno pure gli errori liturgici che criticano alla Chiesa seppure (come togliere balaustre e
veli, usare strumenti musicali moderni - chitarre, elettronici -, ecc....), due irregolarità insieme non andrebbero proprio
bene...
Tuttavia, riguardo alla bontà della messa vetus ordo, celebrata alla Fraternità ininterrottamente, dice anche il Papa in effetti
che "si poteva supporre che la richiesta dell’uso del Messale del 1962 si limitasse alla generazione più anziana che era
cresciuta con esso, ma nel frattempo è emerso chiaramente che anche giovani persone scoprono questa forma liturgica". O
dice che "nella celebrazione della messa secondo il messale di Paolo VI potrà manifestarsi, in maniera più forte di quanto
non lo è spesso finora, quella sacralità che attrae molti all'antico uso" (Benedetto XVI, Lettera di presentazione del
Summorum pontificum). Messa o nuovo rito di cui invece dice di "deformazioni arbitrarie della liturgia": che "in molti
luoghi non si celebrava in modo fedele alle prescrizioni del nuovo messale, ma esso veniva addirittura inteso come
un'autorizzazione o perfino come un obbligo alla creatività, la quale portò spesso a deformazioni della liturgia al limite del
sopportabile" (certi segni io - che da venti hanni ho passato tutti gli ordini religiosi principali quasi, come detto nelle prime
lettere - ho saputo che esisterebbero, da fare a messa, solo dalla lettura fresca del messale latino del nuovo rito pubblicato in
http://www.maranatha.it/novusordo/01page.htm, insieme a cose anche riguardo al canto e gregoriano, con sorpresa e
sgomento). Che avvengano tutt'ora errori nella pratica del culto del nuovo rito, quindi, è evidente, le celebrazioni essendo
rimaste pressoché le stesse ancora, se non erro, almeno, rispetto a quando Giovanni Paolo II diceva (ripeto per l'ennesima
volta le stesse cose...) invece nella 'Lettera apostolica nel XL anniversario della costituzione Sacrosanctum concilium' sulla
sacra liturgia, che praticamente "il rinnovamento conciliare della Liturgia ha l'espressione più evidente nella pubblicazione
dei libri liturgici", mentre "non rispettando la normativa liturgica si giunge talvolta ad abusi anche gravi, che mettono in
ombra la verità del mistero e creano sconcerto e tensioni nel Popolo di Dio" e che "i Pastori devono correggere"; sebbene
che "non hanno nulla a che vedere con l'autentico spirito del Concilio", che è la "grande grazia di cui ha beneficiato la
Chiesa nel secolo XX, il Concilio Vaticano II" (citando la 'Novo millennio ineunte'). O quando la nota pastorale della
commissione episcopale per la liturgia "L' adeguamento delle chiese secondo la riforma liturgica", del 1996, diceva che
"gravi disagi dal punto di vista celebrativo, estetico ed educativo" erano praticamente "sotto gli occhi di tutti". E alla parole
chiare di Paolo VI poi, proprio alla riforma: "La chiesa [....] vi da mandato di custodire la tradizionale dignità, la bellezza,
la gravità dell' ufficio corale sia nella lingua come nel canto". "Qui non si tratta soltanto di conservare la lingua latina [...]
ma anche di custodire indenni la qualità, la bellezza e l' originario vigore di tali preghiere e di tali canti [...] il canto
gregoriano sarà come un cero spento [...] [ciò che] certamente porterebbe malessere e tristezza nella Chiesa tutta" (Paulus
VI, De lingua latina [....] retinenda, Enchiridion Vaticanum )". Ma non si tenne conto delle sue parole profetiche rivelatesi
ora, quando anche il Papa deve contatare infine infatti inevitabilmente, per l'occasione offerta dalla Fraternità almeno, che
"ciò che per le generazioni anteriori era sacro, anche per noi resta sacro e grande, e non può essere improvvisamente del
tutto proibito o, addirittura, giudicato dannoso" (Benedetto XVI, Lettera di presentazione del Summorum pontificum).
Nella riforma invece non si cambiò forse 'tutto e subito': che non è legge (l'armonia buona volendo tutto graduale infatti) in
questo mondo? Perfino i canti latini strofici si tradussero: ciò che non avrebbe senso perfino dal punto di vista musicale,
derivando la melodia il ritmo (che si dice l'anima del canto) dalla metrica della parola latina. Inutile dire quindi: ciò che è
fattp
con
fretta,
non
viene
mai
bene...!
Ora la Fraternità (ci tengo assai a chiarirlo ciò, anche perché possa essere utile a qualcuno di loro che non abbia chiara
abbastanza la loro situazione forse) celebrerebbe dunque una messa senza tutti quegli errori dottrinali liturgici pratici entrati
nella celebrazione del novus ordo o nuovo rito; però in genere penserebbe pure (come leggo in Internet attualmente ancora
forse alle 'domande' in www.sanpiox.it) che 'dal Concilio Vaticano II nuove dottrine, contrarie al Magistero della Chiesa,
sarebbero state propagate': ecco, che vi sarebbero proprio errori nei testi conciliari e non solo nella pratica o applicazione di
essi nella riforma: su quelli della libertà religiosa almeno ad esempio, detti.... E qui si capisce che è il disaccordo maggiore
con la Chiesa, la Chiesa regolare (mentre loro sono irregolari - Chiesa ma non regolare - attualmente, se non erro, come
detto sopra). Infatti, non solo i papi avrebbero riconosciuto da tempo ormai il Concilio con la validità della messa di Paolo
VI, come visto sopra, invece (e dice ancora ad esempio il Papa in Summorum Pontificum riguardo esplicitamente alla
messa...); ma inoltre i sacerdoti irregolari non possono pretendere che i cristiani credano più a loro che al Papa, alla Chiesa,
al Magistero della Chiesa. Io ho saputo della Fraternità proprio dal documento pontificio 'Summorum pontificum' sulla
messa latina - quando stavo scrivendo la prima delle questioni gregoriane riportate a proposito nel sito - e non ho avuto più
nessuna resistenza da parte dei sacerdoti novus ordo perfino per andarci, da quando da lì a poco è venuta anche la
remissione della scomunica alla Fraternità: e sono andato allora (e seppure saltuariamente fino a recentemente almeno ora).
Ma solo per soddisfare il precetto domenicale e non per farmi carico o portavoce delle dottrine religiose della loro
'ubbidienza con riserve', come sopra detto. Perché è la dottrina della fede, come potranno insegnarmi di più loro, per i loro
studi ad esempio della Summa Teologica (di cui gli ho lasciato pure a proposito il cdrom latino-italiano delle Edizioni
Domenicane a mio nome - lo dico per loro che sembrerebbero non crederci.... -, per studiare più approfonditamente ancora
come non posso io nel mondo e laico), ad insegnare che l'ubbidienza, a meno di evidente motivo di peccato, si deve prima
alla gerarchia ecclesiastica più alta, come è ragionevole pure aspettarsi, nelle cose religiose, appunto. E perciò i cristiani
non possono credere prima a loro che al papa; che invece nella persona di Paolo VI prima ha riconosciuto la validità del
Concilio stesso (nonostante alcuni padri conciliari - come Lefbreve - consenzienti sì e no, forse: come già per il Vaticano I,
del resto ci sarebbe stata l'opposizione e l'abbandono di alcuni per la dottrina ancora, ma la validità ad esso sarebbe stata lo
stesso accordata, e anche dai lefbreviani del futuro san Pio X: si crede infatti in questo caso all'assistenza dello Spirito
Santo, promessa da Cristo, specialmente al Papa unito con i vescovi in un concilio, che deve confermarlo pure infine). A
meno che in caso non presentino una esposizione dei fatti ordinata e chiara, tipo pro e contro, da cui tutti possano vedere
l'evidenza degli errori dottrinali nei testi conciliari da loro accusati, e non si potrà non seguire allora in coscienza, per far
bene: ma in questo caso non si tratterà più perfino comunque di credere o non al Papa o a loro, poiché la ragione
deciderebbe
infine
la
verità,
non
la
fede.
Io comunque l' ho pure cercato accuratamente questo documento alla loro sede, ma non sono riuscito a trovarlo; mentre da
altri scritti, che dirò pure sotto e quelli in Internet, compreso l'opuscolo sugli errori della celebrazione della messa del
nuovo rito (in www.unavox.it), non sono riuscito a capirli questi errori: forse non ne sono capace, o forse sì, ma non fa
niente, non me ne faccio un problema più almeno, sia perché non è mia responsabilità il giudicarne né l'insegnamento di
ciò, sia perché devo occuparmi già di diffondere con grave fatica il nuovo metodo gregoriano, per cui mi manca pure tempo
per approfondirli in verità in caso. Anzi, è più problema per me in caso ad esempio il pericolo, stando a parlare così di cose
del genere con loro, che ci possa essere chi abbia ancora idee scismatiche o visioni unilaterali irriformabili che non si sa
mai che ti può combinare (ho saputo poco tempo fa ad esempio dell'espulsione esemplare fra loro di un sacerdote, che non
voleva fare i colloqui vaticani post remissione scomunica...). E tuttavia ho letto perfino 'Accuso il Concilio', di monsignor
Lefbreve, fondatore della Fraternità; e ho visto che qui le interpretazioni in senso liberale o massonico, riferite a proposito
di qualche passo dei testi conciliari, sono solo quelle contenute ancora negli schemi o bozze precedenti la stesura dei testi
conciliari definitivi, e non questi, che differiscono da quelli. E tuttavia anche in 'Lettere ad un cristiano perplesso' o in
'L'hanno detronizzato', le interpretazioni liberali massoniche, date a certi passi conciliari ancora, possono non fare pure una
piega, dal punto di vista logico, anche perché riguarderebbero errori pratici proprio entrati nelle chiese effettivamente dopo
la riforma almeno, come visto con esempi nell'epistola 2011,2 mi sembra, e non tenendo in considerazione la dottrina della
Chiesa in ciò; ma, se si tiene conto di questa e si rivede il medesimo passo, l'interpretazione può cambiare senza fare alcuna
piega ancora in teoria, in fede. E ho letto pure 'La tradizione - il vero volto', ma nella prefazione si incita perfino a
richiedere ancora la revisione del Concilio (mentre se ciò avvenisse, quindi, in fatto solo di fede, ormai che i papi l'hanno
dichiarato valido, come sopra visto, dovrebbe significare penso la caduta di tutta la Chiesa definitiva ma senza possibilità di
rialzarsi più... - perché il magistero non insegnerebbe più la verità, o la verità non sarebbe più immutabile, la stessa 'sempre
e ovunque', come invece non è vero per la Chiesa 'ubicumque et semper'). Lo stesso monsignor Lefbreve, ancora, oltre a
rimettersi, in 'Accuso il Concilio', ai papi futuri, avrebbe firmato pure un concordato con l'allora cardinal Ratzinger
(Benedetto XVI che ha tolto la scomunica), dove fra l'altro si parlava di "certi punti insegnati dal Concilio Vaticano II o
relativi alle riforme posteriori della liturgia e del diritto che ... sembrano difficilmente conciliabili con la Tradizione"
(http://www.unavox.it/doc07.htm): quindi proprio di eventuali errori che sarebbero potuti dipendere non solo dalla dottrina
del Concilio, ma anche solo dalla sua riforma e applicazione pratica sbagliata, in caso. Ma, non so come qui (- penso
personalmente quasi certamente per l'ingerenza eccessiva delle stesse autorità vaticane, che avrebbero forzato troppo la
riforma a cambiare 'tutto' e 'subito' -), il Monsignore sembrerebbe essere stato infine costretto ad ordinare di propria
iniziativa quattro vescovi, per poter perpetuare la messa latina precedente. Ed è venuta la scomunica per loro, per avere
agito 'senza mandato vaticano', con il 'pericolo di scisma' (Benedetto XVI, Lettera riguardo alla remissione della scomunica
ai quattro vescovi consacrati dall'arcivescovo Lefebvre). E sarebbe iniziata così sembra questa specie di conflitto protratto
fino ai colloqui post-remissione della scomunica col Vaticano: quando infine sarebbe stato presentato a loro un Preambolo
Dottrinale da accettare prima in caso, per continuare... Ma si discute e si parla e alla fine non si crede più? Non dice il Papa:
"non si può congelare l'autorità magisteriale della Chiesa all'anno 1962" del concilio, ma anche che "chi vuole essere
ubbidiente al Concilio, deve accettare la fede professata nel corso dei secoli e non può tagliare le radici di cui l'albero vive"
(Benedetto XVI, Lettera riguardo alla remissione della scomunica ai quattro vescovi consacrati dall'arcivescovo Lefebvre).
Ci sono così innegabili errori pratici che offuscano lo splendere del volto della Chiesa tradizionale e universale, come
dicono i lefbreviani; ma la dottrina della fede rimane salda anche nel Concilio necessariamente, se c'è la Chiesa come c'è di
fatto (anzi, ce ne sono più, troppe!). C'è il mistero del male in pratica quindi. Tuttavia non solo la Fraternità rimane grata a
monsignor Lefbreve per il suo Messale Vetus Ordo perpetuato, con i costumi tramandati dalla tradizione precedente
interrotta fino al Vaticano II, quando poi invece anche i nemici della santa Chiesa certamente, e forse proprio per
l'occasione della riforma, avrebbero cercato di stravolgere tutto in tutti i modi subdoli e segreti anche dall'interno di essa,
come testimonia il Monsignore forse proprio (Giovanni Paolo II avrebbe parlato perfino di 'crisi della fede teologale ' se
non erro, in Tertio Millennio Adveniente, come detto nell'epistola 2010, 4): "ci fa bene a tutti conservare le ricchezze che
sono cresciute nella fede e nella preghiera della Chiesa" (Benedetto XVI, Lettera di presentazione del Summorum
pontificum). Quindi 'Roma ha parlato, la causa è chiusa': proverbio che avrebbe citato lo stesso monsignor Lefbreve, in
poche
parole.
Quello che sarei riuscito poi a vedere di buono per me, dalla lettura di alcuni testi dei lefbreviani e di quelli accusati del
Concilio, come dicevo sopra, sarebbe stata solo differenza di interpretazione fra la Chiesa regolare e la Chiesa irregolare,
appunto, per uno stesso passo dei testi conciliari accusati da loro, in caso: come la frase di Caifa, 'è meglio che muoia uno
per tutti', nei vangeli poteva avere due sensi entrambi veri. Infatti, ispirata dallo Spirito Santo, per il sacerdozio sommo, e
quindi profetata, per Caifa voleva dire proprio di assassinare Gesù, per non far venire altrimenti i Romani a distruggerli,
perché i giudei volevano farlo re in opposizione a Cesare quindi (e poi invece Gerusalemme sarebbe stata proprio
distrutta...); mentre per lo Spirito invece voleva dire che Gesù doveva morire per redimere il mondo dalla morte, dal
peccato, dal dolore. Così similmente i passi notati del Concilio, 'ambigui', si possono in effetti interpretare in due sensi
diversi e opposti, pur senza errore in sé, mi sembra: il senso cattivo di Caifa, sarebbe quello liberale dei cardinali congiurati
accusati dal Monsignore, in caso; quello buono dello Spirito, quello proprio del documento della Chiesa, riconosciuto
ispirato dai papi infatti. E qui non ho potuto non vedere in ciò un altro segno dei tempi, allora, invece, per la Chiesa:
l'essere un momento simile a quello passato da Gesù sotto Caifa, con la morte e resurrezione. Gli altri segni dei tempi
indicati dal vangelo, me lo confermano (come detto già in quella lettera principale 2011,2):
1) la venuta di 'Elia': quanti parlano, a livello mondiale ormai nella Chiesa, di un nuovo avvento o 'nuova Pentecoste'? Ad
esempio dal Movimento Sacerdotale Mariano, a quello delle apprizioni mariane di Medugorje, di cui frutto pure l'Oaza
Mira mariana 'comunità dell'avvento', mista di sesso come ai primi tempi gli apostoli nel cenacolo in attesa dello Spirito;
ecc. per tante altre apparizioni mariane note o non anche, come in Africa a Kibeho e chissà dove più ancora... Ma anzi non
è forse più di Elia stesso, la Donna Vestita di Sole? Cioè Maria che il Movimento Sacerdotale Mariano nomina tale dal
segno del 'miracolo del Sole' delle apparizioni mariane di Fatima del 1917, riconosciute dopo il 2000 solennemente da
Giovanni Paolo II - dopo l'attentato da cui salvato miracolosomente il 13 Maggio anniversario di esse proprio -, e delle
quali quelle di Medugorje, iniziate nel 1981 in terra comunista (ora repubblica ed esse non finite ancora), si nominano
proseguimento già col buono frutto evidente della caduta del muro di Berlino. Maria, quale mistica aurora della redenzione,
o stella del mattino che annuncia il sorgere del sole di giustizia, suo Figlio nella gloria: come si spiega qui pure ne La
Regola d'Arte per l'analogia della bellezza: edella quale lo stesso Concilio dice 'brilla qual segno di sicura speranza e
consolazione', e la quale Paolo VI additava anzi propio quale il 'segno grandioso' dell'Apocalisse biblico (c.12)
nell'enciclica Signum Magnum data con riferimento particolare a Fatima allora (nei suoi vari discorsi parlerebbe perfino di
"una trascendente Presenza fra gli uomini o di una invisibile Azione dello Spirito, la quale prende la forma di un fatto
sensibile", e che "La civiltà dell’amore prevarrà nell’affanno delle implacabili lotte sociali, e darà al mondo la sognata
trasfigurazione della umanità finalmente cristiana" - 'Rinnovamento e riconciliazione', ecc.). Maria apparsa anche in altre
apparizioni minori prima come Banneux (1933) e Beauraing (1932) ecc.; dopo la formulazione degli stessi dogmi
dell'immacolata concezione e dell'assunzione in cielo coronamento quasi, se non erro, per le apparizioni di Rue Du Bac
(1830), La Salette (1846), Lourdes (1858): e con il ritrovamento profetico quasi (come sarebbe stato previsto dall'autore in
esso stesso ritrovato) di quel volumetto, 'Trattato della vera devozione a Maria' di san Monfort, che si può riassumre quasi
nel motto dell'autore 'Ut adeveniat regnum tuum, adveniat regnum Mariae'? Quando mai c'è stato un crescendo simile di
apparizioni mariane, nella storia della Chiesa, che non faccia di questi tempi tempi propriamente mariani come mai,
preludio
ad
un
nuovo
avvento
di
Cristo
nel
mondo
quindi
come
sopra
detto?
2) La conversione degli Ebrei: non è forse avvenuta già almeno la riconciliazione fra cristiani e Ebrei, come dimostrano gli
incontri di preghiera comune alla Porziuncola ad Assisi pure: preludio forse alla loro prossima conversione, che per san
Paolo
segnerebbe
la
resurrezione
dei
morti
nella
Lettera
ai
Romani....?
3) La venuta dell'Anticristo: l'empietà e l'ingiustizia non si erge oggi come mai nei posti di potere, se non altro per le recenti
scoperte meravigliose usate male (si pensi l'atomica ad esempio), quasi a precorrere l'avvento dell'Anticristo, dopo di che
verrà
Cristo,
come
dice
la
Seconda
Lettera
ai
Tessalonicesi...?
4) L'annuncio del Vangelo in tutto il mondo: quando mai come prima d'ora l'annuncio del Vangelo pure è facilitato ai
missionari, con le recenti tecnologie, per raggiungere i posti più sperduti e arrivare a diffondersi quindi in tutto il mondo
infine, anche se - come dice il Papa in Verbum Domini - ancora mancherebbero posti?
5) Guerre e rivoluzioni. Ci sono sempre state, è vero, ma anche esse mai sono aumentate e state grandi come ora: la prima
guerra mondiale atomica da un lato, mentre la seconda eventuale potrebbe distruggere pure tutto il pianeta Terra e non
lasciare né vincitori né vinti, come si disse. La rivoluzione francese, la rivoluzione comunista che divideva tutto il mondo in
due blocchi contrapposti di potere e sfere di influenza, divisione di cui era simbolo appunto il muro di Berlino sopra detto.
Infine la globalizzazione è estesa all'intero pianeta Terra, se non pure ancora allo spazio anzi (se sarà possibile...), e si
incontrano scontrano civiltà orientali come l'islamica e occidentali di lunga tradizione cristiana (anche se ora le più
scristianizzate
sarebbero,
da
rienvangelizzare).
6) Calamità naturali: i grandi terremoti e maremoti, a cui attraverso il televisore si può assistere oggi in varie parti del
mondo, e anche le variazioni climatiche con lo sciglimento dei ghiacciai, che dicono causate dal buco dell'ozono, o per cui
le quattro stagioni tradizionali (Inverno, Primavera, Estate, Autunno) si starebbero a ridurre quasi solo a due brusche
(Inverno ed Estate), e altro ancora: anche tutto ciò sembrerebbe implicato già nell'uso disordinato dei mezzi tecnologici così
potenti di oggi, non solo come i troppo numerosi voli aereo spaziali, mentre altri muoiono di fame in terra, ma soprattutto e
tanto
più
esperimenti
nucleari
ancora
in
oceani
e
deserti
sperduti
e
simili
cose.
7) I segni in cielo: fra tante luci sconosciute in cielo, per asteroidi, comete, meteoriti e simili, e non ultimo confuse forse
anche per i numerosi satelliti artificiali umani, che tutte possono causare grave danno cadendo in terra, forse nemmeno il
fisico famoso Asimov nel suo libro 'Catastrofi a scelta', fra le 'nove' stellari, avrebbe saputo pensare a questa della cometa
solare (è evidente quindi che non può essere stato che un sogno per me, se l'astronomia lo confermasse possibile - prima di
studiarlo e che accada ovviamente... -: io non essendo astronomo). Ma il Sole stesso non avrebbe comunque mai prima del
2010 emesso quelle esplosioni così colossali, iniziate, sembra, dalle 'macchie nere' rivolte verso la Terra, da quando si
osserva con telescopi e altri mezzi ottici potenti. E poi il fatto è che di un fuoco finale non ne significherebbe solo la Nuova
Pentecosta della Chiesa riformata sopra vista, ma anche la conflagrazione finale della tradizione cattolica, per la Fraternità
(san Tommaso ritenendola possibile proprio dal Sole nella Summa Teologica alla conoscenze astronomiche di quei
tempi...). E inoltre la Sibilla pagana, come canta la prima strofa della sequenza liturgica latina Dies Irae... Per lo stesso
rapporto di analogia fra le cose materiali e spirituali, corpo e anima, uomo e Dio, caratteristica di tutte le religioni, non c'è
nulla di meglio del fuoco, per purificare la materia corruttibile, perché - diceva san Tommaso - trasforma e rende simile a
sè: Dio stesso si presenta come 'fuoco divoratore' e il Sole è simbolo di Dio...
Ma io qui ti ho scritto per parlarti, non tanto delle cose di tutto questo lungo preambolo, quanto di ciò che vi è collegato: di
uno di questi errori dottrinali liturgici certi, chiari, diffusi, come è certo che ve ne siano, per quanto sopra visto,
nell'applicazione della riforma liturgica. Anche se monsignor Lefbreve non avesse mai parlato, si tratterebbe dei rifacimenti
di canto gregoriano tradotto presentati allora 'ad experimentum' in appendice al Messale Romano festivo del nuovo rito:
proposti dal Consiglio per l'esecuzione della riforma liturgica (Consilium ad exsequendam constitutionem...).
Chiaramente non è applicazione del magistero ecclesiastico del Concilio, stando al suono delle sue parole, che dice solo "Si
abbia cura però che i fedeli sappiano recitare e cantare insieme, anche in lingua latina, le parti dell' ordinario della messa
che spettano ad essi" (Vaticanus II, Sacrosanctum concilium, 54) e non di tradurre tutto il latino (di inni metrici perfino
inizialmente, come detto sopra). E specifica meglio ancora allora Pio XI in Divini Cultus 14: "per canto gregoriano da
esegursi in Chiesa si deve intendere solo quello che è stato restituito alla fedeltà degli antichi codici e che è già stato
riproposto dalla Chiesa nella edizione autentica". Quindi, come questo è: latino: senza alcun trattino né punto ritmici di
Solesmens pure: e senza accompagnamenti strumentali polifonici: come si può vedere nella figura delle due notazioni a
confronto
spiegate
nella
lettera
2010,2:
Certi strumenti di accompagnamento poi come l'organo o la chitarra moderni ancora non esistevano al tempo del
gregoriano nemmeno per la loro intonazione temperata, come visto >>>nella lettera 2010,3 al Prete Organista in
particolare... E quale è stato poi infatti l'effetto in pratica del cantare il gregoriano in traduzione 'tutto e subito' (ciò che è
divenuto subito regola stranamente, in pratica, sembra, anziché essere i rifacimenti solo di aiuto, in caso, 'per i gravi
problemi pastorali' - ho sentito con le mie orecchie da un alto dignitario vaticano sotto Giovanni Paolo II - per cui non si
sarebbe potuto fare diversamente da tradurre, e nonostante il volere iniziale contrario di Paolo VI, sopra visto), se non
quello di dimenticarlo prima di tutto in latino come lo fa ancora la Fraternità invece? Anche nel modo di modularlo più o
meno buono come tramandato dalla tradizione fino ad allora, perché cambiando la parola cambia il ritmo; cosicché, per
cantarsi pure in tutte le lingue, si è appiattito nei ritmi ancora di più; e infine a volerlo reimparare ora nella lingua sacra
della Chiesa, il latino appunto, inoltre, confonderebbe nella memoria tanto più, che non solo i fedeli potrebbero modularlo
più bene; con il rischio conseguente, stranamente verifiatosi in pratica, di perderlo poi quasi ovunque. E solo a Medugorje,
fra tante parrocchie, per quel che ne sappia, i fedeli possono cantarlo e ripraticarlo regolarmente abbastanza: al posto però
dei loro canti religiosi di tradizione orale plurisecolare, i canti dell'Erzegovina (di cui si è detto in lettere precedenti
specificamente), simili al gregoriano vero antico (di cui questo moderno, accompagnato temperato e ritmato alla Solesmens
non ha più che solo qualche armonia per caso eccezionale veramente vera forse: o se è buono così, sarà canto d'eccezione
allora per il tempo anche esso eccezionale, come la settima dissonante finale nell'armonia musicale, del mondo odierno: e
non si può cambiare). E io scrivo e sfoglio una pagina dopo l'altra, intanto è venuta la fine...
Comunque, tuttavia, non può starci ubbidienza a cantarlo così, anche se qualche autorità o vescovo lo comandasse seppure
esplicitamente (nel messale la scelta di preferenza sarebbe stata lasciata al sacerdote), perché bisognerebbe ubbidire prima
alla gerarchia più alta, come detto visto. Fosse pure il papa a cantarlo tradotto; il quale comunque cosa potrebbe fare in una
visita pastorale in una parrocchia o diocesi dove tutti i fedeli lo cantino più solo italiano ormai ad esempio? Questa non
sarebbe comunque una buona ragione per fare i sacerdoti come lui: non i papa, ma i pappagalli, modulando secondo l'uso e
non secondo scienza della buona modulazione come solo il metodo metrico figurato attualmente permetterebbe di fare. Che
significherebbe infatti altrimenti anche l' ignoto autore del De Arte Musica scolastico di
http://www.corpusthomisticum.org/xam.html, da troppi frainteso, se non si legge alla luce dei principi di musica sacra
tradizionali, scientifici? "Mensurabilis [musica] est quae per mensuram procedit atque procedit per rectas longas et breves
[come il gregoriano in questo metodo figurato metrico quindi appunto]. Immensurabilis est per oppositum se habet non
procedit per rectas longas et breves et illa dicitur plana musica [come da troppi si chiama il gregoriano e per definizione
ancora quasi. Invece...]. Notandum est quod ille dicitur proprie musicum esse qui cantat artificialiter [con la misura cioè
dell'arte metrica musicale in questione quindi] et non usualiter [quindi libera o per ricordo istintivo]. Unde versus: bestia
non cantor qui non canit arte sed usu. Non vox cantorem facit artis sed documentum". Ma pure modulandolo tutte le note in
durata uguali o quasi, seppure misurate ferreamente, si possono imitare i computer, al più, meccanismi in sé stupidi e senza
cuore: e per ciò stesso ciò non è bene modulare della musica comunque, perché alla monotonia non si può dare appunto
alcun sentimento e andamento giusto, come per esempio rallentare verso la fine, se non troppo artificiosamente e
appariscentemente (come si sente di fatto talvolta così)... Così questo gregoriano tradotto in tutte le lingue nel messale,
sarebbe entrato per l'occasione dell'applicazione pratica della riforma liturgica a stravolgere tutto come - come l'avrebbe
definita Paolo VI pure - in una Babele già! E' disubbidienza e errore dottrinale liturgico quindi gregoriano tradotto in
pratica, per quanto minimo possa essere pure nella musica, in cui abilmente facile anzi tradurre i recitativi dal punto di vista
tecnico. Non si deve ammettere l'errore per principio, altrimenti poi con la tradizione cambia anche la legge, i costumi, la
fede....!
Immagina pure e io col metodo figurato metrico gregoriano come dovrei stare, di fronte ora a quello che invece fa
l'usignolo, ora a questo il gallo, e ora a te che barbagianni forse!, ecc. altri ogni sorta di uccelli, il merlo, il cardellino, il
passerotto, il picchio... e a messa... Tu mi citerai questa volta, in caso, per scusare un po', il proverbio 'dicono bene e
ruzzolano male' nelle cose della musica sacra (parodia di quello di Cristo 'essi dicono e non fanno' riferito agli scribi e
farisei ipocriti sulla religione del suo tempo - tutti hanno un po' di ipocrisia in fondo in sé, difetti, nessuno è perfetto, sensa
peccato -): mentre ai sacerdoti della Fraternità invece non si potrebbe addire perfino vero, ma solo l'opposto falso 'dicono
male ma ruzzolano bene', criticando il Papa, in genere, ma cantando comunque il gregoriano latino. Vuoi allora un errore
che fanno anche alla Fraternità? Nonostante il canto in latino si può sbagliare nel fare comunque appunto il canto
gregoriano istintivo o meccanico, troppo vario o troppo uguale, come già detto, perché ciò infatti non dipende dalla lingua,
ma dalla verità dell'arte, dalla forma dell'arte in questo caso ritmica riproposta. Dice infatti il Concilio che "l'arte deve deve
essere vera nell'espressione artistica" (Sacrosanctum concilium 124), e spiega san Pio X in Inter sollecitudines 2 che la
musica sacra "deve essere santa", e quindi tanto prima vera, per poter veramente santa, "non solo in se medesima, ma anche
nel modo in cui viene proposta per parte degli esecutori", cioè nell'espressione artistica musicale pratica appunto. Quindi
tutti, anche cantando in latino, nelle comunità religiose che lo usano, almeno, poi - col metodo di Solesmens: ritmo libero sbaglierebbero già nel modo di fare i ritmi o forma ritmica (poiché l'arte è vera quando ha la forma che è nella mente
dell'artefice compositore ispirato da Sapienza, che comporta precise proporzioni - quindi dimensioni e numeri - ritmiche...
ma in pratica questa forma riproposta può non corrispondere quindi alla forma vera). Giudica da te stesso, comunque: può
essere gregoriano vero questo forse? Stai ad esempio al Venerdì Santo, al canto 'libero' della Passione e un Prete, inesperto
di musica, con gran un vocione intona il 'Mulier ecce filium tuum', detto da Cristo sulla croce - tu pensa che debba da fare
lui poi... (di un fatto veramente accaduto si tratta infatti...) -, rivolgendosi alla Madre così, con un bel: 'Muuuu -...' che
sembra proprio una mucca! E dai a ridere (io sicuro, altri non so: in questa occasione nemmeno li ho potuti vedere, come in
altre invece, tanto non sono riuscito a trattenermi fra me). Ma lui a continuare indisturbato indifferentemente come se
niente fosse successo. Ed in effetti è senza colpa, penso, se non gli è stato insegnato un modo migliore per cantare: l'errore
qui è più propriamente musicale, relativo cioè appunto al giusto modo di modulare i ritmi: lo fa lungo liberamente quel 'mu'
e allora può capitare ciò che invece no se fosse regolato da precise misure di durata, ritmiche (e non dipende dalla
sensibilità musicale di chi canta, in questo caso, perché i canti sono così semplici da essere adatti appunto per la sensibilità
di preti e diaconi, non musicisti esperti cantori...). Invece nel caso dei recitativi tradotti, sopra visti, tutti sapendo pure che
significa canto latino o italiano, si tratterebbe più propriamente di questione liturgica e non musicale. Non dipende
nemmeno dal metodo di Solesmens che si usi, 'musicale' (scritto con note rotonde) dei tempi di san Pio X, o no ma quello
'oratorio' (scritto con note solo quadrate tipiche) postconciliare, che meglio si adatta alla varietà di lingue liturgiche
postconciliare, come significa il nome stesso, per maggiore libertà secondo il contesto letterario. Infatti in entrambi i casi la
sostanza ritmica è la stessa: il ritmo libero consentito, in fondo in fondo un 'a piacere' (estetica non di libertà, ma di
liberalismo in caso a proposito, che non riconosce bellezza formale alcuna, ma solo le passioni disordinate della carne, il
gusto comune anche agli animali irrazionali). E ciò non può fare modulare la musica in modo propriamente umano...
Alla luce di quanto appena detto, ecco, mi chiedo ora se i sacerdoti possono presentarsi a dire la messa e cantare sull'altare
a Dio, senza essersi prima informati sul giusto modo di cantare e modulare bene il gregoriano almeno. Lo dico per l'uomo,
che ha orecchie per sentire: non per Dio, a cui non si fa né bene né male, tanto più alto delle nuvole, anzi sempre più in alto
di ogni lode! Lo so che c'è una tradizione di canto; ma il metodo di Solesmens (nato solo nel secolo scorso o poco prima,
come cito da fonti nelle 'questioni gregoriane' del sito) è invecchiato: te lo dimostra pure già il tuo ex-compagno di banco
scolastico, dom Cattin, se non erro, nella Storia della Musica 1 a cura della Società Italiana di Musicologia del 1979 già
(insieme anche alla inartisticità dell'edizione gregoriana medicea del passato, seppure mantenuta per secoli dalla Chiesa,
finché i monaci di Solesmens, appunto, dopo molta insistenza e prove di canto corali, riuscirono a cambiare con san Pio X:
esempio e ammonimento a non rifare ancora lo stesso errore, se non peggio anzi forse). Nessuna vera autorità musicale
pure quindi può comandarlo come giusto, non essendo evidentemente giusto, questo gregoriano libero: quella in caso è
pregiudiziosa. Solo che Solesmens si sarebbe mantenuto, accettato dal passato, perché non si sarebbe trovato di meglio,
perfino fra le varie interpretazioni mensuralistiche ad esempio secondo criteri polifonici, fuori stile omofonico gregoriano
(infatti è pure necessario cantare nel culto almeno alle solennità e col canto proprio della Chiesa, il gregoriano appunto).
Ma adesso dalla pubblicazione de La regola d'arte nel 1998, da dieci anni e oltre (sui cinquanta che si aspetta che sia messa
in pratica bene questa volta la riforma una volta per tutte) e poi con il sito in Internet pure (visto già pure in Russia,
Australia, Europa, Africa, e anche in America infine almeno - finché ho avuto il contatore di statistiche, gratuito - si fa per
dire... -), è diffuso questo metodo nuovo di canto migliore, per varietà nella uguaglianza, armonia propriamente umana (e di
tutta l'arte vera almeno di ogni tempo), come schematizzato il più possibile nella sezione delle figure metriche nella pagina
gregoriana del sito, ad esempio (oltreché trattato in tutte le lettere dell'epistolario almeno o quasi). E non solo, ma, essendo
tanto semplice e adatto al canto di sacerdote e fedeli inesperti in genere, come detto sopra, penso proprio che il conoscerlo
sia comportato dallo stesso comandamento, tradizionale dell'arte vera sopra detto, del Concilio e Pio X, senza far torto né
alla Chiesa regolare né a quella irregolare quindi. E io mi sono offerto, come nei moduli di richiesta di lezioni musicali e
gratuitamente, pure a insegnarlo a cantare bene a memoria, quest gregoriano, secondo questo metodo figurato metrico - per
quanto che ogni buon musicista potrebbe impararlo e insegnarlo allora agli inesperti molto facilmente (difficile superare gli
ostacoli invece della tradizione inveterata e autorità prestabilita in caso, se lo vogliano...!). Così si potrà sempre bene
modulare, esercitandosi poi nel culto già solo, come richiede il rispetto per l'arte vera e l'ispirazione artistca musicale pure,
e non solo il comando divino, della la Chiesa. E spetta dunque ai preti la responsabilità, penso proprio, allora di scegliere di
fare questo o quel modo in pratica (...ma meglio il nuovo, come sopra visto...). E te a proposito?
E perché mai i religiosi non dovrebbero o vorrebbero farlo ancora questo metodo gregoriano in questione? Anzi e a quale
messa è meglio assistere, allora, alla latina o all'italiana? Certo che l'italiana è aggiornata ai tempi attuali; e poi ogni
sacerdote è legato ad una certa tradizione di celebrazione. Ma sai che, per chi ha le responsabilità sopra dette di musica
sacra, non so bene nei casi particolari - ti dico sinceramente - se sono più le colpe che si prendono, che quelle che si
scontano, partecipandovi a volte, a certe messe, in pratica? Per certi errori musicali madornali, non dico che sarebbe meglio
non sentirli affatto solo (come sant'Agostino un tempo - dice nelle Confessioni...), ma che addirittura sarebbe forse proprio
meglio non divenirne corresponsabili - poiché si ammettono per principio o quasi oggi pure! -, partecipando perfino a
quella messa, allora, salvo il precetto del comando divino (concessione che però - penso proprio - i sacerdoti della
Fraternità nemmeno sarebbero pronti a concedere per la messa riformata...). Talvolta anzi mi sembra di capire perciò pure il
detto di Dio "oh!, vi fosse qualcuno che chiude la porte, perché non arda invano il mio altare"! (Bibbia, Mal....). C'è il teatro
per il godimento estetico soltanto infatti... che bisogno di fare pure in Chiesa a messa concerti? Non dice la Bibbia di
cercare pure la pace insieme a quelli che invocano Dio con cuore puro? Ma allora cosa pensare, che ne so io dell'intenzione
- che Dio solo vede - di un sacerdote pure e specialmente se musicista esperto, almeno, più volte richiamato quasi, dico, su
queste cose razionali musicali, ad esempio, continui a far commettere l'errore e anche peggio anche ai suoi fedeli? Lo so,
non devo giudicare, per non sbagliare: ma mi sia permesso però andarmene allora da un'altra parte a messa pure minimo.
Perché mi deve prendere in giro? Non avrebbe detto anche sant'Agostino forse (leggo nel Catechismo mi sembra) che può
essere peccato anche mentire in favore di Cristo e per dar lode a lui nel...: oltre a scrivere anzi il De musica pure invece come dice nella conclusione - per la necessità di confutare gli eretici? Ecco che c'è: io vedo solo che da queste esecuzioni di
canto gregoriano, come delle altre musiche conseguenti che imitano il modello gregoriano presentato distorto, non buone in
sé, nasce solo una miriade di falsi interessi, imbroglioni e mestieranti di teatro ovunque: e anche nelle chiese, cdrom,
edizioni, copyright pure forse - non lo so, perché nemmeno le ho degnate mai ancora di uno sguardo certe canzoncine roba
da potti e putte e... - , lodi e applausi, non ultimo anche offerte di varia natura, ecc..
Attenzione! Per certe cose coloro che le compiono si attirano la maledizione divina addosso, conscenti o no, in qualche
modo. L'ho è scritto pure subito all'inizio nel cdrom La Regola d'Arte pubblicato in cui riproposto il metodo gragoriano
figurato metrico per la prima volta, che comporta intrinsecamente in sé infatti almeno un maggiore rispetto della verità o
bellezza dell'arte gregoriana specificamente. E io invece per poter pubblicare ciò, non solo ho dovuto rinunciare pure ai
giusti diritti di autore, in caso (se ve ne sono oggi in pratica...), e pagare a mie spese l'editazione, anzi, per i tanti ostacoli
frapposti proprio in ambiente religioso (le edizioni musicali Pagina 3 e incontrate mediante un amico infine, hanno potuto
provvedere alla pubblicazione de La Regola d'Arte infatti - forse ti scrivero un giorno un lettere con scansioni di tutte le
risposte e gli sforzi fatti per pubblicarla, in anonimato ovviamente, ma esplicativo -); ma inoltre pure dopo - a parte la
malattia all'udito, medicato dal Dentista, la cui Moglie organista insieme a me guarda caso -... Sono dieci anni insomma, e
ciò dice tutto. Sono una persona! Nemmeno vivo in convento e campo della religione (come Fra Politicintrigante
specialmente con tutte le 'noci' dalle offerte...) per non dovermi preoccupare pure di vitto, vestito, freddo, ecc., come i
religiosi; ma sono laico nel mondo inoltre. E ancora mi resta da sforzarmi, musicalmente, finché Dio vorrà, allora per
scrivere come per 'ammonire gli ignoranti', per mostrare a tutti la verità allora (è un modo pure per togliermene la
responsabilità, e perché, se un domani io morissi prematuramente, non rimanga tutto sepolto nelle tenebre e me se ne faccia
anche colpa anzi). Tutto il denaro superfluo di questo sperpero di musica nel culto è fregato pure a me allora! Il superfluo è
no carità ma giustizia nella Chiesa infatti. A me che cercano di far tacere e abbassare (o meglio anzi non parlare e non fare
alzare): ma, finché Dio vorrà, allora scriverò per 'ammonire gli ignoranti' e mostrare la verità pubblicamente (è un modo
pure per togliermene la responsabilità - metti che domani morissi, non è mia colpa se non si conosce ancora e anzi prova il
metodo gregoriano suddetto?). Se economicamente non posso non dico sposarmi, se pure volessi: ma solo campare con le
mie mani anche, senza mettere a rischio pure loro, già ferite un po', ulteriolmente con lavori eccessivamente inquinanti o
pesanti per esse: e non posso lavorare giustamente di musica (da dieci anni mi tiro dietro varie composizioni, perché fra
tutte le sventure, non ho trovato un momento adatto per poterle finire almeno!)... E altro ancora... Certo è una vergogna, per
chi ha responsabilità in ciò, per gli studi musicali sacri in particolare (che non so quanto hanno più di scolastico veramente
anche essi - la parte migliore dei miei profani è stata comunque quella in privato e da autodidatta -): che cosa? Che il
mondo tutto pure sappia che uno senza titolo musicale né abito religioso perfino è riuscito a trovare quello che molti per
molti generazioni invece non siano riusciti a trovare ancora, pur con la loro veste bella religiosa, o il pezzo di carta esposto
a tutti... Grazie a Dio almeno invece dico io naturalmente, se si può riscoprire ora da tempo un gregoriano migliore pure: di
questo canto che è stato definito anche "il più grande tesoro musicale di tutti i tempi" (G. Vettori, Scipioni). Ma allora non
debbo dirlo a tutti io: che loro ad esempio si sono messi a 'sedere', non so come, in una 'poltrona' solo per 'fare il bello e
cattivo tempo'? Che è una democrazia moderna la Chiesa pure, in cui cioè non conta, come ai referendum, se pure la
proposta di legge è valida e giusta in sé (o no come quella dell'aborto ad esempio oggi in politica), ma solo i voti e si danno
i numeri, anche se gli elettori non sapessero 'distinguere la destra dalla sinistra', perché così maggiori di più sono lodi e
denaro infatti per quelli che siedono ingiustamente? Non ha più valore per la Chiesa il rispetto della verità dell'arte? Non è
sempre Cristo la verità? Si può onorare dunque Cristo nel Sacramento, facendo di proposito quasi perciò disonore alla
verità
della
musica
sacra
che
l'accompagna
nelle
cerimonie?
Ecco, se continua così io penso che la messa non durerà più a lungo. "Kant [...] scrive [...]: Se il cristianesimo un giorno
dovesse arrivare a non essere più degno di amore [...] l'anticristo [...] inaugurerebbe il suo, pur breve, regime" (Benedetto
XVI, Spe salvi, 19). Allora veramente qualcuno 'chiuderebbe le porte', a proposito di quanto dicevo sopra. Non me lo dire
ancora, ti prego, lo so - lo spero anzi - che ci sono fra i religiosi pure quelli che, se lo usano ancora, il gregoriano libero,
come i monaci di Solesmens l'hanno formulato a suo tempo, lo fanno con buona intenzione: vale a dire con 'verità nella
carità' (a proposito della lettera Caritas in veritate del Papa, di cui si dice nelle mie n 1 e 3 del 2011), fanno quello possono,
non potendo o sapendo fare meglio (ad esempio per non averne mai sentito parlare ancora del metodo figurato metrico),
nelle circostanze concrete... Ma perché allora nella Chiesa gli altri che sanno - religiosi musicisti, ufficiali o ufficiosi, primi
responsabili - non passano parola, per così dire, per il bene della stessa Chiesa? Non sarebbe ora che qualcuno - anche te lo
puoi fare se vuoi e puoi - provasse pure questo metodo e usasse finalmente pure 'carità nella verità' invece nell'arte musicale
sacra liturgica: prima si informasse sul gregoriano da usare nel culto e poi lo metta in pratica allora e solo allora nel culto:
per dare un esempio concreto pure agli altri almeno anche nel comporre nuovi canti? Sai che valore ha un esperimento,
quando - come avrebbe detto sant'Agostino - è cattivo giudice chi non può sentire il confronto, perché il senso in sé
appunto avrebbe bisogno di confronti e termini di paragone, per poter giudicare il bello e il brutto o ciò che è meglio? Se lo
canto io da solo non è bello lo stesso il gregoriano, perché è canto corale in genere. Che è un solo esperimento, quando poi
tutto è sperimentale ancora nella riforma, come visto (e rischia di cadere tutto da un momento all'altro quindi già di per se),
e il metodo stesso di Solesmens ragionato solo - e non giusto - da poco più di un secolo: in confronto almeno al beneficio
che ne potrebbero ricevere nelle lodi i religiosi stessi per primi (anziché stare a perdere tempo praticamente per cantare in
modi non buoni, che solo alla ricreazione e non orazione - come diceva san Giovanni della Croce in Salita al Monte
Carmelo... - possono portare talvolta, ancora), ad esempio già solo? Non vuole Dio infatti che le opere della sua sapienza,
come una barca nel mare già (Bibbia, Sap.....), ma quindi tanto più la musica usata nel culto, non siano inutili? Allora come
fare ancora gregoriano al modo di un gallo (a proposito di quanto si diceva pure nella lettera 2010,2) o di un compiuter? Si
può fare in modo più umano veramente, più vero. Ecco, non bisognerebbe forse proprio obbedire alla verità, prima, per
santificare le anime, per amarsi poi come fratelli, come dice la lettera di san Pietro.... e pure Caritas in Veritate del Papa?
Ma sai che ti dico? Vuoi veramente che la messa di Paolo VI raggiunga una sacralità forse pari se non maggiore perfino a
quella della Fraternità e del messale di san Pio V subito? Cominciate a cantare il gregoriano col metodo che dico io!
Tuttavia dell'ufficio no, ti devo dire subito: quello tradotto contro volere iniziale di Paolo VI pure - che poi avrà ceduto
certo, se i sudditi non cedevano, come invece era più giusto e logico - secondo me nemmeno conviene recitarlo o cantarlo,
tutto tradotto, senza più musica né poesia, in genere: ma giusto per soddisfare l'obbligo della Chiesa, un'occhiata veloce gli
si potrebbe dare, ecco, comprensiva di tutto per il senso spirituale che pur sempre ha la parola di Dio e il testo sacro ispirato
comunque (anche a Medugorje a proposito - se lo segui per migliorare la pratica - non lo farebbero che individualmente in
caso).
Che 'politica'! Mi 'fanno vedere il Diavolo', vedo 'la fine'. Che 'evoluzione'! 'Arte di paga'... Vedi bene che io non ho 'arte e
parte'. No la Chiesa regolare, dove tanti ancora gli errori di applicazione della riforma liturgica, che non cantano perfino il
gregoriano, per potermi ascoltare, in caso; no la Chiesa irregolare di regola invece pur così indottrinata gregorianista da non
ascoltare nemmeno a me, perché suono il pianoforte. Tuttavia vado in entrambe e uso entrambi i riti, ad esempio la liturgia
delle ore straordinaria e quella eucaristica ordinaria, accordate come posso insieme, va bene? Ecco vedo solo che tutti
vogliono denaro, per necessità che non sono tali poi. Non è il pianoforte! Fra organo temperato e pianoforte la differenza è
sostanzialmente nulla, dicevo nella lettera al Prete Organista, sopra detta: perché è solo il timbro accidentale, e legno
esteriore: l'organo non è più il re degli strumenti, lo è il pianoforte nella musica temperata infatti. Eppure dai a comprare
organi colossali, monumentali, solo buoni per i concerti di musica profana: o quelli elettronici più economici allora ma non
buoni più perfino per quella (figuriammoci le tastiere elettroniche poi con i ritmi perfino da ballo profano!). Mentre già solo
il canto gregoriano non toglierebbe nulla alla solennità del rito, anzi... Se non volete darlo ai poveri (come diceva Giuda nel
Vangelo), gli direi io, datelo a me questo denaro, che non ho attività lavorativa, allora. Ci sono dovuto andare a finire a
Tucepi (...la prima chiesa, penso, con una scultura della Signora di Medugorje, su una porta esterna solo seppure...) a fare i
'quattro' video organistici di Bach nella sezione della musica temperata (forse lentini per la poca pratica pure, ma anche per
il nuovo metodo anche esso di interpretazione): perché da dieci anni e oltre (l'ultima con te) non accompagno più una messa
perciò, per principio, e, stimato alla pari dei musicisti chitarristi popolari (...vedete solo la 2009,7, se volete), Fra
Politicintrigante, mi ha fatto prolungare un po' i tempi nell'attesa che riaccordasse le canne dell'organo forse lasciato più
solo elettrico allora fino ad ora... Non ci faccio più una offerta che posso perfino!
Non mi resta più che guardare alla resurrezione ormai, per fede. Ho sì una 'mezza sposa islamica' diciamo (ragazza slava
come la precedente fidanzata 'comunista' comunque: entrambe incontrate a Medugorje!): non mi manca solo che fare
'guerra' ai cristiani... Ma anche tu allora non faresti affatto male a guardare solo alla resurrezione, in caso, per non
preoccuparti né avere timore di fare il gregoriano figurato metrico (o metrico figurato, come vuoi), allora, pure; perché in
effetti, come visto, non va contro alcuna autorità o tradizione, religiosa o musicale, veramente giusta. Io gli errori
gregoriani te li posso dimostrare in modo comprensibile razionalmente per tutti, al contrario di quelli di fede pretesi dalla
Fraternità. Serve però la conferma del senso, chi faccia l'esperimento. Tu mi troverai un posto e metterai da qualche parte?
Dove altrimenti non è una guerra di errori musicali ancora e non solo anzi? Va bene troverai, seppure ho i miei dubbi... Ma
intanto per ciò stesso meglio guardare alla Gerusalemme celeste...: "si paralizzi la mia destra; mi si attacchi la lingua al
palato, se lascio cadere il tuo ricordo, se non metto Gerusalemme al di sopra di ogni mia gioia":
"In salicibus in medio eius suspendimus organa nostra"
(Bibbia, Salmo 136,...)
A proposito è vero il sogno? Nel Sole può esserci una esplosione tale almeno da innescare un processo di trasformazione e
iniziare la coda della cometa: come una 'eruzione' di un lampo o fulmine, atomico nucleare solare, improvvisa, in pochi
minuti (se ho fatto bene i calcoli) divorante tutto, misteriosa 'nova' per l'astronomia? Dice san Paolo nella Lettera... che
perfino le rocce fonderanno alla fine. Meglio non affannarsi: come la morte tanto, eppure legge di natura, per ognuno,
quando viene, è come fine la fine del mondo, secondo le parole del Vangelo: "in verità vi dico, non passerà questa
generazione prima che tutte queste cose siano accadute"... Però l'ho messo in video, il sogno: se lo vuoi, insieme all'altro su
quello che mi è successo a Medugorje a riguardo, e poi sulla musica e Fra' Politicintrigante... puoi trovarli tutti - come si
dice
con
un
click
qui
E io mi disperavo pure per non poter trovare una Chiesa dove si facesse una musica sacra, come Dio comanda: anche i
canti dell'Erzergovina visti sono stati incrinati dalle chitarre, dalla guerra, dal commercio... Invece già i segni della fede
incitano a sperare che ciò, che non gira nel giusto verso, sparirà... Invece 'morirete tutti'... Invece il miracolo del Sole di
Fatima, quell'oggetto infuocato celeste innocuo (seppure ora sbuffante come un dio irato dell'antichità idolatrice
divinizzatrice della natura), che si lascia fotografare da tutti pure a Medugorje (tranne da autoesclusi e 'puritani' della
Fraternità...), che starebbe a significare anche altrimenti, ad esempio quando sembra precipitare sulla folla seppure senza
alcun danno per ora?
'Quando vedrete accadere questi segni, alzatevi e levate il capo: la vostra liberazione è vicina' (Vangelo...).
di Lucio Marcucci, 2011
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