Grafica e Comunicazione Competere con successo in un mercato globale in movimento Nuove tecnologie e nuovi modelli di servizio richiedono nuove competenze Grafica e Comunicazione Competere con successo in un mercato globale in movimento Nuove tecnologie e nuovi modelli di servizio richiedono nuove competenze Comitato di Monitoraggio: Francesco Poloni (Presidente UNIGEC), Andrea Merli (CONFAPI), Cesare Trebeschi (CESPIM), Walter Pilato (SLC CGIL), Piero Ferrulli (FISTEL CISL), Alessandro Cucchi (UILCOM UIL) Direzione Scientifica: Massimo Vanetti Coordinamento: CESPIM srl Hanno collaborato alla ricerca: CESPIM Lombardia, CESPIM Liguria, CESPIM Veneto, CESPIM Campania, Olga Totti, Giovanni Di Genio, Silvano Miniato, SLC CGIL, FISTEL CISL INDICE 1. SCOPO............................................................................................ 11 2. SINTESI........................................................................................... 12 3. UN SETTORE DIFFICILMENTE INQUADRABILE......................... 14 3.1 UN TENTATIVO DI DEFINIZIONE .......................................................... 14 3.2 IL CICLO PRODUTTIVO NEL DETTAGLIO ............................................... 18 3.2.1 Stampa Tipografica (non più usato).................................... 24 3.2.2 Stampa Offset ..................................................................... 24 3.2.3 Stampa Rotocalco .............................................................. 28 3.2.4 Stampa Flessografica ......................................................... 29 3.2.5 Stampa Serigrafica ............................................................. 31 3.2.6 Stampa Digitale .................................................................. 32 4. CAMBIAMENTI IN ATTO................................................................ 39 4.1 SITUAZIONE GENERALE..................................................................... 39 4.2 INNOVAZIONE DEL PRODOTTO ........................................................... 42 4.3 INNOVAZIONE DEL PROCESSO ........................................................... 43 4.3.1 Desktop Publishing (DTP) .................................................. 43 4.3.2 Stampa offset e rotocalco ................................................... 45 4.3.3 Flessografia ........................................................................ 47 4.4 INNOVAZIONI TRASVERSALI ............................................................... 47 4.4.1 Oltre la carta: disegno di siti web........................................ 48 4.4.2 Digital Asset Management.................................................. 48 4.4.3 Variable Data Printing ......................................................... 50 4.4.4 Web-To-Print ...................................................................... 53 4.5 STAMPA ECOCOMPATIBILE (GREEN PRINTING) .................................... 58 5. MERCATO....................................................................................... 62 5.1 CONGIUNTURA ................................................................................. 62 5.2 RIASSUNTO DEL QUADRO ECONOMICO ............................................... 63 5.3 IL PROFILO DEL LAVORATORE DEL SETTORE GRAFICO ......................... 65 6. PREVISIONI EVOLUTIVE DELLE AZIENDE ................................. 67 6.1 INVESTIMENTI .................................................................................. 67 6.2 VARIAZIONE DEI SERVIZI OFFERTI ...................................................... 68 6.3 VARIAZIONE DEI PROCESSI PRODUTTIVI ............................................. 68 6.4 ADOZIONE DI NUOVE TECNOLOGIE ..................................................... 69 7. FORMAZIONE................................................................................. 71 7.1 FORMAZIONE FINANZIATA TRAMITE FONDI INTERPROFESSIONALI PARITETICI ................................................................................................ 71 7.1.1 Adesione a fondi paritetici................................................... 71 7.1.2 Formazione effettuata ......................................................... 72 7.1.3 Grado di soddisfazione ....................................................... 73 7.2 FORMAZIONE FINANZIATA TRAMITE RISORSE PROPRIE......................... 74 7.2.1 Formazione effettuata ......................................................... 74 7.2.2 Grado di soddisfazione ....................................................... 76 7.3 MOTIVAZIONE DELLA SCELTA DI FINANZIARE LA FORMAZIONE TRAMITE RISORSE PROPRIE ..................................................................................... 77 8. BIBLIOGRAFIA............................................................................... 78 INDICE DELLE TABELLE Tabella 1 - Settore grafico: quadro congiunturale aggiornato al 1° semestre 2010 ................................................................................ 64 INDICE DELLE FIGURE Figura 1 - Settore grafico: produzione, ordini e fatturato 1° semestre 2010 ........................................................................................................ 63 Figura 2 - Natura degli investimenti a medio/lungo termine.................... 67 Figura 3 - Variazioni previste nell'insieme dei servizi offerti.................... 68 Figura 4 - Variazioni previste nei processi produttivi .............................. 69 Figura 5 - Nuove tecnologie di cui si prevede l'adozione........................ 70 Figura 6 - Tecnologie attualmente impiegate di cui si prevede la dismissione ..................................................................................... 70 Figura 7 - Appartenenza a fondi interprofessionali paritetici ................... 71 Figura 8 - Formazione effettuata (finanziata tramite fondi interprofessionali paritetici) ............................................................. 72 Figura 9 - Difetti segnalati in merito alla formazione finanziata tramite fondi interprofessionali paritetici...................................................... 73 Figura 10 - Formazione effettuata (finanziata con risorse proprie) ......... 75 1. Scopo Questa ricerca ha come obbiettivo: Rappresentare un quadro della realtà delle PMI del settore grafico nel contesto della congiuntura presente; Analizzare prospettive e potenzialità evolutive del settore: Rappresentare il divario tra le nuove competenze richieste per porre in pratica le potenzialità individuate e le effettive competenze richieste; Individuare linee guida per l'elaborazione di percorsi formativi appropriati. La ricerca è stata condotta facendo riferimento alle indicazioni fornite da un gruppo di esperti del settore, integrate da indagini documentali e verificate per mezzo di una serie di interviste presso un campione di aziende operanti in diverse regioni d'Italia. Si sottolinea che la predetta fase di interviste in azienda non intende rappresentare uno scenario descrittivo del quadro italiano delle PMI, ma ha lo scopo di verificare quanto emerso nella fase precedente dell’indagine. In altre parole le interviste sono utili per riscontrare, presso alcune realtà produttive della CONFAPI, degli scenari tematici della ricerca estrapolati dalla letteratura esistente e disegnati nell’ambito del tavolo degli esperti. 11 2. Sintesi La crisi del settore grafico in Italia è doppiamente profonda, perché la crisi dell'economia mondiale viene a incidere su una situazione preesistente di profondo malessere. Tale malessere ha origine nell'elevatissimo numero di aziende operanti nel settore: circa 13000, ossia il doppio di quelle esistenti in Germania o in Francia, il triplo delle aziende grafiche giapponesi. In un contesto del genere le PMI faticano a saturare la capacità delle proprie linee produttive, anche tenendo conto che le moderne macchine per l'industria grafica sono costose e orientate ad alte capacità produttive. Non aiuta la tradizionale difficoltà degli imprenditori italiani ad aggregarsi per ottenere economie di scala. E’ opinione condivisa unanimemente nel gruppo di esperti la bassa propensione alla formazione delle PMI del settore grafico. Il dato è perfettamente coerente con quanto emerge nel contesto nazionale. Le imprese italiane che investono in attività di formazione continua sono il 32%, cioè circa 70 mila (DATI ISTAT). Dal momento che la media europea si attesta intorno al 60%, il nostro Paese si aggiudica il terzultimo posto, davanti a Bulgaria e Grecia. Le variabili che influenzano la propensione agli investimenti nella formazione del personale sono la dimensione dell’azienda e il settore. Negli ultimi 5 anni la percentuale di imprese che hanno svolto formazione continua per il proprio personale passa dal 25,6 per cento nella fascia con 10-19 12 addetti al 96,7 per cento in quelle con almeno mille addetti. Si consideri che la fascia con 10-19 addetti è proprio la classe dimensionale media delle imprese grafiche. 13 3. Un settore difficilmente inquadrabile 3.1 Un tentativo di definizione Dare una definizione esatta di cosa si intende per “settore grafico” non è molto semplice; in primo luogo per la genericità con cui viene utilizzato comunemente il termine “grafico”, in secondo luogo per la complessità che contraddistingue il settore stesso. Oggi questo settore appartiene di fatto all’ambito della comunicazione, non solo cartacea ma elettronica in tutte le sue forme. Anche il nuovo indirizzo tecnico della scuola secondaria superiore non si chiama più indirizzo graficostampa, ma grafico-comunicazione.[bram] Nel sistema di classificazione delle attività, il settore della grafica e dell’editoria è collocato nell’ambito dell’industria manifatturiera. Secondo una definizione tradizionale, all’industria grafica fanno capo le attività che trattano l’insieme dei procedimenti tecnologici e lavorativi che contribuiscono alla elaborazione e realizzazione dello stampato attraverso le fasi di prestampa, stampa e poststampa, secondo quanto riportato sinteticamente nell’elenco che segue: L’ideazione/progettazione. Il progettista grafico, presi in esame i testi da riprodurre e le illustrazioni da inserire nello stampato, ipotizza una prima loro collocazione nelle varie facciate del prodotto assegnando un’ipotesi di ingombro e posizione. Questo 14 primo schema di attribuzione spazi per testi e illustrazioni prende il nome di timone; La fase di prestampa parte dall’inizio di un progetto grafico e si conclude con la produzione della forma di stampa (matrice) e la sua installazione sulla macchina di stampa; La fase di stampa consiste nella riproduzione di testi o immagini sul supporto di stampa e contempla l’impiego di procedimenti e tecnologie anche molto differenti tra loro in funzione di vari elementi quali la tipologia di prodotto, la tiratura, il materiale del supporto di stampa, ecc. La stampa è naturalmente la fase fondamentale dell’intero processo grafico; La fase di poststampa comprende la plastificazione e le diverse operazioni della legatoria che conducono al prodotto finito. Le predette fasi di produzione possono definire anche vere e proprie aree di specializzazione di aziende di piccole e medie dimensioni, esistono cioè aziende che si specializzano in una delle suddette fasi. Abbiamo detto quindi che il settore grafico appartiene all’industria. Il termine industria definisce un concetto ben preciso collegato alla natura e alle caratteristiche dei suoi prodotti: l’industria è l’insieme delle attività economiche con cui si realizzano prodotti materiali attraverso un processo di trasformazione. Dal campo industriale vanno quindi sottratti i prodotti agricoli e, in genere, della natura, oltre a tutti i prodotti 15 immateriali, come ad esempio i trasporti, le telecomunicazioni, i servizi finanziari e via dicendo. Il settore della grafica e dell’editoria è quindi considerato industriale perché i suoi prodotti sono materiali (giornali, libri, pubblicazioni, dischi), ma si tratta di un caso alquanto singolare. Infatti, con un’ottica di settore si può affermare che il valore dei prodotti grafico/editoriali è dato soprattutto dal loro contenuto immateriale di idee, trovate, immagini, conoscenza, molto più che dal supporto materiale che li contiene. Questo per sottolineare che le caratteristiche di questo settore possono essere considerate più similari a quelle dei servizi che non a quelle dell’industria: vedi il rapporto elevato tra valore aggiunto e valore della produzione, vedi l’alto livello di istruzione e di retribuzione degli addetti (più nell’ambito specifico dell’editoria), vedi la concentrazione nelle aree urbane. Inoltre, lo sviluppo tecnologico e le forti interrelazioni con produzioni affini hanno determinato l’allargamento del settore grafico fino a comprendere, da una parte: Produzione e trasmissione di prodotti su supporto digitale. e, dall’altra: La cartotecnica; La trasformazione della carta e del cartone. 16 E’ inoltre considerevolmente aumentata la rilevanza assunta da altri materiali quali tessuti e materiali plastici; pertanto del settore grafico si considera facciano parte anche le imprese produttrici di imballaggi flessibili stampati. Le produzioni che riportano al settore grafico si sono dunque notevolmente diversificate nel tempo, espandendone di conseguenza i confini e modificandone sensibilmente la composizione. Inoltre possiamo dare una lettura più orizzontale del settore. Possiamo distinguere 3 gruppi di attività che compongono il comparto grafico: Editoria. In questo gruppo sono incluse le unità produttive e le imprese impegnate nell’edizione di giornali, riviste, altri periodici e libri; Stampa e attività dei servizi connessi alla stampa. In tale gruppo sono comprese le attività di stampa che producono giornali, libri, periodici, moduli commerciali, biglietti d’auguri e altro materiale. Vengono incluse, inoltre, anche le attività di supporto, quali ad esempio la rilegatura, la preparazione di lastre, ecc. Riproduzione di supporti registrati. Comprende le attività di riproduzione di registrazioni sonore, video e informatiche. Si tratta, in realtà, di settori molto differenti fra loro per prodotto, mercato, tecnologie e tipologie produttive, concatenati tuttavia nel processo produttivo che origina dalla materia prima e 17 termina con il prodotto editoriale “tradizionale” (libri, quotidiani, periodici, ecc.). Lo sviluppo di tecnologie informatiche e telematiche e di prodotti di natura sempre più digitale, ha dato inizio ad un generale riassetto organizzativo sia nel settore della grafica che dell’editoria. Entrambi i comparti si sono avvicinati progressivamente alla natura di servizio in luogo di un’organizzazione di tipo industriale. Il risultato della suddetta dinamica ha causato una concentrazione di funzioni, la semplificazione delle strutture organizzative e l’omogeneizzazione delle figure professionali caratteristiche della grafica e dell’editoria, a prescindere dal medium del prodotto finale, cartaceo o elettronico, tradizionale o multimediale. La stampa, tuttavia, grazie a proprie caratteristiche uniche e peculiari, appare destinata a mantenere un ruolo distintivo e insostituibile, pur dovendo ormai entrare in contatto con la concorrenza dei nuovi media; con i quali comunque, sono possibili soluzioni di integrazione e stretta sinergia. 3.2 Il ciclo produttivo nel dettaglio Il prodotto grafico, come già segnalato in precedenza, non è mai identificabile con una realizzazione standard; pur all’interno di determinati processi lavorativi ripetitivi, infatti, gli stampati richiedono sempre la realizzazione, in ogni edizione, di qualche cosa di nuovo e di 18 diverso. Qualsiasi prodotto stampato, ha origine da un’idea, di un editore, di un autore, di un creative director; saranno poi gli art director, i copywriter, gli illustratori e i grafici a trasformare questa idea in un progetto che sia efficace e tecnicamente attuabile. Questa fase più propriamente creativa, indicata precedentemente come fase di ideazione/progettazione, precede la lavorazione grafica propriamente detta. Il contenuto di un prodotto stampato è scelto e definito dal committente (o cliente) che decide quali testi devono comparire e quali “figure” lo devono illustrare e completare. La forma è anch’essa decisa dal committente ma assai spesso, fornite alcune indicazioni di massima su quanto desidera venga realizzato, affida la progettazione dell’aspetto da dare al contenuto a personale specializzato (i grafici) che studiano come e con quali caratteristiche sistemare i testi e le illustrazioni sulle varie facciate del prodotto. Anche le scelte sulla forma fisica del prodotto possono venir affidate ai grafici anche se in questo caso la libertà di scelta del progettista è più limitata essendo generalmente più vincolante il desiderio del cliente di avere un determinato tipo di oggetto sia esso libro, scatola, dépliant o quant’altro. Il progettista grafico, presi in esame i testi da riprodurre e le illustrazioni da inserire nello stampato, ipotizza una prima loro collocazione nelle varie facciate del prodotto assegnando un’ipotesi di ingombro e posizione. Questo primo schema di attribuzione spazi per testi e illustrazioni prende il nome di timone. (il termine timone si usa solo nel giornali-quotidiani; il termine più preciso è menabò o bozza) 19 Se approvato, dal timone la progettazione prosegue dando origine al Menabò o Layout: si tratta di un fac-simile (modello) del prodotto finito nel quale vengono inseriti negli spazi designati i testi (con le dimensioni ed i caratteri scelti) e copie delle illustrazioni prescelte portate nel taglio e nel formato ipotizzato dal progettista. Anche questo progetto viene sottoposto ad approvazione e, apportate le eventuali modifiche concordate, il menabò assume la sua forma definitiva diventando la guida insostituibile per tutte le lavorazioni che porteranno al prodotto finito. Mano a mano che la preparazione dei testi e delle illustrazioni prosegue il layout viene riassemblato con versioni sempre più aggiornate e precise delle componenti lo stampato: testi ed illustrazioni. È opportuno precisare che per testo si intendono anche solo parole, nomi di prodotto, slogan etc mentre per illustrazioni si intendono anche fregi, decorazioni, fondi colorati o disegni, figure astratte etc. Mano a mano che l’aggiornamento del layout prosegue e che vi vengono apportate quelle modifiche che si sono rivelate opportune rispetto alla versione iniziale, esso assume la validità di documento contrattuale una volte che, come abitualmente accade, sia stato firmato per approvazione dal committente che lo rende in tal modo il modello cui l’azienda realizzatrice dovrà attenersi. La fase di prestampa è quella in cui vengono elaborati e impaginati, secondo le indicazioni del grafico, i testi e le immagini in modo da creare il file per la successiva fase di stampa. Le tecnologie elettroniche 20 e informatiche hanno profondamente impattato su questa fase del processo di stampa, portando ad un controllo pressoché totale della stessa tramite computer e ad una sua completa integrazione con la fase di progettazione.. . L’operazione più importante e complessa è quella che prevede l’elaborazione delle illustrazioni, che vengono sottoposte a numerose e attente trasformazioni, finalizzate ad ottenere la più fedele riproduzione del soggetto rappresentato. Gli originali delle illustrazioni devono subire numerose trasformazioni allo scopo di poter essere trasferiti sulle forme di stampa e conseguentemente stampati. In primo luogo si procede al taglio ed alla modifica del formato. In questo senso, i sw disponibili hanno contribuito a rendere più semplici ed efficaci le complesse elaborazioni che devono essere eseguite sulle immagini, ma il fattore umano gioca sempre un ruolo fondamentale per un buon risultato finale; non solo per la componente di creatività, che solo quest’ultimo può inserire nel processo produttivo, ma anche per la crescente necessità di una formazione professionale specializzata, in grado di utilizzare i nuovi sw e macchinari, adeguandosi ai cambiamenti tecnologici con un approccio di life-long learning. A queste due semplici operazioni si aggiunge la fase più complessa e delicata, la fotoriproduzione. (questa fase non esiste più è parte integrante della Prestampa, in sintesi le fasi della prestampa integrata alla progettazione grafica sono l’elaborazione delle immagini (vecchia fotoriproduzione), impaginazione e prova di stampa come anticipazione reale del risultato di stampa finale. 21 (La fotoriproduzione è l’insieme dei trattamenti che si operano sull’originale per renderlo adatto ad essere stampato con le caratteristiche richieste. La denominazione impiegata per questa serie di operazioni indicherebbe trattarsi di una trasformazione ottenuta per via fotografica. Ciò era vero fino a pochi anni fa: oggi tutte le operazioni avvengono per via elettronica ed informatica anche se sia la terminologia che le fasi operative ripetono l’iter che si seguiva con la tecnica fotografica. La fotoriproduzione può essere eseguita per stampare il soggetto in un solo colore (stampa monocromatica) oppure a più colori e la lavorazione si presenta in questo caso assai più complessa.) Operativamente, poi, dopo aver creato il file e averne prodotto una prova a colori, per un controllo finale su stampanti particolari e attendibili (generalmente a getto di inchiostro), si procede alla realizzazione delle matrici (forme) di stampa che rappresentano oggi il vero ed ultimo semilavorato della fase di prestampa; queste ultime, a seconda del procedimento prescelto, hanno caratteristiche diverse e ben precise e vengono poi utilizzate nella macchina da stampa per essere inchiostrate e dare vita al prodotto finale, su carta, cartone e plastica. Segue la stampa. La stampa è il mezzo di comunicazione mediante la fissazione su supporto fisico (cartaceo e digitale) dell’informazione. Essa consiste nel trasferire immagini e testi su di un supporto: nella 22 stragrande maggioranza dei casi si tratta di carta, ma i supporti stampabili sono i più vari: cartone, materie plastiche rigide o flessibili, metalli, vetro, stoffe. Per brevità parlando di supporto da stampare si parlerà generalmente di carta specificando la diversa natura del supporto solo quando necessario per indicare un particolare prodotto. A seconda del materiale e del tipo di soggetto da stampare e dell’uso successivo del materiale stampato si scelgono tipologie di stampa e relative macchine: offset, rotocalco, flessografiche, serigrafiche, digitali nelle loro varie configurazioni. A questi cinque sistemi è doveroso aggiungerne uno che per 5 secoli è stato l’unico rappresentante di questa industria ma che l’evoluzione tecnologica ha ormai reso irrimediabilmente superato: la Tipografia. La configurazione comune a tutte le macchine da stampa è rappresentata da un sistema di immissione carta, o altro supporto, da uno o più elementi stampa che provvedono alla stampa con gli inchiostri opportuni, da un sistema di uscita. A seconda del tipo di macchina a questi elementi comuni se ne possono aggiungere altri per svolgere particolari funzioni quali, ad esempio, dei dispositivi di asciugatura. Una classificazione importante riguarda la modalità di immissione del supporto da stampare: Fogli già tagliati nel formato voluto, nelle Macchine a foglio ( chiamate anche piane ), bobine che vengono o riavvolte o tagliate ed eventualmente piegate in fase finale nelle Rotative (macchine a bobina). La macchine a foglio sono adatte a tirature non molto elevate, a formati particolari ed a stampe di alta qualità, le rotative per le grandi tirature. 23 3.2.1 Stampa Tipografica (non più usato) È un sistema di stampa in rilievo, che usa inchiostri di tipo grasso e forme di stampa piane che altro non sono che i caratteri tipografici che compongono la pagina.. È possibile ottenerne di cilindriche con una trasformazione della forma piana: si tratta degli stereo (non esistono più) usati nelle rotative tipografiche per quotidiani. Oggi “se” ancora qualcuno stampa in rotativa tipografica usa delle forme fotopolimeriche rilievografiche. Le prime attrezzature per la stampa prendevano il nome di torchi e la forma piana veniva manualmente inchiostrata con un rullo mentre la carta appoggiata sulla forma inchiostrata veniva pressata con un dispositivo a vite o eccentrico. La tipica macchina da stampa tipografica moderna, invece, è costituita da un piano su cui vengono fissate le forme in piombo delle pagine e da un cilindro sul quale si avvolge, trattenuta da apposite pinza, la carta da stampare. Nel suo movimento alternativo il carro porta-forme passa sotto ad una serie di rulli inchiostratori e quindi sotto al cilindro con la carta da stampare; nel movimento di ritorno il cilindro si alza evitando così di toccare la forma. 3.2.2 Stampa Offset Nata con forme di pietra lisciata sulla quale con matite grasse si disegnava il soggetto da riprodurre ha conservato il nome, talvolta ancora usato, di stampa litografica (da lithos, pietra in greco). Come si è detto parlando delle forme offset, si tratta di una stampa planografica. Le lastre vengono avvolte su di un cilindro sul quale agisce un doppio 24 sistema di rulli che provvedono dapprima ad inumidire la lastra ed in seguito ad inchiostrarla. La stampa offset è il sistema di stampa più diffuso per la qualità che può fornire, per la facilità di preparazione delle forme, per la versatilità delle sue macchine. Per contro richiede una costante attenzione da parte dell’operatore a causa della necessità di un attento controllo dell’equilibrio fra acqua e inchiostro. L’elemento stampa di una macchina offset può avere due configurazioni di base: a tre cilindri o caucciù-caucciù. Nel sistema a tre cilindri la lastra è avvolta sul cilindro porta-lastra dove viene inumidita e inchiostrata, cede l’impronta ad un secondo cilindro rivestito da uno strato di gomma detta caucciù, e questi la trasferisce sulla carta che si trova sul terzo cilindro detto di stampa o di pressione. La presenza del caucciù sia in questa configurazione che in quella caucciù-caucciù è resa necessaria per una duplice ragione: evitare che l’abrasività della carta cancelli rapidamente l’immagine sulla lastra, permettere al sottilissimo strato di inchiostro di venir trasferito anche nelle rugosità proprie della carta stessa. Nel sistema caucciù-caucciù manca il cilindro stampa poiché un cilindro caucciù funge da cilindro di pressione per il suo omologo. In questa configurazione si trovano due cilindri lastra che trasferiscono l’immagine a due cilindri caucciù che sono a contatto fra loro mentre la carta passa fra i due: si hanno cioè quattro cilindri in cascata con la carta che passa in mezzo al sistema. Questa configurazione è la più diffusa per le rotative offset per edizioni e stampe commerciali. 25 La necessità che in entrambe le strutture le velocità periferiche dei tre o quattro cilindri siano assolutamente identiche comporta un sistema di ingranaggi di altissima precisione che garantiscono questa condizione, ma che rendono le macchine offset costose, costo mitigato dalla grande diffusione di queste macchine che permette una costruzione quasi di “serie”. Le due grandi famiglie di macchine, a foglio e rotative, coprono una vastissima gamma dei prodotti grafici e cartotecnici. Le macchine offset da foglio, costituite da un mettifoglio, i gruppi stampa nel numero pari ai colori da stampare, e l’uscita finale che provvede a depositare i fogli in pila su di un bancale, sono prodotte con gruppi stampa in numero da 1 fino a oltre dieci, formati stampa da cm 35 x 50 fino 180 x 200, con possibilità, in alcuni modelli, di rovesciare il foglio per stamparlo in un unico passaggio su entrambi i lati (Bianca e Volta). Le offset da foglio possono stampare carte sottilissime fino a cartoni di notevole spessore e, con la possibilità di adattare il formato del foglio con il formato del prodotto finito, permettono di non avere sprechi di carta. Raggiungono velocità di oltre 15.000 copie/ora. La stampa offset a bobina (Rotative) ha avuto un forte sviluppo in Europa a partire dagli anni ’70. La maggior limitazione all’uso di queste macchine è data dalla rigidezza del formato stampa nel senso dello sviluppo del cilindro lastra. La presenza degli ingranaggi per assicurare velocità periferiche uguali nei quattro cilindri, non permette di variare il loro diametro per cui il formato dello stampato deve essere un sottomultiplo esatto della circonferenza del cilindro portalastra. Se lo stampato fosse invece più piccolo della 26 misura corretta, ad ogni giro macchina ci sarebbe un eccesso di carta impiegata con un aggravio di costo di materia prima non sopportabile. Tutte le macchine offset, a foglio e rotative, necessitano di numerose apparecchiature che ne completino la struttura provvedendo alle funzioni necessarie per la movimentazione della carta ed a tutte le altre funzioni legate alla stampa: soffierie e pompe a vuoto, sistemi di asciugamento dello stampato con conseguente sistema di raffreddamento, dispositivi di trattamento dell’acqua di bagnatura che serve per inumidire la lastra prima dell’inchiostrazione, raffreddamento dei rulli inchiostratori, raccoglitori di copie per le rotative etc. Il campo di applicazione delle macchine offset è assai ampio: Le macchine a foglio sono adatte per tirature non elevate, per la stampa di carte molto leggere o molto pesanti, per lavori a più colori di alta qualità o con colori speciali, per i prodotti cartotecnici e comunque per quei prodotti che non rientrano nel formato utilizzabile in rotativa. Le rotative che generalmente contano 4 elementi stampa stampanti su entrambe le facciate del supporto (Bianca e Volta) sono adatte per alte tirature, con carte di media grammatura. Dal tramonto delle rotative tipografiche per giornali le rotative offset le hanno quasi completamente sostituite. Praticamente non vi è campo della produzione di stampati che non possa essere assolto da macchine offset. 27 3.2.3 Stampa Rotocalco La stampa rotocalco, è una stampa incavografica e le macchine che la impiegano sono quasi esclusivamente macchine rotative. L’onerosità della preparazione delle forme di questo sistema di stampa permette il recupero di questi costi solo grazie alle alte tirature, tipiche delle rotative, che la ripartiscono sull’elevato numero di copie. L’elemento stampa rotocalco è assai più semplice del corrispondente elemento stampa di una rotativa offset: è infatti costituito da due supporti che mantengono il cilindro inciso parzialmente immerso in una bacinella di inchiostro liquido, da un porta lama che mantiene una racla d’acciaio a contatto del cilindro e da un cilindro gommato, non comandato ma folle, che mantiene la carta a stretto contatto con il cilindro stampa. La carta appena stampata deve seguire un lungo percorso nella parte superiore dell’elemento stampa, dove apposite soffierie con aria riscaldata provvedono ad asciugare l’inchiostro prima del successivo elemento. Nel passaggio in bacinella le cellette della parte incisa si riempiono di inchiostro che trasferiranno poi sul supporto, mentre la racla serve ad asportare l’inchiostro in eccesso che si trova sulla superficie liscia del cilindro e che corrisponde alle zone non stampanti. Come in tutte le rotative, all’inizio della macchina si trova lo sbobinatore ed alla fine la piegatrice o, in alcune installazioni, il ribobinatore. 28 Il grande vantaggio della rotativa rotocalco risiede nella possibilità di impiegare cilindri del diametro più adatto allo stampato che si vuole ottenere. La particolare struttura delle macchine rotocalco ha permesso che le loro dimensioni e le loro velocità diventassero tali da raggiungere capacità produttive grandissime. Attualmente vengono prodotte rotative con larghezza bobina di oltre 4 metri e circonferenza del cilindro di oltre 1,5 metri. Ciò significa che ad ogni giro cilindro si stampano oltre 120 pagine ad una velocità di produzione che supera le 50.000 copie/ora. La stampa rotocalco, riesce a dare risultati qualitativamente discreti anche con carte di basso costo ed inoltre risulta ben impiegabile nella stampa di imballaggi flessibili di plastica grazie alla possibilità di usare inchiostri specifici per questo tipo di prodotto. 3.2.4 Stampa Flessografica È un sistema di stampa rilievografico che impiega inchiostri liquidi e forme in rilievo flessibili. La struttura dell’elemento stampa di una macchina flessografica è costituita da un cilindro porta forma, da un cilindro di pressione e dal sistema di inchiostrazione. 29 Questo consta di una bacinella con l’inchiostro e del cilindro Anilox, ossia un cilindro inciso con numerose cellette ed una racla che asporta l’inchiostro in eccesso pescato nella bacinella calamaio; quando l’anilox viene a contatto con la forma cede l’inchiostro contenuto nelle cellette che lo cedono alla forma in rilievo. I cilindri anilox vengono incisi con cellette di diversa dimensione e profondità a seconda del tipo di stampato che si deve produrre; per un miglior controllo dell’inchiostrazione. La struttura bacinella-anilox può essere realizzata con configurazioni più complesse di quella sopra indicata, in particolare con sistemi di calamai a tenuta pressati contro il cilindro anilox. Le macchine flessografiche si presentano con strutture assai diversificate, in macchine a bobina ed a foglio: fra le più diffuse si contano le rotative planetarie (o satellitari) nelle quali gli elementi stampa dei vari colori sono posti attorno ad un unico grande cilindro di pressione. La stampa flessografica è in continua espansione sia per la stampa di imballaggi (prodotto tipico di questa tecnologia) che per la stampa di giornali, di stampati su carte “povere” o su supporti diversi dalla carta e dal cartone. La qualità di stampa, infatti, è in continuo miglioramento grazie a cilindri anilox sempre più perfetti, inchiostri di qualità sempre migliore, cliché con caratteristiche ogni giorno più adatte ad una fedele riproduzione. 30 Un cilindro anilox inciso con celle grandi e profonde è adatto a stampare larghe superfici coperte di colore, mentre per stampare soggetti con particolari fini è necessario che l’inchiostrazione avvenga tramite un anilox inciso con celle di piccole dimensioni. 3.2.5 Stampa Serigrafica È un sistema di stampa adatto alla produzione di prodotti speciali che necessitano di forti cariche di inchiostro. Data la particolarità di impiego di questo sistema di stampa le macchine serigrafiche si presentano con le più diverse strutture. Le più semplici sono costituite da una telaio porta forma che si alza per permettere l’introduzione del prodotto da stampare, dopo di che il telaio si abbassa e una racla obbliga l’inchiostro, di tipo pastoso, a passare attraverso la forma e depositarsi sul supporto da stampare. In altri tipi di utilizzo i telai dei diversi colori sono posti in cerchio al disotto del quale una “giostra” di supporti per il prodotto da stampare ruota a scatti. Ad ogni avanzamento i telai si abbassano e avviene la stampa dei vari colori. Per la stampa di tessuti, invece, i telai sono di forma cilindrica all’interno dei quali si trova la racla che forza il passaggio dell’inchiostro e il tessuto viene stampato mentre scorre al disotto dei telai. 31 3.2.6 Stampa Digitale La stampa digitale deve il suo nome al fatto di essere comandata direttamente da un computer che con la sua elaborazione digitale di testi e immagini può creare impulsi che generano la scrittura del soggetto da riprodurre ed è l’ultimo dei metodi di stampa che ha visto la luce ed il suo sviluppo negli ultimi anni. Nato dapprima come ausilio dei computer da tavolo, si è rapidamente evoluto non solo in sistemi di stampa per tirature anche di qualche centinaio di copie, ma è stato anche trasformato in sistemi complessi in grado di stampare, rilegare, fascicolare in una sola operazione sia prodotti in bianco e nero che a colori per il POD (Print On Demand) Il maggiore e fondamentale vantaggio dei sistemi di stampa digitale risiede nella loro capacità di stampare dati variabili ad ogni giro macchina o IT (Information Technology o stampa Transazionale) cosa irrealizzabile nelle macchine da stampa classiche dove la forma di stampa contiene in forma fisica i grafismi da riprodurre. Con la stampa digitale sono state prodotte macchine per stampe di grande e grandissimo formato (parecchi metri) e lunghezza illimitata ( o limitata solo dalla lunghezza bobina) Le tecnologie adottate nelle macchine per la stampa digitale sono soprattutto due: Ink-Jet Elettrofotografia (o Xerografia) 32 L’ Ink-Jet si basa su un cristallo piezoelettrico, che sotto impulsi elettrici ad alta frequenza subisce una deformazione grazie alla quale si comporta come una minuscola pompa dell’inchiostro generando una raffica di goccioline. Le goccioline così generate (alcuni milioni al secondo) vengono caricate elettricamente per poi passare fra due piastre collegate al computer che pilota il sistema. Gli impulsi inviati dal computer possono caricare le due piastre in modo da deviare le goccioline e farle ricadere nel serbatoio, oppure lasciarle passare facendole cadere sul supporto su cui si vuol stampare. È così possibile creare l’immagine contenuta in forma digitale nella memoria del computer pilota. Il sistema Elettrofotografico chiamato anche Xerografico inventato nel 1938 dal fisico Chester Carlson, dal 1944 venne adottato dalla ditta Haloid divenuta nel 1961 “Xerox”. Il principio della xerografia sfrutta le caratteristiche di un semiconduttore: il Selenio. Caricato di elettricità elettrostatica il selenio mantiene le cariche sulla sua superficie, ma se colpito dalla luce diventa conduttore e l’elettricità accumulata si scarica a terra. Una macchina semiconduttore xerografica che viene è quindi caricato costituita di da un elettricità cilindro statica: impressionandolo con un’immagine, le parti chiare si scaricheranno 33 mentre le parti scure, rimanendo elettrizzate, attraggono i granelli dello speciale inchiostro in polvere. Caricando il supporto da stampare con elettricità elettrostatica di segno opposto a quello delle particelle di inchiostro, queste si trasferiranno sulla sua superficie dove, con il calore, vengono fuse e fissate al supporto stesso. Se l’immagine da riprodurre viene da un originale già stampato la macchina funge da fotocopiatrice, se l’immagine viene invece impressa da un raggio di luce (laser o diodo luminoso) pilotato da un computer la macchina diventa una fotounità. La tipologia delle macchine da stampa digitali è estremamente varia. Vi sono macchine da bobina e a foglio, semplici o complete di sistema di rilegatura, formato lettera o per stampe di oltre 5 metri, con stampa diretta o indiretta, Ink-Jet o Xerografiche. In pratica per ognuna delle numerose possibili applicazioni esiste una macchina digitale adatta. Le limitazioni al loro impiego sono, al momento, la non elevata velocità ed il costo degli inchiostri che le rendono inadatte alle alte tirature, nonché l’onerosità della frequente e complessa manutenzione. La limitazione della tiratura potrebbe essere un problema meno 1 importante di quanto sembra. Secondo uno studio presentato al Drupa 1 “THE INSIGHT REPORT digital printing directions - Trends & Opportunities” Prof. Frank Romano Studio commissionato da Canon Europa per la presentazione al Drupa 2008 34 di Düsseldorf e compiuto dal Prof. Frank Romano del Rochester Institute of Technology School of Print Media, già al momento attuale più della metà di tutti i lavori a stampa hanno una tiratura inferiore alle 2.000 copie e stiamo assistendo ad un cambiamento epocale pari a quello che negli anni '50 avvenne con la rilievografia (i vecchi piombi), sostituita dalla stampa offset. Secondo lo stesso studio vi sarà sempre più la tendenza a passare dalla stampa offset alla stampa digitale. Alla fase di stampa seguono quelle di post-stampa. Con il termine post-stampa si intendono principalmente due lavorazioni completamente differenti, che hanno in comune solo il fatto di dare veste definitiva al prodotto stampato: La Legatura (o Rilegatura) La Cartotecnica Si tratta di due tipologie di lavoro che richiedono macchine e competenze che nulla hanno in comune per cui non si riscontrano mai aziende che impieghino entrambe queste lavorazioni. Non è infrequente invece che vi siano stabilimenti di stampa dotati di un reparto legatoria, a volte solo di alcune delle sue tipologie, mentre laddove vi è lavorazione di cartotecnica la si trova quasi sempre abbinata ad un reparto stampa. La complessità e la varietà di macchinari della legatoria e la necessità di grandi spazi per il magazzinaggio del semilavorato in entrata e nelle fasi di lavoro intermedie nonché lo stoccaggio del materiale finito fanno sì che spesso le legatorie siano aziende a sé stanti senza reparti di lavorazioni che precedano la loro attività. La 35 cartotecnica, invece, comprende prodotti estremamente vari, ed ogni azienda in generale si specializza in una delle molte branche di questo settore. Una delle differenziazioni più comuni è relativa alla materia prima trattata: cartoncino, cartone, plastiche rigide, plastiche flessibili, cartone ondulato, materiali speciali. Con il termine di legatoria si intende uno stabilimento nel quale si compiono le operazioni di legatura con le quali si raggruppano le pagine di uno stampato in modo da formare un unico oggetto: dépliant, opuscolo, rivista, libro. Mentre per un dépliant le operazioni richieste per dargli la veste finale sono solo il taglio dei diversi dépliants contenuti nel foglio di stampa e la successiva piegatura nella forma voluta, per gli altri tipi di prodotto si adottano forme di legatura più articolate e complete. Per tutti i tipi di legatura vi sono delle lavorazioni preliminari necessarie solo se la stampa è stata eseguita su macchine a foglio. In questo caso su apposite macchine, i tagliacarte, si elimina tutta la carta al di fuori delle pagine stampate e si isolano i gruppi di pagine (segnature) che dovranno essere lavorati separatamente. La fase successiva consiste nella piegatura del foglio, sulle macchine Piegatrici in modo da dare la sequenza di pagine voluta. Se gli stampati provengono invece da rotative, normalmente dotate di piegatrice finale, i gruppi di pagine entrano in legatoria già piegati. 36 I tipi di rilegatura più frequenti sono: Il Punto metallico a sella è la più semplice della legature possibili e viene impiegata soprattutto per riviste ed opuscoli. I vari gruppi di pagine (segnature) vengono stampati in modo che, una volta aperti al centro, possano venire accavallati gli uni agli altri generando la giusta sequenza di pagine. La Brossura. La brossura è un tipo di legatura adatta a riviste di un certo pregio e spessore ed a libri di tipo economico con copertina in cartoncino. Le brossure possono essere di due tipi: Fresate o Cucite. Legatura Cartonata. La legatura cartonata è la classica legatura dei libri con copertina rigida e pagine interne legate a filo refe. Costituiscono un discorso a parte le lavorazioni di cartotecnica. Con il termine cartotecnica si indica la lavorazione di tutte quelle industrie che dopo la stampa provvedono a fabbricare oggetti stampati per i più diversi usi. Le fasi di prestampa e di stampa sono uguali a quelle dei prodotti grafici. I macchinari di stampa sono anch’essi fondamentalmente gli stessi salvo alcune particolarità dovute ai materiali da stampare diversi dalla carta ed alla necessità, di questo settore, di disporre spesso di un 37 numero di colori superiore alla stampa in quadricromia necessaria nell’ottenimento di immagini a colori. Nella cartotecnica è infatti frequente l’uso di colori chiamati Spot ossia colori che devono essere esattamente uguali a quelli richiesti dal cliente senza alcuna differenza, neppure lieve: sono i colori che caratterizzano i marchi. Essi compaiono nelle etichette dei prodotti, sulle scatole che li contengono, nelle pubblicità che li reclamizzano. Il caratteristico colore costituisce spesso il più immediato richiamo al prodotto stesso e per questo deve essere riconoscibile senza incertezze. Non essendo possibile garantire una perfetta riproduzione per tutta la tiratura con gli inchiostri classici di quadricromia, si rende necessario stampare i colori spot con un inchiostro appositamente fabbricato e testato in precedenza per garantire la rispondenza di tinta a quella richiesta. Di qui la necessità di disporre di elementi stampa supplementari rispetto a quelli strettamente necessari per la stampa a 4 colori. Fra i principali prodotti di questa branca della filiera Print & Packaging Tecnology possiamo ricordare: Astucci pieghevoli, Imballaggi flessibili, Cartone ondulato, Prodotti speciali. 38 4. Cambiamenti in atto 4.1 Situazione generale Il settore grafico – editoriale è sottoposto da tempo ad una profonda dinamica di cambiamento che, nel breve e medio periodo, diventerà ancora più rapida e intensa, aumentando la sua capillarità e determinando modificazioni strutturali e delle variabili competitive delle imprese che ne fanno parte. Questo cambiamento è fondamentalmente riferibile alla crescente diffusione delle nuove tecnologie. La crescente digitalizzazione dei contenuti, trasforma il prodotto editoriale tradizionale da leader dei media per la comunicazione ad una delle possibili modalità di fruizione e di commercializzazione dei contenuti. Il prodotto digitale può essere, infatti, condiviso e riprodotto con estrema facilità con personal computer e può essere trasmesso tramite l’utilizzo di internet. Molti quotidiani e periodici possono essere consultati su Internet, in alcuni casi in aggiunta al prodotto cartaceo, in altri addirittura in esclusiva. Analogamente, la musica è commercializzata sia tramite il supporto materiale (cd o dvd), sia in forma immateriale (file mp3 o altri formati). Nell’editoria libraria il fenomeno è ancora agli albori, ma la diffusione dell’E-book – il libro elettronico – potrà avere uno sviluppo notevole grazie al successo dei computer palmari. E’ in atto in 39 sostanza, un progressivo processo di sostituzione del prodotto su carta con un analogo fruibile attraverso supporto informatico. Questo processo forse non è destinato a compiersi in tempi brevi per i prodotti editoriali, ma rappresenta una tendenza evolutiva irreversibile, che non potrà non incidere negativamente sulla vendita e la produzione di giornali, libri e dischi nella loro forma tradizionale. Per rispondere a questo mutamento tendenziale, è necessario riuscire a proporre un’offerta sempre più focalizzata su gruppi di consumatori relativamente piccoli e flessibili rispetto al mutare delle esigenze della domanda. Nella stessa prospettiva, acquisiscono crescente importanza le fasi finali del processo produttivo e la diversificazione dei canali distributivi. Per altro verso, la domanda di contenuti è destinata a crescere, ed è per tale motivo considerata come uno dei motori più potenti dell’economia del futuro. Da ciò, si può prevedere che nel medio-lungo periodo si renderà sempre più debole la sovrapponibilità del settore grafico - stampa e del settore editoria che, diventando sempre più estesamente multimediale e multicanale, amplierà a dismisura gli sbocchi produttivi e commerciali dei suoi prodotti La divaricazione tra stampa ed editoria sarà verosimilmente riconoscibile anche nelle rispettive dinamiche di mercato, e quindi di produzione e di occupazione. Tali scenari di mercato hanno ed avranno sicuramente implicazioni molto rilevanti sul piano organizzativo come su quello professionale. Nel settore della stampa, la riduzione delle tirature, già alimentata da oltre un decennio da un processo di decentramento, potrà intensificare 40 ed accelerare un’ulteriore riduzione delle dimensioni degli stabilimenti, già attiva a partire dal recente passato. Ciò non potrà però rallentare più di tanto la tendenza all’automatizzazione e informatizzazione di tutte le fasi della stampa e dell’allestimento, al conseguente aumento della produttività e, in definitiva, alla riduzione dell’occupazione. Sotto il profilo professionale, questo comporta che si ridurranno gli spazi per le competenze artigianali-manuali, a vantaggio di quelle informatiche. Sostanzialmente differenti sono le prospettive del comparto editoriale, che potrà subire una rilevante spinta alla concentrazione favorita dalla convergenza dei media e dei canali di comunicazione. Sotto l’aspetto occupazionale, il progressivo avvicinamento al terziario sembra destinato a rafforzare la connotazione di settore ad alta densità di lavoro qualificato, nel quale gli spazi di incremento della produttività dovuti all’automatizzazione sono relativamente ristretti. In altre parole, nell’editoria l’ampliamento del mercato dovrebbe potersi tradurre in una tenuta e persino in un incremento dell’occupazione, soprattutto per le professioni “creative” (autori, redattori, giornalisti, grafici) che ne costituiranno il nucleo. Nell’era digitale della proliferazione dei media, la produzione e la distribuzione fisica non assumono più un’elevata centralità, e ciò rende più evidente tra i fattori di competitività il primato delle attività di ideazione e creazione dei contenuti. Di seguito, oltre a quanto sino ad ora descritto, si riportano a titolo integrativo alcune direttive specifiche su cui potranno realizzarsi le 41 dinamiche di innovazione con riferimento a quelle che riguarderanno direttamente i prodotti e a quelle che riguarderanno i processi produttivi. 4.2 Innovazione del prodotto Rispetto al prodotto cartaceo si può rilevare un aumento relativo della quota di mercato dei periodici rispetto ai quotidiani. Rispetto ad una tendenza crescente di internazionalizzazione di testate importanti, può rilevarsi una elevata potenzialità di crescita di quotidiani e periodici locali, nella misura in cui riescano a sviluppare al meglio i contenuti riferiti alla dimensione territoriale. La versione elettronica del libro sta sostituendo il cartaceo con velocità superiore nel settore delle enciclopedie, dizionari, volumi di consultazione. Maggior peso dei sistemi di comunicazione in rete per materiale promozionale e pubblicitario (direct mailing), conseguente progressivo abbandono del prodotto cartaceo e quindi perdita del mercato per il settore dei moduli continui. La modulistica è stata fortemente ridotta dall’avvento dei supporti elettronici e della rete internet, vedi anche carte di credito, smart card, e sistemi POS. La produzione di carte di credito e smart card in genere, costituisce un fronte di specializzazione ancora in crescita. 42 Poco influenzata invece la produzione e la stampa di imballaggi che anzi sembra confermare il trend di crescita. 4.3 Innovazione del processo L’impiego diretto del computer nel processo produttivo grafico non costituisce solo un ausilio all’esecuzione delle diverse lavorazioni, ma comporta una vera e propria sostituzione dei metodi e delle tecnologie tradizionali e un conseguente cambiamento del processo produttivo. Questi cambiamenti sono peraltro cruciali per mantenere l’offerta di prodotti grafici in linea con l’evoluzione delle attese della domanda. L’innovazione nelle operazioni di prestampa consiste principalmente nell'impiego di sw di gestione che consentono di progettare, elaborare e realizzare la pagina completa di testo, le illustrazioni e le decorazioni. 4.3.1 Desktop Publishing (DTP) 2 Il desktop publishing, in sigla DTP, è l'insieme delle procedure di creazione, impaginazione e produzione di materiale stampato dedicato alla produzione editoriale (come libri, giornali, riviste o dépliant), usando un personal computer. Il termine (letteralmente "editoria da scrivania", sostituibile altrimenti con editoria individuale) si riferisce al paragone con i sistemi tradizionali di preparazione della stampa, che avevano 2 Fonte: Wikipedia 43 bisogno di diverse fasi fotografiche e meccaniche successive. Dall'inizio degli anni novanta il DTP ha sostituito in maniera pressoché totale le tecnologie precedenti, dando il via alla prima profonda rivoluzione della tipografia, a più di cinque secoli dalla prima stampa di Gutemberg. Una stazione grafica usata per il DTP è composta a livello minimo da un personal computer con un monitor e una scheda grafica sufficientemente fedeli nella visualizzazione di immagini e colori; una stampante che riproduce il materiale grafico; uno scanner che legge le immagini e le rende in formato digitale. I software per il desktop publishing sono programmi sviluppati appositamente per questi compiti. Queste applicazioni non intendono sostituirsi ai programmi di scrittura o di grafica, ma servono a raccogliere ed impaginare i contenuti creati con questi: testo, immagini raster o bitmap (come le foto) e grafiche vettoriali (come grafici e loghi). Racchiudono nella loro piattaforma grafica tutti gli elementi e gli strumenti classici dell’impaginazione in una versione elettronica e possono elaborare tutti i passaggi di lavorazione dell’oggetto editoriale. La possibilità per case editrici, agenzie grafiche e aziende varie di poter “editare” in proprio, con il pieno controllo della pubblicazione e con costi contenuti, ha comportato la creazione di una nuova figura professionale: il grafico editoriale o videoimpaginatore. Il grafico-impaginatore deve saper comporre, correggere testi e riscontrare bozze; inserire simboli tipografici; gestire software di videoscrittura, di videoimpaginazione, di grafica vettoriale e pittorica; 44 saper acquisire e gestire le immagini, i colori e i formati elettronici; consegnare file compatibili con i sistemi di produzione di fotolito per la stampa offset; conoscere le fasi della stampa e la scelta dei materiali cartacei (alcune di queste mansioni erano precedentemente di competenza di professionisti quali linotipisti o fotocompositori, cromisti, montaggisti, ecc.). Da alcuni anni lo stesso desktop publishing viene rivoluzionato dai cosiddetti sistemi redazionali, sempre più frequentemente adottati dalle case editrici: si tratta di ambienti che si adattano alla preparazioni di media stampati, siti web o di altri documenti su qualsiasi supporto. L'impiego di questi sistemi permette un'automatizzazione quasi totale dei lavori di preparazione della pubblicazione. 4.3.2 Stampa offset e rotocalco Nella stampa offset, una delle applicazioni che si stanno rapidamente affermando riguarda l’incisione da supporto digitale (forma da stampa) 3 o computer to plate (CTP) . Nel rotocalco si ha un’applicazione analoga 4 detta computer to cylinder (CTC) . Una novità (tecnologia oramai consolidata da 10 anni) che permette di superare la fase di montaggio 3 Il Computer to plate (CTP) è una tecnologia usata per trasferire immagini e testi direttamente su lastre da stampa, così da evitare il passaggio della stampa su pellicole, risparmiando sui costi di un passaggio in più e limitando contestualmente la perdita di definizione di ciò che si va a riprodurre. Il termine "CTP" si usa anche per indicare la "stampante" che fisicamente trasferisce l'immagine digitale sulla lastra. 4 Applicazione analoga alla precedente destinata alla stampa a rotocalco. 45 manuale e di evitare gli errori che generalmente si commettono in questa attività; inoltre, rende molto più veloci i tempi di esecuzione, consente in maniera quasi illimitata interventi e modifiche, e fa divenire più facile e flessibile l’archiviazione. I costi ancora relativamente alti (non è vero per l’offset) delle apparecchiature e delle lastre necessarie al CTP e al CTC costituiscono un limite all’adozione di questa tecnologia in tutti i segmenti del mercato della stampa e soprattutto per i produttori di dimensioni minori. Il concetto dei ridotti tempi nei quali garantire la riproduzione rende di fatto oggi indispensabili queste tecnologie che garantiscono inoltre alti livelli qualitativi di ripetibilità unitamente appunto alla notevole riduzione dei tempi di produzione. Nel medio termine è probabile che il CTP divenga un rilevante elemento di vantaggio competitivo che differenzi le imprese leader nel settore, da quelle marginali. (concetto oggi di fatto già acquisito). La stampa a rotocalco non ha sostanzialmente conosciuto alcun cambiamento rilevante dei suoi principi base. Le uniche innovazioni di rilievo che possono essere apportate riguardano la maggiore velocità di stampa e il miglioramento del processo di preparazione dei cilindri. Nel complesso, la stampa a rotocalco è una tecnologia matura che subisce la concorrenza di altre tecniche di stampa, soprattutto in quei mercati dove è crescente l’esigenza di realizzare basse tirature senza un aumento sensibile dei costi. Questa tecnica rimane, comunque, una valida soluzione tecnologica per le elevate tirature e per le produzioni di alta qualità. 46 Una novità che i produttori di tecnologie di stampa offset hanno introdotto negli ultimi anni è la stampa DI (direct image), chiamata anche computer to press, ovvero un procedimento in cui la forma di stampa viene preparata direttamente nella macchina da stampa. Questo sistema è applicato nella produzione di brevi e brevissime tirature, per i vantaggi che offre nei tempi di avviamento e set up della macchina. (questa tecnologia computer to press è applicata alla stampa offset). 4.3.3 Flessografia Nel caso della flessografia, una delle tecniche più innovative di stampa, esistono margini di miglioramento potenziale che ne fanno prevedere una ulteriore affermazione. Anche in questo caso i costi dei materiali costituiscono la principale barriera all’affermazione di una nuova tecnologia. A tutt’oggi la flessografia risulta una tecnica particolarmente competitiva nel settore degli imballaggi, grazie ai minori tempi di preparazione, alla migliore aderenza superficiale e al livello qualitativo raggiunto. 4.4 Innovazioni trasversali Alcune innovazioni sono così pervasive che superano i confini dell'innovazione di prodotto o di processo. 47 4.4.1 Oltre la carta: disegno di siti web Nell'ottica di fornire ai clienti un servizio completo, alcune aziende grafiche sono oggi in grado di proporre soluzioni non solo cartacee ma anche nell’ambito della realizzazione di siti web, dove possono far valere le loro capacità creative. Questo è un passo alla portata soprattutto delle aziende che hanno una forte competenza nell'attività di prestampa. 4.4.2 Digital Asset Management Alcune aziende di prestampa che prima impaginavano cataloghi si sono in seguito specializzate nella gestione del data base dei prodotti del cliente (immagini e testi) con sistemi che stanno sotto il termine di DAM (Digital Asset Management). Il DAM, sistema di organizzazione e di gestione dei contenuti in formato digitale, è il cuore dell’offerta. Il servizio va a integrare, senza stravolgerle, le tradizionali modalità operative delle case editrici, con l’obiettivo di supportare il nuovo modello di offerta dell'editore che integra al supporto cartaceo la fruizione elettronica, oltre ad ottimizzare l’efficienza interna riducendo al minimo gli sprechi. Con il DAM è possibile organizzare, catalogare, archiviare, ricercare, modificare e distribuire una vasta gamma di contenuti digitali: dalle pagine in formato PDF, ai Nativi (InDesign o 48 XPress), dai testi ai layout, dalle immagini ai suoni, dai filmati alle animazioni web. Il punto di partenza è la valorizzazione del PDF creato per la stampa e dei file originali (Xpress-InDesign) da cui deriva. I contenuti sono sempre disponibili all’editore per la ricerca, la condivisione e la distribuzione, in tempo reale e via web. Il sistema permette quindi di ottimizzare subito il processo produttivo, e in seguito di riutilizzare il contenuto per lavorazioni successive (estratti e ristampe anche ondemand, ebook, ridistribuzione multimediale e digitale, ecc.), in totale autonomia e sicurezza e risolvendo definitivamente i problemi di versioning. Ecco nel dettaglio le possibilità offerte all’editore dal sistema DAM: Facilitare l’integrazione tra prodotto cartaceo e digitale, secondo le più moderne strategie commerciali; Supportare in maniera semplificata ed automatica la trasformazione nei formati richiesti per l’erogazione on line dei contenuti - eBook, eReaders – es. ePub, dnl, mobi; Ridurre il time to market delle pubblicazioni, per il formato sia cartaceo sia digitale; Sviluppare e gestire in maniera efficace la distribuzione e la vendita via internet dei contenuti editoriali; Ottimizzare l’impiego delle tecnologie di print on demand, valorizzando anche le basse tirature presenti in catalogo; 49 Archiviare i propri contenuti (immagini, testi, file nativi, pdf oltre a file audio e video) riducendo notevolmente tempi e costi di ricerca; Accedere e riutilizzare con semplicità e immediatezza i propri contenuti per nuove pubblicazioni. 4.4.3 Variable Data Printing 5 Un aspetto della stampa digitale, che è alla base di potenziali innovazioni, è la capacità di produrre nuovi tipi di prodotti stampati e più specificamente di fare ciò come e quando lo desiderano i clienti. Questi prodotti a stampa si differenziano da quelli convenzionali non per il formato, né per inchiostri o caratteristiche fisiche speciali, bensì per il contenuto e per l'immediatezza. Il Variable Data Print (VAP) è un processo di stampa nel quale ogni pagina è potenzialmente diversa dalle altre. Con il termine di stampa on demand (On Demand Print, ODP) si far rifermento a stampe che vengono create e prodotte direttamente su richiesta del cliente. Un front-end software specifico per sistemi di stampa digitali è progettato per ottimizzare questo tipo di stampa e allo stesso tempo sfrutta tecnologieper la gestione di basi di dati per creare stampe digitali customizzate (VAP). 5 Fonte: BPIF (la principale associazione di imprese grafiche in UK) 50 Le stampe a richiesta e le stampe variabili sono spesso prodotte in lotti relativamente piccoli, sebbene non sempre. Man mano che i software di gestione si fanno più sofisticati e i professionisti del marketing cominciano ad apprezzare le potenzialità delle forme di stampa customizzate, diventa sempre più difficile classificare questa categoria in modo assoluto. Le forme più elementari di VAP sono rappresentate da semplici documenti personalizzati, come quelli in cui il nome del destinatario è stampato contecniche digitali su supporti che sono stati precedentemente stampati in modo convenzionale. Esistono però possibilità più sofisticate. La stampa transazionale è probabilmente la più vasta categoria di stampa variabile. È la forma più matura e quella più nota sul mercato. Essa riguarda prodotti come fatture stampate in massa, resoconti di conti correnti e delle transazioni di carte di credito, ordini di acquisto, documenti assicurativi, contratti e simili. La stampa è fortemente specializzata nei confronti del destinatario, ma per la maggior parte è finora stata monocromatica, senza informazioni pubblicitarie. Questo sta cambiando, con una crescita progressiva dell'uso del colore e l'introduzione di messaggi informativi e/o pubblicitari. Tutti i principali produttori di macchine per stampa digitale hanno dichiarato la propria intenzione di sviluppare questo mercato. Stampe variabili a colori anche molto complesse vengono sempre più impiegate nel marketing one-to-one. Stampati promozionali e materiali di marketing di ogni genere vengono progettati per portare messaggi 51 specifici e personalizzati. Questo tipo di stampe comprende brochure, cataloghi, inserti all'interno di riviste, posta e anche comunicati stampa. Molto di questo materiale, caratterizzato da forte immaginazione, ha obbiettivi ambiziosi. Alcuni esempi possono essere itinerari di viaggio, più svariati allegati e stampe per beni di consumo di lusso. Questi progetti richiedono un'attenta preparazione dei dati sottostanti, ma possono fornire tassi di risposta estremamente elevati. Il tasso di risposta per stampe digitali variabili può arrivare fino all'80%, per materiali con target molto accurato, e questo è molto più alto del 2% atteso per la normale stampa diretta di tipo statico o promozionale. L'alto tasso di risposta dipende chiaramente da un'efficace analisi dei database dei prospect, effettuata a monte. Questa è una considerazione fondamentale nella pianificazione dei progetti di stampa digitale variabile. La gestione del contenuto variabile richiede investimenti consistenti in tecnologie informatiche e le risorse, specialmente umane, per gestire efficacemente le basi di dati. Richiede un'attenta conoscenza dei clienti, delle loro abitudini e pattern di acquisto e dei loro interessi. Il valore di una pubblicazione realmente variabile risiede nell'aumento di probabilità di una risposta positiva e nella sua utilità per il cliente finale. Ciò può essere assicurato solo se i dati sui clienti sono accurati. In virtù degli alti tassi di risposta e della rilevanza per i lettori, gli acquirenti di prodotti stampati sono disposti a pagare prezzi anche elevati per la 52 stampa variabile, particolarmente per lotti molti piccoli prodotti su richiesta e “al volo”. È probabile che la stampa variabile si estenda a tutte le forme di stampa in cui può aggiungere valore. Si tratta di una questione di modelli di business più che di tecnologia. 4.4.4 Web-To-Print 6 Il Web-to-print, noto anche come Web2Print o remote publishing, è un processo di prestampa commerciale che riunisce contenuti digitali online e la produzione commerciale di materiale a stampa. Questo processo permette l'incontro tra una società di stampa, un cliente ed eventualmente un designer grafico per creare, editare e approvare online dei prototipi in formato digitale nella fase di prestampa. Questo processo si basa sovente su un ambiente di workflow basato su PDF (Portable Document Format) con risultati prodotti tipicamente tramite stampa digitale, anche se non esiste necessariamente il vincolo che la produzione finale sia effettivamente realizzata con tecniche digitali (il Web-to-print è usato anche per la stampa offset). Il Web-to-print è indirizzato sia a clienti commerciali sia al pubblico, ossia agli utenti finali. Entrambe queste categorie di clienti possono accedere a negozi virtuali su internet, pubblici o privati, resi disponibili 6 Fonte: Wikipedia 53 da aziende stampatrici. Su questi negozi virtuali, i clienti possono scegliere dei template predefiniti e modificarne i font, le immagini contenute e il layout, oppure approvare il layout e il progetto grafico predisposto da altre persone (creativi). La maggior parte dei siti di Webto-print permette ai clienti di realizzare queste modifiche partendo da template predefiniti, ma molti consentono anche l'upload di materiale originale del cliente per la produzione automatica di materiale stampato. Quando la produzione finale è realizzata con tecniche di stampa digitale, il template tipicamente viene trasformato in un file PDF che serve da master per la stampa. In processi di stampa più tradizionali, come la stampa offset, il template viene usato per preparare una o più lastre che vengono poi impiegate per nel processo finale di stampa. Esempi comuni di Web-to-print sono i siti che supportano, tra l'altro, la stampa di biglietti da visita, dépliant e carta intestata, stampate a colori o in bianco e nero su diversi tipi di carte e macchine di stampa. I sistemi Web-to-print si stanno anche espandendo con la possibilità di gestire le personalizzazione e la distribuzione di altri tipi di materiali per il maketing, come presentazioni, seminari, loghi, e anche email e altri media elettronici. Questo cambiamento avviene sulla spinta di clienti di tipo aziendale alla ricerca di strumenti e repository unificati per gestire tutte le necessità del marketing, stampa inclusa. L'interfaccia di un processo di Web-to-print è simile a quella del DTP (Desktop Publishing), nel senso che gli utenti, o i creativi grafici, usano software di DTP per creare dei template predefiniti. Questi template 54 sono poi presentati online per una successiva customizzazione da parte dei clienti finali e la produzione automatica da parte di aziende di stampatrici. A differenza del DTP, il Web-to-print può bypassare l'uso di strumenti di disegno professionale dal momento che i template usati in questo processo sono basati su un'interfaccia WYSIWYG (spesso accessibile via browser) che può essere usata da un cliente finale per editare e approvare il progetto di stampa, e successivamente dall'azienda stampatrice, senza più la necessità di assistenza o mediazione da parte di un grafico professionista. Le applicazioni commerciali del concetto Web-to-print possono includere tanto documenti stampati su richiesta (Print on Demand – POD) quanto materiale prestampato prelevato da magazzino. I documenti POD possono avere contenuto statico o includere elementi variabili (Variable Data Printing – VDP), una forma di POD che è usata principalmente per la personalizzazione di materiale di marketing con informazioni o dati del cliente estratti da un database. Il VDP è orientato alla customizzazione di massa, mentre il Web-to-print in sé si riferisce a modifiche fatte da un ordine all'altro. Il VDP è storicamente precedente al Web-to-print, anche se in origine il processo di prestampa si effettuava attraverso una stretta collaborazione con lo stampatore (per esempio, per documenti quali fatture commerciali e simili). Tra i vantaggi dell'uso di un sistema di Web-to-print vanno considerati la possibilità per aziende, creativi grafici, e per il pubblico in genere di accedere cataloghi online, pubblici o privati, tramite i quali sono possibili 55 variazioni dei template di prestampa fino all'ultimo momento prima della stampa vera e propria. Con questa tecnologia, il cliente può approvare i materiali senza il bisogno di un incontro di persona con lo stampatore. Inoltre, i template consentono al cliente di controllare loghi, marchi e altri contenuti di branding, dato che porzioni di template usate ripetutamente possono rimanere consistenti a cavallo di intere serie di progetti di stampa. Questo sistema può far risparmare tempo agli stampatori e denaro ai clienti. Lo svantaggio principale di questo sistema consiste nel fatto che imprese di stampa piccole e medie, così come brokers di stampa, sono in genere limitate nell'accesso a soluzioni software e sistemi server per l'offerta di servizi Web-to-print alla clientela. La maggior parte del software proprietario e commerciale che è stata concepita e realizzata per il Web-to-print ha ancora costi proibitivi per questa tipologia di aziende. Inoltre, questi sistemi spesso richiedono l'uso di sistemi digitali di stampa che solo grandi aziende possono permettersi. La sfida principale per l'espansione del Web-to-print è centrata da un lato sul contenimento dei costi di queste soluzioni, e dall'altro sulla capacità delle aziende di software e di hardware di far convergere strumenti di grafica vettoriale pensati per l'ambiente desktop con le tecniche basata su server progettate espressamente per soluzioni Webto-print. Inizialmente, sviluppi software custom hanno permesso alle maggiori imprese stampatrici di offrire servizi Web-to-print a clienti di grandi aziende, dopo di che importanti case di software sono entrate in questo business, tipicamente con soluzioni di fascia medio-alta. 56 Per venire incontro al costo proibitivo di soluzioni Web-to-print tradizionali (software, sistemi hardware, aggiornamenti periodici del software, staff tecnico etc), vengono offerte soluzioni Web-to-print hosted nella forma di Software-as-a-Service (SaaS). Usando questo modello, la creazione di applicazioni, la loro manutenzione, l'evoluzione, il supporto tecnico, gli upgrade, la gestione dei server, la connettività e tutto quanto ruota intorno agli aspetti tecnologici viene offerto sotto forma di un servizio out-sourced. Dato che il software, l'infrastruttura hardware e le risorse di supporto fanno riferimento a una larga base di clienti, i costi possono essere ridotti in modo significativo. Questo rende economicamente possibile per ogni stampatore offrire applicazioni e servizi Web-to-print, con modesti investimenti di tempo e capitale. Resta in ogni caso essenziale la disponibilità di connessioni Internet a banda larga. Le soluzioni SaaS sono generalmente distribuite attraverso un ambiente completamente online, e la riduzione dei costi deriva sostanzialmente dalla loro suddivisione su un grande numero di utenti. Un'altra opzione è quella di sviluppare soluzioni semplici che consentano di gestire la progettazione online, la valutazione del progetto di prestampa, l'offerta economica, la fatturazione e la gestione degli ordini da parte di aziende grafiche di piccole e medie dimensioni. Un'altra nicchia nelle soluzioni Web-to-print, che alcuni vedono come un indicatore di indirizzi futuri, è la messa a punto di strumenti di progettazione grafica WYSIWIG. Software di questo tipo permette agli utenti finali di muovere, inserire e cancellare elementi grafici all'interno 57 di template predefiniti, nei limiti di regole stabilite dagli amministratori di sistema. Software di questo tipo sta incominciando a sfumare le distinzioni tra soluzioni di Destop Publishing e sistemi Web-to-print, e permettono a utenti non professionali di editare e verificare in fase di prestampa i propri progetti grafici in un ambiente controllato 4.5 Stampa ecocompatibile (green printing) Come molte altre attività industriali, la stampa ha effetti sull'ambiente. Negli ultimi anni la stampa ha progressivamente impiegato inchiostri più ecocompatibili, carta riciclata e, più in generale, un approccio consapevole nei confronti del risparmio energetico. Questo fenomeno avviene anche sulla spinta della clientela: in UK, per esempio, molti stampatori incontrano difficoltà a rimanere nella lista dei fornitori preferenziali dei propri clienti (per non parlare dell'ingresso in tale lista) se non possono dimostrare le proprie credenziali ambientali. 7 Dato che per molti il costo di adeguarsi a uno standard ambientale può essere proibitivo in termini di tempo e di costo, la British Printing Industries Federation (BPIF), ha avviato un'iniziativa (finanziata tramite il Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale) per fornire supporto ambientale agli stampatori londinesi: il progetto EcoPrint London 8 fornisce alle aziende una solida policy ambientale da presentare ai 7 8 Fonte: BPIF http://www.britishprint.com/ecoprintlondon 58 clienti, oltre a una misura del footprint di CO2 e un piano di intervento ambientale. A scopo di approfondimento, riportiamo qui di seguito un estratto di 9 un'intervista di Print-Pack.it a Marco Rossi , consulente ambientale per le arti grafiche e docente. Il panorama nel nostro Paese è in forte evoluzione. Un atteggiamento più sensibile alle tematiche ambientali è stato stimolato dalle esigenze dei consumatori finali, che sempre più spesso richiedono prodotti e soluzioni ecocompatibili. Questo ha innescato un circolo virtuoso che ha coinvolto non solo gli stampatori ma, come visto alla Drupa, anche i fornitori di macchine e materiali per l’industria grafica. Oggi a tutti i livelli della filiera produttiva nel comparto grafico sono disponibili soluzioni cosiddette a basso impatto ambientale. Ci sono aziende nel nostro Paese che hanno intrapreso una vera e propria mission e attualmente stanno raccogliendo i frutti di quello che hanno seminato negli anni. Rispetto al panorama europeo, in particolare nell’Europa più avanzata, siamo in arretrato in termini di tematiche ambientali. Infatti, sono state proprio le richieste, provenienti dai Paesi d’oltralpe, di stampati made in Italy ecocompatibili a favorire questo percorso e hanno dato l’input ai grossi stampatori italiani per la realizzazione di prodotti ecologici e certificati. 9 “Stampa ecocompatibile, nucleo di una nuova cultura d’impresa” http://www.print-pack.it/scheda_speciali.asp?id=128 59 La conversione di un’azienda verso le tematiche ambientali può avvenire a più livelli e gli investimenti che ne conseguono sono in linea con il grado di trasformazione che l’azienda decide di raggiungere. Ci sono soluzioni per stampare “green” che vanno ad influenzare in maniera marginale i costi produttivi, ad esempio l’impiego di inchiostri vegetali anziché minerali comporta costi molto simili, così come l’utilizzo di energia da fonti rinnovabili non implica grandi differenze di costi. Anche i prezzi delle carte certificate si sono allineati a quelli dei supporti non certificati. L’investimento aumenta nel momento in cui l’azienda sceglie di coinvolgere nella trasformazione anche il parco macchine in prestampa e stampa. In questo ultimo caso, il governo tende normalmente a supportare l’investimento con incentivi che consentono di usufruire di sgravi fiscali fino al 30-40% del costo dell’impianto. In questo modo si ottengono veri e propri benefici economici. Il percorso per una strategia a 360° può essere attivato in meno di un anno, senza bisogno di rallentare la produzione. I vantaggi economici sono commisurati alla comunicazione che l’azienda intraprende per informare del passo fatto, questi due step devono essere combinati. A priori è necessario convertirsi al verde, ma la trasformazione deve essere comunicata sia all’interno, per condividere e rendere parte attiva tutti gli attori dell’azienda, sia all’esterno, per ottenerne un ritorno commerciale, altrimenti resta fine a se stessa. Eventi, newsletter, workshop, pubblicità mirata a chi è più sensibile alle tematiche ambientali sono le iniziative che consentono di 60 aggiornare e informare i clienti finali del percorso intrapreso e dei traguardi raggiunti. Un’azienda che decide di intraprendere un percorso ambientale per ottenere delle certificazioni lo fa in maniera volontaria, per testimoniare, attraverso un ente indipendente di terza parte, che effettivamente sta mettendo in atto quanto dichiara. La certificazione è una sorta di garanzia per il cliente finale, e ha una valenza effettiva in alcuni casi specifici, soprattutto per chi lavora con la Pubblica Amministrazione. Nell’ottica di GPP (Green Public Procurement), infatti, sono sempre più numerose le PA che fanno acquisti “verdi” e richiedono quindi tali certificazioni, in particolare riguardo alla carta. Le aziende grafiche che sono in possesso di tali certificazioni vengono premiate con un punteggio più alto e quindi il prezzo non diventa più l’unica discriminante per aggiudicarsi l’appalto. Le normative che le aziende devono seguire per ottenere un’attività variano da paese a paese, mentre se parliamo di certificazioni ambientali sono uguali o simili in tutti i Paesi. C’è comunque chi si è differenziato, come ad esempio la Francia, che ha creato una sorta di certificazione denominata Imprimvert, un’autodichiarazione in cui si certifica di possedere determinati requisiti che lo standard richiede. In Inghilterra, Francia e Germania le aziende certificate sono un numero maggiore rispetto all’Italia. 61 5. Mercato 5.1 Congiuntura10 Nel primo semestre 2010 il settore ha conosciuto un peggioramento rispetto alla situazione del secondo semestre dell’anno precedente. Infatti, il saldo relativo alla produzione corrente è passato da -13,8% a 22,7% e quello degli ordini è diminuito da -16% a -24,4%. Le difficoltà del settore sono da imputare al mercato interno, in cui gli ordini sono diminuiti da -23,1% a -26,5%, mentre segnali di ripresa vengono dagli ordini UE ed extra-UE, i primi aumentati da 0 a 22,9% e i secondi passati da -12% a 18,7%. Considerazioni analoghe valgono per il fatturato, che ha subito una contrazione da -20,2% a -27,9%, dovuta interamente al mercato interno rispetto a quello estero, che come per gli ordini mostra segnali di ripresa. In calo anche l’occupazione, scesa dal saldo di -9,3% del secondo semestre 2009 a -23,6% del primo semestre 2010. Pur rimanendo in territorio negativo, migliora invece la profittabilità che passa dal saldo di -44,3% a quello di -6,8%. Anche le previsioni sono negative e in peggioramento rispetto alla rilevazione sul secondo semestre 2009. Il saldo della produzione attesa passa da -4,7% a -20%, così come gli ordini attesi (da -1,8% a -19,5%) 10 Fonte: Confapi – Ufficio Studi 62 e il fatturato atteso (da -3,9% a -20%). Indicazioni di recupero vengono comunque dal mercato UE sia per gli ordini che per il fatturato. In forte calo le aspettative sull’occupazione (da -5,9% a -26,5). 5.2 Riassunto del quadro economico Il grafico sottostante 11 rappresenta l'andamento della congiuntura. Figura 1 - Settore grafico: produzione, ordini e fatturato 1° semestre 2010 La tabella che segue 12 riassume il quadro esposto nei capitoli precedenti. 11 12 Fonte: Confapi – Ufficio Studi Fonte: Confapi – Ufficio Studi 63 I sem 2009 II sem 2009 I sem 2010 Livello della produzione -21,15 -13,79 -22,66 Livello degli ordini -22,64 -15,97 -24,41 Ordini Italia -29,41 -23,16 -26,50 Ordini UE -4,17 0,00 22,86 Ordini Extra UE -25,00 -12,00 18,75 Fatturato -30,00 -20,18 -27,87 Fatturato Italia -27,08 -22,99 -29,57 Fatturato UE -7,69 -2,63 11,76 Fatturato extra UE -35,29 -19,23 5,88 Occupazione -14,58 -9,26 -23,64 Ore di lavoro straordinario -43,33 -37,29 -24,32 Produzione attesa -13,04 -4,72 -20,00 Ordini attesi -8,16 -1,83 -19,51 Ordini attesi Italia -4,35 -1,22 -23,28 Ordini attesi UE 26,92 17,95 6,45 Ordini attesi extra UE -17,65 -7,69 -17,65 Fatturato atteso -10,64 -3,88 -20,00 Fatturato atteso Italia -6,82 -3,90 -21,74 Fatturato atteso UE 20,00 15,79 3,03 Fatturato atteso extra UE -5,88 0,00 -17,65 Occupazione attesa -13,33 -5,94 -26,53 Variazione Utile Lordo -52,38 -44,29 -6,82 -35,29 -52,81 5,13 17,19 0,00 26,23 -11,90 15,79 -5,17 10,00 -10,26 Accesso al credito Debito bancario a breve termine Debito bancario a lungo termine Autofinanziamento Tabella 1 - Settore grafico: quadro congiunturale aggiornato al 1° semestre 2010 64 5.3 Il profilo del lavoratore del settore grafico Per definire i fabbisogni formativi del settore è fondamentale conoscere le caratteristiche socio-demografiche dei potenziali destinatari, sia imprenditori che dipendenti. Da un punto di vista anagrafico, l’età media di tutti gli operatori del settore si aggira intorno ai 40 anni, con lavoratori dipendenti intorno ai 35 anni e scolarità media ed imprenditori con un’età media di 52 anni ed un livello di istruzione medio-alto. Quest’ultimo dato è piuttosto importante per spiegare la scarsa disponibilità e volontà di investire nella formazione da parte degli imprenditori del settore. Inoltre è frequente che i titolari siano alla prima esperienza imprenditoriale perché hanno rilevato o sono divenuti soci dell’impresa in cui erano dipendenti e provengano comunque dal settore. Per tali ragioni il titolare ha spesso un ruolo operativo, impegnato essenzialmente nella produzione e nel controllo della stessa. Proprio questo aspetto farebbe emergere l’importanza della formazione per l’imprenditore, soprattutto sui temi di contenuto gestionale (controllo dei costi) ed organizzativo (gestione del personale e informatizzazione delle procedure amministrativo-contabili). Tutto ciò diviene ancora più rilevante se si considera che buona parte degli imprenditori non si ritiene sufficientemente informata, soprattutto per mancanza di tempo e per i costi da sostenere. 65 Pertanto, possiamo concludere che solo gli imprenditori “innovativi” hanno individuato nella formazione personale e dei propri collaboratori un elemento di crescita generalizzata dell’impresa e di supporto agli investimenti che gli stessi realizzano nella propria attività (automatizzazione, prodotti che nascono in relazione al triangolo “esigenza, qualità e prezzo”, attenzione all’efficienza e all’efficacia). 66 6. Previsioni evolutive delle aziende Le informazioni seguenti provengono dalle interviste con le aziende del campione. Si ricorda che le aziende intervistate sono tutte PMI. 6.1 Investimenti Tenendo conto della situazione del mercato, l'indagine ha verificato presso le aziende del campione quale fosse la natura degli investimenti previsti a medio/lungo termine. Figura 2 - Natura degli investimenti a medio/lungo termine 67 6.2 Variazione dei servizi offerti Nel complesso, quasi tutte le aziende intervistate prevedono di variare l'insieme dei servizi offerti. Le indicazioni ricevute sono: Figura 3 - Variazioni previste nell'insieme dei servizi offerti 6.3 Variazione dei processi produttivi Un quadro simile si presenta osservando le previsioni di variazione dei processi produttivi. 68 Figura 4 - Variazioni previste nei processi produttivi 6.4 Adozione di nuove tecnologie La maggioranza delle aziende intervistate prevede l'adozione di nuove tecnologie. Si osserva un grande sforzo di adeguamento tecnico su più fronti e la ricerca di maggiore efficienza, manifesta nell'intenzione di impiegare software e automazione innovativi. In conseguenza vengono dismesse le linee e le attrezzature obsolete o comunque non più competitive. 69 Figura 5 - Nuove tecnologie di cui si prevede l'adozione Figura 6 - Tecnologie attualmente impiegate di cui si prevede la dismissione 70 7. Formazione 7.1 Formazione finanziata tramite fondi interprofessionali paritetici 7.1.1 Adesione a fondi paritetici La metà circa delle aziende intervistate risultano aderenti a fondi interprofessionali paritetici per la formazione. L'unico fondo a cui è dichiarata l'adesione è il FAPI (sotto questo aspetto il campione non può essere considerato rappresentativo della distribuzione delle adesioni sul totale delle aziende italiane): Figura 7 - Appartenenza a fondi interprofessionali paritetici 71 Una quantità sorprendente di aziende dichiara di non sapere se è iscritta oppure no a qualche fondo paritetico, e anche quelle che sanno di essere iscritte a volte non conoscono nemmeno il nome del proprio fondo. Questo fatto in realtà è largamente diffuso nelle realtà aziendali (anche di medie dimensioni) e va visto come una conferma della strada ancora da percorrere sulla via della informazione in merito alla esistenza e alle finalità dei fondi interprofessionali paritetici. 7.1.2 Formazione effettuata Tra le aziende aderenti, non tutte (poco più del 40%) hanno già effettuato o dichiarano di voler effettuare formazione finanziata tramite fondi paritetici, sebbene con un trend in forte crescita previsionale. Riguardo alla natura della formazione effettuata o prevista, si nota una certa prevalenza della formazione tecnica. Figura 8 - Formazione effettuata (finanziata tramite fondi interprofessionali paritetici) 72 Nel caso della formazione su aspetti tecnologici, le tematiche menzionate sono quasi sempre generiche (“formazione tecnica”, “aggiornamento nella prestampa e stampa”, etc). L'unica tecnologia menzionata espressamente riguarda il controllo del colore e la qualità della resa visiva. Considerazioni analoghe possono farsi a proposito della formazione non tecnica. Anche qui le tematiche sono per lo più generiche gestionale”, “formazione commerciale”, “formazione (“formazione manageriale”, “marketing”). Forse un po' più preciso il riferimento al controllo di gestione. 7.1.3 Grado di soddisfazione Tutte le aziende che hanno effettuato formazione finanziata tramite fondi si sono dichiarate complessivamente soddisfatte. Figura 9 - Difetti segnalati in merito alla formazione finanziata tramite fondi interprofessionali paritetici 73 I difetti, che comunque sono stati segnalati, non riguardano tanto la qualità della formazione effettivamente erogata quanto piuttosto aspetti organizzativi, riguardanti più che altro i rapporti tra l'azienda e il fondo finanziatore. Queste indicazioni sembrano coerenti con un quadro in cui le aziende presentano i piani formativi direttamente senza intermediari accreditati e fanno formazione anche impiegando personale interno come docente. 7.2 Formazione finanziata tramite risorse proprie Una quota considerevole (57%) delle aziende intervistate ha effettuato formazione finanziata tramite risorse proprie, a volte in aggiunta altre volte in alternativa alla formazione finanziata tramite fondi interprofessionali paritetici. Il numero degli addetti formati è stato più o meno stabile nei recenti anni passati, e non si prevede una crescita nel futuro. 7.2.1 Formazione effettuata Anche in questo caso si osserva una forte prevalenza della formazione tecnologica. 74 Figura 10 - Formazione effettuata (finanziata con risorse proprie) Nel caso della formazione tecnologica le tematiche menzionate specificamente riguardano: Preparazione all'uso di nuovo software; Aggiornamento connesso con l'uso dei vari macchinari; Disegno grafico; Impaginazione; Formazione degli operatori di stampa. La formazione su aspetti non tecnologici è varia e comprende formazione: Gestionale; Amministrativa; 75 Marketing; Commerciale; Lingue straniere; Organizzazione della produzione; Sicurezza sul lavoro. Si osserva in generale una maggior definizione degli obbiettivi perseguiti attraverso la formazione finanziata con risorse proprie rispetto a quella finanziata tramite fondi interprofessionali paritetici. 7.2.2 Grado di soddisfazione Il grado di soddisfazione segnalato sembra totale: un 13% di aziende circa si dichiara “molto soddisfatto”, le restanti “soddisfatto”. Circa il 40% delle aziende intervistate afferma che il costo di questo tipo di formazione, che grava per intero sul bilancio aziendale, ne rappresenta anche il principale difetto. Le aziende mettono anche in evidenza come i costi elevati possano rendere problematica l'attuazione di un piano di formazione continuata. Infine, un certo numero di aziende (12% circa) afferma di incontrare difficoltà a trovare docenti preparati (in particolare sul disegno grafico). 76 7.3 Motivazione della scelta di finanziare la formazione tramite risorse proprie Tipicamente le aziende motivano la scelta di effettuare formazione finanziata con risorse proprie invece di ricorrere al finanziamento tramite fondi interprofessionali paritetici facendo riferimento a esigenze di flessibilità organizzativa, e citando i difetti della formazione finanziata tramite fondi paritetici (vedere capitolo 7.1.3). In particolare vengono messi in evidenza: I tempi lunghi tra la pubblicazione degli avvisi e il momento in cui diventa possibile avviare la formazione, che non permettono di rispondere a esigenze che richiedono interventi immediati e comunque rendono difficile la programmazione della formazione; La complessità delle procedure; L'impossibilità di includere nella formazione i soci lavoratori. In alcuni casi sembra che vi siano anche difetti di informazione, come il ritenere che per certi temi formativi non siano disponibili risorse da parte dei fondi interprofessionali paritetici. 77 8. Bibliografia “Il settore grafico Lombardo. Innovazione e fabbisogni professionali e formativi”, a c. Alberto Bramanti, Franco Angeli, 2009 “Laboratorio PMI - Indagine congiunturale I semestre 2010”, Centro Studi Confapi, ufficio Corporate Sector Analysis CIB Strategy&Marketing, allegato alla rivista Scenari Economici, 2010 “Desktop publishing”, Wikipedia, L'enciclopedia libera, http://it.wikipedia.org/w/index.phptitle=Desktop_publishing&oldid=36599 941 (in data 24 febbraio 2011). “Web-to-print”, Wikipedia, L'enciclopedia libera, http://en.wikipedia.org/w/index.php?title=Web-toprint&oldid=412764675 (in data 24 febbraio 2011). “Variable Data Printing”, Laurel Brunner, http://www.britishprint.com/filemanager_net/files/download_files/Tech_ Ware/PPH%2007%20-%206.2%20VD.pdf (in data 24 febbraio 2011). 78 “EcoPrint London”, http://www.britishprint.com/ecoprintlondon/page.asp?node=1&sec=Hom e (in data 24 febbraio 2011). “About EcoPrint London”, http://www.britishprint.com/ecoprintlondon/page.asp?node=13&sec=Ab out_Eco_Print_London , (in data 24 febbraio 2011). “Stampa ecocompatibile, nucleo di una nuova cultura d’impresa”, intervista a Marco Rossi, http://www.print-pack.it/scheda_speciali.asp?id=128 (accesso in data 24 febbraio 2011). “THE INSIGHT REPORT - digital printing directions - Trends & Opportunities”, Prof. Frank Romano Studio commissionato da Canon Europa per la presentazione al Drupa 2008 http://www.canon.it/About_Us/Press_Centre/Press_Resources/White_P apers_and_Reports/Insight_Report.asp (accesso in data 24 febbraio 2011). 79 Finito di stampare nel marzo 2011 Presso Quadrifolio S.p.a. Via Emilia 17, 24052 Azzano San Paolo (BG) ISBN: 978-88-905456-5-8 Copyright FAPI ISBN 978-88-905456-5-8 Edizioni Via del Gesù, 62 00186 Roma tel 066977081 fax 0669925420 www.fondopmi.it [email protected] Codice a barre 9 788890 545658