Grafica e Comunicazione
Competere con successo in un
mercato globale in movimento
Nuove tecnologie e nuovi modelli di servizio
richiedono nuove competenze
Grafica e Comunicazione
Competere con successo in un mercato globale in
movimento
Nuove tecnologie e nuovi modelli di servizio richiedono
nuove competenze
Comitato di Monitoraggio: Francesco Poloni (Presidente UNIGEC), Andrea Merli
(CONFAPI), Cesare Trebeschi (CESPIM), Walter Pilato (SLC CGIL), Piero Ferrulli (FISTEL
CISL), Alessandro Cucchi (UILCOM UIL)
Direzione Scientifica: Massimo Vanetti
Coordinamento: CESPIM srl
Hanno collaborato alla ricerca: CESPIM Lombardia, CESPIM Liguria, CESPIM Veneto,
CESPIM Campania, Olga Totti, Giovanni Di Genio, Silvano Miniato, SLC CGIL, FISTEL
CISL
INDICE
1. SCOPO............................................................................................ 11 2. SINTESI........................................................................................... 12 3. UN SETTORE DIFFICILMENTE INQUADRABILE......................... 14 3.1 UN TENTATIVO DI DEFINIZIONE .......................................................... 14 3.2 IL CICLO PRODUTTIVO NEL DETTAGLIO ............................................... 18 3.2.1 Stampa Tipografica (non più usato).................................... 24 3.2.2 Stampa Offset ..................................................................... 24 3.2.3 Stampa Rotocalco .............................................................. 28 3.2.4 Stampa Flessografica ......................................................... 29 3.2.5 Stampa Serigrafica ............................................................. 31 3.2.6 Stampa Digitale .................................................................. 32 4. CAMBIAMENTI IN ATTO................................................................ 39 4.1 SITUAZIONE GENERALE..................................................................... 39 4.2 INNOVAZIONE DEL PRODOTTO ........................................................... 42 4.3 INNOVAZIONE DEL PROCESSO ........................................................... 43 4.3.1 Desktop Publishing (DTP) .................................................. 43 4.3.2 Stampa offset e rotocalco ................................................... 45 4.3.3 Flessografia ........................................................................ 47 4.4 INNOVAZIONI TRASVERSALI ............................................................... 47 4.4.1 Oltre la carta: disegno di siti web........................................ 48 4.4.2 Digital Asset Management.................................................. 48 4.4.3 Variable Data Printing ......................................................... 50 4.4.4 Web-To-Print ...................................................................... 53 4.5 STAMPA ECOCOMPATIBILE (GREEN PRINTING) .................................... 58 5. MERCATO....................................................................................... 62 5.1 CONGIUNTURA ................................................................................. 62 5.2 RIASSUNTO DEL QUADRO ECONOMICO ............................................... 63 5.3 IL PROFILO DEL LAVORATORE DEL SETTORE GRAFICO ......................... 65 6. PREVISIONI EVOLUTIVE DELLE AZIENDE ................................. 67 6.1 INVESTIMENTI .................................................................................. 67 6.2 VARIAZIONE DEI SERVIZI OFFERTI ...................................................... 68 6.3 VARIAZIONE DEI PROCESSI PRODUTTIVI ............................................. 68 6.4 ADOZIONE DI NUOVE TECNOLOGIE ..................................................... 69 7. FORMAZIONE................................................................................. 71 7.1 FORMAZIONE FINANZIATA TRAMITE FONDI INTERPROFESSIONALI
PARITETICI ................................................................................................ 71 7.1.1 Adesione a fondi paritetici................................................... 71 7.1.2 Formazione effettuata ......................................................... 72 7.1.3 Grado di soddisfazione ....................................................... 73 7.2 FORMAZIONE FINANZIATA TRAMITE RISORSE PROPRIE......................... 74 7.2.1 Formazione effettuata ......................................................... 74 7.2.2 Grado di soddisfazione ....................................................... 76 7.3 MOTIVAZIONE DELLA SCELTA DI FINANZIARE LA FORMAZIONE TRAMITE
RISORSE PROPRIE
..................................................................................... 77 8. BIBLIOGRAFIA............................................................................... 78 INDICE DELLE TABELLE
Tabella 1 - Settore grafico: quadro congiunturale aggiornato al 1°
semestre 2010 ................................................................................ 64 INDICE DELLE FIGURE
Figura 1 - Settore grafico: produzione, ordini e fatturato 1° semestre 2010
........................................................................................................ 63 Figura 2 - Natura degli investimenti a medio/lungo termine.................... 67 Figura 3 - Variazioni previste nell'insieme dei servizi offerti.................... 68 Figura 4 - Variazioni previste nei processi produttivi .............................. 69 Figura 5 - Nuove tecnologie di cui si prevede l'adozione........................ 70 Figura 6 - Tecnologie attualmente impiegate di cui si prevede la
dismissione ..................................................................................... 70 Figura 7 - Appartenenza a fondi interprofessionali paritetici ................... 71 Figura
8
-
Formazione
effettuata
(finanziata
tramite
fondi
interprofessionali paritetici) ............................................................. 72 Figura 9 - Difetti segnalati in merito alla formazione finanziata tramite
fondi interprofessionali paritetici...................................................... 73 Figura 10 - Formazione effettuata (finanziata con risorse proprie) ......... 75 1. Scopo
Questa ricerca ha come obbiettivo:

Rappresentare un quadro della realtà delle PMI del settore
grafico nel contesto della congiuntura presente;

Analizzare prospettive e potenzialità evolutive del settore:

Rappresentare il divario tra le nuove competenze richieste per
porre in pratica le potenzialità individuate e le effettive
competenze richieste;

Individuare linee guida per l'elaborazione di percorsi formativi
appropriati.
La ricerca è stata condotta facendo riferimento alle indicazioni fornite da
un gruppo di esperti del settore, integrate da indagini documentali e
verificate per mezzo di una serie di interviste presso un campione di
aziende operanti in diverse regioni d'Italia.
Si sottolinea che la predetta fase di interviste in azienda non intende
rappresentare uno scenario descrittivo del quadro italiano delle PMI, ma
ha lo scopo di verificare quanto emerso nella fase precedente
dell’indagine. In altre parole le interviste sono utili per riscontrare,
presso alcune realtà produttive della CONFAPI, degli scenari tematici
della
ricerca
estrapolati
dalla
letteratura
esistente
e
disegnati
nell’ambito del tavolo degli esperti.
11
2. Sintesi
La crisi del settore grafico in Italia è doppiamente profonda, perché la
crisi dell'economia mondiale viene a incidere su una situazione
preesistente di profondo malessere.
Tale malessere ha origine nell'elevatissimo numero di aziende operanti
nel settore: circa 13000, ossia il doppio di quelle esistenti in Germania o
in Francia, il triplo delle aziende grafiche giapponesi.
In un contesto del genere le PMI faticano a saturare la capacità delle
proprie linee produttive, anche tenendo conto che le moderne macchine
per l'industria grafica sono costose e orientate ad alte capacità
produttive. Non aiuta la tradizionale difficoltà degli imprenditori italiani
ad aggregarsi per ottenere economie di scala.
E’ opinione condivisa unanimemente nel gruppo di esperti la bassa
propensione alla formazione delle PMI del settore grafico. Il dato è
perfettamente coerente con quanto emerge nel contesto nazionale. Le
imprese italiane che investono in attività di formazione continua sono il
32%, cioè circa 70 mila (DATI ISTAT). Dal momento che la media
europea si attesta intorno al 60%, il nostro Paese si aggiudica il
terzultimo posto, davanti a Bulgaria e Grecia. Le variabili che
influenzano la propensione agli investimenti nella formazione del
personale sono la dimensione dell’azienda e il settore. Negli ultimi 5
anni la percentuale di imprese che hanno svolto formazione continua
per il proprio personale passa dal 25,6 per cento nella fascia con 10-19
12
addetti al 96,7 per cento in quelle con almeno mille addetti. Si consideri
che la fascia con 10-19 addetti è proprio la classe dimensionale media
delle imprese grafiche.
13
3. Un settore difficilmente inquadrabile
3.1
Un tentativo di definizione
Dare una definizione esatta di cosa si intende per “settore grafico” non
è molto semplice; in primo luogo per la genericità con cui viene
utilizzato comunemente il termine “grafico”, in secondo luogo per la
complessità che contraddistingue il settore stesso. Oggi questo settore
appartiene di fatto all’ambito della comunicazione, non solo cartacea
ma elettronica in tutte le sue forme. Anche il nuovo indirizzo tecnico
della scuola secondaria superiore non si chiama più indirizzo graficostampa, ma grafico-comunicazione.[bram]
Nel sistema di classificazione delle attività, il settore della grafica e
dell’editoria
è
collocato
nell’ambito
dell’industria
manifatturiera.
Secondo una definizione tradizionale, all’industria grafica fanno capo le
attività che trattano l’insieme dei procedimenti tecnologici e lavorativi
che contribuiscono alla elaborazione e realizzazione dello stampato
attraverso le fasi di prestampa, stampa e poststampa, secondo quanto
riportato sinteticamente nell’elenco che segue:

L’ideazione/progettazione. Il progettista grafico, presi in esame i
testi da riprodurre e le illustrazioni da inserire nello stampato,
ipotizza una prima loro collocazione nelle varie facciate del
prodotto assegnando un’ipotesi di ingombro e posizione. Questo
14
primo schema di attribuzione spazi per testi e illustrazioni
prende il nome di timone;

La fase di prestampa parte dall’inizio di un progetto grafico e si
conclude con la produzione della forma di stampa (matrice) e la
sua installazione sulla macchina di stampa;

La fase di stampa consiste nella riproduzione di testi o immagini
sul supporto di stampa e contempla l’impiego di procedimenti e
tecnologie anche molto differenti tra loro in funzione di vari
elementi quali la tipologia di prodotto, la tiratura, il materiale del
supporto di stampa, ecc. La stampa è naturalmente la fase
fondamentale dell’intero processo grafico;

La fase di poststampa comprende la plastificazione e le diverse
operazioni della legatoria che conducono al prodotto finito.
Le predette fasi di produzione possono definire anche vere e proprie
aree di specializzazione di aziende di piccole e medie dimensioni,
esistono cioè aziende che si specializzano in una delle suddette fasi.
Abbiamo detto quindi che il settore grafico appartiene all’industria. Il
termine industria definisce un concetto ben preciso collegato alla natura
e alle caratteristiche dei suoi prodotti: l’industria è l’insieme delle attività
economiche con cui si realizzano prodotti materiali attraverso un
processo di trasformazione. Dal campo industriale vanno quindi sottratti
i prodotti agricoli e, in genere, della natura, oltre a tutti i prodotti
15
immateriali, come ad esempio i trasporti, le telecomunicazioni, i servizi
finanziari e via dicendo.
Il settore della grafica e dell’editoria è quindi considerato industriale
perché i suoi prodotti sono materiali (giornali, libri, pubblicazioni, dischi),
ma si tratta di un caso alquanto singolare. Infatti, con un’ottica di settore
si può affermare che il valore dei prodotti grafico/editoriali è dato
soprattutto dal loro contenuto immateriale di idee, trovate, immagini,
conoscenza, molto più che dal supporto materiale che li contiene.
Questo per sottolineare che le caratteristiche di questo settore possono
essere considerate più similari a quelle dei servizi che non a quelle
dell’industria: vedi il rapporto elevato tra valore aggiunto e valore della
produzione, vedi l’alto livello di istruzione e di retribuzione degli addetti
(più nell’ambito specifico dell’editoria), vedi la concentrazione nelle aree
urbane.
Inoltre, lo sviluppo tecnologico e le forti interrelazioni con produzioni
affini hanno determinato l’allargamento del settore grafico
fino a
comprendere, da una parte:

Produzione e trasmissione di prodotti su supporto digitale.
e, dall’altra:

La cartotecnica;

La trasformazione della carta e del cartone.
16
E’ inoltre considerevolmente aumentata la rilevanza assunta da altri
materiali quali tessuti e materiali plastici; pertanto del settore grafico si
considera facciano parte anche le imprese produttrici di

imballaggi flessibili stampati.
Le produzioni che riportano al settore grafico si sono dunque
notevolmente diversificate nel tempo, espandendone di conseguenza i
confini e modificandone sensibilmente la composizione.
Inoltre possiamo dare una lettura più orizzontale del settore. Possiamo
distinguere 3 gruppi di attività che compongono il comparto grafico:

Editoria. In questo gruppo sono incluse le unità produttive e le
imprese impegnate nell’edizione di giornali, riviste, altri periodici
e libri;

Stampa e attività dei servizi connessi alla stampa. In tale
gruppo sono comprese le attività di stampa che producono
giornali, libri, periodici, moduli commerciali, biglietti d’auguri e
altro materiale. Vengono incluse, inoltre, anche le attività di
supporto, quali ad esempio la rilegatura, la preparazione di
lastre, ecc.

Riproduzione di supporti registrati. Comprende le attività di
riproduzione di registrazioni sonore, video e informatiche. Si
tratta, in realtà, di settori molto differenti fra loro per prodotto,
mercato, tecnologie e tipologie produttive, concatenati tuttavia
nel processo produttivo che origina dalla materia prima e
17
termina con il prodotto editoriale “tradizionale” (libri, quotidiani,
periodici, ecc.).
Lo sviluppo di tecnologie informatiche e telematiche e di prodotti di
natura sempre più digitale, ha dato inizio ad un generale riassetto
organizzativo sia nel settore della grafica che dell’editoria. Entrambi i
comparti si sono avvicinati progressivamente alla natura di servizio in
luogo di un’organizzazione di tipo industriale. Il risultato della suddetta
dinamica ha causato una concentrazione di funzioni, la semplificazione
delle
strutture
organizzative
e
l’omogeneizzazione
delle
figure
professionali caratteristiche della grafica e dell’editoria, a prescindere
dal medium del prodotto finale, cartaceo o elettronico, tradizionale o
multimediale.
La stampa, tuttavia, grazie a proprie caratteristiche uniche e peculiari,
appare destinata a mantenere un ruolo distintivo e insostituibile, pur
dovendo ormai entrare in contatto con la concorrenza dei nuovi media;
con i quali comunque, sono possibili soluzioni di integrazione e stretta
sinergia.
3.2
Il ciclo produttivo nel dettaglio
Il prodotto grafico, come già segnalato in precedenza, non è mai
identificabile con una realizzazione standard; pur all’interno di
determinati processi lavorativi ripetitivi, infatti, gli stampati richiedono
sempre la realizzazione, in ogni edizione, di qualche cosa di nuovo e di
18
diverso. Qualsiasi prodotto stampato, ha origine da un’idea, di un
editore, di un autore, di un creative director; saranno poi gli art director,
i copywriter, gli illustratori e i grafici a trasformare questa idea in un
progetto che sia efficace e tecnicamente attuabile.
Questa fase più propriamente creativa, indicata precedentemente come
fase di ideazione/progettazione, precede la lavorazione grafica
propriamente detta.
Il contenuto di un prodotto stampato è scelto e definito dal committente
(o cliente) che decide quali testi devono comparire e quali “figure” lo
devono illustrare e completare. La forma è anch’essa decisa dal
committente ma assai spesso, fornite alcune indicazioni di massima su
quanto desidera venga realizzato, affida la progettazione dell’aspetto da
dare al contenuto a personale specializzato (i grafici) che studiano
come e con quali caratteristiche sistemare i testi e le illustrazioni sulle
varie facciate del prodotto. Anche le scelte sulla forma fisica del
prodotto possono venir affidate ai grafici anche se in questo caso la
libertà di scelta del progettista è più limitata essendo generalmente più
vincolante il desiderio del cliente di avere un determinato tipo di oggetto
sia esso libro, scatola, dépliant o quant’altro. Il progettista grafico, presi
in esame i testi da riprodurre e le illustrazioni da inserire nello stampato,
ipotizza una prima loro collocazione nelle varie facciate del prodotto
assegnando un’ipotesi di ingombro e posizione. Questo primo schema
di attribuzione spazi per testi e illustrazioni prende il nome di timone. (il
termine timone si usa solo nel giornali-quotidiani; il termine più preciso
è menabò o bozza)
19
Se approvato, dal timone la progettazione prosegue dando origine al
Menabò o Layout: si tratta di un fac-simile (modello) del prodotto finito
nel quale vengono inseriti negli spazi designati i testi (con le dimensioni
ed i caratteri scelti) e copie delle illustrazioni prescelte portate nel taglio
e nel formato ipotizzato dal progettista.
Anche questo progetto viene sottoposto ad approvazione e, apportate
le eventuali modifiche concordate, il menabò assume la sua forma
definitiva diventando la guida insostituibile per tutte le lavorazioni che
porteranno al prodotto finito. Mano a mano che la preparazione dei testi
e delle illustrazioni prosegue il layout viene riassemblato con versioni
sempre più aggiornate e precise delle componenti lo stampato: testi ed
illustrazioni. È opportuno precisare che per testo si intendono anche
solo parole, nomi di prodotto, slogan etc mentre per illustrazioni si
intendono anche fregi, decorazioni, fondi colorati o disegni, figure
astratte etc.
Mano a mano che l’aggiornamento del layout prosegue e che vi
vengono apportate quelle modifiche che si sono rivelate opportune
rispetto alla versione iniziale, esso assume la validità di documento
contrattuale una volte che, come abitualmente accade, sia stato firmato
per approvazione dal committente che lo rende in tal modo il modello
cui l’azienda realizzatrice dovrà attenersi.
La fase di prestampa è quella in cui vengono elaborati e impaginati,
secondo le indicazioni del grafico, i testi e le immagini in modo da
creare il file per la successiva fase di stampa. Le tecnologie elettroniche
20
e informatiche hanno profondamente impattato su questa fase del
processo di stampa, portando ad un controllo pressoché totale della
stessa tramite computer e ad una sua completa integrazione con la
fase di progettazione.. . L’operazione più importante e complessa è
quella che prevede l’elaborazione delle illustrazioni, che vengono
sottoposte a numerose e attente trasformazioni, finalizzate ad ottenere
la più fedele riproduzione del soggetto rappresentato. Gli originali delle
illustrazioni devono subire numerose trasformazioni allo scopo di poter
essere trasferiti sulle forme di stampa e conseguentemente stampati. In
primo luogo si procede al taglio ed alla modifica del formato. In questo
senso, i sw disponibili hanno contribuito a rendere più semplici ed
efficaci le complesse elaborazioni che devono essere eseguite sulle
immagini, ma il fattore umano gioca sempre un ruolo fondamentale per
un buon risultato finale; non solo per la componente di creatività, che
solo quest’ultimo può inserire nel processo produttivo, ma anche per la
crescente necessità di una formazione professionale specializzata, in
grado di utilizzare i nuovi sw e macchinari, adeguandosi ai cambiamenti
tecnologici con un approccio di life-long learning.
A queste due semplici operazioni si aggiunge la fase più complessa e
delicata, la fotoriproduzione. (questa fase non esiste più è parte
integrante della Prestampa, in sintesi le fasi della prestampa integrata
alla progettazione grafica sono l’elaborazione delle immagini (vecchia
fotoriproduzione), impaginazione e prova di stampa come anticipazione
reale del risultato di stampa finale.
21
(La fotoriproduzione è l’insieme dei trattamenti che si operano
sull’originale
per
renderlo
adatto
ad
essere
stampato
con
le
caratteristiche richieste. La denominazione impiegata per questa serie
di operazioni indicherebbe trattarsi di una trasformazione ottenuta per
via fotografica. Ciò era vero fino a pochi anni fa: oggi tutte le operazioni
avvengono per via elettronica ed informatica anche se sia la
terminologia che le fasi operative ripetono l’iter che si seguiva con la
tecnica fotografica. La fotoriproduzione può essere eseguita per
stampare il soggetto in un solo colore (stampa monocromatica) oppure
a più colori e la lavorazione si presenta in questo caso assai più
complessa.)
Operativamente, poi, dopo aver creato il file e averne prodotto una
prova a colori, per un controllo finale su stampanti particolari e
attendibili (generalmente a getto di inchiostro), si procede alla
realizzazione delle matrici (forme) di stampa che rappresentano oggi il
vero ed ultimo semilavorato della fase di prestampa; queste ultime, a
seconda del procedimento prescelto, hanno caratteristiche diverse e
ben precise e vengono poi utilizzate nella macchina da stampa per
essere inchiostrate e dare vita al prodotto finale, su carta, cartone e
plastica.
Segue la stampa. La stampa è il mezzo di comunicazione mediante la
fissazione su supporto fisico (cartaceo e digitale) dell’informazione.
Essa consiste nel trasferire immagini e testi su di un supporto: nella
22
stragrande maggioranza dei casi si tratta di carta, ma i supporti
stampabili sono i più vari: cartone, materie plastiche rigide o flessibili,
metalli, vetro, stoffe. Per brevità parlando di supporto da stampare si
parlerà generalmente di carta specificando la diversa natura del
supporto solo quando necessario per indicare un particolare prodotto.
A seconda del materiale e del tipo di soggetto da stampare e dell’uso
successivo del materiale stampato si scelgono tipologie di stampa e
relative macchine: offset, rotocalco, flessografiche, serigrafiche, digitali
nelle loro varie configurazioni. A questi cinque sistemi è doveroso
aggiungerne uno che per 5 secoli è stato l’unico rappresentante di
questa industria ma che l’evoluzione tecnologica ha ormai reso
irrimediabilmente superato: la Tipografia.
La configurazione comune a tutte le macchine da stampa è
rappresentata da un sistema di immissione carta, o altro supporto, da
uno o più elementi stampa che provvedono alla stampa con gli
inchiostri opportuni, da un sistema di uscita. A seconda del tipo di
macchina a questi elementi comuni se ne possono aggiungere altri per
svolgere particolari funzioni quali, ad esempio, dei dispositivi di
asciugatura. Una classificazione importante riguarda la modalità di
immissione del supporto da stampare: Fogli già tagliati nel formato
voluto, nelle Macchine a foglio ( chiamate anche piane ), bobine che
vengono o riavvolte o tagliate ed eventualmente piegate in fase finale
nelle Rotative (macchine a bobina).
La macchine a foglio sono adatte a tirature non molto elevate, a formati
particolari ed a stampe di alta qualità, le rotative per le grandi tirature.
23
3.2.1
Stampa Tipografica (non più usato)
È un sistema di stampa in rilievo, che usa inchiostri di tipo grasso e
forme di stampa piane che altro non sono che i caratteri tipografici che
compongono la pagina.. È possibile ottenerne di cilindriche con una
trasformazione della forma piana: si tratta degli stereo (non esistono
più) usati nelle rotative tipografiche per quotidiani. Oggi “se” ancora
qualcuno stampa in rotativa tipografica usa delle forme fotopolimeriche
rilievografiche. Le prime attrezzature per la stampa prendevano il nome
di torchi e la forma piana veniva manualmente inchiostrata con un rullo
mentre la carta appoggiata sulla forma inchiostrata veniva pressata con
un dispositivo a vite o eccentrico. La tipica macchina da stampa
tipografica moderna, invece, è costituita da un piano su cui vengono
fissate le forme in piombo delle pagine e da un cilindro sul quale si
avvolge, trattenuta da apposite pinza, la carta da stampare. Nel suo
movimento alternativo il carro porta-forme passa sotto ad una serie di
rulli inchiostratori e quindi sotto al cilindro con la carta da stampare; nel
movimento di ritorno il cilindro si alza evitando così di toccare la forma.
3.2.2
Stampa Offset
Nata con forme di pietra lisciata sulla quale con matite grasse si
disegnava il soggetto da riprodurre ha conservato il nome, talvolta
ancora usato, di stampa litografica (da lithos, pietra in greco). Come si
è detto parlando delle forme offset, si tratta di una stampa planografica.
Le lastre vengono avvolte su di un cilindro sul quale agisce un doppio
24
sistema di rulli che provvedono dapprima ad inumidire la lastra ed in
seguito ad inchiostrarla. La stampa offset è il sistema di stampa più
diffuso per la qualità che può fornire, per la facilità di preparazione delle
forme, per la versatilità delle sue macchine. Per contro richiede una
costante attenzione da parte dell’operatore a causa della necessità di
un attento controllo dell’equilibrio fra acqua e inchiostro.
L’elemento
stampa
di
una
macchina
offset
può
avere
due
configurazioni di base: a tre cilindri o caucciù-caucciù. Nel sistema a tre
cilindri la lastra è avvolta sul cilindro porta-lastra dove viene inumidita e
inchiostrata, cede l’impronta ad un secondo cilindro rivestito da uno
strato di gomma detta caucciù, e questi la trasferisce sulla carta che si
trova sul terzo cilindro detto di stampa o di pressione. La presenza del
caucciù sia in questa configurazione che in quella caucciù-caucciù è
resa necessaria per una duplice ragione: evitare che l’abrasività della
carta cancelli rapidamente l’immagine sulla lastra, permettere al
sottilissimo strato di inchiostro di venir trasferito anche nelle rugosità
proprie della carta stessa.
Nel sistema caucciù-caucciù manca il cilindro stampa poiché un
cilindro caucciù funge da cilindro di pressione per il suo omologo. In
questa configurazione si trovano due cilindri lastra che trasferiscono
l’immagine a due cilindri caucciù che sono a contatto fra loro mentre la
carta passa fra i due: si hanno cioè quattro cilindri in cascata con la
carta che passa in mezzo al sistema. Questa configurazione è la più
diffusa per le rotative offset per edizioni e stampe commerciali.
25
La necessità che in entrambe le strutture le velocità periferiche dei tre o
quattro cilindri siano assolutamente identiche comporta un sistema di
ingranaggi di altissima precisione che garantiscono questa condizione,
ma che rendono le macchine offset costose, costo mitigato dalla grande
diffusione di queste macchine che permette una costruzione quasi di
“serie”. Le due grandi famiglie di macchine, a foglio e rotative, coprono
una vastissima gamma dei prodotti grafici e cartotecnici.
Le macchine offset da foglio, costituite da un mettifoglio, i gruppi
stampa nel numero pari ai colori da stampare, e l’uscita finale che
provvede a depositare i fogli in pila su di un bancale, sono prodotte con
gruppi stampa in numero da 1 fino a oltre dieci, formati stampa da cm
35 x 50 fino 180 x 200, con possibilità, in alcuni modelli, di rovesciare il
foglio per stamparlo in un unico passaggio su entrambi i lati (Bianca e
Volta). Le offset da foglio possono stampare carte sottilissime fino a
cartoni di notevole spessore e, con la possibilità di adattare il formato
del foglio con il formato del prodotto finito, permettono di non avere
sprechi di carta. Raggiungono velocità di oltre 15.000 copie/ora. La
stampa offset a bobina (Rotative) ha avuto un forte sviluppo in Europa a
partire dagli anni ’70.
La maggior limitazione all’uso di queste macchine è data dalla rigidezza
del formato stampa nel senso dello sviluppo del cilindro lastra. La
presenza degli ingranaggi per assicurare velocità periferiche uguali nei
quattro cilindri, non permette di variare il loro diametro per cui il formato
dello stampato deve essere un sottomultiplo esatto della circonferenza
del cilindro portalastra. Se lo stampato fosse invece più piccolo della
26
misura corretta, ad ogni giro macchina ci sarebbe un eccesso di carta
impiegata con un aggravio di costo di materia prima non sopportabile.
Tutte le macchine offset, a foglio e rotative, necessitano di numerose
apparecchiature che ne completino la struttura provvedendo alle
funzioni necessarie per la movimentazione della carta ed a tutte le altre
funzioni legate alla stampa: soffierie e pompe a vuoto, sistemi di
asciugamento
dello
stampato
con
conseguente
sistema
di
raffreddamento, dispositivi di trattamento dell’acqua di bagnatura che
serve per inumidire la lastra prima dell’inchiostrazione, raffreddamento
dei rulli inchiostratori, raccoglitori di copie per le rotative etc.
Il campo di applicazione delle macchine offset è assai ampio:
Le macchine a foglio sono adatte per tirature non elevate, per la stampa
di carte molto leggere o molto pesanti, per lavori a più colori di alta
qualità o con colori speciali, per i prodotti cartotecnici e comunque per
quei prodotti che non rientrano nel formato utilizzabile in rotativa.
Le rotative che generalmente contano 4 elementi stampa stampanti su
entrambe le facciate del supporto (Bianca e Volta) sono adatte per alte
tirature, con carte di media grammatura. Dal tramonto delle rotative
tipografiche per giornali le rotative offset le hanno quasi completamente
sostituite. Praticamente non vi è campo della produzione di stampati
che non possa essere assolto da macchine offset.
27
3.2.3
Stampa Rotocalco
La stampa rotocalco, è una stampa incavografica e le macchine che la
impiegano sono quasi esclusivamente macchine rotative. L’onerosità
della preparazione delle forme di questo sistema di stampa permette il
recupero di questi costi solo grazie alle alte tirature, tipiche delle
rotative, che la ripartiscono sull’elevato numero di copie.
L’elemento stampa rotocalco è assai più semplice del corrispondente
elemento stampa di una rotativa offset: è infatti costituito da due
supporti che mantengono il cilindro inciso parzialmente immerso in una
bacinella di inchiostro liquido, da un porta lama che mantiene una racla
d’acciaio a contatto del cilindro e da un cilindro gommato, non
comandato ma folle, che mantiene la carta a stretto contatto con il
cilindro stampa.
La carta appena stampata deve seguire un lungo percorso nella parte
superiore dell’elemento stampa, dove apposite soffierie con aria
riscaldata provvedono ad asciugare l’inchiostro prima del successivo
elemento.
Nel passaggio in bacinella le cellette della parte incisa si riempiono di
inchiostro che trasferiranno poi sul supporto, mentre la racla serve ad
asportare l’inchiostro in eccesso che si trova sulla superficie liscia del
cilindro e che corrisponde alle zone non stampanti.
Come in tutte le rotative, all’inizio della macchina si trova lo sbobinatore
ed alla fine la piegatrice o, in alcune installazioni, il ribobinatore.
28
Il grande vantaggio della rotativa rotocalco risiede nella possibilità di
impiegare cilindri del diametro più adatto allo stampato che si vuole
ottenere.
La particolare struttura delle macchine rotocalco ha permesso che le
loro dimensioni e le loro velocità diventassero tali da raggiungere
capacità produttive grandissime.
Attualmente vengono prodotte rotative con larghezza bobina di oltre 4
metri e circonferenza del cilindro di oltre 1,5 metri. Ciò significa che ad
ogni giro cilindro si stampano oltre 120 pagine ad una velocità di
produzione che supera le 50.000 copie/ora.
La stampa rotocalco, riesce a dare risultati qualitativamente discreti
anche con carte di basso costo ed inoltre risulta ben impiegabile nella
stampa di imballaggi flessibili di plastica grazie alla possibilità di usare
inchiostri specifici per questo tipo di prodotto.
3.2.4
Stampa Flessografica
È un sistema di stampa rilievografico che impiega inchiostri liquidi e
forme in rilievo flessibili.
La struttura dell’elemento stampa di una macchina flessografica è
costituita da un cilindro porta forma, da un cilindro di pressione e dal
sistema di inchiostrazione.
29
Questo consta di una bacinella con l’inchiostro e del cilindro Anilox,
ossia un cilindro inciso con numerose cellette ed una racla che asporta
l’inchiostro in eccesso pescato nella bacinella calamaio; quando l’anilox
viene a contatto con la forma cede l’inchiostro contenuto nelle cellette
che lo cedono alla forma in rilievo.
I cilindri anilox vengono incisi con cellette di diversa dimensione e
profondità a seconda del tipo di stampato che si deve produrre; per un
miglior controllo dell’inchiostrazione.
La struttura bacinella-anilox può essere realizzata con configurazioni
più complesse di quella sopra indicata, in particolare con sistemi di
calamai a tenuta pressati contro il cilindro anilox.
Le
macchine
flessografiche
si
presentano
con
strutture
assai
diversificate, in macchine a bobina ed a foglio: fra le più diffuse si
contano le rotative planetarie (o satellitari) nelle quali gli elementi
stampa dei vari colori sono posti attorno ad un unico grande cilindro di
pressione.
La stampa flessografica è in continua espansione sia per la stampa di
imballaggi (prodotto tipico di questa tecnologia) che per la stampa di
giornali, di stampati su carte “povere” o su supporti diversi dalla carta e
dal cartone. La qualità di stampa, infatti, è in continuo miglioramento
grazie a cilindri anilox sempre più perfetti, inchiostri di qualità sempre
migliore, cliché con caratteristiche ogni giorno più adatte ad una fedele
riproduzione.
30
Un cilindro anilox inciso con celle grandi e profonde è adatto a
stampare larghe superfici coperte di colore, mentre per stampare
soggetti con particolari fini è necessario che l’inchiostrazione avvenga
tramite un anilox inciso con celle di piccole dimensioni.
3.2.5
Stampa Serigrafica
È un sistema di stampa adatto alla produzione di prodotti speciali che
necessitano di forti cariche di inchiostro.
Data la particolarità di impiego di questo sistema di stampa le macchine
serigrafiche si presentano con le più diverse strutture.
Le più semplici sono costituite da una telaio porta forma che si alza per
permettere l’introduzione del prodotto da stampare, dopo di che il telaio
si abbassa e una racla obbliga l’inchiostro, di tipo pastoso, a passare
attraverso la forma e depositarsi sul supporto da stampare.
In altri tipi di utilizzo i telai dei diversi colori sono posti in cerchio al
disotto del quale una “giostra” di supporti per il prodotto da stampare
ruota a scatti. Ad ogni avanzamento i telai si abbassano e avviene la
stampa dei vari colori.
Per la stampa di tessuti, invece, i telai sono di forma cilindrica all’interno
dei quali si trova la racla che forza il passaggio dell’inchiostro e il
tessuto viene stampato mentre scorre al disotto dei telai.
31
3.2.6
Stampa Digitale
La stampa digitale deve il suo nome al fatto di essere comandata
direttamente da un computer che con la sua elaborazione digitale di
testi e immagini può creare impulsi che generano la scrittura del
soggetto da riprodurre ed è l’ultimo dei metodi di stampa che ha visto
la luce ed il suo sviluppo negli ultimi anni.
Nato dapprima come ausilio dei computer da tavolo, si è rapidamente
evoluto non solo in sistemi di stampa per tirature anche di qualche
centinaio di copie, ma è stato anche trasformato in sistemi complessi in
grado
di stampare, rilegare, fascicolare in una sola operazione sia
prodotti in bianco e nero che a colori per il POD (Print On Demand)
Il maggiore e fondamentale vantaggio dei sistemi di stampa digitale
risiede nella loro capacità di stampare dati variabili ad ogni giro
macchina o IT (Information Technology o stampa Transazionale) cosa
irrealizzabile nelle macchine da stampa classiche dove la forma di
stampa contiene in forma fisica i grafismi da riprodurre. Con la stampa
digitale sono state prodotte macchine per stampe di grande e
grandissimo formato (parecchi metri) e lunghezza illimitata ( o limitata
solo dalla lunghezza bobina)
Le tecnologie adottate nelle macchine per la stampa digitale sono
soprattutto due:

Ink-Jet

Elettrofotografia (o Xerografia)
32
L’ Ink-Jet si basa su un cristallo piezoelettrico, che sotto impulsi
elettrici ad alta frequenza subisce una deformazione grazie alla
quale si comporta come una minuscola pompa dell’inchiostro
generando una raffica di goccioline.
Le goccioline così generate (alcuni milioni al secondo) vengono caricate
elettricamente per poi passare fra due piastre collegate al computer che
pilota il sistema.
Gli impulsi inviati dal computer possono caricare le due piastre in modo
da deviare le goccioline e farle ricadere nel serbatoio, oppure lasciarle
passare facendole cadere sul supporto su cui si vuol stampare. È così
possibile creare l’immagine contenuta in forma digitale nella memoria
del computer pilota.
Il sistema Elettrofotografico chiamato anche Xerografico inventato nel
1938 dal fisico Chester Carlson, dal 1944 venne adottato dalla ditta
Haloid divenuta nel 1961 “Xerox”. Il principio della xerografia sfrutta le
caratteristiche di un semiconduttore: il Selenio. Caricato di elettricità
elettrostatica il selenio mantiene le cariche sulla sua superficie, ma se
colpito dalla luce diventa conduttore e l’elettricità accumulata si scarica
a terra.
Una
macchina
semiconduttore
xerografica
che
viene
è
quindi
caricato
costituita
di
da
un
elettricità
cilindro
statica:
impressionandolo con un’immagine, le parti chiare si scaricheranno
33
mentre le parti scure, rimanendo elettrizzate, attraggono i granelli dello
speciale inchiostro in polvere.
Caricando il supporto da stampare con elettricità elettrostatica di segno
opposto a quello delle particelle di inchiostro, queste si trasferiranno
sulla sua superficie dove, con il calore, vengono fuse e fissate al
supporto stesso.
Se l’immagine da riprodurre viene da un originale già stampato la
macchina funge da fotocopiatrice, se l’immagine viene invece impressa
da un raggio di luce (laser o diodo luminoso) pilotato da un computer la
macchina diventa una fotounità.
La tipologia delle macchine da stampa digitali è estremamente varia. Vi
sono macchine da bobina e a foglio, semplici o complete di sistema di
rilegatura, formato lettera o per stampe di oltre 5 metri, con stampa
diretta o indiretta, Ink-Jet o Xerografiche. In pratica per ognuna delle
numerose possibili applicazioni esiste una macchina digitale adatta.
Le limitazioni al loro impiego sono, al momento, la non elevata velocità
ed il costo degli inchiostri che le rendono inadatte alle alte tirature,
nonché l’onerosità della frequente e complessa manutenzione.
La limitazione della tiratura potrebbe essere un problema meno
1
importante di quanto sembra. Secondo uno studio presentato al Drupa
1
“THE INSIGHT REPORT
digital printing directions - Trends & Opportunities”
Prof. Frank Romano
Studio commissionato da Canon Europa per la presentazione al Drupa 2008
34
di Düsseldorf e compiuto dal Prof. Frank Romano del Rochester
Institute of Technology School of Print Media, già al momento attuale
più della metà di tutti i lavori a stampa hanno una tiratura inferiore alle
2.000 copie e stiamo assistendo ad un cambiamento epocale pari a
quello che negli anni '50 avvenne con la rilievografia (i vecchi piombi),
sostituita dalla stampa offset. Secondo lo stesso studio vi sarà sempre
più la tendenza a passare dalla stampa offset alla stampa digitale.
Alla fase di stampa seguono quelle di post-stampa. Con il termine
post-stampa
si
intendono
principalmente
due
lavorazioni
completamente differenti, che hanno in comune solo il fatto di dare
veste definitiva al prodotto stampato:

La Legatura (o Rilegatura)

La Cartotecnica
Si tratta di due tipologie di lavoro che richiedono macchine e
competenze che nulla hanno in comune per cui non si riscontrano mai
aziende che impieghino entrambe queste lavorazioni. Non è infrequente
invece che vi siano stabilimenti di stampa dotati di un reparto legatoria,
a volte solo di alcune delle sue tipologie, mentre laddove vi è
lavorazione di cartotecnica la si trova quasi sempre abbinata ad un
reparto stampa. La complessità e la varietà di macchinari della legatoria
e la necessità di grandi spazi per il magazzinaggio del semilavorato in
entrata e nelle fasi di lavoro intermedie nonché lo stoccaggio del
materiale finito fanno sì che spesso le legatorie siano aziende a sé
stanti senza reparti di lavorazioni che precedano la loro attività. La
35
cartotecnica, invece, comprende prodotti estremamente vari, ed ogni
azienda in generale si specializza in una delle molte branche di questo
settore.
Una delle differenziazioni più comuni è relativa alla materia prima
trattata: cartoncino, cartone, plastiche rigide, plastiche flessibili, cartone
ondulato, materiali speciali.
Con il termine di legatoria si intende uno stabilimento nel quale si
compiono le operazioni di legatura con le quali si raggruppano le pagine
di uno stampato in modo da formare un unico oggetto: dépliant,
opuscolo, rivista, libro. Mentre per un dépliant le operazioni richieste per
dargli la veste finale sono solo il taglio dei diversi dépliants contenuti nel
foglio di stampa e la successiva piegatura nella forma voluta, per gli altri
tipi di prodotto si adottano forme di legatura più articolate e complete.
Per tutti i tipi di legatura vi sono delle lavorazioni preliminari necessarie
solo se la stampa è stata eseguita su macchine a foglio.
In questo caso su apposite macchine, i tagliacarte, si elimina tutta la
carta al di fuori delle pagine stampate e si isolano i gruppi di pagine
(segnature) che dovranno essere lavorati separatamente. La fase
successiva consiste nella piegatura del foglio, sulle macchine
Piegatrici in modo da dare la sequenza di pagine voluta. Se gli
stampati provengono invece da rotative, normalmente dotate di
piegatrice finale, i gruppi di pagine entrano in legatoria già piegati.
36
I tipi di rilegatura più frequenti sono:

Il Punto metallico a sella è la più semplice della legature
possibili e viene impiegata soprattutto per riviste ed opuscoli. I
vari gruppi di pagine (segnature) vengono stampati in modo che,
una volta aperti al centro, possano venire accavallati gli uni agli
altri generando la giusta sequenza di pagine.

La Brossura. La brossura è un tipo di legatura adatta a riviste di
un certo pregio e spessore ed a libri di tipo economico con
copertina in cartoncino. Le brossure possono essere di due tipi:
Fresate o Cucite.

Legatura Cartonata. La legatura cartonata è la classica
legatura dei libri con copertina rigida e pagine interne legate a
filo refe.
Costituiscono un discorso a parte le lavorazioni di cartotecnica. Con il
termine cartotecnica si indica la lavorazione di tutte quelle industrie che
dopo la stampa provvedono a fabbricare oggetti stampati per i più
diversi usi.
Le fasi di prestampa e di stampa sono uguali a quelle dei prodotti
grafici.
I macchinari di stampa sono anch’essi fondamentalmente gli stessi
salvo alcune particolarità dovute ai materiali da stampare diversi dalla
carta ed alla necessità, di questo settore, di disporre spesso di un
37
numero di colori superiore alla stampa in quadricromia necessaria
nell’ottenimento di immagini a colori. Nella cartotecnica è infatti
frequente l’uso di colori chiamati Spot ossia colori che devono essere
esattamente uguali a quelli richiesti dal cliente senza alcuna differenza,
neppure lieve: sono i colori che caratterizzano i marchi. Essi compaiono
nelle etichette dei prodotti, sulle scatole che li contengono, nelle
pubblicità che li reclamizzano. Il caratteristico colore costituisce spesso
il più immediato richiamo al prodotto stesso e per questo deve essere
riconoscibile senza incertezze. Non essendo possibile garantire una
perfetta riproduzione per tutta la tiratura con gli inchiostri classici di
quadricromia, si rende necessario stampare i colori spot con un
inchiostro appositamente fabbricato e testato in precedenza per
garantire la rispondenza di tinta a quella richiesta. Di qui la necessità di
disporre di elementi stampa supplementari rispetto a quelli strettamente
necessari per la stampa a 4 colori.
Fra i principali prodotti di questa branca della filiera Print & Packaging
Tecnology
possiamo
ricordare:
Astucci
pieghevoli,
Imballaggi
flessibili, Cartone ondulato, Prodotti speciali.
38
4. Cambiamenti in atto
4.1
Situazione generale
Il settore grafico – editoriale è sottoposto da tempo ad una profonda
dinamica di cambiamento che, nel breve e medio periodo, diventerà
ancora più rapida e intensa, aumentando la sua capillarità e
determinando modificazioni strutturali e delle variabili competitive delle
imprese che ne fanno parte. Questo cambiamento è fondamentalmente
riferibile alla crescente diffusione delle nuove tecnologie.
La crescente digitalizzazione dei contenuti, trasforma il prodotto
editoriale tradizionale da leader dei media per la comunicazione ad una
delle possibili modalità di fruizione e di commercializzazione dei
contenuti. Il prodotto digitale può essere, infatti, condiviso e riprodotto
con estrema facilità con personal computer e può essere trasmesso
tramite l’utilizzo di internet.
Molti quotidiani e periodici possono essere consultati su Internet, in
alcuni casi in aggiunta al prodotto cartaceo, in altri addirittura in
esclusiva. Analogamente, la musica è commercializzata sia tramite il
supporto materiale (cd o dvd), sia in forma immateriale (file mp3 o altri
formati). Nell’editoria libraria il fenomeno è ancora agli albori, ma la
diffusione dell’E-book – il libro elettronico – potrà avere uno sviluppo
notevole grazie al successo dei computer palmari. E’ in atto in
39
sostanza, un progressivo processo di sostituzione del prodotto su carta
con un analogo fruibile attraverso supporto informatico. Questo
processo forse non è destinato a compiersi in tempi brevi per i prodotti
editoriali, ma rappresenta una tendenza evolutiva irreversibile, che non
potrà non incidere negativamente sulla vendita e la produzione di
giornali, libri e dischi nella loro forma tradizionale. Per rispondere a
questo mutamento tendenziale, è necessario riuscire a proporre
un’offerta sempre più focalizzata su gruppi di consumatori relativamente
piccoli e flessibili rispetto al mutare delle esigenze della domanda. Nella
stessa prospettiva, acquisiscono crescente importanza le fasi finali del
processo produttivo e la diversificazione dei canali distributivi. Per altro
verso, la domanda di contenuti è destinata a crescere, ed è per tale
motivo considerata come uno dei motori più potenti dell’economia del
futuro. Da ciò, si può prevedere che nel medio-lungo periodo si renderà
sempre più debole la sovrapponibilità del settore grafico - stampa e del
settore editoria che, diventando sempre più estesamente multimediale
e multicanale, amplierà a dismisura gli sbocchi produttivi e commerciali
dei suoi prodotti La divaricazione tra stampa ed editoria sarà
verosimilmente riconoscibile anche nelle rispettive dinamiche di
mercato, e quindi di produzione e di occupazione.
Tali scenari di mercato hanno ed avranno sicuramente implicazioni
molto rilevanti sul piano organizzativo come su quello professionale.
Nel settore della stampa, la riduzione delle tirature, già alimentata da
oltre un decennio da un processo di decentramento, potrà intensificare
40
ed accelerare un’ulteriore riduzione delle dimensioni degli stabilimenti,
già attiva a partire dal recente passato.
Ciò
non
potrà
però
rallentare
più
di
tanto
la
tendenza
all’automatizzazione e informatizzazione di tutte le fasi della stampa e
dell’allestimento, al conseguente aumento della produttività e, in
definitiva, alla riduzione dell’occupazione. Sotto il profilo professionale,
questo comporta che si ridurranno gli spazi per le competenze
artigianali-manuali, a vantaggio di quelle informatiche. Sostanzialmente
differenti sono le prospettive del comparto editoriale, che potrà subire
una rilevante spinta alla concentrazione favorita dalla convergenza dei
media e dei canali di comunicazione. Sotto l’aspetto occupazionale, il
progressivo avvicinamento al terziario sembra destinato a rafforzare la
connotazione di settore ad alta densità di lavoro qualificato, nel quale gli
spazi di incremento della produttività dovuti all’automatizzazione sono
relativamente ristretti.
In altre parole, nell’editoria l’ampliamento del mercato dovrebbe potersi
tradurre in una tenuta e persino in un incremento dell’occupazione,
soprattutto per le professioni “creative” (autori, redattori, giornalisti,
grafici)
che
ne
costituiranno
il
nucleo.
Nell’era
digitale
della
proliferazione dei media, la produzione e la distribuzione fisica non
assumono più un’elevata centralità, e ciò rende più evidente tra i fattori
di competitività il primato delle attività di ideazione e creazione dei
contenuti. Di seguito, oltre a quanto sino ad ora descritto, si riportano a
titolo integrativo alcune direttive specifiche su cui potranno realizzarsi le
41
dinamiche di innovazione con riferimento a quelle che riguarderanno
direttamente i prodotti e a quelle che riguarderanno i processi produttivi.
4.2

Innovazione del prodotto
Rispetto al prodotto cartaceo si può rilevare un aumento relativo
della quota di mercato dei periodici rispetto ai quotidiani.

Rispetto ad una tendenza crescente di internazionalizzazione di
testate importanti, può rilevarsi una elevata potenzialità di
crescita di quotidiani e periodici locali, nella misura in cui
riescano a sviluppare al meglio i contenuti riferiti alla dimensione
territoriale.

La versione elettronica del libro sta sostituendo il cartaceo con
velocità superiore nel settore delle enciclopedie, dizionari,
volumi di consultazione.

Maggior peso dei sistemi di comunicazione in rete per materiale
promozionale e pubblicitario (direct mailing), conseguente
progressivo abbandono del prodotto cartaceo e quindi perdita
del mercato per il settore dei moduli continui.

La modulistica è stata fortemente ridotta dall’avvento dei
supporti elettronici e della rete internet, vedi anche carte di
credito, smart card, e sistemi POS. La produzione di carte di
credito e smart card in genere, costituisce un fronte di
specializzazione ancora in crescita.
42

Poco influenzata invece la produzione e la stampa di imballaggi
che anzi sembra confermare il trend di crescita.
4.3
Innovazione del processo
L’impiego diretto del computer nel processo produttivo grafico non
costituisce solo un ausilio all’esecuzione delle diverse lavorazioni, ma
comporta una vera e propria sostituzione dei metodi e delle tecnologie
tradizionali e un conseguente cambiamento del processo produttivo.
Questi cambiamenti sono peraltro cruciali per mantenere l’offerta di
prodotti grafici in linea con l’evoluzione delle attese della domanda.
L’innovazione nelle operazioni di prestampa consiste principalmente
nell'impiego di sw di gestione che consentono di progettare, elaborare e
realizzare la pagina completa di testo, le illustrazioni e le decorazioni.
4.3.1
Desktop Publishing (DTP)
2
Il desktop publishing, in sigla DTP, è l'insieme delle procedure di
creazione, impaginazione e produzione di materiale stampato dedicato
alla produzione editoriale (come libri, giornali, riviste o dépliant), usando
un personal computer. Il termine (letteralmente "editoria da scrivania",
sostituibile altrimenti con editoria individuale) si riferisce al paragone
con i sistemi tradizionali di preparazione della stampa, che avevano
2
Fonte: Wikipedia
43
bisogno di diverse fasi fotografiche e meccaniche successive. Dall'inizio
degli anni novanta il DTP ha sostituito in maniera pressoché totale le
tecnologie precedenti, dando il via alla prima profonda rivoluzione della
tipografia, a più di cinque secoli dalla prima stampa di Gutemberg.
Una stazione grafica usata per il DTP è composta a livello minimo da
un personal computer con un monitor e una scheda grafica
sufficientemente fedeli nella visualizzazione di immagini e colori; una
stampante che riproduce il materiale grafico; uno scanner che legge le
immagini e le rende in formato digitale.
I software per il desktop publishing sono programmi sviluppati
appositamente per questi compiti. Queste applicazioni non intendono
sostituirsi ai programmi di scrittura o di grafica, ma servono a
raccogliere ed impaginare i contenuti creati con questi: testo, immagini
raster o bitmap (come le foto) e grafiche vettoriali (come grafici e loghi).
Racchiudono nella loro piattaforma grafica tutti gli elementi e gli
strumenti classici dell’impaginazione in una versione elettronica e
possono elaborare tutti i passaggi di lavorazione dell’oggetto editoriale.
La possibilità per case editrici, agenzie grafiche e aziende varie di poter
“editare” in proprio, con il pieno controllo della pubblicazione e con costi
contenuti,
ha
comportato
la
creazione
di
una
nuova
figura
professionale: il grafico editoriale o videoimpaginatore.
Il grafico-impaginatore deve saper comporre, correggere testi e
riscontrare bozze; inserire simboli tipografici; gestire software di
videoscrittura, di videoimpaginazione, di grafica vettoriale e pittorica;
44
saper acquisire e gestire le immagini, i colori e i formati elettronici;
consegnare file compatibili con i sistemi di produzione di fotolito per la
stampa offset; conoscere le fasi della stampa e la scelta dei materiali
cartacei (alcune di queste mansioni erano precedentemente di
competenza di professionisti quali linotipisti o fotocompositori, cromisti,
montaggisti, ecc.).
Da alcuni anni lo stesso desktop publishing viene rivoluzionato dai
cosiddetti sistemi redazionali, sempre più frequentemente adottati dalle
case editrici: si tratta di ambienti che si adattano alla preparazioni di
media stampati, siti web o di altri documenti su qualsiasi supporto.
L'impiego di questi sistemi permette un'automatizzazione quasi totale
dei lavori di preparazione della pubblicazione.
4.3.2
Stampa offset e rotocalco
Nella stampa offset, una delle applicazioni che si stanno rapidamente
affermando riguarda l’incisione da supporto digitale (forma da stampa)
3
o computer to plate (CTP) . Nel rotocalco si ha un’applicazione analoga
4
detta computer to cylinder (CTC) . Una novità (tecnologia oramai
consolidata da 10 anni) che permette di superare la fase di montaggio
3
Il Computer to plate (CTP) è una tecnologia usata per trasferire immagini e
testi direttamente su lastre da stampa, così da evitare il passaggio della stampa su
pellicole, risparmiando sui costi di un passaggio in più e limitando contestualmente la
perdita di definizione di ciò che si va a riprodurre. Il termine "CTP" si usa anche per
indicare la "stampante" che fisicamente trasferisce l'immagine digitale sulla lastra.
4
Applicazione analoga alla precedente destinata alla stampa a rotocalco.
45
manuale e di evitare gli errori che generalmente si commettono in
questa attività; inoltre, rende molto più veloci i tempi di esecuzione,
consente in maniera quasi illimitata interventi e modifiche, e fa divenire
più facile e flessibile l’archiviazione.
I costi ancora relativamente alti (non è vero per l’offset) delle
apparecchiature e delle lastre necessarie al CTP e al CTC costituiscono
un limite all’adozione di questa tecnologia in tutti i segmenti del mercato
della stampa e soprattutto per i produttori di dimensioni minori. Il
concetto dei ridotti tempi nei quali garantire la riproduzione rende di
fatto oggi indispensabili queste tecnologie che garantiscono inoltre alti
livelli qualitativi di ripetibilità unitamente appunto alla notevole riduzione
dei tempi di produzione. Nel medio termine è probabile che il CTP
divenga un rilevante elemento di vantaggio competitivo che differenzi le
imprese leader nel settore, da quelle marginali. (concetto oggi di fatto
già acquisito).
La stampa a rotocalco non ha sostanzialmente conosciuto alcun
cambiamento rilevante dei suoi principi base. Le uniche innovazioni di
rilievo che possono essere apportate riguardano la maggiore velocità di
stampa e il miglioramento del processo di preparazione dei cilindri. Nel
complesso, la stampa a rotocalco è una tecnologia matura che subisce
la concorrenza di altre tecniche di stampa, soprattutto in quei mercati
dove è crescente l’esigenza di realizzare basse tirature senza un
aumento sensibile dei costi. Questa tecnica rimane, comunque, una
valida soluzione tecnologica per le elevate tirature e per le produzioni di
alta qualità.
46
Una novità che i produttori di tecnologie di stampa offset hanno
introdotto negli ultimi anni è la stampa DI (direct image), chiamata
anche computer to press, ovvero un procedimento in cui la forma di
stampa viene preparata direttamente nella macchina da stampa.
Questo sistema è applicato nella produzione di brevi e brevissime
tirature, per i vantaggi che offre nei tempi di avviamento e set up della
macchina. (questa tecnologia computer to press è applicata alla stampa
offset).
4.3.3
Flessografia
Nel caso della flessografia, una delle tecniche più innovative di stampa,
esistono margini di miglioramento potenziale che ne fanno prevedere
una ulteriore affermazione. Anche in questo caso i costi dei materiali
costituiscono la principale barriera all’affermazione di una nuova
tecnologia. A tutt’oggi la flessografia risulta una tecnica particolarmente
competitiva nel settore degli imballaggi, grazie ai minori tempi di
preparazione, alla migliore aderenza superficiale e al livello qualitativo
raggiunto.
4.4
Innovazioni trasversali
Alcune innovazioni sono così pervasive che superano i confini
dell'innovazione di prodotto o di processo.
47
4.4.1
Oltre la carta: disegno di siti web
Nell'ottica di fornire ai clienti un servizio completo, alcune aziende
grafiche sono oggi in grado di proporre soluzioni non solo cartacee ma
anche nell’ambito della realizzazione di siti web, dove possono far
valere le loro capacità creative.
Questo è un passo alla portata soprattutto delle aziende che hanno una
forte competenza nell'attività di prestampa.
4.4.2
Digital Asset Management
Alcune aziende di prestampa che prima impaginavano cataloghi si sono
in seguito specializzate nella gestione del data base dei prodotti del
cliente (immagini e testi) con sistemi che stanno sotto il termine di DAM
(Digital Asset Management).
Il DAM, sistema di organizzazione e di gestione dei contenuti in formato
digitale, è il cuore dell’offerta.
Il servizio va a integrare, senza stravolgerle, le tradizionali modalità
operative delle case editrici, con l’obiettivo di supportare il nuovo
modello di offerta dell'editore che integra al supporto cartaceo la
fruizione elettronica, oltre ad ottimizzare l’efficienza interna riducendo
al minimo gli sprechi. Con il DAM è possibile organizzare, catalogare,
archiviare, ricercare, modificare e distribuire una vasta gamma di
contenuti digitali: dalle pagine in formato PDF, ai Nativi (InDesign o
48
XPress), dai testi ai layout, dalle immagini ai suoni, dai filmati alle
animazioni web.
Il punto di partenza è la valorizzazione del PDF creato per la stampa e
dei file originali (Xpress-InDesign) da cui deriva. I contenuti sono
sempre disponibili all’editore per la ricerca, la condivisione e la
distribuzione, in tempo reale e via web. Il sistema permette quindi di
ottimizzare subito il processo produttivo, e in seguito di riutilizzare il
contenuto per lavorazioni successive (estratti e ristampe anche ondemand, ebook, ridistribuzione multimediale e digitale, ecc.), in totale
autonomia e sicurezza e risolvendo definitivamente i problemi di
versioning.
Ecco nel dettaglio le possibilità offerte all’editore dal sistema DAM:

Facilitare l’integrazione tra prodotto cartaceo e digitale, secondo
le più moderne strategie commerciali;

Supportare
in
maniera
semplificata
ed
automatica
la
trasformazione nei formati richiesti per l’erogazione on line dei
contenuti - eBook, eReaders – es. ePub, dnl, mobi;

Ridurre il time to market delle pubblicazioni, per il formato sia
cartaceo sia digitale;

Sviluppare e gestire in maniera efficace la distribuzione e la
vendita via internet dei contenuti editoriali;

Ottimizzare l’impiego delle tecnologie di print on demand,
valorizzando anche le basse tirature presenti in catalogo;
49

Archiviare i propri contenuti (immagini, testi, file nativi, pdf oltre a
file audio e video) riducendo notevolmente tempi e costi di
ricerca;

Accedere e riutilizzare con semplicità e immediatezza i propri
contenuti per nuove pubblicazioni.
4.4.3
Variable Data Printing
5
Un aspetto della stampa digitale, che è alla base di potenziali
innovazioni, è la capacità di produrre nuovi tipi di prodotti stampati e più
specificamente di fare ciò come e quando lo desiderano i clienti. Questi
prodotti a stampa si differenziano da quelli convenzionali non per il
formato, né per inchiostri o caratteristiche fisiche speciali, bensì per il
contenuto e per l'immediatezza.
Il Variable Data Print (VAP) è un processo di stampa nel quale ogni
pagina è potenzialmente diversa dalle altre. Con il termine di stampa
on demand (On Demand Print, ODP) si far rifermento a stampe che
vengono create e prodotte direttamente su richiesta del cliente.
Un front-end software specifico per sistemi di stampa digitali è
progettato per ottimizzare questo tipo di stampa e allo stesso tempo
sfrutta tecnologieper la gestione di basi di dati per creare stampe digitali
customizzate (VAP).
5
Fonte: BPIF (la principale associazione di imprese grafiche in UK)
50
Le stampe a richiesta e le stampe variabili sono spesso prodotte in lotti
relativamente piccoli, sebbene non sempre.
Man mano che i software di gestione si fanno più sofisticati e i
professionisti del marketing cominciano ad apprezzare le potenzialità
delle forme di stampa customizzate, diventa sempre più difficile
classificare questa categoria in modo assoluto. Le forme più elementari
di VAP sono rappresentate da semplici documenti personalizzati, come
quelli in cui il nome del destinatario è stampato contecniche digitali su
supporti
che
sono
stati
precedentemente
stampati
in
modo
convenzionale. Esistono però possibilità più sofisticate.
La stampa transazionale è probabilmente la più vasta categoria di
stampa variabile. È la forma più matura e quella più nota sul mercato.
Essa riguarda prodotti come fatture stampate in massa, resoconti di
conti correnti e delle transazioni di carte di credito, ordini di acquisto,
documenti assicurativi, contratti e simili. La stampa è fortemente
specializzata nei confronti del destinatario, ma per la maggior parte è
finora stata monocromatica, senza informazioni pubblicitarie.
Questo sta cambiando, con una crescita progressiva dell'uso del colore
e l'introduzione di messaggi informativi e/o pubblicitari. Tutti i principali
produttori di macchine per stampa digitale hanno dichiarato la propria
intenzione di sviluppare questo mercato.
Stampe variabili a colori anche molto complesse vengono sempre più
impiegate nel marketing one-to-one. Stampati promozionali e materiali
di marketing di ogni genere vengono progettati per portare messaggi
51
specifici e personalizzati. Questo tipo di stampe comprende brochure,
cataloghi, inserti all'interno di riviste, posta e anche comunicati stampa.
Molto di questo materiale, caratterizzato da forte immaginazione, ha
obbiettivi ambiziosi. Alcuni esempi possono essere itinerari di viaggio,
più svariati allegati e stampe per beni di consumo di lusso.
Questi progetti richiedono un'attenta preparazione dei dati sottostanti,
ma possono fornire tassi di risposta estremamente elevati. Il tasso di
risposta per stampe digitali variabili può arrivare fino all'80%, per
materiali con target molto accurato, e questo è molto più alto del 2%
atteso per la normale stampa diretta di tipo statico o promozionale.
L'alto tasso di risposta dipende chiaramente da un'efficace analisi dei
database
dei
prospect,
effettuata
a
monte.
Questa
è
una
considerazione fondamentale nella pianificazione dei progetti di stampa
digitale variabile.
La gestione del contenuto variabile richiede investimenti consistenti in
tecnologie informatiche e le risorse, specialmente umane, per gestire
efficacemente le basi di dati. Richiede un'attenta conoscenza dei clienti,
delle loro abitudini e pattern di acquisto e dei loro interessi.
Il valore di una pubblicazione realmente variabile risiede nell'aumento di
probabilità di una risposta positiva e nella sua utilità per il cliente finale.
Ciò può essere assicurato solo se i dati sui clienti sono accurati. In virtù
degli alti tassi di risposta e della rilevanza per i lettori, gli acquirenti di
prodotti stampati sono disposti a pagare prezzi anche elevati per la
52
stampa variabile, particolarmente per lotti molti piccoli prodotti su
richiesta e “al volo”.
È probabile che la stampa variabile si estenda a tutte le forme di
stampa in cui può aggiungere valore. Si tratta di una questione di
modelli di business più che di tecnologia.
4.4.4
Web-To-Print
6
Il Web-to-print, noto anche come Web2Print o remote publishing, è
un processo di prestampa commerciale che riunisce contenuti digitali
online e la produzione commerciale di materiale a stampa. Questo
processo permette l'incontro tra una società di stampa, un cliente ed
eventualmente un designer grafico per creare, editare e approvare
online dei prototipi in formato digitale nella fase di prestampa.
Questo processo si basa sovente su un ambiente di workflow basato su
PDF (Portable Document Format) con risultati prodotti tipicamente
tramite stampa digitale, anche se non esiste necessariamente il vincolo
che la produzione finale sia effettivamente realizzata con tecniche
digitali (il Web-to-print è usato anche per la stampa offset).
Il Web-to-print è indirizzato sia a clienti commerciali sia al pubblico,
ossia agli utenti finali. Entrambe queste categorie di clienti possono
accedere a negozi virtuali su internet, pubblici o privati, resi disponibili
6
Fonte: Wikipedia
53
da aziende stampatrici. Su questi negozi virtuali, i clienti possono
scegliere dei template predefiniti e modificarne i font, le immagini
contenute e il layout, oppure approvare il layout e il progetto grafico
predisposto da altre persone (creativi). La maggior parte dei siti di Webto-print permette ai clienti di realizzare queste modifiche partendo da
template predefiniti, ma molti consentono anche l'upload di materiale
originale del cliente per la produzione automatica di materiale stampato.
Quando la produzione finale è realizzata con tecniche di stampa
digitale, il template tipicamente viene trasformato in un file PDF che
serve da master per la stampa. In processi di stampa più tradizionali,
come la stampa offset, il template viene usato per preparare una o più
lastre che vengono poi impiegate per nel processo finale di stampa.
Esempi comuni di Web-to-print sono i siti che supportano, tra l'altro, la
stampa di biglietti da visita, dépliant e carta intestata, stampate a colori
o in bianco e nero su diversi tipi di carte e macchine di stampa. I sistemi
Web-to-print si stanno anche espandendo con la possibilità di gestire le
personalizzazione e la distribuzione di altri tipi di materiali per il
maketing, come presentazioni, seminari, loghi, e anche email e altri
media elettronici. Questo cambiamento avviene sulla spinta di clienti di
tipo aziendale alla ricerca di strumenti e repository unificati per gestire
tutte le necessità del marketing, stampa inclusa.
L'interfaccia di un processo di Web-to-print è simile a quella del DTP
(Desktop Publishing), nel senso che gli utenti, o i creativi grafici, usano
software di DTP per creare dei template predefiniti. Questi template
54
sono poi presentati online per una successiva customizzazione da parte
dei clienti finali e la produzione automatica da parte di aziende di
stampatrici. A differenza del DTP, il Web-to-print può bypassare l'uso di
strumenti di disegno professionale dal momento che i template usati in
questo processo sono basati su un'interfaccia WYSIWYG (spesso
accessibile via browser) che può essere usata da un cliente finale per
editare e approvare il progetto di stampa, e successivamente
dall'azienda stampatrice, senza più la necessità di assistenza o
mediazione da parte di un grafico professionista.
Le applicazioni commerciali del concetto Web-to-print possono
includere tanto documenti stampati su richiesta (Print on Demand –
POD) quanto materiale prestampato prelevato da magazzino.
I documenti POD possono avere contenuto statico o includere elementi
variabili (Variable Data Printing – VDP), una forma di POD che è usata
principalmente per la personalizzazione di materiale di marketing con
informazioni o dati del cliente estratti da un database. Il VDP è orientato
alla customizzazione di massa, mentre il Web-to-print in sé si riferisce a
modifiche fatte da un ordine all'altro. Il VDP è storicamente precedente
al Web-to-print, anche se in origine il processo di prestampa si
effettuava attraverso una stretta collaborazione con lo stampatore (per
esempio, per documenti quali fatture commerciali e simili).
Tra i vantaggi dell'uso di un sistema di Web-to-print vanno considerati la
possibilità per aziende, creativi grafici, e per il pubblico in genere di
accedere cataloghi online, pubblici o privati, tramite i quali sono possibili
55
variazioni dei template di prestampa fino all'ultimo momento prima della
stampa vera e propria. Con questa tecnologia, il cliente può approvare i
materiali senza il bisogno di un incontro di persona con lo stampatore.
Inoltre, i template consentono al cliente di controllare loghi, marchi e
altri contenuti di branding, dato che porzioni di template usate
ripetutamente possono rimanere consistenti a cavallo di intere serie di
progetti di stampa. Questo sistema può far risparmare tempo agli
stampatori e denaro ai clienti.
Lo svantaggio principale di questo sistema consiste nel fatto che
imprese di stampa piccole e medie, così come brokers di stampa, sono
in genere limitate nell'accesso a soluzioni software e sistemi server per
l'offerta di servizi Web-to-print alla clientela. La maggior parte del
software proprietario e commerciale che è stata concepita e realizzata
per il Web-to-print ha ancora costi proibitivi per questa tipologia di
aziende. Inoltre, questi sistemi spesso richiedono l'uso di sistemi digitali
di stampa che solo grandi aziende possono permettersi.
La sfida principale per l'espansione del Web-to-print è centrata da un
lato sul contenimento dei costi di queste soluzioni, e dall'altro sulla
capacità delle aziende di software e di hardware di far convergere
strumenti di grafica vettoriale pensati per l'ambiente desktop con le
tecniche basata su server progettate espressamente per soluzioni Webto-print. Inizialmente, sviluppi software custom hanno permesso alle
maggiori imprese stampatrici di offrire servizi Web-to-print a clienti di
grandi aziende, dopo di che importanti case di software sono entrate in
questo business, tipicamente con soluzioni di fascia medio-alta.
56
Per venire incontro al costo proibitivo di soluzioni Web-to-print
tradizionali (software, sistemi hardware, aggiornamenti periodici del
software, staff tecnico etc), vengono offerte soluzioni Web-to-print
hosted nella forma di Software-as-a-Service (SaaS). Usando questo
modello, la creazione di applicazioni, la loro manutenzione, l'evoluzione,
il supporto tecnico, gli upgrade, la gestione dei server, la connettività e
tutto quanto ruota intorno agli aspetti tecnologici viene offerto sotto
forma di un servizio out-sourced. Dato che il software, l'infrastruttura
hardware e le risorse di supporto fanno riferimento a una larga base di
clienti, i costi possono essere ridotti in modo significativo. Questo rende
economicamente possibile per ogni stampatore offrire applicazioni e
servizi Web-to-print, con modesti investimenti di tempo e capitale.
Resta in ogni caso essenziale la disponibilità di connessioni Internet a
banda larga.
Le soluzioni SaaS sono generalmente distribuite attraverso un
ambiente completamente online, e la riduzione dei costi deriva
sostanzialmente dalla loro suddivisione su un grande numero di utenti.
Un'altra opzione è quella di sviluppare soluzioni semplici che
consentano di gestire la progettazione online, la valutazione del
progetto di prestampa, l'offerta economica, la fatturazione e la gestione
degli ordini da parte di aziende grafiche di piccole e medie dimensioni.
Un'altra nicchia nelle soluzioni Web-to-print, che alcuni vedono come un
indicatore di indirizzi futuri, è la messa a punto di strumenti di
progettazione grafica WYSIWIG. Software di questo tipo permette agli
utenti finali di muovere, inserire e cancellare elementi grafici all'interno
57
di template predefiniti, nei limiti di regole stabilite dagli amministratori di
sistema. Software di questo tipo sta incominciando a sfumare le
distinzioni tra soluzioni di Destop Publishing e sistemi Web-to-print, e
permettono a utenti non professionali di editare e verificare in fase di
prestampa i propri progetti grafici in un ambiente controllato
4.5
Stampa ecocompatibile (green printing)
Come molte altre attività industriali, la stampa ha effetti sull'ambiente.
Negli ultimi anni la stampa ha progressivamente impiegato inchiostri più
ecocompatibili, carta riciclata e, più in generale, un approccio
consapevole nei confronti del risparmio energetico.
Questo fenomeno avviene anche sulla spinta della clientela: in UK, per
esempio, molti stampatori incontrano difficoltà a rimanere nella lista dei
fornitori preferenziali dei propri clienti (per non parlare dell'ingresso in
tale lista) se non possono dimostrare le proprie credenziali ambientali.
7
Dato che per molti il costo di adeguarsi a uno standard ambientale può
essere proibitivo in termini di tempo e di costo, la British Printing
Industries Federation (BPIF), ha avviato un'iniziativa (finanziata tramite
il Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale) per fornire supporto
ambientale agli stampatori londinesi: il progetto EcoPrint London
8
fornisce alle aziende una solida policy ambientale da presentare ai
7
8
Fonte: BPIF
http://www.britishprint.com/ecoprintlondon
58
clienti, oltre a una misura del footprint di CO2 e un piano di intervento
ambientale.
A scopo di approfondimento, riportiamo qui di seguito un estratto di
9
un'intervista di Print-Pack.it a Marco Rossi , consulente ambientale per
le arti grafiche e docente.
Il panorama nel nostro Paese è in forte evoluzione. Un atteggiamento
più sensibile alle tematiche ambientali è stato stimolato dalle esigenze
dei consumatori finali, che sempre più spesso richiedono prodotti e
soluzioni ecocompatibili. Questo ha innescato un circolo virtuoso che ha
coinvolto non solo gli stampatori ma, come visto alla Drupa, anche i
fornitori di macchine e materiali per l’industria grafica. Oggi a tutti i livelli
della filiera produttiva nel comparto grafico sono disponibili soluzioni
cosiddette a basso impatto ambientale. Ci sono aziende nel nostro
Paese che hanno intrapreso una vera e propria mission e attualmente
stanno raccogliendo i frutti di quello che hanno seminato negli anni.
Rispetto al panorama europeo, in particolare nell’Europa più avanzata,
siamo in arretrato in termini di tematiche ambientali. Infatti, sono state
proprio le richieste, provenienti dai Paesi d’oltralpe, di stampati made in
Italy ecocompatibili a favorire questo percorso e hanno dato l’input ai
grossi stampatori italiani per la realizzazione di prodotti ecologici e
certificati.
9
“Stampa ecocompatibile, nucleo di una nuova cultura d’impresa”
http://www.print-pack.it/scheda_speciali.asp?id=128
59
La conversione di un’azienda verso le tematiche ambientali può
avvenire a più livelli e gli investimenti che ne conseguono sono in linea
con il grado di trasformazione che l’azienda decide di raggiungere. Ci
sono soluzioni per stampare “green” che vanno ad influenzare in
maniera marginale i costi produttivi, ad esempio l’impiego di inchiostri
vegetali anziché minerali comporta costi molto simili, così come l’utilizzo
di energia da fonti rinnovabili non implica grandi differenze di costi.
Anche i prezzi delle carte certificate si sono allineati a quelli dei supporti
non certificati. L’investimento aumenta nel momento in cui l’azienda
sceglie di coinvolgere nella trasformazione anche il parco macchine in
prestampa e stampa. In questo ultimo caso, il governo tende
normalmente a supportare l’investimento con incentivi che consentono
di usufruire di sgravi fiscali fino al 30-40% del costo dell’impianto. In
questo modo si ottengono veri e propri benefici economici. Il percorso
per una strategia a 360° può essere attivato in meno di un anno, senza
bisogno di rallentare la produzione.
I vantaggi economici sono commisurati alla comunicazione che
l’azienda intraprende per informare del passo fatto, questi due step
devono essere combinati. A priori è necessario convertirsi al verde, ma
la
trasformazione
deve
essere
comunicata
sia
all’interno,
per
condividere e rendere parte attiva tutti gli attori dell’azienda, sia
all’esterno, per ottenerne un ritorno commerciale, altrimenti resta fine a
se stessa. Eventi, newsletter, workshop, pubblicità mirata a chi è più
sensibile alle tematiche ambientali sono le iniziative che consentono di
60
aggiornare e informare i clienti finali del percorso intrapreso e dei
traguardi raggiunti.
Un’azienda che decide di intraprendere un percorso ambientale per
ottenere delle certificazioni lo fa in maniera volontaria, per testimoniare,
attraverso un ente indipendente di terza parte, che effettivamente sta
mettendo in atto quanto dichiara. La certificazione è una sorta di
garanzia per il cliente finale, e ha una valenza effettiva in alcuni casi
specifici, soprattutto per chi lavora con la Pubblica Amministrazione.
Nell’ottica di GPP (Green Public Procurement), infatti, sono sempre più
numerose le PA che fanno acquisti “verdi” e richiedono quindi tali
certificazioni, in particolare riguardo alla carta. Le aziende grafiche che
sono in possesso di tali certificazioni vengono premiate con un
punteggio più alto e quindi il prezzo non diventa più l’unica
discriminante per aggiudicarsi l’appalto.
Le normative che le aziende devono seguire per ottenere un’attività
variano da paese a paese, mentre se parliamo di certificazioni
ambientali sono uguali o simili in tutti i Paesi. C’è comunque chi si è
differenziato, come ad esempio la Francia, che ha creato una sorta di
certificazione denominata Imprimvert, un’autodichiarazione in cui si
certifica di possedere determinati requisiti che lo standard richiede. In
Inghilterra, Francia e Germania le aziende certificate sono un numero
maggiore rispetto all’Italia.
61
5. Mercato
5.1
Congiuntura10
Nel primo semestre 2010 il settore ha conosciuto un peggioramento
rispetto alla situazione del secondo semestre dell’anno precedente.
Infatti, il saldo relativo alla produzione corrente è passato da -13,8% a 22,7% e quello degli ordini è diminuito da -16% a -24,4%. Le difficoltà
del settore sono da imputare al mercato interno, in cui gli ordini sono
diminuiti da -23,1% a -26,5%, mentre segnali di ripresa vengono dagli
ordini UE ed extra-UE, i primi aumentati da 0 a 22,9% e i secondi
passati da -12% a 18,7%.
Considerazioni analoghe valgono per il fatturato, che ha subito una
contrazione da -20,2% a -27,9%, dovuta interamente al mercato interno
rispetto a quello estero, che come per gli ordini mostra segnali di
ripresa. In calo anche l’occupazione, scesa dal saldo di -9,3% del
secondo semestre 2009 a -23,6% del primo semestre 2010. Pur
rimanendo in territorio negativo, migliora invece la profittabilità che
passa dal saldo di -44,3% a quello di -6,8%.
Anche le previsioni sono negative e in peggioramento rispetto alla
rilevazione sul secondo semestre 2009. Il saldo della produzione attesa
passa da -4,7% a -20%, così come gli ordini attesi (da -1,8% a -19,5%)
10
Fonte: Confapi – Ufficio Studi
62
e il fatturato atteso (da -3,9% a -20%). Indicazioni di recupero vengono
comunque dal mercato UE sia per gli ordini che per il fatturato. In forte
calo le aspettative sull’occupazione (da -5,9% a -26,5).
5.2
Riassunto del quadro economico
Il grafico sottostante
11
rappresenta l'andamento della congiuntura.
Figura 1 - Settore grafico: produzione, ordini e fatturato 1° semestre 2010
La tabella che segue
12
riassume il quadro esposto nei capitoli
precedenti.
11
12
Fonte: Confapi – Ufficio Studi
Fonte: Confapi – Ufficio Studi
63
I sem 2009
II sem 2009
I sem 2010
Livello della produzione
-21,15
-13,79
-22,66
Livello degli ordini
-22,64
-15,97
-24,41
Ordini Italia
-29,41
-23,16
-26,50
Ordini UE
-4,17
0,00
22,86
Ordini Extra UE
-25,00
-12,00
18,75
Fatturato
-30,00
-20,18
-27,87
Fatturato Italia
-27,08
-22,99
-29,57
Fatturato UE
-7,69
-2,63
11,76
Fatturato extra UE
-35,29
-19,23
5,88
Occupazione
-14,58
-9,26
-23,64
Ore di lavoro straordinario
-43,33
-37,29
-24,32
Produzione attesa
-13,04
-4,72
-20,00
Ordini attesi
-8,16
-1,83
-19,51
Ordini attesi Italia
-4,35
-1,22
-23,28
Ordini attesi UE
26,92
17,95
6,45
Ordini attesi extra UE
-17,65
-7,69
-17,65
Fatturato atteso
-10,64
-3,88
-20,00
Fatturato atteso Italia
-6,82
-3,90
-21,74
Fatturato atteso UE
20,00
15,79
3,03
Fatturato atteso extra UE
-5,88
0,00
-17,65
Occupazione attesa
-13,33
-5,94
-26,53
Variazione Utile Lordo
-52,38
-44,29
-6,82
-35,29
-52,81
5,13
17,19
0,00
26,23
-11,90
15,79
-5,17
10,00
-10,26
Accesso al credito
Debito bancario a breve
termine
Debito bancario a lungo
termine
Autofinanziamento
Tabella 1 - Settore grafico: quadro congiunturale aggiornato al 1° semestre
2010
64
5.3
Il profilo del lavoratore del settore grafico
Per definire i fabbisogni formativi del settore è fondamentale conoscere
le caratteristiche socio-demografiche dei potenziali destinatari, sia
imprenditori che dipendenti.
Da un punto di vista anagrafico, l’età media di tutti gli operatori del
settore si aggira intorno ai 40 anni, con lavoratori dipendenti intorno ai
35 anni e scolarità media ed imprenditori con un’età media di 52 anni
ed un livello di istruzione medio-alto.
Quest’ultimo dato è piuttosto importante per spiegare la scarsa
disponibilità e volontà di investire nella formazione da parte degli
imprenditori del settore.
Inoltre è frequente che i titolari siano alla prima esperienza
imprenditoriale perché hanno rilevato o sono divenuti soci dell’impresa
in cui erano dipendenti e provengano comunque dal settore.
Per tali ragioni il titolare ha spesso un ruolo operativo, impegnato
essenzialmente nella produzione e nel controllo della stessa.
Proprio questo aspetto farebbe emergere l’importanza della formazione
per l’imprenditore, soprattutto sui temi di contenuto gestionale (controllo
dei costi) ed organizzativo (gestione del personale e informatizzazione
delle procedure amministrativo-contabili).
Tutto ciò diviene ancora più rilevante se si considera che buona parte
degli imprenditori non si ritiene sufficientemente informata, soprattutto
per mancanza di tempo e per i costi da sostenere.
65
Pertanto, possiamo concludere che solo gli imprenditori “innovativi”
hanno individuato nella formazione personale e dei propri collaboratori
un elemento di crescita generalizzata dell’impresa e di supporto agli
investimenti
che
gli
stessi
realizzano
nella
propria
attività
(automatizzazione, prodotti che nascono in relazione al triangolo
“esigenza, qualità e prezzo”, attenzione all’efficienza e all’efficacia).
66
6. Previsioni evolutive delle aziende
Le informazioni seguenti provengono dalle interviste con le aziende del
campione. Si ricorda che le aziende intervistate sono tutte PMI.
6.1
Investimenti
Tenendo conto della situazione del mercato, l'indagine ha verificato
presso le aziende del campione quale fosse la natura degli investimenti
previsti a medio/lungo termine.
Figura 2 - Natura degli investimenti a medio/lungo termine
67
6.2
Variazione dei servizi offerti
Nel complesso, quasi tutte le aziende intervistate prevedono di variare
l'insieme dei servizi offerti. Le indicazioni ricevute sono:
Figura 3 - Variazioni previste nell'insieme dei servizi offerti
6.3
Variazione dei processi produttivi
Un quadro simile si presenta osservando le previsioni di variazione dei
processi produttivi.
68
Figura 4 - Variazioni previste nei processi produttivi
6.4
Adozione di nuove tecnologie
La maggioranza delle aziende intervistate prevede l'adozione di nuove
tecnologie. Si osserva un grande sforzo di adeguamento tecnico su più
fronti e la ricerca di maggiore efficienza, manifesta nell'intenzione di
impiegare software e automazione innovativi. In conseguenza vengono
dismesse
le linee e le attrezzature obsolete o comunque non più
competitive.
69
Figura 5 - Nuove tecnologie di cui si prevede l'adozione
Figura 6 - Tecnologie attualmente impiegate di cui si prevede la dismissione
70
7. Formazione
7.1
Formazione finanziata tramite fondi interprofessionali
paritetici
7.1.1
Adesione a fondi paritetici
La metà circa delle aziende intervistate risultano aderenti a fondi
interprofessionali paritetici per la formazione. L'unico fondo a cui è
dichiarata l'adesione è il FAPI (sotto questo aspetto il campione non
può essere considerato rappresentativo della distribuzione delle
adesioni sul totale delle aziende italiane):
Figura 7 - Appartenenza a fondi interprofessionali paritetici
71
Una quantità sorprendente di aziende dichiara di non sapere se è
iscritta oppure no a qualche fondo paritetico, e anche quelle che sanno
di essere iscritte a volte non conoscono nemmeno il nome del proprio
fondo. Questo fatto in realtà è largamente diffuso nelle realtà aziendali
(anche di medie dimensioni) e va visto come una conferma della strada
ancora da percorrere sulla via della informazione in merito alla
esistenza e alle finalità dei fondi interprofessionali paritetici.
7.1.2
Formazione effettuata
Tra le aziende aderenti, non tutte (poco più del 40%) hanno già
effettuato o dichiarano di voler effettuare formazione finanziata tramite
fondi paritetici, sebbene con un trend in forte crescita previsionale.
Riguardo alla natura della formazione effettuata o prevista, si nota una
certa prevalenza della formazione tecnica.
Figura 8 - Formazione effettuata (finanziata tramite fondi interprofessionali
paritetici)
72
Nel caso della formazione su aspetti tecnologici, le tematiche
menzionate sono quasi sempre generiche (“formazione tecnica”,
“aggiornamento nella prestampa e stampa”, etc). L'unica tecnologia
menzionata espressamente riguarda il controllo del colore e la qualità
della resa visiva.
Considerazioni analoghe possono farsi a proposito della formazione
non tecnica.
Anche qui le tematiche sono per lo più generiche
gestionale”, “formazione commerciale”, “formazione
(“formazione
manageriale”,
“marketing”). Forse un po' più preciso il riferimento al controllo di
gestione.
7.1.3
Grado di soddisfazione
Tutte le aziende che hanno effettuato formazione finanziata tramite
fondi si sono dichiarate complessivamente soddisfatte.
Figura 9 - Difetti segnalati in merito alla formazione finanziata tramite fondi
interprofessionali paritetici
73
I difetti, che comunque sono stati segnalati, non riguardano tanto la
qualità della formazione effettivamente erogata quanto piuttosto aspetti
organizzativi, riguardanti più che altro i rapporti tra l'azienda e il fondo
finanziatore.
Queste indicazioni sembrano coerenti con un quadro in cui le aziende
presentano i piani formativi direttamente senza intermediari accreditati
e fanno formazione anche impiegando personale interno come docente.
7.2
Formazione finanziata tramite risorse proprie
Una quota considerevole (57%) delle aziende intervistate ha effettuato
formazione finanziata tramite risorse proprie, a volte in aggiunta altre
volte
in
alternativa
alla
formazione
finanziata
tramite
fondi
interprofessionali paritetici.
Il numero degli addetti formati è stato più o meno stabile nei recenti
anni passati, e non si prevede una crescita nel futuro.
7.2.1
Formazione effettuata
Anche in questo caso si osserva una forte prevalenza della formazione
tecnologica.
74
Figura 10 - Formazione effettuata (finanziata con risorse proprie)
Nel caso della formazione tecnologica le tematiche menzionate
specificamente riguardano:

Preparazione all'uso di nuovo software;

Aggiornamento connesso con l'uso dei vari macchinari;

Disegno grafico;

Impaginazione;

Formazione degli operatori di stampa.
La formazione su aspetti non tecnologici è varia e comprende
formazione:

Gestionale;

Amministrativa;
75

Marketing;

Commerciale;

Lingue straniere;

Organizzazione della produzione;

Sicurezza sul lavoro.
Si osserva in generale una maggior definizione degli obbiettivi
perseguiti attraverso la formazione finanziata con risorse proprie
rispetto a quella finanziata tramite fondi interprofessionali paritetici.
7.2.2
Grado di soddisfazione
Il grado di soddisfazione segnalato sembra totale: un 13% di aziende
circa si dichiara “molto soddisfatto”, le restanti “soddisfatto”.
Circa il 40% delle aziende intervistate afferma che il costo di questo tipo
di formazione, che grava per intero sul bilancio aziendale, ne
rappresenta anche il principale difetto.
Le aziende mettono anche in evidenza come i costi elevati possano
rendere problematica l'attuazione di un piano di formazione continuata.
Infine, un certo numero di aziende (12% circa) afferma di incontrare
difficoltà a trovare docenti preparati (in particolare sul disegno grafico).
76
7.3
Motivazione della scelta di finanziare la formazione
tramite risorse proprie
Tipicamente le aziende motivano la scelta di effettuare formazione
finanziata con risorse proprie invece di ricorrere al finanziamento
tramite fondi interprofessionali paritetici facendo riferimento a esigenze
di flessibilità organizzativa, e citando i difetti della formazione finanziata
tramite fondi paritetici (vedere capitolo 7.1.3).
In particolare vengono messi in evidenza:

I tempi lunghi tra la pubblicazione degli avvisi e il momento in cui
diventa possibile avviare la formazione, che non permettono di
rispondere a esigenze che richiedono interventi immediati e
comunque
rendono
difficile
la
programmazione
della
formazione;

La complessità delle procedure;

L'impossibilità di includere nella formazione i soci lavoratori.
In alcuni casi sembra che vi siano anche difetti di informazione, come il
ritenere che per certi temi formativi non siano disponibili risorse da
parte dei fondi interprofessionali paritetici.
77
8. Bibliografia
“Il settore grafico Lombardo. Innovazione e fabbisogni professionali e
formativi”,
a c. Alberto Bramanti, Franco Angeli, 2009
“Laboratorio PMI - Indagine congiunturale I semestre 2010”, Centro
Studi
Confapi,
ufficio
Corporate
Sector
Analysis
CIB
Strategy&Marketing, allegato alla rivista Scenari Economici, 2010
“Desktop publishing”, Wikipedia, L'enciclopedia libera,
http://it.wikipedia.org/w/index.phptitle=Desktop_publishing&oldid=36599
941
(in data 24 febbraio 2011).
“Web-to-print”, Wikipedia, L'enciclopedia libera,
http://en.wikipedia.org/w/index.php?title=Web-toprint&oldid=412764675
(in data 24 febbraio 2011).
“Variable Data Printing”, Laurel Brunner,
http://www.britishprint.com/filemanager_net/files/download_files/Tech_
Ware/PPH%2007%20-%206.2%20VD.pdf
(in data 24 febbraio 2011).
78
“EcoPrint London”,
http://www.britishprint.com/ecoprintlondon/page.asp?node=1&sec=Hom
e
(in data 24 febbraio 2011).
“About EcoPrint London”,
http://www.britishprint.com/ecoprintlondon/page.asp?node=13&sec=Ab
out_Eco_Print_London ,
(in data 24 febbraio 2011).
“Stampa ecocompatibile, nucleo di una nuova cultura d’impresa”,
intervista a Marco Rossi,
http://www.print-pack.it/scheda_speciali.asp?id=128
(accesso in data 24 febbraio 2011).
“THE INSIGHT REPORT - digital printing directions - Trends &
Opportunities”, Prof. Frank Romano
Studio commissionato da Canon Europa per la presentazione al Drupa
2008
http://www.canon.it/About_Us/Press_Centre/Press_Resources/White_P
apers_and_Reports/Insight_Report.asp
(accesso in data 24 febbraio 2011).
79
Finito di stampare nel marzo 2011
Presso Quadrifolio S.p.a.
Via Emilia 17,
24052 Azzano San Paolo (BG)
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