marzo 2003 cantonale al servizio del consumatore Laboratorio cantonale d a l 1 8 9 0 Laboratorio cantonale Via Mirasole 22 CH-6500 Bellinzona Telefono 091 8146111 Fax 091 8146119 E-mail: [email protected] www.ti.ch/DSS/DSP/LabC 1 La nuova sede del Laboratorio cantonale in Via Mirasole 22 a Bellinzona (Architetti: Tito Lucchini e Roberto Marcon) 2 Il Laboratorio cantonale in cifre (2002) Anno di fondazione 1890 Posti in organico Collaboratori (6 a tempo parziale) dei quali: - con formazione universitaria (chimici, biologi, ingegnere alimentare) - ispettori (derrate alimentari, acque, veleni, stabilimenti balneari) - laboratoristi (in chimica, biologia, medici) - personale amministrativo - apprendisti (fuori organico) 26.8 35 7 8 10 5 5 Dati esercizio Reparti ispettivi - attività che sottostanno ai controlli ispettivi - ispezioni effettuate - campioni prelevati - contestazioni ispettive emesse - contestazioni analitiche emesse - sequestri di merci in kg ca. 4500 2137 3993 374 298 1289 Reparti analitici - totale campioni analizzati - analisi effettuate - campioni risultati non conformi di cui, per problemi di: microbiologia residui etichettatura caratteristiche fisiche composizione altro 7755 34438 946 729 (77.0%) 143 (15.1%) 60 (6.3%) 8 (0.8%) 4 (0.4%) 4 (0.4%) Costo d’esercizio Spese correnti Ricavi correnti Fr. 3.3 milioni (ca) Fr. 0.5 milioni (ca) Saldo Fr. 2.8 milioni (ca) ☞ Ad ogni ticinese il Laboratorio cantonale costa Fr. 12.- all’anno 3 Parte introduttiva Introduzione da parte delle autorità, Compiti del Laboratorio, Storia del Laboratorio Rischio Rischio, Punti critici, Tossinfezioni, Principi di tossicologia, Valori di tolleranza e limite, Inganno e frodi, Principio di precauzione, Pregiudizi alimentari Contaminazioni Contaminanti biologici, Componenti tossici, Contaminanti ambientali, Contaminanti agrochimici, Medicamenti veterinari, Contaminanti fisici, Cessioni, Infestazione da parassiti e roditori Controllo della sicurezza alimentare La cucina di casa propria, Autocontrollo, Controllo ufficiale, Consumatori Composizione e conservazione Composizione, Conservazione, Additivi Analisi Esame organolettico, Analisi chimica, Analisi microbiologica Alcuni alimenti Acqua potabile, Vino, Formaggi, Funghi, Miele, Carne e pesce, Alimenti speciali, Alimenti transgenici, Prodotti BIO Oggetti d’uso Vasellame, Contenitori in plastica, Cosmetici, Giocattoli Etichette e menu Etichette alimentari, Menu Stabilimenti balneari Spiagge, Piscine Ambienti abitativi Radon, Contaminanti indoor Veleni Classi di tossicità, Etichette di veleni 4 Parte introduttiva 5 Parte introduttiva Introduzione da parte delle autorità, Compiti del Laboratorio, Storia del Laboratorio Rischio Rischio, Punti critici, Tossinfezioni, Principi di tossicologia, Valori di tolleranza e limite, Inganno e frodi, Principio di precauzione, Pregiudizi alimentari Contaminazioni Contaminanti biologici, Componenti tossici, Contaminanti ambientali, Contaminanti agrochimici, Medicamenti veterinari, Contaminanti fisici, Cessioni, Infestazione da parassiti e roditori Controllo della sicurezza alimentare La cucina di casa propria, Autocontrollo, Controllo ufficiale, Consumatori Composizione e conservazione Composizione, Conservazione, Additivi Analisi Esame organolettico, Analisi chimica, Analisi microbiologica Alcuni alimenti Acqua potabile, Vino, Formaggi, Funghi, Miele, Carne e pesce, Alimenti speciali, Alimenti transgenici, Prodotti BIO Oggetti d’uso Vasellame, Contenitori in plastica, Cosmetici, Giocattoli Etichette e menu Etichette alimentari, Menu Stabilimenti balneari Spiagge, Piscine Ambienti abitativi Radon, Contaminanti indoor Veleni Classi di tossicità, Etichette di veleni 6 Parte introduttiva 7 Saluto della Direttrice del Dipartimento della sanità e della socialità Il Laboratorio cantonale trova nella nuova sede di Bellinzona una ulteriore importante tappa della sua storia ultracentenaria. Il trasferimento è anche un miglioramento e un potenziamento dell’attività scientifica riconosciuta di alto livello. Il Dipartimento della sanità e della socialità ha voluto sottolineare questo passaggio con una nuova pubblicazione destinata a far conoscere meglio i compiti del Laboratorio cantonale, soprattutto alla popolazione ticinese. I due assi portanti dell'attività corrente del Laboratorio sono la salvaguardia della salute pubblica e la tutela dei consumatori dalle frodi, con particolare riferimento alle derrate alimentari. Quando è nato, più di un secolo fa, il Laboratorio si occupava soprattutto di garantire migliori condizioni igieniche. A quel tempo era riconosciuto che l’igiene delle abitazioni, la salubrità degli ambienti, la qualità dell'alimentazione erano determinanti per il benessere sanitario della popolazione. In effetti, i grandi miglioramenti nella salute della popolazione, misurabili in termini di durata di vita, sono da attribuire all’evoluzione delle condizioni di vita più che all’accresciuto consumo di prestazioni sanitarie. Proprio in questo compito, più che mai attuale, di promozione e di salvaguardia della salute pubblica si iscrive l’attività del Laboratorio cantonale. Oggi le sfide sono cambiate ma siamo di fronte a sempre nuovi rischi. All’insalubrità degli ambienti abitativi si sono sostituiti i nuovi rischi ambientali, mentre il controllo dell’acqua impone un’attenta e continua attività. Di attualità sono anche i nuovi rischi che derivano dalla tecnologia alimentare e dall’evoluzione dei consumi. Si tratta di tutelare la popolazione da questi crescenti rischi alimentari e dalle frodi, acuiti dalla circolazione delle derrate alimentari in un mercato ormai globale. Di fronte all'evoluzione dei consumi, della tecnologia alimentare, il compito si fa più complesso. L'équipe del Laboratorio vorrebbe fare un passo in più e divenire un vero e proprio servizio di protezione dei consumatori, puntando su una migliore e più efficace informazione. Il Laboratorio vuole far comprendere l'utilità del suo intervento spesso offuscato da una percezione negativa e sanzionatoria dell'attività di controllo e di ispezione. È un importante servizio pubblico con una vasta competenza nell'ambito della prevenzione sanitaria in ambito alimentare. È un partner dei consumatori e delle associazioni di consumatori, attore di una cultura di prevenzione, volta a promuovere la salute e la sicurezza e quindi a migliorare in generale la qualità della vita sul territorio. Esso copre quindi uno degli aspetti trasversali della protezione dei consumatori, inserendosi in quel vasto campo multidisciplinare dei consumi ma anche nel mercato globale di questi beni. Accentuare la prevenzione sanitaria in ambito alimentare risulta fondamentale, ma soprattutto coerente con altre politiche di salute pubblica promosse dal Dipartimento della sanità e della socialità. La promozione del benessere sanitario passa attraverso la conoscenza dei determinanti della salute. Fra questi sono di fondamentale importanza l’alimentazione e le condizioni ambientali in cui viviamo. Il Dipartimento della sanità e della socialità ringrazia l’équipe del Laboratorio cantonale per assicurare questi servizi con professionalità e con grande competenza. Ma soprattutto desidera sottolineare altre attività del Laboratorio: la ricerca, grazie allo sviluppo di nuove metodiche analitiche e a studi e ricerche mirati a particolari settori della produzione di derrate alimentari; la formazione teorica e pratica di apprendisti, di stagiaires, di diplomandi dei Politecnici, di controllori ed ispettori delle derrate alimentari e di chimici alimentaristi; la divulgazione grazie all’organizzazione di conferenze, giornate di studio e corsi di formazione. L’attività scientifica del Laboratorio cantonale, già oggi di alto livello, è stata potenziata e migliorata per poter assolvere al meglio il compito di controllo e di tutela per conto e a favore della popolazione. Avv. Patrizia Pesenti Consigliere di Stato 8 Parte introduttiva Indirizzo augurale dell’Ufficio federale della sanità pubblica Un nuovo Laboratorio cantonale per il Ticino: dreifache Gratulation! 17 marzo 2003: ci siamo! Nel nuovo Laboratorio di Bellinzona si è iniziato a lavorare. In questa lieta circostanza mi congratulo con gioia con tutte le persone che hanno partecipato alla sua realizzazione, con il Cantone e la sua Popolazione come pure con l’intera Svizzera. Formulare un’idea, esprimere desideri e fissare delle esigenze è facile. Creare il consenso attorno ad un concetto, progettare in dettaglio e portare a termine il tutto con successo, necessita invece di tenacia, sensibilità politica e professionale e, soprattutto, grande impegno. Le mie prime congratulazioni vanno pertanto a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione del progetto e che ora possono ammirare con fierezza l’opera terminata. Essi hanno reso disponibile una struttura concepita secondo i più moderni dettami e che permetterà di assolvere quei molteplici compiti che sono descritti nel presente opuscolo. Le mie seconde congratulazioni vanno invece al Canton Ticino e alla sua Popolazione. Il nuovo Laboratorio cantonale con il suo trasferimento a Bellinzona si è avvicinato a Berna di 30 chilometri e Berna, con i previsti nuovi collegamenti ferroviari, tra una decina d’anni si troverà più vicina di un’ora a Bellinzona. Ciò è rallegrante ma non decisivo. Più importante è il fatto che il Canton Ticino, per via di questi nuovi collegamenti, non abbia comunque ceduto alla tentazione di “outsourcing”, ricorrendo a servizi di altri cantoni. Al contrario! Il convincimento unanime sui vantaggi offerti alla sicurezza alimentare da un’istituzione solidamente radicata nel territorio ha fatto si che il nuovo Laboratorio cantonale si presenti ora più grande, più moderno e meglio equipaggiato del precedente. Accanto al vantaggio di poter garantire in loco la sicurezza alimentare sono anche da attendersi promettenti sinergie con l’inserimento sotto lo stesso tetto del Servizio ispezione e consulenza lattiera. Questa avveduta pianificazione andrà a sicuro vantaggio di tutta la popolazione. Ed è infine alla Svizzera intera che vanno le mie terze e ultime congratulazioni. Il Ticino è il tradizionale luogo d’incontro dell’amore svizzero per l’ordine con lo charme e la gioia di vivere del meridione. Non a caso questa regione ricca di beni culturali e di moderne strutture turistiche è una meta apprezzata, oltre che di vacanze, di manifestazioni internazionali e di congressi. Con la realizzazione del nuovo Laboratorio cantonale il Ticino ha espresso la volontà di assicurare anche in futuro un elevato livello di sicurezza e di igiene nella produzione degli alimenti, nella gastronomia, nell’enologia e in tutte quelle attività in cui vengono prodotte le numerose ed eccellenti specialità locali. Gli specialisti dell’Istituto dispongono di conoscenze tali da permettere di verificare con efficacia, competenza e equità l’autocontrollo di queste attività economiche. La moltitudine di turisti che ci raggiungono dalle nazioni più disparate al loro rientro a casa, con i ricordi della Svizzera riguardo anche l’igiene e la protezione del consumatore, potranno pertanto continuare a portare con se impressioni e immagini positive del Cantone. Per le Autorità federali il fatto poi di poter contare in Ticino su un competente dispositivo di controllo degli alimenti offre l’ulteriore vantaggio di disporre di un’antenna sensibile allo sviluppo della sicurezza alimentare presso i nostri vicini meridionali. Per questi motivi mi permetto di congratularmi tre volte con tutti, di ringraziare e di esprimere l’augurio che le consumatrici e i consumatori abbiano a continuare ad aver fiducia negli alimenti e nelle autorità di controllo e che, da parte loro, siano così motivati ad assumersi le responsabilità per la propria salute. Dr. Urs Klemm Direttore dell’Unità principale Sicurezza delle derrate alimentari Parte introduttiva 9 Introduzione del Direttore del Laboratorio cantonale L’idea di questo opuscolo è maturata col crescere, specialmente negli ultimi anni, delle preoccupazioni e soprattutto del disorientamento del pubblico di fronte alla recente e sconcertante successione di scandali alimentari. Ci siamo chiesti, da specialisti in una materia tanto complessa qual’è la sicurezza alimentare, come il consumatore medio, non potendo disporre degli strumenti necessari ad una valutazione oggettiva della situazione e frastornato da un’informazione superficiale e talvolta eccessivamente catastrofista, possa orientarsi e capire l’effettiva entità ed importanza di questi problemi. La nostra sola preoccupazione è stata quella di presentare, tramite le nostre attività, i vari aspetti delle derrate alimentari che consumiamo giornalmente - e che, in buona misura, sono le stesse che noi sottoponiamo a controlli accurati - in modo accessibile e il più possibile oggettivo, fondandoci sulle notevoli conoscenze scientifiche di cui dispone l’équipe del Laboratorio cantonale e sull’esperienza “al fronte” acquisita nel corso di 114 anni di attività di controllo degli alimenti in Ticino. Trattandosi di un testo divulgativo, per la comprensibilità di taluni argomenti si è inevitabilmente dovuto procedere a delle semplificazioni, nel rispetto comunque del rigore scientifico. L’occasione privilegiata per concretizzare questo lavoro ci si è presentata con un avvenimento di portata storica per il nostro Istituto e cioè il suo trasferimento nella nuova e moderna sede di Bellinzona, la cui realizzazione, dopo anni di attese, è stata possibile grazie alla determinazione e alla lungimiranza dell’allora Direttore del Dipartimento Opere Sociali Ing. Pietro Martinelli. È infatti nel corso della cerimonia inaugurale, il 17 marzo 2003, che l’opuscolo verrà presentato e diffuso. A tutti quei collaboratori, coordinati dal Dr. Claudio Valsangiacomo, che hanno contribuito al suo allestimento, vada il mio ringraziamento più sentito. Un grazie particolare lo rivolgo inoltre alla responsabile del Dipartimento della sanità e della socialità, Avv. Patrizia Pesenti, Consigliere di Stato, per l’entusiastica adesione al progetto e per averne promosso la realizzazione. Mario Jäggli, Ing. chim. dipl. ETHZ Chimico cantonale 10 Parte introduttiva Compiti del Laboratorio cantonale La sicurezza alimentare in Svizzera è assicurata da una rete di 20 laboratori cantonali che fanno capo all’Unità principale Sicurezza delle derrate alimentari dell’Ufficio federale della salute pubblica. La coordinazione delle attività, l’interpretazione armonizzata delle disposizioni legali e la reciproca informazione, avviene nell’ambito dell’Associazione dei Chimici cantonali svizzeri, nel corso di incontri trimestrali di tutti i Chimici cantonali. Il Laboratorio cantonale è comunque amministrativamente subordinato al Consiglio di Stato per il tramite del Dipartimento della sanità e della socialità. I compiti: • esecuzione della legislazione federale e cantonale concernente le derrate alimentari e gli oggetti d’uso e consumo • esecuzione della legislazione federale sul commercio dei veleni • esecuzione del regolamento cantonale sull’igiene delle acque balneabili • esecuzione della legislazione federale sulla radioprotezione per quanto attiene la misura del radon nei locali abitativi • prestazioni analitiche per l’Amministrazione cantonale, i comuni, gli enti pubblici e le aziende Le attività Le attività del Laboratorio sono prevalentemente di controllo ed essenzialmente volte alla salvaguardia della salute pubblica nonché alla tutela dei consumatori dalle frodi e dagli inganni in materia di alimenti e di oggetti d’uso. Attività analitiche Attività ispettive Attività amministrative Altre attività Parte introduttiva 11 Storia del Laboratorio cantonale, fondato nel 1890 Così scriveva l’Ingegner A. Massarotti (già Chimico cantonale e direttore dell’Istituto) in occasione del centenario di fondazione del Laboratorio cantonale (vedi “100 anni del Laboratorio cantonale d’Igiene”, Dipartimento Opere Sociali, 1990): “… Le situazioni che 100 anni or sono portarono alla creazione del “Laboratorio” sono intimamente connesse alle minacce che già allora incombevano sulla salute pubblica, derivanti soprattutto dalla mancanza di igiene nella produzione e nello spaccio delle derrate alimentari e dagli insudiciamenti delle acque per uso potabile, del latte e delle carni con diffuse epidemie di malattie infettive. Ma anche le frodi alimentari con le falsificazioni e le adulterazioni di derrate alimentari, dal latte al vino, dal burro alle farine panificabili, imperversavano parallelamente al fiorire del commercio e portavano ad una nutrizione con alimenti privi di qualità nutritive o comunque inerti, quando non causavano intossicazioni dei consumatori. …“ Creazione del Laboratorio e mandato Il Laboratorio cantonale fu creato con decreto esecutivo del Consiglio di Stato del 31.12.1889 come “Laboratorio cantonale d’igiene”, il decreto fu firmato dal Presidente M. Pedrazzini e dal Consigliere di Stato Segretario Ing. F. Gianella. Con decreto del 28.8.1890 il Consiglio di Stato risolve un nuovo impianto del Laboratorio d’igiene in Lugano. Con decreto del 11.6.1891 il Laboratorio cantonale di igiene corrisponde non solo ai bisogni dell’igiene alimentare, ma altresì alle richieste del commercio, dell’agricoltura, della medicina e della giustizia. Il servizio del Chimico cantonale sarà quindi esteso alle esigenze delle autorità giudiziarie, delle Municipalità, dei medici delegati, di tutti i medici che intendessero approfondire “… ricerche chimiche o microscopiche a scopo diagnostico …”, delle Società d’agricoltura “… per ciò che riguarda le malattie dei vegetali e degli animali …”, nonché dei commercianti e di privati cittadini. La base normativa che regolamentava la protezione e la sorveglianza sull’igiene pubblica, ed in particolar modo sull’igiene alimentare, era costituita dal Codice sanitario del 26.11.1888, che attribuiva il mandato di sorveglianza sullo smercio di derrate alimentari ai medici delegati e alle autorità comunali e prevedeva l’istituzione nel Cantone di uno o più laboratori cantonali d’igiene. Queste ultime dovevano “… praticare almeno una volta all’anno una visita ai fondachi, macellai, panifici, e in genere a tutte le botteghe destinate alla vendita al minuto delle bevande e delle sostanze alimentari, allo scopo di assicurarsi che non siano né falsificate, né insalubri …”. I venditori di bevande o derrate alimentari erano “… tenuti a fornire ai visitatori ufficiali [attuali ispettori delle derrate alimentari] i campioni necessari per un completo assaggio della loro merce [esame organolettico] …”. Nel caso fosse stata necessaria un’analisi chimica o microscopica dovevano essere “… prelevati due campioni d’assaggi della bevanda o derrata alimentare sospetta, l’uno dei quali, previa apposizione dei suggelli alla presenza del venditore o suo rappresentante, sarà affidata al perito officiale, l’altro sarà conservato dall’autorità che ha ordinato l’esame …”. Dal 1890 al 1905, il Laboratorio è a Lugano In una fase iniziale il Laboratorio, con sede presso il Liceo cantonale di Lugano, in un edificio attiguo alla chiesa di Sant’Antonio, fu affidato alle cure di un insegnante di storia naturale del Liceo di Lugano, il professor Lenticchia. Il 27.8.1890 il Consiglio di Stato nominava, col titolo di Chimico cantonale e direttore del Laboratorio, il signor Eugenio Vinassa, di San Gallo, dottore in scienze naturali e già docente privato di chimica giudiziaria all’Università di Berna, “… persona specialmente educata a tale officio …”. Nel rapporto annuale del 1894 si parla di 753 analisi di sostanze diverse, alimentari, commerciali ecc. Nei rapporti annuali e sulla stampa locale (vedi Gazzetta Ticinese del 26.11.1897), il direttore si lamenta a più riprese delle precarie condizioni: locali non adatti, mancanza di personale, carenza di apparecchi e inadeguatezza del suo stipendio. Questo malcontento si protrae fino all’ultimo rapporto annuale del 1904, dopodiché il Laboratorio viene chiuso a causa delle dimissioni del Dr. Vinassa nel 1905. 12 Parte introduttiva Dal 1906 al 1911, il Laboratorio è a Bellinzona In questo periodo il Consiglio di Stato affidò con decreto l’incarico di un “servizio provvisorio” (per sopperire alle necessità di vigilanza imposte dal Codice sanitario) al professor R. Natoli e ad altri docenti di chimica e di merceologia della Scuola cantonale di commercio in Bellinzona. Nel frattempo era entrata in vigore la Legge federale sul commercio delle derrate alimentari dell’8.12.1905, ai sensi della quale il Dr. R. Viollier diventerà primo Chimico cantonale in Ticino, in sostituzione del professor Natoli. Il Dr. Viollier, originariamente professore di chimica e mineralogia alla Scuola di Commercio di Bellinzona, lasciò la sua funzione di Chimico cantonale (la riassunse a Basilea tra il 1931 e il 1949) in occasione dell’apertura della nuova sede del Laboratorio a Lugano, situata di fronte all’allora “Nuovo Ospedale Civico”, in Via Lambertenghi/Via Ospedale (oggi Via G. Buffi) il 20.5.1911. Dal 1911 al 2002, il Laboratorio è a Lugano L’edificazione del nuovo Laboratorio a Lugano, su disegno dell’architetto Luigi Luvini, conobbe diverse traversie, curiosamente analoghe a quanto successo per l’edificazione attuale a Bellinzona (vedi anche istoriato pubblicato dal Consigliere di Stato Dr. G. Rossi sul Bollettino della Società Ticinese di Scienze Naturali, 1911, pp.19-25). Inizialmente progettato a Bellinzona su un terreno posseduto dallo Stato in prossimità del Palazzo degli Studi l’Istituto finì per essere costruito a Lugano su un terreno ceduto gratuitamente dal Comune. Analogamente, l’attuale costruzione in Via Mirasole era prevista nel Luganese, prima che il Comune di Bellinzona mettesse a disposizione dello Stato (per cinquant’anni) un terreno di sua proprietà. Con l’apertura della nuova sede del laboratorio a Lugano, in data 20.5.1911, viene nominato Chimico cantonale il Dr. A. Verda, già farmacista a Losanna e Chimico delle dogane a Chiasso. I primi due ispettori cantonali delle derrate alimentari, il Dr. Dotta e G. Vicari, sono formati ai sensi della legge federale dal Dr. Verda ed ottengono la loro promozione nel luglio 1911. Nel 1912 il Laboratorio cantonale effettua 1297 analisi di cui 404 con esito “non conforme”, negli anni dal 1890 al 1910 il numero d’analisi annuali si aggira sulle 300-400 (vedi anche Bollettino della Società Ticinese di Scienze Naturali, 1912, p.68-83). Il Laboratorio cantonale diventa nel corso del XX secolo il principale polo scientifico del nostro Cantone, soddisfacendo con il suo servizio analitico le più svariate esigenze della società. La paletta di analisi sconfina dal settore alimentare per investire l’analisi medica, l’analisi per l’economia agricola, e l’analisi criminologica per il dipartimento di giustizia. A più riprese i collaboratori del Laboratorio cantonale saranno fra i protagonisti delll’attività scientifica cantonale, ricordiamo per esempio l’impegno del Chimico cantonale Antonio Verda in seno alla Società ticinese di scienze naturali (anno di fondazione 1903). Dal 1953 al 1965 fu attiva presso il Laboratorio cantonale una nuova sezione, quella per la protezione delle acque e la depurazione delle acque residuali, che adempiva un compito allora pionieristico nella salvaguardia ambientale. Le varie attività non direttamente legate all’applicazione della legge in materia di derrate alimentari, come quella appena citata, furono poi gradualmente assunte da altri servizi cantonali sull’onda della diversificazione del servizio statale. Con l’entrata in vigore della nuova Legge sulle derrate alimentari del 1.7.1995, il Laboratorio cantonale ha vieppiù spostato il baricentro delle sue attività dagli interventi analitici a quelli ispettivi, ottemperando all’esigenza di legge sul controllo autonomo di chiunque fabbrica, tratta, distribuisce, importa od esporta derrate alimentari, additivi e oggetti d’uso. Dal 2003 il Laboratorio è a Bellinzona nella sua nuova sede in via Mirasole Negli anni novanta, vista la situazione precaria venutasi a creare nel vecchio edificio in Via Giuseppe Buffi, inizia la pianificazione di una nuova sede. Grazie all’impegno del Consigliere di Stato Ing. P. Martinelli, furono esplorate diverse ubicazioni, per approdare nel 2003 nella nuova sede, in Via Mirasole 22 a Bellinzona. La nuova sede viene inaugurata il 17 marzo 2003 dalla Direttrice del Dipartimento della sanità e della socialità, Avv. P. Pesenti che ha aderito e sostenuto attivamente l’iniziativa del suo predecessore. Parte introduttiva 13 I Chimici cantonali che hanno diretto l’Istituto ai sensi della Legge federale sulle derrate alimentari del 1905 Dr. Raoul Viollier (1885-1948) dal 1908 al 1911 Dr. Antonio Verda (1876-1949) dal 1911 al 1943 Ing. Aldo Massarotti (1922-) dal 1963 al 1988 Ing. Paolo Regazzoni (1897-1987) dal 1943 al 1962 Ing. Mario Jäggli (1944-) dal 1989 Intestazione di un certificato emesso il 28.12.1925 14 Rischio 15 Parte introduttiva Introduzione da parte delle autorità, Compiti del Laboratorio, Storia del Laboratorio Rischio Rischio, Punti critici, Tossinfezioni, Principi di tossicologia, Valori di tolleranza e limite, Inganno e frodi, Principio di precauzione, Pregiudizi alimentari Contaminazioni Contaminanti biologici, Componenti tossici, Contaminanti ambientali, Contaminanti agrochimici, Medicamenti veterinari, Contaminanti fisici, Cessioni, Infestazione da parassiti e roditori Controllo della sicurezza alimentare La cucina di casa propria, Autocontrollo, Controllo ufficiale, Consumatori Composizione e conservazione Composizione, Conservazione, Additivi Analisi Esame organolettico, Analisi chimica, Analisi microbiologica Alcuni alimenti Acqua potabile, Vino, Formaggi, Funghi, Miele, Carne e pesce, Alimenti speciali, Alimenti transgenici, Prodotti BIO Oggetti d’uso Vasellame, Contenitori in plastica, Cosmetici, Giocattoli Etichette e menu Etichette alimentari, Menu Stabilimenti balneari Spiagge, Piscine Ambienti abitativi Radon, Contaminanti indoor Veleni Classi di tossicità, Etichette di veleni 16 Rischio 17 Rischio Verifica scientifica del rischio alimentare: cattive abitudini in testa! Opinione corrente del rischio alimentare: contaminanti chimici in testa! Malnutrizione o nutrizione errata Additivi Malnutrizione o nutrizione errata Microbi patogeni Rischio Contaminanti chimici Contaminanti naturali Microbi patogeni Contaminanti chimici Additivi Contaminanti naturali Nei paesi con un sistema efficiente di controllo della sicurezza alimentare, le malattie trasmesse dagli alimenti rappresentano una minaccia relativamente limitata per la salute dell’essere umano. Come evidenziato dal grafico, sono le malattie causate da una dieta poco appropriata (l’obesità, le malattie cardiovascolari, il diabete e alcuni tipi di cancro) a minacciare maggiormente la salute (Organizzazione mondiale per la sanità). Problemi di sanità collegati al consumo di alimenti CAUSE MALNUTRIZIONE O NUTRIZIONE ERRATA EFFETTI MALATTIE NUTRIZIONALI CONTAMINAZIONI MICROBI PATOGENI INFEZIONI, TOSSINFEZIONI CONTAMINANTI CHIMICI E RADIONUCLIDI INTOSSICAZIONI SUBACUTE O CRONICHE - IRRADIAZIONE INTERNA ADDITIVI ALTRE tossine, incidenti,frodi,delitti ☞ INTOSSICAZIONI SUBACUTE O CRONICHE INTOSSICAZIONI ACUTE Contrariamente a quanto si pensa, sono le cattive abitudini alimentari ad insidiare maggiormente la nostra salute, mangiamo troppo e male! Gli additivi sono oggetto di studi tossicologici approfonditi prima di essere messi in commercio e i contaminanti chimici non sono quasi mai rintracciabili nelle derrate o lo sono solo in tracce. 18 Rischio Punti critici Punti critici di processo in diversi stadi del ciclo degli alimenti. Il controllo dei punti critici nel processo produttivo delle derrate alimentari permette di prevenire, ridurre o eliminare un rischio alimentare come pure un’alterazione fraudolenta della derrata. Rischio 19 Tossinfezioni Molti batteri, virus e parassiti causano malattie alimentari, che possiamo grossolanamente dividere in infezioni e intossicazioni. Di regola, l’intossicazione si manifesta e scompare rapidamente (in 1 o 2 giorni), mentre l’infezione ha un decorso più lungo, si manifesta quindi dopo qualche giorno e dura a volte anche più di una settimana. Le infezioni possono avere, se non curate, conseguenze importanti (anche letali) mentre le intossicazioni, pur se spiacevoli, si risolvono, senza complicazioni nella maggior parte dei casi. L’intossicazione è dovuta all’ingestione di un alimento che già contiene un “veleno” detto anche tossina, che agisce nel giro di poche ore causando principalmente vomito. Si tratta in questo caso di tossine prodotte da microrganismi. L’infezione è così definità perchè i batteri sono in grado di invadere il corpo e moltiplicarsi nei tessuti intestinali e in altri organi. In questo caso il sintomo principale è la diarrea spesso accompagnata da febbre che non appare comunque prima di 12 ore dall’ingestione. L’insorgere della malattia dipende da tanti fattori, i più importanti dei quali sono: • la dose ingerita di microorganismi o il tipo di tossina • le condizioni dell’ospite • il tipo di alimento (acidità, presenza di grassi). Da notare che non tutte le sintomatologie di questo tipo sono trasmesse dagli alimenti, l’influenza intestinale, per esempio è una gastroenterite virale trasmessa da persona a persona. ☞ • La mortalità dovuta ad agenti infettivi trasmessi dagli alimenti è 4 volte inferiore alla mortalità causata dalla comune influenza (dati secondo CDC, autorità sanitatia statunitense). Gli individui maggiormente colpiti sono: bambini in tenera età, anziani, ammalati (specialmente immunodepressi). • Le tossinfezioni collettive vanno segnalate al nostro Servizio oppure all’ Ufficio del medico cantonale. 20 Rischio Principi di tossicologia allimentare Tutti gli additivi alimentari devono essere sottoposti ad una valutazione tossicologica rigorosa e completa prima di poter essere approvati per l’uso. La stessa valutazione sta pure alla base dei Valori limite per le sostanze estranee che contaminano gli alimenti: pesticidi, metalli, sostanze farmacologiche, ecc. Le valutazioni si basano sull’analisi di tutte le informazioni tossicologiche disponibili, compresa l’osservazione e i test su esseri umani e animali (in genere topi, ratti, conigli, ecc.). In materia di alimenti non si tratta quasi mai di tossicità acuta. Ecco come viene fissato il Valore limite per una data sostanza X Per prima cosa viene determinata sperimentalmente la dose corrispondente al Livello Effetto Zero (inglese NOEL "No Observed Effect Level"), cioè la quantità di contaminante o additivo che può essere somministrata giornalmente agli animali senza alcun effetto osservabile (anche solo comportamentale). NOEL = 0.07 mg/kg Poi si procede al calcolo della Dose Giornaliera Ammissibile (inglese ADI "Acceptable Daily Intake") per l'essere umano aggiungendo al NOEL un largo fattore di sicurezza, di solito uguale a 100, e tenendo conto di un peso medio per l'uomo di 60 kg. Il fattore di sicurezza tiene conto, da una parte, della variabilità fra le cavie, dall'altra delle incertezze dovute all'estrapolazione animale-uomo. ADI = 0.07 x 60 / 100 = 0.04 mg/persona al giorno Il Valore Limite (VL) viene estrapolato dalla ADI tenendo conto del consumo medio giornaliero della derrata, sarà quindi molto più restrittivo per l'acqua potabile consumata quotidianamente in larga quantità (2kg al giorno) che per una spezia usata saltuariamente a piccole dosi (0.001 kg al giorno). VL per X per l'acqua VL per X per una spezia = 0.04/2 = 0.04/0.001 = 0.04 mg/kg di acqua = 40 mg/kg di spezia Effetto Curva dose-effetto ADI e VL NOEL Dose ☞ Si deve sottolineare che il Valore limite non rappresenta un livello di tossicità; indica invece un livello di assunzione prudenziale. Gli individui possono eccedere il VL occasionalmente, a condizione che la media giornaliera sia inferiore allo stesso. Il VL dovrebbe essere sempre confrontato con la media su periodi prolungati, piuttosto che con la quantità assunta occasionalmente. Il consumo di una derrata con un contaminante a concentrazioni prossime al VL può essere esteso a tutta la vita senza che insorgano effetti nocivi. In altre parole, i VL per i contaminanti vanno visti come soglie di sicurezza, e non di pericolo. Rischio 21 Valori di tolleranza e valori limite Contrariamente al Valore limite (VL), il Valore di tolleranza (VT) non possiede nessuna rilevanza tossicologica. Il VT è un concetto giuridico e operativo applicato solo dalla legislazione svizzera ed è inerente alle buone pratiche di fabbricazione. L'alimento non è più consumabile VALORE LIMITE (Sequestro) definito "NON CONFORME" definito "INADATTO ALL'ALIMENTAZIONE UMANA" definito "PERICOLOSO PER LA SALUTE O ALTERATO" definito "CONTAMINATO" definito "SCADENTE" RESIDUI MICRO BIOLOGICA L'alimento è comunque consumabile VALORE DI TOLLERANZA Concentrazione massima ammissibile CMA (additivi) definito"NON CONFORME" L'alimento è di buona qualità ADDITIVI AMMESSI ADDITIVI NON AMMESSI AGGIUNTA CONTAMINAZIONE PERICOLO ☞ Ripetuti superamenti del VT equivalgono giuridicamente al superamento del VL. 22 Rischio Inganno e frodi La terminologia che descrive gli inganni e le frodi è variata tanto quanto sono variate le modalità di queste manipolazioni illecite delle derrate alimentari. Nel diritto penale il comportamento fraudolento è contrario alla lealtà e buona fede, è diretto a ledere i diritti altrui e costituisce un elemento o una aggravante di determinati reati (Enciclopedia generale De Agostini, 1996). Le varie modalità di inganno e frode comprendono: • modificazioni nella composizione analitica al fine di ottenere un maggior tornaconto economico • aggiunta di ingredienti estranei all’alimento con lo scopo di migliorarne l’aspetto o di coprirne i difetti • sostituzione totale di un alimento con un altro • far apparire qualcosa come diverso dalla sua effettiva natura A seconda delle situazioni vengono usati i termini: Inganni più frequenti, legali e non, perpetrati ai danni dei consumatori nella ristorazione: ☞ Dichiarato o lasciato supporre Preparazione o ingrediente effettivo Osservazioni Piatto o pietanza preparata nella cucina del ristorante “Convenience food” = semilavorato o preparazione industriale pronta al consumo dopo semplice elaborazione o riscaldamento Con la scelta di “convenience foods” attualmente a disposizione della ristorazione la cucina potrebbe diventare un optional. La legge non prevede comunque l'obbligo di dichiarazione nei menu. “Fresco” “Congelato” Pesce, crostacei, carne, funghi, pane, torte Panna montata Panna vegetale Nei dessert. Burro Margarina (con burro) - Formaggio Sottilette di formaggio fuso Toast, panini, ecc. Mozzarella “Pizza cheese” Insalate varie, pizze Vitello Pollo o tacchino Sminuzzati, scaloppine, vitello tonnato Fegato di vitello Fegato di maiale Prodotti di carne e di gastronomia Prosciutto cotto Prodotto pressato di pezzi vari di carni suine Antipasti, affettati, canapés, pizze, panini ecc. Capretto nostrano Capretto francese Spesso offerto come capretto al forno senza l’indicazione del paese di produzione (Francia) Filetti di sogliola Filetti di limanda - Il consumatore ha il diritto di chiedere ogni informazione in merito ai cibi che gli vengono serviti nella ristorazione o venduti sfusi nel commercio. Rischio 23 Principio di precauzione Il rapido sviluppo tecnologico al quale stiamo assistendo non permette, anche per via della necessità di conseguire rapidamente degli utili dopo aver investito ingenti capitali nella ricerca e nello sviluppo, di conoscere in modo approfondito tutte le possibili interazioni dei nuovi prodotti con gli organismi viventi e l’ambiente. Per affrontare questo genere di pericoli i paesi industrializzati si stanno dotando di uno strumento giuridico, definito “principio di precauzione”, che in situazioni di incertezza scientifica conferisce alle autorità la facoltà di adottare le misure preventive necessarie, qualora fossero venute a conoscenza di potenziali effetti dannosi per la salute o per l’ambiente, in attesa di ulteriori elementi per una più esauriente valutazione dei rischi. È da augurarsi che questo valido strumento venga al più presto inserito anche nel diritto alimentare svizzero, come auspicato dall’Associazione chimici cantonali nel documento “Leitbild 2000”. Fra le applicazioni più note in ambito alimentare citiamo: • misure anti-BSE (vedi sotto) adottate a suo tempo in molti paesi • blocco delle importazioni nell’Unione Europea di polli dalla Cina per via dell’utilizzo sistematico a scopo preventivo dell’antibiotico cloramfenicolo, indipendentemente dalla presenza o meno nelle carni • divieto di coltivazione di organismi geneticamente modificati • restrizioni nell’uso di campi elettromagnetici Applicazione del principio di precauzione per la prevenzione della malattia della mucca pazza. La malattia della mucca pazza, o encefalopatia spongiforme bovina (acronimo inglese: BSE), è una malattia dei bovini causata da agenti infettivi particolari denominati prioni (si tratta di proteine, sono quindi diversi dai più comuni batteri, virus e parassiti). La malattia è apparsa per la prima volta in Gran Bretagna nel 1986 e in Svizzera nel 1990. La BSE può trasmettersi all’uomo attraverso il consumo di organi contaminati. La malattia nelle persone è denominata “nuova variante Creutzfeldt-Jakob” (acronimo inglese nvCJD). Fino ad oggi le persone colpite superano di poco il centinaio, prevalentemente in Gran Bretagna. Il principio di precauzione in questo caso è stato applicato già nel dicembre del 1990 con il divieto di somministrare farine animali ai ruminanti, e ciò ancor prima di disporre della certezza sulla trasmissione della malattia. Il forte sospetto di trasmissione della malattia ai bovini tramite farine animali e il sospetto della trasmissione dai bovini agli esseri umani ha indotto il legislatore a procedere con il principio di precauzione al fine di tutelare la salute animale e indirettamente la salute umana. 24 Rischio Pregiudizi alimentari Il pesce fa bene alla memoria perchè contiene fosforo Non esiste nessuna relazione fra fosforo e memoria; inoltre il pesce non è certo l’alimento che contiene più fosforo: pistacchi, piselli, carne e uova ne contengono di più. Le vitamine della frutta sono nella buccia Contrariamente a quanto si crede, la buccia non è ricchissima di vitamine, contenute soprattutto nella polpa. La buccia è comunque benefica per la salute, perchè è ricca di fibre insolubili. Il limone disinfetta i frutti di mare Gli acidi contenuti nel limone (citrico e ascorbico) sono del tutto insufficienti contro virus e/o batteri: è come cercare di fermare un Tir tirandogli contro un sasso. La vitamina C non fa venire il raffreddore Sicuramente un’integrazione vitaminica rafforza l’organismo, ma non previene da infezioni; è il sistema immunitario che si oppone a malattie come l’influenza. Assumere vitamina C può ridurre i sintomi, ma non riduce il numero delle volte che ci ammaliamo. Chi è anemico deve mangiare molti spinaci No, un clamoroso errore nella quantificazione del ferro negli spinaci (concentrazione stimata dieci volte superiore) portò a questo pregiudizio (vedi anche disegni animati di “Braccio di ferro”). Bambino con labbra rosse I bambini con le labbra rosse hanno mangiato caramelle con additivi tossici. Falso: per lo più delle volte si tratta di estratto di barbabietole. Peperoncino, ostriche e frutti tropicali sono cibi afrodisiaci Il fatto che circa la metà della popolazione creda al potere afrodisiaco di alcuni alimenti dimostra che siamo ancora molto arretrati dal punto di vista della cultura alimentare; è come credere nelle proprietà afrodisiache del corno di rinoceronte. Il forno a microonde è dannoso per la salute Le radiazioni elettromagnetiche non fuoriescono dall’apparecchio (perchè schermato) e non producono sostanze tossiche. La sicurezza di questi comuni elettrodomestici è comunque garantita solo se il riscaldamento raggiunge una temperatura sufficiente per eliminare i microrganismi. Contaminazioni 25 Parte introduttiva Introduzione da parte delle autorità, Compiti del Laboratorio, Storia del Laboratorio Rischio Rischio, Punti critici, Tossinfezioni, Principi di tossicologia, Valori di tolleranza e limite, Inganno e frodi, Principio di precauzione, Pregiudizi alimentari Contaminazioni Contaminanti biologici, Componenti tossici, Contaminanti ambientali, Contaminanti agrochimici, Medicamenti veterinari, Contaminanti fisici, Cessioni, Infestazione da parassiti e roditori Controllo della sicurezza alimentare La cucina di casa propria, Autocontrollo, Controllo ufficiale, Consumatori Composizione e conservazione Composizione, Conservazione, Additivi Analisi Esame organolettico, Analisi chimica, Analisi microbiologica Alcuni alimenti Acqua potabile, Vino, Formaggi, Funghi, Miele, Carne e pesce, Alimenti speciali, Alimenti transgenici, Prodotti BIO Oggetti d’uso Vasellame, Contenitori in plastica, Cosmetici, Giocattoli Etichette e menu Etichette alimentari, Menu Stabilimenti balneari Spiagge, Piscine Ambienti abitativi Radon, Contaminanti indoor Veleni Classi di tossicità, Etichette di veleni 26 Contaminazioni 27 Contaminanti biologici Quando si parla di contaminanti biologici nelle derrate alimentari si pensa prevalentemente ai batteri, anche se un certo ruolo nella trasmissione di malattie è rivestito da altri microrganismi, quali batteri, lieviti e muffe, virus e parassiti. batteri parassiti virus muffe I microrganismi si trovano ovunque: • • • • • • nell’aria nell’acqua negli alimenti nel suolo nell’uomo (intestino, naso, pelle) sulle superfici I microrganismi sono il più delle volte innocui e spesso addirittura utili nella produzione di derrate alimentari. pane formaggio birra vino salame In alcuni casi sono patogeni, causano cioè delle malattie come per esempio le salmonelle, i campilobatteri, gli stafilococchi, il Bacillus cereus, il Clostridium perfringens o certe muffe. 28 Contaminazioni La rapida suddivisione permette loro di moltiplicarsi fino a grandi numeri, e qualche volta di produrre tossine. Certi microrganismi possono essere associati a nicchie dove l’ambiente favorisce la loro moltiplicazione. Per esempio, microrganismi in grado di resistere ad elevate temperature si trovano nelle sorgenti calde, un habitat dove la maggior parte dei microrganismi non sopravvive. Altri possono crescere alle basse temperature. Alcuni sono particolarmente “agili”. I microrganismi intestinali sono predominanti nell’intestino e si diffondono attraverso le feci. Essi possono sopravvivere, ed anche moltiplicarsi all’esterno dell’ambiente intestinale. °C 90 80 70 Nessuna proliferazione, i germi muoiono 63 Alcune materie prime, prevalentemente di origine animale, possono veicolare più facilmente gli organismi patogeni: Proliferazione lenta 40 36 Proliferazione veloce 15 5 -15 ca. 5° C ca. -18° C Temperature ottimali (massime) per la refrigerazione e la congelazione. Proliferazione lenta Nessuna proliferazione, ma i germi non muoiono Contaminazioni 29 Ordine di grandezza I microrganismi, essendo molto piccoli (1 millesimo di millimetro) non si vedono ad occhio nudo. In un cucchiaino di yogurt ci sono tanti microrganismi quanto è la popolazione mondiale di esseri umani, 6 miliardi di individui! Ecco di seguito 4 ingrandimenti della punta di uno stuzzicadenti contaminato con batteri. 10 x 50 x 1000 x 5000 x Sequenza cronologica della moltiplicazione batterica Contrariamente ai contaminanti chimici, quelli microbiologici hanno la facoltà di moltiplicarsi nelle derrate alimentari in modo esponenziale. L’immagine (P. Stoodley et al.) illustra la moltiplicazione batterica, in questo caso di Pseudomonas aeruginosa, ad intervalli di un’ora da 0 a 5 ore a partire da una singola cellula. La barra rappresenta 50 µm. 50 µm 30 Contaminazioni … è successo anche a noi: Clostridium perfringens e prodotti carnei, gita del Laboratorio Descrizione del caso In occasione della gita annuale del Laboratorio cantonale, organizzata nel Torinese nel maggio 2001, 17 collaboratori hanno pranzato in un ristorante della zona. Il rientro è avvenuto in serata. Il giorno successivo alcuni partecipanti hanno cominciato ad accusare sintomi gastrointestinali, durati complessivamente da 12 a 36 ore, di diversa intensità. La sintomatologia descritta comprendeva varie combinazioni di: diarrea, crampi, intontimento o mal di testa, nausea e brividi. Delle 16 persone che hanno consumato carne 9 sono risultate sintomatiche. La derrata e l’agente infettivo In mancanza di derrate alimentari sono state analizzate le feci di uno dei collaboratori, nelle quali è stata messa in evidenza la presenza di un battere, il Clostridium perfringens. La sintomatologia descritta da tutti gli individui sintomatici è senz’altro compatibile con questo agente infettivo. C. perfringens può essere associato con tutta probabilità al consumo di derrate a base di carne cruda (carpaccio, salame, luganighetta) o cotta (vitello tonnato, stinco di vitello, salsa bolognese). Causa dell’intossicazione Il consumo di una derrata alimentare con un carico elevato di C. perfringens (superiore al Valore Limite sancito dalla legge) è con tutta probabilità all’origine dell’evento tossinfettivo. Il mancato raffreddamento e il mantenimento a temperature non appropriate (superiori ai 4 °C o inferiori ai 65 °C) o per tempi troppo lunghi (oltre le 2 ore) sono all’origine di incidenti alimentari associati alle carni cotte. Il consumo di insaccati prodotti con carenza di igiene e non salmistrati correttamente (aggiuta di nitrati) sono pure all’origine di tossiinfezioni da C. perfringens. Casistica locale La casistica è poco conosciuta visto che la sintomatologia si risolve nel giro di 1 o 2 giorni e il paziente non si rivolge generalmente al medico: i casi non vengono quindi annunciati alle Autorità sanitarie. ☞ Misure di prevenzione Le misure di prevenzione applicabili dai produttori riguardano le buone pratiche di fabbricazione: macello dell’animale in condizioni igieniche (evitare la contaminazione della carne con i contenuti intestinali) e salmistrazione adeguata. I consumatori possono prevenire questo tipo di incidente cuocendo adeguatamente le carni e consumandole immediatamente. Gli eventuali resti vanno refrigerati. Contaminazioni 31 Salmonellosi e tiramisù Descrizione del caso In occasione di una festa famigliare, in una serata di piena estate, viene preparato un tiramisù per 40 persone a base di uova fresche. Alla festa partecipano persone di tutte le età, la maggior parte delle quali consuma una porzione di tiramisù, preparato nel corso della mattinata. Dopo la festa tutti rientrano al proprio domicilio, ma la sera successiva gran parte dei partecipanti avverte una sintomatologia a livello addominale che va dalla semplice motilità intestinale a sintomi più pesanti quali nausea, vomito, diarrea e febbre. Alcuni individui si rivolgono al medico, dopo una notte trascorsa con malessere generico, febbre e continue scariche di diarrea (siamo a 36 ore dal consumo del tiramisù). Prima di sera 2 bambini vengono ricoverati in ospedale. Uno dei bambini viene dimesso il giorno dopo, l’altro sarà trattenuto in ospedale per 3 giorni. Per tutti gli altri partecipanti la sintomatologia si risolve in 48-72 ore con 2 o 3 giorni aggiuntivi caratterizzati da malessere e spossatezza generici. Fra le persone asintomatiche vi sono pure alcuni individui che hanno consumato il tiramisù: evidentemente la reazione varia da individuo a individuo! La derrata e l’agente infettivo L’indagine alimentare permette di identificare il tiramisù quale agente dell’infezione alimentare. L’analisi delle feci (coprocoltura) mette in evidenza il battere responsabile: la Salmonella. Alle nostre latitudini circa 1:10’000 uova commercializzate sono contaminate da Salmonella, l’uso di questa derrata allo stato crudo presenta quindi un rischio di contrarre la malattia. Il rischio aumenta notevolmente con il quantitativo di derrata preparata: basta un solo uovo contaminato per avariare tutto il quantitativo. Oltre che nelle uova la salmonella può essere presente nelle carni crude, specialmente in quelle di volatile. Causa dell’intossicazione In questo caso la causa dell’intossicazione è evidentemente il consumo di uova contaminate crude. Il fatto di aver preparato il tiramisù nel corso della mattinata e averlo consumato solo la sera potrebbe pure avere contribuito ala moltiplicazione della Salmonella, specialmente se le norme di refrigerazione non sono state rispettate correttamente. In altri casi di salmonellosi, per esempio quando sono coinvolti dei lattanti, la causa va ricercata nella carente osservanza dell’igiene in cucina: la contaminazione crociata degli alimenti (contaminazione casalinga del biberon in cucina durante la preparazione di carne di pollo cruda) è sovente causa di malattie a trasmissione alimentare. Casistica locale Ogni anno in Svizzera e in Ticino vengono annunciati 3’000 casi e 200 casi rispettivamente; in realtà, analogamente a quanto detto per la campylobatteriosi la casistica della salmonella è di gran lunga più incidente visto che non ogni caso viene annunciato. La casistica associata ai tiramisù è diminuita drasticamente nell’ultimo decennio. ☞ Misure di prevenzione Per la produzione di tiramisù “formato gigante” a base di decine di uova si consiglia l’uso di prodotti pastorizzati, abitudine già adottata da mense e ristoratori. La salmonellosi può comunque essere trasmessa con le stesse modalità della campylobatteriosi (vedi apposita scheda) , si consiglia quindi di cuocere adeguatamente le carni (specialmente quella di volatile), e di separare le carni crude dalle pietanze già cotte. 32 Contaminazioni Campylobatteriosi e cosce di pollo grigliate Descrizione del caso Per la cena di un’ottantina di giovani esploratori d’Oltralpe in campeggio nell’alta Leventina vengono acquistati 5 kg di cosce di pollo congelate da grigliare all’aperto. Le cosce vengono acquistate il mattino (ore 10.00) e grigliate la sera (ore 18.00). A 24 ore dal consumo della grigliata una decina dei giovani esploratori accusano sintomi a livello addominale, nausea, crampi, seguiti nella notte da febbre e diarrea. Uno di essi viene ospedalizzato e dimesso dopo qualche giorno, nel frattempo anche gli altri, che presentavano una sintomatologia più lieve, si rimettono in sesto. La derrata e l’agente infettivo L’indagine alimentare permette di individuare velocemente la derrata incriminata, si tratta delle cosce di pollo. L’analisi delle feci del paziente (coprocoltura) mette in evidenza la presenza di Campylobacter, compatibile con la sintomatologia e spesso presente nelle carni crude, specialmente di volatile. Causa dell’intossicazione La causa dell’intossicazione va cercata nel mancato o incompleto scongelamento delle cosce di pollo. Nemmeno sul fuoco della griglia è possibile raggiungere la temperatura consigliata di 65°C al cuore della derrata se la stessa è parzialmente congelata. Casistica locale Ogni anno in Svizzera e in Ticino vengono annunciati 6’000, rispettivamente 400 casi di campylobatteriosi. Come per la Salmonella, la casistica reale è di gran lunga più incidente visto che non ogni caso viene annunciato. ☞ Misure di prevenzione • La misura di prevenzione in questo caso è lo scongelamento corretto delle carni, che dev’essere eseguito in frigorifero durante la notte o nel forno a microonde a potenza ridotta e per un tempo adeguato (vedere le istruzioni dell’apparecchio). • La cottura completa della derrata dev’essere garantita. Anche nel caso di alimenti precotti (per esempio chicken nuggets) è necessario osservare attentamente le indicazioni per la cottura: non sono rare le segnalazioni di intossicazioni causate dalla scorretta preparazione di questi alimenti. Contaminazioni 33 I componenti tossici naturalmente presenti nelle derrate alimentari Per questa classe di contaminanti si tratta di sostanze nocive naturalmente presenti negli alimenti che ne limitano il consumo per l’essere umano. Spesso queste sostanze sono già presenti negli organismi vegetali o animali destinati al consumo alimentare. Di seguito illustriamo con una carrellata i componenti tossici più comuni: La solanina è un glicoalcaloide presente nelle patate esposte alla luce e quindi mal conservate. La presenza di questa sostanza tossica è indicata dal viraggio del colore della patata: dalla sua naturale tonalità al verde. Le lectine (o fitoemagglutinine) sono presenti in varie leguminose, in particolare alcune specie di fagioli. Si tratta però di sostanze termolabili, vengono quindi eliminate con la cottura. I casi di intossicazione sono legati al consumo dei fagioli allo stato crudo. I cianoglicosidi sono reperibili in varie specie vegetali, specialmente nei semi, fra le più comuni citiamo le mandorle amare che contengono il cianoglicoside amigdalina. Le mandorle amare vengono usate dai pasticceri in piccole quantità per dare un sapore particolare, nella vendita al dettaglio vengono miscelate con mandorle dolci. I tannini sono presenti nel tè, caffè, cacao, vino ecc. La tossicità di questi componenti è ancora discussa. Le cucurbitacine sono sostanze amare presenti nelle varietà selvatiche della famiglia Cucurbitacee, alla quale appartengono i cocomeri, le zucchine, le zucche ecc. In casi rari (un caso segnalato al Laboratorio cantonale nel 2001 associato a “zucchine amare”) si riscontrano intossicazioni causate da un elevato tenore di queste sostanze. Le tossine associate ai prodotti della pesca e acquacoltura sono frequenti nei paesi dove questi fanno parte dell’alimentazione quotidiana. Si tratta spesso di tossine presenti nei molluschi che si nutrono di plankton tossico. Fra le diverse sindromi da molluschi bivalvi citiamo la sindrome diarroica e la sindrome paralitica. I veleni dei funghi, quali per esempio l’amanitina dell’Amanita falloide, sono pure componenti tossici. Ovviamente, le specie fungine che producono queste componenti non sono qualificate come derrate alimentari. I fitoestrogeni sono sostanze con attività ormonale, associate all’estrogeno, ormone femminile che controlla il sistema riproduttivo. Di queste sostanze, citiamo per esempio gli isoflavoni nella soja. 34 Contaminazioni Avvelenamento da istamina e panino al tonno Descrizione del caso Durante la pausa di mezzogiorno tre colleghi di lavoro si recano al bar dove consumano panini, bibita e caffè. Due di loro mangiano un panino a base di tonno, insalata e pomodori. Alle 12.30 il pasto è terminato e i tre passano quindi al caffè. Uno di loro comincia però ad avvertire un certo malessere che aumenta di intensità nel giro di 5-10 minuti. I sintomi sono: nausea, vertigini, cefalea e arrossamento del viso (ingl. rush). Dopo poco anche l’altro collega, che ha consumato il medesimo panino al tonno, comincia ad avvertire gli stessi sintomi. Mentre per il primo sarà necessario un breve ricovero all’ospedale durante la notte con disturbi respiratori e ipotensione, il secondo si rimetterà nel giro di 2 ore. La derrata e l’agente tossicologico Il consumo di pesce avariato, contenente elevate quantità di istamina, causa il cosiddetto “avvelenamento da sgombroidi”. La parte rosso-scura del tessuto muscolare dei pesci della famiglia Scombridae e Scomberascidae (tonni, sgombri, sarde, sardine, acciughe ecc.), contiene elevate quantità di istidina. Si tratta di un amminoacido (componente delle proteine) che può essere trasformato in determinate condizioni in istamina da batteri di comune riscontro sulla cute dei pesci nell’ambiente marino ed in quello terrestre. L’istamina è la sostanza che provoca la sintomatologia descritta. La “sindrome sgombroidea” è considerata negli USA una delle più comuni forme d’intossicazione per ingestione di pesce. Causa dell’intossicazione Le cause vanno cercate nel consumo di pesci conservati in modo non appropriato: scatola aperta da tempo, conservata senza refrigerazione. Casistica locale Al nostro servizio vengono annunciati in media da 2 a 5 casi all’anno, la casistica è comunque molto più ampia. Vista la breve durata dello stato di malessere, le persone intossicate tendono a non cercare aiuto medico. Da un indagine del 1998 sulla qualità del tonno sfuso per la preparazione di pizze e panini prelevati in ristoranti, bar e pizzerie del cantone, il 17.6% dei campioni (tutti di tonno sfuso) presentavano un superamento del valore limite per l’istamina. ☞ Misure di prevenzione • Conservare le scatole aperte di tonno nel frigorifero e consumarle al più presto. • L’apprezzamento sensoriale della derrata può aiutare in alcuni casi ad evitare l’intossicazione, ciò vale anche per altre derrate alimentari. • Nei ristoranti si consiglia l’uso di scatole di dimensioni ridotte. Residui solidi e chimici Suolo Aria Incombusti da veicoli a motore Pesce e crostacei Fonti naturali Incidenti industriali e sversamenti di prodotti chimici Acqua Fumo da tabacco Animali domestici Colture Farmaci veterinari, ormoni di crescita e additivi alimentari Pesticidi e fertilizzanti agricoli Fonte: F. Pocchiari, L. Rossi e V. Silano, «I problemi per la salute e per la sicurezza dell'ambiente» in La chimica e la qualità della vita, Ed. Società Chimica Italiana, 1983 Liquami e residui agricoli Liquami e residui domestici Dumping e lavaggio di navi cisterne Dilavamento del suolo Uso non agricolo dei pesticidi Effluenti industriali Combustione di carburanti fossili Preparazione, produzione, cottura. Utensili e stoviglie da cucina Cibo consumato Imballaggio, immagazzinamento, distribuzione e trasporto Essere umano Contaminazioni 35 Contaminanti ambientali (sostanze estranee) 36 Contaminazioni I contaminanti ambientali, riscontrabili solo mediante analisi chimiche complesse, sono sostanze estranee presenti nelle derrate alimentari anche dopo i processi produttivi; si dividono essenzialmente in: • metalli pesanti (p.es. cadmio, mercurio, piombo) e metalloidi (p.es. arsenico) • radionuclidi (p.es. cesio-137 e stronzio-90) • composti organici (p.es. idrocarburi clorati, PCBs, DDT, atrazina) Le concentrazioni massime ammissibili sono fissate per sostanza e per derrata alimentare nell’Ordinanza sulle sostanze estranee sotto forma di valori di tolleranza e di valori limite, e direttamente correlati al loro effetto tossicologico. Esempi Metalli e radionuclidi (mercurio) (cadmio) (cesio-137) Contaminanti organici Acqua di falda (atrazina, idrocarburi clorati) (PCBs) Esempi di analisi effettuate dal Laboratorio cantonale Atrazina nell’acqua di falda (inquinamento dovuto all’utilizzazione di erbicidi nell’area ferroviaria del Pra’ Tiro di Chiasso). Fino al 2001 l’acqua di tale pozzo è stata filtrata su carbone attivo prima di essere distribuita in rete. Atrazina + Desetilatrazina µg/l 10.00 anno valori misurati valori calcolati 1.00 Valore di tolleranza 0.10 1986 1988 1990 1992 1994 1996 1998 2000 2002 2004 Contaminazioni 37 µg/l Solventi clorati nelle acque di falda (inquinamento di origine industriale e artigianale). Prima della messa in rete l’acqua del pozzo B4 di Coldrerio viene filtrata su carbone attivo. 160 150 140 130 120 110 100 90 80 70 60 50 40 30 20 10 0 1990 Tricloroetilene Tetracloroetilene TOTALE Valore di tolleranza 1991 1992 1993 1994 1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 Radionuclidi (Cs-134 e Cs-137) nei funghi, originati dall’incidente nucleare di Cernobyl del 1986, contaminazione ancora riscontrabile attualmente (dati 2002) 2000 1800 massimo mediana minimo Bq/kg fresco 1600 1400 Valore limite 1200 1000 800 Valore di tolleranza 600 400 200 Leccinum scabrum (Bedulin) Cantharellus cibarius (Cantarello) Boletus eriythoropus (Feree) Boletus edulis (Porcino) Boletus badius (Castagnin) Agaricus campestris (Prataiolo) 0 38 Contaminazioni Contaminanti agrochimici (sostanze estranee) Fungicidi Insetticidi e Acaricidi Erbicidi Regolatori di crescita Pesticidi: prodotti usati nella lotta chimica contro gli organismi nocivi alle colture Protettori di scorta Molluschicidi Rodenticidi Nematicidi Disinfettanti • Oltre 700 sostanze attive registrate nel mondo di cui circa 500 omologate in Svizzera. • Concentrazioni massime ammissibili fissate per pesticida e per derrata alimentare nell’Ordinanza sulle sostanze estranee sotto forma di valori di tolleranza e di valori limite. • Riscontrabili nelle derrate alimentari solo mediante analisi chimiche complesse a causa della loro caratteristiche e delle basse concentrazioni. • Alle concentrazioni normalmente misurate non rappresentano alcun pericolo. L’Ufficio federale della sanità pubblica richiede infatti per il rilascio dell’autorizzazione di impiego e per fissarne il campo di applicazione e i valori di tolleranza rispettivamente limite, studi completi riguardanti gli aspetti tossicologici, le modalità di applicazione, l’eventuale presenza di residui ed i rispettivi metodi di determinazione. Frutta 2001 (116 campioni) %60 51% 47% 40 20 2% 0 Esenti Con residui Conformi Superamento del valore di tolleranza Verdure 2001 (161 campioni) %80 79% 60 40 18% 20 3% 0 Esenti Con residui Conformi Superamento del valore di tolleranza Contaminazioni 39 Pesci del lago Maggiore con DDT Indagine analitica, autunno 1995 Nel corso di indagini svolte dal Laboratorio nella prima metà degli anni novanta, finalizzate a fotografare la situazione quanto a contaminanti nella fauna ittica dei laghi ticinesi, sono emerse concentrazioni anomale di DDT nella parte edibile dei pesci del lago Maggiore. Per due specie ittiche, l’agone ed il salmerino, le concentrazioni riscontrate superavano da 2 a 5 volte il valore limite legale di 1 mg/kg. Questo riscontro analitico ha indotto le Autorità cantonali ad emettere nel 1996 un divieto di commercio e di pesca per le due specie. (Vedi anche “Mitteilungen aus dem Gebiete der Lebensmitteluntersuchung und Hygiene 87, 189-211, 1996) Dall’analisi dei pesci all’inquinamento ambientale La notizia ha sollevato vasta eco specialmente in Italia dove, per questa sostanza, vigono limiti da 10 a 20 volte inferiori ai nostri. La causa di questa contaminazione da DTT è stata individuata negli scarichi dell’Enichem di Pieve Vergonte (Val d’Ossola) dove l’insetticida veniva prodotto per l’esportazione. Grazie alle nostre indagini ha quindi potuto sorprendentemente essere individuata nel Lago Maggiore una contaminazione diffusa da DDT. È infatti noto che questo composto tende a trasferirsi a causa di fenomeni di bioaccumulazione dall’acqua ai vari stadi della catena alimentare, concentrandosi in particolare negli ultimi anelli della stessa, quali i pesci e gli uccelli acquatici. Pericolo per la salute Per quanto attiene la salute di chi ha consumato queste specie ittiche contaminate non vi dovrebbero comunque essere preoccupazioni di sorta. I valori limite vengono infatti fissati con amplissimi margini di sicurezza. Regressione della concentrazione di DDT in controtendenza dal 2001 DDT's µg/kg Mentre le bondelle hanno mostrato concentrazioni di DDT simili a quelle rilevate negli anni precedenti, nel 2001 per gli agoni si è bruscamente interrotta la lenta ma costante regressione che aveva fatto sperare in un rientro imminente entro i limiti tollerabili (vedi grafico). Ciò potrebbe essere legato alla risospensione dei sedimenti fini rivieraschi del Lago Maggiore ed al dilavamento di quelli fluviali (soprattutto del fiume Toce) a seguito del periodo alluvionale dell’ottobre 2000. Sebbene le operazioni di messa in sicurezza d’emergenza (dismissione della linea di produzione del DDT e depurazione delle acque di falda a valle del sito industriale di Pieve Vergonte) siano da tempo ultimate, una soluzione definitiva del problema, essenzialmente volta alla bonifica dei suoli e sottosuoli contaminati, non è stata tuttavia ancora implementata. 2200 2000 agoni (media) 1800 1600 1400 1200 bondelle (media) 1000 800 600 400 200 0 1995 valore limite 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 40 Contaminazioni Medicamenti veterinari (sostanze estranee) Valide ragioni di ordine sanitario obbligano i veterinari a trattare gli animali con vari tipi di medicamenti per affrettare la guarigione e garantire una crescita ottimale dei singoli individui. Alcuni farmaci, in particolare ormoni e antibiotici, possono però essere impiegati impropriamente, mescolati al cibo o all’acqua, per accelerare la crescita, e ciò è espressamente vietato dalla legge, così come è vietato mettere in commercio carne o latte proveniente da animali trattati con antibiotici. Medicamenti usati in veterinaria • • • • antibiotici ormoni antiparassitari tranquillizzanti Si effettuano regolarmente campagne mirate per il controllo di antiparassitari, ormoni e specialmente antibiotici sulle principali derrate Miele Derrate alimentari particolarmente a rischio Quali pericoli per il consumatore? • allergie: il 10% della popolazione è allergico alla penicillina • sviluppo di ceppi batterici resistenti agli antibiotici: il numero di specie batteriche resistenti a quasi tutti gli antibiotici conosciuti è in costante aumento; per indurre resistenze bastano piccole dosi, come quelle potenzialmente presenti negli alimenti • ben il 50% degli antibiotici fabbricati nel mondo intero sono destinati all’impiego zootecnico • in medicina umana e veterinaria si usano generalmente gli stessi antibiotici • diminuzione dell’efficacia degli antibiotici usati in medicina umana Risultato delle campagne antibiotici 1998-2001 Derrata Numero campioni Campioni positivi Campioni non conformi Osservazioni Carne 137 4 0 Prelievi effettuati al macello dal Veterinario cantonale Pesci e crostacei 45 3 2 I non conformi erano di provenienza cinese Uova 114 0 0 Prodotto ticinese Miele 115 19 16 Prodotto ticinese Totale 511 26 18 Contaminazioni 41 Contaminanti fisici I contaminanti fisici o particellari nelle derrate alimentari derivano sia da materie prime di scarsa qualità che dai processi produttivi (produzione, stoccaggio, trasporto e vendita). La gestione di questa problematica è parte integrante dell’autocontrollo di chi produce e commercia derrate alimentari e normalmente non rappresenta grossi problemi per la salute pubblica (eccezion fatta per il danneggiamento della dentatura a causa della presenza di corpi estranei). Ovviamente, la presenza di peli di topo in una derrata indica inequivocabilmente una cattiva gestione igienica della stessa, mentre la presenza di insetti morti provoca nel consumatore una reazione di schifo e rigetto. Per individuare le impurità solide negli alimenti abbiamo a disposizione molti metodi di analisi, come quelli radiografici e il metodo del Filth Test. Il “Filth Test” Questo metodo microscopico è stato sviluppato originariamente negli Stati Uniti per determinare le contaminazioni delle derrate con peli di roditori e frammenti di insetti come indice di carenza di igiene. Gli alimenti che sono infestati sono rappresentati prevalentemente da: cereali in granella, legumi secchi, zucchero, latte in polvere, cacao, miele, caffè, spezie, funghi conservati, frutta secca e vegetali essiccati. A rischio sono anche semi oleosi, succhi, concentrati e conserve vegetali, farina, pasta, prodotti da forno, carni e formaggi stagionati, vegetali surgelati. Sistemi automatici di ispezione radiografica Nelle industrie alimentari di media e grossa dimensione vengono applicati metodi radiografici automatizzati, in grado di rilevare corpi estranei di svariato tipo: vetro, pietra, metallo, osso, plastica ecc. Posizionati direttamente sulla linea di produzione questi apparecchi sono in grado di esaminare i prodotti finiti scartando automaticamente i pezzi contaminati. 42 Contaminazioni Cessioni di sostanze da oggetti d’uso Prescrizione generale: i materiali di imballaggio e gli oggetti d’uso possono cedere alle derrate alimentari delle sostanze solo in quantità che sono innocue per la salute e tecnicamente inevitabili e che non causano una modifica della composizione o un’alterazione delle qualità organolettiche. • Problematici a causa della cessione di piombo possono essere gli oggetti in ceramica di fabbricazione artigianale e di provenienza lontana o sconosciuta (ricordi di viaggi o vacanze). • Spesso le sostanze cedute dagli imballaggi alle derrate alimentari sono sconosciute. Ad esempio la cessione di BADGE e dei suoi prodotti di idrolisi negli alimenti in scatola è stata scoperta solo da pochi anni da parte di ricercatori del Laboratorio cantonale di Zurigo. La loro concentrazione è comunque sempre piuttosto ridotta (cessione di circa 1 mg per dm2). Metallo Plastica/Cellofan Ceramica/Vetro/Smalto Carta/Cartone ESEMPI Scatole in acciaio, fogli in alluminio, stagno o leghe ESEMPI Contenitori e film in Polipropilene, PET, PCV, Cellofan ESEMPI Stoviglie in ceramica e terracotta Contenitori e imballagi in carta Vietati piombo, cadmio, zinco o loro leghe Elenco sostanze ammesse per fabbricazione Limiti di migrazione monomeri e additivi Limiti di cessione per piombo e cadmio ESEMPI Divieto dell'uso di carta usata, eccezioni frutta, verdura, uova Valutazione quantitativa della cessione di metalli pesanti (piombo e cadmio in particolare) da oggetti in ceramica La ceramica viene riempita con acido acetico al 4%, che corrisponde all’acidità dell’aceto da cucina. La ceramica viene poi coperta e conservata al buio per 24 ore a 22 °C Il contenuto viene analizzato mediante spettroscopia per assorbimento atomico Contaminazioni 43 Infestazione da parassiti e roditori Gli alimenti, nonché vari materiali di uso domestico (carta, legno, lana, pelli, stoffe, pellicce, ecc.), sono soggetti all’aggressione di un considerevole numero di animali, in prevalenza insetti, acari e roditori. Si tratta per lo più di specie animali di piccole dimensioni che, conseguentemente all’intenso scambio commerciale di sostanze da impiegare per l’alimentazione umana e animale, nonché alla globalizzazione dei mercati, si sono ampiamente diffuse sul pianeta, diventando praticamente cosmopolite. Ecco le illustrazioni di alcuni rappresentanti di questa categoria di animali: (per ulteriori esempi vedere www.ketol.ch) Ratto di fogna (Rattus norvegicus) 180-250 mm (senza la coda) Topo domestico (Mus musculus domesticus) 60-100 mm (senza la coda), Tignola fasciata (Plodia interpunctella) 7-10 mm Psocottero (Liposcelis spp.) 1.5-2 mm Scarafaggio (Blatta orientalis) 19-25 mm Scarafaggio (Blattella germanica) 11-13 mm Pesciolino d’argento (Lepisma saccharina) 8-13 mm Formica del Faraone (Monomorium pharaonis) 2-5 mm Tribolio della farina (Tribollum castaneum) 2.5-4.5 mm Formica grigio-nera (Lasius niger) 3.5-4.2 mm Coleottero del pane (Stegobium paniceum) 2-3.5 mm Mosca domestica (Musca domestica) 7-9 mm Blatte (scarafaggi) negli esercizi pubblici, un’indagine del Laboratorio del 1997 La presenza di blatte è stata monitorata, tramite posa di apposite trappole (modello KETOL) per una durata di esposizione di 8-13 giorni, in 26 esercizi pubblici (caffè, bar, ristoranti). In 4 esercizi (15%) è stata riscontrata la presenza di insetti infestanti: Blattella germanica, Blatta orientalis, ninfe di Blattella, Plodia interpunctella e ditteri (famiglia alla quale appartengono mosche e moscerini) vari. L’infestazione e la propagazione di animali infestanti nelle economie domestiche e negli esercizi pubblici può comunque essere tenuta sotto controllo con l’applicazione delle norme elementari dell’igiene e con l’osservanza di accorgimenti tecnici nella fase di costruzione degli spazi abitativi. 44 Controllo della sicurezza alimentare 45 Parte introduttiva Introduzione da parte delle autorità, Compiti del Laboratorio, Storia del Laboratorio Rischio Rischio, Punti critici, Tossinfezioni, Principi di tossicologia, Valori di tolleranza e limite, Inganno e frodi, Principio di precauzione, Pregiudizi alimentari Contaminazioni Contaminanti biologici, Componenti tossici, Contaminanti ambientali, Contaminanti agrochimici, Medicamenti veterinari, Contaminanti fisici, Cessioni, Infestazione da parassiti e roditori Controllo della sicurezza alimentare La cucina di casa propria, Autocontrollo, Controllo ufficiale, Consumatori Composizione e conservazione Composizione, Conservazione, Additivi Analisi Esame organolettico, Analisi chimica, Analisi microbiologica Alcuni alimenti Acqua potabile, Vino, Formaggi, Funghi, Miele, Carne e pesce, Alimenti speciali, Alimenti transgenici, Prodotti BIO Oggetti d’uso Vasellame, Contenitori in plastica, Cosmetici, Giocattoli Etichette e menu Etichette alimentari, Menu Stabilimenti balneari Spiagge, Piscine Ambienti abitativi Radon, Contaminanti indoor Veleni Classi di tossicità, Etichette di veleni 46 Controllo della sicurezza alimentare 47 1° livello: la cucina di casa propria Igiene nelle cucine domestiche Uno studio svolto dal Laboratorio cantonale in collaborazione con l’ACSI (Associazione dei consumatori della Svizzera Italiana) ha mostrato come il rischio di contrarre una malattia alimentare a casa propria sia presente, ancorché limitato. Nel 1995 sono state visitate ca. 100 cucine domestiche, da parte di “ispettori” dell’ACSI, che ne hanno valutato: l’igiene generale, l’ordine e pulizia dei frigoriferi e l’etichettatura delle derrate congelate. Sono stati inoltre prelevati campioni di resti alimentari cotti, oli e grassi per friggere, nonché effettuati “tamponi” su superfici di lavoro (es. taglieri) e all’interno dei frigoriferi per valutarne la pulizia (analisi presso il nostro laboratorio). Nella maggior parte delle cucine la situazione è risultata più che soddisfacente per quanto riguarda l’igiene generale e quella dei frigoriferi e congelatori in particolare. Nel 13% delle cucine sono state tuttavia trovate derrate deperibili fuori dal frigorifero; 88 frigoriferi su 100 avevano una temperatura superiore al valore ottimale di 5°C, con un massimo di 16°C; 29 congelatori avevano una temperatura superiore ai -18°C raccomandati. In alcune derrate sono stati trovati batteri che avrebbero potuto far star male il consumatore: le cause principali di queste risultanze sono da ricercare nell’insufficiente cottura o in una ricontaminazione dopo la cottura. Precauzioni da osservare, prendendo lo spunto dalla fotografia 1. Straccio Lo straccio può essere contaminato da batteri, sciacquare con acqua calda e cambiare spesso 2. Prezzemolo, insalata, riso cotto Si tratta di alimenti pronti al consumo. Evitare la ricontaminazione con utensili, stracci, mani sporche o spruzzi incontrollati. Evitare in particolare di conservarli vicino al pollo. Per il riso, se non consumato subito: refrigerare! 3. Scarti di cucina Non sono da conservare vicino alle derrate alimentari: l’analisi di laboratorio di questi scarti ha messo in evidenza la presenza di 1 miliardo di germi per grammo! 4. Pollo crudo Attenzione, è fra le fonti principali di diarree da Campylobacter e Salmonella. Cuocere a fondo, scongelare completamente prima di cuocere, conservare in frigorifero con una protezione (imballaggio stagno), evitare ogni contatto con una derrata pronta al consumo. 5. Coltello, tagliere in legno Con lo straccio e le mani sporche sono i principali veicoli della contaminazione crociata degli alimenti ☞ In ogni cucina: 1) mantieni tutto pulito 2) separa cotto da crudo 3) cuoci a fondo (70°C) specialmente carni e pollame 4) refrigera correttamente a 5°C o congela a -18°C 5) usa solo materie prime fresche 48 Controllo della sicurezza alimentare 2° livello: il sistema HACCP e l’autocontrollo nella ristorazione e nelle industrie alimentari Il sistema HACCP (acronimo per Hazard Analysis and Critical Control Point = analisi dei rischi e punti di controllo critici) può essere definito come un approccio metodico e sistematico all’individuazione, valutazione e controllo dei rischi e pericoli specifici (microbiologici, chimici e/o fisici) che possono determinare la non sicurezza del prodotto. Infatti, attraverso il sistema HACCP è possibile identificare il pericolo potenziale ed il rischio ad esso connesso associati ad una produzione alimentare mediante lo studio di tutte le fasi del processo produttivo: dalla materia prima, alla distribuzione del prodotto finito fino al raggiungimento del consumatore finale. Alla base del sistema vi è, quindi, la consapevolezza che il controllo del prodotto finito non è sufficiente a garantire un adeguato livello di sicurezza e salubrità. L’HACCP rappresenta così il cardine dell’autocontrollo sancito dalla Legge sulle derrate alimentari e riguarda tutti coloro che producono, trasportano e smerciano derrate alimentari. Esempi di punti critici Cottura a 70°C al cuore Pastorizzazione a 70°C per 2 minuti Sistema haccp: sequenza logica delle procedure per la pianificazione dell’autocontrollo secondo quanto definito dal Codex Alimentarius • definizione delle responsabilità • descrizione dei prodotti • destinazione dei prodotti • costruzione del diagramma di flusso (sequenza temporale delle fasi del processo) • descrizione dell’attività • individuazione dei pericoli • analisi dei rischi • individuazione dei punti critici e dei limiti critici • pianificazione delle attività di sorveglianza • definizione delle azioni correttive • definizione delle attività di verifica • definizione della procedura e modalità di registrazione dei dati e documentazione Glossario dei principali termini tecnici Autocontrollo: insieme di procedure e modalità per assicurare e mantenere l’igiene dei prodotti alimentari durante qualsiasi attività svolta nel settore alimentare (fabbricazione, trasformazione, confezionamento, distribuzione, vendita, somministrazione, deposito, trasporto). Igiene dei prodotti alimentari: l’insieme delle norme e delle misure applicative atte a garantire la salubrità e la sicurezza degli alimenti. Manipolazione: qualsiasi operazione in cui i prodotti alimentari sono movimentati o sono esposti al contatto con superfici, attrezzature, utensili, mani degli addetti, per la loro trasformazione, preparazione, somministrazione (scongelamento, impastamento, raffreddamento, cottura, taglio, lavaggio). Pericolo: agente o evento fonte di potenziale contaminazione biologica, microbiologica, chimica e fisica degli alimenti tale da avere ripercussioni negative sulla salute del consumatore. Punto critico di controllo (CCP): fase o procedura del normale ciclo produttivo sulla quale può essere esercitato un controllo sistematico che consenta di prevenire, eliminare o ridurre a livelli accettabili un pericolo relativo alla salubrità e sicurezza di un prodotto alimentare. Rischio: indice della probabilità che si verifichi un pericolo di contaminazione. Controllo della sicurezza alimentare 49 3° livello: il controllo ufficiale Il controllo ufficiale in materia di sicurezza alimentare è svolto essenzialmente dal Laboratorio cantonale (vedi anche “Compiti del Laboratorio cantonale”), al quale si affiancano le attività di altri Servizi, quali l’Ufficio del veterinario cantonale e il Servizio ispezione e consulenza lattiera. In caso di necessità può inoltre avvalersi della collaborazione degli altri Servizi della Divisione della salute pubblica. Di seguito illustriamo in dettaglio l’attività di controllo. Ispezioni Avvengono, di regola senza preavviso, presso tutte le attività del campo alimentare e degli oggetti d’uso (acquedotti, industrie, laboratori artigianali, grossisti, commerci e ristorazione) nei normali orari di apertura con le seguenti finalità: • controllo periodico • verifica delle misure di risanamento intimate • in caso d’intossicazioni • segnalazioni (consumatori, polizia, dogane ecc.) • sequestro di prodotti pericolosi per la salute o fraudolenti • inchieste mirate • richieste da parte di altri servizi Che cosa si verifica • • • • • l’impostazione e la gestione del dispositivo d’autocontrollo le modalità di conservazione delle derrate le procedure operative l’igiene e lo stato dei locali, degli impianti e degli utensili le dichiarazioni (etichette, carte delle vivande, testi pubblicitari) Prelievo campioni e analisi Vengono effettuati dagli ispettori nell’ambito: • di campagne mirate a una data problematica o a un determinato genere di prodotto • di inchieste e segnalazioni • nel corso di ispezioni, nel caso di sospetto di non conformità • di intossicazioni I campioni, dopo la verifica della correttezza delle dichiarazioni in etichetta, vengono in seguito consegnati al Laboratorio per le analisi. In caso di non qualità gli ispettori prendono i provvedimenti necessari ed intimano le relative sanzioni. Provvedimenti L’obbiettivo principale delle nostre attività è che le derrate alimentari in commercio siano conformi ai requisiti di legge e che la loro conformità sia costantemente garantita da un dispositivo di autocontrollo funzionante ed efficace. Nel caso di infrazioni alla legge vengono immediatamente presi provvedimenti a tutela della salute e contro i possibili inganni. Questi possono comprendere: • il sequestro della merce • l’intimazione al produttore o al commerciante di un ordine di ritiro immediato della merce dal commercio • in caso di pericolo l’informazione dei consumatori a mezzo radio e TV • il sequestro temporaneo degli impianti, dei macchinari o delle apparecchiature produttive • il risanamento dei locali, degli impianti, delle apparecchiature, delle attrezzature • l’intimazione dei necessari correttivi al dispositivo d’autocontrollo Ogni contestazione, oltre alle misure viste sopra, implica delle sanzioni la cui severità dipende dal grado di gravità dell’infrazione e dall’eventuale recidivita del contravventore. 50 Controllo della sicurezza alimentare Infrazioni Sanzioni Infrazioni minori Ammonimento Superamento di un valore di tolleranza Carenze ispettive Pagamento spese analitiche o ispettive (da 20 Fr. a 1’000 Fr.) Superamento di un valore limite Carenze ispettive gravi Multa (fino a 5’000 Fr.) Reati penali (In caso di intossicazione o frode) Denunce penali (multe fino a 20’000 Fr. o detenzione max. 3 anni) Gerarchia del diritto alimentare (i numeri indicano i codici RS per le leggi) TESTO EMANATO DA: Popolo svizzero Costituzione federale (CF, art 32ter,64 e 69) Parlamento (Camere) Legge federale sulle derrate alimentari e gli oggetti d'uso (LDerr) 817 817.02 Consiglio Federale 817.021.22 Dipartimento federale dell'interno 817.90 Ordinanza sulle derrate alimentari (ODerr) Ordinanza sugli additivi ammessi nelle derrate alimentari (OAdd) 817.021.23 O. sulle sostanze estranee e sui componenti presenti negli alimenti (OSoE) 817.051 O. sui requisiti igienicimicrobiologici delle derrate alimentari, degli oggetti d'uso, dei locali, degli impianti e del personale (ORI) 817.021.55 Ordinaza sul valore nutritivo (OVn) 817.022.291 Ordinanza concernente i funghi commestibili 817.022.361 O. concernente le procedure e i trattamenti enologici ammessi 817.021.51 O. relativa all'indicazione del Paese di produzione delle materie prime contenute nelle derrate alimentari nonché della carne venduta sfusa (ODMP) 817.364 Ordinanza sul riconoscimento delle acque minerali naturali 817.45 Ordinanza sul controllo delle derrate alimentari nell'esercito (OCDAE) 817.141 Ordinanza concernente la designazione dei formaggi svizzeri Ordinanza sugli oggetti d'uso (OUso) 817.041.1 Ordinanza sui materiali e oggetti di materia plastica (OPla) 817.041.5 Ordinanza sulle pellicole di cellulosa rigenerata (Ocel) 817.042.1 Ordinanza sui cosmetici (OCos) 817.043.1 Ordinanza sulla combustibilità dei materiali tessili (Ocomb) 817.044.1 Ordinanza concernente la sicurezza dei giocattoli (OSG) 817.045.1 Ordinanza concernente i generatori aerosol (OAero) 817.06 Ordinanza sul tabacco e gli articoli di tabacco (Ordinanza sul tabacco, OTab) 817.19 Ordinanza sull'igiene delle carni (OlgC) 817.41 O. su l'importazione, il transito e l'esportazione di derrate alimentari e oggetti d'uso (OITEDerr) Controllo della sicurezza alimentare 51 Consumatori e loro associazioni Ai pilastri sui quali si regge la sicurezza alimentare, il controllo autonomo nelle aziende e quello ufficiale esercitato dai laboratori cantonali, se ne aggiunge un terzo che è rappresentato dai consumatori e dalle loro associazioni. In considerazione dell’importante ruolo svolto da queste ultime il legislatore ha ritenuto opportuno includerle nella cerchia dei partner da consultare in situazioni di emergenze alimentari. In Ticino l’Associazione Consumatrici della Svizzera Italiana (ACSI) da decenni svolge un ruolo trainante curando, tra le altre cose, una capillare, puntuale e credibile informazione del pubblico e, per quanto ci concerne, segnalandoci situazioni e fatti che talvolta sfuggono agli occhi attenti dei nostri ispettori. Già dalla sua fondazione tra l’ACSI e il Laboratorio cantonale vi è stata una stretta e feconda collaborazione che ha avuto momenti di grande interesse come l’indagine svolta in comune, una prima mondiale, sull’igiene delle cucine domestiche con relativa valutazione dei rischi i cui risultati sono stati oggetto di una richiestissima pubblicazione scientifica (vedi anche scheda riguardante l’igiene). ☞ Si invitano i consumatori a voler segnalare al Laboratorio: • i casi di intossicazioni ricollegabili al consumo di alimenti. • situazioni, etichette e prodotti “sospetti”, fornendo tutte le indicazioni che ci permettono di intervenire efficacemente. Invitiamo inoltre ad evitare l’invio di campioni. Affinché si possa intervenire a norma di legge, il prelievo deve essere effettuato in modo ufficiale dai nostri ispettori. 52 Composizione e conservazione 53 Parte introduttiva Introduzione da parte delle autorità, Compiti del Laboratorio, Storia del Laboratorio Rischio Rischio, Punti critici, Tossinfezioni, Principi di tossicologia, Valori di tolleranza e limite, Inganno e frodi, Principio di precauzione, Pregiudizi alimentari Contaminazioni Contaminanti biologici, Componenti tossici, Contaminanti ambientali, Contaminanti agrochimici, Medicamenti veterinari, Contaminanti fisici, Cessioni, Infestazione da parassiti e roditori Controllo della sicurezza alimentare La cucina di casa propria, Autocontrollo, Controllo ufficiale, Consumatori Composizione e conservazione Composizione, Conservazione, Additivi Analisi Esame organolettico, Analisi chimica, Analisi microbiologica Alcuni alimenti Acqua potabile, Vino, Formaggi, Funghi, Miele, Carne e pesce, Alimenti speciali, Alimenti transgenici, Prodotti BIO Oggetti d’uso Vasellame, Contenitori in plastica, Cosmetici, Giocattoli Etichette e menu Etichette alimentari, Menu Stabilimenti balneari Spiagge, Piscine Ambienti abitativi Radon, Contaminanti indoor Veleni Classi di tossicità, Etichette di veleni 54 Composizione e conservazione 55 Composizione Le analisi relative alla composizione permettono di verificare il rispetto dei requisiti di legge e la qualità delle derrate alimentari, allo scopo di proteggere la salute dei consumatori e di reprimere gli inganni. In una derrata alimentare sono riscontrabili, in proporzioni diverse a seconda della sua natura: componenti principali: carboidrati denominazione generale per gli zuccheri compresi quelli complessi (amidi) Valore energetico: 1 g zucchero = 4 kcal = 17 kJ grassi denominazione generale per le sostanze grasse Valore energetico: 1g grasso = 9 kcal = 39 kJ proteine elementi costitutivi dell’organismo, caratterizzati dal contenuto in azoto Valore energetico: 1 g proteine = 4 kcal = 17 kJ acqua determina ca il 60% del peso del corpo umano minerali componenti essenziali per l’organismo (scheletro) e per numerosi processi metabolici. fibre alimentari sostanze vegetali indigeribili necessarie per il sistema gastrointestinale componenti minori: acidi organici (citrico, ...), sostanze aromatiche (vanillia), alcaloidi (caffeina, ...), sostanze coloranti (carotenoidi, ...), vitamine (A, B1,C, ...), oligoelementi (zinco, iodio, ...), ecc. eventuali additivi: ingredienti aggiunti volontariamente alle derrate allo scopo di preservarne le caratteristiche sensoriali e nutrizionali (antiossidanti, conservanti, coloranti, aromi, addensanti, emulsionanti, ecc.) Alimenti ricchi in carboidrati Alimenti ricchi in grassi Alimenti ricchi in proteine 56 Composizione e conservazione Composizione e relative analisi di alcuni alimenti Prodotti carnei L’analisi verte essenzialmente sulle seguenti determinazioni • tenore in acqua • tenore in grassi • tenore in proteine nobili • tenore in tessuto connettivo • tenore in sostanze minerali Salsiccia di vitello Cervelats Mortadella Salame Proteine Grassi 11% 12% 14% 23% 25% 26% 35% 43% Caffè, tè, cioccolata Interessante il tenore in caffeina: Caffè torrefatto Tè Bevande alla cola “Red Bull” 0.8 - 3.0 % 1.6 - 5.5 % 0.01 - 0.02 % 0.03 % Che corrisponde mediamente ad un contenuto in caffeina di: 60 - 120 mg per un espresso 30 - 60 mg per una tazza di tè ca 45 mg per una lattina di “Coca” (300 ml) ca 90 mg per una lattina di “Red Bull” (300 ml) Bevande senz’alcol, alimenti speciali, conserve di frutta e legumi, articoli di pasticceria, salse, condimenti, ecc. Vengono tra l’altro ricercati: • agenti di conservazione • coloranti • contenuto in frutta o succo di frutta • creatina, taurina, carnitina, ecc. • minerali • vitamine Composizione e conservazione 57 Conservazione degli alimenti Le caratteristiche qualitative degli alimenti variano in funzione delle condizioni di conservazione (temperatura, umidità, presenza di ossigeno o luce), determinando alterazioni che li rendono inadatti al consumo. La deperibilità è infatti una caratteristica innata del cibo: l’uovo invecchia, l’insalata avvizzisce, il pesce imputridisce, il pane rafferma. La durabilità (o shelf life) di un prodotto in determinate condizioni di conservazione è il tempo limite entro il quale eventuali modifiche non sono percettibili sul piano sensoriale e accettabili sul piano nutrizionale e della sicurezza. Il deperimento degli alimenti è dovuto a fattori: • Microbiologici: colonizzazione da muffe, batteri e parassiti, ecc. • Chimici-Enzimatici: imbrunimento, degradazione dei pigmenti naturali, inattivazione delle vitamine, irrancidimento dei grassi, ecc. • Fisici: cristallizzazione degli zuccheri, assorbimento o perdita di umidità, ecc. Termini minimi orientativi di conservazione (a condizioni appropriate, per esempio refrigerazione) per alcuni prodotti di largo consumo 1 giorno di regola 2 giorni 7 giorni 3 settimane 1 mese 6 mesi 1 anno 12-18 mesi 2 anni 3 anni durata indefinita Carne tritata Affettati sciolti, prodotti freschi vari (per esempio formaggini) Latte fresco pastorizzato Uova, affettati in busta sigillata, yogurt fresco Burro Caffè sottovuoto, latte UHT, formaggi stagionati in pezzi Pasta, biscotti, birra Farina, riso, surgelati, oli di semi e d’oliva Tè, dado da brodo Conserve in scatola o vetro (ortaggi, carne, tonno, marmellate) Acqua minerale, vino, aceto, caramelle, miele, sale, zucchero La proliferazione batterica nelle derrate può essere limitata tenendo sotto controllo • la temperatura (conservazione in frigorifero, a 5 °C) • l’acidità (aggiunta di aceto o succo di limone, per esempio nei sottaceti) • la presenza di aria (conservazione sotto-vuoto o gas inerti) • la presenza di acqua (essicazione, per esempio frutta secca) • il contenuto di sale o zucchero (nelle conserve) • l’aceto (per esempio funghi e verdure sottaceto) • l’alcool, (per esempio albicocche, ciliegie, uva, mirtilli, sotto grappa) ☞ Per i prodotti freschi, un incremento di 10°C della temperatura di conservazione riduce la conservabilità di 2 o 3 volte: è quindi consigliabile osservare la temperatura di conservazione (5° C nel frigorifero) e la data di scadenza. Secondo la legge: • la data minima di conservabilità di una derrata alimentare è la data fino alla quale essa conserva le sue qualità specifiche in adeguate condizioni di conservazione (dicitura: “da consumare preferibilmente entro il …”) • la data di consumo indica la data entro la quale una derrata alimentare dev’essere consumata, (dicitura: “da cosumare entro il …”) • sulle derrate alimentari preimballate dev’essere indicata la data minima di conservabilità. Sulle derrate preimballate refrigerate, si deve indicare, invece della data minima di conservabilità, la data di consumo • le menzioni “imballato il “e“da vendere entro il” sono facoltative 58 Composizione e conservazione Additivi Che cosa sono gli additivi? Gli additivi alimentari non sono da confondere con gli ingredienti. Si tratta di sostanze sintetiche, naturidentiche o naturali prive di importanza a livello nutrizionale che aggiunte agli alimenti devono svolgere le seguenti funzioni: • • • • migliorare la conservabilità, rallentando il deterioramento microbico e ritardando l’ossidazione migliorare le proprietà sensoriali quali consistenza, gusto, aroma e colore facilitare la lavorazione, il condizionamento, il trasporto o l’immagazzinamento offrire prodotti con determinate caratteristiche nutritive (p. es. i dolcificanti in sostituzione dello zucchero) Sulle etichette gli additivi alimentari sono indicati con un codice composto dalla lettera E e da un numero (Numero CEE): per esempio E102, E239, ecc. Contrariamente alle credenze popolari, gli additivi alimentari sono stati oggetto di approfonditi studi tossicologici, e non rappresentano in genere un rischio per la salute. In taluni casi e su soggetti particolarmente sensibili gli additivi possono essere causa di allergie. L’ammissibilità, i valori limite, la dichiarazione e l’impiego dei singoli additivi per ogni categoria di derrate alimentari sono regolamentati dall’Ordinanza sugli additivi. Additivi alimentari: • • • • • • • coloranti antiossidanti conservanti emulsionanti gelificati e addensanti antiagglomeranti basi, acidi, sali • • • • • • • aromi esaltatori di sapidità enzimi agenti di rivestimento edulcoranti agenti lievitanti additivi diversi L’impiego degli additivi era già praticato nell’antichità • • • • • • ☞ salnitro per carni e pesci in salamoia in Mesopotamia coloranti ed aromatizzanti nell’antico Egitto anidride solforosa come conservante per bevande nell’antica Roma acido salicilico usato dalle nostre nonne per la conservazione di salse al pomodoro (oggi vietato!) acido acetico e lattico per preservare frutta e legumi dalla putrefazione sale e fumo per la conservazione dei cibi Buona parte degli additivi sono sostanze naturali. Dietro i misteriosi codici si possono nascondere l’aceto (E260, conservante), l’acido citrico (E330), il rosso di barbabietola (E162, colorante), la farina di carruba (E410, addensante) e la vitamina C (E300, antiossidante). Composizione e conservazione 59 Esempi: • coloranti nelle caramelle • alcol (etanolo) nel pane da toast • acido sorbico (E200) e benzoico (E210) nelle bevande, nei prodotti lievitati da forno (panettoni, colombe, merendine) • anidride solforosa SO2 (E220) nella frutta secca, nella mostarda di frutta, nel vino e negli spumanti) • nitrato di sodio (E252) e nitrito di sodio (E251) nella salumeria: carne secca, coppa, lardo, prosciutto crudo, salame, salametti, luganighe, ecc. ☞ Racomandazioni: Per il fatto che sono inutili dal punto di vista nutrizionale: scegliere alimenti con pochi additivi. Come? • leggere le etichette • variare la dieta e comprare prodotti da diversi fornitori • non preoccuparsi troppo, perchè tra i vari fattori di rischio sanitario collegati all’alimentazione gli additivi rappresentano quello minore 60 Composizione e conservazione Lista degli additivi ammessi in Svizzera A. COLORANTI E 100 Curcumina E 101 Riboflavina (lattoflavina), riboflavina 5’-fosfato E 102 Tartrazina E 104 Giallo di chinolina E 110 Giallo Sunset FCF, Giallo arancio S E 120 Cocciniglia, acido carminico, carminio E 122 Azorubina, carmoisina E 123 Amaranto E 124 Ponceau 4R, Rosso cocciniglia A E 127 Eritrosina E 128 Rosso 2G E 129 Rosso allura AC E 131 Blu patentato V E 132 Indigotina, carminio d’indaco E 133 Blu brillante FCF E 140 Clorofille, clorofilline E 141 Complessi cuprici delle clorofille e delle clorofilline E 142 Verde S E 150a Caramello semplice E 150b Caramello solfito-caustico E 150c Caramello ammoniacale E 150d Caramello solfito-ammoniacale E 151 Nero brillante BN, Nero PN E 153 Carbone vegetale (carbo medicinalis vegetalis) E 154 Bruno FK E 155 Bruno HT E 160a Caroteni misti, beta-carotene E 160b Annatto, bissina, norbissina E 160c Estratto di paprica, capsantina, capsorubina E 160d Licopina E 160e Beta-apo-8’-carotenale (C 30) E 160f Estere etilico dell’acido beta-apo-8’-carotenico (C 30) E 161b Luteina E 161g Cantaxantina E 162 Rosso di barbabietola, betanina E 163 Antociani E 170 Carbonato di calcio E 171 Biossido di titanio E 172 Ossidi e idrossidi di ferro E 173 Alluminio E.174 Argento E 175 Oro E 180 Litolrubina BK B. CONSERVANTI E ANTIOSSIDANTI E 200 Acido sorbico E 202 Sorbato di potassio E 203 Sorbato di calcio E 210 Acido benzoico E 211 Benzoato di sodio E 212 Benzoato di potassio E 213 Benzoato di calcio E 214 Para-idrossibenzoato d’etile E 215 Sale sodico del para-idrossibenzoato d’etile E 216 Para-idrossibenzoato di propile E 217 Sale sodico del para-idrossibenzoato di propile E 218 Para-idrossibenzoato di metile E 219 Sale sodico del para-idrossibenzoato di metile E 220 Anidride solforosa E 221 Solfito di sodio E 222 Bisolfito di sodio E 223 Metabisolfito di sodio E 224 Metabisolfito di potassio E 226 Solfito di calcio E 227 Bisolfito di calcio E 228 Bisolfito di potassio E 230 Bifenile (difenile) E 231 Ortofenilfenolo E 232 Ortofenilfenolato sodico E 233 Tiabendazolo E 234 Nisina E 235 Natamicina E 236 Acido formico E 237 Formiato di sodio E 238 Formiato di calcio E 239 Esametilentetrammina E 242 Dimetildicarbonato E 249 Nitrito di potassio E 250 Nitrito di sodio E 251 Nitrato di sodio E 252 E 280 E 281 E 282 E 283 E 284 E 285 E 310 E 311 E 312 E 315 E 316 E 320 E 321 E 1105 -- ----- Nitrato di potassio Acido propionico Propionato di sodio Propionato di calcio Propionato di potassio Acido borico Tetraborato di sodio (borace) Gallato di propile Gallato di ottile Gallato di dodecile Acido eritorbico Eritorbato di sodio Butilidrossianisolo (BHA) Butilidrossitoluolo (BHT) Lisozima Etanolo C. EDULCORANTI Edulcoranti che non forniscono calorie E 950 Acesulfame K E 951 Aspartame E 952 Acido cicloesilsulfamminico ed i suoi sali sodio e calcio E 954 Saccarina ed i suoi sali sodici, di potassio e di calcio E 957 Taumatina E 959 Neoesperidina DC Edulcoranti che forniscono calorie (succedanei dello zucchero, polioli) E 420 Sorbitolo, sciroppo di sorbitolo E 421 Mannitolo E 953 Isomalto E 965 Maltitolo, sciroppo di maltitolo E 966 Lattitolo E 967 Xilitolo D. ALTRI ADDITIVI E 170 Carbonati di calcio E 260 Acido acetico E 261 Acetato di potassio E 262 Acetato di sodio E 263 Acetato di calcio E 270 Acido lattico E 290 Anidride carbonica E 296 Acido malico E 297 Acido fumarico E 300 Acido ascorbico E 301 Ascorbato di sodio E 302 Ascorbato di calcio E 304 Esteri grassi dell’acido ascorbico E 306 Estratto ricco di tocoferolo E 307 Alfa-tocoferolo E 308 Gamma-tocoferolo E 309 Delta-tocoferolo E 322 Lecitina E 325 Lattato di sodio E 326 Lattato di potassio E 327 Lattato di calcio E 330 Acido citrico E 331 Citrati di sodio E 332 Citrati di potassio E 333 Citrati di calcio E 334 Acido L(+)-tartarico E 335 Tartrati di sodio E 336 Tartrati di potassio E 337 Tartrato di sodio e di potassio E 338 Acido ortofosforico E 339 Fosfati di sodio E 340 Fosfati di potassio E 341 Fosfati di calcio E 343 Fosfati di magnesio E 350 Malati di sodio E 351 Malato di potassio E 352 Malati di calcio E 353 Acido metatartarico E 354 Tartrato di calcio E 355 Acido adipico E 356 Adipato di sodio E 357 Adipato di potassio E 363 Acido succinico E 380 Citrato triammonico E 385 Etilendiaminotetraacetato di calcio disodico E 400 Acido alginico E 401 Alginato di sodio Composizione e conservazione E 402 E 403 E 404 E 405 E 406 E 407 E 407a E 410 E 412 E 413 E 414 E 415 E 416 E 417 E 418 E 422 E 425 E 431 E 432 E 433 E 434 E 435 E 436 E 440 E 442 E 444 E 445 E 450 E 451 E 452 E 459 E 460 E 461 E 463 E 464 E 465 E 466 E 469 E 470a E 470b E 471 E 472a E 472b E 472c E 472d E 472e E 472f E 473 E 474 E 475 E 476 E 477 E 479b E 481 E 482 E 483 E 491 E 492 E 493 E 494 E 495 E 500 E 501 E 503 E 504 E 507 E 508 E 509 E 511 E 512 E 513 E 514 E 515 E 516 E 520 E 521 Alginato di potassio Alginato d’ammonio Alginato di calcio Alginato dell’1,2-propandiolo Agar-agar Carragenina Alghe di Euchema lavorate Farina di semi di carrube Farina di semi di guar Gomma adragante Gomma arabica, gomma d’acacia Gomma di xanthan Gomma di karaya Gomma di tara Gomma di gellano Glicerolo Konjak (gomma di konjak, glucomannano di konjak) Stearato di poliossietilene Monolaurato di poliossietilensorbitano Monooleato di poliossietilensorbitano Monopalmitato di poliossietilensorbitano Monostearato di poliossietilensorbitano Tristearato di poliossietilensorbitano Pectina, pectina amidata Fosfatidi d’ammonio Estere acetico ed isobuttirico del saccarosio Esteri glicerici della resina del legno Difosfati Trifosfati Polifosfati Beta-ciclodestrina Cellulosa Metilcellulosa Idrossipropilcellulosa Idrossipropilmetilcellulosa Etilmetilcellulosa Carbossimetilcellulosa, carbossimetilcellulosa sodica Carbossimetilcellulosa idrolizzata enzimaticamente Sali sodio, potassio e calcio degli acidi grassi alimentari Sali di magnesio degli acidi grassi alimentari Mono e digliceridi degli acidi grassi alimentari Mono e digliceridi degli acidi grassi alimentari esterificati con acido acetico Mono e digliceridi degli acidi grassi alimentari esterificati con acido lattico Mono e digliceridi degli acidi grassi alimentari esterificati con acido citrico Mono e digliceridi degli acidi grassi alimentari esterificati con acido tartarico Mono e digliceridi degli acidi grassi alimentari esterificati con acido mono e diacetiltartarico Mono e digliceridi degli acidi grassi alimentari esterificati con acido acetico ed acido tartarico Sucresteri degli acidi grassi alimentari Sucrogliceridi Esteri poliglicerici degli acidi grassi alimentari Poliricinoleato di poliglicerolo Esteri dell’1,2-propandiolo degli acidi grassi alimentari Prodotto di reazione dell’olio di soia ossidato termicamente con mono e digliceridi degli acidi grassi alimentari Stearoil-2-lattilato di sodio Stearoil-2-lattilato di calcio Tartrato di stearile Monostearato di sorbitano Tristearato di sorbitano Monolaurato di sorbitano Monooleato di sorbitano Monopalmitato di sorbitano Carbonati di sodio Carbonati di potassio Carbonati d’ammonio Carbonati di magnesio Acido cloridrico Cloruro di potassio Cloruro di calcio Cloruro di magnesio Cloruro di stagno (II) Acido solforico Solfati di sodio Solfati di potassio Solfato di calcio Solfato di alluminio Alluminiosolfati di sodio 61 E 522 E 523 E 524 E 525 E 526 E 527 E 528 E 529 E 530 E 535 E 536 E 538 E 541 E 551 E 552 E 553a E 553b E 554 E 555 E 556 E 559 E 570 E 574 E 575 E 576 E 577 E 578 E 579 E 585 E 620 E 621 E 622 E 623 E 624 E 625 E 626 E 627 E 628 E 629 E 630 E 631 E 632 E 633 E 634 E 635 E 640 E 650 E 900 E 901 E 902 E 903 E 904 E 905 E 912 E 914 E 920 E 927b E 938 E 939 E 941 E 942 E 948 E 949 E 999 E 1103 E 1200 E 1201 E 1202 E 1404 E 1410 E 1412 E 1413 E 1414 E 1420 E 1422 E 1440 E 1442 E 1450 E 1451 E 1505 E 1518 Alluminiosolfati di potassio Alluminiosolfati d’ammonio Idrossido di sodio Idrossido di potassio Idrossido di calcio Idrossido d’ammonio Idrossido di magnesio Ossido di calcio Ossido di magnesio Ferrocianuro di sodio, esacianoferrato (II) di sodio Ferrocianuro di potassio, esacianoferrato (II) di potassio Ferrocianuro di calcio, esacianoferrato (II) di calcio Fosfato acido di sodio e alluminio Biossido di silicio (acido silicico) Silicato di calcio Silicato di magnesio, trisilicato di magnesio Talco Alluminiosilicato di sodio Alluminiosilicato di potassio Alluminiosilicato di calcio Silicato d’alluminio (caolino) Acidi grassi Acido gluconico Glucono-delta-lattone Gluconato di sodio Gluconato di potassio Gluconato di calcio Gluconato di ferro (II), gluconato ferroso Lattato di ferro (II), lattato ferroso Acido glutammico Glutammato monosodico Glutammato monopotassico Diglutammato di calcio Glutammato d’ammonio Diglutammato di magnesio Acido guanilico Guanilato di sodio Guanilato di potassio Guanilato di calcio Acido inosinico Inosinato di sodio Inosinato di potassio Inosinato di calcio 5’-ribonucleotide di calcio 5’-ribonucleotide di sodio Glicina e suo sale di sodio Acetato di zinco Dimetilpolisilossano Cera d’api, bianca e gialla Cera di candelilla Cera di carnauba Gommalacca Cera microcristallina Esteri dell’acido montanico Cera polietilenica ossidata L-Cisteina Carbammide (urea) Argon Elio Azoto Protossido di azoto Ossigeno Idrogeno Estratto di quillaia Invertasi Polidestrosio Polivinilpirrolidone Polivinilpolipirrolidone Amido ossidato Fosfato di monoamido Fosfato di diamido Fosfato di diamido fosfatato Fosfato di diamido acetilato Amido acetilato Adipato di amido acetilato Amido idrossipropilato Fosfato di diamido idrossipropilato Ottenilsuccinato di amido e sodio Amido acetilato ossidato Citrato di trietile Triacetato di glicerile (triacetina) 62 Analisi 63 Parte introduttiva Introduzione da parte delle autorità, Compiti del Laboratorio, Storia del Laboratorio Rischio Rischio, Punti critici, Tossinfezioni, Principi di tossicologia, Valori di tolleranza e limite, Inganno e frodi, Principio di precauzione, Pregiudizi alimentari Contaminazioni Contaminanti biologici, Componenti tossici, Contaminanti ambientali, Contaminanti agrochimici, Medicamenti veterinari, Contaminanti fisici, Cessioni, Infestazione da parassiti e roditori Controllo della sicurezza alimentare La cucina di casa propria, Autocontrollo, Controllo ufficiale, Consumatori Composizione e conservazione Composizione, Conservazione, Additivi Analisi Esame organolettico, Analisi chimica, Analisi microbiologica Alcuni alimenti Acqua potabile, Vino, Formaggi, Funghi, Miele, Carne e pesce, Alimenti speciali, Alimenti transgenici, Prodotti BIO Oggetti d’uso Vasellame, Contenitori in plastica, Cosmetici, Giocattoli Etichette e menu Etichette alimentari, Menu Stabilimenti balneari Spiagge, Piscine Ambienti abitativi Radon, Contaminanti indoor Veleni Classi di tossicità, Etichette di veleni 64 Analisi 65 Tecniche analitiche: alcune vedute L’ocratossina nel vino: si tratta di una sostanza tossica prodotta da particolari muffe (micotossina). L’arsenico nell’acqua potabile viene analizzato con spettroscopia per assorbimento atomico. L’estrazione classica di sostanze estranee dagli alimenti. L’esame visivo di un olio alimentare permette di valutare eventuali impurità macroscopiche. Il tenore in alcool di un vino viene determinato con un distillatore. La microscopia viene praticata nel reparto di microbiologia per osservare la morfologia dei batteri. La specie animale usata per i prodotti carnei può essere verificata con tecnologie genetiche: PCR e sequenza del DNA. 66 Analisi L’analisi classica delle acque potabili: filtrazione su filtro “batterico” e lettura dei risultati il giorno seguente dopo incubazione. Il THC (principio attivo della canapa) viene determinato in un tè commerciale. Identificazione automatica di batteri mediante un apparecchio che ne analizza il biochimismo. Il DDT nei pesci: con il GC-MS (gascromatografo-spettrometro di massa) è possibile identificare sostanze estranee nelle derrate alimentari, lo spettro ottenuto è tipico per ogni sostanza. Gli oggetti d’uso vengono analizzati in particolare per le loro cessioni. La titolazione è un’analisi classica: nei laboratori di chimica, si usa per esempio per la determinazione dell’acidità nei vini. Analisi 67 Depistaggio di organismi geneticamente modificati nelle derrate alimentari (PCR ed elettroforesi su agarosio). Analisi di campioni “sospetti antrace”. L’analisi degli antibiotici nei mieli e nel latte viene effettuata con questo apparecchio, CHARM. La misurazione del radon avviene con piccoli dosimetri esposti per 3 mesi nelle abitazioni. La misurazione della radioattività accumulata nella selvaggina. 68 Analisi Esame organolettico, degustazione di un vino L’esame organolettico è l’approccio più immediato ad una derrata alimentare; il laboratorio analitico non è indispensabile per questa operazione. Si tratta di esprimere un apprezzamento della derrata utilizzando i propri sensi. Principalmente si considerano: aspetto, odore e sapore. L’esempio classico di un esame organolettico è la degustazione di un vino. Esame visivo (esempi di difetti: velato, torbido, ossidato). Esame olfattivo (esempi di difetti: acetoso, ossidato). Esame gustativo (esempi di difetti: piatto, svanito, vuoto, ossidato). ☞ Vista la sua semplicità l’esame organolettico può essere effettuato anche a casa propria, spesso una derrata può essere scartata già in base a questo tipo di apprezzamento, senza l’ausilio di complesse analisi. Analisi 69 Analisi chimica, esempio della ricerca di fungicidi (sostanze estranee) in un campione di pomodori. Preparazione del campione. Omogeneizzazione in un mixer e pesatura. Estrazione dei fungicidi tramite solventi. 70 Analisi Si formano due fasi separate, una acquosa sul fondo ed una sovrastante rappresentata dal solvente nel quale viene concentrato il fungicida. Solvente nel quale viene estratto il fungicida Fase acquosa Purificazione e concentrazione: passaggio dell’estratto su speciali colonne allo scopo di eliminare le sostanze interferenti. Successiva concentrazione dell’estratto per ottenere la sensibilità necessaria per la determinazione di eventuali fungicidi. Serie di campioni Analisi dell’estratto con un apparecchio computerizzato. Stazione computer Gascromatografo La sostanza viene identificata e quantificata mediante l’elaborazione computerizzata del risultato, che si presenta sottoforma di cromatogramma. L’identità del fungicida trovato viene definitivamente confermata per mezzo del suo “spettro”, tipico per ogni sostanza, e ottenuto con una strumentazione denominata spettrometro di massa. Analisi 71 Analisi microbiologica, esempio dell’analisi di un formaggino per la presenza di stafilococco (battere agente di intossicazioni) ed Enterobatteriacee (batteri indicatori di igiene precaria) Preparazione del campione: pesatura del campione. Aggiunta di acqua peptonata, un liquido che serve ad omogeneizzare la derrata. Omogeneizzazione con apparecchio apposito (Stomacher). Semina su terreni nutritivi specifici per i batteri cercati (in questo caso stafilococchi ed enterobatteriacee). 72 Analisi Incubazione a 37°C per 24-48 ore, moltiplicazione dei batteri. Risultato dopo l’incubazione. colonie batteriche (ogni colonia è una famiglia di batteri generata da un unico progenitore) Conta delle colonie formate dai batteri sui terreni. Identificazione della specie batterica tramite analisi biochimiche. Alcuni alimenti 73 Parte introduttiva Introduzione da parte delle autorità, Compiti del Laboratorio, Storia del Laboratorio Rischio Rischio, Punti critici, Tossinfezioni, Principi di tossicologia, Valori di tolleranza e limite, Inganno e frodi, Principio di precauzione, Pregiudizi alimentari Contaminazioni Contaminanti biologici, Componenti tossici, Contaminanti ambientali, Contaminanti agrochimici, Medicamenti veterinari, Contaminanti fisici, Cessioni, Infestazione da parassiti e roditori Controllo della sicurezza alimentare La cucina di casa propria, Autocontrollo, Controllo ufficiale, Consumatori Composizione e conservazione Composizione, Conservazione, Additivi Analisi Esame organolettico, Analisi chimica, Analisi microbiologica Alcuni alimenti Acqua potabile, Vino, Formaggi, Funghi, Miele, Carne e pesce, Alimenti speciali, Alimenti transgenici, Prodotti BIO Oggetti d’uso Vasellame, Contenitori in plastica, Cosmetici, Giocattoli Etichette e menu Etichette alimentari, Menu Stabilimenti balneari Spiagge, Piscine Ambienti abitativi Radon, Contaminanti indoor Veleni Classi di tossicità, Etichette di veleni 74 Alcuni alimenti Il consumo annuale di derrate alimentari di una famiglia svizzera (…sono esclusi gli alcoolici) Foto gentilmente concessa da Migros Ticino 75 76 Alcuni alimenti Acqua potabile Cosa è l’acqua potabile? La legislazione svizzera (Ordinanza sulle derrate alimentari, Oderr) definisce così le acque potabili: L’acqua potabile è l’acqua che, lasciata naturale o dopo essere stata trattata, è destinata a essere bevuta, a cucinare, a preparare cibi e a pulire oggetti che entrano in contatto con derrate alimentari. L’acqua che, in un’azienda alimentare, è utilizzata per fabbricare, trattare o conservare prodotti e sostanze destinate all’uso umano, dev’essere potabile qualora la qualità dell’acqua possa pregiudicare l’idoneità al consumo del prodotto finale. L’acqua sorgiva è un’acqua potabile imbottigliata alla sorgente, non trattata o trattata soltanto con il procedimento permesso per l’acqua minerale naturale. L’acqua minerale naturale è un’acqua, ineccepibile dal punto di vista microbiologico, proveniente da una o più sorgenti naturali oppure captata artificialmente da falde freatiche con modalità particolarmente accurate. L’acqua minerale artificiale è un’acqua potabile, alla quale sono stati aggiunti acqua minerale naturale, acque madri saline, sali naturali di sorgente od imitazioni di tali miscele saline. Anche un’acqua minerale naturale, alla quale sono stati aggiunti sali minerali, è considerata come acqua minerale artificiale. L’acqua gasata è un’acqua potabile alla quale è stata aggiunta dell’anidride carbonica. Il tenore di anidride carbonica deve essere di almeno 4 g/l. Parametri di analisi usuali effettuati sui ca 4’000 campioni annui L’acqua potabile dev’essere atta al consumo dal punto di vista microbiologico (requisiti igienici e microbiologici), chimico (valori limite e di tolleranza dei componenti e delle sostanze estranee) e fisico (inodore, incolore, insapore). Analisi microbiologica (batterica) nel 95% dei campioni: • germi aerobi mesofili (germi generici), valore di tolleranza 300 batteri per ml • enterococchi (indicatore di contaminazione fecale umana o animale) VT 0 batteri per 100 ml • escherichia coli (indicatore di contaminazione fecale umana o animale) VT 0 batteri per 100 ml Analisi chimica nel 25% dei campioni: • conducibilità (tenore in sali minerali) • ossidabilità (Tenore in materia organica, un valore elevato indica un inquinamento) • ferro (Indica la corrosione delle condotte, acqua rugginosa, spesso un problema delle tubature private) • durezza (Tenore in sali di calcio e magnesio, calcare) • ammoniaca e nitriti (Indicatori di inquinamento da materiale organico) • cloro libero (Utilizzato per la disinfezione dell’acqua) • nitrati (Contaminante di origine agricola, in Ticino poco significativo) • contaminanti dall’attività agroindustriale (solventi clorati, pesticidi) e da origine geologica (arsenico) Problemi Inquinamenti, falde a rischio: solventi clorati (Manno 2 nel 1989, pozzo B4 a Coldrerio dal 1990), erbicidi (Atrazina al Pra’ Tiro Chiasso-Balerna nel 1987), cloruro (sale antighiaccio per le strade nella stagione invernale, per esempio a Cadenazzo). Caratteristiche naturali dell’acqua: aggressività dell’acqua di falde cristalline che corrodono le tubazioni (Vedeggio, Piano di Magadino), acque incrostanti dovute al calcare (Balerna, Ligornetto, Rancate, Stabio, Vacallo, Coldrerio con un massimo di 34°F), arsenico nel Malcantone (Astano), siccità nel Mendrisiotto (Mendrisio e Castel San Pietro). Alcuni alimenti 77 Statistica locale (Cantone Ticino) • acquedotti a carattere pubblico: ca. 380, di cui 200 aziende comunali, 30 consorzi e 150 privati (alpeggi ecc) • fonti d’approvvigionamento (valori approssimativi): 50-60% falde (piano Magadino, Vedeggio, Mendrisiotto), 30-40% sorgenti, 10% superficiali (riali e lago Ceresio con 5 acquedotti) • consumo giornaliero di acqua potabile: TOTALE: ca. 500 l/abitante, di cui 200 l ad uso domestico e 2 l ad uso alimentare (bevande e preparazione di cibi) • disinfezione dell’acqua:16% con cloro 12% con Raggi UV e 6% con ozono il resto senza disinfezione • nitrati nell’acqua potabile: per il 77% della popolazione la concentrazione è <10 mg/l e per il 100% < 40mg/l (= Valore di Tolleranza), contrariamente all’altipiano Svizzero la problematica in Ticino è pressoché inesistente Precipitazioni Stazione di pompaggio o ren ciale r e T erfi sup e) ticameabil a e fr per e da Fal poroso e rial te (ma Materiale impermeabile (Modificato da “Hygiene, Lebensmittelgesetz, Lebensmittelkontrolle”, B. Cloetta e W. Vogelsanger, 1996) ☞ Chi distribuisce ai consumatori acqua potabile attraverso un acquedotto, è tenuto a informarli almeno una volta all’anno in modo circostanziato sulla qualità dell’acqua potabile. Nell’ambito dell’acquedottistica a livello cantonale questa mansione spetta nella maggior parte dei casi alle autorità municipali. 78 Alcuni alimenti Durezza delle acque ticinesi La durezza totale dell'acqua è il suo contenuto in sali, di calcio e magnesio, e si esprime in gradi francesi (°F). La durezza non ha implicazioni sanitarie dirette, può però essere all’origine di problemi di ordine tecnico per le tubature: incrostazioni per acque dure e indirettamente corrosione per acque dolci (< 4°F). Legenda da 0 a 15 °F (acque molli) da 16 a 25 °F (acque di media durezza) oltre i 25 °F (acque dure) Arsenico nelle acque ticinesi Legenda 0 a 2.5 µg As/I 2.5 a 5.0 µg As/I 5.0 a 10.0 µg As/I 10.0 a 20.0 µg As/I 20.0 a 50.0 µg As/I non conforme 50.0 a 100.0 µg As/I Nel 1996, per un insieme di circostanze fortuite, nell’acqua di Astano abbiamo riscontrato dell’arsenico, un semimetallo notoriamente tossico, in concentrazioni superiori al valore limite di 50 microgrammi per litro. Il Municipio, nell’impossibilità di reperire a breve termine fonti d’approvvigionamento idrico alternative, quale misura preventiva da subito ha messo a disposizione della popolazione dell’acqua minerale per garantire almeno la copertura “in sicurezza” del fabbisogno alimentare. Questa preoccupante presenza d’origine geologica ci ha indotti a ricercare l’arsenico in tutte le acque potabili del Cantone, con alcuni ulteriori riscontri positivi (vedi cartina a fianco). Le formazioni geologiche dalle quali sgorgano queste acque contengono infatti minerali d’arsenico (arsenopiriti ecc.) e risalgono addirittura ad epoche antecedenti il sollevamento della catena alpina. I nostri riscontri hanno indotto la Confederazioni a far avviare campagne d’analisi su tutto il territorio svizzero che, per ora, hanno permesso di individuare situazioni analoghe alle nostre in alcuni comuni dei Grigioni e del Vallese. Alcuni alimenti 79 Vino Cosa è il vino? Il vino è una bevanda strettamente legata alla storia dell’umanità. La Bibbia, nella Genesi, ci riferisce di Noè che appena uscito dall’arca pianta una vigna e ne ottiene vino, fornendoci testimonianza del fatto che le tecniche enologiche erano ben conosciute già in “epoca prediluviana”. Il vino è ottenuto per fermentazione alcolica di uve fresche oppure di mosto d’uva fresco. La fermentazione è promossa da microorganismi presenti sugli acini d’uva che trasformano lo zucchero in alcol etilico (o etanolo). I vini sono commercializzati seguendo tre categorie: • categoria 1: vini con denominazione di origine o denominazione di origine controllata • categoria 2: vini con denominazione di provenienza (vino da tavola) • categoria 3: vini senza denominazione di origine o di provenienza (vino) Problemi I problemi riscontrati in questo settore sono prevalentemente causati dalle frodi. La contraffazione e la sofisticazione di questa bevanda sono antiche quanto la sua lunga esistenza. La casistica delle frodi nella produzione vinicola è ampia e riguarda: la denominazione, il taglio, l’annacquamento, l’aggiunta fraudolenta di alcol potabile, di glicerina industriale, di coloranti estranei (per esempio il Rossissimo) e di zucchero. L’aspetto tossicologico di maggior rilievo è senza dubbio rappresentato dall’alcol etilico, il cui consumo in maniera sconsiderata (etilismo) può essere definito come una vera e propria piaga sociale. Fra i problemi tossicologici dovuti ad altre sostanze, possiamo elencare: • le aggiunte fraudolente di metanolo: lo scandalo del metanolo provocò in Italia nel 1986 la morte di 25 persone • il piombo: derivante dalla contaminazione di origine ambientale • l’ocratossina A: una tossina con effetti tossici ai reni e al fegato prodotta da muffe (specie Aspergillus e Penicillium) riscontrabili su uva avariata usata per la produzione vinicola Parametri analitici usuali L’esame organolettico (vedi apposita scheda) è senza dubbio l’approccio più immediato a questa bevanda, ed ha un ruolo determinante sia nell’apprezzamento che nell’identificazione di molti difetti del prodotto. L’analisi chimica “classica” è volta al controllo della genuinità del vino e comprende i seguenti parametri: pH, anidride solforosa, acidità volatile (acido acetico), acidità totale (acido tartarico), tenore alcolico (%Vol.), zuccheri riducenti e rapporto acido malico / acido lattico (determina quando il vino ha completato il processo fermentativo). L’analisi dei contaminanti può comprendere i seguenti parametri: prodotti fitosanitari, metalli pesanti (piombo, cadmio e rame), ocratossina, istamina, metanolo. Indagini sul Merlot del Ticino (Mitt. Gebiete Lebensm. Hyg. 1994 e 2001) Nell’ambito di due indagini volte a caratterizzare il vino rosso Merlot del Ticino,166 campioni prelevati dal commercio al dettaglio (130 nel 1994 e 36 nel 2001) sono stati sottoposti ad esame organolettico ed alla determinazione di oltre 30 parametri analitici comprendenti oltre ai dati correnti ed a quelli relativi alle sostanze tipiche, anche quelli riguardanti la presenza di contaminanti, quali i metalli pesanti ed i residui di antiparassitari. Complessivamente i campioni esaminati hanno confermato sia alla degustazione, sia all’indagine chimica la buona qualità del Merlot del Ticino. I contaminanti sono risultati ampiamente inferiori ai limiti di legge. 80 Alcuni alimenti Il taglio dei vini tra la frode e la legalità Taglio di vini DOC italiani, 1999 Nel 1999 una banale segnalazione della Commissione federale per il controllo del commercio dei vini (CFCCV) riguardante una lieve infrazione dell’ODerr ci ha aperto gli occhi su una diffusa e ben più grave pratica che avveniva regolarmente in aperto contrasto con le disposizioni di legge concernenti le dichiarazioni ingannevoli. LA CFCCV richiedeva infatti il nostro intervento contro un grossista ticinese che aveva importato del Frascati - vino DOC - sfuso e lo aveva tagliato in misura del 11.15% con del Trebbiano toscano. Orbene la CFCCV contestava unicamente l’eccesso di taglio del 1.15% rispetto al massimo consentito dalla nostra legislazione del 10%. La liceità del taglio del 10% era giustificata dall’Associazione ticinese negozianti di vino con la necessità (sic) di migliorarne le caratteristiche organolettiche, sorvolando peraltro con grande “nonchalance” su quanto sancito dalla legislazione italiana, che vieta il taglio dei vini DOC “ ... anche se tale pratica è ammessa dalla normativa del Paese...”, pena lo stralcio della stessa denominazione DOC. Con l’unanime consenso dei suoi colleghi d’Oltralpe il Chimico cantonale ha deciso di effettuare un “Blitz” presso i 20 più grossi importatori ticinesi di vini italiani sfusi. L’azione ispettiva ha permesso di appurare come la pratica del taglio fosse diffusa nei vini sfusi DOC importati nel nostro cantone. Dopo una sequela giuridica di circa un anno che interponeva l’autorità ai commercianti di vino, si arrivò nel febbraio 2000 ad una decisione del Tribunale cantonale amministrativo del Cantone Ticino, che sancisce quanto segue: “... La presentazione del vino così imbottigliato è in effetti atta ad ingannare il consumatore medio, suscitando in lui false concezioni circa l’autenticità del prodotto che acquista ...”, e conclude con: “Per la denominazione di questi vini (esteri N.d.R.) determinante è in effetti l’ordinamento del paese produttore. Salvo diversa disposizione risultante da accordi internazionali, l’art. 371 dell’ODerr può permetterne soltanto il taglio. Non può invece legittimare il mantenimento della denominazione iniziale in contrasto con l’ordinamento del paese produttore”... confermando così la fondatezza degli interventi del LC a tutela dell’interesse generale. Colorazione dei vini per aggiunta di “rossissimo”, 2001: operazione enologica lecita? A seguito di un caso di taglio illecito di un Merlot DOC ticinese con un vino di seconda categoria - nella fattispecie un “rossissimo” - verificatosi qualche anno fa, il LC ha voluto indagare sull’utilizzo e sull’origine di questo prodotto enologico a basso costo - sedicente vino teinturier - o che i produttori stessi per le sue improponibili caratteristiche organolettiche qualificano di “non destinato al consumo diretto” e che è essenzialmente destinato a migliorare il punto di colore di quei vini che ne sono carenti. Dall’indagine è innanzitutto emerso che in Ticino dei 14 grossi vinificatori contattati ben 7 (50%) hanno ammesso di utilizzarlo per rafforzare il colore dei loro vini ritenendola un’operazione lecita in quanto ha sempre beneficiato del nullaosta della CFCCV che sorprendentemente colloca l’imbevibile “Rossissimo dell’Emilia” tra i vini con denominazione di provenienza come un onesto Nostrano, un apprezzabile Goron vallesano e addirittura un pregiatissimo “Sassicaia” (sic). Il Ticino non dovrebbe comunque rappresentare l’eccezione dal momento che da un rapido giro d’orizzonti è risultato che fuori Cantone vi sono almeno tre grosse ditte che lo importano e lo commercializzano, di cui 2 situate in Romandia e una nella Svizzera tedesca. Ma è il particolare processo produttivo di questi “vini”, ottenuti a partire da uve estremamente ricche di antociani, come la lancellotta (ancellotta) coltivata nelle province di Modena, Reggio Emilia e Parma, a sollevare qualche legittima perplessità. Questo prodotto enologico è infatti ottenuto per fermentazione alcolica di un mosto d’uva reso muto per aggiunta di 1-2 g di SO2 / l (per estrarre il massimo del colorante presente nelle vinacce) e desolforato in colonna dopo riscaldamento a 90100 °C: la classificazione di questo prodotto come “vino” è in contrasto con la definizione che ne dà la legislazione svizzera. Per le finalità del suo impiego andrebbe classificato tra gli additivi. Gli aspetti di legalità delle operazioni di taglio con Rossissimo sono comunque al vaglio delle autorità federali (Uffici della sanità pubblica e dell’agricoltura, nonché alla Commissione federale per il controllo del commercio dei vini). A tutt’oggi e dopo vari solleciti non ci è ancora pervenuta una presa di posizione definitiva: questo ritardo potrebbe indicare che tra i servizi competenti, per intuibili ragioni, sulla questione non vi sia ancora unanimità di vedute. Alcuni alimenti 81 Formaggi e formaggini Cosa è il formaggio? Latte Latte Il formaggio è il prodotto che si ottiene in seguito a coagulazione di latte intero o parzialmente scremato oppure di crema. Il latte può essere di vacca, di capra o di pecora. Il processo che sta alla base della trasformazione del latte in formaggio è la coagulazione, cioè la separazione di un agglomerato proteico, la cagliata, da un liquido che prende il nome di siero. La coagulazione può avvenire per acidificazione oppure per aggiunta di un enzima detto caglio che si ricava dallo stomaco dei vitelli o di altri ruminanti. Oltre che con il caglio il latte può essere inseminato con microrganismi naturali (fermenti lattici) o selezionati, il cui sviluppo determina alcune caratteristiche del formaggio che si vuole produrre come nel caso delle tipiche muffe nel gorgonzola o i buchi nell’Emmental. I formaggi possono essere suddivisi in categorie in funzione del tenore di grasso e della consistenza. Latte Trattamento termico, es. pastorizzazione o termizzazione Aggiunta di caglio o di fermenti lattici o di acido Messa in forma Separazione del siero e altre lavorazioni Cagliata Taglio del coagulo Ev. Maturazione In Ticino abbiamo essenzialmente i formaggi freschi e i formaggi d‘alpe. Fra i formaggi freschi si differenziano le robiole (latte di mucca o misto capra, termizzato, coagulo con caglio, taglio del coagulo a grandezza media, alto tenore di umidità, senza maturazione) e i büscion (latte di mucca o misto capra, termizzato, coagulo con caglio e fermenti, taglio del coagulo a grandezza inferiore, alto tenore di umidità, senza maturazione). I formaggi d‘alpe sono invece formaggi a base di latte di mucca crudo (anche se il misto capra è presente in certe zone) che hanno subito una maturazione e sono generalmente di consistenza semi-dura, con taglio del coagulo a grandezza di noce e riscaldamento dello stesso per favorire l’eliminazione del siero. Parametri di analisi usuali L’analisi chimico-fisica dei formaggi è volta a verificare la corretta classificazione degli stessi in gradi di consistenza, e comprende: tenore in acqua, sostanza secca, tenore di grasso, grasso nella sostanza secca e tenore di acqua nel formaggio sgrassato. L’analisi chimica viene inoltre effettuata per saggiare la presenza di sostanze estranee nella derrata, derivanti sia da contaminazioni della materia prima (il latte) sia da contaminazioni durante il processo produttivo. L’analisi microbiologica è volta a verificare la corretta osservanza delle norme sanitario-igieniche nella produzione: vengono ricercati sia organismi indicatori di contaminazione fecale (per esempio Escherichia coli ed enterobatteri) che organismi patogeni (per esempio lo Stafilococco dorato e la Listeria) 82 Alcuni alimenti Aspetti tossicologici I formaggi sono all’origine di casi di intossicazione da Stafilococco, un battere in grado di produrre una sostanza tossica, la stafilotossina, che provoca forti dolori addominali, nausea e vomito a poche ore dall’ingestione della derrata avariata. La presenza del battere patogeno nel latte usato per la produzione è di regola associata a bestiame affetto da mastiti (infezione della mammella). La maturazione dei “büscion” (formaggini agrini) e la formazione di ammine biogene Il formaggio, può contenere livelli significativi di ammine biogene, sostanze con effetto a volte tossico, prodotte da specie batteriche che decompongono la parte proteica delle derrate alimentari, specialmente quelle ottenute per fermentazione. La produzione di ammine biogene incrementa con l’invecchiamento dei formaggi. Nel caso di formaggi ottenuti senza particolare attenzione all’igiene oppure lasciati maturare eccessivamente, eventualmente a temperature elevate, esse possono raggiungere tenori considerevoli. Queste sostanze, se presenti ad alte concentrazioni, possono causare vari tipi di disturbi all’organismo umano, con effetti variabili da individuo ad individuo. Mentre cadaverina, putrescina ed istamina agiscono come vasodilatatori, abbassando la pressione sanguigna, la tiramina e la 2-feniletilamina hanno un effetto opposto. La maturazione dei “Büscion” è da considerarsi a “rischio” per la formazione di ammine biogene, specialmente quando i formaggini sono maturati eccessivamente, e/o in condizioni igieniche precarie. Come verificato in una nostra sperimentazione, la loro produzione non è da considerarsi preoccupante se la maturazione dei formaggini del tipo “büscion” viene eseguita applicando rigorosamente le ricette tradizionali qui descritte. Ricetta 2 Ricetta 1 Bagnare i formaggini ogni 3 giorni con vino bianco. Maturare per 2 settimane a 12-15°C ad un’umidità relativa alta, 85-90% Coprire i formaggini con panni inumiditi con acqua. Conservare i formaggini in scatole tipo Tupperware. Inumidire ogni 3 giorni. Maturare per 2 settimane a 12-15°C ad un’umidità relativa alta, 85-90% Il risanamento della produzione artigianale di formaggini (Mitt. Gebiete Lebensm. Hyg. 1990) Nel corso degli anni 90 la produzione artigianale di formaggini ha subito un sensibile miglioramento dal punto di vista igienico (presenza di enterobatteriacee e stafilococchi). Con l’introduzione del trattamento termico del latte utilizzato per la produzione, riscaldamento a 65°C per 15 min., la non conformità secondo i requisiti igienici è passata dal 90% al 38% nel 2001. Il miglioramento più sensibile è stato registrato nella diminuzione dei campioni non conformi per gli stafilococchi. Il riscontro nel settore della salute pubblica si è manifestato con la riduzione del numero di casi annunciati alle autorità sanitarie. Al di là di questa constatazione vale comunque la pena rilevare come, dalle campagne degli ultimissimi anni, (2000-2001-2002) risulti evidente che: • almeno il 25% dei produttori mette sul mercato formaggini prodotti senza scaldare il latte a 65°C per 15 minuti, come raccomandato per ragioni di sicurezza alimentare • il livello di non conformità per Enterobatteriacee (indicatore di scarsa igiene) è sempre molto elevato Alcuni alimenti 83 Funghi Cosa sono i funghi? I funghi commestibili sono le infruttescenze commestibili delle specie dei funghi superiori, che sono idonee come alimenti, se necessario dopo una adeguata preparazione (cottura, essiccazione, conservazione, ecc.). Sono quindi escluse le muffe, o funghi inferiori, che in genere non sono commestibili, anzi contribuiscono significativamente al deterioramento delle derrate. L’ eccezione è rappresentata dalle muffe specifiche utilizzate per la maturazione degli alimenti quali per esempio formaggi del tipo Gorgonzola e Roquefort. Cappello Lamelle Anello Volva Micelio Problemi La tossicità acuta di alcuni funghi è senza dubbio l’aspetto tossicologico più importante di questa derrata. Gli avvelenamenti da funghi avvengono comunque quasi esclusivamente nell’ambito domestico, non sono quindi di competenza del nostro servizio. Secondo i dati del Centro svizzero di informazione tossicologica, nel nostro paese si registrano ca 350-400 casi annui di intossicazioni di cui meno di un caso annuo con esito letale. Lo stesso istituto fa notare come recentemente siano sensibilmente aumentati i casi di intossicazione da funghi allucinogeni del genere Psilocybe, reperibile per altro anche sul mercato svizzero. I casi annunciati denunciano stati psicotici, allucinazioni e attacchi di panico, sperimentati al posto delle sensazioni di euforia auspicate dagli sfortunati consumatori. Nella commercializzazione dei funghi il Laboratorio cantonale è particolarmente attento ai tentativi di contraffazione, quali per esempio la sostituzione di pregiate morchelle con verpe dal valore commerciale inferiore. Un’altra frode comune è la sostituzione di tartufi pregiati con specie meno pregiate. Per la loro capacità di bioaccumulazione i funghi mangerecci sono particolarmente soggetti all’accumulo di metalli pesanti tossici e di radionuclidi qualora l’ambiente circostante ne sia contaminato. Parametri analitici usuali La presenza di metalli pesanti e radionuclidi è stata discussa nel capitolo riguardante i contaminanti. L’esame dei difetti e cascami nei funghi commercializzati è compito del Laboratorio cantonale, ma può anche essere facilmente messo in pratica dal consumatore. Funghi secchi e irritazione alle mucose boccali, 2001 Nel corso del 2001 sono stati segnalati al Centro svizzero di informazione tossicologica diversi casi di pazienti con sintomi da irritazione alle mucose boccali e dolori acuti (sensazione di puntura) in seguito al consumo di funghi secchi. La causa è stata individuata nella contaminazione del prodotto con resti vegetali provenienti da piante della famiglia delle Aracee. Le foglie di queste piante vengono spesso usate per imballare funghi e altre derrate alimentari nel Sud-Est Asiatico. Le foglie non sono però commestibili a causa della presenza di cristalli aghiformi di ossalato di calcio, che, se ingerite, causano la sintomatologia descritta. ☞ Il problema principale associato al consumo di questa derrata è la confusione fra funghi commestibili e funghi tossici in occasione della raccolta amatoriale. L’identificazione corretta della specie nei funghi mangerecci è quindi di capitale importanza, errori in questa procedura possono essere fatali per il consumatore occasionale. L’identificazione è molto difficile nella pratica, e l’uso di manuali è sconsigliato se non accompagnato dall’opinione di un esperto. In caso di dubbio si consiglia di rivolgersi all’Associazione svizzera degli organi ufficiali di controllo dei funghi (VAPKO: www.vapko.ch). L’associazione è a disposizione per il controllo dei funghi raccolti da privati e destinati al consumo personale. 84 Alcuni alimenti Funghi buoni Mazza di tamburo (Macrolepiota procera) Porcino (Boletus edulis) Spugnola (Morchella rotunda) Funghi velenosi Amanita muscaria (Amanita muscaria) Amanita falloide (Amanita phalloides) Confusioni pericolose Velenoso Buono Prataiolo (Agaricus campestris) Amanita virosa (Amanita virosa) Alcuni alimenti 85 Miele Cosa è il miele? Il miele è il prodotto alimentare che le api domestiche (Apis mellifera) producono dal nettare di fiori o dalle secrezioni provenienti da parti vive di piante o che si trovano sulle stesse, che esse bottinano, trasformano, combinano con sostanze specifiche proprie, immagazzinano e lasciano maturare nei favi dell’alveare. Il miele rappresenta un miscuglio biologico complesso (le componenti principali sono acqua e zuccheri), la cui composizione può variare in modo evidente a seconda dell’origine botanica e geografica. Il miele unifloreale è prodotto con il nettare di un solo tipo di pianta. Svizzera e Ticino Dei 23’000 apicoltori svizzeri, 600 operano in Ticino. Complessivamente gli apicoltori svizzeri curano 280’000 colonie di api, in media 12 colonie per apicoltore. Esempi di miele unifloreale • miele di castagno: prodotto in Ticino nel mese di luglio • miele di acacia: prodotto in Ticino nei mesi di maggio-giugno • miele di colza: prodotto al nord delle Alpi nel mese di maggio • miele di dente di leone: prodotto al nord delle Alpi nel mese di maggio • miele di tiglio prodotto in tutta la svizzera nei mesi di giugno-luglio Parametri analitici usuali La dichiarazione del miele monoflora può aver luogo soltanto in base ai risultati di analisi microscopiche (tipi di polline), organolettiche (colore, consistenza, odore e sapore), e chimico-fisiche (conducibilità elettrica, pH, minerali, ecc.) effettuate da un laboratorio qualificato. Aspetti tossicologici La contaminazione ambientale da metalli pesanti, pesticidi, ecc. sul miele è relativamente contenuta rispetto ad altre derrate quali per es. i funghi selvatici e i pesci. A volte purtroppo vengono rilevati dei residui di antibiotici (non ammessi dalla legislazione svizzera) impiegati abusivamente per i trattamenti delle colonie contro la peste americana (causata da un battere che attacca le larve delle api, Paenibacillus larvae). Metalli pesanti, Radioattività, Pesticidi Aria Suolo Acqua Contaminanti nel miele, 2000 In una campagna effettuata nel 2000 il 15% dei 65 campioni prelevati da 49 produttori ticinesi è risultato positivo alla ricerca di antibiotici (sulfonammidi, tetracicline e streptomicina) e quindi non conforme alla legge, trattandosi di sostanze estranee. Gli antibiotici sono infatti proibiti dalla legge sul nostro territorio. In campagne precedenti erano pure stati individuati campioni non conformi per la presenza di acaricidi (1 campione su 34 prelevati, nel 1991) e per la classificazione errata (6 campioni su 14 prelevati nel 1997 contenevano pollini di fiori misti anziché di castagno acacia o tiglio). Fiori da miele Miele Polline Apicoltore Pesticidi, Antibiotici 86 Alcuni alimenti Carne e pesce Che cosa sono carne e pesce? “Chi mangia pesci non è un vegetariano, è una persona che non mangia carne di animali terrestri”. Questa bizzarra definizione sta a sottolineare che anche i pesci, così come i crostacei e i molluschi, appartengono alla derrata carne. Nei testi di legge troviamo la seguente definizione: “Per carne si intendono tutti i corpi di animali e le loro parti, atti all’alimentazione umana, che non sono stati sottoposti ad alcun trattamento”. Problemi La maggior parte dei problemi concernenti questa derrata, è legata all’aspetto microbiologico. Salmonella, Campylobacter, Stafilococco, Clostridium, sono solo alcuni esempi di germi associati alla carne cruda, mal cotta o semplicemente mal conservata. La freschezza è un parametro fondamentale per i pesci: nei pesci avariati, specialmente il tonno, possiamo incorrere in una tossina, l’istamina, (attenzione ai panini al tonno!) che può causare violentissime reazioni allergiche. Sempre nei pesci, il consumo allo stato crudo può essere pericoloso per la presenza di parassiti, quali l’anisakis e il botriocefalo. I pesci sono pure a rischio per l’accumulo di metalli pesanti presenti nell’ambiente acquatico, in particolare mercurio. Tra le frodi più comuni si può ricordare l’uso di carne di tacchino per la preparazione del ”vitello tonnato” oppure l’utilizzazione di parti non idonee nella produzione di prosciutto cotto (pezzature meno nobili non provenienti dalla coscia di maiale). Parametri analitici usuali Oltre alle consuete analisi microbiologiche si possono ricordare quelle per la ricerca di residui di medicinali veterinari così come le analisi specifiche per la determinazione della freschezza dei pesci e dei crostacei. Talvolta è pure necessario stabilire la specie animale utilizzata per la preparazione di salmì, salsicce e altri preparati di carne. Nei prodotti carnei come insaccati, salsicce, prosciutti, eccetera si controllano di routine i tipi e la quantità di additivi utilizzati, in particolare i nitrati e i nitriti (conservanti che evitano la proliferazione di batteri patogeni). Il controllo delle carni a monte del commercio al dettaglio (allevamento, macellazione, trasformazione) rientra nelle competenze del Veterinario cantonale. Mercurio nei pesci del Lago Maggiore, 2000 Nei pesci è pure significativa l’analisi dei metalli pesanti che possono essere arricchiti nella catena alimentare (dal plancton ai pesci, agli uccelli, all’uomo) con un processo cosiddetto di bioaccumulazione. È il caso del mercurio riscontrato nel pescato proveniente da acque soggette ad inquinamento industriale. Fra i casi più clamorosi ricordiamo quello di Minamata in Giappone negli anni 50, con l’intossicazione di migliaia di persone dovuta agli scarichi di un’industria chimica. L’analisi del pescato nostrano ha messo in evidenza come i pesci del Lago Maggiore facciano registrare tenori di mercurio più elevati di quello del Ceresio. In particolare per gli agoni è stato rilevato un leggero superamento del valore di tolleranza di 0.2 mg/kg, confermato di anno in anno dal 1998. ☞ I parametri di freschezza del pesce: • Aspetto generale: squame aderenti al corpo, brillanti, aspetto metallico/iridescente, consistenza della carne soda ed elastica, odore tenue non acidulo • Occhio: vivido, non incavato, cornea trasparente e pupilla nera (con il passare del tempo la cornea diventa sempre più opaca e nel pesce avariato appare secca) • Branchie: umide, rosee o rosso sangue, prive di muco Alcuni alimenti 87 Composizione del vitello tonnato, 1996 Il vitello tonnato è una derrata largamente consumata durante la stagione estiva. Nel corso di una vasta campagna di controllo effettuata dal Laboratorio nel 1996, oltre ai parametri microbiologici usuali, si è voluto verificare per la prima volta la specie animale usata per questo tipico piatto, così come la conformità del taglio utilizzato. Si è partiti dal presupposto che le ricette della gastronomia italiana e ticinese, prescrivono per questa preparazione l’uso di tagli particolari quali fesa, sottofesa, scamone, magatello o altre parti magre di vitello. Per evitare passaggi di informazioni tra i vari macellai, ristoratori, gerenti di negozi grandi e piccoli e falsare quindi i risultati dell’indagine, si è proceduto ad una raccolta dei campioni in tempo brevissimo riuscendo a prelevare 70 campioni in soli due giorni. Le analisi effettuate in laboratorio hanno dato risultati piuttosto scoraggianti: ben 41 i campioni non conformi dal punto di vista batteriologico, di cui 7 talmente alterati da non essere più atti al consumo. Unica nota positiva, quella dell’assenza di salmonelle. Per quanto riguarda la specie animale usata, 13 “vitelli” sono risultati essere maiali, tacchini o prodotti “compositi” delle tre specie. Inoltre una salsa “tonnata” è risultata priva di tonno! Sui tagli utilizzati si è constatato che ben il 45.7% dei campioni erano stati preparati con parti di vitello grasse e nervose (collo e punta). Negli anni successivi sono state realizzate altre due campagne (vedi grafico). Come si evince dal grafico lo scopo delle campagne sembra essere stato parzialmente raggiunto, con un netto miglioramento della qualità del prodotto presente sul mercato. A seguito di queste campagne si è ottenuto che, pur lasciando al singolo commerciante la libera scelta del taglio di carne ritenuto più idoneo, la denominazione specifica “vitello tonnato” sarebbe stata seguita dall’indicazione del taglio utilizzato (esempi: ”vitello tonnato (spalla)“ oppure “collo di vitello tonnato”). Inoltre se la carne utilizzata fosse stata diversa dal vitello, non sarebbe più stato possibile denominare il prodotto “vitello tonnato” bensì rispettivamente “maiale, tacchino,..... tonnato”. Vitello tonnato conforme non conforme non conforme: commestibile ma igienicamente scadente non conforme: batteriologicamente alterato - NON ATTO AL CONSUMO taglio di seconda qualità non conforme: INGANNO (carne di maiale o di tacchino) 100% 90% 80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% 96 97 99 VALUTAZIONE COMPLESSIVA 96 97 IGIENE 99 96 97 CARNE 99 88 Alcuni alimenti Alimenti speciali Cosa sono gli alimenti speciali? Gli alimenti speciali sono derrate alimentari destinate ad un’alimentazione speciale e che in base alla loro composizione, oppure allo speciale procedimento di fabbricazione: • corrispondono alle particolari esigenze nutrizionali di persone, le quali, per motivi di salute, necessitano di un’alimentazione d’altro genere, oppure • contribuiscono a conseguire determinati effetti fisiologico-nutrizionali bevande speciali contenenti caffeina poveri di lattosio e privi di lattosio (per individui intolleranti al lattosio) poveri o molto poveri di sodio (per individui affetti da ipertensione) integratori alimentari per persone con un elevato fabbisogno nutritivo ed energetico (per sportivi) privi di glutine (per individui affetti da celiachia) Alimenti speciali di tenore ridotto in carboidrati per lattanti e alimenti di proseguimento destinati al controllo del peso ricchi di fibre alimentari privi di zucchero adatti per diabetici Problemi La composizione dichiarata deve corrispondere al contenuto, in caso contrario la derrata alimentare può essere pericolosa per la salute. La presenza di glutine, zucchero o lattosio nei prodotti che ne sono dichiarati privi può causare gravi conseguenze a persone affette rispettivamente da celiachia (intolleranza al glutine), diabete e intolleranza al lattosio. L’attribuzione di allusioni terapeutiche a questo tipo di alimenti non è ammessa dalla legislazione. Esempi di diciture non ammesse: “ … contro gli inestetismi della cellulite …”, “ … contro l’osteoporosi …”, “ … fa dimagrire …”. In questi casi, in cui si gioca sull’ambiguità alimento/medicamento, l’autorità di controllo esige una distinzione il più chiara possibile fra alimento e prodotto farmaceutico. Alcuni alimenti 89 Parametri analitici usuali Il Laboratorio cantonale esamina le etichette al fine di garantire un testo conforme alle esigenze di legge. Per quanto riguarda l’analisi di laboratorio si eseguono valutazioni analitiche volte a verificare la veridicità di quanto dichiarato come composizione del prodotto. In primo luogo si verifica (ricerca e dosaggio) l’ingrediente che fa del prodotto un alimento speciale (ad esempio la gliadina per gli alimenti privi di glutine non deve essere reperibile), in secondo luogo si esamina la concentrazione di tutti gli altri ingredienti indicati nella composizione (proteine, carboidrati, grassi, fibre alimentari, sodio, vitamine e sostanze minerali). Alimenti privi di glutine, 1999 Da alcuni anni il nostro Servizio lavora in stretta collaborazione con il Gruppo celiachia della Svizzera italiana al fine di tutelare la salute delle persone affette da celiachia nella nostra regione. Questa malattia è una intolleranza permanente al glutine, sostanza proteica presente nel grano, avena, orzo e segale. L’incidenza di questa intolleranza in Ticino è stimata attorno ad un soggetto ogni trecento-cinquecento nati. L’assunzione di glutine anche in piccole quantità può provocare danni. La dieta senza glutine, che deve essere condotta con molto rigore e per tutta la vita, è l’unica terapia in grado di garantire ai celiaci un perfetto stato di salute. Durante il 1999 sono stati analizzati 54 campioni di derrate alimentari, di cui 24 dichiarate prive di glutine (prelevate ufficialmente dall’Ispettorato del Laboratorio) e 30 che avrebbero dovuto essere prive di glutine per la natura del prodotto (consegnate al Laboratorio dall’associazione summenzionata). Dei 24 prelievi ufficiali 3 (1 Müesli ai quattro cereali contenente frumento e 2 campioni di pane a base di grano saraceno) hanno fatto registrare il superamento del valore limite di 10 mg/100g imposto dall’ODerr (Art. 173). Un errore di etichettatura ha portato alla dichiarazione del campione di Müesli come “privo di glutine” malgrado la presenza di frumento: il caso (segnalato dal “gruppo celiachia”) è stato prontamente risolto dal Laboratorio cantonale di Zurigo con il ritiro della merce dai punti di vendita. Da notare inoltre che fra i prodotti non dichiarati privi di glutine ma che lo dovrebbero essere per natura (soia, mais, ecc.) alcuni campioni hanno fatto segnare un valore di gliadina superiore al valore limite imposto per gli alimenti dichiarati come privi di glutine. È stato il caso di una pasta alimentare dichiarata “di grano saraceno al 100%” con un tasso di gliadina di 12.41 mg/100g: l’esame visivo di quest’ultimo campione ha messo in evidenza la presenza (contaminazione) di pasta di semola di grano. La designazione del prodotto (Prociliac) inoltre poteva indurre a confusione. 90 Alcuni alimenti Alimenti transgenici Cosa sono gli OGM? Gli alimenti transgenici vengono prodotti a partire da organismi geneticamente modificati (OGM). Sono considerati OGM gli animali, le piante ed i microorganismi il cui materiale genetico è stato modificato in vitro (in laboratorio), in un modo cioè che non è possibile in condizioni naturali (accoppiamento per gli animali, impollinazione per i vegetali). Le derrate alimentari che contengono OGM necessitano dell’autorizzazione dell’autorità federale, concessa se sono soddisfatti vari perametri, non da ultimo, se in base allo stato attuale della scienza può essere escluso un pericolo per la salute. La manipolazione di laboratorio permette di “inserire” in un determinato organismo del materiale genetico estraneo: per esempio un gene batterico nel mais, un gene umano in una pecora, ecc. L’effetto desiderato è quello di migliorare alcune qualità dell’organismo in questione: mais resistente agli insetti, soja resistente agli erbicidi, pecore che secernono medicamenti nel latte, salmoni che “ingrassano” più velocemente ecc. Problemi Allo stato attuale delle conoscenze non disponiamo di evidenze scientifiche che comprovano una particolare tossicità degli alimenti transgenici. Un eventuale effetto tossico (per esempio allergie) non può comunque ancora essere escluso, per avere una risposta è necessario osservare gli effetti di una dieta a base di questi alimenti per un lungo periodo. Le frodi in questo settore non mancano. In Svizzera è permessa unicamente la commercializzazione di 4 tipi di alimenti transgenici, e solo se dichiarata: si tratta di 3 tipi di mais (MON810, Bt 11, Bt 178) e 1 di soja (Round-up Ready). Nel caso dove l’uso di OGM non è dichiarato, la derrata alimentare può contenere al massimo l’1% di un alimento transgenico autorizzato nel nostro paese. La scelta di tollerare la presenza di questo quantitativo in derrate non dichiarate come transgeniche è stata dettata dalle esigenze di produzione dell’industria alimentare: nella catena produttiva sembra infatti impossibile mantenere una separazione stagna fra la filiera di materie prime transgeniche e materie prime tradizionali, specialmente durante il trasporto (stive delle navi, camion, treni) e le prime fasi della produzione (mulini, cisterne di stoccaggio). Parametri analitici usuali Il depistaggio di alimenti transgenici viene effettuato con l’analisi del DNA, tramite una tecnica messa a punto negli anni ottanta negli Stati Uniti: la PCR. La PCR permette di identificare del DNA estraneo alla derrata alimentare in questione. L’analisi volge a determinare se l’alimento transgenico è autorizzato (per le derrate dichiarate come prodotte a partire da OGM) oppure se la sua concentrazione è superiore all’1% (per le derrate tradizionali). Per i prodotti BIO l’uso di OGM è vietato. Fino ad ora, solo il laboratorio cantonale di Ginevra ha contestato un prodotto BIO per la presenza di OGM. OGM non autorizzati, 2000 Con la “Campagna OGM non autorizzati” il LC ha voluto sondare il mercato per individuare la presenza o meno di Organismi Geneticamente Modificati (OGM) non ancora ammessi dalla legislazione elvetica. Sono stati prelevati 39 campioni ritenuti a rischio per i seguenti criteri: • derrate alimentari di cui è nota l’esistenza di varietà transgeniche o per le quali sono pendenti richieste di autorizzazione: riso, papaya, kiwi, semi di lino • derrate alimentari prodotte in paesi in via di sviluppo, dove la produzione in massa di derrate alimentari è prioritaria rispetto alla necessità di dichiarazione OGM (3 Papaya dal Brasile, 1 pasta dalla Thailandia, 1 pasta dalla Cina) • derrate alimentari prodotte con fermenti: birra, yogurt, salsa di soia, insaccati fermentati • derrate alimentari con composizione diversificata: barre di cioccolato Alcuni alimenti 91 Le analisi, volte a depistare elementi di DNA comunemente utilizzati nelle manipolazioni genetiche, sono risultate negative per i 39 campioni. In Svizzera, solo in un numero molto limitato di casi è stato possibile depistare degli alimenti transgenici prodotti con OGM non ancora utilizzati (lavoro di colleghi d’Oltralpe): la situazione è comunque destinata a peggiorare, vista la pressione del mercato estero di questi prodotti. Ricordiamo che in Svizzera, contrariamente a diversi paesi di altri continenti, la coltivazione di OGM è vietata e che 8 svizzeri su 10 dichiarano di non gradire la presenza di OGM nelle derrate alimentari. Procedimento analitico Campione alimentare Estrazione del DNA Purificazione Amplificazione dell’estratto mediante PCR Detezione su gel di agarosio 92 Alcuni alimenti Prodotti BIO Cosa sono i prodotti BIO? Si tratta di alimenti prodotti e lavorati esclusivamente in base ai principi dell’agricoltura biologica. La produzione, la lavorazione, l’importazione e la designazione di prodotti biologici sono regolati dall’”Ordinanza sull’agricoltura biologica e la designazione dei prodotti e delle derrate alimentari ottenuti biologicamente”. Principi che reggono la produzione e la preparazione di prodotti biologici • sono presi in considerazione i cicli e i processi naturali • è evitata l’utilizzazione di materie ausiliarie e di ingredienti chimico-sintetici • si rinuncia all’utilizzazione di organismi geneticamente modificati e dei loro derivati, fanno eccezione i prodotti veterinari • i prodotti non sono sottoposti a radiazioni ionizzanti e non vengono utilizzati prodotti irradiati • il numero di animali da reddito deve essere adattato alla superficie agricola utile propria o presa in affitto, che si presta all’utilizzazione dei concimi aziendali • gli animali da reddito sono tenuti in aziende biologiche durante la loro intera vita, conformemente alle esigenze fissate dall’ordinanza L’applicazione di questi principi permette una produzione rispettosa della natura e dell’ambiente sia nel settore vegetale che in quello animale. Fra gli effetti benefici più significativi citiamo: la promozione di un ecosistema autoregolante, il mantenimento della varietà delle specie, l’incremento della fertilità naturale del suolo e l’allevamento rispettoso delle esigenze degli animali. I vantaggi per il consumatore: • la quantità non va a detrimento della qualità • la tutela della qualità in tutta la filiera che va dalla produzione agricola al consumo • maggior sicurezza alimentare delle filiere produttive Problemi e zone d’ombra Il prezzo più elevato rispetto agli alimenti NON BIO, comunque giustificato dagli aspetti legati alla protezione dell’ambiente, può indurre agricoltori e/o commercianti con pochi scrupoli a beneficiare di guadagni illeciti. L’agricoltura biologica richiede infatti molta professionalità ed etica da parte di chi produce, questi presupposti non sono sempre garantiti. La produzione è inoltre controllata da organizzazioni degli stessi produttori (ad esempio Bio Suisse): il controllo non è dunque totalmente neutrale. Da un raffronto fra prodotti BIO e NON BIO (campagna del 2001 su un totale di 187 campioni) risulta che i 2/3 della frutta svizzera e i 3/4 degli ortaggi svizzeri ed esteri NON BIO sono esenti da tracce di pesticidi (vedi tabella). conformi senza tracce di pesticidi conformi con tracce di pestici non conformi per pesticidi Frutta svizzera 65% 32% 3% Frutta estera 44% 55% 1% Ortaggi svizzeri 82% 18% 0% Ortaggi esteri 77% 23% 0% Alcuni alimenti 93 Parametri analitici usuali I parametri analitici applicati ai prodotti BIO sono sostanzialmente gli stessi applicati ai prodotti NON BIO, e sono le analisi: dei residui, microbiologiche, della presenza di organismi geneticamente modificati, della composizione, degli additivi e dell’etichetta. Resoconto analisi di prodotti BIO in Ticino, 2000 - 2001 Nelle campagne 2000 e 2001 sono stati analizzati 4725 prodotti NON BIO e 162 prodotti BIO con i seguenti risultati: Natura delle non conformità BIO NON BIO Non conformi 16.0% 12.5% Etichetta 3.5% 3.5% Composizione ed additivi 3.0% 0.5% Microbiologia 7.0% 5.0% Residui e contaminanti 2.5% 4.0% Motivi di contestazione dei campioni BIO: • composizione: salumi con additivi oltre il massimo consentito (nitrato e nitrito) e uno zafferano con insufficiente potere colorante • microbiologia: latte e latticini • residui: mieli con antibiotici, mele e un Merlot con pesticidi Campagna federale sui prodotti BIO, 2002 Nel 2002 è stata effettuata una campagna approfondita sui prodotti BIO decisa a livello federale. I risultati definitivi saranno resi noti solo nel corso del 2003. Per quanto concerne il nostro Cantone, sono state ispezionate 52 aziende tra produttori, trasformatori, commerci e mercati. In nessuno dei 48 campioni prelevati, l’analisi ha messo in evidenza una presenza di residui fitosanitari, ciò che rappresenta un indubbio miglioramento rispetto alla situazione registrata nel biennio precedente. Per quanto concerne l’esito delle ispezioni, mirate al controllo della certificazione, non vi sono stati motivi di rimarco ad eccezione della frequente assenza di una documentazione necessaria a verificare la tracciabilità per frutta e legumi venduti sfusi. ☞ 3/4 degli ortaggi svizzeri venduti come “NON BIO” sono esenti da pesticidi: dal punto di vista analitico presentano quindi qualità BIO. 94 Oggetti d’uso 95 Parte introduttiva Introduzione da parte delle autorità, Compiti del Laboratorio, Storia del Laboratorio Rischio Rischio, Punti critici, Tossinfezioni, Principi di tossicologia, Valori di tolleranza e limite, Inganno e frodi, Principio di precauzione, Pregiudizi alimentari Contaminazioni Contaminanti biologici, Componenti tossici, Contaminanti ambientali, Contaminanti agrochimici, Medicamenti veterinari, Contaminanti fisici, Cessioni, Infestazione da parassiti e roditori Controllo della sicurezza alimentare La cucina di casa propria, Autocontrollo, Controllo ufficiale, Consumatori Composizione e conservazione Composizione, Conservazione, Additivi Analisi Esame organolettico, Analisi chimica, Analisi microbiologica Alcuni alimenti Acqua potabile, Vino, Formaggi, Funghi, Miele, Carne e pesce, Alimenti speciali, Alimenti transgenici, Prodotti BIO Oggetti d’uso Vasellame, Contenitori in plastica, Cosmetici, Giocattoli Etichette e menu Etichette alimentari, Menu Stabilimenti balneari Spiagge, Piscine Ambienti abitativi Radon, Contaminanti indoor Veleni Classi di tossicità, Etichette di veleni 96 Oggetti d’uso 97 Oggetti d’uso Gli oggetti d’uso rientrano in una delle seguenti categorie di prodotti: • oggetti connessi con la fabbricazione, l’utilizzazione o l’imballaggio di derrate alimentari (ad es. apparecchi, vasellame o materiale d’imballaggio) • prodotti per la cura corporale e cosmetici, come anche oggetti che entrano in contatto con le mucose della bocca, a causa della loro destinazione • capi d’abbigliamento, tessili ed altri oggetti (ad es. braccialetti di orologi, parrucche e gioielli) che entrano in contatto con il corpo, a causa della loro destinazione • oggetti destinati ad essere usati da bambini (ad es. giocattoli, materiale didattico, colori per dipingere e utensili da disegno) • candele, fiammiferi, accendini e articoli da carnevale • oggetti e materiali destinati all’arredamento e al rivestimento di spazi abitabili, per quanto essi non siano sottoposti ad altre norme legislative 98 Oggetti d’uso Ceramiche, vasellame, contenitori in plastica Aspetti tossicologici delle ceramiche Non tutti gli oggetti in ceramica (terra cotta) sono adatti ad entrare in contatto con le derrate alimentari. Il problema principale per gli oggetti di ceramica, vetro, smalto e materiali simili, è rappresentato dal pericolo di cessione di piombo e cadmio agli alimenti. Per vetrificare e decorare tazze, piatti, boccalini, caraffe, ecc. vengono spesso utilizzati dei sali di piombo e cadmio. Questi metalli pesanti, tossici se ingeriti in quantità rilevante, possono essere ceduti alle derrate alimentari acidule (aceto, vino, succhi di frutta) se la ceramica che li contiene è stata prodotta con tecniche di cottura non adeguate. Solo una cottura della ceramica ad alte temperature permette infatti di immobilizzare i metalli in modo definitivo. Questi oggetti possono rappresentare quindi un pericolo per la salute se impiegati ad uso alimentare. Per la maggior parte dei casi (comunque rari) di intossicazione, chiamata saturnismo (vedi descrizione del caso), si tratta di una classica esposizione cronica, dovuta all’assunzione ripetuta, abituale, giornaliera, di alimenti stoccati e conservati in oggetti in ceramica soggetti a forte cessione e quindi contaminati da piombo. Aspetti tossicologici dei contenitori in plastica Polietilene (PE), polipropilene (PP), polistirolo (PS), polivinilcloruro (PVC), polietilentereftalato (PET), teflon® (PTFE), ecc.: queste sono le sigle più comuni delle plastiche utilizzate negli imballaggi di derrate alimentari. L’aspetto tossicologico più importante è la cessione di sostanze nocive. A questo scopo, come prescrizione generale, i materiali e gli oggetti in plastica possono cedere alle derrate alimentari delle sostanze solo in quantità che sono innocue per la salute e tecnicamente inevitabili e che non causano una modifica della composizione o un’alterazione delle qualità organolettiche. La fabbricazione di questi materiali può essere effettuata unicamente con sostanze di partenza e additivi elencati nell’Ordinanza sulle materie plastiche. Gli imballaggi devono essere caratterizzati con l’indicazione “per derrate alimentari” oppure con un pittogramma appropriato. ☞ Le ceramiche di produzione artigianale acquistate all’estero p. es. durante una vacanza possono rappresentare un concreto rischio per la salute. Oggetti d’uso 99 Saturnismo (avvelenamento da piombo) e caraffa-souvenir Descrizione del caso Un cinquantenne, di ritorno da una vacanza in Italia, porta con sé una caraffa di ceramica acquistata in un negozio di souvenir. Contrariamente ai costumi di molti turisti, che conservano questi oggetti come soprammobili, la caraffa viene utilizzata come contenitore di bevande. Giornalmente la caraffa viene riempita di tè con aggiunta di limone. Dopo 6 mesi intervengono i primi sintomi: debolezza, cefalea, perdita dell’appetito, stipsi e coliche. Le urine assumono un colore scuro, color marsala (dovuto alla presenza di un prodotto di degradazione dell’emoglobina: la bilirubina). Le coliche, precedute da parecchi giorni di stipsi, si intensificano con il passare del tempo e sono caratterizzate da intensi dolori in regione periombelicale che costringono il paziente a piegarsi in due. Il paziente si rivolge quindi ad un medico che constata anemia ed aumento della pressione sanguigna. L’oggetto d’uso e l’agente tossicologico A seguito di esami più approfonditi viene diagnosticata un’intossicazione da piombo (saturnismo), associata alle abitudini alimentari del paziente. L’analisi della caraffa di ceramica, eseguita presso il Laboratorio, ha evidenziato una cessione della sostanza tossica di 213 mg/l (valore limite 4 mg/l). La presenza di liquidi acidi (vino, aceto oppure nel nostro caso tè con l’aggiunta di limone), è in grado di sciogliere il piombo utilizzato per invetriare le ceramiche. Il piombo, al pari del mercurio, del cadmio e dell’arsenico, è un metallo pesante di interesse ambientale. Per decenni fu utilizzato come additivo nella benzina (piombo tetraetile). Negli ultimi due decenni, in molti Paesi dell’Occidente, è stato notevolmente limitato qualsiasi impiego del metallo che comporti una dispersione ambientale incontrollata. Questo metallo è presente anche nelle munizioni a pallini usate dai cacciatori: molte anatre e oche, che sopravvivono alla ferite, subiscono danni o muoiono per avvelenamento cronico a causa della cessione del piombo nell’organismo. Diverse campagne effettuate dai laboratori cantonali per verificare la pericolosità del piombo nelle carni di cacciagione hanno relativizzato il problema: visto il consumo saltuario di cacciagione e le concentrazioni riscontrate l’intossicazione cronica è da escludere. Casistica locale L’ultimo caso, qui descritto, registrato nel nostro cantone risale al 1987. Curiosità Gli effetti del saturnismo erano già conosciuti dagli antichi Greci che si resero conto come le bevande acide, contenute in recipienti rivestiti da sostanze a base di piombo, potevano causare malattie. Queste informazioni non furono però prese in considerazione dai Romani. Alcuni storici hanno infatti ipotizzato che l’avvelenamento cronico da piombo, causato dal consumo di vino da contenitori non appropriati, abbia contribuito alla definitiva caduta dell’Impero, in conseguenza degli effetti del metallo sul sistema nervoso e sulla riproduzione. La morte di personaggi famosi come Beethoven, Goya e Van Gogh è stata attribuita a saturnismo. Per i pittori si assume che l’intossicazione cronica sia dovuta al loro contatto con i colori: Goya inumidiva i pennelli con la bocca! ☞ Misure di prevenzione Il vasellame invetriato rappresenta ancora la principale fonte di piombo assunto con l’alimentazione in particolare, nei Paesi in via di sviluppo. Ciò è dovuto alla cottura del vasellame in forni che non raggiungono una temperatura sufficientemente alta per immobilizzare definitivamente il metallo al vasellame. Si consiglia di non utilizzare vasellame importato privatamente dall’estero per uso alimentare. 100 Oggetti d’uso Cosmetici Cosa sono i cosmetici L’Ordinanza sugli oggetti d’uso definisce i cosmetici come sostanze o preparati che entrano in contatto con le diverse parti superficiali del corpo umano, i denti e le mucose boccali. Il loro ruolo è quello di proteggere (crema per protezione solare), mantenere in buono stato (crema per la pelle), pulire (sapone, dentifricio, lozione detergente), profumare (profumi e deodoranti) e modificare l’aspetto (make-up, rossetto, smalto per le unghie). I cosmetici devono essere ben distinti dai medicamenti: sulla pelle sana non possono avere che un’azione locale e non possono agire in profondità. Parametri analitici usuali L’esame dell’imballaggio viene effettuato in particolare per verificare la conformità dell’etichetta nell’ambito di un controllo o di una richiesta di commercializzazione di un prodotto. L’analisi microbiologica è di scarsa rilevanza, l’unico parametro con un certo rilievo è il depistaggio di un battere, Pseudomonas aeruginosa, che se presente può essere pericoloso nel caso di un’applicazione in prossimità degli occhi. Tutte le analisi svolte presso il nostro servizio non hanno comunque mai messo in evidenza la presenza di questo patogeno oculare. Uso del prodotto Indicazione chiara dell'uso Testo pubblicitario Sono vietate allusioni terapeutiche Composizione Natura e concentrazione devono rispettare la legge. Elenco in ordine di concentrazione decrescente Produttore Importatore Distributore Ragione sociale Data e numero di lotto Oggetti d’uso 101 Giocattoli, colori e articoli di bigiotteria I giocattoli, gli articoli per pittura e disegno e quelli di bigiotteria sono considerati oggetti d’uso, per la loro caratteristica intrinseca di venire in contatto con la pelle di chi li sua. I giocattoli devono essere resistenti alla saliva nelle loro parti costitutive principali (rivestimenti, mine, fibre, crete, cere); nella loro fabbricazione l’impiego di sostanze potenzialmente pericolose per la salute è vietato. Le esigenze per la sicurezza dei giocattoli (proprietà meccaniche, infiammabilità, cessione di tossici ecc.), sono regolate da un’apposita ordinanza in conformità alla legislazione europea. Parametri analitici usuali Si effettuano principalmente test standardizzati per la cessione di diverse sostanze tossiche (tra le quali i metalli) su confezioni di articoli da disegno, quali matite colorate, pennarelli, acquerelli, crete e cere. Per i giocattoli in PVC il materiale plastico deve essere prodotto con plastificanti ammessi a concentrazioni inferiore al loro livello di tossicità. La cessione di nichelio da anelli, orecchini, armature di occhiali, collane, piercings, oggetti contenenti questo elemento, che secondo la loro destinazione restano a stretto contatto con le mucose, la pelle, i capelli od i peli, può provocare reazioni allergiche su persone sensibili. Allergie da nichelio negli articoli da bigiotteria Il nichelio è responsabile della più diffusa dermatite da contatto che in Europa interessa il 15% della popolazione femminile e circa il 7% di quella maschile. I sintomi dell’allergia vanno dal semplice arrossamento, al prurito, ad eczemi di gravità variabile. Test colorimetrici per l’analisi qualitativa del nichelio possono essere effettuati direttamente sull’oggetto d’uso. Il piercing La pratica del piercing è diventata popolare negli ultimi dieci anni, specialmente fra i giovani. Seppure relativamente limitato, il rischio potenziale per la salute è essenzialmente legato al problema delle infezioni che possono intervenire in seguito alla perforazione della cute. La reazione più comune al piercing è comunque l’allergia da contatto ai gioielli inseriti. Infiammazioni e infezioni che persistono sono comuni se il monile è applicato in zone di frizione con gli abiti, come l’ombelico. 102 Etichette e menu 103 Parte introduttiva Introduzione da parte delle autorità, Compiti del Laboratorio, Storia del Laboratorio Rischio Rischio, Punti critici, Tossinfezioni, Principi di tossicologia, Valori di tolleranza e limite, Inganno e frodi, Principio di precauzione, Pregiudizi alimentari Contaminazioni Contaminanti biologici, Componenti tossici, Contaminanti ambientali, Contaminanti agrochimici, Medicamenti veterinari, Contaminanti fisici, Cessioni, Infestazione da parassiti e roditori Controllo della sicurezza alimentare La cucina di casa propria, Autocontrollo, Controllo ufficiale, Consumatori Composizione e conservazione Composizione, Conservazione, Additivi Analisi Esame organolettico, Analisi chimica, Analisi microbiologica Alcuni alimenti Acqua potabile, Vino, Formaggi, Funghi, Miele, Carne e pesce, Alimenti speciali, Alimenti transgenici, Prodotti BIO Oggetti d’uso Vasellame, Contenitori in plastica, Cosmetici, Giocattoli Etichette e menu Etichette alimentari, Menu Stabilimenti balneari Spiagge, Piscine Ambienti abitativi Radon, Contaminanti indoor Veleni Classi di tossicità, Etichette di veleni 104 Etichette e menu 105 Etichette alimentari 1 Denominazione specifica Descrive l’alimento secondo i termini definiti dall’Ordinanza sulle derrate alimentari 2 Denominazione di fantasia Scelta liberamente dal produttore 3 Composizione Lista degli ingredienti e degli additivi in ordine di peso decrescente. Un additivo va indicato con il nome della categoria e il suo nome specifico o con il suo numero E 4 Slogan pubblicitario Indicazione libera che comunque non deve indurre in errore il consumatore 5 Data di consumo Data fino alla quale il produttore garantisce la qualità del prodotto 6 Informazioni riguardo il valore nutritivo Sono obbligatorie solo se si fà allusione a proprietà nutrizionali particolari (vitamine, ricche in proteine, privi di glutine, ecc.) 7 Identificazione della ditta responsabile, ragione sociale Indirizzo per eventuali reclami e nazione di produzione 8 Immagini di frutti Immagini di frutti che non hanno un rapporto con la composizione del prodotto sono vietate 9 Indicazione del peso netto 10 Identificazione della partita 106 Etichette e menu Menu Un controllo della conformità della lista delle vivande e delle bevande è effettuata nel corso delle ispezioni. La lista delle vivande offerte nel ristorante è da leggere con attenzione in quanto può contenere possibili inganni o omettere dichiarazioni obbligatorie. Esempio di inganni nascosti in un menù legalmente ineccepibile Ristorante Elvezia Menù "Le Regioni" Prodotta con carne argentina Carne secca dei Grigioni Prodotto industriale prelavato e tagliato Insalata fresca del paese Trota da allevamento, congelata Metà della carne è di maiale (35%vitello + 35% maiale) Prodotto industriale in scatola Trota nostrana Salsiccia sangallese di vitello (Kalbsbratwurst) Rösti bernesi Formaggi italiani, lucernesi e francesi (nell'ordine) Piatto di formaggi tipici: Robiola, Raclette, Gruyère Vacherin industriale ricoperto (dal cuoco) con vermicelles in tubetto e panna montata in bomboletta Vacherin du patron aux vermicelles - crème chantilly Nocino italiano Vino del veneto Ratafià dal Paesan Nel prezzo sono compresi 2 dl di vino Merlot Stabilimenti balneari 107 Parte introduttiva Introduzione da parte delle autorità, Compiti del Laboratorio, Storia del Laboratorio Rischio Rischio, Punti critici, Tossinfezioni, Principi di tossicologia, Valori di tolleranza e limite, Inganno e frodi, Principio di precauzione, Pregiudizi alimentari Contaminazioni Contaminanti biologici, Componenti tossici, Contaminanti ambientali, Contaminanti agrochimici, Medicamenti veterinari, Contaminanti fisici, Cessioni, Infestazione da parassiti e roditori Controllo della sicurezza alimentare La cucina di casa propria, Autocontrollo, Controllo ufficiale, Consumatori Composizione e conservazione Composizione, Conservazione, Additivi Analisi Esame organolettico, Analisi chimica, Analisi microbiologica Alcuni alimenti Acqua potabile, Vino, Formaggi, Funghi, Miele, Carne e pesce, Alimenti speciali, Alimenti transgenici, Prodotti BIO Oggetti d’uso Vasellame, Contenitori in plastica, Cosmetici, Giocattoli Etichette e menu Etichette alimentari, Menu Stabilimenti balneari Spiagge, Piscine Ambienti abitativi Radon, Contaminanti indoor Veleni Classi di tossicità, Etichette di veleni 108 Stabilimenti balneari 109 Spiagge La lunga vicenda della balneabilità dei laghi ticinesi ha avuto inizio nel 1971 con l’emissione da parte dell’autorità cantonale di un divieto generalizzato di balneazione per il golfo di Lugano e altri stabilimenti dello stesso lago, ciò quale misura preventiva di ordine sanitario. La messa in funzione degli impianti di depurazione di Bioggio e di Mendrisio ha comportato negli anni successivi la revoca di quasi tutti i divieti. I provvedimenti erano basati sui criteri poco restrittivi di allora e su metodiche di campionamento scarsamente rappresentative. Nel 1988 il Dipartimento delle opere sociali (oggi Dipartimento della sanità e della socialità) procedette all’adozione di una nuova normativa, conforme a quanto in vigore nella Comunità economica europea e più severa rispetto al passato. L’applicazione del nuovo regolamento, affidata al Laboratorio cantonale, portò all’emissione di nuovi divieti. Questi divieti, malgrado il disappunto manifestato dalle cerchie interessate, hanno avuto un effetto decisivo sulla completazione delle opere di risanamento. Dal 1995 tutti gli stabilimenti balneari soddisfano le norme igieniche in materia. Il Laboratorio esegue regolarmente campagne per valutare la balneabilità in 87 stabilimenti distribuiti sui laghi principali (sui fiumi non vi sono stabilimenti balneari): 49 sul Verbano e 37 sul Ceresio. La contaminazione fecale nei laghi I batteri di origine fecale servono da indicatori di balneabilità per i laghi: un’acqua balneabile deve contenere meno di 100 batteri fecali in 100 ml. Le seguenti immagini esemplificano l’effetto dei risanamenti intrapresi nell’ultimo ventennio sui laghi ticinesi: l’eliminazione degli scarichi a lago e l’introduzione della IV fase (microfiltrazione) nei depuratori. Effetti dei risanamenti 110 Stabilimenti balneari La dermatite da cercarie dei bagnanti Descrizione del caso Una coppia si reca a fare il bagno su una spiaggia del Ceresio, dopo una nuotata i due si sdraiano al sole. Il marito dopo mezz’ora nota sulla pelle delle braccia e delle gambe dei puntini rossi che gli causano prurito. Nel giro di 2 ore il prurito aumenta e i puntini rossi si allargano diventando vere e proprie papule. Viene subito consultato un dermatologo che diagnostica una dermatite da cercarie (ingl. “swimmer’s itch”). Dopo una settimana caratterizzata da continuo prurito per il paziente, la dermatite (infiammazione della pelle) guarisce. L’acqua di lago e l’agente infettivo La casistica è conosciuta da tempo alle nostre latitudini (per un approfondimento vedi Tribuna medica ticinese no 57, 1992), casi sporadici sono registrati senza regolarità specifica nel corso della stagione calda fra i bagnanti del lago (specialmente del Ceresio). L’agente infettivo è un parassita microscopico appartenente alla famiglia dei trematodi (vermi piatti): Trichobilharzia szidati. Il parassita svolge il suo ciclo vitale, composto da diversi stadi di sviluppo in due ospiti: la lumaca acquatica (Radix ovata, ospite intermedio) e l’anatra selvatica (ospite definitivo). Occasionalmente il parassita tenta di penetrare la pelle di mammiferi che incontra nell’ambiente acquatico, incluso l’ignaro bagnante. Dopo essere penetrato nello strato superficiale della pelle, il parassita muore e causa una vera e propria reazione allergica accompagnata da prurito. La patologia si risolve comunque nel giro di circa una settimana. Casistica locale Segnalazioni sporadiche durante la stagione calda. Esposizione dell'essere umano alle cercarie Le cercarie penetrano la pelle di uccelli acquatici e migrano nei vasi sanguigni dove completano il loro ciclo Le uova sono liberate nell'acqua con le feci Cercarie (0.6 mm) Il parassita si sviluppa in un mollusco (ospite intermediario), dal quale libera le cercarie ☞ Schiusura delle uova, liberazione dei miracidi Misure di prevenzione Si consiglia di farsi rapidamente una doccia dopo essersi bagnati nell’acqua di lago e di rivolgersi ad uno specialista all’apparizione dei primi sintomi (la somministrazione di antistaminici può alleviare il prurito). Stabilimenti balneari 111 Piscine Per tutti gli stabilimenti balneari (istituti pubblici, piscine di alberghi e condomini) la garanzia della balneabilità fa parte del sistema di autocontrollo e rappresenta un obbligo di legge per il gestore della piscina. Fra le problematiche principali riscontrate nelle piscine ricordiamo: • concentrazione di cloro in eccesso rispetto al limite indicato dalle norme SIA 385/1 Problemi: irritazione delle mucose • concentrazione di cloro inferiore al limite indicato dalle norme SIA 385/1 Problemi: potenziale rischio microbiologico, l’acqua non è adeguatamente disinfettata • micosi ai piedi Precauzione: sciacquare i piedi con il liquido appositamente messo a disposizione nelle piscine pubbliche • acantameba, un parassita che (raramente) può provocare infezioni oculari per portatori di lenti a contatto. Unica precauzione: effettuare regolarmente la pulizia delle lenti attenendosi alle indicazioni del fabbricante (questo indipendentemente da ogni attività balneare) L’utilizzo di prodotti a base di cloro (acqua di Javel) e acidi per il processo di disinfezione delle piscine sottostà alla legge sui veleni. Le due sostanze devono essere stoccate adeguatamente e separatamente, il contatto accidentale delle due sostanze provoca una violenta reazione chimica accompagnata dallo sviluppo di gas tossico. ☞ Quando fate il bagno in una piscina pubblica esigete l’affissione dei certificati analitici. Per la piscina familiare rivolgetevi a specialisti del settore. 112 Ambienti abitativi 113 Parte introduttiva Introduzione da parte delle autorità, Compiti del Laboratorio, Storia del Laboratorio Rischio Rischio, Punti critici, Tossinfezioni, Principi di tossicologia, Valori di tolleranza e limite, Inganno e frodi, Principio di precauzione, Pregiudizi alimentari Contaminazioni Contaminanti biologici, Componenti tossici, Contaminanti ambientali, Contaminanti agrochimici, Medicamenti veterinari, Contaminanti fisici, Cessioni, Infestazione da parassiti e roditori Controllo della sicurezza alimentare La cucina di casa propria, Autocontrollo, Controllo ufficiale, Consumatori Composizione e conservazione Composizione, Conservazione, Additivi Analisi Esame organolettico, Analisi chimica, Analisi microbiologica Alcuni alimenti Acqua potabile, Vino, Formaggi, Funghi, Miele, Carne e pesce, Alimenti speciali, Alimenti transgenici, Prodotti BIO Oggetti d’uso Vasellame, Contenitori in plastica, Cosmetici, Giocattoli Etichette e menu Etichette alimentari, Menu Stabilimenti balneari Spiagge, Piscine Ambienti abitativi Radon, Contaminanti indoor Veleni Classi di tossicità, Etichette di veleni 114 Ambienti abitativi 115 Radon Cos’è e da dove viene Il radon è un gas radioattivo di origine naturale proveniente dal sottosuolo che si può infiltrare e accumulare nelle abitazioni quando le condizioni strutturali dell’abitazione e geologiche del sottosuolo lo permettono. Pericolo Alte concentrazioni di radon possono provocare gravi danni alla salute: in Svizzera il radon, inalato con la respirazione, è al secondo posto dopo il fumo tra le cause di cancro ai polmoni. Una casa differisce dall’altra. Come misurare il radon Il radon lo conosci se lo misuri: in modo semplice ed economico mediante la posa di dosimetri (piccole scatolette in materiale plastico) durante tre mesi invernali. Nel caso di superamento del valore limite occorre procedere ad un risanamento dell’abitazione. Semplici accorgimenti come la sigillatura dei possibili punti di penetrazione del radon possono essere eseguiti anche da soli. Lavori di risanamento più impegnativi devono essere eseguita da specialisti. 116 Ambienti abitativi Aree ad elevata concentrazione di radon Aree a concentrazione normale di radon Aree a concentrazione di radon sconosciuta Distribuzione sul territorio svizzero Già dal 1992 ci si è occupati del problema del radon organizzando delle campagne volte alla ricerca delle aree ad elevata concentrazione di tale gas come stabilito dall’Ordinanza federale sulla radioprotezione del 22 giugno 1994: il Ticino è risultato essere un’area ad elevata concentrazione di radon (vedi cartina dell’UFSP, 1999). 2% 11% Abitazioni < 400 Bq/m3 Abitazioni comprese fra 400 e 1'000 Bq/m3 Abitazioni > 1'000 Bq/m3 87% Distribuzione sul territorio ticinese A tutt’oggi sono state effettuate oltre 5'000 misure in altrettante abitazioni del Cantone. Da questi dati si evince che buona parte delle case controllate (87%) presentano una concentrazione di radon inferiore al valore operativo di 400 Bq/m3 mentre circa il 2% supera il valore limite di 1'000 Bq/m3 (per gli uffici 3'000 Bq/m3). Per valore operativo si intende la concentrazione auspicabile, mentre il valore limite determina la soglia per interventi prescrittivi di risanamento. ☞ Per le case nuove fare riferimento alla specifica guida tecnica per progettisti (Ufficio tecnico comunale) per prevenire il problema. Per le case vecchie misurare il radon per verificarne l’eventuale presenza. La misurazione va sempre fatta nei locali abitativi, se possibile al piano terreno. Per ulteriori informazioni: www.ch-radon.ch Ambienti abitativi 117 Contaminanti “indoor” L’uomo moderno si sofferma per oltre l’80% del suo tempo in locali chiusi. L’atmosfera artificiale di questi locali può condizionare lo star bene e la capacità di concentrazione. Mal di testa, vertigini, stanchezza, insonnia, bruciore agli occhi e alla gola e reazioni allergiche sono sintomi associati alla cosiddetta “Sickbuilding Syndrome”. Oltre a sostanze chimiche come la formaldeide, solventi e biocidi, anche l’umidità dell’aria, la luce, il livello dei rumori e i cattivi odori ricoprono un ruolo importante in questa sintomatologia. Il clima degli spazi interni influisce inoltre sul diffondersi di acari della polvere, di muffe e di batteri. Muffe e acari sono i responsabili principali di reazioni allergiche. Molti di questi inconvenienti sono dovuti all’applicazione non corretta di misure per il risparmio energetico, in particolare le isolazioni termiche a tenuta stagna. In assenza di ricambio d’aria queste misure promuovono un peggioramento della salubrità degli interni. Anche la presenza del gas incolore e inodore radon rappresenta un potenziale pericolo per gli abitanti (vedi capitolo specifico). Cause della "Sickbuilding Syndrome" fattori fisici fattori psicologici fattori chimici fattori strutturali fattori biologici 118 Ambienti abitativi Direttive per un clima abitativo sano Il clima abitativo è condizionato principalmente da questi 3 fattori: • temperatura • umidità dell’aria • qualità dell’aria Un esempio di come i valori di temperatura, umidità e concentrazione di anidride carbonica possono variare nell’arco della giornata. I valori compresi nella fascia gialla sono da considerarsi normali Temperatura °C 30 28 26 24 22 20 18 Umidità relativa % 70 0.30 Anidride carbonica % 60 0.20 50 40 0.10 30 0:00 4:00 8:00 12:00 16:00 20:00 24:00 20 0:00 4:00 8:00 12:00 16:00 20:00 24:00 0.00 0:00 4:00 8:00 12:00 16:00 20:00 24:00 Di seguito sono elencati i valori e i provvedimenti da prendere per mantenere un clima abitativo sano. Questi valori si basano principalmente su studi dell’ETH di Zurigo. Temperatura ambientale • nel soggiorno 20-21°C • nella camera da letto 15-18 °C • per lavori domestici (dipende dalle attività) 17-20 °C Umidità dell’aria L’umidità relativa deve trovarsi tra il 40 e il 60%. Valori inferiori al 30%, come ad esempio in locali riscaldati senza umidificatore, portano ad un’irritazione delle mucose e ad una predisposizione alle malattie influenzali. Con valori superiori al 60% possono svilupparsi le muffe. Qualità dell’aria Una regolare ventilazione è necessaria per un conveniente apporto di ossigeno e per l’eliminazione dell’anidride carbonica di provenienza umana. Una buona regola: aprire le finestre 3 volte al giorno per 3-5 minuti. Si consigliano i seguenti provvedimenti in caso di consumo di tabacco: • fumare possibilmente solo all’aperto • arieggiare almeno 6 volte al giorno per 3-5 minuti, se il consumo di tabacco avviene in un interno Un’altra fonte di contaminanti è l’utilizzo di prodotti contenenti solventi, ad esempio per l’hobby, la pulizia e per lavori di pittura. È raccomandabile una buona aerazione durante e dopo tali lavori. Una camera da letto tinteggiata di fresco con colori ai solventi non deve essere usata per almeno 3 giorni. ☞ Un contaminante diffuso nell’aria di interni è il fumo di tabacco, per il quale l’effetto cancerogeno sull’uomo è documentato scientificamente. L’incidenza di questo contaminante negli ambienti abitativi fa del fumo la causa principale del cancro ai polmoni. La concentrazione di contaminanti nel fumo di tabacco è così alta che altre fonti di contaminazione, come ad esempio tappeti, tavole di legno truciolato, colori e vernici, odori corporei ecc., diventano in confronto irrilevanti. Ambienti abitativi 119 Intossicazione da monossido di carbonio Descrizione del caso Una famiglia valmaggese si rivolge ad un medico descrivendo una sintomatologia che coinvolge tutti i membri, specialmente i due bambini di 8 e 10 anni: sonnolenza, cefalea, nausea e vertigini. I sintomi si erano già presentati l’anno prima durante l’inverno, erano però spariti con l’avvento della stagione calda. Dopo gli accertamenti di routine il medico fa intervenire il Laboratorio cantonale per effettuare delle misurazioni nell’abitazione. L’agente tossicologico Le misurazioni nell’abitazione danno rapidamente un riscontro positivo: presenza di monossido di carbonio. Si tratta di un gas inodore, incolore e tossico per l’organismo a causa della sua proprietà di inibire il trasporto di ossigeno nel sangue da parte dell’emoglobina. Si forma in tutti i processi di combustione incompleta (che avvengono cioè in carenza di ossigeno o aria), situazione che si verifica in diversa misura nei motori degli autoveicoli e negli impianti di riscaldamento. Ad alte concentrazioni il monossido di carbonio può causare confusione mentale e perdita di coscienza che porta l’intossicato alla cosiddetta “morte rosa” per asfissia. Causa dell’intossicazione La causa dell’intossicazione è stata individuata in una pigna malfunzionante. Dalla camera di combustione fuoriusciva infatti un quantitativo importante del gas tossico che si arricchiva nell’abitazione insufficientemente arieggiata. L’episodio si è verificato dopo il risanamento dell’edificio in un’ottica di risparmio energetico. L’eliminazione degli “spifferi” associati ai serramenti ha avuto come effetto l’aumento della concentrazione indoor dell’agente tossico. Casistica locale Le cause più comuni di questo tipo di intossicazione accidentale sono gli impianti di riscaldamento difettosi e i camini e le stufe a legna posti in locali non sufficientemente ventilati. Questo spiega l’aumento dei casi, comunque limitati, di intossicazione acuta nei mesi invernali. ☞ Misure di prevenzione A titolo preventivo si consiglia di far verificare da uno specialista: • l’accurato funzionamento degli impianti di riscaldamento • il rispetto delle norme di sicurezza • il sistema di areazione e del tiraggio dei camini • L’areazione dei locali abitativi (almeno 3 volte al giorno per 3-5 minuti) permette di prevenire anche l’accumulo di altri contaminanti indoor e di migliorare la salubrità dell’aria 120 Veleni 121 Parte introduttiva Introduzione da parte delle autorità, Compiti del Laboratorio, Storia del Laboratorio Rischio Rischio, Punti critici, Tossinfezioni, Principi di tossicologia, Valori di tolleranza e limite, Inganno e frodi, Principio di precauzione, Pregiudizi alimentari Contaminazioni Contaminanti biologici, Componenti tossici, Contaminanti ambientali, Contaminanti agrochimici, Medicamenti veterinari, Contaminanti fisici, Cessioni, Infestazione da parassiti e roditori Controllo della sicurezza alimentare La cucina di casa propria, Autocontrollo, Controllo ufficiale, Consumatori Composizione e conservazione Composizione, Conservazione, Additivi Analisi Esame organolettico, Analisi chimica, Analisi microbiologica Alcuni alimenti Acqua potabile, Vino, Formaggi, Funghi, Miele, Carne e pesce, Alimenti speciali, Alimenti transgenici, Prodotti BIO Oggetti d’uso Vasellame, Contenitori in plastica, Cosmetici, Giocattoli Etichette e menu Etichette alimentari, Menu Stabilimenti balneari Spiagge, Piscine Ambienti abitativi Radon, Contaminanti indoor Veleni Classi di tossicità, Etichette di veleni 122 Veleni 123 Veleni Enunciato di Philip Theophrastus Bombast von Hohenheim, detto Paracelso (1493-1541) “Was ist das nit gifft ist, alle ding sind gifft, und nichts ohn gifft. Allein die Dosis macht, dass ein ding kein gifft ist. … As ein Exempel: ein jetliche speiss und ein jetlich getränk, so es über sein dosin eingenommen wirdt, so ist es gifft” “O che mai dunque è veneno? Tutto è veneno, e nulla è di veneno al tutto privo. La dosa, solum, fa tale cosa o talaltra non venenifera. Ad esempio: pietanza e bevanda, se assunte con dosa smodata, tutte fanno veneno.” Traduzione F. Pusterla Facendo riferimento al principio di Paracelso, secondo il quale è la dose che fa il veleno (dosis facit venenum), la classificazione dei veleni secondo la legislazione svizzera si fonda su 5 classi di tossicità, basate sulla dose di sostanza che provoca la morte di metà delle cavie (DL50) alle quali è stata somministrata. Contrariamente a quanto riferito in merito ai contaminati chimici, si parla qui di tossicità acuta. Valori DL50 e particolarità per le 5 classi di veleni Classe veleni 1 Classe veleni 2 Classe veleni 3 Classe veleni 4 Classe veleni 5 <5 5-50 50-500 500-2000 2000-5000 nero Classi di tossicità 1 e 2 Fascia nera con scritta bianca «Veleno» e simbolo del teschio. Acquistabile solo contro una cedola di veleno. Veleni particolarmente pericolosi e sostanze molto corrosive. Per acquistare questi veleni occorre una cedola di veleno che si può ottenere solo dall’autorità competente (Chimico cantonale, Laboratorio cantonale, Cancelleria communale). mg/kg mg/kg mg/kg mg/kg mg/kg rosso giallo Classi di tossicità 3. Fascia gialla. Acquistabile solo contro ricevuta scritta. Classi di tossicità 4. Fascia rossa. Classe di tossicità 5. Fascia rossa. Veleni e corrosivi. Per ottenere questi prodotti l’acquirente deve firmare una ricevuta se-condo la quale si impegna a osservare le misure di precauzione prescritte. Prodotti tossici meno pericolosi il cui acquisto non è limitato, ma che devono essere rimessi solo da personale con formazione adatta, in grado di consigliare l’acquirente. Prodotti poco tossici, in parte acquistabili anche in Servisol. 124 Veleni Etichette svizzere ed europee La legislazione svizzera in materia di veleni è in fase di revisione; in un futuro non lontano sarà sostituita con tutta probabilità da quella europea. La differenza sostanziale nell’etichettatura di prodotti velenosi è illustrata di seguito. Esempio di etichetta secondo il diritto svizzero: STURALAV elimina ingorghi e depositi Fabbricante: Waterloo Sagl Via Bernasconi CH- 6900 Lugano Misure di protezione: Portare gli occhiali di protezione. Non usare il prodotto con la ventosa. Eventuale contatto con la pelle o gli occhi lavare abbondantemente con acqua. Eventualmente consultare un medico. Richiudere bene la scatola e conservare fuori dalla portata dei bambini. Vorsichtsmassnahmen: Schutzbrille tragen. Kein Saugnapf benützen. Bei Haut oder Augenkontakt sofort mit viel Wasser abspülen. Eventuell Arzt konsultieren. Dose immer gut verschliessen und für Kinder unerreichbar aufbewahren. Classe veleni 2 BAG T 17000 Molto corrosivo. Non ingerire. Evitare il contatto con la pelle e gli occhi. Veleno Oltre il 95% di soda caustica V LA RA U ST Esempio di etichetta secondo il diritto europeo: STURALAV elimina ingorghi e depositi Fabbricante: Waterloo Sagl Via Bernasconi CH- 6900 Lugano contiene SODA CAUSTICA non usare il prodotto con la ventosa! R35 Provoca gravi ustioni S2-26 Conservare fuori dalla portata dei bambini. In caso di contatto con gli occhi, lavare immediatamente e abbondantemente con acqua e consultare il medico. R35 Verursacht schwere Verätzungen. S2-26 Darf nicht in die Hände von Kindern gelangen. Bei Berührung mit den Augen sofort gründlich mit Wasser abspülen und Arzt konsultieren. ☞ • Leggere sempre le modalità d’uso dei prodotti tossici. • I veleni acquistati nel commercio al minuto come prodotti accessibili al pubblico devono essere ripresi gratuitamente dal fornitore o da un centro pubblico di raccolta. Veleni 125 Siete in grado di scovare i veleni nascosti nella vostra abitazione? Sono al sicuro dalla portata dei bambini? Sono conservati in recipienti appropriati? Il 23% dei casi di avvelenamento sono causati da prodotti domestici e il 37% da medicinali. Delle persone coinvolte il 38% ha meno di 5 anni (Centro svizzero di informazione tossicologica, 2001) Lavanderia, cucina, bagno, garage Garage Garage, cantina Spazi esterni Garage Farmacia di casa Cucina, garage Garage, giardino ☞ • • • • • • • • Acidi vari nei prodotti per la pulizia Ammoniaca Prodotti al cloro per la disinfezione delle piscine Freon negli impianti di raffreddamento Benzina e olii lubrificanti Medicine Gas Prodotti per il giardinaggio Nel caso di avvelenamenti accidentali e/o volontari può essere contattato il Centro svizzero di informazione tossicologica, attivo 24 ore su 24 al numero telefonico: 145 Tel. 145 126 Veleni Veleni conservati nelle bottiglie per bevande Le vittime dell’assurda abitudine di conservare liquidi velenosi dentro bottiglie d’acqua sono rari, ma spesso hanno esito fatale. Ad essere colpiti sono spesso ignari bambini che si dissetano bevendo dalla prima bottiglia a portata di mano e identificata come bevanda. Gli adulti non sono però al riparo da questi incidenti, come documentato nella notizia di cronaca qui riprodotta (estratto da Corriere della Sera, 29.7.2002). ☞ Utilizzare recipienti destinati all’uso alimentare per conservare dei veleni è vietato dalla Legge. Veleni 127 I collaboratori del Laboratorio nella vecchia sede di Lugano, 2002 Direzione e amministrazione Ispettori Équipe analisi chimiche Équipe analisi microbiologiche Équipe analisi speciali Impaginazione: Laser - Fondazione Diamante - Lugano Repubblica e Cantone Ticino Dipartimento della sanità e della socialità Divisione della salute pubblica