DELLA PROVINCIA DI TRENTO
ANNO XI - N. 3 - III TRIMESTRE 2013
POSTE ITALIANE SPA - SPEDIZIONE IN A.P. D.L. 353/2003
(CONV. IN L. 27.02.2004 N. 46) ART. 1, COMMA 1 - DCB TRENTO
AUT. TRIB. TRENTO N. 1161 DEL 12.02.2003 - PER. TRIM. LE
DIFESA
ASSICURATIVA
AGRICOLA
AGEVOLATA 2013
CONVEGNO
“LA GESTIONE DEI RISCHI:
STRUMENTO DI CRESCITA
E COMPETITIVITA’”
LIQUIDAZIONE DANNI
VALORI ASSICURATI 2013
RECORD STORICO
DI VALORI ASSICURATI
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Periodico del Consorzio
Difesa Produttori Agricoli
Co.Di.Pr.A.
ANNO XI - N. 3
Da Marzo a Giugno aperto anche il sabato dalle ore 8.00 alle 12.00
Co.Di.Pr.A. periodico dell’Associazione
Esercente l’impresa giornalistica: Agriduemila s.r.l. - Via Giusti, 40 - 38122 TN
Direttore responsabile: Piero Flor
Direttore editoriale: Andrea Berti
Consulente editoriale: Francesca Negri
Redazione e Segreteria: Via Giusti, 40 - 38122 Trento - tel. 0461/915908, fax 0461/915893
Progetto grafico e impaginazione: Curcu & Genovese Associati S.r.l.
Stampa: Tipolitografia Alcione - Gardolo (Trento)
PRODOTTI PER AGRICOLTURA,
UTENSILERIA, BRICOLAGE,
GIARDINAGGIO E... FAI DA TE!
L’editore ha ricercato con ogni mezzo i titolari dei diritti fotografici senza riuscire a reperirli.
Ovviamente a piena disposizione per assolvere a quanto dovuto nei loro confronti.
In questo numero
Certificati assicurativi 2013.......................................................................pag. 4
Consorzio di coriassicurazione ISMEA
visita ispettiva in provincia di Trento................................................pag. 6
Co.Di.Pr.A. in Assemblea...............................................................................pag. 8
I rischi agricoli e gli strumenti di gestione....................................pag. 10
Il nuovo clima.........................................................................................................pag. 12
Il valore delle previsioni meteo, progetto
a supporto delle aziende agricole........................................................pag. 14
La gestione dei rischi per un agricoltura forte
e competitiva..........................................................................................................pag. 15
L’evoluzione delle assicurazioni agricole
agevolate e lo sviluppo di strumenti innovativi......................pag. 18
L’evoluzione del sistema assicurativo...............................................pag. 20
Innovazione sulle pluri e multirischio..............................................pag. 22
Tavola rotonda :
“L’agricoltura oggi: strategie per la competitività”..............pag. 24
Mauro Serra Bellini: Co.Di.Pr.A. sempre in prima linea.....................pag. 25
Mauro Fezzi: La fondazione Mach e il settore
dell’agro-meteorologia........................................................................................pag. 26
Luciano Pilati: I fondi di mutualità come opportunità.....................pag. 27
Giorgio Gaiardelli: Parola d’ordine, contenere i costi........................pag. 28
Tiziano Mellarini: In Trentino un’agricoltura piena di valori.........pag. 29
Situazione agronomica principali colture provinciali........pag. 30
Principali norme contrattuali...................................................................pag. 34
Modalità per la rilevazione del danno..............................................pag. 39
Record storico provinciale di aziende, valori e
quintali assicurati...............................................................................................pag. 50
Emporio Verde - Sede legale Via 4 novembre, 133 - 38016 Mezzocorona (TN)
Tel.: +39 0461 602641 - Fax: +39 0461 609980
Sito web: www.emporio-verde.it - E-mail: [email protected]
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Certificati
assicurativi
2013
tiamo ultimando l’informatizzazione dei certificati
assicurativi campagna 2013. Come più volte
comunicato agli associati la normativa prevede che
ci debba essere assoluta congruità fra i dati inseriti
nei certificati e quelli ufficiali dei Fascicoli Aziendali.
Al fine dell’ottenimento del contributo, Co.Di.Pr.A. è
tenuto ad effettuare lo scarico delle informazioni nel
sistema informatico del Ministero che provvede al
controllo di congruità. Ogni anomalia determina una
riduzione di contributo pubblico che gli Organismi
pagatori liquidano agli agricoltori.
Al fine di facilitare la predisposizione dei certificati
e di evitare l’utilizzo di dati non congrui rispetto
a quelli ufficiali Co.Di.Pr.A., ad inizio anno, ha
elaborato i dati dei catastini frutticoli e pubblicato
sul sito del Consorzio il documento “certificato di
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assicurazione precompilato”. Di tale servizio è stata
data informazione agli intermediari e comunicato a
tutti gli associati nelle assemblee e a mezzo opuscolo
informativo “Co.Di.Pr.A.” n. 2 del 2013. L’accesso ai
dati, pur protetto da password e nome utente, era
possibile a tutti i soci utilizzando il proprio numero
socio Co.Di.Pr.A. ed il relativo codice fiscale.
In fase di informatizzazione dei certificati abbiamo
riscontrato che non tutti i soci hanno utilizzato
tale servizio ed hanno compilato i certificati
indicando dati non congrui con quelli del Fascicolo
Aziendale. Onde evitare la perdita, anche parziale,
del contributo pubblico Co.Di.Pr.A. ha modificato
manualmente i dati dei certificati e richiederà la
riemissione di quelli che saranno estratti a campione
per il controllo. Questo ha determinato un enorme
ed inutile lavoro e di conseguenza un costo che,
come accettato e sottoscritto dagli agricoltori nella
dichiarazione allegata ai certificati di assicurazione,
verrà applicato esclusivamente agli agricoltori che
hanno comportato tale inutile onere.
Siamo ancora una volta a sottolineare che è
indispensabile un impegno da parte di tutti, al fine di
evitare inutili problematiche che comportano perdite
di tempo e costi addizionali alla struttura, e quindi a
carico degli agricoltori, dovute semplicemente alla
superficialità ed alla scarsa disponibilità a cambiare
comportamenti abitudinari.
Probabilmente l’attribuzione di tali costi
esclusivamente agli agricoltori che ne sono stati la
causa, oltre che essere un’ imputazione corretta e
che non penalizza gli agricoltori attenti e disciplinati,
potrà essere di stimolo per il futuro anche a quelli
meno attenti e disponibili nei confronti del sistema.
Dobbiamo essere coscienti del fatto che la completa
informatizzazione dei dati delle nostre aziende
agricole tramite i Fascicoli Aziendali, comporta
enormi vantaggi di programmazione per un utilizzo
efficiente ed efficace delle risorse pubbliche ed un
livello di controllo dei dati da parte del pubblico
sempre più approfondito, anche per la prossima
campagna partendo dai dati dei catastini frutticoli
(quelli che vengono aggiornati dalle cooperative) e
dei Fascicoli Aziendali predisporremo il modello del
certificato assicurativo che metteremo a disposizione
dei soci. Tali documenti saranno scaricabili dal sito
del Consorzio e tutti i soci sono invitati ad utilizzarli.
Questo comporta notevoli risparmi ed una maggior
efficienza nella gestione del contributo pubblico.
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L
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Consorzio di
coriassicurazione ismea
visita ispettiva in
provincia di Trento
o scorso 26 e 27 giugno 2013 gli ispettori:
●● Foschi Filippo (GROUPAMA);
●● Gasperetti Giovanni (ITAS);
●● Gozzo Elio (REALE MUTUA);
●● Pasini Fiorenzo (UNIPOL);
●● Pirazzini Massimo (FATA);
●● Rossi Isaia (ARA 1857);
●● Toschi Aurelio (AGS);
●● Zanin Diego (CATTOLICA);
●● Follador Giovanni (FATA) ed i tecnici di ISMEA
dott. Almoto Alessio e dott. Crociani Massimiliano;
hanno effettuato una visita ispettiva per verificare lo
stato delle produzioni agricole della nostra Provincia.
In riferimento alla garanzia eccesso di pioggia si è
riscontrato il superamento del parametro previsto
dalle condizioni di polizza con riguardo ai seguenti
periodi:
●● 19-21 aprile 2013 (80 mm, ridotti a 56 mm, nelle
72 ore);
●● 26 aprile-3 maggio 2013 (eccedenza di piogge
per oltre il 50% la media del periodo).
Tale situazione pluviometrica trova riscontro nella
quasi totalità dell’areale di coltivazione mele e ciliege
del Trentino.
Per quanto riguarda la fase fenologica delle varietà di
mele nell’epoca la situazione era la seguente:
●● Val d’Adige piena fioritura 21 aprile;
●● Media Val di Non 500 mt s.l.m. piena fioritura 28
aprile;
●● Alta Val di Non 750 mt s.l.m. piena fioritura 5
maggio.
Il sopraluogo ha interessato una ventina di aziende
agricole nei Comuni di Pergine, Taio, Tuenno, Trento,
ed altri.
La Commissione dopo attente valutazioni ha
concordato le seguenti considerazioni finali:
Eccesso di pioggia
La Commissione ha sottolineato, in base alle visite
effettuate nel territorio dai singoli componenti,
che generalmente non si riscontrano mancanze
di produzioni imputabili direttamente all’eccesso
di pioggia nelle varietà Golden Delicious, Fuji, Gala
e Renetta del Canada. Una ridotta produzione
è riscontrabile ad oggi invece in qualche caso
particolare in riferimento alla varietà Red Delicious
limitatamente ad alcune partite. Si è reso necessario
un monitoraggio attento di tutto il territorio del
Trentino da effettuarsi nel corso della campagna
attraverso visite preventive sulle aziende sinistrate o
localizzate nelle aree produttive più significative.
Sbalzo termico
La Commissione ha riscontrato che ad oggi tale
avversità non si è verificata secondo quanto previsto
dalle Condizioni di Assicurazione e non si ritiene
inoltre possa considerarsi la causa dei problemi
produttivi.
Ticchiolatura
La Commissione ha riscontrato che sull’intero
areale Trentino è presente con molta variabilità tale
avversità fungina ancora oggi in evoluzione. Nel
caso di successivi eventi in garanzia, il problema che
si pone è l’individuazione e la considerazione del
prodotto mercuriale ai fini della liquidazione.
7
L
Co.Di.Pr.A. in Assemblea
La gestione dei rischi: strumenti di crescita e competitività
o scorso 19 aprile presso la Cantina Rotari di
Mezzocorona si è svolta l’annuale assemblea
generale di Co.Di.Pr.A. avente ad oggetto “la gestione
dei rischi: strumento di crescita e competitività”.
Sono intervenuti oltre al Presidente Giorgio Gaiardelli,
il Tenente Colonello dell’Aeronautica Militare
dott. Guido Guidi, il Fisico Meteorologo di
Meteotrentino dott. Andrea piazza, l’Avvocato Paola
Grossi – Presidente gruppo Gestione dei Rischi Agricoli
Copa – Cogeca e responsabile legislativo Coldiretti
Roma –, il dott. Giovanni Razeto di Ismea – Consorzio
di Coriassicurazione –, il dott. Lugi Avagliano –
Rappresentante Ania e Direttore Fata assicurazione danni.
Pierangelo Giovanetti, direttore del quotidiano
l’Adige, ha introdotto i lavori presentando gli
argomenti oggetto di approfondimento. Il convegno
si inserisce all’interno di un dibattito fondamentale
per gli agricoltori, quello della gestione dei rischi
e della difesa del reddito delle imprese agricole.
Quesito al quale i relatori hanno cercato di
rispondere spiegando le diverse problematiche
e soluzioni da intraprendere, soffermandosi
principalmente su tre aspetti: l’utilità delle previsioni
meteo, l’opportunità delle assicurazione e dei fondi
di mutualità e le prospettive/obiettivi della nuova
Politica Agricola Comune.
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G
I rischi agricoli e gli
strumenti di gestione
di Giorgio Gairadelli Presidente Co.Di.Pr.A.
iorgio Gaiardelli ha introdotto i lavori affermando che
la gestione dei rischi diventerà una misura prioritaria
della nuova PAC 2020. Questo è per certi aspetti un
ritorno a concetti del passato che, nel momento
in cui è stato definito il concetto di imprenditore
agricolo nel Codice Civile, hanno comportato
l’esigenza riconosciuta di una tutela particolare
perché soggetto a un rischio produttivo ulteriore
rispetto a quelli classici di ogni attività produttiva.
Un ritorno al passato nelle motivazioni degli aiuti
alle imprese agricole, in un contesto in cui il reddito
è sempre più condizionato dalle manifestazioni
calamitose e dalla fluttuazione dei prezzi. Le
teorie economiche limitate al contesto locale
che funzionavano fino a qualche anno fa e che
descrivevano una compensazione in termini di
maggior valore del prodotto a fronte di minor
produzione, sono oggi soggette a nuovi fattori quali
la globalizzazione, l’interconnettività dei mercati
mondiali e le frequenti speculazioni finanziarie.
I rischi produttivi per l’agricoltura possono essere
sintetizzati in:
●● atmosferici, cioè di alta frequenza, ma di basso
impatto territoriale;
●● catastrofali con bassa frequenza ma di alto
impatto territoriale;
●● di volatilità dei prezzi, a causa delle ferree regole
del mercato mondiale.
Tutto questo, se non difeso con gli opportuni mezzi
porta alla riduzione, se non addirittura alla totale
perdita del reddito degli agricoltori.
Co.Di.Pr.A., con l’appoggio dell’Ente Pubblico
Provinciale, al quale va il plauso dell’ intera comunità
agricola, si qualifica nel migliore dei modi per quanto
riguarda la difesa passiva per i danni provocati dai
rischi climatici:
●● con la stipula di polizze assicurative collettive
all’avanguardia del mercato assicurativo;
●● con la costituzione di fondi mutualistici per la
copertura di particolari situazioni di rischio;
●● sperimentando anche soluzioni assicurative
innovative per la volatilità dei prezzi.
La mutualità è il fondamento costitutivo della
cooperazione. Strumento per raggiungere,
uniti, obiettivi che è più difficile raggiungere
individualmente.
La solidarietà persegue l’ulteriore finalità di ampliare
i benefici mutualistici affinché il valore di tali
benefici non si tramuti in privilegio di gruppo, di
cui usufruiscano in maniera esclusiva i soci di un
organismo.
In questa fase di riforma bisogna avere il coraggio
di mettersi in gioco, prima di tutto come
organizzazione, nel tentativo di rinnovare il settore
e di adattare le soluzioni ai nuovi criteri e obiettivi
comunitari.
Co.Di.Pr.A. è convinto delle potenzialità degli
strumenti mutualistici purché vi sia fra tutti
i partecipanti, singoli ed enti associativi, un
comune impegno basato sui principi di solidarietà,
trasparenza e responsabilità sociale.
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I
Il nuovo clima
di Guido Guidi Tenente Colonnello dell’Aeronautica Militare
n relazione alle dinamiche del clima, quello degli
eventi estremi è un argomento cogente. C’è la
percezione che le dinamiche atmosferiche e
meteorologiche siano soggette ad una mutazione
che abbia un impatto sugli eventi più intensi e che
questi abbiano un impatto diretto sulle attività
produttive.
La curva dell’evoluzione delle temperature medie
globali nel corso degli ultimi 150 anni
(vedi grafico 1) registra un aumento consistente,
sebbene caratterizzato da alcune oscillazioni.
Affiancando alla curva di evoluzione della
temperatura la curva che rappresenta il numero
dei punti di oscillazione, notiamo che i punti di
osservazione sono diminuiti in modo drastico. A
causa dello sviluppo economico e della modifica
geopolitica, è stata stravolta la rete di rilevazione.
Questa diminuzione provoca un impatto sulla
qualità/quantità delle informazioni che disponiamo,
infatti il numero delle stazioni extra urbane è
diminuito e questo provoca il rischio di perdita delle
stazioni che hanno una qualità elevata dal punto di
vista della rappresentatività del sistema. Con maggior
dettaglio vengono invece misurate le stazioni in
cui viviamo, ma non rappresentano la totalità del
territorio, ne una corretta distribuzione.
Il riscaldamento globale riguarda soprattutto
l’emisfero settentrionale che è quello con maggiore
densità di popolazione urbana ed ha il maggior
numero di stazioni di osservazione. Infatti la
latitudine dell’emisfero nord è in aumento, quella dei
tropici e dell’ emisfero sud sono
più o meno costanti.
Contestualizzando questo
in termini di forcing si
scopre che la tendenza
delle temperature medie
superficiali del pianeta è
andata verso la direzione
di stasi o diminuzione,
anche in presenza di
aumento di anidride
carbonica.
Le classi degli eventi
intensi si classificano in:
●● ad elevato gradiente termico, come temporali,
grandine, cicloni tropicali, tornado, trombe d’aria;
●● a scala sinottica o continentale, come ondate
di calore, ondate di freddo, siccità prolungate e
alluvioni su vasta scale.
CIMO (Commission for Instruments and Methods of
Observation) riporta che i danni da eventi estremi
sono in aumento. Al tempo stesso la perdita di vite
umane è in diminuzione; questo vuol dire che c’è
una tendenza all’aumento della resilienza, cioè la
capacità di un ecosistema di tornare all’equilibrio
dopo una perturbazione. Lo stato dell’arte e della
conoscenza scientifica sulla tendenza di questi eventi
ad elevato gradiente ribadiscono che il trend, sia
esso negativo sia esso positivo, non è identificabile
e che i danneggiamenti e i rimborsi assicurativi
sono in aumento. Normalizzando questi dati, cioè
attualizzandoli dal punto di vista dell’inflazione e
dall’aumento delle cose oggettive che possono
subire danni, si scopre che non c’è alcuna differenza
rispetto al passato e che l’effetto è dovuto
esclusivamente allo sviluppo antropico del territorio
e non all’aggravarsi delle avversità atmosferiche.
Per quanto riguarda tornado e uragani, anche questi
hanno un trend neutro, non c’è tendenza di aumento
di gravità di questi eventi.
Se ci spostiamo sulla scala sinottica – continentale
troviamo un trend disomogeneo, infatti, ad esempio,
le ondate di calore sono in diminuzione in America
ma sono in aumento in Europa. Costante è invece il
trend degli eventi siccitosi a scala globale.
Aon Benfield, uno dei migliori broker riassicurativi
del mondo, ha pubblicato un record in cui ha messo
in relazione il PIL e le perdite subite dagli assicurati.
Possiamo notare che anche questo caso non sembra
rappresentare nessun trend, considerato inoltre
che ci sono dei potenziali errori sistematici come la
variabilità dei volumi assicurati dei prezzi.
Munich Re invece ha dimostrato che a livello globale
i danni subiti da eventi atmosferici in relazione al PIL
sono in diminuzione. Il che significa che il PIL è in
aumento.
Riassumendo si può dire che dai dati relativi ai
danni non si possono confermare modifiche alle
dinamiche degli eventi estremi e se, diversamente da
quanto attualmente è possibile osservare, gli eventi
intensi sono in aumento, la variabile riscontrabile
chiaramente sta nell’aumento della resilienza che è
fortemente collegata con la crescita. In conclusione,
le osservazioni non confermano mutamenti che
vadano nella direzione di un aumento dell’intensità
e frequenza degli eventi estremi, le proiezioni non
sono attualmente in linea con le osservazioni e la
copertura dai rischi è un tema sempre più cogente, a
prescindere da cambiamenti del sistema con il quale
è da sempre inevitabile il confronto.
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Il valore delle previsioni
meteo, progetto
a supporto
delle aziende agricole
di Andrea Piazza MeteoTrentino
orse in molti non lo sanno, ma ci sono diversi tipi di
previsioni. Sono, esattamente, cinque:
●● nowcasting: previsioni a breve / brevissimo
termine (0 - 12 ore) effettuate attraverso radar,
satelliti, stazioni meteo, modelli atmosferici…;
●● medio termine: (0,5 - 5/10 giorni) effettuate
attraverso modelli matematici atmosferici;
●● mensili: da 4 a 34 giorni;
●● stagionali: da 50 a 120 giorni;
●● climatiche: da 20 a 100 anni.
Queste ultime tre tipologie di previsioni vengono
compiute mediante modelli matematici accoppiati
“atmosfera-oceani”, ma non sono completamente
attendibili.
Ci sono due modelli di previsione del meteo: quello
della persistenza che ha una attendibilità del 66%,
e quello climatico che ha un’ attendibilità del 70%.
Quest’ultimo modello è quello che viene utilizzato
per pianificare l’attività agricola.
È necessario però capire quando la previsione
è affidabile o meno. Il punto di partenza è la
probabilità del verificarsi di un determinato evento.
Questa, nella comunicazione, può essere espressa
attraverso aggettivi e/o avverbi come variabile,
prevalentemente, occasionale, sparsi, comunque
termini che non danno certezza.
Non solo il linguaggio è importante, ma anche la
rappresentazione grafica, l’immagine può aiutare a
comunicare la previsione meteo. Anche questa può
dare incertezza all’utente finale, a seconda di quanti
simboli si collocano sulla figura rappresentante
la previsione meteo, come nuvole, pioggia, sole,
neve… È facile prevedere il tempo molto bello
o molto brutto, è difficile prevedere le deboli
precipitazioni.
La decisione, relativamente ai rischi agricoli potrebbe
essere: mi assicuro o no? Contro quali rischi? Gli
aspetti da prendere in considerazione sono: da un
lato il costo dell’assicurazione e dall’altro il costo
del danno che potrei subire se non mi assicurassi.
Bisogna pertanto capire qual’ è l’equilibrio giusto fra
costi e benefici, anche in considerazione dell’aiuto
pubblico a parziale copertura dei costi.
Probabilmente in una logica di sistema organizzato
tale analisi è opportuno venga fatta dagli enti
preposti con valutazioni analitiche di sistema
e di territorio e non dai singoli agricoltori che
difficilmente possono essere nelle condizioni di farlo.
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I
La gestione
dei rischi per un
agricoltura forte
e competitiva
di Paola Grossi Presidente del gruppo Gestione dei Rischi Agricoli Copa-Cogeca
e responsabile legislativo Coldiretti Roma
l processo di riforma della PAC è iniziato da oltre un
anno e si concluderà con un accordo sullo stesso
testo raggiunto fra la Commissione che ha fatto la
proposta, il Parlamento che ha un ruolo di codecisione e il Consiglio dei Ministri degli Stati Membri.
L’UE sta approvando definitivamente il quadro
finanziario pluriennale, cioè il budget di spesa per
tutte le politiche dell’Unione. Per i prossimi 5 anni il
massimale di spesa approvato è pari a 960 miliardi
di euro, leggermente inferiore rispetto al periodo
2007/2013. La PAC prevede un budget di spesa di
373,179 miliardi di euro di cui 277,851 da destinare al
primo pilastro e 84,936 allo sviluppo rurale.
Le procedure di applicazione del quadro finanziario
pluriennale influiscono sulla PAC perché quest’ultima
è uno dei capitoli di spesa importanti del quadro.
A marzo il Parlamento ha approvato degli
emendamenti e il Consiglio dei Ministri
dell’agricoltura ha conferito mandato negoziale alla
Presidenza irlandese sulle proposte di Regolamento
della PAC per giungere all’approvazione definitiva, ci
si augura, con il Consiglio agricoltura che si terrà in
giugno a Lussemburgo.
La proposta prevede lo spostamento dello strumento
Paola Grossi
della gestione dei rischi, dal Primo al Secondo pilastro.
Con riferimento alla struttura del programma la
Commissione ha proposto l’alternativa fra un unico
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programma nazionale o una pluralità di programmi
regionali; il Parlamento ha proposto anche la
possibilità di presentare un programma nazionale per
alcune misure accanto ai diversi programmi regionali;
il Consiglio, concordando sostanzialmente con le
modifiche del Parlamento, ha inserito il richiamo alla
necessità che sia garantita la coerenza fra la strategia
nazionale e quella regionale.
Per i contributi associativi, la Commissione prevede
la possibilità di assicurare il raccolto, gli animali e le
piante per i danni da avversità climatiche, fitopatie,
epizoozie e infezioni parassitarie. Prevede inoltre
che i contributi vengano erogati singolarmente agli
agricoltori.
Il Parlamento conferma la proposta della
Commissione ma ha previsto la possibilità, grazie
ad un emendamento presentato da noi, di erogare
contributi anche a gruppi di agricoltori, come il
Consorzio di difesa, l’introduzione di indici per il
calcolo delle perdite adeguate ai singoli prodotti,
ed in casi eccezionali la possibilità di prendere in
considerazione per il calcolo della perdite solo la
produzione dell’ultimo anno.
Il Consiglio conferma la proposta della Parlamento
e ha previsto la possibilità di erogare contributi
anche per assicurare gli incidenti ambientali e i danni
provocati da animali selvatici. Ammette inoltre la
possibilità di individuare delle produzioni medie per
indici per quanto riguarda la produzione aziendale
e inoltre ha previsto un aumento al 75% della
percentuale contributiva.
Sui Fondi di mutualizzazione la Commissione ne ha
proposto l’utilizzo per indennizzare gli agricoltori
delle perdite economiche causate solo da epizoozie,
fitopatie o a seguito di un incidente ambientale; il
Parlamento ha introdotto, come da noi richiesto, la
possibilità di indennizzare anche i danni da avversità
atmosferiche e ha previsto la possibilità di integrare
i fondi mutualistici con coperture assicurative; il
Consiglio ha proposto di inserire inoltre la possibilità
di indennizzare i danni provocati da animali selvatici e
da avversità atmosferiche.
In ordine allo strumento di stabilizzazione del
reddito la Commissione ha avanzato la proposta
di indennizzare gli agricoltori che hanno subito
una consistente riduzione del reddito attraverso
contributi sugli indennizzi erogati da un fondo di
mutualità; il Parlamento ha aggiunto la possibilità di
erogare anche contributi assicurativi per le polizze
che coprono la riduzione del reddito; il Consiglio
16
ha previsto, per le spese di costituzione del fondo
contributi sui costi amministrativi decrescenti, ma
non risulta propenso ad accogliere la proposta del
Parlamento.
Misure di gestione del rischio sono presenti anche
nella proposta di regolamento sull’OCM unica, per
il settore dell’ortofrutta, dove la Commissione ha
previsto dei contributi su contratti assicurativi per
coprire i danni al raccolto e spese amministrative per
la costituzione di fondi mutualistici, con possibilità
di destinare una somma pari al massimo a 1/3
del programma operativo; il Parlamento chiede la
possibilità di contribuire anche alle perdite di mercato
e di aumentare il massimale di spesa al 40% dei
programmi operativi; il Consiglio concorda con la
proposta della Commissione.
La Commissione prevede aiuti pari ai contributi
versati dagli associati, quindi del 50% della spesa
sostenuta. Sia Parlamento che Consiglio sono
d’accordo con questa proposta.
Le misure previste per il settore del vino dalla
Commissione consistono in contributi per
assicurazioni sul raccolto, sulle avversità e sulle
fitopatie, per le spese amministrative di costituzione
di fondi mutualistici. Prevede anche contributi su
contratti collettivi. Il Parlamento integra la proposta
della Commissione e prevede contributi oltre
che su contratti singoli o collettivi anche ad OP e
Cooperative; il Consiglio aderisce alle proposte della
Commissione.
Gli aiuti previsti sono pari all’80% del costo
assicurativo per contratti con soglia e pari al 50%
per contratti senza soglia. Il Parlamento ha proposto
l’80% di contribuzione anche per controlli collettivi di
Cooperative e Op.
Le previsioni dell’OCSE e della FAO rappresentano
la necessità di soddisfare i fabbisogni alimentari per
una popolazione di 9 miliardi di persone al 2050,
che implica la necessità di un aumento medio
della produzione agricola mondiale del 70%, e nel
contempo di operare per la prevenzione, ovvero nella
mitigazione dei rischi e dell’eccessiva volatilità dei
prezzi delle materie prime agricole, che hanno un
impatto negativo sui consumatori e sugli agricoltori
in quanto ne limitano gli investimenti.
In altre parole i mercati agricoli sono caratterizzati
da un elevato grado di incertezza e di volatilità,
ma persiste l’esigenza di preservare e rafforzare
la competitività sul mercato e di aumentare il
riconoscimento del valore aggiunto dell’agricoltura e
quindi del settore primario nella filiera alimentare.
La gestione dei rischi acquista maggiore importanza
e richiede un’analisi globale di sistema per elaborare
scelte politiche ed amministrative adeguate
a renderla strumento di crescita e fattore di
competitività.
A livello di pubblici poteri ciò implica un panel di
strumenti da mettere in campo ad esempio nella
gestione delle acque, nella prevenzione dei disastri e
nelle misure sugli ammassi per esempio contemplati
dalla Politica Agricola Comune. Anche a livello
aziendale si realizzano forme di autogestione dei
rischi, con la prevenzione delle fitopatie e epizoozie,
nella gestione dei mezzi di produzione e del prodotto,
nel rispetto delle norme igieniche e di qualità,
un’opportuna gestione finanziaria e la diversificazione
delle attività aziendali.
In questo campo e particolarmente nella politica
comunitaria l’utilizzazione dei fondi di mutualità,
in passato vista con grande diffidenza dalla
Commissione, possiamo dire che rappresenta una
grande novità insistentemente richiesta in particolare
dall’Italia per ampliare le possibilità offerte alle
imprese agricole anche in modo sinergico con i
contratti assicurativi. I fondi d’altra parte permettono
la conservazione del capitale versato dagli agricoltori
partecipanti qualora non si verifichino danni e
rafforzano, attraverso le reciprocità di obblighi e
doveri, la corresponsabilità, riducendo le asimmetrie
informative. Punto di forza dei fondi mutualistici
è la coesione fra agricoltori, mentre la debolezza
principale può essere rappresentata dalla scarsità
di capitale iniziale. Per questo è utile una copertura
riassicurativa del fondo e incentivare la partecipazione
degli agricoltori attraverso contributi pubblici e/o
benefici fiscali che potrebbero essere considerati
sotto diverse forme.
In conclusione la riforma della PAC prevede un
ampia gamma di misure per sostenere le imprese
che devono far fronte ad eventi naturali, malattie
degli animali e delle piante, fenomeni derivanti dai
cambiamenti climatici o dalla volatilità dei mercati,
possiamo concludere che corrisponde largamente
alle attese dell’Italia per dare continuità ad un sistema
di incentivazioni che nel complesso ha dato risposte
positive sia sotto il profilo dell’efficacia dell’intervento
per le imprese che dell’efficienza della spesa pubblica.
17
D
L’evoluzione delle
assicurazioni agricole
agevolate e lo sviluppo
di strumenti innovativi
di Giovanni Razeto ISMEA – Consorzio di Coriassicurazione
ai dati complessivi relativi all’evoluzione del mercato
assicurativo agricolo agevolato 2011 e 2012 possiamo
notare che i certificati assicurativi e il valore assicurato
sono in aumento, mentre il premio totale è in
diminuzione. Prendendo un lasso temporale più
ampio (2005 – 2012) invece possiamo notare che il
premio totale è in aumento.
Le quote di valore assicurato per comparto relative al
2012 sono le seguenti:
●● altre colture 62%;
●● uva da vino 18%;
●● strutture aziendali 10%;
●● produzioni zootecniche 10%.
Analizzando invece l’evoluzione del mercato per
quanto riguarda la tipologia di garanzia (vedi grafico
2) possiamo osservare che il mercato ha avuto un
notevole mutamento; Infatti nel 2003 era orientato
quasi esclusivamente verso la copertura del solo
rischio grandine; via via la percentuale di polizze
monorischio grandine si è ridotta, infatti nell’anno
2012 la garanzia pluririschio è stata la più diffusa ed
utilizzata. Da notare è il fatto che il Piano Assicurativo
Agricolo Nazionale a partire da quest’ anno (2013) ha
Dati e novità
ncio
per fare un bila ni
ma
e pensare a do
18
eliminato la possibilità
di agevolazione della
tipologia di garanzia
monorischio grandine,
questo per cercare di
Giovanni Razeto
andare incontro alle
reali esigenze delle
aziende agricole cercando di incentivare tipologie di
polizza più ampie.
È stata fatta una distinzione delle avversità
atmosferiche in base alla frequenza e all’intensità di
danno:
●● avversità non catastrofali: grandine-vento-pioggia;
●● avversità catastrofali: alluvione-gelo-siccità.
I primi sono eventi di frequenza elevata ma sporadica,
i secondi hanno frequenza minore ma con intensità
ed espansione molto elevata che potenzialmente
provocano danni per intere economie agricole di un’
area estesa.
Gli interventi per la modernizzazione della gestione
del rischio in agricoltura sono:
●● razionalizzazione delle agevolazioni pubbliche
sui premi assicurativi per la promozione di
polizze innovative mediante la riforma del piano
assicurativo;
●● adeguamento delle modalità di intervento
del fondo di riassicurazione al nuovo scenario
assicurativo mediante la riforma del piano
riassicurativo;
●● avvio dei fondi di mutualità e creazione di sinergie
con il sistema assicurativo già esistente;
●● introduzione di strumenti in grado di stabilizzare il
reddito complessivo delle imprese agricole.
Le principali novità del Piano Assicurativo Agricolo
Nazionale 2013 sono:
●● Introduzione progressiva delle nuove norme, con
parziale applicazione nella campagna agevolata
2013 e completa applicazione a partire dalla
campagna agevolata 2014; ●● Agevolazioni solo per contratti innovativi
(pluririschio e multirischio); ●● Modulazione delle percentuali contributive
massime sul premio per tipologia di polizza
(pluririschio e multirischio) e numero di eventi
avversi coperti (pluririschio con solo due eventi e
pluririschio con almeno tre eventi);
●● Classificazione degli eventi avversi agevolabili in
due distinte categorie (avversità catastrofali e altre
avversità);
●● Modifica della metodologia di calcolo dei
parametri contributivi: utilizzo delle statistiche
triennali dei costi assicurativi medi delle polizze
pluririschio e multirischio; contributo pieno sui
premi assicurativi degli assicurati non presenti
nel database delle polizze agevolate degli ultimi
cinque anni;
●● Aggiornamento delle produzioni assicurabili;
●● Scomposizione della garanzia “gelo e brina” in due
differenti garanzie;
●● Aggiornamento della definizione di polizza
multirischio finalizzata ad una maggiore
conformità a quanto stabilito dai regolamenti
comunitari in materia;
●● Individuazione delle quantità unitarie massime
assicurabili per prodotto da parte delle Regioni,
in conformità a quanto stabilito dai
regolamenti comunitari in materia;
●● Aggiornamento delle garanzie agevolabili delle
produzioni zootecniche.
Le novità riguardanti il piano riassicurativo
agricolo 2013 invece sono l’ampliamento delle polizze
assicurative ammesse alla riassicurazione agevolata
e l’aggiornamento delle forme di riassicurazione
ammesse al fine di poter impiegare le tecniche
riassicurative presenti sui mercati internazionali.
Nell’ambito della revisione della PAC post 2013 la
Commissione attribuisce ai meccanismi di gestione
del rischio un ruolo centrale. I fattori in grado di
ottimizzare l’impiego delle risorse disponibili sono:
●● l’evoluzione delle assicurazioni a copertura delle
calamità naturali e avversità atmosferiche;
●● la gestione ex ante dei fondi di mutualità così
come già fatto con il ricorso alle assicurazioni
private;
●● la messa a sistema di tutti gli strumenti atti alla
gestione del rischio coinvolgendo soggetti
pubblici e privati.
Grafico 2
19
È
L’evoluzione del sistema
assicurativo
Luigi Avagliano
di Luigi Avagliano Rappresentante ANIA e direttore centrale FATA Assicurazioni Danni
una questione urgente riorganizzare un sistema
complesso e articolato come quello delle
assicurazioni in campo agricolo, oggi comprende
circa 85.000 aziende agricole associate ai consorzi
di difesa; in Trentino quasi la totalità delle aziende
agricole è associata al consorzio, ma nel resto d’Italia
la percentuale è di gran lunga inferiore.
Dal punto di vista delle Compagnie di assicurazione,
in prospettiva e con riguardo alla nuova PAC, i temi
da tenere in considerazione sono:
●● semplificazione anche per ottimizzare l’impiego
dei dati e per risparmiare tempo e risorse;
●● articolazione dell’offerta spostandosi verso
una copertura completa del rischio a sostegno
dell’agricoltore, infatti l’UE si sta orientando
verso un concetto di copertura del rischio totale,
attraverso la garanzia multirischio;
●● compartecipazione fra tutte le parti in causa,
Ente Pubblico, Consorzi di difesa, Compagnie di
assicurazione e agricoltori.
Le principali novità introdotte dalla PAC sono
l’ampliamento degli strumenti e il finanziamento
nell’ambito del 2° pilastro. La Politica Agricola
ha principalmente due obiettivi: la gestione del
rischio e la stabilizzazione del reddito, che possono
essere conseguiti mediante strumenti diversi come
l’assicurazione e i fondi mutualistici. Anche questi
ultimi sono considerati uno strumento utile per
permettere agli agricoltori o a gruppi di agricoltori
di gestire i propri rischi e di beneficiare di indennizzi,
anche per evitare situazioni di perdite
economiche catastrofiche.
Gli strumenti della gestione del rischio nella PAC
2014-2020 sono innovativi ed ambiziosi e pongono
nuove sfide a cui il sistema assicurativo in agricoltura
dovrà saper rispondere efficientemente.
Dobbiamo quindi essere pronti ad operare assieme
orientandoci verso una copertura del rischio
completa, anche in visione delle innovazioni della
Politica Agricola Comune del 2014 a cui il sistema
assicurativo dovrà saper rispondere efficacemente.
Responsabilmente il nostro imperativo categorico
dovrà essere piena collaborazione, ognuno per il
proprio ruolo, nello sviluppo di prodotti coerenti
con le esigenze delle imprese agricole, equilibrati e
sostenibili in un’ ottica di medio – lungo periodo per
dare sicurezza e continuità all’intero settore.
cola
La politica agri i:
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20
21
Q
Innovazione sulle
pluri e multirischio
di Albano Agabiti Presidente Asnacodi
uest’ anno ci troviamo davanti ad un piano assicurativo
molto innovativo rispetto al passato. Il mercato si è
innovato, c’è stata una significativa evoluzione delle polizze
pluririschio e delle multirischio.
Avvicinandoci alla nuova PAC 2020 la tipologia di polizza
che si avvicina di più al quadro finanziario previsto è la
tipologia multirischio. Questa tipologia di polizza offre
a costi competitivi una copertura assicurativa completa
contro tutte le manifestazioni calamitose e beneficia, già da
quest’anno, dell’aliquota massima contributiva pari all’80%.
Un’ulteriore novità riguardante il 2013 è il diverso livello
contributivo stabilito dal Ministero dell’Agricoltura con il
Decreto “Piano Assicurativo Agricolo Nazionale 2013”, dove
si prevede che la pluririschio con due avversità (la vecchia
grandine e vento) abbia un’ aliquota contributiva pari al
65% e la pluririschio con minimo tre eventi al 75%.
Il legislatore comunitario conferma l’esigenza di tutela del
reddito delle imprese contro i rischi di mercato e contro
le calamità; la polizza multirischio è l’unica tipologia di
polizza che copre l’insieme dei rischi derivanti da avversità
e calamità. Da ciò deriva una forte spinta innovativa a cui i
consorzi di difesa devono tendere.
Il successo del sistema dipende anche dalla capacità
di adeguamento alle esigenze di mercato e dalla
forza contrattuale generata dalla coesione all’interno
delle strutture di riferimento. A tal proposito stiamo
organizzando Asnacodi, mettendo sul territorio delle
potenzialità nuove, aiutando e preparando le strutture
territoriali verso questa nuova tipologia di polizza
multirischio. Non solo assistenza ma anche dare voce ai
fondi mutualistici come completamento della copertura
assicurativa tradizionale anche per evitare le polizze
aggiuntive diverse da quelle agevolate, che non sempre
rispecchiano la normativa esistente.
Per fare questo è necessario un sistema informatico di
trasferimento dati fra Consorzi di difesa, Compagnie
d’assicurazione e Ministero che sia meno complicato. A tal
fine Asnacodi ha migrato su un portale su web l’applicativo
Georgicon.
Portare a sistema tutto il territorio significa mettere tutti i
Condifesa nella condizione di acquisire le strumentazioni
operative necessarie a garantire servizi di qualità,
competitivi ed efficienti. Significa inoltre allargare la base
assicurativa. Oggi la concentrazione di assicurazioni è
prevalentemente al nord. Infatti circa il 75% dei valori
assicurati sono ricompresi fra Emilia Romagna, Veneto,
Lombardia e Trentino Alto Adige. Se la base assicurativa
non si allarga anche nel resto della nazione il sistema
potrebbe implodere.
Dobbiamo dare ai Consorzi di difesa una
logica diversa da quella che è stata fatta fino ad oggi,
dobbiamo affrontare le innovazioni del 2014 con
determinazione e portare a termine gli obiettivi prefissati,
bisogna mettersi in gioco prima di tutto come sistema, nel
tentativo di rinnovare il settore e di trovare nuovi vantaggi
competitivi. Ciò sarà possibile se i Condifesa, per primi,
accetteranno il confronto con il cambiamento e faranno
proprie le nuove esigenze delle imprese associate.
Trento è sempre stato un modello virtuoso, un
esempio per tutti sono i Condifesa nella sviluppo
di soluzioni innovative. Coraggio, responsabilità
e capacità sono stati i comuni denominatori
nell’operatività quotidiana. Sono certo che ancora
una volta, questa provincia saprà cogliere appieno le
opportunità offerte della nuova PAC.
Albano Agabiti
logia di polizza
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22
23
I
Tavola rotonda:
“l’agricoltura oggi:
strategie per la
competitività”
l direttore del giornale l’Adige Pierangelo Giovanetti
ha introdotto i lavori facendo un breve riassunto degli
argomenti trattati nella prima parte dell’assemblea
Co.Di.Pr.A. e spiegando che quanto è stato detto è la
descrizione con visione nazionale ed europea di quanto
sta avvenendo nel mondo delle imprese agricole e di
in particolare della gestione del rischio. La seconda
parte dell’assemblea ha quindi cercato di spiegare cosa
si debba fare e come si possa operare anche a livello
territoriale.
Mauro Serra Bellini
Dirigente Responsabile MIPAAF ufficio COSVIR VII
gestione crisi in agricoltura – fondo solidarietà
nazionale:
Co.Di.Pr.A. sempre in prima linea
“Co.Di.Pr.A. è sicuramente in grado di cogliere le
opportunità offerte dalla nuova PAC ed ha sempre
promosso un progressivo e costante cambiamento
riuscendo a sviluppare le soluzioni di gestione del
rischio; ma ciò non è sufficiente, dobbiamo porci
l’obiettivo di respiro nazionale che tutti i consorzi di
difesa sappiano cogliere queste opportunità.
In visione della programmazione pluriennale
dovremmo stendere il piano agricolo nazionale
introducendo tutte le novità comunitarie. Uno degli
obiettivi del Piano Assicurativo Agricolo Nazionale è
l’allargamento delle coperture assicurative anche per
un maggior sviluppo su tutto il territorio nazionale.
Questo significa maggiore integrazione cioè
dare maggiore efficacia all’intervento pubblico,
condizione che permette di giustificare i
finanziamenti. A tal proposito dovremmo attivarci
per inserire l’art.19 delle strutture nel programma
nazionale.
L’obiettivo deve essere la semplificazione e
l’accorciamento dei tempi; questo è già stato fatto
per l’Ocm vino. Quest’ultimo infatti ha un ottimo
appeal sui contribuenti perché la compilazione della
domanda e la regolazione del contributo sono veloci,
tanto è vero che i contributi pubblici sono incassati
dagli agricoltori entro l’anno di competenza
della polizza. Sono convinto inoltre che i
contributi pubblici dovranno poter
essere erogati anche direttamente e
cumulativamente ai Consorzi di
difesa anziché esclusivamente e ai singoli agricoltori,
questo sarà l’unico modo per evitare burocrazia e
quindi spese a scapito degli assicurati.
Un altro obiettivo da raggiungere è la consulenza,
per coloro che già conoscono la materia, e
l’assistenza tecnica per le nuove imprese.
L’obiettivo del Ministero è far partire dal 2014 il
programma di sviluppo rurale, rimane però aperto il
programma in fase di transizione per coprire la parte
finanziaria del 2013 che con le risorse nazionali non si
riesce a coprire integralmente.”
Mauro Serra Bellini
24
25
Mauro Fezzi
Luciano Pilati
La fondazione Mach
e il settore
dell’agro-meteorologia
I fondi di mutualità
come opportunità
Direttore della Fondazione Edmund Mach:
“La Fondazione Edmund Mach è un centro di
ricerca che conduce studi nei settori di agricoltura,
alimentazione e ambiente per contribuire al
miglioramento della qualità della vita e alla crescita
sociale ed economica, opera inoltre con straordinari
risultati negli ambiti della genomica della vite e delle
piante da frutto.
La Fondazione ha al suo interno un centro di
trasferimento tecnologico, che ha la funzione di
assistere gli agricoltori nelle scelte che devono
essere fatte preventivamente per far si che il risultato
della colture sia quello che risponda alle esigenze
dell’agricoltore.
Nell’ambito dell’assistenza un ruolo importante
riveste il settore dell’agro-meteorologia. La
Fondazione gestisce sul territorio una rete di stazioni
meteorologiche che consentono di conoscere in
tempo reale la situazione nel territorio, mettendo
a disposizione degli agricoltori diversi dati come:
la temperatura dell’aria e del suolo, l’entità della
precipitazione, l’andamento del vento, l’umidità,…
Tutti questi dati sono elementi importantissimi per
impostare gli interventi preventivi e consentono la
costruzione di banche dati in grado di tracciare delle
serie storiche complete. È importante anche per il
settore delle compagnie d’assicurazione in quanto
questi dati fanno riferimento anche alla grandine.
Infatti la Fondazione gestisce anche una numerosa
rete di grellimetri che riescono a misurare l’entità,
l’energia e la frequenza dell’evento.
Questi dati sono di aiuto anche nella visione dei
processi fisiologici, che interessano le colture di
mele e uva, per quanto riguarda l’andamento della
maturazione e quindi il momento corretto della
raccolta.
Tutta l’attività di gestione delle diverse stazioni
meteorologiche è disponibile su un applicazione,
scaricabile sul proprio tablet, smartphone o
computer, che consente di vedere in tempo reale
tutte le precipitazioni delle varie stazioni.”
Mauro Fezzi
26
Docente di Economia delle Aziende Agrarie
Facoltà di Economia di Trento:
“La nuova PAC recepisce l’ ipotesi di costituzione dei
fondi mutualistici; questi per la Provincia di Trento
non sono una novità. Infatti hanno già trovato
applicazione con la copertura dei danni sotto la
soglia del 30%.
Ci sono anche ulteriori spazi per l’applicazione dei
fondi, pensiamo ai diversi rischi cui l’agricoltore è
esposto: rischio resa, prezzo e rischio ambientale
che può essere visto come danno generato o danno
subito.
Facendo riferimento agli animali selvatici, che è
un rischio esterno all’azienda, l’idea di agire nella
direzione di un fondo mutualistico per coprire il
rischio di tali danni potrebbe essere una soluzione
al problema, anche se non dobbiamo allontanarci
troppo dal concetto che l’assicurazione e i fondi
mutualistici non sono uno strumento utilizzabile
per la copertura di rischi se questi sono troppo
elevati e di frequente manifestazione: in questo
caso è necessario intervenire per ridurre i danni con
soluzioni effettive e pratiche.
La gestione del rischio dovrebbe quindi essere
utilizzabile e dare risposta a tutte le produzioni. In
alcuni casi la soluzione assicurativa probabilmente
non è quella ottimale.
In riferimento alla PAC, questa propone la parola
“greening”, cioè inverdimento, ciò significa
diversificazione delle colture, gestione del pascolo e
accentuazione della parola multifunzionalità.
Ci sono tipologie di prodotto assicurabili, ad esempio
quella del pascolo, in cui la procedura amministrativa,
ovvero l’onere a carico dell’assicurato, è superiore
al vantaggio che lo stesso ottiene stipulando la
polizza. La stessa percezione del rischio è talmente
bassa che non motiva l’agricoltore. Sono necessarie
misure che semplifichino il sistema di adesione, che
standardizzino la gestione e comportino solidarietà
tra gli agricoltori.
Quella dei fondi di mutualità è un opportunità, il
rischio è che ci siano interventi diversificati all’interno
delle diverse realtà / cooperative e che manchi la
“regia”; il punto di riferimento è sicuramente Co.Di.
Pr.A.
Ci sono tante opportunità da cogliere se Co.Di.Pr.A.
e la Provincia in collaborazione sapranno gestire
l’innovazione con una regia unitaria e con l’obiettivo
della stabilizzazione dei ricavi di medio termine.”
Luciano Pilati
27
Giorgio Gaiardelli
Tiziano Mellarini
Presidente di Co.Di.Pr.A.:
Vice Presidente Giunta Provinciale e Assessore
Provinciale all’Agricoltura, Foreste e Turismo,
Caccia e Pesca:
Parola d’ordine,
contenere i costi
“Il Trentino è una Provincia che assicura il 75%-80%
della produzione e questo è stato possibile anche
grazie all’innovazione e alla mentalità dei nostri soci,
alla fiducia che gli stessi ripongono nel Consorzio di
difesa.
Co.Di.Pr.A. già da qualche anno ha iniziato
l’esperienza dei fondi di mutualità, sperimentati
con ottimi risultati, in maniera complementare agli
In Trentino un’agricoltura
piena di valori
strumenti assicurativi, per la copertura di alcuni rischi
produttivi. Quando abbiamo deciso di attivare tali
fondi, non potevamo immaginare che potessero
divenire, in così breve tempo, attuali e centrali nel
dibattito economico nazionale ed europeo.
Ci stiamo preparando all’avvento della nuova PAC,
non dimenticando che il sistema finora utilizzato è
stato collaudato con successo. Alle nostre soluzioni
di gestione del rischio guardano con crescente
interesse sia i responsabili di livello nazionale delle
politiche agricole che altri Condifesa che hanno
percepito la validità del sistema trentino.
Dobbiamo fissarci come imperativo categorico
il contenimento dei costi con l’utilizzo di sistemi
informatici all’avanguardia e soprattutto condivisibili
ed interagenti con i vari soggetti interlocutori del
sistema e cioè le Compagnie assicuratrici e i relativi
intermediari, i periti incaricati dei rilievi, tutti i nostri
soci e gli altri attori pubblici interessati sia nazionali
che provinciali per giungere alla condivisione ed
utilizzo informatico di dati.”
.
Giorgio Gaiardelli
28
“In Trentino abbiamola massima attenzione per
il mondo agricolo e questo ci porta a compiere
azioni importanti per quanto riguarda la gestione
del rischio. Il Trentino ha dimostrato quanto sia
importante la ricerca, e i passi compiuti anticipano
le direttive che stanno arrivando dalla nuova Politica
Agricola Comune.
Gli strumenti di gestione del rischio avranno un ruolo
centrale nella PAC 2014-2020.
La Provincia di Trento ha approvato una norma
per consentire la sperimentazione dei fondi
mutualistici. Co.Di.Pr.A. ha già dato un segnale
importante verso questi strumenti di garanzia per gli
agricoltori, coerente con i nuovi obiettivi
comunitari e che porta vantaggio a
tutti gli imprenditori agricoli perché
la gestione dei rischi è e deve
essere considerata come una
sfida nella concretizzazione delle
nuove misure previste dalla PAC
per la stabilizzazione dei ricavi/
redditi aziendali, condizione
indispensabile per uno
sviluppo concreto
e un costante
progresso
dell’agricoltura.
Le aziende
agricole trentine quotidianamente operano avendo
a riferimento i valori di solidarietà e mutualità,
questo significa condividere impegni e sacrifici con
la consapevolezza che i benefici saranno notevoli e
collettivi.
La presenza di animali selvatici e ungulati su tutto
il territorio regionale sta mettendo a rischio quella
che è l’attività agricola. A tal proposito abbiamo
presentato una richiesta per poter utilizzare i fondi
del secondo pilastro e poter dare avvio ad una
polizza che possa garantire la perdita economica
derivante dai danni causati da animali selvatici e
ungulati.
Attraverso la condivisione degli obiettivi e la
collaborazione fra Co.Di.Pr.A. e Provincia
bisogna cercare di dare risposta a quelli
che sono gli obiettivi comuni e le esigenze
delle imprese agricole trentine. Siamo sulla
strada corretta e i risultati sono alla luce
del sole.”
Tiziano Mellarini
29
Situazione agronomica
principali colture
provinciali
Tabella 2
Zone Precoci
fonte F.E.M. - I.A.S.M.A.A.
MELE
I mesi di marzo, aprile e maggio 2013 sono stati
caratterizzati da un livello di pioggia cumulata
mensile praticamente doppia rispetto al livello medio
registrato nell’ultimo decennio (vedi grafico 1).
Anche le ore di bagnatura fogliare descrivono una
situazione climatica critica: 460 ore, mediamente
un giorno su tre. Questo, in combinazione con le
temperature medie, ha influito sullo sviluppo della
ticchiolatura. Una prima infezione prevalentemente
in Val d’Adige è stata riscontrata in data 27 – 30
marzo, una seconda interessante tutta la Provincia
è riscontrabile dal 19 al 23 aprile mentre dal 16 al
Grafico 1
30
28 maggio si sono registrati 190 mm di pioggia che
hanno determinato la partenza di una infezione
“secondaria”.
Nelle zone precoci il 18 aprile erano presenti
mediamente 4,3 foglie per germoglio e 6.9 foglie il
23 aprile. Quindi in soli 5 giorni di pioggia, pressoché
continua, si sono sviluppate 2,6 foglie nuove ogni
germoglio.
Dai controlli dei tecnici a fine infezioni primarie, si
evince che l’ 8% dei frutteti ha una presenza di foglie
ticchiolate pari al 10%, il 17% dei frutteti con foglie
ticchiolate al 10 – 30% e il 66% con foglie ticchiolate
superiori al 30%. La tabella 2 rappresenta per zona il
Zone Tardive
Paese
Varietà
% Getti
colpiti
% foglie
colpite
Numero medio
di macchie
Tassullo
Golden
84%
14%
2,5
Nanno
Golden
88%
16%
3,26
Tassullo
Gala
70%
11%
4,45
Segno
Golden
35%
8%
1,14
Segno
Golden
21%
3%
1,33
Mollaro
Gala
50%
13%
1,38
Mollaro
Golden
55%
12%
1,69
Tuenno
Golden
59%
9%
1,49
Pavillo
Golden106
34%
4%
1,60
Rallo
Golden
36%
6%
1,19
Pavillo
Golden
MM10
48%
6%
1,31
Pavillo
Golden
58%
8%
1,53
Tassullo
Golden
58%
7%
1,67
Rallo
Golden
72%
9%
numero di macchie e di foglie colpite.
La vigoria della pianta è stata una condizione che
ha influenzato pesantemente la diffusione della
ticchiolatura, in quanto la velocità di fogliazione ha
determinato maggiore scopertura successivamente
ai trattamenti e quindi facilità di inoculo.
Dai rilievi si evince che i frutteti equilibrati e poco
vigorosi hanno avuto una percentuale di attacco di
ticchiolatura inferiore anche del 60%.
Una delle difficoltà che hanno dovuto affrontare gli
agricoltori è stata la problematicità di intervento. Le
condizioni climatiche hanno comportato notevoli
problematiche di transitabilità dei frutteti che si sono
trasformati in pantani.
Ad inizio giugno si sono eseguiti dei controlli
su frutteti riscontrando presenza di frutti colpiti
che varia dallo 0 al 25% dei frutti in pianta.
Eccezionalmente si possono trovare dei frutteti
con danni gravissimi. Tale percentuale varia da
zona a zona, ma anche da frutteto a frutteto della
stessa azienda. Questi dati sono riferiti a piante non
diradate, quindi ad operazione di dirado ultimata,
essendo la carica mediamente buona, in pianta
vi sarà una presenza non significativa di frutteti
ticchiolati.
Dalla relazione del dott. Gastone Dallago risultano
evidenti le difficoltà che hanno determinato le
condizioni climatiche nel corso del 2013. La presenza
di ticchiolatura su foglie e/o frutti è una condizione
riscontrabile praticamente nell’intero territorio
agricolo provinciale ed è necessario affrontare questa
problematica con il massimo impegno per evitare
ulteriori sviluppi negativi.
Le realtà organizzate trentine ritengono
fondamentale condividere le modalità di gestione
del prodotto fino alla raccolta al fine di raggiungere
due obiettivi: ottenere mele conformi alla legge ed al
Disciplinare di Produzione Provinciale e con limitati
problemi di inoculo. È indispensabile eseguire al
meglio le normali pratiche culturali ed un dirado
manuale dei frutticini evitando comunque operazioni
radicali volte a tagliare ,nei frutteti più attaccati, tutti i
frutti colpiti. Questo altererebbe l’equilibrio vegetoproduttivo della pianta inutilmente. Le norme di
commercializzazione consentono di considerare
commerciale il frutto che presenta fenomeni,
macchie e difetti di ticchiolatura inferiori ad 1 cmq.
In considerazione di queste condizioni climatiche
straordinarie e della diffusione del problema
ticchiolatura, anche con riferimento alle condizioni
della polizza collettiva che prevedono la condizione
che il frutto debba essere indenne da malattie, tare
e/o difetti, ma prevede esclusivamente la possibilità
di riduzione dei quintali in rischio nel caso in cui
il prodotto commerciale sia effettivamente perso,
mentre il prezzo mercuriale è convenzionalmente
31
Figura 1 - Parametri climatici registrati nel mese di maggio a San Michele nel periodo 2000-2013
stabilito rispetto al realizzo medio del prodotto
conferito con qualifica commerciale, si è condiviso
che nel caso di grandinate, il danno medio venga
valutato avendo a riferimento le mele classificabili
come commerciali, quindi anche con presenza
di difetti derivanti dalla ticchiolatura entro i limiti
previsti dalla normativa comunitaria. Ovviamente
non sono considerabili a fini liquidativi i danni
imputabili alla ticchiolatura in quanto fitopatia e di
conseguenza espressamente esclusa dalla condizioni
di polizza. Normativamente è consentita la possibilità
di includere nelle garanzie coperte dalle polizze
anche le fitopatie. Questo però comporta una
riduzione del contributo del 50%. Tale riduzione non
è riferibile esclusivamente al costo della garanzia
fitopatia , ma all’intero costo della polizza, avversità
comprese. Quindi il costo a carico dell’agricoltore
diventa più che doppio rispetto a quello attuale, con
la conseguenza che nessuno vi aderisce. Abbiamo
negli anni scorsi sperimentato tale ipotesi con la
fitopatia peronospora (prodotto uva) e drosophila
Suzuki su ciliegie e piccoli frutti.
Le figure 1 e 2 rappresentano i parametri dei
millimetri di pioggia, ore di bagnatura e giorni
piovosi nei mesi di maggio e giugno rilevate dalla
stazione meteorologica della Fondazione Edmund
Mach nel Comune di S. Michele A/A.
Grappolo di uva colpito da botrite
UVA DA VINO
Figura 1 - Parametri climatici registrati nel mese di giugno a San Michele nel periodo 2000-2013
32
La situazione della viticoltura in Provincia di Trento
è sicuramente più confortante di quella della
frutticoltura.
Le infezione della peronospora sono avvenute nei
primi 15 giorni di maggio e sono state abbastanza
contenute grazie anche alle basse temperature della
seconda metà del mese. La piovosità media registrata
nell’ultimo decennio è di 707 mm di acqua, solo nel
mese di maggio 2013 i millimetri di acqua sono stati
260, record degli ultimi 13 anni.
In generale la situazione della peronospora non
desta preoccupazione , vi è una lieve presenza di
macchie in tutti i vigneti su 3 / 4 foglie.
La peronospora primaria ha causato, in alcuni casi,
danni anche del 5/10%, ma a parte qualche caso
eccezionale, i danni quantitativi sono limitati / nulli.
Il germogliamento è stato molto regolare con una
buona fertilità. Stiamo attenzionando il problema
“oidio” che è in aumento, favorito anche dalle
temperature. In qualche vigneto di fondovalle
particolarmente vigoroso e su cultivar tipo
marzemino e lagrain si conferma una lieve presenza
di botrite assolutamente sotto controllo.
Non si riscontrano problematiche eccezionali o
situazioni di allarme particolare.
Grappolo di uva con presenza di oidio
Grappolo di uva colpito da peronospora
33
P
Principali
norme contrattuali
RODUZIONE ORDINARIA – definizione
contrattuale prevista per tutte le tipologie di
polizza ai sensi degli Orientamenti Comunitari e
della Normativa Nazionale
●● La media della produzione ottenuta, per unità
di superficie coltivata di impianti in piena
produzione, nei tre ultimi anni precedenti, o la
produzione media triennale, calcolata sui cinque
precedenti escludendo l’anno con la produzione
più elevata e quello con la produzione più
bassa. In mancanza di dati aziendali deve essere
assunta la media stabilita con Delibera della
Giunta PAT pari a 630 q.li/ha per le mele, 106 q.li/
ha per le ciliegie, 44 g.li/ha per il mais e come da
disciplinare per l’uva da vino.
SOGLIA DI ACCESSO AL RISARCIMENTO
In applicazione delle normative comunitarie e
nazionali di settore, Reg. (CE) 19 aprile 2008 n.
479, art. 14; Reg. (CE) del 19 gennaio 2009 n. 73,
artt. 68 e 70 - e del Decreto MIPAAF 18 gennaio
2012 n. 1.324 – Piano Assicurativo Agricolo
Nazionale -, i contratti agevolati devono prevedere
obbligatoriamente l’applicazione di una soglia di
accesso al risarcimento (unica eccezione il prodotto
“Uva da Vino” in riferimento al quale, con limitazione
della percentuale massima di contributo al 50%, può
non essere applicata la soglia).
SOGLIA DI ACCESSO AL RISARCIMENTO significa
che il diritto all’indennizzo si attiva esclusivamente
quando le avversità oggetto di garanzia abbiano
provocato un danno, risarcibile a termini di polizza,
superiore al 30% calcolato sull’intera produzione
aziendale, relativa allo stesso prodotto, ubicata
nel medesimo Comune amministrativo (media
ponderale) rispetto al valore assicurato. Superato
detto livello minimo sarà applicata la franchigia
scalare contrattuale.
Per le tipologie di polizza pluririschio, la franchigia
viene applicata per partita assicurata, mentre per
34
la garanzia multirischio rese la franchigia viene
applicata per aggregato varietà - azienda - Comune.
Per “Prodotto” si intendono i prodotti agricoli elencati
all’art. 1, punto 1.1 del Piano Assicurativo Agricolo
Nazionale di cui al Decreto Ministeriale del 18
gennaio 2012, n. 1.324 e cioè: Uva da Vino, Mele, Pere,
Susine, ecc...
Per “Varietà” si intendono le tipologie colturali
elencate all’allegato 1, del Piano Assicurativo Agricolo
Nazionale di cui al Decreto Ministeriale del 18
gennaio 2012, n. 1.324 e cioè: Teroldego, Pinot grigio,
Pinot nero ecc… Golden, Red, Gala, ecc...
Mele Golden e Renetta, ad esempio, sono
da considerarsi “unico Prodotto” ma varietà
diverse.
Le produzioni insistenti in appezzamenti dotati di
impianti di difesa attiva (reti antigrandine) non
vengono computate ai fini del calcolo della soglia
quindi la media ponderale di danno aziendale verrà
calcolata disgiuntamente, in altre parole mele e mele
con impianto difesa attiva sono da considerarsi alla
stregua di due prodotti diversi, non concorrendo
congiuntamente alla determinazione della soglia
aziendale, a prescindere dall’avversità che ha
determinato il danno (compreso gelo-brina).
“PRODOTTO ILLESO” è eventualmente da considerarsi
anche quello raccolto. Di conseguenza ai fini
del calcolo della media ponderale di danno per
prodotto/azienda/Comune, il prodotto raccolto
concorrerà ponderatamente a tale calcolo.
Nel caso di danni da eventi atmosferici in corso di
raccolta, o per varietà che prevedano la raccolta in
più stacchi, es. “GALA”, viene, comunque, considerata
l’intera produzione assicurata per il calcolo della soglia
di accesso al risarcimento. Ad integrazione delle Norme
che regolano l’Assicurazione, non si applicherà la
detrazione relativa al prodotto raccolto ma si procederà
alla suddivisione della partita in due sottopartite distinte
con l’attribuzione, per ciascuna, del relativo danno
specifico e della relativa franchigia.
Si ritiene che ad ogni partita debba essere attribuita
una percentuale di danno e non venga effettuata
la consolidata prassi del “ritiro di denuncia”, salvo
ulteriori e specifiche considerazioni che possono
essere fatte dai periti.
Il “bollettino di campagna” è da compilarsi con le solite
modalità, con punteggio per partita, senza obbligo
di indicare la percentuale media di danno, inserendo,
eventualmente, la seguente dichiarazione o altre
aventi lo stesso contenuto:
“Con l’accettazione del presente bollettino l’assicurato
prende atto che il diritto all’indennizzo maturerà solo
ed esclusivamente al superamento della soglia del
30% di danno risarcibile a termini di polizza,
relativamente all’intera produzione aziendale
della specie dichiarata, anche se assicurata
con uno o più certificati, ubicata in un
medesimo Comune”.
FONDO DI MUTUALITA’
L’applicazione contrattuale della
“Soglia di accesso al risarcimento” può
determinare che, pur avendo subito
dei danni superiori al 30% in qualche
appezzamento, qualora il
danno medio
aziendale per prodotto e Comune non superi il 30%,
non abbia luogo alcun risarcimento. Al fine di evitare
tale possibilità e per cercare di riportare la situazione
risarcimenti alle condizioni ante introduzione
soglia si è deliberata la costituzione di un “Fondo
di Mutualità”, alimentato esclusivamente dai
contributi dei Soci. Questo “Fondo”, nei limiti della
sua dotazione finanziaria, concorrerà pertanto alla
liquidazione degli eventuali sinistri che risulteranno
sotto la soglia Azienda – prodotto - Comune. Nel
2013 la dotazione finanziaria complessiva del Fondo
di Mutualità si stima sia pari a circa 5,00 mil. di €uro.
Il dato definitivo della dotazione sarà possibile
calcolarlo solo a chiusura informatizzazione dati di
polizza.
La franchigia applicata alle liquidazioni dei
danni delle imprese agricole sotto soglia di
accesso ai risarcimenti e quindi a carico del
“FONDO DI MUTUALITA’ “ è quella a scalare
prevista nei vari tipi di contratti assicurativi con
il minimo di 15 punti percentuali e non 10.
La soglia deve intendersi per aggregato prodotto
e Comune dell’azienda agricola (non computano
produzioni sotto rete). Di conseguenza dovrà essere
eseguita la perizia per tutte le partite del medesimo
aggregato azienda/prodotto/Comune. Infatti anche
le partite con danno inferiore al 30% e quindi non
liquidabile, concorrono al calcolo del danno
medio lordo e quindi al superamento della
soglia.
OBBLIGHI DELL’ASSICURATO IN CASO DI
SINISTRO – DIRADO MANUALE
L’ART. 9 COMMA C) DELLE CONDIZIONI
GENERALI DI ASSICURAZIONE PREVEDE
L’OBBLIGO DI ESEGUIRE TUTTI I LAVORI DI
BUONA AGRICOLTURA RICHIESTI DALLO
STATO DELLE COLTURE. IL DIRADO MANUELE
È UNA NORMALE PRATICA AGRONOMICA
CON INDICAZIONI TECNICHE IMPARTITE DAI
TECNICI DEL CENTRO ASSISTENZA TECNICA
FONDAZIONE E. MACH. PURCHE’ NON SIANO
RISCONTRABILI ESAGERAZIONI IMMOTIVATE, IL
DANNO VERRA’ CALCOLATO SUL PRODOTTO IN
PIANTA AL MOMENTO DELLA RACCOLTA.
NON SONO SIGNIFICATIVE NE CONSIDERABILI
PIANTE CAMPIONE.
35
Esempi pratici di determinazione della soglia di accesso al risarcimento e di
applicazione della franchigia
Es. n. 2 – Azienda posta in unico Comune amministrativo ma con prodotti assicurati diversi - Polizze non Multirischio rese
Es. n. 1 – medesimo prodotto relativo alla stessa Azienda coltivato in Comuni amministrativi diversi – Polizze non Multirischio rese
Azienda Agricola Sergio Rossi
Azienda Agricola Guido Bianchi
Comune
a)
b)
Part.
1
2
3
4
5
6
7
8
Brez
c)
Varietà
d)
Valore
Assicurato
Fuji
Red oltre 350 mt
Gala
Golden oltre 350 mt
Golden oltre 350 mt
Golden oltre 350 mt
Gala
Renetta Canada
%
Danno
b)
Cloz
c)
Part.
Varietà
1
2
3
4
Fuji
Gala
Fuji
Golden oltre 350 mt
d)
1.500,00
1.410,00
1.500,00
92,00
4.502,00
32
25
23
65
Franchig.
a scalare
30,00
30,00
27,00
10,00
30,00
10,00
10,00
13,00
44,52
Specie
Risarcimento
Assicurativo
certo netto
94,00
4.278,00
147,20
817,80
637,00
Danno
Lordo
Soglia
480,00
352,50
345,00
59,80
1.237,30
27,48
c)
d)
e)
Part.
Varietà
Valore
Assicurato
%Danno
Danno
Lordo
Marzemino
Marzemino
Pinot Grigio
Merlot
Marzemino
Pinot Grigio
Pinot Grigio
3.500,00
6.000,00
2.320,00
2.400,00
2.000,00
4.640,00
1.624,00
21
22
31
18
24
31
42
22.484,00
Risarcimento
a carico del Fondo
e) : c) x
100
Soglia
735,00
1.320,00
719,20
432,00
480,00
1.438,40
682,08
5.806,68
Uva Vino FS MD cod 902
Franchig.
a scalare
30,00
30,00
29,00
30,00
30,00
29,00
15,00
25,83
Risarcimento
a carico Fondo
Mutualità
46,40
92,80
438,48
577,68
(*) Nota: nei limiti della sua dotazione finanziaria superata la quale i risarcimenti verranno riparametrati
in percentuale e con applicazione della franchigia minima del 15%
Mele B FS cod. 783
Comune
Risarcimento
a carico Fondo
Mutualità
27,00
75,00
30,00
30,00
15,00
46,00
Franchig.
a scalare
121,00
Risarcimento
a carico del Fondo
N.B.: il medesimo criterio deve essere considerato anche qualora anziché in Comuni diversi le produzioni siano
in parte coperte con impianti di difesa attiva (reti antigrandine) ed in parte no.
Nell’esempio si sono considerate situazioni con danni derivanti da fenomeni grandinigei quindi senza
l’applicazione di alcun scoperto.
N.B.: nel caso di tipologia di polizza Multirischio rese, deve essere calcolato il danno medio
ponderale per ogni aggregato varietà-Comune:
Esempio Comune Brez
Partite 3 e 7 varietà Gala danno medio (1880x32+1410x68)/(1880+1410)=47,45 (quindi si applica franchigia
10, questo comporta un maggior indennizzo rispetto al caso di copertura pluririschio pari ad euro 501,10
Partite 4, 5 e 6 varietà Golden danno medio (6.900x72+6.900x25+460x42)/(6.900+6.900+460)=47,07
(quindi si applica franchigia 10, questo comporta un maggior indennizzo rispetto al caso di copertura
pluririschio pari ad euro 1.035,00).
Nel caso di erogazioni a carico del Fondo di Mutualità per danni sotto soglia la liquidazione avrà
a riguardo il danno rilevato per ogni singola specifica partita con l’applicazione della franchigia e
degli scoperti calcolati ed applicati secondo le condizioni specifiche di ogni tipologia di polizza.
Risarcimento
a carico
della Compagnia
Arco
Specie
a)
b)
c)
d)
e)
Part.
Varietà
Valore
Assicurato
%Danno
Danno
Lordo
1
2
3
Gala
Granny Smith
Morgenduft
Golden fino
350 mt
4
(*) Nota: nei limiti della sua dotazione finanziaria superata la quale i risarcimenti verranno riparametrati
in percentuale e con applicazione della franchigia minima del 15%
36
Specie
b)
1
2
3
4
5
6
7
5.974,00
Arco
a)
e) : c)
x 100
e)
Valore
%Danno
Assicurato
Soglia
700,00
119,60
601,60
4.968,00
1.725,00
193,20
958,80
955,50
10.221,70
Comune
a)
Danno
Lordo
28
26
32
72
25
42
68
39
2.500,00
460,00
1.880,00
6.900,00
6.900,00
460,00
1.410,00
2.450,00
Comune
Mele B FS cod. 783
e) : c)
x 100
e)
22.960,00
Risarcimento
a carico
della Compagnia
Specie
Mele B FS cod. 783
e) : c) x
100
1.880,00
2.960,00
1.700,00
37
36
24
695,60
1.065,60
408,00
17,00
19,00
30,00
Risarcimento
Assicurativo
certo netto
507,60
266,40
-
4.440,00
26
1.154,40
30,00
-
10.980,00
Nell’esempio si sono considerate situazioni con danni
derivanti da fenomeni grandinigei quindi senza
applicazione di scoperto.
ISPEZIONE DEI PRODOTTI ASSICURATI
La Società ha sempre il diritto di ispezionare i
prodotti assicurati, senza che ciò crei pregiudizio
per eventuali riserve od eccezioni. L’Assicurato ha
l’obbligo di fornire tutte le indicazioni ed informazioni
occorrenti, nonché il Fascicolo Aziendale e le mappe
catastali relative alle partite assicurate.
3.323,60
Soglia
30,27
Franchig.
a scalare
774,00
ESAGERAZIONE DOLOSA DEL DANNO
Ogni atto scientemente compiuto, diretto a trarre
in inganno la Società circa la valutazione del danno
può produrre la decadenza dell’Assicurato dal diritto
all’indennizzo.
LIMITI MASSIMI DI RISARCIMENTO
In nessun caso, la Società, pagherà per uno o più
eventi garantiti importo superiore a:
●● Pluririschio Grandine e venti forti
(eventualmente colpo di sole) – 90% del
37
T
risultato della produzione per partita assicurata al
netto della franchigia contrattuale.
●● Pluririschio Grandine, venti forti,
gelo, brina e sbalzo termico – Grandine,
venti forti, eccesso di pioggia – Grandine,
venti forti, gelo, brina, sbalzo termico,
eccesso di pioggia - 80% del risultato
della produzione per partita assicurata al netto
della franchigia contrattuale, tale limite di
indennizzo viene ridotto al 70% del risultato
della produzione per prodotto e partita
assicurata qualora il danno prevalente sia
imputabile a gelo brina.
●● Multirischio rese - 70% del risultato della
produzione per prodotto insistente nel medesimo
Comune, al netto della franchigia contrattuale.
FRANCHIGIA - SCOPERTO
Superato il livello minimo di soglia di accesso
al risarcimento calcolato sull’intera produzione
aziendale, per prodotto, ubicato nel medesimo
Comune amministrativo sarà applicata la franchigia
contrattuale come segue;
38
Per il prodotto “Uva Nord”, esclusivamente per la
garanzia grandine e venti forti, non si applica
la soglia di accesso al risarcimento e la franchigia
applicata è fissa pari al 10 punti percentuali.
La maggiorazione per danno di qualità è quella
convenzionale prevista nella tabella qualità “502”. Tale
opzione gode di un contributo pubblico limitato pari
al 50% della spesa ammessa.
Qualora il prodotto assicurato sia stato
danneggiato esclusivamente o prevalentemente
dagli eventi gelo e/o brina e/o colpo di sole e/o
siccità e/o venti sciroccali e/o sbalzo termico
e per danni risarcibili a termini del Contratto
assicurativo, verrà applicato uno scoperto al
danno pari al 20%. Per prevalente sono da
intendersi i casi in cui i danni da gelo, brina
e/o colpo di sole e/o siccità e/o venti sciroccali
e/o sbalzo termico siano maggiori al danno da
grandine e venti forti.
(es: danno complessivo 90% di cui 50% imputabile
a gelo e 40% a grandine, la liquidazione sarà da
determinare nel seguente modo: 90 – 10 fr. – 16
scoperto = 64%).
DANNO
31
32
33
34
35
36
37
38
39
40
41 e
superiori
FRANCHIGIA
29
27
25
23
21
19
17
15
13
11
10
Modalità per la
rilevazione del danno
utte le polizze a più rischi (sia multirischio rese
che pluririschio) prevedono la considerazione e la
quantificazione di un danno complessivo imputabile
all’insieme delle avversità poste in garanzia.
Il danno complessivo è determinato dalla
sommatoria della percentuale relativa al danno
quantitativo, cioè la perdita di prodotto patito, e dalla
percentuale, da determinarsi sul prodotto residuo
ancora in pianta, relativa al danno qualitativo.
Franchigia e massimo indennizzo sono riferibili al
danno complessivo a prescindere dalla/e avversità
che ne è/sono stata/e la/e causa/e.
Il danno deve essere rilevato in imminenza della
raccolta/vendemmia in riscontro delle effettive
perdite di produzione. Al fine di una verifica sulla
congruità delle liquidazioni il Ministero delle Politiche
Agricole, Alimentari e Forestali ha emanato un
Decreto che prevede il controllo delle valutazioni e
di eventuale comparazione con altre banche dati
comprovanti l’effettiva produzione ottenuta. Nel
Il danno comp
lessivo è determ
in
dalla sommato
ria della perce ato
ntuale relativa
al danno quan
titativo e dalla
percentuale
relativa al dan
no qualitativo
39
DETERMINAZIONE DELLA PERDITA QUALITATIVA
SUBITA DAL PRODOTTO ASSICURATO
1. FRUTTA
Dopo aver accertato il danno di quantità, il
danno di qualità verrà calcolato sul prodotto
residuo, in base alle seguenti classificazioni
e relativi coefficienti (vista anche la norma di
commercializzazione definita con Regolamento
dalla Commissione della Comunità Europea):
“TABELLA C“ - QUALITA’ FRUTTA
Foglia con presenza di ticchiolatura
Mela non commerciale per difetti da ticchiolatura
medio periodo l’obiettivo è inoltre addirittura quello
della georeferenziazione delle rilevazioni con invio
telematico e in diretta delle risultanze di perizia.
Qualora la quantità del prodotto ottenibile e
presente in campo, sia almeno pari a quella ordinaria
assicurata non è considerabile alcuna perdita
quantitativa; a prescindere da eventuali piante con
minor produzione rispetto al normale o con una
distribuzione non omogenea di prodotto. In tal caso
verranno valutati esclusivamente gli eventuali danni
qualitativi.
PROCEDURA
●● Verifica dell’effettiva potenzialità produttiva
rispetto alla quantità assicurata con effettivo
confronto dei valori e quintali assicurati con
quanto risultante dagli estratti conto conferimenti
storici (fatture e bolle per non soci di cooperativa);
●● Stima produzione presente (considerando
eventualmente anche la frutta ticchiolata con
difetti inferiori ai limiti di tollerabilità previsti dalle
norme di commercializzazione (Reg. C.E. 85/2004).
Sono tollerati difetti da ticchiolatura (venturia
inaequalis) fino ad 1 cmq di superficie del frutto;
●● Stima eventuale produzione persa per cause
diverse da quelle oggetto di garanzia;
●● Per differenza si determina la percentuale relativa
al danno quantitativo;
●● Valutazione delle implicazioni qualitative su
prodotto residuo presente in pianta;
●● Applicazione della soglia, franchigia e massimo
indennizzo;
N.B.: La normativa di settore prevede l’obbligo di
assicurare la produzione ordinaria (vedi definizione
“produzione ordinaria”).
40
BOLLETTINO DI CAMPAGNA
●● Nel bollettino di campagna, atto contrattuale
che riporta le risultanze di perizia, il perito dovrà
esporre sia il danno quantità che, in colonna
separata, il danno di qualità;
●● Il perito potrà indicare nelle note o in specifici
campi, qualora vi siano più avversità che
concorrono al danno, le percentuali indicative di
incidenza per ogni avversità;
●● Per tutti i tipi di polizza si dovrà indicare nel
bollettino il danno per partita assicurata.
EPOCA DI RILEVAZIONE DEL DANNO
In considerazione dello stadio di maturazione del
prodotto nelle diverse aree verranno indicate le date
di inizio raccolta di ogni varietà e di conseguenza
concordata e definita la finestra temporale per
macroaree di effettuazione delle perizie.
Classe
di danno
Descrizione
% danno
Qualità
a)
I frutti di questa classe di danno devono essere di qualità superiore (categoria
extra) o buona (categoria Ia). Devono presentare la forma, il calibro e la colorazione
tipici della varietà.
Fanno parte anche i frutti che, a seguito degli eventi atmosferici coperti da
garanzia, presentano un lieve difetto di forma, un lieve difetto di sviluppo, un lieve
difetto di colorazione, lievi difetti alla buccia (epicarpo) non superiori a:
2 cm. di lunghezza per i difetti di forma allungata;
0,20 cm2 di superficie totale per le ammaccature, che possono essere leggermente
decolorate senza necrosi dell’epicarpo (buccia);
rugginosità lieve;
1 cm2 di superficie totale per gli altri difetti.
0
b)
I frutti di questa classe di danno devono essere di qualità mercantile (categoria II).
Devono presentare la forma, il calibro e la colorazione tipici della varietà, ma tali da
non poter rientrare nella precedente classe a).
La polpa (mesocarpo) non deve presentare difetti di rilievo da eventi atmosferici
coperti da garanzia.
Sono ammessi anche i frutti che, a seguito degli eventi atmosferici coperti da
garanzia, presentano difetti di forma, difetti di sviluppo, difetti di colorazione,
difetti della buccia (epicarpo) non superiori a:
●● 4 cm. di lunghezza per i difetti di forma allungata;
●● 0,75 cm2 di superficie totale per le ammaccature lievi, che possono essere
decolorate o con sola necrosi dell’epicarpo (buccia);
●● 0,25 cm2 di superficie totale per le ammaccature con necrosi dell’epicarpo
(buccia) e del mesocarpo (polpa);
●● rugginosità media; cinghiatura lieve e media;
●● 2,5 cm2 di superficie totale per gli altri.
50
c)
I frutti di questa classe devono presentare la forma, il calibro e la colorazione
tipici della varietà ma di qualità tale da non poter rientrare nelle precedenti
classi a) e b) e destinati, causa gli eventi atmosferici coperti da garanzia, solo alla
trasformazione industriale.
85
N.B.: Il frutto caduto, perso e/o distrutto (cioè tale da ritenere azzerato il suo valore intrinseco o da considerarsi
tale presentando fenomeni gravi di marcescenza conseguenti agli eventi atmosferici assicurati) viene valutato
solo agli effetti del danno di quantità.
Per i prodotti albicocche, fichi, susine i parametri della tabella di cui sopra devono essere dimezzati.
N.B.: si definisce ammaccatura, qualsiasi effetto visibile sul frutto provocato dalla percossa della grandine o di
altri eventi coperti dalla garanzia.
41
Categoria I°
classe di danno a)
sup. <0,20 cm2
diametro max. 3,5 mm
Categoria II°
classe di danno b)
da 0,20
a 0,75 cm2
4 mm
2,6 mm
2,1 mm
Categoria Industria
classe di danno c)
42
43
La FEDERAZIONE
PROVINCIALE ALLEVATORI Vi ricorda che
nelle seguenti giornate ci sarà uno SCONTO DEL 10%
su TUTTI I PRODOTTI DEL PUNTO VENDITA
Frutto perso, tale da
ritenere azzerato il suo
valore intrinseco, caduto,
distrutto o con fenomeni
di grave marcescenza.
MERCOLEDÌ
MERCOLEDÌ
MERCOLEDÌ
MERCOLEDÌ
MERCOLEDÌ
MERCOLEDÌ
07 AGOSTO
11 SETTEMBRE
02 OTTOBRE
23 OTTOBRE
13 NOVEMBRE
04 DICEMBRE
dalle 08,30 alle 12,30
dalle 08,30 alle 12,30
dalle 08,30 alle 12,30
dalle 08,30 alle 12,30
dalle 08,30 alle 12,30
dalle 08,30 alle 12,30
ORARIO PUNTO VENDITA:
lunedì/martedì/giovedì/venerdì
8.30-12.30 / 15.30-19.00
MERCOLEDÌ e sabato 8.30-12.30
38121 Trento
44
Esempio di perizia in appezzamento coltivato a
mele con produzione ordinaria 100 q.li nel quale vi
siano n° 500 piante di melo.
Il perito come prima operazione verifica la
produzione ordinaria, in questo caso, di 100 q.li ossia
20 Kg a pianta.
In accordo con l’assicurato individua una o più piante
campione rappresentative del frutteto; i frutti delle
piante campione devono essere raccolti e selezionati
eliminando dal campione i frutti non classificabili
come commerciali dalla normativa comunitaria per
la presenza di difetti superiori a quelli tollerabili o per
calibro del frutto inferiore a quello minimo previsto
dalla norma per ogni varietà.
Al fine di questa selezione devono essere tenuti in
considerazione esclusivamente i difetti imputabili
a cause diverse rispetto a quanto previsto
nell’oggetto della garanzia della polizza. I difetti
quali le ammaccature derivanti dalla grandine non
comportano ovviamente l’esclusione dei frutti dal
campione relativamente al quale si andrà a valutare il
danno risarcibile.
Ultimata tale operazione il perito dovrà constatare
se il quantitativo di frutta commercializzabile
così selezionato è almeno pari a quello ordinario
assicurato. Nel caso di significative differenze il
perito può operare con una detrazione del prodotto
assicurato.
L’analisi di frutti con classificazione secondo criteri
della tabella qualità prevista dalle condizioni di
polizza verrà effettuata su tale campione.
Nell’esempio grafico. I frutti staccati rappresentano
una produzione superiore a quella ordinaria. Mentre
la parte commercializzabile , pur compresi i frutti
che presentano difetti di Ticchiolatura entro i
limiti previsti (massima estensione difetto 1 cmq),
rappresentano una produzione di 15Kg, quindi
inferiore a quella ordinaria assicurata del 25% e di
conseguenza il valore assicurato viene ridotto da
1.000 euro a 750 euro.
Il danno imputabile alle avversità assicurate viene
stimato al 43%. La liquidazione sarà pari al 43% 10% di franchigia rispetto al valore al netto della
deduzione pari a 750 euro e quindi ad euro 247,50.
Esempio:
Appezzamento A
Piante N. 500
Produzione ordinaria qli 100
Produzione normale Kg 20/pianta
Grandine
Ticchiolatura
Raccolgo Pianta/e campione
Tiocchiolato
Grandine
Prodotto mercantile
Kg 15
Assicurato kg 20
Prodotto mercantile presente kg 15
Analisi danno da grandine
o vento, come da tabella C
= 43%
VALORE
DEDUZIONI PER
ASSICURATO TICCHIOLATURA
1.000
46
250
Deduzione 25%
VALORE
RESIDUO
PROCENTO
FR.
NETTO
LIQUIDAZIONE
750
43%
10%
33%
247,50
47
●● dei dati di vendemmia e della perdita di peso,
anche in riferimento ai dati medi di zona subita
dal socio assicurato;
●● dell’analisi e stima della perdita di peso
imputabile alle diverse garanzie;
●● della fase fenologica di accadimento dei sinistri;
Tabella danno qualità convenzionale. (percentuali
massime da applicarsi sul prodotto residuo)
2. UVA DA VINO
La valutazione della perdita qualitativa, dopo
aver accertato il danno per perdita di quantità, è
convenzionalmente effettuata sul prodotto residuo
in base ai coefficienti riportati nelle seguenti tabelle
a seguito della scelta dichiarata nel “certificato di
assicurazione” in riferimento alla garanzia prestata
ed all’applicazione o meno della soglia di accesso al
risarcimento. Ai fini del calcolo del danno di qualità
deve essere considerato perso ogni acino che a
seguito delle avversità oggetto di garanzia, abbia
perso il proprio valore intrinseco.
Tab. 1 - Maggiorazione di “danno di qualità”
garanzia pluririschio “grandine e venti forti”
(abbinata alla soluzione franchigia fissa 10 punti
percentuali)
La garanzia riguarda il prodotto destinato
alla vinificazione e si riferisce alla perdita di
quantità e a quella di qualità. La valutazione,
di quest’ultima, dopo aver accertato il danno
per perdita di quantità, è convenzionalmente
effettuata sul prodotto residuo in base ai
=
0
10
20
30
40
50
60
70
80
90
48
0
4,05
8,40
10,50
13,50
15,00
18,00
18,00
15,00
7,50
1
0,45
4,55
8,66
10,88
13,73
15,44
18,14
17,84
14,25
6,75
2
0,89
5,01
8,90
11,22
13,92
15,84
18,24
17,64
13,50
6,00
3
1,31
5,48
9,12
11,57
14,12
16,22
18,32
17,42
12,75
5,25
coefficienti riportati nella seguenti tabella:
Maggiorazione di danno cod. 002B (ex 502)
Tale garanzia decorre dall’invaiatura o comunque
non prima delle seguenti date fisse, alle ore 12.00 del:
●● 25 giugno per le uve Chardonnay e per il
gruppo dei Pinot;
●● 01 luglio per le altre uve.
Tab. 2 - Maggiorazione di “danno di qualità”
garanzia pluririschio “gelo-brina, grandine,
venti forti, eccesso di pioggia” e “multirischio
rese (abbinata alla soluzione con soglia di accesso al
risarcimento e franchigia a scalare)
Dopo aver accertato il danno di quantità, il danno
di qualità dovuto alle avversità oggetto di garanzia,
verrà convenzionalmente calcolato sul prodotto
residuo in relazione alla valutazione dell’effettiva
perdita delle caratteristiche organolettiche della
produzione assicurata, alle eventuali penalizzazioni
applicate dalla cantina all’assicurato.
Tale valutazione dovrà tenere conto:
●● dell’analisi della situazione agronomica dei vigneti
assicurati;
4
1,73
5,94
9,35
11,88
14,28
16,56
18,36
17,16
12,00
4,50
5
2,15
6,38
9,57
12,20
14,45
16,88
18,38
16,88
11,25
3,75
6
2,54
6,81
9,77
12,48
14,58
17,16
18,36
16,56
10,50
3,00
7
2,93
7,22
9,96
12,77
14,72
17,42
18,32
16,22
9,75
2,25
8
3,32
7,62
10,16
13,02
14,82
17,64
18,24
15,84
9,00
1,50
9
3,69
8,03
10,34
13,28
14,93
17,84
18,14
15,44
8,25
0,75
Classificazione
riferita al numero
di acini presenti per
grappolo, o parte di
grappolo alla raccolta
Coefficiente %
massimo
metà ed oltre di acini
danneggiati
50%
meno della metà di
acini danneggiati
percentuale di
deprezzamento non
superiore all’aliquota di
acini danneggiati
Tale garanzia decorre dall’invaiatura o
comunque non prima delle seguenti date fisse,
alle ore 12.00 del:
●● 25 giugno per le uve Chardonnay e per il gruppo
dei Pinot;
●● 01 luglio per tutte le altre varietà.
Qualora il prodotto venga danneggiato da/
anche da grandinate che abbiano a verificarsi
dopo le seguenti date:
●● 01 agosto per le uve Chardonnay e per il gruppo
dei Pinot;
●● 10 agosto per tutte le altre varietà.
Il coefficiente per il danno di qualità può essere
aumentato fino ad un massimo del 30% in
considerazione di effettive perdite qualitative
riscontrabili sul prodotto.
i produttori che vinificano in proprio, prendendo
a riferimento le date stabilite dalle cantine sociali
e a tale data il danno deve essere stimato non
considerando eventuali aggravamenti accaduti
successivamente. Rimane comunque convenuto
che nel caso la data di inizio vendemmia sia fissata in
un momento in cui il livello di maturazione dell’uva
sia oltremodo maggiore, la garanzia cessa alla data
media di vendemmia delle varietà interessate a livello
provinciale.
Ai fini della quantificazione del danno quantità si
considerano persi, avendo perso il valore intrinseco,
gli acini che presentano fenomeni di marcescenza.
È consentito l’asporto della parte di grappolo
interessato da marcescenza “pulitura del grappolo”,
anticipatamente rispetto all’epoca di vendemmia al
fine di salvaguardare il prodotto non interessato. La
pratica di pulitura dei grappoli è ammessa purché
comunicata alla società che presta la garanzia
almeno tre giorni prima dell’effettuazione.
NORME CONTENUTE IN DECRETO MIPAAF
DELL’8 MAGGIO 2012
Fra le altre norme contenute nel Decreto sono
previste a livello di determinazione del danno:
●● Georeferenziazione perizie;
●● Incrocio dei dati relativi ai danni liquidati
con altri elementi inseriti nella Banca Dati
Mipaaf ai fini di una verifica della congruità
delle liquidazioni;
●● Incrocio con i dati relativi ai conferimenti
effettivi 2012 al fine di verificare la
correttezza liquidazioni - progetto
sperimentale con Ismea;
●● La Comunità Europea sia la Commissione
che la Corte dei Conti, stanno verificando
sistema assicurativo italiano, compresi gli
aspetti relativi alla valutazione dei danni che
dell’ applicazione della soglia di accesso al
risarcimento.
Per quanto riguarda l’evento eccesso di pioggia,
danno comportante la perdita di acini a causa di
marcescenza, sono compresi in garanzia anche
i danni qualitativi, quando tale evento abbia a
verificarsi nei trenta giorni precedenti la data di inizio
della vendemmia delle diverse varietà di uva da vino
come stabilita dalla cantina sociale di riferimento in
cui sono ubicati; le date di vendemmia indicate
dalle cantine sociali valgono anche per
49
Record storico provinciale di aziende, valori e quintali assicurati
Dati assuntivi da Modelli di Copertura suddivisi per garanzia prestata e prodotto – anno 2012-2013
Anno 2013 dati non definitivi
Anno 2012
Multirischio
Actinidia
Albicocche
Barbatelle vite
Bieta
Cachi
Cavolo Verza
Ciliegie
Ciliegie Convenz.
Cipolle
Fragole
Fragoline di bosco
Frutteti media densità
Insalata
Lamponi convenz.
Mais
Mele
Mirtillo
More
Nettarine
Nettarine precoci
Olive
Patate
Pere
Pere precoci
Pomodoro
Radicchio
Reti Antigrandine
Reti Antipioggia
Ribes
Pesche
Pesche precoci
Susine
Susine precoci
Tunnel
Uva
Vivai piante frutto
Vivai piante vite
Zucchine
TOTALE
302.270.722,19
50
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
33.990,00
55.832,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
4.141.953,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
629.143,00
48.227.664,00
33.858,00
0,00
0,00
990,00
119.991,00
790.298,00
9.410,00
42.680,00
0,00
69.237,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
3.967,00
1.305,00
0,00
5.035.109,00
25.000,00
60.480,00
0,00
59.280.907,00
Gb/Gr/Vento
346.701,00
994,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
133.513.892,20
0,00
0,00
1.092,00
0,00
0,00
0,00
15.905,00
9.328,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
960,00
0,00
14.830,00
1.775,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
133.905.477,20
Gb/Gr/Vf/EP/ST
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
50.850,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
26.223.377,71
0,00
0,00
0,00
26.274.227,71
Gr/Vento/
Pioggia
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
11.623.093,50
0,00
0,00
0,00
11.623.093,50
Gr/Vento/CS
6.050,00
2.610,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
2.800,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
37.065.610,00
21.546,00
2.085,00
2.340,00
0,00
0,00
0,00
1.578,00
2.285,00
0,00
3.150,00
0,00
0,00
10.496,00
4.800,00
0,00
22.393,00
0,00
0,00
0,00
803.680,00
0,00
0,00
37.951.423,00
Multirischio
Cert. n.
GR/VF
39.050,00
0,00
0,00
5.696,00
0,00
10.980,50
0,00
0,00
43.263,00
0,00
0,00
16.425,00
14.092,50
0,00
0,00
8.331.386,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
3.060,00
3.740,00
3.000,00
36.208,00
35.896,00
8.066,00
0,00
0,00
0,00
10.292,00
18.460,00
0,00
24.080.933,78
543.045,00
0,00
32.000,00
33.235.593,78
Actinidia
Albicocche
Barbatelle vite
Bieta
Cachi
Cavolo Verza
Ciliegie
Ciliegie Convenz.
Cipolle
Fragole
Fragoline di bosco
Frutteti media densità
Insalata
Lamponi convenz.
Mais Storo
Mele
Mirtillo
More
Nettarine
Nettarine precoci
Patate
Pere
Pere precoci
Pomodoro
Radicchio
Reti Antigrandine
Reti Antipioggia
Ribes
Pesche
Pesche precoci
Susine
Susine precoci
Tunnel
Uva
Vivai piante frutto
Vivai piante vite
Zucchine
TOTALE
270.429.013,98
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
24.500,00
37.710,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
4.692.590,00
0,00
183.538,00
3.852,00
0,00
0,00
29.848,00
0,00
29.223.179,00
39.450,00
25.020,00
0,00
0,00
14.400,00
9.710,00
2.700,00
0,00
0,00
0,00
0,00
24.960,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
4.799.606,70
0,00
0,00
0,00
39.111.063,70
Gb/Gr/Vento
Cert. n.
177,358,00
5.280,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
135.673.040,00
0,00
0,00
860,00
0,00
0,00
11.528,00
40.500,00
0,00
0,00
0,00
0,00
3.120,00
511,00
465,00
8.730,00
8.704,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
135.930.096,00
Gb/Gr/Vento/
EcPioggia
Cert. n.
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
1.083.915,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
22.060.939,32
0,00
0,00
0,00
23.144.854,32
Gr/Vento/Pioggia
Cert. n.
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
70.680,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
3.156,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
3.180,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
14.265.237,00
0,00
0,00
0,00
14.342.253,00
GR/Vento
Cert. n.
175.610,00
14.400,00
124.000,00
5.553,00
4.640,00
72.984,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
16.425,00
45.980,00
2.665,00
0,00
37.284.238,00
32.612,00
0,00
6.500,00
10.780,00
0,00
74.670,00
25.100,00
0,00
57.873,00
121.338,00
7.220,40
9.360,00
1.520,00
2.840,00
78.745,00
18.460,00
0,00
15.778.117,36
3.755.356,20
168.000,00
5.760,00
57.900.746,96
51
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OPUSCOLO INFORMATIVO N.3 - 2013