DELLA PROVINCIA DI TRENTO ANNO XI - N. 3 - III TRIMESTRE 2013 POSTE ITALIANE SPA - SPEDIZIONE IN A.P. D.L. 353/2003 (CONV. IN L. 27.02.2004 N. 46) ART. 1, COMMA 1 - DCB TRENTO AUT. TRIB. TRENTO N. 1161 DEL 12.02.2003 - PER. TRIM. LE DIFESA ASSICURATIVA AGRICOLA AGEVOLATA 2013 CONVEGNO “LA GESTIONE DEI RISCHI: STRUMENTO DI CRESCITA E COMPETITIVITA’” LIQUIDAZIONE DANNI VALORI ASSICURATI 2013 RECORD STORICO DI VALORI ASSICURATI PRINC IP CONDI ALI ZIONI LIQUID ATIVE DANN I Periodico del Consorzio Difesa Produttori Agricoli Co.Di.Pr.A. ANNO XI - N. 3 Da Marzo a Giugno aperto anche il sabato dalle ore 8.00 alle 12.00 Co.Di.Pr.A. periodico dell’Associazione Esercente l’impresa giornalistica: Agriduemila s.r.l. - Via Giusti, 40 - 38122 TN Direttore responsabile: Piero Flor Direttore editoriale: Andrea Berti Consulente editoriale: Francesca Negri Redazione e Segreteria: Via Giusti, 40 - 38122 Trento - tel. 0461/915908, fax 0461/915893 Progetto grafico e impaginazione: Curcu & Genovese Associati S.r.l. Stampa: Tipolitografia Alcione - Gardolo (Trento) PRODOTTI PER AGRICOLTURA, UTENSILERIA, BRICOLAGE, GIARDINAGGIO E... FAI DA TE! L’editore ha ricercato con ogni mezzo i titolari dei diritti fotografici senza riuscire a reperirli. Ovviamente a piena disposizione per assolvere a quanto dovuto nei loro confronti. In questo numero Certificati assicurativi 2013.......................................................................pag. 4 Consorzio di coriassicurazione ISMEA visita ispettiva in provincia di Trento................................................pag. 6 Co.Di.Pr.A. in Assemblea...............................................................................pag. 8 I rischi agricoli e gli strumenti di gestione....................................pag. 10 Il nuovo clima.........................................................................................................pag. 12 Il valore delle previsioni meteo, progetto a supporto delle aziende agricole........................................................pag. 14 La gestione dei rischi per un agricoltura forte e competitiva..........................................................................................................pag. 15 L’evoluzione delle assicurazioni agricole agevolate e lo sviluppo di strumenti innovativi......................pag. 18 L’evoluzione del sistema assicurativo...............................................pag. 20 Innovazione sulle pluri e multirischio..............................................pag. 22 Tavola rotonda : “L’agricoltura oggi: strategie per la competitività”..............pag. 24 Mauro Serra Bellini: Co.Di.Pr.A. sempre in prima linea.....................pag. 25 Mauro Fezzi: La fondazione Mach e il settore dell’agro-meteorologia........................................................................................pag. 26 Luciano Pilati: I fondi di mutualità come opportunità.....................pag. 27 Giorgio Gaiardelli: Parola d’ordine, contenere i costi........................pag. 28 Tiziano Mellarini: In Trentino un’agricoltura piena di valori.........pag. 29 Situazione agronomica principali colture provinciali........pag. 30 Principali norme contrattuali...................................................................pag. 34 Modalità per la rilevazione del danno..............................................pag. 39 Record storico provinciale di aziende, valori e quintali assicurati...............................................................................................pag. 50 Emporio Verde - Sede legale Via 4 novembre, 133 - 38016 Mezzocorona (TN) Tel.: +39 0461 602641 - Fax: +39 0461 609980 Sito web: www.emporio-verde.it - E-mail: [email protected] 3 S Certificati assicurativi 2013 tiamo ultimando l’informatizzazione dei certificati assicurativi campagna 2013. Come più volte comunicato agli associati la normativa prevede che ci debba essere assoluta congruità fra i dati inseriti nei certificati e quelli ufficiali dei Fascicoli Aziendali. Al fine dell’ottenimento del contributo, Co.Di.Pr.A. è tenuto ad effettuare lo scarico delle informazioni nel sistema informatico del Ministero che provvede al controllo di congruità. Ogni anomalia determina una riduzione di contributo pubblico che gli Organismi pagatori liquidano agli agricoltori. Al fine di facilitare la predisposizione dei certificati e di evitare l’utilizzo di dati non congrui rispetto a quelli ufficiali Co.Di.Pr.A., ad inizio anno, ha elaborato i dati dei catastini frutticoli e pubblicato sul sito del Consorzio il documento “certificato di pubblicati ti ta s o n ia s te Nonostan t Co.Di.Pr.A. sul sito interne olti soci mpilati, m o c re p i v ti ra u . ic i certificati ass nno utilizzato questo servizio non ha ati sbagliati d i e d a c fi ti re Co.Di.Pr.A. per la rà un costo aggiuntivo appliche 4 assicurazione precompilato”. Di tale servizio è stata data informazione agli intermediari e comunicato a tutti gli associati nelle assemblee e a mezzo opuscolo informativo “Co.Di.Pr.A.” n. 2 del 2013. L’accesso ai dati, pur protetto da password e nome utente, era possibile a tutti i soci utilizzando il proprio numero socio Co.Di.Pr.A. ed il relativo codice fiscale. In fase di informatizzazione dei certificati abbiamo riscontrato che non tutti i soci hanno utilizzato tale servizio ed hanno compilato i certificati indicando dati non congrui con quelli del Fascicolo Aziendale. Onde evitare la perdita, anche parziale, del contributo pubblico Co.Di.Pr.A. ha modificato manualmente i dati dei certificati e richiederà la riemissione di quelli che saranno estratti a campione per il controllo. Questo ha determinato un enorme ed inutile lavoro e di conseguenza un costo che, come accettato e sottoscritto dagli agricoltori nella dichiarazione allegata ai certificati di assicurazione, verrà applicato esclusivamente agli agricoltori che hanno comportato tale inutile onere. Siamo ancora una volta a sottolineare che è indispensabile un impegno da parte di tutti, al fine di evitare inutili problematiche che comportano perdite di tempo e costi addizionali alla struttura, e quindi a carico degli agricoltori, dovute semplicemente alla superficialità ed alla scarsa disponibilità a cambiare comportamenti abitudinari. Probabilmente l’attribuzione di tali costi esclusivamente agli agricoltori che ne sono stati la causa, oltre che essere un’ imputazione corretta e che non penalizza gli agricoltori attenti e disciplinati, potrà essere di stimolo per il futuro anche a quelli meno attenti e disponibili nei confronti del sistema. Dobbiamo essere coscienti del fatto che la completa informatizzazione dei dati delle nostre aziende agricole tramite i Fascicoli Aziendali, comporta enormi vantaggi di programmazione per un utilizzo efficiente ed efficace delle risorse pubbliche ed un livello di controllo dei dati da parte del pubblico sempre più approfondito, anche per la prossima campagna partendo dai dati dei catastini frutticoli (quelli che vengono aggiornati dalle cooperative) e dei Fascicoli Aziendali predisporremo il modello del certificato assicurativo che metteremo a disposizione dei soci. Tali documenti saranno scaricabili dal sito del Consorzio e tutti i soci sono invitati ad utilizzarli. Questo comporta notevoli risparmi ed una maggior efficienza nella gestione del contributo pubblico. 5 L 6 Consorzio di coriassicurazione ismea visita ispettiva in provincia di Trento o scorso 26 e 27 giugno 2013 gli ispettori: ●● Foschi Filippo (GROUPAMA); ●● Gasperetti Giovanni (ITAS); ●● Gozzo Elio (REALE MUTUA); ●● Pasini Fiorenzo (UNIPOL); ●● Pirazzini Massimo (FATA); ●● Rossi Isaia (ARA 1857); ●● Toschi Aurelio (AGS); ●● Zanin Diego (CATTOLICA); ●● Follador Giovanni (FATA) ed i tecnici di ISMEA dott. Almoto Alessio e dott. Crociani Massimiliano; hanno effettuato una visita ispettiva per verificare lo stato delle produzioni agricole della nostra Provincia. In riferimento alla garanzia eccesso di pioggia si è riscontrato il superamento del parametro previsto dalle condizioni di polizza con riguardo ai seguenti periodi: ●● 19-21 aprile 2013 (80 mm, ridotti a 56 mm, nelle 72 ore); ●● 26 aprile-3 maggio 2013 (eccedenza di piogge per oltre il 50% la media del periodo). Tale situazione pluviometrica trova riscontro nella quasi totalità dell’areale di coltivazione mele e ciliege del Trentino. Per quanto riguarda la fase fenologica delle varietà di mele nell’epoca la situazione era la seguente: ●● Val d’Adige piena fioritura 21 aprile; ●● Media Val di Non 500 mt s.l.m. piena fioritura 28 aprile; ●● Alta Val di Non 750 mt s.l.m. piena fioritura 5 maggio. Il sopraluogo ha interessato una ventina di aziende agricole nei Comuni di Pergine, Taio, Tuenno, Trento, ed altri. La Commissione dopo attente valutazioni ha concordato le seguenti considerazioni finali: Eccesso di pioggia La Commissione ha sottolineato, in base alle visite effettuate nel territorio dai singoli componenti, che generalmente non si riscontrano mancanze di produzioni imputabili direttamente all’eccesso di pioggia nelle varietà Golden Delicious, Fuji, Gala e Renetta del Canada. Una ridotta produzione è riscontrabile ad oggi invece in qualche caso particolare in riferimento alla varietà Red Delicious limitatamente ad alcune partite. Si è reso necessario un monitoraggio attento di tutto il territorio del Trentino da effettuarsi nel corso della campagna attraverso visite preventive sulle aziende sinistrate o localizzate nelle aree produttive più significative. Sbalzo termico La Commissione ha riscontrato che ad oggi tale avversità non si è verificata secondo quanto previsto dalle Condizioni di Assicurazione e non si ritiene inoltre possa considerarsi la causa dei problemi produttivi. Ticchiolatura La Commissione ha riscontrato che sull’intero areale Trentino è presente con molta variabilità tale avversità fungina ancora oggi in evoluzione. Nel caso di successivi eventi in garanzia, il problema che si pone è l’individuazione e la considerazione del prodotto mercuriale ai fini della liquidazione. 7 L Co.Di.Pr.A. in Assemblea La gestione dei rischi: strumenti di crescita e competitività o scorso 19 aprile presso la Cantina Rotari di Mezzocorona si è svolta l’annuale assemblea generale di Co.Di.Pr.A. avente ad oggetto “la gestione dei rischi: strumento di crescita e competitività”. Sono intervenuti oltre al Presidente Giorgio Gaiardelli, il Tenente Colonello dell’Aeronautica Militare dott. Guido Guidi, il Fisico Meteorologo di Meteotrentino dott. Andrea piazza, l’Avvocato Paola Grossi – Presidente gruppo Gestione dei Rischi Agricoli Copa – Cogeca e responsabile legislativo Coldiretti Roma –, il dott. Giovanni Razeto di Ismea – Consorzio di Coriassicurazione –, il dott. Lugi Avagliano – Rappresentante Ania e Direttore Fata assicurazione danni. Pierangelo Giovanetti, direttore del quotidiano l’Adige, ha introdotto i lavori presentando gli argomenti oggetto di approfondimento. Il convegno si inserisce all’interno di un dibattito fondamentale per gli agricoltori, quello della gestione dei rischi e della difesa del reddito delle imprese agricole. Quesito al quale i relatori hanno cercato di rispondere spiegando le diverse problematiche e soluzioni da intraprendere, soffermandosi principalmente su tre aspetti: l’utilità delle previsioni meteo, l’opportunità delle assicurazione e dei fondi di mutualità e le prospettive/obiettivi della nuova Politica Agricola Comune. e parterre e n o zi a ip c te r Grande pa ntro annuale o c in l’ r e p e n o cezi zzocorona e M di relatori d’ec i d ri ta o R e alle Cantin del Consorzio, 8 9 G I rischi agricoli e gli strumenti di gestione di Giorgio Gairadelli Presidente Co.Di.Pr.A. iorgio Gaiardelli ha introdotto i lavori affermando che la gestione dei rischi diventerà una misura prioritaria della nuova PAC 2020. Questo è per certi aspetti un ritorno a concetti del passato che, nel momento in cui è stato definito il concetto di imprenditore agricolo nel Codice Civile, hanno comportato l’esigenza riconosciuta di una tutela particolare perché soggetto a un rischio produttivo ulteriore rispetto a quelli classici di ogni attività produttiva. Un ritorno al passato nelle motivazioni degli aiuti alle imprese agricole, in un contesto in cui il reddito è sempre più condizionato dalle manifestazioni calamitose e dalla fluttuazione dei prezzi. Le teorie economiche limitate al contesto locale che funzionavano fino a qualche anno fa e che descrivevano una compensazione in termini di maggior valore del prodotto a fronte di minor produzione, sono oggi soggette a nuovi fattori quali la globalizzazione, l’interconnettività dei mercati mondiali e le frequenti speculazioni finanziarie. I rischi produttivi per l’agricoltura possono essere sintetizzati in: ●● atmosferici, cioè di alta frequenza, ma di basso impatto territoriale; ●● catastrofali con bassa frequenza ma di alto impatto territoriale; ●● di volatilità dei prezzi, a causa delle ferree regole del mercato mondiale. Tutto questo, se non difeso con gli opportuni mezzi porta alla riduzione, se non addirittura alla totale perdita del reddito degli agricoltori. Co.Di.Pr.A., con l’appoggio dell’Ente Pubblico Provinciale, al quale va il plauso dell’ intera comunità agricola, si qualifica nel migliore dei modi per quanto riguarda la difesa passiva per i danni provocati dai rischi climatici: ●● con la stipula di polizze assicurative collettive all’avanguardia del mercato assicurativo; ●● con la costituzione di fondi mutualistici per la copertura di particolari situazioni di rischio; ●● sperimentando anche soluzioni assicurative innovative per la volatilità dei prezzi. La mutualità è il fondamento costitutivo della cooperazione. Strumento per raggiungere, uniti, obiettivi che è più difficile raggiungere individualmente. La solidarietà persegue l’ulteriore finalità di ampliare i benefici mutualistici affinché il valore di tali benefici non si tramuti in privilegio di gruppo, di cui usufruiscano in maniera esclusiva i soci di un organismo. In questa fase di riforma bisogna avere il coraggio di mettersi in gioco, prima di tutto come organizzazione, nel tentativo di rinnovare il settore e di adattare le soluzioni ai nuovi criteri e obiettivi comunitari. Co.Di.Pr.A. è convinto delle potenzialità degli strumenti mutualistici purché vi sia fra tutti i partecipanti, singoli ed enti associativi, un comune impegno basato sui principi di solidarietà, trasparenza e responsabilità sociale. te al contesto a it m li e h ic m o ttori quali Le teorie econ fa i v o u n a e tt e gi sogg ità dei mercati locale, sono og iv tt e n n o rc te ne, l’in rie la globalizzazio quenti speculazioni finanzia e mondiali e le fr 10 11 I Il nuovo clima di Guido Guidi Tenente Colonnello dell’Aeronautica Militare n relazione alle dinamiche del clima, quello degli eventi estremi è un argomento cogente. C’è la percezione che le dinamiche atmosferiche e meteorologiche siano soggette ad una mutazione che abbia un impatto sugli eventi più intensi e che questi abbiano un impatto diretto sulle attività produttive. La curva dell’evoluzione delle temperature medie globali nel corso degli ultimi 150 anni (vedi grafico 1) registra un aumento consistente, sebbene caratterizzato da alcune oscillazioni. Affiancando alla curva di evoluzione della temperatura la curva che rappresenta il numero dei punti di oscillazione, notiamo che i punti di osservazione sono diminuiti in modo drastico. A causa dello sviluppo economico e della modifica geopolitica, è stata stravolta la rete di rilevazione. Questa diminuzione provoca un impatto sulla qualità/quantità delle informazioni che disponiamo, infatti il numero delle stazioni extra urbane è diminuito e questo provoca il rischio di perdita delle stazioni che hanno una qualità elevata dal punto di vista della rappresentatività del sistema. Con maggior dettaglio vengono invece misurate le stazioni in cui viviamo, ma non rappresentano la totalità del territorio, ne una corretta distribuzione. Il riscaldamento globale riguarda soprattutto l’emisfero settentrionale che è quello con maggiore densità di popolazione urbana ed ha il maggior numero di stazioni di osservazione. Infatti la latitudine dell’emisfero nord è in aumento, quella dei tropici e dell’ emisfero sud sono più o meno costanti. Contestualizzando questo in termini di forcing si scopre che la tendenza delle temperature medie superficiali del pianeta è andata verso la direzione di stasi o diminuzione, anche in presenza di aumento di anidride carbonica. Le classi degli eventi intensi si classificano in: ●● ad elevato gradiente termico, come temporali, grandine, cicloni tropicali, tornado, trombe d’aria; ●● a scala sinottica o continentale, come ondate di calore, ondate di freddo, siccità prolungate e alluvioni su vasta scale. CIMO (Commission for Instruments and Methods of Observation) riporta che i danni da eventi estremi sono in aumento. Al tempo stesso la perdita di vite umane è in diminuzione; questo vuol dire che c’è una tendenza all’aumento della resilienza, cioè la capacità di un ecosistema di tornare all’equilibrio dopo una perturbazione. Lo stato dell’arte e della conoscenza scientifica sulla tendenza di questi eventi ad elevato gradiente ribadiscono che il trend, sia esso negativo sia esso positivo, non è identificabile e che i danneggiamenti e i rimborsi assicurativi sono in aumento. Normalizzando questi dati, cioè attualizzandoli dal punto di vista dell’inflazione e dall’aumento delle cose oggettive che possono subire danni, si scopre che non c’è alcuna differenza rispetto al passato e che l’effetto è dovuto esclusivamente allo sviluppo antropico del territorio e non all’aggravarsi delle avversità atmosferiche. Per quanto riguarda tornado e uragani, anche questi hanno un trend neutro, non c’è tendenza di aumento di gravità di questi eventi. Se ci spostiamo sulla scala sinottica – continentale troviamo un trend disomogeneo, infatti, ad esempio, le ondate di calore sono in diminuzione in America ma sono in aumento in Europa. Costante è invece il trend degli eventi siccitosi a scala globale. Aon Benfield, uno dei migliori broker riassicurativi del mondo, ha pubblicato un record in cui ha messo in relazione il PIL e le perdite subite dagli assicurati. Possiamo notare che anche questo caso non sembra rappresentare nessun trend, considerato inoltre che ci sono dei potenziali errori sistematici come la variabilità dei volumi assicurati dei prezzi. Munich Re invece ha dimostrato che a livello globale i danni subiti da eventi atmosferici in relazione al PIL sono in diminuzione. Il che significa che il PIL è in aumento. Riassumendo si può dire che dai dati relativi ai danni non si possono confermare modifiche alle dinamiche degli eventi estremi e se, diversamente da quanto attualmente è possibile osservare, gli eventi intensi sono in aumento, la variabile riscontrabile chiaramente sta nell’aumento della resilienza che è fortemente collegata con la crescita. In conclusione, le osservazioni non confermano mutamenti che vadano nella direzione di un aumento dell’intensità e frequenza degli eventi estremi, le proiezioni non sono attualmente in linea con le osservazioni e la copertura dai rischi è un tema sempre più cogente, a prescindere da cambiamenti del sistema con il quale è da sempre inevitabile il confronto. Grafico 1 ono confermare s s o p i s n o n i n i ai dan enti estremi v e li g e Dai dati relativ d e h ic dinam almente è u tt a modifiche alle to n a u q a ente d e se, diversam tensi sono in in ti n e v e li g , rvare ramente ia h c possibile osse e il b a tr n o te riabile risc aumento, la va lla resilienza che è fortemen to de la crescita n o c ta a sta nell’aumen g e ll o c Guido Guidi 12 13 F Il valore delle previsioni meteo, progetto a supporto delle aziende agricole di Andrea Piazza MeteoTrentino orse in molti non lo sanno, ma ci sono diversi tipi di previsioni. Sono, esattamente, cinque: ●● nowcasting: previsioni a breve / brevissimo termine (0 - 12 ore) effettuate attraverso radar, satelliti, stazioni meteo, modelli atmosferici…; ●● medio termine: (0,5 - 5/10 giorni) effettuate attraverso modelli matematici atmosferici; ●● mensili: da 4 a 34 giorni; ●● stagionali: da 50 a 120 giorni; ●● climatiche: da 20 a 100 anni. Queste ultime tre tipologie di previsioni vengono compiute mediante modelli matematici accoppiati “atmosfera-oceani”, ma non sono completamente attendibili. Ci sono due modelli di previsione del meteo: quello della persistenza che ha una attendibilità del 66%, e quello climatico che ha un’ attendibilità del 70%. Quest’ultimo modello è quello che viene utilizzato per pianificare l’attività agricola. È necessario però capire quando la previsione è affidabile o meno. Il punto di partenza è la probabilità del verificarsi di un determinato evento. Questa, nella comunicazione, può essere espressa attraverso aggettivi e/o avverbi come variabile, prevalentemente, occasionale, sparsi, comunque termini che non danno certezza. Non solo il linguaggio è importante, ma anche la rappresentazione grafica, l’immagine può aiutare a comunicare la previsione meteo. Anche questa può dare incertezza all’utente finale, a seconda di quanti simboli si collocano sulla figura rappresentante la previsione meteo, come nuvole, pioggia, sole, neve… È facile prevedere il tempo molto bello o molto brutto, è difficile prevedere le deboli precipitazioni. La decisione, relativamente ai rischi agricoli potrebbe essere: mi assicuro o no? Contro quali rischi? Gli aspetti da prendere in considerazione sono: da un lato il costo dell’assicurazione e dall’altro il costo del danno che potrei subire se non mi assicurassi. Bisogna pertanto capire qual’ è l’equilibrio giusto fra costi e benefici, anche in considerazione dell’aiuto pubblico a parziale copertura dei costi. Probabilmente in una logica di sistema organizzato tale analisi è opportuno venga fatta dagli enti preposti con valutazioni analitiche di sistema e di territorio e non dai singoli agricoltori che difficilmente possono essere nelle condizioni di farlo. io olo il linguagg s n o n : e n o zi a La comunic e può aiutare in g a m im l’ e h ma anc ne meteo io is v re p la re a comunica 14 I La gestione dei rischi per un agricoltura forte e competitiva di Paola Grossi Presidente del gruppo Gestione dei Rischi Agricoli Copa-Cogeca e responsabile legislativo Coldiretti Roma l processo di riforma della PAC è iniziato da oltre un anno e si concluderà con un accordo sullo stesso testo raggiunto fra la Commissione che ha fatto la proposta, il Parlamento che ha un ruolo di codecisione e il Consiglio dei Ministri degli Stati Membri. L’UE sta approvando definitivamente il quadro finanziario pluriennale, cioè il budget di spesa per tutte le politiche dell’Unione. Per i prossimi 5 anni il massimale di spesa approvato è pari a 960 miliardi di euro, leggermente inferiore rispetto al periodo 2007/2013. La PAC prevede un budget di spesa di 373,179 miliardi di euro di cui 277,851 da destinare al primo pilastro e 84,936 allo sviluppo rurale. Le procedure di applicazione del quadro finanziario pluriennale influiscono sulla PAC perché quest’ultima è uno dei capitoli di spesa importanti del quadro. A marzo il Parlamento ha approvato degli emendamenti e il Consiglio dei Ministri dell’agricoltura ha conferito mandato negoziale alla Presidenza irlandese sulle proposte di Regolamento della PAC per giungere all’approvazione definitiva, ci si augura, con il Consiglio agricoltura che si terrà in giugno a Lussemburgo. La proposta prevede lo spostamento dello strumento Paola Grossi della gestione dei rischi, dal Primo al Secondo pilastro. Con riferimento alla struttura del programma la Commissione ha proposto l’alternativa fra un unico Le principali n ovit l’ampliamento à introdotte dalla PAC sono degli strumenti e il finanziame nell’ambito de nto l 2° pilastro 15 programma nazionale o una pluralità di programmi regionali; il Parlamento ha proposto anche la possibilità di presentare un programma nazionale per alcune misure accanto ai diversi programmi regionali; il Consiglio, concordando sostanzialmente con le modifiche del Parlamento, ha inserito il richiamo alla necessità che sia garantita la coerenza fra la strategia nazionale e quella regionale. Per i contributi associativi, la Commissione prevede la possibilità di assicurare il raccolto, gli animali e le piante per i danni da avversità climatiche, fitopatie, epizoozie e infezioni parassitarie. Prevede inoltre che i contributi vengano erogati singolarmente agli agricoltori. Il Parlamento conferma la proposta della Commissione ma ha previsto la possibilità, grazie ad un emendamento presentato da noi, di erogare contributi anche a gruppi di agricoltori, come il Consorzio di difesa, l’introduzione di indici per il calcolo delle perdite adeguate ai singoli prodotti, ed in casi eccezionali la possibilità di prendere in considerazione per il calcolo della perdite solo la produzione dell’ultimo anno. Il Consiglio conferma la proposta della Parlamento e ha previsto la possibilità di erogare contributi anche per assicurare gli incidenti ambientali e i danni provocati da animali selvatici. Ammette inoltre la possibilità di individuare delle produzioni medie per indici per quanto riguarda la produzione aziendale e inoltre ha previsto un aumento al 75% della percentuale contributiva. Sui Fondi di mutualizzazione la Commissione ne ha proposto l’utilizzo per indennizzare gli agricoltori delle perdite economiche causate solo da epizoozie, fitopatie o a seguito di un incidente ambientale; il Parlamento ha introdotto, come da noi richiesto, la possibilità di indennizzare anche i danni da avversità atmosferiche e ha previsto la possibilità di integrare i fondi mutualistici con coperture assicurative; il Consiglio ha proposto di inserire inoltre la possibilità di indennizzare i danni provocati da animali selvatici e da avversità atmosferiche. In ordine allo strumento di stabilizzazione del reddito la Commissione ha avanzato la proposta di indennizzare gli agricoltori che hanno subito una consistente riduzione del reddito attraverso contributi sugli indennizzi erogati da un fondo di mutualità; il Parlamento ha aggiunto la possibilità di erogare anche contributi assicurativi per le polizze che coprono la riduzione del reddito; il Consiglio 16 ha previsto, per le spese di costituzione del fondo contributi sui costi amministrativi decrescenti, ma non risulta propenso ad accogliere la proposta del Parlamento. Misure di gestione del rischio sono presenti anche nella proposta di regolamento sull’OCM unica, per il settore dell’ortofrutta, dove la Commissione ha previsto dei contributi su contratti assicurativi per coprire i danni al raccolto e spese amministrative per la costituzione di fondi mutualistici, con possibilità di destinare una somma pari al massimo a 1/3 del programma operativo; il Parlamento chiede la possibilità di contribuire anche alle perdite di mercato e di aumentare il massimale di spesa al 40% dei programmi operativi; il Consiglio concorda con la proposta della Commissione. La Commissione prevede aiuti pari ai contributi versati dagli associati, quindi del 50% della spesa sostenuta. Sia Parlamento che Consiglio sono d’accordo con questa proposta. Le misure previste per il settore del vino dalla Commissione consistono in contributi per assicurazioni sul raccolto, sulle avversità e sulle fitopatie, per le spese amministrative di costituzione di fondi mutualistici. Prevede anche contributi su contratti collettivi. Il Parlamento integra la proposta della Commissione e prevede contributi oltre che su contratti singoli o collettivi anche ad OP e Cooperative; il Consiglio aderisce alle proposte della Commissione. Gli aiuti previsti sono pari all’80% del costo assicurativo per contratti con soglia e pari al 50% per contratti senza soglia. Il Parlamento ha proposto l’80% di contribuzione anche per controlli collettivi di Cooperative e Op. Le previsioni dell’OCSE e della FAO rappresentano la necessità di soddisfare i fabbisogni alimentari per una popolazione di 9 miliardi di persone al 2050, che implica la necessità di un aumento medio della produzione agricola mondiale del 70%, e nel contempo di operare per la prevenzione, ovvero nella mitigazione dei rischi e dell’eccessiva volatilità dei prezzi delle materie prime agricole, che hanno un impatto negativo sui consumatori e sugli agricoltori in quanto ne limitano gli investimenti. In altre parole i mercati agricoli sono caratterizzati da un elevato grado di incertezza e di volatilità, ma persiste l’esigenza di preservare e rafforzare la competitività sul mercato e di aumentare il riconoscimento del valore aggiunto dell’agricoltura e quindi del settore primario nella filiera alimentare. La gestione dei rischi acquista maggiore importanza e richiede un’analisi globale di sistema per elaborare scelte politiche ed amministrative adeguate a renderla strumento di crescita e fattore di competitività. A livello di pubblici poteri ciò implica un panel di strumenti da mettere in campo ad esempio nella gestione delle acque, nella prevenzione dei disastri e nelle misure sugli ammassi per esempio contemplati dalla Politica Agricola Comune. Anche a livello aziendale si realizzano forme di autogestione dei rischi, con la prevenzione delle fitopatie e epizoozie, nella gestione dei mezzi di produzione e del prodotto, nel rispetto delle norme igieniche e di qualità, un’opportuna gestione finanziaria e la diversificazione delle attività aziendali. In questo campo e particolarmente nella politica comunitaria l’utilizzazione dei fondi di mutualità, in passato vista con grande diffidenza dalla Commissione, possiamo dire che rappresenta una grande novità insistentemente richiesta in particolare dall’Italia per ampliare le possibilità offerte alle imprese agricole anche in modo sinergico con i contratti assicurativi. I fondi d’altra parte permettono la conservazione del capitale versato dagli agricoltori partecipanti qualora non si verifichino danni e rafforzano, attraverso le reciprocità di obblighi e doveri, la corresponsabilità, riducendo le asimmetrie informative. Punto di forza dei fondi mutualistici è la coesione fra agricoltori, mentre la debolezza principale può essere rappresentata dalla scarsità di capitale iniziale. Per questo è utile una copertura riassicurativa del fondo e incentivare la partecipazione degli agricoltori attraverso contributi pubblici e/o benefici fiscali che potrebbero essere considerati sotto diverse forme. In conclusione la riforma della PAC prevede un ampia gamma di misure per sostenere le imprese che devono far fronte ad eventi naturali, malattie degli animali e delle piante, fenomeni derivanti dai cambiamenti climatici o dalla volatilità dei mercati, possiamo concludere che corrisponde largamente alle attese dell’Italia per dare continuità ad un sistema di incentivazioni che nel complesso ha dato risposte positive sia sotto il profilo dell’efficacia dell’intervento per le imprese che dell’efficienza della spesa pubblica. 17 D L’evoluzione delle assicurazioni agricole agevolate e lo sviluppo di strumenti innovativi di Giovanni Razeto ISMEA – Consorzio di Coriassicurazione ai dati complessivi relativi all’evoluzione del mercato assicurativo agricolo agevolato 2011 e 2012 possiamo notare che i certificati assicurativi e il valore assicurato sono in aumento, mentre il premio totale è in diminuzione. Prendendo un lasso temporale più ampio (2005 – 2012) invece possiamo notare che il premio totale è in aumento. Le quote di valore assicurato per comparto relative al 2012 sono le seguenti: ●● altre colture 62%; ●● uva da vino 18%; ●● strutture aziendali 10%; ●● produzioni zootecniche 10%. Analizzando invece l’evoluzione del mercato per quanto riguarda la tipologia di garanzia (vedi grafico 2) possiamo osservare che il mercato ha avuto un notevole mutamento; Infatti nel 2003 era orientato quasi esclusivamente verso la copertura del solo rischio grandine; via via la percentuale di polizze monorischio grandine si è ridotta, infatti nell’anno 2012 la garanzia pluririschio è stata la più diffusa ed utilizzata. Da notare è il fatto che il Piano Assicurativo Agricolo Nazionale a partire da quest’ anno (2013) ha Dati e novità ncio per fare un bila ni ma e pensare a do 18 eliminato la possibilità di agevolazione della tipologia di garanzia monorischio grandine, questo per cercare di Giovanni Razeto andare incontro alle reali esigenze delle aziende agricole cercando di incentivare tipologie di polizza più ampie. È stata fatta una distinzione delle avversità atmosferiche in base alla frequenza e all’intensità di danno: ●● avversità non catastrofali: grandine-vento-pioggia; ●● avversità catastrofali: alluvione-gelo-siccità. I primi sono eventi di frequenza elevata ma sporadica, i secondi hanno frequenza minore ma con intensità ed espansione molto elevata che potenzialmente provocano danni per intere economie agricole di un’ area estesa. Gli interventi per la modernizzazione della gestione del rischio in agricoltura sono: ●● razionalizzazione delle agevolazioni pubbliche sui premi assicurativi per la promozione di polizze innovative mediante la riforma del piano assicurativo; ●● adeguamento delle modalità di intervento del fondo di riassicurazione al nuovo scenario assicurativo mediante la riforma del piano riassicurativo; ●● avvio dei fondi di mutualità e creazione di sinergie con il sistema assicurativo già esistente; ●● introduzione di strumenti in grado di stabilizzare il reddito complessivo delle imprese agricole. Le principali novità del Piano Assicurativo Agricolo Nazionale 2013 sono: ●● Introduzione progressiva delle nuove norme, con parziale applicazione nella campagna agevolata 2013 e completa applicazione a partire dalla campagna agevolata 2014; ●● Agevolazioni solo per contratti innovativi (pluririschio e multirischio); ●● Modulazione delle percentuali contributive massime sul premio per tipologia di polizza (pluririschio e multirischio) e numero di eventi avversi coperti (pluririschio con solo due eventi e pluririschio con almeno tre eventi); ●● Classificazione degli eventi avversi agevolabili in due distinte categorie (avversità catastrofali e altre avversità); ●● Modifica della metodologia di calcolo dei parametri contributivi: utilizzo delle statistiche triennali dei costi assicurativi medi delle polizze pluririschio e multirischio; contributo pieno sui premi assicurativi degli assicurati non presenti nel database delle polizze agevolate degli ultimi cinque anni; ●● Aggiornamento delle produzioni assicurabili; ●● Scomposizione della garanzia “gelo e brina” in due differenti garanzie; ●● Aggiornamento della definizione di polizza multirischio finalizzata ad una maggiore conformità a quanto stabilito dai regolamenti comunitari in materia; ●● Individuazione delle quantità unitarie massime assicurabili per prodotto da parte delle Regioni, in conformità a quanto stabilito dai regolamenti comunitari in materia; ●● Aggiornamento delle garanzie agevolabili delle produzioni zootecniche. Le novità riguardanti il piano riassicurativo agricolo 2013 invece sono l’ampliamento delle polizze assicurative ammesse alla riassicurazione agevolata e l’aggiornamento delle forme di riassicurazione ammesse al fine di poter impiegare le tecniche riassicurative presenti sui mercati internazionali. Nell’ambito della revisione della PAC post 2013 la Commissione attribuisce ai meccanismi di gestione del rischio un ruolo centrale. I fattori in grado di ottimizzare l’impiego delle risorse disponibili sono: ●● l’evoluzione delle assicurazioni a copertura delle calamità naturali e avversità atmosferiche; ●● la gestione ex ante dei fondi di mutualità così come già fatto con il ricorso alle assicurazioni private; ●● la messa a sistema di tutti gli strumenti atti alla gestione del rischio coinvolgendo soggetti pubblici e privati. Grafico 2 19 È L’evoluzione del sistema assicurativo Luigi Avagliano di Luigi Avagliano Rappresentante ANIA e direttore centrale FATA Assicurazioni Danni una questione urgente riorganizzare un sistema complesso e articolato come quello delle assicurazioni in campo agricolo, oggi comprende circa 85.000 aziende agricole associate ai consorzi di difesa; in Trentino quasi la totalità delle aziende agricole è associata al consorzio, ma nel resto d’Italia la percentuale è di gran lunga inferiore. Dal punto di vista delle Compagnie di assicurazione, in prospettiva e con riguardo alla nuova PAC, i temi da tenere in considerazione sono: ●● semplificazione anche per ottimizzare l’impiego dei dati e per risparmiare tempo e risorse; ●● articolazione dell’offerta spostandosi verso una copertura completa del rischio a sostegno dell’agricoltore, infatti l’UE si sta orientando verso un concetto di copertura del rischio totale, attraverso la garanzia multirischio; ●● compartecipazione fra tutte le parti in causa, Ente Pubblico, Consorzi di difesa, Compagnie di assicurazione e agricoltori. Le principali novità introdotte dalla PAC sono l’ampliamento degli strumenti e il finanziamento nell’ambito del 2° pilastro. La Politica Agricola ha principalmente due obiettivi: la gestione del rischio e la stabilizzazione del reddito, che possono essere conseguiti mediante strumenti diversi come l’assicurazione e i fondi mutualistici. Anche questi ultimi sono considerati uno strumento utile per permettere agli agricoltori o a gruppi di agricoltori di gestire i propri rischi e di beneficiare di indennizzi, anche per evitare situazioni di perdite economiche catastrofiche. Gli strumenti della gestione del rischio nella PAC 2014-2020 sono innovativi ed ambiziosi e pongono nuove sfide a cui il sistema assicurativo in agricoltura dovrà saper rispondere efficientemente. Dobbiamo quindi essere pronti ad operare assieme orientandoci verso una copertura del rischio completa, anche in visione delle innovazioni della Politica Agricola Comune del 2014 a cui il sistema assicurativo dovrà saper rispondere efficacemente. Responsabilmente il nostro imperativo categorico dovrà essere piena collaborazione, ognuno per il proprio ruolo, nello sviluppo di prodotti coerenti con le esigenze delle imprese agricole, equilibrati e sostenibili in un’ ottica di medio – lungo periodo per dare sicurezza e continuità all’intero settore. cola La politica agri i: due obiettiv te n e lm a ip c n ha pri l rischio la gestione de ne del reddito o zi za iz il b ta s e la 20 21 Q Innovazione sulle pluri e multirischio di Albano Agabiti Presidente Asnacodi uest’ anno ci troviamo davanti ad un piano assicurativo molto innovativo rispetto al passato. Il mercato si è innovato, c’è stata una significativa evoluzione delle polizze pluririschio e delle multirischio. Avvicinandoci alla nuova PAC 2020 la tipologia di polizza che si avvicina di più al quadro finanziario previsto è la tipologia multirischio. Questa tipologia di polizza offre a costi competitivi una copertura assicurativa completa contro tutte le manifestazioni calamitose e beneficia, già da quest’anno, dell’aliquota massima contributiva pari all’80%. Un’ulteriore novità riguardante il 2013 è il diverso livello contributivo stabilito dal Ministero dell’Agricoltura con il Decreto “Piano Assicurativo Agricolo Nazionale 2013”, dove si prevede che la pluririschio con due avversità (la vecchia grandine e vento) abbia un’ aliquota contributiva pari al 65% e la pluririschio con minimo tre eventi al 75%. Il legislatore comunitario conferma l’esigenza di tutela del reddito delle imprese contro i rischi di mercato e contro le calamità; la polizza multirischio è l’unica tipologia di polizza che copre l’insieme dei rischi derivanti da avversità e calamità. Da ciò deriva una forte spinta innovativa a cui i consorzi di difesa devono tendere. Il successo del sistema dipende anche dalla capacità di adeguamento alle esigenze di mercato e dalla forza contrattuale generata dalla coesione all’interno delle strutture di riferimento. A tal proposito stiamo organizzando Asnacodi, mettendo sul territorio delle potenzialità nuove, aiutando e preparando le strutture territoriali verso questa nuova tipologia di polizza multirischio. Non solo assistenza ma anche dare voce ai fondi mutualistici come completamento della copertura assicurativa tradizionale anche per evitare le polizze aggiuntive diverse da quelle agevolate, che non sempre rispecchiano la normativa esistente. Per fare questo è necessario un sistema informatico di trasferimento dati fra Consorzi di difesa, Compagnie d’assicurazione e Ministero che sia meno complicato. A tal fine Asnacodi ha migrato su un portale su web l’applicativo Georgicon. Portare a sistema tutto il territorio significa mettere tutti i Condifesa nella condizione di acquisire le strumentazioni operative necessarie a garantire servizi di qualità, competitivi ed efficienti. Significa inoltre allargare la base assicurativa. Oggi la concentrazione di assicurazioni è prevalentemente al nord. Infatti circa il 75% dei valori assicurati sono ricompresi fra Emilia Romagna, Veneto, Lombardia e Trentino Alto Adige. Se la base assicurativa non si allarga anche nel resto della nazione il sistema potrebbe implodere. Dobbiamo dare ai Consorzi di difesa una logica diversa da quella che è stata fatta fino ad oggi, dobbiamo affrontare le innovazioni del 2014 con determinazione e portare a termine gli obiettivi prefissati, bisogna mettersi in gioco prima di tutto come sistema, nel tentativo di rinnovare il settore e di trovare nuovi vantaggi competitivi. Ciò sarà possibile se i Condifesa, per primi, accetteranno il confronto con il cambiamento e faranno proprie le nuove esigenze delle imprese associate. Trento è sempre stato un modello virtuoso, un esempio per tutti sono i Condifesa nella sviluppo di soluzioni innovative. Coraggio, responsabilità e capacità sono stati i comuni denominatori nell’operatività quotidiana. Sono certo che ancora una volta, questa provincia saprà cogliere appieno le opportunità offerte della nuova PAC. Albano Agabiti logia di polizza o p ti a ic n u l’ è La multirischio chi derivanti da avversità ieme dei ris ta innovativa in p s te che copre l’ins r fo a n u ciò deriva no tendere o v e d a s e e calamità. Da if d i d i a cui i consorz 22 23 I Tavola rotonda: “l’agricoltura oggi: strategie per la competitività” l direttore del giornale l’Adige Pierangelo Giovanetti ha introdotto i lavori facendo un breve riassunto degli argomenti trattati nella prima parte dell’assemblea Co.Di.Pr.A. e spiegando che quanto è stato detto è la descrizione con visione nazionale ed europea di quanto sta avvenendo nel mondo delle imprese agricole e di in particolare della gestione del rischio. La seconda parte dell’assemblea ha quindi cercato di spiegare cosa si debba fare e come si possa operare anche a livello territoriale. Mauro Serra Bellini Dirigente Responsabile MIPAAF ufficio COSVIR VII gestione crisi in agricoltura – fondo solidarietà nazionale: Co.Di.Pr.A. sempre in prima linea “Co.Di.Pr.A. è sicuramente in grado di cogliere le opportunità offerte dalla nuova PAC ed ha sempre promosso un progressivo e costante cambiamento riuscendo a sviluppare le soluzioni di gestione del rischio; ma ciò non è sufficiente, dobbiamo porci l’obiettivo di respiro nazionale che tutti i consorzi di difesa sappiano cogliere queste opportunità. In visione della programmazione pluriennale dovremmo stendere il piano agricolo nazionale introducendo tutte le novità comunitarie. Uno degli obiettivi del Piano Assicurativo Agricolo Nazionale è l’allargamento delle coperture assicurative anche per un maggior sviluppo su tutto il territorio nazionale. Questo significa maggiore integrazione cioè dare maggiore efficacia all’intervento pubblico, condizione che permette di giustificare i finanziamenti. A tal proposito dovremmo attivarci per inserire l’art.19 delle strutture nel programma nazionale. L’obiettivo deve essere la semplificazione e l’accorciamento dei tempi; questo è già stato fatto per l’Ocm vino. Quest’ultimo infatti ha un ottimo appeal sui contribuenti perché la compilazione della domanda e la regolazione del contributo sono veloci, tanto è vero che i contributi pubblici sono incassati dagli agricoltori entro l’anno di competenza della polizza. Sono convinto inoltre che i contributi pubblici dovranno poter essere erogati anche direttamente e cumulativamente ai Consorzi di difesa anziché esclusivamente e ai singoli agricoltori, questo sarà l’unico modo per evitare burocrazia e quindi spese a scapito degli assicurati. Un altro obiettivo da raggiungere è la consulenza, per coloro che già conoscono la materia, e l’assistenza tecnica per le nuove imprese. L’obiettivo del Ministero è far partire dal 2014 il programma di sviluppo rurale, rimane però aperto il programma in fase di transizione per coprire la parte finanziaria del 2013 che con le risorse nazionali non si riesce a coprire integralmente.” Mauro Serra Bellini 24 25 Mauro Fezzi Luciano Pilati La fondazione Mach e il settore dell’agro-meteorologia I fondi di mutualità come opportunità Direttore della Fondazione Edmund Mach: “La Fondazione Edmund Mach è un centro di ricerca che conduce studi nei settori di agricoltura, alimentazione e ambiente per contribuire al miglioramento della qualità della vita e alla crescita sociale ed economica, opera inoltre con straordinari risultati negli ambiti della genomica della vite e delle piante da frutto. La Fondazione ha al suo interno un centro di trasferimento tecnologico, che ha la funzione di assistere gli agricoltori nelle scelte che devono essere fatte preventivamente per far si che il risultato della colture sia quello che risponda alle esigenze dell’agricoltore. Nell’ambito dell’assistenza un ruolo importante riveste il settore dell’agro-meteorologia. La Fondazione gestisce sul territorio una rete di stazioni meteorologiche che consentono di conoscere in tempo reale la situazione nel territorio, mettendo a disposizione degli agricoltori diversi dati come: la temperatura dell’aria e del suolo, l’entità della precipitazione, l’andamento del vento, l’umidità,… Tutti questi dati sono elementi importantissimi per impostare gli interventi preventivi e consentono la costruzione di banche dati in grado di tracciare delle serie storiche complete. È importante anche per il settore delle compagnie d’assicurazione in quanto questi dati fanno riferimento anche alla grandine. Infatti la Fondazione gestisce anche una numerosa rete di grellimetri che riescono a misurare l’entità, l’energia e la frequenza dell’evento. Questi dati sono di aiuto anche nella visione dei processi fisiologici, che interessano le colture di mele e uva, per quanto riguarda l’andamento della maturazione e quindi il momento corretto della raccolta. Tutta l’attività di gestione delle diverse stazioni meteorologiche è disponibile su un applicazione, scaricabile sul proprio tablet, smartphone o computer, che consente di vedere in tempo reale tutte le precipitazioni delle varie stazioni.” Mauro Fezzi 26 Docente di Economia delle Aziende Agrarie Facoltà di Economia di Trento: “La nuova PAC recepisce l’ ipotesi di costituzione dei fondi mutualistici; questi per la Provincia di Trento non sono una novità. Infatti hanno già trovato applicazione con la copertura dei danni sotto la soglia del 30%. Ci sono anche ulteriori spazi per l’applicazione dei fondi, pensiamo ai diversi rischi cui l’agricoltore è esposto: rischio resa, prezzo e rischio ambientale che può essere visto come danno generato o danno subito. Facendo riferimento agli animali selvatici, che è un rischio esterno all’azienda, l’idea di agire nella direzione di un fondo mutualistico per coprire il rischio di tali danni potrebbe essere una soluzione al problema, anche se non dobbiamo allontanarci troppo dal concetto che l’assicurazione e i fondi mutualistici non sono uno strumento utilizzabile per la copertura di rischi se questi sono troppo elevati e di frequente manifestazione: in questo caso è necessario intervenire per ridurre i danni con soluzioni effettive e pratiche. La gestione del rischio dovrebbe quindi essere utilizzabile e dare risposta a tutte le produzioni. In alcuni casi la soluzione assicurativa probabilmente non è quella ottimale. In riferimento alla PAC, questa propone la parola “greening”, cioè inverdimento, ciò significa diversificazione delle colture, gestione del pascolo e accentuazione della parola multifunzionalità. Ci sono tipologie di prodotto assicurabili, ad esempio quella del pascolo, in cui la procedura amministrativa, ovvero l’onere a carico dell’assicurato, è superiore al vantaggio che lo stesso ottiene stipulando la polizza. La stessa percezione del rischio è talmente bassa che non motiva l’agricoltore. Sono necessarie misure che semplifichino il sistema di adesione, che standardizzino la gestione e comportino solidarietà tra gli agricoltori. Quella dei fondi di mutualità è un opportunità, il rischio è che ci siano interventi diversificati all’interno delle diverse realtà / cooperative e che manchi la “regia”; il punto di riferimento è sicuramente Co.Di. Pr.A. Ci sono tante opportunità da cogliere se Co.Di.Pr.A. e la Provincia in collaborazione sapranno gestire l’innovazione con una regia unitaria e con l’obiettivo della stabilizzazione dei ricavi di medio termine.” Luciano Pilati 27 Giorgio Gaiardelli Tiziano Mellarini Presidente di Co.Di.Pr.A.: Vice Presidente Giunta Provinciale e Assessore Provinciale all’Agricoltura, Foreste e Turismo, Caccia e Pesca: Parola d’ordine, contenere i costi “Il Trentino è una Provincia che assicura il 75%-80% della produzione e questo è stato possibile anche grazie all’innovazione e alla mentalità dei nostri soci, alla fiducia che gli stessi ripongono nel Consorzio di difesa. Co.Di.Pr.A. già da qualche anno ha iniziato l’esperienza dei fondi di mutualità, sperimentati con ottimi risultati, in maniera complementare agli In Trentino un’agricoltura piena di valori strumenti assicurativi, per la copertura di alcuni rischi produttivi. Quando abbiamo deciso di attivare tali fondi, non potevamo immaginare che potessero divenire, in così breve tempo, attuali e centrali nel dibattito economico nazionale ed europeo. Ci stiamo preparando all’avvento della nuova PAC, non dimenticando che il sistema finora utilizzato è stato collaudato con successo. Alle nostre soluzioni di gestione del rischio guardano con crescente interesse sia i responsabili di livello nazionale delle politiche agricole che altri Condifesa che hanno percepito la validità del sistema trentino. Dobbiamo fissarci come imperativo categorico il contenimento dei costi con l’utilizzo di sistemi informatici all’avanguardia e soprattutto condivisibili ed interagenti con i vari soggetti interlocutori del sistema e cioè le Compagnie assicuratrici e i relativi intermediari, i periti incaricati dei rilievi, tutti i nostri soci e gli altri attori pubblici interessati sia nazionali che provinciali per giungere alla condivisione ed utilizzo informatico di dati.” . Giorgio Gaiardelli 28 “In Trentino abbiamola massima attenzione per il mondo agricolo e questo ci porta a compiere azioni importanti per quanto riguarda la gestione del rischio. Il Trentino ha dimostrato quanto sia importante la ricerca, e i passi compiuti anticipano le direttive che stanno arrivando dalla nuova Politica Agricola Comune. Gli strumenti di gestione del rischio avranno un ruolo centrale nella PAC 2014-2020. La Provincia di Trento ha approvato una norma per consentire la sperimentazione dei fondi mutualistici. Co.Di.Pr.A. ha già dato un segnale importante verso questi strumenti di garanzia per gli agricoltori, coerente con i nuovi obiettivi comunitari e che porta vantaggio a tutti gli imprenditori agricoli perché la gestione dei rischi è e deve essere considerata come una sfida nella concretizzazione delle nuove misure previste dalla PAC per la stabilizzazione dei ricavi/ redditi aziendali, condizione indispensabile per uno sviluppo concreto e un costante progresso dell’agricoltura. Le aziende agricole trentine quotidianamente operano avendo a riferimento i valori di solidarietà e mutualità, questo significa condividere impegni e sacrifici con la consapevolezza che i benefici saranno notevoli e collettivi. La presenza di animali selvatici e ungulati su tutto il territorio regionale sta mettendo a rischio quella che è l’attività agricola. A tal proposito abbiamo presentato una richiesta per poter utilizzare i fondi del secondo pilastro e poter dare avvio ad una polizza che possa garantire la perdita economica derivante dai danni causati da animali selvatici e ungulati. Attraverso la condivisione degli obiettivi e la collaborazione fra Co.Di.Pr.A. e Provincia bisogna cercare di dare risposta a quelli che sono gli obiettivi comuni e le esigenze delle imprese agricole trentine. Siamo sulla strada corretta e i risultati sono alla luce del sole.” Tiziano Mellarini 29 Situazione agronomica principali colture provinciali Tabella 2 Zone Precoci fonte F.E.M. - I.A.S.M.A.A. MELE I mesi di marzo, aprile e maggio 2013 sono stati caratterizzati da un livello di pioggia cumulata mensile praticamente doppia rispetto al livello medio registrato nell’ultimo decennio (vedi grafico 1). Anche le ore di bagnatura fogliare descrivono una situazione climatica critica: 460 ore, mediamente un giorno su tre. Questo, in combinazione con le temperature medie, ha influito sullo sviluppo della ticchiolatura. Una prima infezione prevalentemente in Val d’Adige è stata riscontrata in data 27 – 30 marzo, una seconda interessante tutta la Provincia è riscontrabile dal 19 al 23 aprile mentre dal 16 al Grafico 1 30 28 maggio si sono registrati 190 mm di pioggia che hanno determinato la partenza di una infezione “secondaria”. Nelle zone precoci il 18 aprile erano presenti mediamente 4,3 foglie per germoglio e 6.9 foglie il 23 aprile. Quindi in soli 5 giorni di pioggia, pressoché continua, si sono sviluppate 2,6 foglie nuove ogni germoglio. Dai controlli dei tecnici a fine infezioni primarie, si evince che l’ 8% dei frutteti ha una presenza di foglie ticchiolate pari al 10%, il 17% dei frutteti con foglie ticchiolate al 10 – 30% e il 66% con foglie ticchiolate superiori al 30%. La tabella 2 rappresenta per zona il Zone Tardive Paese Varietà % Getti colpiti % foglie colpite Numero medio di macchie Tassullo Golden 84% 14% 2,5 Nanno Golden 88% 16% 3,26 Tassullo Gala 70% 11% 4,45 Segno Golden 35% 8% 1,14 Segno Golden 21% 3% 1,33 Mollaro Gala 50% 13% 1,38 Mollaro Golden 55% 12% 1,69 Tuenno Golden 59% 9% 1,49 Pavillo Golden106 34% 4% 1,60 Rallo Golden 36% 6% 1,19 Pavillo Golden MM10 48% 6% 1,31 Pavillo Golden 58% 8% 1,53 Tassullo Golden 58% 7% 1,67 Rallo Golden 72% 9% numero di macchie e di foglie colpite. La vigoria della pianta è stata una condizione che ha influenzato pesantemente la diffusione della ticchiolatura, in quanto la velocità di fogliazione ha determinato maggiore scopertura successivamente ai trattamenti e quindi facilità di inoculo. Dai rilievi si evince che i frutteti equilibrati e poco vigorosi hanno avuto una percentuale di attacco di ticchiolatura inferiore anche del 60%. Una delle difficoltà che hanno dovuto affrontare gli agricoltori è stata la problematicità di intervento. Le condizioni climatiche hanno comportato notevoli problematiche di transitabilità dei frutteti che si sono trasformati in pantani. Ad inizio giugno si sono eseguiti dei controlli su frutteti riscontrando presenza di frutti colpiti che varia dallo 0 al 25% dei frutti in pianta. Eccezionalmente si possono trovare dei frutteti con danni gravissimi. Tale percentuale varia da zona a zona, ma anche da frutteto a frutteto della stessa azienda. Questi dati sono riferiti a piante non diradate, quindi ad operazione di dirado ultimata, essendo la carica mediamente buona, in pianta vi sarà una presenza non significativa di frutteti ticchiolati. Dalla relazione del dott. Gastone Dallago risultano evidenti le difficoltà che hanno determinato le condizioni climatiche nel corso del 2013. La presenza di ticchiolatura su foglie e/o frutti è una condizione riscontrabile praticamente nell’intero territorio agricolo provinciale ed è necessario affrontare questa problematica con il massimo impegno per evitare ulteriori sviluppi negativi. Le realtà organizzate trentine ritengono fondamentale condividere le modalità di gestione del prodotto fino alla raccolta al fine di raggiungere due obiettivi: ottenere mele conformi alla legge ed al Disciplinare di Produzione Provinciale e con limitati problemi di inoculo. È indispensabile eseguire al meglio le normali pratiche culturali ed un dirado manuale dei frutticini evitando comunque operazioni radicali volte a tagliare ,nei frutteti più attaccati, tutti i frutti colpiti. Questo altererebbe l’equilibrio vegetoproduttivo della pianta inutilmente. Le norme di commercializzazione consentono di considerare commerciale il frutto che presenta fenomeni, macchie e difetti di ticchiolatura inferiori ad 1 cmq. In considerazione di queste condizioni climatiche straordinarie e della diffusione del problema ticchiolatura, anche con riferimento alle condizioni della polizza collettiva che prevedono la condizione che il frutto debba essere indenne da malattie, tare e/o difetti, ma prevede esclusivamente la possibilità di riduzione dei quintali in rischio nel caso in cui il prodotto commerciale sia effettivamente perso, mentre il prezzo mercuriale è convenzionalmente 31 Figura 1 - Parametri climatici registrati nel mese di maggio a San Michele nel periodo 2000-2013 stabilito rispetto al realizzo medio del prodotto conferito con qualifica commerciale, si è condiviso che nel caso di grandinate, il danno medio venga valutato avendo a riferimento le mele classificabili come commerciali, quindi anche con presenza di difetti derivanti dalla ticchiolatura entro i limiti previsti dalla normativa comunitaria. Ovviamente non sono considerabili a fini liquidativi i danni imputabili alla ticchiolatura in quanto fitopatia e di conseguenza espressamente esclusa dalla condizioni di polizza. Normativamente è consentita la possibilità di includere nelle garanzie coperte dalle polizze anche le fitopatie. Questo però comporta una riduzione del contributo del 50%. Tale riduzione non è riferibile esclusivamente al costo della garanzia fitopatia , ma all’intero costo della polizza, avversità comprese. Quindi il costo a carico dell’agricoltore diventa più che doppio rispetto a quello attuale, con la conseguenza che nessuno vi aderisce. Abbiamo negli anni scorsi sperimentato tale ipotesi con la fitopatia peronospora (prodotto uva) e drosophila Suzuki su ciliegie e piccoli frutti. Le figure 1 e 2 rappresentano i parametri dei millimetri di pioggia, ore di bagnatura e giorni piovosi nei mesi di maggio e giugno rilevate dalla stazione meteorologica della Fondazione Edmund Mach nel Comune di S. Michele A/A. Grappolo di uva colpito da botrite UVA DA VINO Figura 1 - Parametri climatici registrati nel mese di giugno a San Michele nel periodo 2000-2013 32 La situazione della viticoltura in Provincia di Trento è sicuramente più confortante di quella della frutticoltura. Le infezione della peronospora sono avvenute nei primi 15 giorni di maggio e sono state abbastanza contenute grazie anche alle basse temperature della seconda metà del mese. La piovosità media registrata nell’ultimo decennio è di 707 mm di acqua, solo nel mese di maggio 2013 i millimetri di acqua sono stati 260, record degli ultimi 13 anni. In generale la situazione della peronospora non desta preoccupazione , vi è una lieve presenza di macchie in tutti i vigneti su 3 / 4 foglie. La peronospora primaria ha causato, in alcuni casi, danni anche del 5/10%, ma a parte qualche caso eccezionale, i danni quantitativi sono limitati / nulli. Il germogliamento è stato molto regolare con una buona fertilità. Stiamo attenzionando il problema “oidio” che è in aumento, favorito anche dalle temperature. In qualche vigneto di fondovalle particolarmente vigoroso e su cultivar tipo marzemino e lagrain si conferma una lieve presenza di botrite assolutamente sotto controllo. Non si riscontrano problematiche eccezionali o situazioni di allarme particolare. Grappolo di uva con presenza di oidio Grappolo di uva colpito da peronospora 33 P Principali norme contrattuali RODUZIONE ORDINARIA – definizione contrattuale prevista per tutte le tipologie di polizza ai sensi degli Orientamenti Comunitari e della Normativa Nazionale ●● La media della produzione ottenuta, per unità di superficie coltivata di impianti in piena produzione, nei tre ultimi anni precedenti, o la produzione media triennale, calcolata sui cinque precedenti escludendo l’anno con la produzione più elevata e quello con la produzione più bassa. In mancanza di dati aziendali deve essere assunta la media stabilita con Delibera della Giunta PAT pari a 630 q.li/ha per le mele, 106 q.li/ ha per le ciliegie, 44 g.li/ha per il mais e come da disciplinare per l’uva da vino. SOGLIA DI ACCESSO AL RISARCIMENTO In applicazione delle normative comunitarie e nazionali di settore, Reg. (CE) 19 aprile 2008 n. 479, art. 14; Reg. (CE) del 19 gennaio 2009 n. 73, artt. 68 e 70 - e del Decreto MIPAAF 18 gennaio 2012 n. 1.324 – Piano Assicurativo Agricolo Nazionale -, i contratti agevolati devono prevedere obbligatoriamente l’applicazione di una soglia di accesso al risarcimento (unica eccezione il prodotto “Uva da Vino” in riferimento al quale, con limitazione della percentuale massima di contributo al 50%, può non essere applicata la soglia). SOGLIA DI ACCESSO AL RISARCIMENTO significa che il diritto all’indennizzo si attiva esclusivamente quando le avversità oggetto di garanzia abbiano provocato un danno, risarcibile a termini di polizza, superiore al 30% calcolato sull’intera produzione aziendale, relativa allo stesso prodotto, ubicata nel medesimo Comune amministrativo (media ponderale) rispetto al valore assicurato. Superato detto livello minimo sarà applicata la franchigia scalare contrattuale. Per le tipologie di polizza pluririschio, la franchigia viene applicata per partita assicurata, mentre per 34 la garanzia multirischio rese la franchigia viene applicata per aggregato varietà - azienda - Comune. Per “Prodotto” si intendono i prodotti agricoli elencati all’art. 1, punto 1.1 del Piano Assicurativo Agricolo Nazionale di cui al Decreto Ministeriale del 18 gennaio 2012, n. 1.324 e cioè: Uva da Vino, Mele, Pere, Susine, ecc... Per “Varietà” si intendono le tipologie colturali elencate all’allegato 1, del Piano Assicurativo Agricolo Nazionale di cui al Decreto Ministeriale del 18 gennaio 2012, n. 1.324 e cioè: Teroldego, Pinot grigio, Pinot nero ecc… Golden, Red, Gala, ecc... Mele Golden e Renetta, ad esempio, sono da considerarsi “unico Prodotto” ma varietà diverse. Le produzioni insistenti in appezzamenti dotati di impianti di difesa attiva (reti antigrandine) non vengono computate ai fini del calcolo della soglia quindi la media ponderale di danno aziendale verrà calcolata disgiuntamente, in altre parole mele e mele con impianto difesa attiva sono da considerarsi alla stregua di due prodotti diversi, non concorrendo congiuntamente alla determinazione della soglia aziendale, a prescindere dall’avversità che ha determinato il danno (compreso gelo-brina). “PRODOTTO ILLESO” è eventualmente da considerarsi anche quello raccolto. Di conseguenza ai fini del calcolo della media ponderale di danno per prodotto/azienda/Comune, il prodotto raccolto concorrerà ponderatamente a tale calcolo. Nel caso di danni da eventi atmosferici in corso di raccolta, o per varietà che prevedano la raccolta in più stacchi, es. “GALA”, viene, comunque, considerata l’intera produzione assicurata per il calcolo della soglia di accesso al risarcimento. Ad integrazione delle Norme che regolano l’Assicurazione, non si applicherà la detrazione relativa al prodotto raccolto ma si procederà alla suddivisione della partita in due sottopartite distinte con l’attribuzione, per ciascuna, del relativo danno specifico e della relativa franchigia. Si ritiene che ad ogni partita debba essere attribuita una percentuale di danno e non venga effettuata la consolidata prassi del “ritiro di denuncia”, salvo ulteriori e specifiche considerazioni che possono essere fatte dai periti. Il “bollettino di campagna” è da compilarsi con le solite modalità, con punteggio per partita, senza obbligo di indicare la percentuale media di danno, inserendo, eventualmente, la seguente dichiarazione o altre aventi lo stesso contenuto: “Con l’accettazione del presente bollettino l’assicurato prende atto che il diritto all’indennizzo maturerà solo ed esclusivamente al superamento della soglia del 30% di danno risarcibile a termini di polizza, relativamente all’intera produzione aziendale della specie dichiarata, anche se assicurata con uno o più certificati, ubicata in un medesimo Comune”. FONDO DI MUTUALITA’ L’applicazione contrattuale della “Soglia di accesso al risarcimento” può determinare che, pur avendo subito dei danni superiori al 30% in qualche appezzamento, qualora il danno medio aziendale per prodotto e Comune non superi il 30%, non abbia luogo alcun risarcimento. Al fine di evitare tale possibilità e per cercare di riportare la situazione risarcimenti alle condizioni ante introduzione soglia si è deliberata la costituzione di un “Fondo di Mutualità”, alimentato esclusivamente dai contributi dei Soci. Questo “Fondo”, nei limiti della sua dotazione finanziaria, concorrerà pertanto alla liquidazione degli eventuali sinistri che risulteranno sotto la soglia Azienda – prodotto - Comune. Nel 2013 la dotazione finanziaria complessiva del Fondo di Mutualità si stima sia pari a circa 5,00 mil. di €uro. Il dato definitivo della dotazione sarà possibile calcolarlo solo a chiusura informatizzazione dati di polizza. La franchigia applicata alle liquidazioni dei danni delle imprese agricole sotto soglia di accesso ai risarcimenti e quindi a carico del “FONDO DI MUTUALITA’ “ è quella a scalare prevista nei vari tipi di contratti assicurativi con il minimo di 15 punti percentuali e non 10. La soglia deve intendersi per aggregato prodotto e Comune dell’azienda agricola (non computano produzioni sotto rete). Di conseguenza dovrà essere eseguita la perizia per tutte le partite del medesimo aggregato azienda/prodotto/Comune. Infatti anche le partite con danno inferiore al 30% e quindi non liquidabile, concorrono al calcolo del danno medio lordo e quindi al superamento della soglia. OBBLIGHI DELL’ASSICURATO IN CASO DI SINISTRO – DIRADO MANUALE L’ART. 9 COMMA C) DELLE CONDIZIONI GENERALI DI ASSICURAZIONE PREVEDE L’OBBLIGO DI ESEGUIRE TUTTI I LAVORI DI BUONA AGRICOLTURA RICHIESTI DALLO STATO DELLE COLTURE. IL DIRADO MANUELE È UNA NORMALE PRATICA AGRONOMICA CON INDICAZIONI TECNICHE IMPARTITE DAI TECNICI DEL CENTRO ASSISTENZA TECNICA FONDAZIONE E. MACH. PURCHE’ NON SIANO RISCONTRABILI ESAGERAZIONI IMMOTIVATE, IL DANNO VERRA’ CALCOLATO SUL PRODOTTO IN PIANTA AL MOMENTO DELLA RACCOLTA. NON SONO SIGNIFICATIVE NE CONSIDERABILI PIANTE CAMPIONE. 35 Esempi pratici di determinazione della soglia di accesso al risarcimento e di applicazione della franchigia Es. n. 2 – Azienda posta in unico Comune amministrativo ma con prodotti assicurati diversi - Polizze non Multirischio rese Es. n. 1 – medesimo prodotto relativo alla stessa Azienda coltivato in Comuni amministrativi diversi – Polizze non Multirischio rese Azienda Agricola Sergio Rossi Azienda Agricola Guido Bianchi Comune a) b) Part. 1 2 3 4 5 6 7 8 Brez c) Varietà d) Valore Assicurato Fuji Red oltre 350 mt Gala Golden oltre 350 mt Golden oltre 350 mt Golden oltre 350 mt Gala Renetta Canada % Danno b) Cloz c) Part. Varietà 1 2 3 4 Fuji Gala Fuji Golden oltre 350 mt d) 1.500,00 1.410,00 1.500,00 92,00 4.502,00 32 25 23 65 Franchig. a scalare 30,00 30,00 27,00 10,00 30,00 10,00 10,00 13,00 44,52 Specie Risarcimento Assicurativo certo netto 94,00 4.278,00 147,20 817,80 637,00 Danno Lordo Soglia 480,00 352,50 345,00 59,80 1.237,30 27,48 c) d) e) Part. Varietà Valore Assicurato %Danno Danno Lordo Marzemino Marzemino Pinot Grigio Merlot Marzemino Pinot Grigio Pinot Grigio 3.500,00 6.000,00 2.320,00 2.400,00 2.000,00 4.640,00 1.624,00 21 22 31 18 24 31 42 22.484,00 Risarcimento a carico del Fondo e) : c) x 100 Soglia 735,00 1.320,00 719,20 432,00 480,00 1.438,40 682,08 5.806,68 Uva Vino FS MD cod 902 Franchig. a scalare 30,00 30,00 29,00 30,00 30,00 29,00 15,00 25,83 Risarcimento a carico Fondo Mutualità 46,40 92,80 438,48 577,68 (*) Nota: nei limiti della sua dotazione finanziaria superata la quale i risarcimenti verranno riparametrati in percentuale e con applicazione della franchigia minima del 15% Mele B FS cod. 783 Comune Risarcimento a carico Fondo Mutualità 27,00 75,00 30,00 30,00 15,00 46,00 Franchig. a scalare 121,00 Risarcimento a carico del Fondo N.B.: il medesimo criterio deve essere considerato anche qualora anziché in Comuni diversi le produzioni siano in parte coperte con impianti di difesa attiva (reti antigrandine) ed in parte no. Nell’esempio si sono considerate situazioni con danni derivanti da fenomeni grandinigei quindi senza l’applicazione di alcun scoperto. N.B.: nel caso di tipologia di polizza Multirischio rese, deve essere calcolato il danno medio ponderale per ogni aggregato varietà-Comune: Esempio Comune Brez Partite 3 e 7 varietà Gala danno medio (1880x32+1410x68)/(1880+1410)=47,45 (quindi si applica franchigia 10, questo comporta un maggior indennizzo rispetto al caso di copertura pluririschio pari ad euro 501,10 Partite 4, 5 e 6 varietà Golden danno medio (6.900x72+6.900x25+460x42)/(6.900+6.900+460)=47,07 (quindi si applica franchigia 10, questo comporta un maggior indennizzo rispetto al caso di copertura pluririschio pari ad euro 1.035,00). Nel caso di erogazioni a carico del Fondo di Mutualità per danni sotto soglia la liquidazione avrà a riguardo il danno rilevato per ogni singola specifica partita con l’applicazione della franchigia e degli scoperti calcolati ed applicati secondo le condizioni specifiche di ogni tipologia di polizza. Risarcimento a carico della Compagnia Arco Specie a) b) c) d) e) Part. Varietà Valore Assicurato %Danno Danno Lordo 1 2 3 Gala Granny Smith Morgenduft Golden fino 350 mt 4 (*) Nota: nei limiti della sua dotazione finanziaria superata la quale i risarcimenti verranno riparametrati in percentuale e con applicazione della franchigia minima del 15% 36 Specie b) 1 2 3 4 5 6 7 5.974,00 Arco a) e) : c) x 100 e) Valore %Danno Assicurato Soglia 700,00 119,60 601,60 4.968,00 1.725,00 193,20 958,80 955,50 10.221,70 Comune a) Danno Lordo 28 26 32 72 25 42 68 39 2.500,00 460,00 1.880,00 6.900,00 6.900,00 460,00 1.410,00 2.450,00 Comune Mele B FS cod. 783 e) : c) x 100 e) 22.960,00 Risarcimento a carico della Compagnia Specie Mele B FS cod. 783 e) : c) x 100 1.880,00 2.960,00 1.700,00 37 36 24 695,60 1.065,60 408,00 17,00 19,00 30,00 Risarcimento Assicurativo certo netto 507,60 266,40 - 4.440,00 26 1.154,40 30,00 - 10.980,00 Nell’esempio si sono considerate situazioni con danni derivanti da fenomeni grandinigei quindi senza applicazione di scoperto. ISPEZIONE DEI PRODOTTI ASSICURATI La Società ha sempre il diritto di ispezionare i prodotti assicurati, senza che ciò crei pregiudizio per eventuali riserve od eccezioni. L’Assicurato ha l’obbligo di fornire tutte le indicazioni ed informazioni occorrenti, nonché il Fascicolo Aziendale e le mappe catastali relative alle partite assicurate. 3.323,60 Soglia 30,27 Franchig. a scalare 774,00 ESAGERAZIONE DOLOSA DEL DANNO Ogni atto scientemente compiuto, diretto a trarre in inganno la Società circa la valutazione del danno può produrre la decadenza dell’Assicurato dal diritto all’indennizzo. LIMITI MASSIMI DI RISARCIMENTO In nessun caso, la Società, pagherà per uno o più eventi garantiti importo superiore a: ●● Pluririschio Grandine e venti forti (eventualmente colpo di sole) – 90% del 37 T risultato della produzione per partita assicurata al netto della franchigia contrattuale. ●● Pluririschio Grandine, venti forti, gelo, brina e sbalzo termico – Grandine, venti forti, eccesso di pioggia – Grandine, venti forti, gelo, brina, sbalzo termico, eccesso di pioggia - 80% del risultato della produzione per partita assicurata al netto della franchigia contrattuale, tale limite di indennizzo viene ridotto al 70% del risultato della produzione per prodotto e partita assicurata qualora il danno prevalente sia imputabile a gelo brina. ●● Multirischio rese - 70% del risultato della produzione per prodotto insistente nel medesimo Comune, al netto della franchigia contrattuale. FRANCHIGIA - SCOPERTO Superato il livello minimo di soglia di accesso al risarcimento calcolato sull’intera produzione aziendale, per prodotto, ubicato nel medesimo Comune amministrativo sarà applicata la franchigia contrattuale come segue; 38 Per il prodotto “Uva Nord”, esclusivamente per la garanzia grandine e venti forti, non si applica la soglia di accesso al risarcimento e la franchigia applicata è fissa pari al 10 punti percentuali. La maggiorazione per danno di qualità è quella convenzionale prevista nella tabella qualità “502”. Tale opzione gode di un contributo pubblico limitato pari al 50% della spesa ammessa. Qualora il prodotto assicurato sia stato danneggiato esclusivamente o prevalentemente dagli eventi gelo e/o brina e/o colpo di sole e/o siccità e/o venti sciroccali e/o sbalzo termico e per danni risarcibili a termini del Contratto assicurativo, verrà applicato uno scoperto al danno pari al 20%. Per prevalente sono da intendersi i casi in cui i danni da gelo, brina e/o colpo di sole e/o siccità e/o venti sciroccali e/o sbalzo termico siano maggiori al danno da grandine e venti forti. (es: danno complessivo 90% di cui 50% imputabile a gelo e 40% a grandine, la liquidazione sarà da determinare nel seguente modo: 90 – 10 fr. – 16 scoperto = 64%). DANNO 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 e superiori FRANCHIGIA 29 27 25 23 21 19 17 15 13 11 10 Modalità per la rilevazione del danno utte le polizze a più rischi (sia multirischio rese che pluririschio) prevedono la considerazione e la quantificazione di un danno complessivo imputabile all’insieme delle avversità poste in garanzia. Il danno complessivo è determinato dalla sommatoria della percentuale relativa al danno quantitativo, cioè la perdita di prodotto patito, e dalla percentuale, da determinarsi sul prodotto residuo ancora in pianta, relativa al danno qualitativo. Franchigia e massimo indennizzo sono riferibili al danno complessivo a prescindere dalla/e avversità che ne è/sono stata/e la/e causa/e. Il danno deve essere rilevato in imminenza della raccolta/vendemmia in riscontro delle effettive perdite di produzione. Al fine di una verifica sulla congruità delle liquidazioni il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali ha emanato un Decreto che prevede il controllo delle valutazioni e di eventuale comparazione con altre banche dati comprovanti l’effettiva produzione ottenuta. Nel Il danno comp lessivo è determ in dalla sommato ria della perce ato ntuale relativa al danno quan titativo e dalla percentuale relativa al dan no qualitativo 39 DETERMINAZIONE DELLA PERDITA QUALITATIVA SUBITA DAL PRODOTTO ASSICURATO 1. FRUTTA Dopo aver accertato il danno di quantità, il danno di qualità verrà calcolato sul prodotto residuo, in base alle seguenti classificazioni e relativi coefficienti (vista anche la norma di commercializzazione definita con Regolamento dalla Commissione della Comunità Europea): “TABELLA C“ - QUALITA’ FRUTTA Foglia con presenza di ticchiolatura Mela non commerciale per difetti da ticchiolatura medio periodo l’obiettivo è inoltre addirittura quello della georeferenziazione delle rilevazioni con invio telematico e in diretta delle risultanze di perizia. Qualora la quantità del prodotto ottenibile e presente in campo, sia almeno pari a quella ordinaria assicurata non è considerabile alcuna perdita quantitativa; a prescindere da eventuali piante con minor produzione rispetto al normale o con una distribuzione non omogenea di prodotto. In tal caso verranno valutati esclusivamente gli eventuali danni qualitativi. PROCEDURA ●● Verifica dell’effettiva potenzialità produttiva rispetto alla quantità assicurata con effettivo confronto dei valori e quintali assicurati con quanto risultante dagli estratti conto conferimenti storici (fatture e bolle per non soci di cooperativa); ●● Stima produzione presente (considerando eventualmente anche la frutta ticchiolata con difetti inferiori ai limiti di tollerabilità previsti dalle norme di commercializzazione (Reg. C.E. 85/2004). Sono tollerati difetti da ticchiolatura (venturia inaequalis) fino ad 1 cmq di superficie del frutto; ●● Stima eventuale produzione persa per cause diverse da quelle oggetto di garanzia; ●● Per differenza si determina la percentuale relativa al danno quantitativo; ●● Valutazione delle implicazioni qualitative su prodotto residuo presente in pianta; ●● Applicazione della soglia, franchigia e massimo indennizzo; N.B.: La normativa di settore prevede l’obbligo di assicurare la produzione ordinaria (vedi definizione “produzione ordinaria”). 40 BOLLETTINO DI CAMPAGNA ●● Nel bollettino di campagna, atto contrattuale che riporta le risultanze di perizia, il perito dovrà esporre sia il danno quantità che, in colonna separata, il danno di qualità; ●● Il perito potrà indicare nelle note o in specifici campi, qualora vi siano più avversità che concorrono al danno, le percentuali indicative di incidenza per ogni avversità; ●● Per tutti i tipi di polizza si dovrà indicare nel bollettino il danno per partita assicurata. EPOCA DI RILEVAZIONE DEL DANNO In considerazione dello stadio di maturazione del prodotto nelle diverse aree verranno indicate le date di inizio raccolta di ogni varietà e di conseguenza concordata e definita la finestra temporale per macroaree di effettuazione delle perizie. Classe di danno Descrizione % danno Qualità a) I frutti di questa classe di danno devono essere di qualità superiore (categoria extra) o buona (categoria Ia). Devono presentare la forma, il calibro e la colorazione tipici della varietà. Fanno parte anche i frutti che, a seguito degli eventi atmosferici coperti da garanzia, presentano un lieve difetto di forma, un lieve difetto di sviluppo, un lieve difetto di colorazione, lievi difetti alla buccia (epicarpo) non superiori a: 2 cm. di lunghezza per i difetti di forma allungata; 0,20 cm2 di superficie totale per le ammaccature, che possono essere leggermente decolorate senza necrosi dell’epicarpo (buccia); rugginosità lieve; 1 cm2 di superficie totale per gli altri difetti. 0 b) I frutti di questa classe di danno devono essere di qualità mercantile (categoria II). Devono presentare la forma, il calibro e la colorazione tipici della varietà, ma tali da non poter rientrare nella precedente classe a). La polpa (mesocarpo) non deve presentare difetti di rilievo da eventi atmosferici coperti da garanzia. Sono ammessi anche i frutti che, a seguito degli eventi atmosferici coperti da garanzia, presentano difetti di forma, difetti di sviluppo, difetti di colorazione, difetti della buccia (epicarpo) non superiori a: ●● 4 cm. di lunghezza per i difetti di forma allungata; ●● 0,75 cm2 di superficie totale per le ammaccature lievi, che possono essere decolorate o con sola necrosi dell’epicarpo (buccia); ●● 0,25 cm2 di superficie totale per le ammaccature con necrosi dell’epicarpo (buccia) e del mesocarpo (polpa); ●● rugginosità media; cinghiatura lieve e media; ●● 2,5 cm2 di superficie totale per gli altri. 50 c) I frutti di questa classe devono presentare la forma, il calibro e la colorazione tipici della varietà ma di qualità tale da non poter rientrare nelle precedenti classi a) e b) e destinati, causa gli eventi atmosferici coperti da garanzia, solo alla trasformazione industriale. 85 N.B.: Il frutto caduto, perso e/o distrutto (cioè tale da ritenere azzerato il suo valore intrinseco o da considerarsi tale presentando fenomeni gravi di marcescenza conseguenti agli eventi atmosferici assicurati) viene valutato solo agli effetti del danno di quantità. Per i prodotti albicocche, fichi, susine i parametri della tabella di cui sopra devono essere dimezzati. N.B.: si definisce ammaccatura, qualsiasi effetto visibile sul frutto provocato dalla percossa della grandine o di altri eventi coperti dalla garanzia. 41 Categoria I° classe di danno a) sup. <0,20 cm2 diametro max. 3,5 mm Categoria II° classe di danno b) da 0,20 a 0,75 cm2 4 mm 2,6 mm 2,1 mm Categoria Industria classe di danno c) 42 43 La FEDERAZIONE PROVINCIALE ALLEVATORI Vi ricorda che nelle seguenti giornate ci sarà uno SCONTO DEL 10% su TUTTI I PRODOTTI DEL PUNTO VENDITA Frutto perso, tale da ritenere azzerato il suo valore intrinseco, caduto, distrutto o con fenomeni di grave marcescenza. MERCOLEDÌ MERCOLEDÌ MERCOLEDÌ MERCOLEDÌ MERCOLEDÌ MERCOLEDÌ 07 AGOSTO 11 SETTEMBRE 02 OTTOBRE 23 OTTOBRE 13 NOVEMBRE 04 DICEMBRE dalle 08,30 alle 12,30 dalle 08,30 alle 12,30 dalle 08,30 alle 12,30 dalle 08,30 alle 12,30 dalle 08,30 alle 12,30 dalle 08,30 alle 12,30 ORARIO PUNTO VENDITA: lunedì/martedì/giovedì/venerdì 8.30-12.30 / 15.30-19.00 MERCOLEDÌ e sabato 8.30-12.30 38121 Trento 44 Esempio di perizia in appezzamento coltivato a mele con produzione ordinaria 100 q.li nel quale vi siano n° 500 piante di melo. Il perito come prima operazione verifica la produzione ordinaria, in questo caso, di 100 q.li ossia 20 Kg a pianta. In accordo con l’assicurato individua una o più piante campione rappresentative del frutteto; i frutti delle piante campione devono essere raccolti e selezionati eliminando dal campione i frutti non classificabili come commerciali dalla normativa comunitaria per la presenza di difetti superiori a quelli tollerabili o per calibro del frutto inferiore a quello minimo previsto dalla norma per ogni varietà. Al fine di questa selezione devono essere tenuti in considerazione esclusivamente i difetti imputabili a cause diverse rispetto a quanto previsto nell’oggetto della garanzia della polizza. I difetti quali le ammaccature derivanti dalla grandine non comportano ovviamente l’esclusione dei frutti dal campione relativamente al quale si andrà a valutare il danno risarcibile. Ultimata tale operazione il perito dovrà constatare se il quantitativo di frutta commercializzabile così selezionato è almeno pari a quello ordinario assicurato. Nel caso di significative differenze il perito può operare con una detrazione del prodotto assicurato. L’analisi di frutti con classificazione secondo criteri della tabella qualità prevista dalle condizioni di polizza verrà effettuata su tale campione. Nell’esempio grafico. I frutti staccati rappresentano una produzione superiore a quella ordinaria. Mentre la parte commercializzabile , pur compresi i frutti che presentano difetti di Ticchiolatura entro i limiti previsti (massima estensione difetto 1 cmq), rappresentano una produzione di 15Kg, quindi inferiore a quella ordinaria assicurata del 25% e di conseguenza il valore assicurato viene ridotto da 1.000 euro a 750 euro. Il danno imputabile alle avversità assicurate viene stimato al 43%. La liquidazione sarà pari al 43% 10% di franchigia rispetto al valore al netto della deduzione pari a 750 euro e quindi ad euro 247,50. Esempio: Appezzamento A Piante N. 500 Produzione ordinaria qli 100 Produzione normale Kg 20/pianta Grandine Ticchiolatura Raccolgo Pianta/e campione Tiocchiolato Grandine Prodotto mercantile Kg 15 Assicurato kg 20 Prodotto mercantile presente kg 15 Analisi danno da grandine o vento, come da tabella C = 43% VALORE DEDUZIONI PER ASSICURATO TICCHIOLATURA 1.000 46 250 Deduzione 25% VALORE RESIDUO PROCENTO FR. NETTO LIQUIDAZIONE 750 43% 10% 33% 247,50 47 ●● dei dati di vendemmia e della perdita di peso, anche in riferimento ai dati medi di zona subita dal socio assicurato; ●● dell’analisi e stima della perdita di peso imputabile alle diverse garanzie; ●● della fase fenologica di accadimento dei sinistri; Tabella danno qualità convenzionale. (percentuali massime da applicarsi sul prodotto residuo) 2. UVA DA VINO La valutazione della perdita qualitativa, dopo aver accertato il danno per perdita di quantità, è convenzionalmente effettuata sul prodotto residuo in base ai coefficienti riportati nelle seguenti tabelle a seguito della scelta dichiarata nel “certificato di assicurazione” in riferimento alla garanzia prestata ed all’applicazione o meno della soglia di accesso al risarcimento. Ai fini del calcolo del danno di qualità deve essere considerato perso ogni acino che a seguito delle avversità oggetto di garanzia, abbia perso il proprio valore intrinseco. Tab. 1 - Maggiorazione di “danno di qualità” garanzia pluririschio “grandine e venti forti” (abbinata alla soluzione franchigia fissa 10 punti percentuali) La garanzia riguarda il prodotto destinato alla vinificazione e si riferisce alla perdita di quantità e a quella di qualità. La valutazione, di quest’ultima, dopo aver accertato il danno per perdita di quantità, è convenzionalmente effettuata sul prodotto residuo in base ai = 0 10 20 30 40 50 60 70 80 90 48 0 4,05 8,40 10,50 13,50 15,00 18,00 18,00 15,00 7,50 1 0,45 4,55 8,66 10,88 13,73 15,44 18,14 17,84 14,25 6,75 2 0,89 5,01 8,90 11,22 13,92 15,84 18,24 17,64 13,50 6,00 3 1,31 5,48 9,12 11,57 14,12 16,22 18,32 17,42 12,75 5,25 coefficienti riportati nella seguenti tabella: Maggiorazione di danno cod. 002B (ex 502) Tale garanzia decorre dall’invaiatura o comunque non prima delle seguenti date fisse, alle ore 12.00 del: ●● 25 giugno per le uve Chardonnay e per il gruppo dei Pinot; ●● 01 luglio per le altre uve. Tab. 2 - Maggiorazione di “danno di qualità” garanzia pluririschio “gelo-brina, grandine, venti forti, eccesso di pioggia” e “multirischio rese (abbinata alla soluzione con soglia di accesso al risarcimento e franchigia a scalare) Dopo aver accertato il danno di quantità, il danno di qualità dovuto alle avversità oggetto di garanzia, verrà convenzionalmente calcolato sul prodotto residuo in relazione alla valutazione dell’effettiva perdita delle caratteristiche organolettiche della produzione assicurata, alle eventuali penalizzazioni applicate dalla cantina all’assicurato. Tale valutazione dovrà tenere conto: ●● dell’analisi della situazione agronomica dei vigneti assicurati; 4 1,73 5,94 9,35 11,88 14,28 16,56 18,36 17,16 12,00 4,50 5 2,15 6,38 9,57 12,20 14,45 16,88 18,38 16,88 11,25 3,75 6 2,54 6,81 9,77 12,48 14,58 17,16 18,36 16,56 10,50 3,00 7 2,93 7,22 9,96 12,77 14,72 17,42 18,32 16,22 9,75 2,25 8 3,32 7,62 10,16 13,02 14,82 17,64 18,24 15,84 9,00 1,50 9 3,69 8,03 10,34 13,28 14,93 17,84 18,14 15,44 8,25 0,75 Classificazione riferita al numero di acini presenti per grappolo, o parte di grappolo alla raccolta Coefficiente % massimo metà ed oltre di acini danneggiati 50% meno della metà di acini danneggiati percentuale di deprezzamento non superiore all’aliquota di acini danneggiati Tale garanzia decorre dall’invaiatura o comunque non prima delle seguenti date fisse, alle ore 12.00 del: ●● 25 giugno per le uve Chardonnay e per il gruppo dei Pinot; ●● 01 luglio per tutte le altre varietà. Qualora il prodotto venga danneggiato da/ anche da grandinate che abbiano a verificarsi dopo le seguenti date: ●● 01 agosto per le uve Chardonnay e per il gruppo dei Pinot; ●● 10 agosto per tutte le altre varietà. Il coefficiente per il danno di qualità può essere aumentato fino ad un massimo del 30% in considerazione di effettive perdite qualitative riscontrabili sul prodotto. i produttori che vinificano in proprio, prendendo a riferimento le date stabilite dalle cantine sociali e a tale data il danno deve essere stimato non considerando eventuali aggravamenti accaduti successivamente. Rimane comunque convenuto che nel caso la data di inizio vendemmia sia fissata in un momento in cui il livello di maturazione dell’uva sia oltremodo maggiore, la garanzia cessa alla data media di vendemmia delle varietà interessate a livello provinciale. Ai fini della quantificazione del danno quantità si considerano persi, avendo perso il valore intrinseco, gli acini che presentano fenomeni di marcescenza. È consentito l’asporto della parte di grappolo interessato da marcescenza “pulitura del grappolo”, anticipatamente rispetto all’epoca di vendemmia al fine di salvaguardare il prodotto non interessato. La pratica di pulitura dei grappoli è ammessa purché comunicata alla società che presta la garanzia almeno tre giorni prima dell’effettuazione. NORME CONTENUTE IN DECRETO MIPAAF DELL’8 MAGGIO 2012 Fra le altre norme contenute nel Decreto sono previste a livello di determinazione del danno: ●● Georeferenziazione perizie; ●● Incrocio dei dati relativi ai danni liquidati con altri elementi inseriti nella Banca Dati Mipaaf ai fini di una verifica della congruità delle liquidazioni; ●● Incrocio con i dati relativi ai conferimenti effettivi 2012 al fine di verificare la correttezza liquidazioni - progetto sperimentale con Ismea; ●● La Comunità Europea sia la Commissione che la Corte dei Conti, stanno verificando sistema assicurativo italiano, compresi gli aspetti relativi alla valutazione dei danni che dell’ applicazione della soglia di accesso al risarcimento. Per quanto riguarda l’evento eccesso di pioggia, danno comportante la perdita di acini a causa di marcescenza, sono compresi in garanzia anche i danni qualitativi, quando tale evento abbia a verificarsi nei trenta giorni precedenti la data di inizio della vendemmia delle diverse varietà di uva da vino come stabilita dalla cantina sociale di riferimento in cui sono ubicati; le date di vendemmia indicate dalle cantine sociali valgono anche per 49 Record storico provinciale di aziende, valori e quintali assicurati Dati assuntivi da Modelli di Copertura suddivisi per garanzia prestata e prodotto – anno 2012-2013 Anno 2013 dati non definitivi Anno 2012 Multirischio Actinidia Albicocche Barbatelle vite Bieta Cachi Cavolo Verza Ciliegie Ciliegie Convenz. Cipolle Fragole Fragoline di bosco Frutteti media densità Insalata Lamponi convenz. Mais Mele Mirtillo More Nettarine Nettarine precoci Olive Patate Pere Pere precoci Pomodoro Radicchio Reti Antigrandine Reti Antipioggia Ribes Pesche Pesche precoci Susine Susine precoci Tunnel Uva Vivai piante frutto Vivai piante vite Zucchine TOTALE 302.270.722,19 50 € € € € € € € € € € € € € € € € € € € € € € € € € € € € € € € € € € € € € € € 33.990,00 55.832,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 4.141.953,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 629.143,00 48.227.664,00 33.858,00 0,00 0,00 990,00 119.991,00 790.298,00 9.410,00 42.680,00 0,00 69.237,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 3.967,00 1.305,00 0,00 5.035.109,00 25.000,00 60.480,00 0,00 59.280.907,00 Gb/Gr/Vento 346.701,00 994,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 133.513.892,20 0,00 0,00 1.092,00 0,00 0,00 0,00 15.905,00 9.328,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 960,00 0,00 14.830,00 1.775,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 133.905.477,20 Gb/Gr/Vf/EP/ST 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 50.850,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 26.223.377,71 0,00 0,00 0,00 26.274.227,71 Gr/Vento/ Pioggia 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 11.623.093,50 0,00 0,00 0,00 11.623.093,50 Gr/Vento/CS 6.050,00 2.610,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 2.800,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 37.065.610,00 21.546,00 2.085,00 2.340,00 0,00 0,00 0,00 1.578,00 2.285,00 0,00 3.150,00 0,00 0,00 10.496,00 4.800,00 0,00 22.393,00 0,00 0,00 0,00 803.680,00 0,00 0,00 37.951.423,00 Multirischio Cert. n. GR/VF 39.050,00 0,00 0,00 5.696,00 0,00 10.980,50 0,00 0,00 43.263,00 0,00 0,00 16.425,00 14.092,50 0,00 0,00 8.331.386,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 3.060,00 3.740,00 3.000,00 36.208,00 35.896,00 8.066,00 0,00 0,00 0,00 10.292,00 18.460,00 0,00 24.080.933,78 543.045,00 0,00 32.000,00 33.235.593,78 Actinidia Albicocche Barbatelle vite Bieta Cachi Cavolo Verza Ciliegie Ciliegie Convenz. Cipolle Fragole Fragoline di bosco Frutteti media densità Insalata Lamponi convenz. Mais Storo Mele Mirtillo More Nettarine Nettarine precoci Patate Pere Pere precoci Pomodoro Radicchio Reti Antigrandine Reti Antipioggia Ribes Pesche Pesche precoci Susine Susine precoci Tunnel Uva Vivai piante frutto Vivai piante vite Zucchine TOTALE 270.429.013,98 € € € € € € € € € € € € € € € € € € € € € € € € € € € € € € € € € € € € € € 24.500,00 37.710,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 4.692.590,00 0,00 183.538,00 3.852,00 0,00 0,00 29.848,00 0,00 29.223.179,00 39.450,00 25.020,00 0,00 0,00 14.400,00 9.710,00 2.700,00 0,00 0,00 0,00 0,00 24.960,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 4.799.606,70 0,00 0,00 0,00 39.111.063,70 Gb/Gr/Vento Cert. n. 177,358,00 5.280,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 135.673.040,00 0,00 0,00 860,00 0,00 0,00 11.528,00 40.500,00 0,00 0,00 0,00 0,00 3.120,00 511,00 465,00 8.730,00 8.704,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 135.930.096,00 Gb/Gr/Vento/ EcPioggia Cert. n. 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 1.083.915,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 22.060.939,32 0,00 0,00 0,00 23.144.854,32 Gr/Vento/Pioggia Cert. n. 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 70.680,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 3.156,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 3.180,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 14.265.237,00 0,00 0,00 0,00 14.342.253,00 GR/Vento Cert. n. 175.610,00 14.400,00 124.000,00 5.553,00 4.640,00 72.984,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 16.425,00 45.980,00 2.665,00 0,00 37.284.238,00 32.612,00 0,00 6.500,00 10.780,00 0,00 74.670,00 25.100,00 0,00 57.873,00 121.338,00 7.220,40 9.360,00 1.520,00 2.840,00 78.745,00 18.460,00 0,00 15.778.117,36 3.755.356,20 168.000,00 5.760,00 57.900.746,96 51