STILL ACTIVE! Davide Di Pietro PROPOSTE DI VOLONTARIATO INTERNAZIONALE PER CITTADINI SENIOR CORSO DI FORMAZIONE PER I VOLONTARI SENIOR Sommario STILL ACTIVE STILL ACTIVE CORSO DI FORMAZIONE PER VOLONTARI SENIOR CORSO DI FORMAZIONE PER VOLONTARI SENIOR Introduzione 4 Un esempio di programma formativo per Volontari Senior 5 Sessione 1- Motivazioni e aspettative 1.1 Il semaforo delle emozioni 1.2 Le immagini parlano! 1.3 La palla di neve 6 7 7 8 Sessione 2- Dimensione Europea 2.1 Cosa sappiamo dell’Europa sociale? 9 9 Sessione 3-Apprendimento interculturale 3.1 Noi e la diversità. Gioco di ruolo: con chi divideresti casa? 3.2 Noi e la diversità? Gioco di ruolo: l’isola dei famosi 3.3 Ritorno al futuro! - Che immagine hai di… 3.4 Una sera al cinema… 15 16 17 18 19 Sessione 4 – Risoluzione dei conflitti Casi studio Caso 1- Mettersi nei panni degli altri Caso 2- Perché proprio io? (Il mistero delle tapparelle) Caso 3- Cosa ci faccio qui? 22 Sessione 5- Informazioni tecniche, assicurazione e condizioni finanziarie 5.1 Informazioni sul progetto 5.2 Informazioni sul Paese 5.3 Eventuali quote di partecipazione e condizioni finanziarie 5.4 Assicurazione 27 27 28 28 28 Glossario 29 23 25 26 Progetto grafico: Stefano Molino 2 3 STILL ACTIVE CORSO DI FORMAZIONE PER VOLONTARI SENIOR Introduzione Un esempio di programma di seminario per Volontari Senior Formare un volontario senior può sembrare un paradosso. Specialmente se il volontario in questione possiede un background più ricco e vario di quello dei suoi formatori che, come nel caso di questo progetto, sono drammaticamente più giovani e inesperti. Il programma è strutturato in 5 sessioni che affrontano: motivazioni e aspettative, la dimensione europea dell'esperienza, i processi interculturali che si innescano, la risoluzione dei conflitti e alcuni consigli per strutturare le informazioni tecniche del progetto da passare ai volontari. Allo stesso tempo, la maggior parte di coloro che decide di partecipare a un progetto di volontariato all'estero, non ha una percezione precisa di cosa lo aspetta e di cosa ci si attende da loro. PRIMO GIORNO STILL ACTIVE CORSO DI FORMAZIONE PER VOLONTARI SENIOR Mattina Questa è la ragione che ci ha convinti a realizzare questa progetto e questa pubblicazione, semplicemente perché questo tipo di attività risulta nuova per la maggior parte delle persone, che pur avendo avuto molte esperienze di volontariato, non si sono mai confrontate con una simile modalità. Con profondo spirito di umiltà e rispetto, abbiamo sviluppato l'idea di preparare volontari senior motivati a partecipare a progetti sociali all'estero. Il materiale formativo che troverete in questo lavoro nasce dall'esperienza e dai successivi suggerimenti dei primi volontari senior partiti all'estero, da veri “pionieri”, per progetti di volontariato sin dal 2001. Come gruppo di formatori con una certa esperienza nell'ambito della formazione internazionale per giovani volontari, abbiamo riflettuto sull'opportunità di utilizzare la stessa metodologia: un modello interattivo, non formale e perchè no, anche giocoso. h 9.30 - Introduzione - Presentazione dei formatori - Presentazione del programma h 10.00 - Presentazione dei partecipanti (divisi in coppie, ogni partecipante - intervisterà l’altro, presentando il/la sua compagna) h. 10.45 - Pausa h. 11.00 - Sessione 1 - Motivazioni e aspettative h 13.00 - Pranzo Anche la metodologia dunque faceva parte della sfida: come reagiranno i volontari quando proporremo loro di analizzare le aspettative lavorando con delle fotografie, o quando gli chiederemo di calarsi “nei panni dell'altro” per cercare di risolvere problemi sorti in un ipotetico progetto? Riusciranno a valorizzare questi stimoli o percepiranno questa modalità come una perdita di tempo? Ci asseconderanno e segretamente chiameranno un'ambulanza col cellulare, per farci ricoverare? Niente di tutto questo. L'intera esperienza è stata affrontata con genuina curiosità e una buona dose di pazienza. A partire dall'incontro di preparazione, al periodo trascorso all'estero, sino alla valutazione finale, ogni momento è stato affrontato e assecondato con serietà ed interesse. Questo approccio ha contribuito a rinforzare la nostra idea che questa metodologia funzionaabche con i volonatri senior: principalmente perché risulta chiara nel delineare il significato dell'intera esperienza proposta, dando ai volontari coinvolti la possibilità di ritirarsi in tempo nel caso capiscano che non si trattava di quello che cercavano. I volontari arrivano al progetto meno carichi di illusioni ma sicuramente più consapevoli del loro ruolo, delle loro aspettative e di quelle delle associazioni d'accoglienza. Da un certo punto di vista, ci si può restare un po' male quando ci si accorge che probabilmente non salveremo il mondo con la nostra partecipazione ad un progetto di utilità sociale, ma dall'altro ci si riesce a concentrare meglio sui punti chiave del programma. . Infine, un'ultima considerazione sul valore dell'esperienza in chiave d'apprendimento. Con la realizzazione di questo progetto, il nostro scopo è stato quello di dimostrare che, così come per i volontari più giovani, il volontariato internazionale può essere un punto di partenza per un processo di apprendimento: non solo per i volontari senior che si cimentano nell'esperienza all'estero e si confrontano con una realtà nuova e differente, ma anche per la comunità che li ospita, che ha l'opportunità di imparare da persone con differenti background, modi di lavorare e stili di vita. E' l'apprendimento in età adulta, tempo perso? Noi pensiamo di no. Non solo perché alla formazione permanente davvero ci crediamo, ma soprattutto perché scambio e dialogo tra diverse generazioni e diverse culture costituisce un potente strumento formativo a tutte le età. 4 Pomeriggio h 15.00 - Sessione 2 – La dimensione Europea h 17.00 - Pausa h 17.15 - Sessione 3 - Il processo interculturale h 20.00 - Cena - Proiezione di un film (facoltativo) SECONDO GIORNO h 09,00 - Sessione 4 – Risoluzione dei conflitti h 11,00 - Sessione 5 – Informazioni tecniche, assicurazione e condizioni finanziarie h 12,00 - Valutazione h 12.30 - Pranzo 5 Sessione 1 – Motivazioni e aspettative 1.1 Il semaforo delle emozioni STILL ACTIVE CORSO DI FORMAZIONE PER VOLONTARI SENIOR Quando sentiamo parlare della possibilità di fare volontariato in un progetto socialmente utile all'estero, la fantasia comincia a galoppare. Il nostro pensiero va a quelli che soffrono nelle parti più povere del mondo. Ai poveri che hanno bisogno di aiuto. Ma siamo anche stuzzicati dall'idea del viaggio all'estero, dell'incontro con nuove persone e del misurarsi con un'esperienza nuova. Queste sono solo alcune delle idee che i volontari hanno, quando si avvicinano a questo programma. Uno dei principali obiettivi dei due opuscoli “Still Active” e di questo corso di formazione è di canalizzare queste aspettative in una prospettiva realistica, chiarendo cosa il volontario si può aspettare e cosa potrebbe “guadagnare” attraverso questo percorso. Lo stesso vale per le associazioni di accoglienza. Queste vanno messe nelle condizioni di sapere cosa aspettarsi dai volontari, cosa chiedere loro e cosa no. Di fatto le motivazioni vanno di pari passo con le aspettative. Il volontario che - poniamo - vuole salvare dalla piaga della fame i bambini della terra, si renderà conto che attraverso questa esperienza, semplicemente, non potrà farlo. Il corso serve non solo a puntualizzare gli aspetti del programma, ma anche a capire se i volontari sono orientati e motivati verso qualcosa di diverso da quello che qui si vuole offrire: in questo caso è preferibile indirizzarli verso organizzazioni e progetti che possono venire incontro alle loro aspettative. In questa sessione abbiamo infine considerato le possibili paure, sia dei volontari che delle organizzazioni, che rappresentano il lato negativo delle loro aspettative. Ecco perché è importante durante la preparazione ascoltare e discutere le ansie e le preoccupazioni dei volontari rispetto al progetto in cui saranno coinvolti. Spesso la tendenza è quella di nascondere le proprie paure e i propri dubbi, magari perché si pensa di venire giudicati o peggio di perdere la possibilità di partire. Molte di queste paure possono facilmente essere superate mettendo in contatto il volontario e l'associazione d'accoglienza, prima che inizi il progetto. La paura di rimanere isolati o incapaci di comunicare con l'associazione ospitante, sono tra le paure comuni più ricorrenti insieme a quelle più diffuse di commettere errori o non avere un posto decente dove alloggiare. E' necessario condurre una discussione approfondita per discutere di queste questioni, evitando di dare dei giudizi su quali aspetti sono secondari e quali importanti. Inoltre questa sessione può essere importante per capire se i volontari sono psicologicamente predisposti ad affrontare una simile esperienza. Cercare di fuggire i propri problemi personali (un lutto in famiglia, o la rottura di una relazione importante) attraverso un periodo di volontariato all'estero, può rivelarsi pericoloso sia per i volontari che per le associazioni che li accolgono, che davvero non hanno bisogno di altri casi problematici da gestire Negli altri due opuscoli di Still Active abbiamo già scritto molto su ciò che, secondo il nostro punto di vista, volontari e associazioni possono e dovrebbero aspettarsi Suggeriamo dunque alcune tecniche di discussione che speriamo risultino utili e interessanti sia per i volontari che per i formatori. Tra i tanti metodi per indagare aspettative e motivazioni, ci limitiamo a proporvi solo quelli effettivamente sperimentati durante i nostri incontri. STILL ACTIVE CORSO DI FORMAZIONE PER VOLONTARI SENIOR Ai partecipanti vengono date delle schede di tre colori differenti e viene chiesto loro di compilarle nel seguente modo: • Sulla scheda Verde dovranno elencare le aspettative rispetto l’esperienza • Sulla scheda Arancione dovranno descrivere le loro motivazioni rispetto alla partecipazione ad un progetto all’estero • Sulla scheda Rossa dovranno esprimere ansie e paure Se i volontari partono in gruppo, può essere interessante farli lavorare prima su base individuale e poi far loro confrontare nello stesso gruppo di partenza, paure, aspettative e motivazioni. Questo processo ha inoltre il vantaggio di iniziare una riflessione comune dell’esperienza, all’interno del gruppo stesso. Suggeriamo di dare 20 minuti di tempo per compilare le schede (con 20 minuti in più nel caso di volontari che partono in gruppo). Debriefing: Ognuno dei tre temi andrebbe valutato separatamente. Si affronteranno prima le schede rosse, poi quelle arancione e quindi le verdi. Quando questo esercizio viene svolto da associazioni d’accoglienza e volontari insieme, ci si chiarisce meglio cosa ci si aspetta a vicenda. A questo punto il facilitatore deve stimolare la discussione tra i partecipanti cercando di toccare tutte le problematiche segnalate. E’ importante sottolineare che nessun aspetto deve essere considerato irrilevante. Le schede possono essere appese al muro. L’ideale sarebbe conservare questi fogli e confrontarli, durante l’incontro di valutazione dopo l’esperienza, per verificare il loro contenuto con ciò che si è vissuto. 1.2 Le immagini parlano! Un altro esercizio da usare in alternativa al precedente, da svolgere con l’aiuto di immagini. Preparazione del materiale Prendete giornali e riviste e ritagliate le immagini più svariate (dagli articoli, dalla pubblicità e così via). E’ importante che queste immagini non abbiamo alcun riferimento con il tema del volontariato o affini. Incollate le immagini su cartoncini dello stesso colore dalla dimensione 20 cms x 20 cms . Ovviamente il materiale va predisposto prima dell’incontro. Mettete in mostra tutte le immagini nella stanza dell’incontro e chiedete ai partecipanti di scegliere tre immagini che per associazioni di idee sono collegate a ➲ Aspettative ➲ Motivazioni ➲ Paure Se scegliamo, ad esempio l’immagine di un orologio, questo può significare la rappresentazione di un ansia (sono sempre in ritardo, non sono sicuro di soddisfare le richieste che mi verranno fatte etc.), oppure essere legato alle aspettative (mi aspetto di lavorare secondo un programma ben definito etc.) ma può anche funzionare per parlare delle motivazioni (passare del tempo alla scoperta di nuovi amici). La natura polisemica delle immagini stimola i partecipanti ad esprimere quello che a loro sta più a cuore grazie a processi associativi ed emotivi che permettono di scandagliare a fondo le proprie idee. Quando ogni partecipante ha scelto tre immagini, dovrà spiegare i motivi della propria 6 7 Sessione 2 La dimensione europea STILL ACTIVE scelta. Come al solito la discussione finale è necessaria per chiarire tutti i punti relativi alla futura esperienza. CORSO DI FORMAZIONE PER VOLONTARI SENIOR 1.3 La palla di neve Un’altra interessante tecnica di discussione è quella nota come la palla di neve, utile, specie in un gruppo di almeno 16 partecipanti. Fase 1 (Lavoro individuale) Ogni partecipante ha a disposizione un foglio e una penna e 5 minuti per scrivere le 5 più importanti aspettative che ha circa l’esperienza. Fase 2 (Lavoro a coppie) A questo punto ogni partecipante lavora in coppia con qualcun altro. Una volta riuniti in coppia, i due partecipanti avranno 10 differenti aspettative ma dovranno discutere e confrontarsi fino ad eliminarne 5 e concordarne 5 che sono comuni ad entrambe e che evidentemente sono più urgenti. Fase 3 (Lavoro in quattro) Nella fase successiva si incontrano le coppie a due a due: riunite avranno di nuovo un'elenco di 10 aspettative, e, come prima, ne dovranno scegliere solo 5, comuni ai quattro partecipanti. Fase 4 (Lavoro dell’intero gruppo e debriefing) La discussione va avanti cosi, finchè alla fine si formeranno solo due grandi gruppi. Si scriveranno sulla lavagna le dieci aspettative finali e si chiederà a tutti i partecipanti di creare una scala di priorità, in modo da capire quali siano le più rilevanti per l'intero gruppo. Questo esercizio dà a tutti i partecipanti l'opportunità di essere coinvolti nella discussione e di chiarire i loro dubbi grazie al confronto con gli altri. STILL ACTIVE La popolazione europea è nella maggior parte composta da persone di età superiore ai 50 anni, più o meno l'età dell'Unione Europea. Più dei giovani che sono nati con l'idea della dimensione europea oltre che quella nazionale, gli adulti invece hanno vissuto questo processo, da quando era solo un'utopia fino alla realizzazione dell'Unione Europea con i suoi 25 stati membri. Dopo 50 anni di storia europea, alcune questioni legate alla popolazione senior possono essere analizzate: 1. Come e quanto questo processo ha favorito la presa di coscienza della dimensione europea da parte dei cittadini senior? 2. L' Europa è considerata ancora oggi una giustapposizione artificiale di diversi paesi? 3.Quanto i sentimenti dei cittadini senior verso gli altri paesi e le altre culture sono influenzati da passati eventi e ideologie (Seconda Guerra Mondiale, Cortina di ferro, migrazioni dal Sud al Nord dell'Europa, differenze dello sviluppo economico)? 4.I cittadini senior d'Europa sono consapevoli che “L'Unione Europea riconosce e rispetta il diritto dei cittadini senior ad avere, una vita dignitosa e indipendente e a prendere parte alla vita sociale e culturale”? (Carta dei diritti dell'Unione Europea, art. 25). 5. Qual è il futuro dell'Europa nella mente dei senior? CORSO DI FORMAZIONE PER VOLONTARI SENIOR Il formatore o il facilitatore nella preparazione dei senior per il volontariato all'estero (o coinvolti in attività internazionali nel loro paese) dovrebbe prendere in considerazione queste questioni pianificando una unità formativa introduttiva alla dimensione Europea dell'esperienza. L'obbiettivo dovrebbe essere duplice: • o Fornire alcune nozioni base sull'Unione Europea, sui compiti delle sue istituzioni e su come l' Europa influenza la nostra vita quotidiana attraverso leggi, raccomandazioni e distribuzione delle risorse finanziarie. • o Dare informazioni sulle tematiche sociali e della vita quotidiana nei differenti Paesi dell'Unione Europea, in particolare quelli meno visitati dal turismo. La formazione dovrebbe cercare di non scandagliare i pregiudizi personali, lasciandoli alla sessione del training interculturale. Al contrario, il formatore dovrebbe cercare di far passare il messaggio che i cittadini senior europei sono mattoni importanti nella costruzione della casa europea e che la loro esperienza di volontariato può dare un importante contributo alla promozione della costruzione di una cittadinanza europea attiva grazie alla sua caratteristica sociale e culturale di partecipazione e solidarietà. 2.1 Cosa sappiamo dell’Europa sociale? Domande e risposte per stimolare l’interesse sulle tematiche sociali dell’Unione Europea Scopo: Scopo: dare informazioni e stimolare interesse sulle questioni sociali legate all'Unione Europea. Attività: in gruppo o in coppia, si raccolgono informazioni attraverso domande e risposte scambiando idee con gli altri partecipanti. Partecipanti: minimo 15 partecipanti, 1 conduttore e 4 facilitatori Tempo: 60 minuti + discussione Materiali: 4 serie di domande, un “passaporto” per ogni gruppo, matite. Una grande sala oppure stanze differenti. Una grande stanza per la discussione finale. Azioni: I partecipanti sono divisi in gruppi di 3-4 persone (anche due partecipanti posono formare un gruppo). Ogni gruppo riceve il passaporto (vedi sotto) sul quale si segnano i punti. I quattro facilitatori interpretano uno dei ruoli fra quelli descritti nelle domande: bambini, anziani, studenti, lavoratori. E si situano in punti differenti della grande stanza o in stanze diverse. Ogni gruppo deve visitare a turno 4 le persone chiave, prima di tutto chiedendo la sua identità. Una volta svelata l'identità (bambino, anziano, studente, lavoratore), il facilitatore fa delle domande al gruppo su dati e problematiche della categoria sociale che rappresenta. Il gruppo discute e si accorda su come rispondere alle varie domande. A seconda delle risposte, il conduttore segna un punto positivo oppure negativo sul passaporto del gruppo. Il gruppo passa ad un altro facilitatore fino ad averli visitati tutti e quattro. Alla fine il gruppo va dal conduttore per fargli esaminare il passaporto: se il gruppo ha dei punti negativi, il leader chiede loro 8 9 STILL ACTIVE alcune domande extra su questioni generali che riguardano l'Europa sociale. Alla fine tutti i gruppi si riuniscono, dichiarano il punteggio ottenuto sul passaporto e si annuncia il gruppo vincitore. Quindi inizia la discussione su ciò che ogni partecipante ha scoperto e imparato, scambiando esperienze personali e opinioni. CORSO DI FORMAZIONE PER VOLONTARI SENIOR Suggerimenti: Il gioco va condotto in modo rilassato, incoraggiando i partecipanti a riflettere in gruppo sulle questioni poste. Se il gruppo è troppo piccolo, suggeriamo di mischiare i volontari senior con altre persone magari invitate appositamente (ad esempio giovani del luogo). Altre categorie sociali possono essere inserite nei ruoli chiave (migranti, famiglie, disoccupati). Alcuni materiali possono essere ottenuti dalle rappresentanze dell'Unione Europea nei singoli paesi, per poter essere distribuiti come risorsa dopo il gioco. Può essere interessante raccogliere dati e proporre domande sulla situazione attuale del proprio paese, con il compito di confrontare i dati emersi con quelli del paese che si andrà a visitare. A titolo di esempio, segue una lista di domande usate nel nostro corso di formazione tenendo presente che - ovviamente - altre domande possono essere formulate. STILL ACTIVE ■ ARGOMENTO 2 - BAMBINI NELL’UE CORSO DI FORMAZIONE PER VOLONTARI SENIOR Qual è la definizione di bambino secondo la decisione del Consiglio Europeo contro lo sfruttamento sessuale? ➩ ogni persona al di sotto dei 18 anni ➩ ogni persona al di sotto dei 16 anni ➩ ogni persona non è ancora adulta Qual è la percentuale dei bambini sul totale della popolazione dell’Unione Europea? ➩ 30 % ➩ 20% ➩ 9% Secondo la Carta dei Diritti Fondamentali, il lavoro dei minori è proibito. L’età minima per avere accesso ad un lavoro: ➩ non può essere più bassa del minimo scolastico ➩ è definita dalla legislazione nazionale ➩ può essere inferiore ai 15 anni se il lavoratore è straniero Qual è il tasso di fertilità (numero di bambini per donna) nell’UE? ➩ 1,46 ➩ 1,23 ➩ 0,65 ■ ARGOMENTO 1 - PERSONE ANZIANE NELL’UE Qual è il paese con la più alta percentuale di bambini sul totale della popolazione? ➩ Irlanda ➩ Italia ➩ Paesi Bassi Secondo le statistiche dell’Unione Europea, la popolazione anziana oltre i 65 anni di età è pari a: ➩ 30 milioni ➩ 70 milioni ➩ 50 milioni L’orario di lavoro per un bambino non potrebbe mai essere più lungo di: ➩ 9 ore al giorno ➩ 7 ore, massimo 8 se il lavoratore ha già 15 anni ➩ il lavoro è assolutamente proibito per I bambini Secondo le statistiche dell’Unione Europea, quale Paese Europeo possiede il più alto numero di persone di età superiore ai 65 anni ? ➩ Spagna ➩ Svezia ➩ Italia ■ ARGOMENTO 3 - STUDENTI NELL’UE Le maggiori cause dell’invecchiamento della popolazione sono: ➩ una diminuizione del tasso della fertilità e della mortalità ➩ una diminuizione dei matrimoni ➩ una maggiore diffusione dell’omosessualità Chi sono, secondo l’Unione Europea, “le persone anziane”? ➩ le persone comprese tra i 50 e i 90 anni ➩ le persone sopra i 65 anni ➩ le persone sopra i 70 anni Se tu fossi un cittadino Europeo con una laurea in Giurisprudenza conseguita presso uno dei Paesi dell’Unione Europea, potresti esercitare la tua professione in un altro paese dell’EU? ➩ no, a meno che tu non abbia partecipato al Programma Erasmus ➩ no, la laurea non è ancora riconosciuta come equivalente ➩ Si, ma devi superare un esame se non possiedi almeno 3 anni di esperienza Quale dei seguenti Paesi dell’Unione Europea, ha la più alta percentuale di diplomati? ➩ Lettonia (87,8%) ➩ Germania ➩ Regno Unito Qual è la conseguenza più rilevante del processo di invecchiamento dei Paesi dell’Unione Europea? ➩ ➩ ➩ Una crescita della popolazione non autonoma L’aumento della disoccupazione Un senso di solitudine diffusa La Carta Europea dei Diritti Fondamentali riconosce e rispetta i diritti degli anziani: ➩ Per aiutarli a superare solitudine e depressione ➩ per indirizzare la loro vita alla dignità, l’indipendenza e a partecipare ai suoi aspetti sociali e culturali ➩ per condurre una vita in piena salute 10 Quante lingue sono considerate ufficiali nell’Unione Europea? ➩ 11 ➩ 4 ➩ 20 Quali delle seguenti lingue è la più parlata come lingua madre nell’UE? ➩ Inglese ➩ Francese ➩ Tedesco 11 STILL ACTIVE ■ ARGOMENTO 4 - LAVORATORI NELL’ UE CORSO DI FORMAZIONE PER VOLONTARI SENIOR Secondo le leggi dell’Unione Europea, qualè l’età minima consentita per lavorare, a parte I cosiddetti “lavori leggeri”? ➩ 10 anni ➩ 15 anni ➩ 18 anni Il programma dell’Unione Europea chiamato EQUAL, supportato dal Fondo Sociale Europeo ha lo scopo di : ➩ stabilire salari equi per alcuni tipi di lavoro su tutto il territorio Europeo ➩ Contrastare la discriminazione e l’ineguaglianza per chi lavora o è in cerca di un lavoro ➩ Proteggere i lavoratori dal lavoro nero Qual è il Paese Europeo con il più alto numero di donne disoccupate? ➩ Italia ➩ Malta ➩ Slovenia Qual è la percentuale di disoccupati nell’Unione Europea? ➩ 15 % ➩ 9% ➩ 3% Qual è il Paese con i più bassi salari in media nell’Unione Europea? ➩ Irlanda ➩ Romania ➩ Portogallo Quale dei seguenti Paesi europei ha il più alto tasso di disoccupati? ➩ Polonia ➩ Irlanda ➩ Lituania STILL ACTIVE In quale anno il Regno Unito è diventato membro dell’Unione Europea? ➩ 1974 ➩ 1973 ➩ 1978 CORSO DI FORMAZIONE PER VOLONTARI SENIOR Quali dei seguenti paesi non è membro dell’Unione Europea? ➩ Svezia ➩ Austria ➩ Svizzera Di cosa parla il Trattato di Roma? ➩ La fondazione della Comunità Economica Europea ➩ La fondazione della moneta europea ➩ La connessione tra Hitler e Mussolini In quale data è stato ratificato il Trattato di Roma che stabilisce la nascita della Comunità Economica Europea? ➩ 1957 ➩ 1960 ➩ 1968 In quale data è stato ratificato l’Atto Unico Europeo che concede maggior potere al Parlamento sopra i governi nazionali? ➩ Febbraio 1986 ➩ Novembre 1972 ➩ Dicembre 1977 Dove è la sede del Parlamento Europeo? ➩ Maastricht ➩ Strasburgo ➩ Brussels Che cosa prevedeva il piano Marshall? ➩ Aiuti umanitari offerti dagli USA ai Paesi dell’Est Europeo dopo la Guerra ➩ Un prestito economico concesso dagli Stati Uniti all’Europa per riparare i danni causati dalla Seconda Guerra Mondiale ➩ Una borsa di studio offerta dalla Repubblica Popolare della Cina ■ DOMANDE EXTRA Quale organo dell’ Unione Europea detiene il potere esecutivo? ➩ La Commissione ➩ Il Parlamento ➩ Il Consiglio Quando fu ratificato il Trattato di Maastricht? ➩ Febbraio 1992 ➩ Ottobre 1990 ➩ Aprile 1995 Dove si trova la sede della Commissione Europea? ➩ Brussels ➩ Roma ➩ Strasburgo Qual era lo scopo principale nella creazione della Commissione Europea? ➩ Creare un mercato comune ➩ Creare un sistema politico comune ➩ Creare un sistema di difesa comune Quale è uno dei punti principali dell’accordo di Amsterdam? ➩ L’aiuto umanitario al Terzo Mondo ➩ L’allargamento dell’Unione Europea ➩ La cooperazione con la Russia Quali di questi Paesi non ha partecipato alla fase finale della creazione della moneta unica? ➩ Regno Unito, Danimarca, Svezia ➩ Regno Unito, Finlandia, Svezia e Grecia ➩ Regno Unito, Finlandia, Svezia e Danimarca 12 13 Sessione 3 – Apprendimento Interculturale Conosci l’europa STILL ACTIVE CORSO DI FORMAZIONE PER VOLONTARI SENIOR STILL ACTIVE CORSO DI FORMAZIONE PER VOLONTARI SENIOR Una persona sopra i cinquanta anni ha così tanta esperienza da accettare qualunque nuovo stimolo culturale? Oppure al contrario, il patrimonio di conoscenze iniziale dei cittadini senior è così definito e strutturato che i pregiudizi e gli stereotipi risultano essere dominanti? P A S S A P O R TO Un formatore dovrebbe tenere conto di questi due estremi tra cui si può collocare l'atteggiamento culturale personale di ciascuno e quindi anche di coloro che decidono di andare all'estero per un progetto di volontariato. Inoltre, si può raggiungere uno dei due estremi su un argomento ma magari non su un altro: qualcuno può essere molto aperto se si tratta di considerare i rapporti interpersonali e allo stesso tempo avere idee politiche molto ristrette. Infine si tende a fare paragoni tra ciò che si vede nel Paese che ci ospita e il nostro Paese di provenienza. ”In Germania non abbiamo queste cose..” “In Italia non mangiano questo..”, “E' strano come si comportano in Francia..”. Non necessariamente il proprio Paese è il migliore: può accadere spesso che il paragone sia negativo. NOME DEL GRUPPO 1: Membri del gruppo: Per fornire un adeguato sostegno ai partecipanti senior, su cosa il formatore o facilitatore deve focalizzare la sua unità sull'apprendimento interculturale? Facilitatore 1 ANZIANO Domanda 1 2 BAMBINO 3 STUDENTE 4 LAVORATORE Totale domande positive TOTALE GENERALE____________ ✄ 2 3 4 Domande Extra Flessibilità Pazienza Curiosità Scambio Flessibilità - La maggior parte dei volontari si lamenta della non corrispondenza del progetto con quello che è riportato nel foglio informativo. Questo è anche dovuto alle differenze culturali, alla traduzione in un'altra lingua, e alla lettura delle informazioni secondo il proprio punto di vista, le proprie paure, speranze e caratteristiche culturali. Soprattutto le abitudini sono una caratteristica radicata nei cittadini senior, che devono sempre essere incoraggiati a sospenderne alcune, per un periodo almeno, se necessario. La flessibilità è inoltre importante per accettare i compiti e comprendere i veri obiettivi che il progetto presenta. Pazienza – Insieme alla flessibilità, la pazienza è un caposaldo per i progetti che coinvolgono volontari senior. L'esperienza dice che la maggior parte dei senior, per diversi motivi, non vuole trascorrere periodi lunghi di permanenza all'estero, preferendo periodi di 2-4 settimane al massimo. Così, i giorni che passano velocemente danno spesso al volontario l'impressione di perdere delle opportunità o di non avere abbastanza tempo per dare un impulso positivo al progetto. Quest'ansia non permette di metabolizzare gli stimoli che sia il progetto sia la comunità di accoglienza possono dare. Curiosità – La curiosità è una dote su cui insistere? Si, perché senza una curiosità umile e genuina per nuove persone e nuove situazioni non si può prendere il massimo da un progetto di volontariato. Il desiderio di scoperta deve essere prevalente su quello che ci porta a dire “ormai alla mia età”. Curiosità vuol dire anche vedere le cose da differenti punti di vista, accettando di vivere con persone di altri paesi e farsi coinvolgere in nuove situazioni. Scambio – - L'esperienza di apprendimento interculturale all'estero è una strada a doppio senso: non solo il volontario è immerso in una nuova cultura, ma anche la comunità ospite impara dal volontario diversi punti di vista, differenti modi di lavorare e deve confrontarsi con una diversa mentalità al di là di pregiudizi e stereotipi. Esercizi, giochi di ruolo, suggestioni visive e discussioni guidate: il formatore è nella posizione di predisporre gli strumenti per stimolare nei partecipanti senior una riflessione sia personale che collettiva su come differenti culture possano essere confrontate e integrate. 14 15 STILL ACTIVE CORSO DI FORMAZIONE PER VOLONTARI SENIOR 3.1 Noi e la diversità? Gioco di ruolo: con chi divideresti casa? 3.2 Noi e la diversità. Gioco di ruolo: L’isola dei famosi Vi proponiamo un gioco di ruolo per discutere alcune tematiche relative alla diversità. I partecipanti si dividono in piccoli gruppi e si distribuisce a ciascun gruppo, un foglio di carta con la “Fase 1” (riportata qui sotto). Ad ogni gruppo si chiederà di discutere, trovare un accordo e rispondere alle domande elencate. Una volta terminata la prima fase, viene consegnato a tutti i piccoli gruppi, il secondo foglio “Fase 2”, chiedendo loro di rispondere alle successive domande. A questo punto ai apre la discussione finale e ogni gruppo relazionerà sullla discussione e il confronto avvenuto. La diversità è qualcosa con cui i volontari in un differente contesto, dovranno necessariamente confrontarsi. L'idea di quest'esercizio è lasciar riflettere i volontari, tirando in causa le loro capacità effettive di gestire correttamente la diversità. Uno dei possibili risultati auspicati è la semplice considerazione che, prima di considerare una persona all'interno di una categoria - migranti, insegnanti, sposati, Marocchini etc. - la dovremmo considerare semplicemente come essere umano e su questa base cominciare a rapportarci. Questo processo di apprendimento è più difficile di quello che sembra, e anche per gli stessi formatori non sempre è facile da gestire. Questo esercizio è stato utile anche per noi formatori. Tenete infine presente che molte persone possono sentirsi a disagio quando si affrontano temi come l'omosessualità o temi relativi al virus hiv, oppure avere idee molto precise sugli “zingari” e in genere sugli “immigrati” anche se magari non hanno mai scambiato una sola parola con uno di loro. Un altro aspetto importante da considerare è che i partecipanti tendono a raccontare quello che credano che il formatore si aspetta di sentire, un po' per non apparire di mentalità ristretta, un po' perché si cerca di trovare la “giusta soluzione” dell'esercizio. Ecco perché il debriefing è un momento chiave, così come la capacità di costruire e gestire la discussione. Quello che vi proponiamo è un esercizio alternativo al precedente. Anche in questo caso, si dividono i partecipanti in piccoli gruppi, idealmente 3 o 4. Viene dato loro un tempo massimo di 30 minuti per trovare una soluzione comune al gioco. La fase di debriefing risulta essere molto importante perché permette ai partecipanti di esprimere se stessi. In un certo senso questo esercizio è meno “estremo” del precedente: La scelta dell’esercizio più efficace dipende dal gruppo con cui si lavora. CON CHI DIVIDERESTI CASA? 1 ✄ FASE Siete in 3 a dividere un appartamento di quattro stanze: decidete di affittare anche la quarta, e vi rivolgete a un’agenzia. L’agenzia, per il prezzo concordato, riceve molte richieste e vi consegna una lista di persone interessate ad affittare la stanza. Una scelta difficile se si considera che la lista è composta da: 1) due fratelli marocchini, addetti al carico e scarico delle merci ai mercati generali; 2) due professoresse di matematica appena trasferite in città; 3) due hostess svedesi, distaccate presso l’agenzia cittadina della loro compagnia aerea; 4) due signori ebrei, che hanno appena aperto un negozio di abbigliamento; 5) due giovani iraniani rifugiati in Italia; 6) una coppia di giovani sposi assunti in una grande ditta della zona; 7) una ricercatrice statunitense che ha vinto una borsa di studio, insieme a sua figlia di 17 anni. A chi decidete di affittare l’appartamento? __________________________________ STILL ACTIVE CORSO DI FORMAZIONE PER VOLONTARI SENIOR L’ ISOLA DEI FAMOSI… ✄ Siete stati scelti per prendere parte ad un reality show in televisione, ambientato in un’isola e dovrete vivere insieme per due anni. Come in ogni reality show che si rispetti, la vita sarà dura: dovrete costruirvi l’alloggio, provvedere alla ricerca del cibo – coltivare un orto, allevare animali - e realizzare i bizzarri compiti che gli ideatori del programma vi proporranno di volta in volta. Ora dovete scegliere tre persone che si uniranno con voi sull’isola per i prossimi due anni. Chi scegliereste tra le seguenti considerando che tutti parlano bene l’italiano? Prete di 35 anni, veterinario, persona mite capace di calmare e confortare gli altri Donna pakistana di 25 anni, incinta di 7 mesi, brava cuoca, gode di ottima salute e non ha nessuna complicazione nella gravidanza; è una musulmana praticante. Marito pakistano della donna incinta, 26 anni, gestisce con successo un’impresa di costruzioni immobiliare ma è stato anche un bravo muratore. Poliziotto di 38 anni, prossimo al ruolo di ispettore, abile nelle armi e nell’uso dell’elettronica, ha avuto un’onorificenza per aver salvato due persone da un’automonile infuocata, vive con la moglie e due figli, e non si separa mai dalla sua pistola. Calciatore di alto livello di 22 anni, bravo a ricaricare il morale quando vede che la squadra è demoralizzata, ha anche fatto il macellaio. Infermiere di 25 anni, con qualifica professionale in medicina generale e psichiatria, omosessuale, vive con il suo compagno da 5 anni ed è regolare frequentatore della Chiesa evangelica. Perché? __________________________________ 2 ✄ FASE Presa questa decisione decidete di fare alcune indagini ulteriori. Interpellate quindi tutti gli interessati chiedendo ulteriori informazioni. Questo è quanto emerge: 1) due fratelli marocchini: parlano solo arabo stretto; 2) due professoresse di matematica: giovani, belle, miss, guidano la moto e tutte le sere sono in discoteca; 3) due hostess svedesi: sono una coppia omosessuale; 4) due signori ebrei: sono attivisti di un movimento pacifista. 5) due giovani iraniani: torturati nel loro paese, sono seguiti da un équipe di psicologi; 6) una coppia di giovani sposi: hanno trascorso sette mesi in galera per truffa; 7) una ricercatrice statunitense: la figlia diciassettenne è sieropositiva. Attrice di 28 anni, di professione insegnante prima di divenire un’attrice famosa della televisione, 4 anni fa ha avuto un esaurimento nervoso Geologa di 32 anni, ha due bambini e un matrimonio fallito alle spalle, divorziata, lavora per una compagnia mineraria, ed è stata attivista di una setta religiosa piuttosto estremista. Studente di scienze di 20 anni, e con un diploma in micro-elettronica e calcolo, genitori dell’Africa Occidentale, è interessato alla cultura e ai riti rasta. Adolescente di 14 anni, frequenta la scuola, interessata alle scienze, tende ad essere un po’ depressa, il che potrebbe semplicemente dipendere dall’età, ma i genitori le hanno fissato una visita dallo psicologo la prossima settimana. A questo punto a chi affitterete l’appartamento? _____________________________________ Avete cambiato la vostra scelta in corso d’opera? E perché? __________________________________ Riflettete sulla diversa opinione delle persone in base alle informazioni che di loro si hanno. Nella scelta hanno prevalso dei pregiudizi? __________________________________ 16 17 STILL ACTIVE CORSO DI FORMAZIONE PER VOLONTARI SENIOR 3.3 Ritorno al futuro!- Che immagine hai di… 3.4 Una sera al cinema… Per questo esercizio possiamo usare le stesse immagini, come descritto nel capitolo 1.2 Quello che suggeriamo è di usare materiali diversi per avere maggiori possibilità di creare situazioni stimolanti. Il cinema ha affrontato in molti film la diversità e le questioni relative all’incontro/scontro interculturale. Da bambini, molti di noi sono stati introdotti a questi temi dalla visione di ”Dumbo”: chi può dimenticare l’elefantino dalle orecchie enormi, diverso da tutti i suoi compagni, e il suo modo di trasformare la diversità in ricchezza? Le immagini sono potenti e ancora di più, quando ci vengono mostrate in sequenza. Specialmente se avete pianificato un incontro di due giorni, può essere interessante e quanto mai utile affrontare il tema delle differenze interculturali e della diversità mostrando un film e poi discutendolo. Un’altra cosa interessante che si può fare, è mostrare delle scene prese da film diversi. Per organizzare l’esercizio in questo modo, dovete conoscere bene i film e sapere quali sono le scene più importanti dal nostro punto di vista per poter costruire un percorso interessante. I materiali necessari sono un televisore o un terminale video e un lettore di videocassette o un dvd, particolarmente utile quest’utlimo se si decide di selezionare le scene da film differenti. Di seguito, vi proponiamo una lista, naturalmente non esaustiva, di film che possono essere interessanti. Tutti questi film possono essere noleggiati ad un costo ragionevole. Il dvd dà anche la possibilità di ascoltare il film nella propria lingua. Inoltre si possono scegliere film particolarmente noti nel proprio paese, a secondo del percorso che si vuole seguire, il che dipende totalmente dal formatore. Si simula che il volontario è ritornato dal suo periodo di volontariato all’estero, ha scattato delle foto e stasera le mostrerà agli amici. Le foto sono le immagini che abbiamo preparato e che chiederemo ai volontari di scegliere. Fase 1 Disponete le foto nella stanza e chiedete ai volontari di scegliere 5 immagini e di usarle come diapositive per raccontare il paese visitato e il progetto a cui hanno preso parte. Fase 2 Date (circa) 20 minuti ai volontari per scegliere le immagini e per organizzare un piccolo resoconto della propria esperienza attraverso le 5 foto scelte. Fase 3 A turno ogni partecipante mostra le sue “diapositive” e parla della propria esperienza. Quando si descrivono le 5 foto, i volontari possono parlare del progetto, del paese visitato, della gente incontrata, così come si aspettano che sia. Se più persone partono per lo steso progetto, questo esercizio si può fare in gruppo. Tutte le considerazioni fatte possono essere ricordate in sede di incontro di valutazione al ritorno: come i volontari vedevano il paese e il progetto ospite prima di partire e l’esperienza reale che ne hanno fatto. STILL ACTIVE CORSO DI FORMAZIONE PER VOLONTARI SENIOR Angst essen Seele auf/La paura mangia l’anima (1973) Rainer Werner Fassbinder Emmi, una sessantenne vedova e con figli sposati, incontra una sera in un bar Alì, un marocchino immigrato per lavoro in Germania. L’uomo, dopo un po’ di chiacchiere, l’accompagna a casa, dove la donna vive sola: essa apprende che egli abita lontano con altri cinque compatrioti in una sola stanza e gli offre un letto per la notte. Nasce così un bizzarro “ménage”, ma ciò che manda fuori dei gangheri figli, nuore, fornitori, condomini e compagne di lavoro (Emmi si occupa delle pulizie nell’edificio in cui abita) non è tanto la clamorosa differenza di età tra lei ed il marocchino, quanto il fatto che una “buona tedesca” si sia scelto un uomo di colore. Poi, poco a poco, le cose si appianano: i figli e i fornitori si adeguano, le amiche tornano a venire in visita e toccano estasiate i lucidi bicipiti dell’arabo il quale, da parte sua, ha trovato un vero nido, anche se a volte ne svolazza fuori, per concedersi più soddisfacenti evasioni con una vichinga bionda, la proprietaria del bar vicino a casa. Un giorno però, e proprio in questo locale, Alì cade sul pavimento, viene ricoverato in ospedale: ed Emmi pazientemente lo assisterà, fiduciosa nel proprio affetto e nelle capacità di recupero di quel gigante, tanto più giovane di lei. (Germania) Chariots of Fire (1983) David Puttnam Storia di due grandi atleti, e della loro prepotente affermazione nelle Olimpiadi di Parigi del 1924; Eric Liddell, missionario presbiteriano in Cina, futura medaglia d’oro nei quattrocento metri, e Harold Abrahams (Ben Cross), figlio di un ebreo lituano, medaglia d’oro nei cento metri. Harold è “leale, aggressivo, arrogante e impulsivo”; e per lui correre è “più di un’adorazione: è una costrizione, un’arma contro l’essere ebreo”. Eric, religiosissimo ex giocatore di rugby, “la più grande ala di Scozia”, crede che “la fede sia come una gara”: La sua sorgente di energia è la sua fede in Dio. Harold invece sceglie d’essere allenato da un tecnico professionista, anticipando il futuro dell’intero movimento. Harold ed Eric sono due predestinati: l’uno per riscattare le sfortune del suo popolo, l’altro per tributare onore e gloria al suo Signore. La bandiera inglese sventola per omaggiare due anime che sembrano correre nel nome di altro ideale e “altra patria”: a ulteriore testimonianza di quanto soffocante, stupido e riduttivo sappia essere il nazionalismo, e di quanti mondi e di quante patrie vivano, nell’anima di ogni essere umano. Il sorriso di Eric, trionfante in una specialità estranea alle sue caratteristiche, rimediata per ovviare ai suoi principi religiosi (rifiutò di gareggiare di domenica) e l’abbattimento di Harold, desolato per aver vinto ed essersi liberato dalla schiavitù d’un sogno, raccontano il resto. (UK) A Passage to India/ Passaggio in India (1984) David Lean Le tensioni tra indiani e coloni britannici si inaspriscono in seguito alle accuse di una turista Bianca nei confronti di un giovane dottore indiano, accusato di averla violentata dopo la visita ad alcune grotte. Uno studio sulle relazioni coloniali e la natura della memoria (dal romanzo di E. M. Forster) (UK). 18 19 STILL ACTIVE My Beautiful Launderette (1985) CORSO DI FORMAZIONE PER VOLONTARI SENIOR Stephen Frears Omar è un giovane pakistano a cui lo zio affida la gestione di una lavanderia abbandonata nella periferia londinese. Omar la rimette in sesto aiutato da Johnny (Daniel Day Lewis), un giovane sbandato a cui lo lega una relazione omosessuale. Integrazione razziale, omosessualità, traffico di droga: argomenti scottanti che Frears affronta con approccio realistico, quasi documentario, ma anche con un senso dello humour capace di ammorbidire il quadro davvero desolato della società inglese che ne esce... (UK). ‘East is East’ (1999) Damien O’Donnell: Nel 1971 George Khan, pakistano orgoglioso e tradizionalista, è emigrato a Salford, sobborghi di Manchester, dove possiede un negozio di fish & chips e ha sposato Ella, inglese del Lancashire. I loro sette figli (sei maschi e una femmina) sembrano poco inclini a seguire le direttive paterne per quanto riguarda la religione islamica. Sentendosi osteggiato, George reagisce in modo brutale e impositivo. Il matrimonio combinato di Nazir, il più grande, fallisce per il rifiuto del ragazzo, che in realtà è omosessuale e se ne va per diventare modista. Tocca allora al più piccolo, che con grave ritardo e qualche forzatura viene sottoposto alla circoncisione. Quindi, tra una lite e una riappacificazione con la moglie, George cerca di rifarsi dello smacco precedente e individua due possibili mogli per Abdul e Tarik. Le famiglie si incontrano, i ragazzi cercano qualche scappatoia, stanno per rassegnarsi, quando l’arrivo di Saleem, il figlio hippie che fa oggetti d’arte di tipo provocatorio, fa precipitare la situazione. Anche questi possibili matrimoni vanno all’aria.. (UK) STILL ACTIVE cucinare un ottimo Chapatti. Si domandano perché non possa essere come sua sorella, Pinky, che è fidanzata con un giovanotto molto per bene. Se solo sapessero cosa sta combinando Pinky.... (UK) CORSO DI FORMAZIONE PER VOLONTARI SENIOR ‘My Big Fat Greek Wedding’ /Il mio grosso grasso matrimonio greco (2002) Joel Zwick Toula è una ragazza greca di trent’anni che gestisce un ristorante a Chicago insieme alla famiglia. Decisa ad ottenere dalla vita qualcosa di più di un matrimonio con un ragazzo greco che si rispetti, Toula frequenta un corso di informatica al college, cambia lavoro e incontra l’insegnante Ian Miller. I due si innamorano e presto decidono di sposarsi, ma la famiglia di Toula è contraria: Ian sarà anche un bravo ragazzo, ma non è certo di origini greche (USA). Bamboozled (2002) Spike Lee Pierre Delacroix è un giovane scrittore di colore che sbarca il lunario lavorando per i grandi network americani. O almeno tenta di farlo. Dopo una serie di disastri viene messo con le spalle almuro: deve trovare un rimedio per il calo degli ascolti. Fra lo scetticismo generale decide di riproporre gli spettacoli di varietà con facili battute e grossolani doppi sensi sui neri, nati nell’800 per far ridere l’America bianca. Incredibilmente ottiene successo,ma offende anche la comunità nera... (USA) Monsoon Wedding” (2000) Mira Nair I membri della numerosa famiglia Verma sono arrivati da tutto il mondo a Nuova Delhi per partecipare alle nozze “programmate” tra la dolce figlia di famiglia Aditi e l’ingegnere americano Hermant. Ma il timore di vivere lontano dalla propria terra e le reminiscenze di un passato indimenticato renderanno incerto fino all’ultimo il destino della giovane donna indiana. Questa ed altre storie esistenziali si fondono e si confondono sullo sfondo di un Paese, l’India, sospeso tra passato e futuro, rinnovamento e tradizione. (India) L’appartamento Spagnolo (2002) Xavier è uno studente venticinquenne di Economia figlio di genitori divorziati che, per completare i propri studi nel minor tempo possibile, ha deciso di trasferirsi a Barcellona. Un amico di suo padre, infatti, gli ha promesso, non appena laureato, un posto al Ministero delle Finanze. Durante quest’ultimo anno di studi dividerà un appartamento con altri sette studenti di differenti Paesi europei, imparerà ad abbandonare i suoi punti di riferimento e farà degli incontri che gli insegneranno a vivere. (Francia, Spagna) Dirty Pretty Things/Piccoli affari sporchi (2002) Stephen Frears Una Londra popolata da ogni tipo di etnia ospita Okwe (Chjwetel Ejiofor), nigeriano, e Senay (Audry Tatou), turca. Entrambi senza passaporto e col sogno di fuggire, l’uno per tornare dalla figlia in Nigeria, l’altra per andare a New York. Entrambi hanno dei lavori clandestini e sopravvivono alla meglio fino a quando Okwe scopre un traffico di organi legato alla falsificazione di documenti per l’espatrio e Senay viene perseguitata dai controlli dell’ufficio immigrazione. Quando, disperata, la donna deciderà di donare un rene in cambio di un passaporto falso, l’amico cercherà di fermarla e di porre rimedio ai molti soprusi subiti da entrambi... ‘Bend it like Beckham’ /Sognando Beckham(2002) Gurinder Chadha I genitori della diciottenne Jess vorrebbero che la figlia fosse una dolce ragazza indiana dai costumi tradizionali, ma l’unico interesse della ragazza è quello di giocare a calcio come il suo eroe, David Beckham. Un giorno Jess viene scoperta da Jules la quale le propone di entrare a far parte della squadra femminile locale di calcio. Le ragazze hanno la stessa età e condividono gli stessi sogni. Tra loro nasce un’amicizia, ed il fortificarsi di questa fa decollare la squadra.Ma i genitori di Jess non riescono a comprendere perché non si sistemi, inizi a studiare legge e impari a 20 21 Sessione 4 – Risoluzione dei Conflitti STILL ACTIVE I conflitti fanno parte della nostra vita. Differenti punti di vista, differenti visioni del mondo e modi di agire possono portare a dei conflitti. Come è facilmente intuibile, i progetti di volontariato internazionale non fanno eccezione. Volontari che vengono da un altro paese e che passano un periodo di tempo in un ambiente totalmente nuovo, possono incontrare delle difficoltà a volte vissute in maniera conflittuale. I responsabili delle associazioni di accoglienza possono facilmente trovarsi nella stessa situazione, dovendo ospitare volontari internazionali e, ancora più importante, coinvolgerli nei loro progetti e nelle attività giornaliere. I conflitti si sviluppano per diversi motivi. Di seguito proponiamo i casi più frequenti così come riportato da alcuni volontari: CORSO DI FORMAZIONE PER VOLONTARI SENIOR Lingua: rientra nella prassi comune parlare con qualcuno e ascoltare quello che ha da dire a sua volta. Questo può avvenire con più difficoltà, se si parla o ascolta in una lingua diversa dalla propria. Sembra ovvio ma spesso viene sottovalutato. E' importante valutare se il fraintendimento avviene a livello lessicale. (Non capisco cosa dici) o a livello di significato (Capisco, ma non è chiaro cosa intendi). False aspettative: la partecipazione ad un progetto talvolta si basa su false aspettative. Se parto con l'idea di risolvere delle situazioni che in mia assenza precipiterebbero, può essere deludente scoprire che qualcun altro può svolgere lo stesso mio compito (e magari anche meglio…). Lei non sa chi sono io!: quando si entra in contatto con una nuova organizzazione non si ha necessariamente subito chiaro il ruolo e la posizione che i vari responsabili ricoprono in quel contesto e quali sono le dinamiche relazionali e professionali in cui sono inseriti. Chi è responsabile di cosa, chi prende le decisioni e così via non necessariamente risulta così evidente. Mi fanno lavorare troppo: cosa si può chiedere ad un volontario? Che cosa no? “Se rifiuto di fare questa cosa, penseranno che sono uno scansafatiche” oppure “ Non voglio fare questo lavoro”, sono alcune spie che indicano che qualcosa sta andando nel verso sbagliato nel programma di lavoro. Mi fanno lavorare troppo poco: alcune volte i volontari sono considerati degli ospiti e sembra quasi scortese chiedere loro un impegno continuativo. A volte questo trasforma l'esperienza in una vacanza forzata che la maggior parte dei volontari non gradisce. Mi lasciano da solo tutto il tempo: specialmente se partecipate al progetto su base individuale potete correre il rischio di ritrovarvi un po' isolati. Questo aspetto è fortemente legato alla cultura e al carattere di ciascuno di noi e alla nostra idea di ospitalità: alcune persone sono più indipendenti, altre hanno bisogno di condividere gran parte del tempo con qualcun altro. Non mi lasciano mai da solo: alcune associazioni di accoglienza interpretano letteralmente il concetto di “ospite” pensando che sia gentile occuparsi di lui tutto il tempo, con il rischio, nei casi più estremi, di invadere la sua privacy. Ma, di nuovo, si tratta del modo che ognuno ha di intendere e gestire le relazioni umane. Questi sono solo alcuni esempi di cause di conflitti ricorrenti, ma va sottolineato che spesso è un sentimento di solitudine e inadeguatezza, prevale e che può condurre a un coacervo di problemi a volte non facili da gestire. Cosa possiamo fare allora? Riteniamo che, essendo parte del processo comunicativo, i conflitti non dovrebbero essere mai nascosti, né sottovalutati. Anche questo ha delle valenze culturali, poiché in alcuni ambienti e in alcune culture non si discute apertamente dei problemi. Ma secondo la nostra esperienza è più una questione di come si pone un problema. Appena vi accorgete di avere qualche problema, sarebbe opportuno parlarne con i responsabili dell'organizzazione d'accoglienza e viceversa se il problema lo hanno i responsabili rispetto al volontario. Spesso si tende ad aspettare che i problemi si risolvano da soli col passare del tempo. Purtroppo di solito questo non avviene, anzi le questioni s'ingigantiscono di giorno in giorno e rischiano di essere esplicitate in modo improvviso e indesiderato. A volte i progetti, organizzano riunioni periodiche per valutare la presenza di criticità e l'andamento del programma di lavoro. Questo è sempre un buon momento per segnalare eventuali problemi che, se considerati all'origine, possono essere chiariti e risolti con facilità. Durante l'incontro di preparazione, può sembrare spiacevole insistere sulla questione dei conflitti e dare l'impressione che la futura esperienza di volontariato sarà tutta un gran problema da risolvere, ma in realtà non è così. Non dobbiamo nascondere che, come qualsiasi altra esperienza, anche questa può avere dei problemi: noi ci limitiamo a suggerire umilmente alcuni strumenti per valutarli e cercare di superarli. Proponiamo di seguito tre casi studio: Abbiamo preso tre relazioni di volontari e adattate in forma di esercizio. Ogni relazione descrive un conflitto che può verificarsi e al quale dovremmo cercare possibili indicazioni per una sua soluzione. Alcuni volontari si spaventano mentre sono impegnati nell'esercizio, ma va chiarito che queste situazioni sono avvenute a causa di mancanza di adeguata preparazione e a problemi di comunicazione che si sono 22 STILL ACTIVE verificati ben prima dell'inizio del progetto. Ed è proprio quello che cerchiamo di evitare proponendo questi esercizi e in generale, il corso di formazione. CORSO DI FORMAZIONE PER VOLONTARI SENIOR CASO 1 – Mettersi nei panni degli altri Questo è il caso di un volontario che ha avuto diversi problemi con la sua associazione d’accoglienza. Molte cose apparentemente sono andate male, ma a forza di non parlarne, alla fine si è trovato a presentare un “conto” molto salato. Quest’esercizio ha tra i suoi scopi quello di mostrare al volontario che un’organizzazione di utilità sociale è spesso una realtà complessa e che a diversi livelli ci sono diverse responsabilità e se non ne capiamo la struttura può essere difficile capire chi può aiutarci in caso di difficoltà. A volte, infine, tendiamo a lamentarci senza capire qual è il punto di vista della controparte: ma come avresti agito nei panni dell’altro? COME FUNZIONA: I volontari vengono divisi in due o più gruppi, e viene distribuita loro “La lettera da un volontario” che trovate qui di seguito. Date circa 20 minuti ai gruppi per leggere e commentare. Quindi a ciascun gruppo verrà chiesto di considerare l’intera situazione da un punto di vista diverso: un gruppo sarà il tutor del progetto e cercherà di dare una risposta ai problemi del volontario, mentre l’altro gruppo impersonerà il direttore del progetto, qualcuno non in contatto con il volontario ma con la responsabilità di gestire il progetto, che in quanto tale dovrà dare una risposta al volontario. Alla fine i gruppi leggeranno e commenteranno le lettere di risposta che hanno preparato. LETTERA DA UN VOLONTARIO - da distribuire al gruppo 1 e 2 ✄ Caro Signor Luigi Sono propenso a partire con una premessa: sono il tipo che dove lo metti sta! Detto questo, inizio la mia relazione su queste due prime settimane passate a volontariopoli: ero partito con tanta voglia di fare, e in quanto a questo, credo di aver dato il massimo, dandomi anima e corpo e cercando di eseguire a fine giornata il lavoro assegnatomi la mattina. Come pure sono partito ad affrontare nel miglior modo possibile, le diverse situazioni di ambientamento; ma credo che il limite a volontariopoli sia andato oltre ogni ragionevole sopportabilità. Dovuto questo, è bene chiarirlo, ai responsabili del luogo, anche se la Sua cortesia non fa dimenticare la rozzezza del sig. Carlo, il mio cosiddetto “tutor”. Comunque ho trovato eccessivamente pesante per un volontario senior il lavoro che mi è stato affidato per tutto il periodo, (ormai quasi due settimane): scavare buche, impastare calcestruzzo, piantare pali, spostare massi, ma non perché questo sia tanto pesante se preso nel verso giusto, ma per il continuo fiato sul collo da parte del sig. Carlo, a cui qualcuno dovrebbe far notare, che non è il capo cantiere della diga che sta rompendo l’argine, ma che noi siamo volontari che lo fanno per il piacere di farlo, e che non vengono alla fine retribuiti, ed anche in questo caso c’è modo e modo di chiedere o imporre. Se non rende lui e non fa rendere neanche gli altri, perché la sera prima si è fatto festa fino alle 4 del mattino, non può pretendere da chi è un po’ più responsabile che colmi le sue lacune organizzative. Vorrei anche parlare del cibo che ci è stato dato, non sono uno che frequenta ristoranti a cinque stelle, ma non prevedere nel menù almeno una volta la settimana il pesce e la carne, dopo tutte le energie profuse, mi sembra un pò troppo, in un mese non ho mai mangiato carne che non sia stato di domenica a spese mie al ristorante, non è prevista la carne perché costa troppo, è stato detto; quando io ho dovuto buttare via almeno 15 kg di burro scaduto un anno prima ed olio extra vergine, scorte della CEE che vengono male utilizzate per la non capacità di qualcuno a gestire fondi e beni che vengono messi a disposizione dalla comunità, e cioè da noi! Con tutti i prodotti del luogo, l’unico pasto possibile vi sembrano legumi in scatolame o pomodori e quanto altro? Ma non voglio dilungarmi perché ancora ho lo stomaco fuori posto, con gli avanzi del giorno prima e del giorno prima ancora… ossequi Valentino 23 STILL ACTIVE STILL ACTIVE CASO 2 – Perché proprio io? (Il mistero delle tapparelle) CORSO DI FORMAZIONE PER VOLONTARI SENIOR CORSO DI FORMAZIONE PER VOLONTARI SENIOR GRUPPO NUMERO 1 METTETEVI NEI PANNI DEL ROZZO SIGNOR CARLO, TUTOR DI VALENTINO ALL’INTERNO DEL PROGETTO VOI SIETE IL ROZZO SIGNOR CARLO TUTOR DEL VOLONTARIO A CUI IL CORTESE SIGNOR LUIGI, RESPONSABILE DEL PROGETTO HA FATTO ARRIVARE QUESTA LETTERA: CERCATE DI INDIVIDUARE LE VARIE CAUSE DI DISAGIO DI VALENTINO. COME PENSATE DI RISOLVERE I PROBLEMI DEL VOLONTARIO VALENTINO? ✄ ✄ PREPARATE UNA LETTERA DI RISPOSTA DI 10-15 RIGHE CON L’OBBIETTIVO DI MIGLIORARE I RAPPORTI CON IL VOLONTARIO VALENTINO PER LE PROSSIME DUE SETTIMANE GRUPPO NUMERO 2 ORA METTETEVI NEI PANNI DEL CORTESE SIGNOR LUIGI, RESPONSABILE DEL PROGETTO QUESTA E’ LA RELAZIONE DI UN VOLONTARIO CHE DOPO DUE SETTIMANE SI TROVA IN UN PROGETTO DI ACCOGLIENZA DA VOI GESTITO. VOI SIETE IL CORTESE SIGNOR LUIGI CAPO DEL PROGETTO: VALUTATE: ■ COSA SIETE DISPOSTI A CAMBIARE NEL PROGETTO? ■ IN COSA IL VOLONTARIO VALENTINO PUO’ AVERE RAGIONE E IN COSA TORTO? PREPARATE UNA LETTERA DI RISPOSTA DI 10-15 RIGHE PER QUESTO VOLONTARIO…. Questo volontario ha avuto un’esperienza difficile in un centro giovanile. Nella sua relazione ha evidenziato due problematiche importanti: ritiene, infatti che sia un programma costoso e che non valga la pena di sprecare delle risorse in questo modo e sostiene che in ogni paese ci sono dei volontari locali che potrebbero fare le stesse cose – evidentemente a costo inferiore. In questa sede, vogliamo puntualizzare che si tratta soprattutto di una questione di aspettative e di comprensione degli obbiettivi del programma. Di questo ne parliamo ampiamente nei due libretti “Still Active” rivolti ai volontari e alle associazioni di accoglienza. COME FUNZIONA: Dividete I partecipanti in piccoli gruppi e distribuite loro il “relazione da un volontario” di seguito riprodotta. Alla fine, i gruppi leggeranno le risposte che hanno preparato, possibilmente in forma scritta. Questo è un buon momento per il formatore per chiarire alcuni aspetti fondamentali e legati a tematiche “filosofiche” relative al programma. ✄ RELAZIONE DA UN VOLONTARIO Il centro è un ex scuola attrezzata dal comune per accogliere e intrattenere i giovani del luogo. Le attività si svolgono dal lunedì al venerdì dalle 17 alle 21; il venerdì sono previste attività fino alle 24. I ragazzi possono usufruire di computer pagando una cifra oraria (ma il servizio è praticamente aperto a tutti ) ed il martedì e il giovedì di sale giochi (calcio balilla, ping pong, carte, scacchi). Altre attività vengono programmate di volta in volta in funzione delle disponibilità di insegnanti e di possibili partecipanti. Queste comprendono, tra le altre, recitazione, musica, pittura, musica, pittura – ceramica, danza. Il centro è condotto da due giovani, Jordi e Sonia, che si avvalgono dell’aiuto di alcuni volontari: il loro compito è quello di organizzare le attività e di seguire i giovani. In realtà, le varie attività procedono da sole sotto la guida dei vari conduttori, mentre vanno continuamente seguite le ore del computer e dei giochi, in pratica le attività dei ragazzi di 15 – 18 anni. Inoltre va sottolineato il fatto che le attività per così dire artistiche sarebbero iniziate nella seconda metà di Ottobre, per cui la mia unica funzione è stata quella di tenere la contabilità delle ore del computer, preparare le sale giochi e intrattenere eventualmente i ragazzi. Infatti la programmazione e l’organizzazione delle attività viene fatta ben in anticipo e comunque per problemi di lingua è praticamente impossibile collaborare . Una nota a parte va fatta sui lavori di manutenzione. Non c’erano grossi lavori da fare, quasi tutti relativi alle tapparelle che necessitano di sostituzione di alcune strisce. Il problema stava nel fatto che il lavoro doveva eventualmente essere fatto nelle quattro ore di apertura del centro e senza alcun aiuto o coinvolgimento dei giovani, cosa praticamente impossibile anche ammesso che ci fossero i materiali necessari. IL VOLONTARIO IN CONCLUSIONE: ■ RITIENE CHE QUESTA FORMA DI VOLONTARIATO SIA DA EVITARE IN QUANTO COSTOSA E POCO FRUTTIFERA PER AIUTARE IL PROSSIMO ■ INFINE SI CHIEDE: POSSIBILE CHE IN SPAGNA NON SI TROVI NESSUNO DISPOSTO A RIPARARE LE TAPPARELLE? DISCUTETE QUESTI DUE PUNTI E PREPARATE UNA RISPOSTA PER QUESTO VOLONTARIO 24 25 Sessione 5 – Informazioni tecniche, assicurazione e condizioni finanziarie STILL ACTIVE STILL ACTIVE CASO 3 – Cosa ci faccio qui? CORSO DI FORMAZIONE PER VOLONTARI SENIOR Più che essere noi a selezionare i volontari, quello che viene richiesto loro è di auto-valutare se ritengono di essere adatti per nel prendere parte ad un progetto all’estero. L’intero corso di formazione dovrebbe aiutarli in questo processo. Descriviamo di seguito, l’interessante caso, di una volontaria che decide di prendere parte ad un progetto anche se- in teoria- non sembra essere idonea. Lo sviluppo positivo della sua esperienza, ci dimostra come le capacità personali (come ad esempio quella comunicativa e la facilità di entrare in relazione con le altre persone) sia altrettanto importante della conoscenza di abilità tecniche. COME FUNZIONA: Si dividono i partecipanti in piccoli gruppi e viene loro richiesto di leggere e commentare la prima parte della relazione (che trovate qui sotto). Dopo essersi riuniti in gruppo, ognuno commenterà la singola discussione in plenaria. Infine, si passa alla lettura della seconda parte della relazione che descrive come questa volontaria s’inserisce nel progetto e nel contesto locale nonostante i propri limiti oggettivi. In fine si commenta questa ultima parte in plenaria. ✄ RELAZIONE – PRIMA PARTE Potrei raccontare aneddoti quasi fantozziani circa il viaggio, i bagagli, i trasbordi di una over 60, chiamata immediatamente in questa prima fase a dare prova di appartenere alla “cittadinanza attiva ancora in possesso di energie fisiche” ma impietosamente mi definirei una cittadina un po’ coatta e forse provinciale, tipo “la ragazza con la valigia” che coerentemente può essere ridefinito “la nonna con la valigia”. Perché anche io nel mio bagaglio a mano avevo un po’ di tutto: macchinetta moka Bialetti, caffè, orzo biologici, un panforte sapori per la mia ospitante nonché un barattolo di carciofi alla romana biologici e un barattolo di zafferano di Navelli e altre amenità necessarie a compensare l’agghiacciante verità: NON CONOSCO IL FRANCESE, NON CONOSCO IL COMPUTER. Cosa ne faranno di me? cosa me ne farò di loro? Questo l'inizio della relazione di una volontaria partita per un progetto in francia dove era richiesta la conoscenza della lingua francese e dell'utlizzo del computer. il progetto era in una cooperativa di agricoltura biologica, organizzata per distribuire i propri prodotti ai loro soci. la volontaria doveva essere coinvolta nelle varie attivita' della cooperativa: promozione, produzione e distribuzione dei prodotti.. ■ COME PENSATE SIA ANDATA A FINIRE? ■ COME VI SARESTE PREPARATI VOI AL POSTO SUO? ✄ SECONDA PARTE DELLA RELAZIONE ( DA LEGGERE DOPO LA PRIMA PARTE DA COMMENTARE E DISCUTERE) La mia spinta egoistica in questo progetto era stata quella di migliorare il mio scarsissimo francese.Non credo di aver raggiunto questo obiettivo. Credo invece di essere riuscita, malgrado tutto, a dare e ricevere sensazioni ed esperienze positive. La mia esperienza decennale di organizzatrice di eventi mi ha consentito di intravedere e suggerire ipotesi di miglioramento della commercializzazione dei prodotti e di comunicazione per una maggiore visibilità e sviluppo dell’Associazione (“Jardins et vergers de la solidarieté”) Sapendo ciò in cui andavo incontro, avevo svolto a Roma una sorta di indagine presso agenzie e associazioni biologiche, raccogliendo materiale che si è rivelato per loro utile e di sicuro interesse. A mia volta sono stata ben felice di tuffarmi in questa esperienza agricola - contadina a me completamente sconosciuta. Per questo ho partecipato più che effettivamente finendo per riscoprire il piacere delle piccole cose che danno il gusto della vita e ci fanno sentire ancora disponibili e curiosi verso gli altri. Sembra assurdo, stare bene in campagna tutto il giorno, raccogliere fagioli e barbabietole o zucche e mele, collaborare nella preparazione e consegna dei panieri. Si, alla fine ci si abitua a tutto e sparisce anche quella vaga sensazione iniziale, di smarrimento o di non senso. Ritengo la mia comunque e nonostante tutto una esperienza più che positiva sia per me che per tutte le persone che mi hanno ospitato. Sono ufficialmente invitata all’inaugurazione di una antica fattoria che su mio suggerimento dovrebbe diventare una sorta di agriturismo e centro culturale biologico con sede per corsi ecc, la mia proposta è stata portata al consiglio comunale ed è passata in alternativa al loro progetto che prevedeva solamente un restauro per farne la sede degli uffici dell’associazione e il magazzino di stoccaggio dei prodotti, questa per me è stata una bella soddisfazione. Sono in contatto con loro e non manco d’inviare materiale o notizie che ritengo per loro utili così come ho portato con me documenti inerenti il loro progetto, che integrati alla mia esperienza fatta sul posto potrebbero rappresentare un reale costruttivo interscambio, mi sto attivando in tal senso. 26 CORSO DI FORMAZIONE PER VOLONTARI SENIOR I volontari si aspettano di trovare nel corso di formazione soprattutto le informazioni pratiche relative al progetto in cui parteciperanno: alcuni saranno incuriositi, altri entusiasti della conduzione interattiva di alcune delle precedenti sessioni, ma tutti si aspetteranno sicuramente una parte relativa alle questione pratiche e logistiche. Anzi per dirla tutta, scoprirete che questa sessione è una delle motivazioni principali per partecipare a questo incontro di preparazione e che anzi la maggior parte non si aspetta di affrontare i temi delle altre sessioni. Speriamo di aver dimostrato che anche le altre parti del corso sono importanti, tuttavia questo rimane un momento essenziale. Noi suggeriamo però di trattare questa sessione nella parte finale dell’incontro: se non c’è un accordo di massima sulle questioni “filosofiche” del contesto generale, può essere difficile e anche un po’ pericoloso cominciare con le questioni tecniche. Il facilitatore, dovrebbe arrivare all’incontro di preparazione finale, con il maggior numero di informazioni da passare al volontario. Potete anche raccogliere tutte le informazioni in un documento scritto da distribuire ai volontari dopo un accurata introduzione con consequente chiarimento di dubbi eventuali. La preparazione del materiale informativo richiede molta cura e deve essere preparato con un po’ di anticipo. A questo proposito vi suggeriamo di usare l’opuscolo “Still Active-Una guida per le organizzazioni di accoglienza”, come materiale di riferimento per preparare questa sessione. Diamo comunque un elenco minimo di informazioni da dare ai volontari e da inserire nel materiale informativo: 5.1 Informazioni sul progetto Nome del progetto: Date del progetto: Partner Nazionale/ associazione locale: è importante chiarire la filosofia dell’associazione ospitante e/o locale, in modo da avere ben chiaro per chi si va a lavorare e per quali scopi. Tema/ progetto: Se esiste qualche aspetto particolarmente rilevante riguardo il lavoro, o il progetto in generale, va menzionato sotto questa voce. Descrizione del lavoro: la più chiara possibile con l’indicazione delle ore di lavoro. Numero di volontari sul progetto: numero totale di volontari (nazionali e internazionali) che fanno parte del progetto Vitto/Alloggio: La maggior parte dei volontari è piuttosto esigente riguardo questo aspetto: cercate di descrivere loro la descrizione generale dell’alloggio facendo attenzione a menzionare la presenza di bagni, docce, uso della cucina etc. Indicare l’indirizzo dell’alloggio. Cose da portare: indicare se c’è bisogno di lenzuola, vestiti da lavoro, o cose più specifiche come calzature molto resistenti etc.. Tempo libero: dovreste menzionare quali sono le possibilità per trascorrere il tempo libero ed eventuali attività oragnizzate ad hoc per i volontari, se dovranno auto-organizzare il loro tempo libero. Informazioni sull’area: E’ utile informare i volontari sul contesto ambientale dove andranno a lavorare, se l’area è caratterizzata da alcuni problemi sociali oppure risulta essere molto isolata. Tutorship: dare qualche informazione sul tutor dei volontari e sul suo ruolo all’interno del progetto. Lingua parlata: “la lingua ufficiale del progetto”. Punto di incontro: E’ essenziale dare una alternativa nel caso in cui i volontari perdessero l’appuntamento. E’ utile inserire anche un numero di emergenza da usare per il giorno dell’arrivo dei volontari. Mappa: A volte è utile fornire una mappa nazionale per localizzare il progetto nel Paese e inoltre una mappa locale per individuare le strade interne. Istruzioni per il viaggio: Bisogna essere estremamente accurati nel dare informazioni sulla orari e il costo del viaggio sia con il treno che con altri mezzi (bus, aerei) Contatti d’emergenza: E’ necessario che i volontari abbiano un numero di telefono da contattare per brevi informazioni. Includere il numero dell’ufficio della associazione locale. Assicurazione: Deve essere molto chiaro e preciso qual è il ruolo di ogni volontario rispetto all’assicurazione. Deve essere inoltre indicato il periodo di tempo di copertura dell’assicurazione e se include solo il lavoro, il tempo libero o entrambi. 27 Glossario STILL ACTIVE CORSO DI FORMAZIONE PER VOLONTARI SENIOR 5.2 Informazioni sul Paese Associazione Può essere utile per I volontari avere maggiori informazioni sulla associazione d’accoglienza e informazioni generali sul Paese dove si svolgerà il progetto. Potrebbe essere prodotto un opuscolo informativo specifico sul Paese di realizzazione del progetto, che potrebbe contenere le seguenti informazioni: Si tratta di una tipologia giuridica di organizzazione di terzo settore, dove l’elemento personale è preponderante: un gruppo di persone decide autonomamente di “mettersi insieme” per raggiungere uno scopo comune senza fini di lucro. Può avere come beneficiari solo gli associati oppure la collettività nel suo insieme. Introduzione sulla associazione di accoglienza ( filosofia, attività) Informazioni generali sulla regione dove si svolgerà il progetto (storia, geografia, la struttura socio-politica, la lingua, la cultura, la popolazione, frasi idiomatiche, clima). Viaggiare nel Paese. Mezzi di trasporto (bus, treni, aerei, auto-stop). Informazioni Utili (telefono, posta, moneta, punti informativi, ricorrenze ufficiali). Suggerimenti per alloggiare nelle città principali Indirizzi utili e link su internet. Campo di lavoro E’ inoltre una buona idea che il volontario, contatti la sua associazione di accoglienza qualche tempo prima. Può farlo tramite mail o telefono, per presentarsi e avere delucidazioni su questioni logistiche o altro. Il Commercio Equo e Solidale è un approccio alternativo al commercio convenzionale; esso promuove giustizia sociale ed economica, sviluppo sostenibile, rispetto per le persone e per l’ambiente, attraverso il commercio, l’educazione e l’azione politica. Il suo scopo è riequilibrare i rapporti con i Paesi economicamente meno sviluppati, migliorando l’accesso al mercato e le condizioni di vita dei produttori svantaggiati, attraverso una più equa distribuzione dei guadagni. Nato negli anni ’70, è in forte sviluppo in Italia e in tutta Europa. 5.3 Eventuali quote di partecipazione e condizioni finanziarie Come già spiegato precedentemente il progetto è stato co-finanziato dai fondi Europei e Nazionali, per questo i volontari hanno avuto un parziale rimborso dei costi di viaggio e degli altri costi. Nel caso in cui non si abbiamo questi fondi, può essere necessario chiedere ai volontari un contributo. Nel caso in cui si ricevano dei particolari finanziamenti è opportuno specificare se ci sono condizioni particolari per il volontario. I costi di viaggio, ad esempio, possono essere rimborsati parzialmente o totalmente. E’ sempre opportuno spiegare da dove vengono gli eventuali fondi, chi è il donatore e quali sono le sue aspettative. Sarebbe opportuno invitare eventuali donatori all’incontro, e dare loro del tempo per spiegare ai volontari la scelta di finanziare questo tipo di progetto. In questa sessione dovete essere molto chiari sugli obblighi dei volontari in termini di relazione dell’esperienza ed elencare gli eventuali giustificativi di spesa necessari per il rimborso delle spese sostenute dal volontario (biglietti, ricevute etc). STILL ACTIVE CORSO DI FORMAZIONE PER VOLONTARI SENIOR Esperienza breve, da 2 a 4 settimane, di volontariato. Spesso è internazionale, cioè caratterizzato dalla presenza di volontari di più paesi, che lavorano insieme per un obiettivo comune. Ha un forte impatto educativo e nella gran parte dei casi coinvolge giovani (tra i 18 ed i 30 anni), ma il numero dei volontari adulti è in aumento. Campi di lavoro vengono organizzati dalle associazioni ambientaliste e da quelle che vogliono promuovere la mobilità giovanile. Ma sono molte le organizzazioni che ogni anno, soprattutto d’estate, promuovono iniziative di questo tipo, in Italia ed all’estero. Commercio equo e solidale Cooperante Professionista che lavora in un progetto di cooperazione allo sviluppo, si distingue dal volontario per le competenze e l’esperienza maggiori e per le maggiori retribuzioni. A volte vengono definiti “cooperanti” anche gli operatori che lavorano nelle cooperative italiane. Le due cose sono completamente diverse tra loro. Cooperazione sociale Le cooperative sociali nascono in Italia agli inizi degli anni ’80, dal mondo della cooperazione tradizionale. Sono organizzazioni di terzo settore che coniugano l’attività imprenditoriale con il perseguimento di finalità sociali quali, ad esempio, il reinserimento lavorativo di persone svantaggiate o la fornitura di servizi socio-assistenziali. Da non confondere con la cooperazione internazionale. 5.4 Assicurazione Cooperazione internazionale (cooperazione allo sviluppo) L’assicurazione è uno strumento fondamentale per tutelare sia il volontario che il progetto. Se qualcosa di grave accade al volontario, ad esempio un’invalidità permanente, egli deve essere adeguatamente assicurato contro questo rischio. Il progetto, il volontario ed anche l’organizzazione d’accoglienza, potrebbero avere seri problemi finanziari se i volontari non dovessero essere coperti da assicurazione. Molte compagnie di assicurazione assicurano i viaggiatori per qualunque cosa accada loro durante il loro viaggio escludendo però ogni evento correlato a situazioni di lavoro e questa potrebbe essere una soluzione, purché si ometta di dichiarare che l’assicurato è “un volontario” in un altro paese. Il problema di fondo sta nel fatto che i volontari non possiedono uno status riconosciuto, essi vengono considerati a metà strada tra un turista e un lavoratore senza una sicura appartenenza a nessuna delle due categorie. Un’altra possibilità può essere quella di fare riferimento allo schema assicurativo valido per altre organizzazioni di volontariato internazionale. Un esempio per tutti: il Servizio Civile Internazionale (SCI). Lo SCI sposta ogni anno più di 10.000 volontari da un paese all’altro ed ha un contratto collettivo con una grande compagnia di assicurazione che assicura tutti i suoi volontari. Anche altre organizzazioni possono aderire a questo contratto dietro richiesta. Si può aderire ad essa oppure informarsi presso altre organizzazioni di volontariato internazionale sulle soluzioni che esse adottano e su quali sono le condizioni praticate loro. Potete anche informarvi a livello locale se esistono compagnie di assicurazione che assicurano i vostri volontari all’estero e a quali condizioni. Ricordate che in tutti i paesi UE, i cittadini hanno diritto di ottenere l’assistenza sanitaria come nel proprio paese. Quindi, prima di partire dal loro paese, i volontari si devono recare dalle loro autorità sanitarie e farsi rilasciare la Tessera Europea Assicurazione Malattia (ex modulo E-111) che certifica che nel loro paese essi godono di questo diritto. Il termine è molto generico per indicare tutte le attività di mutuo aiuto fra stati. Più in particolare si parla di cooperazione allo sviluppo quando le attività sono rivolte a paesi del Sud del mondo. Quest’ultima è condotta principalmente dalle organizzazioni non governative (ONG), che possono svolgere attività di vario tipo: formazione, progetti infrastrutturali, microcredito, sostegno ad associazioni locali per i diritti umani, ecc. Enti locali Espressione usata per indicare gli enti pubblici locali, quali Regioni, Province e Comuni. Sono gli attori della nuova fase di decentramento che sta coinvolgendo il nostro sistema pubblico. Gli enti locali sono i committenti più significativi del terzo settore, a cui si rivolgono per l’erogazione diretta di servizi specifici alla collettività. Fondazione Si tratta di una istituzione prevista dal Codice Civile. L’elemento base della fondazione è il patrimonio devoluto al raggiungimento di uno scopo di pubblica utilità, attraverso un atto unilaterale come ad esempio il testamento. La fondazione può svolgere direttamente le attività volte a perseguire i fini statutari, oppure può gestire il patrimonio finanziando soggetti che svolgono le attività ritenute necessarie al raggiungimento dello scopo previsto dallo statuto. Si parla in quest’ultimo caso di grant-making foundations, figura tipica e fondamentale del settore nonprofit anglosassone. Globalizzazione Insieme di processi che investono la sfera economica, politica e culturale caratterizzato dall’aumento delle relazioni, degli scambi e dei rapporti di interdipendenza tra le diverse aree del mondo. La globalizzazione non è un fenomeno recente, ma l’avanzamento tecnologico e l’informatizzazione crescente dei sistemi di scambio hanno determinato una sua accelerazione. Interculturale Approccio che promuove il dialogo e la contaminazione tra culture diverse. L’educazione interculturale in particolare comprende tutte le modalità di educazione formale e non, che stimolano il riconoscimento e la valorizzazione delle diversità. Intergenerazionale Approccio che promuove il dialogo e la comunicazione tra diverse generazioni. 28 29 Nonprofit STILL ACTIVE CORSO DI FORMAZIONE PER VOLONTARI SENIOR Contrazione dell’espressione inglese not for profit (senza scopo di lucro), utilizzata per identificare quelle organizzazioni che non possono distribuire profitti. Ciò non vieta che i profitti possano essere conseguiti, e dunque che l’organizzazione sia economicamente efficiente: il vincolo è, in questo caso, che gli utili siano reinvestiti nelle attività istituzionali. Da notare che spesso viene usata in modo non corretto l’espressione no profit, la quale indica, invece, una incapacità di fare profitti (potrebbe essere tradotta con “non profittevole, fallimentare”). ONG – Organizzazione non governativa Sono le istituzioni autorizzate a svolgere attività di cooperazione allo sviluppo, ai sensi della legge 49/1987. Devono essere iscritte in un apposito registro tenuto presso il Ministero degli Affari Esteri (MAE). Nell’uso comune questo termine viene usato anche per definire in senso più ampio tutte le organizzazioni che, pur non essendo registrate, promuovono interventi di cooperazione e di solidarietà internazionale. Onlus È l’acronimo di Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale. Istituite per decreto del Ministero delle Finanze nel 1997 (decreto 460), le ONLUS qualificano la condizione fiscale di alcune tipologie organizzative di terzo settore: associazioni, cooperative, fondazioni, ecc. Organizzazione di accoglienza L’organizzazione presso la quale si viene ospitati quando si prende parte ad un progetto di volontariato all’estero o in un’altra città. Si occupa di progettare le attività, reperire l’alloggio e le modalità per il vitto, trovare dei tutor che seguano il volontario durante il servizio. Organizzazione di invio L’organizzazione che si contatta prima di partire per trovare un progetto adatto. Si occupa della formazione ed informazione dei volontari prima della partenza e mantiene i contatti con loro durante il progetto. Organizzazione di volontariato Sono così definite quelle organizzazioni, liberamente costituite, che hanno lo scopo di svolgere attività per fini di solidarietà e senza scopo di lucro. Le organizzazioni di volontariato si avvalgono in modo prevalente di lavoro prestato a titolo gratuito e in modo spontaneo. Sono disciplinate dalla legge 266 del 1991. Pregiudizio Opinione preconcetta concepita non per conoscenza diretta di un fatto, di una persona o di un gruppo sociale, quanto piuttosto in base alle opinioni comuni o alle voci. Una opinione errata si trasforma in pregiudizio quanto rimane irreversibile anche di fronte a nuovi dati conoscitivi. Sostenibilità Con questo termine si può far riferimento alla sostenibilità ambientale oppure a quella economica: nel primo caso ci si riferisce all’impatto ambientale dei processi produttivi utilizzati dalle imprese, nel secondo caso alla gestione delle organizzazioni. Un processo produttivo e/o un sistema di consumo è sostenibile da un punto di vista ambientale se riesce a riprodurre le risorse che consuma, e quindi non va a ledere i diritti delle generazioni future e delle popolazioni del Sud del mondo. Un’organizzazione è sostenibile da un punto di vista economico se c’è equilibrio tra le risorse che consuma e la ricchezza che produce. Stereotipo Processo di categorizzazione con il quale attribuiamo particolari qualita’ o difetti ai membri di un determinato gruppo senza verificarli con l’esperienza. Terzo Settore Molta parte della letteratura definisce così l’insieme delle organizzazioni private che, operando senza fini di lucro e con l’apporto significativo di volontari, offre servizi di utilità sociale. Si dice “terzo” rispetto ai due settori economici tradizionali, mercato e stato. Volontariato Si tratta di attività prestata, in modo spontaneo e a titolo gratuito, per fini di solidarietà. La legge identifica alcune specifiche tipologie di organizzazioni di volontariato, ma tutto il terzo settore è caratterizzato dalla presenza di volontari, qualunque sia la tipologia giuridica. 30 Questa pubblicazione è uno dei prodotti del progetto europeo “Still Active”. Le attività sono state coordinate dall’associazione Lunaria e realizzate da una partnership composta da tre network internazionali, AVSO - the Association of Voluntary Service Organisations, The Alliance of the European Voluntary Service Organisations e EURAG - the European Federation of Older persons. Altri partner del progetto sono stati l’Universita di Salford (UK), Legambiente, un istituto di ricerche sociologiche ISIS di Francoforte e il Comune di Roma. L’idea del progetto era di ideare alcuni strumenti per volontari senior e organizzazioni della società civile interessate ad accoglierli, allo scopo di favorire e facilitare quest’esperienza. Grazie a una serie di progetti europei che portiamo avanti dal 2001 che hanno come oggetto lo scambio di volontari senior, più di 300 volontari e decine di organizzazioni della società civile si sono lanciati in questa avventura. Nell’estate del 2003, Still Active ha coinvolto 40 volontari fra i 50 e i 70 anni che sono stati ospitati in più di venti progetti in Austria, Estonia, Germania, Regno Unito, Italia e Ungheria. STILL ACTIVE! Davide Davide Di Di Pietro Pietro CORSO CORSO DI DI FORMAZIONE FORMAZIONE PER PER II VOLONTARI VOLONTARI SENIOR SENIOR Il materiale proposto nasce dall’esperienza e dai successivi suggerimenti dei primi volontari senior partiti all’estero per progetti di volontariato. Il programma è strutturato in 5 sessioni che affrontano: motivazioni e aspettative, la dimensione europea dell’esperienza, i processi interculturali che si innescano, la risoluzione dei conflitti e alcuni consigli per strutturare le informazioni tecniche del progetto da passare ai volontari. Fra gli altri materiali del progetto, segnaliamo un manualetto dedicato alle organizzazioni della società civile incuriosite dall’iniziativa e un altro dedicato ai volontari per chiarire alcuni punti salienti del programma e dove si possono leggere le esperienze di altri volontari. Still Active è stato finanziato dal programma Socrates-Grundtvig della Commissione Europea e dal Ministero Federale Austriaco per la Gioventù, la famiglia e le politiche per gli anziani. COMMISSIONE EUROPEA PROGRAMMA SOCRATES COMUNE DI ROMA PROPOSTE DI VOLONTARIATO INTERNAZIONALE PER CITTADINI SENIOR TÖSTERREICHISCHES BUNDESMINISTERIUM FÜR SOZIALE SICHERHEIT, GENERATIONEN UND KONSUMENTENSCHUTZ EURAG European Commission Socrates Programme Lunaria