VENETO BANCA SOCIETA’ COOPERATIVA PER AZIONI PARERE DELLA SOCIETÀ DI REVISIONE AI SENSI DELL’ARTICOLO 2437-TER, SECONDO COMMA, DEL CODICE CIVILE NELL’AMBITO DELLA PROCEDURA DI DETERMINAZIONE DEL VALORE DI LIQUIDAZIONE DELLE AZIONI IN CASO DI ESERCIZIO DEL DIRITTO DI RECESSO DA PARTE DEI SOCI INDICE 1 MOTIVO ED OGGETTO DELL’INCARICO .................................................................. 1 2 NATURA E LIMITI DELL’INCARICO ......................................................................... 3 3 DOCUMENTAZIONE UTILIZZATA ............................................................................ 3 4 METODOLOGIE DI VALUTAZIONE ADOTTATE DAGLI AMMINISTRATORI E RELATIVI RISULTATI ..................................................................................................... 6 4.1. METODOLOGIE ADOTTATE .................................................................................................................6 4.1.1. IL DIVIDEND DISCOUNT MODEL...............................................................................................7 4.1.2. IL METODO MISTO PATRIMONIALE - REDDITUALE ................................................................. 11 4.1.3. IL METODO DEI MULTIPLI DI BORSA ...................................................................................... 14 4.2. RISULTATI CUI PERVENGONO GLI AMMINISTRATORI ........................................................................ 16 4.3. SINTESI DELLE VALUTAZIONI ESEGUITE DAGLI AMMINISTRATORI .................................................... 17 4.4. DIFFICOLTÀ DI VALUTAZIONE INCONTRATE DAGLI AMMINISTRATORI ............................................... 17 5 LAVORO SVOLTO .................................................................................................... 18 6 COMMENTI SULL’ADEGUATEZZA DEI METODI DI VALUTAZIONE ADOTTATI DAGLI AMMINISTRATORI............................................................................................ 20 7 LIMITI E DIFFICOLTÀ INCONTRATI NELLO SVOLGIMENTO DEL NOSTRO INCARICO ...................................................................................................................... 22 8 CONCLUSIONI......................................................................................................... 27 PARERE DELLA SOCIETÀ DI REVISIONE AI SENSI DELL’ARTICOLO 2437-TER, SECONDO COMMA, DEL CODICE CIVILE NELL’AMBITO DELLA PROCEDURA DI DETERMINAZIONE DEL VALORE DI LIQUIDAZIONE DELLE AZIONI IN CASO DI ESERCIZIO DEL DIRITTO DI RECESSO DA PARTE DEI SOCI. Al Consiglio di Amministrazione di Veneto Banca Scpa 1 Motivo ed oggetto dell’incarico Il Decreto Legge n° 3 del 24 gennaio 2015 (di seguito anche “DL 3/2015”), convertito con modificazioni dalla Legge n° 33 del 24 marzo 2015, ha introdotto nel sistema legislativo italiano l’obbligo per le banche popolari con un attivo superiore agli Euro 8 miliardi di trasformarsi in società per azioni entro 18 mesi dall’entrata in vigore delle disposizioni di attuazione della Banca d’Italia, emanate in data 9 giugno 2015 con il 9° aggiornamento della Circolare n° 285 del 17 dicembre 2013. In data 7 luglio 2015 il Consiglio di Amministrazione di Veneto Banca Scpa (di seguito anche “Veneto Banca”, o la “Banca”) ha verificato il superamento della predetta soglia ed ha avviato il percorso di trasformazione della Banca (di seguito anche l’“Operazione di Trasformazione”), deliberando e comunicando al mercato ed alle Autorità, in data 21 luglio 2015, l’avvio di un piano di lavoro finalizzato alla trasformazione di Veneto Banca in società per azioni, ad un aumento di capitale attualmente previsto per Euro 1 miliardo ed alla quotazione delle azioni della Banca sul Mercato Telematico Azionario organizzato e gestito da Borsa Italiana SpA (di seguito anche il “Progetto”). In data 7 agosto 2015 il Consiglio di Amministrazione di Veneto Banca ha poi approvato un dettagliato piano di trasformazione comprensivo delle iniziative da assumere e proporre agli organi sociali competenti, nonché della tempistica prevista per la loro attuazione. Nell’ambito del Progetto, il Consiglio di Amministrazione della Banca (di seguito anche il “Consiglio di Amministrazione” o gli “Amministratori”) intende convocare l’Assemblea dei Soci per il 18 dicembre 2015 (in prima convocazione) e per il 19 dicembre 2015 (in seconda convocazione) al fine di sottoporre ai soci, tra l’altro, il progetto di trasformazione della Banca in società per azioni e l’adozione di un nuovo statuto. In relazione a tale operazione straordinaria gli Amministratori hanno ritenuto, sulla base anche del parere legale rilasciato dallo Studio Legale Chiomenti (di seguito anche “Chiomenti”) in data 5 ottobre 2015 e del parere legale rilasciato dallo Studio Legale Gianni, Origoni, Grippo, Cappelli & Partners (di seguito anche “Gianni – Origoni” e insieme a Chiomenti i “Consulenti Legali”) in data 3 ottobre 2015, applicabile la disciplina in materia di società per azioni per effetto del combinato disposto dell’articolo 2437, primo comma, lett. b), dell’articolo 2519, primo comma e dell’articolo 2532 del Codice Civile, oltre che della previsione di cui all’articolo 14 dello statuto della Banca. Di conseguenza, gli Amministratori hanno ritenuto applicabile l’articolo 2437 del Codice Civile che prevede, per gli azionisti che non concorrono all’approvazione della deliberazione relativa al progetto di trasformazione della Banca in società per azioni, la possibilità di esercitare il diritto di recesso. In particolare, tale previsione normativa è stata ritenuta applicabile da Veneto Banca ai sensi dell’articolo www.pwc.com/it 1 2437, primo comma, lettera b), del Codice Civile in quanto il progetto di trasformazione di Veneto Banca in società per azioni comporterebbe la trasformazione eterogenea di Veneto Banca, costituita in forma di “società cooperativa per azioni”. L’articolo 2437-ter, secondo comma, del Codice Civile stabilisce che il valore di liquidazione delle azioni per le quali il socio esercita il recesso (di seguito anche il “valore di liquidazione”) sia determinato dal Consiglio di Amministrazione, sentito il parere del Collegio Sindacale e del soggetto incaricato della revisione legale dei conti. Nell’ambito dell’Operazione di Trasformazione, il Consiglio di Amministrazione, ha incaricato Chiomenti e Gianni – Origoni di emettere un parere avente la finalità di esaminare alcuni profili di rilevanza giuridica relativa al progetto di trasformazione di Veneto Banca in società per azioni. In particolare, tali pareri si incentrano sull’identificazione delle disposizioni normative e statutarie applicabili nelle diverse fasi (i) del processo di determinazione del valore di liquidazione delle azioni dei soci che esercitino il diritto di recesso a seguito della trasformazione, (ii) della liquidazione delle azioni a favore dei soggetti receduti. Tali pareri sono focalizzati, inoltre, sul regime di opposizione dei creditori applicabile nel caso di specie. Inoltre, sempre nell’ambito dell’Operazione di Trasformazione, il Consiglio di Amministrazione ha incaricato KPMG Advisory SpA (di seguito anche “KPMG”) e Partners SpA (di seguito anche “Partners” e insieme a KPMG gli “Esperti”) di fornire assistenza nella determinazione del valore di liquidazione delle azioni di Veneto Banca. KPMG e Partners hanno, quindi, predisposto due distinti pareri tecnico-professionali, relativi all’individuazione di un intervallo di valori economici, per il capitale complessivo e per azione, attribuibile a Veneto Banca, di ausilio al Consiglio di Amministrazione di Veneto Banca nella determinazione del valore di liquidazione delle azioni, ai sensi dell’articolo 2437-ter del Codice Civile. PricewaterhouseCoopers SpA (di seguito anche “PwC”), quale soggetto incaricato, ai sensi dell’articolo 14 e dell’articolo 16 del Decreto Legislativo n° 30 del 27 gennaio 2010, della revisione legale dei conti della Banca, ha ricevuto dal Consiglio di Amministrazione l’incarico di predisporre il parere ex articolo 2437-ter, secondo comma, del Codice Civile sul valore di liquidazione delle azioni di Veneto Banca. Nel corso della prima parte del Consiglio di Amministrazione tenutosi in data odierna, gli Amministratori hanno formalmente provveduto alla determinazione preliminare del valore di liquidazione delle azioni di Veneto Banca, individuato in Euro 7,3 per azione, al fine di consentire l’attività a noi richiesta ai sensi dell’articolo 2437-ter, secondo comma, del Codice Civile. Tutto ciò, fermo restando che la Banca ha messo anticipatamente a nostra disposizione la documentazione necessaria per lo svolgimento del nostro incarico, ivi compresa la determinazione preliminare del valore di liquidazione delle azioni di Veneto Banca. All’esito dell’avvenuto riscontro della documentazione fatta propria dal Consiglio di Amministrazione ed a noi consegnata al termine della prima fase della richiamata seduta consiliare con quella a noi precedentemente fornita, abbiamo emesso il presente parere, al fine di poter consentire al Consiglio di Amministrazione il completamento dell’iter previsto dall’articolo 2437-ter del Codice Civile. 2 di 29 Ai sensi dell’articolo 2437-ter, secondo comma, del Codice Civile, anche il Collegio Sindacale della Banca è stato contestualmente chiamato ad esprimere il proprio parere. 2 Natura e limiti dell’incarico Il presente documento ha il fine di fornire al Consiglio di Amministrazione il parere previsto dall’articolo 2437-ter, secondo comma, del Codice Civile in merito alla ragionevolezza e non arbitrarietà dei metodi di valutazione adottati dagli Amministratori, con il supporto degli Esperti, per determinare il valore di liquidazione delle azioni, nonché in merito alla corretta applicazione di tali metodi. Il presente documento illustra i metodi seguiti dal Consiglio di Amministrazione, con il supporto degli Esperti, unitamente alle eventuali difficoltà da questo incontrate per la determinazione del valore di liquidazione delle azioni, nonché le nostre considerazioni sull’adeguatezza, nelle circostanze, di tali metodi sotto il profilo della loro ragionevolezza e non arbitrarietà, nonché sugli eventuali limiti dei metodi stessi e sulla loro corretta applicazione. Nell’esecuzione del presente incarico non abbiamo effettuato una valutazione economica della Banca. Tale valutazione compete esclusivamente agli Amministratori. 3 Documentazione utilizzata Nello svolgimento del nostro lavoro abbiamo ottenuto dalla Banca e dagli Esperti i documenti e le informazioni ritenuti utili nella fattispecie. A tal fine, abbiamo analizzato la documentazione messa a nostra disposizione – in via preliminare anche in bozza - e in particolare: Lo Statuto Sociale vigente di Veneto Banca; L’estratto del verbale del Consiglio di Amministrazione di Veneto Banca del 7 agosto 2015, inerente l’aggiornamento sul piano di trasformazione di Veneto Banca da società cooperativa per azioni a società per azioni, contenente anche le deliberazioni in merito all’aumento di capitale; Le delibere e i documenti ufficiali approntati dagli Organi di Direzione della Banca, inerenti l’Operazione di Trasformazione; Il nuovo Piano Industriale 2015 – 2020 di Veneto Banca approvato dal Consiglio di Amministrazione il 13 ottobre 2015 e, successivamente, aggiornato in data 27 ottobre 2015 (di seguito il “Piano Industriale”); Le informazioni di dettaglio in merito allo sviluppo dei requisiti patrimoniali di vigilanza previsti nel Piano Industriale, forniti verbalmente da Ernst & Young, consulente di Veneto Banca, e dal Management della Banca; Il bilancio d’esercizio e consolidato di Veneto Banca al 31 dicembre 2014, corredato dalla relazione sulla gestione degli Amministratori e dalla relazione del Collegio Sindacale; Il bilancio consolidato semestrale abbreviato del Gruppo Veneto Banca al 30 giugno 2015, 3 di 29 approvato dal Consiglio di Amministrazione del 28 agosto 2015; Il bilancio consolidato abbreviato del del Gruppo Veneto Banca al 30 settembre 2015, approvato dal Consiglio di Amministrazione in data 12 novembre 2015; Le informazioni circa il trattamento delle azioni finanziate oggetto di contestazione (cosiddette “espunzioni”) alla data del 30 settembre 2015 e relativi effetti riflessi nella situazione patrimoniale e nel patrimonio di vigilanza al 30 settembre 2015; Gli elementi di dettaglio relativi al patrimonio ed ai requisiti di vigilanza al 30 settembre 2015; Il parere elaborato e sottoscritto da Chiomenti in data 5 ottobre 2015; Il parere elaborato e sottoscritto da Gianni – Origoni in data 3 ottobre 2015; Il parere sul diritto di recesso e rimborso elaborato e sottoscritto da Gianni-Origoni in data 16 novembre 2015; Il parere sul diritto di recesso e rimborso elaborato e sottoscritto da Chiomenti in data 16 novembre 2015; Il documento “Riepilogo della discussione delle metodologie valutative” rilasciato da KPMG in data 23 ottobre 2015; Il documento “Nota di sintesi sui criteri valutativi” rilasciata da Partners in data 23 ottobre 2015; La relazione di KPMG denominata “Stima di un intervallo di valori di liquidazione delle azioni Veneto Banca Scpa – Novembre 2015”, emessa in data 17 novembre 2015 corredata dai relativi allegati; La relazione di Partners denominata “Relazione di stima del valore di recesso delle azioni di Veneto Banca Scpa al 30.09.2015 – 17 novembre 2015” emessa in data 17 novembre 2015 corredata dai relativi allegati; L’estratto del verbale del Consiglio di Amministrazione del 17 novembre 2015 nel corso del quale è stato determinato preliminarmente nell’intervallo Euro 5,5 – 8,3 il valore di liquidazione di ogni azione di Veneto Banca, ai fini dell’applicazione del diritto di recesso ex articolo 2437-ter del Codice Civile; La bozza della relazione del Consiglio di Amministrazione datata 17 novembre 2015 e 2 dicembre 2015 con i relativi allegati, avente ad oggetto, tra l’altro, i) il percorso giuridico svolto, le attività e i lavori del Consiglio di Amministrazione nell’ambito del processo di determinazione del valore di liquidazione delle azioni, ii) i metodi di valutazione adottati e le relative modalità applicative; iii) le modalità attraverso le quali dare attuazione alla previsione contenuta nell’articolo 28 del Testo Unico Bancario (di seguito anche il “TUB”) sulla limitazione o rinvio, in tutto o in parte e senza limiti di tempo, del diritto al rimborso delle azioni per le ipotesi di recesso conseguenti alla trasformazione in società per azioni; L’estratto del verbale del Consiglio di Amministrazione del 2 dicembre 2015 nel corso del quale è stato determinato in Euro 7,3 per azione il valore preliminare di liquidazione di ogni azione di Veneto Banca, ai fini dell’applicazione del diritto di recesso ex articolo 2437-ter del Codice Civile; La policy in tema di determinazione del prezzo delle azioni sociali proprie adottata dalla Banca il 9 febbraio 2010 e successivamente modificata in data 9 ottobre 2012 (di seguito anche la “Policy”); La nota del 7 aprile 2015, a supporto del Consiglio di Amministrazione per la proposta di determinazione del prezzo di emissione delle azioni Veneto Banca, da sottoporre all’Assemblea 4 di 29 dei Soci; Il parere sull’applicazione della Policy espresso dal Professore M. Rutigliano in data 7 aprile 2015; La fairness opinion sull’applicazione della Policy emessa da Simmetrix Srl in data 7 aprile 2015; Il parere del Collegio Sindacale del 17 aprile 2015 rilasciato ai sensi dell’articolo 6 dello Statuto Sociale della Banca; La richiesta di chiarimento interpretativo (c.d. Interpello) in merito alla limitazione, in tutto e senza limiti di tempo e dunque definitiva, del diritto di rimborso dei soci recedenti inoltrata a Banca d’Italia, in data 25 settembre 2015, e la relativa risposta pervenuta via e – mail in data 10 novembre 2015; Il numero di azioni della Banca, con dettaglio delle azioni proprie e del numero massimo di azioni potenzialmente assegnabili al verificarsi di determinate condizioni ad esito dell’aumento di capitale completato nel mese di agosto 2014 e del prestito obbligazionario convertibile emesso in data 22 febbraio 2013 e convertito in data 30 giugno 2014 (di seguito anche il “Bonus Shares”); Il documento “Risk Appetite Framework di Gruppo – Estratto CET1 per cento” datato 27 ottobre 2015 (di seguito anche il “RAF”); La lettera di Banca Centrale Europea (di seguito anche “BCE”) del 23 settembre 2015 contenente gli esiti provvisori dell’attività ispettiva in corso di svolgimento (Draft SREP Decision); L’accordo di pre-garanzia in relazione all’aumento di capitale, sottoscritto da Banca IMI SpA (di seguito anche “Banca IMI”) in data 3 novembre 2015; La richiesta del Collegio Sindacale, effettuata in data 11 novembre 2015, relativa alla documentazione necessaria ai fini del rilascio del parere di cui all’articolo 2437-ter, secondo comma, del Codice Civile, nell’ambito della determinazione del valore di liquidazione delle azioni oggetto di recesso; La lettera di BCE del 20 novembre 2015 contenente l’indicazione circa il Common Equity Tier 1 (di seguito anche “CET1”) prospettico richiesto (di seguito anche la “SREP Decision”); Le informazioni di mercato ed economico-finanziarie sulle principali banche italiane tratte da database specializzati e information provider; Le informazioni sui principali dati macroeconomici e monetari desunti da database specializzati, quali il Rapporto Prometeia (Ottobre 2015), il Fondo Monetario Internazionale, Damodaran e altri information provider; I bilanci, i piani industriali e i brokers’ reports emessi dalle principali banche di investimento inerenti banche italiane quotate sul Mercato Telematico Azionario organizzato e gestito da Borsa Italiana SpA (di seguito anche “Borsa”); Gli ulteriori dettagli ed informazioni di natura contabile, gestionale e statistica ritenuti utili ai fini dello svolgimento del presente incarico. Abbiamo infine ottenuto attestazione, mediante lettera inviata, anche in nome e per conto del Consiglio di Amministrazione, dal rappresentante legale della Banca in data 2 dicembre 2015 che i dati e le informazioni messi a disposizione nello svolgimento del nostro incarico sono completi e che non sono intervenute modifiche significative in relazione agli stessi. 5 di 29 4 Metodologie di valutazione adottate dagli Amministratori e relativi risultati Come precedentemente indicato, gli Amministratori hanno proceduto, con il supporto degli Esperti, alla determinazione del valore del capitale economico della Banca e, conseguentemente, del valore di liquidazione delle azioni, ai sensi dell’articolo 2437-ter, secondo comma, del Codice Civile. 4.1. Metodologie adottate L’articolo 2437-ter, secondo comma, del Codice Civile prevede che ai fini della determinazione del valore delle azioni in ipotesi di recesso di un socio, gli amministratori debbano tener conto “della consistenza patrimoniale della società e delle sue prospettive reddituali, nonché dell’eventuale valore di mercato delle azioni. […] Lo statuto può stabilire criteri diversi di determinazione del valore di liquidazione, indicando gli elementi dell’attivo e del passivo del bilancio che possono essere rettificati rispetto ai valori risultanti dal bilancio, unitamente ai criteri di rettifica, nonché altri elementi suscettibili di valutazione patrimoniale da tenere in considerazione”. Dalla lettura del combinato disposto degli articoli 6.1 e 6.2 dello Statuto Sociale di Veneto Banca emerge quale unica indicazione la necessità che il processo valutativo debba determinare un “valore complessivo” dell’azione e che debba tenere conto “anche delle riserve patrimoniali”. Pertanto, lo statuto non fornisce criteri e non pone vincoli agli Amministratori i quali, pertanto, devono solo tenere presenti i seguenti due aspetti: devono tenere conto del valore complessivo dell’azi0ne e, quindi, anche del relativo sovrapprezzo e non possono utilizzare metodologie di calcolo che non considerino le riserve patrimoniali. Come riportato nella bozza della relazione del Consiglio di Amministrazione del 17 novembre 2015 e del 2 dicembre 2015, gli Amministratori, supportati dagli Esperti, hanno ritenuto opportuno adottare metodi valutativi che consentissero di tenere adeguatamente conto, da un lato, del particolare contesto normativo e regolamentare nel quale si inserisce l’Operazione di Trasformazione, nonché, dall’altro, della specifica situazione di deficit patrimoniale in cui versa la Banca, il tutto in una prospettiva di adeguamento ai profili di corretta e sana gestione, in una logica di stabilità attuale e prospettica, considerata anche la trasformazione in società per azioni. In considerazione di quanto sopra e sulla base dei pareri rilasciati dai Consulenti Legali, l’approccio valutativo adottato dagli Amministratori, supportati dagli Esperti è volto a determinare il valore corrente della Banca, tenendo conto, per quanto possibile, dell’articolo 6 dello Statuto Sociale e considerando il fatto che nei prossimi mesi si avrà la quotazione delle azioni della Banca sul Mercato Telematico Azionario organizzato e gestito da Borsa Italiana SpA. Come riportato nella bozza della relazione del Consiglio di Amministrazione del 17 novembre 2015 e del 2 dicembre 2015, gli Amministratori, supportati dagli Esperti, hanno ritenuto di adottare, per le finalità di cui all’articolo 2437-ter, secondo comma, del Codice Civile, i seguenti metodi valutativi: Il Dividend Discount Model nella variante dell’Excess of Capital (di seguito anche “DDM”); Il Metodo Misto Patrimoniale-Reddituale; 6 di 29 Il Metodo dei Multipli di Borsa di Società Comparabili (di seguito anche il “Metodo dei Multipli di Borsa”). 4.1.1. Il Dividend Discount Model Il DDM assume che il valore del capitale economico di una banca sia pari alla somma di: valore attuale dei flussi di cassa futuri generati nell’orizzonte temporale prescelto e distribuibili agli azionisti senza incidere sul livello di patrimonializzazione necessario a mantenere lo sviluppo futuro atteso; e valore attuale del “Valore Terminale”, ovvero il valore della banca al termine del periodo di previsione analitica dei flussi. La metodologia del DDM stima pertanto il valore del capitale economico di una banca sulla base della seguente formula: W = DIVa + VTa dove: W: rappresenta il valore della banca oggetto di valutazione; DIVa: rappresenta il valore attuale dei flussi di cassa futuri distribuibili agli azionisti in un individuato orizzonte temporale, mantenendo un livello soddisfacente di patrimonializzazione; VTa: rappresenta il valore attuale del Valore Terminale della banca. La metodologia del DDM è stata applicata dagli Amministratori con il supporto degli Esperti sulla base di: Patrimonio netto e requisiti di vigilanza di Veneto Banca al 30 settembre 2015 predisposti secondo quanto stabilito da Basilea III; Flussi economici prospettici 2015-2020 desunti dal Piano Industriale; Patrimonio e requisiti di vigilanza prospettici, inclusi nel Piano Industriale, predisposti secondo quanto stabilito da Basilea III, in ottica fully loaded. Con riferimento alle modalità applicative del DDM, di seguito si riportano distintamente le considerazioni sviluppate da KPMG e Partners, fatte proprie dagli Amministratori. KPMG Nell’applicazione del metodo del DDM, KPMG ha sviluppato due possibili scenari: Scenario A: costo del capitale (Ke) pari al 10,71 per cento e CET1 Ratio Target pari all’11,63 per cento sia per il periodo esplicito di previsione che con riferimento al Terminal Value. Il CET 1 Ratio Target è stato stimato come media tra i) il CET 1 Ratio Target previsto per il 2016 a seguito dell’aumento di capitale, così come riportato nel RAF di Veneto Banca (11,4 per cento) e ii) il CET 1 Ratio medio al 30 settembre 2015 di un campione di gruppi bancari quotati 7 di 29 (Banca Monte dei Paschi di Siena SpA (di seguito anche “MPS”), UBI Banca SpA (di seguito anche “UBI”), Banco Popolare Società Cooperativa (di seguito anche “Banco Popolare”), Banca CARIGE SpA (di seguito anche “Banca Carige”), Banca Popolare dell’Emilia Romagna Società Cooperativa (di seguito anche “BPER”), Banca Popolare di Milano SpA (di seguito anche “BPM”), Banca Popolare di Sondrio Scpa (di seguito anche “Banca Popolare di Sondrio” e CREDITO VALTELLINESE Società Cooperativa (di seguito anche “Credito Valtellinese”)) pari all’11,85 per cento; Scenario B: costo del capitale ipotizzato pari all’11,71 per cento, ottenuto maggiorando il costo del capitale dello scenario A di 100bps e CET 1 Ratio Target pari all’11,63 per cento per il periodo esplicito di previsione e pari al 10,94 per cento con riferimento al Terminal Value. Il dato del 10,94 per cento è stato determinato come media tra il CET1 Ratio Target pari a 11,63 per cento descritto sopra ed il target minimo del 10,25 per cento individuato in sede di SREP Decision. La metodologia del DDM prevede le seguenti fasi: Fase 1. Identificazione dei flussi economici futuri e dell’arco temporale di riferimento Come riportato nella bozza della relazione del Consiglio di Amministrazione del 17 novembre 2015 e del 2 dicembre 2015, ai fini della determinazione dei flussi economici per il periodo 2015 - 2020, KPMG ha fatto riferimento al Piano Industriale. Inoltre, per la stima dei massimi flussi di cassa distribuibili per il periodo 2015 - 2020, è stato definito il livello minimo di patrimonializzazione necessario a garantire l’operatività della Banca, quantificato in un CET 1 Ratio Target differenziato nei due scenari sviluppati. L’utile atteso per gli anni 2015 - 2020 è stato rettificato per tenere conto di un’evoluzione patrimoniale figurativa differente rispetto a quanto previsto nel Piano Industriale. Tale rettifica è stata condotta sulla base di rendimento finanziari desunti implicitamente dai dati di Piano Industriale per ogni anno di pianificazione esplicita. La risultanza è stata poi tassata secondo l’aliquota fiscale effettiva prevista in base alla normativa in vigore. Il tasso di attualizzazione dei flussi così determinati, come riepilogato sopra, è pari al 10,71 per cento nello scenario A e all’11,71 per cento nello scenario B. Per entrambi gli scenari, per il solo esercizio 2016, è stato ipotizzato un limite massimo al fabbisogno patrimoniale pari all’aumento di capitale pianificato (Euro 1 miliardo). Fase 2. Determinazione del tasso di attualizzazione Il tasso di attualizzazione dei flussi (costo del capitale proprio) corrisponde al tasso di rendimento dei mezzi propri richiesto dagli investitori/azionisti per investimenti con analoghe caratteristiche di rischio (Ke) ed è stato calcolato da KPMG sulla base del Capital Asset Pricing Model, secondo la seguente formula: 8 di 29 dove: Rf: rappresenta il “risk-free rate”, ovvero il tasso di rendimento di investimenti privi di rischio (nel caso in oggetto, KPMG ha fatto riferimento alla media aritmetica a dodici mesi del rendimento lordo dei BTP italiani decennali rilevato in data 12 novembre 2015, pari all’1,77 per cento); ß: rappresenta il fattore di correlazione tra il rendimento effettivo di un’azione ed il rendimento complessivo del mercato di riferimento (misurando la volatilità del titolo rispetto al portafoglio di mercato). Il fattore ß applicato da KPMG è pari a 1,346 ed è stato determinato sulla base dei dati storici rivenienti da un campione di società quotate operanti nel settore bancario (Banco Popolare, UBI, BPM, BPER, Credito Valtellinese e Banca Popolare di Sondrio). Banca Carige e MPS sono state escluse in quanto il loro ß è statisticamente poco significativo. Il periodo di osservazione per la determinazione del fattore ß è di 2 anni, dalla data del 12 novembre 2015, e la frequenza della rilevazione è settimanale; Rm - Rf: rappresenta il “market premium”, ovvero il premio per il rischio dell’investimento in azioni rispetto ad un investimento “risk-free” (nel caso di specie, il premio al rischio applicato da KPMG è pari al 5,9 per cento ed è stato stimato sulla base della media delle rilevazioni prospettiche degli ultimi 12 mesi – fonte: Damodaran); : execution risk. Si tratta di un coefficiente addizionale al fine di considerare la rischiosità connessa al raggiungimento degli obiettivi prefissati nel Piano Industriale. Lo stesso è stato stimato da KPMG nell’intervallo 1 per cento (Scenario A) – 2 per cento (Scenario B). Tramite l’applicazione della metodologia esposta, KPMG, le cui determinazioni sono state recepite dagli Amministratori, ha ottenuto un tasso di attualizzazione compreso nell’intervallo 10,71 per cento - 11,71 per cento. Il Ke così determinato è stato oggetto di confronto con evidenze di mercato e, in particolare con i brokers’ report di gruppi bancari quotati ritenuti comparabili (in particolare, banche appartenenti alla medesima categoria SREP di Veneto Banca). Fase 3. Calcolo del Valore Terminale Il Valore Terminale è stato calcolato da KPMG, le cui determinazioni sono state recepite dagli Amministratori, attraverso l’applicazione della formula di Gordon, ipotizzando un tasso di crescita di lungo periodo pari all’1,34 per cento, assunto pari al tasso di inflazione attesa nel lungo termine (fonte: International Monetary Fund) ed un Ke compreso nell’intervallo 10,71 per cento - 11,71 per cento come sopra menzionato. Sommando al Valore Terminale il valore dei flussi distribuibili agli azionisti per il periodo 2015 2020, KPMG, ha determinato il valore del capitale economico di Veneto Banca, dal quale è stato dedotto un ammontare pari ai costi riferibili all’aumento di capitale che nel Piano Industriale sono stati portati direttamente in deduzione della riserva di sovrapprezzo di emissione, pari a Euro 56,5 milioni attualizzati al 30 settembre 2015. KPMG ha, infine, effettuato delle analisi di sensitivity aventi ad oggetto il Ke ed il CET1 Ratio Target considerando variazioni di +/- 50bps. 9 di 29 Sulla base dei parametri descritti precedentemente, KPMG ha determinato i seguenti intervalli di valori per il 100 per cento del capitale e per singola azione di Veneto Banca: Scenario A: il valore economico di Veneto Banca risulta compreso nell’intervallo Euro 767,3 milioni – Euro 1.101,5 milioni, corrispondenti ad un valore per azione compreso nell’intervallo Euro 6,3 – Euro 9,0; Scenario B: il valore economico di Veneto Banca risulta compreso nell’intervallo Euro 674,6 milioni – Euro 967,9 milioni, corrispondenti ad un valore per azione compreso nell’intervallo Euro 5,5 – Euro 7,9. Partners Nell’applicazione del metodo del DDM, Partners ha sviluppato un unico scenario. Di seguito la descrizione delle fasi in cui si articola l’applicazione di tale metodologia: Fase 1. Identificazione dei flussi economici futuri e dell’arco temporale di riferimento Come riportato nella bozza della relazione del Consiglio di Amministrazione del 17 novembre 2015 e del 2 dicembre 2015, ai fini della determinazione dei flussi economici per il periodo 2015 - 2020, Partners ha fatto riferimento al Piano Industriale. Per il periodo 2015 - 2020, Partners ha, inoltre, fatto riferimento ai dividendi previsti nel Piano Industriale. Il tasso di attualizzazione dei flussi così determinati, è pari all’ 11,12 per cento. Fase 2. Determinazione del tasso di attualizzazione Il tasso di attualizzazione dei flussi (costo del capitale proprio) corrisponde al tasso di rendimento dei mezzi propri richiesto dagli investitori/azionisti per investimenti con analoghe caratteristiche di rischio (Ke) ed è stato calcolato da Partners sulla base del Capital Asset Pricing Model, secondo la seguente formula: dove: Rf: rappresenta il “risk-free rate”, ovvero il tasso di rendimento di investimenti privi di rischio (nel caso in oggetto, Partners ha fatto riferimento alla media aritmetica a dodici mesi del rendimento lordo dei BTP italiani decennali precedenti l’11 novembre 2015, pari all’1,78 per cento); ß: rappresenta il fattore di correlazione tra il rendimento effettivo di un’azione ed il rendimento complessivo del mercato di riferimento (misurando la volatilità del titolo rispetto al portafoglio di mercato). Il fattore ß applicato da Partners è pari a 1,33 ed è stato determinato sulla base dei dati storici rivenienti da un campione di società quotate operanti nel settore bancario (Banco Popolare, UBI, BPM, BPER, Credito Valtellinese, Banca Popolare di Sondrio, 10 di 29 Banca Carige e MPS) corretti per la formula di Blume. Il periodo di osservazione per la determinazione del fattore ß è di 2 anni, antecedenti la data dell’11 novembre 2015, e la frequenza della rilevazione è settimanale; Rm - Rf: rappresenta il “market premium”, ovvero il premio per il rischio dell’investimento in azioni rispetto ad un investimento “risk-free” (nel caso di specie, il premio al rischio applicato da Partners è pari al 5,9 per cento ed è stato stimato sulla base della media delle rilevazioni prospettiche degli ultimi 12 mesi – fonte: Damodaran); : execution risk. Si tratta di un coefficiente addizionale al fine di considerare la rischiosità connessa al raggiungimento degli obiettivi prefissati nel Piano Industriale. Lo stesso è stato stimato da Partners nell’intervallo 1 per cento – 2 per cento, con un valore centrale pari a 1,5 per cento. Tramite l’applicazione della metodologia esposta, Partners, le cui determinazioni sono state recepite dagli Amministratori, ha ottenuto un tasso di attualizzazione pari all’11,12 per cento. Fase 3. Calcolo del Valore Terminale Il Valore Terminale è stato calcolato da Partners, le cui determinazioni sono state recepite dagli Amministratori, attraverso l’applicazione della formula di Gordon, ipotizzando un tasso di crescita di lungo periodo pari all’1,34 per cento, assunto pari al tasso di inflazione attesa nel lungo termine (fonte: International Monetary Fund) ed un Ke pari all’11,12 per cento come sopra menzionato. Ai fini del calcolo del valore terminale, il flusso di cassa libero per l’azionista è stato stimato pari all’utile 2020, rettificato per tenere conto di: i) impatto reddituale connesso alla distribuzione dell’eccesso di patrimonio di vigilanza, ottenuto considerando un CET1 Ratio Target pari al 10,75 per cento. Tale rettifica è stata effettuata considerando i rendimenti di mercato di attività a breve termine; ii) quota di utile non distribuibile destinata a copertura della crescita dei Risk Weighted Assets. Sommando al Valore Terminale il valore dei flussi distribuibili agli azionisti per il periodo 2015 2020, Partners, ha determinato il valore del capitale economico di Veneto Banca dal quale è stato dedotto il valore attuale dell’aumento di capitale ipotizzato nel Piano Industriale. Partners ha, infine, effettuato delle analisi di sensitivity aventi ad oggetto: (i) Ke (+/- 100bps) e tasso g (+/-50bps); ii) Ke (+/-100bps); CET1 Ratio Target (+75/-50bps); iii) Ke (+/-100bps) e flussi di risultato netti attesi (+/-5 per cento). Nell’ambito dei risultati ottenuti Partners ha ritenuto maggiormente significativi i risultati ottenuti ipotizzando variazioni del +/- 2,5 per cento dei flussi di risultato netto attesi, di +/-25bps del CET1 e del tasso g e di +/-50bps del Ke. Sulla base dei parametri descritti precedentemente, Partners ha determinato il seguente intervallo di valori per il 100 per cento del capitale: Euro 795 – Euro 1.004 milioni corrispondenti ad un valore per azione compreso nell’intervallo Euro 6,52 – Euro 8,23 per azione. 4.1.2. Il Metodo Misto Patrimoniale - Reddituale Il Metodo Misto Patrimoniale - Redditale determina il determina il valore economico di una società o di un ramo d’azienda sulla base delle seguenti componenti: 11 di 29 la consistenza patrimoniale alla data di valutazione determinata a partire dal patrimonio netto contabile eventualmente rettificato; l’avviamento o disavviamento attribuibile al patrimonio in relazione alla capacità dell’impresa di produrre un extra - reddito, positivo o negativo, rispetto ad un rendimento giudicato soddisfacente, in relazione alla tipologia di investimento in capitale di rischio; l'eventuale eccedenza o deficit di capitale rispetto ad adeguati requisiti di patrimonializzazione, coerente con le istruzioni dettate in materia dall'Autorità di Vigilanza. Lo sviluppo del metodo può essere sintetizzato con la seguente formula ) + ) dove: Kt è il Patrimonio netto rettificato al tempo t Rt è il Reddito netto atteso riferito all’anno t Ke è il costo del capitale proprio i è il tasso di attualizzazione del differenziale di reddito, determinato pari al Ke n è il Periodo di previsione analitica coincidente con il periodo di piano TV è stimato quale capitalizzazione del sovrareddito/sottoreddito in perpetuità, secondo la formula indicata. In particolare: Rn+1 è il “reddito netto atteso in perpetuità”. Tale reddito è calcolato sulla base del reddito netto dell’ultimo periodo di stima analitica, incrementato del saggio di crescita di lungo termine e ridotto per l’assorbimento della quota di utile funzionale a mantenere invariato il coefficiente patrimoniale nel lungo termine; g è il tasso di crescita di lungo periodo. CA: Capitali accessori (positivi o negativi), se presenti Con riferimento alle modalità applicative del Metodo Misto Patrimoniale - Reddituale, di seguito si riportano distintamente le considerazioni sviluppate da KPMG e Partners, fatte proprie dagli Amministratori. Ai fini dell’applicazione di tale metodologia, KPMG e Partners hanno considerato gli stessi scenari e parametri utilizzati per lo sviluppo del DDM. KPMG Nell’applicazione di tale metodologia, KPMG ha sviluppato due scenari, A e B, analogamente a quanto fatto per il DDM. Di seguito si riportano i principali parametri presi in considerazione da KPMG ai fini dell’applicazione di tale metodologia: 12 di 29 Patrimonio netto rettificato di partenza: è stato determinato da KPMG partendo dal patrimonio netto contabile al 30 settembre 2015, deducendo: i) gli attivi immateriali al 30 settembre 2015, ii) l’ammontare della rivalutazione della riserva AFS relativa a Istituto Centrale Banche Popolari SpA, in quanto il risultato 2015 già include la plusvalenza relativa alla cessione della partecipazione in oggetto; iii) i costi riferibili all’aumento di capitale previsti nel Piano Industriale; Sovra/Sotto reddito per il periodo esplicito di previsione: determinato considerando un patrimonio netto per ciascun periodo pari al CET1 minimo determinato coerentemente con il DDM ed un reddito netto determinato a partire dai risultati 2015-2020 del Piano Industriale rettificato, in analogia con il DDM, per tenere conto di un’evoluzione patrimoniale figurativa differente rispetto a quanto previsto nel Piano Industriale; Terminal value: calcolato sulla base della formula descritta sopra, ed utilizzando i medesimi parametri valutativi utilizzati nell’applicazione del metodo del DDM. KPMG ha, inoltre, effettuato un’analisi di sensitivity considerando variazioni di +/-50 bps del Ke e del CET1 Ratio Target. Sulla base dei parametri descritti precedentemente, KPMG ha determinato i seguenti intervalli di valori per il 100 per cento del capitale e per singola azione di Veneto Banca: Scenario A: il valore economico di Veneto Banca risulta compreso nell’intervallo Euro 775,5 milioni – Euro 1.122,8 milioni, corrispondenti ad un valore per azione compreso nell’intervallo Euro 6,4 – Euro 9,2; Scenario B: il valore economico di Veneto Banca risulta compreso nell’intervallo Euro 690,4 milioni – Euro 995,4 milioni, corrispondenti ad un valore per azione compreso nell’intervallo Euro 5,7 – Euro 8,2. Partners Nell’applicazione di tale metodologia, Partners ha sviluppato un unico scenario. Di seguito si riportano i principali parametri presi in considerazione da Partners ai fini dell’applicazione di tale metodologia: Patrimonio netto iniziale di partenza: è stato determinato da Partners pari al patrimonio netto contabile di pertinenza di Veneto Banca, al netto della perdita relativa ai primi nove mesi del 2015 e senza considerare il previsto aumento di capitale; Sovra/Sotto reddito per il periodo esplicito di previsione: determinato considerando un patrimonio netto per ciascun periodo tenendo conto del previsto aumento di capitale e degli utili netti attesi nell’anno considerato, al netto dei dividendi e, per il 2020, tenendo conto dell’excess capital distribuibile considerando il medesimo livello di CET1 Ratio Target considerato per il DDM ed un reddito netto determinato a partire dai risultati 2015 - 2020 del Piano Industriale; 13 di 29 Terminal value: calcolato sulla base della formula descritta sopra, rettificando il reddito atteso nell’ultimo anno di previsione analitica per l’impatto reddituale connesso alla distribuzione dell’excess capital. Partners ha infine effettuato le medesime analisi di sensitivity effettuate con il metodo del DDM, giungendo a determinare il seguente intervallo di valori per il 100 per cento del capitale economico di Veneto Banca: Euro 756 – Euro 970 milioni corrispondenti ad un valore per azione compreso nell’intervallo Euro 6,19 – Euro 7,96. 4.1.3. Il Metodo dei Multipli di Borsa Il Metodo dei Multipli di Borsa si fonda, invece, sull'analisi delle quotazioni borsistiche riferite ad un campione selezionato di società operanti nel settore di riferimento (società quotate comparabili) e sulla successiva applicazione dei multipli, evidenziati da tale analisi, alle corrispondenti grandezze della società oggetto di valutazione. I multipli sono ottenuti quale rapporto tra la capitalizzazione di Borsa delle società comparabili e le grandezze reddituali, patrimoniali e finanziarie ritenute significative, ad esse relative. Nella fattispecie, sono stati considerati i moltiplicatori maggiormente utilizzati dalla prassi internazionale e che consentissero di valorizzare in modo sintetico la consistenza patrimoniale e le prospettive reddituali della Banca: Prezzo/Utile netto (di seguito anche “P/E”) e Prezzo/Tangible Book Value (di seguito anche “P/TBV”). L’applicazione del metodo in oggetto si può suddividere nelle seguenti fasi: Identificazione delle società comparabili; Definizione dell'intervallo temporale di riferimento; Determinazione dei multipli ritenuti più significativi; Applicazione dei multipli alle società in esame. Con riferimento alle modalità applicative del Metodo dei Multipli di Borsa, di seguito si riportano distintamente le considerazioni sviluppate da KPMG e Partners, fatte proprie dagli Amministratori. KPMG KPMG ha sviluppato le proprie analisi sulla base delle quotazioni degli ultimi 6 mesi rilevate alla data del 12 novembre 2015. In relazione al multiplo P/E, KPMG ha preso in considerazione un campione di banche ritenute comparabili costituito da UBI, Banco Popolare, BPM, BPER, Banca Popolare di Sondrio, Credito Valtellinese, Banca Carige e MPS. Il multiplo medio P/E 2018 del campione descritto sopra, con l’esclusione del dato relativo a Banca Carige, ritenuto scarsamente significativo, è risultato pari a 9,69x. Il multiplo medio P/E 2019 del campione è risultato pari a 8,38x. Tali multipli sono stati 14 di 29 applicati all’utile netto atteso di Veneto Banca rispettivamente al 2018 e 2019. In considerazione dell’attuale deficit patrimoniale della Banca, i risultati così ottenuti sono stati ridotti per tenere conto della necessità di effettuare un aumento di capitale da Euro 1 miliardo. In relazione al multiplo P/TBV al 30 settembre 2015, KPMG ha identificato due distinti campioni di banche comparabili. Il primo coincide con quello utilizzato ai fini dell’applicazione del P/E; il secondo è costituito dalle sole MPS e Banca Carige, che rappresentano le uniche banche quotate con valutazione SREP coincidente con quella di Veneto Banca. Il multiplo medio P/TBV al 30 settembre 2015 determinato è pari a 0,73x con riferimento al primo campione e 0,56x con riferimento al secondo campione. Tali multipli sono stati applicati al patrimonio netto contabile di Veneto Banca al 30 settembre 2015 rettificato per tenere conto di: i) deduzione degli attivi immateriali al 30 settembre 2015; ii) deduzione dell’avviamento e degli altri attivi immateriali al 30 settembre 2015 riferibili a Banca Intermobiliare di Investimenti e Gestioni SpA che non trovano specifica rappresentazione negli schemi patrimoniali in quanto contabilizzati ai sensi dell’IFRS 5; iii) incremento per un ammontare pari ad Euro 1 miliardo, al fine di riflettere il previsto aumento di capitale; iv) deduzione di un ammontare corrispondente ad un allineamento delle rettifiche su crediti deteriorati al 30 settembre 2015 rispetto ad un coverage complessivo definito pari al 40 per cento. Nella definizione di tale livello, KPMG ha tenuto conto dei livelli previsti nel Piano Industriale (in media pari al 39 per cento) e del livello medio delle banche comparabili del campione, pari al 41 per cento. Tale rettifica è stata effettuata considerando l’effetto fiscale implicito sulla base della normativa vigente. Ai risultati ottenuti applicando i multipli riportati sopra all’aggregato così ottenuto, KPMG ha sottratto l’importo dell’aumento di capitale previsto. Sulla base dei parametri descritti precedentemente, KPMG ha determinato i seguenti intervalli di valori per il 100 per cento del capitale e per singola azione di Veneto Banca: Multiplo P/E: il valore economico di Veneto Banca risulta compreso nell’intervallo Euro 574,4 milioni – Euro 754,3 milioni, corrispondenti ad un valore per azione compreso nell’intervallo Euro 4,7 – Euro 6,2; Multiplo P/TBV: il valore economico di Veneto Banca risulta compreso nell’intervallo Euro 554,8 milioni – Euro 1.013,5 milioni, corrispondenti ad un valore per azione compreso nell’intervallo Euro 4,5 – Euro 8,3. Partners Partners ha sviluppato le proprie analisi sulla base delle quotazioni degli ultimi 2 mesi rilevate alla data dell’11 novembre 2015. In relazione al multiplo P/E, Partners ha preso in considerazione un campione di banche ritenute comparabili costituito da UBI, Banco Popolare, BPM, BPER, Banca Popolare di Sondrio, Credito Valtellinese, Banca Carige e MPS. Partners ha fatto riferimento ad un multiplo medio P/E 2019 pari a 7,9x. Il multiplo P/E 2018 è stato calcolato da Partners, ma non è stato preso in considerazione ai fini della determinazione del valore economico di Veneto Banca, poiché l’utile 15 di 29 netto 2018 di Veneto Banca non è stato ritenuto rappresentativo di una capacità reddituale a regime della Banca. Il multiplo P/E 2019 è stato quindi applicato all’utile netto atteso di Veneto Banca nel 2019. In considerazione dell’attuale deficit patrimoniale della Banca, i risultati così ottenuti sono stati ridotti per tenere conto della necessità di effettuare un aumento di capitale da Euro 1 miliardo. In relazione al multiplo P/TBV al 30 settembre 2015, Partners ha identificato un multiplo medio pari a 0,70x sulla base del medesimo campione descritto sopra per il multiplo P/E. Tale multiplo è stato applicato al patrimonio netto contabile tangibile di Veneto Banca al 30 settembre 2015 rettificato per tenere conto di: i) incremento per un ammontare pari ad Euro 1 miliardo, al fine di riflettere il previsto aumento di capitale; ii) deduzione di un ammontare corrispondente ad un allineamento delle rettifiche su crediti deteriorati al 30 settembre 2015 rispetto ad un coverage complessivo definito pari al 40 per cento. Nella definizione di tale livello, Partners ha tenuto conto dei livelli previsti nel Piano Industriale (in media pari al 39 per cento) e del livello medio delle banche comparabili del campione, pari al 41 per cento. Tale rettifica è stata effettuata considerando l’effetto fiscale implicito sulla base della normativa vigente. Ai risultati ottenuti applicando i multipli riportati sopra all’aggregato così ottenuto, Partners ha sottratto l’importo dell’aumento di capitale previsto. Sulla base dei parametri descritti precedentemente, Partners ha determinato il seguente intervallo di valori per il 100 per cento del capitale di Veneto Banca: Euro 661 milioni – Euro 931 milioni, corrispondenti ad un valore per azione compreso nell’intervallo Euro 5,42- Euro 7,64. L’estremo inferiore dell’intervallo deriva dall’applicazione del multiplo P/E mentre l’estremo superiore deriva dall’applicazione del multiplo P/TBV. 4.2. Risultati cui pervengono gli Amministratori L’applicazione delle metodologie sopra indicate ha portato, quindi, gli Amministratori, con il supporto degli Esperti, ad individuare il seguente intervallo di valori per azione di Veneto Banca: 16 di 29 4.3. Sintesi delle valutazioni eseguite dagli Amministratori Il valore di riferimento individuato dagli Amministratori, al termine della prima fase della seduta consiliare tenutasi in data 2 dicembre 2015, per ciascuna delle n° 121.981.131 azioni che potranno essere oggetto di esercizio del diritto di recesso, risulta pari a: Euro 7,3 per azione Tale valore si colloca all’interno dell’intervallo finale di valutazione dell’azione Veneto Banca suggerito da entrambi gli Esperti e tiene conto del costo per Veneto Banca collegato al piano di salvataggio di quattro banche in Amministrazione straordinaria. Sulla base di quanto riportato nella bozza della relazione del Consiglio di Amministrazione del 2 dicembre 2015, il Consiglio di Amministrazione, ai sensi dell’articolo 28, comma 2-ter, del Testo Unico Bancario, del provvedimento attuativo della Banca d’Italia del 9 giugno 2015 (recante il 9° aggiornamento della Circolare n° 285 del 17 dicembre 2013) e degli articoli 6.4, 6.5 e 6.6 dello Statuto Sociale della Banca, preso atto delle indicazioni rese dalla Banca d’Italia alla luce della situazione prudenziale della Banca, sentito il Collegio Sindacale, intende deliberare la limitazione in tutto e senza limiti di tempo del rimborso – con fondi propri della Banca – delle azioni dei soci che eserciteranno il diritto di recesso a seguito della trasformazione di Veneto Banca in società per azioni. Pertanto, le azioni dei soci recedenti che non sarà possibile rimborsare mediante collocamento presso gli altri azionisti o presso i terzi, saranno restituite ai relativi titolari. 4.4. Difficoltà di valutazione incontrate dagli Amministratori Le principali difficoltà riscontrate dagli Amministratori nella determinazione del valore economico della Banca sono state le seguenti: Limiti insiti nelle metodologie di valutazione utilizzate: le considerazioni effettuate dagli Amministratori con il supporto degli Esperti, risentono dei limiti e delle specificità proprie dei diversi metodi di valutazione considerati. Limiti insiti nei dati previsionali e nelle ipotesi utilizzate: l’applicazione delle metodologie valutative ha attribuito un ruolo rilevante ai flussi di risultato attesi che, pur desunti dalle proiezioni economico/finanziarie approvate dal Consiglio di Amministrazione di Veneto Banca, presentano per loro natura profili di incertezza connessi anche ai possibili cambiamenti strutturali di mercato. Le stime prospettiche utilizzate dagli Amministratori riflettono al meglio le convinzioni e le previsioni degli stessi; mutamenti dello scenario macroeconomico potrebbero influire sulle conclusioni della valutazione effettuata dagli Amministratori, con il supporto degli Esperti; Discrezionalità nella scelta dei parametri di valutazione impiegati: l’utilizzo di dati (quali i coefficienti Beta ed i multipli di Borsa) tratti da osservazioni di mercato si fonda 17 di 29 sul presupposto che essi siano applicabili al complesso bancario oggetto di valutazione, in quanto riferiti a realtà comparabili con quella in esame. Alla luce delle specificità e dell’unicità che caratterizzano ciascuna realtà societaria, tale comparabilità è, comunque, parzialmente limitata. Tale considerazione è ancor più rilevante considerando l’attuale status di banca non quotata di Veneto Banca. I dati di Borsa, inoltre, sono influenzati dalle fluttuazioni di valore, anche rilevanti, che possono registrarsi sui mercati; Complessità del quadro regolamentare di riferimento: la stima del valore di liquidazione delle azioni della Banca collegata al diritto di recesso si inquadra in un momento di forte discontinuità per Veneto Banca da un punto di vista normativo che porterà la Banca a cambiare status giuridico. La necessità di eseguire un aumento di capitale per Euro 1 miliardo e la quotazione delle azioni sul Mercato Telematico Azionario rappresentano un fattore di ulteriore e forte discontinuità e complessità valutativa. Incertezza in merito al numero di azioni da considerare: in considerazione dell’incertezza relativa al numero effettivo delle Bonus Shares che verranno assegnate, il valore per azione della Banca è stato calcolato sulla base delle n. 121.981.131 azioni in circolazione. L’effetto diluitivo, sul valore per azione, qualora fosse stato considerato il numero massimo di Bonus Shares assegnate, avrebbe un effetto sul valore dell’azione pari a circa il 3 per cento; Piano di salvataggio di quattro banche in Amministrazione straordinaria: al momento della stesura delle relazioni degli Esperti vi erano profili di incertezza circa l’effettiva attuazione da parte del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi del piano di salvataggio di alcune banche attualmente in amministrazione straordinaria. Sulla base dei dati noti a quel momento, che ipotizzavano un onere massimo consolidato per Veneto Banca pari a circa Euro 26 milioni, gli Esperti avevano indicato un impatto massimo (ipotizzando la non deducibilità fiscale di tale onere) di circa Euro 0,21 per azione sui valori individuati. In data 22 novembre 2015 sono state effettivamente approvate dal Governo e dalle Autorità di Vigilanza le misure di intervento relative ad alcune banche attualmente in Amministrazione straordinaria (Banca Marche SpA in Amministrazione straordinaria, Banca Etruria Società Cooperativa a responsabilità limitata in Amministrazione straordinaria, Cassa di Risparmio di Ferrara SpA in Amministrazione straordinaria e Cassa di Risparmio di Chieti SpA in Amministrazione straordinaria). L’onere finale consolidato per Veneto Banca per tale piano di salvataggio ammonta a Euro 33,7 milioni, con un impatto di circa Euro 0,26 per azione sui valori individuati (ipotizzando la non deducibilità fiscale). 5 Lavoro svolto Ai fini dell’espletamento del nostro incarico abbiamo svolto le seguenti principali attività: Esame del verbale del Consiglio di Amministrazione e della bozza della relazione del Consiglio di Amministrazione del 17 novembre 2015 nel corso del quale è stato determinato preliminarmente nell’intervallo Euro 5,5 – Euro 8,3 il valore di liquidazione di ogni azione di 18 di 29 Veneto Banca, ai fini dell’applicazione del diritto di recesso ex articolo 2437-ter del Codice Civile; Esame dell’estratto del verbale e della bozza della relazione del Consiglio di Amministrazione del 2 dicembre 2015 nel corso del quale è stato determinato in Euro 7,3 per azione il valore preliminare di liquidazione di ogni azione di Veneto Banca, ai fini dell’applicazione del diritto di recesso ex articolo 2437-ter del Codice Civile; Esame del parere predisposto da KPMG relativo all’individuazione di un intervallo di valori economici, per il capitale complessivo e per azione, attribuibili alla Banca; Esame del parere predisposto da Partners relativo all’individuazione di un intervallo di valori economici, per il capitale complessivo e per azione, attribuibili alla Banca; Esame dei pareri predisposti da Chiomenti e Gianni – Origoni, rispettivamente in data 5 ottobre e 16 novembre 2015 con riferimento a Chiomenti e in data 3 ottobre e 16 novembre 2015 con riferimento a Gianni - Origoni; Esame critico dei metodi di valutazione adottati dagli Amministratori, con il supporto degli Esperti, e raccolta di elementi utili per riscontrare che tali metodi fossero tecnicamente idonei, nelle specifiche circostanze, sotto un profilo di ragionevolezza e non arbitrarietà, alla determinazione del valore di liquidazione delle azioni; Verifica della completezza e non contraddittorietà delle motivazioni indicate dagli Amministratori, con il supporto degli Esperti, in ordine alla scelta dei suddetti metodi; Verifica della ragionevolezza dei dati utilizzati mediante riscontro con le fonti ritenute più opportune, ivi compresa la documentazione utilizzata e descritta precedentemente; Verifica della correttezza matematica dei calcoli eseguiti dagli Amministratori, con il supporto degli Esperti, nell’ambito del processo valutativo; Discussioni ed approfondimenti con i Consulenti Legali, gli Esperti ed il Management della Banca; Discussione con il Collegio Sindacale in ordine alle rispettive attività svolte ai sensi dell’articolo 2437-ter del Codice Civile; Verifica della corrispondenza tra la documentazione ricevuta nel corso dell’incarico e le versioni finali dei documenti fatti propri dal Consiglio di Amministrazione; Verifica della corrispondenza tra il documento contenente la valutazione preliminare del valore di liquidazione delle azioni precedentemente messo a disposizione ed il verbale approvato al termine della prima parte del Consiglio di Amministrazione tenutosi in data odierna. Il bilancio d’esercizio e consolidato di Veneto Banca al 31 dicembre 2014, corredato della relazione del Consiglio di Amministrazione è stato da noi a suo tempo assoggettato a revisione contabile. Il bilancio consolidato abbreviato del Gruppo Veneto Banca al 30 settembre 2015 è stata da noi assoggettata a revisione contabile volontaria. Con riferimento al Piano Industriale, fermi restando le incertezze ed i limiti connessi ad ogni tipo di situazione previsionale, abbiamo analizzato le ipotesi ed i criteri utilizzati per la sua redazione, verificando e discutendo la loro ragionevolezza con il Management della Banca. Abbiamo infine raccolto, attraverso discussione con il Management della Banca e limitata analisi documentale, informazioni circa eventi avvenuti dopo la data di approvazione del bilancio consolidato 19 di 29 abbreviato del Gruppo Veneto Banca al 30 settembre 2015, che possano avere un effetto significativo sulla determinazione dei valori oggetto del presente parere. 6 Commenti sull’adeguatezza dei metodi di valutazione adottati dagli Amministratori Con riferimento al presente incarico, sottolineiamo che il procedimento valutativo seguito dal Consiglio di Amministrazione, che ha fatto proprie le valutazioni degli Esperti, ha avuto quale scopo la stima del valore di liquidazione delle azioni per l’esercizio del diritto di recesso, in linea con il disposto dell’articolo 2437-ter del Codice Civile. Di conseguenza, il valore economico delle azioni di Veneto Banca determinato dagli Amministratori, con il supporto degli Esperti, indicato nella bozza della relazione e nell’estratto del verbale del Consiglio di Amministrazione del 2 dicembre 2015, non può essere utilizzato per finalità diverse. Come ricordato, l’applicazione delle metodologie adottate dagli Amministratori, con il supporto degli Esperti, ha condotto questi ultimi a definire un intervallo di valori dell’azione compreso tra Euro 5,5 ed Euro 8,3, all’interno del quale gli Amministratori hanno ritenuto di individuare, ai fini dell’indicazione di un valore intrinseco delle azioni di Veneto Banca, il valore di Euro 7,3. Ciò premesso, le principali considerazioni in ordine all’adeguatezza, nelle circostanze, dei metodi valutativi scelti dagli Amministratori, con il supporto degli Esperti, sotto il profilo della loro ragionevolezza e non arbitrarietà, sono riportate di seguito: Adeguatezza dei metodi di valutazione adottati dagli Amministratori I metodi di valutazione adottati dagli Amministratori, con il supporto degli Esperti, sono comunemente accettati e utilizzati, sia a livello nazionale sia in ambito internazionale, ai fini della valutazione di società con caratteristiche similari. La determinazione del valore di liquidazione delle azioni della Banca è basata sulla stima del capitale economico di Veneto Banca nelle condizioni operative correnti (as is), in base al criterio dell’autonomia (stand alone) e con una prospettiva di continuità aziendale (going concern), nonché nell’ottica degli azionisti attuali, assumendo, pertanto, la capacità della Banca di reperire i mezzi patrimoniali necessari a rispettare i requisiti imposti dalla Banca Centrale Europea. L’applicazione dei metodi di valutazione selezionati dagli Amministratori con il supporto degli Esperti è, inoltre, avvenuta con modalità tali da considerare l’impatto dell’attuale deficit patrimoniale di Veneto Banca e, dunque, in ottica pre-money, ovvero prima dell’immissione di nuovo capitale. Tale approccio appare coerente con le finalità di determinare il valore di liquidazione ai fini del recesso che si colloca temporalmente prima rispetto all’esecuzione dell’aumento di capitale. L’approccio valutativo complessivo adottato dagli Amministratori, con il supporto degli Esperti, appare, inoltre, coerente sia con il disposto dell’articolo 2437-ter del Codice Civile, in quanto tiene 20 di 29 conto tra l’altro sia della consistenza patrimoniale della Banca, sia delle sue prospettive reddituali future, sia con gli articoli 6.1 e 6.2 dello Statuto Sociale della Banca dai quali emerge quale unica indicazione la necessità che il processo valutativo debba determinare un “valore complessivo” dell’azione e debba tenere conto “anche delle riserve patrimoniali”. Nello specifico, il metodo del DDM rientra tra i metodi basati sui flussi di cassa prospettici, in questo caso rappresentati dai dividendi futuri, riconosciuti dalla migliore dottrina, soprattutto con riferimento al settore bancario. A tale proposito, nella bozza della relazione del Consiglio di Amministrazione del 17 novembre 2015 e del 2 dicembre 2015, viene descritto il procedimento valutativo svolto dagli Amministratori e le motivazioni sottostanti le scelte effettuate per l’individuazione dei differenti parametri. La scelta valutativa effettuata dagli Amministratori e le modalità di determinazione dei parametri prescelti risultano ragionevoli ed in linea con la migliore dottrina e prassi valutativa. Il Metodo Misto Patrimoniale - Reddituale comunemente adottato dalla prassi prevalentemente nazionale, consente di tenere in considerazione sia la consistenza patrimoniale della Banca, sia le sue prospettive reddituali. Si noti, inoltre, che le sue modalità applicative hanno condotto all’ottenimento di risultati coerenti con quelli ottenuti con la metodologia del DDM. Gli Amministratori, facendo proprie le valutazioni degli Esperti, hanno inoltre utilizzato, quale ulteriore metodo, un approccio di mercato, avvalendosi del Metodo dei Multipli di Borsa di Società Comparabili. In particolare, i multipli P/E previsionali e P/TBV, prescelti dagli Amministratori, sono indicatori comunemente accettati ed utilizzati sia a livello nazionale sia a livello internazionale e sono in linea con la prassi professionale in sede di valutazione di istituti bancari. Inoltre, l'utilizzo del multiplo P/TBV consente di prendere in considerazione la consistenza patrimoniale della Banca, assumendo che la redditività sia in linea con quella delle società comparabili considerate, mentre l’utilizzo dei multipli P/E previsionali consente di prendere in considerazione le prospettive reddituali della Banca. Si noti, inoltre, che l’adozione del Metodo dei Multipli di Borsa ha permesso agli Amministratori di considerare le valutazioni espresse dal mercato di Borsa per società comparabili in coerenza con le varie fasi del Progetto che prevedono anche la quotazione delle azioni Veneto Banca sul Mercato Telematico Azionario. L’approccio metodologico complessivamente adottato dal Consiglio di Amministrazione risulta in linea con la prassi valutativa e la tecnica professionale. Nell’applicazione delle metodologie valutative prescelte, gli Amministratori, con il supporto degli Esperti, hanno opportunamente considerato le caratteristiche ed i limiti impliciti in ciascuna di esse, sulla base della tecnica valutativa professionale, nazionale ed internazionale, normalmente seguita. Riteniamo inoltre che la scelta degli Amministratori di rivisitare il Metodo Patrimoniale Complesso previsto nella Policy, utilizzando il Metodo Misto Patrimoniale – Reddituale, sia giustificata in considerazione del fatto che quest'ultimo parte concettualmente dai valori patrimoniali, ma consente di tenere in considerazione anche gli impatti reddituali legati alla capacità della Banca di produrre utili futuri ad un rendimento del patrimonio soddisfacente. Riteniamo parimenti che la scelta degli Amministratori di rivisitare il Metodo dei Multipli delle Transazioni Comparabili, utilizzando il 21 di 29 Metodo dei Multipli di Borsa, sia giustificata in considerazione della maggior capacità di quest'ultimo di riflettere il valore corrente della Banca nel contesto attuale e nello sviluppo previsto del Progetto. Validità delle stime prodotte La valutazione effettuata dagli Amministratori, con il supporto degli Esperti, tramite il DDM, il Metodo Misto Patrimoniale - Reddituale ed il Metodo dei Multipli di Borsa si basa su previsioni economico - patrimoniali di Veneto Banca; conseguentemente, la volatilità e l’aleatorietà del contesto di mercato e dello scenario macro - economico potrebbero comportare cambiamenti anche significativi nelle previsioni utilizzate. Tali proiezioni si basano, inoltre, su ipotesi di realizzazione di eventi futuri e di azioni da intraprendere da parte degli Amministratori. Va, infine, tenuto presente che, a causa dell’aleatorietà connessa alla realizzazione di qualsiasi evento futuro, sia per quanto concerne il concretizzarsi dell’accadimento, sia per quanto riguarda la misura e la tempistica della sua manifestazione, lo scostamento fra i valori consuntivi e i dati previsionali potrebbe essere significativo, anche qualora gli eventi previsti nell’ambito delle assunzioni utilizzate si manifestassero. 7 Limiti e difficoltà incontrati nello svolgimento del nostro incarico In merito alle difficoltà ed ai limiti incontrati nello svolgimento del nostro incarico, si richiama, in particolare, l’attenzione su quanto segue: Normativa di riferimento applicabile Veneto Banca è una banca popolare costituita nella forma di società cooperativa per azioni. Le banche popolari possono trasformarsi in società per azioni con quorum assembleari ridotti; in seconda convocazione, infatti, la delibera di trasformazione può essere approvata con la maggioranza dei due terzi dei voti espressi, qualunque sia il numero dei soci intervenuti in assemblea (l’articolo 150 bis, primo comma, del Testo Unico Bancario esclude l’applicabilità dell’articolo 2545 decies del Codice Civile recante la disciplina propria della trasformazione di società cooperative, alle banche popolari, la cui disciplina è invece dettata dall’articolo 31 del TUB). Tuttavia, il TUB nulla stabilisce in relazione alla procedura di recesso delle banche popolari, per la quale dovrebbe, pertanto, trovare applicazione la disciplina codicistica (articolo 2532 e 2535 del Codice Civile), come eventualmente integrata dalle previsioni statutarie. Gli Amministratori della Banca, supportati dai loro Consulenti Legali hanno tuttavia ritenuto applicabile, nel caso di specie, la disciplina codicistica in materia di recesso nelle società per azioni (articoli 2437 e seguenti del Codice Civile), disapplicando, pertanto, le norme statutarie e codicistiche in materia di società cooperative. Tale decisione si fonda su un presupposto di natura sostanziale, secondo cui, nei fatti, i soci di una banca popolare non sono dei veri soci cooperatori, ma piuttosto dei soci finanziatori; difatti, la quasi totale assenza dell’elemento dello scambio mutualistico nei rapporti tra soci e banca popolare finirebbe per qualificare la partecipazione del socio come una mera forma di investimento finanziario. La previsione dell’articolo 2526 del Codice Civile che, a proposito del recesso dei soci finanziatori, prevede l’applicazione diretta degli articoli 22 di 29 2437 e seguenti del Codice Civile, supporta l’interpretazione resa dagli Amministratori. Tale decisione degli Amministratori della Banca, supportati dai loro Consulenti Legali risulta essere coerente con precedenti trasformazioni di banche popolari quotate e non, accomunate tutte dall’applicazione della disciplina codicistica delle società per azioni, sia con riferimento al processo di determinazione del valore di liquidazione, sia con riferimento al processo di liquidazione. Si fa riferimento, in particolare, alla trasformazione di Banca Antoniana Popolare Veneta (2002), della Banca Popolare di Cremona (2003) e della Banca Popolare di Intra (2007). Si evidenzia, pertanto, ai fini del presente parere, che le principali conseguenze in tema di recesso derivanti dalla decisione degli Amministratori, supportati dai loro Consulenti Legali, di ritenere applicabile la disciplina codicistica in materia di recesso nelle società per azioni sono le seguenti: Il calcolo del valore di liquidazione deve essere effettuato sulla base di una situazione patrimoniale ad hoc riferita ad una data il più possibile vicina a quella di esercizio del diritto di recesso; in accordo con l’articolo 2535, primo comma, del Codice Civile, infatti, il documento da utilizzare come riferimento per il calcolo del valore di rimborso delle azioni, viene individuato nel bilancio della società relativo all’esercizio nel corso del quale si è verificato il recesso. Pertanto, se si applicasse la normativa codicistica in materia di società cooperative, si arriverebbe alla conclusione che, assumendo una delibera di trasformazione nel corso del 2015, il valore delle azioni del socio che intendesse esercitare il diritto di recesso dovrebbe essere determinato sulla base del bilancio d’esercizio e del bilancio consolidato della Banca chiuso al 31 dicembre 2015 e, pertanto, nel mese di marzo 2016. Questo significherebbe che il socio si troverebbe a dover scegliere se esercitare il diritto di recesso senza sapere quale valore verrebbe riconosciuto alle sue azioni e si troverebbe inoltre a subire le conseguenze della gestione della Banca esercitata secondo un modello lucrativo che il socio uscente ha espressamente dichiarato con il recesso di non condividere; Il valore di liquidazione deve essere determinato ed approvato dal Consiglio di Amministrazione che deve acquisire anche i pareri del Collegio Sindacale e della società di revisione. Le modalità di determinazione del valore dell’azione di Veneto Banca sinora applicate dagli Amministratori prevedevano la determinazione del valore dell’azione da parte del Consiglio di Amministrazione, sulla base di linee guida racchiuse nella Policy. Il valore dell’azione così determinato, sentito il parere del Collegio Sindacale, veniva sottoposto annualmente all’approvazione dell’Assemblea dei Soci, in sede di approvazione del bilancio, ai sensi del combinato disposto degli articoli 2528, secondo comma, del Codice Civile e dell’articolo 6.1 dello Statuto Sociale della Banca. Tale valore veniva utilizzato sia per l’ingresso di nuovi soci, sia per l’uscita di soci esistenti. Nell’ambito dell’Operazione di Trasformazione, l’Assemblea dei Soci si troverebbe a determinare un valore che verrebbe utilizzato solo per l’uscita dei soci esistenti e, pertanto, l’eventuale competenza assembleare comporterebbe una situazione di conflitto tra soci “uscenti” e soci “rimanenti” e, per certi aspetti, tra essi e la Banca; inoltre, il DL 3/2015 così come integrato dalla disciplina attuativa adottata dalla Banca d’Italia ha attribuito all’organo con funzione di supervisione strategica la facoltà di limitare o rinviare il rimborso in caso di recesso. La connessione tra la determinazione del valore di liquidazione e le valutazioni in ordine alla limitazione o al rinvio del rimborso presuppone una coerenza e continuità di giudizio che difficilmente sarebbero assicurate ove tali competenze 23 di 29 venissero attribuite a due organi sociali diversi (l’Assemblea dei Soci quanto al valore di liquidazione e il Consiglio di Amministrazione quanto alla limitazione/rinvio del rimborso); Il valore di liquidazione deve essere messo a disposizione dei soci, unitamente alla restante documentazione di accompagnamento, 15 giorni antecedenti alla data prevista per l’Assemblea, nell’ottica di allineamento rispetto agli obblighi informativi vigenti per le società per azioni. Rivisitazione delle metodologie valutative applicate nella Policy alla luce del nuovo contesto normativo e fattuale, anche tenuto conto dei pareri dei Consulenti Legali In relazione alle nostre considerazioni in merito all’adeguatezza dei metodi di valutazione adottati dagli Amministratori con il supporto degli Esperti, tenuto conto dei pareri dei Consulenti Legali, ai fini della determinazione del valore di liquidazione delle azioni, ed alla rivisitazione delle metodologie previste nella Policy, si rimanda al paragrafo 6 del presente parere. Si ricorda, inoltre che il Consiglio di Amministrazione, nella relazione illustrativa predisposta in occasione dell’Assemblea dei Soci della Banca del 18 aprile 2015, ha evidenziato come alla luce del profondo processo di trasformazione richiesto alle banche popolari, la determinazione del sovrapprezzo del valore dell’azione in applicazione della Policy non fosse più in grado di riflettere una corretta valorizzazione della Banca. In particolare, nella relazione illustrativa gli Amministratori precisavano che il valore del sovrapprezzo proposto all’assemblea dei soci aveva solamente un valore “segnaletico volto ad indicare ai soci gli effetti delle perdite riportate nel bilancio 2014 […] in un contesto di continuità e mancanza delle novità normative che obbligheranno l’intero sistema delle banche cooperative a darsi un nuovo assetto. Nell’attuale situazione di mercato, esso non è espressione dell’effettivo valore della banca per qualsivoglia finalità considerato che la procedura di determinazione del sovrapprezzo ha finalità perequative nell’ambito dell’ingresso ordinario di nuovi soci nella compagine sociale e non tiene conto (e non potrebbe tener conto neanche in astratto) dell’impatto della riforma, della perdita del carattere mutualistico dell’organizzazione sociale della Vostra Banca e delle conseguenze sul valore della Banca del possibile nuovo status di società per azioni”. La stima del valore di liquidazione delle azioni di Veneto Banca è condizionata alle seguenti assunzioni ipotetiche: l’efficacia dell’Operazione di Trasformazione ed il positivo completamento dell’operazione di aumento di capitale La determinazione del valore di liquidazione delle azioni della Banca è basata sulla stima del capitale economico di Veneto Banca nelle condizioni operative correnti (as is), in base al criterio dell’autonomia (stand alone) e con una prospettiva di continuità aziendale (going concern), nonché nell’ottica degli azionisti attuali, assumendo, pertanto, la capacità della Banca di reperire i mezzi patrimoniali necessari a rispettare i requisiti imposti dalla Banca Centrale Europea. Al 30 settembre 2015, Veneto Banca presenta un Common Equity Tier 1 Ratio, nella configurazione fully loaded pari al 7,12 per cento, inferiore al limite regolamentare imposto dall’Autorità di Vigilanza. Il Consiglio di Amministrazione di Veneto Banca ha deliberato di chiedere ai soci la delega per un aumento di capitale da realizzarsi nei primi mesi del 2016 (anche contestualmente alla quotazione in 24 di 29 Borsa) per un ammontare che, tenuto conto delle valutazioni di BCE sul Capital Plan, sia in grado di assicurare, anche prospetticamente, un adeguato buffer rispetto ai requisiti patrimoniali minimi. Allo stato delle indicazioni ricevute, l’aumento di capitale sarà pari a Euro 1 miliardo. Banca IMI, in qualità di Global Coordinator e Bookrunner dell’aumento di capitale, e Veneto Banca in data 3 novembre 2015 hanno stipulato un accordo di pre - garanzia avente ad oggetto la futura stipula di un accordo di garanzia relativo alla sottoscrizione delle nuove azioni che dovessero eventualmente risultare non sottoscritte per l’ammontare complessivo del prospettato aumento di capitale. Tale accordo di pre garanzia è, tuttavia, subordinato al verificarsi e/o al venir meno di talune condizioni entro la stipula dell’accordo di garanzia. Tra le condizioni richiamate vi è, in particolare, l’efficacia della trasformazione della Banca in società per azioni. Numero delle azioni considerato ai fini della stima del valore di liquidazione delle azioni di Veneto Banca Il numero delle azioni di Veneto Banca considerato dagli Amministratori, con il supporto degli Esperti, ai fini della stima del valore di liquidazione non tiene conto dei futuri possibili effetti diluitivi connessi all’eventuale assegnazione, nel 2017, di azioni aggiuntive previste da passate operazioni sul capitale, non essendo i diritti potenziali oggi esercitabili ed essendo previsto che la verifica delle condizioni di assegnazione verrà effettuata al termine del periodo di maturazione. L’eventuale considerazione delle Bonus Shares determinerebbe una diminuzione del valore dell’azione pari a circa il 3 per cento. Tale limitazione è stata mitigata mediante lo sviluppo da parte nostra di analisi di sensitività. Limiti insiti nei dati previsionali e nelle ipotesi utilizzate Le metodologie di valutazione adottate, oltre a far riferimento a parametri di redditività storica, si sono basate sulle proiezioni economico - patrimoniali della Banca per il periodo 2015 - 2020. Tali dati prospettici e ipotesi, per loro natura, contengono elementi di incertezza e sono soggetti a variazioni, anche significative, in caso di cambiamenti del contesto di mercato e dello scenario macro economico. Si segnala, inoltre, che i dati prospettici non riflettono gli impatti derivanti da: Il Disegno di Legge recante le disposizione per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato, approvato dal Consiglio dei Ministri in data 16 ottobre 2015 (Legge di Stabilità 2016), in tema, in particolare, di ammortamenti ed imposizione fiscale; L’introduzione dell’IFRS 9, la cui applicazione entrerà a regime dal 1 gennaio 2018; L’adesione al Piano di Salvataggio predisposto per Banca delle Marche SpA in Amministrazione straordinaria, Cassa di Risparmio di Ferrara SpA in Amministrazione straordinaria, Banca Etruria Società Cooperativa a responsabilità limitata in Amministrazione straordinaria e Cassa di Risparmio di Chieti SpA in Amministrazione straordinaria. Sulla base delle elaborazioni preliminari del Management di Veneto Banca, l’onere complessivo a livello c0nsolidato dell’adesione ammonta ad Euro 33,7 milioni, con un impatto negativo di circa Euro 0,26 per azione sui valori individuati (ipotizzando la non deducibilità fiscale); Il versamento di ulteriori Euro 3,5 milioni di contributi ordinari al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi nel corso dell’ultimo trimestre del 2015; 25 di 29 Ricevimento del rapporto ispettivo finale che sarà emesso dalla Banca Centrale Europea con conseguenti potenziali rischi connessi a profili di anomalia/rilievi emergenti dagli accertamenti ispettivi. In relazione a tale ultimo aspetto, nel bilancio consolidato abbreviato al 30 settembre 2015 del Gruppo Veneto Banca si legge “Si precisa peraltro che l’effettuazione delle complesse stime in merito ai potenziali rischi connessi ai profili di anomalia/rilievi emersi dagli accertamenti ispettivi della BCE è stata compiuta al meglio delle informazioni ad oggi disponibili e tenuto conto dei principi contabili applicabili. Relativamente ai potenziali profili di anomalia potrebbero sussistere rischi di contenzioso con la clientela che potrebbero generare passività allo stato valutate solo come possibili e pertanto, conformemente allo IAS 37, non sono stati previsti specifici accantonamenti nel bilancio consolidato trimestrale al 30 settembre 2015. Si ritiene tuttavia di precisare che le attività di approfondimento e affinamento delle suddette analisi da parte della Banca, finalizzate all’acquisizione di nuovi e ulteriori elementi informativi di dettaglio, proseguiranno anche nell’ultimo trimestre dell’esercizio e non può quindi escludersi che i risultati delle valutazioni e delle stime ad oggi effettuate possano pertanto differire con impatti sul bilancio di fine esercizio, anche a seguito del ricevimento del rapporto ispettivo finale che sarà emesso dalla BCE”; L’emissione di un debito subordinato di importo pari a Euro 200 milioni in data 1° dicembre 2015, con scadenza 1° dicembre 2025 e cedola al 9,5 per cento. Tali limitazioni sono state, tuttavia, mitigate mediante lo sviluppo, da parte nostra, di analisi di sensitività e di ulteriori considerazioni di natura valutativa. Complessità delle metodologie e discrezionalità nella scelta dei parametri di valutazione applicati I metodi di valutazione utilizzati dagli Amministratori, con il supporto degli Esperti, hanno richiesto l'applicazione di un processo valutativo articolato e complesso, che ha comportato, in particolare la scelta da parte degli Amministratori, con il supporto degli Esperti, di una pluralità di parametri finanziari di mercato che, per loro natura, sono soggetti a fluttuazioni, anche significative, a causa della perdurante situazione di turbolenza dei mercati. In relazione all’applicazione del Metodo dei Multipli di Borsa si evidenzia inoltre che il deficit patrimoniale della Banca ed il conseguente rafforzamento patrimoniale rappresentano un caso unico rispetto alle banche quotate comparabili prese in considerazione. L’approccio metodologico complessivo, unitamente allo sviluppo, da parte nostra, di analisi di sensitività, per tenere conto dei diversi scenari valutativi, ha consentito di gestire adeguatamente tale peculiarità valutativa. Presenza di differenze nell’applicazione delle metodologie valutative da parte degli Esperti Le metodologie valutative applicate dagli Esperti, pur essendo le medesime, presentano talune differenze nelle loro modalità applicative e nella scelta dei parametri. Tale limitazione è stata, tuttavia, mitigata in considerazione del fatto che l’intervallo di valori determinato da Partners ricade all’interno 26 di 29