NOTIZIE
,
I
7'
J
Altri 7.000 miliardi per completare
lo ricostruzione.
Intanto il sisma del 5 maggio
ha posto nuove esigenze.
UNA MOBILITAZIONE
NECESSARIA PER
EVITARE
SOTTOVALUTAZIONI
COMODO
(ASSESSORE ATTIVITÀ PflOOUTIIVE)
LA LEGGE 219
La legge 14 maggio 1981. n.
219. nelle intenzioni del Governo e del Parlamento italiano,
avrebbe dovuto rappresentare
per le popolazioni interessate,
pesantemente colpite dal
sisma del novembre 1980 e del
febbraio 1981. soprattutto uno
strumento di riscatto da atavi·
che condizioni di arretratezza
economica, di sottosviluppo e
di sottocultura.
Nello norma, infatti, accanto
alla ricostruzione del patrimonio
ediliZio delle cittò e dei comuni
terremotati, il legislatore prevedeva il pofenziomenfo. oltre
alla riparazione, degli stabllJ·
menti industriali e delle strutture
commerciali, ortigianali. turistiche. etc" nonché lo nascita di
nuove aree per insediamenti
produttivi di natura industriale.
Un disegno di sviluppo di vaste
aree della Basilicata e dello
Campania venivo dunque o
delinearsi con quello legge,
affiancandosi ad un programmo di recupero del patrimonio
edilizio e di tutto quanto ad
esso è più direltamente legato
in termini di storia. tradizioni e
cultura delle nostre genti.
Quel disegno veniva particolarmente tracciato negli articoli
21 , 22 e 32 della legge:
art. 21: ricostruzione e riparazione degli stabilimenti industriali;
art, 22: ricostruzione e riparazione di immobili ed attrezzature
commerciali, artigianali, tUristiche;
art, 32: aree da destinare agli
impianti industriali,
Delle applicazioni dei tre articoli
citati certamente quelle rivenienti datl'ultimo, l'art. 32,
hanno rappresentato e rappresentano Il cuore den'intero disegno. soprattutto per le conseguenze sul piano occupaziona~
le in zone caratterizzate da uno
spaventoso squilibrio tra offerto
e domanda di lavoro.
È necessario precisare subito, al
fine di sgomberare il campo da
informazioni o convincimenti
70
non corrispondenti al vero, che
(come ho sostenuto il Ministro
per gli InteNenti Straordinari nel
Mezzogiorno. Ono MISASI. cui
hanno fotto eco il 3/11/89 gli
Onorevoli ORS!NI ed UUANICH,
componenti dello Commissione
parlamentare di inchiesta sul
terremoto) lo competenza nella
materia trattata dall'art 32
(industria) è esclusivamente del
Governo Centrale, per cui in
ben ristretti margini lo Regione
ho potuto muoversi in questi lO
anni e molto spesso ho dovuto
lottare di gomito per ritagliarsi
qualche spazio di intervento.
Nonostante queste limitate possibilità di inteNento, sono tuttavia, in grado di fornire in merito
alcune notizie.
AI fine di dare concreta attuazione alte indicazioni rivenienti
dati' art. 32 della legge 14 mag~
gio 1981, n. 219 lo Regione Basilicata, con delibera consiliare n.
145 del 17 luglio 1981, integrata
da delibero G,R. n, 5962 del 17
novembre 1981. individuò le
otto aree ave insediare le
nuove aziende Industriali.
Successivamente, per lo svolgimento dei compiti assegnati
dal competente Ministro per lo
Protezione Civile al Presidente
della G,R con l'Ordinanza n,
2/219/ZA del lO luglio 1984 - art
3, l'Esecutivo regionale. con
propria delibero n. 39A6 del 30
agosto 1984ndividuò uffici e
procedure per l'attuazione
de l'attività lspeftiva circo
modalità e tempi di realizzazjone delle opere infrastruttura'i e
deg!i insediomenti industriai.
ammess; ai benefici di legge.
Mentre la gestione del processo
di industrializzazione. quindi.
anche a norma del dettato
costituzionale. è stata di competenza governativa centrale
(Presidenza del Consiglio dei
Ministri con delego al Ministro
per la Protezione Civile in un
primo momento - art 9, ìegge
n, 187/82 -, ed in un secondo
momento attraverso \' UfficIo
Speciale - ortt. 21 e 32, 'egge n.
219/81), o Regione venivo individuato quole soggetto cui
demandare l'ottività Ispettiva
di cui innanzi, lo pronuncia di
pareri circa l'infrastrutturazione
esterno alle aree (O,M, 8
novembre 1982) e lo compatibilità delle iniziative industriali
decentrate con i piani e con i
programmi di sviluppo reg onale
Per r espletamento dell'attività
Ispattivo l'Ente. oore od uti!rzza·
re propri funzionari per visite
periodiche sulle aree. ho premosso una serie di Incontr. o
livello regionale tendenti a fare
il punto della situazione. A detti
incontri sono stati invitati tutti i
promotori delle iniziative indu·
striali ed anche. quando le esigenze lo hanno richiesto, sia
l'Ufficio Speciale per l'attuazio·
ne degli artf 21 e 32 dello
legge n. 219/81 con lo struttura
d supporto (ITAlTECNA). che
concessionari delle aree e gli
enti fornitori dei servizi (ENEL SIP,
SNAM etc.)
risultat, di tole complesso aHivltà sono stati oggetto di frequenti segnalazloni al Capo
dell'Ufficio Speciale, per le
determinazioni di competenza.
Occorre a questo punto precisare e rimarcare come si sia più
volte sottolineata allo competente autorità centrale lo
necessità che per un proficuo
lavoro di ispezione e di controllo diventavo opportuno. necessario ed indispensabile per lo
Regione disporre del progetto
esecutivi delle opere In costruZione, dei disCiplinari sottOSCritti
dai legali rappresentanti delle
nuove iniziative industriali, dei
decreti di concessione delle
nuove iniziative industriali, dei
decreti di concessione delle
eventuali proroghe sull'ultimaZione dei lavori. delle composizioni delle Commissioni d, Collaudo. di ogni altro qualsiasi
otto da cui trarre elementi ed
Indicazioni utili per l'espletamento d quella attiVità, ma tali
richieste non hanno trovato
adeguata risposta
Tuttavia, anche in mancanza di
tali documenti lo GR. non ha
mai interrotto l'opera intrapresa
ed ho continuato a segnalare,
con preoccupazione soprattutto per lo stato occupazionale.
ritardi, inattività di aZiende ultimate, ndotto numero d! addetti. etc
l'Ente si è anche attivato nello
pred sposizione di un programma di opere occorrenti al completamento dell'infrastrutturazione esterna olle aree (pofenziamento della rete cinematica
e del serVizi di fornitura
dell' acqua, realizzazione di
discariche per I rifiuti industriali
non assimilabili agli urbani. stesura di un piano di risanarnento
ambientale collegata allo mosslccia erosione dei greti di alcunI fiumi e torrenti, etc.), formalizzando il tutto in specifici atti
amministrativi, Del potenzlamento del sistemo Cinematico
21
è stata presa nota ancorché
non Integrale, da parte dell'Ufficio Speciale presso lo Presiden·
za del Consiglio dei Ministri, il
quale ha inserito, tra le previsioni delle ulteriori opere da realizzare, la costruzione di quolche
tratto viario contenuto in quel
programma
DiverSI problemi restano od
ogg, IrrisoltL nonostante lo pressante e continuo azione regio,
noie aziende In stato di abbondono (es. Creazione Musetta Baragiano. .). altre registranti
ritardi incomprensibili ed intollerabili nella ultimazione delle
opere sia civili che impiantistiche. altre ancora in stato di
fermo per lo revoca del contri·
buto (MIM, ISOFlEX - Vitolba),
operazioni di collaudo ritardate
con pesanti aggravi economici
per le neonate aziende, tempi
lunghi nel completamento di
alcuni trotti vieti, e neli'apertura
di quel i ultimati, quasi tutti inte·
ressati do numerose periZie di
variante, mancanza di serVIzi
necessari sulle aree quali: sportelli bancarI. uffici postalI. etc.
Particolare menzione merita lo
questione legata alla onerositò
delle quote condominiali richieste aUe iniziative Industriali dalla
Società CASTALlA, alla quale è
stato affidato lo gest one dei
serVIzi e della manutenzione
delle aree Anche per questo
problema lo Regione ha Interessato lo competente PresIdenza del Consiglio dei Ministri,
chiedendo il supera mento di
quello gestione e lo creazione
eventuale di una nuova
società, lo quale vedesse rappresentati anche il Consorzio
per lo Sviluppo Industriale della
Provincia di Potenza e gli
imprenditori medesimi, tonto
per un reale COinvolgimento
delle forze e delte competenze
già presenti sul territorio regionale
Per quanto è stato fino od oro
possbile e pure nei ristretti mar-
ginl di azione riconosciuti ed
affidati, lo Regione si è dunque
proposto come coordinatrice e
tramite di un'azione comune
svolta a vari livelli, coinvolgendo in quel lavoro enti localI.
forze politiche e sociali, associazioni di categoria e quanti altri
fossero direttamente, o anche
indirettamente, Interessati al
problema industrializzazione
post-terremoto.
Lo legge 27 marzo 1987, n. 120,
nota dallo conversione del
famoso "Decreto per SENISE",
non ho cambiato alcunché nei
comportamenti dell'Ente. anzi
ha rappresentato un motivo In
più per potenziare l'azione di
supporto della Regione al completamento del processo di
industrialiuazione,
Sono proseguiti i controlli sulle
aree ed i contatti con i nuovi
promotori; è stato. altresì predisposto, con delibero del Consiglio Regionale n 780 dell'l l
aprile 1989, un programmo di
localizzazione delle iniziative
ritenute ammissibili ma esuberanti rispetto ai lotti disponibili
nelle aree già infrastrutturate, in
ossequio a quanto disposto dal
3° comma dell'art. 10 della
legge 21 gennaio 1988. n. 12-.
A maggior sostegno di queste
ultime iniziative sono proseguiti
gli incontri in sede romana con i
funzionari dell'Ufficio Speciale e
con lo stesso Capo, Ing. Elveno
PASTORElLi. nella scio di un filo
attivato nel 1987.
Qualche perplessità hanno
destato alcune decretazioni
dell'ultimo periodo (giugno
1989), emanate senza il previo
parere regionale ed, in particolare quelle relotive ad aziende
che avevono presentato richiesto di allocazione in Campania
e non in Basilicata (NUOVA ARI.
C.M.D. PROFILIA SUD). Anche
per Questo problema l'Ente non
ha mancato di segnalare il proprio disappunto al Prefetto
PASTORElU. con nota prot. n
6329/15/1 del 15 giugno 1989. A
tal proposito è necessario rilevare che il Sig. Ministro per gli
Interventi Straordinari nel Mezzogiorno,
con
nota
n
A/5524/32 del l" febbraio 1990,
ha concesso alla Regione un
nuovo termine di 30 giorni per
l'emissione del parere sulla
localizzazione di quelle iniziative. Lo nuova ondata di industrializzazione. quella legata
all'art. 8 della legge n 120/87,
è, comunque, ancora in fase di
ovvio, con qualche lodevole
ecceZione per iniziative prossime all'ultimazione dei lavori
(BASILICA a Tito): si rafforzerò
rispetto agli anni passati, specialmente se nuove competenze e compiti più ampi dovessero od essa essere assegnati;
tanto è stato anche partecipato allo Commissione di inchiesta, in occasione delle sue visite
in Basilicata.
Restano ancora inottuate due
norme rivenienti entrambe
dalla richiamata legge n
120/87: lo prima dettata dal
comma 14 ter de1l' art. 6 e lo
seconda dal comma 5 dell'art.
3. Quest'ultima, soprattutto,
riveste carattere di grande
importanza per lo Regione Basilicata ed ancor più per il Comune e per gli abitanti di Senise, le
cui luttuose vicende avevano
sollecitato e doto origine alla
legge n 120 del 1987· a circa
quattro anni dalla frana della
collina Timpone quello comunità, giò penalizzato in passato
per lo costruzione della diga,
ancora non ha avuto modo di
vedere Il primo decreto per
l'insediamento delle industrie,
nonostante le indicazioni regionali circa l'allocazione di alcune iniziative proprio o Senise.
Lo legge 10 febbraio 1989. n. 48
indicava nella data del 30 giugno 1989 il termine per il passaggio delle competenze in
materia di nuova industrialiuazione post-terremoto dalla Presi-
22
denza del Consiglio del Ministri
- Ufficio Speciale al Ministro per
gli Interventi Straordinari nel
Mezzogiorno.
A seguito di parere espresso dal
Consiglio di Stato il Ministro Ono
MISASI ha emanato un proprio
atto (n. 751/GAB del 25 settembre 1989), secondo Il quale
tutte le decretazioni emesse
entro il 30 giugno 1989 restavano di competenza dell'Ufficio
Speciale fino al 28 febbraio
1990, mentre lo restante materia passavo, ai sensi della richiamata legge n. 48/89, 0110 competenza del Ministro per ti Mez~
zoglorno
Dal febbraio 90 ha cessato di
operare, in materia di industrialiuazione post-terremoto, l'Ufficio Speciale diretto dal Prefetto
PASTORELU; ad esso è subentrata una nuovo struttura, accreditata presso il Ministero per il
Meuogiorno, con a capo l'Ing.
TORZILLI, col quale lo Regione
giò intrattiene rapporti di collaborazione, Questa, in sintesI. è
lo storia dell' art. 32 deUa legge
n. 219/81 che riguardo lo Regione Basilicata; quanto ho dichiarato, owiamente, trova precisa
rispondenza in un' ampia documentazione.
In chiusura di queste note
sull'art. 32 dello legge n. 219/81
sono in grado di fornire alcuni
dati schemotici. ma aggiornati.
sullo stato dell'industrialiuazlone post-terremoto in Basilicata, i
quali, beninteso, non fanno riferimento alla 'seconda ondata·,
quella successiva alla legge n.
120/87, i cui effetti, soprattutto
sul piano occupazionale, non
sono ancoro valutabili per questa seconda industrializzazione;
posso solo dire che sono stati
emessi in totale per lo Basilicata
n. 44 decreti, di cui n. 14 per iniziative priorltarie, n. 24 per iniziative non prioritarie e n, 6 per iniziative di servizi.
Per quanto concerne. invece,
le aziende ex art. 32 il quadro è
il seguente:
Aziende
"
"
"
"
"
"
n.
Decretate
trasferite in altro Regione
in produzione
non in produzione
con lavori in corso
revocate
ritirate
"
"
"
"
"
"
94
I
38
2
25
22
5
Per quanto concerne l'occupazione lo situazione è lo seguente:
Addetti per le aziende in vita
massimo
n,
3,868
»
2.708
minimo
n.
2.368
Occupati alla data odierna
con un saldo negativo di - n, 244 unità,
Attualmente risuitano in cassa integrazione n 96 unità
Per quanto concerne l'infrastrutturazione interna alle aree
posso dire che è completa,
mentre quelia esterna (viabilità)
registro ancora qualche ritardo:
mentre alcune strade sono già
pronte, per altre, invece, sono
in via di esecuzione i lavori.
Per le prime lo Regione si è già
attivata presso lo struttura ministeriale perché si procedesse
alla apertura, semplificando
tutte le procedure e superando
le varie difficoltà create soprattutto daIl'ANAS, In proposito, in
dato 14 luglio scorso è autorevolmente intervenuto sull'Ufficio
Speciale il Presidente dello
VIABILITÀ
Giunta Regionaie, perché ogni
problema venisse risolto in
tempi brevi: ovviamente lo
Giunta non mancherà di sollecitare in maniera deciso interventi ad ogni livello per il superamento dell'attuale situazione,
Per le seconde, cioè per le strade ancora in fase di realizzazione, come per il passato lo Giunta eserciterà ogni azione affinché l'intero nuovo sistemo
cinematico venga completato
al più breve,
Questo è in sintesi il quadro
delle strade appaltate con i
fondi della legge n, 219/81:
AVANZAMENTO LUNGHEZZA
COSTO
PRESUNTO·ML
Km.
NERICO·MURO LUCANO
SS. OFANTlNA·VITALBA
144.272
85%
90.140
100%
28+718
15+858
12+381
SS. BASENTANA·BARAGIANO
64.897
99%
BRIENZA
45.718
100%
MELFI·S. NICOLA
MURO L.·OFANTlNA·RAPONE
64.789
97%
21335
60%
MURO L. . BARAGIANO SC
28342
VITALBA·OFANTINA·RAPONE
33751
50%
90%
7+809
9+978
3+760
5+265
5+109
66.810
=
11+875
ISCA PANTLLE·S.P. TITO
ISCA P.LLE·S.S. 19
AUTOSTRADA SA·RC
23
In definitiva volendo dare un
giudizio generale sullo stato
dell'industrializzazione nelle
aree lucane, non possono non
notarsi delle ombre, ma anche
tante luci. Perché le ombre si
riducano e perché si instauri un
clima più sereno di fiducia nel
processo innovativo in atto, è
necessario che ogni organismo
al proprio livello e secondo le
competenze che istituzionalmente ad esso derivano, si attivi Non vi è dubbio che primo
fra tutti è l'ufficio per lo ricostruzione e lo sviluppo delle zone
terremotate della Campania e
deila Basilicata, presieduto
dall'lng TORZILlI, quale più
immediata diramazione del
Ministro per gli Interventi Straor~
dinari nel Mezzogiorno. cui
spetta l'adozione dei provvedimenti che lo legge prevede.
A quell Ufficio, come ad ogni
altro Organismo, lo Regione
non farà certamente mancare,
come per il passato, lo propria
più concreta collaborazione.
Alcune considerazioni sugli altri
articoli della citata legge, relativi alle attività produttive, iniziando dal 21
La materia concernente lo
riparazione dei danni subiti
dalle aziende presenti sul territorio lucano alla data del
23/11/80, è stata di stretta
competenza centrale e lo
Regione solo marginalmente è
stata interessata al problema
attraverso lo espressione di
pareri o mezzo di due Commissioni (una per Potenza e una
per Matera) appositamente
costituite ai sensi dell'art. 21 - 5~
comma della L. 219/81
Con D,M. 30/6/1982 del Ministro
designato è stata disposta lo
cessazione delle funzioni delle
Commissioni provinciali sopra
citate e nel contempo veniva
disposto che gli interessati rinnovassero lo domanda direttamente alla Struttura Speciale
Ministeriale entro 1131/12/1982
==
Non tutti gli imprenditori hanno
trasmesso, per conoscenza,
copie delle istanze intese ad
ottenere i benefici previsti dalla
legge.
Il Ministro designato per l'attuazione degli artt. 21 e 32 della
legge 219/81 comunicava
direttamente alle ditte, e solo
per conoscenza alla Regione.
l'ammissione al contributo e
l'ammontare dell' erogazione.
Nessun altro carteggio veniva
inviato Per lo Basilicata le
domande pervenute al Ministero sono state 85 Cl1 di Matera e
74 di Potenza) per complessivi
190 miliardi,
La Struttura Centrale. in data
27/11/89. su richiesta della
Regione Basilicata, ha inviato
copia dei tabulati aggiornati,
riportanti le indicazioni relative
alle istanze presentate ed allo
ammissibilità o meno delle
richieste ai benefici di legge.
Gli unici atti ufficiali prodotti
dalla Regione in materia sono
consistiti nella trasmissione alla
struttura ministeriale, nell' estate
dell'8l. del dato relativo all'ammontare complessivo presunto del danno, dato riveniente dalle indicazioni raccolte
presso le singole aziende e
nella predisposizione, con successiva notifica alla Struttura
Ministeriale, di n. 4 deliberazioni
relative all'avviso del P,G.R.
sulla delocalizzazione di altrettante ditte.
Successivamente lo legge n.
730/86 all'art, 8 - comma 9 ha
previsto che le piccole e medie
imprese, con un numero di
addetti inferiore a 30, potessero
beneficiare delle provvidenze
di cui all'art. 22 della legge
219/81.
In ossequio al disposto della
citata legge il Ministro designato ha inviato alla Regione n, 8
pratiche di cui una in epoca
recentissima.
Di queste n 5 hanno trovato
definizione e n. 3 sono in corso
di istruttoria.
Nel caso l'istruttoria per queste
ultime risultasse positiva il fabbisogno presunto è di circa 3
miliardi,
Per quanto attiene, infine,
all'art. 22 della legge n. 219/81,
posso affermare che nella
materia della ricostruzione e
riparazione delle aziende artigianali, commerciali. turistiche
danneggiate dal terremoto il
legislatore nazionale, attraverso
l'iniziale formulazione dell'art, 22
della iegge 219, ha individuato i
settori interessati agli interventi,
il tipo di sostegno finanziario
(rivolto, oltre che al ristoro diretto del danno, all'adeguamento
funzionale delle aziende). lo
misura dei contributi (nell'ordine del 75% dell'investimento
ritenuto ammissibile), il livello di
competenza all'esame delle
pratiche e al relativo finanziamento (quello della Regione),
delegando invece al legislatore
regionale io più minuta disciplina circa le procedure istruttorie
e di finanziamento,
In tal senso sono state emanate
in Basilicata lo legge regionale
n. 41 del 15/10/1981 e lo legge
regionale n, 32 del 2/9/1983,
Più recentemente, in sede di
modifica all'art, 22, il legislatore
nazionale, con l'art. 12 del D.L
474/87, convertito nella legge
12/88. ha inqividuato un livello
di competenza comunale nella
materia con riguardo alle pratiche relative a strutture aziendali
inserite nei comparti edilizi
anche ad uso abitativo,
lasciando olia competenza
regionale le pratiche relative
alle strutture produttive isolate o
da trasferire fuori sito.
In collegamento a tale indirizzo
24
nazionale è stata emanata lo
legge regionale n. 2 del
20/1/1988 che ha previsto uno
snelli mento delle procedure
istruttorie.
Il frequente collegamento tra
gli interventi di cui all'art. 22 e
quelli relativi ai più complessivi
comparti edilizi, sottoposta a
diverse e separate procedure
di finanziamento, ha comportato fatica per l'acquisizione di
atti e documentazione relativi
al comparto, come necessaria
cornice tecnica e finanziaria
entro cui inserire gli interventi
sulle strutture aziendali.
Il disegno di consentire, ai fini
del finanziamento, il trasferimento fuori sito delle aziende
danneggiate ha sofferto delle
incertezze e dei ritardi nella predisposizione dei plani urbanistici
e di insediamento produttivo,
quale necessaria cornice per lo
corretta impostazione e lettura
dei progetti.
Neli' ambito delle competenze
regionali in materia da segnalare, a garanzia del corretto
avanzamento e completamento delle opere finanziate, lo
fase del collaudo tecnicoamministrativo delle opere
medesime, normalmente affidata a singolo tecnico collaudatore, e per le pratiche con
valore di investimento superiore
ai 300 milioni, a commissioni
miste tecnico-amministrative.
Con lo normativa regionale di
settore si è introdotto, altresÌ, il
principio di sostituire il collaudo
tradizionale con lo certificazione di regolare esecuzione (e
documentazione
tecnica
annessa) per opere con valore
di investimento inferiore ai 50
milioni
STATO DI ATTUAZIONE DELL'ART. 22 LEGGE 219
Dati relativi alle pratiche presentate
neffe Provincia di MATEIlA
Pratiche presentate
Pratiche esaminate,
approvate e finanziate
Pratiche esaminate
e respinte
Pratiche trasferiteper
n.210 per un invest.to di L. 11 miliardi
n. 85
per un invest.to di L. 4 miliardi
n.100
per un invest.to di L. 6 miliardi
competenze ai Comuni n. 25
per un invest,to di L. l miliardo
STATO DI ATTUAZIONE DELL'ART. 22 LEGGE 219
Dati relativi alle pratiche presentate
neffe Provincia di POTENZA
Pratiche presentate
Pratiche esaminate e
n. 910 per un inv8st,to di L. 100 miliardi
approvate
n. 298 per un invest.to di L. 32 miliardi
Pratiche esaminate e
respinte
Pratiche trasmesse ai
n. 263 per un invest.to di L. 25 miliardi
Comuni per competenza
(strutture produttive inserite
nei comparti anche
ad uso abitativo)
n. 310 per un invest,to di L. 23 miliardi
Pratiche ancora in fase di
istruttoria presso gli Uffici
regionali (strutture prod.ve
inserite in immobili singoli) n. 39
di cui
9 non ancora esaminate dalla Commissione
e
30 esaminate ed in fase di integrazione di
documentazione da parte degli istanti
QUADRO DELLE RISORSE FINANZIARIE
(per l'intera Regione>
Stanzia mento complessivo nel settore
(imputato su Cap, 7230)
L.
29.618.000.000
Somma già deliberata e impegnata
(75% dell'investimento ammissibile)
L.
27.539.087.170)
Alcune altre notizie desidero
fornire per quanto riguarda altri
articoli della legge 219 concernenti. comunque, le attività
produttive.
L'art, 23 della L. 14,5.81 n, 219
contempla, in favore delle
imprese beneficiarie delle agevolazioni di cui agli artt, 21 e 22
della L. 219/81 citati (imprese
industriali, commerciali ed artigiane danneggiate dagli
eventi sismici) due particolari
tipologie di provvidenze:
1) un contributo a fondo perduto pari al 50% delle rate dei
mutui, contratti fino al 18.2,81
con istituti di credito 22.11.80 e
lo dato di erogazione della
prima quota del contributo
concesso ex artt. 21 e 22 L
219/81
AI riguardo a seguito della
delega conferitagli dall'art. 8
decimo comma L. 730/86, il
Ministro del Tesoro con proprio
Decreto del 28.1289 (in G.U
5.2.90 n, 29) fissava modalità e
criteri di erogazione.
Alla Regione Basilicata sono
pervenute, do parte di imprenditori beneficianti delle provvidenze di cui all'art. 22 L. 219/81
(non avendo le stesse competenze in ordine all'art. 21), tre
domande: una è stata accolta, una è stato respinto, l'ultima
è stata trasferita al Comune di
Potenza cui è passata lo competenza per effetto dello L
12188.
Resta da sottolineare che, per
quanto attiene 011' aspetto
finanziario, il CIPE con deliberazione del 28 11 85 (in G.U.
20.1 86 n 15) assegnò allo
Regione Basilicata lo sommo
complessiva di Lit. l miliardo
per gli interventi di cui agli artt.
22 e 23 L. 219/81
Somme ancora disponibili a sostegno
delle pratiche di competenza regionale
L.
2.078.912.830
Fabbisogno di massima per I eventuale
copertura delie pratiche giacenti di
competenza regionale
L.
12.178.000.000
25
2) finanziamenti per lo durata
massima di 15 anni finalizzati
alla ricostruzione o riparazione
delle strutture danneggiate
nonché 011' acquisto di scorte
(nel limite del 20% dello spesa
relativa od Investimenti per
impianti e attrezzature)
Nessuno competenza, 01 rIguardo, spetto 0110 Regione Basilicata
Il secondo comma dell'art _23 l.
219/81. InfattI. offida l'istruttoria
delle domande e l'erogazione
dei fInanziamenti alle Aziende
ed agli Istituti di credito di cui
all'art. 19 L 25/7/72 n. 949 (in
Basilicata: il Mediocredito di
Basilicata, l'1SVEIMER, Il Banco di
Napoli),
Anche o seguito dell'interessamento degli organi regionali. il
CIPE con deliberazione del
7.887 (in G.U. del 39.87 n. 205)
ho stanziato, per il 1988, Lit 9
miliardi per l'attuazione degli
interventi di cui al citato art, 23
L. 2t9/81.
Per quel che concerne lo Basilicata, le richieste miranti ad
ottenere i benefici di che trattasi sono state prodotte al solo
Mediocredito di Basilicata il
quale, però, non ho potuto procedere, a tutt'oggi, ad alcun
finanziamento in quanto il
Mediocredito Centrale, destinatario delle risorse, non ha
operato alcun trasferimento
avendo esaurito i fondi assegnatogli.
L'art. 24 dello L. 219/81 prevedeva contributi (75%) In favore
delle cooperative lucane e
campane operanti nei settori
detl'agrlcoltura. dell'artigianato, della pesco e del trasporto
per lo ricostruzione e lo rlattazione degli edifici e delle attrezzature danneggiate dal sisma.
Lo relativo competenza ero
affidato 0110 sezione speciale
per il credito 0110 cooperazione
dello Banco Nazionale del
Lavoro e lo dotazione finanziario venivo fissato in Lit. 100
miliardi
Successivamente l' ort. 12 dello
L. 18.484 n 80 rivisitò lo matena
affidando al Ministro del Tesoro
il compito di stabilire modalità e
criteri di concessione dei contri-
buti. nonché di gestione del
fondo finalizzato 0110 promozlo·
ne ed allo sviluppo delle
società cooperative e loro consorzi,
l'art 1 bis della l 184.86 n. 119
di conversione del D.L. 28.2.86
n. 48, da ultimo, dispose il trasferimento del fondo dallo
B.N.L. alle Regioni Basilicata e
Campania, delegandole o
ripartirto sulla base di criteri defl·
niti dai rispettivi ConsIgli Regionali entro il 31.12.86.
la Regione Basilicata ha, quin·
di, tempestivamente procedutoa:
- raggiungere le necessarie
intese con lo Regione Campania per lo ripartizione del fondo
(35% Basilicata - 65% Campania: Protocollo di intesa
dell' l. 10.86);
- fissare criteri. modalità e procedure per l'assegnazione
delle provvidenze al mondo
cooperativo (Deliberazione del
Consiglio Regionale 30.7.86 n.
187).
Premesso che i contributi riguardavano lo costruzione l'acquisto ed il completamento
di strutture aziendali, Il consolidamento di passività onerose,
l'integrazione dei capitoli sociali
e l'acquisto di scorte. che, inoltre, il fondo risultavo Incremen·
tato di lit. 4,9 miliardi a titolo di
interessi attivi per una disponlbl·
lità complessiva di 39,9 miliardi,
lo Giunta Regionale con propri
prowedimenti (30,12.86 n. 6709;
3.3.88 n. 1018; 11.4.89 n. 1719).
emanati in relazione allo effetti·
va assegnazione delle risorse,
ho proceduto, previo idoneo
istruttorio, all'assegnazione dei
contributi.
In particolare sono state decretate te seguenti prowldenze:
- lit. 21.8 miliardi in favore di 35
cooperative, per acquisto,
costruzione e completamento
strutture aziendali;
- Ut. Q,8 miliardi. in favore di 3
cooperative, per concorso inte-
26
ressi al ripiano di passività;
-Ut. 16,8 miliardi, in favore di 37
cooperative, per integrazione
capitole sociali.
Gli interventi, a fronte dei quali
sono stati concessi i contributI,
0110 data odierna possono considerarsi sostanzialmente ultimati.
l'art 26 della L 145.81 n, 219,
come modificato dall'art. 25
sexies della L 187/82, autorizzava il Ministro del Bilancio a concedere contributi aUe cooperative ed ai consorzi, promossi do
Enti Pubblici, Istituti di Credito e
dalla FIME, aventi come scopo
lo prestazione di garanzie ai fini
di facilitare l'ottenimento del
credito bancario e ridurre gli
oneri o corico delte imprese
danneggiate dagli eventi sismici.
Il richiamato art. 26 stanziava,
per gli scopi indicati, un fondo
di lIt. 20 miliardi.
Con proprio Decreto del 31
maggio 1985 (in G.U. 1.7,85 n.
153) il Ministro del Bilancio ha fissato criteri e modalità per
l'assegnazione dei contributi
alle cooperative ed ai consorzi
di garanzia operanti nette
Regioni Basilicata e Puglia nonché nella Provincia di Foggio, Il
termine di presentazione delle
domande era stabilito nel
30.9.85.
Col successivo Decreto del
25.9.85 (in G.U. 3.10.85 n. 233) il
predetto termine veniva prorogato di tre mesi.
lo Regione Basilicata, pur non
ovendo al riguardo alcuna
competenza, non mancò di sol·
lecltare lo rapida attuazione
del dettato normativa, partecipando. tra l'altro, sia pure informalmente agli incontri tenutisi
presso il Ministero del Bilancio e
finaliuati alla determinazione
dei criteri e delle modalità di
erogazione, poi formalizzati nei
deCreti citati.
A seguito della presentaZione
delte istanze e dello relativo
istruttorio. il Ministro del Bilancio,
con proprio provvedimento del
25 1187 (In G.U. del 51.88 n. 3)
ha riPartito dieci dei venti miliardi stanziati dall'art. 26 della l
219/81.
la quoto attribuita olle Cooperative ed ai ConsofZi operanti in Basilicata e stata particolarmente elevato (oltre 7,2 miliardi
su 10) e l'accredito dei fondi
avvenuto in tempi sufficientemente brevI.
A tutt'oggi non risulto che il
Bilancio abbia provveduto alla
ripartizione dei residui lO miliardi.
Debbo proprio ritenere, a questo punto, di avere delineato
tutto quanto è stato fatto negli
anni post-terremoto dalla
Regione Basilicata in materia di
attività produttive con riferimento alla legge n, 219/81
e
I
AREA
Come dicevo prima, in tutto lo
tematica che ho qui esposto, vi
sono ombre, peraltro non
riguardanti lo Regione, ma vi
sono anche tante luci' certamente questo sono più di quelle Ciò non può ovviamente
farci ritenere appagati e soddisfatti, pur nel confronto con le
altre Regioni interessate agli
stessi problemi. È necessario
che alle battaglie già vinte se
ne aggiungono altre, alle quali
dovranno partecipare con
maggiore slancio e con rinnovato vigore, forti soprattutto
delle esperienze negative fin
qui moturate, Proprio in questo
senso e per questi fmi lo Regione Basilicata si sto attrezzando
meglio che in passato: tra le
altre iniziative è stata costituita
di recente uno Commissione di
esperti. formato da funzionari
REGIONE 8ASILICATA
LEGGE 14.05.81. N.219
ART. 32
NUOVE INiZ/AnVE INDUSTRIALI
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dei vari Dipartimenti interessati.
lo quale entro lo fine del prossimo settembre presenterà
un'ampia e dettagliata relazione su tutta lO materia di competenza regionale. legata alla
legge n. 219/81 ed alle norme
successive È eVidente che quel
lavoro potrà essere proficuo e
valido solo se, come più volte
ricordato, la Commissione stesso sarà messo in grado di avere
o disposizione tutta quello
documentazione più volte
richiesta e mal ottenuto do
porte dell'Ufficio Speciale
Lo Giunto regionale non mancherò di seguire con attenzione
tutto la problematico connessa
al settore ed è pronto o riferire
anche su ogni singola situazione appena lo Commissione
regionale sopra richiamata
avrò esaurito i suoi lavori
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AGOSTI ANO
(ASSESSORE LAVORI PUBBLICI)
ANALISI NORMATIVA E
STATO DI ATTUAZIONE
DEL PROCESSO
DI RICOSTRUZIONE
L'analisi del processo di ricostruzione e dei risultati finora raggiunti. oggetto di una recente
audIZione del Capo dell'Esecu·
tivo Regionale da parte della
Commissione Parlamentare
d'Inchiesto. non può prescindere da quella delle fonti legislative che hanno regolamentato
la materia ed ancor prima dello
spirito che ha animato lo produzione normativa.
t stato chiaro, fin dalla emanozione dello L. 219/81 o pochi
mesi dal terremoto, che il Parlamento avevo predisposto uno
legge-regolamento (j cui carotteri si sarebbero ripetuti in tutta
lo successiva legislazione), disciplinando
minuzioso mente
anche aspetti marginali della
ricostruzione.
L'eccessiva analiticità del lavoro parlamentare, che si riflette a
pieno nel recente Testo Unico
delle Leggi sulla ricostruzione,
quanto mai articolato e complesso. non ho lasciato, in altri
termini, né ancoro lascio spazi
di manovro alla legislazione
regionale.
D'altro conto rimpalcato normativa ho doto vito ad uno
sorto di dualismo, cioè di rapporto diretto tra lo Stato e gli
Enti territoriali, all'interno del
quale lo Regione è posta come
momento intermedio, con funzioni limitate di coordinamento,
di indirizzo e di supporto tecnico, oltre che con compiti specifici, ma ridotti, di natura legislativo in taluni settOri di sua esclusivo competenza. Si sarebbe. 01
contrario. auspicato uno leggequadro, uno legge cornice.
che avesse Individuato i criteri e
i termini di intervento e definito i
contorni dello delega da concedere alle Regioni interessate
per l'emanazione di provvedimenti specifici.
In tal modo si sarebbe evitato
che problemi anche marginali
dovessero risolversi facendo
ricorso ogni volta 01 Parlamento
e si sarebbe ottenuto uno maggiore efficienza operativo attraverso ii raccordo legislativo sul
territorio.
In pratico è mancata quello
necessario flessibilità di cui ho
potuto awalersi lo Regione Friuli
Venezia Giulia.
Sul fronte della pianificazione
urbanistico, bisogna dare afta
01 legislatore di averne recepito
!'importanza, ai fini di uno corretto e razionale ricostruzione
dei territori colpiti. ma anche
come condizione di base dello
sviluppo.
Con lo L. 12/88 anche i Comuni
danneggiati non dichiarati
sismici, fino o quel momento
esclusi dai finanziamenti della
219, sono stati messi in condizione di dotarsi di tutti gli strumenti
urbanistici, sebbene con un
limite di spesa pari al 50% di
quella occorrente.
L'opera di ricostruzione, soprattutto all'Interno dei Piani di
Recupero, oggi può Quindi
cantore su uno serie di meccanismi. strumentali e legislativI.
che dovrebbero facilitarne
l'esecuzione.
Tuttavia, va sottolineato che
non sempre le amministrazioni
locali usufruiscono compiutamente degli specifici poteri loro
accordati dallo legge,
Mi riferisco, in particoiare, all'istituto dello 'diffida' contemplata
dali' art, 3 del D.L. 48/86, convertito nello L. 119/86, riguardante i Comuni disastrati e gravemente danneggiati.
In Questo tase. di chiusura definitivo dei termini di presentazione dei progetti, si trotto di uno
procedura addirittura indispen-
28
sabile per accelerare l'attuaZIone dei Piani di Recupero.
Per Quanto concerne, invece, i
Comuni dello terza fascio
dovremo, tra non molto, discutere uno proposto. varata dalla
Giunto sul finire della passata
legislatura, avente od oggetto
direttive per l'attuazione dei
Piani di Recupero anche in
Queste realtò territoriali.
Lo diffida del Sindaco od ese·
guire gli interventi. infatti, va
visto non solo come potere di
sostituzione, laddove l'inerzia
dei privati rischia di lasciare
pericolose sacche vuote
all'interno dei P.d.R" ma può
essere utilmente adottata 01 fini
della programmazione degli
Interventi, il cui coordinamento
serve od assicurare un accettabile grado di vivibilità alle
popolazioni residenti.
È necessario utilizzare fino in
fondo le procedure sulle QualI,
come in questo caso. vi é sufficiente chiarezza, per compensare, almeno in porte. le carenze nei settori legislativi in cui si
registro un vuoto normativa.
È quanto succede a proposito
delle costruzioni abusive, danneggiate dal terremoto, che
abbiano tuttavia conseguito lo
sanatoria a norma della legge
47/85 (e parliamo owiamente
di abusivismo minore e non speculativo) Lo disposizione che
ne consentivo r accesso al contributi dello L 219, è stata soppressa in sede di conversione in
Legge del D.L. 474/87.
Nel silenzio della legge, sia in
ordine all'ammissibilità ai contributi di dette costruzioni, sia in
ordine ad un espresso divieto di
ottenere I benefici previsti per
lo ricostruzione o lo riparazione,
non è chiaro il comportamento
che le Amministrazioni Comunali devono tenere di fronte
alle richieste dei proprietari che
abbiano ottenuto lo concessione in sanatorio delle opere abusive.
Il problema va sollevato, sia
come questione di principio,
che sottolinei l'urgenza di un
raccordo tra le diverse norme
dello Stato, sia perché, nella
nostra realtà, l'abuso è molto
spesso limitato o singole parti
dell'immobile, con l'effetto che
non tutta lo costruzione può
ritenersi abusiva e, purtuttavia,
viene ugualmente penalizzata,
si badi. dal silenzio della legge
e non da un esplicito divieto.
Intendiamo, del pari, evidenziare i problemi connessi al mancato utilizzo degli interessi
maturati sui fondi accreditati ai
Comuni ex L. 219/81 Il loro congelamento, operato dal Ministero del Mezzogiorno sin dal
gennaio del 1989, ha di fotto
bloccato svariate decine di
miliardi in un momento nel
quale le dimensioni del fabbisogno avrebbero, invece, dovuto
consigliare l'impiego di ogni
risorsa disponibile, Tutto ciò
nonostante che l'articolo 20 del
Testo Unico abbia, a nostro
awiso, chiarito a riguardo ogni
dubbio di carattere interpretati~
vo. In ultimo va sottolineata lo
disparità di trattamento che
ancora una volta si verifica
all'interno del territorio nazionale: si è molto polemizzato,
anche a livello Parlamentare,
sullo continua prorogo dei termini per lo richiesta dei contributi, tanto da arrivare a sacrificare, ad esempio. le nuove
richieste di benefici formuiate
da parte delle categorie artigiane e commerciali ai sensi
dell'art. 22 dello L. 219,
Orbene, quanto è stato negato
ai nostri artigiani e commercianti, viene invece concesso a
quelli del Friuli, che si sono visti
riaprire i termini fino al 31
dicembre 1990.
Né può essere sottaciuto. sempre con riguardo alle attività
produttive. che a tutt'oggi non
hanno trovato alcuno copertura finanziario le previsioni nor-
motive CL. 730/86: L. 120/87: L.
12/88) contemplanti l'assegnazione di contributi alle nuove
iniziative imprenditoriali che
dovranno insediarsi nei PIP predisposti dai Comuni,
Non vuole essere. questa, uno
sterile rivendicazione, né avere i
toni della polemica, ma rimane
il fatto che questi episodi devono fare seriamente riflettere
sullo necessità di predisporre
una normativa quadro che,
come si diceva all'inizio. dopo
aver definito le competenze
delle amministrazioni pubbliche, degli Enti territoriali, in particolare delle Regioni. in materia di pubbliche calamità, enuciei le tipologie di intervento
ritenute più adeguate, i raccordi che si sono dimostrati più fruttuosi tra amministrazione centrale e sistemo delle autonomie, le disposizioni che si sono
dimostrate più efficaci. in termini di celerità delle procedure di
speso, di soddisfazione degli
obiettivi economici e sociali
prefissi, di rispetto dei principi di
imparzialità e buon andamento
che devono improntare l'azione della Pubblico Amministrazione.
Tuttavia. benché siamo ancoro
in presenza dei problemi che
innanzi sono stati esaminati, il
giudizio sull' attività di ricostruzione nE?lla Regione Basilicata non
può essere che positivo, anche
in relazione allo molteplice attività svolta dal massimo Ente territoriale in questo settore ed alla
trasparenza che ha ispirato
l'azione dei soggetti coinvolti a
diverso titolo dallo L. 219/81, e
pure nello consapevolezza di
talune situazioni di ritardo (vedi
MURO LUCANO) su cui il Presidente Boccia ha riferito alla
Commissione d'Inchiesto e
rispetto al quale dovremo attivare uno specifico più approfondito dibattito)
L'inizio della IV legislatura regionale, in effetti, ha coinciso con
29
l' effettivo ovvio dell' opera di
ricostruzione e di sviluppo delle
vaste aree colpite dagli eventi
sismici del novembre 1980.
Solo o partire dal 1985, infatti, il
flusso dei fondi, è diventato tale
da consentire ai Comuni e agli
altri Enti di affrontare concretamente il problema della ricostruzione dell' edilizio privata e
dello infrastrutturazione civile.
iniziando l'azione di recupero
dei centri storici, proseguito in
questi anni e sino a quel momento soltanto accennato.
Questa considerazione è suffragoto dalla circostanza che dei
3.694 miliardi sino ad oggi deliberati dal CIPE a favore della
Basiiicata secondo l'art. 3 della
legge 14.5.1981 n. 219, solo 817
hanno interessato il periodo
81-84. Va. inoltre, evidenziato
come il complesso di norme
disciplinante l'attività di ricostruzione e sviluppo, si sia, sempre
nel corso di questi ultimi cinque
anni, arricchito di numerosi
significativi prowedimenti legislativi CL 422/85, L. 119/86: L.
472/86: L 730/86: L. 120/87: L.
12/88. L 291/88: L. 48/89: Testo
Unico) e di una nuovo disciplino dell'edificazione in zona
sismica. Questi due elementi (il
flusso dei finanziamenti divenuto consistente e costante; il
nuovo panorama normativo)
hanno determinato carichi di
lavoro sempre più rilevanti e
pressanti. cui la Regione ho
dovuto fare fronte con le sole
forze dello STAFF Ricostruzione,
peraltro sempre più ridotte,
mentre nell'immediato dopo
sisma lo normativa le consentì
di contare sull'apporto di tre
società esterne specializzate.
L'attività svolta ha. di fatto,
riguardato:
al L'ASSISTENZA AGLI ENTI
LOCALI. Comuni e Comunità
Montane hanno potuto fare
affidamento, nell' attuazione
dei compiti loro assegnati. sul
continuo supporto con lo struttura regionale,
L'assistenza è stata e continua
ad essere diretta (visite sopra 1luogo, partecipazione ai lavori
delle Commissioni, riunioni con
amministratori e tecnici su fatti
specifici) e indiretta (risposte ad
una innumerevole quantità di
quesiti su questioni particolari,
emanazione di numerose circolari esplicative, pubblicazione
della raccolta coordinata delle
leggi vigenti, pubblicazione
delle circolari e dei quesiti più
significativi, stages formativi),
Si è trattato di un lavoro molto
apprezzato se solo si tiene
conto che il Ministero del Mezzogiorno, ad una circolare
esplicativa del luglio '82, peraltro ricalcata su una precedente nota regionale, non ha fatto
seguire alcun ulteriore afta,
tant' è che le raccolte di leggi e
di circolari edite dalla Regione
Basilicata sono state richieste
dalla vicina Campania e dallo
stesso Ministero.
b) I CONTROLLI. La Regione si è
dotata sin dal 1983 della normativa disciplinante r attività di
controllo sulle costruzioni realizzate o da realizzarsi in zona
sismica ed ha provveduto ad
emanare ed
aggiornare
costantemente le conseguenti
disposizioni regolamentari,
curandone lo massima diffusione.
L'attività di controllo potrebbe
sembrare in ritardo se riferita
alle modalità ed alle procedure
ipotizzate dalla L,R. 25/83.
La verità è, tuttavia, altra in
quanto innumerevoli sono stati i
controlli svoltI. non solo circa il
rispefto della normativa sismica
ma anche in ordine all'esatta
misura dei contributi concessi, a
seguito di richieste formulate
dalla magistratura ovvero del
contenzioso sviluppatosi all'interno delle singole realtà
comunali ericorsi, denunce,
richieste di saprai luogo),
Non a caso lo Staff nel suo insieme ed i singoli funzionari sono
divenuti riferimento degli organi
giudiziari sull'intero territorio
regionale per i problemi che
attengono l'attuazione della L.
219/81, in particolare nel settore
dell'edilizia privata,
Ad ogni buon fine, come già
evidenziato alla Commissione
Parlamentare d'Inchiesta, si è
proceduto ex L.R, 25/83 al sorteggio di circa 500 pratiche e
sono stati effettuati, anche su
segnalazione dei Comuni e
dell' Autorità Giudiziaria oltre
400 sopralluoghi.
c) LA STRUMENTAZIONE URBA-
NISTICA Decisamente notevole
è il carico di lavoro che, al
riguardo, ha dovuto sopportare
il Dipartimento Assetto del Territorio ed in particolare l'Ufficio
Geologico, l'Ufficio Urbanistico
e lo Staff Ricostruzione, ciascuno per le proprie competenze.
La legislazione degli ultimi anni,
infatti, ha fatto obbligo a ciascun Comune di dotarsi del
Piano Regolatore Generale e
dei Piani Esecutivi (Piano di
Recupero, PIP e PEEP) cui
vanno aggiunte le innumerevoli
varianti adottate per tenere
conto delle innovazioni normative e delle reali esigenze
riscontrate in fase attuativa.
Decine di Piani che lo Regione
ha dovuto valutare allo scopo
di garantire:
- il corretto utilizzo delle risorse
territoriali,
- lo coerenza delle soluzioni
urbanistiche progettate:
- lo tutela dei beni ambientali e
di quelli a valenza storico-architettonica,
3) della fondamentale variabile
rappresentata dal 'fabbisogno', in relazione, soprattutto.
al mutare delle disposizioni legislative ed alle ripetute riaperture dei termini
L'estensione delle provvidenze
a categorie prima non contemplate: l'incremento del costo
d'intervento (lit/mq 457.000 nel
1981 contro Iit/mq, 800,000 nel
1989); il progressivo ampliamento del concetto di 'diritto ai
contributi"; lo previsione di
nuove consistenti fattispecie
d'intervento pubblico (recupero dei centri storici); l'avvio
dello sviluppo produttivo (L
730/86 e L 12/88) nei settori del
commercio, dell'artigianato e
del turismo, hanno, di fatto,
determinato lo successiva, progressiva lievitazione del "fabbisogno'
Compito della Regione è stato
quello di quantificare le previsioni normative di volta in volta
succedutesL per cui da una iniziale stima del danno di 3,600
miliardi (anno '81) si è passati ai
10.350 attuali,
Nonostante le difficoltà esposte, le proposte della Regione
sono state integralmente recepite dal Ministero del Mezzogiorno e dal CIPE (titolari del
potere di programmazione
delle risorse) ed hanno riportato
il favore degli Enti beneficiari
che, sino ad oggi, non hanno
mai formulato riserve.
e) LA RIPRESA DELLE ATTIVITÀ
PRODUTTIVE di competenza
regionale, sulle quali si soffermerà il collega Michele Comodo.
d) LA PROGRAMMAZIONE
DELLE RISORSE. È stato uno dei
I FlUSSI FINANZIARI
compiti più difficili se si tiene
conto:
l) delta mole dei finanziamenti;
2) del numero dei destinatari
(circa 200 tra Comuni, Comu~
nità Montane ed Enti vari, Province. iACP, etc,);
L'art. 3 della L, 219/81 prevedeva inizialmente per le Regioni
Basilicata, Campania e Puglia,
un fondo pari a 5,700 miliardi
per gli interventi di cui al titolo Il
capo I ed ai titoli IV e VII e un
fondo pari a 700 miiiardi per gli
30
interventi di cui 01 titolo III dello
medesimo legge.
Di toli fondi Ut 816.852.010 sono
stat' assegnat' 0110 Regione
Basilicata a volere sugli esercizi
finanZlori 1981-82-83-84 di cui lit
522.205.916 assegnati direttamente ai Comuni e Lit
294.646 096 assegnati per
l'attuazione degli Inferventi del
titolo 111 dello legge 219/81
(interventi nel settore dell' agricoltura, dell'artigianato e del
commercio) e per gli interventi
d,Enti diversi dai Comuni
(Regione. Province, IACP, USL
etc.) Le leggi finanziarie degli
anni 1985-86-87 hanno incrementato Il fondo d; cui 011' art 3
della legge 219/81 per gli esercizi fina nzlari 1985-86- 87 -88-89,
assegnando alla Regione Basilicata complessivamente Lit.
2398.255998 di cui Lit
2 199970 al Comuni e Lit
198.465.998 agli altri Enti
In totale sona stati deliberati dal
CIPE, fino al maggio 1988. a
va ere sugli esercizi finanZiari
1981-89 Lit. 3.215.108,010 di cui
li!. 2.721995.916 (pari 011'85%)
ai Comuni e Ut. 493.112.094 agli
altri Enti
A tali somme. regolarmente
deliberate dal CIPE. sono do
sottrarre nella quota relativa ai
Comuni Ut. 49347392 nell'esercizio '86 e lit 146534.330
nell' eserciZio '89 o causa delle
decurtazioni apportate rispetti·
vamente dalla legge 472/86 e
dal D.L. 65/89
I fondi complessivamente assegnati. al netto di tali rimaneggiarnenti ammontavano quindi
a
tutto
1989 o
lit
3019.226288 d
cui LI.
2526 114.194 ai Comuni e Lit
493.112.094 agli altri Enti
Dei 2.530 miliardi destinati aL
Comuni, 530 sono stati destinati
agII interventi nel settore pubblico e 2.000 all'edilizia privata.
Dei 2.000 miliardi. 66 sono stati
utilizzati per il finanziamento di
7.600 pratiche ai sensi del' art. 7
dello legge 187/82 (finanziamento perizie redatte ai sensi
dell'Ordinanza num 80 del
6. l .8 l del Commissario Straordinano per le zone terremotate)
tutte ultimate do oltre 4 anni
(31 12.1984); gli altri 1934 miliardi
sono stati destinati 0110 nparazione e ricostruzione di edifiCI
privati ai sensi della legge
219/81. Risultano finanziati, ai
dicembre 1989, 25,000 progetti
per 1.825 miliardi dei quoll 9450
ultimati per 537 miliardi Il resto
sono in corso di u:tlmaZlone.
Dei 530 miliardi per le opere
pubbliche, sempre 01 dicembre
1989, 440 sono stati impegnati
per riparare 2980 opere che
sono in corso di ultimazione,
ULTIMO FINANZIAMENTO
La Legge Finanziario del 1988
stanziò 6.0ClQ miliardi aggiuntivi.
Le FinanzJarie del 1989 e 1990 si
sono limitate ad operare rimodulazloni senza affatto Incrementare Il fondo. In conseguenza di tatl manovre alla
Regione Basilicata, per il periodo 1990-91-92, sono stati assegnati dal CIPE 702.591 miliardi di
cui 684.091 ai Comuni e 18.5 od
altri Enti.
le risorse compleSSivamente
assegnate o tutt'oggi alla
nostra Regione ammontano
quindi a 3.721,5 miliardi.
ULTERIORI FABBISOGNI
Gli ulteriori fabbisogni finanziari.
distinti per gruppi omogenei
possono così riossumersi:
- EDILIZIA PRIVATA
In tale settore rientrano tutti gli
interventi su Immobili di proprietà privato previsti dagli articoli 9 (demolizione e ricostruzione) 10 (riparazione) 65 (immobili
vincolati) 22 (commercio ed
artigianato in comparti) delia
legge 219/81
A fronte di un'assegnazione
complessivo di circo 2375
31
miliardi di lire risulta una esigenza totale, documentata dalla
rilevazione doti della Regione
DICEMBRE 1989, di 6,0ClQ miliardi
Circo per un fabbisogno residuo
di 3.625 miliardi
Taie doto, comunque, è suscet+
tibile di ulteriori incrementi In
considerazione della gran mole
di interventi nelle zone di Piano
di Recupero dei Comuni delle
prime due fasce di donna che
si andranno od eseguire ai sensi
dell'art 3 del D,L 48/86 convertito nello legge 119/86 per l'attuazione dello stesso strumento
urbanistico.
- OPERE PUBBLICHE COMUNALI
A fronte di una previSione Iniziale (anno 1981) di l 100 miliardi,
stimati oggi in 2.400, per le esigenze nel settore delle opere
pubbliche di competenza
comunale, sono stati assegnati
complessivamente circa 693
miliardi con un'ulteriore esigen+
za, quindi. di circa 1.707 miliardi.
- PIANI INSEDIAMENTI
PRODUmVI
L·art. 8, commi 4 e 5, della
legge 730/86 ha previsto a carico dell'art. 3 della legge 219/81
contributi per l'urbanizzazlone
(comma 4) e gli insediamenti
(comma 5) nelle aree per gli
insediamenti produttivi indivl+
duote dagli strumenti urbanistici
redatti O' sensi dell' art 28 delia
legge 219/81.
Gli oneri complessivi nei 72
Comuni delle prime due fasce
di danno della Regione che
possono utilizzare tali benefici,
sono stimabili in circa 1 400
mliardi
Poiché In tale settore si è intervenuto anche con i fondi previsti dalle leggi 64/86, 80/84, con I
fondi rinvenienti dai P.I.M. etc., il
fabbisogno do imputare alla
legge 219/81 si riduce a circa
900 miliardi da cui bisogna sottrarre i 38 stanziati dalla finanziario '90 con un fabbisogno
residuo d 862 mi lord
- ACQUISTO E RECUPERO
IMMOBILI VINCOLATI
l'orto 3 della legge 12/88 con·
sente oi Comuni di acquisire e
riparare, previo valutazione
dell'UTE ed accordo dei proprietari. immobili privati vincolati o con vincoli in corso ai sensi
dello legge 1089/39 e ricadenti
nei Piani di Recupero.
Tali oneri, comprendendo sia
l'acquisto che lo riparazione,
ammontano complessivamente a 300 miliardi.
- RECUPERO NUCLEI PROVVISORI SISMA DEL 1930
L'art 15 del D.l 474/87 convertito nello legge 12188 prevede
o corico del fondo di cui all'art.
3 dello legge 219/81 gli interventi per il recupero dei nuclei
provvisori di abitazioni realizzati
nei territori colpiti dal sisma del
1930 Le esigenze complessive
in tale settore nei sette Comuni
interessati della Regione Basilicata (ATELLA. BARILE. GINESTRA. MELFI. RAPOlLA. RIONERO IN VULTURE. RIPACANDIDA)
ammontano complessivamente a 100 miliardi a fronte di
un'assegnazione di lit. 15,5
miliardi per l'anno 1992 con un
ulteriore fabbisogno di 84,5
miliardi.
- FABBISOGNI DIVERSI
Sotto Questa voce sono state
raggruppate tutte le ulteriori
esigenze connesse con lo
legge 219/81 e riguardano in
particolare:
- Consolidamento degli abitati;
- Province per il recupero del
proprio patrimonio immobiliare;
- Comunità Montane per
l'attuazione degli articoli 18
(ediliZio rurale) e 31 (sistemazione idrogeologica) della legge
219/B1;
- IACP per il recupero del proprio patrimonio immobiliare:
- Redazione degli strumenti
urbanistici previsti dall'art 28
dello legge 219/81;
- Manutenzione insediamenti
prowlsori:
- Edilizia Ospedaliera;
- Interventi nel settore dell'ortiglonato. del turismo e del commercio (art. 22 legge 219/81) di
competenza regionale,
Le esigenze complessive nei
settori sopra riportati ammontano a circo 800 miliardi.
RIEPILOGO ESIGENZE COMPLESSIVE
- Edilizia privato
Lit.
- Acquisto immobili vincolati
- Opere pubbliche comunali
- Infrastrutturazione e insediam. produttivi
- Recupero nuclei prowisori sisma 1930
-Interventi di altri Enti diversi dai Comuni
Il fabbisogno complessivo ammonta qUindi o circa 10.500
miliardi a fronte di un'assegnazione a tutt'oggi di 3.721.5 con
un'esigenza residua di 6.778,5
miliardi.
I DATI forniti rendono ancora
più evidente lo fondatezza
dello valutazione di fondo che
Boccio ho formulato; in relazione all'emergenza terremoto,
nel contesto dello suo proposta
politico-programmat/ca: t'assegnazione di nuovi fondi si pone
quale strumento inderogabile
per concretizzare gli obiettivi fissati dallo stesso Portamento.
Atteso, infatti. che le ultime
risorse assegnate risalgono 01
1988, dovremo porre con forza,
in sede di Legge Finanziaria per
il '91. il problema dell'assegnazione di nuovi stanziamenti.
A tonto ci legittimano sia lo
capacità di impegno e di
speso che abbiamo dimostrato, sia Il giudizio della stessa
Commissione Parlamentare
d'Inchiesta.
Vigileremo, già dalla fine di
agosto, perché le legittime
aspettative del riscatto economico e sociale delle nostre
comunità non vengano disatte-
se.
32
"
"
"
•
6.000
300
2.400
900
100
Boo
CITTADINI (PCI)
Stiamo trattando oggi il proble~
ma del terremoto come la
necessità di un rilancio di questa emergenza, ritenuta fondamentale per lo sviluppo della
nostra realtà regionale. Utile è
stato il lavoro in questi anni di
amministratori e tecnici. per
dotare ed attrezzare i Comuni
dei piani di recupero, per i PIP.
per le strutture e lo sicurezza
degli abitati. È urgente rilanclare il completamento dell' opero
di ricostruzione aprendo un
contenzioso nei confronti del
Governo. se vogliamo essere
conseguenti rispetto o quello
sviluppo autopropulsivo citato
al momento della formazione
del nuovo Governo regionale.
È giusto citare lo battaglio per
l'inserimento nello finanziaria
'91. già a partire dallo fine di
ogosto, momento della predisposizione reale della stesso, ed
è normale che si richiedano
nuovi fondi per il completamento e per portare o termine
il rapporto tra emergenza e sviluppo. Sulla base di questo
impostazione è necessariO sviluppare. nelle istituzioni e nello
società, quelle solidarietà tali
che conducano o risultati positivi,
Questo per cambiare uno cultura o cui lo classe politico è
abituato, sia o livello regionale
che nell'intero Mezzogiorno e
cioè quella di r;solvere i problemi della richiesta di più fondi
senza essere facile preda di
coloro che domandano come
si spendono questi fondi
Come evitare che un governo
centralistico e con il 'vento In
poppa antimeridionolista pos~
sa utilizzare e strumentalizzare
uno classe politica che storicamente ha sperperato ed 110
intenzione di sperperare I fondi
pubblicI. senza un'impostazione
strategico e politico adeguato
al tempi? Come eVitare che si
manifestino sulla richiesto di
maggiori fondi le solite lamentele do porte del Governo? E
qui rientro dallo finestra l'assistenzialismo stanco.
È necessario sVIluppare queste
iniziative di solidanetà d conflittualità di battaglio nei confronti
del Governo per porre al Parlamento le questioni della ricostruzione nello Basilicata e nello
Campanlo sulla base delia
chiarezza. Chiarezza non c'è
stato nelle relazioni deg i Asses~
sori, nemmeno o livello politico,
nel senso che non è stato sviluppata e neppure affermata
uno volontà strategico di indrizzo politico. È uno relazione che
ho I" ambizione di riportare I dati
dell" esistente. lo relazione non
fornisce i dati di cui abbiamo
bisogno, Non è pOSSibile lanciare una sfida di ampio respiro o
'ivello nazionale e ribaltare lo
tendenza anfimendionalista
È giusta l'esigenza di dotare le
Regioni di maggiore competenza, ma rimane pur sempre
una lamentela se non si melte
mano od un'opero di cono·
scenza analitico di come SI è
utilizzato lo spesa In questi annI.
dello stato reaie del o ricostruzione riferito alle unità immobiliari pubbliche e private, 0110
stato di attuazione dei comparti. 01 flusso di entrato dei cittadi·
ni nelle abitazioni riparate, o lo
ricostruzione delle aZiende agri-
cole, agli immobili adibiti od
atflvità produttive
Non è questo il metodo per
spuntare le armi di chi oggi
cavalco l'antimeridlonalismo,
dimenticondo che ieri si sono
foraggiate ,niziatlve In direzione
di un falso sviluppo. Basti citare
lo vicenda degi insediamenti
Industriali connessi all'art 32
della legge 219. Non è questo il
metodo per evitare di impantanarsi in possibili ricotti e strumentallzzazioni che possono verificarsi, utilizzando a piacimento
deduzioni parziali della commissione di inchiesto.
Abbiamo detto e rilevato più
volte che lo Basilicata è fuori
anche do certe tendenze
emerse, od esempiO, in Campania
Do e nostre pOrti gl amministratori e i tecnici, che sono competenti. hanno portato o compimento, a volte con sacrifici,
l'opera di ricostruzione. ma è
mancato loro la funzione di
coordinamento, che spetta alla
Regione Questo, però, non
basto: dobbiamo compiere
uno sforzo propositivo di governo per dare un input alle forze
politiche e socio' per affrontare
con nuovo spirito iniziative di
nioncio duna vertenza BaSilicata PiÙ ampio ed articolato e
per spuntare i tentativi del
Governo di ridicolizzare lo
richiesto di nuovi fondI. facendo levo sulla situazione reale
della spesa e non su Quella
mpegnata
Parliamo di oculatezza della
spesa, di dati reali per chiedere
nuovi fondi, di adeguamento
sismico e di maggiore sicurella
degli edifici?
Allora si pone con forza lo Questione conoscitivo che potrà offme una ricognizione più puntuale, meno superficiale e provvisoria per fotografare più da
vicino lo questione terremoto,
Quanti conSigli comunali hanno
varato in base 0110 legge 219
33
delibere di priorità? Quali priorità hanno sto bi Ita e su quali
basi?
È necessario quantificare le esigenze reali per gli edifici pubblicl e per gli interventi di edilizia
scolastica.
È necessario conoscere. ad
esempio, Quanti progetti sono
stati approvati con lo 219 nel
settore dell'edilizia scolastica
dal 1981 ad oggi per verificarne
l'incidenza sullo situazione
generale e qual'lti progetti sono
stati esaminati dalla Commissione per l'Edilizia scolastico
A questo punto è necessario
Intrecciare il rapporto tra intervento ordinario e straordinario.
tra lo 219 e le spese ordinarie
dello Regione. della Casso
DepOSiti e Prestit presso lo
quale molt Comuni hanno
bloccato pratiche e mutUI, ad
esempio per quanto riguardo
l'adeguamento antincendio, le
barriere architettoniche ed
oltre inizJotive.
Quante cose sono state riparate e quante ricostruite? Nessuno se lo pone questo problema, nessuno fornisce dati
Altro rilievo che genero enorme
disagiO da porte dei Sindaci e
amministratori comunali è lo
famoso terza fascia. Sono
ancoro attuai le fasce? Il problema è discutere di uno legge
quadro nell'ambito della quale
inserire le emergenze, le attività
connesse 0110 sviluppo e 0110
rK;ostruzlone.
le argomentazioni contenute
nello relaZione fanno porte di
un discorso vecchio che mi
auguro si superi al più presto,
Più fondi su che base? Un
esempio: per il consolidamento
degli abitati previsto nello 219 è
mai stato fotto un'indagine
approfondita sul rapporto fra
consolidamento degli abitati e
ricostruzione? Chi ha distribuito i
fondi per il consolidamento? In
base o qual; criteri saronno
distribuiti I fondi che adesso
richiediamo a Roma? Esistono
Comuni che hanno bisogno di
fondi ordinari di consolidamento, mentre ce ne sono altri che
hanno bisogno di fondi di consolidamento connessi 01 terremoto e alla ricostruzione Bisogno inserire questi ultimi Comuni nei piani e nelle richieste per
avere forza e consenso intorno
o questa proposta,
Rispetto alla sicurezza e alla vuinerabllltà degli edifici sarebbe
necessario conoscere lo realtà
non delle perizie, ma dei comporti immobiliari sulla base di
conoscenze cartografIChe che
i Comuni possono fornire Per
avere questo nuovo Impostazione è necessario potenziare
gli Uffici. in modo particolare
l'Ufficio Ricostruzione che invece sembro molto ridimensionato rispetto 01 passato, sia per le
funzioni di assistenza agli enti
locali che per il controllo,
È Importante porsl lo domando
su che tipo di controllo. che
qualità di assistenza tecnica
l'Ufficio dello Ricostruzione
deve avere, È molto ridimensionato anche rispetto 01 fabbisogno: basti pensare che l'Ufficio
del Genio Civile per i controlli
sulla LR 40 ho una dotazione di
personale molto superiore
all'Ufficio della Ricostruzione.
Occorrono tempi certi e noi li
chiediamo su queste questioni,
per avere più forzo nel porre 01
Parlamento i problemi riguardanti lo Basilicata,
Si propone, a tal proposito, che
si lavori per uno Conferenza
indetto dal Consiglio Regionale
sullo ricostruzione dieci anni
dopo, do tenersi entro il mese
di Novembre e prima che lo
Commissione di Inchiesto chiudo i suoi lavori. la Regione Basilicata deve assumere una posizione sull'uso degli interessi e
l'utilizzazione del 20% per le
opere pubbliche per i sessanta
Comuni nell' ambito della terza
fascia Non si può parlare di
edilizia scolastico, dell'impegno
di risana mento del patrimonio
pubblico se non si permette ai
Comuni di mettere mano a
questo percentuale nell'ambito
delle spese della 219
Nella finanziario è necessario
porre, quindi. problemi di priorità che sono necessarie per
l'urbanizzazione dei PIP e l'insediamento delle aziende dei PIP,
se vogliamo un intervento autopropulsivo, L'intervento è finalizzato alle prime due fasce. quelle dell' art. 8 sui PIP, e occorre
pertanto un'opera programmatoria da porte dello Regione sui
flussi finanziari ordinari e straordinari diversi (64. legge 80,
legge 22, etc,) perchè ci sono
dei Comuni della primo e
seconda fascio che possono
utilizzare quei fondi richiesti e
presenti nello relazione, mentre
tutti gli altri sarebbero esclusi
Per il terremoto del 5 maggio
monco un Piano di emergenza,
lo Prefettura si permette addirittura di suggerire i fondi di cui si
ho bisogno,
Credo che sia stato un errore
dividere il dibattito sui due terremoti perché è necessario inglobare il tutto in una legge quadro, in un Piano generale,
anche perché lo storia ci ho
insegnato, come per il terremoto di Maratea, che non bisogno
separare il fotto singolo dal
contesto più generale.
PITTELLA (PSI)
Devo dare otto agli Assessori
Agostiano e Comodo per aver
presentato comunicazioni
improntate alla concretezza
senza inutili disquisizioni Ma
alcuni problemi si pongono,
come quello relativo all'istituto
dello diffido, istituto contemplato dal decreto 48 deU'86 convertito nello legge 119 dell'86
che si riferisce ai Piani di recupero dei Comuni classificati
danneggiati, quelli dello terza
34
fascio Per questi Comuni tale
istituto può costituire una procedura addirittura indispensabile per dore slancio 011' ottuazio~
ne di interventi di riparazione,
conservazione e di adeguamento sismico.
Lo diffido del Consiglio Comunale ad eseguire i lavori è non
solo potere sostitutivo, ma deve
essere visto anche come formo
di programmazione, oltre che
come maniera di assicurare un
accettabile grado di vivibilità,
anche ai fini dello sicurezza
sismica, alle popolazioni residenti nel centri storici dello
nostro Regione. Per questo problema della diffido occorre utilizzare oggi il canale legislativo
dello legge 219, ma anche
eventuali nuovi strumenti legislativi come, ci auguriamo, lo
legge che dovrà riguardare il
sisma del 5 maggio del '90 sul
quale ci riferirà il Presidente
dello Regione.
l'altro problema che voglio sollevare è quello che si riferisce
alle costruzioni abusive danneggiate dal terremoto che
hanno conseguito lo sanatorio
o norma della legge sul condono edilizio, Occorre precisare
che si trotto di abusivismo minore, come ho detto anche r Ass
Agostiano, Bisogno riconoscere
che il problema è stato posto
anche in sede di emanazione
di prowedimenti urgenti.
Purtroppo essi non hanno avuto
lo necessaria conversione in
legge e quindi il problema non
trova oç;gi uno soluzione adeguato. E opportuno che si facciona proposte concrete 01
Parlamento per uno definitiva
soluzJone di questo problema
Dopo nove anni dallo emanaZione dello 219. ancora non si è
disciplinato lo misuro e lo procedura per le corresponsioni
degli interessi sui mutui contratti
per lo ricostruzione di immobili
di superfici superiori ai 110 metri
quadrati e per le cosiddette
seconde case,
Anche in presenza di disposizioni di legge, il problema è ancora insoluto, Un'altra questione si
riferisce al settore delle attività
produttive che purtroppo non
ha potuto beneficiare delle
prowidenze previste dalle varie
leggi emanate dall'Bl in poi
per lo ricostruzione del settore
artigiano e commerciale,
Sarebbe opportuno, quindi,
come nel settore delle industrie,
proporre una riapertura dei termini a favore degli artigiani e
commercianti per lo presentazione di domande di ripristino
sia di locali che di attrezzature
danneggiate e distrutte.
L'altro problema insoluto è
quello relativo alla riparazione e
ricostruzione di immobili di proprietà di altri Enti o di Enti moralI, problema più volte sollevato.
Occorre dare una soluzione,
anche se subito dopo l'emanazione della 219 una deliberazione del Consiglio stabilì lo priorità
degli interventi nel settore pubblico a favore delle opere di
edilizia scolastica
Gli enti preposti hanno dato
attuazione a tale deliberazione.
ma nella maggior parte dei
casi si sono limitati a riparare i
danni subiti più che ad assicurare un effettivo adeguamento
sismico,
D'altra parte lo carenza di questo punto l'abbiamo riscontrata
in occasione del sisma del 5
maggio '90.
Analogo discorso può essere
fatto per strutture di altra natura, come quelle ospedaliere.
Altro problema è quello di
reperire e adottare tutti i provvedimenti necessari per il finanziamento della legge 37 dell'Bl
e disposizioni successive, almeno per lo parte relativa alla
riparazione e ricostruzione delle
strutture fondiarie danneggiate
dal sisma.
Infine, vorrei suggerire, anche in
relazione agli opifici Industriali
nella zona del cratere, l'utilizzo
del personale regionale per il
controllo, oltre che delle costruzioni private. anche per le
aziende allocate nelle aree
predisposte ai sensi della legge
219, affinché le stesse rispettino
gli impegni occupazionali
assunti al momento del loro
finanziamento. Ne abbiamo
discusso altre volte nella scorsa
legislatura; alcune cose abbiamo cercato di farle, ma ci
sarebbe molto altro da dire
sull'art. n. 21 e n 32. sui terremoti dell'BO e '90, su quello di
Maratea e del Lagonegrese.
dove ci sono ancora cittadini
che devono recuperare le loro
abitazioni e non hanno avuto
ristoro finanziarlo.
FIERRO (DC)
Il fatto che lo vertenza terremoto ritorni come emergenza al
centro delle relazioni istituzionali
e politiche è un aspetto serio
che va affrontato, non solo per
rendicontare cifre che pure
sono considerevoli. ma anche
per evidenziare sentimenti e
proposte che rappresentano lo
spessore ideale e organizzativo
di chi, vivendo questa tragedia
in periodi importanti della
nostra storia, non può sottostare
al rischio di vedere fallire una
questione di quasi 7.000 miliardi
relativi alle situazioni risolte del
terremoto '80 e che a questa
Assemblea paiono una cosa
secondaria.
La relazione dell' Ass. Agostiano.
che parla a nome della Giunta,
se ci precisa le disposizioni legislative emanate e resesi compiesse in fase attuativa e le
somme spese ed occorrenti per
lo chiusura della ricostruzione,
non delinea, e lo dico con sfumature costruttive, una attenta
strategia da attuare al fine di
valorizzare le funzioni della
Regione. Quest'ultima appare
una struttura mortificata dalle
35
disposizioni legislative. in quanto
non ha avuto funzioni di coordinamento Secondo me non è
così, anche per valorizzare le
funzioni degli Enti locali. nel
caso specifico dei Comuni che,
nonostante il buon lavoro svolto
con i piani di recupero, si trovano in grande difficoltà per Il
mancato accreditamento dei
fondi rinvenienti dalla legge 219
e di quelli ordinari rinvenienti ad
esempio dal bilancio regionale,
e cito l'edilizia scolastica.
Facciamo in modo che si delineino chiaramente le situazioni
relative al terremoto deil'BO.
Dalla relazione questo aspetto
contabile emerge chiaro, e
credo di interpretare il pensiero
del Presidente Boccia, quando
tenta di azzerare le questioni
sospese e relative al 1980 per
aprire un nuovo quadro di riferimento con il terremoto del
1990.
Dal punto di vista tecnico le
esperienze dei due fenomeni
sismici hanno dimostrato che in
occasione del terremoto del
1980 abbiamo registrato soltanto situazioni localizzate di danneggiamento di strutture in
cemento armato, dovute essenzialmente a geometrie e distribuzioni di masse scarsamente conformi ai criteri di antisismicitò
Gli interventi di rafforzamento
operati nella circostanza hanno
fornito ottime prestazioni
nell'ultimo episodio sismico. In
particolare è stato riscontrato
un perfetto comportamento
anche delle tramezzature precedentemente ancorate alle
estremità superiori con l'applicazione di angolare in ferro.
Il ripristino delle condizioni di
integrità strutturale degli edifici
scolastici. esistenti prima del 5
maggio, richiederà interventi di
difesa e di ammassamento
delle componenti secondarie
dei laterizi che hanno subito i
normali danneggiamenti pro-
dotti dalle deformazioni delle
strutture principali.
Gli aspetti tecnici dell'edilizia
scolastica sono due. quello statico e quello della evacuazione, A questi vanno aggiunti
quelli di livello secondario che
sono oggetto di normativa
della legge n. 818 dell'84.
È necessario sottolineare che
mentre lo sicurezza statico degli
edifici scolastici è legata alla
capacità esclusiva di resistenza
delle strutture aile sollecitazioni
dinamiche prodotte dal terremoto, in quella della evacuazione interviene invece in modo
considerevole lo componente
umana
degli
occupanti,
l'aumento della popolazione
scolastica ha determinato progressivamente interventi di trasformazione, ed è questo il problema principale che dobbiamo affrontare dopo il 5
maggio, in quanto molti edifici
sono stati adattati e il quadro di
riferimento si è reso notevolmente complesso, Sotto questo
aspetto, in particolare, si deve
lamentare lo scarsa rispondenza delle normative sull'edilizia
scolastica che oltre ad essere
ferme al '75 non forniscono precise indicazioni sulle zone ad
alto rischio sismico.
Un altro aspetto che va ripreso,
e sul quale occorre riflettere, è
che l'edilizia scolastica nella
nostra Regione si sta uniformando alla logica dello sviluppo
verticale, condizionato da fatti
economici e problemi di spazio.
Tali scelte oggi scontano i contrasti di una mancata aderenza
degli edifici scolastici alle
nuove direttive sulle costruzioni
nelle zone sismiche. La tipologia
multipiano nelle scuole, cosa
che bisogna evitare, spesso si
accompagna poi all'insufficienza verticaie dei coliegamenti
interni ed esterni e ad una ridistribuzione orizzontale.
Inoltre, vi è lo questione legislativa, che consente alla Regio-
ne, dopo l'avvenuto riparto
delle risorse, di essere soggetto
attivo della programmazione
dei piani annuali, in relazione ai
fabbisogni individuati nel settore dell'edilizia scolastica,
approvandone i relativi progetti.
Tutto questo è previsto dalla
normativa che rientra nella
legge n 412 del '75 e nei successivi provvedimenti legislativi,
il n. 488 dell'86 e il n. 464 dell'88.
Quest' ultimo dispone misure
urgenti in materia di edilizia scolastica e all'art. n. 4 stabilisce
che entro 60 gg, lo Cassa
Depositi e Prestiti provvederà
alla concessione dei mutui sulla
base della richiesta e della delibera di approvazione dei progetti la normativa consente
anche l'utilizzo di quote di
finanziamento per l'adeguamento degli edifici scolastici
alle prescrizioni di sicurezza e
igiene, alla eliminazione di edifici impropri e alla eliminazione
dei doppi turni.
Queste cose, nel corso di questi
anni, le abbiamo forse sottovalutate, Bisogna dividere lo parte
straordinaria da quella ordinaria, evitiamo che si faccia una
grande confusione, sono aspetti distinti che prevedono competenze e risorse completamente diverse. Le competenze
sono ampie e spetta alla Regione svolgere un coordinamento
adeguato dal punto di vista
tecnico ed economico, per fornire risposte adeguate ai diversi
indirizzi: l'adeguamento alle
norme previste in materia
antinfortunistica; lo costruzione
di strutture idonee o l'individuazione di strutture altrettanto idonee o prefabbricati per ospitare le scuole inagibili. lo ristrutturazione di quegli stabili
particolarmente danneggiati
dal sisma del 5 maggio '90. Se
avessimo fatto queste cose,
oggi all'interno delle scuole lo
situazione sarebbe completa-
36
mente diverso.
Davanti alla complessità di simili
interventi che richiedono fondi
e tempi adeguati, anche in riferimento alle tragiche esperienze del terremoto '80, del marzo
'83 e quello del '90, lo Regione
deve essere in grado di rendere
ordinario ciò che è definito
straordinario,
La Basilicata è soggetto o
rischio grave, viviamo in uno
condizione permanente di disagio, organizziamoci come si
conviene, utilizzando in modo
ottimo le i mezzi, il personale ed i
provvedimenti che pure ci
sono Facciamo sì che i fondi
ordinari o ritenuti tali vengano
utilizzati nel modo migliore,
Dal punto di vista politico le
strade do seguire sono obbligatorie, nel senso che lo Stato,
verso cui occorre farsi sentire
con maggiore convinzione, deve fare il proprio dovere, come
pure davanti ad una finanza
che o livello nazionale come a
livello locale segna ormai il
passo, le Autonomie locali, ed
in primo luogo lo Regione, devono programmare gli interventi .previsti dalla legge sul diritto
allo studio e quelli realizza bili in
tempi medio lunghi previsti
dalle leggi regionali e nazionali
sull' edilizia scolastico.
È giusto che le Autonomie locali
facciano sentire lo proprio
voce verso un Governo che
quando deve intervenire per il
Sud indugia, e a tal riguardo
invita lo Giunta a promuovere.
primo dell'arrivo della stagione
autunnale, uno gronde mobilitazione regionale capace di
proiettore sui tavoli romani le
emergenze più significative
della Basilicata.
Per quanto attiene al terremoto, credo che le risposte da
offrire alle popolazioni riguardino alcune materie:
l) lo risoluzione del congelamento degli interessi maturati e
voluti dallo Stato sui fondi
accreditati ex legge 219 - é un
congelamento di oltre 10 m liardi che non sono stati distribUiti
al Comuni2) lo disparità di trattamento
esistente a livello legislativo tra
le Regioni del Sud e quelle del
Nord, e mi riferisco alla proroga,
ai sensi dell'art. 22 dello legge
219. riguardante il contributo
alle aziende artigiane che lo
Regione Friuli ho ottenuto fino
013112.1991 mentre lo Basilicata non può risolvere il problema.
Altro aspetto è l'erogazione da
parte dello Stato. per il completamento dei danni subiti dall'edilizia privato. 3500 miliardi
Per l'edilizia pubblica occorrono quasi l 800 miliardi ed ha
fotto bene lo Commissione
d'Inchiesta ad esprimere perplessità sulla disinvoltura con cui
le amministrazioni comunali si
sono preoccupate primo di
tutto di Intervenire sulle strutture
pubbliche di propria competenza e poi su quelle private Va
anche ripreso l'iniziativa per
favorire il recupero degli immobili di culto e di interesse storicoartistico che condizionano lo
funzione e lo fruizione dei servizi
dei centri storici dei nostri
Comuni. A tal riguardo. visto
che nel prossimo anno è prevista lo visita del Sonto Padre In
Basilicata, sollecito un dibattito
sul tema delle Chiese, al fine di
definire modi e tempi per aprire
una risposta adeguata od un
problema tanto awertito dalla
nostra comunità lucana.
SIMONEnI (PCI)
Stiamo affrontando lo questione dello ricostruzione, abbiamo
ascoltato i doti dell'Assessore
ed il puntuale intervento di altri,
ma manca un consuntivo della
ricostruzione. Fino a questo
momento
Comuni hanno
impegnato il 64% delle risorse
finanziarie riferite alla ricostruzio-
ne privata, mentre per r edilizio
pubblica solo il 21% Su questo
bisogna intervenire per capire
le ragioni della mancata spesa
dei fondi già assegnati,
Sul terreno dell'industria siamo
di fronte ad una spesa complessiva di 5.500 miliardi a regime, compresa lo parte riferito
0110 120, SOno stati spesi In BaSilicata 2200 miliardi. o regime
saranno spesi 1,5(X) mliardi solo
per le strade MI dicono che
nelle settimane scorse è Iniziata
io costruzione della strada IscaPantanella-Polla che aveva un
costo iniziale intorno ai 100
miliardI. uno cifro che andrà
moltiplicata per 5
Quella strada
ho voluta
l'impresa Plzzorotti lo Giunto
deve intervenire perché non è
possibile iniziare una simile
opera senza lo definizione progettuale esecutivo ed il costo.
Millecinquecento miliardi per le
strade Significa che su 5.500
miliardi indirizzati all'Industrio
manifatturiera dagli art 21 e 32
solamente Il 35% verrà destinato od essa. Siamo di fronte ad
un imbroglio. non trattiamo attività manifatturiera, ma opere
pubbliche che non hanno nulla
o che vedere con quell'indust(la. siamo ancora in tempo
per un'inversione di tendenza.
C'è un altro elemento: le carte
dello Commissione di Inchiesta
e soprattutto quelle riferite 01
rapporto Anas-Ministero. L'altro
giorno, od Isca Pantanella, le
Amministrazioni d Sant'Angelo
le Frotte e di Ruvo del Monte ci
chiedevano perché non Si
aprono le strade. C è un contenzioso tra Anas e Struttura
speciale non sulla gestione
delle strade, ma sulla qualità e
sulle attrezzature delle stesse.
L'Anas ha inviato alla Struttura
speciale un carteggio dal
quale risulta che le strade non
sono attrezzate secondo le
norme vigenti.
Se lo Giunta non interviene vuoi
37
dire che coprirà In maniera colpevole le operazioni speculative Cinquemila cinquecento
miiordi o regime. Fino ad ora
sono state assunte 2.200 unità
delle quali 300 preesistenti 01
sisma, 250 sono tra cassa integrazione ed aziende già fallite,
Oro si pone un problema di
fronte 0110 vicenda degli artt. 32
e 21 assistiamo 0110 dichiaraZIOne di COlpevolezza politica
dello struttura statale e della
Regione? Possiamo anche
farlo, cl sarò il verdetto della
Commissione d'Inchiesto che
dirà chi ho sbagliato, chi ha
commesso gli errori, chi ha
lucrato, chi ho rubato. Però, nel
frattempo, l'obiettivo occupazionale viene rincorso, l'obiettivo produttivo non viene raggiunto e pagano i lavoratori ed
il sistema delle imprese, È possibile, nell'ambito della discussione in corso con lo Commissione
di inchiesta. dei rapporti con il
Governo, delle dichiarazioni
programmatiche dello Giunta,
organizzare un intervento che
ci metta nelle condizioni di salvare il salva bile per quanto
concerne gli arti, 21 e 32? Questo è il quesito che si devono
porre Consiglio e Giunto
Siamo di fronte od Investimenti
;ndustrlali che per ogni singolo
aZienda, con lo legge 120, si
aggirano attorno ai 50 miliardi,
All'inizio eravamo nell'ordine
dei 10-12 miliardi
la primo operazione do fare è
venficare con lo strutturo delegato. e cioè con il Ministero per
il Mezzogiorno, prima che inizino i lavori o l'erogazione dei
contributi dello 120, lo congruità e lo serietò delle compagini societarie e delle strutture
produttive che si candidano
Secondo questione' le aree
industriali costano oggi o livello
di gestione 15 miliardi al 'anno,
che è pari al dOPPIO del vaiore
aggiunto del fatturato complessivo di tutte le aZiende Chi
si accollera questo speso con
uno gestione tipo Castolia? Le
Asi e quindi lo Regione un' altro
volto? Bisogno discutere adesso con il Governo e lo strutturo
speciale le modalità ed i conte~
nuti dello ristrufturazione dello
gestione delle aree terremotate
primo che sia troppo tordi. Un
obiettivo ambizioso, ma non
possiamo assistere ai fatto che
un' azienda paghi per lo sola
attività di assistenza cifre colossali.
Terzo punto. le aziende in sofferenzo. Sono state revocate 25
aziende, alcune sono fallite e
chiuse. alcune sparite. alcune
in mano a personaggi come
Pirovano. Si parla di quest'ultimo come impegnato nello
Castelruggiano. ma non si sa
che è anche impegnato in
Basilicata con il Gruppo Marzotto e con lo Mim, il che equivale
a 75 miliardi di finanziamento.
Lo Giunto ho intenzioni di
lasciar correre? Ho giò detto 01
Presidente dello Giunto che
uno degli artefici dell' operazione Costelruggiano purtroppo è
il rappresentante dello Regione
Basilicata nell'ambito della
Commissione Consultivo, La
Giunto Azzarà ha segnqlato un
professionista esperto. Rufo, il
quale non ho doto canto alcuno alla Regione delle sue operazioni nell' ambito della Com·
missione Consultiva. tant'è che
poi è diventato il protagonista
dell' operazione Castelruggia-
no
A questo punto della vicenda
spero che il Presidente della
GiUnto avrà già revocato lo
delibero con cui segnalavo 0110
Strutturo speciale il nome di
Ruta
Sullo vicenda Merzotto e Mim
aspettiamo che si completi il
disastro? L'idea dell'Ass. Martiello era di prendere lo dote
dell'art, 21 relativo 01 Gruppo
Marzotto. cercare uno compo~
sizione societaria adotto e spo-
stare lo dote per poter recuperare i 220 operai dello Marzotto
Lo pratico è finito in mano o
Pirovano; il consulente intrallazzotore degli anni '90 del Nord
che si sposta nel Sud, Incrocio
le sue azioni con altri consulenti.
ho contatti diretti con lo Strutturo speciale. manovro, acquisisce progettazioni e ce lo siamo
ritrovato nel Gruppo Marzotfo.
Adesso coso deve fare l'Assessore alle Attività Produttive? Qui
sono in discussione 70 miliardi e
220 posti di lavoro. Credo che
su questo questione lo Giunto
debba immediatamente prendere contatti con lo Struttura
speciale e fare il punto della
situazione sulle aziende Mi
rendo conto che fare certe
affermazioni possa far correre
qualche rischio, ma allo stato
degli atti il rischio va corso.
Dietro 01 consulente Pirovano,
che aveva uno società con un
capitole sociale iniziale di 900
mila lire ed ho progettato per
circa 150 miliardi. è venuto in
Basilicata anche rimpresa Quaranta. che secondo i dati della
Commissione d'Inchiesta è
un'impresa
camorristica.
L'impresa Quaranta ha appaltato delle strutture fisse in
cemento armato a Tito. strutture in grado di essere realizzate
anche da imprese locali.
Secondo uno considerazione
emersa negri ambienti imprenditoriali queste imprese fanno
una sovraffatturazione di circa il
30%.
In conclusione, quando si pona
di tutela degli interessi locali.
dello tutela effettiva delle
imprese, bisogna tagliar corto.
quindi revocare Ruta, chiedere
immediatamente un incontro
alla Strutturo speciale. verificare
lo situazione dello Memofil e
delle altre aziende dell'art, 32,
Questo perché ci sono aziende
come l'Edisud che hanno un
contributo di 13 miliardi. prendendo lo prima trance del 70%
38
all'otto della consegna del
suolo, poi chiede ed ottiene un
adeguamento perché c' è uno
modifico dell'apparato produttivo rispetto 01 mercato e si
prende un altro stato di avanzamento senza aprire lo stabilimento, porta le unità occupazionali do 180 o 280. con un
contributo a regime di 25 miliardi Sono trascorsi dieci mesi e
non ha assunto nessuno. Per
quanto riguardo lo parte di
competenza dello Regione,
rimando all'ordinanza del lO
luglio '84 che all'art. 3 recita: "È
demandata al Presidente delle
Regioni Basilicata e Campania
l' attività ispettiva sulle modalità,
tempi di realizzazione ed insedio menti industriali e delle
opere infrastrutturali Zamberletti si è cautelato istituendo
l'alto vigilanza e demandando
allo Regione Basilicata il compi·
to ispettivo La Giunta ha nominato un gruppo di lavoro che
però non ha lavorato. Secondo
Boccio. l'Assessorato alle Attivitò Produttive ho segnalato
delle situazioni, ma non ha
detto alla Struttura speciale le
cose che le Aziende non hanno
fatto e che avrebbero dovuto
fare. In nessuna parte del
mondo si sono spesi sei mila
miliardi in un'areo. e ci permettiamo il lusso di fare uno strada
che si chioma Isca PantanellaPolla che non sappiamo quanto costerà o regime.
Quando il Presidente Bianco
parlo di azione imprenditoriale
e richiede una forte tensione
sullo questione dello tutela
effettivo dell'intrapresa del
mercato, di che cosa parlia·
ma? Questa vicenda va chiuso
recuperando il rapporto con le
organizzazioni imprenditoriali e
sindacali. chiamandole al confronto sulla questione. perché
c'è una tendenza a defilarsi. Ho
visto che le organizzazioni sindacali Inviano dossier 01 centro,
lo Confindustria si lamenta che
non ottiene gli stanziamenti per
l'adeguamento Isfat. ma non
mette in otto Iniziative tese o
cOinvolgere le organizzazioni
temtonali per cercare d risolvere il problema
Su Barvano c'è un problema
Azzarò è stato ascoltato nei
Q10rnl scorsi ed ho detto che su
questa vicenda non sapevo
nullo Non ha fotto uno bella
figuro perché lo sua testimonianza è piena di 'non so· e
'non ricordo' Chi ho spostato
l'areo industriale dallo suo loca~
lizzazlone che questo Consiglio
ho deciso o fianco dello strada
Potenza-svincolo autostrada
per ReggiO Calabria? Lo deli~
bera del Consiglio è chiarissimo
il Consigilo Regionale decise
che l'areo di Balvano venisse
localizzata nell'areo adiacente
0110 svincolo di Balvano. Su
questo punto dobbiamo far
luce perché l'operazione ho
comportato una speso di circa
160 miliardi per "estrazione di
tre milioni di metri cubi di roc~
cio, per Il riutlllzZQ o volle del
materiale asportato, per lo
costruzione di una strada per
arrivare ad 850 metri. Allora,
Presidente Boccio, lei che ha
ereditato queste cose per linee
trasversali, dovrebbe accertare
qualche responsabilitò.
AGOSTIANO
replico
Ho ascoltato alcune critiche
alla relazione. lo Giunto non
poteva venire o relazionare su
20 anni di aMivltò regionale.
Abbiamo discusso del rapporto
tra intervento ordinario e straor~
dinario e penso sia vecchio lo
tesi di puntare ai fondi ordinari.
la relazione è un insieme di
dotI, ma non avete in Consiglio
Regionale stabilito I crtterl della
ripartoone dei fondi del CIPE?
La relazione dò I risultati di quella ripartizione. 11 Consiglio Regionale, una volta stabiliti I criteri,
ha l'obbligo di accertare se
siano stati rispettati. Si è discusso dei compiti di coord namento. A tale proposito dobbiamo
metterei d'accordo sul significato del termine coord.namento: se esso, cioè, deve ledere o
meno l'autonomia dei Comuni.
quindi l'autorità dei Sindacl nei
Comuni. la Regione deve eser·
citare poteri sostitutivi, poteri
non previsti dallo legge
, problemi sono tutti contenuti
nella relazione. Gli altri, sollevati
da Fierro, l'edIlizia scolastico ed
i fondi ordinari. devono essere
approfonditi dal Consiglio
Regionale nel momento in cui si
discuterò del bilancio.
Da porte di Cittadini è venuto
lo richiesta di un'indagine
conoscitiva e di uno Conferen~
za. Per quanto riguarda l'indagine conoscitiva, ho dei documenti dai quali risultano, per
ciascun Comune, il numero
delle pratiche, di quelle esamInate, di quelle accettate, i
fondi dati, gli importi, i lavori
realizzati, i lavori ultimati. Si trotta di uno studio statistico che
metto a disposizione dei Consiglieri.
Per quanto concerne lo richiesta di una Conferenza, possiamo organizzarla per approfondire le questioni sollevate nella
relazione, soprattutto rispetto
alle ordinanze, alle varie leggi.
ai termini. 011' ampliamento del
bisogni, per cercare di coordinare le varie disposizioni In
modo do accelerare le proce·
dure ed evitare ritardi.
AI Consigliere Slffionetti, il quale
ci ha fornito utili informazioni,
vorrei dire che non potevo parlare di tutto e del contrario di
tutto. Sarei stato poco rispettoso verso I Consiglieri più anziani
che hanno vissuto tutti I problemi della passata legislatura In
futuro ci sarà modo di confrontarci su problemi più specifici.
Mi auguro Infatti di poter discu·
tere di argomenti precisI e non
39
continuare a parlare dei bisogni della nostra popolazione e
di discutere poi del Vietnam e
di altro.
BOCCIA
(PRESIDENTE GIUNTA REGIONALE)
COMUNICAZIONE
SUL TERREMOTO DEL '90
Abbiamo volentieri accolto lo
richiesta che ci è venuta dalle
opposizioni di fornire un'informazione sull'andamento dei
lavori dello Giunto in relazione
alle emergenze.
Per quanto riguardo il terremoto del '90, le Ordinanze del
Ministro e le circolari sono state
completate rr 15 giugno, ancora il 21 giugno e poi. finalmente,
il 25 giugno si è potuto avere il
Decreto del Presidente della
Regione che awiava le attività
accertative. Decreto che è
stato reso esecutivo il 5 luglio e
che, avendo visto lo rinuncia di
numerosi tecnici a far parte
delle Commissioni, praticamente 73 tecnici. si è protratto fino
0130 luglio, data nella quale ho
potuto firmare il Decreto di
composizione delle Commissioni
Ho avuto un incontro con il
Ministro Lottanzio e quindi riferisco al Consiglio sulla base di
uno verifico di fatto e di uno
nuovo ordinanza che il Ministro
si è Impegnato od emanare.
le Commissioni inizieranno do
domani. nei 23 Comuni indicati
come fascio del cratere, lo rilevazione speditiva o tappeto.
Il 16, Il 18 e il 26 di giugno il
Gruppo nazionale difesa dai
terremoti, coadiuvato dal Presidente dello Commissione Centrale di Coordinamento. ha
tenuto degli incontri e circa 5CX)
tecnici hanno ottenuto le informazioni necessarie per compilare uno schedo abbastanza
complesso.
Sappiamo di diventare, per
qualche verso, un'area pilota
perché questa rllevazione a
tappeto consentirà di avere,
fabbricato per fabbricato, storia. situazioni, realtà di oggi e
anche un quadro generale di
riferimento in ordine 01 comparto urbano, Quindi. tut1a l'areo
del cratere dei 23 Comuni farà
parte, attraverso una speciale
elaborazione meccanografica,
di uno studio piloto che il Gruppo nazionale difesa dai terremoti e lo Protezione Civile
hanno voluto adottare, individuando quest'area come un
laboratorio. Si apre dunque uno
prospettiva nuovo di gestione
del fenomeni sismici almeno
nell'areo di questi 23 Comuni.
le Commissioni lavoreranno
fino 01 10 ottobre. Il 20 ot1obre
lo Giunto regionale dovrà trasmettere, sullo base del parere
dello Commissione Centrale
che è stato istitUito, 01 Ministro
lottanzio il rilevamento compieta dei doti. Gli altri 21 Comuni
che sono stati individuati nello
cosiddetta seconda fascio,
dovranno inviare entro il 20 di
agosto alla Regione una relazione di accertamento del
danno in relazione all'indivlduazione degli edifici che ritengono danneggiati.
I Comuni della terzo fascio,
entro il 20 di agosto, dovranno
trasmettere 0110 Regione una
relazione motivata di accertamento del danno per singoli
casi che l cittadini vorranno
segnalare Qui vale lo regolo
per cui se il danno non esiste il
cittadino paga lo parcella 0110
Commissione. Dunque, per il 20
di agosto saremo in condizione
di overe do porte dei Sindaci il
rilevamento generale delle
ozioni che le Commissioni devono svolgere. Scatterà anche
per gli altri Comuni. oltre che
per I primi 23, l'indagine sugli
edifici per i quali i danni sono
stati segnalati,
Sono state insedlate 224 Com~
missioni. ciascuno composto do
due tecnici: 448 persone per le
quali il Ministro ho inteso fissare
un rimborso spese di 2 milioni e
144 mila lire per elaborare 120
schede entro il 10 di ottobre,
Questo è il compito che é stato
affidato allo Regione in relazione al terremoto del 5 maggio
'90, Con il Ministro abbiamo
anche affrontato alcuni problemi che impedivano di ovviare
l'attività di rilevazione. In particolare, l'impegno riguardo il
ruolo degli uffici tecnici comunali. chiomati o svolgere un
lavoro aggiuntivo e fuori dai
loro compiti. in relazione 0110
messo o disposizione di cartografie e datI, e uno serie di iniziative di supporto allo Commissione Abbiamo chiesto 01 Ministro un supporto o questo
lavoro degli uffici tecnici.
Avevamo anche il problema
relativo aU'incarico che il Ministro dello Protezione Civile ho
affidato 0110 Regione del caricamento dei dati e della loro
elaborazione e trasporto su
schede magnetiche, perché
possono essere letti, rielaborati
e riutilizzati dal Centro Nazionale della Protezione Civile in
chiave meccanografica. Devo
dire con grande soddisfazione
che, a fronte di uno speso presumibile di 200 milionI. i dipendenti del CEO dello Regione
Basilicata si sono ossunti il compito di svolgere questo lavoro. È
uno testimonianza non solo
dello volontà dei nostri dipen~
denti. ma anche dello capa~
cità che abbiamo di elaborare
schede di elevato qualità,
Questi i termini che dovrebbero
essere compresi in questo nuovo Ordinanza e questi i tempi
che abbiamo indicato con uno
circolare che Il Coordinatore
dello Commissione Regionale
ho evidenziato in questi giorni
alle Commissioni ed ai Sindaci.
C'è un problema relativo 0110
40
primo emergenza di cui si
occupo il Ministero degli InternI.
Il Ministro lattanzio ho già
disposto uno serle di accertamenti o tappeto perché é suo
convinzione che nella primo
fase del terremoto non siano
avvenuti gli sgomberi proprio in
rispondenza di esigenze immediate, ma se ne siano fotti alcuni di cui non c'ero bisogno.
Quindi disporrà alcune ispezioni
per caricare le spese o coloro
che hanno agito con leggerezza. Abbiamo chiesto 15 miliardi
per lo primo emergenza, ma
da questo punto di visto il Ministro dello Protezione Civile rinvio
od un disegno di legge che
dovrà essere adottato per torvi
fronte. Intanto insiste molto sul
fotto che si vodo ad un controllo di tutte le spese.
lo questione più scottante e
preoccupante è quello delle
scuole, perché dopo il rilevamento effettuato tramite
un'azione coordinata delle Prefetture, incaricate dal Ministro
dell'Interno e della Protezione
Civile con ii supporto del Provveditorato, Vigili del Fuoco e
Uffici Tecnici ComunalI. si è
giunti ad uno relazione che
stimo Il danno in 60 miliardi. Di
questi. 42 in Provincia di Potenza e 18 in Provincia di Matera, e
si ricalco un po' l'ordinanza 80,
cioè danni di immediato ripristino per consentire il rientro o
scuola degli studenti.
In relazione a questa primo
fascio dei problemi, il Ministro
dello Protezione Civile ha
comunicato di non avere fondi
necessari per far fronte o queste esigenze. neanche per
l'emergenza.
A questo punto ho chiesto un
incontro coi Ministri del Bilancio,
Tesoro e Pubblica Istruzione ed
ho informato tutti i parlamentari
lucanl. perché è necessario
un'azione coordinato per reperire questi fondi in breve tempo,
Sono stati poi indicati anche gli
importi, 180 e 110 miliardi, per
quanto riguarda lo resa antisismica dei fabbricati e le esigenze scolastiche ed I bisogni scaturiti dal due terremoti. Per questo il Ministro Lottanzio rinvia alla
legge per lo quale lo stessa
Regione Basilicata ha fatto
delle proposte. Ce n'è una
all' attenzione del Presidente
del Consiglio dei Ministri elaborato dal Ministro dello Protezione Civile e si farà ogni tentativo. questa è l'assicurazione
avuto, per Includere nel primo
stanziomenta. l'edilizio scolastico nello finanziario del '91. Do
qUI I tempi ristretti per il rilevamento del donna. lo doto è il
20 ottobre.
La mia preoccupazione non è
tanto riferito o questo complesso di azioni e danni. quanto a 5
scuole che sono state dichiarate assolutamente Lnagibili. 2
elementari e 3 medie, per le
quali le stesse relazk>ni dei Prefetti, supporta te do relaZioni
tecniche. dichiarano che c'è
una inagibilità oggettivo alla
ripreso del!' anno scolastico e
che le scuole sono inutilizzabili,
Di fronte a questa situazione il
Ministro ha chiesto ai Proweditorati agli studi di trovare soluzioni alternative Ho formulato
una richiesta di prefabbricati.
non vi è disponibilità In questo
momento dello ProteZione Civile: col Ministero degli Interni
stiamo cercando soluzioni alternative per queste scuole C'è
uno situazione difficiie a Potenza in reiazlone a 22 scuole allocate in edifici privati Per essi
nascono anche problemi di
diritto. in relazione al ripristino
delle stesse aule. Comunque si
trotto di interventi di r,porazione
e potrebbero comunque essere
fatti attraverso l'iniziativa del
Comune, mentre più grave è lo
situazione del liceo classico e
dell'istituto magistrale. Una
ridda di voci determina anche
panico per genitori e studenti. Il
Ministro Lottanzio, in una relazione su questi istituti, mi ha assicurato che nei prossimi giorni
uno Commissione del Gruppo
NOZlono e di difesa dal terremoto. guidato dal Presidente e da
professori della nostro slessa
università, farà un sopralluogo
per dare un giudiZIO definitivo
sull'utilizzazione del complesso.
Sul terremoto del maggio '90 ci
sono poi relazioni più dettagliate già trasmesse ai Ministri competenti per chiese e monumenti o van uffici tecnici e decentrati. Ognuno ho messo o punto
I danno, oro IniZIO il rilevamento
a tappeto e saremo in condizione di conoscere risultati fin
do ottobre
Il Consiglio Regionale deve
approvare un o,d.g. per sottolineare lo grande disattenzione
che c'è da parte dei poteri
centrail per il terremoto del 5
maggio '90. non tanto in questa fase del rilevamento del
danno, per CUI LaHanzio ho
risolto I vari problemi esistenti.
ma per le risorse finanziarie.
Questa disattenzione è frutto
anche di polveroni scandalistici
che sono stati sollevati.
Sono dell'opinione che bisogna
operare con gronde oculatezza, trasparenza. fare il proprio
dovere. e noi lo faremo fino in
fondo. ponendo gli argomenti
con cognizione di causa
sapendo quali obiettivi vogliamo raggiungere, cercando di
ottenere del risultati. Forse contribuiamo anche noi tante volte
a creare questo clima di
sospetto e di sfiducia che poi
determina queste disattenZioni.
Quante volte pensiamo di risolvere i nostri problemi di coscienza con un comunicato
stampo o con uno denuncio
Raramente ci si attivo perché le
forze che ciascuno di noi è
capace di attivare diano nelle
sedi competenti il proprio contributo. Parlo del terremoto
de1l'80. Non sono d'accordo
41
con Simonetti ad attivare un
momento nazionale di attenzione sullo questione dell'art. n. 32
e sullo 120. I nostri poteri ispettivi
e di controllo sono limitatissimi
Purtroppo paghiamo. come ha
detto lo stesso Misosl 0110 Commissione d'Inchiesta. un ruolo
marginale delle Regioni In queste vicende, Fu uno scetta che
non condividemmo; facemmo
in Consiglio Regionale uno battaglia per il potere alle Regioni.
ci fu una volontà centralistica
Questo mi pare il temo politiCO
centrale: cercare di porre le
questioni con concretezza. con
trasparenza. chiedere quello
che CI spetto e non d più e
fare tutti insieme uno battaglio
perché i problemi che si trascinano dal terremoto dell'80, ma
soprattutto queili nuovi, che
sono ben più gravi di quanto
possano sembrare agli estranei
dei fotti lucanl possano essere
fatti valere
CURCIO
(Capogruppo PCI)
Sono completamente insoddisfatto delle cose che ci ho
detto Boccio, il quale ha riferito
l'orientamento del Ministro lattanzlO. Boccia in questo cosa è
soltanto ambasciatore, ma
essendo anche Presidente
della Giunta deve far conoscere lo sdegno di questo Consiglio
Regionale rispetto alle cose
che Lattanzio non propone ed
ai lempi che pensa di utilizzare
per intervenire sull' emergenza
Spesso ritorna l'argomento dei
fondi bloccati, del disinteresse
o livello parlamentare. del polverone e dello scandolismo.
fotti sono sotto g occhi di tutti
Non c' è bisogno di alcun polverone o scandalismo perché
questi fatti siano Ietti non solo
dalla Commissione Inchiesta
ma a livello parlamentare
Dobbiamo fare un'altra opetozione. Il Presidente deve pre-
sentarsi allo Commissione
d'Inchiesto, 01 Ministero ed 01
Parlamento, non solo come
Presidente dello Giunto Regionale. ma come un uomo di
Stato. Il Presidente non deve
rivendicare quello che o noi
toccherebbe. ma deve fare
uno proposto do uomo di Stato
che si preoccupa delle finanze
dello Stato stesso. Solo così può
avere un'accoglienza come
quello che spero di avere.
Il Ministro lattanzio e il Governo
almeno su queste cose dovrebbero avere più responsabilitò e
capire quoti sono le questioni
urgenti e indifferibili da affrontare. i problemi relativi allo ricostruzione. Come Regione dobbiamo cambiare cultura. L'orio
"nazionale" è un dato: è l'atteggiamento del Parlamento nei
nostri confronti
Se vogliamo che si cambi
atteggiamento nei nostri confronti qualcosa dobbiamo
cambiarlo anche noi. Direi al
Ministro Lattanzio che è ignobile pensare di riprendere l'anno
scolastico negli edifici che
hanno subito il terremoto del 5
maggio. senza che alcun provvedimento sia preso nei confronti delle scuole. Penso 0110
scuola medio di Avigliano che
ho visitato: non darei mai il permesso di far entrare un alunna.
Il Ministro Lottanzio deve capire
che l'emergenza in determinate situazioni va affrontato come
emergenza. Quello affrontato
con lo Legge Finanziario è lo
ricostruzione. il resto è emergenza.
Con la legge 219 avevamo
chiesto ai Sindaci di fare i conti
in quanto gli ortt. 9 e 10 individuavano l'assegnazione di
fondi. Abbiamo detto loro "II
Porlamento, il Governo. lo
Nazione e coloro che pagano
le tasse vi donna il 20% per le
opere pubbliche'. quindi i SIndaci dovevano utilizzare quei
fondi per le opere pubbliche
dando lo priorità alle scuole
Scopriamo il 5 maggio che.
tranne eccezioni lodevoli. i
Comuni lucani non hanno
posto mano alle scuole.
t un problema innanzitutto
nostro, dobbiamo fare qualche
"mea culpa" se vogliamo presentarcl con dignità La questione dello scandalismo, esplosa
all'indomani delle vicende
della Banco dell'1rpinia, nello
quale era coinvolto De Mito e
che riguarda anche banche
lucane, lo dovevamo porre noi.
Quando trarremo le somme di
questo terremoto scopriremo
che le imprese edili che hanno
ricostruito le nostre case avranno il conto in rosso e solo le
banche. In virtù di una Legge
data dal Parlamento. si saronno
Olingrassatell con i fondi del terremoto. Se l'avessimo fotto
esplodere noi questa questione
in Parlamento. avremmo avuto
maggiore diritto di chiedere
oggi quanto è indispensabile
per lo nostro Regione in seguito
all'evento del 5 maggio. Quanto detto do Lattanzio deve
essere respinto dal Consiglio
Regionale con fermezza e sdegno.
D'ANDREA
(Capogruppo DC)
Desidero esprimere apprezzamento 01 Presidente dello Giunta per il modo preciso con cui
ho informato il Consiglio sulle
iniziative prese per far fronte
all'emergenza successiva al ter~
remoto del 1990. I problemi che
il Presidente della Giunta ha
posto meritano una sottolineatura: ritengo possono essere
divisi in due parti. la primo
potrebbe Includere il complesso dei problemi sui quali uno più
compiuta valutazione dovrà
essere fatta dal Consiglio
Regionale. A ciò invitiamo lo
Giunto. subito dopo l'accertamento dei danni.
42
Ogni discorso in ordine alle nor~
mative più adatte ed alle risorse e procedure contabili per
assicurare le risorse finanziarie
va commisurato con l'entità del
danno, Su questo, se non
abbiamo doti certi. dobbiamo
condividere !'idea del Ministro
della protezione civile ..non si
può esprimere una valutaZIone
serio e sicura Il. Questa parte lo
potremo fare dopo il 2 ottobre
quando. in presenza di un
ammontare del donna, dovre~
ma mettere a punto una strategia di pressione decisa nei confronti del Governo anche per
fugare il limare o sospetto di
uno sottovalutazione del terremoto del 5 maggio che, per il
clima in seno al Parlamento e
per lo stessa difficoltà del
Governo di reperire nuove riso(~
se finanziarie. sembra indurre il
Ministro della Protezione Civile a
quello prudenza. per lo verità
anche eccessivo, che gli impedisce di assicurare l'immediato
disponibilità di alcune risorse
che dovrebbero essere consumate addirittura primo dell'accertamento del danno,
Mi riferisco alla gestione della
cosiddetta «prima emergenza)},
Appare strano anche lo procedura proposto dal Ministro in
ordine al rimbarso dell'attività
che l Comuni hanno svolto
nella primo emergenza (puntellamenti. etc.).
Cosa preoccupante perché f
collaboratori del Ministro soste~
nevano che questo è materia
che, per uno imprecisata legislazione nazionale, spetterebbe
ai ComunI. perché assorbito
dallo voce dell'assistenza. È
uno cosa del tutto opinabile
perché l'assistenza passato ai
Comuni non è quella che
riguardo gli eventi calamitosI.
ma quella ordinaria che riguarda lo stato di disagio e di bisogno. Su questo si potrò discutere. bisognerà anche armarsi di
pazienza perché probabilmen-
te su questo coso comincerà
una sorto di contenZÌOSO con IO
Protezione Civile. D'a'tra porte
c'è Il precedente di Senise
quando Il Ministro della Prote·
zione Civile mise a disposizione
del Prefetto e dello Regione
Basilicata le risorse finanziarie
atte o far fronte ai bisogni dello
prima emergenza. In ogni caso
è inutile soffermarci ancoro su
questo, resta questo dubbio
circo lo sottovolutazione do
parte del Governo del danno
patito. anche perché nelle
considerazioni del Ministro delia
Protezione Civile e del suoi Uffl·
ci forse perché un po' dlSlnfor·
moti sull'andamento del terremoto del 1980. monco ogni
considerazione dello connesslo·
ne che c'è tra alcuni fatti legati
01 terremoto del 1980 ed alcuni
danni verificatisi nel 1990. Sento
ancora il Presidente dello Giunta. evidentemente rrpetendo
un opinione del Ministro dello
Protezione Civile, ripetere un
termine che per quel che
riguardo l' edilizio pubblico
dovrebbe essere bandito il
ripristino per assicurare l'agibilità È una coso, ad opinione
comune dei tecnici esperti di
terremoto. priva di senso ed è
lo causo dell'errore in cui incorremmo noi Regione e gli Ent
locali subito dopo Il terremoto
del 1980 quando, assimilando
le condizioni della normaliuazlone dello vito pubbliCO o
quelle dello sicurezza pensando
che per il fotto stesso che si rlO'
privano le scuole ci fosse immediatamente una condiZione di
sicurezza delle stesse. opta'Tlmo
per lo normaliZzazlone della vita
pubblica. Allora avevamo fondati motivi per farlo doto
l'entità del sisma, anche con un
pizzico di cinismo istituzionale.
Oggi ritengo che questi fondati
motivi non ci siano, che non ho
senso ripristinare pareti di scuole delle quali non sia stato fotto
lo verifico per le condizioni di
sicurezza che possono esprimere e per le quali non sia stato
messo in moto In meniera chiara e precisa un processo di
adeguamento o rafforzamento
antisismico abbandonando
l'idea di un'emergenza che deve continuamente inseguire se
stessa
MI preoccupa perciò, della
parte della comunicazione del
Presidente dello Giunta, naturalmente riferita alle responsabilità ministeriali perché so bene
che il Presidente dello Giunto
non ne ho colpo e so bene che
non l'avrebbe nessun altro al
posto suo, questo inquadramento logico del problema do
porte del Ministro dello Protezione Ovile.
Lo seconda questione è legata
all'edilizia scolastico. Il PreSidente della Giunta ho posto correttamente a, centro del proprio
intervento le cond'zionl di sicurezza e poSSibili allarmi legati ad
alcune scuole,
Anche le perizie o vista sono
cose che fanno ridere in questi
casi: edifici che hanno subito
collassi o che hanno uno tortuoso storia di modifiche successive, che inevitabilmente ne
hanno alterato lo consistenza
statico, non possono essere
considerati a vista soprattutto
quando svolgono Il ruolo strateg co d servizio pubblico. Bene
ha fotto il PreSidente della Giunto a chiedere lo superperlzla
per il Uceo ed il Magistrale Chi
come me ha visto alcuni degli
edifici scolastici che il PreSidente dello Giunto ho giudicato
inagibili, sa bene che SI trotta di
unanag bilità corposo, consistente, per lo quale non c'è
nessun intervento di ripristino,
nemmeno di maquillage di facciata, che posso consentirne
l'immediata apertura Bisognerà andare ai doppi turni, ed
è responsabilità dei Provveditorati agli studi. Bisognerebbe
continuare nell'azione preon-
43
nunclata per poter disporre
più possIbile di prefabbricati
pesanti. di soluzioni alternative,
anche ipotizzando requisiZioni
d conten,torl disponibili che
maga n potrebbero essere rinviati nello loro utilizzazione ordinaria ed essere utilizzati temporaneamente per le vicende
scolastiche. Del resto, dopo il
terremoto del 1980, in molte circostanze noi abbiamo utilizzato
contenitori che dovevano essere destinati ad altri settori della
vita pubblico come sedi di
scuole, proprio perché non
avevamo soluzioni differenti
Così abbiamo in quaiche modo
rlsolto Il problema che dovevamo affrontare.
C'è poi tutto lo questione fondamentale di prospettive e di
strutture dell'edilizia scolastica
Voglio dire 01 Presidente dello
Giunto che dobbiamo fare lo
nostra porte. Qualche anno fa
facemmo un plano per l'edilizia
scolastica abbastanza buono,
ma riguardava esclusivamente
l'edilizia scolastica secondario
e superiore Lo facemmo con
l'idea di uno razionalizzazione
dei servizi scolastici collegato
alla riforma dello secondario
superiore Il piano è andato
avanti abbastanza bene e
celermente perché aveva uno
legge di supporto efficace
La varitò è che non ci siamo
mai ripiegati sugl edifici scolastici medi ed elementari che
nella maggior porte dei casi
sono stati costruiti nell' epoca
fascista o precedente, quindi In
muratura ed in condiZioni non
eccellenti d: sicurezza Né ci
siomo ripiegati, soprattutto nel
centri che nel frattempo hanno
conosciuto un fenomeno di
conurbazione, sull'edilizio scolastica medio ed elementare.
oltre che secondaria superiore,
che per la quale i fenomeni
demografici hanno indotto ad
utilizzare locali inadatti ed inadeguati. quelli per i quali lo stes-
so calcolo del calpestio oggi
pone problemi alla sicurezza.
Bisogna so perlo' uno stanziamento del Governo che possa
far fronte al bisogni dell'edilizia
scolastica in Basilicata oggetti·
vamente è impossibile.
La dimensione è tale che non
potremmo avere in tempi brevi
una disponibilità di risorse finanziarie di questo tipo. considerando che ad essi vanno
aggiunti i monumenti, le case e
tutte le altre cose che giustamente sono state ricordate.
Suggerirei alla Giunta di esaminare un'ipotesi di individuazione di varie fasce di interventi
per l'edilizia scolastica: quelle
legate al sistemi antipanico e
similari devono essere sicuramente poste a carico della Protezione Civile, del decreto, dice
Lattanzio, ma con i dubbi che il
Presidente della Giunta ha
espresso sui giornali oggi, e che
cioè se le risorse finanziarie vengono messe a disposizione
quando l'anno scolastico è già
iniziato. i lavori non si potranno
fare.
Comunque, salvo l'accelerazione, deve essere chiaro che
l'emergenza è da protezione
civile. perché,in una città che
non fosse ad elevato rischio
sismico nOn ci sarebbe, come
c'è a Potenza, il problema
della porta antiponico e di tutti
gli altri strumenti similari.
Poi c'è il problema dell'adeguamento antisismico dell'edilizia scolastico esistente. È un
problema di Intervento sul patrimonio pubblico che già esiste;
si potrebbe fare un accordo
con il Ministro dello Pubblica
Istruzione: attivare un canale
speciale di finanziamento do
parte della Cassa Depositi e
Prestiti con un Intervento regionale in garanzia di mutui. Ci
sarebbe anche una terza soluzione: non si riesco ancoro a
capire per quali ragioni di logica programmatoria dell'inter·
vento straordinario non sia
ammissibile l'edilizia scolastica
e si arrivi a considerare Intervento di rafforzamento urbano
lo costruzione della salo per
conferenze e non lo costruzione
di uno scuola con palestro e
sala per conferenza
Questo è uno coso davvero
inammissibile E poiché è una
cosa non previsto do una
legge, ma è uno scelto di
carattere amministrativo o programmatorio di un Ministero,
nulla vieterebbe che lo Regione Basilicata si facesse promotrice di un'iniziativa di utilizzazione, se vuoi riconoscere davvero
una sua priorità all'edilizia sco·
lastica, della quota di piano
regionale di sviluppo, della
quale deve essere deciso lo
destinazione che corrisponde
all'incirca ad una cinquantina
di miliardi sul fondi precedenti.
chiedendo al Ministro di utilizza~
re questi 50 miliardi per un'edilì~
zia scolastica che abbia una
tipologia da rafforzamento
urbano.
Sono per questo necessari più
che altro atti amministrativi.
vale a dire una riunione del
CIPE, una proposta del Ministro
del Mezzogiorno e del Ministro
della Pubblica Istruzione che
potrebbe awenlre anche nella
forma dell' accordo di pro·
gromma per accelerare le procedure ed eliminare i permessi.
Un segnale di priorità sull'edilizio
scolastica dobbiamo cOminciare a darlo noi per ottenere che
altri poteri pubblici lo diano a
loro volta.
COLANGELO
(Capogruppo PSI)
Intervengo molto rapidamente
soltanto per esprimere il nostro
apprezzamento per l'informazione puntuale e diligente che
è stato fatto dal Presidente
della Giunta circa le prime Inl·
ziative che il nuovo Governo
44
regionale ha inteso assumere a
fronte dei problemi sollevati dal
sisma del 5 maggio scorso
Questa è lo prima occasione
sulla quale lo nuova Giunta è
stata chiomato a misurare lo
possibilità concreta di cominciare o costruire quella che è
stata definita da questo Giunta
lo sua prima grande ambizione,
che coincide con l'esigenza, la
necessità più vitale dello nostra
Regione. quella appunto di
provare od edificare un nuovo
ruolo nazionale della Basilicata.
È attraverso l'insieme delle questioni che stanno sul tovolo
delle decisioni romane e
nell'insieme dei confronti che si
riusciranno ad attivare tra i
poteri regionali e quelli nazionali che lo prospettiva di nuovo
ruolo nazionale potrà essere
costruita
Condivido le opinioni che sono
state espresse nel dibattito.
Condivido l'esigenza espresso,
con argomenti molto seri e
ragionevoli, dal collego Curcio
il quale ha voluto riaffermare il
concetto che una Regione che
si voglia rapportare con credi~
bilità nuova e crescente rispetto ai poteri nazionali deve riuscire a predlsporsi ad affrontare
le emergenze con logiche che
non siano di emergenza di
governo. Così come condivido
l'ampio disamino che nello specifico del problema dell' edilizia
scolastico ha fatto il Capogruppo DC, D'Andrea.
Il terremoto del '90 è veramente il primo banco di prova di
questo rapporto più aperto e
più corretto che occorre ricercare e costruire con I poteri
centrali e noi condividiamo l'idea che il Presidente ha espresfronte delle tonte
so che.
questioni che vengono sollevate da un evento drammatico
come il terremoto, le istanze di
Governo della Basilicata devono essere capaci di impostare,
per quello che potranno fare In
°
proprio e quello che potranno
proporre agli organi competenti. una classificazione lo più
rigorosa possibile degli inteNenti necessari, una delimitazione,
una graduazione, lo più seria
possibile dei danni e delle esigenze.
E vero che il terremoto è stato
sottovalutato, ma è stato sottovalutato soprattutto per l'alone
di diffidenza che si è creato nei
confronti del primo terremoto,
perché nel frattempo ha
cominciato ad operare lo
Commissione di Inchiesta e perché sono state alimentate,
anche con forzature ingenerose, campagne di opinione
fortemente sfavorevoli al Mezzogiorno.
Se ha un senso l'idea che su
fatti di questa natura occorre
promuovere una grande mobilitazione di soggetti politici e
sociali in questa Regione, quella che il Presidente Boccia ama
chiamare lo politica delle sinergie, dobbiamo promuovere
questa attivazione proprio per
attivare questi nuovi confronti,
sapendo che dobbiamo guadagnarci due volte l'attenzione
del paese: perché l'opinione
pubblica nazionale e Il livello di
governo nazionale sappiano
recuperare un rispetto maggiore verso lo capacità di proposta di questa Regione, l'attenzione che è doveroso riseNare
alle necessità di questa terra
che il terremoto ha reso più
drammatiche.
Noi condividiamo l'idea avanzata dal Presidente della Giunta che lo Regione, rispetto ai
problemi di questo terremoto,
non debba farsi promotrice di
un'indiscriminata ed irresponsabile alimentazione di aspettative.
La Regione deve poter esprimere una matura rivendicazione di strumenti, di inteNenti ed
anche di nuovi indirizzi per l'erogazione delle risorse.
NIGRO
(Segretario Ufficio di Presidenza)
COMUNICAZIONE
SULL'INDAGINE
CONOSCITIVA SULLO
STATO DI ATTUAZIONE
DEGLI ARTT. 32 E 21
DELLA LEGGE 219
t Gruppi consiliari, in data
9. l .'89, chiedevano al Presidente del Consiglio Regionale
un'indagine conoscitivo sullo
stato di attuazione degli artt, 32
e 21 della L. 219, Vi leggo per
memoria quella richiesta «Lo
stato di avanzamento degli
interventi relativi 011' industrializzazione delle aree terremotate
lucane reclamano un'approfondita ed ampia verifico allo
scopo di valutare l'esito e gli effetti dei corposi interventi finanziari quantificabili in oltre 2,500
miliardi nell'ambito dello prima
fase, oltre alle ricadute occupazionali che sono di 4.000
unità, oltre 1.000 indiretteli,
L'indagine conoscitiva si propone in particolare di conoscere il
percorso, le modalità e i contenuti relativi all'uso delle risorse
finanziarie, allo qualità degli
interventi industriali immaginati
ed attuati, oltre che lo struttura
dei costi di servizio progettati
ed attuati,
In questa prospettiva particolare attenzione sarà rivolta al
costo delle progettazioni e alla
spesa degli investimenti. ai contenuti dei processi industriali
definiti nella fase di presentazione delle domande e quelle
effettivamente realizzate. al
grado di utilizzazione degli
impianti e della forza lavoro.
L'indagine conoscitiva dovrà
fornire, inoltre, gli elementi e lo
documentazione sul lavoro programmato e progettato, lavoro
e servizi effettivamente realizzati e quelli fatturati, anche in rapporto a fatti emersi In alcune
45
aree per quanto concerne
l'ipotesi di fatturazioni basse,
lavori che non sarebbero stati
effettivamente realizzati, rapporti con il sistema bancario,
Le stesse questioni dei costi
relativi all'assistenza tecnica,
all'alta vigilanza e collaudo,
dovranno trovare il momento di
approfondimento per comprendere I processi innescati, lo
trasparenza nella gestione, i
risultati conseguiti anche in riferimento all'intervento straordinario.
Gli strumenti da utilizzare
nell'indagine conoscitiva possono così essere identificati
audizione, verifica sul campo,
richiesta di documentazione e
struttura speciale in rapporto
agli enti pubblici interessatI.
Potranno essere definite consulenze con strutture dei Ministero
dell'Industria, dell'IBRES, dell'Università di Basilicata. La Commissione riferirà al Consiglio con
un apposito documento sulle
conclusioni e le opportune proposte per l' ottimizzazione delle
risorse dell' area considerata
nell'interesse delle imprese. dei
lavoratori e della società regionale.
Il Presidente del Consiglio, con
nota 121/c, in data 12.1.89, trasmetteva alla Il CCP, ai sensi
dell'art. 82 del Regolamento
interno del Consiglio. detta
richiesta.
Con lettera, protocollo n, 34,
del 17 1.89, lo Il CCP comunicava al signor Presidente del Consigiio che, in relazione all'indagine conoscitiva proposta dai
Gruppi consiliari sull' attuazione
degli artt. 32 e 21 della L. 219,
questa Commissione, consapevole della responsabilità di cui è
stata investita, ha deciso, allo
scopo di portare avanti l'indagine in maniera seria e corretta,
di predisporre delle schede da
compilarsi da parte degli uffici
competenti le quali dovranno
evidenziare il percorso, le
JiiMJlWUMMUtJjflil il tUliiWliii4tilhN'M*
modalità e i contenuti relativi
all'uso delle risorse finanziarie, lo
qualità degli interventi industriali
immaginati ed attuati, oltre che
lo struttura e il ricorso ai servizi
progettati ed attuati.
La Commissione, nella stessa
seduta del 13.1,89, ha altresì
stabilito di tenere delle sedute
ad hoc per un'analisi approfondito delle conoscenze acquisite
avvalendosi del supporto di
organismi tecnici, con i quali si
propone di stipulare delle convenzioni, che lo Commissione
ha individuato nell'Università di
Basilicata, Facoltà di Ingegneria, nell'Università di Salerno,
Facoltà di Sociologia, nell' IBRES
per la parte statistico,
L'Ufficio di Presidenza, con deliberazione n, 136 del 24.789,
affidavo 01 Presidente del Consiglio Regionale l'incarico per lo
stipula di convenzioni con il
direttore del Comitato Internazionale per il Mezzogiorno, prof.
Rocco Caporale,
In data 30.6.90 il prof. Caporale
ha consegnato 01 Presidente
del Consiglio il rapporto di ricerca sulle aree industriali dello
Basilicata nel quale si tratta dei
protagonisti dello industrializzazione, si approfondiscono i problemi delle aree industriali di
Balvano, Viggiano, Isca Pantanella, Vitalba. San Nicola di
Melfi e Tito, si effettuo una valutazione econometrica delle
nuove aziende, si porgono suggerimenti e proposte per lo fase
del programmo di industrializzazione, L'iter allo stato non è
ancora completo Secondo
quanto fu deciso nello passata
Legislatura è lo Il Commissione
che deve ultimare i lavori.
È opportuno questo segnalazione perché il Consiglio Regionale decide se è ancoro utile
completare l'indagine, se deve
completare l'iter secondo
quanto precedentemente concordato, o se lo stesso deve
ritenersi superata,
ORDINE DEL GIORNO
«II Consiglio Regionale, udito lo
relazione della Giunta sul terremoto del 5 5 90 e sulle azioni
intraprese in ordine all'accertamento del danno, alla valutazione complessiva degli effetti
del sisma sul patrimonio edilizio
pubblico e privato già duramente colpito dal disastroso
sisma dell'80 e sulle misure indispensabili per assicurare lo tempestivo riparazione, il ripristino, il
rafforzamento e l'adeguamento sismico, il miglioramento
degli standard di sicurezza
soprattutto della cosiddetta
edilizia strategica, valutando
positivamente l'iniziativa fin qui
svolta dallo Giunta Regionale,
esprime preoccupazione per lo
sottovalutazione da parte del
Governo del danno patito e
soprattutto della sua correlazione con l'insufficienza e lo lentezza degli stanzia menti messi a
disposizione a seguito del terremoto dell'80, pur condividendo
lo necessità di garantire lo più
oculato destinazione delle risorse pubbliche e di scoraggiare
ogni tentazione di rigonfiamento del danno,
Invito pertanto la Giunta a sviluppare uno forte, deciso iniziativa anche in raccordo con i
parlamentari lucani perché
vengono immediatamente
46
messe a disposizione le risorse
necessarie alla gestione del
primi interventi di emergenza e
perché lo schema di finanziario
e il disegno di legge di bilancio
1991 tengano conto dello
necessità di uno specifico stanziamento destinato a far fronte
agli oneri discendenti dai provvedimenti legislativi urgenti che
il Governo dovrà necessariamente mettere o punto nei
prossimi mesi.
Condivide l'assunzione dei problemi dell'edilizio scolastico,
con riferimento soprattutto 0110
sicurezza degli edifici. tra le
priorità assolute de II' azione
regionale, segnalando alla
Giunto l'opportunità di sostenere le relazioni già trasmesse dai
Prefetti e di elaborare una proposta organica di intervento
anche attraverso lo mobilitazione di risorse rinvenienti dall'intervento straordinario e comunque aggiuntivamente attingibili e raccomandando ai
Comuni di utilizzare prioritariamente per questo destinazione
le somme a disposizione per
opere pubbliche ex art. 3 della
L.219/81 Si riserva di svolger.e
valutazioni più approfondite e
di definire indirizzi più precisi al
termine della fase di accertamento del danno sullo quale
invita lo Giunto a riferire al Consiglio allo ripreso autunnale»,