lunedì 20 luglio 2015
Indice
RASSEGNA STAMPA
Associazione Generale Cooperative Italiane
La nostra casa comune: serata sui modelli di sviluppo sostenibili mercoledì 22 luglio
6
Agiresociale.It - 2015-07-16
Italia-Cuba: al via lunedì missione imprenditoriale a L’Avana (2)
7
Arezzoweb.It - 2015-07-16
Cooperative: Alleanza Coop, in primi linea per fare pulizia
8
Arezzoweb.It - 2015-07-16
Italia-Cuba: al via lunedì missione imprenditoriale a L’Avana
10
Arezzoweb.It - 2015-07-16
Cooperative: Alleanza Coop, in primi linea per fare pulizia (2)
11
Arezzoweb.It - 2015-07-16
Tirocini di “Attiva Giovani”, Coop Consumatori Nordest e l’Alleanza delle Cooperative I...
12
Bologna2000.Com - 2015-07-16
Tirocini di “Attiva Giovani”, Coop Consumatori Nordest e l’Alleanza delle Cooperative I...
14
Carpi2000.It - 2015-07-16
CUNEO/ Raccolta firme per dire stop alle false cooperative
16
Ceva.Virgilio.It - 2015-07-16
Salvare il sociale: spesa pubblica in picchiata e squilibrata sul territorio, cooperati...
17
Confinionline.It - 2015-07-16
CUNEO/ Raccolta firme per dire stop alle false cooperative
21
Cuneocronaca.It - 2015-07-16
CONFIDI COMETA S.C.P.A
22
Gazzettaufficiale.It - 2015-07-16
Agrisieme sollecita la nomina dell'assessore regionale all'agricoltura
24
Gofasano.It - 2015-07-17
Più di 90 firme per ‘Stop alla false cooperative’ dalla festa di CO&SO al Parco Urbano....
26
Gonews.It - 2015-07-17
Appalti, nuovo protocollo a Bologna
28
Gsanews.It - 2015-07-17
Reggio, Legacoop ha presentato la campagna di raccolta di firme per proposta di legge c...
30
Ildispaccio.It - 2015-07-15
“Si nomini subito assessore all’Agricoltura”: le associazioni del settore sollecitano E...
32
Ilpaesenuovo.It - 2015-07-16
serve sùbito l’assessore»
34
Lagazzettadelmezzogiorno.It - 2015-07-17
LEGACOOP, LUSETTI “STOP ALLE FALSE COOPERATIVE”
36
Marchenotizie.It - 2015-07-16
Tirocini di “Attiva Giovani”, Coop Consumatori Nordest e l’Alleanza delle Cooperative I...
38
Reggio2000.It - 2015-07-16
(expo regoni) - Agrinsieme, le iniziative per Expo 2015
40
Regioni.It - 2015-07-16
Le food valley fanno rete e vincono all'estero
41
Repubblica.It - 2015-07-15
Tirocini di “Attiva Giovani”, Coop Consumatori Nordest e l’Alleanza delle Cooperative I...
45
Sassuolo2000.It - 2015-07-16
Una raccolta firme e una proposta di legge contro le false cooperative
Senigallianotizie.It - 2015-07-16
47
Indice
Tematica
Una legge un "giuramento" per dire basta alle false cooperative
49
Avvenire - 2015-07-19
Il governo metta fine al pasticcio intercettazioni
50
Il Messaggero - 2015-07-20
Solo prodotti di qualità superiore e certificata
52
Il Sole 24 Ore (Supplemento) - 2015-07-20
Solo prodotti di qualità superiore e certificata
56
Il Sole 24 Ore (Supplemento) - 2015-07-20
Agricoltura, motore di sviluppo intemazionale
59
Il Sole 24 Ore (Supplemento) - 2015-07-20
«Privati e cooperative rispondono al prefetto»
61
L'arena - 2015-07-19
Presidio Cobas sulla posizione di 9 lavoratori alla Vierrecoop
L'arena - 2015-07-19
62
RASSEGNA STAMPA
Associazione Generale Cooperative Italiane
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agiresociale.it
Estrazione : 16/07/2015 16:08:06
Categoria : Attualità
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La nostra casa comune: serata sui modelli di sviluppo
sostenibili mercoledì 22 luglio
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La nostra casa comune: un
modello
di
sviluppo
sostenibile e rispettoso di
tutto.
E di tutti.
E questo il tema al centro
dell’incontro che si terrà
mercoledì 22 luglio, ore 21,
presso la sala conferenze
della
Casona
in
via
Smeraldina 35 a Cassana,
Ferrara.
Programma
Saluti
di
Andrea Benini , Presidente
dell’Alleanza
delle
Cooperative Italiane (ACI) e
di Legacoop Ferrara e di
Chiara Bertolasi , Portavoce
Forum Provinciale del Terzo
Settore Case history della
Cooperativa Agricola Giulio
Bellini di Filo d’Argenta e dell’ Associazione Viale K Interviene sull’enciclica “Laudato Sì” di Papa
Francesco don Giovanni Nicolini , Parroco di Dozza e Garante dei senza tetto e profughi di
Bologna, fondatore della famiglia religiosa della Visitazione Coordina la serata Confcooperative
Ferrara L’iniziativa è organizzata da Alleanza delle Cooperative italiane con il patrocinio del Forum
provinciale del Terzo Settore e di Agire Sociale Centro Servizi per il Volontariato L’incontro sarà
preceduto da una cena degustazione, alle 19.30.
Per informazioni e prenotazioni contattare il Ristorante La Casona allo 0532.730019
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Estrazione : 16/07/2015 15:33:09
Categoria : Attualità regionale
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Italia-Cuba: al via lunedì missione imprenditoriale a L’Avana
(2)
(AdnKronos)
–
Il
programma dei lavori avrà
inizio a L’Avana la mattina
del 7 luglio con il Forum
Italia-Cuba, alla presenza di
rappresentanti
delle
principali istituzioni dei due
Paesi,
cui
seguiranno
sessioni di approfondimento
settoriale durante le quali
rappresentanti dei Ministeri
economici
e
realtà
industriali
dell’Isola
presenteranno
i
più
importanti
progetti
di
investimento in programma
a Cuba nei prossimi anni.
L’8 luglio è infine prevista
una
visita
alla
Zona
Economica Speciale e al
Porto di Mariel, un’area che
si estende per oltre 400
kmq appena fuori L’Avana e
che grazie ad appositi incentivi fiscali e doganali è destinata ad attrarre investimenti esteri sia nel
settore petrolifero che in quello dell’industria manifatturiera.
Nella stessa giornata l’Alleanza delle Cooperative Italiane, in collaborazione con il Ministero dello
Sviluppo Economico e delle Autorità Cubane in Italia, organizza il workshop “Il modello d’impresa
cooperativa nel quadro delle relazioni tra Italia e Cuba” rivolto a istituzioni e imprese che volessero
sapere di più del modello cooperativo italiano.
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Estrazione : 16/07/2015 13:21:02
Categoria : Attualità regionale
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Cooperative: Alleanza Coop, in primi linea per fare pulizia
Roma, 2 lug.
(AdnKronos)
–
“Non
mettiamo la testa sotto la
sabbia, siamo in prima linea
per fare pulizia”.
Così
il
presidente
dell’Alleanza
delle
Cooperative Rosario Altieri
e i copresidenti Maurizio
Gardini e Mauro Lusetti
intervenendo
ai
lavori
dell’Assemblea
dell’Alleanza
delle
Cooperative che si è tenuta
a Expo Milano 2015
nell’Auditorium di Cascina
Triulza alla presenza di oltre
300 tra cooperatori e
dirigenti
cooperativi
dell’Alleanza.
Il ruolo della cooperazione,
sottolinea il ministro delle Politiche Agricole, Maurizio Martina, “è straordinario.
Molte delegazioni straniere venendo a Expo chiedono di saperne di più della cooperazione italiana
come modello ed esempio da riprodurre nei loro paesi”.
Ai lavori sono intervenuti monsignor Galantino segretario della Cei e Don Ciotti fondatore di Libera
che ha incoraggiato le cooperative a dare il loro contributo per ripristinare la legalità nel paese.
“E’ ora di fare pulizia – ha detto Don Ciotti – nelle imprese, nelle cooperative, nella politica.
Accelerare i tempi e fare presto.
Le cooperative sono realtà diverse dalle altre imprese.
Grazie alle cooperative siamo riusciti a dare dignità a tanti ragazzi nel lavoro sui beni confiscati.
Per questo le cooperative hanno una responsabilità in più, di togliere le le incrostazioni laddove ci
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Estrazione : 16/07/2015 13:21:02
Categoria : Attualità regionale
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sono”.
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Italia-Cuba: al via lunedì missione imprenditoriale a L’Avana
Roma, 2 lug.
(AdnKronos) – Sono 71 imprese, 9 associazioni imprenditoriali, 5 gruppi bancari per un totale di
oltre 140 partecipanti.
Questi i numeri della missione imprenditoriale che fa tappa per la prima volta a L’Avana dal 6 all’8
luglio.
Obiettivo, identificare e approfondire le reali prospettive di cooperazione che il nuovo
coinvolgimento di Cuba nella comunità internazionale potrà offrire al nostro sistema industriale.
L’iniziativa è settoriale ed è focalizzata sulle filiere che si prevede potranno contribuire
maggiormente alla crescita di Cuba nei prossimi anni: Turismo, Meccanica Agricola e
Trasformazione alimentare, Ambiente ed Energie Rinnovabili, Costruzioni (incluso il Restauro) e
Biomedicale.
La missione è promossa dai ministeri dello Sviluppo Economico e degli Affari Esteri e
Cooperazione Internazionale ed è organizzata da Confindustria, ICE-Agenzia per la promozione
all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, ABI, Alleanza delle Cooperative e
Unioncamere.
La delegazione italiana è guidata dal Vice Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda e dal
Sottosegretario agli Affari Esteri Mario Giro, insieme a Licia Mattioli, Presidente del Comitato
tecnico per l’Internazionalizzazione e gli investitori esteri di Confindustria, Riccardo Maria Monti,
Presidente dell’Ice – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese,
e Guido Rosa, Presidente del Comitato Tecnico per l’internazionalizzazione Abi.
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Cooperative: Alleanza Coop, in primi linea per fare pulizia (2)
(AdnKronos) – Il segretario della Cei Galantino si è soffermato proprio sul ruolo della distintività
cooperativa e ha detto che “i vescovi italiani continuano ad aspettarsi tanto dalla cooperazione che
dovrà continuare a dimostrare sul campo tutti i giorni, com’é nello spirito della maggioranza delle
cooperative italiane, la sua diversità rispetto alle imprese di capitali.
Le cooperative – ha concluso Galantino – possono e devono incoraggiare altre Policoro come
sviluppo del territorio, attraverso la formula cooperativa, difendendo sia le grandi sia le piccole
cooperative.
Siate poeti di sviluppo e di inclusione ha detto il segretario della Cei concludendo il suo intervento”.
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Estrazione : 16/07/2015 16:06:39
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Tirocini di “Attiva Giovani”, Coop Consumatori Nordest e
l’Alleanza delle Cooperative Italiane incontrano i partecipanti
I rappresentanti di Coop
Consumatori Nordest e
dell’Alleanza
delle
Cooperative Italiane hanno
incontrato ieri i giovani che
hanno
inviato
la
candidatura a partecipare a
tirocini formativi nell’ambito
del
progetto
“Attiva
Giovani”.
Il progetto offre l’opportunità
a giovani disoccupati o
inoccupati tra i 25 e 34 anni
di maturare un’esperienza
di tirocinio formativo presso
cooperative
o
imprese
sociali e cooperative di
comunità.
Attiva Giovani, promosso a
Reggio Emilia da Coop
Consumatori Nordest in
collaborazione
con
l’Alleanza delle Cooperative Italiane, si inserisce nell’iniziativa avviata da anni da Coop “Vantaggi
per la comunità”, che converte i punti spesa di Coop in progetti a sostegno del territorio.
Solo in provincia di Reggio Emilia “Attiva Giovani” ha raccolto più di 149.000 euro che serviranno
appunto per finanziare i tirocini formativi.
Sono intervenuti alla riunione Daniela Marinangeli e Federica Sala per Coop Consumatori Nordest,
Roberto Magnani e Carlo Possa per l’Alleanza delle Cooperative Italiane, oltre ai rappresentanti dei
due enti formativi accreditati che affiancheranno la realizzazione dei tirocini: Lorenza Davoli di
Demetra Formazione, Pietro Quartani e Cecilia Franchi di Irecoop.
Erano presenti anche diverse delle cooperative che hanno aderito al progetto e i rappresentanti dei
Distretti sociali di Coop Consumatori Nordest.
Durante l’incontro sono state presentate le cooperative ospitanti, le caratteristiche dei tirocini e le
modalità attuative degli stessi.
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Estrazione : 16/07/2015 16:06:39
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http://www.bologna2000.com/2015/07/16/tirocini-di-attiva-giovani-coop-consumatori-nordest-e-lalleanza-delle-cooperative-italiane-
I requisiti previsti per l’ammissione sono: età compresa tra i 25 e 34 anni al momento della richiesta;
residenza/domicilio nella provincia di Reggio Emilia; stato di disoccupazione o inoccupazione
documentato con iscrizione ad un Centro per l’Impiego della provincia di Reggio Emilia.
La durata dei tirocini è prevista dai 4 ai 6 mesi nel periodo e secondo la disponibilità delle
cooperative ospitanti Per i tirocinanti è previsto un contributo di 500 euro mensili.
Le competenze acquisite durante il tirocinio verranno certificate come da Delibera di Giunta
Regionale n.
974 del 30/06/2014.
Chi è ancora intenzionato
[email protected].
a
segnalare
l’interesse
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per
i
tirocini
può
scrivere
a
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Tirocini di “Attiva Giovani”, Coop Consumatori Nordest e
l’Alleanza delle Cooperative Italiane incontrano i partecipanti
I rappresentanti di Coop
Consumatori Nordest e
dell’Alleanza
delle
Cooperative Italiane hanno
incontrato ieri i giovani che
hanno
inviato
la
candidatura a partecipare a
tirocini formativi nell’ambito
del
progetto
“Attiva
Giovani”.
Il progetto offre l’opportunità
a giovani disoccupati o
inoccupati tra i 25 e 34 anni
di maturare un’esperienza
di tirocinio formativo presso
cooperative
o
imprese
sociali e cooperative di
comunità.
Attiva Giovani, promosso a
Reggio Emilia da Coop
Consumatori Nordest in
collaborazione
con
l’Alleanza delle Cooperative Italiane, si inserisce nell’iniziativa avviata da anni da Coop “Vantaggi
per la comunità”, che converte i punti spesa di Coop in progetti a sostegno del territorio.
Solo in provincia di Reggio Emilia “Attiva Giovani” ha raccolto più di 149.000 euro che serviranno
appunto per finanziare i tirocini formativi.
Sono intervenuti alla riunione Daniela Marinangeli e Federica Sala per Coop Consumatori Nordest,
Roberto Magnani e Carlo Possa per l’Alleanza delle Cooperative Italiane, oltre ai rappresentanti dei
due enti formativi accreditati che affiancheranno la realizzazione dei tirocini: Lorenza Davoli di
Demetra Formazione, Pietro Quartani e Cecilia Franchi di Irecoop.
Erano presenti anche diverse delle cooperative che hanno aderito al progetto e i rappresentanti dei
Distretti sociali di Coop Consumatori Nordest.
Durante l’incontro sono state presentate le cooperative ospitanti, le caratteristiche dei tirocini e le
modalità attuative degli stessi.
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I requisiti previsti per l’ammissione sono: età compresa tra i 25 e 34 anni al momento della richiesta;
residenza/domicilio nella provincia di Reggio Emilia; stato di disoccupazione o inoccupazione
documentato con iscrizione ad un Centro per l’Impiego della provincia di Reggio Emilia.
La durata dei tirocini è prevista dai 4 ai 6 mesi nel periodo e secondo la disponibilità delle
cooperative ospitanti Per i tirocinanti è previsto un contributo di 500 euro mensili.
Le competenze acquisite durante il tirocinio verranno certificate come da Delibera di Giunta
Regionale n.
974 del 30/06/2014.
Chi è ancora intenzionato
[email protected].
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i
tirocini
può
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CUNEO/ Raccolta firme per dire stop alle false cooperative
Cuneo Cronaca
L'Alleanza delle Cooperative Italiane, alla quale Confcooperative aderisce, ha depositato in Corte
Suprema di Cassazione la proposta di legge di iniziativa popolare per mettere fuori gioco le false ...
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Estrazione : 16/07/2015 09:40:00
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Salvare il sociale: spesa pubblica in picchiata e squilibrata sul
territorio, cooperative protagoniste del welfare locale
giovedì 16 luglio 2015 Al
Censis l’ultimo dei quattro
incontri del tradizionale
appuntamento di riflessione
di giugno «Un mese di
sociale»,
dedicato
quest’anno
al
tema
«Rivedere i fondamentali
della società italiana».
(Scopri di più su: http://
www.censis.it/7?
shadow_comunicato_
stampa=121022 )
Il Fondo per le politiche
sociali prosciugato da 1,6
miliardi di euro nel 2007 a
297 milioni nel 2014 (-81%).
I Comuni spendono per il
sociale 282 euro per
abitante a Trento e appena
25 in Calabria.
Sono 5.600 con 225.000 addetti le cooperative sociali attive nel settore sanitario e nell'assistenza.
Roma.
In picchiata le risorse pubbliche per il sociale.
L'andamento del Fondo per le politiche sociali, istituito nel 1997 per trasferire risorse aggiuntive agli
enti locali e garantire l'offerta di servizi per anziani, disabili, minori, famiglie in difficoltà, testimonia il
progressivo ridimensionamento dell'impegno pubblico sul fronte delle politiche socio-sanitarie e
socio-assistenziali.
Le risorse assegnate al Fondo sono passate da 1,6 miliardi di euro nel 2007 a 435,3 milioni nel
2010, per poi scendere a soli 43,7 milioni nel 2012 e infine recuperare in parte negli ultimi due anni
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Estrazione : 16/07/2015 09:40:00
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fino ai 297,4 milioni del 2014.
La riduzione è stata dell'81% nel periodo 2007-2014, gli anni della crisi.
Anche il Fondo per la non autosufficienza è passato dai 400 milioni di euro del 2010 al totale
annullamento nel 2012, per poi risalire a 350 milioni nell'ultimo anno.
Un divario profondo tra Nord e Sud.
Secondo gli ultimi dati disponibili, la spesa sociale dei Comuni supera i 7 miliardi di euro l'anno, pari
a 115,7 euro per abitante.
Complessivamente, la spesa è destinata per il 38,9% a garantire interventi e servizi, per il 34,4% al
funzionamento delle strutture, per il 26,7% ai trasferimenti in denaro.
Le categorie che assorbono la quota maggiore di spesa sono le famiglie e i minori (40%), i disabili
(23,2%), gli anziani (19,8%), i poveri e i senza fissa dimora (7,9%).
Ma le differenze territoriali sono macroscopiche.
Si passa dai 282,5 euro per abitante nella Provincia autonoma di Trento ai 25,6 euro della Calabria.
Mentre gran parte delle regioni del Centro-Nord si colloca al di sopra della media nazionale, il Sud
presenta una spesa media pro-capite che ammonta a meno di un terzo (50,3 euro) di quella del
Nord-Est (159,4 euro).
Il Mezzogiorno è l'area del Paese in cui è maggiore il peso dei trasferimenti statali rispetto alle
risorse proprie dei Comuni.
Al Sud queste ultime coprono meno della metà delle spese per il welfare locale, a fronte di una
media nazionale del 62,5%.
Di conseguenza, i tagli ai trasferimenti statali hanno un impatto diretto sulla riduzione delle risorse
disponibili e quindi dei servizi destinati al sociale a livello locale, ampliando il divario già profondo tra
Nord e Sud.
L'universo pulviscolare del non profit.
In questo scenario, sono fondamentali le reti di sostegno informali, con il ruolo centrale della
famiglia.
Il volontariato e il non profit rappresentano però una componente fondamentale del nostro modello di
welfare, in grado di contribuire in modo significativo all'erogazione di servizi e prestazioni sul
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territorio, garantendo la tenuta sociale rispetto agli impatti della crisi.
Le istituzioni non profit nel nostro Paese sono più di 300.000 e vi operano 5,4 milioni di persone tra
lavoratori e volontari.
Anche in questo caso la distribuzione territoriale evidenzia profondi divari.
Le istituzioni non profit sono 104 ogni 10.000 abitanti in Valle d'Aosta, 100 in Trentino Alto Adige, 82
in Friuli Venezia Giulia, ma solo 41 ogni 10.000 abitanti in Calabria, 40 in Sicilia, 37 in Puglia, 25 in
Campania.
Le associazioni non riconosciute sono più di 200.000 (il 66,7% del totale), più di 68.000 sono
associazioni riconosciute (22,7%), le cooperative sociali sono oltre 11.000 (3,7%), più di 6.000 le
fondazioni (2,1%), oltre 14.000 sono istituzioni con altra forma giuridica (4,8%).
Sul totale delle istituzioni non profit, quelle impegnate nel settore sanitario e nell'assistenza sociale
sono 36.000 (rappresentano il 12% del totale), precedute da quelle attive nel settore cultura, sport e
ricreazione, che da sole rappresentano il 65% del totale.
Le cooperative sociali protagoniste del mercato del welfare locale.
Consistente è il finanziamento pubblico delle attività non profit nel campo sanitario, dell'assistenza
sociale e della protezione civile: 13,5 miliardi di euro, pari al 63% del loro budget complessivo.
Il ruolo delle cooperative sociali, che pesano per il 3,7% sul totale delle istituzioni non profit, nel
comparto sanitario e dell'assistenza sociale diventa più rilevante, salendo rispettivamente al 10,9%
dei soggetti attivi nella sanità e al 17,8% nei servizi sociali.
Queste cooperative sociali sono 5.600 e impiegano 225.000 addetti.
E sono in forte crescita.
Tra il 2001 e il 2014 si registra un incremento dell'11,8% del sistema cooperativo nell'insieme,
superiore all'incremento complessivo delle imprese (+5,1%).
E giocano un ruolo predominante nel mercato dei servizi sociali, grazie ai bandi e alle gare di
appalto dei soggetti pubblici, anche a fronte della scarsa presenza di imprese private for profit, meno
interessate a quelle aree del sociale in cui i margini di profitto sono limitati.
Ma il fatto più problematico è una sorta di informalità diffusa, che rende possibile al soggetto
pubblico di trovare il mezzo per risparmiare sulle risorse allocate innescando una concorrenza al
ribasso tra le cooperative sociali, senza l'adeguata attenzione alle differenze nelle specializzazioni,
nella competenza del personale impiegato, nella qualità dei servizi resi.
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Estrazione : 16/07/2015 09:40:00
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«Salvare il sociale» è l'argomento di cui si è parlato mercoledì 24 giugno al Censis, a partire da un
testo elaborato nell'ambito dell'annuale appuntamento di riflessione di giugno «Un mese di sociale»,
giunto alla XXVII edizione, dedicato quest'anno al tema «Rivedere i fondamentali della società
italiana».
Sono intervenuti il Presidente del Censis Giuseppe De Rita e la responsabile dell'area Welfare e
Salute Ketty Vaccaro, Rosario Altieri, Presidente dell'Alleanza delle Cooperative, Aldo Bonomi,
Direttore del Consorzio Aaster, Carlo Borgomeo, Presidente della Fondazione Con il Sud, e Fabio
Toso, Vicedirettore della Fondazione Opera Immacolata Concezione.
Fonte: CenSIS - Centro Studi Investimenti Sociali
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Estrazione : 16/07/2015 15:20:57
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CUNEO/ Raccolta firme per dire stop alle false cooperative
Comitato Albert Camus
L’Alleanza delle Cooperative Italiane, alla quale Confcooperative aderisce, ha depositato in Corte
Suprema di Cassazione la proposta di legge di iniziativa popolare per mettere fuori gioco le false
cooperative e ha sottoscritto il “Manifesto per un’economia pulita”, chiedendo al Parlamento di
approvare una norma con misure più severe e più incisive per contrastare il fenomeno delle false
cooperative, imprese che utilizzano strumentalmente la forma giuridica della cooperazione
perseguendo finalità estranee a quelle mutualistiche.
Per sostenere la battaglia dell’Alleanza delle Cooperative Italiane è fondamentale ora il contributo
dei cooperatori e di tutti coloro che credono nella sana cooperazione.
Presidenti, Consiglieri, Soci e cittadini vicini ai valori di mutualità rappresentati dalle vere
Cooperative sono dunque invitati a sottoscrivere la proposta di legge.
Sul nostro territorio sarà possibile farlo presso gli uffici di Confcooperative Cuneo nei giorni:
Giovedì 23 luglio 2015 dalle ore 08:30 alle ore 17:00, presso la sede della scrivente Unione in
Cuneo Via Cascina Colombaro n.
56 Venerdì 24 luglio 2015 dalle ore 09:00 alle ore 17:00, presso l’Ufficio Territoriale ALBA (Cn)
Frazione Mussotto - Corso Bra n.
44/1 - Scala C L’operazione di raccolta firme avverrà alla presenza di un pubblico ufficiale
(autenticatore).
Gli interessati, al momento della firma, dovranno essere muniti di carta d’identità valido.
La campagna di raccolta firme, avviata a livello nazionale, ha già raccolto il sostegno di istituzioni,
media, politici e forze sociali.
Per maggiori informazioni sulla proposta di legge e sui suoi sostenitori, Vi invitiamo a visitare il sito:
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Estrazione : 16/07/2015 20:02:24
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CONFIDI COMETA S.C.P.A
Nadia Rossi
Sede: via Savoia, 33 00198
Roma
Capitale
sociale: variabile minimo
imposto 250.000,00 euro
Registro delle imprese: n.
10368311006
R.E.A.
Numero
1227865 Codice Fiscale e/o
Partita IVA: 10368311006
Convocazione
di
assemblea
ordinaria
I
signori soci della societa'
Confidi Cometa S.C.P.A.,
sono
convocati
in
assemblea ordinaria presso
la sede operativa in Roma
(RM) Via Dei Gracchi 71,
per il giorno 03.08.2015 alle
ore 23.30, ed occorrendo in
seconda convocazione per
il giorno 04.08.2015, alle
ore 16.00 stesso luogo, per discutere e deliberare sul seguente ordine del giorno: 1.
Presentazione del bilancio al 31.12.2014, lettura della nota integrativa e della relazione del revisore
contabile; 2.
approvazione del bilancio al 31.12.2014; deliberazioni in merito alla destinazione del risultato di
esercizio; 3.
spostamento sede legale nella sede operativa; 4.
nomina del nuovo C.d.A.
a seguito accettazione dimissioni della maggioranza dei consiglieri con ratifica nomina nuovo
Presidente come da verbale del 26.05.2015; 5.
recesso/disdetta da associazione AGCI Lazio quale ente di revisione preposto in precedenza; 6.
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Estrazione : 16/07/2015 20:02:24
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varie ed eventuali.
La partecipazione all'assemblea e' regolata dalle norme di legge in materia.
Roma, li' 29.06.2015 Il presidente del C.d.A.
Nadia Rossi
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Estrazione : 17/07/2015 07:11:56
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Agrisieme sollecita la nomina dell'assessore regionale
all'agricoltura
Claudio Pinto
BARI - Agrinsieme Puglia –
il
coordinamento
delle
organizzazioni agricole Cia
(Confederazione
italiana
agricoltori), Confagricoltura,
Alleanza delle Cooperative
settore
agroalimentare
(Legacoop,
Confcooperative, Agci ) e
Copagri – ha invitato il neo
governatore della Regione
Puglia, Michele Emiliano
, a nominare, il più
celermente possibile, il
nuovo assessore regionale
all'agricoltura, in quanto
sono
molteplici
ed
importanti le questioni che
riguardano
tale
settore
economico,
come,
ad
esempio,
l'emergenza
Xylella Fastidiosa e gli
avvisi
di
pagamento
notificati dai Consorzi di Bonifica.
Queste problematiche, infatti, necessitano di risposte chiare ed immediate, nonché di un
interessamento diretto e forte della politica data l'importanza che l'agricoltura riveste nel quadro
economico generale pugliese.
Pertanto, Agrinsieme Puglia - la quale si fa portavoce di storie e di valori che vengono esaltati
sinergicamente in una strategia unitaria rivolta al futuro dell’agricoltura, lavorando, inoltre, alla
creazione di strumenti di collaborazione tra le imprese agricole e i diversi soggetti della filiera
agroalimentare, agroindustriale e della distribuzione – ha sollecitato il neo Governatore a nominare
il futuro assessore, il quale sarà, a sua volta, chiamato anche a svolgere il ruolo di Coordinatore
nazionale degli assessori regionali all’agricoltura delle regioni italiane.
A tal proposito, nella nota inviata da Raffaele Carrabba , in qualità di Coordinatore di Agrinsieme
Puglia, a Michele Emiliano, si legge: “ Come singole organizzazioni abbiamo apprezzato in passato
la collaborazione e il continuo confronto con la Direzione Regionale Area Politiche per lo Sviluppo
Rurale.
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Estrazione : 17/07/2015 07:11:56
Categoria : Attualità
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Oggi, però, è urgente affrontare tutte le problematiche sul tappeto ed è necessario rilanciare l’attività
a partire dalla programmazione 2014-2020.
Tutto ciò potrà concretizzarsi solo con la tempestiva nomina dell’assessore regionale, che
permetterà anche il rilancio a livello nazionale del comparto agroalimentare”.
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Categoria : Attualità regionale
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Più di 90 firme per ‘Stop alla false cooperative’ dalla festa di
CO&SO al Parco Urbano. A Barzino prosegue la raccolta
Santa Croce Sull
Più di novanta sono le firme
raccolte ieri alla festa della
cooperazione
al
Parco
Urbano di Montespertoli a
sostegno della campagna
‘Stop alla false cooperative’
lanciata dall’Alleanza delle
Cooperative Italiane.
L’iniziativa, partita anche
nell’Empolese
Valdelsa,
grazie a CO&SO Empoli e
alle
cooperative
socie,
promuove una legge di
iniziativa
popolare
che
chiede misure più severe e
incisive per contrastare il
fenomeno
delle
false
cooperative.
La raccolta firme
territorio prosegue.
nel
Il punto di raccolta è a Casa
Barzino a Empoli (via Barzino, 1), dove sarà possibile firmare dal lunedì al venerdì fino al 7 agosto
e dal 24, fino al 31 agosto.
La proposta di legge prevede: - la cancellazione dall’Albo delle Cooperative e la conseguente
perdita della qualifica di cooperativa, per le imprese che non siano state sottoposte alle revisioni/
ispezioni; - definizione di un programma di revisioni, in via prioritaria, per quelle cooperative che
non siano state sottoposte da lungo tempo alle revisioni o alle ispezioni, così come per le
cooperative appartenenti ai settori più a rischio; - tempestiva comunicazione dello scioglimento
delle cooperative all’Agenzia delle Entrate per contrastare il fenomeno di cooperative che nascono
e cessano l’attività nel giro di pochi mesi accumulando debiti nei confronti dell’Erario; - creazione di
una cabina di regia al Mise che coordini i soggetti chiamati a vigilare sulle cooperative evitando
sovrapposizioni e duplicazioni di adempimenti attraverso intese con consentano di coordinare
revisori provenienti anche da altre Amministrazioni.
Anche l’assessore regionale Vittorio Bugli, presente alla festa di ieri, ha dato il proprio appoggio
all’iniziativa: “Sostengo la raccolta firme ma so, che qui regna il lato più sano della cooperazione”.
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Estrazione : 17/07/2015 13:07:57
Categoria : Attualità regionale
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La festa di ieri nell’area gestita dalle cooperative Pegaso Zefiro, hanno partecipato oltre 200 persone
tra operatori, volontari e simpatizzanti.
Il ricavato della cena andrà a sostegno del progetto ‘Win-vincere insieme’, impegnato nella lotta alla
povertà.
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Estrazione : 17/07/2015 08:35:04
Categoria : Attualità
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http://www.gsanews.it/imprese-dealers/appalti-nuovo-protocollo-a-bologna/
Appalti, nuovo protocollo a Bologna
Virgilio Merola
Legalità, trasparenza e lotta
alla corruzione; contrasto al
lavoro irregolare e tutela
dell’occupazione;
tempi
certi
per
gli
iter
di
aggiudicazione
e
i
pagamenti.
Sono questi i principali punti
del Protocollo di intesa in
materia di appalti di lavori,
forniture e servizi firmato il 7
luglio scorso tra il Comune
di
Bologna,
le
organizzazioni
sindacali
Cgil, Cisl, Uil e Alleanza
delle Cooperative Italiane,
Confcommercio,
Unindustria,
Cna,
Confartigianato,
Ance
Bologna.
Il nuovo protocollo, che
sostituisce quello firmato
nel 2005, ha durata triennale, in modo da poter essere revisionato e aggiornato.
Dall’1 gennaio 2016 il Comune di Bologna si impegna a considerare nelle proprie gare il possesso
del “ rating di legalità ” rilasciato dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato).
Il Comune inoltre renderà ancora più visibile “l’intera filiera delle gare, realizzando una piattaforma
informativa in cui sarà possibile accedere a una mappatura aggiornata delle concessioni in essere”.
Inoltre “unico criterio di aggiudicazione” sarà “l’ offerta economicamente più vantaggiosa per gli
affidamenti relativi ai servizi” e si privilegerà “l’adozione dello stesso criterio negli affidamenti di
lavori e forniture”.
In sostanza vengono fissate norme più stringenti perché si evitino affidamenti, di fatto, al massimo
ribasso .
Il Comune si impegna anche a inserire la clausola sociale per garantire il “riassorbimento di
manodopera per la tutela dei lavoratori e delle lavoratrici Clausole sociali .
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Articolo pubblicato sul sito gsanews.it
Estrazione : 17/07/2015 08:35:04
Categoria : Attualità
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Per la tutela dell’occupazione, il Comune si impegna a inserire, nei bandi di gara di affidamento di
servizi da riaffidare, la clausola sociale di salvaguardia di riassorbimento di manodopera per la tutela
dei lavoratori/ici.
Tutele anche per le imprese in regime di subappalto .
Le tutele e gli obiettivi del Protocollo saranno estesi anche alle imprese che vengono coinvolte in
regime di subappalto.
Il Comune si impegna a prevedere l’obbligo della autorizzazione preventiva di tutti i subappalti per
evitare che siano sottratti al sistema di verifiche antimafia.
Tempi certi e pagamento diretto delle imprese in subappalto.
Il Comune di Bologna si impegna a dare tempi certi per quanto riguarda gli iter di aggiudicazione e i
pagamenti.
In qualità di stazione appaltante, inoltre, si impegna a prevedere nei capitolati di gara il pagamento
diretto delle imprese in subappalto , attraverso il riconoscimento della responsabilità in solido.
Riduzione delle stazioni appaltanti .
L’impegno delle parti è quello di operare in sintonia con la legislazione nazionale e regionale per una
significativa riduzione delle stazioni appaltanti con l’obiettivo di arrivare nel più breve tempo possibile
alla stazione appaltante unica nel comune capoluogo.
Soddisfatti i sindacati.
Con il passaggio di tutti i dipendenti in caso di cambio d’appalto è previsto anche il mantenimento
dei diritti e delle condizioni retributive di provenienza dei lavoratori, compreso l’articolo 18.
“La recente normativa sul tema del lavoro, nota come JOB ACT, fortemente contestata dalla Cgil ma
diventata purtroppo legge dello stato è stata qui neutralizzata a dimostrazione che il tema non è
quello di abbassare i diritti e le tutele di chi, tra l’altro, ne ha sempre avuti molto pochi, ma di creare
buona e stabile occupazione”, hanno commentato Sonia Sovilla, segreteria Cgil Camera del lavoro
metropolitana Bologna, e Maurizio Lunghi, segretario generale Cgil Bologna.
“L’accordo garantisce una clausola che nel Jobs Act non c’è”, ha evidenziato anche il segretario
della Cisl Bologna Alessandro Alberani.
Nell’immagine: Virgilio Merola, sindaco di Bologna.
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Estrazione : 15/07/2015 15:48:08
Categoria : Attualità
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http://ildispaccio.it/reggio-calabria/80735-reggio-legacoop-ha-presentato-la-campagna-di-raccolta-di-firme-per-proposta-di-legge-contro-
Reggio, Legacoop ha presentato la campagna di raccolta di
firme per proposta di legge contro false cooperative
Al via a Reggio Calabria la raccolta firme per la proposta di legge contro le false cooperative.
Il coordinamento provinciale di Reggio Calabria e il Coordinamento Regionale Generazioni di
Legacoop Calabria hanno presentato oggi, presso la sede della Provincia a Reggio Calabria, la
campagna di raccolta firme contro le false cooperative.
La raccolta firme per la proposta referendaria della legge è stata lanciata dall'Alleanza delle
Cooperative Italiane, di cui Legacoop fa parte, nell'ambito del "manifesto per un'economia pulita".
"La proposta di legge – dicono da Legacoop – prevede misure volte ad ottenere provvedimenti più
severi contro le false cooperative che raggirano regole e lavoratori.
In particolare la proposta di legge porterà, qualora venisse approvata a revisioni immediate per le
cooperative non controllate da tanto, la cancellazione dall'Albo nazionale delle cooperative non
controllate, controlli incrociati con l'Agenzia delle entrate per chi apre o chiude attività per non
pagare contributi.
Questa è una delle iniziative per promuovere maggiore trasparenza e legalità nell'economia, a
partire dalla cooperazione".
Il responsabile provinciale di Reggio Calabria, Santo Custureri ed il coordinatore regionale di
Generazioni, Filippo Laganà, hanno introdotto i lavori presentando la proposta di legge e le ragioni
che sono alla base, riconoscendo a questa proposta elevato valore simbolico di posizionamento
per la cooperazione che, insieme all'adesione al protocollo di legalità, sceglie una linea netta di
comportamento.
Sono intervenuti alla presentazione della campagna di raccolta diversi rappresentanti delle
istituzioni che hanno riconosciuto il valore dell'iniziativa e la sua pregevolezza.
Tra questi sono intervenuti, Federica Roccisano, che la prossima settimana verrà ufficialmente
nominata nella carica di assessore regionale al Lavoro, l'onorevole Nicola Irto, il consigliere
provinciale Pierpaolo Zavettieri, il consigliere comunale Antonino Castorina che si sono detti
particolarmente lieti dell'iniziativa.
Federica Roccisano ha sottolineato il ruolo che possono avere le cooperative per la creazione di
opportunità di lavoro e la necessità di tutelare la buona cooperazione a partire da queste iniziative
poiché essa più che da ogni altra cosa rischia di venir danneggiata da false cooperative.
Nicola Irto ha sottolineato come la Regione possa aiutare questo percorso di sensibilizzazione
verso sul tema delle false cooperative, la cui presenza danneggia le cooperative sane che, al
contrario, portano sviluppo sul territorio e, in questa direzione considera che il Consiglio Regionale
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Estrazione : 15/07/2015 15:48:08
Categoria : Attualità
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possa impegnarsi, nell'ambito delle più ampie attività di cui è titolare anche di tale tema.
Infine il consigliere Provinciale Zavettieri ha ribadito la propria disponibilità a sostenere questa
proposta per il valore etico che ha in sé ma anche perché è un ulteriore passo verso un'economia
sana e trasparente che aiuta lo sviluppo dei territori.
La presidente di Legacoop Calabria ha accolto con grande soddisfazione l'impegno dei cooperatori
della provincia di Reggio Calabria per la raccolta delle firme e la promozione della proposta di legge
contro le false cooperative, ed ha ringraziato le istituzioni presenti per la sensibilità e la disponibilità
ad un tale impegno che si può considerare parte del più complessivo impegno verso un'economia
sana e solidale.
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Estrazione : 16/07/2015 18:07:05
Categoria : Attualità regionale
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“Si nomini subito assessore all’Agricoltura”: le associazioni
del settore sollecitano Emiliano. Interviene anche Congedo
(Oltre)
BARI – Agrinsieme Puglia –
il
coordinamento
delle
organizzazioni
agricole
C.I.A.
(Confederazione
italiana
agricoltori), Confagricoltura,
Alleanza delle Cooperative
settore
agroalimentare
(Legacoop,
Confcooperative, Agci ) e
Copagri – sollecita il
governatore della Puglia
Michele
Emiliano
a
nominare
l’
Assessore
all’agricoltura, stante le
gravi
questioni
che
affliggono il settore.
La
sollecitazione
è
contenuta in una nota
inviata
da
Raffaele
Carrabba, in qualità di
Coordinatore del sodalizio
pugliese, all’attenzione della Regione.
“Solo per citarne alcune la emergenza Xylella fastidios a e gli avvisi di pagamento dei Consorzi di
Bonifica , che impongono risposte certe ed immediate da parte del governo e della politica
regionale”, si spiega.
“Come singole organizzazioni – si legge nella nota – abbiamo apprezzato in passato la
collaborazione e il continuo confronto con la Direzione Regionale Area Politiche per lo Sviluppo
Rurale.
Oggi, però, è urgente affrontare tutte le problematiche sul tappeto ed è necessario rilanciare
l’attività a partire dalla programmazione 2014-2020.
Tutto ciò potrà concretizzarsi solo con la tempestiva nomina dell’assessore regionale, che
permetterà anche il rilancio a livello nazionale del comparto agroalimentare”.
Stessi rilievi, anche se da un differente punto di vista, ovvero quello della politica, vengono dal
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consigliere regionale fittiano Erio Congedo: “Intravedo ancora una volta – afferma -superficialità e
improvvisazione da parte di chi fa giungere la Puglia senza il più alto vertice istituzionale in materia a
due appuntamenti cruciali sulla Xyella come il vertice per la quantificazione e la modalità di
erogazione degli indennizzi agli operatori del mondo agricolo a Roma al Dipartimento di Protezione
Civile e la visita in Puglia del commissario europeo alla salute Vytenis Andriukaitis, che ha dichiarato
recentemente di considerare blando l’atteggiamento italiano nella lotta al batterio.
La presenza e la piena operatività dell’assessore regionale all’Agricoltura sarebbe stata opportuna,
se non necessaria”.
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Articolo pubblicato sul sito Lagazzettadelmezzogiorno.it
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serve sùbito l’assessore»
BARI - Non c’è solo il
pressing dei partiti a fare
presto sulle nomine in
giunta.
Dopo il monito lanciato dai
sindacati, all’indirizzo del
governatore
Michele
Emiliano arriva quello di
Agrinsieme
Puglia
(il
coordinamento
delle
organizzazioni agricole Cia,
Confagricoltura, Legacoop,
Confcooperative, Agci e
Copagri) perché nomini il
nuovo assessore regionale
all’agricoltura.
«Sono diverse le questioni
che stanno interessando
attualmente il comparto
agricolo
pugliese:
la
emergenza
Xylella
fastidiosa e gli avvisi di
pagamento dei Consorzi di Bonifica - spiegano - impongono risposte certe ed immediate da parte
del governo e della politica regionale.
Il nuovo assessore regionale all’Agricoltura sarà chiamato anche a svolgere il ruolo di coordinatore
nazionale degli assessori al ramo delle regioni italiane».
Raffaele Carrabba, in qualità di coordinatore di Agrinsieme Puglia, ricorda che «come singole
organizzazioni abbiamo apprezzato in passato la collaborazione e il continuo confronto con la
Direzione regionale Area Politiche per lo Sviluppo Rurale.
Oggi, però, è urgente affrontare tutte le problematiche sul tappeto ed è necessario rilanciare
l’attività a partire dalla programmazione 2014-2020.
Tutto ciò potrà concretizzarsi solo con la tempestiva nomina dell’assessore regionale, che
permetterà anche il rilancio a livello nazionale del comparto agroalimentare».
Anche il consigliere del ministro Martina, Enzo Lavarra, si dice «certo dell'importanza strategica
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che il Presidente di Regione attribuisce al settore» e, per questo, confida «che vi sia ora una
poderosa accelerazione di procedure e strumenti per utilizzare i fondi residui del vecchio Psr e
avviare il nuovo Psr risolvendo le obiezioni di Bruxelles.
Così come torno ad auspicare che la Puglia sia in prima fila con le altre regioni meridionali per
aggiungere risorse dei Psr regionali ai 30 milioni stanziati dal Governo sul piano olivicolo nazionale.
Su questa sinergia vi è pieno accordo di tutta la filiera produttiva e piena disponibilità del Ministero a
varare di concerto con Associazioni nazionali e Regioni vocate le misure più efficaci».
Dal centrodestra, tocca a Erio Congedo (Oltre con Fitto) inviare «un sollecito urgente al presidente
Emiliano per la nomina del nuovo assessore all’Agricoltura, ricordando come «ad agricoltori e
vivaisti pugliesi stia mancando in questa fase una figura istituzionale di riferimento sul fronte della
lotta alla Xylella.
L’inerzia con cui la Regione ha deciso sostanzialmente di rispondere all’emergenza del batterio killer
da due anni a questa parte, quanto meno avrebbe dovuto suggerire al nuovo presidente - dice - di
nominare subito l’assessore al ramo e di fornire immediatamente un punto di riferimento ad
agricoltori e vivaisti pugliesi.
Intravedo ancora una volta superficialità e improvvisazione da parte di chi
senza il più alto vertice istituzionale in materia a due appuntamenti cruciali
quantificazione e la modalità di erogazione degli indennizzi per la Xylella e
commissario europeo alla salute, che considera “blando” l’atteggiamento
batterio».
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fa giungere la Puglia
come il vertice per la
la visita in Puglia del
italiano nella lotta al
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LEGACOOP, LUSETTI “STOP ALLE FALSE COOPERATIVE”
ANCONA 16 LUG.“Nel
mercato
pulito
e
trasparente, le persone
oneste ovviamente vincono.
In un mercato opaco, chi è
più furbo può avere diritto di
cittadinanza e questo in un
Paese civile non può
esistere.
La lotta contro le false
cooperative, ancor prima
che un dato economico, è
un dato di civiltà sociale, di
opposizione all’illegalità e
per un mercato pulito e
trasparente”.
Così
il
presidente
di
Legacoop nazionale, Mauro
Lusetti, ha sintetizzato le
motivazioni della campagna
“Stop false cooperative”,
promossa dall’Alleanza delle Cooperative Italiane per
una legge di iniziativa popolare contro le false cooperative , in una conferenza stampa che si è
svolta al margine della direzione regionale di Legacoop Marche nell’Ipercoop Centro commerciale Il
Maestrale di Senigallia (An).
Con la proposta di legge popolare, che dovrà essere sostenuta da almeno 50 mila firme in tutta
Italia entro ottobre, l’Aci chiede al Parlamento di approvare una norma con misure più severe e
incisive per contrastare il fenomeno delle false cooperative, imprese che utilizzano
strumentalmente la forma giuridica della cooperazione perseguendo finalità estranee a quelle
mutualistiche.
Grazie all’impegno di soci, lavoratori e volontari per “Stop false cooperative”, partita da due mesi in
tutta Italia, sono state già raccolte 30 mila firme.
“Dietro le false cooperative – ha detto Lusetti -, c’è di frequente un fenomeno di dumping
contrattuale, di evasione fiscale, di non rispetto dei diritti dei lavoratori e molto spesso anche un
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tema di criminalità organizzata”.
Da adesso al termine della campagna ad ottobre, ha aggiunto Lusetti, “continueremo nella raccolta,
che ha già avuto il sostegno di testimonial e alti rappresentanti delle istituzioni, per coinvolgere nella
nostra iniziativa anche le parti politiche, associative e sindacali”.
Legacoop Marche ha già raggiunto quota 2.500 firme da maggio ad oggi in 62 assemblee di
bilancio, fra le territoriali di Coop Adriatica, quelle delle cooperative aderenti Valle del Chienti a
Tolentino (Mc), Res a Fermo, Tadamon e Futura a Jesi (An), Tiquarantuno B, Labirinto e Villa
Fastiggi a Pesaro, Cooss a Castelfidardo (An), Acof e Falcineto a Fano (Pu), Pagefha, all’assemblea
territoriale di Camst che si è svolta nella Tavola Amica di Jesi (An) e di Coopservice che si è tenuta
all’Aula Totti dell’Ospedale regionale di Ancona.
“Il nostro obiettivo di 1.200 firme è già stato doppiato – ha detto il presidente di Legacoop Marche,
Gianfranco Alleruzzo -, siamo molto soddisfatti di tutto il lavoro di organizzazione fatto dalla nostra
associazione e dalle cooperative.
Ora continueremo ad impegnarci in questa che è un’occasione unica per far conoscere ai cittadini
marchigiani e alla società civile della presenza nella nostra regione delle cooperative serie contro
quelle spurie e del loro valore”.
Da oggi, infatti, sarà possibile firmare per la proposta di legge “Stop false cooperative” anche in 40
dei principali Comuni delle Marche.
Fra i testimonial della campagna nelle Marche anche I Camillas, il duo salito alla ribalta nella
trasmissione “Italia’s got talent” che, in un video, hanno espresso, con la loro creatività artistica,
cosa ne pensano dei “falsi cooperatori”.
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Estrazione : 16/07/2015 16:14:44
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Tirocini di “Attiva Giovani”, Coop Consumatori Nordest e
l’Alleanza delle Cooperative Italiane incontrano i partecipanti
I rappresentanti di Coop
Consumatori Nordest e
dell’Alleanza
delle
Cooperative Italiane hanno
incontrato ieri i giovani che
hanno
inviato
la
candidatura a partecipare a
tirocini formativi nell’ambito
del
progetto
“Attiva
Giovani”.
Il progetto offre l’opportunità
a giovani disoccupati o
inoccupati tra i 25 e 34 anni
di maturare un’esperienza
di tirocinio formativo presso
cooperative
o
imprese
sociali e cooperative di
comunità.
Attiva Giovani, promosso a
Reggio Emilia da Coop
Consumatori Nordest in
collaborazione
con
l’Alleanza delle Cooperative Italiane, si inserisce nell’iniziativa avviata da anni da Coop “Vantaggi
per la comunità”, che converte i punti spesa di Coop in progetti a sostegno del territorio.
Solo in provincia di Reggio Emilia “Attiva Giovani” ha raccolto più di 149.000 euro che serviranno
appunto per finanziare i tirocini formativi.
Sono intervenuti alla riunione Daniela Marinangeli e Federica Sala per Coop Consumatori Nordest,
Roberto Magnani e Carlo Possa per l’Alleanza delle Cooperative Italiane, oltre ai rappresentanti dei
due enti formativi accreditati che affiancheranno la realizzazione dei tirocini: Lorenza Davoli di
Demetra Formazione, Pietro Quartani e Cecilia Franchi di Irecoop.
Erano presenti anche diverse delle cooperative che hanno aderito al progetto e i rappresentanti dei
Distretti sociali di Coop Consumatori Nordest.
Durante l’incontro sono state presentate le cooperative ospitanti, le caratteristiche dei tirocini e le
modalità attuative degli stessi.
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Estrazione : 16/07/2015 16:14:44
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I requisiti previsti per l’ammissione sono: età compresa tra i 25 e 34 anni al momento della richiesta;
residenza/domicilio nella provincia di Reggio Emilia; stato di disoccupazione o inoccupazione
documentato con iscrizione ad un Centro per l’Impiego della provincia di Reggio Emilia.
La durata dei tirocini è prevista dai 4 ai 6 mesi nel periodo e secondo la disponibilità delle
cooperative ospitanti Per i tirocinanti è previsto un contributo di 500 euro mensili.
Le competenze acquisite durante il tirocinio verranno certificate come da Delibera di Giunta
Regionale n.
974 del 30/06/2014.
Chi è ancora intenzionato
[email protected].
a
segnalare
l’interesse
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per
i
tirocini
può
scrivere
a
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Estrazione : 16/07/2015 16:22:06
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(expo regoni) - Agrinsieme, le iniziative per Expo 2015
Lunedì Luglio
Anche
l’agricoltura
marchigiana partecipa ad
Expo 2015 con una serie di
iniziative promosse sul
territorio regionale.
Lunedì 20 Luglio presso
Palazzo
Raffaello,
Agrinsieme, l’Associazione
che riunisce CIA, Copagri,
Confagricoltura
e
ACI
Alleanza delle cooperative
italiane
del
settore
agroalimentare, presenterà
l’intero nucleo del progetto
di
valorizzazione
delle
eccellenze e delle tipicità
marchigiane
in
ambito
EXPO
2015
il
cui
svolgimento è previsto nelle
prossime settimane, a San
Benedetto, città designata
presidio
dell’Esposizione
Universale di Milano.
Il programma conta di oltre 80 appuntamenti, che investono il settore dell’agroalimentare e
dell’enogastronomia nella loro interezza, da sempre vetrina tra le più significative di tutto il territorio
regionale.
I dettagli del progetto e le singole iniziative, i luoghi, numeri e cifre saranno presentati nel corso
della conferenza stampa di lunedì 20 Luglio p.v.
a cui è prevista la partecipazione di: - Anna Casini - Vice Presidente – Assessore Agricoltura
Regione Marche - Nevio Lavagnoli - Coordinatore Agrinsieme Ufficio Stampa Segni e Suoni Info:
Tel : 071//2905005 Email: [email protected]
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Estrazione : 15/07/2015 15:49:32
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Le food valley fanno rete e vincono all'estero
Paola Jadeluca
L’agroalimentare è uno
degli asset di punta del
Made in Italy.
Filiera corta, innovazione di
prodotto e logistica le leve
dell'export di vino, Grana
Padano,
pomodori
e
conserve, frutta e verdura
Un villaggio del latte dove
testare profumi e sapori
come se invece del latte si
trattasse di Barolo o
Amarone.
Gustare caci e pecorini, i
derivati, per carpire le
differenze tra quelli di capre
e quelli di mucche, tra le
stagionature, le esposizioni
e persino il mix dei prati di
pascolo.
Una provocazione delle Fiere Zootecniche Internazionali di Cremona per valorizzare il senso della
filiera.
Come hanno saputo fare i produttori di vino, i primi a copiare il modello di business inventato e
affermato da anni da Grana Padano e Parmigiano Reggiano.
La filiera corta, unione perfetta che dalla terra porta al prodotto stagionato e trasformato.
Una formula che vince sulle tavole del mondo, facendo impennare business estero e margini.
Nel primo bimestre dell’anno il Parmigiano Reggiano ha fatto registrare un incremento dell’export
senza precedenti, + 10,1%, secondo i dati del Consorzio di tutela.
Un boom trainato dalle vendite negli Usa, che hanno controbilanciato l’embargo russo.
E per il futuro si guarda a nuovi mercati emergenti, come la Cina, dove cambia il gusto e carrello
della spesa, e che secondo le previsioni dovrebbero tenere alto il ritmo di crescita dell’export
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Estrazione : 15/07/2015 15:49:32
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agroalimentare italiano.
In particolare si registra un significativo incremento del Parmigiano grattugiato, prodotto
confezionato dal valore aggiunto superiore.
«Un risultato importante perché tutte le operazioni di confezionamento avvengono nel comprensorio
di produzione - sostiene Giuseppe Alai, presidente del Consorzio - accorciando la filiera, rendendo
più incisivi i controlli e generando nuovo valore nei territori cui il prodotto è storicamente legato».
L’80% del Parmigiano Reggiano è prodotto dagli allevatori e agricoltori, nel caso del Grana un poco
di meno, il 60%.
Il modello è lo stesso.
Il paradosso, però, è che al di fuori di questi due distretti, è poco diffuso nel mondo lattiero-caseario.
«E il settore si sta impoverendo», afferma Antonio Piva, vicepresidente di Confagricoltura,
presidente di CremonaFiere.
«Spiega Piva: «Un litro di latte si vende a 35 centesimi al litro circa, mentre i costi viaggiano attorno
50, c’è una perdita netta.
L’Expo di Milano sicuramente farà da volano a nuove soluzioni».
Filiera corta, innovazione di prodotto, logistica, marketing, distribuzione: la sfida dell’agroalimentare
si gioca su diverse piattaforme.
Intanto, per premere sull’acceleratore il ministro dell’Agricoltura, Maurizio Martina, ha varato The
Extraordinary Italian Trade, che ha debuttato a Chicago in una delle più importanti fiere degli Usa.
Una via maestra è quella seguita dai produttori di vino.
Un tempo l’Italia era considerata la damigiana del mondo, vendeva lo sfuso ai grandi trasformatori
stranieri.
Poi, ecco i primi pionieri, come Angelo Gaja, produttore di Baroli, Barbera e Barbareschi di
eccellenza, che ha portato le prime etichette Made in Italy, da solo, negli Usa.
Poi, con le nuove generazioni, ecco Marco Caprai che ha inventato il Montefalco, dal nome del
paese in provincia di Perugia che attorno a sé ha fatto crescere un distretto di fama internazionale.
Ma oggi i pionieri illuminati che da soli trainano interi territori non bastano più.
La concorrenza è forte, bisogna raggiungere paesi sempre più lontani.
Servono strategie innovative.
Un caso da business school è il Prosecco, le bollicine più vendute al mondo, soprattutto in Cina.
La leva chiave è stata trasformare il nome del vitigno in quella del territorio di produzione, il distretto
a cavallo tra Veneto e Friuli Venezia Giulia, dove si producono la Doc, denominazione di origine
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controllata, e il Valdobbiadene Prosecco Docg, denominazione controllata e garantita.
Il brand di territorio dà forza e visibilità a tutti i produttori, anche i più piccoli.
Una strategia vincente che negli ultimi anni ha fatto emergere l’Asti Spumante, vanto del distretto in
provincia di Cuneo, e il Franciacorta.
Restando nel mondo del vino, è più in generale la struttura consortile a garantire solidità ai produttori
di taglia medio- piccola.
Le cooperative vitivinicole e le cantine sociali che fanno capo all’Alleanza delle Cooperative Italiane,
494 in tutto, mettono in moto insieme 4,2 miliardi di euro, di cui oltre il 42% deriva da vendite su
mercati esteri che rappresentano una grossa fetta di tutto il vino italiano esportato, il 35%.
Tra gli ultimi casi esplosi il Soave, in provincia di Verona, che realizza metà fatturato all’estero.
E ora è diventata tra le 30 destinazioni da visitare secondo Wine Spectator bibbia del settore.
Dove c’è un distretto, l’export vola: è quanto emerge da una recente analisi del Centro studi e
ricerche di Intesa San Paolo, dal quale emerge il rilancio del modello economico italiano.
Melinda, la mela trentina Dop, denominazione protetta, è un altro caso da manuale: ha uno dei
magazzini più efficienti d’Europa per lo stoccaggio delle merci e ne ha realizzato un altro super
innovativo con zero impatto ambientale per la refrigerazione delle mele dentro una montagna.
Possiede una logistica perfetta e ha centralizzato la commercializzazione.
Risultato: 4.000 famiglie socie raccolte sotto un unico brand tengono testa ai mercati mondiali.
Con le stesse strategie è tutto il comparto dell’ortofrutta che ha rialzato la testa, passando da logiche
di sovvenzioni e orticelli a sfide globali che hanno portato l’Italia al secondo posto nel mondo per
produzione e export dopo la Spagna.
La rivoluzione è partita dalla materia prima, che da semplice prodotto dell’agricoltura, da commodity,
è divenuta un vero e proprio prodotto alimentare, con un suo stile, un suo packaging, elementi che
contribuiscono ad aggiungere valore al prodotto finito.
Insalate pulite e tagliate, frutta sbucciata e con forchettina pronta, snack “to go”: i prodotti di quarta
gamma tirano soprattutto nei paesi emergenti e fanno lievitare i margini di profitto.
Nel settore del pomodoro, dove già il 50% del fatturato si fa all’estero con i trasformati in scala,
l’innovazione passa attraverso il polo del pomodoro da industria, istituito lo scorso anno e che unisce
i distretti del nord e del sud.
«Abbiamo così un distretto che mette sotto un’unica governance parte agricola e parte industriale,
rendendo la filiera più efficiente e competitiva e dunque più integrata», spiega Giovanni De Angelis,
direttore Anicav, la più importante associazione di settore.
La stessa soluzione adottata dal riso, che all’Expo non si è unito al cluster dei produttori mondiali,
ma ha scelto una sede autonoma presso il Padiglione “Cibus è Italia” di Federalimentare e ha
ottenuto il riconoscimento Made in Italy: «Il riso italiano, con tutte le sue varietà, dall’Arborio al
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Carnaroli, dal Vialone Nano all’Originario non è una pura commodity, ma una eccellenza che
consente di preparare piatti tipici italiani, come il risotto e su questo vogliamo imperniare nuove
strategie di commercializzazione », racconta Roberto Magnaghi, direttore Ente nazionale risi.
L’Italia copre il 52% della superficie coltivata a riso nell’Ue ed esporta il 52% in Europa e l’11% fuori
Europa.«Ma ora la battaglia è alzare la redditività con una maggiore integrazione della filiera».
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Tirocini di “Attiva Giovani”, Coop Consumatori Nordest e
l’Alleanza delle Cooperative Italiane incontrano i partecipanti
I rappresentanti di Coop
Consumatori Nordest e
dell’Alleanza
delle
Cooperative Italiane hanno
incontrato ieri i giovani che
hanno
inviato
la
candidatura a partecipare a
tirocini formativi nell’ambito
del
progetto
“Attiva
Giovani”.
Il progetto offre l’opportunità
a giovani disoccupati o
inoccupati tra i 25 e 34 anni
di maturare un’esperienza
di tirocinio formativo presso
cooperative
o
imprese
sociali e cooperative di
comunità.
Attiva Giovani, promosso a Reggio Emilia da Coop Consumatori Nordest in collaborazione con
l’Alleanza delle Cooperative Italiane, si inserisce nell’iniziativa avviata da anni da Coop “Vantaggi
per la comunità”, che converte i punti spesa di Coop in progetti a sostegno del territorio.
Solo in provincia di Reggio Emilia “Attiva Giovani” ha raccolto più di 149.000 euro che serviranno
appunto per finanziare i tirocini formativi.
Sono intervenuti alla riunione Daniela Marinangeli e Federica Sala per Coop Consumatori Nordest,
Roberto Magnani e Carlo Possa per l’Alleanza delle Cooperative Italiane, oltre ai rappresentanti dei
due enti formativi accreditati che affiancheranno la realizzazione dei tirocini: Lorenza Davoli di
Demetra Formazione, Pietro Quartani e Cecilia Franchi di Irecoop.
Erano presenti anche diverse delle cooperative che hanno aderito al progetto e i rappresentanti dei
Distretti sociali di Coop Consumatori Nordest.
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Durante l’incontro sono state presentate le cooperative ospitanti, le caratteristiche dei tirocini e le
modalità attuative degli stessi.
I requisiti previsti per l’ammissione sono: età compresa tra i 25 e 34 anni al momento della richiesta;
residenza/domicilio nella provincia di Reggio Emilia; stato di disoccupazione o inoccupazione
documentato con iscrizione ad un Centro per l’Impiego della provincia di Reggio Emilia.
La durata dei tirocini è prevista dai 4 ai 6 mesi nel periodo e secondo la disponibilità delle
cooperative ospitanti Per i tirocinanti è previsto un contributo di 500 euro mensili.
Le competenze acquisite durante il tirocinio verranno certificate come da Delibera di Giunta
Regionale n.
974 del 30/06/2014.
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Una raccolta firme e una proposta di legge contro le false
cooperative
Buon risultato finora quello raggiunto da Legacoop Marche contro chi si spaccia per cooperativa
Sono 2.400 le firme raccolte da Legacoop Marche con la campagna “ Stop false cooperative “,
promossa dall’Alleanza delle Cooperative Italiane per una legge di iniziativa popolare contro le
false cooperative.
Le firme sono state raccolte, da metà maggio ad oggi, in 62 assemblee di bilancio, fra le territoriali
di Coop Adriatica, quelle delle cooperative aderenti Valle del Chienti a Tolentino (Mc), Res a
Fermo, Tadamon e Futura a Jesi (An), Tiquarantuno B, Labirinto e Villa Fastiggi a Pesaro, Cooss a
Castelfidardo (An), Acof e Falcineto a Fano (Pu), Pagefha, all’assemblea territoriale di Camst che
si è svolta nella Tavola Amica di Jesi (An) e di Coopservice che si è tenuta all’Aula Totti
dell’Ospedale regionale di Ancona.
“ Siamo impegnati a raccogliere firme in tutto il territorio nazionale ed anche nelle Marche i risultati
sono molto positivi , per ora – dice Mauro Lusetti Presidente nazionale Legacooop durante la
conferenza stampa di presentazione al centro commerciale Il Maestrale di Senigallia.
“ A distanza di due mesi dall’inizio della raccolta firme siano arrivati al 60% del nostro obiettivo con
30.000 firme totali ed oltre 2.000 nelle Marche.
Questa è una lotta per bloccare chi delinque spacciandosi per cooperativa.
E’ un’iniziativa che tende ad incentivare lo spirito di legalità del mercato, e’ una battaglia di civiltà “.
La proposta di legge infatti prevede: - la cancellazione dall’Albo delle Cooperative e la conseguente
perdita della qualifica di cooperativa, per le imprese che non siano state sottoposte alle revisioni/
ispezioni; - la definizione di un programma di revisioni, in via prioritaria, per quelle cooperative che
non siano state sottoposte da lungo tempo alle revisioni o alle ispezioni, così come per le
cooperative appartenenti ai settori più a rischio; - la tempestiva comunicazione dello scioglimento
delle cooperative all’Agenzia delle Entrate per contrastare il fenomeno di cooperative che nascono
e cessano l’attività nel giro di pochi mesi accumulando debiti nei confronti dell’Erario; - la creazione
di una cabina di regia al Mise – Ministero dello Sviluppo Economico che coordini i soggetti chiamati
a vigilare sulle cooperative evitando sovrapposizioni e duplicazioni di adempimenti attraverso
intese con consentano di coordinare revisori provenienti anche da altre Amministrazioni.
Per essere aggiornati sulla campagna di raccolta firme è attivo anche il sito
Copyright senigallianotizie.it 1/1
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Tematica
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Avvenire (ITA)
Paese:
Paese: it
Tipo media:
media: Quotidiano Nazionale
Pagina: 11
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Autore: Vito Salinaro
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Diffusione: 92440
19 Luglio 2015
Una legge e un "giuramento'
per dire basta alle false cooperative
ge cli iniziativa popolare spinta dall'Alleanza delle cooperative italiane,
coordinamento che riunisce le asRosario Altieri (Alleanza delle sociazioni
più rappresentative della
cooperative): entro l'autunno cooperazione (Agci, Confcooperatiraccoglieremo oltre lOOmila ve,Legacoop)-i190%deltotale-:circa 40.000 imprese che determinano
firme perché si ridisegni un 18% del Pil nazionale grazie ai circa
l00miliardidlieurodifatturato.
sistema di regole che preservi La
campagna di raccolta firme-ne
il valore umano, sociale e
servono almeno 50.000 si concluderàiriautunno.Èprobabilechead
solidarislico delle nostre
ottobre il numero definitivo superi
realtà. E Angelo Chiorazzo
quota 100.000. «Siamo molto soddi(Auxilium) lancia un impegno sfattideirisultatisinquiconseguitispiegaRosarioAltieri,presidente delsolenne come quello
l'Alleanza Ma questainiziativa non
èunarispostaaicasidicronaca.Che
di Ippocrate per i
disegnano atti criminali di interesse
VIT0 SALINARO
giudiziario. Noi vogliamo affermare
rasparenza ed etica. Dopo gli l'idea che la peculiarità dell'impresa
scandali romani
leggasi cooperativa, dove capitale lavoro
e
"Mafia capitale" -; dopo le
sono nelle stesse mani, dove la pertruffe,vecchie e nuove,consumate ai sona è preminente rispetto a tutto, e
danni di un'umanità debole-legga- dove il valore aggiunto rappresenè
si immigrazione -; dopo i falsi protato dall'elemento umano,da quello
getti imprenditoriali; capitoli dolo- sociale, solidaristico mutualistico,
e
rosi che hanno gettato una tale omnon può essere preservata se non ribra sul mondo della cooperazione spettando quotidianamente e in modafarla sembrare «tutta malata».Co- do rigoroso le regole. Tutte le regole.
sì non è. E la parte sana, ovvero la
stragrande maggioranza di questa e- Ecco -incalzaAltieri-,dalla necessità
norme realtà che conta oltre 10 - di offrire unatutela ulteriore a questa
ioni di soci, vuole affrancarsi da u- visione e non da un'inchiesta giudina visione forzatamente distorta. ziaria, fosse anche la più clamorosa,
Chiedendo al Parlamento di appro- nasce la nostra campagna». Il presivare una legge con misure più mci- dentedell'Allearizavanelconcreto:«Il
sive per «contrastare il fenomeno modello cli governance della cooperativa,ilruolo deisocieilrispetto deldelle false cooperative» che danno
le
loro attese: vorrenimo che siano
"lavoro" ad almeno 120.000 persone
con una perdita previdenziale e fi definiti meglio questi passaggi e che
scale di750 milioni di curo l'anno.Si dalle revisioni eseguite dalle associazioni di rappresentanza, emergano
tratta diimprese che utffizzano
mentalmente laforma giuridica coo- fotografie nitide sulrispetto delle norperativistica perseguendo finalità e- me»,Proprio le revisioni preoccupano Altieri: «C'è una piccola percenstranee a quelle mutualistiche.
È nata cosìlacampagna"Stop ali fai- tuale di cooperative che non rientra
se cooperative"firializzata ad unaleg- nelle nostre associazioni e che viene
perciò sottoposta al regime cli con-
La svolta.
-
-.
medici
T
trollo da parte del ministero dello Sviluppo economico. Questo dicastero,
però, non ricevendo dal ministero
dell'Economia i fondi da impiegare
nella vigilanza, spesso non è nelle
condizionidi effettuarla.Esenza controffi si rischia di perdere l'essenza
dell'impresa cooperativa».
La proposta dilegge non èl'unica novità all'orizzonte. Il fondatore della
cooperativa sociale Auxilium,Angelo
Chiorazzo,propone unvero e proprio
"Giuramento dei cooperatori", una
sorta diimpegno solenne,come quello cli Ippocrate per i camici bianchi.
Con questa prospettiva - «la accogliamo con entusiasmo», ha commentato Altieri Chiorazzo ha affidato ad un gruppo di studiosi la redazione di undecalogo del buoncooperatore: «Il Giuramento-rlleva-dovrebbe essere dedicato all'italiano che,
come afferma il professor Luigino
Bruni,fu il primo docente universitario al mondo di economia,e cioè Antonio Genovesi». Il quale, nel 1748,
consegnò ai suoi contemporanei un
assioma che oggi può diventare un
manifesto: «E legge dell'universo che
non si possafar la propriafelicità senza far quella altrui». Chiogni giorno si
occupa di soggetti fragili, aggiunge il
dirigente diAuxilium,«sa quanto questa frase risponda alla missione più
nobile contenuta negli ideali della
cooperazione.Perilmondo cooperativo-conclude-può essere l'inizio di
una nuova pagina».
-,
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n
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Il Messaggero (ITA)
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media: Quotidiano Nazionale
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Autore: Carlo Nordio
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20 Luglio 2015
Il governo
metta fine
al pasticcio
intercettazioni
La stretta allo studio
Carlo Nordio
avere un diverso epilogo.
Continua a pag.18
lcuni mesi fa l'onorevole
Pierluigi Bersani,a margine dell'inchiesta della
procura di Firenze sulle
cooperative rosse, auspicò
con parole accorate una riforma della disciplina delle intercettazioni. Gennaro Migliore,
ex esponente di Sei e attualmente del Pd, fu più severo, e
definì la norma un obbrobrio.
Come sempre, le reazioni più
ferme e significative vennero
dall'onorevole Massimo D'Alema che disse: Così si sputtanano le persone».
Noi sperammo che queste
critiche, ancorché assai tardive,spronassero il governo alla
sollecita revisione di una porcheria processuale che disonora il poco che resta della nostra civiltà giuridica. Invece
non è accaduto niente,e il progetto di riforma, peraltro timido e insufficiente, si è insabbiato. Nel frattempo qualcuno
ha passato ai giornali un'imbarazzante conversazione del
presidente del Consiglio con
un generale della Guardia di
Finanza. E le solite anime belle hanno predicato che una
sua eventuale iniziativa sarebbe a questo punto sospetta e
quantomai inopportuna.
La vicenda Crocetta, della
quale sorvolo sul merito, sta
ora dimostrando che le reazionidi Bersani, Migliore e D'Alema erano anche troppo generose, perché non si era mai visto un simile pasticcio avvelenato. Cerco di spiegarlo chiedendo scusa ai lettori se dovrò
usare qualche termine in giuridichese. Le intercettazioni,
quelle legittime disposte dall'autorità giudiziaria, possono
A
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Il governo metta fine al pasticcio intercettazioni
Carlo Nordio
Il primo possibile epilogo: le intercettazioni
vengono riportate negli atti giudiziari,ad
esempio nell'ordinanza di custodia
cautelare,e quindi sono a disposizione di
tutti.Per la verità,nemmeno in questo caso,
dice il codice,sarebbero p ubblicabili. Ma
poiché noti sono pib segrete,tutti le
pubblicano lo stesso,anche se coinvolgono,
"sputtanandole",persone che con
l'indagine non c'entrano nulla.
Il secondo:le intercettazioni non sono
tra gli atti "ostensibili",cioè portati a
conoscenza delle parti, ma stanno
comunque nel fascicolo processuale.
Esistono, ma dovrebbero esser segrete.
Anche qui la legge si è rivelata impotente.
L'avvocato,il cancelliere,il poliziotto,
eccetera,possono passarle al giornalista,
che non rivelerà niai la fonte,invocando il
segreto professionale;soprattutto se a
interrogarlo sarà lo stesso magistrato che
lohainformato.
Il terzo: le intercettazioni esistono, ma
solo nei nastri registrati. Non essendo
trascritte,possono essere note solo agli
inquirenti che le hanno disposte ed
eseguite. La loro divulgazione è molto rara,
e costituirebbe un grave reato anche per il
giornalista. Non perché abbia scritto una
notizia falsa, ma perché ne sarebbe venuto
in possesso,come un ricettatore,in modo
illegale.
Il quarto:l'intercettazione non esiste, dl
giornalista se l'è inventata.E un caso limite,
ma è,fino a prova contraria,il caso di
Crocetta.Perché? Semplicemente perché la
Procura della Repubblica di Palermo ne ha
categoricamente e ufficialmente smentito
l'esistenza. E di fronte alla parola del
magistrato sta ora al giornalista
dimostrarnelaveridicitàe, naturalmente,
rivelarne la fonte.In difetto, si profilerebbe
i una grave responsabilità penale ed un
ancor più oneroso risarcimento.
Il paziente lettore avrà capito che da
questascellerata confusione normativa
deriva un'intollerabile offesa ai principi
minimi di libertà, riservatezza e onore che
i peraltro sono solennemente proclamati e
garantiti dalla Costituzione >'più bella del
mondo».E,cosa peggiore,che questo
sistema è diventato strumento di
miserabile intimidazione politica. Se
dunque ancora una volta ci potessimo
permettere un suggerimento al presidente
del Consiglio,ripeteremmo,con maggior
vigore,l'appello accorato di qualche mese
fa. Non è colpa sua se si è trovato questa
vergognosa eredità. Ma per l'amor del cielo
ponga fine a questa porcheria postribolare.
così ben definita dall'onorevole D'Alema:
perché,come insegnava Aristippo,la
vergogna non sta nel trovarsi dentro un
bordello, ma nel non saperne o non poterne
uscire.
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cu
supplemento
Il Sole 24
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20 Luglio 2015 - 150720
ALIMENTARE
Nel biologico risiede la
scommessa per il futuro.
Dal Nordest,solo prodotti
genuini, certificati e di
qualità superiore
Psgg lt 19
i
PUNTSi48
Solo prodotti di qualità
superiore e certificata
Primo bilancio in Regione della certficazione e delle aziende aderenti al marchio QV
VENFIO PR1)'IOi1ONF / Il
jr-' iuseppe Pan è da pochi
..J giorni il nuovo assessore
all'Agricoltura della Regione
del Veneto. Un impegno amministrativo che comincia, in
questa occasione, puntando
l'attenzione su un brand di valore promosso dalla Regione
del Veneto, il marchio Qualità
Verificata. "Qualità Verificata
QV afferma è un marchio
voluto dalla Regione per differenziare i nostri prodotti
caratterizzati da una qualità
superiore rispetto ai prodotti
reperibili normalmente sul
mercato. La Regione si è do
tata di questo marchio per la
certificazione delle produzioni
agro-alimentari la cui qualità risponde a precisi requisiti
definiti in specifici disciplinari
di produzione' I prodotti certificati QV comprendono, ricorda l'assessore, "sia prodotti
vegetali con un'ampia gamma
di frutta, ortaggi e funghi, che
-
-
necassessore regionale
alI'Agricoltuia Giuseppe Pan conterma:"QV diffeienzia si nostro agroalimentatedi alto livello'
i prodotti zootecnici, quali vitellone ai cereali, vitello latte
e cerali, coniglio al fieno, latte
alta qualità. Sono in corso di
definizione nuovi disciphnari
per altri prodotti che amplia
ranno la gamma dell'offerta
QV' Qualità superiore che
caratterizza i prodotti del niarchio QV significa, specifica
Pan "l'utilizzo di metodi di
produ7lone che garantiscono
caratteristiche più qualificanti
rispetto ai requisiti obbligatori
per norma di legge. I prodotti
vegetali sono ottenuti con il
sistema di produzione integrata che integra metodi e mezzi
produttivi in maniera ragionata, al fine di assicurare un
basso impatto sull'ambiente e
l'assenza di residui sui prodotti
finali. Nelle produzioni zootecniche prosegue la carne
risulta più tenera, meno grassa
e con un sapore più gradito al
consumatore italiano rispetto
-
-
ad altri metodi di produzione; nel settore latte il controllo
dell'alimentazione permette di
ottenere un latte di alta qualità.
I produttori si impegnano a
seguire i disciplinari di produzione e si sottopongono ai
controlli periodici effettuati da
un organismo di certificazione
indipendente, che verifica la
corretta applicazione del disciplinare da parte del produttore
stesso o di tutta la filiera per i
prodotti lavorati. Ma perché
un produttore veneto dovreb
be essere interessato ad aderire
a questo marchio? "Il QV risponde l'assessore permette
ai produttori di dilTerenziare
i propri prodotti rispetto a
quelli dall'origine sconosciuta
che provengono sempre più
da Paesi extra europei, dove
le norme produttive sono meno severe di quelle comunitane. Il sistema QV permette al
-
-
produttore di indicare la re
gione di produzione/origine'
Il consumatore, non da meno,
dovrebbe acquistare QV, conclude Pan, "per le peculiarità
qualitative che caratterizzano
i prodotti a marchio QV per
la certezza della tracciabilità e
della provenienza dei prodotti,
per la garanzia data dalla Regione del Veneto, per l'impe
gno e l'attenzione agli aspetti di
qualità, rispetto dell'ambiente'
Azove
Azove,
organizzazione
pro-
duttori carni bovine, è opera
tiva in Veneto da oltre 40 anni
e conta 150 soci per una produzione annua di oltre 45mila
bovini. Controlla l'intera filiera. Ha sempre creduto nella
cultura della qualità, ottenendo e gestendo le certificazioni
di processo, di rintracciabiità
di filiera, di etichettatura facoltativa e di Qualità Verificata.
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Ladesione al progetto QV è
stata dettata dalla volontà di
superare i confini della garanzia personale, attribuendo
alla carne bovina di qualità un
marchio garantito dalla Regione del Veneto attraverso la
certificazione dell'organismo
di controllo Csqa. Particolare
impegno è stato profuso, anche mediante investimenti in
comunicazione e promozione,
per tutelare il consumatore
offrendogli la possibilità di
scegliere il meglio della produzione agroalimentare del
territorio; valorizzare il lavoro
ed il prodotto degli allevatori
del Veneto "carne di vitellone e scottona ai cereali' Ad
oggi hanno aderito al progetto Azove QV 71 allevatori, 4
stabilimenti tra macellazione,
sezionamento, piattaforma e
52 punti vendita.
Cop Consorzio
Ortofnitticolo Padano
-
"Quando un frutto cresce sano merita un marchio' Op
Cop, Consorzio ortofrutticolo padano, rappresenta circa
1.800 aziende ortofrutticole
raggruppate in 15 cooperative
associate e dislocate in Veneto,
in particolare nelle province di
Verona. Padova e Rovigo. Sviluppano un fatturato complessivo di circa 30 milioni di euro.
Da sempre specializzato in
produzioni ecocompatibili
sia biologiche sia riservate al
baby food per il Consorzio
è stato importante certificarle
anche con il marchio regionale Qualità Verificata, che ben si
addice a proposte di prodotti
che rappresentano la qualità
e genuinità della frutta fresca.
Attualmente la produzione
QV riguarda mele, pere, kiwi,
pesche ma anche ciliegie, albicocche e prugne. La distribuzione avviene attraverso i
principali distributori nazionali ed esteri, ma a brevissimo
-
-,
sarà introdotta anche nelle più
importanti catene della Gdo
regionale e nazionale con le
quali si stanno concludendo
significativi accordi commerciali, riservando ai prodotti
a marchio QV un packaging
dedicato, riconoscibile e di
grande appeal.
Cooperava NaturVeneta
La cooperativa NaturVeneta
valorizza la filiera della produzione e distribuzione della patata nel territorio di competenza (Verona, Vicenza e Padova)
e nelle altre aree vocate della
Regione, attraverso una differenziazione del prodotto veneto che ne esalti le proprietà
organolettiche e gastronomiche. NeI 2011 ha ottenuto per
prima, nella produzione della
patata, la concessione all'uso
del marchio Qualità Verificata. A completamento di questo
percorso, la coop ha lanciato
il progetto "Patataveneta un
nuovo brand di riferimento
per la QV,capace di dare nuovo slancio alla produzione di
patate in un'area territoriale
particolarmente vocata e ridisegnando la distribuzione
tramite rapporti diretti con la
Gdo. Nello stesso packaging è
Stato inserito anche il marchio
regionale "Veneto tra la terra e
il cielo" del quale possono fregiarsi solo le produzioni a QV.
Il progetto ha trovato il plauso dei referenti dei maggiori
gruppi della Gdo e dopo gli
ottimi risultati di vendita, tali
gruppi si sono dimostrati sensibili ad azioni di promozione
in-Store.
Latteria Soliqo
La Latteria Soligo opera nel
lattiero-caseario dal
1883 con la produzione di latte
crudo e la sua trasformazione
in prodotti lattiero caseari a
marchio di qualità. Eadesione al progetto QV è ritenuto
settore
strumento strategico per la valorizzazione del latte prodotto
dai soci per creare vantaggio
competitivo rispetto alla concorrenza sia nazionale che internazionale. Lbbiettivo è far
capire al consumatore che la
filiera Soligo è una specialità e
non una commodity I prodotti
Soligo QV sono:latte fresco pastorizzato di Alta qualità; latte
pastorizzato intero 1000 ml e
500 ml; latte pastorizzato parzialmente scremato 1000 ml e
500 ml; latte senza lattosio Alta
digeribiità 750 ml. Il progetto
prevede di caratterizzare con
il marchio QV anche il latte
fresco intero e ps entro la fine
dcl 2015. La Latteria di Soligo,
inoltre, auspica l'estensione del
marchio QV anche ai prodotti
trasformati come formaggi,
yogurt, burro, latticini, ricotta
e mascarpone. t,a distribuzione attraverso dettaglio tradizionale, Gdo,horeca e ingrosso
è diffusa in 11 regioni.
un "nome" alla carne bovina
prodotta in Italia e distinguerla da quella estera. Gli oltre
150 punti vendita che la commercializzano sono rintracciabili sul sito www.unicarve.jt.
-
-
Unicarve
Unicarve, la più grande Associazione Produttori di carne
bovinse italiana, con sede iii
Veneto,720 aziende in etichettatura facoltativa di cui oltre
370 aderenti ai disciplinari
Qualità Verificata, punta tutte
le sue carte, per rilanciare il
settore, sui Sistensi di Qualità.
Il primo ad essere utilizzato è
quello regionale, Qualità Verificata, marchio registrato e sostenuto dalla Legge o. 12/2001
della Regione del \Teneto. I
soci Unicarve sono in grado di
fornire già oggi circa 160 mila bovini da carne certificabili
"Vitellone ai cereali' "Scottona
ai cerea1i' "Vitello al latte e cereali' I consumatori potranno
riconoscere la carne grazie al
marchio di colore rosso, Qualità Verificata. In itinere anche
il marchio nazionale che assieme a quello regionale saranno
due leve commerciali poteritissime per dare, finalmente,
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pr
iIt1L
•4
___
',.
Le carni 0VdiAzo e orqanizzazione produttori cati
-3
Le patate 0V di Natur Veneta e alcuni prodotti 0V
del/a Latteria di Soligo
Bruno Bassetto, testimonia! carne OVa Vinita!y
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FrLIU3
QVJì Op Coop
Stand OVa Eurocarn&
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20 Luglio 2015 - 150720
Solo prodotti di qualità
superiore e certificata
Primo bilancio in Regione della certJicazione e delle aziende aderenti al marchio QV
I VENUTO PROMO1IONE / il neoassessore regionale all'Agricoltura Giuseppe Pan conferma:'QV differenzia il nostro agroalimnentare di alto livello'
iuseppe Pan è da pochi sistema di produzione integra- i prodotti a marchio QV per stabilimenti tra macellazione,
giorni il nuovo assessore ta che integra metodi e mezzi la certezza della tracciabilità e sezionamento, piattaforma e
all'Agricoltura della Regione produttivi in maniera ragio- della provenienza dei prodotti, 52 punti vendita.
del Veneto, Un impegno am- nata, al fine di assicurare un per la garanzia data dalla Reministrativo che comincia, in basso impatto sull'ambiente e gione del Veneto, per l'impequesta occasione, puntando l'assenza di residui sui prodotti gno e l'attenzione agli aspetti di
l'attenzione su un brand diva- finali. Nelle produzioni zoo- qualità, rispetto dell'ambientc' fJttOfnhttiCOlO
lore promosso dalla Regione tecniche prosegue la carne
'Quando un frutto cresce sadel Veneto, il marchio Qualità risulta più tenera, meno grassa
no merita un marchio' Op
Verificata. "Qualità Verificata e con un sapore più gradito al Azove, organizzazione pro- Cop, Consorzio ortofrutticoQV afferma è un marchio consumatore italiano rispetto duttori carni bovine, è opera- lo padano, rappresenta circa
Veneto da oltre 40 anni
voluto dalla Regione per dif- ad altri metodi di produzio- tiva in
1.800 aziende ortofrutticole
conta
t50 soci per una pro
e
controllo
ferenziare i nostri prodotti ne; nel settore latte il
raggruppate in 15 cooperative
duzione annua di oltre 45mila
caratterizzati da una qualità dell'alimentazione permette di
associate e dislocate in Veneto,
bovini.
Controlla l'intera lilieottenere
un
di
alta
qualità,
latte
superiore rispetto ai prodotti
in particolare nelle province di
ra. Ha sempre creduto nella
reperibili normalmente sul I produttori si impegnano a
Verona, Padova e Rovigo. Svi
cultura della qualità, ottenenmercato. La Regione si è do- seguire i disciplinari di proluppano un fatturato complesdo e gestendo le certificazioni
tata di questo marchio per la duzione e si sottopongono
sivo di circa 30 milioni di euro.
di processo, di rintracciabilità
certilicazione delle produzioni controlli periodici effettuati da
Da sempre specializzato in
di filiera, di etichettatura facolagro-alimentari la cui quali- un organismo di certificazione
produzioni ecocompatibili
tativa e di Qualità Verificata,
tà risponde a precisi requisiti indipendente, che verifica la
sia biologiche sia riservate al
Ladesione al progetto QV è
definiti in specifici disciplinari corretta applicazione del discibaby food per il Consorzio
stata dettata dalla volontà di
di produzione' I prodotti cer- plinare da parte del produttore
è stato importante certificarle
superare i confmi della gatificati QV comprendono, ri- stesso o di tutta la filiera per i
anche con il marchio regionacorda l'assessore, "sia prodotti prodotti lavorati, Ma perché ranzia personale, attribuendo le Qualtta Verificata,che ben si
vegetali con un'ampia gamma un produttore veneto dovreb- alla carne bovina di qualità un addice a proposte di prodotti
di frutta, ortaggi e funghi, che be essere interessato ad aderire marchio garantito dalla Re- che rappresntano la qualità
i prodotti 700tecnici, quali vi- a questo marchio? "Il QV ri- gione del Veneto attraverso la genuinità della frutta fresca.
tellone ai cereali, vitello latte sponde l'isssessore permette certificazione dell'organismo Attualmente la produzione
e cerali, coniglio al fieno, latte ai produttori di differenziare di controllo Csqa. Particolare QV riguaida mele, pere, kiwi,
alta qualità. Sono in corso di i propri prodotti rispetto a impegno è stato profuso, an pesche ma anche ciliegie, aldefinizione nuovi disciplinari quelli dall'origine sconosciuta che mediante investimenti in bicocche e prugne. La distriper altri prodotti che amplie- che provengono sempre più comunicazione e promo7ione, buzione avviene attraverso i
ranno la gamma dell'offerta da Paesi extra europei, dove per tutelare il consumatore principali distributori nazioQV' Qualità superiore che le norme produttive sono me- offrendogli la possibifità di nali ed esteri, ma a brevissimo
caratterizza i prodotti del mar- no severe di quelle comunita- scegliere il meglio della pro- sarà introdotta anche nelle più
chio QV significa, specifica ne, Il sistema QV permette al duzione agroalimentare del importanti catene della Gdo
Pan "l'utilizzo di metodi di produttore di indicare la re- territorio; valorizzare il lavoro regionale e nazionale con le
produzione che garantiscono gione di produzione/onigine' ed il prodotto degli allevatori quali si stanno concludendo
caratteristiche più qualilicanti Il consumatore, non da meno, del Veneto "carne di vitello- significativi accordi commerrispetto ai requisiti obbligatori dovrebbe acquistare QV, con- ne e scottona ai cereali' Ad ciali, riservando ai prodotti
per norma di legge. I prodotti elude Pan, "per le peculiarità oggi hanno aderito al proget- a marchio QV un packaging
vegetali sono ottenuti con il qualitative che caratterizzano to Azove QV 71 allevatori, 4 dedicato, riconoscibile e di
,
Gop Consorzio
Padano
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Cooperava NaturVeneta
La cooperativa NaturVeneta
valorizza la filiera della produzione e distribuzione della patata nel territorio di competenza (Verona, Vicenza e Padova)
e nelle altre aree vocate della
Regione, attraverso una differenziazione del prodotto veneto che ne esalti le proprietà
organolettiche e gastronomiche. Nel 2011 ha ottenuto per
prima, nella produzione della
patata, la concessione all'uso
dcl marchio Qualità Verificata. A completamento di questo
percorso, la coop ha lanciato
il progetto "Patataveneta un
nuovo brand di riferimento
per la QV,capace di dare nuovo slancio alla produzione di
patate in un'area territoriale
particolarmente vocata e ridisegnando la distribuzione
tramite rapporti diretti coil la
Gdo. Nello stesso packaging è
stato inserito anche il marchio
regionale "Veneto tra la terra e
il cielo" dcl quale possono frcgiarsi solo le produzioni a QV.
Il progetto ha trovato il plauso dei referenti dei maggiori
gruppi della Gdo e dopo gli
ottimi risultati di vendita, tali
gruppi si sono dimostrati sensibili ad azioni di promozione
in store.
latteria Soligo
La Latteria Soligo opera nel
settore lattiero-caseario dal
1883 con la produzione di latte
crudo e la sua trasformazione
in prodotti lattiero caseari a
marchio di qualità. Eadesio
ne al progetto QV è ritenuto
strumento strategico per la valorizzazione del latte prodotto
dai soci per creare vantaggio
competitivo rispetto alla concorrenza sia nazionale che internazionale. Lhbieftivo è far
capire al consumatore che la
filiera Soligo è una specialità e
non una commodity I prodotti
Soligo QV sono;latte fresco pastorizzato di Alta qualità; latte
pastorizzato intero 1000 ml e
500 ml; latte pastorll'iato parzialmente scremato 1000 ml e
500 ml; latte senza lattosio Alta
digeribilità 750 ml. Il progetto ,eppru
prevede di caratterizzare con
il marchio QV anche il latte
fresco intero e ps entro la fine
del 2015. La Latteria di Soligo,
inoltre, auspica l'estensione del
marchio QV anche ai prodotti
trasformati come formaggi,
yogurt, burro, latticini, ricotta
e mascarpone. I,a distribuzione attraverso dettaglio tradizionale, Gdo, horeca e ingrosso
è diffusa in 11 regioni.
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Uiiicarve
Unicarve, la più grande Associazione Produttori di carne Le patate 0V di Netur Veneta e alcuni prodotti 0V
bovine italiana, con sede in deI/a Latteria di Soligo
\Teneto,720 aziende in etichettatura facoltativa di cui oltre
W4O'
370 aderenti ai disciplinari
Qualità Verificata, punta tutte
le sue carte, per rilanciare il
settore, sui Sistemi di Qualità.
Il primo ad essere utilizzato è
quello regionale, Qualità Verificata, marchio registrato e sostenuto dalla Legge n. 12/2001
5"
della Regione del Veneto, I
soci Unicarve sono in grado di
fornire già oggi circa 160 mila bovini da carne certificabili Bruno Bassetto, testimonia! carne 0V a Vinitaly
"Vitellone ai cereali' "Scottona
ai cerea]i' "Vitello al latte e ccreali' I consumatori potranno
riconoscere la carne grazie al
marchio di colore rosso, Qualità Verificata. In itinere anche
il marchio nazionale che assieme a quello regionale saranno
due leve commerciali potentissime per dare, finalmente,
un "nome" alla carne bovina
prodotta in Italia e distinguerla da quella estera. Gli oltre
150 punti vendita che la commercializzano sono rintracciabili sul Sito www.unicarve.it.
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cu
supplemento
Il Sole 24
24 Ore(Supplemento)
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20 Luglio 2015 - 150720
Agricoltura, motore di sviluppo internazionale
A Expo2OlS un convegno su lavoro e alimentazione in una prospettiva di sviluppo locale e globale
•FAI CISL MARCHE I Organizza e rappresenta i lavoratori del settore agroalimentare presenti sul territorio marchigiano
a crisi internazionale
che stiamo attraversando non è solo una crisi economica e finanziaria, della
produzione e del lavoro, ma
molto di più. Occorre quindi una decisa inversione di
rotta, afferma il segretario
generale della Fai Cisl Marche Silvano Giangiacomi, e
per il mondo agro-alimentare, quello rappresentato
da Fai Cisl, questo significa acquisire una capacità progettuale che sappia
coniugare le specificità del
territorio con quella che è
ormai la dimensione mondiale dei problemi del settore. La direttrice da seguire,
già dettata nel Congresso
del 2013, è quella del localeglobale: da una parte creare
strette sinergie con il settore
primario del territorio per
garantire prodotti locali e
di qualità, dall'altra puntare
di più su ricerca, sviluppo e
formazione e dando vita ad
una cabina di regia unica
degli Enti preposti alla promozione del 'Food made in
Italy
"Di una cosa però siamo
certi: l'immobilismo è il vero grande rischio, sottolinea
Giangiacomi. Per il sindacato in particolare si tratta di
riaffermare la centralità del
lavoro che produce ricchezza collettiva reale' Fai Cisl
organizza e rappresenta i
lavoratori presenti sul territono marchigiano dell'intero sistema agroalimentare:
operai agricoli e florovivaisti, forestali, allevatori, consorzi agrari, consorzi di bonifica, cooperative agricole
e alimentari, industria ali
L
mentare, artigianato e panificazione, pesca. "Cltalia
ha bisogno di una strategia
di sviluppo del settore manifatturiero che sia in grado
di rendere stabilmente compatibile l'attività industriale
con la sicurezza ambientale
e la salute dei cittadini,
Anche per questo come Fai
crediamo nella centralità
delle nuove economie: la
green economy (verde), la
blu ecanomy (blu) e la food
economy (alimentare), COniugate con il turismo e le
tradizioni italiane, per far
ripartire il volano dell'intera economia italiana e trovare spazi di crescita per il
nostro Pil" I consumatori
richiedono
un'agricoltura votata alla qualità e non
più alla quantità, alla valorizzazione delle produzioni
biologiche, alla tracciabilità
e controllo dei prodotti su
tutta la filiera. In altre parole chiedono un'informazione trasparente e chiara.
I temi del local-global sono
stati al centro del dibattito
nel corso del Convegno che
la Federazione agroalimentare della Cisl ha realizzalo a giugno scorso a Expo
Milano 2015 sul tema: "Per
nutrire il Pianeta il lavoro al
centro dell'Agroalimentare
Globale". Sottolinea Giangiacomi "Come ha ricordato il commissario della Fai
Cisl nazionale Luigi Sbarra,
oggi parliamo di agricoltura
come motore di sviluppo e
di integrazione, nazionale
e globale. Inoltre la dimensione economica e quella
etica si fondono in agricoltura come in nessun altro
settore: chi e come contro!- trattazione collettiva.
lerà le dinamiche produttive, possiederà la terra, avrà
accesso alle tecnologia e
all'innovazione, controllerà
un bene strategico in chiave geopolitica, al pari degli
idrocarburi e delle risorse
minerarie. Mai come adesso
quindi c'è bisogno di sindacato'
La fase di complessa transizione che stiamo vivendo si
affronta costruendo un sistema stabile di relazioni. La
forza della 'bilateralità che
si ispira ad un orientamento
partecipativo del processo
decisionale, consiste nella
reciproca legittimazione dei
soggetti negoziali e nella loro capacità di gestione della
regolamentazione contrattuale contribuendo a 'raffreddare' contrapposizioni
e conflitti.
La bilateralità e la sua importanza nell'evoluzione in
senso partecipativo della
contrattazione collettiva e
delle relazioni sindacali, è
da sempre considerata dalla
Fai Cisl Marche come una
scelta strategica per migliorare le tutele dei lavoratori.
Per questo motivo, sempre
in Expo una delegazione
della Fai Cisl ha partecipato al Convegno organizzato
dall'Eban su: "La bilateralità in agricoltura' L'Eban,
Ente Bilaterale Agricolo
Nazionale, opera per organizzare e gestire attività e
servizi di welfare, analizza
e studia le dinamiche e le.
tendenze del mercato del
lavoro e del settore, promuove le relazioni sindacali
e l'applicazione della con-
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Si/vano Giangiacomi, segretario generale della Fai Cisl Marche
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L'Arena
L'Arena (ITA)
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19 Luglio 2015
«Privati e cooperative
rispondono al prefetto»
«La questione dell'accoglienza
dei richiedenti asilo è di stretta
competenza del Prefetto e
come Comune,attraverso la
Caritas che gestisce il
Samaritano in Zai e
l'associazione de ll'Ostello della
gioventù di San Giovanni in
Valle,abbiamo già messo a
disposizione le strutture
disponibili, quindi posti per
nuovi arrivi non ce ne sono più».
Anna Leso,assessore ai Servizi
sociali di Palazzo Barbieri,
mette in chiaro che sul caso
Costagrande il Comune non ha
alcuna responsabilità. «Siamo a
conoscenza della realtà, ma i
privatie le cooperative
coinvolte in questa operazione
rispondono direttamente alla
Prefettura». Domani,intanto,
grazie all'accordo firmato dal
prefetto Salvatore Mulas e dal
L'assessore Anna Leso
sindaco Flavio Tosi,comincerà per
una cinquantina di profughi,con un
corso di formazione,il progetto
'Verona solidale" di lavoro
volontario in piazze e giardini della
città. «<Ilfatto che ilsindaco abbia
sottoscritto il protocollo è segno
che si vuole favorire in modo
concreto l'integrazione»,spiega
l'assessore,«promuovendo la
formazione di una coscienza di
partecipazione e di utilità sociale».
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L'ArEna
L'Arena (ITA)
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F.S.
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19 Luglio 2015
Presidio Cobas
sulla posizione
di9lavoratori
alla Vierrecoop
VERTENZE
Vierrecoop manda a casa9lavoratori occupati, sotto le
proprie dipendenze, alla
ZamboniTranservice di Vigasio.Secondo Adl Cobas Verona, associazione per i diritti
dei lavoratori,venerdìla cooperativa ha proceduto al licenziamento di tutti e 15 i dipendenti che, in forza
dell'appalto assunto di gestione dei servizi logistici della
Zamboni(che opera nella logistica e trasporti a temperatura controllata di ortofrutta), prestavano servizio nel
magazzino dell'azienda.
Una mossa inaspettata,
l'Adl Cobas che da due mesi
seguiva le trattative con Vierrecoop per l'adeguamento
del rapporto di lavoro dei dipendenti al contratto nazionale logistica e trasporti. «Fino all'altro ieri», precisa Adl
Cobas,«lacoop si era mostrata disponibile anche al conteggio delle differenze retributive non versate gli anni
precedenti». Salvo poi recedere dal contratto La committente avrebbe risposto
«dichiarandosi disponibile a
riassumere solo i lavoratori
non sindacalizzati». I titolari
della Zamboni, smentiscono: «Nessuno ha perso il posto. Abbiamo tenuto chi ha
accettato di passare alle nostre dipendenze, gli altri sono rimasti con Vierrecoop».
Da ieri, in 9 hanno allestito
un presidio davanti all'azienda. Adl Cobas ha chiesto la
mediazione del prefetto.
F.S.
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rassegna stampa 20 luglio