LA PSICOPATOLOGIA
DELLO SVILUPPO A
SCUOLA
Dott.ssa Sara Berretti
DI COSA PARLIAMO…
La Psicopatologia dello sviluppo studia il normale
sviluppo dell’individuo e le sue deviazioni
Studia l’origine e i pattern di comportamento
disadattato in correlazione ai cambiamenti nel ciclo
di vita
Continuità tra normalità e patologia
Criticità
interferenza sui normali compiti di vita
DISTURBI DELLO SVILUPPO
DISTURBI EMOTIVI
DISTURBI SPECIFICI DEL LINGUAGGIO
DISTURBI DI COORDINAZIONE MOTORIA
DISTURBO DELLE ABILITA’ COGNITIVE
DISTURBI SPECIFICI DELL’APPRENDIMENTO
DISTURBI DI ATTENZIONE E IPERATTIVITA’
DISTURBI DELLO SPETTRO AUTISTICO
PERCHE’ E’ IMPORTANTE PER
LA SCUOLA
Comportano un’interferenza negli apprendimenti
Riconoscere delle problematiche e dare significato a
certi segnali può contribuire ad individuare
precocemente un disturbo favorendone la prognosi
Gestire più agevolmente le diverse situazioni in
classe
Gestire l’eventuale collaborazione con le figure
sanitarie del caso
LE CHIAVI PER IL SUCCESSO
COMPRENSIONE COGNITIVA ED EMOTIVA
UNICITA’ DEL BAMBINO
FLESSIBILITA’ DELL’EDUCATORE
COLLABORAZIONE TRA GLI EDUCATORI
Il circolo vizioso dell’insuccesso
RIPETUTI
FALLIMENTI
FRUSTRAZIONE
DEMOTIVAZIONE
EVITAMENTO
COMPITO
BASSA AUTOSTIMA
Il circolo virtuoso del successo
ESPERIENZE
SUCCESSO
SODDISFAZIONE
MOTIVAZIONE
IMPEGNO
BUONA AUTOSTIMA
DISTURBI
EMOTIVI
DISTURBI
DELL’UMORE
DISTURBI
D’ANSIA
DISTURBI DELL’UMORE
DISTURBO DEPRESSIVO MAGGIORE
UMORE DEPRESSO
ANEDONIA
DISTURBO DISTIMICO
UMORE DEPRESSO CRONICO MENO GRAVE
DISTURBO MANIACALE
UMORE ANOMALMENTE ELEVATO, ESPANSIVO E
IRRITABILE
DISTURBO BIPOLARE
EPISODI MANIACALI E EPISODI DEPRESSIVI
DISTURBI DELL’UMORE
ANCHE UN BAMBINO PUO’ SOFFRIRE DI DEPRESSIONE
CON MANIFESTAZIONI
INTERNALIZZATE (isolamento, tristezza)
ESTERNALIZZATE (irritabilità, scatti d’ira,
agitazione psicomotoria, lamentele somatiche)
PUO’ ESSERE UNA REAZIONE CONTESTUALE AD EVENTI
CRITICI (es. lutto)
LE PREOCCUPAZIONI DISTOLGONO IL BAMBINO DAI
NORMALI IMPEGNI SCOLASTICI
DIFFICOLTA’ DI
APPRENDIMENTO
VISIONE IRRIMEDIABILMENTE NEGATIVA DEL PRESENTE E
DEL FUTURO, MANCANZA DI STRATEGIE PER AFFRONTARE
LE SITUAZIONI SPIACEVOLI (coping)
CAUSE
FATTORI BIOCHIMICI
FAMILIARITA’
STORIA PERSONALE
MODELLI EDUCATIVI
LUTTO O PERDITE
GENITORE EMOTIVAMENTE DISTANTE
MALATTIE CRONICHE (OSPEDALIZZAIZONI)
ECCESSIVO CARICO SCOLASTICO
FATTORI PSICOLOGICI
COGNITIVI-EMOZIONALI (REATTIVITA’ ECCESSIVA
AGLI STRESSOR AMBIENTALI; STILI ATTRIBUZIONALI)
Il caso di Silvia
Bambina di 9 anni da sempre difficile e con tendenza
alla tristezza
Chiusa, timida, riservata, si relaziona poco
3° primaria si acutizzano le difficoltà
Nuova maestra che la sprona a non incantarsi davanti al
quaderno e sottolinea la sua lentezza
Cambia città l’unica compagna con cui era riuscita a fare
amicizia, Silvia ne parla al passato
Scontenta di sé, sempre triste o arrabbiata (scoppi d’ira
incontrollati), piange per un nonnulla, è come spenta
(nulla la attrae), mangia poco, è lenta in tutto
Il caso di Silvia
Negli apprendimenti: lenta, sempre indietro rispetto ai
compagni
La mamma l’aiuta a studiare, impiegano anche tutta la
sera a fare i compiti; la madre perde la pazienza e la
sgrida per la lentezza, strilla quando sbaglia e finisce in
litigio e pianto, o con mal di testa o mal di pancia della
bambina
Non vuole più andare a scuola, troppo difficile per lei,
prende brutti voti ed è colpa sua
Intelligenza nella norma, senza un Disturbo Specifico di
Apprendimento
Diagnosi: Disturbo Depressivo
Il caso di Edoardo: Disturbo Distimico
Bambino prima della crisi molto in gamba, con ottimi
risultati scolastici, volenteroso, curioso, amico di tutto
Separazione dei genitori; padre vive con la sua amante,
madre sempre fuori per lavorare
In 5° primaria mostra un calo negli apprendimenti, ha la
testa per aria in classe, va svogliato a scuola, tende a
isolarsi
Tristezza,a volte piange senza apparente motivo e perde
la pazienza per nulla
Pediatra non riscontra problemi fisici, tranne aumento di
peso, Edo mangia in modo disordinato
Che fare?
IL TRATTAMENTO SPECIFICO E’ DI COMPETENZA
DELLO SPECIALISTA (PSICOLOGO)
ENTRARE IN CONTATTO COL BAMBINO
TANTA PAZIENZA di fronte alle inadeguatezze
nell’apprendimento
CREARE SITUAZIONI DI SUCCESSO
FAVORIRE LE RELAZIONI SOCIALI (cooperazione)
MONITORARE
MEDIARE CON I GENITORI
INVIO AD UNO PSICOLOGO
PROGNOSI
IL DISTURBO PUO’ AVERE RECIDIVE
TALE POSSIBILITA’ SI ABBASSA TANTO PIU’
IL BAMBINO MIGLIORA:
LE INTERAZIONI SOCIALI
L’AUTOSTIMA
LE ABILITA’ DI COPING
IL RENDIMENTO SCOLASTICO
PREVENZIONE
INCORAGGIARE LE ATTIVITA’ DI AIUTO
FAR CONOSCERE E PROMUOVERE LA
COMPRENSIONE DEI VALORI PROSOCIALI
(discussione di brani)
PROMUOVERE STILE EDUCATIVO DEMOCRATICO
LAVORO SULLE EMOZIONI (role playng)
APPRENDIMENTO COOPERATIVO
DISTURBI D’ANSIA
ANSIA
DISTURBO
ESPERIENZA UMANA
UNIVERSALE E NORMALE
DIFRONTE A SFIDE DI VITA
REAZIONI ANSIOSE
INTENSE, PROLUNGATE E
CHE DISTURBANO LE
NORMALI ATTIVITA’ DI VITA
MANIFESTAZIONI ANSIOSE
CAMBIAMENTI FISIOLOGICI
COMPORTAMENTALI
COGNITIVE
FENOMENOLOGICHE
SUDORAZIONE
BATTITO CARDIACO
SALIVAZIONE
TENSIONE MUSCOLARE
TREMORE
ATTIVITA’ GASTRICA
EVITAMENTO E FUGA
DETERIORAMENTO PROCESSI
MENTALI SUPERIRI (pensiero,
ragionamento, pianificazione,
rievocazione, problem solving)
ESPERIENZA SOGGETTIVA
PAURA, DISPERAZIONE E
MINACCIA INCONTROLLABILI
DISTURBI D’ANSIA
ANSIA DA SEPARAZIONE
FOBIE SPECIFICHE
FOBIA SOCIALE
DISTURBO D’ANSIA GENERALIZZATO
DISTURBO OSSESSIVO-COMPULSIVO
DISTURBO POST-TRAUMATICO DA STRESS
ATTACCHI DI PANICO
DISTURBO DI SOMATIZZAZIONE
MUTISMO SELETTIVO
Ansia da Separazione: il caso di Enrico
Bambino 3° classe primaria
Ha visto una compagna star male e vomitare, ne è rimasto
molto colpito
Frequenta la scuola con irregolarità
Non vuole separarsi dai genitori
Riesce a frequentare se la madre resta nel corridoio della
scuola
Non vuole stare solo a casa
Se un genitore si deve allontanare lo prega di restare con
disperazione: “Se vai io starò male e vomiterò”
Teme possano accadere cose catastrofiche ai genitori
CAUSE
FATTORI GENETICI (studi sui gemelli)
FATTORI AMBIENTALI (condizioni stressanti di vita,
eventi traumatici)
FATTORI PERSONALI/EMOTIVI (dipendenza,
conformismo e condiscendenza verso l’adulto)
FATTORI FAMILIARI (modalità educative, modelli
educativi)
CHE FARE?
IL TRATTAMENTO SPECIFICO E’ DI COMPETENZA
DELLO SPECIALISTA (PSICOLOGO)
OSSERVARE E PRESTARE ATTENZIONE AI SEGNALI
COMPRENDERE CON PAZIENZA
MEDIARE COI GENITORI
SEGUIRE LE INDICAZIONI DELLO SPECIALISTA
DISTURBO SPECIFICO
DEL LINGUAGGIO
(DSL)
LINGUAGGIO
CAPACITA’ DI USARE UN CODICE ARBITRARIO E
CONVENZIONALE PER ESPRIMERE, COMUNICARE E
RAPPRESENTARE LA REALTA’ INTERNA ED ESTERNA
COMUNICAZIONE DIVERSO LINGUAGGIO
COMPONENTI DEL LINGUAGGIO:
FONOLOGICA
LESSICALE
SINTATTICA
PRAGMATICA
STRETTO LEGAME LINGUAGGIO-PENSIERO
CARATTERISTICHE GENERALI
DEL DSL
PERSISTENTE DIFFICOLTA’ NELL’ACQUISIZIONE E NELL’USO
DEL LINGUAGGIO
RITARDO NELL’INIZIARE A PARLARE
ABILITA’ DI LINGUAGGIO AL DI SOTTO DI QUANTO ATTESO PER
L’ETA’
VOCABOLARIO RISTRETTO
DEBOLE MEMORIA A BREVE TERMINE VERBALE (ripetizione di
parole e non-parole)
DIFFICOLTA’ DI COMPRENSIONE QUANDO L’INTERLOCUTORE
PARLA VELOCEMENTE
COMPARSA PRECOCE DEI SINTOMI, SIN DALLE PRIME FASI DI
SVILUPPO
SVILUPPO DEL LINGUAGGIO
ETA’
ABILITA’
3 MESI
VOCALIZZI
6-7 MESI
LALLAZIONE CANONICA (DA-DA)
10-12 MESI
LALLAZIONE VARIATA (DA-BU)
PROTO-PAROLE (combinazione di suoni
simili a parole)
12 MESI
COMPARSA PRIME PAROLE
12-18 MESI
OLOFRASE (PAROLA FRASE)
24 MESI
ESPLOSIONE DEL VOCABOLARIO (media
150 parole) E BREVI FRASI
DAI 30-36 MESI
APPRENDIMENTO GRAMMATICALE
IMPLICITO
DIAGNOSI DI DISTURBO
NEL CORSO DEI PRIMI 3 ANNI IN GENERE UN
BAMBINO APPRENDE IL LINGUAGGIO
DIAGNOSI DI DISTURBO SPECIFICO DEL
LINGUAGGIO ENTRO I 4 ANNI
EZIOLOGIA
PREDISPOSIZIONE GENETICA
ANOMALIE NELLA STRUTTURA
NEUROANATOMICA (es. asimmetria
emisferica)
TURBE DELL’ELETTROGENESI (epilessia)
CRITERI DI ESCLUSIONE
PROBLEMI NEUROSENSORIALI (SIGNIFICATIVO
DEFICIT UDITIVO)
DISABILITA’ INTELLETTIVA
DISTURBBI DELLO SPETTRO AUTISTICO
DEPRIVAZIONE AMBIENTALE (Mowgli)
SOTTOTIPI DI DISTURBI
DISTURBO DEL LINGUAGGIO ESPRESSIVO
DISTURBO MISTO RECETTIVO/ESPRESSIVO
(possibili comportamenti autistici)
IN BASE AI SOTTOSISTEMI DEL LINGUAGGIO:
DEFICIT FONETICO-FONOLOGICO (articolazione e
programmazione suoni; es. “CAPA” per SCARPA;
“CANE” per TANE)
DEFICIT SEMANTICO-LESSICALE (vocabolario ridotto)
DEFICIT SINTATTICO (“I BAMBINI CORRE”)
DEFICIT PRAGMATICO (uso sociale del linguaggio)
PROBLEMI SECONDARI
PROBLEMI SCOLASTICI
DIFFICOLTA’ NELLA COMUNICAZIONE
DIFFICOLTA’ RELAZIONALI
FRUSTRAZIONE E BASSA SUTOSTIMA
DISTURBI DELL’UMORE
PROBLEMI DI COMPORTAMENTO
EVOLUZIONE DEL DISTURBO
FONOLOGICO
INIZIALE PRODUZIONE POCO INTELLEGIBILE
MIGLIORAMENTO DELLA PRODUZIONE VERSO I 5
ANNI
ILLUSIONE DI RISOLUZIONE DEL DISTURBO
NELLA SCUOLA PRIMARIA CARENTE
CONSAPEVOLEZZA FONOLOGICA (Metafonologia):
ANALISI FONEMICA
casa
FUSIONE FONEMICA
|t| |o| |p| |o|
DELEZIONE DEL PRIMO FONEMA
TROVARE RIME
|k| |a| |s| |a|
topo
EVOLUZIONE DEL DISTURBO
FONOLOGICO
DIFFICOLTA’ NELLA LETTO-SCRITTURA
DIFFICOLTA’ MEMORIA FONOLOGICA:
DIFFICOLTA’ IMPARARE SEQUENZE STABILI (giorni
settimana, mesi, tabelline, serie numeriche)
DIFFICOLTA’ DI RECUPERO FUNZIONALE DI QUESTE
SEQUENZE (Che giorno è oggi? Quale numero viene prima?)
DIFFICOLTA’ DI ACCESSO LESSICALE
DIFFICOLTA’ DI DENOMINAZIONE
DIFFICOLTA’ RICORDO PAROLE SPECIFICHE DELLE
VARIE DISCIPLINE (perimetro, perpendicolare, articoli)
PRINCIPALI PROVE DIAGNOSTICHE
DISCRIMINAZIONE FONEMICA
|ga| |ka|
uguali o diversi?
PROVE DI MEMORIA FONOLOGICA:
RIPETIZIONE PAROLE E NON-PAROLE
PROVE DI LESSICO ATTIVO E PASSIVO
DENOMINAZIONE VISIVA
COMPRENSIONE LESSICALE
PROVE DI CONSAPEVOLEZZA FONOLOGICA:
ANALISI FONEMICA
FUSIONE FONEMICA
COMPRENSIONE SINTATTICA
“CANE”
Il caso di Piero: Disturbo FenoticoFonologico
Lallazione canonica a 18 mesi
Prime parole verso 2 anni poco chiare o incomprensibili
A 2 anni vocabolario inferiore a 50 parole
A 3 anni difficoltà a ripetere parole nuove appena ascoltate
Età scolare: difficoltà a riconoscere e ripetere lettere alfabeto
QI 104 (intelligenza nella norma)
Comprensione nella norma
Discriminazione uditiva al limite
Abilità maggiormente compromesse:
Analisi e sintesi fonemica
Ripetizione di non parole (sostituzione sistematica t-k; d-g)
Disturbo motorio: disprassia verbale (oro-motoria), ritardo nella
motricità fine (disgrafia)
TRATTAMENTO
IL TRATTAMENTO SPECIFICO E’ DI COMPETENZA DELLO
SPECIALISTA (LOGOPEDISTA)
ESERCIZI DI POTENZIAMENTO E STRATEGIE
POTENZIAMENTO DELLA MEMORIA FONOLOGICA
USO ALFABETIERE PER SCRIVERE
STAMPATO MAIUSCOLO PIU’ FACILE
ESPANSIONE VOCABOLARIO (evitare uso del vocabolario)
CONSAPEVOLEZZA FONOLOGICA GRADUALE
USO DI AUDIOLIBRI per esercitare all’ascolto
ACCORGIMENTI DIDATTICI GENERALI
PROBELMI MISTI
PROBLEMI ESPRESSIVI
Consegne semplici e brevi
Favorire lo scritto all’orale,
accettare sintesi e semplicità
Esempi di domanda a risposta multipla:
trova le differenze…
COSA VUOLE MORSICARE IL
CANE?
Cosa vuole morsicare il cane
quando entra nella camera di
Maurizio?
IL QUADERNO
Il quaderno che Maurizio
aveva lasciato sulla sedia
LA MELA
L’ORSACCHIOTTO
La mela rossa che Maurizio
aveva nello zaino di scuola
L’orsacchiotto caduto sul
pavimento dal letto di Maurizio
DISTURBI SPECIFICI
DELL
’APPRENDIMENTO
DELL’APPRENDIMENTO
DSA
Disturbi Specifici di Apprendimento: disturbo
evolutivo a causa neuropsicobiologica (differenze
strutturali e funzionali a livello cerebrale) che
coinvolge specifiche aree di abilità lasciando intatto
il funzionamento intellettivo generale del bambino
Disturbo non spiegato da:
Psicopatologie (es. depressione)
Cause fisiche (es. problemi di vista)
Situazioni socio-culturali svantaggiate (es. bambini
stranieri)
Mancanza di occasioni di apprendimento
QUALI SONO I DSA?
DISLESSIA
disturbo di lettura
DISORTOGRAFIA
DISGRAFIA
disturbo di scrittura
disturbo di scrittura
DISCALCULIA
disturbo del calcolo
ALTRI DISTURBI ASSOCIATI CHE NON RIENTRANO TRA I DSA
COMPRENSIONE DEL TESTO
PRODUZIONE DI TESTI
SOLUZIONE DI PROBLEMI
DISTURBO e DIFFICOLTA’
I sintomi sono spesso gli stessi..
..allora come si distinguono??
Caratteristiche distintive del disturbo:
Natura Neurobiologica: innato
Resistente al trattamento
Modificabilità modesta
Resistente all’automatizzazione
PROGNOSI
NON SI GUARISCE, MA SI PUO’ MIGLIORARE
SI POSSONO POTENZIARE LE ABILITA’
I MIGLIORAMENTI DIPENDONO DA:
GRAVITA’ INIZIALE
FORMA MISTA (dislessia, disortografia e discalculia insieme)
LIVELLO COGNITIVO E METACOGNITIVO
TEMPESTIVITA’ E ADEGUATEZZA DELL’INTERVENTO
MOTIVAZIONE AL TRATTAMENTO
COMPRESENZA DI ALTRI DISTURBI
SI POSSONO TROVARE I MODI PER AGGIRARE LE
DIFFICOLTA’
STRATEGIE COMPENSATIVE
IL BAMBINO DSA IN CLASSE
E’ CONSAPEVOLE DELLE SUE DIFFICOLTA’
SI CONFRONTA CON GLI ALTRI MOLTO PIU’
CAPACI DI LUI
SI SENTE “DIVERSO” E PER QUESTO A DISAGIO
HA PAURA DI ESSERE GIUDICATO
POSSIBILI PROBLEMI SECONDARI
DEMOTIVAZIONE SCOLASTICA
DISAGIO SCOLASTICO
COMPORTAMENTI DISTURBANTI
DIFFICOLTA’ RELAZIONALI (ISOLAMENTO)
DEPRESSIONE
COMPORTAMENTI FUNZIONALI
ACCOGLIERLO E SOSTENERLO
EVITARE CHE I DEFICIT PENALIZZINO GLI ALTRI
APPRENDIMENTI: STRUMENTI COMPENSATIVI
EVITARE INUTILI FRUSTRAZIONI E SITUAZIONI DI DISAGIO:
MISURE DISPENSATIVI
NON “CASTRARE” IL DESIDERIO DI FARE
NON PERMETTERE CHE IL DISTURBO SIA UNA “SCUSA”
NON DEMONIZZARE L’ERRORE
RINFORZARE POSITIVAMENTE I SUCCESSI E VALORIZZARE LE
RISOSRSE POSITIVE
FAVORIRE UNA BUONA AUTOSTIMA
USARE TECNICHE DIDATTICHE CHE FAVORISCONO L’AIUTO
TRA PARI (COOPERATIVE LEARNING)
STRUMENTI COMPENSATIVI
STRUMENTI DIDATTICI E TECNOLOGICI CHE
SOSTUISCONO O FACILITANO LA PRESTAZIONE
RICHIESTA NELL’ABILITA’ DEFICITARIA, SENZA
FACILITARE IL COMPITO DAL PUNTO DI VISTA
COGNITIVO
ESEMPI
SINTESI VOCALE
PROGRAMMI DI VIDEOSCRITTURA CON
CORRETTORE ORTOGRAFICO
REGISTRATORE
CALCOLATRICE
TABELLE, MAPPE CONCETTUALI, FORMULARI
L’USO NON E’ IMMEDIATO, SI DEVE ADDESTRARE LO
STUDENTE
ATTENZIONE PERICOLO!!!
“IMPEGNATI DI PIU’”
“DEVI LEGGERE DI PIU’”
“DEVI STUDIARE DI PIU’”
LA LETTURA
DISTURBO DELLA
DELLA
LETTURA
LETTURA
DISLESSIA
(DSA)
DISTURBO
DELLA
COMPRENSIONE
DEL TESTO
DECODIFICA
CORRETTEZZA
RAIDITA’
DISLESSIA
DISLESSIA
È compromessa la componente strumentale della
lettura: la decodifica, cioè passare dal simbolo
grafico al fonema suono
Lettura lenta e stentata, caratterizzata da errori di
diversa natura
Errori visivi: inversione di lettere (“p” con “b”) o
spostamento di lettere (“lirbo” invece di “libro”),
omissione di lettere o parole
Errori fonologici nella conversione grafemo-fonema
(“dado” letto “dapo” o “pado”)
PRINCIPALI MANIFESTAZIONI
Ridotta consapevolezza fonologica (es. trovare rime)
Difficoltà a ricopiare un testo scritto dalla lavagna
Tempi lunghi nei compiti che richiedono la lettura (es.
studio, svolgimento di problemi)
Molta difficoltà ad imparare lingue straniere
Le manifestazioni possono cambiare con la crescita del
bambino, anche se la lentezza rimane critica
CRITERI DIAGNOSTICI
SOMMINISTRATE PROVE STANDARDIZZATE DI
LETTURA DI PAROLE, NON PAROLE E BRANI
VALUTAZIONE DI RAPIDITA’ E CORRETTEZZA,
ALMENO UNA DEVE ESSERE DEFICITARIA
ALMENO 2 DEVIAZIONI STANDARD SOTTO LA
MEDIA
DIAGNOSTICABILE SOLO ALLA FINE DELLA 2°
CLASSE PRIMARIA
ABILITA’ LETTO-SCRITTURA:
FASI DI SVILUPPO
LOGOGRAFICA (prescolari)
Consapevolezza fonologica
Abilità visive (riconoscere un logo, es.Coca Cola)
ALFABETICA (6-7 anni)
Conversione grafemo-fonema: lettura fonologica
ORTOGRAFICA (8 anni in su)
Apprendimento regole grammaticali ortografiche
Analizza gruppi di lettere, compresi gl, gn, ch
LESSICALE
Lettura lessicale
LETTURA FONOLOGICA:
Analisi segmentale delle parole
Esempio
CASA
Discriminazione lettere C - A - S – A
C
“K”
C
A
“KA”
S
A
“SA”
CA
SA
“KASA”
Velocità legata alla lunghezza della parola
LETTURA LESSICALE: DIRETTA
Lettura diretta senza codifica fonologica
La parola come unità
Tipica di un lettore esperto
Implica automatizzazione della lettura
Riconoscimento immediato di parole
immagazzinate in memoria
Velocità legata alla frequenza d’uso
TUTTI NOI USIAMO ENTRAMBI I
TIPI DI LETTURA
La lettura fonologica ci permette di leggere le parole
nuove o irregolari e le non parole come
FUSGORVO
La lettura lessicale ci consente di leggere velocemente
le parole note e le parole omofone non omografe (stesso
suono ma scritte diversamente) come
CELO CIELO
A HA
GANGLIO
DIMMI CHE COLORE VEDI

ZEF

ROSSO
Nell’ultimo stimolo siamo portati
a leggere “rosso” piuttosto che
dire il colore dello stimolo
(verde). Questo perché la
nostra capacità di lettura è
talmente radicata da essere un
processo automatico; per
riuscire in questo esercizio
dobbiamo inibire la tendenza
alla lettura. I dislessici riescono
a non sbagliare perché in loro la
lettura non è automatizzata e
sono invece più propensi
all’elaborazione percettiva del
colore
DISLESSIA E INTERVENTO
IL BAMBINO CON DISLESSIA RAGGIUNGE CON
DIFFICOLTA’ LA FASE LESSICALE
COME FARE???
POTENZIARE CON INTERVENTI SUBLESSICALI
(AUTOMATIZZARE PARTI DELLE PAROLE) E
LESSICALI
USO DI STRUMENTI COMPENSATIVI (COME LE
SCHEDE) E/O DISPENSATIVI
PROCESSI NELLA LETTURA
Via
indiretta:
fonologica
ANALISI VISIVA
PROCESSI
FONOLOGICI
LETTURA
Via diretta:
lessicale
ACCESSO AL
LESSICO
INTERVENIRE NEI PROCESSI
DELLA LETTURA
DISCRIMINAZIONE VISIVA
RICERCA VISIVA DI GRAFEMI E SILLABE
AUMENTARE SPAZIATURE
casa
c a s a
DENOMINAZIONE GRAFEMI
ESERCIZI PER ASSOCIARE GRAFEMA AL FONEMA
IMITAZIONE CORPOREA
FUSIONE E ANALISI FONEMICA E MEMORIA FONOLOGICA
GIOCHI FONOLOGICI
MEMORY CON LETTERE E SILLABE
AUTOMATIZZAZIONE: trattamento sublessicale e lessicale
LISTE SILLABE O PAROLE
SOFTWARE TACHITOSCOPIO
Esercizio di ricerca visiva
a
MON
z b c h f d
MIV MON MOS MIN
s t o g m e
MOC MIM MIN MIS
e b a l p l
MIF MIQ MON MOV
d i n q r v
MON MIS MOF MOC
g m u a p r
MIN MIF MOS MIQ
c q f t o n
MIM MOC MIS MON
Associazione grafemo-fonema:
software “Occhio alla lettera”
ERPENTE
STIVA
E
Giochi fonologici
“Arriva un treno carico di M…”
ANALISI FONEMICA
SINTESI FONEMICA
IDENTIFICAZIONE, SOSTITUZIONE O
DELEZIONE DEL PRIMO FONEMA
RIME
MEMORY CON SILLABE
Dalle sillabe piane (MA, TO, SU) alle sillabe sempre più
complesse (PER, CON), (SCA, TRE), (GNO, SCI)
COMPENSARE, DISPENSARE,
FACILITARE
STRUMENTI COMPENSATIVI
Software sintesi vocale: “leggere con le orecchie”
Schede di grammatica, tabelline, tavole di formule, mappe
concettuali,cartelloni in aula Ausilio di immagini
Leggere prima le domande da ricercare nel testo
Verifiche:
orali o con domande a scelta multipla solo se brevi
concedere più tempo e l’uso di schemi
Programmarle in termini di tempi e contenuti
Permettere uso mappe, schemi o libro aperto
STRUMENTI COMPENSATIVI
Ridurre il materiale di studio o da leggere
Evitare la consegna frettolosa dei compiti a casa e
verificarne la correttezza (tutor e collaborazione tra pari)
Favorire l’organizzazione se difficoltosa
Quaderno con schede organizzato per materia
Agenda elettronica (Google Calendar)
Compiti schematizzati per gestire materiale e tempi
MATERIA
STRUMENTI
TEMPI
1
GRAMMATICA
SCHEDE
35’
2
MATEMATICA
CALCOLATRICE
20’
STRATEGIE DI STUDIO
Favorire l’elaborazione immediata del materiale durante
la spiegazione:
Richiamare le conoscenze preesistenti
Integrare tipologie diverse di informazioni (verbali orali e
scritte, immagini)
Studiare in classe durante la spiegazione (usare il CL)
Creare una mappa concettuale
Favorire un metodo di studio funzionale, es. uso degli
indici testuali (titolo, parole chiave, box)
Registratori per studiare (penna elettronica Livescribe)
METODO DI STUDIO A CASA
STESSO GIORNO DELLA SPIEGAZIONE
CONTROLLO DEL MATERIALE (APPUNTI, SCHEMI)
SVOLGIMENTO DI ESERCIZI ASSEGNATI
PRIMA DELLA LEZIONE SUCCESSUVA
DOMANDE DI AUTOVERIFICA
CREARE SCHEMI O MAPPE
PRIMA DELLA VERIFICA
RIPASSO E CONTROLLO DELL’APPRENDIMETNO
IN GENERALE: PIU’ PROFICUO LO STUDIO
INTERVALLATO DI QUELLO MASSIVO
COLLABORAZIONE CON LE FAMIGLIE
MISURE DISPENSATIVE
Leggere a voce alta
Studio del vocabolario cartaceo; esistono dizionari digitali
con immagini
Studio mnemonico di date, nomi e lessico specifico (es. in
grammatica: articoli, nomi, verbi, ecc.)
Riduzione dei compiti scritti che possono essere svolti
oralmente
Dispensare dalla lingua straniera nei casi più gravi, negli
altri prediligere l’apprendimento orale
ESEMPI DI SCHEMI
ED ESERCIZI
SCHEDA DI
GRAMMATICA
NOMI
di PERSONA
di COSA
di ANIMALI
cuoco
sedia
cane
Andrea
I NOMI POSSONO ESSERE:
COMUNI
lettera minuscola: cane
PRORPI
lettera maiuscola: Galana
SINGOLARI
PLURALI
indicano una sola cosa: torta
indicano tante cose: torte
Facilitare gli esercizi di
grammatica
Articolo Nome Verbo
Il
Mio
Cane
È
nero
X
Aggettiv
o
Facilitare gli esercizi di grammatica
Luigi adora il suo simpatico cagnolino Fuffi
NOMI
Luigi
cagnolino
Fuffi
ARTICO
LI
il
VERBI
AGGETTIVI
adora
suo
simpatico
SCHEDA DI
STUDIO
FRANCESCO PETRARCA
VITA
•Nasce ad Arezzo nel 1304
•Da bambino si trasferisce ad Avignone perché il padre fù bandito per le sue idee politiche
•Iniziò l’università di legge per volere del padre
•Abbandonò tali studi per la sua vera passione: la poesia
•Conobbe Laura (donna sposata), l’amore della sua vita che ispirò molte sue opere
•Morto il padre, si guadagnò da vivere lavorando per una famiglia nobile (i Colonna)
•Viaggiò in Italia e all’estero
•A Roma fu incoronato poeta nel 1341
•Morì ad Arquà nel 1374 (aveva 70 anni)
L’OPERA PIU’ IMPORTANTE E CONOSCIUTA
IL CANZONIERE
366 componimenti scritti in volgare (sonetti, canzoni, ballate, sestine, madrigali)
la maggior parte di tema amoroso, come: CHIARE, FRESCHE E DOLCI ACQUE
SOLO E PENSOSO
Mappe concettuali
DISTURBO DELLA
COMPRENSIONE DEL TESTO
(DCT)
COMPRENSIONE DEL TESTO
PROCESSO ATTIVO DI COSTRUZIONE DEL SIGNIFICATO DEL
TESTO
DIPENDE DALLE CARATTERISTICHE DEL TESTO E DALLE
CONOSCENZE DEL LETTORE
RICHIEDE:
LA COMPRENSIONE DELLE INFORMAZIONI CONTENUTE NEL TESTO
LA CAPACITA’ DI INTEGRARE LE INFORMAZIONI DEL TESTO CON
QUELLE POSSEDUTE DAL LETTORE, QUESTO PORTA ALLA
RAPPRESENTAZIONE MENTALE DEL CONTENUTO
“Ieri era una giornata di pioggia e Giorgio non aveva l’ombrello.
Oggi Giorgio si è svegliato con una brutta influenza.”
Perche Giorgio si è ammalato?
DCT: CARATTERISTICHE
Non hanno problemi nella decodifica (no dislessia)
Vocabolario ridotto
Ridotte capacità di fare inferenze lessicali e semantiche
Ridotte capacità di individuare gli elementi importanti del
testo
Difficoltà morfo-sintattiche (sing.-plu, masc.-femm.)
Difficoltà nella lettura di parole astratte (es. fortuna) ma non
nella lettura di parole concrete
Ridotta capacità di controllare il livello di comprensione
QI nella norma ma profilo cognitivo non omogeneo
INTERVENTI PER POTENZIARE
LA COMPRENSIONE DEL TESTO
Segmentare un testo
Associare immagini a frasi corrispondenti
Mettere in ordine le sequenze di un testo
Completamento di un brano (inferenze lessicali)
Evidenziare le informazioni importanti
Allenare la memoria a breve termine
Colpo d’occhio
Trova le differenze tra due disegni
Sviluppare la meta-memoria
Cosa ricordi?
Cos’hai dimenticato?
Io ho paura dei cani
Laura ha una grande paura dei cani.
Un pomeriggio, mentre andava a trovare il suo
amico Giulio, ha visto un cane che veniva verso
di lei.
Era un randagio spelacchiato e sudicio.
Presa dalla paura Laura si è arrampicata
sull’albero aspettando che il cane si
allontanasse.
Quando finalmente il cane se n’e andato, la
bambina è scesa dall’albero ma è scivolata e si è
fatta male alla mano.
Mettiamo in ordine!!
prendo la radio
ascolto la musica
accendo la radio
Fido scava una buca in giardino
ricopre la buca con la terra
getta il suo osso dentro la buca
STRATEGIE DI AGEVOLAZIONE
Informare anticipatamente sul tipo di testo
Chiedere di fare ipotesi sul contenuto basandosi sul
titolo e/o illustrazioni
indici testuali
Fermare la lettura per
fare domando su ciò che è stato letto (CL)
chiedere anticipazioni sullo svolgimento
Permettere di leggere prima le domande e poi il testo
(crea aspettativa e focalizza l’attenzione), sottolineando
la risposta
Strategie meta-cognitive di analisi del testo:
Rispondere a domande rileggendo sul testo
Apprendere tecniche di inferenze lessicali e semantiche:
se A=B e B=C allora …A=C
Di cosa si sta parlando??
La procedura in realtà è semplice. Prima di tutto
occorre separare le cose in gruppi. È meglio fare
pochi oggetti alla volta che tutti insieme, se si
esagera possono nascere complicazioni. Errori
possono costare soldi. All’inizio sembra complicato,
ma poi col tempo diventa parte della vita quotidiana
di una persona.
“Come lavare i panni in lavatrice”
Importanza degli INDICI TESTUALI
Con un titolo il brano acquista
maggior significato
LA SCRITTURA
DISTURBI
DISTURBI DELLA
DELLA
SCRITTURA
SCRITTURA
COMPONENTE
GRAFICA
COMPONENTE
ORTOGRAFICA
DISGRAFIA
ESPRESSIONE
SCRITTA
PRODURRE
TESTI
DISORTOGRAFIA
LA DISORTOGRAFIA
DISORTOGRAFIA
Scrittura lenta e con diverse tipologie di errori
Errori fonologici:
Scambio lettere simili
per forma (m-n; n-u; b-d)
per suono (c-q; b-p)
per articolazione (f-v; t-d)
Omissioni e/o aggiunta di lettere o sillabe (“pota” per
“porta” o ”tavolovo” per “tavolo”)
Inversione grafemi o sillabe (“bamlabo” per “bambola”)
DISORTOGRAFIA
Errori lessicali (maggiore resistenza):
fusioni o separazioni illecite (es. “lape” per “l’ape” o “in
sieme” per “insieme”)
Scambio di grafemi omofono (“licuore” per “liquore”)
Confusione tra parole omofone non omografe (hannoanno; ha-a)
Errori ortografici (doppie, punteggiatura, accenti)
Lettere scritte specularmente
Uso di caratteri diversi nella stessa parola
Difficoltà nel passaggio stampatello-corsivo
CRITERI DI VALUTAZIONE E
DIAGNOSI
PROVE DI VALUTAZIONE USATE:
DETTATO DI PAROLE
DETTATO DI TESTO INCALZANTE (richiede un doppio compito:
ascoltare e memorizzare, scrivere)
LA DIAGNOSI PUO’ ESSERE FATTA DALLA FINE
DELLA SECONDA CLASSE PRIMARIA
SVILUPPO DELLA SCRITTURA
FASE LOGOGRAFICA
Scrivere il proprio nome in fase prescolare
FASE ALFABETICA
Corrispondenza FONEMA-LETTERA
Es. casa; cane; topo
FASE ORTOGRAFICA
Corrispondenza FONEMA-GRAFEMA
MAGGIORE 8 LETTERE ma 6 FONEMI
GHIRO
5 LETTERE ma 4 FONEMI
FASE LESSICALE
parole OMOFONE NON OMOGRAFE (HA-A; L’UNALUNA)
PROCESSO NELLA SCRITTURA
via
diretta
RAPPRESENTAZIONE
ORTOGRAFICA
RAPPRESENTAZIONE
FONOLOGICA
Ripetere la parola
via
indiretta
ANALISI
FONOLOGICA
CONVERSIONE
FONEMA-GRAFEMA
PROCESSI
GRAFO-MOTORI
Memoria a breve termine
dei suoni
Memoria degli
allografi e dei
grafemi
POTENZIAMENTO DELLA
SCRITTURA
Memoria e discriminazione fonologica
Problema uditivo o di linguaggio?
Segmentazione fonemica: Cane
giochi fonologici
Quale parola inizia con “ME”?
/k/a/n/e/
NAVE
MELA
NASO
Catene di parole (TELA – LANA - NAVE)
POTENZIAMENTO DELLA
SCRITTURA
Associazione fonema-grafema
Completamento parole BO_LA, C_ST_
Indovinelli (b-p, v-f, s-z, t-d)
Cartellini, F o V ?
Regole ortografiche
Schede, Filastrocche??
Qui, Quo, Qua, Que, come vedi sono sempre in tre, se
dopo la U c’è una vocale, allora la Q è quella che vale!
Memorizzazioni ortografiche
rappresentazione di parole irregolari (es. quadro e cuore) e
omofone non omografe (a-ha, lago-l’ago, di vino-divino)
tavole
Esercizio: completa le parole inserendo la
E
C_ST_
M_L_
_SS_R_
PER FACILITARE
L’ASSOCIAZIONE
FONEMA-GRAFRMA
INDOVINA INDOVINELLO…
PER FACILITARE
L’ASSOCIAZIONE
FONEMA-GRAFRMA
tod
Piacciono molto ai bambini
Ti dice quanta febbre hai
_olci
_ermometro
bop
È un eroe dei fumetti
Si usa per scrivere
_atman
_enna
mon
È un colore molto scuro
_ero
Lo è la bacchetta delle fate _agica
C’è filastrocca e filastrocca…
Cuoco cuoco, cuoci un poco
nel tuo forno grande e fondo
la focaccia dall'odore
che rallegra il nostro cuore.
Scuote mamma i panni al sole
spuntan già le prime viole
Batte il cuoio il ciabattino
nel suo buio sgabuzzino
Zappa il babbo la sua aiuola
mentre il bimbo corre a scuola.
Conosci la tribù degli indiani Cu
Cu ?
C'è l'indiano cuore che raccoglie
le more.
C'è l'indiano cuoco che accende il
fuoco.
C'è cuoio, un indianone che fa lo
stregone.
C'è scuola, l'indiana che fila e
tesse la lana.
Conosci la tribù degli indiani Cu
Cu ?
Se li scrivi con la Q ride tutta la
tribù.
ESEMPI DI SCHEMI
ED ESERCIZI
CIE
se prima c’è vocale
(a, e, i, o, u)
CE
se prima c’è consonante
CIA
SINGOLARE
TRECCIA
FARMACIA
PLURALE
TRECCE
FARMACIE
Esercizio
SINGOLAR VOCALE CONSONANTE PLURALE
E
FRECCIA
CAMICIA
BOCCIA
C
I
FRECCE
CAMICIE
PAROLE CAPRICCIOSE
Non vogliono la Q
CUORE
SCUOTERE
SCUOLA
CUOCO
PAROLE OMOFONE NON
OMOGRAFE
L’AGO
LAGO
COMPENSARE, DISPENSARE,
FACILITARE
STRUMENTI COMPENSATIVI E
STRATEGIE
Scrittura col computer (riconoscere è più facile che
rievocare le lettere), anche con feedback vocale
Uso di correttore ortografico ma non automatico,
meglio usare un suggeritore, anche vocale (es.
Carlo)
Riconoscimento vocale (scrive il computer)
Sollecitare la “caccia all’errore” (autocorrezione)
Dare aiuti graduali per trovare l’errore (es. indicare la riga,
poi la parola e se serve l’errore specifico)
Evitare di presentare tutti gli allografi
contemporaneamente: difficoltà di categorizzazione
Privilegiare e accettare frasi semplici e
sintatticamente poco complesse
STRUMENTI COMPENSATIVI E
STRATEGIE
Ausilio di mappe concettuali e schemi per gli appunti
Uso registratori (Livescribe: penna elettronica)
Scrittura collaborativa
Verifiche orali, a risposta multipla o sottolineando
nel testo la risposta
Criteri di valutazione: importanza al contenuto
Evitare di far riscrivere più volte il compito
Attenzione alla copiatura dalla lavagna
Concedere più tempo nei compiti scritti
LA DISGRAFIA
DISGRAFIA
Disturbo disprassico della scrittura: bassa abilità
nella motricità fine della mano
Grafia irregolare ai limiti della leggibilità anche da
parte di chi l’ha prodotta
Difficoltà a riprodurre segni grafici (lettere e numeri)
Difficoltà più accentuate nel corsivo
Collegamenti sbagliati tra lettere
Non ci sono difficoltà ortografiche e di conversione
fonema-grafema
DISGRAFIA
Difficoltà visuo-spaziali:
Uso non armonico dello spazio sul foglio
mancato rispetto dei margini
lettere fluttuanti rispetto al rigo
lettere attaccate o distanti quando non dovrebbero
Capovolgimenti di lettere (errata direzione del
movimento)
Dimensioni e proporzioni delle lettere irregolari
Difficoltà posturali e motorie:
Mantenere una postura scorretta
Prensioni problematiche
Difficoltà a modulare la pressione
STRATEGIE e STRUMENTI
Esercitare continuamente la produzione grafica con
schede ad hoc per l’esercizio motorio con indicazioni
su come eseguire il tratto grafico (esempio “Il corsivo
dalla A alla Z” Erickson)
Il punto di partenza
La direzione
Il punto di arrivo
Effettuare l’esercizio in maniera graduale
esercizi di pregrafismo che precedono quelli di
grafismo
Per gruppi di lettere simili nel movimento
STRATEGIE e STRUMENTI
Esempio di famiglie di lettere da presentare:
i, u, t, r
e, l, f, b
n, m, h, p
c, a, d, g, q, o
s, z, v
Modificare impugnature scorrette associate a
eccessiva rigidità della mano
Gommini correttivi per la prensione
Esercizi defaticanti per la mano (antistress)
STRATEGIE e STRUMENTI
Modificare posture scorrette che influiscono
negativamente sulla scrittura
Tabelle con i collegamenti anomali (o, v, b)
Usare oggetti concreti per spaziare le parole (es. un
dito)
Uso di una tavoletta grafica o della LIM (esercizio
avanzato)
Uso del computer come strumento compensativo
STRUMENTI PER FARE PRATICA
SUI MOVIMENTI DELLA
SCRITTURA
Evidenziare la
riga dove deve
essere inserito il
corpo base delle
lettere
ESERCIZI
DI
PREGRAFISMO
ESERCIZI
DI
PREGRAFISMO
ESERCIZI DI PREGRAFISMO
ESERCIZI
DI
GRAFISMO
SU
SINGOLE
LETTERE
ESERCIZI
DI
GRAFISMO
SU
PAROLE
ESERCIZI
DI
GRAFISMO
SUI
COLLEGAMENTI
TRA LE
LETTERE
DIFFICOLTA’
NELL’ESPRESSIONE SCRITTA
PRODUZIONE DEL TESTO
PIANIFICAZIONE
GENERAZIONE
DI IDEE
ORGANIZZAZIONE
TRASCRIZIONE
REVISIONE
OBIETTIVI
PRODUZIONE DEL TESTO
PIANIFICAZIONE
CAPACITA’ CRITICA
IMPLICA L’ELABORAZIONE DI QUANTO SI SA IN
FUNZIONE DEGLI SCOPI COMUNICATIVI E DELLE
CONOSCENZE DEL DESTINATARIO, ABILITA’ POCO
SVILUPPATA NEGLI INESPERTI
SCRITTORE IMMATURO USA COME UNICO CRITERIO
L’ATTINENZA ALL’ARGOMENTO
REVISIONE E CORREZIONE POCO PRESENTI NEGLI
SCRITTORI INESPERTI
PREVALENTEMENTE DI TIPO ORTOGRAFICO
STRUMENTI E STRATEGIE
MAPPE CONCETTUALI
STIMOLARE AL CONTROLLO PER OGNI PICCOLA PARTE
PRODOTTA
OFFRIRE MODELLI SINTATTICI E LESSICALI CORRETTI
RIFORMULARE ALTERNATIVE DA VALUTARE E SCEGLIERE
INSIEME PER SOSTITUIRE ESPOSIZIONI POCO CHIARE E/O
SCORRETTE
FAVORIRE LA SINTESI (POCO MA BUONO)
RISPONDERE ALLE DOMANDE:
IL LETTORE CONOSCE QUESTI ARGOMENTI?
PUO’ CAPIRE FACILMENTE QUANTO SCRITTO?
MANCA QUALCOSA?
TESTO NARRATIVO
1
INTRODUZIONE
Chi
Quando
Dove
2
SVOLGIMENTO
3
CONCLUSIONI
Cosa
accade
conseguenze
perché
Come
emozioni
INTRODUZIONE
CONTROLLO INTRODUZIONE
•Il lettore conosce gli avvenimenti?
•Può capire quanto scritto?
•Manca qualcosa?
SI/NO
SI/NO
SI/NO
SVOLGIMENTO
CONTROLLO SVOLGIMENTO
•Il lettore conosce gli avvenimenti?
•Può capire quanto scritto?
•Manca qualcosa?
SI/NO
SI/NO
SI/NO
CONCLUSIONI
CONTROLLO CONCLUSIONI
•Il lettore conosce gli avvenimenti?
•Può capire quanto scritto?
•Manca qualcosa?
SI/NO
SI/NO
SI/NO
ENTRARE NELLA TESTA DEL
LETTORE!!
Può essere molto difficile soprattutto per i più
piccoli
Può essere utile fare esercizi concreti per
acquisire maggiore consapevolezza
Per esempio il “doppio testo”
Dividere la classe in due gruppi
Assegnare ad ogni gruppo un testo (riassunti)
diverso
Far esporre l’elaborato ai bambini di un gruppo
controllando la comprensione dell’altro gruppo
LA MATEMATICA
DISCALCULIA
SEMANTICA
PROCEDURALE
DISCALCULIA SEMANTICA:
MANIFESTAZIONI
Difficoltà a confrontare quantità (subitizing)
Difficoltà ad enumerare in avanti e all’indietro
Difficoltà a fare i calcoli a mente
Difficoltà a memorizzare fatti numerici come
le tabelline
Difficoltà nei compiti che implicano stime e
trasformazioni (equivalenze)
Difficoltà nei quantificatori di tempo (1/4
d’ora) e spazio (distanze)
DISCALCULIA SEMANTICA
Mancata rappresentazione numerica
esempio:
5
Che numero manca: 7 o 10?
15
DISCALCULIA PROCEDURALE:
MANIFESTAZIONI
Si manifesta più tardi della discalculia
semantica, quando i numeri sono più grandi
Errori nelle procedure di calcolo scritto:
Incolonnamento
riporto e prestito
Mancata revisione del lavoro
Difficoltà a leggere e scrivere i numeri
Errori lessicali (8 al posto di 6)
Errori sintattici (13 per 31; 10080 per 180)
CRITERI DIAGNOSTICI
DIAGNOSI EFFETTUATA ATTRAVERSO LA
SOMMINISTRAZIONE DI TEST STANDARDIZZATI
CHE VALUTINO CORRETTEZZA E RAPIDITA':
LA COGNIZIONE NUMERICA DI BASE
LE PROCEDURE ESECUTIVE E DI CALCOLO
DIAGNOSTICABILE SOLO ALLA FINE DELLA 3°
CLASSE PRIMARIA
PROCESSI NELL’ELABORAZIONE
DEL NUMERO
1. Cognizione numerica di base
Subitizing
Processi lessicali: leggere e scrivere i numeri
Processi semantici: quantificazione e comparazione
Processi di conteggio: seriazione, corrispondenza biunivoca e
cardinalità
Sintassi del numero
2. Procedure esecutive e di calcolo
Incolonnamento
Algoritmi del calcolo scritto
Recupero dei fatti aritmetici e calcolo a mente
LA COGNIZIONE NUMERICA DI
BASE
SUBITIZING: sensibilità al numero
Riconoscimento immediato delle quantità
Dove ci sono più pallini?
giochi col dado e domino
apprendere configurazioni utili per le strategie di
calcolo
PROCESSI LESSICALI:
conoscere i numeri
LETTURA riconoscere e denominare i numeri
arabici: 3
tre
Esercizio di denominazione anche in collaborazione
Gioco ruba bandiere
SCRITTURA
Esercizio motorio con schede ad hoc simili a quelle per la
disgrafia
Schede di esercizio
DUE
2
Ricerca: potenziamento lessicale
BLU: Apprendimento Cooperativo
ROSSO: Apprendimento
Individuale
VERDE: Nessuna attività
I bambini della ricerca
migliorano
significativamente la
conoscenza dei numeri in
seguito ad attività svolte in
apprendimento cooperativo
Meloni C., Berretti S., Fanari R. (2012): “Effetti di un training di potenziamento delle abilita’
nell’ambito della pre-matematica”, atti del congresso nazionale di psicologia sperimentale (AIP),
sessione poster, Chieti.
PROCESSI SEMANTICI:
comprendere il numero
Associare il numero alla quantità
Giochi di movimento come “Regina reginella..”
Schede
5
Qual è il numero più grande tra 4 e 8?
Linea dei numeri
4
2
Ricerca: potenziamento semantico
BLU: Apprendimento Cooperativo
ROSSO: Apprendimento
Individuale
VERDE: Nessuna attività
I bambini della ricerca
migliorano
significativamente la
comprensione dei numeri in
seguito ad attività svolte in
apprendimento cooperativo
Meloni C., Berretti S., Fanari R. (2012): “Effetti di un training di potenziamento delle abilita’
nell’ambito della pre-matematica”, atti del congresso nazionale di psicologia sperimentale (AIP),
sessione poster, Chieti.
SINTASSI DEL NUMERO
Stabilire il rapporto tra le cifre e dare il giusto valore
alla cifra in base alla sua posizione
Il 5 ha un valore diverso nel 15 e nel 51
Strategie:
Indici colorati per Unità e Decina: 15 – 51
Esercizi: Costruisci il numero
7da 3u
73 (prima in ordine)
8u 6da
68 (poi in disordine)
DECINE
UNITA’
da
u
CAPACITA’ DI CONTARE
1.
Seriazione: enumerazione
filastrocche
Completamento di seriazione (1 2 _ 4)
Gioco di movimento: il trenino dei numeri
2. Corrispondenza biunivoca
3. Cardinalità
Quanti alberi ci sono?
Corrispondenza biunivoca
C’è una cuccia per ogni cagnolino? Perché?
Fasi nello sviluppo del contare come
strategia di addizione
esempio
3+5
CONTARE TUTTO
poi
CONTARE IN AVANTI DAL PRIMO
ADDENDO
(“4,5,6,7,8”)
CONTARE IN AVANTI DALL’ADDENDO PIU’
GRANDE (verso la seconda primaria)
(“6,7,8”)
LE PROCEDURE ESECUTIVE E DI
CALCOLO
INCOLONNAMENTO
Errori nella collocazione di operandi, riporto e prestito
utile l’uso di tabelle
Spesso legati a difficoltà visuo-spaziale
Tabella utile anche ai disgrafici
PARTE INTERA
k
h
da
PARTE DECIMALE
u
d
,
,
,
c
m
+
=
ALGORITMI DEL CALCOLO
SCRITTO
Difficoltà a ricordare le proprietà e le procedure delle 4
operazioni
Confusioni tra segni matematici (64 x 6 = 70)
L’uso di tabelle riassuntive permette allo studente di
concentrarsi sulla capacità applicativa senza perdere
tempo nel tentativo poco fruttuoso di ricordare proprietà
Tabelle compensative sulle principali regole di calcolo
+
2+1=3
unire
N+0=N
2+0=2
x
2x1=2
ripetere
Nx0=0
3x0=0
ERRORI DI PROCEDURA
342 –
257
115
inverte la direzione di procedura per
non sottrarre un numero maggiore da
uno minore (7-2=5; 5-4=1)
259 –
147
312
confusione tra operazioni, inizia
correttamente poi cambia (2+1=3)
62 –
57
25
prestito usato come riporto (6+1=7
7-5=2)
STRATEGIE PER IL CALCOLO
SCRITTO
La tabella oltre ad evitare errori di incolonnamento permette
di incasellare anche prestiti e riporti evitando confusione
Identificare il tipo di operazione evidenziando il segno
Pianificare le procedure,
es. le direzioni da seguire
da
u
h
Schede con indicazioni
sulla direzione e i passaggi di
9
67 13
svolgimento delle operazioni
4
2
5
5
4
8
=
Possibili strategie applicative: espressione
guidata
Nelle espressioni evidenziare le operazioni da fare prima
[3 + (4x6) + 12 x (63:7)] + 32 =
[3 + 24 + 12 x 9] + 32 =
[3 + 24 + 108] + 32 =
135 + 32 = 167
Scheda compensativa: “PROCEDERE IN ORDINE”
1.PARENTESI TONDE (…)
2. MOLTIPLICAZIONI x e DIVISIONI :
3. ADDIZIONI + E SOTTRAZIONI 4. PARENTESI QUADRE […]
CALCOLO A MENTE
GRANDE CRITICITA’
u: 5 + 2 = 7
Esempio di
strategia
15 + 22
30+7=37
da: 10 + 20 = 30
Difficoltà legata a:
Scarsa capacità di ricordare e applicare le proprietà matematiche di
scomposizione e composizione
Limitato funzionamento della memoria di lavoro che permette di
tenere a mente i numeri e di fare contemporaneamente l’operazione
+
INTERVENIRE:
Software Memocalcolo
Linea dei numeri
Uso calcolatrice
0 1
2
-
3
4
5
6
7
8 9 10
RECUPERO FATTI ARITMETICI
Difficoltà a memorizzare tabelline e calcoli semplici
difficoltà resistente anche a training mirati
Possono ottenere risultati immediati, ma appena il
training finisce vengono meno i risultati
Uso tavola pitagorica per le tabelline
Usare pallottolieri (o oggetti) e linea dei numeri
Calcolatrice
Formulari per il ricordo di formule (es. per trovare perimetro e
area delle figure geometriche)
Attenzione!!
Col disturbo visuo-spaziale (scarsa coordinazione motoria
occhio-mano) meglio le schede delle singole tabelline
rispetto alla tavola pitagorica
COMPENSARE E DISPENSARE
STRUMENTI COMPENSATIVI E
MISURE DISPENSATIVE
Linea dei numeri, pallottolieri o oggetti per fare i
calcoli più semplici
Calcolatrici (anche con sintesi vocale) per i calcoli
più complessi
Tavola pitagorica,tabelline, tavole con equivalenze
delle unità di misura e formule
Schede con le procedure matematiche
Dispensare dai calcoli a mente
Concedere più tempo nei compiti e nelle verifiche
Valutare maggiormente i processi o i calcoli in base
alle caratteristiche del disturbo
PER LE EQUIVALENZE
Tabella che indichi le unità di misura e i passaggi
per le trasformazioni
x 10
x 10
x 10
x 10
x 10
x 10
x 10
x 10
x10
t
q
Mg
Kg
hg
dag
g
dg
cg
mg
tonnellat
a
quintal
e
miriagram
mo
chilogram
mo
ettogram
mo
decagram
mo
grammo
decigram
mo
centigram
mo
milligram
mo
: 10
: 10
: 10
: 10
: 10
: 10
: 10
: 10
: 10
DIFFICOLTA’ NELLA SOLUZIONE
DEI PROBLEMI MATEMATICI
DEFICIT NELLA SOLUZIONE DI
PROBLEMI MATEMATICI
Non è direttamente dipendente dalle
competenze di calcolo
Comprende 6 abilità fondamentali:
Comprensione del testo
Rappresentazione mentale
Categorizzazione
Pianificazione
Svolgimento
Controllo e Revisione
DALLA DIFFICOLTA’
ALL’INTERVENTO
Difficoltà ad individuare i dati utili distinguendoli da
quelli superflui
Sottolineare e scrivere i dati utili
Individuare informazioni implicite (es. metà di)
Scrivere la domanda all’inizio del testo
Difficoltà a rappresentare mentalmente la
situazione problematica
Associare un testo alla corretta rappresentazione grafica
e viceversa
Creare la rappresentazione del problema o viceversa un
testo-problema per una rappresentazione data
Indicazioni per facilitare la comprensione
Un rettangolo ha la base di 15 cm e l’altezza è i 2/5 della
base. Calcola perimetro e area.
INDICAZIONI:
Leggi il testo
Cerchia le parole che indicano le figure geometriche
Evidenzia in giallo la domanda
Colora le informazioni che riguardano i lati
disegna la figura
Scrivi i dati
Risolvi il problema (eventualmente usando il formulario)
Scrivi le formule necessarie
Trasforma la formula in calcolo
RAPPRESENTAZIONE DEI
PROBLEMI: esercizio
Nel negozio di giocattoli ci sono nello scaffale 4 orsacchiotti.
Ne vendono 3. Quanti orsacchiotti rimangono nel
negozio?
DALLA DIFFICOLTA’
ALL’INTERVENTO
Difficoltà a comprendere la struttura profonda del problema
Esercizi di categorizzazione dei problemi con i colori o
creando un diagramma ad albero
Raggruppare i problemi con le frazioni e quelli senza frazioni
Inventare due problemi uguali per modalità di soluzione
Difficoltà nella pianificazione
Ordinare le fasi di una attività nota
Tendenza a non controllare il lavoro svolto
Istruzioni specifiche sul controllo
Stimolare la riflessione sul lavoro: “come pensi di essere
andato?”
Usare la collaborazione
“Palle di neve” con il controllo
ESERCIZI DI CATEGORIZZAZIONE
La mamma compra 4 mele e 6 banane. Quanta frutta ha
comprato in tutto?
Quale tra i problemi che seguono è simile al
precedente?
Carlo ha 7 figurine e l’amico Gigi gli regala altre 2
figurine. Quante figurine ha in tutto Carlo?
La mamma vuole regalare 12 caramelle ai suoi 3
bambini. Quante caramelle darà a ciascun bambino?
ESERCIZI DI CATEGORIZZAZIONE
Coloriamo i problemi
La mamma compra 4 mele e 6 banane. Quanta frutta ha
comprato in tutto?
La maestra porta in classe 4 scatole di pennarelli.
Ciascuna scatola contiene 12 pennarelli. Quanti pennarelli
nuovi ci sono in classe?
Il papà compra 8 lampadine ma tornando a casa 2 si
rompono. Quante lampadine porta a casa il papà?
La mamma vuole regalare 12 caramelle ai suoi 3 bambini.
Quante caramelle darà a ciascun bambino?
+
x
-
:
DEFICIT DI ATTENZIONE E
IPERATTIVITA’
Denominazioni e sigle
DDAI
ADHD
Disturbo da Deficit di Attenzione e
Iperattività
Attention Deficit and
Hiperactivity Disorder
ADHD: MANIFESTAZIONI
DISATTENZIONE
Difficoltà a mantenere lo sforzo attentivo
Facilità di distrazione
Difficoltà a seguire le istruzioni
Difficoltà ad organizzarsi
IPERATTIVITA’
Eccessivo livello di attività motoria
Frequente eccessivo livello di attività verbale
IMPULSIVITA’
Sottotipo
Disattento
Sottotipo
Combinato
Sottotipo
Difficoltà a dilazionare una risposta
IperattivoDifficoltà a inibire comportamenti inappropriati impulsivo
Difficoltà ad attendere una gratificazione
PROBLEMI DERIVANTI
DIFFICOLTA’ SCOLASTICHE
DIFFICOLTA’ RELAZIONALI
SCARSA AUTOSTIMA E MOTIVAZIONE
DISTURBI EMOTIVI (ansia e depressione)
COMORBIDITA’
DSA
Ritardo mentale
Disturbo Oppositivo Provocatorio
Disturbo della Condotta
Criteri dal DSM 5
6 o più sintomi di Disattenzione
Spesso fallisce nel prestare attenzione ai dettagli o compie errori
di inattenzione nei compiti scolastici, nel lavoro o in altre attività
Spesso ha difficoltà nel sostenere l’attenzione nei compiti o nelle
attività di gioco (ed es. mostra difficoltà nel restare concentrato
durante le lezioni, le conversazioni e durante la lettura)
Spesso sembra non ascoltare quando gli si parla direttamente
(sembra con la mente altrove)
Spesso non segue completamente le istruzioni e incontra
difficoltà nel terminare i compiti di scuola, lavori domestici o
mansioni di lavoro, non dovute a comportamento oppositivo o a
difficoltà di comprensione
Spesso ha difficoltà a organizzare compiti o attività varie
Spesso evita, prova avversione o è riluttante a impegnarsi in
compiti che richiedono sforzo mentale sostenuto
Spesso perde materiale necessario per i compiti o altre attività
Spesso è facilmente distratto da stimoli esterni
Spesso è sbadato nelle attività quotidiane
Criteri dal DSM 5
6 o più sintomi di Iperattività-Impulsività
Spesso muove le mani o i piedi o si agita sulla seggiola
Spesso si alza in classe o in altre situazioni dove ci si aspetta
che rimanga seduto
Spesso corre in giro o si arrampica eccessivamente in situazioni
in cui non è appropriato
Spesso ha difficoltà a giocare o a impegnarsi in attività in modo
quieto
E’ continuamente in movimento o agisce come se fosse spinto
da un motorino
Spesso parla eccessivamente
Spesso “spara” delle risposte prima che venga completata la
domanda
Spesso ha difficoltà ad aspettare il proprio turno
Spesso interrompe o si comporta in modo invadente verso gli
altri
CRITERI DIAGNOSTICI
I sintomi devono essere presenti prima dei 12 anni
I sintomi devono essere presenti in almeno due o più contesti
(es. casa e scuola)
I sintomi interferiscono, o riducono la qualità, con le funzioni
sociali, scolastiche, lavorative.
Grado di severità
Lieve: sintomi appena sufficienti per effettuare la diagnosi;
compromissione minima nel funzionamento sociale e lavorativo
Medio: impatto intermedio sul funzionamento sociale e lavorativo
Severo: sintomi superiori a quelli necessari per la diagnosi;
marcata compromissione del funzionamento sociale e lavorativo
CAUSE
FATTORI GENETICI
FATTORI NEUROBIOLOGICI
LIVELLI ALTERATI DELLA DOPAMINA
ANOMALIE STRUTTURALI E FUNZIONALI DI DIVERSE
REGIONI CEREBRALI (corteccia prefrontale, gangli alla
base, cervelletto e corpo calloso) LEGATE A FUNZIONI
CRITICHE:
ATTENZIONE SOSTENUTA (Test delle Campanelle)
INIBIZIONE DELLE RISPOSTE INADEGUATE (Test di Stroop)
MEMORIA DI LAVORO (test del doppio compito)
FLESSIBILITA’ COGNITIVA (Wisconsin Card Sorting Test)
PIANIFICAZIONE (Torre di Hanoi)
Wisconsin Card Sorting Test
Torre di Hanoi Test
L’ATTENZIONE
Processo cognitivo trasversale che permette di
dirigere l’attività mentale secondo gli scopi
prefissati
Attenzione sostenuta
mantenere uno stato di
allerta durante le attività
mentali prolungate
Attenzione divisa
orientata su stimoli di natura
diversa
Attenzione focale indirizzata in modo specifico su
un determinato bersaglio
Attenzione selettiva
selezionare funzionalmente
gli stimoli esterni
DEFINIAMO IL PROBLEMA
Deficit di autoregolazione
Deficit di inibizione comportamentale
Non si ferma a pensare alle possibili conseguenze prima di agire
Difficoltà ad eliminare gli stimoli irrilevanti
Percezione del tempo alterata
MITI DA SFATARE SULL’ADHD:
Disattenzione non in termini assoluti: seguiti individualmente
riescono, prestano attenzione a videogiochi, ad alcuni programmi
TV
Non sono dispettosi o maleducati intenzionalmente
L’ADHD non scompare, semplicemente i sintomi possono
modificarsi con la crescita
Il caso di Michele: evoluzione del disturbo
Scuola materna:
inquieto, col bisogno irrefrenabile di muoversi
non riesce a stabilire un contatto con i compagni
Non accetta di buon grado le regole, vuole fare sempre a modo suo
Cambia gioco continuamente
L’attesa è insopportabile, vorrebbe tutto e subito (file per il bagno, la
mensa, uscire in cortile)
Scuola primaria:
Problemi di comportamento e attenzione
Pessima scrittura
numerosi errori in diverse materie
Inizialmente la sua esuberanza lo rende simpatico ai compagni, poi
anche loro si lamentano del fatto che non conclude i giochi, non
rispetta le regole e lo allontanano
Scuola secondaria di primo grado:
Iperattività motoria diminuita ma continuano i problemi scolastici
(produzioni incomplete, dimenticanze) e sociali (comportamenti
infantili)
INTERVENTI
FARMACOLOGICI (regolazione della dopamina)
Somministrati con molta cautela nei casi più gravi
Possibili effetti collaterali (es. assuefazione,
dipendenza, insonnia)
PSICOEDUCATIVI
COGNITIVO-COMPORTAMENTALI
PARENT TRAINING
STRETEGIE
COMPORTAMENTALI
E COGNITIVE
PRINCIPALI TECNICHE
STRUTTURAZIONE DELL’AMBIEMTE
REGOLE EFFICACI
ROUTINE E TEMPI DI LAVORO PRESTABILITI
ADATTAMENTO DELLA DIDATTICA
RINFORZI POSITIVI
TOKEN ECONOMY e COSTO DELLA RISPOSTA
IGNORARE PIANIFICATO
TIMEOUT
RIFLESSIONI METACOGNITIVE
STRUTTURAZIONE
DELL’AMBIENTE
Valutare la disposizione dei banchi e delle
attrezzature dell’aula
Il bambino ADHD dovrebbe essere posizionato in
modo da:
Essere facilmente visibile e raggiungibile dal docente
Avere vicino un numero ridotto di compagni
possibilmente tranquilli
Essere lontano da possibili distrattori (finestre, armadi,
porte, cartelloni, ecc)
CREARE REGOLE EFFICACI
Regole condivise (scelte e discusse insieme al
gruppo classe)
Trascritte in un cartellone a vista
Regole dovrebbero:
Essere chiare e semplici
Essere espresse in proposizioni positive e non divieti
Descrivere le azioni in modo operativo senza ambiguità
(come “stare buoni”)
Essere accompagnate da riferimenti grafici colorati
Essere poche (max 10) ed espresse sinteticamente
Attaccare sul banco cartellini promemoria con la regola
da rispettare (es. col disegno di un bambino che rimane
seduto composto mentre lavora)
Esempi di regole
Non si deve parlare
senza aver alzato la
mano per chiedere la
parola
Quando vuoi parlare,
ricordati di alzare la
mano
Non si corre nei corridoi
durante la ricreazione
Cammina lentamente
Per uscire si deve
essere in fila per due e
aspettare che tutti siano
pronti
Usciamo tutti in fila per
due
ROUTINE
La difficoltà di autoregolazione rende il comportamento del
bambino disorganizzato, tanto più quando il bambino non coglie
quanto ci si aspetta da lui in un determinato momento
Rendere prevedibile la suddivisione delle attività e delle pause
nel corso della giornata aiuta nell’organizzazione
Creare una scaletta quotidiana delle attività
ESEMPIO
Ingresso in classe
Verificare la presenza di tutto il materiale necessario per la lezione
Presentazione delle attività previste per la giornata e dei rispettivi
tempi
Concordare le pause
Stabilire delle attività per la ricreazione o per la palestra
Dettatura dei compiti per casa, non negli ultimi cinque minuti così da
poter controllarne la completezza e correttezza
Saluto e uscita
Organizzazione del materiale
Quaderni con colori diversi per ogni materia
Cartellone coi materiali scolastici
Schede con i materiali necessari per le varie
discipline da tenere nel diario
ITALIANO
LIBRO DI LETTURA
MATEMATICA
SUSSIDIARIO
QUADERNO ROSSO
QUADERNO BLU
PENNE
PENNE
GOMMA E MATITA
GOMMA E MATITA
RIGHELLO
Gestione dei compiti a casa
Scrive male i compiti per casa
Scrivere i compiti alla lavagna e leggerli a voce alta uno ad uno
Usare un quaderno a quadretti per trascrivere i compiti, i classici
diari sono poco strutturati e con scritte e decorazioni
potenzialmente distraenti
Materia
Compito
Materiali
Conclusione
Usare un registratore
Usare schede strutturate
Compagno per il doppio controllo
Dimentica materiale per fare i compiti a casa
Far togliere dai genitori qualche gratificazione per quel giorno
Se dimentica i quaderno dei compiti responsabilizzarlo attivandolo
a trovare soluzioni (es. chiamare un compagno; deve essere fatto
dal bambino e non dal genitore)
ADATTARE LA DIDATTICA
BREVITA’
SCARSA ATTENZIONE SOSTENUTA
Ridurre eventualmente compiti lunghi in sottounità che richiedono
poco tempo, consentendo brevi e frequenti pause
Ritmo relativamente veloce
VARIETA’
PERCEPISCE RAPIDAMENTE MONOTONIA
Presentare argomenti con stimolazioni diverse (visive,verbali,tattili)
Presentare lo stesso materiale in modi leggermente diversi
Alternare compiti passivi con quelli attivi
Collaborazione per favorire gli aspetti cognitivi e sociali (gli altri
fungono da modello)
STRUTTURA
SCARSA ORGANIZZAZIONE
Routine
Pulizia del setting di lavoro (sul banco solo quello che serve)
Attività guidate e con indicazioni chiare e precise
Difficoltà a rispettare le consegne
Errori spesso legati alla scarsa attenzione alle consegne,
perché a volte non sono state lette sino in fondo
(impulsività)
Fornire istruzioni semplici e chiare
Chiedere ad un alunno di rileggere la consegna
spiegando con parole sue cosa si deve fare
Se la consegna è complessa operare una
semplificazione, per esempio sottolineando insieme
all’insegnante le cose salienti della consegna e creare
un piano d’azione per punti da riportare alla lavagna
(pianificazione)
Allenare alla pianificazione di attività
didattiche
Esempio di attività per allenare il bambino
Giulia deve fare un compito d’italiano, aiutala a pianificare il
lavoro: “Descrivi con parole e con un disegno il tuo
animale preferito.”
Giulia può scegliere di:
Iniziare dalla descrizione a parole
Iniziare dal disegno
Fare contemporaneamente un po’ l’una e un po’ l’altro
Vantaggi…………………………
Svantaggi…………………..
Alcuni suggerimenti didattici
LETTURA
Testo diviso in piccole parti
Piccoli gruppi di lettura
SCRITTURA
Suddivisa in parti con feedback costanti
Esercizi simili a quelli per la disgrafia
MATEMATICA
Usare colori per i simboli
Schemi sulla soluzione dei problemi (pianificazione)
Calcolatrici a fine lavoro per controllo dell’operato
LINGUA STRANIERA
Espandere il vocabolario attraverso la scrittura di cartoncini
colorati (es. rosa per i sostantivi, verdi per i verbi, ecc.)
Favorire il controllo del compito
Dare feedback frequenti il bambino è più disponibile a
rivedere una piccola parte del lavoro piuttosto che rifarlo
completamente
Passare spesso tra i banchi per controllare lo svolgimento dei
compiti e segnalare subito eventuali errori
Fornire indicazioni operative per il corretto svolgimento
Esempio: “Proviamo a ricontrollare il testo del problema? Forse
troviamo informazioni più precise su come svolgerlo”
Evitare: “Hai sbagliato il problema: ricontrolla e rifai!”
Stimolare al controllo del compito effettuato attraverso
procedure di autocorrezione
“la caccia all’errore”: dare un tempo prestabilito per correggere
errori; tutti gli errori auto-corretti non verranno considerati nella
valutazione
Come favorire il controllo attentivo
Concordare dei segnali per richiamare all’attenzione
(es. toccare il suo banco, dare un colpo di tosse) per
non ricorrere a rimproveri
Tecniche per allenare l’attenzione
Registrare un suono acuto (“bip”) a intervalli di tempo
irregolari
Prima registrazione:15 minuti, bip dopo 1’, 2’, 3’, 2’, 1’, 2’, 3’, 1’
Seconda registrazione: 20 minuti, bip dopo 3’, 3’, 2’, 4’, 3’, 3’, 2’
Terza registrazione: 30 minuti, bip dopo 3’, 4’, 3’, 5’, 4’, 2’, 4’, 3’,
2’
Avviare la registrazione durante l’attività
Ad ogni “bip” il bambino deve segnare se era attento al
compito
Il computer
Strumento intrinsecamente motivante
Caratteristiche di dinamicità che si adattano all’ADHD
Colori e grafica
Animazione e musiche
Può essere usato come premio
Può essere usato per percorsi didattici individualizzati attraverso
software che
diano frequenti e immediati feedback
Siano flessibili nella programmazione (livello di difficoltà, ritmo di
presentazione degli stimoli)
L’adulto dovrebbe supervisionare il lavoro
Dare suggerimenti
Gratificare per il lavoro e l’impegno nel compito
Migliora l’orientamento al compito e la relazione educatorestudente
RINFORZO POSITIVO
Conseguenza positiva di una risposta che ha l’effetto di
rendere tale risposta più probabile in futuro
Es.: Mario legge
RISPOSTA
“Bene Mario!”
RINFORZO/conseguenza positiva
I giorni seguenti Mario legge
risposta ripetuta
Classificazione delle tipologie di premi-rinforzo:
TANGIBILI (figurine)
CONSUMATORI (cibo)
SIMBOLICI (smile, gettoni
token economy)
SOCIALI (apprezzamenti verbali)
DINAMICI (concessione privilegi o attività piacevoli; esempio
usare il movimento come premio)
RINFORZO POSITIVO EFFICACE
Meglio se immediato, vario (per non abituarsi) e
frequente (inizialmente, poi gradualmente ridotto)
Obiettivo ultimo che i bambini si rinforzino da soli per i
comportamenti desiderati
Il rinforzo sociale dovrebbe descrivere il comportamento
adeguato messo in atto dal bambino con un commento
positivo
“Matteo, vedo che stai rimanendo seduto al tuo posto mentre
fai gli esercizi di matematica, sono proprio contenta di te”
“Davide, è stato bello che oggi tu sia riuscito ad aspettare il
tuo turno per parlare”
Attenzione a non vanificare il rinforzo aggiungendo una
critica
“Carlo, hai aperto il quaderno e hai iniziato a fare gli esercizi
tutto da solo. Bene! Allora perchè non riesci a farlo tutte le
volte? Vedi che non è così difficile essere buoni?”
Rinforzo negativo e punizione: attenzione!!
Rinforzo negativo
conseguenza positiva di una
risposta che ha eliminato uno stimolo negativo,
aumentando la probabilità che la stessa risposta venga
messa in atto in futuro
Esempio
Luigi è stanco e non vuole continuare il compito in classe
inizia a parlare ad alta voce disturbando tutta la classe (RISPOSTA)
l’insegnante lo manda fuori (CONSEGUENZA POSITIVA)
Punizione
Esempio
conseguenza negativa di una risposta
Marco non ha fatto i compiti assegnati (RISPOSTA)
la mamma non gli permette di guardare il suo programma TV
preferito (CONSEGUENZA NEGATIVA)
Osservazione e analisi funzionale
Prima di impostare un intervento di rinforzo è necessario
Osservare lo studente per capire quali sono le sue
possibilità e i suoi limiti (linea di base)
Capire su quali elementi fare leva per rinforzare i
comportamenti (graduatoria di cosa piace allo studente)
Effettuare un’analisi funzionale dei comportamenti
problema, cioè individuare:
Antecedente
Comportamento
Conseguenza
Compiti
impegnativi
Disturbare la
classe
Essere
mandato fuori
Aiutare il bambino a chiedere aiuto, comunicare difficoltà
così da non esprimere l’eventuale frustrazione con
comportamenti disfunzionali (es. con giochi di ruolo)
Le punizioni
Il rinforzo positivo è più efficace dei rimproveri
si
rinforza il comportamento inadeguato, crea una relazione
negativa, produce comportamenti di evitamento
Rimarcano inadeguatezze
bassa autostima
Le note a volte viste come attenzioni speciali
Il rimprovero dovrebbe essere usato con cautela e
possibilmente in privato
Alternative alla punizione:
Interrompere un comportamento indesiderato fornendo
informazioni utili sul comportamento funzionale
“Matteo, ricorda che quando si vuole parlare si deve alzare
la mano e aspettare che venga data la parola”
Evitare: “Matteo, insomma, smetti di interrompere sempre i
compagni e aspetta il tuo turno!”
Mediazione cognitiva: “Cosa dovresti fare adesso?”
Rimprovero centrato sul comportamento
Il tipo di rimprovero più efficace risulta quello centrato sul
comportamento e caratterizzato da 4 fasi:
Descrizione del comportamento inadeguato (es. “Gigi, hai
dato una spinta a Francesco”)
Spiegazione del perché tale comportamento sia
indesiderabile (es. “avresti potuto farlo cadere e si
sarebbe fatto male”)
Suggerimento di un comportamento alternativo (es.
“quando si esce dall’aula si passa uno alla volta”)
Indicazione dei vantaggi dell’utilizzi del comportamento
adeguato (es. “così eviterai di far male a qualcuno e i tuoi
compagni staranno più volentieri con te”)
In questo modo si offrono alternative e si evitano commenti
svalutativi nei confronti del bambino o giudizi morali
Strategie meta-cognitive
Ripetendo il rimprovero centrato sul comportamento
col tempo lo studente acquisisce il processo
A questo punto si può stimolare lo studente a
sviluppare in autonomia le 4 fasi
Si tratta di un processo cognitivo e meta-cognitivo
che favorisce controllo e abilità di problem solving:
Individuare le possibili conseguenze di un comportamento
(es. se spingo un compagno per avere il suo gioco
potrebbe farsi male)
Individuare dei comportamenti alternativi (a. posso
prendergli il gioco dalle mani; b. chiedere gentilmente il
gioco e aspettare che lui lo condivida con me)
Scegliere quello più efficace (con la soluzione b. il
compagno giocherà più volentieri con me)
IL PROBLEM SOLVING
Affrontare un compito cognitivo o una situazione
problema attraverso le seguenti fasi:
Riconoscere il problema
Definire il problema (comprendere l’obiettivo)
Cercare possibili soluzioni alternative
Scegliere una soluzione
Metterla in pratica valutandone i risultati
TOKEN ECONOMY
Tecnica per aumentare i comportamenti positivi
Sistema di rinforzo che utilizza gettoni, smile,stelline o
altri simboli che il bambino deve guadagnare per
ottenere un premio (da stabilire preventivamente ed
eventualmente fornire l’immagine relativa)
Stabilire in modo chiaro e preciso il comportamento
target da implementare
Stabilire il numero di gettoni minimi da guadagnare per
raggiungere l’obiettivo (fattibile al bambino)
Elargire le monete specificando perché il bambino le ha
guadagnate
Al raggiungimento del numero di gettoni prefissato dare
il premio al bambino
Esempio di token economy sui tempi di
attenzione
Per ogni minuto che rimarrai seduto e attento sul
compito riceverai un punto. Se a fine attività
(15 minuti) avrai guadagnato almeno 6 gettoni
portai usare il computer
IL COSTO DELLA RISPOSTA
Tecnica per diminuire i comportamenti negativi
Far seguire a un comportamento problema un comportamento
riparatore (es. chiedere scusa se si è offeso qualcuno, ripagare
un oggetto rotto)
IL COSTO DELLA RISPOSTA APPLICATO ALLA TOKEN ECONOMY
Selezionare un premio
Indicare al bambino quali sono i comportamenti attesi e quali quelli
disfunzionali
Dare un totale di gettoni al bambino (es. 10)
Decidere il tempo del gioco (inizialmente breve)
Prefissare un obiettivo: “alla fine del tempo devi essere riuscito a
mantenere almeno 4 gettoni”
Togliere un gettone ogni volta che il bambino mette in atto
comportamenti disfunzionali (che devono essere esplicitati per
facilitare la consapevolezza)
Contare il totale dei gettoni mantenuti dal bambino e rinforzare
positivamente il successo
L’autovalutazione
Dopo un percorso di rinforzo (es. token economy), in
cui lo studente ha preso consapevolezza dei
comportamenti positivi e negativi, è possibile
introdurre l’automonitoraggio
Stimolare il bambino a valutare il suo
comportamento
Inizialmente con la mediazione dell’educatore e
gradualmente sempre più in autonomia
Per i bambini è preferibile usare una scala semplice
di valutazione
☺ MOLTO BENE
BENINO
POCO BENE
Esempio di autovalutazione
GIORNI
ALZARE LA MANO
PRIMA DI PARLARE
STARE SEDUTI
DURANTE I COMPITI
USARE LA MATITA PER
SCRIVERE
Venerdì
Mercoledì
03/05/2013 08/05/2013
☺
☺
☺
☺
☺
Venerdì
10/05/2013
Mercoledì
15/05/2013
☺
☺
☺
COME E’ ANDATA ?
☺ MOLTO BENE
BENINO
POCO BENE
IGNORARE PIANIFICATO
Ignorare sistematicamente il comportamento
indesiderabile che andrà in estinzione
Applicabile quando si nota che il comportamento è
rinforzato dall’attenzione dell’insegnante
Non applicabile per comportamenti pericolosi o
eccessivamente disturbanti
L’importante è non arrendersi!!
All’inizio della strategia il bambino può intensificare il
comportamento inadeguato per riavere l’attenzione, cedere
significa insegnargli che insistendo ottiene ciò che vuole
Dare attenzione durante i comportamenti positivi
(rinforzo positivo)
TIMEOUT
Strategia per interrompere comportamenti particolarmente gravi,
specialmente quelli collerici e aggressivi
Si tratta della sospensione di ogni attenzione, gratificazione e
nell’allontanamento dalla situazione in cui si verifica il
comportamento negativo
Collocare il bambino in un luogo tranquillo e noioso (privo di
stimolazione e interesse) non appena mette in atto il
comportamento (entro 10 secondi) e in cui deve rimanervi sino a
quando non gli si indica la fine del timeout (1 min a 3 anni, si
aggiunge 1 minuto per ogni anno in più)
Il timeout non piace al bambino, quindi, se applicato
sistematicamente in seguito al comportamento negativo sarà
sempre più motivato a ridurre tali reazioni
Suggerire possibili reazioni alternative più accettabili e rinforzarle
positivamente quando messe in atto
Non usare il timeout come minaccia
DISTURBO
DELL’INTELLIGENZA
DISTURBO DELL’INTELLIGENZA
Intelligenza: capacità di rapportarsi e adattarsi
all’ambiente fisico e sociale con modalità sempre più
sofisticate (apprendendo dall’esperienza diretta e
indiretta), coerentemente allo stadio di evoluzione
fisiologica e di maturazione.
Disabilità intellettiva: deficit delle capacità di
adattamento alle richieste ambientali e culturali; deficit
nelle abilità cognitive e scolastiche (es. ragionamento,
soluzione problemi, memoria, pianificazione);
discrepanza tra età cronologica ed età mentale
RITARDO MENTALE: CRITERI
DIAGNOSTICI
Funzionamento intellettivo significativamente sotto la
media; definita dal quoziente intellettivo (QI < 70)
Carente funzionamento adattivo in una o più delle
seguenti aree:
Comunicazione
Cura della persona
Capacità sociali
Capacità di funzionamento scolastico e/o lavorativo
Tempo libero
Uso delle risorse della comunità
autodeterminazione
CAUSE
GENETICHE
modificazioni numeriche o strutturali del corredo
genetico (associato a sindromi quali Down, Williams, ecc.)
COMPLICAZIONI NEL CORSO DELLA GRAVIDANZA E
DELLO SVILUPPO:
PRENATALI (malattie infettive come rosolia,assunzione di
droghe o farmaci da parte della madre)
PERINATALI (prematurità, insufficienza placentare o traumi da
parto)
POST-NATALI (infezioni come encefaliti o traumi)
GRAVE CARENZA AMBIENTALE
Affettiva e culturale (carenze di stimoli)
MISURARE L’INTELLIGENZA
USO DI TEST STANDARDIZZATI
MISURANO IL QUOZIENTE INTELLETTIVO (QI)
SOMMINISTRABILI DA PROFESSIONISTI ESPERTI
PIU’ USATO: SCALE WECHSLER
WPPSI (età prescolare: sino ai 6 anni)
WISC (dai 6 ai 16 anni)
WAIS (adulti dai 16 anni in su)
ELEMENTI INFORMATIVI DELLA
WISC
INDICI SPECIFICI:
COMPRENSIONE VERBALE
RAGIONAMENTO VISUO-SPAZIALE
VELOCITA’ DI ELABORAZIONE
RAGIONAMENTO FLUIDO
MEMORIA A BREVE TERMINE E DI LAVORO
QI TOTALE
Punteggi del Quoziente Intellettivo
Media 100
Deviazione 15
TRA 85 e 115
65
85
QUOZIENTE NELLA NORMA
100
115
135
QI e GRADI DI RITARDO MENTALE
71 - 84
Borderline
50 – 70
RM Lieve
35 – 50
RM Moderato
20 – 35
RM Grave
Sotto 20
RM Profondo
Modalità generali di pensiero nella
disabilità intellettiva
Concretezza
incapacità di raggiungere un pensiero
astratto e rappresentare mentalmente un’azione cognitiva e il
suo opposto (reversibilità del pensiero)
Rigidità
difficoltà ad estendere una conoscenza a
situazioni diverse da quella in cui è stata appresa
Limitata capacità di pianificazione, creatività e
immaginazione
Limitate abilità percettive (lenta e imprecisa)
Limitate capacità di memoria (specie memoria a breve
termine e di lavoro)
Limitate capacità di attenzione, specie sostenuta e selettiva
Ridotte abilità linguistiche e comunicative
GRADI DI RITARDO
MENTALE:
CARATTERISTICHE
RITARDO MENTALE DI GRADO LIEVE
Circa l’80-85% dei casi
Anni prescolari: sviluppano sufficienti capacità sociali e
comunicative
Primi anni della scuola primaria: riescono ad apprendere
sufficientemente lettura e scrittura strumentale e calcolo ma
ci vuole molto tempo perché si automatizzino e si possano
usare in modo espressivo
Deficitarie funzioni esecutive (es. pianificazione, scelta
delle strategie, definizione delle priorità) difficoltà nel
problem solving
Adulti: acquisiscono una capacità scolastica all’incirca della
5° classe primaria (età mentale mediamente raggiunta tra 8
e 11 anni) difficoltà nel pensiero astratto
Il caso di Marco
Bambino di 7 anni, metà 1° classe primaria
14 mesi non diceva una parola
Dopo i 2 anni sviluppa un linguaggio essenziale
Drammatico ingresso nella scuola dell’infanzia:
piangeva alla separazione dalla madre; rimaneva
isolato; partecipava molto poco alle attività proposte
non sviluppa le abilità preparatorie alla scuola priamaria
Nella scuola primaria
Linguaggio povero ma senza disturbi specifici
Non sa leggere, controllo oculistico negativo
Bassa autonomia personale (non sa lavarsi e vestirsi)
QI 69
Paura persistente di sbagliare e consapevolezza di non
essere all’altezza, uguale agli altri (chiede allo
specialista: “Cosa c’è in me che non va?”)
RITARDO MENTALE DI GRADO
MODERATO
Circa il 10-14% dei casi
Infanzia: in genere acquisizione lenta del linguaggio
limiti comunicativi
Scuola primaria: ridotta e lenta acquisizione di lettura,
scrittura, calcolo, comprensione del trascorrere del
tempo e dell’uso del denaro; limiti nelle abilità sociali
(difficoltà ad interpretare i segnali sociali)
Possono beneficiare dall’addestramento alle attività
sociali e lavorative (che richiedono limitate abilità
concettuali e comunicative) ma difficilmente vanno oltre
le acquisizioni scolastiche della 2° classe primaria
età mentale raggiunta tra 4 e 7 anni
RITARDO MENTALE DI GRADO
GRAVE
Circa 3-4% dei casi
Infanzia: grave ritardo del linguaggio acquisito durante la
fanciullezza con limiti lessicali e di costruzione della frase
(pronunciano singole parole o frasi semplici)
Possono essere addestrati alle elementari alle attività di cura
della persona ma con continua assistenza
Poca comprensione della lingua scritta, dei numeri, delle
quantità, del tempo e del denaro, scarsa abilità di problem
solving
Possono esserci comportamenti autolesivi e di
disadattamento
Possono svolgere compiti semplici ma in ambienti protetti
(comunità)
Il caso di Michela
Sofferenza perinatale
Ritardo esteso a tutte le aree
Neonata: difficoltà anche a succhiare e ingurgitare
8-9 mesi non rimane seduta da sola
Cammina da sola a 3 anni
All’infanzia ha la maestra di sostegno perché mancano le
semplici autonomie di autoaccudimento
Inizia a parlare verso i 5 anni; prima di essere verbale
manifestava comportamenti aggressivi
Movimenti stereotipati: lasciata sola senza attività precise da
svolgere si dondola, gioca con le mani muovendole davanti agli
occhi
Ritardo psicomotorio, specie nella motricità fine (di mani e dita)
A scuola: arriva a scrivere il suo nome, riconosce globalmente
qualche parola, difficoltà a comprendere le consegne
Difficoltà nella somministrazione dei test per rilevare QI
RITARDO MENTALE DI GRADO
PROFONDO
Circa 1-2% dei casi
Infanzia: considerevoli compromissione del
funzionamento senso-motorio
Ridotte abilità visuo-spaziali
Possono esserci menomazioni fisiche e sensoriali
Limitatissima capacità comunicative: ridotta
comprensione di parole e gesti
Sviluppo motorio e capacità di cura della persona
possono migliorare solo con un addestramento
adeguato e continuo
Dipendente dagli altri in tutti gli aspetti della
quotidianità
FUNZIONAMENTO
INTELLETTIVO LIMITE
QI tra normalità e ritardo mentale
Spesso traiettoria discendente del QI: nella
norma nei primi anni, al limite
successivamente (anche per le aumentate
richieste dell’ambiente)
Non prevista la legge 104
Difficoltà scolastiche e di apprendimento
Può essere legato a svantaggio
socioculturale
Il caso di Gabriella, 7 anni
Sviluppo regolare, però inizialmente difficoltà di
pronuncia e linguaggio un po' povero per l’età
Infanzia: non segnalate particolari difficoltà
Scuola primaria: linguaggio verbale normale ma ha
imparato a scrivere con qualche mese di ritardo
rispetto ai compagni e le sue frasi sono brevi e
semplici
Lettura un poco lenta ma corretta,buona la
comprensione
Maestre: è una bambina buona, socievole, non ha
grossi problemi, non è preoccupante
Nelle prime fasi di un nuovo apprendimento sembra
non voler neppure provare
QI 83
I SUPERDOTATI
QI > 130
NON RIENTRANO NEI DISTURBI
DELL’INTELLIGENZA MA NON SEMPRE PRIVI DI
PROBLEMI
CURIOSITA’ ELEVATA E FAME DI SAPERE
A VOLTE NE SANNO PIU’ DELL’INSEGNANTE
PROBLEMI RELAZIONALI
ANNOIATI
DEMOTIVATI
INTERVENTI EDUCATIVI E
ABILITATIVI
Considerazioni generali
Programmi di intervento tempestivi e mirati
Definire con rigore gli obiettivi didattici (per i più gravi)
Presentare attività varie nella stessa lezione con materiali
attraenti (motivazione)
Favorire un ruolo attivo di scelta (es. l’ordine delle attività)
Favorire l’integrazione
attività condivise con la classe
apprendimento cooperativo
Fare leva sulle risorse del bambino
Offrire compiti cognitivi che permettano il successo
(motivzione) e aumentare la complessità molto
gradualmente. Utili a questo scopo le seguenti strategie:
apprendimento senza errori
modellaggio
analisi del compito
TECNICHE SPECIFICHE
RINFORZO POSITIVO
TOKEN ECONOMY
APPRENDIMENTO SENZA ERRORI (inserire stimoli aiuto
per impedire gli errori, poi l’aiuto viene eliminato gradualmente)
PROMPT (guide fisiche, gestuali o visive e verbali)
FADING (attenuazione graduale dell’aiuto)
ANALISI DEL COMPITO (suddivisione di un compito
complesso in sottocompiti più semplici)
MODELLAGGIO (gratificare i comportamenti più vicini a quello
desiderato: es. rinforzo la lettura del suono “me”; quando riesce a
leggere “mel” rinforzo questo e non più “me”, sino all’obiettivo “mela”)
PROBLEM SOLVING (difficile nei casi gravi)
Esempio di lettura senza errori: fading
1)
MELA
2)
MELA
3)
MELA
4)
MELA
Regole per l’utilizzo del prompting e
del fading
Non utilizzare mai un aiuto che sia già stato
attenuato
non deve essere rinforzato a dipendere
dall’aiuto
Iniziare la giornata usando gli aiuti che hanno
prodotto risposte corrette il giorno precedente:
meglio iniziare con un risultato positivo
Nelle fasi iniziali di un insegnamento restare in
prossimità fisica dello studente
INTERVENTI METACOGNITIVI
Favorire l’uso di strategie cognitive e la
meta-cognizione
capacità di ragionare sui
propri processi di pensiero
Es. “Più volte leggo questo brano e meglio lo imparo”
Riflettere sul’importanza del ricordare per eseguire il
compito
Riflettere sulle strategie utili per raggiungere l’obiettivo
Nel ritardo mentale in genere vi è una scarsa
propensione all’introspezione e all’autoriflessione
Gli interventi meta-cognitivi sono funzionali con un
ritardo mentale lieve, dove la compromissione delle
capacità di pensiero è inferiore
INTERVENTI DIDATTICI
Obiettivo ultimo: raggiungere una sufficiente
autonomia di vita
Scelta tra percorsi di apprendimento:
Apprendimento convenzionale semplificato
Se non riesce ad apprendere tutti i processi implicati
meglio optare per l’insegnamento di abilità funzionali
di lettura, scrittura e calcolo
Letto-Scrittura: riconoscere e scrivere parole
globalmente memorizzando gli aspetti percettivi della
parola (es. con l’uso del fading)
Matematica: uso del denaro, intuire calcoli semplici,
lettura dell’orologio e scansione delle attività
Possibili esercizi per la LETTURA
ATTIVITA’ METAFONOLOGICHE
LIVELLO SILLABICO CON AUSILIO DI IMMAGINI
discriminare suoni simili come “pane” “cane”
riflettere sulla lunghezza delle parole
trovare immagine che iniziano con la sillaba pronunciata
NOTA: La
lettura sillabica è
più facile di
quella analitica
(lettera per
lettera)
STABILIZZARE RICONOSCIMENTO SILLABICO
memory o tombole con sillabe
Associare la sillaba iniziale all’immagine corretta
RICONOSCIMENTO VISIVO DELLA PAROLA
MATCHING VISIVO (trovare in una lista la parola uguale a quella
data; anche con uso di immagine)
ANALISI DELLA PAROLA (scelta della parola target)
BANANA
BARCA
Possibili esercizi per la LETTURA
LETTURA DI FRASI
BIGLIETTI CON ISTRUZIONI (es. “Dammi la penna”)
ASSOCIAZIONE FRASE IMMAGINE CORRISPONDENTE
CLOZE (parole mancanti per accesso al lessico)
LA BAMBINA MANGIA IL GE_ _ _ _
Possibili esercizi per la SCRITTURA
COMPORRE PAROLE CON LE SILLABE
O
CA
FAVORIRE IL PASSAGGIO DALLO STADIO
SILLABICO A QUELLO ALFABETICO
CLOZE
es.
CA_E
RECUPERO LESSICALE DELLE PAROLE
CLOZE (con e senza immagini)
LA _________
MANGIA IL ________
Possibili esercizi per la SCRITTURA
DESCRIZIONE DI IMMAGINI
IL
BAMBINO
DIPINGE
DESCRIZIONE DI STORIE IN SEQUENZA
Leggere insieme una storia
Ordinare le immagini nella giusta sequenza (difficile oltre 4)
Scrivere la frase per ogni immagine
Possibili esercizi per il CALCOLO
CONTEGGIO
CORRISPONDENZA BIUNIVOCA
Errori tipici: Parola-indicazione (indica un oggetto senza
parola-numero o dice più parole-numero per lo stesso
oggetto); Indicazione-oggetto (salta un oggetto o lo indica
più volte)
Esasperare l’indicazione nel contare
Pupazzi da dito che si animano una volta contati
ORDINE STABILE
Canzoni e filastrocche con immagini
stabilizzare l’enumerazione (contare nelle scale, battere mani)
CARDINALITA’
Giochi del “far finta” (al mercato: prendere 3 zucchine, 4 mele)
Raggruppamenti (mettere n animali nel recinto)
Possibili esercizi per il CALCOLO
COMPETENZE LOGICHE
APPRENDERE TERMINI MATEMATICI
QUANTITA’ (pochi, tanti, uno, niente)
DIMENSIONI (grande, piccolo, lungo, corto)
INDICATORI DI SPAZIO (sotto, sopra, vicino,
lontano)
RAGGRUPPARE
SERIARE (scala di torri con le costruzioni)
CONFRONTARE A OCCHIO QUANTITA’
CONSERVAZIONE DELLA QUANTITA’
RISOLVERE PICCOLI PROBLEMI PRATICI (Ci sono
abbastanza cose per tutti? Ne mancano - sono giusti avanzano)
Possibili esercizi per il CALCOLO
COMPETENZE LESSICALI (conoscere i numeri)
Gioco dei prezzi al mercato
Gioco di finzione con vecchi telefoni
COMPETENZE SEMANTICHE (capire la quantità
del numero)
Mini puzzle
Dot con le dita (con la tempera)
2
COMUNICAZIONE
Verbale e non verbale
Aumentare la frequenza degli atti
comunicativi
Potenziare gli atti comunicativi preesistenti
Strumenti di comunicazione aumentativa
alternativa
COMUNICAZIONE
Aumentare la frequenza degli atti comunicativi
La risposta contingente
interpretare un atto comunicativo
potenziale e fornire un feedback immediato
es. il bambino guarda un giocattolo, lo interpretiamo come una richiesta
che verbalizziamo “Bene, vedo che stai guardando il giocattolo e capisco
che lo vorresti”. Rinforziamo l’atto dando il gioco
Il riferimento
dirigere l’attenzione verso un oggetto e verso
l’interlocutore per instaurare attenzione condivisa
es. il bambino va verso le bibite, lo stimoliamo a stabilire un contatto
oculare “Guardami, vedo che stai cercando di dirmi che vuoi bere
qualcosa”, incoraggiamo il bambino a guardare e/o protendersi verso la
bibita desiderata, ristabiliamo il contatto oculare e verbalizziamo “Bene,
mi stai dicendo che vuoi il succo”. Rinforziamo dando la bevanda
Sequenza attesa/segnale
pause finalizzate a creare nel
bambino bisogno di comunicare
es. nel corso di un attività con un gioco a molla l’adulto lo attiva 3-4 volte
poi si interrompe e guarda il bambino in atteggiamento di attesa, appena
il bambino si protrae, l’adulto verbalizza “Vedo che ti sporgi verso il
giocattolo. Vuoi dire che vuoi caricarlo un’altra volta”. Rinforziamo
COMUNICAZIONE
Potenziare gli atti comunicativi preesistenti
Concatenamento fornire nuove forme complementari ad
atti comunicativi preesistenti
Es. il bambino entra in classe ed effettua un vocalizzo come
saluto, simultaneamente lo stimoliamo a fare un cenno con la
mano e lo rinforziamo
Modellaggio rinforzo differenziale di atti sempre più vicini
al comportamento target ed estinzione delle forme
precedenti
Es. il bambino dice “ba” per bere, l’adulto dice “Capisco che
vuoi bere” e lo rinforza; non appena il bambino dice “be”,
rinforziamo questo e non più “ba”
Strumenti di comunicazione aumentativa alternativa
Sistemi simbolici per immagini (PECS)
VOCA (tasti numerati cui corrispondono frasi preregistrate)
STRATEGIE PER I
COMPORTAMENTI PROBLEMATICI
OSSERVAZIONE DEL COMPORTAMENTO
ANALISI FUNZIONALE
(antecedenti – comportamento - conseguenze)
SOSTITUZIONE DEL COMPORTAMENTO PROBLEMA
CON ALTERNATIVE POSITIVE DA RINFORZARE
IGNORARE PIANIFICATO
TOCKEN ECONOMY E COSTO DELLA RISPOSTA
TIME OUT
BLOCCO FISICO
DISTURBI DELLO SPETTRO
AUTISTICO
DISTURBI INCLUSI
DISTURBO AUTISTICO
SINDROME DI ASPERGER
DISORDINE DISINTEGRATIVO
DELL’INFANZIA
DISTURBI PERVASIVI DELLO SVILUPPO
NON ALTRIMENTI SPECIFICATO
DISTURBO AUTISTICO
TRIADE SINTOMATOLOGICA
COMPRIMISSIONE QUALITATIVA
DELL’INTERAZIONE SOCIALE
COMPROMISSIONE QUALITATIVA DELLA
COMUNICAZIONE
MODALITA’ DI COMPORTAMENTO, INTERESSI
E ATTIVITA’ RISTRETTI, RIPETITIVI E
STEREOTIPATI
MANIFESTAZIONI
COMPRIMISSIONE QUALITATIVA
DELL’INTERAZIONE SOCIALE (almeno 2)
Compromissione nell’uso di comportamenti non
verbali come sguardo diretto, espressione mimica,
postura e gesti, che regolano l’interazione sociale
Incapacità a sviluppare relazioni coi coetanei
adeguate al livello di sviluppo
Mancanza di ricerca spontanea di condivisione di
gioie, interessi o obiettivi con altre persone (es.
mostrare, portare o richiamare l’attenzione su oggetti
di interesse)
Mancanza di reciprocità sociale o emotiva
Profili di compromissione
dell’interazione sociale
Bambini inaccessibili
completamente fuori
dall’interazione sociale, isolamento
Bambini passivi
tendono all’isolamento ma se
adeguatamente stimolati sono in grado di interagire
Bambini attivi ma bizzarri
capaci di prendere
l’iniziativa nell’interazione sociale ma lo fanno in
maniera inappropriata
MANIFESTAZIONI
COMPROMISSIONE QUALITATIVA DELLA
COMUNICAZIONE (almeno 1)
Mancanza o ritardo nello sviluppo del linguaggio
(senza capacità a compensare con altre forme
comunicative come gesti o mimica)
Se linguaggio adeguato, mancata capacità di iniziare
o sostenere una conversazione con gli altri
Uso di linguaggio stereotipato e ripetitivo (ecolalia) o
linguaggio eccentrico (scarso uso della componente
non verbale)
Mancanza di giochi di simulazione vari e spontanei, o
di giochi di imitazione sociale adeguati al livello di
sviluppo
MANIFESTAZIONI
MODALITA’ DI COMPORTAMENTO,
INTERESSI E ATTIVITA’ RISTRETTI,
RIPETITIVI E STEREOTIPATI (almeno 1)
Dedizione assorbente a uno o più tipi di interessi
ristretti e stereotipati anomali o per intensità o
focalizzazione
Sottomissione del tutto rigida a inutili abitudini o rituali
specifici
Manierismi motori stereotipati e ripetitivi (battere o
torcere le mani o il capo, o complessi movimenti di
tutto il corpo)
Persistente ed eccessivo interesse per parti di oggetti
CRITERI DIAGNOSTICI
3 LIVELLI DI GRAVITA’
LIVELLO 1: RICHIESTA DI ASSISTENZA
LIVELLO 2: RICHIESTA DI ASSISTENZA
SOSTANZIALE
LIVELLO 3: RICHIESTA DI ASSISTENZA MOLTO
SOSTANZIALE
ESORDIO NEI PRIMI 3 ANNI
DIAGNOSI A PARTIRE DA:
PRIMO ANNO NEI CASI GRAVI
SECONDO ANNO NEI CASI LIEVI
Campanelli di allarme nei primi anni
dello sviluppo
Assenza di sorriso sociale dopo i 4 mesi
Assenza di lallazione dopo i 12 mesi
Assenza di parole dopo i 16 mesi
Assenza di gesti quali indicare, mostrare (assenza
di attenzione condivisa) e fare “ciao” dopo i 18 mesi
Assenza di associazione spontanea di due parole
dopo i 24 mesi
Assenza del gioco simbolico dopo i 24 mesi
CAUSE
ANCORA SCONOSCIUTE
COMPONENTE GENETICA
studi sui gemelli
Comorbidità con altre sindromi (es. X fragile, sclerosi
tuberosa)
BASI NEUROBIOLOGICHE
Anomalie di diverse strutture cerebrali (cervelletto, lobo
frontale, sistema limbico -amigdala e ippocampo-)
Minore attività delle aree preposte durante compiti
linguistici e di problem solving sociale
Anomalie qualitative e quantitative dei
neurotrasmettitori (serotonina, dopamina, ossitocina,
vasopressina)
FALSE CREDENZE
ASSENZA DI EMOZIONI
difficoltà ad esprimerle e
comprenderle negli altri, ma la persona autistica prova
tutta la gamma di emozioni
MANCANZA DI AFFETTIVITA’
l’attaccamento verso
le figure di riferimento è manifestata con comportamenti
peculiari, non immediatamente comprensibili, ma vi è la
ricerca, per esempio, della madre in situazioni di stress,
e prova disagio in assenza della figura di attaccamento
MANCANZA DI SOCIALITA’
vi è il desiderio di stare
con gli altri e relazionarsi, solo non vi sono le strategie e
le competenze sociali adeguate per farlo in maniera
funzionale
PROGNOSI
NON SI GUARISCE DALL’AUTISMO
PUO’ ESSERE MODELLATO IL
COMPORTAMENTO E POTENZIATE LE ABILITA’
PROGNOSI LEGATA A:
FUNZIONAMENTO COGNITIVO
COMPETENZE COMUNICATIVE E DI LINGUAGGIO
15-20% VIVE E LAVORA IN SUFFICIENTE
AUTONOMIA
60-90% DIVENTANO ADULTI NON
AUTOSUFFICIENTI
MODELLI INTERPRETATVI
TEORIA DELLA MENTE (Test delle false credenze)
TEORIA SOCIO-AFFETTIVA (innata incapacità ad
interagire emozionalmente con l’altro)
COERENZA CENTRALE (stile percettivo: incapacità
a cogliere uno stimolo e il suo significato nel suo
complesso)
DEFICIT NELLE FUNZIONI ESECUTIVE
(incapacità di inibire le risposte inappropriate)
TEORIA DEI NEURONI SPECCHIO
TEST DELLA FALSA
CREDENZA
•BAMBINI DI 4 ANNI RIESCONO
•BAMBINI DOWN 7 ANNI
RIESCONO
•BAMBINI AUTISTICI CON PARI
LIVELLO COGNITIVO DEI
BAMBINI DOWN NON RIESCONO
Percezione della globalità
STRATEGIE DI INTERVENTO
INTERVENTI PIU’ EFFICACI
INTERVENTI PSICOEDUCATIVI
APPROCCIO COMPORTAMENTALI
PARENT TRAINING
ALLEANZA EDUCATIVA
BAMBINO/EDUCATORE
TRA FIGURE EDUCATIVE
Programma TEACCH
GENERALIZZAZIONE
TECNICHE COMPORTAMENTALI
OSSERVAZIONE E ANALISI DEL COMPORTAMENTO
(ABA=Applied Behavior Analysis)
OFFRIRE COMPORTAMENTI ALTERNATIVI
RINFORZI POSITIVI
MODELLAGGIO
ANALISI DEL COMPITO
APPRENDIMENTO SENZA ERRORI
PROMPT
FADING
COSTO DELLA RISPOSTA (es. se lancia oggetti poi li deve
raccogliere)
IGNORARE PIANIFICATO
BLOCCO FISICO
ATTENZIONE A COME LA PERSONA
REAGISCE AL CONTATTO FISICO
Spunti Programma TEACCH
Treatment and Education of Autisic Related Communication
Handicapped Children
Cultura di presa in carico globale
Obiettivo ultimo: sviluppo del miglior grado possibile di
autonomia
Programma educativo individualizzato che tiene conto di
limiti e punti di forza
Didattica
Comunicazione
Autonomie personali e sociali
Presentazione di compiti adeguati
Utilizzo dei rinforzi e degli aiuti fisici, visivi e verbali
Strutturazione dell’ambiente
PREVEDIBILITA’
Dello spazio (dove)
Del tempo (quando e per quanto tempo)
Dei materiali (che cosa)
ORGANIZZAZIONE DEL TEMPO
GIORNALIERO
LUNEDI ORA
8:309:00
ATTIVITA’
LUOGO INCONTRI IMPRE
VISTI
Lettura
Aula 2
9:00- Motoria
10:00
Maria
Palestra Luigi
10:00- Ricreazione Aula 1
10:20
Compagni
Maria
AGENDA SETTIMANALE
INDICAZIONI GENERALI
PRESENTARE ATTIVITA’ FACILI DA CAPIRE E VICINE AGLI
INTERESSI DEL BAMBINO (MOTIVAZIONE)
USARE L’AUSILIO DELLE IMMAGINI
INDICAZIONI BREVI E SEMPLICI
PAZIENZA NELL’ATTESA DELLA RISPOSTA
TEMPI DI LAVORO ADEGUATI ALLE CAPACITA’
ATTENTIVE
ALTERNARE NOVITA’ E RIPETITIVITA’
PREVEDERE MOMENTI DI LAVORO INDIVIDUALE E DI
PARTECIPAZIONE CON LA CLASSE (INTEGRAZIONE)
COMUNICAZIONE SPONTANEA
SAPER ESPRIMERE BISOGNI E PENSIERI
PREVIENE I COMPORTAMENTI INADEGUATI
COMUNICAZIONE AUMENTATIVA E
ALTERNATIVA (AAC)
PECS
SISTEMA DI COMUNICAZIONE PER
SCAMBIO DI IMMAGINI
(Picture Exchange Comunication System)
ESEMPIO DI
PECS:
COSTRUZIONE
DI FRASI DI
COMPLESSITA’
CRESCENTE
MATERIALI PECS
SVILUPPO ABILITA’ SOCIALI
ABILITA’ SOCIALI DI BASE
AUMENTARE L’USO DELLO SGUARDO
GUARDARE L’ALTRO
ALTERNARE SGUARDO OGGETTO-INTERLOCUTORE
(attenzione condivisa)
INDICARE E SEGUIRE L’INDICAZIONE
IMITARE GLI ALTRI (azioni e verbalizzazioni)
CONDIVIDERE (mostrare oggetti, richiedere e dare oggetti)
CONVENZIONI SOCIALI
Salutare (rispondere al saluto e iniziare il saluto)
Rispondere a domande sociali (come ti chiami?, quanti anni hai?)
Fare domande sociali
Reciprocità
GIOCARE INSIEME (scambio di turni, seguire istruzioni, dare
istruzioni)
SVILUPPO ABILITA’ SOCIALI
ABILITA’ SOCIALI AVANZATE
CONDIVISIONE
(commentare oggetti, commentare attività di gioco,
commentare comportamenti dei pari nel gioco,
raccontare esperienze, stati interni)
GIOCHI
(chiedere di unirsi al gioco, chiedere aiuto, dare aiuto,
proporre giochi, fare giochi di finzione)
CONVENZIONI SOCIALI
(rispondere e fare complimenti, unirsi a conversazioni,
iniziare conversazioni a tema)
STRATEGIE PER LE ABILITA’
SOCIALI
INSEGNAMENTI STRUTTURATI
con l’educatore attraverso l’uso di prompt fisici, visivi o verbali e rinforzi
GENERALIZZAZIONE: le stesse abilità esercitate con un coetaneo
STORIE SOCIALI
brevi racconti (anche con immagini, simili a
fumetti)
Descrivere chiaramente quello che sta accadendo in una
specifica situazione sociale (dove, quando, chi, cosa e perché
es. Fabio sta scendendo le scale della scuola. Maria sale le scale
della scuola e incontrando Fabio dice “Ciao Fabio!”
Quale può essere la risposta adatta
es. Fabio risponde “Ciao Maria!”
La prospettiva
es. l’insegnante di Fabio è molto fiera di lui per aver detto “Ciao” a
Maria
ROLE PLAING
APPRENDIMENTO COOPERATIVO
LE AUTONOMIE PERSONALI
ANALISI DEL COMPITO
Esempio: LAVARSI LE MANI
Andare in bagno
Mettersi di fronte al lavandino
Aprire il rubinetto
Mettere le mani sotto l’acqua
Prendere un po di sapone
Strofinare delicatamente le mani
Risciacquare le mani sotto l’acqua
Chiudere il rubinetto
Asciugare le mani con un asciugamano
CONTESTUALIZZARE L’ABILITA’
quando lavarsi le mani
Analisi del compito con ausilio di
immagini
INTERVENTO SUI PRINCIPI
DELLA TEORIA DELLA MENTE
PER ALLIEVI CON FUNZIONAMENTO
COGNITIVO NON ECCESSIVAMENTE
COMPROMESSO
INSEGNAMENTO DEGLI STATI MENTALI
IL PROGRAMMA PREVEDE:
EMOZIONI
CREDENZE (STATI INFORMATIVI)
GIOCO SIMBOLICO
Insegnare LE EMOZIONI
Seguire le 5 fasi ordinate
1)
2)
3)
RICONOSCERE ESPRESSIONI FACCIALI NELLE
FOTOGRAFIE (gioia, tristezza, paura, rabbia)
RICONOSCERE ESPRESSIONI FACCIALI IN DISEGNI
SCHEMATICI
IDENTIFICARE EMOZIONI CAUSATE DA SITUAZIONI
(Es. Mario sente all’improvviso un forte rumore. Che emozione prova
Mario?)
4)
EMOZIONI CAUSATE DAL DESIDERIO
(Es. Ada desidera tanto un orsacchiotto per il suo compleanno. La
nonna le regala l’orsacchiotto. Che emozione prova Ada?)
5)
EMOZIONI CAUSATE DA OPINIONI
(Es. Ada desidera tanto un orsacchiotto. La nonna lo compra, ma Ada
non lo sa. La bimba crede che la nonna abbia comprato un puzzle,
gioco che lei non desidera.)
ESEMPIO DI ESERCIZIO
CON L’AUSILIO DI
IMMAGINI:
EMOZIONI CAUSATE
DAL DESIDERIO
•Giovanna vuole andare a
cavallo.
•La mamma di Giovanna
la porta a scuola di
equitazione
•Scegliere l’emozione
corrispondente
Scheda tratta da
“Teoria della mente e
autismo”, Erickson
Insegnare GLI STATI INFORMATIVI
Procedere secondo i 5 livelli di complessità crescente
1) PROSPETTIVA VISIVA SEMPLICE
comprendere che
persone diverse possono vedere cose diverse
Es. il bambino può vedere un oggetto, un compagno in diversa
posizione non può vederlo. Far spostare fisicamente il bambino
per acquisire in modo concreto le diverse prospettive
2) PROSPETTIVA VISIVA COMPLESSA
comprendere
cosa e come si vedono le cose (punti di vista diversi)
Es. porre una bambola sul banco, il bambino può vedere il viso
della bambola, ma un compagno che si trova di fronte vede la
testa e non il viso
3) COMPRENSIONE DEL PRINCIPIO “VEDERE PORTA
A SAPERE”
Riprendendo l’esempio precedente: il bambino può sapere il
colore degli occhi della bambola, il compagno di fronte no
Insegnare GLI STATI INFORMATIVI
4) PREVEDERE AZIONI SULLA BASE DI CIO’ CHE UNA
PERSONA SA
prevedere le azioni di qualcuno in base a dove crede si trovi
un oggetto
Es. riporre un oggetto dentro l’armadio mentre un compagno
guarda. Dove andrà a cercare l’oggetto il compagno?
5) COMPRENDERE LE FALSE CREDENZE
prevedere le azioni in base a dove la persona crede
erroneamente che si trovi l’oggetto
Es. riporre un oggetto nell’armadio mentre un compagno
guarda. Quando il compagno esce dalla classe l’oggetto viene
spostato. Dove andrà a cercare l’oggetto il compagno?
SVILUPPARE IL GIOCO
AMMAGINATIVO (“FAR FINTA”)
Stimolare le abilità di gioco mostrando al bambino come fare
(educatore e/o coetanei fungono da modello) e usando i
prompt appropriati (fisici, gestuali e verbali) seguiti dal
rinforzo positivo
Procedere seguendo i seguenti livelli di complessità crescente:
GIOCO SENSOMOTORIO manipolazione dei giocattoli e degli
oggetti, normalmente presente nei bambini con autismo
GIOCO FUNZIONALE EMERGENTE gioco funzionale (usare un
gioco in modo convenzionale, es. far correre la macchinina)
saltuario (es. una o due volte in 10 minuti di gioco)
SVILUPPARE IL GIOCO
AMMAGINATIVO (“FAR FINTA”)
GIOCO FUNZIONALE ACQUISITO gioco funzionale frequente
(l’uso convenzionale del gioco si presenta spontaneamente
molteplici volte in 10 minuti di gioco)
GIOCO DEL FAR FINTA EMERGENTE (usato raramente in
modo spontaneo, deve essere stimolato)
Sostituzione di oggetti (una banana come telefono)
Attribuzioni di caratteristiche fittizie (pulire il viso di una
bambola fingendo che sia sporca)
DISTINZIONE REALTA’/FINZIONE (maestra finge di compiere
un azione poi chiede al bambino se ha compiuto effettivamente
l’azione)
GIOCO DEL FAR FINTA ACQUISITO bambino mette in atto
spontaneamente i giochi del far finta
GRAZIE
BUON LAVORO!!
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BES Psicopatologia dello sviluppo a scuola Slide Sara Berretti