turismo archeologico e la città
contemporanea"
Le prime risposte
• In questo file ho inserito considerazioni di ordine generale, mentre
riservo commenti più precisi per il forum. Ho esordito affermando che
l’archeologia è una scienza nella quale l’osservazione ed il confronto
svolgono un ruolo fondamentale, e per dimostrarvelo ho inserito una
serie di immagini, alcune da cartoline antiche, altre da fotografie
scientifiche, altre da repertori turistici, di una stessa tipologia di
monumento: l’anfiteatro.
• La distribuzione areale è la seguente:
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1, 7: Pozuoli
2: Verona
3,10, 13, Siracusa:
4, 12: Pompei
5: Cagliari
6, 14: Siviglia
8, 16: Merida
9: Lucera
11: Roma (Colosseo)
15, 17: Nimes, ma mentre il 15 è l’anfitetaro romano, il 17 è il planisferio
Quindi, si possono trarre alcune
considerazioni utili ai nostri fini
• L’anfitaetro è una struttura architettonica che si ripete simile, se non
identica, ovunque nell’impero romano.
• Perché?
– Roma era un impero e quindi diffuse ovunque i propri modelli
culturali, tra i quali anche alcuni tipi di giochi, tra i quali quelli
gladiatori. Da qui la diffusione anche della tipologia dell’edificio
pensato, nella capitale, per accoglierli.
– In effetti, la funzionalità di un edificio per lo scopo per il quale è
stato pensato è un’altra ragione per la quale la sua tipologia
conosce una grande fortuna. L’anfiteatro era pensato per
raccogliere un gran numero di spettatori e consentire loro di
vedere, non sentire, uno spettacolo e la sua forma si è rivelata
vincente se ancor oggi la ritroviamo ripresa in quella degli stadi, ad
esempio. Ma il planisferio di Nimes è un esempio ancora più
calzante, perché è del tutto simile ad un anfiteatro romano
• Gli anfiteatri hanno sempre occupato un ruolo importante,
per le loro dimensioni e per la loro struttura architettonica,
nell’ambito del tessuto urbano romano prima e medievale e
moderno poi. Frequenti sono i casi nei quali l’anfiteatro,
venuti meno gli spettacoli per i quali era stato progettato, si
è trasformato, nel tempo, in luogo d’abitazione. Un
esempio tipico è la piazza del mercato di Lucca: gli spalti
sono divenuti palazzi, mentre l’arena si è trasformata nello
spazio adibito a mercato.
• Ancor oggi la città, riconosciute le origini di quella loro
particolare piazza, ne mantiene la struttura così come è
venuta a crearsi nel tempo.
Scelta diversa quella operata ad Arles, in Provenza. L’anfiteatro locale era stato trasformato,
nel corso del Medioevo, in una sorta di castello fortificato (fig.1). Agli inizi dell ‘800 gli
archeologi si resero conto che il castello nascondeva l’anfitetaro e, a partire dal 1822, si
cominciò a demoire le sovrastrutture per restituire all’arena il suo aspetto originario (figg.23). Una scelta del tutto diversa da quella operata a Lucca
.
Fig.1
Fig.2-3
• I due casi citati sono due esempi storici dei
problemi che sussistono tra la presenza del
patrimonio archeologico e lo sviluppo di una città
• In questo laboratorio desidero farvi proprio
riflettere su questo aspetto, portando l’esempio
dell’archeologia romana, ma che è un esempio che
può essere applicato a qualsiasi altro periodo.
• L’archeologia, infatti, ancor più che una scienza, è
un metodo, cioè un modo di pensare, di
approcciare la realtà.
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