LA MUSICA AFRICANA
PRODOTTO DA
RANDON
EDOARDO
La musica africana, nel senso di musica originaria
dell'Africa, è estremamente eterogenea, in
quanto riflette la
varietà etnica, culturale e linguistica del continent
e. L'espressione "musica africana" viene talvolta
usata anche in modo più specifico per riferirsi alla
musica dell'africa subsahariana, essendo la
tradizione musicale del Nordafrica essenzialmente
sovrapponibile a quella mediorientale. Elementi
mediorientali si trovano anche nella musica dei
popoli della costa est del continente, che risente
anche di influenze indiane, persiane e in generale
degli effetti degli scambi commerciali e culturali
sull'Oceano Indiano.
In ogni caso, anche all'interno di queste tre aree
principali (Nordafrica, Africa subsahariana, Africa
orientale) esiste una grandissima diversificazione
degli stili sia della musica etnica tradizionale che
della musica moderna. Quest'ultima risente
praticamente ovunque (ma soprattutto nei paesi
con una forte eredità coloniale) dell'influenza
della musica leggera europea e statunitense.
D'altra parte, la diaspora africana e il
conseguente diffondersi in America ed Europa
della tradizione musicale africana ha influito in
modo determinante sullo sviluppo della musica
leggera occidentale.
QUALCHE
STRUMENTO
AFRICA SUBSAHARIANA
Nell'Africa subsahariana la musica e la danza sono
quasi sempre elementi centrali e fondamentali
della cultura dei popoli, e sono dotati di grande
valore sociale e religioso. Ogni etnia ha una
propria tradizione musicale così come ha una
propria tradizione letteraria e un proprio insieme
di regole e credenze; ogni gruppo sociale
possiede un repertorio musicale di riferimento e
dei sottogeneri appropriati a determinate
celebrazioni (per esempio nascita, passaggio
all'età adulta,matrimonio, funerale) o anche
semplicemente attività quotidiane come il
raccolto nei campi e lo smistamento delle riserve
alimentari.
L’UTILIZZO
Ciò che ritroveremo sempre in ogni variante musicale, a
prescindere dallo scopo per cui viene prodotta, è la
caratteristica poliritmia, la capacità cioè di sviluppare
contemporaneamente diversi ritmi e di mantenerli in modo
costante ed uniforme, senza che uno prevarichi su di un
altro. Una particolare funzione sociale è rappresentata dalle
percussioni e dalle campane che in molte zone vengono
utilizzati come strumenti di comunicazione. Anche il canto è
molto diffuso e riveste una funzione sociale
importantissima, durante i funerali, ad esempio, per
ripercorrere le tappe dell’esistenza del defunto, dunque
mantenerne viva la memoria e per narrare le imprese degli
antenati cui spetta il compito di accogliere l’anima della
persona mancata.
LE FORME DELLA MUSICA
Le epopee mitiche cantate dai griot, oltre a
mettere in evidenza il potere costituito,
trasmettono gli avvenimenti particolari che fanno
parte della storia di una comunità e permettono
una trasmissione facilitata proprio dal ritmo della
melodia sottostante. Il canto, la musica e la
danza diventano da un lato veicoli di tipo
simbolico e dall’altro preziosi strumenti
della memoria collettiva. La musica tradizionale si
trasmette oralmente, dunque non esistono
spartiti o forme scritte in cui è possibile rinvenire
delle melodie. Tutto viene creato e comunicato
direttamente ed è per questo che un aspetto
importantissimo è dato dall’improvvisazione.
La complessità ritmica delle musiche africane si è di fatto
trasferita a molte espressioni musicali dei paesi dell’America
Latina; l’aspetto più affascinante di questa poliritmia è
costituito dalla possibilità di distinguere chiaramente i
diversi ritmi pur percependoli unitariamente in modo
coerente. Per quanto riguarda la voce, è interessante
notare che generalmente si utilizzano timbri canori tendenti
al rauco e al gutturale. Molte lingue locali, in Africa, sono di
tipo tonale ed è per questo che esiste un collegamento
molto stretto tra la musica e la lingua. Soprattutto
nel canto, è il modello tonale del testo che condiziona la
struttura melodica. Conoscendo molto approfonditamente
queste lingue, è possibile riconoscere dei testi anche nelle
melodie degli strumenti ed è quest’effetto che ha dato fama
al cosiddetto “tamburo parlante”.la musica africana è piena
di ritmi.
LA RELAZIONE CON LA DANZA
Il trattamento di musica e danza come forme di arte separate
è un'idea europea. In molte lingue africane non c'è nessun
concetto che corrisponde precisamente a questi termini. Per
esempio, in molte lingue di tipo Bantù vi è un concetto che
può essere tradotto come canzone ed un altro che copre
ambo i campi semantici dei concetti europei di musica e
danza. Così c'è una parola per musica e danza (il significato
esatto dei concetti può differire fra cultura e cultura). Per
esempio, in Kiswahili la parola ngoma può essere tradotta
come "tamburo", "danza", "danza religiosa", "danza
celebrativa" o "musica", in funzione del contesto della frase.
Comunque ogni traduzione di un concetto singolo risulta
essere incompleta.
Perciò, da un punto di vista interculturale, la
musica africana e la danza devono essere
viste in collegamento molto stretto. La
classificazione del fenomeno di questa
area della cultura, in "musica" e "danza",
è estraneo a molte culture africane.C'è un
collegamento molto stretto tra la struttura
poliritmica della musica africana e la
struttura policentrica di molte danze
africane nelle quali parti diverse del corpo
si muovono secondo componenti ritmiche
diverse.
La musica è ancora oggi estremamente
funzionale nella vita africana,
accompagnando sempre i momenti più
importanti della vita come la nascita, il
matrimonio, la caccia e anche le attività
politiche. Molta musica esiste solamente
per divertimento, variando da canzoni
narrative a teatro musicale estremamente
stilizzato. Somiglianze con altre culture,
particolarmente l'indiana e la medioorientale, possono essere attribuite
principalmente alle invasioni islamiche.
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