PROGRAMMA Andrea Vitali “Confesso che sin da giovane ho avvertito la necessità di scrivere, di usare la scrittura come mezzo di comunicazione con gli altri. All'inizio quindi era la scrittura, non concepita come esercizio solitario - nessun diario nella mia infanzia e nemmeno nella gioventù - ma come esperienza da condividere. Insomma, ci voleva qualcuno che leggesse quel che scrivevo. Fu proprio grazie a mio padre che, alla fine, compresi come potevo indirizzarla. Mio padre, va detto, era un uomo di poche parole: casa, lavoro, telegiornale e poi a letto, dove spesso tirava tardi leggendo. Era la sua regola e, con il passare del tempo, è divenuta anche la mia. Alla quale, ogni tanto, lui si concedeva un'eccezione. In quel caso chiacchierava un po' di più, raccontava storie, avventure che gli erano capitate quand'era giovane o che aveva sentito raccontare da altri. Accadeva di rado, a occhio e croce a ogni cambio di stagione. Fu proprio durante un passaggio di stagione, dalla primavera all'estate, che ascoltandolo ebbi l'idea di scrivere un romanzo, il primo, Il procuratore. Fu così che il mio genitore si lasciò andare sull'onda dei ricordi e poiché la sua generazione ebbe la vita tristemente offesa dalla guerra, raccontò aneddoti guerreschi. Ricordo l'avventura di un salame, partito insieme con lui da Bellano per raggiungere l'isola di Rodi e finito poi, misteriosamente, nella pancia di un gatto; e quella di un lungo pomeriggio trascorso seduto sull'ala di un aereo da ricognizione planato, per avaria, in mare aperto. Non ci sono, come si vede, morti o feriti: non credo che mio padre abbia mai tirato un colpo d'arma da fuoco contro qualcuno, fece la guerra perché vi fu obbligato, come tanti altri, e come tanti altri ritornò con un carico di racconti che ogni tanto serviva ai figli. Ecco Il procuratore è stato il mio punto di partenza; il 1988 l'anno in cui ho cominciato a rubare storie per restituirle scritte su carta. Ma anche l'anno in cui ho cominciato a ripensare all'infinità di storie che avevo già sentito e che aspettavano solo di essere raccontate. Da allora non ho più smesso di ripensare a quelle che già so né di andare alla ricerca di quelle che ancora non conosco. E, a dire la verità, non ho proprio nessuna intenzione di farlo.” Con l’affettuosa collaborazione di Serena Contini, Fabio Bruno e Antonio Bandirali • Saluti delle Autorità • Inaugurazione della mostra fotografica “OLTRE” di Alberto Lavit • Inaugurazione della mostra di opere di Silvio Monti • Lo scrittore Andrea Vitali è intervistato dal giornalista Gianni Spartà. Intervalli musicali a cura della violinista Chiara Bottelli e della flautista Maila Celotto E a seguire… Apericena augurale!! Rotary Club Sesto Calende—Angera Lago Maggiore Presidente Bruno Troiano Psichiatria - Verbano Direttore: Isidoro Cioffi LA notte FOLLE di Cittiglio “Aprite quella porta” XXII Stagione culturale dell’U.O.P. PARTECIPAZIONE LIBERA E GRATUITA Per informazioni: Sig.ra Nicoletta Bezzolato 0332.607245/315 Giovedì 11 Dicembre Ore 20:30 Ospedale di Cittiglio Reparto Psichiatria Alberto Lavit Gianni Spartà Silvio Monti Silvio Monti è nato a Borgomanero nel 1938. Ha frequentato la Spolecznos Akademia Uniwersytetu Batorego. È stato allievo di Marian Bohuz Szysko ed ha frequentato lo studio di Oscar Kokoschka. Nel 1963 da Londra si trasferisce a Parigi, Bruxelles, Wiesbaden, Dublino, Beyrouth, Roma, per poi stabilirsi a Varese dove attualmente vive e lavora. Ha disegnato e illustrato diversi CD del cantautore Angelo Branduardi e con lui ha partecipato al Tour Europeo “Paint Session” nel 2003, con performance e pittura in teatri di Germania, Austria, Svizzera, Belgio e Italia. Sue opere sono esposte in Musei ed Enti Pubblici: Palazzo dei Diamanti, Ferrara; Galleria d’Arte Moderna, Gallarate; Castello di Masnago - Museo d’Arte Moderna e Contemporanea, Varese; Video – By C. Ansaloni Centro Video Arte, Palazzo dei Diamanti, Ferrara; Sala del Senato Accademico – Università dell’Insubria, Varese; Facoltà di Biologia, Università dell’Insubria, Varese; Confartigianato Varese, Sede Provinciale; Museo Vito Mele Santa Maria di Leuca (LE); Museo Epicentro Barcellona Me; Ministero della Cultura, Ufficio del Ministro della Cultura Géza Szócs, Budapest, Ungheria. Negli ultimi anni ha collaborato strettamente con il promotore artistico letterario Lorenzo Mortara (Demoni assopiti e la leggenda dell’essere, 2010; Salva e adotta un AGM, Artista Geneticamente Modificato, 2010; Box sex and Boxes 1982-2012, 2013, e Visibilità, 2013) che hanno portato alla realizzazione di video originali e ironici. Presso lo Spazio Lavit di Varese ha esposto nel 2010 “Demoni assopiti e la leggenda dell’essere”, nel 2014 “Nel paesaggio del volto” e comunque sono sempre in esposizione permanente alcune sue opere. Giornalista, scrittore, docente a contratto presso l’Universita' dell'Insubria. E’ presidente di Varese per l’ Oncologia e della Fondazione Il Circolo della Bontà. Nell’ottobre u.s. è stato insignito dell’onorificenza di Cavaliere della Repubblica. Maila Celotto Chiara Bottelli Nitidezza, tagli particolari, massima attenzione al dettaglio. E’ questo che caratterizza l’arte fotografica di Alberto Lavit. Ritrattista acuto con un grande senso dell’ironia, seppur sempre ben dosata, Lavit è anche un apprezzato fotografo di still-life, genere particolarmente difficile che il suo obiettivo sa domare con destrezza, insufflando l’anima ad oggetti che il suo estro attento riesce sempre a debanalizzare. Di grande interesse i suoi lavori sull’architettura e gli interni. Ed è proprio in questo tipo di immagine che il fotografo varesino dimostra appieno la sua padronanza tecnica ed artistica. L’obiettivo si piega docile alla sua visione delle cose, una visione che spesso mostra, o fa scoprire all’occhio estraneo, linee e dettagli che spesso rischiano di passare inosservati. Maestro nelle angolazioni, ardite ed originali, Alberto Lavit si annovera fra i più interessanti fotografi del momento. Nel 2008 ha aperto in via Uberti 42 a Varese l’affermato Spazio Lavit. Galleria d’arte che ospita unicamente mostre di qualità di artisti affermati, in un contesto di capannone industriale ristrutturato dalla sapiente mano dell’arch. Anna Pedoja. Contenitore di eventi di grido e di grande richiamo anche per la scenografica collezione di pedal-car anni 60. Alberto Lavit presiede l'Associazione Culturale Parentesi dedicata all’arte, alla musica, allo spettacolo, al teatro, alla letteratura, alla poesia con sede presso lo Spazio Lavit.