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5 aprile 2011
PIOGGIA DI RICONOSCIMENTI AI SARDI
di Pasquale Porcu
VERONA. Basta dare uno
sguardo alla tabella qui a fianco per avere la conferma di
una sensazione diffusa ormai
da tempo: la Sardegna vince
se punta sulla tipicità. Quello
che è successo al concorso
enologico internazionale di
Vinitaly 2011, non cambia la
tendenza che registriamo da
anni. A trionfare sono i vini
sardi che fanno la differenza
rispetto alle altre regioni: Vermentino e Cannonau, innanzittutto, ma anche Cagnulari
e altri vini che comunque
non si trovano in altre regioni italiane e del mondo. Difficile reggere il confronto con i
vini ottenuti da vitigni internazionali. Meglio, se vogliamo imporre l’attenzione nei
confronti dell’enologia sarda,
puntare su un Cannonau piuttosto che su un vino a base di
Cabernet (a questo proposito,
onore al merito per Gianluigi
Deaddis e al suo Ultana che
ha ottenuto la Gran Menzione, un grande rosso di Sedini
con uvaggio a base Cabernet).
E non è strano, poi, che nella categoria dei vini dolci naturali ottenga un riconoscimento il «Drucci» prodotto
dai fratelli Massidda di Donori, un vino di nicchia (solo
8.800 bottiglie) a base di uve
Nasco fatte appassire sulla
pianta per 32 giorni.
Fa piacere che confermi il
suo ruolo la zona di Usini, oltre a Carpante che fa incetta
di Gran Menzioni e conquista
il ruolo di migliore cantina
sarda del 2011, ecco avanzare
anche l’ottimo Vermentino
«Mattariga» e il rosso «Lughera» di Giovanna Chessa e il
AlconcorsoVinitaly2011
conVermentinoeCannonau
trionfal’isoladelletipicità
Riflettori su Usini e su Carpante migliore cantina
regionale. Bene la Gallura, Nuoro, Alghero e Oristano
fiero Cagnulari «Nebriosu» di
Francesco Fiori. E grande festa quest’anno vedere nella
categoria degli spumanti a denominazione di origine il
brut di Vermentino «Filighe»
di Billia Cherchi di Usini.
Non avevamo dubbi sulle
potenzialità della Gallura, orgogliosa dei suoi bianchi ma
anche dei rossi di Tempio, di
Surrau, Cantina di Monti, Ma-
Al concorso
enologico
internazionale
di Vinitaly
2011
si sono
affermati
i vini sardi
più tipici
sone Mannu e di Tondini a
Calangianus. New entry il
Seu 2010, rosato della Cantina della Vermaccia di Oristano. Ma quest’ultimo territorio ha la propria roccaforte
nell’azienda Contini di Cabras: con cinque gran menzioni: Karmis (bianco a base Vernaccia), Pariglia (Vermentino), Tyrsos (Vermentino),
Barrile (rosso a base Nieddera) Nieddera rosato, vini che
rappresentano bene lo “stile
Contini”, caratterizzato da
eleganza e piacevolezza. «Un
bilancio — dice Paoletto Contini — assolutamente positivo che incoraggia l’Azienda
Contini a proseguire nella
strategia intrapresa di costante elevazione qualitativa dei
propri vini». Bene anche i
rossi di Mamoiada di Gian
Pietro Puggioni) e di Oliena
(con Puddu), di Serdiana
(grande merito dell’azienda
di Mario Pala), Dolianova
(con la Cantina) e Alghero
con un Vermentino che ha
contribuito a far conoscere la
Sardegna nel mondo: l’«Aragosta» prodotto dalla cantina
di Santa maria La Palma.
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La Nuova Sardegna (5 aprile 2011)