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I tre esempi di mercoledì scorso
• Il significato di “trovare” arriva a
ricomprendere anche “averne avuto notizia”?
• “Stato o di un altro ente pubblico”
ricomprende anche la Comunità europea?
• Il direttore di stampa periodica ricomprende
anche il direttore di un giornale online?
Il “dramma” dell’analogia: l’interpretazione per
sua natura è mediazione tra il fatto e il diritto
Ripasso: cosa è l’Analogia (vietata)?
“A cosa serve?”
L’analogia si fonda sull’uguaglianza (casi simili, trattamenti
simili): (art. 12 preleggi), vietarla vuol dire sbarrare la strada
all’idea di uguaglianza.
Il divieto di interpretazione analogica (di quella vera) pone il giudice
di fronte ad un dilemma: punire in modo radicalmente diverso casi
simili o travalicare la legge?
Cfr. il caso della truffa ai danni della CE piuttosto che alla Stato. V.
anche 640 bis; 416 bis.
4. I fattori di stress del divieto
Il dramma dell’analogia connesso alla fragilità teorica
del presupposto operativo del divieto:
(ripasso. Analogia/vietata vs. Interpretazione
letterale/ammessa)
La crisi della legge e il ruolo crescente dei giudici
La ùbris dell’interprete nel tempo della crisi della
legge e la maggiore importanza del senso del limite
I limiti definitori del linguaggio e il mito del sillogismo
beccariano o del processo di sussunzione (il c.d.
circolo ermeneutico)
Un caso
Tizio, esperto informatico, si è
adoperato per elaborare e
implementare una piattaforma
digitale attraverso cui è possibile
intrattenere
via
web.chat
conversazioni con delle giovani
che, a richiesta dell'interlocutore,
si esibiscono in atteggiamenti
sessualmente espliciti, dietro
pagamento di un corrispettivo
rappresentato dal costo della
chiamata.
Art. 3 n. 8 l. n. 75 del 1958 (c.d. Legge
Merlin).
E' punito con la reclusione da due a sei anni
e con la multa da euro 258 a euro 10.329
(…)
1) chiunque, trascorso il termine indicato
nell'art. 2, abbia la proprietà o l'esercizio,
sotto qualsiasi denominazione, di una
casa di prostituzione, o comunque la
controlli, o diriga, o amministri, ovvero
partecipi alla proprietà, esercizio,
direzione o amministrazione di essa;
2) chiunque avendo la proprietà o
l'amministrazione di una casa od altro
locale, li conceda in locazione a scopo di
esercizio di una casa di prostituzione.
8) chiunque in qualsiasi modo favorisca o
sfrutti la prostituzione altrui.
Perché il legislatore del 1958 ha usato questa
tecnica? Un paragone
Art. 51 l. n. 3 del 2003 (Tutela
della salute dei non fumatori)
1. È vietato fumare nei locali
chiusi, ad eccezione di:
a)quelli privati non aperti ad
utenti o al pubblico;
b)(…)
5. Alle infrazioni al divieto
previsto dal presente articolo si
applicano le sanzioni…
Prostituzione nel 1958 e nel 2006 vuol dire
(normativamente e socialmente) due cose diverse
Nel 1958 esigenza di vietare
un comportamento lecito
Sul piano normativo: i profitti
(diretti e indotti) derivanti
dai servizi di prostituzione
erano leciti:
Sul piano sociale è evidente
che qualunque
mercificazione del corpo è
prostituzione
Nel 2006
Sul piano normativo i ricavi diretti e
indiretti dalla prostituzione sono un
reato
Sul piano sociale prostituzione e
mercificazione non sono più la
stessa cosa: lo sfruttamento e il
favoreggiamento della
mercificazione del corpo a volte è
reato a volte è un comportamento
tollerato, a volte - addirittura
apprezzato, per non dire
prestigioso
La parole (e quindi gli elementi di segno linguistico su
cui le disposizioni normative poggiano) cambiano: il
circolo ermeneutico.
E quale è il problema?
La Corte di cassazione con il suo argomentare tutto schiacciato
sul significato (Ricorda: interpretazione letterale per ciò
solo ammessa) e non sul senso della parola ha fatto
dipendere la soluzione dall’essersi posta la domanda
sbagliata. Ovvero: questo fatto è prostituzione?
Il problema non è però capire se la telematica è prostituzione,
ma se quella telematica e quella fisica sono assimilabili (se
hanno lo stesso disvalore, se sono due generi della stessa
specie).
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Un esempio di “caso difficile”