ISTITUTO COMPRENSIVO N. 1 ROSSANO CENTRO TERRITORIALE PERMANENTE per l’I.D.A. SCUOLE SECONDARIE DI 1° GR. S.M.S. “L. DA VINCI” – S.M.S. “C.DA AMICA” SCUOLE PRIMARIE VIA G. RIZZO – S. DOMENICO – VIA MARGHERITA – SANTA CHIARA – C.DA FRASSO – C.DA PETRA – C.DA NUBRICA SCUOLE DELL’INFANZIA VIA G. RIZZO – S. DOMENICO – VIA S. BARTOLOMEO – C.DA FRASSO – C.DA AMICA – C.DA NUBRICA Sede Centrale Amm.va: Via Martucci, 18 – 87067 Rossano (CS) Cod. Mecc.: CSIC8AM004 - Cod. Mecc. Centro Territoriale Permanente : CSCT714001 – Cod. Fisc. : 97028290787 Tel. e Fax 0983/521143 - email: [email protected] Tel. C.T.P. 0983.521653 – Fax C.T.P. 0983.525186 – email C.T.P. [email protected] 1 INDICE ISTITUTO COMPRENSIVO N. 1 ROSSANO 3 AMBITO TERRITORIALE N. 4 4 PLESSI 5 ANALISI DEL TERRITORIO 6 STRUTTURA 9 ORGANIGRAMMA 10 RISORSE MATERIALI - STRUTTURE EDILIZIE SCUOLA DELL’INFANZIA 11 - STRUTTURE EDILIZIE SCUOLA PRIMARIA E SECONDARIA 12 ATTREZZATURE E SUSSIDI 13 ORGANIZZAZIONE PLESSI 14 ORGANIZZAZIONE RISORSE PROFESSIONALI - ASSEGNAZIONE DOCENTI SCUOLA DELL’INFANZIA 15 - ASSEGNAZIONE DOCENTI SCUOLA PRIMARIA 17 - ASSEGNAZIONE DOCENTI SCUOLA SECONDARIA 21 PRINCIPI ISPIRATORI 22 IL CURRICOLO SCUOLA DELL’INFANZIA PRIMO CICLO D’ISTRUZIONE 26 AREE DISCIPLINARI 29 - AREA ARTISTICO-LINGUISTICO-ESPRESSIVA o 27 30 RELIGIONE-ITALIANO-LINGUECOMUNITARIE-MUSICA-INDIRIZZO MUSICALEARTE E IMMAGINE-CORPO MOVIMENTO E SPORT - AREA STORICO-GEOGRAFICO-SOCIALE o - CITTADINANZA E COSTITUZIONE-STORIA-GEOGRAFIA AREA MATEMATICO-SCIENTIFICO-TECNOLOGICA o 44 47 MATEMATICA-SCIENZE NATURALI E SPERIMENTALI-TECNOLOGIA CURRICULO TRASVERSALE 50 PROGETTI 52 INTEGRAZIONE SCOLASTICA 55 PROGRAMMA OPERATIVO NAZIONALE 2007/2013 57 VALUTAZIONE E MONITORAGGIO P.O.F. 58 RAPPORTI CON IL TERRITORIO 59 RAPPORTI CON LE FAMIGLIE 61 PATTO EDUCATIVO DI CORRESPONSABILITÀ 62 REGOLAMENTO D’ISTITUTO 67 ALLEGATO: REGOLAMENTO SUL FUMO 97 2 ISTITUTO COMPRENSIVO N. 1 ROSSANO A seguito del Piano di Dimensionamento Scolastico, adottato al fine di: 1. rispondere al cambiamento e all’innalzamento delle competenze e delle qualifiche richieste; 2. garantire l’efficace esercizio dell’autonomia, assicurando stabilità nel tempo alle istituzioni scolastiche e offrendo alle comunità locali una pluralità di scelte articolate sul territorio che agevolino l’esercizio del diritto all’istruzione; 3. inserire i giovani in una comunità educativa culturalmente adeguata e idonea, stimolare la capacità di apprendimento e di socializzazione ed assicurare alle istituzioni scolastiche la necessaria capacità di confronto, interazione e negoziazione con gli EE. LL. e le altre istituzioni operanti sul territorio, con delibera della Regione Calabria n. 47 del 10.02.2011 (in attuazione dell’art. 19, comma 4 del D.L. n. 98 del 06.07.2011, convertito nella Legge n. 111 del 15.07.2011), si è proceduto all’accorpamento di alcuni plessi scolastici esistenti sul territorio per i diversi gradi di scuola del Primo Ciclo dell’Istruzione in un’unica Istituzione Scolastica denominata: ISTITUTO COMPRENSIVO N. 1 ROSSANO 3 AMBITO TERRITORIALE N. 4 DISTRETTO SCOLASTICO N. 26 ROSSANO CALABRO ROSSANO BOCCHIGLIERO CALOPEZZATI CALOVETO CAMPANA CARIATI CROPALATI CROSIA-MIRTO LONGOBUCCO ESTRATTO Provincia di Cosenza - Piano di dimensionamento della rete scolastica - A. S. 2012/2013 4 PLESSI N. CODICI ISTITUZIONE SCOLASTICA INDIRIZZO DISTRETTO 1 CSIC8AM004 ISTITUTO COMPRENSIVO VIA MARTUCCI 26 N 1 ROSSANO SCUOLA SECONDARIA I GRADO DA VINCI AMICA SCUOLE PRIMARIA G. RIZZO S. CHIARA S. DOMENICO PETRA FRASSO NUBRICA VIA ARNO SCUOLA INFANZIA S. BARTOLOMEO VIA BORGHESIA G. RIZZO FRASSO NUBRICA AMICA NUMERO ALUNNI 962 ESTRATTO Provincia di Cosenza - Piano di dimensionamento della rete scolastica - A. S. 2012/2013 5 ANALISI DEL TERRITORIO L’Istituto Comprensivo N. 1 Rossano opera in una cittadina popolata da circa quarantamila abitanti, ricca di storia e di cultura e destinata al turismo per la splendida posizione geografica. La città è situata a pochi chilometri di distanza dalla costa ionica e limitrofa ai comuni della fascia pre-silana, in uno scenario territoriale suggestivo, ma è afflitta dai cronici mali del Meridione: disoccupazione, sottoccupazione, lavoro nero e minorile,emigrazione, marginalità dello sviluppo produttivo, disagio giovanile che si manifesta, a volte, in atti di teppismo/bullismo o addirittura di micro/macro criminalità. L’ambiente socio-familiare della popolazione scolastica è eterogeneo in quanto abbraccia il Centro Storico, le contrade della zona collinare e montana posta a sud est rispetto al centro storico, la zona centrale e le contrade della zona pianeggiante dello Scalo. Prevale la composizione della famiglia nucleare tradizionale con uno o due figli pur se sono presenti, in misura marginale, anche altre tipologie ovvero famiglie con numerosa prole, divorziate, ricostituite di fatto, adottive, monogenitoriali. L’attività lavorativa dei genitori (pochi i laureati, più numerosi i diplomati, molti con la licenza della scuola media di primo grado e fasce appartenenti ad un milieu analfabeta e/o semianalfabeta che non ha concluso la fascia dell’obbligo), s’incanala principalmente nel settore terziario (impiegati, professionisti, esercenti, addetti all’edilizia). Bassa è la percentuale degli operai specializzati, alta quella dei manovali senza particolare qualifica. La grande maggioranza delle mamme, una buona parte delle quali diplomate, svolge il lavoro della casalinga; nei plessi delle contrade molti genitori sono addetti all’attività primaria in aziende agricole a conduzione familiare o presso terzi. I valori, i modelli di vita, gli stili educativi ed i meccanismi di socializzazione dei bambini sono legati ai connotati della società “complessa” in cui sono inseriti: aumento esponenziale dei ritrovati tecnologici che hanno rivoluzionato le tradizionali forme di scambio comunicativo interpersonale; velocità delle sollecitazioni quotidiane, frammentarietà dei messaggi, mutevolezza dei costumi, repentinità delle mode, transitorietà delle relazioni sociali; “pensiero debole”, problematizzazione delle nozioni di scienza e di verità; 6 contrapposizione tra tentativi di mondializzazione e spinte localistiche, tra intercultura e xenofobia; sfondamento dei confini fra le discipline, ri-definizione dei loro statuti, emergere di altri territori di conoscenza che dirottano la ricerca verso nuovi saperi; complessità non solo in negativo ma anche come inter-relazione e intreccio, in un’accezione che riguarda da vicino la scuola come sistema. Tali fattori esterni, unitamente alle variabili culturali presenti nei vari contesti familiari, influenzano la personalità degli alunni,interferendo con la percezione che il bambino ha di sé e della scuola e con le aspettative dei genitori nei confronti della Istituzione Scolastica. I genitori vedono la scuola come: ambiente educativo di apprendimento; rapporto di fiducia ad personam verso l’insegnante; strumento di ascesa sociale o al contrario di stratificazione delle disuguaglianze di classe; agenzia del “divertissement” o luogo di custodia. Anche gli stili educativi praticati all’interno delle famiglie sono trasversali all’estrazione economica e sociale. L’alunno oggi vive le contraddizioni della società post moderna, trascorre il suo tempo libero davanti alla TV, nelle sale da gioco, nelle cosiddette scuole parallele, sperimenta la cultura telematica, fruisce di “realtà” che accorciano le distanze tra vicino e lontano, possibilità e impossibilità, verità e fantasia. Ancora, stenta a trasformare le informazioni in conoscenze, recepisce messaggi consumistici, edonistici, erotici, non fa esperienza della “mancanza” né della gratificazione differita, si imbottisce di immagini e suoni privandosi lentamente della possibilità di librarsi e scorazzare nella prateria della fantasia e dei sogni. Va lentamente conformandosi alla vorticosa accelerazione dei ritmi della quotidianità e non avverte l’esigenza di ritagliarsi lo spazio ed il tempo necessario per una pausa da dedicare alla “riflessione”, alla “valutazione”, al dubbio, al senso del limite e del rimorso. Ne viene fuori il ritratto scolastico di un bambino poliedrico: curioso di sapere e poco incline allo studio, fantasioso per certi aspetti e poco amante dei libri di fiabe, informato e dispersivo, intuitivo nel cogliere il significato generico di un discorso ma frettoloso nel trarne le conclusioni, perché desueto alla riflessione e alla concentrazione, iperattivo e poco coordinato nei movimenti, pronto a catturare l’attenzione dell’adulto ma poco disposto a ubbidirgli, loquace nella parola e spesso sordo all’ascolto. 7 Ipersocializzato dai tanti agenti formativi ma egocentrico nel far prevalere il suo punto di vista, disinibito nell’ammiccare a temi che fino a qualche tempo fa sarebbero sembrati estranei alla fase di latenza ma troppo piccolo per dare un significato alla vita e un senso alla “corporeità”, sempre in bilico tra attivismo e inazione, l’alunno ha contatti “virtuali” con il mondo ma poche volte sperimenta il piacere di giocare liberamente con i coetanei del vicinato; un bambino che negli anni della scuola primaria accelera le tappe dello sviluppo perché passa velocemente dall’infanzia alla pubertà saltando quasi la fanciullezza. I nostri alunni non sono certo tutti eguali e tutti così, ma in ciascuno di essi è presente almeno un tratto di questa fisionomia. La società in genere chiede alla scuola di fronteggiare le emergenze sociali, surrogare mansioni e svolgere un’opera di supplentato laddove organi, poteri, settori della vita pubblica sono assenti e/o insufficienti. L’allargamento della nozione di cultura induce la scuola a trattare temi e problemi in passato estranei al “concluso orto” del sapere scolastico. D’altro canto, le tante agenzie extrascolastiche, diffuse sul territorio, si propongono come partner della scuola nell’elaborazione di comuni percorsi formativi, all’insegna del curricolo flessibile. 8 STRUTTURA ALUNNI SCUOLA INFANZIA 233 SCUOLA PRIMARIA 576 SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO 153 TOTALE ALLIEVI 962 DOCENTI SCUOLA INFANZIA 30 SCUOLA PRIMARIA 96 SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO 26 TOTALE DOCENTI 152 PERSONALE ATA DSGA 1 ASSISTENTI AMMINISTRATIVI 6 COLLABORATORI SCOLASTICI 19 TOTALE PERSONALE ATA 26 9 ORGANIGRAMMA DIRIGENTE SCOLASTICO PROF. ANTONIO FRANCO PISTOIA FUNZIONI STRUMENTALI AREA 1 - PATRIZIA STRAFACE AREA 2 - ANNAMARIA PEDACE COLLABORATORE VICARIO II COLLABORATORE AREA 3 - MARIELLA CASTRIOTA BARBARA CASCIARO MARIA FRANCESCA RAPANI AREA 4 - ISIDORO ESPOSITO AREA 5 - CARMELA DOMANICO AREA 6 - M. GABRIELLA CERCHIARA REFERENTI PLESSO SCUOLA DELL'INFANZIA GEMMA BOSCO - GRAZIELLA CAPOVERDE REFERENTI PLESSO SCUOLA PRIMARIA REFERENTE PLESSO AMICA ACHIROPITA CIOLLARO - ROSSANA DE SANTIS SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO ANNITA GRECO - ANNA SABATINO RAFFAELLA MURACA ADRIANA ESPOSITO - CATERINA GALLO SILVANA SCARNATI - EMILIA SERRA ANTONIETTA MILITO - LUIGINA NIGRO ANNAMARIA SCORZA AREA 1 - COORDINAMENTO DELLA PROGETTAZIONE E DELLE ATTIVITA’ DEL POF AREA 2 - INTERVENTI E SERVIZI PER GLI ALUNNI SCUOLA INFANZIA AREA 3 - INTERVENTI E SERVIZI PER GLI ALUNNI SCUOLA PRIMARIA AREA 4 - INTERVENTI E SERVIZI PER GLI ALUNNI SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO AREA5 - INTEGRAZIONE SCOLASTICA: INTERVENTI E SERVIZI PER GLI ALUNNI IN SITUAZIONE DI DISAGIO, DI DIFFICOLTÀ DI APPRENDIMENTO, DIVERSAMENTE ABILI, STRANIERI. AREA 6 - SCUOLA E TERRITORIO 10 RISORSE MATERIALI STRUTTURE EDILIZIE PLESSI SCUOLA DELL'INFANZIA PLESSI AULE ALTRI SPAZI SERVIZI COMUNALI UTILIZZABILI AMICA 2 Cortile Sala giochi Sala mensa Trasporto alunni Mensa 4 Cortile Androne Altra aula Sala mensa Cortile Sala giochi Sala mensa Altra aula Trasporto alunni Mensa 2 Cortile Androne Sala mensa Trasporto alunni Mensa 2 Cortile Sala mensa Mensa 2 Cortile Sala mensa Sala giochi Altra aula Mensa Edificio di proprietà comunale ad uso scolastico FRASSO Edificio di proprietà comunale ad uso scolastico VIA BORGHESIA 2 Edificio di proprietà comunale adattato ad uso scolastico VIA G. RIZZO Edificio di proprietà comunale ad uso scolastico SAN BARTOLOMEO Edificio di proprietà comunale adattato ad uso scolastico NUBRICA Edificio di proprietà comunale ad uso scolastico Trasporto alunni Mensa 11 STRUTTURE EDILIZIE PLESSI SCUOLA PRIMARIA PLESSI AULE ALTRI SPAZI SERVIZI UTILIZZABILI FRASSO Cortile N. 6 aule Androne Sala mensa Cortile N. 6 aule Androni Laboratorio Cortile Androne Laboratorio Trasporto alunni Mensa 5 Cortile Androne Laboratorio Trasporto alunni 5 Cortile Laboratorio Trasporto alunni Mensa 5 Cortile Altra aula Laboratorio Trasporto alunni 5 Edificio di proprietà comunale ad uso scolastico VIA MARGHERITA 5 Edificio di proprietà comunale ad uso scolastico PETRA 14 Edificio di proprietà comunale ad uso scolastico G. RIZZO Edificio di proprietà comunale ad uso scolastico S. CHIARA Edificio di proprietà comunale ad uso scolastico S. DOMENICO Edificio di proprietà comunale ad uso scolastico Mensa STRUTTURE EDILIZIE PLESSI SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO PLESSI AULE ALTRI SPAZI UTILIZZABILI SERVIZI DA VINCI 6 Cortile N. 6 aule Androne Auditorium Cortile N. 3 aule Laboratori Trasporto alunni Edificio di proprietà comunale ad uso scolastico AMICA Edificio di proprietà comunale ad uso scolastico 3 Trasporto alunni 12 ATTREZZATURE E SUSSIDI biblioteca magistrale biblioteche per gli alunni decentrate nei plessi vasta gamma di sussidi: lavagna luminosa, televisori, registratori e videoregistratori, amplificatori, video proiettore, proiettori, episcopi, macchine fotografiche, telecamere, ciclostile, macchine da scrivere, pianola, fotocopiatrici, attrezzi per attività psicomotorie, pianoforti, chitarre, flauti, violoncelli, xylofono, batteria, leggii laboratori multimediali nei plessi di scuola primaria di Via Margherita , G. Rizzo, S. Domenico, S. Chiara postazioni PC nelle scuole primarie di Amica, Frasso, nonché nella scuola dell’infanzia di Via Margherita 13 ORGANIZZAZIONE PLESSI SCUOLA DELL'INFANZIA PLESSI DOCENTI SEZIONI AMICA FRASSO NUBRICA G. RIZZO VIA BORGHESIA S. BARTOLOMEO 3 9 5 5 5 5 1 4 2 2 2 2 SCUOLA PRIMARIA PLESSI DOCENTI CLASSI FRASSO VIA MARGHERITA PETRA NUBRICA S. CHIARA S. DOMENICO G. RIZZO 21 10 21 10 10 11 10 8 5 7 5 5 5 5 SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO PLESSI DOCENTI CLASSI DA VINCI AMICA 19 16 6 3 14 ORGANIZZAZIONE RISORSE PROFESSIONALI ASSEGNAZIONE DEI DOCENTI DI SCUOLA DELL’INFANZIA Tenuto conto del pareri del Collegio Docenti e dei criteri del Consiglio di Circolo - rispetto della continuità didattica; valorizzazioni delle competenze professionali; valutazione delle richieste avanzate dai singoli docenti; valutazione delle proposte e delle richieste avanzate da gruppi di docenti o dai responsabili dei plessi. SCUOLA DELL’INFANZIA “AMICA” DOCENTE LORIA Angela CIRULLO Stefania MARINCOLO Isabella (IRC) SEZIONI A A A Responsabile di plesso: CIRULLO Stefania SCUOLA DELL’INFANZIA “FRASSO” DOCENTE APRIGLIANO Achiropita AUGUSTO Antonietta BOSCO Gemma CONVERSO Rosanna GUERRIERO Michelina MARZIANO Maria Immacolata SIEPE Achiropita (IRC) PEDACE Annamaria ZANGARO Bambina SEZIONI A A B B C C A/ B/C/D D D Responsabile di plesso: BOSCO Gemma 15 SCUOLA DELL’INFANZIA “NUBRICA” DOCENTE AIELLO Letizia CAPOVERDE Graziella DE SIMONE Annamaria COSENZA Alba SPATARO Chiarina Responsabile di plesso: CAPOVERDE Graziella SEZIONI A A B B AeB SCUOLA DELL’INFANZIA “VIA G. RIZZO” DOCENTE GRAZIANO Isabella GALLO Caterina PACE Achiropita DE SIMONE Rosa SIEPE Achiropita (IRC) TAVERNISE Grazia (sostegno) Responsabile di plesso: GALLO Caterina SEZ. A A B B AeB B SCUOLA DELL’INFANZIA “VIA BORGHESIA” DOCENTE MILITO Antonietta ORFINO Francesca LE FOSSE Matilde GRAZIANO Serafina SIEPE Achiropita (IRC) Responsabile di plesso: MILITO Antonietta SEZIONI A A B B AeB SCUOLA DELL’INFANZIA “VIA S. BARTOLOMEO” DOCENTE ESPOSITO Adelina ESPOSITO Adriana STRAFACE Achiropita PERFETTO Bambina SIEPE Achiropita (IRC) Responsabile di plesso: ESPOSITO Adriana SEZIONI A A B B AeB 16 ASSEGNAZIONE DEI DOCENTI DI SCUOLA PRIMARIA Tenuto conto del pareri del Collegio Docenti e dei criteri del Consiglio di Circolo - rispetto della continuità didattica; - valutazione delle richieste avanzate dai singoli docenti; - valutazione delle proposte e delle richieste avanzate a livello di gruppo docenti e/o di plesso; - valorizzazione delle competenze professionali. SCUOLA PRIMARIA “FRASSO” DOCENTE CLASSE DOMANICO Carmela (sostegno) 1A MURANO Monica 1A RUGNA SAPIA Emma Rosaria 1A LONGO Aquilina (IRC) 1A-1B-1C-IIIA-IIIB PISANO Adelina Giuseppina (L2) 1B MADEO Angela 1B SISTO Loredana (sostegno) 1B - 3A BARBIERI Silvana 1C LA ROSA Sergio 1C BRUNO Giuseppina (IRC) 2-4-5A CIRULLO Anna 2A PALUDI Mariagrazia 2A FEDERICO Gianfranca 3A ZAMPELLI Maria 3A BERALDI Mirella 3B SANTORO Silvana 3B CIOLLARO Achiropita 4A COSENTINO Antonella 4A PIRILLO Angela 5A GODINO Chiarina 5A Responsabile di plesso: CIOLLARO Achiropita 17 SCUOLA PRIMARIA “VIA MARGHERITA” DOCENTE SCULCO Beatrice SIEPE Achiropita SERRA Emilia Anna RICIOPPO Rosanna CELESTINO Bina LE FOSSE Maria Teresa MADEO Carmela PANE Maria Anna BRUNO Giuseppina (IRC) Responsabile di plesso: SERRA Emilia Anna CLASSE 1A 1A – 2A - 5A 1A - 5A 2A 2A - 3A 3A 3A - 4A 3A - 4A Tutte le classi SCUOLA PRIMARIA “PETRA” DOCENTE SCAGLIONE Antonietta BERALDI Antonella BONAVITA Annamaria PELLEGRINO Rosina SPATARO Chiarina SALATINO Olga ARTURO Palmina APRIGLIANO Grazia CESARIO Giuseppe CIRULLO Serafina ROMANO Rosa PERRI Giulia CIRULLO Domenica GALLO Antonietta MADEO Giovanna PARISE Maria SCORZA Maria CALIÒ Immacolata PALUDI Franca PETRELLI Margherita Responsabile di plesso: SCORZA Annamaria Classe 3-5 1 1 1 1 2 2 2 3 3 3 3 3 3 4 4 4 5 5 5 18 SCUOLA PRIMARIA “S. CHIARA” DOCENTE REALE Rosalba ESPOSITO Rossana SANZI Rosa STRAFACE Patrizia (L2) PRINCI Antonia BARBIERI Carmela FIGOLI Antonietta MASCI Maria (sostegno) SAVOIA Giampiero SAVOIA Maria Luisa GAROFALO Ninetta (sostegno) SABATINO Anna CARUSO Annamaria TORTORA Giovanna (IRC) Responsabile di plesso: SABATINO Anna CLASSE 1A 1A - 3A 2A 2A – 4A- 5A 2A 3A 3A 3A 4A 4A 4A 5A 5A Tutte le classi SCUOLA PRIMARIA “G. RIZZO” DOCENTE DIMITRI Donatella COSTANTINO Rosa GRECO Annita CATALANO Maria GALLO Giuseppina CASTRIOTA SCANDERBEG Maria TORTORA Giovanna (IRC) Responsabile di plesso: GRECO Annita CLASSE 1A – 2A - 5A 1A - 3A 2A - 5A 3A - 4A 3A – 5A 4A – 5A Tutte le classi 19 SCUOLA PRIMARIA “S. DOMENICO” DOCENTE BARONE Filomena GODINO Giovanna ALFIERI Maria Luisa SMURRA Elena ZANGARO Tiziana STRAFACE Patrizia (L2) DE SANCTIS Rossana (sostegno) MADEO Rosaria RAPANI Maria Francesca GAROFALO Ninetta (sostegno) TORTORA Giovanna (IRC) LONGO Aquilina (IRC) Responsabile di plesso: DE SANCTIS Rossana CLASSE 1A 1A 2A 3A 3A 3A 3A 3A - 4A 4A - 5A 4A 3A 1A-2A-4A-5A SCUOLA PRIMARIA “NUBRICA” DOCENTE MURACA VINCENZINA VITTIMO FRANCESCA (SOST) ARCIDIACONE BOMBINA SPATARO CHIARINA (IRC) IULIANO ELENA GENTILE EUGENIA GRISARO M. TERESA (IRC) TALARICO M. ANTONELLA SCARNATI SILVANA GARGIULLO CARMELINA MARINO M. FRANCESCA MARINGOLA M. IMMACOLATA NIGRO MARIA Responsabile di plesso: SCARNATI Silvana CLASSE 1A 1A 1 A - 2A 1A–4A–5A 2A 2A–5A 2A–3A 3A 3A–4A 3A–4A–5A 4A 4 A – 5A 5A 20 ASSEGNAZIONE DEI DOCENTI DI SCUOLA SECONDARIA DI 1° GRADO Tenuto conto del pareri del Collegio Docenti - rispetto della continuità didattica; - valutazione delle richieste avanzate dai singoli docenti; - valutazione delle proposte e delle richieste avanzate a livello di gruppo docenti e/o di plesso; - valorizzazione delle competenze professionali. SCUOLA SECONDARIA INFERIORE “DA VINCI” – “AMICA” DOCENTE DISCIPLINA CLASSE EDUCAZIONE FISICA TUTTE SCIENZE MATEMATICHE II-IIIA–II-IIIB MUSICA TUTTE DATTILO Concetta STORIA-GEOGRAFIA- APPROFONDIMENTO IC DE LUCA Assunta FRANCESE IC SCIENZE MATEMATICHE II-IIIC RELIGIONE A-B+IC ARTE E IMMAGINE TUTTE FRANCESE A-B+II-IIIC INGLESE II-IIIC SOSTEGNO I-IIIB TECNOLOGIA TUTTE STORIA-GEOGRAFIA-APPROFONDIMENTO ITALIANO E APPROFONDIMENTO APPROFONDIMENTO MATEMATICA E SCIENZE SCIENZE ITALIANO ITALIANO-STORIA-GEOGRAFIA RELIGIONE IIIA IIIB I-IIA-I-IIB-II-IIIC IA-IB-IC IIA-IIB IC II-IIIC II-IIIC SACCO Annamaria ITALIANO-STORIA-GEOGRAFIA IIA-IIB SERVIDIO Giuseppina ITALIANO-STORIA-GEOGRAFIA IA-IB SORRENTINO Luciana TECNOLOGIA UTILIZZAZIONE INGLESE A-B+IC ITALIANO STORIA E GEOGRAFIA SOSTEGNO IIIA IIIB IA-IIIB-IC CERCHIARA Maria Gabriella PIANOFORTE A-B COGLIANDRO Giuseppe Domenico VIOLONCELLO I-IIIA-I-II-IIIB FLAUTO A-B CHITARRA A-B BOCCUTI Luigi CASCIARO Barbara CRITELLI Stella DE LUCA Francesca DI BELLA Maria ESPOSITO Isidoro FUNARO Francesco (DE LUCA Assunta) GRANATA Assunta LAGACCIA Maria Carmela LETTIERI Anna MAIORANO Maria Grazia MINISCI Demetra MURACA Raffaella PIRILLO Isabella TATEO Francesco TRAINO Cinzia VULCANO Maria REALE Salvatore ROMEO Francesco 21 PRINCIPI ISPIRATORI In questa cornice sociale la nostra Scuola, nella sua azione educativa e didattica PROMUOVE INCORAGGIA E SOSTIENE ORGANIZZA • la crescita individuale degli alunni e lo sviluppo della comunità civile del territorio in cui opera • la partecipazione delle famiglie al processo educativo dei propri figli e alla vita della scuola in generale • manifestazioni ed attività culturali sul territorio, di concerto con le Istituzioni e le Associazioni culturali che vi operano Questa Scuola moderna, efficiente ed efficace nel suo impianto didattico educativo, trova fondamento sui seguenti principi: •PROMOZIONE EDUCAZIONE SCOLASTICA SCUOLA •INSEGNAMENTO •SOCIALE •COME RICERCA CULTURA LABORIATORIALE COLLABORATIVO 22 Tali elementi sia dal punto di vista psicologico che da quello pedagogico dovranno essere utilizzati in modo pragmatico per il superamento del disagio scolastico e delle difficoltà di apprendimento. I contenuti propri delle varie discipline, attivati attraverso progetti, favoriranno, quindi, il “recupero ed il consolidamento”, privilegiando tematiche portanti e fondanti, strutturate in unità di apprendimento organizzate in una programmazione curriculare e modulare. Nella nostra Scuola, l’impegno formativo del lavoro didattico interdisciplinare e multidisciplinare rappresenta una sfida per tutti gli operatori scolastici, atta a garantire il “sapere, il saper fare e il saper essere”, ossia conoscenze, competenze e capacità per tutti gli alunni, garantendo a ciascuno il massimo successo formativo possibile. La nostra scuola è orientativa e tramite il Processo Formativo Continuo favorisce nell’alunno: la progressiva maturazione di sé e del proprio rapporto con il mondo esterno, adeguando la formazione alla complessità della realtà che lo circonda, rafforzando la propria identità culturale; l’acquisizione della massima competenza, efficienza ed efficacia necessarie alla formazione dell’uomo e del cittadino di domani. Tali finalità verranno raggiunte attraverso il rispetto dei principi di: Uguaglianza e diversità La promozione, la realizzazione dello sviluppo, del potenziamento, dell’arricchimento e della diversificazione del percorso formativo mirano ad offrire e garantire a tutti uguali opportunità di crescita culturale. Per raggiungere il predetto risultato la scuola si impegna ad operare affinché: ogni attività didattica sia rivolta sempre alla totalità delle alunne e degli alunni; nessun alunno venga escluso per motivi economici, religiosi o d'opinione dalle attività organizzate dalla scuola in orario scolastico ed extrascolastico; la frequenza sia assidua e regolare; siano valorizzate le molteplici risorse esistenti sul territorio (enti locali, associazioni culturali e professionali, società sportive, gruppi di volontariato, ma anche organismi privati) allo scopo di realizzare un progetto educativo ricco e articolato, affinché l'offerta formativa non si limiti al solo curricolo di base ma assuma un più ampio ruolo di promozione culturale e sociale. 23 Imparzialità I fruitori del servizio scolastico (alunni e famiglie), gli operatori della scuola, i soggetti esterni hanno il diritto ad essere trattati in modo obiettivo ed imparziale. La scuola garantisce l'imparzialità: nel godimento dei diritti e nell’assolvimento dei doveri connessi alla posizione di ciascun utente del servizio scolastico; nella scelta di istituzioni, enti, associazioni, privati con i quali intende collaborare per la conduzione di percorsi previsti dalla programmazione didattica e, più in generale, per la conduzione delle iniziative previste dal POF. Regolarità del servizio scolastico Nel rispetto dei diritti sindacali del personale, la scuola garantisce la regolarità e la continuità del servizio sia in occasione di assemblee sindacali, sia in occasione di scioperi, assicurando, nel rispetto delle vigenti disposizioni, adeguata e tempestiva informazione alle famiglie. Nell'erogazione del servizio la scuola fa riferimento al diritto inviolabile degli alunni a ricevere un'educazione e una istruzione adeguate alle loro esigenze, ritmi, modi di apprendere e, parimenti, al diritto inviolabile alla salute ( diritto all’assistenza e alla vigilanza). Qualità del servizio scolastico Si garantisce: la condivisione delle scelte e il lavoro collegiale; l'attenzione al tema della continuità e a quello delle "diversità"; l'individualizzazione delle procedure di insegnamento e l’attivazione di percorsi interculturali; la suddivisione delle competenze disciplinari fra gli insegnanti; il raccordo interdisciplinare come strumento di garanzia dell'unitarietà dell'insegnamento; l’esistenza di prove di verifica elaborate collegialmente; la flessibilità organizzativa; una utilizzazione razionale delle risorse professionali e di quelle materiali; il rapporto fra insegnanti e famiglie e il clima relazionale all’interno della scuola; una forma mentis aperta all’innovazione e all'aggiornamento. 24 Continuità educativa La continuità va intesa in senso orizzontale come collegamento fra le varie esperienze che ciascun bambino vive tra la vita scolastica, quella familiare, l’extrascuola, il territorio. Si tratta di valorizzare a fini educativi tutte le possibili esperienze che il bambino fa. La continuità verticale riguarda il rapporto tra i vari ordini di scuola. Il nostro progetto di continuità si realizza attraverso un percorso che inizia con la scuola dell’infanzia e continua fino al termine della scuola secondaria di primo grado attraverso: gli incontri tra gli insegnanti della S. dell’Infanzia/S. Primaria/s. secondaria di primo grado finalizzati allo scambio di informazioni sugli alunni, miranti a stabilire criteri di valutazione comuni, linee metodologiche similari e traguardi di competenze; le visite alle scuole di grado successivo,da parte degli alunni ,interessati al passaggio, per consentire loro di familiarizzare con la nuova struttura e con le attività che vi si svolgono; le attività comuni concordate con le scuole del grado successivo. 25 IL CURRICOLO SCUOLA DELL’INFANZIA IL SÉ E L'ALTRO IL CORPO IN MOVIMENTO LINGUAGGI CREATIVITÀ ESPRESSIONE I DISCORSI E LE PAROLE LA CONOSCENZA DEL MONDO Sviluppo del senso dell’identità personale; conoscenza della propria storia personale, familiare e della propria comunità; consapevolezza dei propri diritti e dei diritti degli altri; sviluppo della capacità di confronto e di dialogo; consapevolezza delle differenze e maturazione di atteggiamenti, comportamenti di reciproco rispetto. Conoscenza del proprio corpo e delle differenze sessuali; acquisizione di pratiche corrette nella cura di sé, nell’igiene e nell’alimentazione; maturazione del piacere di muoversi e sapersi muovere con e insieme agli altri nel rispetto delle regole; capacità di esercitare le potenzialità sensoriali, conoscitive, relazionali, ritmiche ed espressive del corpo. Saper comunicare, esprimere emozioni, raccontare, attraverso il linguaggio del corpo e le diverse forme di rappresentazione e drammatizzazione; imparare a percepire, ascoltare, ricercare e discriminare i suoni; saper esplorare le proprie possibilità sonoro-espressive e simbolicorappresentative, accrescendo la fiducia nelle proprie potenzialità; esplorazione delle possibilità offerte dalle tecnologie, per comunicare ed esprimersi attraverso di esse. Saper esprimere e comunicare agli altri le emozioni, le domande, i ragionamenti e i pensieri attraverso il linguaggio verbale; saper raccontare, inventare, ascoltare e comprendere le narrazioni e la lettura di storie; saper dialogare, discutere, chiedere e/o dare spiegazioni; saper riflettere sulla lingua; comprendere ciò che viene detto cogliendone le relazioni spaziali, temporali e logiche. Saper osservare, manipolare, interpretare, raggruppare, comparare, contare, ordinare, orientarsi; saper rappresentare con disegni e/o con le parole le proprie esperienze; saper orientare nello spazio e nel tempo; saper cogliere le trasformazioni naturali e artificiali. 26 PRIMO CICLO D’ISTRUZIONE L’obiettivo della scuola è quello di far sì che i traguardi raggiunti nell’età evolutiva si traducano in apprendimenti aperti a successivi sviluppi. Nell’arco di tempo in cui il bambino frequenta la Scuola Primaria e la Scuola Secondaria di Primo Grado, si pongono le basi e si sviluppano le competenze indispensabili per continuare ad apprendere a scuola e lungo l’intero arco della vita. La Scuola Primaria costituisce un segmento formativo di fondamentale importanza, lungo il quale si forma e si consolida l’alfabetizzazione culturale. Le priorità della scuola primaria sono: a) assicurare l’apertura ai valori della cittadinanza e al senso della storicità e della fenomenologia sociale; b) garantire pur nel rispetto dell’unitarietà del percorso di crescita e di formazione, un coerente livello di competenza in italiano, matematica, inglese e scienze, in modo da consentire all’alunno di padroneggiare in modo teorico e pratico le relativeconoscenze. La novità apportata dal D.L.137/2008, convertito nella legge n.169/2008, è il modello del docente unico/prevalente “figura di riferimento”, che viene indicato come modello da privilegiare nell’ambito delle possibili articolazione del tempo scuola, tenuto conto delle richieste delle famiglie e nel rispetto dell’autonomia scolastica”. La Scuola Secondaria di Primo Grado è considerata un segmento formativo da valorizzare; ha il compito di assicurare ad ogni allievo il consolidamento delle padronanze strumentali e delle capacità di apprendere, per formare la piattaforma su cui costruire il percorso successivo. La problematica specifica della particolare fascia di età e le strutture linguistiche e cognitive nei pre-adolescenti, richiedono che vada privilegiato un approccio curricolare verticale ancorato alla dimensione formativa delle discipline. Occorre pertanto costruire un curricolo che tenga conto dei bisogni formativi degli adolescenti e che miri a formare studenti consapevoli del valore e della conoscenza dell’impegno nello studio. Il Primo Ciclo mira a promuovere il pieno sviluppo della persona. Per la realizzazione di questa finalità prioritaria, la scuola deve concorrere con le altre istituzioni al fine di rimuovere ogni ostacolo alla frequenza; deve curare l’accesso facilitato per gli alunni disabili, deve prevenire l’evasione dell’obbligo scolastico e contrastare la dispersione. 27 In questa prospettiva la scuola accompagna gli alunni nell’elaborare il senso della propria esperienza, promuove la consapevolezza della cittadinanza attiva e l’acquisizione e l’alfabetizzazione culturale di base. Agli alunni viene offerta l’opportunità di sviluppare le dimensioni cognitive, emotive, affettive, sociali, corporee, etiche e religiose e l’acquisizione dei saperi irrinunciabili, in una dimensione di prospettiva che include un orizzonte allargato ad altre culture di convivenza. A tal fine è indispensabile individuare, nel rispetto della libertà di insegnamento, alcune impostazione metodologiche di fondo: valorizzare l’esperienza e le conoscenze degli alunni, per ancorarvi nuovi contenuti; attuare interventi adeguati nei riguardi delle diversità, per fare in modo che non diventino disuguaglianze; favorire l’esplorazione e la scoperta, al fine di promuovere la passione per la ricerca di nuove conoscenze; incoraggiare l’apprendimento collaborativo; promuovere la consapevolezza del proprio modo di apprendere, al fine di “imparare ad apprendere”; realizzare percorsi in forma di laboratorio, per favorire l’opportunità e allo stesso tempo il dialogo e la riflessione su quello che si fa. 28 AREE DISCIPLINARI AREA STORICO GEOGRAFICO SOCIALE TRE AREE DISCIPLINARI AREA AREA LINGUISTICO ARTISTICO ESPRESSIVA MATEMATICO •STORIA • GEOGRAFIA •SCIENZE NATURALI E SPERIMENTALI •TECNOLOGIA AREA LINGUISTICO-ARTISTICOESPRESSIVA •MATEMATICA •CITTADINANZA E COSTITUZIONE AREA MATEMATICO-SCIENTIFICOTECNOLOGICA AREA STORICO-GEOGRAFICO-SOCIALE SCIENTIFICO TECNOLOGICA •RELIGIONE •ITALIANO •LINGUE COMUNITARIE •MUSICA •INDIRIZZO MUSICALE •ARTE E IMMAGINE •CORPO MOVIMENTO E SPORT 29 AREA LINGUISTICO ARTISTICO ESPRESSIVA L’interazione socioculturale è un fattore educativo irrinunciabile nell’attuale scenario della comunicazione globale. In questa dimensione l’alunno deve essere opportunamente dotato di competenze linguistico-espressive per consolidare il suo senso critico e concettuale e agire in qualità di cittadino attivo e partecipe. Concorrono all’acquisizione di tali competenze più discipline: Religione; Lingua italiana; Lingue comunitarie; Musica; Arte e Immagine; Corpo, movimento e sport. Queste discipline, pur mantenendo un ambito di apprendimento proprio, strutturato e organizzato intorno a specifici temi e problemi, con metodi e linguaggi propri, concorrono a definire un’area esperienziale, la cui comune matrice consiste nell’esigenza comunicativa dell’uomo e nell’esplicazione delle facoltà del pensiero umano. RELIGIONE Finalità L’insegnamento della religione cattolica concorre a promuovere il pieno sviluppo della personalità degli alunni e contribuisce ad un più alto livello di conoscenze e di capacità critiche nel corso della crescita; concorre altresì a promuovere l’acquisizione della cultura religiosa per la formazione dell’uomo e del cittadino e la conoscenza dei principi del cattolicesimo. Offre contenuti e strumenti specifici per una lettura della realtà storico-culturale in cui gli studenti vivono; contribuisce alla formazione della coscienza morale ed offre elementi per scelte consapevoli di fronte al problema religioso. Obiettivi Dio e l’uomo; la Bibbia e le fonti; il linguaggio religioso; i valori etici e religiosi. Traguardi di sviluppo delle competenze nella scuola dell’infanzia Scoprire nel Vangelo la persona e l’insegnamento di Gesù, per iniziare a maturare un positivo senso di sé e sperimentare relazioni serene con gli altri, anche appartenenti a differenti tradizioni culturali e religiose. Riconoscere alcuni linguaggi simbolici e figurativi tipici della vita dei cristiani (feste, preghiere,canti, spazi, arte), per esprimere con creatività il proprio vissuto religioso. Saper narrare i contributi riutilizzando i linguaggi appresi, per sviluppare una comunicazione significativa anche in ambito religioso. 30 Osservare con meraviglia ed esplorare con curiosità il mondo; per sviluppare sentimenti di responsabilità nei confronti della realtà. Traguardi di sviluppo delle competenze al termine della scuola primaria Riflettere su Dio Creatore e Padre, sugli elementi fondamentali della vita di Gesù e saper collegare i contenuti principali del suo insegnamento alle tradizioni dell’ambiente in cui si vive. Riconoscere nella Bibbia, libro sacro per ebrei e cristiani, un documento fondamentale della cultura occidentale, distinguendola da altre tipologie di testi, tra cui quelli di altre religioni. Confrontare la propria esperienza religiosa con quella di altre culture. Identificare nella Chiesa la comunità di coloro che credono in Gesù Cristo; cogliere il valore specifico dei Sacramenti e interrogarsi sul significato che essi hanno nella vita dei cristiani. Traguardi di sviluppo delle competenze al termine della scuola secondaria di 1° grado Essere aperti alla sincera ricerca della verità e sapersi interrogare sull’assoluto, cogliendo l’intreccio tra dimensione religiosa e culturale. Saper interagire con persone di religione differente, sviluppando un’identità accogliente, apprezzando il rapporto tra il “credo” professato e gli usi e costumi del popolo di appartenenza, a partire da ciò che viene osservato nel proprio territorio. Individuare, a partire dalla Bibbia, le tappe essenziali della storia della salvezza, della vita e dell’insegnamento di Gesù, del Cristianesimo delle origini, gli elementi fondamentali della storia della Chiesa e confrontarli con le vicende della storia civile passata e presente elaborando criteri per una interpretazione consapevole. Riconoscere i linguaggi espressivo della fede (simboli, preghiere, riti, ecc.). Individuare i frutti e le tracce presenti a livello locale, italiano ed europeo, imparando a fruirne anche in senso estatico e spirituale. Cogliere le implicazioni etiche della fede cristiana e riflettere in vista di scelte di vita progettuali e responsabili, interrogarsi sul senso dell’esistenza e la felicità, imparare a dare valore ai propri comportamenti, relazionandosi in maniera armonica con se stessi, con gli altri, con il mondo circostante. 31 ITALIANO Nel nostro paese l’apprendimento della lingua avviene oggi in uno spazio antropologico caratterizzato da una grande varietà di elementi, quali la persistenza della dialettofonia, la ricchezza e la varietà delle lingue minoritarie e la compresenza di più lingue anche extracomunitarie. Tutto questo comporta che nell’esperienza di molti studenti l’italiano rappresenti una seconda lingua. Si ritiene necessario, pertanto, che l’apprendimento della lingua italiana avvenga sempre a partire dalle competenze linguistiche e comunicative che gli alunni hanno già maturato nell’idioma nativo. Gli obiettivi prioritari per la scuola primaria diventano pertanto, non soltanto insegnare la strumentalità del leggere, ma attivare i numerosi e complessi processi cognitivi sottesi al comprendere. L’insegnante dovrà favorire il superamento degli ostacoli alla comprensione dei testi (ostacoli a livello lessicale o sintattico oppure ostacoli relativi alla strutturazione logico-concettuale). Obiettivo primario sarà anche quello di portare gli alunni a scrivere in modo chiaro preciso e semplice, con impianti metodologici che implicano la gradualità, lo sviluppo del senso estetico il controllo delle scelte lessicali e sintattiche e degli elementi relativi all’organizzazione logico concettuale del testo, al fine di sviluppare la capacità di ordinare, raggruppare, esplicitare tutte le informazioni necessarie al raggiungimento dello scopo. Nel primo ciclo grande importanza ha lo sviluppo del linguaggio orale in forme via via più controllate. La pratica delle abilità linguistiche orali nella comunità scolastica passa attraverso la predisposizione di ambienti sociali di apprendimento, all’interazione, alla costruzione di significati, alla condivisione di conoscenze, allo scambio di punti di vista. La lettura va praticata su una grande varietà di testi, per scopi diversi e con strategie funzionali al compito, per permettere all’alunno l’accesso ai testi in modo autonomo, al fine di favorire lo sviluppo del pensiero critico e del pensiero autonomo. La riflessione sulla lingua partirà dall’osservazione degli usi linguistici per giungere a generalizzazioni astratte. Ricordiamo che l’uso della lingua è espressione delle facoltà intellettive e veicolo per rendere rigoroso il pensiero. In questa prospettiva esperienziale anche la riflessione servirà per sviluppare la capacità di categorizzare, di connettere, di analizzare. L’eventuale presenza di alunni con disabilità diventerà occasione per accrescere la qualità dell’apprendimento dell’intero gruppo classe, in quanto le strategie adottate diventano risorse importanti per la maturazione di competenze esperienziali e organizzative. Obiettivi di apprendimento Ascoltare e parlare; leggere; scrivere; riflettere sulla lingua. Traguardi di sviluppo delle competenze al termine della scuola primaria 32 L’alunno partecipa a scambi comunicativi con compagni e docenti attraverso messaggi semplici, chiari e pertinenti. Comprende testi di tipo diverso in vista di scopi funzionali, di svago di studio, ne individua il senso globale e le informazioni principali, utilizza strategie di lettura funzionali agli scopi. Legge testi letterati di vario genere a voce alta, con tono di voce espressivo, con lettura silenziosa e autonoma e riesce a formulare su di essi semplici pareri personali. Produce testi di vario genere, li rielabora, parafrasandoli, completandoli, trasformandoli. Sviluppa gradualmente abilità funzionali allo studio, estrapolando dai testi scritti informazioni su un dato argomento utili per l’esposizione orale e la memorizzazione. Acquisisce un primo nucleo di terminologia specifica raccogliendo impressioni personali e collettive. Svolge attività di riflessione linguistica su ciò che si dice o si scrive, si ascolta o si legge. Traguardi di sviluppo delle competenze alla fine della scuola secondaria di primo grado L’alunno è capace di interagire in modo efficace in diverse situazioni comunicative, sostenendo le proprie idee in contesti orali e scritti, nel rispetto delle idee altrui. Usa in modo efficace la comunicazione orale e scritta per collaborare con gli altri. Nelle attività di studio usa i manuali delle discipline o altri testi di studio al fine di ricercare,raccogliere e rielaborare i dati, e le informazioni. Legge con interesse e con piacere testi letterali di vario tipo, sui quali scambia opinioni con compagni e con insegnanti. Alla fine di un percorso didattico produce semplici ipertesti. Impara ad apprezzare la lingua come strumento attraverso il quale può esprimere stati d’animo, rielaborare esperienze ed esporre punti di vista personali. Varia opportunamente i registri informali e formali in base alla situazione comunicativa e agli interlocutori. 33 LINGUE COMUNITARIE È necessario che all’apprendimento delle lingue venga assicurata continuità “verticale”, dalla scuola primaria alla scuola secondaria, e trasversalità “orizzontale”, integrando la lingua materna alle lingue straniere. Nella scuola primaria l’insegnante terrà conto della plasticità neurologica e della ricettività sensoriale del bambino, sfrutterà le sue capacità di appropriarsi spontaneamente di modelli di pronuncia e intonazione per attivare più facilmente un sistema plurilingue. Nella scuola secondaria di primo grado l’alunno sarà guidato a sviluppare il pensiero formale e a rielaborare e interiorizzare modalità di comunicazioni e regole della lingua, che applicherà in modo sempre più autonomo e consapevole. Traguardi di sviluppo delle competenze al termine della scuola primaria - L’alunno riconosce se ha capito o meno messaggi verbali-orali e semplici testi scritti, chiede spiegazioni, svolge i compiti secondo le indicazioni date dall’insegnante. - Stabilisce relazioni tra elementi linguistico-comunicativi e culturali appartenenti alla lingua materna e alla lingua straniera. - Collabora attivamente con i compagni nella realizzazione di attività collettive o di gruppo,individua differenze culturali veicolate dalla lingua materna e dalla lingua straniera. - Comprende frasi e espressioni di uso frequente relative ad ambiti familiare. - Descrive in termini semplice aspetti del proprio vissuto e del proprio ambiente ed elementi che si riferiscono a bisogni immediati. Obiettivi di apprendimento Ricezione orale (ascolto); ricezione scritta (lettura); interazione orale; produzione scritta. Competenze alla fine della scuola secondaria di primo grado - L’alunno affronta situazioni familiari per soddisfare bisogni di tipo concreto e riesce a comprendere frasi e espressioni di uso frequenti relative ad ambiti di immediata rilevanza. - Discute e si confronta per iscritto nel racconto di avvenimenti e di esperienze personali e familiari, espone opinioni e ne spiega le ragioni. - Comprende i punti essenziali di messaggi chiari in lingua standard su argomenti familiari che affronta normalmente a scuola e nel tempo libero. - Riconosce i propri errori e riesce a correggerli spontaneamente in base alle regole linguistiche e alle convenzioni comunicative che ha interiorizzato. - Descrive in termini semplici aspetti del proprio vissuto e del proprio ambiente nonché elementi che si riferiscono a bisogni immediati. Obiettivi di apprendimento Ricezione orale (ascolto); ricezione scritta (lettura); comprensione e produzione orale; produzione scritta; riflessione sulla lingua. 34 MUSICA La musica è una componente fondamentale ed universale dell’esperienza e dell’intelligenza umana,offre uno spazio simbolico e relazionale che attiva processi di cooperazione, di socializzazione, di conoscenza e autodeterminazione valorizzando la creatività e il senso di appartenenza a una comunità. L’apprendimento della musica si articola su due livelli esperienziali: a) il livello della produzione, mediante l’azione diretta (esplorativa, compositiva, esecutiva); b) quello della fruizione consapevole, che implica la costruzione e l’elaborazione di significati personali, sociali e culturali del presente e del passato. Traguardi di sviluppo delle competenze al termine della scuola primaria - L’alunno esplora, discrimina, elabora eventi sonori dal punto di vista qualitativo, spaziale e in riferimento alla loro fonte. - Gestisce diverse possibilità espressive della voce, di oggetti sonori e strumenti musicali. - Articola combinazioni timbriche, ritmiche e melodiche, applicando schemi elementari: le esegue con la voce il corpo e gli strumenti. - Esegue da solo e in gruppo semplici brani strumentali e vocali appartenenti a generi e culture - differenti. - Riconosce gli elementi linguistici costitutivi di un semplice brano musicale. - Sa apprezzare la valenza estetica e riconoscere il valore funzionale di ciò che si fruisce. Traguardi di sviluppo delle competenze al termine della scuola secondaria di primo grado - L’alunno partecipa in modo attivo alla realizzazione di esperienze musicali attraverso l’esecuzione e l’interpretazione di brani strumentali e vocali appartenenti a generi e culture - differenti. - Fa uso di diversi sistemi di notazione funzionali alla lettura, all’apprendimento e alla riproduzione di brani musicali. - Sa dare significato alle proprie esperienze musicali, dimostrando la propria capacità di comprensione di eventi, di opere musicali, riconoscendone i significati, anche in relazione al contesto storico-culturale. 35 INDIRIZZO MUSICALE Presso la Scuola secondaria di primo grado del nostro Istituto è attivo il Corso ad Indirizzo Musicale, attivato secondo le modalità previste dal D.M. 201 del 6 agosto 1999. Tale decreto, nell'istituire la classe di concorso di “Strumento Musicale nella Scuola Media” (n. 77/A), ha ricondotto ad ordinamento l'insegnamento delle specialità strumentali, riconoscendolo come “integrazione interdisciplinare e arricchimento dell'insegnamento obbligatorio dell'educazione musicale” (art. 1). Il Corso ad indirizzo musicale si configura come specifica offerta formativa e dunque non va confuso con laboratori o attività musicali e strumentali di vario tipo. Questi ultimi infatti, pur costituendo un apprezzabile e auspicabile ampliamento dell'offerta didattica di un Istituto nell'ambito dell'Educazione Musicale, non sono organizzati con le modalità previste dal D.M. 201/99 e dunque hanno finalità diverse se pur collaterali. 36 All'interno della Scuola Media “Da Vinci-Amica” di Rossano, il Corso di strumento, nell'ambito dell'Indirizzo musicale, ha durata triennale (rivolgendosi dunque agli alunni delle prime classi) ed è gratuito. Per l'accesso è prevista un'apposita prova orientativo-attitudinale per gli alunni che all'atto dell'iscrizione abbiano manifestato la volontà di frequentare i Corsi di cui all'art. 1. Non è richiesta alcuna conoscenza musicale di base. Dopo un breve periodo di esplorazione gli alunni vengono ripartiti in quattro gruppi per l'insegnamento di quattro diversi strumenti musicali: chitarra, pianoforte, flauto e violoncello. La Scuola ha dato vita anche ad un’orchestra stabile “Junior”, composta dagli allievi della scuola media, dai bambini delle scuole primarie e dagli allievi frequentanti il primo e secondo anno delle superiori, provenienti dall’Istituto Comprensivo “Rossano 1”. Per gli alunni si tratta di due ore settimanali obbligatorie, suddivise in due rientri pomeridiani. Le lezioni sono di tipo individuale e collettivo (da camera e orchestrale). L'art. 7 del D.M. 201/99 recita che “l'insegnante di strumento musicale, in sede di valutazione periodica e finale, esprime un giudizio analitico sul livello di apprendimento raggiunto da ciascun allievo al fine della valutazione globale”. Pertanto la materia “strumento musicale” diventa a tutti gli effetti curriculare. “In sede dell'esame di licenza viene verificata la competenza musicale raggiunta nel triennio sia sul versante della pratica esecutiva, sia su quello teorico” (art. 8). Si tenga inoltre presente che l'insegnamento musicale: promuove la formazione globale dell'individuo offrendo occasioni di maturazione logica, espressiva, comunicativa; integra il modello curriculare con percorsi disciplinari intesi a sviluppare la dimensione pratico-operativa, estetico-emotiva, improvvisativo-compositiva; offre all'alunno una più avvertita coscienza di sé e del modo di rapportarsi al sociale; fornisce occasioni di integrazione e di crescita anche per gli alunni in situazione di svantaggio. Si rende infine noto che il nostro Istituto, per l’importanza conferita alla Musica come elemento di formazione e aggregazione, ha previsto l’istituzione di un Coro natalizio con la partecipazione degli alunni, delle famiglie e di tutto il personale. 37 CHITARRA La fase organizzativa dei corsi di strumento musicale permette di osservare le diverse motivazioni, le caratteristiche morfologiche, eventuali conoscenze già acquisite e i contesti di provenienza di ogni alunno. L'approccio individuale della lezione consente di elaborare percorsi educativi e didattici più aderenti alla realtà cognitiva e socio-affettiva dei singoli allievi, con la conseguente possibilità di osservare e verificare i loro risultati con più attenzione e di predisporre eventuali modifiche degli obiettivi prefissati. Obiettivi educativi generali Sviluppo della capacità di attenzione, concentrazione e memorizzazione; sviluppo delle proprie capacità critiche; ampliamento dei propri mezzi espressivi e comunicativi; capacità di autocontrollo; acquisizione di un proprio metodo di studio; rafforzamento e armonizzazione dello sviluppo psico-motorio; acquisizione dl un maggior controllo delle proprie reazioni emotive, in particolare nelle esecuzioni pubbliche; sviluppo della socializzazione. Obiettivi specifici Acquisire una graduale consapevolezza corporea nell'ambito di un contatto il più possibile naturale con lo strumento; imparare ad osservare il proprio respiro e a percepire ogni parte del corpo interessata all'esecuzione; conoscere le parti strutturali dello strumento; capire ed usare la terminologia specifica; padronanza del tocco appoggiato e libero della mano destra; esecuzione di arpeggi a corde libere o con posizioni accordali della mano sinistra; sviluppare gradualmente l'indipendenza delle dita; imparare a coordinare i movimenti differenziati delle due mani; comprendere la funzione di una corretta diteggiatura. Metodi Per una corretta posizione dello strumento sarà necessario tenere in considerazione le caratteristiche morfologiche degli allievi e le dimensioni degli arti in relazione allo strumento; nell'appoggio delle dita sulle corde si favorirà la capacità di percepire il peso di ogni singolo dito. Il favorire una serie di attività "ludicoesplorative" dello strumento servirà per assecondare una tipica e naturale voglia di "contatto", creando una familiarità con l'oggetto musicale. Nella scelta dei brani si cercherà di stimolare l'interesse e la voglia di comprendere e di provare. Pertanto l'aspetto esercitativo deve essere motivato e ricondotto ad un effettivo riscontro pratico, senza per questo disconoscere la indispensabile componente di ripetitività che caratterizza in parte l'addestramento musicale. Materiali didattici Oltre ai brani della tradizione classica, si proporranno nello studio individuale come nella pratica della musica d'insieme, composizioni e arrangiamenti di altri generi. La pratica della musica di insieme potrà prevedere lo studio di semplici brani da realizzare anche durante le lezioni, al di fuori dei laboratori previsti. Verifiche Considerato l'aspetto individuale della lezione, la verifica e la valutazione saranno effettuate in base alla pratica teorica e strumentale svolta durante il lavoro in classe, senza escludere l'osservazione di ulteriori aspetti di tipo non cognitivo che concorrono ai processi formativi e di apprendimento. La verifica e la valutazione terranno sempre conto dei livelli di partenza, considerando anche l'impegno, la disponibilità al lavoro in classe e a casa, il rispetto delle regole, la partecipazione alle varie attività scolastiche. 38 FLAUTO Finalità educative Le finalità educative sono quelle di contribuire alla crescita musicale, espressiva e comunicativa dei ragazzi, unitamente allo sviluppo della capacità di scelte musicali autonome e partecipazione attiva nelle esperienze specifiche alle attività musicali e allo sviluppo della propria identità in rapporto alla realtà sonoro-musicale circostante. Il percorso didattico sarà comunque riferito all’ambito del conoscere, comprendere i messaggi sonoro–musicali, applicare, memorizzare e rielaborare il prodotto musicale per la produzione e partecipazione sia individuale che di gruppo. Obiettivi generali di apprendimento Comprensione ed uso dei linguaggi specifici; conoscere/usare gli elementi delle notazione; discriminare e memorizzare le qualità agogiche come: altezza, intensità, timbro, durata, forte/piano; eseguire brani di repertorio via via più complessi; conseguire un buon livello di capacità performative individuali e di gruppo, al fine di controllare il proprio stato emotivo ed espressivo-comunicativo. Obiettivi disciplinari specifici Acquisire una corretta postura, autocontrollo, abilità e pratica in ordine alla lettura ritmica e di conoscenza di base della teoria; sviluppare capacità d’inserimento e interazione di gruppo nella pratica della musica d’insieme. Contenuti e metodologia Parametri e caratteristiche del suono; il ritmo, alterazioni, scale di modo maggiore e relativi arpeggi, ritmi semplici e composti; ricerca di un corretto assetto psico-fisico: postura, percezione corporea, consapevolezza della respirazione diaframmatica, sviluppo dell’articolazione; controllo dell’intonazione e nell’emissione del suono; le scale maggiori e relativi arpeggi usando diverse articolazioni; studio e produzione di brani musicali di diversa provenienza e di varie culture; sviluppo di capacità di autocorrezione; interazione di gruppo. Le lezioni saranno basate sul fare inteso come suonare, cantare, progettare e organizzare le attività musicali e sulla valutazione ed auto-valutazione del proprio operato; ci si avvarrà di strumenti sonori e multimediali per affinare l’orecchio e far avvicinare i ragazzi a generi di musica diversi, e anche vicini al loro modo di “sentire” la musica, con ascolti legati alla musica di loro gradimento e alla cultura di appartenenza. Strumenti Gli strumenti utilizzati saranno: i vari metodi per Flauto; il libro di teoria e solfeggio; raccolta di brani tratti dal repertorio classico e moderno, quaderno pentagrammato, basi musicali midi preregistrate. Verifiche e valutazione Le verifiche saranno effettuate ad ogni lezione settimanale e consisteranno nell’ascoltare gli esercizi e quindi valutare, volta per volta il livello di preparazione raggiunto dall’alunno; questo per mezzo di attività pratiche, teoriche e strumentali, singole e di gruppo. La valutazione del raggiungimento degli obiettivi specifici d’apprendimento verrà effettuata in “itinere” durante le esercitazioni pratiche individuali e le varie attività integrate di musica d’insieme. 39 PIANOFORTE Lo studio del pianoforte contribuisce a promuovere la crescita sociale, culturale ed emotiva dell’allievo. Attraverso un percorso individualizzato, si affrontano argomenti tesi ad un miglioramento, consolidamento e potenziamento della tecnica strumentale finalizzata all’ottimale realizzazione della pratica strumentale non soltanto solistica, quanto d’insieme, anche attraverso la pratica vocale e l’interazione tra gruppi di allievi di classi di strumento diverso in orchestra. Obiettivi generali Raggiungimento di un’autonomia tecnica ed espressiva al pianoforte; sviluppo delle capacità di creative elaborazioni sonore e soprattutto lo sviluppo della capacità di formalizzare l’attività legata allo strumento musicale con i propri stati emotivi. Impostazione didattica È basata sull’apprendimento di scale, accordi, studi, brevi composizioni polifoniche, composizioni classiche, moderne e contemporanee di facile e medio repertorio, nonché su un approccio sistematico alla musica d’insieme. L’allievo è posto nelle condizioni di decodificare gli aspetti melodici, ritmici, dinamici, timbrici e armonici. Si persegue l’obiettivo di raggiungere nel corso dell’anno conclusivo del triennio una maturazione complessivamente esaustiva, sempre e comunque in relazione alle singole capacità e motivazioni di ciascun allievo. Sussidi didattici I sussidi didattici su cui si basa l’attività pianistica sono Beyer op. 101, Longo Tecnica pianistica fascicolo IA, Duvernoy op. 176, Czerny op. 599, Il mio primo Bach, Trombone La scatola armoniosa fascicolo I-II, Kabalevski op. 39, Schumann op. 68, Clementi Sonatine op. 36, Kaciaturian Album per fanciulli, Chopin Valzer, Beethoven Sonatine e Bagatelle, Rota Album per l’infanzia, Bona Solfeggi, Pozzoli Solfeggi parlati e cantati (I corso); materiale vario per musica d’insieme (trascrizioni, elaborazioni). Verifiche Manifestazioni musicali sono promosse durante tutto il periodo scolastico, sotto forma di saggi, di recitals, di concerti a carattere pubblico, sia solistici che d’insieme, di collaborazioni con le attività promosse dall’Istituto e di concorsi. Costanti verifiche e relative valutazioni saranno operate al fine di rilevare la capacità di lettura allo strumento, il controllo del medesimo nella pratica strumentale solistica e collettiva, la capacità di autonome elaborazioni del materiale sonoro in forma creativa. 40 VIOLONCELLO L’insegnamento strumentale, recita il D.M. n° 201 del 6 agosto 1999, costituisce integrazione interdisciplinare ed arricchimento dell’insegnamento obbligatorio della educazione musicale nel più ampio quadro delle finalità delle scuole medie e del progetto complessivo di formazione della persona. Sviluppando l’insegnamento musicale, inoltre, si fornisce agli alunni, destinati a crescere in un mondo fortemente segnato dalla presenza della musica come veicolo di comunicazione, spesso soltanto subita, una maggiore capacità di lettura attiva e critica del reale, un’ulteriore possibilità di conoscenza, espressione e coscienza, razionale ed emotiva, di sé. Obiettivi Dare un’alfabetizzazione musicale di base; sviluppare l’orecchio musicale ed il senso ritmico; favorire un approccio naturale allo strumento; far acquisire le abilità tecniche elementari; ottenere un buon controllo della condotta delle mani; ottenere un buon controllo dell’intonazione; far acquisire un metodo di studio ordinato ed efficace; favorire la socializzazione mediante la musica d’insieme Contenuti Impostazione del violoncello Condotta dell’arco Conoscenza delle diverse applicazioni delle dita in prima posizione Controllo dell’intonazione Studietti di agilità e difficoltà progressiva Melodie ricreative Teoria musicale Solfeggio ritmico in chiave di basso Musiche per due Violoncelli Musiche per pianoforte e violoncello Musiche per violoncello e flauto Musiche per violoncello e chitarra Musica d’insieme Strumenti Metodo Luigi Rossi per la teoria musicale; Dotzauer: Tecnica fondamentale del violoncello vol. I; metronomo; spartiti musicali. Verifica e valutazione Continua ed in itinere. 41 ARTE E IMMAGINE Lo studio della disciplina arte e immagine ha la finalità di sviluppare e di potenziare nell’alunno la capacita di leggere e comprendere le immagini e le diverse creazioni artistiche, di esprimersi e comunicare in modo personale e creativo, di acquisire sensibilità e consapevolezza nei confronti del patrimonio artistico. Per far sì che la disciplina contribuisca allo sviluppo di tutti gli aspetti della personalità dell’alunno è necessario che il suo apprendimento sia realizzato attraverso i nuclei costitutivi del suo impianto epistemologico: sensoriale, linguistico-comunicativo, storico-culturale, espressivo-comunicativo e patrimoniale. Traguardi di sviluppo delle competenze al termine della scuola primaria - L’alunno utilizza gli elementi grammaticali di base del linguaggio visuale per osservare,descrivere e leggere immagini statiche (quali fotografie, manifesti, opere d’arte) e messaggi in movimento (quali spot, brevi filmati, video clip, ecc.). Utilizza le conoscenze sul linguaggio visuale per produrre e rielaborare in modo creativo le immagini attraverso molteplici tecniche. Legge gli aspetti formali di alcune opere; apprezza opere d’arte e oggetti di artigianato provenienti da altri paesi diversi dal proprio. Conosce i principali beni artistico-culturali presenti nel proprio territorio, e mette in atto pratiche di rispetto e salvaguardia. Obiettivi di apprendimento Percettivo-visivi; leggere; produrre. Traguardi di sviluppo delle competenze al termine della scuola secondaria di primo grado - L’alunno padroneggia gli elementi della grammatica del linguaggio visuale, legge e comprende i significati di immagini statiche e in movimento. Legge le opere più significative prodotte nell’arte antica, medievale, moderna e contemporanea, sapendole collocare nei rispettivi contesti storici, culturali e ambientali. Riconosce gli elementi principali del patrimonio culturale, artistico e ambientale del proprio territorio. Realizza un elaborato personale e creativo applicando le regole del linguaggio visivo, utilizzando tecniche e materiali differenti. Descrive e commenta opere d’arte, beni culturali, immagini statiche e multimediali, utilizzando il linguaggio verbale specifico. Obiettivi di apprendimento Percettivo-visivi; leggere e comprendere; produrre e rielaborare. 42 CORPO MOVIMENTO SPORT Il corpo, il movimento e lo sport promuovono la conoscenza di sé, dell’ambiente e delle proprie possibilità di movimento. Contribuiscono inoltre, alla formazione della personalità dell’alunno attraverso la conoscenza e la consapevolezza della propria identità corporea, nonché della necessità di prendersi cura della propria persona e del proprio benessere. Attraverso la dimensione corporea e motoria l’alunno esprime istanze comunicative e a volte manifesta disagi di varia natura che non riesce a comunicare con il linguaggio verbale. L’esperienza motoria deve connotarsi come “vissuto positivo”, mettendo in risalto la capacità di fare dell’alunno, rendendolo protagonista e consapevole delle competenze motorie. Deve inoltre realizzarsi come attività che non discrimina, non annoia, non seleziona, ma apre alla partecipazione nel rispetto delle diversità. Traguardi di sviluppo delle competenze al termine della scuola primaria - L’alunno acquisisce consapevolezza di sé attraverso l’ascolto del proprio corpo, la padronanza degli schemi motori e posturali, sapendosi adattare alle variabili spaziali e temporali. Utilizza il linguaggio corporeo e motorio per comunicare e esprimere i propri stati d’animo. Sperimenta una pluralità di discipline sportive e di gestualità tecniche. Si muove nell’ambiente rispettando alcuni criteri di sicurezza per sé e per gli altri. Riconosce alcuni essenziali principi relativi al proprio benessere psico-fisico legati alla cura del proprio corpo e a un corretto regime alimentare. Comprende all’interno delle varie occasione di gioco e di sport il valore delle regole e l’importanza di rispettarle. Traguardi di sviluppo delle competenze al termine della scuola primaria - L’alunno, attraverso le attività di gioco motorio e sportivo, il saper fare e il saper essere, ha costruito la propria identità personale e la consapevolezza delle proprie competenze motorie e dei propri limiti. Utilizza gli aspetti comunicativo-relazionali del linguaggio corporeo-motorio-sportivo, delle sue funzioni e del consolidamento e dello sviluppo delle abilità motorie sportive. Possiede conoscenze e competenze relative all’educazione alla salute alla prevenzione e alla promozione di corretti stili di vita. È capace di integrarsi nel gruppo, di cui condivide e rispetta le regole dimostrando di accettare e rispettare l’altro. È capace di assumersi responsabilità nei confronti delle proprie azioni e di impegnarsi per il bene comune. Sperimenta i corretti valori dello sport e la rinuncia a qualunque forma di violenza. Obiettivi di apprendimento Il corpo e le funzioni senso-percettive; il movimento del corpo e la sua relazione con lo spazio e il tempo; usa il linguaggio del corpo come modalità comunicativo-espressiva; il gioco, lo sport, le regole e il fair play; sicurezza e prevenzione, salute e benessere. 43 AREA STORICO-GEOGRAFICO-SOCIALE L’area storico-geografico-sociale è composta dalle scienze che si occupano dello studio delle società umane nello spazio e nel tempo: Storia, Cittadinanza e Costituzione e Geografia sono strettamente collegate fra loro e al loro interno si articolano temi relativi agli studi sociali, i cui scopi consentono di costruire percorsi strutturati su questioni e temi contemporanei. Tali discipline rendono necessaria un’apertura costante al mondo per lo sviluppo delle competenze relative alla cittadinanza attiva, che implichi la consapevolezza di far parte di una comunità territoriale organizzata e la conoscenza dei principi fondamentali della costituzione e dei diritti della persona riconosciuti dal consenso internazionale. Il processo di insegnamento e apprendimento di tale area spinge l’alunno ad interrogarsi sul passato per pianificare progetti inerenti al futuro e a capire il presente. CITTADINANZA E COSTITUZIONE Il D.L. n. 137/2008, convertito in Legge n. 169/2008, prevede all’art. 1 “l’acquisizione, nel primo e nel secondo ciclo di istruzione, delle conoscenze e delle competenze relative a Cittadinanza e Costituzione”. Nella scuola dell’Infanzia la disciplina rientra nel campo d’esperienza “il sé e l’altro”. Attraverso l’educazione alla Cittadinanza basata sui valori della Costituzione, traspare l’esigenza di rivalutare un sapere e una prassi per recuperare la perdita progressiva del senso di appartenenza e per promuovere la costruzione del senso di legalità e lo sviluppo di un’etica della responsabilità. Traguardi di sviluppo delle competenze al termine del primo ciclo di istruzione L’alunno interiorizza e costruisce il senso di legalità e lo sviluppo di un’etica della responsabilità; si avvia al recupero della perdita progressiva del senso di appartenenza ad una comunità; riconosce e condivide le regole in famiglia, a scuola e nei rapporti interpersonali all’interno delle dinamiche sociali. Obiettivi per la scuola dell’infanzia L’alunno analizza le emozioni, la loro espressione e le conseguenze sugli altri; costruisce tipologie espressive e modelli di interrelazione rispettosi di sé e dei compagni; individua codici di comportamento utilizzati in ambito familiare e scolastico. Obiettivi per la scuola primaria Riconoscere l’importanza delle regole in ogni contesto sociale e condividere a scuola e in famiglia; apprendere il senso della legalità e porre le premesse per il dialogo interculturale; promuovere la sicurezza stradale. Obiettivi per la scuola secondaria di primo grado Ipotizzare percorsi di graduale avvicinamento al rispetto delle regole, interpellando anche le istituzioni preposte al recupero della devianza; collegare l’attività sportiva alla realizzazione di sé, alla cooperazione con gli altri e al raggruppamento di obiettivi condivisi; stilare un elenco delle più comuni infrazioni del codice della strada e dei pericoli che essa presenta, e programmare una serie di azioni di orientamento. 44 STORIA Obiettivo della storia è comprendere e spiegare il passato dell’uomo partendo dallo studio delle testimonianze. In questo ambito acquisisce un rilievo centrale la trattazione di argomenti la cui conoscenza è imprescindibile per tutti gli alunni, da qualsiasi luogo provengano: da Neolitico alla Rivoluzione industriale, dalla storia dell’ambiente a quella dei processi di globalizzazione. La conoscenza storica si forma e progredisce attraverso un incessante confronto fra punti di vista e approcci metodologici diversi e favorisce negli alunni la formazione di un abito critico, di una coscienza personale ed interpersonale. Il ragionamento critico sui fatti relativi alla storia italiana e europea si rivela altamente positivo e costituisce una buona base per avviare il dialogo fra le diverse componenti di una società multiculturale e multietnica e permette di aprire la scuola a un confronto sereno ed educativo sui temi dell’identità e delle differenze culturali. L’alunno impara così a confrontare società, a studiare la portata di fatti di grande ampiezza temporale e geografica, impara ad usare la cronologia e dare sistematicità alle conoscenze studiate. La conoscenza sistematica e diacronica della storia verrà realizzata fra il secondo biennio della primaria e la fine della secondaria di primo grado. La scansione tra primaria e secondaria di primo grado e costituita dalla caduta dell’impero romano d’occidente, mentre nel primo biennio della scuola secondario di primo grado il percorso sarà compreso tra il Tardo Antico e la fine dell’Ottocento. L’ultimo anno della scuola secondaria di primo grado viene dedicato allo studio della storia del Novecento. Traguardi di sviluppo delle competenze al termine della scuola primaria - L’alunno conosce elementi significativi del passato nel suo ambiente di vita. Conosce gli aspetti fondamentali della Preistoria della Protostoria e della Storia Antica. Usa la linea del tempo per collocare un fatto o un periodo storico: Conosce le società studiate come quella Greco e Romana, e individua le relazioni tra gruppi umani e contesti spaziali. Organizza la conoscenza tematizzando e usando semplici categorie. Produce semplici testi storici; sa usare carte geo-storiche. Sa raccontare i fatti studiati. Riconosce le tracce storiche presenti sul territorio e comprende l’importanza del patrimonio artistico e culturale. Obiettivi di apprendimento Organizzazione dell’informazione; uso dei documenti; strumenti concettuali e conoscenze; produzione. Traguardi di sviluppo delle competenze al termine della scuola secondaria di primo grado - L’alunno si informa in modo autonomo sui fatti e i problemi storici. Conosce i momenti fondamentali della storia italiana, europea, moderna e contemporanea. Ha elaborato un personale metodo di studio, comprende testi storici, ricava informazioni storiche di fondo di vario genere e le sa organizzare in testi. L’alunno si informa in modo autonomo sui fatti e i problemi storici. Conosce i momenti fondamentali della storia italiana, europea, moderna e contemporanea. Ha elaborato un personale metodo di studio, comprende testi storici, ricava informazioni storiche di fondo di vario genere e le sa organizzare in testi. Obiettivi di apprendimento Uso dei documenti; strumenti concettuali e conoscenze; produzione. 45 GEOGRAFIA La geografia è la scienza che studia la realtà che ci circonda, vicina e lontana, nei suoi diversi aspetti, si occupa dell’ambiente in cui gli uomini vivono, le trasformazioni che gli uomini operano nell’ambiente, i modi di vita degli uomini in ambienti diversi, quindi i processi attivati dalle collettività nelle loro relazioni con la natura. Tali processi nel corso del tempo hanno trasformato l’ambiente e hanno “costruito” il territorio nel quale oggi viviamo. L’irrinunciabile opportunità formativa che la geografia offre è, appunto, quella di abituare i ragazzi a osservare la realtà da diversi punti di vista. Fare geografia a scuola vuol dire quindi formare cittadini del mondo consapevoli, autonomi, responsabili e critici, che sappiano convivere con il loro ambiente e sappiano modificarlo in modo creativo e sostenibile, guardando al futuro. Traguardi di sviluppo delle competenze al termine della scuola primaria - L’alunno si orienta nello spazio circostante e sulle carte geografiche. Comprende che lo spazio geografico è un sistema territoriale, costruito da elementi fisici e antropici. Conoscere gli elementi caratterizzanti dei paesaggi (montagna, collina, pianura, vulcani, ecc.) Conosce e localizza i principali “oggetti” geografici fisici e antropici. Ricava informazioni geografiche da fonti (cartografiche, fotografiche, artistico letterarie.) Obiettivi di apprendimento Orientamento; carte mentali; linguaggio della geo-graficità; paesaggio; regione; territorio e regione. Traguardi di sviluppo delle competenze al termine della scuola secondaria di primo grado - L’alunno osserva, legge e analizza sistemi territoriali vicini e lontani. Utilizza in modo opportuno concetti geografici (ubicazione, ambiente, territorio,paesaggio) carte geografiche, fotografiche, dati statistici. Sa agire e muoversi concretamente, facendo ricorso a carte mentali. Sa aprirsi al confronto con l’altro superando stereotipi e pregiudizi. Riconosce nei paesaggi gli elementi fisici significativi e le emergenze storiche, artistiche,come patrimonio naturale e culturale da tutelare e valorizzare. Obiettivi di apprendimento Carte mentali; concetti geografici e conoscenza; ragionamento spaziale; linguaggio della geograficità; immaginazione geografica; metodi, tecniche, strumenti propri della geografia. 46 AREA MATEMATICO-SCIENTIFICO-TECNOLOGICA Le conoscenze matematiche, scientifiche e tecnologiche contribuiscono alla formazione culturale delle persone e delle comunità, sviluppando le capacità di mettere in rapporto il pensare e il fare e offrendo strumenti adatti a percepire, interpretare e collegare fra loro fenomeni naturali, concetti e artefatti, costruiti dall’uomo, eventi quotidiani. Lo sviluppo di un’adeguata competenza scientifica, matematica, tecnologica di base consente di acquisire capacità di critica e di giudizio e di leggere e valutare le informazioni che la società di oggi offre in abbondanza. L’area è articolata in tre filoni curricolari – matematica, scienze naturali e sperimentali, tecnologia – che si devono intendere collegati e interagenti tra loro e con le altre aree culturali. Elemento fondamentale di tutte le discipline dell’area è il laboratorio inteso sia come luogo fisico sia come momento in cui l’alunno opera attivamente. MATEMATICA La matematica ha un ruolo specifico nello sviluppo della capacità di operare e comunicare con linguaggi formalizzati e di utilizzare tali linguaggi per rappresentare e costruire modelli di relazioni fra oggetti ed eventi. Caratteristica della pratica matematica è la risoluzione di problemi che l’alunno gradualmente imparerà ad affrontare con determinazione, rappresentando le situazioni in diversi modi congetturando soluzioni e risultati, individuando strategie risolutive. Nel primo ciclo l’alunno comincia a controllare il processo risolutivo di problemi e a confrontare i risultati con gli obiettivi. Nel secondo ciclo si svilupperà un’attività più propriamente di esperienziale ne,formalizzazione, generalizzazione. L’uso di calcolatrice e computer saranno opportunamente incoraggiate fin dal primo ciclo per verificare la correttezza di calcoli mentali e scritti. Traguardi di sviluppo delle competenze al termine della scuola primaria L’alunno ha un atteggiamento positivo rispetto alla matematica avendo capito che la stessa è utile per operare nella realtà e si muove con sicurezza nel calcolo scritto e mentale. Percepisce e rappresenta forme, relazioni e strutture che si trovano in natura, utilizzando strumenti per il disegno geometrico e strumenti di misura. Descrive e classifica figure in base a caratteristiche geometriche. Affronta problemi con strategie diverse. Riesce a risolvere semplici problemi. Obiettivi di apprendimento al termine della classe terza e quinta della scuola primaria Numeri; spazio e figure; relazioni, misure, dati e previsioni. Traguardi di sviluppo delle competenze al termine della scuola secondaria di primo grado L’alunno, attraverso esperienze in contesti significativi, ha rafforzato un atteggiamento positivo rispetto alla matematica e ha compreso che gli strumenti matematici sono utili per operare in molte situazioni della realtà; ha consolidato le conoscenze acquisite e sa argomentare su esse. Rispetta i punti di vista diversi dal proprio; è capace di sostenere le proprie convinzioni argomentandole ma accetta anche di cambiare opinione, riconoscendo le corrette argomentazioni. Valuta le informazioni sviluppando senso critico. Riconosce e risolve problemi di vario genere e confronta procedimenti diversi. Usa correttamente il linguaggio specifico. Obiettivi di apprendimento della classe terza della scuola secondaria di primo grado Numeri; spazio e figure; relazioni, misure, dati e previsioni. 47 SCIENZE NATURALI E SPERIMENTALI Un efficace insegnamento/apprendimento delle scienze è un’interazione diretta degli alunni con gli oggetti e le idee coinvolti nell’osservazione e nello studio. Il coinvolgimento diretto rafforza e sviluppa la comprensione e la motivazione, attiva il lavoro operativo e mentale; aiuta a individuare problemi significativi e a prospettarne soluzioni. Particolare cura deve essere dedicata all’acquisizione dell’uso di linguaggi e strumenti appropriati. Le diverse discipline scientifiche condividono un approccio alla conoscenza che caratterizza, fin dall’inizio, i percorsi di apprendimento. È importante guidare i ragazzi ad apprezzare affinità e diversità significative nell’evoluzione storica di saperi così diversi eppure fra loro interdipendenti. L’avvio alla conoscenza scientifica di base parte fin dai primi anni, muovendo da situazioni concretamente accessibili. Negli anni successivi si guideranno gli alunni all’appropriazione graduale di contenuti e metodi di indagini via via più specifici. Traguardi di sviluppo delle competenze al termine della scuola primaria L’alunno ha capacità operative per un approccio scientifico ai fenomeni. Fa riferimento in modo pertinente alla realtà. Si pone domande esplicite e individua problemi significativi. Da solo o in collaborazione con insegnanti e compagni osserva, registra, classifica e schematizza. Analizza e racconta in forma chiara ciò che ha fatto e imparato. Rispetta l’ambiente scolastico, sociale e naturale. Ha cura del proprio corpo con scelte adeguate di comportamenti e abitudini alimentari. Obiettivi di apprendimento al termine della classe terza e quinta della scuola primaria Sperimentare con oggetti e materiali; osservare e sperimentare sul campo; l’uomo, i viventi e l’ambiente. Traguardi di sviluppo delle competenze al termine della scuola secondaria di secondo grado L’alunno ha padronanza di tecniche di sperimentazione, di raccolta e di analisi dati sia in situazioni di osservazione sia in situazioni controllate di laboratorio. Utilizza strumenti matematici e informatici in uno stesso contesto. Affronta e risolve situazioni problematiche sia in ambito scolastico che nell’esperienza quotidiana. Ha una visione organica del proprio corpo come identità giocata tra permanenza e cambiamento, tra potenzialità e limiti. Ha una visione globale dell’ambiente di vita come sistema dinamico di specie viventi che interagiscono tra loro; adotta atteggiamenti responsabili verso i modi di vita e l’uso delle risorse. Obiettivi di apprendimento Fisica e chimica; astronomia e scienze della terra; biologia. 48 TECNOLOGIA La tecnologia studia e progetta i dispositivi, le macchine e gli apparati che sostengono l’organizzazione della vita sociale ma anche nuove forme di controllo e gestione dell’informazione e della comunicazione. Nella prima accezione i dispositivi, macchine e apparati vengono esplorati e studiati nei loro aspetti costruttivi e progettuali. Nella seconda accezione la tecnologia esplora le potenzialità dell’informatica che introduce nuove possibilità nell’insegnamento/apprendimento di tutte le discipline, dando concretezza operativa, rappresentativa e comunicativa anche a concetti puramente astratti. Le scelte di metodo e contenuto devono esser basati su esempi significativi e accessibili, coerentemente sviluppati attraverso i diversi livelli di scolarità. È importante offrire agli alunni, fin dai primi anni, significative opportunità di progettazione, costruzione e utilizzazione di oggetti e procedimenti operativi, utilizzando materiali e strumenti di lavoro di facile reperibilità nell’ambito della vita quotidiana. In questo contesto la graduale competenza nell’uso di specifici strumenti informatici e di comunicazione potrà consentire agli alunni di sviluppare le proprie idee presentandole con accuratezza e rielaborandole. Traguardi di sviluppo delle competenze al termine della scuola primaria L’alunno usa oggetti e strumenti coerentemente con le loro funzioni. Realizza oggetti seguendo una definita metodologia progettuale. Esamina oggetti e processi in relazione all’impatto con l’ambiente. È in grado di usare le nuove tecnologie e i linguaggi multimediali per sviluppare il proprio lavoro in più discipline. Obiettivi di apprendimento Esplorare il mondo fatto dall’uomo; interpretare il mondo fatto dall’uomo. Traguardi di sviluppo delle competenze al termine della scuola secondaria di primo grado L’alunno è in grado di descrivere e classificare utensili e macchine, cogliendone diversità e similitudini. Conosce le relazioni forma/funzione/materiali. E’ in grado di realizzare un semplice progetto. Esegue rappresentazione grafica in scala. Inizia a capire i problemi legati alla produzione di energia, sviluppando sensibilità verso i problemi ambientali ad essa connessi. E’ in grado di usare le nuove tecnologie e i linguaggi multimediali. 49 CURRICOLO TRASVERSALE Antropologico Osservare, individuare, riconoscere, descrivere, analizzare, confrontare Matematico – Scientifico Linguistico – Artistico Espressivo Progettare, controllare, trasferire, intuire, immaginare, verificare, valutare Riconoscere, produrre, comunicare COMPETENZE DI AMBITO COMPETENZE TRASVERSALI ALLE DISCIPLINE Rispetto delle regole Metodo di studio Partecipazione Impegno Capacità Relazionali 50 Il primo carattere del curricolo è la trasversalità, il coordinamento cioè tra discipline. Esse vengono a costituire un insieme organico che si propone una precisa funzione formativa. Le discipline e i saperi si raccordano orizzontalmente intorno a principi di formazione cognitiva, di acquisizione di competenze. Accanto a questo aspetto orizzontale, si pone quello verticale relativo allo sviluppo altrettanto organico del curricolo nella sua scansione per gradi di scuola. Organicità significa qui continuità e coerenza, pur nella progressione attraverso differenti età; significa crescita degli assi culturali, didattici, epistemologici che sono alla base del curricolo. L’Istituto Comprensivo Statale N. 1 Rossano ha voluto individuare, all’interno del suo curricolo verticale, tre tematiche comuni ai diversi gradi di scuola e cioè “Ambiente, Intercultura, Legalita”. Attraverso l’ampliamento dell’offerta formativa si intende: Costruire una scuola capace di educare ad una cittadinanza inclusiva, attiva, partecipe e responsabile. Tracciare le basi per la conoscenza, attraverso la curiosità ed il confronto tra culture ed interessi diversi. Far acquisire la consapevolezza che ciascuno è portatore di diritti inalienabili, ma anche di doveri nei confronti di se stesso, degli altri e dell’ambiente. Favorire l’accoglienza, l’inserimento e la socializzazione attraverso un processo di integrazione e di consolidamento delle competenze linguistiche e socioemozionali. Insegnare a convivere in armonia con le diversità, siano esse di origine culturale, sociale, di razza, di religione, di abilità motorie e psichiche. Promuovere la convivenza democratica ed il rispetto delle norme. Favorire lo sviluppo e l’acquisizione dell’identità personale, civile e sociale. Ridurre le difficoltà scolastiche degli alunni, favorendo l’autostima e l’inserimento all’interno del gruppo. Metodologia – Mezzi - Strumenti La metodologia sarà centrata sul rispetto delle intelligenze multiple e dei diversi stili cognitivi degli alunni. Promuoverà il lavoro cooperativo, poiché esso favorisce l’integrazione degli alunni, lo sviluppo delle competenze sociali e valorizza la sezione/classe come comunità di apprendimento. 51 Verifica e valutazione Il momento della valutazione assume particolare importanza al fine di verificare la ricaduta nei destinatari del corso nell’ambito del percorso formativo progettato e valutare la coerenza tra quest’ultimo ed i risultati complessivi realizzati nonché la trasferibilità dell'esperienza in altri contesti. La valutazione dell’apprendimento sarà effettuata attraverso verifiche formative in itinere con rapidi quesiti orali diretti al gruppo durante le lezioni partecipate, anche utilizzando strumenti multimediali e verifiche sommative a conclusione di ciascuna fase. In tal modo si verificherà il raggiungimento degli obiettivi disciplinari specifici di ciascuna fase ed il livello raggiunto nel percorso formativo, al fine di certificare le competenze conseguite, capitalizzabili e spendibili in altri percorsi di formazione e/o di lavoro. Traguardi di sviluppo delle competenze L’alunno partecipa attivamente alla vita sociale della scuola dimostrando di aver interiorizzato il senso di legalità, il rispetto dell’ambiente e di aver acquisito l’etica della responsabilità; l’alunno, rispettando le regole e le diversità, siano esse di origine culturale, sociale, religiosa o fisica, dimostra l’accettazione dell’altro, del diverso, considerando questo come risorsa. PROGETTI “Bambino oggi…Cittadino domani” Obiettivo: promuovere la diffusione della cultura della legalità tra i giovani e contribuire alla costruzione della loro identità’ quali futuri cittadini. Il percorso è rivolto a tutti gli alunni della scuola. Saranno previsti obiettivi e contenuti specifici calibrati secondo il grado scolastico di appartenenza. 52 “Ri-Ambientiamoci” Obiettivo: stimolare negli alunni la conoscenza, la riflessione e il rispetto delle dinamiche ambientali, per educare ad un corretto atteggiamento verso l’ambiente. Il percorso è rivolto a tutti gli alunni della scuola. Saranno previsti obiettivi e contenuti specifici, calibrati secondo il grado scolastico di appartenenza. “Teatrando col mondo” Obiettivo: conoscere ed usare diversi tipi di linguaggio (verbale, sonoro, corporeo, fantastico) che consentano al bambino di comprendere la realtà sempre più complessa e multietnica e lo aiutino ad assumere consapevolezza delle proprie capacità. Il percorso è rivolto a tutti gli alunni della scuola. Saranno previsti obiettivi e contenuti specifici, calibrati secondo il grado scolastico di appartenenza. Le idee progettuali inerenti l’ampliamento dell’offerta formativa, saranno proposte e realizzate durante l’intero anno scolastico e saranno in continuità e trasversalità con i contenuti del curricolo orizzontale. 53 INTEGRAZIONE SCOLASTICA I principi educativi a cui la Scuola si ispira, in una società che punta all’individualismo ed al protagonismo, sono la valorizzazione delle diversità e l’inclusione in una prospettiva ecosistemica e di “cura” della persona–allievo. Il processo di integrazione degli alunni diversamente abili e con difficoltà di apprendimento coinvolge tutta la comunità scolastica e si realizza mediante attività di cooperazione tra scuola, enti Locali e famiglia. Nell’anno scolastico in corso 2012/2013, le risorse assegnate alla scuola sono sufficienti a soddisfare i bisogni fin qui accertati. Nell’Istituto Comprensivo N. 1 Rossano operano: n. 2 insegnanti specializzate per le attività di sostegno (EH) per la scuola secondaria di primo grado, n. 20 insegnanti specializzate per le attività di sostegno (18 EH e 2 DH), di cui una con nomina di 20 ore per la scuola primaria, n. 1 insegnante specializzata per le attività di sostegno (CH) per la scuola dell’infanzia. Sono di supporto all’azione educativa anche n. 11 assistenti alla persona per gli alunni con maggiori difficoltà. Quadro degli alunni diversamente abili inseriti nelle classi Scuola Secondaria di 1° grado PLESSI CLASSI I 2 1 Da Vinci Amica II 0 0 III 2 0 Scuola Primaria PLESSI CLASSI I II III IV V S. Domenico 1 1 4 0 1 S. Chiara 0 1 0 1 0 G. Rizzo 0 0 0 2 0 Via Margherita Frasso 0 4 2 0 2 1 0 0 0 0 Petra 1 1 5 1 2 Nubrica 1 0 0 0 0 Scuola dell’Infanzia PLESSO SEZIONE G. Rizzo 1 54 Per quanto riguarda gli alunni diversamente abili, la scuola si pone come finalità della progettazione educativa lo sviluppo dell’alunno nella comunicazione, nella relazione, nella socializzazione, nell’apprendimento. A ciascuno viene assicurato un percorso formativo personalizzato, sempre nella logica dell’integrazione e della piena attuazione del diritto allo studio. I docenti specializzati per le attività di sostegno, tenuto conto della Diagnosi Funzionale prodotta dallo specialista dell’ASP di competenza e del contesto relazionale dell’alunno, redigono il P.E.I. (Piano Educativo Individualizzato) e, nell’attuazione dell’attività didattico – educativa, si raccordano con i seguenti operatori: - docenti della classe in cui è inserito l’alunno; èquipe multidisciplinare; assistenti alla persona. I docenti di classe, nell’ambito del monte – ore attribuito a ciascun alunno, predispongono il lavoro nel seguente modo: - programmano con particolare cura l’accoglienza degli alunni, progettando percorsi di integrazione condivisi con gli insegnanti specializzati per le attività di sostegno; - individuano il canale comunicativo privilegiato da cui partire per programmare percorsi didattici che integrino il più possibile le risorse di tutti; - rispondono alle esigenze di ciascun alunno organizzando l’attività secondo un modello articolato e flessibile che utilizzi tutte le risorse umane a sostegno del processo di integrazione; - predispongono un ambiente educativo di apprendimento positivo favorendo le relazioni, l’accettazione dell’Altro e la valorizzazione delle risorse di ciascuno; - fanno leva sull’affettività partendo dal vissuto personale; - predispongono l’orario in modo da garantire, attraverso le varie figure specialistiche, una copertura adeguata soprattutto per i casi più gravi; - prendono spunto dalle attività svolte nella classe/sezione per attuare le attività programmate, al fine di rendere il bambino diversamente abile partecipe alla vita della classe/sezione; - coinvolgono la famiglia ed i Centri socio – educativi nel Progetto Educativo, per avere una continuità di intenti che affianchi, supporti e prosegua il lavoro della scuola, al fine di salvaguardare il bambino nella sua globalità; - offrono un ventaglio di modalità conoscitive attraverso l’uso di linguaggi diversi ed attività laboratoriali. Gruppo di lavoro H d’Istituto Nell’Istituto Comprensivo opera il GLHI, istituito ai sensi della C.M. n.258 del 1993. Il GLHI è coordinato dal Dirigente Scolastico ed è composto da un referente dell’ASP, da un referente della componente genitori, da un docente specializzato per le attività di sostegno ed un docente curriculare per tutti e tre gli ordini di scuola, e dall’insegnante incaricato della Funzione Strumentale Area 5. Il GLHI si propone di favorire l’integrazione degli alunni diversamente abili attraverso percorsi individualizzati che mirano al recupero del deficit ed allo sviluppo di tutte le potenzialità, ponendosi in continuità con la famiglia e sollecitando la stessa a lavorare in sinergia con la scuola. La situazione complessiva nell’ambito dell’Istituto (numero alunni H, tipologia della disabilità, classi coinvolte), viene analizzata nel GLHI. Inoltre, sempre nel GLHI, si analizzano le risorse dell’Istituto, sia umane che materiali, si formulano proposte per la formazione e l’aggiornamento, si definiscono le modalità di passaggio e di accoglienza degli alunni. Il percorso scolastico di ogni alunno diversamente abile è accompagnato dalla compilazione, partecipata e collaborativa tra le diverse figure, dei seguenti documenti funzionali allo sviluppo di ciascuno alunno: - Diagnosi Clinico-Funzionale redatta dall’Unità Multidisciplinare dell’ASP. Il documento determina il livello di funzionalità e di sviluppo dell’alunno in diverse aree di base, utile per 55 l’assegnazione delle forme di sostegno per l’anno successivo; - Profilo Dinamico – Funzionale. Il documento analizza lo sviluppo potenziale a breve, medio e lungo termine riferito a parametri cognitivi, motorio-prassici, affettivo-relazionali; - Piano Educativo Individualizzato ( P.E.I.) di durata annuale, che è il risultato del lavoro di collaborazione tra scuola, famiglia, specialisti e servizi sociali. E’ il documento nel quale vengono descritti gli interventi integrati ed equilibrati tra loro, predisposti per l’alunno in un determinato periodo di tempo, al fine della realizzazione del suo diritto all’educazione e all’istruzione. Nel P.E.I. viene individuata la situazione di partenza dell’alunno e le sue potenzialità in merito al suo apprendimento scolastico e alla sua autonomia personale. Inoltre nel documento sono definiti anche: 1. gli obiettivi educativi – riabilitativi perseguibili in uno o più anni; 2. le forme di apprendimento e di integrazione tra le attività scolastiche ed extrascolastiche; 3. i metodi, i materiali ed i sussidi con cui organizzare le proposte di intervento; 4. le modalità ed i tempi di scansione degli interventi previsti; 5. le modalità e la periodicità della valutazione. Gruppo di lavoro H Il GLH si riunisce per effettuare la valutazione iniziale e finale di ogni singolo alunno, e per risolvere eventuali situazioni problematiche insorte durante l’anno scolastico. Il GLH è composto da un referente ASP (psicologo o terapista), da un docente specializzato per le attività di sostegno ed un docente curriculare di ogni alunno diversamente abile, dai genitori e dal docente incaricato della Funzione strumentale Area 5 che predispone, d’intesa con il Dirigente Scolastico e gli operatori dell’ASP, la calendarizzazione degli incontri che vengono presieduti e verbalizzati dallo stesso. Nella nostra scuola l’istituzione della Funzione strumentale per l’integrazione scolastica è una risorsa aggiuntiva che contribuisce, in collaborazione con il Dirigente Scolastico e le altre Funzioni strumentali, all’attuazione di una piena integrazione di tutti gli alunni diversamente abili. Disturbi specifici di apprendimento Per quanto riguarda i Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA) la nostra scuola, a garanzia del diritto allo studio dei minori, realizza interventi didattico – educativi individualizzati attraverso la redazione del Piano Didattico Personalizzato. Inoltre attiva: - screening in particolare agli alunni dell’ultimo anno della scuola dell’infanzia, per l’individuazione precoce dei suindicati disturbi specifici di apprendimento, previa autorizzazione dei genitori; - la formazione del corpo docente sulle strategie educativo – didattiche di potenziamento e di aiuto compensativo, sulla gestione della classe con alunni con DSA, su forme adeguate di verifica e di valutazione. Integrazione alunni stranieri Allo scopo di favorire la frequenza e l’integrazione scolastica degli alunni stranieri il nostro Istituto si propone di creare un clima di accoglienza tale da ridurre al minimo la percezione di sé come minoranza; facilitare l’apprendimento linguistico; inserire nelle discipline approfondimenti storici, geografici e religiosi riguardanti i paesi di provenienza degli alunni stranieri; attingere dal patrimonio letterario ed artistico del Paese o dell’area di riferimento, per valorizzare le radici culturali. Alla base della nostra progettazione vi è, quindi, una didattica interculturale per la costruzione di una cittadinanza attiva in uno scenario di pluralità culturale fondata sui diritti umani. 56 PROGRAMMA OPERATIVO NAZIONALE 2007/2013 La Programmazione dei Fondi Strutturali Europei 2007/2013 prevede l’utilizzo di risorse europee e nazionali da parte di Regioni dell'Unione Europea che presentano maggiori criticità e ritardi di sviluppo, allo scopo di colmare il divario con i paesi più avanzati. I Fondi strutturali sono assegnati per raggiungere obiettivi di servizio, tra i quali incrementare le dotazioni tecnologiche e le reti delle istituzioni scolastiche, il numero di laboratori per migliorare l'apprendimento delle competenze chiave, in particolare quelle matematiche, scientifiche e linguistiche tramite la realizzazione di laboratori di settore, e potenziare infine gli ambienti per l’autoformazione e la formazione degli insegnanti. P.O.N. 2012/2013 Coerentemente con le specifiche priorità e con la progettazione definite dagli organi collegiali di indirizzo e gestione della scuola ed espressi nel Piano dell'Offerta Formativa per l'a.s. 2012/2013, il nostro Istituto intende perseguire i seguenti obiettivi: “COMPETENZE PER LO SVILUPPO” OBIETTIVO G “MIGLIORARE I SISTEMI DI APPRENDIMENTO DURANTE TUTTO L’ARCO DELLA VITA” AZIONE 1 “INTERVENTI FORMATIVI FLESSIBILI FINALIZZATI AL RECUPERO DELL’ISTRUZIONE DI BASE PER GIOVANI E ADULTI” CODICE IDENTIFICATIVO G1.FSE.2011.13 OBIETTIVO G “MIGLIORARE I SISTEMI DI APPRENDIMENTO DURANTE TUTTO L’ARCO DELLA VITA” AZIONE 4 “INTERVENTI DI FORMAZIONE DEGLI ADULTI SULL’UTILIZZO DEI SERVIZI DIGITALI” CODICE IDENTIFICATIVO G4.FSE.2011.4 57 VALUTAZIONE E MONITORAGGIO P.O.F. Il Piano dell’Offerta Formativa viene controllato e aggiornato attraverso una serie di modalità valutative: a) Valutazione degli esiti formativi interna agli organi collegiali: verifica bimestrale in sede di consiglio d’interclasse e d’intersezione, con la partecipazione del genitore eletto rappresentante; verifica quadrimestrale, in sede di Collegio Docenti: gli insegnanti di classe e di sezione, i coordinatori della programmazione didattica, i responsabili di plesso relazionano sugli esiti della programmazione, sull’andamento delle classi e delle sezioni, sulle attività svolte nei plessi; verifica annuale in sede di Consiglio di Circolo, per gli aspetti di sua competenza: l’art.17, del Regolamento interno, prevede infatti che la relazione annuale, predisposta dalla Giunta Esecutiva, sia oggetto di discussione ed approvazione in apposita seduta del Consiglio. b) Valutazione didattica volta a rilevare i processi e gli esiti dell'apprendimento prove di verifica rapportate agli obiettivi della programmazione didattica; - prove orali: interrogazioni, domande quiz, associazione logiche, calcoli mentali; - prove scritte: temi, dettati, riassunti, esercizi, problemi, questionari a risposta chiusa e aperta, tabelle di completamento e di relazione, cloze; - prove pratiche: esecuzione di consegne, prestazioni in situazioni assegnate; - prove grafiche: completamento di figure, grafici, disegni, colorazione di figure, tabelle; prove di verifica di lingua italiana e di matematica comuni a tutte le classi parallele, rapportate agli indicatori del documento di valutazione e concordate tra tutti gli insegnanti delle classi interessate; controllo dei processi di apprendimento mediante: osservazioni degli insegnanti in situazioni quotidiane griglie di rilevazione delle abilità sociali, del comportamento di lavoro, delle abilità di studio. c) Autoanalisi d’istituto questionario alle famiglie per la rilevazione di dati informativi sull’utenza, grado di soddisfazione del servizio erogato, aspettative nei confronti della scuola. scheda monitoraggio POF scuola dell’infanzia, scuola primaria e secondaria di primo grado. 58 RAPPORTI CON IL TERRITORIO L’Offerta Formativa è caratterizzata anche da una diversificata ed organica rete di rapporti con il territorio. Si mira ad ampliare e diversificare l’attività volta alla conoscenza del contesto sociale, culturale, economico-produttivo, ambientale naturalistico sino a giungere a mettere in atto vere e proprie campagne di sensibilizzazione etica, sociale e culturale: salute, sicurezza, tutela dei diritti dell’infanzia, adozione a distanza, multiculturalità, valorizzazione delle attività produttive, dei beni culturali e ambientali naturalistici, nonché delle tradizioni e dei valori propri delle popolazioni del nostro territorio. Tali rapporti e la progettazione del loro sviluppo rappresentano una parte qualificante del Piano dell’Offerta Formativa. Obiettivi dell’azione della scuola Coinvolgere gli Enti esterni per mettere a disposizione degli alunni proposte didattiche congruenti con le finalità educative “dell’ambiente scuola”. Valorizzare le competenze professionali di quanti operano all'interno delle Associazioni. Valorizzare l'opera di volontariato dell'associazionismo. Sviluppare ulteriormente iniziative coordinate tra i vari plessi. Soggetti esterni con i quali la Scuola intende collaborare ACI, VIGILI URBANI, POLIZIA STRADALE attività di educazione stradale VIGILI DEL FUOCO – PROTEZIONE CIVILE - C.R.I. attività di educazione alla sicurezza CONI, ASS. SPORTIVE, RICREATIVE, DI VOLONTARIATO, COOPERATIVE attività ludiche, motorie, di gioco sport, iniziative di prevenzione dell’insuccesso scolastico REGIONE, COMUNE, PROVINCIA, CORPO FORESTALE, COOPERATIVE, ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE, AZIENDE AGRITURISTICHE, AZIENDE RACCOLTA RIFIUTI, attività di educazione ambientale ASSOCIAZIONI MUSICALI attività di drammatizzazione REGIONE, COMUNE, PROVINCIA, ASL, TELEFONO AZZURRO, UNICEF tutela dei diritti dell’infanzia PRO LOCO, BIBLIOTECA CIVICA, MUSEI valorizzazione delle risorse del territorio Condizioni organizzative Definizione delle modalità di intervento mediante precisi strumenti di concertazione: conferenze di servizio, accordi di programma, protocolli di intesa … con l’Ente locale, Enti esterni, Associazioni, Cooperative, Privati... Coinvolgimento di tutte le componenti interessate all’integrazione tra Scuola e Territorio: o nella Scuola: alunni, insegnanti, personale non docente, genitori; o nel Territorio: Comune, Associazioni, Enti, Privati ... Conoscenza reciproca, comunicazione chiara e gratificante, collaborazione costruttiva tra bambino/bambino, bambino/adulto, adulto/adulto. Elaborazione di percorsi formativi comuni . Raccordo tra scuola ed enti pubblici territoriali I rapporti fra l'Istituzione Scolastica e gli Enti territoriali sono improntati alla massima collaborazione allo scopo di promuovere un impiego efficace ed integrato delle risorse umane e finanziarie che gli EE.LL. mettono a disposizione della scuola. 59 Comune Il Collegio, nel prendere atto che il Comune ha garantito, nei decorsi anni scolastici, il servizio scuolabus anche per la realizzazione delle visite guidate, e il servizio di mensa per gli alunni della scuola dell’infanzia e per gli alunni frequentanti le scuole a tempo pieno, chiede una regolare, puntuale erogazione degli altri servizi di competenza e una maggiore disponibilità a reperire risorse per meglio qualificare l'offerta formativa della scuola; auspica una sempre migliore intesa non solo sul piano dei rapporti istituzionali, ma anche sul piano operativo. Provincia Il collegio dei docenti assume l’impegno di predisporre, ai sensi delle vigenti direttive provinciali, ipotesi progettuali, anche in raccordo con l’Ente Locale, l’ASP ed altre Istituzioni Scolastiche finalizzate a potenziare le risorse strumentali del Circolo e conseguentemente ad arricchire l’offerta formativa. Regione Il collegio dei docenti assume l’impegno di predisporre, ai sensi delle Leggi Regionali vigenti, ipotesi progettuali finalizzate a potenziare le risorse strumentali della Scuola e conseguentemente ad arricchire l’Offerta Formativa. ASP Il Collegio riconosce la validità delle prestazioni offerte dall’U.O.T e dal suo referente, nei passati anni scolastici a livello di integrazione degli alunni diversamente abili; s’impegna a promuovere iniziative atte a dare risposte alle problematiche del disagio, del bullismo e della violenza. Collaborazione tra scuola e soggetti esterni La collaborazione tra Scuola e soggetti privati, organismi associativi pubblici e privati dovrà essere sottoposta all’attenzione del Dirigente Scolastico e all’approvazione degli Organi Collegiali della scuola e dovrà essere completamente aperta a tutti gli alunni che vorranno parteciparvi. Raccordo in rete con altre istituzioni scolastiche Per raggiungere gli obiettivi previsti dal Piano dell'Offerta Formativa, la Scuola può stipulare accordi, intese e convenzioni con altre istituzione scolastiche del territorio. Tali accordi sono finalizzati alla promozione di iniziative di continuità; alla valorizzazione e al pieno utilizzo di risorse professionali in servizio presso altre istituzione scolastiche; alla realizzazione di progetti. 60 RAPPORTI CON LE FAMIGLIE Una scuola che si propone come servizio pubblico non può prescindere dall'identificare la propria utenza, dal rappresentarsene i bisogni, dal riconoscerne i diritti, dal sollecitarne ed accoglierne le proposte. La famiglia - “sede primaria dell’educazione del bambino” - entra nella scuola a pieno titolo, condividendone responsabilità e impegni nel rispetto reciproco di competenze e ruoli. È COMPITO DELLA SCUOLA: - formulare le proposte educative e didattiche, fornire informazioni chiare e leggibili, rendere conto periodicamente degli apprendimenti dei singoli alunni e del loro progredire nel profitto e nel comportamento, individuare modalità, frequenza, durata delle iniziative tese al sostegno e al recupero dei soggetti in situazione di handicap, svantaggio, disagio, difficoltà… È COMPITO DELLA FAMIGLIA: - intervenire alle assemblee e alle riunioni indette dalla scuola; tenersi informata delle iniziative della scuola; discuterle e contribuire al loro arricchimento e alla loro realizzazione sia sul piano ideativo che operativo; sostenere i bambini nel mantenimento degli impegni assunti a scuola; partecipare ai colloqui individuali; LA COMUNICAZIONE SCUOLA/FAMIGLIA SI REALIZZA MEDIANTE: - momenti assembleari che rispondono alle esigenze di dibattito, di proposta, di confronto; - colloqui individuali a cui la scuola attribuisce una funzione essenziale per comunicare, in un clima disteso e nei modi più accessibili, la situazione socio-affettiva del bambino; per costruire, con le famiglie, possibili itinerari tesi al superamento delle difficoltà; per arricchire i campi di esperienza del bambino. MODALITÀ DI SVOLGIMENTO DEGLI INCONTRI: - assemblee (di cui è redatto apposito verbale) di sezione, di classe/modulo, di plesso, presiedute dal Dirigente Scolastico o da un docente da lui delegato; - un primo incontro nei mesi di settembre/ottobre per illustrare ai genitori l'offerta formativa del Circolo; - un secondo incontro in occasione dell’elezione dei rappresentanti di classe; - altre assemblee da convocare nel corso dell’anno scolastico per discutere di qualche particolare problema o per prendere particolari iniziative. - Consigli d'intersezione e d'interclasse presieduti dal Dirigente Scolastico o da un docente da lui delegato; - n. 4 incontri bimestrali per informare i genitori sull’andamento generale delle sezioni e delle classi; un incontro alla fine dell’anno scolastico per acquisire pareri sull'adozione dei libri di testo nelle scuole primarie; - colloqui individuali gestiti dal team dei docenti, per fornire informazioni sui risultati delle verifiche periodiche; - n. 4 incontri ufficiali bimestrali nelle scuole primarie; n. 4 incontri ufficiali nelle scuole dell'infanzia: all’inizio, nel corso e alla fine dell’anno scolastico; - altri colloqui individuali ed informali nel corso dell’anno, anche in occasione di mostre, recite e manifestazioni di natura didattica. 61 PATTO EDUCATIVO di CORRESPONSABILITA’ “Per un’Efficace Alleanza Educativa: l’unità di intenti tra gli adulti che, all’interno di una comunità, rivestono un ruolo educativo, in particolare tra genitori e operatori scolastici, è stata sempre un elemento essenziale per l’efficacia della proposta educativa” Cos’è Per rendere effettiva la piena partecipazione dei genitori, questo Istituto, condividendo la proposta del Ministro della P.I. (C.M. 15 marzo 2007) chiede alle famiglie, all’inizio dell’anno scolastico, di sottoscrivere contestualmente il presente PATTO di CORRESPONSABILITA’. Tale patto, alla luce dell’esperienza formativa, mette in evidenza i punti significativi su cui si ritiene indispensabile la piena e ferma coerenza da parte delle famiglie nell’azione educativa della scuola. Esso comporta da parte dei contraenti (studenti/docenti/genitori) un impegno di corresponsabilità finalizzato alla realizzazione dell’obiettivo comune di accrescere l’efficacia e la fruibilità dell’insegnamento, per un’armonica e proficua formazione e crescita dell’alunno. I genitori accettano e condividono i valori, le finalità e le scelte educative esplicitate nel Piano dell’Offerta formativa, alla cui elaborazione possono concorrere con pareri e proposte espresse tramite le proprie rappresentanze a livello istituzionale e associative. Il presente documento vuole essere un invito alla condivisione del processo formativo dell’alunno e ad un migliore funzionamento dell’Istituzione scolastica. Il rispetto di tale Patto, pertanto, costituisce un punto importante per creare un clima sereno, costruire un rapporto di fiducia reciproca e favorire lo sviluppo del senso di responsabilità e l’impegno personale nel rispetto dei ruoli e delle competenze di ciascuna componente che assieme permettano di innalzare la qualità della offerta formativa e guidare gli alunni al successo scolastico. Il contratto comprende l’esplicazione di: gli impegni del Dirigente Scolastico gli impegni degli Alunni nel progetto educativo gli impegni degli Insegnanti nel progetto educativo gli impegni dei Genitori nel progetto educativo le sanzioni disciplinari 62 Gli Impegni Il Dirigente Scolastico si impegna a: Garantire e favorire l’attuazione dell’Offerta Formativa, ponendo studenti, genitori, docenti e personale non docente nella condizione di esprimere al meglio il loro ruolo Garantire ad ogni componente scolastica la possibilità di esprimere e valorizzare le proprie potenzialità Garantire e favorire il dialogo, la collaborazione e il rispetto tra le diverse componenti della comunità scolastica Cogliere le esigenze formative degli studenti e della comunità in cui la scuola opera, per ricercare risposte adeguate L’Alunno si impegna a: Assicurare la regolarità di frequenza sia al mattino sia durante le attività integrative pomeridiane. Si rammenta che per la valutazione finale è richiesta la frequenza di almeno i ¾ dell’orario scolastico annuale Presentarsi puntuale alle lezioni; curare l’igiene personale ed indossare un abbigliamento decoroso per il rispetto di sé e degli altri Spegnere i telefoni cellulari e gli altri dispositivi elettronici durante le ore di lezione, in quanto ne è severamente proibito l’uso all’interno dell’edificio scolastico (C.M. del 15 marzo 2007) Mantenere un contegno corretto e rispettoso nei confronti di tutto il personale della scuola e dei propri compagni Utilizzare correttamente le strutture e gli strumenti della scuola, senza arrecare danni e avendone cura come fattore di qualità della vita della scuola Rispettare i regolamenti relativi all’utilizzo dei laboratori, della palestra, della biblioteca Presentarsi a scuola fornito dell’occorrente richiesto per le attività didattiche e l’adempimento dei propri doveri Partecipare attivamente al processo educativo di insegnamento/apprendimento contribuendo positivamente sia alla relazionalità che alla loro crescita personale Svolgere le attività di studio, i compiti e i lavori affidati per casa con attenzione, serietà e puntualità Esplicitare agli insegnanti le proprie, eventuali, difficoltà, impegnandosi con ordine e serietà nel recupero delle medesime Frequentare con serietà e regolarità i corsi pomeridiani di recupero o di potenziamento Rimanere silenzioso e seduto durante il cambio dell’ora 63 I Docenti si impegnano a: Rispettare la vita culturale e religiosa degli studenti, promuovendo iniziative atte a favorire il superamento di eventuali svantaggi linguistici Illustrare e motivare i contenuti, i metodi e gli obiettivi del proprio insegnamento, facendo partecipi gli alunni della scelta del percorso da portare avanti Precisare le finalità e i traguardi da raggiungere nella propria disciplina Comunicare le valutazioni delle prove scritte ed orali Comunicare alla famiglia eventuali situazioni di profitto insufficiente e frequenza irregolare Sostenere un rapporto alunno/alunno e alunno/insegnante aperto al dialogo e alla collaborazione La scuola si rende disponibile per corsi di recupero e/o di potenziamento, in orario curriculare, e/o extracurriculare, nel caso siano ritenuti necessari dal C. di C. Comunicare al Dirigente scolastico i nominativi degli alunni che si assentano spesso o per lunghi periodi Favorire un rapporto costruttivo tra scuola e famiglia, attraverso un atteggiamento di dialogo e di collaborazione educativa tra adulti, al fine di promuovere la maturazione del ragazzo Chiarire con l’interessato i motivi di un eventuale provvedimento disciplinare I Genitori si impegnano a: Conoscere la proposta formativa della scuola e partecipare al progetto educativo, collaborando con gli insegnanti Favorire l’autonomia personale del proprio figlio attraverso l’educazione al rispetto ed alla cura della persona sia nell’igiene che nell’abbigliamento, decoroso e adeguato all’ambiente scolastico Essere da guida ad un corretto uso del tempo in relazione alle varie attività pomeridiane, scolastiche ed extrascolastiche Assicurare la regolarità di frequenza anche nelle attività pomeridiane Giustificare tempestivamente, e di propria mano, le assenze ed eventuali ritardi Informare la scuola di eventuali problematiche che possono avere ripercussioni sull’andamento scolastico dell’allievo Sostenere e controllare i propri figli nel mantenimento degli impegni scolastici, sia per quanto riguarda lo studio che i compiti scritti Sostenere il regolamento della scuola sul divieto dell’uso del cellulare Essere disponibili ad assicurare la frequenza a corsi di recupero o di potenziamento. Informarsi periodicamente sulla situazione scolastica del/la figlio/a Non prelevare i propri figli prima del termine delle lezioni Rispondere economicamente di eventuali danni causati da comportamenti scorretti del proprio figlio ad ambienti e attrezzature scolastiche 64 La scuola è responsabile di tutto ciò che avviene all’interno dell’edificio durante le ore di attività didattica. Pertanto, una volta entrati a scuola, gli alunni sono affidati alla responsabilità dell’Istituzione sino al termine dell’attività. La richiesta di uscita prima del termine delle lezioni deve essere presentata personalmente dal genitore. Questa disposizione è valida anche per le attività pomeridiane. Con la firma da parte del genitore del presente Patto formativo si dispensa la scuola da ogni responsabilità una volta che l’alunno sia uscito dall’edificio al termine delle lezioni, in quanto si dispensa la Scuola da un affidamento diretto agli stessi genitori. Sanzioni Disciplinari Gli alunni della Scuola Secondaria di 1°grado che dovessero causare danni, a persone o cose, o tenere un comportamento non conforme ai principi di correttezza e di buona educazione, potranno incorrere nei seguenti provvedimenti disciplinari, in base alla gravità delle infrazioni: 1. Richiamo scritto con annotazione sul registro di classe Inadempienza ai doveri scolastici Ripetute assenze ingiustificate e arbitrarie Gravi scorrettezze verso i compagni, gli insegnanti e il personale scolastico Disturbo continuo durante le lezioni Violazioni non gravi alle norme di sicurezza L’annotazione può essere inflitta dall’Insegnante e/o dal Dirigente Scolastico. Ad essa segue l’avviso telefonico ai genitori; dopo 3 annotazioni si convoca il genitore o chi ne fa le veci. In caso di infrazioni di una certa gravità, reiterate e non corrette a seguito dell’ammonizione di cui al punto precedente, ovvero quando la situazione richiede un intervento disciplinare più grave il Consiglio di Classe può irrogare la censura formale mediante lettera raccomandata. 2. Allontanamento dalla scuola da 1 a 15 giorni Per il ripetersi dei comportamenti precedenti Molestie continue nei confronti dei compagni Turpiloquio, ingiurie e offese ai compagni, agli insegnanti e al personale scolastico Gravi offese alla religione di qualunque confessione, alla morale Danneggiamento volontario di oggetti di proprietà della scuola o di altri La sanzione è irrogata dal Consiglio di Classe. 65 3. Allontanamento dalla scuola superiore a 15 giorni Atti di bullismo o, in generale, atti che rappresentino un pericolo per l’incolumità delle persone Per il continuo ripetersi dei comportamenti precedenti, ai sensi dell’art. 7 D.P.R. n. 249/1998 Reati che violino la dignità e il rispetto della persona umana La sanzione è irrogata dal Consiglio d’Istituto. 4. Allontanamento dalla scuola fino al termine dell’anno scolastico con esclusione dallo Scrutinio finale o la non ammissione all’Esame di Stato conclusivo del corso di studi Situazioni di recidiva nei casi di cui al punto 3 Atti di tale gravità per cui risulta impossibile il reinserimento responsabile e tempestivo nella comunità durante l’anno scolastico La sanzione è deliberata dal Consiglio d’Istituto e resa esecutiva dal Dirigente Scolastico. Contro le sanzioni disciplinari è ammesso ricorso secondo i tempi e termini specificati nel Regolamento d’Istituto. Nel caso di danni provocati alla struttura scolastica, all’arredamento o per atti di teppismo condotti all’interno della scuola, oltre all’allontanamento dalla frequenza delle lezioni fino a 15 giorni, sarà addebitato ai genitori il risarcimento dei danni. Se non è possibile accertare l’autore del danno la spesa sarà divisa all’interno della classe, del corso o della sede, a seconda della tipologia del danno. In alternativa, si richiederà, con il consenso dei genitori e sotto il controllo degli insegnanti, il ripristino, da parte degli alunni responsabili, degli ambienti danneggiati (lavori di tinteggiatura, pulizia degli ambienti ecc…). Speciali sanzioni decise dal Consiglio di Classe possono riguardare la sospensione dalle lezioni con obbligo di presenza a scuola in altre mansioni concordate (collaborazione a servizi della scuola, sistemazione e cura degli ambienti, ecc..). La Scuola accoglie la Direttiva Ministeriale n. 16 del 5 febbraio 2007, che ha per oggetto le linee di indirizzo generali e le azioni a livello nazionali per la prevenzione e la lotta al bullismo. Rossano, ____________________ L’Alunno ____________________ Il Genitore _________________ Il Dirigente Scolastico ___________________ 66 Regolamento d’Istituto REGOLAMENTO DI ISTITUTO A.S. 2012 / 2013 67 INDICE 1. PRINCIPI GENERALI (art. 1-2) 2. ORGANI COLLEGIALI (art. 3-5) 3. CONSIGLIO D’ISTITUTO (art. 6-19) 4. ALTRI ORGANI COLLEGIALI (art. 20-22) 5. NORME GENERALI PER LE SCUOLE DELL’ISTITUTO (art. 23-33) 6. VIGILANZA SUGLI ALUNNI (art. 34-35.3) 7. MODALITÀ DI COMUNICAZIONE CON STUDENTI E GENITORI (art. 36-37) 8. COMPORTAMENTO ALUNNI (art. 38-41) 9. USO DI SPAZI – BIBLIOTECHE - LABORATORI – PALESTRA – AUDITORIUM (art. 42-44) 10. REGOLAMENTI INTERNI DOCENTI – ALUNNI – PERSONALE ATA (art. 45-51) 68 TITOLO I PRINCIPI GENERALI ART. 1 - Finalità della scuola statale La scuola statale è diretta e ordinata al raggiungimento delle finalità di cui agli articoli n. 3 e n. 34 della Costituzione Italiana: pari dignità sociale e uguaglianza dei cittadini, diritto allo studio, sviluppo della persona umana e obbligatorietà e gratuità dell’istruzione. La scuola statale risponde al principio democratico di elevare il livello di educazione e di istruzione personale di ciascun cittadino e generale di tutto il popolo italiano, potenzia la capacità di partecipare ai valori della cultura, della civiltà e della convivenza sociale e di contribuire al loro sviluppo, favorisce l'orientamento dei giovani ai fini della scelta dell'attività successiva. E' una scuola formativa in quanto si preoccupa di offrire occasioni di sviluppo della personalità in tutte le direzioni, di aiutare l'alunno ad acquisire progressivamente un'immagine sempre più chiara ed approfondita della realtà sociale. E' una scuola orientativa in quanto favorisce l'iniziativa del soggetto per il proprio sviluppo e lo pone in condizione di conquistare la propria identità di fronte al contesto sociale. ART. 2 - Obiettivi del regolamento. Scopo del regolamento è di consentire un ordinato ed organico svolgimento della vita della scuola secondo i principi generali fissati dall'art.1 in modo da favorire i momenti d'incontro e di colloquio fra tutte le componenti (dirigente scolastico, docenti, allievi, personale amministrativo ed ausiliario, genitori), fra i vari organi collegiali e fra questi e le altre rappresentanze delle componenti scolastiche (assemblea generale, assemblea di classe, comitato genitori) ed attuare una reale gestione unitaria. 69 TITOLO II ORGANI COLLEGIALI ART. 3 – Disposizioni generali sul funzionamento degli organi collegiali La convocazione degli Organi Collegiali deve essere disposta con un preavviso, non inferiore a 5 giorni, rispetto alla data delle riunioni. La convocazione deve essere effettuata con lettera diretta ai singoli membri dell'Organo Collegiale e mediante affissione all'albo di apposito avviso. La nota di convocazione, con la formulazione dell’ordine del giorno, nel periodo delle lezioni, sarà di norma recapitato presso la sede di servizio per il personale della scuola e tramite gli alunni per i genitori. Nel caso di seduta straordinaria ed urgente la comunicazione di convocazione dovrà essere effettuata almeno ventiquattro ore prima del giorno fissato, con preavviso anche a mezzo fonogramma e/o e-mail. Di ogni seduta dell'Organo Collegiale viene redatto processo verbale, firmato dal Presidente e dal Segretario, steso su apposito registro a pagine numerate. ART. 3.1 - Programmazione Ciascuno degli Organi Collegiali programma le proprie attività nel tempo, in rapporto alle proprie competenze, allo scopo di realizzare, nei limiti del possibile, un ordinato svolgimento delle attività stesse. ART. 3.2 - Coordinamento Ciascun Organo Collegiale opera in forma coordinata con gli altri Organi Collegiali che esercitano competenze parallele ma con rilevanza diversa, in determinate materie. ART. 4 - Collegio dei Docenti Il Collegio dei Docenti è convocato dal Dirigente Scolastico, di propria iniziativa o su richiesta scritta e motivata di un terzo dei suoi membri e/o di un terzo dei Consigli di interclasse/intersezione con l’indicazione degli argomenti da trattare.Le riunioni del Collegio dei Docenti devono essere programmate secondo i criteri stabiliti dall'art. 3.1 e coordinate con quelle di altri Organi Collegiali secondo i criteri stabiliti dall'art. 3.2. ART. 5 - Consiglio di classe, di Interclasse e di Intersezione I consigli di Classe, di Interclasse di Intersezione sono convocati dal Dirigente Scolastico, di propria iniziativa o su richiesta scritta e motivata di un terzo dei suoi membri. E’ escluso dal computo il Presidente. I consigli di Classe, di Interclasse di Intersezione si riuniscono, di regola, almeno una volta ogni due mesi con la presenza dei rappresentanti dei genitori. Le riunioni del consiglio di Classe, di Interclasse di Intersezione devono essere programmate secondo i criteri stabiliti dall'art. 3.1 e coordinate con quelle di altri Organi Collegiali secondo i criteri stabiliti dall'art. 3.2. 70 TITOLO III CONSIGLIO D’ISTITUTO ART. 6 – Consiglio d’istituto Il Consiglio d'Istituto viene eletto ed è composto secondo quanto previsto dal D.L. 16/4/94 n. 297. La prima convocazione dei Consiglio d’Istituto, immediatamente successiva alla nomina dei relativi membri, è disposta dal Dirigente Scolastico. ART. 7 - Elezione del Presidente, del Vice Presidente e della Giunta Esecutiva Nella prima seduta il Consiglio, presieduto dal Dirigente Scolastico, elegge, tra i rappresentanti dei genitori, il proprio Presidente, nonché la Giunta Esecutiva. L'elezione del Presidente e della Giunta Esecutiva è effettuata a mezzo scrutinio segreto. E' considerato eletto il genitore che abbia ottenuto la maggioranza assoluta dei voti rapportata al numero dei componenti del Consiglio. Qualora non si raggiunga detta maggioranza nella prima votazione, il Presidente è eletto a maggioranza relativa dei votanti, sempre che siano, presenti alla seduta almeno la metà più uno dei componenti in carica. A parità di voti è eletto il più anziano di età. Il Consiglio può deliberare di eleggere anche un Vice Presidente, da votarsi fra i genitori componenti il Consiglio stesso, secondo le modalità previste per l'elezione del Presidente. La Giunta Esecutiva, composta da 2 genitori, 1 insegnante e un componente del personale ATA, viene eletta a scrutinio segreto. Della Giunta Esecutiva fanno parte, di diritto, il Dirigente Scolastico ed il Direttore dei Servizi Generali ed Amministrativi. ART. 8 - Modalità di convocazione del Consiglio: seduta ordinaria e straordinaria Il Consiglio è convocato dal Presidente, sentita la presidenza della Giunta Esecutiva, ogni qualvolta lo ritenga opportuno e comunque almeno una volta ogni due mesi nel periodo delle lezioni scolastiche, una volta prima dell'inizio e una volta a conclusione delle medesime, in seduta ordinaria (possibilmente in orario compatibile con gli impegni di lavoro dei membri). Nel restante periodo dell'anno, la convocazione Ordinaria avviene solo su richiesta della maggioranza dei membri. Il Consiglio può riunirsi in seduta urgente e straordinaria o per decisione del Presidente, o per richiesta del Dirigente Scolastico, o per delibera della Giunta Esecutiva o per richiesta di almeno un terzo dei Consiglieri in carica. ART. 9 - Avviso di convocazione del Consiglio La convocazione dei Consiglio è fatta dal Presidente con avvisi scritti da inviarsi non oltre il quinto giorno antecedente la riunione. Nei casi di seduta urgente e straordinaria il preavviso può essere ridotto ad almeno 24 ore. In ogni caso l'avviso deve essere accompagnato dall'elenco degli argomenti da trattare. 71 ART. 10 - Diritti e doveri dei membri del Consiglio Il Consiglio è presieduto dal Presidente, in sua assenza dal Vice-Presidente; in assenza di entrambi da un genitore eletto a maggioranza assoluta dai presenti alla seduta. Il Presidente, o chi ne fa le veci, apre la seduta all'ora stabilita, fa osservare il regolamento, concede la facoltà di parlare secondo la precedenza di richiesta, dirige e modera la discussione, pone le questioni ed annuncia il risultato delle votazioni. Il Segretario redige regolare verbale delle sedute, vi inserisce le delibere e gli atti dei consiglio, ne dà lettura nella riunione successiva, dà lettura di proposte e documenti, tiene nota dei singoli voti. Il Dirigente Scolastico dà notizia di testi di leggi e di circolari. Il primo atto di ogni seduta è la verifica, per appello nominale, dell'esistenza del numero legale. In mancanza di ciò il Presidente o chi ne fa le veci, dichiara sciolta la seduta, annunciando che l'ordine del giorno sarà argomento di una seconda convocazione, da stabilirsi dai presenti e della quale dovrà essere data comunicazione scritta nei termini di cui al precedente art. 9. La decadenza degli eletti nel Consiglio d’Istituto e nella Giunta Esecutiva e la loro surrogazione ai sensi dell'art. 22 dei D.P.R. 31-05-1974 n. 416, è pronunciata dal Consiglio. Il Dirigente Scolastico comunica all’Ufficio Scolastico Provinciale la nomina dei sostituti. Dopo 3 assenze continuative ingiustificate i Consiglieri decadono. ART. 11 - Invito a esperti esterni Alle sedute del Consiglio d’Istituto possono essere invitati a riferire, nella qualità di esperti, specialisti anche estranei alla scuola per trattare argomenti inerenti l’amministrazione e l'organizzazione della vita dell’Istituto. La presenza di dette persone è limitata al tempo necessario alla trattazione e alla discussione dell'argomento per cui sono stati invitati a riferire. ART. 12 - Ordine del Giorno Di norma, salvo che per decisioni di estrema urgenza, e con l'approvazione all'unanimità dei presenti, non possono essere messi in discussione argomenti non inseriti all'ordine del giorno della seduta. La precedenza nell'ordine della trattazione può non seguire, su richiesta approvata dalla maggioranza, l'elencazione dello stesso ordine del giorno. Alla fine del Consiglio si possono annunciare eventuali argomenti da inserire nel successivo ordine del giorno. La Giunta Esecutiva cura l'esecuzione delle delibere dei Consiglio, predispone gli atti e le proposte dell'ordine del giorno dello stesso. ART. 13 - Prerogative del Presidente Il Presidente ha diritto di libero accesso nei locali della scuola, durante il normale orario di servizio, di usufruire dei servizi di segreteria, di avere dagli uffici della scuola e dalla giunta Esecutiva tutte le informazioni concernenti le materie di competenza del Consiglio e di avere in visione tutta la relativa documentazione. Il Presidente, anche su richiesta dei consiglieri, può richiamare gli intervenuti a discutere solo argomenti attinenti l'ordine del giorno. 72 Art. n. 14 – Durata delle sedute Ogni seduta non può durare più di due ore. In casi particolari la riunione potrà essere prolungata fino ad un massimo di 3 ore, con l'approvazione della maggioranza dei presenti. Trascorso tale termine il Presidente dichiara sciolta la seduta che viene aggiornata a data da stabilirsi nella stessa seduta per l'esaurimento degli argomenti all'ordine del giorno. Art. n. 15 – Pubblicità degli atti La pubblicità degli atti del Consiglio d’Istituto, disciplinata dall'art. 27 dei D.P.R. 31 maggio 1974 n. 416, deve avvenire mediante affissione, all’Albo dell’Ufficio dell’Istituto, della copia integrale, sottoscritta dal Presidente e dal Segretario del Consiglio, del verbale di ogni seduta. L'affissione all'Albo avviene entro il termine massimo di otto giorni dalla relativa seduta del Consiglio, che approva il verbale della seduta precedente. La copia del verbale deve rimanere esposta per un periodo di 15 giorni. I verbali e tutti gli atti scritti preparatori sono depositati nell'Ufficio di Segreteria dell’Istituto e, per lo stesso periodo di 15 giorni, sono esibiti a chi, avendone diritto, ne faccia motivata richiesta scritta. La copia del verbale da affiggere all'albo è consegnata al Dirigente Scolastico, il quale ne dispone l'affissione immediata con attestazione in calce della data da parte del DSGA. Non sono soggetti a pubblicazione gli atti e le deliberazioni concernenti singole persone, salvo contraria richiesta dell'interessato. ART. 16 - Commissioni di studio Il Consiglio di Istituto può nominare una commissione di studio o di indagine per la conoscenza di dati di fatto, di diritto, tecnici e regolamentari, utili alla determinazione di successive deliberazioni. La Commissione è formata da tre o cinque membri scelti fra i componenti del Consiglio, uno dei quali assume la funzione di coordinatore. La Commissione presenta la propria relazione alla Giunta esecutiva e/o al Consiglio, possibilmente entro il termine fissato, quindi cessa la sua attività. ART. 17 - Uso dei locali e delle attrezzature scolastiche. Il Consiglio d'Istituto consente l'utilizzo delle attrezzature e dei locali della scuola anche al di fuori dell'orario scolastico normale secondo quanto disposto dall'art.13 della L. n.5 1/7/1977. ART. 18 - Pubblicità delle sedute. La pubblicità delle sedute del Consiglio di Istituto è prevista dagli artt. 2-3-4-5 della Legge n.748/1977. Alle sedute possono assistere gli elettori delle componenti rappresentate nel Consiglio stesso e i membri del Consiglio di Circoscrizione di cui all'art.3 della L..273/76. Alle sedute non è ammesso il pubblico quando siano in discussione argomenti concernenti persone. Le persone che assistono alle sedute come uditori devono prendere posto nello spazio ad esse riservato, senza ostacolare i lavori del Consiglio stesso. 73 ART. 19 - Decadenza per dimissioni o per sfiducia. Oltre ai casi previsti dalla legge, i membri del Consiglio d'Istituto decadono dall'incarico in seguito a dimissioni o per sfiducia espressa dal Consiglio. La "motivazione di sfiducia" può essere avanzato nei confronti dei membri, per iniziativa scritta e motivata da almeno 1/3 dei membri del Consiglio medesimo. La mozione di sfiducia deve essere posta in discussione a cura della Presidenza del Consiglio d'Istituto e quest'ultimo deve pronunciarsi, con apposita votazione, sull'accoglimento o meno della mozione stessa che dovrà ottenere almeno la maggioranza assoluta degli eventi diritto al voto. 74 TITOLO IV ALTRI ORGANI COLLEGIALI ART. 20 - Comitato dei genitori Come previsto dall'art.15 del DL 297 del 16/4/94 i genitori designati a far parte dei consigli di classe possono riunirsi in un Comitato dei Genitori ed eleggere un proprio Presidente, il quale dura in carica per l'intero anno scolastico, salvo revoca, e convoca e presiede le sedute del comitato. Può essere designato anche un Vice Presidente. Per la funzionalità dei due organismi, C.d.I. e Comitato Genitori, si ritiene opportuno che la figura del Presidente dei due organismi non coincida nella medesima persona. Per l'elezione del Presidente e del vice Presidente si osservano le stesse modalità stabilite per l'elezione del Presidente e del vice Presidente del Consiglio di Istituto. All'inizio dell'anno scolastico la prima convocazione di tutti i rappresentanti di classe, per la decisione di costituire o meno il Comitato dei Genitori è disposta dal Dirigente Scolastico. Tale convocazione deve essere effettuata appena possibile successivamente alla elezione dei rappresentanti di classe. Le convocazioni successive del Comitato Genitori sono decise dal Presidente del comitato stesso o qualora sia richiesto da almeno un terzo dei componenti il Comitato stesso. Una volta costituito, il Comitato dei Genitori ha diritto di riunirsi nei locali della scuola, previo accordo con il Dirigente Scolastico. Qualora dalle riunioni del Comitato Genitori emerga una comunanza di istanza e di proposte da rappresentare con interventi unitari agli organi di governo della scuola rispettivamente nelle materie di carattere educativo-didattico, il Presidente del Comitato ha l'onere di farne esposizione scritta al Consiglio di Istituto o al Collegio dei Docenti a seconda delle distinte competenze, di tali organi. Al sensi dell'art.15 del DL 297/94 il comitato dei genitori, a maggioranza, potrà convocare l'assemblea generale di tutti i genitori della scuola. Il Comitato dei Genitori scade comunque al termine di ogni anno scolastico. ART. 21 - Assemblea generale dei genitori I genitori degli alunni iscritti e frequentanti le scuole dell’Istituto hanno diritto di riunirsi in assemblee nei locali dei vari plessi, previa richiesta scritta al Dirigente Scolastico, precisando l'ordine del giorno. Alle assemblee dei genitori possono partecipare, con diritto di parola, il Dirigente Scolastico e gli Insegnanti delle classi cui si rivolge l'assemblea, interessati alla discussione dell'ordine del giorno. Su richiesta dei convocanti possono essere invitati i componenti del Consiglio d’Istituto. 75 Alle assemblee di cui sopra possono essere invitati a riferire specialisti vari, per trattare argomenti inerenti la vita della scuola dal punto di vista medico-pedagogico e per conferenze di aggiornamento per genitori. L'assemblea generale dei genitori, in base all'art.15 del DL 297/94, deve darsi un regolamento per il proprio funzionamento. Tale regolamento dovrà essere inviato in visione al Consiglio di Istituto. Il Presidente e il Vice Presidente dell'assemblea, durano in carica limitatamente alla durata dell'anno scolastico. Compito del Presidente e del Vice Presidente dell'assemblea generale è di convocare l'assemblea dei genitori, di dirigere i lavori durante le assemblee, di presentare eventuali richieste decise dall'assemblea generale degli organi collegiali della scuola. L'assemblea dei genitori può essere convocata anche a richiesta della maggioranza del comitato dei genitori, ove sia costituito, da1/3 dei genitori. All'inizio dell'anno scolastico la prima riunione, da tenersi comunque entro il primo mese dall'inizio delle lezioni, sarà convocata dal Consiglio di Istituto. E' facoltà del Consiglio di Istituto di convocare eventuali altre riunioni dell'assemblea generale dei genitori. ART. 22 - Svolgimento coordinato delle attività degli Organi Collegiali Per consentire il fine fondamentale del buon funzionamento della scuola, con gli altri criteri operativi, ognuno degli organi collegiali, fatte salve le autonomie di competenza attribuitegli dalla legge, opererà con opportuno coordinamento della propria azione con quella degli altri organi. A tale riguardo si fissa il principio di un interscambio di informazioni sulle deliberazioni adottate e sugli indirizzi assunti e reciproca consultazione, con le modalità di volta in volta ritenute più idonee nel trattare le varie questioni prese in esame. Gli organi collegiali che più direttamente sono interessati alla formulazione di proposte relative all'attività didattica ed alla eventuale sperimentazione (consigli di classe e collegio docenti) do-vranno programmare, in relazione alle competenze loro attribuite dalla Legge, la loro attività nel tempo. Il Consiglio d'Istituto indicherà i criteri di coordinamento della attività autonoma di tutti gli altri organi entro due mesi dall'inizio dell'anno scolastico. Entro lo stesso termine il Consiglio d'Istituto deciderà per l'eventuale adattamento del calendario scolastico. Il Consiglio di Istituto prima di deliberare su questioni di particolare importanza per la scuola può decidere di consultare gli altri Organi Collegiali. 76 TITOLO V NORME GENERALI PER LE SCUOLE DELL’ISTITUTO ART. 23 – Accesso a scuola E' vietato l'ingresso, nei recinti e nei locali scolastici, di estranei non autorizzati dal Consiglio d’Istituto e/o dal Dirigente Scolastico. E’ fatto assoluto divieto di accesso nei cortili scolastici con mezzi di locomozione, fatta eccezione per i mezzi di soccorso e, in via del tutto straordinaria, eventualmente di mezzi del Comune e/o di Ditte di manutenzione, comunque previa autorizzazione del Dirigente Scolastico. Art. n. 24 – Divieto di raccolta di denaro o di beni di altra natura Non è consentito nelle scuole dell’Istituto alcuna raccolta di denaro o di beni in natura o sottoscrizioni sia tra i docenti che tra gli alunni salvo deroga concessa dal Consiglio d’Istituto. Art. n. 25 – Concessione in uso dei locali scolastici La concessione in uso di locali o spazi scolastici ad Enti e Associazioni sarà, di norma, decisa dal Consiglio d’Istituto. Nei casi di particolare urgenza la concessione è decisa dal Dirigente Scolastico. E’ consentita la concessione di locali scolastici, di norma non durante l’orario di lezione ad Enti, Associazioni o genitori che ne facciano richiesta per riunioni, iniziative di carattere sociale e culturali che escludano fini di lucro o propaganda di parte. La concessione sarà decisa dal Consiglio d’Istituto; in casi urgenti dal Dirigente Scolastico, secondo articolati e specifici criteri stabiliti dal Consiglio stesso. I richiedenti devono assicurare la pulizia dei locali e la rifusione di eventuali danni. Art. n. 26 – Pubblicità degli atti sindacali Manifesti e documenti sindacali, nonché circolari inerenti l’attività didattica e sindacale devono essere affissi nelle apposite bacheche e/o spazi allestiti presso ogni sede o plesso scolastico. In nessun caso è consentita l’affissione di manifesti o documenti di propaganda politica. I fogli informativi (o pubblicitari) rivolti ai docenti possono essere distribuiti (salvo che non si ravvisino in tali fogli violazioni alle Leggi vigenti) a margine delle attività non di insegnamento. Nulla, invece, può essere distribuito agli alunni, fuorché comunicazioni da parte dell’Amministrazione Comunale e dalle Associazioni riconosciute dal Ministero, se non ha avuto la preventiva autorizzazione del Consiglio d’Istituto e/o del Dirigente Scolastico. Le comunicazioni e gli atti relativi ai rapporti scuola-famiglia e le informazioni per i genitori riguardanti l’attività educativa ed il servizio scolastico devono essere affisse all’albo di ogni sede e/o plesso scolastico. 77 Art. n. 27 – Assegnazione dei docenti ai plessi, alle sezioni e alle classi L’assegnazione dei docenti ai plessi, alle sezioni e alle classi, nonché l’assegnazione degli ambiti disciplinari ai docenti stessi sono disposti dal Dirigente Scolastico sulla scorta dei criteri del Consiglio d’Istituto e dei pareri del Collegio dei Docenti deliberati per ogni anno scolastico, tenendo comunque presente la normativa vigente in merito alla utilizzazione delle risorse umane assegnate all’Istituto. Art. n. 28 – Formazione delle classi nella scuola dell’infanzia La formazione delle classi è dettata da principi di equità e pari opportunità. Per la formazione delle sezioni di scuola dell’infanzia si osserveranno, di norma, i seguenti criteri: evitare ogni possibile forma di discriminazione ed emarginazione socio-cultuale delle alunne e degli alunni; formazione di sezioni eterogenee a livello di sesso e di età; ripartizione adeguata di bambini diversamente abili e/o in eventuali situazioni di svantaggio/disagio; inserimento fratelli e/o gemelli nella stessa sezione su conforme parere dei genitori; valutare particolari situazioni segnalate dai genitori e/o da altre figure istituzionali; equilibrio di presenza di alunni stranieri; procedere in ultima analisi per sorteggio. Art. n. 29 – Formazione delle classi nella scuola primaria Per la formazione delle classi e delle sezioni della scuola primaria si osserveranno, di norma, i seguenti criteri: evitare ogni possibile forma di discriminazione ed emarginazione socio-cultuale delle alunne e degli alunni; garantire una ripartizione equilibrata degli alunni tra le classi; formazione delle classi prime a livello eterogeneo per sesso; ripartizione adeguata di bambini diversamente abili e/o in eventuali situazioni di svantaggio/disagio; valutare particolari situazioni segnalate dai genitori e/o da altre figure istituzionali; privilegiare le informazioni desunte dai colloqui con le insegnanti di scuola dell’infanzia e dal fascicolo personale dell’alunno; 78 equilibrio di presenza di alunni stranieri; procedere, in ultima analisi, all’assegnazione degli alunni di classe prima alle singole sezioni per sorteggio; In caso di sdoppiamento di classi si terrà conto delle indicazioni e delle proposte dei docenti dell’anno scolastico precedente ed in ultima analisi si ricorrerà al sorteggio. Art. n. 30 – Formazione delle classi nella scuola media Per garantire tali principi e continuità educativa tra i vari ordini di scuola, per la scuola media si sono definiti i seguenti criteri: formazione di classi prime in modo paritetico fra loro per numero di componenti, per presenza maschile e femminile, per inserimento di allievi con svantaggi socio-culturali e handicap; formazione di classi eterogenee al loro interno per la presenza di più nuclei di provenienza dalla scuola primaria e ripartiti in diverse fasce di abilità (rispetto della presenza di circa 4/5 alunni provenienti dalla medesima 5°). le seconde e le terze classi della scuola secondaria si costituiscono automaticamente per continuità secondo la normativa vigente; la distribuzione degli alunni ripetenti in tutti i corsi, salvo eventuali richieste motivate e documentate da parte dei genitori che intendono inserire i propri figli in altri corsi rispetto a quello precedentemente assegnato, nel rispetto delle esigenze didattiche. l’agevolazione del passaggio solo su richiesta motivata e precisa dei genitori da una classe ad un’altra e su autorizzazione del Dirigente Scolastico. ART. 31 - Accesso, permanenza ed uscita dalla scuola Il personale docente è incaricato della vigilanza degli alunni all'entrata a scuola, durante la permanenza nella stessa e all'uscita. Nei modi opportuni e secondo i criteri stabiliti dal Consiglio di Istituto, esso è coadiuvato dal personale collaboratore scolastico. E' vietato l'accesso nell'atrio interno alla scuola prima del suono della campana. Nessun accompagnatore (genitore o chi ne fa le veci) può entrare senza autorizzazione. L'ingresso a scuola degli insegnanti avviene 5 minuti prima del suono della campana. Durante i cambi d'ora gli alunni attenderanno in classe e non dovranno uscire dalle aule per nessun motivo, se non con il permesso dell'insegnante uscente o entrante. Durante i trasferimenti in palestra o in aule speciali o laboratori gli alunni devono essere accompagnati dall’insegnante e riaccompagnati in classe. 79 Per quanto concerne i cambi d'ora ordinari gli insegnanti provvederanno con la massima celerità ad effettuare il cambio d'aula, cercando di ridurre al minimo inevitabili momenti di non sorveglianza delle classi. Durante le ore di lezione, in caso di necessità, si lascerà uscire un solo ragazzo per volta; si cercherà tuttavia di limitare tali uscite nel corso della prima ora di lezione o dell'ora successiva all'intervallo. Gli alunni che per necessità devono recarsi in segreteria o presso la sala insegnanti dovranno essere accompagnati dal personale ausiliario. ART. 32 - Uscite degli allievi dalla scuola per cause eccezionali o scioperi Sostanziali o duraturi cambiamenti di orario delle lezioni devono essere comunicati ai genitori con avviso scritto, che deve essere restituito firmato per presa visione. In vista di possibili assemblee indette dalle OO. SS. e in occasione di sciopero, il Dirigente Scolastico valuterà, sulla base della comunicazione volontaria del personale di adesione, l’entità della eventuale sospensione, riduzione e riorganizzazione del servizio scolastico nel pieno rispetto dei diritti costituzionalmente, legislativamente e contrattualmente previsti e garantiti per il personale della scuola. Nel contempo al fine di garantire ai fruitori il servizio indispensabile dell’istruzione, il Dirigente Scolastico comunicherà alle famiglie, almeno cinque giorni prima, le prevedibili modalità di funzionamento del servizio, compresa l’eventuale sospensione dell’attività didattica. In caso di circostanze eccezionali (telefonate anonime di presenza all'interno dell'edificio di bombe, ecc.) il Dirigente Scolastico ne dà immediatamente comunicazione agli organi di Pubblica Sicurezza e adotta tutti i provvedimenti necessari atti a garantire la sicurezza degli allievi. Pertanto può far uscire gli alunni dall'edificio scolastico senza preavviso alle famiglie, permanendo la vigilanza dei docenti. In caso di calamità naturali si fa riferimento alle norme di sicurezza previste dalla Legge e al piano di evacuazione predisposto dalla scuola. Art. n. 33 – Visite guidate e viaggi d’istruzione Per la programmazione e l’effettuazione delle visite guidate e dei viaggi di istruzione sono fissati i seguenti criteri: 1. spostamenti a breve raggio, in orario scolastico, effettuate a piedi - vengono autorizzati con l’approvazione del presente documento per l’intero anno scolastico. - Gli insegnanti proponenti dovranno: - acquisire autorizzazione scritta dei genitori degli alunni da valere per l’intero anno scolastico; 80 - comunicare, con congruo anticipo, la data di effettuazione dell’uscita al Dirigente Scolastico o a una figura indicata all’inizio di ogni anno scolastico in seno al Collegio dei docenti. - garantire personalmente la congruenza delle iniziative con gli obiettivi della programmazione educativo - didattica; - valutare l’esistenza delle condizioni di sicurezza nei luoghi delle visite; - accertare preventivamente le condizioni di agibilità in caso di visita e permanenza in edifici chiusi. 2. spostamenti, in orario scolastico, all’interno del territorio comunale e/o dei comuni limitrofi, con l’utilizzazione degli scuolabus comunali: - il Dirigente Scolastico è delegato ad autorizzare le varie proposte; - gli insegnati proponenti dovranno compilare, in duplice copia, l’apposito modulo predisposto dall’Istituto, che renderà operativa l’autorizzazione mediante l’apposizione della dicitura “Visto: si autorizza”, del timbro ufficiale e della firma del Dirigente Scolastico (una copia del modulo sarà trattenuta agli atti dell’Istituto, mentre l’altra sarà restituita agli insegnanti proponenti per dimostrare durante il viaggio la natura e la regolarità dell’iniziativa e per essere poi allegata all’Agenda della programmazione didattica). - Gli insegnanti sono tenuti ad acquisire autorizzazione scritta dei genitori degli alunni per ogni singola iniziativa. 3. spostamenti che si prolungano oltre il normale orario scolastico e/o oltre i limiti territoriali sopra indicati Le visite guidate e i viaggi di istruzione, perché abbiano dignità formativa e legittimazione incontestabile, devono: - essere inserite nella programmazione come fattore e strumento di collegamento tra l’esperienza scolastica ed una più ampia esperienza extrascolastica; - fondarsi su progetti articolati e condivisi; - rispondere a scopi culturali e relazionali; - realizzare un diretto contatto con l’ambiente, sui suoi aspetti fisici, paesaggistici, umani, culturali e produttivi; - essere momento integrante dell’attività didattica. Per conseguire i predetti obiettivi è necessario che gli alunni siano preventivamente forniti di tutti gli elementi conoscitivi e didattici, idonei a documentarli e orientarli sul contenuto del viaggio. 81 A tal proposito si suggerisce la predisposizione di materiale didattico articolato che consenta una adeguata preparazione preliminare del viaggio, fornisca le appropriate informazioni durante la visita, stimoli la rielaborazione a scuola delle esperienze vissute anche per la realizzazione di iniziative di approfondimento. I viaggi devono essere predisposti per classi intere ed è necessario per la loro effettuazione la partecipazione di almeno i 2/3 degli alunni componenti le singole classi. Gli accompagnatori devono essere almeno uno ogni quindici alunni. Il periodo di realizzazione delle predette iniziative non deve coincidere con altre attività istituzionali scolastiche (scrutini, elezioni scolastiche, ecc.); mentre si raccomanda di evitare viaggi d’istruzione negli ultimi quindici giorni di lezione, si consiglia di evitarne l’organizzazione in periodi di alta stagione e nei giorni prefestivi. Per i mezzi di trasporto dovranno essere invitate ditte che offrano serie garanzie e che ottemperino alle disposizioni previste al punto 9.5 della C.M. 253/91. Gli insegnanti proponenti predisporranno i relativi progetti entro i primi due mesi di attività scolastica, assicurando la indispensabile informazione alle famiglie degli alunni e acquisendo la prescritta autorizzazione dei genitori. Le proposte formulate dai docenti confluiscono in uno specifico piano delle visite guidate e dei viaggi di istruzione esaminato ed approvato dal Collegio dei Docenti entro il 30 ottobre di ogni anno scolastico. Il Consiglio d’Istituto esprimerà il proprio parere sul piano annuale delle visite guidate e dei viaggi di istruzione, approvato dal Collegio dei Docenti, e darà disposizioni all’Ufficio di Segreteria di predisporre gli atti per la gara finalizzata al noleggio di autobus. Il Consiglio d’Istituto, su proposta della Giunta Esecutiva, delibererà in via definitiva il servizio di trasporto alla ditta che avrà offerto le maggiori e/od opportune garanzie di serietà, sicurezza e di economicità. Nei casi di affidamento dell’organizzazione delle visite guidate e dei viaggi di istruzione ad agenzie di viaggi per la stipula dei contratti è necessario tener presente le indicazioni fornite con le note del M.I.U.R. – Dipartimento per i Servizi nel Territorio - 11 aprile 2002, prot. n. 645 e 15 luglio 2002, prot. n. 1139, utilizzando l’allegato schema di capitolato d’oneri. L’incarico agli accompagnatori sarà conferito mediante apposita comunicazione individuale. Le quote a carico degli alunni dovranno essere raccolte e versate sul Conto Corrente dell’Istituto. Tutti i pagamenti saranno effettuati dall’Istituto attraverso i normali pagamenti contabili e, di conseguenza, tutte le fatture dovranno essere intestate all’Istituto Comprensivo N. 1 Rossano. 82 TITOLO VI VIGILANZA SUGLI ALUNNI ART. 34 Agli alunni della scuola deve essere assicurato il diritto alla vigilanza ed all’assistenza. La vigilanza compete essenzialmente al personale docente che è tenuto ad essere presente nella propria aula almeno cinque minuti prima dell’inizio delle attività didattiche, ai sensi dell’art. 29, comma 5°, del CCNL- Comparto Scuola del 29.11.2007. Gli insegnanti devono svolgere opera di prevenzione al fine di evitare eventuali incidenti durante le lezioni, la ricreazione e le attività ludiche. Al termine delle attività scolastiche ogni insegnante accompagnerà la propria scolaresca fino al cancello o uscita della scuola. In particolari situazioni di necessità (ad esempio nel caso di attesa del supplente di docente assente) la vigilanza dovrà essere curata in primo luogo da altro docente o, in mancanza, dal personale non docente. Art. n. 35 - Tutela sanitaria In linea generale, ogni plesso deve essere dotato di una cassetta con materiale di pronto soccorso costantemente rifornita e controllata. In caso di malore improvviso o di infortunio degli alunni durante l'orario delle lezioni, la scuola adotterà i seguenti provvedimenti: 1) allertare immediatamente i genitori nel minor tempo possibile e con qualsiasi mezzo o persona a disposizione; 2) nel caso in cui si tratti di un incidente o malessere che, agli occhi del responsabile, appaia come una patologia che non metta in pericolo di vita l’alunno, la scuola si premurerà di prestare i soccorsi iniziali in attesa dell’arrivo dei genitori; 3) in qualsiasi altra circostanza, sarà allertato il servizio SUEM 118. Nell’eventualità in cui i sanitari decidano di ospedalizzare l’alunno, e nel caso in cui i genitori non fossero ancora giunti a scuola, la stessa provvederà a far accompagnare l’alunno da un adulto dipendente della scuola. Art. n. 35 – Orario delle lezioni, dell’intervallo e criteri di uscita L'orario di inizio e di fine delle lezioni e l'intervallo sono stabiliti dal Consiglio di Istituto all'inizio di ogni anno scolastico. L'ingresso degli alunni nei locali scolastici avviene nei cinque minuti antecedenti l'inizio delle lezioni e l'uscita degli alunni è concordata nei modi e nella forma stabilita da ciascun plesso. 83 Art. n. 35.1 – Orario delle lezioni e criteri di uscita nell’Infanzia L’orario scolastico della scuola dell’Infanzia è riportato nella seguente tabella: ORARIO SCOLASTICO SCUOLA DELL’INFANZIA A.S. 2012/13 PLESSI ORARIO ANTIMERIDIANO ORARIO POMERIDIANO COMPRESENZA G. RIZZO 8:00 – 13:00 11:00 – 16:00 11:00 – 13:00 V. BORGHESIA 8:15 - 13:15 11:15 – 16:15 11:15 – 13:15 S. BARTOLOMEO 8:00 – 13:00 11:30 – 16:30 11:30 – 13:00 FRASSO 8:00 – 13:00 11:00 – 16:00 11:00 – 13:00 AMICA 8:00 – 13:00 11:15 – 16:15 11:15 – 13:10 NUBRICA 8:00 – 13:00 11:15 – 16:15 11:15 – 13:10 Durante la mensa scolastica gli alunni usufruiscono della sorveglianza e della vigilanza dei docenti interessati. Il momento della mensa scolastica deve essere considerato anche come occasione per favorire l’educazione alimentare. È fatto divieto agli alunni correre lungo i corridoi o lo spazio dei vari piani dei plessi. L’utilizzazione del cortile o di eventuali spazi attrezzati avviene per attività organizzata. Durante l’utilizzazione dei predetti spazi, ciascun docente ha cura della propria scolaresca. Al termine delle lezioni l'uscita degli alunni avverrà in modo ordinato e con la vigilanza del personale docente di turno, secondo le modalità concordate e deliberate dal Collegio Docenti. 84 Art. n. 35.2 – Orario delle lezioni, dell’intervallo e criteri di uscita nella Primaria L’orario scolastico della scuola Primaria è riportato nella seguente tabella: ORARIO SCOLASTICO SCUOLA PRIMARIA A.S. 2012/13 PLESSI ORARIO D’INGRESSO ORARIO D’USCITA INTERVALLO PRANZO DOPOMENSA G. RIZZO (ROSSANO CENTRO) A TEMPO NORMALE S. DOMENICO (ROSSANO CENTRO) A TEMPO NORMALE VIA MARGHERITA (ROSSANO SCALO) A TEMPO NORMALE SANTA CHIARA (ROSSANO CENTRO) A TEMPO PIENO FRASSO (ROSSANO SCALO) A TEMPO PIENO NUBRICA (ROSSANO SCALO) A TEMPO PIENO 8:15 13:15 10:15 – 10:30 8:15 13:15 10:15 – 10:30 8:15 13:15 10:15 – 10:30 8:30 16:30 10:30 – 10:45 12:30 – 13:30 13:30 – 14:00 8:30 16:30 10:30 – 10:45 13:00 – 14:00 14:00 – 14:30 8:30 16:30 10:30 – 10:45 13:00 – 14:00 14:00 – 14:30 PETRA (ROSSANO SCALO) A TEMPO PIENO 8:30 16:30 10:30 – 10:45 12:30-13:25* 13:25-14:00 14:30 – 15:00 13:30 – 14:30* (due turni) Al termine della seconda ora di lezione e/o attività quotidiana, agli alunni è assicurato un momento di intervallo di 15 minuti. Agli alunni del turno pomeridiano della primaria è assicurato, altresì, un intervallo di 10 minuti, da stabilirsi concordemente tra i docenti del plesso, e comunque in orario coincidente. Per ciò che riguarda la mensa scolastica, l’utilizzazione del cortile o di eventuali spazi attrezzati, si fa riferimento all’Art. 35.2. Al termine delle lezioni l'uscita degli alunni avverrà in modo ordinato in ordine di prima, seconda, terza, quarta e quinta elementare; gli alunni si disporranno in fila per due e saranno accompagnati dal docente. 85 ART. 35.3 - Orario delle lezioni, dell’intervallo e criteri di uscita nella scuola media L’orario scolastico della scuola Media è riportato nella seguente tabella: ORARIO SCOLASTICO ANTIMERIDIANO SCUOLA MEDIA A.S. 2012/13 PLESSI DA VINCI AMICA ORARIO D’INGRESSO 8:25 INIZIO LEZIONI 8:30 8:10 INIZIO LEZIONI 8:15 ORARIO D’USCITA 13:30 INTERVALLO 10:25 – 10:35 13:15 11:05 – 11:15 Durante l'intervallo gli alunni possono conversare e consumare la merenda nell'ambito delle proprie aule. È vietato recarsi al bagno, sostare nei corridoi e passare da un piano all'altro, come pure intraprendere giochi pericolosi. È vietato altresì recarsi al bagno alla prima ed all’ultima ora di lezione. La vigilanza durante l'intervallo è assicurata dai docenti presenti nell'ora precedente. I collaboratori scolastici sono tenuti anch’essi a vigilare gli alunni. In linea generale, è buona norma che si conceda l’utilizzo dei servizi igienici ad un solo allievo per volta, in caso di stretta necessità. Al termine delle lezioni l'uscita degli alunni avverrà in modo ordinato e con la vigilanza del personale docente di turno, secondo le modalità concordate e deliberate dal Collegio Docenti. Al termine delle lezioni, al suono della campana, gli alunni escono dall’aula in fila per due in ordine di prima, seconda e infine terza media, e raggiungono l’uscita di pertinenza, accompagnati dal docente. I docenti accompagnano gli alunni in fila per due alla porta o al cancello dell’edificio e controllano che defluiscano educatamente fuori dall’area scolastica. I collaboratori scolastici controllano e verificano l’effettiva uscita degli alunni in prossimità delle porte e dei cancelli che poi provvederanno a chiudere. I genitori attendono gli alunni fuori dell’area scolastica. Nel caso in cui dovesse cambiare l’orario di uscita, la scuola si impegna ad avvertire in tempo utile le famiglie attraverso una circolare scritta e firmata dal Dirigente. Di essa sarà data lettura agli studenti dall’insegnante presente in classe, il quale avrà cura di firmare sul registro delle circolari l’avvenuta comunicazione e di controllarne la trascrizione da parte di ogni studente sul diario personale. Tale comunicazione sarà poi firmata dal genitore o da chi ne fa le veci. Nei giorni seguenti il docente coordinatore o un suo delegato controllerà la regolarità delle firme. L’alunno non in regola con quanto detto, sarà trattenuto a scuola fino al termine dell’orario normale. 86 ORARIO SCOLASTICO DI STRUMENTO MUSICALE SCUOLA MEDIA A.S. 2012/13 LUNEDÌ MARTEDÌ MERCOLEDÌ GIOVEDÌ VENERDÌ 13:30 – 17:30 13:30 – 16:30 13:30 – 17:30 13:30 – 17:30 13:30 – 16:30 PIANOFORTE PIANOFORTE PIANOFORTE PIANOFORTE PIANOFORTE CHITARRA - CHITARRA CHITARRA - VIOLONCELLO - VIOLONCELLO - - - FLAUTO FLAUTO FLAUTO - 87 TITOLO VII MODALITA' Dl COMUNICAZIONE CON STUDENTI E GENITORI ART. 36 - Uso del diario scolastico Si fissa il principio del Diario Scolastico personale come mezzo di comunicazione privilegiato tra Scuola e Famiglia, in modo che ciascun genitore o chi ne fa le veci sia coinvolto alla vita della scuola. Il Diario scolastico deve essere visionato e firmato frequentemente (anche quotidianamente) dalle famiglie degli alunni. Deve inoltre essere tenuto in modo ordinato, serio e consono alla sua funzione. Le convocazioni delle famiglie per motivi disciplinari avvengono tramite apposito modulo che la segreteria inoltrerà per posta ordinaria, raccomandata o fonogramma. ART. 37 - Rapporti con le famiglie I genitori degli alunni sono una componente essenziale nella vita della scuola, la loro attiva partecipazione si concretizza in questi precisi momenti: a) nel consiglio di classe; b) nell'assemblea di classe; e) nell'assemblea generale dei genitori di tutta la scuola; d) nel comitato genitori della scuola; e) nel consiglio di Istituto in qualità di membri e come uditori i genitori attuano il rapporto quotidiano con la scuola mediante il controllo costante del diario scolastico. In ogni caso gli insegnanti e il Dirigente Scolastico auspicano di poter avere contatti personali con i genitori, soprattutto quando si denota uno scarso profitto o un comportamento scorretto. I rapporti scuola-famiglia sono regolati nel seguente modo: - Incontri con le famiglie degli allievi frequentanti le classi V elementare nel mese di gennaio finalizzati alla conoscenza della Istituzione scolastica per permettere una consapevole scelta ed illustrare P.O.F. e Carta dei Servizi. Incontri nel periodo iniziale della scuola nei Consigli delle classi prime per illustrare le schede di valutazione dell'alunno e per illustrare la programmazione didattica. Incontri dei Consigli di classe con i genitori per illustrare la programmazione educativa sia del I quadrimestre che del II quadrimestre, la situazione della classe, le problematiche educative degli adolescenti e tutto quanto previsto dalla normativa vigente. Incontri individuali docenti-genitori sia nelle mattine secondo l'orario di ricevimento degli insegnanti che in due pomeriggi di ricevimento generale. Incontri per appuntamento nella mattinata concordati preventivamente. Incontri per distribuzione schede di valutazione. Incontri nell'ambito di progetti approvati dal Collegio Docenti. Incontri per l'orientamento scolastico e professionale finalizzato alla scelta della scuola media superiore. 88 TITOLO VIII COMPORTAMENTO ALUNNI: INFRAZIONI E SANZIONI DISCIPLINARI ART. 38 - Alunni Ogni alunno deve essere accolto come persona con un proprio patrimonio culturale già acquisito nella famiglia, nella società, nelle scuole precedenti e come portatore di un diritto-dovere: il diritto di ricevere quanto la scuola deve dare per la sua crescita personale culturale e sociale e il dovere di contribuire egli stesso a realizzare con gli altri questi scopi. ART. 39 - Autodisciplina come fondamento della vita della scuola La scuola è una comunità aperta ai valori e ai problemi sociali, che si avvale dell'impegno, dello studio e della ricerca per promuovere la formazione dell'alunno. Ciò impegna tutte le componenti della comunità scolastica (docenti, non docenti, alunni, genitori) ad una autodisciplina, che induca al rispetto delle persone e dei beni materiali di cui la scuola è dotata e generi reciproca comprensione e spirito di collaborazione. Tutta l'organizzazione della vita scolastica deve essere improntata ad una logica promozione che faccia dell'autodisciplina una conquista necessaria. A tale scopo si ritiene indispensabile la puntualità a scuola, come pure l'essere forniti di tutto il materiale scolastico ed essere preparati in tutte le materie. Per il decoro della Scuola, si ritiene altresì indispensabile il riordino dell’aula e degli armadi di classe durante la permanenza degli allievi e prima dell’uscita da Scuola. I docenti sono tenuti a vigilare in ogni momento e saranno ritenuti responsabili del comportamento degli allievi. Per ottenere ciò è necessaria la responsabile collaborazione della famiglia, la quale è tenuta all'educazione ed alla formazione dei figli (art.30 della Costituzione Italiana). Art. 40 - Sanzioni disciplinari (sanzioni contenute nel Patto di Corresponsabilità) Gli alunni della Scuola Secondaria di 1°grado che dovessero causare danni, a persone o cose, o tenere un comportamento non conforme ai principi di correttezza e di buona educazione, potranno incorrere nei seguenti provvedimenti disciplinari, in base alla gravità delle infrazioni: 1) Richiamo scritto con annotazione sul registro di classe Inadempienza ai doveri scolastici Ripetute assenze ingiustificate e arbitrarie Gravi scorrettezze verso i compagni, gli insegnanti e il personale scolastico Disturbo continuo durante le lezioni Violazioni non gravi alle norme di sicurezza L’annotazione può essere inflitta dall’Insegnante e/o dal Dirigente Scolastico. Ad essa segue l’avviso telefonico ai genitori; dopo 3 annotazioni si convoca il genitore o chi ne fa le 89 veci. In caso di infrazioni di una certa gravità, reiterate e non corrette a seguito dell’ammonizione di cui al punto precedente, ovvero quando la situazione richiede un intervento disciplinare più grave il Consiglio di Classe può irrogare la censura formale mediante lettera raccomandata. 2) Allontanamento dalla scuola da 1 a 15 giorni Per il ripetersi dei comportamenti precedenti Molestie continue nei confronti dei compagni Turpiloquio, ingiurie e offese ai compagni, agli insegnanti e al personale scolastico; Gravi offese alla religione di qualunque confessione, alla morale Danneggiamento volontario di oggetti di proprietà della scuola o di altri La sanzione è irrogata dal Consiglio di Classe. 3) Allontanamento dalla scuola superiore a 15 giorni Atti di bullismo o, in generale, atti che rappresentino un pericolo per l’incolumità delle persone Per il continuo ripetersi dei comportamenti precedenti, ai sensi dell’art. 7 D.P.R. n.249/1998 Reati che violino la dignità e il rispetto della persona umana La sanzione è irrogata dal Consiglio d’Istituto. 4) Allontanamento dalla scuola fino al termine dell’anno scolastico con esclusione dallo Scrutinio finale o la non ammissione all’Esame di Stato conclusivo del corso di studi Situazioni di recidiva nei casi di cui al punto 3 Atti di tale gravità per cui risulta impossibile il reinserimento responsabile e tempestivo nella comunità durante l’anno scolastico La sanzione è deliberata dal Consiglio d’Istituto e resa esecutiva dal Dirigente Scolastico. Nel caso di danni provocati alla struttura scolastica, all’arredamento o per atti di teppismo condotti all’interno della scuola, oltre all’allontanamento dalla frequenza delle lezioni fino a 15 giorni, sarà addebitato ai genitori il risarcimento dei danni. Se non è possibile accertare l’autore del danno la spesa sarà divisa all’interno della classe, del corso o della sede, a seconda della tipologia del danno. In alternativa, si richiederà, con il consenso dei genitori e sotto il controllo degli insegnanti, il ripristino, da parte degli alunni responsabili, degli ambienti danneggiati (lavori di tinteggiatura, pulizia degli ambienti ecc…). Speciali sanzioni decise dal Consiglio di Classe possono riguardare la sospensione dalle lezioni con obbligo di presenza a scuola in altre mansioni concordate (collaborazione a servizi della scuola, sistemazione e cura degli ambienti, ecc..). La Scuola accoglie la Direttiva Ministeriale n. 16 del 5 febbraio 2007, che ha per oggetto le linee di indirizzo generali e le azioni a livello nazionali per la prevenzione e la lotta al bullismo. 90 ART. 41 – Procedura in caso di reclami: Organo di Garanzia Contro le sanzioni disciplinari è ammesso ricorso da parte delle famiglie entro 15 giorni dalla comunicazione della loro irrogazione a un apposito organo di garanzia, interno alla scuola, costituito da due docenti, che si identificano nei docenti collaboratori del Dirigente Scolastico, da due genitori, che si identificano nel Presidente e nel Vicepresidente del Consiglio d'Istituto e in un rappresentante del personale ATA che si identifica nel membro eletto in seno al Consiglio d'Istituto. L'organo di garanzia, che dura in carica tre anni, decide su richiesta dei genitori o di chiunque vi abbia interesse anche su conflitti che sorgano all'interno della scuola in merito all'applicazione del presente regolamento. Questo regolamento di disciplina, che è parte integrante del regolamento d'Istituto, è adottato o modificato sentito il parere del Consiglio d'Istituto. 91 TITOLO IX USO DI SPAZI – BIBLIOTECHE - LABORATORI – PALESTRA - AUDITORIUM ART. 42 - Biblioteche. Le biblioteche scolastiche sono a disposizione degli insegnanti, degli alunni dell’Istituto e dei loro genitori. Nella scuola è istituita una biblioteca centrale disciplinata da un regolamento d’uso. Il responsabile della biblioteca è tenuto a segnalare tutti i movimenti dei testi su un apposito registro, e redigere uno schedario aggiornato delle opere in dotazione. La biblioteca centrale si divide in due sezioni: una per il materiale destinato all'aggiornamento professionale e culturale dei docenti, l'altra per gli alunni (l'utilizzo è previsto nell'ambito della mattinata). La biblioteca della scuola deve essere specializzata e, nelle sue dotazioni, si dovrà tenere conto degli analoghi servizi culturali esistenti nella città e nella Circoscrizione, così da conseguire la migliore utilizzazione dei fondi disponibili. Per un efficace controllo del materiale sono previsti, a fine anno scolastico, inventari da parte di docenti responsabili. Le delibere sugli acquisti e sulle norme particolareggiate regolanti il funzionamento della biblioteca, competono in ogni caso al Consiglio di Istituto. ART. 43 – Laboratori, palestra e altri spazi. Per quanto riguarda l'uso e l'accesso ai laboratori e alle aule speciali si veda l’art.31. ART. 44 - Conservazione delle strutture e delle dotazioni. I referenti di plesso sono preposti alla cura, conservazione e distribuzione dei sussidi didattici e del materiale e delle attrezzature in dotazione alla scuola. Ogni laboratorio ha un responsabile eletto dal Collegio Docenti all'inizio dell'anno. Gli utenti devono operare in modo da mantenere integro il materiale in dotazione. Nell'eventualità di un danno ritenuto doloso e di una certa entità a strutture e dotazioni si provvederà alla richiesta di risarcimento nei confronti degli alunni responsabili. In caso di non accertamento delle responsabilità individuali si valuterà l'ipotesi di un contributo da parte dell'intero gruppo. La scelta di nuove attrezzature e sussidi e di nuovi libri per la biblioteca è effettuata dal Consiglio d’Istituto su proposta del Collegio Docenti. 92 TITOLO X REGOLAMENTI INTERNI ART. 45 - Regolamento Docenti 1. Il personale docente in servizio alla prima ora antimeridiana e pomeridiana di lezione deve trovarsi in classe cinque minuti prima che comincino le lezioni. I docenti aspetteranno gli alunni in aula o in uno spazio apposito, concordato a livello di plesso, per favorire l’accoglienza ed assicurare la vigilanza. Al termine delle lezioni le classi usciranno accompagnate dagli insegnanti fino all’uscita. 2. L’insegnante non può abbandonare la classe in orario di lezione. In caso di necessità deve prima affidarla a un collega in compresenza o al collaboratore scolastico in servizio, per la sorveglianza. In caso di malore o assenza improvvisa dell’insegnante, il responsabile di plesso affida la scolaresca all’insegnante in compresenza all’interno del plesso ed, eventualmente, procede allo smistamento degli alunni nelle varie classi preferibilmente del ciclo di appartenenza. 3. Gli spostamenti delle classi o gruppi dalle aule ai laboratori e viceversa si effettueranno in modo ordinato e corretto, con la vigilanza dell’insegnante, che risponde del comportamento disciplinare dei propri alunni. 4. L’insegnante accetta l’alunno in ritardo riservandosi di avvertire la famiglia di volta in volta e l’Istituto se i ritardi dovessero ripetersi. Gli alunni che si assentano da scuola per le lezioni, all'atto della riammissione, devono produrre all'insegnante giustificazione scritta e firmata da un genitore. Nel caso di assenza di più giorni causata da motivi strettamente familiari, l’alunno dovrà presentarsi accompagnato da un genitore o da un parente facente ufficialmente le veci. 5. Compito specifico degli insegnanti nel servizio di refezione scolastica è di organizzare le attività prima e dopo il pasto, garantire l’assistenza e la sorveglianza dei bambini durante la ristorazione, controllando che la consumazione dei pasti avvenga in forma corretta e ordinata e prestando attenzione ai bambini con particolari difficoltà. 6. Gli insegnanti sono tenuti ad attenersi al menù predisposto per gli alunni. 7. L’insegnante è tenuto a preavvisare in modo utile il plesso d’appartenenza quando, per legittimo impedimento, non possa trovarsi sul luogo di lavoro in orario. L’eventuale ritardo deve essere giustificato quindi direttamente al Dirigente Scolastico. 8. L’assenza per malattia, salva l’ipotesi di comprovato impedimento, deve essere comunicata tempestivamente telefonando in segreteria, dalle ore 7,30 alle ore 8,00 del giorno in cui essa si verifica, anche nel caso di eventuale prosecuzione di tale assenza. L’insegnante presenterà nei tempi brevi la formale comunicazione secondo il modello predisposto dalla scuola. Secondo la vigente normativa la certificazione attestante lo stato di malattia deve essere trasmessa online dal medico di famiglia; nel caso di eventuale certificazione cartacea rilasciata dal medico e/o struttura pubblica e/o privata, il personale docente è tenuto all’immediato inoltro della predetta 93 certificazione all’Ufficio di Segreteria dell’Istituto. I docenti sono tenuti ad avvertire dell’assenza anche il plesso d’appartenenza. Nelle scuole a tempo pieno e nelle scuole dell’infanzia, al fine di garantire la presenza del docente di classe e/o di sezione all’inizio delle lezioni, qualora si assenti l’insegnante del turno antimeridiano, l’insegnante del turno pomeridiano è tenuto a prestare il proprio servizio in orario antimeridiano. 9. I vari permessi retribuiti debitamente documentati, anche al rientro, od autocertificati in base alle leggi vigenti, vanno richiesti secondo il modello predisposto dalla scuola. La richiesta di permesso breve deve essere motivata ed autorizzata dal Dirigente Scolastico. 10. Ai docenti è fatto divieto di fumare in tutti i locali dell’edificio scolastico. 11. Ai docenti è fatto divieto di utilizzare il cellulare personale durante le attività didattiche, salvo casi eccezionali o di particolare urgenza. ART. 46 - Regolamento Alunni 1. L’ingresso degli alunni nei locali scolastici avviene nei cinque minuti antecedenti l’inizio delle lezioni. I ritardi devono verificarsi solo nei casi di natura straordinaria; gli alunni ritardatari dovranno essere accompagnati all’interno dei locali scolastici dai genitori o da adulti delegati per giustificare il ritardo. 2. Per l’uscita, cinque minuti prima del termine delle lezioni, gli alunni sono invitati a prepararsi. Al termine dell’orario giornaliero delle lezioni, gli alunni vengono accompagnati ordinatamente dai docenti fino all’uscita della scuola e/o al cancello del cortile, secondo l’ordine e le modalità stabilite a livello di plesso. E’ fatto assoluto divieto ai genitori affollarsi ai cancelli e agli ingressi delle scuole al fine di garantire ordine, tranquillità e sicurezza. 3. L’insegnante accetta l’alunno in ritardo riservandosi di avvertire la famiglia di volta in volta e la Dirigenza se i ritardi dovessero ripetersi. 4. Ogni assenza degli alunni dalle lezioni deve essere giustificata per iscritto dai genitori. Nel caso di assenza di più giorni causata da motivi strettamente familiari, l’alunno dovrà presentarsi accompagnato da un genitore o da un parente facente ufficialmente le veci. 5. Oltre cinque giorni di assenza per malattia dovrà essere esibita la certificazione medica. 6. Durante le lezioni non si possono dimettere dalla scuola gli alunni per i quali non sia stata presentata richiesta scritta e motivata. La richiesta non sarà comunque accolta se l’alunno non sarà prelevato da un genitore o da una persona espressamente indicata nella richiesta presentata, che è tenuta a firmare apposita dichiarazione. 7. In caso di malore improvviso o di infortunio, si rimanda a quanto disposto dall’Art. 35. 8. Ogni singolo infortunio deve essere immediatamente segnalato al Dirigente Scolastico a mezzo di specifica relazione scritta nella quale l’insegnante dovrà precisare plesso, classe, sezione, cognome – nome luogo e data di nascita dell’alunno, luogo e modalità dell’accaduto, eventuali 94 testimoni, danno fisico e materiale riportato, modalità di informazione assicurata alla famiglia, eventuale intervento della famiglia, tipo di soccorso effettuato a scuola, eventuale intervento di personale sanitario e/o di struttura di pronto soccorso ospedaliero, allegando copia della certificazione medica in possesso dei genitori (si evidenzia che di norma ai fini del risarcimento di eventuali danni le Assicurazioni richiedono la esibizione di certificato rilasciato dal Pronto Soccorso Ospedaliero). 9. Chi procura danno a cose, materiali, ambiente è tenuto al risarcimento della spesa sostenuta dalla scuola, in base a quanto disposto dal Patto di corresponsabilità. 10. Gli alunni della scuola dell’infanzia dell’Istituto devono presentarsi a scuola indossando il grembiule: rosa per le bambine; celeste per i bambini. 11. Gli alunni della scuola primaria dell’Istituto devono presentarsi a scuola indossando il grembiule blu. 11. E’ vietato l’uso del telefono cellulare e di altri dispositivi elettronici all’interno dei locali scolastici. Si chiede, quindi, agli alunni di non portare telefono cellulare e/o dispositivi elettronici a scuola. Alle famiglie si chiede la massima collaborazione per il rispetto del divieto. Per le sanzioni si richiama l’Art. 40. 12. I collaboratori scolastici esercitano nella scuola, oltre ai propri compiti previsti dal contratto, un’attività di vigilanza e di controllo finalizzata al miglior funzionamento della scuola. Pertanto è doveroso da parte degli alunni ascoltare gli opportuni richiami e comportarsi nei loro riguardi con il dovuto rispetto. 13. Di norma alle riunioni degli Organi Collegiali, agli incontri dei Genitori-Insegnanti, alle assemblee non devono in genere, essere presenti gli allievi. I genitori che in tali riunioni si presentano accompagnati dai figli, ne saranno personalmente responsabili e dovranno assicurare la sorveglianza, evitando di lasciarli incustoditi nei corridoi e nei cortili della scuola. La scuola, di conseguenza, si ritiene esonerata da qualsiasi responsabilità per eventuali infortuni. Art. 47 - Regolamento Personale ATA 1. Tutto il personale ATA è tenuto a rispettare scrupolosamente l’orario di servizio, nonché ad assolvere ai compiti e mansioni assegnate. 2. Le mansioni, nell’ambito della pulizia e della custodia degli ambienti scolastici, sono assegnate a ciascun collaboratore scolastico dal DSGA. 3. I collaboratori scolastici sono responsabili delle entrate e delle uscite dai locali scolastici, curando al termine delle attività la necessaria chiusura. 4. I collaboratori scolastici sono tenuti alla continua sorveglianza per evitare l’ingresso di estranei e/o persone non autorizzate. 95 5. I collaboratori scolastici sono tenuti alla continua sorveglianza nei corridoi della scuola al fine di evitare infortuni agli alunni e/o danni alla struttura ed agli arredi. 6. I collaboratori scolastici sono tenuti alla continua sorveglianza degli impianti igienici sia a livello di pulizia sia a livello di funzionalità 7. Il personale ATA è tenuto a rispettare il divieto di fumo in tutti i locali di pertinenza dell’Istituto. Art. 48 - Regolamento sul divieto di fumo L’Istituto Comprensivo N. 1 Rossano, con il presente Regolamento s’impegna a far rispettare il divieto di fumo stabilito dalle norme vigenti (Legge 11 Novembre 1975 n. 584 e successive modifiche, Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri 14 Dicembre 1995, Legge 16 Gennaio 2003 n. 3, D.P.C.M. 23 dicembre 2003, Decreto Ministero della Salute – Circolare 17 dicembre 2004, Atto di Intesa Stato – Regioni del 16 dicembre 2004). Il presente Regolamento viene emanato per garantire il diritto primario alla tutela della salute degli alunni, del personale e di tutti gli utenti della scuola, sancito in generale dall’art. 137 del Trattato di Nizza, dall’art. 32 della Costituzione, e dal Decreto Legislativo 19 settembre 1994 n. 626 e successive modifiche. L’Istituto Comprensivo N. 1 Rossano, inoltre, si avvale della facoltà concessa dall’art. 3, lettera d), D.P.C.M. 14 dicembre 1995, in base al quale “resta salva l’autonomia regolamentare e disciplinare delle amministrazioni e degli enti in ordine all’eventuale estensione del divieto a luoghi diversi da quelli contemplati dalla legge 11 Novembre 1975, n. 584, con gli strumenti e gli effetti propri dei rispettivi ordinamenti”. Art. 49 - Rapporti con la Prefettura La materia in oggetto è sottoposta alla vigilanza della Prefettura di Cosenza con la quale l’Istituto Comprensivo N. 1 Rossano instaurerà rapporti di costante informazione. Art. 50 - Norma finale Per quanto non espressamente previsto nel presente Regolamento è fatto rinvio alle disposizioni di legge vigenti. Art. n. 51 - Modifiche al regolamento Il Regolamento d’Istituto potrà essere ampliato o modificato con deliberazione del Consiglio d’Istituto, a maggioranza assoluta degli eletti nel Consiglio stesso. 96 ALLEGATO I Regolamento sul divieto di fumo A.S. 2012/13 Art. 1 - Regolamento sul divieto di fumo L’Istituto Comprensivo N. 1 Rossano, con il presente Regolamento s’impegna a far rispettare il divieto di fumo stabilito dalle norme vigenti (Legge 11 Novembre 1975 n. 584 e successive modifiche, Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri 14 Dicembre 1995, Legge 16 Gennaio 2003 n. 3, D.P.C.M. 23 dicembre 2003, Decreto Ministero della Salute – Circolare 17 dicembre 2004, Atto di Intesa Stato – Regioni del 16 dicembre 2004). Il presente Regolamento viene emanato per garantire il diritto primario alla tutela della salute degli alunni, del personale e di tutti gli utenti della scuola, sancito in generale dall’art. 137 del Trattato di Nizza, dall’art. 32 della Costituzione, e dal Decreto Legislativo 19 settembre 1994 n. 626 e successive modifiche. L’Istituto Comprensivo N. 1 Rossano, inoltre, si avvale della facoltà concessa dall’art. 3, lettera d), D.P.C.M. 14 dicembre 1995, in base al quale “resta salva l’autonomia regolamentare e disciplinare delle amministrazioni e degli enti in ordine all’eventuale estensione del divieto a luoghi diversi da quelli contemplati dalla legge 11 Novembre 1975, n. 584, con gli strumenti e gli effetti propri dei rispettivi ordinamenti”. Art. 2 - Locali soggetti al divieto di fumo E’ stabilito il divieto assoluto di fumo a) nelle seguenti sedi: Uffici dell’Istituto Scuola dell’Infanzia “Amica” Scuola Primaria “ Nubrica” Scuola dell’Infanzia “Frasso” Scuola Primaria “Frasso” Scuola dell’Infanzia “Via Margherita” Scuola Primaria “Via Margherita” Scuola dell’Infanzia “Santa Chiara” Scuola Primaria “G. Rizzo” Scuola dell’Infanzia “G. Rizzo” Scuola Primaria “San Domenico” Scuola dell’Infanzia “Via Borghesia” Scuola Primaria “Santa Chiara” Scuola Secondaria di primo grado “Da Vinci” Scuola Primaria “Petra “ Scuola Secondaria di primo grado “Amica” 97 b) nei seguenti locali: - ingressi, atri, aule, corridoi, segreteria, direzione, biblioteca, laboratori, sale riunioni, cucina, palestra, bagni, ripostigli; - uffici aperti al pubblico, ovvero quelli nei quali la generalità degli amministrati e degli utenti accede, senza formalità e senza bisogno di particolari permessi negli orari stabiliti; - uffici o locali ove si realizzi una permanenza, anche breve, degli utenti per l’utilizzazione di un servizio ivi reso. Nei locali di cui al presente articolo sono apposti cartelli con l’indicazione del divieto di fumo, della relativa norma, delle sanzioni applicabili, nonché l’indicazione dei preposti cui spetta vigilare nella struttura. Art. 3 - Soggetti preposti al controllo dell’applicazione del divieto L’allegato A del presente Regolamento è il modello utilizzato per la nomina dei responsabili preposti all’applicazione del divieto di fumo, in attuazione dell’art. 4, comma 1, lettera b) del D.P.C.M. 14/12/1995. Gli incarichi sono attribuiti al personale operativamente più presente ed a contatto col pubblico nelle varie articolazioni delle strutture. E’ compito dei responsabili: - Vigilare sull’osservanza del divieto, procedere alla contestazione delle infrazioni e verbalizzarle. - Utilizzare gli appositi moduli di verbalizzazione (Allegato B). Presupposto dell’accertata violazione è una corretta apposizione dei cartelli informativi (Allegato C), da collocarsi in posizione ben visibile e nei luoghi a maggiore concentrazione di soggetti. Il Dirigente scolastico individua con proprio provvedimento i preposti di cui sopra. In presenza di eventuali difficoltà nell’applicazione delle norme antifumo, i Responsabili possono chiedere la collaborazione del Nucleo Antisofisticazioni Sanità dei Carabinieri. Le disposizioni di legge e del presente Regolamento devono essere altresì attuate dai soggetti che utilizzano, a qualunque titolo, gli immobili di proprietà e/o in uso per le attività istituzionali della scuola. Art. 4 – Sanzioni Così come stabilito dalla Legge n. 484/1975, Legge n. 3 /2003 art. 51, Legge n 448/2001 art. 52 comma 20, Legge 311/2004 art 1 – c. 189 e 191, D.P.C.M 14.12.1995, Atto di Intesa Stato-Regioni del 21.12.1995 – del 24.07.2003 e del 16.12.2004, nonché come stabilito dal D.Lgs 626/1994 artt. 5. 60-72 ter decises e 93, i trasgressori sono soggetti alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 27,50 a € 275,00. La misura della sanzione è raddoppiata qualora la violazione 98 sia commessa in presenza di una donna in evidente stato di gravidanza o in presenza di lattanti o bambini fino a dodici anni. Coloro che, pur essendo preposti al controllo dell’applicazione del presente regolamento, non fanno rispettare le singole disposizioni, sono soggetti alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 200,00 a € 2.000,00. La misura della sanzione è raddoppiata qualora la violazione sia commessa in presenza di una donna in evidente stato di gravidanza o in presenza di lattanti o bambini fino a dodici anni. I dipendenti del 1° Istituto Comprensivo di Rossano che non osservino il divieto nei locali dove è vietato fumare possono essere sottoposti a procedimento disciplinare, secondo quanto previsto dalle vigenti disposizioni. Art. 5 - Procedura di accertamento Nei casi di violazione del divieto, i soggetti di cui all’art. 3 procedono all’accertamento della violazione ed alla redazione in triplice copia del relativo verbale in base al modello allegato B. La compilazione del verbale va previamente preceduta dalla numerazione progressiva e dalla personalizzazione con il timbro della struttura. I responsabili preposti all’applicazione del divieto, ove non ricevano riscontro dell’avvenuto pagamento in misura ridotta da parte del trasgressore entro 60 giorni dalla contestazione immediata o dalla notificazione, hanno l’obbligo di fare rapporto, con le prove delle eseguite contestazioni o notificazioni, alla Prefettura di Cosenza, così come previsto dall’art. 17 della L. 689/1991. Una copia del rapporto va consegnata al Dirigente Scolastico dell’Istituto. I soggetti di cui all’art. 3, ultimo comma, procedono in maniera autonoma all’accertamento della violazione ed alla redazione del relativo verbale. Art. 6 - Rapporti con la Prefettura La materia in oggetto è sottoposta alla vigilanza della Prefettura di Cosenza con la quale l’Istituto Comprensivo N. 1 Rossano instaurerà rapporti di costante informazione. Art. 7 - Norma finale Per quanto non espressamente previsto nel presente Regolamento è fatto rinvio alle disposizioni di legge vigenti. 99 ALLEGATO A Al Signor _________________________________ _________________________________ e p.c. Alla Prefettura di Cosenza Oggetto: Designazione del funzionario addetto alla vigilanza sul divieto di fumo A seguito di delibera del Consiglio d’Istituto avvenuta nella seduta del …………… , nomino la S.V. vigilante sull’osservanza del divieto del fumo in tutti i locali interno dell’edificio scolastico. La Segreteria le fornirà il modello del “ verbale di accertamento” e il regolamento ( Direttiva Presidenza Consiglio dei Ministri 14/12/1995 legge 11/11/1995, n. 584). Qualsiasi suggerimento migliorativo per attuare il rispetto della normativa vigente, sarà tenuto in debita considera zio IL DIRIGENTE SCOLASTICO ______________________________ 100 ALLEGATO B PROCESSO VERBALE D’ ACCERTAMENTO D’ILLECITO AMMINISTRATIVO Verbale n.______________ L’anno__________ il giorno ________ del mese di ______________ alle ore ______________il sottoscritto _____________________________incaricato dal dirigente scolastico del 1° Istituto Comprensivo di Rossano (CS) all’espletamento dei compiti previsti dal Regolamento sul divieto di fumo nei locali dell’Istituto Comprensivo di Rossano (CS) ha accertato che il Sig./ra __________________________________, nato/a il ______________a __________________ e residente a _________________________in Via _______________________________________ ha violato le disposizioni relative al divieto di fumo della legge 16 gennaio 2003, n. 3 art. 51 in quanto fumava nei locali della scuola e precisamente____________________________________________________________ ________. Il trasgressore ha chiesto che sia inserita nel processo verbale la seguente dichiarazione: ________________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________________ Il trasgressore ___________________ Il verbalizzante _____________________ NOTIFICA L’anno _______ il giorno ________del mese di ________________ alle ore __________ il sottoscritto ________________________________________ ha notificato il presente 101 ALLEGATO B verbale al Sig./ra _______________________________________, mediante consegna di copia della presente in proprie mani. Il trasgressore ___________________ Il verbalizzante _____________________ SANZIONE E MODALITA’ DI PAGAMENTO. Sanzione amministrativa da euro 27.5 a euro 275. Sanzione applicata €____________________ La sanzione è raddoppiata in caso di violazione commessa in presenza di una donna in evidente stato di gravidanza o di lattanti o bambini fino a 12 anni. A norma dell’art. 16 della legge 20 novembre 1981, n. 689 è ammesso, tra il 16° ed il 60° giorno, dalla contestazione immediata o, se questa non vi è stata, dalla notificazione degli estremi della violazione, il pagamento di una somma pari alla terza parte del massimo della sanzione prevista o al doppio della sanzione minima se più conveniente, per la violazione commessa. Il pagamento delle sanzioni può essere effettuato: In banca o presso gli uffici postali, utilizzando il modello F23, codice tributo 131T. Dell’avvenuto pagamento dovrà essere data comunicazione al 1° Circolo di Rossano (CS), inviando copia anche via fax (0983520025)), della ricevuta di pagamento, per evitare l’inoltro alla Prefettura di Frosinone del rapporto mancato pagamento. Autorità competente a ricevere scritti difensivi entro 30 giorni dalla notifica: Prefetto 102 ALLEGATO C VIETATO FUMARE I Trasgressori sono soggetti alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 25 € a 500 € (Art.7 – primo comma, L.584/75, Art.52 comma 20 L.28/12/2001 n.448). Coloro cui spetta di curare l’osservanza del divieto, ove non ottemperino alle disposizioni di legge, sono soggetti al pagamento di una somma da 500 € a 1000 € (Art. 7 terzo comma – L. 584/75 e art. 52 comma 20 L. 28/12/2001 n. 448). Organi cui compete accertare le infrazioni: ufficiali ed agenti di cui all’Art.3, L. 24 Novembre 1991 n.689. Autorità cui compete sanzionare le infrazioni: Prefetto del luogo. Soggetto cui spetta vigilare sull’osservanza del divieto: Sig._______________________________ Il Dirigente Scolastico ___________________________ 103