ISTITUTO COMPRENSIVO N. 1 ROSSANO
CENTRO TERRITORIALE PERMANENTE per l’I.D.A.
SCUOLE SECONDARIE DI 1° GR.
S.M.S. “L. DA VINCI” – S.M.S. “C.DA AMICA”
SCUOLE PRIMARIE
VIA G. RIZZO – S. DOMENICO – VIA MARGHERITA – SANTA CHIARA – C.DA FRASSO – C.DA PETRA – C.DA NUBRICA
SCUOLE DELL’INFANZIA
VIA G. RIZZO – S. DOMENICO – VIA S. BARTOLOMEO – C.DA FRASSO – C.DA AMICA – C.DA NUBRICA
Sede Centrale Amm.va: Via Martucci, 18 – 87067 Rossano (CS)
Cod. Mecc.: CSIC8AM004 - Cod. Mecc. Centro Territoriale Permanente : CSCT714001 – Cod. Fisc. : 97028290787
Tel. e Fax 0983/521143 - email: [email protected]
Tel. C.T.P. 0983.521653 – Fax C.T.P. 0983.525186 – email C.T.P. [email protected]
1
INDICE
ISTITUTO COMPRENSIVO N. 1 ROSSANO
3
AMBITO TERRITORIALE N. 4
4
PLESSI
5
ANALISI DEL TERRITORIO
6
STRUTTURA
9
ORGANIGRAMMA
10
RISORSE MATERIALI
-
STRUTTURE EDILIZIE SCUOLA DELL’INFANZIA
11
-
STRUTTURE EDILIZIE SCUOLA PRIMARIA E SECONDARIA
12
ATTREZZATURE E SUSSIDI
13
ORGANIZZAZIONE PLESSI
14
ORGANIZZAZIONE RISORSE PROFESSIONALI
-
ASSEGNAZIONE DOCENTI SCUOLA DELL’INFANZIA
15
-
ASSEGNAZIONE DOCENTI SCUOLA PRIMARIA
17
-
ASSEGNAZIONE DOCENTI SCUOLA SECONDARIA
21
PRINCIPI ISPIRATORI
22
IL CURRICOLO
SCUOLA DELL’INFANZIA
PRIMO CICLO D’ISTRUZIONE
26
AREE DISCIPLINARI
29
-
AREA ARTISTICO-LINGUISTICO-ESPRESSIVA
o
27
30
RELIGIONE-ITALIANO-LINGUECOMUNITARIE-MUSICA-INDIRIZZO MUSICALEARTE E IMMAGINE-CORPO MOVIMENTO E SPORT
-
AREA STORICO-GEOGRAFICO-SOCIALE
o
-
CITTADINANZA E COSTITUZIONE-STORIA-GEOGRAFIA
AREA MATEMATICO-SCIENTIFICO-TECNOLOGICA
o
44
47
MATEMATICA-SCIENZE NATURALI E SPERIMENTALI-TECNOLOGIA
CURRICULO TRASVERSALE
50
PROGETTI
52
INTEGRAZIONE SCOLASTICA
55
PROGRAMMA OPERATIVO NAZIONALE 2007/2013
57
VALUTAZIONE E MONITORAGGIO P.O.F.
58
RAPPORTI CON IL TERRITORIO
59
RAPPORTI CON LE FAMIGLIE
61
PATTO EDUCATIVO DI CORRESPONSABILITÀ
62
REGOLAMENTO D’ISTITUTO
67
ALLEGATO: REGOLAMENTO SUL FUMO
97
2
ISTITUTO COMPRENSIVO N. 1 ROSSANO
A seguito del Piano di Dimensionamento Scolastico, adottato al fine di:
1. rispondere al cambiamento e all’innalzamento delle competenze e delle
qualifiche richieste;
2. garantire l’efficace esercizio dell’autonomia, assicurando stabilità nel tempo
alle istituzioni scolastiche e offrendo alle comunità locali una pluralità di scelte
articolate sul territorio che agevolino l’esercizio del diritto all’istruzione;
3. inserire i giovani in una comunità educativa culturalmente adeguata e idonea,
stimolare la capacità di apprendimento e di socializzazione ed assicurare alle
istituzioni scolastiche la necessaria capacità di confronto, interazione e
negoziazione con gli EE. LL. e le altre istituzioni operanti sul territorio, con
delibera della Regione Calabria n. 47 del 10.02.2011 (in attuazione dell’art.
19, comma 4 del D.L. n. 98 del 06.07.2011, convertito nella Legge n. 111 del
15.07.2011), si è proceduto all’accorpamento di alcuni
plessi scolastici
esistenti sul territorio per i diversi gradi di scuola del Primo Ciclo
dell’Istruzione in un’unica Istituzione Scolastica denominata:
ISTITUTO COMPRENSIVO N. 1 ROSSANO
3
AMBITO TERRITORIALE N. 4
DISTRETTO SCOLASTICO N. 26 ROSSANO CALABRO
ROSSANO
BOCCHIGLIERO
CALOPEZZATI
CALOVETO
CAMPANA
CARIATI
CROPALATI
CROSIA-MIRTO
LONGOBUCCO
ESTRATTO Provincia di Cosenza - Piano di dimensionamento della rete scolastica - A. S. 2012/2013
4
PLESSI
N.
CODICI
ISTITUZIONE SCOLASTICA
INDIRIZZO
DISTRETTO
1
CSIC8AM004
ISTITUTO COMPRENSIVO
VIA MARTUCCI
26
N 1 ROSSANO
SCUOLA SECONDARIA I GRADO
DA VINCI
AMICA
SCUOLE PRIMARIA
G. RIZZO
S. CHIARA
S. DOMENICO
PETRA
FRASSO
NUBRICA
VIA ARNO
SCUOLA INFANZIA
S. BARTOLOMEO
VIA BORGHESIA
G. RIZZO
FRASSO
NUBRICA
AMICA
NUMERO ALUNNI 962
ESTRATTO Provincia di Cosenza - Piano di dimensionamento della rete scolastica - A. S. 2012/2013
5
ANALISI DEL TERRITORIO
L’Istituto Comprensivo N. 1 Rossano opera in una cittadina popolata da circa
quarantamila abitanti, ricca di storia e di cultura e destinata al turismo per la
splendida posizione geografica.
La città è situata a pochi chilometri di distanza dalla costa ionica e limitrofa ai
comuni della fascia pre-silana, in uno scenario territoriale suggestivo, ma è afflitta
dai cronici mali del Meridione: disoccupazione, sottoccupazione, lavoro nero e
minorile,emigrazione, marginalità dello sviluppo produttivo, disagio giovanile che si
manifesta, a volte, in atti di teppismo/bullismo o addirittura di micro/macro
criminalità.
L’ambiente socio-familiare della popolazione scolastica è eterogeneo in quanto
abbraccia il Centro Storico, le contrade della zona collinare e montana posta a sud
est rispetto al centro storico, la zona centrale e le contrade della zona pianeggiante
dello Scalo.
Prevale la composizione della famiglia nucleare tradizionale con uno o due figli
pur se sono presenti, in misura marginale, anche altre tipologie ovvero famiglie con
numerosa prole, divorziate, ricostituite di fatto, adottive, monogenitoriali.
L’attività lavorativa dei genitori (pochi i laureati, più numerosi i diplomati, molti
con la licenza della scuola media di primo grado e fasce appartenenti ad un milieu
analfabeta e/o semianalfabeta che non ha concluso la fascia dell’obbligo), s’incanala
principalmente nel settore terziario (impiegati, professionisti, esercenti, addetti
all’edilizia).
Bassa è la percentuale degli operai specializzati, alta quella dei manovali senza
particolare qualifica. La grande maggioranza delle mamme, una buona parte delle
quali diplomate, svolge il lavoro della casalinga; nei plessi delle contrade molti
genitori sono addetti all’attività primaria in aziende agricole a conduzione familiare o
presso terzi.
I valori, i modelli di vita, gli stili educativi ed i meccanismi di socializzazione dei
bambini sono legati ai connotati della società “complessa” in cui sono inseriti:
 aumento esponenziale dei ritrovati tecnologici che hanno rivoluzionato le
tradizionali forme di scambio comunicativo interpersonale;
 velocità delle sollecitazioni quotidiane, frammentarietà dei messaggi,
mutevolezza dei costumi, repentinità delle mode, transitorietà delle
relazioni sociali;
 “pensiero debole”, problematizzazione delle nozioni di scienza e di verità;
6
 contrapposizione tra tentativi di mondializzazione e spinte localistiche, tra
intercultura e xenofobia;
 sfondamento dei confini fra le discipline, ri-definizione dei loro statuti,
emergere di altri territori di conoscenza che dirottano la ricerca verso nuovi
saperi;
 complessità non solo in negativo ma anche come inter-relazione e
intreccio, in un’accezione che riguarda da vicino la scuola come sistema.
 Tali fattori esterni, unitamente alle variabili culturali presenti nei vari
contesti familiari, influenzano la personalità degli alunni,interferendo con la
percezione che il bambino ha di sé e della scuola e con le aspettative dei
genitori nei confronti della Istituzione Scolastica. I genitori vedono la scuola
come:
 ambiente educativo di apprendimento;
 rapporto di fiducia ad personam verso l’insegnante;
 strumento di ascesa sociale o al contrario di stratificazione delle
disuguaglianze di classe;
 agenzia del “divertissement” o luogo di custodia.
Anche gli stili educativi praticati all’interno delle famiglie sono trasversali
all’estrazione economica e sociale. L’alunno oggi vive le contraddizioni della società
post moderna, trascorre il suo tempo libero davanti alla TV, nelle sale da gioco, nelle
cosiddette scuole parallele, sperimenta la cultura telematica, fruisce di “realtà” che
accorciano le distanze tra vicino e lontano, possibilità e impossibilità, verità e
fantasia.
Ancora, stenta a trasformare le informazioni in conoscenze, recepisce
messaggi consumistici, edonistici, erotici, non fa esperienza della “mancanza” né
della gratificazione differita, si imbottisce di immagini e suoni privandosi lentamente
della possibilità di librarsi e scorazzare nella prateria della fantasia e dei sogni.
Va lentamente conformandosi alla vorticosa accelerazione dei ritmi della
quotidianità e non avverte l’esigenza di ritagliarsi lo spazio ed il tempo necessario
per una pausa da dedicare alla “riflessione”, alla “valutazione”, al dubbio, al senso
del limite e del rimorso.
Ne viene fuori il ritratto scolastico di un bambino poliedrico: curioso di sapere
e poco incline allo studio, fantasioso per certi aspetti e poco amante dei libri di fiabe,
informato e dispersivo, intuitivo nel cogliere il significato generico di un discorso ma
frettoloso nel trarne le conclusioni, perché desueto alla riflessione e alla
concentrazione, iperattivo e poco coordinato nei movimenti, pronto a catturare
l’attenzione dell’adulto ma poco disposto a ubbidirgli, loquace nella parola e spesso
sordo all’ascolto.
7
Ipersocializzato dai tanti agenti formativi ma egocentrico nel far prevalere il
suo punto di vista, disinibito nell’ammiccare a temi che fino a qualche tempo fa
sarebbero sembrati estranei alla fase di latenza ma troppo piccolo per dare un
significato alla vita e un senso alla “corporeità”, sempre in bilico tra attivismo e
inazione, l’alunno ha contatti “virtuali” con il mondo ma poche volte sperimenta il
piacere di giocare liberamente con i coetanei del vicinato; un bambino che negli anni
della scuola primaria accelera le tappe dello sviluppo perché passa velocemente
dall’infanzia alla pubertà saltando quasi la fanciullezza.
I nostri alunni non sono certo tutti eguali e tutti così, ma in ciascuno di essi è
presente almeno un tratto di questa fisionomia.
La società in genere chiede alla scuola di fronteggiare le emergenze sociali,
surrogare mansioni e svolgere un’opera di supplentato laddove organi, poteri, settori
della vita pubblica sono assenti e/o insufficienti.
L’allargamento della nozione di cultura induce la scuola a trattare temi e
problemi in passato estranei al “concluso orto” del sapere scolastico.
D’altro canto, le tante agenzie extrascolastiche, diffuse sul territorio, si
propongono come partner della scuola nell’elaborazione di comuni percorsi
formativi, all’insegna del curricolo flessibile.
8
STRUTTURA
ALUNNI
SCUOLA INFANZIA
233
SCUOLA PRIMARIA
576
SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO
153
TOTALE ALLIEVI
962
DOCENTI
SCUOLA INFANZIA
30
SCUOLA PRIMARIA
96
SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO
26
TOTALE DOCENTI
152
PERSONALE ATA
DSGA
1
ASSISTENTI AMMINISTRATIVI
6
COLLABORATORI SCOLASTICI
19
TOTALE PERSONALE ATA
26
9
ORGANIGRAMMA
DIRIGENTE SCOLASTICO
PROF. ANTONIO FRANCO
PISTOIA
FUNZIONI STRUMENTALI
AREA 1 - PATRIZIA STRAFACE
AREA 2 - ANNAMARIA PEDACE
COLLABORATORE VICARIO
II COLLABORATORE
AREA 3 - MARIELLA CASTRIOTA
BARBARA CASCIARO
MARIA FRANCESCA RAPANI
AREA 4 - ISIDORO ESPOSITO
AREA 5 - CARMELA DOMANICO
AREA 6 - M. GABRIELLA CERCHIARA
REFERENTI PLESSO
SCUOLA DELL'INFANZIA
GEMMA BOSCO - GRAZIELLA CAPOVERDE
REFERENTI PLESSO
SCUOLA PRIMARIA
REFERENTE PLESSO AMICA
ACHIROPITA CIOLLARO - ROSSANA DE SANTIS
SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO
ANNITA GRECO - ANNA SABATINO
RAFFAELLA MURACA
ADRIANA ESPOSITO - CATERINA GALLO
SILVANA SCARNATI - EMILIA SERRA
ANTONIETTA MILITO - LUIGINA NIGRO
ANNAMARIA SCORZA

AREA 1 - COORDINAMENTO DELLA PROGETTAZIONE E DELLE ATTIVITA’ DEL POF

AREA 2 - INTERVENTI E SERVIZI PER GLI ALUNNI SCUOLA INFANZIA

AREA 3 - INTERVENTI E SERVIZI PER GLI ALUNNI SCUOLA PRIMARIA

AREA 4 - INTERVENTI E SERVIZI PER GLI ALUNNI SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO

AREA5 - INTEGRAZIONE SCOLASTICA: INTERVENTI E SERVIZI PER GLI ALUNNI IN
SITUAZIONE DI DISAGIO, DI DIFFICOLTÀ DI APPRENDIMENTO, DIVERSAMENTE ABILI,
STRANIERI.

AREA 6 - SCUOLA E TERRITORIO
10
RISORSE MATERIALI
STRUTTURE EDILIZIE PLESSI SCUOLA DELL'INFANZIA
PLESSI
AULE
ALTRI SPAZI
SERVIZI COMUNALI
UTILIZZABILI
AMICA
2
Cortile
Sala giochi
Sala mensa
Trasporto alunni
Mensa
4
Cortile
Androne
Altra aula
Sala mensa
Cortile
Sala giochi
Sala mensa
Altra aula
Trasporto alunni
Mensa
2
Cortile
Androne
Sala mensa
Trasporto alunni
Mensa
2
Cortile
Sala mensa
Mensa
2
Cortile
Sala mensa
Sala giochi
Altra aula
Mensa
Edificio di proprietà comunale
ad uso scolastico
FRASSO
Edificio di proprietà comunale
ad uso scolastico
VIA BORGHESIA
2
Edificio di proprietà comunale
adattato ad uso scolastico
VIA G. RIZZO
Edificio di proprietà comunale
ad uso scolastico
SAN BARTOLOMEO
Edificio di proprietà comunale
adattato ad uso scolastico
NUBRICA
Edificio di proprietà comunale
ad uso scolastico
Trasporto alunni
Mensa
11
STRUTTURE EDILIZIE PLESSI SCUOLA PRIMARIA
PLESSI
AULE
ALTRI SPAZI
SERVIZI
UTILIZZABILI
FRASSO
Cortile
N. 6 aule
Androne
Sala mensa
Cortile
N. 6 aule
Androni
Laboratorio
Cortile
Androne
Laboratorio
Trasporto alunni
Mensa
5
Cortile
Androne
Laboratorio
Trasporto alunni
5
Cortile
Laboratorio
Trasporto alunni
Mensa
5
Cortile
Altra aula
Laboratorio
Trasporto alunni
5
Edificio di proprietà comunale
ad uso scolastico
VIA MARGHERITA
5
Edificio di proprietà comunale
ad uso scolastico
PETRA
14
Edificio di proprietà comunale
ad uso scolastico
G. RIZZO
Edificio di proprietà comunale
ad uso scolastico
S. CHIARA
Edificio di proprietà comunale
ad uso scolastico
S. DOMENICO
Edificio di proprietà comunale
ad uso scolastico
Mensa
STRUTTURE EDILIZIE PLESSI SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO
PLESSI
AULE
ALTRI SPAZI UTILIZZABILI
SERVIZI
DA VINCI
6
Cortile
N. 6 aule
Androne
Auditorium
Cortile
N. 3 aule
Laboratori
Trasporto alunni
Edificio di proprietà comunale
ad uso scolastico
AMICA
Edificio di proprietà comunale
ad uso scolastico
3
Trasporto alunni
12
ATTREZZATURE E SUSSIDI
biblioteca magistrale
biblioteche per gli alunni
decentrate nei plessi
vasta gamma di sussidi: lavagna luminosa,
televisori, registratori e videoregistratori,
amplificatori, video proiettore, proiettori,
episcopi, macchine fotografiche, telecamere,
ciclostile, macchine da scrivere, pianola,
fotocopiatrici, attrezzi per attività psicomotorie,
pianoforti, chitarre, flauti, violoncelli, xylofono,
batteria, leggii
laboratori multimediali nei
plessi di scuola primaria di Via
Margherita , G. Rizzo, S.
Domenico, S. Chiara
postazioni PC nelle scuole
primarie di Amica, Frasso,
nonché nella scuola
dell’infanzia di Via Margherita
13
ORGANIZZAZIONE PLESSI
SCUOLA DELL'INFANZIA
PLESSI
DOCENTI
SEZIONI
AMICA
FRASSO
NUBRICA
G. RIZZO
VIA BORGHESIA
S. BARTOLOMEO
3
9
5
5
5
5
1
4
2
2
2
2
SCUOLA PRIMARIA
PLESSI
DOCENTI
CLASSI
FRASSO
VIA MARGHERITA
PETRA
NUBRICA
S. CHIARA
S. DOMENICO
G. RIZZO
21
10
21
10
10
11
10
8
5
7
5
5
5
5
SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO
PLESSI
DOCENTI
CLASSI
DA VINCI
AMICA
19
16
6
3
14
ORGANIZZAZIONE RISORSE PROFESSIONALI
ASSEGNAZIONE DEI DOCENTI DI SCUOLA DELL’INFANZIA
Tenuto conto del pareri del Collegio Docenti e dei criteri del Consiglio di Circolo
-
rispetto della continuità didattica;
valorizzazioni delle competenze professionali;
valutazione delle richieste avanzate dai singoli docenti;
valutazione delle proposte e delle richieste avanzate da gruppi di docenti o
dai responsabili dei plessi.
SCUOLA DELL’INFANZIA “AMICA”
DOCENTE
LORIA Angela
CIRULLO Stefania
MARINCOLO Isabella (IRC)
SEZIONI
A
A
A
Responsabile di plesso: CIRULLO Stefania
SCUOLA DELL’INFANZIA “FRASSO”
DOCENTE
APRIGLIANO Achiropita
AUGUSTO Antonietta
BOSCO Gemma
CONVERSO Rosanna
GUERRIERO Michelina
MARZIANO Maria Immacolata
SIEPE Achiropita (IRC)
PEDACE Annamaria
ZANGARO Bambina
SEZIONI
A
A
B
B
C
C
A/ B/C/D
D
D
Responsabile di plesso: BOSCO Gemma
15
SCUOLA DELL’INFANZIA “NUBRICA”
DOCENTE
AIELLO Letizia
CAPOVERDE Graziella
DE SIMONE Annamaria
COSENZA Alba
SPATARO Chiarina
Responsabile di plesso: CAPOVERDE Graziella
SEZIONI
A
A
B
B
AeB
SCUOLA DELL’INFANZIA “VIA G. RIZZO”
DOCENTE
GRAZIANO Isabella
GALLO Caterina
PACE Achiropita
DE SIMONE Rosa
SIEPE Achiropita (IRC)
TAVERNISE Grazia (sostegno)
Responsabile di plesso: GALLO Caterina
SEZ.
A
A
B
B
AeB
B
SCUOLA DELL’INFANZIA “VIA BORGHESIA”
DOCENTE
MILITO Antonietta
ORFINO Francesca
LE FOSSE Matilde
GRAZIANO Serafina
SIEPE Achiropita (IRC)
Responsabile di plesso: MILITO Antonietta
SEZIONI
A
A
B
B
AeB
SCUOLA DELL’INFANZIA “VIA S. BARTOLOMEO”
DOCENTE
ESPOSITO Adelina
ESPOSITO Adriana
STRAFACE Achiropita
PERFETTO Bambina
SIEPE Achiropita (IRC)
Responsabile di plesso: ESPOSITO Adriana
SEZIONI
A
A
B
B
AeB
16
ASSEGNAZIONE DEI DOCENTI DI SCUOLA PRIMARIA
Tenuto conto del pareri del Collegio Docenti e dei criteri del Consiglio di Circolo
- rispetto della continuità didattica;
- valutazione delle richieste avanzate dai singoli docenti;
- valutazione delle proposte e delle richieste avanzate a livello di gruppo docenti
e/o di plesso;
- valorizzazione delle competenze professionali.
SCUOLA PRIMARIA “FRASSO”
DOCENTE
CLASSE
DOMANICO Carmela (sostegno)
1A
MURANO Monica
1A
RUGNA SAPIA Emma Rosaria
1A
LONGO Aquilina (IRC)
1A-1B-1C-IIIA-IIIB
PISANO Adelina Giuseppina (L2)
1B
MADEO Angela
1B
SISTO Loredana (sostegno)
1B - 3A
BARBIERI Silvana
1C
LA ROSA Sergio
1C
BRUNO Giuseppina (IRC)
2-4-5A
CIRULLO Anna
2A
PALUDI Mariagrazia
2A
FEDERICO Gianfranca
3A
ZAMPELLI Maria
3A
BERALDI Mirella
3B
SANTORO Silvana
3B
CIOLLARO Achiropita
4A
COSENTINO Antonella
4A
PIRILLO Angela
5A
GODINO Chiarina
5A
Responsabile di plesso: CIOLLARO Achiropita
17
SCUOLA PRIMARIA “VIA MARGHERITA”
DOCENTE
SCULCO Beatrice
SIEPE Achiropita
SERRA Emilia Anna
RICIOPPO Rosanna
CELESTINO Bina
LE FOSSE Maria Teresa
MADEO Carmela
PANE Maria Anna
BRUNO Giuseppina (IRC)
Responsabile di plesso: SERRA Emilia Anna
CLASSE
1A
1A – 2A - 5A
1A - 5A
2A
2A - 3A
3A
3A - 4A
3A - 4A
Tutte le classi
SCUOLA PRIMARIA “PETRA”
DOCENTE
SCAGLIONE Antonietta
BERALDI Antonella
BONAVITA Annamaria
PELLEGRINO Rosina
SPATARO Chiarina
SALATINO Olga
ARTURO Palmina
APRIGLIANO Grazia
CESARIO Giuseppe
CIRULLO Serafina
ROMANO Rosa
PERRI Giulia
CIRULLO Domenica
GALLO Antonietta
MADEO Giovanna
PARISE Maria
SCORZA Maria
CALIÒ Immacolata
PALUDI Franca
PETRELLI Margherita
Responsabile di plesso: SCORZA Annamaria
Classe
3-5
1
1
1
1
2
2
2
3
3
3
3
3
3
4
4
4
5
5
5
18
SCUOLA PRIMARIA “S. CHIARA”
DOCENTE
REALE Rosalba
ESPOSITO Rossana
SANZI Rosa
STRAFACE Patrizia (L2)
PRINCI Antonia
BARBIERI Carmela
FIGOLI Antonietta
MASCI Maria (sostegno)
SAVOIA Giampiero
SAVOIA Maria Luisa
GAROFALO Ninetta (sostegno)
SABATINO Anna
CARUSO Annamaria
TORTORA Giovanna (IRC)
Responsabile di plesso: SABATINO Anna
CLASSE
1A
1A - 3A
2A
2A – 4A- 5A
2A
3A
3A
3A
4A
4A
4A
5A
5A
Tutte le classi
SCUOLA PRIMARIA “G. RIZZO”
DOCENTE
DIMITRI Donatella
COSTANTINO Rosa
GRECO Annita
CATALANO Maria
GALLO Giuseppina
CASTRIOTA SCANDERBEG Maria
TORTORA Giovanna (IRC)
Responsabile di plesso: GRECO Annita
CLASSE
1A – 2A - 5A
1A - 3A
2A - 5A
3A - 4A
3A – 5A
4A – 5A
Tutte le classi
19
SCUOLA PRIMARIA “S. DOMENICO”
DOCENTE
BARONE Filomena
GODINO Giovanna
ALFIERI Maria Luisa
SMURRA Elena
ZANGARO Tiziana
STRAFACE Patrizia (L2)
DE SANCTIS Rossana (sostegno)
MADEO Rosaria
RAPANI Maria Francesca
GAROFALO Ninetta (sostegno)
TORTORA Giovanna (IRC)
LONGO Aquilina (IRC)
Responsabile di plesso: DE SANCTIS Rossana
CLASSE
1A
1A
2A
3A
3A
3A
3A
3A - 4A
4A - 5A
4A
3A
1A-2A-4A-5A
SCUOLA PRIMARIA “NUBRICA”
DOCENTE
MURACA VINCENZINA
VITTIMO FRANCESCA (SOST)
ARCIDIACONE BOMBINA
SPATARO CHIARINA (IRC)
IULIANO ELENA
GENTILE EUGENIA
GRISARO M. TERESA (IRC)
TALARICO M. ANTONELLA
SCARNATI SILVANA
GARGIULLO CARMELINA
MARINO M. FRANCESCA
MARINGOLA M. IMMACOLATA
NIGRO MARIA
Responsabile di plesso: SCARNATI Silvana
CLASSE
1A
1A
1 A - 2A
1A–4A–5A
2A
2A–5A
2A–3A
3A
3A–4A
3A–4A–5A
4A
4 A – 5A
5A
20
ASSEGNAZIONE DEI DOCENTI DI SCUOLA SECONDARIA DI 1° GRADO
Tenuto conto del pareri del Collegio Docenti
- rispetto della continuità didattica;
- valutazione delle richieste avanzate dai singoli docenti;
- valutazione delle proposte e delle richieste avanzate a livello di gruppo docenti
e/o di plesso;
- valorizzazione delle competenze professionali.
SCUOLA SECONDARIA INFERIORE “DA VINCI” – “AMICA”
DOCENTE
DISCIPLINA
CLASSE
EDUCAZIONE FISICA
TUTTE
SCIENZE MATEMATICHE
II-IIIA–II-IIIB
MUSICA
TUTTE
DATTILO Concetta
STORIA-GEOGRAFIA- APPROFONDIMENTO
IC
DE LUCA Assunta
FRANCESE
IC
SCIENZE MATEMATICHE
II-IIIC
RELIGIONE
A-B+IC
ARTE E IMMAGINE
TUTTE
FRANCESE
A-B+II-IIIC
INGLESE
II-IIIC
SOSTEGNO
I-IIIB
TECNOLOGIA
TUTTE
STORIA-GEOGRAFIA-APPROFONDIMENTO
ITALIANO E APPROFONDIMENTO
APPROFONDIMENTO
MATEMATICA E SCIENZE
SCIENZE
ITALIANO
ITALIANO-STORIA-GEOGRAFIA
RELIGIONE
IIIA
IIIB
I-IIA-I-IIB-II-IIIC
IA-IB-IC
IIA-IIB
IC
II-IIIC
II-IIIC
SACCO Annamaria
ITALIANO-STORIA-GEOGRAFIA
IIA-IIB
SERVIDIO Giuseppina
ITALIANO-STORIA-GEOGRAFIA
IA-IB
SORRENTINO Luciana
TECNOLOGIA
UTILIZZAZIONE
INGLESE
A-B+IC
ITALIANO
STORIA E GEOGRAFIA
SOSTEGNO
IIIA
IIIB
IA-IIIB-IC
CERCHIARA Maria Gabriella
PIANOFORTE
A-B
COGLIANDRO Giuseppe Domenico
VIOLONCELLO
I-IIIA-I-II-IIIB
FLAUTO
A-B
CHITARRA
A-B
BOCCUTI Luigi
CASCIARO Barbara
CRITELLI Stella
DE LUCA Francesca
DI BELLA Maria
ESPOSITO Isidoro
FUNARO Francesco (DE LUCA Assunta)
GRANATA Assunta
LAGACCIA Maria Carmela
LETTIERI Anna
MAIORANO Maria Grazia
MINISCI Demetra
MURACA Raffaella
PIRILLO Isabella
TATEO Francesco
TRAINO Cinzia
VULCANO Maria
REALE Salvatore
ROMEO Francesco
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PRINCIPI ISPIRATORI
In questa cornice sociale la nostra Scuola, nella sua azione educativa e didattica
PROMUOVE
INCORAGGIA
E SOSTIENE
ORGANIZZA
• la crescita individuale degli alunni e lo sviluppo della
comunità civile del territorio in cui opera
• la partecipazione delle famiglie al processo educativo dei
propri figli e alla vita della scuola in generale
• manifestazioni ed attività culturali sul territorio, di
concerto con le Istituzioni e le Associazioni culturali che vi
operano
Questa Scuola moderna, efficiente ed efficace nel suo impianto didattico educativo,
trova fondamento sui seguenti principi:
•PROMOZIONE
EDUCAZIONE
SCOLASTICA
SCUOLA
•INSEGNAMENTO
•SOCIALE
•COME RICERCA
CULTURA
LABORIATORIALE
COLLABORATIVO
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Tali elementi sia dal punto di vista psicologico che da quello pedagogico
dovranno essere utilizzati in modo pragmatico per il superamento del disagio
scolastico e delle difficoltà di apprendimento. I contenuti propri delle varie
discipline, attivati attraverso progetti, favoriranno, quindi, il “recupero ed il
consolidamento”, privilegiando tematiche portanti e fondanti, strutturate in unità di
apprendimento organizzate in una programmazione curriculare e modulare.
Nella nostra Scuola, l’impegno formativo del lavoro didattico interdisciplinare
e multidisciplinare rappresenta una sfida per tutti gli operatori scolastici, atta a
garantire il “sapere, il saper fare e il saper essere”, ossia conoscenze, competenze e
capacità per tutti gli alunni, garantendo a ciascuno il massimo successo formativo
possibile. La nostra scuola è orientativa e tramite il Processo Formativo Continuo
favorisce nell’alunno:
 la progressiva maturazione di sé e del proprio rapporto con il mondo esterno,
adeguando la formazione alla complessità della realtà che lo circonda,
rafforzando la propria identità culturale;
 l’acquisizione della massima competenza, efficienza ed efficacia necessarie alla
formazione dell’uomo e del cittadino di domani.
Tali finalità verranno raggiunte attraverso il rispetto dei principi di:
Uguaglianza e diversità
La promozione, la realizzazione dello sviluppo, del potenziamento,
dell’arricchimento e della diversificazione del percorso formativo mirano ad offrire e
garantire a tutti uguali opportunità di crescita culturale.
Per raggiungere il predetto risultato la scuola si impegna ad operare affinché:
 ogni attività didattica sia rivolta sempre alla totalità delle alunne e degli
alunni;
 nessun alunno venga escluso per motivi economici, religiosi o d'opinione dalle
attività organizzate dalla scuola in orario scolastico ed extrascolastico;
 la frequenza sia assidua e regolare;
 siano valorizzate le molteplici risorse esistenti sul territorio (enti locali,
associazioni culturali e professionali, società sportive, gruppi di volontariato,
ma anche organismi privati) allo scopo di realizzare un progetto educativo
ricco e articolato, affinché l'offerta formativa non si limiti al solo curricolo di
base ma assuma un più ampio ruolo di promozione culturale e sociale.
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Imparzialità
I fruitori del servizio scolastico (alunni e famiglie), gli operatori della scuola, i
soggetti esterni hanno il diritto ad essere trattati in modo obiettivo ed imparziale.
La scuola garantisce l'imparzialità:
 nel godimento dei diritti e nell’assolvimento dei doveri connessi alla posizione
di ciascun utente del servizio scolastico;
 nella scelta di istituzioni, enti, associazioni, privati con i quali intende
collaborare per la conduzione di percorsi previsti dalla programmazione
didattica e, più in generale, per la conduzione delle iniziative previste dal POF.
Regolarità del servizio scolastico
Nel rispetto dei diritti sindacali del personale, la scuola garantisce la regolarità
e la continuità del servizio sia in occasione di assemblee sindacali, sia in occasione di
scioperi, assicurando, nel rispetto delle vigenti disposizioni, adeguata e tempestiva
informazione alle famiglie. Nell'erogazione del servizio la scuola fa riferimento al
diritto inviolabile degli alunni a ricevere un'educazione e una istruzione adeguate
alle loro esigenze, ritmi, modi di apprendere e, parimenti, al diritto inviolabile alla
salute ( diritto all’assistenza e alla vigilanza).
Qualità del servizio scolastico
Si garantisce:
 la condivisione delle scelte e il lavoro collegiale;
 l'attenzione al tema della continuità e a quello delle "diversità";
 l'individualizzazione delle procedure di insegnamento e l’attivazione di
percorsi interculturali;
 la suddivisione delle competenze disciplinari fra gli insegnanti;
 il raccordo interdisciplinare come strumento di garanzia dell'unitarietà
dell'insegnamento;
 l’esistenza di prove di verifica elaborate collegialmente;
 la flessibilità organizzativa;
 una utilizzazione razionale delle risorse professionali e di quelle materiali;
 il rapporto fra insegnanti e famiglie e il clima relazionale all’interno della
scuola;
 una forma mentis aperta all’innovazione e all'aggiornamento.
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Continuità educativa
La continuità va intesa in senso orizzontale come collegamento fra le varie
esperienze che ciascun bambino vive tra la vita scolastica, quella familiare,
l’extrascuola, il territorio. Si tratta di valorizzare a fini educativi tutte le possibili
esperienze che il bambino fa. La continuità verticale riguarda il rapporto tra i vari
ordini di scuola. Il nostro progetto di continuità si realizza attraverso un percorso che
inizia con la scuola dell’infanzia e continua fino al termine della scuola secondaria di
primo grado attraverso:
 gli incontri tra gli insegnanti della S. dell’Infanzia/S. Primaria/s. secondaria di
primo grado finalizzati allo scambio di informazioni sugli alunni, miranti a
stabilire criteri di valutazione comuni, linee metodologiche similari e traguardi
di competenze;
 le visite alle scuole di grado successivo,da parte degli alunni ,interessati al
passaggio, per consentire loro di familiarizzare con la nuova struttura e con le
attività che vi si svolgono;
 le attività comuni concordate con le scuole del grado successivo.
25
IL CURRICOLO
SCUOLA DELL’INFANZIA
IL SÉ
E
L'ALTRO
IL CORPO
IN
MOVIMENTO
LINGUAGGI
CREATIVITÀ
ESPRESSIONE
I DISCORSI
E
LE PAROLE
LA
CONOSCENZA
DEL
MONDO
Sviluppo del senso dell’identità personale; conoscenza della propria
storia personale, familiare e della propria comunità;
consapevolezza dei propri diritti e dei diritti degli altri;
sviluppo della capacità di confronto e di dialogo;
consapevolezza delle differenze e maturazione di atteggiamenti,
comportamenti di reciproco rispetto.
Conoscenza del proprio corpo e delle differenze sessuali;
acquisizione di pratiche corrette nella cura di sé, nell’igiene e
nell’alimentazione;
maturazione del piacere di muoversi e sapersi muovere con e insieme
agli altri nel rispetto delle regole;
capacità di esercitare le potenzialità sensoriali, conoscitive, relazionali,
ritmiche ed espressive del corpo.
Saper comunicare, esprimere emozioni, raccontare, attraverso il
linguaggio del corpo e le diverse forme di rappresentazione e
drammatizzazione;
imparare a percepire, ascoltare, ricercare e discriminare i suoni;
saper esplorare le proprie possibilità sonoro-espressive e simbolicorappresentative, accrescendo la fiducia nelle proprie potenzialità;
esplorazione delle possibilità offerte dalle tecnologie, per comunicare
ed esprimersi attraverso di esse.
Saper esprimere e comunicare agli altri le emozioni, le domande, i
ragionamenti e i pensieri attraverso il linguaggio verbale;
saper raccontare, inventare, ascoltare e comprendere le narrazioni e
la lettura di storie;
saper dialogare, discutere, chiedere e/o dare spiegazioni;
saper riflettere sulla lingua;
comprendere ciò che viene detto cogliendone le relazioni spaziali,
temporali e logiche.
Saper osservare, manipolare, interpretare, raggruppare, comparare,
contare, ordinare, orientarsi;
saper rappresentare con disegni e/o con le parole le proprie
esperienze;
saper orientare nello spazio e nel tempo;
saper cogliere le trasformazioni naturali e artificiali.
26
PRIMO CICLO D’ISTRUZIONE
L’obiettivo della scuola è quello di far sì che i traguardi raggiunti nell’età
evolutiva si traducano in apprendimenti aperti a successivi sviluppi. Nell’arco di
tempo in cui il bambino frequenta la Scuola Primaria e la Scuola Secondaria di Primo
Grado, si pongono le basi e si sviluppano le competenze indispensabili per
continuare ad apprendere a scuola e lungo l’intero arco della vita.
La Scuola Primaria costituisce un segmento formativo di fondamentale
importanza, lungo il quale si forma e si consolida l’alfabetizzazione culturale. Le
priorità della scuola primaria sono:
a)
assicurare l’apertura ai valori della cittadinanza e al senso della storicità
e della fenomenologia sociale;
b)
garantire pur nel rispetto dell’unitarietà del percorso di crescita e di
formazione, un coerente livello di competenza in italiano, matematica, inglese e
scienze, in modo da consentire all’alunno di padroneggiare in modo teorico e
pratico le relativeconoscenze. La novità apportata dal D.L.137/2008, convertito nella
legge n.169/2008, è il modello del docente unico/prevalente “figura di
riferimento”, che viene indicato come modello da privilegiare nell’ambito delle
possibili articolazione del tempo scuola, tenuto conto delle richieste delle famiglie e
nel rispetto dell’autonomia scolastica”.
La Scuola Secondaria di Primo Grado è considerata un segmento formativo da
valorizzare; ha il compito di assicurare ad ogni allievo il consolidamento delle
padronanze strumentali e delle capacità di apprendere, per formare la piattaforma
su cui costruire il percorso successivo. La problematica specifica della particolare
fascia di età e le strutture linguistiche e cognitive nei pre-adolescenti, richiedono che
vada privilegiato un approccio curricolare verticale ancorato alla dimensione
formativa delle discipline. Occorre pertanto costruire un curricolo che tenga conto
dei bisogni formativi degli adolescenti e che miri a formare studenti consapevoli del
valore e della conoscenza dell’impegno nello studio.
Il Primo Ciclo mira a promuovere il pieno sviluppo della persona. Per la
realizzazione di questa finalità prioritaria, la scuola deve concorrere con le altre
istituzioni al fine di rimuovere ogni ostacolo alla frequenza; deve curare l’accesso
facilitato per gli alunni disabili, deve prevenire l’evasione dell’obbligo scolastico e
contrastare la dispersione.
27
In questa prospettiva la scuola accompagna gli alunni nell’elaborare il senso
della propria esperienza, promuove la consapevolezza della cittadinanza attiva e
l’acquisizione e l’alfabetizzazione culturale di base.
Agli alunni viene offerta l’opportunità di sviluppare le dimensioni cognitive,
emotive, affettive, sociali, corporee, etiche e religiose e l’acquisizione dei saperi
irrinunciabili, in una dimensione di prospettiva che include un orizzonte allargato ad
altre culture di convivenza.
A tal fine è indispensabile individuare, nel rispetto della libertà di
insegnamento, alcune impostazione metodologiche di fondo:
valorizzare l’esperienza e le conoscenze degli alunni, per ancorarvi
nuovi contenuti;
attuare interventi adeguati nei riguardi delle diversità, per fare in modo
che non diventino disuguaglianze;
favorire l’esplorazione e la scoperta, al fine di promuovere la passione
per la ricerca di nuove conoscenze;
incoraggiare l’apprendimento collaborativo;
promuovere la consapevolezza del proprio modo di apprendere, al fine
di “imparare ad apprendere”;
realizzare percorsi in forma di laboratorio, per favorire l’opportunità e
allo stesso tempo il dialogo e la riflessione su quello che si fa.
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AREE DISCIPLINARI
AREA STORICO
GEOGRAFICO
SOCIALE
TRE AREE
DISCIPLINARI
AREA
AREA
LINGUISTICO
ARTISTICO
ESPRESSIVA
MATEMATICO
•STORIA
• GEOGRAFIA
•SCIENZE NATURALI E
SPERIMENTALI
•TECNOLOGIA
AREA LINGUISTICO-ARTISTICOESPRESSIVA
•MATEMATICA
•CITTADINANZA E
COSTITUZIONE
AREA MATEMATICO-SCIENTIFICOTECNOLOGICA
AREA STORICO-GEOGRAFICO-SOCIALE
SCIENTIFICO
TECNOLOGICA
•RELIGIONE
•ITALIANO
•LINGUE
COMUNITARIE
•MUSICA
•INDIRIZZO
MUSICALE
•ARTE E IMMAGINE
•CORPO
MOVIMENTO E
SPORT
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AREA LINGUISTICO ARTISTICO ESPRESSIVA
L’interazione socioculturale è un fattore educativo irrinunciabile nell’attuale
scenario della comunicazione globale. In questa dimensione l’alunno deve essere
opportunamente dotato di competenze linguistico-espressive per consolidare il suo
senso critico e concettuale e agire in qualità di cittadino attivo e partecipe.
Concorrono all’acquisizione di tali competenze più discipline: Religione; Lingua
italiana; Lingue comunitarie; Musica; Arte e Immagine; Corpo, movimento e sport.
Queste discipline, pur mantenendo un ambito di apprendimento proprio,
strutturato e organizzato intorno a specifici temi e problemi, con metodi e linguaggi
propri, concorrono a definire un’area esperienziale, la cui comune matrice consiste
nell’esigenza comunicativa dell’uomo e nell’esplicazione delle facoltà del pensiero
umano.
RELIGIONE
Finalità
L’insegnamento della religione cattolica concorre a promuovere il pieno
sviluppo della personalità degli alunni e contribuisce ad un più alto livello di
conoscenze e di capacità critiche nel corso della crescita; concorre altresì a
promuovere l’acquisizione della cultura religiosa per la formazione dell’uomo e del
cittadino e la conoscenza dei principi del cattolicesimo. Offre contenuti e strumenti
specifici per una lettura della realtà storico-culturale in cui gli studenti vivono;
contribuisce alla formazione della coscienza morale ed offre elementi per scelte
consapevoli di fronte al problema religioso.
Obiettivi
Dio e l’uomo; la Bibbia e le fonti; il linguaggio religioso; i valori etici e religiosi.
Traguardi di sviluppo delle competenze nella scuola dell’infanzia
 Scoprire nel Vangelo la persona e l’insegnamento di Gesù, per iniziare a
maturare un positivo senso di sé e sperimentare relazioni serene con gli altri,
anche appartenenti a differenti tradizioni culturali e religiose.
 Riconoscere alcuni linguaggi simbolici e figurativi tipici della vita dei cristiani
(feste, preghiere,canti, spazi, arte), per esprimere con creatività il proprio
vissuto religioso.
 Saper narrare i contributi riutilizzando i linguaggi appresi, per sviluppare una
comunicazione significativa anche in ambito religioso.
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 Osservare con meraviglia ed esplorare con curiosità il mondo; per sviluppare
sentimenti di responsabilità nei confronti della realtà.
Traguardi di sviluppo delle competenze al termine della scuola primaria
 Riflettere su Dio Creatore e Padre, sugli elementi fondamentali della vita di
Gesù e saper collegare i contenuti principali del suo insegnamento alle
tradizioni dell’ambiente in cui si vive.
 Riconoscere nella Bibbia, libro sacro per ebrei e cristiani, un documento
fondamentale della cultura occidentale, distinguendola da altre tipologie di
testi, tra cui quelli di altre religioni.
 Confrontare la propria esperienza religiosa con quella di altre culture.
Identificare nella Chiesa la comunità di coloro che credono in Gesù Cristo;
cogliere il valore specifico dei Sacramenti e interrogarsi sul significato che essi
hanno nella vita dei cristiani.
Traguardi di sviluppo delle competenze al termine
della scuola secondaria di 1° grado
 Essere aperti alla sincera ricerca della verità e sapersi interrogare
sull’assoluto, cogliendo l’intreccio tra dimensione religiosa e culturale.
 Saper interagire con persone di religione differente, sviluppando un’identità
accogliente, apprezzando il rapporto tra il “credo” professato e gli usi e
costumi del popolo di appartenenza, a partire da ciò che viene osservato nel
proprio territorio.
 Individuare, a partire dalla Bibbia, le tappe essenziali della storia della
salvezza, della vita e dell’insegnamento di Gesù, del Cristianesimo delle
origini, gli elementi fondamentali della storia della Chiesa e confrontarli con le
vicende della storia civile passata e presente elaborando criteri per una
interpretazione consapevole.
 Riconoscere i linguaggi espressivo della fede (simboli, preghiere, riti, ecc.).
Individuare i frutti e le tracce presenti a livello locale, italiano ed europeo,
imparando a fruirne anche in senso estatico e spirituale.
 Cogliere le implicazioni etiche della fede cristiana e riflettere in vista di scelte
di vita progettuali e responsabili, interrogarsi sul senso dell’esistenza e la
felicità, imparare a dare valore ai propri comportamenti, relazionandosi in
maniera armonica con se stessi, con gli altri, con il mondo circostante.
31
ITALIANO
Nel nostro paese l’apprendimento della lingua avviene oggi in uno spazio
antropologico caratterizzato da una grande varietà di elementi, quali la persistenza
della dialettofonia, la ricchezza e la varietà delle lingue minoritarie e la compresenza
di più lingue anche extracomunitarie. Tutto questo comporta che nell’esperienza di
molti studenti l’italiano rappresenti una seconda lingua. Si ritiene necessario,
pertanto, che l’apprendimento della lingua italiana avvenga sempre a partire dalle
competenze linguistiche e comunicative che gli alunni hanno già maturato
nell’idioma nativo.
Gli obiettivi prioritari per la scuola primaria diventano pertanto, non soltanto
insegnare la strumentalità del leggere, ma attivare i numerosi e complessi processi
cognitivi sottesi al comprendere. L’insegnante dovrà favorire il superamento degli
ostacoli alla comprensione dei testi (ostacoli a livello lessicale o sintattico oppure
ostacoli relativi alla strutturazione logico-concettuale). Obiettivo primario sarà
anche quello di portare gli alunni a scrivere in modo chiaro preciso e semplice, con
impianti metodologici che implicano la gradualità, lo sviluppo del senso estetico il
controllo delle scelte lessicali e sintattiche e degli elementi relativi all’organizzazione
logico concettuale del testo, al fine di sviluppare la capacità di ordinare,
raggruppare, esplicitare tutte le informazioni necessarie al raggiungimento dello
scopo.
Nel primo ciclo grande importanza ha lo sviluppo del linguaggio orale in forme
via via più controllate. La pratica delle abilità linguistiche orali nella comunità
scolastica passa attraverso la predisposizione di ambienti sociali di apprendimento,
all’interazione, alla costruzione di significati, alla condivisione di conoscenze, allo
scambio di punti di vista. La lettura va praticata su una grande varietà di testi, per
scopi diversi e con strategie funzionali al compito, per permettere all’alunno
l’accesso ai testi in modo autonomo, al fine di favorire lo sviluppo del pensiero
critico e del pensiero autonomo.
La riflessione sulla lingua partirà dall’osservazione degli usi linguistici per
giungere a generalizzazioni astratte. Ricordiamo che l’uso della lingua è espressione
delle facoltà intellettive e veicolo per rendere rigoroso il pensiero. In questa
prospettiva esperienziale anche la riflessione servirà per sviluppare la capacità di
categorizzare, di connettere, di analizzare. L’eventuale presenza di alunni con
disabilità diventerà occasione per accrescere la qualità dell’apprendimento
dell’intero gruppo classe, in quanto le strategie adottate diventano risorse
importanti per la maturazione di competenze esperienziali e organizzative.
Obiettivi di apprendimento
Ascoltare e parlare; leggere; scrivere; riflettere sulla lingua.
Traguardi di sviluppo delle competenze al termine della scuola primaria
32
 L’alunno partecipa a scambi comunicativi con compagni e docenti attraverso
messaggi semplici, chiari e pertinenti.
 Comprende testi di tipo diverso in vista di scopi funzionali, di svago di studio,
ne individua il senso globale e le informazioni principali, utilizza strategie di
lettura funzionali agli scopi.
 Legge testi letterati di vario genere a voce alta, con tono di voce espressivo,
con lettura silenziosa e autonoma e riesce a formulare su di essi semplici
pareri personali.
 Produce testi di vario genere, li rielabora, parafrasandoli, completandoli,
trasformandoli.
 Sviluppa gradualmente abilità funzionali allo studio, estrapolando dai testi
scritti informazioni su un dato argomento utili per l’esposizione orale e la
memorizzazione.
 Acquisisce un primo nucleo di terminologia specifica raccogliendo impressioni
personali e collettive.
 Svolge attività di riflessione linguistica su ciò che si dice o si scrive, si ascolta o
si legge.
Traguardi di sviluppo delle competenze alla fine
della scuola secondaria di primo grado
 L’alunno è capace di interagire in modo efficace in diverse situazioni
comunicative, sostenendo le proprie idee in contesti orali e scritti, nel rispetto
delle idee altrui.
 Usa in modo efficace la comunicazione orale e scritta per collaborare con gli
altri.
 Nelle attività di studio usa i manuali delle discipline o altri testi di studio al fine
di ricercare,raccogliere e rielaborare i dati, e le informazioni.
 Legge con interesse e con piacere testi letterali di vario tipo, sui quali scambia
opinioni con compagni e con insegnanti.
 Alla fine di un percorso didattico produce semplici ipertesti.
 Impara ad apprezzare la lingua come strumento attraverso il quale può
esprimere stati d’animo, rielaborare esperienze ed esporre punti di vista
personali.
 Varia opportunamente i registri informali e formali in base alla situazione
comunicativa e agli interlocutori.
33
LINGUE COMUNITARIE
È necessario che all’apprendimento delle lingue venga assicurata continuità “verticale”,
dalla scuola primaria alla scuola secondaria, e trasversalità “orizzontale”, integrando la
lingua materna alle lingue straniere. Nella scuola primaria l’insegnante terrà conto della
plasticità neurologica e della ricettività sensoriale del bambino, sfrutterà le sue capacità
di appropriarsi spontaneamente di modelli di pronuncia e intonazione per attivare più
facilmente un sistema plurilingue. Nella scuola secondaria di primo grado l’alunno sarà
guidato a sviluppare il pensiero formale e a rielaborare e interiorizzare modalità di
comunicazioni e regole della lingua, che applicherà in modo sempre più autonomo e
consapevole.
Traguardi di sviluppo delle competenze al termine della scuola primaria
- L’alunno riconosce se ha capito o meno messaggi verbali-orali e semplici testi scritti,
chiede spiegazioni, svolge i compiti secondo le indicazioni date dall’insegnante.
- Stabilisce relazioni tra elementi linguistico-comunicativi e culturali appartenenti alla
lingua materna e alla lingua straniera.
- Collabora attivamente con i compagni nella realizzazione di attività collettive o di
gruppo,individua differenze culturali veicolate dalla lingua materna e dalla lingua
straniera.
- Comprende frasi e espressioni di uso frequente relative ad ambiti familiare.
- Descrive in termini semplice aspetti del proprio vissuto e del proprio ambiente ed
elementi che si riferiscono a bisogni immediati.
Obiettivi di apprendimento
Ricezione orale (ascolto); ricezione scritta (lettura); interazione orale; produzione scritta.
Competenze alla fine della scuola secondaria di primo grado
- L’alunno affronta situazioni familiari per soddisfare bisogni di tipo concreto e riesce
a comprendere frasi e espressioni di uso frequenti relative ad ambiti di immediata
rilevanza.
- Discute e si confronta per iscritto nel racconto di avvenimenti e di esperienze
personali e familiari, espone opinioni e ne spiega le ragioni.
- Comprende i punti essenziali di messaggi chiari in lingua standard su argomenti
familiari che affronta normalmente a scuola e nel tempo libero.
- Riconosce i propri errori e riesce a correggerli spontaneamente in base alle regole
linguistiche e alle convenzioni comunicative che ha interiorizzato.
- Descrive in termini semplici aspetti del proprio vissuto e del proprio ambiente
nonché elementi che si riferiscono a bisogni immediati.
Obiettivi di apprendimento
Ricezione orale (ascolto); ricezione scritta (lettura); comprensione e produzione orale;
produzione scritta; riflessione sulla lingua.
34
MUSICA
La musica è una componente fondamentale ed universale dell’esperienza e
dell’intelligenza umana,offre uno spazio simbolico e relazionale che attiva processi
di cooperazione, di socializzazione, di conoscenza e autodeterminazione
valorizzando la creatività e il senso di appartenenza a una comunità.
L’apprendimento della musica si articola su due livelli esperienziali:
a) il livello della produzione, mediante l’azione diretta (esplorativa, compositiva,
esecutiva);
b) quello della fruizione consapevole, che implica la costruzione e l’elaborazione di
significati personali, sociali e culturali del presente e del passato.
Traguardi di sviluppo delle competenze al termine della scuola primaria
- L’alunno esplora, discrimina, elabora eventi sonori dal punto di vista qualitativo,
spaziale e in riferimento alla loro fonte.
- Gestisce diverse possibilità espressive della voce, di oggetti sonori e strumenti
musicali.
- Articola combinazioni timbriche, ritmiche e melodiche, applicando schemi
elementari: le esegue con la voce il corpo e gli strumenti.
- Esegue da solo e in gruppo semplici brani strumentali e vocali appartenenti a
generi e culture
- differenti.
- Riconosce gli elementi linguistici costitutivi di un semplice brano musicale.
- Sa apprezzare la valenza estetica e riconoscere il valore funzionale di ciò che si
fruisce.
Traguardi di sviluppo delle competenze al termine della scuola secondaria di primo grado
- L’alunno partecipa in modo attivo alla realizzazione di esperienze musicali
attraverso l’esecuzione e l’interpretazione di brani strumentali e vocali
appartenenti a generi e culture
- differenti.
- Fa uso di diversi sistemi di notazione funzionali alla lettura, all’apprendimento e
alla riproduzione di brani musicali.
- Sa dare significato alle proprie esperienze musicali, dimostrando la propria
capacità di comprensione di eventi, di opere musicali, riconoscendone i
significati, anche in relazione al contesto storico-culturale.
35
INDIRIZZO MUSICALE
Presso la Scuola secondaria di primo grado del nostro Istituto è attivo il Corso ad
Indirizzo Musicale, attivato secondo le modalità previste dal D.M. 201 del 6 agosto
1999. Tale decreto, nell'istituire la classe di concorso di “Strumento Musicale nella
Scuola Media” (n. 77/A), ha ricondotto ad ordinamento l'insegnamento delle
specialità strumentali, riconoscendolo come “integrazione interdisciplinare e
arricchimento dell'insegnamento obbligatorio dell'educazione musicale” (art. 1). Il
Corso ad indirizzo musicale si configura come specifica offerta formativa e dunque
non va confuso con laboratori o attività musicali e strumentali di vario tipo. Questi
ultimi infatti, pur costituendo un apprezzabile e auspicabile ampliamento
dell'offerta didattica di un Istituto nell'ambito dell'Educazione Musicale, non sono
organizzati con le modalità previste dal D.M. 201/99 e dunque hanno finalità diverse
se pur collaterali.
36
All'interno della Scuola Media “Da Vinci-Amica” di Rossano, il Corso di strumento,
nell'ambito dell'Indirizzo musicale, ha durata triennale (rivolgendosi dunque agli
alunni delle prime classi) ed è gratuito. Per l'accesso è prevista un'apposita prova
orientativo-attitudinale per gli alunni che all'atto dell'iscrizione abbiano manifestato
la volontà di frequentare i Corsi di cui all'art. 1. Non è richiesta alcuna conoscenza
musicale di base.
Dopo un breve periodo di esplorazione gli alunni vengono ripartiti in quattro gruppi
per l'insegnamento di quattro diversi strumenti musicali: chitarra, pianoforte, flauto
e violoncello. La Scuola ha dato vita anche ad un’orchestra stabile “Junior”,
composta dagli allievi della scuola media, dai bambini delle scuole primarie e dagli
allievi frequentanti il primo e secondo anno delle superiori, provenienti dall’Istituto
Comprensivo “Rossano 1”. Per gli alunni si tratta di due ore settimanali obbligatorie,
suddivise in due rientri pomeridiani. Le lezioni sono di tipo individuale e collettivo
(da camera e orchestrale).
L'art. 7 del D.M. 201/99 recita che “l'insegnante di strumento musicale, in sede di
valutazione periodica e finale, esprime un giudizio analitico sul livello di
apprendimento raggiunto da ciascun allievo al fine della valutazione globale”.
Pertanto la materia “strumento musicale” diventa a tutti gli effetti curriculare. “In
sede dell'esame di licenza viene verificata la competenza musicale raggiunta nel
triennio sia sul versante della pratica esecutiva, sia su quello teorico” (art. 8). Si
tenga inoltre presente che l'insegnamento musicale:
promuove la formazione globale dell'individuo offrendo occasioni di maturazione
logica, espressiva, comunicativa;
integra il modello curriculare con percorsi disciplinari intesi a sviluppare la
dimensione pratico-operativa, estetico-emotiva, improvvisativo-compositiva;
offre all'alunno una più avvertita coscienza di sé e del modo di rapportarsi al
sociale;
fornisce occasioni di integrazione e di crescita anche per gli alunni in situazione di
svantaggio.
Si rende infine noto che il nostro Istituto, per l’importanza conferita alla Musica
come elemento di formazione e aggregazione, ha previsto l’istituzione di un Coro
natalizio con la partecipazione degli alunni, delle famiglie e di tutto il personale.
37
CHITARRA
La fase organizzativa dei corsi di strumento musicale permette di osservare le diverse motivazioni, le
caratteristiche morfologiche, eventuali conoscenze già acquisite e i contesti di provenienza di ogni alunno.
L'approccio individuale della lezione consente di elaborare percorsi educativi e didattici più aderenti alla
realtà cognitiva e socio-affettiva dei singoli allievi, con la conseguente possibilità di osservare e verificare i
loro risultati con più attenzione e di predisporre eventuali modifiche degli obiettivi prefissati.
Obiettivi educativi generali
Sviluppo della capacità di attenzione, concentrazione e memorizzazione; sviluppo delle proprie capacità
critiche; ampliamento dei propri mezzi espressivi e comunicativi; capacità di autocontrollo; acquisizione di
un proprio metodo di studio; rafforzamento e armonizzazione dello sviluppo psico-motorio; acquisizione dl
un maggior controllo delle proprie reazioni emotive, in particolare nelle esecuzioni pubbliche; sviluppo
della socializzazione.
Obiettivi specifici
Acquisire una graduale consapevolezza corporea nell'ambito di un contatto il più possibile naturale con lo
strumento; imparare ad osservare il proprio respiro e a percepire ogni parte del corpo interessata
all'esecuzione; conoscere le parti strutturali dello strumento; capire ed usare la terminologia specifica;
padronanza del tocco appoggiato e libero della mano destra; esecuzione di arpeggi a corde libere o con
posizioni accordali della mano sinistra; sviluppare gradualmente l'indipendenza delle dita; imparare a
coordinare i movimenti differenziati delle due mani; comprendere la funzione di una corretta diteggiatura.
Metodi
Per una corretta posizione dello strumento sarà necessario tenere in considerazione le caratteristiche
morfologiche degli allievi e le dimensioni degli arti in relazione allo strumento; nell'appoggio delle dita sulle
corde si favorirà la capacità di percepire il peso di ogni singolo dito. Il favorire una serie di attività "ludicoesplorative" dello strumento servirà per assecondare una tipica e naturale voglia di "contatto", creando una
familiarità con l'oggetto musicale. Nella scelta dei brani si cercherà di stimolare l'interesse e la voglia di
comprendere e di provare. Pertanto l'aspetto esercitativo deve essere motivato e ricondotto ad un
effettivo riscontro pratico, senza per questo disconoscere la indispensabile componente di ripetitività che
caratterizza in parte l'addestramento musicale.
Materiali didattici
Oltre ai brani della tradizione classica, si proporranno nello studio individuale come nella pratica della
musica d'insieme, composizioni e arrangiamenti di altri generi. La pratica della musica di insieme potrà
prevedere lo studio di semplici brani da realizzare anche durante le lezioni, al di fuori dei laboratori previsti.
Verifiche
Considerato l'aspetto individuale della lezione, la verifica e la valutazione saranno effettuate in base alla
pratica teorica e strumentale svolta durante il lavoro in classe, senza escludere l'osservazione di ulteriori
aspetti di tipo non cognitivo che concorrono ai processi formativi e di apprendimento. La verifica e la
valutazione terranno sempre conto dei livelli di partenza, considerando anche l'impegno, la disponibilità al
lavoro in classe e a casa, il rispetto delle regole, la partecipazione alle varie attività scolastiche.
38
FLAUTO
Finalità educative
Le finalità educative sono quelle di contribuire alla crescita musicale, espressiva e comunicativa dei
ragazzi, unitamente allo sviluppo della capacità di scelte musicali autonome e partecipazione
attiva nelle esperienze specifiche alle attività musicali e allo sviluppo della propria identità in
rapporto alla realtà sonoro-musicale circostante. Il percorso didattico sarà comunque riferito
all’ambito del conoscere, comprendere i messaggi sonoro–musicali, applicare, memorizzare e
rielaborare il prodotto musicale per la produzione e partecipazione sia individuale che di gruppo.
Obiettivi generali di apprendimento
Comprensione ed uso dei linguaggi specifici; conoscere/usare gli elementi delle notazione;
discriminare e memorizzare le qualità agogiche come: altezza, intensità, timbro, durata,
forte/piano; eseguire brani di repertorio via via più complessi; conseguire un buon livello di
capacità performative individuali e di gruppo, al fine di controllare il proprio stato emotivo ed
espressivo-comunicativo.
Obiettivi disciplinari specifici
Acquisire una corretta postura, autocontrollo, abilità e pratica in ordine alla lettura ritmica e di
conoscenza di base della teoria; sviluppare capacità d’inserimento e interazione di gruppo nella
pratica della musica d’insieme.
Contenuti e metodologia
Parametri e caratteristiche del suono; il ritmo, alterazioni, scale di modo maggiore e relativi
arpeggi, ritmi semplici e composti; ricerca di un corretto assetto psico-fisico: postura, percezione
corporea, consapevolezza della respirazione diaframmatica, sviluppo dell’articolazione; controllo
dell’intonazione e nell’emissione del suono; le scale maggiori e relativi arpeggi usando diverse
articolazioni; studio e produzione di brani musicali di diversa provenienza e di varie culture;
sviluppo di capacità di autocorrezione; interazione di gruppo. Le lezioni saranno basate sul fare
inteso come suonare, cantare, progettare e organizzare le attività musicali e sulla valutazione ed
auto-valutazione del proprio operato; ci si avvarrà di strumenti sonori e multimediali per affinare
l’orecchio e far avvicinare i ragazzi a generi di musica diversi, e anche vicini al loro modo di
“sentire” la musica, con ascolti legati alla musica di loro gradimento e alla cultura di appartenenza.
Strumenti
Gli strumenti utilizzati saranno: i vari metodi per Flauto; il libro di teoria e solfeggio; raccolta di
brani tratti dal repertorio classico e moderno, quaderno pentagrammato, basi musicali midi
preregistrate.
Verifiche e valutazione
Le verifiche saranno effettuate ad ogni lezione settimanale e consisteranno nell’ascoltare gli
esercizi e quindi valutare, volta per volta il livello di preparazione raggiunto dall’alunno; questo per
mezzo di attività pratiche, teoriche e strumentali, singole e di gruppo. La valutazione del
raggiungimento degli obiettivi specifici d’apprendimento verrà effettuata in “itinere” durante le
esercitazioni pratiche individuali e le varie attività integrate di musica d’insieme.
39
PIANOFORTE
Lo studio del pianoforte contribuisce a promuovere la crescita sociale, culturale ed emotiva
dell’allievo. Attraverso un percorso individualizzato, si affrontano argomenti tesi ad un
miglioramento, consolidamento e potenziamento della tecnica strumentale finalizzata all’ottimale
realizzazione della pratica strumentale non soltanto solistica, quanto d’insieme, anche attraverso
la pratica vocale e l’interazione tra gruppi di allievi di classi di strumento diverso in orchestra.
Obiettivi generali
Raggiungimento di un’autonomia tecnica ed espressiva al pianoforte; sviluppo delle capacità di
creative elaborazioni sonore e soprattutto lo sviluppo della capacità di formalizzare l’attività legata
allo strumento musicale con i propri stati emotivi.
Impostazione didattica
È basata sull’apprendimento di scale, accordi, studi, brevi composizioni polifoniche, composizioni
classiche, moderne e contemporanee di facile e medio repertorio, nonché su un approccio
sistematico alla musica d’insieme. L’allievo è posto nelle condizioni di decodificare gli aspetti
melodici, ritmici, dinamici, timbrici e armonici. Si persegue l’obiettivo di raggiungere nel corso
dell’anno conclusivo del triennio una maturazione complessivamente esaustiva, sempre e
comunque in relazione alle singole capacità e motivazioni di ciascun allievo.
Sussidi didattici
I sussidi didattici su cui si basa l’attività pianistica sono Beyer op. 101, Longo Tecnica pianistica
fascicolo IA, Duvernoy op. 176, Czerny op. 599, Il mio primo Bach, Trombone La scatola armoniosa
fascicolo I-II, Kabalevski op. 39, Schumann op. 68, Clementi Sonatine op. 36, Kaciaturian Album
per fanciulli, Chopin Valzer, Beethoven Sonatine e Bagatelle, Rota Album per l’infanzia, Bona
Solfeggi, Pozzoli Solfeggi parlati e cantati (I corso); materiale vario per musica d’insieme
(trascrizioni, elaborazioni).
Verifiche
Manifestazioni musicali sono promosse durante tutto il periodo scolastico, sotto forma di saggi, di
recitals, di concerti a carattere pubblico, sia solistici che d’insieme, di collaborazioni con le attività
promosse dall’Istituto e di concorsi. Costanti verifiche e relative valutazioni saranno operate al fine
di rilevare la capacità di lettura allo strumento, il controllo del medesimo nella pratica strumentale
solistica e collettiva, la capacità di autonome elaborazioni del materiale sonoro in forma creativa.
40
VIOLONCELLO
L’insegnamento strumentale, recita il D.M. n° 201 del 6 agosto 1999, costituisce integrazione
interdisciplinare ed arricchimento dell’insegnamento obbligatorio della educazione musicale nel
più ampio quadro delle finalità delle scuole medie e del progetto complessivo di formazione della
persona. Sviluppando l’insegnamento musicale, inoltre, si fornisce agli alunni, destinati a crescere
in un mondo fortemente segnato dalla presenza della musica come veicolo di comunicazione,
spesso soltanto subita, una maggiore capacità di lettura attiva e critica del reale, un’ulteriore
possibilità di conoscenza, espressione e coscienza, razionale ed emotiva, di sé.
Obiettivi
Dare un’alfabetizzazione musicale di base; sviluppare l’orecchio musicale ed il senso ritmico;
favorire un approccio naturale allo strumento; far acquisire le abilità tecniche elementari; ottenere
un buon controllo della condotta delle mani; ottenere un buon controllo dell’intonazione; far
acquisire un metodo di studio ordinato ed efficace; favorire la socializzazione mediante la musica
d’insieme
Contenuti
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
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
Impostazione del violoncello
Condotta dell’arco
Conoscenza delle diverse applicazioni delle dita in prima posizione
Controllo dell’intonazione
Studietti di agilità e difficoltà progressiva
Melodie ricreative
Teoria musicale
Solfeggio ritmico in chiave di basso
Musiche per due Violoncelli
Musiche per pianoforte e violoncello
Musiche per violoncello e flauto
Musiche per violoncello e chitarra
Musica d’insieme
Strumenti
Metodo Luigi Rossi per la teoria musicale; Dotzauer: Tecnica fondamentale del violoncello vol. I;
metronomo; spartiti musicali.
Verifica e valutazione
Continua ed in itinere.
41
ARTE E IMMAGINE
Lo studio della disciplina arte e immagine ha la finalità di sviluppare e di potenziare nell’alunno la
capacita di leggere e comprendere le immagini e le diverse creazioni artistiche, di esprimersi e
comunicare in modo personale e creativo, di acquisire sensibilità e consapevolezza nei confronti
del patrimonio artistico. Per far sì che la disciplina contribuisca allo sviluppo di tutti gli aspetti della
personalità dell’alunno è necessario che il suo apprendimento sia realizzato attraverso i nuclei
costitutivi del suo impianto epistemologico: sensoriale, linguistico-comunicativo, storico-culturale,
espressivo-comunicativo e patrimoniale.
Traguardi di sviluppo delle competenze al termine della scuola primaria
-
L’alunno utilizza gli elementi grammaticali di base del linguaggio visuale per
osservare,descrivere e leggere immagini statiche (quali fotografie, manifesti, opere d’arte) e
messaggi in movimento (quali spot, brevi filmati, video clip, ecc.).
Utilizza le conoscenze sul linguaggio visuale per produrre e rielaborare in modo creativo le
immagini attraverso molteplici tecniche.
Legge gli aspetti formali di alcune opere; apprezza opere d’arte e oggetti di artigianato
provenienti da altri paesi diversi dal proprio.
Conosce i principali beni artistico-culturali presenti nel proprio territorio, e mette in atto
pratiche di rispetto e salvaguardia.
Obiettivi di apprendimento
Percettivo-visivi; leggere; produrre.
Traguardi di sviluppo delle competenze al termine della scuola secondaria di primo grado
-
L’alunno padroneggia gli elementi della grammatica del linguaggio visuale, legge e comprende i
significati di immagini statiche e in movimento.
Legge le opere più significative prodotte nell’arte antica, medievale, moderna e
contemporanea, sapendole collocare nei rispettivi contesti storici, culturali e ambientali.
Riconosce gli elementi principali del patrimonio culturale, artistico e ambientale del proprio
territorio.
Realizza un elaborato personale e creativo applicando le regole del linguaggio visivo,
utilizzando tecniche e materiali differenti.
Descrive e commenta opere d’arte, beni culturali, immagini statiche e multimediali, utilizzando
il linguaggio verbale specifico.
Obiettivi di apprendimento
Percettivo-visivi; leggere e comprendere; produrre e rielaborare.
42
CORPO MOVIMENTO SPORT
Il corpo, il movimento e lo sport promuovono la conoscenza di sé, dell’ambiente e delle proprie
possibilità di movimento. Contribuiscono inoltre, alla formazione della personalità dell’alunno
attraverso la conoscenza e la consapevolezza della propria identità corporea, nonché della
necessità di prendersi cura della propria persona e del proprio benessere. Attraverso la
dimensione corporea e motoria l’alunno esprime istanze comunicative e a volte manifesta disagi di
varia natura che non riesce a comunicare con il linguaggio verbale. L’esperienza motoria deve
connotarsi come “vissuto positivo”, mettendo in risalto la capacità di fare dell’alunno, rendendolo
protagonista e consapevole delle competenze motorie. Deve inoltre realizzarsi come attività che
non discrimina, non annoia, non seleziona, ma apre alla partecipazione nel rispetto delle diversità.
Traguardi di sviluppo delle competenze al termine della scuola primaria
-
L’alunno acquisisce consapevolezza di sé attraverso l’ascolto del proprio corpo, la padronanza
degli schemi motori e posturali, sapendosi adattare alle variabili spaziali e temporali.
Utilizza il linguaggio corporeo e motorio per comunicare e esprimere i propri stati d’animo.
Sperimenta una pluralità di discipline sportive e di gestualità tecniche.
Si muove nell’ambiente rispettando alcuni criteri di sicurezza per sé e per gli altri.
Riconosce alcuni essenziali principi relativi al proprio benessere psico-fisico legati alla cura del
proprio corpo e a un corretto regime alimentare.
Comprende all’interno delle varie occasione di gioco e di sport il valore delle regole e
l’importanza di rispettarle.
Traguardi di sviluppo delle competenze al termine della scuola primaria
-
L’alunno, attraverso le attività di gioco motorio e sportivo, il saper fare e il saper essere, ha
costruito la propria identità personale e la consapevolezza delle proprie competenze motorie e
dei propri limiti.
Utilizza gli aspetti comunicativo-relazionali del linguaggio corporeo-motorio-sportivo, delle sue
funzioni e del consolidamento e dello sviluppo delle abilità motorie sportive.
Possiede conoscenze e competenze relative all’educazione alla salute alla prevenzione e alla
promozione di corretti stili di vita.
È capace di integrarsi nel gruppo, di cui condivide e rispetta le regole dimostrando di accettare
e rispettare l’altro.
È capace di assumersi responsabilità nei confronti delle proprie azioni e di impegnarsi per il
bene comune.
Sperimenta i corretti valori dello sport e la rinuncia a qualunque forma di violenza.
Obiettivi di apprendimento
Il corpo e le funzioni senso-percettive; il movimento del corpo e la sua relazione con lo spazio e il
tempo; usa il linguaggio del corpo come modalità comunicativo-espressiva; il gioco, lo sport, le
regole e il fair play; sicurezza e prevenzione, salute e benessere.
43
AREA STORICO-GEOGRAFICO-SOCIALE
L’area storico-geografico-sociale è composta dalle scienze che si occupano dello studio delle
società umane nello spazio e nel tempo: Storia, Cittadinanza e Costituzione e Geografia sono
strettamente collegate fra loro e al loro interno si articolano temi relativi agli studi sociali, i cui
scopi consentono di costruire percorsi strutturati su questioni e temi contemporanei. Tali
discipline rendono necessaria un’apertura costante al mondo per lo sviluppo delle competenze
relative alla cittadinanza attiva, che implichi la consapevolezza di far parte di una comunità
territoriale organizzata e la conoscenza dei principi fondamentali della costituzione e dei diritti
della persona riconosciuti dal consenso internazionale. Il processo di insegnamento e
apprendimento di tale area spinge l’alunno ad interrogarsi sul passato per pianificare progetti
inerenti al futuro e a capire il presente.
CITTADINANZA E COSTITUZIONE
Il D.L. n. 137/2008, convertito in Legge n. 169/2008, prevede all’art. 1 “l’acquisizione, nel primo e
nel secondo ciclo di istruzione, delle conoscenze e delle competenze relative a Cittadinanza e
Costituzione”. Nella scuola dell’Infanzia la disciplina rientra nel campo d’esperienza “il sé e l’altro”.
Attraverso l’educazione alla Cittadinanza basata sui valori della Costituzione, traspare l’esigenza di
rivalutare un sapere e una prassi per recuperare la perdita progressiva del senso di appartenenza e
per promuovere la costruzione del senso di legalità e lo sviluppo di un’etica della responsabilità.
Traguardi di sviluppo delle competenze al termine del primo ciclo di istruzione
L’alunno interiorizza e costruisce il senso di legalità e lo sviluppo di un’etica della responsabilità; si
avvia al recupero della perdita progressiva del senso di appartenenza ad una comunità; riconosce
e condivide le regole in famiglia, a scuola e nei rapporti interpersonali all’interno delle dinamiche
sociali.
Obiettivi per la scuola dell’infanzia
L’alunno analizza le emozioni, la loro espressione e le conseguenze sugli altri; costruisce tipologie
espressive e modelli di interrelazione rispettosi di sé e dei compagni; individua codici di
comportamento utilizzati in ambito familiare e scolastico.
Obiettivi per la scuola primaria
Riconoscere l’importanza delle regole in ogni contesto sociale e condividere a scuola e in famiglia;
apprendere il senso della legalità e porre le premesse per il dialogo interculturale; promuovere la
sicurezza stradale.
Obiettivi per la scuola secondaria di primo grado
Ipotizzare percorsi di graduale avvicinamento al rispetto delle regole, interpellando anche le
istituzioni preposte al recupero della devianza; collegare l’attività sportiva alla realizzazione di sé,
alla cooperazione con gli altri e al raggruppamento di obiettivi condivisi; stilare un elenco delle più
comuni infrazioni del codice della strada e dei pericoli che essa presenta, e programmare una serie
di azioni di orientamento.
44
STORIA
Obiettivo della storia è comprendere e spiegare il passato dell’uomo partendo dallo studio delle
testimonianze. In questo ambito acquisisce un rilievo centrale la trattazione di argomenti la cui
conoscenza è imprescindibile per tutti gli alunni, da qualsiasi luogo provengano: da Neolitico alla
Rivoluzione industriale, dalla storia dell’ambiente a quella dei processi di globalizzazione. La
conoscenza storica si forma e progredisce attraverso un incessante confronto fra punti di vista e
approcci metodologici diversi e favorisce negli alunni la formazione di un abito critico, di una
coscienza personale ed interpersonale. Il ragionamento critico sui fatti relativi alla storia italiana e
europea si rivela altamente positivo e costituisce una buona base per avviare il dialogo fra le
diverse componenti di una società multiculturale e multietnica e permette di aprire la scuola a un
confronto sereno ed educativo sui temi dell’identità e delle differenze culturali. L’alunno impara
così a confrontare società, a studiare la portata di fatti di grande ampiezza temporale e geografica,
impara ad usare la cronologia e dare sistematicità alle conoscenze studiate. La conoscenza
sistematica e diacronica della storia verrà realizzata fra il secondo biennio della primaria e la fine
della secondaria di primo grado. La scansione tra primaria e secondaria di primo grado e costituita
dalla caduta dell’impero romano d’occidente, mentre nel primo biennio della scuola secondario di
primo grado il percorso sarà compreso tra il Tardo Antico e la fine dell’Ottocento. L’ultimo anno
della scuola secondaria di primo grado viene dedicato allo studio della storia del Novecento.
Traguardi di sviluppo delle competenze al termine della scuola primaria
-
L’alunno conosce elementi significativi del passato nel suo ambiente di vita.
Conosce gli aspetti fondamentali della Preistoria della Protostoria e della Storia Antica.
Usa la linea del tempo per collocare un fatto o un periodo storico:
Conosce le società studiate come quella Greco e Romana, e individua le relazioni tra gruppi
umani e contesti spaziali.
Organizza la conoscenza tematizzando e usando semplici categorie.
Produce semplici testi storici; sa usare carte geo-storiche.
Sa raccontare i fatti studiati.
Riconosce le tracce storiche presenti sul territorio e comprende l’importanza del patrimonio
artistico e culturale.
Obiettivi di apprendimento
Organizzazione dell’informazione; uso dei documenti; strumenti concettuali e conoscenze;
produzione.
Traguardi di sviluppo delle competenze al termine della scuola secondaria di primo grado
-
L’alunno si informa in modo autonomo sui fatti e i problemi storici.
Conosce i momenti fondamentali della storia italiana, europea, moderna e contemporanea.
Ha elaborato un personale metodo di studio, comprende testi storici, ricava informazioni
storiche di fondo di vario genere e le sa organizzare in testi.
L’alunno si informa in modo autonomo sui fatti e i problemi storici.
Conosce i momenti fondamentali della storia italiana, europea, moderna e contemporanea.
Ha elaborato un personale metodo di studio, comprende testi storici, ricava informazioni
storiche di fondo di vario genere e le sa organizzare in testi.
Obiettivi di apprendimento
Uso dei documenti; strumenti concettuali e conoscenze; produzione.
45
GEOGRAFIA
La geografia è la scienza che studia la realtà che ci circonda, vicina e lontana, nei suoi diversi
aspetti, si occupa dell’ambiente in cui gli uomini vivono, le trasformazioni che gli uomini operano
nell’ambiente, i modi di vita degli uomini in ambienti diversi, quindi i processi attivati dalle
collettività nelle loro relazioni con la natura. Tali processi nel corso del tempo hanno trasformato
l’ambiente e hanno “costruito” il territorio nel quale oggi viviamo. L’irrinunciabile opportunità
formativa che la geografia offre è, appunto, quella di abituare i ragazzi a osservare la realtà da
diversi punti di vista. Fare geografia a scuola vuol dire quindi formare cittadini del mondo
consapevoli, autonomi, responsabili e critici, che sappiano convivere con il loro ambiente e
sappiano modificarlo in modo creativo e sostenibile, guardando al futuro.
Traguardi di sviluppo delle competenze al termine della scuola primaria
-
L’alunno si orienta nello spazio circostante e sulle carte geografiche.
Comprende che lo spazio geografico è un sistema territoriale, costruito da elementi fisici e
antropici.
Conoscere gli elementi caratterizzanti dei paesaggi (montagna, collina, pianura, vulcani, ecc.)
Conosce e localizza i principali “oggetti” geografici fisici e antropici.
Ricava informazioni geografiche da fonti (cartografiche, fotografiche, artistico letterarie.)
Obiettivi di apprendimento
Orientamento; carte mentali; linguaggio della geo-graficità; paesaggio; regione; territorio e
regione.
Traguardi di sviluppo delle competenze al termine della scuola secondaria di primo grado
-
L’alunno osserva, legge e analizza sistemi territoriali vicini e lontani.
Utilizza in modo opportuno concetti geografici (ubicazione, ambiente, territorio,paesaggio)
carte geografiche, fotografiche, dati statistici.
Sa agire e muoversi concretamente, facendo ricorso a carte mentali.
Sa aprirsi al confronto con l’altro superando stereotipi e pregiudizi. Riconosce nei paesaggi gli
elementi fisici significativi e le emergenze storiche, artistiche,come patrimonio naturale e
culturale da tutelare e valorizzare.
Obiettivi di apprendimento
Carte mentali; concetti geografici e conoscenza; ragionamento spaziale; linguaggio della geograficità; immaginazione geografica; metodi, tecniche, strumenti propri della geografia.
46
AREA MATEMATICO-SCIENTIFICO-TECNOLOGICA
Le conoscenze matematiche, scientifiche e tecnologiche contribuiscono alla formazione culturale
delle persone e delle comunità, sviluppando le capacità di mettere in rapporto il pensare e il fare e
offrendo strumenti adatti a percepire, interpretare e collegare fra loro fenomeni naturali, concetti
e artefatti, costruiti dall’uomo, eventi quotidiani. Lo sviluppo di un’adeguata competenza
scientifica, matematica, tecnologica di base consente di acquisire capacità di critica e di giudizio e
di leggere e valutare le informazioni che la società di oggi offre in abbondanza. L’area è articolata
in tre filoni curricolari – matematica, scienze naturali e sperimentali, tecnologia – che si devono
intendere collegati e interagenti tra loro e con le altre aree culturali. Elemento fondamentale di
tutte le discipline dell’area è il laboratorio inteso sia come luogo fisico sia come momento in cui
l’alunno opera attivamente.
MATEMATICA
La matematica ha un ruolo specifico nello sviluppo della capacità di operare e comunicare con
linguaggi formalizzati e di utilizzare tali linguaggi per rappresentare e costruire modelli di relazioni
fra oggetti ed eventi. Caratteristica della pratica matematica è la risoluzione di problemi che
l’alunno gradualmente imparerà ad affrontare con determinazione, rappresentando le situazioni in
diversi modi congetturando soluzioni e risultati, individuando strategie risolutive. Nel primo ciclo
l’alunno comincia a controllare il processo risolutivo di problemi e a confrontare i risultati con gli
obiettivi. Nel secondo ciclo si svilupperà un’attività più propriamente di esperienziale
ne,formalizzazione, generalizzazione. L’uso di calcolatrice e computer saranno opportunamente
incoraggiate fin dal primo ciclo per verificare la correttezza di calcoli mentali e scritti.
Traguardi di sviluppo delle competenze al termine della scuola primaria
L’alunno ha un atteggiamento positivo rispetto alla matematica avendo capito che la stessa è utile
per operare nella realtà e si muove con sicurezza nel calcolo scritto e mentale. Percepisce e
rappresenta forme, relazioni e strutture che si trovano in natura, utilizzando strumenti per il
disegno geometrico e strumenti di misura. Descrive e classifica figure in base a caratteristiche
geometriche. Affronta problemi con strategie diverse. Riesce a risolvere semplici problemi.
Obiettivi di apprendimento al termine della classe terza e quinta della scuola primaria
Numeri; spazio e figure; relazioni, misure, dati e previsioni.
Traguardi di sviluppo delle competenze al termine della scuola secondaria di primo grado
L’alunno, attraverso esperienze in contesti significativi, ha rafforzato un atteggiamento positivo
rispetto alla matematica e ha compreso che gli strumenti matematici sono utili per operare in
molte situazioni della realtà; ha consolidato le conoscenze acquisite e sa argomentare su esse.
Rispetta i punti di vista diversi dal proprio; è capace di sostenere le proprie convinzioni
argomentandole ma accetta anche di cambiare opinione, riconoscendo le corrette
argomentazioni. Valuta le informazioni sviluppando senso critico. Riconosce e risolve problemi di
vario genere e confronta procedimenti diversi. Usa correttamente il linguaggio specifico.
Obiettivi di apprendimento della classe terza della scuola secondaria di primo grado
Numeri; spazio e figure; relazioni, misure, dati e previsioni.
47
SCIENZE NATURALI E SPERIMENTALI
Un efficace insegnamento/apprendimento delle scienze è un’interazione diretta degli alunni con
gli oggetti e le idee coinvolti nell’osservazione e nello studio. Il coinvolgimento diretto rafforza e
sviluppa la comprensione e la motivazione, attiva il lavoro operativo e mentale; aiuta a individuare
problemi significativi e a prospettarne soluzioni. Particolare cura deve essere dedicata
all’acquisizione dell’uso di linguaggi e strumenti appropriati. Le diverse discipline scientifiche
condividono un approccio alla conoscenza che caratterizza, fin dall’inizio, i percorsi di
apprendimento. È importante guidare i ragazzi ad apprezzare affinità e diversità significative
nell’evoluzione storica di saperi così diversi eppure fra loro interdipendenti. L’avvio alla
conoscenza scientifica di base parte fin dai primi anni, muovendo da situazioni concretamente
accessibili. Negli anni successivi si guideranno gli alunni all’appropriazione graduale di contenuti e
metodi di indagini via via più specifici.
Traguardi di sviluppo delle competenze al termine della scuola primaria
L’alunno ha capacità operative per un approccio scientifico ai fenomeni. Fa riferimento in modo
pertinente alla realtà. Si pone domande esplicite e individua problemi significativi. Da solo o in
collaborazione con insegnanti e compagni osserva, registra, classifica e schematizza. Analizza e
racconta in forma chiara ciò che ha fatto e imparato. Rispetta l’ambiente scolastico, sociale e
naturale. Ha cura del proprio corpo con scelte adeguate di comportamenti e abitudini alimentari.
Obiettivi di apprendimento al termine della classe terza e quinta della scuola primaria
Sperimentare con oggetti e materiali; osservare e sperimentare sul campo; l’uomo, i viventi e
l’ambiente.
Traguardi di sviluppo delle competenze al termine della scuola secondaria di secondo grado
L’alunno ha padronanza di tecniche di sperimentazione, di raccolta e di analisi dati sia in situazioni
di osservazione sia in situazioni controllate di laboratorio. Utilizza strumenti matematici e
informatici in uno stesso contesto. Affronta e risolve situazioni problematiche sia in ambito
scolastico che nell’esperienza quotidiana. Ha una visione organica del proprio corpo come identità
giocata tra permanenza e cambiamento, tra potenzialità e limiti. Ha una visione globale
dell’ambiente di vita come sistema dinamico di specie viventi che interagiscono tra loro; adotta
atteggiamenti responsabili verso i modi di vita e l’uso delle risorse.
Obiettivi di apprendimento
Fisica e chimica; astronomia e scienze della terra; biologia.
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TECNOLOGIA
La tecnologia studia e progetta i dispositivi, le macchine e gli apparati che sostengono
l’organizzazione della vita sociale ma anche nuove forme di controllo e gestione dell’informazione
e della comunicazione. Nella prima accezione i dispositivi, macchine e apparati vengono esplorati e
studiati nei loro aspetti costruttivi e progettuali. Nella seconda accezione la tecnologia esplora le
potenzialità dell’informatica che introduce nuove possibilità nell’insegnamento/apprendimento di
tutte le discipline, dando concretezza operativa, rappresentativa e comunicativa anche a concetti
puramente astratti. Le scelte di metodo e contenuto devono esser basati su esempi significativi e
accessibili, coerentemente sviluppati attraverso i diversi livelli di scolarità. È importante offrire agli
alunni, fin dai primi anni, significative opportunità di progettazione, costruzione e utilizzazione di
oggetti e procedimenti operativi, utilizzando materiali e strumenti di lavoro di facile reperibilità
nell’ambito della vita quotidiana. In questo contesto la graduale competenza nell’uso di specifici
strumenti informatici e di comunicazione potrà consentire agli alunni di sviluppare le proprie idee
presentandole con accuratezza e rielaborandole.
Traguardi di sviluppo delle competenze al termine della scuola primaria
L’alunno usa oggetti e strumenti coerentemente con le loro funzioni. Realizza oggetti seguendo
una definita metodologia progettuale. Esamina oggetti e processi in relazione all’impatto con
l’ambiente. È in grado di usare le nuove tecnologie e i linguaggi multimediali per sviluppare il
proprio lavoro in più discipline.
Obiettivi di apprendimento
Esplorare il mondo fatto dall’uomo; interpretare il mondo fatto dall’uomo.
Traguardi di sviluppo delle competenze al termine della scuola secondaria di primo grado
L’alunno è in grado di descrivere e classificare utensili e macchine, cogliendone diversità e
similitudini. Conosce le relazioni forma/funzione/materiali. E’ in grado di realizzare un semplice
progetto. Esegue rappresentazione grafica in scala. Inizia a capire i problemi legati alla produzione
di energia, sviluppando sensibilità verso i problemi ambientali ad essa connessi. E’ in grado di
usare le nuove tecnologie e i linguaggi multimediali.
49
CURRICOLO TRASVERSALE
Antropologico
Osservare, individuare,
riconoscere, descrivere,
analizzare, confrontare
Matematico –
Scientifico
Linguistico – Artistico
Espressivo
Progettare, controllare,
trasferire, intuire,
immaginare, verificare,
valutare
Riconoscere, produrre,
comunicare
COMPETENZE
DI AMBITO
COMPETENZE
TRASVERSALI ALLE
DISCIPLINE
Rispetto delle regole
Metodo di studio
Partecipazione
Impegno
Capacità Relazionali
50
Il primo carattere del curricolo è la trasversalità, il coordinamento cioè tra
discipline. Esse vengono a costituire un insieme organico che si propone una precisa
funzione formativa. Le discipline e i saperi si raccordano orizzontalmente intorno a
principi di formazione cognitiva, di acquisizione di competenze. Accanto a questo
aspetto orizzontale, si pone quello verticale relativo allo sviluppo altrettanto
organico del curricolo nella sua scansione per gradi di scuola. Organicità significa qui
continuità e coerenza, pur nella progressione attraverso differenti età; significa
crescita degli assi culturali, didattici, epistemologici che sono alla base del curricolo.
L’Istituto Comprensivo Statale N. 1 Rossano ha voluto individuare, all’interno
del suo curricolo verticale, tre tematiche comuni ai diversi gradi di scuola e cioè
“Ambiente, Intercultura, Legalita”. Attraverso l’ampliamento dell’offerta formativa si
intende:
 Costruire una scuola capace di educare ad una cittadinanza inclusiva, attiva,
partecipe e responsabile.
 Tracciare le basi per la conoscenza, attraverso la curiosità ed il confronto tra
culture ed interessi diversi.
 Far acquisire la consapevolezza che ciascuno è portatore di diritti inalienabili,
ma anche di doveri nei confronti di se stesso, degli altri e dell’ambiente.
 Favorire l’accoglienza, l’inserimento e la socializzazione attraverso un processo
di integrazione e di consolidamento delle competenze linguistiche e socioemozionali.
 Insegnare a convivere in armonia con le diversità, siano esse di origine
culturale, sociale, di razza, di religione, di abilità motorie e psichiche.
 Promuovere la convivenza democratica ed il rispetto delle norme.
 Favorire lo sviluppo e l’acquisizione dell’identità personale, civile e sociale.
 Ridurre le difficoltà scolastiche degli alunni, favorendo l’autostima e
l’inserimento all’interno del gruppo.
Metodologia – Mezzi - Strumenti
La metodologia sarà centrata sul rispetto delle intelligenze multiple e dei
diversi stili cognitivi degli alunni. Promuoverà il lavoro cooperativo, poiché esso
favorisce l’integrazione degli alunni, lo sviluppo delle competenze sociali e valorizza
la sezione/classe come comunità di apprendimento.
51
Verifica e valutazione
Il momento della valutazione assume particolare importanza al fine di
verificare la ricaduta nei destinatari del corso nell’ambito del percorso formativo
progettato e valutare la coerenza tra quest’ultimo ed i risultati complessivi realizzati
nonché la trasferibilità dell'esperienza in altri contesti. La valutazione
dell’apprendimento sarà effettuata attraverso verifiche formative in itinere con rapidi
quesiti orali diretti al gruppo durante le lezioni partecipate, anche utilizzando
strumenti multimediali e verifiche sommative a conclusione di ciascuna fase. In tal
modo si verificherà il raggiungimento degli obiettivi disciplinari specifici di ciascuna
fase ed il livello raggiunto nel percorso formativo, al fine di certificare le competenze
conseguite, capitalizzabili e spendibili in altri percorsi di formazione e/o di lavoro.
Traguardi di sviluppo delle competenze
 L’alunno partecipa attivamente alla vita sociale della scuola dimostrando di
aver interiorizzato il senso di legalità, il rispetto dell’ambiente e di aver
acquisito l’etica della responsabilità;
 l’alunno, rispettando le regole e le diversità, siano esse di origine culturale,
sociale, religiosa o fisica, dimostra l’accettazione dell’altro, del diverso,
considerando questo come risorsa.
PROGETTI
“Bambino oggi…Cittadino domani”
Obiettivo: promuovere la diffusione della cultura della legalità tra i giovani e contribuire alla
costruzione della loro identità’ quali futuri cittadini.
Il percorso è rivolto a tutti gli alunni della scuola. Saranno previsti obiettivi e contenuti specifici
calibrati secondo il grado scolastico di appartenenza.
52
“Ri-Ambientiamoci”
Obiettivo: stimolare negli alunni la conoscenza, la riflessione e il rispetto delle dinamiche
ambientali, per educare ad un corretto atteggiamento verso l’ambiente.
Il percorso è rivolto a tutti gli alunni della scuola. Saranno previsti obiettivi e contenuti specifici,
calibrati secondo il grado scolastico di appartenenza.
“Teatrando col mondo”
Obiettivo: conoscere ed usare diversi tipi di linguaggio (verbale, sonoro, corporeo, fantastico) che
consentano al bambino di comprendere la realtà sempre più complessa e multietnica e lo aiutino
ad assumere consapevolezza delle proprie capacità.
Il percorso è rivolto a tutti gli alunni della scuola. Saranno previsti obiettivi e contenuti specifici,
calibrati secondo il grado scolastico di appartenenza.
Le idee progettuali inerenti l’ampliamento dell’offerta formativa, saranno proposte e realizzate
durante l’intero anno scolastico e saranno in continuità e trasversalità con i contenuti del curricolo
orizzontale.
53
INTEGRAZIONE SCOLASTICA
I principi educativi a cui la Scuola si ispira, in una società che punta all’individualismo ed al
protagonismo, sono la valorizzazione delle diversità e l’inclusione in una prospettiva ecosistemica
e di “cura” della persona–allievo. Il processo di integrazione degli alunni diversamente abili e con
difficoltà di apprendimento coinvolge tutta la comunità scolastica e si realizza mediante attività di
cooperazione tra scuola, enti Locali e famiglia. Nell’anno scolastico in corso 2012/2013, le risorse
assegnate alla scuola sono sufficienti a soddisfare i bisogni fin qui accertati. Nell’Istituto
Comprensivo N. 1 Rossano operano: n. 2 insegnanti specializzate per le attività di sostegno (EH)
per la scuola secondaria di primo grado, n. 20 insegnanti specializzate per le attività di sostegno
(18 EH e 2 DH), di cui una con nomina di 20 ore per la scuola primaria, n. 1 insegnante specializzata
per le attività di sostegno (CH) per la scuola dell’infanzia. Sono di supporto all’azione educativa
anche n. 11 assistenti alla persona per gli alunni con maggiori difficoltà.
Quadro degli alunni diversamente abili inseriti nelle classi
Scuola Secondaria di 1° grado
PLESSI
CLASSI
I
2
1
Da Vinci
Amica
II
0
0
III
2
0
Scuola Primaria
PLESSI
CLASSI
I
II
III
IV
V
S. Domenico
1
1
4
0
1
S. Chiara
0
1
0
1
0
G. Rizzo
0
0
0
2
0
Via Margherita
Frasso
0
4
2
0
2
1
0
0
0
0
Petra
1
1
5
1
2
Nubrica
1
0
0
0
0
Scuola dell’Infanzia
PLESSO
SEZIONE
G. Rizzo
1
54
Per quanto riguarda gli alunni diversamente abili, la scuola si pone come finalità della
progettazione educativa lo sviluppo dell’alunno nella comunicazione, nella relazione, nella
socializzazione, nell’apprendimento. A ciascuno viene assicurato un percorso formativo
personalizzato, sempre nella logica dell’integrazione e della piena attuazione del diritto allo studio.
I docenti specializzati per le attività di sostegno, tenuto conto della Diagnosi Funzionale prodotta
dallo specialista dell’ASP di competenza e del contesto relazionale dell’alunno, redigono il P.E.I.
(Piano Educativo Individualizzato) e, nell’attuazione dell’attività didattico – educativa, si
raccordano con i seguenti operatori:
- docenti della classe in cui è inserito l’alunno; èquipe multidisciplinare; assistenti alla persona.
I docenti di classe, nell’ambito del monte – ore attribuito a ciascun alunno, predispongono il lavoro
nel seguente modo:
- programmano con particolare cura l’accoglienza degli alunni, progettando percorsi di
integrazione condivisi con gli insegnanti specializzati per le attività di sostegno;
- individuano il canale comunicativo privilegiato da cui partire per programmare percorsi
didattici che integrino il più possibile le risorse di tutti;
- rispondono alle esigenze di ciascun alunno organizzando l’attività secondo un modello
articolato e flessibile che utilizzi tutte le risorse umane a sostegno del processo di integrazione;
- predispongono un ambiente educativo di apprendimento positivo favorendo le relazioni,
l’accettazione dell’Altro e la valorizzazione delle risorse di ciascuno;
- fanno leva sull’affettività partendo dal vissuto personale;
- predispongono l’orario in modo da garantire, attraverso le varie figure specialistiche, una
copertura adeguata soprattutto per i casi più gravi;
- prendono spunto dalle attività svolte nella classe/sezione per attuare le attività programmate,
al fine di rendere il bambino diversamente abile partecipe alla vita della classe/sezione;
- coinvolgono la famiglia ed i Centri socio – educativi nel Progetto Educativo, per avere una
continuità di intenti che affianchi, supporti e prosegua il lavoro della scuola, al fine di
salvaguardare il bambino nella sua globalità;
- offrono un ventaglio di modalità conoscitive attraverso l’uso di linguaggi diversi ed attività
laboratoriali.
Gruppo di lavoro H d’Istituto
Nell’Istituto Comprensivo opera il GLHI, istituito ai sensi della C.M. n.258 del 1993. Il GLHI è
coordinato dal Dirigente Scolastico ed è composto da un referente dell’ASP, da un referente della
componente genitori, da un docente specializzato per le attività di sostegno ed un docente
curriculare per tutti e tre gli ordini di scuola, e dall’insegnante incaricato della Funzione
Strumentale Area 5. Il GLHI si propone di favorire l’integrazione degli alunni diversamente abili
attraverso percorsi individualizzati che mirano al recupero del deficit ed allo sviluppo di tutte le
potenzialità, ponendosi in continuità con la famiglia e sollecitando la stessa a lavorare in sinergia
con la scuola. La situazione complessiva nell’ambito dell’Istituto (numero alunni H, tipologia della
disabilità, classi coinvolte), viene analizzata nel GLHI. Inoltre, sempre nel GLHI, si analizzano le
risorse dell’Istituto, sia umane che materiali, si formulano proposte per la formazione e
l’aggiornamento, si definiscono le modalità di passaggio e di accoglienza degli alunni. Il percorso
scolastico di ogni alunno diversamente abile è accompagnato dalla compilazione, partecipata e
collaborativa tra le diverse figure, dei seguenti documenti funzionali allo sviluppo di ciascuno
alunno:
- Diagnosi Clinico-Funzionale redatta dall’Unità Multidisciplinare dell’ASP. Il documento
determina il livello di funzionalità e di sviluppo dell’alunno in diverse aree di base, utile per
55
l’assegnazione delle forme di sostegno per l’anno successivo;
- Profilo Dinamico – Funzionale. Il documento analizza lo sviluppo potenziale a breve, medio e
lungo termine riferito a parametri cognitivi, motorio-prassici, affettivo-relazionali;
- Piano Educativo Individualizzato ( P.E.I.) di durata annuale, che è il risultato del lavoro di
collaborazione tra scuola, famiglia, specialisti e servizi sociali. E’ il documento nel quale
vengono descritti gli interventi integrati ed equilibrati tra loro, predisposti per l’alunno in un
determinato periodo di tempo, al fine della realizzazione del suo diritto all’educazione e
all’istruzione. Nel P.E.I. viene individuata la situazione di partenza dell’alunno e le sue
potenzialità in merito al suo apprendimento scolastico e alla sua autonomia personale.
Inoltre nel documento sono definiti anche:
1. gli obiettivi educativi – riabilitativi perseguibili in uno o più anni;
2. le forme di apprendimento e di integrazione tra le attività scolastiche ed extrascolastiche;
3. i metodi, i materiali ed i sussidi con cui organizzare le proposte di intervento;
4. le modalità ed i tempi di scansione degli interventi previsti;
5. le modalità e la periodicità della valutazione.
Gruppo di lavoro H
Il GLH si riunisce per effettuare la valutazione iniziale e finale di ogni singolo alunno, e per risolvere
eventuali situazioni problematiche insorte durante l’anno scolastico. Il GLH è composto da un
referente ASP (psicologo o terapista), da un docente specializzato per le attività di sostegno ed un
docente curriculare di ogni alunno diversamente abile, dai genitori e dal docente incaricato della
Funzione strumentale Area 5 che predispone, d’intesa con il Dirigente Scolastico e gli operatori
dell’ASP, la calendarizzazione degli incontri che vengono presieduti e verbalizzati dallo stesso.
Nella nostra scuola l’istituzione della Funzione strumentale per l’integrazione scolastica è una
risorsa aggiuntiva che contribuisce, in collaborazione con il Dirigente Scolastico e le altre Funzioni
strumentali, all’attuazione di una piena integrazione di tutti gli alunni diversamente abili.
Disturbi specifici di apprendimento
Per quanto riguarda i Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA) la nostra scuola, a garanzia del
diritto allo studio dei minori, realizza interventi didattico – educativi individualizzati attraverso la
redazione del Piano Didattico Personalizzato. Inoltre attiva:
- screening in particolare agli alunni dell’ultimo anno della scuola dell’infanzia, per
l’individuazione precoce dei suindicati disturbi specifici di apprendimento, previa
autorizzazione dei genitori;
- la formazione del corpo docente sulle strategie educativo – didattiche di potenziamento e di
aiuto compensativo, sulla gestione della classe con alunni con DSA, su forme adeguate di
verifica e di valutazione.
Integrazione alunni stranieri
Allo scopo di favorire la frequenza e l’integrazione scolastica degli alunni stranieri il nostro Istituto
si propone di creare un clima di accoglienza tale da ridurre al minimo la percezione di sé come
minoranza; facilitare l’apprendimento linguistico; inserire nelle discipline approfondimenti storici,
geografici e religiosi riguardanti i paesi di provenienza degli alunni stranieri; attingere dal
patrimonio letterario ed artistico del Paese o dell’area di riferimento, per valorizzare le radici
culturali. Alla base della nostra progettazione vi è, quindi, una didattica interculturale per la
costruzione di una cittadinanza attiva in uno scenario di pluralità culturale fondata sui diritti
umani.
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PROGRAMMA OPERATIVO NAZIONALE 2007/2013
La Programmazione dei Fondi Strutturali Europei 2007/2013 prevede l’utilizzo di risorse
europee e nazionali da parte di Regioni dell'Unione Europea che presentano maggiori criticità e
ritardi di sviluppo, allo scopo di colmare il divario con i paesi più avanzati.
I Fondi strutturali sono assegnati per raggiungere obiettivi di servizio, tra i quali
incrementare le dotazioni tecnologiche e le reti delle istituzioni scolastiche, il numero di laboratori
per migliorare l'apprendimento delle competenze chiave, in particolare quelle matematiche,
scientifiche e linguistiche tramite la realizzazione di laboratori di settore, e potenziare infine gli
ambienti per l’autoformazione e la formazione degli insegnanti.
P.O.N. 2012/2013
Coerentemente con le specifiche priorità e con la progettazione definite dagli organi
collegiali di indirizzo e gestione della scuola ed espressi nel Piano dell'Offerta Formativa per l'a.s.
2012/2013, il nostro Istituto intende perseguire i seguenti obiettivi:
“COMPETENZE PER LO SVILUPPO”
OBIETTIVO G “MIGLIORARE I SISTEMI DI APPRENDIMENTO
DURANTE TUTTO L’ARCO DELLA VITA”
AZIONE 1 “INTERVENTI FORMATIVI FLESSIBILI FINALIZZATI
AL RECUPERO DELL’ISTRUZIONE DI BASE PER GIOVANI E ADULTI”
CODICE IDENTIFICATIVO G1.FSE.2011.13
OBIETTIVO G “MIGLIORARE I SISTEMI DI APPRENDIMENTO
DURANTE TUTTO L’ARCO DELLA VITA”
AZIONE 4 “INTERVENTI DI FORMAZIONE
DEGLI ADULTI SULL’UTILIZZO DEI SERVIZI DIGITALI”
CODICE IDENTIFICATIVO G4.FSE.2011.4
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VALUTAZIONE E MONITORAGGIO P.O.F.
Il Piano dell’Offerta Formativa viene controllato e aggiornato attraverso una serie di
modalità valutative:
a) Valutazione degli esiti formativi interna agli organi collegiali:
verifica bimestrale in sede di consiglio d’interclasse e d’intersezione, con la
partecipazione del genitore eletto rappresentante;
verifica quadrimestrale, in sede di Collegio Docenti: gli insegnanti di classe e di
sezione, i coordinatori della programmazione didattica, i responsabili di plesso
relazionano sugli esiti della programmazione, sull’andamento delle classi e
delle sezioni, sulle attività svolte nei plessi;
verifica annuale in sede di Consiglio di Circolo, per gli aspetti di sua
competenza: l’art.17, del Regolamento interno, prevede infatti che la relazione
annuale, predisposta dalla Giunta Esecutiva, sia oggetto di discussione ed
approvazione in apposita seduta del Consiglio.
b) Valutazione didattica volta a rilevare i processi e gli esiti dell'apprendimento
prove di verifica rapportate agli obiettivi della programmazione didattica;
- prove orali: interrogazioni, domande quiz, associazione logiche, calcoli
mentali;
- prove scritte: temi, dettati, riassunti, esercizi, problemi, questionari a
risposta chiusa e aperta, tabelle di completamento e di relazione, cloze;
- prove pratiche: esecuzione di consegne, prestazioni in situazioni assegnate;
- prove grafiche: completamento di figure, grafici, disegni, colorazione di
figure, tabelle;
prove di verifica di lingua italiana e di matematica comuni a tutte le classi
parallele, rapportate agli indicatori del documento di valutazione e concordate
tra tutti gli insegnanti delle classi interessate;
controllo dei processi di apprendimento mediante:
osservazioni degli insegnanti in situazioni quotidiane
griglie di rilevazione delle abilità sociali, del comportamento di lavoro, delle
abilità di studio.
c) Autoanalisi d’istituto
questionario alle famiglie per la rilevazione di dati informativi sull’utenza,
grado di soddisfazione del servizio erogato, aspettative nei confronti della
scuola.
scheda monitoraggio POF scuola dell’infanzia, scuola primaria e secondaria di
primo grado.
58
RAPPORTI CON IL TERRITORIO
L’Offerta Formativa è caratterizzata anche da una diversificata ed organica rete di rapporti con il
territorio. Si mira ad ampliare e diversificare l’attività volta alla conoscenza del contesto sociale,
culturale, economico-produttivo, ambientale naturalistico sino a giungere a mettere in atto vere e
proprie campagne di sensibilizzazione etica, sociale e culturale: salute, sicurezza, tutela dei diritti
dell’infanzia, adozione a distanza, multiculturalità, valorizzazione delle attività produttive, dei beni
culturali e ambientali naturalistici, nonché delle tradizioni e dei valori propri delle popolazioni del
nostro territorio. Tali rapporti e la progettazione del loro sviluppo rappresentano una parte
qualificante del Piano dell’Offerta Formativa.
Obiettivi dell’azione della scuola
 Coinvolgere gli Enti esterni per mettere a disposizione degli alunni proposte didattiche
congruenti con le finalità educative “dell’ambiente scuola”.
 Valorizzare le competenze professionali di quanti operano all'interno delle Associazioni.
 Valorizzare l'opera di volontariato dell'associazionismo.
 Sviluppare ulteriormente iniziative coordinate tra i vari plessi.
Soggetti esterni con i quali la Scuola intende collaborare
 ACI, VIGILI URBANI, POLIZIA STRADALE  attività di educazione stradale
 VIGILI DEL FUOCO – PROTEZIONE CIVILE - C.R.I.  attività di educazione alla sicurezza
 CONI, ASS. SPORTIVE, RICREATIVE, DI VOLONTARIATO, COOPERATIVE  attività ludiche, motorie, di gioco
sport, iniziative di prevenzione dell’insuccesso scolastico
 REGIONE, COMUNE, PROVINCIA, CORPO FORESTALE, COOPERATIVE, ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE, AZIENDE
AGRITURISTICHE, AZIENDE RACCOLTA RIFIUTI,  attività di educazione ambientale
 ASSOCIAZIONI MUSICALI  attività di drammatizzazione
 REGIONE, COMUNE, PROVINCIA, ASL, TELEFONO AZZURRO, UNICEF  tutela dei diritti dell’infanzia
 PRO LOCO, BIBLIOTECA CIVICA, MUSEI  valorizzazione delle risorse del territorio
Condizioni organizzative
 Definizione delle modalità di intervento mediante precisi strumenti di concertazione:
conferenze di servizio, accordi di programma, protocolli di intesa … con l’Ente locale, Enti
esterni, Associazioni, Cooperative, Privati...
 Coinvolgimento di tutte le componenti interessate all’integrazione tra Scuola e Territorio:
o nella Scuola: alunni, insegnanti, personale non docente, genitori;
o nel Territorio: Comune, Associazioni, Enti, Privati ...
 Conoscenza reciproca, comunicazione chiara e gratificante, collaborazione costruttiva tra
bambino/bambino, bambino/adulto, adulto/adulto.
 Elaborazione di percorsi formativi comuni .
Raccordo tra scuola ed enti pubblici territoriali
I rapporti fra l'Istituzione Scolastica e gli Enti territoriali sono improntati alla massima
collaborazione allo scopo di promuovere un impiego efficace ed integrato delle risorse umane e
finanziarie che gli EE.LL. mettono a disposizione della scuola.
59
Comune
Il Collegio, nel prendere atto che il Comune ha garantito, nei decorsi anni scolastici, il servizio
scuolabus anche per la realizzazione delle visite guidate, e il servizio di mensa per gli alunni della
scuola dell’infanzia e per gli alunni frequentanti le scuole a tempo pieno, chiede
 una regolare, puntuale erogazione degli altri servizi di competenza e una maggiore
disponibilità a reperire risorse per meglio qualificare l'offerta formativa della scuola;
 auspica una sempre migliore intesa non solo sul piano dei rapporti istituzionali, ma anche sul
piano operativo.
Provincia
Il collegio dei docenti assume l’impegno di predisporre, ai sensi delle vigenti direttive provinciali,
ipotesi progettuali, anche in raccordo con l’Ente Locale, l’ASP ed altre Istituzioni Scolastiche
finalizzate a potenziare le risorse strumentali del Circolo e conseguentemente ad arricchire
l’offerta formativa.
Regione
Il collegio dei docenti assume l’impegno di predisporre, ai sensi delle Leggi Regionali vigenti,
ipotesi progettuali finalizzate a potenziare le risorse strumentali della Scuola e conseguentemente
ad arricchire l’Offerta Formativa.
ASP
Il Collegio
 riconosce la validità delle prestazioni offerte dall’U.O.T e dal suo referente, nei passati anni
scolastici a livello di integrazione degli alunni diversamente abili;
 s’impegna a promuovere iniziative atte a dare risposte alle problematiche del disagio, del
bullismo e della violenza.
Collaborazione tra scuola e soggetti esterni
La collaborazione tra Scuola e soggetti privati, organismi associativi pubblici e privati dovrà essere
sottoposta all’attenzione del Dirigente Scolastico e all’approvazione degli Organi Collegiali della
scuola e dovrà essere completamente aperta a tutti gli alunni che vorranno parteciparvi.
Raccordo in rete con altre istituzioni scolastiche
Per raggiungere gli obiettivi previsti dal Piano dell'Offerta Formativa, la Scuola può stipulare
accordi, intese e convenzioni con altre istituzione scolastiche del territorio. Tali accordi sono
finalizzati alla promozione di iniziative di continuità; alla valorizzazione e al pieno utilizzo di
risorse professionali in servizio presso altre istituzione scolastiche; alla realizzazione di progetti.
60
RAPPORTI CON LE FAMIGLIE
Una scuola che si propone come servizio pubblico non può prescindere dall'identificare la propria
utenza, dal rappresentarsene i bisogni, dal riconoscerne i diritti, dal sollecitarne ed accoglierne le
proposte. La famiglia - “sede primaria dell’educazione del bambino” - entra nella scuola a pieno
titolo, condividendone responsabilità e impegni nel rispetto reciproco di competenze e ruoli.
È COMPITO DELLA SCUOLA:
-
formulare le proposte educative e didattiche,
fornire informazioni chiare e leggibili,
rendere conto periodicamente degli apprendimenti dei singoli alunni e del loro progredire
nel profitto e nel comportamento,
individuare modalità, frequenza, durata delle iniziative tese al sostegno e al recupero dei
soggetti in situazione di handicap, svantaggio, disagio, difficoltà…
È COMPITO DELLA FAMIGLIA:
-
intervenire alle assemblee e alle riunioni indette dalla scuola;
tenersi informata delle iniziative della scuola;
discuterle e contribuire al loro arricchimento e alla loro realizzazione sia sul piano ideativo
che operativo;
sostenere i bambini nel mantenimento degli impegni assunti a scuola;
partecipare ai colloqui individuali;
LA COMUNICAZIONE SCUOLA/FAMIGLIA SI REALIZZA MEDIANTE:
- momenti assembleari che rispondono alle esigenze di dibattito, di proposta, di confronto;
- colloqui individuali a cui la scuola attribuisce una funzione essenziale per comunicare, in un
clima disteso e nei modi più accessibili, la situazione socio-affettiva del bambino; per
costruire, con le famiglie, possibili itinerari tesi al superamento delle difficoltà; per
arricchire i campi di esperienza del bambino.
MODALITÀ DI SVOLGIMENTO DEGLI INCONTRI:
- assemblee (di cui è redatto apposito verbale) di sezione, di classe/modulo, di plesso,
presiedute dal Dirigente Scolastico o da un docente da lui delegato;
- un primo incontro nei mesi di settembre/ottobre per illustrare ai genitori l'offerta
formativa del Circolo;
- un secondo incontro in occasione dell’elezione dei rappresentanti di classe;
- altre assemblee da convocare nel corso dell’anno scolastico per discutere di qualche
particolare problema o per prendere particolari iniziative.
- Consigli d'intersezione e d'interclasse presieduti dal Dirigente Scolastico o da un docente
da lui delegato;
- n. 4 incontri bimestrali per informare i genitori sull’andamento generale delle sezioni e
delle classi; un incontro alla fine dell’anno scolastico per acquisire pareri sull'adozione dei
libri di testo nelle scuole primarie;
- colloqui individuali gestiti dal team dei docenti, per fornire informazioni sui risultati delle
verifiche periodiche;
- n. 4 incontri ufficiali bimestrali nelle scuole primarie; n. 4 incontri ufficiali nelle scuole
dell'infanzia: all’inizio, nel corso e alla fine dell’anno scolastico;
- altri colloqui individuali ed informali nel corso dell’anno, anche in occasione di mostre,
recite e manifestazioni di natura didattica.
61
PATTO EDUCATIVO di CORRESPONSABILITA’
“Per un’Efficace Alleanza Educativa:
l’unità di intenti tra gli adulti che, all’interno di una comunità, rivestono
un ruolo educativo, in particolare tra genitori e operatori scolastici, è
stata sempre un elemento essenziale per l’efficacia della proposta
educativa”
Cos’è
Per rendere effettiva la piena partecipazione dei genitori, questo Istituto, condividendo la
proposta del Ministro della P.I. (C.M. 15 marzo 2007) chiede alle famiglie, all’inizio
dell’anno scolastico, di sottoscrivere contestualmente il presente PATTO di
CORRESPONSABILITA’. Tale patto, alla luce dell’esperienza formativa, mette in
evidenza i punti significativi su cui si ritiene indispensabile la piena e ferma coerenza da
parte delle famiglie nell’azione educativa della scuola.
Esso comporta da parte dei contraenti (studenti/docenti/genitori) un impegno di
corresponsabilità finalizzato alla realizzazione dell’obiettivo comune di accrescere
l’efficacia e la fruibilità dell’insegnamento, per un’armonica e proficua formazione e
crescita dell’alunno. I genitori accettano e condividono i valori, le finalità e le scelte
educative esplicitate nel Piano dell’Offerta formativa, alla cui elaborazione possono
concorrere con pareri e proposte espresse tramite le proprie rappresentanze a livello
istituzionale e associative.
Il presente documento vuole essere un invito alla condivisione del processo formativo
dell’alunno e ad un migliore funzionamento dell’Istituzione scolastica. Il rispetto di tale
Patto, pertanto, costituisce un punto importante per creare un clima sereno, costruire un
rapporto di fiducia reciproca e favorire lo sviluppo del senso di responsabilità e l’impegno
personale nel rispetto dei ruoli e delle competenze di ciascuna componente che assieme
permettano di innalzare la qualità della offerta formativa e guidare gli alunni al successo
scolastico. Il contratto comprende l’esplicazione di:





gli impegni del Dirigente Scolastico
gli impegni degli Alunni nel progetto educativo
gli impegni degli Insegnanti nel progetto educativo
gli impegni dei Genitori nel progetto educativo
le sanzioni disciplinari
62
Gli Impegni
Il Dirigente Scolastico si impegna a:
 Garantire e favorire l’attuazione dell’Offerta Formativa, ponendo studenti, genitori,
docenti e personale non docente nella condizione di esprimere al meglio il loro
ruolo
 Garantire ad ogni componente scolastica la possibilità di esprimere e valorizzare le
proprie potenzialità
 Garantire e favorire il dialogo, la collaborazione e il rispetto tra le diverse
componenti della comunità scolastica
 Cogliere le esigenze formative degli studenti e della comunità in cui la scuola
opera, per ricercare risposte adeguate
L’Alunno si impegna a:
 Assicurare la regolarità di frequenza sia al mattino sia durante le attività integrative
pomeridiane. Si rammenta che per la valutazione finale è richiesta la frequenza di
almeno i ¾ dell’orario scolastico annuale
 Presentarsi puntuale alle lezioni; curare l’igiene personale ed indossare un
abbigliamento decoroso per il rispetto di sé e degli altri
 Spegnere i telefoni cellulari e gli altri dispositivi elettronici durante le ore di lezione,
in quanto ne è severamente proibito l’uso all’interno dell’edificio scolastico (C.M. del
15 marzo 2007)
 Mantenere un contegno corretto e rispettoso nei confronti di tutto il personale della
scuola e dei propri compagni
 Utilizzare correttamente le strutture e gli strumenti della scuola, senza arrecare
danni e avendone cura come fattore di qualità della vita della scuola
 Rispettare i regolamenti relativi all’utilizzo dei laboratori, della palestra, della
biblioteca
 Presentarsi a scuola fornito dell’occorrente richiesto per le attività didattiche e
l’adempimento dei propri doveri
 Partecipare attivamente al processo educativo di insegnamento/apprendimento
contribuendo positivamente sia alla relazionalità che alla loro crescita personale
 Svolgere le attività di studio, i compiti e i lavori affidati per casa con attenzione,
serietà e puntualità
 Esplicitare agli insegnanti le proprie, eventuali, difficoltà, impegnandosi con ordine
e serietà nel recupero delle medesime
 Frequentare con serietà e regolarità i corsi pomeridiani di recupero o di
potenziamento
 Rimanere silenzioso e seduto durante il cambio dell’ora
63
I Docenti si impegnano a:
 Rispettare la vita culturale e religiosa degli studenti, promuovendo iniziative atte a
favorire il superamento di eventuali svantaggi linguistici
 Illustrare e motivare i contenuti, i metodi e gli obiettivi del proprio insegnamento,
facendo partecipi gli alunni della scelta del percorso da portare avanti
 Precisare le finalità e i traguardi da raggiungere nella propria disciplina
 Comunicare le valutazioni delle prove scritte ed orali
 Comunicare alla famiglia eventuali situazioni di profitto insufficiente e frequenza
irregolare
 Sostenere un rapporto alunno/alunno e alunno/insegnante aperto al dialogo e alla
collaborazione
 La scuola si rende disponibile per corsi di recupero e/o di potenziamento, in orario
curriculare, e/o extracurriculare, nel caso siano ritenuti necessari dal C. di C.
 Comunicare al Dirigente scolastico i nominativi degli alunni che si assentano
spesso o per lunghi periodi
 Favorire un rapporto costruttivo tra scuola e famiglia, attraverso un atteggiamento
di dialogo e di collaborazione educativa tra adulti, al fine di promuovere la
maturazione del ragazzo
 Chiarire con l’interessato i motivi di un eventuale provvedimento disciplinare
I Genitori si impegnano a:
 Conoscere la proposta formativa della scuola e partecipare al progetto educativo,
collaborando con gli insegnanti
 Favorire l’autonomia personale del proprio figlio attraverso l’educazione al rispetto ed alla
cura della persona sia nell’igiene che nell’abbigliamento, decoroso e adeguato all’ambiente
scolastico
 Essere da guida ad un corretto uso del tempo in relazione alle varie attività
pomeridiane, scolastiche ed extrascolastiche
 Assicurare la regolarità di frequenza anche nelle attività pomeridiane
 Giustificare tempestivamente, e di propria mano, le assenze ed eventuali ritardi
 Informare la scuola di eventuali problematiche che possono avere ripercussioni
sull’andamento scolastico dell’allievo
 Sostenere e controllare i propri figli nel mantenimento degli impegni scolastici, sia
per quanto riguarda lo studio che i compiti scritti
 Sostenere il regolamento della scuola sul divieto dell’uso del cellulare
 Essere disponibili ad assicurare la frequenza a corsi di recupero o di
potenziamento.
 Informarsi periodicamente sulla situazione scolastica del/la figlio/a
 Non prelevare i propri figli prima del termine delle lezioni
 Rispondere economicamente di eventuali danni causati da comportamenti scorretti
del proprio figlio ad ambienti e attrezzature scolastiche
64
La scuola è responsabile di tutto ciò che avviene all’interno dell’edificio durante le
ore di attività didattica. Pertanto, una volta entrati a scuola, gli alunni sono affidati
alla responsabilità dell’Istituzione sino al termine dell’attività. La richiesta di uscita
prima del termine delle lezioni deve essere presentata personalmente dal genitore.
Questa disposizione è valida anche per le attività pomeridiane.
Con la firma da parte del genitore del presente Patto formativo si dispensa la scuola
da ogni responsabilità una volta che l’alunno sia uscito dall’edificio al termine delle
lezioni, in quanto si dispensa la Scuola da un affidamento diretto agli stessi
genitori.
Sanzioni Disciplinari
Gli alunni della Scuola Secondaria di 1°grado che dovessero causare danni, a persone o
cose, o tenere un comportamento non conforme ai principi di correttezza e di buona
educazione, potranno incorrere nei seguenti provvedimenti disciplinari, in base alla gravità
delle infrazioni:
1.





Richiamo scritto con annotazione sul registro di classe
Inadempienza ai doveri scolastici
Ripetute assenze ingiustificate e arbitrarie
Gravi scorrettezze verso i compagni, gli insegnanti e il personale scolastico
Disturbo continuo durante le lezioni
Violazioni non gravi alle norme di sicurezza
L’annotazione può essere inflitta dall’Insegnante e/o dal Dirigente Scolastico.
Ad essa segue l’avviso telefonico ai genitori; dopo 3 annotazioni si convoca il genitore
o chi ne fa le veci. In caso di infrazioni di una certa gravità, reiterate e non corrette a
seguito dell’ammonizione di cui al punto precedente, ovvero quando la situazione
richiede un intervento disciplinare più grave il Consiglio di Classe può irrogare la
censura formale mediante lettera raccomandata.
2.





Allontanamento dalla scuola da 1 a 15 giorni
Per il ripetersi dei comportamenti precedenti
Molestie continue nei confronti dei compagni
Turpiloquio, ingiurie e offese ai compagni, agli insegnanti e al personale scolastico
Gravi offese alla religione di qualunque confessione, alla morale
Danneggiamento volontario di oggetti di proprietà della scuola o di altri
La sanzione è irrogata dal Consiglio di Classe.
65
3.
Allontanamento dalla scuola superiore a 15 giorni
 Atti di bullismo o, in generale, atti che rappresentino un pericolo per l’incolumità
delle persone
 Per il continuo ripetersi dei comportamenti precedenti, ai sensi dell’art. 7 D.P.R. n.
249/1998
 Reati che violino la dignità e il rispetto della persona umana
La sanzione è irrogata dal Consiglio d’Istituto.
4.
Allontanamento dalla scuola fino al termine dell’anno
scolastico con esclusione dallo Scrutinio finale o la non ammissione
all’Esame di Stato conclusivo del corso di studi
 Situazioni di recidiva nei casi di cui al punto 3
 Atti di tale gravità per cui risulta impossibile il reinserimento responsabile e
tempestivo nella comunità durante l’anno scolastico
La sanzione è deliberata dal Consiglio d’Istituto e resa esecutiva dal Dirigente
Scolastico.
Contro le sanzioni disciplinari è ammesso ricorso secondo i tempi e termini specificati nel
Regolamento d’Istituto.
Nel caso di danni provocati alla struttura scolastica, all’arredamento o per atti di
teppismo condotti all’interno della scuola, oltre all’allontanamento dalla frequenza
delle lezioni fino a 15 giorni, sarà addebitato ai genitori il risarcimento dei danni.
Se non è possibile accertare l’autore del danno la spesa sarà divisa all’interno della
classe, del corso o della sede, a seconda della tipologia del danno.
In alternativa, si richiederà, con il consenso dei genitori e sotto il controllo degli
insegnanti, il ripristino, da parte degli alunni responsabili, degli ambienti
danneggiati (lavori di tinteggiatura, pulizia degli ambienti ecc…).
Speciali sanzioni decise dal Consiglio di Classe possono riguardare la sospensione
dalle lezioni con obbligo di presenza a scuola in altre mansioni concordate
(collaborazione a servizi della scuola, sistemazione e cura degli ambienti, ecc..).
La Scuola accoglie la Direttiva Ministeriale n. 16 del 5 febbraio 2007, che ha per oggetto le
linee di indirizzo generali e le azioni a livello nazionali per la prevenzione e la lotta al
bullismo.
Rossano, ____________________
L’Alunno ____________________
Il Genitore _________________
Il Dirigente Scolastico
___________________
66
Regolamento d’Istituto
REGOLAMENTO
DI
ISTITUTO
A.S. 2012 / 2013
67
INDICE
1. PRINCIPI GENERALI (art. 1-2)
2. ORGANI COLLEGIALI (art. 3-5)
3. CONSIGLIO D’ISTITUTO (art. 6-19)
4. ALTRI ORGANI COLLEGIALI (art. 20-22)
5. NORME GENERALI PER LE SCUOLE DELL’ISTITUTO (art. 23-33)
6. VIGILANZA SUGLI ALUNNI (art. 34-35.3)
7. MODALITÀ DI COMUNICAZIONE CON STUDENTI E GENITORI (art. 36-37)
8. COMPORTAMENTO ALUNNI (art. 38-41)
9. USO DI SPAZI – BIBLIOTECHE - LABORATORI – PALESTRA – AUDITORIUM (art. 42-44)
10. REGOLAMENTI INTERNI DOCENTI – ALUNNI – PERSONALE ATA (art. 45-51)
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TITOLO I
PRINCIPI GENERALI
ART. 1 - Finalità della scuola statale
La scuola statale è diretta e ordinata al raggiungimento delle finalità di cui agli articoli n. 3 e n. 34
della Costituzione Italiana: pari dignità sociale e uguaglianza dei cittadini, diritto allo studio,
sviluppo della persona umana e obbligatorietà e gratuità dell’istruzione.
La scuola statale risponde al principio democratico di elevare il livello di educazione e di istruzione
personale di ciascun cittadino e generale di tutto il popolo italiano, potenzia la capacità di
partecipare ai valori della cultura, della civiltà e della convivenza sociale e di contribuire al loro
sviluppo, favorisce l'orientamento dei giovani ai fini della scelta dell'attività successiva.
E' una scuola formativa in quanto si preoccupa di offrire occasioni di sviluppo della personalità in
tutte le direzioni, di aiutare l'alunno ad acquisire progressivamente un'immagine sempre più
chiara ed approfondita della realtà sociale.
E' una scuola orientativa in quanto favorisce l'iniziativa del soggetto per il proprio sviluppo e lo
pone in condizione di conquistare la propria identità di fronte al contesto sociale.
ART. 2 - Obiettivi del regolamento.
Scopo del regolamento è di consentire un ordinato ed organico svolgimento della vita della scuola
secondo i principi generali fissati dall'art.1 in modo da favorire i momenti d'incontro e di colloquio
fra tutte le componenti (dirigente scolastico, docenti, allievi, personale amministrativo ed
ausiliario, genitori), fra i vari organi collegiali e fra questi e le altre rappresentanze delle
componenti scolastiche (assemblea generale, assemblea di classe, comitato genitori) ed attuare
una reale gestione unitaria.
69
TITOLO II
ORGANI COLLEGIALI
ART. 3 – Disposizioni generali sul funzionamento degli organi collegiali
La convocazione degli Organi Collegiali deve essere disposta con un preavviso, non inferiore a 5
giorni, rispetto alla data delle riunioni. La convocazione deve essere effettuata con lettera diretta
ai singoli membri dell'Organo Collegiale e mediante affissione all'albo di apposito avviso. La nota di
convocazione, con la formulazione dell’ordine del giorno, nel periodo delle lezioni, sarà di norma
recapitato presso la sede di servizio per il personale della scuola e tramite gli alunni per i genitori.
Nel caso di seduta straordinaria ed urgente la comunicazione di convocazione dovrà essere
effettuata almeno ventiquattro ore prima del giorno fissato, con preavviso anche a mezzo
fonogramma e/o e-mail.
Di ogni seduta dell'Organo Collegiale viene redatto processo verbale, firmato dal Presidente e dal
Segretario, steso su apposito registro a pagine numerate.
ART. 3.1 - Programmazione
Ciascuno degli Organi Collegiali programma le proprie attività nel tempo, in rapporto alle proprie
competenze, allo scopo di realizzare, nei limiti del possibile, un ordinato svolgimento delle attività
stesse.
ART. 3.2 - Coordinamento
Ciascun Organo Collegiale opera in forma coordinata con gli altri Organi Collegiali che esercitano
competenze parallele ma con rilevanza diversa, in determinate materie.
ART. 4 - Collegio dei Docenti
Il Collegio dei Docenti è convocato dal Dirigente Scolastico, di propria iniziativa o su richiesta
scritta e motivata di un terzo dei suoi membri e/o di un terzo dei Consigli di
interclasse/intersezione con l’indicazione degli argomenti da trattare.Le riunioni del Collegio dei
Docenti devono essere programmate secondo i criteri stabiliti dall'art. 3.1 e coordinate con quelle
di altri Organi Collegiali secondo i criteri stabiliti dall'art. 3.2.
ART. 5 - Consiglio di classe, di Interclasse e di Intersezione
I consigli di Classe, di Interclasse di Intersezione sono convocati dal Dirigente Scolastico, di propria
iniziativa o su richiesta scritta e motivata di un terzo dei suoi membri. E’ escluso dal computo il
Presidente. I consigli di Classe, di Interclasse di Intersezione si riuniscono, di regola, almeno una
volta ogni due mesi con la presenza dei rappresentanti dei genitori.
Le riunioni del consiglio di Classe, di Interclasse di Intersezione devono essere programmate
secondo i criteri stabiliti dall'art. 3.1 e coordinate con quelle di altri Organi Collegiali secondo i
criteri stabiliti dall'art. 3.2.
70
TITOLO III
CONSIGLIO D’ISTITUTO
ART. 6 – Consiglio d’istituto
Il Consiglio d'Istituto viene eletto ed è composto secondo quanto previsto dal D.L. 16/4/94 n. 297.
La prima convocazione dei Consiglio d’Istituto, immediatamente successiva alla nomina dei relativi
membri, è disposta dal Dirigente Scolastico.
ART. 7 - Elezione del Presidente, del Vice Presidente e della Giunta Esecutiva
Nella prima seduta il Consiglio, presieduto dal Dirigente Scolastico, elegge, tra i rappresentanti dei
genitori, il proprio Presidente, nonché la Giunta Esecutiva. L'elezione del Presidente e della Giunta
Esecutiva è effettuata a mezzo scrutinio segreto. E' considerato eletto il genitore che abbia
ottenuto la maggioranza assoluta dei voti rapportata al numero dei componenti del Consiglio.
Qualora non si raggiunga detta maggioranza nella prima votazione, il Presidente è eletto a
maggioranza relativa dei votanti, sempre che siano, presenti alla seduta almeno la metà più uno
dei componenti in carica. A parità di voti è eletto il più anziano di età.
Il Consiglio può deliberare di eleggere anche un Vice Presidente, da votarsi fra i genitori
componenti il Consiglio stesso, secondo le modalità previste per l'elezione del Presidente.
La Giunta Esecutiva, composta da 2 genitori, 1 insegnante e un componente del personale ATA,
viene eletta a scrutinio segreto. Della Giunta Esecutiva fanno parte, di diritto, il Dirigente
Scolastico ed il Direttore dei Servizi Generali ed Amministrativi.
ART. 8 - Modalità di convocazione del Consiglio: seduta ordinaria e straordinaria
Il Consiglio è convocato dal Presidente, sentita la presidenza della Giunta Esecutiva, ogni qualvolta
lo ritenga opportuno e comunque almeno una volta ogni due mesi nel periodo delle lezioni
scolastiche, una volta prima dell'inizio e una volta a conclusione delle medesime, in seduta
ordinaria (possibilmente in orario compatibile con gli impegni di lavoro dei membri). Nel restante
periodo dell'anno, la convocazione Ordinaria avviene solo su richiesta della maggioranza dei
membri.
Il Consiglio può riunirsi in seduta urgente e straordinaria o per decisione del Presidente, o per
richiesta del Dirigente Scolastico, o per delibera della Giunta Esecutiva o per richiesta di almeno un
terzo dei Consiglieri in carica.
ART. 9 - Avviso di convocazione del Consiglio
La convocazione dei Consiglio è fatta dal Presidente con avvisi scritti da inviarsi non oltre il quinto
giorno antecedente la riunione. Nei casi di seduta urgente e straordinaria il preavviso può essere
ridotto ad almeno 24 ore. In ogni caso l'avviso deve essere accompagnato dall'elenco degli
argomenti da trattare.
71
ART. 10 - Diritti e doveri dei membri del Consiglio
Il Consiglio è presieduto dal Presidente, in sua assenza dal Vice-Presidente; in assenza di entrambi
da un genitore eletto a maggioranza assoluta dai presenti alla seduta.
Il Presidente, o chi ne fa le veci, apre la seduta all'ora stabilita, fa osservare il regolamento,
concede la facoltà di parlare secondo la precedenza di richiesta, dirige e modera la discussione,
pone le questioni ed annuncia il risultato delle votazioni.
Il Segretario redige regolare verbale delle sedute, vi inserisce le delibere e gli atti dei consiglio, ne
dà lettura nella riunione successiva, dà lettura di proposte e documenti, tiene nota dei singoli voti.
Il Dirigente Scolastico dà notizia di testi di leggi e di circolari.
Il primo atto di ogni seduta è la verifica, per appello nominale, dell'esistenza del numero legale. In
mancanza di ciò il Presidente o chi ne fa le veci, dichiara sciolta la seduta, annunciando che
l'ordine del giorno sarà argomento di una seconda convocazione, da stabilirsi dai presenti e della
quale dovrà essere data comunicazione scritta nei termini di cui al precedente art. 9.
La decadenza degli eletti nel Consiglio d’Istituto e nella Giunta Esecutiva e la loro surrogazione ai
sensi dell'art. 22 dei D.P.R. 31-05-1974 n. 416, è pronunciata dal Consiglio. Il Dirigente Scolastico
comunica all’Ufficio Scolastico Provinciale la nomina dei sostituti. Dopo 3 assenze continuative
ingiustificate i Consiglieri decadono.
ART. 11 - Invito a esperti esterni
Alle sedute del Consiglio d’Istituto possono essere invitati a riferire, nella qualità di esperti,
specialisti anche estranei alla scuola per trattare argomenti inerenti l’amministrazione e
l'organizzazione della vita dell’Istituto. La presenza di dette persone è limitata al tempo necessario
alla trattazione e alla discussione dell'argomento per cui sono stati invitati a riferire.
ART. 12 - Ordine del Giorno
Di norma, salvo che per decisioni di estrema urgenza, e con l'approvazione all'unanimità dei
presenti, non possono essere messi in discussione argomenti non inseriti all'ordine del giorno della
seduta. La precedenza nell'ordine della trattazione può non seguire, su richiesta approvata dalla
maggioranza, l'elencazione dello stesso ordine del giorno. Alla fine del Consiglio si possono
annunciare eventuali argomenti da inserire nel successivo ordine del giorno. La Giunta Esecutiva
cura l'esecuzione delle delibere dei Consiglio, predispone gli atti e le proposte dell'ordine del
giorno dello stesso.
ART. 13 - Prerogative del Presidente
Il Presidente ha diritto di libero accesso nei locali della scuola, durante il normale orario di servizio,
di usufruire dei servizi di segreteria, di avere dagli uffici della scuola e dalla giunta Esecutiva tutte
le informazioni concernenti le materie di competenza del Consiglio e di avere in visione tutta la
relativa documentazione. Il Presidente, anche su richiesta dei consiglieri, può richiamare gli
intervenuti a discutere solo argomenti attinenti l'ordine del giorno.
72
Art. n. 14 – Durata delle sedute
Ogni seduta non può durare più di due ore. In casi particolari la riunione potrà essere prolungata
fino ad un massimo di 3 ore, con l'approvazione della maggioranza dei presenti. Trascorso tale
termine il Presidente dichiara sciolta la seduta che viene aggiornata a data da stabilirsi nella stessa
seduta per l'esaurimento degli argomenti all'ordine del giorno.
Art. n. 15 – Pubblicità degli atti
La pubblicità degli atti del Consiglio d’Istituto, disciplinata dall'art. 27 dei D.P.R. 31 maggio 1974 n.
416, deve avvenire mediante affissione, all’Albo dell’Ufficio dell’Istituto, della copia integrale,
sottoscritta dal Presidente e dal Segretario del Consiglio, del verbale di ogni seduta.
L'affissione all'Albo avviene entro il termine massimo di otto giorni dalla relativa seduta del
Consiglio, che approva il verbale della seduta precedente. La copia del verbale deve rimanere
esposta per un periodo di 15 giorni.
I verbali e tutti gli atti scritti preparatori sono depositati nell'Ufficio di Segreteria dell’Istituto e, per
lo stesso periodo di 15 giorni, sono esibiti a chi, avendone diritto, ne faccia motivata richiesta
scritta.
La copia del verbale da affiggere all'albo è consegnata al Dirigente Scolastico, il quale ne dispone
l'affissione immediata con attestazione in calce della data da parte del DSGA. Non sono soggetti a
pubblicazione gli atti e le deliberazioni concernenti singole persone, salvo contraria richiesta
dell'interessato.
ART. 16 - Commissioni di studio
Il Consiglio di Istituto può nominare una commissione di studio o di indagine per la conoscenza di
dati di fatto, di diritto, tecnici e regolamentari, utili alla determinazione di successive deliberazioni.
La Commissione è formata da tre o cinque membri scelti fra i componenti del Consiglio, uno dei
quali assume la funzione di coordinatore. La Commissione presenta la propria relazione alla Giunta
esecutiva e/o al Consiglio, possibilmente entro il termine fissato, quindi cessa la sua attività.
ART. 17 - Uso dei locali e delle attrezzature scolastiche.
Il Consiglio d'Istituto consente l'utilizzo delle attrezzature e dei locali della scuola anche al di fuori
dell'orario scolastico normale secondo quanto disposto dall'art.13 della L. n.5 1/7/1977.
ART. 18 - Pubblicità delle sedute.
La pubblicità delle sedute del Consiglio di Istituto è prevista dagli artt. 2-3-4-5 della Legge
n.748/1977. Alle sedute possono assistere gli elettori delle componenti rappresentate nel
Consiglio stesso e i membri del Consiglio di Circoscrizione di cui all'art.3 della L..273/76. Alle
sedute non è ammesso il pubblico quando siano in discussione argomenti concernenti persone. Le
persone che assistono alle sedute come uditori devono prendere posto nello spazio ad esse
riservato, senza ostacolare i lavori del Consiglio stesso.
73
ART. 19 - Decadenza per dimissioni o per sfiducia.
Oltre ai casi previsti dalla legge, i membri del Consiglio d'Istituto decadono dall'incarico in seguito
a dimissioni o per sfiducia espressa dal Consiglio. La "motivazione di sfiducia" può essere avanzato
nei confronti dei membri, per iniziativa scritta e motivata da almeno 1/3 dei membri del Consiglio
medesimo. La mozione di sfiducia deve essere posta in discussione a cura della Presidenza del
Consiglio d'Istituto e quest'ultimo deve pronunciarsi, con apposita votazione, sull'accoglimento o
meno della mozione stessa che dovrà ottenere almeno la maggioranza assoluta degli eventi diritto
al voto.
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TITOLO IV
ALTRI ORGANI COLLEGIALI
ART. 20 - Comitato dei genitori
Come previsto dall'art.15 del DL 297 del 16/4/94 i genitori designati a far parte dei consigli di
classe possono riunirsi in un Comitato dei Genitori ed eleggere un proprio Presidente, il quale dura
in carica per l'intero anno scolastico, salvo revoca, e convoca e presiede le sedute del comitato.
Può essere designato anche un Vice Presidente. Per la funzionalità dei due organismi, C.d.I. e
Comitato Genitori, si ritiene opportuno che la figura del Presidente dei due organismi non coincida
nella medesima persona.
Per l'elezione del Presidente e del vice Presidente si osservano le stesse modalità stabilite per
l'elezione del Presidente e del vice Presidente del Consiglio di Istituto.
All'inizio dell'anno scolastico la prima convocazione di tutti i rappresentanti di classe, per la
decisione di costituire o meno il Comitato dei Genitori è disposta dal Dirigente Scolastico. Tale
convocazione deve essere effettuata appena possibile successivamente alla elezione dei
rappresentanti di classe.
Le convocazioni successive del Comitato Genitori sono decise dal Presidente del comitato stesso o
qualora sia richiesto da almeno un terzo dei componenti il Comitato stesso. Una volta costituito, il
Comitato dei Genitori ha diritto di riunirsi nei locali della scuola, previo accordo con il Dirigente
Scolastico.
Qualora dalle riunioni del Comitato Genitori emerga una comunanza di istanza e di proposte da
rappresentare con interventi unitari agli organi di governo della scuola rispettivamente nelle
materie di carattere educativo-didattico, il Presidente del Comitato ha l'onere di farne esposizione
scritta al Consiglio di Istituto o al Collegio dei Docenti a seconda delle distinte competenze, di tali
organi.
Al sensi dell'art.15 del DL 297/94 il comitato dei genitori, a maggioranza, potrà convocare
l'assemblea generale di tutti i genitori della scuola. Il Comitato dei Genitori scade comunque al
termine di ogni anno scolastico.
ART. 21 - Assemblea generale dei genitori
I genitori degli alunni iscritti e frequentanti le scuole dell’Istituto hanno diritto di riunirsi in
assemblee nei locali dei vari plessi, previa richiesta scritta al Dirigente Scolastico, precisando
l'ordine del giorno.
Alle assemblee dei genitori possono partecipare, con diritto di parola, il Dirigente Scolastico e gli
Insegnanti delle classi cui si rivolge l'assemblea, interessati alla discussione dell'ordine del giorno.
Su richiesta dei convocanti possono essere invitati i componenti del Consiglio d’Istituto.
75
Alle assemblee di cui sopra possono essere invitati a riferire specialisti vari, per trattare argomenti
inerenti la vita della scuola dal punto di vista medico-pedagogico e per conferenze di
aggiornamento per genitori.
L'assemblea generale dei genitori, in base all'art.15 del DL 297/94, deve darsi un regolamento per
il proprio funzionamento. Tale regolamento dovrà essere inviato in visione al Consiglio di Istituto.
Il Presidente e il Vice Presidente dell'assemblea, durano in carica limitatamente alla durata
dell'anno scolastico. Compito del Presidente e del Vice Presidente dell'assemblea generale è di
convocare l'assemblea dei genitori, di dirigere i lavori durante le assemblee, di presentare
eventuali richieste decise dall'assemblea generale degli organi collegiali della scuola.
L'assemblea dei genitori può essere convocata anche a richiesta della maggioranza del comitato
dei genitori, ove sia costituito, da1/3 dei genitori. All'inizio dell'anno scolastico la prima riunione,
da tenersi comunque entro il primo mese dall'inizio delle lezioni, sarà convocata dal Consiglio di
Istituto. E' facoltà del Consiglio di Istituto di convocare eventuali altre riunioni dell'assemblea
generale dei genitori.
ART. 22 - Svolgimento coordinato delle attività degli Organi Collegiali
Per consentire il fine fondamentale del buon funzionamento della scuola, con gli altri criteri
operativi, ognuno degli organi collegiali, fatte salve le autonomie di competenza attribuitegli dalla
legge, opererà con opportuno coordinamento della propria azione con quella degli altri organi. A
tale riguardo si fissa il principio di un interscambio di informazioni sulle deliberazioni adottate e
sugli indirizzi assunti e reciproca consultazione, con le modalità di volta in volta ritenute più idonee
nel trattare le varie questioni prese in esame. Gli organi collegiali che più direttamente sono
interessati alla formulazione di proposte relative all'attività didattica ed alla eventuale
sperimentazione (consigli di classe e collegio docenti) do-vranno programmare, in relazione alle
competenze loro attribuite dalla Legge, la loro attività nel tempo. Il Consiglio d'Istituto indicherà i
criteri di coordinamento della attività autonoma di tutti gli altri organi entro due mesi dall'inizio
dell'anno scolastico. Entro lo stesso termine il Consiglio d'Istituto deciderà per l'eventuale
adattamento del calendario scolastico. Il Consiglio di Istituto prima di deliberare su questioni di
particolare importanza per la scuola può decidere di consultare gli altri Organi Collegiali.
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TITOLO V
NORME GENERALI PER LE SCUOLE DELL’ISTITUTO
ART. 23 – Accesso a scuola
E' vietato l'ingresso, nei recinti e nei locali scolastici, di estranei non autorizzati dal Consiglio
d’Istituto e/o dal Dirigente Scolastico.
E’ fatto assoluto divieto di accesso nei cortili scolastici con mezzi di locomozione, fatta eccezione
per i mezzi di soccorso e, in via del tutto straordinaria, eventualmente di mezzi del Comune e/o di
Ditte di manutenzione, comunque previa autorizzazione del Dirigente Scolastico.
Art. n. 24 – Divieto di raccolta di denaro o di beni di altra natura
Non è consentito nelle scuole dell’Istituto alcuna raccolta di denaro o di beni in natura o
sottoscrizioni sia tra i docenti che tra gli alunni salvo deroga concessa dal Consiglio d’Istituto.
Art. n. 25 – Concessione in uso dei locali scolastici
La concessione in uso di locali o spazi scolastici ad Enti e Associazioni sarà, di norma, decisa dal
Consiglio d’Istituto. Nei casi di particolare urgenza la concessione è decisa dal Dirigente Scolastico.
E’ consentita la concessione di locali scolastici, di norma non durante l’orario di lezione ad Enti,
Associazioni o genitori che ne facciano richiesta per riunioni, iniziative di carattere sociale e
culturali che escludano fini di lucro o propaganda di parte. La concessione sarà decisa dal Consiglio
d’Istituto; in casi urgenti dal Dirigente Scolastico, secondo articolati e specifici criteri stabiliti dal
Consiglio stesso. I richiedenti devono assicurare la pulizia dei locali e la rifusione di eventuali
danni.
Art. n. 26 – Pubblicità degli atti sindacali
Manifesti e documenti sindacali, nonché circolari inerenti l’attività didattica e sindacale devono
essere affissi nelle apposite bacheche e/o spazi allestiti presso ogni sede o plesso scolastico.
In nessun caso è consentita l’affissione di manifesti o documenti di propaganda politica.
I fogli informativi (o pubblicitari) rivolti ai docenti possono essere distribuiti (salvo che non si
ravvisino in tali fogli violazioni alle Leggi vigenti) a margine delle attività non di insegnamento.
Nulla, invece, può essere distribuito agli alunni, fuorché comunicazioni da parte
dell’Amministrazione Comunale e dalle Associazioni riconosciute dal Ministero, se non ha avuto la
preventiva autorizzazione del Consiglio d’Istituto e/o del Dirigente Scolastico.
Le comunicazioni e gli atti relativi ai rapporti scuola-famiglia e le informazioni per i genitori
riguardanti l’attività educativa ed il servizio scolastico devono essere affisse all’albo di ogni sede
e/o plesso scolastico.
77
Art. n. 27 – Assegnazione dei docenti ai plessi, alle sezioni e alle classi
L’assegnazione dei docenti ai plessi, alle sezioni e alle classi, nonché l’assegnazione degli ambiti
disciplinari ai docenti stessi sono disposti dal Dirigente Scolastico sulla scorta dei criteri del
Consiglio d’Istituto e dei pareri del Collegio dei Docenti deliberati per ogni anno scolastico,
tenendo comunque presente la normativa vigente in merito alla utilizzazione delle risorse umane
assegnate all’Istituto.
Art. n. 28 – Formazione delle classi nella scuola dell’infanzia
La formazione delle classi è dettata da principi di equità e pari opportunità. Per la formazione delle
sezioni di scuola dell’infanzia si osserveranno, di norma, i seguenti criteri:
 evitare ogni possibile forma di discriminazione ed emarginazione socio-cultuale delle
alunne e degli alunni;
 formazione di sezioni eterogenee a livello di sesso e di età;
 ripartizione adeguata di bambini diversamente abili e/o in eventuali situazioni di
svantaggio/disagio;
 inserimento fratelli e/o gemelli nella stessa sezione su conforme parere dei genitori;
 valutare particolari situazioni segnalate dai genitori e/o da altre figure istituzionali;
 equilibrio di presenza di alunni stranieri;
 procedere in ultima analisi per sorteggio.
Art. n. 29 – Formazione delle classi nella scuola primaria
Per la formazione delle classi e delle sezioni della scuola primaria si osserveranno, di norma, i
seguenti criteri:
 evitare ogni possibile forma di discriminazione ed emarginazione socio-cultuale delle
alunne e degli alunni;
 garantire una ripartizione equilibrata degli alunni tra le classi;
 formazione delle classi prime a livello eterogeneo per sesso;
 ripartizione adeguata di bambini diversamente abili e/o in eventuali situazioni di
svantaggio/disagio;
 valutare particolari situazioni segnalate dai genitori e/o da altre figure istituzionali;
 privilegiare le informazioni desunte dai colloqui con le insegnanti di scuola dell’infanzia e
dal fascicolo personale dell’alunno;
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 equilibrio di presenza di alunni stranieri;
 procedere, in ultima analisi, all’assegnazione degli alunni di classe prima alle singole sezioni
per sorteggio;
 In caso di sdoppiamento di classi si terrà conto delle indicazioni e delle proposte dei
docenti dell’anno scolastico precedente ed in ultima analisi si ricorrerà al sorteggio.
Art. n. 30 – Formazione delle classi nella scuola media
Per garantire tali principi e continuità educativa tra i vari ordini di scuola, per la scuola media si
sono definiti i seguenti criteri:
 formazione di classi prime in modo paritetico fra loro per numero di componenti, per
presenza maschile e femminile, per inserimento di allievi con svantaggi socio-culturali e
handicap;
 formazione di classi eterogenee al loro interno per la presenza di più nuclei di provenienza
dalla scuola primaria e ripartiti in diverse fasce di abilità (rispetto della presenza di circa 4/5
alunni provenienti dalla medesima 5°).
 le seconde e le terze classi della scuola secondaria si costituiscono automaticamente per
continuità secondo la normativa vigente;
 la distribuzione degli alunni ripetenti in tutti i corsi, salvo eventuali richieste motivate e
documentate da parte dei genitori che intendono inserire i propri figli in altri corsi rispetto
a quello precedentemente assegnato, nel rispetto delle esigenze didattiche.
 l’agevolazione del passaggio solo su richiesta motivata e precisa dei genitori da una classe
ad un’altra e su autorizzazione del Dirigente Scolastico.
ART. 31 - Accesso, permanenza ed uscita dalla scuola
Il personale docente è incaricato della vigilanza degli alunni all'entrata a scuola, durante la
permanenza nella stessa e all'uscita. Nei modi opportuni e secondo i criteri stabiliti dal Consiglio di
Istituto, esso è coadiuvato dal personale collaboratore scolastico.
E' vietato l'accesso nell'atrio interno alla scuola prima del suono della campana. Nessun
accompagnatore (genitore o chi ne fa le veci) può entrare senza autorizzazione. L'ingresso a scuola
degli insegnanti avviene 5 minuti prima del suono della campana.
Durante i cambi d'ora gli alunni attenderanno in classe e non dovranno uscire dalle aule per
nessun motivo, se non con il permesso dell'insegnante uscente o entrante.
Durante i trasferimenti in palestra o in aule speciali o laboratori gli alunni devono essere
accompagnati dall’insegnante e riaccompagnati in classe.
79
Per quanto concerne i cambi d'ora ordinari gli insegnanti provvederanno con la massima celerità
ad effettuare il cambio d'aula, cercando di ridurre al minimo inevitabili momenti di non
sorveglianza delle classi.
Durante le ore di lezione, in caso di necessità, si lascerà uscire un solo ragazzo per volta; si
cercherà tuttavia di limitare tali uscite nel corso della prima ora di lezione o dell'ora successiva
all'intervallo.
Gli alunni che per necessità devono recarsi in segreteria o presso la sala insegnanti dovranno
essere accompagnati dal personale ausiliario.
ART. 32 - Uscite degli allievi dalla scuola per cause eccezionali o scioperi
Sostanziali o duraturi cambiamenti di orario delle lezioni devono essere comunicati ai genitori con
avviso scritto, che deve essere restituito firmato per presa visione. In vista di possibili assemblee
indette dalle OO. SS. e in occasione di sciopero, il Dirigente Scolastico valuterà, sulla base della
comunicazione volontaria del personale di adesione, l’entità della eventuale sospensione,
riduzione e riorganizzazione del servizio scolastico nel pieno rispetto dei diritti costituzionalmente,
legislativamente e contrattualmente previsti e garantiti per il personale della scuola.
Nel contempo al fine di garantire ai fruitori il servizio indispensabile dell’istruzione, il Dirigente
Scolastico comunicherà alle famiglie, almeno cinque giorni prima, le prevedibili modalità di
funzionamento del servizio, compresa l’eventuale sospensione dell’attività didattica.
In caso di circostanze eccezionali (telefonate anonime di presenza all'interno dell'edificio di
bombe, ecc.) il Dirigente Scolastico ne dà immediatamente comunicazione agli organi di Pubblica
Sicurezza e adotta tutti i provvedimenti necessari atti a garantire la sicurezza degli allievi. Pertanto
può far uscire gli alunni dall'edificio scolastico senza preavviso alle famiglie, permanendo la
vigilanza dei docenti.
In caso di calamità naturali si fa riferimento alle norme di sicurezza previste dalla Legge e al piano
di evacuazione predisposto dalla scuola.
Art. n. 33 – Visite guidate e viaggi d’istruzione
Per la programmazione e l’effettuazione delle visite guidate e dei viaggi di istruzione sono fissati i
seguenti criteri:
1. spostamenti a breve raggio, in orario scolastico, effettuate a piedi
-
vengono autorizzati con l’approvazione del presente documento per l’intero anno
scolastico.
-
Gli insegnanti proponenti dovranno:
-
acquisire autorizzazione scritta dei genitori degli alunni da valere per l’intero anno
scolastico;
80
-
comunicare, con congruo anticipo, la data di effettuazione dell’uscita al Dirigente
Scolastico o a una figura indicata all’inizio di ogni anno scolastico in seno al Collegio dei
docenti.
-
garantire personalmente la congruenza delle iniziative con gli obiettivi della
programmazione educativo - didattica;
-
valutare l’esistenza delle condizioni di sicurezza nei luoghi delle visite;
-
accertare preventivamente le condizioni di agibilità in caso di visita e permanenza in edifici
chiusi.
2. spostamenti, in orario scolastico, all’interno del territorio comunale e/o dei comuni
limitrofi, con l’utilizzazione degli scuolabus comunali:
-
il Dirigente Scolastico è delegato ad autorizzare le varie proposte;
-
gli insegnati proponenti dovranno compilare, in duplice copia, l’apposito modulo
predisposto dall’Istituto, che renderà operativa l’autorizzazione mediante l’apposizione
della dicitura “Visto: si autorizza”, del timbro ufficiale e della firma del Dirigente Scolastico
(una copia del modulo sarà trattenuta agli atti dell’Istituto, mentre l’altra sarà restituita agli
insegnanti proponenti per dimostrare durante il viaggio la natura e la regolarità
dell’iniziativa e per essere poi allegata all’Agenda della programmazione didattica).
-
Gli insegnanti sono tenuti ad acquisire autorizzazione scritta dei genitori degli alunni per
ogni singola iniziativa.
3. spostamenti che si prolungano oltre il normale orario scolastico e/o oltre i limiti
territoriali sopra indicati
Le visite guidate e i viaggi di istruzione, perché abbiano dignità formativa e legittimazione
incontestabile, devono:
-
essere inserite nella programmazione come fattore e strumento di collegamento tra
l’esperienza scolastica ed una più ampia esperienza extrascolastica;
-
fondarsi su progetti articolati e condivisi;
-
rispondere a scopi culturali e relazionali;
-
realizzare un diretto contatto con l’ambiente, sui suoi aspetti fisici, paesaggistici, umani,
culturali e produttivi;
-
essere momento integrante dell’attività didattica.
Per conseguire i predetti obiettivi è necessario che gli alunni siano preventivamente forniti di tutti
gli elementi conoscitivi e didattici, idonei a documentarli e orientarli sul contenuto del viaggio.
81
A tal proposito si suggerisce la predisposizione di materiale didattico articolato che consenta
una adeguata preparazione preliminare del viaggio, fornisca le appropriate informazioni durante
la visita, stimoli la rielaborazione a scuola delle esperienze vissute anche per la realizzazione di
iniziative di approfondimento.
I viaggi devono essere predisposti per classi intere ed è necessario per la loro effettuazione la
partecipazione di almeno i 2/3 degli alunni componenti le singole classi. Gli accompagnatori
devono essere almeno uno ogni quindici alunni.
Il periodo di realizzazione delle predette iniziative non deve coincidere con altre attività
istituzionali scolastiche (scrutini, elezioni scolastiche, ecc.); mentre si raccomanda di evitare viaggi
d’istruzione negli ultimi quindici giorni di lezione, si consiglia di evitarne l’organizzazione in periodi
di alta stagione e nei giorni prefestivi.
Per i mezzi di trasporto dovranno essere invitate ditte che offrano serie garanzie e che
ottemperino alle disposizioni previste al punto 9.5 della C.M. 253/91.
Gli insegnanti proponenti predisporranno i relativi progetti entro i primi due mesi di attività
scolastica, assicurando la indispensabile informazione alle famiglie degli alunni e acquisendo la
prescritta autorizzazione dei genitori.
Le proposte formulate dai docenti confluiscono in uno specifico piano delle visite guidate e dei
viaggi di istruzione esaminato ed approvato dal Collegio dei Docenti entro il 30 ottobre di ogni
anno scolastico.
Il Consiglio d’Istituto esprimerà il proprio parere sul piano annuale delle visite guidate e dei viaggi
di istruzione, approvato dal Collegio dei Docenti, e darà disposizioni all’Ufficio di Segreteria di
predisporre gli atti per la gara finalizzata al noleggio di autobus.
Il Consiglio d’Istituto, su proposta della Giunta Esecutiva, delibererà in via definitiva il servizio di
trasporto alla ditta che avrà offerto le maggiori e/od opportune garanzie di serietà, sicurezza e di
economicità.
Nei casi di affidamento dell’organizzazione delle visite guidate e dei viaggi di istruzione ad agenzie
di viaggi per la stipula dei contratti è necessario tener presente le indicazioni fornite con le note
del M.I.U.R. – Dipartimento per i Servizi nel Territorio - 11 aprile 2002, prot. n. 645 e 15 luglio
2002, prot. n. 1139, utilizzando l’allegato schema di capitolato d’oneri.
L’incarico agli accompagnatori sarà conferito mediante apposita comunicazione individuale.
Le quote a carico degli alunni dovranno essere raccolte e versate sul Conto Corrente dell’Istituto.
Tutti i pagamenti saranno effettuati dall’Istituto attraverso i normali pagamenti contabili e, di
conseguenza, tutte le fatture dovranno essere intestate all’Istituto Comprensivo N. 1 Rossano.
82
TITOLO VI
VIGILANZA SUGLI ALUNNI
ART. 34
Agli alunni della scuola deve essere assicurato il diritto alla vigilanza ed all’assistenza. La vigilanza
compete essenzialmente al personale docente che è tenuto ad essere presente nella propria aula
almeno cinque minuti prima dell’inizio delle attività didattiche, ai sensi dell’art. 29, comma 5°, del
CCNL- Comparto Scuola del 29.11.2007.
Gli insegnanti devono svolgere opera di prevenzione al fine di evitare eventuali incidenti durante
le lezioni, la ricreazione e le attività ludiche. Al termine delle attività scolastiche ogni insegnante
accompagnerà la propria scolaresca fino al cancello o uscita della scuola.
In particolari situazioni di necessità (ad esempio nel caso di attesa del supplente di docente
assente) la vigilanza dovrà essere curata in primo luogo da altro docente o, in mancanza, dal
personale non docente.
Art. n. 35 - Tutela sanitaria
In linea generale, ogni plesso deve essere dotato di una cassetta con materiale di pronto soccorso
costantemente rifornita e controllata.
In caso di malore improvviso o di infortunio degli alunni durante l'orario delle lezioni, la scuola
adotterà i seguenti provvedimenti:
1) allertare immediatamente i genitori nel minor tempo possibile e con qualsiasi mezzo o
persona a disposizione;
2) nel caso in cui si tratti di un incidente o malessere che, agli occhi del responsabile, appaia
come una patologia che non metta in pericolo di vita l’alunno, la scuola si premurerà di
prestare i soccorsi iniziali in attesa dell’arrivo dei genitori;
3) in qualsiasi altra circostanza, sarà allertato il servizio SUEM 118. Nell’eventualità in cui i
sanitari decidano di ospedalizzare l’alunno, e nel caso in cui i genitori non fossero ancora
giunti a scuola, la stessa provvederà a far accompagnare l’alunno da un adulto dipendente
della scuola.
Art. n. 35 – Orario delle lezioni, dell’intervallo e criteri di uscita
L'orario di inizio e di fine delle lezioni e l'intervallo sono stabiliti dal Consiglio di Istituto all'inizio di
ogni anno scolastico.
L'ingresso degli alunni nei locali scolastici avviene nei cinque minuti antecedenti l'inizio delle
lezioni e l'uscita degli alunni è concordata nei modi e nella forma stabilita da ciascun plesso.
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Art. n. 35.1 – Orario delle lezioni e criteri di uscita nell’Infanzia
L’orario scolastico della scuola dell’Infanzia è riportato nella seguente tabella:
ORARIO SCOLASTICO SCUOLA DELL’INFANZIA A.S. 2012/13
PLESSI
ORARIO
ANTIMERIDIANO
ORARIO
POMERIDIANO
COMPRESENZA
G. RIZZO
8:00 – 13:00
11:00 – 16:00
11:00 – 13:00
V. BORGHESIA
8:15 - 13:15
11:15 – 16:15
11:15 – 13:15
S. BARTOLOMEO
8:00 – 13:00
11:30 – 16:30
11:30 – 13:00
FRASSO
8:00 – 13:00
11:00 – 16:00
11:00 – 13:00
AMICA
8:00 – 13:00
11:15 – 16:15
11:15 – 13:10
NUBRICA
8:00 – 13:00
11:15 – 16:15
11:15 – 13:10
Durante la mensa scolastica gli alunni usufruiscono della sorveglianza e della vigilanza dei docenti
interessati. Il momento della mensa scolastica deve essere considerato anche come occasione per
favorire l’educazione alimentare. È fatto divieto agli alunni correre lungo i corridoi o lo spazio dei
vari piani dei plessi.
L’utilizzazione del cortile o di eventuali spazi attrezzati avviene per attività organizzata. Durante
l’utilizzazione dei predetti spazi, ciascun docente ha cura della propria scolaresca.
Al termine delle lezioni l'uscita degli alunni avverrà in modo ordinato e con la vigilanza del
personale docente di turno, secondo le modalità concordate e deliberate dal Collegio Docenti.
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Art. n. 35.2 – Orario delle lezioni, dell’intervallo e criteri di uscita nella Primaria
L’orario scolastico della scuola Primaria è riportato nella seguente tabella:
ORARIO SCOLASTICO SCUOLA PRIMARIA A.S. 2012/13
PLESSI
ORARIO
D’INGRESSO
ORARIO
D’USCITA
INTERVALLO
PRANZO
DOPOMENSA
G. RIZZO
(ROSSANO CENTRO)
A TEMPO NORMALE
S. DOMENICO
(ROSSANO CENTRO)
A TEMPO NORMALE
VIA MARGHERITA
(ROSSANO SCALO)
A TEMPO NORMALE
SANTA CHIARA
(ROSSANO CENTRO)
A TEMPO PIENO
FRASSO
(ROSSANO SCALO)
A TEMPO PIENO
NUBRICA
(ROSSANO SCALO)
A TEMPO PIENO
8:15
13:15
10:15 – 10:30
8:15
13:15
10:15 – 10:30
8:15
13:15
10:15 – 10:30
8:30
16:30
10:30 – 10:45
12:30 – 13:30
13:30 – 14:00
8:30
16:30
10:30 – 10:45
13:00 – 14:00
14:00 – 14:30
8:30
16:30
10:30 – 10:45
13:00 – 14:00
14:00 – 14:30
PETRA
(ROSSANO SCALO)
A TEMPO PIENO
8:30
16:30
10:30 – 10:45
12:30-13:25*
13:25-14:00
14:30 – 15:00
13:30 – 14:30*
(due turni)
Al termine della seconda ora di lezione e/o attività quotidiana, agli alunni è assicurato un
momento di intervallo di 15 minuti. Agli alunni del turno pomeridiano della primaria è assicurato,
altresì, un intervallo di 10 minuti, da stabilirsi concordemente tra i docenti del plesso, e comunque
in orario coincidente.
Per ciò che riguarda la mensa scolastica, l’utilizzazione del cortile o di eventuali spazi attrezzati, si
fa riferimento all’Art. 35.2.
Al termine delle lezioni l'uscita degli alunni avverrà in modo ordinato in ordine di prima, seconda,
terza, quarta e quinta elementare; gli alunni si disporranno in fila per due e saranno accompagnati
dal docente.
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ART. 35.3 - Orario delle lezioni, dell’intervallo e criteri di uscita nella scuola media
L’orario scolastico della scuola Media è riportato nella seguente tabella:
ORARIO SCOLASTICO ANTIMERIDIANO SCUOLA MEDIA A.S. 2012/13
PLESSI
DA VINCI
AMICA
ORARIO
D’INGRESSO
8:25
INIZIO LEZIONI 8:30
8:10
INIZIO LEZIONI 8:15
ORARIO
D’USCITA
13:30
INTERVALLO
10:25 – 10:35
13:15
11:05 – 11:15
Durante l'intervallo gli alunni possono conversare e consumare la merenda nell'ambito delle
proprie aule. È vietato recarsi al bagno, sostare nei corridoi e passare da un piano all'altro, come
pure intraprendere giochi pericolosi. È vietato altresì recarsi al bagno alla prima ed all’ultima ora
di lezione.
La vigilanza durante l'intervallo è assicurata dai docenti presenti nell'ora precedente. I
collaboratori scolastici sono tenuti anch’essi a vigilare gli alunni. In linea generale, è buona norma
che si conceda l’utilizzo dei servizi igienici ad un solo allievo per volta, in caso di stretta necessità.
Al termine delle lezioni l'uscita degli alunni avverrà in modo ordinato e con la vigilanza del
personale docente di turno, secondo le modalità concordate e deliberate dal Collegio Docenti.
Al termine delle lezioni, al suono della campana, gli alunni escono dall’aula in fila per due in ordine
di prima, seconda e infine terza media, e raggiungono l’uscita di pertinenza, accompagnati dal
docente.
I docenti accompagnano gli alunni in fila per due alla porta o al cancello dell’edificio e controllano
che defluiscano educatamente fuori dall’area scolastica.
I collaboratori scolastici controllano e verificano l’effettiva uscita degli alunni in prossimità delle
porte e dei cancelli che poi provvederanno a chiudere.
I genitori attendono gli alunni fuori dell’area scolastica.
Nel caso in cui dovesse cambiare l’orario di uscita, la scuola si impegna ad avvertire in tempo utile
le famiglie attraverso una circolare scritta e firmata dal Dirigente. Di essa sarà data lettura agli
studenti dall’insegnante presente in classe, il quale avrà cura di firmare sul registro delle circolari
l’avvenuta comunicazione e di controllarne la trascrizione da parte di ogni studente sul diario
personale. Tale comunicazione sarà poi firmata dal genitore o da chi ne fa le veci. Nei giorni
seguenti il docente coordinatore o un suo delegato controllerà la regolarità delle firme. L’alunno
non in regola con quanto detto, sarà trattenuto a scuola fino al termine dell’orario normale.
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ORARIO SCOLASTICO DI STRUMENTO MUSICALE
SCUOLA MEDIA A.S. 2012/13
LUNEDÌ
MARTEDÌ
MERCOLEDÌ
GIOVEDÌ
VENERDÌ
13:30 – 17:30
13:30 – 16:30
13:30 – 17:30
13:30 – 17:30
13:30 – 16:30
PIANOFORTE
PIANOFORTE
PIANOFORTE
PIANOFORTE
PIANOFORTE
CHITARRA
-
CHITARRA
CHITARRA
-
VIOLONCELLO
-
VIOLONCELLO
-
-
-
FLAUTO
FLAUTO
FLAUTO
-
87
TITOLO VII
MODALITA' Dl COMUNICAZIONE CON STUDENTI E GENITORI
ART. 36 - Uso del diario scolastico
Si fissa il principio del Diario Scolastico personale come mezzo di comunicazione privilegiato tra
Scuola e Famiglia, in modo che ciascun genitore o chi ne fa le veci sia coinvolto alla vita della
scuola.
Il Diario scolastico deve essere visionato e firmato frequentemente (anche quotidianamente) dalle
famiglie degli alunni. Deve inoltre essere tenuto in modo ordinato, serio e consono alla sua
funzione.
Le convocazioni delle famiglie per motivi disciplinari avvengono tramite apposito modulo che la
segreteria inoltrerà per posta ordinaria, raccomandata o fonogramma.
ART. 37 - Rapporti con le famiglie
I genitori degli alunni sono una componente essenziale nella vita della scuola, la loro attiva
partecipazione si concretizza in questi precisi momenti:
a) nel consiglio di classe; b) nell'assemblea di classe; e) nell'assemblea generale dei genitori di
tutta la scuola; d) nel comitato genitori della scuola; e) nel consiglio di Istituto in qualità di membri
e come uditori i genitori attuano il rapporto quotidiano con la scuola mediante il controllo
costante del diario scolastico.
In ogni caso gli insegnanti e il Dirigente Scolastico auspicano di poter avere contatti personali con i
genitori, soprattutto quando si denota uno scarso profitto o un comportamento scorretto.
I rapporti scuola-famiglia sono regolati nel seguente modo:
-
Incontri con le famiglie degli allievi frequentanti le classi V elementare nel mese di gennaio
finalizzati alla conoscenza della Istituzione scolastica per permettere una consapevole scelta ed
illustrare P.O.F. e Carta dei Servizi.
Incontri nel periodo iniziale della scuola nei Consigli delle classi prime per illustrare le schede di
valutazione dell'alunno e per illustrare la programmazione didattica.
Incontri dei Consigli di classe con i genitori per illustrare la programmazione educativa sia del I
quadrimestre che del II quadrimestre, la situazione della classe, le problematiche educative
degli adolescenti e tutto quanto previsto dalla normativa vigente.
Incontri individuali docenti-genitori sia nelle mattine secondo l'orario di ricevimento degli
insegnanti che in due pomeriggi di ricevimento generale.
Incontri per appuntamento nella mattinata concordati preventivamente.
Incontri per distribuzione schede di valutazione.
Incontri nell'ambito di progetti approvati dal Collegio Docenti.
Incontri per l'orientamento scolastico e professionale finalizzato alla scelta della scuola media
superiore.
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TITOLO VIII
COMPORTAMENTO ALUNNI: INFRAZIONI E SANZIONI DISCIPLINARI
ART. 38 - Alunni
Ogni alunno deve essere accolto come persona con un proprio patrimonio culturale già acquisito
nella famiglia, nella società, nelle scuole precedenti e come portatore di un diritto-dovere: il diritto
di ricevere quanto la scuola deve dare per la sua crescita personale culturale e sociale e il dovere
di contribuire egli stesso a realizzare con gli altri questi scopi.
ART. 39 - Autodisciplina come fondamento della vita della scuola
La scuola è una comunità aperta ai valori e ai problemi sociali, che si avvale dell'impegno, dello
studio e della ricerca per promuovere la formazione dell'alunno.
Ciò impegna tutte le componenti della comunità scolastica (docenti, non docenti, alunni, genitori)
ad una autodisciplina, che induca al rispetto delle persone e dei beni materiali di cui la scuola è
dotata e generi reciproca comprensione e spirito di collaborazione.
Tutta l'organizzazione della vita scolastica deve essere improntata ad una logica promozione che
faccia dell'autodisciplina una conquista necessaria.
A tale scopo si ritiene indispensabile la puntualità a scuola, come pure l'essere forniti di tutto il
materiale scolastico ed essere preparati in tutte le materie.
Per il decoro della Scuola, si ritiene altresì indispensabile il riordino dell’aula e degli armadi di
classe durante la permanenza degli allievi e prima dell’uscita da Scuola. I docenti sono tenuti a
vigilare in ogni momento e saranno ritenuti responsabili del comportamento degli allievi.
Per ottenere ciò è necessaria la responsabile collaborazione della famiglia, la quale è tenuta
all'educazione ed alla formazione dei figli (art.30 della Costituzione Italiana).
Art. 40 - Sanzioni disciplinari (sanzioni contenute nel Patto di Corresponsabilità)
Gli alunni della Scuola Secondaria di 1°grado che dovessero causare danni, a persone o cose, o
tenere un comportamento non conforme ai principi di correttezza e di buona educazione,
potranno incorrere nei seguenti provvedimenti disciplinari, in base alla gravità delle infrazioni:
1) Richiamo scritto con annotazione sul registro di classe
 Inadempienza ai doveri scolastici
 Ripetute assenze ingiustificate e arbitrarie
 Gravi scorrettezze verso i compagni, gli insegnanti e il personale scolastico
 Disturbo continuo durante le lezioni
 Violazioni non gravi alle norme di sicurezza
L’annotazione può essere inflitta dall’Insegnante e/o dal Dirigente Scolastico.
Ad essa segue l’avviso telefonico ai genitori; dopo 3 annotazioni si convoca il genitore o chi ne fa le
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veci. In caso di infrazioni di una certa gravità, reiterate e non corrette a seguito dell’ammonizione
di cui al punto precedente, ovvero quando la situazione richiede un intervento disciplinare più
grave il Consiglio di Classe può irrogare la censura formale mediante lettera raccomandata.
2) Allontanamento dalla scuola da 1 a 15 giorni
 Per il ripetersi dei comportamenti precedenti
 Molestie continue nei confronti dei compagni
 Turpiloquio, ingiurie e offese ai compagni, agli insegnanti e al personale scolastico;
 Gravi offese alla religione di qualunque confessione, alla morale
 Danneggiamento volontario di oggetti di proprietà della scuola o di altri
La sanzione è irrogata dal Consiglio di Classe.
3) Allontanamento dalla scuola superiore a 15 giorni
 Atti di bullismo o, in generale, atti che rappresentino un pericolo per l’incolumità delle
persone
 Per il continuo ripetersi dei comportamenti precedenti, ai sensi dell’art. 7 D.P.R.
n.249/1998
 Reati che violino la dignità e il rispetto della persona umana
La sanzione è irrogata dal Consiglio d’Istituto.
4) Allontanamento dalla scuola fino al termine dell’anno scolastico con esclusione dallo
Scrutinio finale o la non ammissione all’Esame di Stato conclusivo del corso di studi
 Situazioni di recidiva nei casi di cui al punto 3
 Atti di tale gravità per cui risulta impossibile il reinserimento responsabile e tempestivo
nella comunità durante l’anno scolastico
La sanzione è deliberata dal Consiglio d’Istituto e resa esecutiva dal Dirigente Scolastico.
Nel caso di danni provocati alla struttura scolastica, all’arredamento o per atti di teppismo
condotti all’interno della scuola, oltre all’allontanamento dalla frequenza delle lezioni fino a 15
giorni, sarà addebitato ai genitori il risarcimento dei danni.
Se non è possibile accertare l’autore del danno la spesa sarà divisa all’interno della classe, del
corso o della sede, a seconda della tipologia del danno.
In alternativa, si richiederà, con il consenso dei genitori e sotto il controllo degli insegnanti, il
ripristino, da parte degli alunni responsabili, degli ambienti danneggiati (lavori di tinteggiatura,
pulizia degli ambienti ecc…).
Speciali sanzioni decise dal Consiglio di Classe possono riguardare la sospensione dalle lezioni con
obbligo di presenza a scuola in altre mansioni concordate (collaborazione a servizi della scuola,
sistemazione e cura degli ambienti, ecc..).
La Scuola accoglie la Direttiva Ministeriale n. 16 del 5 febbraio 2007, che ha per oggetto le linee di
indirizzo generali e le azioni a livello nazionali per la prevenzione e la lotta al bullismo.
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ART. 41 – Procedura in caso di reclami: Organo di Garanzia
Contro le sanzioni disciplinari è ammesso ricorso da parte delle famiglie entro 15 giorni dalla
comunicazione della loro irrogazione a un apposito organo di garanzia, interno alla scuola,
costituito da due docenti, che si identificano nei docenti collaboratori del Dirigente Scolastico, da
due genitori, che si identificano nel Presidente e nel Vicepresidente del Consiglio d'Istituto e in un
rappresentante del personale ATA che si identifica nel membro eletto in seno al Consiglio
d'Istituto.
L'organo di garanzia, che dura in carica tre anni, decide su richiesta dei genitori o di chiunque vi
abbia interesse anche su conflitti che sorgano all'interno della scuola in merito all'applicazione del
presente regolamento.
Questo regolamento di disciplina, che è parte integrante del regolamento d'Istituto, è adottato o
modificato sentito il parere del Consiglio d'Istituto.
91
TITOLO IX
USO DI SPAZI – BIBLIOTECHE - LABORATORI – PALESTRA - AUDITORIUM
ART. 42 - Biblioteche.
Le biblioteche scolastiche sono a disposizione degli insegnanti, degli alunni dell’Istituto e dei loro
genitori. Nella scuola è istituita una biblioteca centrale disciplinata da un regolamento d’uso. Il
responsabile della biblioteca è tenuto a segnalare tutti i movimenti dei testi su un apposito
registro, e redigere uno schedario aggiornato delle opere in dotazione.
La biblioteca centrale si divide in due sezioni: una per il materiale destinato all'aggiornamento
professionale e culturale dei docenti, l'altra per gli alunni (l'utilizzo è previsto nell'ambito della
mattinata).
La biblioteca della scuola deve essere specializzata e, nelle sue dotazioni, si dovrà tenere conto
degli analoghi servizi culturali esistenti nella città e nella Circoscrizione, così da conseguire la
migliore utilizzazione dei fondi disponibili.
Per un efficace controllo del materiale sono previsti, a fine anno scolastico, inventari da parte di
docenti responsabili.
Le delibere sugli acquisti e sulle norme particolareggiate regolanti il funzionamento della
biblioteca, competono in ogni caso al Consiglio di Istituto.
ART. 43 – Laboratori, palestra e altri spazi.
Per quanto riguarda l'uso e l'accesso ai laboratori e alle aule speciali si veda l’art.31.
ART. 44 - Conservazione delle strutture e delle dotazioni.
I referenti di plesso sono preposti alla cura, conservazione e distribuzione dei sussidi didattici e del
materiale e delle attrezzature in dotazione alla scuola.
Ogni laboratorio ha un responsabile eletto dal Collegio Docenti all'inizio dell'anno. Gli utenti
devono operare in modo da mantenere integro il materiale in dotazione.
Nell'eventualità di un danno ritenuto doloso e di una certa entità a strutture e dotazioni si
provvederà alla richiesta di risarcimento nei confronti degli alunni responsabili. In caso di non
accertamento delle responsabilità individuali si valuterà l'ipotesi di un contributo da parte
dell'intero gruppo.
La scelta di nuove attrezzature e sussidi e di nuovi libri per la biblioteca è effettuata dal Consiglio
d’Istituto su proposta del Collegio Docenti.
92
TITOLO X
REGOLAMENTI INTERNI
ART. 45 - Regolamento Docenti
1. Il personale docente in servizio alla prima ora antimeridiana e pomeridiana di lezione deve
trovarsi in classe cinque minuti prima che comincino le lezioni. I docenti aspetteranno gli alunni in
aula o in uno spazio apposito, concordato a livello di plesso, per favorire l’accoglienza ed
assicurare la vigilanza. Al termine delle lezioni le classi usciranno accompagnate dagli insegnanti
fino all’uscita.
2. L’insegnante non può abbandonare la classe in orario di lezione. In caso di necessità deve prima
affidarla a un collega in compresenza o al collaboratore scolastico in servizio, per la sorveglianza.
In caso di malore o assenza improvvisa dell’insegnante, il responsabile di plesso affida la scolaresca
all’insegnante in compresenza all’interno del plesso ed, eventualmente, procede allo smistamento
degli alunni nelle varie classi preferibilmente del ciclo di appartenenza.
3. Gli spostamenti delle classi o gruppi dalle aule ai laboratori e viceversa si effettueranno in modo
ordinato e corretto, con la vigilanza dell’insegnante, che risponde del comportamento disciplinare
dei propri alunni.
4. L’insegnante accetta l’alunno in ritardo riservandosi di avvertire la famiglia di volta in volta e
l’Istituto se i ritardi dovessero ripetersi. Gli alunni che si assentano da scuola per le lezioni, all'atto
della riammissione, devono produrre all'insegnante giustificazione scritta e firmata da un genitore.
Nel caso di assenza di più giorni causata da motivi strettamente familiari, l’alunno dovrà
presentarsi accompagnato da un genitore o da un parente facente ufficialmente le veci.
5. Compito specifico degli insegnanti nel servizio di refezione scolastica è di organizzare le attività
prima e dopo il pasto, garantire l’assistenza e la sorveglianza dei bambini durante la ristorazione,
controllando che la consumazione dei pasti avvenga in forma corretta e ordinata e prestando
attenzione ai bambini con particolari difficoltà.
6. Gli insegnanti sono tenuti ad attenersi al menù predisposto per gli alunni.
7. L’insegnante è tenuto a preavvisare in modo utile il plesso d’appartenenza quando, per
legittimo impedimento, non possa trovarsi sul luogo di lavoro in orario. L’eventuale ritardo deve
essere giustificato quindi direttamente al Dirigente Scolastico.
8. L’assenza per malattia, salva l’ipotesi di comprovato impedimento, deve essere comunicata
tempestivamente telefonando in segreteria, dalle ore 7,30 alle ore 8,00 del giorno in cui essa si
verifica, anche nel caso di eventuale prosecuzione di tale assenza. L’insegnante presenterà nei
tempi brevi la formale comunicazione secondo il modello predisposto dalla scuola. Secondo la
vigente normativa la certificazione attestante lo stato di malattia deve essere trasmessa online dal
medico di famiglia; nel caso di eventuale certificazione cartacea rilasciata dal medico e/o struttura
pubblica e/o privata, il personale docente è tenuto all’immediato inoltro della predetta
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certificazione all’Ufficio di Segreteria dell’Istituto. I docenti sono tenuti ad avvertire dell’assenza
anche il plesso d’appartenenza. Nelle scuole a tempo pieno e nelle scuole dell’infanzia, al fine di
garantire la presenza del docente di classe e/o di sezione all’inizio delle lezioni, qualora si assenti
l’insegnante del turno antimeridiano, l’insegnante del turno pomeridiano è tenuto a prestare il
proprio servizio in orario antimeridiano.
9. I vari permessi retribuiti debitamente documentati, anche al rientro, od autocertificati in base
alle leggi vigenti, vanno richiesti secondo il modello predisposto dalla scuola. La richiesta di
permesso breve deve essere motivata ed autorizzata dal Dirigente Scolastico.
10. Ai docenti è fatto divieto di fumare in tutti i locali dell’edificio scolastico.
11. Ai docenti è fatto divieto di utilizzare il cellulare personale durante le attività didattiche, salvo
casi eccezionali o di particolare urgenza.
ART. 46 - Regolamento Alunni
1. L’ingresso degli alunni nei locali scolastici avviene nei cinque minuti antecedenti l’inizio delle
lezioni. I ritardi devono verificarsi solo nei casi di natura straordinaria; gli alunni ritardatari
dovranno essere accompagnati all’interno dei locali scolastici dai genitori o da adulti delegati per
giustificare il ritardo.
2. Per l’uscita, cinque minuti prima del termine delle lezioni, gli alunni sono invitati a prepararsi. Al
termine dell’orario giornaliero delle lezioni, gli alunni vengono accompagnati ordinatamente dai
docenti fino all’uscita della scuola e/o al cancello del cortile, secondo l’ordine e le modalità
stabilite a livello di plesso. E’ fatto assoluto divieto ai genitori affollarsi ai cancelli e agli ingressi
delle scuole al fine di garantire ordine, tranquillità e sicurezza.
3. L’insegnante accetta l’alunno in ritardo riservandosi di avvertire la famiglia di volta in volta e la
Dirigenza se i ritardi dovessero ripetersi.
4. Ogni assenza degli alunni dalle lezioni deve essere giustificata per iscritto dai genitori.
Nel caso di assenza di più giorni causata da motivi strettamente familiari, l’alunno dovrà
presentarsi accompagnato da un genitore o da un parente facente ufficialmente le veci.
5. Oltre cinque giorni di assenza per malattia dovrà essere esibita la certificazione medica.
6. Durante le lezioni non si possono dimettere dalla scuola gli alunni per i quali non sia stata
presentata richiesta scritta e motivata. La richiesta non sarà comunque accolta se l’alunno non
sarà prelevato da un genitore o da una persona espressamente indicata nella richiesta presentata,
che è tenuta a firmare apposita dichiarazione.
7. In caso di malore improvviso o di infortunio, si rimanda a quanto disposto dall’Art. 35.
8. Ogni singolo infortunio deve essere immediatamente segnalato al Dirigente Scolastico a mezzo
di specifica relazione scritta nella quale l’insegnante dovrà precisare plesso, classe, sezione,
cognome – nome luogo e data di nascita dell’alunno, luogo e modalità dell’accaduto, eventuali
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testimoni, danno fisico e materiale riportato, modalità di informazione assicurata alla famiglia,
eventuale intervento della famiglia, tipo di soccorso effettuato a scuola, eventuale intervento di
personale sanitario e/o di struttura di pronto soccorso ospedaliero, allegando copia della
certificazione medica in possesso dei genitori (si evidenzia che di norma ai fini del risarcimento di
eventuali danni le Assicurazioni richiedono la esibizione di certificato rilasciato dal Pronto Soccorso
Ospedaliero).
9. Chi procura danno a cose, materiali, ambiente è tenuto al risarcimento della spesa sostenuta
dalla scuola, in base a quanto disposto dal Patto di corresponsabilità.
10. Gli alunni della scuola dell’infanzia dell’Istituto devono presentarsi a scuola indossando il
grembiule: rosa per le bambine; celeste per i bambini.
11. Gli alunni della scuola primaria dell’Istituto devono presentarsi a scuola indossando il
grembiule blu.
11. E’ vietato l’uso del telefono cellulare e di altri dispositivi elettronici all’interno dei locali
scolastici. Si chiede, quindi, agli alunni di non portare telefono cellulare e/o dispositivi elettronici a
scuola. Alle famiglie si chiede la massima collaborazione per il rispetto del divieto. Per le sanzioni si
richiama l’Art. 40.
12. I collaboratori scolastici esercitano nella scuola, oltre ai propri compiti previsti dal contratto,
un’attività di vigilanza e di controllo finalizzata al miglior funzionamento della scuola. Pertanto è
doveroso da parte degli alunni ascoltare gli opportuni richiami e comportarsi nei loro riguardi con
il dovuto rispetto.
13. Di norma alle riunioni degli Organi Collegiali, agli incontri dei Genitori-Insegnanti, alle
assemblee non devono in genere, essere presenti gli allievi. I genitori che in tali riunioni si
presentano accompagnati dai figli, ne saranno personalmente responsabili e dovranno assicurare
la sorveglianza, evitando di lasciarli incustoditi nei corridoi e nei cortili della scuola. La scuola, di
conseguenza, si ritiene esonerata da qualsiasi responsabilità per eventuali infortuni.
Art. 47 - Regolamento Personale ATA
1. Tutto il personale ATA è tenuto a rispettare scrupolosamente l’orario di servizio, nonché ad
assolvere ai compiti e mansioni assegnate.
2. Le mansioni, nell’ambito della pulizia e della custodia degli ambienti scolastici, sono assegnate a
ciascun collaboratore scolastico dal DSGA.
3. I collaboratori scolastici sono responsabili delle entrate e delle uscite dai locali scolastici,
curando al termine delle attività la necessaria chiusura.
4. I collaboratori scolastici sono tenuti alla continua sorveglianza per evitare l’ingresso di estranei
e/o persone non autorizzate.
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5. I collaboratori scolastici sono tenuti alla continua sorveglianza nei corridoi della scuola al fine di
evitare infortuni agli alunni e/o danni alla struttura ed agli arredi.
6. I collaboratori scolastici sono tenuti alla continua sorveglianza degli impianti igienici sia a livello
di pulizia sia a livello di funzionalità
7. Il personale ATA è tenuto a rispettare il divieto di fumo in tutti i locali di pertinenza dell’Istituto.
Art. 48 - Regolamento sul divieto di fumo
L’Istituto Comprensivo N. 1 Rossano, con il presente Regolamento s’impegna a far rispettare il
divieto di fumo stabilito dalle norme vigenti (Legge 11 Novembre 1975 n. 584 e successive
modifiche, Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri 14 Dicembre 1995, Legge 16 Gennaio
2003 n. 3, D.P.C.M. 23 dicembre 2003, Decreto Ministero della Salute – Circolare 17 dicembre
2004, Atto di Intesa Stato – Regioni del 16 dicembre 2004).
Il presente Regolamento viene emanato per garantire il diritto primario alla tutela della salute
degli alunni, del personale e di tutti gli utenti della scuola, sancito in generale dall’art. 137 del
Trattato di Nizza, dall’art. 32 della Costituzione, e dal Decreto Legislativo 19 settembre 1994 n. 626
e successive modifiche.
L’Istituto Comprensivo N. 1 Rossano, inoltre, si avvale della facoltà concessa dall’art. 3, lettera d),
D.P.C.M. 14 dicembre 1995, in base al quale “resta salva l’autonomia regolamentare e disciplinare
delle amministrazioni e degli enti in ordine all’eventuale estensione del divieto a luoghi diversi da
quelli contemplati dalla legge 11 Novembre 1975, n. 584, con gli strumenti e gli effetti propri dei
rispettivi ordinamenti”.
Art. 49 - Rapporti con la Prefettura
La materia in oggetto è sottoposta alla vigilanza della Prefettura di Cosenza con la quale l’Istituto
Comprensivo N. 1 Rossano instaurerà rapporti di costante informazione.
Art. 50 - Norma finale
Per quanto non espressamente previsto nel presente Regolamento è fatto rinvio alle disposizioni
di legge vigenti.
Art. n. 51 - Modifiche al regolamento
Il Regolamento d’Istituto potrà essere ampliato o modificato con deliberazione del Consiglio
d’Istituto, a maggioranza assoluta degli eletti nel Consiglio stesso.
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ALLEGATO I
Regolamento sul divieto di fumo
A.S. 2012/13
Art. 1 - Regolamento sul divieto di fumo
L’Istituto Comprensivo N. 1 Rossano, con il presente Regolamento s’impegna a far rispettare il
divieto di fumo stabilito dalle norme vigenti (Legge 11 Novembre 1975 n. 584 e successive
modifiche, Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri 14 Dicembre 1995, Legge 16 Gennaio
2003 n. 3, D.P.C.M. 23 dicembre 2003, Decreto Ministero della Salute – Circolare 17 dicembre
2004, Atto di Intesa Stato – Regioni del 16 dicembre 2004).
Il presente Regolamento viene emanato per garantire il diritto primario alla tutela della salute
degli alunni, del personale e di tutti gli utenti della scuola, sancito in generale dall’art. 137 del
Trattato di Nizza, dall’art. 32 della Costituzione, e dal Decreto Legislativo 19 settembre 1994 n. 626
e successive modifiche.
L’Istituto Comprensivo N. 1 Rossano, inoltre, si avvale della facoltà concessa dall’art. 3, lettera d),
D.P.C.M. 14 dicembre 1995, in base al quale “resta salva l’autonomia regolamentare e disciplinare
delle amministrazioni e degli enti in ordine all’eventuale estensione del divieto a luoghi diversi da
quelli contemplati dalla legge 11 Novembre 1975, n. 584, con gli strumenti e gli effetti propri dei
rispettivi ordinamenti”.
Art. 2 - Locali soggetti al divieto di fumo
E’ stabilito il divieto assoluto di fumo
a)
nelle seguenti sedi:
Uffici dell’Istituto
Scuola dell’Infanzia “Amica”
Scuola Primaria “ Nubrica”
Scuola dell’Infanzia “Frasso”
Scuola Primaria “Frasso”
Scuola dell’Infanzia “Via Margherita”
Scuola Primaria “Via Margherita”
Scuola dell’Infanzia “Santa Chiara”
Scuola Primaria “G. Rizzo”
Scuola dell’Infanzia “G. Rizzo”
Scuola Primaria “San Domenico”
Scuola dell’Infanzia “Via Borghesia”
Scuola Primaria “Santa Chiara”
Scuola Secondaria di primo grado “Da Vinci”
Scuola Primaria “Petra “
Scuola Secondaria di primo grado “Amica”
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b) nei seguenti locali:
- ingressi, atri, aule, corridoi, segreteria, direzione, biblioteca, laboratori, sale riunioni, cucina,
palestra, bagni, ripostigli;
- uffici aperti al pubblico, ovvero quelli nei quali la generalità degli amministrati e degli utenti
accede, senza formalità e senza bisogno di particolari permessi negli orari stabiliti;
- uffici o locali ove si realizzi una permanenza, anche breve, degli utenti per l’utilizzazione di un
servizio ivi reso.
Nei locali di cui al presente articolo sono apposti cartelli con l’indicazione del divieto di fumo, della
relativa norma, delle sanzioni applicabili, nonché l’indicazione dei preposti cui spetta vigilare nella
struttura.
Art. 3 - Soggetti preposti al controllo dell’applicazione del divieto
L’allegato A del presente Regolamento è il modello utilizzato per la nomina dei responsabili
preposti all’applicazione del divieto di fumo, in attuazione dell’art. 4, comma 1, lettera b) del
D.P.C.M. 14/12/1995. Gli incarichi sono attribuiti al personale operativamente più presente ed a
contatto col pubblico nelle varie articolazioni delle strutture.
E’ compito dei responsabili:
- Vigilare sull’osservanza del divieto, procedere alla contestazione delle infrazioni e verbalizzarle.
- Utilizzare gli appositi moduli di verbalizzazione (Allegato B).
Presupposto dell’accertata violazione è una corretta apposizione dei cartelli informativi (Allegato
C), da collocarsi in posizione ben visibile e nei luoghi a maggiore concentrazione di soggetti.
Il Dirigente scolastico individua con proprio provvedimento i preposti di cui sopra.
In presenza di eventuali difficoltà nell’applicazione delle norme antifumo, i Responsabili possono
chiedere la collaborazione del Nucleo Antisofisticazioni Sanità dei Carabinieri.
Le disposizioni di legge e del presente Regolamento devono essere altresì attuate dai soggetti che
utilizzano, a qualunque titolo, gli immobili di proprietà e/o in uso per le attività istituzionali della
scuola.
Art. 4 – Sanzioni
Così come stabilito dalla Legge n. 484/1975, Legge n. 3 /2003 art. 51, Legge n 448/2001 art. 52
comma 20, Legge 311/2004 art 1 – c. 189 e 191, D.P.C.M 14.12.1995, Atto di Intesa Stato-Regioni
del 21.12.1995 – del 24.07.2003 e del 16.12.2004, nonché come stabilito dal D.Lgs 626/1994 artt.
5. 60-72 ter decises e 93, i trasgressori sono soggetti alla sanzione amministrativa del pagamento
di una somma da € 27,50 a € 275,00. La misura della sanzione è raddoppiata qualora la violazione
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sia commessa in presenza di una donna in evidente stato di gravidanza o in presenza di lattanti o
bambini fino a dodici anni.
Coloro che, pur essendo preposti al controllo dell’applicazione del presente regolamento, non
fanno rispettare le singole disposizioni, sono soggetti alla sanzione amministrativa del pagamento
di una somma da € 200,00 a € 2.000,00. La misura della sanzione è raddoppiata qualora la
violazione sia commessa in presenza di una donna in evidente stato di gravidanza o in presenza di
lattanti o bambini fino a dodici anni.
I dipendenti del 1° Istituto Comprensivo di Rossano che non osservino il divieto nei locali dove è
vietato fumare possono essere sottoposti a procedimento disciplinare, secondo quanto previsto
dalle vigenti disposizioni.
Art. 5 - Procedura di accertamento
Nei casi di violazione del divieto, i soggetti di cui all’art. 3 procedono all’accertamento della
violazione ed alla redazione in triplice copia del relativo verbale in base al modello allegato B. La
compilazione del verbale va previamente preceduta dalla numerazione progressiva e dalla
personalizzazione con il timbro della struttura.
I responsabili preposti all’applicazione del divieto, ove non ricevano riscontro dell’avvenuto
pagamento in misura ridotta da parte del trasgressore entro 60 giorni dalla contestazione
immediata o dalla notificazione, hanno l’obbligo di fare rapporto, con le prove delle eseguite
contestazioni o notificazioni, alla Prefettura di Cosenza, così come previsto dall’art. 17 della L.
689/1991. Una copia del rapporto va consegnata al Dirigente Scolastico dell’Istituto.
I soggetti di cui all’art. 3, ultimo comma, procedono in maniera autonoma all’accertamento della
violazione ed alla redazione del relativo verbale.
Art. 6 - Rapporti con la Prefettura
La materia in oggetto è sottoposta alla vigilanza della Prefettura di Cosenza con la quale l’Istituto
Comprensivo N. 1 Rossano instaurerà rapporti di costante informazione.
Art. 7 - Norma finale
Per quanto non espressamente previsto nel presente Regolamento è fatto rinvio alle disposizioni
di legge vigenti.
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ALLEGATO A
Al Signor
_________________________________
_________________________________
e p.c.
Alla Prefettura di Cosenza
Oggetto: Designazione del funzionario addetto alla vigilanza sul divieto di fumo
A seguito di delibera del Consiglio d’Istituto avvenuta nella seduta del …………… , nomino la S.V.
vigilante sull’osservanza del divieto del fumo in tutti i locali interno dell’edificio scolastico.
La Segreteria le fornirà il modello del “ verbale di accertamento” e il regolamento ( Direttiva
Presidenza Consiglio dei Ministri 14/12/1995 legge 11/11/1995, n. 584).
Qualsiasi suggerimento migliorativo per attuare il rispetto della normativa vigente, sarà tenuto in
debita considera zio
IL DIRIGENTE SCOLASTICO
______________________________
100
ALLEGATO B
PROCESSO VERBALE D’ ACCERTAMENTO D’ILLECITO AMMINISTRATIVO
Verbale n.______________
L’anno__________ il giorno ________ del mese di ______________ alle ore ______________il
sottoscritto _____________________________incaricato dal dirigente scolastico del 1° Istituto
Comprensivo di Rossano (CS) all’espletamento dei compiti previsti dal Regolamento sul divieto di
fumo nei locali dell’Istituto Comprensivo di Rossano (CS) ha accertato che il Sig./ra
__________________________________, nato/a il ______________a __________________ e
residente a _________________________in Via _______________________________________
ha violato le disposizioni relative al divieto di fumo della legge 16 gennaio 2003, n. 3 art. 51 in
quanto
fumava
nei
locali
della
scuola
e
precisamente____________________________________________________________ ________.
Il trasgressore ha chiesto che sia inserita nel processo verbale la seguente dichiarazione:
________________________________________________________________________________
________________________________________________________________________________
________________________________________________________________________________
Il trasgressore
___________________
Il verbalizzante
_____________________
NOTIFICA
L’anno _______ il giorno ________del mese di ________________ alle ore __________ il
sottoscritto ________________________________________ ha notificato il presente
101
ALLEGATO B
verbale al Sig./ra _______________________________________, mediante consegna di copia
della presente in proprie mani.
Il trasgressore
___________________
Il verbalizzante
_____________________
SANZIONE E MODALITA’ DI PAGAMENTO.
Sanzione amministrativa da euro 27.5 a euro 275. Sanzione applicata €____________________
La sanzione è raddoppiata in caso di violazione commessa in presenza di una donna in evidente
stato di gravidanza o di lattanti o bambini fino a 12 anni.
A norma dell’art. 16 della legge 20 novembre 1981, n. 689 è ammesso, tra il 16° ed il 60° giorno,
dalla contestazione immediata o, se questa non vi è stata, dalla notificazione degli estremi della
violazione, il pagamento di una somma pari alla terza parte del massimo della sanzione prevista o
al doppio della sanzione minima se più conveniente, per la violazione commessa.
Il pagamento delle sanzioni può essere effettuato:

In banca o presso gli uffici postali, utilizzando il modello F23, codice tributo 131T.
Dell’avvenuto pagamento dovrà essere data comunicazione al 1° Circolo di Rossano (CS),
inviando copia anche via fax (0983520025)), della ricevuta di pagamento, per evitare
l’inoltro alla Prefettura di Frosinone del rapporto mancato pagamento.
Autorità competente a ricevere scritti difensivi entro 30 giorni dalla notifica: Prefetto
102
ALLEGATO C
VIETATO
FUMARE
I Trasgressori sono soggetti alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 25 € a
500 € (Art.7 – primo comma, L.584/75, Art.52 comma 20 L.28/12/2001 n.448).
Coloro cui spetta di curare l’osservanza del divieto, ove non ottemperino alle disposizioni di legge,
sono soggetti al pagamento di una somma da 500 € a 1000 € (Art. 7 terzo comma – L. 584/75 e art.
52 comma 20 L. 28/12/2001 n. 448).
Organi cui compete accertare le infrazioni: ufficiali ed agenti di cui all’Art.3, L. 24 Novembre 1991
n.689. Autorità cui compete sanzionare le infrazioni: Prefetto del luogo.
Soggetto cui spetta vigilare sull’osservanza del divieto:
Sig._______________________________
Il Dirigente Scolastico
___________________________
103
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scuola primaria “nubrica” - Istituto Comprensivo ROSSANO 1