Approfondimento
Rating
Si definisce “rating” il giudizio sulle capacità di un’azienda o di uno Stato di essere
solvibili rispetto ai propri debiti. Esso esprime, pertanto, una valutazione sul merito
creditizio delle rispettive obbligazioni emesse dal soggetto privato (banche, aziende) e da
quello pubblico (Stato).
Viene esemplificato mediante una sorta di punteggio, espresso in lettere o cifre, e
pubblicato periodicamente da alcune società private apposite: le agenzie di rating.
Volendo risalire all’origine, già nel lontano 1841, dopo la crisi finanziaria del 1837, venne
fondata la prima agenzia di credito mercantile, con la finalità di valutare l’affidabilità
finanziaria dei principali mercanti attivi sulla piazza.
John Moody fu il primo ad estendere l’attività di rating ai titoli obbligazionari; dall’anno
seguente, il campo di indagine fu esteso alle società pubbliche ed ai titoli industriali.
Nel 1916, invece, furono pubblicati i primi rating della “Poor’s Publishing Co” e sei anni
dopo quelli della “Standard Statistic Co”; nel 1941 le due agenzie si fusero, formando la
“Standard & Poor’s”.
Secondo un elenco redatto dal Financial Times, tra le agenzie più antiche e, sicuramente,
più influenti troviamo la “Standard & Poor’s”, la “Moody’s Investor Service” e la “Fitch
Investors Service”.
Standard & Poor’s
Il giudizio di rischio della S&P è basato sia sulle informazioni attinte direttamente
dall’emittente, sia su notizie ottenute da altre fonti ritenute attendibili.
I criteri sulla quale basa il proprio rating sono:
 la probabilità di default, ovvero la capacità e la volontà dell’obbligato ad effettuare
puntualmente il pagamento di interessi ed il rimborso del capitale nel rispetto
delle condizioni dell’obbligazione;
 la natura dell’obbligazione e le condizioni connesse
 la garanzia fornita dall’obbligato in caso di fallimento o ristrutturazione.
Sulla base di questi criteri generali, il rating emesso si ripartisce in due principali
categorie: investment grade e speculative grade. Si parla di investment grade quando le
sue caratteristiche sono tali da consigliarne l’acquisizione a scopo di investimento e di
speculative grade in caso contrario.
I rating di tipo investigativo sono quattro: dalla tripla A (AAA), che rappresenta il
miglior rating assegnato e contraddistingue una elevatissima capacità di rimborso e
pagamento degli investimenti si scende alla tripla B (BBB), passando per la doppia A
(AA) e la A.
Al di sotto di BBB si entra nella tipologia di grado speculativo, dove le qualità ed i
parametri di protezione del debito sono superati dal grado di incertezza.
Pertanto BB indica il miglior giudizio all’interno dello speculative grade, ma è
caratterizzato da una predisposizione ad essere negativamente influenzato dal
deterioramento della situazione economico finanziaria. Del grado speculativo fanno
parte 5 categorie che variano da BB fino a C.
L’ultima situazione contemplata da S&P è quella relativa al rating D, ovvero default, nel
quale il rimborso degli interessi non avviene rispettando le scadenze prestabilite. Può
essere, inoltre, utilizzato per una situazione di fallimento dichiarato, nella quale il
servizio del debito è interrotto.
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Ulteriori graduazioni all’interno di una stessa categoria di rischio possono esemplificarsi
mediante le connotazioni di Plus (+) e Minus (-).
S&P, oltre al giudizio corrente, pubblica anche un “Rating Outlook”, il quale individua la
possibile direzione in cui la valutazione attuale di un debito a lungo termine potrà evolvere
in dipendenza di mutamenti a livello economico finanziario.
Moody’s Investor Service
Anche nel caso di Moody’s abbiamo una serie articolata di valutazioni.
Esaminando in primo luogo il rating a breve termine, possiamo individuare 3 categorie:
Esaminando in primo luogo il rating a breve termine, possiamo individuare 3 categorie:
 Prime-1 – Indica una superiore capacità di far fronte agli obblighi a breve termine
derivante da una o più delle seguenti caratteristiche:
- Posizione leader in un settore di mercato solido;
- Elevato rendimento dei fondi investiti
- Struttura di capitale solida
- Elevata capacità di generare cash-flow interno
- Ampi margini di copertura dei costi finanziari con i profitti
- Accesso consolidato a fonti di liquidità
 Prime-2 – Indica una forte capacità di far fronte agli obblighi a breve termine,
derivante da quanto citato precedentemente, ma in misura minore. I profitti e la
copertura sono buoni, ma maggiormente influenzabili.
 Prime-3 – Indica una capacità accettabile di far fronte agli obblighi a breve termine
ma la sensibilità alle condizioni di mercato può essere più pronunciata.
 Not Prime – Indica emittenti che non ricadono in alcune delle tre categorie
descritte.
Per quanto riguarda il rating a lungo termine, invece, sono menzionabili 9 categorie che
partono da Aaa, passando per Baa, fino ad arrivare a C.
Questi rating, limitatamente alla fascia che va da Aa a B, sono ulteriormente articolati
mediante l’uso dei suffissi numerici 1,2 e 3 che segnalano la posizione alta, intermedia e
bassa all’interno di una stessa categoria.
Analogamente a S&P, Moody’s classifica categorie specifiche di emittenti e strumenti
finanziari.
Fitch IBCA
Proprio come le due più celebri colleghe, l’agenzia britannico - statunitense Fitch IBCA
svolge un servizio di rating rivolto ad una vasta gamma di entità: enti sovrani, istituiti
finanziari, banche, società di assicurazione. Nell’ambito degli International credit rating,
possiamo individuare una distinzione tra long e short term rating (distinzione ovviamente
riferita alle diverse scadenze del debito, superiore o inferiore a 12 mesi). Il giudizio di Fitch
IBCA è centrato sulla performance, sulla stabilità finanziaria, sul rischio, sulla solidità della
capitalizzazione e sui fattori istituzionali e normativi in grado di influenzarli.
Per quanto riguarda la scala utilizzata, la long – term rating varia da un massimo di AAA
ad un minimo di BBB per quanto riguarda l’Investment Grade; mentre per lo Speculative
Grade da BB a D, in maniera quasi analoga alla S&P.
Ulteriori graduazioni sono date, in questo caso, dalle classificazioni F1,F2 e F3 che
indicano situazioni di massima, soddisfacente ed adeguata capacità di pagamento.
La tabella riportata di seguito illustra graficamente le scale utilizzate dalle differenti
agenzie:
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TABELLA DI CONFRONTO VALUTAZIONI RATING
Fonte: www.linkiesta.it
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Alla luce di quanto esposto, si possono riportare i rating assegnati ad alcuni Paesi del G7 e
ad alcuni Pigs dalla tre agenzie in questione:
Usa
Germania
Francia
Spagna
Italia
Irlanda
Grecia
Standard & Poor’s
AAA
AAA
AA+
A
BBB+
BBB+
SD
Moody’s
Aaa
Aaa
Aaa
A3
A3
Ba1
Ca
Fitch IBCA
AAA
AAA
AAA
A
ABBB+
C
Indubbiamente, nell’arco di pochi anni, le cose sono cambiate e le decisioni delle agenzie
non sono più accolte con la reverenza o rassegnazione di un tempo. Al contrario, esse
suscitano sempre più frequentemente, oltre allo scetticismo da parte degli analisti di
mercato, la reazione insofferente di cariche istituzionali del mondo politico e finanziario.
Uno tra gli aspetti più spesso criticati riguarda le valutazioni delle tre maggiori agenzie e la
loro non neutralità, in vista degli enormi interessi economici, finanziari, ma anche politici.
Un caso di negligenza ed incapacità di valutazione (o forse semplice speculazione) da parte
delle agenzie di rating è riscontrabile nel fallimento delle Lehman Brothers; infatti, se fino
ad una settimana prima del crollo, il loro giudizio era alto, il giorno stesso del default
venne annunciato un repentino declassamento della società finanziaria.
Secondo il numero uno della Dagong Global Credit, la prima agenzia di rating cinese, le
valutazioni sono a beneficio degli Stati Uniti e, soprattutto, partono dal presupposto che il
governo Usa, con il suo potere di stampare dollari, non andrà mai in default; per queste
ragioni hanno perso credibilità ed imparzialità.
Una soluzione auspicabile sarebbe pertanto la rapida creazione di una nuova agenzia
internazionale in grado di fornire informazioni sul merito di credito imparziali ed obiettive
e fornisca un’alternativa al mercato.
Sarebbe opportuno valutare oggettivamente, ma criticamente, le decisioni delle agenzie,
considerandole come una tra le opinioni espresse dai market analysts.
Tuttavia c’è un altro fattore da tenere in considerazione, ovvero la loro capacità di
orientare il mercato. Infatti sempre più spesso le decisioni delle varie agenzie vanno
ritenute come indice di futuri sviluppi per il paese che è oggetto di giudizio. La crisi
finanziaria asiatica degli anni ’90 e la recente speculazione contro l’euro illustrano
perfettamente questo aspetto.
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