INQUINAMENTO ATMOSFERICO
Un inquadramento generale dello stato della provincia di Varese dal punto di vista
dell’inquinamento atmosferico è immediatamente evidenziabile ricorrendo alla D.G.R. n.
VII/6501 del 19/10/01, nella quale, tenendo conto di una valutazione complessiva della
qualità dell’aria, che integra informazioni di diverso tipo (emissioni – immissioni –
simulazioni modellistiche) si è adottata la nuova zonizzazione del territorio regionale con
la distinzione tra:
zone critiche (in cui i livelli di uno o più inquinanti comportino il superamento dei valori
limite e delle soglie di allarme, o i livelli di uno o più inquinanti eccedono il valore
limite aumentato del margine di tolleranza (1));
zone di risanamento (in cui i livelli di uno o più inquinanti sono compresi tra il valore
limite ed il valore limite aumentato del margine di tolleranza);
zone di mantenimento (in cui i livelli degli inquinanti sono inferiori ai valori limite e tali
da non comportare il rischio di superamento degli stessi).
secondo le definizioni del d. lgs. 351/99.
In particolare, la D.G.R. prevede l'esistenza nella provincia di Varese di una zona di
risanamento di tipo A (zona di risanamento per più inquinanti) e di una zona di
risanamento di tipo B (zona di risanamento per inquinamento da ozono).
Per quanto concerne lo specifico del territorio della provincia di Varese, due sono le zone
critiche individuate:
1. la zona critica sovracomunale che comprende i 10 comuni di Busto Arsizio, Caronno
Pertusella, Cassano Magnago, Castellanza, Gallarate, Gerenzano, Origgio, Samarate,
Saronno e Uboldo, con una popolazione residente di 247796 abitanti (dati ISTAT 97);
2. il territorio del comune capoluogo di provincia, Varese, in cui risiedono circa 82282
persone (fonte: ISTAT - Censimento 2001).
Il quadro globale della suddivisione in zone è rappresentato nella planimetria allegata, in
cui le zone critiche sono evidenziate in rosso, quelle di risanamento di tipo A in giallo e
quelle di risanamento di tipo B in verde.
(1) – il margine di tolleranza è definito come “la percentuale del valore limite nella cui misura tale
valore può essere superato”; l’applicazione di questo concetto si ritrova nel D.M. 60/02 che fissa
per la maggior parte dei limiti l’obiettivo del raggiungimento nel 2005 o nel 2010, ma indica già, a
seconda dell’inquinante e dello specifico valore, il percorso per un graduale raggiungimento del
valore limite mediante la quantificazione del margine di tolleranza stesso, che si riduce
progressivamente, di anno in anno, nella fase transitoria. Ad esempio, il valore di concentrazione
media annuale di PM10, che dovrà essere pari a 40 µg/m³ nel 2005, è fissato a (40+1.6) µg/m³ nel
2004 e (40+3.2) µg/m³ nel 2003, ed i valori di 1.6 e 3.2µg/m³ costituiscono appunto il “margine di
tolleranza”.
22
23
LE EMISSIONI
Un team di 5 tecnici esperti nella gestione delle problematiche legate alle emissioni
industriali (dai campionamenti, alle analisi, alle verifiche del rispetto delle autorizzazioni)
ha consentito, nell’anno 2002, di effettuare 160 sopralluoghi con la determinazione di
1796 parametri nelle emissioni campionate (verifica a camino). Nel corso del 2003 si è
realizzata una riorganizzazione dell’attività ispettiva, grazie anche ad una maggiore
integrazione con i tecnici dell’U.O. Territorio, che ha permesso un incremento delle
ispezioni efffettuate (227 ). Dal punto di vista analitico, invece, è cresciuta la richiesta di
ricerca ed analisi di microcontaminanti in atmosfera (si è passati dalle 4598 analisi svolte
nel 2002, a 6792 eseguite nel 2003).,
La situazione della provincia di Varese, dal punto di vista emissivo, è sicuramente
complessa: nel territorio sono, infatti, presenti numerose tipologie di attività, spesso
inserite all’interno del contesto urbano, dato il notevole sviluppo edilizio degli ultimi
decenni, con conseguenti problemi di “convivenza” fra residenze ed attività industriali.
Nell’archivio dell’U.O. Aria – archivio “costruito” sulla base dei dati regionali ed in fase di
ristrutturazione - sono presenti 2989 aziende aventi emissioni in atmosfera. Non sono
comprese le attività autorizzate con procedura semplificata (il cosiddetto “ridotto
inquinamento”) il cui inserimento è previsto nel corso della riorganizzazione dell’archivio.
Le attività “tradizionali” del Varesotto quali l’industria tessile, aeronautica e chimica (sud
della provincia), pur mantenendo ancora una notevole importanza, sono state affiancate,
nel corso degli anni, da altre tipologie quali ad esempio le lavorazioni di materie plastiche
e l’elettronica; sono presenti, inoltre, numerose imprese del settore meccanico e, anche
se in numero inferiore rispetto ad una ventina di anni fa, impianti per la lavorazione dei
metalli (fonderie di seconda fusione, acciaierie).
Nella zona nord gli impianti definiti come “emissioni puntuali” (in altre parole da
considerare singolarmente) nella stesura del piano regionale di qualità dell’aria sono i
due impianti per la produzione di leganti idraulici, Colacem in comune di Caravate e
Holcim in comune di Comabbio (si veda più avanti la scheda criticità) e lo stabilimento
della ditta Mascioni, impianto per la lavorazione dei tessuti (comprensiva della fase di
stampa), dotato anche di piccola centrale di cogenerazione.
Altra importante realtà industriale dell’area immediatamente limitrofa a Varese è il gruppo
Goglio in comune di Daverio, azienda attiva nel settore degli imballaggi (carta e materie
plastiche), importante – per quanto concerne l’inquinamento atmosferico – per la stampa
su film flessibile.
A sud del territorio provinciale è presente l’insediamento della ditta Lamberti in comune di
Albizzate (produzione di prodotti ausiliari per l’industria tessile, conciaria, delle vernici) e
l’area industriale del comune di Castelseprio, dove si trovano gli insediamenti Sprea
(resine epossidiche e melamminiche) e Sadepan (produzione formaldeide e formurea).
24
La zona adiacente con il territorio della provincia di Milano è, in ogni modo, quella
maggiormente ricca di insediamenti produttivi. In particolare si ricordano le aree industriali
di Caronno Pertusella ed Origgio, ove sono presenti numerose ditte del settore chimico.
In Caronno Pertusella si ricordano, in particolare, l’azienda Di Pharma Francis (settore
farmaceutico), il locale insediamento della ditta Basf Vernici e Inchiostri (produzione
vernici), l’acciaieria del gruppo Riva.
Nell’area di Origgio sono presenti due importanti realtà del settore farmaceutico:
l’insediamento del gruppo Clariant (farmaceutica di sintesi) e quello del gruppo Aventis
(formulazione e confezionamento di medicinali).
In Origgio ha sede anche l’unica vetreria (gruppo AVIR) presente in provincia, dopo la
chiusura dello stabilemento d Sesto Calende.
Nella zona di Castellanza è presente il polo chimico ex Montedison, anche se la
consistenza produttiva è diminuita negli anni. Attualmente all’interno dell’insediamento
sono presenti tre aziende: Agrolinz Melammin Italia (produzione resine melamminiche,
xilocolle ecc.), Perstorp (sintesi), Perstorp Chemitec (lavorazione materie plastiche).
Nel limitrofo comune di Solbiate Olona è presente l’insediamento industriale della ditta
Bakelite (produzione di fitofarmaci ed altri prodotti chimici).
Nella zona di Busto Arsizio, oltre alle tradizionali attività di lavorazioni tessili (in particolare
stampa e finissaggio), non è possibile non citare la presenza del forno inceneritore rifiuti
del Consorzio Accam, unico inceneritore RSU presente in Provincia.
Per quanto concerne i combustibili, sia nella produzione di energia sia per riscaldamento,
si ha una netta prevalenza nell’utilizzo del metano rispetto a gasolio ed oli combustibili. La
centrale energetica dell’aeroporto di Malpensa (fornitura di energia e calore all’intero
complesso), ad esempio, è alimentata a metano.
Per quanto riguarda la qualità delle emissioni, le verifiche effettuate nelle aziende hanno
mostrato, nella maggior parte dei casi, emissioni all’interno dei limiti previsti dai
provvedimenti di autorizzazione; la maggioranza delle infrazioni riscontrate è relativa al
mancato rispetto delle prescrizioni (manutenzioni programmate, camini non a norma,
installazioni di sistemi di controllo quali contaore) ed alla mancata effettuazione delle
analisi alle emissioni che le aziende devono far effettuare a proprie spese. L’attività di
vigilanza sulle aziende ha portato alla segnalazione all’Autorità Giudiziaria di 17 violazioni
a carattere penale nel 2002 e di 35 nei primi 9 mesi del 2003. La percentuale di aziende
“irregolari” è, quindi, intorno al 10 – 11 % del totale delle ditte controllate.
I superamenti dei limiti alle emissioni, come già detto, non sono, invece, frequenti (tre casi
nel 2002 ed altrettanti nei primi 9 mesi del 2003).
Occorre sottolineare, a questo proposito, che le violazioni non legate al superamento dei
limiti sono più frequenti nelle piccole e piccolissime attività produttive, dove non è
presente – come nelle industrie di maggiori dimensioni – personale dedicato alla gestione
della parte “ecologica”. In queste realtà produttive può infatti accadere che il rilascio di
autorizzazione con il meccanismo del silenzio/assenso, previsto a partire dal 1997 dalle
procedure semplificate per l’autorizzazione delle attività definite a ridotto inquinamento
25
atmosferico, venga erroneamente ritenuto un semplice adempimento amministrativo, e
che si trascuri l’esecuzione delle analisi, l’installazione di presidi depurativi o
l’effettuazione della manutenzione programmata.
Complessivamente il quadro emissivo dell’intera provincia può essere sintetizzato
facendo ricorso all’aggiornamento 2001 dell’inventario delle emissioni realizzato dalla
Regione Lombardia, chiamato INEMAR.
Emissioni della provincia di Varese (t/anno eccetto CO2 in kt/anno)
SO2
NOx
COV
CH4
CO
CO2
N2O
158
4
4
41
83
0
425
1,510
978
542
11,223
1,539
143
14
318
2,267
4,923
224
96
4,911
1,668
88
0
64
31
79
3,323
5
2,738
50
2
5
92
703
9,771
Produzione energia e trasform.
combustibili
Combustione non industriale
Combustione nell'industria
Processi produttivi
Estrazione e distribuzione
combustibili
NH3
PM10
0
Uso di solventi
0.0
0
16,795
Trasporto su strada
199
7,281
5,847
218
35,935
1,338
126
189
550
116
1,530
331
1
1,425
306
9
0.1
29
17
129
1
32,422
5
128
14
8
1
1,794
4
121
875
0
51
2,444
862
1,456
2
12
64
30,651
45,715
57,739
1,097
1,122
Altre sorgenti mobili e
macchinari
Trattamento e smaltimento
rifiuti
Agricoltura
Altre sorgenti e assorbimenti
12
Totale
3,065
15,669
0.0
2
5,111
504
3
LA QUALITÀ DELL’ARIA
ARPA gestisce una Rete Regionale di Rilevamento della Qualità dell’Aria, costituita da
111 stazioni pubbliche, in seguito al trasferimento di competenze dalle Province
all’Agenzia, stabilito dalla L.R. 16/99. Gli accordi per il trasferimento delle Reti sono stati
formalizzati alla fine dell’anno 2001da parte del Settore Aria, che ha realizzato il progetto
di riorganizzazione dell’intera rete regionale.
La qualità dell’aria provinciale è costantemente monitorata da 8 stazioni fisse di
rilevamento, inserite nella rete regionale, che sono integrate da strumentazione mobile
utilizzata per campagne di misura di durata temporale limitata. Globalmente, nell’anno
2002, sono stati raccolti circa 1000000 dati orari di misura, relativi alle concentrazioni
degli inquinanti o a parametri meteorologici.
La composizione della Rete, relativamente all’anno 2002 cui si riferiranno le valutazioni
annuali previste dalla normativa, è sintetizzata nella tabella seguente, ove si evidenziano
per ciascuna postazione gli inquinanti monitorati e si indica se la rete soddisfa le direttive
26
1999/30/CE e 2000/69/CE in merito al numero minimo di punti di misura definito in base
alla popolazione, considerando che l’intera provincia di Varese conta 812.477 abitanti
(fonte: dati ISTAT relativi al 14° Censimento Generale della Popolazione e delle
Abitazioni).
Stazione
CO
NOX
O3
SO2
PM10
Varese Vidoletti
X
X
X
X
X*
Varese V.le Borri
X
X
Saronno v. Marconi
X
X
X*
Busto A. v. Magenta
X
X
X
Busto A. ACCAM
X
X
Gallarate S. Lorenzo
X
X
X
Somma L. Malpensa
X
X
X
Lonate Pozzolo
X
X
n° punti di misura
MINIMO direttive CE
SI
SI
benzene
X*
X*
X
X
---
X
X*
X
SI
SI
NO
Sono evidenziati con un asterisco quegli strumenti che sono stati installati nel corso
dell’anno 2002, o che hanno subito spostamenti da una cabina ad un’altra.
La configurazione della Rete, aggiornata a dicembre 2003, presenta due variazioni,
conseguenti all’attuazione del piano regionale di ristrutturazione della rete di rilevamento:
il trasferimento della cabina di Varese da viale Borri a via Copelli e l’attivazione di una
nuova cabina a Saronno Santuario, in cui sono stati traferiti gli analizzatori di NOx, O3 e
PM10 precedentemente installati a Saronno Marconi. .
Lo stato della qualità dell’aria nella provincia di Varese nel corso dell’anno 2002 è
presentato in modo sintetico facendo riferimento agli indicatori previsti dal DM 60/02, con
cui sono stati recepiti in Italia i valori limite europei. Per quanto concerne l’ozono, non
essendo ancora stata recepita la relativa direttiva europea, si sono considerati, oltre a
quelli consolidati nella normativa nazionale, i parametri indicati nella Direttiva 2002/3/CE.
27
Anno 2002 - rispetto dei valori limite e obiettivo definiti
dal DM 60/02 per SO2, NOx, NO2, CO, PM10;
dal DM 16/05/96 e dalla Direttiva 2002/3/CE per l’O3 .
inquinante e
parametro
SO2
NO2
PM10
CO
O3
stazioni
Varese
Varese
Somma
Busto A.
Busto A.
Lonate
Gallarate
Saronno
Vidoletti
Borri
MXP
Magenta
ACCAM
Pozzolo
Lorenzo
Marconi
---
0
0
---
---
---
---
0
0
---
---
---
0
0
0
0
0
0
46
46
41
31
52
54
---
---
71
---
40*
21*
---
---
46
---
*
*
3.1
9.7
6.1
2.9
6.4
6.6
205
202
---
---
202
259
37^
46^
---
---
46^
39^
protezione salute umana
media 1h
350+90 µg/m3
0
--non più di 24
volte/anno (a)
media 24h
125
µg/m3
0
--non più di 3
(a)
volte/anno
protezione salute umana
media 1h
200+80 µg/m3
0
0
non più di 18
(a)
volte/anno
media anno
29
41
40+16 µg/m3
protezione salute umana
media 24h
50+15 µg/m3
5*
4*
non più di 35
(a)
volte/anno
media anno
*
*
40+4.8 µg/m3
protezione salute umana
max media 8h
4.0
6.8
10+6 mg/m3
protezione salute umana
media 8h
257
--110 µg/m3
max media 8h
120 µg/m3
non più di 25
52
--gg/anno
mediando su
ultimi 3 anni
(b)
Legenda:
(a) – numero di volte
(b) – numero di giorni
in grassetto violazione di “valore limite + tolleranza”
--- = inquinante non monitorato
* : rendimento strumentale annuale inferiore al 75%
NOTA 1 – O3: in tabella è riportato il massimo valor medio su 8 ore registrato nelle stazioni
28
NOTA 2 – O3: il numero di giorni in cui la max media 8h supera 120 µg/m³ è stato calcolato come media sugli
ultimi 3 anni solo per la stazione di Varese Vidoletti, mentre negli altri casi (indicati con “^”), mancando i dati
del 2001, si è effettuato il calcolo sul solo anno 2002, secondo le indicazioni della Dir. 2002/3/CE
Per quanto concerne il PM10, la tabella risulta incompleta a causa della ridotta disponibilità
di dati, legata a ridefinizioni nella localizzazione delle postazioni di misura e nella
strumentazione impiegata. Tuttavia si osserva che sia il limite riferito alla media annuale,
sia quello relativo al numero di superamenti del valore medio giornaliero di 65 µg/m³, sono
sovente superati nella zona meridionale della provincia.
Del resto al PM10 è stato dedicato un ampio spazio di indagine tramite campagne eseguite
con il metodo di riferimento gravimetrico: i risultati saranno discussi nella relativa scheda
di approfondimento.
La tabella riconferma inoltre la criticità dell’ozono, per altro ben conosciuta e che
costituisce un problema per ampie porzioni del territorio regionale: i valori medi di 8 ore
non rispettano il limite di 110 µg/m³ e il loro valore massimo arriva a superare i 200 µg/m³.
La persistenza del fenomeno è evidenziata nella seconda soglia riportata in tabella: infatti,
a fronte di un valor massimo della media su 8 ore che non dovrebbe superare il limite di
120 µg/m³ per più di 25 giorni all’anno, mediando sugli ultimi 3 anni, Varese si attesta su
52 superamenti (ottenuti come media tra 58, 77 e 21, relativi rispettivamente agli anni
2002, 2001 e 2000). Limitandosi al solo anno 2002, anche tutte le altre stazioni della
provincia non rispettano il limite.
Lo stato della qualità dell’aria nella provincia di Varese nel corso dell’anno 2003 non
mostra significative variazioni rispetto all’anno precedente: si riconfermano come problemi
di rilievo il superamento dei limiti previsti per il PM10 e l’ozono.
La seguente tabella sintetizza i valori assunti dagli indicatori previsti dalla normativa, per
tutte quelle stazioni per cui esiste un numero significativo di dati su cui eseguire i calcoli.
29
Anno 2003 - rispetto dei valori limite e obiettivo definiti
per la protezione della salute umana
dal DM 60/02 per SO2, NOx, NO2, CO, PM10;
dal DM 16/05/96 e dalla Direttiva 2002/3/CE per l’O3 .
inquinante e parametro
SO2
NO2
PM10
CO
O3
media
1h
350+60
µg/m3
non più di 24
volte/anno (a)
media 24h
125
µg/m3 non più di 3
volte/anno (a)
media
1h
200+70
µg/m3
non più di 18
volte/anno (a)
media anno
40+14 µg/m3
media
24h
50+10 µg/m3 non
più
di
35
volte/anno (a)
media anno
40+3.2 µg/m3
max media 8h
10+4 mg/m3
media 8h
110
µg/m3
max media 8h
120 µg/m3 non più
di 25 gg/anno
mediando
su
ultimi 3 anni (b)
stazioni
Varese
Somma
Busto A.
Busto A.
Lonate
Gallarate
Saronno
Vidoletti
MXP
Magenta
ACCAM
Pozzolo
Lorenzo
Marconi
0
---
0
0
---
---
---
0
---
0
0
---
---
---
0
0
0
0
0
0
0
26
35
48
40
42
48
51
---
---
---
87
---
87
99*
---
---
---
49
---
52*
*
2.9
2.8
8.2
3.8
3.1
4.9
4.9
238
196
226
---
---
229
215
83
85^
106^
---
---
98^
87^
Legenda:
(c) – numero di volte
(d) – numero di giorni
in grassetto violazione di “valore limite + tolleranza”
--- = inquinante non monitorato
* : rendimento strumentale annuale inferiore al 75%
NOTA 1 – O3: in tabella è riportato il massimo valor medio su 8 ore registrato nelle stazioni
NOTA 2 – O3: il numero di giorni in cui la max media 8h supera 120 µg/m³ è stato calcolato come media sugli
ultimi 3 anni solo per la stazione di Varese Vidoletti, mentre negli altri casi (indicati con “^”), mancando i dati
del 2001, si è effettuato il calcolo sul solo anno 2003, secondo le indicazioni della Dir. 2002/3/CE
30
PROGETTI SPECIALI
Nel corso degli ultimi anni sono state avviate alcune linee di indagine volte ad
approfondire alcune tematiche di particolare rilevanza nel territorio provinciale, come
sintetizzato nella tabella seguente.
MONITORAGGIO DELLA
QUALITÀ DELL’ARIA
NELLA DISCARICA DI
GORLA MAGGIORE E
AREE LIMITROFE
PARTICOLATO FINE E
BENZENE NEL COMUNE
DI VARESE
VERIFICHE
SULL’IMPIANTO
COLACEM E SULLA
QUALITÀ DELL’ARIA IN
COMUNE DI CARAVATE
POTENZIALI FONTI
ODORIGENE NELLE
AREE DI CARONNO
PERTUSELLA SARONNO; GORNATE –
LONATE CASTELSEPRIO
Obiettivo
dell’indagine
Il monitoraggio della qualità nell’area limitrofa la
discarica di Gorla Maggiore è attivo fin dal 1997,
lo scopo è valutare l’influenza dell’attività
dell’impianto sulla qualità dell’aria (non è
compresa la verifica delle molestie olfattive)
Risultati
I dati raccolti hanno permesso di soddisfre le
richieste di informazione da parte dei Sindaci
della zona.
Sviluppi futuri
Verifiche anche dal punto di vista della
valutazione olfattometrica non appena attivo il
previsto laboratorio ARPA.
Obiettivo
dell’indagine
Verifica della qualità dell’aria in Varese per
quanto concerne PM10, PM2,5 e benzene
Risultati
Oltre un anno di dati disponibili, si veda la scheda
di approfondimento che segue
Sviluppi futuri
Continuazione del monitoraggio, con ulteriore
approfondimento
sulla
composizione
del
particolato fine (speciazione)
Obiettivo
dell’indagine
Verifiche sulle emissioni principali di un impianto
ad alto impatto quale un cementificio, verifica
della qualità dell’aria per quanto concerne il
particolato atmosferico in area limitrofa
Risultati
Verifica del rispetto dei limiti alle emissioni; prima
raccolta dati
Sviluppi futuri
E’ stato definito con il Comune un programma di
intervento, comprensivo di 8 settimane di prelievi
per la determinazione del PM10 atmosferico
Obiettivo
dell’indagine
Verifica di tutte le aziende potenziali fonti
odorigene, con individuazione di interventi di
minimizzazione delle molestie olfattive
Risultati
Sono state verificate tutte le aziende coinvolte
con miglioramento della situazioen
Sviluppi futuri
Ulteriori verifiche al termine degli interventi
effettauti dalle aziende
31
SCHEDA DI APPROFONDIMENTO: MISURE DI PARTICOLATO
ATMOSFERICO CONDOTTE NELLA PROVINCIA DI VARESE
IL PARTICOLATO ATMOSFERICO
Il termine “polveri sospese” consente di caratterizzare un’ampia classe di sostanze,
diverse dal punto di vista chimico-fisico, che si possono presentare allo stato liquido e
solido, con diverse dimensioni.
Esistono polveri emesse direttamente dalle sorgenti e altre che si formano per
trasformazione di emissioni gassose di ossidi di azoto e di zolfo e di composti organici
volatili. Alle emissioni contribuiscono fenomeni naturali (suolo, incendi, eruzioni
vulcaniche, pollini) e attività antropiche (emissioni industriali, produzione di energia,
trasporto stradale) (fonte: Rapporto sullo Stato dell’Ambiente nel 2001 edito dal Ministero
dell’Ambiente).
Si distingue un particolato “fine” (PM2.5), costituito da particelle di diametro inferiore a 2.5
µm, dal particolato “coarse” (particelle di diametro superiore). Queste due classi di
particolato hanno diversa origine, composizione e comportamento, come evidenziato nella
tabella seguente (tratta dall’Air Quality Guidelines WHO 1999, che la riprende da fonte
USEPA):
Fine Mode
Coarse Mode
Formed from:
Gases
Large solids/droplets
Formed by:
Chemical
reaction;
nucleation; condensation;
coagulation; evaporation
of fog and cloud droplets
in which gases have
dissolved and reacted.
Mechanical disruption (e.g.
crushing, grinding, abrasion
of surfaces); evaporation of
sprays;
suspension
of
dusts.
Composed of:
Sulphate, SO4=; nitrate
NO3-; ammonium, NH4+;
hydrogen
ion,
H+;
elemental carbon; organic
compounds (e.g., PAHs);
metals (e.g. Pb,
Cd, V, Ni, Cu, Zn, Mn,
Fe); particle-bound water.
Resuspended dusts (e.g.,
soil dusts, street dust); coal
and oil fly ash, metal oxides
of crustal elements (Si, Al,
Ti, Fe); CaCO3, NaCl, sea
salt; pollen, mould spores;
plant/animal fragments; tire
wear debris
Solubility
Largely
hygroscopic
deliquescent
soluble, Largely insoluble and nonand hygroscopic
32
Fine Mode
Coarse Mode
Sources
Combustion of coal, oil,
gasoline, diesel, wood;
atmospheric
transformation products of
NOx, SO2 and organic
compounds
including
biogenic species (e.g.
terpenes)
high
temperature processes,
smelters, steel mills, etc.
Resuspension of industrial
dust and soil tracked onto
roads; suspension from
disturbed soil (e.g. farming,
mining, unpaved roads);
biological
sources;
construction
and
demolition; coal and oil
combustion; ocean spray
Lifetimes
Days to weeks
Minutes to hours
Travel Distance
100s
to
kilometres
1000s
of < 1 to 10s of kilometres
Le particelle di diametro inferiore a 10 µm (PM10) possono essere inalate ed accumulate
nell’apparato respiratorio (EPA Air quality index – june 2000) e costituiscono quindi
l’indicatore di riferimento per valutare l’impatto del particolato sulla salute. In effetti,
studiando la frazione dimensionale del PM10 e/o misurandone la composizione, studi
recenti hanno suggerito che gli effetti sulla salute del PM10 sono largamente associati al
particolato “fine”, piuttosto che alla frazione “coarse” (Air Quality Guidelines WHO 1999).
La WHO, nel 1999, non ha stabilito alcuno specifico valore guida. Ha infatti osservato che
la maggior parte delle informazioni disponibili deriva da studi in cui le particelle sono state
misurate come PM10, mentre è attualmente in aumento la disponibilità di dati di PM2.5, che
studi recenti indicano, in generale, come un miglior predittore degli effetti sulla salute.
Inoltre, sta emergendo l’evidenza che talvolta un indicatore ancora migliore degli effetti
sulla salute è rappresentato dai costituenti del PM2.5 (solfati e particelle fortemente acide).
CAMPAGNE EFFETTUATE: METODI E PERIODI DI MISURA
Lo studio della diffusione del particolato atmosferico sul territorio provinciale è iniziato nel
mese di novembre 2001, con una serie di brevi campagne di rilevamento cui ha fatto
seguito, a partire dal mese di aprile 2002, la costituzione di un punto di misura fisso nella
città di Varese. Nel corso dell’anno 2003 sono state intraprese ulteriori campagne di
rilevamento nell’area “critica” del Sempione.
In tutti i casi si è utilizzato il metodo di misura di riferimento (gravimetrico), che consente
di determinare la concentrazione media del particolato su un periodo di campionamento di
24 ore, attraverso un processo che prevede la raccolta delle particelle su un mezzo
filtrante e la relativa misura di massa con una bilancia. Si tratta quindi di un metodo non
automatico di misura, che comporta un’attività manuale di laboratorio e che consente di
33
ottenere i risultati dopo almeno 3 giorni, a differenza di quanto accade con gli analizzatori
automatici installati nella rete di rilevamento della qualità dell’aria, che consentono di
disporre di dati di concentrazione del particolato su periodi di campionamento di durata
più breve (1 - 2 ore). Poiché nella discussione dei dati si metteranno a confronto
informazioni provenienti da tutti i sistemi di misura si useranno le abbreviazioni G,
eT
per indicare, rispettivamente, il metodo gravimetrico, e gli analizzatori di rete, basati su
due diversi principi di funzionamento: attenuazione per assorbimento di radiazione
(a
Busto A. e Saronno) e variazione della frequenza di oscillazione di un elemento sagomato
- TEOM - (a Varese e Gallarate).
Il quadro globale dei dati ottenuti con le campagne di misura, aggiornato al 31 dicembre
2003, è riportato nella tabella seguente:
Punto di misura
Periodo
Castellanza c/o Municipio
10 novembre 2001 - 12 dicembre 2001
Busto Arsizio c/o stazione RRQA
14 dicembre 2001 - 21 gennaio 2002
Accam
Varese viale Borri c/o stazione
26 gennaio 2002 - 20 marzo 2002
RRQA
Varese via Campigli c/o Dip. ARPA
12 aprile 2002 - 31 dicembre 2003
Saronno via Marconi c/o stazione
9 gennaio 2003 - 31 dicembre 2003
RRQA
Saronno via Don Volpi
3 maggio 2003 – 27 maggio 2003
Saronno via Toti
3 maggio 2003 – 20 giugno 2003
Saronno via Roma
29 maggio 2003 – 20 giugno 2003
Gallarate piazza San Lorenzo c/o
29 luglio 2003 - 30 settembre 2003
stazione RRQA
COMMENTO DELLE MISURE
Le campagne di misura sono state intraprese per scopi diversi:
verifica delle prestazioni degli analizzatori automatici (Busto Arsizio, Saronno,
Gallarate);
confronto delle concentrazioni rilevate in diversi punti della medesima città (Varese –
Saronno);
istituzione di un punto di riferimento fisso per l’area critica di Varese città.
Tuttavia in ogni campagna i dati raccolti consentono un confronto incrociato tra dati
contemporaneamente disponibili o la valutazione dei valori medi annuali, qualora si
disponga di una serie storica sufficientemente lunga. Ricordiamo infatti che con la
pubblicazione del D.M. 2/4/02, recepimento delle direttive 1999/30/CE e 2000/69/CE, è
34
iniziata la fase 1 di applicazione, che si concluderà nell’anno 2005, in cui si prevede una
serie di limiti decrescenti, variabili di anno in anno, come riportato in tabella:
Periodo di
mediazione
Valore limite di 24
ore per la protezione
della salute umana
Valore limite annuale
per la protezione della
salute umana
24 h
anno
civile
Entrata in vigore
19/07/1999
75 µg/m³ da
non superare
più di 35 volte
nell'anno
01/01/2001
01/01/2002
01/01/2003
01/01/2004
01/01/2005
70 µg/m³
65 µg/m³
60 µg/m³
55 µg/m³
50 µg/m³
48 µg/m³
46.4 µg/m³
44.8 µg/m³
43.2 µg/m³
41.6 µg/m³
40 µg/m³
VARESE
La campagna di rilevamento in viale Borri (G) ha avuto una durata di 54 giorni, coincidenti
con uno dei periodi più critici per l’inquinamento atmosferico, durante il quale sono stati
raggiunti elevati valori di concentrazione.
Nel periodo considerato si è avuto un valor medio di 68.1 µg/m³, con un superamento
della soglia di 65 µg/m³ in 25 casi.
Durante la campagna di misura era funzionante anche un analizzatore automatico della
rete regionale di rilevamento della qualità dell’aria, posto nella cabina di Varese Vidoletti
(T). Il confronto, condotto sulle 49 giornate di contemporanea disponibilità dei dati,
evidenziava che a Borri le concentrazioni sono superiori rispetto a Vidoletti circa per un
fattore 2. Per spiegare la divergenza tra i due insiemi di dati, nel rapporto “Sintesi
comparativa delle concentrazioni di PM10 rilevate in provincia di Varese nel periodo
novembre 2001 - giugno 2002”, si era ipotizzata una presumibile azione combinata del
microposizionamento della cabina e dei limiti intriseci di analisi del TEOM. Di qui la
decisione di trasferire l’analizzatore dalla stazione di via Vidoletti a quella di Viale Borri.
La costituzione di un punto di misura fisso in via Campigli (G) ha reso possibile un
confronto permanente tra dati rilevati in punti diversi della città, articolato sulla
concentrazione media e sul numero di superamenti del valore limite. A tal proposito si
ricorda che il valore cambia passando da 65 µg/m³ per l’anno 2002 a 60 µg/m³ per l’anno
2003; pertanto quando il periodo di misura comprende parte dei due anni sono riportati
separatamente i due valori. Dalla lettura della tabella, che non permette un giudizio sul
rispetto del limite relativo alle concentrazioni medie annuali, appare però evidente la
criticità del superamento del valore medio giornaliero: mentre il D.M. 60/02 prevede che i
superamenti siano al massimo 35 in un anno, dai dati emerge infatti che già nei primi
nove mesi dell’anno 2003 il numero di superamenti è stato maggiore.
Postazione
Campigli G.
Periodo
dal 12/4/02
N° campioni
124
Concentrazione
N° sup. valore
media (µg/m³)
limite*
26
5
al 13/10/02
35
Vidoletti TEOM
Campigli G
Borri TEOM
Campigli G
Copelli TEOM
dal 16/ 10/ 02
1
46
11 - 55
42
4 - 39
28
3
29
0
228
al 22/06/03
dal 7/08/03
22
55
al 30/09/03
Il successivo spostamento del TEOM in via Copelli, sulla base dei dati finora disponibili,
sembra aver ulteriormente migliorato le caratteristiche del punto di prelievo, ma la
quantificazione delle differenze potrà essere condotta solo quando si disporrà di una serie
storica sufficientemente lunga.
Non va infatti dimenticato che tutti i confronti effettuati su base non annuale possono
essere non esaustivi poiché non tengono adeguatamente conto del fatto che nella
stagione invernale si verifica una sottostima dei valori misurati dal TEOM per effetto del
riscaldamento del canale di prelievo, che porta all'evaporazione di una parte consistente
di composti semivolatili del particolato (rapporto EUR 19823 IT "Particolato atmosferico in
Lombardia" edito da E. De Saeger e P.R. Trincherini).
AREA CRITICA SEMPIONE
Le prime campagne condotte in area Sempione, nell’inverno 2001/2002, erano state di
breve durata ed avevano avuto lo scopo di testare la rappresentatività dell’analizzatore
automatico presente nella stazione RRQA di Busto Accam in un periodo critico per
l’inquinamento atmosferico, con concentrazioni medie sul periodo di misura che avevano
raggiunto i valori di 88 e 120 µg/m³, rispettivamente, a Castellanza (G) e Busto Arsizio
(G). Vista la brevità dei rilievi, non ha senso parlare di rispetto della normativa. Il risultato
importante che si era ottenuto era il seguente: i dati forniti dall’analizzatore di Busto
Accam ( ) sono ben sovrapponibili a quelli ottenuti nello stesso punto di prelievo con il
metodo gravimetrico (G) e, pur in presenza di differenze giornaliere anche dell'ordine di
qualche decina di punti percentuali, le concentrazioni rilevate a Castellanza (G) non
differiscono molto, in media, da quelle riscontrate a Busto A. Accam ( ), che risulta così
un punto sufficientemente rappresentativo dell’area critica.
Successivamente è stato istituito un punto di riferimento fisso per l’area critica a Saronno
(G) e ne è stata testata la rappresentatività attraverso brevi campagne condotte con lo
stesso metodo in alcuni punti della città, ottenendo concentrazioni medie sui periodi di
misura sovrapposti variabili tra 32 e 37 nella prima fase (3 – 27 maggio 2003) e tra 34 e
37 nella seconda (29 maggio – 20 giugno 2003).
Inoltre, sulla base di 157 terne di dati, raccolti contemporaneamente in via Marconi a
Saronno e nella stazione RRQA di Busto Accam, nel periodo 15 marzo – 30 settembre
36
2003 si osservano valori medi pari in entrambi i casi a 40 µg/m³, che mostrano
un’omogeneità nei valori medi misurati in questo periodo nell’area critica Sempione.
CONFRONTO DELLE MISURE CON I DATI RILEVATI DA POSTAZIONI FISSE
L’istituzione dei due punti fissi di rilevamento (G) a Varese e a Saronno è avvenuta a
distanza di circa un anno, e la configurazione della rete regionale di rilevamento della
qualità dell’aria, per quanto riguarda il PM10 (
e T) sta evolvendo verso uno schema
definitivo. Pertanto non esistono serie storiche sufficientemente lunghe per consentire un
confronto per l’anno 2002 sull’intero territorio provinciale, ma sono possibili solo raffronti
parziali su sottoperiodi.
I sottoperiodi scelti sono relativi a 3 episodi invernali e primaverili caratterizzati da elevate
concentrazioni e al semestre marzo-settembre.
Periodo 9 - 27 gennaio 2003 (57 campioni)
Postazione
Varese
Borri (T)
Varese
Saronno
Campigli (G) Marconi (G)
Saronno
Busto A.
Marconi ( )
Accam ( )
Gallarate
San L. (T)
Conc. media
(µg/m³)
55
58
96
96
69
67
N° sup. valore
di 60 µg/m³
6
9
14
15
9
8
Saronno
Busto A.
Marconi ( )
Accam ( )
Gallarate
San L. (T)
Periodo 10 febbraio – 14 marzo 2003 (33 campioni)
Postazione
Varese
Borri (T)
Varese
Saronno
Campigli (G) Marconi (G)
Conc. media
(µg/m³)
64
82
ND
102
87
83
N° sup. valore
di 60 µg/m³
20
28
ND
29
27
26
37
Periodo 15 marzo – 2 aprile 2003 (19 campioni)
Postazione
Varese
Borri (T)
Varese
Saronno
Campigli (G) Marconi (G)
Saronno
Busto A.
Marconi ( )
Accam ( )
Gallarate
San L. (T)
Conc. media
(µg/m³)
56
70
86
77
69
76
N° sup. valore
di 60 µg/m³
9
12
13
13
12
15
Periodo 15 marzo – 30 settembre 2003 (157 campioni)
Postazione
Varese
Saronno
Campigli (G) Marconi (G)
Busto A.
Accam ( )
Infine, per paragonare su scala
Conc. media
annuale i dati raccolti nella città
34
40
40
(µg/m³)
di Varese con quelli ottenuti
N° sup. valore
nell’area
meridionale
della
16
23
21
di 60 µg/m³
provincia, in mancanza del dato
completo relativo all’intero anno 2002, si è fatto riferimento al periodo 12 aprile 2002 - 11
aprile 2003.
In questo modo si è ottenuto per Varese Campigli un valor medio di 39 µg/m³, con 71
superamenti del limite di 60 µg/m³, mentre la stazione di Busto Accam ha registrato un
valor medio pari a 42 µg/m³, con 80 superamenti. Si osserva quindi che, mentre
valutazioni su base giornaliera possono evidenziare spiccate differenze da una località
all’altra, qualora si utilizzino indicatori di lungo periodo, come quelli previsti dalla
normativa, le discrepanze si riducono e l’intera provincia risulta interessata dal problema
del mancato rispetto dei limiti previsti dalla normativa per il numero di superamenti del
valor medio giornaliero, mentre i valori medi annuali risultano di pochissimo inferiori ai
limiti previsti per gli anni 2002 e 2003 (44.8 e 43.2 µg/m³).
Per quanto concerne l’intero anno 2003, la copertura di dati ottenuta a Varese Campigli e
Busto Accam (96 e 93% rispettivamente) consente un efficace paragone della situazione.
Anche le postazioni di Saronno Marconi (G) e Gallarate (T), seppur con una copertura
inferiore (82 e 77%) consentono di confermare le osservazioni.
Varese
Campigli (G)
Conc. media
(µg/m³)
N° sup. valore
di 60 µg/m³
Postazione
Busto A.
Accam ( )
Saronno
Marconi (G)
Gallarate
San L. (T)
40
49
48
52
72
87
71
87
Si osserva quindi che nella zona meridionale della provincia, è stato superato anche il
limite di 43.2 µg/m³ previsto per la media annuale.
38
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INQUINAMENTO ATMOSFERICO