Le istituzioni dell’Unione
Europea
Prof. Alisa Del Re
Università di Padova
Unione Europea
Da semplice organizzazione internazionale
l'Unione Europea, nel corso degli anni, ha
gradualmente acquisito numerose prerogative
tipiche di una federazione, con il progressivo
trasferimento di poteri e di sovranità dagli stati
membri agli organismi comunitari. Essa si fonda
comunque tuttora su trattati recepiti da tutti gli
stati membri, e non costituisce un'entità politica
unitaria
Trattato Costituzionale
• Il problema della definizione dell'attuale status giuridico
dell'Unione è sfociato, il 29 ottobre 2004, nella firma, a Roma,
del Trattato che istituisce una Costituzione per l’Europa,
comunemente noto come Costituzione Europea. Tale trattato
prevede la possibilità di una cooperazione rafforzata per la
promozione di iniziative di integrazione tra gruppi di paesi.
• Sebbene 18 stati membri abbiano già recepito il documento,
prevalentemente per via parlamentare, il processo di ratifica si
è interrotto il 29 maggio 2005 con un referendum popolare in
cui il 54,7% dell'elettorato francese ha scelto di non
sottoscrivere il Trattato; pochi giorni dopo, il 1° giugno, anche
la popolazione dei Paesi Bassi si è dichiarata contraria
all'introduzione del Trattato (con il 61,6% dei voti). In
precedenza l'unico stato membro a ratificare la Costituzione
mediante referendum era stato la Spagna, dove il 76,8% dei
votanti si era pronunciato a favore del Trattato.
Oggi
•Il 13 dicembre 2007 i leader dell’Unione europea
hanno firmato il trattato di Lisbona, mettendo fine a
diversi anni di negoziati sulla riforma istituzionale.
•Il trattato di Lisbona modifica il trattato sull’Unione
europea e il trattato che istituisce la Comunità
europea, attualmente in vigore, senza tuttavia
sostituirli. Il nuovo trattato doterà l’Unione del
quadro giuridico e degli strumenti necessari per far
fronte alle sfide del futuro e rispondere alle
aspettative dei cittadini.
Trattato di Lisbona
Un’Europa più democratica e trasparente, che rafforza il ruolo del
Parlamento europeo e dei parlamenti nazionali, offre ai cittadini maggiori
possibilità di far sentire la loro voce e chiarisce la ripartizione delle competenze
a livello europeo e nazionale.
•Un ruolo rafforzato per il Parlamento europeo: dotato di nuovi importanti poteri
per quanto riguarda la legislazione e il bilancio dell’UE e gli accordi
internazionali. Viene estesa la procedura di codecisione
•Rispetto ai parlamenti nazionali l’attività dell’UE funzionerà con il principio di
sussidiarietà.
•Un milione di cittadini di un certo numero di Stati membri potrà invitare la
Commissione a presentare nuove proposte
•Per la prima volta, il trattato di Lisbona riconosce espressamente agli Stati
membri la possibilità di recedere dall’Unione
Trattato di Lisbona
Un’Europa più efficiente, che semplifica i suoi metodi di
lavoro e le norme di voto, si dota di istituzioni più
moderne e adeguate ad un’Unione a 27 e dispone di una
maggiore capacità di intervenire nei settori di massima
priorità per l’Unione di oggi.
Il voto a maggioranza qualificata in seno al Consiglio sarà
esteso a nuovi ambiti politici per accelerare e rendere
più efficiente il processo decisionale. A partire dal 2014,
il calcolo della maggioranza qualificata si baserà sulla
doppia maggioranza degli Stati membri e della
popolazione
Il presidente del Consiglio europeo sarà eletto per un
mandato di due anni e mezzo
Trattato di Lisbona
•Un’Europa di diritti e valori, di libertà, solidarietà e
sicurezza, che promuove i valori dell’Unione, integra la
Carta dei diritti fondamentali nel diritto primario europeo,
prevede nuovi meccanismi di solidarietà e garantisce una
migliore protezione dei cittadini europei.
•Il trattato di Lisbona mantiene i diritti esistenti e ne
introduce di nuovi. In particolare, garantisce le libertà e i
principi sanciti dalla Carta dei diritti fondamentali
rendendoli giuridicamente vincolanti. Il trattato contempla
diritti civili, politici, economici e sociali.
•Libertà dei cittadini europei: il trattato di Lisbona mantiene
e rafforza le quattro libertà fondamentali, nonché la libertà
politica, economica e sociale dei cittadini europei.
Trattato di Lisbona
• Un’Europa protagonista sulla scena
internazionale, il cui ruolo sarà potenziato
raggruppando gli strumenti comunitari di politica
estera, per quanto riguarda sia l’elaborazione
che l’approvazione di nuove politiche
• La nuova figura di alto rappresentante
dell'Unione per gli affari esteri e la politica di
sicurezza, che sarà anche vicepresidente della
Commissione, è destinata a conferire all'azione
esterna dell'UE maggiore impatto, coerenza e
visibilità.
Principali modifiche istituzionali
introdotte dal trattato
•Dal 2014 il numero dei commissari verrà ridotto per rendere la
Commissione più snella. Non ci sarà più un commissario per paese,
ma il numero complessivo corrisponderà a due terzi del numero degli
Stati membri. I commissari saranno selezionati sulla base di un
sistema di rotazione paritaria tra gli Stati membri per un mandato di
cinque anni.
•Il Parlamento europeo non avrà più di 751 membri. Per ogni paese il
numero dei rappresentanti varierà da un massimo di 96 ad un
minimo di 6.
•È stata inoltre creata una nuova figura permanente, vale a dire il
presidente del Consiglio europeo, che sarà nominato dallo stesso
Consiglio europeo per un periodo di due anni e mezzo per dare
maggiore continuità e stabilità ai suoi lavori.
•Il trattato introduce anche la figura dell'alto rappresentante dell'Unione
per gli affari esteri e la politica di sicurezza comune, che fungerà
parimenti da vicepresidente della Commissione e sarà chiamato a
presiedere il Consiglio "Affari esteri".
Un po’ di storia
• Storicamente, le radici dell’Unione europea risalgono
alla seconda guerra mondiale. L’idea
dell’integrazione europea è nata per far sì che non si
verificassero mai più simili massacri e distruzioni.
Subito dopo la fine della guerra, l’Europa è divisa in
due blocchi, occidentale e orientale. Inizia così la
guerra fredda, che durerà quarant’anni. Le nazioni
dell’Europa occidentale creano il Consiglio
d’Europa nel 1949 (diap. 12): è un primo passo
verso la cooperazione fra Stati, ma sei paesi
(Germania, Francia, Italia, Belgio, Lussemburgo e
Olanda) vogliono fare di più.
1945-1959
• Nel 1951, la Germania dell’Ovest, la Francia, l’Italia e gli stati
del Benelux (Belgio, Lussemburgo e Paesi Bassi) istituirono la
Comunità Europea del carbone e dell’Acciaio (CECA), entrata
in vigore nel 1952. La CECA comincia ad unire i paesi europei
sul piano economico e politico al fine di garantire una pace
duratura.
• Gli anni Cinquanta sono caratterizzati dalla guerra fredda tra
Est ed Ovest. Le proteste in Ungheria contro il regime
comunista sono represse dai carri armati sovietici nel 1956;
l’anno successivo (1957), invece, l’Unione Sovietica diventa
leader nella conquista dello spazio lanciando in orbita il primo
satellite artificiale, lo Sputnik 1.
• Nel 1957, il Trattato di Roma (diap. 37) istituisce la prima
unione doganale fra paesi europei, la cosiddetta Comunità
Economica Europea. Successivamente rinominata Comunità
Europea, è oggi uno dei tre pilastri (diap. 16) dell'Unione
Europea, secondo i dettami del Trattato di Maastricht (diap.
1960-1969
Nell’agosto del 1961 le autorità comuniste della Germania dell’Est
costruiscono un muro attorno alla città di Berlino per impedire ai cittadini della
zona orientale di fuggire a Occidente verso la libertà.
30 luglio 1962: la UE introduce la “politica agricola comune", che consente
agli Stati membri un controllo comune della produzione alimentare. Agli
agricoltori viene pagato lo stesso prezzo per i loro prodotti. L’UE ha una
sufficiente produzione alimentare per soddisfare il fabbisogno e gli agricoltori
guadagnano bene. Un effetto collaterale indesiderato è l’eccessiva
sovraproduzione. Dagli anni novanta, l’obiettivo prioritario consiste nel ridurre
le produzioni eccedentarie e migliorare la qualità dei prodotti alimentari.
1° luglio 1968: i sei paesi fondatori aboliscono i dazi doganali sulle merci
d’importazione dagli stessi paesi, consentendo per la prima volta la
liberalizzazione degli scambi transfrontalieri. Essi applicano inoltre gli stessi
dazi sulle rispettive importazioni dai paesi terzi. È la nascita del più grande
raggruppamento commerciale al mondo.
1970-1979
• Con l’adesione della Danimarca, dell’Irlanda e del Regno
Unito il 1° gennaio 1973, il numero degli Stati membri
dell’Unione europea sale a nove. Il breve ma cruento conflitto
arabo-israeliano dell’ottobre 1973 scatena una crisi energetica
e problemi economici in Europa.
• La caduta del regime di Salazar in Portogallo nel 1974 e la
morte del generale Franco in Spagna nel 1975 decretano la
fine delle ultime dittature di destra al potere in Europa. La
politica regionale comunitaria comincia a destinare ingenti
somme al finanziamento di nuovi posti di lavoro e di
infrastrutture nelle aree più povere.
• Il Parlamento europeo accresce la propria influenza nelle
attività dell’UE e, nel 1979, viene eletto per la prima volta a
suffragio universale.
1980-1989
• In seguito agli scioperi dei cantieri navali di Danzica,
nell’estate del 1980, il sindacato polacco Solidarność ed il
leader Lech Walesa diventano famosi in Europa e nel mondo.
Nel 1981 la Grecia diventa il decimo Stato membro dell’UE,
mentre il Portogallo e la Spagna aderiscono all’UE nel 1986.
Sempre nel 1986 viene firmato l’Atto unico europeo, che
pone le basi per un ampio programma di sei anni finalizzato a
risolvere i problemi che ancora ostacolano la fluidità degli
scambi tra gli Stati membri dell’UE e crea così il ‘Mercato
unico’.
• Si produce un grande sconvolgimento politico quando, il 9
novembre 1989, viene abbattuto il muro di Berlino e, per la
prima volta dopo 28 anni, si aprono le frontiere tra Germania
Est e Germania Ovest, che saranno presto riunificate in un solo
paese.
1990-1999
Nel 1993 viene completato il mercato unico in virtù delle
‘quattro libertà’ di circolazione di beni, servizi, persone e
capitali.
Nel 1995 aderiscono all’UE tre nuovi Stati membri: Austria,
Finlandia e Svezia.
Gli anni Novanta sono inoltre il decennio di due importanti
trattati:
• il trattato di Maastricht sull’Unione europea, firmato dai dodici
stati membri della CEE il 07/02/1992 e entrato in vigore
01/11/1993.(diap. 38)
• il trattato di Amsterdam, firmato dai quindici stati membri il
02/10/1997 e entrato in vigore il primo gennaio 1999 (diap. 15).
•In una piccola località del Lussemburgo sette paesi firmano gli
accordi di ‘Schengen’ che, gradualmente, consentono ai cittadini
di viaggiare liberamente senza controllo dei passaporti alle
frontiere. (diap. 14)
2000-giorni nostri
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Il primo gennaio 1999 entra in vigore l’euro; è fissato il tasso di concambio con 11
precedenti valute nazionali.
Il primo gennaio 2002 l’euro diviene valuta corrente in dodici paesi dell'Unione e
a San Marino, Vaticano, Andorra e Monaco.
Il 1° febbraio 2003 è entrato in vigore il trattato di Nizza (diap.) ha modificato il
Trattato di Maastricht e i Trattati di Roma. È stato approvato al Consiglio europeo
di Nizza l'11 dicembre 2000 e firmato il 26 febbraio 2001. Nell'ambito del
Consiglio europeo di Nizza è stata solennemente proclamata la Carta dei diritti
fondamentali dell'Unione europea (diap.), che però non è entrata a far parte del
trattato.
Con l’adesione all’UE di ben 10 nuovi Stati membri (Polonia, Slovenia, Ungheria,
Malta, Cipro, Lettonia, Estonia, Lituania, Cechia, Slovacchia) nel 2004, si
ritengono definitivamente sanate le divisioni politiche tra Europa orientale e
occidentale.
Molti cittadini sono dell’avviso che sia giunta l’ora di dotare l’Europa di una
costituzione. Non essendo tuttavia affatto facile trovare un accordo sul tipo di
costituzione, il dibattito sul futuro dell’Europa continua.
Il primo gennaio 2007 l'UE si allarga a Bulgaria e Romania.
Il Consiglio d’Europa
• Il Consiglio d’Europa è la più vecchia (1949) organizzazione politica del
continente:
• • raggruppa 46 paesi, tra cui 21 Stati dell’Europa centrale e orientale e ha
accordato lo statuto di osservatore ad altri 5 Stati (Santa Sede, Stati Uniti,
Canada, Giappone e Messico),
• • è un’organizzazione distinta dall’Unione europea dei "27"; tuttavia,
nessun paese ha mai aderito all’Unione senza prima essere membro del
Consiglio d’Europa,
• La sede istituzionale è a Strasburgo. Lo strumento principale d'azione
consiste nel predisporre e favorire la stipulazione di accordi o convenzioni
internazionali tra gli Stati membri e, spesso, anche fra Stati terzi. Le
iniziative del Consiglio d'Europa non sono vincolanti e vanno ratificate
dagli Stati membri.
• Il Consiglio d'Europa non va assolutamente confuso con il Consiglio
Europeo, con il Consiglio dell’Unione Europea o con la Commissione
Europea, che sono tutti organismi dell’Unione Europea.
(ritorno)
Il Trattato di Maastricht
Il Trattato sull'Unione Europea (noto come Trattato di Maastricht) venne
firmato 7 febbraio 1992 dai 12 paesi membri dell'allora Comunità Europea,
oggi Unione Europea ed è entrato in vigore il 1 novembre 1993.
Con questo trattato vengono introdotti i cosiddetti tre pilastri dell'Unione
Europea:
1) la “ Comunità europea” che riunisce tutti i trattati precedenti (CECA –
Comunità europea del Carbone e dell’acciaio, EURATOM _ Comunità
europea dell’energia atomica e CEE – Comunità economica europea)
2) la politica estera e di sicurezza comune (PESC) e la politica estera di
sicurezza e difesa (PESD)
3) la Cooperazione nei settori della giustizia e degli affari interni (CGAI)
(ritorno)
Contenuti degli accordi di Schengen
• 1) abolizione dei controlli sistematici delle persone alle
frontiere interne dello Spazio Schengen
• 2) rafforzamento dei controlli alle frontiere esterne dello
Spazio Schengen
• 3) collaborazione delle forze di polizia e possibilità di queste
di intervenire in alcuni casi anche oltre i propri confini (p.es.
durante gli inseguimenti di malavitosi)
• 4) coordinamento degli Stati nella lotta alla criminalità
organizzata di rilevanza internazionale (p.es. mafia, traffico
d'armi, droga, immigrazione clandestina)
• 5) integrazione delle banche dati delle forze di polizia
(ritorno)
Trattato di Amsterdam
• Il Trattato di Amsterdam viene firmato il 2 ottobre 1997 dagli allora 15
paesi dell‘Unione Europea ed è entrato in vigore il 1 maggio 1999.
• Era previsto dal Trattato di Maastricht ed è caratterizzato da:
• 1) rinumerazione degli articoli dei trattati comunitari;
• 2) formalizzazione e regolamentazione della cosiddetta “cooperazione
rafforzata”(concetto politico che consiste nel realizzare una più forte
cooperazione tra alcuni Stati membri dell‘Unione in determinati temi come:
giustizia, difesa, gestione economica ecc. );
• 3) incorporamento degli Accordi di Schengen nel cosiddetto "terzo
pilastro";
• 4) introduzione dell'occupazione nel "primo pilastro";
• 5) inserimento dell'"Accordo Sociale" (firmato da 14 paesi) nel "primo
pilastro".
(ritorno)
I Pilastri dell'Unione europea
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•
•
Nel gergo comunitario si parla dei tre pilastri del trattato sull'Unione europea per
designare le tre categorie in cui sono ripartiti i vari settori in cui l'Unione interviene
a livelli e modi diversi:
primo pilastro: dimensione comunitaria, che è disciplinata dalle disposizioni
previste dal trattato che istituisce la Comunità europea, la CECA e l'Euratom:
cittadinanza dell'Unione, politiche comunitarie, unione economica e monetaria,
ecc.;
secondo pilastro: politica estera e di sicurezza comune, che è retta dal Titolo V del
trattato sull'Unione europea;
terzo pilastro: cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale, che è retta
dal Titolo VI del trattato sull'Unione europea.
La differenza fra i tre pilastri risiede essenzialmente nelle disposizioni ad essi
applicabili. Il primo pilastro è di tipo comunitario: le decisioni sono cioè prese
all'interno della comunità; il secondo ed il terzo pilastro sono, invece,
intergovernativi: le decisioni sono prese dai rappresentanti dei governi degli stati
membri.
(ritorno)
Cronologia riassuntiva integrazione
nella UE
• 18 aprile 1952, gli Stati membri fondatori: Belgio,
Francia, Germania, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi.
• 1° gennaio 1973: Danimarca, Irlanda e Regno Unito
• 1° gennaio 1981: Grecia
• 1° gennaio 1986: Portogallo e Spagna.
• 1° gennaio 1995: Austria, Finlandia e Svezia
• 1 maggio 2004: Cipro, Estonia, Lettonia, Lituania, Malta,
Polonia, Repubblica ceca, Slovacchia, Slovenia e
Ungheria
• 1° gennaio 2007: Bulgaria e Romania
Principali istituzioni dell’Unione
Europea
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Il parlamento europeo (diap. 19)
Consiglio dell’Unione Europea (diap. 21)
Il Consiglio Europeo (diap. 22)
La Commissione Europea (diap. 23)
La Corte di Giustizia delle Comunità europee (diap.
24)
• La Corte dei Conti europea (diap. 25)
• Il Mediatore Europeo (diap. 26)
• Il Garante europeo della protezione dei dati (diap. 27)
Il parlamento europeo
La principale istituzione democratica dell’Unione Europea è:
il Parlamento Europeo, eletto a suffragio universale diretto da tutti i cittadini
dell'Unione ogni cinque anni; ai sensi del Trattato ha sede a Strasburgo, ma svolge i
suoi lavori anche a Bruxelles e a Lussemburgo (sede del segretariato).
Le sue responsabilità sono cresciute con il passare degli anni, in particolare dal 1979
anno in cui i suoi membri sono stati eletti per prima volta direttamente dai cittadini in
tutta l'Unione. L'attuale Parlamento, eletto per cinque anni nel giugno 2004, conta 732
membri che rappresentano i 25 paesi (con Romania e Bulgaria dal primo gennaio 2007
i paesi sono diventati 27 e i deputati 786. Diventeranno 736 dopo le elezioni del 2009).
Di questi 222 sono donne, pari a circa il 30% degli eletti (in lieve calo con
l’immissione dei due nuovi paesi).
Per l’Italia, su un totale di 78 parlamentari, 15 sono donne, pari al 24%.
La principale funzione del Parlamento è di adottare insieme al Consiglio, in un
processo denominato "codecisione", i progetti di legislazione presentati dalla
Commissione europea. Il Parlamento e il Consiglio lavorano insieme in una maniera
analoga a quella delle due camere nei sistemi politici nazionali.
(ritorno)
Legislazione elettorale per l’elezione
del Parlamento europeo
• Il sistema elettorale è proporzionale
• Si vota ogni 5 anni nella prima settimana di giugno
• Per quanto riguarda l’Italia, il territorio è diviso in 5
circoscrizioni
• Da un punto di vista di genere, l’art. 3, comma 1 della
legge 8 aprile 2004, n. 90 contiene l’assunto che
“nessuno dei due sessi può essere rappresentato in
misura superiore ai due terzi dei candidati” Questo
comma è stato applicato nelle elezioni del 2004 e vale
solo per un’altra legislatura (elezioni del 2009)
Consiglio dell’Unione Europea
• Il Consiglio dell’Unione Europea (o Consiglio dei Ministri) è
formato dai ministri degli Stati membri che si occupano della
stessa materia (es. il Consiglio dei ministri convocato per
urgenza economica parteciperanno tutti i ministri
dell'economia, ambientale quelli dell'ambiente ecc.). E’
l'istituzione con il maggior potere in quanto è il principale
organo decisionale. Ha sia una funzione legislativa, che
condivide con il Parlamento europeo, che una funzione
esecutiva che condivide con la Commissione europea. Il
Consiglio si riunisce più volte al mese .
• La sede è a Bruxelles.
(ritorno)
Il Consiglio Europeo
• Il Consiglio Europeo comprende un
rappresentante per ogni Stato: il Capo di Stato
(se si tratta di repubbliche semipresidenziali o
presidenziali) o quello di Governo (se si tratta
di monarchie o repubbliche parlamentari).
• La presidenza è assegnata a uno Stato e ruota
ogni 6 mesi; il presidente di turno è anche il
Presidente dell'Unione Europea
(ritorno)
La Commissione Europea
• La Commissione Europea rappresenta gli interessi
generali dell'UE: è formata da un Commissario per
ogni Stato membro e da un Presidente. La sede è a
Bruxelles.
• Attualmente la composizione sessuata della
Commissione vede la presenza di 8 commissarie
(30% circa)
• La Commissione è indipendente dai governi. Essa
svolge principalmente due funzioni: ha il diritto di
proporre politiche e legislazione dell'UE e ha
l'incarico di assicurare che le condizioni stabilite nei
trattati dell'UE e le decisioni legislative adottate dal
Consiglio e dal Parlamento europeo siano rispettate.
(ritorno)
La Corte di Giustizia delle Comunità
europee
• La Corte di giustizia delle Comunità Europee
vigila sull'applicazione del diritto comunitario ed ha
sede a Lussemburgo.
• Il compito della Corte di Giustizia della UE è di
garantire che la normativa dell'UE sia interpretata e
applicata nella stessa maniera da tutti gli Stati
membri. Il fine è di evitare che i tribunali nazionali
possano adottare decisioni diverse sulle stesse
questioni e di garantire che le leggi dell'UE siano
uguali per tutte le persone a cui si applicano.
• Su 27 giudici, 5 sono donne (18%)
(ritorno)
La Corte dei Conti europea
La Corte dei Conti Europea verifica il finanziamento delle attività dell'UE,
ed ha sede a Lussemburgo.
La missione della Corte dei conti europea consiste nell'espletare un audit
indipendente sulla riscossione e sull'utilizzo dei fondi dell'Unione europea e
così valutare il modo in cui le istituzioni europee assolvono tali funzioni.
Tramite i propri lavori la Corte si prefigge di contribuire al miglioramento
della gestione finanziaria dei fondi dell'Unione europea a tutti i livelli, in modo
da garantire ai cittadini dell'Unione che il loro utilizzo sia ottimale.
Nella Corte dei Conti ogni Stato è rappresentato con un membro. I membri
sono nominati dal Consiglio della UE per un periodo di 6 anni rinnovabile.
Le donne sono 5 (18%)
(ritorno)
Il Mediatore Europeo
• Il Mediatore Europeo difende i cittadini e le
organizzazioni dell'UE dalla cattiva
amministrazione
• Il Mediatore europeo conduce indagini su casi
di cattiva amministrazione nell’azione delle
istituzioni ed organi comunitari. Il Mediatore è
completamente indipendente ed imparziale.
Dal 1° aprile del 2003, il Mediatore europeo è
il professor P. Nikiforos Diamandouros.
(ritorno)
Il Garante europeo della protezione
dei dati
• Il Garante europeo della protezione dei dati
assicura che le istituzioni e gli organi dell'UE,
nel trattamento dei dati personali, rispettino il
diritto alla privacy dei cittadini dell'Unione.
• A seguito della decisione del Parlamento
europeo e del Consiglio del 22 dicembre 2003,
il signor Peter Johan Hustinx è stato nominato
Garante europeo per 5 anni.
(ritorno)
Organismi finanziari
• La Banca centrale europea, che è
responsabile per la politica monetaria europea;
• La Banca Europea degli Investimenti, che
finanzia i progetti di investimento dell'UE;
• Il Fondo europeo per gli investimenti, che
fornisce garanzie e capitale di rischio per
aiutare le piccole e medie imprese.
Organismi consultivi
Il Comitato economico e sociale europeo, che
rappresenta la società civile e le due
componenti dell'industria (317 membri, di cui
88 donne, pari al 24%. Il presidente è una
donna);
• Il Comitato delle regioni, che rappresenta le
autorità regionali e locali (317 membri, di cui
54 donne, pari al 17%. Il presidente è un
uomo) (diap.30).
Il Comitato delle Regioni
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Il Comitato delle regioni è un organo dell'Unione Europea, creato nel 1994 in applicazione
del Trattato di Maastricht, il cui obiettivo è incentivare la cooperazione tra le regioni degli
stati membri dell'Unione (in particolar modo, tra le regioni limitrofe di stati membri diversi,
come per esempio il Piemonte italiano e la Savoia francese).
Il Comitato delle regioni, che ha sede a Bruxelles, è composto da 317 membri, rappresentanti
gli enti regionali e locali (artt. 7, e 263 del Trattato come modificato dal Trattato di Nizza).
Si tratta di un organo consultivo, al quale il Consiglio dell'Unione Europea e la Commissione
europea hanno l'obbligo di rivolgersi per questioni riguardanti le seguenti 10 materie:
Coesione economica e sociale ; Reti transeuropee; Sanità pubblica; Istruzione; Cultura;
Politica dell'occupazione; Politica sociale; Ambiente; Formazione professionale; Trasporti
In tutti gli altri casi la richiesta del parere è facoltativa.
Per alcune di queste tematiche, il Comitato delle regioni collabora con il Comitato economico
e sociale
(ritorno)
Organismi interistituzionali
• L'Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle
Comunità europee, che pubblica, stampa e
distribuisce informazioni sull'Unione e sulle
sue attività;
• L'Ufficio europeo per la selezione del
personale, che assume il personale per le
istituzioni dell'UE e gli altri organismi.
Agenzie decentrate
• Sono 16 le agenzie comunitarie che svolgono alcuni
compiti tecnici, scientifici o di gestione nell'ambito
comunitario (il “primo pilastro" dell'Unione
Europea);
• In seguito vi sono: l’Istituto dell’Unione Europea
per gli studi sulla sicurezza e il Centro satellitare
dell’Unione europea, che svolgono compiti specifici
connessi alla politica estera e alla sicurezza comune
(il "secondo pilastro" dell'Unione Europea);
• Infine Europol e Eurojust, che aiutano a coordinare
le politiche e la cooperazione giudiziaria in materia
penale (il "terzo pilastro" dell'Unione Europea).
Presenza femminile nel Parlamento Europeo.
Confronto ultime tre legislature
per alcuni paesi
Trattato di Nizza
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Il trattato di Amsterdam prevedeva esplicitamente la convocazione della CIG 2000 nel
suo protocollo sulle istituzioni nella prospettiva dell'allargamento dell'Unione, che
affermava infatti che « almeno un anno prima che il numero degli Stati membri
dell'Unione sia superiore a venti, è convocata una Conferenza dei rappresentanti dei
governi degli Stati membri allo scopo di procedere ad un riesame globale delle
disposizioni dei trattati concernenti la composizione e il funzionamento delle
istituzioni. ». Tre Stati membri, Belgio, Francia e Italia, hanno inoltre tenuto a
formalizzare una dichiarazione in cui affermano che il rafforzamento delle istituzioni
costituisce una "condizione indispensabile per la conclusione dei primi negoziati di
adesione".
OBIETTIVI DEL TRATTATO DI NIZZA
La conferenza intergovenativa che ha condotto al trattato di Nizza aveva un mandato
ben definito. Occorreva preparare l'Unione europea all'allargamento rivedendo i
trattati in quattro settori chiave:
dimensioni e composizione della Commissione;
ponderazione dei voti in Consiglio;
estensione del voto a maggioranza qualificata;
cooperazioni rafforzate.
Carta dei Diritti Fondamentali
dell’Unione Europea
Il 7 dicembre 2000 a Nizza i Presidenti del Parlamento europeo, del Consiglio
e della Commissione a nome delle rispettive Istituzioni sottoscrivono e
proclamano la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea. Essa
riprende in un unico testo, per la prima volta nella storia dell'Unione europea, i
diritti civili, politici, economici e sociali dei cittadini europei nonché di tutte le
persone che vivono sul territorio dell'Unione.
Questi diritti sono raggruppati in sei grandi capitoli: Dignità, Libertà,
Uguaglianza, Solidarietà, Cittadinanza, Giustizia
Si fondano soprattutto sui diritti e sulle libertà fondamentali riconosciute dalla
Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo, sulle tradizioni
costituzionali degli Stati membri dell'Unione europea, sulla Carta sociale
europea del Consiglio d'Europa e sulla Carta comunitaria dei diritti sociali
fondamentali dei lavoratori, nonché su altre convenzioni internazionali alle
quali aderiscono l'Unione europea o i suoi Stati membri. (diap. 36)
Articoli sulla parità e le pari opportunità della
Carta dei diritti fondamentali nella UE
• Art. 21, primo comma: E’ vietata qualsiasi forma di discriminazione
fondata, in particolare, sul sesso, la razza, il colore della pelle o
l’origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la
religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di
qualsiasi altra natura, l’appartenenza ad una minoranza nazionale, il
patrimonio, la nascita, gli handicap, l’età o le tendenze sessuali.
• Art. 23: La parità tra uomini e donne deve essere assicurata in tutti i
campi, compreso in materia di occupazione, di lavoro e di
retribuzione.
Il principio della parità non osta al mantenimento o all’adozione di
misure che prevedano vantaggi specifici a favore del sesso
sottorappresentato.
(ritorno)
Articolo sulla parità salariale del
Trattato di Roma
• Art. 119 del trattato istitutivo della CEE
(Roma 25 marzo 1957) (oggi 141) : Ciascuno
stato membro assicura durante la prima tappa
e in seguito mantiene, l’applicazione del
principio di parità delle retribuzioni fra i
lavoratori di sesso maschile e quelli di sesso
femminile per uno stesso lavoro…(disapplicato in
Italia fino al 1977 quando entrò in vigore la legge n. 903)
(ritorno)
Articoli di parità nei trattati di
Maastricht e di Amsterdam
• Trattato di Maastricht
• Ha confermato nell’art. 119 la parità di retribuzione fra uomo e donna sui
luoghi di lavoro
• Trattato di Amsterdam
• Nel Preambolo riconosce i diritti della donna come diritti fondamentali
• Gli articoli 2 e 3 promuovono la parità tra uomini e donne in quanto
missione della Comunità
• L’articolo 13 impegna gli stati membri a combattere le discriminazioni
fondate sul sesso.
• Nell’ articolo 141 ciascuno Stato membro assicura l’applicazione del
principio della parità di retribuzione
(ritorno)
Tabella riassuntiva della presenza
femminile nelle istituzioni europee
(ritorna)
Istituzioni
Parlamento europeo
Commissione europea
Corte di giustizia
Corte dei conti
Mediatore europeo
Garante protez. dati
Comitato economico e
sociale europeo
Comitato delle regioni
totale
732
27
27
27
1
1
317
donne
222
8
5
5
0
0
88
%
30,3
29,6
18,5
18,5
0
0
24
317
54
17
Considerazioni
L’allargamento e il consolidamento dell’Unione Europea ha portato certamente
una maggior consapevolezza nelle dichiarazioni costitutive (i trattati) delle
disuguaglianze di genere e della necessità di porvi rimedio. Dal Trattato di
Roma a tutt’oggi viene costantemente reiterata la necessità di una parità
salariale non ancora raggiunta. Il Trattato di Amsterdam recepisce inoltre come
missione della Comunità la parità tra uomo e donna, anche se delega agli Stati
membri l’eliminazione delle discriminazioni fondate sul sesso. Nella Carta dei
diritti fondamentali dell’Unione Europea sono previste azioni positive
(“misure che prevedano vantaggi specifici a favore del sesso
sottorappresentato”) per promuovere la parità nella rappresentanza. Nonostante
ciò persino all’interno delle istituzioni europee noi vediamo una presenza
ancora scarsa di donne (diap. 39) . La legislazione e le istituzioni di parità
europee sicuramente hanno fatto molto, come vedremo nelle prossime lezioni,
ma evidentemente non in maniera sufficiente per modificare le disuguaglianze
esistenti tra donne e uomini, che hanno profonde radici nelle mentalità e nella
cultura.
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Le istituzioni dell`Unione Europea