________________ ASSESSORATO ALLE POLITICHE SOCIALI, ALLA COOPERAZIONE SOCIALE E AL VOLONTARIATO ASSESSORÂT AES POLITICHIS SOCIÂLS, AE COOPERAZION SOCIÂL E AL VOLONTARIÂT TERZO RAPPORTO SULLA COOPERAZIONE SOCIALE IN PROVINCIA DI UDINE ANNO 2007 A CURA DELL’OSSERVATORIO PROVINCIALE SULLE COOPERATIVE SOCIALI UDINE, FEBBRAIO 2007 IN COLLABORAZIONE CON A.G.C.I. FVG TERZO RAPPORTO SULLA COOPERAZIONE SOCIALE IN PROVINCIA DI UDINE Allo studio hanno collaborato: Michele Andreaus, Ericka Costa, Maurizio Polato, Stefano Faè, Enore Casanova, Silvia De Paoli, Stefano Bonera, Laura Beorchia. OSSERVATORIO PROVINCIALE SULLE COOPERATIVE SOCIALI Servizio Politiche Sociali della Provincia di Udine Via della Prefettura, 16 – 1° Piano I - 33100 UDINE e-mail: [email protected] tel.+39 0432 279934 fax. +39 0432 279939 Si autorizza la riproduzione ed utilizzo del contenuto del presente volume a condizione di citarne la fonte. 2 PRESENTAZIONE Il “Terzo Rapporto sulla Cooperazione Sociale in Provincia di Udine”conclude il primo ciclo triennale di lavoro dell’Osservatorio sulle cooperative sociali voluto dall’Amministrazione provinciale quale strumento di monitoraggio periodico del settore. Il patrimonio informativo raccolto in questo primo triennio di attivazione dell’Osservatorio, reso fruibile attraverso la pubblicazione di tre rapporti che forniscono un’interessante visione sull’andamento del settore in un arco temporale di ben sei anni, acquisisce ulteriore rilevanza alla luce della recente evoluzione del quadro normativo regionale di riferimento. I dati fino ad oggi raccolti rappresentano infatti una base informativa apprezzabile per orientare l’approccio nei confronti delle cooperative e pianificare politiche attive in attuazione delle maggiori funzioni riconosciute alle Province dalle nuove “Norme in materia di cooperazione sociale” fissate dalla legge regionale n. 20 del 26 ottobre 2006. La nuova disciplina regionale di attuazione della legge nazionale 381/1991, oltre a rappresentare una rilevante novità per le imprese del settore dal momento che riconosce il contributo della cooperazione sociale allo sviluppo economico e sociale dei nostri territori e promuove la diffusione di elementi innovativi di costruzione dell’identità e della qualità di queste imprese sociali anche nella prospettiva di un diverso rapporto con le Istituzioni Pubbliche, conferma il ruolo centrale delle Province nella programmazione, attuazione e sostegno di iniziative di varia natura a supporto del settore. Accanto alle funzioni in materia di incentivazione alla cooperazione sociale, già trasferite dalla Regione a partire dal 2002, le Province potranno infatti realizzare e sostenere progetti volti in generale alla promozione del settore, ma anche allo sviluppo occupazionale, alla diffusione delle convenzioni di cui all’art. 5 della L. 381/91 e di altri strumenti di relazione tra cooperative sociali ed enti pubblici, alla creazione di reti informatiche e all’individuazione di fabbisogni formativi di settore. La legge, recependo le iniziative di singole Province fra le quali quella pionieristica di Udine, richiama inoltre la possibilità di istituire specifici osservatori per la raccolta ed elaborazione di dati, anche a supporto dell’attività del neo-istituito “Comitato regionale tecnico consultivo”. Ulteriori possibilità d’intervento per le Province riguardano la concessione agli enti pubblici di finanziamenti volti ad incentivare la stipulazione delle convenzioni previste dalla L. 381/1991 e la conclusione di intese con l’INPS per l’erogazione di contributi a copertura dei costi salariali dei lavoratori svantaggiati. 3 Le sollecitazioni contenute nella nuova legge regionale sono molteplici sia per i protagonisti del settore, i cooperatori sociali, sia per le amministrazioni pubbliche, che di fronte ad un settore in forte espansione, come confermato anche dai risultati presentati in questo Terzo Rapporto, dovranno riuscire a promuovere e valorizzare in particolare le cooperative sociali in grado di esprimere elevati livelli di qualità nei processi di coinvolgimento nella vita associativa dei diversi portatori di interessi, di inserimento lavorativo delle persone svantaggiate, di integrazione sociale delle fasce più deboli e bisognose d’aiuto, di radicamento nel territorio, di produzione di innovazioni. La Provincia di Udine, sia in ragione del primato che il fenomeno della cooperazione sociale riveste nel proprio territorio di competenza – basti ricordare che circa il 40% delle cooperative sociali regionali hanno sede in Provincia di Udine – che come effetto di una sensibilità già da tempo presente come testimoniato dall’originale esperienza del “Fondo etico di rotazione a favore delle cooperative sociali”, con l’avvio nel 2004 di un Osservatorio specifico ha assunto un ruolo di “apristrada” nei confronti delle altre Province che, in tempi successivi, hanno attivato analoghe iniziative all’interno delle proprie politiche attive di sostegno alla cooperazione sociale. Partendo da queste considerazioni e tenuto conto della costante e fattiva collaborazione che già da diversi anni caratterizza i rapporti tra questa Amministrazione e le centrali cooperativistiche, ritengo fondamentale garantire continuità al lavoro finora svolto nell’ambito sia dell’Osservatorio che, più in generale, del “Tavolo provinciale di concertazione e condivisione delle politiche attive per la promozione della cooperazione sociale” formalizzato con la sottoscrizione di un protocollo d’intesa nel dicembre 2005. È con estremo piacere pertanto che presento il Terzo Rapporto dell’Osservatorio provinciale con l’auspicio che rappresenti un utile strumento a supporto della conoscenza e della promozione di questo importante settore e possa essere di stimolo, sia a livello provinciale che regionale, alla pianificazione di ulteriori e nuove iniziative a sostegno della crescita delle cooperative sociali maggiormente radicate nel territorio e che quotidianamente si adoperano per il benessere delle nostre comunità. Rivolgo infine un sentito ringraziamento al gruppo di lavoro che con competenza e passione ha realizzato questo lavoro ed alle cooperative sociali della Provincia di Udine che, con la loro rinnovata collaborazione, hanno reso possibile l’indagine sul campo. Adriano Piuzzi Assessore alle Politiche Sociali, Cooperazione Sociale e Volontariato Provincia di Udine 4 INDICE PRESENTAZIONE 3 INTRODUZIONE 7 Le cooperative sociali in provincia di Udine 7 LA DIMENSIONE ECONOMICO-SOCIALE 9 Premessa metodologica Descrizione del campione 9 9 Le caratteristiche generali Tipo di cooperative e numerosità Livello di certificazione Presenza del sito web 11 11 12 13 La forza lavoro Numero complessivo di addetti Numero di addetti per tipo di cooperativa: un dettaglio Borse lavoro Volontariato Programmi di stage 14 14 18 23 24 28 La formazione Investimenti complessivi in formazione Destinatari della formazione Finanziamento della formazione 30 30 33 35 Il settore di attività Settore prevalente e confronto con le previsioni di modifiche Servizio di provenienza delle persone svantaggiate nelle cooperative di tipo B e Miste Provenienza degli utenti e delle persone svantaggiate per area geografica 37 37 40 43 Alcuni dati economici Investimenti effettuati e programmati nell’acquisizione di servizi terziari Investimenti in immobilizzazioni Provenienza dei ricavi 45 45 50 53 LA DIMENSIONE ECONOMICO-SOCIALE: CONCLUSIONI 57 5 LA DIMENSIONE ECONOMICO-FINANZIARIA 83 Premessa metodologica 83 A) Descrizione del campione Campione in termini numerici Campione in termini anagrafici Campione in termini dimensionali 84 84 87 89 B) La struttura economica patrimoniale del campione: sintesi sulla base di dati aggregati orizzontalmente Analisi del bilancio aggregato: prime evidenze Rilevanza del problema finanziario 98 98 113 C) Individuazione e significatività degli indicatori per l’analisi delle compatibilità economiche minime 116 Premessa 116 1) Fatturato/Break Even Point (F/BEP) 118 2) Fatturato / Capitale investito netto gestionale 127 3) Ciclo monetario 136 4) Mon su fatturato (ROS) 142 5) Oneri finanziari su MOL (OF/MOL) 150 6) Spread tra ROI e il costo medio del capitale di terzi 157 7) Indice di indebitamento 163 8) Indice di copertura degli immobilizzi 169 D) Evoluzione delle compatibilità economiche minime tra il primo ed il secondo triennio 175 E) Analisi della dinamica reddituale patrimoniale e finanziaria: un approfondimento per profili di indagine 190 Premessa 190 Relazione tra RN/BEP e RN/CING 191 Relazione tra ROS e OF/MOL 192 Relazione tra Spread (ROI-OF/CING) e livello di indebitamento (I) 194 Relazione tra rotazione del CING e il ROS. 195 LA DIMENSIONE ECONOMICO-FINANZIARIA: CONCLUSIONI 6 197 INTRODUZIONE Le cooperative sociali in provincia di Udine La recente legge regionale 26 ottobre 2006, n. 20 - che ha apportato significative innovazioni alla preesistente normativa (in particolare alla L.R. 7/1992) di attuazione della disciplina statale statuita con la legge 381/1991 - definisce come cooperative sociali le società che hanno lo scopo di perseguire l’interesse generale della comunità alla promozione umana e all’integrazione sociale delle persone e, in ragione dell’attività che queste realizzano, le distingue in: • cooperative di tipo A, che svolgono attività di gestione di servizi socio-sanitari, socio-assistenziali ed educativi; • cooperative di tipo B, che svolgono attività diverse - agricole, artigianali, industriali, commerciali o di servizio - finalizzate all'inserimento lavorativo di persone svantaggiate; • cooperative miste, che svolgono ambedue le attività; • consorzi, la cui base sociale sia formata in misura non inferiore al 70% da cooperative sociali. L’universo delle cooperative sociali 1 aventi sede legale nell’ambito della provincia di Udine, censite al 31 dicembre 2005 sulla base delle iscrizioni all’Albo regionale delle cooperative sociali, è rappresentato nel prospetto seguente. Tavola 1 Cooperative iscritte nell’Albo regionale delle Cooperative sociali al 31.12.2005 Tipologia Pordenone Gorizia Trieste Udine Regione UD/FVG Cooperative A 20 11 25 40 95 42,1 % Cooperative B 8 10 19 28 66 42,4 % Cooperative Miste 3 8 2 5 18 27,8 % Consorzi 1 5 3 1 10 10,0 % Totale 32 34 49 74 189 39,2 % Il lavoro realizzato ha portato nel corso dei tre anni, per le diverse motivazioni di cui si dirà in ciascuna delle due sezioni in cui si articola il volume, ad una rideterminazione 1 Fonte: aggiornamento pubblicato sul B.U.R. n. 15 dd. 12 aprile 2006 7 dell’universo di partenza e non ha, altresì e in ragione della peculiare composizione e finalità, preso in considerazione i consorzi. Il presente rapporto rappresenta il risultato conclusivo della terza fase del primo triennio di attivazione dell’Osservatorio provinciale sulle cooperative sociali in provincia di Udine che si è sviluppato mediante: • l’aggiornamento e l’integrazione delle informazioni di tipo quanti-qualitativo, condotto tramite la somministrazione di uno specifico questionario e la raccolta dei bilanci dell’esercizio 2005 delle cooperative; • la riclassificazione e la successiva analisi statistica dei bilanci e delle informazioni raccolte. Le due distinte sezioni che costituiscono il presente rapporto sono denominate: • LA DIMENSIONE ECONOMICO–SOCIALE, che affronta in dettaglio l’esame delle caratteristiche demografiche, occupazionali, sociali ed economiche con un profilo prevalentemente qualitativo2; • LA DIMENSIONE ECONOMICO–FINANZIARIA, che analizza alcuni profili relativi agli equilibri economici, patrimoniali e finanziari delle cooperative indagate. Questo terzo rapporto, inoltre, oltre ad aggiornare i lavori predisposti nel biennio precedente con le informazioni relative all’anno 2005, dedica una particolare attenzione alla lettura degli andamenti dei maggiori indicatori sociali, economici e finanziari nell’arco di tempo osservato (sei anni), attraverso la puntuale rilevazione dell’evoluzione anno per anno (nella sezione dedicata alla “Dimensione economico-sociale) e il confronto tra due periodi triennali (nella sezione dedicata alla “Dimensione economico-finanziaria) e ciò in ragione delle diverse premesse metodologiche adottate. 2 La sezione economico-sociale è stata curata in particolare dal prof. Michele Andreaus, docente di Economia Aziendale presso l’Università degli Studi di Trento, e dalla dott.sa Ericka Costa, dottoranda in Scienze Aziendali presso l’Università degli Studi di Udine; la sezione economicofinanziaria è a cura del prof. Maurizio Polato, docente di Economia degli Intermediari finanziari presso l’Università degli Studi di Udine, e del dott. Stefano Faè, consulente economico finanziario. 8 LA DIMENSIONE ECONOMICO-SOCIALE Premessa metodologica Descrizione del campione Si ritiene utile, in premessa, rappresentare l’evoluzione numerica del campione oggetto di analisi nelle tre fasi in cui si è articolato il lavoro dell’Osservatorio. Tavola 2 Evoluzione numerica del campione nelle tre fasi dell’Osservatorio Anno di Costituzione ALBERONE SOCIALE Società Cooperativa Sociale ONLUS 17/10/1997 ARACON Cooperativa Sociale ONLUS 20/03/1997 CHICHIBIO Società Cooperativa Sociale 10/06/2002 CO.M.ET.A. Soc. Coop. Sociale Onlus 26/09/2002 CO.S.M.O. Società Coop. Sociale a r.l. 04/08/1998 CODESS F.V.G. Cooperativa Sociale ONLUS 22/12/1999 DINSI UNE MAN Società Cooperativa Sociale a r.l. ONLUS 19/03/1987 FA…VOLANDO Cooperativa Sociale a r.l. 28/09/2004 FRATERNITA' SACERDOTALE Soc. Coop. Sociale a r.l. 12/04/1984 GHIRIGORO Società Cooperativa Sociale 19/01/2001 GIRO GIRO TONDO Soc. Coop. Sociale a r.l ONLUS 25/08/1998 IDEA Cooperativa Sociale a r.l. 10/05/1989 IL MOSAICO Società Cooperativa Sociale a r.l. O.N.L.U.S. 12/11/2003 IL PAESE DEI BALOCCHI Soc. Coop. Soc. a r.l. 16/06/1994 IL VIVAIO DEL SOLE Società Cooperativa Sociale a r.l. 29/08/1997 INSIEME Società Cooperativa Sociale a r.l. 15/04/1986 LA MARGHERITA Società Cooperativa Sociale a r.l. 24/11/1998 LA ZEJE Società Cooperativa Sociale a r.l. 30/03/1994 L'ANCORA Società Cooperativa sociale 09/11/1995 MACIAO Cooperativa Sociale - Società Cooperativa a r.l. 08/11/1999 MARY POPPINS Soc. Coop. Sociale a r.l. 28/02/2002 PEDEMONTANA SERVIZI Società Cooperativa Sociale 22/01/1993 PENSIERO BAMBINO Soc. Coop. Sociale a r.l. ONLUS 02/11/1995 PROGESCO Società Cooperativa Sociale 06/04/1999 RONDINELLE Soc. Coop. Sociale 20/01/1986 S. ANTONIO Cooperativa Sociale a r.l. 28/11/2003 Scuola Primaria Parrocchiale NOEMI NIGRIS Soc. Coop. Soc. 18/05/1991 SCUOLA SANT'ANGELA MERICI Soc. Coop. Sociale 11/02/1999 SOLIMAI Società Cooperativa Sociale a r.l. 19/03/1998 TANGRAM UDINE Soc. Coop. Sociale 17/10/2001 UNIVERSIIS Cooperativa sociale a r.l. 04/05/1993 Totale Cooperative di tipo A COOPERATIVE DI TIPO A 9 2000 2003 X X X X X X X 2004 2005 X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X 26 X X X X 29 X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X 29 Anno di Costituzione ACCOUNTING SERVICE Soc. Coop. Sociale a r.l. 29/07/1997 ART.CO. BASSA FRIULANA Società Cooperativa Sociale 16/03/1982 ARTE E LIBRO - Societa' Cooperativa Sociale ONLUS 12/04/1984 CENTRO SOCIALE E LAVORATIVO Soc. Coop. Soc. 19/05/1982 CIF & ZAF Società Cooperativa Sociale 24/01/1985 COOPERATIVA L'AGORA' – Soc. Coop. Sociale a r.l. 09/07/1998 DAVIDE Società Cooperativa Sociale 05/12/2000 EDILYARO Società Cooperativa Sociale a r.l. ONLUS 22/06/2005 E'RIALTA Cooperativa Sociale a r.l. ONLUS 06/08/1992 FORM GEST Società Cooperativa Sociale 11/11/1999 FRIULDATA Società Cooperativa Sociale 04/05/2005 IRENE 3000 Società cooperativa sociale 3 19/12/1984 LA LEGOTECNICA Società Cooperativa Sociale ONLUS 21/03/1980 LA SORGENTE Cooperativa Sociale ONLUS 07/06/1994 LA VIARTE Società Cooperativa Sociale. a r.l. 30/10/1984 LAVORIAMO INSIEME Soc. Cooperativa Sociale a r.l. 16/09/1985 MEDITALIA Cooperativa sociale a r.l. 10/04/1996 MEDITERRANEA Soc. Coop. Sociale a r.l. 20/07/1995 MHANDY Società Cooperativa Sociale a r.l. 30/03/1994 NASCENTE Società Cooperativa Sociale 22/07/1987 NUOVO LAVORO Società Cooperativa Sociale a r.l. 22/12/1982 OMNI SERVICES Società Cooperativa Sociale a r.l. Onlus 29/01/2004 PARTECIPAZIONE Società Cooperativa Sociale a r.l. 07/03/1979 RAGNATELA Soc. Coop. Sociale a r.l. 06/10/2000 SOLIDARIETA' Società Cooperativa Sociale a r.l. 28/03/1983 VILLAGGIO GLOBALE SOCIALE Soc. Coop. Sociale a r.l. 13/11/2001 Totale Cooperative di tipo B 2000 2003 X X X X X X X Anno di Costituzione 02/08/1979 07/03/1996 19/12/1984 14/07/1976 11/11/1996 Totale Cooperative Miste 2000 2003 COOPERATIVE DI TIPO B COOPERATIVE MISTE4 DUEMME Società Cooperativa Sociale HATTIVA Società cooperativa sociale a r.l. IRENE 3000 Società cooperativa sociale ³ LA MARGHERITA Soc. Coop. Sociale Onlus NEMESI Società Cooperativa sociale 2004 2005 X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X 23 X X X X X X X X X X X 21 22 2004 2005 X X X X X X X 5 0 X X 4 X X X X X X X Il numero delle cooperative complessivamente indagate nel corso delle tre fasi del lavoro viene riepilogato nella tabella sottostante. 3 La Cooperativa IRENE 3000 è stata analizzata nell’ambito delle Cooperative di tipo B nel 1° e 2° rapporto e tra le cooperative Miste nel presente aggiornamento a seguito di variazione dell’attività. 4 Le cooperative Miste non erano state considerate separatamente nel rapporto riferito al periodo 2000-2003 in quanto non si disponeva di informazioni sufficienti ai fini statistici. 10 Tavola 3 Il campione di riferimento: prospetto riassuntivo 1^ fase 26 23 0 49 Cooperative di tipo A Cooperative di tipo B Cooperative Miste Totale 2^ fase 29 21 4 54 3^ fase 29 22 5 56 Riguardo alla composizione del campione esaminato nella presente fase si è tenuto conto di due variabili: 1. nel 2005 si sono costituite nuove cooperative sociali 2. alcune cooperative hanno interrotto la collaborazione e, conseguentemente, il numero delle cooperative esaminate risulta essere il seguente: Tavola 4 Il campione di riferimento: un dettaglio Aggiornamento 2004 Aggiornamento 2005 49 54 2 3 7 54 5 56 Numero di cooperative rapporto precedente Numero di cooperative non disponibili Numero di cooperative nuove Totale campione Si precisa che delle 5 nuove realtà analizzate, due sono cooperative che si sono costituite ed hanno avviato l’attività nel corso del 2005 e tre sono entità preesistenti che hanno acquisito la natura giuridica di cooperativa sociale nel corso del periodo considerato. Al campione così formato è stato somministrato il questionario, integrato in taluni profili ai fini di un arricchimento qualitativo delle informazioni, già utilizzato nelle precedenti indagini. Le caratteristiche generali Tipo di cooperative e numerosità Come detto, le cooperative indagate per il 2005 sono 56, di cui 29 di tipo A, 22 di tipo B e 5 Miste. 11 Si segnala che, tra le cooperative di tipo A, emerge la presenza di un’entità (identificata con la sigla “A_13”) che, in ragione dell’elevata dimensione che porta ad una sovrastima del settore nel suo complesso ed in modo particolare dei dati medi, rappresenta un outlier e, per tale ragione, anche per il 2005 l’analisi sulle cooperative di tipo A è stata condotta sia sull’intero campione che su quello rettificato di quest’ultima. Figura 1 Distribuzione delle cooperative sociali per tipologia Tipo di cooperative nella Provincia di Udine nel 2005 Tipo A 52% Tipo B 39% Mista 9% Livello di certificazione Rispetto al periodo precedente si può osservare come il numero di cooperative che adottano strumenti di certificazione sia leggermente diminuito: infatti, nel 2004 le cooperative che non possedevano alcuna forma di certificazione rappresentavano l’85,2% contro l’85,7% del 2005. Questo andamento è conseguente all’assenza di certificazioni da parte delle 5 nuove cooperative entrate a far parte del campione. 12 Figura 2 Il livello di certificazione nel 2005 Livello di certificazione nelle cooperative nel 2005 85,7% 1,8% 1,8% 1,8% 7,1% 1,8% Non Presente SOA OS24 CLASSE 2; ISO 9001:2000; iso 14001:2004; UNI EN ISO 9001:2000 UNI EN ISO 9001:2000 Cert.n.qual/2000/14A VISION 2000 VISION 2000 SOA - OG08 CLASSE 2 Presenza del sito web Le cooperative che nel 2004 possedevano un sito web erano in numero di 11 ( su 54, pari al 20,4%), mentre nel 2005 il numero passa a 12 (su 56, pari al 21,4%). Il lieve incremento è determinato dalla realizzazione del sito da parte di una cooperativa già presente nel rapporto precedente, senza alcuna variazione da parte delle cooperative entrate e di quelle uscite dal campione. Tavola 5 La presenza di un sito web nelle cooperative A, B e Miste nel 2005 Presente Non Presente Totale Cooperative A 7 24% 22 76% 29 100% Cooperative B 3 14% 19 86% 22 100% 13 Cooperative Miste 2 40% 3 60% 5 100% Totale 12 44 56 21% 79% 100% La distinzione per tipologia consente di osservare come le cooperative più attive in questo campo siano quelle Miste (40%), seguite dalle cooperative di tipo A (24%) e B (14%); rispetto al 2004 la situazione delle cooperative di tipo A e B rimane invariata. Figura 3 La presenza di un sito web nel 2005 Presenza di un sito web nelle cooperative nel 2005 79% 21% Presente Non Presente La forza lavoro Numero complessivo di addetti E’ possibile osservare come il numero complessivo di addetti sia significativamente cresciuto nel periodo esaminato, da 1801 unità nel 2000 a 3.285 nel 2005, a testimonianza dell’esistenza di un trend costantemente positivo. Tavola 6 Numero complessivo di addetti nelle cooperative di tipo A e B (soggetti svantaggiati e non svantaggiati) Totale addetti Totale cooperative 2000 1.801 40 2001 2.047 43 2002 2.845 46 2003 3.083 49 2004 3.174 50 2005 3.285 51 Si segnala che, non essendo presenti, nell’analisi del quadriennio 2000-2003, le cooperative Miste, in quanto le informazioni disponibili non consentivano una rilevazione statisticamente 14 significativa, anche i dati presentati nel prospetto relativamente alle annualità 2004 e 2005 conservano tale impostazione al fine di assicurare la confrontabilità nel tempo. Per completezza di informazione, si segnala che l’apporto occupazionale delle cooperative Miste nel periodo considerato risulta essere il seguente. Tavola 7 Numero complessivo di addetti nelle cooperative Miste (soggetti svantaggiati e non svantaggiati) Totale addetti Totale cooperative 2000 0 0 2001 148 3 2002 159 3 2003 154 4 2004 203 4 2005 202 5 Tavola 8 Numero complessivo di addetti nelle cooperative di tipo A e B per tipologia di rapporto di lavoro Maschi Femmine Totale complessivo Soci lavoratori (con contratto lavoro subordinato) t. pieno t. parziale 319 242 420 1494 739 1.736 Dipendenti t. pieno 32 47 79 t. parziale 12 123 135 Altri contratti Soci 116 415 531 Non soci 14 51 65 Totale 735 2.550 3.285 Il prospetto consente di cogliere come l’incremento degli addetti non sia riferibile ad ogni tipologia di contratto. Rispetto al 2004, infatti, i soci lavoratori a tempo pieno si riducono a 739 (rispetto agli 800 del 2004 e agli 838 rilevati nel 2003), i soci lavoratori a tempo parziale aumentano da 1.680 a 1.736; i dipendenti a tempo pieno passano da 55 a 79 ed un aumento ancor più significativo si registra tra i dipendenti a tempo parziale (135 contro gli 88 del 2004). Per quel che riguarda le altre tipologie contrattuali si osserva un notevole incremento dei soci (da 490 a 531) e un lieve aumento anche nel numero di addetti non soci (da 61 a 65). In conclusione, è quindi possibile affermare che l’andamento delle cooperative sociali della provincia di Udine evidenzia una riduzione dei soci lavoratori impiegati a tempo pieno e, più in generale, manifesta un incremento in misura superiore degli occupati (soci lavoratori e dipendenti) con rapporto di lavoro a tempo parziale. 15 Figura 4 L’occupazione nelle cooperative di tipo A e B nel 2005 Dimensione dell'occupazione nelle cooperative di tipo A e B nel 2005 1494 1500 1250 1000 750 500 420 319 250 415 242 32 47 12 123 116 14 51 0 soci lavoratori tempo pieno soci lavoratori tempo parziale dipendenti tempo dipendenti tempo pieno parziale maschi altro_soci altro_non so ci femmine Il grafico permette di osservare una dimensione non rilevata nel quadriennio 2000-2003 ma già oggetto di analisi nel rapporto relativo al 2004: il genere degli occupati. Si può osservare che, per ogni tipo di contratto, le femmine sono presenti in misura superiore rispetto ai maschi (2.550 contro 735, pari a quasi il 78% del totale). L’analisi di dettaglio fa emergere un consistente apporto femminile soprattutto tra i soci lavoratori a tempo parziale (86% del totale), tra i dipendenti impiegati a tempo parziale (91 % del totale) e anche tra gli addetti con altre tipologie di contratto, sia soci che non soci (78% del totale). Accanto a quella per genere, risulta interessante la distinzione per tipologia di cooperativa. Se si sterilizza l’informazione sul tipo di contratto e si introduce la separazione tra cooperative di tipo A e di tipo B emergono due tipi di risultati: 1. da un lato, è possibile osservare all’interno di ogni tipo di cooperativa (A e B) come si distribuisca la variabile “sesso” (percentuali per colonna - celle gialle); 2. dall’altro, si osserva sul totale per genere e sul totale complessivo quali siano le dimensioni delle cooperative di tipo A e B (percentuali per riga - celle azzurre). 16 Tavola 9 Gli addetti nelle cooperative di tipo A e B nel 2005 Maschi % maschi Femmine % femmine Totale complessivo Totale addetti (A e B) Tipo A Tipo B Con A_13 47% 53% 390 345 14% 50% 85% 15% 387 2.163 86% 50% 76% 24% 2.508 777 100% 100% Totale 100% 735 22% 2550 78% 3285 100% 100% 100% Da notare come, su 3.285 persone complessivamente occupate, il 76% sia riferibile alle cooperative di tipo A. Va sottolineato, peraltro, come questa performance sia fortemente influenzata dalla presenza della cooperativa outlier; infatti, la tabella successiva, che non considera questa cooperativa, consente di osservare come l’apporto occupazionale delle cooperative di tipo A e di quelle di tipo B sia, sostanzialmente, equivalente (49% contro 51%). Tavola 10 Gli addetti nelle cooperative di tipo A (senza coop A_13) e B nel 2005 Maschi % maschi Femmine % femmine Totale complessivo Totale addetti (A e B) – senza coop A_13 Tipo A Tipo B Senza A_13 21% 79% 390 102 14% 50% 63% 37% 387 647 86% 50% 49% 51% 749 777 100% 100% Totale 492 32% 1034 68% 1526 100% 100% 100% 100% Si osserva, ancora, come nelle cooperative di tipo A prevalga nettamente la componente femminile, mentre nelle cooperative di tipo B il numero di addetti maschi sia sostanzialmente equivalente a quello delle femmine (390 contro 387). Dal confronto tra campione totale e quello rettificato emerge, inoltre, la contrazione dell’apporto femminile, che passa dal 78% al 68% e ciò in ragione del peso predominante della cooperativa outlier (1.516 femmine occupate). Con riferimento alle cooperative Miste, l’apporto occupazionale aggiuntivo è pari a 202 addetti (203 nel 2004), di cui 132 femmine (65%) e 70 maschi (35%). 17 Il dato complessivo consente di affermare che la cooperazione sociale nel 2005 esprime un’occupazione complessiva di 3.487 persone, contro 3.377 del 2004 (+3%). Tavola 11 Gli addetti nelle cooperative di tipo A, B e Miste nel 2005 Maschi % maschi Femmine % femmine Totale complessivo Totale addetti (A, B e MISTE) Tipo A Tipo B Tipo Miste Con A_13 43% 48% 9% 390 70 345 14% 50% 35% 81% 14% 5% 387 132 2163 86% 50% 65% 72% 22% 6% 2508 777 202 100% 100% 100% Totale 805 23% 2682 77% 3487 100% 100% 100% 100% Le cooperative Miste, pur se esprimono un peso percentuale limitato sul complesso degli addetti (6%), in termini assoluti evidenziano un apporto significativo (202 occupati). Anche in queste cooperative, come in quelle di tipo A, vi è una netta prevalenza di addetti di sesso femminile (65% della forza lavoro totale). Numero di addetti per tipo di cooperativa: un dettaglio Considerata la complessità del fenomeno (tipo di contratto, tipo di cooperativa, genere) si ritiene interessante proporre un’analisi più dettagliata in grado di osservare le peculiarità all’interno di ogni tipologia di cooperativa. Nella cooperazione di tipo A si denota, come già accennato, il ruolo determinante della cooperativa “A_13”, con 1.759 occupati, di cui 1.516 femmine e 243 maschi. In generale nelle cooperative di tipo A è interessante osservare l’apporto limitato dei lavoratori dipendenti. Il peso di quest’ultimi (sia a tempo pieno che a tempo parziale) è, infatti, pari ad appena il 4,8% degli occupati complessivi. Il contratto di gran lunga prevalente è quello di socio lavoratore, soprattutto con rapporto di lavoro a tempo parziale. La tabella sottostante consente di osservare come questo fenomeno sia fortemente presente in tutte le cooperative di tipo A, con una particolare accentuazione nella cooperativa “A_13”. 18 Tavola 12 Le dimensioni dell’occupazione nelle cooperative di tipo A per tipologia di contratto Soci lavoratori (con contratto lavoro subordinato) t. pieno t. parziale Cooperative A – senza coop. A_13 Maschi 46 29 Femmine 94 407 Totale 140 436 Coop. A_13 Maschi Femmine Totale Coop. A_13 45 205 250 Cooperative A – con coop. A_13 maschi 91 femmine 299 Totale Complessivo 390 Dipendenti Altri contratti Totale t. pieno t. parziale soci non soci 6 36 42 6 60 66 10 15 25 5 35 40 102 647 749 160 925 1.085 2 3 5 2 6 8 25 363 388 9 14 23 243 1.516 1.759 189 1.332 1.521 8 39 47 8 66 74 35 378 413 14 49 63 345 2.163 2.508 Il confronto del numero di addetti tra cooperazione di tipo B e quella di tipo A (campione rettificato) fa emergere una maggiore capacità occupazionale delle cooperative di inserimento lavorativo. L’effetto può essere dovuto alla maggiore anzianità di quest’ultime realtà, considerato che la cooperazione di tipo A trova riconoscimento solamente a partire dal 1991 con l’emanazione della legge 381. Tavola 13 Le dimensioni dell’occupazione nelle cooperative di tipo B (svantaggiati e non svantaggiati) per tipologia di contratto Maschi Femmine Totale Coop. B Soci lavoratori (con contratto lavoro subordinato) t. pieno t. parziale 228 53 121 162 349 215 Dipendenti t. pieno 24 8 32 t. parziale 4 57 61 Altri contratti soci 81 37 118 non soci 0 2 2 Totale 390 387 777 Ciò che cambia maggiormente è il rapporto tra le diverse tipologie contrattuali. Come si evince dal grafico sottostante, nelle cooperative di tipo B il contratto prevalente risulta essere quello di socio lavoratore a tempo pieno (con un’incidenza di maschi pari al 19 65%); mentre nelle cooperative di tipo A prevale il rapporto di socio lavoratore a tempo parziale (con un’incidenza di femmine del 67%). Tavola 14 Le dimensioni dell’occupazione per tipologia di contratto (Cooperative di tipo A e B) Soci lav. T. pieno Maschi Femmine Totale A 91 299 390 Soci lav. T parziale B 228 121 349 A 189 1332 1521 B 53 162 215 Dipendenti T. pieno Dipendenti T. parziale Altro_soci Altro_non soci A 8 39 47 A 8 66 74 A 35 378 413 A 14 49 63 B 24 8 32 B 4 57 61 B 81 37 118 B 0 2 2 Figura 5 Tipologia contrattuale applicata agli addetti nelle cooperative di tipo A e B nel 2005 Composizione degli addetti nelle cooperative di tipo A e B 1750 1500 1250 1000 750 500 250 0 Tipo A Tipo B Tipo A Tipo B Tipo A Tipo B dipendenti tempo pieno Tipo A Tipo B dipendenti tempo parziale Tipo A Tipo B altro_soci Tipo A Tipo B soci lavoratori tempo pieno soci lavoratori tempo parziale altro_non soci femmine 299 121 1332 162 39 8 66 57 378 37 49 2 maschi 91 228 189 53 8 24 8 4 35 81 14 0 I dipendenti, sia a tempo pieno che a tempo parziale, rivestono un ruolo marginale nelle cooperative di tipo A; infatti, tale categoria complessivamente considerata rappresenta soltanto il 4,8% del totale degli addetti. Nelle cooperative di inserimento lavorativo, invece, i dipendenti (sia a tempo pieno che a tempo parziale) costituiscono circa il 12% del totale addetti. 20 I soci impiegati con altre tipologie di contratto nelle cooperative di tipo A ammontano a 413 (16% del totale) mentre nelle cooperative di tipo B il numero di tali soggetti è pari a 118 (15%). Del tutto residuale è la presenza nelle cooperative di inserimento lavorativo di soggetti non soci con altri rapporti di lavoro; questa categoria nelle cooperative di tipo A pesa per il 2,5% (63 soggetti). Tavola 15 Le dimensioni dell’occupazione nelle cooperative Miste Maschi Femmine Totale Coop. Miste Soci lavoratori (con contratto lavoro subordinato) t. pieno t. parziale 20 40 36 74 56 114 Dipendenti t. pieno 3 6 9 t. parziale 0 6 6 Altri contratti soci 3 1 4 non soci 4 9 13 Totale 70 132 202 Si osserva come le cooperative Miste diano occupazione a 202 addetti, di cui la maggior parte femmine (65%); nel 2004 le cooperative Miste appartenenti al campione occupavano circa lo stesso numero di addetti ma il peso della presenza femminile era pari al 63%. I soci lavoratori (con contratto di lavoro subordinato) rappresentano l’84% del totale della forza lavoro impiegata e la maggior parte di questi sono inseriti con rapporto di lavoro a tempo parziale (67%). L’apporto degli occupati con altri contratti vede una prevalenza dei non soci (13); i dipendenti a tempo pieno e a tempo parziale rappresentano solamente il 7% del totale degli occupati. L’indagine sulle cooperative Miste consente di dare conto puntualmente del numero di persone svantaggiate complessivamente inserite. Tavola 16 Numero di svantaggiati inseriti nel 2005 – Totale B (sv) + Miste (sv) Soci lavoratori (con contratto lavoro subordinato) Maschi Femmine Totale Complessivo t. pieno 122 25 147 t. parziale 66 70 136 Dipendenti t. pieno 5 1 6 21 t. parziale 0 11 11 Altri contratti soci 30 9 39 non soci 0 0 0 Totale 223 116 339 Il numero di persone che complessivamente trovano occupazione all’interno delle cooperative B e Miste sono 979 (929 nel 2004); di queste, 339 (319 nel 2004) appartengono al novero dei soggetti svantaggiati (35%). Si osserva una prevalenza di maschi (223) rispetto alle femmine (116) e la categoria più numerosa è rappresentata dai soci lavoratori con contratto di lavoro subordinato, sia a tempo pieno (147) che a tempo parziale (136). L’osservazione sul numero medio di addetti (normodotati e svantaggiati) all’interno di ogni tipologia di cooperativa, tenuto conto del numero di cooperative operanti nel settore, fa emergere come le cooperative Miste esprimano la cifra più elevata (40,4) anche se, considerata la consistenza piuttosto ridotta (5), l’apporto al totale degli addetti del settore cooperativo nella provincia di Udine rimane piuttosto limitato. Le cooperative di tipo A (senza la cooperativa “A_13”), con 749 addetti, presentano una consistenza media pari a 26,7. Tavola 17 Numero medio di addetti nel 2005 Cooperative A con A_13 Maschi Femmine Totale complessivo Numero cooperative tot 345 2.163 2.508 29 media 11,9 74,6 86,5 Cooperative A senza A_13 Cooperative B tot 102 647 749 28 tot 390 387 777 22 media 3,6 23,1 26,7 media 17,7 17,6 35,3 Cooperative Miste tot 70 132 202 5 media 14,0 26,3 40,3 Il numero medio di addetti nelle cooperative di tipo B è, invece, pari a 35,3. Quest’ultimo dato, confrontato con il campione rettificato delle cooperative di tipo A (cioè con l’esclusione della cooperativa A_13), evidenzia un valore medio di addetti superiore (35,3 contro 26,7) che, viceversa, risulta inferiore se confrontato con il campione completo delle cooperative di tipo A, che presenta un valore medio di addetti pari a 86,5. Si rileva una prevalenza della componente femminile nelle cooperative di tipo A e Miste. In particolare, nelle cooperative di tipo A (campione rettificato) la media è di 23,1 femmine e 3,6 maschi e di 74,6 contro 11,9 nel campione completo; le cooperative Miste occupano in media 26,4 femmine e 14 maschi. Nelle cooperative di inserimento lavorativo si registra una sostanziale equivalenza tra femmine (17,6) e maschi (17,7). 22 Borse lavoro Nelle cooperative di tipo B e Miste è stata rilevata la consistenza delle borse lavoro, distinguendo tra maschi e femmine, ed il numero di borse lavoro stabilizzate. Rispetto al 2004 il numero di borse lavoro nelle cooperative di tipo B cresce a 62 contro 49, con una prevalenza nei riguardi dei maschi (42 contro 29) rispetto alle femmine (stabili a 20 unità). Anche nelle cooperative Miste si registra un incremento rispetto al 2004: da 22 (11 per i maschi e 11 per le femmine) si passa 32, con una prevalenza delle femmine (17) rispetto ai maschi (15). Figura 6 Il numero di borse lavoro nelle cooperative B e Miste nel 2005 Borse lavoro complessive e medie nel 2005 45 numero borse lavoro 40 42 35 30 25 20 20 15 17 15 10 5 1,9 3 0,9 3,4 0 tot media tot tipo B media tipo MISTE maschi femmine Tenuto conto del numero di cooperative di tipo B e Miste analizzate, si osserva un numero medio di borse lavoro superiore nelle cooperative Miste e pari a 3 per i maschi (contro 1,9 nelle cooperative di inserimento lavorativo) e 3,4 per le femmine (contro 0,9 nelle cooperative di tipo B). 23 Con riferimento alla stabilizzazione delle “borse lavoro”, si rileva un significativo trend di crescita, sia nelle cooperative di tipo B che in quelle Miste, come si evince dal prospetto seguente. Tavola 18 Borse lavoro nelle cooperative B e Miste nel 2004 e 2005 Cooperative B 2004 49 6 12,2 N. Borse lavoro N. Stabilizzazioni % di stabilizzazioni 2005 62 16 25,8 Cooperative Miste 2004 2005 22 32 0 3 0,0 9,4 Nelle cooperative di tipo B la % di stabilizzazioni raddoppia tra il 2004 e il 2005, raggiungendo la ragguardevole cifra del 25,8 % mentre nelle cooperative Miste (che nel 2004 non avevano registrato alcuna stabilizzazione) si rileva, nel 2005, una performance del 9,4%. Volontariato Un fenomeno di estrema rilevanza che contrassegna il mondo della cooperazione sociale è rappresentato dal volontariato. L’analisi dei dati raccolti nel 2005 conferma un trend crescente nel numero complessivo dei volontari: l’andamento segnala la presenza di 128 volontari nel 2000, 136 nel 2001, 153 nel 2002, 176 nel 2003, 182 nel 2004 e 197 nel 2005. Tavola 19 La presenza del volontariato nelle cooperative di tipo A e B nel 2005 Volontari soci Maschi Femmine Totale Complessivo amministratori altro Volontari non soci 41 9 50 77 64 141 4 2 6 Totale 122 75 197 Prendendo in considerazione anche l’apporto delle cooperative Miste si osserva un ulteriore, significativo incremento nella presenza del volontariato. Quest’ultime si avvalgono, infatti, della collaborazione di 54 volontari, portando il numero complessivo di queste figure a 251 (contro 229 nel 2004). 24 Tavola 20 La presenza del volontariato nella cooperazione sociale (A, B e Miste) nel 2005 Volontari soci Maschi Femmine Totale Complessivo amministratori altro Volontari non soci 49 9 58 102 85 187 4 2 6 Totale 155 96 251 A conferma di quanto emerso nel rapporto precedente, anche nel 2005 la categoria che risulta essere prevalente è quella dei soci volontari non amministratori (187 contro 159 del 2004); i volontari non soci rivestono, anche nel 2005, un ruolo del tutto marginale (6 contro 5 del 2004). Si rileva, tuttavia, un’inversione di tendenza riguardo al genere: mentre i soci lavoratori risultano in prevalenza femmine, i soci volontari sono per lo più maschi (62%), sia tra i soci amministratori (84%) che non (55%). Figura 7 La figura del volontariato nelle cooperative di tipo A, B, Miste nel 2005 La figura del volontario nelle cooperative A, B, MISTE: un confronto 100 1 80 60 40 20 59 2 3 36 18 29 12 maschi femmine maschi Tipo A amministratori volontari soci 25 5 8 femmine maschi 21 4 0 28 Tipo B altri volontari soci amministratori volontari non soci 25 femmine Tip o M ISTE volontari non soci Il grafico consente di osservare come il numero di volontari sia predominante nelle cooperative di tipo B (49% del totale, rappresentato soprattutto da maschi). Le cooperative di tipo A rappresentano il 30% del volontariato complessivo e le cooperative Miste il restante 21%. Da rilevare, poi, l’assenza di volontari non soci. Nel 2003 il numero medio di volontari nelle cooperative di tipo B era pari a 6 (con un trend in crescita a partire dal 2000). Nel corso del 2004 il fenomeno è ulteriormente cresciuto, registrando un numero medio di volontari per cooperativa pari a 6,3 mentre il 2005 registra, invece, una diminuzione (5,5). Nelle cooperazione di tipo A la situazione manifesta, viceversa, un andamento di segno opposto, in quanto il numero medio di volontari presenti in cooperativa (considerando anche il caso della cooperativa A_13) nel 2005 è pari a 2,6 contro 1,8 del 2004; il campione rettificato evidenzia una media inferiore e pari a 1,4. Tavola 21 Numero medio di volontari nel 2005 Maschi Femmine Totale complessivo Numero cooperative Cooperative A con A_13 tot media 33 1,1 42 1,4 75 2,6 29 Cooperative A senza A_13 tot media 22 0,8 18 0,6 40 1,4 28 Cooperative B tot 89 33 122 22 media 4 1,5 5,5 Cooperative Miste tot media 33 6,6 21 4,2 54 10,8 5 L’analisi, infine, delle cooperative Miste consente di rilevare la presenza di valori medi molto alti (10,8) in presenza di sole 5 cooperative. Di seguito si presenta il dettaglio della presenza del volontariato nelle cooperative A, B e Miste. L’esame dei dati presentati nelle tabelle che seguono consente di osservare come nelle cooperative di tipo A vi sia una prevalenza di volontari femmine (56%), mentre nelle cooperative di tipo B predominano i volontari maschi (73%); anche nelle cooperative Miste si rileva analoga prevalenza, anche se con un peso dei volontari maschi meno consistente (61%). 26 Tavola 22 La presenza del volontariato nelle cooperative di tipo A nel 2005 Amministratori volontari soci Altri volontari soci Volontari non soci Totale Cooperative A – senza coop. A_13 Maschi Femmine Totale 12 4 16 7 12 19 3 2 5 22 18 40 Coop. A_13 Maschi Femmine Totale Coop. A_13 0 0 0 11 24 35 0 0 0 11 24 35 Cooperative A – con coop. A_13 Maschi Femmine Totale Complessivo 12 4 16 18 36 54 3 2 5 33 42 75 Tavola 23 La presenza del volontariato nelle cooperative di tipo B nel 2005 Altri volontari soci 59 28 87 Amministratori volontari soci Maschi Femmine Totale Complessivo 29 5 34 Amministratori volontari non soci 1 0 1 Totale 89 33 122 Tavola 24 La presenza del volontariato nelle cooperative Miste nel 2005 Maschi Femmine Totale Complessivo Amministratori volontari soci Altri volontari soci Volontari non soci Totale 8 0 8 25 21 46 0 0 0 33 21 54 27 Programmi di stage Le attività di stage proposte dalle cooperative hanno assunto negli ultimi anni un peso significativo. Già il primo rapporto dava conto, infatti, di una continua crescita del numero di stagisti inseriti all’interno delle cooperative (passati da 38 del 2000 a 82 del 2003); le cooperative, inoltre, stimavano ulteriori 114 inserimenti nel triennio 2004-2006. Dall’analisi emerge qualche contraddizione tra previsione e risultato a consuntivo: nel 2005, infatti, solo il 41% delle cooperative intervistate hanno attivato programmi di stage, contro il 47% del 2004; interessanti differenze emergono inoltre a livello tipologico. Perfettamente in linea con quanto emerso dall’analisi condotta nel precedente elaborato, risulta la performance delle cooperative di tipo A che confermano un ruolo più attivo sotto questo profilo: infatti, in capo al 55% delle cooperative intervistate risulta l’inserimento di stagisti nel corso del 2005; tendenza contraria evidenziano, invece, le cooperative di inserimento lavorativo, dove solamente il 32% utilizzano questa opportunità. Figura 8 Attivazione dei programmi di stage Attivazione dei programmi di stage 120% 100% 80% 60% NO 55% NO 68% 40% 20% SI 45% NO 100% SI 32% 0% Tipo A Tipo B Miste Relativamente alla tipologia A, operante nell’ambito dei servizi socio-sanitari ed educativi, sono possibili due osservazioni: • un numero elevato di cooperative aderisce a programmi di stage; • per ogni cooperativa è presente un numero di stagisti superiore rispetto alle altre tipologie. 28 Infatti, il numero di stagisti inseriti dalle prime è pari a 98 nel 2005 (contro 9 delle cooperative di inserimento lavorativo) e anche il dato medio conferma quanto appena osservato: 6,1 contro 1,3 delle cooperative di tipo B. Tavola 25 Numero di stagisti inseriti nel 2005 per tipologia di cooperativa Cooperative A 62 18 18 98 16 6,1 Scuole superiori Università Studi post-universitari Totale Numero cooperative Media Cooperative B 5 3 1 9 7 1,3 Totale 67 21 19 107 23 4,7 Rispetto al 2004 il numero totale di stagisti inseriti nelle cooperative della provincia di Udine è rimasto invariato; a fronte di un aumento nelle cooperative di tipo A e B non si rileva la presenza di tali figure all’interno delle cooperative Miste che, nel 2004, registravano la presenza di 8 stagisti. Nelle cooperative di tipo A si rileva un incremento delle provenienze da scuole superiori (da 53 a 62) ed un decremento di quelle da studi universitari (da 20 a 18) e da corsi post-universitari (da 19 del 2004 a 18 del 2005). Nelle cooperative di tipo B si rileva un aumento dei programmi di stage a favore di soggetti provenienti da scuole superiori (da 3 a 5) e da studi universitari (da 2 a 3); si registra, al contrario, un decremento delle provenienze da studi post-universitari (da 2 del 2004 a 1 del 2005). Figura 9 La provenienza dei programmi di stage nelle cooperative A, B e Miste nel 2005. Provenienza dei programmi di stage nel 2005 numero di stagisti inseriti 70 62 60 50 40 30 20 18 18 10 5 3 0 A scuole superiori 1 B un iversità 29 stud i post-u niversitari Il grafico evidenzia distintamente il rilievo dominante che questo fenomeno assume nelle cooperative di tipo A. Con riferimento alla provenienza, si rileva un rapporto inverso tra livello di istruzione e numerosità del fenomeno: si registrano, infatti, più persone con provenienza dalle scuole superiori (67 in totale) rispetto a quelle in uscita da studi universitari (21) o post-universitari (19). La formazione Investimenti complessivi in formazione Tavola 26 Investimenti complessivi in attività di formazione nel 2005 (in €) Direzione aziendale Amministrazione e finanza Commerciale Settore di attività/produzione Legislazione Norme specifiche cooperazione Totale investimenti formazione Numero coop. Attività formazione Media I livello Numero coop. Totali Media II livello5 Coop. A senza A_13 13.102 830 0 43.003 9.867 3.294 70.096 21 3.338 28 2.503 5 Coop. A con A_13 13.102 830 0 59.003 9.867 3.294 86.096 22 3.913 29 5.969 Coop. B 162 310 8.664 25.448 271 2.000 36.856 11 3.351 22 1.675 Coop. Miste 162 350 0 965 0 0 1.477 5 295 5 295 Totale 13.426 1.490 8.664 85.416 10.138 5.294 124.428 38 3.274 56 2.222 La media di I livello è calcolata tenuto conto solo delle cooperative che hanno effettuato investimenti in attività di formazione ed è pertanto una media più precisa. Poiché, però, nel calcolo della media dovrebbero essere comprese anche le cooperative che hanno effettuato investimenti nulli in questo tipo di attività si riporta per correttezza anche la media di II livello (che per definizione è più grezza). Tale dato permette un confronto con il primo rapporto di attività. 30 Rispetto al 2004 gli investimenti complessivi in attività di formazione diminuiscono nella misura del 52,42% (da € 261.503 a € 124.428) e le singole aree evidenziano i seguenti andamenti regressivi: direzione aziendale: da € 16.800 a € 13.426 amministrazione e finanza: da € 12.300 a € 1.490 commerciale: da € 11.250 a € 8.664 settore di attività/produzione: da € 145.342 a € 85.416 legislazione: da € 69.894 a € 10.138 norme specifiche in materia di cooperazione: da € 5.917 a € 5.294. Complessivamente l’investimento medio in attività di formazione decresce da € 4.843 del 2004 a € 2.222 del 2005 (-54,12%). La segmentazione tra cooperative di tipo A, B e Miste, consente di osservare come quest’ultime rivestano, in realtà, un ruolo del tutto marginale, in quanto l’investimento medio di ogni cooperativa è pari a € 295. Sia le cooperative di tipo A che quelle di tipo B manifestano una netta diminuzione degli investimenti in formazione: • per le cooperative A si passa da una spesa complessiva per il 2004 di € 148.557 (media di 7.819) ad una di € 86.096 (media di 3.913) nel 2005; • per le cooperative B si scende da una spesa complessiva per il 2004 di € 111.479 (media di € 5.309) ad una di € 36.856 (media di € 1.675) nel 2005. Il fenomeno riguarda tutte le aree di interesse (eccezion fatta per l’area direzione aziendale che segna un incremento da € 0 a € 162) con una criticità massima, per le B, nell’area “settore di attività/produzione” che evidenzia una diminuzione da € 79.125 a € 25.448 mentre, per le A, nell’area “legislazione” che segna un decremento da € 57.090 a € 9.867 nel 2005. Il confronto tra tipologie fa emergere, nel 2005, significative differenze: gli investimenti complessivamente effettuati dalle cooperative di tipo A ammontano, infatti, a € 86.096 mentre quelli delle cooperative di inserimento lavorativo a € 36.856, con una somma media investita pari a € 5.969 nel primo caso e € 1.675 nel secondo. Anche l’osservazione del campione rettificato delle cooperative di tipo A dà ulteriore conferma della prevalenza della cooperazione di tipo A rispetto a quella di tipo B (investimento medio di € 2.503 contro € 1.675). 31 Tavola 27 Investimenti complessivi in attività di formazione (percentuale per colonna): aree di interesse prevalenti nelle cooperative di tipo A, B e Miste Aree di interesse Direzione aziendale Amministrazione e finanza Commerciale Settore di attività/produzione Legislazione Norme specifiche coop. Totale investimenti formazione Coop. A senza A_13 19% 1% 0% 61% 14% 5% 100% Coop. A con A_13 15% 1% 0% 69% 11% 4% 100% Coop. B Coop. Miste Totale 0% 1% 24% 69% 1% 5% 100% 11% 24% 0% 65% 0% 0% 100% 11% 1% 7% 69% 8% 4% 100% La distribuzione percentuale degli investimenti effettuati non è omogenea per area: il 69% della spesa complessivamente sostenuta viene destinata al settore di attività/produzione. Nello specifico, sono le cooperative di tipo A e B che maggiormente investono in quest’area (entrambe il 69%, contro il 65% delle Miste). Seguono gli investimenti nell’area della direzione aziendale (11%), della legislazione (8%) - predominante rispetto alla direzione aziendale nell’anno 2004 - mentre un peso minore ricoprono gli investimenti nell’area commerciale (7%), nelle norme specifiche in materia di cooperazione (4%) e nell’amministrazione e finanza (1%). Figura 10 Investimenti complessivi in attività di formazione: aree di interesse prevalenti nelle cooperative di tipo A, B e Miste Gli investimenti in attività di formazione nelle cooperative per aree di interesse 100% 5% 4% 1% 11% 80% 65% 60% 69% 69% 40% 20% 24% 1% 24 % 1 5% 1% 0% A B direzione aziendale commerciale legislazione 11% MISTA amminis trazione e finan za pro duzione norme s pecifiche in materia cooperativa 32 Destinatari della formazione Di seguito viene proposta l’analisi riferita ai destinatari della formazione per classi percentuali. Tavola 28 Formazione rivolta al personale DIRETTO (svantaggiate e non svantaggiate) nelle cooperative di tipo A, B e Miste (in classi percentuali) Classi % 0 da 1 a 25 da 26 a 50 da 51 a 99 100 Totale Cooperative A 1 1 0 7 13 22 Cooperative B 3 0 1 3 4 11 Cooperative Miste 3 0 0 1 1 5 Totale 7 1 1 11 18 38 La situazione rimane simile a quella presentata nel 2004. Per le cooperative di tipo A, 13 cooperative sulle 22 che hanno risposto (59%), offrono attività di formazione esclusivamente a personale diretto (nel 2004 erano 13 su 19, pari al 68%), mentre 7 si collocano nella classe 51-99%. Nelle cooperative di tipo B tale situazione riguarda 4 cooperative su 11 (36%), invariata anche se non in numero (5) rispetto al 2004, mentre 3 cooperative (invariato sul 2004) si collocano nella classe 51-99%. Quanto alle cooperative Miste, 1 di queste (contro 2 del 2004) offre formazione in esclusiva a personale diretto (100%), 1 si colloca nella classe 51%-99% e 3 in quella orientata in esclusiva al personale indiretto. Per le cooperative B e Miste è possibile osservare in quale misura percentuale il personale diretto, che fruisce delle attività di formazione, rientri tra i soggetti svantaggiati. Tavola 29 Formazione rivolta al personale DIRETTO (SOLO svantaggiate) nelle cooperative di tipo B e Miste (in classi percentuali) Classi % 0 da 1 a 25 da 26 a 50 da 51 a 99 100 Totale Cooperative B 6 1 1 1 2 11 33 Cooperative Miste 4 1 0 0 0 5 Totale 10 2 1 1 2 16 Si registrano percentuali variabili nell’offerta di formazione destinata al personale diretto svantaggiato: 6 cooperative non svolgono alcuna attività, 3 offrono formazione in misura variabile, 2 cooperative operano in via esclusiva. Per le cooperative Miste si registra, invece, un solo caso di offerta di formazione a figure dirette svantaggiate (nella classe 1%-25%) mentre 4 cooperative non svolgono alcuna attività. Le tavole che seguono consentono di osservare che, relativamente alla formazione rivolta al personale indiretto, 19 cooperative non operano alcuna attività (13 di tipo A, 4 di tipo B e 2 Miste), 7 operano in via esclusiva (1 di tipo A, 3 di tipo B, 3 Miste) e 12 offrono formazione in misura variabile (8 di tipo A e 4 di tipo B). Tavola 30 Formazione rivolta al personale INDIRETTO (svantaggiate e non svantaggiate) nelle cooperative di tipo A, B , Miste (in classi percentuali) Classi % 0 da 1 a 25 da 26 a 50 da 51 a 99 100 Totale Cooperative A 13 6 1 1 1 22 Cooperative B 4 1 2 1 3 11 Cooperative Miste 2 0 0 0 3 5 Totale 19 7 3 2 7 38 Dalla tavola seguente è possibile rilevare come, relativamente alla fornitura di formazione a personale indiretto svantaggiato, 10 cooperative di tipo B e 5 Miste siano inoperanti, 1 sola cooperativa operi nella classe 1-25% e nessuna agisca in via esclusiva. Tavola 31 Formazione rivolta al personale INDIRETTO (solo svantaggiati) nelle cooperative di tipo B e Miste (in classi percentuali) Classi % 0 da 1 a 25 da 26 a 50 da 51 a 99 100 Totale Cooperative B 10 1 0 0 0 11 34 Cooperative Miste 5 0 0 0 0 5 Totale 15 1 0 0 0 16 Finanziamento della formazione L’ultimo aspetto valutato riguardo alla formazione attiene alle modalità di finanziamento. Va, peraltro, ribadito il concetto che complessivamente la spesa in formazione registra nel 2005 una significativa caduta, rispetto all’anno precedente (da 148.557 a 86.096 nelle cooperative di tipo A, da 111.479 a 36.856 in quelle di tipo B, mentre le cooperative Miste confermano il livello degli investimenti, ancorché ad un livello contenuto). L’indagine ha accertato in che misura gli investimenti sostenuti dalle cooperative siano stati finanziati tramite risorse interne, ovvero mediante finanziamenti privati o pubblici esterni. Tavola 32 Forme di finanziamento delle attività di formazione (in €) Interni alla cooperativa Privati esterni Pubblici esterni Totale Coop. A senza A_13 52.399 0 17.698 70.096 Coop. A con A_13 60.399 0 25.698 86.096 Coop. B 18.639 0 18.217 36.856 Coop. Miste 801 0 675 1.477 Totale 79.838 0 44.590 124.428 Tavola 33 Forme di finanziamento delle attività di formazione (in %) Interni alla cooperativa Privati esterni Pubblici esterni Totale Coop. A senza A_13 75% 0% 25% 100% Coop. A con A_13 70% 0% 30% 100% Coop. B 51% 0% 49% 100% Coop. Miste 54% 0% 46% 100% Totale 64% 0% 36% 100% Nelle cooperative di tipo A si rileva una significativa continuità: il 70% degli investimenti complessivi viene finanziato attraverso mezzi interni alla cooperativa mentre la rimanente parte viene coperta per il 30% con fonti pubbliche esterne (nel 2004 questi dati si attestavano rispettivamente a 72% e 28%). Nelle cooperative di tipo B si può osservare, invece, come in termini percentuali cresca il concorso del finanziamento interno (da 34% del 2004 a 51% del 2005) a discapito di quello esterno di derivazione pubblica (49% contro 62% ). Si rileva, inoltre, il venire meno, nelle cooperative di tipo B, dell’apporto di € 4.200 derivato nel 2004 da fondi privati esterni. Quest’ultima forma di copertura della formazione risulta assente, nel 2005, in tutte le cooperative del campione (tipo A, B e Miste). 35 Nel 2005 le cooperative Miste evidenziano un significativo cambiamento nella modalità di copertura: il 54% della spesa viene, infatti, coperta con mezzi interni alla cooperativa (tale percentuale nel 2004 era pari all’88%) mentre per il restante 46% si fa ricorso a fonti esterne pubbliche (contro il 12% del 2004). Figura 11 Composizione percentuale dei finanziamenti della formazione nelle cooperative di tipo A, B e Miste La composizione dei finanziamenti della formazione 100% 80% 30% 49% 46% 51% 54% B Mista 60% 40% 70% 20% 0% A interni alla cooperativa privati esterni pubblici esterni In sintesi le cooperative di tipo A registrano una netta prevalenza dell’autofinanziamento (70%) ed anche le cooperative di tipo B, a fronte di una massiccia diminuzione della spesa, manifestano un incremento dell’apporto delle fonti interne (51% contro il 34% del 2004). Le cooperative Miste confermano una discreta capacità di autofinanziamento per la formazione (54%), in riduzione, tuttavia, rispetto al periodo precedente (88%). 36 Il settore di attività Settore prevalente e confronto con le previsioni di modifiche Relativamente alle cooperative di tipo A, già il primo e il secondo rapporto avevano rilevato una comprovata stabilità in riferimento al settore di attività prevalente. Tale situazione viene sostanzialmente confermata al 31 dicembre 2005: il 36% delle cooperative opera nei servizi rivolti a minori e famiglia; il 29% nella gestione di asili nido (attività che risultava prevalente nel 2004 con un percentuale pari al 29%); il 18% nei confronti degli anziani; il 7% si occupa di disabili psichici e fisici e di trasporto dei disabili; il 4%, infine, rivolge l’attività verso soggetti affetti da dipendenza da alcool o droga. Figura 12 Il settore di attività prevalente nelle cooperative di tipo A al 31/12/2005 Il settore di attività prevalente nelle cooperative di tipo A al 31/12/05 4% 29% 36% 7% 7% 18% 1 minori e famiglie 3 dipendenza da alcool o droga 5 gestione asili nido 7 anziani 2 accoglienza extracomunitari 4 detenuti ed ex-detenuti 6 disabili fisici, psichici e psico-fisici 8 trasporto disabili Alcune cooperative di tipo B sono, invece, protagoniste in questi anni di un processo di cambiamento. Si rammenta, a questo proposito, che già nel 2003 tali cooperative avevano formulato una previsione che evidenziava una modifica nel corso del triennio successivo (2004-2006) del settore di attività, puntualmente registrata nel rapporto relativo al 2004, ancorché non completamente stabilizzata, soprattutto a motivo dell’ingresso di nuove cooperative. La tabella di seguito proposta dà conto di questa evoluzione. 37 Tavola 34 Il settore di attività prevalente nelle cooperative di tipo B dal 2003 al 2005 1 Gestione aree verdi e ambiente 2 Servizi di pulizia 3 Servizi di facchinaggio e trasporto 4 Produzione manufatti 5 Lavorazioni per conto terzi 6 Editoria-legatoria 7 Informatica 8 Pubblici esercizi 9 Edilizia 10 Servizi cimiteriali 11 Ristorazione 12 Servizi rapporti con il pubblico 13 Attività agro-forestali Totale 31/12/2003 5% 35% 5% 10% 20% 10% 5% 5% 0% 0% 5% 0% 0% 100% 31/12/2004 9% 33% 5% 5% 14% 5% 5% 9% 5% 0% 5% 0% 5% 100% 31/12/2005 5% 27% 5% 0% 18% 9% 9% 5% 14% 0% 5% 0% 5% 100% Figura 13 Il settore di attività prevalente nelle cooperative di tipo B al 31/12/2005 Il settore di attività prevalente nelle cooperative di tipo B al 31/12/2005 5% 5% 5% 14% 27% 5% 9% 5% 9% 18% 1 gestione aree verdi e ambiente 3 servizi di facchinaggio e trasporto 5 lavorazioni per conto terzi 7 informatica 9 edilizia 11 ristorazione 13 attività agro-forestali 2 servizi di pulizia 4 produzione manufatti 6 editoria-legatoria 8 pubblici esercizi 10 servizi cimiteriali 12 servizi rapporti con il pubblico 38 Al 31/12/2005 il settore di attività prevalente nelle cooperative di tipo B è rappresentato dai servizi di pulizia (27% contro il 33% del 2004), cui fanno seguito lavorazioni per conto terzi (18% contro 14%), edilizia (14% contro 5%), editoria-legatoria ed informatica (entrambe al 9% contro il 5% del 2004) Vi sono poi quote residuali di cooperative che segnalano, quale attività prevalente, servizi di facchinaggio e trasporto, ristorazione, attività agro-forestale, gestione di aree verdi e di pubblici esercizi (con il 5% rispettivamente). L’attività di produzione di piccoli manufatti risulta assente nel 2005 (contro il 5 % del 2004). Da ultimo viene presentata la situazione delle cooperative Miste che, come noto, operano sia nel campo socio-sanitario-educativo che nell’attività di inserimento lavorativo. Settore di attività Tipo B Tavola 35 Il settore di attività nelle cooperative Miste al 31/12/2005 Settore di attività Tipo A Disabili fisici Dipendenza da psichici e psico-fisici alcool o droga Servizi di pulizia 1 1 2 Lavorazioni per conto terzi 3 0 3 Totale 4 1 5 Totale Si ritiene che lo schema già proposto per l’analisi relativa al 2004 riepiloghi in modo chiaro questa duplice informazione. Si può osservare come 4 cooperative, che offrono assistenza a disabili psichici, fisici e psicofisici, nel corso del 2005 inseriscano persone svantaggiate attraverso lo svolgimento delle seguenti attività: • servizi di pulizia • lavorazioni per conto terzi. Si rileva, infine, un’unica cooperativa che svolge attività di assistenza a persone affette da problemi di alcool e tossicodipendenza che realizza l’inserimento di persone con disagio attraverso l’erogazione di servizi di pulizia. 39 Servizio di provenienza delle persone svantaggiate nelle cooperative di tipo B e Miste Figura 14 Numero di persone svantaggiate inserite per tipo di servizio nelle cooperative B e Miste al 31/12/2005 250 82 numero di sv antag giati 200 37 150 45 100 50 16 11 24 83 30 1 3 0 B MISTE Servizio sociale di base DSM - Dipartimento per la tutela della salute Mentale SIL - Servizio Inserimento Lavorativo CSSA - Centri di Servizio Sociale per Adulti SERT - Servizi pubblici per le Tossicodipendenze Il numero di persone svantaggiate inserite dalle cooperative di tipo B nel corso del 2005 risulta pari a 263 (con una media pari a circa 12) con la seguente suddivisione per servizio sociale di provenienza: 83 SERT, 16 CSSA, 45 SIL, 37 DSM e 82 Servizio Sociale di Base. Situazione molto differente si registra nelle cooperative Miste: 3 provenienze dal SERT, 1 dal CSSA, 30 dal SIL, 24 dal DSM e 11 dal Servizio Sociale di Base. Le cooperative Miste inseriscono complessivamente un numero inferiore di persone svantaggiate (69 contro 263) ma registrano una media più elevata (13,8 contro 12) rispetto alle cooperative di tipo B. 40 Figura 15 Numero di persone svantaggiate inserite per tipo di servizio nelle cooperative B: un confronto nel tempo 250 85 85 82 numero di svantaggiati 200 39 42 150 53 100 50 43 37 45 17 11 16 82 81 83 2003 2004 2005 0 Servizio sociale di base DSM - Dipartimento per la tutela della salute M entale SIL - Servizio Inserimento Lavorativo CSSA - Centri di Servizio Sociale per Adulti SERT - Servizi pubblici per le Tossicodipendenze L’osservazione dell’evoluzione nel tempo della cooperazione di inserimento lavorativo permette di verificare se la previsione formulata dalle cooperative per il triennio 2004-2006 (e rilevata nel primo rapporto) si sta realizzando e in quale misura. Le cooperative - che avevano previsto una riduzione del numero di persone svantaggiate provenienti dal Servizio di Inserimento Lavorativo (la stima per il triennio 2004-2006 dava conto di una media annua di 29 inserimenti) - nel 2005 confermano il trend, anche se in misura meno accentuata (da 53 soggetti inseriti nel 2003 a 45 nel 2005). Rispetto al 2004 incrementa il numero di soggetti svantaggiati provenienti dai Servizi pubblici per le Tossicodipendenze (da 81 a 83) e dai Centri di Servizio Sociale per Adulti (da 11 a 16). 41 Riguardo alle altre aree si assiste ad una generale diminuzione del numero di soggetti provenienti dal Dipartimento di Salute Mentale (da 42 a 37) come anche dal Servizio Sociale di Base (da 85 a 82). A completamento dell’analisi è stata rilevata la provenienza prevalente delle persone svantaggiate per ogni singola cooperativa. Figura 16 Tipo di servizio prevalente nelle cooperative B e Miste al 31/12/2005 100% 19% 80% 60% 40% 20% 20% 10% 40% 24% 10% 38% 40% Tipo B MISTE 0% Servizio Sociale di Base DSM - Dip artimento di tutela per la Salute M entale SIL - Servizio Ins erimento Lavorativo CSSA - Centri di Serviz i Sociali per Adulti SERT- Servizi pubblici p er le Tossicodipendenze Nel 38% delle cooperative di tipo B la provenienza prevalente risulta attribuita al SERT, nel 24% al SIL, nel 19% al Servizio Sociale di Base e nel 10% al DSM e, rispettivamente, al CSSA. Riguardo alle cooperative Miste, si rileva per il 40% la prevalenza del DSM e del SIL e nel restante 20% prevale il Servizio Sociale di Base. Rispetto al 2004 si registra un parziale modificazione nelle modalità di inserimento lavorativo delle persone svantaggiate: emerge un aumento della percentuale di cooperative che adottano 42 procedure formalizzate (45% contro 43% del 2004) e il 70% di esse (contro il 67% del 2004) si avvale dell’apporto di tutor. Le cooperative Miste, che nel 2004 registravano la totalità degli inserimenti lavorativi attraverso procedure formalizzate e l’assistenza di tutor, nel 2005 evidenziano una riduzione al 60% nell’utilizzo di procedure formalizzate e al 33% dell’apporto di tutor. MISTE TIPO B Figura 17 Le caratteristiche dell’inserimento lavorativo delle persone svantaggiate nelle cooperative di tipo B e Miste esistono procedure formalizzate ? NO 55% SI 45 % NO 30% Se SI, esistono figure di tutor? SI 70% esistono procedure formalizzate ? NO 40 % SI 6 0% NO 67 % Se SI, esistono figure di tutor? SI 33% 0% 20% 40% 60% 80% Provenienza degli utenti e delle persone svantaggiate per area geografica L’analisi che segue indaga, seppure non in maniera puntuale, dato che è stata rilevata la prevalenza, il mercato di riferimento delle cooperative. E’ possibile osservare come le cooperative di tipo A, nel corso del 2005, abbiano relativamente ridotto il loro raggio d’azione. Mentre nel 2004 solo il 21% delle cooperative aveva dichiarato di operare prevalentemente all’interno del comune di appartenenza, nel 2005 tale valore incrementa al 25%. 43 Figura 18 Provenienza degli utenti e delle persone svantaggiate nelle cooperative A, B e Miste nel 2005 Provenienza degli utenti (tipo A+M) e delle persone svantaggiate (tipo B+M) 100% 4% 11% 18% 80% 60% 61% 7 3% 100% 40% 20% 25 % 9% 0% tipo A 1 comune tipo B 2 provincia 3 regione tipo M ISTA 4 fuori regione La provincia, come ambito prevalente d’azione, rimane inalterata rispetto all’analisi precedente (61%). Diminuiscono, invece, le cooperative di tipo A che svolgono la propria attività prevalentemente a livello regionale (11% contro 14% del 2004). Stabile il numero di cooperative che opera prevalentemente fuori regione (4%). Per le cooperative di inserimento lavorativo la tendenza è decisamente differente. Si rileva un generalizzato fenomeno di spostamento a favore della dimensione provinciale: il 73% delle cooperative individua questo territorio come prevalente nella provenienza dei soggetti svantaggiati (contro il 67% del 2004), a discapito del comune di appartenenza (da 9% a 5%) e della regione (da 19% a 18%). 44 Non si segnalano (come per il 2004) cooperative di tipo B che presentino come prevalente la provenienza dei soggetti svantaggiati dall’ambito extra-regionale. Le cooperative Miste segnalano come provenienza prevalente dei soggetti svantaggiati l’ambito provinciale. Alcuni dati economici Investimenti effettuati e programmati nell’acquisizione di servizi terziari Tavola 36 Gli investimenti in servizi terziari nelle cooperative di tipo A, B e Miste per area Cooperative A € Certificazione di bilancio Bilancio sociale Controllo di gestione Certificazione di qualità Marketing Organizzazione aziendale Totale 0 2.400 117.123 39.391 20.800 16.110 195.824 Cooperative B % area 0% 1% 60% 20% 11% 8% 100% € 5.182 0 171.356 19.997 1.220 13.527 211.281 % area 3% 0% 81% 9% 1% 6% 100% Cooperative Miste € 0 42.300 26.747 0 27.000 15.740 111.787 % area 0% 38% 24% 0% 24% 14% 100% Al 31 dicembre 2005 gli investimenti in servizi terziari complessivamente effettuati dalle cooperative di tipo A ammontano a € 195.824 contro € 192.809 del 2004. Se si osserva l’investimento medio realizzato da ogni cooperativa, esso risulta essere maggiore rispetto all’anno precedente e pari a € 7.253 (contro € 6.886 del 2004). L’area che assume un ruolo strategico è quella del controllo di gestione6, che assorbe il 60% della spesa totale (pari a € 117.123 e in media € 4.338). Seguono la certificazione di qualità (€ 1.458 in media e € 39.391 complessivo), il marketing (€ 770 in media e € 20.800 totale) e l’organizzazione aziendale (€ 597 in media e 16.110 in totale). Residuale la spesa destinata al bilancio sociale (€ 89 in media e €2.400 in totale) ed assente l’investimento in certificazione di bilancio, nonostante una previsione media di € 3.600 formulata per il biennio 2005-2006. 6 Nell’area “controllo di gestione” sono stati ricompresi anche altri servizi amministrativi, come ad esempio la tenuta della contabilità. 45 Si osserva, nel raffronto con il precedente rapporto, la consistente riduzione in capo alle cooperative di tipo A degli investimenti nell’area del controllo di gestione (in media da € 5.401 a € 4.338), mentre gli investimenti in certificazione della qualità crescono in misura considerevole (+172%) così come quelli in marketing. Tavola 37 Gli investimenti in servizi terziari nelle cooperative di tipo A, B e Miste per area: valori totali e medie Cooperative A totale Certificazione di bilancio Bilancio sociale Controllo di gestione Certificazione di qualità Marketing Organizzazione aziendale Totale 0 2.400 117.123 39.391 20.800 16.110 195.824 Cooperative B media 0,00 88,89 4.337,89 1.458,94 770,37 596,67 7.252,75 totale 5.182 0 171.356 19.997 1.220 13.527 211.281 media 235,55 0,00 7.788,89 908,94 55,44 614,86 9.603,67 Cooperative Miste totale 0 42.300 26.747 0 27.000 15.740 111.787 media 0,00 8.460,00 5.349,38 0,00 5.400,00 3.148,00 22.357,38 Nelle cooperative di tipo B, invece, gli investimenti complessivi in attività terziarie diminuiscono rispetto al 2004 (da € 264.520 a € 211.281, pari a – 20%). Ogni cooperativa investe in media € 9.604, con la seguente concentrazione: 81% nel controllo di gestione (€ 171.356 complessivi e una media di € 7.789), 9% nella certificazione di qualità (€ 19.997 complessivi e media di € 909) e 6% nell’organizzazione aziendale (€ 13.527 complessivi e media di € 615). Residuale il peso della certificazione di bilancio (€ 234 in media per un totale di € 5.182, con un – 2%) e del marketing (€ 55 in media per un totale di € 1.220, con un – 1%). Completamente assenti gli investimenti nell’area del bilancio sociale. Con riferimento alle cooperative Miste, si osserva che l’investimento complessivo ammonta a € 111.787 e una media di € 22.357 per cooperativa, con un incremento molto rilevante rispetto al 2004, che aveva registrato un ammontare di investimenti in servizi terziari limitato a € 14.000. Le aree di maggiore interesse risultano essere quella del bilancio sociale (€ 42.300 complessivi e € 4.860 in media), del marketing (€ 27.000 complessivi e € 5.400 in media), del controllo di gestione (€ 26.747 totali e € 5.349 come dato medio) e dell’organizzazione aziendale (€ 15.740 complessivi e € 3.148 in media). 46 Tavola 38 Investimenti in servizi terziari e percentuale di copertura con risorse aziendali nelle cooperative di tipo A e B Cooperative A Certificazione di bilancio Bilancio sociale Controllo di gestione Certificazione di qualità Marketing Organizzazione aziendale Totale Investimento in € copertura risorse aziendali € 0 2.400 117.123 39.391 20.800 16.110 195.824 0 1.900 114.772 26.633 14.800 11.555 169.660 Cooperative B % copertura risorse aziendali 0% 79% 98% 68% 71% 72% 87% Investimento in € copertura risorse aziendali € 5.182 0 171.356 19.997 1.220 13.527 211.281 5.182 0 171.356 19.997 1.220 13.527 211.281 % copertura risorse aziendali 100% 0% 100% 100% 100% 100% 100% Circa le modalità di copertura della spesa per servizi terziari, nelle cooperative di tipo A resta largamente prevalente il ricorso all’autofinanziamento (87%), pur se in regresso rispetto all’esercizio precedente che presentava una percentuale del 96%. Anche l’osservazione dei dati puntuali conferma la minore capacità di autofinanziamento delle cooperative di tipo A nel 2005 rispetto al 2004 (€ 169.660 contro € 185.116). Il controllo di gestione, oltre a rappresentare l’area di maggior investimento per le cooperative di tipo A, è anche quella cui è destinata la maggior parte dell’autofinanziamento (98%); l’area del bilancio sociale viene finanziata con risorse interne per il 79%, il 72% è destinato all’area dell’organizzazione aziendale, il 71% al marketing ed, infine, l’area che richiede maggiori finanziamenti esterni è quella della certificazione della qualità che assorbe mezzi interni per il 68%. Nelle cooperative di tipo B, nel 2005 il grado di copertura degli investimenti in servizi terziari con risorse proprie è del 100%, rispetto all’86% del 2004 (risultante dalla combinazione di coperture del 93% nella certificazione di qualità, del 15% nel marketing 15% e del 76 % nell’organizzazione aziendale). Nelle cooperative Miste, infine, le risorse interne coprono complessivamente il 78% (contro il 71% del 2004) degli investimenti complessivi, con un peso dell’86% nell’area del controllo di gestione, del 100% nell’organizzazione aziendale e marketing e del 52% in quella del bilancio sociale che, dunque, risulta essere l’area che richiede il maggiore concorso di fonti esterne (48%). 47 Tavola 39 Investimenti in servizi terziari e percentuale di copertura con risorse aziendali nelle cooperative Miste Cooperative Miste investimento in € Certificazione di bilancio Bilancio sociale Controllo di gestione Certificazione di qualità Marketing Organizzazione aziendale Totale copertura risorse aziendali in € 0 42.300 26.747 0 27.000 15.740 111.787 0 21.996 22.890 0 27.000 15.740 87.716 % copertura risorse aziendali 0% 52% 86% 0% 100% 100% 78% Figura 19 Rapporto tra investimenti in servizi terziari e copertura con risorse aziendali nelle cooperative di tipo A, B e Miste Rapporto tra investimenti e finanziamenti propri nei servizi terziari nel 2005_ cooperative A, B, MISTE € 180,00 120% 100% € 140,00 € 120,00 80% € 100,00 60% € 80,00 € 60,00 40% percentua le risorse interne investimento complessivo (mgl di € € 160,00 € 40,00 20% € 20,00 €- 0% certificazione bilancio sociale controllo di certificazione di bilancio gestione di qualità marketing organizzazione aziendale A_investimento B_investimento MISTA_investimento A_% risorse aziendali B_% risorse aziendali MISTA_% risorse aziendali 48 L’analisi grafica del fenomeno nel suo complesso evidenzia le aree di investimento a bassa incidenza di capitale interno della cooperativa. Per le cooperative di tipo A il maggiore indebitamento proviene dall’area certificazione di qualità; per le cooperative di tipo B si assiste invece ad una copertura completa degli investimenti tramite utilizzo di risorse interne; mentre, per le cooperative Miste, l’area da cui si genera l’indebitamento maggiore è quella dedicata al bilancio sociale. Figura 20 Investimenti in servizi terziari: copertura con risorse aziendali e con altre risorse nelle cooperative di tipo A e B Mg l di euro Investimenti in servizi terziari e forme di finanziamento nel 2005 160 120 80 40 tipo A tipo B organizzazione aziendale marketing controllo di gestione certificazione di qualità bilancio sociale organizzazione aziendale certificazione di bilancio marketing controllo di gestione certificazione di qualità bilancio sociale marketing organizzazione aziendale certificazione di bilancio controllo di gestione certificazione di qualità bilancio sociale certificazione di bilancio 0 tipo M ISTA voci di spesa copertura con risorse aziendali copertura con altre risorse Anche questo grafico evidenzia chiaramente la buona capacità di autofinanziamento da parte di tutte le cooperative appartenenti al campione. 49 Investimenti in immobilizzazioni In questa sezione si è rilevato non il costo storico del bene iscritto a libro ma il valore corrente, cioè decurtato delle quote di ammortamento che ne “registrano” l’utilizzo, ad eccezione dei beni posseduti a titolo di locazione e/o disponibilità gratuita che sono stati stimati, seppure non sempre nella loro interezza, a valore di mercato. Coop A con A_13 Coop. A senza A_13 Tavola 40 Numero di beni e valore corrente al 31/12/2005: valori totali e medie a confronto nelle cooperative A, B e Miste N° Val. corrente 7 Coop. B Impianti e attrezz. Mezzi di trasporto Macchine d’ufficio Totale 4 35 708 74 251 1072 1.620.000 14.816.714 859,31 1.113.511 189.595 18.599.131 3 24 20 11 22 N° medio 1,3 1,5 35,4 6,7 11,4 Val. medio 540.000 617.363,08 42.965,55 101.228,27 8.617,95 4 38 738 117 321 1218 1.620.000 3 1.3 15.416.714 25 1,5 1.187.768 21 35,1 1.541.058 12 9,8 524.649 23 14 20.290.189 540.000 616.668,56 56.560,38 128.421,50 22.810,82 N° Val. corrente N° coop. N° medio N° Coop. Miste Fabbricati N° coop. Val. medio 7 Terreni Val. corrente N° coop. N° medio Val. medio N° Val. corrente N° coop. N° medio Val. medio 8 27 1006 111 163 1.315 24.488 3 6.180.731 20 2.570.494 19 728.038 16 161.675 19 9.665.425 2,67 1,35 52,95 6,94 8,58 8.162,5 0 0 0 0 0 309.036,56 10 322.601 4 2,5 80.650,24 135.289,1 226 75.887 5 45,2 15.177,44 45.502,41 17 100.820 5 3,4 20.164,06 8.509,19 69 43.334 5 13,80 8.666,80 Si riferisce al solo numero di cooperative che ha fornito l’informazione. 50 322 542.642 Nelle cooperative di tipo A il numero complessivo di cespiti immobilizzati presenti al 31/12/2005 è pari a 1.218: di cui 738 impianti e attrezzature, 321 macchine per l’ufficio, 117 mezzi di trasporto, 38 fabbricati e 4 terreni per un valore corrente di € 20.290.189. Nelle cooperative di tipo B il numero di immobilizzazioni presenti assomma a 1.315: di cui 1.006 impianti e attrezzature, 163 macchine d’ufficio, 111 mezzi di trasporto, 27 fabbricati e 8 terreni per un valore corrente complessivo pari a € 9.665.425. Le cooperative Miste, per quanto realtà di più limitate dimensioni, presentano un numero di cespiti pari a 322: di cui 266 impianti e attrezzature, 69 macchine per l’ufficio, 17 mezzi di trasporto e 10 fabbricati per un valore corrente complessivo di € 542.642. Non si rileva l’esistenza di terreni. Coop. Miste Coop. B Coop. A Tavola 41 Immobilizzazioni e titolo di possesso nelle cooperative A, B e Miste Proprietà Locazione Disponibilità Totale Proprietà Locazione Disponibilità Totale Proprietà Locazione Disponibilità Totale Terreni Fabbricati 0 1 3 4 2 6 0 8 0 0 0 0 5 22 11 38 10 9 8 27 5 5 0 10 Impianti e attrezz. 638 0 100 738 968 8 30 1006 226 0 0 226 Mezzi di trasporto Macchine d’ufficio 89 27 0 117 95 14 2 111 17 0 0 17 319 0 2 321 162 0 1 163 69 0 0 69 Con riferimento al titolo di possesso dei beni, l’osservazione del grafico sottostante, che considera il titolo di possesso per tipo di bene, consente di cogliere come la maggior parte dei beni presenti in cooperativa sia in proprietà (impianti e macchinari, mezzi di trasporto e macchine d’ufficio); in alcuni casi si rileva l’utilizzo di beni mediante contratti di locazione ed, infine e in misura limitata, mediante la titolarità gratuita (comodato d’uso). I terreni risultano essere in locazione per il 25% per le cooperative A mentre il restante 75% è in disponibilità gratuita; nelle cooperative di tipo B invece i terreni sono per il 25% in proprietà mentre per la restante parte vengono utilizzati tramite contratti di locazione. 51 Relativamente ai fabbricati si ritrova la presenza contemporanea di queste tre forme di possesso, anche se in misura diversa per ogni tipo di cooperativa. Nelle cooperative A i fabbricati vengono in prevalenza utilizzati attraverso contratti di locazione (58%) mentre nelle cooperative B prevalgono i fabbricati in proprietà (37%). Nelle cooperative Miste il 46% dei fabbricati risulta essere in proprietà mentre la fruizione dei restanti cespiti avviene con contratti di locazione. Per quanto riguarda gli altri beni, la tendenza prevalente è quella di avere la maggior parte delle immobilizzazioni in proprietà (con percentuali superiori all’86%) e disporre in misura minore di altri beni a titolo oneroso o gratuito. Figura 21 Titolo di possesso in percentuale nelle cooperative A, B e Miste Titolo di possesso delle immobilizazioni al 31/12/2005 3% 1% 1% 100% 14% 29% 80% 23% 2% 12% 1% 30% 54% 60% 75% 75% 33% 99% 58% 86% 40% 96% 77% 20% 100% 100% 100% 99% 86% 46% 37% 25% 25% TIPO A proprietà TIPO B locazione 52 TIPO MISTA disponibilità macchine d'ufficio mezzi di trasporto impianti e attrezzature fabbricati terreni macchine d'ufficio mezzi di trasporto impianti e attrezzature fabbricati terreni macchine d'ufficio mezzi di trasporto fabbricati terreni 0% impianti e attrezzature 13% Provenienza dei ricavi Nell’analizzare la provenienza dei ricavi del settore cooperativo sono state riprese le ipotesi di lavoro presentate sin dall’inizio del progetto, ossia è stata considerata come variabile quantitativa di riferimento il valore della produzione espresso in euro. Tavola 42 La composizione dei ricavi nelle cooperative A, B e Miste Cooperative A Privati Altre cooperative e/o consorzi Ep territoriali – appalto Ep territoriali – convenzione Ep territoriali – contributo Totale Cooperative B Cooperative Miste € 9.214.184 479.687 % 19% 1% € 8.433.291 1.165.976 % 51% 7% € 1.215.210 1.204.777 % 37% 36% 35.450.268 2.928.455 73% 6% 6.235.186 439.040 37% 3% 417.523 270.803 13% 8% 420.046 48.492.640 1% 100% 362.217 16.635.710 2% 100% 191.965 3.300.279 6% 100% Come già osservato nei rapporti precedenti il trend di composizione dei ricavi nelle cooperative di tipo A è rimasto nel tempo sostanzialmente costante, anche se in termini assoluti si registra una progressiva e sostenuta crescita. Il valore della produzione complessivo ammonta a € 16.268.697 nel 2000, a € 19.950.391 nel 2001, a € 28.468.411 nel 2002, a € 35.887.879 nel 2003, a € 43.275.414 nel 2004 e a € 48.492.640 nel 2005. Nel tempo la crescita è stata accompagnata da una distribuzione costante per area: la provenienza dei ricavi da privati pesa per il 17% del totale nel 2004 e il 19% nel 2005; la quota da altre cooperative e/o consorzi è sempre rimasta esigua (2% nel 2004 e 1% nel 2005), i ricavi da appalti pubblici rappresentano nel 2004 il 75% del totale e anche nel 2005 coprono la quota principale (73%). I ricavi da convezione passano dal 5% del 2004 al 6% del 2005, mentre quelli da contributo rimangono invariati (1%). Per quanto riguarda le cooperative di tipo B si osserva, rispetto al 2004, un lieve aumento del valore della produzione complessivo (da € 15.304.314 a € 16.635.710), trend che permane dagli anni precedenti. 53 Al contrario delle cooperative di tipo A, nelle cooperative di tipo B la composizione dei ricavi manifesta nel tempo una continua ridefinizione: in termini percentuali, in controtendenza rispetto agli anni precedenti al 2004, la quota di ricavi proveniente da privati cresce leggermente (51% contro 48% del 2004) e in senso opposto muovono i ricavi provenienti da altre cooperative o consorzi (13% nel 2004, 7% nel 2005). La quota di valore della produzione proveniente da enti pubblici (sotto forma di appalti, contributi e convenzioni) evidenzia alcuni scostamenti: i ricavi provenienti da appalti incrementano rispetto al 2004 (da 31% a 37%), convenzioni e contributi subiscono, invece, una contrazione (entrambi nel 2004 rappresentavano il 4%, nel 2005 il 3% e il 2% rispettivamente). Anche l’osservazione dei valori assoluti conferma l’anzidetta analisi. Figura 22 Composizione dei ricavi in termini assoluti nelle cooperative A, B e Miste nel 20042005 Migliaia Composizione dei ricavi intermini assoluti nel 2004 e nel 2005 € 60.000 € 50.000 € 40.000 € 30.000 € 20.000 € 10.000 €0 2004 2005 Cooperative A Privati Ep territoriali – convenzione 2004 2005 Cooperative B Altre cooperative e/o consorzi Ep territoriali – contributo 54 2004 2005 Cooperative Miste Ep territoriali – appalto Figura 23 Composizione dei ricavi in termini assoluti nelle cooperative Miste nel 2004-2005 Migliaia Composizione dei ricavi in termini assoluti nel 2004 e nel 2005: evidenza sulle cooperative Miste € 5.000 € 4.500 € 4.000 € 3.500 € 3.000 € 2.500 € 2.000 € 1.500 € 1.000 € 500 €0 2004 Privati Ep territoriali – convenzione 2005 Altre cooperative e/o consorzi Ep territoriali – contributo Ep territoriali – appalto Come si osserva dal grafico anche nelle cooperative Miste si rileva un certo cambiamento nella composizione dei ricavi confrontando i dati del 2004 con quelli del 2005: i ricavi provenienti da altre cooperative e consorzi incrementano rispetto al 2004 (da 25% a 36%) come anche quelli da convenzione (da 3% a 8%), mentre i ricavi da privati aumentano in valore ma non in percentuale (da 38% a 37%); si rileva, invece, un maggiore decremento sia dei ricavi provenienti da appalti (da 20% a 13%) che di quelli da contributi pubblici (da 14% a 6%) Il seguente grafico consente di cogliere l’andamento dei ricavi conseguiti dalle cooperative di tipo A e di tipo B nell’intero periodo di vigenza dell’Osservatorio. 55 Figura 24 Composizione dei ricavi in termini assoluti nelle cooperative A e B: trend dal 2000 al 2005 Migliaia Composizione dei ricavi in termini assoluti per le cooperative A e B € 50.000 € 45.000 € 40.000 € 35.000 € 30.000 € 25.000 € 20.000 € 15.000 € 10.000 € 5.000 €0 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2000 2001 2002 2003 2004 2005 Cooperative A Privati Ep territoriali – convenzione Cooperative B Altre cooperative e/o consorzi Ep territoriali – contributo Ep territoriali – appalto Si può rilevare come: • nel tempo il valore della produzione delle cooperative di tipo A ha un differenziale di crescita significativamente maggiore rispetto a quello delle cooperative di tipo B; • il tasso di crescita dei ricavi rispetto all’incremento numerico è più che proporzionale nelle cooperative di tipo A, rispetto a quelle di tipo B (incremento numerico: 11% contro 0%; crescita del fatturato: 198 % contro 50%). 56 LA DIMENSIONE ECONOMICO-SOCIALE: CONCLUSIONI Questo terzo e conclusivo rapporto di analisi si pone in continuità con le precedenti elaborazioni svolte sulla cooperazione sociale della Provincia di Udine anche se va tenuto conto che nel corso del lavoro sono state apportate alcune integrazioni in fase di rilevazione, allo scopo di arricchire la qualità delle informazioni e si sono determinati taluni cambiamenti relativamente alle cooperative censite, di cui si darà conto nel prosieguo. Con riferimento alle caratteristiche del campione indagato, nell’indagine relativa al quadriennio 2000-2003 il numero delle cooperative analizzate era pari a 49 (di cui il 54% di tipo A e il 39% di tipo B); il primo aggiornamento ha indagato 54 cooperative (di cui il 54% di tipo A, il 39% di tipo B e il 7% di tipo Misto) ed il presente lavoro riguarda 56 entità (il 52% è rappresentato da cooperative di tipo A, il 39% - invariato rispetto al 2004 - da cooperative di tipo B ed il restante 9% da cooperative Miste). Tavola 43 Numerosità delle cooperative sociali Numerosità Cooperative di tipo A Cooperative di tipo B Cooperative Miste Totale 1^ fase 26 23 0 49 2^ fase 29 21 4 54 3^ fase 29 22 5 56 La cooperazione sociale nella provincia di Udine è in continua crescita: a riprova è sufficiente osservare la dinamica della forza lavoro: dal 2000 ad oggi, infatti, il numero complessivo di addetti è cresciuto sensibilmente, da 1801 soggetti censiti nel 2000 (solo cooperative di tipo A e B) a 3.487 nel 2005 (cooperative A, B e Miste) a conferma dell’esistenza di un trend sempre positivo, anche se con una dinamica nel tempo non lineare, sia nel complesso che nell’apporto delle diverse tipologie di cooperativa. Sia in termini numerici (numero di cooperative appartenenti a questa tipologia) che in termini di apporto occupazionale, le cooperative di tipo A (campione completo) esprimono un differenziale di crescita più consistente rispetto alle cooperative di inserimento lavorativo. 57 Figura 25 Dimensione dell’occupazione nelle cooperative A, B e Miste dal 2000 al 2005 Dimensione dell'occupazione nelle cooperative A, B e Miste dal 2000 al 2005 4000 3500 3013 3000 2500 2000 1500 1000 2195 2508 2448 2363 2182 3487 3377 3238 1801 1447 1162 639 600 500 0 2000 159 148 0 2001 721 672 Totale 203 154 2002 2003 A B 777 726 2004 202 2005 Miste Questa diversa velocità si coglie dai dati riportati nel seguente prospetto, che dà conto della crescita percentuale dell’occupazione nel tempo (relativamente alle Cooperative di tipo A e B, in quanto solo di queste si dispone dell’intera serie storica) Tavola 44 Incremento/decremento dell’occupazione nelle cooperative di tipo A e B dal 2000 al 2005 Occupazione 2001/00 2002/01 2003/02 2004/03 2005/04 Campione totale 21,88% 37,27% 7,47% 4,29% 3,26% Cooperative A 24,53% 50,79% 8,30% 3,60% 2,45% Cooperative B -6,10% 12,00% 7,29% 0,69% 7,02% Il campione totale evidenzia un trend occupazionale fortemente crescente nei primi due anni di osservazione, mentre in quelli successivi il sentiero di crescita segnala un progressivo rallentamento. L’andamento delle cooperative di tipo A si colloca in maniera piuttosto analoga a quello del campione totale, mentre quelle di tipo B sviluppano un trend piuttosto irregolare (negativo nel rapporto tra il secondo e il primo anno, il picco si registra nel terzo anno, una crescita vicino allo zero nel 2004 ed un significativo +7% nel terzultimo e nell’ultimo esercizio). 58 Va, peraltro, considerato che il campione delle cooperative di tipo A rettificato della cooperativa outlier evidenzia un numero di addetti significativamente inferiore al campione completo e sostanzialmente equivalente a quello delle cooperative di tipo B, come si può rilevare dalla tabella sottostante. Tavola 45 Confronto fra gli addetti delle cooperative A del campione rettificato e quelli delle cooperative B dal 2000 al 2005 2000 2001 2002 2003 2004 2005 Coop. di tipo A - campione rettificato Cooperative di tipo B 541 639 634 600 705 672 678 721 747 726 749 777 Differenza -98 +34 +33 -43 +21 -28 Con riferimento all’occupazione per genere (la rilevazione è stata condotta negli esercizi 2004 e 2005) si rileva che nelle cooperative di tipo A l’apporto della componente femminile è di gran lunga superiore a quella maschile (nell’intorno dell’86%, sia considerando il campione totale che quello rettificato) mentre le cooperative di tipo B segnalano una prevalenza di femmine (56%) nel 2004 e una leggera prevalenza degli occupati maschi rispetto alle femmine (390 contro 387) nell’anno successivo. L’apporto occupazionale delle cooperative Miste, che nel 2004 registrava 203 unità (127 femmine e 76 maschi), nel 2005 segnala una sostanziale stabilità (202 addetti, di cui 132 femmine e 70 maschi). Particolarmente interessante risulta l’osservazione dell’occupazione riferita alle diverse tipologie contrattuali instaurate, da cui emerge, come era intuibile attendersi, la nettissima prevalenza del rapporto di socio-lavoratore che nelle cooperative di tipo A si colloca nell’arco di tempo esaminato in un range tra il 76% e l’88% (massimo nel 2000, minimo nel 2005) ed in quelle di inserimento lavorativo tra il 67% e il 76 % (massimo nel 2004, minimo nel 2000). Il dato riferito ad altre tipologie contrattuali - con esclusione del contratto di lavoro dipendente che rappresenta una quota residuale, anche se in crescita in generale e, particolarmente, nelle cooperative di tipo B - si attesta in un range tra il 10% e il 20% nelle cooperative di tipo A e tra il 15% nel 2005 e il 29% nel 2000 in quelle di tipo B. La tabella ed i grafici seguenti danno conto di questi andamenti nel corso dei sei anni presi in esame. 59 Tavola 46 Dimensione dell’occupazione nelle cooperative A e B per contratto dal 2000 al 2005 2000 Occupazione per contratto 2002 2003 2004 2005 A B A B A B A B A B A B 310 320 401 294 429 328 469 369 456 344 390 349 715 106 880 126 1337 139 1336 178 1470 210 1521 215 15 14 13 15 23 36 26 33 35 20 47 32 5 16 8 7 14 10 66 11 65 23 74 61 21 183 26 158 23 159 188 126 365 125 413 118 96 0 119 0 356 0 277 4 57 4 63 2 1162 639 1447 600 2182 672 2362 721 2448 726 2508 777 Soci lavoratori a tempo pieno Soci lavor. a tempo parziale Dipendenti a tempo pieno Dipendenti a tempo parziale Soci con altri contratti Non soci con altri contratti Totale 2001 Figura 26 Andamento in termini percentuali dell’occupazione per rapporto contrattuale nelle cooperative di tipo A dal 2000 al 2005 Andamento in termini percentuali dell'occupazione per rapporto contrattuale nelle cooperative di tipo A dal 2000 al 2005 70% 62% 61% 60% 61% 60% 57% 61% 50% Soci lavoratori a tempo pieno 40% Soci lavoratori a tempo parziale Dipendenti a tempo pieno 30% 27% Dipendenti a tempo parziale 28% 20% 20% 20% 16% 10% 8% 0% 2% 1% 0% 2000 8% 2% 1% 2001 1% 2002 12% 8% 3% 1% 2003 Soci con altri contratti 19% 15% 16% 16% 3% 2% 1% 3% 2% 2004 60 2005 Non soci con altri contratti Figura 27 Andamento in termini percentuali dell’occupazione per rapporto contrattuale nelle cooperative di tipo B dal 2000 al 2005 Andamento in termini percentuali dell'occupazione per rapporto contrattuale nelle cooperative di tipo B dal 2000 al 2005 60% 50% 50% 49% 51% 49% 47% 45% 40% Soci lavoratori a tempo pieno Soci lavoratori a tempo parziale 30% 29% 29% 26% 21% 20% 17% 24% 21% 2% 0% 0% 2000 3% 1% 0% 2001 5% 1% 0% 2002 Dipendenti a tempo parziale Soci con altri contratti 17% 17% 10% 3% Dipendenti a tempo pieno 28% 25% 3% 5% 2% 1% 2003 15% Non soci con altri contratti 8% 4% 1% 0% 2004 2005 Dall’analisi di dettaglio emergono, tuttavia, alcune significative differenze riguardo alle diverse tipologie di cooperativa: si rileva, in particolare, che le cooperative di tipo A impiegano prevalentemente personale femminile (nel 2004: 85% nel campione totale e 86% in quello rettificato; nel 2005: 86% sia nel campione totale che in quello rettificato) con rapporto di socio-lavoratore a tempo parziale (nel 2004: 53% sugli addetti complessivi nel campione totale e 52% in quello rettificato; nel 2005: 53% e 54% rispettivamente), mentre nelle cooperative di tipo B prevale nel 2004 la componente femminile (63%) con rapporto di socio-lavoratore a tempo parziale (33% sul totale addetti) e nell’anno successivo, seppur di misura, quella maschile (390 addetti contro 387) con rapporto di socio-lavoratore a tempo pieno (29% sul totale addetti). Quanto emerge conferma, dunque, un fenomeno costantemente rilevato in altre ricerche sul mercato del lavoro: quest’ultimo, per la componente femminile, è prevalentemente costituito da rapporti di lavoro a part-time, in quanto il ruolo della donna nella società è legato anche ad altri tipi di valori, non solo di tipo economico e reddituale. 61 Le considerazioni sviluppate relativamente alle cooperative di tipo A trovano riscontro anche nelle cooperative Miste, nelle quali si osserva la prevalenza di addetti femmine (63% nel 2004 e 65% nel 2005 sul totale occupati) e il rapporto prevalente è quello di socio-lavoratore a tempo parziale (33% e 36% rispettivamente). Sempre con riferimento alle cooperative Miste, si può osservare come l’apporto occupazionale dei soci lavoratori sia nettamente prevalente (nell’intorno dell’84% in entrambi gli anni considerati) con, tuttavia, un consistente spostamento (nell’ordine di 11 punti percentuali) dal tempo pieno al part-time. Figura 28 Andamento in termini percentuali dell’occupazione per rapporto contrattuale nelle cooperative Miste dal 2004 al 2005 Andamento in termini pe rcentuali dell'occupazione per rapporto contrattuale nelle cooperative Miste dal 2004 al 2005 60% 56% 50% 45% 40% 39% Soci lavoratori a tempo pieno Soci lavoratori a tempo parziale 30% 28% Dipendenti a tempo pieno Dipendenti a tempo parziale Soci con altri contratti 20% 10% 0% Non soci con altri contratti 7% 6% 4% 3% 2% 4% 3% 0% 2004 2005 Con riferimento all’azione sviluppata dalle Cooperative di tipo B e Miste relativamente all’inserimento di soggetti svantaggiati, nel seguente grafico viene riportato l’andamento nel periodo osservato. Si possono rilevare risultati sicuramente considerevoli, anche se la performance non presenta un andamento lineare nel corso degli anni, a testimonianza della rilevante funzione sociale che la cooperazione sociale di tipo B e Miste è capace di assolvere concretamente. 62 Figura 29 Inserimenti di soggetti svantaggiati nelle cooperative B e Miste dal 2000 al 2005 Inserimenti di soggetti svantaggiati nelle cooperative B e Miste dal 2000 al 2005 400 335 350 300 296 279 279 329 291 339 319 284 276 261 264 250 200 150 100 75 35 50 45 44 43 0 0 2000 2001 2002 2003 Totale B 2004 2005 Miste Di particolare rilievo si presenta l’osservazione relativa all’effetto occupazionale a favore di soggetti svantaggiati realizzato nelle cooperative di tipo B. Nel periodo considerato, la percentuale di inserimenti di tali soggetti è sempre largamente superiore alla soglia fissata dalla legge 381, come si può rilevare nella tabella di seguito riportata. Tavola 47 Rapporto tra inserimenti lavorativi e totale occupati nelle cooperative di tipo B dal 2000 al 2005 2000 2001 2002 2003 2004 2005 43,66% 43,50% 43,30% 39,39% 38,02% 33,98% Quanto all’utilizzo delle borse lavoro si osserva, in particolare negli ultimi tre esercizi, un ricorso crescente a questo peculiare strumento di sostegno ai processi di inserimento lavorativo. Particolarmente interessante, a questo riguarda, risulta l’osservazione delle stabilizzazioni che, nelle cooperative di tipo B, raddoppia tra il 2004 e il 2005 raggiungendo la ragguardevole cifra del 25,8 % mentre, le cooperative Miste (che nel 2004 non avevano registrato alcuna stabilizzazione), registrano, nel 2005, una performance pari al 9,4%. L’utilizzo di programmi di stage, come evidenziato nel grafico seguente, non registra un particolare favore da parte delle cooperative sociali, in particolare nelle cooperative di tipo B e ciò può rappresentare un limite alle necessarie politiche di rafforzamento organizzativo. 63 Figura 30 Borse lavoro nelle cooperative B e Miste dal 2000 al 2005 Borse lavoro nelle cooperative B e Miste dal 2000 al 2005 70 62 59 60 56 54 48 50 2000 2001 2002 2003 2004 2005 40 29 30 19 20 19 22 20 22 10 0 0 Cooperative B Cooperative Miste Figura 31 Programmi di stage nelle cooperative A, B e Miste dal 2000 al 2005 Programmi di stage nelle cooperative A, B e Miste dal 2000 al 2005 120 98 100 92 80 2000 2001 2002 2003 2004 2005 62 60 51 38 40 25 20 13 14 18 20 7 9 8 0 0 Cooperative A Cooperative B 64 2 1 2 Cooperative Miste 0 Anche il volontariato rappresenta un’importante componente all’interno della cooperazione sociale: accanto al lavoro retribuito degli addetti la prestazione a titolo gratuito dei volontari concorre alla creazione del valore aggiunto complessivo. Figura 32 Volontari nelle cooperative A, B e Miste dal 2000 al 2005 Volontari nelle cooperative A, B e Miste dal 2000 al 2005 300 251 250 221 128 131 125 113 99 100 50 195 186 200 150 229 122 82 75 46 37 50 40 51 42 45 51 54 47 0 0 2000 2001 2002 Totale 2003 A B 2004 2005 Miste In linea generale è possibile affermare che persiste un trend positivo di crescita del numero complessivo di volontari. Infatti nel 2000 nelle cooperative di tipo A e B essi assommavano a 128, nel 2001 a 136, nel 2002 a 153, nel 2003 a 176, nel 2004 a 182 ed il 2005 registra un’ulteriore crescita a 197. Considerando anche le cooperative Miste, il numero di volontari nel 2005 si attesta a 251 unità. Il fenomeno del volontariato risulta essere maggiormente sviluppato nelle cooperative di tipo B; in quest’ultime, infatti, nel 2004 il numero di volontari ammontava a 131 (su 229 totali), con una prevalenza di maschi (102) rispetto alle femmine (29). Nel 2005 le cooperative di tipo B presentano un parziale decremento nel numero di volontari (122) confermando, in ogni caso, la supremazia, con una prevalenza di maschi rispetto alle femmine (89 contro 33). 65 Nelle cooperative di tipo A e Miste il numero complessivo di volontari nel 2004 ammontava rispettivamente a 51 e 47; nel 2005 si assiste ad un aumento del numero di volontari in entrambe le tipologie (complessivamente si contano 75 volontari nelle cooperative A e 54 nelle Miste). Circa la capacità di investimento in beni materiali le due tipologie manifestano entrambe consistenti e crescenti tassi di spesa, come si può rilevare nella tabella e nel grafico seguenti. Tavola 48 Investimenti in immobilizzazioni nelle cooperative A e B dal 2003 al 2005 Cooperative A Investimenti in immobilizzazioni 2003 Terreni e fabbricati Cooperative B 2004 2005 2003 2004 2005 722.069 11.967.559 17.036.714 2.124.500 5.634.813 6.205.219 Impianti attrezzature 666.173 824.327 1.187.768 901.378 1.737.196 2.570.494 Mezzi di trasporto 945.373 447.679 1.541.058 448.399 693.435 728.038 Macchine d'ufficio 328.151 356.041 524.649 154.612 145.902 161.675 2.661.766 13.595.606 20.290.189 3.628.889 8.211.346 9.665.426 Totale Il confronto tra il totale degli investimenti presenti nel bilancio e il fatturato e gli addetti nei tre esercizi considerati, fa emergere un andamento costantemente crescente ma un rapporto di maggior spessore nelle cooperative di tipo B, come si può rilevare dal seguente prospetto: Cooperative A Investimenti/fatturato Investimenti/addetti Cooperative B 2003 2004 2005 2003 2004 2005 7,42 31,42 41,84 26,26 53,65 58,10 1.127 5.554 8.090 5.033 11.310 12.439 a riprova che il fabbisogno di immobilizzazioni nelle cooperative di tipo B è più elevato. 66 Figura 33 Investimenti in immobilizzazioni nelle cooperative A e B dal 2003 al 2005 Migliaia Investimenti in immobilizzazioni nelle cooperative A e B dal 2003 al 2005 € 18.000 € 16.000 € 14.000 € 12.000 Terreni e fabbricati Impianti e attrez. Mezzi di trasporto Macchine d'ufficio € 10.000 € 8.000 € 6.000 € 4.000 € 2.000 €0 2003 2004 2005 2003 Cooperative A 2004 2005 Cooperative B Con riferimento, invece, agli investimenti in attività di formazione (che nel 2003 era pari a € 142.088 e nel 2004 a € 261.503, per il 56% destinato ad azioni connesse specificamente al settore di attività) il 2005 segnala un netto calo (€ 124.429, di cui il 69% destinato al settore di attività caratteristico). Questo importante decremento si manifesta prevalentemente nelle cooperative di tipo B, che nel 2004 avevano investito in formazione € 111.479 contro € 36.856 del 2005. Si osserva, ancora, come nelle cooperative di inserimento lavorativo siano del tutto residuali gli investimenti in attività di formazione per la classe dirigenziale: pare di cogliere una carenza di pianificazione strategica che – avuto riguardo, inoltre, al limitato utilizzo dello strumento rappresentato dallo stage – induce a ritenere vi siano difficoltà a definire ruoli e responsabilità di tipo imprenditoriale. Tale condizione critica, se non fronteggiata in maniera adeguata e tempestiva, può generare improvvise cadute nel sentiero di crescita. Nelle cooperative di tipo A prevale costantemente il ricorso all’autofinanziamento a copertura degli investimenti in formazione (da un minimo del 60% nel 2000 e 2002 ad un massimo del 76% nel 2001), mentre nelle cooperative di inserimento lavorativo l’incidenza delle fonti interne presenta un andamento assai più variabile (5,7% nel 2000; 66,1% nel 2001; 100% nel 67 2002; 54,8% nel 2003; 34,5% nel 2004; 50,6% nel 2005) ed in quelle Miste tale copertura si attesta al 54%, contro l’88% dell’esercizio precedente. La tabella ed i grafici che seguono danno conto dell’andamento dell’investimento in formazione nel corso dell’arco di tempo oggetto di osservazione. Tavola 49 Andamento della spesa in formazione nelle cooperative A, B e Miste dal 2000 al 2005 Formazione 2000 2001 2002 2003 2004 2005 Cooperative A 83.117 73.450 200.520 132.248 148.557 86.096 Cooperative B 20.722 11.946 5.330 9.840 111.479 36.856 0 1.000 1.553 550 1.467 1.477 103.839 86.396 207.403 142.638 261.503 124.429 Cooperative Miste Totale Figura 34 Investimenti in formazione nelle cooperative A e B dal 2000 al 2005 Investimenti in formazione nelle cooperative A e B dal 2000 al 2005 € 300.000 € 250.000 € 200.000 € 150.000 € 100.000 € 50.000 €0 2000 2001 2002 Totale 68 2003 A B 2004 2005 Figura 35 Investimenti in attività di formazione nelle cooperative A dal 2000 al 2005 Investimenti in attività di formazione nelle cooperative A dal 2000 al 2005 ( % per area) 90% 79% 77% 80% 70% 70% 60% 69% 55% 45% 38% 50% 40% 30% 20% 12% 12% 7% 4% 7% 10% 3% 0% 2000 3% 15% 13% 13% 4% 3% 1% 1% 1% 2001 6%7% 2002 2003 15% 11% 4% 11% 4% 2% 1% 2004 2005 Cooperative A Direzione aziendale Settore di attività/produzione Amministrazione e finanza Legislazione Commerciale Norme specifiche coop. Figura 36 Investimenti in attività di formazione nelle cooperative B dal 2000 al 2005 Investimenti in attività di formazione nelle cooperative B dal 2000 al 2005 ( % per area) 100% 90% 89% 79% 80% 71% 69% 70% 60% 56% 53% 50% 40% 30% 20% 10% 0% 2% 1% 2000 6% 4% 2% 2% 9% 6% 2001 9% 4% 11% 5% 2002 24% 23% 20% 14% 2003 10% 11% 6% 2% 2004 1% 2005 Cooperative B Direzione aziendale Settore di attività/produzione Amministrazione e finanza Legislazione 69 5% 1% Commerciale Norme specifiche coop. Anche gli investimenti in servizi terziari danno evidenza delle diversità esistenti tra le tipologie di cooperativa. La tabella ed i grafici che seguono mettono in evidenza la composizione della spesa nei tre esercizi (2003, 2004 e 2005) per i quali sono state raccolte le relative informazioni. Tavola 50 Investimenti in servizi terziari nelle cooperative A, B e Miste nel triennio 2003-2005 Servizi terziari 2003 2004 2005 Cooperative A 205.568 192.809 195.824 Cooperative B 116.679 264.520 211.282 13.696 14.000 111.787 335.942 471.329 518.893 Cooperative Miste Totale Figura 37 Investimenti in servizi terziari nelle cooperative A, B e Miste nel triennio 2003 - 2005 Investimenti in servizi terziari nelle cooperative A, B e Miste nel triennio 20032005: totale per anno € 600.000 € 500.000 € 400.000 € 300.000 € 200.000 € 100.000 €0 2003 2004 Totale 70 A 2005 B Miste Tavola 51 Investimenti in servizi terziari distinti per area nelle cooperative A e B nel triennio 2003-2005 Servizi Terziari Cooperative A 2003 Certificazione di bilancio Bilancio sociale Controllo di gestione Certificazione di qualità Totale 2005 2003 2004 2005 0 0 0 0 6.164 5.182 16.860 2.600 2.400 0 2.000 0 146.029 151.248 117.123 36.212 159.539 171.356 15.115 14.462 39.391 68.467 46.112 19.997 5.034 2.322 20.800 0 11.250 1.220 22.530 22.177 16.110 12.000 39.455 13.527 205.568 192.809 195.824 116.679 264.520 211.282 Marketing Organizzazione aziendale 2004 Cooperative B Figura 38 Investimenti in servizi terziari nelle cooperative A nel triennio 2003-2005 Investimenti in servizi terziari nelle cooperative A nel triennio 2003-2005 € 160.000 € 140.000 € 120.000 € 100.000 € 80.000 € 60.000 € 40.000 2003 71 2004 2005 Organizzazione aziendale Certificazio ne di qualità Controllo di gestione Bilancio sociale Ce rtificazione di bilancio €0 Marketin g € 20.000 Figura 39 Investimenti in servizi terziari nelle cooperative B nel triennio 2003-2005 Investimenti in servizi terziari nelle cooperative B nel triennio 2003-2005 € 180.000 € 160.000 € 140.000 € 120.000 € 100.000 € 80.000 € 60.000 € 40.000 2003 2004 Organizzazione aziendale Marketing Certificazione di qualità Controllo di gestione Certificazione di bilancio €0 Bilancio sociale € 20.000 2005 Il grado di copertura degli investimenti in servizi terziari nelle cooperative di tipo A registra un’elevata percentuale di mezzi propri (98,6% nel 2003, 96% nel 2004 e 86,6% nel 2005), così come nelle cooperative di tipo B (100% nel 2003 e 2004, 85,6% nel 2004). Nelle cooperative Miste l’incidenza dell’autofinanziamento è pari al 78%, su un complessivo investimento di € 11.787 (nel 2004 71% e € 14.000 rispettivamente). Con riferimento all’attività prevalente, mentre la cooperazione di tipo A manifesta una sostanziale stabilità, quella di tipo B evidenzia un sentiero di sviluppo in continua evoluzione. La dinamica che le due tipologie esprimono viene rappresentata nei grafici di seguito presentati. Anche la composizione dei ricavi dà evidenza, nelle cooperative di tipo B, di una costante ridefinizione nel tempo: la quota di ricavi proveniente da privati manifesta un costante decremento fino al 2004 (dal 63% del 2000 al 48%) con una ripresa nel 2005 (51%), mentre i quelli da altre cooperative o consorzi segnalano un andamento quasi opposto (dal 2% nel 2000 al 13% nel 2004) per poi scendere al 7% nel 2005. La quota di valore della produzione proveniente da enti pubblici (sotto forma di appalti, contributi e convenzioni) evidenzia, invece, taluni scostamenti: i ricavi provenienti da appalti 72 presentano un andamento in crescita (dal 24 % del 2000 al 37% del 2005), il peso di convenzioni e contributi, in tutti gli anni considerati è piuttosto residuale. Figura 40 Settore di attività prevalente nelle cooperative A: evoluzione dal 2003 al 2005 Settore di attività prevalente nelle cooperative di tipo A: evoluzione dal 2003 al 2005 40% 30% 35% 29% 28% 28%29% 25% 24% 25% 18% 20% 15% 10% 10% 7% 2003 2004 Anziani Disabili fisici psichici e psicofisici Gestione asili nido Dipendenza da alcool o droga Detenuti ed ex detenuti 0% 0% Accoglienza extracomunitari 0% Minori e famiglia 0% 7% 4% 3% 5% Trasporto disabili 35% 2005 Figura 41 Settore di attività prevalente per le cooperative B: evoluzione dal 2003 al 2005 Settore di attività prevalente per le cooperative B: evoluzione dal 2003 al 2005 40% 35% 33% 35% 27% 30% 25% 20% 2003 2004 73 2005 5% Attività agro-forestali 5% Ristorazione Pubblici esercizi 5% Edilizia 14% 9% 9% 5% 5% 5% Informatica e servizi contabili 18% 14% 10% 9% 5% Editoria-legatoria 10% 5% Produzione manufatti 0% 5% Servizi di facchinaggio e trasporto 5% Servizi di pulizia 10% 9% 5% 5% Gestione aree verdi e ambiente 15% Lavorazioni per conto terzi 20% Figura 42 Andamento della composizione dei ricavi nelle cooperative A dal 2000 al 2005 Andamento della composizione dei ricavi nelle cooperative A dal 2000 al 2005 80% 76% 76% 76% 75% 14% 15% 15% 17% 8% 5% 3% 76% 73% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% 18% 3% 1% 2000 1% 2001 Privati Ep territoriali – convenzione 1% 2002 6% 1% 5% 1% 2% 1% 2003 2004 2005 4% Altre cooperative e/o consorzi Ep territoriali – contributo 74 19% Ep territoriali – appalto Figura 43 Andamento della composizione dei ricavi nelle cooperative B dal 2000 al 2005 Andamento della composizione dei ricavi nelle cooperative B dal 2000 al 2005 70% 63% 64% 60% 60% 59% 48% 50% 51% 40% 37% 31% 30% 24% 22% 23% 24% 20% 10% 0% 8% 8% 3% 3% 2% 2000 2001 Privati Ep territoriali – convenzione 9% 5% 3% 2002 11% 5% 2% 2003 Altre cooperative e/o consorzi Ep territoriali – contributo 13% 5% 4% 2004 7% 3% 2% 2005 Ep territoriali – appalto Quanto fino ad ora analizzato, soprattutto i dati più marcatamente economici (ricavi e investimenti immateriali e materiali) lascia intendere come le cooperative di tipo A, che svolgono attività nel campo dei servizi socio-sanitari ed educativi, e le cooperative di tipo B, che operano per l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate, esprimano due realtà che presentano condizioni e dinamiche spesso diverse e porta a concludere che esista, in generale, una dinamica di sviluppo maggiore nella cooperazione del primo tipo rispetto a quella del secondo. Il modello cooperativo può, quindi, essere interpretato attraverso alcune chiavi di lettura che vengono di seguito proposte. 75 Tavola 52 Due modelli di cooperazione della provincia di Udine. Chiave di lettura Forza lavoro Tipo A Tipo B L’occupazione generata è complessivamente superiore rispetto a quella delle cooperative di tipo B e presenta un trend costantemente crescente, anche se in rallentamento (da 1.162 addetti nel 2000 a 2.508 nel 2005). In termini assoluti il numero di addetti è sensibilmente inferiore rispetto alle cooperative di tipo A (campione totale) con un trend piuttosto irregolare. La presenza del volontariato evidenzia un andamento irregolare, con una performance positiva negli ultimi tre anni. Investimenti in beni materiali Investimenti in attività di formazione Il confronto con il campione rettificato delle cooperative A presenta un numero di occupati sostanzialmente equivalente. La presenza del volontariato, dopo una costante e consistente crescita (da 82 a 131 nei primi 5 anni) evidenzia un rallentamento nel corso del 2005. Le cooperative di tipo A manifestano una maggiore capacità di investimento con, tuttavia, un peso inferiore nel rapporto tra totale investimenti e fatturato e totale investimenti e addetti, rispetto alle cooperative di tipo B. Le cooperative di tipo B manifestano una minore capacità di investimento con, tuttavia, una maggiore incidenza nel rapporto totale investimenti/ fatturato e totale investimenti/ addetti, a riprova che queste manifestano un maggiore fabbisogno di immobilizzazioni. Le cooperative di tipo A segnalano una maggiore capacità di spesa, con un picco nel 2002 ed una rilevante caduta (-42%) nell’ultimo anno. Le cooperative di tipo B manifestano una capacità di spesa notevolmente inferiore, con un picco nel 2004 ed un’ancora più accentuata caduta (-67%) nell’ultimo anno. Si registra una costante prevalenza di spesa destinata all’attività caratteristica, accompagnata da una buona crescita di quella rivolta alla formazione direzionale, indicativa di una maggiore consapevolezza verso la crescita manageriale. 76 Prevale nettamente la spesa destinata alle aree della produzione e commerciale, indicativa di una maggiore attenzione nei confronti del personale diretto e del mercato. Nelle cooperative di tipo A prevale costantemente il ricorso all’autofinanziamento (da un minimo del 60% nel 2000 e 2002 ad un massimo del 76% nel 2001). Nelle cooperative di inserimento lavorativo l’incidenza delle fonti interne presenta un andamento assai più variabile (5,7% nel 2000; 66,1% nel 2001; 100% nel 2002; 54,8% nel 2003; 34,5% nel 2004; 50,6% nel 2005). Gli investimenti per l’acquisizione di servizi terziari sono stabilmente attestati nell’intorno di € 200.000/anno. Significativa capacità di spesa, superiore alle cooperative A già dal 2004, anche se in flessione nel 2005. La spesa risulta in grande prevalenza dedicata all’area contabilità e controllo di gestione, accompagnata da una crescita di quella rivolta alla certificazione di qualità. Si riscontrano molte analogie con cooperative di tipo A relativamente alle aree di destinazione. Finanziamento degli investimenti in servizi terziari Si rileva un tasso di copertura con l’autofinanziamento molto elevato (98,6% nel 2003, 96% nel 2004 e 86,6% nel 2005). Ancora più rilevante la capacità di copertura mediante mezzi propri (100% nel 2003 e 2005; 85,6% nel 2004). Programmi di stage Si rileva un utilizzo maggiore di questo strumento, con una dinamica di forte e costante crescita (da 25 nel 2000 a 98 nel 2005) Si registra un basso utilizzo, con una dinamica in consistente calo nell’ultimo biennio (da 20 nel 2003 a 9 nel 2005) Si rileva, relativamente alla prevalenza del settore di attività, una sostanziale stabilità nell’arco dei sei anni esaminati. Si rileva un sentiero di sviluppo in continua evoluzione, con una significativa coerenza tra previsioni formulate e consuntivo realizzato. Si rileva una sostanziale stabilità nel tempo della provenienza dei ricavi, che evidenziano un trend di crescita costante a doppia cifra, in grado di generare valore crescente all’attività d’impresa. Il valore complessivo della produzione denota una crescita decisamente meno sostenuta, con una continua modificazione nella composizione, in linea con i cambiamenti registrati nella prevalenza del settore di attività. Finanziamento della formazione Investimenti in servizi terziari Settore di attività Composizione dei ricavi 77 La realizzazione della seconda e terza fase del progetto ha reso possibile il censimento, in maniera compiuta, della cooperazione di tipo Misto che, pur se numericamente non numerosa, rappresenta, tuttavia, una realtà dinamica e di un certo interesse da un punto di vista socio-economico. Questa tipologia di cooperativa, infatti, genera occupazione a favore di 202 unità nel 2005 (203 nel 2004) e può contare sul supporto di un numero elevato di volontari (54 nel 2005, in media 10,8; 47 nel 2004, in media 11,75). Figura 44 Dettaglio sull’occupazione nelle cooperative Miste nel 2004 e nel 2005 Dettaglio sull'occupazione nelle cooperative Miste nel 2004 e nel 2005 250 200 15 6 9 13 1 6 9 150 92 114 100 50 80 4 Non soci con altri contratti Soci con altri contratti Dipendenti a tempo parziale Dipendenti a tempo pieno Soci lavoratori a tempo parziale Soci lavoratori a tempo pieno 56 0 2004 2005 Cooperative Miste Con riferimento agli investimenti in servizi terziari, le cooperative Miste evidenziano un livello di spesa piuttosto contenuto, anche se va rilevato che, nel 2005, tale investimento presenta una consistente accelerazione, come si può rilevare dalla tabella e dal grafico di seguito riportati, a testimonianza della dinamicità del settore. 78 Tavola 53 Investimenti in servizi terziari nelle cooperative Miste nel triennio 2003-2005 Servizi terziari Cooperative Miste 2003 2004 2005 Certificazione di bilancio 0 0 0 Bilancio sociale 0 0 42.300 5.500 6.000 26.747 0 0 0 8.196 0 27.000 0 8.000 15.740 13.696 14.000 111.787 Controllo di gestione Certificazione di qualità Marketing Organizzazione aziendale Totale Figura 45 Investimenti in servizi terziari nelle cooperative Miste nel triennio 2003-2005 Investimenti in servizi terziari nelle cooperative Miste nel triennio 2003-2005 € 45.000 € 40.000 € 35.000 € 30.000 € 25.000 € 20.000 € 15.000 € 10.000 2003 79 2004 2005 Organizzazione aziendale Marketing Certificazione di qualità Controllo di gestione Bilancio sociale €0 Certificazio ne di bilancio € 5.000 Con riferimento agli investimenti in formazione, che segnalano una spesa piuttosto contenuta (€ 1.467 nel 2004 e € 1.477 nel 2005), si può tuttavia rilevare un deciso spostamento verso l’area attività/produzione(da 14% a 65%) ma anche una certa attenzione alla formazione dei dirigenti (da 0 a 11%) ed all’area “amministrazione e finanza” (da 0 a 24%). Figura 46 Investimenti in attività di formazione nelle cooperative Miste nel biennio 2004-2005 Investimenti in attività di formazione nelle cooperative Miste nel biennio 20042005: (% per area) 90% 80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% 82% 65% 24% 14% 0% 0% 0% 11% 4% 0% 2004 0% 0% 2005 Miste Direzione aziendale Settore di attività/produzione Amministrazione e finanza Legislazione 80 Commerciale Norme specific he coop. Il valore della produzione nelle cooperative Miste registra un incremento, nel 2005 rispetto all’anno precedente, del 21% (da € 2.727.359 a € 3.300.279). Figura 47 Andamento dei ricavi in termini percentuali nelle cooperative Miste nel biennio 20042005 Andamento dei ricavi in termini percentuali nelle cooperative Miste nel biennio 2004-2005 40% 38% 37% 37% 35% 30% 25% 20% 25% 20% 14% 15% 13% 8% 10% 3% 5% 6% 0% 2004 2005 Cooperative Miste Privati Ep territoriali – convenzione Altre cooperative e/o consorzi Ep territoriali – contributo Ep territoriali – appalto In conclusione, non è improprio affermare che le considerazioni che derivano dall’analisi sull’andamento degli indicatori presentati portano a prefigurare un sentiero di ulteriore, interessante sviluppo di questa tipologia di cooperative anche nell’ambito della provincia di Udine. 81 82 LA DIMENSIONE ECONOMICO-FINANZIARIA Premessa metodologica La presente sezione del rapporto sulla Cooperazione sociale nella provincia di Udine analizza alcuni profili relativi agli equilibri economico finanziari delle imprese interessate dall’indagine. La dimensione economico finanziaria non rappresenta certamente il piano più rilevante nell’ambito dell’operatività delle cooperative sociali; essa tuttavia concorre a definire il quadro dei vincoli entro i quali la cooperazione deve comunque collocarsi. Il vincolo economico finanziario si traduce in un insieme di compatibilità minimali che, se rispettate, garantiscono la sostenibilità nel lungo periodo dell’operatività nel sociale. Tale vincolo (e la correlata ricerca delle compatibilità minimali) ha assunto, nel tempo, sempre maggiore importanza. Da un lato, infatti, la crescita dimensionale delle cooperative (nel periodo 2000-2005) in termini di Valore della Produzione e di Capitale Investito ha reso più rilevante il problema finanziario ed in particolare il problema del corretto dimensionamento del debito in un contesto caratterizzato da margini operativi modesti e tendenzialmente instabili. Dall’altro, il rapporto con le banche che diviene sempre più rilevante, deve scontare importanti discontinuità istituzionali connesse all’imminente entrata in vigore del Nuovo Accordo sul capitale (Basilea 2). L’esistenza di compatibilità minime sotto il profilo della struttura reddituale e finanziaria rappresenta condizione necessaria anche se, evidentemente, non sufficiente rispetto al raggiungimento, nel lungo periodo, degli obiettivi a-economici della cooperazione sociale. L’obiettivo di indagine è quello di evidenziare, ove possibile, compatibilità economiche minimali di lungo periodo piuttosto che astratti profili di performance. L’analisi delle performance (condotta secondo metriche tradizionali), infatti, mal si adatta alle specificità della cooperazione sociale. Tale prospettiva di indagine contribuisce a chiarire la ragione per la quale nella scelta degli indicatori e nella loro interpretazione si è cercato di cogliere elementi di trend strutturale. Ci si è focalizzati ad esempio, come si chiarirà, non tanto sull’evoluzione dei valori degli indicatori di anno in anno quanto, piuttosto, sui loro valori medi nel periodo assunto a riferimento (2000-2005) e sul relativo grado di stabilità. 83 In tale ottica assume rilievo, inoltre, il posizionamento relativo, rispetto ai diversi profili presi in esame, di ciascuna cooperativa nell’ambito dell’intero universo e dell’intera finestra temporale di analisi. La presente sezione si articola come segue: • in primo luogo si è proceduto ad una descrizione del campione ed alla presentazione dei criteri di segmentazione (paragrafo A); • l’indagine sulle compatibilità è stata poi condotta a diversi livelli, analizzando il bilancio aggregato delle cooperative sociali (paragrafo B) e, in un secondo momento, le dinamiche relative alle singole entità societarie; • nell’ambito di tale ultimo sentiero di indagine si è proceduto ad una analisi per indicatori (paragrafo C), evidenziando le dinamiche del campione rispetto a singoli indici e ad una analisi per profili (paragrafo E), incrociando opportunamente coppie di indicatori al fine di esprimere una valutazione più compiuta rispetto ad alcuni profili di rilievo delle compatibilità minimali. La disponibilità di un’ampia serie storica di dati ha inoltre consentito di confrontare, in questo terzo rapporto dell’Osservatorio (paragrafo D), l’evoluzione degli indicatori tra il primo ed il secondo triennio del periodo oggetto di analisi (primo triennio 2000-2002; secondo triennio 2003-2005) consentendo una migliore interpretazione della dinamica delle compatibilità economiche minime delle cooperative sociali in chiave evolutiva. A) Descrizione del campione Campione in termini numerici Il campione delle cooperative sociali della provincia di Udine che ha fornito la base statistica per l’analisi della dinamica economico finanziaria per gli anni 2000-2005, viene rappresentato nelle tabelle seguenti che danno conto della numerosità per ognuna delle tre fasi temporali in cui si è articolato il lavoro dell’Osservatorio. 84 Tavola 54 Evoluzione numerica del campione nelle tre fasi dell’Osservatorio COOPERATIVE DI TIPO A ALBERONE SOCIALE Società cooperativa sociale ONLUS ARACON Cooperativa sociale ONLUS CO.M.ET.A. Soc. Cooperativa Sociale Onlus CO.S.M.O. Società Coop. Sociale a r.l. CODESS F.V.G. Cooperativa Sociale ONLUS DINSI UNE MAN Società cooperativa sociale a r.l. ONLUS FRATERNITA’ SACERDOTALE Soc. Coop. Sociale a r.l. GHIRIGORO Società Cooperativa Sociale GIRO GIRO TONDO Soc. Coop. Soc. a r.l ONLUS IDEA Cooperativa Sociale a r.l. IL PAESE DEI BALOCCHI Soc. Coop. Soc. a r.l. IL VIVAIO DEL SOLE Società Cooperativa Sociale a r.l. INSIEME Società Cooperativa Sociale a r.l. LA MARGHERITA Società Coop. Sociale a r.l. LA ZEJE Società Cooperativa Sociale a r.l. L’ANCORA Società Cooperativa Sociale MACIAO Società Cooperativa Sociale a r.l. MARY POPPINS Soc. Coop. Sociale a r.l. MEDITERRANEA Soc. Coop. Sociale a r.l. PEDEMONTANA SERVIZI Società Cooperativa Sociale PENSIERO BAMBINO Società Coop. Sociale a r.l. ONLUS PROGESCO Società Cooperativa Sociale RONDINELLE Soc. Coop. Sociale SANT'AGATA Società cooperativa Sociale a r.l. SCUOLA NUOVA DI TARCENTO Soc. Coop. Soc. a r.l. Scuola Primaria Parrocchiale NOEMI NIGRIS Soc. Coop. Soc. SCUOLA SANT'ANGELA MERICI Soc. Coop. Sociale SOLIMAI Società Cooperativa Sociale a r.l. TANGRAM UDINE Soc. Coop. Sociale UNIVERSIIS Cooperativa Sociale a r.l. Totale Cooperative di tipo A 85 Anno di Costituzione 2000 2003 2004 2005 17/10/1997 X X X 20/03/1997 26/09/2002 04/08/1998 22/12/1999 19/03/1987 12/04/1984 19/01/2001 25/08/1998 10/05/1989 16/06/1994 29/08/1997 15/04/1986 24/11/1998 30/03/1994 09/11/1995 08/11/1999 28/02/2002 20/07/1995 22/01/1993 X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X 02/11/1995 X X 06/04/1999 20/01/1986 02/09/1988 07/10/1976 X X X X X X 18/05/1991 11/02/1999 19/03/1998 17/10/2001 04/05/1993 X X X X X X X X X X X X X X X 24 X X X X 23 X X X X 25 Anno di Costituzione 29/07/1997 COOPERATIVE DI TIPO B ACCOUNTING SERVICE Soc. Coop Sociale a r.l. ART.CO. BASSA FRIULANA Società Cooperativa 16/03/1982 Sociale ARTE E LIBRO Società Cooperativa Sociale ONLUS 12/04/1984 CENTRO SOCIALE E LAVORATIVO Soc. Coop. Sociale 19/05/1982 CIF & ZAF Società Cooperativa Sociale 24/01/1985 COOPERATIVA L'AGORA' Soc. Coop. Sociale a r.l. 09/07/1998 DAVIDE Società Cooperativa Sociale 05/12/2000 EDILYARO Società Cooperativa Sociale a r.l. ONLUS 22/06/2005 E'RIALTA Cooperativa Sociale a r.l. ONLUS 06/08/1992 FORM GEST Società cooperativa Sociale a r.l. 11/11/1999 IRENE 3000 Società cooperativa sociale 19/12/1984 LA LEGOTECNICA Società Coop. Sociale ONLUS 21/03/1980 LA SORGENTE Cooperativa Sociale ONLUS 07/06/1994 LA VIARTE Società Cooperativa Sociale. a r.l. 30/10/1984 LAVORIAMO INSIEME Soc. Coop. Sociale a r.l. 16/09/1985 MEDITALIA Cooperativa sociale a r.l. 10/04/1996 MHANDY Società Cooperativa Sociale a r.l. 30/03/1994 NASCENTE Società Cooperativa Sociale 22/07/1987 NUOVO LAVORO Società Cooperativa Sociale a r.l. 22/12/1982 PARTECIPAZIONE Società Cooperativa Sociale a r.l. 07/03/1979 RAGNATELA Soc. Coop. Sociale a r.l. 06/10/2000 SOLIDARIETA' Società Cooperativa Sociale a r.l. 28/03/1983 VILLAGGIO GLOBALE SOCIALE Soc. Coop. Soc. a r.l. 13/11/2001 Totale Cooperative di tipo B COOPERATIVE MISTE DUEMME Società Cooperativa Sociale HATTIVA Società Cooperativa Sociale a r.l. IRENE 3000 Società Cooperativa Sociale LA MARGHERITA Soc. Coop. Sociale Onlus NEMESI Società Cooperativa sociale 2000 2003 X 2004 2005 X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X 22 X X X X X X X X X X X X X X X X X 19 19 2004 2005 X X X X X X X 5 Anno di 2000 Costituzione 2003 02/08/1979 X 07/03/1996 X 19/12/1984 14/07/1976 X 11/11/1996 X Totale Cooperative Miste 4 X X X X 4 X X X X X X X Il numero delle cooperative complessivamente indagate nel corso delle tre fasi del lavoro viene riepilogato nella tabella che segue. 86 Cooperative di tipo A Cooperative di tipo B Cooperative Miste Totale 1^ fase 2^ fase 3^ fase 24 22 4 50 23 19 4 46 25 19 5 49 Campione in termini anagrafici L’analisi è stata condotta a più livelli ed ha assunto quale criterio principale di segmentazione del campione la natura istituzionale delle cooperative; si è distinto, quindi, tra cooperative di tipo A (gestione di servizi socio sanitari ed educativi), di tipo B (attività diverse finalizzate all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate) nelle quali sono state ricomprese le cooperative Miste8. In primo luogo il campione viene segmentato secondo parametri di matrice sostanzialmente anagrafica (data di costituzione e dimensione in termini di fatturato), procedendo, poi, ad un analisi volta ad evidenziare la dinamica economico-finanziaria delle singole cooperative rispetto a se stesse (nel tempo) e rispetto alla tipologia di riferimento (nel periodo considerato per l’analisi). Lo scopo dell’analisi è quello di valutare l’esistenza e la qualità dell’equilibrio economico patrimoniale; l’esistenza di compatibilità minime sotto il profilo della struttura reddituale e finanziaria rappresenta condizione necessaria, anche se, evidentemente, non sufficiente, rispetto al raggiungimento nel lungo periodo degli obiettivi a-economici della cooperazione sociale. Da una prima analisi del campione (cfr. tavola 55) si evince complessivamente un’età media bassa, dato che la maggior parte delle cooperative risulta costituita tra il 1997 e il 2002 (il 40,8%). Le cooperative di tipo A sono mediamente di più recente costituzione, ben l’60,0% nell’ultimo periodo; mentre quelle di tipo B e M presentano una maggior concentrazione nel primo arco temporale preso a riferimento (41,7% tra il 1976 e il 1984). Entrambe le tipologie sviluppano tassi di crescita costanti nei due quinquenni centrali (12,0% e 12,5% rispettivamente le cooperative di tipo A e di tipo B e M tra il 1985 e il 1990, e 24,0% e 25,0% tra il 1991 e il 1996). 8 Considerato il numero limitato di Cooperative Miste si è ritenuto, per semplicità espositiva, di ricondurle tra quelle di tipo B ed il campione di riferimento verrà individuato con la sigla “B e M”. 87 Tavola 55 Il campione per periodo di costituzione Periodo di costituzione % tipo A su totale % tipo B e M su totale % periodo di costituzione 1976-1984 1985-1990 1991-1996 1997-2002 4,00% 41,67% 22,45% 12,00% 12,50% 12,24% 24,00% 25,00% 24,49% 60,00% 20,83% 40,82% Nella Figura 48 vengono riportate le percentuali di costituzione delle cooperative per tipologia, nei diversi periodi in cui è stato suddiviso l’arco temporale di riferimento. Figura 48 Periodo di costituzione per tipologia di cooperativa Periodo di costituzione per tipologia di cooperativa 60,0% 41,7% 40,8% 24,0% 22,4% 25,0% 24,5% 20,8% 12,0% 12,5% 12,2% 4,0% 1976-1984 1985-1990 %_tipo A su totale 1991-1996 %_tipo B e M su totale 1997-2002 %_ periodo di costituzione Ai fini della presente sezione il dato relativo all’anzianità della cooperativa assume rilievo nella misura in cui è accertata, in termini generali, una correlazione inversa (a parità di altre condizioni) tra anni di vita e probabilità di default (ad un anno) delle imprese9. In altri termini, quanto più ampio è lo spazio temporale nel quale l’impresa ha operato tanto meno probabile appare il suo “fallimento”. 9 Sul punto si vedano le statistiche prodotte dalla Banca d’Italia in tema di “tassi di mortalità” e di “tassi di decadimento”. 88 Campione in termini dimensionali In termini dimensionali, il campione delle cooperative di tipo A, B e Misto (da ora identificate, per semplicità, con sigle alfa-numeriche) risulta composto come evidenziato nelle tavole 56 (cooperative di tipo A) e 57 (cooperative di tipo B e M10). In tali prospetti vengono presentati i fatturati relativi ai diversi anni (dal 2000 al 2005), il valore medio ed il tasso di incremento (decremento) relativi al periodo di riferimento. Da una prima analisi emerge, chiaramente, come in entrambe le tipologie ma, soprattutto, nelle cooperative di tipo A rientrino entità che presentano dimensioni di assoluto rilievo rispetto al campione nel suo complesso. Tale effetto, per certi aspetti distorsivo, è rilevabile nella tavola 56, dove le cooperative di tipo A (media campione) sviluppano un fatturato medio nel 2005 pari a € 1.930.730 che risulta pari, invece, a € 653.800 se non viene considerata la cooperativa A_13 e pari a € 310.065 (media senza le maggiori A_2, A_3, A_4, A_12 oltre alla A_13) se vengono escluse le cooperative che nel 2005 hanno sviluppato un fatturato superiore al milione di euro. La presenza della cooperativa A_13 risulta indubbiamente “distorsiva”; basti notare che la differenza tra la media del campione totale e quella priva della cooperativa in oggetto (che nel 2005 ha conseguito, tra l’altro, il fatturato più alto nel periodo preso a riferimento e cioè € 32.577.057) è pari a € 1.276.930 e di € 1.620.665 risulta la differenza tra la media del campione totale e quella ottenuta escludendo le 5 maggiori. Queste differenze, ed in particolar modo la prima, sono spiegabili interpretando il dato puntuale del fatturato della cooperativa A_13, che tra il 2000 e il 2005 evidenzia una costante e sostenuta crescita. Lo stesso impatto e rilevanza, sia della cooperativa maggiore che di quelle con un fatturato superiore al milione di euro, è percepibile dalla tavola 57, dove si riportano i livelli delle diverse deviazione standard, ovvero di quanto mediamente i singoli valori si discostano dalla media del campione di riferimento. Lo stesso, se pur con differenze decisamente più contenute in relazione all’assenza di entità come la cooperativa A_13, risulta presente anche per le cooperative di tipo B e M. Il campione totale, infatti, presenta al 2005 un fatturato medio di € 827.902, mentre il campione rettificato, ottenuto escludendo la cooperativa maggiore (B_13), sviluppa una media pari a € 646.263, con una differenza tra le medie dei due campioni di € 181.638. La differenza aumenta nel confronto con il campione ottenuto escludendo, invece, le cooperative maggiori (B_3, B_5, B_7, B_11, M_21, M_22, oltre alla B_13). 10 La cooperativa B_16, pur presentando il bilancio per l’anno 2002, non è stata presa in considerazione poiché l’attività effettiva è iniziata solo nel 2003. 89 Tavola 56 Coop_A_FATTURATO_MEDIA Media campione Media senza la maggiore Media senza le maggiori Differenza_senza maggiore Differenza_senza maggiori Coop_B e M_FATTURATO_MEDIA Media campione Media senza la maggiore Media senza le maggiori Differenza_senza maggiore Differenza_senza maggiori 2000 612.450 317.771 168.370 294.679 444.079 2001 744.913 377.557 180.802 367.356 564.112 2002 1.085.944 460.689 231.568 625.255 854.377 2003 1.407.564 538.530 269.870 869.034 1.137.694 2004 1.714.395 591.121 288.074 1.123.274 1.426.321 2005 1.930.730 653.800 310.065 1.276.930 1.620.665 2000 2001 2002 2003 2004 2005 579.293 538.879 249.244 40.414 330.049 575.749 532.764 274.324 42.985 301.425 628.623 574.924 311.519 53.699 317.104 671.381 588.244 322.218 83.137 349.163 798.534 655.302 368.820 143.233 429.714 827.902 646.263 364.504 181.638 463.397 2000 1.550.980 2001 1.927.857 2002 3.190.414 2003 4.416.234 2004 5.686.240 2005 6.458.669 494.829 598.141 650.189 806.033 907.778 995.971 175.057 155.740 167.078 178.536 179.297 165.613 1.056.151 1.375.923 1.329.716 1.772.117 2.540.225 3.023.337 3.610.202 4.237.698 4.778.462 5.506.943 5.462.698 6.293.056 2000 740.370 2001 722.203 2002 724.738 2003 719.805 2004 924.605 2005 1.055.881 729.440 706.346 690.485 606.833 615.629 581.162 212.722 196.049 183.930 172.222 198.557 196.779 10.930 527.648 15.857 526.154 34.254 540.808 112.972 547.582 308.976 726.048 474.719 859.101 Tavola 57 Coop_A_FATTURATO_DS Deviazione Standard campione Deviazione Standard senza la maggiore Deviazione Standard senza le maggiori Differenza_senza maggiore Differenza_senza maggiori Coop_B e M_FATTURATO_DS Deviazione Standard campione Deviazione Standard senza la maggiore Deviazione Standard senza le maggiori Differenza_senza maggiore Differenza_senza maggiori Una certa eterogeneità del campione, oltre ai livelli medi, è riscontrabile anche nell’andamento del fatturato dove le due tipologie, in particolare modo nei campioni parziali, presentano sentieri evolutivi diversi. Se, infatti, i campioni totali di entrambe le tipologie presentano in tutti gli anni un incremento del fatturato, è proprio nei campioni parziali che si riscontrano alcune diversità (tavola 58 variazioni percentuali e tavola 59 variazioni assolute). Le cooperative di tipo A, ad esempio, tra il 2005 e il 2004 presentano un incremento del 90 fatturato pari al 12,6%, che scende al 10,6% se non si considera la cooperativa maggiore e al 7,6% escludendo tutte le maggiori. Nelle cooperative di tipo B e M, invece, si registra una contrazione del fatturato nei due diversi campioni rettificati ed una crescita modesta a livello di campione totale. La crescita appare più contenuta anche prendendo a riferimento i tassi di incremento nell’intero arco temporale; il campione totale delle cooperative di tipo A (B e M) presenta una variazione del 215,2% (42,9%), del 105,7% (19,9%) escludendo la cooperativa A_13 (B_13) e dell’84,2% (46,2%) escludendo, in entrambe le tipologie, le cooperative che presentano un fatturato superiore a 1 milione di euro. Tavola 58 Coop_A_ Var PERCENTUALE Fatturato campione Fatturato senza la maggiore Fatturato senza le maggiori 01-00 21,6% 18,8% 7,4% 02-01 45,8% 22,0% 28,1% 03-02 29,6% 16,9% 16,5% 04-03 21,8% 9,8% 6,7% 05-04 12,6% 10,6% 7,6% 05-00 215,2% 105,7% 84,2% 01-00 02-01 03-02 04-03 05-04 05-00 -0,6% -1,1% 10,1% 9,2% 7,9% 13,6% 6,8% 2,3% 3,4% 18,9% 11,4% 14,5% 3,7% -1,4% -1,2% 42,9% 19,9% 46,2% Coop_A_Var ASSOLUTA Fatturato campione Fatturato senza la maggiore Fatturato senza le maggiori 2000 132.464 59.786 12.431 2001 341.031 83.132 50.766 2002 321.620 77.842 38.302 2003 306.831 52.591 18.204 2004 216.335 62.678 21.991 2005 1.318.280 336.029 141.695 Coop_B e M_ Var ASSOLUTA Fatturato campione Fatturato senza la maggiore Fatturato senza le maggiori 2000 -3.545 -6.115 25.080 2001 52.875 42.161 37.195 2002 42.757 13.319 10.699 2003 127.153 67.058 46.602 2004 29.368 -9.038 -4.316 2005 248.608 107.384 115.260 Coop_B e M_ Var PERCENTUALE Fatturato campione Fatturato senza la maggiore Fatturato senza le maggiori Tavola 59 La minore variazione positiva nelle cooperative di tipo B e M, in particolar modo a livello di campione totale, è riconducibile al decremento registrato da tre delle maggiori entità (B_5, B_13, M_22) che presentano una riduzione del fatturato dal 2000 al 2005 (rispettivamente del 3,56%, del 28,90% e dell’11,44%). Complessivamente, le cooperative di tipo A (tavola 60) hanno concentrato maggiormente la loro crescita nel primo triennio (2000-2002), mentre le cooperative di tipo B e M nel secondo 91 triennio (2003-2005) ad esclusione del campione rettificato di tutte le cooperative maggiori. La prima tipologia, inoltre, presenta, in tutti gli anni ed in ogni comparto, una crescita maggiore rispetto alla tipologia B e M. Tavola 60 Variazione ASSOLUTA 05-00 02-00 05-03 1.318.280 473.494 523.166 336.029 142.917 115.269 141.695 63.197 40.195 Coop_A Fatturato campione Fatturato senza la maggiore Fatturato senza le maggiori Coop_B e M Fatturato campione Fatturato senza la maggiore Fatturato senza le maggiori 05-00 248.608 107.384 115.260 02-00 49.330 36.045 62.275 05-03 156.521 58.020 42.287 Variazione PERCENTUALE 05-00 02-00 05-03 215,2% 77,3% 37,2% 105,7% 45,0% 21,4% 84,2% 37,5% 14,9% 05-00 42,9% 19,9% 46,2% 02-00 8,5% 6,7% 25,0% 05-03 23,3% 9,9% 13,1% Figura 49 Media Fatturato 2000-2005 Media Fatturato 2000-2005 2.500.000 2.000.000 1.500.000 1.000.000 500.000 2000 2001 COOP_A 2002 2003 COOP_A_Rett_coop maggiore 92 COOP_B e M 2004 COOP_B e M_Rett_coop maggiore 2005 Figura 50 Tassi di incremento del fatturato per le cooperative di tipo A Tassi di incremento del fatturato Coop_A 250% 215,2% 200% 150% 105,7% 100% 45,8% 50% 22,0% 21,6% 18,8% 29,6% 16,9% 21,8% 9,8% 12,6% 10,6% 0% 2001-2000 2002-2001 2003-2002 2004-2003 2005-2004 2005-2000 COOP_A_Rett_coop maggiore COOP_A Figura 51 Tassi di incremento del fatturato per le cooperative di tipo B e Miste Tassi di incremento del fatturato_Coop B e M 100% 80% 60% 42,9% 40% 9,2% 0% 19,9% 18,9% 20% -0,6% 7,9% 11,4% 6,8% 2001-2000 3,7% 2,3% -1,1% 2002-2001 -1,4% 2003-2002 2004-2003 2005-2004 -20% COOP_B e M COOP_B e M_Rett_coop maggiore 93 2005-2000 Figura 52 Tassi di incremento del fatturato per le cooperative di tipo A: periodi a confronto Tassi di incremento del fatturato Coop_A 250% 215,2% 200% 150% 105,7% 100% 84,2% 77,3% 45,0% 50% 37,5% 37,2% 21,4% 14,9% 0% 2002-2000 2005-2003 2005-2000 I triennio II triennio intero periodo COOP_A COOP_A_Rett_coop maggiore COOP_A_Rett_coop maggiori Figura 53 Tassi di incremento del fatturato per le cooperative B e Miste: periodi a confronto Tassi di incremento del fatturato Coop_B e M 250% 200% 150% 100% 46,2% 42,9% 50% 25,0% 8,5% 23,3% 19,9% 13,1% 6,7% 9,9% 2002-2000 2005-2003 2005-2000 I triennio II triennio intero periodo 0% COOP_B e M COOP_B e M_Rett_coop maggiore 94 COOP_B e M_Rett_coop maggiori Tavola 61 Coop A_1 A_2 A_3 A_4 A_5 A_7 A_8 A_9 A_10 A_11 A_12 A_13 A_14 A_15 A_16 A_17 A_18 A_20 A_21 A_22 A_23 A_24 A_25 A_26 A_27 2000 218.317 485.818 2.378.735 837.195 246.315 179.871 261.469 241.625 48.355 557.352 7.684.734 12.002 539.963 55.661 26.423 52.636 197.870 100.410 591.968 346.218 248.306 2001 246.392 878.330 2.874.568 1.031.353 43.917 301.253 123.376 313.525 297.832 84.892 661.082 9.561.466 96.438 565.195 55.048 64.794 77.297 178.567 141.449 402.267 340.065 283.727 Media 612.450 744.913 2002 2003 2004 2005 Media Var_% 424.165 544.961 492.272 410.593 389.450 88,07% 1.358.142 1.400.390 1.641.365 2.014.187 1.296.372 314,60% 3.007.458 3.906.964 4.408.636 4.792.112 3.561.412 101,46% 1.348.879 1.385.094 1.430.161 1.404.600 1.239.547 67,77% 218.669 265.632 317.999 363.044 201.544 314.895 305.582 342.954 494.085 334.181 100,59% 161.424 196.730 194.693 231.738 181.305 28,84% 475.256 546.025 472.978 403.468 412.120 54,31% 347.701 398.897 432.710 463.192 363.659 91,70% 111.252 115.496 186.136 214.641 126.795 343,89% 710.696 834.880 945.261 1.278.990 831.377 129,48% 16.092.076 22.264.383 28.672.965 32.577.057 19.475.447 323,92% 150.946 281.815 269.701 384.790 199.282 ns 597.290 533.604 612.928 565.333 569.052 4,70% 59.100 67.404 65.496 67.803 61.752 21,82% 77.497 86.951 95.922 117.158 78.124 343,40% 72.985 62.117 84.671 105.824 75.922 101,05% 222.787 244.089 220.515 308.375 228.701 55,85% 147.300 160.020 145.691 143.152 139.670 42,57% 368.304 340.517 335.079 358.379 233.713 165.798 203.759 168.977 226.976 293.291 -61,66% 96.774 205.318 254.623 92.786 0 22.558 80.668 81.940 30.861 410.980 588.786 691.719 664.087 506.976 91,81% 305.001 335.683 345.059 342.102 309.980 37,77% 1.085.944 1.407.564 95 1.714.395 1.930.730 Tavola 62 Coop B_1 B_2 B_3 B_4 B_5 B_6 B_7 B_8 B_9 B_10 B_11 B_12 B_13 B_14 B_15 B_17 B_18 B_19 B_20 B_21 M_20 M_21 M_22 M_23 2000 53.756 113.176 1.508.825 103.021 1.120.275 1.290.269 135.427 271.670 358.936 505.825 430.797 3.404.954 75.512 87.825 762.520 228.342 281.278 559.355 326.517 643.702 1.192.044 449.016 2001 64.108 258.759 1.564.405 102.829 1.079.591 18.941 921.108 380.761 262.515 310.921 714.365 363.782 3.480.469 64.185 135.095 764.348 37.471 312.345 328.816 507.594 286.046 693.073 701.448 464.994 2002 66.916 348.002 1.863.700 126.966 958.736 16.577 1.338.436 460.182 238.681 337.198 784.383 341.482 3.392.643 84.071 395.808 661.398 128.408 308.113 438.606 531.465 277.630 661.678 791.559 534.322 2003 75.616 353.300 2.583.539 139.274 985.096 38.378 1.488.487 381.481 266.623 254.452 960.154 363.865 2.852.504 85.032 449.433 714.796 349.116 331.366 423.974 469.237 298.513 790.445 975.212 483.247 2004 81.803 589.347 4.092.883 153.083 1.237.044 47.973 1.831.237 392.375 299.003 325.646 1.133.446 557.732 2.699.910 81.952 525.266 782.733 488.732 378.211 336.908 402.176 347.779 887.828 1.012.526 479.226 2005 72.316 530.265 5.005.582 152.593 1.080.389 65.766 1.869.112 355.041 303.102 288.179 1.191.848 403.053 2.420.990 77.866 558.035 796.114 535.396 380.758 375.092 410.965 373.730 1.049.454 1.055.689 518.304 Media 579.293 575.749 628.623 671.381 798.534 827.902 96 Media 69.086 365.475 2.769.822 129.628 1.076.855 31.273 1.456.441 350.878 273.599 312.555 881.670 410.119 3.041.912 78.103 358.577 746.985 256.521 323.189 364.112 480.132 318.369 787.697 954.746 488.185 Var_% 34,53% 368,53% 231,75% 48,12% -3,56% 44,86% 162,16% 11,57% -19,71% 135,62% -6,44% -28,90% 3,12% 535,39% 4,41% 66,75% 33,35% -26,53% 14,46% 63,03% -11,44% 15,43% Figura 54 Tassi annui di incremento del fatturato delle cooperative di tipo A Tassi annui di incremento del fatturato delle cooperative di TIPO_A 500% 400% 300% 200% 100% 0% A_1 A_2 A_3 A_4 A_5 A_7 A_8 A_9 A_10 A_11 A_12 A_13 A_14 A_15 A_16 A_17 A_18 A_20 A_21 A_22 A_23 A_24 A_25 A_26 A_27 M_21 M_22 M_23 -100% 2001-2000 2003-2002 2002-2001 2005-2004 2004-2003 Figura 55 Tassi annui di incremento del fatturato delle cooperative di tipo B e Miste Tassi annui di incremento del fatturato delle cooperative di TIPO_B e M 500% 400% 300% 200% 100% 0% B_1 B_2 B_3 B_4 B_5 B_6 B_7 B_8 B_9 B_10 B_11 B_12 B_13 B_14 B_15 B_17 B_18 B_19 B_20 B_21 -100% 2001-2000 2002-2001 2003-2002 97 2004-2003 2005-2004 M_20 B) La struttura economica patrimoniale del campione: sintesi sulla base di dati aggregati orizzontalmente Analisi del bilancio aggregato: prime evidenze Di seguito si riportano gli schemi di bilancio riclassificati a dati cumulati (stato patrimoniale e conto economico) per gli anni relativi al periodo 2000-2005 (i valori di conto economico sono espressi in percentuale rispetto al valore della produzione, nello stato patrimoniale in percentuale rispetto all’ammontare del capitale investito netto gestionale). La rappresentazione è sia tabellare che grafica, prendendo a riferimento sia i campioni totali che quelli rettificati delle cooperative maggiori. Tale rappresentazione consente di analizzare l’universo delle cooperative (sempre distinguendole tra A e B/Miste) assumendo a riferimento una ipotetica cooperativa sociale che risulti come somma orizzontale delle singole cooperative. L’analisi quindi, vista l’eterogeneità del campione, dovrà necessariamente essere approfondita per indagare gli equilibri a livello di ciascuno specifico soggetto. Dall’analisi dei dati aggregati si possono trarre, tuttavia, alcune prime indicazioni strutturali che trovano successivo approfondimento secondo diversi profili di analisi. Con riferimento al Conto Economico, le principali evidenze si possono riassumere come segue: • Il Valore Aggiunto (VA) rappresenta una parte importante del Valore della Produzione. Mediamente intorno all’82% per le cooperative di tipo A nel campione totale e al 68% per il campione rettificato in entrambi i trienni considerati. Per le cooperative di tipo B e M la media nel primo triennio risulta pari al 79,45%, a differenza che nel secondo triennio dove si registra una certa contrazione (media pari al 72,2%) in ragione di una riduzione costante che porta il campione totale a registrare nel 2005 il valore più basso di tutti i sei anni considerati (80,7% il valore del 2000 e 69,0% il valore nel 2005). La medesima contrazione che caratterizza l’intera tipologia non è, invece, riscontrabile nel campione rettificato, dove il valore rimane pressoché costante (71,1% la media nel primo triennio e 69,9% nel secondo) così da allineare i due campioni della tipologia B e M, a differenza dell’altra tipologia, dove appare marcata la differenza tra il campione totale e quello rettificato, per circa il 15%; • Una parte assolutamente rilevante del VA è rappresentato dal costo del personale, sia per le cooperative di tipo A che di tipo B. Il costo del lavoro rappresenta, quindi, la principale componente di costo nell’ambito delle combinazioni 98 produttive delle cooperative sociali. E’ opportuno, tuttavia, sottolineare come, in un’analisi più ampia, il costo del lavoro debba essere interpretato non solo in termini di input produttivo ma anche, e nel contempo, in termini di output. Certamente il costo del lavoro è una delle variabili che identifica la produzione sociale della cooperativa accanto alla produzione più strettamente economica. Soprattutto per le cooperative di tipo A appare marcata la differenza (mediamente di circa il 20%) rispetto al proprio campione rettificato in entrambi i trienni. Nel primo di questi, la media del campione totale (rettificato) risulta pari al 73,0% (57,2%) e, nel secondo, al 74,9% (55,9%). Questo è in parte giustificabile da un diverso peso rispetto al fatturato della voce “prestazioni di servizi”; mentre, ad esempio, nel primo (secondo) triennio per l’intero campione tale costo risulta pari al 13,1% (11,2%), nel campione rettificato il peso relativo è quasi doppio e pari al 20,2% (22,2%). Risulta evidente, quindi, che le maggiori cooperative di tipo A si rifanno ad un diverso “sistema produttivo”. La medesima evidenza non appare caratterizzare in modo chiaro e certo le cooperative di tipo B e M, considerato che la voce “prestazioni di servizi” nell’ultimo triennio assume il medesimo peso in entrambe i campioni e, di conseguenza, anche le rispettive voci del “costo del lavoro” tendono ad allinearsi. Infatti, la media tra il 2003 e il 2005 risulta per il campione totale pari al 63,9% e per il campione rettificato pari al 59,6%; • Il Margine Operativo Netto (al netto delle imposte) appare mediamente modesto, anche se positivo. Il dato relativo al MON è al lordo delle voci di bilancio “proventi/oneri diversi” che si è ritenuto (in mancanza di adeguata informativa di dettaglio di Nota Integrativa) di attribuire alla gestione atipica. Il risultato di tale gestione appare mediamente negativo. Qualora si ritenesse di ricondurlo alla gestione caratteristica, il dato relativo al MON risulterebbe sensibilmente più contenuto. Complessivamente in entrambe le tipologie, nonostante all’interno dei rispettivi campioni siano presenti delle cooperative che presentano margini negativi, si rilevano margini positivi con un trend lievemente crescente per le cooperative di tipo A, dove appare maggiore il MON del campione rettificato (3,1% e 3,8% la media del MON nel primo triennio rispettivamente per il campione totale e parziale e 4,3% e 5,8% nel secondo, sempre nel medesimo ordine). Nelle cooperative di tipo B e M i livelli medi del periodo 2000-2002 sono identici nei due campioni (4,8%), mentre nel secondo triennio appare lievemente superiore quello del campione rettificato (4,0% il livello medio del campione totale e 4,4% quello del campione rettificato). Proprio nel campione rettificato della tipologia B e M si registra una certa volatilità del MON che, pur 99 sempre in presenza di margini positivi in alcuni anni come nel 2001, presenta valori pari al 2,1% ed in altri, come nel 2005, valori pari al 6,5%. • Gli Oneri Finanziari presentano un’incidenza modesta rispetto al fatturato; essi, tuttavia, assorbono parte dei margini operativi netti: mediamente dell’1% in entrambi i campioni per la tipologia A; dello 0,5% per il campione totale e del 1% per il campione rettificato nella tipologia B e M; • L’incidenza degli OF sul MOL rappresenta un’importante, anche se parziale, variabile nell’apprezzamento dell’equilibrio economico delle cooperative sociali. Tale profilo è oggetto, quindi, di specifico approfondimento nel prosieguo. • Utile della Gestione Ordinaria ed Utile Netto sono mediamente assai modesti e volatili. Mediamente intorno all’1% per le cooperative di tipo A e al 2% per le cooperative di tipo B e M. La redditività netta non appare, tuttavia, parametro di particolare rilievo nell’apprezzamento delle coordinazioni produttive delle cooperative sociali; essa, infatti, assume ad astratto riferimento la remunerazione dei mezzi propri, senza tenere in adeguato conto la specificità della cooperazione sociale ed il ruolo dei mezzi patrimoniali. Certamente di maggior rilievo appare l’apprezzamento della redditività caratteristica (rapportata in particolare al Capitale Investito Gestionale e al fatturato); essa infatti consente di formulare l’equilibrio economico in termini di compatibilità minima di lungo periodo rispetto al perseguimento di obiettivi sostanzialmente a-economici. In termini patrimoniali la struttura delle cooperative sociali della provincia di Udine presenta le seguenti caratteristiche: • Con riferimento alla struttura del capitale investito, le due tipologie presentano una composizione diversa anche in relazione ai rispettivi campioni rettificati. Le cooperative di tipo A mostrano una decrescita dell’incidenza del Capitale Fisso rispetto al CING, maggiormente evidente nel campione totale. Nel primo triennio, infatti, il peso medio risulta pari al 69% e nel secondo triennio è pari al 40,8%. Questa rilevante contrazione (tavola 64) è in parte giustificabile dal fatto che il peso del capitale fisso sul CING nel 2000, pari al 101,2%, poi dimezzatosi nell’anno successivo (59,0%), risulta funzione della presenza nella cooperativa A_13 di crediti commerciali a medio lungo termine riclassificati tra le immobilizzazioni finanziarie per un importo pari a € 2.408.108 che non trovano iscrizione nel 2001 e, qualora non venissero considerati, il peso del capitale fisso sul CING sarebbe pari al 60,6%. Le cooperative di tipo B e M presentano, invece, una struttura maggiormente equilibrata e non si riscontrano differenze di rilievo nella composizione del capitale 100 tra il campione totale e quello rettificato così come nei due diversi trienni (nel primo triennio la media del capitale fisso sul CING del campione totale [rettificato] è stata pari al 50,9% [50,4%] e nel triennio successivo rispettivamente del 51,2% e del 53,9%); • L’ammontare del capitale circolante è fortemente influenzato dalla dinamica relativa ai crediti commerciali e ai debiti di gestione che assumono valori di assoluto rilievo rispetto al fatturato e, relativamente alla tipologia A, il dato del primo anno (-1,2%) deve essere letto alla luce delle considerazione precedentemente svolte. Sempre per le cooperative di tipo A, appare del tutto trascurabile l’impatto del magazzino, mentre nelle cooperative di tipo B e M si riscontra un peso medio di circa il 2% e 4%, rispettivamente per il campione totale e quello rettificato in entrambi i trienni considerati. A livello di capitale circolante operativo (somma dei crediti di gestione e magazzino, alla quale devono essere sottratti i debiti di gestione) si rileva nei campioni totali della tipologia A un maggiore peso dei crediti commerciali, mentre nelle cooperative di tipo B e M i valori sono pressoché allineati (mediamente intorno al 50%). • Con riferimento alla struttura del passivo, la composizione delle fonti appare mediamente equilibrata rispetto al mix capitale proprio/capitale di terzi. Il livello dell’indebitamento, tuttavia, deve essere valutato non tanto con riferimento ad astratti valori di confronto quanto in stretta connessione con l’ampiezza dei margini operativi. Da questo punto di vista particolare rilievo assume l’analisi del rapporto tra OF e MOL (che è, naturalmente, oggetto di specifico approfondimento nel prosieguo). Tuttavia, entrambe le tipologie, in particolar modo le cooperative maggiori di tipo A, presentano una predominanza delle fonti di finanziamento a breve termine che, nell’ultimo triennio, raggiungono un livello pari al 57,7% del passivo, contro un 44,9% del triennio precedente. Nella stessa tipologia si riscontra, nel campione rettificato, una maggiore consistenza del capitale proprio disponibile (64,1% tra il 2000 e il 2002 e 57,8% tra il 2003 e il 2005). Nelle cooperative di tipo B e M le quantità di capitale appaiono, tra i due diversi campioni, maggiormente in linea nel secondo triennio. 101 Tavola 63 A 2000 15.311.240 Ricavi di gestione Variazione magazzino 0,0% Lavori in economia 0,0% Costo monetario 20,2% Consumi di materie 3,1% Prestazioni di servizi 15,0% Godimento beni di terzi 2,0% Valore aggiunto 79,8% Costo non Monetario 3,0% Ammortamenti 2,6% Acca. rischi gestionali 0,4% Costo del lavoro 70,7% Salari, stipendi 67,8% Accantonamento TFR 2,9% Prov. fin da part imm. 0,1% Imposte 3,4% MON* 2,8% Saldo attività atipica -1,7% Oneri finanziari 0,5% Proventi finanziari 0,2% Riv. attività finanziarie 0,0% Sval. attività finanziarie 0,1% Saldo gest. finanziaria -0,4% Utile gestione 0,6% ordinaria Saldo prov. oneri stra. 0,3% Utile netto 0,9% A_Ret 2000 A 2001 A_Ret 2001 A 2002 A_Ret 2002 3.367.407 18.622.835 3.616.036 27.148.601 4.631.350 0,0% 0,0% 29,6% 7,0% 20,0% 2,7% 70,4% 7,0% 6,9% 0,2% 58,3% 56,0% 2,3% 0,4% 2,8% 2,7% -2,9% 1,3% 0,4% 0,0% 0,0% -0,9% 0,0% 0,0% 17,1% 3,3% 11,9% 1,9% 82,9% 2,5% 2,3% 0,2% 74,9% 71,4% 3,4% 0,1% 3,2% 2,5% -1,6% 0,5% 0,1% 0,0% 0,1% -0,4% 0,0% 0,0% 31,3% 8,1% 20,0% 3,1% 68,7% 6,4% 6,4% 0,0% 58,2% 56,0% 2,2% 0,6% 2,3% 2,3% -2,3% 1,3% 0,3% 0,0% 0,0% -1,0% 0,0% 0,0% 17,1% 3,0% 12,4% 1,6% 82,9% 2,2% 1,9% 0,3% 73,5% 69,9% 3,6% 0,0% 3,0% 4,1% -2,2% 0,4% 0,1% 0,0% 0,0% -0,3% 0,0% 0,0% 30,3% 6,9% 20,7% 2,7% 69,7% 5,4% 5,2% 0,2% 55,1% 52,6% 2,5% 0,0% 2,6% 6,6% -4,6% 0,9% 0,6% 0,0% 0,0% -0,3% 0,0 0,0 18,1 3,2 13,1 1,8 81,9 2,6 2,3 0,3 73,0 69,7 3,3 0,1 3,2 3,1 -1,9 0,5 0,1 0,0 0,0 -0,4 0,0 0,0 30,4 7,3 20,2 2,9 69,6 6,3 6,2 0,1 57,2 54,9 2,3 0,3 2,6 3,8 -3,3 1,2 0,4 0,0 0,0 -0,7 -1,1% 0,5% -1,0% 1,7% 1,7% 0,9 -0,2 2,8% 1,6% 0,2% 0,7% 1,2% 0,2% -0,1% 1,6% -0,5% 1,2% 0,2 1,1 1,1 1,0 102 A A_Ret MEDIA 2000-2002 Tavola 64 ATTIVO Cap. investito netto gest Cap. fisso CCO: Magazzino Crediti di gestione Debiti di gestione PASSIVO Debiti di fin. a bt Debiti di fin. a m/l t. Altre poste non onerose Cap. proprio disponibile Totale passivo A A_Ret A A_Ret A A_Ret 2000 2000 2001 2001 2002 2002 100,0% 101,2% -1,2% -0,9% 48,9% 49,2% 100,0% 95,8% 4,2% -1,1% 46,4% 41,1% 100,0% 59,0% 41,0% -0,5% 94,4% 52,9% 100,0% 98,0% 2,0% -1,2% 42,1% 38,9% 100,0% 46,8% 53,2% -0,4% 106,8% 53,2% 100,0% 95,2% 4,8% -0,7% 45,4% 40,0% 100,0 69,0 31,0 -0,6 83,4 51,8 100,0 96,3 3,7 -1,0 44,6 40,0 42,6% 11,1% 0,0% 15,8% 20,2% 0,0% 40,5% 14,4% 0,0% 15,0% 19,7% 0,0% 51,7% 9,7% 0,0% 21,5% 15,5% 0,0% 44,9 11,7 0,0 17,4 18,4 0,0 46,3% 64,0% 45,1% 65,3% 38,6% 63,1% 43,3 64,1 100,0% 100,0% 100,0% 100,0% 100,0% 100,0% 100,0 100,0 103 A A_Ret MEDIA 2000-2002 Tavola 65 A 2003 35.189.111 Ricavi di gestione Variazione magazzino 0,0% Lavori in economia 0,0% Costo monetario 16,2% Consumi di materie 3,0% Prestazioni di servizi 11,4% Godimento beni di 1,9% terzi Valore aggiunto 83,8% Costo non Monetario 2,1% Ammortamenti 1,8% Acca. rischi gestionali 0,3% Costo del lavoro 74,9% Salari, stipendi 71,2% Accantonamento TFR 3,6% Prov. fin da part imm., 0,0% Imposte 3,0% A_Ret 2003 A 2004 A_Ret 2004 A 2005 A_Ret 2005 A A_Ret 5.397.400 42.859.874 5.761.486 48.276.303 6.209.357 0,0% 0,0% 32,5% 6,7% 23,0% 0,0% 0,0% 18,1% 3,5% 10,4% 0,0% 0,0% 31,4% 7,3% 21,4% 0,0% 0,0% 17,1% 3,4% 11,7% 0,1% 0,0% 32,3% 6,9% 22,3% 0,0 0,0 17,2 0,0 0,0 32,1 3,3 11,2 7,0 22,2 2,9% 4,2% 2,7% 1,9% 3,1% 2,7 2,9 67,5% 4,7% 4,4% 0,3% 53,9% 51,5% 2,4% 0,0% 2,6% 81,9% 2,2% 1,6% 0,6% 74,6% 70,8% 3,9% 0,0% 0,8% 68,6% 4,8% 4,5% 0,3% 57,4% 54,4% 3,0% 0,0% 0,9% 82,9% 2,2% 1,6% 0,6% 75,2% 71,3% 4,0% 0,0% 0,7% 67,7% 5,3% 5,1% 0,2% 56,3% 53,6% 2,8% 0,0% 0,5% 82,8 2,2 67,9 4,9 1,7 0,5 74,9 71,1 3,8 0,0 4,7 0,2 55,9 53,2 2,7 0,0 1,3 5,8 -3,5 0,8 0,4 0,0 MEDIA 2003-2005 MON* Saldo attività atipica Oneri finanziari Proventi finanziari Riv. attività finanziarie Sval. attività finanziarie Saldo gest. finanziaria Utile gestione ordinaria Saldo prov. oneri stra. 3,8% -2,2% 0,4% 0,1% 0,0% 6,3% -4,3% 0,7% 0,4% 0,0% 4,2% -2,6% 0,6% 0,1% 0,0% 5,5% -3,4% 0,9% 0,4% 0,0% 4,7% -2,9% 0,5% 0,1% 0,0% 5,7% -2,9% 0,8% 0,4% 0,0% 1,5 4,3 -2,6 0,5 0,1 0,0 0,0% 0,0% 0,0% 0,0% 0,0% 0,0% 0,0 0,0 -0,3% -0,3% -0,5% -0,5% -0,4% -0,5% -0,4 -0,4 1,3% 1,7% 1,1% 1,6% 1,4% 2,2% 1,3 1,8 0,1% 0,6% -0,1% 0,2% 0,1% 0,4% Utile netto 1,3% 2,3% 1,0% 1,8% 1,5% 2,7% 0,0 1,3 0,4 2,2 104 Tavola 66 ATTIVO Cap. investito netto gest Cap. fisso CCO: Magazzino Crediti di gestione Debiti di gestione PASSIVO Debiti di fin. a bt Debiti di fin. a m/l t. Altre poste non onerose Cap. proprio disponibile Totale passivo A A_Ret A A_Ret A A_Ret 2003 2003 2004 2004 2005 2005 100,0% 48,2% 51,8% -0,2% 116,2% 64,1% 100,0% 89,4% 10,6% -0,1% 54,7% 44,0% 100,0% 37,3% 62,7% -0,5% 117,6% 54,3% 100,0% 85,1% 14,9% -0,2% 55,0% 39,9% 100,0% 36,9% 63,1% -0,1% 122,0% 58,8% 100,0% 81,0% 19,0% -0,1% 58,8% 39,7% 100,0 40,8 59,2 -0,3 118,6 59,1 100,0 85,2 14,8 -0,1 56,2 41,2 55,5% 6,9% 0,0% 25,4% 12,2% 0,0% 64,3% 4,9% 0,0% 33,3% 11,2% 0,0% 53,3% 14,1% 0,0% 30,2% 14,3% 0,0% 57,7 8,6 0,0 29,6 12,5 0,0 37,6% 62,4% 30,9% 55,5% 32,5% 55,6% 33,7 57,8 100,0% 100,0% 100,0% 100,0% 100,0% 100,0% 100,0 100,0 105 A A_Ret MEDIA 2003-2005 Tavola 67 BeM Ricavi di gestione Variazione magazzino Lavori in economia Costo monetario Consumi di materie Prestazioni di servizi Godimento beni di terzi Valore aggiunto Costo non Monetario Ammortamenti Acca. rischi gestionali Costo del lavoro Salari, stipendi Accantonamento TFR Prov. fin da part imm. Imposte MON* Saldo attività atipica Oneri finanziari Proventi finanziari Riv. attività finanziarie Sval. attività finanziarie Saldo gest. finanziaria Utile gestione ordinaria Saldo prov. oneri stra. Utile netto Be M_Ret BeM Be M_Ret BeM Be M_Ret BeM Be M_Ret 2000 2000 2001 2001 2002 2002 13.931.157 4.259.490 13.805.490 4.653.868 15.116.943 5.312.576 0,2% 0,0% 19,3% 6,5% 11,4% 0,5% 0,0% 26,6% 9,4% 15,2% -0,1% 0,0% 20,2% 7,4% 11,5% -0,2% 0,0% 29,7% 9,7% 17,6% 0,1% 0,1% 22,4% 7,7% 12,4% 0,1% 0,2% 30,4% 10,5% 17,2% 0,1 0,0 20,6 7,2 11,8 0,1 0,1 28,9 9,9 16,7 1,4% 1,9% 1,4% 2,4% 2,2% 2,7% 1,7 2,4 80,7% 3,8% 3,4% 0,4% 69,6% 63,7% 5,9% 0,0% 2,2% 5,2% -1,7% 1,0% 0,1% 73,4% 4,6% 4,6% 0,0% 61,3% 58,8% 2,5% 0,0% 1,5% 6,0% -2,8% 1,5% 0,3% 79,8% 3,6% 3,3% 0,4% 70,0% 66,9% 3,0% 0,0% 2,0% 4,2% -2,4% 1,0% 0,1% 70,3% 4,9% 4,6% 0,3% 62,1% 59,4% 2,7% 0,0% 1,2% 2,1% -3,5% 1,1% 0,2% 77,6% 3,8% 3,6% 0,2% 68,8% 65,7% 3,0% 0,0% 0,1% 4,9% -2,0% 1,1% 0,1% 69,6% 4,4% 4,4% 0,0% 58,7% 56,2% 2,5% 0,0% 0,2% 6,2% -3,5% 1,1% 0,1% 79,4 3,7 3,4 0,3 69,4 65,5 4,0 0,0 1,4 4,8 -2,0 1,0 0,1 71,1 4,6 4,5 0,1 60,7 58,2 2,6 0,0 1,0 4,8 -3,3 1,2 0,2 0,0% 0,0% 0,0% 0,0% 0,0% 0,0% 0,0 0,0 0,4% 0,0% 0,0% 0,0% 0,0% 0,0% 0,1 0,0 -1,2% -1,2% -0,9% -0,9% -1,1% -1,0% -1,1 -1,0 2,3% 2,0% 1,0% -2,3% 1,8% 1,8% 1,7 0,5 1,7% 4,0% 3,8% 5,8% 0,1% 1,1% 0,4% -2,0% 0,3% 2,1% 0,5% 2,3% 0,7 2,4 1,6 2,1 106 MEDIA 2000-2002 Tavola 68 ATTIVO Cap. investito netto gest Cap. fisso CCO: Magazzino Crediti di gestione Debiti di gestione PASSIVO Debiti di fin. a bt Debiti di fin. a m/l t. Altre poste non onerose Cap. proprio disponibile Totale passivo BeM Be M_Ret BeM Be M_Ret BeM Be M_Ret 2000 2000 2001 2001 2002 2002 100,0% 100,0% 100,0% 100,0% 100,0% 100,0% 100,0 100,0 42,6% 57,4% 2,8% 79,0% 24,4% 48,6% 51,4% 5,5% 80,4% 34,4% 47,3% 52,7% 2,0% 77,7% 26,9% 48,3% 51,7% 4,6% 86,9% 39,7% 62,8% 37,2% 1,4% 65,5% 29,8% 54,5% 45,5% 2,0% 79,7% 36,1% 50,9 49,1 2,1 74,1 27,0 50,4 49,6 4,0 82,3 36,8 47,2% 7,4% 36,4% 8,5% 39,5% 15,9% 37,3% 12,6% 35,8% 19,5% 30,2% 19,3% 40,8 14,3 34,6 13,4 0,0% 0,0% 0,1% 0,0% 0,1% 0,3% 0,1 0,1 45,4% 55,1% 44,5% 50,1% 44,5% 50,2% 44,8 51,8 100,0% 100,0% 100,0% 100,0% 100,0% 100,0% 100,0 100,0 107 BeM Be M_Ret MEDIA 2000-2002 Tavola 69 BeM Ricavi di gestione Variazione magazzino Lavori in economia Costo monetario Consumi di materie Prestazioni di servizi Godimento beni di terzi Valore aggiunto Costo non Monetario Ammortamenti Acca. rischi gestionali Costo del lavoro Salari, stipendi Accantonamento TFR Prov. fin da part imm. Imposte MON* Saldo attività atipica Oneri finanziari Proventi finanziari Riv. attività finanziarie Sval. attività finanziarie Saldo gest. finanziaria Utile gestione ordinaria Saldo prov. oneri stra. Utile netto Be M_Ret BeM Be M_Ret BeM Be M_Ret BeM Be M_Ret 2003 2003 2004 2004 2005 2005 16.171.116 5.528.817 19.200.333 6.294.022 19.919.039 6.214.285 0,1% 0,3% 23,5% 8,1% 13,0% 0,1% 0,8% 31,2% 10,7% 17,9% 0,0% 0,1% 28,9% 8,5% 17,1% 0,1% 0,3% 30,2% 12,9% 13,6% 0,2% 0,0% 31,0% 7,9% 18,1% 0,2% 0,0% 28,9% 10,8% 15,2% 0,1 0,2 27,8 8,2 16,1 0,2 0,4 30,1 11,5 15,6 2,4% 2,5% 3,3% 3,8% 4,9% 2,9% 3,5 3,0 76,5% 4,5% 3,9% 0,6% 67,1% 64,2% 2,9% 0,0% 0,3% 4,6% -1,9% 1,1% 0,1% 68,8% 5,2% 4,5% 0,7% 60,5% 57,5% 3,0% 0,0% 0,7% 2,5% -2,7% 1,2% 0,1% 71,1% 4,3% 3,3% 0,9% 63,2% 60,0% 3,1% 0,0% 0,0% 3,6% -1,5% 0,8% 0,1% 69,8% 6,6% 4,0% 2,6% 58,8% 55,3% 3,5% 0,0% 0,1% 4,2% -2,1% 1,0% 0,2% 69,0% 3,8% 3,3% 0,5% 61,4% 58,2% 3,3% 0,0% 0,0% 3,8% -1,5% 0,8% 0,1% 71,1% 5,1% 4,4% 0,6% 59,5% 55,7% 3,8% 0,0% 0,1% 6,5% -1,9% 1,0% 0,2% 72,2 4,2 3,5 0,7 63,9 60,8 3,1 0,0 0,1 4,0 -1,6 0,9 0,1 69,9 5,6 4,3 1,3 59,6 56,2 3,4 0,0 0,3 4,4 -2,2 1,1 0,1 0,0% 0,0% 0,0% 0,0% 0,0% 0,0% 0,0 0,0 0,0% 0,0% 0,0% 0,0% 0,0% 0,0% 0,0 0,0 -1,0% -1,2% -0,7% -0,8% -0,7% -0,9% -0,8 -1,0 1,7% -1,5% 1,4% 1,3% 1,6% 3,7% 1,5 1,2 0,6% 2,2% 1,2% -0,3% -0,3% 1,1% 0,1% 1,5% 1,8% 3,4% 0,4% 4,1% 0,7 2,2 0,6 1,8 108 MEDIA 2003-2005 Tavola 70 ATTIVO Cap. investito netto gest Cap. fisso CCO: Magazzino Crediti di gestione Debiti di gestione PASSIVO Debiti di fin. a bt Debiti di fin. a m/l t. Altre poste non onerose Cap. proprio disponibile Totale passivo BeM Be M_Ret BeM Be M_Ret BeM Be M_Ret 2003 2003 2004 2004 2005 2005 100,0% 100,0% 100,0% 100,0% 100,0% 100,0% 100,0 100,0 50,3% 49,7% 1,7% 87,7% 39,8% 55,0% 45,0% 3,3% 85,9% 44,3% 52,3% 47,7% 2,6% 95,0% 49,9% 55,9% 44,1% 6,0% 87,8% 49,7% 51,1% 48,9% 1,9% 98,5% 51,4% 50,8% 49,2% 4,3% 90,7% 45,7% 51,2 48,8 2,0 93,7 47,0 53,9 46,1 4,5 88,1 46,6 37,3% 18,1% 31,9% 20,9% 35,2% 15,8% 32,0% 15,3% 31,4% 15,1% 27,4% 14,3% 34,7 16,3 30,4 16,8 0,0% 0,0% 0,0% 0,0% 0,0% 0,0% 0,0 0,0 44,6% 47,2% 49,0% 52,7% 53,5% 58,3% 49,0 52,8 100,0% 100,0% 100,0% 100,0% 100,0% 100,0% 100,0 100,0 BeM Be M_Ret MEDIA 2003-2005 Figura 56 Quantità di conto economico: livelli percentuali 2000-2005 per le cooperative di tipo A QUANTITA' DI CONTO ECONOMICO_2000_2005_Coop A 100,0% 90,0% 80,0% 70,0% 60,0% 50,0% 40,0% 30,0% 20,0% 10,0% 0,0% 2000 2001 VALORE AGGIUNTO 2002 2003 COSTO DEL LAVORO 109 2004 MON UTILE NETTO 2005 Figura 57 Quantità di conto economico: livelli percentuali 2000-2005 per le cooperative di tipo A nel campione rettificato QUANTITA' DI CONTO ECONOMICO_2000_2005_Coop A_senza coop maggiori 100,0% 90,0% 80,0% 70,0% 60,0% 50,0% 40,0% 30,0% 20,0% 10,0% 0,0% 2000 2001 2002 VALORE AGGIUNTO 2003 COSTO DEL LAVORO 2004 MON 2005 UTILE NETTO Figura 58 Quantità di stato patrimoniale: livelli percentuali 2000-2005 per le cooperative A QUANTITA' DI STATO PATRIMONIALE_2000_2005_Coop_A 110,0% 90,0% 70,0% 50,0% 30,0% 10,0% 2000 2001 2002 2003 2004 -10,0% Capitale fisso CCO Debiti fin BT 110 Debiti fin MLT Capitale proprio disponibile 2005 Figura 59 Quantità di stato patrimoniale: livelli percentuali 2000-2005 per le cooperative di tipo A nel campione rettificato QUANTITA' DI STATO PATRIMONIALE_2000_2005_Coop_A_senza coop maggiori 100,0% 90,0% 80,0% 70,0% 60,0% 50,0% 40,0% 30,0% 20,0% 10,0% 0,0% 2000 2001 Capitale fisso 2002 CCO 2003 Debiti fin BT 2004 Debiti fin MLT 2005 Capitale proprio disponibile Figura 60 Quantità di conto economico: livelli percentuali 2000- 2005 per le cooperative B e M QUANTITA' DI CONTO ECONOMICO_2000_2005_Coop B e M 100,0% 90,0% 80,0% 70,0% 60,0% 50,0% 40,0% 30,0% 20,0% 10,0% 0,0% 2000 2001 VALORE AGGIUNTO 2002 2003 COSTO DEL LAVORO 111 2004 MON UTILE NETTO 2005 Figura 61 Quantità di conto economico: livelli percentuali 2000-2005 per le cooperative B e M nel campione rettificato QUANTITA' DI CONTO ECONOMICO_2000_2005_Coop B e M_senza coop maggiori 100,0% 90,0% 80,0% 70,0% 60,0% 50,0% 40,0% 30,0% 20,0% 10,0% 0,0% 2000 2001 2002 VALORE AGGIUNTO 2003 COSTO DEL LAVORO 2004 MON 2005 UTILE NETTO Figura 62 Quantità di stato patrimoniale: livelli percentuali 2000-2005 per le cooperative B e M QUANTITA' DI STATO PATRIMONIALE_2000_2005_Coop_B e M 110,0% 90,0% 70,0% 50,0% 30,0% 10,0% 2000 2001 2002 2003 2004 -10,0% Capitale fisso CCO Debiti fin BT 112 Debiti fin MLT Capitale proprio disponibile 2005 Figura 63 Quantità di stato patrimoniale: livelli percentuali 2000-2005 per le cooperative B e M nel campione rettificato QUANTITA' DI STATO PATRIMONIALE_2000_2005_Coop_B e M_senza coop maggiori 100,0% 90,0% 80,0% 70,0% 60,0% 50,0% 40,0% 30,0% 20,0% 10,0% 0,0% 2000 2001 Capitale fisso 2002 CCO 2003 Debiti fin BT Debiti fin MLT 2004 2005 Capitale proprio disponibile Rilevanza del problema finanziario Come ricordato in premessa, la dimensione economico finanziaria non rappresenta certamente il piano più rilevante nell’ambito dell’operatività delle cooperative sociali; essa tuttavia concorre a definire il quadro dei vincoli entro i quali la cooperazione deve comunque collocarsi. Il vincolo economico finanziario si traduce in un insieme di compatibilità minimali che, se rispettate, garantiscono la sostenibilità nel lungo periodo dell’operatività nel sociale. Tale vincolo (e la correlata ricerca delle compatibilità minimali) ha assunto, nel tempo, sempre maggiore importanza. Da un lato, infatti, la crescita dimensionale delle cooperative (nel periodo 2000-2005) in termini di Valore della Produzione e di Capitale Investito ha reso relativamente più rilevante il “problema finanziario” ed, in particolare, il problema del corretto dimensionamento del debito in un contesto caratterizzato da margini operativi modesti e, tendenzialmente, instabili. 113 Dall’altro, va considerato il rapporto con il sistema del credito che diviene sempre più rilevante e che deve scontare importanti discontinuità istituzionali connesse all’imminente entrata in vigore del Nuovo Accordo sul capitale (Basilea 2). Per cogliere la rilevanza che il vincolo economico finanziario presenta nell’ambito dell’economia della cooperazione sociale è opportuno analizzare alcuni dati desumibili dai bilanci aggregati del periodo preso a riferimento. Le tavole successive evidenziano, con riferimento alle diverse tipologie di cooperative, le variazioni su base annua del Valore della Produzione, del Capitale Investito Netto Gestionale, del capitale Circolante Netto, del Capitale Proprio, dei Debiti Finanziari a Medio Lungo Termine (MLT) e di quelli a Breve Termine (BT). Come si può agevolmente osservare, nel periodo preso a riferimento, le cooperative di tipo A si caratterizzano per un maggior tasso di crescita del valore della produzione (215,3% la tipologia A, 43,0% quelle B e M nei campioni totali; 84,4% la tipologia A, 45,9% quelle B e M nei relativi campioni rettificati), così come anche in relazione al Capitale Investito Netto Gestionale. In merito alle variazioni intervenute nella struttura del passivo, si deve rilevare come la variazione dei debiti a medio lungo termine presente nel campione totale delle cooperative di tipo A (258,3%) risulti notevolmente influenzata da un nuovo debito che la cooperativa A_13 ha contratto nel 2005 per un importo iscritto a bilancio pari a € 1.523.460, dato che la medesima variazione riferita al campione rettificato è, invece, pari a solo l’11,5%. Le due tipologie, comunque, si caratterizzano per sentieri evolutivi diversi. Le cooperative di tipo B e Miste, nell’intero periodo preso a riferimento, si contraddistinguono, in entrambi i campioni, per un maggior ricorso alle fonti di finanziamento a MLT (la variazione tra il 2000 e il 2005 risulta pari al 182,4% per il campione totale e pari al 141,6% per il campione rettificato), mentre le cooperative di tipo A presentano un maggior ricorso alle fonti a breve termine. Il dato in tal senso non risulta influenzato dalla cooperativa A_13, poiché la variazione risulta decisamente importante anche nel campione rettificato (253,0% nel campione totale e 201,5% nel campione rettificato). A prescindere da valutazioni quantitative relative alle dinamiche del passato, nell’inquadrare la crucialità della funzione finanza nel prossimo futuro è, tuttavia, necessario far riferimento al mutamento degli scenari sottesi dall’entrate in vigore nel 2007 del Nuovo Accordo di Basilea. Non è questa, naturalmente, la sede per un’articolata analisi delle implicazioni di Basilea 2 rispetto alla finanza delle cooperative e più in generale delle PMI. Qualche considerazione verrà, tuttavia, articolata nelle conclusioni al presente rapporto. 114 Tavola 71 Variazione a/a cooperative A variazione percentuale A Var Valore della Produzione Var Cap Investito Netto Gestionale Var CCN Var Capitale Proprio Var Debiti MLT Var Debiti BT A_Ret 2001-2000 21,6% 7,4% 11,2% 2,2% ns -50,9% A_Ret 2002-2001 45,8% 28,1% 39,0% 9,0% 80,2% 159,0% A_Ret 2003-2002 29,6% 16,5% 20,6% 9,2% 17,5% 142,1% 8,4% 43,5% 5,9% 18,8% -5,7% 77,5% 17,6% -14,4% 29,5% 4,2% -0,3% -2,8% A Var Valore della Produzione Var Cap Investito Netto Gestionale Var CCN Var Capitale Proprio Var Debiti MLT Var Debiti BT A 5,2% -14,3% 55,8% 8,1% -14,1% 29,3% A_Ret 2004-2003 21,8% 6,7% 37,5% 20,7% 66,4% 69,5% A_Ret 2005-2004 12,6% 7,8% 9,9% 7,4% 10,5% 36,8% A_Ret 2005-2000 215,3% 84,4% 181,9% 57,7% ns ns 13,0% -3,2% 59,2% 15,8% 219,6% -8,9% 98,1% 258,3% 253,0% 7,3% 11,1% 58,1% A A 7,5% 36,8% -2,6% A 36,8% 11,5% 201,5% Tavola 72 Variazione a/a cooperative B e M variazione percentuale Var Valore della Produzione Var Cap Investito Netto Gestionale Var CCN Var Capitale Proprio Var Debiti MLT Var Debiti BT Var Valore della Produzione Var Cap Investito Netto Gestionale Var CCN Var Capitale Proprio Var Debiti MLT Var Debiti BT BeM B e M _Ret 2001-2000 -0,9% 9,3% 8,4% 3,1% -0,5% 3,7% BeM B e M _Ret 2002-2001 9,5% 14,2% 10,1% 23,9% -22,4% 9,1% BeM B e M _Ret 2003-2002 7,0% 4,1% 11,2% 6,7% 48,8% 5,3% 6,3% 132,4% -9,1% 10,0% 35,5% -0,2% 11,3% 2,9% 15,8% -6,2% 53,0% 5,6% 24,1% 90,4% 0,4% 0,4% 15,6% 12,5% BeM B e M _Ret 2004-2003 18,7% 13,8% -2,3% -2,4% -6,4% -4,3% BeM B e M _Ret 2005-2004 3,7% -1,3% 6,9% 7,5% 9,8% 20,1% BeM B e M _Ret 2005-2000 43,0% 45,9% 38,6% 43,0% 18,1% 37,0% 7,2% -14,6% -7,8% 16,7% 2,1% -4,6% 63,1% 182,4% -7,6% 8,9% -28,7% -2,1% 115 18,9% 0,7% -7,9% 51,3% 141,6% 7,7% C) Individuazione e significatività degli indicatori per l’analisi delle compatibilità economiche minime Premessa La misurazione delle compatibilità economiche minime delle cooperative sociali della provincia di Udine è stata condotta utilizzando strumenti di analisi di bilancio opportunamente rimodulati al fine di tener conto delle relative specificità. Partendo da una base molto ampia di indicatori (cfr. colonna di sinistra della tavola 73), sono stati estrapolati i più significativi di essi (colonna di destra della stessa tabella) in relazione alle diverse aree dell’attività delle cooperative, al fine di mettere in risalto, soprattutto, gli equilibri attinenti alla gestione caratteristica. L’obiettivo d’indagine è quello di evidenziare, ove possibile, compatibilità economiche minimali di lungo periodo piuttosto che astratti profili di performance. L’analisi delle performance (condotta secondo metriche tradizionali) mal si adatta, infatti, alle specificità della cooperazione sociale. La prospettiva di indagine considerata contribuisce a chiarire la ragione per la quale, nella scelta degli indicatori e nella loro interpretazione, si è cercato di cogliere elementi di trend strutturale. Ci si è focalizzati, ad esempio e come si chiarirà, non tanto sull’evoluzione dei valori degli indicatori di anno in anno quanto, piuttosto, sui loro valori medi nel periodo assunto a riferimento e sulla loro relativa stabilità. In tale ottica assume, inoltre, rilievo il posizionamento relativo, rispetto ai diversi profili presi in esame, di ciascuna cooperativa nell’ambito dell’intero universo e nell’intera finestra temporale di analisi. Per tutte le cooperative si è riportato, per gli anni 2000-2005, lo sviluppo degli indicatori di sintesi (Fatturato/Break Even Point, Fatturato/Capitale Investito Gestionale, Ciclo Monetario [in giorni], MON*/Fatturato, OF/MOL*, Spread=ROI-[OF/CT], Indice di indebitamento, Indice di copertura degli immobilizzi). In termini più precisi, nelle tavole che seguono si presenta per ogni indicatore: • la media dei valori relativi a ciascuna cooperativa nel periodo in esame (2000-2005); • la relativa deviazione standard, che identifica il grado di dispersione dei valori relativi a ciascun anno rispetto alla media di periodo; • la media normalizzata, che si ottiene rapportando la differenza tra la media sviluppata dalla cooperativa (nel periodo 2000-2005) e quella della tipologia di riferimento 116 (media delle medie delle singole cooperative nel periodo 2000-2005) rispetto alla deviazione standard di tutte le medie della stessa tipologia. Per rendere maggiormente significativa l’analisi ed i relativi confronti tra le cooperative sono stati, di volta in volta, eliminati i valori potenzialmente distorsivi. Tavola 73 ELENCO COMPLETO INDICATORI INDICATORI DI SINTESI Fatturato Contributi conto_esercizio/Fatturato Break even point Fatturato/Break even point Fatturato / Valore aggiunto Fatturato / Capitale investito gestionale Ciclo monetario (in giorni) Giorni durata crediti magazzino debiti 1) Fatturato/Break even point 2) Fatturato / Capitale investito gestionale 3) Ciclo monetario (in giorni) 4) MON*/Fatturato 5) OF/MOL* 6) Spread=ROI-(OF/CT) 7) Indice di indebitamento 8) Indice di copertura degli immobilizzi MON*/Fatturato Contributi conto_es/MON* Consumi di materie / Fatturato Costo del lavoro / Fatturato Costi non monetari / Fatturato Costi per servizi/ Fatturato Costi per godimento beni di 3°/ Fatturato Totale costi principali (GLO)_con MON* Costi fissi/costo totale FCGCorrente*(1-t)/MON* OF/MOL* OF/MON* ROI=MON*/CI_totale attivo i=OF/CT di natura onerosa Spread=ROI-(OF/CT) Indice di indebitamento Indice di copertura degli immobilizzi ROE* Il modello, nella sua versione più ampia, prevede, inoltre, un’analisi fondata sulla generazione di flussi di cassa da parte delle cooperative. L’analisi per flussi, come noto, rappresenta un importantissimo strumento per identificare l’equilibrio delle combinazioni economiche e finanziarie delle imprese. 117 Con specifico riferimento alle cooperative sociali questo strumento certamente contribuisce alla verifica dell’esistenza di condizioni di sostenibilità dello sviluppo in presenza di margini economici modesti e volatili. Considerato il numero ristretto di cooperative e il grado di dispersione dei due campioni, i valori potenzialmente distorsivi (outliers) saranno eliminati, prima in funzione di un filtro che ne verificherà la valenza economica finanziaria ed, in seconda analisi, in relazione al superamento o meno di un certo multiplo della deviazione standard (da individuare specificamente per ogni singolo indicatore in relazione alle diverse tipologie di cooperative). In particolar modo, il primo filtro ha la funzione di escludere tutti quei valori che non presentano significatività economica (come ad esempio un punto di pareggio o un peso degli oneri finanziari negativo) o che siano riconducibili a distorsioni contabili (ciclo monetario eccessivamente ampio). 1) Fatturato/Break Even Point (F/BEP) Il primo indicatore preso a riferimento è il punto di pareggio (Break Even Point) rapportato al livello effettivo di fatturato. Il BEP rappresenta il livello di fatturato (livello di equilibrio) in corrispondenza del quale la cooperativa consegue un utile operativo pari a zero (costi=ricavi totali). Graficamente il BEP identifica il punto nel quale la retta dei costi totali (somma dei costi fissi e variabili) interseca la retta dei ricavi totali. Il punto di pareggio è calcolato rapportando l’ammontare dei costi fissi (CF) al margine di contribuzione unitario (MCU=Fatturato-Costi Variabili). Il BEP, quindi, è tanto più alto quanto minore è il MCU e quanto maggiori sono i CF. Un elevato livello del punto di pareggio obbliga la cooperativa a conseguire elevati volumi di ricavi e ne innalza il livello di rischio. Il rapporto F/BEP consente, allora, di mettere in evidenza la capacità della cooperativa sociale di controllare il livello dei costi fissi e, dato un determinato margine di contribuzione unitario, di produrre un livello di fatturato almeno pari al punto di equilibrio (valore del rapporto maggiore di uno). In termini dinamici, l’ipotesi più virtuosa è rappresentata naturalmente da una riduzione progressiva del BEP (riduzione dei CF e/o incremento del MCU) non accompagnata da una parallela riduzione del fatturato. 118 La tavole che seguono presentano i dati relativi al rapporto F/BEP evidenziando, per ciascuna cooperativa, la media nel periodo 2000-2005, la relativa deviazione standard e la media normalizzata. Per meglio comprendere il comportamento delle cooperative si sono riportate in un sistema di assi cartesiani le due variabili che sintetizzano, nell’orizzonte temporale di riferimento, la performance della singola entità (media/Ds) e la performance riferita alla tipologia di appartenenza (media normalizzata). Individuando il livello medio della variabile Media/DS, il piano cartesiano risulta suddiviso in quadranti che individuano le possibili combinazioni (la media della Media Normalizzata è pari a zero). Media Normalizzata QUADRANTE 1 QUADRANTE 3 Media/Ds QUADRANTE 2 QUADRANTE 4 Il quadrante 1, ad esempio, identifica cooperative che presentano un valore della Media Normalizzata maggiore di zero (valore medio più alto della media del campione) e ridotto valore della Media/DS (la variabile presenta una bassa media e/o una elevata variabilità); analogamente, il quadrante 2 un valore della Media Normalizzata maggiore di zero e alto valore della Media/DS (la variabile presenta una media alta e/o una bassa variabilità). Per tale indicatore vengono considerati attendibili e facenti parte del campione, in primis solo i rapporti che presentano valori positivi ed, in seconda analisi, solo quelli che non eccedono di 10 volte la deviazione standard della tipologia di riferimento per le cooperative di tipo A e 5 volte per la tipologia B e M. Di seguito si riporta la suddivisone del rapporto in quartili (ovvero in quattro gruppi contenenti lo stesso numero di dati, con il secondo quartile che rappresenta la mediana11). Entrambe le tipologie presentano, mediamente nei sei anni analizzati, sempre un rapporto superiore all’unità, con valori simili tra i due diversi campioni di cooperative. 11 La mediana è il numero che occupa la posizione centrale di un insieme di numeri, vale a dire che una metà dei numeri ha un valore superiore rispetto alla mediana, mentre l'altra metà ha un valore inferiore. 119 Complessivamente, nell’intero periodo, le due tipologie di cooperative sono accomunate da una media e da una deviazione standard pressoché identiche (1,27 e 0,33 per le cooperative di tipo A; 1,21 e 0,28 per le cooperative di tipo B e Miste, rispettivamente la media e la DS). Entrambe le tipologie hanno un rapporto maggiormente concentrato nel secondo range (Fatturato su BEP compreso tra 1 e 2). Le cooperative di tipo B e Miste sviluppano un rapporto che, nell’intero periodo, tende ad oscillare tra il 65,2% del 2002 e il 95,7% del 2005 mentre, l’altro campione, tra il 59,1% del 2002 e l’84% del 2004. Solo un ristretto numero di entità, sviluppando rapporti superiori alle due volte, si posiziona nel secondo range. Viceversa, desta qualche perplessità che, per entrambe le tipologie, una parte delle cooperative si collochi nel range inferiore (BEP<1), con valori che mediamente tendono ad attestarsi tra il 15% e il 20% e con punte massime intorno al 30%, a testimonianza che un discreto numero di cooperative non sviluppa un livello minimo di fatturato sufficiente a coprire l’ammontare dei costi della gestione tipica. Per alcune di esse, quindi, l’equilibrio puramente reddituale rappresenta un elemento di forte criticità. Tavola 74 Fatturato/Break even point QUARTILI Valore minimo I quartile II quartile III quartile Valore massimo QUARTILI Valore minimo I quartile II quartile III quartile Valore massimo TIPO A 2000 0,58 1,02 1,10 1,24 1,68 2001 0,51 0,97 1,12 1,30 2,82 2002 0,41 1,06 1,18 1,43 4,05 2000 0,82 1,07 1,25 1,39 1,85 2001 0,09 1,08 1,23 1,42 2,42 2002 0,48 1,09 1,22 1,47 1,79 2003 0,29 1,11 1,20 1,32 3,73 2004 0,56 1,10 1,23 1,39 3,13 2005 0,80 1,05 1,19 1,35 4,23 2004 0,24 1,05 1,16 1,39 2,26 2005 0,69 1,10 1,24 1,37 1,92 TIPO B e M 2003 0,14 0,84 1,18 1,48 2,06 12 Utilizzando i grafici a dispersione (Figure 68 e 69 ), dove vengono presi a riferimento la media normalizzata del rapporto in oggetto e il rapporto media su deviazione standard, si può osservare come esista un certo grado di dispersione che caratterizza entrambe le tipologie, 12 Nel grafico a dispersione in oggetto è stata esclusa solo graficamente la coop B_1 perché presentava un rapporto media/deviazione standard particolarmente elevato. 120 determinato, per le cooperative di tipo A, soprattutto dal rapporto media su deviazione standard e, per le cooperative di tipo B e Miste, dal valore della media normalizzata. In particolar modo, nella prima tipologia appare superiore il numero di cooperative con valori negativi della media normalizzata. Le due tipologie, tuttavia, si contraddistinguono per linee di tendenza diverse, inclinata negativamente (la media normalizzata tende verso valori negativi) quella delle cooperative di tipo A e positivamente (la media normalizzata tende verso valori positivi) quella delle cooperative di tipo B e Miste. È utile ricordare che nelle figure in oggetto, così come in tutti gli altri grafici a dispersione presenti nelle successive sezioni, vengono presi a riferimento, se non diversamente specificato di volta in volta, i campioni totali delle due tipologie poiché, a priori, non esiste una correlazione positiva tra dimensione maggiore e rapporti migliori. Tavola 75 Fatturato/Break even point CONDIZIONI MINIME BEP<1 1<=BEP>=2 BEP>2 Totale rilevazioni TIPO A 2000 4 15 0 19 2001 7 13 2 22 2002 3 19 1 23 2003 4 19 2 25 2004 3 21 1 25 2005 6 17 2 25 BEP<1 1<=BEP>=2 BEP>2 CONDIZIONI MINIME BEP<1 1<=BEP>=2 BEP>2 Totale rilevazioni 21,1% 78,9% 0,0% 31,8% 59,1% 9,1% 13,0% 82,6% 4,3% 16,0% 76,0% 8,0% 12,0% 84,0% 4,0% 24,0% 68,0% 8,0% 2000 3 16 0 19 2001 5 15 3 23 2002 5 17 0 22 2003 8 15 1 24 2004 4 18 1 23 2005 1 22 0 23 BEP<1 1<=BEP>=2 BEP>2 15,8% 84,2% 0,0% 21,7% 65,2% 13,0% 22,7% 77,3% 0,0% 33,3% 62,5% 4,2% 17,4% 78,3% 4,3% 4,3% 95,7% 0,0% TIPO B e M 121 Figura 64 Break Even Point: quartili per le cooperative di tipo A Break event point_quartili_Tipologia A 5,00 4,50 4,00 3,50 3,00 2,50 2,00 1,50 1,00 0,50 0,00 Valore minimo I quartile II quartile 2000 2001 2002 2003 III quartile 2004 Valore massimo 2005 Figura 65 Break Even Point: quartili per le cooperative di tipo B e Miste Break event point_quartili_Tipologia B e M 5,00 4,50 4,00 3,50 3,00 2,50 2,00 1,50 1,00 0,50 0,00 Valore minimo I quartile II quartile 2000 2001 2002 122 2003 III quartile 2004 2005 Valore massimo Figura 66 Break Even Point: frequenze per le cooperative di tipo A Break event point_frequenze_Tipologia A 84,0% 82,6% 78,9% 76,0% 68,0% 59,1% 31,8% 24,0% 21,1% 16,0% 13,0% 12,0% 9,1% 8,0% 4,3% 8,0% 4,0% 0,0% <=1 >1;<2 2000 2001 2002 >=2 2003 2004 2005 Figura 67 Break Even Point: frequenze per le cooperative di tipo B e Miste Break event point_frequenze_Tipologia B e M 95,7% 84,2% 78,3% 77,3% 65,2% 62,5% 33,3% 21,7%22,7% 17,4% 15,8% 13,0% 4,3% 4,2% 4,3% 0,0% <=1 >1;<2 2000 2001 2002 2003 123 0,0% >=2 2004 2005 0,0% Tavola 76 Fatturato/Break even point TIPO_A 2000 2001 2002 2003 2004 2005 Media DS A_1 A_2 A_3 A_4 A_5 A_7 A_8 A_9 A_10 A_11 A_12 A_13 A_14 A_15 A_16 A_17 A_18 A_20 A_21 A_22 A_23 A_24 A_25 A_26 A_27 1,42 1,13 1,10 1,26 0,93 1,17 1,57 1,08 0,58 1,01 1,22 0,83 1,06 0,77 1,02 1,13 1,39 1,05 1,68 1,31 1,63 1,06 1,21 0,66 0,75 0,83 0,51 1,90 0,56 1,01 1,19 1,26 0,96 0,99 2,82 1,88 1,06 1,15 1,17 1,08 2,24 4,05 1,87 1,17 1,47 1,45 1,41 0,73 1,12 1,06 1,36 1,05 1,22 1,26 1,18 1,13 1,02 1,05 1,24 0,99 1,73 0,41 1,06 1,52 3,73 1,32 1,13 1,29 0,87 1,39 1,19 2,15 1,34 1,13 1,04 1,27 1,20 0,68 1,15 1,27 1,32 1,11 0,98 1,60 1,00 1,20 0,29 1,14 1,24 3,13 1,43 1,29 1,30 0,88 1,30 1,16 1,51 1,39 1,49 1,01 1,23 1,11 1,05 1,09 1,44 1,84 1,10 0,74 1,35 0,56 1,12 1,11 1,30 1,10 2,87 1,11 1,32 1,11 0,99 1,19 1,50 1,21 1,15 1,05 1,14 1,35 1,35 0,80 0,87 1,19 4,23 1,57 0,96 1,98 1,31 1,07 0,98 1,31 0,86 2,75 1,41 1,18 1,27 0,97 1,16 1,10 1,34 1,32 1,03 1,04 1,25 1,23 0,92 1,05 1,55 1,85 1,18 0,99 1,66 0,97 1,13 0,79 1,16 1,44 1,15 0,30 0,11 0,12 0,29 0,27 0,28 0,55 0,32 0,39 0,05 0,06 0,09 0,18 0,11 0,73 1,25 0,20 0,15 0,26 0,40 0,06 0,44 0,12 0,49 19 1,13 0,27 22 1,24 0,56 23 1,33 0,67 25 1,28 0,60 25 1,28 0,47 25 1,38 0,73 1,27 0,39 0,33 N° rilevazioni Media_anno DS_anno 124 Media/ DS 2,38 4,79 11,22 10,86 3,33 4,35 3,93 2,45 4,18 2,65 20,07 21,60 13,53 5,03 9,94 2,13 1,48 5,85 6,72 6,33 2,42 17,60 1,79 9,87 2,95 Media norm. 3,79 0,37 -0,23 0,01 -0,77 -0,28 -0,44 0,19 0,13 -0,62 -0,58 -0,06 -0,09 -0,90 -0,57 0,70 1,48 -0,22 -0,71 1,01 -0,76 -0,36 -1,22 -0,29 0,43 Tavola 77 Fatturato/Break even point TIPO_B e M 2000 2001 2002 2003 2004 2005 Media DS B_1 B_2 B_3 B_4 B_5 B_6 B_7 B_8 B_9 B_10 B_11 B_12 B_13 B_14 B_15 B_17 B_18 B_19 B_20 B_21 M_20 M_21 M_22 M_23 1,13 1,25 1,07 1,85 1,30 1,39 0,95 1,24 1,49 0,82 1,30 1,39 1,31 1,01 0,88 1,08 1,55 1,50 1,17 - 1,17 1,13 1,27 0,09 1,11 2,42 1,23 1,05 0,79 1,78 0,48 1,21 1,52 2,14 1,49 0,54 2,11 1,30 1,18 0,32 1,25 1,34 1,26 1,18 1,08 1,48 0,75 1,18 1,12 1,52 1,00 0,91 1,41 0,48 1,13 1,53 1,20 1,41 0,50 1,73 1,46 1,79 1,38 1,24 1,79 1,17 1,33 1,45 0,80 1,30 0,84 1,11 1,19 0,91 0,14 1,73 0,66 1,14 2,06 1,04 1,78 0,77 1,57 1,71 0,78 1,65 1,42 1,37 0,84 1,14 1,55 1,10 0,61 1,25 0,80 1,09 1,30 1,09 1,39 1,78 1,02 1,68 1,02 1,19 0,82 2,26 1,16 0,24 1,38 1,49 1,39 1,11 1,23 1,16 1,11 0,69 1,08 1,25 1,04 1,27 1,09 1,51 1,24 1,03 1,63 1,92 1,24 1,11 1,40 1,11 1,40 1,45 1,34 1,09 1,27 1,17 1,25 1,24 0,59 1,30 0,96 1,35 1,32 0,98 0,88 1,55 0,91 1,14 1,64 1,44 1,42 0,75 1,68 1,23 1,02 1,36 1,40 1,27 1,25 0,04 0,17 0,19 0,29 0,28 0,25 0,53 0,12 0,06 0,39 0,16 0,51 0,11 0,23 0,48 0,24 0,25 0,46 0,31 0,45 0,53 0,10 0,12 0,35 N° rilevazioni Media_anno DS_anno 19 1,25 0,26 23 1,23 0,56 22 1,24 0,36 24 1,20 0,44 23 1,21 0,41 23 1,25 0,24 1,21 0,27 0,28 125 Media/ DS 32,89 7,28 6,72 2,05 4,59 3,81 2,53 10,94 16,46 2,24 9,51 1,78 10,47 7,13 3,01 5,99 3,05 3,63 3,99 2,26 2,58 14,51 10,55 3,60 Media norm. -0,16 0,14 0,12 -2,31 0,32 -0,92 0,51 0,39 -0,87 -1,24 1,26 -1,12 -0,27 1,57 0,84 0,78 -1,71 1,74 0,08 -0,70 0,54 0,68 0,20 0,16 Figura 68 Break Even Point: media/ds e media normalizzata per le cooperative di tipo A Break Event Point_ media/ds e media normalizzata_Tipologia A 3,00 2,00 A_18 A_22 Media normalizzata 1,00 A_17 0,00 A_27 A_2 A_9 A_10 0,00 5,00 A_ 7 A_8 A_11 A_23A_5 A_15 -1,00 A_4 A_3 A_20 10,00 A_26 A_21 A_14 15,00 A_24 A_16 20,00 A_13 25,00 A_12 A_25 -2,00 -3,00 Media/DS Figura 69 Break Even Point: media/ds e media normalizzata per le cooperative B e Miste Break Event Point_ media/ds e media normalizzata_Tipologia B e M 3,00 2,00 B_19 B_14 B_11 Media normalizzata 1,00 B_15 B_17 M_20 B_7 B_5 M_ 23 B_20 0,00 0,00 5,00 B_2 B_3 M_21 B_8 M_22 10,00 B_13 B_21 -1,00 B_12 B_10 15,00 20,00 B_9 B_6 B_18 -2,00 B_4 -3,00 Media/DS 126 25,00 2) Fatturato / Capitale investito netto gestionale Il secondo indicatore è un indice di rotazione del capitale investito gestionale. La particolarità, rispetto all’indicatore di turnover più tradizionale (ricavi netti su totale dell’attivo), consiste nel fatto che esso considera al denominatore il Capitale Investito Netto Gestionale, che rappresenta la somma algebrica di attività e passività attinenti alla gestione caratteristica della cooperativa, a prescindere dalla durata convenzionale delle poste in bilancio13. In linea di principio è auspicabile un livello di turnover maggiore di uno e, progressivamente, crescente. Tanto più l’indice risulterà elevato, tanto maggiore sarà, a parità di condizioni, il grado di efficienza finanziaria (in senso lato). Come già segnalato nei precedenti rapporti, la significatività dell’indicatore è funzionale alla sola presenza di valori positivi e, per entrambe le tipologie, si sostanzia nel non superamento di 5 volte della deviazione standard del proprio campione di riferimento. Il campione delle cooperative di tipo B e Miste presenta, complessivamente, valori medi inferiori alla tipologia A ma sempre positivi (2,25 le cooperative di tipo B e Miste; 3,55 le cooperative di tipo A), così come risulta inferiore la deviazione standard (0,64 le cooperative di tipo B e Miste; 1,22 le cooperative di tipo A). Anche dalla sezione dei quartili (tavola 70) è possibile desumere come, per ogni gruppo, le cooperative di tipo A presentino valori medi sempre maggiori della tipologia B e M. La mediana della prima tipologia è sempre superiore alle tre volte, mentre per le cooperative di tipo B e Miste solo nel 2004 il valore risulta superiore alle due volte. 13 Il capitale investito gestionale si sostanzia nella somma del capitale fisso e del capitale circolante netto (somma di crediti di gestione e rimanenze al netto dei debiti di gestione). E’ opportuno, peraltro, rilevare come, nella maggior parte delle cooperative, il livello del magazzino risulti (quando esistente) molto basso. 127 Tavola 78 Fatturato/Capitale investito netto gestionale QUARTILI Valore minimo I quartile II quartile III quartile Valore massimo QUARTILI Valore minimo I quartile II quartile III quartile Valore massimo TIPO A 2000 0,36 1,64 3,12 6,50 14,54 2001 0,39 1,79 3,43 5,30 8,59 2002 0,41 2,32 3,58 4,59 8,43 2000 0,95 1,54 1,79 2,30 4,00 2001 0,76 1,06 1,90 2,67 4,89 2002 0,35 1,34 1,73 2,62 7,01 2003 0,39 2,12 3,37 4,36 6,53 2004 0,44 1,83 3,05 4,11 8,07 2005 0,39 1,99 3,04 3,78 6,71 2004 0,42 1,63 2,15 2,75 4,74 2005 0,42 1,51 1,97 3,46 5,27 TIPO B e M 2003 0,40 1,43 1,96 2,96 4,63 Tavola 79 Fatturato/Capitale investito netto gestionale CONDIZIONI MINIME Turnover<1 1<=Turnover >=2 Turnover >2 Totale rilevazioni TIPO A 2000 1 5 15 21 2001 1 7 14 22 2002 1 3 19 23 2003 1 4 20 25 2004 2 5 17 24 2005 1 6 18 25 Turnover<1 1<= Turnover >=2 Turnover >2 CONDIZIONI MINIME Turnover<1 1<=Turnover >=2 Turnover >2 Totale rilevazioni 4,8% 23,8% 71,4% 4,5% 31,8% 63,6% 4,3% 13,0% 82,6% 4,0% 16,0% 80,0% 8,3% 20,8% 70,8% 4,0% 24,0% 72,0% 2000 2 11 8 21 2001 6 6 11 23 2002 4 10 10 24 2003 2 10 12 24 2004 2 7 14 23 2005 2 10 12 24 Turnover<1 1<=Turnover >=2 Turnover >2 9,5% 52,4% 38,1% 26,1% 26,1% 47,8% 16,7% 41,7% 41,7% 8,3% 41,7% 50,0% 8,7% 30,4% 60,9% 8,3% 41,7% 50,0% TIPO B e M 128 Analizzando i dati medi delle singole cooperative per i diversi anni, ipotizzando anche per questo indicatore tre diversi range (turnover inferiore all’unità, compreso tra 1 e 2 e superiore a 2), è possibile osservare come le cooperative di tipo A si posizionino prevalentemente nel terzo range (turnover superiore a 2), mentre le cooperative di tipo B e Miste tendano a distribuirsi maggiormente tra il secondo ed il terzo. Per le cooperative di tipo B e Miste, appare di un certo spessore il numero di esse che non maturano un livello soddisfacente di sfruttamento del capitale, ovvero presentano un rapporto inferiore all’unità (mediamente negli ultimi tre anni circa l’8%), mentre più ridotta risulta la percentuale per le cooperative di tipo A visto che, eccezion fatta per il 2004, il rapporto si attesta nell’intorno del 4%. Un ragionevole livello di rotazione del capitale investito contribuisce in modo determinante alla definizione delle condizioni di equilibrio economico e finanziario delle cooperative. Da un lato, infatti, la rotazione concorre, con la produzione di margine sul fatturato (come si dirà più avanti), alla realizzazione della redditività del capitale investito; dall’altro, un elevato livello di rotazione (a parità di altre condizioni) è sintomatico di un efficiente utilizzo delle risorse finanziarie. In ogni caso, ad un elevato livello di rotazione corrisponde una minore rischiosità della cooperativa, sia nella prospettiva dell’allocazione delle risorse interne che in quella di un istituto sovventore. È opportuno sottolineare che, proprio dove esiste una certa predominanza nella struttura dell’attivo del capitale circolante operativo, lo stesso livello di rotazione del CIG può risultare fortemente influenzato dall’incidenza dei debiti di fornitura che esercitano un importante effetto di contenimento e di sterilizzazione dell’attivo circolante (soprattutto nella componente “crediti vs. clientela”). Il profilo in oggetto sarà approfondito con ulteriori e opportuni indicatori nelle pagine seguenti. La componente delle rimanenze, a differenza che nelle imprese di carattere industriale, sviluppando valori assoluti di poco spessore appare del tutto trascurabile. Come precedentemente illustrato, le cooperative di tipo B e M presentano, rispetto all’altra tipologia, una lieve maggiore consistenza del magazzino (la media dell’ultimo triennio è pari al 2,0% per il campione totale e 4,5% per il campione parziale). Ricorrendo poi ai grafici a dispersione (figure 74 e 75), è possibile notare una certa diversità tra le due tipologie. Le cooperative di tipo A si caratterizzano per un maggior grado di dispersione derivante, soprattutto, dal rapporto media su deviazione standard, dispersione che è altresì presente nell’altra tipologia ma particolarmente influenzata dal valore della media 129 normalizzata e dove i valori tendono a concentrarsi verso il punto d’intersezione tra le ascisse e le ordinate. La maggiore diversità è, comunque, riconducibile alla linea di tendenza che presenta inclinazioni opposte. Quella della tipologia A risulta marcatamente decrescente (la media normalizzata tende verso valori negativi), mentre risulta pressoché piatta quella delle cooperative di tipo B e M. Figura 70 RN/CING: quartili per le cooperative di tipo A Break event point_quartili_Tipologia A 15,00 10,00 5,00 0,00 Valore minimo I quartile II quartile 2000 2001 2002 130 2003 III quartile 2004 2005 Valore massimo Figura 71 RN/CING: quartili per le cooperative di tipo B e Miste Break event point_quartili_Tipologia B e M 15,00 10,00 5,00 0,00 Valore minimo I quartile II quartile 2000 2001 2002 131 2003 III quartile 2004 2005 Valore massimo Figura 72 RN/CING: frequenze per le cooperative di tipo A Break event point_frequenze_Tipologia A 82,6% 80,0% 70,8%72,0% 71,4% 63,6% 31,8% 24,0% 20,8% 23,8% 16,0% 13,0% 8,3% 4,8% 4,5% 4,3% 4,0% 4,0% <=1 >1;<2 2000 2001 2002 >=2 2003 2004 2005 Figura 73 RN/CING: frequenze per le cooperative di tipo B e Miste Break event point_frequenze_Tipologia B e M 60,9% 52,4% 47,8% 41,7%41,7% 41,7% 50,0% 41,7% 38,1% 30,4% 26,1% 26,1% 16,7% 9,5% 8,3% 8,7% 8,3% <=1 >1;<2 2000 2001 2002 2003 132 >=2 2004 2005 50,0% Tavola 80 Fatturato/Capitale investito netto gestionale TIPO_A 2000 2001 2002 2003 2004 2005 Media DS A_1 A_2 A_3 A_4 A_5 A_7 A_8 A_9 A_10 A_11 A_12 A_13 A_14 A_15 A_16 A_17 A_18 A_20 A_21 A_22 A_23 A_24 A_25 A_26 A_27 1,24 3,55 2,89 1,32 2,62 4,40 1,39 2,08 1,19 9,96 4,44 3,97 0,36 8,50 3,12 14,54 10,90 2,25 6,50 7,87 1,64 1,45 2,97 2,64 1,48 1,08 4,23 1,89 1,77 1,86 4,05 4,92 5,37 7,15 0,39 8,36 2,45 6,17 5,07 3,88 6,68 8,59 1,32 2,17 2,99 2,46 1,55 1,83 4,08 3,57 2,63 2,09 3,46 4,27 4,44 4,85 0,41 8,26 4,52 7,25 4,54 4,64 4,69 3,58 8,43 1,31 2,68 2,70 3,02 1,49 3,05 2,66 5,06 2,05 2,12 3,37 3,53 4,46 5,60 0,39 3,88 4,40 4,21 4,31 6,53 3,42 6,23 1,01 1,81 4,36 1,40 2,54 2,55 2,83 1,37 3,46 0,91 5,88 1,26 1,97 3,29 5,71 3,55 4,28 0,44 4,89 3,10 3,83 8,07 2,84 4,07 1,21 4,23 3,00 1,42 2,54 2,69 2,98 1,33 3,04 1,09 4,06 1,19 1,99 3,69 5,62 3,59 3,09 0,39 6,71 4,26 2,04 3,78 5,38 2,12 3,40 1,43 4,88 3,71 1,60 2,10 2,91 2,80 1,42 2,49 2,60 4,14 1,72 2,02 3,18 5,67 4,31 4,82 0,40 6,77 3,64 6,34 5,72 5,13 3,27 5,08 1,21 3,64 5,99 1,45 0,61 0,36 0,21 0,10 1,00 1,41 1,36 0,55 0,10 1,01 2,26 0,67 1,42 0,03 1,98 0,86 4,41 2,93 2,04 1,09 1,55 0,21 1,62 2,57 0,14 N° rilevazioni Media_anno DS_anno 21 4,51 3,81 22 3,81 2,45 23 3,83 2,06 25 3,35 1,59 24 3,20 1,79 25 3,06 1,56 3,55 1,78 1,22 133 Media/ DS 3,42 8,16 13,15 14,59 2,50 1,84 3,04 3,09 20,49 3,14 2,51 6,40 3,41 15,06 3,41 4,21 1,44 1,95 2,52 3,01 3,28 5,77 2,25 2,33 10,39 Media norm. -0,81 -0,36 -0,42 -1,20 -0,60 -0,54 0,33 -1,03 -0,86 -0,21 1,19 0,43 0,71 -1,77 1,81 0,05 1,57 1,22 0,88 -0,16 0,86 -1,31 0,05 1,37 -1,18 Tavola 81 Fatturato/Capitale investito netto gestionale TIPO_B e M 2000 2001 2002 2003 2004 2005 Media DS B_1 B_2 B_3 B_4 B_5 B_6 B_7 B_8 B_9 B_10 B_11 B_12 B_13 B_14 B_15 B_17 B_18 B_19 B_20 B_21 M_20 M_21 M_22 M_23 3,19 1,63 1,79 1,54 2,13 2,30 1,66 2,51 0,95 2,39 1,02 2,29 1,17 0,99 1,99 1,45 1,90 1,63 2,98 1,55 4,00 2,35 2,41 1,90 2,03 1,69 1,16 0,97 2,96 3,14 0,96 2,19 0,90 2,62 0,94 0,76 1,77 2,72 1,67 1,69 4,05 3,40 0,82 4,89 1,68 4,94 1,94 2,65 1,36 1,29 1,46 3,59 2,61 1,11 2,51 0,92 2,54 0,35 1,39 1,44 0,91 2,03 1,79 7,01 1,41 3,02 0,93 4,10 1,75 4,63 2,09 3,12 1,09 3,41 1,46 2,06 2,94 0,63 2,42 1,08 2,20 0,40 1,85 1,34 1,63 2,18 1,73 4,31 1,79 3,03 1,07 4,06 2,13 3,25 2,92 2,13 1,38 3,00 1,94 1,67 2,20 0,89 2,35 1,61 2,15 0,42 4,74 1,45 2,42 2,58 1,36 2,44 3,12 1,65 4,08 5,27 3,99 3,45 1,92 1,35 3,49 1,63 1,52 1,81 0,83 2,21 1,09 2,15 0,42 2,48 1,34 2,25 2,02 1,49 4,75 4,03 1,65 1,84 3,76 2,73 3,48 2,35 2,23 1,50 2,47 1,63 2,24 2,54 0,89 2,34 1,10 2,33 0,61 2,04 1,56 1,99 1,99 1,66 5,36 2,56 2,87 1,31 4,15 1,36 1,29 0,67 0,56 0,36 1,15 0,46 0,84 0,48 0,16 0,12 0,26 0,21 0,35 1,46 0,26 0,72 0,40 0,20 1,45 1,20 0,62 0,42 0,38 N° rilevazioni Media_anno DS_anno 21 1,96 0,77 23 2,09 1,09 24 2,21 1,50 24 2,18 1,13 23 2,26 0,98 24 2,36 1,27 2,25 1,03 0,64 134 Media/ DS 2,01 2,69 3,48 3,95 4,14 2,14 3,55 2,67 5,26 5,61 18,79 4,22 11,28 1,77 1,39 5,90 2,75 4,99 8,32 3,70 2,14 4,66 3,11 10,86 Media norm. 0,47 1,20 0,10 -0,01 -0,73 0,22 -0,60 0,00 0,28 -1,32 0,09 -1,11 0,08 -1,59 -0,20 -0,67 -0,25 -0,25 -0,57 3,03 0,30 0,60 -0,91 1,85 Figura 74 Turnover: media/ds e media normalizzata per le cooperative di tipo A Turnover_ media/ds e media normalizzata_Tipologia A 4,50 3,50 2,50 Media normalizzata 1,50 0,50 0,00 -0,50 A_16 A_18 A_26 A_20 A_12 A_21 A_23 A_14 A_8 A_17 A_25 A_22 A_11 5,00 A_7A_5 A_1 A_9 -1,50 A_13 A_2 10,00 A_3 15,00 20,00 25,00 A_10 A_27 A_24 A_4 A_15 -2,50 -3,50 -4,50 Media/DS Figura 75 Turnover: media/ds e media normalizzata per le cooperative di tipo B e Miste Turnover_ media/ds e media normalizzata_Tipologia B e M 4,50 3,50 B_21 2,50 M_23 Media normalizzata 1,50 B_2 0,50 0,00 -0,50 -1,50 M_21 B_1 M_20 B_9 B_6 B_3 B_8 B_4 B_15 B_18 B_19 5,00 B_7B_5 B_17 M_22 B_12 B_10 B_14 B_11 B_13 10,00 15,00 B_20 -2,50 -3,50 -4,50 Media/DS 135 20,00 25,00 3) Ciclo monetario Il terzo indicatore è rappresentato dalla durata del ciclo monetario (somma algebrica tra il periodo di scorta media del magazzino e la durata dei crediti, al netto delle durata media dei debiti di gestione). Tale indicatore evidenzia il periodo medio che intercorre tra i pagamenti e gli incassi ed è, quindi, sintomatico dello sfasamento medio tra il pagamenti dei costi e l’incasso dei ricavi. Minore risulta la durata del ciclo monetario minore è, a parità di condizioni, il fabbisogno finanziario e, quindi, maggiore appare la capacità della cooperativa di creare nuove risorse da destinare agli investimenti. Al fine di considerare significativa la durata del ciclo monetario non sono stati considerati attendibili i relativi giorni del magazzino, dei crediti e dei debiti commerciali superiori a 300 e, successivamente, solo quelli che non eccedevano, sia positivamente che negativamente, di cinque volte la deviazione standard della propria tipologia. Come si può osservare dai prospetti successivi (tavole 83 e 84), alcune cooperative presentano sistematicamente situazioni di ciclo monetario negativo 14 , il che potrebbe rappresentare una potenziale capacità della cooperativa di incassare prima i propri crediti rispetto al pagamento delle proprie obbligazioni. Il Ciclo Monetario negativo produce un importante effetto di contrazione del capitale investito complessivo riducendo, in particolare, il CING; l’effetto più immediato ed evidente è il sensibile incremento della rotazione (si veda l’indicatore precedentemente analizzato F/CING). A questo livello, tuttavia, appare importante verificare se la presenza di un ciclo monetario negativo sia effettivamente il risultato di un reale potere contrattuale della cooperativa o se, piuttosto, sia sintomatico della difficoltà nel pagare i propri fornitori. In via generale, sulla base dei dati di seguito riportati, è possibile sostenere che il ciclo monetario appare mediamente più sostenuto per le cooperative di tipo B e M rispetto a quelle di tipo A (circa 45 gg. Vs. 80 gg.), mentre non emerge una così significativa diversità a livello di deviazione standard, considerato che le cooperative di tipo A presentano un livello pari a 31,30 e quelle dell’altra tipologia uno pari a 47,48. 14 Un ciclo monetario negativo, considerato che la maggior parte delle cooperative presenta livelli trascurabili di magazzino, si determina semplicemente perché l’ammontare dei debiti di natura commerciale è superiore ai crediti, anch’essi di natura commerciale. 136 Il valore medio per le cooperative di tipo A, tra il 2000 e il 2005, ha registrato una lieve e progressiva crescita (il valore medio al 2000 era pari a circa 35 giorni, mentre al 2005 è stato di circa 58 giorni), a differenza delle cooperative di tipo B e Miste dove, invece, si è registrata una riduzione del ciclo monetario (il valore medio al 2000 era pari a circa 100 giorni, mentre al 2005 è stato di circa 70 giorni). Per entrambe le tipologie, il livello e la relativa sostenibilità devono tuttavia essere valutati nell’ambito di considerazioni di più ampio respiro ed, in particolare, sia in relazione alla dinamica dei margini operativi e all’incidenza degli oneri finanziari, sia all’eventuale consistenza di debiti finanziari a breve termine che potrebbero essere funzionali alla presenza di un ciclo monetario positivo. Confrontando i grafici a dispersione si può notare una certa somiglianza tra le due tipologie, dato che entrambe presentano una linea di tendenza crescente ovvero, a valori più elevati del rapporto media su deviazione standard, tende a corrispondere una media normalizzata anch’essa più elevata. È utile ricordare che rapporti elevati della media su deviazione standard individuano cooperative con valori poco volatili. Generalmente sono espressione di una deviazione standard di poco spessore, a sua volta sempre espressione di valori presenti in una serie storica che tendono a discostarsi poco dal valore medio della serie medesima. Tavola 82 Ciclo Monetario QUARTILI Valore minimo I quartile II quartile III quartile Valore massimo QUARTILI Valore minimo I quartile II quartile III quartile Valore massimo TIPO A 2000 -125,0 -7,0 30,0 84,0 207,0 2001 -209,0 17,0 45,0 69,0 166,0 2002 -185,0 26,0 46,0 66,0 172,0 2000 -34,0 81,0 113,0 125,0 193,0 2001 -54,0 72,5 98,0 127,5 284,0 2002 -180,0 50,8 90,0 126,3 188,0 2003 -252,0 20,0 50,0 77,0 141,0 2004 -199,0 22,0 60,0 94,0 206,0 2005 -68,0 24,0 56,0 95,0 219,0 2004 -203,0 39,3 75,5 96,5 186,0 2005 -245,0 50,8 72,0 124,3 201,0 TIPO B e M 137 2003 -158,0 72,5 95,5 113,0 201,0 Figura 76 Durata del ciclo monetario: quartili per le cooperative di tipo A Ciclo Monetario_quartili_Tipologia A 300,0 200,0 100,0 0,0 Valore minimo I quartile II quartile III quartile Valore massimo -100,0 -200,0 -300,0 2000 2001 2002 2003 2004 2005 Figura 77 Durata del ciclo monetario: quartili per le cooperative di tipo B e Miste Ciclo Monetario_quartili_Tipologia B e M 300,0 200,0 100,0 0,0 Valore minimo I quartile II quartile III quartile -100,0 -200,0 -300,0 2000 2001 2002 138 2003 2004 2005 Valore massimo Tavola 83 Ciclo Monetario TIPO_A 2000 2001 2002 2003 2004 2005 Media DS A_1 A_2 A_3 A_4 A_5 A_7 A_8 A_9 A_10 A_11 A_12 A_13 A_14 A_15 A_16 A_17 A_18 A_20 A_21 A_22 A_23 A_24 A_25 A_26 A_27 41,0 93,0 30,0 207,0 -16,0 69,0 116,0 -1,0 98,0 -7,0 -46,0 -9,0 -125,0 22,0 84,0 21,0 0,0 90,0 53,0 35,0 -15,0 26,0 116,0 39,0 166,0 -45,0 -29,0 91,0 108,0 56,0 -17,0 -13,0 60,0 20,0 -209,0 16,0 137,0 56,0 34,0 51,0 52,0 29,0 72,0 46,0 116,0 50,0 172,0 46,0 -8,0 50,0 69,0 18,0 31,0 -26,0 73,0 25,0 -185,0 27,0 67,0 50,0 34,0 34,0 65,0 95,0 32,0 2,0 46,0 127,0 20,0 141,0 -8,0 26,0 50,0 115,0 34,0 30,0 -25,0 68,0 9,0 -252,0 51,0 68,0 86,0 42,0 19,0 96,0 53,0 117,0 71,0 77,0 -7,0 46,0 136,0 44,0 206,0 0,0 86,0 36,0 141,0 36,0 70,0 -57,0 90,0 60,0 -199,0 48,0 100,0 94,0 -28,0 12,0 115,0 69,0 67,0 22,0 116,0 -34,0 41,0 130,0 42,0 219,0 -57,0 68,0 73,0 115,0 16,0 47,0 -17,0 85,0 107,0 -68,0 31,0 75,0 177,0 -46,0 42,0 164,0 56,0 73,0 24,0 95,0 -50,0 41,0 119,7 37,5 185,2 -12,8 21,2 61,5 110,7 26,5 43,2 -24,2 55,0 35,3 -173,0 32,5 88,5 80,7 6,0 41,3 110,0 63,0 85,7 39,0 64,0 -5,3 7,7 15,3 10,8 30,2 40,7 47,3 19,9 23,4 19,8 39,2 17,6 50,7 41,8 65,9 14,1 26,7 54,0 36,8 27,8 41,5 16,9 27,3 27,7 37,2 42,3 N° rilevazioni Media_anno DS_anno 21 35,24 68,66 22 37,09 76,12 23 38,39 63,83 25 42,16 74,98 25 51,04 78,74 25 57,68 72,71 45,28 64,75 31,30 139 Media/ DS 5,29 7,84 3,47 6,14 -0,31 0,45 3,10 4,74 1,34 1,10 -1,37 1,09 0,84 -2,63 2,30 3,31 1,49 0,16 1,48 2,65 3,73 3,14 1,41 1,72 -0,13 Media norm. -0,07 1,15 -0,12 2,16 -0,90 -0,37 0,25 1,01 -0,29 -0,03 -1,07 0,15 -0,15 -3,37 -0,20 0,67 0,55 -0,61 -0,06 1,00 0,27 0,62 -0,10 0,29 -0,78 Tavola 84 Ciclo Monetario TIPO_B e M 2000 2001 2002 2003 2004 2005 Media DS B_1 B_2 B_3 B_4 B_5 B_6 B_7 B_8 B_9 B_10 B_11 B_12 B_13 B_14 B_15 B_17 B_18 B_19 B_20 B_21 M_20 M_21 M_22 M_23 42,0 193,0 78,0 -34,0 132,0 113,0 157,0 125,0 118,0 117,0 46,0 101,0 105,0 132,0 120,0 118,0 24,0 139,0 81,0 108,0 86,0 119,0 123,0 97,0 -54,0 143,0 284,0 100,0 98,0 94,0 103,0 122,0 69,0 92,0 200,0 132,0 75,0 82,0 145,0 26,0 -6,0 70,0 172,0 64,0 84,0 53,0 108,0 -180,0 101,0 120,0 65,0 35,0 121,0 96,0 100,0 83,0 -12,0 -104,0 151,0 188,0 169,0 21,0 142,0 44,0 170,0 81,0 170,0 80,0 102,0 63,0 102,0 -158,0 113,0 -129,0 71,0 76,0 109,0 119,0 107,0 73,0 113,0 -129,0 113,0 201,0 74,0 47,0 146,0 79,0 121,0 89,0 157,0 77,0 92,0 87,0 74,0 -97,0 57,0 -20,0 22,0 110,0 148,0 77,0 119,0 66,0 122,0 -203,0 11,0 166,0 50,0 45,0 186,0 22,0 90,0 90,0 86,0 74,0 12,0 68,0 59,0 -61,0 65,0 4,0 22,0 124,0 178,0 76,0 137,0 125,0 120,0 -245,0 73,0 201,0 72,0 62,0 176,0 72,0 29,0 163,0 58,0 85,0 75,2 97,8 86,3 -97,3 101,8 51,8 65,5 100,0 129,2 98,2 117,0 77,0 89,3 -62,7 87,0 170,0 88,0 62,8 152,2 44,5 90,5 95,7 125,2 77,7 40,2 52,8 19,0 59,5 34,9 157,1 38,1 41,8 29,9 18,9 12,8 26,5 50,9 176,7 59,8 32,1 46,4 34,5 24,8 25,4 67,4 33,8 48,1 8,1 21 23 100,05 102,17 49,37 67,37 24 78,58 85,33 24 72,33 88,02 24 61,42 82,20 24 69,79 90,98 80,11 57,35 47,48 N° rilevazioni Media_anno DS_anno 140 Media/ DS 1,87 1,85 4,55 -1,63 2,92 0,33 1,72 2,39 4,32 5,18 9,15 2,91 1,75 -0,35 1,45 5,30 1,89 1,82 6,14 1,75 1,34 2,83 2,60 9,57 Media norm. -0,09 0,31 0,11 -3,09 0,38 -0,49 -0,25 0,35 0,86 0,31 0,64 -0,05 0,16 -2,49 0,12 1,57 0,14 -0,30 1,26 -0,62 0,18 0,27 0,79 -0,04 Figura 78 Ciclo Monetario: media/ds e media normalizzata per le cooperative di tipo A Ciclo monetario media/ds e media normalizzata_Tipologia A 3,50 2,50 A_4 Media normalizzata 1,50 A_17 A_24 A_18 A_26 A_8 A_23 A_13 A_11 A_21 A_1 A_25 A_14 A_ 16 A_3 -1,00 1,00 3,00 5,00 A_7 A_10 -0,50 A_20 A_27 A_5 A_12 0,50 -5,00 -3,00 A_2 A_9 A_22 7,00 9,00 11,00 13,00 15,00 -1,50 -2,50 A_15 -3,50 Media/DS Figura 79 Ciclo Monetario: media/ds e media normalizzata per le cooperative di tipo B e Miste Ciclo monetario media/ds e media normalizzata_Tipologia B e M 3,50 2,50 B_17 1,50 Media normalizzata B_20 M_22 0,50 -5,00 -3,00 -1,00 -0,50 B_5 B_2B_8 M_21 M_20 B_13 B_18 B_15 B_12 B_1 B_7 1,00 B_193,00 B_6 B_21 B_9 B_3 B_11 B_10 5,00 -1,50 -2,50 B_14 B_4 -3,50 Media/DS 141 7,00 9,00 M_23 11,00 13,00 15,00 4) Mon su fatturato (ROS) L’incidenza del MON sui ricavi (Return On Sales) esprime la redditività che la cooperativa ottiene dall’erogazione dei servizi che costituiscono oggetto della propria attività caratteristica. In termini generali si possono articolare le seguenti considerazioni: • Il ROS rappresenta un indicatore di particolare rilievo; esso è, infatti, sintomatico della capacità della cooperativa di estrarre dal proprio fatturato margini “industriali” (al netto dell’imposizione fiscale) adeguati rispetto alla remunerazione del capitale di terzi oneroso (OF/DF_debiti finanziari). • Tale indicatore, analizzato congiuntamente alla rotazione del capitale investito netto gestionale, consente di formulare una valutazione rispetto alla redditività dei capitali investiti. A parità di ROS, quanto maggiore (minore) risulta la rotazione tanto maggiore (minore) risulterà la redditività del CING (Return On Investment). • Il ROS calcolato nel presente rapporto risulta, probabilmente, approssimato per eccesso, nella misura in cui, come peraltro già evidenziato, componenti di reddito (mediamente) negative sono state attribuiti alla gestione non caratteristica. Qualora i “proventi e oneri diversi” (a seguito di opportuna verifica dei dati) venissero ricondotti nell’ambito della gestione caratteristica, il livello del MON risulterebbe fortemente ridimensionato. Molte cooperative presenterebbero, quindi, una redditività sul fatturato negativa. Tale eventualità condizionerebbe pesantemente la valutazione dell’equilibrio economico. È utile, altresì, ricordare come nella valutazione della redditività caratteristica, con riferimento all’impatto rappresentato dalle imposte, dal 2004 le cooperative in oggetto siano esentate dal pagamento dell’IRAP. A parità di condizioni, quindi, un maggior margine operativo netto (MON), in particolar modo tra il 2003 e il 2004 e anche per gli anni seguenti, può essere strettamente correlato, non tanto alla reale capacità intrinseca di creare maggiore ricchezza attraverso la gestione caratteristica da un esercizio all’altro, quanto da un costo non più presente. Sulla base dei dati disponibili, rettificati dai rapporti che esprimono una redditività superiore ed inferiore al 50% e di quelli che eccedono, sia in senso incrementativo che decrementativo, di 2 volte la deviazione standard del campione di riferimento, è possibile notare come, in entrambe le tipologie, la maggior parte delle cooperative presenti una redditività positiva e tenda a collocarsi nel secondo range (ROS compreso tra 0 e 10). 142 Di un certo rilievo appare la tendenza manifestatasi nella tipologia B e Mista (tavola 86 e grafici pertinenti) dove, negli ultimi due anni, si osserva una riduzione del numero di cooperative con una redditività negativa (ROS inferiore a zero). Nel 2003 si registra, infatti, la maggiore percentuale di cooperative con un rapporto Margine Operativo Netto su Fatturato negativo mentre invece, nel 2005, il dato è diametralmente opposto, dato che la percentuale risulta scesa al 4,8% e rappresenta il valore più basso. Lo stesso non si può dire per le cooperative di tipo A, poiché nel 2005 si registra una percentuale del 26,1%, con ben 6 cooperative su 23 con un ROS negativo. Tuttavia, il dato si discosta molto dai valori degli anni precedenti e, per questo, deve essere interpretato con una certa cautela, dato che nel triennio 2002-2004 la percentuale risultava attestata in un intorno del 13% anche se, complessivamente, appare fisiologica la presenza di entità, per entrambe le tipologie, con una redditività media negativa. Le tavole ed i grafici che seguono presentano, come di consueto, le principali evidenze con riferimento alle cooperative di tipo A e B. Quelle di tipo B e Miste sviluppano una media nel periodo preso a riferimento lievemente inferiore rispetto alla tipologia A (2,71% per B e M e 3,02% per A) ed analogamente per quanto concerne la deviazione standard (5,09% per B e M e 4,63% per A). Tavola 85 Mon su Fatturato_ROS QUARTILI Valore minimo I quartile II quartile III quartile Valore massimo QUARTILI Valore minimo I quartile II quartile III quartile Valore massimo TIPO A 2000 -15,1% 0,4% 1,8% 4,4% 12,4% 2001 -12,6% 0,0% 2,1% 4,3% 12,5% 2002 -11,3% 1,0% 3,3% 8,4% 12,6% 2000 -4,2% 1,2% 4,1% 8,5% 17,4% 2001 -23,1% 0,9% 3,2% 7,0% 21,2% 2002 -20,2% 0,6% 5,3% 8,0% 19,8% 2003 -10,6% 1,8% 4,6% 5,5% 15,5% 2004 -7,7% 1,8% 3,8% 6,0% 9,7% 2005 -6,2% 0,4% 2,9% 5,4% 13,5% 2004 -11,1% 0,9% 3,3% 6,5% 11,9% 2005 -8,7% 2,3% 4,4% 5,6% 11,2% TIPO B e M 143 2003 -7,7% -2,1% 4,3% 8,5% 13,8% Tavola 86 Mon su Fatturato_ROS CONDIZIONI MINIME ROS<0% 0%<= ROS>=10% ROS >10% Totale rilevazioni TIPO A 2000 4 12 3 19 2001 5 12 2 19 2002 3 15 4 22 2003 3 18 2 23 2004 3 20 0 23 2005 6 14 3 23 ROS<0% 0%<= ROS>=10% ROS >10% CONDIZIONI MINIME ROS<0% 0%<= ROS>=10% ROS >10% Totale rilevazioni 21,1% 63,2% 15,8% 26,3% 63,2% 10,5% 13,6% 68,2% 18,2% 13,0% 78,3% 8,7% 13,0% 87,0% 0,0% 26,1% 60,9% 13,0% 2000 3 12 5 20 2001 5 13 4 22 2002 6 13 4 23 2003 7 10 5 22 2004 4 16 1 21 2005 1 19 1 21 ROS<0% 0%<= ROS>=10% ROS >10% 15,0% 60,0% 25,0% 22,7% 59,1% 18,2% 26,1% 56,5% 17,4% 31,8% 45,5% 22,7% 19,0% 76,2% 4,8% 4,8% 90,5% 4,8% TIPO B e M Prendendo a riferimento i grafici a dispersione ed usando la medesima scala per entrambe le tipologie di cooperative, si può notare come non esista una marcata differenza tra i due campioni; entrambi presentano alcuni valori negativi della media normalizzata, tendono per lo più ad accentrarsi verso il punto d’intersezione tra le ascisse e le ordinate ed assumono la medesima linea di tendenza. 144 Figura 80 Mon su Fatturato (ROS): quartili per le cooperative di tipo A MON su Fatturato_ROS_quartili_Tipologia A 30% 20% 10% 0% Valore minimo I quartile II quartile III quartile Valore massimo -10% -20% -30% 2000 2001 2002 2003 2004 2005 Figura 81 Mon su Fatturato (ROS): quartili per le cooperative di tipo B e Miste MON su Fatturato_ROS_quartili_Tipologia B e M 30% 20% 10% 0% Valore minimo I quartile II quartile III quartile -10% -20% -30% 2000 2001 2002 145 2003 2004 2005 Valore massimo Figura 82 Mon su Fatturato (ROS): frequenze per le cooperative di tipo A MON su Fatturato_ROS_frequenze_Tipologia A 87,0% 78,3% 68,2% 63,2%63,2% 26,3% 60,9% 26,1% 21,1% 15,8% 13,6%13,0%13,0% 18,2% 13,0% 10,5% 8,7% 0,0% <=0% >0%;<10% 2000 2001 2002 2003 >=10% 2004 2005 Figura 83 Mon su Fatturato (ROS): frequenze per le cooperative di tipo B e Miste MON su Fatturato_ROS_frequenze_Tipologia B e M 90,5% 76,2% 60,0%59,1% 56,5% 45,5% 31,8% 26,1% 22,7% 25,0% 19,0% 22,7% 18,2%17,4% 15,0% 4,8% 4,8% 4,8% <=0% >0%;<10% 2000 2001 2002 2003 146 >=10% 2004 2005 Tavola 87 Mon su fatturato_ROS TIPO_A 2000 2001 A_1 A_2 A_3 A_4 A_5 A_7 A_8 A_9 A_10 A_11 A_12 A_13 A_14 A_15 A_16 A_17 A_18 A_20 A_21 A_22 A_23 A_24 A_25 A_26 A_27 10,6% 6,1% - - - - 2,1% 8,5% 10,7% 4,2% 5,5% 1,4% 1,2% 0,7% 2,0% 1,8% 3,8% 4,2% 5,5% 4,5% 9,6% 6,2% 6,7% 2,6% - - 12,6% -3,4% -3,0% -0,2% -2,5% -8,0% 11,2% 12,8% 9,7% 5,8% N° rilevazioni Media_anno DS_anno 2002 2003 2004 2005 3,5% -4,6% -8,0% 4,9% 4,1% 11,5% 10,6% -12% 2,3% 15,5% 7,9% 3,5% 1,3% 12,5% 1,1% 5,8% 6,5% 2,6% -15,1% -12,6% 7,3% 2,7% 9,4% 0,9% 0,4% 0,3% 1,8% 1,4% 0,3% 4,3% 3,2% 2,5% 2,9% 3,5% 4,0% 5,0% - 4,0% 4,8% 5,2% 3,2% 9,9% -4,0% 2,2% 5,5% -10,6% 1,5% -6,2% 1,8% -0,2% 4,3% 4,6% 2,9% -4,0% - - 0,3% 4,9% 7,7% 2,9% -3,9% 10,1% 0,7% 4,8% - - 0,4% 1,0% 3,7% 1,8% 1,6% 13,5% 3,9% 3,5% -0,2% -0,5% -6,1% -1,0% 13,5% - - 8,8% 7,9% 4,9% 5,0% 2,1% -11,3% 0,1% -7,7% 5,8% - - - 5,9% 3,6% 1,9% -0,5% Media DS Media/ DS Media norm. 5,4% 2,3% 5,8% 1,5% 4,8% 1,9% 4,6% 5,0% -1,2% 1,4% 3,5% 5,4% -1,9% 1,5% 3,9% 2,9% 3,7% -0,1% 8,8% -1,0% 3,8% 3,6% 1,4% 2,3% 7,5% 8,3% 7,1% 9,5% 4,3% 10,2% 1,5% 0,9% 2,6% 6,0% 3,2% 3,1% 5,9% 4,9% 3,6% 3,6% 7,0% 2,0% 1,49 1,60 2,49 0,20 0,58 0,27 0,48 1,15 -0,12 0,92 4,04 2,07 -0,32 0,48 1,26 0,49 0,74 -0,02 2,46 -0,14 1,93 0,92 -0,28 1,09 -0,58 0,70 -0,44 0,61 0,75 -1,65 -0,62 0,19 0,93 -1,91 -0,57 0,36 -0,03 0,25 -1,20 2,22 -1,56 0,30 1,45 0,85 -0,35 0,87 - - - - 3,1% 0,7% 1,2% 0,9% 2,0% 4,0% 3,8% 12,4% - 10,0% 4,9% 2,0% -3,1% 2,1% 5,3% 1,5% 6,2% 19 1,96% 6,12% 19 1,13% 6,69% 22 3,68% 5,86% 23 3,76% 5,07% 23 3,27% 4,34% 23 3,40% 5,11% 3,02% 2,59% 4,63% 147 Tavola 88 Mon su fatturato_ROS 1,2% 2,3% 3,2% 7,3% 3,5% 10,6% 6,1% 2,6% 0,8% 4,3% 2,3% 10,3% 1,2% Media/ DS 3,46 1,57 1,42 -1,49 1,19 -0,56 0,79 2,72 -0,42 0,11 3,38 -0,35 1,43 Media norm. 0,24 0,17 0,33 -2,44 0,26 -1,55 0,38 0,79 -0,55 -0,41 0,92 -1,14 -0,17 5,1% 3,5% 8,4% 8,0% 5,8% 6,1% 13,9% 2,0% 2,2% 6,3% 0,98 2,13 -1,09 1,43 0,77 0,03 0,48 3,60 2,86 0,82 0,41 0,84 -2,14 1,56 0,32 -0,46 0,72 0,81 0,67 0,44 5,09% TIPO_B e M 2000 2001 2002 2003 2004 2005 Media DS B_1 B_2 B_3 B_4 B_5 B_6 B_7 B_8 B_9 B_10 B_11 B_12 B_13 B_14 B_15 B_17 B_18 B_19 B_20 B_21 M_20 M_21 M_22 M_23 2,8% 3,2% 4,7% 4,3% 3,3% 5,9% 3,8% 1,8% 1,2% 5,2% 7,3% 2,4% 1,3% 4,4% 8,5% 8,4% 2,2% 2,4% -8,7% 4,0% 3,6% 4,5% -10,8% 4,2% -5,9% 4,8% 7,1% -0,3% 0,5% 7,8% -3,6% 1,8% N° rilevazioni Media_anno DS_anno - -23,1% -6,2% -5,0% -11,1% 10,9% 1,6% 2,6% 4,6% 3,9% 1,4% - - -20,2% -3,6% -5,3% 5,4% 4,9% 17,0% 2,2% 2,0% 1,8% 0,9% 8,1% 5,7% 11,9% 4,3% 6,5% 6,3% -0,7% 0,6% 0,0% -1,3% - - 5,6% -5,4% -2,1% - 2,1% 2,1% 6,4% 10,2% 6,0% 11,3% 6,0% 7,3% -4,2% -14,3% -12,5% -7,7% 11,9% 5,1% 3,5% 2,5% 1,9% 2,1% 0,2% 0,4% 17,4% - 19,8% - - - 4,4% 13,4% 5,3% 1,0% 0,9% - - 9,0% 7,5% 12,2% 3,3% 4,9% 2,5% 3,6% 7,5% 5,4% 8,5% 9,0% 4,4% 15,3% 3,3% 9,2% -2,4% 1,5% 3,9% 5,0% 7,4% -9,2% 11,4% 4,5% 0,2% 6,7% 7,2% 6,4% 5,1% 20 5,16% 5,70% 22 1,54% 11,4% 23 3,05% 9,95% 22 3,67% 6,68% 21 2,29% 6,27% 21 3,77% 3,86% 2,71% 5,56% - -16,0% -18,5% -6,9% -6,9% 0,1% 21,2% 15,8% 11,7% - 8,0% -2,7% 5,8% - 13,3% 3,7% 2,3% 1,0% 2,3% 5,6% -2,7% -10,5% 5,5% 11,6% -21,3% 15,4% 13,8% 9,4% 11,2% 10,0% 4,6% 6,7% 7,7% 8,7% 5,6% 148 Figura 84 ROS: media/ds e media normalizzata per le cooperative di tipo A ROS_ media/ds e media normalizzata_Tipologia A 3,50 2,50 A_22 Media normalizzata 1,50 A_7 A_9 0,50 A_17 A_20 A_18 -1,00 0,00 -0,50 A_8 A_5 A_16 A_14 A_2 A_27 A_10 A_24 A_32,00 A_26 1,00 A_4 A_13 3,00 4,00 5,00 6,00 7,00 A_12 A_21 -1,50 A_23 A_11 A_15 -2,50 -3,50 Media/DS Figura 85 ROS: media/ds e media normalizzata per le cooperative di tipo B e Miste ROS_ media/ds e media normalizzata_Tipologia B e M 3,50 2,50 B_19 Media normalizzata 1,50 0,50 -1,00 0,00 B_10 B_21 -0,50 B_9 M_20 M_23 B_15 B_3 B_7 B_20 B_5 B_2 1,00 B_13 2,00 B_17 B_8 M_22 B_11 M_21 B_1 3,00 B_12 -1,50 B_6 -2,50 -3,50 Media/DS 149 4,00 5,00 6,00 7,00 5) Oneri finanziari su MOL (OF/MOL) Questo rapporto esprime l’incidenza della gestione finanziaria sul margine operativo lordo15 e, quindi, la capacità della cooperativa di produrre risorse adeguate a coprire gli oneri finanziari sottesi alle scelte di finanziamento operate. L’indicatore in parola evidenzia, inoltre, una prima approssimazione del grado di assorbimento dei flussi di cassa generati dalla gestione caratteristica da parte della gestione del passivo oneroso (politica dell’indebitamento in termini di volumi ed onerosità delle passività contratte). Data la particolare volatilità dell’indicatore riscontrata in entrambe le tipologie, si sono esclusi tutti quei valori che presentavano sia un rapporto negativo in relazione allo sviluppo di un margine operativo lordo (MOL) non positivo, sia multipli della deviazione standard di 3 volte per entrambe le tipologie. Complessivamente, non sussistono particolari differenze tra le due tipologie, sia in termini di peso medio degli oneri finanziari, che tuttavia appare non rilevante (8,50% per le cooperative di tipo A; 10,21% per le cooperative di tipo B e Miste), sia in termini di deviazione dalla media, pressoché identiche (4,88% per le cooperative di tipo A; 5,11% per le cooperative di tipo B e Miste). Confrontando i grafici delle frequenze, si osserva come i valori delle cooperative di tipo B e Miste siano equamente distribuiti in tutti e tre i range (rapporto inferiore al 5%, rapporto compreso tra 5% e 10% e rapporto superiore al 10%), mentre per le cooperative della prima tipologia tende a sussistere una maggiore concentrazione nel primo di essi. Se da una parte non appare, per i singoli comparti, di particolare spessore il peso degli oneri finanziari sul margine lordo della gestione caratteristica ci sono, invece, cooperative che in alcuni anni presentano rapporti di criticità, dato che risultano essere mediamente superiori al 20% e che, il più delle volte, non sono frutto di oneri finanziari realmente elevati e difficilmente sopportabili quanto, piuttosto, derivanti dalla presenza di margini poco spessi e particolarmente volatili. Dai grafici a dispersione si evince una certa volatilità, per entrambi i campioni, determinata sia dal rapporto media su deviazione standard che dalla media normalizzata. Le linee di tendenza sono identiche e marcatamente crescenti, a significare che a rapporti elevati presenti sulle ordinate tende a corrispondere una media normalizzata più elevata. 15 Il margine operativo lordo, a differenza delle classiche metodologie implementate nelle imprese di carattere industriale, risulta già al netto delle imposte. 150 Tavola 89 Oneri finanziari su MOL QUARTILI Valore minimo I quartile II quartile III quartile Valore massimo QUARTILI Valore minimo I quartile II quartile III quartile Valore massimo TIPO A 2000 0,0% 0,4% 1,8% 6,9% 54,1% 2001 0,0% 0,7% 2,3% 16,5% 51,5% 2002 0,0% 0,3% 4,8% 11,1% 24,7% 2003 0,1% 1,7% 3,8% 8,4% 25,2% 2004 0,1% 2,1% 5,2% 10,8% 33,8% 2005 0,0% 1,5% 3,8% 10,8% 35,6% 2004 0,1% 5,3% 8,5% 14,7% 23,7% 2005 0,1% 3,9% 9,1% 15,1% 29,7% TIPO B e M 2000 0,0% 2,2% 7,9% 17,7% 31,8% 2001 0,2% 2,0% 7,4% 11,7% 35,3% 2002 0,3% 2,3% 6,6% 12,5% 24,0% 2003 0,0% 2,6% 7,7% 10,4% 32,0% Tavola 90 Oneri finanziari su MOL CONDIZIONI MINIME OF/MOL <5% 5%<= OF/MOL >=10% OF/MOL >10% Totale rilevazioni TIPO A 2000 11 2 4 17 2001 8 2 4 14 2002 11 2 6 19 2003 11 4 5 20 2004 10 4 6 20 2005 11 4 7 22 <5% 5%<= OF/MOL >=10% OF/MOL >10% CONDIZIONI MINIME OF/MOL <5% 5%<= OF/MOL >=10% OF/MOL >10% Totale rilevazioni 64,7% 11,8% 23,5% 57,1% 14,3% 28,6% 57,9% 10,5% 31,6% 55,0% 20,0% 25,0% 50,0% 20,0% 30,0% 50,0% 18,2% 31,8% 2000 6 5 7 18 2001 9 3 7 19 2002 7 6 6 19 2003 7 4 7 18 2004 5 8 7 20 2005 6 7 9 22 OF/MOL <5% 5%<= OF/MOL >=10% OF/MOL >10% 33,3% 27,8% 38,9% 47,4% 15,8% 36,8% 36,8% 31,6% 31,6% 38,9% 22,2% 38,9% 25,0% 40,0% 35,0% 27,3% 31,8% 40,9% OF/MOL TIPO B e M 151 Figura 86 Oneri finanziari su MOL: quartili per le cooperative di tipo A Oneri Finanziari su MOL_quartili_Tipologia A 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% Valore minimo I quartile II quartile 2000 2001 2002 2003 III quartile 2004 Valore massimo 2005 Figura 87 Oneri finanziari su MOL: quartili per le cooperative di tipo B e Miste Oneri Finanziari su MOL_quartili_Tipologia B e M 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% Valore minimo I quartile II quartile 2000 2001 2002 152 2003 III quartile 2004 2005 Valore massimo Figura 88 Oneri finanziarisu MOL: frequenze per le cooperative di tipo A Oneri Finanziari su MOL_frequenze_Tipologia A 64,7% 57,1%57,9% 55,0% 50,0%50,0% 31,8% 31,6% 30,0% 28,6% 25,0% 23,5% 20,0%20,0% 18,2% 14,3% 11,8% 10,5% <=5% >5%;<10% 2000 2001 2002 2003 >=10% 2004 2005 Figura 89 Oneri finanziari su MOL: frequenze per le cooperative di tipo B e Miste Oneri Finanziari su MOL_frequenze_Tipologia B e M 47,4% 40,0% 38,9% 36,8% 33,3% 31,8% 31,6% 27,3% 25,0% 40,9% 38,9% 35,0% 31,6% 38,9% 36,8% 27,8% 22,2% 15,8% <=5% >5%;<10% 2000 2001 2002 2003 153 >=10% 2004 2005 Tavola 91 OF/MOL 20,1% 1,3% 17,3% 0,0% 0,9% 3,2% 5,8% 4,2% Media/ DS 0,91 0,70 1,15 0,67 1,61 3,10 1,82 1,13 Media norm. 1,16 -0,91 1,36 -1,01 -0,84 0,18 0,25 -0,45 13,2% 3,7% 7,5% 19,3% 4,5% 0,4% 0,5% 5,5% 12,4% 5,2% 1,1% 27,8% 24,7% 5,8% 4,3% 2,0% 5,2% 1,8% 0,1% 0,2% 8,9% 9,6% 3,5% 1,0% 7,7% 4,7% 2,27 0,86 3,74 3,71 2,47 3,18 2,21 0,62 1,30 1,49 1,09 3,61 5,22 0,56 -0,58 -0,11 1,29 -0,47 -0,97 -0,95 -0,36 0,47 -0,40 -0,88 2,30 1,94 1,5% 2,4% 2,1% 2,4% 0,68 1,02 -0,84 -0,73 8,50% 8,37% 4,88% TIPO_A 2000 2001 2002 2003 2004 2005 Media DS A_1 A_2 A_3 A_4 A_5 A_7 A_8 A_9 A_10 A_11 A_12 A_13 A_14 A_15 A_16 A_17 A_18 A_20 A_21 A_22 A_23 A_24 A_25 A_26 A_27 54,1% 3,3% 20,4% 0,0% 15,7% 1,8% 0,1% 0,3% 6,9% 6,7% 0,5% 0,4% 4,6% 1,6% 20,2% 0,1% 1,1% 1,3% 51,5% 0,0% 2,0% 6,5% 19,8% 5,4% 0,5% 1,2% 25,5% 2,7% 27,4% 0,1% 0,6% 9,4% 0,1% 24,7% 0,0% 0,2% 13,4% 4,9% 0,0% 10,0% 12,2% 4,8% 3,0% 0,4% 21,3% 13,0% 10,1% 0,5% 0,3% 1,1% 6,9% 0,5% 10,3% 0,1% 1,9% 5,7% 12,9% 1,4% 21,2% 2,8% 7,8% 24,2% 5,5% 0,8% 3,4% 4,2% 2,3% 25,2% 0,4% 1,8% 9,7% 0,1% 7,2% 2,2% 10,9% 11,4% 3,7% 8,0% 2,9% 10,8% 5,0% 0,2% 0,7% 1,0% 17,3% 1,7% 19,7% 33,8% 5,4% 2,9% 11,0% 0,0% 5,0% 0,0% 1,4% 10,1% 2,3% 11,7% 13,7% 2,0% 8,4% 13,8% 1,7% 0,3% 0,7% 1,9% 7,2% 0,0% 35,6% 29,2% 2,5% 7,0% 18,2% 0,9% 19,9% 0,0% 1,4% 10,0% 10,6% 4,7% N° rilevazioni Media_anno DS_anno 17 8,1% 13,7% 14 10,3% 15,3% 19 6,8% 7,6% 20 7,0% 7,9% 20 7,7% 8,3% 22 7,5% 9,3% 154 Tavola 92 OF/MOL 0,6% 10,8% 2,7% 6,7% 4,2% 5,9% 5,9% 9,3% 7,8% 8,9% 2,0% 5,9% 2,3% 10,6% 2,2% 0,8% Media/ DS 2,26 1,45 2,16 1,68 1,63 1,44 2,92 1,77 0,66 2,25 1,62 2,29 4,09 1,02 0,94 0,71 Media norm. -1,26 0,78 -0,61 0,14 -0,48 -0,24 0,99 0,90 -0,72 1,39 -0,98 0,47 -0,11 0,08 -1,16 -1,37 7,3% 6,3% 2,0% 3,6% 3,61 1,73 -0,41 -0,56 21,7% 10,1% 26,8% 4,3% 6,5% 4,6% 4,3% 4,6% 3,33 2,19 6,29 0,92 1,63 -0,01 2,36 -0,85 TIPO_B e M 2000 2001 2002 2003 2004 2005 Media DS B_1 B_2 B_3 B_4 B_5 B_6 B_7 B_8 B_9 B_10 B_11 B_12 B_13 B_14 B_15 B_17 B_18 B_19 B_20 B_21 M_20 M_21 M_22 M_23 1,1% 29,0% 7,6% 0,0% 12,2% 12,3% 19,9% 20,3% 5,7% 19,5% 8,2% 0,8% 6,3% 1,8% 9,2% 31,8% 3,5% 1,3% 1,3% 25,9% 10,3% 3,1% 0,3% 8,4% 16,1% 7,4% 35,3% 3,2% 8,8% 0,6% 2,2% 0,2% 3,6% 10,3% 13,1% 23,0% 1,9% 1,3% 20,7% 5,6% 8,1% 9,5% 24,0% 8,1% 2,5% 15,2% 5,8% 13,4% 2,4% 1,4% 0,3% 6,6% 2,1% 17,9% 11,5% 0,6% 2,4% 5,5% 3,0% 7,3% 10,1% 10,4% 20,7% 0,6% 1,3% 10,1% 17,6% 1,6% 0,0% 8,2% 3,5% 22,4% 8,6% 32,0% - 0,9% 4,1% 5,8% 21,2% 9,2% 9,1% 16,9% 0,1% 13,9% 2,0% 7,7% 9,6% 21,8% 0,3% 7,9% 5,7% 22,1% 7,4% 23,7% 11,7% 0,8% 9,2% 3,3% 8,2% 9,1% 14,2% 21,0% 29,7% 0,1% 15,3% 1,6% 13,4% 6,5% 21,5% 0,5% 2,3% 8,5% 9,6% 14,4% 16,7% 28,6% 5,8% 1,3% 15,7% 5,9% 11,2% 6,8% 8,5% 17,2% 16,5% 5,1% 20,0% 3,3% 13,5% 9,4% 10,8% 2,0% 0,6% N° rilevazioni Media_anno DS_anno 18 10,6% 9,8% 19 9,2% 9,8% 19 8,3% 7,2% 18 9,2% 8,8% 20 10,1% 7,6% 22 10,9% 10,21% 8,7% 7,04% 155 5,11% Figura 90 OF/MOL: media/ds e media normalizzata per le cooperative di tipo A OF su MOL*/ds e media normalizzata_Tipologia A 2,50 A_23 2,00 A_24 1,50 A_3 A_1 A_14 Media normalizzata 1,00 0,50 A_11 A_20 A_8 A_7 0,00 0,00 -0,50 -1,00 1,00 2,00 A_9 A_21 A_12 A_27 A_26 A_5 A_2 A_22 A_4 A_13 3,00 A_18 4,00 5,00 6,00 7,00 8,00 A_15 A_17 A_16 -1,50 -2,00 -2,50 Media/DS Figura 91 OF/MOL: media/ds e media normalizzata per le cooperative di tipo B e Miste OF su MOL*/ds e media normalizzata_Tipologia B e M 2,50 M_22 2,00 M_20 1,50 B_10 1,00 Media normalizzata B_2 0,50 B_12 B_14 0,00 0,00 1,00 B_9 -1,50 B_4 B_6 M_21 2,00 3,00 B_5 B_20 B_3 -0,50 -1,00 B_7 B_8 M_23 B_15 B_17 4,00 B_13 B_19 B_11 B_1 -2,00 -2,50 Media/DS 156 5,00 6,00 7,00 8,00 6) Spread tra ROI e il costo medio del capitale di terzi Questo indicatore rappresenta lo spread tra il ROI (quanto rende il capitale investito) ed il costo medio dei capitali di terzi (quanto costa il capitale di terzi). Tale spread identifica l’esistenza delle condizioni che rendono conveniente o meno il ricorso all’indebitamento oneroso. Appare evidente, quindi, come tale spread debba essere analizzato congiuntamente al livello di indebitamento. L’apprezzamento congiunto di tali profili consente di apprezzare l’effetto leva che l’indebitamento può esercitare rispetto alla redditività operativa. Sempre con l’obiettivo di rendere analizzabili e confrontabili i campioni, sono stati presi in considerazione solo spread non superiori al 50% e non inferiori a - 50% e, per le relative tipologie, valori che non eccedessero, sia in senso incrementativo che decrementativo, di 2 volte la relativa deviazione standard. Dagli elaborati che seguono (soprattutto confrontando le tavole 94 e 95) emergono valori medi di poco spessore che portano le cooperative di tipo A (B e M) a sviluppare una media pari a 3,3% (3,0%) e una deviazione standard pari a 8,0% (7,4%). Se da una parte le relative medie, pur non essendo di particolare spessore, risultano comunque positive, dalle medesime tavole si può rilevare come i relativi campioni numericamente tendono ad equi-suddividersi, in entità con medie positive ed in entità con medie negative. Tale aspetto risulta maggiormente evidente prendendo a riferimento i grafici a dispersione ed, in particolar modo, quello delle cooperative di tipo A, dove si può osservare come le singole cooperative si posizionino verso l’incrocio degli assi e come il grado di dispersione sia relazionabile soprattutto alla media normalizzata, sia con valori positivi che negativi. Indubbiamente desta, quindi, qualche preoccupazione la presenza di un folto numero di entità, per entrambe le tipologie, che mediamente presenta valori negativi della media normalizzata, a testimonianza di una “resa” insufficiente del capitale rispetto al correlato “costo”. Le linee di tendenza per le due tipologie appaiono crescenti ed è lievemente maggiore l’inclinazione della linea che rappresenta le cooperative di tipo B e Miste. 157 Tavola 93 Spread tra ROI e OF/MT QUARTILI Valore minimo I quartile II quartile III quartile Valore massimo QUARTILI Valore minimo I quartile II quartile III quartile Valore massimo TIPO A 2000 -10,3% -0,3% 3,7% 5,5% 10,8% 2001 -31,6% -2,1% -0,6% 6,2% 20,2% 2002 -25,2% 0,3% 2,9% 12,4% 25,2% 2000 -18,5% -2,1% 3,4% 8,4% 25,7% 2001 -20,6% 1,5% 4,0% 9,7% 22,4% 2002 -23,3% -0,2% 4,8% 8,6% 26,5% 2003 -7,3% -0,4% 2,3% 7,5% 16,0% 2004 -22,4% -1,4% 4,8% 7,8% 17,9% 2005 -20,7% -1,2% 3,0% 8,4% 21,1% 2004 -12,3% -0,6% 2,4% 4,0% 29,7% 2005 -7,9% -1,4% 1,9% 5,3% 11,3% TIPO B e M 2003 -16,0% -7,8% 2,0% 8,3% 17,7% Figura 92 Spread tra ROI e OF/MT: quartili per le cooperative di tipo A Spread (ROI - OF/MT)_quartili_Tipologia A 40% 30% 20% 10% 0% Valore minimo I quartile II quartile III quartile -10% -20% -30% -40% 2000 2001 2002 158 2003 2004 2005 Valore massimo Figura 93 Spread tra ROI e il OF/MT: quartili per le cooperative di tipo B e Miste Spread (ROI - OF/MT)_quartili_Tipologia B e M 40% 30% 20% 10% 0% Valore minimo I quartile II quartile III quartile -10% -20% -30% -40% 2000 2001 2002 159 2003 2004 2005 Valore massimo Tavola 94 Spread tra ROI e OF/MT TIPO_A 2000 2001 2002 2003 2004 2005 A_1 A_2 A_3 A_4 A_5 A_7 A_8 A_9 A_10 A_11 A_12 A_13 A_14 A_15 A_16 A_17 A_18 A_20 A_21 A_22 A_23 A_24 A_25 A_26 A_27 -1,5% -2,5% - - - - 5,0% 20,2% 25,2% 8,5% 10,2% 2,8% 0,4% -1,3% 0,5% 0,8% 4,8% 5,2% 6,0% 4,9% 12,3% 7,5% 7,9% 3,0% -0,6% N° rilevazioni Media_anno DS_anno - -12,7% 19,3% -7,2% -4,1% -10,3% -31,6% 19,9% - 6,1% 4,0% -5,0% -11,0% -22,8% 5,1% 2,5% 18,5% 10,8% -21,1% 0,4% - 7,0% -0,1% 1,7% 15,2% 1,4% 7,3% 7,6% 3,0% - - 12,4% -0,3% 16,9% -0,5% 1,5% 0,5% 0,9% 2,3% -0,1% 10,8% 6,9% 5,4% 6,4% 6,6% 6,2% 8,3% - 3,2% 0,1% -0,4% -5,7% 14,4% -2,7% -1,7% 0,3% -4,1% -1,8% -2,2% 10,5% -1,4% 25,0% 14,5% 11,4% -20,7% - - 0,8% 16,0% 17,9% 7,0% - - 0,2% 13,0% - - -0,3% -1,3% 4,5% -0,8% -11,8% 19,1% 5,5% 7,0% -4,4% -4,1% -19,1% -3,7% - - 24,5% 15,5% 7,8% 21,1% 4,2% -0,6% -25,2% -7,3% -22,4% 0,9% - - - 1,5% 0,9% -1,7% Media DS Media/ DS Media norm. 12,0% 1,7% 6,9% -1,0% -2,4% -2,1% -0,6% 6,0% 7,1% 2,6% 6,6% 2,3% -2,0% 6,5% 10,4% 8,9% 2,7% 3,2% 12,2% 19,5% 14,2% 12,3% 5,2% 8,9% 4,1% 1,0% 7,5% 1,4% 15,8% 8,0% 1,35 0,65 2,18 -0,09 -0,12 -0,15 -0,05 1,15 0,80 0,65 6,90 0,31 -1,41 0,41 1,31 1,49 -0,27 0,63 -0,75 -0,97 -0,93 -0,68 0,47 0,66 -0,11 0,58 -0,17 -0,92 0,56 1,23 1,6% -3,1% 17,2% -8,4% 0,2% 10,1% 9,3% 7,3% 12,5% 1,7% 0,15 -0,34 2,35 -0,67 0,12 -0,30 -1,11 2,40 -2,01 -0,53 3,46 0,48 0,57 0,14 - - - - -1,0% -9,0% 3,7% 7,2% 5,4% 6,2% 8,7% 8,4% 5,2% 18,8% 6,2% 0,8% -0,5% -6,1% 6,6% 4,1% 1,9% 8,5% 17 2,4% 5,4% 19 -0,2% 12,7% 22 5,2% 13,2% 21 3,9% 7,1% 23 2,1% 10,0% 23 3,6% 9,6% 3,3% 5,8% 8,0% 160 Tavola 95 Spread tra ROI e OF/MT TIPO_B e M 2000 B_1 B_2 B_3 B_4 B_5 B_6 B_7 B_8 B_9 B_10 B_11 B_12 B_13 B_14 B_15 B_17 B_18 B_19 B_20 B_21 M_20 M_21 M_22 M_23 4,0% 4,5% 5,2% 4,2% 2,5% 1,7% -0,1% 11,0% -0,2% 2,5% 8,8% 10,4% 2,4% 3,3% N° rilevazioni Media_anno DS_anno 2001 2002 2003 2004 1,3% 5,8% 4,1% Media/ DS 3,75 0,92 1,10 Media norm. 0,27 0,34 0,22 8,2% 9,0% 4,7% 8,6% 13,8% 5,8% 4,2% 9,4% 2,3% 7,4% 3,8% 8,1% 8,7% 10,8% 18,5% 11,8% 4,4% 6,0% 1,9% 11,4% 0,58 -1,28 0,31 0,86 0,37 -1,06 2,92 -1,12 0,87 0,87 1,00 1,32 -0,90 1,31 0,39 -0,44 1,95 0,91 0,75 0,49 0,25 -2,11 -0,23 0,63 0,30 -1,33 1,33 -1,97 -0,15 0,50 0,11 1,11 -1,57 1,60 0,60 -1,19 0,80 0,35 -0,24 0,37 7,4% 2005 Media DS 4,0% 7,4% 14,3% 2,9% 4,9% 5,4% 4,5% - - - - -9,8% -7,9% 21,3% 1,9% 1,5% 2,1% 2,0% -0,4% - - -23,3% -10,6% -10,8% -1,4% 3,7% 10,2% -0,7% -1,2% -1,3% -2,0% 7,4% 6,3% 24,2% 0,6% 4,0% 1,9% -1,8% 0,6% -0,2% -2,8% 29,7% - - - - -13,3% -12,3% 2,2% -2,9% 22,4% 23,7% 16,0% - 11,3% -10,4% 5,4% 26,5% - - - -18,5% -3,7% 7,1% -16,0% - 5,3% 5,5% - 15,3% 8,9% 4,0% 8,9% 15,1% 0,9% 3,4% 6,5% 8,5% -1,6% 0,6% 2,7% -0,6% 2,5% 3,7% -0,6% - 9,2% 21,7% -9,4% 0,6% 6,0% 4,7% -11,5% 1,5% 7,4% 5,1% -6,1% 12,2% -10,5% 2,0% 6,5% 3,8% 10,7% -7,8% 14,1% 7,2% -5,2% 8,5% 5,5% 1,4% 5,6% 20 3,5% 10,8% 20 4,6% 9,5% 22 5,2% 12,3% 22 0,7% 10,1% 21 2,6% 8,8% 21 2,2% 4,9% 3,0% 6,9% -2,7% -9,9% -5,5% -15,9% -1,2% -1,5% 11,4% 17,0% 7,9% 17,7% 8,7% 10,7% -12,5% -20,6% -18,0% -13,0% 4,2% -3,1% 5,5% 3,6% 1,5% 1,9% -0,6% -0,1% 14,0% 17,4% 4,3% 2,8% 0,4% -0,2% 3,1% 9,5% 5,2% 0,6% 0,4% - 25,7% 11,1% 7,5% 12,1% 3,4% 4,5% 161 Figura 94 Spread (ROI - OF/MT)/ds e media normalizzata per le cooperative di tipo A Spread (ROI - OF/MT)/ds e media normalizzata_Tipologia A 3,50 2,50 A_22 A_2 A_17 Media normalizzata 1,50 A_11 A_16 A_10 0,50 -2,00 A_15 A_27 A_12 A_14 0,00 A_20 A_3 -0,50 A_24 A_9 A_5 A_8 A_7 A_21 A_4 A_13 A_26 2,00 4,00 6,00 8,00 10,00 -1,50 A_23 -2,50 -3,50 Media/DS Figura 95 Spread (ROI - OF/MT)/ds e media normalizzata per le cooperative di tipo B e Miste Spread (ROI - OF/MT)/ds e media normalizzata_Tipologia B e M 3,50 2,50 1,50 B_19 B_11 Media normalizzata B_17 0,50 -2,00 0,00 -0,50 B_20 B_8 B_14 M_23M_21 B_9 B_5 B_2 B_3 B_15 B_13 B_7 M_22 M_20 B_1 2,00 4,00 B_21 B_10 B_18-1,50 B_12 B_6 -2,50 -3,50 Media/DS 162 6,00 8,00 7) Indice di indebitamento L’indice di indebitamento (rapporto tra ammontare dei debiti finanziari a breve e a medio lungo termine e ammontare del capitale proprio) mette in evidenza l’equilibrio della struttura finanziaria della cooperativa. Un elevato indice di indebitamento che si accompagni ad una ridotta redditività operativa pone, certamente, importanti pregiudiziali rispetto al raggiungimento delle compatibilità economiche di lungo periodo. Il dato relativo all’indebitamento assume assoluta rilevanza, anche se considerato in riferimento alla generazione dei flussi di cassa da parte della gestione caratteristica. In tale contesto, infatti, un elevato rapporto di indebitamento al quale non corrisponda un’adeguata capacità di generare flussi di cassa, allunga certamente, a parità di altre condizioni, il periodo medio di rimborso dell’esposizione, elevando contestualmente il grado di rischio per il finanziatore. Al fine di rendere significativo il campione, non vengono presi in considerazione i valori con segno negativo e con rapporti superiori alle 50 volte (tale effetto che, per certi aspetti, potrebbe sembrare distorsivo deriva dalla presenza di un patrimonio netto negativo, ovvero dal fatto che le eventuali perdite pregresse o quella maturata nello specifico esercizio eccedono il capitale sociale e le riserve) e quelli che eccedono di due volte la deviazione standard del proprio campione di riferimento per le cooperative di tipo A e di tre volte per le cooperative di tipo B e Miste. Le tavole 97 e 98 evidenziano una distribuzione particolarmente disomogenea, soprattutto per le cooperative di tipo A. Queste ultime, infatti, si caratterizzano per un rapporto di indebitamento lievemente più elevato (2,24 la media nel periodo di riferimento per le A; 1,64 per le B e Miste), così come per un maggior grado di dispersione (1,45 per le A; 0,93 per le B e Miste). Complessivamente, per entrambi i campioni, il valore medio dell’indebitamento appare modesto e, considerato che pure il peso degli oneri finanziari sulla gestione caratteristica lorda non presenta rapporti elevati, la leva dell’indebitamento potrebbe essere utilizzata dalle cooperative per operare eventuali nuovi investimenti. È opportuno sottolineare che, nel momento in cui non si fosse dato luogo ad una preventiva scrematura dei dati distorsivi, il livello medio di indebitamento delle cooperative sarebbe risultato decisamente maggiore per le cooperative di tipo A e notevolmente inferiore per l’altra tipologia, a fronte della presenza, in quest’ultima, di alcune cooperative con rapporti negativi. Questi ultimi, come in parte già precedentemente evidenziato, se per certi aspetti 163 possono apparire come un mero effetto contabile-distorsivo manifestano, invece, una situazione di forte criticità dell’equilibrio patrimoniale, considerato che lo stesso rapporto risulta negativo per la presenza di un patrimonio netto a sua volta negativo. Confrontando i grafici (figure 98, 99 e 100), dove nel secondo sono state tolte solo graficamente e non quindi dalle tavole delle elaborazioni, le cooperative A_10 e A_4 perché presentavano un rapporto media su deviazione standard elevato, si può notare come entrambe le tipologie evidenzino un certo grado di dispersione in relazione alle ordinate, anche se non di eccessivo spessore, e come le linee di tendenza risultino inclinate negativamente (a valori crescenti del rapporto media su deviazione standard tende a corrispondere una media normalizzata negativa). Tavola 96 Indice di indebitamento QUARTILI Valore minimo I quartile II quartile III quartile Valore massimo QUARTILI Valore minimo I quartile II quartile III quartile Valore massimo TIPO A 2000 0,04 0,27 0,87 1,49 8,02 2001 0,09 0,36 0,89 1,41 4,83 2002 0,07 0,41 1,17 3,65 14,64 2000 0,13 0,59 1,02 1,26 4,51 2001 0,00 0,63 0,94 1,52 9,52 2002 0,00 0,33 0,79 3,39 4,61 2003 0,08 0,29 0,91 1,86 5,60 2004 0,14 0,33 0,92 3,82 16,08 2005 0,13 0,35 0,97 2,20 4,33 2004 0,09 0,70 0,82 2,00 3,55 2005 0,13 0,42 0,74 1,99 10,73 TIPO B e M 164 2003 0,00 0,58 0,86 2,77 6,96 Figura 96 Indice di indebitamento: quartili per le cooperative di tipo A Indice di indebitamento_quartili_Tipologia A 20 18 16 14 12 10 8 6 4 2 0 Valore minimo I quartile II quartile 2000 2001 2002 2003 III quartile 2004 Valore massimo 2005 Figura 97 indice di indebitamento: quartili per le cooperative di tipo B e Miste Indice di indebitamento_quartili_Tipologia B e M 20 18 16 14 12 10 8 6 4 2 0 Valore minimo I quartile II quartile 2000 2001 2002 165 2003 III quartile 2004 2005 Valore massimo Tavola 97 Indice di indebitamento TIPO_A 2000 2001 2002 2003 2004 2005 A_1 A_2 A_3 A_4 A_5 A_7 A_8 A_9 A_10 A_11 A_12 A_13 A_14 A_15 A_16 A_17 A_18 A_20 A_21 A_22 A_23 A_24 A_25 A_26 A_27 1,41 1,75 0,25 0,23 0,27 0,34 0,82 8,02 6,11 0,37 0,92 0,19 1,10 2,70 1,18 0,04 1,46 2,72 0,26 1,32 0,36 0,36 1,41 4,77 4,83 0,28 1,11 0,33 0,89 0,83 1,19 0,87 0,09 0,84 2,50 0,31 3,38 5,77 4,43 0,42 0,38 1,45 6,49 0,26 0,68 0,22 0,76 14,64 1,21 1,34 7,04 1,14 0,07 0,90 1,87 0,26 4,19 1,48 2,49 0,27 0,32 1,57 5,60 0,19 1,82 0,27 0,78 0,91 0,71 3,97 0,08 0,82 1,90 0,26 4,46 1,01 0,60 0,30 1,15 7,91 0,20 1,23 0,42 0,30 16,06 16,08 0,64 4,87 0,14 1,04 1,27 0,24 2,20 0,37 0,46 0,30 1,80 4,33 3,57 0,29 3,37 0,70 0,97 0,35 2,73 0,13 N° rilevazioni Media_anno DS_anno 16 1,61 2,27 17 1,36 1,45 20 2,67 3,58 18 1,54 1,59 18 3,24 5,10 17 1,42 1,35 166 Media DS Media/ DS Media norm. 1,08 2,01 0,26 3,26 3,90 1,64 0,40 0,34 1,37 0,29 0,53 0,02 1,00 2,20 1,59 0,12 0,03 0,34 3,77 3,80 11,45 3,26 1,78 1,03 3,20 10,25 3,99 -0,45 -0,09 -0,77 0,40 0,65 -0,23 -0,72 -0,74 -0,34 6,18 1,16 5,30 1,54 0,26 1,52 0,35 0,68 10,55 4,03 0,76 3,65 0,07 0,98 0,19 0,26 8,33 6,74 0,42 3,04 3,89 1,55 1,89 2,61 1,27 0,60 1,82 1,20 -0,77 -0,28 -0,74 -0,61 3,25 0,70 -0,58 0,55 2,46 0,09 1,68 0,04 1,47 2,38 0,09 -0,84 2,24 2,56 1,45 Tavola 98 Indice di indebitamento 1,76 0,90 0,19 0,78 0,25 1,59 0,70 2,34 1,70 0,54 0,55 0,16 0,27 1,19 1,27 0,05 0,33 4,41 0,19 Media/ DS 1,65 2,22 4,23 0,73 3,10 0,95 2,94 2,93 1,56 2,10 1,70 2,21 3,33 2,11 1,47 2,62 1,10 0,98 2,30 Media norm. 0,79 0,22 -0,51 -0,67 -0,55 -0,09 0,26 3,27 0,64 -0,32 -0,44 -0,80 -0,47 0,55 0,14 -0,94 -0,80 1,68 -0,76 0,69 0,18 3,92 -0,60 0,70 0,24 2,85 -0,59 1,64 1,59 0,93 TIPO_B e M 2000 2001 2002 2003 2004 2005 Media DS B_1 B_2 B_3 B_4 B_5 B_6 B_7 B_8 B_9 B_10 B_11 B_12 B_13 B_14 B_15 B_17 B_18 B_19 B_20 B_21 M_20 M_21 M_22 M_23 1,24 1,17 0,38 1,15 4,51 0,71 1,83 0,13 1,32 2,15 1,09 0,23 0,94 0,51 0,61 0,82 2,63 0,93 0,00 0,65 0,20 1,26 9,52 3,36 0,65 1,35 0,30 1,03 1,06 2,88 0,17 0,95 2,02 0,57 0,80 0,65 4,27 0,72 0,00 0,79 0,35 2,29 3,82 3,41 0,62 0,89 0,48 0,95 4,61 3,39 0,10 0,12 3,53 0,22 0,79 0,26 5,11 2,81 0,63 0,00 1,09 0,49 2,58 6,96 3,59 1,81 0,56 0,60 0,79 2,94 2,73 0,12 0,25 0,86 0,70 3,55 2,12 0,76 1,34 0,94 3,36 2,21 0,88 1,65 0,56 0,29 0,73 2,37 0,70 0,09 0,25 0,72 0,76 0,58 1,03 0,74 1,52 0,71 3,10 2,86 7,07 0,21 1,40 0,42 0,37 0,54 1,99 0,44 0,13 0,26 10,73 7,81 0,37 0,99 2,90 1,99 0,82 0,57 0,76 1,50 2,06 6,84 2,66 1,14 0,93 0,36 0,89 2,52 1,87 0,14 0,36 4,31 0,44 N° rilevazioni Media_anno DS_anno 16 1,17 1,04 20 1,55 2,09 20 1,58 1,61 19 1,82 1,87 18 1,29 1,03 21 2,06 2,89 167 Figura 98 Indice di indebitamento_ds e media normalizzata per le cooperative di tipo A Indice di indebitamento_media/ds e media normalizzata_Tipologia A 4,00 A_20 3,00 2,00 Media normalizzata A_13 1,00 A_21 0,00 0,00 -1,00 A_23 A_7 A_5 A_26 A_3 A_8 A_16 2,00 4,00A_11 A_2 A_22 A_18 A_17A_27 A_9 A_15 6,00 8,00 10,00 12,00 A_10 14,00 A_4 -2,00 -3,00 -4,00 Media/DS Figura 99 Indice di indebitamento_ds e media normalizzata per le cooperative di tipo A togliendo solo graficamente A_10 e A_4 Indice di indebitamento_media/ds e media normalizzata_Tipologia A 4,00 A_20 3,00 2,00 Media normalizzata A_13 1,00 A_21 0,00 0,00 -1,00 A_7 A_23 A_5 A_26 1,00 A_8 A_16 2,00 A_22 A_17 3,00 A_18 A_27 -2,00 -3,00 -4,00 Media/DS 168 A_9 A_3 4,00A_11 A_2 A_15 5,00 6,00 Figura 100 Indice di indebitamento_ds e media normalizzata: per le cooperative di tipo B e Miste Indice di indebitamento_media/ds e media normalizzata_Tipologia B e M 4,00 B_8 3,00 2,00 Media normalizzata B_19 1,00 B_1 B_9 0,00 0,00 B_6 1,00 B_4 -1,00 B_14 B_2 B_15 2,00 B_11 B_18 B_10 B_20 B_12 B_7 3,00 B_13 M_23B_5 4,00 M_21 B_3 5,00 6,00 B_17 -2,00 -3,00 -4,00 Media/DS 8) Indice di copertura degli immobilizzi L’indice di copertura degli immobilizzi evidenzia la capacità della cooperativa di finanziare in termini strutturalmente coerenti gli investimenti in capitale fisso. Esso è determinato rapportando capitale proprio e indebitamento a medio lungo termine all’ammontare degli investimenti in capitale fisso. Il livello di attendibilità dei valori è stato determinato escludendo tutti i valori negativi e quelli che superano, sia in senso incrementativo che decrementativo, di tre volte la deviazione standard per entrambe le tipologie di cooperative. Complessivamente, entrambe le tipologie, come in parte è desumibile anche dall’analisi del livello di indebitamento, non presentano livelli particolarmente eclatanti anche se le singole medie e quella riferita ai sei anni risultano sempre superiori all’unità. Le due tipologie sviluppano valori della media simili (1,65 le cooperative di tipo A e 1,58 le cooperative di 169 tipo B e Misto), così come per la deviazione standard (rispettivamente 1,03 e 0,66). In entrambi i campioni si riscontrano, comunque, delle cooperative con medie nel periodo inferiori allo zero, a testimonianza che alcune realtà non presentano una corretta copertura del capitale fisso con mezzi durevoli (capitale proprio e di terzi a MLT). Dai grafici a dispersione si può notare come le due tipologie si caratterizzino per un grado di dispersione più accennato per le cooperative di tipo B e Miste, derivante sia dalla media normalizzata, sia dal rapporto media su deviazione standard. Le linee di tendenza sono, invece, diversamente inclinate: pressoché piatta quella della tipologia A e lievemente crescente quella delle cooperative di tipo B e Miste. Tavola 99 Indice di copertura degli immobilizzi QUARTILI Valore minimo I quartile II quartile III quartile Valore massimo QUARTILI Valore minimo I quartile II quartile III quartile Valore massimo TIPO A 2000 0,00 0,50 0,85 1,38 4,74 2001 0,01 0,67 1,13 1,75 10,59 2002 0,11 0,51 0,94 1,61 5,11 2000 0,01 1,01 1,38 1,74 4,15 2001 0,17 1,18 1,57 1,96 9,55 2002 0,25 0,70 1,17 1,61 3,77 2003 0,04 0,71 0,88 1,17 6,71 2004 0,01 0,48 0,83 1,66 6,85 2005 0,15 0,33 0,78 1,87 10,47 2004 0,14 0,73 1,05 2,05 3,49 2005 0,01 0,72 1,44 2,34 4,68 TIPO B e M 170 2003 0,12 0,73 1,17 1,79 3,33 Figura 101 Indice di copertura degli immobilizzi: quartili per le cooperative di tipo A Indice di copertura degli immbilizzi_quartili_Tipologia A 12 10 8 6 4 2 0 Valore minimo I quartile II quartile 2000 2001 2002 2003 III quartile 2004 Valore massimo 2005 Figura 102 indice di copertura degli immobilizzi: quartili per le cooperative di tipo B e Miste Indice di copertura degli immbilizzi_quartili_Tipologia B e M 12 10 8 6 4 2 0 Valore minimo I quartile II quartile 2000 2001 2002 171 2003 III quartile 2004 2005 Valore massimo Tavola 100 Indice di copertura degli immobilizzi 0,26 Media/ DS 2,62 Media norm. -0,60 0,85 3,10 0,14 0,34 1,65 1,65 0,89 0,88 0,11 1,21 2,09 0,83 1,02 5,64 0,10 0,82 0,13 0,15 1,50 0,33 0,11 0,47 0,08 0,68 4,22 0,06 0,39 2,56 8,21 3,75 1,12 2,22 1,10 4,97 8,18 1,87 1,45 1,77 0,50 14,89 2,60 2,20 -0,49 0,89 -0,93 -0,81 0,00 0,00 -0,47 -0,47 -0,95 -0,27 0,27 -0,51 -0,39 2,46 0,12 1,07 5,45 2,70 0,68 0,13 0,36 2,30 4,20 0,21 0,88 3,01 2,37 0,64 3,30 -0,95 -0,36 2,35 0,65 -0,60 4,26 0,91 3,35 0,19 1,27 4,89 1,61 -0,45 1,65 1,62 1,03 TIPO_A 2000 2001 2002 2003 2004 2005 Media DS A_1 A_2 A_3 A_4 A_5 A_7 A_8 A_9 A_10 A_11 A_12 A_13 A_14 A_15 A_16 A_17 A_18 A_20 A_21 A_22 A_23 A_24 A_25 A_26 A_27 0,86 4,74 0,71 3,30 0,43 1,42 0,74 0,81 0,09 0,09 0,00 0,85 1,08 3,06 0,58 0,06 1,34 1,92 0,90 0,93 10,43 0,94 2,50 0,01 0,18 1,22 1,74 1,03 0,35 0,03 1,73 0,29 0,81 0,77 10,59 1,54 10,06 1,78 1,26 0,77 0,95 3,01 0,30 0,51 0,36 1,42 0,81 0,59 0,23 1,43 0,49 0,82 1,61 5,11 0,11 1,13 2,80 2,32 2,13 0,94 0,73 0,75 1,91 0,18 0,50 1,20 2,27 0,95 0,86 0,13 0,96 0,04 0,78 0,80 4,67 0,04 1,08 6,71 0,70 0,90 3,94 0,90 0,55 0,83 3,59 0,01 0,23 1,21 1,66 0,96 1,74 0,03 1,01 0,79 1,31 5,04 0,02 0,62 6,85 0,12 0,48 5,29 0,77 0,22 0,93 4,26 0,21 0,20 4,24 1,42 0,85 0,95 0,15 2,03 9,62 0,93 0,55 5,38 0,34 0,72 0,32 0,67 0,20 10,47 0,72 0,68 N° rilevazioni Media_anno DS_anno 19 1,21 1,25 20 2,41 3,49 21 1,33 1,20 22 1,41 1,65 21 1,58 1,93 22 2,06 2,97 172 Tavola 101 Indice di copertura degli immobilizzi 0,36 0,83 0,23 0,19 1,09 4,07 0,39 0,34 0,39 0,13 1,19 0,19 0,66 0,39 1,32 0,51 0,18 0,34 0,80 Media/ DS 1,81 1,15 6,97 3,16 1,37 0,57 2,65 3,79 4,10 8,87 2,14 5,87 2,55 2,48 1,41 6,16 7,52 1,30 3,54 Media norm. -0,95 -0,63 0,02 -1,00 -0,08 0,75 -0,55 -0,29 0,01 -0,40 0,98 -0,45 0,10 -0,62 0,28 1,59 -0,25 -1,15 1,27 0,12 2,42 0,76 4,33 0,14 0,42 0,35 0,74 0,84 5,74 2,21 5,89 -1,48 0,85 -0,82 2,80 1,58 0,99 0,66 TIPO_B e M 2000 2001 2002 2003 2004 2005 Media DS B_1 B_2 B_3 B_4 B_5 B_6 B_7 B_8 B_9 B_10 B_11 B_12 B_13 B_14 B_15 B_17 B_18 B_19 B_20 B_21 M_20 M_21 M_22 M_23 0,72 0,19 1,19 0,87 3,34 1,72 1,69 1,45 1,35 1,61 1,02 1,38 1,22 4,15 3,07 1,00 1,76 0,01 2,17 - 1,26 0,18 1,57 0,77 2,34 9,55 1,23 1,66 1,28 1,26 1,65 0,93 1,65 1,65 2,50 1,18 0,53 1,98 1,96 0,17 4,83 0,31 0,31 1,82 0,43 0,91 1,30 0,96 1,23 1,25 1,76 1,10 0,55 0,75 1,41 3,77 1,56 0,25 2,81 2,05 0,76 - 0,32 1,47 1,79 0,42 0,73 0,30 0,90 1,33 2,02 1,17 2,47 1,02 1,91 0,76 1,45 1,20 0,12 3,33 0,13 2,56 0,87 - 0,48 1,51 1,67 0,50 0,77 0,20 0,73 0,94 1,05 3,13 1,28 2,18 0,73 0,77 2,84 1,22 0,14 3,39 0,30 2,78 1,05 3,49 0,76 2,08 1,54 0,55 0,87 0,25 0,67 0,90 1,00 4,65 1,44 2,38 0,69 1,49 3,53 1,47 0,62 3,70 2,29 0,01 2,99 0,97 4,68 0,64 0,96 1,60 0,59 1,49 2,32 1,03 1,29 1,58 1,18 2,55 1,13 1,68 0,96 1,85 3,14 1,33 0,44 2,83 N° rilevazioni Media_anno DS_anno 19 1,58 1,03 21 1,91 2,00 20 1,26 0,88 21 1,25 0,86 22 1,42 1,07 23 1,72 1,36 173 Figura 103 Indice di copertura degli immobilizzi_ds e media normalizzata per le cooperative di tipo A Indice di copertura degli immobilizzi_media/ds e media normalizzata_Tipologia A 4,00 3,00 A_17 A_22 2,00 Media normalizzata A_26 1,00 A_4 A_23 A_14 0,00 -1,00 A_9 A_8 0,00 A_13 2,00 A_21 4,00 A_11 A_16 A_1 A_24 A_7 A_5A_12 A_20 A_27 6,00 8,00 A_10 A_3 10,00 12,00 14,00 -2,00 -3,00 -4,00 Media/DS Figura 104 Indice di indebitamento_ds e media normalizzata per le cooperative di tipo B e Miste Indice di copertura degli immobilizzi_media/ds e media normalizzata_Tipologia B e M 4,00 3,00 M_23 2,00 B_17 Media normalizzata B_20 1,00 B_11 B_6 B_15 0,00 0,00 B_5 2,00 B_7 B_14 M_22 B_1 B_4 B_19 M_20 B_2 -1,00 B_13 M_21 B_3 B_9 B_8 4,00 6,00 B_12 -2,00 -3,00 -4,00 Media/DS 174 B_18 8,00 B_10 10,00 12,00 14,00 D) Evoluzione delle compatibilità economiche minime tra il primo ed il secondo triennio Per meglio interpretare la dinamica delle compatibilità economiche minime delle cooperative sociali in chiave evolutiva, sono stati determinati per ogni singolo indicatore ed in relazione alle due diverse tipologie i valori delle medie normalizzate confrontando le rispettive evoluzioni tra il primo ed il secondo triennio del periodo in oggetto (primo triennio 20002002; secondo triennio 2003-2005). Con la medesima logica utilizzata per la descrizione dei singoli indicatori sono stati eliminati i valori potenzialmente distorsivi, prima in relazione ad un filtro che ne attestasse la significatività economico finanziaria ed, in seconda analisi, in relazione al superamento o meno di un certo multiplo della deviazione standard, mantenendo fissi i parametri impiegati nella prima sezione. La presenza di questi filtri, oltre alla necessità di individuare almeno due valori su tre attendibili per ogni indicatore e triennio, ha comportato che alcune cooperative (tavole 102, 103, 104 e 105) non presentassero valori significativi. Successivamente, si sono riportati in un sistema di assi cartesiani i rispettivi valori delle medie normalizzate dei due trienni, individuando poi due sezioni separate da una diagonale. Nella sezione identificata con la lettera “B” ed, in particolar modo, in relazione a valori positivi delle ascisse, risulteranno presenti tutte quelle cooperative che sviluppano una media normalizzata con valori nel primo triennio (2000-2002) superiori a quelli del secondo (20032005), mentre con la lettera “A”, sempre in corrispondenza di valori positivi delle ascisse, le cooperative con valori della media normalizzata nel secondo triennio migliorativi rispetto al periodo antecedente16. Da una prima analisi si evince come esista un grado di dispersione particolarmente accentuato in tutti gli indicatori (visti in chiave dinamica dal primo al secondo triennio), a testimonianza di una serie di cambiamenti che non sempre, però, si sono rilevati migliorativi e tali da non individuare uno specifico trend. Risultano, infatti, mediamente di poco spessore le cooperative che nel secondo triennio presentano valori della media normalizzata migliori che nel primo (triangolo A e con valori positivi sia delle ascisse che delle ordinate) che di volta in volta verranno identificati per ogni singola variabile presa a riferimento; così come dovranno di volta in volta essere interpretati i valori negativi delle medie normalizzate. 16 In corrispondenza di valori negativi delle ascisse e, quindi, nella fattispecie di valori negativi della media normalizzata del primo triennio, nella sezione “B” si troveranno, invece, cooperative con valori più elevati nel secondo triennio e nella sezione “A”, cooperative con valori più elevati nel primo triennio. 175 Tavola 102 TIPO_A A_1 A_2 A_3 A_4 A_5 A_7 A_8 A_9 A_10 A_11 A_12 A_13 A_14 A_15 A_16 A_17 A_18 A_20 A_21 A_22 A_23 A_24 A_25 A_26 A_27 Fatturato/Break even point I Tri II Tri 2,52 3,72 0,72 -0,06 -0,37 -0,13 0,14 -0,15 -0,51 -0,77 -0,57 -0,05 -0,87 -0,05 -0,48 0,60 0,23 -0,04 -1,07 -0,17 -0,58 -0,48 -0,11 -0,06 0,01 -0,18 -0,67 -0,90 -0,49 -0,54 2,69 -0,03 -0,05 2,21 -0,37 -0,10 -0,41 -0,81 0,63 -0,67 -0,69 -0,36 -1,00 -0,48 -0,12 1,39 -0,48 Fatturato / Capitale investito gestionale I Tri II Tri -0,93 -0,39 -0,32 -0,35 -0,52 -0,16 -1,00 -1,18 -1,00 0,00 -0,14 -1,08 -0,28 1,20 -0,81 -1,11 -0,78 -0,76 -0,43 0,18 0,94 1,17 0,30 0,46 0,52 0,76 -1,42 -1,83 1,72 1,31 -0,25 0,49 2,10 0,12 1,12 -0,16 2,30 -0,25 0,63 0,92 -1,30 0,30 1,69 0,34 -1,01 -1,13 Ciclo monetario MON*/Fatturato I Tri 0,03 1,12 0,06 2,25 -0,55 -0,83 0,52 0,95 -0,18 0,02 -0,79 -0,11 -0,37 -3,22 -0,22 0,93 0,10 -0,21 0,34 I Tri 1,48 1,17 -0,26 1,03 0,47 -0,06 -0,25 II Tri -0,08 1,14 -0,21 1,95 -1,02 0,14 0,04 1,04 -0,31 -0,02 -1,18 0,43 0,12 -3,15 -0,10 0,43 0,97 -0,86 -0,37 1,05 0,13 0,50 -0,16 0,64 -1,14 -0,53 -1,34 -0,53 0,64 -2,27 -0,38 0,13 0,51 -0,28 -0,11 -0,01 -0,17 0,01 -0,93 -0,35 2,20 II Tri 0,04 -0,06 0,43 -1,52 1,57 0,88 1,45 0,38 0,21 -0,41 0,16 0,69 -2,29 -0,63 0,44 0,56 -1,62 1,39 -1,10 0,07 -0,06 -0,60 Confrontando l’evoluzione del punto di pareggio (figura 105 tipologia A; figura 106 tipologia B e M) si può osservare come le cooperative della tipologia B e M presentino una maggiore dispersione, a differenza delle cooperative di tipo A che risultano prevalentemente concentrate nel punto d’intersezione tra gli assi ed, in particolar modo, nel quadrante con valori negativi sia delle ascisse che delle ordinate. Nelle stesse appare, quindi, modesto, se non trascurabile, il numero di esse che ha maturato dei miglioramenti (sezione “A” in corrispondenza di valori positivi, sia delle ascisse che delle ordinate), mentre la numerosità appare più significativa nelle cooperative di tipo B e M (cooperative evidenziate con il cerchio rosso). 176 Anche nel rapporto di turnover (Fatturato/CING) il grado di dispersione si presenta particolarmente accentuato (figure 107 e 108). Soprattutto nella tipologia B e M risultano numerose le cooperative con valori della media normalizzata nel secondo triennio inferiori rispetto a quelli registrati nel primo triennio (sezione B), così come le cooperative che per entrambe le tipologie hanno registrato nei due trienni valori negativi della media normalizzata (cooperative evidenziate con il cerchio rosso). A livello di ciclo monetario (figure 109 e 110) le due tipologie presentano sentieri evolutivi parzialmente identici, visto che la maggior parte delle cooperative tende a posizionarsi nel punto di incrocio tra le ascisse e le ordinate. Tuttavia, nelle cooperative di tipo A appare consistente il numero di esse che si posizionano nella sezione “B” (evidenziate dal cerchio rosso) in virtù di una media normalizzata più elevata nel primo triennio rispetto al secondo. Complessivamente, quindi, nel secondo triennio le cooperative in oggetto hanno sviluppato un ciclo monetario mediamente più corto e, di conseguenza, migliorativo anche se, soprattutto per quelle entità che sviluppano un ciclo monetario negativo, appare importante verificare il portato di un vero potere contrattuale o, piuttosto, una sintomatica difficoltà nel pagare i fornitori. Nella tipologia B e Mista si rileva, invece, un gruppo di cooperative (evidenziate in rosso) che presenta un allungamento del ciclo monetario nel secondo triennio, a fronte di una generale tendenza del comparto a posizionarsi soprattutto nella sezione “A” (ciclo monetario tra il 2003 e il 2005 più allungato rispetto al primo triennio). Analizzando la redditività media derivante dalla gestione caratteristica (ROS) (figure 111 e 112), torna predominante il grado di dispersione. Nella tipologia A emerge chiaramente come la maggior parte delle cooperative tenda a posizionarsi nella sezione “B”, a testimonianza di margini inferiori nel secondo triennio rispetto al primo. Alcune di esse, pur in presenza di una sensibile contrazione, sviluppano ancora margini positivi, mentre persistono delle cooperative con ROS totalmente negativi (sono allocate nel quadrante in presenza di valori negativi sia delle ascisse che delle ordinate). Alcune entità hanno registrato dei miglioramenti significativi, essendo passate da una redditività media negativa del primo triennio ad una positiva nel secondo (quelle evidenziate dal cerchio rosso). Nella tipologia B e Mista, invece, tali cooperative risultano più numerose (sempre quelle evidenziate dal cerchio rosso), anche se appaiono comunque di un certo spessore quelle che, nel secondo triennio, hanno sviluppato una media normalizzata negativa. 177 Tavola 103 TIPO_A A_1 A_2 A_3 A_4 A_5 A_7 A_8 A_9 A_10 A_11 A_12 A_13 A_14 A_15 A_16 A_17 A_18 A_20 A_21 A_22 A_23 A_24 A_25 A_26 A_27 OF/MOL* I Tri 2,08 -0,65 2,12 -0,79 -0,49 -0,79 -0,36 -0,25 -0,34 -0,75 0,22 0,50 -0,36 II Tri 0,47 -0,99 0,20 -0,72 0,42 0,42 -0,12 1,29 -0,61 0,44 -0,36 -0,93 -0,74 Spread tra ROI e OF/MOL I Tri II Tri -0,57 2,07 0,61 -0,31 0,06 0,80 0,45 0,18 -1,11 -1,32 -2,11 0,86 -0,76 0,57 0,43 0,33 -0,15 0,17 0,59 0,60 -0,06 -0,07 -0,48 -0,92 1,31 -0,23 1,62 -0,15 0,09 -0,80 1,36 -1,30 2,99 -0,78 -0,71 -0,58 -0,39 0,48 1,13 -0,16 -1,90 1,81 -1,99 -0,47 0,71 -0,80 178 Indice di Indebitamento I Tri II Tri -0,08 0,65 -0,72 -0,13 0,59 -0,76 0,42 -0,67 -0,66 -0,09 0,22 -0,58 -0,71 0,42 2,94 -0,70 -0,30 -0,73 -0,35 -0,79 1,02 -0,57 -0,20 Indice di copertura degli immobilizzi I Tri II Tri -0,41 -0,55 2,68 -0,41 -0,35 0,54 1,07 -0,74 -0,77 -0,64 -0,66 -0,44 0,46 -0,10 0,21 -0,41 -0,31 -0,54 -0,15 -0,75 -0,79 -0,31 -0,06 -0,69 -0,43 -0,36 -0,27 -0,32 2,07 2,12 -0,77 -0,19 -0,77 -0,37 2,04 -0,62 -0,44 0,09 -0,33 3,03 -0,38 -0,46 1,52 -0,19 -0,85 2,64 -0,89 Tavola 104 TIPO_B e M B_1 B_2 B_3 B_4 B_5 B_6 B_7 B_8 B_9 B_10 B_11 B_12 B_13 B_14 B_15 B_17 B_18 B_19 B_20 B_21 M_20 M_21 M_22 M_23 Fatturato/Break even point I Tri II Tri -0,18 -0,15 -0,20 0,44 0,15 -0,01 -2,38 -1,85 0,48 -0,03 -0,92 1,18 -0,50 0,48 0,11 -0,66 -0,71 -1,59 1,01 1,13 -1,87 0,01 -0,02 -0,57 0,78 2,00 0,98 0,37 0,69 0,63 -2,07 -1,13 1,18 1,84 -0,39 0,37 0,06 -1,47 0,01 0,95 0,47 0,68 0,09 0,22 0,91 -0,53 Fatturato / Capitale investito gestionale I Tri II Tri 0,48 0,74 1,17 1,63 -0,14 0,51 0,08 0,09 -0,32 -1,00 -0,92 0,98 -0,50 -0,61 0,87 -0,53 0,89 0,02 -1,17 -1,48 0,43 0,03 -1,24 -1,01 0,57 -0,13 -1,40 -1,85 -1,13 0,71 -0,31 -0,90 -0,22 -0,19 -0,34 -0,04 -0,24 -0,76 2,19 0,43 0,45 1,34 0,30 -1,06 -0,76 2,75 1,63 179 Ciclo monetario MON*/Fatturato I Tri -0,23 0,53 0,00 -3,39 0,57 1,99 -0,03 0,04 0,35 0,21 0,34 -0,52 -0,63 -0,50 I Tri 0,04 -0,12 0,18 -2,20 0,22 1,04 0,51 -0,37 0,75 -1,16 0,12 -0,31 1,03 -0,33 II Tri 0,01 0,06 0,13 -2,11 0,13 -1,42 -0,36 0,43 0,94 0,28 0,65 0,25 0,62 -3,17 -0,03 1,48 -0,03 -0,20 1,24 -0,12 0,15 0,56 0,40 0,13 0,59 0,65 -0,40 -0,48 0,53 -1,67 -0,08 1,89 0,55 0,61 -2,52 1,12 -0,21 -0,04 -0,16 0,47 0,28 0,74 II Tri 0,24 0,35 0,21 -2,49 -0,01 -0,97 -0,38 0,50 -0,28 1,03 -0,06 -0,52 -0,51 0,74 -1,52 1,39 0,65 -1,28 1,73 0,85 0,85 -0,51 Tavola 105 TIPO_B e M B_1 B_2 B_3 B_4 B_5 B_6 B_7 B_8 B_9 B_10 B_11 B_12 B_13 B_14 B_15 B_17 B_18 B_19 B_20 B_21 M_20 M_21 M_22 M_23 OF/MOL* I Tri -1,00 1,97 -0,18 -0,63 0,69 0,36 0,08 1,77 -0,55 0,10 -1,00 -0,75 -1,06 II Tri -1,18 -0,53 -0,83 0,28 -0,09 0,15 1,27 -1,33 0,60 -1,15 0,05 -0,19 1,37 -1,26 -0,36 -0,38 -0,26 -0,52 1,92 0,01 1,28 0,10 2,43 -0,19 -1,00 Spread tra ROI e OF/MOL I Tri II Tri -0,08 0,50 -0,48 1,12 -0,19 0,52 -1,59 0,38 -0,09 -1,41 -0,10 -0,50 0,93 0,04 -0,72 1,73 -1,41 -1,20 0,86 1,56 -2,80 -0,87 -0,21 -0,21 0,84 -0,12 0,09 -0,20 1,20 0,72 -1,44 1,15 1,75 0,25 -1,29 -1,07 0,65 0,80 0,16 0,39 -0,54 0,00 1,28 -0,42 Indice di Indebitamento I Tri II Tri 0,77 0,96 0,26 -0,34 -0,55 -0,93 -0,39 -0,55 -0,42 -0,76 0,47 0,05 0,62 3,25 3,46 1,43 -0,01 -0,51 0,03 -0,08 -0,67 -0,74 -0,73 -0,24 -0,56 0,71 0,55 0,61 -0,18 -0,82 -0,93 -0,60 -0,84 0,43 -0,65 -0,47 -0,59 -0,57 -0,48 Indice di copertura degli immobilizzi I Tri II Tri -0,75 -0,85 -1,22 0,15 -0,08 0,13 -0,81 -0,88 0,51 -0,62 3,35 -1,08 -0,28 -0,64 -0,08 -0,39 -0,22 -0,29 -0,38 0,05 1,63 -0,53 -0,23 -0,37 0,55 -0,36 -0,68 1,02 -0,24 1,32 1,43 -0,22 -0,19 -0,90 -1,05 0,50 1,68 0,39 -1,01 -1,17 1,08 -0,47 2,21 Analizzando l’evoluzione del rapporto OF/MOL, bisogna anzitutto rilevare che, soprattutto per le cooperative di tipo A, la presenza dei doppi filtri ha significativamente ridotto la numerosità del campione. Nella tipologia in oggetto le cooperative tendono a concentrarsi verso l’incrocio dei relativi assi cartesiani, con una predominanza di valori della media normalizzata negativa (tali valori devono essere letti in modo positivo, poiché una media normalizzata negativa equivale ad un peso assoluto degli oneri finanziari sul margine operativo lordo di poco spessore). Il comparto B e Misto, rispetto alla tipologia A, si presenta particolarmente disperso, con una maggiore concentrazione verso la sezione “B” e, sempre in relazione a valori negativi della media normalizzata, con una tendenza maggiore nel secondo triennio (cooperative evidenziate con il cerchio rosso). 180 Con riferimento allo spread tra ROI e OF/MOL (figure 115 e 116) si può osservare che le due tipologie presentano un accentuato grado di dispersione e, allo stesso tempo, si contraddistinguono per posizionarsi diversamente sulle due sezioni. Le cooperative di tipo A sono maggiori nella sezione “B” e, quindi, eccezion fatta per i valori negativi, hanno mediamente sviluppato una media normalizzata di maggior spessore nel primo triennio; mentre le cooperative di tipo B e Miste tendono a posizionarsi maggiormente nella sezione “A” sviluppando, pertanto, una media normalizzata superiore nel secondo triennio. A livello di indice di indebitamento (figure 117 e 118) si rileva come non vi siano particolari scostamenti tra i due diversi periodi presi a riferimento, a testimonianza di una situazione generalmente immutata, visto che la maggior parte delle cooperative tendono a posizionarsi lungo la diagonale che divide le rispettive sezioni ed, in particolar modo, per valori negativi della media normalizzata in entrambi i trienni (cooperative evidenziate con il cerchio rosso). Le medesime considerazioni possono essere replicate prendendo a riferimento l’indice di copertura degli immobilizzi (figure 119 e 120) ed, in particolar modo, le cooperative della tipologia A, visto che tendono a concentrarsi lungo la diagonale ed, in particolar modo, in presenza di valori negativi sia delle ascisse (media normalizzata del primo triennio) che delle ordinate (media normalizzata del secondo triennio), a testimonianza di un livello non particolarmente eclatante in termini di copertura degli investimenti di medio lungo periodo, con fonti di eguale o simile durata. Nelle cooperative di tipo B e Misto il grado di dispersione è più accentuato e si possono individuare due gruppi ben distinti. Il primo, contrassegnato da un cerchio rosso, evidenzia le cooperative che nel secondo triennio hanno migliorato il proprio grado di copertura degli immobilizzi, mentre il secondo contraddistingue le cooperative con un valore negativo della media normalizzata. 181 Figura 105 Break Even Point: media normalizzata I e II Triennio per le cooperative di tipo A Break Event Point_media normalizzata_Tipologia A_confronto I e II TRIENNIO 4,00 A A_1 3,00 Media Normalizzata II TRIENNIO 2,00 A_18 1,00 A_9 -4,00 -3,00 0,00 A_13 A_10 A_8 A_7 A_20 A_26 A_3 A_14 A_4 A_11 0,00 A_12 A_16 A_23 A_5 A_21 A_15 -2,00 -1,00 A_17 A_2 1,00 A_27 2,00 3,00 4,00 -1,00 -2,00 -3,00 B -4,00 Media Normalizzata I TRIENNIO Figura 106 Break Even Point: media normalizzata I e II Triennio per le cooperative B e Miste Break Event Point_media normalizzata_Tipologia B e M_confronto I e II TRIENNIO 3,00 A B_14 2,00 Media Normalizzata II TRIENNIO 1,00 -3,00 -2,00 M_21B_17 0,00 B_1 0,00 -1,00 M_22 B_3 B_15 B_8 B_5 1,00 B_13 2,00 3,00 M_23 B_7 -1,00 B_18 B_21 B_10 B_4 B_11 M_20 B_2 B_20 B_12 B_19 -2,00 -3,00 Media Normalizzata I TRIENNIO 182 B Figura 107 Fatturato/CING: media normalizzata I e II Triennio per le cooperative di tipo A Turnover_media normalizzata_Tipologia A_confronto I e II TRIENNIO 3,00 A A_21 2,00 A_8 Media Normalizzata II TRIENNIO A_23 A_14 A_17 -2,00 -1,00 A_13 A_26 A_11 A_5 -3,00 A_16 A_12 1,00 A_18 0,00 A_3 A_2 A_1 0,00 1,00 2,00 3,00 A_10 -1,00 A_7 A_27 A_4 A_9 A_15 -2,00 B -3,00 Media Normalizzata I TRIENNIO Figura 108 Fatturato/CING: media normalizzata I e II Triennio per le cooperative B e Miste Turnover_media normalizzata_Tipologia B e M_confronto I e II TRIENNIO 3,00 A 2,00 M_23 B_2 1,00 Media Normalizzata II TRIENNIO B_6 B_1 B_15 B_3 -3,00 -2,00 -1,00 M_22 B_12 0,00 B_19 B_18 0,00 B_7 M_20 B_4 B_11 B_13 M_21 B_9 1,00 2,00 3,00 B_8 B_20 B_17 -1,00 B_5 B_10 B_14 -2,00 -3,00 Media Normalizzata I TRIENNIO 183 B Figura 109 Ciclo monetario:media normalizzata I e II Triennio per le cooperative di tipo A Ciclo Monetario_media normalizzata_Tipologia A_confronto I e II TRIENNIO 4,00 A 3,00 A_4 A_2 A_9 A_18 A_26 A_13 A_17 A_23 A_14 A_8 0,00 A_11 A_1 A_16 A_3 0,00 1,00 A_10 A_21 1,00 II TRIENNIO Media Normalizzata 2,00 A_7 -4,00 -3,00 -2,00 -1,00 2,00 3,00 4,00 A_20 -1,00 A_5 A_27 A_12 -2,00 -3,00 A_15 B -4,00 Media Normalizzata I TRIENNIO Figura 110 Ciclo monetario:media normalizzata I e II Triennio per le cooperative B e Miste Ciclo Monetario_media normalizzata_Tipologia B e M_confronto I e II TRIENNIO 4,00 A 3,00 Media Normalizzata II TRIENNIO 2,00 -4,00 1,00 -3,00 -2,00 B_21 -1,00 B_17 B_20 B_9 B_11 B_13M_21 B_8 M_22 B_10 B_12 M_20 B_2 M_23B_3 B_5 B_1 0,00 B_18 B_19 0,00 1,00 B_7 2,00 3,00 4,00 -1,00 B_6 B_4 -2,00 -3,00 B_14 -4,00 Media Normalizzata I TRIENNIO 184 B Figura 111 ROS: media normalizzata I e II Triennio per le cooperative di tipo A ROS_media normalizzata_Tipologia A_confronto I e II TRIENNIO 3,00 A 2,00 A_7 A_9 1,00 Media Normalizzata II TRIENNIO A_8 A_14 A_20 A_11 -3,00 -2,00 0,00 A_3 A_26 -1,00 A_12 A_10 A_13 A_4 A_2 0,00 1,00 2,00 A_23 3,00 A_27 A_16 -1,00 A_21 -2,00 A_15 B -3,00 Media Normalizzata I TRIENNIO Figura 112 ROS: media normalizzata I e II Triennio per le cooperative di tipo B e Miste ROS_media normalizzata_Tipologia B e M_confronto I e II TRIENNIO 3,00 A 2,00 M_20 B_19 Media Normalizzata II TRIENNIO 1,00 B_20 -3,00 -2,00 B_12 0,00 -1,00 B_10 B_11 M_22 M_21 B_17 B_8 B_2 B_1B_3 B_5 0,00 B_13 1,00 B_7 B_15M_23 2,00 3,00 -1,00 B_21 B_18 -2,00 B_4 -3,00 Media Normalizzata I TRIENNIO 185 B Figura 113 OF/MOL:media normalizzata I e II Triennio per le cooperative di tipo A OF/MOL_media normalizzata_Tipologia A_confronto I e II TRIENNIO 3,00 A 2,00 Media Normalizzata II TRIENNIO 1,00 A_1 A_13 A_3 0,00 -3,00 -2,00 -1,00 A_9 0,00 A_15 A_27 A_26 A_12 A_2 1,00 2,00 3,00 A_18 -1,00 -2,00 B -3,00 Media Normalizzata I TRIENNIO Figura 114 OF/MOL:media normalizzata I e II Triennio per le cooperative di tipo B e Miste OF/MOL_media normalizzata_Tipologia B e M_confronto I e II TRIENNIO 3,00 A 2,00 B_14 B_7 M_20 Media Normalizzata II TRIENNIO 1,00 B_10 -3,00 -2,00 -1,00M_23 B_5 0,00 M_21 B_190,00 B_13 B_20 1,00 2,00 3,00 B_2 B_3 -1,00 B_1 B_15B_11 B_9 -2,00 -3,00 Media Normalizzata I TRIENNIO 186 B Figura 115 Spread (ROI- OF/MOL):media normalizzata I e II Triennio per le cooperative A Spread (ROI-OF/MOL)_media normalizzata_Tipologia A_confronto I e II TRIENNIO 3,00 A Media Normalizzata II TRIENNIO 2,00 1,00 A_8 -3,00 -2,00 A_26 A_13 A_10A_4 A_12 A_3 0,00 A_14 A_20 -1,00 0,00 A_16 2,00 3,00 A_27 A_15 -1,00 A_23 1,00 A_2 A_5 A_21 -2,00 B -3,00 Media Normalizzata I TRIENNIO Figura 116 Spread (ROI- OF/MOL):media normalizzata I e II Triennio per le cooperative B e M Spread (ROI-OF/MOL)_media normalizzata_Tipologia B e M_confronto I e II TRIENNIO 3,00 A 2,00 B_9 B_11 Media Normalizzata II TRIENNIO B_2 1,00 M_20 B_3 B_1 -3,00 -2,00 -1,00 B_21 B_10 B_17 M_21 M_220,00 B_5 B_13 0,00 B_15 B_7 B_12 B_19 B_8 B_14 1,00 M_23 2,00 3,00 -1,00 -2,00 -3,00 Media Normalizzata I TRIENNIO 187 B Figura 117 Indice di indebitamento:media normalizzata I e II Triennio per le cooperative A Inidice di indebitamento_media normalizzata_Tipologia A_confronto I e II TRIENNIO 3,00 A A_26 2,00 Media Normalizzata II TRIENNIO A_16 1,00 A_3 A_11 A_8 0,00 -3,00 -2,00 -1,00 A_2 0,00 A_17 A_9 A_10 A_4 A_15 A_27 1,00 2,00 3,00 -1,00 -2,00 B -3,00 Media Normalizzata I TRIENNIO Figura 118 Indice di indebitamento:media normalizzata I e II Triennio per le cooperative B e M Inidice di indebitamento_media normalizzata_Tipologia B e M_confronto I e II TRIENNIO 3,00 A 2,00 Media Normalizzata II TRIENNIO 1,00 -3,00 B_1 B_7 B_6 B_100,00 -2,00 -1,00 B_4 0,00 B_5 M_23 B_3 B_13 M_21 B_11 B_12 B_18 B_17 B_14 B_15 1,00 B_9 2,00 3,00 -1,00 -2,00 -3,00 Media Normalizzata I TRIENNIO 188 B Figura 119 Indice di copertura degli immobilizzi:media normalizzata I e II Triennio per le cooperative di tipo A Inidice di copertura degli immobilizzi_media normalizzata_Tipologia A_confronto I e II TRIENNIO 3,00 A A_17 2,00 A_4 Media Normalizzata II TRIENNIO 1,00 A_8 A_9 -3,00 -2,00 -1,00 0,00 A_13 A_11 0,00 A_10 A_16 A_3 A_15 A_21 A_27 A_1 A_7 A_20 A_5 A_12 1,00 2,00 3,00 A_23 -1,00 -2,00 B -3,00 Media Normalizzata I TRIENNIO Figura 120 Indice di copertura degli immobilizzi:media normalizzata I e II Triennio per le cooperative di tipo B e Miste Inidice di copertura degli immobilizzi_media normalizzata_Tipologia BeM_confronto I e II TRIENNIO 3,00 A 2,00 B_20 B_11 Media Normalizzata II TRIENNIO -3,00 B_17 M_21 1,00 B_13 B_2 -2,00 0,00 -1,00 M_22 B_1 B_4 B_19 B_3 0,00 B_12 B_18 B_10B_8 B_7 B_14 1,00B_15 2,00 3,00 B_5 -1,00 -2,00 -3,00 Media Normalizzata I TRIENNIO 189 B E) Analisi della dinamica reddituale patrimoniale e finanziaria: un approfondimento per profili di indagine Premessa Per meglio comprendere la significatività degli indicatori presentati nelle pagine precedenti sono state opportunamente prese in considerazione quattro diverse coppie di variabili (sia in termini tabellari che grafici). Lo scopo è quello di mettere in evidenza, con riferimento alle singole cooperative, l’intersezione di due diversi profili di analisi, al fine di approfondire l’indagine rispetto al raggiungimento delle condizioni minime in termini di equilibrio reddituale, patrimoniale e finanziario. L’analisi è condotta separatamente in relazione alle due tipologie di cooperative, prendendo a riferimento i dati dei campioni totali rettificati dei singoli valori non significativi. La rappresentazione grafica incrocia due variabili rilevanti (ad esempio X e Y) opportunamente scelte. Il piano cartesiano risulta quindi suddiviso in quadranti che individuano le possibili combinazioni con le quali si presentano le variabili relative alla singola cooperativa rispetto al valore medio del campione. X QUADRANTE D QUADRANTE C Y QUADRANTE A QUADRANTE B Il quadrante D, ad esempio, identifica cooperative che presentano un elevato valore della variabile X (rispetto alla media del campione di riferimento) e ridotto valore della variabile Y (rispetto alla media del campione di riferimento); il quadrante B, analogamente, elevati valori di Y e bassi di X e così via. 190 Relazione tra RN/BEP e RN/CING Le due tipologie di cooperative presentano gradi di dispersione parzialmente diversi. Nella tipologia A tale è funzione soprattutto del livello di Turnover, mentre per le cooperative di tipo B e Miste entrambi i rapporti (livello di turnover e fatturato su punto di pareggio) tendono in particolar modo verso i valori medi. Quasi nessuna cooperativa della prima tipologia presenta livelli ottimali e soddisfacenti per entrambi gli indicatori, ovvero sia un elevato rapporto fatturato su punto di pareggio, sia un elevato grado di utilizzo del capitale (figure 121 e 122), a differenza delle cooperative di tipo B e M, dove la numerosità risulta particolarmente significativa. Si segnalano, anche, alcune cooperative che presentano livelli contenuti di rotazione del capitale e bassi livelli di fatturato/punto di pareggio (quadrante C). Complessivamente le cooperative di tipo A maturano un livello di turnover maggiore rispetto alle cooperative di tipo B e Miste, mentre sviluppano livelli pressoché identici del rapporto fatturato su punto di pareggio. Figura 121 Cooperative di tipo A FATT/BEP_media e FATT/CING_media_Tipologia A 8,00 D A 7,00 A_16 A_18 A_26 A_12A_20 6,00 A_21 A_23 FATT/CI 5,00 A_14 A_8 4,00 Media A_13 A_17 A_25 A_5 A_3 A_7 2,00 A_24 1,00 C A_2 A_1 A_10 A_9 A_4 A_27 B A_15 Media 0,00 0,00 A_22 A_11 3,00 1,00 2,00 FATT/BEP 191 3,00 4,00 Figura 122 Cooperative di tipo B e Miste FATT/BEP_media e FATT/CING_media_Tipologia B e M 8,00 D A 7,00 6,00 B_21 FATT/CI 5,00 M_23 4,00 B_2 3,00 2,00 Media B_4 B_9 B_6 B_18 B_12 B_10 1,00 M_21 B_1 M_20 B_11 B_13B_3 B_8 B_15 B_19 B_20B_7 B_5 B_17 M_22 B_14 C 0,00 B Media 0,00 1,00 2,00 3,00 4,00 FATT/BEP Relazione tra ROS e OF/MOL I due grafici evidenziano per entrambe le tipologie una particolare dispersione in relazione al peso degli oneri finanziari sulla gestione caratteristica lorda e, per le cooperative di tipo B e M, anche in relazione alla redditività media. Le medie dei relativi indicatori, come in parte già evidenziato nelle analisi precedenti, si presentano pressoché identiche e la maggior parte delle cooperative in entrambe le tipologie tende a posizionarsi nella sezione B (peso degli oneri finanziari inferiori alla media e redditività della gestione caratteristica superiore alla media). Sono di carattere residuale quelle con un livello di ROS negativo, così come le cooperative con un peso degli oneri finanziari sul MOL superiore alla media ed una redditività negativa (sezione D). 192 Figura 123 Cooperative di tipo A ROS_media e OF/MOL*_media_Tipologia A 40,0% D A 30,0% A_23 OF/MOL* A_24 20,0% A_3 A_14 A_11 A_20 A_8 10,0% A_7 Media A_9 A_12 A_27 A_2 A_4 A_5A_26 A_16 MediaA_17 0,0% -7,00% A_18 A_21 A_15 C -12,00% A_13 -2,00% 3,00% A_22 B 8,00% ROS Figura 124 Cooperative di tipo B e Miste ROS_media e OF/MOL*_media_Tipologia B e M 40,0% D A 30,0% OF/MOL* M_22 M_20 B_10 20,0% B_7 B_2 B_8 B_12 B_4 Media 10,0% B_6 B_5 B_20 B_3 M_23 B_9 C B_1 Media 0,0% -12,00% -7,00% -2,00% 3,00% ROS 193 M_21 B_13 B_15 B_19 B_11 B_17 8,00% B Relazione tra Spread (ROI-OF/CING) e livello di indebitamento (I) Il grafico evidenzia, con riferimento ad entrambe le tipologie, la presenza di diversi gruppi di soggetti con un grado di aleatorietà derivante soprattutto dallo spread ROI-OF/CING. Un ridotto numero di cooperative si caratterizza per livelli di spread mediamente negativi e in assenza di tassi d’indebitamento particolarmente elevati (quadrante C). Risultano numerose, sia nella tipologia B e M che in quella A, le cooperative che sviluppano un mix di basso livello di indebitamento e alto spread (quadrante B), anche se il restante del campione tende, soprattutto nella tipologia A, a posizionarsi nel quadrante opposto (alto livello di indebitamento e spread negativo). Appare evidente come gli incroci più critici siano rappresentati dal primo (S<0, I basso) e dal terzo (S>0, I alto). La volatilità dei risultati economici e la sostanziale rigidità dei fabbisogni può, infatti, produrre, a parità di altre condizioni, un rapido incremento dell’indebitamento (che amplificherebbe l’impatto dello spread negativo) e/o il passaggio in area negativa dello spread (che amplificherebbe l’impatto di un alto indebitamento). Figura 125 Cooperative di tipo A SPREAD ROI-(OF/MT)_media e INDEBITAMENTO_media_Tipologia A 12,00 D A A_20 10,00 Indebitamento 8,00 A_13 6,00 A_21 4,00 A_7 A_23 A_5 2,00 A_8 C A_15 A_9 0,00 -20,00% -15,00% -10,00% -5,00% 0,00% Spread ROI-(OF/MT) 194 A_26 Media A_3 A_16 A_11 A_10 A_4 A_27 Media 5,00% A_2 BA_22 A_17 10,00% 15,00% 20,00% Figura 126 Cooperative di tipo B e Miste SPREAD ROI-(OF/MT)_media e INDEBITAMENTO_media_Tipologia B e M 12,00 D A 10,00 Indebitamento 8,00 B_8 6,00 B_19 4,00 B_1 B_9 B_14 2,00 B_6 C -20,00% B_12 -15,00% -10,00% B_7 Media B_10 B_15 B_2 B_11 B_13 B_18 0,00 -5,00% 0,00% B_3 B_5M_21 M_23 B_20 Media 5,00% B B_17 10,00% 15,00% 20,00% Spread ROI-(OF/MT) Relazione tra rotazione del CING e il ROS. Il campione delle cooperative di tipo A appare caratterizzato da un maggior grado di dispersione derivante dalla redditività media, mentre il grado di dispersione nelle cooperative di tipo B e M risulta prevalentemente funzionale al livello di sfruttamento del capitale della gestione caratteristica. Come si evince dai rispettivi grafici a dispersione, le due tipologie sviluppano un ROS medio pressoché identico, mentre le cooperative di tipo A presentano un livello di turnover lievemente superiore. In entrambe sono presenti delle cooperative che si posizionano nel quadrante C (basso livello di rotazione del capitale investito e bassa redditività media). 195 Figura 127 Cooperative di tipo A TURNOVER_media e ROS_media_Tipologia A 20,00% D A 15,00% 10,00% A_22 A_4 A_27 A_10 A_9 A_24 5,00% ROS Media A_7 A_5 A_14 A_2 A_17 A_3 Media A_15 1,00 3,00 A_11 2,00 A_18 A_26 A_16 A_12 A_8 0,00% 0,00 A_20 A_13 A_21 5,00 A_23 4,00 6,00 7,00 8,00 9,00 10,00 -5,00% C B -10,00% -15,00% TURNOVER Figura 128 Cooperative di tipo B e Miste TURNOVER_media e ROS_media_Tipologia B e M 20,00% D A 15,00% B_19 10,00% B_11 M_21 B_8 M_20 B_17 M_22 B_15B_3 B_7 B_20 B_5 B_1 ROS 5,00% Media B_13 B_10 0,00% 0,00 M_23 B_2 1,00 2,00 Media B_9 3,00 B_21 4,00 5,00 6,00 7,00 8,00 9,00 10,00 B_12 -5,00% B_6 C -10,00% B B_18 B_4 -15,00% TURNOVER 196 LA DIMENSIONE ECONOMICO-FINANZIARIA: CONCLUSIONI Lo scopo dell’analisi contenuta in questa sezione del rapporto è stato quello di valutare l’esistenza e la qualità dell’equilibrio economico patrimoniale delle cooperative sociali relativamente al periodo preso a riferimento (2000-2005), rilevando allo stesso tempo eventuali modificazioni tra il primo ed il secondo triennio, avendo assunto la disponibilità di almeno tre bilanci completi e consecutivi quale condizione minima ai fini di un’analisi statisticamente attendibile. Le premesse dell’analisi condotta sono state le seguenti: • La dimensione economico finanziaria non rappresenta certamente il piano più rilevante nell’ambito dell’operatività della cooperative sociali; essa tuttavia concorre a definire il quadro dei vincoli entro i quali la cooperazione deve comunque collocarsi. Il vincolo economico finanziario si traduce in un insieme di compatibilità minimali che, se rispettate, garantiscono la sostenibilità nel lungo periodo dell’operatività nel sociale. • L’esistenza di compatibilità minime sotto il profilo della struttura reddituale e finanziaria rappresenta condizione necessaria, anche se evidentemente non sufficiente, rispetto al raggiungimento, nel lungo periodo, degli obiettivi a-economici della cooperazione sociale. • Tale vincolo (e la correlata ricerca delle compatibilità minimali), nel tempo, ha assunto sempre maggiore importanza. Da un lato, infatti, la crescita dimensionale delle cooperative (nel periodo 2000-2005) in termini di Valore della Produzione e di Capitale Investito ha reso più rilevante il “problema finanziario”. Dall’altro, il rapporto con le banche deve scontare importanti discontinuità istituzionali connesse all’imminente entrata in vigore del Nuovo Accordo sul capitale (Basilea 2). Le principali conclusioni possono riassumersi come segue. A) Con riferimento al campione esaminato: • Da una prima analisi del campione si evince complessivamente un’età media bassa, dato che la maggior parte delle cooperative risulta costituita tra il 1997 e il 2005 (il 40,8%). Le cooperative di tipo A sono mediamente di più recente costituzione, ben il 60,0% nell’ultimo periodo, mentre quelle di tipo B e M presentano una maggior concentrazione nel primo arco temporale preso a riferimento (41,7% tra il 1976 e il 1984). Entrambe le tipologie sviluppano tassi di crescita costanti nei due quinquenni 197 centrali (12,0% e 12,5% rispettivamente le cooperative di tipo A e B e M tra il 1985 e il 1990; 24,0% e 25,0% tra il 1991e il 1996). • In entrambe le tipologie ma, in particolare, nelle cooperative di tipo A sono presenti delle entità che presentano dimensioni di assoluto rilievo rispetto al campione nel suo complesso. Le cooperative di tipo A (media campione) sviluppano un fatturato medio nel 2005 pari a € 1.930.730, che risulta, invece, di € 653.800 (media rettificata) se non viene considerata la cooperativa A_13 e di € 310.065 (media senza le maggiori A_2, A_3, A_4, A_12 oltre alla A_13) se vengono escluse le cooperative che nel 2005 hanno sviluppato un fatturato superiore a un milione. La presenza della cooperativa A_13 risulta indubbiamente “distorsiva”; basti osservare che la differenza tra la media del campione totale e quella che esclude, per l’appunto, la cooperativa in oggetto nel 2005 (anno che ha, tra l’altro, segnato l’apice del fatturato nel periodo preso a riferimento) è stata di € 1.276.930 e pari a € 1.620.665 la differenza tra la media del campione totale e quella ottenuta escludendo quelle maggiori. Queste differenze, ed in particolar modo la prima, sono spiegabili interpretando il dato puntuale del fatturato della cooperativa A_13 che, tra il 2000 e il 2005, manifesta una costante, consistente crescita (nell’ultimo anno ricavi per € 32.577.057). Lo stesso effetto risulta presente anche nelle cooperative di tipo B e M, dato che il campione totale, al 2005, presenta un fatturato medio pari a € 827.902, mentre il campione rettificato, ottenuto escludendo la cooperativa maggiore (B_13), sviluppa una media di € 646.263, con una differenza tra le medie dei due campioni pari a € 181.638. La differenza aumenta a € 463.397 nel confronto con il campione ottenuto escludendo invece le cooperative maggiori (B_3, B_5, B_7, B_11, M_21, M_22, oltre alla B_13). Complessivamente le cooperative di tipo A hanno maggiormente concentrato la loro crescita nel primo triennio (2000-2002), mentre le cooperative di tipo B e M nel secondo triennio (2003-2005), ad esclusione del campione rettificato di tutte le cooperative maggiori. B) Con riferimento alla principali dinamiche economico-finanziarie riferite all’insieme delle cooperative sociali della provincia di Udine (analisi del bilancio aggregato). • Il Valore Aggiunto (VA) rappresenta una parte importante del Valore della Produzione. Mediamente intorno all’82% per cooperative di tipo A nel campione totale e al 68% per il campione rettificato, in entrambi i trienni considerati. Per le cooperative di tipo B e M la media nel primo triennio risulta pari al 79,45%, a differenza del secondo triennio dove si rileva una certa contrazione (media pari al 72,2%) in ragione di una riduzione costante che porta il campione totale a registrare 198 nel 2005 il valore più basso di tutti i sei anni considerati (80,7% il valore del 2000 e 69,0% il valore nel 2005). La medesima contrazione che caratterizza l’intera tipologia non è, invece, riscontrabile nel campione rettificato, dove il valore rimane pressoché costante (71,1% la media nel primo triennio e 69,9% nel secondo) così da allineare i due campioni della tipologia B e M, a differenza dell’altra tipologia, dove appare marcata la differenza tra il campione totale e quello rettificato con circa il 15%. Una parte assolutamente rilevante del VA, sia per le cooperative di tipo A che di tipo B, è rappresentato dal costo del lavoro che rappresenta, dunque, la principale componente di costo nell’ambito delle combinazioni produttive delle cooperative sociali. E’ opportuno, tuttavia, sottolineare come, in un’analisi più ampia, il costo del lavoro debba essere interpretato non solo in termini di input produttivo ma anche, nel contempo, in termini di output. Certamente il costo del lavoro è una delle variabili che identificano la produzione sociale della cooperativa accanto alla produzione più strettamente economica. Soprattutto per le cooperative di tipo A appare marcata la differenza (mediamente di circa il 20%) rispetto al proprio campione rettificato in entrambi i trienni. Nel primo triennio la media del campione totale (rettificato) risulta pari al 73,0% (57,2%) e nel secondo rispettivamente pari al 74,9% (55,9%). Questo è in parte giustificabile da un diverso peso rispetto al fatturato della voce “prestazioni di servizi”; mentre ad esempio nel primo (secondo) triennio per l’intero campione tale risulta pari al 13,1% (11,2%), nel campione rettificato il peso relativo è quasi doppio e rispettivamente del 20,2% e 22,2%. Risulta evidente, quindi, che le cooperative maggiori di tipo A si rifanno ad un diverso “sistema produttivo”. La medesima evidenza non appare caratterizzare in modo chiaro e certo le cooperative di tipo B e M, considerato che la voce “prestazioni di servizi” nell’ultimo triennio assorbe il medesimo peso in entrambi i campioni e, di conseguenza, anche le rispettive voci del “costo del lavoro” tendono ad allinearsi. Infatti, la media tra il 2003 e il 2005 risulta per il campione totale pari al 63,9% e per il campione rettificato pari al 59,6%. • Il Margine Operativo Netto (al netto delle imposte) appare mediamente modesto, anche se positivo. Il dato relativo al MON è al lordo della voce di bilancio “proventi/oneri diversi” che si è ritenuto (in mancanza di adeguata informativa di dettaglio di Nota Integrativa) di attribuire alla gestione atipica. Il risultato di tale gestione appare mediamente negativo. Qualora si ritenesse di ricondurlo alla gestione caratteristica il dato relativo al MON risulterebbe sensibilmente più contenuto. Complessivamente in entrambe le tipologie, nonostante all’interno dei rispettivi campioni siano presenti delle cooperative che presentano margini negativi, si rilevano margini positivi con un trend lievemente crescente per le cooperative di tipo A dove appare maggiore il MON del campione rettificato (3,1% e 3,8% la media del MON 199 nel primo triennio rispettivamente per il campione totale e parziale; 4,3% e 5,8% nel secondo triennio sempre nel medesimo ordine). Nelle cooperative di tipo B e M i livelli medi del periodo 2000-2002 sono identici nei due campioni (4,8%), mentre nel secondo triennio appare lievemente superiore quello del campione rettificato (4,0% il livello medio del campione totale e 4,4% quello del campione rettificato). Proprio nel campione rettificato della tipologia B e M si registra una certa volatilità del MON che, pur sempre in presenza di margini positivi in alcuni anni, come nel 2001, presenta valori pari al 2,1% ed in altri, come nel 2005, valori pari al 6,5%. • Gli Oneri Finanziari presentano un’incidenza modesta rispetto al fatturato; essi tuttavia assorbono parte dei margini operativi netti. Mediamente dell’1% in entrambi i campioni per la tipologia A; dello 0,5% per il campione totale e del 1% per il campione rettificato nella tipologia B e M. L’incidenza degli OF sul MOL rappresenta un’importante, anche se parziale, variabile nell’apprezzamento dell’equilibrio economico delle cooperative sociali. • Utile della Gestione Ordinaria ed Utile Netto sono mediamente assai modesti e volatili. Mediamente intorno all’1% per le cooperative di tipo A e al 2% per le cooperative di tipo B e M. • Con riferimento alla struttura del capitale investito, le due tipologie presentano una composizione diversa, anche in relazione ai rispettivi campioni rettificati. Le cooperative di tipo A maturano una decrescita dell’incidenza del Capitale Fisso rispetto al CING, maggiormente evidente nel campione totale. Nel primo triennio, infatti, il peso medio risulta pari al 69% e nel secondo triennio pari al 40,8%. Questa rilevante contrazione è in parte giustificata dal fatto che il peso del capitale fisso sul CING nel 2000, pari al 101,2%, poi dimezzatosi nell’anno successivo (59,0%), risulta funzione della presenza nella cooperativa A_13 di crediti commerciali a medio lungo termine riclassificati tra le immobilizzazioni finanziarie per un importo pari a € 2.408.108, che non trovano iscrizione nel 2001 e, qualora non venisse considerato il peso del capitale fisso sul CING, sarebbe pari al 60,6%. Le cooperative di tipo B e M presentano, invece, una struttura maggiormente equilibrata e non si riscontrano differenze di rilievo nella composizione del capitale tra il campione totale e quello rettificato, così come nei due diversi trienni: nel primo, la media del capitale fisso sul CING del campione totale (rettificato) è stata pari al 50,9% (50,4%) e nel triennio successivo rispettivamente del 51,2% e del 53,9%; • L’ammontare del capitale circolante è fortemente influenzato dalla dinamica relativa dei crediti commerciali e dei debiti di gestione che assumono valori di assoluto rilievo rispetto al fatturato e, relativamente alla tipologia A, il dato del primo anno 200 (-1,2%) deve essere letto alla luce delle considerazione precedentemente svolte. Sempre per le cooperative di tipo A, appare del tutto trascurabile l’impatto del magazzino, mentre nelle cooperative di tipo B e M si riscontra un peso medio di circa il 2% e 4%, rispettivamente per il campione totale e quello rettificato in entrambi i trienni considerati. A livello di capitale circolante operativo si rileva nei campioni totali della tipologia A un maggiore peso dei crediti commerciali, mentre nelle cooperative di tipo B e M i valori sono pressoché allineati (mediamente intorno al 50%). • Con riferimento alla struttura del passivo, la composizione delle fonti appare mediamente equilibrata rispetto al mix capitale proprio capitale di terzi. Il livello dell’indebitamento deve essere, tuttavia, valutato non tanto con riferimento ad astratti valori di confronto quanto in stretta connessione con l’ampiezza dei margini operativi. Da questo punto di vista particolare rilievo assume l’analisi del rapporto tra OF e MOL. Tuttavia, entrambe le tipologie ed, in particolar modo, le cooperative maggiori di tipo A presentano una predominanza delle fonti di finanziamento a breve termine che, nell’ultimo triennio, raggiungono un livello pari al 57,7% del passivo, contro un 44,9% del triennio precedente. Nella stessa tipologia si riscontra nel campione rettificato una maggiore consistenza del capitale proprio disponibile (64,1% tra il 2000 e il 2002 e 57,8% tra il 2003 e il 2005). Nelle cooperative di tipo B e M le quantità di capitale appaiono, tra i due diversi campioni, maggiormente in linea nel secondo triennio. C) Con riferimento alla misurazione delle compatibilità economiche riferite alle singole cooperative sociali della provincia di Udine. • Partendo da una base molto ampia di indicatori sono stati estrapolati i più significativi in relazione alle diverse aree dell’attività delle cooperative, al fine di mettere in risalto soprattutto gli equilibri attinenti alla gestione caratteristica. • L’obiettivo di indagine è stato quello di evidenziare, ove possibile, compatibilità economiche minimali di lungo periodo piuttosto che astratti profili di performance. L’analisi delle performance (condotta secondo metriche tradizionali) mal si adatta, infatti, alle specificità della cooperazione sociale. • Per tutte le cooperative si è riportato, per gli anni 2000–2005, lo sviluppo degli indicatori di sintesi (Fatturato/Break Even Point, Fatturato/Capitale Investito Gestionale, Ciclo Monetario (in giorni), MON*/Fatturato, OF/MOL*, Spread=ROI(OF/CT), Indice di indebitamento, Indice di copertura degli immobilizzi). In termini 201 più precisi, per ogni indicatore si è presentato: a) la media dei valori relativi a ciascuna cooperativa nel periodo in esame; b) la relativa deviazione standard; c) la media normalizzata. La situazione delle diverse cooperative appare estremamente articolata e diversificata. Risulta quindi difficile individuare tratti comuni. • Con riferimento al Punto di Pareggio (Break Even Point) le due tipologie di cooperative sono accomunate da una media e da una deviazione standard pressoché identiche (1,27 e 0,33 per le cooperative di tipo A; 1,21 e 0,28 per le cooperative di tipo B e Miste, rispettivamente la media e la DS). Entrambe hanno un rapporto maggiormente concentrato nel secondo range (Fatturato su BEP compreso tra 1 e 2). Le cooperative di tipo B e Miste sviluppano un rapporto che nell’intero periodo tende ad oscillare tra il 65,2% del 2002 e il 95,7% del 2005, mentre l’altro campione tra il 59,1% del 2002 e l’84% del 2004. Solo un ristretto numero di entità, sviluppando rapporti superiori alle due volte, si posizionano nel secondo range. Desta qualche perplessità che per entrambe le tipologie una parte delle cooperative si collochi nel range inferiore (BEP<1) con valori che mediamente tendono ad attestarsi tra il 15% e il 20% e con punte massime intorno al 30% a testimonianza che un discreto numero di cooperative non sviluppa un livello di fatturato sufficiente a coprire l’ammontare dei costi della gestione tipica. Per alcune di esse, quindi, l’equilibrio puramente reddituale rappresenta un elemento di forte criticità. • Con riferimento all’indice di rotazione del capitale investito gestionale, il campione delle cooperative di tipo B e Miste presenta complessivamente valori medi inferiori alla tipologia A ma sempre positivi (2,25 le cooperative di tipo B e Miste; 3,55 le cooperative di tipo A), così come risulta inferiore la deviazione standard (0,64 le cooperative di tipo B e Miste; 1,22 le cooperative di tipo A). Le cooperative di tipo A si posizionano prevalentemente nel terzo range (turnover superiore a 2), mentre le cooperative di tipo B e Miste tendono a distribuirsi maggiormente tra il secondo ed il terzo range. Per le cooperative di tipo B e Miste appare di un certo spessore il numero di esse che non maturano un livello soddisfacente di sfruttamento del capitale, ovvero presentano un rapporto inferiore all’unità (mediamente negli ultimi tre anni circa l’8%), mentre più risicata risulta la percentuale per le cooperative di tipo A considerato che, con l’eccezione del 2004, il rapporto si attesta attorno al 4%. • Con riferimento al Ciclo Monetario è possibile sostenere che il ciclo monetario appare mediamente più sostenuto per le cooperative di tipo B e M rispetto a quelle di tipo A (circa 45 gg. Vs. 80 gg.), mentre non emerge una così significativa diversità a livello di deviazione standard, considerato che le cooperative di tipo A presentano un livello pari a 31,30 e quelle dell’altra tipologia uno pari a 47,48. Il valore medio per le cooperative di tipo A tra il 2000 e il 2005 registra una lieve e progressiva crescita 202 (il valore medio al 2000 era pari a circa 35 giorni, mentre al 2005 è stato pari a circa 58 giorni), a differenza delle cooperative di tipo B e Miste dove, invece, si è registrata una riduzione del ciclo monetario (il valore medio al 2000 era pari a circa 100 giorni, mentre al 2005 è stato pari a circa 70 giorni). • Con riferimento all’incidenza del MON sui ricavi (Return On Sales) è possibile notare come in entrambe le tipologie la maggior parte delle cooperative presenti una redditività positiva e tenda a collocarsi nel secondo range (ROS compreso tra 0 e 10). Di un certo rilievo appare la tendenza manifestatasi nella tipologia B e Mista, dove negli ultimi due anni si nota una riduzione del numero di cooperative con una redditività negativa (ROS inferiore a zero). Nel 2003, infatti, si registra la maggiore percentuale di cooperative con un rapporto Margine Operativo Netto su fatturato negativo mentre, invece, nel 2005 il dato è diametralmente opposto, dato che la percentuale risulta scesa al 4,8% e rappresenta il valore più basso. Lo stesso non si può dire per le cooperative di tipo A, poiché nel 2005 si registra una percentuale del 26,1% con ben 6 cooperative su 23 con un ROS negativo. Tuttavia il dato si discosta molto dai valori degli anni precedenti e, per questo, deve essere interpretato con una certa cautela, dato che nel triennio 2002-2004 la percentuale si attestava in un intorno del 13%, anche se complessivamente appare fisiologica la presenza di entità, per entrambe le tipologie, con una redditività media negativa. • Con riferimento al rapporto Oneri finanziari su MOL (OF/MOL) non sussistono particolari differenze tra le due tipologie, sia in termini di peso medio degli oneri finanziari, che tuttavia appare non rilevante (8,50% per le cooperative di tipo A; 10,21% per le cooperative di tipo B e Miste), sia in termini di deviazione dalla media, pressoché identiche (4,88% per le cooperative di tipo A; 5,11% per le cooperative di tipo B e Miste). Confrontando i grafici delle frequenze si nota come i valori delle cooperative di tipo B e Miste siano pressoché equamente distribuiti in tutti e tre i range, mentre per le cooperative della prima tipologia tende a sussistere una maggiore concentrazione nel primo di essi. • Con riferimento allo Spread tra ROI e il costo medio del capitale di terzi emergono valori medi di poco spessore, quasi identici e che portano le cooperative di tipo A (B e M) a sviluppare una media pari a 3,3% (3,0%) e una deviazione standard pari a 8,0% (7,4%). Se da una parte le relative medie, pur non essendo di particolare spessore, risultano comunque positive, dalle medesime tavole si può rilevare come, i relativi campioni, numericamente tendono ad equi-suddividersi in entità con medie positive ed in entità con medie negative. 203 • Con riferimento all’Indice di Indebitamento si evidenzia una distribuzione particolarmente disomogenea soprattutto per le cooperative di tipo A che, infatti, si caratterizzano per un rapporto di indebitamento lievemente più elevato (2,24 la media nel periodo di riferimento per le A; 1,64 per le B e Miste), così come per un maggior grado di dispersione (1,45 per le A; 0,93 per le B e Miste). Complessivamente, per entrambi i campioni il valore medio dell’indebitamento appare modesto e, considerato che pure il peso degli oneri finanziari sulla gestione caratteristica lorda non presenta rapporti elevati, la leva dell’indebitamento potrebbe essere utilizzata dalle cooperative per operare eventuali nuovi investimenti. • Con riferimento all’Indice di copertura degli immobilizzi, complessivamente entrambe le tipologie, come in parte è desumibile anche dall’analisi del livello di indebitamento, non presentano livelli particolarmente eclatanti anche se le singole medie, e quella dei sei anni considerati, risultano sempre superiori all’unità. Le due tipologie sviluppano valori della media simili (1,65 le cooperative di tipo A; 1,58 quelle di tipo B e Misto), così come riguardo alla deviazione standard (rispettivamente dell’1,03 e dello 0,66). In entrambi i campioni si riscontrano comunque delle cooperative con medie nel periodo inferiori allo zero, a testimonianza che alcune di esse non presentano una corretta copertura del capitale fisso con mezzi durevoli (capitale proprio e di terzi a MLT). • Con riferimento all’evoluzione delle compatibilità economiche minime delle cooperative sociali, tra il primo ed il secondo triennio si evince come esista un grado di dispersione particolarmente accentuato in tutti gli indicatori (visti in chiave dinamica dal primo al secondo triennio) a testimonianza di una serie di cambiamenti che non sempre, però, si sono rilevati migliorativi e tali da non individuare uno specifico trend. Risultano, infatti, mediamente di poco spessore le cooperative che nel secondo triennio presentano valori della media normalizzata per i diversi indicatori migliori che nel primo. Confrontando l’evoluzione del punto di pareggio, nelle cooperative di tipo A appare modesto, se non trascurabile, il numero di esse che ha maturato dei miglioramenti, mentre la numerosità appare più significativa nelle cooperative di tipo B e M. Anche nel rapporto di turnover, soprattutto nella tipologia B e M risultano numerose le cooperative con valori della media normalizzata nel secondo triennio inferiori rispetto a quelli registrati nel primo triennio, così come le cooperative che per entrambe le tipologie hanno registrato nei due trienni valori negativi della media normalizzata. A livello di ciclo monetario le due tipologie presentano sentieri evolutivi parzialmente identici, considerato che la maggior parte delle cooperative tende a posizionarsi nel punto di incrocio tra le ascisse e le ordinate. Analizzando la redditività media derivante dalla gestione caratteristica (ROS), nella 204 tipologia A emerge chiaramente come la maggior parte delle cooperative tenda a sviluppare margini inferiori nel secondo triennio rispetto al primo. Alcune entità hanno registrato dei miglioramenti significativi, essendo passate da una redditività media negativa del primo triennio ad una positiva nel secondo. Nella tipologia B e Mista, invece, risultano maggiormente numerose le cooperative che hanno registrato dei significativi miglioramenti. Analizzando l’evoluzione del rapporto OF/MOL, nella tipologia A le cooperative tendono a concentrarsi verso l’incrocio dei relativi assi cartesiani, con una predominanza di valori della media normalizzata negativi. Il comparto B e Misto, rispetto alla tipologia A, si presenta particolarmente disperso, con una maggiore concentrazione verso la sezione “B” e, sempre in relazione a valori negativi della media normalizzata, con una tendenza maggiore nel secondo triennio. In riferimento allo spread tra ROI e OF/MOL le cooperative di tipo A hanno mediamente sviluppato una media normalizzata di maggior spessore nel primo triennio, mentre le cooperative di tipo B e Miste sviluppano una media normalizzata superiore nel secondo. A livello di indice di indebitamento, così come per l’indice di copertura degli immobilizzi, si rileva come non vi siano particolari scostamenti tra i due diversi periodi presi a riferimento, a testimonianza di una situazione generalmente immutata. In conclusione si possono svolgere alcune ulteriori considerazioni di sintesi: • La funzione finanza nelle cooperative sociali assume progressivamente un ruolo più importante; essa è parte di un più ampio “riorientamento manageriale” della gestione. • Essa deve progressivamente superare una dimensione confinata alla mera gestione burocratica dei rapporti con il sistema bancario per divenire strumento per garantire l’efficiente allocazione delle risorse e il perseguimento di compatibilità minime che consentano la sostenibilità dello sviluppo. • La funzione finanziaria deve essere orientata verso il futuro e dotarsi quindi di adeguate strumentazioni (tecniche e culturali) che consentano, non solo, il monitoraggio ex post ma, anche, la programmazione dei flussi finanziari in una prospettiva di medio/lungo periodo. • La funzione finanziaria delle cooperative sociali deve prendere atto degli importanti mutamenti indotti da Basilea 2 che indurrà inevitabili cambiamenti nel rapporto banca-impresa. • Il punto imprescindibile di partenza sarà un ripensamento delle modalità e dei contenuti della comunicazione finanziaria, intesa in termini di strumento per 205 trasmettere una visione articolata e dinamica degli obiettivi e dei risultati maturati dalla gestione aziendale. • Per evitare rating scadenti e, quindi, tassi più alti e/o minore quantità di credito, le cooperative dovranno certamente accrescere le informazioni contabili e gestionali fornite alle banche e, probabilmente, modificare alcune scelte gestionali. • Le modalità secondo le quali si articola attualmente il rapporto tra banche e imprese risultano sostanzialmente insoddisfacenti; in esso, infatti, sembra prevalere una logica di “transazione” piuttosto che di “relazione”. Ciò determina un modesto grado di cooperazione progettuale, cui conseguono almeno due elementi di debolezza: da un lato la focalizzazione della dinamica concorrenziale sostanzialmente su fattori di prezzo (piuttosto che di qualità ed ampiezza del servizio) e, dall'altro, l'esistenza di notevoli opportunità di accesso al mercato per operatori che, per vocazione nazionale o per cultura aziendale, sappiano articolare una offerta credibile nelle aree di attività più innovative. • Nel complesso, emerge un rapporto Banca-Impresa sostanzialmente “povero”, privo di slanci progettuali e fondato su premesse di contrapposizione piuttosto che di collaborazione. Appare allora evidente la necessità di transitare verso un modello di intermediazione orientato alla finanza di progetto. • Tale nuovo orientamento sottende l’attuazione di legami duraturi e, in una certa misura, organici che consentano di ridurre le asimmetrie informative e di impostare il rapporto su basi cooperative e non antagoniste. 206 207 208