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ASSESSORATO ALLE POLITICHE SOCIALI, ALLA COOPERAZIONE SOCIALE E AL VOLONTARIATO
ASSESSORÂT AES POLITICHIS SOCIÂLS, AE COOPERAZION SOCIÂL E AL VOLONTARIÂT
TERZO RAPPORTO SULLA
COOPERAZIONE SOCIALE
IN PROVINCIA DI UDINE
ANNO 2007
A CURA DELL’OSSERVATORIO PROVINCIALE SULLE COOPERATIVE SOCIALI
UDINE, FEBBRAIO 2007
IN COLLABORAZIONE CON
A.G.C.I. FVG
TERZO RAPPORTO SULLA COOPERAZIONE SOCIALE IN PROVINCIA DI UDINE
Allo studio hanno collaborato: Michele Andreaus, Ericka Costa, Maurizio Polato, Stefano Faè, Enore
Casanova, Silvia De Paoli, Stefano Bonera, Laura Beorchia.
OSSERVATORIO PROVINCIALE SULLE COOPERATIVE SOCIALI
Servizio Politiche Sociali della Provincia di Udine
Via della Prefettura, 16 – 1° Piano
I - 33100 UDINE
e-mail: [email protected]
tel.+39 0432 279934
fax. +39 0432 279939
Si autorizza la riproduzione ed utilizzo del contenuto del presente volume a condizione di citarne la fonte.
2
PRESENTAZIONE
Il “Terzo Rapporto sulla Cooperazione Sociale in Provincia di Udine”conclude il
primo ciclo triennale di lavoro dell’Osservatorio sulle cooperative sociali voluto
dall’Amministrazione provinciale quale strumento di monitoraggio periodico del settore.
Il patrimonio informativo raccolto in questo primo triennio di attivazione
dell’Osservatorio, reso fruibile attraverso la pubblicazione di tre rapporti che forniscono
un’interessante visione sull’andamento del settore in un arco temporale di ben sei anni,
acquisisce ulteriore rilevanza alla luce della recente evoluzione del quadro normativo
regionale di riferimento. I dati fino ad oggi raccolti rappresentano infatti una base
informativa apprezzabile per orientare l’approccio nei confronti delle cooperative e
pianificare politiche attive in attuazione delle maggiori funzioni riconosciute alle Province
dalle nuove “Norme in materia di cooperazione sociale” fissate dalla legge regionale n. 20
del 26 ottobre 2006.
La nuova disciplina regionale di attuazione della legge nazionale 381/1991, oltre a
rappresentare una rilevante novità per le imprese del settore dal momento che riconosce il
contributo della cooperazione sociale allo sviluppo economico e sociale dei nostri territori e
promuove la diffusione di elementi innovativi di costruzione dell’identità e della qualità di
queste imprese sociali anche nella prospettiva di un diverso rapporto con le Istituzioni
Pubbliche, conferma il ruolo centrale delle Province nella programmazione, attuazione e
sostegno di iniziative di varia natura a supporto del settore.
Accanto alle funzioni in materia di incentivazione alla cooperazione sociale, già
trasferite dalla Regione a partire dal 2002, le Province potranno infatti realizzare e
sostenere progetti volti in generale alla promozione del settore, ma anche allo sviluppo
occupazionale, alla diffusione delle convenzioni di cui all’art. 5 della L. 381/91 e di altri
strumenti di relazione tra cooperative sociali ed enti pubblici, alla creazione di reti
informatiche e all’individuazione di fabbisogni formativi di settore. La legge, recependo le
iniziative di singole Province fra le quali quella pionieristica di Udine, richiama inoltre la
possibilità di istituire specifici osservatori per la raccolta ed elaborazione di dati, anche a
supporto dell’attività del neo-istituito “Comitato regionale tecnico consultivo”. Ulteriori
possibilità d’intervento per le Province riguardano la concessione agli enti pubblici di
finanziamenti volti ad incentivare la stipulazione delle convenzioni previste dalla L. 381/1991
e la conclusione di intese con l’INPS per l’erogazione di contributi a copertura dei costi
salariali dei lavoratori svantaggiati.
3
Le sollecitazioni contenute nella nuova legge regionale sono molteplici sia per i
protagonisti del settore, i cooperatori sociali, sia per le amministrazioni pubbliche, che di
fronte ad un settore in forte espansione, come confermato anche dai risultati presentati in
questo Terzo Rapporto, dovranno riuscire a promuovere e valorizzare in particolare le
cooperative sociali in grado di esprimere elevati livelli di qualità nei processi di
coinvolgimento nella vita associativa dei diversi portatori di interessi, di inserimento
lavorativo delle persone svantaggiate, di integrazione sociale delle fasce più deboli e
bisognose d’aiuto, di radicamento nel territorio, di produzione di innovazioni.
La Provincia di Udine, sia in ragione del primato che il fenomeno della cooperazione
sociale riveste nel proprio territorio di competenza – basti ricordare che circa il 40% delle
cooperative sociali regionali hanno sede in Provincia di Udine – che come effetto di una
sensibilità già da tempo presente come testimoniato dall’originale esperienza del “Fondo
etico di rotazione a favore delle cooperative sociali”, con l’avvio nel 2004 di un
Osservatorio specifico ha assunto un ruolo di “apristrada” nei confronti delle altre Province
che, in tempi successivi, hanno attivato analoghe iniziative all’interno delle proprie politiche
attive di sostegno alla cooperazione sociale.
Partendo da queste considerazioni e tenuto conto della costante e fattiva
collaborazione che già da diversi anni caratterizza i rapporti tra questa Amministrazione e le
centrali cooperativistiche, ritengo fondamentale garantire continuità al lavoro finora svolto
nell’ambito sia dell’Osservatorio che, più in generale, del “Tavolo provinciale di
concertazione e condivisione delle politiche attive per la promozione della cooperazione
sociale” formalizzato con la sottoscrizione di un protocollo d’intesa nel dicembre 2005.
È con estremo piacere pertanto che presento il Terzo Rapporto dell’Osservatorio
provinciale con l’auspicio che rappresenti un utile strumento a supporto della conoscenza e
della promozione di questo importante settore e possa essere di stimolo, sia a livello
provinciale che regionale, alla pianificazione di ulteriori e nuove iniziative a sostegno della
crescita delle cooperative sociali maggiormente radicate nel territorio e che quotidianamente
si adoperano per il benessere delle nostre comunità.
Rivolgo infine un sentito ringraziamento al gruppo di lavoro che con competenza e
passione ha realizzato questo lavoro ed alle cooperative sociali della Provincia di Udine che,
con la loro rinnovata collaborazione, hanno reso possibile l’indagine sul campo.
Adriano Piuzzi
Assessore alle Politiche Sociali,
Cooperazione Sociale e Volontariato
Provincia di Udine
4
INDICE
PRESENTAZIONE
3
INTRODUZIONE
7
Le cooperative sociali in provincia di Udine
7
LA DIMENSIONE ECONOMICO-SOCIALE
9
Premessa metodologica
Descrizione del campione
9
9
Le caratteristiche generali
Tipo di cooperative e numerosità
Livello di certificazione
Presenza del sito web
11
11
12
13
La forza lavoro
Numero complessivo di addetti
Numero di addetti per tipo di cooperativa: un dettaglio
Borse lavoro
Volontariato
Programmi di stage
14
14
18
23
24
28
La formazione
Investimenti complessivi in formazione
Destinatari della formazione
Finanziamento della formazione
30
30
33
35
Il settore di attività
Settore prevalente e confronto con le previsioni di modifiche
Servizio di provenienza delle persone svantaggiate nelle cooperative di tipo B e Miste
Provenienza degli utenti e delle persone svantaggiate per area geografica
37
37
40
43
Alcuni dati economici
Investimenti effettuati e programmati nell’acquisizione di servizi terziari
Investimenti in immobilizzazioni
Provenienza dei ricavi
45
45
50
53
LA DIMENSIONE ECONOMICO-SOCIALE: CONCLUSIONI
57
5
LA DIMENSIONE ECONOMICO-FINANZIARIA
83
Premessa metodologica
83
A) Descrizione del campione
Campione in termini numerici
Campione in termini anagrafici
Campione in termini dimensionali
84
84
87
89
B) La struttura economica patrimoniale del campione: sintesi sulla base di dati aggregati
orizzontalmente
Analisi del bilancio aggregato: prime evidenze
Rilevanza del problema finanziario
98
98
113
C) Individuazione e significatività degli indicatori per l’analisi delle compatibilità
economiche minime
116
Premessa
116
1) Fatturato/Break Even Point (F/BEP)
118
2) Fatturato / Capitale investito netto gestionale
127
3) Ciclo monetario
136
4) Mon su fatturato (ROS)
142
5) Oneri finanziari su MOL (OF/MOL)
150
6) Spread tra ROI e il costo medio del capitale di terzi
157
7) Indice di indebitamento
163
8) Indice di copertura degli immobilizzi
169
D) Evoluzione delle compatibilità economiche minime tra il primo ed il secondo
triennio
175
E) Analisi della dinamica reddituale patrimoniale e finanziaria: un approfondimento per
profili di indagine
190
Premessa
190
Relazione tra RN/BEP e RN/CING
191
Relazione tra ROS e OF/MOL
192
Relazione tra Spread (ROI-OF/CING) e livello di indebitamento (I)
194
Relazione tra rotazione del CING e il ROS.
195
LA DIMENSIONE ECONOMICO-FINANZIARIA: CONCLUSIONI
6
197
INTRODUZIONE
Le cooperative sociali in provincia di Udine
La recente legge regionale 26 ottobre 2006, n. 20 - che ha apportato significative
innovazioni alla preesistente normativa (in particolare alla L.R. 7/1992) di attuazione
della disciplina statale statuita con la legge 381/1991 - definisce come cooperative sociali
le società che hanno lo scopo di perseguire l’interesse generale della comunità alla
promozione umana e all’integrazione sociale delle persone e, in ragione dell’attività che
queste realizzano, le distingue in:
•
cooperative di tipo A, che svolgono attività di gestione di servizi socio-sanitari,
socio-assistenziali ed educativi;
•
cooperative di tipo B, che svolgono attività diverse - agricole, artigianali,
industriali, commerciali o di servizio - finalizzate all'inserimento lavorativo di
persone svantaggiate;
•
cooperative miste, che svolgono ambedue le attività;
•
consorzi, la cui base sociale sia formata in misura non inferiore al 70% da
cooperative sociali.
L’universo delle cooperative sociali 1 aventi sede legale nell’ambito della provincia di
Udine, censite al 31 dicembre 2005 sulla base delle iscrizioni all’Albo regionale delle
cooperative sociali, è rappresentato nel prospetto seguente.
Tavola 1 Cooperative iscritte nell’Albo regionale delle Cooperative sociali al 31.12.2005
Tipologia
Pordenone
Gorizia
Trieste
Udine
Regione
UD/FVG
Cooperative A
20
11
25
40
95
42,1 %
Cooperative B
8
10
19
28
66
42,4 %
Cooperative Miste
3
8
2
5
18
27,8 %
Consorzi
1
5
3
1
10
10,0 %
Totale
32
34
49
74
189
39,2 %
Il lavoro realizzato ha portato nel corso dei tre anni, per le diverse motivazioni di cui si
dirà in ciascuna delle due sezioni in cui si articola il volume, ad una rideterminazione
1
Fonte: aggiornamento pubblicato sul B.U.R. n. 15 dd. 12 aprile 2006
7
dell’universo di partenza e non ha, altresì e in ragione della peculiare composizione e
finalità, preso in considerazione i consorzi.
Il presente rapporto rappresenta il risultato conclusivo della terza fase del primo triennio
di attivazione dell’Osservatorio provinciale sulle cooperative sociali in provincia di Udine
che si è sviluppato mediante:
•
l’aggiornamento e l’integrazione delle informazioni di tipo quanti-qualitativo,
condotto tramite la somministrazione di uno specifico questionario e la raccolta
dei bilanci dell’esercizio 2005 delle cooperative;
•
la riclassificazione e la successiva analisi statistica dei bilanci e delle
informazioni raccolte.
Le due distinte sezioni che costituiscono il presente rapporto sono denominate:
•
LA DIMENSIONE ECONOMICO–SOCIALE, che affronta in dettaglio l’esame
delle caratteristiche demografiche, occupazionali, sociali ed economiche con un
profilo prevalentemente qualitativo2;
•
LA DIMENSIONE ECONOMICO–FINANZIARIA, che analizza alcuni profili
relativi agli equilibri economici, patrimoniali e finanziari delle cooperative
indagate.
Questo terzo rapporto, inoltre, oltre ad aggiornare i lavori predisposti nel biennio
precedente con le informazioni relative all’anno 2005, dedica una particolare attenzione
alla lettura degli andamenti dei maggiori indicatori sociali, economici e finanziari
nell’arco di tempo osservato (sei anni), attraverso la puntuale rilevazione dell’evoluzione
anno per anno (nella sezione dedicata alla “Dimensione economico-sociale) e il confronto
tra due periodi triennali (nella sezione dedicata alla “Dimensione economico-finanziaria)
e ciò in ragione delle diverse premesse metodologiche adottate.
2
La sezione economico-sociale è stata curata in particolare dal prof. Michele Andreaus, docente di
Economia Aziendale presso l’Università degli Studi di Trento, e dalla dott.sa Ericka Costa,
dottoranda in Scienze Aziendali presso l’Università degli Studi di Udine; la sezione economicofinanziaria è a cura del prof. Maurizio Polato, docente di Economia degli Intermediari finanziari
presso l’Università degli Studi di Udine, e del dott. Stefano Faè, consulente economico finanziario.
8
LA DIMENSIONE ECONOMICO-SOCIALE
Premessa metodologica
Descrizione del campione
Si ritiene utile, in premessa, rappresentare l’evoluzione numerica del campione oggetto di
analisi nelle tre fasi in cui si è articolato il lavoro dell’Osservatorio.
Tavola 2 Evoluzione numerica del campione nelle tre fasi dell’Osservatorio
Anno di
Costituzione
ALBERONE SOCIALE Società Cooperativa Sociale ONLUS
17/10/1997
ARACON Cooperativa Sociale ONLUS
20/03/1997
CHICHIBIO Società Cooperativa Sociale
10/06/2002
CO.M.ET.A. Soc. Coop. Sociale Onlus
26/09/2002
CO.S.M.O. Società Coop. Sociale a r.l.
04/08/1998
CODESS F.V.G. Cooperativa Sociale ONLUS
22/12/1999
DINSI UNE MAN Società Cooperativa Sociale a r.l. ONLUS
19/03/1987
FA…VOLANDO Cooperativa Sociale a r.l.
28/09/2004
FRATERNITA' SACERDOTALE Soc. Coop. Sociale a r.l.
12/04/1984
GHIRIGORO Società Cooperativa Sociale
19/01/2001
GIRO GIRO TONDO Soc. Coop. Sociale a r.l ONLUS
25/08/1998
IDEA Cooperativa Sociale a r.l.
10/05/1989
IL MOSAICO Società Cooperativa Sociale a r.l. O.N.L.U.S.
12/11/2003
IL PAESE DEI BALOCCHI Soc. Coop. Soc. a r.l.
16/06/1994
IL VIVAIO DEL SOLE Società Cooperativa Sociale a r.l.
29/08/1997
INSIEME Società Cooperativa Sociale a r.l.
15/04/1986
LA MARGHERITA Società Cooperativa Sociale a r.l.
24/11/1998
LA ZEJE Società Cooperativa Sociale a r.l.
30/03/1994
L'ANCORA Società Cooperativa sociale
09/11/1995
MACIAO Cooperativa Sociale - Società Cooperativa a r.l.
08/11/1999
MARY POPPINS Soc. Coop. Sociale a r.l.
28/02/2002
PEDEMONTANA SERVIZI Società Cooperativa Sociale
22/01/1993
PENSIERO BAMBINO Soc. Coop. Sociale a r.l. ONLUS
02/11/1995
PROGESCO Società Cooperativa Sociale
06/04/1999
RONDINELLE Soc. Coop. Sociale
20/01/1986
S. ANTONIO Cooperativa Sociale a r.l.
28/11/2003
Scuola Primaria Parrocchiale NOEMI NIGRIS Soc. Coop. Soc.
18/05/1991
SCUOLA SANT'ANGELA MERICI Soc. Coop. Sociale
11/02/1999
SOLIMAI Società Cooperativa Sociale a r.l.
19/03/1998
TANGRAM UDINE Soc. Coop. Sociale
17/10/2001
UNIVERSIIS Cooperativa sociale a r.l.
04/05/1993
Totale Cooperative di tipo A
COOPERATIVE DI TIPO A
9
2000
2003
X
X
X
X
X
X
X
2004
2005
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
26
X
X
X
X
29
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
29
Anno di
Costituzione
ACCOUNTING SERVICE Soc. Coop. Sociale a r.l.
29/07/1997
ART.CO. BASSA FRIULANA Società Cooperativa Sociale
16/03/1982
ARTE E LIBRO - Societa' Cooperativa Sociale ONLUS
12/04/1984
CENTRO SOCIALE E LAVORATIVO Soc. Coop. Soc.
19/05/1982
CIF & ZAF Società Cooperativa Sociale
24/01/1985
COOPERATIVA L'AGORA' – Soc. Coop. Sociale a r.l.
09/07/1998
DAVIDE Società Cooperativa Sociale
05/12/2000
EDILYARO Società Cooperativa Sociale a r.l. ONLUS
22/06/2005
E'RIALTA Cooperativa Sociale a r.l. ONLUS
06/08/1992
FORM GEST Società Cooperativa Sociale
11/11/1999
FRIULDATA Società Cooperativa Sociale
04/05/2005
IRENE 3000 Società cooperativa sociale 3
19/12/1984
LA LEGOTECNICA Società Cooperativa Sociale ONLUS
21/03/1980
LA SORGENTE Cooperativa Sociale ONLUS
07/06/1994
LA VIARTE Società Cooperativa Sociale. a r.l.
30/10/1984
LAVORIAMO INSIEME Soc. Cooperativa Sociale a r.l.
16/09/1985
MEDITALIA Cooperativa sociale a r.l.
10/04/1996
MEDITERRANEA Soc. Coop. Sociale a r.l.
20/07/1995
MHANDY Società Cooperativa Sociale a r.l.
30/03/1994
NASCENTE Società Cooperativa Sociale
22/07/1987
NUOVO LAVORO Società Cooperativa Sociale a r.l.
22/12/1982
OMNI SERVICES Società Cooperativa Sociale a r.l. Onlus
29/01/2004
PARTECIPAZIONE Società Cooperativa Sociale a r.l.
07/03/1979
RAGNATELA Soc. Coop. Sociale a r.l.
06/10/2000
SOLIDARIETA' Società Cooperativa Sociale a r.l.
28/03/1983
VILLAGGIO GLOBALE SOCIALE Soc. Coop. Sociale a r.l.
13/11/2001
Totale Cooperative di tipo B
2000
2003
X
X
X
X
X
X
X
Anno di
Costituzione
02/08/1979
07/03/1996
19/12/1984
14/07/1976
11/11/1996
Totale Cooperative Miste
2000
2003
COOPERATIVE DI TIPO B
COOPERATIVE MISTE4
DUEMME Società Cooperativa Sociale
HATTIVA Società cooperativa sociale a r.l.
IRENE 3000 Società cooperativa sociale ³
LA MARGHERITA Soc. Coop. Sociale Onlus
NEMESI Società Cooperativa sociale
2004
2005
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
23
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
21
22
2004
2005
X
X
X
X
X
X
X
5
0
X
X
4
X
X
X
X
X
X
X
Il numero delle cooperative complessivamente indagate nel corso delle tre fasi del lavoro
viene riepilogato nella tabella sottostante.
3
La Cooperativa IRENE 3000 è stata analizzata nell’ambito delle Cooperative di tipo B nel 1° e 2° rapporto e tra
le cooperative Miste nel presente aggiornamento a seguito di variazione dell’attività.
4
Le cooperative Miste non erano state considerate separatamente nel rapporto riferito al periodo 2000-2003 in
quanto non si disponeva di informazioni sufficienti ai fini statistici.
10
Tavola 3 Il campione di riferimento: prospetto riassuntivo
1^ fase
26
23
0
49
Cooperative di tipo A
Cooperative di tipo B
Cooperative Miste
Totale
2^ fase
29
21
4
54
3^ fase
29
22
5
56
Riguardo alla composizione del campione esaminato nella presente fase si è tenuto conto di
due variabili:
1. nel 2005 si sono costituite nuove cooperative sociali
2. alcune cooperative hanno interrotto la collaborazione
e, conseguentemente, il numero delle cooperative esaminate risulta essere il seguente:
Tavola 4 Il campione di riferimento: un dettaglio
Aggiornamento
2004
Aggiornamento
2005
49
54
2
3
7
54
5
56
Numero di cooperative rapporto
precedente
Numero di cooperative non
disponibili
Numero di cooperative nuove
Totale campione
Si precisa che delle 5 nuove realtà analizzate, due sono cooperative che si sono costituite ed
hanno avviato l’attività nel corso del 2005 e tre sono entità preesistenti che hanno acquisito la
natura giuridica di cooperativa sociale nel corso del periodo considerato.
Al campione così formato è stato somministrato il questionario, integrato in taluni profili ai
fini di un arricchimento qualitativo delle informazioni, già utilizzato nelle precedenti
indagini.
Le caratteristiche generali
Tipo di cooperative e numerosità
Come detto, le cooperative indagate per il 2005 sono 56, di cui 29 di tipo A, 22 di tipo B e 5
Miste.
11
Si segnala che, tra le cooperative di tipo A, emerge la presenza di un’entità (identificata con
la sigla “A_13”) che, in ragione dell’elevata dimensione che porta ad una sovrastima del
settore nel suo complesso ed in modo particolare dei dati medi, rappresenta un outlier e, per
tale ragione, anche per il 2005 l’analisi sulle cooperative di tipo A è stata condotta sia
sull’intero campione che su quello rettificato di quest’ultima.
Figura 1 Distribuzione delle cooperative sociali per tipologia
Tipo di cooperative nella Provincia di Udine nel 2005
Tipo A
52%
Tipo B
39%
Mista
9%
Livello di certificazione
Rispetto al periodo precedente si può osservare come il numero di cooperative che adottano
strumenti di certificazione sia leggermente diminuito: infatti, nel 2004 le cooperative che non
possedevano alcuna forma di certificazione rappresentavano l’85,2% contro l’85,7% del
2005.
Questo andamento è conseguente all’assenza di certificazioni da parte delle 5 nuove
cooperative entrate a far parte del campione.
12
Figura 2 Il livello di certificazione nel 2005
Livello di certificazione nelle cooperative nel 2005
85,7%
1,8%
1,8% 1,8%
7,1%
1,8%
Non Presente
SOA OS24 CLASSE 2; ISO 9001:2000; iso 14001:2004;
UNI EN ISO 9001:2000
UNI EN ISO 9001:2000 Cert.n.qual/2000/14A
VISION 2000
VISION 2000 SOA - OG08 CLASSE 2
Presenza del sito web
Le cooperative che nel 2004 possedevano un sito web erano in numero di 11 ( su 54, pari al
20,4%), mentre nel 2005 il numero passa a 12 (su 56, pari al 21,4%).
Il lieve incremento è determinato dalla realizzazione del sito da parte di una cooperativa già
presente nel rapporto precedente, senza alcuna variazione da parte delle cooperative entrate e
di quelle uscite dal campione.
Tavola 5 La presenza di un sito web nelle cooperative A, B e Miste nel 2005
Presente
Non Presente
Totale
Cooperative
A
7
24%
22
76%
29 100%
Cooperative
B
3
14%
19
86%
22
100%
13
Cooperative
Miste
2
40%
3
60%
5 100%
Totale
12
44
56
21%
79%
100%
La distinzione per tipologia consente di osservare come le cooperative più attive in questo
campo siano quelle Miste (40%), seguite dalle cooperative di tipo A (24%) e B (14%);
rispetto al 2004 la situazione delle cooperative di tipo A e B rimane invariata.
Figura 3 La presenza di un sito web nel 2005
Presenza di un sito web nelle cooperative nel 2005
79%
21%
Presente
Non Presente
La forza lavoro
Numero complessivo di addetti
E’ possibile osservare come il numero complessivo di addetti sia significativamente cresciuto
nel periodo esaminato, da 1801 unità nel 2000 a 3.285 nel 2005, a testimonianza
dell’esistenza di un trend costantemente positivo.
Tavola 6 Numero complessivo di addetti nelle cooperative di tipo A e B (soggetti svantaggiati e
non svantaggiati)
Totale addetti
Totale cooperative
2000
1.801
40
2001
2.047
43
2002
2.845
46
2003
3.083
49
2004
3.174
50
2005
3.285
51
Si segnala che, non essendo presenti, nell’analisi del quadriennio 2000-2003, le cooperative
Miste, in quanto le informazioni disponibili non consentivano una rilevazione statisticamente
14
significativa, anche i dati presentati nel prospetto relativamente alle annualità 2004 e 2005
conservano tale impostazione al fine di assicurare la confrontabilità nel tempo.
Per completezza di informazione, si segnala che l’apporto occupazionale delle cooperative
Miste nel periodo considerato risulta essere il seguente.
Tavola 7 Numero complessivo di addetti nelle cooperative Miste (soggetti svantaggiati e non
svantaggiati)
Totale addetti
Totale cooperative
2000
0
0
2001
148
3
2002
159
3
2003
154
4
2004
203
4
2005
202
5
Tavola 8 Numero complessivo di addetti nelle cooperative di tipo A e B per tipologia di rapporto
di lavoro
Maschi
Femmine
Totale complessivo
Soci lavoratori (con
contratto lavoro
subordinato)
t. pieno t. parziale
319
242
420
1494
739
1.736
Dipendenti
t. pieno
32
47
79
t. parziale
12
123
135
Altri contratti
Soci
116
415
531
Non soci
14
51
65
Totale
735
2.550
3.285
Il prospetto consente di cogliere come l’incremento degli addetti non sia riferibile ad ogni
tipologia di contratto. Rispetto al 2004, infatti, i soci lavoratori a tempo pieno si riducono a
739 (rispetto agli 800 del 2004 e agli 838 rilevati nel 2003), i soci lavoratori a tempo parziale
aumentano da 1.680 a 1.736; i dipendenti a tempo pieno passano da 55 a 79 ed un aumento
ancor più significativo si registra tra i dipendenti a tempo parziale (135 contro gli 88 del
2004).
Per quel che riguarda le altre tipologie contrattuali si osserva un notevole incremento dei soci
(da 490 a 531) e un lieve aumento anche nel numero di addetti non soci (da 61 a 65).
In conclusione, è quindi possibile affermare che l’andamento delle cooperative sociali della
provincia di Udine evidenzia una riduzione dei soci lavoratori impiegati a tempo pieno e, più
in generale, manifesta un incremento in misura superiore degli occupati (soci lavoratori e
dipendenti) con rapporto di lavoro a tempo parziale.
15
Figura 4 L’occupazione nelle cooperative di tipo A e B nel 2005
Dimensione dell'occupazione nelle cooperative di tipo A e B nel 2005
1494
1500
1250
1000
750
500
420
319
250
415
242
32
47
12
123
116
14
51
0
soci lavoratori
tempo pieno
soci lavoratori
tempo parziale
dipendenti tempo dipendenti tempo
pieno
parziale
maschi
altro_soci
altro_non so ci
femmine
Il grafico permette di osservare una dimensione non rilevata nel quadriennio 2000-2003 ma
già oggetto di analisi nel rapporto relativo al 2004: il genere degli occupati.
Si può osservare che, per ogni tipo di contratto, le femmine sono presenti in misura superiore
rispetto ai maschi (2.550 contro 735, pari a quasi il 78% del totale). L’analisi di dettaglio fa
emergere un consistente apporto femminile soprattutto tra i soci lavoratori a tempo parziale
(86% del totale), tra i dipendenti impiegati a tempo parziale (91 % del totale) e anche tra gli
addetti con altre tipologie di contratto, sia soci che non soci (78% del totale).
Accanto a quella per genere, risulta interessante la distinzione per tipologia di cooperativa. Se
si sterilizza l’informazione sul tipo di contratto e si introduce la separazione tra cooperative di
tipo A e di tipo B emergono due tipi di risultati:
1. da un lato, è possibile osservare all’interno di ogni tipo di cooperativa (A e B) come
si distribuisca la variabile “sesso” (percentuali per colonna - celle gialle);
2. dall’altro, si osserva sul totale per genere e sul totale complessivo quali siano le
dimensioni delle cooperative di tipo A e B (percentuali per riga - celle azzurre).
16
Tavola 9 Gli addetti nelle cooperative di tipo A e B nel 2005
Maschi
% maschi
Femmine
% femmine
Totale complessivo
Totale addetti (A e B)
Tipo A
Tipo B
Con A_13
47%
53%
390
345
14%
50%
85%
15%
387
2.163
86%
50%
76%
24%
2.508
777
100%
100%
Totale
100%
735
22%
2550
78%
3285
100%
100%
100%
Da notare come, su 3.285 persone complessivamente occupate, il 76% sia riferibile alle
cooperative di tipo A.
Va sottolineato, peraltro, come questa performance sia fortemente influenzata dalla presenza
della cooperativa outlier; infatti, la tabella successiva, che non considera questa cooperativa,
consente di osservare come l’apporto occupazionale delle cooperative di tipo A e di quelle di
tipo B sia, sostanzialmente, equivalente (49% contro 51%).
Tavola 10 Gli addetti nelle cooperative di tipo A (senza coop A_13) e B nel 2005
Maschi
% maschi
Femmine
% femmine
Totale complessivo
Totale addetti (A e B) – senza coop A_13
Tipo A
Tipo B
Senza A_13
21%
79%
390
102
14%
50%
63%
37%
387
647
86%
50%
49%
51%
749
777
100%
100%
Totale
492
32%
1034
68%
1526
100%
100%
100%
100%
Si osserva, ancora, come nelle cooperative di tipo A prevalga nettamente la componente
femminile, mentre nelle cooperative di tipo B il numero di addetti maschi sia sostanzialmente
equivalente a quello delle femmine (390 contro 387).
Dal confronto tra campione totale e quello rettificato emerge, inoltre, la contrazione
dell’apporto femminile, che passa dal 78% al 68% e ciò in ragione del peso predominante
della cooperativa outlier (1.516 femmine occupate).
Con riferimento alle cooperative Miste, l’apporto occupazionale aggiuntivo è pari a 202
addetti (203 nel 2004), di cui 132 femmine (65%) e 70 maschi (35%).
17
Il dato complessivo consente di affermare che la cooperazione sociale nel 2005 esprime
un’occupazione complessiva di 3.487 persone, contro 3.377 del 2004 (+3%).
Tavola 11 Gli addetti nelle cooperative di tipo A, B e Miste nel 2005
Maschi
% maschi
Femmine
% femmine
Totale complessivo
Totale addetti (A, B e MISTE)
Tipo A
Tipo B
Tipo Miste
Con A_13
43%
48%
9%
390
70
345
14%
50%
35%
81%
14%
5%
387
132
2163
86%
50%
65%
72%
22%
6%
2508
777
202
100%
100%
100%
Totale
805
23%
2682
77%
3487
100%
100%
100%
100%
Le cooperative Miste, pur se esprimono un peso percentuale limitato sul complesso degli
addetti (6%), in termini assoluti evidenziano un apporto significativo (202 occupati). Anche
in queste cooperative, come in quelle di tipo A, vi è una netta prevalenza di addetti di sesso
femminile (65% della forza lavoro totale).
Numero di addetti per tipo di cooperativa: un dettaglio
Considerata la complessità del fenomeno (tipo di contratto, tipo di cooperativa, genere) si
ritiene interessante proporre un’analisi più dettagliata in grado di osservare le peculiarità
all’interno di ogni tipologia di cooperativa.
Nella cooperazione di tipo A si denota, come già accennato, il ruolo determinante della
cooperativa “A_13”, con 1.759 occupati, di cui 1.516 femmine e 243 maschi.
In generale nelle cooperative di tipo A è interessante osservare l’apporto limitato dei
lavoratori dipendenti. Il peso di quest’ultimi (sia a tempo pieno che a tempo parziale) è,
infatti, pari ad appena il 4,8% degli occupati complessivi. Il contratto di gran lunga prevalente
è quello di socio lavoratore, soprattutto con rapporto di lavoro a tempo parziale.
La tabella sottostante consente di osservare come questo fenomeno sia fortemente presente in
tutte le cooperative di tipo A, con una particolare accentuazione nella cooperativa “A_13”.
18
Tavola 12 Le dimensioni dell’occupazione nelle cooperative di tipo A per tipologia di contratto
Soci lavoratori (con
contratto lavoro
subordinato)
t. pieno t. parziale
Cooperative A – senza coop. A_13
Maschi
46
29
Femmine
94
407
Totale
140
436
Coop. A_13
Maschi
Femmine
Totale Coop. A_13
45
205
250
Cooperative A – con coop. A_13
maschi
91
femmine
299
Totale Complessivo
390
Dipendenti
Altri contratti
Totale
t. pieno
t. parziale
soci
non soci
6
36
42
6
60
66
10
15
25
5
35
40
102
647
749
160
925
1.085
2
3
5
2
6
8
25
363
388
9
14
23
243
1.516
1.759
189
1.332
1.521
8
39
47
8
66
74
35
378
413
14
49
63
345
2.163
2.508
Il confronto del numero di addetti tra cooperazione di tipo B e quella di tipo A (campione
rettificato) fa emergere una maggiore capacità occupazionale delle cooperative di inserimento
lavorativo. L’effetto può essere dovuto alla maggiore anzianità di quest’ultime realtà,
considerato che la cooperazione di tipo A trova riconoscimento solamente a partire dal 1991
con l’emanazione della legge 381.
Tavola 13 Le dimensioni dell’occupazione nelle cooperative di tipo B (svantaggiati e non
svantaggiati) per tipologia di contratto
Maschi
Femmine
Totale Coop. B
Soci lavoratori
(con contratto lavoro
subordinato)
t. pieno
t. parziale
228
53
121
162
349
215
Dipendenti
t. pieno
24
8
32
t. parziale
4
57
61
Altri contratti
soci
81
37
118
non soci
0
2
2
Totale
390
387
777
Ciò che cambia maggiormente è il rapporto tra le diverse tipologie contrattuali.
Come si evince dal grafico sottostante, nelle cooperative di tipo B il contratto prevalente
risulta essere quello di socio lavoratore a tempo pieno (con un’incidenza di maschi pari al
19
65%); mentre nelle cooperative di tipo A prevale il rapporto di socio lavoratore a tempo
parziale (con un’incidenza di femmine del 67%).
Tavola 14 Le dimensioni dell’occupazione per tipologia di contratto (Cooperative di tipo A e B)
Soci lav.
T. pieno
Maschi
Femmine
Totale
A
91
299
390
Soci lav.
T parziale
B
228
121
349
A
189
1332
1521
B
53
162
215
Dipendenti
T. pieno
Dipendenti
T. parziale
Altro_soci
Altro_non
soci
A
8
39
47
A
8
66
74
A
35
378
413
A
14
49
63
B
24
8
32
B
4
57
61
B
81
37
118
B
0
2
2
Figura 5 Tipologia contrattuale applicata agli addetti nelle cooperative di tipo A e B nel 2005
Composizione degli addetti nelle cooperative di tipo A e B
1750
1500
1250
1000
750
500
250
0
Tipo A
Tipo B
Tipo A
Tipo B
Tipo A
Tipo B
dipendenti tempo
pieno
Tipo A
Tipo B
dipendenti tempo
parziale
Tipo A
Tipo B
altro_soci
Tipo A
Tipo B
soci lavoratori
tempo pieno
soci lavoratori
tempo parziale
altro_non soci
femmine
299
121
1332
162
39
8
66
57
378
37
49
2
maschi
91
228
189
53
8
24
8
4
35
81
14
0
I dipendenti, sia a tempo pieno che a tempo parziale, rivestono un ruolo marginale nelle
cooperative di tipo A; infatti, tale categoria complessivamente considerata rappresenta
soltanto il 4,8% del totale degli addetti.
Nelle cooperative di inserimento lavorativo, invece, i dipendenti (sia a tempo pieno che a
tempo parziale) costituiscono circa il 12% del totale addetti.
20
I soci impiegati con altre tipologie di contratto nelle cooperative di tipo A ammontano a 413
(16% del totale) mentre nelle cooperative di tipo B il numero di tali soggetti è pari a 118
(15%).
Del tutto residuale è la presenza nelle cooperative di inserimento lavorativo di soggetti non
soci con altri rapporti di lavoro; questa categoria nelle cooperative di tipo A pesa per il 2,5%
(63 soggetti).
Tavola 15 Le dimensioni dell’occupazione nelle cooperative Miste
Maschi
Femmine
Totale Coop. Miste
Soci lavoratori (con
contratto lavoro
subordinato)
t. pieno t. parziale
20
40
36
74
56
114
Dipendenti
t. pieno
3
6
9
t. parziale
0
6
6
Altri contratti
soci
3
1
4
non soci
4
9
13
Totale
70
132
202
Si osserva come le cooperative Miste diano occupazione a 202 addetti, di cui la maggior parte
femmine (65%); nel 2004 le cooperative Miste appartenenti al campione occupavano circa lo
stesso numero di addetti ma il peso della presenza femminile era pari al 63%.
I soci lavoratori (con contratto di lavoro subordinato) rappresentano l’84% del totale della
forza lavoro impiegata e la maggior parte di questi sono inseriti con rapporto di lavoro a
tempo parziale (67%). L’apporto degli occupati con altri contratti vede una prevalenza dei
non soci (13); i dipendenti a tempo pieno e a tempo parziale rappresentano solamente il 7%
del totale degli occupati.
L’indagine sulle cooperative Miste consente di dare conto puntualmente del numero di
persone svantaggiate complessivamente inserite.
Tavola 16 Numero di svantaggiati inseriti nel 2005 – Totale B (sv) + Miste (sv)
Soci lavoratori (con
contratto lavoro
subordinato)
Maschi
Femmine
Totale Complessivo
t. pieno
122
25
147
t. parziale
66
70
136
Dipendenti
t. pieno
5
1
6
21
t. parziale
0
11
11
Altri contratti
soci
30
9
39
non soci
0
0
0
Totale
223
116
339
Il numero di persone che complessivamente trovano occupazione all’interno delle
cooperative B e Miste sono 979 (929 nel 2004); di queste, 339 (319 nel 2004) appartengono
al novero dei soggetti svantaggiati (35%).
Si osserva una prevalenza di maschi (223) rispetto alle femmine (116) e la categoria più
numerosa è rappresentata dai soci lavoratori con contratto di lavoro subordinato, sia a tempo
pieno (147) che a tempo parziale (136).
L’osservazione sul numero medio di addetti (normodotati e svantaggiati) all’interno di ogni
tipologia di cooperativa, tenuto conto del numero di cooperative operanti nel settore, fa
emergere come le cooperative Miste esprimano la cifra più elevata (40,4) anche se,
considerata la consistenza piuttosto ridotta (5), l’apporto al totale degli addetti del settore
cooperativo nella provincia di Udine rimane piuttosto limitato.
Le cooperative di tipo A (senza la cooperativa “A_13”), con 749 addetti, presentano una
consistenza media pari a 26,7.
Tavola 17 Numero medio di addetti nel 2005
Cooperative A
con A_13
Maschi
Femmine
Totale complessivo
Numero cooperative
tot
345
2.163
2.508
29
media
11,9
74,6
86,5
Cooperative A
senza A_13
Cooperative B
tot
102
647
749
28
tot
390
387
777
22
media
3,6
23,1
26,7
media
17,7
17,6
35,3
Cooperative
Miste
tot
70
132
202
5
media
14,0
26,3
40,3
Il numero medio di addetti nelle cooperative di tipo B è, invece, pari a 35,3.
Quest’ultimo dato, confrontato con il campione rettificato delle cooperative di tipo A (cioè
con l’esclusione della cooperativa A_13), evidenzia un valore medio di addetti superiore
(35,3 contro 26,7) che, viceversa, risulta inferiore se confrontato con il campione completo
delle cooperative di tipo A, che presenta un valore medio di addetti pari a 86,5.
Si rileva una prevalenza della componente femminile nelle cooperative di tipo A e Miste.
In particolare, nelle cooperative di tipo A (campione rettificato) la media è di 23,1 femmine e
3,6 maschi e di 74,6 contro 11,9 nel campione completo; le cooperative Miste occupano in
media 26,4 femmine e 14 maschi.
Nelle cooperative di inserimento lavorativo si registra una sostanziale equivalenza tra
femmine (17,6) e maschi (17,7).
22
Borse lavoro
Nelle cooperative di tipo B e Miste è stata rilevata la consistenza delle borse lavoro,
distinguendo tra maschi e femmine, ed il numero di borse lavoro stabilizzate.
Rispetto al 2004 il numero di borse lavoro nelle cooperative di tipo B cresce a 62 contro 49,
con una prevalenza nei riguardi dei maschi (42 contro 29) rispetto alle femmine (stabili a 20
unità).
Anche nelle cooperative Miste si registra un incremento rispetto al 2004: da 22 (11 per i
maschi e 11 per le femmine) si passa 32, con una prevalenza delle femmine (17) rispetto ai
maschi (15).
Figura 6 Il numero di borse lavoro nelle cooperative B e Miste nel 2005
Borse lavoro complessive e medie nel 2005
45
numero borse lavoro
40
42
35
30
25
20
20
15
17
15
10
5
1,9
3
0,9
3,4
0
tot
media
tot
tipo B
media
tipo MISTE
maschi
femmine
Tenuto conto del numero di cooperative di tipo B e Miste analizzate, si osserva un numero
medio di borse lavoro superiore nelle cooperative Miste e pari a 3 per i maschi (contro 1,9
nelle cooperative di inserimento lavorativo) e 3,4 per le femmine (contro 0,9 nelle
cooperative di tipo B).
23
Con riferimento alla stabilizzazione delle “borse lavoro”, si rileva un significativo trend di
crescita, sia nelle cooperative di tipo B che in quelle Miste, come si evince dal prospetto
seguente.
Tavola 18 Borse lavoro nelle cooperative B e Miste nel 2004 e 2005
Cooperative B
2004
49
6
12,2
N. Borse lavoro
N. Stabilizzazioni
% di stabilizzazioni
2005
62
16
25,8
Cooperative
Miste
2004
2005
22
32
0
3
0,0
9,4
Nelle cooperative di tipo B la % di stabilizzazioni raddoppia tra il 2004 e il 2005,
raggiungendo la ragguardevole cifra del 25,8 % mentre nelle cooperative Miste (che nel 2004
non avevano registrato alcuna stabilizzazione) si rileva, nel 2005, una performance del 9,4%.
Volontariato
Un fenomeno di estrema rilevanza che contrassegna il mondo della cooperazione sociale è
rappresentato dal volontariato.
L’analisi dei dati raccolti nel 2005 conferma un trend crescente nel numero complessivo dei
volontari: l’andamento segnala la presenza di 128 volontari nel 2000, 136 nel 2001, 153 nel
2002, 176 nel 2003, 182 nel 2004 e 197 nel 2005.
Tavola 19 La presenza del volontariato nelle cooperative di tipo A e B nel 2005
Volontari soci
Maschi
Femmine
Totale Complessivo
amministratori
altro
Volontari
non soci
41
9
50
77
64
141
4
2
6
Totale
122
75
197
Prendendo in considerazione anche l’apporto delle cooperative Miste si osserva un ulteriore,
significativo incremento nella presenza del volontariato. Quest’ultime si avvalgono, infatti,
della collaborazione di 54 volontari, portando il numero complessivo di queste figure a 251
(contro 229 nel 2004).
24
Tavola 20 La presenza del volontariato nella cooperazione sociale (A, B e Miste) nel 2005
Volontari soci
Maschi
Femmine
Totale Complessivo
amministratori
altro
Volontari
non soci
49
9
58
102
85
187
4
2
6
Totale
155
96
251
A conferma di quanto emerso nel rapporto precedente, anche nel 2005 la categoria che risulta
essere prevalente è quella dei soci volontari non amministratori (187 contro 159 del 2004); i
volontari non soci rivestono, anche nel 2005, un ruolo del tutto marginale (6 contro 5 del
2004).
Si rileva, tuttavia, un’inversione di tendenza riguardo al genere: mentre i soci lavoratori
risultano in prevalenza femmine, i soci volontari sono per lo più maschi (62%), sia tra i soci
amministratori (84%) che non (55%).
Figura 7 La figura del volontariato nelle cooperative di tipo A, B, Miste nel 2005
La figura del volontario nelle cooperative A, B, MISTE: un confronto
100
1
80
60
40
20
59
2
3
36
18
29
12
maschi
femmine
maschi
Tipo A
amministratori volontari soci
25
5
8
femmine
maschi
21
4
0
28
Tipo B
altri volontari soci
amministratori volontari non soci
25
femmine
Tip o M ISTE
volontari non soci
Il grafico consente di osservare come il numero di volontari sia predominante nelle
cooperative di tipo B (49% del totale, rappresentato soprattutto da maschi). Le cooperative di
tipo A rappresentano il 30% del volontariato complessivo e le cooperative Miste il restante
21%. Da rilevare, poi, l’assenza di volontari non soci.
Nel 2003 il numero medio di volontari nelle cooperative di tipo B era pari a 6 (con un trend in
crescita a partire dal 2000). Nel corso del 2004 il fenomeno è ulteriormente cresciuto,
registrando un numero medio di volontari per cooperativa pari a 6,3 mentre il 2005 registra,
invece, una diminuzione (5,5).
Nelle cooperazione di tipo A la situazione manifesta, viceversa, un andamento di segno
opposto, in quanto il numero medio di volontari presenti in cooperativa (considerando anche
il caso della cooperativa A_13) nel 2005 è pari a 2,6 contro 1,8 del 2004; il campione
rettificato evidenzia una media inferiore e pari a 1,4.
Tavola 21 Numero medio di volontari nel 2005
Maschi
Femmine
Totale complessivo
Numero cooperative
Cooperative A
con A_13
tot
media
33
1,1
42
1,4
75
2,6
29
Cooperative A
senza A_13
tot
media
22
0,8
18
0,6
40
1,4
28
Cooperative B
tot
89
33
122
22
media
4
1,5
5,5
Cooperative
Miste
tot
media
33
6,6
21
4,2
54
10,8
5
L’analisi, infine, delle cooperative Miste consente di rilevare la presenza di valori medi molto
alti (10,8) in presenza di sole 5 cooperative.
Di seguito si presenta il dettaglio della presenza del volontariato nelle cooperative A, B e
Miste.
L’esame dei dati presentati nelle tabelle che seguono consente di osservare come nelle
cooperative di tipo A vi sia una prevalenza di volontari femmine (56%), mentre nelle
cooperative di tipo B predominano i volontari maschi (73%); anche nelle cooperative Miste si
rileva analoga prevalenza, anche se con un peso dei volontari maschi meno consistente
(61%).
26
Tavola 22 La presenza del volontariato nelle cooperative di tipo A nel 2005
Amministratori
volontari soci
Altri
volontari soci
Volontari
non soci
Totale
Cooperative A – senza coop. A_13
Maschi
Femmine
Totale
12
4
16
7
12
19
3
2
5
22
18
40
Coop. A_13
Maschi
Femmine
Totale Coop. A_13
0
0
0
11
24
35
0
0
0
11
24
35
Cooperative A – con coop. A_13
Maschi
Femmine
Totale Complessivo
12
4
16
18
36
54
3
2
5
33
42
75
Tavola 23 La presenza del volontariato nelle cooperative di tipo B nel 2005
Altri
volontari
soci
59
28
87
Amministratori
volontari soci
Maschi
Femmine
Totale Complessivo
29
5
34
Amministratori
volontari non
soci
1
0
1
Totale
89
33
122
Tavola 24 La presenza del volontariato nelle cooperative Miste nel 2005
Maschi
Femmine
Totale Complessivo
Amministratori
volontari soci
Altri
volontari soci
Volontari
non soci
Totale
8
0
8
25
21
46
0
0
0
33
21
54
27
Programmi di stage
Le attività di stage proposte dalle cooperative hanno assunto negli ultimi anni un peso
significativo. Già il primo rapporto dava conto, infatti, di una continua crescita del numero di
stagisti inseriti all’interno delle cooperative (passati da 38 del 2000 a 82 del 2003); le
cooperative, inoltre, stimavano ulteriori 114 inserimenti nel triennio 2004-2006. Dall’analisi
emerge qualche contraddizione tra previsione e risultato a consuntivo: nel 2005, infatti, solo il
41% delle cooperative intervistate hanno attivato programmi di stage, contro il 47% del 2004;
interessanti differenze emergono inoltre a livello tipologico.
Perfettamente in linea con quanto emerso dall’analisi condotta nel precedente elaborato,
risulta la performance delle cooperative di tipo A che confermano un ruolo più attivo sotto
questo profilo: infatti, in capo al 55% delle cooperative intervistate risulta l’inserimento di
stagisti nel corso del 2005; tendenza contraria evidenziano, invece, le cooperative di
inserimento lavorativo, dove solamente il 32% utilizzano questa opportunità.
Figura 8 Attivazione dei programmi di stage
Attivazione dei programmi di stage
120%
100%
80%
60%
NO
55%
NO
68%
40%
20%
SI
45%
NO
100%
SI
32%
0%
Tipo A
Tipo B
Miste
Relativamente alla tipologia A, operante nell’ambito dei servizi socio-sanitari ed educativi,
sono possibili due osservazioni:
•
un numero elevato di cooperative aderisce a programmi di stage;
•
per ogni cooperativa è presente un numero di stagisti superiore rispetto alle altre
tipologie.
28
Infatti, il numero di stagisti inseriti dalle prime è pari a 98 nel 2005 (contro 9 delle
cooperative di inserimento lavorativo) e anche il dato medio conferma quanto appena
osservato: 6,1 contro 1,3 delle cooperative di tipo B.
Tavola 25 Numero di stagisti inseriti nel 2005 per tipologia di cooperativa
Cooperative
A
62
18
18
98
16
6,1
Scuole superiori
Università
Studi post-universitari
Totale
Numero cooperative
Media
Cooperative
B
5
3
1
9
7
1,3
Totale
67
21
19
107
23
4,7
Rispetto al 2004 il numero totale di stagisti inseriti nelle cooperative della provincia di Udine
è rimasto invariato; a fronte di un aumento nelle cooperative di tipo A e B non si rileva la
presenza di tali figure all’interno delle cooperative Miste che, nel 2004, registravano la
presenza di 8 stagisti. Nelle cooperative di tipo A si rileva un incremento delle provenienze
da scuole superiori (da 53 a 62) ed un decremento di quelle da studi universitari (da 20 a 18) e
da corsi post-universitari (da 19 del 2004 a 18 del 2005). Nelle cooperative di tipo B si rileva
un aumento dei programmi di stage a favore di soggetti provenienti da scuole superiori (da 3
a 5) e da studi universitari (da 2 a 3); si registra, al contrario, un decremento delle
provenienze da studi post-universitari (da 2 del 2004 a 1 del 2005).
Figura 9 La provenienza dei programmi di stage nelle cooperative A, B e Miste nel 2005.
Provenienza dei programmi di stage nel 2005
numero di stagisti inseriti
70
62
60
50
40
30
20
18
18
10
5
3
0
A
scuole superiori
1
B
un iversità
29
stud i post-u niversitari
Il grafico evidenzia distintamente il rilievo dominante che questo fenomeno assume nelle
cooperative di tipo A.
Con riferimento alla provenienza, si rileva un rapporto inverso tra livello di istruzione e
numerosità del fenomeno: si registrano, infatti, più persone con provenienza dalle scuole
superiori (67 in totale) rispetto a quelle in uscita da studi universitari (21) o post-universitari
(19).
La formazione
Investimenti complessivi in formazione
Tavola 26 Investimenti complessivi in attività di formazione nel 2005 (in €)
Direzione aziendale
Amministrazione e finanza
Commerciale
Settore di attività/produzione
Legislazione
Norme specifiche cooperazione
Totale investimenti formazione
Numero coop. Attività formazione
Media I livello
Numero coop. Totali
Media II livello5
Coop. A
senza
A_13
13.102
830
0
43.003
9.867
3.294
70.096
21
3.338
28
2.503
5
Coop. A
con A_13
13.102
830
0
59.003
9.867
3.294
86.096
22
3.913
29
5.969
Coop. B
162
310
8.664
25.448
271
2.000
36.856
11
3.351
22
1.675
Coop.
Miste
162
350
0
965
0
0
1.477
5
295
5
295
Totale
13.426
1.490
8.664
85.416
10.138
5.294
124.428
38
3.274
56
2.222
La media di I livello è calcolata tenuto conto solo delle cooperative che hanno effettuato investimenti in attività
di formazione ed è pertanto una media più precisa. Poiché, però, nel calcolo della media dovrebbero essere
comprese anche le cooperative che hanno effettuato investimenti nulli in questo tipo di attività si riporta per
correttezza anche la media di II livello (che per definizione è più grezza). Tale dato permette un confronto con il
primo rapporto di attività.
30
Rispetto al 2004 gli investimenti complessivi in attività di formazione diminuiscono nella
misura del 52,42% (da € 261.503 a € 124.428) e le singole aree evidenziano i seguenti
andamenti regressivi:
direzione aziendale: da € 16.800 a € 13.426
amministrazione e finanza: da € 12.300 a € 1.490
commerciale: da € 11.250 a € 8.664
settore di attività/produzione: da € 145.342 a € 85.416
legislazione: da € 69.894 a € 10.138
norme specifiche in materia di cooperazione: da € 5.917 a € 5.294.
Complessivamente l’investimento medio in attività di formazione decresce da € 4.843 del
2004 a € 2.222 del 2005 (-54,12%).
La segmentazione tra cooperative di tipo A, B e Miste, consente di osservare come
quest’ultime rivestano, in realtà, un ruolo del tutto marginale, in quanto l’investimento medio
di ogni cooperativa è pari a € 295.
Sia le cooperative di tipo A che quelle di tipo B manifestano una netta diminuzione degli
investimenti in formazione:
•
per le cooperative A si passa da una spesa complessiva per il 2004 di € 148.557
(media di 7.819) ad una di € 86.096 (media di 3.913) nel 2005;
•
per le cooperative B si scende da una spesa complessiva per il 2004 di € 111.479
(media di € 5.309) ad una di € 36.856 (media di € 1.675) nel 2005.
Il fenomeno riguarda tutte le aree di interesse (eccezion fatta per l’area direzione aziendale
che segna un incremento da € 0 a € 162) con una criticità massima, per le B, nell’area “settore
di attività/produzione” che evidenzia una diminuzione da € 79.125 a € 25.448 mentre, per le
A, nell’area “legislazione” che segna un decremento da € 57.090 a € 9.867 nel 2005.
Il confronto tra tipologie fa emergere, nel 2005, significative differenze: gli investimenti
complessivamente effettuati dalle cooperative di tipo A ammontano, infatti, a € 86.096
mentre quelli delle cooperative di inserimento lavorativo a € 36.856, con una somma media
investita pari a € 5.969 nel primo caso e € 1.675 nel secondo.
Anche l’osservazione del campione rettificato delle cooperative di tipo A dà ulteriore
conferma della prevalenza della cooperazione di tipo A rispetto a quella di tipo B
(investimento medio di € 2.503 contro € 1.675).
31
Tavola 27 Investimenti complessivi in attività di formazione (percentuale per colonna): aree di
interesse prevalenti nelle cooperative di tipo A, B e Miste
Aree di interesse
Direzione aziendale
Amministrazione e finanza
Commerciale
Settore di attività/produzione
Legislazione
Norme specifiche coop.
Totale investimenti formazione
Coop. A
senza A_13
19%
1%
0%
61%
14%
5%
100%
Coop. A
con A_13
15%
1%
0%
69%
11%
4%
100%
Coop. B
Coop. Miste
Totale
0%
1%
24%
69%
1%
5%
100%
11%
24%
0%
65%
0%
0%
100%
11%
1%
7%
69%
8%
4%
100%
La distribuzione percentuale degli investimenti effettuati non è omogenea per area: il 69%
della spesa complessivamente sostenuta viene destinata al settore di attività/produzione. Nello
specifico, sono le cooperative di tipo A e B che maggiormente investono in quest’area
(entrambe il 69%, contro il 65% delle Miste). Seguono gli investimenti nell’area della
direzione aziendale (11%), della legislazione (8%) - predominante rispetto alla direzione
aziendale nell’anno 2004 - mentre un peso minore ricoprono gli investimenti nell’area
commerciale (7%), nelle norme specifiche in materia di cooperazione (4%) e
nell’amministrazione e finanza (1%).
Figura 10 Investimenti complessivi in attività di formazione: aree di interesse prevalenti nelle
cooperative di tipo A, B e Miste
Gli investimenti in attività di formazione nelle cooperative per aree di interesse
100%
5%
4%
1%
11%
80%
65%
60%
69%
69%
40%
20%
24%
1%
24 %
1 5%
1%
0%
A
B
direzione aziendale
commerciale
legislazione
11%
MISTA
amminis trazione e finan za
pro duzione
norme s pecifiche in materia cooperativa
32
Destinatari della formazione
Di seguito viene proposta l’analisi riferita ai destinatari della formazione per classi
percentuali.
Tavola 28 Formazione rivolta al personale DIRETTO (svantaggiate e non svantaggiate) nelle
cooperative di tipo A, B e Miste (in classi percentuali)
Classi %
0
da 1 a 25
da 26 a 50
da 51 a 99
100
Totale
Cooperative
A
1
1
0
7
13
22
Cooperative
B
3
0
1
3
4
11
Cooperative
Miste
3
0
0
1
1
5
Totale
7
1
1
11
18
38
La situazione rimane simile a quella presentata nel 2004. Per le cooperative di tipo A, 13
cooperative sulle 22 che hanno risposto (59%), offrono attività di formazione esclusivamente
a personale diretto (nel 2004 erano 13 su 19, pari al 68%), mentre 7 si collocano nella classe
51-99%.
Nelle cooperative di tipo B tale situazione riguarda 4 cooperative su 11 (36%), invariata
anche se non in numero (5) rispetto al 2004, mentre 3 cooperative (invariato sul 2004) si
collocano nella classe 51-99%.
Quanto alle cooperative Miste, 1 di queste (contro 2 del 2004) offre formazione in esclusiva
a personale diretto (100%), 1 si colloca nella classe 51%-99% e 3 in quella orientata in
esclusiva al personale indiretto.
Per le cooperative B e Miste è possibile osservare in quale misura percentuale il personale
diretto, che fruisce delle attività di formazione, rientri tra i soggetti svantaggiati.
Tavola 29 Formazione rivolta al personale DIRETTO (SOLO svantaggiate) nelle cooperative di
tipo B e Miste (in classi percentuali)
Classi %
0
da 1 a 25
da 26 a 50
da 51 a 99
100
Totale
Cooperative
B
6
1
1
1
2
11
33
Cooperative
Miste
4
1
0
0
0
5
Totale
10
2
1
1
2
16
Si registrano percentuali variabili nell’offerta di formazione destinata al personale diretto
svantaggiato: 6 cooperative non svolgono alcuna attività, 3 offrono formazione in misura
variabile, 2 cooperative operano in via esclusiva.
Per le cooperative Miste si registra, invece, un solo caso di offerta di formazione a figure
dirette svantaggiate (nella classe 1%-25%) mentre 4 cooperative non svolgono alcuna attività.
Le tavole che seguono consentono di osservare che, relativamente alla formazione rivolta al
personale indiretto, 19 cooperative non operano alcuna attività (13 di tipo A, 4 di tipo B e 2
Miste), 7 operano in via esclusiva (1 di tipo A, 3 di tipo B, 3 Miste) e 12 offrono formazione
in misura variabile (8 di tipo A e 4 di tipo B).
Tavola 30 Formazione rivolta al personale INDIRETTO (svantaggiate e non svantaggiate) nelle
cooperative di tipo A, B , Miste (in classi percentuali)
Classi %
0
da 1 a 25
da 26 a 50
da 51 a 99
100
Totale
Cooperative
A
13
6
1
1
1
22
Cooperative
B
4
1
2
1
3
11
Cooperative
Miste
2
0
0
0
3
5
Totale
19
7
3
2
7
38
Dalla tavola seguente è possibile rilevare come, relativamente alla fornitura di formazione a
personale indiretto svantaggiato, 10 cooperative di tipo B e 5 Miste siano inoperanti, 1 sola
cooperativa operi nella classe 1-25% e nessuna agisca in via esclusiva.
Tavola 31 Formazione rivolta al personale INDIRETTO (solo svantaggiati) nelle cooperative di
tipo B e Miste (in classi percentuali)
Classi %
0
da 1 a 25
da 26 a 50
da 51 a 99
100
Totale
Cooperative
B
10
1
0
0
0
11
34
Cooperative
Miste
5
0
0
0
0
5
Totale
15
1
0
0
0
16
Finanziamento della formazione
L’ultimo aspetto valutato riguardo alla formazione attiene alle modalità di finanziamento.
Va, peraltro, ribadito il concetto che complessivamente la spesa in formazione registra nel
2005 una significativa caduta, rispetto all’anno precedente (da 148.557 a 86.096 nelle
cooperative di tipo A, da 111.479 a 36.856 in quelle di tipo B, mentre le cooperative Miste
confermano il livello degli investimenti, ancorché ad un livello contenuto).
L’indagine ha accertato in che misura gli investimenti sostenuti dalle cooperative siano stati
finanziati tramite risorse interne, ovvero mediante finanziamenti privati o pubblici esterni.
Tavola 32 Forme di finanziamento delle attività di formazione (in €)
Interni alla cooperativa
Privati esterni
Pubblici esterni
Totale
Coop. A
senza A_13
52.399
0
17.698
70.096
Coop. A
con A_13
60.399
0
25.698
86.096
Coop. B
18.639
0
18.217
36.856
Coop.
Miste
801
0
675
1.477
Totale
79.838
0
44.590
124.428
Tavola 33 Forme di finanziamento delle attività di formazione (in %)
Interni alla cooperativa
Privati esterni
Pubblici esterni
Totale
Coop. A
senza A_13
75%
0%
25%
100%
Coop. A
con A_13
70%
0%
30%
100%
Coop. B
51%
0%
49%
100%
Coop.
Miste
54%
0%
46%
100%
Totale
64%
0%
36%
100%
Nelle cooperative di tipo A si rileva una significativa continuità: il 70% degli investimenti
complessivi viene finanziato attraverso mezzi interni alla cooperativa mentre la rimanente
parte viene coperta per il 30% con fonti pubbliche esterne (nel 2004 questi dati si attestavano
rispettivamente a 72% e 28%).
Nelle cooperative di tipo B si può osservare, invece, come in termini percentuali cresca il
concorso del finanziamento interno (da 34% del 2004 a 51% del 2005) a discapito di quello
esterno di derivazione pubblica (49% contro 62% ).
Si rileva, inoltre, il venire meno, nelle cooperative di tipo B, dell’apporto di € 4.200 derivato
nel 2004 da fondi privati esterni. Quest’ultima forma di copertura della formazione risulta
assente, nel 2005, in tutte le cooperative del campione (tipo A, B e Miste).
35
Nel 2005 le cooperative Miste evidenziano un significativo cambiamento nella modalità di
copertura: il 54% della spesa viene, infatti, coperta con mezzi interni alla cooperativa (tale
percentuale nel 2004 era pari all’88%) mentre per il restante 46% si fa ricorso a fonti esterne
pubbliche (contro il 12% del 2004).
Figura 11 Composizione percentuale dei finanziamenti della formazione nelle cooperative di tipo
A, B e Miste
La composizione dei finanziamenti della formazione
100%
80%
30%
49%
46%
51%
54%
B
Mista
60%
40%
70%
20%
0%
A
interni alla cooperativa
privati esterni
pubblici esterni
In sintesi le cooperative di tipo A registrano una netta prevalenza dell’autofinanziamento
(70%) ed anche le cooperative di tipo B, a fronte di una massiccia diminuzione della spesa,
manifestano un incremento dell’apporto delle fonti interne (51% contro il 34% del 2004).
Le cooperative Miste confermano una discreta capacità di autofinanziamento per la
formazione (54%), in riduzione, tuttavia, rispetto al periodo precedente (88%).
36
Il settore di attività
Settore prevalente e confronto con le previsioni di modifiche
Relativamente alle cooperative di tipo A, già il primo e il secondo rapporto avevano rilevato
una comprovata stabilità in riferimento al settore di attività prevalente.
Tale situazione viene sostanzialmente confermata al 31 dicembre 2005: il 36% delle
cooperative opera nei servizi rivolti a minori e famiglia; il 29% nella gestione di asili nido
(attività che risultava prevalente nel 2004 con un percentuale pari al 29%); il 18% nei
confronti degli anziani; il 7% si occupa di disabili psichici e fisici e di trasporto dei disabili; il
4%, infine, rivolge l’attività verso soggetti affetti da dipendenza da alcool o droga.
Figura 12 Il settore di attività prevalente nelle cooperative di tipo A al 31/12/2005
Il settore di attività prevalente nelle cooperative di tipo A al 31/12/05
4%
29%
36%
7%
7%
18%
1 minori e famiglie
3 dipendenza da alcool o droga
5 gestione asili nido
7 anziani
2 accoglienza extracomunitari
4 detenuti ed ex-detenuti
6 disabili fisici, psichici e psico-fisici
8 trasporto disabili
Alcune cooperative di tipo B sono, invece, protagoniste in questi anni di un processo di
cambiamento.
Si rammenta, a questo proposito, che già nel 2003 tali cooperative avevano formulato una
previsione che evidenziava una modifica nel corso del triennio successivo (2004-2006) del
settore di attività, puntualmente registrata nel rapporto relativo al 2004, ancorché non
completamente stabilizzata, soprattutto a motivo dell’ingresso di nuove cooperative.
La tabella di seguito proposta dà conto di questa evoluzione.
37
Tavola 34 Il settore di attività prevalente nelle cooperative di tipo B dal 2003 al 2005
1 Gestione aree verdi e ambiente
2 Servizi di pulizia
3 Servizi di facchinaggio e trasporto
4 Produzione manufatti
5 Lavorazioni per conto terzi
6 Editoria-legatoria
7 Informatica
8 Pubblici esercizi
9 Edilizia
10 Servizi cimiteriali
11 Ristorazione
12 Servizi rapporti con il pubblico
13 Attività agro-forestali
Totale
31/12/2003
5%
35%
5%
10%
20%
10%
5%
5%
0%
0%
5%
0%
0%
100%
31/12/2004
9%
33%
5%
5%
14%
5%
5%
9%
5%
0%
5%
0%
5%
100%
31/12/2005
5%
27%
5%
0%
18%
9%
9%
5%
14%
0%
5%
0%
5%
100%
Figura 13 Il settore di attività prevalente nelle cooperative di tipo B al 31/12/2005
Il settore di attività prevalente nelle cooperative di tipo B al 31/12/2005
5%
5%
5%
14%
27%
5%
9%
5%
9%
18%
1 gestione aree verdi e ambiente
3 servizi di facchinaggio e trasporto
5 lavorazioni per conto terzi
7 informatica
9 edilizia
11 ristorazione
13 attività agro-forestali
2 servizi di pulizia
4 produzione manufatti
6 editoria-legatoria
8 pubblici esercizi
10 servizi cimiteriali
12 servizi rapporti con il pubblico
38
Al 31/12/2005 il settore di attività prevalente nelle cooperative di tipo B è rappresentato dai
servizi di pulizia (27% contro il 33% del 2004), cui fanno seguito lavorazioni per conto terzi
(18% contro 14%), edilizia (14% contro 5%), editoria-legatoria ed informatica (entrambe al
9% contro il 5% del 2004)
Vi sono poi quote residuali di cooperative che segnalano, quale attività prevalente, servizi di
facchinaggio e trasporto, ristorazione, attività agro-forestale, gestione di aree verdi e di
pubblici esercizi (con il 5% rispettivamente).
L’attività di produzione di piccoli manufatti risulta assente nel 2005 (contro il 5 % del 2004).
Da ultimo viene presentata la situazione delle cooperative Miste che, come noto, operano sia
nel campo socio-sanitario-educativo che nell’attività di inserimento lavorativo.
Settore di attività Tipo B
Tavola 35 Il settore di attività nelle cooperative Miste al 31/12/2005
Settore di attività Tipo A
Disabili fisici
Dipendenza da
psichici e psico-fisici
alcool o droga
Servizi di pulizia
1
1
2
Lavorazioni per conto terzi
3
0
3
Totale
4
1
5
Totale
Si ritiene che lo schema già proposto per l’analisi relativa al 2004 riepiloghi in modo chiaro
questa duplice informazione.
Si può osservare come 4 cooperative, che offrono assistenza a disabili psichici, fisici e psicofisici, nel corso del 2005 inseriscano persone svantaggiate attraverso lo svolgimento delle
seguenti attività:
•
servizi di pulizia
•
lavorazioni per conto terzi.
Si rileva, infine, un’unica cooperativa che svolge attività di assistenza a persone affette da
problemi di alcool e tossicodipendenza che realizza l’inserimento di persone con disagio
attraverso l’erogazione di servizi di pulizia.
39
Servizio di provenienza delle persone svantaggiate nelle cooperative di tipo B e Miste
Figura 14 Numero di persone svantaggiate inserite per tipo di servizio nelle cooperative B e
Miste al 31/12/2005
250
82
numero di sv antag giati
200
37
150
45
100
50
16
11
24
83
30
1
3
0
B
MISTE
Servizio sociale di base
DSM - Dipartimento per la tutela della salute Mentale
SIL - Servizio Inserimento Lavorativo
CSSA - Centri di Servizio Sociale per Adulti
SERT - Servizi pubblici per le Tossicodipendenze
Il numero di persone svantaggiate inserite dalle cooperative di tipo B nel corso del 2005
risulta pari a 263 (con una media pari a circa 12) con la seguente suddivisione per servizio
sociale di provenienza: 83 SERT, 16 CSSA, 45 SIL, 37 DSM e 82 Servizio Sociale di Base.
Situazione molto differente si registra nelle cooperative Miste: 3 provenienze dal SERT, 1 dal
CSSA, 30 dal SIL, 24 dal DSM e 11 dal Servizio Sociale di Base.
Le cooperative Miste inseriscono complessivamente un numero inferiore di persone
svantaggiate (69 contro 263) ma registrano una media più elevata (13,8 contro 12) rispetto
alle cooperative di tipo B.
40
Figura 15 Numero di persone svantaggiate inserite per tipo di servizio nelle cooperative B: un
confronto nel tempo
250
85
85
82
numero di svantaggiati
200
39
42
150
53
100
50
43
37
45
17
11
16
82
81
83
2003
2004
2005
0
Servizio sociale di base
DSM - Dipartimento per la tutela della salute M entale
SIL - Servizio Inserimento Lavorativo
CSSA - Centri di Servizio Sociale per Adulti
SERT - Servizi pubblici per le Tossicodipendenze
L’osservazione dell’evoluzione nel tempo della cooperazione di inserimento lavorativo
permette di verificare se la previsione formulata dalle cooperative per il triennio 2004-2006 (e
rilevata nel primo rapporto) si sta realizzando e in quale misura.
Le cooperative - che avevano previsto una riduzione del numero di persone svantaggiate
provenienti dal Servizio di Inserimento Lavorativo (la stima per il triennio 2004-2006 dava
conto di una media annua di 29 inserimenti) - nel 2005 confermano il trend, anche se in
misura meno accentuata (da 53 soggetti inseriti nel 2003 a 45 nel 2005).
Rispetto al 2004 incrementa il numero di soggetti svantaggiati provenienti dai Servizi
pubblici per le Tossicodipendenze (da 81 a 83) e dai Centri di Servizio Sociale per Adulti (da
11 a 16).
41
Riguardo alle altre aree si assiste ad una generale diminuzione del numero di soggetti
provenienti dal Dipartimento di Salute Mentale (da 42 a 37) come anche dal Servizio Sociale
di Base (da 85 a 82).
A completamento dell’analisi è stata rilevata la provenienza prevalente delle persone
svantaggiate per ogni singola cooperativa.
Figura 16 Tipo di servizio prevalente nelle cooperative B e Miste al 31/12/2005
100%
19%
80%
60%
40%
20%
20%
10%
40%
24%
10%
38%
40%
Tipo B
MISTE
0%
Servizio Sociale di Base
DSM - Dip artimento di tutela per la Salute M entale
SIL - Servizio Ins erimento Lavorativo
CSSA - Centri di Serviz i Sociali per Adulti
SERT- Servizi pubblici p er le Tossicodipendenze
Nel 38% delle cooperative di tipo B la provenienza prevalente risulta attribuita al SERT, nel
24% al SIL, nel 19% al Servizio Sociale di Base e nel 10% al DSM e, rispettivamente, al
CSSA.
Riguardo alle cooperative Miste, si rileva per il 40% la prevalenza del DSM e del SIL e nel
restante 20% prevale il Servizio Sociale di Base.
Rispetto al 2004 si registra un parziale modificazione nelle modalità di inserimento lavorativo
delle persone svantaggiate: emerge un aumento della percentuale di cooperative che adottano
42
procedure formalizzate (45% contro 43% del 2004) e il 70% di esse (contro il 67% del 2004)
si avvale dell’apporto di tutor.
Le cooperative Miste, che nel 2004 registravano la totalità degli inserimenti lavorativi
attraverso procedure formalizzate e l’assistenza di tutor, nel 2005 evidenziano una riduzione
al 60% nell’utilizzo di procedure formalizzate e al 33% dell’apporto di tutor.
MISTE
TIPO B
Figura 17 Le caratteristiche dell’inserimento lavorativo delle persone svantaggiate nelle
cooperative di tipo B e Miste
esistono
procedure
formalizzate ?
NO 55%
SI 45 %
NO 30%
Se SI, esistono
figure di tutor?
SI 70%
esistono
procedure
formalizzate ?
NO 40 %
SI 6 0%
NO 67 %
Se SI, esistono
figure di tutor?
SI 33%
0%
20%
40%
60%
80%
Provenienza degli utenti e delle persone svantaggiate per area geografica
L’analisi che segue indaga, seppure non in maniera puntuale, dato che è stata rilevata la
prevalenza, il mercato di riferimento delle cooperative.
E’ possibile osservare come le cooperative di tipo A, nel corso del 2005, abbiano
relativamente ridotto il loro raggio d’azione.
Mentre nel 2004 solo il 21% delle cooperative aveva dichiarato di operare prevalentemente
all’interno del comune di appartenenza, nel 2005 tale valore incrementa al 25%.
43
Figura 18 Provenienza degli utenti e delle persone svantaggiate nelle cooperative A, B e Miste nel
2005
Provenienza degli utenti (tipo A+M) e delle persone svantaggiate
(tipo B+M)
100%
4%
11%
18%
80%
60%
61%
7 3%
100%
40%
20%
25 %
9%
0%
tipo A
1 comune
tipo B
2 provincia
3 regione
tipo M ISTA
4 fuori regione
La provincia, come ambito prevalente d’azione, rimane inalterata rispetto all’analisi
precedente (61%).
Diminuiscono, invece, le cooperative di tipo A che svolgono la propria attività
prevalentemente a livello regionale (11% contro 14% del 2004).
Stabile il numero di cooperative che opera prevalentemente fuori regione (4%).
Per le cooperative di inserimento lavorativo la tendenza è decisamente differente.
Si rileva un generalizzato fenomeno di spostamento a favore della dimensione provinciale: il
73% delle cooperative individua questo territorio come prevalente nella provenienza dei
soggetti svantaggiati (contro il 67% del 2004), a discapito del comune di appartenenza (da
9% a 5%) e della regione (da 19% a 18%).
44
Non si segnalano (come per il 2004) cooperative di tipo B che presentino come prevalente la
provenienza dei soggetti svantaggiati dall’ambito extra-regionale.
Le cooperative Miste segnalano come provenienza prevalente dei soggetti svantaggiati
l’ambito provinciale.
Alcuni dati economici
Investimenti effettuati e programmati nell’acquisizione di servizi terziari
Tavola 36 Gli investimenti in servizi terziari nelle cooperative di tipo A, B e Miste per area
Cooperative A
€
Certificazione di bilancio
Bilancio sociale
Controllo di gestione
Certificazione di qualità
Marketing
Organizzazione aziendale
Totale
0
2.400
117.123
39.391
20.800
16.110
195.824
Cooperative B
% area
0%
1%
60%
20%
11%
8%
100%
€
5.182
0
171.356
19.997
1.220
13.527
211.281
% area
3%
0%
81%
9%
1%
6%
100%
Cooperative Miste
€
0
42.300
26.747
0
27.000
15.740
111.787
% area
0%
38%
24%
0%
24%
14%
100%
Al 31 dicembre 2005 gli investimenti in servizi terziari complessivamente effettuati dalle
cooperative di tipo A ammontano a € 195.824 contro € 192.809 del 2004.
Se si osserva l’investimento medio realizzato da ogni cooperativa, esso risulta essere
maggiore rispetto all’anno precedente e pari a € 7.253 (contro € 6.886 del 2004).
L’area che assume un ruolo strategico è quella del controllo di gestione6, che assorbe il 60%
della spesa totale (pari a € 117.123 e in media € 4.338). Seguono la certificazione di qualità
(€ 1.458 in media e € 39.391 complessivo), il marketing (€ 770 in media e € 20.800 totale) e
l’organizzazione aziendale (€ 597 in media e 16.110 in totale).
Residuale la spesa destinata al bilancio sociale (€ 89 in media e €2.400 in totale) ed assente
l’investimento in certificazione di bilancio, nonostante una previsione media di € 3.600
formulata per il biennio 2005-2006.
6
Nell’area “controllo di gestione” sono stati ricompresi anche altri servizi amministrativi, come ad esempio la
tenuta della contabilità.
45
Si osserva, nel raffronto con il precedente rapporto, la consistente riduzione in capo alle
cooperative di tipo A degli investimenti nell’area del controllo di gestione (in media da €
5.401 a € 4.338), mentre gli investimenti in certificazione della qualità crescono in misura
considerevole (+172%) così come quelli in marketing.
Tavola 37 Gli investimenti in servizi terziari nelle cooperative di tipo A, B e Miste per area:
valori totali e medie
Cooperative A
totale
Certificazione di bilancio
Bilancio sociale
Controllo di gestione
Certificazione di qualità
Marketing
Organizzazione aziendale
Totale
0
2.400
117.123
39.391
20.800
16.110
195.824
Cooperative B
media
0,00
88,89
4.337,89
1.458,94
770,37
596,67
7.252,75
totale
5.182
0
171.356
19.997
1.220
13.527
211.281
media
235,55
0,00
7.788,89
908,94
55,44
614,86
9.603,67
Cooperative Miste
totale
0
42.300
26.747
0
27.000
15.740
111.787
media
0,00
8.460,00
5.349,38
0,00
5.400,00
3.148,00
22.357,38
Nelle cooperative di tipo B, invece, gli investimenti complessivi in attività terziarie
diminuiscono rispetto al 2004 (da € 264.520 a € 211.281, pari a – 20%).
Ogni cooperativa investe in media € 9.604, con la seguente concentrazione: 81% nel
controllo di gestione (€ 171.356 complessivi e una media di € 7.789), 9% nella certificazione
di qualità (€ 19.997 complessivi e media di € 909) e 6% nell’organizzazione aziendale (€
13.527 complessivi e media di € 615).
Residuale il peso della certificazione di bilancio (€ 234 in media per un totale di € 5.182, con
un – 2%) e del marketing (€ 55 in media per un totale di € 1.220, con un – 1%).
Completamente assenti gli investimenti nell’area del bilancio sociale.
Con riferimento alle cooperative Miste, si osserva che l’investimento complessivo ammonta a
€ 111.787 e una media di € 22.357 per cooperativa, con un incremento molto rilevante
rispetto al 2004, che aveva registrato un ammontare di investimenti in servizi terziari limitato
a € 14.000.
Le aree di maggiore interesse risultano essere quella del bilancio sociale (€ 42.300
complessivi e € 4.860 in media), del marketing (€ 27.000 complessivi e € 5.400 in media),
del controllo di gestione (€ 26.747 totali e € 5.349 come dato medio) e dell’organizzazione
aziendale (€ 15.740 complessivi e € 3.148 in media).
46
Tavola 38 Investimenti in servizi terziari e percentuale di copertura con risorse aziendali nelle
cooperative di tipo A e B
Cooperative A
Certificazione di bilancio
Bilancio sociale
Controllo di gestione
Certificazione di qualità
Marketing
Organizzazione aziendale
Totale
Investimento
in €
copertura
risorse
aziendali €
0
2.400
117.123
39.391
20.800
16.110
195.824
0
1.900
114.772
26.633
14.800
11.555
169.660
Cooperative B
%
copertura
risorse
aziendali
0%
79%
98%
68%
71%
72%
87%
Investimento
in €
copertura
risorse
aziendali €
5.182
0
171.356
19.997
1.220
13.527
211.281
5.182
0
171.356
19.997
1.220
13.527
211.281
%
copertura
risorse
aziendali
100%
0%
100%
100%
100%
100%
100%
Circa le modalità di copertura della spesa per servizi terziari, nelle cooperative di tipo A resta
largamente prevalente il ricorso all’autofinanziamento (87%), pur se in regresso rispetto
all’esercizio precedente che presentava una percentuale del 96%. Anche l’osservazione dei
dati puntuali conferma la minore capacità di autofinanziamento delle cooperative di tipo A
nel 2005 rispetto al 2004 (€ 169.660 contro € 185.116).
Il controllo di gestione, oltre a rappresentare l’area di maggior investimento per le
cooperative di tipo A, è anche quella cui è destinata la maggior parte dell’autofinanziamento
(98%); l’area del bilancio sociale viene finanziata con risorse interne per il 79%, il 72% è
destinato all’area dell’organizzazione aziendale, il 71% al marketing ed, infine, l’area che
richiede maggiori finanziamenti esterni è quella della certificazione della qualità che assorbe
mezzi interni per il 68%.
Nelle cooperative di tipo B, nel 2005 il grado di copertura degli investimenti in servizi
terziari con risorse proprie è del 100%, rispetto all’86% del 2004 (risultante dalla
combinazione di coperture del 93% nella certificazione di qualità, del 15% nel marketing
15% e del 76 % nell’organizzazione aziendale).
Nelle cooperative Miste, infine, le risorse interne coprono complessivamente il 78% (contro il
71% del 2004) degli investimenti complessivi, con un peso dell’86% nell’area del controllo
di gestione, del 100% nell’organizzazione aziendale e marketing e del 52% in quella del
bilancio sociale che, dunque, risulta essere l’area che richiede il maggiore concorso di fonti
esterne (48%).
47
Tavola 39 Investimenti in servizi terziari e percentuale di copertura con risorse aziendali nelle
cooperative Miste
Cooperative Miste
investimento
in €
Certificazione di bilancio
Bilancio sociale
Controllo di gestione
Certificazione di qualità
Marketing
Organizzazione aziendale
Totale
copertura risorse
aziendali in €
0
42.300
26.747
0
27.000
15.740
111.787
0
21.996
22.890
0
27.000
15.740
87.716
% copertura
risorse aziendali
0%
52%
86%
0%
100%
100%
78%
Figura 19 Rapporto tra investimenti in servizi terziari e copertura con risorse aziendali nelle
cooperative di tipo A, B e Miste
Rapporto tra investimenti e finanziamenti propri nei servizi terziari nel 2005_
cooperative A, B, MISTE
€ 180,00
120%
100%
€ 140,00
€ 120,00
80%
€ 100,00
60%
€ 80,00
€ 60,00
40%
percentua le risorse interne
investimento complessivo (mgl di €
€ 160,00
€ 40,00
20%
€ 20,00
€-
0%
certificazione bilancio sociale controllo di certificazione
di bilancio
gestione
di qualità
marketing organizzazione
aziendale
A_investimento
B_investimento
MISTA_investimento
A_% risorse aziendali
B_% risorse aziendali
MISTA_% risorse aziendali
48
L’analisi grafica del fenomeno nel suo complesso evidenzia le aree di investimento a bassa
incidenza di capitale interno della cooperativa.
Per le cooperative di tipo A il maggiore indebitamento proviene dall’area certificazione di
qualità; per le cooperative di tipo B si assiste invece ad una copertura completa degli
investimenti tramite utilizzo di risorse interne; mentre, per le cooperative Miste, l’area da cui
si genera l’indebitamento maggiore è quella dedicata al bilancio sociale.
Figura 20 Investimenti in servizi terziari: copertura con risorse aziendali e con altre risorse nelle
cooperative di tipo A e B
Mg l di euro
Investimenti in servizi terziari e forme di finanziamento nel 2005
160
120
80
40
tipo A
tipo B
organizzazione
aziendale
marketing
controllo di
gestione
certificazione
di qualità
bilancio sociale
organizzazione
aziendale
certificazione
di bilancio
marketing
controllo di
gestione
certificazione
di qualità
bilancio sociale
marketing
organizzazione
aziendale
certificazione
di bilancio
controllo di
gestione
certificazione
di qualità
bilancio sociale
certificazione
di bilancio
0
tipo M ISTA
voci di spesa
copertura con risorse aziendali
copertura con altre risorse
Anche questo grafico evidenzia chiaramente la buona capacità di autofinanziamento da parte
di tutte le cooperative appartenenti al campione.
49
Investimenti in immobilizzazioni
In questa sezione si è rilevato non il costo storico del bene iscritto a libro ma il valore
corrente, cioè decurtato delle quote di ammortamento che ne “registrano” l’utilizzo, ad
eccezione dei beni posseduti a titolo di locazione e/o disponibilità gratuita che sono stati
stimati, seppure non sempre nella loro interezza, a valore di mercato.
Coop A con
A_13
Coop. A senza
A_13
Tavola 40 Numero di beni e valore corrente al 31/12/2005: valori totali e medie a confronto nelle
cooperative A, B e Miste
N°
Val. corrente
7
Coop. B
Impianti
e
attrezz.
Mezzi
di
trasporto
Macchine
d’ufficio
Totale
4
35
708
74
251
1072
1.620.000
14.816.714
859,31
1.113.511
189.595
18.599.131
3
24
20
11
22
N° medio
1,3
1,5
35,4
6,7
11,4
Val. medio
540.000
617.363,08
42.965,55
101.228,27
8.617,95
4
38
738
117
321
1218
1.620.000
3
1.3
15.416.714
25
1,5
1.187.768
21
35,1
1.541.058
12
9,8
524.649
23
14
20.290.189
540.000
616.668,56
56.560,38
128.421,50
22.810,82
N°
Val. corrente
N° coop.
N° medio
N°
Coop. Miste
Fabbricati
N° coop.
Val. medio
7
Terreni
Val. corrente
N° coop.
N° medio
Val. medio
N°
Val. corrente
N° coop.
N° medio
Val. medio
8
27
1006
111
163
1.315
24.488
3
6.180.731
20
2.570.494
19
728.038
16
161.675
19
9.665.425
2,67
1,35
52,95
6,94
8,58
8.162,5
0
0
0
0
0
309.036,56
10
322.601
4
2,5
80.650,24
135.289,1
226
75.887
5
45,2
15.177,44
45.502,41
17
100.820
5
3,4
20.164,06
8.509,19
69
43.334
5
13,80
8.666,80
Si riferisce al solo numero di cooperative che ha fornito l’informazione.
50
322
542.642
Nelle cooperative di tipo A il numero complessivo di cespiti immobilizzati presenti al
31/12/2005 è pari a 1.218: di cui 738 impianti e attrezzature, 321 macchine per l’ufficio, 117
mezzi di trasporto, 38 fabbricati e 4 terreni per un valore corrente di € 20.290.189.
Nelle cooperative di tipo B il numero di immobilizzazioni presenti assomma a 1.315: di cui
1.006 impianti e attrezzature, 163 macchine d’ufficio, 111 mezzi di trasporto, 27 fabbricati e
8 terreni per un valore corrente complessivo pari a € 9.665.425.
Le cooperative Miste, per quanto realtà di più limitate dimensioni, presentano un numero di
cespiti pari a 322: di cui 266 impianti e attrezzature, 69 macchine per l’ufficio, 17 mezzi di
trasporto e 10 fabbricati per un valore corrente complessivo di € 542.642. Non si rileva
l’esistenza di terreni.
Coop.
Miste
Coop.
B
Coop.
A
Tavola 41 Immobilizzazioni e titolo di possesso nelle cooperative A, B e Miste
Proprietà
Locazione
Disponibilità
Totale
Proprietà
Locazione
Disponibilità
Totale
Proprietà
Locazione
Disponibilità
Totale
Terreni
Fabbricati
0
1
3
4
2
6
0
8
0
0
0
0
5
22
11
38
10
9
8
27
5
5
0
10
Impianti
e
attrezz.
638
0
100
738
968
8
30
1006
226
0
0
226
Mezzi
di trasporto
Macchine
d’ufficio
89
27
0
117
95
14
2
111
17
0
0
17
319
0
2
321
162
0
1
163
69
0
0
69
Con riferimento al titolo di possesso dei beni, l’osservazione del grafico sottostante, che
considera il titolo di possesso per tipo di bene, consente di cogliere come la maggior parte dei
beni presenti in cooperativa sia in proprietà (impianti e macchinari, mezzi di trasporto e
macchine d’ufficio); in alcuni casi si rileva l’utilizzo di beni mediante contratti di locazione
ed, infine e in misura limitata, mediante la titolarità gratuita (comodato d’uso).
I terreni risultano essere in locazione per il 25% per le cooperative A mentre il restante 75%
è in disponibilità gratuita; nelle cooperative di tipo B invece i terreni sono per il 25% in
proprietà mentre per la restante parte vengono utilizzati tramite contratti di locazione.
51
Relativamente ai fabbricati si ritrova la presenza contemporanea di queste tre forme di
possesso, anche se in misura diversa per ogni tipo di cooperativa. Nelle cooperative A i
fabbricati vengono in prevalenza utilizzati attraverso contratti di locazione (58%) mentre
nelle cooperative B prevalgono i fabbricati in proprietà (37%).
Nelle cooperative Miste il 46% dei fabbricati risulta essere in proprietà mentre la fruizione
dei restanti cespiti avviene con contratti di locazione.
Per quanto riguarda gli altri beni, la tendenza prevalente è quella di avere la maggior parte
delle immobilizzazioni in proprietà (con percentuali superiori all’86%) e disporre in misura
minore di altri beni a titolo oneroso o gratuito.
Figura 21 Titolo di possesso in percentuale nelle cooperative A, B e Miste
Titolo di possesso delle immobilizazioni al 31/12/2005
3%
1%
1%
100%
14%
29%
80%
23%
2%
12%
1%
30%
54%
60%
75%
75%
33%
99%
58% 86%
40%
96%
77%
20%
100% 100% 100%
99%
86%
46%
37%
25%
25%
TIPO A
proprietà
TIPO B
locazione
52
TIPO MISTA
disponibilità
macchine d'ufficio
mezzi di trasporto
impianti e attrezzature
fabbricati
terreni
macchine d'ufficio
mezzi di trasporto
impianti e attrezzature
fabbricati
terreni
macchine d'ufficio
mezzi di trasporto
fabbricati
terreni
0%
impianti e attrezzature
13%
Provenienza dei ricavi
Nell’analizzare la provenienza dei ricavi del settore cooperativo sono state riprese le ipotesi
di lavoro presentate sin dall’inizio del progetto, ossia è stata considerata come variabile
quantitativa di riferimento il valore della produzione espresso in euro.
Tavola 42 La composizione dei ricavi nelle cooperative A, B e Miste
Cooperative A
Privati
Altre cooperative e/o
consorzi
Ep territoriali – appalto
Ep territoriali –
convenzione
Ep territoriali – contributo
Totale
Cooperative B
Cooperative Miste
€
9.214.184
479.687
%
19%
1%
€
8.433.291
1.165.976
%
51%
7%
€
1.215.210
1.204.777
%
37%
36%
35.450.268
2.928.455
73%
6%
6.235.186
439.040
37%
3%
417.523
270.803
13%
8%
420.046
48.492.640
1%
100%
362.217
16.635.710
2%
100%
191.965
3.300.279
6%
100%
Come già osservato nei rapporti precedenti il trend di composizione dei ricavi nelle
cooperative di tipo A è rimasto nel tempo sostanzialmente costante, anche se in termini
assoluti si registra una progressiva e sostenuta crescita.
Il valore della produzione complessivo ammonta a € 16.268.697 nel 2000, a € 19.950.391 nel
2001, a € 28.468.411 nel 2002, a € 35.887.879 nel 2003, a € 43.275.414 nel 2004 e a €
48.492.640 nel 2005.
Nel tempo la crescita è stata accompagnata da una distribuzione costante per area: la
provenienza dei ricavi da privati pesa per il 17% del totale nel 2004 e il 19% nel 2005; la
quota da altre cooperative e/o consorzi è sempre rimasta esigua (2% nel 2004 e 1% nel 2005),
i ricavi da appalti pubblici rappresentano nel 2004 il 75% del totale e anche nel 2005 coprono
la quota principale (73%).
I ricavi da convezione passano dal 5% del 2004 al 6% del 2005, mentre quelli da contributo
rimangono invariati (1%).
Per quanto riguarda le cooperative di tipo B si osserva, rispetto al 2004, un lieve aumento del
valore della produzione complessivo (da € 15.304.314 a € 16.635.710), trend che permane
dagli anni precedenti.
53
Al contrario delle cooperative di tipo A, nelle cooperative di tipo B la composizione dei
ricavi manifesta nel tempo una continua ridefinizione: in termini percentuali, in
controtendenza rispetto agli anni precedenti al 2004, la quota di ricavi proveniente da privati
cresce leggermente (51% contro 48% del 2004) e in senso opposto muovono i ricavi
provenienti da altre cooperative o consorzi (13% nel 2004, 7% nel 2005).
La quota di valore della produzione proveniente da enti pubblici (sotto forma di appalti,
contributi e convenzioni) evidenzia alcuni scostamenti: i ricavi provenienti da appalti
incrementano rispetto al 2004 (da 31% a 37%), convenzioni e contributi subiscono, invece,
una contrazione (entrambi nel 2004 rappresentavano il 4%, nel 2005 il 3% e il 2%
rispettivamente).
Anche l’osservazione dei valori assoluti conferma l’anzidetta analisi.
Figura 22 Composizione dei ricavi in termini assoluti nelle cooperative A, B e Miste nel 20042005
Migliaia
Composizione dei ricavi intermini assoluti nel 2004 e nel 2005
€ 60.000
€ 50.000
€ 40.000
€ 30.000
€ 20.000
€ 10.000
€0
2004
2005
Cooperative A
Privati
Ep territoriali – convenzione
2004
2005
Cooperative B
Altre cooperative e/o consorzi
Ep territoriali – contributo
54
2004
2005
Cooperative Miste
Ep territoriali – appalto
Figura 23 Composizione dei ricavi in termini assoluti nelle cooperative Miste nel 2004-2005
Migliaia
Composizione dei ricavi in termini assoluti nel 2004 e nel 2005:
evidenza sulle cooperative Miste
€ 5.000
€ 4.500
€ 4.000
€ 3.500
€ 3.000
€ 2.500
€ 2.000
€ 1.500
€ 1.000
€ 500
€0
2004
Privati
Ep territoriali – convenzione
2005
Altre cooperative e/o consorzi
Ep territoriali – contributo
Ep territoriali – appalto
Come si osserva dal grafico anche nelle cooperative Miste si rileva un certo cambiamento
nella composizione dei ricavi confrontando i dati del 2004 con quelli del 2005: i ricavi
provenienti da altre cooperative e consorzi incrementano rispetto al 2004 (da 25% a 36%)
come anche quelli da convenzione (da 3% a 8%), mentre i ricavi da privati aumentano in
valore ma non in percentuale (da 38% a 37%); si rileva, invece, un maggiore decremento sia
dei ricavi provenienti da appalti (da 20% a 13%) che di quelli da contributi pubblici (da 14%
a 6%)
Il seguente grafico consente di cogliere l’andamento dei ricavi conseguiti dalle cooperative di
tipo A e di tipo B nell’intero periodo di vigenza dell’Osservatorio.
55
Figura 24 Composizione dei ricavi in termini assoluti nelle cooperative A e B: trend dal 2000 al
2005
Migliaia
Composizione dei ricavi in termini assoluti per le cooperative A e B
€ 50.000
€ 45.000
€ 40.000
€ 35.000
€ 30.000
€ 25.000
€ 20.000
€ 15.000
€ 10.000
€ 5.000
€0
2000 2001 2002 2003 2004 2005 2000 2001 2002 2003 2004 2005
Cooperative A
Privati
Ep territoriali – convenzione
Cooperative B
Altre cooperative e/o consorzi
Ep territoriali – contributo
Ep territoriali – appalto
Si può rilevare come:
•
nel tempo il valore della produzione delle cooperative di tipo A ha un differenziale di
crescita significativamente maggiore rispetto a quello delle cooperative di tipo B;
•
il tasso di crescita dei ricavi rispetto all’incremento numerico è più che proporzionale
nelle cooperative di tipo A, rispetto a quelle di tipo B (incremento numerico: 11%
contro 0%; crescita del fatturato: 198 % contro 50%).
56
LA DIMENSIONE ECONOMICO-SOCIALE: CONCLUSIONI
Questo terzo e conclusivo rapporto di analisi si pone in continuità con le precedenti
elaborazioni svolte sulla cooperazione sociale della Provincia di Udine anche se va tenuto
conto che nel corso del lavoro sono state apportate alcune integrazioni in fase di rilevazione,
allo scopo di arricchire la qualità delle informazioni e si sono determinati taluni cambiamenti
relativamente alle cooperative censite, di cui si darà conto nel prosieguo.
Con riferimento alle caratteristiche del campione indagato, nell’indagine relativa al
quadriennio 2000-2003 il numero delle cooperative analizzate era pari a 49 (di cui il 54% di
tipo A e il 39% di tipo B); il primo aggiornamento ha indagato 54 cooperative (di cui il 54%
di tipo A, il 39% di tipo B e il 7% di tipo Misto) ed il presente lavoro riguarda 56 entità (il
52% è rappresentato da cooperative di tipo A, il 39% - invariato rispetto al 2004 - da
cooperative di tipo B ed il restante 9% da cooperative Miste).
Tavola 43 Numerosità delle cooperative sociali
Numerosità
Cooperative di tipo A
Cooperative di tipo B
Cooperative Miste
Totale
1^ fase
26
23
0
49
2^ fase
29
21
4
54
3^ fase
29
22
5
56
La cooperazione sociale nella provincia di Udine è in continua crescita: a riprova è sufficiente
osservare la dinamica della forza lavoro: dal 2000 ad oggi, infatti, il numero complessivo di
addetti è cresciuto sensibilmente, da 1801 soggetti censiti nel 2000 (solo cooperative di tipo
A e B) a 3.487 nel 2005 (cooperative A, B e Miste) a conferma dell’esistenza di un trend
sempre positivo, anche se con una dinamica nel tempo non lineare, sia nel complesso che
nell’apporto delle diverse tipologie di cooperativa.
Sia in termini numerici (numero di cooperative appartenenti a questa tipologia) che in termini
di apporto occupazionale, le cooperative di tipo A (campione completo) esprimono un
differenziale di crescita più consistente rispetto alle cooperative di inserimento lavorativo.
57
Figura 25 Dimensione dell’occupazione nelle cooperative A, B e Miste dal 2000 al 2005
Dimensione dell'occupazione nelle cooperative A, B e Miste dal 2000 al 2005
4000
3500
3013
3000
2500
2000
1500
1000
2195
2508
2448
2363
2182
3487
3377
3238
1801
1447
1162
639
600
500
0
2000
159
148
0
2001
721
672
Totale
203
154
2002
2003
A
B
777
726
2004
202
2005
Miste
Questa diversa velocità si coglie dai dati riportati nel seguente prospetto, che dà conto della
crescita percentuale dell’occupazione nel tempo (relativamente alle Cooperative di tipo A e B,
in quanto solo di queste si dispone dell’intera serie storica)
Tavola 44 Incremento/decremento dell’occupazione nelle cooperative di tipo A e B dal 2000 al
2005
Occupazione
2001/00
2002/01
2003/02
2004/03
2005/04
Campione totale
21,88%
37,27%
7,47%
4,29%
3,26%
Cooperative A
24,53%
50,79%
8,30%
3,60%
2,45%
Cooperative B
-6,10%
12,00%
7,29%
0,69%
7,02%
Il campione totale evidenzia un trend occupazionale fortemente crescente nei primi due anni
di osservazione, mentre in quelli successivi il sentiero di crescita segnala un progressivo
rallentamento.
L’andamento delle cooperative di tipo A si colloca in maniera piuttosto analoga a quello del
campione totale, mentre quelle di tipo B sviluppano un trend piuttosto irregolare (negativo
nel rapporto tra il secondo e il primo anno, il picco si registra nel terzo anno, una crescita
vicino allo zero nel 2004 ed un significativo +7% nel terzultimo e nell’ultimo esercizio).
58
Va, peraltro, considerato che il campione delle cooperative di tipo A rettificato della
cooperativa outlier evidenzia un numero di addetti significativamente inferiore al campione
completo e sostanzialmente equivalente a quello delle cooperative di tipo B, come si può
rilevare dalla tabella sottostante.
Tavola 45 Confronto fra gli addetti delle cooperative A del campione rettificato e quelli delle
cooperative B dal 2000 al 2005
2000
2001
2002
2003
2004
2005
Coop. di tipo A - campione rettificato
Cooperative di tipo B
541
639
634
600
705
672
678
721
747
726
749
777
Differenza
-98
+34
+33
-43
+21
-28
Con riferimento all’occupazione per genere (la rilevazione è stata condotta negli esercizi
2004 e 2005) si rileva che nelle cooperative di tipo A l’apporto della componente femminile è
di gran lunga superiore a quella maschile (nell’intorno dell’86%, sia considerando il
campione totale che quello rettificato) mentre le cooperative di tipo B segnalano una
prevalenza di femmine (56%) nel 2004 e una leggera prevalenza degli occupati maschi
rispetto alle femmine (390 contro 387) nell’anno successivo.
L’apporto occupazionale delle cooperative Miste, che nel 2004 registrava 203 unità (127
femmine e 76 maschi), nel 2005 segnala una sostanziale stabilità (202 addetti, di cui 132
femmine e 70 maschi).
Particolarmente interessante risulta l’osservazione dell’occupazione riferita alle diverse
tipologie contrattuali instaurate, da cui emerge, come era intuibile attendersi, la nettissima
prevalenza del rapporto di socio-lavoratore che nelle cooperative di tipo A si colloca nell’arco
di tempo esaminato in un range tra il 76% e l’88% (massimo nel 2000, minimo nel 2005) ed
in quelle di inserimento lavorativo tra il 67% e il 76 % (massimo nel 2004, minimo nel 2000).
Il dato riferito ad altre tipologie contrattuali - con esclusione del contratto di lavoro
dipendente che rappresenta una quota residuale, anche se in crescita in generale e,
particolarmente, nelle cooperative di tipo B - si attesta in un range tra il 10% e il 20% nelle
cooperative di tipo A e tra il 15% nel 2005 e il 29% nel 2000 in quelle di tipo B.
La tabella ed i grafici seguenti danno conto di questi andamenti nel corso dei sei anni presi in
esame.
59
Tavola 46 Dimensione dell’occupazione nelle cooperative A e B per contratto dal 2000 al 2005
2000
Occupazione
per contratto
2002
2003
2004
2005
A
B
A
B
A
B
A
B
A
B
A
B
310
320
401
294
429
328
469
369
456
344
390
349
715
106
880
126
1337
139
1336
178
1470
210
1521
215
15
14
13
15
23
36
26
33
35
20
47
32
5
16
8
7
14
10
66
11
65
23
74
61
21
183
26
158
23
159
188
126
365
125
413
118
96
0
119
0
356
0
277
4
57
4
63
2
1162
639
1447
600
2182
672
2362
721
2448
726
2508
777
Soci lavoratori
a tempo pieno
Soci lavor. a
tempo parziale
Dipendenti a
tempo pieno
Dipendenti a
tempo parziale
Soci con altri
contratti
Non soci con
altri contratti
Totale
2001
Figura 26 Andamento in termini percentuali dell’occupazione per rapporto contrattuale nelle
cooperative di tipo A dal 2000 al 2005
Andamento in termini percentuali dell'occupazione per rapporto contrattuale nelle cooperative
di tipo A dal 2000 al 2005
70%
62%
61%
60%
61%
60%
57%
61%
50%
Soci lavoratori a tempo pieno
40%
Soci lavoratori a tempo parziale
Dipendenti a tempo pieno
30%
27%
Dipendenti a tempo parziale
28%
20%
20%
20%
16%
10%
8%
0%
2%
1%
0%
2000
8%
2%
1%
2001
1%
2002
12%
8%
3%
1%
2003
Soci con altri contratti
19%
15%
16%
16%
3%
2%
1%
3%
2%
2004
60
2005
Non soci con altri contratti
Figura 27 Andamento in termini percentuali dell’occupazione per rapporto contrattuale nelle
cooperative di tipo B dal 2000 al 2005
Andamento in termini percentuali dell'occupazione per rapporto contrattuale nelle
cooperative di tipo B dal 2000 al 2005
60%
50%
50%
49%
51%
49%
47%
45%
40%
Soci lavoratori a tempo pieno
Soci lavoratori a tempo parziale
30%
29%
29%
26%
21%
20%
17%
24%
21%
2%
0%
0%
2000
3%
1%
0%
2001
5%
1%
0%
2002
Dipendenti a tempo parziale
Soci con altri contratti
17%
17%
10%
3%
Dipendenti a tempo pieno
28%
25%
3%
5%
2%
1%
2003
15%
Non soci con altri contratti
8%
4%
1%
0%
2004
2005
Dall’analisi di dettaglio emergono, tuttavia, alcune significative differenze riguardo alle
diverse tipologie di cooperativa: si rileva, in particolare, che le cooperative di tipo A
impiegano prevalentemente personale femminile (nel 2004: 85% nel campione totale e 86%
in quello rettificato; nel 2005: 86% sia nel campione totale che in quello rettificato) con
rapporto di socio-lavoratore a tempo parziale (nel 2004: 53% sugli addetti complessivi nel
campione totale e 52% in quello rettificato; nel 2005: 53% e 54% rispettivamente), mentre
nelle cooperative di tipo B prevale nel 2004 la componente femminile (63%) con rapporto di
socio-lavoratore a tempo parziale (33% sul totale addetti) e nell’anno successivo, seppur di
misura, quella maschile (390 addetti contro 387) con rapporto di socio-lavoratore a tempo
pieno (29% sul totale addetti).
Quanto emerge conferma, dunque, un fenomeno costantemente rilevato in altre ricerche sul
mercato del lavoro: quest’ultimo, per la componente femminile, è prevalentemente costituito
da rapporti di lavoro a part-time, in quanto il ruolo della donna nella società è legato anche ad
altri tipi di valori, non solo di tipo economico e reddituale.
61
Le considerazioni sviluppate relativamente alle cooperative di tipo A trovano riscontro anche
nelle cooperative Miste, nelle quali si osserva la prevalenza di addetti femmine (63% nel
2004 e 65% nel 2005 sul totale occupati) e il rapporto prevalente è quello di socio-lavoratore
a tempo parziale (33% e 36% rispettivamente).
Sempre con riferimento alle cooperative Miste, si può osservare come l’apporto
occupazionale dei soci lavoratori sia nettamente prevalente (nell’intorno dell’84% in
entrambi gli anni considerati) con, tuttavia, un consistente spostamento (nell’ordine di 11
punti percentuali) dal tempo pieno al part-time.
Figura 28 Andamento in termini percentuali dell’occupazione per rapporto contrattuale nelle
cooperative Miste dal 2004 al 2005
Andamento in termini pe rcentuali dell'occupazione per rapporto contrattuale nelle cooperative Miste dal 2004 al
2005
60%
56%
50%
45%
40%
39%
Soci lavoratori a tempo pieno
Soci lavoratori a tempo parziale
30%
28%
Dipendenti a tempo pieno
Dipendenti a tempo parziale
Soci con altri contratti
20%
10%
0%
Non soci con altri contratti
7%
6%
4%
3%
2%
4%
3%
0%
2004
2005
Con riferimento all’azione sviluppata dalle Cooperative di tipo B e Miste relativamente
all’inserimento di soggetti svantaggiati, nel seguente grafico viene riportato l’andamento nel
periodo osservato.
Si possono rilevare risultati sicuramente considerevoli, anche se la performance non presenta
un andamento lineare nel corso degli anni, a testimonianza della rilevante funzione sociale
che la cooperazione sociale di tipo B e Miste è capace di assolvere concretamente.
62
Figura 29 Inserimenti di soggetti svantaggiati nelle cooperative B e Miste dal 2000 al 2005
Inserimenti di soggetti svantaggiati nelle cooperative B e Miste dal 2000 al 2005
400
335
350
300
296
279 279
329
291
339
319
284
276
261
264
250
200
150
100
75
35
50
45
44
43
0
0
2000
2001
2002
2003
Totale
B
2004
2005
Miste
Di particolare rilievo si presenta l’osservazione relativa all’effetto occupazionale a favore di
soggetti svantaggiati realizzato nelle cooperative di tipo B. Nel periodo considerato, la
percentuale di inserimenti di tali soggetti è sempre largamente superiore alla soglia fissata
dalla legge 381, come si può rilevare nella tabella di seguito riportata.
Tavola 47 Rapporto tra inserimenti lavorativi e totale occupati nelle cooperative di tipo B dal
2000 al 2005
2000
2001
2002
2003
2004
2005
43,66%
43,50%
43,30%
39,39%
38,02%
33,98%
Quanto all’utilizzo delle borse lavoro si osserva, in particolare negli ultimi tre esercizi, un
ricorso crescente a questo peculiare strumento di sostegno ai processi di inserimento
lavorativo. Particolarmente interessante, a questo riguarda, risulta l’osservazione delle
stabilizzazioni che, nelle cooperative di tipo B, raddoppia tra il 2004 e il 2005 raggiungendo
la ragguardevole cifra del 25,8 % mentre, le cooperative Miste (che nel 2004 non avevano
registrato alcuna stabilizzazione), registrano, nel 2005, una performance pari al 9,4%.
L’utilizzo di programmi di stage, come evidenziato nel grafico seguente, non registra un
particolare favore da parte delle cooperative sociali, in particolare nelle cooperative di tipo B
e ciò può rappresentare un limite alle necessarie politiche di rafforzamento organizzativo.
63
Figura 30 Borse lavoro nelle cooperative B e Miste dal 2000 al 2005
Borse lavoro nelle cooperative B e Miste dal 2000 al 2005
70
62
59
60
56
54
48
50
2000
2001
2002
2003
2004
2005
40
29
30
19
20
19
22
20
22
10
0
0
Cooperative B
Cooperative Miste
Figura 31 Programmi di stage nelle cooperative A, B e Miste dal 2000 al 2005
Programmi di stage nelle cooperative A, B e Miste dal 2000 al 2005
120
98
100
92
80
2000
2001
2002
2003
2004
2005
62
60
51
38
40
25
20
13 14
18 20
7
9
8
0
0
Cooperative A
Cooperative B
64
2
1
2
Cooperative Miste
0
Anche il volontariato rappresenta un’importante componente all’interno della cooperazione
sociale: accanto al lavoro retribuito degli addetti la prestazione a titolo gratuito dei volontari
concorre alla creazione del valore aggiunto complessivo.
Figura 32 Volontari nelle cooperative A, B e Miste dal 2000 al 2005
Volontari nelle cooperative A, B e Miste dal 2000 al 2005
300
251
250
221
128
131
125
113
99
100
50
195
186
200
150
229
122
82
75
46
37
50
40
51
42
45
51
54
47
0
0
2000
2001
2002
Totale
2003
A
B
2004
2005
Miste
In linea generale è possibile affermare che persiste un trend positivo di crescita del numero
complessivo di volontari. Infatti nel 2000 nelle cooperative di tipo A e B essi assommavano a
128, nel 2001 a 136, nel 2002 a 153, nel 2003 a 176, nel 2004 a 182 ed il 2005 registra
un’ulteriore crescita a 197. Considerando anche le cooperative Miste, il numero di volontari
nel 2005 si attesta a 251 unità.
Il fenomeno del volontariato risulta essere maggiormente sviluppato nelle cooperative di tipo
B; in quest’ultime, infatti, nel 2004 il numero di volontari ammontava a 131 (su 229 totali),
con una prevalenza di maschi (102) rispetto alle femmine (29). Nel 2005 le cooperative di
tipo B presentano un parziale decremento nel numero di volontari (122) confermando, in ogni
caso, la supremazia, con una prevalenza di maschi rispetto alle femmine (89 contro 33).
65
Nelle cooperative di tipo A e Miste il numero complessivo di volontari nel 2004 ammontava
rispettivamente a 51 e 47; nel 2005 si assiste ad un aumento del numero di volontari in
entrambe le tipologie (complessivamente si contano 75 volontari nelle cooperative A e 54
nelle Miste).
Circa la capacità di investimento in beni materiali le due tipologie manifestano entrambe
consistenti e crescenti tassi di spesa, come si può rilevare nella tabella e nel grafico seguenti.
Tavola 48 Investimenti in immobilizzazioni nelle cooperative A e B dal 2003 al 2005
Cooperative A
Investimenti
in immobilizzazioni
2003
Terreni e fabbricati
Cooperative B
2004
2005
2003
2004
2005
722.069
11.967.559
17.036.714
2.124.500
5.634.813
6.205.219
Impianti attrezzature
666.173
824.327
1.187.768
901.378
1.737.196
2.570.494
Mezzi di trasporto
945.373
447.679
1.541.058
448.399
693.435
728.038
Macchine d'ufficio
328.151
356.041
524.649
154.612
145.902
161.675
2.661.766
13.595.606
20.290.189
3.628.889
8.211.346
9.665.426
Totale
Il confronto tra il totale degli investimenti presenti nel bilancio e il fatturato e gli addetti nei
tre esercizi considerati, fa emergere un andamento costantemente crescente ma un rapporto di
maggior spessore nelle cooperative di tipo B, come si può rilevare dal seguente prospetto:
Cooperative A
Investimenti/fatturato
Investimenti/addetti
Cooperative B
2003
2004
2005
2003
2004
2005
7,42
31,42
41,84
26,26
53,65
58,10
1.127
5.554
8.090
5.033
11.310
12.439
a riprova che il fabbisogno di immobilizzazioni nelle cooperative di tipo B è più elevato.
66
Figura 33 Investimenti in immobilizzazioni nelle cooperative A e B dal 2003 al 2005
Migliaia
Investimenti in immobilizzazioni nelle cooperative A e B dal 2003 al 2005
€ 18.000
€ 16.000
€ 14.000
€ 12.000
Terreni e fabbricati
Impianti e attrez.
Mezzi di trasporto
Macchine d'ufficio
€ 10.000
€ 8.000
€ 6.000
€ 4.000
€ 2.000
€0
2003
2004
2005
2003
Cooperative A
2004
2005
Cooperative B
Con riferimento, invece, agli investimenti in attività di formazione (che nel 2003 era pari a €
142.088 e nel 2004 a € 261.503, per il 56% destinato ad azioni connesse specificamente al
settore di attività) il 2005 segnala un netto calo (€ 124.429, di cui il 69% destinato al settore
di attività caratteristico). Questo importante decremento si manifesta prevalentemente nelle
cooperative di tipo B, che nel 2004 avevano investito in formazione € 111.479 contro €
36.856 del 2005.
Si osserva, ancora, come nelle cooperative di inserimento lavorativo siano del tutto residuali
gli investimenti in attività di formazione per la classe dirigenziale: pare di cogliere una
carenza di pianificazione strategica che – avuto riguardo, inoltre, al limitato utilizzo dello
strumento rappresentato dallo stage – induce a ritenere vi siano difficoltà a definire ruoli e
responsabilità di tipo imprenditoriale. Tale condizione critica, se non fronteggiata in maniera
adeguata e tempestiva, può generare improvvise cadute nel sentiero di crescita.
Nelle cooperative di tipo A prevale costantemente il ricorso all’autofinanziamento a copertura
degli investimenti in formazione (da un minimo del 60% nel 2000 e 2002 ad un massimo del
76% nel 2001), mentre nelle cooperative di inserimento lavorativo l’incidenza delle fonti
interne presenta un andamento assai più variabile (5,7% nel 2000; 66,1% nel 2001; 100% nel
67
2002; 54,8% nel 2003; 34,5% nel 2004; 50,6% nel 2005) ed in quelle Miste tale copertura si
attesta al 54%, contro l’88% dell’esercizio precedente.
La tabella ed i grafici che seguono danno conto dell’andamento dell’investimento in
formazione nel corso dell’arco di tempo oggetto di osservazione.
Tavola 49 Andamento della spesa in formazione nelle cooperative A, B e Miste dal 2000 al 2005
Formazione
2000
2001
2002
2003
2004
2005
Cooperative A
83.117
73.450
200.520
132.248
148.557
86.096
Cooperative B
20.722
11.946
5.330
9.840
111.479
36.856
0
1.000
1.553
550
1.467
1.477
103.839
86.396
207.403
142.638
261.503
124.429
Cooperative Miste
Totale
Figura 34 Investimenti in formazione nelle cooperative A e B dal 2000 al 2005
Investimenti in formazione nelle cooperative A e B dal 2000 al 2005
€ 300.000
€ 250.000
€ 200.000
€ 150.000
€ 100.000
€ 50.000
€0
2000
2001
2002
Totale
68
2003
A
B
2004
2005
Figura 35 Investimenti in attività di formazione nelle cooperative A dal 2000 al 2005
Investimenti in attività di formazione nelle cooperative A dal 2000 al 2005
( % per area)
90%
79%
77%
80%
70%
70%
60%
69%
55%
45%
38%
50%
40%
30%
20% 12% 12%
7% 4%
7%
10%
3%
0%
2000
3%
15%
13%
13%
4% 3% 1% 1%
1%
2001
6%7%
2002
2003
15%
11%
4%
11%
4%
2%
1%
2004
2005
Cooperative A
Direzione aziendale
Settore di attività/produzione
Amministrazione e finanza
Legislazione
Commerciale
Norme specifiche coop.
Figura 36 Investimenti in attività di formazione nelle cooperative B dal 2000 al 2005
Investimenti in attività di formazione nelle cooperative B dal 2000 al 2005
( % per area)
100%
90%
89%
79%
80%
71%
69%
70%
60%
56%
53%
50%
40%
30%
20%
10%
0%
2%
1%
2000
6% 4%
2%
2%
9%
6%
2001
9%
4%
11%
5%
2002
24%
23%
20%
14%
2003
10% 11%
6%
2%
2004
1%
2005
Cooperative B
Direzione aziendale
Settore di attività/produzione
Amministrazione e finanza
Legislazione
69
5%
1%
Commerciale
Norme specifiche coop.
Anche gli investimenti in servizi terziari danno evidenza delle diversità esistenti tra le
tipologie di cooperativa.
La tabella ed i grafici che seguono mettono in evidenza la composizione della spesa nei tre
esercizi (2003, 2004 e 2005) per i quali sono state raccolte le relative informazioni.
Tavola 50 Investimenti in servizi terziari nelle cooperative A, B e Miste nel triennio 2003-2005
Servizi terziari
2003
2004
2005
Cooperative A
205.568
192.809
195.824
Cooperative B
116.679
264.520
211.282
13.696
14.000
111.787
335.942
471.329
518.893
Cooperative Miste
Totale
Figura 37 Investimenti in servizi terziari nelle cooperative A, B e Miste nel triennio 2003 - 2005
Investimenti in servizi terziari nelle cooperative A, B e Miste nel triennio 20032005: totale per anno
€ 600.000
€ 500.000
€ 400.000
€ 300.000
€ 200.000
€ 100.000
€0
2003
2004
Totale
70
A
2005
B
Miste
Tavola 51 Investimenti in servizi terziari distinti per area nelle cooperative A e B nel triennio
2003-2005
Servizi Terziari
Cooperative A
2003
Certificazione di bilancio
Bilancio sociale
Controllo di gestione
Certificazione di qualità
Totale
2005
2003
2004
2005
0
0
0
0
6.164
5.182
16.860
2.600
2.400
0
2.000
0
146.029
151.248
117.123
36.212
159.539
171.356
15.115
14.462
39.391
68.467
46.112
19.997
5.034
2.322
20.800
0
11.250
1.220
22.530
22.177
16.110
12.000
39.455
13.527
205.568
192.809
195.824
116.679
264.520
211.282
Marketing
Organizzazione aziendale
2004
Cooperative B
Figura 38 Investimenti in servizi terziari nelle cooperative A nel triennio 2003-2005
Investimenti in servizi terziari nelle cooperative A nel triennio 2003-2005
€ 160.000
€ 140.000
€ 120.000
€ 100.000
€ 80.000
€ 60.000
€ 40.000
2003
71
2004
2005
Organizzazione
aziendale
Certificazio ne
di qualità
Controllo di
gestione
Bilancio sociale
Ce rtificazione
di bilancio
€0
Marketin g
€ 20.000
Figura 39 Investimenti in servizi terziari nelle cooperative B nel triennio 2003-2005
Investimenti in servizi terziari nelle cooperative B nel triennio 2003-2005
€ 180.000
€ 160.000
€ 140.000
€ 120.000
€ 100.000
€ 80.000
€ 60.000
€ 40.000
2003
2004
Organizzazione
aziendale
Marketing
Certificazione
di qualità
Controllo di
gestione
Certificazione
di bilancio
€0
Bilancio sociale
€ 20.000
2005
Il grado di copertura degli investimenti in servizi terziari nelle cooperative di tipo A registra
un’elevata percentuale di mezzi propri (98,6% nel 2003, 96% nel 2004 e 86,6% nel 2005),
così come nelle cooperative di tipo B (100% nel 2003 e 2004, 85,6% nel 2004). Nelle
cooperative Miste l’incidenza dell’autofinanziamento è pari al 78%, su un complessivo
investimento di € 11.787 (nel 2004 71% e € 14.000 rispettivamente).
Con riferimento all’attività prevalente, mentre la cooperazione di tipo A manifesta una
sostanziale stabilità, quella di tipo B evidenzia un sentiero di sviluppo in continua evoluzione.
La dinamica che le due tipologie esprimono viene rappresentata nei grafici di seguito
presentati. Anche la composizione dei ricavi dà evidenza, nelle cooperative di tipo B, di una
costante ridefinizione nel tempo: la quota di ricavi proveniente da privati manifesta un
costante decremento fino al 2004 (dal 63% del 2000 al 48%) con una ripresa nel 2005 (51%),
mentre i quelli da altre cooperative o consorzi segnalano un andamento quasi opposto (dal
2% nel 2000 al 13% nel 2004) per poi scendere al 7% nel 2005.
La quota di valore della produzione proveniente da enti pubblici (sotto forma di appalti,
contributi e convenzioni) evidenzia, invece, taluni scostamenti: i ricavi provenienti da appalti
72
presentano un andamento in crescita (dal 24 % del 2000 al 37% del 2005), il peso di
convenzioni e contributi, in tutti gli anni considerati è piuttosto residuale.
Figura 40 Settore di attività prevalente nelle cooperative A: evoluzione dal 2003 al 2005
Settore di attività prevalente nelle cooperative di tipo A:
evoluzione dal 2003 al 2005
40%
30%
35%
29%
28%
28%29%
25%
24%
25%
18%
20%
15%
10%
10%
7%
2003
2004
Anziani
Disabili fisici
psichici e
psicofisici
Gestione asili
nido
Dipendenza da
alcool o droga
Detenuti ed ex
detenuti
0%
0%
Accoglienza
extracomunitari
0%
Minori e
famiglia
0%
7%
4%
3%
5%
Trasporto
disabili
35%
2005
Figura 41 Settore di attività prevalente per le cooperative B: evoluzione dal 2003 al 2005
Settore di attività prevalente per le cooperative B: evoluzione dal 2003 al 2005
40%
35%
33%
35%
27%
30%
25%
20%
2003
2004
73
2005
5%
Attività agro-forestali
5%
Ristorazione
Pubblici esercizi
5%
Edilizia
14%
9%
9%
5%
5% 5%
Informatica e servizi contabili
18%
14%
10% 9%
5%
Editoria-legatoria
10%
5%
Produzione manufatti
0%
5%
Servizi di facchinaggio e
trasporto
5%
Servizi di pulizia
10%
9%
5% 5%
Gestione aree verdi e ambiente
15%
Lavorazioni per conto terzi
20%
Figura 42 Andamento della composizione dei ricavi nelle cooperative A dal 2000 al 2005
Andamento della composizione dei ricavi nelle cooperative A dal 2000 al 2005
80%
76%
76%
76%
75%
14%
15%
15%
17%
8%
5%
3%
76%
73%
70%
60%
50%
40%
30%
20%
10%
0%
18%
3%
1%
2000
1%
2001
Privati
Ep territoriali – convenzione
1%
2002
6%
1%
5%
1% 2%
1%
2003
2004
2005
4%
Altre cooperative e/o consorzi
Ep territoriali – contributo
74
19%
Ep territoriali – appalto
Figura 43 Andamento della composizione dei ricavi nelle cooperative B dal 2000 al 2005
Andamento della composizione dei ricavi nelle cooperative B dal 2000 al 2005
70%
63%
64%
60%
60%
59%
48%
50%
51%
40%
37%
31%
30%
24%
22%
23%
24%
20%
10%
0%
8%
8%
3%
3%
2%
2000
2001
Privati
Ep territoriali – convenzione
9%
5%
3%
2002
11%
5%
2%
2003
Altre cooperative e/o consorzi
Ep territoriali – contributo
13%
5%
4%
2004
7%
3%
2%
2005
Ep territoriali – appalto
Quanto fino ad ora analizzato, soprattutto i dati più marcatamente economici (ricavi e
investimenti immateriali e materiali) lascia intendere come le cooperative di tipo A, che
svolgono attività nel campo dei servizi socio-sanitari ed educativi, e le cooperative di tipo B,
che operano per l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate, esprimano due realtà che
presentano condizioni e dinamiche spesso diverse e porta a concludere che esista, in generale,
una dinamica di sviluppo maggiore nella cooperazione del primo tipo rispetto a quella del
secondo.
Il modello cooperativo può, quindi, essere interpretato attraverso alcune chiavi di lettura che
vengono di seguito proposte.
75
Tavola 52 Due modelli di cooperazione della provincia di Udine.
Chiave di lettura
Forza lavoro
Tipo A
Tipo B
L’occupazione
generata
è
complessivamente
superiore
rispetto
a
quella
delle
cooperative di tipo B e presenta
un
trend
costantemente
crescente,
anche
se
in
rallentamento (da 1.162 addetti
nel 2000 a 2.508 nel 2005).
In termini assoluti il numero di
addetti è sensibilmente inferiore
rispetto alle cooperative di tipo
A (campione totale) con un trend
piuttosto irregolare.
La presenza del volontariato
evidenzia
un
andamento
irregolare, con una performance
positiva negli ultimi tre anni.
Investimenti in beni
materiali
Investimenti in attività di
formazione
Il confronto con il campione
rettificato delle cooperative A
presenta un numero di occupati
sostanzialmente equivalente.
La presenza del volontariato,
dopo una costante e consistente
crescita (da 82 a 131 nei primi 5
anni) evidenzia un rallentamento
nel corso del 2005.
Le cooperative di tipo A
manifestano
una
maggiore
capacità di investimento con,
tuttavia, un peso inferiore nel
rapporto tra totale investimenti e
fatturato e totale investimenti e
addetti, rispetto alle cooperative
di tipo B.
Le cooperative di tipo B
manifestano una minore capacità
di investimento con, tuttavia,
una maggiore incidenza nel
rapporto totale investimenti/
fatturato e totale investimenti/
addetti, a riprova che queste
manifestano
un
maggiore
fabbisogno di immobilizzazioni.
Le cooperative di tipo A
segnalano una maggiore capacità
di spesa, con un picco nel 2002
ed una rilevante caduta (-42%)
nell’ultimo anno.
Le cooperative di tipo B
manifestano una capacità di
spesa notevolmente inferiore,
con un picco nel 2004 ed
un’ancora più accentuata caduta
(-67%) nell’ultimo anno.
Si
registra
una
costante
prevalenza di spesa destinata
all’attività
caratteristica,
accompagnata da una buona
crescita di quella rivolta alla
formazione
direzionale,
indicativa di una maggiore
consapevolezza verso la crescita
manageriale.
76
Prevale nettamente la spesa
destinata
alle
aree
della
produzione e commerciale,
indicativa di una maggiore
attenzione nei confronti del
personale diretto e del mercato.
Nelle cooperative di tipo A
prevale costantemente il ricorso
all’autofinanziamento (da un
minimo del 60% nel 2000 e
2002 ad un massimo del 76% nel
2001).
Nelle cooperative di inserimento
lavorativo l’incidenza delle fonti
interne presenta un andamento
assai più variabile (5,7% nel
2000; 66,1% nel 2001; 100% nel
2002; 54,8% nel 2003; 34,5%
nel 2004; 50,6% nel 2005).
Gli investimenti per l’acquisizione di servizi terziari sono
stabilmente attestati nell’intorno
di € 200.000/anno.
Significativa capacità di spesa,
superiore alle cooperative A già
dal 2004, anche se in flessione
nel 2005.
La spesa risulta in grande
prevalenza dedicata all’area
contabilità e controllo di
gestione, accompagnata da una
crescita di quella rivolta alla
certificazione di qualità.
Si riscontrano molte analogie
con cooperative di tipo A
relativamente alle aree di
destinazione.
Finanziamento degli
investimenti in servizi
terziari
Si rileva un tasso di copertura
con l’autofinanziamento molto
elevato (98,6% nel 2003, 96%
nel 2004 e 86,6% nel 2005).
Ancora più rilevante la capacità
di copertura mediante mezzi
propri (100% nel 2003 e 2005;
85,6% nel 2004).
Programmi di stage
Si rileva un utilizzo maggiore di
questo strumento, con una
dinamica di forte e costante
crescita (da 25 nel 2000 a 98 nel
2005)
Si registra un basso utilizzo, con
una dinamica in consistente calo
nell’ultimo biennio (da 20 nel
2003 a 9 nel 2005)
Si rileva, relativamente alla
prevalenza del settore di attività,
una sostanziale stabilità nell’arco
dei sei anni esaminati.
Si rileva un sentiero di sviluppo
in continua evoluzione, con una
significativa
coerenza
tra
previsioni
formulate
e
consuntivo realizzato.
Si rileva una sostanziale stabilità
nel tempo della provenienza dei
ricavi, che evidenziano un trend
di crescita costante a doppia
cifra,
in grado di generare
valore crescente all’attività
d’impresa.
Il valore complessivo della
produzione denota una crescita
decisamente meno sostenuta,
con una continua modificazione
nella composizione, in linea con
i cambiamenti registrati nella
prevalenza del settore di attività.
Finanziamento della
formazione
Investimenti in servizi
terziari
Settore di attività
Composizione dei ricavi
77
La realizzazione della seconda e terza fase del progetto ha reso possibile il censimento, in
maniera compiuta, della cooperazione di tipo Misto che, pur se numericamente non
numerosa, rappresenta, tuttavia, una realtà dinamica e di un certo interesse da un punto di
vista socio-economico.
Questa tipologia di cooperativa, infatti, genera occupazione a favore di 202 unità nel 2005
(203 nel 2004) e può contare sul supporto di un numero elevato di volontari (54 nel 2005, in
media 10,8; 47 nel 2004, in media 11,75).
Figura 44 Dettaglio sull’occupazione nelle cooperative Miste nel 2004 e nel 2005
Dettaglio sull'occupazione nelle cooperative Miste nel 2004 e nel 2005
250
200
15
6
9
13
1
6
9
150
92
114
100
50
80
4
Non soci con altri contratti
Soci con altri contratti
Dipendenti a tempo parziale
Dipendenti a tempo pieno
Soci lavoratori a tempo parziale
Soci lavoratori a tempo pieno
56
0
2004
2005
Cooperative Miste
Con riferimento agli investimenti in servizi terziari, le cooperative Miste evidenziano un
livello di spesa piuttosto contenuto, anche se va rilevato che, nel 2005, tale investimento
presenta una consistente accelerazione, come si può rilevare dalla tabella e dal grafico di
seguito riportati, a testimonianza della dinamicità del settore.
78
Tavola 53 Investimenti in servizi terziari nelle cooperative Miste nel triennio 2003-2005
Servizi terziari
Cooperative Miste
2003
2004
2005
Certificazione di bilancio
0
0
0
Bilancio sociale
0
0
42.300
5.500
6.000
26.747
0
0
0
8.196
0
27.000
0
8.000
15.740
13.696
14.000
111.787
Controllo di gestione
Certificazione di qualità
Marketing
Organizzazione aziendale
Totale
Figura 45 Investimenti in servizi terziari nelle cooperative Miste nel triennio 2003-2005
Investimenti in servizi terziari nelle cooperative Miste nel triennio 2003-2005
€ 45.000
€ 40.000
€ 35.000
€ 30.000
€ 25.000
€ 20.000
€ 15.000
€ 10.000
2003
79
2004
2005
Organizzazione
aziendale
Marketing
Certificazione
di qualità
Controllo di
gestione
Bilancio
sociale
€0
Certificazio ne
di bilancio
€ 5.000
Con riferimento agli investimenti in formazione, che segnalano una spesa piuttosto contenuta
(€ 1.467 nel 2004 e € 1.477 nel 2005), si può tuttavia rilevare un deciso spostamento verso
l’area attività/produzione(da 14% a 65%) ma anche una certa attenzione alla formazione dei
dirigenti (da 0 a 11%) ed all’area “amministrazione e finanza” (da 0 a 24%).
Figura 46 Investimenti in attività di formazione nelle cooperative Miste nel biennio 2004-2005
Investimenti in attività di formazione nelle cooperative Miste nel biennio 20042005: (% per area)
90%
80%
70%
60%
50%
40%
30%
20%
10%
0%
82%
65%
24%
14%
0%
0%
0%
11%
4%
0%
2004
0%
0%
2005
Miste
Direzione aziendale
Settore di attività/produzione
Amministrazione e finanza
Legislazione
80
Commerciale
Norme specific he coop.
Il valore della produzione nelle cooperative Miste registra un incremento, nel 2005 rispetto
all’anno precedente, del 21% (da € 2.727.359 a € 3.300.279).
Figura 47 Andamento dei ricavi in termini percentuali nelle cooperative Miste nel biennio 20042005
Andamento dei ricavi in termini percentuali nelle cooperative Miste nel
biennio 2004-2005
40%
38%
37%
37%
35%
30%
25%
20%
25%
20%
14%
15%
13%
8%
10%
3%
5%
6%
0%
2004
2005
Cooperative Miste
Privati
Ep territoriali – convenzione
Altre cooperative e/o consorzi
Ep territoriali – contributo
Ep territoriali – appalto
In conclusione, non è improprio affermare che le considerazioni che derivano dall’analisi
sull’andamento degli indicatori presentati portano a prefigurare un sentiero di ulteriore,
interessante sviluppo di questa tipologia di cooperative anche nell’ambito della provincia di
Udine.
81
82
LA DIMENSIONE ECONOMICO-FINANZIARIA
Premessa metodologica
La presente sezione del rapporto sulla Cooperazione sociale nella provincia di Udine analizza
alcuni profili relativi agli equilibri economico finanziari delle imprese interessate
dall’indagine.
La dimensione economico finanziaria non rappresenta certamente il piano più rilevante
nell’ambito dell’operatività delle cooperative sociali; essa tuttavia concorre a definire il
quadro dei vincoli entro i quali la cooperazione deve comunque collocarsi. Il vincolo
economico finanziario si traduce in un insieme di compatibilità minimali che, se rispettate,
garantiscono la sostenibilità nel lungo periodo dell’operatività nel sociale.
Tale vincolo (e la correlata ricerca delle compatibilità minimali) ha assunto, nel tempo,
sempre maggiore importanza.
Da un lato, infatti, la crescita dimensionale delle cooperative (nel periodo 2000-2005) in
termini di Valore della Produzione e di Capitale Investito ha reso più rilevante il problema
finanziario ed in particolare il problema del corretto dimensionamento del debito in un
contesto caratterizzato da margini operativi modesti e tendenzialmente instabili. Dall’altro, il
rapporto con le banche che diviene sempre più rilevante, deve scontare importanti
discontinuità istituzionali connesse all’imminente entrata in vigore del Nuovo Accordo sul
capitale (Basilea 2).
L’esistenza di compatibilità minime sotto il profilo della struttura reddituale e finanziaria
rappresenta condizione necessaria anche se, evidentemente, non sufficiente rispetto al
raggiungimento, nel lungo periodo, degli obiettivi a-economici della cooperazione sociale.
L’obiettivo di indagine è quello di evidenziare, ove possibile, compatibilità economiche
minimali di lungo periodo piuttosto che astratti profili di performance. L’analisi delle
performance (condotta secondo metriche tradizionali), infatti, mal si adatta alle specificità
della cooperazione sociale.
Tale prospettiva di indagine contribuisce a chiarire la ragione per la quale nella scelta degli
indicatori e nella loro interpretazione si è cercato di cogliere elementi di trend strutturale.
Ci si è focalizzati ad esempio, come si chiarirà, non tanto sull’evoluzione dei valori degli
indicatori di anno in anno quanto, piuttosto, sui loro valori medi nel periodo assunto a
riferimento (2000-2005) e sul relativo grado di stabilità.
83
In tale ottica assume rilievo, inoltre, il posizionamento relativo, rispetto ai diversi profili presi
in esame, di ciascuna cooperativa nell’ambito dell’intero universo e dell’intera finestra
temporale di analisi.
La presente sezione si articola come segue:
•
in primo luogo si è proceduto ad una descrizione del campione ed alla presentazione
dei criteri di segmentazione (paragrafo A);
•
l’indagine sulle compatibilità è stata poi condotta a diversi livelli, analizzando il
bilancio aggregato delle cooperative sociali (paragrafo B) e, in un secondo momento,
le dinamiche relative alle singole entità societarie;
•
nell’ambito di tale ultimo sentiero di indagine si è proceduto ad una analisi per
indicatori (paragrafo C), evidenziando le dinamiche del campione rispetto a singoli
indici e ad una analisi per profili (paragrafo E), incrociando opportunamente coppie
di indicatori al fine di esprimere una valutazione più compiuta rispetto ad alcuni
profili di rilievo delle compatibilità minimali.
La disponibilità di un’ampia serie storica di dati ha inoltre consentito di confrontare, in questo
terzo rapporto dell’Osservatorio (paragrafo D), l’evoluzione degli indicatori tra il primo ed il
secondo triennio del periodo oggetto di analisi (primo triennio 2000-2002; secondo triennio
2003-2005) consentendo una migliore interpretazione della dinamica delle compatibilità
economiche minime delle cooperative sociali in chiave evolutiva.
A) Descrizione del campione
Campione in termini numerici
Il campione delle cooperative sociali della provincia di Udine che ha fornito la base statistica
per l’analisi della dinamica economico finanziaria per gli anni 2000-2005, viene
rappresentato nelle tabelle seguenti che danno conto della numerosità per ognuna delle tre
fasi temporali in cui si è articolato il lavoro dell’Osservatorio.
84
Tavola 54 Evoluzione numerica del campione nelle tre fasi dell’Osservatorio
COOPERATIVE DI TIPO A
ALBERONE SOCIALE Società cooperativa sociale
ONLUS
ARACON Cooperativa sociale ONLUS
CO.M.ET.A. Soc. Cooperativa Sociale Onlus
CO.S.M.O. Società Coop. Sociale a r.l.
CODESS F.V.G. Cooperativa Sociale ONLUS
DINSI UNE MAN Società cooperativa sociale a r.l. ONLUS
FRATERNITA’ SACERDOTALE Soc. Coop. Sociale a r.l.
GHIRIGORO Società Cooperativa Sociale
GIRO GIRO TONDO Soc. Coop. Soc. a r.l ONLUS
IDEA Cooperativa Sociale a r.l.
IL PAESE DEI BALOCCHI Soc. Coop. Soc. a r.l.
IL VIVAIO DEL SOLE Società Cooperativa Sociale a r.l.
INSIEME Società Cooperativa Sociale a r.l.
LA MARGHERITA Società Coop. Sociale a r.l.
LA ZEJE Società Cooperativa Sociale a r.l.
L’ANCORA Società Cooperativa Sociale
MACIAO Società Cooperativa Sociale a r.l.
MARY POPPINS Soc. Coop. Sociale a r.l.
MEDITERRANEA Soc. Coop. Sociale a r.l.
PEDEMONTANA SERVIZI Società Cooperativa Sociale
PENSIERO BAMBINO Società Coop. Sociale a r.l.
ONLUS
PROGESCO Società Cooperativa Sociale
RONDINELLE Soc. Coop. Sociale
SANT'AGATA Società cooperativa Sociale a r.l.
SCUOLA NUOVA DI TARCENTO Soc. Coop. Soc. a r.l.
Scuola Primaria Parrocchiale NOEMI NIGRIS Soc. Coop.
Soc.
SCUOLA SANT'ANGELA MERICI Soc. Coop. Sociale
SOLIMAI Società Cooperativa Sociale a r.l.
TANGRAM UDINE Soc. Coop. Sociale
UNIVERSIIS Cooperativa Sociale a r.l.
Totale Cooperative di tipo A
85
Anno di
Costituzione
2000
2003
2004
2005
17/10/1997
X
X
X
20/03/1997
26/09/2002
04/08/1998
22/12/1999
19/03/1987
12/04/1984
19/01/2001
25/08/1998
10/05/1989
16/06/1994
29/08/1997
15/04/1986
24/11/1998
30/03/1994
09/11/1995
08/11/1999
28/02/2002
20/07/1995
22/01/1993
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
02/11/1995
X
X
06/04/1999
20/01/1986
02/09/1988
07/10/1976
X
X
X
X
X
X
18/05/1991
11/02/1999
19/03/1998
17/10/2001
04/05/1993
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
24
X
X
X
X
23
X
X
X
X
25
Anno di
Costituzione
29/07/1997
COOPERATIVE DI TIPO B
ACCOUNTING SERVICE Soc. Coop Sociale a r.l.
ART.CO. BASSA FRIULANA
Società Cooperativa
16/03/1982
Sociale
ARTE E LIBRO Società Cooperativa Sociale ONLUS
12/04/1984
CENTRO SOCIALE E LAVORATIVO Soc. Coop. Sociale 19/05/1982
CIF & ZAF Società Cooperativa Sociale
24/01/1985
COOPERATIVA L'AGORA' Soc. Coop. Sociale a r.l.
09/07/1998
DAVIDE Società Cooperativa Sociale
05/12/2000
EDILYARO Società Cooperativa Sociale a r.l. ONLUS
22/06/2005
E'RIALTA Cooperativa Sociale a r.l. ONLUS
06/08/1992
FORM GEST Società cooperativa Sociale a r.l.
11/11/1999
IRENE 3000 Società cooperativa sociale
19/12/1984
LA LEGOTECNICA Società Coop. Sociale ONLUS
21/03/1980
LA SORGENTE Cooperativa Sociale ONLUS
07/06/1994
LA VIARTE Società Cooperativa Sociale. a r.l.
30/10/1984
LAVORIAMO INSIEME Soc. Coop. Sociale a r.l.
16/09/1985
MEDITALIA Cooperativa sociale a r.l.
10/04/1996
MHANDY Società Cooperativa Sociale a r.l.
30/03/1994
NASCENTE Società Cooperativa Sociale
22/07/1987
NUOVO LAVORO Società Cooperativa Sociale a r.l.
22/12/1982
PARTECIPAZIONE Società Cooperativa Sociale a r.l.
07/03/1979
RAGNATELA Soc. Coop. Sociale a r.l.
06/10/2000
SOLIDARIETA' Società Cooperativa Sociale a r.l.
28/03/1983
VILLAGGIO GLOBALE SOCIALE Soc. Coop. Soc. a r.l. 13/11/2001
Totale Cooperative di tipo B
COOPERATIVE MISTE
DUEMME Società Cooperativa Sociale
HATTIVA Società Cooperativa Sociale a r.l.
IRENE 3000 Società Cooperativa Sociale
LA MARGHERITA Soc. Coop. Sociale Onlus
NEMESI Società Cooperativa sociale
2000
2003
X
2004
2005
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
22
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
19
19
2004
2005
X
X
X
X
X
X
X
5
Anno di
2000
Costituzione 2003
02/08/1979
X
07/03/1996
X
19/12/1984
14/07/1976
X
11/11/1996
X
Totale Cooperative Miste
4
X
X
X
X
4
X
X
X
X
X
X
X
Il numero delle cooperative complessivamente indagate nel corso delle tre fasi del lavoro
viene riepilogato nella tabella che segue.
86
Cooperative di tipo A
Cooperative di tipo B
Cooperative Miste
Totale
1^ fase
2^ fase
3^ fase
24
22
4
50
23
19
4
46
25
19
5
49
Campione in termini anagrafici
L’analisi è stata condotta a più livelli ed ha assunto quale criterio principale di segmentazione
del campione la natura istituzionale delle cooperative; si è distinto, quindi, tra cooperative di
tipo A (gestione di servizi socio sanitari ed educativi), di tipo B (attività diverse finalizzate
all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate) nelle quali sono state ricomprese le
cooperative Miste8.
In primo luogo il campione viene segmentato secondo parametri di matrice sostanzialmente
anagrafica (data di costituzione e dimensione in termini di fatturato), procedendo, poi, ad un
analisi volta ad evidenziare la dinamica economico-finanziaria delle singole cooperative
rispetto a se stesse (nel tempo) e rispetto alla tipologia di riferimento (nel periodo considerato
per l’analisi).
Lo scopo dell’analisi è quello di valutare l’esistenza e la qualità dell’equilibrio economico
patrimoniale; l’esistenza di compatibilità minime sotto il profilo della struttura reddituale e
finanziaria rappresenta condizione necessaria, anche se, evidentemente, non sufficiente,
rispetto al raggiungimento nel lungo periodo degli obiettivi a-economici della cooperazione
sociale. Da una prima analisi del campione (cfr. tavola 55) si evince complessivamente un’età
media bassa, dato che la maggior parte delle cooperative risulta costituita tra il 1997 e il 2002
(il 40,8%). Le cooperative di tipo A sono mediamente di più recente costituzione, ben
l’60,0% nell’ultimo periodo; mentre quelle di tipo B e M presentano una maggior
concentrazione nel primo arco temporale preso a riferimento (41,7% tra il 1976 e il 1984).
Entrambe le tipologie sviluppano tassi di crescita costanti nei due quinquenni centrali (12,0%
e 12,5% rispettivamente le cooperative di tipo A e di tipo B e M tra il 1985 e il 1990, e 24,0%
e 25,0% tra il 1991 e il 1996).
8
Considerato il numero limitato di Cooperative Miste si è ritenuto, per semplicità espositiva, di ricondurle tra
quelle di tipo B ed il campione di riferimento verrà individuato con la sigla “B e M”.
87
Tavola 55 Il campione per periodo di costituzione
Periodo di costituzione
% tipo A su totale
% tipo B e M su totale
% periodo di costituzione
1976-1984
1985-1990
1991-1996
1997-2002
4,00%
41,67%
22,45%
12,00%
12,50%
12,24%
24,00%
25,00%
24,49%
60,00%
20,83%
40,82%
Nella Figura 48 vengono riportate le percentuali di costituzione delle cooperative per
tipologia, nei diversi periodi in cui è stato suddiviso l’arco temporale di riferimento.
Figura 48 Periodo di costituzione per tipologia di cooperativa
Periodo di costituzione per tipologia di cooperativa
60,0%
41,7%
40,8%
24,0%
22,4%
25,0% 24,5%
20,8%
12,0% 12,5% 12,2%
4,0%
1976-1984
1985-1990
%_tipo A su totale
1991-1996
%_tipo B e M su totale
1997-2002
%_ periodo di costituzione
Ai fini della presente sezione il dato relativo all’anzianità della cooperativa assume rilievo
nella misura in cui è accertata, in termini generali, una correlazione inversa (a parità di altre
condizioni) tra anni di vita e probabilità di default (ad un anno) delle imprese9.
In altri termini, quanto più ampio è lo spazio temporale nel quale l’impresa ha operato tanto
meno probabile appare il suo “fallimento”.
9
Sul punto si vedano le statistiche prodotte dalla Banca d’Italia in tema di “tassi di mortalità” e di “tassi di
decadimento”.
88
Campione in termini dimensionali
In termini dimensionali, il campione delle cooperative di tipo A, B e Misto (da ora
identificate, per semplicità, con sigle alfa-numeriche) risulta composto come evidenziato
nelle tavole 56 (cooperative di tipo A) e 57 (cooperative di tipo B e M10).
In tali prospetti vengono presentati i fatturati relativi ai diversi anni (dal 2000 al 2005), il
valore medio ed il tasso di incremento (decremento) relativi al periodo di riferimento.
Da una prima analisi emerge, chiaramente, come in entrambe le tipologie ma, soprattutto,
nelle cooperative di tipo A rientrino entità che presentano dimensioni di assoluto rilievo
rispetto al campione nel suo complesso. Tale effetto, per certi aspetti distorsivo, è rilevabile
nella tavola 56, dove le cooperative di tipo A (media campione) sviluppano un fatturato
medio nel 2005 pari a € 1.930.730 che risulta pari, invece, a € 653.800 se non viene
considerata la cooperativa A_13 e pari a € 310.065 (media senza le maggiori A_2, A_3, A_4,
A_12 oltre alla A_13) se vengono escluse le cooperative che nel 2005 hanno sviluppato un
fatturato superiore al milione di euro. La presenza della cooperativa A_13 risulta
indubbiamente “distorsiva”; basti notare che la differenza tra la media del campione totale e
quella priva della cooperativa in oggetto (che nel 2005 ha conseguito, tra l’altro, il fatturato
più alto nel periodo preso a riferimento e cioè € 32.577.057) è pari a € 1.276.930 e di €
1.620.665 risulta la differenza tra la media del campione totale e quella ottenuta escludendo
le 5 maggiori. Queste differenze, ed in particolar modo la prima, sono spiegabili
interpretando il dato puntuale del fatturato della cooperativa A_13, che tra il 2000 e il 2005
evidenzia una costante e sostenuta crescita.
Lo stesso impatto e rilevanza, sia della cooperativa maggiore che di quelle con un fatturato
superiore al milione di euro, è percepibile dalla tavola 57, dove si riportano i livelli delle
diverse deviazione standard, ovvero di quanto mediamente i singoli valori si discostano dalla
media del campione di riferimento.
Lo stesso, se pur con differenze decisamente più contenute in relazione all’assenza di entità
come la cooperativa A_13, risulta presente anche per le cooperative di tipo B e M. Il
campione totale, infatti, presenta al 2005 un fatturato medio di € 827.902, mentre il campione
rettificato, ottenuto escludendo la cooperativa maggiore (B_13), sviluppa una media pari a €
646.263, con una differenza tra le medie dei due campioni di € 181.638.
La differenza aumenta nel confronto con il campione ottenuto escludendo, invece, le
cooperative maggiori (B_3, B_5, B_7, B_11, M_21, M_22, oltre alla B_13).
10
La cooperativa B_16, pur presentando il bilancio per l’anno 2002, non è stata presa in considerazione poiché
l’attività effettiva è iniziata solo nel 2003.
89
Tavola 56
Coop_A_FATTURATO_MEDIA
Media campione
Media senza la maggiore
Media senza le maggiori
Differenza_senza maggiore
Differenza_senza maggiori
Coop_B e
M_FATTURATO_MEDIA
Media campione
Media senza la maggiore
Media senza le maggiori
Differenza_senza maggiore
Differenza_senza maggiori
2000
612.450
317.771
168.370
294.679
444.079
2001
744.913
377.557
180.802
367.356
564.112
2002
1.085.944
460.689
231.568
625.255
854.377
2003
1.407.564
538.530
269.870
869.034
1.137.694
2004
1.714.395
591.121
288.074
1.123.274
1.426.321
2005
1.930.730
653.800
310.065
1.276.930
1.620.665
2000
2001
2002
2003
2004
2005
579.293
538.879
249.244
40.414
330.049
575.749
532.764
274.324
42.985
301.425
628.623
574.924
311.519
53.699
317.104
671.381
588.244
322.218
83.137
349.163
798.534
655.302
368.820
143.233
429.714
827.902
646.263
364.504
181.638
463.397
2000
1.550.980
2001
1.927.857
2002
3.190.414
2003
4.416.234
2004
5.686.240
2005
6.458.669
494.829
598.141
650.189
806.033
907.778
995.971
175.057
155.740
167.078
178.536
179.297
165.613
1.056.151
1.375.923
1.329.716
1.772.117
2.540.225
3.023.337
3.610.202
4.237.698
4.778.462
5.506.943
5.462.698
6.293.056
2000
740.370
2001
722.203
2002
724.738
2003
719.805
2004
924.605
2005
1.055.881
729.440
706.346
690.485
606.833
615.629
581.162
212.722
196.049
183.930
172.222
198.557
196.779
10.930
527.648
15.857
526.154
34.254
540.808
112.972
547.582
308.976
726.048
474.719
859.101
Tavola 57
Coop_A_FATTURATO_DS
Deviazione Standard campione
Deviazione Standard senza la
maggiore
Deviazione Standard senza le
maggiori
Differenza_senza maggiore
Differenza_senza maggiori
Coop_B e M_FATTURATO_DS
Deviazione Standard campione
Deviazione Standard senza la
maggiore
Deviazione Standard senza le
maggiori
Differenza_senza maggiore
Differenza_senza maggiori
Una certa eterogeneità del campione, oltre ai livelli medi, è riscontrabile anche
nell’andamento del fatturato dove le due tipologie, in particolare modo nei campioni parziali,
presentano sentieri evolutivi diversi. Se, infatti, i campioni totali di entrambe le tipologie
presentano in tutti gli anni un incremento del fatturato, è proprio nei campioni parziali che si
riscontrano alcune diversità (tavola 58 variazioni percentuali e tavola 59 variazioni assolute).
Le cooperative di tipo A, ad esempio, tra il 2005 e il 2004 presentano un incremento del
90
fatturato pari al 12,6%, che scende al 10,6% se non si considera la cooperativa maggiore e al
7,6% escludendo tutte le maggiori. Nelle cooperative di tipo B e M, invece, si registra una
contrazione del fatturato nei due diversi campioni rettificati ed una crescita modesta a livello
di campione totale. La crescita appare più contenuta anche prendendo a riferimento i tassi di
incremento nell’intero arco temporale; il campione totale delle cooperative di tipo A (B e M)
presenta una variazione del 215,2% (42,9%), del 105,7% (19,9%) escludendo la cooperativa
A_13 (B_13) e dell’84,2% (46,2%) escludendo, in entrambe le tipologie, le cooperative che
presentano un fatturato superiore a 1 milione di euro.
Tavola 58
Coop_A_ Var PERCENTUALE
Fatturato campione
Fatturato senza la maggiore
Fatturato senza le maggiori
01-00
21,6%
18,8%
7,4%
02-01
45,8%
22,0%
28,1%
03-02
29,6%
16,9%
16,5%
04-03
21,8%
9,8%
6,7%
05-04
12,6%
10,6%
7,6%
05-00
215,2%
105,7%
84,2%
01-00
02-01
03-02
04-03
05-04
05-00
-0,6%
-1,1%
10,1%
9,2%
7,9%
13,6%
6,8%
2,3%
3,4%
18,9%
11,4%
14,5%
3,7%
-1,4%
-1,2%
42,9%
19,9%
46,2%
Coop_A_Var ASSOLUTA
Fatturato campione
Fatturato senza la maggiore
Fatturato senza le maggiori
2000
132.464
59.786
12.431
2001
341.031
83.132
50.766
2002
321.620
77.842
38.302
2003
306.831
52.591
18.204
2004
216.335
62.678
21.991
2005
1.318.280
336.029
141.695
Coop_B e M_ Var ASSOLUTA
Fatturato campione
Fatturato senza la maggiore
Fatturato senza le maggiori
2000
-3.545
-6.115
25.080
2001
52.875
42.161
37.195
2002
42.757
13.319
10.699
2003
127.153
67.058
46.602
2004
29.368
-9.038
-4.316
2005
248.608
107.384
115.260
Coop_B e M_ Var
PERCENTUALE
Fatturato campione
Fatturato senza la maggiore
Fatturato senza le maggiori
Tavola 59
La minore variazione positiva nelle cooperative di tipo B e M, in particolar modo a livello di
campione totale, è riconducibile al decremento registrato da tre delle maggiori entità (B_5,
B_13, M_22) che presentano una riduzione del fatturato dal 2000 al 2005 (rispettivamente del
3,56%, del 28,90% e dell’11,44%).
Complessivamente, le cooperative di tipo A (tavola 60) hanno concentrato maggiormente la
loro crescita nel primo triennio (2000-2002), mentre le cooperative di tipo B e M nel secondo
91
triennio (2003-2005) ad esclusione del campione rettificato di tutte le cooperative maggiori.
La prima tipologia, inoltre, presenta, in tutti gli anni ed in ogni comparto, una crescita
maggiore rispetto alla tipologia B e M.
Tavola 60
Variazione ASSOLUTA
05-00
02-00
05-03
1.318.280 473.494
523.166
336.029
142.917
115.269
141.695
63.197
40.195
Coop_A
Fatturato campione
Fatturato senza la maggiore
Fatturato senza le maggiori
Coop_B e M
Fatturato campione
Fatturato senza la maggiore
Fatturato senza le maggiori
05-00
248.608
107.384
115.260
02-00
49.330
36.045
62.275
05-03
156.521
58.020
42.287
Variazione PERCENTUALE
05-00
02-00
05-03
215,2%
77,3%
37,2%
105,7%
45,0%
21,4%
84,2%
37,5%
14,9%
05-00
42,9%
19,9%
46,2%
02-00
8,5%
6,7%
25,0%
05-03
23,3%
9,9%
13,1%
Figura 49 Media Fatturato 2000-2005
Media Fatturato 2000-2005
2.500.000
2.000.000
1.500.000
1.000.000
500.000
2000
2001
COOP_A
2002
2003
COOP_A_Rett_coop maggiore
92
COOP_B e M
2004
COOP_B e M_Rett_coop maggiore
2005
Figura 50 Tassi di incremento del fatturato per le cooperative di tipo A
Tassi di incremento del fatturato Coop_A
250%
215,2%
200%
150%
105,7%
100%
45,8%
50%
22,0%
21,6% 18,8%
29,6%
16,9%
21,8%
9,8%
12,6% 10,6%
0%
2001-2000
2002-2001
2003-2002
2004-2003
2005-2004
2005-2000
COOP_A_Rett_coop maggiore
COOP_A
Figura 51 Tassi di incremento del fatturato per le cooperative di tipo B e Miste
Tassi di incremento del fatturato_Coop B e M
100%
80%
60%
42,9%
40%
9,2%
0%
19,9%
18,9%
20%
-0,6%
7,9%
11,4%
6,8%
2001-2000
3,7%
2,3%
-1,1%
2002-2001
-1,4%
2003-2002
2004-2003
2005-2004
-20%
COOP_B e M
COOP_B e M_Rett_coop maggiore
93
2005-2000
Figura 52 Tassi di incremento del fatturato per le cooperative di tipo A: periodi a confronto
Tassi di incremento del fatturato Coop_A
250%
215,2%
200%
150%
105,7%
100%
84,2%
77,3%
45,0%
50%
37,5%
37,2%
21,4%
14,9%
0%
2002-2000
2005-2003
2005-2000
I triennio
II triennio
intero periodo
COOP_A
COOP_A_Rett_coop maggiore
COOP_A_Rett_coop maggiori
Figura 53 Tassi di incremento del fatturato per le cooperative B e Miste: periodi a confronto
Tassi di incremento del fatturato Coop_B e M
250%
200%
150%
100%
46,2%
42,9%
50%
25,0%
8,5%
23,3%
19,9%
13,1%
6,7%
9,9%
2002-2000
2005-2003
2005-2000
I triennio
II triennio
intero periodo
0%
COOP_B e M
COOP_B e M_Rett_coop maggiore
94
COOP_B e M_Rett_coop maggiori
Tavola 61
Coop
A_1
A_2
A_3
A_4
A_5
A_7
A_8
A_9
A_10
A_11
A_12
A_13
A_14
A_15
A_16
A_17
A_18
A_20
A_21
A_22
A_23
A_24
A_25
A_26
A_27
2000
218.317
485.818
2.378.735
837.195
246.315
179.871
261.469
241.625
48.355
557.352
7.684.734
12.002
539.963
55.661
26.423
52.636
197.870
100.410
591.968
346.218
248.306
2001
246.392
878.330
2.874.568
1.031.353
43.917
301.253
123.376
313.525
297.832
84.892
661.082
9.561.466
96.438
565.195
55.048
64.794
77.297
178.567
141.449
402.267
340.065
283.727
Media
612.450
744.913
2002
2003
2004
2005
Media
Var_%
424.165
544.961
492.272
410.593
389.450
88,07%
1.358.142 1.400.390 1.641.365 2.014.187 1.296.372 314,60%
3.007.458 3.906.964 4.408.636 4.792.112 3.561.412 101,46%
1.348.879 1.385.094 1.430.161 1.404.600 1.239.547 67,77%
218.669
265.632
317.999
363.044
201.544
314.895
305.582
342.954
494.085
334.181
100,59%
161.424
196.730
194.693
231.738
181.305
28,84%
475.256
546.025
472.978
403.468
412.120
54,31%
347.701
398.897
432.710
463.192
363.659
91,70%
111.252
115.496
186.136
214.641
126.795
343,89%
710.696
834.880
945.261
1.278.990
831.377
129,48%
16.092.076 22.264.383 28.672.965 32.577.057 19.475.447 323,92%
150.946
281.815
269.701
384.790
199.282
ns
597.290
533.604
612.928
565.333
569.052
4,70%
59.100
67.404
65.496
67.803
61.752
21,82%
77.497
86.951
95.922
117.158
78.124
343,40%
72.985
62.117
84.671
105.824
75.922
101,05%
222.787
244.089
220.515
308.375
228.701
55,85%
147.300
160.020
145.691
143.152
139.670
42,57%
368.304
340.517
335.079
358.379
233.713
165.798
203.759
168.977
226.976
293.291
-61,66%
96.774
205.318
254.623
92.786
0
22.558
80.668
81.940
30.861
410.980
588.786
691.719
664.087
506.976
91,81%
305.001
335.683
345.059
342.102
309.980
37,77%
1.085.944
1.407.564
95
1.714.395
1.930.730
Tavola 62
Coop
B_1
B_2
B_3
B_4
B_5
B_6
B_7
B_8
B_9
B_10
B_11
B_12
B_13
B_14
B_15
B_17
B_18
B_19
B_20
B_21
M_20
M_21
M_22
M_23
2000
53.756
113.176
1.508.825
103.021
1.120.275
1.290.269
135.427
271.670
358.936
505.825
430.797
3.404.954
75.512
87.825
762.520
228.342
281.278
559.355
326.517
643.702
1.192.044
449.016
2001
64.108
258.759
1.564.405
102.829
1.079.591
18.941
921.108
380.761
262.515
310.921
714.365
363.782
3.480.469
64.185
135.095
764.348
37.471
312.345
328.816
507.594
286.046
693.073
701.448
464.994
2002
66.916
348.002
1.863.700
126.966
958.736
16.577
1.338.436
460.182
238.681
337.198
784.383
341.482
3.392.643
84.071
395.808
661.398
128.408
308.113
438.606
531.465
277.630
661.678
791.559
534.322
2003
75.616
353.300
2.583.539
139.274
985.096
38.378
1.488.487
381.481
266.623
254.452
960.154
363.865
2.852.504
85.032
449.433
714.796
349.116
331.366
423.974
469.237
298.513
790.445
975.212
483.247
2004
81.803
589.347
4.092.883
153.083
1.237.044
47.973
1.831.237
392.375
299.003
325.646
1.133.446
557.732
2.699.910
81.952
525.266
782.733
488.732
378.211
336.908
402.176
347.779
887.828
1.012.526
479.226
2005
72.316
530.265
5.005.582
152.593
1.080.389
65.766
1.869.112
355.041
303.102
288.179
1.191.848
403.053
2.420.990
77.866
558.035
796.114
535.396
380.758
375.092
410.965
373.730
1.049.454
1.055.689
518.304
Media
579.293
575.749
628.623
671.381
798.534
827.902
96
Media
69.086
365.475
2.769.822
129.628
1.076.855
31.273
1.456.441
350.878
273.599
312.555
881.670
410.119
3.041.912
78.103
358.577
746.985
256.521
323.189
364.112
480.132
318.369
787.697
954.746
488.185
Var_%
34,53%
368,53%
231,75%
48,12%
-3,56%
44,86%
162,16%
11,57%
-19,71%
135,62%
-6,44%
-28,90%
3,12%
535,39%
4,41%
66,75%
33,35%
-26,53%
14,46%
63,03%
-11,44%
15,43%
Figura 54 Tassi annui di incremento del fatturato delle cooperative di tipo A
Tassi annui di incremento del fatturato delle cooperative di TIPO_A
500%
400%
300%
200%
100%
0%
A_1
A_2
A_3
A_4
A_5
A_7
A_8
A_9
A_10
A_11
A_12
A_13
A_14
A_15
A_16
A_17
A_18
A_20
A_21
A_22
A_23
A_24
A_25
A_26
A_27
M_21
M_22
M_23
-100%
2001-2000
2003-2002
2002-2001
2005-2004
2004-2003
Figura 55 Tassi annui di incremento del fatturato delle cooperative di tipo B e Miste
Tassi annui di incremento del fatturato delle cooperative di TIPO_B e M
500%
400%
300%
200%
100%
0%
B_1
B_2
B_3
B_4
B_5
B_6
B_7
B_8
B_9
B_10
B_11
B_12
B_13
B_14
B_15
B_17
B_18
B_19
B_20
B_21
-100%
2001-2000
2002-2001
2003-2002
97
2004-2003
2005-2004
M_20
B) La struttura economica patrimoniale del campione: sintesi sulla base di dati
aggregati orizzontalmente
Analisi del bilancio aggregato: prime evidenze
Di seguito si riportano gli schemi di bilancio riclassificati a dati cumulati (stato patrimoniale
e conto economico) per gli anni relativi al periodo 2000-2005 (i valori di conto economico
sono espressi in percentuale rispetto al valore della produzione, nello stato patrimoniale in
percentuale rispetto all’ammontare del capitale investito netto gestionale). La
rappresentazione è sia tabellare che grafica, prendendo a riferimento sia i campioni totali che
quelli rettificati delle cooperative maggiori.
Tale rappresentazione consente di analizzare l’universo delle cooperative (sempre
distinguendole tra A e B/Miste) assumendo a riferimento una ipotetica cooperativa sociale
che risulti come somma orizzontale delle singole cooperative. L’analisi quindi, vista
l’eterogeneità del campione, dovrà necessariamente essere approfondita per indagare gli
equilibri a livello di ciascuno specifico soggetto. Dall’analisi dei dati aggregati si possono
trarre, tuttavia, alcune prime indicazioni strutturali che trovano successivo approfondimento
secondo diversi profili di analisi.
Con riferimento al Conto Economico, le principali evidenze si possono riassumere come
segue:
•
Il Valore Aggiunto (VA) rappresenta una parte importante del Valore della
Produzione. Mediamente intorno all’82% per le cooperative di tipo A nel
campione totale e al 68% per il campione rettificato in entrambi i trienni
considerati. Per le cooperative di tipo B e M la media nel primo triennio risulta
pari al 79,45%, a differenza che nel secondo triennio dove si registra una certa
contrazione (media pari al 72,2%) in ragione di una riduzione costante che porta
il campione totale a registrare nel 2005 il valore più basso di tutti i sei anni
considerati (80,7% il valore del 2000 e 69,0% il valore nel 2005). La medesima
contrazione che caratterizza l’intera tipologia non è, invece, riscontrabile nel
campione rettificato, dove il valore rimane pressoché costante (71,1% la media
nel primo triennio e 69,9% nel secondo) così da allineare i due campioni della
tipologia B e M, a differenza dell’altra tipologia, dove appare marcata la
differenza tra il campione totale e quello rettificato, per circa il 15%;
•
Una parte assolutamente rilevante del VA è rappresentato dal costo del personale,
sia per le cooperative di tipo A che di tipo B. Il costo del lavoro rappresenta,
quindi, la principale componente di costo nell’ambito delle combinazioni
98
produttive delle cooperative sociali. E’ opportuno, tuttavia, sottolineare come, in
un’analisi più ampia, il costo del lavoro debba essere interpretato non solo in
termini di input produttivo ma anche, e nel contempo, in termini di output.
Certamente il costo del lavoro è una delle variabili che identifica la produzione
sociale della cooperativa accanto alla produzione più strettamente economica.
Soprattutto per le cooperative di tipo A appare marcata la differenza
(mediamente di circa il 20%) rispetto al proprio campione rettificato in entrambi i
trienni. Nel primo di questi, la media del campione totale (rettificato) risulta pari
al 73,0% (57,2%) e, nel secondo, al 74,9% (55,9%). Questo è in parte
giustificabile da un diverso peso rispetto al fatturato della voce “prestazioni di
servizi”; mentre, ad esempio, nel primo (secondo) triennio per l’intero campione
tale costo risulta pari al 13,1% (11,2%), nel campione rettificato il peso relativo è
quasi doppio e pari al 20,2% (22,2%). Risulta evidente, quindi, che le maggiori
cooperative di tipo A si rifanno ad un diverso “sistema produttivo”. La medesima
evidenza non appare caratterizzare in modo chiaro e certo le cooperative di tipo
B e M, considerato che la voce “prestazioni di servizi” nell’ultimo triennio
assume il medesimo peso in entrambe i campioni e, di conseguenza, anche le
rispettive voci del “costo del lavoro” tendono ad allinearsi. Infatti, la media tra il
2003 e il 2005 risulta per il campione totale pari al 63,9% e per il campione
rettificato pari al 59,6%;
•
Il Margine Operativo Netto (al netto delle imposte) appare mediamente modesto,
anche se positivo. Il dato relativo al MON è al lordo delle voci di bilancio
“proventi/oneri diversi” che si è ritenuto (in mancanza di adeguata informativa di
dettaglio di Nota Integrativa) di attribuire alla gestione atipica. Il risultato di tale
gestione appare mediamente negativo. Qualora si ritenesse di ricondurlo alla
gestione caratteristica, il dato relativo al MON risulterebbe sensibilmente più
contenuto. Complessivamente in entrambe le tipologie, nonostante all’interno dei
rispettivi campioni siano presenti delle cooperative che presentano margini
negativi, si rilevano margini positivi con un trend lievemente crescente per le
cooperative di tipo A, dove appare maggiore il MON del campione rettificato
(3,1% e 3,8% la media del MON nel primo triennio rispettivamente per il
campione totale e parziale e 4,3% e 5,8% nel secondo, sempre nel medesimo
ordine). Nelle cooperative di tipo B e M i livelli medi del periodo 2000-2002
sono identici nei due campioni (4,8%), mentre nel secondo triennio appare
lievemente superiore quello del campione rettificato (4,0% il livello medio del
campione totale e 4,4% quello del campione rettificato). Proprio nel campione
rettificato della tipologia B e M si registra una certa volatilità del MON che, pur
99
sempre in presenza di margini positivi in alcuni anni come nel 2001, presenta
valori pari al 2,1% ed in altri, come nel 2005, valori pari al 6,5%.
•
Gli Oneri Finanziari presentano un’incidenza modesta rispetto al fatturato; essi,
tuttavia, assorbono parte dei margini operativi netti: mediamente dell’1% in
entrambi i campioni per la tipologia A; dello 0,5% per il campione totale e del
1% per il campione rettificato nella tipologia B e M;
•
L’incidenza degli OF sul MOL rappresenta un’importante, anche se parziale,
variabile nell’apprezzamento dell’equilibrio economico delle cooperative sociali.
Tale profilo è oggetto, quindi, di specifico approfondimento nel prosieguo.
•
Utile della Gestione Ordinaria ed Utile Netto sono mediamente assai modesti e
volatili. Mediamente intorno all’1% per le cooperative di tipo A e al 2% per le
cooperative di tipo B e M.
La redditività netta non appare, tuttavia, parametro di particolare rilievo nell’apprezzamento
delle coordinazioni produttive delle cooperative sociali; essa, infatti, assume ad astratto
riferimento la remunerazione dei mezzi propri, senza tenere in adeguato conto la specificità
della cooperazione sociale ed il ruolo dei mezzi patrimoniali.
Certamente di maggior rilievo appare l’apprezzamento della redditività caratteristica
(rapportata in particolare al Capitale Investito Gestionale e al fatturato); essa infatti consente
di formulare l’equilibrio economico in termini di compatibilità minima di lungo periodo
rispetto al perseguimento di obiettivi sostanzialmente a-economici.
In termini patrimoniali la struttura delle cooperative sociali della provincia di Udine presenta
le seguenti caratteristiche:
•
Con riferimento alla struttura del capitale investito, le due tipologie presentano una
composizione diversa anche in relazione ai rispettivi campioni rettificati.
Le cooperative di tipo A mostrano una decrescita dell’incidenza del Capitale Fisso
rispetto al CING, maggiormente evidente nel campione totale. Nel primo triennio,
infatti, il peso medio risulta pari al 69% e nel secondo triennio è pari al 40,8%.
Questa rilevante contrazione (tavola 64) è in parte giustificabile dal fatto che il peso
del capitale fisso sul CING nel 2000, pari al 101,2%, poi dimezzatosi nell’anno
successivo (59,0%), risulta funzione della presenza nella cooperativa A_13 di crediti
commerciali a medio lungo termine riclassificati tra le immobilizzazioni finanziarie
per un importo pari a € 2.408.108 che non trovano iscrizione nel 2001 e, qualora non
venissero considerati, il peso del capitale fisso sul CING sarebbe pari al 60,6%.
Le cooperative di tipo B e M presentano, invece, una struttura maggiormente
equilibrata e non si riscontrano differenze di rilievo nella composizione del capitale
100
tra il campione totale e quello rettificato così come nei due diversi trienni (nel primo
triennio la media del capitale fisso sul CING del campione totale [rettificato] è stata
pari al 50,9% [50,4%] e nel triennio successivo rispettivamente del 51,2% e del
53,9%);
•
L’ammontare del capitale circolante è fortemente influenzato dalla dinamica relativa
ai crediti commerciali e ai debiti di gestione che assumono valori di assoluto rilievo
rispetto al fatturato e, relativamente alla tipologia A, il dato del primo anno (-1,2%)
deve essere letto alla luce delle considerazione precedentemente svolte.
Sempre per le cooperative di tipo A, appare del tutto trascurabile l’impatto del
magazzino, mentre nelle cooperative di tipo B e M si riscontra un peso medio di circa
il 2% e 4%, rispettivamente per il campione totale e quello rettificato in entrambi i
trienni considerati. A livello di capitale circolante operativo (somma dei crediti di
gestione e magazzino, alla quale devono essere sottratti i debiti di gestione) si rileva
nei campioni totali della tipologia A un maggiore peso dei crediti commerciali,
mentre nelle cooperative di tipo B e M i valori sono pressoché allineati (mediamente
intorno al 50%).
•
Con riferimento alla struttura del passivo, la composizione delle fonti appare
mediamente equilibrata rispetto al mix capitale proprio/capitale di terzi. Il livello
dell’indebitamento, tuttavia, deve essere valutato non tanto con riferimento ad astratti
valori di confronto quanto in stretta connessione con l’ampiezza dei margini
operativi. Da questo punto di vista particolare rilievo assume l’analisi del rapporto tra
OF e MOL (che è, naturalmente, oggetto di specifico approfondimento nel
prosieguo). Tuttavia, entrambe le tipologie, in particolar modo le cooperative
maggiori di tipo A, presentano una predominanza delle fonti di finanziamento a breve
termine che, nell’ultimo triennio, raggiungono un livello pari al 57,7% del passivo,
contro un 44,9% del triennio precedente. Nella stessa tipologia si riscontra, nel
campione rettificato, una maggiore consistenza del capitale proprio disponibile
(64,1% tra il 2000 e il 2002 e 57,8% tra il 2003 e il 2005). Nelle cooperative di tipo B
e M le quantità di capitale appaiono, tra i due diversi campioni, maggiormente in
linea nel secondo triennio.
101
Tavola 63
A
2000
15.311.240
Ricavi di gestione
Variazione magazzino
0,0%
Lavori in economia
0,0%
Costo monetario
20,2%
Consumi di materie
3,1%
Prestazioni di servizi
15,0%
Godimento beni di terzi
2,0%
Valore aggiunto
79,8%
Costo non Monetario
3,0%
Ammortamenti
2,6%
Acca. rischi gestionali
0,4%
Costo del lavoro
70,7%
Salari, stipendi
67,8%
Accantonamento TFR
2,9%
Prov. fin da part imm.
0,1%
Imposte
3,4%
MON*
2,8%
Saldo attività atipica
-1,7%
Oneri finanziari
0,5%
Proventi finanziari
0,2%
Riv. attività finanziarie
0,0%
Sval. attività finanziarie
0,1%
Saldo gest. finanziaria
-0,4%
Utile gestione
0,6%
ordinaria
Saldo prov. oneri stra.
0,3%
Utile netto
0,9%
A_Ret
2000
A
2001
A_Ret
2001
A
2002
A_Ret
2002
3.367.407
18.622.835
3.616.036
27.148.601
4.631.350
0,0%
0,0%
29,6%
7,0%
20,0%
2,7%
70,4%
7,0%
6,9%
0,2%
58,3%
56,0%
2,3%
0,4%
2,8%
2,7%
-2,9%
1,3%
0,4%
0,0%
0,0%
-0,9%
0,0%
0,0%
17,1%
3,3%
11,9%
1,9%
82,9%
2,5%
2,3%
0,2%
74,9%
71,4%
3,4%
0,1%
3,2%
2,5%
-1,6%
0,5%
0,1%
0,0%
0,1%
-0,4%
0,0%
0,0%
31,3%
8,1%
20,0%
3,1%
68,7%
6,4%
6,4%
0,0%
58,2%
56,0%
2,2%
0,6%
2,3%
2,3%
-2,3%
1,3%
0,3%
0,0%
0,0%
-1,0%
0,0%
0,0%
17,1%
3,0%
12,4%
1,6%
82,9%
2,2%
1,9%
0,3%
73,5%
69,9%
3,6%
0,0%
3,0%
4,1%
-2,2%
0,4%
0,1%
0,0%
0,0%
-0,3%
0,0%
0,0%
30,3%
6,9%
20,7%
2,7%
69,7%
5,4%
5,2%
0,2%
55,1%
52,6%
2,5%
0,0%
2,6%
6,6%
-4,6%
0,9%
0,6%
0,0%
0,0%
-0,3%
0,0
0,0
18,1
3,2
13,1
1,8
81,9
2,6
2,3
0,3
73,0
69,7
3,3
0,1
3,2
3,1
-1,9
0,5
0,1
0,0
0,0
-0,4
0,0
0,0
30,4
7,3
20,2
2,9
69,6
6,3
6,2
0,1
57,2
54,9
2,3
0,3
2,6
3,8
-3,3
1,2
0,4
0,0
0,0
-0,7
-1,1%
0,5%
-1,0%
1,7%
1,7%
0,9
-0,2
2,8%
1,6%
0,2%
0,7%
1,2%
0,2%
-0,1%
1,6%
-0,5%
1,2%
0,2
1,1
1,1
1,0
102
A
A_Ret
MEDIA
2000-2002
Tavola 64
ATTIVO
Cap. investito netto gest
Cap. fisso
CCO:
Magazzino
Crediti di gestione
Debiti di gestione
PASSIVO
Debiti di fin. a bt
Debiti di fin. a m/l t.
Altre poste non onerose
Cap. proprio
disponibile
Totale passivo
A
A_Ret
A
A_Ret
A
A_Ret
2000
2000
2001
2001
2002
2002
100,0%
101,2%
-1,2%
-0,9%
48,9%
49,2%
100,0%
95,8%
4,2%
-1,1%
46,4%
41,1%
100,0%
59,0%
41,0%
-0,5%
94,4%
52,9%
100,0%
98,0%
2,0%
-1,2%
42,1%
38,9%
100,0%
46,8%
53,2%
-0,4%
106,8%
53,2%
100,0%
95,2%
4,8%
-0,7%
45,4%
40,0%
100,0
69,0
31,0
-0,6
83,4
51,8
100,0
96,3
3,7
-1,0
44,6
40,0
42,6%
11,1%
0,0%
15,8%
20,2%
0,0%
40,5%
14,4%
0,0%
15,0%
19,7%
0,0%
51,7%
9,7%
0,0%
21,5%
15,5%
0,0%
44,9
11,7
0,0
17,4
18,4
0,0
46,3%
64,0%
45,1%
65,3%
38,6%
63,1%
43,3
64,1
100,0%
100,0%
100,0%
100,0%
100,0%
100,0%
100,0
100,0
103
A
A_Ret
MEDIA
2000-2002
Tavola 65
A
2003
35.189.111
Ricavi di gestione
Variazione magazzino
0,0%
Lavori in economia
0,0%
Costo monetario
16,2%
Consumi di materie
3,0%
Prestazioni di servizi
11,4%
Godimento beni di
1,9%
terzi
Valore aggiunto
83,8%
Costo non Monetario
2,1%
Ammortamenti
1,8%
Acca. rischi gestionali
0,3%
Costo del lavoro
74,9%
Salari, stipendi
71,2%
Accantonamento TFR
3,6%
Prov. fin da part imm.,
0,0%
Imposte
3,0%
A_Ret
2003
A
2004
A_Ret
2004
A
2005
A_Ret
2005
A
A_Ret
5.397.400
42.859.874
5.761.486
48.276.303
6.209.357
0,0%
0,0%
32,5%
6,7%
23,0%
0,0%
0,0%
18,1%
3,5%
10,4%
0,0%
0,0%
31,4%
7,3%
21,4%
0,0%
0,0%
17,1%
3,4%
11,7%
0,1%
0,0%
32,3%
6,9%
22,3%
0,0
0,0
17,2
0,0
0,0
32,1
3,3
11,2
7,0
22,2
2,9%
4,2%
2,7%
1,9%
3,1%
2,7
2,9
67,5%
4,7%
4,4%
0,3%
53,9%
51,5%
2,4%
0,0%
2,6%
81,9%
2,2%
1,6%
0,6%
74,6%
70,8%
3,9%
0,0%
0,8%
68,6%
4,8%
4,5%
0,3%
57,4%
54,4%
3,0%
0,0%
0,9%
82,9%
2,2%
1,6%
0,6%
75,2%
71,3%
4,0%
0,0%
0,7%
67,7%
5,3%
5,1%
0,2%
56,3%
53,6%
2,8%
0,0%
0,5%
82,8
2,2
67,9
4,9
1,7
0,5
74,9
71,1
3,8
0,0
4,7
0,2
55,9
53,2
2,7
0,0
1,3
5,8
-3,5
0,8
0,4
0,0
MEDIA
2003-2005
MON*
Saldo attività atipica
Oneri finanziari
Proventi finanziari
Riv. attività finanziarie
Sval. attività
finanziarie
Saldo gest. finanziaria
Utile gestione
ordinaria
Saldo prov. oneri stra.
3,8%
-2,2%
0,4%
0,1%
0,0%
6,3%
-4,3%
0,7%
0,4%
0,0%
4,2%
-2,6%
0,6%
0,1%
0,0%
5,5%
-3,4%
0,9%
0,4%
0,0%
4,7%
-2,9%
0,5%
0,1%
0,0%
5,7%
-2,9%
0,8%
0,4%
0,0%
1,5
4,3
-2,6
0,5
0,1
0,0
0,0%
0,0%
0,0%
0,0%
0,0%
0,0%
0,0
0,0
-0,3%
-0,3%
-0,5%
-0,5%
-0,4%
-0,5%
-0,4
-0,4
1,3%
1,7%
1,1%
1,6%
1,4%
2,2%
1,3
1,8
0,1%
0,6%
-0,1%
0,2%
0,1%
0,4%
Utile netto
1,3%
2,3%
1,0%
1,8%
1,5%
2,7%
0,0
1,3
0,4
2,2
104
Tavola 66
ATTIVO
Cap. investito netto gest
Cap. fisso
CCO:
Magazzino
Crediti di gestione
Debiti di gestione
PASSIVO
Debiti di fin. a bt
Debiti di fin. a m/l t.
Altre poste non onerose
Cap. proprio
disponibile
Totale passivo
A
A_Ret
A
A_Ret
A
A_Ret
2003
2003
2004
2004
2005
2005
100,0%
48,2%
51,8%
-0,2%
116,2%
64,1%
100,0%
89,4%
10,6%
-0,1%
54,7%
44,0%
100,0%
37,3%
62,7%
-0,5%
117,6%
54,3%
100,0%
85,1%
14,9%
-0,2%
55,0%
39,9%
100,0%
36,9%
63,1%
-0,1%
122,0%
58,8%
100,0%
81,0%
19,0%
-0,1%
58,8%
39,7%
100,0
40,8
59,2
-0,3
118,6
59,1
100,0
85,2
14,8
-0,1
56,2
41,2
55,5%
6,9%
0,0%
25,4%
12,2%
0,0%
64,3%
4,9%
0,0%
33,3%
11,2%
0,0%
53,3%
14,1%
0,0%
30,2%
14,3%
0,0%
57,7
8,6
0,0
29,6
12,5
0,0
37,6%
62,4%
30,9%
55,5%
32,5%
55,6%
33,7
57,8
100,0%
100,0%
100,0%
100,0%
100,0%
100,0%
100,0
100,0
105
A
A_Ret
MEDIA
2003-2005
Tavola 67
BeM
Ricavi di gestione
Variazione magazzino
Lavori in economia
Costo monetario
Consumi di materie
Prestazioni di servizi
Godimento beni di
terzi
Valore aggiunto
Costo non Monetario
Ammortamenti
Acca. rischi gestionali
Costo del lavoro
Salari, stipendi
Accantonamento TFR
Prov. fin da part imm.
Imposte
MON*
Saldo attività atipica
Oneri finanziari
Proventi finanziari
Riv. attività
finanziarie
Sval. attività
finanziarie
Saldo gest. finanziaria
Utile gestione
ordinaria
Saldo prov. oneri stra.
Utile netto
Be
M_Ret
BeM
Be
M_Ret
BeM
Be
M_Ret
BeM
Be
M_Ret
2000
2000
2001
2001
2002
2002
13.931.157
4.259.490
13.805.490
4.653.868
15.116.943
5.312.576
0,2%
0,0%
19,3%
6,5%
11,4%
0,5%
0,0%
26,6%
9,4%
15,2%
-0,1%
0,0%
20,2%
7,4%
11,5%
-0,2%
0,0%
29,7%
9,7%
17,6%
0,1%
0,1%
22,4%
7,7%
12,4%
0,1%
0,2%
30,4%
10,5%
17,2%
0,1
0,0
20,6
7,2
11,8
0,1
0,1
28,9
9,9
16,7
1,4%
1,9%
1,4%
2,4%
2,2%
2,7%
1,7
2,4
80,7%
3,8%
3,4%
0,4%
69,6%
63,7%
5,9%
0,0%
2,2%
5,2%
-1,7%
1,0%
0,1%
73,4%
4,6%
4,6%
0,0%
61,3%
58,8%
2,5%
0,0%
1,5%
6,0%
-2,8%
1,5%
0,3%
79,8%
3,6%
3,3%
0,4%
70,0%
66,9%
3,0%
0,0%
2,0%
4,2%
-2,4%
1,0%
0,1%
70,3%
4,9%
4,6%
0,3%
62,1%
59,4%
2,7%
0,0%
1,2%
2,1%
-3,5%
1,1%
0,2%
77,6%
3,8%
3,6%
0,2%
68,8%
65,7%
3,0%
0,0%
0,1%
4,9%
-2,0%
1,1%
0,1%
69,6%
4,4%
4,4%
0,0%
58,7%
56,2%
2,5%
0,0%
0,2%
6,2%
-3,5%
1,1%
0,1%
79,4
3,7
3,4
0,3
69,4
65,5
4,0
0,0
1,4
4,8
-2,0
1,0
0,1
71,1
4,6
4,5
0,1
60,7
58,2
2,6
0,0
1,0
4,8
-3,3
1,2
0,2
0,0%
0,0%
0,0%
0,0%
0,0%
0,0%
0,0
0,0
0,4%
0,0%
0,0%
0,0%
0,0%
0,0%
0,1
0,0
-1,2%
-1,2%
-0,9%
-0,9%
-1,1%
-1,0%
-1,1
-1,0
2,3%
2,0%
1,0%
-2,3%
1,8%
1,8%
1,7
0,5
1,7%
4,0%
3,8%
5,8%
0,1%
1,1%
0,4%
-2,0%
0,3%
2,1%
0,5%
2,3%
0,7
2,4
1,6
2,1
106
MEDIA
2000-2002
Tavola 68
ATTIVO
Cap. investito netto
gest
Cap. fisso
CCO:
Magazzino
Crediti di gestione
Debiti di gestione
PASSIVO
Debiti di fin. a bt
Debiti di fin. a m/l t.
Altre poste non
onerose
Cap. proprio
disponibile
Totale passivo
BeM
Be
M_Ret
BeM
Be
M_Ret
BeM
Be
M_Ret
2000
2000
2001
2001
2002
2002
100,0%
100,0%
100,0%
100,0%
100,0%
100,0%
100,0
100,0
42,6%
57,4%
2,8%
79,0%
24,4%
48,6%
51,4%
5,5%
80,4%
34,4%
47,3%
52,7%
2,0%
77,7%
26,9%
48,3%
51,7%
4,6%
86,9%
39,7%
62,8%
37,2%
1,4%
65,5%
29,8%
54,5%
45,5%
2,0%
79,7%
36,1%
50,9
49,1
2,1
74,1
27,0
50,4
49,6
4,0
82,3
36,8
47,2%
7,4%
36,4%
8,5%
39,5%
15,9%
37,3%
12,6%
35,8%
19,5%
30,2%
19,3%
40,8
14,3
34,6
13,4
0,0%
0,0%
0,1%
0,0%
0,1%
0,3%
0,1
0,1
45,4%
55,1%
44,5%
50,1%
44,5%
50,2%
44,8
51,8
100,0%
100,0%
100,0%
100,0%
100,0%
100,0%
100,0
100,0
107
BeM
Be
M_Ret
MEDIA
2000-2002
Tavola 69
BeM
Ricavi di gestione
Variazione magazzino
Lavori in economia
Costo monetario
Consumi di materie
Prestazioni di servizi
Godimento beni di
terzi
Valore aggiunto
Costo non Monetario
Ammortamenti
Acca. rischi gestionali
Costo del lavoro
Salari, stipendi
Accantonamento TFR
Prov. fin da part imm.
Imposte
MON*
Saldo attività atipica
Oneri finanziari
Proventi finanziari
Riv. attività
finanziarie
Sval. attività
finanziarie
Saldo gest. finanziaria
Utile gestione
ordinaria
Saldo prov. oneri stra.
Utile netto
Be
M_Ret
BeM
Be
M_Ret
BeM
Be
M_Ret
BeM
Be
M_Ret
2003
2003
2004
2004
2005
2005
16.171.116
5.528.817
19.200.333
6.294.022
19.919.039
6.214.285
0,1%
0,3%
23,5%
8,1%
13,0%
0,1%
0,8%
31,2%
10,7%
17,9%
0,0%
0,1%
28,9%
8,5%
17,1%
0,1%
0,3%
30,2%
12,9%
13,6%
0,2%
0,0%
31,0%
7,9%
18,1%
0,2%
0,0%
28,9%
10,8%
15,2%
0,1
0,2
27,8
8,2
16,1
0,2
0,4
30,1
11,5
15,6
2,4%
2,5%
3,3%
3,8%
4,9%
2,9%
3,5
3,0
76,5%
4,5%
3,9%
0,6%
67,1%
64,2%
2,9%
0,0%
0,3%
4,6%
-1,9%
1,1%
0,1%
68,8%
5,2%
4,5%
0,7%
60,5%
57,5%
3,0%
0,0%
0,7%
2,5%
-2,7%
1,2%
0,1%
71,1%
4,3%
3,3%
0,9%
63,2%
60,0%
3,1%
0,0%
0,0%
3,6%
-1,5%
0,8%
0,1%
69,8%
6,6%
4,0%
2,6%
58,8%
55,3%
3,5%
0,0%
0,1%
4,2%
-2,1%
1,0%
0,2%
69,0%
3,8%
3,3%
0,5%
61,4%
58,2%
3,3%
0,0%
0,0%
3,8%
-1,5%
0,8%
0,1%
71,1%
5,1%
4,4%
0,6%
59,5%
55,7%
3,8%
0,0%
0,1%
6,5%
-1,9%
1,0%
0,2%
72,2
4,2
3,5
0,7
63,9
60,8
3,1
0,0
0,1
4,0
-1,6
0,9
0,1
69,9
5,6
4,3
1,3
59,6
56,2
3,4
0,0
0,3
4,4
-2,2
1,1
0,1
0,0%
0,0%
0,0%
0,0%
0,0%
0,0%
0,0
0,0
0,0%
0,0%
0,0%
0,0%
0,0%
0,0%
0,0
0,0
-1,0%
-1,2%
-0,7%
-0,8%
-0,7%
-0,9%
-0,8
-1,0
1,7%
-1,5%
1,4%
1,3%
1,6%
3,7%
1,5
1,2
0,6%
2,2%
1,2%
-0,3%
-0,3%
1,1%
0,1%
1,5%
1,8%
3,4%
0,4%
4,1%
0,7
2,2
0,6
1,8
108
MEDIA
2003-2005
Tavola 70
ATTIVO
Cap. investito netto
gest
Cap. fisso
CCO:
Magazzino
Crediti di gestione
Debiti di gestione
PASSIVO
Debiti di fin. a bt
Debiti di fin. a m/l t.
Altre poste non
onerose
Cap. proprio
disponibile
Totale passivo
BeM
Be
M_Ret
BeM
Be
M_Ret
BeM
Be
M_Ret
2003
2003
2004
2004
2005
2005
100,0%
100,0%
100,0%
100,0%
100,0%
100,0%
100,0
100,0
50,3%
49,7%
1,7%
87,7%
39,8%
55,0%
45,0%
3,3%
85,9%
44,3%
52,3%
47,7%
2,6%
95,0%
49,9%
55,9%
44,1%
6,0%
87,8%
49,7%
51,1%
48,9%
1,9%
98,5%
51,4%
50,8%
49,2%
4,3%
90,7%
45,7%
51,2
48,8
2,0
93,7
47,0
53,9
46,1
4,5
88,1
46,6
37,3%
18,1%
31,9%
20,9%
35,2%
15,8%
32,0%
15,3%
31,4%
15,1%
27,4%
14,3%
34,7
16,3
30,4
16,8
0,0%
0,0%
0,0%
0,0%
0,0%
0,0%
0,0
0,0
44,6%
47,2%
49,0%
52,7%
53,5%
58,3%
49,0
52,8
100,0%
100,0%
100,0%
100,0%
100,0%
100,0%
100,0
100,0
BeM
Be
M_Ret
MEDIA
2003-2005
Figura 56 Quantità di conto economico: livelli percentuali 2000-2005 per le cooperative di tipo A
QUANTITA' DI CONTO ECONOMICO_2000_2005_Coop A
100,0%
90,0%
80,0%
70,0%
60,0%
50,0%
40,0%
30,0%
20,0%
10,0%
0,0%
2000
2001
VALORE AGGIUNTO
2002
2003
COSTO DEL LAVORO
109
2004
MON
UTILE NETTO
2005
Figura 57 Quantità di conto economico: livelli percentuali 2000-2005 per le cooperative di tipo A
nel campione rettificato
QUANTITA' DI CONTO ECONOMICO_2000_2005_Coop A_senza coop maggiori
100,0%
90,0%
80,0%
70,0%
60,0%
50,0%
40,0%
30,0%
20,0%
10,0%
0,0%
2000
2001
2002
VALORE AGGIUNTO
2003
COSTO DEL LAVORO
2004
MON
2005
UTILE NETTO
Figura 58 Quantità di stato patrimoniale: livelli percentuali 2000-2005 per le cooperative A
QUANTITA' DI STATO PATRIMONIALE_2000_2005_Coop_A
110,0%
90,0%
70,0%
50,0%
30,0%
10,0%
2000
2001
2002
2003
2004
-10,0%
Capitale fisso
CCO
Debiti fin BT
110
Debiti fin MLT
Capitale proprio disponibile
2005
Figura 59 Quantità di stato patrimoniale: livelli percentuali 2000-2005 per le cooperative di tipo
A nel campione rettificato
QUANTITA' DI STATO PATRIMONIALE_2000_2005_Coop_A_senza coop maggiori
100,0%
90,0%
80,0%
70,0%
60,0%
50,0%
40,0%
30,0%
20,0%
10,0%
0,0%
2000
2001
Capitale fisso
2002
CCO
2003
Debiti fin BT
2004
Debiti fin MLT
2005
Capitale proprio disponibile
Figura 60 Quantità di conto economico: livelli percentuali 2000- 2005 per le cooperative B e M
QUANTITA' DI CONTO ECONOMICO_2000_2005_Coop B e M
100,0%
90,0%
80,0%
70,0%
60,0%
50,0%
40,0%
30,0%
20,0%
10,0%
0,0%
2000
2001
VALORE AGGIUNTO
2002
2003
COSTO DEL LAVORO
111
2004
MON
UTILE NETTO
2005
Figura 61 Quantità di conto economico: livelli percentuali 2000-2005 per le cooperative B e M
nel campione rettificato
QUANTITA' DI CONTO ECONOMICO_2000_2005_Coop B e M_senza coop maggiori
100,0%
90,0%
80,0%
70,0%
60,0%
50,0%
40,0%
30,0%
20,0%
10,0%
0,0%
2000
2001
2002
VALORE AGGIUNTO
2003
COSTO DEL LAVORO
2004
MON
2005
UTILE NETTO
Figura 62 Quantità di stato patrimoniale: livelli percentuali 2000-2005 per le cooperative B e M
QUANTITA' DI STATO PATRIMONIALE_2000_2005_Coop_B e M
110,0%
90,0%
70,0%
50,0%
30,0%
10,0%
2000
2001
2002
2003
2004
-10,0%
Capitale fisso
CCO
Debiti fin BT
112
Debiti fin MLT
Capitale proprio disponibile
2005
Figura 63 Quantità di stato patrimoniale: livelli percentuali 2000-2005 per le cooperative B e M
nel campione rettificato
QUANTITA' DI STATO PATRIMONIALE_2000_2005_Coop_B e M_senza coop maggiori
100,0%
90,0%
80,0%
70,0%
60,0%
50,0%
40,0%
30,0%
20,0%
10,0%
0,0%
2000
2001
Capitale fisso
2002
CCO
2003
Debiti fin BT
Debiti fin MLT
2004
2005
Capitale proprio disponibile
Rilevanza del problema finanziario
Come ricordato in premessa, la dimensione economico finanziaria non rappresenta
certamente il piano più rilevante nell’ambito dell’operatività delle cooperative sociali; essa
tuttavia concorre a definire il quadro dei vincoli entro i quali la cooperazione deve comunque
collocarsi. Il vincolo economico finanziario si traduce in un insieme di compatibilità minimali
che, se rispettate, garantiscono la sostenibilità nel lungo periodo dell’operatività nel sociale.
Tale vincolo (e la correlata ricerca delle compatibilità minimali) ha assunto, nel tempo,
sempre maggiore importanza.
Da un lato, infatti, la crescita dimensionale delle cooperative (nel periodo 2000-2005) in
termini di Valore della Produzione e di Capitale Investito ha reso relativamente più rilevante
il “problema finanziario” ed, in particolare, il problema del corretto dimensionamento del
debito in un contesto caratterizzato da margini operativi modesti e, tendenzialmente, instabili.
113
Dall’altro, va considerato il rapporto con il sistema del credito che diviene sempre più
rilevante e che deve scontare importanti discontinuità istituzionali connesse all’imminente
entrata in vigore del Nuovo Accordo sul capitale (Basilea 2).
Per cogliere la rilevanza che il vincolo economico finanziario presenta nell’ambito
dell’economia della cooperazione sociale è opportuno analizzare alcuni dati desumibili dai
bilanci aggregati del periodo preso a riferimento.
Le tavole successive evidenziano, con riferimento alle diverse tipologie di cooperative, le
variazioni su base annua del Valore della Produzione, del Capitale Investito Netto Gestionale,
del capitale Circolante Netto, del Capitale Proprio, dei Debiti Finanziari a Medio Lungo
Termine (MLT) e di quelli a Breve Termine (BT).
Come si può agevolmente osservare, nel periodo preso a riferimento, le cooperative di tipo A
si caratterizzano per un maggior tasso di crescita del valore della produzione (215,3% la
tipologia A, 43,0% quelle B e M nei campioni totali; 84,4% la tipologia A, 45,9% quelle B e
M nei relativi campioni rettificati), così come anche in relazione al Capitale Investito Netto
Gestionale. In merito alle variazioni intervenute nella struttura del passivo, si deve rilevare
come la variazione dei debiti a medio lungo termine presente nel campione totale delle
cooperative di tipo A (258,3%) risulti notevolmente influenzata da un nuovo debito che la
cooperativa A_13 ha contratto nel 2005 per un importo iscritto a bilancio pari a € 1.523.460,
dato che la medesima variazione riferita al campione rettificato è, invece, pari a solo l’11,5%.
Le due tipologie, comunque, si caratterizzano per sentieri evolutivi diversi. Le cooperative di
tipo B e Miste, nell’intero periodo preso a riferimento, si contraddistinguono, in entrambi i
campioni, per un maggior ricorso alle fonti di finanziamento a MLT (la variazione tra il 2000
e il 2005 risulta pari al 182,4% per il campione totale e pari al 141,6% per il campione
rettificato), mentre le cooperative di tipo A presentano un maggior ricorso alle fonti a breve
termine. Il dato in tal senso non risulta influenzato dalla cooperativa A_13, poiché la
variazione risulta decisamente importante anche nel campione rettificato (253,0% nel
campione totale e 201,5% nel campione rettificato).
A prescindere da valutazioni quantitative relative alle dinamiche del passato, nell’inquadrare
la crucialità della funzione finanza nel prossimo futuro è, tuttavia, necessario far riferimento
al mutamento degli scenari sottesi dall’entrate in vigore nel 2007 del Nuovo Accordo di
Basilea.
Non è questa, naturalmente, la sede per un’articolata analisi delle implicazioni di Basilea 2
rispetto alla finanza delle cooperative e più in generale delle PMI. Qualche considerazione
verrà, tuttavia, articolata nelle conclusioni al presente rapporto.
114
Tavola 71 Variazione a/a cooperative A variazione percentuale
A
Var Valore della Produzione
Var Cap Investito Netto Gestionale
Var CCN
Var Capitale Proprio
Var Debiti MLT
Var Debiti BT
A_Ret
2001-2000
21,6%
7,4%
11,2%
2,2%
ns
-50,9%
A_Ret
2002-2001
45,8%
28,1%
39,0%
9,0%
80,2%
159,0%
A_Ret
2003-2002
29,6%
16,5%
20,6%
9,2%
17,5%
142,1%
8,4%
43,5%
5,9%
18,8%
-5,7%
77,5%
17,6%
-14,4%
29,5%
4,2%
-0,3%
-2,8%
A
Var Valore della Produzione
Var Cap Investito Netto Gestionale
Var CCN
Var Capitale Proprio
Var Debiti MLT
Var Debiti BT
A
5,2%
-14,3%
55,8%
8,1%
-14,1%
29,3%
A_Ret
2004-2003
21,8%
6,7%
37,5%
20,7%
66,4%
69,5%
A_Ret
2005-2004
12,6%
7,8%
9,9%
7,4%
10,5%
36,8%
A_Ret
2005-2000
215,3%
84,4%
181,9%
57,7%
ns
ns
13,0%
-3,2%
59,2%
15,8%
219,6%
-8,9%
98,1%
258,3%
253,0%
7,3%
11,1%
58,1%
A
A
7,5%
36,8%
-2,6%
A
36,8%
11,5%
201,5%
Tavola 72 Variazione a/a cooperative B e M variazione percentuale
Var Valore della Produzione
Var Cap Investito Netto Gestionale
Var CCN
Var Capitale Proprio
Var Debiti MLT
Var Debiti BT
Var Valore della Produzione
Var Cap Investito Netto Gestionale
Var CCN
Var Capitale Proprio
Var Debiti MLT
Var Debiti BT
BeM
B e M _Ret
2001-2000
-0,9%
9,3%
8,4%
3,1%
-0,5%
3,7%
BeM
B e M _Ret
2002-2001
9,5%
14,2%
10,1%
23,9%
-22,4%
9,1%
BeM
B e M _Ret
2003-2002
7,0%
4,1%
11,2%
6,7%
48,8%
5,3%
6,3%
132,4%
-9,1%
10,0%
35,5%
-0,2%
11,3%
2,9%
15,8%
-6,2%
53,0%
5,6%
24,1%
90,4%
0,4%
0,4%
15,6%
12,5%
BeM
B e M _Ret
2004-2003
18,7%
13,8%
-2,3%
-2,4%
-6,4%
-4,3%
BeM
B e M _Ret
2005-2004
3,7%
-1,3%
6,9%
7,5%
9,8%
20,1%
BeM
B e M _Ret
2005-2000
43,0%
45,9%
38,6%
43,0%
18,1%
37,0%
7,2%
-14,6%
-7,8%
16,7%
2,1%
-4,6%
63,1%
182,4%
-7,6%
8,9%
-28,7%
-2,1%
115
18,9%
0,7%
-7,9%
51,3%
141,6%
7,7%
C) Individuazione e significatività degli indicatori per l’analisi delle compatibilità
economiche minime
Premessa
La misurazione delle compatibilità economiche minime delle cooperative sociali della
provincia di Udine è stata condotta utilizzando strumenti di analisi di bilancio
opportunamente rimodulati al fine di tener conto delle relative specificità.
Partendo da una base molto ampia di indicatori (cfr. colonna di sinistra della tavola 73), sono
stati estrapolati i più significativi di essi (colonna di destra della stessa tabella) in relazione
alle diverse aree dell’attività delle cooperative, al fine di mettere in risalto, soprattutto, gli
equilibri attinenti alla gestione caratteristica.
L’obiettivo d’indagine è quello di evidenziare, ove possibile, compatibilità economiche
minimali di lungo periodo piuttosto che astratti profili di performance. L’analisi delle
performance (condotta secondo metriche tradizionali) mal si adatta, infatti, alle specificità
della cooperazione sociale.
La prospettiva di indagine considerata contribuisce a chiarire la ragione per la quale, nella
scelta degli indicatori e nella loro interpretazione, si è cercato di cogliere elementi di trend
strutturale. Ci si è focalizzati, ad esempio e come si chiarirà, non tanto sull’evoluzione dei
valori degli indicatori di anno in anno quanto, piuttosto, sui loro valori medi nel periodo
assunto a riferimento e sulla loro relativa stabilità.
In tale ottica assume, inoltre, rilievo il posizionamento relativo, rispetto ai diversi profili presi
in esame, di ciascuna cooperativa nell’ambito dell’intero universo e nell’intera finestra
temporale di analisi.
Per tutte le cooperative si è riportato, per gli anni 2000-2005, lo sviluppo degli indicatori di
sintesi (Fatturato/Break Even Point, Fatturato/Capitale Investito Gestionale, Ciclo Monetario
[in giorni], MON*/Fatturato, OF/MOL*, Spread=ROI-[OF/CT], Indice di indebitamento,
Indice di copertura degli immobilizzi).
In termini più precisi, nelle tavole che seguono si presenta per ogni indicatore:
•
la media dei valori relativi a ciascuna cooperativa nel periodo in esame (2000-2005);
•
la relativa deviazione standard, che identifica il grado di dispersione dei valori
relativi a ciascun anno rispetto alla media di periodo;
•
la media normalizzata, che si ottiene rapportando la differenza tra la media sviluppata
dalla cooperativa (nel periodo 2000-2005) e quella della tipologia di riferimento
116
(media delle medie delle singole cooperative nel periodo 2000-2005) rispetto alla
deviazione standard di tutte le medie della stessa tipologia.
Per rendere maggiormente significativa l’analisi ed i relativi confronti tra le cooperative sono
stati, di volta in volta, eliminati i valori potenzialmente distorsivi.
Tavola 73
ELENCO COMPLETO INDICATORI
INDICATORI DI SINTESI
Fatturato
Contributi conto_esercizio/Fatturato
Break even point
Fatturato/Break even point
Fatturato / Valore aggiunto
Fatturato / Capitale investito gestionale
Ciclo monetario (in giorni)
Giorni durata crediti magazzino debiti
1) Fatturato/Break even point
2) Fatturato / Capitale investito gestionale
3) Ciclo monetario (in giorni)
4) MON*/Fatturato
5) OF/MOL*
6) Spread=ROI-(OF/CT)
7) Indice di indebitamento
8) Indice di copertura degli immobilizzi
MON*/Fatturato
Contributi conto_es/MON*
Consumi di materie / Fatturato
Costo del lavoro / Fatturato
Costi non monetari / Fatturato
Costi per servizi/ Fatturato
Costi per godimento beni di 3°/ Fatturato
Totale costi principali
(GLO)_con MON*
Costi fissi/costo totale
FCGCorrente*(1-t)/MON*
OF/MOL*
OF/MON*
ROI=MON*/CI_totale attivo
i=OF/CT di natura onerosa
Spread=ROI-(OF/CT)
Indice di indebitamento
Indice di copertura degli immobilizzi
ROE*
Il modello, nella sua versione più ampia, prevede, inoltre, un’analisi fondata sulla
generazione di flussi di cassa da parte delle cooperative.
L’analisi per flussi, come noto, rappresenta un importantissimo strumento per identificare
l’equilibrio delle combinazioni economiche e finanziarie delle imprese.
117
Con specifico riferimento alle cooperative sociali questo strumento certamente contribuisce
alla verifica dell’esistenza di condizioni di sostenibilità dello sviluppo in presenza di margini
economici modesti e volatili.
Considerato il numero ristretto di cooperative e il grado di dispersione dei due campioni, i
valori potenzialmente distorsivi (outliers) saranno eliminati, prima in funzione di un filtro che
ne verificherà la valenza economica finanziaria ed, in seconda analisi, in relazione al
superamento o meno di un certo multiplo della deviazione standard (da individuare
specificamente per ogni singolo indicatore in relazione alle diverse tipologie di cooperative).
In particolar modo, il primo filtro ha la funzione di escludere tutti quei valori che non
presentano significatività economica (come ad esempio un punto di pareggio o un peso degli
oneri finanziari negativo) o che siano riconducibili a distorsioni contabili (ciclo monetario
eccessivamente ampio).
1) Fatturato/Break Even Point (F/BEP)
Il primo indicatore preso a riferimento è il punto di pareggio (Break Even Point) rapportato al
livello effettivo di fatturato. Il BEP rappresenta il livello di fatturato (livello di equilibrio) in
corrispondenza del quale la cooperativa consegue un utile operativo pari a zero (costi=ricavi
totali).
Graficamente il BEP identifica il punto nel quale la retta dei costi totali (somma dei costi fissi
e variabili) interseca la retta dei ricavi totali. Il punto di pareggio è calcolato rapportando
l’ammontare dei costi fissi (CF) al margine di contribuzione unitario (MCU=Fatturato-Costi
Variabili). Il BEP, quindi, è tanto più alto quanto minore è il MCU e quanto maggiori sono i
CF.
Un elevato livello del punto di pareggio obbliga la cooperativa a conseguire elevati volumi di
ricavi e ne innalza il livello di rischio. Il rapporto F/BEP consente, allora, di mettere in
evidenza la capacità della cooperativa sociale di controllare il livello dei costi fissi e, dato un
determinato margine di contribuzione unitario, di produrre un livello di fatturato almeno pari
al punto di equilibrio (valore del rapporto maggiore di uno).
In termini dinamici, l’ipotesi più virtuosa è rappresentata naturalmente da una riduzione
progressiva del BEP (riduzione dei CF e/o incremento del MCU) non accompagnata da una
parallela riduzione del fatturato.
118
La tavole che seguono presentano i dati relativi al rapporto F/BEP evidenziando, per ciascuna
cooperativa, la media nel periodo 2000-2005, la relativa deviazione standard e la media
normalizzata.
Per meglio comprendere il comportamento delle cooperative si sono riportate in un sistema di
assi cartesiani le due variabili che sintetizzano, nell’orizzonte temporale di riferimento, la
performance della singola entità (media/Ds) e la performance riferita alla tipologia di
appartenenza (media normalizzata).
Individuando il livello medio della variabile Media/DS, il piano cartesiano risulta suddiviso
in quadranti che individuano le possibili combinazioni (la media della Media Normalizzata è
pari a zero).
Media
Normalizzata
QUADRANTE
1
QUADRANTE
3
Media/Ds
QUADRANTE
2
QUADRANTE
4
Il quadrante 1, ad esempio, identifica cooperative che presentano un valore della Media
Normalizzata maggiore di zero (valore medio più alto della media del campione) e ridotto
valore della Media/DS (la variabile presenta una bassa media e/o una elevata variabilità);
analogamente, il quadrante 2 un valore della Media Normalizzata maggiore di zero e alto
valore della Media/DS (la variabile presenta una media alta e/o una bassa variabilità).
Per tale indicatore vengono considerati attendibili e facenti parte del campione, in primis solo
i rapporti che presentano valori positivi ed, in seconda analisi, solo quelli che non eccedono
di 10 volte la deviazione standard della tipologia di riferimento per le cooperative di tipo A e
5 volte per la tipologia B e M.
Di seguito si riporta la suddivisone del rapporto in quartili (ovvero in quattro gruppi
contenenti lo stesso numero di dati, con il secondo quartile che rappresenta la mediana11).
Entrambe le tipologie presentano, mediamente nei sei anni analizzati, sempre un rapporto
superiore all’unità, con valori simili tra i due diversi campioni di cooperative.
11
La mediana è il numero che occupa la posizione centrale di un insieme di numeri, vale a dire che una metà dei
numeri ha un valore superiore rispetto alla mediana, mentre l'altra metà ha un valore inferiore.
119
Complessivamente, nell’intero periodo, le due tipologie di cooperative sono accomunate da
una media e da una deviazione standard pressoché identiche (1,27 e 0,33 per le cooperative di
tipo A; 1,21 e 0,28 per le cooperative di tipo B e Miste, rispettivamente la media e la DS).
Entrambe le tipologie hanno un rapporto maggiormente concentrato nel secondo range
(Fatturato su BEP compreso tra 1 e 2). Le cooperative di tipo B e Miste sviluppano un
rapporto che, nell’intero periodo, tende ad oscillare tra il 65,2% del 2002 e il 95,7% del 2005
mentre, l’altro campione, tra il 59,1% del 2002 e l’84% del 2004. Solo un ristretto numero di
entità, sviluppando rapporti superiori alle due volte, si posiziona nel secondo range.
Viceversa, desta qualche perplessità che, per entrambe le tipologie, una parte delle
cooperative si collochi nel range inferiore (BEP<1), con valori che mediamente tendono ad
attestarsi tra il 15% e il 20% e con punte massime intorno al 30%, a testimonianza che un
discreto numero di cooperative non sviluppa un livello minimo di fatturato sufficiente a
coprire l’ammontare dei costi della gestione tipica. Per alcune di esse, quindi, l’equilibrio
puramente reddituale rappresenta un elemento di forte criticità.
Tavola 74
Fatturato/Break even point
QUARTILI
Valore minimo
I quartile
II quartile
III quartile
Valore massimo
QUARTILI
Valore minimo
I quartile
II quartile
III quartile
Valore massimo
TIPO A
2000
0,58
1,02
1,10
1,24
1,68
2001
0,51
0,97
1,12
1,30
2,82
2002
0,41
1,06
1,18
1,43
4,05
2000
0,82
1,07
1,25
1,39
1,85
2001
0,09
1,08
1,23
1,42
2,42
2002
0,48
1,09
1,22
1,47
1,79
2003
0,29
1,11
1,20
1,32
3,73
2004
0,56
1,10
1,23
1,39
3,13
2005
0,80
1,05
1,19
1,35
4,23
2004
0,24
1,05
1,16
1,39
2,26
2005
0,69
1,10
1,24
1,37
1,92
TIPO B e M
2003
0,14
0,84
1,18
1,48
2,06
12
Utilizzando i grafici a dispersione (Figure 68 e 69 ), dove vengono presi a riferimento la
media normalizzata del rapporto in oggetto e il rapporto media su deviazione standard, si può
osservare come esista un certo grado di dispersione che caratterizza entrambe le tipologie,
12
Nel grafico a dispersione in oggetto è stata esclusa solo graficamente la coop B_1 perché presentava un rapporto
media/deviazione standard particolarmente elevato.
120
determinato, per le cooperative di tipo A, soprattutto dal rapporto media su deviazione
standard e, per le cooperative di tipo B e Miste, dal valore della media normalizzata. In
particolar modo, nella prima tipologia appare superiore il numero di cooperative con valori
negativi della media normalizzata. Le due tipologie, tuttavia, si contraddistinguono per linee
di tendenza diverse, inclinata negativamente (la media normalizzata tende verso valori
negativi) quella delle cooperative di tipo A e positivamente (la media normalizzata tende
verso valori positivi) quella delle cooperative di tipo B e Miste.
È utile ricordare che nelle figure in oggetto, così come in tutti gli altri grafici a dispersione
presenti nelle successive sezioni, vengono presi a riferimento, se non diversamente
specificato di volta in volta, i campioni totali delle due tipologie poiché, a priori, non esiste
una correlazione positiva tra dimensione maggiore e rapporti migliori.
Tavola 75
Fatturato/Break even point
CONDIZIONI
MINIME
BEP<1
1<=BEP>=2
BEP>2
Totale rilevazioni
TIPO A
2000
4
15
0
19
2001
7
13
2
22
2002
3
19
1
23
2003
4
19
2
25
2004
3
21
1
25
2005
6
17
2
25
BEP<1
1<=BEP>=2
BEP>2
CONDIZIONI
MINIME
BEP<1
1<=BEP>=2
BEP>2
Totale rilevazioni
21,1%
78,9%
0,0%
31,8%
59,1%
9,1%
13,0%
82,6%
4,3%
16,0%
76,0%
8,0%
12,0%
84,0%
4,0%
24,0%
68,0%
8,0%
2000
3
16
0
19
2001
5
15
3
23
2002
5
17
0
22
2003
8
15
1
24
2004
4
18
1
23
2005
1
22
0
23
BEP<1
1<=BEP>=2
BEP>2
15,8%
84,2%
0,0%
21,7%
65,2%
13,0%
22,7%
77,3%
0,0%
33,3%
62,5%
4,2%
17,4%
78,3%
4,3%
4,3%
95,7%
0,0%
TIPO B e M
121
Figura 64 Break Even Point: quartili per le cooperative di tipo A
Break event point_quartili_Tipologia A
5,00
4,50
4,00
3,50
3,00
2,50
2,00
1,50
1,00
0,50
0,00
Valore minimo
I quartile
II quartile
2000
2001
2002
2003
III quartile
2004
Valore massimo
2005
Figura 65 Break Even Point: quartili per le cooperative di tipo B e Miste
Break event point_quartili_Tipologia B e M
5,00
4,50
4,00
3,50
3,00
2,50
2,00
1,50
1,00
0,50
0,00
Valore minimo
I quartile
II quartile
2000
2001
2002
122
2003
III quartile
2004
2005
Valore massimo
Figura 66 Break Even Point: frequenze per le cooperative di tipo A
Break event point_frequenze_Tipologia A
84,0%
82,6%
78,9%
76,0%
68,0%
59,1%
31,8%
24,0%
21,1%
16,0%
13,0%
12,0%
9,1%
8,0%
4,3%
8,0%
4,0%
0,0%
<=1
>1;<2
2000
2001
2002
>=2
2003
2004
2005
Figura 67 Break Even Point: frequenze per le cooperative di tipo B e Miste
Break event point_frequenze_Tipologia B e M
95,7%
84,2%
78,3%
77,3%
65,2%
62,5%
33,3%
21,7%22,7%
17,4%
15,8%
13,0%
4,3%
4,2% 4,3%
0,0%
<=1
>1;<2
2000
2001
2002
2003
123
0,0%
>=2
2004
2005
0,0%
Tavola 76
Fatturato/Break even point
TIPO_A
2000
2001
2002
2003
2004
2005
Media
DS
A_1
A_2
A_3
A_4
A_5
A_7
A_8
A_9
A_10
A_11
A_12
A_13
A_14
A_15
A_16
A_17
A_18
A_20
A_21
A_22
A_23
A_24
A_25
A_26
A_27
1,42
1,13
1,10
1,26
0,93
1,17
1,57
1,08
0,58
1,01
1,22
0,83
1,06
0,77
1,02
1,13
1,39
1,05
1,68
1,31
1,63
1,06
1,21
0,66
0,75
0,83
0,51
1,90
0,56
1,01
1,19
1,26
0,96
0,99
2,82
1,88
1,06
1,15
1,17
1,08
2,24
4,05
1,87
1,17
1,47
1,45
1,41
0,73
1,12
1,06
1,36
1,05
1,22
1,26
1,18
1,13
1,02
1,05
1,24
0,99
1,73
0,41
1,06
1,52
3,73
1,32
1,13
1,29
0,87
1,39
1,19
2,15
1,34
1,13
1,04
1,27
1,20
0,68
1,15
1,27
1,32
1,11
0,98
1,60
1,00
1,20
0,29
1,14
1,24
3,13
1,43
1,29
1,30
0,88
1,30
1,16
1,51
1,39
1,49
1,01
1,23
1,11
1,05
1,09
1,44
1,84
1,10
0,74
1,35
0,56
1,12
1,11
1,30
1,10
2,87
1,11
1,32
1,11
0,99
1,19
1,50
1,21
1,15
1,05
1,14
1,35
1,35
0,80
0,87
1,19
4,23
1,57
0,96
1,98
1,31
1,07
0,98
1,31
0,86
2,75
1,41
1,18
1,27
0,97
1,16
1,10
1,34
1,32
1,03
1,04
1,25
1,23
0,92
1,05
1,55
1,85
1,18
0,99
1,66
0,97
1,13
0,79
1,16
1,44
1,15
0,30
0,11
0,12
0,29
0,27
0,28
0,55
0,32
0,39
0,05
0,06
0,09
0,18
0,11
0,73
1,25
0,20
0,15
0,26
0,40
0,06
0,44
0,12
0,49
19
1,13
0,27
22
1,24
0,56
23
1,33
0,67
25
1,28
0,60
25
1,28
0,47
25
1,38
0,73
1,27
0,39
0,33
N° rilevazioni
Media_anno
DS_anno
124
Media/
DS
2,38
4,79
11,22
10,86
3,33
4,35
3,93
2,45
4,18
2,65
20,07
21,60
13,53
5,03
9,94
2,13
1,48
5,85
6,72
6,33
2,42
17,60
1,79
9,87
2,95
Media
norm.
3,79
0,37
-0,23
0,01
-0,77
-0,28
-0,44
0,19
0,13
-0,62
-0,58
-0,06
-0,09
-0,90
-0,57
0,70
1,48
-0,22
-0,71
1,01
-0,76
-0,36
-1,22
-0,29
0,43
Tavola 77
Fatturato/Break even point
TIPO_B e M
2000
2001
2002
2003
2004
2005
Media
DS
B_1
B_2
B_3
B_4
B_5
B_6
B_7
B_8
B_9
B_10
B_11
B_12
B_13
B_14
B_15
B_17
B_18
B_19
B_20
B_21
M_20
M_21
M_22
M_23
1,13
1,25
1,07
1,85
1,30
1,39
0,95
1,24
1,49
0,82
1,30
1,39
1,31
1,01
0,88
1,08
1,55
1,50
1,17
-
1,17
1,13
1,27
0,09
1,11
2,42
1,23
1,05
0,79
1,78
0,48
1,21
1,52
2,14
1,49
0,54
2,11
1,30
1,18
0,32
1,25
1,34
1,26
1,18
1,08
1,48
0,75
1,18
1,12
1,52
1,00
0,91
1,41
0,48
1,13
1,53
1,20
1,41
0,50
1,73
1,46
1,79
1,38
1,24
1,79
1,17
1,33
1,45
0,80
1,30
0,84
1,11
1,19
0,91
0,14
1,73
0,66
1,14
2,06
1,04
1,78
0,77
1,57
1,71
0,78
1,65
1,42
1,37
0,84
1,14
1,55
1,10
0,61
1,25
0,80
1,09
1,30
1,09
1,39
1,78
1,02
1,68
1,02
1,19
0,82
2,26
1,16
0,24
1,38
1,49
1,39
1,11
1,23
1,16
1,11
0,69
1,08
1,25
1,04
1,27
1,09
1,51
1,24
1,03
1,63
1,92
1,24
1,11
1,40
1,11
1,40
1,45
1,34
1,09
1,27
1,17
1,25
1,24
0,59
1,30
0,96
1,35
1,32
0,98
0,88
1,55
0,91
1,14
1,64
1,44
1,42
0,75
1,68
1,23
1,02
1,36
1,40
1,27
1,25
0,04
0,17
0,19
0,29
0,28
0,25
0,53
0,12
0,06
0,39
0,16
0,51
0,11
0,23
0,48
0,24
0,25
0,46
0,31
0,45
0,53
0,10
0,12
0,35
N° rilevazioni
Media_anno
DS_anno
19
1,25
0,26
23
1,23
0,56
22
1,24
0,36
24
1,20
0,44
23
1,21
0,41
23
1,25
0,24
1,21
0,27
0,28
125
Media/
DS
32,89
7,28
6,72
2,05
4,59
3,81
2,53
10,94
16,46
2,24
9,51
1,78
10,47
7,13
3,01
5,99
3,05
3,63
3,99
2,26
2,58
14,51
10,55
3,60
Media
norm.
-0,16
0,14
0,12
-2,31
0,32
-0,92
0,51
0,39
-0,87
-1,24
1,26
-1,12
-0,27
1,57
0,84
0,78
-1,71
1,74
0,08
-0,70
0,54
0,68
0,20
0,16
Figura 68 Break Even Point: media/ds e media normalizzata per le cooperative di tipo A
Break Event Point_ media/ds e media normalizzata_Tipologia A
3,00
2,00
A_18
A_22
Media normalizzata
1,00
A_17
0,00
A_27
A_2
A_9
A_10
0,00
5,00
A_
7
A_8
A_11
A_23A_5
A_15
-1,00
A_4
A_3
A_20
10,00
A_26
A_21
A_14
15,00
A_24
A_16
20,00
A_13
25,00
A_12
A_25
-2,00
-3,00
Media/DS
Figura 69 Break Even Point: media/ds e media normalizzata per le cooperative B e Miste
Break Event Point_ media/ds e media normalizzata_Tipologia B e M
3,00
2,00
B_19
B_14
B_11
Media normalizzata
1,00
B_15
B_17
M_20
B_7
B_5
M_
23
B_20
0,00
0,00
5,00
B_2
B_3
M_21
B_8
M_22
10,00 B_13
B_21
-1,00
B_12
B_10
15,00
20,00
B_9
B_6
B_18
-2,00
B_4
-3,00
Media/DS
126
25,00
2) Fatturato / Capitale investito netto gestionale
Il secondo indicatore è un indice di rotazione del capitale investito gestionale. La
particolarità, rispetto all’indicatore di turnover più tradizionale (ricavi netti su totale
dell’attivo), consiste nel fatto che esso considera al denominatore il Capitale Investito Netto
Gestionale, che rappresenta la somma algebrica di attività e passività attinenti alla gestione
caratteristica della cooperativa, a prescindere dalla durata convenzionale delle poste in
bilancio13.
In linea di principio è auspicabile un livello di turnover maggiore di uno e, progressivamente,
crescente. Tanto più l’indice risulterà elevato, tanto maggiore sarà, a parità di condizioni, il
grado di efficienza finanziaria (in senso lato).
Come già segnalato nei precedenti rapporti, la significatività dell’indicatore è funzionale alla
sola presenza di valori positivi e, per entrambe le tipologie, si sostanzia nel non superamento
di 5 volte della deviazione standard del proprio campione di riferimento.
Il campione delle cooperative di tipo B e Miste presenta, complessivamente, valori medi
inferiori alla tipologia A ma sempre positivi (2,25 le cooperative di tipo B e Miste; 3,55 le
cooperative di tipo A), così come risulta inferiore la deviazione standard (0,64 le cooperative
di tipo B e Miste; 1,22 le cooperative di tipo A).
Anche dalla sezione dei quartili (tavola 70) è possibile desumere come, per ogni gruppo, le
cooperative di tipo A presentino valori medi sempre maggiori della tipologia B e M. La
mediana della prima tipologia è sempre superiore alle tre volte, mentre per le cooperative di
tipo B e Miste solo nel 2004 il valore risulta superiore alle due volte.
13
Il capitale investito gestionale si sostanzia nella somma del capitale fisso e del capitale circolante netto (somma
di crediti di gestione e rimanenze al netto dei debiti di gestione).
E’ opportuno, peraltro, rilevare come, nella maggior parte delle cooperative, il livello del magazzino risulti
(quando esistente) molto basso.
127
Tavola 78
Fatturato/Capitale investito netto gestionale
QUARTILI
Valore minimo
I quartile
II quartile
III quartile
Valore massimo
QUARTILI
Valore minimo
I quartile
II quartile
III quartile
Valore massimo
TIPO A
2000
0,36
1,64
3,12
6,50
14,54
2001
0,39
1,79
3,43
5,30
8,59
2002
0,41
2,32
3,58
4,59
8,43
2000
0,95
1,54
1,79
2,30
4,00
2001
0,76
1,06
1,90
2,67
4,89
2002
0,35
1,34
1,73
2,62
7,01
2003
0,39
2,12
3,37
4,36
6,53
2004
0,44
1,83
3,05
4,11
8,07
2005
0,39
1,99
3,04
3,78
6,71
2004
0,42
1,63
2,15
2,75
4,74
2005
0,42
1,51
1,97
3,46
5,27
TIPO B e M
2003
0,40
1,43
1,96
2,96
4,63
Tavola 79
Fatturato/Capitale investito netto gestionale
CONDIZIONI
MINIME
Turnover<1
1<=Turnover >=2
Turnover >2
Totale rilevazioni
TIPO A
2000
1
5
15
21
2001
1
7
14
22
2002
1
3
19
23
2003
1
4
20
25
2004
2
5
17
24
2005
1
6
18
25
Turnover<1
1<= Turnover >=2
Turnover >2
CONDIZIONI
MINIME
Turnover<1
1<=Turnover >=2
Turnover >2
Totale rilevazioni
4,8%
23,8%
71,4%
4,5%
31,8%
63,6%
4,3%
13,0%
82,6%
4,0%
16,0%
80,0%
8,3%
20,8%
70,8%
4,0%
24,0%
72,0%
2000
2
11
8
21
2001
6
6
11
23
2002
4
10
10
24
2003
2
10
12
24
2004
2
7
14
23
2005
2
10
12
24
Turnover<1
1<=Turnover >=2
Turnover >2
9,5%
52,4%
38,1%
26,1%
26,1%
47,8%
16,7%
41,7%
41,7%
8,3%
41,7%
50,0%
8,7%
30,4%
60,9%
8,3%
41,7%
50,0%
TIPO B e M
128
Analizzando i dati medi delle singole cooperative per i diversi anni, ipotizzando anche per
questo indicatore tre diversi range (turnover inferiore all’unità, compreso tra 1 e 2 e superiore
a 2), è possibile osservare come le cooperative di tipo A si posizionino prevalentemente nel
terzo range (turnover superiore a 2), mentre le cooperative di tipo B e Miste tendano a
distribuirsi maggiormente tra il secondo ed il terzo.
Per le cooperative di tipo B e Miste, appare di un certo spessore il numero di esse che non
maturano un livello soddisfacente di sfruttamento del capitale, ovvero presentano un rapporto
inferiore all’unità (mediamente negli ultimi tre anni circa l’8%), mentre più ridotta risulta la
percentuale per le cooperative di tipo A visto che, eccezion fatta per il 2004, il rapporto si
attesta nell’intorno del 4%.
Un ragionevole livello di rotazione del capitale investito contribuisce in modo determinante
alla definizione delle condizioni di equilibrio economico e finanziario delle cooperative. Da
un lato, infatti, la rotazione concorre, con la produzione di margine sul fatturato (come si dirà
più avanti), alla realizzazione della redditività del capitale investito; dall’altro, un elevato
livello di rotazione (a parità di altre condizioni) è sintomatico di un efficiente utilizzo delle
risorse finanziarie.
In ogni caso, ad un elevato livello di rotazione corrisponde una minore rischiosità della
cooperativa, sia nella prospettiva dell’allocazione delle risorse interne che in quella di un
istituto sovventore.
È opportuno sottolineare che, proprio dove esiste una certa predominanza nella struttura
dell’attivo del capitale circolante operativo, lo stesso livello di rotazione del CIG può risultare
fortemente influenzato dall’incidenza dei debiti di fornitura che esercitano un importante
effetto di contenimento e di sterilizzazione dell’attivo circolante (soprattutto nella
componente “crediti vs. clientela”). Il profilo in oggetto sarà approfondito con ulteriori e
opportuni indicatori nelle pagine seguenti.
La componente delle rimanenze, a differenza che nelle imprese di carattere industriale,
sviluppando valori assoluti di poco spessore appare del tutto trascurabile. Come
precedentemente illustrato, le cooperative di tipo B e M presentano, rispetto all’altra
tipologia, una lieve maggiore consistenza del magazzino (la media dell’ultimo triennio è pari
al 2,0% per il campione totale e 4,5% per il campione parziale).
Ricorrendo poi ai grafici a dispersione (figure 74 e 75), è possibile notare una certa diversità
tra le due tipologie. Le cooperative di tipo A si caratterizzano per un maggior grado di
dispersione derivante, soprattutto, dal rapporto media su deviazione standard, dispersione che
è altresì presente nell’altra tipologia ma particolarmente influenzata dal valore della media
129
normalizzata e dove i valori tendono a concentrarsi verso il punto d’intersezione tra le ascisse
e le ordinate.
La maggiore diversità è, comunque, riconducibile alla linea di tendenza che presenta
inclinazioni opposte. Quella della tipologia A risulta marcatamente decrescente (la media
normalizzata tende verso valori negativi), mentre risulta pressoché piatta quella delle
cooperative di tipo B e M.
Figura 70 RN/CING: quartili per le cooperative di tipo A
Break event point_quartili_Tipologia A
15,00
10,00
5,00
0,00
Valore minimo
I quartile
II quartile
2000
2001
2002
130
2003
III quartile
2004
2005
Valore massimo
Figura 71 RN/CING: quartili per le cooperative di tipo B e Miste
Break event point_quartili_Tipologia B e M
15,00
10,00
5,00
0,00
Valore minimo
I quartile
II quartile
2000
2001
2002
131
2003
III quartile
2004
2005
Valore massimo
Figura 72 RN/CING: frequenze per le cooperative di tipo A
Break event point_frequenze_Tipologia A
82,6%
80,0%
70,8%72,0%
71,4%
63,6%
31,8%
24,0%
20,8%
23,8%
16,0%
13,0%
8,3%
4,8% 4,5% 4,3% 4,0%
4,0%
<=1
>1;<2
2000
2001
2002
>=2
2003
2004
2005
Figura 73 RN/CING: frequenze per le cooperative di tipo B e Miste
Break event point_frequenze_Tipologia B e M
60,9%
52,4%
47,8%
41,7%41,7%
41,7%
50,0%
41,7%
38,1%
30,4%
26,1%
26,1%
16,7%
9,5%
8,3% 8,7% 8,3%
<=1
>1;<2
2000
2001
2002
2003
132
>=2
2004
2005
50,0%
Tavola 80
Fatturato/Capitale investito netto gestionale
TIPO_A
2000
2001
2002
2003
2004
2005
Media
DS
A_1
A_2
A_3
A_4
A_5
A_7
A_8
A_9
A_10
A_11
A_12
A_13
A_14
A_15
A_16
A_17
A_18
A_20
A_21
A_22
A_23
A_24
A_25
A_26
A_27
1,24
3,55
2,89
1,32
2,62
4,40
1,39
2,08
1,19
9,96
4,44
3,97
0,36
8,50
3,12
14,54
10,90
2,25
6,50
7,87
1,64
1,45
2,97
2,64
1,48
1,08
4,23
1,89
1,77
1,86
4,05
4,92
5,37
7,15
0,39
8,36
2,45
6,17
5,07
3,88
6,68
8,59
1,32
2,17
2,99
2,46
1,55
1,83
4,08
3,57
2,63
2,09
3,46
4,27
4,44
4,85
0,41
8,26
4,52
7,25
4,54
4,64
4,69
3,58
8,43
1,31
2,68
2,70
3,02
1,49
3,05
2,66
5,06
2,05
2,12
3,37
3,53
4,46
5,60
0,39
3,88
4,40
4,21
4,31
6,53
3,42
6,23
1,01
1,81
4,36
1,40
2,54
2,55
2,83
1,37
3,46
0,91
5,88
1,26
1,97
3,29
5,71
3,55
4,28
0,44
4,89
3,10
3,83
8,07
2,84
4,07
1,21
4,23
3,00
1,42
2,54
2,69
2,98
1,33
3,04
1,09
4,06
1,19
1,99
3,69
5,62
3,59
3,09
0,39
6,71
4,26
2,04
3,78
5,38
2,12
3,40
1,43
4,88
3,71
1,60
2,10
2,91
2,80
1,42
2,49
2,60
4,14
1,72
2,02
3,18
5,67
4,31
4,82
0,40
6,77
3,64
6,34
5,72
5,13
3,27
5,08
1,21
3,64
5,99
1,45
0,61
0,36
0,21
0,10
1,00
1,41
1,36
0,55
0,10
1,01
2,26
0,67
1,42
0,03
1,98
0,86
4,41
2,93
2,04
1,09
1,55
0,21
1,62
2,57
0,14
N° rilevazioni
Media_anno
DS_anno
21
4,51
3,81
22
3,81
2,45
23
3,83
2,06
25
3,35
1,59
24
3,20
1,79
25
3,06
1,56
3,55
1,78
1,22
133
Media/
DS
3,42
8,16
13,15
14,59
2,50
1,84
3,04
3,09
20,49
3,14
2,51
6,40
3,41
15,06
3,41
4,21
1,44
1,95
2,52
3,01
3,28
5,77
2,25
2,33
10,39
Media
norm.
-0,81
-0,36
-0,42
-1,20
-0,60
-0,54
0,33
-1,03
-0,86
-0,21
1,19
0,43
0,71
-1,77
1,81
0,05
1,57
1,22
0,88
-0,16
0,86
-1,31
0,05
1,37
-1,18
Tavola 81
Fatturato/Capitale investito netto gestionale
TIPO_B e M
2000
2001
2002
2003
2004
2005
Media
DS
B_1
B_2
B_3
B_4
B_5
B_6
B_7
B_8
B_9
B_10
B_11
B_12
B_13
B_14
B_15
B_17
B_18
B_19
B_20
B_21
M_20
M_21
M_22
M_23
3,19
1,63
1,79
1,54
2,13
2,30
1,66
2,51
0,95
2,39
1,02
2,29
1,17
0,99
1,99
1,45
1,90
1,63
2,98
1,55
4,00
2,35
2,41
1,90
2,03
1,69
1,16
0,97
2,96
3,14
0,96
2,19
0,90
2,62
0,94
0,76
1,77
2,72
1,67
1,69
4,05
3,40
0,82
4,89
1,68
4,94
1,94
2,65
1,36
1,29
1,46
3,59
2,61
1,11
2,51
0,92
2,54
0,35
1,39
1,44
0,91
2,03
1,79
7,01
1,41
3,02
0,93
4,10
1,75
4,63
2,09
3,12
1,09
3,41
1,46
2,06
2,94
0,63
2,42
1,08
2,20
0,40
1,85
1,34
1,63
2,18
1,73
4,31
1,79
3,03
1,07
4,06
2,13
3,25
2,92
2,13
1,38
3,00
1,94
1,67
2,20
0,89
2,35
1,61
2,15
0,42
4,74
1,45
2,42
2,58
1,36
2,44
3,12
1,65
4,08
5,27
3,99
3,45
1,92
1,35
3,49
1,63
1,52
1,81
0,83
2,21
1,09
2,15
0,42
2,48
1,34
2,25
2,02
1,49
4,75
4,03
1,65
1,84
3,76
2,73
3,48
2,35
2,23
1,50
2,47
1,63
2,24
2,54
0,89
2,34
1,10
2,33
0,61
2,04
1,56
1,99
1,99
1,66
5,36
2,56
2,87
1,31
4,15
1,36
1,29
0,67
0,56
0,36
1,15
0,46
0,84
0,48
0,16
0,12
0,26
0,21
0,35
1,46
0,26
0,72
0,40
0,20
1,45
1,20
0,62
0,42
0,38
N° rilevazioni
Media_anno
DS_anno
21
1,96
0,77
23
2,09
1,09
24
2,21
1,50
24
2,18
1,13
23
2,26
0,98
24
2,36
1,27
2,25
1,03
0,64
134
Media/
DS
2,01
2,69
3,48
3,95
4,14
2,14
3,55
2,67
5,26
5,61
18,79
4,22
11,28
1,77
1,39
5,90
2,75
4,99
8,32
3,70
2,14
4,66
3,11
10,86
Media
norm.
0,47
1,20
0,10
-0,01
-0,73
0,22
-0,60
0,00
0,28
-1,32
0,09
-1,11
0,08
-1,59
-0,20
-0,67
-0,25
-0,25
-0,57
3,03
0,30
0,60
-0,91
1,85
Figura 74 Turnover: media/ds e media normalizzata per le cooperative di tipo A
Turnover_ media/ds e media normalizzata_Tipologia A
4,50
3,50
2,50
Media normalizzata
1,50
0,50
0,00
-0,50
A_16
A_18
A_26
A_20
A_12
A_21
A_23
A_14
A_8
A_17
A_25
A_22
A_11 5,00
A_7A_5
A_1
A_9
-1,50
A_13
A_2
10,00
A_3
15,00
20,00
25,00
A_10
A_27
A_24
A_4
A_15
-2,50
-3,50
-4,50
Media/DS
Figura 75 Turnover: media/ds e media normalizzata per le cooperative di tipo B e Miste
Turnover_ media/ds e media normalizzata_Tipologia B e M
4,50
3,50
B_21
2,50
M_23
Media normalizzata
1,50
B_2
0,50
0,00
-0,50
-1,50
M_21
B_1
M_20
B_9
B_6
B_3
B_8 B_4
B_15 B_18
B_19
5,00
B_7B_5
B_17
M_22
B_12
B_10
B_14
B_11
B_13
10,00
15,00
B_20
-2,50
-3,50
-4,50
Media/DS
135
20,00
25,00
3) Ciclo monetario
Il terzo indicatore è rappresentato dalla durata del ciclo monetario (somma algebrica tra il
periodo di scorta media del magazzino e la durata dei crediti, al netto delle durata media dei
debiti di gestione).
Tale indicatore evidenzia il periodo medio che intercorre tra i pagamenti e gli incassi ed è,
quindi, sintomatico dello sfasamento medio tra il pagamenti dei costi e l’incasso dei ricavi.
Minore risulta la durata del ciclo monetario minore è, a parità di condizioni, il fabbisogno
finanziario e, quindi, maggiore appare la capacità della cooperativa di creare nuove risorse da
destinare agli investimenti.
Al fine di considerare significativa la durata del ciclo monetario non sono stati considerati
attendibili i relativi giorni del magazzino, dei crediti e dei debiti commerciali superiori a 300
e, successivamente, solo quelli che non eccedevano, sia positivamente che negativamente, di
cinque volte la deviazione standard della propria tipologia.
Come si può osservare dai prospetti successivi (tavole 83 e 84), alcune cooperative
presentano sistematicamente situazioni di ciclo monetario negativo 14 , il che potrebbe
rappresentare una potenziale capacità della cooperativa di incassare prima i propri crediti
rispetto al pagamento delle proprie obbligazioni.
Il Ciclo Monetario negativo produce un importante effetto di contrazione del capitale
investito complessivo riducendo, in particolare, il CING; l’effetto più immediato ed evidente
è il sensibile incremento della rotazione (si veda l’indicatore precedentemente analizzato
F/CING).
A questo livello, tuttavia, appare importante verificare se la presenza di un ciclo monetario
negativo sia effettivamente il risultato di un reale potere contrattuale della cooperativa o se,
piuttosto, sia sintomatico della difficoltà nel pagare i propri fornitori.
In via generale, sulla base dei dati di seguito riportati, è possibile sostenere che il ciclo
monetario appare mediamente più sostenuto per le cooperative di tipo B e M rispetto a quelle
di tipo A (circa 45 gg. Vs. 80 gg.), mentre non emerge una così significativa diversità a
livello di deviazione standard, considerato che le cooperative di tipo A presentano un livello
pari a 31,30 e quelle dell’altra tipologia uno pari a 47,48.
14
Un ciclo monetario negativo, considerato che la maggior parte delle cooperative presenta livelli trascurabili di
magazzino, si determina semplicemente perché l’ammontare dei debiti di natura commerciale è superiore ai
crediti, anch’essi di natura commerciale.
136
Il valore medio per le cooperative di tipo A, tra il 2000 e il 2005, ha registrato una lieve e
progressiva crescita (il valore medio al 2000 era pari a circa 35 giorni, mentre al 2005 è stato
di circa 58 giorni), a differenza delle cooperative di tipo B e Miste dove, invece, si è
registrata una riduzione del ciclo monetario (il valore medio al 2000 era pari a circa 100
giorni, mentre al 2005 è stato di circa 70 giorni).
Per entrambe le tipologie, il livello e la relativa sostenibilità devono tuttavia essere valutati
nell’ambito di considerazioni di più ampio respiro ed, in particolare, sia in relazione alla
dinamica dei margini operativi e all’incidenza degli oneri finanziari, sia all’eventuale
consistenza di debiti finanziari a breve termine che potrebbero essere funzionali alla presenza
di un ciclo monetario positivo.
Confrontando i grafici a dispersione si può notare una certa somiglianza tra le due tipologie,
dato che entrambe presentano una linea di tendenza crescente ovvero, a valori più elevati del
rapporto media su deviazione standard, tende a corrispondere una media normalizzata
anch’essa più elevata. È utile ricordare che rapporti elevati della media su deviazione
standard individuano cooperative con valori poco volatili. Generalmente sono espressione di
una deviazione standard di poco spessore, a sua volta sempre espressione di valori presenti in
una serie storica che tendono a discostarsi poco dal valore medio della serie medesima.
Tavola 82
Ciclo Monetario
QUARTILI
Valore minimo
I quartile
II quartile
III quartile
Valore massimo
QUARTILI
Valore minimo
I quartile
II quartile
III quartile
Valore massimo
TIPO A
2000
-125,0
-7,0
30,0
84,0
207,0
2001
-209,0
17,0
45,0
69,0
166,0
2002
-185,0
26,0
46,0
66,0
172,0
2000
-34,0
81,0
113,0
125,0
193,0
2001
-54,0
72,5
98,0
127,5
284,0
2002
-180,0
50,8
90,0
126,3
188,0
2003
-252,0
20,0
50,0
77,0
141,0
2004
-199,0
22,0
60,0
94,0
206,0
2005
-68,0
24,0
56,0
95,0
219,0
2004
-203,0
39,3
75,5
96,5
186,0
2005
-245,0
50,8
72,0
124,3
201,0
TIPO B e M
137
2003
-158,0
72,5
95,5
113,0
201,0
Figura 76 Durata del ciclo monetario: quartili per le cooperative di tipo A
Ciclo Monetario_quartili_Tipologia A
300,0
200,0
100,0
0,0
Valore minimo
I quartile
II quartile
III quartile
Valore massimo
-100,0
-200,0
-300,0
2000
2001
2002
2003
2004
2005
Figura 77 Durata del ciclo monetario: quartili per le cooperative di tipo B e Miste
Ciclo Monetario_quartili_Tipologia B e M
300,0
200,0
100,0
0,0
Valore minimo
I quartile
II quartile
III quartile
-100,0
-200,0
-300,0
2000
2001
2002
138
2003
2004
2005
Valore massimo
Tavola 83
Ciclo Monetario
TIPO_A
2000
2001
2002
2003
2004
2005
Media
DS
A_1
A_2
A_3
A_4
A_5
A_7
A_8
A_9
A_10
A_11
A_12
A_13
A_14
A_15
A_16
A_17
A_18
A_20
A_21
A_22
A_23
A_24
A_25
A_26
A_27
41,0
93,0
30,0
207,0
-16,0
69,0
116,0
-1,0
98,0
-7,0
-46,0
-9,0
-125,0
22,0
84,0
21,0
0,0
90,0
53,0
35,0
-15,0
26,0
116,0
39,0
166,0
-45,0
-29,0
91,0
108,0
56,0
-17,0
-13,0
60,0
20,0
-209,0
16,0
137,0
56,0
34,0
51,0
52,0
29,0
72,0
46,0
116,0
50,0
172,0
46,0
-8,0
50,0
69,0
18,0
31,0
-26,0
73,0
25,0
-185,0
27,0
67,0
50,0
34,0
34,0
65,0
95,0
32,0
2,0
46,0
127,0
20,0
141,0
-8,0
26,0
50,0
115,0
34,0
30,0
-25,0
68,0
9,0
-252,0
51,0
68,0
86,0
42,0
19,0
96,0
53,0
117,0
71,0
77,0
-7,0
46,0
136,0
44,0
206,0
0,0
86,0
36,0
141,0
36,0
70,0
-57,0
90,0
60,0
-199,0
48,0
100,0
94,0
-28,0
12,0
115,0
69,0
67,0
22,0
116,0
-34,0
41,0
130,0
42,0
219,0
-57,0
68,0
73,0
115,0
16,0
47,0
-17,0
85,0
107,0
-68,0
31,0
75,0
177,0
-46,0
42,0
164,0
56,0
73,0
24,0
95,0
-50,0
41,0
119,7
37,5
185,2
-12,8
21,2
61,5
110,7
26,5
43,2
-24,2
55,0
35,3
-173,0
32,5
88,5
80,7
6,0
41,3
110,0
63,0
85,7
39,0
64,0
-5,3
7,7
15,3
10,8
30,2
40,7
47,3
19,9
23,4
19,8
39,2
17,6
50,7
41,8
65,9
14,1
26,7
54,0
36,8
27,8
41,5
16,9
27,3
27,7
37,2
42,3
N° rilevazioni
Media_anno
DS_anno
21
35,24
68,66
22
37,09
76,12
23
38,39
63,83
25
42,16
74,98
25
51,04
78,74
25
57,68
72,71
45,28
64,75
31,30
139
Media/
DS
5,29
7,84
3,47
6,14
-0,31
0,45
3,10
4,74
1,34
1,10
-1,37
1,09
0,84
-2,63
2,30
3,31
1,49
0,16
1,48
2,65
3,73
3,14
1,41
1,72
-0,13
Media
norm.
-0,07
1,15
-0,12
2,16
-0,90
-0,37
0,25
1,01
-0,29
-0,03
-1,07
0,15
-0,15
-3,37
-0,20
0,67
0,55
-0,61
-0,06
1,00
0,27
0,62
-0,10
0,29
-0,78
Tavola 84
Ciclo Monetario
TIPO_B e M
2000
2001
2002
2003
2004
2005
Media
DS
B_1
B_2
B_3
B_4
B_5
B_6
B_7
B_8
B_9
B_10
B_11
B_12
B_13
B_14
B_15
B_17
B_18
B_19
B_20
B_21
M_20
M_21
M_22
M_23
42,0
193,0
78,0
-34,0
132,0
113,0
157,0
125,0
118,0
117,0
46,0
101,0
105,0
132,0
120,0
118,0
24,0
139,0
81,0
108,0
86,0
119,0
123,0
97,0
-54,0
143,0
284,0
100,0
98,0
94,0
103,0
122,0
69,0
92,0
200,0
132,0
75,0
82,0
145,0
26,0
-6,0
70,0
172,0
64,0
84,0
53,0
108,0
-180,0
101,0
120,0
65,0
35,0
121,0
96,0
100,0
83,0
-12,0
-104,0
151,0
188,0
169,0
21,0
142,0
44,0
170,0
81,0
170,0
80,0
102,0
63,0
102,0
-158,0
113,0
-129,0
71,0
76,0
109,0
119,0
107,0
73,0
113,0
-129,0
113,0
201,0
74,0
47,0
146,0
79,0
121,0
89,0
157,0
77,0
92,0
87,0
74,0
-97,0
57,0
-20,0
22,0
110,0
148,0
77,0
119,0
66,0
122,0
-203,0
11,0
166,0
50,0
45,0
186,0
22,0
90,0
90,0
86,0
74,0
12,0
68,0
59,0
-61,0
65,0
4,0
22,0
124,0
178,0
76,0
137,0
125,0
120,0
-245,0
73,0
201,0
72,0
62,0
176,0
72,0
29,0
163,0
58,0
85,0
75,2
97,8
86,3
-97,3
101,8
51,8
65,5
100,0
129,2
98,2
117,0
77,0
89,3
-62,7
87,0
170,0
88,0
62,8
152,2
44,5
90,5
95,7
125,2
77,7
40,2
52,8
19,0
59,5
34,9
157,1
38,1
41,8
29,9
18,9
12,8
26,5
50,9
176,7
59,8
32,1
46,4
34,5
24,8
25,4
67,4
33,8
48,1
8,1
21
23
100,05 102,17
49,37 67,37
24
78,58
85,33
24
72,33
88,02
24
61,42
82,20
24
69,79
90,98
80,11
57,35
47,48
N° rilevazioni
Media_anno
DS_anno
140
Media/
DS
1,87
1,85
4,55
-1,63
2,92
0,33
1,72
2,39
4,32
5,18
9,15
2,91
1,75
-0,35
1,45
5,30
1,89
1,82
6,14
1,75
1,34
2,83
2,60
9,57
Media
norm.
-0,09
0,31
0,11
-3,09
0,38
-0,49
-0,25
0,35
0,86
0,31
0,64
-0,05
0,16
-2,49
0,12
1,57
0,14
-0,30
1,26
-0,62
0,18
0,27
0,79
-0,04
Figura 78 Ciclo Monetario: media/ds e media normalizzata per le cooperative di tipo A
Ciclo monetario media/ds e media normalizzata_Tipologia A
3,50
2,50
A_4
Media normalizzata
1,50
A_17
A_24
A_18
A_26
A_8 A_23
A_13
A_11
A_21
A_1
A_25
A_14
A_
16 A_3
-1,00
1,00
3,00
5,00
A_7 A_10
-0,50
A_20
A_27
A_5
A_12
0,50
-5,00
-3,00
A_2
A_9
A_22
7,00
9,00
11,00
13,00
15,00
-1,50
-2,50
A_15
-3,50
Media/DS
Figura 79 Ciclo Monetario: media/ds e media normalizzata per le cooperative di tipo B e Miste
Ciclo monetario media/ds e media normalizzata_Tipologia B e M
3,50
2,50
B_17
1,50
Media normalizzata
B_20
M_22
0,50
-5,00
-3,00
-1,00
-0,50
B_5
B_2B_8
M_21
M_20
B_13
B_18
B_15
B_12
B_1
B_7
1,00
B_193,00
B_6
B_21
B_9
B_3
B_11
B_10
5,00
-1,50
-2,50 B_14
B_4
-3,50
Media/DS
141
7,00
9,00
M_23
11,00
13,00
15,00
4) Mon su fatturato (ROS)
L’incidenza del MON sui ricavi (Return On Sales) esprime la redditività che la cooperativa
ottiene dall’erogazione dei servizi che costituiscono oggetto della propria attività
caratteristica.
In termini generali si possono articolare le seguenti considerazioni:
•
Il ROS rappresenta un indicatore di particolare rilievo; esso è, infatti, sintomatico
della capacità della cooperativa di estrarre dal proprio fatturato margini “industriali”
(al netto dell’imposizione fiscale) adeguati rispetto alla remunerazione del capitale di
terzi oneroso (OF/DF_debiti finanziari).
•
Tale indicatore, analizzato congiuntamente alla rotazione del capitale investito netto
gestionale, consente di formulare una valutazione rispetto alla redditività dei capitali
investiti. A parità di ROS, quanto maggiore (minore) risulta la rotazione tanto
maggiore (minore) risulterà la redditività del CING (Return On Investment).
•
Il ROS calcolato nel presente rapporto risulta, probabilmente, approssimato per
eccesso, nella misura in cui, come peraltro già evidenziato, componenti di reddito
(mediamente) negative sono state attribuiti alla gestione non caratteristica. Qualora i
“proventi e oneri diversi” (a seguito di opportuna verifica dei dati) venissero
ricondotti nell’ambito della gestione caratteristica, il livello del MON risulterebbe
fortemente ridimensionato. Molte cooperative presenterebbero, quindi, una
redditività sul fatturato negativa. Tale eventualità condizionerebbe pesantemente la
valutazione dell’equilibrio economico.
È utile, altresì, ricordare come nella valutazione della redditività caratteristica, con
riferimento all’impatto rappresentato dalle imposte, dal 2004 le cooperative in oggetto siano
esentate dal pagamento dell’IRAP. A parità di condizioni, quindi, un maggior margine
operativo netto (MON), in particolar modo tra il 2003 e il 2004 e anche per gli anni seguenti,
può essere strettamente correlato, non tanto alla reale capacità intrinseca di creare maggiore
ricchezza attraverso la gestione caratteristica da un esercizio all’altro, quanto da un costo non
più presente.
Sulla base dei dati disponibili, rettificati dai rapporti che esprimono una redditività superiore
ed inferiore al 50% e di quelli che eccedono, sia in senso incrementativo che decrementativo,
di 2 volte la deviazione standard del campione di riferimento, è possibile notare come, in
entrambe le tipologie, la maggior parte delle cooperative presenti una redditività positiva e
tenda a collocarsi nel secondo range (ROS compreso tra 0 e 10).
142
Di un certo rilievo appare la tendenza manifestatasi nella tipologia B e Mista (tavola 86 e
grafici pertinenti) dove, negli ultimi due anni, si osserva una riduzione del numero di
cooperative con una redditività negativa (ROS inferiore a zero). Nel 2003 si registra, infatti,
la maggiore percentuale di cooperative con un rapporto Margine Operativo Netto su Fatturato
negativo mentre invece, nel 2005, il dato è diametralmente opposto, dato che la percentuale
risulta scesa al 4,8% e rappresenta il valore più basso. Lo stesso non si può dire per le
cooperative di tipo A, poiché nel 2005 si registra una percentuale del 26,1%, con ben 6
cooperative su 23 con un ROS negativo. Tuttavia, il dato si discosta molto dai valori degli
anni precedenti e, per questo, deve essere interpretato con una certa cautela, dato che nel
triennio 2002-2004 la percentuale risultava attestata in un intorno del 13% anche se,
complessivamente, appare fisiologica la presenza di entità, per entrambe le tipologie, con una
redditività media negativa.
Le tavole ed i grafici che seguono presentano, come di consueto, le principali evidenze con
riferimento alle cooperative di tipo A e B. Quelle di tipo B e Miste sviluppano una media nel
periodo preso a riferimento lievemente inferiore rispetto alla tipologia A (2,71% per B e M e
3,02% per A) ed analogamente per quanto concerne la deviazione standard (5,09% per B e M
e 4,63% per A).
Tavola 85
Mon su Fatturato_ROS
QUARTILI
Valore minimo
I quartile
II quartile
III quartile
Valore massimo
QUARTILI
Valore minimo
I quartile
II quartile
III quartile
Valore massimo
TIPO A
2000
-15,1%
0,4%
1,8%
4,4%
12,4%
2001
-12,6%
0,0%
2,1%
4,3%
12,5%
2002
-11,3%
1,0%
3,3%
8,4%
12,6%
2000
-4,2%
1,2%
4,1%
8,5%
17,4%
2001
-23,1%
0,9%
3,2%
7,0%
21,2%
2002
-20,2%
0,6%
5,3%
8,0%
19,8%
2003
-10,6%
1,8%
4,6%
5,5%
15,5%
2004
-7,7%
1,8%
3,8%
6,0%
9,7%
2005
-6,2%
0,4%
2,9%
5,4%
13,5%
2004
-11,1%
0,9%
3,3%
6,5%
11,9%
2005
-8,7%
2,3%
4,4%
5,6%
11,2%
TIPO B e M
143
2003
-7,7%
-2,1%
4,3%
8,5%
13,8%
Tavola 86
Mon su Fatturato_ROS
CONDIZIONI
MINIME
ROS<0%
0%<= ROS>=10%
ROS >10%
Totale rilevazioni
TIPO A
2000
4
12
3
19
2001
5
12
2
19
2002
3
15
4
22
2003
3
18
2
23
2004
3
20
0
23
2005
6
14
3
23
ROS<0%
0%<= ROS>=10%
ROS >10%
CONDIZIONI
MINIME
ROS<0%
0%<= ROS>=10%
ROS >10%
Totale rilevazioni
21,1%
63,2%
15,8%
26,3%
63,2%
10,5%
13,6%
68,2%
18,2%
13,0%
78,3%
8,7%
13,0%
87,0%
0,0%
26,1%
60,9%
13,0%
2000
3
12
5
20
2001
5
13
4
22
2002
6
13
4
23
2003
7
10
5
22
2004
4
16
1
21
2005
1
19
1
21
ROS<0%
0%<= ROS>=10%
ROS >10%
15,0%
60,0%
25,0%
22,7%
59,1%
18,2%
26,1%
56,5%
17,4%
31,8%
45,5%
22,7%
19,0%
76,2%
4,8%
4,8%
90,5%
4,8%
TIPO B e M
Prendendo a riferimento i grafici a dispersione ed usando la medesima scala per entrambe le
tipologie di cooperative, si può notare come non esista una marcata differenza tra i due
campioni; entrambi presentano alcuni valori negativi della media normalizzata, tendono per
lo più ad accentrarsi verso il punto d’intersezione tra le ascisse e le ordinate ed assumono la
medesima linea di tendenza.
144
Figura 80 Mon su Fatturato (ROS): quartili per le cooperative di tipo A
MON su Fatturato_ROS_quartili_Tipologia A
30%
20%
10%
0%
Valore minimo
I quartile
II quartile
III quartile
Valore massimo
-10%
-20%
-30%
2000
2001
2002
2003
2004
2005
Figura 81 Mon su Fatturato (ROS): quartili per le cooperative di tipo B e Miste
MON su Fatturato_ROS_quartili_Tipologia B e M
30%
20%
10%
0%
Valore minimo
I quartile
II quartile
III quartile
-10%
-20%
-30%
2000
2001
2002
145
2003
2004
2005
Valore massimo
Figura 82 Mon su Fatturato (ROS): frequenze per le cooperative di tipo A
MON su Fatturato_ROS_frequenze_Tipologia A
87,0%
78,3%
68,2%
63,2%63,2%
26,3%
60,9%
26,1%
21,1%
15,8%
13,6%13,0%13,0%
18,2%
13,0%
10,5%
8,7%
0,0%
<=0%
>0%;<10%
2000
2001
2002
2003
>=10%
2004
2005
Figura 83 Mon su Fatturato (ROS): frequenze per le cooperative di tipo B e Miste
MON su Fatturato_ROS_frequenze_Tipologia B e M
90,5%
76,2%
60,0%59,1%
56,5%
45,5%
31,8%
26,1%
22,7%
25,0%
19,0%
22,7%
18,2%17,4%
15,0%
4,8%
4,8% 4,8%
<=0%
>0%;<10%
2000
2001
2002
2003
146
>=10%
2004
2005
Tavola 87
Mon su fatturato_ROS
TIPO_A
2000
2001
A_1
A_2
A_3
A_4
A_5
A_7
A_8
A_9
A_10
A_11
A_12
A_13
A_14
A_15
A_16
A_17
A_18
A_20
A_21
A_22
A_23
A_24
A_25
A_26
A_27
10,6%
6,1%
-
-
-
-
2,1%
8,5%
10,7%
4,2%
5,5%
1,4%
1,2%
0,7%
2,0%
1,8%
3,8%
4,2%
5,5%
4,5%
9,6%
6,2%
6,7%
2,6%
-
-
12,6%
-3,4%
-3,0%
-0,2%
-2,5%
-8,0%
11,2%
12,8%
9,7%
5,8%
N° rilevazioni
Media_anno
DS_anno
2002
2003
2004
2005
3,5%
-4,6%
-8,0%
4,9%
4,1%
11,5%
10,6%
-12%
2,3%
15,5%
7,9%
3,5%
1,3%
12,5%
1,1%
5,8%
6,5%
2,6%
-15,1%
-12,6%
7,3%
2,7%
9,4%
0,9%
0,4%
0,3%
1,8%
1,4%
0,3%
4,3%
3,2%
2,5%
2,9%
3,5%
4,0%
5,0%
-
4,0%
4,8%
5,2%
3,2%
9,9%
-4,0%
2,2%
5,5%
-10,6%
1,5%
-6,2%
1,8%
-0,2%
4,3%
4,6%
2,9%
-4,0%
-
-
0,3%
4,9%
7,7%
2,9%
-3,9%
10,1%
0,7%
4,8%
-
-
0,4%
1,0%
3,7%
1,8%
1,6%
13,5%
3,9%
3,5%
-0,2%
-0,5%
-6,1%
-1,0%
13,5%
-
-
8,8%
7,9%
4,9%
5,0%
2,1%
-11,3%
0,1%
-7,7%
5,8%
-
-
-
5,9%
3,6%
1,9%
-0,5%
Media
DS
Media/
DS
Media
norm.
5,4%
2,3%
5,8%
1,5%
4,8%
1,9%
4,6%
5,0%
-1,2%
1,4%
3,5%
5,4%
-1,9%
1,5%
3,9%
2,9%
3,7%
-0,1%
8,8%
-1,0%
3,8%
3,6%
1,4%
2,3%
7,5%
8,3%
7,1%
9,5%
4,3%
10,2%
1,5%
0,9%
2,6%
6,0%
3,2%
3,1%
5,9%
4,9%
3,6%
3,6%
7,0%
2,0%
1,49
1,60
2,49
0,20
0,58
0,27
0,48
1,15
-0,12
0,92
4,04
2,07
-0,32
0,48
1,26
0,49
0,74
-0,02
2,46
-0,14
1,93
0,92
-0,28
1,09
-0,58
0,70
-0,44
0,61
0,75
-1,65
-0,62
0,19
0,93
-1,91
-0,57
0,36
-0,03
0,25
-1,20
2,22
-1,56
0,30
1,45
0,85
-0,35
0,87
-
-
-
-
3,1%
0,7%
1,2%
0,9%
2,0%
4,0%
3,8%
12,4%
-
10,0%
4,9%
2,0%
-3,1%
2,1%
5,3%
1,5%
6,2%
19
1,96%
6,12%
19
1,13%
6,69%
22
3,68%
5,86%
23
3,76%
5,07%
23
3,27%
4,34%
23
3,40%
5,11%
3,02%
2,59%
4,63%
147
Tavola 88
Mon su fatturato_ROS
1,2%
2,3%
3,2%
7,3%
3,5%
10,6%
6,1%
2,6%
0,8%
4,3%
2,3%
10,3%
1,2%
Media/
DS
3,46
1,57
1,42
-1,49
1,19
-0,56
0,79
2,72
-0,42
0,11
3,38
-0,35
1,43
Media
norm.
0,24
0,17
0,33
-2,44
0,26
-1,55
0,38
0,79
-0,55
-0,41
0,92
-1,14
-0,17
5,1%
3,5%
8,4%
8,0%
5,8%
6,1%
13,9%
2,0%
2,2%
6,3%
0,98
2,13
-1,09
1,43
0,77
0,03
0,48
3,60
2,86
0,82
0,41
0,84
-2,14
1,56
0,32
-0,46
0,72
0,81
0,67
0,44
5,09%
TIPO_B e M
2000
2001
2002
2003
2004
2005
Media
DS
B_1
B_2
B_3
B_4
B_5
B_6
B_7
B_8
B_9
B_10
B_11
B_12
B_13
B_14
B_15
B_17
B_18
B_19
B_20
B_21
M_20
M_21
M_22
M_23
2,8%
3,2%
4,7%
4,3%
3,3%
5,9%
3,8%
1,8%
1,2%
5,2%
7,3%
2,4%
1,3%
4,4%
8,5%
8,4%
2,2%
2,4%
-8,7%
4,0%
3,6%
4,5%
-10,8%
4,2%
-5,9%
4,8%
7,1%
-0,3%
0,5%
7,8%
-3,6%
1,8%
N° rilevazioni
Media_anno
DS_anno
-
-23,1%
-6,2%
-5,0%
-11,1%
10,9%
1,6%
2,6%
4,6%
3,9%
1,4%
-
-
-20,2%
-3,6%
-5,3%
5,4%
4,9%
17,0%
2,2%
2,0%
1,8%
0,9%
8,1%
5,7%
11,9%
4,3%
6,5%
6,3%
-0,7%
0,6%
0,0%
-1,3%
-
-
5,6%
-5,4%
-2,1%
-
2,1%
2,1%
6,4%
10,2%
6,0%
11,3%
6,0%
7,3%
-4,2%
-14,3%
-12,5%
-7,7%
11,9%
5,1%
3,5%
2,5%
1,9%
2,1%
0,2%
0,4%
17,4%
-
19,8%
-
-
-
4,4%
13,4%
5,3%
1,0%
0,9%
-
-
9,0%
7,5%
12,2%
3,3%
4,9%
2,5%
3,6%
7,5%
5,4%
8,5%
9,0%
4,4%
15,3%
3,3%
9,2%
-2,4%
1,5%
3,9%
5,0%
7,4%
-9,2%
11,4%
4,5%
0,2%
6,7%
7,2%
6,4%
5,1%
20
5,16%
5,70%
22
1,54%
11,4%
23
3,05%
9,95%
22
3,67%
6,68%
21
2,29%
6,27%
21
3,77%
3,86%
2,71%
5,56%
-
-16,0%
-18,5%
-6,9%
-6,9%
0,1%
21,2%
15,8%
11,7%
-
8,0%
-2,7%
5,8%
-
13,3%
3,7%
2,3%
1,0%
2,3%
5,6%
-2,7%
-10,5%
5,5%
11,6%
-21,3%
15,4%
13,8%
9,4%
11,2%
10,0%
4,6%
6,7%
7,7%
8,7%
5,6%
148
Figura 84 ROS: media/ds e media normalizzata per le cooperative di tipo A
ROS_ media/ds e media normalizzata_Tipologia A
3,50
2,50
A_22
Media normalizzata
1,50
A_7
A_9
0,50
A_17
A_20
A_18
-1,00
0,00
-0,50
A_8
A_5 A_16
A_14
A_2
A_27
A_10
A_24
A_32,00
A_26
1,00
A_4
A_13
3,00
4,00
5,00
6,00
7,00
A_12
A_21
-1,50 A_23
A_11
A_15
-2,50
-3,50
Media/DS
Figura 85 ROS: media/ds e media normalizzata per le cooperative di tipo B e Miste
ROS_ media/ds e media normalizzata_Tipologia B e M
3,50
2,50
B_19
Media normalizzata
1,50
0,50
-1,00
0,00
B_10
B_21
-0,50
B_9
M_20
M_23
B_15 B_3
B_7
B_20
B_5
B_2
1,00
B_13 2,00
B_17
B_8
M_22
B_11
M_21
B_1
3,00
B_12
-1,50
B_6
-2,50
-3,50
Media/DS
149
4,00
5,00
6,00
7,00
5) Oneri finanziari su MOL (OF/MOL)
Questo rapporto esprime l’incidenza della gestione finanziaria sul margine operativo lordo15
e, quindi, la capacità della cooperativa di produrre risorse adeguate a coprire gli oneri
finanziari sottesi alle scelte di finanziamento operate.
L’indicatore in parola evidenzia, inoltre, una prima approssimazione del grado di
assorbimento dei flussi di cassa generati dalla gestione caratteristica da parte della gestione
del passivo oneroso (politica dell’indebitamento in termini di volumi ed onerosità delle
passività contratte).
Data la particolare volatilità dell’indicatore riscontrata in entrambe le tipologie, si sono
esclusi tutti quei valori che presentavano sia un rapporto negativo in relazione allo sviluppo
di un margine operativo lordo (MOL) non positivo, sia multipli della deviazione standard di 3
volte per entrambe le tipologie.
Complessivamente, non sussistono particolari differenze tra le due tipologie, sia in termini di
peso medio degli oneri finanziari, che tuttavia appare non rilevante (8,50% per le cooperative
di tipo A; 10,21% per le cooperative di tipo B e Miste), sia in termini di deviazione dalla
media, pressoché identiche (4,88% per le cooperative di tipo A; 5,11% per le cooperative di
tipo B e Miste). Confrontando i grafici delle frequenze, si osserva come i valori delle
cooperative di tipo B e Miste siano equamente distribuiti in tutti e tre i range (rapporto
inferiore al 5%, rapporto compreso tra 5% e 10% e rapporto superiore al 10%), mentre per le
cooperative della prima tipologia tende a sussistere una maggiore concentrazione nel primo di
essi.
Se da una parte non appare, per i singoli comparti, di particolare spessore il peso degli oneri
finanziari sul margine lordo della gestione caratteristica ci sono, invece, cooperative che in
alcuni anni presentano rapporti di criticità, dato che risultano essere mediamente superiori al
20% e che, il più delle volte, non sono frutto di oneri finanziari realmente elevati e
difficilmente sopportabili quanto, piuttosto, derivanti dalla presenza di margini poco spessi e
particolarmente volatili.
Dai grafici a dispersione si evince una certa volatilità, per entrambi i campioni, determinata
sia dal rapporto media su deviazione standard che dalla media normalizzata. Le linee di
tendenza sono identiche e marcatamente crescenti, a significare che a rapporti elevati presenti
sulle ordinate tende a corrispondere una media normalizzata più elevata.
15
Il margine operativo lordo, a differenza delle classiche metodologie implementate nelle imprese di carattere
industriale, risulta già al netto delle imposte.
150
Tavola 89
Oneri finanziari su MOL
QUARTILI
Valore minimo
I quartile
II quartile
III quartile
Valore massimo
QUARTILI
Valore minimo
I quartile
II quartile
III quartile
Valore massimo
TIPO A
2000
0,0%
0,4%
1,8%
6,9%
54,1%
2001
0,0%
0,7%
2,3%
16,5%
51,5%
2002
0,0%
0,3%
4,8%
11,1%
24,7%
2003
0,1%
1,7%
3,8%
8,4%
25,2%
2004
0,1%
2,1%
5,2%
10,8%
33,8%
2005
0,0%
1,5%
3,8%
10,8%
35,6%
2004
0,1%
5,3%
8,5%
14,7%
23,7%
2005
0,1%
3,9%
9,1%
15,1%
29,7%
TIPO B e M
2000
0,0%
2,2%
7,9%
17,7%
31,8%
2001
0,2%
2,0%
7,4%
11,7%
35,3%
2002
0,3%
2,3%
6,6%
12,5%
24,0%
2003
0,0%
2,6%
7,7%
10,4%
32,0%
Tavola 90
Oneri finanziari su MOL
CONDIZIONI
MINIME
OF/MOL <5%
5%<= OF/MOL >=10%
OF/MOL >10%
Totale rilevazioni
TIPO A
2000
11
2
4
17
2001
8
2
4
14
2002
11
2
6
19
2003
11
4
5
20
2004
10
4
6
20
2005
11
4
7
22
<5%
5%<= OF/MOL >=10%
OF/MOL >10%
CONDIZIONI
MINIME
OF/MOL <5%
5%<= OF/MOL >=10%
OF/MOL >10%
Totale rilevazioni
64,7%
11,8%
23,5%
57,1%
14,3%
28,6%
57,9%
10,5%
31,6%
55,0%
20,0%
25,0%
50,0%
20,0%
30,0%
50,0%
18,2%
31,8%
2000
6
5
7
18
2001
9
3
7
19
2002
7
6
6
19
2003
7
4
7
18
2004
5
8
7
20
2005
6
7
9
22
OF/MOL <5%
5%<= OF/MOL >=10%
OF/MOL >10%
33,3%
27,8%
38,9%
47,4%
15,8%
36,8%
36,8%
31,6%
31,6%
38,9%
22,2%
38,9%
25,0%
40,0%
35,0%
27,3%
31,8%
40,9%
OF/MOL
TIPO B e M
151
Figura 86 Oneri finanziari su MOL: quartili per le cooperative di tipo A
Oneri Finanziari su MOL_quartili_Tipologia A
60%
50%
40%
30%
20%
10%
0%
Valore minimo
I quartile
II quartile
2000
2001
2002
2003
III quartile
2004
Valore massimo
2005
Figura 87 Oneri finanziari su MOL: quartili per le cooperative di tipo B e Miste
Oneri Finanziari su MOL_quartili_Tipologia B e M
60%
50%
40%
30%
20%
10%
0%
Valore minimo
I quartile
II quartile
2000
2001
2002
152
2003
III quartile
2004
2005
Valore massimo
Figura 88 Oneri finanziarisu MOL: frequenze per le cooperative di tipo A
Oneri Finanziari su MOL_frequenze_Tipologia A
64,7%
57,1%57,9%
55,0%
50,0%50,0%
31,8%
31,6%
30,0%
28,6%
25,0%
23,5%
20,0%20,0%
18,2%
14,3%
11,8%
10,5%
<=5%
>5%;<10%
2000
2001
2002
2003
>=10%
2004
2005
Figura 89 Oneri finanziari su MOL: frequenze per le cooperative di tipo B e Miste
Oneri Finanziari su MOL_frequenze_Tipologia B e M
47,4%
40,0%
38,9%
36,8%
33,3%
31,8%
31,6%
27,3%
25,0%
40,9%
38,9%
35,0%
31,6%
38,9%
36,8%
27,8%
22,2%
15,8%
<=5%
>5%;<10%
2000
2001
2002
2003
153
>=10%
2004
2005
Tavola 91
OF/MOL
20,1%
1,3%
17,3%
0,0%
0,9%
3,2%
5,8%
4,2%
Media/
DS
0,91
0,70
1,15
0,67
1,61
3,10
1,82
1,13
Media
norm.
1,16
-0,91
1,36
-1,01
-0,84
0,18
0,25
-0,45
13,2%
3,7%
7,5%
19,3%
4,5%
0,4%
0,5%
5,5%
12,4%
5,2%
1,1%
27,8%
24,7%
5,8%
4,3%
2,0%
5,2%
1,8%
0,1%
0,2%
8,9%
9,6%
3,5%
1,0%
7,7%
4,7%
2,27
0,86
3,74
3,71
2,47
3,18
2,21
0,62
1,30
1,49
1,09
3,61
5,22
0,56
-0,58
-0,11
1,29
-0,47
-0,97
-0,95
-0,36
0,47
-0,40
-0,88
2,30
1,94
1,5%
2,4%
2,1%
2,4%
0,68
1,02
-0,84
-0,73
8,50%
8,37%
4,88%
TIPO_A
2000
2001
2002
2003
2004
2005
Media
DS
A_1
A_2
A_3
A_4
A_5
A_7
A_8
A_9
A_10
A_11
A_12
A_13
A_14
A_15
A_16
A_17
A_18
A_20
A_21
A_22
A_23
A_24
A_25
A_26
A_27
54,1%
3,3%
20,4%
0,0%
15,7%
1,8%
0,1%
0,3%
6,9%
6,7%
0,5%
0,4%
4,6%
1,6%
20,2%
0,1%
1,1%
1,3%
51,5%
0,0%
2,0%
6,5%
19,8%
5,4%
0,5%
1,2%
25,5%
2,7%
27,4%
0,1%
0,6%
9,4%
0,1%
24,7%
0,0%
0,2%
13,4%
4,9%
0,0%
10,0%
12,2%
4,8%
3,0%
0,4%
21,3%
13,0%
10,1%
0,5%
0,3%
1,1%
6,9%
0,5%
10,3%
0,1%
1,9%
5,7%
12,9%
1,4%
21,2%
2,8%
7,8%
24,2%
5,5%
0,8%
3,4%
4,2%
2,3%
25,2%
0,4%
1,8%
9,7%
0,1%
7,2%
2,2%
10,9%
11,4%
3,7%
8,0%
2,9%
10,8%
5,0%
0,2%
0,7%
1,0%
17,3%
1,7%
19,7%
33,8%
5,4%
2,9%
11,0%
0,0%
5,0%
0,0%
1,4%
10,1%
2,3%
11,7%
13,7%
2,0%
8,4%
13,8%
1,7%
0,3%
0,7%
1,9%
7,2%
0,0%
35,6%
29,2%
2,5%
7,0%
18,2%
0,9%
19,9%
0,0%
1,4%
10,0%
10,6%
4,7%
N° rilevazioni
Media_anno
DS_anno
17
8,1%
13,7%
14
10,3%
15,3%
19
6,8%
7,6%
20
7,0%
7,9%
20
7,7%
8,3%
22
7,5%
9,3%
154
Tavola 92
OF/MOL
0,6%
10,8%
2,7%
6,7%
4,2%
5,9%
5,9%
9,3%
7,8%
8,9%
2,0%
5,9%
2,3%
10,6%
2,2%
0,8%
Media/
DS
2,26
1,45
2,16
1,68
1,63
1,44
2,92
1,77
0,66
2,25
1,62
2,29
4,09
1,02
0,94
0,71
Media
norm.
-1,26
0,78
-0,61
0,14
-0,48
-0,24
0,99
0,90
-0,72
1,39
-0,98
0,47
-0,11
0,08
-1,16
-1,37
7,3%
6,3%
2,0%
3,6%
3,61
1,73
-0,41
-0,56
21,7%
10,1%
26,8%
4,3%
6,5%
4,6%
4,3%
4,6%
3,33
2,19
6,29
0,92
1,63
-0,01
2,36
-0,85
TIPO_B e M
2000
2001
2002
2003
2004
2005
Media
DS
B_1
B_2
B_3
B_4
B_5
B_6
B_7
B_8
B_9
B_10
B_11
B_12
B_13
B_14
B_15
B_17
B_18
B_19
B_20
B_21
M_20
M_21
M_22
M_23
1,1%
29,0%
7,6%
0,0%
12,2%
12,3%
19,9%
20,3%
5,7%
19,5%
8,2%
0,8%
6,3%
1,8%
9,2%
31,8%
3,5%
1,3%
1,3%
25,9%
10,3%
3,1%
0,3%
8,4%
16,1%
7,4%
35,3%
3,2%
8,8%
0,6%
2,2%
0,2%
3,6%
10,3%
13,1%
23,0%
1,9%
1,3%
20,7%
5,6%
8,1%
9,5%
24,0%
8,1%
2,5%
15,2%
5,8%
13,4%
2,4%
1,4%
0,3%
6,6%
2,1%
17,9%
11,5%
0,6%
2,4%
5,5%
3,0%
7,3%
10,1%
10,4%
20,7%
0,6%
1,3%
10,1%
17,6%
1,6%
0,0%
8,2%
3,5%
22,4%
8,6%
32,0%
-
0,9%
4,1%
5,8%
21,2%
9,2%
9,1%
16,9%
0,1%
13,9%
2,0%
7,7%
9,6%
21,8%
0,3%
7,9%
5,7%
22,1%
7,4%
23,7%
11,7%
0,8%
9,2%
3,3%
8,2%
9,1%
14,2%
21,0%
29,7%
0,1%
15,3%
1,6%
13,4%
6,5%
21,5%
0,5%
2,3%
8,5%
9,6%
14,4%
16,7%
28,6%
5,8%
1,3%
15,7%
5,9%
11,2%
6,8%
8,5%
17,2%
16,5%
5,1%
20,0%
3,3%
13,5%
9,4%
10,8%
2,0%
0,6%
N° rilevazioni
Media_anno
DS_anno
18
10,6%
9,8%
19
9,2%
9,8%
19
8,3%
7,2%
18
9,2%
8,8%
20
10,1%
7,6%
22
10,9% 10,21%
8,7% 7,04%
155
5,11%
Figura 90 OF/MOL: media/ds e media normalizzata per le cooperative di tipo A
OF su MOL*/ds e media normalizzata_Tipologia A
2,50
A_23
2,00
A_24
1,50
A_3
A_1
A_14
Media normalizzata
1,00
0,50
A_11
A_20
A_8
A_7
0,00
0,00
-0,50
-1,00
1,00
2,00
A_9 A_21
A_12
A_27
A_26
A_5
A_2 A_22
A_4
A_13
3,00
A_18
4,00
5,00
6,00
7,00
8,00
A_15
A_17
A_16
-1,50
-2,00
-2,50
Media/DS
Figura 91 OF/MOL: media/ds e media normalizzata per le cooperative di tipo B e Miste
OF su MOL*/ds e media normalizzata_Tipologia B e M
2,50
M_22
2,00
M_20
1,50
B_10
1,00
Media normalizzata
B_2
0,50
B_12
B_14
0,00
0,00
1,00
B_9
-1,50
B_4
B_6
M_21
2,00
3,00
B_5
B_20 B_3
-0,50
-1,00
B_7
B_8
M_23
B_15
B_17
4,00
B_13
B_19
B_11
B_1
-2,00
-2,50
Media/DS
156
5,00
6,00
7,00
8,00
6) Spread tra ROI e il costo medio del capitale di terzi
Questo indicatore rappresenta lo spread tra il ROI (quanto rende il capitale investito) ed il
costo medio dei capitali di terzi (quanto costa il capitale di terzi). Tale spread identifica
l’esistenza delle condizioni che rendono conveniente o meno il ricorso all’indebitamento
oneroso.
Appare evidente, quindi, come tale spread debba essere analizzato congiuntamente al livello
di indebitamento. L’apprezzamento congiunto di tali profili consente di apprezzare l’effetto
leva che l’indebitamento può esercitare rispetto alla redditività operativa.
Sempre con l’obiettivo di rendere analizzabili e confrontabili i campioni, sono stati presi in
considerazione solo spread non superiori al 50% e non inferiori a - 50% e, per le relative
tipologie, valori che non eccedessero, sia in senso incrementativo che decrementativo, di 2
volte la relativa deviazione standard.
Dagli elaborati che seguono (soprattutto confrontando le tavole 94 e 95) emergono valori
medi di poco spessore che portano le cooperative di tipo A (B e M) a sviluppare una media
pari a 3,3% (3,0%) e una deviazione standard pari a 8,0% (7,4%). Se da una parte le relative
medie, pur non essendo di particolare spessore, risultano comunque positive, dalle medesime
tavole si può rilevare come i relativi campioni numericamente tendono ad equi-suddividersi,
in entità con medie positive ed in entità con medie negative. Tale aspetto risulta
maggiormente evidente prendendo a riferimento i grafici a dispersione ed, in particolar modo,
quello delle cooperative di tipo A, dove si può osservare come le singole cooperative si
posizionino verso l’incrocio degli assi e come il grado di dispersione sia relazionabile
soprattutto alla media normalizzata, sia con valori positivi che negativi. Indubbiamente desta,
quindi, qualche preoccupazione la presenza di un folto numero di entità, per entrambe le
tipologie, che mediamente presenta valori negativi della media normalizzata, a testimonianza
di una “resa” insufficiente del capitale rispetto al correlato “costo”.
Le linee di tendenza per le due tipologie appaiono crescenti ed è lievemente maggiore
l’inclinazione della linea che rappresenta le cooperative di tipo B e Miste.
157
Tavola 93
Spread tra ROI e OF/MT
QUARTILI
Valore minimo
I quartile
II quartile
III quartile
Valore massimo
QUARTILI
Valore minimo
I quartile
II quartile
III quartile
Valore massimo
TIPO A
2000
-10,3%
-0,3%
3,7%
5,5%
10,8%
2001
-31,6%
-2,1%
-0,6%
6,2%
20,2%
2002
-25,2%
0,3%
2,9%
12,4%
25,2%
2000
-18,5%
-2,1%
3,4%
8,4%
25,7%
2001
-20,6%
1,5%
4,0%
9,7%
22,4%
2002
-23,3%
-0,2%
4,8%
8,6%
26,5%
2003
-7,3%
-0,4%
2,3%
7,5%
16,0%
2004
-22,4%
-1,4%
4,8%
7,8%
17,9%
2005
-20,7%
-1,2%
3,0%
8,4%
21,1%
2004
-12,3%
-0,6%
2,4%
4,0%
29,7%
2005
-7,9%
-1,4%
1,9%
5,3%
11,3%
TIPO B e M
2003
-16,0%
-7,8%
2,0%
8,3%
17,7%
Figura 92 Spread tra ROI e OF/MT: quartili per le cooperative di tipo A
Spread (ROI - OF/MT)_quartili_Tipologia A
40%
30%
20%
10%
0%
Valore minimo
I quartile
II quartile
III quartile
-10%
-20%
-30%
-40%
2000
2001
2002
158
2003
2004
2005
Valore massimo
Figura 93 Spread tra ROI e il OF/MT: quartili per le cooperative di tipo B e Miste
Spread (ROI - OF/MT)_quartili_Tipologia B e M
40%
30%
20%
10%
0%
Valore minimo
I quartile
II quartile
III quartile
-10%
-20%
-30%
-40%
2000
2001
2002
159
2003
2004
2005
Valore massimo
Tavola 94
Spread tra ROI e OF/MT
TIPO_A
2000
2001
2002
2003
2004
2005
A_1
A_2
A_3
A_4
A_5
A_7
A_8
A_9
A_10
A_11
A_12
A_13
A_14
A_15
A_16
A_17
A_18
A_20
A_21
A_22
A_23
A_24
A_25
A_26
A_27
-1,5%
-2,5%
-
-
-
-
5,0%
20,2%
25,2%
8,5%
10,2%
2,8%
0,4%
-1,3%
0,5%
0,8%
4,8%
5,2%
6,0%
4,9%
12,3%
7,5%
7,9%
3,0%
-0,6%
N° rilevazioni
Media_anno
DS_anno
-
-12,7%
19,3%
-7,2%
-4,1%
-10,3%
-31,6%
19,9%
-
6,1%
4,0%
-5,0%
-11,0%
-22,8%
5,1%
2,5%
18,5%
10,8%
-21,1%
0,4%
-
7,0%
-0,1%
1,7%
15,2%
1,4%
7,3%
7,6%
3,0%
-
-
12,4%
-0,3%
16,9%
-0,5%
1,5%
0,5%
0,9%
2,3%
-0,1%
10,8%
6,9%
5,4%
6,4%
6,6%
6,2%
8,3%
-
3,2%
0,1%
-0,4%
-5,7%
14,4%
-2,7%
-1,7%
0,3%
-4,1%
-1,8%
-2,2%
10,5%
-1,4%
25,0%
14,5%
11,4%
-20,7%
-
-
0,8%
16,0%
17,9%
7,0%
-
-
0,2%
13,0%
-
-
-0,3%
-1,3%
4,5%
-0,8%
-11,8%
19,1%
5,5%
7,0%
-4,4%
-4,1%
-19,1%
-3,7%
-
-
24,5%
15,5%
7,8%
21,1%
4,2%
-0,6%
-25,2%
-7,3%
-22,4%
0,9%
-
-
-
1,5%
0,9%
-1,7%
Media
DS
Media/
DS
Media
norm.
12,0%
1,7%
6,9%
-1,0%
-2,4%
-2,1%
-0,6%
6,0%
7,1%
2,6%
6,6%
2,3%
-2,0%
6,5%
10,4%
8,9%
2,7%
3,2%
12,2%
19,5%
14,2%
12,3%
5,2%
8,9%
4,1%
1,0%
7,5%
1,4%
15,8%
8,0%
1,35
0,65
2,18
-0,09
-0,12
-0,15
-0,05
1,15
0,80
0,65
6,90
0,31
-1,41
0,41
1,31
1,49
-0,27
0,63
-0,75
-0,97
-0,93
-0,68
0,47
0,66
-0,11
0,58
-0,17
-0,92
0,56
1,23
1,6%
-3,1%
17,2%
-8,4%
0,2%
10,1%
9,3%
7,3%
12,5%
1,7%
0,15
-0,34
2,35
-0,67
0,12
-0,30
-1,11
2,40
-2,01
-0,53
3,46
0,48
0,57
0,14
-
-
-
-
-1,0%
-9,0%
3,7%
7,2%
5,4%
6,2%
8,7%
8,4%
5,2%
18,8%
6,2%
0,8%
-0,5%
-6,1%
6,6%
4,1%
1,9%
8,5%
17
2,4%
5,4%
19
-0,2%
12,7%
22
5,2%
13,2%
21
3,9%
7,1%
23
2,1%
10,0%
23
3,6%
9,6%
3,3%
5,8%
8,0%
160
Tavola 95
Spread tra ROI e OF/MT
TIPO_B e M
2000
B_1
B_2
B_3
B_4
B_5
B_6
B_7
B_8
B_9
B_10
B_11
B_12
B_13
B_14
B_15
B_17
B_18
B_19
B_20
B_21
M_20
M_21
M_22
M_23
4,0%
4,5%
5,2%
4,2%
2,5%
1,7%
-0,1%
11,0%
-0,2%
2,5%
8,8%
10,4%
2,4%
3,3%
N° rilevazioni
Media_anno
DS_anno
2001
2002
2003
2004
1,3%
5,8%
4,1%
Media/
DS
3,75
0,92
1,10
Media
norm.
0,27
0,34
0,22
8,2%
9,0%
4,7%
8,6%
13,8%
5,8%
4,2%
9,4%
2,3%
7,4%
3,8%
8,1%
8,7%
10,8%
18,5%
11,8%
4,4%
6,0%
1,9%
11,4%
0,58
-1,28
0,31
0,86
0,37
-1,06
2,92
-1,12
0,87
0,87
1,00
1,32
-0,90
1,31
0,39
-0,44
1,95
0,91
0,75
0,49
0,25
-2,11
-0,23
0,63
0,30
-1,33
1,33
-1,97
-0,15
0,50
0,11
1,11
-1,57
1,60
0,60
-1,19
0,80
0,35
-0,24
0,37
7,4%
2005
Media
DS
4,0%
7,4%
14,3%
2,9%
4,9%
5,4%
4,5%
-
-
-
-
-9,8%
-7,9%
21,3%
1,9%
1,5%
2,1%
2,0%
-0,4%
-
-
-23,3%
-10,6%
-10,8%
-1,4%
3,7%
10,2%
-0,7%
-1,2%
-1,3%
-2,0%
7,4%
6,3%
24,2%
0,6%
4,0%
1,9%
-1,8%
0,6%
-0,2%
-2,8%
29,7%
-
-
-
-
-13,3%
-12,3%
2,2%
-2,9%
22,4%
23,7%
16,0%
-
11,3%
-10,4%
5,4%
26,5%
-
-
-
-18,5%
-3,7%
7,1%
-16,0%
-
5,3%
5,5%
-
15,3%
8,9%
4,0%
8,9%
15,1%
0,9%
3,4%
6,5%
8,5%
-1,6%
0,6%
2,7%
-0,6%
2,5%
3,7%
-0,6%
-
9,2%
21,7%
-9,4%
0,6%
6,0%
4,7%
-11,5%
1,5%
7,4%
5,1%
-6,1%
12,2%
-10,5%
2,0%
6,5%
3,8%
10,7%
-7,8%
14,1%
7,2%
-5,2%
8,5%
5,5%
1,4%
5,6%
20
3,5%
10,8%
20
4,6%
9,5%
22
5,2%
12,3%
22
0,7%
10,1%
21
2,6%
8,8%
21
2,2%
4,9%
3,0%
6,9%
-2,7%
-9,9%
-5,5%
-15,9%
-1,2%
-1,5%
11,4%
17,0%
7,9%
17,7%
8,7%
10,7%
-12,5%
-20,6%
-18,0%
-13,0%
4,2%
-3,1%
5,5%
3,6%
1,5%
1,9%
-0,6%
-0,1%
14,0%
17,4%
4,3%
2,8%
0,4%
-0,2%
3,1%
9,5%
5,2%
0,6%
0,4%
-
25,7%
11,1%
7,5%
12,1%
3,4%
4,5%
161
Figura 94 Spread (ROI - OF/MT)/ds e media normalizzata per le cooperative di tipo A
Spread (ROI - OF/MT)/ds e media normalizzata_Tipologia A
3,50
2,50
A_22
A_2
A_17
Media normalizzata
1,50
A_11
A_16
A_10
0,50
-2,00
A_15
A_27
A_12
A_14
0,00 A_20 A_3
-0,50
A_24
A_9
A_5
A_8
A_7
A_21
A_4
A_13
A_26
2,00
4,00
6,00
8,00
10,00
-1,50
A_23
-2,50
-3,50
Media/DS
Figura 95 Spread (ROI - OF/MT)/ds e media normalizzata per le cooperative di tipo B e Miste
Spread (ROI - OF/MT)/ds e media normalizzata_Tipologia B e M
3,50
2,50
1,50
B_19
B_11
Media normalizzata
B_17
0,50
-2,00
0,00
-0,50
B_20 B_8
B_14
M_23M_21
B_9
B_5 B_2
B_3
B_15
B_13
B_7 M_22
M_20
B_1
2,00
4,00
B_21
B_10
B_18-1,50
B_12
B_6
-2,50
-3,50
Media/DS
162
6,00
8,00
7) Indice di indebitamento
L’indice di indebitamento (rapporto tra ammontare dei debiti finanziari a breve e a medio
lungo termine e ammontare del capitale proprio) mette in evidenza l’equilibrio della struttura
finanziaria della cooperativa.
Un elevato indice di indebitamento che si accompagni ad una ridotta redditività operativa
pone, certamente, importanti pregiudiziali rispetto al raggiungimento delle compatibilità
economiche di lungo periodo.
Il dato relativo all’indebitamento assume assoluta rilevanza, anche se considerato in
riferimento alla generazione dei flussi di cassa da parte della gestione caratteristica.
In tale contesto, infatti, un elevato rapporto di indebitamento al quale non corrisponda
un’adeguata capacità di generare flussi di cassa, allunga certamente, a parità di altre
condizioni, il periodo medio di rimborso dell’esposizione, elevando contestualmente il grado
di rischio per il finanziatore.
Al fine di rendere significativo il campione, non vengono presi in considerazione i valori con
segno negativo e con rapporti superiori alle 50 volte (tale effetto che, per certi aspetti,
potrebbe sembrare distorsivo deriva dalla presenza di un patrimonio netto negativo, ovvero
dal fatto che le eventuali perdite pregresse o quella maturata nello specifico esercizio
eccedono il capitale sociale e le riserve) e quelli che eccedono di due volte la deviazione
standard del proprio campione di riferimento per le cooperative di tipo A e di tre volte per le
cooperative di tipo B e Miste.
Le tavole 97 e 98 evidenziano una distribuzione particolarmente disomogenea, soprattutto per
le cooperative di tipo A. Queste ultime, infatti, si caratterizzano per un rapporto di
indebitamento lievemente più elevato (2,24 la media nel periodo di riferimento per le A; 1,64
per le B e Miste), così come per un maggior grado di dispersione (1,45 per le A; 0,93 per le B
e Miste).
Complessivamente, per entrambi i campioni, il valore medio dell’indebitamento appare
modesto e, considerato che pure il peso degli oneri finanziari sulla gestione caratteristica
lorda non presenta rapporti elevati, la leva dell’indebitamento potrebbe essere utilizzata dalle
cooperative per operare eventuali nuovi investimenti.
È opportuno sottolineare che, nel momento in cui non si fosse dato luogo ad una preventiva
scrematura dei dati distorsivi, il livello medio di indebitamento delle cooperative sarebbe
risultato decisamente maggiore per le cooperative di tipo A e notevolmente inferiore per
l’altra tipologia, a fronte della presenza, in quest’ultima, di alcune cooperative con rapporti
negativi. Questi ultimi, come in parte già precedentemente evidenziato, se per certi aspetti
163
possono apparire come un mero effetto contabile-distorsivo manifestano, invece, una
situazione di forte criticità dell’equilibrio patrimoniale, considerato che lo stesso rapporto
risulta negativo per la presenza di un patrimonio netto a sua volta negativo.
Confrontando i grafici (figure 98, 99 e 100), dove nel secondo sono state tolte solo
graficamente e non quindi dalle tavole delle elaborazioni, le cooperative A_10 e A_4 perché
presentavano un rapporto media su deviazione standard elevato, si può notare come entrambe
le tipologie evidenzino un certo grado di dispersione in relazione alle ordinate, anche se non
di eccessivo spessore, e come le linee di tendenza risultino inclinate negativamente (a valori
crescenti del rapporto media su deviazione standard tende a corrispondere una media
normalizzata negativa).
Tavola 96
Indice di indebitamento
QUARTILI
Valore minimo
I quartile
II quartile
III quartile
Valore massimo
QUARTILI
Valore minimo
I quartile
II quartile
III quartile
Valore massimo
TIPO A
2000
0,04
0,27
0,87
1,49
8,02
2001
0,09
0,36
0,89
1,41
4,83
2002
0,07
0,41
1,17
3,65
14,64
2000
0,13
0,59
1,02
1,26
4,51
2001
0,00
0,63
0,94
1,52
9,52
2002
0,00
0,33
0,79
3,39
4,61
2003
0,08
0,29
0,91
1,86
5,60
2004
0,14
0,33
0,92
3,82
16,08
2005
0,13
0,35
0,97
2,20
4,33
2004
0,09
0,70
0,82
2,00
3,55
2005
0,13
0,42
0,74
1,99
10,73
TIPO B e M
164
2003
0,00
0,58
0,86
2,77
6,96
Figura 96 Indice di indebitamento: quartili per le cooperative di tipo A
Indice di indebitamento_quartili_Tipologia A
20
18
16
14
12
10
8
6
4
2
0
Valore minimo
I quartile
II quartile
2000
2001
2002
2003
III quartile
2004
Valore massimo
2005
Figura 97 indice di indebitamento: quartili per le cooperative di tipo B e Miste
Indice di indebitamento_quartili_Tipologia B e M
20
18
16
14
12
10
8
6
4
2
0
Valore minimo
I quartile
II quartile
2000
2001
2002
165
2003
III quartile
2004
2005
Valore massimo
Tavola 97
Indice di indebitamento
TIPO_A
2000
2001
2002
2003
2004
2005
A_1
A_2
A_3
A_4
A_5
A_7
A_8
A_9
A_10
A_11
A_12
A_13
A_14
A_15
A_16
A_17
A_18
A_20
A_21
A_22
A_23
A_24
A_25
A_26
A_27
1,41
1,75
0,25
0,23
0,27
0,34
0,82
8,02
6,11
0,37
0,92
0,19
1,10
2,70
1,18
0,04
1,46
2,72
0,26
1,32
0,36
0,36
1,41
4,77
4,83
0,28
1,11
0,33
0,89
0,83
1,19
0,87
0,09
0,84
2,50
0,31
3,38
5,77
4,43
0,42
0,38
1,45
6,49
0,26
0,68
0,22
0,76
14,64
1,21
1,34
7,04
1,14
0,07
0,90
1,87
0,26
4,19
1,48
2,49
0,27
0,32
1,57
5,60
0,19
1,82
0,27
0,78
0,91
0,71
3,97
0,08
0,82
1,90
0,26
4,46
1,01
0,60
0,30
1,15
7,91
0,20
1,23
0,42
0,30
16,06
16,08
0,64
4,87
0,14
1,04
1,27
0,24
2,20
0,37
0,46
0,30
1,80
4,33
3,57
0,29
3,37
0,70
0,97
0,35
2,73
0,13
N° rilevazioni
Media_anno
DS_anno
16
1,61
2,27
17
1,36
1,45
20
2,67
3,58
18
1,54
1,59
18
3,24
5,10
17
1,42
1,35
166
Media
DS
Media/
DS
Media
norm.
1,08
2,01
0,26
3,26
3,90
1,64
0,40
0,34
1,37
0,29
0,53
0,02
1,00
2,20
1,59
0,12
0,03
0,34
3,77
3,80
11,45
3,26
1,78
1,03
3,20
10,25
3,99
-0,45
-0,09
-0,77
0,40
0,65
-0,23
-0,72
-0,74
-0,34
6,18
1,16
5,30
1,54
0,26
1,52
0,35
0,68
10,55
4,03
0,76
3,65
0,07
0,98
0,19
0,26
8,33
6,74
0,42
3,04
3,89
1,55
1,89
2,61
1,27
0,60
1,82
1,20
-0,77
-0,28
-0,74
-0,61
3,25
0,70
-0,58
0,55
2,46
0,09
1,68
0,04
1,47
2,38
0,09
-0,84
2,24
2,56
1,45
Tavola 98
Indice di indebitamento
1,76
0,90
0,19
0,78
0,25
1,59
0,70
2,34
1,70
0,54
0,55
0,16
0,27
1,19
1,27
0,05
0,33
4,41
0,19
Media/
DS
1,65
2,22
4,23
0,73
3,10
0,95
2,94
2,93
1,56
2,10
1,70
2,21
3,33
2,11
1,47
2,62
1,10
0,98
2,30
Media
norm.
0,79
0,22
-0,51
-0,67
-0,55
-0,09
0,26
3,27
0,64
-0,32
-0,44
-0,80
-0,47
0,55
0,14
-0,94
-0,80
1,68
-0,76
0,69
0,18
3,92
-0,60
0,70
0,24
2,85
-0,59
1,64
1,59
0,93
TIPO_B e M
2000
2001
2002
2003
2004
2005
Media
DS
B_1
B_2
B_3
B_4
B_5
B_6
B_7
B_8
B_9
B_10
B_11
B_12
B_13
B_14
B_15
B_17
B_18
B_19
B_20
B_21
M_20
M_21
M_22
M_23
1,24
1,17
0,38
1,15
4,51
0,71
1,83
0,13
1,32
2,15
1,09
0,23
0,94
0,51
0,61
0,82
2,63
0,93
0,00
0,65
0,20
1,26
9,52
3,36
0,65
1,35
0,30
1,03
1,06
2,88
0,17
0,95
2,02
0,57
0,80
0,65
4,27
0,72
0,00
0,79
0,35
2,29
3,82
3,41
0,62
0,89
0,48
0,95
4,61
3,39
0,10
0,12
3,53
0,22
0,79
0,26
5,11
2,81
0,63
0,00
1,09
0,49
2,58
6,96
3,59
1,81
0,56
0,60
0,79
2,94
2,73
0,12
0,25
0,86
0,70
3,55
2,12
0,76
1,34
0,94
3,36
2,21
0,88
1,65
0,56
0,29
0,73
2,37
0,70
0,09
0,25
0,72
0,76
0,58
1,03
0,74
1,52
0,71
3,10
2,86
7,07
0,21
1,40
0,42
0,37
0,54
1,99
0,44
0,13
0,26
10,73
7,81
0,37
0,99
2,90
1,99
0,82
0,57
0,76
1,50
2,06
6,84
2,66
1,14
0,93
0,36
0,89
2,52
1,87
0,14
0,36
4,31
0,44
N° rilevazioni
Media_anno
DS_anno
16
1,17
1,04
20
1,55
2,09
20
1,58
1,61
19
1,82
1,87
18
1,29
1,03
21
2,06
2,89
167
Figura 98 Indice di indebitamento_ds e media normalizzata per le cooperative di tipo A
Indice di indebitamento_media/ds e media normalizzata_Tipologia A
4,00
A_20
3,00
2,00
Media normalizzata
A_13
1,00
A_21
0,00
0,00
-1,00
A_23 A_7
A_5
A_26
A_3
A_8 A_16
2,00
4,00A_11
A_2
A_22 A_18
A_17A_27 A_9 A_15
6,00
8,00
10,00
12,00
A_10
14,00
A_4
-2,00
-3,00
-4,00
Media/DS
Figura 99 Indice di indebitamento_ds e media normalizzata per le cooperative di tipo A
togliendo solo graficamente A_10 e A_4
Indice di indebitamento_media/ds e media normalizzata_Tipologia A
4,00
A_20
3,00
2,00
Media normalizzata
A_13
1,00
A_21
0,00
0,00
-1,00
A_7
A_23
A_5
A_26
1,00 A_8
A_16 2,00
A_22
A_17
3,00
A_18
A_27
-2,00
-3,00
-4,00
Media/DS
168
A_9
A_3
4,00A_11
A_2
A_15
5,00
6,00
Figura 100 Indice di indebitamento_ds e media normalizzata: per le cooperative di tipo B e Miste
Indice di indebitamento_media/ds e media normalizzata_Tipologia B e M
4,00
B_8
3,00
2,00
Media normalizzata
B_19
1,00
B_1
B_9
0,00
0,00
B_6
1,00
B_4
-1,00
B_14
B_2
B_15
2,00
B_11
B_18
B_10
B_20
B_12
B_7
3,00
B_13
M_23B_5
4,00
M_21 B_3
5,00
6,00
B_17
-2,00
-3,00
-4,00
Media/DS
8) Indice di copertura degli immobilizzi
L’indice di copertura degli immobilizzi evidenzia la capacità della cooperativa di finanziare
in termini strutturalmente coerenti gli investimenti in capitale fisso. Esso è determinato
rapportando capitale proprio e indebitamento a medio lungo termine all’ammontare degli
investimenti in capitale fisso.
Il livello di attendibilità dei valori è stato determinato escludendo tutti i valori negativi e
quelli che superano, sia in senso incrementativo che decrementativo, di tre volte la deviazione
standard per entrambe le tipologie di cooperative.
Complessivamente, entrambe le tipologie, come in parte è desumibile anche dall’analisi del
livello di indebitamento, non presentano livelli particolarmente eclatanti anche se le singole
medie e quella riferita ai sei anni risultano sempre superiori all’unità. Le due tipologie
sviluppano valori della media simili (1,65 le cooperative di tipo A e 1,58 le cooperative di
169
tipo B e Misto), così come per la deviazione standard (rispettivamente 1,03 e 0,66). In
entrambi i campioni si riscontrano, comunque, delle cooperative con medie nel periodo
inferiori allo zero, a testimonianza che alcune realtà non presentano una corretta copertura del
capitale fisso con mezzi durevoli (capitale proprio e di terzi a MLT).
Dai grafici a dispersione si può notare come le due tipologie si caratterizzino per un grado di
dispersione più accennato per le cooperative di tipo B e Miste, derivante sia dalla media
normalizzata, sia dal rapporto media su deviazione standard. Le linee di tendenza sono,
invece, diversamente inclinate: pressoché piatta quella della tipologia A e lievemente
crescente quella delle cooperative di tipo B e Miste.
Tavola 99
Indice di copertura degli immobilizzi
QUARTILI
Valore minimo
I quartile
II quartile
III quartile
Valore massimo
QUARTILI
Valore minimo
I quartile
II quartile
III quartile
Valore massimo
TIPO A
2000
0,00
0,50
0,85
1,38
4,74
2001
0,01
0,67
1,13
1,75
10,59
2002
0,11
0,51
0,94
1,61
5,11
2000
0,01
1,01
1,38
1,74
4,15
2001
0,17
1,18
1,57
1,96
9,55
2002
0,25
0,70
1,17
1,61
3,77
2003
0,04
0,71
0,88
1,17
6,71
2004
0,01
0,48
0,83
1,66
6,85
2005
0,15
0,33
0,78
1,87
10,47
2004
0,14
0,73
1,05
2,05
3,49
2005
0,01
0,72
1,44
2,34
4,68
TIPO B e M
170
2003
0,12
0,73
1,17
1,79
3,33
Figura 101 Indice di copertura degli immobilizzi: quartili per le cooperative di tipo A
Indice di copertura degli immbilizzi_quartili_Tipologia A
12
10
8
6
4
2
0
Valore minimo
I quartile
II quartile
2000
2001
2002
2003
III quartile
2004
Valore massimo
2005
Figura 102 indice di copertura degli immobilizzi: quartili per le cooperative di tipo B e Miste
Indice di copertura degli immbilizzi_quartili_Tipologia B e M
12
10
8
6
4
2
0
Valore minimo
I quartile
II quartile
2000
2001
2002
171
2003
III quartile
2004
2005
Valore massimo
Tavola 100
Indice di copertura degli immobilizzi
0,26
Media/
DS
2,62
Media
norm.
-0,60
0,85
3,10
0,14
0,34
1,65
1,65
0,89
0,88
0,11
1,21
2,09
0,83
1,02
5,64
0,10
0,82
0,13
0,15
1,50
0,33
0,11
0,47
0,08
0,68
4,22
0,06
0,39
2,56
8,21
3,75
1,12
2,22
1,10
4,97
8,18
1,87
1,45
1,77
0,50
14,89
2,60
2,20
-0,49
0,89
-0,93
-0,81
0,00
0,00
-0,47
-0,47
-0,95
-0,27
0,27
-0,51
-0,39
2,46
0,12
1,07
5,45
2,70
0,68
0,13
0,36
2,30
4,20
0,21
0,88
3,01
2,37
0,64
3,30
-0,95
-0,36
2,35
0,65
-0,60
4,26
0,91
3,35
0,19
1,27
4,89
1,61
-0,45
1,65
1,62
1,03
TIPO_A
2000
2001
2002
2003
2004
2005
Media
DS
A_1
A_2
A_3
A_4
A_5
A_7
A_8
A_9
A_10
A_11
A_12
A_13
A_14
A_15
A_16
A_17
A_18
A_20
A_21
A_22
A_23
A_24
A_25
A_26
A_27
0,86
4,74
0,71
3,30
0,43
1,42
0,74
0,81
0,09
0,09
0,00
0,85
1,08
3,06
0,58
0,06
1,34
1,92
0,90
0,93
10,43
0,94
2,50
0,01
0,18
1,22
1,74
1,03
0,35
0,03
1,73
0,29
0,81
0,77
10,59
1,54
10,06
1,78
1,26
0,77
0,95
3,01
0,30
0,51
0,36
1,42
0,81
0,59
0,23
1,43
0,49
0,82
1,61
5,11
0,11
1,13
2,80
2,32
2,13
0,94
0,73
0,75
1,91
0,18
0,50
1,20
2,27
0,95
0,86
0,13
0,96
0,04
0,78
0,80
4,67
0,04
1,08
6,71
0,70
0,90
3,94
0,90
0,55
0,83
3,59
0,01
0,23
1,21
1,66
0,96
1,74
0,03
1,01
0,79
1,31
5,04
0,02
0,62
6,85
0,12
0,48
5,29
0,77
0,22
0,93
4,26
0,21
0,20
4,24
1,42
0,85
0,95
0,15
2,03
9,62
0,93
0,55
5,38
0,34
0,72
0,32
0,67
0,20
10,47
0,72
0,68
N° rilevazioni
Media_anno
DS_anno
19
1,21
1,25
20
2,41
3,49
21
1,33
1,20
22
1,41
1,65
21
1,58
1,93
22
2,06
2,97
172
Tavola 101
Indice di copertura degli immobilizzi
0,36
0,83
0,23
0,19
1,09
4,07
0,39
0,34
0,39
0,13
1,19
0,19
0,66
0,39
1,32
0,51
0,18
0,34
0,80
Media/
DS
1,81
1,15
6,97
3,16
1,37
0,57
2,65
3,79
4,10
8,87
2,14
5,87
2,55
2,48
1,41
6,16
7,52
1,30
3,54
Media
norm.
-0,95
-0,63
0,02
-1,00
-0,08
0,75
-0,55
-0,29
0,01
-0,40
0,98
-0,45
0,10
-0,62
0,28
1,59
-0,25
-1,15
1,27
0,12
2,42
0,76
4,33
0,14
0,42
0,35
0,74
0,84
5,74
2,21
5,89
-1,48
0,85
-0,82
2,80
1,58
0,99
0,66
TIPO_B e M
2000
2001
2002
2003
2004
2005
Media
DS
B_1
B_2
B_3
B_4
B_5
B_6
B_7
B_8
B_9
B_10
B_11
B_12
B_13
B_14
B_15
B_17
B_18
B_19
B_20
B_21
M_20
M_21
M_22
M_23
0,72
0,19
1,19
0,87
3,34
1,72
1,69
1,45
1,35
1,61
1,02
1,38
1,22
4,15
3,07
1,00
1,76
0,01
2,17
-
1,26
0,18
1,57
0,77
2,34
9,55
1,23
1,66
1,28
1,26
1,65
0,93
1,65
1,65
2,50
1,18
0,53
1,98
1,96
0,17
4,83
0,31
0,31
1,82
0,43
0,91
1,30
0,96
1,23
1,25
1,76
1,10
0,55
0,75
1,41
3,77
1,56
0,25
2,81
2,05
0,76
-
0,32
1,47
1,79
0,42
0,73
0,30
0,90
1,33
2,02
1,17
2,47
1,02
1,91
0,76
1,45
1,20
0,12
3,33
0,13
2,56
0,87
-
0,48
1,51
1,67
0,50
0,77
0,20
0,73
0,94
1,05
3,13
1,28
2,18
0,73
0,77
2,84
1,22
0,14
3,39
0,30
2,78
1,05
3,49
0,76
2,08
1,54
0,55
0,87
0,25
0,67
0,90
1,00
4,65
1,44
2,38
0,69
1,49
3,53
1,47
0,62
3,70
2,29
0,01
2,99
0,97
4,68
0,64
0,96
1,60
0,59
1,49
2,32
1,03
1,29
1,58
1,18
2,55
1,13
1,68
0,96
1,85
3,14
1,33
0,44
2,83
N° rilevazioni
Media_anno
DS_anno
19
1,58
1,03
21
1,91
2,00
20
1,26
0,88
21
1,25
0,86
22
1,42
1,07
23
1,72
1,36
173
Figura 103 Indice di copertura degli immobilizzi_ds e media normalizzata per le cooperative di
tipo A
Indice di copertura degli immobilizzi_media/ds e media normalizzata_Tipologia A
4,00
3,00
A_17
A_22
2,00
Media normalizzata
A_26
1,00
A_4
A_23
A_14
0,00
-1,00
A_9
A_8
0,00
A_13
2,00
A_21 4,00
A_11 A_16
A_1 A_24
A_7
A_5A_12
A_20
A_27
6,00
8,00
A_10
A_3
10,00
12,00
14,00
-2,00
-3,00
-4,00
Media/DS
Figura 104 Indice di indebitamento_ds e media normalizzata per le cooperative di tipo B e Miste
Indice di copertura degli immobilizzi_media/ds e media normalizzata_Tipologia B e M
4,00
3,00
M_23
2,00
B_17
Media normalizzata
B_20
1,00
B_11
B_6
B_15
0,00
0,00
B_5
2,00
B_7
B_14
M_22
B_1
B_4
B_19
M_20
B_2
-1,00
B_13
M_21
B_3
B_9
B_8
4,00
6,00
B_12
-2,00
-3,00
-4,00
Media/DS
174
B_18
8,00
B_10 10,00
12,00
14,00
D) Evoluzione delle compatibilità economiche minime tra il primo ed il secondo triennio
Per meglio interpretare la dinamica delle compatibilità economiche minime delle cooperative
sociali in chiave evolutiva, sono stati determinati per ogni singolo indicatore ed in relazione
alle due diverse tipologie i valori delle medie normalizzate confrontando le rispettive
evoluzioni tra il primo ed il secondo triennio del periodo in oggetto (primo triennio 20002002; secondo triennio 2003-2005). Con la medesima logica utilizzata per la descrizione dei
singoli indicatori sono stati eliminati i valori potenzialmente distorsivi, prima in relazione ad
un filtro che ne attestasse la significatività economico finanziaria ed, in seconda analisi, in
relazione al superamento o meno di un certo multiplo della deviazione standard, mantenendo
fissi i parametri impiegati nella prima sezione.
La presenza di questi filtri, oltre alla necessità di individuare almeno due valori su tre
attendibili per ogni indicatore e triennio, ha comportato che alcune cooperative (tavole 102,
103, 104 e 105) non presentassero valori significativi.
Successivamente, si sono riportati in un sistema di assi cartesiani i rispettivi valori delle
medie normalizzate dei due trienni, individuando poi due sezioni separate da una diagonale.
Nella sezione identificata con la lettera “B” ed, in particolar modo, in relazione a valori
positivi delle ascisse, risulteranno presenti tutte quelle cooperative che sviluppano una media
normalizzata con valori nel primo triennio (2000-2002) superiori a quelli del secondo (20032005), mentre con la lettera “A”, sempre in corrispondenza di valori positivi delle ascisse, le
cooperative con valori della media normalizzata nel secondo triennio migliorativi rispetto al
periodo antecedente16.
Da una prima analisi si evince come esista un grado di dispersione particolarmente accentuato
in tutti gli indicatori (visti in chiave dinamica dal primo al secondo triennio), a testimonianza
di una serie di cambiamenti che non sempre, però, si sono rilevati migliorativi e tali da non
individuare uno specifico trend.
Risultano, infatti, mediamente di poco spessore le cooperative che nel secondo triennio
presentano valori della media normalizzata migliori che nel primo (triangolo A e con valori
positivi sia delle ascisse che delle ordinate) che di volta in volta verranno identificati per ogni
singola variabile presa a riferimento; così come dovranno di volta in volta essere interpretati i
valori negativi delle medie normalizzate.
16
In corrispondenza di valori negativi delle ascisse e, quindi, nella fattispecie di valori negativi della media
normalizzata del primo triennio, nella sezione “B” si troveranno, invece, cooperative con valori più elevati nel
secondo triennio e nella sezione “A”, cooperative con valori più elevati nel primo triennio.
175
Tavola 102
TIPO_A
A_1
A_2
A_3
A_4
A_5
A_7
A_8
A_9
A_10
A_11
A_12
A_13
A_14
A_15
A_16
A_17
A_18
A_20
A_21
A_22
A_23
A_24
A_25
A_26
A_27
Fatturato/Break
even point
I Tri
II Tri
2,52
3,72
0,72
-0,06
-0,37
-0,13
0,14
-0,15
-0,51
-0,77
-0,57
-0,05
-0,87
-0,05
-0,48
0,60
0,23
-0,04
-1,07
-0,17
-0,58
-0,48
-0,11
-0,06
0,01
-0,18
-0,67
-0,90
-0,49
-0,54
2,69
-0,03
-0,05
2,21
-0,37
-0,10
-0,41
-0,81
0,63
-0,67
-0,69
-0,36
-1,00
-0,48
-0,12
1,39
-0,48
Fatturato / Capitale
investito gestionale
I Tri
II Tri
-0,93
-0,39
-0,32
-0,35
-0,52
-0,16
-1,00
-1,18
-1,00
0,00
-0,14
-1,08
-0,28
1,20
-0,81
-1,11
-0,78
-0,76
-0,43
0,18
0,94
1,17
0,30
0,46
0,52
0,76
-1,42
-1,83
1,72
1,31
-0,25
0,49
2,10
0,12
1,12
-0,16
2,30
-0,25
0,63
0,92
-1,30
0,30
1,69
0,34
-1,01
-1,13
Ciclo monetario
MON*/Fatturato
I Tri
0,03
1,12
0,06
2,25
-0,55
-0,83
0,52
0,95
-0,18
0,02
-0,79
-0,11
-0,37
-3,22
-0,22
0,93
0,10
-0,21
0,34
I Tri
1,48
1,17
-0,26
1,03
0,47
-0,06
-0,25
II Tri
-0,08
1,14
-0,21
1,95
-1,02
0,14
0,04
1,04
-0,31
-0,02
-1,18
0,43
0,12
-3,15
-0,10
0,43
0,97
-0,86
-0,37
1,05
0,13
0,50
-0,16
0,64
-1,14
-0,53
-1,34
-0,53
0,64
-2,27
-0,38
0,13
0,51
-0,28
-0,11
-0,01
-0,17
0,01
-0,93
-0,35
2,20
II Tri
0,04
-0,06
0,43
-1,52
1,57
0,88
1,45
0,38
0,21
-0,41
0,16
0,69
-2,29
-0,63
0,44
0,56
-1,62
1,39
-1,10
0,07
-0,06
-0,60
Confrontando l’evoluzione del punto di pareggio (figura 105 tipologia A; figura 106 tipologia
B e M) si può osservare come le cooperative della tipologia B e M presentino una maggiore
dispersione, a differenza delle cooperative di tipo A che risultano prevalentemente
concentrate nel punto d’intersezione tra gli assi ed, in particolar modo, nel quadrante con
valori negativi sia delle ascisse che delle ordinate. Nelle stesse appare, quindi, modesto, se
non trascurabile, il numero di esse che ha maturato dei miglioramenti (sezione “A” in
corrispondenza di valori positivi, sia delle ascisse che delle ordinate), mentre la numerosità
appare più significativa nelle cooperative di tipo B e M (cooperative evidenziate con il
cerchio rosso).
176
Anche nel rapporto di turnover (Fatturato/CING) il grado di dispersione si presenta
particolarmente accentuato (figure 107 e 108). Soprattutto nella tipologia B e M risultano
numerose le cooperative con valori della media normalizzata nel secondo triennio inferiori
rispetto a quelli registrati nel primo triennio (sezione B), così come le cooperative che per
entrambe le tipologie hanno registrato nei due trienni valori negativi della media normalizzata
(cooperative evidenziate con il cerchio rosso).
A livello di ciclo monetario (figure 109 e 110) le due tipologie presentano sentieri evolutivi
parzialmente identici, visto che la maggior parte delle cooperative tende a posizionarsi nel
punto di incrocio tra le ascisse e le ordinate. Tuttavia, nelle cooperative di tipo A appare
consistente il numero di esse che si posizionano nella sezione “B” (evidenziate dal cerchio
rosso) in virtù di una media normalizzata più elevata nel primo triennio rispetto al secondo.
Complessivamente, quindi, nel secondo triennio le cooperative in oggetto hanno sviluppato
un ciclo monetario mediamente più corto e, di conseguenza, migliorativo anche se,
soprattutto per quelle entità che sviluppano un ciclo monetario negativo, appare importante
verificare il portato di un vero potere contrattuale o, piuttosto, una sintomatica difficoltà nel
pagare i fornitori.
Nella tipologia B e Mista si rileva, invece, un gruppo di cooperative (evidenziate in rosso)
che presenta un allungamento del ciclo monetario nel secondo triennio, a fronte di una
generale tendenza del comparto a posizionarsi soprattutto nella sezione “A” (ciclo monetario
tra il 2003 e il 2005 più allungato rispetto al primo triennio).
Analizzando la redditività media derivante dalla gestione caratteristica (ROS) (figure 111 e
112), torna predominante il grado di dispersione. Nella tipologia A emerge chiaramente come
la maggior parte delle cooperative tenda a posizionarsi nella sezione “B”, a testimonianza di
margini inferiori nel secondo triennio rispetto al primo. Alcune di esse, pur in presenza di una
sensibile contrazione, sviluppano ancora margini positivi, mentre persistono delle cooperative
con ROS totalmente negativi (sono allocate nel quadrante in presenza di valori negativi sia
delle ascisse che delle ordinate). Alcune entità hanno registrato dei miglioramenti
significativi, essendo passate da una redditività media negativa del primo triennio ad una
positiva nel secondo (quelle evidenziate dal cerchio rosso). Nella tipologia B e Mista, invece,
tali cooperative risultano più numerose (sempre quelle evidenziate dal cerchio rosso), anche
se appaiono comunque di un certo spessore quelle che, nel secondo triennio, hanno sviluppato
una media normalizzata negativa.
177
Tavola 103
TIPO_A
A_1
A_2
A_3
A_4
A_5
A_7
A_8
A_9
A_10
A_11
A_12
A_13
A_14
A_15
A_16
A_17
A_18
A_20
A_21
A_22
A_23
A_24
A_25
A_26
A_27
OF/MOL*
I Tri
2,08
-0,65
2,12
-0,79
-0,49
-0,79
-0,36
-0,25
-0,34
-0,75
0,22
0,50
-0,36
II Tri
0,47
-0,99
0,20
-0,72
0,42
0,42
-0,12
1,29
-0,61
0,44
-0,36
-0,93
-0,74
Spread tra ROI e
OF/MOL
I Tri
II Tri
-0,57
2,07
0,61
-0,31
0,06
0,80
0,45
0,18
-1,11
-1,32
-2,11
0,86
-0,76
0,57
0,43
0,33
-0,15
0,17
0,59
0,60
-0,06
-0,07
-0,48
-0,92
1,31
-0,23
1,62
-0,15
0,09
-0,80
1,36
-1,30
2,99
-0,78
-0,71
-0,58
-0,39
0,48
1,13
-0,16
-1,90
1,81
-1,99
-0,47
0,71
-0,80
178
Indice di
Indebitamento
I Tri
II Tri
-0,08
0,65
-0,72
-0,13
0,59
-0,76
0,42
-0,67
-0,66
-0,09
0,22
-0,58
-0,71
0,42
2,94
-0,70
-0,30
-0,73
-0,35
-0,79
1,02
-0,57
-0,20
Indice di copertura
degli immobilizzi
I Tri
II Tri
-0,41
-0,55
2,68
-0,41
-0,35
0,54
1,07
-0,74
-0,77
-0,64
-0,66
-0,44
0,46
-0,10
0,21
-0,41
-0,31
-0,54
-0,15
-0,75
-0,79
-0,31
-0,06
-0,69
-0,43
-0,36
-0,27
-0,32
2,07
2,12
-0,77
-0,19
-0,77
-0,37
2,04
-0,62
-0,44
0,09
-0,33
3,03
-0,38
-0,46
1,52
-0,19
-0,85
2,64
-0,89
Tavola 104
TIPO_B e M
B_1
B_2
B_3
B_4
B_5
B_6
B_7
B_8
B_9
B_10
B_11
B_12
B_13
B_14
B_15
B_17
B_18
B_19
B_20
B_21
M_20
M_21
M_22
M_23
Fatturato/Break
even point
I Tri
II Tri
-0,18
-0,15
-0,20
0,44
0,15
-0,01
-2,38
-1,85
0,48
-0,03
-0,92
1,18
-0,50
0,48
0,11
-0,66
-0,71
-1,59
1,01
1,13
-1,87
0,01
-0,02
-0,57
0,78
2,00
0,98
0,37
0,69
0,63
-2,07
-1,13
1,18
1,84
-0,39
0,37
0,06
-1,47
0,01
0,95
0,47
0,68
0,09
0,22
0,91
-0,53
Fatturato / Capitale
investito gestionale
I Tri
II Tri
0,48
0,74
1,17
1,63
-0,14
0,51
0,08
0,09
-0,32
-1,00
-0,92
0,98
-0,50
-0,61
0,87
-0,53
0,89
0,02
-1,17
-1,48
0,43
0,03
-1,24
-1,01
0,57
-0,13
-1,40
-1,85
-1,13
0,71
-0,31
-0,90
-0,22
-0,19
-0,34
-0,04
-0,24
-0,76
2,19
0,43
0,45
1,34
0,30
-1,06
-0,76
2,75
1,63
179
Ciclo monetario
MON*/Fatturato
I Tri
-0,23
0,53
0,00
-3,39
0,57
1,99
-0,03
0,04
0,35
0,21
0,34
-0,52
-0,63
-0,50
I Tri
0,04
-0,12
0,18
-2,20
0,22
1,04
0,51
-0,37
0,75
-1,16
0,12
-0,31
1,03
-0,33
II Tri
0,01
0,06
0,13
-2,11
0,13
-1,42
-0,36
0,43
0,94
0,28
0,65
0,25
0,62
-3,17
-0,03
1,48
-0,03
-0,20
1,24
-0,12
0,15
0,56
0,40
0,13
0,59
0,65
-0,40
-0,48
0,53
-1,67
-0,08
1,89
0,55
0,61
-2,52
1,12
-0,21
-0,04
-0,16
0,47
0,28
0,74
II Tri
0,24
0,35
0,21
-2,49
-0,01
-0,97
-0,38
0,50
-0,28
1,03
-0,06
-0,52
-0,51
0,74
-1,52
1,39
0,65
-1,28
1,73
0,85
0,85
-0,51
Tavola 105
TIPO_B e M
B_1
B_2
B_3
B_4
B_5
B_6
B_7
B_8
B_9
B_10
B_11
B_12
B_13
B_14
B_15
B_17
B_18
B_19
B_20
B_21
M_20
M_21
M_22
M_23
OF/MOL*
I Tri
-1,00
1,97
-0,18
-0,63
0,69
0,36
0,08
1,77
-0,55
0,10
-1,00
-0,75
-1,06
II Tri
-1,18
-0,53
-0,83
0,28
-0,09
0,15
1,27
-1,33
0,60
-1,15
0,05
-0,19
1,37
-1,26
-0,36
-0,38
-0,26
-0,52
1,92
0,01
1,28
0,10
2,43
-0,19
-1,00
Spread tra ROI e
OF/MOL
I Tri
II Tri
-0,08
0,50
-0,48
1,12
-0,19
0,52
-1,59
0,38
-0,09
-1,41
-0,10
-0,50
0,93
0,04
-0,72
1,73
-1,41
-1,20
0,86
1,56
-2,80
-0,87
-0,21
-0,21
0,84
-0,12
0,09
-0,20
1,20
0,72
-1,44
1,15
1,75
0,25
-1,29
-1,07
0,65
0,80
0,16
0,39
-0,54
0,00
1,28
-0,42
Indice di
Indebitamento
I Tri
II Tri
0,77
0,96
0,26
-0,34
-0,55
-0,93
-0,39
-0,55
-0,42
-0,76
0,47
0,05
0,62
3,25
3,46
1,43
-0,01
-0,51
0,03
-0,08
-0,67
-0,74
-0,73
-0,24
-0,56
0,71
0,55
0,61
-0,18
-0,82
-0,93
-0,60
-0,84
0,43
-0,65
-0,47
-0,59
-0,57
-0,48
Indice di copertura
degli immobilizzi
I Tri
II Tri
-0,75
-0,85
-1,22
0,15
-0,08
0,13
-0,81
-0,88
0,51
-0,62
3,35
-1,08
-0,28
-0,64
-0,08
-0,39
-0,22
-0,29
-0,38
0,05
1,63
-0,53
-0,23
-0,37
0,55
-0,36
-0,68
1,02
-0,24
1,32
1,43
-0,22
-0,19
-0,90
-1,05
0,50
1,68
0,39
-1,01
-1,17
1,08
-0,47
2,21
Analizzando l’evoluzione del rapporto OF/MOL, bisogna anzitutto rilevare che, soprattutto
per le cooperative di tipo A, la presenza dei doppi filtri ha significativamente ridotto la
numerosità del campione. Nella tipologia in oggetto le cooperative tendono a concentrarsi
verso l’incrocio dei relativi assi cartesiani, con una predominanza di valori della media
normalizzata negativa (tali valori devono essere letti in modo positivo, poiché una media
normalizzata negativa equivale ad un peso assoluto degli oneri finanziari sul margine
operativo lordo di poco spessore). Il comparto B e Misto, rispetto alla tipologia A, si presenta
particolarmente disperso, con una maggiore concentrazione verso la sezione “B” e, sempre in
relazione a valori negativi della media normalizzata, con una tendenza maggiore nel secondo
triennio (cooperative evidenziate con il cerchio rosso).
180
Con riferimento allo spread tra ROI e OF/MOL (figure 115 e 116) si può osservare che le due
tipologie presentano un accentuato grado di dispersione e, allo stesso tempo, si
contraddistinguono per posizionarsi diversamente sulle due sezioni. Le cooperative di tipo A
sono maggiori nella sezione “B” e, quindi, eccezion fatta per i valori negativi, hanno
mediamente sviluppato una media normalizzata di maggior spessore nel primo triennio;
mentre le cooperative di tipo B e Miste tendono a posizionarsi maggiormente nella sezione
“A” sviluppando, pertanto, una media normalizzata superiore nel secondo triennio.
A livello di indice di indebitamento (figure 117 e 118) si rileva come non vi siano particolari
scostamenti tra i due diversi periodi presi a riferimento, a testimonianza di una situazione
generalmente immutata, visto che la maggior parte delle cooperative tendono a posizionarsi
lungo la diagonale che divide le rispettive sezioni ed, in particolar modo, per valori negativi
della media normalizzata in entrambi i trienni (cooperative evidenziate con il cerchio rosso).
Le medesime considerazioni possono essere replicate prendendo a riferimento l’indice di
copertura degli immobilizzi (figure 119 e 120) ed, in particolar modo, le cooperative della
tipologia A, visto che tendono a concentrarsi lungo la diagonale ed, in particolar modo, in
presenza di valori negativi sia delle ascisse (media normalizzata del primo triennio) che delle
ordinate (media normalizzata del secondo triennio), a testimonianza di un livello non
particolarmente eclatante in termini di copertura degli investimenti di medio lungo periodo,
con fonti di eguale o simile durata. Nelle cooperative di tipo B e Misto il grado di dispersione
è più accentuato e si possono individuare due gruppi ben distinti. Il primo, contrassegnato da
un cerchio rosso, evidenzia le cooperative che nel secondo triennio hanno migliorato il
proprio grado di copertura degli immobilizzi, mentre il secondo contraddistingue le
cooperative con un valore negativo della media normalizzata.
181
Figura 105 Break Even Point: media normalizzata I e II Triennio per le cooperative di tipo A
Break Event Point_media normalizzata_Tipologia A_confronto I e II TRIENNIO
4,00
A
A_1
3,00
Media Normalizzata
II TRIENNIO
2,00
A_18
1,00
A_9
-4,00
-3,00
0,00 A_13 A_10
A_8 A_7
A_20
A_26
A_3 A_14
A_4
A_11
0,00
A_12
A_16
A_23
A_5
A_21
A_15
-2,00
-1,00
A_17
A_2
1,00
A_27
2,00
3,00
4,00
-1,00
-2,00
-3,00
B
-4,00
Media Normalizzata
I TRIENNIO
Figura 106 Break Even Point: media normalizzata I e II Triennio per le cooperative B e Miste
Break Event Point_media normalizzata_Tipologia B e M_confronto I e II TRIENNIO
3,00
A
B_14
2,00
Media Normalizzata
II TRIENNIO
1,00
-3,00
-2,00
M_21B_17
0,00
B_1
0,00
-1,00
M_22
B_3
B_15
B_8
B_5
1,00
B_13
2,00
3,00
M_23 B_7
-1,00
B_18
B_21
B_10
B_4
B_11
M_20
B_2
B_20
B_12
B_19
-2,00
-3,00
Media Normalizzata
I TRIENNIO
182
B
Figura 107 Fatturato/CING: media normalizzata I e II Triennio per le cooperative di tipo A
Turnover_media normalizzata_Tipologia A_confronto I e II TRIENNIO
3,00
A
A_21
2,00
A_8
Media Normalizzata
II TRIENNIO
A_23
A_14
A_17
-2,00
-1,00
A_13
A_26
A_11
A_5
-3,00
A_16
A_12
1,00
A_18
0,00
A_3
A_2
A_1
0,00
1,00
2,00
3,00
A_10
-1,00
A_7
A_27
A_4 A_9
A_15
-2,00
B
-3,00
Media Normalizzata
I TRIENNIO
Figura 108 Fatturato/CING: media normalizzata I e II Triennio per le cooperative B e Miste
Turnover_media normalizzata_Tipologia B e M_confronto I e II TRIENNIO
3,00
A
2,00
M_23
B_2
1,00
Media Normalizzata
II TRIENNIO
B_6
B_1
B_15
B_3
-3,00
-2,00
-1,00
M_22
B_12
0,00
B_19
B_18
0,00
B_7
M_20
B_4
B_11
B_13
M_21
B_9
1,00
2,00
3,00
B_8
B_20
B_17
-1,00
B_5
B_10
B_14
-2,00
-3,00
Media Normalizzata
I TRIENNIO
183
B
Figura 109 Ciclo monetario:media normalizzata I e II Triennio per le cooperative di tipo
A
Ciclo Monetario_media normalizzata_Tipologia A_confronto I e II TRIENNIO
4,00
A
3,00
A_4
A_2
A_9
A_18
A_26
A_13
A_17
A_23
A_14
A_8
0,00
A_11
A_1
A_16
A_3
0,00
1,00
A_10
A_21
1,00
II TRIENNIO
Media Normalizzata
2,00
A_7
-4,00
-3,00
-2,00
-1,00
2,00
3,00
4,00
A_20
-1,00
A_5
A_27
A_12
-2,00
-3,00
A_15
B
-4,00
Media Normalizzata
I TRIENNIO
Figura 110 Ciclo monetario:media normalizzata I e II Triennio per le cooperative B e Miste
Ciclo Monetario_media normalizzata_Tipologia B e M_confronto I e II TRIENNIO
4,00
A
3,00
Media Normalizzata
II TRIENNIO
2,00
-4,00
1,00
-3,00
-2,00
B_21
-1,00
B_17
B_20
B_9
B_11
B_13M_21
B_8
M_22
B_10
B_12
M_20 B_2
M_23B_3
B_5
B_1
0,00
B_18
B_19
0,00
1,00
B_7
2,00
3,00
4,00
-1,00
B_6
B_4
-2,00
-3,00
B_14
-4,00
Media Normalizzata
I TRIENNIO
184
B
Figura 111 ROS: media normalizzata I e II Triennio per le cooperative di tipo A
ROS_media normalizzata_Tipologia A_confronto I e II TRIENNIO
3,00
A
2,00
A_7
A_9
1,00
Media Normalizzata
II TRIENNIO
A_8
A_14
A_20
A_11
-3,00
-2,00
0,00
A_3
A_26
-1,00
A_12
A_10
A_13
A_4
A_2
0,00
1,00
2,00
A_23
3,00
A_27
A_16
-1,00
A_21
-2,00
A_15
B
-3,00
Media Normalizzata
I TRIENNIO
Figura 112 ROS: media normalizzata I e II Triennio per le cooperative di tipo B e Miste
ROS_media normalizzata_Tipologia B e M_confronto I e II TRIENNIO
3,00
A
2,00
M_20
B_19
Media Normalizzata
II TRIENNIO
1,00
B_20
-3,00
-2,00
B_12
0,00
-1,00
B_10
B_11
M_22
M_21
B_17
B_8
B_2
B_1B_3
B_5
0,00
B_13
1,00
B_7
B_15M_23
2,00
3,00
-1,00
B_21
B_18
-2,00
B_4
-3,00
Media Normalizzata
I TRIENNIO
185
B
Figura 113 OF/MOL:media normalizzata I e II Triennio per le cooperative di tipo A
OF/MOL_media normalizzata_Tipologia A_confronto I e II TRIENNIO
3,00
A
2,00
Media Normalizzata
II TRIENNIO
1,00
A_1
A_13
A_3
0,00
-3,00
-2,00
-1,00
A_9
0,00
A_15
A_27
A_26
A_12
A_2
1,00
2,00
3,00
A_18
-1,00
-2,00
B
-3,00
Media Normalizzata
I TRIENNIO
Figura 114 OF/MOL:media normalizzata I e II Triennio per le cooperative di tipo B e Miste
OF/MOL_media normalizzata_Tipologia B e M_confronto I e II TRIENNIO
3,00
A
2,00
B_14
B_7
M_20
Media Normalizzata
II TRIENNIO
1,00
B_10
-3,00
-2,00
-1,00M_23
B_5
0,00
M_21
B_190,00
B_13
B_20
1,00
2,00
3,00
B_2
B_3
-1,00
B_1 B_15B_11
B_9
-2,00
-3,00
Media Normalizzata
I TRIENNIO
186
B
Figura 115 Spread (ROI- OF/MOL):media normalizzata I e II Triennio per le cooperative A
Spread (ROI-OF/MOL)_media normalizzata_Tipologia A_confronto I e II TRIENNIO
3,00
A
Media Normalizzata
II TRIENNIO
2,00
1,00
A_8
-3,00
-2,00
A_26
A_13
A_10A_4
A_12
A_3
0,00
A_14
A_20
-1,00
0,00
A_16
2,00
3,00
A_27
A_15
-1,00
A_23
1,00
A_2
A_5
A_21
-2,00
B
-3,00
Media Normalizzata
I TRIENNIO
Figura 116 Spread (ROI- OF/MOL):media normalizzata I e II Triennio per le cooperative B e M
Spread (ROI-OF/MOL)_media normalizzata_Tipologia B e M_confronto I e II TRIENNIO
3,00
A
2,00
B_9
B_11
Media Normalizzata
II TRIENNIO
B_2
1,00
M_20
B_3
B_1
-3,00
-2,00
-1,00
B_21
B_10
B_17
M_21
M_220,00
B_5
B_13
0,00 B_15
B_7
B_12
B_19
B_8
B_14
1,00
M_23
2,00
3,00
-1,00
-2,00
-3,00
Media Normalizzata
I TRIENNIO
187
B
Figura 117 Indice di indebitamento:media normalizzata I e II Triennio per le cooperative A
Inidice di indebitamento_media normalizzata_Tipologia A_confronto I e II TRIENNIO
3,00
A
A_26
2,00
Media Normalizzata
II TRIENNIO
A_16
1,00
A_3
A_11
A_8
0,00
-3,00
-2,00
-1,00
A_2
0,00
A_17
A_9
A_10
A_4
A_15
A_27
1,00
2,00
3,00
-1,00
-2,00
B
-3,00
Media Normalizzata
I TRIENNIO
Figura 118 Indice di indebitamento:media normalizzata I e II Triennio per le cooperative B e M
Inidice di indebitamento_media normalizzata_Tipologia B e M_confronto I e II TRIENNIO
3,00
A
2,00
Media Normalizzata
II TRIENNIO
1,00
-3,00
B_1
B_7
B_6
B_100,00
-2,00
-1,00
B_4
0,00
B_5
M_23
B_3
B_13
M_21
B_11
B_12
B_18
B_17
B_14
B_15 1,00
B_9
2,00
3,00
-1,00
-2,00
-3,00
Media Normalizzata
I TRIENNIO
188
B
Figura 119 Indice di copertura degli immobilizzi:media normalizzata I e II Triennio per le
cooperative di tipo A
Inidice di copertura degli immobilizzi_media normalizzata_Tipologia A_confronto I e II TRIENNIO
3,00
A
A_17
2,00
A_4
Media Normalizzata
II TRIENNIO
1,00
A_8
A_9
-3,00
-2,00
-1,00
0,00
A_13
A_11
0,00
A_10
A_16
A_3
A_15
A_21
A_27
A_1
A_7
A_20
A_5
A_12
1,00
2,00
3,00
A_23
-1,00
-2,00
B
-3,00
Media Normalizzata
I TRIENNIO
Figura 120 Indice di copertura degli immobilizzi:media normalizzata I e II Triennio per le
cooperative di tipo B e Miste
Inidice di copertura degli immobilizzi_media normalizzata_Tipologia BeM_confronto I e II TRIENNIO
3,00
A
2,00
B_20
B_11
Media Normalizzata
II TRIENNIO
-3,00
B_17
M_21
1,00
B_13
B_2
-2,00
0,00
-1,00
M_22
B_1
B_4
B_19
B_3
0,00
B_12 B_18
B_10B_8
B_7
B_14
1,00B_15
2,00
3,00
B_5
-1,00
-2,00
-3,00
Media Normalizzata
I TRIENNIO
189
B
E) Analisi della dinamica reddituale patrimoniale e finanziaria: un approfondimento
per profili di indagine
Premessa
Per meglio comprendere la significatività degli indicatori presentati nelle pagine precedenti
sono state opportunamente prese in considerazione quattro diverse coppie di variabili (sia in
termini tabellari che grafici).
Lo scopo è quello di mettere in evidenza, con riferimento alle singole cooperative,
l’intersezione di due diversi profili di analisi, al fine di approfondire l’indagine rispetto al
raggiungimento delle condizioni minime in termini di equilibrio reddituale, patrimoniale e
finanziario.
L’analisi è condotta separatamente in relazione alle due tipologie di cooperative, prendendo a
riferimento i dati dei campioni totali rettificati dei singoli valori non significativi.
La rappresentazione grafica incrocia due variabili rilevanti (ad esempio X e Y)
opportunamente scelte. Il piano cartesiano risulta quindi suddiviso in quadranti che
individuano le possibili combinazioni con le quali si presentano le variabili relative alla
singola cooperativa rispetto al valore medio del campione.
X
QUADRANTE
D
QUADRANTE
C
Y
QUADRANTE
A
QUADRANTE
B
Il quadrante D, ad esempio, identifica cooperative che presentano un elevato valore della
variabile X (rispetto alla media del campione di riferimento) e ridotto valore della variabile Y
(rispetto alla media del campione di riferimento); il quadrante B, analogamente, elevati valori
di Y e bassi di X e così via.
190
Relazione tra RN/BEP e RN/CING
Le due tipologie di cooperative presentano gradi di dispersione parzialmente diversi.
Nella tipologia A tale è funzione soprattutto del livello di Turnover, mentre per le cooperative
di tipo B e Miste entrambi i rapporti (livello di turnover e fatturato su punto di pareggio)
tendono in particolar modo verso i valori medi.
Quasi nessuna cooperativa della prima tipologia presenta livelli ottimali e soddisfacenti per
entrambi gli indicatori, ovvero sia un elevato rapporto fatturato su punto di pareggio, sia un
elevato grado di utilizzo del capitale (figure 121 e 122), a differenza delle cooperative di tipo
B e M, dove la numerosità risulta particolarmente significativa.
Si segnalano, anche, alcune cooperative che presentano livelli contenuti di rotazione del
capitale e bassi livelli di fatturato/punto di pareggio (quadrante C).
Complessivamente le cooperative di tipo A maturano un livello di turnover maggiore rispetto
alle cooperative di tipo B e Miste, mentre sviluppano livelli pressoché identici del rapporto
fatturato su punto di pareggio.
Figura 121 Cooperative di tipo A
FATT/BEP_media e FATT/CING_media_Tipologia A
8,00
D
A
7,00
A_16
A_18
A_26
A_12A_20
6,00
A_21
A_23
FATT/CI
5,00
A_14
A_8
4,00
Media
A_13
A_17
A_25
A_5
A_3
A_7
2,00
A_24
1,00
C
A_2
A_1
A_10
A_9
A_4 A_27
B
A_15
Media
0,00
0,00
A_22
A_11
3,00
1,00
2,00
FATT/BEP
191
3,00
4,00
Figura 122 Cooperative di tipo B e Miste
FATT/BEP_media e FATT/CING_media_Tipologia B e M
8,00
D
A
7,00
6,00
B_21
FATT/CI
5,00
M_23
4,00
B_2
3,00
2,00
Media
B_4
B_9
B_6
B_18
B_12
B_10
1,00
M_21
B_1
M_20
B_11
B_13B_3
B_8
B_15
B_19
B_20B_7
B_5 B_17
M_22
B_14
C
0,00
B
Media
0,00
1,00
2,00
3,00
4,00
FATT/BEP
Relazione tra ROS e OF/MOL
I due grafici evidenziano per entrambe le tipologie una particolare dispersione in relazione al
peso degli oneri finanziari sulla gestione caratteristica lorda e, per le cooperative di tipo B e
M, anche in relazione alla redditività media.
Le medie dei relativi indicatori, come in parte già evidenziato nelle analisi precedenti, si
presentano pressoché identiche e la maggior parte delle cooperative in entrambe le tipologie
tende a posizionarsi nella sezione B (peso degli oneri finanziari inferiori alla media e
redditività della gestione caratteristica superiore alla media). Sono di carattere residuale
quelle con un livello di ROS negativo, così come le cooperative con un peso degli oneri
finanziari sul MOL superiore alla media ed una redditività negativa (sezione D).
192
Figura 123 Cooperative di tipo A
ROS_media e OF/MOL*_media_Tipologia A
40,0%
D
A
30,0%
A_23
OF/MOL*
A_24
20,0%
A_3
A_14
A_11
A_20
A_8
10,0%
A_7
Media
A_9
A_12
A_27
A_2
A_4
A_5A_26
A_16
MediaA_17
0,0%
-7,00%
A_18
A_21
A_15
C
-12,00%
A_13
-2,00%
3,00%
A_22
B
8,00%
ROS
Figura 124 Cooperative di tipo B e Miste
ROS_media e OF/MOL*_media_Tipologia B e M
40,0%
D
A
30,0%
OF/MOL*
M_22
M_20
B_10
20,0%
B_7
B_2
B_8
B_12
B_4
Media
10,0%
B_6
B_5
B_20
B_3
M_23
B_9
C
B_1
Media
0,0%
-12,00%
-7,00%
-2,00%
3,00%
ROS
193
M_21
B_13
B_15
B_19
B_11
B_17
8,00%
B
Relazione tra Spread (ROI-OF/CING) e livello di indebitamento (I)
Il grafico evidenzia, con riferimento ad entrambe le tipologie, la presenza di diversi gruppi di
soggetti con un grado di aleatorietà derivante soprattutto dallo spread ROI-OF/CING.
Un ridotto numero di cooperative si caratterizza per livelli di spread mediamente negativi e in
assenza di tassi d’indebitamento particolarmente elevati (quadrante C). Risultano numerose,
sia nella tipologia B e M che in quella A, le cooperative che sviluppano un mix di basso
livello di indebitamento e alto spread (quadrante B), anche se il restante del campione tende,
soprattutto nella tipologia A, a posizionarsi nel quadrante opposto (alto livello di
indebitamento e spread negativo).
Appare evidente come gli incroci più critici siano rappresentati dal primo (S<0, I basso) e dal
terzo (S>0, I alto). La volatilità dei risultati economici e la sostanziale rigidità dei fabbisogni
può, infatti, produrre, a parità di altre condizioni, un rapido incremento dell’indebitamento
(che amplificherebbe l’impatto dello spread negativo) e/o il passaggio in area negativa dello
spread (che amplificherebbe l’impatto di un alto indebitamento).
Figura 125 Cooperative di tipo A
SPREAD ROI-(OF/MT)_media e INDEBITAMENTO_media_Tipologia A
12,00
D
A
A_20
10,00
Indebitamento
8,00
A_13
6,00
A_21
4,00
A_7
A_23
A_5
2,00
A_8
C
A_15 A_9
0,00
-20,00%
-15,00%
-10,00%
-5,00%
0,00%
Spread ROI-(OF/MT)
194
A_26
Media
A_3
A_16
A_11
A_10
A_4
A_27
Media
5,00%
A_2
BA_22
A_17
10,00%
15,00%
20,00%
Figura 126 Cooperative di tipo B e Miste
SPREAD ROI-(OF/MT)_media e INDEBITAMENTO_media_Tipologia B e M
12,00
D
A
10,00
Indebitamento
8,00
B_8
6,00
B_19
4,00
B_1
B_9 B_14
2,00
B_6
C
-20,00%
B_12
-15,00%
-10,00%
B_7
Media
B_10
B_15 B_2
B_11
B_13
B_18
0,00
-5,00%
0,00%
B_3
B_5M_21
M_23
B_20
Media
5,00%
B
B_17
10,00%
15,00%
20,00%
Spread ROI-(OF/MT)
Relazione tra rotazione del CING e il ROS.
Il campione delle cooperative di tipo A appare caratterizzato da un maggior grado di
dispersione derivante dalla redditività media, mentre il grado di dispersione nelle cooperative
di tipo B e M risulta prevalentemente funzionale al livello di sfruttamento del capitale della
gestione caratteristica.
Come si evince dai rispettivi grafici a dispersione, le due tipologie sviluppano un ROS medio
pressoché identico, mentre le cooperative di tipo A presentano un livello di turnover
lievemente superiore. In entrambe sono presenti delle cooperative che si posizionano nel
quadrante C (basso livello di rotazione del capitale investito e bassa redditività media).
195
Figura 127 Cooperative di tipo A
TURNOVER_media e ROS_media_Tipologia A
20,00%
D
A
15,00%
10,00%
A_22
A_4
A_27 A_10
A_9
A_24
5,00%
ROS
Media
A_7
A_5
A_14
A_2
A_17
A_3
Media
A_15
1,00
3,00 A_11
2,00
A_18
A_26
A_16
A_12
A_8
0,00%
0,00
A_20
A_13
A_21
5,00 A_23
4,00
6,00
7,00
8,00
9,00
10,00
-5,00%
C
B
-10,00%
-15,00%
TURNOVER
Figura 128 Cooperative di tipo B e Miste
TURNOVER_media e ROS_media_Tipologia B e M
20,00%
D
A
15,00%
B_19
10,00%
B_11
M_21
B_8 M_20
B_17
M_22
B_15B_3
B_7
B_20
B_5
B_1
ROS
5,00%
Media
B_13
B_10
0,00%
0,00
M_23
B_2
1,00
2,00
Media
B_9
3,00
B_21
4,00
5,00
6,00
7,00
8,00
9,00
10,00
B_12
-5,00%
B_6
C
-10,00%
B
B_18
B_4
-15,00%
TURNOVER
196
LA DIMENSIONE ECONOMICO-FINANZIARIA: CONCLUSIONI
Lo scopo dell’analisi contenuta in questa sezione del rapporto è stato quello di valutare
l’esistenza e la qualità dell’equilibrio economico patrimoniale delle cooperative sociali
relativamente al periodo preso a riferimento (2000-2005), rilevando allo stesso tempo
eventuali modificazioni tra il primo ed il secondo triennio, avendo assunto la disponibilità di
almeno tre bilanci completi e consecutivi quale condizione minima ai fini di un’analisi
statisticamente attendibile.
Le premesse dell’analisi condotta sono state le seguenti:
•
La dimensione economico finanziaria non rappresenta certamente il piano più
rilevante nell’ambito dell’operatività della cooperative sociali; essa tuttavia concorre
a definire il quadro dei vincoli entro i quali la cooperazione deve comunque
collocarsi. Il vincolo economico finanziario si traduce in un insieme di compatibilità
minimali che, se rispettate, garantiscono la sostenibilità nel lungo periodo
dell’operatività nel sociale.
•
L’esistenza di compatibilità minime sotto il profilo della struttura reddituale e
finanziaria rappresenta condizione necessaria, anche se evidentemente non
sufficiente, rispetto al raggiungimento, nel lungo periodo, degli obiettivi a-economici
della cooperazione sociale.
•
Tale vincolo (e la correlata ricerca delle compatibilità minimali), nel tempo, ha
assunto sempre maggiore importanza. Da un lato, infatti, la crescita dimensionale
delle cooperative (nel periodo 2000-2005) in termini di Valore della Produzione e di
Capitale Investito ha reso più rilevante il “problema finanziario”. Dall’altro, il
rapporto con le banche deve scontare importanti discontinuità istituzionali connesse
all’imminente entrata in vigore del Nuovo Accordo sul capitale (Basilea 2).
Le principali conclusioni possono riassumersi come segue.
A) Con riferimento al campione esaminato:
•
Da una prima analisi del campione si evince complessivamente un’età media bassa,
dato che la maggior parte delle cooperative risulta costituita tra il 1997 e il 2005 (il
40,8%). Le cooperative di tipo A sono mediamente di più recente costituzione, ben il
60,0% nell’ultimo periodo, mentre quelle di tipo B e M presentano una maggior
concentrazione nel primo arco temporale preso a riferimento (41,7% tra il 1976 e il
1984). Entrambe le tipologie sviluppano tassi di crescita costanti nei due quinquenni
197
centrali (12,0% e 12,5% rispettivamente le cooperative di tipo A e B e M tra il 1985 e
il 1990; 24,0% e 25,0% tra il 1991e il 1996).
•
In entrambe le tipologie ma, in particolare, nelle cooperative di tipo A sono presenti
delle entità che presentano dimensioni di assoluto rilievo rispetto al campione nel suo
complesso. Le cooperative di tipo A (media campione) sviluppano un fatturato medio
nel 2005 pari a € 1.930.730, che risulta, invece, di € 653.800 (media rettificata) se
non viene considerata la cooperativa A_13 e di € 310.065 (media senza le maggiori
A_2, A_3, A_4, A_12 oltre alla A_13) se vengono escluse le cooperative che nel
2005 hanno sviluppato un fatturato superiore a un milione. La presenza della
cooperativa A_13 risulta indubbiamente “distorsiva”; basti osservare che la
differenza tra la media del campione totale e quella che esclude, per l’appunto, la
cooperativa in oggetto nel 2005 (anno che ha, tra l’altro, segnato l’apice del fatturato
nel periodo preso a riferimento) è stata di € 1.276.930 e pari a € 1.620.665 la
differenza tra la media del campione totale e quella ottenuta escludendo quelle
maggiori. Queste differenze, ed in particolar modo la prima, sono spiegabili
interpretando il dato puntuale del fatturato della cooperativa A_13 che, tra il 2000 e il
2005, manifesta una costante, consistente crescita (nell’ultimo anno ricavi per €
32.577.057). Lo stesso effetto risulta presente anche nelle cooperative di tipo B e M,
dato che il campione totale, al 2005, presenta un fatturato medio pari a € 827.902,
mentre il campione rettificato, ottenuto escludendo la cooperativa maggiore (B_13),
sviluppa una media di € 646.263, con una differenza tra le medie dei due campioni
pari a € 181.638. La differenza aumenta a € 463.397 nel confronto con il campione
ottenuto escludendo invece le cooperative maggiori (B_3, B_5, B_7, B_11, M_21,
M_22, oltre alla B_13). Complessivamente le cooperative di tipo A hanno
maggiormente concentrato la loro crescita nel primo triennio (2000-2002), mentre le
cooperative di tipo B e M nel secondo triennio (2003-2005), ad esclusione del
campione rettificato di tutte le cooperative maggiori.
B) Con riferimento alla principali dinamiche economico-finanziarie riferite all’insieme delle
cooperative sociali della provincia di Udine (analisi del bilancio aggregato).
•
Il Valore Aggiunto (VA) rappresenta una parte importante del Valore della
Produzione. Mediamente intorno all’82% per cooperative di tipo A nel campione
totale e al 68% per il campione rettificato, in entrambi i trienni considerati. Per le
cooperative di tipo B e M la media nel primo triennio risulta pari al 79,45%, a
differenza del secondo triennio dove si rileva una certa contrazione (media pari al
72,2%) in ragione di una riduzione costante che porta il campione totale a registrare
198
nel 2005 il valore più basso di tutti i sei anni considerati (80,7% il valore del 2000 e
69,0% il valore nel 2005). La medesima contrazione che caratterizza l’intera
tipologia non è, invece, riscontrabile nel campione rettificato, dove il valore rimane
pressoché costante (71,1% la media nel primo triennio e 69,9% nel secondo) così da
allineare i due campioni della tipologia B e M, a differenza dell’altra tipologia, dove
appare marcata la differenza tra il campione totale e quello rettificato con circa il
15%. Una parte assolutamente rilevante del VA, sia per le cooperative di tipo A che
di tipo B, è rappresentato dal costo del lavoro che rappresenta, dunque, la principale
componente di costo nell’ambito delle combinazioni produttive delle cooperative
sociali. E’ opportuno, tuttavia, sottolineare come, in un’analisi più ampia, il costo del
lavoro debba essere interpretato non solo in termini di input produttivo ma anche, nel
contempo, in termini di output. Certamente il costo del lavoro è una delle variabili
che identificano la produzione sociale della cooperativa accanto alla produzione più
strettamente economica. Soprattutto per le cooperative di tipo A appare marcata la
differenza (mediamente di circa il 20%) rispetto al proprio campione rettificato in
entrambi i trienni. Nel primo triennio la media del campione totale (rettificato) risulta
pari al 73,0% (57,2%) e nel secondo rispettivamente pari al 74,9% (55,9%). Questo è
in parte giustificabile da un diverso peso rispetto al fatturato della voce “prestazioni
di servizi”; mentre ad esempio nel primo (secondo) triennio per l’intero campione
tale risulta pari al 13,1% (11,2%), nel campione rettificato il peso relativo è quasi
doppio e rispettivamente del 20,2% e 22,2%. Risulta evidente, quindi, che le
cooperative maggiori di tipo A si rifanno ad un diverso “sistema produttivo”. La
medesima evidenza non appare caratterizzare in modo chiaro e certo le cooperative di
tipo B e M, considerato che la voce “prestazioni di servizi” nell’ultimo triennio
assorbe il medesimo peso in entrambi i campioni e, di conseguenza, anche le
rispettive voci del “costo del lavoro” tendono ad allinearsi. Infatti, la media tra il
2003 e il 2005 risulta per il campione totale pari al 63,9% e per il campione rettificato
pari al 59,6%.
•
Il Margine Operativo Netto (al netto delle imposte) appare mediamente modesto,
anche se positivo. Il dato relativo al MON è al lordo della voce di bilancio
“proventi/oneri diversi” che si è ritenuto (in mancanza di adeguata informativa di
dettaglio di Nota Integrativa) di attribuire alla gestione atipica. Il risultato di tale
gestione appare mediamente negativo. Qualora si ritenesse di ricondurlo alla gestione
caratteristica il dato relativo al MON risulterebbe sensibilmente più contenuto.
Complessivamente in entrambe le tipologie, nonostante all’interno dei rispettivi
campioni siano presenti delle cooperative che presentano margini negativi, si rilevano
margini positivi con un trend lievemente crescente per le cooperative di tipo A dove
appare maggiore il MON del campione rettificato (3,1% e 3,8% la media del MON
199
nel primo triennio rispettivamente per il campione totale e parziale; 4,3% e 5,8% nel
secondo triennio sempre nel medesimo ordine). Nelle cooperative di tipo B e M i
livelli medi del periodo 2000-2002 sono identici nei due campioni (4,8%), mentre nel
secondo triennio appare lievemente superiore quello del campione rettificato (4,0% il
livello medio del campione totale e 4,4% quello del campione rettificato). Proprio nel
campione rettificato della tipologia B e M si registra una certa volatilità del MON
che, pur sempre in presenza di margini positivi in alcuni anni, come nel 2001,
presenta valori pari al 2,1% ed in altri, come nel 2005, valori pari al 6,5%.
•
Gli Oneri Finanziari presentano un’incidenza modesta rispetto al fatturato; essi
tuttavia assorbono parte dei margini operativi netti. Mediamente dell’1% in entrambi
i campioni per la tipologia A; dello 0,5% per il campione totale e del 1% per il
campione rettificato nella tipologia B e M. L’incidenza degli OF sul MOL
rappresenta un’importante, anche se parziale, variabile nell’apprezzamento
dell’equilibrio economico delle cooperative sociali.
•
Utile della Gestione Ordinaria ed Utile Netto sono mediamente assai modesti e
volatili. Mediamente intorno all’1% per le cooperative di tipo A e al 2% per le
cooperative di tipo B e M.
•
Con riferimento alla struttura del capitale investito, le due tipologie presentano una
composizione diversa, anche in relazione ai rispettivi campioni rettificati. Le
cooperative di tipo A maturano una decrescita dell’incidenza del Capitale Fisso
rispetto al CING, maggiormente evidente nel campione totale. Nel primo triennio,
infatti, il peso medio risulta pari al 69% e nel secondo triennio pari al 40,8%. Questa
rilevante contrazione è in parte giustificata dal fatto che il peso del capitale fisso sul
CING nel 2000, pari al 101,2%, poi dimezzatosi nell’anno successivo (59,0%),
risulta funzione della presenza nella cooperativa A_13 di crediti commerciali a medio
lungo termine riclassificati tra le immobilizzazioni finanziarie per un importo pari a €
2.408.108, che non trovano iscrizione nel 2001 e, qualora non venisse considerato il
peso del capitale fisso sul CING, sarebbe pari al 60,6%. Le cooperative di tipo B e M
presentano, invece, una struttura maggiormente equilibrata e non si riscontrano
differenze di rilievo nella composizione del capitale tra il campione totale e quello
rettificato, così come nei due diversi trienni: nel primo, la media del capitale fisso sul
CING del campione totale (rettificato) è stata pari al 50,9% (50,4%) e nel triennio
successivo rispettivamente del 51,2% e del 53,9%;
•
L’ammontare del capitale circolante è fortemente influenzato dalla dinamica relativa
dei crediti commerciali e dei debiti di gestione che assumono valori di assoluto
rilievo rispetto al fatturato e, relativamente alla tipologia A, il dato del primo anno
200
(-1,2%) deve essere letto alla luce delle considerazione precedentemente svolte.
Sempre per le cooperative di tipo A, appare del tutto trascurabile l’impatto del
magazzino, mentre nelle cooperative di tipo B e M si riscontra un peso medio di circa
il 2% e 4%, rispettivamente per il campione totale e quello rettificato in entrambi i
trienni considerati. A livello di capitale circolante operativo si rileva nei campioni
totali della tipologia A un maggiore peso dei crediti commerciali, mentre nelle
cooperative di tipo B e M i valori sono pressoché allineati (mediamente intorno al
50%).
•
Con riferimento alla struttura del passivo, la composizione delle fonti appare
mediamente equilibrata rispetto al mix capitale proprio capitale di terzi. Il livello
dell’indebitamento deve essere, tuttavia, valutato non tanto con riferimento ad astratti
valori di confronto quanto in stretta connessione con l’ampiezza dei margini
operativi. Da questo punto di vista particolare rilievo assume l’analisi del rapporto tra
OF e MOL. Tuttavia, entrambe le tipologie ed, in particolar modo, le cooperative
maggiori di tipo A presentano una predominanza delle fonti di finanziamento a breve
termine che, nell’ultimo triennio, raggiungono un livello pari al 57,7% del passivo,
contro un 44,9% del triennio precedente. Nella stessa tipologia si riscontra nel
campione rettificato una maggiore consistenza del capitale proprio disponibile
(64,1% tra il 2000 e il 2002 e 57,8% tra il 2003 e il 2005). Nelle cooperative di tipo B
e M le quantità di capitale appaiono, tra i due diversi campioni, maggiormente in
linea nel secondo triennio.
C) Con riferimento alla misurazione delle compatibilità economiche riferite alle singole
cooperative sociali della provincia di Udine.
•
Partendo da una base molto ampia di indicatori sono stati estrapolati i più
significativi in relazione alle diverse aree dell’attività delle cooperative, al fine di
mettere in risalto soprattutto gli equilibri attinenti alla gestione caratteristica.
•
L’obiettivo di indagine è stato quello di evidenziare, ove possibile, compatibilità
economiche minimali di lungo periodo piuttosto che astratti profili di performance.
L’analisi delle performance (condotta secondo metriche tradizionali) mal si adatta,
infatti, alle specificità della cooperazione sociale.
•
Per tutte le cooperative si è riportato, per gli anni 2000–2005, lo sviluppo degli
indicatori di sintesi (Fatturato/Break Even Point, Fatturato/Capitale Investito
Gestionale, Ciclo Monetario (in giorni), MON*/Fatturato, OF/MOL*, Spread=ROI(OF/CT), Indice di indebitamento, Indice di copertura degli immobilizzi). In termini
201
più precisi, per ogni indicatore si è presentato: a) la media dei valori relativi a
ciascuna cooperativa nel periodo in esame; b) la relativa deviazione standard; c) la
media normalizzata. La situazione delle diverse cooperative appare estremamente
articolata e diversificata. Risulta quindi difficile individuare tratti comuni.
•
Con riferimento al Punto di Pareggio (Break Even Point) le due tipologie di
cooperative sono accomunate da una media e da una deviazione standard pressoché
identiche (1,27 e 0,33 per le cooperative di tipo A; 1,21 e 0,28 per le cooperative di
tipo B e Miste, rispettivamente la media e la DS). Entrambe hanno un rapporto
maggiormente concentrato nel secondo range (Fatturato su BEP compreso tra 1 e 2).
Le cooperative di tipo B e Miste sviluppano un rapporto che nell’intero periodo tende
ad oscillare tra il 65,2% del 2002 e il 95,7% del 2005, mentre l’altro campione tra il
59,1% del 2002 e l’84% del 2004. Solo un ristretto numero di entità, sviluppando
rapporti superiori alle due volte, si posizionano nel secondo range. Desta qualche
perplessità che per entrambe le tipologie una parte delle cooperative si collochi nel
range inferiore (BEP<1) con valori che mediamente tendono ad attestarsi tra il 15% e
il 20% e con punte massime intorno al 30% a testimonianza che un discreto numero
di cooperative non sviluppa un livello di fatturato sufficiente a coprire l’ammontare
dei costi della gestione tipica. Per alcune di esse, quindi, l’equilibrio puramente
reddituale rappresenta un elemento di forte criticità.
•
Con riferimento all’indice di rotazione del capitale investito gestionale, il campione
delle cooperative di tipo B e Miste presenta complessivamente valori medi inferiori
alla tipologia A ma sempre positivi (2,25 le cooperative di tipo B e Miste; 3,55 le
cooperative di tipo A), così come risulta inferiore la deviazione standard (0,64 le
cooperative di tipo B e Miste; 1,22 le cooperative di tipo A). Le cooperative di tipo A
si posizionano prevalentemente nel terzo range (turnover superiore a 2), mentre le
cooperative di tipo B e Miste tendono a distribuirsi maggiormente tra il secondo ed il
terzo range. Per le cooperative di tipo B e Miste appare di un certo spessore il numero
di esse che non maturano un livello soddisfacente di sfruttamento del capitale, ovvero
presentano un rapporto inferiore all’unità (mediamente negli ultimi tre anni circa
l’8%), mentre più risicata risulta la percentuale per le cooperative di tipo A
considerato che, con l’eccezione del 2004, il rapporto si attesta attorno al 4%.
•
Con riferimento al Ciclo Monetario è possibile sostenere che il ciclo monetario
appare mediamente più sostenuto per le cooperative di tipo B e M rispetto a quelle di
tipo A (circa 45 gg. Vs. 80 gg.), mentre non emerge una così significativa diversità a
livello di deviazione standard, considerato che le cooperative di tipo A presentano un
livello pari a 31,30 e quelle dell’altra tipologia uno pari a 47,48. Il valore medio per
le cooperative di tipo A tra il 2000 e il 2005 registra una lieve e progressiva crescita
202
(il valore medio al 2000 era pari a circa 35 giorni, mentre al 2005 è stato pari a circa
58 giorni), a differenza delle cooperative di tipo B e Miste dove, invece, si è
registrata una riduzione del ciclo monetario (il valore medio al 2000 era pari a circa
100 giorni, mentre al 2005 è stato pari a circa 70 giorni).
•
Con riferimento all’incidenza del MON sui ricavi (Return On Sales) è possibile
notare come in entrambe le tipologie la maggior parte delle cooperative presenti una
redditività positiva e tenda a collocarsi nel secondo range (ROS compreso tra 0 e 10).
Di un certo rilievo appare la tendenza manifestatasi nella tipologia B e Mista, dove
negli ultimi due anni si nota una riduzione del numero di cooperative con una
redditività negativa (ROS inferiore a zero). Nel 2003, infatti, si registra la maggiore
percentuale di cooperative con un rapporto Margine Operativo Netto su fatturato
negativo mentre, invece, nel 2005 il dato è diametralmente opposto, dato che la
percentuale risulta scesa al 4,8% e rappresenta il valore più basso. Lo stesso non si
può dire per le cooperative di tipo A, poiché nel 2005 si registra una percentuale del
26,1% con ben 6 cooperative su 23 con un ROS negativo. Tuttavia il dato si discosta
molto dai valori degli anni precedenti e, per questo, deve essere interpretato con una
certa cautela, dato che nel triennio 2002-2004 la percentuale si attestava in un intorno
del 13%, anche se complessivamente appare fisiologica la presenza di entità, per
entrambe le tipologie, con una redditività media negativa.
•
Con riferimento al rapporto Oneri finanziari su MOL (OF/MOL) non sussistono
particolari differenze tra le due tipologie, sia in termini di peso medio degli oneri
finanziari, che tuttavia appare non rilevante (8,50% per le cooperative di tipo A;
10,21% per le cooperative di tipo B e Miste), sia in termini di deviazione dalla media,
pressoché identiche (4,88% per le cooperative di tipo A; 5,11% per le cooperative di
tipo B e Miste). Confrontando i grafici delle frequenze si nota come i valori delle
cooperative di tipo B e Miste siano pressoché equamente distribuiti in tutti e tre i
range, mentre per le cooperative della prima tipologia tende a sussistere una
maggiore concentrazione nel primo di essi.
•
Con riferimento allo Spread tra ROI e il costo medio del capitale di terzi emergono
valori medi di poco spessore, quasi identici e che portano le cooperative di tipo A (B
e M) a sviluppare una media pari a 3,3% (3,0%) e una deviazione standard pari a
8,0% (7,4%). Se da una parte le relative medie, pur non essendo di particolare
spessore, risultano comunque positive, dalle medesime tavole si può rilevare come, i
relativi campioni, numericamente tendono ad equi-suddividersi in entità con medie
positive ed in entità con medie negative.
203
•
Con riferimento all’Indice di Indebitamento si evidenzia una distribuzione
particolarmente disomogenea soprattutto per le cooperative di tipo A che, infatti, si
caratterizzano per un rapporto di indebitamento lievemente più elevato (2,24 la media
nel periodo di riferimento per le A; 1,64 per le B e Miste), così come per un maggior
grado di dispersione (1,45 per le A; 0,93 per le B e Miste). Complessivamente, per
entrambi i campioni il valore medio dell’indebitamento appare modesto e,
considerato che pure il peso degli oneri finanziari sulla gestione caratteristica lorda
non presenta rapporti elevati, la leva dell’indebitamento potrebbe essere utilizzata
dalle cooperative per operare eventuali nuovi investimenti.
•
Con riferimento all’Indice di copertura degli immobilizzi, complessivamente
entrambe le tipologie, come in parte è desumibile anche dall’analisi del livello di
indebitamento, non presentano livelli particolarmente eclatanti anche se le singole
medie, e quella dei sei anni considerati, risultano sempre superiori all’unità. Le due
tipologie sviluppano valori della media simili (1,65 le cooperative di tipo A; 1,58
quelle di tipo B e Misto), così come riguardo alla deviazione standard
(rispettivamente dell’1,03 e dello 0,66). In entrambi i campioni si riscontrano
comunque delle cooperative con medie nel periodo inferiori allo zero, a
testimonianza che alcune di esse non presentano una corretta copertura del capitale
fisso con mezzi durevoli (capitale proprio e di terzi a MLT).
•
Con riferimento all’evoluzione delle compatibilità economiche minime delle
cooperative sociali, tra il primo ed il secondo triennio si evince come esista un grado
di dispersione particolarmente accentuato in tutti gli indicatori (visti in chiave
dinamica dal primo al secondo triennio) a testimonianza di una serie di cambiamenti
che non sempre, però, si sono rilevati migliorativi e tali da non individuare uno
specifico trend. Risultano, infatti, mediamente di poco spessore le cooperative che
nel secondo triennio presentano valori della media normalizzata per i diversi
indicatori migliori che nel primo. Confrontando l’evoluzione del punto di pareggio,
nelle cooperative di tipo A appare modesto, se non trascurabile, il numero di esse che
ha maturato dei miglioramenti, mentre la numerosità appare più significativa nelle
cooperative di tipo B e M. Anche nel rapporto di turnover, soprattutto nella tipologia
B e M risultano numerose le cooperative con valori della media normalizzata nel
secondo triennio inferiori rispetto a quelli registrati nel primo triennio, così come le
cooperative che per entrambe le tipologie hanno registrato nei due trienni valori
negativi della media normalizzata. A livello di ciclo monetario le due tipologie
presentano sentieri evolutivi parzialmente identici, considerato che la maggior parte
delle cooperative tende a posizionarsi nel punto di incrocio tra le ascisse e le ordinate.
Analizzando la redditività media derivante dalla gestione caratteristica (ROS), nella
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tipologia A emerge chiaramente come la maggior parte delle cooperative tenda a
sviluppare margini inferiori nel secondo triennio rispetto al primo. Alcune entità
hanno registrato dei miglioramenti significativi, essendo passate da una redditività
media negativa del primo triennio ad una positiva nel secondo. Nella tipologia B e
Mista, invece, risultano maggiormente numerose le cooperative che hanno registrato
dei significativi miglioramenti. Analizzando l’evoluzione del rapporto OF/MOL,
nella tipologia A le cooperative tendono a concentrarsi verso l’incrocio dei relativi
assi cartesiani, con una predominanza di valori della media normalizzata negativi. Il
comparto B e Misto, rispetto alla tipologia A, si presenta particolarmente disperso,
con una maggiore concentrazione verso la sezione “B” e, sempre in relazione a valori
negativi della media normalizzata, con una tendenza maggiore nel secondo triennio.
In riferimento allo spread tra ROI e OF/MOL le cooperative di tipo A hanno
mediamente sviluppato una media normalizzata di maggior spessore nel primo
triennio, mentre le cooperative di tipo B e Miste sviluppano una media normalizzata
superiore nel secondo. A livello di indice di indebitamento, così come per l’indice di
copertura degli immobilizzi, si rileva come non vi siano particolari scostamenti tra i
due diversi periodi presi a riferimento, a testimonianza di una situazione
generalmente immutata.
In conclusione si possono svolgere alcune ulteriori considerazioni di sintesi:
•
La funzione finanza nelle cooperative sociali assume progressivamente un ruolo più
importante; essa è parte di un più ampio “riorientamento manageriale” della gestione.
•
Essa deve progressivamente superare una dimensione confinata alla mera gestione
burocratica dei rapporti con il sistema bancario per divenire strumento per garantire
l’efficiente allocazione delle risorse e il perseguimento di compatibilità minime che
consentano la sostenibilità dello sviluppo.
•
La funzione finanziaria deve essere orientata verso il futuro e dotarsi quindi di
adeguate strumentazioni (tecniche e culturali) che consentano, non solo, il
monitoraggio ex post ma, anche, la programmazione dei flussi finanziari in una
prospettiva di medio/lungo periodo.
•
La funzione finanziaria delle cooperative sociali deve prendere atto degli importanti
mutamenti indotti da Basilea 2 che indurrà inevitabili cambiamenti nel rapporto
banca-impresa.
•
Il punto imprescindibile di partenza sarà un ripensamento delle modalità e dei
contenuti della comunicazione finanziaria, intesa in termini di strumento per
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trasmettere una visione articolata e dinamica degli obiettivi e dei risultati maturati
dalla gestione aziendale.
•
Per evitare rating scadenti e, quindi, tassi più alti e/o minore quantità di credito, le
cooperative dovranno certamente accrescere le informazioni contabili e gestionali
fornite alle banche e, probabilmente, modificare alcune scelte gestionali.
•
Le modalità secondo le quali si articola attualmente il rapporto tra banche e imprese
risultano sostanzialmente insoddisfacenti; in esso, infatti, sembra prevalere una logica
di “transazione” piuttosto che di “relazione”. Ciò determina un modesto grado di
cooperazione progettuale, cui conseguono almeno due elementi di debolezza: da un
lato la focalizzazione della dinamica concorrenziale sostanzialmente su fattori di
prezzo (piuttosto che di qualità ed ampiezza del servizio) e, dall'altro, l'esistenza di
notevoli opportunità di accesso al mercato per operatori che, per vocazione nazionale
o per cultura aziendale, sappiano articolare una offerta credibile nelle aree di attività
più innovative.
•
Nel complesso, emerge un rapporto Banca-Impresa sostanzialmente “povero”, privo
di slanci progettuali e fondato su premesse di contrapposizione piuttosto che di
collaborazione. Appare allora evidente la necessità di transitare verso un modello di
intermediazione orientato alla finanza di progetto.
•
Tale nuovo orientamento sottende l’attuazione di legami duraturi e, in una certa
misura, organici che consentano di ridurre le asimmetrie informative e di impostare il
rapporto su basi cooperative e non antagoniste.
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III Rapporto