ISTITUTO TECNICO INDUSTRIALE STATALE
“U. FOLLADOR” AGORDO
ANNO SCOLASTICO 2012-2013
DOCUMENTO DEL
CONSIGLIO DI CLASSE
SPECIALIZZAZIONE: INDUSTRIA MINERARIA
DIPLOMA DI PERITO GEOTECNICO MINERARIO
CLASSE V^ MINERARI
1
ISTITUTO TECNICO INDUSTRIALE STATALE
"U. FOLLADOR" AGORDO
ESAME DI STATO a.s. 2012/2013
SPECIALIZZAZIONE: INDUSTRIA MINERARIA
DIPLOMA DI PERITO GEOTECNICO MINERARIO
CLASSE 5^ MINERARI
DOCUMENTO DEL CONSIGLIO DI CLASSE
(art. 5, comma 2 del D.P.R. 23 luglio 1998 n. 323)
Coordinatore di classe: Primo Dorigo
GENERALITÀ
1.1 Composizione del Consiglio di Classe
ORE
SETTIMANALI DI
LEZIONE
Educazione fisica
2
Religione
1
Italiano
3
Storia
2
Inglese
2
Matematica
3
Economia ind.le con elementi di diritto
2
Geofisica, Geotecnica, Geologia
4 (2)
Applicata
DISCIPLINE
Mineralogia e Geologia
4 (2)
Tecniche degli Scavi e Valorizzazione
delle Risorse
5 (2)
Topografia e Costruzioni
4 (2)
Preside
-
INSEGNANTI
MARA SCHENA
Piergiorgio DE BASTIANI
Primo DORIGO
Primo DORIGO
MARIANELLA ZASSO
FULVIO MAZZAROL
GIULIANA MANFROI
Chiara CASON
Enrico PESCOSTA
Danilo GIORDANO
Dino PRELORAN
CHIARA CASON
ENRICO PESCOSTA
TOMASO AVOSCAN
ENRICO PESCOSTA
Bruno BULF
1.2 Breve storia della classe nel triennio
Attualmente la classe 5^ Minerari è costituita da 23 alunni (19 maschi e 4 femmine), di
cui 17 residenti nell Agordino e 6 in Val Belluna.
All'inizio del triennio la classe era costituita da 27 allievi. In quarta il gruppo classe è ridotto a
22 in seguito ad esito negativo degli scrutini per 5 alunni. In quinta c’è l'inserimento di un
nuovo allievo respinto all'esame di stato dell'anno precedente.
Viene riassunta in una tabella la situazione alla fine dell’anno scolastico.
2
Classe terza
COMPOSIZIONE
27 STUDENTI
NON
PROMOSSI
5
PROMOSSI
(N. TOTALE)
22
PROMOSSI CON
DEBITI
9
NON
PROMOSSI
0
PROMOSSI
(N. TOTALE)
22
PROMOSSI CON
DEBITI
8
Classe quarta
COMPOSIZIONE
22 STUDENTI
Classe quinta
COMPOSIZIONE
23 STUDENTI (1 ripetente)
1.3 Continuità didattica
Disciplina
Letteratura italiana
Storia
Lingua e lett. Inglese
Matematica
Economia e diritto
Geotecnica, Geol. Applicata
Mineralogia e geologia
Tecniche degli scavi e
valorizzazione delle risorse
Topografia e costruzioni
Educazione fisica
Classe terza
Dorigo Primo
Dorigo Primo
Lattarulo Antonietta
Mazzarol Fulvio
NO
Cason Chiara
Giordano Danilo
Cason Chiara
Classe quarta
Dorigo Primo
Dorigo Primo
Zasso Marianella
Mazzarol Fulvio
Alchini Elio
Cason Chiara
Giordano Danilo
Avoscan Tomaso
Classe quinta
Dorigo Primo
Dorigo Primo
Zasso Marianella
Mazzarol Fulvio
Manfroi Giuliana
Cason Chiara
Giordano Danilo
Cason Chiara
Casagrande Bruno
Schena Mara
Sovilla Marzio
Schena Mara
Tomaso Avoscan
Schena Mara
1.4 Presentazione della classe
La classe 5^ Minerari è costituita da 23 allievi (19 maschi e 4 femmine), di cui 17 residenti
nell'Agordino e 6 in Val Belluna.
Nei confronti delle proposte didattiche, gli allievi nei primi due anni del triennio hanno
mantenuto un comportamento complessivamente positivo, assumendo un atteggiamento
corretto, rispettoso e generalmente interessato. Un limite, evidenziato nelle discipline che
richiedono maggiore interazione fra docenti e allievi, era rappresentato semmai dalla scarsa
partecipazione e da una certa passività.
La classe ha dimostrato durante le gite di istruzione e le visite tecniche un
comportamento adeguato alle circostanze, serio e responsabile, con una buona
partecipazione e un discreto interessamento agli argomenti proposti.
Solitamente le attività didattiche sono state proposte cercando di valorizzare le
attitudini e le potenzialità individuali, stimolando la capacità di collaborazione degli allievi per
far acquisire a ciascuno un bagaglio di conoscenze e competenze teoriche ed operative
indispensabili per la futura attività lavorativa o per il proseguimento degli studi. Si è talora
offerto agli allievi un approccio interdisciplinare alle tematiche affrontate e, in particolare per
le materie di indirizzo, si è orientata la didattica dell'ultimo anno di studi in funzione
dell'acquisizione di un metodo di lavoro contraddistinto da produttività, precisione e
puntualità.
Sul piano del profitto i risultati sono stati soddisfacenti, anche se il quadro era piuttosto
differenziato con metà classe che presentava una media buona o ottima, una parte con
profitto appena sufficiente ed una parte con carenze più o meno diffuse, recuperate
3
comunque in sede di scrutinio finale. Alcuni allievi erano e sono impegnati in attività sportive
a livello agonistico, che non hanno consentito in qualche caso una preparazione nelle varie
materie costante e adeguata nei periodi di più intensa attività extrascolastica, evidenziando
una incapacità di conciliare impegni sportivi e attività di studio.
Diversa si presenta la situazione della classe nell’anno scolastico in corso: fin dai primi
mesi si sono riscontrati un calo generale della motivazione e dell’interesse nei confronti
dell’attività didattica. Calo sicuramente fisiologico in parte e in parte legato all’impegno per la
preparazione della tradizionale festa di Santa Barbara. Ma nel corso dell’anno sono emersi
altri fattori che hanno inciso negativamente.
La mancata continuità didattica in alcune delle discipline di indirizzo ha rappresentato
sicuramente un elemento di disagio e di disorientamento per molti studenti, non dotati degli
strumenti necessari per affrontare situazioni nuove e metodi didattici differenti. In particolare
ciò si è verificato in una disciplina dell'area tecnica in cui sono emerse tensioni e
incomprensioni reciproche tra insegnante e allievi, che ha portato da un lato gli studenti a
rifiutare le proposte didattiche e ad assumere un atteggiamento non collaborativo, e dall'altro
ad un irrigidimento nel comportamento dell'insegnante. Le iniziative messe in atto per
modificare la situazione non hanno prodotto i risultati sperati.
Questo insieme di fattori ha portato all'instaurarsi di un clima, naturalmente poco proficuo
in vista di un raggiungimento degli obiettivi didattici, di sfiducia e di demotivazione nei
confronti dell'attività scolastica in generale (anche perché alcuni allievi hanno forse pensato
di utilizzare ciò come alibi per uno scarso impegno personale), che si è tradotto in risultati
insufficienti in molte materie per circa metà classe in occasione degli scrutini di febbraio.
Purtroppo questa situazione ha influito negativamente anche sugli studenti più motivati e più
costanti nella preparazione. Nonostante le sollecitazioni e gli sforzi profusi dagli insegnanti
per ridare slancio e nuovi stimoli per un cambiamento di rotta, la situazione è migliorata solo
in parte, più sul piano del comportamento che di quello dell’impegno. Pertanto alla data
attuale alcuni allievi non presentano una preparazione totalmente soddisfacente in più di una
materia.
PARTE PRIMA: ATTIVITÀ DI COMPETENZA DEL CONSIGLIO DI CLASSE
2.1 Piano di lavoro del Consiglio di Classe e finalità del corso
Obiettivo del curricolo è definire una figura professionale capace di inserirsi in realtà
produttive molto differenziate e caratterizzate da rapida evoluzione sia dal punto di vista
tecnologico, sia da quello dell'organizzazione del lavoro.
Caratteristiche generali di tale figura sono:
• versatilità e propensione culturale al continuo aggiornamento;
• ampio ventaglio di competenze, unite a capacità di orientamento di fronte a problemi
nuovi e di adattamento alla evoluzione della professione;
• capacità di cogliere la dimensione economica dei problemi.
L'obiettivo si specifica nella formazione di una accentuata attitudine ad affrontare i
problemi in termini sistematici, basata su essenziali e aggiornate conoscenze delle discipline
specifiche dell'indirizzo, integrate da un buon livello di cultura generale, da organica
preparazione scientifica nell'ambito tecnologico e da capacità valutative delle strutture
economiche della società attuale, con particolare riferimento alle realtà aziendali.
Per le peculiari caratteristiche delle realtà produttive in cui dovrà inserirsi, il Perito
Industriale Geotecnico Minerario, oltre a conoscere i principi fondamentali di tutte le
discipline necessarie per una formazione di base nel settore industriale di competenza, deve
essere preparato, nell'ambito del proprio livello operativo, a:
• partecipare con personale responsabile contributo al lavoro organizzato e di gruppo,
accettando ed esercitando il coordinamento;
• documentare e comunicare adeguatamente gli aspetti tecnici e organizzativi del proprio
lavoro;
• svolgere un'attività autonoma di aggiornamento onde adeguare la propria preparazione
al continuo evolversi della tecnica e delle necessità di mercato;
4
•
valutare nella loro globalità le problematiche connesse alla salvaguardia dell'ambiente e
alla tutela della salute.
Deve inoltre aver sviluppato sufficienti capacità per affrontare situazioni problematiche in
termini sistematici, scegliendo in modo flessibile le strategie di soluzione; in particolare,
grazie anche al possesso di capacità linguistico-espressive e logico-matematiche, deve
avere capacità:
• di interpretazione e di orientamento nella realtà quotidiana e nel mondo circostante;
• di correlare i contenuti delle discipline d'indirizzo con le relative applicazioni tecnologiche
e con i problemi legati alla qualità della vita e dell'ambiente;
• di lettura ed interpretazione di disegni di impianti, di costruzioni e di rilevazioni inerenti le
attività industriali di competenza;
• di utilizzo degli strumenti informatici e di strumentazioni scientifiche;
• di uso delle tecnologie informatiche per partecipare alla gestione ed al controllo dei
processi industriali.
Come già menzionato i corsi tecnici hanno subito profonde innovazioni curriculari sia per
adeguarsi alle nuove esperienze del mondo del lavoro, che a quelle richieste per il proseguo
degli studi.
2.2.
Obiettivi trasversali
Con i programmi del progetto "GEO 3" i giovani acquisiscono un ampio ventaglio di
conoscenze e competenze nel campo della Geologia, della Geotecnica, della Tecnica degli
Scavi, della Topografia e delle Costruzioni.
Obiettivi raggiunti:
•
•
•
•
utilizzare autonomamente i più comuni strumenti di laboratorio
saper stendere correttamente una relazione di laboratorio
saper individuare i punti chiave di una spiegazione riassumendo e schematizzando
essere consapevoli delle problematiche vigenti in materia di sicurezza e di prevenzione
degli infortuni nei laboratori e nei cantieri di lavoro;
essere consapevoli delle normative vigenti in tema di tutela ambientale;
saper utilizzare le conoscenze acquisite per impostare criticamente su basi razionali i
termini di problemi inerenti lo studio del territorio da vari punti di vista;
saper sviluppare e portare a termine in modo critico e consapevole attività pratiche di
laboratorio e di campagna;
sviluppare una capacità di lettura del territorio nei suoi aspetti principali.
•
•
•
•
Obiettivi specifici sperimentazione "GEO 3"
•
•
•
•
•
•
•
•
Sono stati raggiunti i seguenti obiettivi:
saper usare una terminologia appropriata e commisurata al livello professionale
raggiunto;
saper raccogliere e utilizzare dati bibliografici;
saper consultare e usare proficuamente riviste e letteratura tecnica;
saper consultare manuali e tavole;
saper raccogliere dati mediante osservazioni dirette o misure in campagna ed in
laboratorio;
saper usare correttamente la calcolatrice scientifica;
conoscere e utilizzare le varie cartografie tematiche;
saper utilizzare strumenti informatici nelle più comuni applicazioni (word, excel).
2.3.
Attività programmate
Oltre ai contenuti tecnici fondamentali si è cercato di dare una visione operativa dei vari
argomenti trattati, avendo cura di limitare la didattica di tipo nozionistico e favorire quella di
5
tipo formativo. La normale attività teorica svolta in classe è stata supportata durante il triennio
da iniziative come visite guidate a cantieri, laboratori, impianti, incontri con esperti, attività
diverse. Vengono riportate di seguito le attività principali.
Attività complementari e integrative
Anno scolastico 2012-2013
Visite tecniche
e viaggi di istruzione
Altre attività attinenti
alle materie di indirizzo
Altre attività
Prevista visita tecnica alle cave di Possagno
Viaggio d’Istruzione a Malta
Visita tecnica al Geofluid di Piacenza
Visita tecnica al Marmomacchine di verona
Visita al Museo della guerra di Rovereto e partecipazione al
seminario su "Dissoluzione ex-Jugoslavia"
Visita al tribunale di Belluno per assistere a un processo
Partecipazione di alcuni alunni al progetto CERIO in
collaborazione con Luxottica
Teatro in lingua inglese: "Footloose"
Partecipazione di 10 alunni a soggiorni studio in Inghilterra (in
terza e quarta)
Visita Università di Padova
Organizzazione tradizionale festa di S. Barbara
Partecipazione a "Il quotidiano in classe"
Partecipazione tornei calcio-pallavolo
Anno scolastico 2011-2012
Visite tecniche
e viaggi di
istruzione
2.4.
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
Escursione geologica Alpe di Fosses
Visita tecnica Tunnel Col Cavalier Belluno
Visita tecnica Tunnel del Brennero
Viaggio di istruzione a Roma
Visita tecnica Cave marmorino a Caneva
Strutture disponibili:
La scuola dispone delle seguenti strutture:
laboratorio mineralogia-geologia (apparecchiature tecniche, collezioni di rocce e
minerali, ampia rassegna della cartografia geologica italiana);
laboratorio analisi chimica dei minerali
laboratorio geotecnica (apparecchiature per la determinazione delle caratteristiche dei
terreni e delle rocce);
laboratorio di topografia (strumenti per rilievo topografico);
laboratorio di tecniche minerarie (apparecchiature attuali e storiche per il trattamento dei
minerali, tecniche di perforazione…);
Aula Magna adibita a sala riunioni e proiezioni
galleria sperimentale;
laboratorio di informatica multimediale con computer e proiettore
sito Internet;
un palazzetto dello sport e una palestra;
biblioteca con oltre 6.000 volumi suddivisi in 59 sezioni;
museo mineralogico-geologico (oltre 3.000 pezzi);
mostra stabile geologia e paleontologia Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi
museo geologico del Comune di Agordo
6
2.5.
Metodologie comuni
Oltre ai contenuti teorici fondamentali si è cercato di dare una visione operativa dei vari
argomenti trattati, avendo cura di limitare la didattica di tipo nozionistico e favorire quella di
tipo formativo. La normale attività teorica svolta in classe è stata collegata ad iniziative come:
• visite guidate a cantieri, laboratori, impianti
• esercitazioni pratiche per lavori di gruppo, per stimolare il confronto critico di metodi e
risultati
• partecipazione a seminari
• gite di istruzione
• studio diretto del territorio
• uso di sussidi audiovisivi
• uso di software
• interdisciplinarità, relazioni intercorrenti fra le varie discipline nello studio del territorio
•
•
•
•
Scelte per rendere trasparente la didattica:
Agli allievi sono stati illustrati gli obiettivi finali e l’organizzazione del corso annuale di
ogni materia
Prima di ogni unità didattica sono stati illustrati agli alunni gli obiettivi da raggiungere
Gli studenti sono stati informati sulla scelta dei contenuti essenziali e degli obiettivi
minimi accettabili
Gli studenti sono stati informati sui i criteri di valutazione adottati
2.6.
Criteri e strumenti di valutazione
Il Collegio dei Docenti del 30/09/99 ha approvato il seguente criterio di valutazione
sommativa.
Giudizio
Gravemente insufficiente
Insufficiente
Mediocre
Sufficiente
Discreto
Buono
Ottimo
2.7.
Elementi identificativi
voto
Non conosce i contenuti della materia
1-3
Conosce solo parzialmente ed in modo inadeguato i contenuti
4
della materia
Sa individuare i contenuti chiave della materia in modo
5
superficiale e non sempre correttamente
Conosce in maniera adeguata ma non approfondita i contenuti 6
principali della materia
Conosce in maniera appropriata i contenuti della materia e sa
7
stabilire semplici collegamenti in maniera autonoma
Ha buona ed ampia conoscenza dei contenuti della materia
8
che sa esporre ed analizzare in maniera soddisfacente e
corretta
Conosce tutti i contenuti della materia che sa esporre ed
9-10
analizzare in maniera chiara, fluida, e organica e con
approfondimenti personali.
Strumenti di verifica
La verifica, ben lungi dal costituire un momento coercitivo e tanto meno punitivo, ha in
genere rappresentato un momento di riflessione sia per lo studente che per il docente.
Essa si è proposta d'indagare (accertare) di volta in volta, o contemporaneamente:
• la quantità e la qualità del miglioramento dell'alunno o in singole discipline o per aree di
discipline;
• le sue capacità di orientamento, la pertinenza delle sue risposte alle domande formulate,
l'originalità o la padronanza nell'impostare e condurre un argomento;
• le sue capacità di autocorrezione;
7
•
la sua sensibilità, le modalità del suo apprendimento, i ritmi di applicazione ed i processi
cognitivi;
• la capacità di costruzione, di problematizzazione, di applicazione pratica degli argomenti
studiati;
• le conoscenze specifiche in ciascuna disciplina;
• l'impegno, la buona volontà. la serietà del suo lavoro.
Le verifiche sono state un mezzo che il docente ha avuto a disposizione per accertare la
validità della sua didattica, del suo metodo e delle strategie adottate, ed eventualmente, per
porsi in discussione qualora non avessero dato risultati positivi. Hanno avuto anche una
grande valenza orientativa in quanto esplicitando, da parte del docente, criteri e parametri,
hanno permesso all’alunno capace una verifica personale e una valutazione di coerenza tra
gli obiettivi dichiarati e i risultati ottenuti;
Durante il corso dell'anno sono state utilizzate varie tipologie di verifica in classe: scritte,
orali, pratiche.
Le verifiche scritte sono consistite in: lavori individuali o di gruppo; temi, problemi,
relazioni, sintesi, questionari, riassunti, commenti,
Le prove orali sono consistite in: colloqui, relazioni, commenti, esposizioni, test oggettivi
Le prove pratiche sono prove e relazioni di laboratorio.
2.8.
Descrittori comportamentali
Nel processo valutativo, i singoli docenti ed i consigli di classe, nell'ambito della ricerca
didattica, hanno fatto riferimento ai seguenti indicatori e relativi parametri di valore:
• partecipazione in classe, intesa come risposte a domande dal posto o domande
pertinenti sugli argomenti esposti: completamente negativa, insoddisfacente, accettabile,
positiva, costruttiva;
• impegno: nullo, insufficiente, accettabile, discreto, buono;
• metodo di studio: non osservabile, disorganizzato, mnemonico accettabile, efficace,
rielaborativo;
• apprendimento: insufficiente, mediocre, sufficiente, discreto, buono;
• capacità: sono stati valutati i seguenti aspetti: esposizione, valutazione, sintesi, analisi,
applicazione, comprensione, conoscenza.
• comportamento in laboratorio: partecipazione attiva e trainante o passiva
• puntualità nel rispetto delle consegne: sempre puntuale, generalmente puntuale, poco
puntuale, non puntuale
• dimenticanze di libri, quaderni, altro materiale didattico che possa intralciare lo sviluppo
delle attività proposte
• partecipazione alle gite di istruzione
• partecipazione a stage estivi
Il voto finale, espresso in decimi, è il risultato sintetico non di un calcolo matematico, ma
di un'attenta valutazione di molteplici aspetti dell'alunno, dei suoi livelli di partenza, dei
miglioramenti, dei livelli di arrivo.
Agordo, 15 Maggio 2013
Il Coordinatore di Classe
Primo Dorigo
8
PARTE SECONDA: ATTIVITÀ DEI SINGOLI DOCENTI
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
Vengono di seguito allegate le relazioni dei singoli docenti di:
Religione
Italiano
Storia
Matematica
Lingua e Civiltà Inglese
Economia Industriale con elementi di Diritto
Geofisica, Geotecnica e Geologia applicata
Tecniche degli Scavi e Valorizzazione delle Risorse
Mineralogia e Geologia
Topografia
Educazione fisica
RELIGIONE
Docente: Piergiorgio De Bastiani
RELAZIONE FINALE
Il giudizio complessivo sul lavoro svolto quest’anno è sostanzialmente positivo, le lezioni
sono state in genere caratterizzate da soddisfacenti livelli di attenzione anche se, solo in
parte, la partecipazione è stata all’altezza. Sotto questo profilo una parte della classe ha
lavorato in modo inferiore rispetto alle attese.
Per quanto possibile, nella trattazione degli argomenti, si è cercato di avere una certa
attenzione verso possibili collegamenti con argomenti o periodi storici che possano far parte
del colloquio d’esame.
Nella trattazione degli argomenti, al fine di variare stile e approccio, si è fatto uso di
schede, filmati, lavori multimediali, lavori di ricerca.
CONOSCENZE
La classe, alla luce del lavoro svolto, dovrebbe possedere mediamente la conoscenza
degli effetti più significativi prodotti della Rivoluzione industriale e sa che essi si ripresentano
oggi nel rapporto tra Paesi ricchi e Paesi poveri. Conosce a grandi linee i punti rilevanti del
pensiero sociale della Chiesa e i tratti salienti relativi ai pontificati del ‘900. Relativamente
alle religioni la classe possiede un quadro di massima del mosaico religioso italiano e
conosce alcuni concetti base relativi alle religioni induista e buddista.
COMPETENZE
Buona parte della classe sa organizzare adeguatamente i contenuti appresi, sapendoli
mettere, ove necessario, in relazione tra loro. Gli alunni hanno sviluppato competenze
linguistico espositive differenziate, alcuni sono in grado di argomentare con disinvoltura i
concetti trattati; altri hanno maturato competenze meno articolate e precise.
CAPACITÀ
In genere gli alunni sono in grado di confrontare in maniera critica i contenuti appresi
confrontandoli con le loro convinzioni e stili di vita. Sanno cogliere i valori presenti nelle varie
esperienze religiose e storiche studiate. Una parte degli studenti, tuttavia, evidenzia alcune
difficoltà nell’animare con sufficiente disinvoltura un dibattito che penetri i contenuti e rifletta il
loro pensiero.
9
CONTENUTI
1) La giustizia sociale e la nascita della Dottrina Sociale della Chiesa
La rivoluzione industriale e le sue problematiche:breve analisi storica
Il pensiero di Thomas Malthus e il neomaltusianesimo
La nascita della Rerum Novarum
I punti salienti del pensiero sociale della Chiesa, con particolare riferimento
all’enciclica Pacem in Terris e Populorum Progressio. Lettura e confronto con
alcune parti del testo dell’enciclica Caritas in Veritate.
Parallelismo tra i problemi sociali europei del XIX secolo e quelli attuali tra Nord e
Sud del mondo
2) I papi del Novecento
Analisi sul ruolo dei pontefici nella storia del Novecento
3) Le grandi religioni
Il panorama religioso in Italia
Cenni generali sulla visione religiosa dell’Oriente con riferimento ai concetti
essenziali dell’Induismo e del Buddismo
Ad oggi (15 maggio) sono state effettuate 25 ore di lezione.
Si prevede di effettuare ancora 4 ore durante le quali si cercherà di completare il modulo sui
papi del ‘900.
Prof. Piergiorgio De Bastiani
LETTERE ITALIANE
Docente: Primo Dorigo
In relazione alla programmazione curricolare sono stati conseguiti i seguenti obiettivi in
termini di:
CONOSCENZE
Gli alunni possiedono le nozioni fondamentali relative ai seguenti indirizzi e movimenti
letterari o culturali: Romanticismo, Positivismo, Realismo, Naturalismo e Verismo,
Decadentismo, Futurismo, Ermetismo.
Possiedono, inoltre, una conoscenza relativamente approfondita dei seguenti autori, con
la lettura diretta di alcuni passi delle loro opere più significative: A. Manzoni, G. Verga, C.
Baudelaire, G. Pascoli, G. Carducci, G. Ungaretti, L. Pirandello, E. Montale, I. Svevo, S.
Quasimodo, U. Saba, P. Levi.
Le loro conoscenze sugli aspetti formali del testo letterario sono limitate alle principali
figure retoriche.
Sul piano più strettamente storico, gli allievi conoscono i principali avvenimenti politici,
economici e sociali di fine Ottocento e della prima metà del Novecento.
COMPETENZE/CAPACITÀ
Nel corso del triennio la classe ha mantenuto un comportamento corretto e rispettoso nei
confronti dell’insegnante e ha assolto con serietà e adeguato impegno i propri doveri
scolastici. L’interesse per l’ambito letterario è stato variabile e condizionato dalle tematiche
riscontrate nei testi analizzati, a volte più a volte meno vicine alla sensibilità dei giovani.
Considerata la prevalenza dell’elemento maschile, il lavoro in aula si è concentrato sul
rapporto diretto con i testi e sull’analisi condotta con la partecipazione attiva degli alunni, per
favorire una maggiore interiorizzazione e giungere ad una migliore consapevolezza di sé e
dei propri vissuti. Concretamente ciò non sempre è avvenuto nella maniera auspicata a
10
causa di una generale ritrosia ad esporsi in prima persona e anche a una certa passività di
fondo.
Gli alunni sono in grado di leggere un testo e di individuare analiticamente i punti salienti;
alcuni di essi sanno cogliere le relazioni del testo con altri dello stesso autore e formulare
anche un giudizio critico autonomo. Sanno, inoltre, ricostruire le linee fondamentali della
storia della letteratura italiana, mentre una minoranza riesce a farlo mediante un’ analisi
puntuale degli autori e dei testi più significativi.
Nella produzione orale essi eseguono generalmente discorsi non molto elaborati e non
molto ricchi e vari sul piano lessicale. In alcuni permangono marcate difficoltà nell’uso della
lingua italiana e espressioni poco appropriate. Privilegiano nella trattazione di un argomento
gli elementi più discorsivi e scolastici, ma alcuni riescono a fornire una interpretazione
approfondita e critica dell’oggetto del discorso.
In relazione alla produzione scritta si sono svolte esercitazioni nelle varie tipologie
previste dall’Esame di Stato (analisi del testo, saggio breve, articolo di giornale, tema
storico), tuttavia nella tipologia A i risultati ottenuti sono modesti. La lingua scritta è in
generale sufficientemente padroneggiata per produrre testi sintatticamente corretti e coerenti
sul piano logico, anche se non molto approfonditi; in alcuni allievi tuttavia permangono delle
carenze relative alla proprietà sintattica e ortografica, che non consentono loro di
raggiungere sempre risultati soddisfacenti.
METODI
Lo svolgimento del programma di italiano ha seguito una successione temporale secondo
la tradizionale sistematica cronologica. Nella pratica quotidiana il nostro lavoro si è
concentrato principalmente sulla lettura e analisi dei testi. Si è cercato di procedere quindi
secondo un percorso che andasse dal testo agli autori, e non viceversa, tentando di
coinvolgere nella lettura interpretativa anche gli studenti. La lezione frontale è stata utilizzata
in modo particolare per le necessità di inquadramento generale o teorico.
Nell’insegnamento della storia abbiamo privilegiato lo stile unidirezionale.
MEZZI
I testi in adozione sono i seguenti:
- M.Sambugar-G.Salà, GAOT+ generi autori opere temi. 3 Dalla fine dell’Ottocento alla
letteratura contemporanea, Firenze, La Nuova Italia.
Franco Bertini, Storia – Fatti e interpretazioni, Milano, Mursia Scuola.
Sono state utilizzate anche delle schede di sintesi predisposte dal docente, relative
ad autori o movimenti letterari.
Presentazioni in PowerPoint e filmati per le sintesi storiche.
CRITERI DI VALUTAZIONE
Abbiamo assegnato tre prove scritte a quadrimestre con richiesta di svolgimento di una
traccia tematica fra almeno quattro a scelta dello studente di argomento letterario, scientifico,
storico o di attualità. La valutazione prendeva in considerazione la padronanza della lingua,
le capacità espressive, la strutturazione logico-tematica, la ricchezza del contenuto.
Le prove orali:
- commento a un testo dato, esposizione di argomenti del programma svolto;
- colloquio per accertare la padronanza complessiva della materia;
- interrogazione per ottenere risposte puntuali su dati di conoscenza
erano intese a valutare la quantità e qualità delle informazioni, la capacità di stabilire
collegamenti, la capacità di esposizione e la proprietà di linguaggio. Nell’analisi dei testi
abbiamo privilegiato la valutazione dei contenuti e messo in secondo piano gli aspetti formali
e retorici.
Si sono svolte inoltre delle verifiche scritte strutturate sia con domande di tipo aperto che
con domande di tipo chiuso, al fine di conseguire un maggior controllo sugli obiettivi didattici
e, non ultimo, per la preparazione alla terza prova del nuovo Esame di Stato.
11
La valutazione finale ha tenuto conto, assieme ai risultati prettamente scolastici, del livello di
preparazione iniziale, dell'impegno e dell'interesse dimostrati, delle capacità e delle attitudini
evidenziate.
PROGRAMMA DI ITALIANO
SVOLTO NELLA CLASSE V SEZ. M - anno scol. 2012-2013
IL ROMANTICISMO: ripresa dei concetti fondamentali
ALESSANDRO MANZONI: La vita, le opere, il pensiero e la poetica.
- "I Promessi Sposi": * Il tragico: la madre di Cecilia * Il sugo di tutta la storia
DAL POSITIVISMO ALLE AVANGUARDIE
LE IDEE E LA CULTURA: Il Positivismo, nuovo indirizzo di pensiero. La critica al
Positivismo. La nascita della psicanalisi.
LE POETICHE E LA LETTERATURA: Il Naturalismo (p. 24), Il Verismo (p. 29), La
reazione al Naturalismo (p. 34), Il Decadentismo (p. 39); Le avanguardie storiche (p.43);
F.T. Marinetti, * Aggressività audacia dinamismo.
GIOVANNI VERGA: La vita, le opere, il pensiero e la poetica
- “Vita dei campi”: * Rosso Malpelo (facoltativa) * Un documento umano - "I
Malavoglia": * L'arrivo e l’addio di 'Ntoni - "Novelle rusticane": * La roba. * Libertà.
IL TEATRO DI FINE SECOLO
H. Ibsen: * Nora non vuole più essere una bambola
LA POESIA TRA OTTOCENTO E NOVECENTO
LA LIRICA EUROPEA DAL SIMBOLISMO ALLE AVANGUARDIE
Il Simbolismo francese (p.188): Charles Baudelaire: * Spleen. * Corrispondenze. *
L'albatro
LA LIRICA ITALIANA FRA OTTOCENTO E NOVECENTO: La Scapigliatura (p.222),
Giosue Carducci e la restaurazione del classicismo, Il Decadentismo italiano, Il
Crepuscolarismo, Il Futurismo: G. D’Annunzio: * La pioggia nel pineto; G. Carducci: *
Pianto antico
GIOVANNI PASCOLI: La vita, le opere, il pensiero e la poetica.
- “Il fanciullino”: * È dentro di noi un fanciullino - "Myricae": * Novembre * Temporale * Il
lampo * Il tuono * X Agosto - I "Canti di Castelvecchio": * Nebbia - "Nuovi poemetti": * La
vertigine. – “Primi poemetti”: * Nella nebbia
LA POESIA TRA LE DUE GUERRE
LA LIRICA ITALIANA: Tra Novecentismo e antinovecentismo, L’Ermetismo: S.
Quasimodo: * Ed è subito sera * Alle fronde dei salici
G. UNGARETTI: "L'allegria": * San Martino del Carso * Veglia * I fiumi * Sono una
creatura
* Mattina
EUGENIO MONTALE: La vita, le opere, il pensiero e la poetica - "Ossi di seppia": * I
limoni * Meriggiare pallido e assorto * Spesso il male di vivere ho incontrato * Non chiederci
la parola * Forse un mattino andando
LUIGI PIRANDELLO: La vita, le opere, il pensiero e la poetica.
“L’umorismo”: * Il sentimento del contrario - “Novelle per un anno”: *Il treno ha fischiato. * Di
sera, un geranio - Da: "Sei personaggi in cerca d'autore": * La condizione di personaggi –
“Così è (se vi pare)”: * Come parla la verità - Da: "Il fu Mattia Pascal": * Io e l’ombra mia –
Da: “Uno, nessuno e centomila”: * Filo d’aria
12
ITALO SVEVO: La vita, le opere, il pensiero e la poetica.
Da “La coscienza di Zeno”: *L’ultima sigaretta * Un rapporto conflittuale * Il funerale di un
altro (facoltativo) * Una catastrofe inaudita
UMBERTO SABA: “Il Canzoniere”: * La capra * Ulisse * Amai * A mia moglie
SE QUESTO È UN UOMO di PRIMO LEVI
*Considerate se questo è un uomo * Sul fondo * I sommersi e i salvati * Il canto di Ulisse
-
Lettura integrale di un testo a scelta della letteratura concentrazionaria (consigliato:
B. Pahor, Necropoli, Fazi Editore; oppure P. Levi, Se questo è un uomo)
- Lettura integrale di almeno un libro a scelta tra i seguenti:
1. T. Terzani, La fine è il mio inizio, Longanesi
2. A. Lentini, Un Bellunese di Patagonia, Stampa Alternativa
3. Luigi Pirandello, Il fu Mattia Pascal
4. N. Revelli, La guerra dei poveri, Einaudi
5. P. Pasolini, Scritti corsari
6. A. Huxley, Il mondo nuovo
7. G. Orwell, 1984
8. G. Melanco, Annarosa non muore, Istituto Storico Bellunese della Resistenza
Ore effettivamente svolte al 15 maggio:
primo quadrimestre 45 ore, secondo quadrimestre 33 ore
Agordo, 15 maggio 2013
Prof. Primo Dorigo
STORIA
PROGRAMMA SVOLTO
1. L’inizio del XX secolo: situazione politica e fermenti sociali
Paesi europei e Italia agli inizi del secolo: 4.L’Italia giolittiana 5. Il fenomeno migratorio
e la questione meridionale 6. La politica estera e la spedizione in Libia 7. La conclusione
dell’età giolittiana 8. Tradizione e cambiamenti nella società italiana
2. La prima guerra mondiale
La genesi del conflitto mondiale: 1.Crisi degli equilibri politici europei 2. La situazione
prebellica 3. Lo scoppio del conflitto.
La grande guerra: 1.Il primo anno di guerra 2. L’Italia dalla neutralità all’entrata in guerra
3. La guerra di logoramento 4.la svolta del 1917 5. La fine del conflitto 6. I trattati di pace
e il nuovo assetto geopolitico dell’Europa 7. La delusione dell’Italia 8. Il bilancio della
guerra
3. L’Europa dopo la grande guerra
La Russia dai governi provvisori alla rivoluzione bolscevica: 1. La crisi del regime
zarista e i soviet 2. Lenin e le tesi di aprile 3. La rivoluzione d’ottobre 4. La guerra civile
5. La nascita dell’URSS e l’internazionalismo 6. Verso la costruzione del socialismo
Il fascismo al potere in Italia: 1. La crisi del dopoguerra 2. La fondazione dei Fasci di
combattimento 3. Dal governo Nitti alla marcia su Roma 4. La costruzione del regime
La situazione nel resto d’Europa: 2. La repubblica di Weimar
4. La situazione internazionale negli anni Venti e Trenta
Dalla crisi del sistema coloniale alla grande crisi economica: 5. Il crollo di Wall
Street e la crisi economica 6. La reazione degli USA alla crisi: Roosevelt e il New Deal
L’età dei totalitarismi: 1.La costruzione dello stato fascista in Italia: le scelte
economiche 2. I rapporti con la Chiesa e la concezione dello Stato 3.Propaganda e
13
dissenso 4.la politica estera e le leggi razziali 5. La fine della repubblica di Weimar e il
nazismo in Germania 6. Lo stato totalitario in Germania 7. Lo Stalinismo in Unione
Sovietica (sintesi) 10. La guerra tra Repubblicani e fascisti in Spagna (sintesi)
5. La seconda guerra mondiale
La tragedia della guerra: 1. Verso il conflitto 2. Lo scoppio del conflitto e le prime
operazioni 3. L’attacco nazista all’URSS e l’intervento americano 4. 1942-1943: inizia la
crisi delle forze del patto tripartito 5. 1943-1944: il crollo del regime fascista, l’offensiva
alleata, la Resistenza in Europa 6. 1944-1945: la conclusione del conflitto e la sconfitta
del nazismo 7. La conferenza di Potsdam e l’assetto postbellico 8. I trattati di pace 9. Le
due guerre un confronto e un bilancio
L’Italia dalla caduta del fascismo alla liberazione: 1. L’Italia divisa: il Regno del Sud
2. Il Centro – Nord: l’occupazione nazifascista e la Resistenza 3. Dalla Resistenza al
governo Parri
6. Il mondo bipolare
Il contesto internazionale (sintesi); L’Italia dal primo governo De Gasperi al boom
economico, La Comunità Europea (sintesi)
7. Il terzo mondo e il processo di decolonizzazione (sintesi)
La sezione 7 verrà completata dopo il 15 maggio.
Ore effettivamente svolte al 15 maggio:
primo quadrimestre ore 29, secondo quadrimestre ore 24
Agordo, 15 maggio 2013
Prof. Primo Dorigo
MATEMATICA
Docente: Fulvio Mazzarol
OBIETTIVI GENERALI CONSEGUITI
RICHIAMI
Funzioni Reali di variabile Reale; Limiti: Teorema dell’esistenza e unicità del limite, Teorema
della permanenza del segno, Teorema del confronto; Continuità delle Funzioni: Teorema di
Weierstrass, Teorema dei valori intermedi, Teorema dell’esistenza degli Zeri.
Derivata Prima di una Funzione calcolata in un Punto, Funzione Derivata Prima di una
Funzione, Funzioni Derivate Prime di Funzioni Elementari, Regole di Derivazione; Derivate di
ordine superiore; positività, negatività, zeri, crescenza e decrescenza, concavità e
convessità, punti stazionari delle funzioni; Teorema di Lagrange, Teorema di Rolle; lettura
del Grafico di una Funzione.
MATRICI
Tipologia delle Matrici, Operazioni con le Matrici, Determinanti delle Matrici quadrate di
ordine 2 e di ordine 3, Regola di Sarrus, Matrice Trasposta, Matrice Inversa, Risoluzione di
Sistemi di Equazioni Lineari con la Matrice Inversa.
INTEGRAZIONE
Integrale Indefinito, Funzioni Primitive della Funzione Integranda, Integrazione immediata,
Integrale logaritmico, Integrazione per decomposizione, Integrazione per sostituzione con
14
sostituzioni assegnate, Integrazione per parti.
Integrale Definito, Calcolo delle Aree, Calcolo di Volumi di Solidi di Rotazione; Teorema del
Valor Medio.
SUCCESSIONI NUMERICHE
Successioni numeriche, termine generale, limiti per x tendente a più infinito, successioni
monotone, successioni: convergenti, divergenti, indeterminate.
DISEQUAZIONI IN DUE VARIABILI
Risoluzione grafica delle Disequazioni in due variabili.
FUNZIONI DI DUE VARIABILI
Derivate Parziali del Primo Ordine, Derivate Parziali del Secondo Ordine, Punti Stazionari di
Minimo e di Massimo Relativi, Punti di Sella; Hessiano di una Funzione.
EQUAZIONI DIFFERENZIALI
Equazioni Differenziali, Integrale-Soluzione Generale e Integrale-Soluzione Particolare di
una Equazione Differenziale, Problema di Cauchy; Equazioni Differenziali del Primo Ordine,
Equazioni Differenziali del Primo Ordine della forma y’=f(x), Equazioni Differenziali a variabili
separabili della forma y’=g(x)h(y).
ANALISI DELLA CLASSE
Per quasi tutti gli allievi, eccetto pochi ripetenti, sono stato loro insegnante dalla prima
classe; l’impegno sia in classe sia nello studio domestico è complessivamente calato nel
corso degli anni, per molti è stato superficiale, alcuni alunni hanno scarsa conoscenza della
matematica con lacune mai sanate negli anni precedenti e nonostante ripetuti richiami, da
dicembre a febbraio hanno abbandonato lo studio conseguendo nelle verifiche valutazioni
molto scarse, soltanto per un terzo di loro la partecipazione é aumentata nell’ultimo periodo,
un esiguo gruppetto si é dimostrato interessato e con buone capacità per tutti e cinque gli
anni, pertanto una parte considerevole della classe non possiede competenze soddisfacenti
per risolvere problemi e per muoversi agevolmente tra i vari argomenti somministrati facendo
i dovuti collegamenti.
METODI
Lezione frontale, coinvolgimento della classe proponendo quesiti induttivi e deduttivi,
richiedendo risposte concrete, esercitazioni guidate.
In ogni occasione, durante l’anno ho fatto richiami e ripassato contenuti svolti in precedenza,
nonché ripreso e recuperato argomenti appena svolti e non sufficientemente elaborati dagli
allievi.
TIPOLOGIA DELLE VERIFICHE
Verifiche scritte e orali: d’ingresso, formative, simulative-sommative.
CRITERI DI VALUTAZIONE
Tutte le verifiche scritte sono dotate singolarmente di una griglia che attribuisce a priori e per
ogni tipologia d’esercizio, un punteggio, dalla quale in seguito nella fase di correzione viene
elaborato il Voto con un Criterio Standardizzato, il C FM.
15
Nella Valutazione delle Verifiche Orali, oltre a considerare il livello di competenze acquisite,
sono considerati i miglioramenti, la partecipazione, l’interesse, la buona volontà, l’affidabilità,
dimostrati.
STRUMENTI E MATERIALI DIDATTICI
Libro di Testo: Corso base verde di Matematica, ZANICHELLI. Vol. 5.
Dispense riguardanti: il Calcolo Differenziale, il calcolo Integrale; il calcolo delle aree, le
successioni numeriche, software consigliato: GeoGebra.
Agordo, 15 maggio 2013
Prof. Fulvio Mazzarol
LINGUA E CIVILTÀ INGLESE
Docente: Marianella Zasso
SITUAZIONE E PROGRESSO DELLA CLASSE NELL’ANNO IN CORSO
Sin dall’inizio dell’anno scolastico la classe ha dimostrato in generale una
insoddisfacente partecipazione alle lezioni e uno scarso impegno nello studio domestico.
Nonostante si sia cercato di responsabilizzare continuamente gli allievi,evidenziando
l’importanza della conoscenza della lingua inglese sia nella vita, sia nell’ambito del settore
nel quale andranno ad operare alla fine dei loro studi superiori,i risultati globalmente
raggiunti non sono soddisfacenti. Un certo numero di allievi presenta lacune pregresse che
non sono state colmate.
OBIETTIVI GENERALI
Sono stati conseguiti da un ristretto numero di allievi i seguenti obiettivi in termini di:
CONOSCENZE
•
•
Strutture grammaticali e funzioni comunicative fondamentali della lingua inglese
Argomenti di contenuto generale e, in particolare, di contenuto tecnico-scientifico
relativi all’ambito specifico
COMPETENZE
•
•
•
•
•
•
Usare la lingua inglese in modo adeguato sia nell’esposizione di argomenti di
carattere generale che specifici del proprio indirizzo di studi
Comprendere testi di carattere generale e testi relativi all’area professionale
Produrre brevi testi scritti sia di carattere generale che specifico dell’indirizzo
Capacità:
Sostenere conversazioni di carattere generale e/o specifiche d’indirizzo in situazioni
di vita reale, inerenti alle future esperienze personali di ciascun alunno
Usare le proprie capacità di sintesi, riflessione e rielaborazione nell’affrontare testi di
livello linguistico medio - alto di carattere generale o tecnico
METODOLOGIA
•
•
lezione frontale volta ad evidenziare concetti chiave, termini specifici, collegamenti e
sviluppi dell’argomento
attività guidate di accostamento globale al testo o skimming
16
•
attività guidate di comprensione analitica o scanning
VERIFICHE E VALUTAZIONE
Sono state effettuate verifiche orali e scritte. Nelle verifiche orali si è valutato: la
conoscenza del contenuti, la pronuncia, la competenza comunicativa, la capacità di sintesi e
di rielaborazione personale.
Nelle verifiche scritte si è valutato: la conoscenza dei contenuti, la competenza sintatticogrammaticale, la capacità di sintesi e di rielaborazione personale. Sono state usate le
seguenti tipologie di verifiche scritte: traduzioni dall’italiano all’inglese,trattazioni sintetiche di
argomenti e due simulazioni di terza prova d’esame (Tipologia B).
Gli studenti sono stati valutati sulla base degli esiti delle prove, dell’impegno e dei
progressi ottenuti in rapporto alla situazione di partenza e agli obiettivi prefissati.
MATERIALI DIDATTICI
Testi in adozione:
1
SLIDES FROM THE WORLD, di Layton, Spiazzi, Tavella. ZANICHELLI
2
FCE Practice tests extra di Felicity O’Dell .BLACK CAT ED.
3
MATERIALE AUTENTICO RIGUARDANTE LA MICROLINGUA SPECIFICA DEL
SETTORE
ATTIVITÀ AGGIUNTIVE
Gli allievi hanno partecipato allo spettacolo teatrale in lingua inglese “Footloose” presso il
teatro comunale di Belluno,previa lettura e traduzione delle scene principali del copione.
Un alunno ha seguito i corsi di preparazione all’esame FCE Cambridge organizzati dal
nostro Istituto, ha sostenuto e brillantemente superato l’esame .
PROGRAMMA SVOLTO
Totale ore 51 (2 ore settimanali)
LANGUAGE AND VOCABULARY PRACTICE
Nel primo periodo dell’anno scolastico è stata fatta una revisione delle strutture
grammaticali presentate durante il precedente anno, prima di affrontare il nuovo programma
From the text book: Felicity O’ Dell “FCE Practice Tests Extra” Black cat ed.
Test 1
Test 2
Test 3 (to pag 67 )
MICROLANGUAGE
Authentic material supplied by the teacher
From the text: Arthur N.Strahler “Physical Geography” Wiley International Edition
LANDFORMS AND THE WASTING OF SLOPES
Landforms
Geomorphology
Genetic landform description
17
Initial and sequential landforms
Agents of land sculpture
Bedrock, soil, and residual overburden
Transported overburden
Influence of bedrock on landforms
The wasting of slopes
Weathering and mass wasting
Geometry of rock breakup
Physical weathering processes and forms
SAFETY INDOCTRINATION
Baroid Division,National Lead Company USA
Introduction to safety
Pride in work
Lift with your legs
You can not see with a glass eye
Handling chemicals
Protect yourself
Watch your step
Machines can not think
Get to know your fire extinguishers
Fight infections
It’s everybody’s business
“Test yourself” quiz
DRILLING FLUID TECHNOLOGY
Components and accessories of a modern rotary drilling rig and their functions
Drilling crew personnel and their roles
The mud circulating system:components and their functions
CIVILIZATION
From the textbook Layton,Spiazzi, Tavella “Slides from the world” Zanichelli
CANADA
(to pag 77 )
AUSTRALIA (to pag 88 )
Agordo, 15 maggio 2013
Prof.ssa Marianella Zasso
ECONOMIA INDUSTRIALE ED ELEMENTI DI DIRITTO
Docente: Giuliana Manfroi
OBIETTIVI DISCIPLINARI RAGGIUNTI
CONOSCENZE
-
Conoscere la normativa sulla formazione, funzione ed efficacia delle diverse fonti
Conoscere le capacità delle persona fisica e le sue incapacità
Conoscere il concetto di contratto in ambito commerciale
Comprendere ed analizzare le tipologie relative alla nullità, annullamento, revoca e
recessione del contratto
Comprendere la distinzione fra rescissione e risoluzione del contratto
18
-
Conoscere gli elementi giuridici ed economici dell’impresa
Conoscere gli elementi costitutivi dell’azienda
Conoscere in tema di rapporti civili, economici e sociali il ruolo dell’impresa commerciale
Comprendere ed analizzare le tipologie e le forme delle società di persone e le società di
capitali
Comprendere i meccanismi giuridici ed economici relativi al funzionamento
amministrativo
di un’azienda
Conoscere la realtà economica del sistema economico in atto
Comprendere i vari fenomeni economici e le variabili che interagiscono nel sistema
economico
Conoscere il ruolo dello Stato nel sistema economico
Comprendere la struttura ed il funzionamento degli Istituti di Credito
COMPETENZE
-
Individuare il nesso causa-effetto tra fenomeni giuridici o economici ed esprimere le
corrispondenti relazioni
Essere in grado di rilevare analogie e differenze nei fenomeni giuridici ed economici
Essere in grado di ricercare le fonti relative ad un problema trattato per la sua soluzione
Essere in grado di utilizzare un linguaggio giuridico appropriato
Stabilire collegamenti od effettuare comparazioni fra istituti giuridici
CAPACITÀ
-
Applicare le norme giuridiche generali ed astratte a casi concreti, utilizzando
procedimenti logico-argomentativi
Evidenziare gli interessi tutelati dal legislatore e valutare criticamente le sue scelte
METODI DIDATTICI UTILIZZATI
Come metodo principale è stata utilizzata la lezione frontale dialogata e lo studio del
diritto commerciale si è basato essenzialmente sull’analisi del libro V sulle società del Codice
Civile.
La docente ha, poi, utilizzato due libri di testo:
- Simone Crocetti e Luigi Fici “Diritto ed economia industriale”
- Francesco Galgano “Manuale elementare di diritto commerciale”
OBIETTIVI EDUCATIVI E FORMATIVI RAGGIUNTI
Gli studenti hanno acquisito la conoscenza dei concetti più importanti del diritto
commerciale.
Sanno in genere individuare analogie e differenze nei fenomeni giuridici ed economici e
quasi tutti sono in grado di esprimersi con un linguaggio tecnico appropriato.
Alcuni studenti, dotati di discrete capacità logico-critiche che hanno sfruttato
adeguatamente studiando con impegno costante e avvalendosi di un metodo di studio
efficace hanno ottenuto risultati più che discreti, mentre altri, talvolta per mancanza di
applicazione regolare allo studio hanno raggiunto una preparazione appena sufficiente o
insufficiente.
PROGRAMMA SVOLTO
-
Le capacità della persona fisica. Incapacità assoluta e relativa.
Il contratto: requisiti fondamentali e peculiari. Cause di nullità e annullabilità del contratto.
Revoca, recessione, rescissione e risoluzione del contratto.
L’impresa in generale in un mercato di libera concorrenza. Limiti imposti dalla legge. Casi
di concorrenza sleale.
19
-
L’azienda: elementi costitutivi. Analisi delle caratteristiche giuridiche previste.
Fattispecie giuridica del marchio e del brevetto. Registrazione e non: effetti giuridici.
L’imprenditore in generale. Concetto di piccolo imprenditore.
Impresa commerciale in generale.
Impresa familiare: caratteristiche e comparazione con le altre imprese.
Società di persone e società di capitali in generale.
Fattispecie giuridica della società semplice alla base delle società di persone.
Società in nome collettivo: atto costitutivo e iscrizione al PRI. Amministrazione e gestione
della Snc.
La Società in accomandita semplice: costituzione e amministrazione. Posizione giuridica
dei soci all’interno della società.
La Società per azioni: caratteristiche generali della società di capitali. Organi
amministrativi e di controllo. Attività di gestione ed emissione di azioni e obbligazioni.
La Società a responsabilità limitata: costituzione, amministrazione e gestione della
stessa.
La società in accomandita per azioni: comparazione con la Spa.
Il sistema economico in generale: ripasso concetti e conoscenze.
Il debito pubblico, l’inflazione, crescita del PIL nelle fasi economiche.
Politiche economiche e finanziarie dello Stato nel settore economico.
La politica del Welfare State: gli ammortizzatori sociali.
Moneta, valuta e funzioni degli Istituti di credito
La Borsa Valori in generale.
Agordo, 15 maggio 2013
Prof.ssa Giuliana Manfroi
GEOFISICA APPL., GEOTECNICA, GEOLOGIA APPL. E LABORATORIO
Docente: Chiara Cason
In relazione alla programmazione curricolare e alle finalità del "Progetto GEO" il corso è stato
strutturato con i seguenti obiettivi - disciplinari e trasversali - in termini di:
CONOSCENZE
•
•
•
INDAGINI GEOGNOSTICHE: finalità, criteri d’attuazione, metodologia delle prove
geotecniche di laboratorio ed in situ, con riferimento alla Normativa (Eurocodici EC7,
EC8, D.M. 11.3.88, D.M.14.1.2008).
TECNICHE D’INTERVENTO SUL TERRENO PER:
monitoraggio, miglioramento in situ delle caratteristiche dei terreni, interventi in aree
franose.
INDAGINI GEOLOGICO-TECNICHE E GEOTECNICHE PER:
Realizzazione di vie di comunicazione (gallerie)
COMPETENZE
•
•
Utilizzare un lessico appropriato nell’esposizione
Pianificare, predisporre, operare secondo le metodologie standard di laboratorio
CAPACITÀ
•
•
Consultare criticamente fonti bibliografiche (Testi, Manuali, Capitolati, Riviste tecniche) e
materiale informativo, anche con ricerca sul web, inerente strumentazione e materiali
d’interesse per il settore geotecnico.
Analizzare i quesiti di un progetto e proporre soluzioni valide.
20
•
Consultare la normativa tecnica
CONTENUTI DISCIPLINARI
MODULO
DENOMINAZIONE DEL MODULO
M/1
INDAGINI GEOTECNICHE IN SITU E MONITORAGGIO
M/2
GEOLOGIA TECNICA DELLE FRANE
M/3
CONSOLIDAMENTO DEI TERRENI
M/4
GEOLOGIA AMBIENTALE APPLICATA ALLE OPERE CIVILI
PROGRAMMA SVOLTO a.s. 2012-2013
MODULO 1
RIPASSO E APPROFONDIMENTI DEL CORSO DEL 4° ANNO:
•
Resistenza al taglio. Liquefazione delle sabbie e mitigazione del rischio
liquefazione.
U.D.1 INDAGINI GEOTECNICHE IN SITO/U
ATTREZZATURE, MODALITÀ DI PROVA E PARAMETRI GEOTECNICI DA PROVE:
• penetrometriche (CPT - CPTU - SPT - DP)
• scissometriche (FVT)
• dilatometriche (DMT e SDMT)
• pressiometriche (MPM e SBP)
• di carico su piastra (PLT e screw-plate)
• di carico su palo
INDAGINI GEOGNOSTICHE PER LA PROGETTAZIONE: CRITERI E QUADRO
NORMATIVO
• Volume significativo, da Raccomandazioni A.G.I.
• D.M.11.3.88 - eurocodici EC 7, EC 8, D.M.14.1.2008,
• Programmazione delle indagini geognostiche
U.D.2 MISURE E CONTROLLI IN SITU
MISURE DI SPOSTAMENTI E TENSIONI:
• misure di spostamenti e tensioni per: pendii naturali, pendii artificiali (di rilevati
stradali, dighe, discariche, cave), terreni di fondazione.
• sistemi di monitoraggio in aree franose, anche con colonne multiparametriche.
• misure dei livelli piezometrici e delle pressioni neutre: tipi di piezometri, loro
caratteristiche e criteri di scelta. Sistema Geon.
DETERMINAZIONE DELLA PERMEABILITÀ IN SITU:
• prove di permeabilità dei terreni, in pozzetto ed in foro di sondaggio
• la prova Lugeon per la misura della permeabilità in roccia
MODULO 2
U.D.1 PRODOTTI GEOSINTETICI.
Tipologie, funzioni, campi d’impiego e criteri di scelta dei prodotti geosintetici.
21
Esempi d’applicazione dei geosintetici in vari contesti.
Terre rinforzate
U.D.2 GEOLOGIA TECNICA DELLE FRANE
•
•
Capitolo 1 del Manuale APAT (OPERE PER IL CONTROLLO
DELL’EROSIONE SUPERFICIALE): rivestimenti antierosivi biodegradabili e
sintetici, inerbimenti.
TECNICHE DI INGEGNERIA NATURALISTICA
Capitolo 2 del Manuale APAT (OPERE DI STABILIZZAZIONE SUPERFICIALE
):
piantumazioni, fascinate vive, viminate e palizzate vive,gradonate vive, grate
vive, materassi.
MODULO 4
•
•
INDAGINI GEOGNOSTICHE PER LA PROGETTAZIONE DI GALLERIE
LO STUDIO IDROGEOLOGICO PER LE GALLERIE
ARGOMENTI DA SVOLGERE O APPROFONDIRE DOPO IL 10 MAGGIO 2013
MODULI 3 e 4
•
MONITORAGGIO IN CORSO D’OPERA per gallerie
• Capitolo 5 del Manuale APAT (OPERE DI DRENAGGIO ):Il drenaggio a
gravità per la stabilizzazione dei pendii: trincee drenanti (anche metodi
innovativi); drenaggi sub orizzontali.
• Capitolo 4 del Manuale APAT (OPERE DIFESA MASSI ): Barriere, reti, valli
e rilevati, gallerie. Interventi di riprofilatura dei versanti.
• Capitolo 3 del Manuale APAT (OPERE DI SOSTEGNO ):Murature, muri in
cemento armato, muri cellulari, pali, ancoraggi, spritz beton.
ATTIVITÀ/ ESERCITAZIONI PRATICHE
MODULO 1
• Ripasso dela prova di taglio diretto
• Uso del penetrometro dinamico (prova DPL)
MODULO 2
• Applicazione dei geosintetici: esame campionari di prodotti geosintetici
• CD di Ingegneria Naturalistica
METODI
Per lo sviluppo delle Unità Didattiche di ogni Modulo si è applicata la seguente sequenza:
1. Riallineamento e potenziamento dei prerequisiti del modulo
2. Presentazione in PPoint
3. Lezione frontale con esposizione graduale dei contenuti, in forma dialogata
4. Riflessione sul lessico più appropriato
5. Ev. risoluzione di esercizi, applicazioni informatiche.
6. Somministrazione di Questionari (verifica intermedia) svolti in classe o a casa
7. Presentazione di esempi tratti da bibliografia varia (testi, articoli di riviste tecniche)
8. Approfondimenti, proposti anche come lavoro individuale
9. Riepilogo dei concetti-chiave; eventuale rinforzo - Verifica finale
10. Collegamenti con temi già trattati in altri moduli e collegamenti interdisciplinari.
22
MEZZI
Per la varietà delle tematiche previste dalla sperimentazione “PROGETTO GEO 3” è
necessario consultare materiale bibliografico, spesso il lingua inglese.
Gli Allievi hanno utilizzato i testi della Biblioteca Tecnica dell’Istituto e gli articoli di alcune
riviste tecniche:
• Quarry and construction
• Costruzioni
• Acque sotterranee
• Geologia tecnica & ambientale
Si sono visitati i siti Internet di Ditte che producono strumentazione e materiali per la
geotecnica.
E-book adottato:
APAT- ATLANTE DELLE OPERE DI SISTEMAZIONE DEI VERSANTI. 2^ edizione
CRITERI E STRUMENTI DI VERIFICA ADOTTATI
Per la verifica dell’apprendimento si sono utilizzate le seguenti tipologie di prove:
• Schede di verifica scritta per prove strutturate del tipo quesiti a risposta breve tipo
terza prova d’esame (Tipologia B).
Agordo, 15 maggio 2013
Prof.ssa Chiara Cason
TECNICA DEGLI SCAVI E VALORIZZAZIONE DELLE RISORSE
Docente: Chiara Cason
In relazione alle finalità del "Progetto GEO" il corso è stato strutturato con i seguenti obiettivi
- disciplinari e trasversali - in termini di:
CONOSCENZE
•
•
•
•
•
tecniche di scavo in sotterraneo e a giorno per la coltivazione delle risorse minerarie
criteri per il ripristino ambientale degli ecosistemi danneggiati dalle attività estrattive
approcci progettuali per la realizzazione di opere infrastrutturali
impianti per la conduzione delle attività di scavo e delle attività estrattive
norme di sicurezza per i lavori in sotterraneo e a cielo aperto
COMPETENZE
•
•
Utilizzare un lessico appropriato nell’esposizione
Pianificare, predisporre, operare secondo le metodologie standard di laboratorio
CAPACITÀ
•
•
•
Consultare criticamente fonti bibliografiche (Testi, Manuali, Capitolati, Riviste tecniche) e
materiale informativo, anche con ricerca sul web, inerente strumentazione e materiali.
Analizzare i quesiti di un progetto e proporre soluzioni valide.
Consultare la normativa tecnica
CONTENUTI DISCIPLINARI
MODULO
DENOMINAZIONE DEL MODULO
23
M/1
COLTIVAZIONE DELLE RISORSE MINERARIE IN SOTTERRANEO E A CIELO APERTO
M/2
IMPIANTI DI PREPARAZIONE MECCANICA/ARRICCHIMENTO DEI MINERALI
M/3
GALLERIE CIVILI
M/4
M/5
IMPIANTI PER LA CONDUZIONE DELLE ATTIVITÀ DI SCAVO IN SOTTERRANEO E A
CIELO APERTO
SICUREZZA NEI LAVORI IN SOTTERRANEO E A CIELO APERTO – LEGISLAZIONE
MINERARIA
PROGRAMMA SVOLTO a.s. 2012-2013
MODULO 1: COLTIVAZIONE DELLE RISORSE MINERARIE IN SOTTERRANEO E A
CIELO APERTO
U.D. 1 COLTIVAZIONI IN SOTTERRANEO
• Coltivazione di minerali industriali con metodi per vuoti: calcari e dolomie
Esempi:
coltivazione per sublevel stoping di calcare da cemento nella Cava “Claupa”: studio di
fattibilità compresa la valutazione d’impatto ambientale. La cava Costiolo di calcare percalce.
La cava Kristallina.
• Coltivazione di minerali industriali con metodi per vuoti: cave di gesso in sotterraneo coltivate
per camere-pilastri (con cenni al dimensionamento dei pilastri) e camere-diaframmi.
Esempi:
cave di gesso in Piemonte, coltivate per camere diaframmi con roadheader.
• Tecniche di ripristino ambientale per coltivazioni condotte in sotterraneo.
U.D. 2 COLTIVAZIONI A CIELO APERTO
Coltivazione di minerali industriali: calcari e dolomie, pietre ornamentali, argille,
Esempi:
coltivazione della marna da cemento nella miniera di Possagno.
Tecniche di ripristino ambientale per coltivazioni condotte a cielo aperto.
MODULO 2: IMPIANTI DI PREPARAZIONE MECCANICA/ARRICCHIMENTO DEI
MINERALI
U.D.1 TEORIA della COMMINUZIONE e della CLASSIFICAZIONE
• FRANTUMAZIONE e TRITURAZIONE:
Leggi energetiche della comminuzione, work index di Bond, rapporto di riduzione
Frantoi a mascelle, rotativi e ad urto: tipi, caratteristiche costruttive, principio di
funzionamento, dimensionamento.
Circuiti di frantumazione con vagli di controllo.
Cilindraie: caratteristiche costruttive, principio di funzionamento.
• MACINAZIONE:
Teoria della macinazione. Tipi di mulini: criteri costruttivi e principio di
funzionamento
• CLASSIFICAZIONE:
Teoria della vagliatura industriale; superfici vaglianti
Griglie, vagli rotativi, vibrovagli. Efficienza della vagliatura
U.D.2 IMPIANTI DI PREPARAZIONE MECCANICA
• Schemi d’impianto, fissi e mobili, per minerali di 2^categoria: esempi di flowsheet per produzione di inerti per calcestuzzo
• Schemi d’impianto per il trattamento di rifiuti da demolizione.(C&D)
• Impianti di frantumazione primaria in sotterraneo
24
MODULO 3: GALLERIE CIVILI
U.D.1 GALLERIE SUPERFICIALI REALIZZATE IN CONTESTO URBANO
• Volume significativo per gallerie superficiali; sagome di scavo e terminologia.
• Indagini geognostiche per la progettazione di gallerie metropolitane.
• Studi idrogeologici per la realizzazione di gallerie: ante operam, in corso d’opera
e post-operam.
• Problemi di subsidenza per le gallerie metropolitane
• Scavo di gallerie artificiali con metodi “cut and cover”e Top-down; la tecnologia
CSM
• Scavo meccanico di gallerie naturali a foro cieco, anche con TBM-EPB e slurry
shields
Principio di funzionamento delle macchine di scavo; condizionamento del terreno
Esempi: prolungamento metropolitane di Torino e di Milano.
• Scavo di pozzi di ventilazione con metodo VSM e di by pass con raise borer
RBM
Esempio: metropolitana di Napoli.
U.D. 2 INTERVENTI DI PRECONSOLIDAMENTO E PRECONTENIMENTO DEL CAVO
• Tecniche di freezing. Esempio: il congelamento per la metropolitana di Napoli
• Presostegno con infilaggi, anche auto perforanti, in calotta. Esempio: il
prolungamento della metro di Torino con il “Metodo Pelizza”.
• Cenni all’arco cellulare
U.D.3 MONITORAGGIO, IN CORSO D’OPERA E IN ESERCIZIO, PER GALLERIE
CIVILI
• Esempio: la galleria “Pozzolatico”, con DAC test in avanzamento, monitoraggio
delle centine e dell’estrusione al fronte.
• Monitoraggio della bullonatura radiale e del rivestimento definitivo. Celle di
pressione NATM. Cenni al distoprofilometro e al sistema Ralsen.
MODULO 5: LEGISLAZIONE MINERARIA,SICUREZZA NEI LAVORI IN
SOTTERRANEO E A CIELO APERTO
•
•
Legislazione mineraria:
R.D.1927,n.1443 - DPR 1959, n.128 - L.R.V.1982, n.44 - D.Lgs. 2008, n.81
Analisi dei rischi nella progettazione di gallerie
LABORATORIO
•
Prova di frantumazione con frantoio alternativo Samson.
ARGOMENTI DA TRATTARE O APPROFONDIRE DOPO IL 15 MAGGIO 2013:
MODULO 2: IMPIANTI DI PREPARAZIONE MECCANICA/ARRICCHIMENTO DEI
MINERALI
CLASSIFICAZIONE indiretta. IMPIANTI: esempi di flow sheet
MODULO 3: GALLERIE CIVILI: interventi di contenimento del cavo con presostegno e
rivestimento definitivo. l’impermeabilizzazione. costruzione di gallerie civili, stradali,
autostradali e di traforo a copertura medio-alta
MODULO 4: cenni agli impianti di ventilazione e trasporto
MODULO 5: LEGISLAZIONE MINERARIA E SICUREZZA NEI LAVORI IN
SOTTERRANEO E A CIELO APERTO Normativa inerente i rifiuti d’estrazione
(D.Lgs.117/2008 e D.Lgs.152/2006)
25
LABORATORIO:
Analisi di elementi per rock-bolting: ancoraggi tipo split-set e documentazione per
Swellex.
METODI
Per lo sviluppo delle Unità Didattiche di ogni Modulo si è applicata la seguente sequenza:
1. Ev. Presentazione in PPoint
2. Lezione frontale con esposizione graduale dei contenuti, in forma dialogata
3. Riflessione sul lessico più appropriato
4. Ev. risoluzione di esercizi.
5. Presentazione di esempi tratti da bibliografia varia (testi, articoli di riviste tecniche,
somministrate agli studenti anche in pdf)
6. Approfondimenti, proposti anche come lavoro individuale
7. Riepilogo dei concetti-chiave; eventuale rinforzo - Verifica finale
8. Collegamenti con temi già trattati in altri moduli e collegamenti interdisciplinari.
MEZZI
Per la varietà delle tematiche previste dalla sperimentazione “PROGETTO GEO 3” è
necessario consultare materiale bibliografico, spesso il lingua inglese.
Gli Allievi hanno utilizzato i testi della Biblioteca Tecnica dell’Istituto e gli articoli di alcune
riviste t tecniche:
• Quarry & construction
• Strade & Autostrade
• GEAM
• Il nuovo cantiere
• Le strade
Testo di riferimento per i MODULI 1 e 2:
“La coltivazione delle cave ed il recupero ambientale” Ed. POLITEKO – TO
CRITERI E STRUMENTI DI VERIFICA ADOTTATI
Per la verifica dell’apprendimento si sono utilizzate le seguenti tipologie di prove:
• Verifica scritta
• Verifica tipo simulazione della 3^ prova
• È prevista una simulazione della 2^ prova d’esame.
Agordo, 15 maggio 2013
Prof.ssa Chiara Cason
MINERALOGIA E GEOLOGIA
Docente: Danilo Giordano
In relazione alla programmazione curricolare sono stati conseguiti i seguenti obiettivi
in termini di:
CONOSCENZE
Fondamenti della petrografia
Metodologie di rappresentazione del territorio ed interpretazione delle carte tematiche
(topografiche, geomorfologiche e geologiche)
Processi di formazione delle rocce
Principali morfostrutture e morfosculture presenti nella regione e processi esogeni che le
26
hanno generate (morfologia strutturale, degradazione e disfacimento delle rocce, i suoli,
le frane, morfologia fluviale, carsica e glaciale)
Principali elementi della stratigrafia al fine di interpretare successioni sedimentarie in
termini di ambienti sedimentari e facies (concetto di facies, formazione, legge di Walter,
Principio dell’Attualismo, ambienti sedimentari, lacune sedimentarie).
Basi della cronologia relativa ed assoluta (fossili guida, decadimento radioattivo )
Principali elementi tettonici e le loro caratteristiche (pieghe concentriche e simili, faglie
dirette, inverse, trascorrenti, trasformi, falde di ricoprimento)
COMPETENZE
Utilizzare una terminologia geologica adeguata al grado di istruzione
Raccogliere dati tramite osservazioni e misurazioni dirette o mediante la consultazione di
manuali o testi
Identificare e classificare le più comuni rocce magmatiche (intrusive ed effusive),
metamorfiche e sedimentarie.
Riconoscere e saper individuare in campagna e su carte geologiche pieghe e faglie
Utilizzare autonomamente i più comuni strumenti di laboratorio
Stendere correttamente una relazione di laboratorio
Individuare i punti chiave di una spiegazione riassumendo e schematizzando
Eseguire profili topografici e geologici
CAPACITÀ
di caratterizzare gli elementi naturali costitutivi di suolo e sottosuolo
di lettura del territorio nei suoi aspetti geologici e geomorfologici
CONTENUTI DISCIPLINARI
Modulo 1: Geomorfologia
UD 1: Morfologia strutturale: Forme controllate dalla struttura geologica: morfostrutture e
morfosculture. Forme legate alle caratteristiche litologiche, la morfologia selettiva, (es. valli
aperte e larghe contrapposte a valli strette e ripide). Le forme influenzate dall’inclinazione
degli strati (superfici strutturali, cuesta, hogback, cenge, mesa...). Le forme derivanti da
elementi strutturali (catene anticlinali, valli sinclinali, valli di faglia, scarpate di faglia, scarpate
di linea di faglia, fosse tettoniche), superfici di spianamento e Bevel. Particolarità
geomorfologiche delle Dolomiti.
UD 2: Disfacimento delle rocce. Forme legate al disfacimento chimico: azione solvente
dell’acqua, azione degli organismi, ossidazione, carsismo, idrolisi dei silicati e alla
degradazione fisica delle rocce: termoclastismo, crioclastismo, idratazione-disseccamento,
frammentazione per squilibri meccanici (falde detritiche, calanchi, piramidi di terra, bad
lands). I suoli e le loro caratteristiche: fase aeriforme, liquida e solida; l’acqua nei suoli.
Profilo pedologico di un suolo tipo; Podsol, Latosol, Paleosuoli.
UD 3: Le frane: movimenti lenti (creep e soliflusso) e movimenti veloci, (crollo, scivolamento,
scorrimento rotazionale, scoscendimenti, colate di fango e detritiche le deformazioni
gravitative profonde di versante; il fenomeno dei rock avalanches. La situazione dei dissesti
in Italia. Classificazione di Varnes. Le cause delle frane: cause predisponenti e determinanti.
Terminologia attinente al fenomeno frana. Esame delle più importanti frane del bellunese con
esame della situazione geologica, delle cause predisponenti e determinanti: Frane del
Vajont, di Alleghe, del Tessina, di Pra e Lagunaz). Situazione generale dei dissesti in
provincia di Belluno. Le colate detritiche, costituzione, movimento, cause, es. la Boa del
Missiaga. Una fenomeno di frana complessa: la Marocca di Vedana. Metodi di controllo e
stabilizzazzione dei pendii. Metodologia riassuntiva per lo studio di una frana.
27
UD 4: Morfologia glaciale e periglaciale: I ghiacciai. Ghiacciai freddi e temperati, velocità
dei ghiacciai in relazione al tipo di ghiacciaio, movimento dei ghiacciai, bilancio e influenze
climatiche. La morfologia glaciale l’eredità di un clima diverso, glaciazioni e loro cause.
I meccanismi di erosione: esarazione: rimozione, abrasione, quarryng, sovra-escavazione.
Le forme di erosione: rocce montonate, gradini di modellamento glaciale, gradinate di
stratificazione, circhi, valli a U, valli glaciali sospese e di erosione e di accumulo: morene
frontali, laterali, di fondo, interne, drummlin, trasfluenze glaciali. I depositi glaciali e loro
caratteristiche geotecniche. I depositi fluvio-glaciali, depositi lacustri, varve, esker, terrazzi di
kame, casi particolari i Terrazzi di Lamon, i terrazzi di Lamen. Le forme e i fenomeni
periglaciali. Ghiaioni, nicchie nivali, argini nivali, ghiacciai di pietre.
UD 5: Morfologia Carsica: Il fenomeno carsico e la sua diffusione nella nostra regione, la
reazione carsica e l’influenza della temperatura, corrosione per miscela di acque. Forme
epigee su roccia campi carreggiati, scanellature, solchi carsici, vaschette di corrosione,
crepacci carsici, città di roccia, doline. Forme carsiche epigee, doline alluvionali, a pozzo di
crollo, di subsidenza in roccia, campi di doline, Uvala, Polje,). Forme ipogee: fusoidi, gallerie
vadose e freatiche. Le valli carsiche (valle cieca, valle morta, valle chiusa, canyon carsici).
Le sorgenti carsiche e problemi connessi al loro sfruttamento e alla loro protezione.
Carsismo e costruzioni il fenomeno del ravelling, carsismo su gessi e anidriti.
UD 6: Morfologia Fluviale: Cenni di idraulica, flusso laminare e turbolento, portata, energia
di un corso d’acqua. I tipi di alveo secondo la classificazione di Trevisan (A,B,C,D,E), tipi di
corso d’acqua (fiumi, torrenti, fiumare, uadi). Il trasporto nei corsi d’acqua (sul fondo, in
sospensione, in soluzione, per fluitazione). Il diagramma di Hjulstrom e la competenza di una
corrente, fenomeni di sostituzione in alveo. Misure del trasporto solido (portata torbida,
deflusso torbido, torbidità specifica, deflusso torbido unitario), influenze della pendenza e
della portata sul trasporto solido. Le forme di accumulo: pianure, conoidi, pianure di
confluenza, terrazzi fluviali e fluvioglaciali. Le forme di erosione: le valli fluviali; valli
antecedenti, conseguenti e susseguenti; valli trasversali e longitudinali; valli antiche e
complesse (Val Cordevole, Valle del Piave), valli di scarpata, valli asimmetriche, valli
controllate dalla struttura geologica: le vali di faglia; valli sepolte e forre epigenetiche e
problematiche connesse alla loro individuazione e utilizzo. Marmitte di evorsione, forre fluviali
e di torrente subglaciale; evoluzione delle cascate. Il bacino idrografico superficiale e la sua
individuazione, il bacino reale. Il lago di Agordo.
Modulo 2: Stratigrafia
UD 7: Stratigrafia: Stratigrafia e tempo geologico, datazione assoluta (processo di
decadimento radioattivo sistema Rubidio-Stronzio) e datazione relativa, fossili guida, fossili
ecologici, fossili climatici. Principali avvenimenti della Storia della Terra e principali
avvenimenti locali. Principi di stratigrafia (Sovrapposizione degli strati, Attualismo, Continuità
laterale, Orizzontalità, successione faunistica, intersezione e inclusione).
Unità litostratigrafiche (gruppo, formazione, membri, orizzonti, lingue, lenti) e numenclatura
relativa. Cenni sulle unità cronostratigrafiche, biostratigrafiche e cronologiche.
Il concetto di facies, facies chimiche (Eh, ph), biologiche (fossili ecologici, climatici,
indicazioni sulla temperatura dell’acqua), sedimentarie (es. seria di Bouma). La legge di
Walther, isopia, eteropia (Dolomiti, Bacino Bellunese), diacronia di facies (delta fluviale, letto
Rosso Ammonitico). Velocità di sedimentazione, lacune sedimentarie: non conformità,
discordanza angolare, disconformità, paraconformità, hard ground. Criteri per definire la
polarità degli strati (età, strutture sedimentarie e diagenetiche, organismi). Ambienti
sedimentari marini e di transizione. Trasgressioni e regressioni, cicli sedimentari allocicli e
autocicli (1°,2°, 3°, 4° ordine) e loro cause. I ci clotemi della Dolomia Principale, correlazioni
stratigrafiche, semplici problemi di stratigrafia.
Modulo 3: Tettonica*
UD 8: Tettonica: Le deformazioni delle rocce (sforzi, tipo di roccia, tempo, ambiente di
28
deformazione), cenni sulle proprietà meccaniche delle rocce. Macroforme: Pieghe anticlinali
e sinclinali. Le pieghe e i loro elementi (asse, piano assiale, cerniera, fianchi), Pieghe diritte,
inclinate, rovesciate, coricate. Pieghe non cilindriche, culminazioni e depressioni assiali. La
classificazione in base al tipo di meccanismo: pieghe concentriche e pieghe simili. Pieghe
ripiegate, antiformi e sinformi. Le faglie dirette, inverse, trascorrenti, trasformi, transtensive e
transpressive con relativa caratteristiche e posizione degli sforzi. Associazione di strutture
(linee, pieghe faglie, faglie sintettiche e antitettiche), rapporti pieghe-faglie. Falde di
ricoprimento e trust, finestre tettoniche e Klippen. Profili geologici attraverso le Alpi Bellunesi
e le Dolomiti. Riconoscimento delle faglie in campagna, diapirismo. Micro e meso forme
(giunti, stilolitici, vene, clivaggio, scistosità, lineazioni, boudinage).
(Tutti gli argomenti del corso di geologia sono stati svolti con particolari riferimenti alla
regione Dolomitica ed alle aree limitrofe).
Modulo 4: Ripasso*
UD 9: La geologia delle Dolomiti e della provincia di Belluno. Riassume quanto studiato
in geomorfologia, stratigrafia e tettonica con particolare riferimento all’area Dolomitica.
*si prevede di svolgerlo interamente nel mese di maggio
Nel primo quadrimestre sono state svolte 72 ore fra lezioni teoriche e laboratorio, nel
secondo quadrimestre fino al 15 maggio 52 ore fra lezioni teoriche e laboratorio.
LABORATORIO
Visione e commento di diapositive riguardanti gli argomenti studiati in classe.
Visione di power point sugli argomenti trattati
Visione ipertesto sulla tettonica
Uso della bussola da geologo: immersione, direzione e inclinazione degli strati e di altre
discontinuità
Lettura e interpretazione delle carte geografiche (tavolette tipo IGM) e delle Carte
Tecniche Regionali
Esecuzione di profili topografici su CTR e su tavolette IGM
Lettura e interpretazione della cartografia geologica con identificazione di sinclinali,
anticlinali, faglie, giaciture degli strati, individuazione della giacitura degli strati in base ai
limiti fra formazioni.
Esecuzione di profili geologici
Esecuzione di sezioni sottili di rocce
Studio delle discontinuità dell’ammasso roccioso: orientazione, spaziatura, persistenza,
apertura, riempimento, scabrezza, condizioni idriche.
Classificazione RMR system di Bieniavski, classificazione Q System di Barton, c. di
Rabcewitz- Pacher,
Analisi di stabilità dei pendii rocciosi col test di Markland
Utilizzo: Point load test, martello di Schmidt, pettine di Barton
Campionamento di rocce
Esecuzione di prove varie su campioni di roccia (Peso specifico, calcimetrie, resistenza a
compressione)
METODI
La trattazione dei contenuti è stata svolta in gran parte come lezione frontale ma è stata
impostata cercando di coinvolgere gli studenti, farli discutere e stimolarne l'interesse in modo
da calare le conoscenze acquisite nella loro esperienza quotidiana e nella loro realtà
territoriale.
A questo scopo il percorso didattico si è basato sull'osservazione di fatti o fenomeni
realmente accaduti in passato o durante l’anno scolastico. È stato usato frequentemente il
29
laboratorio e i sussidi didattici. Si è cercato di cogliere eventuali propensioni degli studenti
verso alcune branche della materia per appassionare maggiormente gli alunni allo studio. In
laboratorio sono talvolta stati effettuati brevi lavori in piccoli gruppi.
MEZZI
Sono stati utilizzati appunti preparati per le lezioni, sono stati consigliati libri di testo sui
quali approfondire le conoscenze dei singoli argomenti. Ogni argomento trattato è stato
accompagnato dalla visione di diapositive riguardante i fenomeni illustrati durante le lezioni.
Sono state visionate soprattutto diapositive della regione Dolomitica e delle aree limitrofe sui
seguenti argomenti: morfologia strutturale, frane (con particolare riguardo alla frana del
Vajont), morfologia fluviale, morfologia carsica, morfologia glaciale e periglaciale, stratigrafia,
tettonica.
In laboratorio sono stati utilizzati: bussole, carte topografiche e geologiche, strumenti per
la produzione di sezioni sottili di rocce, campioni di rocce, strumentazione a ultrasuoni, Point
Load Test, Martello di Schmidt, Pettine di Barton, per lo studio delle rocce, calcimetri,
picnometri, volumometri, semplici prove chimiche, computer, microscopi da mineralogia,
tavole e tabelle, diagrammi.
SPAZI
Frequente l’uso del laboratorio (2 ore a settimana). Nell’ambito della programmazione
sono state svolte alcune escursioni in montagna per approfondire temi di natura
mineralogica, geologica e geomorfologica: in terza escursione sulle Dolomiti di Sesto, in
quarta Nel Parco Naturale Dolomiti Ampezzane. Le attività hanno raccolto una buona
adesione e partecipazione da parte degli studenti.
Criteri e strumenti di valutazione adottati
Nel corso del triennio sono state svolte, a cadenze mensili verifiche scritte strutturate sia
con domande aperte sia con test oggettivi (domande a scelta multipla, domande aperte con
trattazione sintetica e spazio indicato), al fine di conseguire un maggior controllo sugli
obiettivi didattici, di stimolare maggiormente gli alunni allo studio. Al fine di preparare gli
alunni alla terza prova dell’esame di stato nel corso del quinto anno si è preferito optare per
domande aperte con trattazione sintetica (tipologia B dell’esame di stato).
Sono state svolte verifiche di laboratorio: lettura carte topografiche e geologiche;
grafiche: profili geologici e topografici; pratiche: (bussola, sezioni sottili...) in piccoli gruppi e
individuali al fine di potenziare la manualità degli alunni.
Altri elementi di valutazione, sono state le osservazioni sistematiche sul processo di
apprendimento che vertono soprattutto su:
Partecipazione in classe, intesa come risposte a domande dal posto o domande
pertinenti sugli argomenti esposti.
comportamento in laboratorio (partecipazione attiva e trainante o passiva)
puntualità nel rispetto delle consegne
dimenticanze di libri, quaderni, altro materiale didattico che possa intralciare lo sviluppo
delle attività proposte
partecipazione alle gite di istruzione
Giudizio sintetico sull’attività svolta e sui risultati ottenuti in quinta
Il programma previsto è stato svolto in modo completo ma non approfondito, perché la
maggior parte degli studenti ha partecipato alle lezioni in modo non sempre adeguato, poche
volte ha svolto correttamente e nei tempi stabiliti le attività proposte in classe e in laboratorio,
il comportamento è risultato comunque sempre corretto. Nelle prove di laboratorio hanno
dimostrato di saper imparare facilmente procedimenti e risolvere problemi ma si sono limitati
a produrre elaborati poco approfonditi, con scarsa cura dei particolari e della grafica,
dimostrazione dello scarso tempo dedicato alla rielaborazione personale.
30
Per quanto riguarda il profitto al 15 maggio la situazione è la seguente: 10 alunni hanno
palesato un livello di preparazione insufficiente, 4 hanno raggiunto un livello quasi sufficiente,
3 sufficiente, 3 più che sufficiente, 2 buono, 1 distinto.
Agordo, 15 maggio 2013
Prof. Danilo Giordano
TOPOGRAFIA E LABORATORIO
Docente: Tomaso Avoscan
In relazione alla programmazione curricolare sono stati conseguiti i seguenti obiettivi in
termini di:
CONOSCENZE
Forma della terra, errori di misura dovuti a sfericità e rifrazione. Strumenti e metodi del
rilievo altimetrico.
Strumenti e metodi del rilievo celerimetrico.
Metodi di rappresentazione del terreno, la rappresentazione di punti, rette, piani sul
quadro, la retta di massima pendenza, i piani quotati, i piani a curve di livello.
Gli spianamenti con solo sterro, solo riporto, misti e di compenso, ottenuti con piani
orizzontali ed inclinati.
Il progetto stradale, i parametri del progetto, lo sviluppo del progetto, le regole per il
tracciamento delle strade sul terreno.
COMPETENZE
Conoscere gli strumenti a disposizione del topografo, saper realizzare un rilievo planoaltimetrico del terreno e saperne dare una corretta rappresentazione utilizzando i diversi
metodi a disposizione. Saper progettare uno spianamento e calcolare i volumi da
movimentare.
Saper realizzare e interpretare semplici progetti stradali, saper condurre le operazioni di
tracciamento del progetto.
CAPACITÁ
Saper organizzare e condurre in generale un rilievo topografico, adattando alle specifiche
esigenze la scelta degli strumenti, dei metodi, delle procedure di rilievo e di rappresentazione
del territorio e proporre ed analizzare semplici situazioni progettuali.
CONTENUTI DISCIPLINARI
Ore settimanali n. 4, di cui n.2 di teoria e n.2 di laboratorio
I° QUADRIMESTRE (ore 67)
Ripasso programma svolto anno precedente.
Poligonali aperte, chiuse, vincolate agli estremi, orientate e non con compensazioni
empiriche.
Risoluzione di poligonali anche altimetriche.
Intersezioni inverse: Snellius-Pothenot ed Hansen.
Calcolo dell’area di un poligono per mezzo delle coordinate cartesiane, delle coordinate
polari, della formula del camminamento.
Altimetria.
Richiamo ai concetti di geoide, ellissoide, sfera locale, piano topografico, campo geodetico e
31
campo topografico.
Definizioni di quota, dislivello, pendenza, quota relativa. Errori di sfericità e di rifrazione.
Limiti del campo topografico in ambito altimetrico. Metodi per la misurazione dei dislivelli.
Livellazioni geometriche. Livellazioni tacheometriche. Livellazioni trigonometriche. Strumenti
per la misurazione dei dislivelli. I livelli. Gli autolivelli. Errori di chiusura altimetrici. Tolleranze
nelle livellazioni geometriche.
Rappresentazioni complete del terreno.
Rappresentazione di punti e rette sul piano. Problemi relativi alla retta. Graduazione di una
retta. Rappresentazione di un piano sul quadro. Pendenza e direzione di un piano. Piano
quotati e problemi relativi. Piani a curve di livello ottenuti a partire dalla rappresentazione a
piani quotati.
Rilievo altimetrico.
Livellazioni longitudinali e profili relativi. Livellazioni trasversali e sezioni relative.
Compensazione altimetrica empirica di una poligonale chiusa. Livellazioni in superficie: zona
di grande, media e piccola estensione. Livellazioni raggianti.
Curve di livello.
Trasformazione di un piano quotato in un piano a curve di livello. Determinazione della quota
di un punto compreso tra due curve di livello.
II° QUADRIMESTRE (61 ore)
Spianamenti.
Generalità. Quota del terreno, quota di progetto, quota rossa. Linea di passaggio. Formule
per il calcolo dei volumi.
Spianamenti orizzontali su piani quotati: con solo sterro, con solo riporto, misto con scavi e
riporti, misto con compenso tra scavi e riporti.
Spianamenti inclinati su piani quotati: con soli scavi, con soli riporti, misto, misto con
compenso tra scavi e riporti.
Spianamenti su una superficie rappresentata mediante piani a curve di livello: con piano di
progetto orizzontale e con piano di progetto inclinato.
Progettazione stradale.
Classificazione delle strade. Il corpo stradale e la sovrastruttura. La velocità di progetto, la
capacità di una sezione stradale. Analisi del traffico attraverso alcuni parametri caratteristici:
traffico annuale, traffico giornaliero medio, traffico orario. Traffico alla trentesima ora (T30).
Caratteristiche geometriche delle strade: pendenza longitudinale e raggio minimo delle
curve, definizione di livelletta. Studio della geometria delle curve. Curva circolare di raccordo.
Studio del tracciato stradale. La planimetria. Il tracciolino e la poligonale d’asse. Il profilo
longitudinale: concetto di profilo nero e rosso.
Problemi sulle livellette: livelletta di compenso con quota iniziale assegnata, con pendenza
assegnata, con quota intermedia assegnata.
Sezioni stradali e calcolo delle loro aree. Parzializzazione delle sezioni. (*)
Volume del solido stradale: tra due sezioni omogenee, tra due sezioni non omogenee, in
presenza di sezioni miste. (*)
Applicazioni catastali.
Genesi del Catasto italiano. Formazione del Catasto numerico.
La rete dei punti fiduciali.
Aggiornamenti catastali con utilizzazione del Software PREGEO.
Tipologia degli atti di aggiornamento. (*)
Metodi di rilievo catastali. Acquisizione dei dati altimetrici. (*)
Tracciamento sul terreno (*)
Riporto della poligonale d’asse.
32
Picchettamento delle curve circolari: punti di tangenza (vertice V accessibile, non
accessibile, punti dei rettifili direttamente e non direttamente visibili).
Picchettamento del punto medio della curva (curva accessibile dall’esterno e dall’interno).
Picchettamento delle curve con perpendicolari alla tangente (esterno), con picchetti
equidistanti e non equidistanti.
Picchettamento con perpendicolari alla corda (interno), con picchetti equidistanti e non
equidistanti.
Picchettamento con perpendicolari ai prolungamenti delle corde successive (inglese).
Gli argomenti contraddistinti con (*) saranno svolti dopo il 15 maggio.
LABORATORIO
Si sono fatte esercitazioni di campagna nelle quali si sono usati gli strumenti per il rilievo
del terreno. Si sono elaborati gli elementi rilevati e si è eseguita la relativa rappresentazione
grafica:
• livellazione geometrica composta dal mezzo mediante livelli ed autolivelli.
• poligonale plano-altimetrica con rilievo di dettaglio.
• trasformazione di un piano quotato in un piano a curve di livello.
METODI
Il programma è stato svolto adottando la tecnica della lezione frontale con discussione ed
esercitazioni alla lavagna per quanto riguarda la parte di teoria, e formando gruppi di lavoro
per quanto riguarda la parte di laboratorio.
Gli argomenti trattati sono stati esposti in modo semplice ed organico, sviluppando a
contorno della spiegazione teorica un congruo numero d’esercizi esemplificativi. Gli allievi
hanno preso appunti durante le lezioni ed il libro è stato usato soprattutto per gli esercizi o
per integrare le spiegazioni. Ampio spazio è stato concesso al dialogo e alle osservazioni dei
singoli così da abituare l’allievo al senso critico ed al confronto.
Si è favorito un approccio interdisciplinare alla materia effettuando, ove possibile,
collegamenti con le altre discipline tecniche curricolari.
Per quanto riguarda le attività di laboratorio, esse si sono svolte suddividendo gli allievi in
gruppi di lavoro, favorendo il lavoro d’équipe, cercando di sviluppare il senso organizzativo
sia del gruppo che del singolo.
MEZZI
Sono stati usati gli strumenti topografici del laboratorio di topografia.
Il testo adottato “Misure, Rilievo, Progetto” di R.Cannarozzo, L.Cucchiarini, W.Meschieri,
dotato di contenuti semplici e chiari si è rivelato adatto alla comprensione da parte degli
allievi, così da essere riconfermato quale testo adottato.
CRITERI DI VALUTAZIONE ADOTTATI
Le valutazioni sono state periodiche ed hanno riguardato principalmente prove scritte;
sono state inoltre poste frequenti domande al posto. Per il laboratorio gli allievi hanno anche
eseguito delle relazioni sui lavori svolti.
Si è inoltre tenuto conto dell’impegno e della partecipazione in aula e del comportamento
nelle ore di laboratorio (partecipazione attiva e trainante o passiva, abilità acquisite nell’uso
degli strumenti).
Agordo, 15 maggio 2013
Prof. Tomaso Avoscan
33
EDUCAZIONE FISICA
Docente: Mara Schena
RELAZIONE SULLA CLASSE E SULLE ATTIVITÀ SVOLTE
OBIETTIVI DISCIPLINARI RAGGIUNTI IN TERMINI DI CONOSCENZE,
COMPETENZE, ABILITÀ
Nel corso del quinquennio la classe si è distinta per la disponibilità ad affrontare ogni
proposta motoria sia curricolare che extracurricolare.
La maggior parte degli allievi presenta competenze motorie eccellenti, derivanti anche da
pratica extrascolastica. È stato quindi possibile affrontare attività anche notoriamente
complesse. Lo stesso impegno però, non c’è stato nello studio degli argomenti teorici dove,
salvo pochissime eccezioni, i risultati sono stati molto deludenti. Ciò ha complessivamente
inciso nella valutazione finale che è al di sotto della media degli scorsi anni.
In relazione alla programmazione curricolare sono stati conseguiti i seguenti obiettivi in
termini di:
CONOSCENZE
•
•
possedere un'adeguata conoscenza dei principi fondamentali delle discipline praticate;
conoscenza delle basi anatomiche e fisiologiche della prestazione motoria.
COMPETENZE
•
•
eseguire con sufficiente precisione le tecniche di base delle attività individuali e di
squadra;
coordinare sequenze motorie semplici e complesse.
CAPACITÀ
•
valutare l'utilizzo delle proprie energie in funzione del carico esterno assegnato (peso,
gravità, avversario, durata).
CONTENUTI DEL PROGRAMMA SVOLTO DI EDUCAZIONE FISICA alla data odierna
POTENZIAMENTO FISIOLOGICO: esercizi a corpo libero, a coppie, a carico naturale e
con piccoli sovraccarichi, circuiti di potenziamento; utilizzo dei grandi attrezzi percorsi di
arrampicata alla spalliera, parallele assimetriche, trampolino elastico; esercizi di
equilibrio alla trave;
ESERCIZI SUL RITMO: costruzione e ripetizione di breve coreografia sullo step con
base musicale;
UNIHOCKEY: esercitazioni di gioco;
PALLAMANO: esercitazioni di gioco;
CALCIO A 5: esercitazioni di gioco;
PALLAVOLO: esercitazioni di gioco;
ATLETICA LEGGERA: iniziata la tecnica del lancio del giavellotto (non completata)
LA STRUTTURA DEL CORPO UMANO, LO SCHELETRO:
Funzioni dello scheletro
Classificazione delle ossa
Morfologia delle ossa lunghe
Caratteristiche delle ossa;ossa della testa, la colonna vertebrale, la gabbia toracica,
la spalla, il braccio, l’avambraccio, la mano, il bacino, la coscia, la gamba, il piede
LE ARTICOLAZIONI: le sinartrosi, le anfiartrosi, le diartrosi e loro classificazioni
I MUSCOLI: tipi di muscoli; le leve muscolari; la struttura del muscolo striato
34
scheletrico; suddivisione dei muscoli scheletrici; origine, inserzione, azione dei seguenti
muscoli:
Muscoli del dorso: trapezio, gran dorsale, gran pettorale, diaframma
Muscoli addominali ventrali, laterali, dorsali: retto dell’addome, obliquo esterno,obliquo
interno
Muscoli degli arti superiori: deltoide, bicipite brachiale,tricipite brachiale
Muscoli degli arti inferiori: ileo-psoas, quadricipite femorale, tricipite surale
L’ENERGIA PER LA CONTRAZIONE MUSCOLARE: la caloria, l’acido
adenosintrifosfato, i meccanismi di resintesi dell’ATP: anaerobico alattacido, anaerobico
lattacido, aerobico; la soglia anaerobica, come si rileva
Per lo studio dei contenuti teorici, l’insegnante ha predisposto delle lezioni in power point,
non avendo nessun testo in adozione.
VERIFICHE E VALUTAZIONE
La prestazione motoria appartiene alla categoria delle prestazioni complesse, categoria
per la quale è difficile definire costantemente criteri oggettivi di valutazione.
Ciò premesso, il criterio di verifica del livello raggiunto maggiormente utilizzato nel
quinquennio, per quanto riguarda la valutazione pratica, è stato l’osservazione diretta e
continua degli alunni durante le lezioni, sfruttando il fatto che l’attività motoria ha un processo
di apprendimento sempre manifesto nelle sue risposte. Infatti l'osservazione attenta degli
allievi ha permesso alla docente di cogliere, in un processo continuo di fasi applicative,
elementi utili per le valutazioni che sono state almeno tre per quadrimestre. Nella valutazione
sommativa si è tenuto conto del livello iniziale e dei miglioramenti conseguiti, delle abilità
motorie e delle qualità atletiche e del contributo personale in termini di partecipazione,
nonché della disponibilità al dialogo educativo, dell’interesse e dell’impegno dimostrato,
anche nelle attività extracurriculari.
Per la valutazione delle conoscenze teoriche sono state proposte due verifiche scritte,
sotto forma di simulazione di terza prova d’esame e una interrogazione orale.
Griglia di valutazione della disciplina
CONOSCENZE
ABILITÀ
ATTEGGIAMENTO
Voto 1-3
Voto 4-5
Voto 6
Voto 7-8
Voto 9-10
Scarsa
o
totale mancanza
di
qualsiasi
contenuto
Conoscenza
superficiale
e lacunosa
degli
argomenti
Conoscenza
sufficientemente completa ed
abbastanza
approfondita
con discreta organizzazione
espositiva
Conoscenza
completa ed
approfondita
con ottimo
utilizzo della
terminologia
tecnicaspecifica
Non sa e/o
non
vuole
eseguire gesti semplici
Esegue con
molta
incertezza le
attività,
commettendo
errori
gravi anche
in semplici
esercitazioni
Possiede una
suffi-ciente
cono-scenza,
anche se non
approfondita
degli
argomenti proposti e li espone in modo
frammentario
Sa eseguire
esercitazioni
di media
difficoltà,
talvolta con
imprecisioni
ed errori
Svolge con
precisione
compiti ed
attività di media
difficoltà, riesce
anche nelle
attività più
complesse
anche se con
lievi imprecisioni
Disponibilità al
Sa eseguire
con sicurezza le attività
proposte,
anche quelle
più complesse
Manca total- Si
impegna Disponibilità
35
Dimostra
E
COMPORTAMENTO
mente l’impegno
nel
lavoro, scarsa è la disponibilità
dimostrata
nei confronti
della materia, nessun
interesse a
partecipare
alle attività
curricolari ed
extracurricolari.
Numerose
giustificazioni
in
modo
saltuario e
trova
difficoltà
a
collaborare
con
i
compagni e
l’insegnante.
Scarso
interesse e
poca partecipazione alle
attività extracurricolari.
Numerose
giustificazion
i
ad eseguire,
a rispettare le
consegne
anche se non
sempre
in
modo
continuo.
Sufficiente
presenza alle
lezioni e alle
attività extracurricolari
nell’ambito
delle proprie
capacità.
lavoro, al rapporto con gli
altri anche se in
modo
prettamente scolastico,
presenza
attiva all’attività
extra-scolastica
una
disponibilità
matura
e
cosciente
all’impegno,
ad
un
rapporto
costruttivo
con
l’insegnante
e
con
i
compagni.
Partecipa
attivamente
e con meriti
alle attività
extracurricolari
ATTIVITÀ COMPLEMENTARI
Il gruppo classe si è distinto nel corso del quinquennio per l’attiva partecipazione alle
varie attività extracurricolari proposte. In particolare:
▪
Molti allievi hanno partecipato alle competizioni previste nelle varie discipline dei
Giochi Sportivi Studenteschi (corsa campestre, sci alpino, snowboard, nuoto, atletica
leggera, calcio), alcuni con risultati di ottimo livello.
▪
Quasi tre quarti della classe ha frequentato le ore di avviamento alla pratica sportiva e
ha partecipato ai tornei di istituto di Volley e calcio e uni hockey.
Agordo, 15 maggio 2013
Prof.ssa Mara Schena
36
PARTE TERZA: ALLEGATI
SIMULAZIONE PROVE D’ESAME
Si sono effettuate tre simulazioni, tutte di tipologia “B” con domande aperte in numero di
dodici o quindici. Ogni risposta prevedeva generalmente un numero massimo di righe pari a
10. Il tempo di svolgimento delle prove è stato di 120 e di 180 minuti.
È stata utilizzata la seguente griglia di valutazione
Simulazione TERZA PROVA
DISCIPLINA
CANDIDATO
DESCRITTORI
MODALITÀ
PUNTI 1° QUESITO
Non aderente
2
ADERENZA ALLA Aderente in
3
TRACCIA
parte
Aderente
4
Assente
0-2
CONOSCENZA
Superficiale
3-5
DEGLI
Sufficiente
6-7
ARGOMENTI
Buona
8-9
PROPOSTI
Ottima
10
Assente
0-2
Parziale o
3-4
frammentaria
Sufficiente ma
5-6
ANALISI E
non completa
RIELABORAZIONE Completa
7-8
Completa e
9-10
approfondita con
eventuali
illustrazioni
Stentata,
2-3
contorta, poco
chiara
Semplice e con
4-5
CORRETTEZZA
termini spesso
non appropriati
Chiara e con
6
termini
appropriati
CLASSE 5^ MIN. GEO
2°QUESITO 3°QUESITO
___/30
TOTALE PROVA
AGORDO _________________
VOTO
37
___/30
___/30
____/90
____/15
Elenco delle prove:
1^ SOMMINISTRAZIONE: data 14/01/13
Aree disciplinari coinvolte: GEOLOGIA; STORIA; MATEMATICA; TOPOGRAFIA;
ED. FISICA
GEOLOGIA
1) Dopo aver definito cosa si intende per erosione glaciale elencane le forme più tipiche con le loro
caratteristiche salienti, riporta qualche esempio. (max 10 righe)
2) Descrivi e classifica la frana di Alleghe, elenca le cause predisponenti e spiega le cause
determinanti.
3) Confronta depositi morenici, depositi alluvionali e detriti di falda spiegandone le principali
caratteristiche geologiche e geotecniche. (max 10 righe)
STORIA
1. Indica le tre principali linee d’azione di Giolitti in politica interna. (max 15 righe)
2. Spiega qual è la differenza tra socialisti riformisti e socialisti massimalisti. (max 10
righe)
3. Spiega per quale motivo il 1917 può definirsi l’anno di svolta della grande guerra.
(max 15 righe)
MATEMATICA
* Calcolare la funzione Derivata Prima della funzione:
1
f ( x ) = e (5 − 4 x )
2
* Determinare la Matrice Inversa A −1
2 1 2
della Matrice A 4 4 1
−1 −1 0
* Determinare la famiglia di Funzioni primitive dell’integrale indefinito:
∫ (x
2
)
+ 2 x − 1 ( x + 1) dx =
5
38
TOPOGRAFIA
EDUCAZIONE FISICA
1° Quesito:
Il sistema energetico anaerobico lattacido
Max 10 righe
39
2° Quesito:
L’articolazione del ginocchio. Il candidato la collochi all’interno della classificazione delle
articolazioni (gruppo e tipologia in base al movimento) e descriva quali caratteristiche del
gruppo di cui fa parte si riscontrano nella stessa.
Max 10 righe
3° Quesito:
Descrivi la morfologia (forma, struttura interna ed esterna) di un osso lungo.
Max 10 righe
2^ SOMMINISTRAZIONE: data 12/03/13
Aree disciplinari coinvolte: INGLESE; ECONOMIA IND.ED EL.DI DIRITTO; STORIA;
GEOTECNICA
LINGUA INGLESE
Answer the following questions (no more than 10 lines ).
1 What can be the causes of eye injuries in Baroid Company , and how can you avoid them?
2 What do you know about the Canadian flag and the Great Lakes ?
3 What do you know about the geometry of rock breakup ?
ELEMENTI DI DIRITTO
3 DOMANDE APERTE in cui si richiede:
- Inserimento dell’argomento nella fattispecie giuridica
- Uso della terminologia prevista dal Codice Civile
- Capacità di sintesi nel formulare i concetti
1. Morte di un socio accomandatario amministratore e non e morte di un socio
accomandante in una Sas
2. Funzioni dell’Assemblea dei soci in una Srl
3. Il capitale sociale di una Spa. Emissioni di azioni e aumento di capitale durante la vita di
una Spa.
STORIA
1.
Delinea la situazione italiana all’indomani della Grande guerra soffermandoti in
particolare:
a) sulla crisi economica;
b) sul ruolo del movimento operaio;
c) sul mito della “vittoria mutilata”.
(massimo 5 righe per ciascun quesito)
2. Indica i punti salienti delle “Tesi di aprile” di Lenin. (max 10 righe)
3. Spiega con quali mezzi il regime fascista ricercò il consenso e tentò di realizzare la
fascistizzazione totale del Paese. (max 15 righe)
GEOTECNICA
1° Quesito: che cosa sono e a cosa servono le colonne multiparametriche? Eventuali
illustrazioni sul retro del foglio
2° Quesito: come si effettua il monitoraggio del livello piezometrico (o di falda) in un
sottosuolo costituito da alluvioni ad elevata permeabilità?
3° Quesito: Come si determinano la deformazione plastica, quella elastica ed il modulo Me
da una prova di carico su piastra?. La curva sul retro del foglio
40
3^ SOMMINISTRAZIONE: data 8/05/13
Aree disciplinari coinvolte: GEOLOGIA; INGLESE; ED. FISICA; MATEMATICA;
TOPOGRAFIA
GEOLOGIA
1)Valli epigenetiche: spiega cosa sono, come si formano e quali problematiche geologicoapplicative possono determinare. Riporta qualche esempio (max. 10 righe).
2) Elenca e descrivi dettagliatamente le Unità litostratigrafiche con riferimento anche alla loro
nomenclatura, fai qualche esempio (max. 10 righe).
3) Su quali parametri si basa la Classificazione RMR System (Rock Mass Rating system)? Come
si arriva alle definizioni delle classi di roccia? Perché è importante determinare le classi di roccia
di appartenenza dell’ammasso roccioso? (max. 10 righe).
LINGUA INGLESE
Answer the following questions (no more than 10 lines ).
1 What do you know about the original Australians ?
2 What are the roles of the rig-mechanic and the rig electrician ?
3 What is the influence of bedrock on landforms ?
EDUCAZIONE FISICA
1) L’acido lattico: da cosa deriva e come si misura?
2) L’articolazione dell’anca. Il candidato la collochi all’interno della classificazione delle
articolazioni e ne descriva le sue caratteristiche
3)I muscoli intrinseci del torace hanno origine e terminazione nello scheletro del tronco. Fra
questi il più importante è il diaframma . il candidato ne descriva la sua collocazione, la sua
struttura e le sue azioni.
MATEMATICA
* Calcolare il volume del solido generato dalla rotazione di 360° attorno all’asse delle
ascisse, dell’area compresa tra il grafico della funzione:
f (x ) = 2 x + 4
e le rette:
y = 0; x =0; x-5= 0
come illustrato a sinistra.
* Assegnata la funzione: f (x, y ) = xe
Calcolare
f xy''
(π , π ) =
* Data la successione numerica:
n
1 4
an =   +
2 5
Calcolare il limite per x tendente a più infinito e stabilirne la tipologia.
41
seny
− 3
TOPOGRAFIA
Materiale prodotto individualmente o in gruppo
Attività pluridisciplinari proposte dagli studenti: area disciplinare interessata principalmente
tecnico-scientifica:
Materiale prodotto individualmente o in gruppo
Eventuali documenti relativi ai crediti formativi presentati dagli allievi, saranno allegati
successivamente, dopo l’approvazione del Consiglio di Classe in sede di scrutinio finale.
IL COORDINATORE
Prof. Primo Dorigo
______________________
42
Scarica

documento 15 maggio 2013 con la copertina