ISTITUTO TECNICO INDUSTRIALE STATALE “U. FOLLADOR” AGORDO ANNO SCOLASTICO 2012-2013 DOCUMENTO DEL CONSIGLIO DI CLASSE SPECIALIZZAZIONE: INDUSTRIA MINERARIA DIPLOMA DI PERITO GEOTECNICO MINERARIO CLASSE V^ MINERARI 1 ISTITUTO TECNICO INDUSTRIALE STATALE "U. FOLLADOR" AGORDO ESAME DI STATO a.s. 2012/2013 SPECIALIZZAZIONE: INDUSTRIA MINERARIA DIPLOMA DI PERITO GEOTECNICO MINERARIO CLASSE 5^ MINERARI DOCUMENTO DEL CONSIGLIO DI CLASSE (art. 5, comma 2 del D.P.R. 23 luglio 1998 n. 323) Coordinatore di classe: Primo Dorigo GENERALITÀ 1.1 Composizione del Consiglio di Classe ORE SETTIMANALI DI LEZIONE Educazione fisica 2 Religione 1 Italiano 3 Storia 2 Inglese 2 Matematica 3 Economia ind.le con elementi di diritto 2 Geofisica, Geotecnica, Geologia 4 (2) Applicata DISCIPLINE Mineralogia e Geologia 4 (2) Tecniche degli Scavi e Valorizzazione delle Risorse 5 (2) Topografia e Costruzioni 4 (2) Preside - INSEGNANTI MARA SCHENA Piergiorgio DE BASTIANI Primo DORIGO Primo DORIGO MARIANELLA ZASSO FULVIO MAZZAROL GIULIANA MANFROI Chiara CASON Enrico PESCOSTA Danilo GIORDANO Dino PRELORAN CHIARA CASON ENRICO PESCOSTA TOMASO AVOSCAN ENRICO PESCOSTA Bruno BULF 1.2 Breve storia della classe nel triennio Attualmente la classe 5^ Minerari è costituita da 23 alunni (19 maschi e 4 femmine), di cui 17 residenti nell Agordino e 6 in Val Belluna. All'inizio del triennio la classe era costituita da 27 allievi. In quarta il gruppo classe è ridotto a 22 in seguito ad esito negativo degli scrutini per 5 alunni. In quinta c’è l'inserimento di un nuovo allievo respinto all'esame di stato dell'anno precedente. Viene riassunta in una tabella la situazione alla fine dell’anno scolastico. 2 Classe terza COMPOSIZIONE 27 STUDENTI NON PROMOSSI 5 PROMOSSI (N. TOTALE) 22 PROMOSSI CON DEBITI 9 NON PROMOSSI 0 PROMOSSI (N. TOTALE) 22 PROMOSSI CON DEBITI 8 Classe quarta COMPOSIZIONE 22 STUDENTI Classe quinta COMPOSIZIONE 23 STUDENTI (1 ripetente) 1.3 Continuità didattica Disciplina Letteratura italiana Storia Lingua e lett. Inglese Matematica Economia e diritto Geotecnica, Geol. Applicata Mineralogia e geologia Tecniche degli scavi e valorizzazione delle risorse Topografia e costruzioni Educazione fisica Classe terza Dorigo Primo Dorigo Primo Lattarulo Antonietta Mazzarol Fulvio NO Cason Chiara Giordano Danilo Cason Chiara Classe quarta Dorigo Primo Dorigo Primo Zasso Marianella Mazzarol Fulvio Alchini Elio Cason Chiara Giordano Danilo Avoscan Tomaso Classe quinta Dorigo Primo Dorigo Primo Zasso Marianella Mazzarol Fulvio Manfroi Giuliana Cason Chiara Giordano Danilo Cason Chiara Casagrande Bruno Schena Mara Sovilla Marzio Schena Mara Tomaso Avoscan Schena Mara 1.4 Presentazione della classe La classe 5^ Minerari è costituita da 23 allievi (19 maschi e 4 femmine), di cui 17 residenti nell'Agordino e 6 in Val Belluna. Nei confronti delle proposte didattiche, gli allievi nei primi due anni del triennio hanno mantenuto un comportamento complessivamente positivo, assumendo un atteggiamento corretto, rispettoso e generalmente interessato. Un limite, evidenziato nelle discipline che richiedono maggiore interazione fra docenti e allievi, era rappresentato semmai dalla scarsa partecipazione e da una certa passività. La classe ha dimostrato durante le gite di istruzione e le visite tecniche un comportamento adeguato alle circostanze, serio e responsabile, con una buona partecipazione e un discreto interessamento agli argomenti proposti. Solitamente le attività didattiche sono state proposte cercando di valorizzare le attitudini e le potenzialità individuali, stimolando la capacità di collaborazione degli allievi per far acquisire a ciascuno un bagaglio di conoscenze e competenze teoriche ed operative indispensabili per la futura attività lavorativa o per il proseguimento degli studi. Si è talora offerto agli allievi un approccio interdisciplinare alle tematiche affrontate e, in particolare per le materie di indirizzo, si è orientata la didattica dell'ultimo anno di studi in funzione dell'acquisizione di un metodo di lavoro contraddistinto da produttività, precisione e puntualità. Sul piano del profitto i risultati sono stati soddisfacenti, anche se il quadro era piuttosto differenziato con metà classe che presentava una media buona o ottima, una parte con profitto appena sufficiente ed una parte con carenze più o meno diffuse, recuperate 3 comunque in sede di scrutinio finale. Alcuni allievi erano e sono impegnati in attività sportive a livello agonistico, che non hanno consentito in qualche caso una preparazione nelle varie materie costante e adeguata nei periodi di più intensa attività extrascolastica, evidenziando una incapacità di conciliare impegni sportivi e attività di studio. Diversa si presenta la situazione della classe nell’anno scolastico in corso: fin dai primi mesi si sono riscontrati un calo generale della motivazione e dell’interesse nei confronti dell’attività didattica. Calo sicuramente fisiologico in parte e in parte legato all’impegno per la preparazione della tradizionale festa di Santa Barbara. Ma nel corso dell’anno sono emersi altri fattori che hanno inciso negativamente. La mancata continuità didattica in alcune delle discipline di indirizzo ha rappresentato sicuramente un elemento di disagio e di disorientamento per molti studenti, non dotati degli strumenti necessari per affrontare situazioni nuove e metodi didattici differenti. In particolare ciò si è verificato in una disciplina dell'area tecnica in cui sono emerse tensioni e incomprensioni reciproche tra insegnante e allievi, che ha portato da un lato gli studenti a rifiutare le proposte didattiche e ad assumere un atteggiamento non collaborativo, e dall'altro ad un irrigidimento nel comportamento dell'insegnante. Le iniziative messe in atto per modificare la situazione non hanno prodotto i risultati sperati. Questo insieme di fattori ha portato all'instaurarsi di un clima, naturalmente poco proficuo in vista di un raggiungimento degli obiettivi didattici, di sfiducia e di demotivazione nei confronti dell'attività scolastica in generale (anche perché alcuni allievi hanno forse pensato di utilizzare ciò come alibi per uno scarso impegno personale), che si è tradotto in risultati insufficienti in molte materie per circa metà classe in occasione degli scrutini di febbraio. Purtroppo questa situazione ha influito negativamente anche sugli studenti più motivati e più costanti nella preparazione. Nonostante le sollecitazioni e gli sforzi profusi dagli insegnanti per ridare slancio e nuovi stimoli per un cambiamento di rotta, la situazione è migliorata solo in parte, più sul piano del comportamento che di quello dell’impegno. Pertanto alla data attuale alcuni allievi non presentano una preparazione totalmente soddisfacente in più di una materia. PARTE PRIMA: ATTIVITÀ DI COMPETENZA DEL CONSIGLIO DI CLASSE 2.1 Piano di lavoro del Consiglio di Classe e finalità del corso Obiettivo del curricolo è definire una figura professionale capace di inserirsi in realtà produttive molto differenziate e caratterizzate da rapida evoluzione sia dal punto di vista tecnologico, sia da quello dell'organizzazione del lavoro. Caratteristiche generali di tale figura sono: • versatilità e propensione culturale al continuo aggiornamento; • ampio ventaglio di competenze, unite a capacità di orientamento di fronte a problemi nuovi e di adattamento alla evoluzione della professione; • capacità di cogliere la dimensione economica dei problemi. L'obiettivo si specifica nella formazione di una accentuata attitudine ad affrontare i problemi in termini sistematici, basata su essenziali e aggiornate conoscenze delle discipline specifiche dell'indirizzo, integrate da un buon livello di cultura generale, da organica preparazione scientifica nell'ambito tecnologico e da capacità valutative delle strutture economiche della società attuale, con particolare riferimento alle realtà aziendali. Per le peculiari caratteristiche delle realtà produttive in cui dovrà inserirsi, il Perito Industriale Geotecnico Minerario, oltre a conoscere i principi fondamentali di tutte le discipline necessarie per una formazione di base nel settore industriale di competenza, deve essere preparato, nell'ambito del proprio livello operativo, a: • partecipare con personale responsabile contributo al lavoro organizzato e di gruppo, accettando ed esercitando il coordinamento; • documentare e comunicare adeguatamente gli aspetti tecnici e organizzativi del proprio lavoro; • svolgere un'attività autonoma di aggiornamento onde adeguare la propria preparazione al continuo evolversi della tecnica e delle necessità di mercato; 4 • valutare nella loro globalità le problematiche connesse alla salvaguardia dell'ambiente e alla tutela della salute. Deve inoltre aver sviluppato sufficienti capacità per affrontare situazioni problematiche in termini sistematici, scegliendo in modo flessibile le strategie di soluzione; in particolare, grazie anche al possesso di capacità linguistico-espressive e logico-matematiche, deve avere capacità: • di interpretazione e di orientamento nella realtà quotidiana e nel mondo circostante; • di correlare i contenuti delle discipline d'indirizzo con le relative applicazioni tecnologiche e con i problemi legati alla qualità della vita e dell'ambiente; • di lettura ed interpretazione di disegni di impianti, di costruzioni e di rilevazioni inerenti le attività industriali di competenza; • di utilizzo degli strumenti informatici e di strumentazioni scientifiche; • di uso delle tecnologie informatiche per partecipare alla gestione ed al controllo dei processi industriali. Come già menzionato i corsi tecnici hanno subito profonde innovazioni curriculari sia per adeguarsi alle nuove esperienze del mondo del lavoro, che a quelle richieste per il proseguo degli studi. 2.2. Obiettivi trasversali Con i programmi del progetto "GEO 3" i giovani acquisiscono un ampio ventaglio di conoscenze e competenze nel campo della Geologia, della Geotecnica, della Tecnica degli Scavi, della Topografia e delle Costruzioni. Obiettivi raggiunti: • • • • utilizzare autonomamente i più comuni strumenti di laboratorio saper stendere correttamente una relazione di laboratorio saper individuare i punti chiave di una spiegazione riassumendo e schematizzando essere consapevoli delle problematiche vigenti in materia di sicurezza e di prevenzione degli infortuni nei laboratori e nei cantieri di lavoro; essere consapevoli delle normative vigenti in tema di tutela ambientale; saper utilizzare le conoscenze acquisite per impostare criticamente su basi razionali i termini di problemi inerenti lo studio del territorio da vari punti di vista; saper sviluppare e portare a termine in modo critico e consapevole attività pratiche di laboratorio e di campagna; sviluppare una capacità di lettura del territorio nei suoi aspetti principali. • • • • Obiettivi specifici sperimentazione "GEO 3" • • • • • • • • Sono stati raggiunti i seguenti obiettivi: saper usare una terminologia appropriata e commisurata al livello professionale raggiunto; saper raccogliere e utilizzare dati bibliografici; saper consultare e usare proficuamente riviste e letteratura tecnica; saper consultare manuali e tavole; saper raccogliere dati mediante osservazioni dirette o misure in campagna ed in laboratorio; saper usare correttamente la calcolatrice scientifica; conoscere e utilizzare le varie cartografie tematiche; saper utilizzare strumenti informatici nelle più comuni applicazioni (word, excel). 2.3. Attività programmate Oltre ai contenuti tecnici fondamentali si è cercato di dare una visione operativa dei vari argomenti trattati, avendo cura di limitare la didattica di tipo nozionistico e favorire quella di 5 tipo formativo. La normale attività teorica svolta in classe è stata supportata durante il triennio da iniziative come visite guidate a cantieri, laboratori, impianti, incontri con esperti, attività diverse. Vengono riportate di seguito le attività principali. Attività complementari e integrative Anno scolastico 2012-2013 Visite tecniche e viaggi di istruzione Altre attività attinenti alle materie di indirizzo Altre attività Prevista visita tecnica alle cave di Possagno Viaggio d’Istruzione a Malta Visita tecnica al Geofluid di Piacenza Visita tecnica al Marmomacchine di verona Visita al Museo della guerra di Rovereto e partecipazione al seminario su "Dissoluzione ex-Jugoslavia" Visita al tribunale di Belluno per assistere a un processo Partecipazione di alcuni alunni al progetto CERIO in collaborazione con Luxottica Teatro in lingua inglese: "Footloose" Partecipazione di 10 alunni a soggiorni studio in Inghilterra (in terza e quarta) Visita Università di Padova Organizzazione tradizionale festa di S. Barbara Partecipazione a "Il quotidiano in classe" Partecipazione tornei calcio-pallavolo Anno scolastico 2011-2012 Visite tecniche e viaggi di istruzione 2.4. • • • • • • • • • • • • • • Escursione geologica Alpe di Fosses Visita tecnica Tunnel Col Cavalier Belluno Visita tecnica Tunnel del Brennero Viaggio di istruzione a Roma Visita tecnica Cave marmorino a Caneva Strutture disponibili: La scuola dispone delle seguenti strutture: laboratorio mineralogia-geologia (apparecchiature tecniche, collezioni di rocce e minerali, ampia rassegna della cartografia geologica italiana); laboratorio analisi chimica dei minerali laboratorio geotecnica (apparecchiature per la determinazione delle caratteristiche dei terreni e delle rocce); laboratorio di topografia (strumenti per rilievo topografico); laboratorio di tecniche minerarie (apparecchiature attuali e storiche per il trattamento dei minerali, tecniche di perforazione…); Aula Magna adibita a sala riunioni e proiezioni galleria sperimentale; laboratorio di informatica multimediale con computer e proiettore sito Internet; un palazzetto dello sport e una palestra; biblioteca con oltre 6.000 volumi suddivisi in 59 sezioni; museo mineralogico-geologico (oltre 3.000 pezzi); mostra stabile geologia e paleontologia Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi museo geologico del Comune di Agordo 6 2.5. Metodologie comuni Oltre ai contenuti teorici fondamentali si è cercato di dare una visione operativa dei vari argomenti trattati, avendo cura di limitare la didattica di tipo nozionistico e favorire quella di tipo formativo. La normale attività teorica svolta in classe è stata collegata ad iniziative come: • visite guidate a cantieri, laboratori, impianti • esercitazioni pratiche per lavori di gruppo, per stimolare il confronto critico di metodi e risultati • partecipazione a seminari • gite di istruzione • studio diretto del territorio • uso di sussidi audiovisivi • uso di software • interdisciplinarità, relazioni intercorrenti fra le varie discipline nello studio del territorio • • • • Scelte per rendere trasparente la didattica: Agli allievi sono stati illustrati gli obiettivi finali e l’organizzazione del corso annuale di ogni materia Prima di ogni unità didattica sono stati illustrati agli alunni gli obiettivi da raggiungere Gli studenti sono stati informati sulla scelta dei contenuti essenziali e degli obiettivi minimi accettabili Gli studenti sono stati informati sui i criteri di valutazione adottati 2.6. Criteri e strumenti di valutazione Il Collegio dei Docenti del 30/09/99 ha approvato il seguente criterio di valutazione sommativa. Giudizio Gravemente insufficiente Insufficiente Mediocre Sufficiente Discreto Buono Ottimo 2.7. Elementi identificativi voto Non conosce i contenuti della materia 1-3 Conosce solo parzialmente ed in modo inadeguato i contenuti 4 della materia Sa individuare i contenuti chiave della materia in modo 5 superficiale e non sempre correttamente Conosce in maniera adeguata ma non approfondita i contenuti 6 principali della materia Conosce in maniera appropriata i contenuti della materia e sa 7 stabilire semplici collegamenti in maniera autonoma Ha buona ed ampia conoscenza dei contenuti della materia 8 che sa esporre ed analizzare in maniera soddisfacente e corretta Conosce tutti i contenuti della materia che sa esporre ed 9-10 analizzare in maniera chiara, fluida, e organica e con approfondimenti personali. Strumenti di verifica La verifica, ben lungi dal costituire un momento coercitivo e tanto meno punitivo, ha in genere rappresentato un momento di riflessione sia per lo studente che per il docente. Essa si è proposta d'indagare (accertare) di volta in volta, o contemporaneamente: • la quantità e la qualità del miglioramento dell'alunno o in singole discipline o per aree di discipline; • le sue capacità di orientamento, la pertinenza delle sue risposte alle domande formulate, l'originalità o la padronanza nell'impostare e condurre un argomento; • le sue capacità di autocorrezione; 7 • la sua sensibilità, le modalità del suo apprendimento, i ritmi di applicazione ed i processi cognitivi; • la capacità di costruzione, di problematizzazione, di applicazione pratica degli argomenti studiati; • le conoscenze specifiche in ciascuna disciplina; • l'impegno, la buona volontà. la serietà del suo lavoro. Le verifiche sono state un mezzo che il docente ha avuto a disposizione per accertare la validità della sua didattica, del suo metodo e delle strategie adottate, ed eventualmente, per porsi in discussione qualora non avessero dato risultati positivi. Hanno avuto anche una grande valenza orientativa in quanto esplicitando, da parte del docente, criteri e parametri, hanno permesso all’alunno capace una verifica personale e una valutazione di coerenza tra gli obiettivi dichiarati e i risultati ottenuti; Durante il corso dell'anno sono state utilizzate varie tipologie di verifica in classe: scritte, orali, pratiche. Le verifiche scritte sono consistite in: lavori individuali o di gruppo; temi, problemi, relazioni, sintesi, questionari, riassunti, commenti, Le prove orali sono consistite in: colloqui, relazioni, commenti, esposizioni, test oggettivi Le prove pratiche sono prove e relazioni di laboratorio. 2.8. Descrittori comportamentali Nel processo valutativo, i singoli docenti ed i consigli di classe, nell'ambito della ricerca didattica, hanno fatto riferimento ai seguenti indicatori e relativi parametri di valore: • partecipazione in classe, intesa come risposte a domande dal posto o domande pertinenti sugli argomenti esposti: completamente negativa, insoddisfacente, accettabile, positiva, costruttiva; • impegno: nullo, insufficiente, accettabile, discreto, buono; • metodo di studio: non osservabile, disorganizzato, mnemonico accettabile, efficace, rielaborativo; • apprendimento: insufficiente, mediocre, sufficiente, discreto, buono; • capacità: sono stati valutati i seguenti aspetti: esposizione, valutazione, sintesi, analisi, applicazione, comprensione, conoscenza. • comportamento in laboratorio: partecipazione attiva e trainante o passiva • puntualità nel rispetto delle consegne: sempre puntuale, generalmente puntuale, poco puntuale, non puntuale • dimenticanze di libri, quaderni, altro materiale didattico che possa intralciare lo sviluppo delle attività proposte • partecipazione alle gite di istruzione • partecipazione a stage estivi Il voto finale, espresso in decimi, è il risultato sintetico non di un calcolo matematico, ma di un'attenta valutazione di molteplici aspetti dell'alunno, dei suoi livelli di partenza, dei miglioramenti, dei livelli di arrivo. Agordo, 15 Maggio 2013 Il Coordinatore di Classe Primo Dorigo 8 PARTE SECONDA: ATTIVITÀ DEI SINGOLI DOCENTI • • • • • • • • • • • Vengono di seguito allegate le relazioni dei singoli docenti di: Religione Italiano Storia Matematica Lingua e Civiltà Inglese Economia Industriale con elementi di Diritto Geofisica, Geotecnica e Geologia applicata Tecniche degli Scavi e Valorizzazione delle Risorse Mineralogia e Geologia Topografia Educazione fisica RELIGIONE Docente: Piergiorgio De Bastiani RELAZIONE FINALE Il giudizio complessivo sul lavoro svolto quest’anno è sostanzialmente positivo, le lezioni sono state in genere caratterizzate da soddisfacenti livelli di attenzione anche se, solo in parte, la partecipazione è stata all’altezza. Sotto questo profilo una parte della classe ha lavorato in modo inferiore rispetto alle attese. Per quanto possibile, nella trattazione degli argomenti, si è cercato di avere una certa attenzione verso possibili collegamenti con argomenti o periodi storici che possano far parte del colloquio d’esame. Nella trattazione degli argomenti, al fine di variare stile e approccio, si è fatto uso di schede, filmati, lavori multimediali, lavori di ricerca. CONOSCENZE La classe, alla luce del lavoro svolto, dovrebbe possedere mediamente la conoscenza degli effetti più significativi prodotti della Rivoluzione industriale e sa che essi si ripresentano oggi nel rapporto tra Paesi ricchi e Paesi poveri. Conosce a grandi linee i punti rilevanti del pensiero sociale della Chiesa e i tratti salienti relativi ai pontificati del ‘900. Relativamente alle religioni la classe possiede un quadro di massima del mosaico religioso italiano e conosce alcuni concetti base relativi alle religioni induista e buddista. COMPETENZE Buona parte della classe sa organizzare adeguatamente i contenuti appresi, sapendoli mettere, ove necessario, in relazione tra loro. Gli alunni hanno sviluppato competenze linguistico espositive differenziate, alcuni sono in grado di argomentare con disinvoltura i concetti trattati; altri hanno maturato competenze meno articolate e precise. CAPACITÀ In genere gli alunni sono in grado di confrontare in maniera critica i contenuti appresi confrontandoli con le loro convinzioni e stili di vita. Sanno cogliere i valori presenti nelle varie esperienze religiose e storiche studiate. Una parte degli studenti, tuttavia, evidenzia alcune difficoltà nell’animare con sufficiente disinvoltura un dibattito che penetri i contenuti e rifletta il loro pensiero. 9 CONTENUTI 1) La giustizia sociale e la nascita della Dottrina Sociale della Chiesa La rivoluzione industriale e le sue problematiche:breve analisi storica Il pensiero di Thomas Malthus e il neomaltusianesimo La nascita della Rerum Novarum I punti salienti del pensiero sociale della Chiesa, con particolare riferimento all’enciclica Pacem in Terris e Populorum Progressio. Lettura e confronto con alcune parti del testo dell’enciclica Caritas in Veritate. Parallelismo tra i problemi sociali europei del XIX secolo e quelli attuali tra Nord e Sud del mondo 2) I papi del Novecento Analisi sul ruolo dei pontefici nella storia del Novecento 3) Le grandi religioni Il panorama religioso in Italia Cenni generali sulla visione religiosa dell’Oriente con riferimento ai concetti essenziali dell’Induismo e del Buddismo Ad oggi (15 maggio) sono state effettuate 25 ore di lezione. Si prevede di effettuare ancora 4 ore durante le quali si cercherà di completare il modulo sui papi del ‘900. Prof. Piergiorgio De Bastiani LETTERE ITALIANE Docente: Primo Dorigo In relazione alla programmazione curricolare sono stati conseguiti i seguenti obiettivi in termini di: CONOSCENZE Gli alunni possiedono le nozioni fondamentali relative ai seguenti indirizzi e movimenti letterari o culturali: Romanticismo, Positivismo, Realismo, Naturalismo e Verismo, Decadentismo, Futurismo, Ermetismo. Possiedono, inoltre, una conoscenza relativamente approfondita dei seguenti autori, con la lettura diretta di alcuni passi delle loro opere più significative: A. Manzoni, G. Verga, C. Baudelaire, G. Pascoli, G. Carducci, G. Ungaretti, L. Pirandello, E. Montale, I. Svevo, S. Quasimodo, U. Saba, P. Levi. Le loro conoscenze sugli aspetti formali del testo letterario sono limitate alle principali figure retoriche. Sul piano più strettamente storico, gli allievi conoscono i principali avvenimenti politici, economici e sociali di fine Ottocento e della prima metà del Novecento. COMPETENZE/CAPACITÀ Nel corso del triennio la classe ha mantenuto un comportamento corretto e rispettoso nei confronti dell’insegnante e ha assolto con serietà e adeguato impegno i propri doveri scolastici. L’interesse per l’ambito letterario è stato variabile e condizionato dalle tematiche riscontrate nei testi analizzati, a volte più a volte meno vicine alla sensibilità dei giovani. Considerata la prevalenza dell’elemento maschile, il lavoro in aula si è concentrato sul rapporto diretto con i testi e sull’analisi condotta con la partecipazione attiva degli alunni, per favorire una maggiore interiorizzazione e giungere ad una migliore consapevolezza di sé e dei propri vissuti. Concretamente ciò non sempre è avvenuto nella maniera auspicata a 10 causa di una generale ritrosia ad esporsi in prima persona e anche a una certa passività di fondo. Gli alunni sono in grado di leggere un testo e di individuare analiticamente i punti salienti; alcuni di essi sanno cogliere le relazioni del testo con altri dello stesso autore e formulare anche un giudizio critico autonomo. Sanno, inoltre, ricostruire le linee fondamentali della storia della letteratura italiana, mentre una minoranza riesce a farlo mediante un’ analisi puntuale degli autori e dei testi più significativi. Nella produzione orale essi eseguono generalmente discorsi non molto elaborati e non molto ricchi e vari sul piano lessicale. In alcuni permangono marcate difficoltà nell’uso della lingua italiana e espressioni poco appropriate. Privilegiano nella trattazione di un argomento gli elementi più discorsivi e scolastici, ma alcuni riescono a fornire una interpretazione approfondita e critica dell’oggetto del discorso. In relazione alla produzione scritta si sono svolte esercitazioni nelle varie tipologie previste dall’Esame di Stato (analisi del testo, saggio breve, articolo di giornale, tema storico), tuttavia nella tipologia A i risultati ottenuti sono modesti. La lingua scritta è in generale sufficientemente padroneggiata per produrre testi sintatticamente corretti e coerenti sul piano logico, anche se non molto approfonditi; in alcuni allievi tuttavia permangono delle carenze relative alla proprietà sintattica e ortografica, che non consentono loro di raggiungere sempre risultati soddisfacenti. METODI Lo svolgimento del programma di italiano ha seguito una successione temporale secondo la tradizionale sistematica cronologica. Nella pratica quotidiana il nostro lavoro si è concentrato principalmente sulla lettura e analisi dei testi. Si è cercato di procedere quindi secondo un percorso che andasse dal testo agli autori, e non viceversa, tentando di coinvolgere nella lettura interpretativa anche gli studenti. La lezione frontale è stata utilizzata in modo particolare per le necessità di inquadramento generale o teorico. Nell’insegnamento della storia abbiamo privilegiato lo stile unidirezionale. MEZZI I testi in adozione sono i seguenti: - M.Sambugar-G.Salà, GAOT+ generi autori opere temi. 3 Dalla fine dell’Ottocento alla letteratura contemporanea, Firenze, La Nuova Italia. Franco Bertini, Storia – Fatti e interpretazioni, Milano, Mursia Scuola. Sono state utilizzate anche delle schede di sintesi predisposte dal docente, relative ad autori o movimenti letterari. Presentazioni in PowerPoint e filmati per le sintesi storiche. CRITERI DI VALUTAZIONE Abbiamo assegnato tre prove scritte a quadrimestre con richiesta di svolgimento di una traccia tematica fra almeno quattro a scelta dello studente di argomento letterario, scientifico, storico o di attualità. La valutazione prendeva in considerazione la padronanza della lingua, le capacità espressive, la strutturazione logico-tematica, la ricchezza del contenuto. Le prove orali: - commento a un testo dato, esposizione di argomenti del programma svolto; - colloquio per accertare la padronanza complessiva della materia; - interrogazione per ottenere risposte puntuali su dati di conoscenza erano intese a valutare la quantità e qualità delle informazioni, la capacità di stabilire collegamenti, la capacità di esposizione e la proprietà di linguaggio. Nell’analisi dei testi abbiamo privilegiato la valutazione dei contenuti e messo in secondo piano gli aspetti formali e retorici. Si sono svolte inoltre delle verifiche scritte strutturate sia con domande di tipo aperto che con domande di tipo chiuso, al fine di conseguire un maggior controllo sugli obiettivi didattici e, non ultimo, per la preparazione alla terza prova del nuovo Esame di Stato. 11 La valutazione finale ha tenuto conto, assieme ai risultati prettamente scolastici, del livello di preparazione iniziale, dell'impegno e dell'interesse dimostrati, delle capacità e delle attitudini evidenziate. PROGRAMMA DI ITALIANO SVOLTO NELLA CLASSE V SEZ. M - anno scol. 2012-2013 IL ROMANTICISMO: ripresa dei concetti fondamentali ALESSANDRO MANZONI: La vita, le opere, il pensiero e la poetica. - "I Promessi Sposi": * Il tragico: la madre di Cecilia * Il sugo di tutta la storia DAL POSITIVISMO ALLE AVANGUARDIE LE IDEE E LA CULTURA: Il Positivismo, nuovo indirizzo di pensiero. La critica al Positivismo. La nascita della psicanalisi. LE POETICHE E LA LETTERATURA: Il Naturalismo (p. 24), Il Verismo (p. 29), La reazione al Naturalismo (p. 34), Il Decadentismo (p. 39); Le avanguardie storiche (p.43); F.T. Marinetti, * Aggressività audacia dinamismo. GIOVANNI VERGA: La vita, le opere, il pensiero e la poetica - “Vita dei campi”: * Rosso Malpelo (facoltativa) * Un documento umano - "I Malavoglia": * L'arrivo e l’addio di 'Ntoni - "Novelle rusticane": * La roba. * Libertà. IL TEATRO DI FINE SECOLO H. Ibsen: * Nora non vuole più essere una bambola LA POESIA TRA OTTOCENTO E NOVECENTO LA LIRICA EUROPEA DAL SIMBOLISMO ALLE AVANGUARDIE Il Simbolismo francese (p.188): Charles Baudelaire: * Spleen. * Corrispondenze. * L'albatro LA LIRICA ITALIANA FRA OTTOCENTO E NOVECENTO: La Scapigliatura (p.222), Giosue Carducci e la restaurazione del classicismo, Il Decadentismo italiano, Il Crepuscolarismo, Il Futurismo: G. D’Annunzio: * La pioggia nel pineto; G. Carducci: * Pianto antico GIOVANNI PASCOLI: La vita, le opere, il pensiero e la poetica. - “Il fanciullino”: * È dentro di noi un fanciullino - "Myricae": * Novembre * Temporale * Il lampo * Il tuono * X Agosto - I "Canti di Castelvecchio": * Nebbia - "Nuovi poemetti": * La vertigine. – “Primi poemetti”: * Nella nebbia LA POESIA TRA LE DUE GUERRE LA LIRICA ITALIANA: Tra Novecentismo e antinovecentismo, L’Ermetismo: S. Quasimodo: * Ed è subito sera * Alle fronde dei salici G. UNGARETTI: "L'allegria": * San Martino del Carso * Veglia * I fiumi * Sono una creatura * Mattina EUGENIO MONTALE: La vita, le opere, il pensiero e la poetica - "Ossi di seppia": * I limoni * Meriggiare pallido e assorto * Spesso il male di vivere ho incontrato * Non chiederci la parola * Forse un mattino andando LUIGI PIRANDELLO: La vita, le opere, il pensiero e la poetica. “L’umorismo”: * Il sentimento del contrario - “Novelle per un anno”: *Il treno ha fischiato. * Di sera, un geranio - Da: "Sei personaggi in cerca d'autore": * La condizione di personaggi – “Così è (se vi pare)”: * Come parla la verità - Da: "Il fu Mattia Pascal": * Io e l’ombra mia – Da: “Uno, nessuno e centomila”: * Filo d’aria 12 ITALO SVEVO: La vita, le opere, il pensiero e la poetica. Da “La coscienza di Zeno”: *L’ultima sigaretta * Un rapporto conflittuale * Il funerale di un altro (facoltativo) * Una catastrofe inaudita UMBERTO SABA: “Il Canzoniere”: * La capra * Ulisse * Amai * A mia moglie SE QUESTO È UN UOMO di PRIMO LEVI *Considerate se questo è un uomo * Sul fondo * I sommersi e i salvati * Il canto di Ulisse - Lettura integrale di un testo a scelta della letteratura concentrazionaria (consigliato: B. Pahor, Necropoli, Fazi Editore; oppure P. Levi, Se questo è un uomo) - Lettura integrale di almeno un libro a scelta tra i seguenti: 1. T. Terzani, La fine è il mio inizio, Longanesi 2. A. Lentini, Un Bellunese di Patagonia, Stampa Alternativa 3. Luigi Pirandello, Il fu Mattia Pascal 4. N. Revelli, La guerra dei poveri, Einaudi 5. P. Pasolini, Scritti corsari 6. A. Huxley, Il mondo nuovo 7. G. Orwell, 1984 8. G. Melanco, Annarosa non muore, Istituto Storico Bellunese della Resistenza Ore effettivamente svolte al 15 maggio: primo quadrimestre 45 ore, secondo quadrimestre 33 ore Agordo, 15 maggio 2013 Prof. Primo Dorigo STORIA PROGRAMMA SVOLTO 1. L’inizio del XX secolo: situazione politica e fermenti sociali Paesi europei e Italia agli inizi del secolo: 4.L’Italia giolittiana 5. Il fenomeno migratorio e la questione meridionale 6. La politica estera e la spedizione in Libia 7. La conclusione dell’età giolittiana 8. Tradizione e cambiamenti nella società italiana 2. La prima guerra mondiale La genesi del conflitto mondiale: 1.Crisi degli equilibri politici europei 2. La situazione prebellica 3. Lo scoppio del conflitto. La grande guerra: 1.Il primo anno di guerra 2. L’Italia dalla neutralità all’entrata in guerra 3. La guerra di logoramento 4.la svolta del 1917 5. La fine del conflitto 6. I trattati di pace e il nuovo assetto geopolitico dell’Europa 7. La delusione dell’Italia 8. Il bilancio della guerra 3. L’Europa dopo la grande guerra La Russia dai governi provvisori alla rivoluzione bolscevica: 1. La crisi del regime zarista e i soviet 2. Lenin e le tesi di aprile 3. La rivoluzione d’ottobre 4. La guerra civile 5. La nascita dell’URSS e l’internazionalismo 6. Verso la costruzione del socialismo Il fascismo al potere in Italia: 1. La crisi del dopoguerra 2. La fondazione dei Fasci di combattimento 3. Dal governo Nitti alla marcia su Roma 4. La costruzione del regime La situazione nel resto d’Europa: 2. La repubblica di Weimar 4. La situazione internazionale negli anni Venti e Trenta Dalla crisi del sistema coloniale alla grande crisi economica: 5. Il crollo di Wall Street e la crisi economica 6. La reazione degli USA alla crisi: Roosevelt e il New Deal L’età dei totalitarismi: 1.La costruzione dello stato fascista in Italia: le scelte economiche 2. I rapporti con la Chiesa e la concezione dello Stato 3.Propaganda e 13 dissenso 4.la politica estera e le leggi razziali 5. La fine della repubblica di Weimar e il nazismo in Germania 6. Lo stato totalitario in Germania 7. Lo Stalinismo in Unione Sovietica (sintesi) 10. La guerra tra Repubblicani e fascisti in Spagna (sintesi) 5. La seconda guerra mondiale La tragedia della guerra: 1. Verso il conflitto 2. Lo scoppio del conflitto e le prime operazioni 3. L’attacco nazista all’URSS e l’intervento americano 4. 1942-1943: inizia la crisi delle forze del patto tripartito 5. 1943-1944: il crollo del regime fascista, l’offensiva alleata, la Resistenza in Europa 6. 1944-1945: la conclusione del conflitto e la sconfitta del nazismo 7. La conferenza di Potsdam e l’assetto postbellico 8. I trattati di pace 9. Le due guerre un confronto e un bilancio L’Italia dalla caduta del fascismo alla liberazione: 1. L’Italia divisa: il Regno del Sud 2. Il Centro – Nord: l’occupazione nazifascista e la Resistenza 3. Dalla Resistenza al governo Parri 6. Il mondo bipolare Il contesto internazionale (sintesi); L’Italia dal primo governo De Gasperi al boom economico, La Comunità Europea (sintesi) 7. Il terzo mondo e il processo di decolonizzazione (sintesi) La sezione 7 verrà completata dopo il 15 maggio. Ore effettivamente svolte al 15 maggio: primo quadrimestre ore 29, secondo quadrimestre ore 24 Agordo, 15 maggio 2013 Prof. Primo Dorigo MATEMATICA Docente: Fulvio Mazzarol OBIETTIVI GENERALI CONSEGUITI RICHIAMI Funzioni Reali di variabile Reale; Limiti: Teorema dell’esistenza e unicità del limite, Teorema della permanenza del segno, Teorema del confronto; Continuità delle Funzioni: Teorema di Weierstrass, Teorema dei valori intermedi, Teorema dell’esistenza degli Zeri. Derivata Prima di una Funzione calcolata in un Punto, Funzione Derivata Prima di una Funzione, Funzioni Derivate Prime di Funzioni Elementari, Regole di Derivazione; Derivate di ordine superiore; positività, negatività, zeri, crescenza e decrescenza, concavità e convessità, punti stazionari delle funzioni; Teorema di Lagrange, Teorema di Rolle; lettura del Grafico di una Funzione. MATRICI Tipologia delle Matrici, Operazioni con le Matrici, Determinanti delle Matrici quadrate di ordine 2 e di ordine 3, Regola di Sarrus, Matrice Trasposta, Matrice Inversa, Risoluzione di Sistemi di Equazioni Lineari con la Matrice Inversa. INTEGRAZIONE Integrale Indefinito, Funzioni Primitive della Funzione Integranda, Integrazione immediata, Integrale logaritmico, Integrazione per decomposizione, Integrazione per sostituzione con 14 sostituzioni assegnate, Integrazione per parti. Integrale Definito, Calcolo delle Aree, Calcolo di Volumi di Solidi di Rotazione; Teorema del Valor Medio. SUCCESSIONI NUMERICHE Successioni numeriche, termine generale, limiti per x tendente a più infinito, successioni monotone, successioni: convergenti, divergenti, indeterminate. DISEQUAZIONI IN DUE VARIABILI Risoluzione grafica delle Disequazioni in due variabili. FUNZIONI DI DUE VARIABILI Derivate Parziali del Primo Ordine, Derivate Parziali del Secondo Ordine, Punti Stazionari di Minimo e di Massimo Relativi, Punti di Sella; Hessiano di una Funzione. EQUAZIONI DIFFERENZIALI Equazioni Differenziali, Integrale-Soluzione Generale e Integrale-Soluzione Particolare di una Equazione Differenziale, Problema di Cauchy; Equazioni Differenziali del Primo Ordine, Equazioni Differenziali del Primo Ordine della forma y’=f(x), Equazioni Differenziali a variabili separabili della forma y’=g(x)h(y). ANALISI DELLA CLASSE Per quasi tutti gli allievi, eccetto pochi ripetenti, sono stato loro insegnante dalla prima classe; l’impegno sia in classe sia nello studio domestico è complessivamente calato nel corso degli anni, per molti è stato superficiale, alcuni alunni hanno scarsa conoscenza della matematica con lacune mai sanate negli anni precedenti e nonostante ripetuti richiami, da dicembre a febbraio hanno abbandonato lo studio conseguendo nelle verifiche valutazioni molto scarse, soltanto per un terzo di loro la partecipazione é aumentata nell’ultimo periodo, un esiguo gruppetto si é dimostrato interessato e con buone capacità per tutti e cinque gli anni, pertanto una parte considerevole della classe non possiede competenze soddisfacenti per risolvere problemi e per muoversi agevolmente tra i vari argomenti somministrati facendo i dovuti collegamenti. METODI Lezione frontale, coinvolgimento della classe proponendo quesiti induttivi e deduttivi, richiedendo risposte concrete, esercitazioni guidate. In ogni occasione, durante l’anno ho fatto richiami e ripassato contenuti svolti in precedenza, nonché ripreso e recuperato argomenti appena svolti e non sufficientemente elaborati dagli allievi. TIPOLOGIA DELLE VERIFICHE Verifiche scritte e orali: d’ingresso, formative, simulative-sommative. CRITERI DI VALUTAZIONE Tutte le verifiche scritte sono dotate singolarmente di una griglia che attribuisce a priori e per ogni tipologia d’esercizio, un punteggio, dalla quale in seguito nella fase di correzione viene elaborato il Voto con un Criterio Standardizzato, il C FM. 15 Nella Valutazione delle Verifiche Orali, oltre a considerare il livello di competenze acquisite, sono considerati i miglioramenti, la partecipazione, l’interesse, la buona volontà, l’affidabilità, dimostrati. STRUMENTI E MATERIALI DIDATTICI Libro di Testo: Corso base verde di Matematica, ZANICHELLI. Vol. 5. Dispense riguardanti: il Calcolo Differenziale, il calcolo Integrale; il calcolo delle aree, le successioni numeriche, software consigliato: GeoGebra. Agordo, 15 maggio 2013 Prof. Fulvio Mazzarol LINGUA E CIVILTÀ INGLESE Docente: Marianella Zasso SITUAZIONE E PROGRESSO DELLA CLASSE NELL’ANNO IN CORSO Sin dall’inizio dell’anno scolastico la classe ha dimostrato in generale una insoddisfacente partecipazione alle lezioni e uno scarso impegno nello studio domestico. Nonostante si sia cercato di responsabilizzare continuamente gli allievi,evidenziando l’importanza della conoscenza della lingua inglese sia nella vita, sia nell’ambito del settore nel quale andranno ad operare alla fine dei loro studi superiori,i risultati globalmente raggiunti non sono soddisfacenti. Un certo numero di allievi presenta lacune pregresse che non sono state colmate. OBIETTIVI GENERALI Sono stati conseguiti da un ristretto numero di allievi i seguenti obiettivi in termini di: CONOSCENZE • • Strutture grammaticali e funzioni comunicative fondamentali della lingua inglese Argomenti di contenuto generale e, in particolare, di contenuto tecnico-scientifico relativi all’ambito specifico COMPETENZE • • • • • • Usare la lingua inglese in modo adeguato sia nell’esposizione di argomenti di carattere generale che specifici del proprio indirizzo di studi Comprendere testi di carattere generale e testi relativi all’area professionale Produrre brevi testi scritti sia di carattere generale che specifico dell’indirizzo Capacità: Sostenere conversazioni di carattere generale e/o specifiche d’indirizzo in situazioni di vita reale, inerenti alle future esperienze personali di ciascun alunno Usare le proprie capacità di sintesi, riflessione e rielaborazione nell’affrontare testi di livello linguistico medio - alto di carattere generale o tecnico METODOLOGIA • • lezione frontale volta ad evidenziare concetti chiave, termini specifici, collegamenti e sviluppi dell’argomento attività guidate di accostamento globale al testo o skimming 16 • attività guidate di comprensione analitica o scanning VERIFICHE E VALUTAZIONE Sono state effettuate verifiche orali e scritte. Nelle verifiche orali si è valutato: la conoscenza del contenuti, la pronuncia, la competenza comunicativa, la capacità di sintesi e di rielaborazione personale. Nelle verifiche scritte si è valutato: la conoscenza dei contenuti, la competenza sintatticogrammaticale, la capacità di sintesi e di rielaborazione personale. Sono state usate le seguenti tipologie di verifiche scritte: traduzioni dall’italiano all’inglese,trattazioni sintetiche di argomenti e due simulazioni di terza prova d’esame (Tipologia B). Gli studenti sono stati valutati sulla base degli esiti delle prove, dell’impegno e dei progressi ottenuti in rapporto alla situazione di partenza e agli obiettivi prefissati. MATERIALI DIDATTICI Testi in adozione: 1 SLIDES FROM THE WORLD, di Layton, Spiazzi, Tavella. ZANICHELLI 2 FCE Practice tests extra di Felicity O’Dell .BLACK CAT ED. 3 MATERIALE AUTENTICO RIGUARDANTE LA MICROLINGUA SPECIFICA DEL SETTORE ATTIVITÀ AGGIUNTIVE Gli allievi hanno partecipato allo spettacolo teatrale in lingua inglese “Footloose” presso il teatro comunale di Belluno,previa lettura e traduzione delle scene principali del copione. Un alunno ha seguito i corsi di preparazione all’esame FCE Cambridge organizzati dal nostro Istituto, ha sostenuto e brillantemente superato l’esame . PROGRAMMA SVOLTO Totale ore 51 (2 ore settimanali) LANGUAGE AND VOCABULARY PRACTICE Nel primo periodo dell’anno scolastico è stata fatta una revisione delle strutture grammaticali presentate durante il precedente anno, prima di affrontare il nuovo programma From the text book: Felicity O’ Dell “FCE Practice Tests Extra” Black cat ed. Test 1 Test 2 Test 3 (to pag 67 ) MICROLANGUAGE Authentic material supplied by the teacher From the text: Arthur N.Strahler “Physical Geography” Wiley International Edition LANDFORMS AND THE WASTING OF SLOPES Landforms Geomorphology Genetic landform description 17 Initial and sequential landforms Agents of land sculpture Bedrock, soil, and residual overburden Transported overburden Influence of bedrock on landforms The wasting of slopes Weathering and mass wasting Geometry of rock breakup Physical weathering processes and forms SAFETY INDOCTRINATION Baroid Division,National Lead Company USA Introduction to safety Pride in work Lift with your legs You can not see with a glass eye Handling chemicals Protect yourself Watch your step Machines can not think Get to know your fire extinguishers Fight infections It’s everybody’s business “Test yourself” quiz DRILLING FLUID TECHNOLOGY Components and accessories of a modern rotary drilling rig and their functions Drilling crew personnel and their roles The mud circulating system:components and their functions CIVILIZATION From the textbook Layton,Spiazzi, Tavella “Slides from the world” Zanichelli CANADA (to pag 77 ) AUSTRALIA (to pag 88 ) Agordo, 15 maggio 2013 Prof.ssa Marianella Zasso ECONOMIA INDUSTRIALE ED ELEMENTI DI DIRITTO Docente: Giuliana Manfroi OBIETTIVI DISCIPLINARI RAGGIUNTI CONOSCENZE - Conoscere la normativa sulla formazione, funzione ed efficacia delle diverse fonti Conoscere le capacità delle persona fisica e le sue incapacità Conoscere il concetto di contratto in ambito commerciale Comprendere ed analizzare le tipologie relative alla nullità, annullamento, revoca e recessione del contratto Comprendere la distinzione fra rescissione e risoluzione del contratto 18 - Conoscere gli elementi giuridici ed economici dell’impresa Conoscere gli elementi costitutivi dell’azienda Conoscere in tema di rapporti civili, economici e sociali il ruolo dell’impresa commerciale Comprendere ed analizzare le tipologie e le forme delle società di persone e le società di capitali Comprendere i meccanismi giuridici ed economici relativi al funzionamento amministrativo di un’azienda Conoscere la realtà economica del sistema economico in atto Comprendere i vari fenomeni economici e le variabili che interagiscono nel sistema economico Conoscere il ruolo dello Stato nel sistema economico Comprendere la struttura ed il funzionamento degli Istituti di Credito COMPETENZE - Individuare il nesso causa-effetto tra fenomeni giuridici o economici ed esprimere le corrispondenti relazioni Essere in grado di rilevare analogie e differenze nei fenomeni giuridici ed economici Essere in grado di ricercare le fonti relative ad un problema trattato per la sua soluzione Essere in grado di utilizzare un linguaggio giuridico appropriato Stabilire collegamenti od effettuare comparazioni fra istituti giuridici CAPACITÀ - Applicare le norme giuridiche generali ed astratte a casi concreti, utilizzando procedimenti logico-argomentativi Evidenziare gli interessi tutelati dal legislatore e valutare criticamente le sue scelte METODI DIDATTICI UTILIZZATI Come metodo principale è stata utilizzata la lezione frontale dialogata e lo studio del diritto commerciale si è basato essenzialmente sull’analisi del libro V sulle società del Codice Civile. La docente ha, poi, utilizzato due libri di testo: - Simone Crocetti e Luigi Fici “Diritto ed economia industriale” - Francesco Galgano “Manuale elementare di diritto commerciale” OBIETTIVI EDUCATIVI E FORMATIVI RAGGIUNTI Gli studenti hanno acquisito la conoscenza dei concetti più importanti del diritto commerciale. Sanno in genere individuare analogie e differenze nei fenomeni giuridici ed economici e quasi tutti sono in grado di esprimersi con un linguaggio tecnico appropriato. Alcuni studenti, dotati di discrete capacità logico-critiche che hanno sfruttato adeguatamente studiando con impegno costante e avvalendosi di un metodo di studio efficace hanno ottenuto risultati più che discreti, mentre altri, talvolta per mancanza di applicazione regolare allo studio hanno raggiunto una preparazione appena sufficiente o insufficiente. PROGRAMMA SVOLTO - Le capacità della persona fisica. Incapacità assoluta e relativa. Il contratto: requisiti fondamentali e peculiari. Cause di nullità e annullabilità del contratto. Revoca, recessione, rescissione e risoluzione del contratto. L’impresa in generale in un mercato di libera concorrenza. Limiti imposti dalla legge. Casi di concorrenza sleale. 19 - L’azienda: elementi costitutivi. Analisi delle caratteristiche giuridiche previste. Fattispecie giuridica del marchio e del brevetto. Registrazione e non: effetti giuridici. L’imprenditore in generale. Concetto di piccolo imprenditore. Impresa commerciale in generale. Impresa familiare: caratteristiche e comparazione con le altre imprese. Società di persone e società di capitali in generale. Fattispecie giuridica della società semplice alla base delle società di persone. Società in nome collettivo: atto costitutivo e iscrizione al PRI. Amministrazione e gestione della Snc. La Società in accomandita semplice: costituzione e amministrazione. Posizione giuridica dei soci all’interno della società. La Società per azioni: caratteristiche generali della società di capitali. Organi amministrativi e di controllo. Attività di gestione ed emissione di azioni e obbligazioni. La Società a responsabilità limitata: costituzione, amministrazione e gestione della stessa. La società in accomandita per azioni: comparazione con la Spa. Il sistema economico in generale: ripasso concetti e conoscenze. Il debito pubblico, l’inflazione, crescita del PIL nelle fasi economiche. Politiche economiche e finanziarie dello Stato nel settore economico. La politica del Welfare State: gli ammortizzatori sociali. Moneta, valuta e funzioni degli Istituti di credito La Borsa Valori in generale. Agordo, 15 maggio 2013 Prof.ssa Giuliana Manfroi GEOFISICA APPL., GEOTECNICA, GEOLOGIA APPL. E LABORATORIO Docente: Chiara Cason In relazione alla programmazione curricolare e alle finalità del "Progetto GEO" il corso è stato strutturato con i seguenti obiettivi - disciplinari e trasversali - in termini di: CONOSCENZE • • • INDAGINI GEOGNOSTICHE: finalità, criteri d’attuazione, metodologia delle prove geotecniche di laboratorio ed in situ, con riferimento alla Normativa (Eurocodici EC7, EC8, D.M. 11.3.88, D.M.14.1.2008). TECNICHE D’INTERVENTO SUL TERRENO PER: monitoraggio, miglioramento in situ delle caratteristiche dei terreni, interventi in aree franose. INDAGINI GEOLOGICO-TECNICHE E GEOTECNICHE PER: Realizzazione di vie di comunicazione (gallerie) COMPETENZE • • Utilizzare un lessico appropriato nell’esposizione Pianificare, predisporre, operare secondo le metodologie standard di laboratorio CAPACITÀ • • Consultare criticamente fonti bibliografiche (Testi, Manuali, Capitolati, Riviste tecniche) e materiale informativo, anche con ricerca sul web, inerente strumentazione e materiali d’interesse per il settore geotecnico. Analizzare i quesiti di un progetto e proporre soluzioni valide. 20 • Consultare la normativa tecnica CONTENUTI DISCIPLINARI MODULO DENOMINAZIONE DEL MODULO M/1 INDAGINI GEOTECNICHE IN SITU E MONITORAGGIO M/2 GEOLOGIA TECNICA DELLE FRANE M/3 CONSOLIDAMENTO DEI TERRENI M/4 GEOLOGIA AMBIENTALE APPLICATA ALLE OPERE CIVILI PROGRAMMA SVOLTO a.s. 2012-2013 MODULO 1 RIPASSO E APPROFONDIMENTI DEL CORSO DEL 4° ANNO: • Resistenza al taglio. Liquefazione delle sabbie e mitigazione del rischio liquefazione. U.D.1 INDAGINI GEOTECNICHE IN SITO/U ATTREZZATURE, MODALITÀ DI PROVA E PARAMETRI GEOTECNICI DA PROVE: • penetrometriche (CPT - CPTU - SPT - DP) • scissometriche (FVT) • dilatometriche (DMT e SDMT) • pressiometriche (MPM e SBP) • di carico su piastra (PLT e screw-plate) • di carico su palo INDAGINI GEOGNOSTICHE PER LA PROGETTAZIONE: CRITERI E QUADRO NORMATIVO • Volume significativo, da Raccomandazioni A.G.I. • D.M.11.3.88 - eurocodici EC 7, EC 8, D.M.14.1.2008, • Programmazione delle indagini geognostiche U.D.2 MISURE E CONTROLLI IN SITU MISURE DI SPOSTAMENTI E TENSIONI: • misure di spostamenti e tensioni per: pendii naturali, pendii artificiali (di rilevati stradali, dighe, discariche, cave), terreni di fondazione. • sistemi di monitoraggio in aree franose, anche con colonne multiparametriche. • misure dei livelli piezometrici e delle pressioni neutre: tipi di piezometri, loro caratteristiche e criteri di scelta. Sistema Geon. DETERMINAZIONE DELLA PERMEABILITÀ IN SITU: • prove di permeabilità dei terreni, in pozzetto ed in foro di sondaggio • la prova Lugeon per la misura della permeabilità in roccia MODULO 2 U.D.1 PRODOTTI GEOSINTETICI. Tipologie, funzioni, campi d’impiego e criteri di scelta dei prodotti geosintetici. 21 Esempi d’applicazione dei geosintetici in vari contesti. Terre rinforzate U.D.2 GEOLOGIA TECNICA DELLE FRANE • • Capitolo 1 del Manuale APAT (OPERE PER IL CONTROLLO DELL’EROSIONE SUPERFICIALE): rivestimenti antierosivi biodegradabili e sintetici, inerbimenti. TECNICHE DI INGEGNERIA NATURALISTICA Capitolo 2 del Manuale APAT (OPERE DI STABILIZZAZIONE SUPERFICIALE ): piantumazioni, fascinate vive, viminate e palizzate vive,gradonate vive, grate vive, materassi. MODULO 4 • • INDAGINI GEOGNOSTICHE PER LA PROGETTAZIONE DI GALLERIE LO STUDIO IDROGEOLOGICO PER LE GALLERIE ARGOMENTI DA SVOLGERE O APPROFONDIRE DOPO IL 10 MAGGIO 2013 MODULI 3 e 4 • MONITORAGGIO IN CORSO D’OPERA per gallerie • Capitolo 5 del Manuale APAT (OPERE DI DRENAGGIO ):Il drenaggio a gravità per la stabilizzazione dei pendii: trincee drenanti (anche metodi innovativi); drenaggi sub orizzontali. • Capitolo 4 del Manuale APAT (OPERE DIFESA MASSI ): Barriere, reti, valli e rilevati, gallerie. Interventi di riprofilatura dei versanti. • Capitolo 3 del Manuale APAT (OPERE DI SOSTEGNO ):Murature, muri in cemento armato, muri cellulari, pali, ancoraggi, spritz beton. ATTIVITÀ/ ESERCITAZIONI PRATICHE MODULO 1 • Ripasso dela prova di taglio diretto • Uso del penetrometro dinamico (prova DPL) MODULO 2 • Applicazione dei geosintetici: esame campionari di prodotti geosintetici • CD di Ingegneria Naturalistica METODI Per lo sviluppo delle Unità Didattiche di ogni Modulo si è applicata la seguente sequenza: 1. Riallineamento e potenziamento dei prerequisiti del modulo 2. Presentazione in PPoint 3. Lezione frontale con esposizione graduale dei contenuti, in forma dialogata 4. Riflessione sul lessico più appropriato 5. Ev. risoluzione di esercizi, applicazioni informatiche. 6. Somministrazione di Questionari (verifica intermedia) svolti in classe o a casa 7. Presentazione di esempi tratti da bibliografia varia (testi, articoli di riviste tecniche) 8. Approfondimenti, proposti anche come lavoro individuale 9. Riepilogo dei concetti-chiave; eventuale rinforzo - Verifica finale 10. Collegamenti con temi già trattati in altri moduli e collegamenti interdisciplinari. 22 MEZZI Per la varietà delle tematiche previste dalla sperimentazione “PROGETTO GEO 3” è necessario consultare materiale bibliografico, spesso il lingua inglese. Gli Allievi hanno utilizzato i testi della Biblioteca Tecnica dell’Istituto e gli articoli di alcune riviste tecniche: • Quarry and construction • Costruzioni • Acque sotterranee • Geologia tecnica & ambientale Si sono visitati i siti Internet di Ditte che producono strumentazione e materiali per la geotecnica. E-book adottato: APAT- ATLANTE DELLE OPERE DI SISTEMAZIONE DEI VERSANTI. 2^ edizione CRITERI E STRUMENTI DI VERIFICA ADOTTATI Per la verifica dell’apprendimento si sono utilizzate le seguenti tipologie di prove: • Schede di verifica scritta per prove strutturate del tipo quesiti a risposta breve tipo terza prova d’esame (Tipologia B). Agordo, 15 maggio 2013 Prof.ssa Chiara Cason TECNICA DEGLI SCAVI E VALORIZZAZIONE DELLE RISORSE Docente: Chiara Cason In relazione alle finalità del "Progetto GEO" il corso è stato strutturato con i seguenti obiettivi - disciplinari e trasversali - in termini di: CONOSCENZE • • • • • tecniche di scavo in sotterraneo e a giorno per la coltivazione delle risorse minerarie criteri per il ripristino ambientale degli ecosistemi danneggiati dalle attività estrattive approcci progettuali per la realizzazione di opere infrastrutturali impianti per la conduzione delle attività di scavo e delle attività estrattive norme di sicurezza per i lavori in sotterraneo e a cielo aperto COMPETENZE • • Utilizzare un lessico appropriato nell’esposizione Pianificare, predisporre, operare secondo le metodologie standard di laboratorio CAPACITÀ • • • Consultare criticamente fonti bibliografiche (Testi, Manuali, Capitolati, Riviste tecniche) e materiale informativo, anche con ricerca sul web, inerente strumentazione e materiali. Analizzare i quesiti di un progetto e proporre soluzioni valide. Consultare la normativa tecnica CONTENUTI DISCIPLINARI MODULO DENOMINAZIONE DEL MODULO 23 M/1 COLTIVAZIONE DELLE RISORSE MINERARIE IN SOTTERRANEO E A CIELO APERTO M/2 IMPIANTI DI PREPARAZIONE MECCANICA/ARRICCHIMENTO DEI MINERALI M/3 GALLERIE CIVILI M/4 M/5 IMPIANTI PER LA CONDUZIONE DELLE ATTIVITÀ DI SCAVO IN SOTTERRANEO E A CIELO APERTO SICUREZZA NEI LAVORI IN SOTTERRANEO E A CIELO APERTO – LEGISLAZIONE MINERARIA PROGRAMMA SVOLTO a.s. 2012-2013 MODULO 1: COLTIVAZIONE DELLE RISORSE MINERARIE IN SOTTERRANEO E A CIELO APERTO U.D. 1 COLTIVAZIONI IN SOTTERRANEO • Coltivazione di minerali industriali con metodi per vuoti: calcari e dolomie Esempi: coltivazione per sublevel stoping di calcare da cemento nella Cava “Claupa”: studio di fattibilità compresa la valutazione d’impatto ambientale. La cava Costiolo di calcare percalce. La cava Kristallina. • Coltivazione di minerali industriali con metodi per vuoti: cave di gesso in sotterraneo coltivate per camere-pilastri (con cenni al dimensionamento dei pilastri) e camere-diaframmi. Esempi: cave di gesso in Piemonte, coltivate per camere diaframmi con roadheader. • Tecniche di ripristino ambientale per coltivazioni condotte in sotterraneo. U.D. 2 COLTIVAZIONI A CIELO APERTO Coltivazione di minerali industriali: calcari e dolomie, pietre ornamentali, argille, Esempi: coltivazione della marna da cemento nella miniera di Possagno. Tecniche di ripristino ambientale per coltivazioni condotte a cielo aperto. MODULO 2: IMPIANTI DI PREPARAZIONE MECCANICA/ARRICCHIMENTO DEI MINERALI U.D.1 TEORIA della COMMINUZIONE e della CLASSIFICAZIONE • FRANTUMAZIONE e TRITURAZIONE: Leggi energetiche della comminuzione, work index di Bond, rapporto di riduzione Frantoi a mascelle, rotativi e ad urto: tipi, caratteristiche costruttive, principio di funzionamento, dimensionamento. Circuiti di frantumazione con vagli di controllo. Cilindraie: caratteristiche costruttive, principio di funzionamento. • MACINAZIONE: Teoria della macinazione. Tipi di mulini: criteri costruttivi e principio di funzionamento • CLASSIFICAZIONE: Teoria della vagliatura industriale; superfici vaglianti Griglie, vagli rotativi, vibrovagli. Efficienza della vagliatura U.D.2 IMPIANTI DI PREPARAZIONE MECCANICA • Schemi d’impianto, fissi e mobili, per minerali di 2^categoria: esempi di flowsheet per produzione di inerti per calcestuzzo • Schemi d’impianto per il trattamento di rifiuti da demolizione.(C&D) • Impianti di frantumazione primaria in sotterraneo 24 MODULO 3: GALLERIE CIVILI U.D.1 GALLERIE SUPERFICIALI REALIZZATE IN CONTESTO URBANO • Volume significativo per gallerie superficiali; sagome di scavo e terminologia. • Indagini geognostiche per la progettazione di gallerie metropolitane. • Studi idrogeologici per la realizzazione di gallerie: ante operam, in corso d’opera e post-operam. • Problemi di subsidenza per le gallerie metropolitane • Scavo di gallerie artificiali con metodi “cut and cover”e Top-down; la tecnologia CSM • Scavo meccanico di gallerie naturali a foro cieco, anche con TBM-EPB e slurry shields Principio di funzionamento delle macchine di scavo; condizionamento del terreno Esempi: prolungamento metropolitane di Torino e di Milano. • Scavo di pozzi di ventilazione con metodo VSM e di by pass con raise borer RBM Esempio: metropolitana di Napoli. U.D. 2 INTERVENTI DI PRECONSOLIDAMENTO E PRECONTENIMENTO DEL CAVO • Tecniche di freezing. Esempio: il congelamento per la metropolitana di Napoli • Presostegno con infilaggi, anche auto perforanti, in calotta. Esempio: il prolungamento della metro di Torino con il “Metodo Pelizza”. • Cenni all’arco cellulare U.D.3 MONITORAGGIO, IN CORSO D’OPERA E IN ESERCIZIO, PER GALLERIE CIVILI • Esempio: la galleria “Pozzolatico”, con DAC test in avanzamento, monitoraggio delle centine e dell’estrusione al fronte. • Monitoraggio della bullonatura radiale e del rivestimento definitivo. Celle di pressione NATM. Cenni al distoprofilometro e al sistema Ralsen. MODULO 5: LEGISLAZIONE MINERARIA,SICUREZZA NEI LAVORI IN SOTTERRANEO E A CIELO APERTO • • Legislazione mineraria: R.D.1927,n.1443 - DPR 1959, n.128 - L.R.V.1982, n.44 - D.Lgs. 2008, n.81 Analisi dei rischi nella progettazione di gallerie LABORATORIO • Prova di frantumazione con frantoio alternativo Samson. ARGOMENTI DA TRATTARE O APPROFONDIRE DOPO IL 15 MAGGIO 2013: MODULO 2: IMPIANTI DI PREPARAZIONE MECCANICA/ARRICCHIMENTO DEI MINERALI CLASSIFICAZIONE indiretta. IMPIANTI: esempi di flow sheet MODULO 3: GALLERIE CIVILI: interventi di contenimento del cavo con presostegno e rivestimento definitivo. l’impermeabilizzazione. costruzione di gallerie civili, stradali, autostradali e di traforo a copertura medio-alta MODULO 4: cenni agli impianti di ventilazione e trasporto MODULO 5: LEGISLAZIONE MINERARIA E SICUREZZA NEI LAVORI IN SOTTERRANEO E A CIELO APERTO Normativa inerente i rifiuti d’estrazione (D.Lgs.117/2008 e D.Lgs.152/2006) 25 LABORATORIO: Analisi di elementi per rock-bolting: ancoraggi tipo split-set e documentazione per Swellex. METODI Per lo sviluppo delle Unità Didattiche di ogni Modulo si è applicata la seguente sequenza: 1. Ev. Presentazione in PPoint 2. Lezione frontale con esposizione graduale dei contenuti, in forma dialogata 3. Riflessione sul lessico più appropriato 4. Ev. risoluzione di esercizi. 5. Presentazione di esempi tratti da bibliografia varia (testi, articoli di riviste tecniche, somministrate agli studenti anche in pdf) 6. Approfondimenti, proposti anche come lavoro individuale 7. Riepilogo dei concetti-chiave; eventuale rinforzo - Verifica finale 8. Collegamenti con temi già trattati in altri moduli e collegamenti interdisciplinari. MEZZI Per la varietà delle tematiche previste dalla sperimentazione “PROGETTO GEO 3” è necessario consultare materiale bibliografico, spesso il lingua inglese. Gli Allievi hanno utilizzato i testi della Biblioteca Tecnica dell’Istituto e gli articoli di alcune riviste t tecniche: • Quarry & construction • Strade & Autostrade • GEAM • Il nuovo cantiere • Le strade Testo di riferimento per i MODULI 1 e 2: “La coltivazione delle cave ed il recupero ambientale” Ed. POLITEKO – TO CRITERI E STRUMENTI DI VERIFICA ADOTTATI Per la verifica dell’apprendimento si sono utilizzate le seguenti tipologie di prove: • Verifica scritta • Verifica tipo simulazione della 3^ prova • È prevista una simulazione della 2^ prova d’esame. Agordo, 15 maggio 2013 Prof.ssa Chiara Cason MINERALOGIA E GEOLOGIA Docente: Danilo Giordano In relazione alla programmazione curricolare sono stati conseguiti i seguenti obiettivi in termini di: CONOSCENZE Fondamenti della petrografia Metodologie di rappresentazione del territorio ed interpretazione delle carte tematiche (topografiche, geomorfologiche e geologiche) Processi di formazione delle rocce Principali morfostrutture e morfosculture presenti nella regione e processi esogeni che le 26 hanno generate (morfologia strutturale, degradazione e disfacimento delle rocce, i suoli, le frane, morfologia fluviale, carsica e glaciale) Principali elementi della stratigrafia al fine di interpretare successioni sedimentarie in termini di ambienti sedimentari e facies (concetto di facies, formazione, legge di Walter, Principio dell’Attualismo, ambienti sedimentari, lacune sedimentarie). Basi della cronologia relativa ed assoluta (fossili guida, decadimento radioattivo ) Principali elementi tettonici e le loro caratteristiche (pieghe concentriche e simili, faglie dirette, inverse, trascorrenti, trasformi, falde di ricoprimento) COMPETENZE Utilizzare una terminologia geologica adeguata al grado di istruzione Raccogliere dati tramite osservazioni e misurazioni dirette o mediante la consultazione di manuali o testi Identificare e classificare le più comuni rocce magmatiche (intrusive ed effusive), metamorfiche e sedimentarie. Riconoscere e saper individuare in campagna e su carte geologiche pieghe e faglie Utilizzare autonomamente i più comuni strumenti di laboratorio Stendere correttamente una relazione di laboratorio Individuare i punti chiave di una spiegazione riassumendo e schematizzando Eseguire profili topografici e geologici CAPACITÀ di caratterizzare gli elementi naturali costitutivi di suolo e sottosuolo di lettura del territorio nei suoi aspetti geologici e geomorfologici CONTENUTI DISCIPLINARI Modulo 1: Geomorfologia UD 1: Morfologia strutturale: Forme controllate dalla struttura geologica: morfostrutture e morfosculture. Forme legate alle caratteristiche litologiche, la morfologia selettiva, (es. valli aperte e larghe contrapposte a valli strette e ripide). Le forme influenzate dall’inclinazione degli strati (superfici strutturali, cuesta, hogback, cenge, mesa...). Le forme derivanti da elementi strutturali (catene anticlinali, valli sinclinali, valli di faglia, scarpate di faglia, scarpate di linea di faglia, fosse tettoniche), superfici di spianamento e Bevel. Particolarità geomorfologiche delle Dolomiti. UD 2: Disfacimento delle rocce. Forme legate al disfacimento chimico: azione solvente dell’acqua, azione degli organismi, ossidazione, carsismo, idrolisi dei silicati e alla degradazione fisica delle rocce: termoclastismo, crioclastismo, idratazione-disseccamento, frammentazione per squilibri meccanici (falde detritiche, calanchi, piramidi di terra, bad lands). I suoli e le loro caratteristiche: fase aeriforme, liquida e solida; l’acqua nei suoli. Profilo pedologico di un suolo tipo; Podsol, Latosol, Paleosuoli. UD 3: Le frane: movimenti lenti (creep e soliflusso) e movimenti veloci, (crollo, scivolamento, scorrimento rotazionale, scoscendimenti, colate di fango e detritiche le deformazioni gravitative profonde di versante; il fenomeno dei rock avalanches. La situazione dei dissesti in Italia. Classificazione di Varnes. Le cause delle frane: cause predisponenti e determinanti. Terminologia attinente al fenomeno frana. Esame delle più importanti frane del bellunese con esame della situazione geologica, delle cause predisponenti e determinanti: Frane del Vajont, di Alleghe, del Tessina, di Pra e Lagunaz). Situazione generale dei dissesti in provincia di Belluno. Le colate detritiche, costituzione, movimento, cause, es. la Boa del Missiaga. Una fenomeno di frana complessa: la Marocca di Vedana. Metodi di controllo e stabilizzazzione dei pendii. Metodologia riassuntiva per lo studio di una frana. 27 UD 4: Morfologia glaciale e periglaciale: I ghiacciai. Ghiacciai freddi e temperati, velocità dei ghiacciai in relazione al tipo di ghiacciaio, movimento dei ghiacciai, bilancio e influenze climatiche. La morfologia glaciale l’eredità di un clima diverso, glaciazioni e loro cause. I meccanismi di erosione: esarazione: rimozione, abrasione, quarryng, sovra-escavazione. Le forme di erosione: rocce montonate, gradini di modellamento glaciale, gradinate di stratificazione, circhi, valli a U, valli glaciali sospese e di erosione e di accumulo: morene frontali, laterali, di fondo, interne, drummlin, trasfluenze glaciali. I depositi glaciali e loro caratteristiche geotecniche. I depositi fluvio-glaciali, depositi lacustri, varve, esker, terrazzi di kame, casi particolari i Terrazzi di Lamon, i terrazzi di Lamen. Le forme e i fenomeni periglaciali. Ghiaioni, nicchie nivali, argini nivali, ghiacciai di pietre. UD 5: Morfologia Carsica: Il fenomeno carsico e la sua diffusione nella nostra regione, la reazione carsica e l’influenza della temperatura, corrosione per miscela di acque. Forme epigee su roccia campi carreggiati, scanellature, solchi carsici, vaschette di corrosione, crepacci carsici, città di roccia, doline. Forme carsiche epigee, doline alluvionali, a pozzo di crollo, di subsidenza in roccia, campi di doline, Uvala, Polje,). Forme ipogee: fusoidi, gallerie vadose e freatiche. Le valli carsiche (valle cieca, valle morta, valle chiusa, canyon carsici). Le sorgenti carsiche e problemi connessi al loro sfruttamento e alla loro protezione. Carsismo e costruzioni il fenomeno del ravelling, carsismo su gessi e anidriti. UD 6: Morfologia Fluviale: Cenni di idraulica, flusso laminare e turbolento, portata, energia di un corso d’acqua. I tipi di alveo secondo la classificazione di Trevisan (A,B,C,D,E), tipi di corso d’acqua (fiumi, torrenti, fiumare, uadi). Il trasporto nei corsi d’acqua (sul fondo, in sospensione, in soluzione, per fluitazione). Il diagramma di Hjulstrom e la competenza di una corrente, fenomeni di sostituzione in alveo. Misure del trasporto solido (portata torbida, deflusso torbido, torbidità specifica, deflusso torbido unitario), influenze della pendenza e della portata sul trasporto solido. Le forme di accumulo: pianure, conoidi, pianure di confluenza, terrazzi fluviali e fluvioglaciali. Le forme di erosione: le valli fluviali; valli antecedenti, conseguenti e susseguenti; valli trasversali e longitudinali; valli antiche e complesse (Val Cordevole, Valle del Piave), valli di scarpata, valli asimmetriche, valli controllate dalla struttura geologica: le vali di faglia; valli sepolte e forre epigenetiche e problematiche connesse alla loro individuazione e utilizzo. Marmitte di evorsione, forre fluviali e di torrente subglaciale; evoluzione delle cascate. Il bacino idrografico superficiale e la sua individuazione, il bacino reale. Il lago di Agordo. Modulo 2: Stratigrafia UD 7: Stratigrafia: Stratigrafia e tempo geologico, datazione assoluta (processo di decadimento radioattivo sistema Rubidio-Stronzio) e datazione relativa, fossili guida, fossili ecologici, fossili climatici. Principali avvenimenti della Storia della Terra e principali avvenimenti locali. Principi di stratigrafia (Sovrapposizione degli strati, Attualismo, Continuità laterale, Orizzontalità, successione faunistica, intersezione e inclusione). Unità litostratigrafiche (gruppo, formazione, membri, orizzonti, lingue, lenti) e numenclatura relativa. Cenni sulle unità cronostratigrafiche, biostratigrafiche e cronologiche. Il concetto di facies, facies chimiche (Eh, ph), biologiche (fossili ecologici, climatici, indicazioni sulla temperatura dell’acqua), sedimentarie (es. seria di Bouma). La legge di Walther, isopia, eteropia (Dolomiti, Bacino Bellunese), diacronia di facies (delta fluviale, letto Rosso Ammonitico). Velocità di sedimentazione, lacune sedimentarie: non conformità, discordanza angolare, disconformità, paraconformità, hard ground. Criteri per definire la polarità degli strati (età, strutture sedimentarie e diagenetiche, organismi). Ambienti sedimentari marini e di transizione. Trasgressioni e regressioni, cicli sedimentari allocicli e autocicli (1°,2°, 3°, 4° ordine) e loro cause. I ci clotemi della Dolomia Principale, correlazioni stratigrafiche, semplici problemi di stratigrafia. Modulo 3: Tettonica* UD 8: Tettonica: Le deformazioni delle rocce (sforzi, tipo di roccia, tempo, ambiente di 28 deformazione), cenni sulle proprietà meccaniche delle rocce. Macroforme: Pieghe anticlinali e sinclinali. Le pieghe e i loro elementi (asse, piano assiale, cerniera, fianchi), Pieghe diritte, inclinate, rovesciate, coricate. Pieghe non cilindriche, culminazioni e depressioni assiali. La classificazione in base al tipo di meccanismo: pieghe concentriche e pieghe simili. Pieghe ripiegate, antiformi e sinformi. Le faglie dirette, inverse, trascorrenti, trasformi, transtensive e transpressive con relativa caratteristiche e posizione degli sforzi. Associazione di strutture (linee, pieghe faglie, faglie sintettiche e antitettiche), rapporti pieghe-faglie. Falde di ricoprimento e trust, finestre tettoniche e Klippen. Profili geologici attraverso le Alpi Bellunesi e le Dolomiti. Riconoscimento delle faglie in campagna, diapirismo. Micro e meso forme (giunti, stilolitici, vene, clivaggio, scistosità, lineazioni, boudinage). (Tutti gli argomenti del corso di geologia sono stati svolti con particolari riferimenti alla regione Dolomitica ed alle aree limitrofe). Modulo 4: Ripasso* UD 9: La geologia delle Dolomiti e della provincia di Belluno. Riassume quanto studiato in geomorfologia, stratigrafia e tettonica con particolare riferimento all’area Dolomitica. *si prevede di svolgerlo interamente nel mese di maggio Nel primo quadrimestre sono state svolte 72 ore fra lezioni teoriche e laboratorio, nel secondo quadrimestre fino al 15 maggio 52 ore fra lezioni teoriche e laboratorio. LABORATORIO Visione e commento di diapositive riguardanti gli argomenti studiati in classe. Visione di power point sugli argomenti trattati Visione ipertesto sulla tettonica Uso della bussola da geologo: immersione, direzione e inclinazione degli strati e di altre discontinuità Lettura e interpretazione delle carte geografiche (tavolette tipo IGM) e delle Carte Tecniche Regionali Esecuzione di profili topografici su CTR e su tavolette IGM Lettura e interpretazione della cartografia geologica con identificazione di sinclinali, anticlinali, faglie, giaciture degli strati, individuazione della giacitura degli strati in base ai limiti fra formazioni. Esecuzione di profili geologici Esecuzione di sezioni sottili di rocce Studio delle discontinuità dell’ammasso roccioso: orientazione, spaziatura, persistenza, apertura, riempimento, scabrezza, condizioni idriche. Classificazione RMR system di Bieniavski, classificazione Q System di Barton, c. di Rabcewitz- Pacher, Analisi di stabilità dei pendii rocciosi col test di Markland Utilizzo: Point load test, martello di Schmidt, pettine di Barton Campionamento di rocce Esecuzione di prove varie su campioni di roccia (Peso specifico, calcimetrie, resistenza a compressione) METODI La trattazione dei contenuti è stata svolta in gran parte come lezione frontale ma è stata impostata cercando di coinvolgere gli studenti, farli discutere e stimolarne l'interesse in modo da calare le conoscenze acquisite nella loro esperienza quotidiana e nella loro realtà territoriale. A questo scopo il percorso didattico si è basato sull'osservazione di fatti o fenomeni realmente accaduti in passato o durante l’anno scolastico. È stato usato frequentemente il 29 laboratorio e i sussidi didattici. Si è cercato di cogliere eventuali propensioni degli studenti verso alcune branche della materia per appassionare maggiormente gli alunni allo studio. In laboratorio sono talvolta stati effettuati brevi lavori in piccoli gruppi. MEZZI Sono stati utilizzati appunti preparati per le lezioni, sono stati consigliati libri di testo sui quali approfondire le conoscenze dei singoli argomenti. Ogni argomento trattato è stato accompagnato dalla visione di diapositive riguardante i fenomeni illustrati durante le lezioni. Sono state visionate soprattutto diapositive della regione Dolomitica e delle aree limitrofe sui seguenti argomenti: morfologia strutturale, frane (con particolare riguardo alla frana del Vajont), morfologia fluviale, morfologia carsica, morfologia glaciale e periglaciale, stratigrafia, tettonica. In laboratorio sono stati utilizzati: bussole, carte topografiche e geologiche, strumenti per la produzione di sezioni sottili di rocce, campioni di rocce, strumentazione a ultrasuoni, Point Load Test, Martello di Schmidt, Pettine di Barton, per lo studio delle rocce, calcimetri, picnometri, volumometri, semplici prove chimiche, computer, microscopi da mineralogia, tavole e tabelle, diagrammi. SPAZI Frequente l’uso del laboratorio (2 ore a settimana). Nell’ambito della programmazione sono state svolte alcune escursioni in montagna per approfondire temi di natura mineralogica, geologica e geomorfologica: in terza escursione sulle Dolomiti di Sesto, in quarta Nel Parco Naturale Dolomiti Ampezzane. Le attività hanno raccolto una buona adesione e partecipazione da parte degli studenti. Criteri e strumenti di valutazione adottati Nel corso del triennio sono state svolte, a cadenze mensili verifiche scritte strutturate sia con domande aperte sia con test oggettivi (domande a scelta multipla, domande aperte con trattazione sintetica e spazio indicato), al fine di conseguire un maggior controllo sugli obiettivi didattici, di stimolare maggiormente gli alunni allo studio. Al fine di preparare gli alunni alla terza prova dell’esame di stato nel corso del quinto anno si è preferito optare per domande aperte con trattazione sintetica (tipologia B dell’esame di stato). Sono state svolte verifiche di laboratorio: lettura carte topografiche e geologiche; grafiche: profili geologici e topografici; pratiche: (bussola, sezioni sottili...) in piccoli gruppi e individuali al fine di potenziare la manualità degli alunni. Altri elementi di valutazione, sono state le osservazioni sistematiche sul processo di apprendimento che vertono soprattutto su: Partecipazione in classe, intesa come risposte a domande dal posto o domande pertinenti sugli argomenti esposti. comportamento in laboratorio (partecipazione attiva e trainante o passiva) puntualità nel rispetto delle consegne dimenticanze di libri, quaderni, altro materiale didattico che possa intralciare lo sviluppo delle attività proposte partecipazione alle gite di istruzione Giudizio sintetico sull’attività svolta e sui risultati ottenuti in quinta Il programma previsto è stato svolto in modo completo ma non approfondito, perché la maggior parte degli studenti ha partecipato alle lezioni in modo non sempre adeguato, poche volte ha svolto correttamente e nei tempi stabiliti le attività proposte in classe e in laboratorio, il comportamento è risultato comunque sempre corretto. Nelle prove di laboratorio hanno dimostrato di saper imparare facilmente procedimenti e risolvere problemi ma si sono limitati a produrre elaborati poco approfonditi, con scarsa cura dei particolari e della grafica, dimostrazione dello scarso tempo dedicato alla rielaborazione personale. 30 Per quanto riguarda il profitto al 15 maggio la situazione è la seguente: 10 alunni hanno palesato un livello di preparazione insufficiente, 4 hanno raggiunto un livello quasi sufficiente, 3 sufficiente, 3 più che sufficiente, 2 buono, 1 distinto. Agordo, 15 maggio 2013 Prof. Danilo Giordano TOPOGRAFIA E LABORATORIO Docente: Tomaso Avoscan In relazione alla programmazione curricolare sono stati conseguiti i seguenti obiettivi in termini di: CONOSCENZE Forma della terra, errori di misura dovuti a sfericità e rifrazione. Strumenti e metodi del rilievo altimetrico. Strumenti e metodi del rilievo celerimetrico. Metodi di rappresentazione del terreno, la rappresentazione di punti, rette, piani sul quadro, la retta di massima pendenza, i piani quotati, i piani a curve di livello. Gli spianamenti con solo sterro, solo riporto, misti e di compenso, ottenuti con piani orizzontali ed inclinati. Il progetto stradale, i parametri del progetto, lo sviluppo del progetto, le regole per il tracciamento delle strade sul terreno. COMPETENZE Conoscere gli strumenti a disposizione del topografo, saper realizzare un rilievo planoaltimetrico del terreno e saperne dare una corretta rappresentazione utilizzando i diversi metodi a disposizione. Saper progettare uno spianamento e calcolare i volumi da movimentare. Saper realizzare e interpretare semplici progetti stradali, saper condurre le operazioni di tracciamento del progetto. CAPACITÁ Saper organizzare e condurre in generale un rilievo topografico, adattando alle specifiche esigenze la scelta degli strumenti, dei metodi, delle procedure di rilievo e di rappresentazione del territorio e proporre ed analizzare semplici situazioni progettuali. CONTENUTI DISCIPLINARI Ore settimanali n. 4, di cui n.2 di teoria e n.2 di laboratorio I° QUADRIMESTRE (ore 67) Ripasso programma svolto anno precedente. Poligonali aperte, chiuse, vincolate agli estremi, orientate e non con compensazioni empiriche. Risoluzione di poligonali anche altimetriche. Intersezioni inverse: Snellius-Pothenot ed Hansen. Calcolo dell’area di un poligono per mezzo delle coordinate cartesiane, delle coordinate polari, della formula del camminamento. Altimetria. Richiamo ai concetti di geoide, ellissoide, sfera locale, piano topografico, campo geodetico e 31 campo topografico. Definizioni di quota, dislivello, pendenza, quota relativa. Errori di sfericità e di rifrazione. Limiti del campo topografico in ambito altimetrico. Metodi per la misurazione dei dislivelli. Livellazioni geometriche. Livellazioni tacheometriche. Livellazioni trigonometriche. Strumenti per la misurazione dei dislivelli. I livelli. Gli autolivelli. Errori di chiusura altimetrici. Tolleranze nelle livellazioni geometriche. Rappresentazioni complete del terreno. Rappresentazione di punti e rette sul piano. Problemi relativi alla retta. Graduazione di una retta. Rappresentazione di un piano sul quadro. Pendenza e direzione di un piano. Piano quotati e problemi relativi. Piani a curve di livello ottenuti a partire dalla rappresentazione a piani quotati. Rilievo altimetrico. Livellazioni longitudinali e profili relativi. Livellazioni trasversali e sezioni relative. Compensazione altimetrica empirica di una poligonale chiusa. Livellazioni in superficie: zona di grande, media e piccola estensione. Livellazioni raggianti. Curve di livello. Trasformazione di un piano quotato in un piano a curve di livello. Determinazione della quota di un punto compreso tra due curve di livello. II° QUADRIMESTRE (61 ore) Spianamenti. Generalità. Quota del terreno, quota di progetto, quota rossa. Linea di passaggio. Formule per il calcolo dei volumi. Spianamenti orizzontali su piani quotati: con solo sterro, con solo riporto, misto con scavi e riporti, misto con compenso tra scavi e riporti. Spianamenti inclinati su piani quotati: con soli scavi, con soli riporti, misto, misto con compenso tra scavi e riporti. Spianamenti su una superficie rappresentata mediante piani a curve di livello: con piano di progetto orizzontale e con piano di progetto inclinato. Progettazione stradale. Classificazione delle strade. Il corpo stradale e la sovrastruttura. La velocità di progetto, la capacità di una sezione stradale. Analisi del traffico attraverso alcuni parametri caratteristici: traffico annuale, traffico giornaliero medio, traffico orario. Traffico alla trentesima ora (T30). Caratteristiche geometriche delle strade: pendenza longitudinale e raggio minimo delle curve, definizione di livelletta. Studio della geometria delle curve. Curva circolare di raccordo. Studio del tracciato stradale. La planimetria. Il tracciolino e la poligonale d’asse. Il profilo longitudinale: concetto di profilo nero e rosso. Problemi sulle livellette: livelletta di compenso con quota iniziale assegnata, con pendenza assegnata, con quota intermedia assegnata. Sezioni stradali e calcolo delle loro aree. Parzializzazione delle sezioni. (*) Volume del solido stradale: tra due sezioni omogenee, tra due sezioni non omogenee, in presenza di sezioni miste. (*) Applicazioni catastali. Genesi del Catasto italiano. Formazione del Catasto numerico. La rete dei punti fiduciali. Aggiornamenti catastali con utilizzazione del Software PREGEO. Tipologia degli atti di aggiornamento. (*) Metodi di rilievo catastali. Acquisizione dei dati altimetrici. (*) Tracciamento sul terreno (*) Riporto della poligonale d’asse. 32 Picchettamento delle curve circolari: punti di tangenza (vertice V accessibile, non accessibile, punti dei rettifili direttamente e non direttamente visibili). Picchettamento del punto medio della curva (curva accessibile dall’esterno e dall’interno). Picchettamento delle curve con perpendicolari alla tangente (esterno), con picchetti equidistanti e non equidistanti. Picchettamento con perpendicolari alla corda (interno), con picchetti equidistanti e non equidistanti. Picchettamento con perpendicolari ai prolungamenti delle corde successive (inglese). Gli argomenti contraddistinti con (*) saranno svolti dopo il 15 maggio. LABORATORIO Si sono fatte esercitazioni di campagna nelle quali si sono usati gli strumenti per il rilievo del terreno. Si sono elaborati gli elementi rilevati e si è eseguita la relativa rappresentazione grafica: • livellazione geometrica composta dal mezzo mediante livelli ed autolivelli. • poligonale plano-altimetrica con rilievo di dettaglio. • trasformazione di un piano quotato in un piano a curve di livello. METODI Il programma è stato svolto adottando la tecnica della lezione frontale con discussione ed esercitazioni alla lavagna per quanto riguarda la parte di teoria, e formando gruppi di lavoro per quanto riguarda la parte di laboratorio. Gli argomenti trattati sono stati esposti in modo semplice ed organico, sviluppando a contorno della spiegazione teorica un congruo numero d’esercizi esemplificativi. Gli allievi hanno preso appunti durante le lezioni ed il libro è stato usato soprattutto per gli esercizi o per integrare le spiegazioni. Ampio spazio è stato concesso al dialogo e alle osservazioni dei singoli così da abituare l’allievo al senso critico ed al confronto. Si è favorito un approccio interdisciplinare alla materia effettuando, ove possibile, collegamenti con le altre discipline tecniche curricolari. Per quanto riguarda le attività di laboratorio, esse si sono svolte suddividendo gli allievi in gruppi di lavoro, favorendo il lavoro d’équipe, cercando di sviluppare il senso organizzativo sia del gruppo che del singolo. MEZZI Sono stati usati gli strumenti topografici del laboratorio di topografia. Il testo adottato “Misure, Rilievo, Progetto” di R.Cannarozzo, L.Cucchiarini, W.Meschieri, dotato di contenuti semplici e chiari si è rivelato adatto alla comprensione da parte degli allievi, così da essere riconfermato quale testo adottato. CRITERI DI VALUTAZIONE ADOTTATI Le valutazioni sono state periodiche ed hanno riguardato principalmente prove scritte; sono state inoltre poste frequenti domande al posto. Per il laboratorio gli allievi hanno anche eseguito delle relazioni sui lavori svolti. Si è inoltre tenuto conto dell’impegno e della partecipazione in aula e del comportamento nelle ore di laboratorio (partecipazione attiva e trainante o passiva, abilità acquisite nell’uso degli strumenti). Agordo, 15 maggio 2013 Prof. Tomaso Avoscan 33 EDUCAZIONE FISICA Docente: Mara Schena RELAZIONE SULLA CLASSE E SULLE ATTIVITÀ SVOLTE OBIETTIVI DISCIPLINARI RAGGIUNTI IN TERMINI DI CONOSCENZE, COMPETENZE, ABILITÀ Nel corso del quinquennio la classe si è distinta per la disponibilità ad affrontare ogni proposta motoria sia curricolare che extracurricolare. La maggior parte degli allievi presenta competenze motorie eccellenti, derivanti anche da pratica extrascolastica. È stato quindi possibile affrontare attività anche notoriamente complesse. Lo stesso impegno però, non c’è stato nello studio degli argomenti teorici dove, salvo pochissime eccezioni, i risultati sono stati molto deludenti. Ciò ha complessivamente inciso nella valutazione finale che è al di sotto della media degli scorsi anni. In relazione alla programmazione curricolare sono stati conseguiti i seguenti obiettivi in termini di: CONOSCENZE • • possedere un'adeguata conoscenza dei principi fondamentali delle discipline praticate; conoscenza delle basi anatomiche e fisiologiche della prestazione motoria. COMPETENZE • • eseguire con sufficiente precisione le tecniche di base delle attività individuali e di squadra; coordinare sequenze motorie semplici e complesse. CAPACITÀ • valutare l'utilizzo delle proprie energie in funzione del carico esterno assegnato (peso, gravità, avversario, durata). CONTENUTI DEL PROGRAMMA SVOLTO DI EDUCAZIONE FISICA alla data odierna POTENZIAMENTO FISIOLOGICO: esercizi a corpo libero, a coppie, a carico naturale e con piccoli sovraccarichi, circuiti di potenziamento; utilizzo dei grandi attrezzi percorsi di arrampicata alla spalliera, parallele assimetriche, trampolino elastico; esercizi di equilibrio alla trave; ESERCIZI SUL RITMO: costruzione e ripetizione di breve coreografia sullo step con base musicale; UNIHOCKEY: esercitazioni di gioco; PALLAMANO: esercitazioni di gioco; CALCIO A 5: esercitazioni di gioco; PALLAVOLO: esercitazioni di gioco; ATLETICA LEGGERA: iniziata la tecnica del lancio del giavellotto (non completata) LA STRUTTURA DEL CORPO UMANO, LO SCHELETRO: Funzioni dello scheletro Classificazione delle ossa Morfologia delle ossa lunghe Caratteristiche delle ossa;ossa della testa, la colonna vertebrale, la gabbia toracica, la spalla, il braccio, l’avambraccio, la mano, il bacino, la coscia, la gamba, il piede LE ARTICOLAZIONI: le sinartrosi, le anfiartrosi, le diartrosi e loro classificazioni I MUSCOLI: tipi di muscoli; le leve muscolari; la struttura del muscolo striato 34 scheletrico; suddivisione dei muscoli scheletrici; origine, inserzione, azione dei seguenti muscoli: Muscoli del dorso: trapezio, gran dorsale, gran pettorale, diaframma Muscoli addominali ventrali, laterali, dorsali: retto dell’addome, obliquo esterno,obliquo interno Muscoli degli arti superiori: deltoide, bicipite brachiale,tricipite brachiale Muscoli degli arti inferiori: ileo-psoas, quadricipite femorale, tricipite surale L’ENERGIA PER LA CONTRAZIONE MUSCOLARE: la caloria, l’acido adenosintrifosfato, i meccanismi di resintesi dell’ATP: anaerobico alattacido, anaerobico lattacido, aerobico; la soglia anaerobica, come si rileva Per lo studio dei contenuti teorici, l’insegnante ha predisposto delle lezioni in power point, non avendo nessun testo in adozione. VERIFICHE E VALUTAZIONE La prestazione motoria appartiene alla categoria delle prestazioni complesse, categoria per la quale è difficile definire costantemente criteri oggettivi di valutazione. Ciò premesso, il criterio di verifica del livello raggiunto maggiormente utilizzato nel quinquennio, per quanto riguarda la valutazione pratica, è stato l’osservazione diretta e continua degli alunni durante le lezioni, sfruttando il fatto che l’attività motoria ha un processo di apprendimento sempre manifesto nelle sue risposte. Infatti l'osservazione attenta degli allievi ha permesso alla docente di cogliere, in un processo continuo di fasi applicative, elementi utili per le valutazioni che sono state almeno tre per quadrimestre. Nella valutazione sommativa si è tenuto conto del livello iniziale e dei miglioramenti conseguiti, delle abilità motorie e delle qualità atletiche e del contributo personale in termini di partecipazione, nonché della disponibilità al dialogo educativo, dell’interesse e dell’impegno dimostrato, anche nelle attività extracurriculari. Per la valutazione delle conoscenze teoriche sono state proposte due verifiche scritte, sotto forma di simulazione di terza prova d’esame e una interrogazione orale. Griglia di valutazione della disciplina CONOSCENZE ABILITÀ ATTEGGIAMENTO Voto 1-3 Voto 4-5 Voto 6 Voto 7-8 Voto 9-10 Scarsa o totale mancanza di qualsiasi contenuto Conoscenza superficiale e lacunosa degli argomenti Conoscenza sufficientemente completa ed abbastanza approfondita con discreta organizzazione espositiva Conoscenza completa ed approfondita con ottimo utilizzo della terminologia tecnicaspecifica Non sa e/o non vuole eseguire gesti semplici Esegue con molta incertezza le attività, commettendo errori gravi anche in semplici esercitazioni Possiede una suffi-ciente cono-scenza, anche se non approfondita degli argomenti proposti e li espone in modo frammentario Sa eseguire esercitazioni di media difficoltà, talvolta con imprecisioni ed errori Svolge con precisione compiti ed attività di media difficoltà, riesce anche nelle attività più complesse anche se con lievi imprecisioni Disponibilità al Sa eseguire con sicurezza le attività proposte, anche quelle più complesse Manca total- Si impegna Disponibilità 35 Dimostra E COMPORTAMENTO mente l’impegno nel lavoro, scarsa è la disponibilità dimostrata nei confronti della materia, nessun interesse a partecipare alle attività curricolari ed extracurricolari. Numerose giustificazioni in modo saltuario e trova difficoltà a collaborare con i compagni e l’insegnante. Scarso interesse e poca partecipazione alle attività extracurricolari. Numerose giustificazion i ad eseguire, a rispettare le consegne anche se non sempre in modo continuo. Sufficiente presenza alle lezioni e alle attività extracurricolari nell’ambito delle proprie capacità. lavoro, al rapporto con gli altri anche se in modo prettamente scolastico, presenza attiva all’attività extra-scolastica una disponibilità matura e cosciente all’impegno, ad un rapporto costruttivo con l’insegnante e con i compagni. Partecipa attivamente e con meriti alle attività extracurricolari ATTIVITÀ COMPLEMENTARI Il gruppo classe si è distinto nel corso del quinquennio per l’attiva partecipazione alle varie attività extracurricolari proposte. In particolare: ▪ Molti allievi hanno partecipato alle competizioni previste nelle varie discipline dei Giochi Sportivi Studenteschi (corsa campestre, sci alpino, snowboard, nuoto, atletica leggera, calcio), alcuni con risultati di ottimo livello. ▪ Quasi tre quarti della classe ha frequentato le ore di avviamento alla pratica sportiva e ha partecipato ai tornei di istituto di Volley e calcio e uni hockey. Agordo, 15 maggio 2013 Prof.ssa Mara Schena 36 PARTE TERZA: ALLEGATI SIMULAZIONE PROVE D’ESAME Si sono effettuate tre simulazioni, tutte di tipologia “B” con domande aperte in numero di dodici o quindici. Ogni risposta prevedeva generalmente un numero massimo di righe pari a 10. Il tempo di svolgimento delle prove è stato di 120 e di 180 minuti. È stata utilizzata la seguente griglia di valutazione Simulazione TERZA PROVA DISCIPLINA CANDIDATO DESCRITTORI MODALITÀ PUNTI 1° QUESITO Non aderente 2 ADERENZA ALLA Aderente in 3 TRACCIA parte Aderente 4 Assente 0-2 CONOSCENZA Superficiale 3-5 DEGLI Sufficiente 6-7 ARGOMENTI Buona 8-9 PROPOSTI Ottima 10 Assente 0-2 Parziale o 3-4 frammentaria Sufficiente ma 5-6 ANALISI E non completa RIELABORAZIONE Completa 7-8 Completa e 9-10 approfondita con eventuali illustrazioni Stentata, 2-3 contorta, poco chiara Semplice e con 4-5 CORRETTEZZA termini spesso non appropriati Chiara e con 6 termini appropriati CLASSE 5^ MIN. GEO 2°QUESITO 3°QUESITO ___/30 TOTALE PROVA AGORDO _________________ VOTO 37 ___/30 ___/30 ____/90 ____/15 Elenco delle prove: 1^ SOMMINISTRAZIONE: data 14/01/13 Aree disciplinari coinvolte: GEOLOGIA; STORIA; MATEMATICA; TOPOGRAFIA; ED. FISICA GEOLOGIA 1) Dopo aver definito cosa si intende per erosione glaciale elencane le forme più tipiche con le loro caratteristiche salienti, riporta qualche esempio. (max 10 righe) 2) Descrivi e classifica la frana di Alleghe, elenca le cause predisponenti e spiega le cause determinanti. 3) Confronta depositi morenici, depositi alluvionali e detriti di falda spiegandone le principali caratteristiche geologiche e geotecniche. (max 10 righe) STORIA 1. Indica le tre principali linee d’azione di Giolitti in politica interna. (max 15 righe) 2. Spiega qual è la differenza tra socialisti riformisti e socialisti massimalisti. (max 10 righe) 3. Spiega per quale motivo il 1917 può definirsi l’anno di svolta della grande guerra. (max 15 righe) MATEMATICA * Calcolare la funzione Derivata Prima della funzione: 1 f ( x ) = e (5 − 4 x ) 2 * Determinare la Matrice Inversa A −1 2 1 2 della Matrice A 4 4 1 −1 −1 0 * Determinare la famiglia di Funzioni primitive dell’integrale indefinito: ∫ (x 2 ) + 2 x − 1 ( x + 1) dx = 5 38 TOPOGRAFIA EDUCAZIONE FISICA 1° Quesito: Il sistema energetico anaerobico lattacido Max 10 righe 39 2° Quesito: L’articolazione del ginocchio. Il candidato la collochi all’interno della classificazione delle articolazioni (gruppo e tipologia in base al movimento) e descriva quali caratteristiche del gruppo di cui fa parte si riscontrano nella stessa. Max 10 righe 3° Quesito: Descrivi la morfologia (forma, struttura interna ed esterna) di un osso lungo. Max 10 righe 2^ SOMMINISTRAZIONE: data 12/03/13 Aree disciplinari coinvolte: INGLESE; ECONOMIA IND.ED EL.DI DIRITTO; STORIA; GEOTECNICA LINGUA INGLESE Answer the following questions (no more than 10 lines ). 1 What can be the causes of eye injuries in Baroid Company , and how can you avoid them? 2 What do you know about the Canadian flag and the Great Lakes ? 3 What do you know about the geometry of rock breakup ? ELEMENTI DI DIRITTO 3 DOMANDE APERTE in cui si richiede: - Inserimento dell’argomento nella fattispecie giuridica - Uso della terminologia prevista dal Codice Civile - Capacità di sintesi nel formulare i concetti 1. Morte di un socio accomandatario amministratore e non e morte di un socio accomandante in una Sas 2. Funzioni dell’Assemblea dei soci in una Srl 3. Il capitale sociale di una Spa. Emissioni di azioni e aumento di capitale durante la vita di una Spa. STORIA 1. Delinea la situazione italiana all’indomani della Grande guerra soffermandoti in particolare: a) sulla crisi economica; b) sul ruolo del movimento operaio; c) sul mito della “vittoria mutilata”. (massimo 5 righe per ciascun quesito) 2. Indica i punti salienti delle “Tesi di aprile” di Lenin. (max 10 righe) 3. Spiega con quali mezzi il regime fascista ricercò il consenso e tentò di realizzare la fascistizzazione totale del Paese. (max 15 righe) GEOTECNICA 1° Quesito: che cosa sono e a cosa servono le colonne multiparametriche? Eventuali illustrazioni sul retro del foglio 2° Quesito: come si effettua il monitoraggio del livello piezometrico (o di falda) in un sottosuolo costituito da alluvioni ad elevata permeabilità? 3° Quesito: Come si determinano la deformazione plastica, quella elastica ed il modulo Me da una prova di carico su piastra?. La curva sul retro del foglio 40 3^ SOMMINISTRAZIONE: data 8/05/13 Aree disciplinari coinvolte: GEOLOGIA; INGLESE; ED. FISICA; MATEMATICA; TOPOGRAFIA GEOLOGIA 1)Valli epigenetiche: spiega cosa sono, come si formano e quali problematiche geologicoapplicative possono determinare. Riporta qualche esempio (max. 10 righe). 2) Elenca e descrivi dettagliatamente le Unità litostratigrafiche con riferimento anche alla loro nomenclatura, fai qualche esempio (max. 10 righe). 3) Su quali parametri si basa la Classificazione RMR System (Rock Mass Rating system)? Come si arriva alle definizioni delle classi di roccia? Perché è importante determinare le classi di roccia di appartenenza dell’ammasso roccioso? (max. 10 righe). LINGUA INGLESE Answer the following questions (no more than 10 lines ). 1 What do you know about the original Australians ? 2 What are the roles of the rig-mechanic and the rig electrician ? 3 What is the influence of bedrock on landforms ? EDUCAZIONE FISICA 1) L’acido lattico: da cosa deriva e come si misura? 2) L’articolazione dell’anca. Il candidato la collochi all’interno della classificazione delle articolazioni e ne descriva le sue caratteristiche 3)I muscoli intrinseci del torace hanno origine e terminazione nello scheletro del tronco. Fra questi il più importante è il diaframma . il candidato ne descriva la sua collocazione, la sua struttura e le sue azioni. MATEMATICA * Calcolare il volume del solido generato dalla rotazione di 360° attorno all’asse delle ascisse, dell’area compresa tra il grafico della funzione: f (x ) = 2 x + 4 e le rette: y = 0; x =0; x-5= 0 come illustrato a sinistra. * Assegnata la funzione: f (x, y ) = xe Calcolare f xy'' (π , π ) = * Data la successione numerica: n 1 4 an = + 2 5 Calcolare il limite per x tendente a più infinito e stabilirne la tipologia. 41 seny − 3 TOPOGRAFIA Materiale prodotto individualmente o in gruppo Attività pluridisciplinari proposte dagli studenti: area disciplinare interessata principalmente tecnico-scientifica: Materiale prodotto individualmente o in gruppo Eventuali documenti relativi ai crediti formativi presentati dagli allievi, saranno allegati successivamente, dopo l’approvazione del Consiglio di Classe in sede di scrutinio finale. IL COORDINATORE Prof. Primo Dorigo ______________________ 42