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Le notizie che interessano alla gente
CentoperCento mensile di informazione - via Luigi Einaudi, 61 - 44047 Dosso (Fe) Editore Il Destriero Srl - Tiratura 5.000 copie Anno IX - n. 95 settembre 2014
Direttore Responsabile Mirco Gallerani [email protected] - Autorizzazione del Tribunale di Ferrara, n. 23 del 14/11/2006 Stampa Litografia BARALDI snc Cento - Chiuso in Tipografia il 23 settembre 2014
IL FANTASMA
di
TASI
Articolo a pagina 3 ››
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IL FANTASMA DI TASI
Racconto surreale ma non troppo
Era una notte di fine estate. Era la fine di una estate
che non c’era stata; qualche raro giorno di caldo,
ma sopportabilissimo; di contro tanta e tanta pioggia. Tutto sembrava cambiare rispetto al passato,
ma non in meglio: a settembre si aspettava la fine
della calura estiva ed ora ci si chiedeva se ci sarebbe stata qualche tiepida giornata di sole.
La folla che aveva animato la piazza e le vie centrali di Cento si era a poco a poco dileguata, fino a
sparire; un’altra serata del settembre centese si era
consumata nel predominio di presenze multietniche. Sentire parlare in dialetto è impossibile; sentire lingue di ogni parte del mondo è la normalità.
La nostra identità se ne è andata, senza che abbiamo fatto nulla per trattenerla e non è solamente
una questione di lingua, anzi, ma da lì arriva un
segnale veramente forte. L’orologio della piazza
è fermo senza che l’amministrazione comunale
abbia avuto la sensibilità di riattivarlo dopo il terremoto, e, pensare che un orologio è il simbolo di
una città: ne scandisce i ritmi ma soprattutto ne
incita la vitalità. Qualcuno ha detto che il Big Ben
di Londra non indica l’ora ai soli londinesi, che ne
sono affezionatissimi, ma al mondo intero.
E’ una questione di stile ed anche quello di Cento
è fermo, senza indicare un tempo preciso, senza
identità.
Stavo passeggiando sotto i portici della piazza,
quando nel silenzio più assoluto, sentii una voce
uscire dal buio e chiedere: “ad chi siv vò?”.
Riconobbi subito il dialetto centese ma soprattutto
quella amata formula con la quale; un tempo, si
chiedeva l’identità a qualcuno.
Quando una persona anziana incontrava una persona più giovane che non conosceva, ne chiedeva
l’identità tramite la paternità, perché il nome, Mirco o Marco che fosse, diceva ben poco mentre il
ceppo familiare era esplicativo di ogni cosa: erano
le sue credenziali dalle quali si comprendeva chi
realmente fosse e cosa facesse.
Istintivamente, come attratto da un richiamo naturalmente irresistibile, senza rendermi conto a chi
mi rivolgevo, risposi: “a son ed Gallaran al Sincero”. Fu solo allora che vidi una gigantesca figura, etereamente formata, venirmi incontro. Era un
uomo, alto, distinto, vestito in un completo nero
di una foggia ormai passata, con un copricapo che
poteva essere un cilindro. Tra le gambe, camminava con lui, una volpe: un animale magnifico, dagli
occhi inquietanti e scintillanti, sotto i quali un nasino umido e mobile pareva frugare l’aria.
Subito capii chi era. Lui anticipò ogni ulteriore
pensiero e disse - con un maliardo sorriso, dal quale uscirono grandi denti bianchi -:, “sono Tasi, anzi
il fantasma di Tasi: la tua coscienza !”.
Da questo momento, ogni parola detta in dialetto
centese (Tasi parla solo quello), viene riportata in
lingua italiana, per consentire una universale comprensione, almeno spero.
Fu allora, che scivolai in ginocchio, colpito da rispetto ma anche da timore.
Tasi si fermò davanti a me, come sospeso perché
i piedi non toccavano il suolo e la sua immagine,
benché definita, lasciava intravedere attraverso di
essa. La voce era forte e decisa con virate che si
dimostreranno di vera arrabbiatura.
Tasi iniziò: “ho conosciuto tuo padre, al Sincero, a
cui lasciai il mio mantello (la caparela), e conosco
pure te, a cui ho lasciato cappello, guanti, camicia
e la mia amata volpe perché ti consolasse per la
perdita dell’indimenticabile Eliot. Tu sei centese
dei Capi della Partecipanza, per questo mi rivolgo
a te. Tu sei un giornalista, anche se te ne vergogni,
e poiché non mi fanno più parlare voglio lasciarti
alcuni messaggi perché siano diffusi !”.
Su queste ultime parole, pose particolare enfasi ed
alzando la mano destra parve puntare un dito verso la luna. “Voglio -proseguì- che i nostri cittadini
si riapproprino dei loro destini; per fare questo
debbono ridestare le loro coscienze e non lasciare
la città nelle mani dei soliti noti truffatori, che in
nome del politicamente corretto e del culturalmente giusto, perseguono esclusivamente il loro profitto personale a scapito della collettività !”.
A questo punto, ebbi un sussulto e dissi: “Tasi, le
tue parole sono veramente forti…”, ma egli non
mi lasciò proseguire oltre: “Taci! - intimò- pensi
che costoro se ne vadano spontaneamente, o se ne
vadano senza puntare i piedi?.
Hanno in mano banche ed istituzioni, perché controllano i partiti tramite marionette. Non basta
cambiare la marionetta di turno per cambiare le
cose; occorre un cambiamento profondo e radicale; occorrono uomini liberi e disinteressati alle
proprie fortune personali e non personaggi che
vanno a farsi semplicemente il piatto.
Fino a quando saranno i figli dei gatti a succedere
ai padri, i topi non avranno migliore destino.
Guarda com’è ridotto il consiglio comunale, se ne
togli un paio, gli altri sono “Yes-man”, che alzano
la mano per approvare cose di cui non conoscono nulla. Sono utili idioti, convinti di essere geni,
che si gonfiano il petto solo per sedere su di uno
scranno. La situazione centese non è certo un’eccezione; guarda il parlamento nazionale; guarda il
governo: quel Renzi è un parolaio autentico. D’altra parte 10mila centesi e 20milioni di italiani, credendo di essere furbi non andando a votare, hanno
creato questa situazione; così il furbetto vero, alle
spalle dei fessi, può raccontare che il 20% degli
aventi diritto al voto è il 40% dei voti.
Ci siamo dimenticati che a Cento, Lodi è diventato
sindaco con il 30% dei voti degli aventi diritto e
può dire che è stato eletto con il 52% dei voti ?.
Vogliamo dirlo che quelli che oggi più si lamentano sono proprio quelli che non sono andati a
votare?. Vogliamo ricordare che quando ci furono
le manifestazioni contro Lodi, tanti scontenti, quel
giorno non trovarono il tempo di scendere in piazza ?”. Colsi uno spazio tra le parole ed un respiro,
per intervenire, dicendo: “Tasi, hai ragioni da vendere, ma che fare per smuovere le coscienze inerti
ed i cervelli narcotizzati ?”.
Il fantasma si fece cupo e la sua figura si opacizzò,
ma rispose con impeto:” lo so che non è facile dare
la scossa ad un popolo di pensionati ed a giovani
che vivono di tablet; lo so che non è facile parlare
a gente che non conosce il dialetto, parla malamente l’italiano e crede di sapere l’inglese, perché
è gente che non ha più identità.
Però un messaggio lo voglio lanciare: se l’onestà è
ancora un valore e non è sinonimo di stupidità,
la gente onesta si deve unire in un unico grande
movimento, mettendo da parte le passate ideologie
politiche e le militanze di provenienza, coagulandosi in un’unica direzione che è la sola possibile
per l’autentico cambiamento. Occorre uscire dalla
trappola culturale della “destra” e “della sinistra”.
La gente si deve ripresentare sulla scena della vita
civica e cacciare i vampiri che la occupano.
Ormai è una questione vitale per l’intera società.
Fuori i gattopardi, via gli imbonitori ed i truffatori
del politicamente corretto; basta con le famiglie ed
i famigli all’interno delle banche…”
Quest’ultima frase fu accompagnata dall’aurora
alle spalle di Tasi, che venne colto da un fremito,
mentre la notte se ne andava.
Accadde tutto in pochi secondi, ed anche il fantasma svanì, evaporato in un attimo, così come era
arrivato. La luce lo portava via ma lasciva il suo
messaggio ben fissato nei ricordi e negli appunti
che mi ero scritto sul taccuino.
Quando mi sono rialzato, ero ancora in ginocchio
e lo ero da parecchio tempo, le gambe faticarono
ad accompagnare il movimento.
Ora mi chiedo se vidi veramente quel fantasma;
qualche dubbio mi rimane. Dubbi che la mia coscienza non ha: quel che sentii, o credetti di sentire, era profondamente giusto. Tasi mi aveva dettato
una strada ed eseguo la sua volontà indicandola.
Mirco Gallerani
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E’ ora che certe cose vengano raccontate.
BASTA non si può più stare zitti.
L’ULTIMA Spedizione AFFRICANA di
peggiore … “abbiamo già tanto materiale
Gustavo BIANCHI, (Gherardo MONAnuovo da inserire”, rifiuta l’offerta della
RI e Cesare DIANA)…., diari, relazioni,
foto, nonostante la scoperta del ritratto
lettere e documenti editi ed inediti (col
coevo (datato 1900) del Capitano Campegiornale di viaggio di Gherardo Monario, abbia una valenza storica: CAMPEri) – 2 Vol. a cura di Carlo ZAGHI – MiRIO è stato l’organizzatore della spedilano – Ed- ALPES 1930 – pag. 349; 333
zione di Bianchi, Diana e MONARI e sia
con trentaquattro tavole.
stato eseguito da un Maestro milanese.
Questo è il titolo dell’edizione originale
Chiediamo a Codesto Assessorato se
della spedizione che noi, Collezionisti di
corrisponde al vero che la pubblicazione
“robe centesi”, custodiamo in Biblioteca.
e la mostra sono a cura e spese del nostro
Come molti sanno siamo, da decenni,
Comune e che il Tirini è soltanto il curacollezionisti di incisioni antiche, con ractore della nuova pubblicazione?
colte importanti; l’ultima dedicata alla
Il curatore del nuovo libro ha informato
Streghe, in mostra a Bolzano.. vista anl’Assessore TASSINARI del nostro riL'eccidio di Gustavo Bianchi e de' suoi compagni trovamento e della nostra disponibilità?
che dal Premier Renzi, il 05 luglio scor(composizione del signor Edoardo Matania dietro il
so, al Castello di Presole, dove si teneva
E se non lo ha fatto gli si può chiedere
racconto della guida Mandaitù)
un summit col Presidente austriaco!
perché ?
Oltre alle Incisioni antiche, collezionia- Zincografia tratta da “L’Illustrazione Italiana”, edita dai Fratelli Chi ha avuto l’incarico di spendere soldi
mo dipinti, cartapeste, sculture in terra- Treves di Milano, la tavola è inserita nell’annata 1883 pag. 72 e 73 pubblici, per un testo che riguarda un nocotta, oggettistica varia e ultimamente,
stro concittadino Gherado Monari, HA il
“sculture in bronzo” di fine ‘800 - primi ‘900”. In giro per Mostre antiquarie e DOVERE di informare il suo Assessore delle eventuali novità, che possono
mercatini acquistiamo, nel mese di febbraio, un busto in bronzo che ritrae un migliorare la qualità di quanto si sta producendo ed il curatore non può essere
certo Capitano M. CAMPERIO, (Manfredo CAMPERIO Milano 1826 – Na- lasciato libero di essere arbitro e padrone assoluto del libro che sta curando,
poli 1899), che non sappiamo neppure chi sia, ma a noi interessava lo scultore, per conto della nostra Amministrazione.
un certo DANIELLI Bassano (Crema 1854 – Milano 1923).
A meno che – come abbiamo sempre
Quando cominciamo a schedare il busto di DANIELLI, scopriamo che il Ca- fatto noi Alberghini - i Cataloghi delle
pitano Camperio, oltre a varie esperienze militari e politiche, decide nel 1880 nostre collezioni sono stati pubblicati e
e nel 1881 di patrocinare due spedizioni commerciali, in voga in quel tempo, prodotti, esclusivamente, con nostro manell’Africa mediterranea (Tripolitania).
teriale e autofinanziati per intero, senza
Le sue spedizioni esplorative ebbero scarso successo e quindi il Camperio soldi di altri !!
organizzò/finanziò un nuova spedizione, che partì nel 1883 al comando, del Abbiamo pensato di esporre il busto
noto esploratore Gustavo Bianchi. Alla spedizione parteciparono anche il del Capitano Manfredo CAMPERIO,
RI
ferrarese Cesare Diana ed il centese Gherardo Monari.
in una vetrina del centro storico, correFI
Anche questa spedizione ebbe un esito tragico. Infatti tutti e tre i membri dandola con una scheda che racconterà
UT
AT
della spedizione furono tragicamente uccisi nell’ottobre del 1884.
la storia del personaggio ed il motivo
O
I rischi della spedizione erano stati sottovalutati dai dirigenti della società e il per cui è’ stata rifiutata/scartata nel
Capitano Camperio si dimise abbandonando anche la direzione dell’”Esplo- libro !!
ratore”, periodico che lui aveva fondato a Milano nel 1877.
Non accettiamo che un AmministraQUESTO è l’ANTEFATTO, ... ma ora passiamo alla realtà di qualche tore pubblico (Sandro Tirini) abbia
mese fa. Veniamo a conoscenza che il Comune di Cento, ha in programma di l’arroganza di rifiutare una fotografia
pubblicare un nuovo libro su Gherardo MONARI e la sua spedizione in Afri- e un’opera di valenza storica, sia per il
ca, per aggiornare la pubblicazione del 1930, in quanto Sandro Tirini, aveva nuovo libro che per la nostra Città, solo
ritrovato nuovo materiale sulla spedizione in Africa.
perché a lui non piace e/o non gli è graNell’aprile scorso Alberto Alberghini, telefonò a Sandro Tirini informandolo dita. Detto Amministratore non lo può
del fortunato ritrovamento del ritratto bronzeo del Capitano Camperio, dichia- fare e visto che lo ha già fatto, la collet- Busto del Capitano Manfredo
randosi disponibile a fornire una foto professionale del busto per la sua pub- tività deve conoscere questa vicenda che CAMPERIO, opera dello scultoblicazione e fornire, poi, il bronzo nell’esposizione. Alberto conosce Sandro dimostra l’arroganza e la supponenza di re DANIELLI Bassano
Tirini da anni !
questo Amministratore.
Siamo convinti che i costi di pubblicazione e la mostra, siano sostenuti dal- P.S. Come sopra detto la pubblicità del nuovo libro – curato da Sandro Tirini
la nostra Amministrazione Comunale e che il Tirini sia il semplice redattore – è già sul WEB – disponibile dal mese di ottobre 2014 ! ??
della nuova stesura.
UN grazie ai nostri Amministratori che dimostrano ancora una volta la loro
Per “far prima”, stante la conoscenza diretta, non disturbiamo l’Assessore infallibilità culturale … e che si sentono, a nostro avviso, così potenti e sicuri
Avv.to Claudia Tassinari .. in quanto riteniamo che la nostra disponibilità sa- da parafrasare … il marchese del Grillo:
rebbe stata ben accettata da Sandro.
NOI SIAMO NOI ! e voi non siete … UN C - - - O !!
Il Tirini trincerandosi dietro a scuse banali del tipo “siamo già nella fase di imAlberto e Sandra ALBERGHINI
paginazione .. e quindi una nuova foto scompaginerebbe il libro” e altra ancora
Collezionisti in Cento
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ImmObiliare Lodi & C.
Il Sindaco Lodi, caso unico nella storia del Comune di Cento, ha trattenuto
su di sè fin dal momento dell’insediamento le deleghe relative all’edilizia
pubblica e privata, ai lavori pubblici ed assetto del territorio.
Il fatto risulta di una singolarità eccezionale anche in rapporto con la distribuzione delle deleghe, così come avviene usualmente nei Comuni del resto
d’Italia. Le motivazioni non sono mai state rese note, anche perché Piero
Lodi non ha nessuna specifica esperienza in materia e tanto meno possiede
un titolo di studio pertinente. Eppure, questo ha fatto senza che qualcuno
sollevasse alcuna osservazione e riserva.
Ricordiamo che l’edilizia è materia assai delicata, perché attraverso di essa
si muovono fortune per decine di milioni di euro, anche in un comune come
Cento: tutto il resto sono spiccioli; il mattone ed il terreno sono oro.
Aggiungiamo che come Sindaco ha chiamato a ricoprire l’incarico di dirigente del settore un tecnico di sua esclusiva fiducia: l’ing. Carlo Mario Piacquadio; il quale è giunto a Cento per “chiamata”, ovvero senza avere vinto
uno specifico concorso. Piacquadio è lì perché gode della fiducia del sindaco,
quindi la sua permanenza è legata al gradimento di Piero Lodi.
Diciamo questo per evidenziare quanto sia importate il rapporto di “sottomissione” che Piacquadio deve a Lodi e soprattutto quale pratica di dipendenza intercorre.
In sostanza si consuma la trasformazione di “sistema” in “regime”, dove il
Consiglio Comunale (16+1) delega la Giunta (5+1), che incarica l’assessore
competente, sempre il +1 che è il sindaco, il quale chiede al responsabile del
settore di operare determinate scelte, che altro non sono che la giustificazione amministrativa di quanto +1 ha già deciso.
Tutto questo per cercare di fare capire come da una enunciazione corretta,
si arriva a scelte formalmente corrette, ma sostanzialmente scorrettissime,
sotto il profilo dei costi per la collettività.
L’affermazione ci vuole una scuola è corretta; come si acquisisce quella
scuola può celare le reali scorrettezze; l’affermazione ci vuole un salone
dove fare consiglio comunale è corretta, come si acquisisce quel salone può
celare le scorrettezze.
L’esempio è calzante per ogni dove, ma rimanendo sulle vicende centesi, vediamo dove Piero Lodi fa veramente il +1, perché l’intera filiera dei controlli
si autoesclude e viene esclusa, nel silenzio più assoluto, con i partiti ed i loro
rappresentati che svolgono il ruolo dei “Pupi omertosi”.
Prendiamo come documento guida di questo metodo la Determinazione
n.947 del 12/11/2013, settore lavori pubblici ed assetto del territorio, a firma
del responsabile del servizio ing. Carlo Mario Piacquadio.
Lo scopo del documento è “di affidare la prestazione del servizio di supporto tecnico e legale amministrativo connesso all’organizzazione e gestione
delle procedure espropriative e di cessione volontaria relative all’acquisizione di aree di proprietà privata, e delle attività di valutazione dei canoni
di locazione e/o vendita per le aree e gli immobili di cui l’Ente (il Comune)
intende acquisire o cedere diritto di uso e/o proprietà, tramite affidamento
diretto a ESPRO PROGETTI SOC. COOP. di Lucera (FG)”.
In pratica si incarica una società di Foggia, pagandola 24.400,oo euro, di
valutare costi e modalità per operazioni di carattere immobiliare che interessano il comune. Come si sia arrivati a quella società e perché proprio quella
rimane un mistero. Il fine è invece certo: dare corso ad una volontà politica,
gestita con le modalità sopra indicate, che esonera i soggetti mandatari da
ogni responsabilità, perché prezzi, costi, canoni e procedure sono indicate
da un soggetto terzo. Qui cala il sipario sulla trasparenza, perché cessa il
“pubblico dominio” ed interviene la “discrezione privata”.
Le aree per cui si rende necessaria la prestazione del servizio della società
foggiana, sono le seguenti:
• 1) area di XII Morelli per nuovo plesso elementare-materna:
• 2) area d Reno Centese per nuova scuola elementare;
• 3) area di Casumaro per ampliamento parcheggi nuova scuola materna;
• 4) realizzazione collegamento via Pedagna-via di Mezzo:
• 5) valutazione n.2 aree comunali da porre all’asta;
• 6) acquisizione di una strada privata ad uso pubblico;
• 7) acquisizione aree di proprietà della Partecipanza Agraria in uso al comune e destinate a servizi urbani;
• 8) valutazione canone di immobile in uso a caserma della polizia municipale;
• 9) acquisizione della porzione di edificio, ad uso palestra, situata nel nuovo
complesso scolastico di Corporeno;
• 10) canone di affitto di due immobili di proprietà comunale da dare in
locazione uso bar;
• 11) acquisizione dell’immobile denominato “Casa Pannini”.
Si tratta di ben undici operazioni di carattere immobiliare, di cui alcune con
fini evidenti, altre con fini meno comprensibili, anche in ragione degli oggetti
non specificati nella determina dirigenziale.
Va sottolineato che le operazioni riguardanti la Partecipanza Agraria di
Cento, hanno il sapore della “rappresentazione giuridico- amministrativa”,
semplicemente perché coinvolgono un personaggio che recita due parti in
commedia. Vasco Fortini, fa parte della maggioranza di governo del Comune e della maggioranza di governo della Partecipanza. Nella prima fa il
presidente del Consiglio Comunale; nella seconda fa il vice-presidente.
Quindi è chiaro che non vi era bisogno alcuno della Espro Progetti per espropri o mediazioni che già altri hanno bonariamente concordato.
Ci sono due operazioni collegate all’edificazione fatta da un privato (Centro
Emilia Terremoto 2012 Srl) e per le quali il Comune di Cento paga una locazione annua di 728.000 euro: le scuole di Corporeno. Il Comune ben sapeva
che quella ubicazione avrebbe comportato costi per la viabilità, ed ora dopo
quelli dei trasporti, deve farsi carico anche di questi.
Inoltre, comincia l’acquisto delle scuole a pezzi e si parte dalla palestra, attivando una modalità che non può che essere quella maggiormente onerosa;
infatti il costo di una porzione di edificio non potrà mai essere inferiore alla
quota di costo che essa rappresenta rispetto all’intero.
Provate a comprare una macchina a pezzi e capirete subito che vi costerà
molto di più dell’intera auto. Ci sono “gli oggetti misteriosi” costituiti da
due aree comunali da porre all’asta e da due immobili comunali da dare in
locazione uso bar: anche se la dimensione dell’affare è notevolmente diversa in termini economici, rimane il fatto che essi non sono identificati nella
determinazione n.947; così come non viene identificata la strada privata ad
uso pubblico da acquisire. Parlare di modalità poco trasparenti è il minimo
che si debba evidenziare, perché può sorgere il dubbio che la mancanza di
identificazione non sia casuale e possa essere utile ad altri scopi.
La valutazione del canone di un immobile, in uso a caserma della polizia
municipale, pone almeno il problema della sua individuazione e di sapere perché la polizia stessa non abbia ancora sede nell’edificio programmato
all’interno dell’area ex stazione.
Concludiamo con l’acquisizione dell’immobile denominato “Casa Pannini”,
che venne dato in comodato gratuito dalla S.I.A. srl al Comune, e che ora
l’amministrazione comunale “sente il bisogno” di comprare. Chi di noi comprerebbe ciò che ha già gratuitamente ? Nessuno, è ovvio, ma il Comune si;
tanto pagate voi, i soldi sono i vostri e basta dare un giro verso l’alto alle
aliquote di tasse ed imposte. Si sa, il popolo bela, muggisce, raglia, scalcia,
ma poi paga.
L’IMMOBILIARE LODI & C. ringrazia.
TARI UN AUMENTO DI OLTRE IL 5%
In qualità di presidente della commissione bilancio del comune di Cento ho il
dovere di informare la pubblica opinione che una ulteriore stangata fiscale si abbatterà sulle famiglie e sulle imprese centesi. Il prossimo consiglio comunale sarà
tenuto a deliberare le nuove tariffe 2014 della TARI che vedono applicato un incremento del 5,80% per la tariffa fissa e del 5,62% per la componente variabile.
Considerato che il paese è ufficialmente in deflazione ciò costituisce una ulteriore
vessazione sui già tartassati cittadini centesi. Inoltre il PIL della città è in calo
e l’amministrazione si autoproclama per la buona riuscita della fiera quando il
commercio in centro storico è in pesante sofferenza. Detto ciò, va sottolineato che
l’incremento delle tariffe TARI nel biennio 2012 - 2014 sarà mediamente del 26%
per la parte fissa e del 40% per la parte variabile. Mentre i redditi reali dei cittadini
calano le tariffe pubbliche aumentano in modo esponenziale.
In consiglio comunale voterò contro questi aumenti.
Marco Mattarelli
Presidente commissione bilancio
Il Grillo Sincero
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CENTOperCento
CENTOperCento
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CENTOperCento
LA NOTA DELL’ASSOCIAZIONE DEI
Con la presente continua la rubrica a cura dell’Ass.ne dei Piccoli Azionisti
finalizzata, attraverso alcune note monografiche, a cercare di chiarire il più
possibile, ai propri iscritti e a tutti coloro che posseggono azioni della CrCento SPA nonché a chi altro possa stare a cuore il destino della Cassa, vari
aspetti del complesso scenario politico, economico e finanziario in cui si sta
muovendo la banca più antica della città. Ovviamente la scrivente Ass.ne
non si arrocca la presunzione di essere esaustiva in argomento ma, nel limite
del possibile, si prefigge almeno di aiutare chi legge nella comprensione di
regole, regolamenti, comportamenti, scenari, meccanismi ecc. che influenzano positivamente o meno la salute dell’Istituto di Credito di cui, anche se in
minima parte, possediamo il capitale.
Nelle precedenti note abbiamo trattato:
1) il valore delle azioni della Cassa;
2) la responsabilità degli amministratori della Cassa;
3) l’analisi del bilancio 2013.
In questa occasione faremo la valutazione delle competenze degli amministratori del “sistema Cassa” ovvero della CRCENTO SPA e della sua controllante la Fondazione.
LE COMPETENZE NECESSARIE AGLI AMMINISTRATORI DELLA Cassa.
Il biennio 2014 - 2016 è e sarà cruciale per le banche e quindi anche per la
Cassa. Infatti in questi anni vedremo l’entrata in funzione della unione bancaria e della vigilanza unica europea. Ciò significa che la banca d’Italia avrà
meno poteri. Le premesse per la realizzazione dell’unione bancaria e della
vigilanza unica sono la AQR (asset quality rewiew) e l’adeguamento delle
norme sulla corporate governance aziendali che sono già e lo saranno ancora
di più STRINGENTI (a proposito di libertà europea !).
Cosa significa per la nostra Crcento SPA e per il suo padrone la Fondazione?
Significa che con la AQR sarà valutato il livello di corretta segnalazione
e copertura dei crediti dubbi (crediti in sofferenze, incagli, e ristrutturati).
Nell’ultima AQR effettuata da Banca d’Italia, pubblicata in un apposito report aggiornato al 31.12.2012 è risultato un incremento dei tassi di copertura
imposto dalla banca d’Italia dal 31 al 43,5%. Nel 2013 è in corso una nuova
AQR e quindi ci saranno ulteriori sorprese e i siti specializzati di economia e
finanza riportano sempre più frequentemente la necessità di ulteriori aumenti
di capitale per le banche, anche italiane. VUOL DIRE CHE I SOCI DOVRANNO VERSARE DEI SOLDI ALLE BANCHE.
Per quanto riguarda invece le norme sulla governance delle banche, OVVERO SULLA QUALITÀ DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE,
queste si riferiscono più che altro al complesso sistema di organizzazione
societaria e del governo dei processi bancari e ciò vale anche per le piccole
banche come la nostra.
In particolare, vengono sempre più definiti i requisiti e le competenze necessarie agli AMMINISTRATORI delle banche. Un recentissimo studio della
Banca d’Italia (novembre 2013) in merito al processo di autovalutazione ef-
fettuato dalle banche riporta testualmente a pagina 10: “La quasi totalità delle
autovalutazioni ha posto in evidenza l’opportunità di accrescere le professionalità, anche per il tramite di specifici piani di formazione per i consiglieri;
in taluni casi è stata prospettata l’esigenza di potenziare il board mediante
la designazione di consiglieri “dotati di specifica professionalità nel settore
bancario e finanziario”. E ancora: “Gli approfondimenti compiuti sul subcampione di banche mostrano che le modalità di valutazione della professionalità dei consiglieri sono PREVALENTEMENTE FORMALI, limitate
ad una mera verifica dei requisiti minimi di legge, e non sempre assicurano
l’adeguata composizione del board sotto il profilo della competenza tecnica”!
E anche: “sulla base dell’analisi dei curricula dei componenti, nel sub-campione esaminato, non sembrano sempre presenti professionalità specifiche
nel campo della gestione e governo dei rischi finanziari anche nelle realtà
caratterizzate da maggiore complessità. La limitata presenza di consiglieri
dotati di competenze idonee potrebbe anche essere alla base del diffondersi
di fenomeni di cross-membership, ovvero la moltiplicazione dei posti e dei
comitati remunerati.
Infine lo studio Banca d’Italia in merito alla REPUTAZIONE DELLA BANCA dice: “Alcune autovalutazioni richiamano, correttamente, l’importanza
che rivestono i requisiti di onorabilità per tutelare la banca dai rischi reputazionali e, in un’ottica prospettica, prevedono che i candidati alla nomina di
amministratore, oltre a possedere i requisiti previsti dalle vigenti disposizioni normative e regolamentari, non devono aver tenuto comportamenti che,
pur non costituendo illeciti tali da compromettere la sussistenza dei requisiti
di onorabilità, possono comportare per la banca conseguenze pregiudizievoli
sul piano reputazionale.”
UN CAPITOLO A PARTE MERITA POI LA TEMATICA DEI CONFLITTI DI INTERESSE.
A tale proposito il capo della vigilanza della Banca d’Italia Dr. Carmelo Barbagallo in un convegno della ABI tenuto nel giugno di quest’anno a Roma
dice testualmente: “in un sistema, come quello attuale in cui la separatezza è
stata rimossa, “a monte e a valle”, è necessario un sistema di contrappesi che
equilibri il meccanismo degli incentivi e ponga un argine ai conflitti d’interesse e al pericolo di uno sviamento del credito rispetto all’effettivo merito di
credito dei prenditori. I legami partecipativi non devono distorcere le scelte
di affidamento o ritardare l’emersione delle difficoltà dei debitori. Si devono
indirizzare i soggetti vigilati verso comportamenti improntati a trasparenza,
correttezza e integrità”.
E ancora: “In tale quadro, la vigilanza della Banca d’Italia continuerà a operare per prevenire situazioni di potenziale instabilità o il reiterarsi di irregolarità. Aggregazioni mirate o il rinnovo effettivo degli organi potranno consentire
di superare tali problemi. Tali soluzioni devono rispondere a logiche di mercato e operare nel rispetto delle regole societarie, oltre che di criteri di sana e
prudente gestione; soluzioni che intendano proteggere, a tutti i costi e a danno
degli stakeholders, interessi localistici, risulteranno rapidamente inefficaci.”
7
PICCOLI AZIONISTI DELLA CASSA
E ancora: “Come detto, per realizzare una buona vigilanza all’interno dell’SSM sono fondamentali l’attitudine culturale e i comportamenti concreti. Questo
vale in particolar modo per i soggetti vigilati. Le regole realizzano i propri obiettivi e attivano il corretto sistema di incentivi solo se determinano la consapevolezza che il buon governo dell’impresa è il primo presupposto per assolvere la propria missione nei confronti di tutti gli stakeholders”.
A questo punto, vista la complessità del quadro di riferimento in cui si dovrà muovere la CRCENTO SPA e di conseguenza il suo propietario la Fondazione, nei prossimi due anni in cui si realizzerà tutto questo e nei quali si dovrà rinnovare il Consiglio Fondazione (2015) e il Consiglio della CRCENTO SPA
(2016), ci pare opportuno riportare a titolo di conoscenza il profilo degli amministratori attuali del sistema Cassa, onde consentire alla città di CENTO (socio
di diritto della Fondazione tramite il sindaco), ai Piccoli Azionisti e a tutti gli interessati una compiuta analisi della situazione ed un opinione propria.
Età media del board 61 anni. Permanenza media nel l’incaCONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DELLA CRCENTO SPA.
rico oltre la media nazionale che è di 4,82 anni e in tre casi
Incarico
Nome
Professione
Titolo di studio
(Poppi, Martinelli e Tassinari, se si sommano gli incarichi
precedenti in Fondazione) MOLTO OLTRE il massimo naPresidente:
Carlo Alberto Roncarati Agricoltore
Laurea in scienze agrarie
zionale di 9,85 anni. Caso a parte l’ing Manuzzi che siede in
Vice presidente: Mauro Manuzzi
Imprenditore
Laurea in ingegneria
consiglio da data immemorabile, in quanto rappresentante
Consigliere: Ugo Poppi
Imprenditore
Diploma professionale
della Fin.er.ma. Srl, la finanziaria della famiglia che detieConsigliere:
Vincenzo Tassinari
Dirigente az.le. Laurea in economia
ne il 10,88% delle azioni della CRCENTO SPA (la stessa
Consigliere:
Paolo Martinelli
Costr. Edile.
Laurea in ingegneria
che appare nella compagine sociale della cr Ferrara SPA in
Consigliere:
Renato Santini
Commercialista Laurea in economia
amministrazione straordinaria sotto tutela di Banca d’Italia.
Consigliere:
Gianvincenzo Lucchini Avvocato
Laurea in legge
In sostanza questi signori stanno in consiglio da MOLTO
TEMPO. Ci pare anche di capire che le loro attitudini e competenze sono TOTALMENTE estranee a quelle della banca e non sappiamo se, come chiede la
Banca d’Italia, siano stati fatti dei “corsi di aggiornamento” per questi signori la cui responsabilità è strategica per la società in quanto sono LORO che approvano o meno le proposte del direttore Damiano (multato da Banca d’Italia nel 2009 come amministratore di Vegagest) e sono loro che deliberano i fidi più
importanti. A onor del vero i due “neo consiglieri” bolognesi (Lucchini e Santini), scrivono nel loro curriculum di avere esperienze in finanza aziendale e in
ristrutturazione societaria in particolare l’avvocato Lucchini ha esperienza nella analisi della governance e nella acquisizione di banche. Per quanto riguarda
i conflitti di interesse, (quindi i fidi ricevuti o i tassi pagati o incassati) tema che come abbiamo visto è molto sentito dalla Banca d’Italia, rileviamo che i
consiglieri Manuzzi, Poppi, Martinelli, sono titolari di piccole /medie imprese (meno di 500 addetti) e che a pagina 176 del bilancio 2013 sono evidenziati i
fidi concessi alle loro società (37,3 milioni di €) e utilizzati (21,4 milioni di €). Non ci pare in linea con le osservazioni del Dr. Barbagallo.
Passiamo ora ad esaminare il profilo degli attuali amministratori della Fondazione, in particolare di coloro che hanno la responsabilità della nomina dei consiglieri della CRCENTO SPA e cioè dei componenti del consiglio di amministrazione della Fondazione.
Anche in questo caso , come nella consiglio della CRCENCONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DELLA FONDAZIONE CRCENTO
TO SPA, le attitudini e le competenze, a parte due casi, la
Incarico
Nome
Professione
Titolo di studio
presidente Cariani e il consigliere Cremonini (per altro già
Presidente:
Milena Cariani
Commercialista
Laurea in economia
multato da Banca d’Italia nella carica di presidente del colVice presidente: Andrea Giberti Dirigente chemia SPA Laurea in chimica
legio sindacale della CRCENTO SPA), siano TOTALMENConsigliere: Salvatore Amelio
Docente in pensione Laurea in arte
Consigliere:
Luigi Cavicchi
Costruttore
Laurea in ingegneria
TE estranee a quelle della banca. Ricordiamo che la FondaConsigliere:
Mauro Cremonini
Commercialista
Ragioniere
zione trae sostentamento dalla CRCENTO SPA e quindi è li
Consigliere:
Albertino Frabetti
Pensionato
Diploma professionale
che bisogna sapere cosa fanno e cosa fa il direttore Damiano
Consigliere:
Rino Ghelfi
Docente univers.
Laurea scienze agrarie
con la sua “squadra “ di ben due vice direttori generali e tre
Consigliere:
Fabio Gilli
Pensionato
Laurea in scienze politiche dirigenti. Bisogna avere chiaro il complicato funzionamenConsigliere:
Mariaclaudia Mazzuca Dirigente Plattis
Diploma magistrale
to della banca per capire esattamente le scelte manageriali
della direzione generale e non avere soggezione alcuna nei confronti di chi DOVREBBE ESSERE CHIARO PER DOVERE ETICO nella esposizione
dell’andamento della banca POSSEDUTA DALLA Fondazione. il linguaggio bancario e’ spesso criptico appositamente, di modo che l’interlocutore non
professionale in materia ne sia in soggezione culturale. La nostra associazione è intervenuta oltre che in tutte le nostre assemblee di bilancio anche in diversi
convegni, anche internazionali, sostenendo che i managers bancari di questi ultimi anni hanno distrutto valore per gli azionisti sulla base di teorie rivelatesi
profondamente sbagliate, prive di strategie, attuando “piani industriali” fallimentari e mai pienamente realizzati, ma strapagano in compenso i managers
stessi aggiungendo anche benefit da leggenda. Anche a cento questo accade
e deve finire.
Perciò auspichiamo che le competenze e le attitudini dei consiglieri si adeguino alla complessa realtà che IL SISTEMA Cassa DOVRÀ AFFRONTARE. La Banca d’Italia in più occasioni ha chiesto DISCONTINUITÀ.
La nostra associazione di Piccoli Azionisti continuerà ad essere vigile, critica
e propositiva.
Purtroppo la arroganza spesso accieca e negli ultimi anni le nostre proposte,
Giorno di chiusura LUNEDì
accettate ed eseguite nei fatti, sono state sempre spocchiosamente ignorate.
A tutti i piccoli azionisti: siamo a disposizione per consulenze, valutazioni,
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CENTOperCento
CENTOperCento
CENTOperCento
CENTOperCento
ANALISI DEL COMUNICATO DELLA
CRCENTO SPA SULLA SEMESTRALE
Ci limiteremo alla analisi dei soli numeri pubblicati. Il contesto di crisi
epocale e di sofferenza delle famiglie e delle aziende ci impone di essere
morigerati nei commenti.
Utile lordo di 6,1 milioni, non viene fornito il dato di utile netto semestrale
ma solo il ROE che viene dichiarato al 1,85%. Che significa: dato che il
ROE si ottiene dividendo l’utile netto per il patrimonio netto, si intuirebbe
un utile netto di circa 3,5 milioni. Il che sarebbe 7 volte l’utile netto del
primo semestre 2013 (dato che il ROE era del 0,3%) ! BUM.
Aspettiamo la fine del 2014 a giudicare.
Il margine interesse aumenta del 14,9% rispetto al primo semestre 2013.
Il risultato di gestione cala del 0,47%.
Le sofferenze nette sono il 4,4% dei crediti netti. Lo stesso dato al 31.12
era al 3,8%, ciò significa che le sofferenze stanno aumentando del 15,5% da
fine anno. Aspettiamo la fine del 2014 a giudicare.
I crediti, ovvero i prestiti ai clienti CALANO del 1,1%.
La raccolta complessiva CALA del 1,3%.
Se calano gli impieghi, come fanno TUTTE LE BANCHE significa che
anche la CRCENTO SPA sta facendo quello che fanno tutti, e cioè sta riducendo l’attivo di bilancio, in gergo bancario sta facendo “deleveraging”.
Se cala la raccolta complessiva è più preoccupante, perché altre banche,
anche locali, invece stanno aumentando la raccolta e questo potrebbe essere
il sintomo di una indebolita capacità commerciale.
Aspettiamo la fine del 2014 a giudicare.
Calano i costi del personale del 4%. Sono usciti quasi 25 dipendenti a fine
anno e ne hanno assunti in luglio 12 come apprendisti. Perciò il delta è negativo di 13. La CRCENTO SPA sta riducendo il personale, oltre tutto nella
semestrale questi 12 apprendisti non sono spesati essendo stati assunti dopo.
Calano i costi amministrativi del 7,2% (al netto di artifici contabili incomprensibili.
Dato che:
MARGINE INTERESSE (+ 14,9%)
+ margine servzi + utili da titoli
= MARGINE DI INTERMEDIAZIONE
- costi operativi (personale + amministrativi) (-4% , -7,2%)
= RISULTATO DI GESTIONE LORDO (o RLG) (-0,47%).
Questo ultimo dato viene dichiarato in calo del 0,47%, quindi ci sembra di
capire che il calo dei costi operativi non è sufficiente a compensare il calo
del margine di intermediazione. Aspettiamo la fine del 2014 a giudicare.
Il Tier 1 al 12,6%. In gergo bancario stretto (incomprensibile come il ladino
della alta val punteria ristretto alla sola comunità di sesto), significa che
la CRCENTO SPA è più solida patrimonialmente. Ciò sembra dovuto al
maggiore utile netto che verrà accantonato a fine anno e alla riduzione dei
prestiti ai clienti, quindi del rischio. Aspettiamo la fine del 2014 a giudicare.
Concludiamo con una riflessione. A pagina 40 del documento chiamato III
PILASTRO (pubblicato sul sito della banca) sono riportati gli stipendi del
direttore DAMIANO e di suoi 3 (tre) collaboratori: 782.300 €.
Quanto di questa cifra imponente viene assorbita dal solo DIRETTORE GENERALE?? È giustificata dai risultati? Che giudizio danno i soci
dell’operato della CRCENTO SPA dato che le azioni in vendita mediamente sono 40 o 50 volte le azioni in acquisto? Perché accade ciò? Perché
il fondo di acquisto azioni deliberato in assemblea dei soci nel aprile 2014
non è ancora funzionate?
Aspettiamo la fine del 2014 a giudicare.
La Redazione
DISCARICA MOLINO BOSCHETTI: GRANDE
PREOCCUPAZIONE ED ENORME DELUSIONE
PER L’OPERATO DEI SINDACI LODI E TOSELLI
Da molti anni i rifiuti indivisi di tutta la provincia di Ferrara vengono portati all’inceneritore di Hera, quindi la discarica di Molino Boschetti non
serve al nostro territorio ed è stata utilizzata per stoccare rifiuti speciali
provenienti da lontano.
Lodi è il sindaco del comune di Cento proprietario della discarica in modo
diretto e indiretto con CMV; Toselli è il sindaco di S.Agostino competente per territorio, perchè la discarica è posta sul confine con Casumaro, a
circa 1 km. dal polo scolastico dell’alto centese, comprendente anche il
nuovo asilo donato dagli Alpini.
Fummo soddisfatti e ci fecero ben sperare alcuni anni fa, i sindaci Lodi
e Toselli, quando, con i loro Consigli Comunali votarono le delibere pro
chiusura del sito Molino Boschetti…..ma poi gli eventi cambiarono in
peggio, fino alla situazione attuale cosi’ riassunta:
DISCARICA 1: non piu’ attiva da 15 anni non è ancora stata ricoperta
con teli impermeabili onde evitare il formarsi del percolato generato dalla pioggia che penetra tra i rifiuti: tale percolato si estende poi alle falde
sottostanti sprovviste di protezione, aumentandone l’inquinamento.
DISCARICA 2: il documento AIA 10688 emesso da Ferrara Provincia,
autorizza sia l’impianto di recupero biogas che l’impianto di ricircolo percolato; quest’ultimo andra’ a prelevare il percolato altamente inquinante
dal fondo discarica per distribuirlo sotto traccia su tutta la superfice dei
rifiuti, con le inevitabili conseguenze dovute ai materiali inquinanti . Fino
ad ora il percolato è stato prelevato e portato in appositi impianti di smaltimento, ma dopo rimarrebbe in loco per alimentare il ricircolo.
Oltre ai due impianti sopra menzionati, il documento di autorizzazione
Scarica il link di
CENTOperCento su:
www.areacentese.com
AIA richiama anche un impianto di smaltimento calore, di cui un possibile utilizzo consiste nella vaporizzazione in loco di quel percolato rimasto
alla fine dei cicli di ricircolo. Noi crediamo che tutto questo dia origine
ad un bilancio ambientale assolutamente negativo, perché la stagnazione
del percolato, non piu’ asportato, non puo’ che aumentare l’inquinamento
locale a danno dei cittadini residenti.
DISCARICA 3: è un’area ove sono parcheggiati i rifiuti post terremoto, ma in futuro potrebbe contenere altri tipi di rifiuti, dato che Molino
Boschetti è stato inserito dal piano regionale rifiuti 2014-2020 tra le discariche ampliabili (cap. 9 pag. 36, cap. 14 pag. 9 e norme di attuazione articolo 24). Con tali disposizioni la Regione Emilia Romagna ha
completamente disatteso le delibere pro chiusura del sito, emesse dai
due Consigli Comunali, nel 2010 S.Agostino e nel 2012 Cento, senza
che venissero registrate immediate e vibranti proteste dai rispettivi
sindaci, mentre 480 cittadini inviarono osservazioni contrarie al provvedimento regionale.
Noi siamo fortemente delusi dell’operato dei sindaci Lodi e Toselli, perché le problematiche sopra citate esistono da molti mesi, ma non ci risulta
alcun loro documento con prese di posizioni significative e contrarie ai
progetti, nonostante siano state inoltrate alle autorita’ locali, interrogazioni ed accesso agli atti, formulati dal gruppo consigliare Valore e Rispetto a S.Agostino e dal gruppo consigliare Noi Che… a Cento. Anche
il gruppo consigliare di Massa Comune è fortemente impegnato, senza
purtroppo ricevere risposte soddisfacenti.
Ai sindaci chiediamo di fare chiarezza perché desideriamo conoscere, con
urgenza, le loro posizioni suffragate da documenti ufficiali, ma ci pare
di capire che il loro tergiversare assomigli molto al silenzio assenso che
significa condividere ed approvare i nuovi progetti.
Come GAD ribadiamo le nostre richieste note fin dall’inizio: non vogliamo il ricircolo percolato e non vogliamo il possibile ampliamento della
discarica.
GAD
9
Interpellanza
Orizzontale e
Scuole Carducci Segnaletica
Via Monsignore di Sopra
SI CHIEDE al Sig. Sindaco del Comune di Cento anche nella carica di
assessore all’urbanistica e ALL’Ing. Piacquadio Carlo Mario nella carica
di dirigente dei lavori pubblici ed assetto territorio quanto sotto riportato.
CONSIDERATO CHE osservando dalla Via Gennari la costruzione
dell’Ampliamento delle scuole Carducci ad uso palestra si nota chiaramente che la parete vicina al civico n. 110 di altra proprietà, è distante mt.
1,60 dalla stessa costruzione preesistente a parete cieca e posta da sempre
sul confine nord. DATO CHE l’articolo 873 del Codice Civile che cita “le
costruzioni sui fondi finitimi, se non sono unite o aderenti, devono essere
tenute a distanza non minore di 3,00 mt.
Nei regolamenti locali può essere stabilita una distanza maggiore”.
PRESO ATTO CHE Non si è a conoscenza di eventuali regolamenti o normative che riducano le sopra descritte distanze, nè se esistano accordi particolari, CON LA PRESENTE siamo a richiederle quale strumento e quali
regole sono state applicate nel caso specifico, tenuto presente che nella
prassi e nell’uso quotidiano dell’applicazione delle norme, chi costruisce
in difetto commette “abuso”.
Il Consigliere Comunale - Marco Mattarelli
CIMITERO E CMV
Ciao, sono piu’ di due anni dal terremoto ma il cimitero
e’ ancora messo cosi’. Abbiamo una tomba di famiglia che
non ha subito danni, in mezzo ad altre che invece sono inagibili, e non riusciamo ad utilizzarla, tantomeno accedervi.
E’ morto mio padre più di una settimana fa, è andato alla
cremazione e abbiamo dovuto parcheggiare la sua urna al
cimitero di Corporeno (per fortuna gratuitamente) in un loculo assieme ad
altre persone, credo 8, in attesa del trasferimento un giorno a Cento.
Ma la cosa più pazza in assoluto, e’ che per sollevare la lastra del porticato
che chiude la camera mortuaria sottostante, e si fa con un palanchino,
scendere due gradini, appoggiare l’urna alla scaffalatura dedicata, risalire, chiudere la lastra, senza murare nulla perchè non c'è bisogno essendo
cremato, CI HANNO CHIESTO BEN 400 EURO!!!!!! credo esattamente
397, qualcosa come UN MESE DI PENSIONE DI MIA MAMMA! mi
chiedo se è possibile una ladrata del genere, perchè io comunico il furto
all’unione consumatori o dove posso. A lavorare un tecnico prende 40 euro
all’ora in media, deve fare 10 ore per prendere una cifra simile. Li’ se ci
metti a esagerare, esagerare, 20 minuti ci hai messo molto. Cosa si puo’
fare? Sentire ai servizi cimiteriali Cmv se volete accertarvi. A noi e’ stato
detto cosi’. Ora è stato “parcheggiato” in un loculo del cimitero di Corporeno assieme ad altre 8 urne, gratuitamente, in attesa del trasloco che
non si sa quando avverrà... Sapete altro di questa storia?
GRAZIE MILLE.
Barbara
Disperato appello per la viabilità
Buongiorno sono Botti Lisa gentilmente ho avuto il suo indirizzo di posta elettronica da un amica... volevo raccontarle
cosa sta accadendo qui a Casumaro e chiederle se lei potrebbe aiutare me e chiaramente tutti gli abitanti. Io abito in via
Gazzinella e la strada è messa veramente male, una delle
peggiori... l’anno scorso grazie agli enormi buchi e crepe
presenti sull’asfalto mi si e tagliata la gomma della macchina.... ho fatto denuncia e dalla assicurazione del comune mi e stato risposto che essendo residente e sapendo dove sono i buchi li devo evitare...,una
vergogna!!!! Giovedì sono venuti anche da noi a fare le strisce pedonali
ma, essendoci poco asfalto le hanno fatte sulla erba!!! sempre quel giorno
passeggiavo con mio figlio lui era su una macchina a batteria, è finito dentro una crepa cadendo e facendosi male!! Ho mandato mail al comune...
ma nessuna risposta!!! premetto che e più di un anno che chiamiamo i
vigili ma non fanno nulla! La nostra é la via che porta alla discarica a
traffico limitato limite 20 allora ma vanno molto più forte e le condizioni
della strada non lo permettono. Ti allego delle foto scattate quel giorno per
farle capire che sembra un parco
faunistico non una strada e rimango a sua disposizione per qualsiasi
chiarimento, chiedendole cortesemente di aiutarci perché nessuno ci
considera e siamo stanchi . . di tutto
. . strade, discarica, fogne che non
tirano . . una tristezza!!!!
Cordiali saluti.
Botti Lisa grazie in anticipo
L’amministrazione comunica nel sito comunale che ha iniziato l’operazione “segnaletica orizzontale”.
Operazione non più procrastinabile visto l’avvicinarsi della stagione autunnale e invernale, questo potrà aiutare sicuramente la sicurezza stradale,
riuscendo finalmente a vedere dove si va nelle strade centesi. Fare la segnaletica su strade in buono stato ha senso ma su strade dissestate con buche e,
avvallamenti ne ha un po’ meno.
Da che mondo e mondo si asfaltano le strade prima di fare la segnaletica,
onde evitare di fare un doppio lavoro con relativa doppia spesa.
A questo proposito mi sento in dovere di segnalare l’ennesima strada pericolosa nel centese, Via Monsignore di sopra.
Via Monsignore di sopra per quasi 1 km presenta gravi avvallamenti che
portano tutti gli automobilisti che vanno verso Dodici Morelli ad andare
contromano (foto1), non è una questione di velocità, anche andando piano,
si sbanda se si va sugli avvallamenti, altissimo il pericolo anche per le moto
e addirittura per le biciclette, non ne parliamo poi d’inverno con ghiaccio
e neve.
Da anni non vengono fatti interventi significativi nonostante l’importanza di
questa strada sia in continua crescita poiché permette ai Morellesi di andare
a Cento tagliando fuori Renazzo.
Si spera che per avere migliorie a questo tratto di viabilità non occorra attendere i periodi di “ campagna elettorale”... oppure, peggio ancora, che capiti
qualche disgrazia. Da parte del Comune, non sarebbe di certo una soluzione
quella di mettere un limite assurdo come
i 30 km orari che rappresenterebbero solo
un metodo troppo facile ed economico per
evitare i lavori.
Il Consigliere Comunale
Magagna Lorenzo
10
CENTOperCento
CENTOperCento
CENTOperCento
CENTOperCento
C E C I t à i l l u m i n ata
A Cento manca, tanto per rimanere coerenti con la cecità dello spirito nazionale ormai istituzionalizzato, il senso pratico dell’utile pubblico.
Questa cecità a Cento si esprime materialmente nell’utilizzo ed nell’inutilizzo dell’illuminazione pubblica.
Cento ha bisogno di un progetto di illuminazione pubblica che comprenda
l’interno e l’esterno perimetrale del centro abitato.
La parola chiave è progetto.
Di lampade e pali ce n’è già, il problema è, è proprio il caso di dire, una
questione di visione d’insieme.
Per la sostenibilità e l’utilità del servizio di illuminazione vi è bisogno di un
cambiamento nell’attuazione, anche per marcare la svolta culturale ed etica
necessaria per un futuro propositivo, e dimostrare che l’amministrazione
abbia questo spirito necessario.
Nello specifico si tratta di eseguire un progetto di illuminazione di alta
tecnologia (a led , che permette un potenziale risparmio di circa il 50% con
tempi di rientro degli investimenti accettabili).
L’illuminazione pubblica si deve orientare verso specifiche tecnologie volte
ad integrare quante più funzionalità (Power Line e comunicazione a banda larga, sistemi di controllo della strada “Smart Street” basato su rete e
lampioni intelligenti a sostegno della sicurezza del territorio monitorandolo e tutelando abitazioni ed ambiente, ad esempio), poiché rappresentano
un’enorme opportunità di miglioramento ed ampliamento di servizio con
investimenti ed interventi quanto più integrati e massimizzati.
Noto che di recente è stata fatta l’illuminazione in via Canale a Cento .
Questo può anche essere utile, ma non si riesce veramente a capire perché
illuminare via Canale , che giunge fino alla frazione di Corporeno dove le
necessità urgenti sono ben altre.
Illuminare la campagna, quando nel centro abitato, e precisamente in via
Ariosto, da circa 20 anni, una parte è priva di illuminazione Pubblica è
poco utile.
Per il comune utilizzare le risorse ricavate dalle tasse imposte ai cittadini
residenti a Cento a beneficio della collettività è possibile a patto che gli
eletti non continuino a chiudere gli occhi.
Le risorse devono servire per modernizzare, per migliorare e PROTEGGERE il proprio territorio.
Ogni qualvolta che la politica spende i denari della collettività le spese non
riguardano mai i problemi evidenti, ma si iniziano sempre opere nuove…
con nuovi problemi.
La politica locale sembra abbia assimilato molto bene il modus operandi
di quella nazionale, circondando e bersagliando alla sconfitta totale il cittadino.
Ecco tre domande a dimostrazione di ciò a cui ciascuno di noi può rispondere:
1. Le nuove opere vanno incontro alle esigenze immediate dei contribuenti?
2. I cittadini contribuiscono a delineare le linee di intervento pubblico?
3. I cittadini riescono ad esprimere le proprie difficoltà alle istituzioni senza
essere considerati parte esterna alle istituzioni, una minaccia?
Questo modo di operare, ormai detto riformista ma senza carattere positivo
e carico di significato esclusivista, oltre a martoriare il senso di comunicazione tra gli individui inquina moralmente e materialmente il pubblico,
opera o cittadino che sia, con nefaste conseguenze.
Questa mentalità elusiva del territorio e dei cittadini non dimostra soltanto
la scarsa conoscenza dei cittadini e del territorio ma la volontà di NON
conoscerli.
Antonio Gorga
ALTRA BUFALA DEL DUO ACCORSI-LODI
Viabilità a servizio del polo scolastico di Corporeno
Durante gli interminabili minuti passati in fila in automobile, nell’unica
improba via di accesso alle scuole di Corporeno, in attesa che arrivassero i Vigili urbani di Cento - i quali, a quanto pare, non sono stati avvisati
che la campanella in detto plesso suona alle ore 8.00, visto che sono arrivati dopo tale orario - mi sono sovvenute alla mente le dichiarazioni e gli
annunci fatti in merito ad una nuova viabilità per questo polo scolastico.
E ricercando tra le carte che minuziosamente conservo, per quanto riguarda il post terremoto a Cento, ho avuto conferma del mio ricordo.
In data 22 settembre 2012, infatti, appariva sulla stampa provinciale la
seguente dichiarazione di Giuseppe Accorsi, amministratore delegato
di Centro Emilia Terremoto: «La nuova strada che collegherà via Di
Mezzo con il nuovo plesso scolastico di via Pedagna – spiega Accorsi - verrà realizzata contestualmente alla fine dei lavori del plesso
scolastico grazie alla solidarietà del gruppo alimentare Alì e Alìper,
una realtà di 98 supermercati che opera in Veneto e in provincia di Ferra-
ra. Raddoppiando il contributo raccolto grazie alla donazione dei punti
della Carta Fedeltà dei propri clienti, i supermercati Alì e i centri Alìper
hanno infatti messo a disposizione della Regione una somma importante
per interventi nei centri terremotati. Buona parte dei fondi, oltre 130
mila euro, finiranno nelle casse del Comune di Cento per realizzare la strada di collegamento». Cosa poi confermata nel numero dello
stesso mese di settembre del giornalino locale “Realtà Centese”, di cui il
Sindaco Lodi era il direttore, prima dell’incarico elettivo.
Ora che sono passati due anni dalla fine dei lavori per il plesso che ospita
circa 700 alunni, la domanda è: che fine hanno fatto quei soldi destinati
alla realizzazione della nuova strada di accesso alle scuole di Corporeno?
Se poi qualche Consigliere comunale volenteroso, volesse addirittura
ufficializzare all’Amministrazione Lodi detta domanda, penso ci potrà
essere per lui la gratitudine di molti centesi.
Marco Gallerani
Vittoria Comellini Vuole gli immigrati
Ho avuto l’occasione di leggere per caso il suo mensile “d’informazione”(?) CentoperCento e in particolare
l’articolo Le ridicole giustificazioni... a pagina 9.
Da anni mi occupo di immigrazione ed emigrazione e
vorrei contestare alcune delle affermazioni che l’autore
di detto articolo espone.
“La popolazione italiana è sempre più vecchia,
quindi abbiamo bisogno di immigrati”, si contesta
questa affermazione comune affermando che “gli immigrati non sono italiani, quindi non possono ringiovanire la popolazione italiana”. Si informi l’autore su
quanti/e immigrati/e chiedono e ottengono la cittadinanza (dopo lunghe e difficili pratiche) oppure sposandosi con italiani/e
e diventando così italiani/e a tutti gli effetti. Durante il 2012 si sono
registrate 65.383 acquisizioni di cittadinanza; il 91,9% (60.060) ha riguardato persone che avevano in precedenza la cittadinanza di un paese
non comunitario.
Poi sono d’accordo con l’autore sul fatto che andrebbero incentivate in
Italia politiche per favorire la maternità e le famiglie con figli, come si
fa nel resto d’Europa.
“Gli immigrati fanno i lavori che gli italiani non vogliono più fare”
infatti quanti italiani andrebbero a lavorare in nero da ITALIANI sfruttatori, per raccogliere pomodori per pochi euro al giorno, in situazioni di
vera e propria schiavitù, mai contrastata dagli organi preposti. Ma potrei
citare altre centinaia di casi simili in fabbriche, in aziende artigianali,
gestiti sempre da ITALIANI.
“Anche gli italiani sono stati migranti”. Questo è vero: si calcola che
tra il 1861 e 1985 siano emigrati 30 MILIONI di italiani e che oggi
nel mondo vivano 65 MILIONI di oriundi italiani dei quali 4 MILIONI hanno conservato la cittadinanza italiana. Contrariamente a quello
affermato nell’articolo, anche noi emigravano clandestinamente. Nella
sola Francia tra il 1945 e il 1960 il 50% dei lavoratori era clandestino,
mentre era clandestino il 90% dei loro familiari (questi sono dati ufficiali
del Ministero francese). In America poi le cose andavano ancora peggio,
per noi. La nostra emigrazione clandestina là è stata raccontata nei film,
nella letteratura (Uno sguardo dal ponte di Miller, L’inverno del nostro
scontento di Steinbeck, Ragtime di Doctorov...). Ma lo stesso discorso
vale per tutti i paesi dove emigravamo: Svizzera, Germania, Belgio...
“Siamo già un miscuglio etnico”. Verissimo: siamo il risultato della
fusione di diversi popoli non solo EUROPEI, “geneticamente molto affini”, ma di popoli provenienti da tutte le parti, anche dall’Africa. Tra
l’altro è dimostrato che la specie umana proviene proprio da lì, dall’Afri-
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ca equatoriale! Quindi siamo geneticamente affini anche con gli attuali
abitanti dell’Africa! Faccia una ricerca sul suo cognome e scoprirà molte
cose interessanti, come può scoprire chiunque di noi, andando a ricercare
le proprie origini!
“Non c’è nessuna invasione”. I dati che lei riporta sono del tutto inventati:
faccia una ricerca sul sito del ministero degli Interno e se ne accorgerà!Al
1° gennaio 2014, in base ai dati forniti dal Ministero dell’Interno, sono
regolarmente presenti in Italia 3.874.726 cittadini non comunitari.
Tra il 2013 e il 2014 il numero di cittadini non comunitari regolarmente
soggiornanti è aumentato di circa 110 mila unità (+3%), crescita dovuta
in gran parte alle nascite avvenute in Italia e non a nuovi arrivi. E quindi
non rappresentano affatto il 10% della popolazione!
L’Europa poi finanzia ampiamente il piano Mediterraneo e gli immigrati
non sono ospitati in hotel, ma in Centri di accoglienza (?) che la inviterei
a visitare. Inoltre la maggior parte di quelli che arrivano sulle nostre coste
non ne vogliono proprio saper di restare qui, se ne vogliono andare in altri
paesi dove hanno parenti e amici.
Non so se lei sia al corrente che nel 2013 ben 95.000 Italiani sono emigrati all’estero, pari al 55% in più rispetto al 2011. E questi sono i dati
ufficiali ai quali bisognerebbe aggiungere un numero abbastanza alto di
quanti emigrano, mascherando la propria emigrazione con permessi per
ragioni di studio, di vacanze... Io ne conosco un bel po’.
Quindi anche noi continuiamo ad invadere...
“Anche gli italiani delinquono” come e più degli immigrati, ma possono difendersi meglio, e sfuggire alle maglie della giustizia impunemente,
anzi alcuni sono anche in Parlamento! Il rapporto fra immigrazione e
criminalità è una questione delicata e difficile da studiare. Infatti spesso
la percezione del problema è amplificata dal fatto che gli stranieri compaiono nei media italiani solo quando sono protagonisti di fatti criminali.
Gentile signora, il nostro mensile fa informazione, anche se Lei pone un
denigratorio punto di domanda dopo tale affermazione, perché evidentemente
se le opinioni non coincidono con le Sue, non si fa informazione.
E’ un modo abbastanza comune di affrontare la disamina della comunicazione
e non ci sorprende che ci siano persone che continuano a muoversi in questa
logica. Noi siamo coerenti e dopo le tesi contro l’immigrazione proponiamo le
Sue a favore. Lei dice che da anni si occupa di immigrazione, evidentemente le
piace o ne ha qualche utile.
In Italia c’è una florida industria dell’accoglienza e sono tanti che ne traggono
vantaggi: non solo i “negrieri”, ma anche coloro che fanno carità “pelosa”.
Voglio credere che non sia il Suo caso, ma i numeri che ci propone sono quelli
delle “tesi ufficiali”, al ribasso perché escludono gli stranieri comunitari ( totale
stranieri: ISTAT 2013: 4.387.721; Comuni italiani 2012: 4.570.317; Eurostat
2013: 4.800.000, mentre altri ancora parlano di 5.200.000) che vogliono accreditare l’immigrazione come “una risorsa assoluta” per il popolo italiano.
L’immigrazione, così come concepita, produce danni ed anche Lei li cita.
Parla di “schiavitù mai contrastata dagli organi preposti” ed allora chiedo perché
fare arrivare schiavi se poi non siamo in grado di debellare lo schiavismo ?.
Inoltre, pare non avere capito che i numeri che Lei contesta non sono riferiti
ai soli extra comunitari ma si riferiscono all’immigrazione nel suo fenomeno
complessivo. Ricapitoliamo e ribadiamo alcuni ns. convincimenti :
“La popolazione italiana è sempre più vecchia, quindi abbiamo bisogno di
immigrati”
Il problema non si risolve importando africani od altri stranieri ma creando i
presupposti per la natalità tra i ns. giovani.
“Gli immigrati fanno i lavori che gli italiani non voglio più fare”
Gli italiani non vogliono paghe da fame. Ferma il mercato degli schiavi e questo cesserà.
“Anche gli italiani sono stati migranti”
Già, ma non abbiamo forzato i confini di alcuno stato. Inoltre la sig.ra Vittoria
confonde “il permesso di lavoro” con l’immigrazione clandestina. Gli italiani
in Francia, nel citato periodo, erano entrati regolarmente in quel paese ma non
avevano il permesso di lavoro., che veniva dato solo al bisogno (dei francesi) e
non per solidarietà.
“siamo già un miscuglio etnico”
La teoria che l’uomo sapiens sia nato in africa è una forzatura con la quale si
vuole confondere il ritrovamento di resti, che non confermano altro che essi
sono i reperti più antichi (fino ad oggi rinvenuti), senza dare la certezza che
l’uomo sapiens abbia origini africane.
“Non c’è nessuna invasione”.
Il numero che Lei cita fa riferimento ai soli extracomunitari che sono regolarmente presenti e gli altri (quelli non regolari) ?. Da quel computo sono esclusi
circa un milione di romeni ed altri (perché comunitari). Ho visto personalmente
giovani africani alloggiati in un albergo del centese.
“Anche gli italiani delinquono”
Lo sa, sig.ra Vittoria quanti milioni di italiani non sono in grado di pagare l’avvocato e dovrebbero ricorrere al gratuito patrocinio, come gli extracomunitari a
cui lo Stato italiano paga le spese legali ?
Essi sono tanti di più degli stranieri, eppure sono tanti di meno ad interessare
la giustizia. La Sua domanda su quanta delinquenza abbiamo esportato noi è
fuorviante. Lo sa che la mafia non è un fenomeno esclusivamente italiano, c’è
una mafia cinese, russa, ebrea ecc. Gli italiani non sono solo mafia ma hanno costruito il progresso di intere nazioni e là si sono recati per dare enormi contributi
Non dimentichiamoci poi di quanta delinquenza abbiamo esportato noi,
ma questa, lo so, non è una scusante.
“Pagheranno le nostre pensioni” affermazione verissima, perché i lavoratori extracomunitari che rientrano nei Paesi di origine, cessando l’attività lavorativa in Italia, non possono più chiedere la liquidazione dei
contributi versati, che restano quindi qui.
Con l’approvazione della legge Bossi-Fini questa possibilità è stata infatti
eliminata: a partire dalla data di entrata in vigore delle nuove disposizioni
contenute nella legge 189/2002, quindi dal 10 settembre 2002, i cittadini
extracomunitari che rimpatriano non hanno più la possibilità di chiedere
il rimborso della contribuzione versata.
“Dobbiamo rimediare al colonialismo” anch’io sono figlia del colonialismo, sono nata nel 1943 in Eritrea, da genitori italiani. Conosco bene
l’Africa e le posso assicurare che tanti dei problemi che oggi questo paese
ha sono proprio conseguenze del colonialismo che non è finito! Le maggiori imprese di sfruttamento dei tesori che questa terra ha sono tutte in
mano a ditte europee, americane e adesso anche cinesi. Siamo noi europei
che abbiamo finanziato fino a ieri dittatori e clan, per sfruttare meglio sia
la manodopera locale che le risorse naturali. E queste purtroppo non sono
idiozie, ma realtà con le quali fare i conti, per capire meglio l’attuale situazione. Si faccia qualche viaggio non organizzato in quei paesi!
Comunque per concludere questa mia lunga lettera se lei avesse un figlio
e vivesse in uno di quei paesi da dove fuggono queste persone, dove c’è
solo fame e miseria, guerre e soprusi di ogni genere, non farebbe di tutto,
ma proprio di tutto mettendo nel conto anche la morte, pur di cercare di
salvarlo, di dargli una prospettiva di vita, una qualunque?
La saluto e la ringrazio se avrà avuto la pazienza di leggermi fino in fondo.
Vittoria
e non solo per prendere. Anni fa, ad un funzionario della dogana montenegrina,
che vedendo il mio passaporto esclamò: “Italiani mafia !”, risposi: “forse. Ma
siamo, anche, Leonardo da Vinci e Guglielmo Marconi: ora dimmi due nomi dei
tuoi da paragonare a loro ! Il funzionario tacque”.
“Pagheranno le nostre pensioni”
Lo sa che anche gli italiani non possono chiedere il rimborso della contribuzione versata ! Qualcuno ha mai fatto il conto delle supposte donazioni contributive
perché lasciano l’italia ? Nei bilanci si scrivono numeri certi e non gli auspici ed
i soli numeri certi sono quelli dei costi che ci impongono.
Solo per la sanità i costi sono mediamente di 1.540 euro anno per ogni residente sul suolo italiano; nelle scuole abbiamo circa 1milione di studenti stranieri;
quanto costano con la scuola dell’obbligo a carico dello Stato ?
“Dobbiamo rimediare al colonialismo”
Quale ? A quello degli inglesi e dei francesi.
Se è nata in Eritrea nel 1943, come sostiene, dovrebbe sapere che all’epoca tale
paese era sotto il dominio coloniale inglese e che fu italiano dal 1889 al 1941.
Tanti Eritrei hanno autenticamente rimpianto quel periodo.
Dovrebbe sapere che le truppe italiane, quando occuparono Adis Abeba nel
1936, come primo provvedimento “abrogarono la schiavitù”. Ripeto: la schiavitù, perché nell’impero Etiope era legalmente in vigore, ma lei pare ricordare
solo quello che ha visto nel film “Il Padrino”.
Vede, io ho girato il mondo ed ho lavorato in diversi paesi africani ed asiatici.
Particolarmente in India. L’india ha ottenuto l’indipendenza il 15 agosto 1947,
dopo due secoli di dominio inglese, e da allora è diventata una superpotenza
economica e militare. Questo è accaduto perché la classe dirigente di quel paese
ama e difende il proprio popolo e non si è fatta “comprare” dalle “multinazionali” e dalla finanza internazionale. Lo stesso è accaduto in Cina. Si è mai chiesta
perché non incontra cinesi che chiedono l’elemosina ? Molto semplice, perché
hanno la “cultura del lavoro, del sacrificio e tanta, tanta dignità.
Se un popolo è governato da sciacalli, li deve rovesciare e non andare a casa
d’altri ad elemosinare.
Nell’ultima parte della Sua Lettera, toccando corde emozionali, mi ha stimolato
alcune considerazioni personali. Io sono un Gallerani della Partecipanza di Cento, che risiedono su questo territorio da oltre 700 anni, eravamo “pauperes dei”,
cioè gente che non aveva nulla se non la forza del proprio lavoro.
I miei avi, morendo di tubercolosi, lebbra e malaria, bonificarono queste terre
insalubri ed incolte, trasformandole in un giardino.
Mio padre fece la seconda guerra mondiale (quella che abbiamo perso); mio
nonno fece la prima guerra mondiale (quella che abbiamo vinto), mio bisnonno
fece la terza guerra d’indipendenza (quella che altri hanno vinto per noi). Io
non mi sentirò mai come un Ganese, un Congolese od un Nigeriano, anche se il
burocrate di turno gli ha messo in mano un passaporto della Repubblica italiana.
Se fossi un africano ed avessi un figlio non gli direi fuggi in Italia; ti vengono a
prendere in mezzo al mare; paghiamo le mafie degli scafisti (che non sono mafie
italiane !) e quando sei là puoi vivere di mille espedienti, perché gli italiani sono
bonaccioni e tollerano tutto.
Gli direi: “sei giovane, crea il tuo destino e quello del tuo popolo nel tuo
paese; se devi rischiare la vita fallo per rovesciare un tiranno, non per un
carrello al supermercato.
Mi appello al diritto di sentirmi diverso; semplicemente perché ho un’altra storia.
Mirco Gallerani
G.T. COMIS S.P.A.
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