DICHIARAZIONE AMBIENTALE
Anno
2009
Marcallo con Casone – MILANO – ITALIA
Presentazione della Dichiarazione Ambientale
dell’Amministratore Delegato
Sono lieto di presentare la Dichiarazione Ambientale 2009 riferita allo stabilimento di Industrie Chimiche
Forestali S.p.A. (ICF) di Marcallo con Casone (Milano). Questa dichiarazione, segna il quarto triennio
di validità della registrazione EMAS, continuando e consolidando il lavoro avviato a partire dal 2006 da
Industrie Chimiche Forestali S.p.A e intrapreso precedentemente della Forestali S.r.l. dalla quale l’attuale società,
ha ereditato metodo di lavoro, valori, risorse umane e impiantistiche. Il rispetto dell’ambiente e lo sviluppo
sostenibile, sono diventati aspetti di primaria importanza per tutte le persone che operano nello stabilimento.
Le tappe fondamentali avviate verso un sistema integrato di gestione aziendale, intrapreso dal 1997 con
l’adozione di un Sistema di Gestione per la Qualità in accordo alla norma UNI EN ISO 9001, di Gestione
Ambientale in conformità alla norma UNI EN ISO 14001 e al Regolamento CE. n. 761/2001, un Sistema di
Gestione per la Sicurezza in accordo alla norma OHSAS 18001/2007, rimangono acquisite e diventano
strumenti strategici per il miglioramento continuo anche per ICF. Questo documento è l’aggiornamento della
Dichiarazione ambientale ICF S.p.A. 2009 conformemente ai requisiti richiesti dal nuovo Regolamento CE
per L’Eco Management and Audit Scheme (EMAS), a cui anche la Società ha volontariamente aderito, con la
certezza di valorizzare e diffondere sempre più l’impegno assunto verso le problematiche ambientali.
I capitoli seguenti sviluppano argomenti di sicuro interesse quali:
–una breve presentazione della nostra azienda e delle sue attività;
–la Politica ambientale che è in linea con gli indirizzi strategici aziendali;
–
l’inquadramento urbanistico, geologico e territoriale dell’area occupata dallo stabilimento con
evidenziazione degli impatti sull’ambiente circostante;
–una descrizione completa e dettagliata degli impianti, dei processi produttivi e dei prodotti di ICF S.p.A.
con l’indicazione delle loro applicazioni sul mercato;
–la struttura organizzativa con particolare riferimento alle responsabilità e attività delle funzioni della
gestione ambientale;
–gli aspetti ambientali diretti ed indiretti indotti dalle attività di ICF S.p.A. corredati da compendi esplicativi
sotto forma di tabelle e grafici di andamento;
–i criteri adottati per valutare la significatività degli aspetti ed impatti ambientali;
–una descrizione delle misure e delle installazioni delle apparecchiature e degli strumenti utilizzati per
contenere e minimizzare l’impatto ambientale;
Realizzazione grafica: DNA s.r.l. – Milano – www.dnaproofing.it – [email protected]
Fotografie: DNA s.r.l. - Milano
Stampa: GRAFTEAM s.r.l. – Nuvolore (BS) – www.grafteam.it – [email protected]
Novembre 2010
–una descrizione del programma e degli obiettivi di miglioramento nel campo ambientale.
Il glossario finale sarà certamente di aiuto nella comprensione di termini tecnici e specialisti e sigle
che figurano nel testo. La partecipazione al Sistema Comunitario EMAS, ha richiesto la collaborazione
e l’impegno di tutto il personale di stabilimento che nell’impegno quotidiano hanno ritagliato del tempo da
dedicare ad EMAS.
A tutti loro va il mio ringraziamento per il lavoro svolto.
Alberto Magnani – Amministratore Delegato
Industrie Chimiche Forestali S.p.A. – Dichiarazione Ambientale
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INDICE
1 – PRESENTAZIONE DELL’AZIENDA______________________________________ Page_
7
2 – POLITICA AMBIENTALE_______________________________________________ Page_
9
3 – DESCRIZIONE DELL’ATTIVITà _________________________________________ Page_
11
3.1
– Un po’ di storia
3.2
– Lo stabilimento di Marcallo con Casone
3.3
– Gli impianti e i processi produttivi
4 – I PRODOTTI di INDUSTRIE CHIMICHE FORESTALI S.p.A. ___________________ Page_
4.1
– Settore calzaturiero
4.2
– Settore del mobile imbottito
4.3
– Movimentazione prodotti finiti
23
5 – STRUTTURA ORGANIZZATIVA________________________________________ Page_
27
6 – SISTEMA DI GESTIONE AMBIENTALE___________________________________ Page_
29
7 – ASPETTI AMBIENTALI DELL’ATTIVITà___________________________________ Page_
31
7.1
– Criteri di valutazione della significatività degli aspetti ed impatti ambientali diretti ed indiretti
7.2
– Aspetti ambientali diretti
7.3
– Aspetti ambientali indiretti
7.4
– Leggi di riferimento e compendio dati per aspetti ambientali non significativi
8 – EFFICIENZA AMBIENTALE_____________________________________________ Page_
53
9 – PROGRAMMA AMBIENTALE ___________________________________________ Page_
55
10– VALIDITà DICHIARAZIONE AMBIENTALE _______________________________ Page_
57
11 – VERIFICATORE AMBIENTALE ACCREDITATO_____________________________ Page_
59
GLOSSARIO_______________________________________________________________ Page_
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Industrie Chimiche Forestali S.p.A. – Dichiarazione Ambientale
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5
1. PRESENTAZIONE DELL’AZIENDA
Breve presentazione dell’azienda
Industrie Chimiche Forestali S.p.A. (ICF) è operativa da ottobre 2006. Di fatto l’attività produttiva è rimasta
immutata ma ha solo cambiato denominazione; la precedente ragione sociale era Forestali s.r.l. Attiva fin dal
1918, ICF S.p.a. è da sempre leader in Italia nella produzione di componenti per l’industria calzaturiera. La gamma completa di prodotti ICF comprende: adesivi, materiali compositi per puntali e contrafforti,
materiali per solette, fodere e rinforzi. Nel settore del mobile imbottito opera col marchio Durabond,
producendo e commercializzando adesivi a base solvente e base acqua.
Da aprile 2008 ICF produce per conto terzi prodotti ermetizzanti a marchio WAKOL FORECO, la cui
produzione si esaurirà nel primo semestre 2010.
Industrie Chimiche Forestali S.p.A. è la capogruppo che controlla l’unità operativa di Marcallo con Casone
(MI), la filiale commerciale Forestali S.A. de C.V. (Società Anonima di Capitale Variabile) in Messico e
l’azienda Adhesive Based Chemicals operante nel settore adesivi industriali. Questa realtà produttiva è
inserita nello stesso sito di Marcallo con Casone.
La posizione sui mercati internazionali è rilevante: ad oggi esporta in oltre 60 paesi del mondo con una
percentuale del fatturato esportato di oltre il 45%.
Quote di mercato dell’attività
Nell’ambito UE i paesi interessati sono Germania, Francia, Spagna, Portogallo; su scala mondiale Sud America,
Canada, Giappone, Cina, Taiwan, Vietnam, India, Pakistan, Turchia, Nord Africa, Medio Oriente ed Est Europa.
Il percorso intrapreso verso l’EMAS
ICF persegue come Forestali una politica attenta alla Qualità, Ambiente e Sicurezza. Nel 1997 ha raggiunto
l’obiettivo della certificazione del Sistema Qualità secondo la norma UNI EN ISO 9001 Sempre nel 1997 ha
concretizzato il proprio impegno ambientale aderendo al progetto Federchimica “Responsible Care”. Subito
dopo, nel 1998 ha adottato un Sistema di Gestione Ambientale conseguendo la certificazione ambientale
secondo la norma UNI EN ISO 14001.
Nell’aprile 2009 ha ottenuto la certificazione del proprio Sistema di Gestione della sicurezza in conformità
alla norma OHSAS 18001:2007.
Per rendere pubblico e accessibile alla clientela, alle autorità e a chiunque ne faccia richiesta il proprio
impegno verso l’ambiente, ha aderito come Forestali fin dal dicembre 2000 al Regolamento Comunitario
EMAS 1836/93 che è stato convalidato e registrato con il n° I00056 del 30/05/01; l’attuale Dichiarazione
Ambientale è stata redatta in riferimento al Regolamento CE 1221/2009 EMAS ed è il quarto rinnovo.
L’impegno nel campo ambientale si concretizza con lo studio e la produzione sempre più estesa di prodotti
ecocompatibili (adesivi a base acqua) e tali che risultino anche rispondenti ai criteri stabiliti dal Regolamento
Comunitario di Qualità Ecologica alle calzature 2002/231/CE.
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2. POLITICA AMBIENTALE
Diffusione della Politica Ambientale e di Sicurezza
La Politica Ambientale dello stabilimento di Marcallo con Casone è stata definita nel marzo ’98 ed è stata
aggiornata successivamente nel corso degli anni, fino all’attuale del febbraio 2010.
Nella pagina seguente viene riportato per esteso il testo in vigore.
La Politica Ambientale è diffusa e resa nota a tutti i dipendenti Industrie Chimiche Forestali S.p.a. tramite
incontri di formazione e di addestramento specifico e altri momenti di sensibilizzazione.
L’importanza della Politica Ambientale e di sicurezza
Tale politica è conosciuta distribuita presso le imprese esterne operanti nel sito in coerenza con i criteri
ambientali stabiliti e diffusa agli enti pubblici di controllo. Rappresenta il punto di partenza e di riferimento
per l’individuazione degli obiettivi e programmi ambientali di miglioramento annuali.
In occasione di riunioni appositamente indette (riesame) la Direzione considera la permanente validità della
Politica Ambientale e ne valuta l’adeguatezza o la necessità di revisione a seguito di eventuali modifiche di
circostanze o attività.
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La Dichiarazione di Politica Ambientale e di Sicurezza
3. DESCRIZIONE DELL’ATTIVITà
Obiettivo primario di Industrie Chimiche Forestali S.p.A. è accrescere costantemente il livello di competitività
e redditività. Obiettivi che si perseguono attraverso, la tutela della Sicurezza e della Salute dei lavoratori e dei
cittadini e la tutela dell’Ambiente. È pertanto volontà di ICF S.p.A. operare nel rispetto della sicurezza dei propri
3.1 – Un po’ di storia
dipendenti, dei propri clienti e della popolazione circostante prevenendo l’occorrenza di incidenti rilevanti e
Industrie Chimiche Forestali: ieri
contenendone gli eventuali effetti dannosi. La Direzione è consapevole che in alcune delle attività produttive
ICF nasce nell’ottobre 2006 dal cambio di ragione sociale di Forestali che a sua volta inizia le attività nel
svolte sono presenti sostanze pericolose e processi chimici a cui sono associati rischi di incidente rilevante. La
Direzione è altresì consapevole che per garantire la Sicurezza, evitando l’accadimento di qualsiasi incidente,
è essenziale l’approfondita conoscenza dei processi da svolgere e dei pericoli ad essi connessi, ed è quindi
necessario che il personale sia adeguatamente addestrato, la progettazione e la realizzazione degli impianti
avvenga secondo elevati standard di Qualità e Sicurezza ed il loro esercizio sia svolto secondo criteri che
pongano la Sicurezza al di sopra di ogni altra considerazione di opportunità economica. Industrie Chimiche
1918 con il nome di Industrie Chimiche Forestali (ICF) a Maccagno in provincia di Varese, per estrarre
l’acido pirolegnoso dal legno. Negli anni ’20 inizia la produzione della formaldeide come derivato dell’acido
pirolegnoso, prima a Maccagno e successivamente nello stabilimento di Sesto S. Giovanni.
Negli anni ’30 l’attività ICF viene potenziata con la costituzione della Società Italiana Resine SIR per
la produzione di resine fenoliche a Sesto S. Giovanni. Nel 1941 inizia la produzione di tessuti speciali
Forestali S.p.A. è impegnata a mantenere un sistema di Gestione Ambientale e di Sicurezza ispirato alle norme
impregnati per l’industria calzaturiera. Negli anni ’50 viene avviata la produzione di adesivi.
UNI EN ISO 14001:2004 e OHSAS 18001:2007 per assicurare che:
Ceduta la SIR, la produzione di formaldeide prosegue a Maccagno e a Sesto S. Giovanni fino al 1983,
• siano identificati e valutati i pericoli per l’ambiente e la sicurezza;
•il rischio d’incidente rilevante, inteso come combinazione della probabilità d’occorrenza e
anno in cui la Industrie Chimiche Forestali interrompe la produzione nella chimica di base e si orienta
definitivamente nel segmento a monte del settore calzaturiero.
della gravità degli effetti, sia il minimo ragionevolmente perseguibile con l’attuale stato della
Nel 1984 viene cambiata la denominazione e ragione sociale da Industrie chimiche Forestali in Forestali S.r.l.
conoscenza e della tecnica;
mantenendo la sigla ICF nel logo aziendale. Nel 1987 Forestali trasferisce la produzione dello stabilimento di
•siano rispettate le leggi e le norme vigenti in materia ambientale e di sicurezza;
•siano mantenuti rapporti trasparenti e collaborativi con le Pubbliche Autorità e la cittadinanza;
•siano vagliate e valutate le modifiche impiantistiche affinché non compromettano i requisiti di
Sesto S. Giovanni nel nuovo stabilimento di Marcallo con Casone in provincia di Milano.
Il 31 dicembre 1999 cessa la produzione nello stabilimento di Maccagno, dove venivano prodotti puntali e
contrafforti.
Sicurezza e dell’Ambiente;
•tutti i dipendenti siano informati, formati ed addestrati ad operare con piena cognizione dei
rischi potenziali connessi alle loro attività;
•siano adottate idonee procedure per gestire le situazioni d’emergenza in modo da limitare i danni
da esse conseguenti;
•siano costantemente valutate le prestazioni del sistema e prese le opportune azioni correttive per
correggerne le deviazioni e migliorarne le prestazioni.
Tutti i dipendenti della I.C.F. S.p.A. e delle ditte appaltatrici operanti nello stabilimento di Marcallo con
Casone, sono chiamati a conformarsi allo spirito della presente politica.
ICF, nella persona del suo Amministratore Delegato, dichiara di essere impegnata a fornire e garantire
i mezzi per raggiungere gli obiettivi del continuo miglioramento e della riduzione dell’impatto ambientale
e dei rischi di sicurezza sul lavoro. A tale impegno ICF S.p.A. è certa che corrisponderà quello di tutti
i dipendenti per raggiungere questo traguardo di efficienza e affidabilità.
L’Amministratore Delegato – Alberto Magnani – Marcallo con Casone, 11 febbraio 2010
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Industrie Chimiche Forestali: oggi
3.2 – Lo stabilimento di Marcallo con Casone
Attualmente l’unico sito produttivo di Marcallo con Casone produce: puntali contrafforti per l’industria
calzaturiera, adesivi per industria calzaturiera e del mobile imbottito,ermetizzanti per conto Wakol Foreco,
Ubicazione geografica
Lo stabilimento di Marcallo con Casone è situato nella zona sud ovest della provincia di Milano a pochi
società coinsediata fino ad inizio 2008 ed appartenente al gruppo ICF.
Lo stabilimento di Marcallo ospita le attività della società ABC s.r.l che fa capo sempre a ICF e produce
adesivi industriali.
chilometri dalla città di Magenta e confina con il Parco Regionale del Ticino; dista dal fiume Ticino una
decina di Km.
Il territorio è caratterizzato da una elevata intensità industriale e infrastrutturale, accanto a una pur sempre
significativa presenza agricola.
Il futuro di Industrie Chimiche Forestali
Le condizioni meteorologhe dominanti della zona, desunte dal Centro Meteorologico Lombardo- Milano
Le nuove sfide imposte da un mercato globale, hanno trovato in ICF una particolare attenzione agli aspetti
Lorenteggio aggiornate al 2007, (sugli ultimi 10 anni) indicano: la temperatura massima di 39°C a luglio, una
ambientali, ritenuti valore aggiunto al proprio prodotto e norma etica aziendale a cui conformarsi.
minima di –6,5°C a febbraio. Le precipitazioni medie annue sono di circa 650 mm, giorni con neve 4, con 25
L’azienda è quindi impegnata su un duplice fronte: studiare prodotti sempre più ecocompatibili, minimizzare
temporali nella stagione estiva e 35 giorni di nebbia.
il proprio impatto ambientale sul territorio tenendo sotto controllo il proprio Sistema di Gestione
Ambientale. Il miglioramento ambientale dei processi produttivi e dei prodotti rappresenta per ICF
un obiettivo strategico volto quindi a rafforzarne il ruolo competitivo e a rispondere alle esigenze sociali
Destinazione d’uso area e aree circostanti
emergenti. Hanno preso avvio strategie per acquisizioni di nuovi mercati e studi di nuovi possibili accordi di
L’esistenza di numerose rogge e canali artificiali di irrigazione, in parte non più funzionanti, denotano
partnership, sempre mantenendo la coerenza con gli obiettivi ambientali prefissati.
le vestigia di un passato recente in cui l’agricoltura era preminente sul tessuto industriale.
Rete di comunicazione
È inserito in una zona ricca di infrastrutture e di vie di comunicazione di cui si citano le principali: Strada
Statale n° 11 Padana Superiore a circa 300 m a sud, autostrada A4 Milano – Torino a circa 1 Km a nord,
linea ferroviaria FS Milano – Torino a circa 1 Km a sud, aeroporto intercontinentale di Milano-Malpensa
(circa 20 Km); sono previsti incrementi importanti delle infrastrutture coinvolgenti direttamente il comune
di Marcallo con Casone: si citano fra i più significativi la linea ferroviaria per treni ad alta velocità (TAV) e il
collegamento con la superstrada SS 336 per l’aeroporto i cui lavori sono conclusi nel 2008.
La conformazione geologica dell’area
La conformazione geologica del territorio evidenzia depositi fluvioglaciali quaternari affioranti di natura
ghiaioso - sabbiosa e depositi alluvionali olocenici recenti in corrispondenza della piana del fiume Ticino;
quest’ultimo svolge un’azione di drenaggio sotterraneo a carattere regionale nei confronti dell’acquifero
superiore.
Dimensioni del sito produttivo
L’area occupata dallo stabilimento è di ca. 60.000 m2 di cui 11.500 mq coperti destinati alla produzione
e magazzini, comprende anche ABC s.r.l.
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Fig. 01 – Carta topografica del Comune di Marcallo con Casone
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Fig. 02 – Inquadramento territoriale. Carta Stradale.
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3.3 – Gli impianti e i processi produttivi
La produzione del sito
Le attività di ICF S.p.A. possono essere schematizzate in:
• produzione adesivi
• produzione di tessuti speciali per il settore calzaturiero
• ermetizzanti conto terzi
Entrambe le produzioni avvengono in maniera discontinua a batch in funzione delle richieste di mercato.
LE TIPOLOGIE PRODUTTIVE
Produzione di adesivi
La produzione di adesivi costituisce l’aspetto più propriamente chimico delle lavorazioni.
Gli adesivi prodotti vengono messi in commercio in imballi metallici di diversi pesi e dimensioni.
I principali adesivi prodotti sono:
• adesivi policloroprenici
• adesivi poliuretanici
• adesivi all’acqua
Adesivi policloroprenici
Si preparano per dissoluzione dei componenti solidi in adatta miscela di solventi caricati in un miscelatore
a pressione e temperatura ambiente. Le operazioni di carica avvengono sotto aspirazione localizzata, che è
convogliata in un punto di emissione presidiato con filtri a carboni attivi. Dopo la fase di dissoluzione e
prima dello scarico per il confezionamento, l’adesivo viene controllato nei parametri di secco, viscosità.
Adesivi poliuretanici
Vengono preparati per dissoluzione, in adatte miscele di solventi dei polimeri poliuretanici ottenuti dalla
reazione fra isocianati e polioli in autoclavi a pressione e temperatura ambiente.
Le operazioni di carica avvengono sotto aspirazione localizzata, che è convogliata in un punto di emissione
presidiato con filtri a carboni attivi. Dopo l’aggiunta di additivi e di stabilizzanti si controlla l’adesivo nei
parametri: secco, viscosità, resistenza iniziale al calore, analisi gas-cromatografica dei solventi.
Adesivi all’acqua
Le materie prime, disperse in acqua, vengono miscelate sotto lenta agitazione a temperatura ambiente in
un dissolutore atmosferico, unitamente a piccole quantità di additivi vari quali antischiuma, antiossidanti,
catalizzatori di vulcanizzazione.
Fig. 03 – Pianta sito aziendale. Scala 1:1600
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Produzione tessuti
Preparazione appretti
Con il termine tessuti si devono intendere particolari manufatti di impiego dell’industria calzaturiera quali
L’operazione viene effettuata in una particolare zona del reparto tessuti e consiste nell’omogeneizzazione dei
puntali, contrafforti, fodere e rinforzi ottenuti sottoponendo ad opportuni trattamenti un tessuto (o tessuto
vari componenti, in dispersori atmosferici muniti di agitatore e sistemi di carico delle materie prime previste
non tessuto) di supporto. I procedimenti lavorativi prevedono varie fasi di lavorazione come impregnazione,
dalle ricette.
spalmatura hot melt, spalmatura polvere, coestrusione.
Dette fasi non sono necessariamente sequenziali ma possono seguire un ordine di volta in volta differente in
funzione delle formulazioni richieste.
Linea spalmatura Hot Melt
La linea serve all’applicazione di hot melt sui supporti impregnati tramite la fusione a temperature comprese
tra 160° e 220°C dell’adesivo ed il suo invio alla spalmatrice costituita da un estrusore a testa piana.
Impregnatrice o rameuse (Bruckner)
Con tale macchina si effettua l’impregnazione di un tessuto o tessuto non tessuto con una idonea
composizione polimerica attraverso il passaggio nella vasca contenente gli appretti; successivamente il
tessuto impregnato passa in una zona riscaldata e ventilata dove viene allontanata l’acqua.
Linea di coestrusione
La linea produce tipologie speciali di puntali e contrafforti in polimeri o miscele di polimeri invece che su
supporto impregnato, che presentano particolari caratteristiche applicative: film multistrato di materiale
La macchina è dotata di sistemi automatici di controllo di peso e spessore ed il semilavorato che si ottiene
viene avvolto in bobina o tagliato in fogli (prodotto finito).
polimerico.
È costituita da una linea completa di alimentazione polimeri a tramoggia e calandre di raffreddamento ed
avvolgimento.
Linea di spalmatura a polvere
La linea è impiegata per l’applicazione di prodotti in polvere su supporti impregnati. Uno “spargitore” rilascia
una definita quantità di polvere da applicare sul supporto che viene avviato in un forno tenuto alla temperatura
di 130° - 170°C provocando la fusione della polvere. In uscita si trova una calandra raffreddata ad acqua a 7° 8°C attraverso cui passa il prodotto prima di essere tagliato o bobinato. Il prodotto finito è tagliato in fogli con
dimensioni standard 140×100cm e in alcuni casi personalizzato con stampa flessografica (prima del taglio).
Ermetizzanti
La produzione degli ermetizzanti conto terzi, avviene nel relativo reparto in miscelatori dove ad emulsioni
acquose di gomme naturali e sintetiche vengono aggiunti, cariche inerti, conservanti ed additivi fino a
completa omogeneizzazione. Le miscelazioni avvengono temperatura e pressione ambiente.
Lavorazioni e ambiente
Tutte le fasi lavorative sono dotate di apparecchiature e strumenti, descritti in dettaglio nel cap.8 “Efficienza
ambientale”, per controllare e minimizzare l’impatto ambientale e il rischio infortunistico. I punti di
emissione in atmosfera sono presidiati da abbattitori con carboni attivi, impianto criogenico per recupero
solventi, scrubber ad acqua, filtri a maniche (vedi tabella esplicativa - tab.02 di pag. 35).
Le acque di lavaggio sono raccolte in una vasca dedicata e successivamente trattate in un impianto primario
prima di essere convogliate come reflui industriali alla pubblica fognatura consortile. Tutti i rifiuti sono
opportunamente selezionati per tipologia e recuperati o smaltiti. Vengono riportati di seguito gli schemi a
blocchi dei processi descritti.
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SCHEMA A BLOCCHI ADESIVI PER DISSOLUZIONE
SCHEMA A BLOCCHI
PRODUZIONE ADESIVI
POLIURETANICI
Solventi
Policloropreni
Additivi
o
Poliolo
Gomme naturali
Resine
o
MDI
Gomme sintetiche
Solvente
Confezionamento
Poliaddizione
Adesivi per dissoluzione
Reattore
Schema 02
Solventi
PU in Sol
intermedio
Additivi
SCHEMA A BLOCCHI ADESIVI AD ACQUA/ERMETIZZANTI
Serbatoio
Emulsioni acquose di gomma
Additivi
Miscelatore
Confezionamento
Adesivo poliuretanico
Schema 01
Confezionamento
Adesivi ad
acqua/ermetizzanti
Schema 03
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4. I Prodotti ICF S.p.A.
SCHEMA A BLOCCHI
PRODUZIONE PUNTALI CONTRAFFORTI
Gli adesivi ICF sono prodotti in funzione dei settori di utilizzo e delle loro applicazioni industriali:
calzaturiero (principale) e mobile imbottito.
4.1 – SETTORE CALZATURIERO
Polimeri
Lattice
4.1.1 – ADESIVI
Miscelatore
TNT
Natura
Caratteristiche chimico-fisiche
Applicazione industriale
Poliuretanici
Adesivi ad alta viscosità, con elevata resistenza
al calore e alte prestazioni di incollaggio.
Riattivazione al calore.
Incollaggio del fondo (suola-tomaia).
Policloroprenici
Adesivi con elevata resistenza al calore, da rapidi
a moderatamente rapidi.
Incollaggio del fondo e per giunteria (ripiegatura,
foderatura, incollagio soletti di pulizia,
costruzione del tacco).
All’acqua
Adesivi poliuretanici a base acquosa con elevata
resistenza al calore.
Incollaggio del fondo.
Appretto
Rameuse
Coestrusore
Hot melt/polvere
Tab 01
Spalmatura a testa piana o Polvere
Le principali materie prime costitutive degli adesivi
• Adesivi poliuretanici: • Adesivi policloroprenici:
• Adesivi all’acqua:
Taglio
MDI, polioli, solventi organici, additivi.
resine, gomme, solventi organici.
emulsioni acquose di polimeri, additivi.
Magazzino
Schema 04
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Rischi associati alla presenza in stabilimento delle materie prime e dei prodotti finiti
4.1.2 - PUNTALI E CONTRAFFORTI
Adesivi poliuretanici:
I puntali e contrafforti costituiscono la parte strutturale che dà forma alla scarpa: rispettivamente la parte
–MDI nocivo. Per la manipolazione di questa sostanza si seguono i criteri di manipolazione indicati dalla
scheda di sicurezza del fornitore e cioè maschera, occhiali, guanti e indumenti di protezione.
estrema anteriore e la parte posteriore.
Costituiti da tessuti impregnati, estrusi, adesivizzati hot melt o polvere, rispondono alle diverse esigenze
–solventi organici infiammabili, irritanti/nocivi. I solventi sono movimentati tramite linee dedicate serbatoi
miscelatori
La reazione tra MDI e poliolo genera un polimero non pericoloso. Pertanto l’unico rischio legato alla
di prestazioni, in relazione alla tipologia di scarpa. (scarpa antinfortunistica, sportiva, classica, etc.)
Gli effetti ottenuti sono: effetto morbido, elastico, scattante, semirigido, rigido.
manipolazione di adesivo poliuretanico è il rischio INFIAMMABILITà ed IRRITABILITà, dovuto
all’utilizzo di solventi come: acetato di etile e acetone.
Rischi associati alla presenza in stabilimento delle materie prime e dei prodotti finiti
Le materie prime utilizzate sono: tessuto, tessuto non tessuto, dispersioni acquose di gomme naturali
e sintetiche, cariche inorganiche, resine termofusibili. Tutte le materie prime sono non pericolose, così come
Adesivi policloroprenici:
il prodotto finito sono assolutamente privi di rischi durante la manipolazione.
–solventi organici: infiammabili e irritanti/nocivi, pericolosi per l’ambiente
Il rischio associato all’utilizzo degli adesivi policloroprenici è il rischio INFIAMMABILITà, IRRITABILITà/
NOCIVITÀ e in alcuni casi un PERICOLOSO PER L’AMBIENTE.
4.1.3 - FODERE E RINFORZI
Adesivi all’acqua:
Le fodere e i rinforzi sono utilizzati per rivestire la parte interna della scarpa o per rinforzare alcune parti.
–emulsione acquosa di polimero poliuretanico/policloroprenico.
Le fodere e i rinforzi sono acquistati, tinti adesivizzati e successivamente commercializzati. ICF S.p.A.
Nessun rischio nella manipolazione delle materie prime, nessun rischio nell’utilizzo dell’adesivo. Impatto
è distributore esclusivo per l’Italia della fodera “Cambrelle” prodotta dalla Dupont.
ambientale basso.
Anche per questa gamma di articoli ICF S.p.A. si assicura che il livello di qualità richiesto dai fornitori e dai
I rischi associati all’utilizzo delle materie prime utilizzate per la produzione di adesivi sono aggiornati al
terzisti sia rispettato per garantire un prodotto qualitativamente elevato alla propria clientela.
XXIX adeguamento della Direttiva 67/548/CEE relativa alla classificazione ed etichettatura delle sostanze
Tutti i prodotti del settore calzaturiero, adesivi, puntali e contrafforti, fodere e rinforzi rispondono alla Decisione
chimiche. Inoltre ICF ha deciso di implementare fin d’ora il Regolamento CE 1272/08 “CLP” riportando sulle
schede di sicurezza anche la nuova etichettatura in aggiunta a quella prevista da XXIX adeguamento della
Direttiva 67/548 CEE.
della Commissione del 17 febbraio 1999 che stabilisce i criteri per l’assegnazione di un marchio comunitario di
qualità ecologica alle calzature (Decisione 2009/563 CE), con riferimento al Regolamento CE 2000/1980 per
l’attribuzione del marchio di qualità ecologica (Ecolabel).
A differenza della pratica diffusa nel settore di denaturazione dei solventi con cloroderivati organici, i solventi
organici, utilizzati da ICF S.p.A. per la produzione degli adesivi, sono materie prime di elevato grado di purezza,
non denaturati con idrocarburi clorurati e quindi meno aggressivi nei confronti dell’ambiente.
Tutti i prodotti ICF S.p.A. non contengono: cromo VI, arsenico, cadmio, piombo, formaldeide libera,
pentaclorofenolo, azocoloranti. Questo consente al calzaturificio di richiedere l’attribuzione del marchio
ecologico alla calzatura purchè tutte le altre materie prime utilizzate siano conformi allo standard comunitario.
ICF S.p.A., anticipando i contenuti del Regolamento comunitario, si è impegnata da tempo con i propri fornitori
richiedendo elevati standard qualitativi nelle materie prime utilizzate per i propri processi produttivi. Oggi ICF
S.p.A. può garantire i propri Clienti, non solo per gli aspetti di qualità ma anche per gli aspetti di sicurezza
nell’utilizzo del prodotto.
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25
4.2 – SETTORE MOBILE IMBOTTITO ADESIVI
5. STRUTTURA ORGANIZZATIVA
Sono adesivi a base solvente e a base acqua. Gli adesivi a base solvente sono similari a quelli utilizzati
ICF ha strutturato le proprie risorse umane con un’organizzazione di tipo classico attraverso un
nell’industria calzaturiera. L’adesivo policloroprenico a base acqua (linea IDROFAST) sono prodotti, che oltre
a garantire ottime rese e prestazioni di incollaggio, risultano essere non pericolosi, privi di solvente, a minore
impatto ambientale. In questo segmento specifico ICF sta sviluppando ricerche sempre più approfondite.
organigramma gerarchico. L’organizzazione prevede l’istituzione della figura all’Amministratore Delegato.
A cui fanno capo 7 aree operative.
La struttura si regge su un’ampia autonomia operativa ai vari responsabili di funzione.
Organigramma
4.3 – MOVIMENTAZIONE PRODOTTI FINITI
I prodotti finiti sono confezionati:
• gli adesivi in latte di varie forme e dimensioni e in fusti da 200 l
• puntali e contrafforti in fogli (1x1,4m)
• fodere e rinforzi in bobine da 50 o 100m
PRESIDENTE
Luciamo Buratti
La movimentazione interna avviene mediante carrelli elevatori in versione antideflagrante nel caso degli
adesivi. Il carico e le spedizioni su automezzi avviene con l’uso di bancali in legno.
CEO
Alberto Magnani
4.4 – PRODOTTI ERMETIZZANTI PRODOTTI
IN CONTO TERZI PER WAKOL FORECO
RISORSE UMANE
CFO
ACQUISTI
HSE
La produzione ermetizzanti è svolta da aprile 2008 nel relativo reparto per conto esclusivo di Wakol FORECO
in quanto questa produzione prima era eseguita da Foreco s.r.l. Attualmente si individuano 4 tipologie di
ermetizzanti:
• ERMETIZZANTI LIQUIDI A BASE ACQUOSA
• ERMETIZZANTI LIQUIDI A BASE PLASTIFICANTE
• ERMETIZZANTI SOLIDI GRANULATI
• ERMETIZZANTI SOLIDI IN PANI
IMPIANTI
&
MANUTENZIONE
RD/
LABORATORIO
PRODUZIONE
TESSUTI
PRODUZIONE
ADESIVI
PRODUZIONE
ERMETIZZANTI
CUSTOMER
SERVICE
COMMERCIALE
Gli aspetti ambientali diretti associati a questa produzione rispetto a quanto individuato per ICF sono:
Fig 04 – Organigramma di Industrie Chimiche Forestali S.p.A.
– due punti di emissione già autorizzati identificati come E1 ed E4 ex Foreco ora E26 ed E28;
In particolare per quanto riguarda la gestione ambientale, il Rappresentante della Direzione che è anche
– rifiuto con codice CER 080416 per un quantitativo di 63 t nell’anno 2009
Responsabile Qualità, Ambiente e Sicurezza, ha i compiti di:
Questa produzione si esaurirà nel primo semestre del 2010.
–individuare tutte le esigenze connesse con un’attuazione efficace del SGA;
–coordinare e gestire le verifiche ispettive interne del SGA;
–promuovere azioni correttive e preventive necessarie;
–riferire alla Direzione Generale sulle prestazioni del SGA stesso al fine di garantirne un costante livello di
efficacia.
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6. SISTEMA DI GESTIONE AMBIENTALE
Manuale di gestione ambientale
L’azienda ha istituito e mantiene attivo un Sistema di Gestione Ambientale (SGA) in accordo alla norma UNI
EN ISO 14001/04 per garantire l’applicazione della Politica Ambientale, l’aggiornamento degli obiettivi di
miglioramento, la definizione e lo sviluppo di programmi ambientali.
Altri documenti del SGA
Il documento trainante di riferimento è il Manuale di Gestione Ambientale e Sicurezza che presenta gli
elementi fondamentali del SGA, descrive i criteri generali organizzativi, la Politica Ambientale e sue modalità
di applicazione ai vari settori di attività di ICF, rimandando per i dettagli operativi a documentazione
correlata quale:
a. Procedure operative documentate che descrivono le modalità, le condizioni e le responsabilità per lo
svolgimento delle attività nel rispetto dell’ambiente;
b. Istruzioni operative per la descrizione dettagliata e specifica di particolari attività;
c. M
anuali Operativi di impianto;
d. Piani della Sicurezza e di Emergenza;
e. Registrazioni ambientali.
La gestione ambientale
Per la corretta attuazione, applicazione e garanzia di efficacia del SGA ICF S.p.A. ha curato maggiormente i
seguenti aspetti:
–l’impegno costante della Direzione per il mantenimento e la realizzazione degli indirizzi di comportamento
e operativi espressi dalla Politica Ambientale, dagli obiettivi e dai Programmi Ambientali fissati;
–la designazione di un Responsabile per il settore Sicurezza, Salute e Ambiente nonché Rappresentante
della Direzione con l’incarico di coordinare, promuovere, sviluppare e mantenere attivo il SGA e le attività
che ne derivano;
–il coinvolgimento di tutte le funzioni nella pianificazione delle attività e dei programmi ambientali e di
miglioramento delle prestazioni ambientali;
–un sistema procedurale per registrare e gestire norme, leggi e regolamenti ambientali applicabili che
assicura l’aggiornamento costante e la comunicazione degli aspetti di pertinenza a tutte le funzioni
coinvolte e garantisce la conformità dello stabilimento alle disposizioni vigenti attraverso verifiche
periodiche programmate;
–un sistema procedurale per individuare gli aspetti e impatti ambientali conseguenti alle attività del
sito produttivo, classificarli secondo stabiliti criteri di significatività, e definire e pianificare obiettivi e
programmi di miglioramento;
–
un sistema procedurale per rilevare, registrare e analizzare eventuali Non Conformità e adottare
opportune azioni correttive e preventive;
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29
–i programmi di formazione e informazione ambientale del personale interno e delle imprese di appalto
operanti nel sito nonché dei visitatori;
–i corsi di addestramento specifici sul campo per tutto il personale che svolge attività che hanno un impatto
ambientale significativo, favorendo la partecipazione dei dipendenti, attraverso momenti di formazione
dedicati e l’accoglimento delle richieste in campo ambientale e di sicurezza avanzate da parte degli stessi.
–un sistema di procedure per il ricevimento delle sollecitazioni provenienti dall’esterno con valenza
ambientale e comunicazione all’organismo di certificazione in caso di contenzioso con la pubblica
amministrazione o incidenti gravi;
7. ASPETTI AMBIENTALI DELL’ATTIVITÀ
ICF ha identificato e valutato gli aspetti e gli impatti ambientali significativi diretti ed indiretti attraverso
criteri di significatività opportunamente scelti e trattati nel presente capitolo
7.1 – Criteri di valutazione della significatività degli aspetti ed impatti
ambientali diretti ed indiretti
Ogni attività, prodotto e servizio dello stabilimento è analizzata allo scopo di identificarne gli aspetti
–un sistema documentale di procedure e disposizioni operative ambientali interne che regolano sia gli
aspetti di sistema sia gli aspetti operativi;
–un sistema di procedure per la valutazione e qualificazione delle imprese di appalto e delle aziende
fornitrici di prodotti e servizi smaltitori autorizzati, laboratori esterni;
ambientali e valutarne i conseguenti fattori di impatto, in atto o potenziali, sull’ambiente interno ed esterno
alla fabbrica in riferimento alla Procedura operativa ICF P.O.A.S 01 “Identificazione e valutazione degli
aspetti e impatti ambientali e dei rischi di sicurezza”
A) Identificazione
–il monitoraggio di parametri ambientali e di funzionamento dell’impianto secondo modalità e frequenze
stabilite e loro registrazione;
Il Responsabile di ogni Reparto, Servizio e Ufficio Operativo, con l’assistenza di RSGA, riporta nel modulo
“Identificazione e valutazione degli impatti ambientali significativi” tutti i fattori di impatto ambientale che
–una attività di verifiche ispettive pianificata e condotta da personale interno qualificato per verificare la
corretta applicazione del SGA e valutare possibili aree di miglioramento;
–
il riesame periodico del SGA condotto dalla Direzione sulla base delle informazioni raccolte per
permettere una valutazione complessiva dell’adeguatezza della Politica Ambientale, dei programmi e
obiettivi ambientali e quindi del SGA nel suo complesso.
hanno o possono avere origine dalla propria attività.
L’analisi dei fattori deve riferirsi a tutte le condizioni possibili di marcia dell’attività e cioè:
• esercizio normale;
• situazioni anomale ragionevolmente prevedibili;
•situazioni di emergenza.
B) Valutazione
Il Responsabile del Reparto, Servizio e Ufficio Operativo, con l’assistenza di RSGA, valuta quali sono gli
impatti importanti da ritenere “significativi”, basandosi sui criteri qui sotto elencati.
- Criteri di significatività degli aspetti ambientali
Sono identificati ed analizzati come “aspetti ambientali” per ICF, oltre a quelli regolati da leggi nazionali,
regionali e da regolamenti locali di Igiene Pubblica, nonché soggetti a specifiche prescrizioni da parte delle
autorità ambientali, quelli che ricadono in una o più delle voci sotto elencate:
•si trovano regolati in trattati internazionali;
•si prevede che saranno regolati entro breve termine;
•sono regolamentati da norme della UE, ma non sono ancora recepiti nella legislazione
nazionale;
•in caso di incidente si renda necessario l’intervento dei Vigili del Fuoco e/o di squadre di
emergenza opportunamente addestrate;
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•in caso di sversamento sul terreno possono determinare un pericoloso e/o esteso e/o dannoso
inquinamento del suolo e delle acque superficiali e sotterranee;
•determinano un evidente impatto sull’ambiente circostante;
•l’ambiente esterno su cui l’effetto ricade gode di particolari protezioni;
•determinano un consumo elevato di risorse naturali di scarsa reperibilità o difficilmente
rinnovabili;
•l’agente che causa l’impatto è riconosciuto come tossico o nocivo per la salute e l’ambiente
dalle normative ambientali e dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro;
•sono oggetto di ripetuti reclami da parte di gruppi o cittadini singoli esterni;
•rappresentano un possibile rischio economico;
•possono essere oggetto di condizionamenti da parte delle Compagnie di assicurazione o degli
Azionisti della Società.
volta all’anno, il Registro degli aspetti ambientali, documentando le eventuali modifiche intervenute sulla
base di:
•modifiche delle disposizioni di legge;
•riduzione degli aspetti/impatti in congruenza di interventi effettuati;
•aspetti nuovi come risultato della modifica di processi o dell’avviamento di nuovi impianti/
apparecchiature;
•nuove conoscenze nel campo dell’ecologia, igiene, sicurezza;
•nuove classificazioni di significatività dovute all’insorgenza di nuove problematiche connesse
con la localizzazione dello stabilimento nel territorio.
E) Risultati della valutazione
Risultano significativi i seguenti aspetti ambientali: Rischio di incidente rilevante, emissioni, effluenti liquidi,
rifiuti pericolosi, rischio incendio, approvvigionamento idrico, manipolazione sostanze pericolose.
- Indice di rischio ambientale
La valutazione della significatività degli aspetti ambientali diretti si realizza mediante l’attribuzione a
ciascun aspetto ambientale di un fattore di Probabilità di accadimento P e di un fattore di Danno ambientale
conseguente D; ai fattori P e D vengono attribuiti valori da 1 a 4, per probabilità e danno crescenti. Il prodotto
dei fattori P e D fornisce l’Indice di Rischio Ambientale IRA. Gli aspetti ambientali uguali o superiori ad un
indice IRA di 4 sono definiti significativi e sono presi in considerazione nella fase di scelta degli obiettivi di
miglioramento.
L’assegnazione dell’indice IRA ha lo scopo di evidenziare gli impatti sui quali intervenire prioritariamente, in
ordine crescente dell’IRA.
Il risultato della identificazione e della valutazione deve essere approvato dalla Direzione.
C) Registrazione degli aspetti ambientali significativi
Tutti gli aspetti ambientali valutati sono annotati in un registro denominato “Registro degli aspetti
ambientali”.
7.2 – Aspetti ambientali diretti
Tutti gli aspetti ambientali connessi con l’attività svolta, in condizioni di normalità, di avviamento o fermata
impianti e in particolari condizioni di emergenza, sono stati presi in considerazione e valutati.
Risultano significativi i seguenti aspetti ambientali diretti:
•Emissioni in atmosfera
•Approvvigionamenti e scarichi idrici
•Produzione rifiuti
•Rischio incendi
•Manipolazione sostanze pericolose.
•Rischio di incidenti rilevanti
Altri aspetti quali: rumore, suolo e sottosuolo radioattività da sorgenti radiogene, consumi energetici,
sostanze lesive dello strato di ozono, pur presenti, risultano non significativi. Aspetti ambientali come
amianto e PCB non sono presenti in azienda.
Una raccolta ordinata di tabelle come il modulo “Identificazione e valutazione degli impatti ambientali
significativi” costituisce il Registro degli aspetti ambientali.
EMISSIONI IN ATMOSFERA
L’azienda ha provveduto a dichiarare alle competenti autorità tutti i punti di emissione in ottemperanza al D.
Il Registro degli aspetti ambientali viene conservato da RSGA
Lgs. 59/05.
I punti di emissione attivi sono 25 di cui 12 derivano da emissioni di processo, 6 sono aspirazioni da cappe
di laboratorio, 1 da cappa prove di spruzzatura, 2 da ricambio aria locali, 4 da impianti di riscaldamento. Di
D) Aggiornamento del registro
questi i punti di emissione da laboratori, ricambio aria locali, e impianti di riscaldamento, sono emissioni
I Responsabili di Reparto, Servizio o Ufficio Operativo, con l’assistenza di RSGA aggiornano, almeno una
poco significative ai sensi del DPCM 21/7/89, DPR 21/7/91 e D. Lgs. 152/06.
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I punti di emissione di processo sono tenuti sotto controllo secondo programmi prefissati e i valori degli
N° Emissione
Provenienza
emissioni
PORTATA
(m3/h)
E1
Mescolatori
adesivi Sfiati
da mescolatori
e serbatoi di
stoccaggio
3500
inquinanti sono misurati periodicamente (almeno una volta all’anno).
Inquinanti
Abbattitori
installati
I risultati vengono tenuti a disposizione dell’autorità preposta al controllo e sono sempre stati inferiori ai
limiti di legge. I punti di emissione delle caldaie sono tenuti sotto controllo annuale de mediante controllo
del rendimento e dei fumi.
Di seguito viene riportato il quadro delle 14 emissioni controllate delle quali 7 sono dotate di impianto di
abbattimento.(vedi tabella 02 di pag. 35, analisi effettuate nel corso del 2008 e 2009).
E2
Le emissioni di processo sono costituite da flussi di aria contenenti gli inquinanti indicati.
E3
diffuse generate dall’utilizzo di solventi. Il valore di tale dato è sempre stato inferiore al 3%.
Valori limite
di emissione
mg/Nm3
Solo in
occasione del
carico
VOS
Filtri a carboni
attivi
60,9
77,7
150
4600
VOS
-
98,5
59,2
150
VOS
Impianto
criogenico ad
azoto liquido
0,11
0,33
Limite solo
come flusso di
massa
Flussi
di massa
riscontrati
in kg/h
0,25
0,27
0,50
0,29
<100
*E4
Aspirazione
reparto confezionamento adesivi
7000
VOS
-
Nd
0,33
50
<0.01
*E5
Aspirazione
reparto confezionamento adesivi
3000
VOS
-
Nd
33,6
50
<0,01
1,1
3,88
< 10
0,03, 0,08
sfiati di tutti i serbatoi non hanno rilevato emissioni di qualche significatività. Viene elaborato annualmente il
piano di gestione dei solventi, strumento che consente all’azienda di verificare la perdita di tutte le emissioni
Concentrazione
media
riscontrata
mg/Nm3
(2009)
Mescolatori
adesivi Sfiati
da mescolatori
e serbatoi di
stoccaggio
EMISSIONI DIFFUSE
Gli sfiati dei serbatoi sono cortocircuitati, durante la fase di scarico dalle autobotti. Inoltre, misure svolte sugli
Apparecchiature
confezionamento
adesivi
Concentrazione
media
riscontrata
mg/Nm3
(2008)
E12
E14
E15
E19
E20
E21
E22
Impregnatrice/
spalmatrice
23000
COT
Polveri
VOS
Scrubber
ad acqua
7,8
7,0
< 10
0,18, 0,15
15,1
11,8
< 20
< 0,02, < 0,02
1,43
2,31
< 10
< 0,01, < 0,01
0,25
1,74
< 1000
Estrusore granuli
tramogge di
carico
2200
Polveri
Filtro a
maniche
Spalmatura
a punti
2800
Polveri
Filtro a
maniche
1,02
0,72
< 10
Smalmatura
hot melt
1260
VOS
-
11,8
15,5
< 20
-
< 0,02
100 g/h
Degasaggio
estrusore granuli
Polveri
< 0,02
< 10
< 0,01
< 0,01
< 0,01
< 0,01
0,02
0,02
< 0,01
Coestrusore
< 1000
VOS
-
10,3
15,1
< 20
Flessografia
<1000
VOS
Filtro
a carboni attivi
15,8
16,3
< 20
-
5,03
< 30
0,015
-
13,3
< 20
0,003
E26 **
Mescolatori
ermetizanti
3000
Ammoniaca
Scrubber ad
acqua acida
E28 **
Fumi fusore
250
COT
-
< 0,01
0,01
< 0,01
*I punti di emissione E4 ed E5 pur non essendo emissioni di processo dal 2009 sono controllati a fronte di valori limite di emissione.
**E26 autorizzazione DGR Lombardia n. V/66639 del 11/04/1995; E28 DGR Lombardia n. 505 del 23/01/2007. I punti E26 ed E28 saranno dismessi nel primo semestre 2010.
Tab 02 Emissioni di processo Tutti i punti di emissione sono stati autorizzati con il decreto AIA/IPPC n. 12771 del 29 ottobre 2007 emesso dalla Regione Lombardia.
Conseguentemente sono stati modificati alcuni limiti di emissione: in alcuni casi i limiti sono rimasti immutati in altri casi abbassati.
Tale decreto sostituisce tutte le precedenti autorizzazioni. Nel corso del 2009 tutti i limiti sono stati rispettati. In grassetto sono
riportati i valori in flusso di massa dell’anno 2009.
Fig. 05 – Planimetria stabilimento con evidenziati punti di emissione (Scala 1:1600)
Punti A, B, e C sono punti misurazione rumore esterno.
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Nelle emissioni atmosferiche di processo, la tipologia di inquinante è rappresentata da:
APPROVVIGIONAMENTI E SCARICHI IDRICI
– SOV proveniente da impianti di produzione zona adesivi.
Le lavorazioni svolte da ICF a Marcallo richiedono quantitativi di acqua scarsamente significativi: l’impiego
–CO, CO2 e NOx dagli impianti di riscaldamento e impregnatrice. Per quanto riguarda le caldaie
dell’impianto di riscaldamento, queste sono controllate regolarmente secondo il DPR 412/93; l’impregnatrice
(E12) è controllata, come da autorizzazione, per COT e polveri.
più importante è dovuto ad attività di servizio, come il lavaggio impianti, mentre l’uso come materia prima
nei processi è molto ridotto. Le acque consumate sono impiegate principalmente per: preparazione di
sospensioni acquose di appretti (come materia prima), lavaggio impianti, usi potabili ed igienici. Le acque
impiegate come Materia Prima per le sospensioni di appretti non superano i 500 m3/anno.
Le acque impiegate per lavaggi impianti sono circa 1000 m3/anno. Le acque di raffreddamento per un volume
Gli inquinanti CO e NOx non sono stati determinati, perché non prescritti.
complessivo di ca. 35 m3 sono mantenuti in circuito chiuso con una integrazione per perdite di circa il 5%
ogni 2 mesi. I consumi idrici sono riportati in Tab. 05 di pag. 38. Le acque reflue inquinate sono quelle
– Polveri provenienti da spalmatrice a polvere e estrusore granuli.
La tabella 3a riporta i valori, espressi in tonnellate, degli inquinanti atmosferici emessi suddivisi per tipologia
La tabella 3b riporta gli indicatori tra emissioni e quantità prodotte. L’indicatore SOV è dato dal rapporto
quantità di t. emessa e quantitativo in t. di adesivo prodotto per 100. Per l’indicatore CO2 il rapporto è
tra t. di CO2 e t. di Adesivi e puntali contrafforti prodotti per 100. L’indicatore polveri e ammoniaca sono
ritenuti scarsamente significati. Poiché la produzione di puntali e contrafforti è misurata in mq si è ritenuto
approssimare 1000 mq ad una t.
provenienti dalle operazioni di lavaggio impianti. Esse sono convogliate in un impianto di trattamento
primario dove sono depurate mediante l’utilizzo di calce e policloruro di alluminio; dopo il trattamento i
reflui vengono scaricati per la depurazione nella fognatura del Consorzio TAM “Tutela ambientale del
Magentino”, nel rispetto dei limiti stabiliti dal Consorzio. Analisi sulle acque scaricate sono effettuate prima
dello scarico dal Controllo Qualità di ICF, mentre due volte all’anno vengono eseguite analisi da laboratorio
esterno. Nel primo caso i parametri controllati sono: COD, tensioattivi, NH4, come prescritto dal Consorzio;
con le analisi esterne si controlla una serie più ampia di parametri. Una volta all’anno il Consorzio del
Magentino effettua controlli per accertare la compatibilità degli scarichi. Nella tabella 04 sono riportati gli
Inquinante calcolato in ton.
2007
2008
2009
SOV
2,9
2,3
1,5
CO2
960
902
842
< 0,5
< 0,5
<0,5
Polveri
Ammoniaca
ultimi dati riscontrati nel 2008 e 2009.
0,033
Tab 3a
Indicatori emissioni/
quantitativi prodotti
2007
2008
2009
SOV
0,040
0,038
0,026
CO2
8,3
9,3
Parametro
9,2
Tab 3b
Il miglioramento dell’indicatore SOV negli anni conferma una migliore efficienza degli impianti di abbattimento,
L’indicatore CO2 è legato all’andamento delle condizioni meteo stagionali.
Valori trovati nel
2008 dal Consorzio
Magentino
Valori trovati nel
dal Consorzio
Magentino
2009
Limiti consortili aut. PE nº 008/05
Comune di Marcallo del 28/04/06
e decreto AIA/IPPC nº 12771
del 29/10/07
COD
196 mg/l
20 mg/l
< 1125 mg/l
Tensioattivi
2,5 mg/l
1,0 mg/l
< 18 mg/l
totali
Azoto NH4
20 mg/l
10 mg/l
< 45 mg/l
Tab 04
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Analisi di acque di scarico effettuate dal Consorzio del Magentino e da laboratori esterni hanno confermato
prescritto registro di carico e scarico e compila annualmente il MUD (Modello Unico di Dichiarazione).
il rispetto dei limiti autorizzativi. Tutte le acque di prima pioggia raccolte dai tetti, da superfici pavimentate
Lo smaltimento ed il trasporto di tutti i rifiuti avviene tramite società autorizzate che forniscono il
ed asfaltate esterne, sono raccolte nel sistema fognario di stabilimento , inviate nelle vasche di accumulo e
corrispondente certificato di smaltimento (4a copia del formulario).
quindi nella fognatura consortile.
Sono riportati in tab 06 i principali rifiuti di stabilimento con i relativi codici CER. I quantitativi prodotti
figurano in tabella 07. Sostanzialmente la produzione di rifiuti tende a diminuire in proporzione al calo
Le acque successive a quelle di prima pioggia sono disperse in falda tramite pozzo perdente.
produttivo riscontrato sugli anni 2008 e 2009. Unico dato in crescita è quello relativo al CER 080409* dovuto
alla chiusura di alcuni depositi con restituzione della merce.
CONSUMI IDRICI
Tipologia di rifiuti
Di seguito sono riportati i consumi idrici di ICF che per il ciclo produttivo utilizza quantitativi estremamente
limitati.
Consumi idrici espressi in m3
Acqua potabile uffici
Acqua potabile stabilimento
(lavaggi, produzione e servizi igienici)
2007
2008
2009
592
647
831
21084
11346
9928
Acqua pozzo interno
(irriguo antincendio)
1422
840
847
Totale
23098
CER pericoloso
Rifiuti in più imballaggi
150106
Rifiuti di materiali compositi
040209
Acque di lavaggio
080416
Carta e cartone
150101
Imball. Plastica
150102
Imball.legno
150103
Fanghi
070212
Adesivi obsoleti
080409*
Adesivi obsoleti
080411*
Tab 05
Imball. Contenenti residui sost. pericolose (contaminati)
150110*
L’acqua potabile di stabilimento è sensibilmente diminuita nel corso del triennio per decremento produttivo
Carboni esausti
190110*
Oli esausti
120107*
Scari oli minerali
130205*
12833
11600
e per rifacimento e miglioramento della rete idrica interna a partire dal 2008.
CER non pericoloso
Tab 06
PRODUZIONE RIFIUTI
Le tipologie di rifiuti prodotti dallo stabilimento, come da classificazione del D.Lgs. 152/06 parte IV, sono
essenzialmente rifiuti in più imballaggi, fanghi, imballi contaminati, carta e cartone, plastica e pallet in legno.
I rifiuti pericolosi prodotti sono rappresentati dai carboni attivi esausti (provenienti dai filtri di abbattimento
emissioni) che non vengono smaltiti ma restituiti al fornitore per la rigenerazione e da imballi contaminati
che vengono recuperati dopo bonifica, adesivi obsoleti o non conformi che vengono avviati allo smaltimento
e oli usausti.
In tutto il sito è attivo un sistema di raccolta differenziata che contempla anche gli aspetti non produttivi
(uffici, mensa, ecc) di carta, plastica, lattine, pile e toner da fotocopiatrice. ICF gestisce tutti i rifiuti con il
38
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39
RIFIUTI
Tipologia di rifiuti (Ton.)
Cod. CER
2007
2008
2009
Rifiuti in più imballaggi
150106
94,0
92,6
78,8
Rifiuti di materiali compositi
040209
261,5
212,1
177,7
Acque di lavaggio
080416
25,2
20,2
23,0
Carta e cartone
150101
45,0
50,6
44,0
Imball. Plastica
150102
17,6
18,0
15,0
Imball.legno
150103
26,1
37,3
14,7
Adesivi obsoleti
080409*
Adesivi obsoleti
080411*
Imball. Contenenti residui sost. pericolose (contaminati)
150110*
Fanghi
35,3
1,5
-
45,1
31,0
25,6
070212
105,5
106,2
90,2
Carboni esausti
190110*
4,1
1,1
1,3
Oli esausti
120107*
0,5
0,5
Scarti di oli minerali
1,1
130205
Tab 07a
Indicatori rifiuti
2007
2008
2009
Produzione adesivi/rifiuti pericolosi
6,7
5,5
11,0
t/t x1000
Produzione puntali e contrafforti/rifiuti non pericolosi
9,1
9,9
8,8
m2/t. x100
Tab 07b
Alla produzione di tessuti sono associati i rifiuti non pericolosi con i codici CER: 040209 + 070212 + 080416.
Per la produzione di adesivi sono associati i rifiuti pericolosi con i codici CER 080409 + 080411 + 150110 + 190110.
L’indicatore 2009 relativo alla produzione adesivi/rifiuti pericolosi è stato influenzato dall’incremento del
CER 080409* dovuto alla restituzione di adesivi obsoleti da parte di agenti ICF con deposito.
Fig 06 – Planimetria stabilimento con indicazione dei punti di raccolta delle differenti tipologie di rifiuto. (scala1:1600).
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41
RISCHIO INCENDI
MANIPOLAZIONE SOSTANZE PERICOLOSE
L’azienda ha predisposto e reso noto a tutti i dipendenti un Piano di Emergenza, interaziendale con la società
Le sostanze e i solventi principali, utilizzati nei processi produttivi, sono riportati di seguito con l’indicazione
ABC S.r.l. presente all’interno dello stabilimento.
del nome commerciale o nome chimico, la classificazione di pericolosità e le frasi di rischio:
Esso contempla tutte le casistiche dei rischi e in particolare del rischio incendio e pericolo di incendio in
quanto nel processo produttivo si utilizzano quantità elevate di materiale infiammabile (solventi organici).
Nome
In tutti i luoghi di lavoro sono affisse le piantine con vie di fuga e un punto per individuare la propria
Acetato di etile
Acetone
posizione. Ogni posto di lavoro è corredato con un elenco telefonico dei numeri esterni di primaria necessità
(Vigili del fuoco, ospedale, Pronto intervento). Tutte le attrezzature antincendio sono periodicamente
controllate. L’azienda è in possesso del Certificato Prevenzione Incendi valido fino al 13 maggio 2009, con
richiesta di rinnovo per nulla mutato del 16/04/09. Inoltre è stata presentata domanda di sopralluogo in data
20/03/09 per attività aggiuntive.
È operante una squadra interaziendale interna antincendio e di pronto soccorso costituita da 28 persone
delle quali 12 addestrate anche per il pronto soccorso.
La squadra antincendio svolge ogni tre mesi esercitazioni pratiche e teoriche; annualmente viene svolta una
prova simulata antincendio con evacuazione del personale, dove vengono coinvolti tutti i dipendenti ICF,
– carrelli elevatori antideflagranti,
– sistema di rilevazione fiamme a infrarosso,
– sistema di spegnimento a diluvio e a sprinkler,
controllo con prevalenza di zone 2 e con piccole aree in zona 1.
512
F, Xi
Infiammabile, irritante
R 11, 36, 66, 67
1170
1228
Serbatoio interrato n° 8A da 25 m3
Serbatoio interrato n° 9A da 25 m3
Serbatoio interrato n° 10A da 25 m3
Serbatoio interrato n° 7 da 50 m3
Serbatoio interrato n° 9A da 25 m3
3,0
2,8
Fusti da 200 l
238
305
Serbatoio fuori terra da 12 m3
Difenilmetan
4,4’ diisocianato
(MDI)
Xn
Nocivo
R20, 36/37/38, 42
25,6
24,0
Fusti da 200 l
Idrocarburi
alifatici e naftenici
F, Xn, N
Infiammabile, Nocivo,
pericoloso per l’ambiente
R 11, 38, 51/53
1000
1165
Serbatoio interrato n° 1, n° 4 da 50 m3
Isoesano
F. Xi. N
Infiammabile, Nocivo,
pericoloso per l’ambiente
R11, 38, 51/53
303
297
Serbatoio interrato n° 2 da 50 m3
Metiletilchetone
(MeK)
Xi, F
Infiammabile, irritante
R 11, 36, 66, 67
153
166
Serbatoio interrato n° 6 da 50 m3
Percloroetilene
Xn, N
Nocivo, pericoloso
per l’ambiente
R 40, 51/53
19,2
16,4
Serbatoio fuori terra da 3 m3
Tetraidrofurano
Xi, F
Infiammabile, irritante
R11, 19, 36/37
7,2
10,9
Fusti da 200 l
Toluolo
Xn, F
Nocivo, infiammabile
R 11, 20
888
914
Serbatoio interrato n° 6, nº 5
Tricloro-striazina-2,4,6trione
Xn, O, N
Nocivo, Comburente,
pericoloso per
l’ambiente
R 8, 22, 31,36/37,
50/53
1,4
0,9
Fustini da 60 kg
Xi, R 36/38
Irritante
3,3
3,2
Fusti da 200 l
sulle atmosfere esplosive.
Il documento elaborato riconferma il rischio esplosione nel reparto adesivi, già per altro noto e tenuto sotto
527
Xn Nocivo R 40
Tutte le attrezzature antincendio vengono periodicamente controllate secondo un piano aziendale.
È stata eseguita una nuova indagine nel dicembre 2009 per la valutazione ai sensi del titolo XI D. Lgs. 81/08
F, Xi
Infiammabile, irritante
R 11, 36, 66, 67
Modalità di stoccaggio
Xn Nocivo R 20
– utilizzo di utensileria antiscintille,
– indumenti di lavoro che non generano corrente elettrostatica (fibre naturali come cotone e lana).
Ton. 2009
Diclorometano
prodotti manipolati o stoccati, sono dotati di:
– impianto elettrico antideflagrante,
Ton. 2008
Butandiolo 1,4
ABC.
I reparti produzione adesivi e magazzino adesivi, poiché più esposti al rischio incendio per tipologia di
Simboli di pericolo
e Frasi di rischio R
N Metil
pirolidone
Tab 08
42
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43
Per tutte le sostanze pericolose sono disponibili le schede di sicurezza predisposte dal fornitore per le
–elaborazione rapporto preliminare di sicurez za ai sensi art. 1 Legge regionale Lombardia 23 novembre 2001;
informazioni necessarie sulla loro manipolazione, aggiornate al XXIX adeguamento alla direttiva 67/548/
–adeguamento della politica Ambientale e di Sicurezza aziendale.
CEE recepito con D. Lgs 65/03 e al regolamento CE 1907/2006 “Reach”.
Tutte le comunicazioni e i documenti elaborati sono stati inviati agli organi di vigilanza tramite raccomandata
A.R il 2 marzo 2006 (termine previsto dal D.Lgs. 238/05, 6 marzo 2006)..
In data 10 marzo 2008 è stata aggiornata la Scheda di Valutazione Tecnica e la Scheda di informazione sui
AMBIENTE DI LAVORO
Le schede di sicurezza, sia delle sostanze pericolose che non pericolose, sono in possesso del Medico
Competente e del RSSP. Un estratto delle schede delle sostanze pericolose è disponibile anche nei reparti.
Il Medico Competente ha attivato un piano sanitario per monitorare l’eventuale esposizione degli operatori
esposti. L’ambiente di lavoro viene controllato annualmente nelle varie posizioni di lavoro per quanto
rischi di incidente rilevante per i cittadini e i lavoratori. In tabella 10 sono stati elencati gli scenari incidentali
individuati con la relativa frequenza di accadimento. Su tali aspetti ICF s.p.a ha attivato una formazione
permanente per gli operatori del reparto Adesivi e un programma di manutenzione impiantistico preventivo.
Vengono eseguite prove simulate di evacuazione con frequenza trimestrale.
riguarda gli inquinanti chimici in particolare: sostanze organiche volatili polveri e isocianati. Nella tabella 09
è riportato un estratto del monitoraggio ambientale effettuato il 23 luglio 2009.
Posizione di lavoro
Inquinante
Valore rilevato mg/m3
Limiti TLV-TWA mg/m3
Produzione poliuretanici
Isocianati
< 0,001
0,034
Produzione poliuretanici
Acetato di etile
11,2
1440
Produzione cloroprenici
Acetone
32,5
1210
Produzione cloroprenici
Toluene
18,9
188
Confezionamento adesivi
Macchina spalmatura polvere
Acetone
Polveri totali
Frequenza di accadimento
Evento
iniziatore
71,4
0,18
EIR 1
Scenario incidentale
eventi/anno
Pool fire (lunga durata)
2.86E-07
Dispersione vapori tossico/nocivi
7.96E-04
UVCE
2.63E-05
Jet fire
5.80E-08
UVCE
3.74E-08
Incendio generalizzato nel reparto adesivi
1.97E-07
Esplosione nel reparto adesivi
1.50E-06
Incendio nel magazzino prodotti finiti
5.00E-05
EIR 2
1210
10
EIR 3
Tab 09
EIR 4
ICF provvede a minimizzare il contatto e l’esposizione con le sostanze pericolose con l’ausilio di Dispositivi
Tab. 10
di Protezione Individuale (DPI) quali:
– guanti, occhiali, scarpe, mascherina antipolvere, maschera antisolvente, indumenti di lavoro;
– valutazioni del rischio chimico e gli indici infortunistici sono riportati a pag. 40.
7.3 – Aspetti ambientali indiretti
Vari momenti formativi hanno permesso di raggiungere un grado di sensibilità e conoscenza degli addetti alla
produzione sulle simbologie e le frasi di rischio e i consigli di prudenza. Sia il monitoraggio biologico (controlli ematici
sugli operatori) sia il numero degli infortuni relativi a questo aspetto danno ragione del metodo preventivo adottato.
Accanto agli aspetti ambientali diretti per i quali ICF s.p.a. esercita il totale controllo, sono stati presi in
considerazione ed analizzati gli aspetti indiretti come previsto dal Regolamento CE 1221/2009 EMAS. I criteri
individuati per valutare la significatività gli aspetti ambientali indiretti sono identici a quelli per i diretti con
l’elaborazione di un indire IRA. Tale indice è successivamente moltiplicato per un fattore di correzione 0,4,
0,7, 1 indicante la capacità di controllo da parte dell’azienda nell’aspetto ambientale indiretto; anche per gli
RISCHIO DI INCIDENTI RILEVANTI
ICF ricade in ambito di assoggettabilità del decreto art. 6 del D. Lgs 334/99 che non prevede l’elaborazione di
un piano di emergenza esterno. Con L’emanazione del nuovo decreto legislativo, noto anche come Direttiva
Seveso ter. ICF ricade nell’ambito dell’assoggettabilità per il superamento del quantitativo stoccato di 200 t.
di solventi e prodotti finiti pericolosi per l’ambiente (R 51/53). Gli adempimenti conseguenti a quest’obbligo
sono stati:
–comunicazione a Ministero Ambiente, Regione Lombardia, Provincia di Milano, Comune di Marcallo con
Casone, Prefetto di Milano, Comando Provinciale V.V.F., Comitato di valutazione rischio industriale;
44
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indiretti il criterio di significatività parte da valori uguali o superiori a 4 di indici IRA. Gli aspetti ambientali
indiretti individuati sono connessi alle attività e comportamenti ambientali di: fornitori di materie prime,
manutentori e laboratori di analisi, clienti (imballi a rendere ecoloabel), campi elettromagnetici (linea alta
tensione esterna all’zienda).Tutti questi aspetti sono risultati non significativi.
Questi comunque hanno generato rispettivamente i seguenti obbiettivi di miglioramento: miglioramento e
razionalizzazione delle consegne, l’armonizzazione delle procedure ambiente e sicurezza, il coinvolgimento
di manutentori presenti in azienda nella Squadra antincendio, l’utilizzo di imballi a rendere con smaltimento
del solo sacco di politene interno.
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45
Per quanto riguarda la gestione delle attività sopra citate sono state predisposte in ICF procedure specifiche
per valutare il grado di attenzione ed il comportamento che i singoli fornitori/appaltatori prestano in via
generale alle tematiche ambientali, ed in particolare se detti soggetti abbiano adottato o meno un sistema di
gestione ambientale. Gli stessi vengono istruiti ed informati circa le modalità utilizzate in ICF per operare
nel rispetto dell’ambiente e della sicurezza alle quali, se di loro competenza, sono tenuti ad uniformarsi. ICF
controlla i rischi presenti in azienda richiedendo alle ditte appaltatrici la comunicazione dei rischi collegati
7.4 – Leggi di riferimento e compendio dati per aspetti ambientali non
significativi
I riferimenti di legge principali applicabili all’attività di ICF sono:
Inquinamento atmosferico
– D.P.R. 203/88, DPCM 21/7/89, D.M. 12/07/90, DPR 25/07/91, DGR Lombardia n. 7/4178 del 6/4/01, D.M.
alle loro specifiche attività e fornendo alle stesse un estratto dei rischi presenti in ICF.
In particolare per quanto riguarda i rapporti con la società coinsediata, ABC sono in atto dal 2006 delle
44/04 del 16/01/04 , D. Lgs. 152/06 “Norme in materia ambientale”
L’azienda ha ottenuto l’AIA per i vari punti di emissione che, ove necessario, sono presidiati da opportuni
convenzioni che prevedono la fornitura da parte di ICF di servizi quali:
abbattitori (vedi tab. 02 di pag. 27). L’azienda verifica periodicamente le emissioni e accerta le condizioni
• fornitura di utilities: acqua, energia elettrica, riscaldamento e aria compressa
• utilizzo dello scarico acque civili (titolarità ICF) nella fognatura consortile
• servizio di manutenzione
• servizi per l’emergenza e l’antincendio.
gestionali dell’impianto. Inoltre l’azienda elabora il Piano gestione solventi che tiene a disposizione per
eventuali controlli delle autorità competenti. Dall’impianto criogenico l’azienda recupera annualmente circa
3.500 Kg di solventi in miscela che riutilizza nel processo produttivo.
ABC ha certificato il proprio Sistema di Gestione Ambientale secondo la norma UNI EN ISO 14001/04 nel
marzo 2007.
Scarichi idrici
– D. Lgs. 152/06 “Norme in materia ambientale”, D.Lgs. 152/99 “Legge quadro sugli scarichi idrici industriali” e
successive modifiche, L.R Lombardia n.62 del 1985
ICF è assoggettata alla presente norma poiché sono presenti scarichi idrici industriali ed ha pertanto ottenuto
Campi elettromagnetici
la relativa autorizzazione dall’ente competente.
- Legge 36/2001, DPCM 8/7/2003
In data 24/07/03 sono state eseguite delle misure di campi elettromagnetici di bassa frequenza (50 Hz),
finalizzate alla caratterizzazione delle aree di lavoro ubicate in prossimità degli elettrodotti per la conduzione
A.I.A. (Autorizzazione Integrata Ambientale) I.P.P.C.
di energia elettrica, passanti nelle immediate vicinanze dello stabilimento.
D.Lgs 59/05
Il valore massimo riscontrato, al piazzale ricevimento merci, è stato circa 500 volte inferiore al limite di legge
L’azienda ha provveduto agli adempimenti conseguenti previsti dal decreto legislativo, compilando il formato
come campo elettrico e circa 40 volte inferiore al limite di legge come induzione magnetica.
on-line della Regione Lombardia e inviando entro il 28/02/06 la domanda e allegati tecnici a: Regione
Lombardia, Provincia di Milano e Comune di Marcallo con Casone. In data 30 aprile 2006 ha provveduto
alla pubblicazione sul giornale “Il Giorno” dell’avviso al pubblico ai sensi dell’art. 5 comma 7 del D.Lgs. 59/05,
come da comunicazione da Regione Lombardia su avvio procedimento AIA/IPPC. L’azienda ha ricevuto nel
corso del mese di novembre il Decreto di autorizzazione n. 12771 del 29 ottobre 2007.
Inquinamento del suolo
– D.M. 471/99 (ex art.17 D.Lgs. 22/97) “Bonifiche di siti inquinati”, L.R Lombardia n.62 del 1985, Regolamento
di Igiene Regione Lombardia vigente
L’azienda ha predisposto dispositivi atti a eliminare il rischio di contaminazione del suolo a seguito di
sversamenti accidentali in quanto tutte le aree produttive sono coperte e pavimentate.
I 10 serbatoi interrati sono rivestiti a doppia camicia ed intercapedine con azoto e sottoposti a controlli
settimanali per la tenuta pressione intercapedine e annualmente per gli aspetti di corrosività. Tutte le
46
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47
operazioni di scarico avvengono in aree compartimentale con raccolta dell’eventuale sversamento in apposite
Marcallo con Casone, ha deliberato la zonizzazione acustica del territorio comunale, con delibera Consiliare
vasche. Gli altri 22 serbatoi fuori terra contenenti materie prime e prodotti finiti (adesivi) sono posizionati
n. 47 del 30 settembre 2005, confermando i limiti di immissione per aree esclusivamente industriali del
all’interno di aree coperte pavimentate e compartimentale con appositi muretti (bacini di contenimento).
D.P.C.M. 14/11/97. L’azienda opera solo su due turni interrompendo tutte le attività produttive alle ore 22,00.
Annualmente vengono effettuate da laboratori esterni analisi all’acqua di pozzo industriale (uso antincendio),
I rilievi effettuati nel corso del 2008. Hanno dato i seguenti risultati:
che non hanno evidenziato inquinamenti in atto. In particolare viene controllata la presenza di solventi
organici e clorurati. Le analisi del maggio 2009 hanno evidenziato un valore dei solventi organici e clorurati
al limite della rilevabilità strumentale.
Rifiuti
Posizione rilievo
dB(A) diurno
dB(A) notturno
A
58,3
Non attivo
B
59,4
Non attivo
C
63,9
Non attivo
Tab 12 - Livelli di rumorosità al perimetro. I punti di misurazione sono riportati nella fig. 05.
– D. Lgs 152/06 “norme in materia ambientale”
L’azienda produce quasi esclusivamente (oltre 88%) rifiuti non pericolosi. Plastica e carta vengono avviate al recupero.
Rifiuti pericolosi sono cost ituiti dai carboni esausti che vengono interamente rigenerati, imballi contaminati
che vengono bonificati e recuperati ed eventualmente adesivi resi da clienti non recuperabili in produzione.
– D.Lgs. 81/08 Titolo VIII capo I e II ”Rumore negli ambienti di lavoro”
ICF provvede con cadenza triennale (ultima del 30 ottobre 2009) a mappare la rumorosità dello stabilimento.
La maggior parte delle postazioni di lavoro sono comprese tra il livello sonoro di 80 dB(A) e 85 dB(A). Sono
state evidenziate aree con esposizione superiore a 80 dB(A) in prossimità della zona terminale della linea
impregnatrice e in zona adesivi durante l’utilizzo di mulini. Per tutti gli operatori di produzione si sono
Imballaggi
tenuti momenti formativi. Sono state effettuate insonorizzazioni di alcune parti di macchine con conseguente
– D. Lgs. 152/06 “Norme in materia ambientale”
diminuzione dell’inquinamento acustico. Gli operatori che ne hanno fatto richiesta sono stati dotati di DPI.
Nel piano sanitario aziendale sono previsti controlli audiometrici.
Imballaggi materie prime:
Le principali tipologie di imballaggi sono: sacchi in cartone da 25 kg, box di cartone da 1 mc, fusti in ferro,
big bags in cellophane. Gli imballi puliti sono ricompattati e ceduti a terzi per recupero, quelli sporchi
confluiscono nella voce rifiuti “imballaggi in più materiali “ o “imballaggi contaminati da sostanze pericolose”.
Imballaggi prodotti finiti:
– D. Lgs 187/2005
ICF S.p.A. non utilizza macchinari che generano sorgenti di vibrazioni. Unica sorgente di vibrazione è
Tipi e quantità degli imballi utilizzati per i prodotti finiti nel corso degli anni 2007, 2008 e 2009 sono riportati
nella tabella seguente ed espressi in kg come da comunicazione al CONAI.
Tipo di imballo
Vibrazioni
2007
2008
causata dall’uso del carrello elevatore per la movimentazione di materie prime e prodotti finiti all’interno
dei reparti, ma che occasionalmente transita anche su strade asfaltate all’ interne del sito produttivo. ICF ha
quindi provveduto a misurare le vibrazioni prodotte dall’uso del carrello elevatore il 13 luglio 2006. I valori
riportati riscontrati nelle specifiche mansioni non superano mai i limiti di riferimento alle vibrazioni corpo
2009
intero e mano braccia.
Plastica
14.800
13.000
11.500
Ferro
68.500
64.500
62.500
Banda stagnata
653.000
563.000
571.000
Cartone
26.000
22.600
23.000
Sicurezza
Pallets in legno
29.200
24.900
26.100
– D.Lgs 81/08 Titolo IX Capo I “Sostanze pericolose”
Tab 11
L’azienda ha provveduto all’elaborazione di una Valutazione del Rischio e probabilità di accadimento con
conseguente rimozione o riduzione delle principali fonti di pericolo attraverso l’innovazione tecnologica da
una parte e gli aspetti organizzativi e procedurali dall’altra. È stata effettuata anche la valutazione del rischio
Rumore esterno
chimico nel settembre 2008 supportata da monitoraggi ambientali e da misure di dispositivi personali, che
– L. 447/95 “Rumore esterno” , D.P.C.M. 14/11/97 , Decreto 16/03/98, L.R. Lombardia 10/07/01 n.13
ha evidenziato un rischio espositivo per la Produzione Adesivi “Alto per la sicurezza e rilevante per la salute”,
“Determinazione dei valori limite delle sorgenti sonore”
Per quanto riguarda il rumore esterno, è da evidenziare che la fabbrica è posta in area classificata
urbanisticamente come “zona industriale” con limiti diurni e notturni di 70 e 60 dB(A). Il Comune di
48
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per la Produzione Tessuti “Basso per la sicurezza ma rilevante per la salute”. Per area Ufficio e laboratorio
chimico rischio inesistente. Conseguentemente è stato elaborato il piano sanitario.
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49
La situazione infortuni negli ultimi tre anni rileva un andamento in calo rispetto al triennio precedente.
Sostanze lesive per lo strato do ozono
Le tabelle 13a e 13b riportano gli indici di frequenza e di gravità.
– D.M 15/02/06 n. 147 “Regolamento e recupero delle fughe di sostanze lesive strato di ozono stratosferico di cui
la Regolamento (CE) n. 2037/2000”
Anno
N° infortuni
N° giornate perse
N° totale dipendenti
2007
2
46
72
2008
0
0
80
2009
2
15
78
Anno
Ore lavorate
Indice di frequenza
Indice di gravità
2007
11.3190
17,7
0,41
2008
13.6332
0
0
2009
12.7637
15,6
0,12
In azienda sono presenti impianti di refrigerazione contenti fluidi R22 (HCFC) in quantità di 40 Kg. È stato
istituito il libretto di impianto con verifiche annuali da parte di tecnico competente. Sono inoltre presenti
fluidi refrigeranti R407 soggetti a controlli periodici.
CONSUMI ENERGETICI
L’energia elettrica viene consumata per tutti gli usi dello stabilimento, principalmente per il processo
produttivo. I dati riportati sono espressi in tep. Tali dati vengono confrontati con i dati produzione suddivisi
in adesivi e puntali e contrafforti. A partire dal 2006 sono stati inseriti contatori per i reparti ICF. Per
Tab 13a and 13b: Numero infortuni e indici infortunistici.
calcolare consumi indicizzati si è riportato il consumo energetico dei diversi reparti e macchine.
I dati dal 2009 evidenziano un leggero peggioramento sul dato 2008 che è risultato essere privo di infortuni.
Questo dato sicuramente migliorabile, pone comunque l’azienda sostanzialmente in linea con i dati del
settore chimico che sono: If 10,4 e Ig 0,26 (fonte FEDERCHIMICA).
Trasporti merci
–
Direttiva 94/55 CE aggiornata al quinto adeguamento tecnico con D.M 02/08/2005 Min. Trasporti e
Infrastrutture
I trasporti di prodotti finiti pericolosi e il ricevimento di materie prime pericolose avvengono nel rispetto
della normativa ADR aggiornata al 2009.
Al ricevimento le materie prime pericolose vengono verificate per: quantità, qualità, documenti di trasporto.
In uscita tutti i prodotti finiti sono spediti tramite trasportatori autorizzati al trasporto merci pericolose.
È stato nominato il Consulente sicurezza merci pericolose come previsto dal D. Lgs 40/00 nel settembre 2001
Consumi energia
elettrica in tep
2007
Consumi
1122
2008
1106
2008
2009
2008
2009
reparto
reparto
reparto
reparto
adesivi
adesivi
tessuti
tessuti
79,3
58,2
263,4
227,7
2009
953
Variazioni
% su base annua
Consumi gas metano
in tep
–26,0
401
Variazioni
% su base annua
Totale consumi
1623
Variazioni %
su base annua
376
351,7
–6,2
–6,4
1482
1304,7
–8,7
–12,0
–13,5
Tab 14
che elabora annualmente una relazione che invia al datore di lavoro; nel corso del 2009 non si sono verificati
incidenti in cui siano state coinvolte merci ICF.
Produzione
2007
2008
2009
Adesivi in kg
7.302.401
6.075.164
58.355.854
–20,2
–4,0
4.299.302
3621725
3.300.546
–18,7
–8,9
90.000
72.863
89.213
–23,5
22,4
variazioni % su base annua
Traffico veicolare
La quantità di mezzi in entrata e in uscita dall’azienda nel corso del 2009 è stata pari a circa 1900 unità.
Puntali e contrafforti in m2
Variazioni % su base annua
Granuli in kg
Radioattività
Variazioni % su base annua
– D.Lgs. 230/95 “Protezione radiazioni”
Tab 15
Nell’ambito aziendale è presente una sorgente radioattiva costituita da misuratore di spessore posizionato
sulla macchina coestrusore. La sorgente radioattiva è costituita da Stronzio 90.
Consumi EE indicizzati
ICF ha regolarmente comunicato la detenzione di tale sorgente all’Ispettorato del Lavoro.
Consumi/puntali contrafforti (Tep/1000m )
0,07
0,07
0,07
Essa viene controllata annualmente da uno studio di radioprotezione (esperto qualificato).
Consumi metano indicizzati
2007
2008
2009
I risultati evidenziano un’esposizione 10 volte inferiori ai limiti di legge per lavoratori non esposti.
Consumi/puntali contrafforti (Tep/1000m2)
0,095
0,10
0,10
Consumi/adesivi (Tep/t)
2
2007
2008
2009
0,01
0,01
0,009
Tab 16
50
Industrie Chimiche Forestali S.p.A. – Dichiarazione Ambientale
all right reserved
Industrie Chimiche Forestali S.p.A. – Dichiarazione Ambientale
all right reserved
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8. EFFICIENZA AMBIENTALE
ICF ha provveduto ad effettuare tutte le misure necessarie e ad installare apparecchiature e/o strumenti per
contenere al minimo gli impatti sull’ambiente interno ed esterno.
Per contenere le emissioni in atmosfera:
–È installato uno scrubber ad acqua per depurare i fumi provenienti da impregnatrice, per abbattere gli
inquinanti : SOV, Nox e le polveri prodotti a seguito delle lavorazioni effettuate sulle suddette macchine.
Tale impianto lavora una portata oraria di 26000 m3/h per 16 ore su 5 giorni e garantisce una resa
superiore di abbattimento dell’80%.
–Sono installati nº 2 filtri a maniche per abbattere le polveri costituite in prevalenza da resine, provenienti
dalle tramogge di carico dell’estrusore granuli, e polveri provenienti dall’impianto di spalmatura a punti.
Tali impianti hanno un rendimento del 95%, lavora una portata oraria di 2200 e 2800 m3/h e garantiscono
l’abbattimento del 95% sulle polveri in entrata. Le polveri raccolte sono riutilizzate nel processo produttivo.
–Sono installati n° 1 filtri a carbone attivi per contenere le emissioni di SOV in prossimità dei mescolatori
nel reparto adesivi. I filtri garantiscono l’abbattimento del 50% sugli inquinanti trattati. ICF S.p.A
programma le rigenerazioni del carbone dopo 3 mesi per garantire il mantenimento della resa di
abbattimento. Gli sfiati dei mescolatori sono collegati ad un impianto di abbattimento criogenico ad azoto
liquido che garantisce il recupero del 99% di SOV, pari a 500 Kg di miscele di solventi alla settimana.
Reflui industriali:
–Nella vasca di contenimento di capacità di 40 m3 si raccolgono tutte le acque di processo prodotte dal
lavaggio di impianti, che successivamente vengono trattate nell’impianto di pretrattamento e inviate al
depuratore consortile.
Per contenere il quantitativo dei rifiuti smaltiti:
–È attiva una campagna di recupero e riciclaggio di carta, cartone e plastica. In questo modo nel corso
del 2008 sono stati recuperati circa 50 ton di carta e cartone e 18 ton di plastica, altrimenti destinati a
smaltimento in discarica.
–I carboni attivi esausti vengono rigenerati e non smaltiti. Le quantità rigenerate si aggirano intorno a 1 ton
annue.
–Cisternette e fustini a rendere sono utilizzati per il trasporto di adesivi, dedicati per prodotto e cliente.
Con questo sistema vengono trasportati circa 500 ton/anno con un risparmio di circa 3000 fusti della
capacità di 170 Kg.
Per contenere l’esposizione al rumore:
Sono stati insonorizzati alcune parti dell’impregnatrice che hanno consentito di ridurre il rumore nella
postazione di lavoro di fine linea di 3-4 dB(A).
Accorgimenti di tipo organizzativo (turnazione) hanno abbassato sensibilmente l’esposizione equivalente al
rumore su base settimanale.
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9. PROGRAMMA AMBIENTALE
Tutti gli obiettivi del programma ambientale del triennio 2007-2009 sono stati ultimati, ad eccezione
dell’obiettivo “inertizzazione dei serbatoi di stoccaggio solventi” che si è rivelato più complesso da un punto
di vista realizzativo, per cui al momento è stato abbandonato.
Per la salvaguardia dell’ambiente nel triennio 2007-2009, sono stati attuati i seguenti interventi di
miglioramento:
•Potenziamento delle vasche di accumulo acque di prima pioggia. Anno di intervento 2007
•Potenziamento condensatori su mescolatori adesivi: Anno di intervento 2007
•Ottimizzazione del bilancio idrico: anno di intervento 2008
•Vasche meteoriche, creazione di vasche aggiuntive: anno di intervento 2008
•Caricamento gestito da software dei solventi reparto adesivi con diminuzione delle emissioni e
minimizzazione esposizione dei lavoratori: anno di intervento 2009.
Gli interventi realizzati sono stati nel complesso pari a 2% del fatturato societario nei 3 anni presi in esame.
Viene riportato di seguito l’aggiornamento del Programma Ambientale ICF S.p.A, per il periodo 2010-2012.
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Obiettivo
Aspetto ambientale
Programmazioni
Responsabilità
e risorse
Scadenza
10. VALIDITà DICHIARAZIONE AMBIENTALE
Sistema di
Emissioni Aria
Studio di fattibilità,
Responsabile
Studio 2010
L’attuale Dichiarazione Ambientale, con dati aggiornati al dicembre 2009, è relativa al terzo rinnovo della
raccolta offerte
manutenzione
abbattimento
a recupero
solvente sui
punto di
Abbattere totalmente
la quantità di SOV
Realizzazione
2011
immessa nell’ambiente
ICF S.p.A, come da Regolamento CE 1221/2009, aggiornerà annualmente la Dichiarazione Ambientale
a inizio 2011.
Costi: € 150,000
emissione E1
registrazione EMAS del sito produttivo di Marcallo con Casone.
Ogni Dichiarazione Ambientale è un documento controllato con una propria data di emissione.
Migliorare
Emissioni aria
l’efficienza
Adesione al progetto
Responsabile
Federchimica Care+
Ambientale
Entro 2010
e di Manutenzione
energetica
Migliorare le performance
energetiche e ridurre
Costi: 50.000
i consumi energetici
Risparmio
Riduzione consumo di EE
energetico
Studio con aziende del
Responsabile
settore e avvio intervento
Manutenzione
Fine 2010
Sostituzione di tutte
Costo: 0
le lampadine interne
ed esterne al sito con
altre a basso consumo
energetico
Nuova vasca
Migliorare le
Progetto con consulente
Responsabile
di accumulo
caratteristiche delle acque
esterno e realizzazione
Manutenzione
acque
in uscita
entro agosto
industriali
Separare la parte solida
Agosto 2010
Costo € 40,000
dalla parte liquida per
migliorare l’efficienza
dell’impianto
Impianto
Produrre parte della EE
Progetto da sviluppare
Responsabile
fotovoltaico
da fonti rinnovabili
con aziende specialistiche
manutenzione
operanti nel settore
e Responsabile
Installare sui tetti
Anno 2012
Sistema Gestione
dell’azienda una serie
ambientale
di pannelli fotovoltaici per
Costo stimato
la produzione di energia
€ 500.000
Riutilizzo
Recupero di parte dello
Progetto da sviluppare
Responsabile
Anno 2011
cimose
scarto di prodotto
in diverse fasi
di manutenzione
e 2012
di scarto nel
processo
produttivo
Riutilizzo nel processo
di coestrusione del
prodotto macinato
e R&S
1: fase di Ricerca
e sviluppo
2: fase di adeguamento
macchina coestrusore
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11. VERIFICATORE AMBIENTALE ACCREDITATO
Il Verificatore Ambientale Accreditato che ha convalidato la presente Dichiarazione Ambientale, ai sensi del
Reg. EMAS, è CERTIQUALITY, via G. Giardino 4 Milano, n° accreditamento IT-V-0001.
Il codice NACE per cui è convalidata la Dichiarazione Ambientale è: codice NACE 20.52 per aziende del
settore chimico, produttori di colle ed adesivi.
Per ulteriori informazioni, chiarimenti o altro in relazione al presente documento, contattare dott. Antonio
Sassi Responsabile Sistemi Qualità, Ambiente e Sicurezza di:
Industrie Chimiche Forestali S.p.A Via Kennedy 75 – 20010 – Marcallo con Casone (MI)
tel. 02/97214.1, fax 02/9760158, e-mail: [email protected]
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GLOSSARIO
(Definizione dei termini tecnici utilizzati nella Dichiarazione Ambientale Industrie Chimiche Forestali).
Acido Pirolegnoso: Miscela di acidi di natura organica
Coestrusore (estrusore): Apparecchiatura
estraibili dal legno, composti prevalentemente
che consente di ottenere tessuti per puntali formati
da acido acetico e altri acidi di natura organica
da 2 strati di materiale polimerico, intercalato
(omologhi superiori).
da telina.
Adesivi hot melt: Adesivi termofusibili ottenuti
Bivite: doppia vite.
dall’estrusore granuli.
Convalida della Dichiarazione Ambientale: Atto
Adesivi Policloroprenici: Adesivi ottenuti per
mediante il quale un Verificatore Ambientale
dissoluzione di gomme policloropreniche.
Accreditato da idoneo Organismo, esamina
Adesivi Poliuretanici: Adesivi ottenuti dalla sintesi
la Dichiarazione Ambientale con esito positivo.
tra due tipologie di prodotti chimici quali isocianati
CLP: regolamento comunitario 1207/2008 sulla
e polioli.
etichettatura, classificazione e imballaggio dei
Ambiente: Contesto nel quale una organizzazione
opera, comprendente l’aria, l’acqua, il terreno,
le risorse naturali, la flora, la fauna, gli esseri umani
e le loro interrelazioni.
Aspetto Ambientale: Elemento di un’attività, prodotto
prodotti chimici .
Corotante: rotanti nello stesso senso.
dB(A): Misura di livello sonoro sull’orecchio umano
ottenuta come risultato della curva di ponderazione
A (ambito delle frequenze percettibili dell’orecchio
o servizio di una organizzazione che può interagire
umano).
con l’ambiente. Un Aspetto Ambientale Significativo
Dissolutore: Recipiente munito di pale o eliche con
è un aspetto ambientale che ha un impatto ambientale
significativo.
la funzione di mescolare, omogeneizzare e sciogliere
la parte solida dell’adesivo.
ATEX: direttiva comunitaria sulla valutazione del
EMAS (Environmental Management and Audit
rischio di atmosfere esplosive
Scheme): Regolamento CE 1221/2009.
Audit Ambientale: Processo di verifica sistematica
Estrusore granuli: Apparecchiatura complessa
e documentale per conoscere e valutare, con evidenza
oggettiva, se il Sistema di Gestione Ambientale
di una organizzazione è conforme ai criteri definiti
dall’organizzazione stessa per l’audit del Sistema
di Gestione Ambientale e per comunicare i risultati
che consente di ottenere sostanze in granuli partendo
da polimeri miscelabili.
Hot melt: Resine termofusibili, applicate allo stato
fuso al tessuto tramite estrusore a testa piana.
di questo processo alla Direzione.
If: indice di frequenza infortuni.
CO: Ossido di Carbonio. Emissione inquinante
Ig: indice di gravità infortuni.
ottenuta da combustione con carenza di ossigeno.
Impatto Ambientale: Qualsiasi modificazione
CO2: Anidride Carbonica. Emissione inquinante
dell’ambiente, negativa o benefica, totale o parziale,
ottenuta per totale combustione della sostanza
conseguente ad attività, prodotti o servizi di una
organica con eccesso di ossigeno.
organizzazione.
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Infiammabilità: Temperatura alla quale i vapori di una
Responsible Care: Programma di Federchimica
sostanza, in presenza di fiamme libere, si incendiano.
tendente a sviluppare nell’ambito associativo una
MDI: Metilendiisocianato. Sostanza utilizzata per la
sintesi di adesivi poliuretanici.
Nm3: Normal metro cubo. Volume di gas riferito
a 0°C e alla pressione di 1 Atm (pressione ambiente).
costante attenzione a un miglioramento continuo
della sicurezza e della protezione e della salute
dell’ambiente.
Sistema di Gestione Ambientale (SGA): la parte
del sistema di gestione generale che comprende la
NOx : Ossidi di Azoto. Emissione inquinante ottenuta
struttura organizzativa, le attività di pianificazione,
dalla combustione del gas metano.
le responsabilità, le prassi, le procedure, i processi,
Politica Ambientale: Dichiarazione, fatta da una
organizzazione, delle sue intenzioni e dei suoi
principi in relazione alla sua globale prestazione
ambientale, che fornisce uno schema di riferimento
per l’attività da compiere e per la definizione degli
obiettivi e dei traguardi in campo ambientale.
Polioli: Sostanze organiche complesse utilizzate per la
sintesi di adesivi poliuretanici.
le risorse per elaborare, mettere in atto, conseguire,
riesaminare e mantenere attiva la politica ambientale.
SOV: Sostanze Organiche Volatili.
Tack: appiccicosità di un adesivo.
TEP: tonnellate equivalenti di petrolio.
Unità di misura del Sistema Internazionale Metrico
per esprimere i consumi, sia di energia elettrica che di
gas metano.
Programma Ambientale: Descrizione degli obiettivi
La tabella di conversione è:
e delle attività specifiche dell’impresa, concernente
1 kWh E.E. di media/alta tensione = 2,3 × 10 –4 tep
una migliore protezione dell’ambiente in un
1 Mm3 gas metano = 82 × 10 –5 tep
determinato sito, ivi compresa una descrizione delle
misure adottate o previste per raggiungere questi
TNT: tessuto non tessuto.
obiettivi e, se del caso, le scadenze stabilite per
Wh: Wattora: consumo orario di energia elettrica
l’applicazione di tali misure.
della potenza di 1 W.
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Via Kennedy 75 – 20010 – Marcallo con Casone (MI) – www.forestali.it
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