DICHIARAZIONE AMBIENTALE Anno 2009 Marcallo con Casone – MILANO – ITALIA Presentazione della Dichiarazione Ambientale dell’Amministratore Delegato Sono lieto di presentare la Dichiarazione Ambientale 2009 riferita allo stabilimento di Industrie Chimiche Forestali S.p.A. (ICF) di Marcallo con Casone (Milano). Questa dichiarazione, segna il quarto triennio di validità della registrazione EMAS, continuando e consolidando il lavoro avviato a partire dal 2006 da Industrie Chimiche Forestali S.p.A e intrapreso precedentemente della Forestali S.r.l. dalla quale l’attuale società, ha ereditato metodo di lavoro, valori, risorse umane e impiantistiche. Il rispetto dell’ambiente e lo sviluppo sostenibile, sono diventati aspetti di primaria importanza per tutte le persone che operano nello stabilimento. Le tappe fondamentali avviate verso un sistema integrato di gestione aziendale, intrapreso dal 1997 con l’adozione di un Sistema di Gestione per la Qualità in accordo alla norma UNI EN ISO 9001, di Gestione Ambientale in conformità alla norma UNI EN ISO 14001 e al Regolamento CE. n. 761/2001, un Sistema di Gestione per la Sicurezza in accordo alla norma OHSAS 18001/2007, rimangono acquisite e diventano strumenti strategici per il miglioramento continuo anche per ICF. Questo documento è l’aggiornamento della Dichiarazione ambientale ICF S.p.A. 2009 conformemente ai requisiti richiesti dal nuovo Regolamento CE per L’Eco Management and Audit Scheme (EMAS), a cui anche la Società ha volontariamente aderito, con la certezza di valorizzare e diffondere sempre più l’impegno assunto verso le problematiche ambientali. I capitoli seguenti sviluppano argomenti di sicuro interesse quali: –una breve presentazione della nostra azienda e delle sue attività; –la Politica ambientale che è in linea con gli indirizzi strategici aziendali; – l’inquadramento urbanistico, geologico e territoriale dell’area occupata dallo stabilimento con evidenziazione degli impatti sull’ambiente circostante; –una descrizione completa e dettagliata degli impianti, dei processi produttivi e dei prodotti di ICF S.p.A. con l’indicazione delle loro applicazioni sul mercato; –la struttura organizzativa con particolare riferimento alle responsabilità e attività delle funzioni della gestione ambientale; –gli aspetti ambientali diretti ed indiretti indotti dalle attività di ICF S.p.A. corredati da compendi esplicativi sotto forma di tabelle e grafici di andamento; –i criteri adottati per valutare la significatività degli aspetti ed impatti ambientali; –una descrizione delle misure e delle installazioni delle apparecchiature e degli strumenti utilizzati per contenere e minimizzare l’impatto ambientale; Realizzazione grafica: DNA s.r.l. – Milano – www.dnaproofing.it – [email protected] Fotografie: DNA s.r.l. - Milano Stampa: GRAFTEAM s.r.l. – Nuvolore (BS) – www.grafteam.it – [email protected] Novembre 2010 –una descrizione del programma e degli obiettivi di miglioramento nel campo ambientale. Il glossario finale sarà certamente di aiuto nella comprensione di termini tecnici e specialisti e sigle che figurano nel testo. La partecipazione al Sistema Comunitario EMAS, ha richiesto la collaborazione e l’impegno di tutto il personale di stabilimento che nell’impegno quotidiano hanno ritagliato del tempo da dedicare ad EMAS. A tutti loro va il mio ringraziamento per il lavoro svolto. Alberto Magnani – Amministratore Delegato Industrie Chimiche Forestali S.p.A. – Dichiarazione Ambientale all right reserved 3 INDICE 1 – PRESENTAZIONE DELL’AZIENDA______________________________________ Page_ 7 2 – POLITICA AMBIENTALE_______________________________________________ Page_ 9 3 – DESCRIZIONE DELL’ATTIVITà _________________________________________ Page_ 11 3.1 – Un po’ di storia 3.2 – Lo stabilimento di Marcallo con Casone 3.3 – Gli impianti e i processi produttivi 4 – I PRODOTTI di INDUSTRIE CHIMICHE FORESTALI S.p.A. ___________________ Page_ 4.1 – Settore calzaturiero 4.2 – Settore del mobile imbottito 4.3 – Movimentazione prodotti finiti 23 5 – STRUTTURA ORGANIZZATIVA________________________________________ Page_ 27 6 – SISTEMA DI GESTIONE AMBIENTALE___________________________________ Page_ 29 7 – ASPETTI AMBIENTALI DELL’ATTIVITà___________________________________ Page_ 31 7.1 – Criteri di valutazione della significatività degli aspetti ed impatti ambientali diretti ed indiretti 7.2 – Aspetti ambientali diretti 7.3 – Aspetti ambientali indiretti 7.4 – Leggi di riferimento e compendio dati per aspetti ambientali non significativi 8 – EFFICIENZA AMBIENTALE_____________________________________________ Page_ 53 9 – PROGRAMMA AMBIENTALE ___________________________________________ Page_ 55 10– VALIDITà DICHIARAZIONE AMBIENTALE _______________________________ Page_ 57 11 – VERIFICATORE AMBIENTALE ACCREDITATO_____________________________ Page_ 59 GLOSSARIO_______________________________________________________________ Page_ 61 Industrie Chimiche Forestali S.p.A. – Dichiarazione Ambientale all right reserved 5 1. PRESENTAZIONE DELL’AZIENDA Breve presentazione dell’azienda Industrie Chimiche Forestali S.p.A. (ICF) è operativa da ottobre 2006. Di fatto l’attività produttiva è rimasta immutata ma ha solo cambiato denominazione; la precedente ragione sociale era Forestali s.r.l. Attiva fin dal 1918, ICF S.p.a. è da sempre leader in Italia nella produzione di componenti per l’industria calzaturiera. La gamma completa di prodotti ICF comprende: adesivi, materiali compositi per puntali e contrafforti, materiali per solette, fodere e rinforzi. Nel settore del mobile imbottito opera col marchio Durabond, producendo e commercializzando adesivi a base solvente e base acqua. Da aprile 2008 ICF produce per conto terzi prodotti ermetizzanti a marchio WAKOL FORECO, la cui produzione si esaurirà nel primo semestre 2010. Industrie Chimiche Forestali S.p.A. è la capogruppo che controlla l’unità operativa di Marcallo con Casone (MI), la filiale commerciale Forestali S.A. de C.V. (Società Anonima di Capitale Variabile) in Messico e l’azienda Adhesive Based Chemicals operante nel settore adesivi industriali. Questa realtà produttiva è inserita nello stesso sito di Marcallo con Casone. La posizione sui mercati internazionali è rilevante: ad oggi esporta in oltre 60 paesi del mondo con una percentuale del fatturato esportato di oltre il 45%. Quote di mercato dell’attività Nell’ambito UE i paesi interessati sono Germania, Francia, Spagna, Portogallo; su scala mondiale Sud America, Canada, Giappone, Cina, Taiwan, Vietnam, India, Pakistan, Turchia, Nord Africa, Medio Oriente ed Est Europa. Il percorso intrapreso verso l’EMAS ICF persegue come Forestali una politica attenta alla Qualità, Ambiente e Sicurezza. Nel 1997 ha raggiunto l’obiettivo della certificazione del Sistema Qualità secondo la norma UNI EN ISO 9001 Sempre nel 1997 ha concretizzato il proprio impegno ambientale aderendo al progetto Federchimica “Responsible Care”. Subito dopo, nel 1998 ha adottato un Sistema di Gestione Ambientale conseguendo la certificazione ambientale secondo la norma UNI EN ISO 14001. Nell’aprile 2009 ha ottenuto la certificazione del proprio Sistema di Gestione della sicurezza in conformità alla norma OHSAS 18001:2007. Per rendere pubblico e accessibile alla clientela, alle autorità e a chiunque ne faccia richiesta il proprio impegno verso l’ambiente, ha aderito come Forestali fin dal dicembre 2000 al Regolamento Comunitario EMAS 1836/93 che è stato convalidato e registrato con il n° I00056 del 30/05/01; l’attuale Dichiarazione Ambientale è stata redatta in riferimento al Regolamento CE 1221/2009 EMAS ed è il quarto rinnovo. L’impegno nel campo ambientale si concretizza con lo studio e la produzione sempre più estesa di prodotti ecocompatibili (adesivi a base acqua) e tali che risultino anche rispondenti ai criteri stabiliti dal Regolamento Comunitario di Qualità Ecologica alle calzature 2002/231/CE. Industrie Chimiche Forestali S.p.A. – Dichiarazione Ambientale all right reserved 7 2. POLITICA AMBIENTALE Diffusione della Politica Ambientale e di Sicurezza La Politica Ambientale dello stabilimento di Marcallo con Casone è stata definita nel marzo ’98 ed è stata aggiornata successivamente nel corso degli anni, fino all’attuale del febbraio 2010. Nella pagina seguente viene riportato per esteso il testo in vigore. La Politica Ambientale è diffusa e resa nota a tutti i dipendenti Industrie Chimiche Forestali S.p.a. tramite incontri di formazione e di addestramento specifico e altri momenti di sensibilizzazione. L’importanza della Politica Ambientale e di sicurezza Tale politica è conosciuta distribuita presso le imprese esterne operanti nel sito in coerenza con i criteri ambientali stabiliti e diffusa agli enti pubblici di controllo. Rappresenta il punto di partenza e di riferimento per l’individuazione degli obiettivi e programmi ambientali di miglioramento annuali. In occasione di riunioni appositamente indette (riesame) la Direzione considera la permanente validità della Politica Ambientale e ne valuta l’adeguatezza o la necessità di revisione a seguito di eventuali modifiche di circostanze o attività. Industrie Chimiche Forestali S.p.A. – Dichiarazione Ambientale all right reserved 9 La Dichiarazione di Politica Ambientale e di Sicurezza 3. DESCRIZIONE DELL’ATTIVITà Obiettivo primario di Industrie Chimiche Forestali S.p.A. è accrescere costantemente il livello di competitività e redditività. Obiettivi che si perseguono attraverso, la tutela della Sicurezza e della Salute dei lavoratori e dei cittadini e la tutela dell’Ambiente. È pertanto volontà di ICF S.p.A. operare nel rispetto della sicurezza dei propri 3.1 – Un po’ di storia dipendenti, dei propri clienti e della popolazione circostante prevenendo l’occorrenza di incidenti rilevanti e Industrie Chimiche Forestali: ieri contenendone gli eventuali effetti dannosi. La Direzione è consapevole che in alcune delle attività produttive ICF nasce nell’ottobre 2006 dal cambio di ragione sociale di Forestali che a sua volta inizia le attività nel svolte sono presenti sostanze pericolose e processi chimici a cui sono associati rischi di incidente rilevante. La Direzione è altresì consapevole che per garantire la Sicurezza, evitando l’accadimento di qualsiasi incidente, è essenziale l’approfondita conoscenza dei processi da svolgere e dei pericoli ad essi connessi, ed è quindi necessario che il personale sia adeguatamente addestrato, la progettazione e la realizzazione degli impianti avvenga secondo elevati standard di Qualità e Sicurezza ed il loro esercizio sia svolto secondo criteri che pongano la Sicurezza al di sopra di ogni altra considerazione di opportunità economica. Industrie Chimiche 1918 con il nome di Industrie Chimiche Forestali (ICF) a Maccagno in provincia di Varese, per estrarre l’acido pirolegnoso dal legno. Negli anni ’20 inizia la produzione della formaldeide come derivato dell’acido pirolegnoso, prima a Maccagno e successivamente nello stabilimento di Sesto S. Giovanni. Negli anni ’30 l’attività ICF viene potenziata con la costituzione della Società Italiana Resine SIR per la produzione di resine fenoliche a Sesto S. Giovanni. Nel 1941 inizia la produzione di tessuti speciali Forestali S.p.A. è impegnata a mantenere un sistema di Gestione Ambientale e di Sicurezza ispirato alle norme impregnati per l’industria calzaturiera. Negli anni ’50 viene avviata la produzione di adesivi. UNI EN ISO 14001:2004 e OHSAS 18001:2007 per assicurare che: Ceduta la SIR, la produzione di formaldeide prosegue a Maccagno e a Sesto S. Giovanni fino al 1983, • siano identificati e valutati i pericoli per l’ambiente e la sicurezza; •il rischio d’incidente rilevante, inteso come combinazione della probabilità d’occorrenza e anno in cui la Industrie Chimiche Forestali interrompe la produzione nella chimica di base e si orienta definitivamente nel segmento a monte del settore calzaturiero. della gravità degli effetti, sia il minimo ragionevolmente perseguibile con l’attuale stato della Nel 1984 viene cambiata la denominazione e ragione sociale da Industrie chimiche Forestali in Forestali S.r.l. conoscenza e della tecnica; mantenendo la sigla ICF nel logo aziendale. Nel 1987 Forestali trasferisce la produzione dello stabilimento di •siano rispettate le leggi e le norme vigenti in materia ambientale e di sicurezza; •siano mantenuti rapporti trasparenti e collaborativi con le Pubbliche Autorità e la cittadinanza; •siano vagliate e valutate le modifiche impiantistiche affinché non compromettano i requisiti di Sesto S. Giovanni nel nuovo stabilimento di Marcallo con Casone in provincia di Milano. Il 31 dicembre 1999 cessa la produzione nello stabilimento di Maccagno, dove venivano prodotti puntali e contrafforti. Sicurezza e dell’Ambiente; •tutti i dipendenti siano informati, formati ed addestrati ad operare con piena cognizione dei rischi potenziali connessi alle loro attività; •siano adottate idonee procedure per gestire le situazioni d’emergenza in modo da limitare i danni da esse conseguenti; •siano costantemente valutate le prestazioni del sistema e prese le opportune azioni correttive per correggerne le deviazioni e migliorarne le prestazioni. Tutti i dipendenti della I.C.F. S.p.A. e delle ditte appaltatrici operanti nello stabilimento di Marcallo con Casone, sono chiamati a conformarsi allo spirito della presente politica. ICF, nella persona del suo Amministratore Delegato, dichiara di essere impegnata a fornire e garantire i mezzi per raggiungere gli obiettivi del continuo miglioramento e della riduzione dell’impatto ambientale e dei rischi di sicurezza sul lavoro. A tale impegno ICF S.p.A. è certa che corrisponderà quello di tutti i dipendenti per raggiungere questo traguardo di efficienza e affidabilità. L’Amministratore Delegato – Alberto Magnani – Marcallo con Casone, 11 febbraio 2010 10 Industrie Chimiche Forestali S.p.A. – Dichiarazione Ambientale all right reserved Industrie Chimiche Forestali S.p.A. – Dichiarazione Ambientale all right reserved 11 Industrie Chimiche Forestali: oggi 3.2 – Lo stabilimento di Marcallo con Casone Attualmente l’unico sito produttivo di Marcallo con Casone produce: puntali contrafforti per l’industria calzaturiera, adesivi per industria calzaturiera e del mobile imbottito,ermetizzanti per conto Wakol Foreco, Ubicazione geografica Lo stabilimento di Marcallo con Casone è situato nella zona sud ovest della provincia di Milano a pochi società coinsediata fino ad inizio 2008 ed appartenente al gruppo ICF. Lo stabilimento di Marcallo ospita le attività della società ABC s.r.l che fa capo sempre a ICF e produce adesivi industriali. chilometri dalla città di Magenta e confina con il Parco Regionale del Ticino; dista dal fiume Ticino una decina di Km. Il territorio è caratterizzato da una elevata intensità industriale e infrastrutturale, accanto a una pur sempre significativa presenza agricola. Il futuro di Industrie Chimiche Forestali Le condizioni meteorologhe dominanti della zona, desunte dal Centro Meteorologico Lombardo- Milano Le nuove sfide imposte da un mercato globale, hanno trovato in ICF una particolare attenzione agli aspetti Lorenteggio aggiornate al 2007, (sugli ultimi 10 anni) indicano: la temperatura massima di 39°C a luglio, una ambientali, ritenuti valore aggiunto al proprio prodotto e norma etica aziendale a cui conformarsi. minima di –6,5°C a febbraio. Le precipitazioni medie annue sono di circa 650 mm, giorni con neve 4, con 25 L’azienda è quindi impegnata su un duplice fronte: studiare prodotti sempre più ecocompatibili, minimizzare temporali nella stagione estiva e 35 giorni di nebbia. il proprio impatto ambientale sul territorio tenendo sotto controllo il proprio Sistema di Gestione Ambientale. Il miglioramento ambientale dei processi produttivi e dei prodotti rappresenta per ICF un obiettivo strategico volto quindi a rafforzarne il ruolo competitivo e a rispondere alle esigenze sociali Destinazione d’uso area e aree circostanti emergenti. Hanno preso avvio strategie per acquisizioni di nuovi mercati e studi di nuovi possibili accordi di L’esistenza di numerose rogge e canali artificiali di irrigazione, in parte non più funzionanti, denotano partnership, sempre mantenendo la coerenza con gli obiettivi ambientali prefissati. le vestigia di un passato recente in cui l’agricoltura era preminente sul tessuto industriale. Rete di comunicazione È inserito in una zona ricca di infrastrutture e di vie di comunicazione di cui si citano le principali: Strada Statale n° 11 Padana Superiore a circa 300 m a sud, autostrada A4 Milano – Torino a circa 1 Km a nord, linea ferroviaria FS Milano – Torino a circa 1 Km a sud, aeroporto intercontinentale di Milano-Malpensa (circa 20 Km); sono previsti incrementi importanti delle infrastrutture coinvolgenti direttamente il comune di Marcallo con Casone: si citano fra i più significativi la linea ferroviaria per treni ad alta velocità (TAV) e il collegamento con la superstrada SS 336 per l’aeroporto i cui lavori sono conclusi nel 2008. La conformazione geologica dell’area La conformazione geologica del territorio evidenzia depositi fluvioglaciali quaternari affioranti di natura ghiaioso - sabbiosa e depositi alluvionali olocenici recenti in corrispondenza della piana del fiume Ticino; quest’ultimo svolge un’azione di drenaggio sotterraneo a carattere regionale nei confronti dell’acquifero superiore. Dimensioni del sito produttivo L’area occupata dallo stabilimento è di ca. 60.000 m2 di cui 11.500 mq coperti destinati alla produzione e magazzini, comprende anche ABC s.r.l. 12 Industrie Chimiche Forestali S.p.A. – Dichiarazione Ambientale all right reserved Industrie Chimiche Forestali S.p.A. – Dichiarazione Ambientale all right reserved 13 Fig. 01 – Carta topografica del Comune di Marcallo con Casone 14 Fig. 02 – Inquadramento territoriale. Carta Stradale. Industrie Chimiche Forestali S.p.A. – Dichiarazione Ambientale all right reserved Industrie Chimiche Forestali S.p.A. – Dichiarazione Ambientale all right reserved 15 3.3 – Gli impianti e i processi produttivi La produzione del sito Le attività di ICF S.p.A. possono essere schematizzate in: • produzione adesivi • produzione di tessuti speciali per il settore calzaturiero • ermetizzanti conto terzi Entrambe le produzioni avvengono in maniera discontinua a batch in funzione delle richieste di mercato. LE TIPOLOGIE PRODUTTIVE Produzione di adesivi La produzione di adesivi costituisce l’aspetto più propriamente chimico delle lavorazioni. Gli adesivi prodotti vengono messi in commercio in imballi metallici di diversi pesi e dimensioni. I principali adesivi prodotti sono: • adesivi policloroprenici • adesivi poliuretanici • adesivi all’acqua Adesivi policloroprenici Si preparano per dissoluzione dei componenti solidi in adatta miscela di solventi caricati in un miscelatore a pressione e temperatura ambiente. Le operazioni di carica avvengono sotto aspirazione localizzata, che è convogliata in un punto di emissione presidiato con filtri a carboni attivi. Dopo la fase di dissoluzione e prima dello scarico per il confezionamento, l’adesivo viene controllato nei parametri di secco, viscosità. Adesivi poliuretanici Vengono preparati per dissoluzione, in adatte miscele di solventi dei polimeri poliuretanici ottenuti dalla reazione fra isocianati e polioli in autoclavi a pressione e temperatura ambiente. Le operazioni di carica avvengono sotto aspirazione localizzata, che è convogliata in un punto di emissione presidiato con filtri a carboni attivi. Dopo l’aggiunta di additivi e di stabilizzanti si controlla l’adesivo nei parametri: secco, viscosità, resistenza iniziale al calore, analisi gas-cromatografica dei solventi. Adesivi all’acqua Le materie prime, disperse in acqua, vengono miscelate sotto lenta agitazione a temperatura ambiente in un dissolutore atmosferico, unitamente a piccole quantità di additivi vari quali antischiuma, antiossidanti, catalizzatori di vulcanizzazione. Fig. 03 – Pianta sito aziendale. Scala 1:1600 16 Industrie Chimiche Forestali S.p.A. – Dichiarazione Ambientale all right reserved Industrie Chimiche Forestali S.p.A. – Dichiarazione Ambientale all right reserved 17 Produzione tessuti Preparazione appretti Con il termine tessuti si devono intendere particolari manufatti di impiego dell’industria calzaturiera quali L’operazione viene effettuata in una particolare zona del reparto tessuti e consiste nell’omogeneizzazione dei puntali, contrafforti, fodere e rinforzi ottenuti sottoponendo ad opportuni trattamenti un tessuto (o tessuto vari componenti, in dispersori atmosferici muniti di agitatore e sistemi di carico delle materie prime previste non tessuto) di supporto. I procedimenti lavorativi prevedono varie fasi di lavorazione come impregnazione, dalle ricette. spalmatura hot melt, spalmatura polvere, coestrusione. Dette fasi non sono necessariamente sequenziali ma possono seguire un ordine di volta in volta differente in funzione delle formulazioni richieste. Linea spalmatura Hot Melt La linea serve all’applicazione di hot melt sui supporti impregnati tramite la fusione a temperature comprese tra 160° e 220°C dell’adesivo ed il suo invio alla spalmatrice costituita da un estrusore a testa piana. Impregnatrice o rameuse (Bruckner) Con tale macchina si effettua l’impregnazione di un tessuto o tessuto non tessuto con una idonea composizione polimerica attraverso il passaggio nella vasca contenente gli appretti; successivamente il tessuto impregnato passa in una zona riscaldata e ventilata dove viene allontanata l’acqua. Linea di coestrusione La linea produce tipologie speciali di puntali e contrafforti in polimeri o miscele di polimeri invece che su supporto impregnato, che presentano particolari caratteristiche applicative: film multistrato di materiale La macchina è dotata di sistemi automatici di controllo di peso e spessore ed il semilavorato che si ottiene viene avvolto in bobina o tagliato in fogli (prodotto finito). polimerico. È costituita da una linea completa di alimentazione polimeri a tramoggia e calandre di raffreddamento ed avvolgimento. Linea di spalmatura a polvere La linea è impiegata per l’applicazione di prodotti in polvere su supporti impregnati. Uno “spargitore” rilascia una definita quantità di polvere da applicare sul supporto che viene avviato in un forno tenuto alla temperatura di 130° - 170°C provocando la fusione della polvere. In uscita si trova una calandra raffreddata ad acqua a 7° 8°C attraverso cui passa il prodotto prima di essere tagliato o bobinato. Il prodotto finito è tagliato in fogli con dimensioni standard 140×100cm e in alcuni casi personalizzato con stampa flessografica (prima del taglio). Ermetizzanti La produzione degli ermetizzanti conto terzi, avviene nel relativo reparto in miscelatori dove ad emulsioni acquose di gomme naturali e sintetiche vengono aggiunti, cariche inerti, conservanti ed additivi fino a completa omogeneizzazione. Le miscelazioni avvengono temperatura e pressione ambiente. Lavorazioni e ambiente Tutte le fasi lavorative sono dotate di apparecchiature e strumenti, descritti in dettaglio nel cap.8 “Efficienza ambientale”, per controllare e minimizzare l’impatto ambientale e il rischio infortunistico. I punti di emissione in atmosfera sono presidiati da abbattitori con carboni attivi, impianto criogenico per recupero solventi, scrubber ad acqua, filtri a maniche (vedi tabella esplicativa - tab.02 di pag. 35). Le acque di lavaggio sono raccolte in una vasca dedicata e successivamente trattate in un impianto primario prima di essere convogliate come reflui industriali alla pubblica fognatura consortile. Tutti i rifiuti sono opportunamente selezionati per tipologia e recuperati o smaltiti. Vengono riportati di seguito gli schemi a blocchi dei processi descritti. 18 Industrie Chimiche Forestali S.p.A. – Dichiarazione Ambientale all right reserved Industrie Chimiche Forestali S.p.A. – Dichiarazione Ambientale all right reserved 19 SCHEMA A BLOCCHI ADESIVI PER DISSOLUZIONE SCHEMA A BLOCCHI PRODUZIONE ADESIVI POLIURETANICI Solventi Policloropreni Additivi o Poliolo Gomme naturali Resine o MDI Gomme sintetiche Solvente Confezionamento Poliaddizione Adesivi per dissoluzione Reattore Schema 02 Solventi PU in Sol intermedio Additivi SCHEMA A BLOCCHI ADESIVI AD ACQUA/ERMETIZZANTI Serbatoio Emulsioni acquose di gomma Additivi Miscelatore Confezionamento Adesivo poliuretanico Schema 01 Confezionamento Adesivi ad acqua/ermetizzanti Schema 03 20 Industrie Chimiche Forestali S.p.A. – Dichiarazione Ambientale all right reserved Industrie Chimiche Forestali S.p.A. – Dichiarazione Ambientale all right reserved 21 4. I Prodotti ICF S.p.A. SCHEMA A BLOCCHI PRODUZIONE PUNTALI CONTRAFFORTI Gli adesivi ICF sono prodotti in funzione dei settori di utilizzo e delle loro applicazioni industriali: calzaturiero (principale) e mobile imbottito. 4.1 – SETTORE CALZATURIERO Polimeri Lattice 4.1.1 – ADESIVI Miscelatore TNT Natura Caratteristiche chimico-fisiche Applicazione industriale Poliuretanici Adesivi ad alta viscosità, con elevata resistenza al calore e alte prestazioni di incollaggio. Riattivazione al calore. Incollaggio del fondo (suola-tomaia). Policloroprenici Adesivi con elevata resistenza al calore, da rapidi a moderatamente rapidi. Incollaggio del fondo e per giunteria (ripiegatura, foderatura, incollagio soletti di pulizia, costruzione del tacco). All’acqua Adesivi poliuretanici a base acquosa con elevata resistenza al calore. Incollaggio del fondo. Appretto Rameuse Coestrusore Hot melt/polvere Tab 01 Spalmatura a testa piana o Polvere Le principali materie prime costitutive degli adesivi • Adesivi poliuretanici: • Adesivi policloroprenici: • Adesivi all’acqua: Taglio MDI, polioli, solventi organici, additivi. resine, gomme, solventi organici. emulsioni acquose di polimeri, additivi. Magazzino Schema 04 22 Industrie Chimiche Forestali S.p.A. – Dichiarazione Ambientale all right reserved Industrie Chimiche Forestali S.p.A. – Dichiarazione Ambientale all right reserved 23 Rischi associati alla presenza in stabilimento delle materie prime e dei prodotti finiti 4.1.2 - PUNTALI E CONTRAFFORTI Adesivi poliuretanici: I puntali e contrafforti costituiscono la parte strutturale che dà forma alla scarpa: rispettivamente la parte –MDI nocivo. Per la manipolazione di questa sostanza si seguono i criteri di manipolazione indicati dalla scheda di sicurezza del fornitore e cioè maschera, occhiali, guanti e indumenti di protezione. estrema anteriore e la parte posteriore. Costituiti da tessuti impregnati, estrusi, adesivizzati hot melt o polvere, rispondono alle diverse esigenze –solventi organici infiammabili, irritanti/nocivi. I solventi sono movimentati tramite linee dedicate serbatoi miscelatori La reazione tra MDI e poliolo genera un polimero non pericoloso. Pertanto l’unico rischio legato alla di prestazioni, in relazione alla tipologia di scarpa. (scarpa antinfortunistica, sportiva, classica, etc.) Gli effetti ottenuti sono: effetto morbido, elastico, scattante, semirigido, rigido. manipolazione di adesivo poliuretanico è il rischio INFIAMMABILITà ed IRRITABILITà, dovuto all’utilizzo di solventi come: acetato di etile e acetone. Rischi associati alla presenza in stabilimento delle materie prime e dei prodotti finiti Le materie prime utilizzate sono: tessuto, tessuto non tessuto, dispersioni acquose di gomme naturali e sintetiche, cariche inorganiche, resine termofusibili. Tutte le materie prime sono non pericolose, così come Adesivi policloroprenici: il prodotto finito sono assolutamente privi di rischi durante la manipolazione. –solventi organici: infiammabili e irritanti/nocivi, pericolosi per l’ambiente Il rischio associato all’utilizzo degli adesivi policloroprenici è il rischio INFIAMMABILITà, IRRITABILITà/ NOCIVITÀ e in alcuni casi un PERICOLOSO PER L’AMBIENTE. 4.1.3 - FODERE E RINFORZI Adesivi all’acqua: Le fodere e i rinforzi sono utilizzati per rivestire la parte interna della scarpa o per rinforzare alcune parti. –emulsione acquosa di polimero poliuretanico/policloroprenico. Le fodere e i rinforzi sono acquistati, tinti adesivizzati e successivamente commercializzati. ICF S.p.A. Nessun rischio nella manipolazione delle materie prime, nessun rischio nell’utilizzo dell’adesivo. Impatto è distributore esclusivo per l’Italia della fodera “Cambrelle” prodotta dalla Dupont. ambientale basso. Anche per questa gamma di articoli ICF S.p.A. si assicura che il livello di qualità richiesto dai fornitori e dai I rischi associati all’utilizzo delle materie prime utilizzate per la produzione di adesivi sono aggiornati al terzisti sia rispettato per garantire un prodotto qualitativamente elevato alla propria clientela. XXIX adeguamento della Direttiva 67/548/CEE relativa alla classificazione ed etichettatura delle sostanze Tutti i prodotti del settore calzaturiero, adesivi, puntali e contrafforti, fodere e rinforzi rispondono alla Decisione chimiche. Inoltre ICF ha deciso di implementare fin d’ora il Regolamento CE 1272/08 “CLP” riportando sulle schede di sicurezza anche la nuova etichettatura in aggiunta a quella prevista da XXIX adeguamento della Direttiva 67/548 CEE. della Commissione del 17 febbraio 1999 che stabilisce i criteri per l’assegnazione di un marchio comunitario di qualità ecologica alle calzature (Decisione 2009/563 CE), con riferimento al Regolamento CE 2000/1980 per l’attribuzione del marchio di qualità ecologica (Ecolabel). A differenza della pratica diffusa nel settore di denaturazione dei solventi con cloroderivati organici, i solventi organici, utilizzati da ICF S.p.A. per la produzione degli adesivi, sono materie prime di elevato grado di purezza, non denaturati con idrocarburi clorurati e quindi meno aggressivi nei confronti dell’ambiente. Tutti i prodotti ICF S.p.A. non contengono: cromo VI, arsenico, cadmio, piombo, formaldeide libera, pentaclorofenolo, azocoloranti. Questo consente al calzaturificio di richiedere l’attribuzione del marchio ecologico alla calzatura purchè tutte le altre materie prime utilizzate siano conformi allo standard comunitario. ICF S.p.A., anticipando i contenuti del Regolamento comunitario, si è impegnata da tempo con i propri fornitori richiedendo elevati standard qualitativi nelle materie prime utilizzate per i propri processi produttivi. Oggi ICF S.p.A. può garantire i propri Clienti, non solo per gli aspetti di qualità ma anche per gli aspetti di sicurezza nell’utilizzo del prodotto. 24 Industrie Chimiche Forestali S.p.A. – Dichiarazione Ambientale all right reserved Industrie Chimiche Forestali S.p.A. – Dichiarazione Ambientale all right reserved 25 4.2 – SETTORE MOBILE IMBOTTITO ADESIVI 5. STRUTTURA ORGANIZZATIVA Sono adesivi a base solvente e a base acqua. Gli adesivi a base solvente sono similari a quelli utilizzati ICF ha strutturato le proprie risorse umane con un’organizzazione di tipo classico attraverso un nell’industria calzaturiera. L’adesivo policloroprenico a base acqua (linea IDROFAST) sono prodotti, che oltre a garantire ottime rese e prestazioni di incollaggio, risultano essere non pericolosi, privi di solvente, a minore impatto ambientale. In questo segmento specifico ICF sta sviluppando ricerche sempre più approfondite. organigramma gerarchico. L’organizzazione prevede l’istituzione della figura all’Amministratore Delegato. A cui fanno capo 7 aree operative. La struttura si regge su un’ampia autonomia operativa ai vari responsabili di funzione. Organigramma 4.3 – MOVIMENTAZIONE PRODOTTI FINITI I prodotti finiti sono confezionati: • gli adesivi in latte di varie forme e dimensioni e in fusti da 200 l • puntali e contrafforti in fogli (1x1,4m) • fodere e rinforzi in bobine da 50 o 100m PRESIDENTE Luciamo Buratti La movimentazione interna avviene mediante carrelli elevatori in versione antideflagrante nel caso degli adesivi. Il carico e le spedizioni su automezzi avviene con l’uso di bancali in legno. CEO Alberto Magnani 4.4 – PRODOTTI ERMETIZZANTI PRODOTTI IN CONTO TERZI PER WAKOL FORECO RISORSE UMANE CFO ACQUISTI HSE La produzione ermetizzanti è svolta da aprile 2008 nel relativo reparto per conto esclusivo di Wakol FORECO in quanto questa produzione prima era eseguita da Foreco s.r.l. Attualmente si individuano 4 tipologie di ermetizzanti: • ERMETIZZANTI LIQUIDI A BASE ACQUOSA • ERMETIZZANTI LIQUIDI A BASE PLASTIFICANTE • ERMETIZZANTI SOLIDI GRANULATI • ERMETIZZANTI SOLIDI IN PANI IMPIANTI & MANUTENZIONE RD/ LABORATORIO PRODUZIONE TESSUTI PRODUZIONE ADESIVI PRODUZIONE ERMETIZZANTI CUSTOMER SERVICE COMMERCIALE Gli aspetti ambientali diretti associati a questa produzione rispetto a quanto individuato per ICF sono: Fig 04 – Organigramma di Industrie Chimiche Forestali S.p.A. – due punti di emissione già autorizzati identificati come E1 ed E4 ex Foreco ora E26 ed E28; In particolare per quanto riguarda la gestione ambientale, il Rappresentante della Direzione che è anche – rifiuto con codice CER 080416 per un quantitativo di 63 t nell’anno 2009 Responsabile Qualità, Ambiente e Sicurezza, ha i compiti di: Questa produzione si esaurirà nel primo semestre del 2010. –individuare tutte le esigenze connesse con un’attuazione efficace del SGA; –coordinare e gestire le verifiche ispettive interne del SGA; –promuovere azioni correttive e preventive necessarie; –riferire alla Direzione Generale sulle prestazioni del SGA stesso al fine di garantirne un costante livello di efficacia. 26 Industrie Chimiche Forestali S.p.A. – Dichiarazione Ambientale all right reserved Industrie Chimiche Forestali S.p.A. – Dichiarazione Ambientale all right reserved 27 6. SISTEMA DI GESTIONE AMBIENTALE Manuale di gestione ambientale L’azienda ha istituito e mantiene attivo un Sistema di Gestione Ambientale (SGA) in accordo alla norma UNI EN ISO 14001/04 per garantire l’applicazione della Politica Ambientale, l’aggiornamento degli obiettivi di miglioramento, la definizione e lo sviluppo di programmi ambientali. Altri documenti del SGA Il documento trainante di riferimento è il Manuale di Gestione Ambientale e Sicurezza che presenta gli elementi fondamentali del SGA, descrive i criteri generali organizzativi, la Politica Ambientale e sue modalità di applicazione ai vari settori di attività di ICF, rimandando per i dettagli operativi a documentazione correlata quale: a. Procedure operative documentate che descrivono le modalità, le condizioni e le responsabilità per lo svolgimento delle attività nel rispetto dell’ambiente; b. Istruzioni operative per la descrizione dettagliata e specifica di particolari attività; c. M anuali Operativi di impianto; d. Piani della Sicurezza e di Emergenza; e. Registrazioni ambientali. La gestione ambientale Per la corretta attuazione, applicazione e garanzia di efficacia del SGA ICF S.p.A. ha curato maggiormente i seguenti aspetti: –l’impegno costante della Direzione per il mantenimento e la realizzazione degli indirizzi di comportamento e operativi espressi dalla Politica Ambientale, dagli obiettivi e dai Programmi Ambientali fissati; –la designazione di un Responsabile per il settore Sicurezza, Salute e Ambiente nonché Rappresentante della Direzione con l’incarico di coordinare, promuovere, sviluppare e mantenere attivo il SGA e le attività che ne derivano; –il coinvolgimento di tutte le funzioni nella pianificazione delle attività e dei programmi ambientali e di miglioramento delle prestazioni ambientali; –un sistema procedurale per registrare e gestire norme, leggi e regolamenti ambientali applicabili che assicura l’aggiornamento costante e la comunicazione degli aspetti di pertinenza a tutte le funzioni coinvolte e garantisce la conformità dello stabilimento alle disposizioni vigenti attraverso verifiche periodiche programmate; –un sistema procedurale per individuare gli aspetti e impatti ambientali conseguenti alle attività del sito produttivo, classificarli secondo stabiliti criteri di significatività, e definire e pianificare obiettivi e programmi di miglioramento; – un sistema procedurale per rilevare, registrare e analizzare eventuali Non Conformità e adottare opportune azioni correttive e preventive; Industrie Chimiche Forestali S.p.A. – Dichiarazione Ambientale all right reserved 29 –i programmi di formazione e informazione ambientale del personale interno e delle imprese di appalto operanti nel sito nonché dei visitatori; –i corsi di addestramento specifici sul campo per tutto il personale che svolge attività che hanno un impatto ambientale significativo, favorendo la partecipazione dei dipendenti, attraverso momenti di formazione dedicati e l’accoglimento delle richieste in campo ambientale e di sicurezza avanzate da parte degli stessi. –un sistema di procedure per il ricevimento delle sollecitazioni provenienti dall’esterno con valenza ambientale e comunicazione all’organismo di certificazione in caso di contenzioso con la pubblica amministrazione o incidenti gravi; 7. ASPETTI AMBIENTALI DELL’ATTIVITÀ ICF ha identificato e valutato gli aspetti e gli impatti ambientali significativi diretti ed indiretti attraverso criteri di significatività opportunamente scelti e trattati nel presente capitolo 7.1 – Criteri di valutazione della significatività degli aspetti ed impatti ambientali diretti ed indiretti Ogni attività, prodotto e servizio dello stabilimento è analizzata allo scopo di identificarne gli aspetti –un sistema documentale di procedure e disposizioni operative ambientali interne che regolano sia gli aspetti di sistema sia gli aspetti operativi; –un sistema di procedure per la valutazione e qualificazione delle imprese di appalto e delle aziende fornitrici di prodotti e servizi smaltitori autorizzati, laboratori esterni; ambientali e valutarne i conseguenti fattori di impatto, in atto o potenziali, sull’ambiente interno ed esterno alla fabbrica in riferimento alla Procedura operativa ICF P.O.A.S 01 “Identificazione e valutazione degli aspetti e impatti ambientali e dei rischi di sicurezza” A) Identificazione –il monitoraggio di parametri ambientali e di funzionamento dell’impianto secondo modalità e frequenze stabilite e loro registrazione; Il Responsabile di ogni Reparto, Servizio e Ufficio Operativo, con l’assistenza di RSGA, riporta nel modulo “Identificazione e valutazione degli impatti ambientali significativi” tutti i fattori di impatto ambientale che –una attività di verifiche ispettive pianificata e condotta da personale interno qualificato per verificare la corretta applicazione del SGA e valutare possibili aree di miglioramento; – il riesame periodico del SGA condotto dalla Direzione sulla base delle informazioni raccolte per permettere una valutazione complessiva dell’adeguatezza della Politica Ambientale, dei programmi e obiettivi ambientali e quindi del SGA nel suo complesso. hanno o possono avere origine dalla propria attività. L’analisi dei fattori deve riferirsi a tutte le condizioni possibili di marcia dell’attività e cioè: • esercizio normale; • situazioni anomale ragionevolmente prevedibili; •situazioni di emergenza. B) Valutazione Il Responsabile del Reparto, Servizio e Ufficio Operativo, con l’assistenza di RSGA, valuta quali sono gli impatti importanti da ritenere “significativi”, basandosi sui criteri qui sotto elencati. - Criteri di significatività degli aspetti ambientali Sono identificati ed analizzati come “aspetti ambientali” per ICF, oltre a quelli regolati da leggi nazionali, regionali e da regolamenti locali di Igiene Pubblica, nonché soggetti a specifiche prescrizioni da parte delle autorità ambientali, quelli che ricadono in una o più delle voci sotto elencate: •si trovano regolati in trattati internazionali; •si prevede che saranno regolati entro breve termine; •sono regolamentati da norme della UE, ma non sono ancora recepiti nella legislazione nazionale; •in caso di incidente si renda necessario l’intervento dei Vigili del Fuoco e/o di squadre di emergenza opportunamente addestrate; 30 Industrie Chimiche Forestali S.p.A. – Dichiarazione Ambientale all right reserved Industrie Chimiche Forestali S.p.A. – Dichiarazione Ambientale all right reserved 31 •in caso di sversamento sul terreno possono determinare un pericoloso e/o esteso e/o dannoso inquinamento del suolo e delle acque superficiali e sotterranee; •determinano un evidente impatto sull’ambiente circostante; •l’ambiente esterno su cui l’effetto ricade gode di particolari protezioni; •determinano un consumo elevato di risorse naturali di scarsa reperibilità o difficilmente rinnovabili; •l’agente che causa l’impatto è riconosciuto come tossico o nocivo per la salute e l’ambiente dalle normative ambientali e dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro; •sono oggetto di ripetuti reclami da parte di gruppi o cittadini singoli esterni; •rappresentano un possibile rischio economico; •possono essere oggetto di condizionamenti da parte delle Compagnie di assicurazione o degli Azionisti della Società. volta all’anno, il Registro degli aspetti ambientali, documentando le eventuali modifiche intervenute sulla base di: •modifiche delle disposizioni di legge; •riduzione degli aspetti/impatti in congruenza di interventi effettuati; •aspetti nuovi come risultato della modifica di processi o dell’avviamento di nuovi impianti/ apparecchiature; •nuove conoscenze nel campo dell’ecologia, igiene, sicurezza; •nuove classificazioni di significatività dovute all’insorgenza di nuove problematiche connesse con la localizzazione dello stabilimento nel territorio. E) Risultati della valutazione Risultano significativi i seguenti aspetti ambientali: Rischio di incidente rilevante, emissioni, effluenti liquidi, rifiuti pericolosi, rischio incendio, approvvigionamento idrico, manipolazione sostanze pericolose. - Indice di rischio ambientale La valutazione della significatività degli aspetti ambientali diretti si realizza mediante l’attribuzione a ciascun aspetto ambientale di un fattore di Probabilità di accadimento P e di un fattore di Danno ambientale conseguente D; ai fattori P e D vengono attribuiti valori da 1 a 4, per probabilità e danno crescenti. Il prodotto dei fattori P e D fornisce l’Indice di Rischio Ambientale IRA. Gli aspetti ambientali uguali o superiori ad un indice IRA di 4 sono definiti significativi e sono presi in considerazione nella fase di scelta degli obiettivi di miglioramento. L’assegnazione dell’indice IRA ha lo scopo di evidenziare gli impatti sui quali intervenire prioritariamente, in ordine crescente dell’IRA. Il risultato della identificazione e della valutazione deve essere approvato dalla Direzione. C) Registrazione degli aspetti ambientali significativi Tutti gli aspetti ambientali valutati sono annotati in un registro denominato “Registro degli aspetti ambientali”. 7.2 – Aspetti ambientali diretti Tutti gli aspetti ambientali connessi con l’attività svolta, in condizioni di normalità, di avviamento o fermata impianti e in particolari condizioni di emergenza, sono stati presi in considerazione e valutati. Risultano significativi i seguenti aspetti ambientali diretti: •Emissioni in atmosfera •Approvvigionamenti e scarichi idrici •Produzione rifiuti •Rischio incendi •Manipolazione sostanze pericolose. •Rischio di incidenti rilevanti Altri aspetti quali: rumore, suolo e sottosuolo radioattività da sorgenti radiogene, consumi energetici, sostanze lesive dello strato di ozono, pur presenti, risultano non significativi. Aspetti ambientali come amianto e PCB non sono presenti in azienda. Una raccolta ordinata di tabelle come il modulo “Identificazione e valutazione degli impatti ambientali significativi” costituisce il Registro degli aspetti ambientali. EMISSIONI IN ATMOSFERA L’azienda ha provveduto a dichiarare alle competenti autorità tutti i punti di emissione in ottemperanza al D. Il Registro degli aspetti ambientali viene conservato da RSGA Lgs. 59/05. I punti di emissione attivi sono 25 di cui 12 derivano da emissioni di processo, 6 sono aspirazioni da cappe di laboratorio, 1 da cappa prove di spruzzatura, 2 da ricambio aria locali, 4 da impianti di riscaldamento. Di D) Aggiornamento del registro questi i punti di emissione da laboratori, ricambio aria locali, e impianti di riscaldamento, sono emissioni I Responsabili di Reparto, Servizio o Ufficio Operativo, con l’assistenza di RSGA aggiornano, almeno una poco significative ai sensi del DPCM 21/7/89, DPR 21/7/91 e D. Lgs. 152/06. 32 Industrie Chimiche Forestali S.p.A. – Dichiarazione Ambientale Industrie Chimiche Forestali S.p.A. – Dichiarazione Ambientale all right reserved all right reserved 33 I punti di emissione di processo sono tenuti sotto controllo secondo programmi prefissati e i valori degli N° Emissione Provenienza emissioni PORTATA (m3/h) E1 Mescolatori adesivi Sfiati da mescolatori e serbatoi di stoccaggio 3500 inquinanti sono misurati periodicamente (almeno una volta all’anno). Inquinanti Abbattitori installati I risultati vengono tenuti a disposizione dell’autorità preposta al controllo e sono sempre stati inferiori ai limiti di legge. I punti di emissione delle caldaie sono tenuti sotto controllo annuale de mediante controllo del rendimento e dei fumi. Di seguito viene riportato il quadro delle 14 emissioni controllate delle quali 7 sono dotate di impianto di abbattimento.(vedi tabella 02 di pag. 35, analisi effettuate nel corso del 2008 e 2009). E2 Le emissioni di processo sono costituite da flussi di aria contenenti gli inquinanti indicati. E3 diffuse generate dall’utilizzo di solventi. Il valore di tale dato è sempre stato inferiore al 3%. Valori limite di emissione mg/Nm3 Solo in occasione del carico VOS Filtri a carboni attivi 60,9 77,7 150 4600 VOS - 98,5 59,2 150 VOS Impianto criogenico ad azoto liquido 0,11 0,33 Limite solo come flusso di massa Flussi di massa riscontrati in kg/h 0,25 0,27 0,50 0,29 <100 *E4 Aspirazione reparto confezionamento adesivi 7000 VOS - Nd 0,33 50 <0.01 *E5 Aspirazione reparto confezionamento adesivi 3000 VOS - Nd 33,6 50 <0,01 1,1 3,88 < 10 0,03, 0,08 sfiati di tutti i serbatoi non hanno rilevato emissioni di qualche significatività. Viene elaborato annualmente il piano di gestione dei solventi, strumento che consente all’azienda di verificare la perdita di tutte le emissioni Concentrazione media riscontrata mg/Nm3 (2009) Mescolatori adesivi Sfiati da mescolatori e serbatoi di stoccaggio EMISSIONI DIFFUSE Gli sfiati dei serbatoi sono cortocircuitati, durante la fase di scarico dalle autobotti. Inoltre, misure svolte sugli Apparecchiature confezionamento adesivi Concentrazione media riscontrata mg/Nm3 (2008) E12 E14 E15 E19 E20 E21 E22 Impregnatrice/ spalmatrice 23000 COT Polveri VOS Scrubber ad acqua 7,8 7,0 < 10 0,18, 0,15 15,1 11,8 < 20 < 0,02, < 0,02 1,43 2,31 < 10 < 0,01, < 0,01 0,25 1,74 < 1000 Estrusore granuli tramogge di carico 2200 Polveri Filtro a maniche Spalmatura a punti 2800 Polveri Filtro a maniche 1,02 0,72 < 10 Smalmatura hot melt 1260 VOS - 11,8 15,5 < 20 - < 0,02 100 g/h Degasaggio estrusore granuli Polveri < 0,02 < 10 < 0,01 < 0,01 < 0,01 < 0,01 0,02 0,02 < 0,01 Coestrusore < 1000 VOS - 10,3 15,1 < 20 Flessografia <1000 VOS Filtro a carboni attivi 15,8 16,3 < 20 - 5,03 < 30 0,015 - 13,3 < 20 0,003 E26 ** Mescolatori ermetizanti 3000 Ammoniaca Scrubber ad acqua acida E28 ** Fumi fusore 250 COT - < 0,01 0,01 < 0,01 *I punti di emissione E4 ed E5 pur non essendo emissioni di processo dal 2009 sono controllati a fronte di valori limite di emissione. **E26 autorizzazione DGR Lombardia n. V/66639 del 11/04/1995; E28 DGR Lombardia n. 505 del 23/01/2007. I punti E26 ed E28 saranno dismessi nel primo semestre 2010. Tab 02 Emissioni di processo Tutti i punti di emissione sono stati autorizzati con il decreto AIA/IPPC n. 12771 del 29 ottobre 2007 emesso dalla Regione Lombardia. Conseguentemente sono stati modificati alcuni limiti di emissione: in alcuni casi i limiti sono rimasti immutati in altri casi abbassati. Tale decreto sostituisce tutte le precedenti autorizzazioni. Nel corso del 2009 tutti i limiti sono stati rispettati. In grassetto sono riportati i valori in flusso di massa dell’anno 2009. Fig. 05 – Planimetria stabilimento con evidenziati punti di emissione (Scala 1:1600) Punti A, B, e C sono punti misurazione rumore esterno. 34 Industrie Chimiche Forestali S.p.A. – Dichiarazione Ambientale all right reserved Industrie Chimiche Forestali S.p.A. – Dichiarazione Ambientale all right reserved 35 Nelle emissioni atmosferiche di processo, la tipologia di inquinante è rappresentata da: APPROVVIGIONAMENTI E SCARICHI IDRICI – SOV proveniente da impianti di produzione zona adesivi. Le lavorazioni svolte da ICF a Marcallo richiedono quantitativi di acqua scarsamente significativi: l’impiego –CO, CO2 e NOx dagli impianti di riscaldamento e impregnatrice. Per quanto riguarda le caldaie dell’impianto di riscaldamento, queste sono controllate regolarmente secondo il DPR 412/93; l’impregnatrice (E12) è controllata, come da autorizzazione, per COT e polveri. più importante è dovuto ad attività di servizio, come il lavaggio impianti, mentre l’uso come materia prima nei processi è molto ridotto. Le acque consumate sono impiegate principalmente per: preparazione di sospensioni acquose di appretti (come materia prima), lavaggio impianti, usi potabili ed igienici. Le acque impiegate come Materia Prima per le sospensioni di appretti non superano i 500 m3/anno. Le acque impiegate per lavaggi impianti sono circa 1000 m3/anno. Le acque di raffreddamento per un volume Gli inquinanti CO e NOx non sono stati determinati, perché non prescritti. complessivo di ca. 35 m3 sono mantenuti in circuito chiuso con una integrazione per perdite di circa il 5% ogni 2 mesi. I consumi idrici sono riportati in Tab. 05 di pag. 38. Le acque reflue inquinate sono quelle – Polveri provenienti da spalmatrice a polvere e estrusore granuli. La tabella 3a riporta i valori, espressi in tonnellate, degli inquinanti atmosferici emessi suddivisi per tipologia La tabella 3b riporta gli indicatori tra emissioni e quantità prodotte. L’indicatore SOV è dato dal rapporto quantità di t. emessa e quantitativo in t. di adesivo prodotto per 100. Per l’indicatore CO2 il rapporto è tra t. di CO2 e t. di Adesivi e puntali contrafforti prodotti per 100. L’indicatore polveri e ammoniaca sono ritenuti scarsamente significati. Poiché la produzione di puntali e contrafforti è misurata in mq si è ritenuto approssimare 1000 mq ad una t. provenienti dalle operazioni di lavaggio impianti. Esse sono convogliate in un impianto di trattamento primario dove sono depurate mediante l’utilizzo di calce e policloruro di alluminio; dopo il trattamento i reflui vengono scaricati per la depurazione nella fognatura del Consorzio TAM “Tutela ambientale del Magentino”, nel rispetto dei limiti stabiliti dal Consorzio. Analisi sulle acque scaricate sono effettuate prima dello scarico dal Controllo Qualità di ICF, mentre due volte all’anno vengono eseguite analisi da laboratorio esterno. Nel primo caso i parametri controllati sono: COD, tensioattivi, NH4, come prescritto dal Consorzio; con le analisi esterne si controlla una serie più ampia di parametri. Una volta all’anno il Consorzio del Magentino effettua controlli per accertare la compatibilità degli scarichi. Nella tabella 04 sono riportati gli Inquinante calcolato in ton. 2007 2008 2009 SOV 2,9 2,3 1,5 CO2 960 902 842 < 0,5 < 0,5 <0,5 Polveri Ammoniaca ultimi dati riscontrati nel 2008 e 2009. 0,033 Tab 3a Indicatori emissioni/ quantitativi prodotti 2007 2008 2009 SOV 0,040 0,038 0,026 CO2 8,3 9,3 Parametro 9,2 Tab 3b Il miglioramento dell’indicatore SOV negli anni conferma una migliore efficienza degli impianti di abbattimento, L’indicatore CO2 è legato all’andamento delle condizioni meteo stagionali. Valori trovati nel 2008 dal Consorzio Magentino Valori trovati nel dal Consorzio Magentino 2009 Limiti consortili aut. PE nº 008/05 Comune di Marcallo del 28/04/06 e decreto AIA/IPPC nº 12771 del 29/10/07 COD 196 mg/l 20 mg/l < 1125 mg/l Tensioattivi 2,5 mg/l 1,0 mg/l < 18 mg/l totali Azoto NH4 20 mg/l 10 mg/l < 45 mg/l Tab 04 36 Industrie Chimiche Forestali S.p.A. – Dichiarazione Ambientale all right reserved Industrie Chimiche Forestali S.p.A. – Dichiarazione Ambientale all right reserved 37 Analisi di acque di scarico effettuate dal Consorzio del Magentino e da laboratori esterni hanno confermato prescritto registro di carico e scarico e compila annualmente il MUD (Modello Unico di Dichiarazione). il rispetto dei limiti autorizzativi. Tutte le acque di prima pioggia raccolte dai tetti, da superfici pavimentate Lo smaltimento ed il trasporto di tutti i rifiuti avviene tramite società autorizzate che forniscono il ed asfaltate esterne, sono raccolte nel sistema fognario di stabilimento , inviate nelle vasche di accumulo e corrispondente certificato di smaltimento (4a copia del formulario). quindi nella fognatura consortile. Sono riportati in tab 06 i principali rifiuti di stabilimento con i relativi codici CER. I quantitativi prodotti figurano in tabella 07. Sostanzialmente la produzione di rifiuti tende a diminuire in proporzione al calo Le acque successive a quelle di prima pioggia sono disperse in falda tramite pozzo perdente. produttivo riscontrato sugli anni 2008 e 2009. Unico dato in crescita è quello relativo al CER 080409* dovuto alla chiusura di alcuni depositi con restituzione della merce. CONSUMI IDRICI Tipologia di rifiuti Di seguito sono riportati i consumi idrici di ICF che per il ciclo produttivo utilizza quantitativi estremamente limitati. Consumi idrici espressi in m3 Acqua potabile uffici Acqua potabile stabilimento (lavaggi, produzione e servizi igienici) 2007 2008 2009 592 647 831 21084 11346 9928 Acqua pozzo interno (irriguo antincendio) 1422 840 847 Totale 23098 CER pericoloso Rifiuti in più imballaggi 150106 Rifiuti di materiali compositi 040209 Acque di lavaggio 080416 Carta e cartone 150101 Imball. Plastica 150102 Imball.legno 150103 Fanghi 070212 Adesivi obsoleti 080409* Adesivi obsoleti 080411* Tab 05 Imball. Contenenti residui sost. pericolose (contaminati) 150110* L’acqua potabile di stabilimento è sensibilmente diminuita nel corso del triennio per decremento produttivo Carboni esausti 190110* Oli esausti 120107* Scari oli minerali 130205* 12833 11600 e per rifacimento e miglioramento della rete idrica interna a partire dal 2008. CER non pericoloso Tab 06 PRODUZIONE RIFIUTI Le tipologie di rifiuti prodotti dallo stabilimento, come da classificazione del D.Lgs. 152/06 parte IV, sono essenzialmente rifiuti in più imballaggi, fanghi, imballi contaminati, carta e cartone, plastica e pallet in legno. I rifiuti pericolosi prodotti sono rappresentati dai carboni attivi esausti (provenienti dai filtri di abbattimento emissioni) che non vengono smaltiti ma restituiti al fornitore per la rigenerazione e da imballi contaminati che vengono recuperati dopo bonifica, adesivi obsoleti o non conformi che vengono avviati allo smaltimento e oli usausti. In tutto il sito è attivo un sistema di raccolta differenziata che contempla anche gli aspetti non produttivi (uffici, mensa, ecc) di carta, plastica, lattine, pile e toner da fotocopiatrice. ICF gestisce tutti i rifiuti con il 38 Industrie Chimiche Forestali S.p.A. – Dichiarazione Ambientale all right reserved Industrie Chimiche Forestali S.p.A. – Dichiarazione Ambientale all right reserved 39 RIFIUTI Tipologia di rifiuti (Ton.) Cod. CER 2007 2008 2009 Rifiuti in più imballaggi 150106 94,0 92,6 78,8 Rifiuti di materiali compositi 040209 261,5 212,1 177,7 Acque di lavaggio 080416 25,2 20,2 23,0 Carta e cartone 150101 45,0 50,6 44,0 Imball. Plastica 150102 17,6 18,0 15,0 Imball.legno 150103 26,1 37,3 14,7 Adesivi obsoleti 080409* Adesivi obsoleti 080411* Imball. Contenenti residui sost. pericolose (contaminati) 150110* Fanghi 35,3 1,5 - 45,1 31,0 25,6 070212 105,5 106,2 90,2 Carboni esausti 190110* 4,1 1,1 1,3 Oli esausti 120107* 0,5 0,5 Scarti di oli minerali 1,1 130205 Tab 07a Indicatori rifiuti 2007 2008 2009 Produzione adesivi/rifiuti pericolosi 6,7 5,5 11,0 t/t x1000 Produzione puntali e contrafforti/rifiuti non pericolosi 9,1 9,9 8,8 m2/t. x100 Tab 07b Alla produzione di tessuti sono associati i rifiuti non pericolosi con i codici CER: 040209 + 070212 + 080416. Per la produzione di adesivi sono associati i rifiuti pericolosi con i codici CER 080409 + 080411 + 150110 + 190110. L’indicatore 2009 relativo alla produzione adesivi/rifiuti pericolosi è stato influenzato dall’incremento del CER 080409* dovuto alla restituzione di adesivi obsoleti da parte di agenti ICF con deposito. Fig 06 – Planimetria stabilimento con indicazione dei punti di raccolta delle differenti tipologie di rifiuto. (scala1:1600). 40 Industrie Chimiche Forestali S.p.A. – Dichiarazione Ambientale all right reserved Industrie Chimiche Forestali S.p.A. – Dichiarazione Ambientale all right reserved 41 RISCHIO INCENDI MANIPOLAZIONE SOSTANZE PERICOLOSE L’azienda ha predisposto e reso noto a tutti i dipendenti un Piano di Emergenza, interaziendale con la società Le sostanze e i solventi principali, utilizzati nei processi produttivi, sono riportati di seguito con l’indicazione ABC S.r.l. presente all’interno dello stabilimento. del nome commerciale o nome chimico, la classificazione di pericolosità e le frasi di rischio: Esso contempla tutte le casistiche dei rischi e in particolare del rischio incendio e pericolo di incendio in quanto nel processo produttivo si utilizzano quantità elevate di materiale infiammabile (solventi organici). Nome In tutti i luoghi di lavoro sono affisse le piantine con vie di fuga e un punto per individuare la propria Acetato di etile Acetone posizione. Ogni posto di lavoro è corredato con un elenco telefonico dei numeri esterni di primaria necessità (Vigili del fuoco, ospedale, Pronto intervento). Tutte le attrezzature antincendio sono periodicamente controllate. L’azienda è in possesso del Certificato Prevenzione Incendi valido fino al 13 maggio 2009, con richiesta di rinnovo per nulla mutato del 16/04/09. Inoltre è stata presentata domanda di sopralluogo in data 20/03/09 per attività aggiuntive. È operante una squadra interaziendale interna antincendio e di pronto soccorso costituita da 28 persone delle quali 12 addestrate anche per il pronto soccorso. La squadra antincendio svolge ogni tre mesi esercitazioni pratiche e teoriche; annualmente viene svolta una prova simulata antincendio con evacuazione del personale, dove vengono coinvolti tutti i dipendenti ICF, – carrelli elevatori antideflagranti, – sistema di rilevazione fiamme a infrarosso, – sistema di spegnimento a diluvio e a sprinkler, controllo con prevalenza di zone 2 e con piccole aree in zona 1. 512 F, Xi Infiammabile, irritante R 11, 36, 66, 67 1170 1228 Serbatoio interrato n° 8A da 25 m3 Serbatoio interrato n° 9A da 25 m3 Serbatoio interrato n° 10A da 25 m3 Serbatoio interrato n° 7 da 50 m3 Serbatoio interrato n° 9A da 25 m3 3,0 2,8 Fusti da 200 l 238 305 Serbatoio fuori terra da 12 m3 Difenilmetan 4,4’ diisocianato (MDI) Xn Nocivo R20, 36/37/38, 42 25,6 24,0 Fusti da 200 l Idrocarburi alifatici e naftenici F, Xn, N Infiammabile, Nocivo, pericoloso per l’ambiente R 11, 38, 51/53 1000 1165 Serbatoio interrato n° 1, n° 4 da 50 m3 Isoesano F. Xi. N Infiammabile, Nocivo, pericoloso per l’ambiente R11, 38, 51/53 303 297 Serbatoio interrato n° 2 da 50 m3 Metiletilchetone (MeK) Xi, F Infiammabile, irritante R 11, 36, 66, 67 153 166 Serbatoio interrato n° 6 da 50 m3 Percloroetilene Xn, N Nocivo, pericoloso per l’ambiente R 40, 51/53 19,2 16,4 Serbatoio fuori terra da 3 m3 Tetraidrofurano Xi, F Infiammabile, irritante R11, 19, 36/37 7,2 10,9 Fusti da 200 l Toluolo Xn, F Nocivo, infiammabile R 11, 20 888 914 Serbatoio interrato n° 6, nº 5 Tricloro-striazina-2,4,6trione Xn, O, N Nocivo, Comburente, pericoloso per l’ambiente R 8, 22, 31,36/37, 50/53 1,4 0,9 Fustini da 60 kg Xi, R 36/38 Irritante 3,3 3,2 Fusti da 200 l sulle atmosfere esplosive. Il documento elaborato riconferma il rischio esplosione nel reparto adesivi, già per altro noto e tenuto sotto 527 Xn Nocivo R 40 Tutte le attrezzature antincendio vengono periodicamente controllate secondo un piano aziendale. È stata eseguita una nuova indagine nel dicembre 2009 per la valutazione ai sensi del titolo XI D. Lgs. 81/08 F, Xi Infiammabile, irritante R 11, 36, 66, 67 Modalità di stoccaggio Xn Nocivo R 20 – utilizzo di utensileria antiscintille, – indumenti di lavoro che non generano corrente elettrostatica (fibre naturali come cotone e lana). Ton. 2009 Diclorometano prodotti manipolati o stoccati, sono dotati di: – impianto elettrico antideflagrante, Ton. 2008 Butandiolo 1,4 ABC. I reparti produzione adesivi e magazzino adesivi, poiché più esposti al rischio incendio per tipologia di Simboli di pericolo e Frasi di rischio R N Metil pirolidone Tab 08 42 Industrie Chimiche Forestali S.p.A. – Dichiarazione Ambientale all right reserved Industrie Chimiche Forestali S.p.A. – Dichiarazione Ambientale all right reserved 43 Per tutte le sostanze pericolose sono disponibili le schede di sicurezza predisposte dal fornitore per le –elaborazione rapporto preliminare di sicurez za ai sensi art. 1 Legge regionale Lombardia 23 novembre 2001; informazioni necessarie sulla loro manipolazione, aggiornate al XXIX adeguamento alla direttiva 67/548/ –adeguamento della politica Ambientale e di Sicurezza aziendale. CEE recepito con D. Lgs 65/03 e al regolamento CE 1907/2006 “Reach”. Tutte le comunicazioni e i documenti elaborati sono stati inviati agli organi di vigilanza tramite raccomandata A.R il 2 marzo 2006 (termine previsto dal D.Lgs. 238/05, 6 marzo 2006).. In data 10 marzo 2008 è stata aggiornata la Scheda di Valutazione Tecnica e la Scheda di informazione sui AMBIENTE DI LAVORO Le schede di sicurezza, sia delle sostanze pericolose che non pericolose, sono in possesso del Medico Competente e del RSSP. Un estratto delle schede delle sostanze pericolose è disponibile anche nei reparti. Il Medico Competente ha attivato un piano sanitario per monitorare l’eventuale esposizione degli operatori esposti. L’ambiente di lavoro viene controllato annualmente nelle varie posizioni di lavoro per quanto rischi di incidente rilevante per i cittadini e i lavoratori. In tabella 10 sono stati elencati gli scenari incidentali individuati con la relativa frequenza di accadimento. Su tali aspetti ICF s.p.a ha attivato una formazione permanente per gli operatori del reparto Adesivi e un programma di manutenzione impiantistico preventivo. Vengono eseguite prove simulate di evacuazione con frequenza trimestrale. riguarda gli inquinanti chimici in particolare: sostanze organiche volatili polveri e isocianati. Nella tabella 09 è riportato un estratto del monitoraggio ambientale effettuato il 23 luglio 2009. Posizione di lavoro Inquinante Valore rilevato mg/m3 Limiti TLV-TWA mg/m3 Produzione poliuretanici Isocianati < 0,001 0,034 Produzione poliuretanici Acetato di etile 11,2 1440 Produzione cloroprenici Acetone 32,5 1210 Produzione cloroprenici Toluene 18,9 188 Confezionamento adesivi Macchina spalmatura polvere Acetone Polveri totali Frequenza di accadimento Evento iniziatore 71,4 0,18 EIR 1 Scenario incidentale eventi/anno Pool fire (lunga durata) 2.86E-07 Dispersione vapori tossico/nocivi 7.96E-04 UVCE 2.63E-05 Jet fire 5.80E-08 UVCE 3.74E-08 Incendio generalizzato nel reparto adesivi 1.97E-07 Esplosione nel reparto adesivi 1.50E-06 Incendio nel magazzino prodotti finiti 5.00E-05 EIR 2 1210 10 EIR 3 Tab 09 EIR 4 ICF provvede a minimizzare il contatto e l’esposizione con le sostanze pericolose con l’ausilio di Dispositivi Tab. 10 di Protezione Individuale (DPI) quali: – guanti, occhiali, scarpe, mascherina antipolvere, maschera antisolvente, indumenti di lavoro; – valutazioni del rischio chimico e gli indici infortunistici sono riportati a pag. 40. 7.3 – Aspetti ambientali indiretti Vari momenti formativi hanno permesso di raggiungere un grado di sensibilità e conoscenza degli addetti alla produzione sulle simbologie e le frasi di rischio e i consigli di prudenza. Sia il monitoraggio biologico (controlli ematici sugli operatori) sia il numero degli infortuni relativi a questo aspetto danno ragione del metodo preventivo adottato. Accanto agli aspetti ambientali diretti per i quali ICF s.p.a. esercita il totale controllo, sono stati presi in considerazione ed analizzati gli aspetti indiretti come previsto dal Regolamento CE 1221/2009 EMAS. I criteri individuati per valutare la significatività gli aspetti ambientali indiretti sono identici a quelli per i diretti con l’elaborazione di un indire IRA. Tale indice è successivamente moltiplicato per un fattore di correzione 0,4, 0,7, 1 indicante la capacità di controllo da parte dell’azienda nell’aspetto ambientale indiretto; anche per gli RISCHIO DI INCIDENTI RILEVANTI ICF ricade in ambito di assoggettabilità del decreto art. 6 del D. Lgs 334/99 che non prevede l’elaborazione di un piano di emergenza esterno. Con L’emanazione del nuovo decreto legislativo, noto anche come Direttiva Seveso ter. ICF ricade nell’ambito dell’assoggettabilità per il superamento del quantitativo stoccato di 200 t. di solventi e prodotti finiti pericolosi per l’ambiente (R 51/53). Gli adempimenti conseguenti a quest’obbligo sono stati: –comunicazione a Ministero Ambiente, Regione Lombardia, Provincia di Milano, Comune di Marcallo con Casone, Prefetto di Milano, Comando Provinciale V.V.F., Comitato di valutazione rischio industriale; 44 Industrie Chimiche Forestali S.p.A. – Dichiarazione Ambientale all right reserved indiretti il criterio di significatività parte da valori uguali o superiori a 4 di indici IRA. Gli aspetti ambientali indiretti individuati sono connessi alle attività e comportamenti ambientali di: fornitori di materie prime, manutentori e laboratori di analisi, clienti (imballi a rendere ecoloabel), campi elettromagnetici (linea alta tensione esterna all’zienda).Tutti questi aspetti sono risultati non significativi. Questi comunque hanno generato rispettivamente i seguenti obbiettivi di miglioramento: miglioramento e razionalizzazione delle consegne, l’armonizzazione delle procedure ambiente e sicurezza, il coinvolgimento di manutentori presenti in azienda nella Squadra antincendio, l’utilizzo di imballi a rendere con smaltimento del solo sacco di politene interno. Industrie Chimiche Forestali S.p.A. – Dichiarazione Ambientale all right reserved 45 Per quanto riguarda la gestione delle attività sopra citate sono state predisposte in ICF procedure specifiche per valutare il grado di attenzione ed il comportamento che i singoli fornitori/appaltatori prestano in via generale alle tematiche ambientali, ed in particolare se detti soggetti abbiano adottato o meno un sistema di gestione ambientale. Gli stessi vengono istruiti ed informati circa le modalità utilizzate in ICF per operare nel rispetto dell’ambiente e della sicurezza alle quali, se di loro competenza, sono tenuti ad uniformarsi. ICF controlla i rischi presenti in azienda richiedendo alle ditte appaltatrici la comunicazione dei rischi collegati 7.4 – Leggi di riferimento e compendio dati per aspetti ambientali non significativi I riferimenti di legge principali applicabili all’attività di ICF sono: Inquinamento atmosferico – D.P.R. 203/88, DPCM 21/7/89, D.M. 12/07/90, DPR 25/07/91, DGR Lombardia n. 7/4178 del 6/4/01, D.M. alle loro specifiche attività e fornendo alle stesse un estratto dei rischi presenti in ICF. In particolare per quanto riguarda i rapporti con la società coinsediata, ABC sono in atto dal 2006 delle 44/04 del 16/01/04 , D. Lgs. 152/06 “Norme in materia ambientale” L’azienda ha ottenuto l’AIA per i vari punti di emissione che, ove necessario, sono presidiati da opportuni convenzioni che prevedono la fornitura da parte di ICF di servizi quali: abbattitori (vedi tab. 02 di pag. 27). L’azienda verifica periodicamente le emissioni e accerta le condizioni • fornitura di utilities: acqua, energia elettrica, riscaldamento e aria compressa • utilizzo dello scarico acque civili (titolarità ICF) nella fognatura consortile • servizio di manutenzione • servizi per l’emergenza e l’antincendio. gestionali dell’impianto. Inoltre l’azienda elabora il Piano gestione solventi che tiene a disposizione per eventuali controlli delle autorità competenti. Dall’impianto criogenico l’azienda recupera annualmente circa 3.500 Kg di solventi in miscela che riutilizza nel processo produttivo. ABC ha certificato il proprio Sistema di Gestione Ambientale secondo la norma UNI EN ISO 14001/04 nel marzo 2007. Scarichi idrici – D. Lgs. 152/06 “Norme in materia ambientale”, D.Lgs. 152/99 “Legge quadro sugli scarichi idrici industriali” e successive modifiche, L.R Lombardia n.62 del 1985 ICF è assoggettata alla presente norma poiché sono presenti scarichi idrici industriali ed ha pertanto ottenuto Campi elettromagnetici la relativa autorizzazione dall’ente competente. - Legge 36/2001, DPCM 8/7/2003 In data 24/07/03 sono state eseguite delle misure di campi elettromagnetici di bassa frequenza (50 Hz), finalizzate alla caratterizzazione delle aree di lavoro ubicate in prossimità degli elettrodotti per la conduzione A.I.A. (Autorizzazione Integrata Ambientale) I.P.P.C. di energia elettrica, passanti nelle immediate vicinanze dello stabilimento. D.Lgs 59/05 Il valore massimo riscontrato, al piazzale ricevimento merci, è stato circa 500 volte inferiore al limite di legge L’azienda ha provveduto agli adempimenti conseguenti previsti dal decreto legislativo, compilando il formato come campo elettrico e circa 40 volte inferiore al limite di legge come induzione magnetica. on-line della Regione Lombardia e inviando entro il 28/02/06 la domanda e allegati tecnici a: Regione Lombardia, Provincia di Milano e Comune di Marcallo con Casone. In data 30 aprile 2006 ha provveduto alla pubblicazione sul giornale “Il Giorno” dell’avviso al pubblico ai sensi dell’art. 5 comma 7 del D.Lgs. 59/05, come da comunicazione da Regione Lombardia su avvio procedimento AIA/IPPC. L’azienda ha ricevuto nel corso del mese di novembre il Decreto di autorizzazione n. 12771 del 29 ottobre 2007. Inquinamento del suolo – D.M. 471/99 (ex art.17 D.Lgs. 22/97) “Bonifiche di siti inquinati”, L.R Lombardia n.62 del 1985, Regolamento di Igiene Regione Lombardia vigente L’azienda ha predisposto dispositivi atti a eliminare il rischio di contaminazione del suolo a seguito di sversamenti accidentali in quanto tutte le aree produttive sono coperte e pavimentate. I 10 serbatoi interrati sono rivestiti a doppia camicia ed intercapedine con azoto e sottoposti a controlli settimanali per la tenuta pressione intercapedine e annualmente per gli aspetti di corrosività. Tutte le 46 Industrie Chimiche Forestali S.p.A. – Dichiarazione Ambientale all right reserved Industrie Chimiche Forestali S.p.A. – Dichiarazione Ambientale all right reserved 47 operazioni di scarico avvengono in aree compartimentale con raccolta dell’eventuale sversamento in apposite Marcallo con Casone, ha deliberato la zonizzazione acustica del territorio comunale, con delibera Consiliare vasche. Gli altri 22 serbatoi fuori terra contenenti materie prime e prodotti finiti (adesivi) sono posizionati n. 47 del 30 settembre 2005, confermando i limiti di immissione per aree esclusivamente industriali del all’interno di aree coperte pavimentate e compartimentale con appositi muretti (bacini di contenimento). D.P.C.M. 14/11/97. L’azienda opera solo su due turni interrompendo tutte le attività produttive alle ore 22,00. Annualmente vengono effettuate da laboratori esterni analisi all’acqua di pozzo industriale (uso antincendio), I rilievi effettuati nel corso del 2008. Hanno dato i seguenti risultati: che non hanno evidenziato inquinamenti in atto. In particolare viene controllata la presenza di solventi organici e clorurati. Le analisi del maggio 2009 hanno evidenziato un valore dei solventi organici e clorurati al limite della rilevabilità strumentale. Rifiuti Posizione rilievo dB(A) diurno dB(A) notturno A 58,3 Non attivo B 59,4 Non attivo C 63,9 Non attivo Tab 12 - Livelli di rumorosità al perimetro. I punti di misurazione sono riportati nella fig. 05. – D. Lgs 152/06 “norme in materia ambientale” L’azienda produce quasi esclusivamente (oltre 88%) rifiuti non pericolosi. Plastica e carta vengono avviate al recupero. Rifiuti pericolosi sono cost ituiti dai carboni esausti che vengono interamente rigenerati, imballi contaminati che vengono bonificati e recuperati ed eventualmente adesivi resi da clienti non recuperabili in produzione. – D.Lgs. 81/08 Titolo VIII capo I e II ”Rumore negli ambienti di lavoro” ICF provvede con cadenza triennale (ultima del 30 ottobre 2009) a mappare la rumorosità dello stabilimento. La maggior parte delle postazioni di lavoro sono comprese tra il livello sonoro di 80 dB(A) e 85 dB(A). Sono state evidenziate aree con esposizione superiore a 80 dB(A) in prossimità della zona terminale della linea impregnatrice e in zona adesivi durante l’utilizzo di mulini. Per tutti gli operatori di produzione si sono Imballaggi tenuti momenti formativi. Sono state effettuate insonorizzazioni di alcune parti di macchine con conseguente – D. Lgs. 152/06 “Norme in materia ambientale” diminuzione dell’inquinamento acustico. Gli operatori che ne hanno fatto richiesta sono stati dotati di DPI. Nel piano sanitario aziendale sono previsti controlli audiometrici. Imballaggi materie prime: Le principali tipologie di imballaggi sono: sacchi in cartone da 25 kg, box di cartone da 1 mc, fusti in ferro, big bags in cellophane. Gli imballi puliti sono ricompattati e ceduti a terzi per recupero, quelli sporchi confluiscono nella voce rifiuti “imballaggi in più materiali “ o “imballaggi contaminati da sostanze pericolose”. Imballaggi prodotti finiti: – D. Lgs 187/2005 ICF S.p.A. non utilizza macchinari che generano sorgenti di vibrazioni. Unica sorgente di vibrazione è Tipi e quantità degli imballi utilizzati per i prodotti finiti nel corso degli anni 2007, 2008 e 2009 sono riportati nella tabella seguente ed espressi in kg come da comunicazione al CONAI. Tipo di imballo Vibrazioni 2007 2008 causata dall’uso del carrello elevatore per la movimentazione di materie prime e prodotti finiti all’interno dei reparti, ma che occasionalmente transita anche su strade asfaltate all’ interne del sito produttivo. ICF ha quindi provveduto a misurare le vibrazioni prodotte dall’uso del carrello elevatore il 13 luglio 2006. I valori riportati riscontrati nelle specifiche mansioni non superano mai i limiti di riferimento alle vibrazioni corpo 2009 intero e mano braccia. Plastica 14.800 13.000 11.500 Ferro 68.500 64.500 62.500 Banda stagnata 653.000 563.000 571.000 Cartone 26.000 22.600 23.000 Sicurezza Pallets in legno 29.200 24.900 26.100 – D.Lgs 81/08 Titolo IX Capo I “Sostanze pericolose” Tab 11 L’azienda ha provveduto all’elaborazione di una Valutazione del Rischio e probabilità di accadimento con conseguente rimozione o riduzione delle principali fonti di pericolo attraverso l’innovazione tecnologica da una parte e gli aspetti organizzativi e procedurali dall’altra. È stata effettuata anche la valutazione del rischio Rumore esterno chimico nel settembre 2008 supportata da monitoraggi ambientali e da misure di dispositivi personali, che – L. 447/95 “Rumore esterno” , D.P.C.M. 14/11/97 , Decreto 16/03/98, L.R. Lombardia 10/07/01 n.13 ha evidenziato un rischio espositivo per la Produzione Adesivi “Alto per la sicurezza e rilevante per la salute”, “Determinazione dei valori limite delle sorgenti sonore” Per quanto riguarda il rumore esterno, è da evidenziare che la fabbrica è posta in area classificata urbanisticamente come “zona industriale” con limiti diurni e notturni di 70 e 60 dB(A). Il Comune di 48 Industrie Chimiche Forestali S.p.A. – Dichiarazione Ambientale all right reserved per la Produzione Tessuti “Basso per la sicurezza ma rilevante per la salute”. Per area Ufficio e laboratorio chimico rischio inesistente. Conseguentemente è stato elaborato il piano sanitario. Industrie Chimiche Forestali S.p.A. – Dichiarazione Ambientale all right reserved 49 La situazione infortuni negli ultimi tre anni rileva un andamento in calo rispetto al triennio precedente. Sostanze lesive per lo strato do ozono Le tabelle 13a e 13b riportano gli indici di frequenza e di gravità. – D.M 15/02/06 n. 147 “Regolamento e recupero delle fughe di sostanze lesive strato di ozono stratosferico di cui la Regolamento (CE) n. 2037/2000” Anno N° infortuni N° giornate perse N° totale dipendenti 2007 2 46 72 2008 0 0 80 2009 2 15 78 Anno Ore lavorate Indice di frequenza Indice di gravità 2007 11.3190 17,7 0,41 2008 13.6332 0 0 2009 12.7637 15,6 0,12 In azienda sono presenti impianti di refrigerazione contenti fluidi R22 (HCFC) in quantità di 40 Kg. È stato istituito il libretto di impianto con verifiche annuali da parte di tecnico competente. Sono inoltre presenti fluidi refrigeranti R407 soggetti a controlli periodici. CONSUMI ENERGETICI L’energia elettrica viene consumata per tutti gli usi dello stabilimento, principalmente per il processo produttivo. I dati riportati sono espressi in tep. Tali dati vengono confrontati con i dati produzione suddivisi in adesivi e puntali e contrafforti. A partire dal 2006 sono stati inseriti contatori per i reparti ICF. Per Tab 13a and 13b: Numero infortuni e indici infortunistici. calcolare consumi indicizzati si è riportato il consumo energetico dei diversi reparti e macchine. I dati dal 2009 evidenziano un leggero peggioramento sul dato 2008 che è risultato essere privo di infortuni. Questo dato sicuramente migliorabile, pone comunque l’azienda sostanzialmente in linea con i dati del settore chimico che sono: If 10,4 e Ig 0,26 (fonte FEDERCHIMICA). Trasporti merci – Direttiva 94/55 CE aggiornata al quinto adeguamento tecnico con D.M 02/08/2005 Min. Trasporti e Infrastrutture I trasporti di prodotti finiti pericolosi e il ricevimento di materie prime pericolose avvengono nel rispetto della normativa ADR aggiornata al 2009. Al ricevimento le materie prime pericolose vengono verificate per: quantità, qualità, documenti di trasporto. In uscita tutti i prodotti finiti sono spediti tramite trasportatori autorizzati al trasporto merci pericolose. È stato nominato il Consulente sicurezza merci pericolose come previsto dal D. Lgs 40/00 nel settembre 2001 Consumi energia elettrica in tep 2007 Consumi 1122 2008 1106 2008 2009 2008 2009 reparto reparto reparto reparto adesivi adesivi tessuti tessuti 79,3 58,2 263,4 227,7 2009 953 Variazioni % su base annua Consumi gas metano in tep –26,0 401 Variazioni % su base annua Totale consumi 1623 Variazioni % su base annua 376 351,7 –6,2 –6,4 1482 1304,7 –8,7 –12,0 –13,5 Tab 14 che elabora annualmente una relazione che invia al datore di lavoro; nel corso del 2009 non si sono verificati incidenti in cui siano state coinvolte merci ICF. Produzione 2007 2008 2009 Adesivi in kg 7.302.401 6.075.164 58.355.854 –20,2 –4,0 4.299.302 3621725 3.300.546 –18,7 –8,9 90.000 72.863 89.213 –23,5 22,4 variazioni % su base annua Traffico veicolare La quantità di mezzi in entrata e in uscita dall’azienda nel corso del 2009 è stata pari a circa 1900 unità. Puntali e contrafforti in m2 Variazioni % su base annua Granuli in kg Radioattività Variazioni % su base annua – D.Lgs. 230/95 “Protezione radiazioni” Tab 15 Nell’ambito aziendale è presente una sorgente radioattiva costituita da misuratore di spessore posizionato sulla macchina coestrusore. La sorgente radioattiva è costituita da Stronzio 90. Consumi EE indicizzati ICF ha regolarmente comunicato la detenzione di tale sorgente all’Ispettorato del Lavoro. Consumi/puntali contrafforti (Tep/1000m ) 0,07 0,07 0,07 Essa viene controllata annualmente da uno studio di radioprotezione (esperto qualificato). Consumi metano indicizzati 2007 2008 2009 I risultati evidenziano un’esposizione 10 volte inferiori ai limiti di legge per lavoratori non esposti. Consumi/puntali contrafforti (Tep/1000m2) 0,095 0,10 0,10 Consumi/adesivi (Tep/t) 2 2007 2008 2009 0,01 0,01 0,009 Tab 16 50 Industrie Chimiche Forestali S.p.A. – Dichiarazione Ambientale all right reserved Industrie Chimiche Forestali S.p.A. – Dichiarazione Ambientale all right reserved 51 8. EFFICIENZA AMBIENTALE ICF ha provveduto ad effettuare tutte le misure necessarie e ad installare apparecchiature e/o strumenti per contenere al minimo gli impatti sull’ambiente interno ed esterno. Per contenere le emissioni in atmosfera: –È installato uno scrubber ad acqua per depurare i fumi provenienti da impregnatrice, per abbattere gli inquinanti : SOV, Nox e le polveri prodotti a seguito delle lavorazioni effettuate sulle suddette macchine. Tale impianto lavora una portata oraria di 26000 m3/h per 16 ore su 5 giorni e garantisce una resa superiore di abbattimento dell’80%. –Sono installati nº 2 filtri a maniche per abbattere le polveri costituite in prevalenza da resine, provenienti dalle tramogge di carico dell’estrusore granuli, e polveri provenienti dall’impianto di spalmatura a punti. Tali impianti hanno un rendimento del 95%, lavora una portata oraria di 2200 e 2800 m3/h e garantiscono l’abbattimento del 95% sulle polveri in entrata. Le polveri raccolte sono riutilizzate nel processo produttivo. –Sono installati n° 1 filtri a carbone attivi per contenere le emissioni di SOV in prossimità dei mescolatori nel reparto adesivi. I filtri garantiscono l’abbattimento del 50% sugli inquinanti trattati. ICF S.p.A programma le rigenerazioni del carbone dopo 3 mesi per garantire il mantenimento della resa di abbattimento. Gli sfiati dei mescolatori sono collegati ad un impianto di abbattimento criogenico ad azoto liquido che garantisce il recupero del 99% di SOV, pari a 500 Kg di miscele di solventi alla settimana. Reflui industriali: –Nella vasca di contenimento di capacità di 40 m3 si raccolgono tutte le acque di processo prodotte dal lavaggio di impianti, che successivamente vengono trattate nell’impianto di pretrattamento e inviate al depuratore consortile. Per contenere il quantitativo dei rifiuti smaltiti: –È attiva una campagna di recupero e riciclaggio di carta, cartone e plastica. In questo modo nel corso del 2008 sono stati recuperati circa 50 ton di carta e cartone e 18 ton di plastica, altrimenti destinati a smaltimento in discarica. –I carboni attivi esausti vengono rigenerati e non smaltiti. Le quantità rigenerate si aggirano intorno a 1 ton annue. –Cisternette e fustini a rendere sono utilizzati per il trasporto di adesivi, dedicati per prodotto e cliente. Con questo sistema vengono trasportati circa 500 ton/anno con un risparmio di circa 3000 fusti della capacità di 170 Kg. Per contenere l’esposizione al rumore: Sono stati insonorizzati alcune parti dell’impregnatrice che hanno consentito di ridurre il rumore nella postazione di lavoro di fine linea di 3-4 dB(A). Accorgimenti di tipo organizzativo (turnazione) hanno abbassato sensibilmente l’esposizione equivalente al rumore su base settimanale. Industrie Chimiche Forestali S.p.A. – Dichiarazione Ambientale all right reserved 53 9. PROGRAMMA AMBIENTALE Tutti gli obiettivi del programma ambientale del triennio 2007-2009 sono stati ultimati, ad eccezione dell’obiettivo “inertizzazione dei serbatoi di stoccaggio solventi” che si è rivelato più complesso da un punto di vista realizzativo, per cui al momento è stato abbandonato. Per la salvaguardia dell’ambiente nel triennio 2007-2009, sono stati attuati i seguenti interventi di miglioramento: •Potenziamento delle vasche di accumulo acque di prima pioggia. Anno di intervento 2007 •Potenziamento condensatori su mescolatori adesivi: Anno di intervento 2007 •Ottimizzazione del bilancio idrico: anno di intervento 2008 •Vasche meteoriche, creazione di vasche aggiuntive: anno di intervento 2008 •Caricamento gestito da software dei solventi reparto adesivi con diminuzione delle emissioni e minimizzazione esposizione dei lavoratori: anno di intervento 2009. Gli interventi realizzati sono stati nel complesso pari a 2% del fatturato societario nei 3 anni presi in esame. Viene riportato di seguito l’aggiornamento del Programma Ambientale ICF S.p.A, per il periodo 2010-2012. Industrie Chimiche Forestali S.p.A. – Dichiarazione Ambientale all right reserved 55 Obiettivo Aspetto ambientale Programmazioni Responsabilità e risorse Scadenza 10. VALIDITà DICHIARAZIONE AMBIENTALE Sistema di Emissioni Aria Studio di fattibilità, Responsabile Studio 2010 L’attuale Dichiarazione Ambientale, con dati aggiornati al dicembre 2009, è relativa al terzo rinnovo della raccolta offerte manutenzione abbattimento a recupero solvente sui punto di Abbattere totalmente la quantità di SOV Realizzazione 2011 immessa nell’ambiente ICF S.p.A, come da Regolamento CE 1221/2009, aggiornerà annualmente la Dichiarazione Ambientale a inizio 2011. Costi: € 150,000 emissione E1 registrazione EMAS del sito produttivo di Marcallo con Casone. Ogni Dichiarazione Ambientale è un documento controllato con una propria data di emissione. Migliorare Emissioni aria l’efficienza Adesione al progetto Responsabile Federchimica Care+ Ambientale Entro 2010 e di Manutenzione energetica Migliorare le performance energetiche e ridurre Costi: 50.000 i consumi energetici Risparmio Riduzione consumo di EE energetico Studio con aziende del Responsabile settore e avvio intervento Manutenzione Fine 2010 Sostituzione di tutte Costo: 0 le lampadine interne ed esterne al sito con altre a basso consumo energetico Nuova vasca Migliorare le Progetto con consulente Responsabile di accumulo caratteristiche delle acque esterno e realizzazione Manutenzione acque in uscita entro agosto industriali Separare la parte solida Agosto 2010 Costo € 40,000 dalla parte liquida per migliorare l’efficienza dell’impianto Impianto Produrre parte della EE Progetto da sviluppare Responsabile fotovoltaico da fonti rinnovabili con aziende specialistiche manutenzione operanti nel settore e Responsabile Installare sui tetti Anno 2012 Sistema Gestione dell’azienda una serie ambientale di pannelli fotovoltaici per Costo stimato la produzione di energia € 500.000 Riutilizzo Recupero di parte dello Progetto da sviluppare Responsabile Anno 2011 cimose scarto di prodotto in diverse fasi di manutenzione e 2012 di scarto nel processo produttivo Riutilizzo nel processo di coestrusione del prodotto macinato e R&S 1: fase di Ricerca e sviluppo 2: fase di adeguamento macchina coestrusore 56 Industrie Chimiche Forestali S.p.A. – Dichiarazione Ambientale all right reserved Industrie Chimiche Forestali S.p.A. – Dichiarazione Ambientale all right reserved 57 11. VERIFICATORE AMBIENTALE ACCREDITATO Il Verificatore Ambientale Accreditato che ha convalidato la presente Dichiarazione Ambientale, ai sensi del Reg. EMAS, è CERTIQUALITY, via G. Giardino 4 Milano, n° accreditamento IT-V-0001. Il codice NACE per cui è convalidata la Dichiarazione Ambientale è: codice NACE 20.52 per aziende del settore chimico, produttori di colle ed adesivi. Per ulteriori informazioni, chiarimenti o altro in relazione al presente documento, contattare dott. Antonio Sassi Responsabile Sistemi Qualità, Ambiente e Sicurezza di: Industrie Chimiche Forestali S.p.A Via Kennedy 75 – 20010 – Marcallo con Casone (MI) tel. 02/97214.1, fax 02/9760158, e-mail: [email protected] Industrie Chimiche Forestali S.p.A. – Dichiarazione Ambientale all right reserved 59 GLOSSARIO (Definizione dei termini tecnici utilizzati nella Dichiarazione Ambientale Industrie Chimiche Forestali). Acido Pirolegnoso: Miscela di acidi di natura organica Coestrusore (estrusore): Apparecchiatura estraibili dal legno, composti prevalentemente che consente di ottenere tessuti per puntali formati da acido acetico e altri acidi di natura organica da 2 strati di materiale polimerico, intercalato (omologhi superiori). da telina. Adesivi hot melt: Adesivi termofusibili ottenuti Bivite: doppia vite. dall’estrusore granuli. Convalida della Dichiarazione Ambientale: Atto Adesivi Policloroprenici: Adesivi ottenuti per mediante il quale un Verificatore Ambientale dissoluzione di gomme policloropreniche. Accreditato da idoneo Organismo, esamina Adesivi Poliuretanici: Adesivi ottenuti dalla sintesi la Dichiarazione Ambientale con esito positivo. tra due tipologie di prodotti chimici quali isocianati CLP: regolamento comunitario 1207/2008 sulla e polioli. etichettatura, classificazione e imballaggio dei Ambiente: Contesto nel quale una organizzazione opera, comprendente l’aria, l’acqua, il terreno, le risorse naturali, la flora, la fauna, gli esseri umani e le loro interrelazioni. Aspetto Ambientale: Elemento di un’attività, prodotto prodotti chimici . Corotante: rotanti nello stesso senso. dB(A): Misura di livello sonoro sull’orecchio umano ottenuta come risultato della curva di ponderazione A (ambito delle frequenze percettibili dell’orecchio o servizio di una organizzazione che può interagire umano). con l’ambiente. Un Aspetto Ambientale Significativo Dissolutore: Recipiente munito di pale o eliche con è un aspetto ambientale che ha un impatto ambientale significativo. la funzione di mescolare, omogeneizzare e sciogliere la parte solida dell’adesivo. ATEX: direttiva comunitaria sulla valutazione del EMAS (Environmental Management and Audit rischio di atmosfere esplosive Scheme): Regolamento CE 1221/2009. Audit Ambientale: Processo di verifica sistematica Estrusore granuli: Apparecchiatura complessa e documentale per conoscere e valutare, con evidenza oggettiva, se il Sistema di Gestione Ambientale di una organizzazione è conforme ai criteri definiti dall’organizzazione stessa per l’audit del Sistema di Gestione Ambientale e per comunicare i risultati che consente di ottenere sostanze in granuli partendo da polimeri miscelabili. Hot melt: Resine termofusibili, applicate allo stato fuso al tessuto tramite estrusore a testa piana. di questo processo alla Direzione. If: indice di frequenza infortuni. CO: Ossido di Carbonio. Emissione inquinante Ig: indice di gravità infortuni. ottenuta da combustione con carenza di ossigeno. Impatto Ambientale: Qualsiasi modificazione CO2: Anidride Carbonica. Emissione inquinante dell’ambiente, negativa o benefica, totale o parziale, ottenuta per totale combustione della sostanza conseguente ad attività, prodotti o servizi di una organica con eccesso di ossigeno. organizzazione. Industrie Chimiche Forestali S.p.A. – Dichiarazione Ambientale all right reserved 61 Infiammabilità: Temperatura alla quale i vapori di una Responsible Care: Programma di Federchimica sostanza, in presenza di fiamme libere, si incendiano. tendente a sviluppare nell’ambito associativo una MDI: Metilendiisocianato. Sostanza utilizzata per la sintesi di adesivi poliuretanici. Nm3: Normal metro cubo. Volume di gas riferito a 0°C e alla pressione di 1 Atm (pressione ambiente). costante attenzione a un miglioramento continuo della sicurezza e della protezione e della salute dell’ambiente. Sistema di Gestione Ambientale (SGA): la parte del sistema di gestione generale che comprende la NOx : Ossidi di Azoto. Emissione inquinante ottenuta struttura organizzativa, le attività di pianificazione, dalla combustione del gas metano. le responsabilità, le prassi, le procedure, i processi, Politica Ambientale: Dichiarazione, fatta da una organizzazione, delle sue intenzioni e dei suoi principi in relazione alla sua globale prestazione ambientale, che fornisce uno schema di riferimento per l’attività da compiere e per la definizione degli obiettivi e dei traguardi in campo ambientale. Polioli: Sostanze organiche complesse utilizzate per la sintesi di adesivi poliuretanici. le risorse per elaborare, mettere in atto, conseguire, riesaminare e mantenere attiva la politica ambientale. SOV: Sostanze Organiche Volatili. Tack: appiccicosità di un adesivo. TEP: tonnellate equivalenti di petrolio. Unità di misura del Sistema Internazionale Metrico per esprimere i consumi, sia di energia elettrica che di gas metano. Programma Ambientale: Descrizione degli obiettivi La tabella di conversione è: e delle attività specifiche dell’impresa, concernente 1 kWh E.E. di media/alta tensione = 2,3 × 10 –4 tep una migliore protezione dell’ambiente in un 1 Mm3 gas metano = 82 × 10 –5 tep determinato sito, ivi compresa una descrizione delle misure adottate o previste per raggiungere questi TNT: tessuto non tessuto. obiettivi e, se del caso, le scadenze stabilite per Wh: Wattora: consumo orario di energia elettrica l’applicazione di tali misure. della potenza di 1 W. 62 Industrie Chimiche Forestali S.p.A. – Dichiarazione Ambientale all right reserved Via Kennedy 75 – 20010 – Marcallo con Casone (MI) – www.forestali.it