In Apiario a
Marzo e Aprile 2014
(dal 21 marzo al 20 di aprile)
Il mese di Marzo nel calendario annuale stagionale chiude l’inverno e apre alla primavera:
Sono nata il ventuno a primavera
Fase lunare
Data
Ora
Luna nuova
1 marzo 2014
09:02:41
Primo quarto
8 marzo 2014
14:27:08
Luna piena
16 marzo 2014
18:10:46
Ultimo quarto
24 marzo 2014
02:47:36
Luna nuova
30 marzo 2014
20:48:06
Primo quarto
7 aprile 2014
10:31:44
alla fine della giornata il contadino, seduto su uno sgabello, è intento a pulirsi il piede sinistro con uno strumento idoneo.ma non
sapevo che nascere folle,
aprire le zolle
potesse scatenar tempesta.
Così Proserpina lieve
vede piovere sulle erbe,
sui grossi frumenti gentili
e piange sempre la sera.
Forse è la sua preghiera.
(Alda Merini)
Le api ricamano intensi voli sui propoli delle gemme, sugli steli di erbe e fiori, su rugiade mattutine.
Voli di nuova vita, che fecondano e modellano l’ambiente. Rivivono gli alveari con flussi e riflussi crescenti, ritmati, incessanti
di laboriose api. L’aria umida del giorno è pervasa dei profumi della terra, dei cespugli, dei fruttiferi in fiore, popolata dai
ronzii di insetti e pronubi, da voli di uccelli che edificano nuovi nidi.
Le nostre case hanno finalmente finestre spalancate, aperte al sole, alla nuova aria primaverile.
Fervono le attività della campagna, delle semine e dei trapianti nei giardini, delle colture negli orti, degli allevamenti.
Negli alveari c’è nuovo fermento. Il ciclo biologico delle api si specchia nel vigoroso risveglio della natura.
Negli apiari riassetto, recupero e riordino di arnie e alveari hanno avuto termine. Pulizia dei fondi, recupero post-invernale di
favi sani vengono ultimati. Stime di scorte e forza alveari sono preliminari d’obbligo per il nuovo programma dell’attività in
apiario. Per il 21 e dintorni, giorni di primavera, si realizzeranno i livellamenti di scorte, api, e covata tra famiglie sane.
Le famiglie orfane saranno riunite rinforzando nuclei costituiti nella scorsa estate.
Dal 21 di marzo le nostre colonie avranno 40 giorni del loro ciclo biologico per completare lo sviluppo primaverile e
diventare produttive. Quali sono le condizioni e le azioni da attuare, da favorire in apiario.
Prima di tutto monitorare l’attività esterna di ogni colonia, comparando l’attività di volo e di bottinatura di ciascuna con
quella colonia o più colonie più attive, popolose e sane.
Predisporre una scheda per ogni colonia, contrassegnando le arnie corrispondenti.
Riportare in ogni scheda (è possibile utilizzare allo scopo le pagine occorrenti di una vecchia agenda non più utile), n° di favi popolati
dalle api, favi di covata con stima di sua estensione ed età, favi di scorte di ciascuna, età, stato e vigore della regina.
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Una volta fatte queste due operazioni, verificare con una visita mirata che la covata di tutte le colonie sia sana, esente da
malattie batteriche. Qualora riscontrassimo malattie della covata, non vale la pena accanirsi per conservare la colonia (ad
esempio: messa a sciame, digiuno forzato, cambio dei favi, cambio e sterilizzazione dell’arnia, ecc., …).
Si andrà incontro soltanto a problemi senza alcun risultato apprezzabile, per non parlare del rischio di propagare i patogeni
ad altri alveari. Pertanto nella deprecata eventualità, di sera isolare la famiglia malata e sopprimerla con anidride solforosa.
Distruggere tutto, api e favi con il fuoco, in buca profonda. Sterilizzare e riassettare l’arnia.
Fatta questa necessaria operazione di monitoraggio sulla sanità delle colonie, si potrà procedere a livellare la forza delle
famiglie, verso sera, riducendo a tutte per qualche giorno lo spazio di volo, con le griglie in posizione invernale e un ciuffo
d’erba sul predellino per favorire il ri-orientamento delle api. Permettere e verificare con un rametto, diametro 8-10 mm., Il
permanere del passaggio e del volo d’ape.
Non si perderà tempo perché sapremo da quali colonie attingere e quali rinforzare.
Non eccedere nel prelievo e nel rinforzo, massimo due favi per volta per famiglia.
Si potranno immettere contemporaneamente favi prelevati anche da alveari diversi.
Dopo 7 gg. se ancora necessario ripetere l’operazione di rinforzo fino a raggiungere un livellamento soddisfacente delle
colonie.
Proponiamo la seguente modalità di procedimento:
a)
Individuare e contrassegnare le colonie da rinforzare, scegliendole con un indice di priorità, quindi moltiplicare per
due ed ottenere il numero di favi occorrenti;
b)
Prelevare dalle famiglie forti donatrici il numero occorrente di favi con api, scorte e covata immettendoli in
portasciami di servizio; precauzione necessaria l’individuazione della regina nella colonia donatrice .
c)
Raggiunto il numero dei favi desiderato, si attenderà l’ora più propizia, di tardo pomeriggio, e si procederà
speditamente alla loro immissione nelle colonie bisognose già preventivamente contrassegnate;
d)
Nella immissione occorrerà affiancare esternamente i favi della famiglia ricevente con l’ausilio di qualche sbuffo di
fumo a sedare un primo stato di confusione, per accelerare e favorire l’accettazione.
e)
Il travaso riguarderà possibilmente favi equilibrati con provvista di scorte, di covata, possibilmente matura (chiusa), e
delle api che presidiano naturalmente i favi stessi.
Quali gli effetti, i risultati, i vantaggi.
Gli effetti:
La colonia ricevente in breve raddoppierà la forza delle bottinatrici, dimezzerà i tempi di sviluppo, sarà più omogenea al
resto dell’apiario, diventerà produttiva nei tempi (gg. 40) giusti in prossimità della prima grande fioritura stagionale (acacia).
La colonia donatrice resterà ugualmente di consistenza idonea, quindi non dovrà essere depauperata eccessivamente (dovrà
in marzo mantenere 4-max 5 favi di covata) per raggiungere lo sviluppo necessario negli stessi tempi, con la diminuzione del
rischio che se al top in anticipo possa sciamare alla vigilia della prima fioritura.
I risultati:
In breve avremo un apiario omogeneo più facile da gestire, con l’attuazione in contemporanea delle stesse operazioni per
ciascuna colonia, ad esempio: aggiunta settimanale di nuovi favi; fogli cerei; incremento simultaneo di forza api, di scorte, di
covata. Stessi tempi per la messa del melario.
I vantaggi:
Dovremo operare con minore numero di interventi, e con minori azioni differenziate, con minore dispendio di energie e di
tempo, con diminuita necessità di sorvegliare eccessi di sviluppo; minore fabbisogno di nutrizione artificiale con sciroppo o
candito delle colonie deboli; quindi si otterrà una gestione dell’allevamento più economica, semplice e razionale.
In sintesi i vantaggi saranno molteplici:
più alveari produttivi, meno sciamature, maggiore prodotto, lavoro razionale, minor numero di interventi dispersivi, e minor
numero di problemi.
La nostra attività in breve diventerà più gratificante.
Raccomandazioni:
1)
Non allargare eccessivamente il nido, non anticipare i tempi di messa del melario:
i ritorni di maltempo e di ondate di freddo sono sempre possibili sino a maggio.
2)
Verificare la vitalità e la regolare ovideposizione della regina:
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nella eventualità di regina anziana e o con rosa di covata irregolare e scarsa, nonostante immissione di covata, api, e scorte
occorrerà procedere alla sostituzione nel più breve tempo. Attendere inutilmente si aggiunge danno a danno.
Agire tempestivamente significa allearsi con l’istinto laborioso delle api in sinergia con la stagione più propizia dell’anno.
3)
Nel caso di impossibilità per mancanza di regine reperibili, attendere il volo dei primi fuchi stagionali.
4)
Eliminare dalla colonia la regina non più valida;
5)
Il giorno seguente, in stato di evidente orfanità, immettervi un favo con covata fresca, appena deposta, e api nutrici
prelevato dalla migliore colonia; rinforzare con api nutrici scuotendole da altri due favi con covata fresca di colonie forti;
6)
Nutrire moderatamente con regolarità con sciroppo zuccherino tiepido verso sera.
In breve le api rimaste orfane alleveranno nuove celle reali per rimediare allo stato di orfanità.
7)
Visitare dopo tre-quattro giorni per verificare la costruzione delle celle reali sul favo immesso in posizione centrale
(da contrassegnare per la facile identificazione).
8)
Distruggere ogni tre gg. le celle reali indesiderate sugli altri favi, fino ad esaurimento della covata utile.
9)
Dopo 7 gg. verificare la situazione selezionando le migliori celle reali mature (opercolate).
10)
Prelevare all’occorrenza per l’uso che si ritiene utile le celle eccedenti necessarie per costituire nuovi nuclei di
allevamento e fecondazione. Lasciare le due migliori.
Nel volgere di 4 settimane dall’inizio allevamento, le nuove regine saranno state fecondate e saranno già in ovideposizione
sostituendo tempestivamente e con le migliori prospettive stagionali quelle non più produttive, difettose, o esauste..
Quando aggiungere il melario
Da metà aprile, ancor prima in alcuni areali più favorevoli, a seconda dell’andamento stagionale e delle risorse nettarifere del
luogo, (es: fioritura di erica arborea) si prospetta la necessità di inserire il melario. Quale il segnale del momento idoneo.
Innanzi tutto avremo completato, o ci mancherà poco, l’immissione di tutti i favi del nido, dieci. La popolazione delle colonie
sarà buona o ottima. Avremo notato che le api avranno costituito una buona corona di miele nuovo sui favi di covata, con la
prima costruzione di cera bianca stagionale. Noteremo l’allungamento delle celle a miele con evidente immissione di nettare
fresco molto liquido. Quindi non attendiamo oltre. Otterremmo soltanto l’intasamento del nido, e favoriremmo le condizioni
che preludono alla sciamatura. Evento che dovremmo, al contrario, evitare.
Azioni da compiere.
1)
Passare in rassegna tutti i favi scuotendo le api nell’arnia per ispezionare bene tutte le parti dei favi specialmente
quelle perimetrali, e le zone sotto la corona di miele, per verificare se non sia iniziata la costruzione di qualche cella reale.
Nella eventualità troveremo celle reali aperte con larva immersa nella pappa reale, e o con l’uovo appena deposto, che
andranno accuratamente rimosse.
2)
Una volta accertata l’assenza di celle reali residue, si potrà procedere a posizionare escludi regina e sopra il melario.
3)
Settimanalmente, meglio ogni sei gg. regolarmente e inderogabilmente tale operazione di ispezione, ricerca e
rimozione di eventuali celle reali dovrà essere ripetuta. Pena la possibilità che si inneschi e manifesti la febbre sciamatoria che
porterà inevitabilmente a qualche indesiderata sciamatura, con la perdita della famiglia e del raccolto.
Attività e programmazione fuori dall’apiario:
Verificare l’efficienza, la consistenza, e la sufficienza delle attrezzature.
Nel caso di necessarie integrazioni commissionare per tempo gli ordinativi ai fornitori e o alla Associazione di riferimento.
Frequentare corsi di aggiornamento apistico professionale nella propria provincia con regolare iscrizione.
Partecipare a seminari e incontri tecnici tematici organizzati dalla Associazione apistica di appartenenza.
Buon lavoro!
ALPA*Miele
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IN APIARIO TUTTO L`ANNO: marzo - aprile