OATA Liberi Professionisti
Oviglio, 6 febbraio 2015
Pac 20152015-2020, organizzazione
aziendale e mercato
Angelo Frascarelli
Docente di Economia e Politica Agraria
all’Università
Università di Perugia.
Perugia
Direttore del Centro per lo Sviluppo Agricolo e
Rurale.
Membro del Comitato di redazione di
Agriregionieuropa.
Agriregionieuropa
www.agr.unipg.it
Commissario Agricoltura e Sviluppo Rurale
Dacian Ciolos
Commissario
Agricoltura e Sviluppo Rurale
Phil Hogan
Commissario
Agricoltura e Sviluppo Rurale
La Pac 2014-2020:
gli strumenti
I tre strumenti della Pac
(risorse per l’Italia)
1. Pagamenti diretti (52% risorse)
2. Misure di mercato (8% risorse)
3. Sviluppo rurale (40% risorse)
8%
40%
Misure di mercato
Pagamenti disaccoppiati
Sviluppo rurale
52%
Nello sviluppo rurale è compreso il cofinanziamento nazionale.
Le tappe dell’attuazione della Pac in Italia
17 dicembre 2013
Approvazione regolamenti di base al Consiglio
11 marzo 2014
Approvazione regolamenti della Commissione
1°
° agosto 2014
Scelte nazionali sulla Pac
18 novembre 2014
DM applicazione Pac in Italia
1°
° gennaio 2015
Entrata in vigore della nuova Pac
12 gennaio 2015
DM sulla semplificazione della gestione della Pac
(fascicolo aziendale, domanda precompilata, piano di
coltivazione, ecc.)
gennaio 2015
DM sulla condizionalità
febbraio 2015
DM esecutivo applicazione Pac in Italia
15 aprile 2015
Ricognizione preventiva
15 maggio 2015
Domanda di assegnazione dei titoli
Domanda Unica
Pagamenti diretti
I tre criteri della riformulazione dei
pagamenti diretti
Spacchettamento in 7 tipologie di pagamenti
di cui 3 obbligatorie e 4 facoltative per gli Stati membri
l’Italia ha scelto di attivare 5 tipologie di pagamenti.
Regionalizzazione (flat rate)
Regionalizzazione = aiuti per ettaro uniformi a livello «regionale».
Gli SM definiscono tali «regioni» secondo criteri oggettivi e non
discriminatori, quali le loro caratteristiche agronomiche e socioeconomiche e il loro potenziale agricolo regionale e la propria
struttura istituzionale o amministrativa.
Convergenza interna
Convergenza interna = avvicinare gli aiuti per ettaro a livello
«regionale».
Processo per avvicinare progressivamente il valore dei pagamenti
diretti tra agricoltori all’interno di una stessa «regione».
7
Euro / unità
5– Regime per i piccoli agricoltori
Le scelte italiane: pagamenti diretti in 5 componenti
4 – Pagamento accoppiato
3 – Giovani agricoltori
2 – Pagamento ecologico (greening)
1 - Pagamento di base
11%
1%
30%
58%
Pagamento di base: i possessori dei titoli
Il pagamento di base è legato a titoli trasferibili, attivati su terreni
ammissibili.
Il pagamento di base è riservato agli agricoltori che:
possiedono i titoli all’aiuto;
che sono agricoltori attivi.
I titoli del nuovo pagamento di base sostituiscono i titoli storici, che
scadono il 31 dicembre 2014.
Un agricoltore può ottenere titoli all’aiuto:
per “prima assegnazione” il 15 maggio 2015;
per assegnazione dalla riserva nazionale (in qualunque anno);
per trasferimento (affitto o compravendita di titoli, in qualunque
anno).
9
Pagamento di base:
prima assegnazione dei titoli
Prima assegnazione: i nuovi titoli saranno assegnati agli agricoltori
attivi sulla base della domanda unica al 15 maggio 2015.
Il numero dei titoli è pari al numero di ettari ammissibili.
Gli etterai ammissibili sono:
seminativi, comprese le serre;
colture permanenti legnose (vigneti, oliveti, frutteti,
agrumeti, frutta a guscio), compresi vivai e bosco ceduo a rapida
rotazione,
prati permanenti e pascoli permanenti.
Riduzione delle superfici:
il coefficiente di riduzione dell’
’80% agli ettari ammissibili a prato
e pascoli permanente sopra i 600 metri di altitudine e tutti i
pascoli magri, introdotto nel DM 18 novembre 2014, è abrogato
dal DM esecutivo.
10
Attività agricola
la produzione, l’allevamento o la coltivazione di prodotti agricoli,
compresi la raccolta, la mungitura, l’allevamento, la custodia degli
animali per fini agricoli;
criteri di mantenimento della superficie in uno stato idoneo al pascolo o
alla coltivazione
(art. 4, paragrafo 1, lettera a, Reg. 639/2014; art. 2, decreto
ministeriale 18 novembre 2014):
attività con cadenza annuale consistente in almeno una pratica
colturale ordinaria (come ad esempio una lavorazione del terreno o
una fertilizzazione o una falciatura o un turno di pascolamento),
fermo restando il rispetto dei criteri di condizionalità;
attività agricola minima
(art. 4 par. 1, lettera c, Reg. 1307/2013):
attività con cadenza annuale consistente in almeno una pratica
colturale ordinaria (come ad esempio una lavorazione del terreno o
una fertilizzazione o una falciatura o un turno di pascolamento),
fermo restando il rispetto dei criteri di condizionalità.
11
Successioni, fusioni, scissioni
L’agricoltore, che ha ricevuto l’azienda o parte dell’azienda per via
ereditaria (successione mortis causa o successione anticipata), è
ammesso agli stessi diritti dell’agricoltore che gestiva l’azienda in
origine. L’erede può ricevere i titoli che spettano al genitore.
In caso di modifica dello stato giuridico o della denominazione,
l’agricoltore con la nuova natura giuridica è ammesso agli stessi diritti
dell’agricoltore che gestiva l’azienda in origine.
Nel caso di fusioni di aziende, l’agricoltore che gestisce la nuova
azienda è ammesso agli stessi diritti degli agricoltori che le gestivano in
origine.
Nel caso di scissioni di aziende, gli agricoltori che gestiscono le nuove
aziende sono ammessi, proporzionalmente, agli stessi diritti
dell’agricoltore che la gestiva in origine.
Nei casi suddetti, la nuova azienda acquisisce tutti i diritti dell’azienda in
origine, sia il valore dei titoli che il “requisito del 2013”.
13
Clausola relativa ai contratti privati di vendita
(art. 20 Reg. 639/2014)
In caso di vendita dell’azienda o di parte di essa, per i contratti di
compravendita stipulati prima del 15 maggio 2015, si può trasferire
insieme all’azienda i corrispondenti diritti a ricevere i titoli da assegnare.
Questa volontà deve essere prevista nel contratto di compravendita.
Con la Domanda Pac del 15 maggio 2015, i titoli vengono assegnati al
venditore e direttamente trasferiti al compratore che beneficerà dei
pagamenti che il venditore ha ricevuto nel 2014.
Il trasferimento richiede la qualifica di agricoltore attivo per entrambe le
parti.
14
Clausola relativa ai contratti privati di affitto
(art. 21 Reg. 639/2014)
In caso di affitto dell’azienda o di parte di essa, per i contratti di affitto
stipulati prima del 15 maggio 2015, si può trasferire insieme all’azienda i
corrispondenti diritti a ricevere i titoli da assegnare.
Il proprietario riceverà l’assegnazione dei titoli, che ha ceduto in affitto,
ma non riceverà il pagamento.
L’affittuario dell’azienda agricola acquisisce in affitto i diritti dell’azienda
affittata, ovvero il valore dei titoli e il relativo pagamento (per la durata
dell’affitto).
La procedura è la seguente:
con la Domanda Pac del 15 maggio 2015, i titoli all’aiuto vengono assegnati al locatore
(proprietario);
gli stessi titoli vengono immediatamente direttamente trasferiti all’affittuario che
beneficerà dei pagamenti che il locatore (proprietario) ha ricevuto nel 2014;
al termine del contratto di affitto, i titoli ritornano al locatore (proprietario).
I soggetti devono avere la qualifica di agricoltore attivo e il contratto di affitto
deve avere una scadenza successiva alla data di presentazione della domanda
del 2015.
15
Riserva nazionale (1)
Ogni Stato membro costituisce una riserva nazionale, che non può
superare il 3% del massimale del pagamento di base.
L’Italia ha attivato la riserva nazionale per il 3% del pagamento di base, pari al
1,74% del massimale nazionale (3% * 0,58).
La riserva nazionale o regionale è utilizzata per assegnare titoli in via
prioritaria a:
giovani agricoltori e/o nuovi agricoltori che iniziano ad esercitare l’attività
agricola, di età compresa tra 18 e 65 anni;
Inoltre, la riserva nazionale o regionale è utilizzata per:
assegnare titoli agli agricoltori per evitare che le terre siano abbandonate, comprese
le zone soggette a programmi di ristrutturazione connessi ad un intervento pubblico;
assegnare titoli agli agricoltori al fine di compensarli per svantaggi specifici;
assegnare titoli agli agricoltori ai quali è stata negata l’assegnazione per cause di
forza maggiore o di circostanze eccezionali.
16
Riserva nazionale (2)
Il valore dei titoli assegnati dalla riserva nazionale è pari al valore
medio nazionale (VUN):
pagamento di base: 180 euro/ha circa;
pagamento greening: 95 euro/ha circa.
La riserva nazionale è alimentata dai titoli che non danno luogo al
pagamento per due anni consecutivi, perché:
agricoltore non attivi;
sotto la soglia minima
non utilizzati.
17
Trasferimento dei titoli
Successione
Successione effettiva o mortis causa.
Successione anticipata
Fusioni, scissioni
Trasferimento temporaneo dei
titoli: affitto, comodato.
Con o senza terra.
Trasferimento definitivo dei
titoli, insieme alla terra:
compravendita
Con o senza terra.
In caso trasferimento dei titoli senza terra, il 30% del valore dei titoli e
del numero dei titoli è riversato nella riserva nazionale.
18
Benefici ambientali
cumulati
Benefici ambientali cumulati
Pagamenti agro-climaticoambientali
Sviluppo
Rurale
Pagamento “verde”
disaccoppiato per ettaro
Greening
Condizionalità
Superficie agricola
(eleggibile per i pagamenti diretti)
Pagamento di base
19
Pagamento ecologico
Diversificazione colturale
Mantenimento dei prati e pascoli
permanenti
Aree di interesse ecologico
La superficie interessata al greening
Le aziende biologiche sono greening ipso facto.
Superficie aziendale
a:
Seminativi
Colture
Colture
avvicendate,
comprese serre
Colture permanenti
Vigneti, oliveti,
frutteti, agrumeti,
frutta a guscio,
vivai, ecc.
Prati e pascoli
permanenti
Prati permanenti,
pascoli
permanenti,
pascoli magri
Impegni da rispettare
- Diversificazione
- Aree di interesse ecologico
- Mantenimento dei prati e
pascoli permanenti
21
Diversificazione (1)
Interessa solo le superfici a seminativo.
Applicazione in funzione della superficie a seminativo:
fino a 10 ettari a seminativo, nessun obbligo di diversificazione;
da 10 a 30 ha di seminativo: obbligo di due colture, con la coltura
principale che copre al massimo il 75%;
oltre i 30 ha di seminativo: obbligo di tre colture, con la coltura
principale che copre al massimo il 75% e le due principali al
massimo il 95%.
Superficie aziendale
a seminativo
Colture
Dimensione minima
fino a 10 ettari
esenzione
-
da 10 a 30 ettari
min. 2
nessuna delle colture deve coprire più del 75%
della superficie a seminativo
min. 3
la coltura principale copre al massimo il 75%
della superficie a seminativo; le due colture
principali al massimo il 95%.
maggiore di 30 ettari
22
Diversificazione (2)
Sono escluse dall’obbligo di diversificazione, le aziende
in cui:
i seminativi investiti per più del 75% per la produzione di erba o
altre piante da foraggio, i terreni a riposo, o combinazione di
tali impieghi, a condizione che i seminativi non coperti da questi usi non
superino i 30 ettari;
la superficie ammissibile è costituita per più del 75% da prato
permanente, utilizzata per la produzione di erba o altre piante
da foraggio o per la coltivazione di colture sommerse per una
parte significativa dell’
’anno (riso), o combinazione di tali
impieghi, a condizione che i seminativi non coperti da questi usi non
superino i 30 ettari.
23
Diversificazione (3)
Per “coltura” si intende:
una coltura è diversa se appartiene ad un genere diverso nella
classificazione botanica delle colture;
es. grano duro e grano tenero non sono diversi (genere Triticum);
es. grano (genere Triticum) e orzo (genere Hordeum) sono diversi.
una coltura appartenente alla specie brassicacee, solanacee e
cucurbitacee;
maggese;
erba e piante da foraggio.
La coltura invernale e la coltura primaverile sono considerate distinte anche
se appartengono allo stesso genere.
24
Diversificazione (4)
Definizione di erba o altre piante da foraggio:
superficie con prevalenza di specie erbacee, annuali o poliennali
autoriseminanti o una loro combinazione, che sono tradizionalmente
presenti nei pascoli naturali o nei miscugli per sementi per pascoli e prati;
sono comprese le superfici coltivate in purezza con le predette specie
erbacee annuali o poliennali autoriseminanti (es. erba medica, loietto,
trifoglio, ecc.).
Definizione di terreni a riposo:
seminativo, incluso nel sistema di rotazione aziendale, ritirato dalla
produzione agricola per un periodo minimo continuativo di otto mesi
nell’anno di domanda;
gestione del terreno a riposo:
terreno nudo totalmente privo di vegetazione;
terreno coperto da vegetazione spontanea;
terreno seminato esclusivamente per la produzione di piante da sovescio o per
la produzione di compost, ammendanti o fertilizzanti naturali.
25
L’individuazione della coltura per la
diversificazione (1)
L’individuazione della coltura:
in presenza di più colture in un anno sullo stesso terreno, il periodo da considerare è
la parte più significativa del ciclo colturale, tenendo conto delle pratiche
colturali tradizionali nel contesto nazionale (art. 40, Reg. 639/2014);
la Circolare Agea n. ACIU.702.2014 del 31 ottobre 2014, ha comunicato il periodo per
rilevare la coltura “più significativa” ai fini delle quote delle diverse colture;
la la Circolare Agea n. ACIU.812.2014 del 16 dicembre 2014, Agea ha chiarito il
concetto di pratiche colturale tradizionali.
Periodo da considerare ai fini delle quote delle diverse colture:
compreso tra il 1° aprile e il 9 giugno dell’anno di presentazione della domanda.
Coltura diversificante o principale:
si prende in considerazione le colture seminate o coltivate nel detto periodo di
riferimento;
tenendo conto delle pratiche colturali tradizionali nel contesto nazionale: es. mais da
granella a ciclo lungo è sempre coltura principale;
la coltura diversificante è quella che rappresenta la parte più significativa del ciclo
colturale, comprendendo sia le colture autunno vernine (in fase conclusiva del loro
ciclo) sia quelle primaverili estive (in fase iniziale del loro ciclo).
26
L’individuazione della coltura per la
diversificazione (2)
Coltura
invernale
Coltura
primaverile
Coltura
diversificante
loietto
mais insilato
loietto
loietto
mais da granella
mais
orzo o grano
mais da granella a
ciclo breve
orzo o grano
grano
pomodoro
grano
favino
tabacco
tabacco
triticale insilato
soia
soia
triticale da granella
soia
triticale
27
Piano colturale aziendale
Gli agricoltori, entro il 15 maggio 2015, depositano nel fascicolo
aziendale il piano colturale e si impegnano a comunicare gli
eventuali aggiornamento dello stesso piano.
Il piano colturale comprende, al fine di verificare la diversificazione nel
periodo stabilito:
genere;
specie;
epoca di semina o di trapianto delle colture
28
Prati e pascoli permanenti
Gli Stati membri assicurano che la proporzione della superficie a prato
permanente in relazione alla superficie agricola totale non diminuisce di
oltre il 5%.
gli SM assicurano il mantenimento di una certa proporzione delle superfici a
prato permanente in base alla “superficie di riferimento” al 2012.
Qualora un SM accerti che il rapporto è diminuito di oltre il 5%, deve
prevedere obblighi per i singoli agricoltori di convertire terreni a prato
permanente.
Gli Stati membri designano i prati permanenti ecologicamente sensibili. Gli
agricoltori non possono convertire o arare tali prati permanenti.
In Italia:
l’obbligo di mantenere la proporzione di prato permanente è a
livello nazionale;
divieto di convertire o arare i prati permanenti in zone Natura 2000;
per le altre zone, gli agricoltori possono convertire i prati
permanenti, dopo aver chiesto la preventiva autorizzazione di Agea,
che la rilascia entro 30 giorni.
29
Aree di interesse ecologico (1)
Aree di interesse ecologico o Ecological Focus Area (EFA).
Si applicano solo alle superfici a seminativo; non si applica alle colture
permanenti e ai prati e pascoli permanenti.
Questa è una grande novità del negoziato perché esclude
dall’obbligo le colture permanenti (vigneti, oliveti, frutteti, ecc.).
Le EFA sono obbligatorie per le aziende con più di 15 ettari di
seminativi, per almeno il 5% della superficie a seminativo.
La soglia del 5% può essere aumentata al 7% nel 2018, a seguito di
una relazione della Commissione entro il 31 marzo 2017 e ad una
proposta legislativa.
30
Aree di interesse ecologico (2)
Sono escluse dall’obbligo delle EFA, le aziende in cui:
i seminativi investiti per più del 75% per la produzione di erba o
altre piante da foraggio, i terreni a riposo, investiti a
leguminose, o combinazione di tali impieghi, a condizione che i
seminativi non coperti da questi usi non superino i 30 ettari;
la superficie ammissibile è costituita per più del 75% da prato
permanente, utilizzata per la produzione di erba o altre
piante da foraggio o per la coltivazione di colture sommerse
per una parte significativa dell’anno (riso), o combinazione di tali
impieghi, a condizione che i seminativi non coperti da questi usi non
superino i 30 ettari.
31
Aree di interesse ecologico (3)
Gli Stati membri decidono quali delle seguenti aree sono considerate
aree di interesse ecologico:
terreni lasciati a riposo,
terrazzamenti,
elementi caratteristici del paesaggio:
siepi,
alberi isolati, alberi in filari
gruppi di alberi e boschetti,
bordi di campo,
stagni,
fossati,
muretti,
fasce tampone, comprese le fasce tampone occupate da prati permanenti;
ettari agroforestali, realizzati con i PSR,
fasce di ettari lungo le zone periferiche delle foreste,
superfici con bosco ceduo a rotazione rapida,
superfici oggetto di imboschimento con i PSR,
superfici con colture intercalari o copertura vegetale (NO Italia),
superfici con colture azotofissatrici.
Per ciascuna area di interesse ecologico dell’azienda, si utilizzano i
fattori di conversione e/o di ponderazione.
32
Dettagli sulle EFA
Terreni a riposo sulle EFA:
vietato lo sfalcio e ogni altra operazione di gestione del suolo, nel
periodo compreso fra il 1°
° marzo e il 31 luglio di ogni anno;
sono ammesse lavorazioni meccaniche nei seguenti casi:
a)
b)
c)
d)
e)
f)
pratica del sovescio, in presenza di specie da sovescio o piante biocide,
terreni interessati da interventi di ripristino di habitat e biotopi;
colture a perdere per la fauna;
lavorazioni del terreno allo scopo di contenere le piante infestanti o di
ottenere una produzione agricola nella successiva annata agraria;
lavorazioni di affinamento sui terreni lavorati allo scopo di favorirne il
successivo migliore inerbimento spontaneo o artificiale;
lavorazioni funzionali all’esecuzione d’interventi di miglioramento fondiario.
Fasce tampone: sono incluse nelle fasce tampone le fasce di
vegetazione ripariale di larghezza fino a dieci metri.
Colture azotofissatrici:
consentite ad una distanza di almeno dieci metri dal ciglio di sponda dei
corpi idrici individuati dalle Regioni e Province autonome ai sensi del
decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e ad almeno cinque metri dal
ciglio di sponda dei restanti corsi d’acqua;
in zone vulnerabili dei nitrati: rispetto dei massimali di apporto di azoto.
33
Calcolo delle EFA:
fattori di conversione e di ponderazione
Elementi di EFA
U.M.
Terreni lasciati a riposo (per m²).
m2
Terrazze
ml
Elementi caratteristici del paesaggio:
a) Siepi/fasce alberate
ml
b) Alberi isolati
v.a.
c) Alberi in filari
ml
d) Gruppi di alberi/ boschetti
m2
e) Bordi dei campi
ml
f) Stagni
m2
g) Fossati
ml
h) Muretti di pietra tradizionali
ml
i) Altri elementi caratteristici adiacenti ai seminativi
m2
Fasce tampone
ml
Ettari agroforestali
m2
Fasce di ettari ammissibili lungo i bordi forestali:
ml
Senza produzione
ml
Con produzione
ml
Superfici con bosco ceduo a rotazione rapida
m2
Superfici oggetto di imboschimento
m2
Superfici con colture intercalari o manto vegetale (*)
m2
2
Superfici con colture azotofissatrici
m
Totale=
(*) L'Italia ha deciso di non utilizzare questo elemento di EFA.
Efa
Fattore di
Fattore di
(se si applicano
conversione
ponderazione
entrambi i
(m/albero/m²)
fattori)
n.p.
1
1 m2
2
1
2 m2
5
20
5
n.p.
6
n.p.
3
1
n.p.
6
n.p.
2
1,5
2
1,5
1,5
1,5
2
1
1
1,5
1
10 m2
30 m2
2
10 m
1,5 m2
9 m2
1,5 m2
6 m2
2
1m
1 m2
9 m2
1 m2
6
6
n.p
n.p.
n.p.
n.p.
1,5
0,3
0,3
1
0,3
0,7
9m
1,8 m2
0,3 m2
1 m2
0,3 m2
2
0,7 m
2
m2 / Ha
Elenco delle specie azotofissatrici
arachide (Arachis hypogaea L.)
cece (Cicer arietinum L.)
cicerchia (Lathyrus sativus L.)
erba medica e luppolina (Medicago sp)
fagiolo (Phaseolus vulgaris L.)
fagiolo dall’’occhio (Vigna L.)
fagiolo d'Egitto (Dolichos lablab L.)
fagiolo di Lima (Phaseolus lunatus L.)
fava, favino e favetta (Vicia faba L.)
fieno greco (Trigonella foenum-graecum L.)
ginestrino (Lotus corniculatus L.)
lenticchia (Lens culinaris Medik.)
liquirizia (Glycyrrhiza glabra L.,)
lupinella (Onobrychis viciifolia Scop.)
lupino (Lupinus sp.)
moco (Lathyrus cicera L.)
pisello (Pisum sativum L.)
sulla (Hedysarum coronarium L.)
trifogli (Trifolium sp.)
soia (Glycine max L.)
veccia (Vicia sativa L.)
veccia villosa (Vicia villosa Roth)
35
Sanzioni per il mancato rispetto del
greening
Anni
Sanzioni
2015-2016
perdita del pagamento greening
2017
perdita del pagamento greening, più una riduzione
degli altri pagamenti pari al 20% del
pagamento greening
dal 2018
perdita del pagamento greening, più una riduzione
degli altri pagamenti pari al 25% del
pagamento greening
36
Sostegno accoppiato: seminativi
PLAFOND
(milioni di
euro)
%
MISURE
SOTTO-MISURE
IMPORTO
UNITARIO
(euro/ha)
1. Frumento duro
Frumento duro (centro-sud
Italia)
60
59,88
14,0
1.1. Soia (nord Italia)
97
9,87
2,3
1.2. Proteoleaginose (centro
Italia)
80
14,16
3,3
1.3. Proteaginose (sud Italia)
80
11,80
2,8
4. Riso
Riso
120
22,75
5,3
5. Barbabietola
Barbabietola
325
17,21
4,0
6. Pomodoro da
industria
Pomodoro da industria
160
11,29
2,6
146,97
34,24
2. Proteine vegetali
Totale
37
Nord Italia: soia
Nord Italia: Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia
Giulia ed Emilia Romagna
seminata e coltivata secondo le normali pratiche colturali e
mantenuta in normali condizioni almeno fino alla maturazione
piena dei frutti e dei semi,
con i seguenti limiti:
l’intera superficie per i primi cinque ettari;
per la superficie eccedente i 5 ettari, il 10% della superficie.
Esempi:
10 ettari di soia, ne vengono pagati 5,5 ettari;
20 ettari di soia, ne vengono pagati 6,5 ettari;
30 ettari di soia, ne vengono pagati 7,5 ettari
38
Come creare
ricchezza in
agricoltura
Angelo Frascarelli
Docente di Economia e Politica Agraria
all’Università
Università di Perugia.
Perugia
Direttore del Centro per lo Sviluppo Agricolo e
Rurale.
Membro del Comitato di redazione di
Agriregionieuropa.
Agriregionieuropa
www.agr.unipg.it
Il percorso dell’intervento
La ricchezza in agricoltura;
Il profitto;
La mentalità imprenditoriale;
Il farm management;
L’importanza della missione aziendale;
La cultura di impresa;
Fare i conti;
Creare ricchezza;
L’organizzazione;
Aggiungere valore a ciò che si produce;
La multifunzionalità;
L’agricoltura e le crisi;
Partire da zero;
I contributi pubblici;
Competitività;
Collaborazione;
Innovazione;
Immagine;
Investire all’estero;
La ricetta per la ricchezza;
il nuovo imprenditore agricolo.
La ricchezza in agricoltura
Il settore agricolo è un settore dove i guadagni sono
bassi:
– Il reddito di un agricoltore nei Paesi sviluppati è pari al salario di
un operaio non specializzato;
– La rimuneratività del capitale investito è la più bassa di tutti i
settori.
L’agricoltore è comunque un imprenditore:
– Molte ore di lavoro;
– Rischio d’impresa;
– Esposizione a eventi climatici.
Il profitto
La ricerca del profitto deve essere la stella polare verso
la quale indirizzare la decisione di impresa.
– Alcuni imprenditori non riescono a vedere l’agricoltura come un
affare;
– Altri vedono il profitto sotto una cattiva lente!
Il duro lavoro non basta:
– La capacità gestionale è l’abilità gestionale che più conta per
creare ricchezza in agricoltura;
– Nel giro di 60 anni siamo passati da contadini ad imprenditori;
– Un imprenditore individua un opportunità di guadagno e crea un
organizzazione per perseguirla (con i rischi che ne conseguono).
La mentalità imprenditoriale
Molti agricoltori non hanno una mentalità
imprenditoriale:
– Nonostante molti agricoltori siano ricchi, soprattutto grazie ai
capitali fissi, lavorano nell’impresa al fianco dei dipendenti per
risparmiare sul costo del lavoro;
– Gli agricoltori sono spesso operai di se stessi, ma senza uno
stipendio e con tutto il rischio sulle proprie spalle;
– L’imprenditore agricolo non è un operaio aggiunto, deve lavorare
di meno e progettare di più;
Bisogna lavorare più intelligentemente applicando il farm
management (gestione delle imprese agricole)
Il farm management-i punti principali
È necessario avere degli obiettivi:
–
–
–
–
messi per iscritto, perché siano chiari a tutti;
specificati, per definire chiaramente cosa si intende fare;
misurabili, per capire se si raggiungerà l’obiettivo;
determinati, per avere un termine entro il quale si intende
raggiungere l’obiettivo.
Individuare le risorse disponibili:
– le risorse devono essere definite chiaramente affinché
l’operazione intrapresa sia realistica;
– domandarsi se si dispone di tutte le competenze necessarie per
amministrare l’impresa.
Selezionare gli usi alternativi delle risorse:
– Vedere se si può modificare e rafforzare l’impresa agricola,
individuando se ci sono “strade” più sicure.
L’importanza della missione aziendale
Bisogna avere chiaro (a se stessi e agli altri) dove si vuole
andare a parare con la propria iniziativa imprenditoriale;
– Evitare di disperdere risorse ed energia;
Si deve saper decidere:
– L’imprenditore non si limita ad avere idee innovative, ma deve
mettere insieme le risorse per trasformare l’idea in realtà;
– Le principali decisioni all’interno di un’azienda agricola non sono di
carattere agronomico ma economico;
– Il protagonista è il mercato (mondiale!);
– Per ogni decisione che viene presa, bisogna porsi 4 domande:
• Il cambiamento va nella direzione della mission aziendale?
• Il cambiamento produce soldi?
• La scelta si autofinanzia o devo cercare risorse da qualche altra parte?
• È questo il miglior uso che posso fare delle risorse disponibili?
La cultura di impresa (1)
Avere delle idee;
Soddisfare un desiderio dei clienti e/o dei consumatori;
– Produrre per soddisfare un desiderio dei consumatori;
Apprendere dagli insuccessi;
– “il fallimento dà l’opportunità di ricominciare con maggior intelligenza” (H.
Ford);
– Assumersi i rischi e accettare gli insuccessi;
– Dagli errori si impara.
Approfittare dei cambiamenti:
– Oggi le informazioni sono molto più accessibili;
Non perdere tempo:
– La nicchia di oggi è il settore saturo di domani;
– L’arma vincente di un impresa non sta nell’aver raggiunto un
posizionamento, ma nella sua capacità di riposizionarsi;
– Guardare al futuro e non al passato!
– È meglio essere i primi che i migliori:
• Partire per primi e non rincorrere;
• Il prodotto che arriva per primo nel mercato viene percepito come migliore.
La cultura di impresa (2)
Considerare che i soldi pubblici arrivano più facilmente in
settori con soldi privati già in movimento
– L’agevolazione pubblica deve essere un elemento in più, capace
di generare più margine di successo nel progetto, ma non deve
essere la ragione che spinge l’imprenditore stesso a
intraprendere il progetto stesso.
Chi non evolve retrocede:
– Avere il coraggio di cambiare e di innovare.
Quattro direzioni per le
imprese agricole
Quattro direzioni importanti per le imprese
agricole
Intensificazione
sostenibile
Innovazione di
processo
Come aumentare la produzione in
modo più sostenibile?
Occorre l’innovazione.
Come si finanzia l’innovazione?
Dare valore al
prodotto
Controllo di
gestione
Adeguare il sistema
ai bisogni
Innovazione di
prodotto e
organizzativa
Innovazione
gestionale
Commodity e speciality.
Filiera lunga e filiera corta.
Come si evolvono i mercati?
Programmare.
Fare i conti.
Gestire la finanza.
Innovazione di
sistema
La politica agricola e l’impegno
sindacale.
49
Il mercato dei cereali
Bilancio di cereali nel mondo
2.100
milioni di tonnellate
2.000
1.900
1.800
1.700
1.600
1.500
1.400
2004/05 2005/06 2006/07 2007/08 2008/09 2009/10 2010/11 2011/12 2012/13 2013/14 2014/15
Produzione
Fonte: IGC (2013/14: stime; 2014/15: previsioni).
Consumi
Prezzi dei cereali
dal 2004 al 2015
300
280
260
euro/ton
240
220
200
180
160
140
120
100
Orzo
grano tenero
Mais ibrido
in Italia
Prezzi del latte in
dal 2012 al 2015
Italia
44,00
43,00
42,00
41,00
€/hl
40,00
39,00
38,00
37,00
36,00
35,00
34,00
o tt-14
lu g-1 4
apr-1 4
g en -14
o tt-13
lu g-1 3
apr-1 3
g en -13
o tt-12
lu g-1 2
apr-1 2
g en -12
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