ANNO XI
N°2
12/13
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VERSUS
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Shoah, la nostra scuola all'Auditorium della Regione Lombardia
Milano, 21 gennaio 2013 - La nostra scuola “Marelli - Dudovich” fra studenti, insegnanti e dirigenti scolastici hanno seguito con grande attenzione le testimonianze, e la ricostruzione storica, arricchita dalla proiezione di due filmati rievocativi, sugli impressionanti numeri del genocidio, le leggi razziali, e la paura dei
sopravvissuti nel rivelare le drammatiche esperienze vissute nei campi di concentramento. Segue pag. 3
Nessuno mi ha
mai fermato
di ALIDA PARISI dal mensile
ABC di dicembre 2012
cura di Donnarumma Giulio 1OE
Giornata della memoria
Educazione
Un ex deportato di Mauthausen a scuola per raccontarci i giorni difficile della sua prigionia.
e
Marelli, il 23 dicembre 2012 in sala Bologna è
stata una giornata di memoria, vissuta attraverso
un filmato e il racconto di un ex-partigiano. In
questa occasione il’insegnante di italiano il
Prof. Arnò ha aperto l’incontro con queste parole: segue a pagina 3
Sicurezza Stradale
Da piccolo andavo a scuola
perché obbligato ma non mi
Potremo dirti di non…
interessava molto e sinceramente a quel tempo non ne
Continua pagina 4
capivo neanche l’importanza e quindi per distrarmi e
pere non morire di noia faL’IFS e Le classi
Discriminazione nel lavoro
cevo altro , cioè disturbavo.
4ETA - 5ETA
Poi quando mi capitava di
vedere delle cose che erano Marelli, il 16 dicembre 2012 in sala Bologna,
là incustodite, non mi sem- la nostra scuola ha partecipato all’incontro sulla Il progetto IFS (Impresa
brava cosi grave prenderle. discriminazione in particolare delle donne nel Formativa Simulata) è nato
con l’obiettivo di operare
lavoro. Segue a pagina 3
secondo
i
cr it er i
Continua a pag. 1
del
learning
by
SPAZIO DI ASCOLTO
doing,
favorendo
l’apprenMartedi dalle 9:30 alle 12:30
dimento in contesti operatiun luogo nella tua scuola dovi e laboratoriali.
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Nessuno mi ha mai fermato
di ALIDA PARISI dal mensile ABC di dicembre 2012
Segue da copertina
E se le prima volte la cosa mi
faceva un pò paura perché non
sapevo cosa fosse successo dopo,
col tempo passandola sempre liscia cioè visto che nessuno faceva
nulla e che alla fine non mi succedeva mai niente di grave,
rubare non mi a mai fatto
paura anzi mi dava una
certa sicurezza perché
potevo avere tutto quello
che volevo e che non avevo poi certe cose con il
tempo cominci a vederle
normali e crescendo senza paletti , o continuato
ha fare cavolate sempre
più grosse un po’ per bisogno un po’ per rivalsa
un po’ perché quello era
diventato il mio stile di
vita quotidiano. Essere
cosi mi dava anche un certo rispetto da parte degli altri . non mi
sono mai reso conto di quello che
facevo ne che senso aveva la
scuola. non lo mai capito oggi 22
anni sono di nuovo su dei banchi
di scuola a fare quello che i miei
compagni facevano a 14 anni. i
proff. mi dicono che sono bravo.
dicono che sono molto intelligente. in effetti, rispetto gli altri o
sempre dei voti alti e sinceramente le cose che prof spiegano in
classe io le capisco e studiare non
mi sembra tanto difficile . anzi mi
prende proprio parecchio quando
la prof di scienze spiega tutte le
cose sulle cellule e sul corpo umano . la mia pena finirà tra circa
8 anni e 8 mesi non e facile studiare in cella perché in pochi metri quadri siamo in 2 o 3 a volte
in 4 o ancora di più e in quelle
spazio dobbiamo farci tutto, tutti,
ma se riesco voglio uscire di qua
con il diploma così forse avrò qualche possibilità in più nel cercare un
lavoro e soprattutto potrò seguire
un po' di più anche mio figlio, che
intanto avrà 10 anni. Mi spiace proprio tanto per tutto quello che è
successo e per dove mi trovo adesso, ma nessuno mi ha fermato
(Testimonianza di Federico, nome fittizio
di un detenuto, raccolta presso il carcere
di Bollate).
L'INCONSAPEVOLEZZA DEL GESTO
consapevolezza del gesto.
I numeri relativi alla microcriminalità sono alti, con un andamento progressivo inversamente proporzionale all'età
dei giovani coinvolti, che si
abbassa sempre di più. Il fenomeno, che a seconda della
tipologia assume
definizioni diverse, come bullismo, baby gang,
boss baby, ecc ... ,
grazie proprio alla
sua
tipologia,
(giovani più o
meno piccoli, in
ogni caso minorenni),
sfugge
spesso alla dovuta
attenzione e considerazione. Non
si tratta solo degli
episodi di reati
anche violenti di microcriminalità, di cui ogni volta sconvolge leggerne notizia nelle
pagine di cro­naca e che im­
maginiamo lontani dalla nostra vita e dai nostri quartieri
tranquilli. A parte la strada,
un luogo dove la sottrazione
di oggetti altrui è una pratica
esercitata spesso e con nonchalance, è la scuola. Con significati e intenzioni diverse
questo accade fin dalle elementari e su internet, si possono
trovare un'infinità di titoli allarmistici che rimandano a tali
situazioni, profondamente
spiacevoli tra l'altro per un
luogo di formazione e di educazione qual'é la scuola.
Ma come può succedere di arrivare a lasciarsi chiudere in una
gabbia di quattro pareti e consegnare interamente la propria vita, per periodi lunghi o corti che
siano, nelle mani di altre persone, con­servando di questa solo
il controllo delle funzioni primarie fisiologiche?
Le motivazioni sociologiche
sono tante quante sono le condizioni materiali e psicologiche
che concorrono e conducono a
scegliere l'adozione di comportamenti a rischio; il fattore. comune che però ricorre frequente
­mente soprattutto tra i giovani
e che ritroviamo tra­
sversalmente quasi sempre nella
diversità dei singoli casi è l'in- Donnarumma GIULIO 1OE
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Segue da copertina
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Shoah, la nostra scuola
Tutti i partecipanti, dallo storico Michele Sarfatti,
direttore Cdec (Centro di documentazione ebraica
contemporanea), dal direttore generale dell'Ufficio
scolastico regionale della Lombardia Francesco de
Sanctis, e da Micaela Goren Monti, vice presidente
Cdec , hanno rivolto un appello agli studenti presenti, per invitarli a non dimenticare e a conoscere
questo capitolo tragico della nostra storia, in modo
che non abbia più a ripetersi.
DOMENICA INAUGURAZIONE DEL MEMORIALE DELLA SHOAH - Intanto domenica, a Milano, sarà inaugurato il Memoriale della Shoah, realizzato con il sostegno di Regione Lombardia. La
struttura sorge in un'area della Stazione Centrale,
situata al di sotto dei binari ferroviari utilizzati dai
treni per il trasporto pubblico.
L'accesso è da via Ferrante Aporti. Tra il 1943 e il
1945, proprio dal Binario 21, centinaia di deportati
furono caricati su vagoni merci sollevati tramite un
elevatore e trasportati al piano dei binari.
Belsen) o ai campi italiani di raccolta.
Da qui partivano i convogli diretti ai campi di concentramento e sterminio (Auschwitz-Birkenau, Bergen. L'area del Memoriale occupa uno spazio di
7.000 mq articolati in due aree: una destinata al Memoriale, l'altra al Laboratorio della Memoria, che
ospiterà la biblioteca, in cui potranno trovare spazio
45.000 volume.
La Legge 211 del 20 luglio del 2000 ha istuito in Italia, come in molti altri Paesi del mondo, il “Giorno
della Memoria”, allo scopo di tramandare e rafforzare nei giovani la consapevolezza della Shoah, renderne sempre vivo il ricordo e tributare il doveroso omaggio alle vittime e a chi si oppose al progetto di
sterminio nazista, sacrificando la propria libertà e la
propria vita.
È stata scelta in Italia, come nella maggior parte dei
paesi del mondo, la data del 27 gennaio, giorno in
cui nel 1945 vennero aperti i cancelli del campo di
sterminio nazista di Auschwitz, luogo simbolo della
Shoah.
La redazione
Segue da copertina
Un ex-partigiano a scuola
Il 27 gennaio, come è ormai noto, (data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz da parte dell’Armata
Rossa) ricorre il Giorno della Memoria, istituito dal
parlamento Italiano con la legge 20 luglio 2000, n.211,
al fine di ricordare la Shoah e rendere omaggio alle
numerose vittime, nonché a tutti coloro che, a rischio
della propria vita, si sono opposti all’assurdo progetto
di sterminio.
Per meglio comprendere a analizzare le circostanze che
hanno segnato uno dei periodi più bui della storia dell’Europa, abbiamo voluto invitare il sig. CASTELNOVO Giuseppe, ex deportato del campo di Mauthausen,
il quale ci testimonierà la sua esperienza di vita.
Mantenendo viva la memoria si possono aprire gli occhi di tutti ovunque per far si che il male non prevalga
sul bene come avvenne ad Auschwitz e negli
altri campi di sterminio.
È proprio per questo che dobbiamo ricordare e accrescere i
nostri sforzi per liberare l’uomo dallo spettro del razzismo, dell’esclusione, dell’alienazione, della schiavitù e
della xenofobia, per estirpare questi mali che avanzano
nella nostra società. La memoria diventa strumento attivo
di riflessione in cui ogni uomo impara a comprendere l’altro uomo soprattutto il diverso.
Rievocare dunque la memoria di Auschwitz e degli altri
campi di sterminio, non può che riempirci di profondo dolore. Purtroppo i nostri giorni continuano ad essere segnati
da grande violenza. La cosa più importante da fare è quella
di impedire che un domani siano versate lacrime su altre
Auschwitz o Mauthausen, del nostro tempo. RICORDIAMOLO!
In fondo al giornalino, le foto dell’incontro
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Educazione e Sicurezza Stradale
Potremo dirti di non bere prima di guidare
L’ALCOOL, un pessimo compagno di viaggio, prima regala EUFORIA, poi ANNEBBIA la VISTA,
RALLENTA i RIFLESSI, ALTERA l’EQUILIBRIO. Con il SONNO, cocktail PERICOLOSO.
Patente a punti In Italia,
i bambini, gli adolescenti, le donne
sono
in gravidanza e chi si mette alla gui4.000.000 le persone
- Guidare in sta- che accusano problemi
da di un veicolo.
to di ebbrezza
derivati dall’uso ecAlcool e guida non vanno d’accordo.
( 10 punti)
cessivo di alcool, di
Il codice della strada art. 186, vieta
cui
sono
1.600.000
Guida in condila guida sotto gli effetti dell’alcool e
zioni di altera- sono alcolistici cronine sanziona l’infrazione con l’arresto
zione fisica e ci.
fino a un mese, il pagamento di una
psichica correlaammenda fino a 1.032 euro e la soL’alcool provoca alta a sostanze stuspensione della patente fino a 3 memeno 26.000 morti
pefacenti
si.
ogni anno.
(10 punti).
Mettersi alla guida in tali condizioni
Le sostanze alcoliche
- Mancata osser- interferiscono con il
aumenta il rischio di incorrere in un
vanza allo STOP
incidente stradale.
sistema nervoso, alte(6 punti)
rando la coordinazione
Alcool, droghe, sonnolenze e stan-Condurre
un motoria, l’equilibrio,
chezza sono pericolosi nemici, in
ciclomotore o un la parola e la vista.
grado di mettere a repentaglio la nostra incomoto veico lo
Inoltre, il consumo eccesivo di alcool lumità e quella degli altri, come spesso pursenza casco, con
casco irregolare determina ulteriori gravi danni fisiologi- troppo accade nelle ore notturne del fine settio non allacciato, ci, tra i quali cirrosi epatica, le alterazio- mana, all’uscita di locali e ristoranti.
o trasportare un ni a carico delle ghiandole endocrine e
passeggero sen- del pancreas , l’infarto cardiaco, l’iper- Ministero dei trasporti
za casco
tensione e le emorragie dei vasi capillari. www.lasicurezzanoneunlimite.it
(5 punti)
Alcune categorie di persone non dovreb- Circolare in bero mai assumere alcolici, in particolare
A cura del prof. Hajj Ali
autostrada o sulRISPETTARE LA SEGNALETICA
le strade extraurbane principali
Quando
sulle corsie di Se non tengo la
destra
(cioè
circammino
emergenza
colo
in
senso
per strada,
(10punti)
contrario ) corro
se c’è devo
il rischio di esseusare
il
re investito fronmarciapietalmente
de.
La redazione
I professori che collaborano attivamente al giornale sono: Hajj Ali,.
Gli alunni sono: Malay — Gjini—Loven—Cardozo—Haile—Delgado—Alejandro - Hamza—Vanzelli—Delillo—Donnarumma—Morete della 1OE e 1OM
Ringraziamo tutti gli altri collaboratori che hanno partecipato e invitiamo calorosamente chiunque voglia far parte della redazione Versus, o voglia inviarci
materiale , a rivolgersi ai professori sopra indicati.
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Più sale in zucca
di Philippe Daverio dal giornale Giorno
Halloween
Roma, 1 novembre 12 Ma perché mai dovremmo sottometterci regolarmente alla carnevalata di Halloween e dimenticare che per noi la
vigilia della Ognissanti è
ben altra cosa. C’era una
volta un mondo lontano,
non più di trent’anni fa,
quando il primo di novembre si andava in chiesa a salutare i santi preferiti e il giorno successivo si andava a trovare i morti
al cimitero. E si camminava lungo il viale delle rimembranze. Poi siamo passati alla globalizzazione,
al tempo reale e all’abolizione dello spazio. Fantastica mutazione. Internet ha sancito una trasformazione delle abitudini che la recente modernità aveva
già iniziato a plasmare. Certo ci ha resi tutti più
globali e la zucca americana ritagliata a teschio illuminato si è sovrapposta alla Ognissanti. Aspettiamo
ora anche il tacchino al forno del Thanksgiving
day, il quarto giovedì di novembre, e saremo a posto.
È quindi ora di rafforzare le ‘nostre’ tradizioni e
tentare di esportarle agli altri membri del globo.
Ecco perché la festa dei santi e dei morti prende un
significato tutto nuovo. Con la modernità della comunicazione per la prima volta nella storia dell’umanità possiamo ascoltare su dischi perfettamente
riproducibili il defunto Toscanini o il suo collega
von Karajan che dirigono
una orchestra. Al cinema
guardiamo come nostri
contemporanei vivi Alberto Sordi e Marlon
Brando, defunti. Rimane
modello dell’erotismo adolescenziale la Marilyn suicida. Correndo fra i files
di YouTube Charlie Chaplin dialoga quotidianamente con milioni di persone. E da questa nuova
concezione dei morti nasce una consapevolezza altrettanto nuova: ci viene naturale considerare Aristotile più vivo di Cicchitto. È certo che non incontreremo mai né l’uno né l’altro, perché Cicchitto sta solo
in parlamento o in televisione. Potremmo magari
incontrare, o almeno vedere allo stadio mentre corre,
il magico Francesco Totti, ma rimane nella nostra
coscienza quotidiana ben meno influente di Platone.
Il mondo che viviamo è pieno di migliaia di referenti, altri esseri umani, ma la maggior parte di loro, pur
essendo del nostro mondo, non è più nel nostro mondo. Questo per la prima volta da quando siamo in
questo nostro mondo. Il passato non è sedimento; s’è
fatto contemporaneo. Ecco perché la festa di Ognissanti torna più pregnante che mai: da festa
dei santi sanciti diventa festa dei santi in lista d’attesa. È la vera festa della nostra vastissima nuova
cultura. E senza zucca, ma col sale in zucca.
Scritto da Malay 1OM
Si può bocciare uno studente con certificazione DSA?
http://www.robertosconocchini.it/dsa-dislessia/3081-si-puo-bocciare-uno-studente-con-certificazione-dsa-.html
Salvatore Nocera ha scritto un interessante
articolo su Edscuola, in cui affronta il
tema della possibile bocciatura di studenti con certificazione DSA e dell'importanza della stesura di un progetto didattico personalizzato pienamente coerente per ogni specifico caso. L'articolo
muove dalla sentenza del TAR Liguria,
che il 20 Settembre 2012 ha annullato la
delibera del Consiglio di classe di una
scuola che aveva bocciato un alunno con certificazione
di DSA. In pratica è stato rilevato come nella valutazione del profitto dello studente non si sia tenuto conto del
suo piano didattico personalizzato, regolarmente redatto.
Ciò non significa che basti la certificazione
DSA o la formulazione del PDP (o del PEI
per alunni in situazione di handicap) perché
l’alunno venga automaticamente promosso! "Ciascun alunno dovrà comunque dimostrare il profitto che riesce a realizzare impegnandosi nell’attuazione del progetto; se il
progetto viene rispettato dalla scuola ma non
dall’alunno che non si impegna secondo le
sue capacità, egli viene bocciato , come è
stato deciso da una recente decisione del TAR che ha rigettato il ricorso contro la bocciatura di un alunno con
DSA, proprio a causa dello scarso impegno nello studio
mostrato dall’alunno e documentato dal Consiglio di
classe".
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LE REGOLE IL GARANTE DELLA PRIVACY: Scuola, foto di gite e recite online solo
con il consenso
I tablet Consentiti purché siano utilizzati per fini didattici o per consultare ebook I voti sono pubblici, sui cellulari decidono gli istituti
Di Santarpia Valentina—corriere della sera settembre 2012
Attenzione a pubblicare su Facebook o Twitter foto e filmini
di recite, saggi scolastici o gite:
per farlo «è necessario ottenere
il consenso delle persone presenti», avverte il Garante per la
privacy, che ha pubblicato un
vero e proprio decalogo per la
protezione dei dati personali a
scuola. Le immagini di bambini
e ragazzi possono
essere raccolte quindi a fini personali e
distribuite in famiglia o tra amici. Ma
se le si vuole mettere in rete, si rischia
di violare la privacy
delle persone riprese. Dura la vita tra i
banchi ai tempi delle nuove tecnologie,
che registrano ogni
mossa di studenti e
professori. Il presidente dell'
Authority, Antonello Soro, assicura che «l' obiettivo non è di
sanzionare o dare prescrizioni»,
ma di fatto le regole sono piuttosto delimitate. A partire dagli
smartphone o i cellulari: spetta
alle autorità scolastiche stabilire
se proibirli o limitarli, ma nel
caso in cui siano consentiti possono essere usati, sottolinea Antonello Soro, solo «per scopi
strettamente personali», non per
diffondere immagini, video o
foto sul web «senza il consenso
delle persone riprese». Non c' è
solo il rischio di ledere la riservatezza e la dignità delle persone: lo studente può anche incappare in sanzioni disciplinari,
multe, o addirittura imputazioni.
I tablet? Vanno bene, purché utilizzati «per fini didattici» o per
«consultare in classe libri elettronici e testi online», mentre se vengono usati ai fini di registrazione
bisogna adottare le «stesse cautele». E complicate diventano anche
le possibili conseguenze di registri
e pagelle elettronici: il Garante,
«in attesa di poter esprimere il
possono chiedere racconti di vita
personale, ma poi devono stare attenti se decidono di leggerne dei
brani in classe. I voti dei compiti in
classe e delle interrogazioni, gli esiti
degli scrutini o degli esami di Stato
invece sono pubblici: ma l' istituto
deve essere sempre accorto nel non
riferire anche indirettamente dati
sensibili degli studenti, come le
«prove differenziate»
sostenute dai portatori di
handicap. E, a proposito
di dati sensibili, è fondamentale, sottolinea il
Garante per la privacy,
che gli uffici scolastici
trattino tutte le informazioni riguardanti le origine etniche, le convinzioni religiose, lo stato
di salute degli studenti
con «estrema cautela».
Anche quando vengono
redatti questionari di ricerca all' interno delle scuole: i ragazzi devono
essere sempre informati. «Senza liberatorie e informative non potremmo andare avanti - conferma Salvatore Giuliano, preside dell' istituto
Majorana di Brindisi, famoso per
essere il più digitalizzato d' Italia -.
Informiamo gli studenti di qualsiasi
operazione che possa comportare l'
utilizzo di dati, foto, video. E siamo
attentissimi a tutelare i loro dati personali, a cui possono accedere solo
loro o le famiglie attraverso login e
password. La privacy per noi è pane
quotidiano»
previsto parere», «auspica l' adozione di adeguate misure di sicurezza». E non è solo la
«digitalizzazione» a paventare
problemi di riservatezza, come
ricorda il Garante. Allora è bene
ricordare che non possono essere
pubblicati sui siti scolastici i nomi
degli studenti che sono in ritardo
con le rette per la mensa o che invece usufruiscono delle agevolazioni economiche. Che le telecamere nelle scuole sono ammesse
ma possono funzionare solo negli
orari di chiusura dell' istituto. Che
alle aziende si possono comunicare i nomi dei ragazzi per eventuali
tirocini professionali, ma solo se
gli studenti lo autorizzano. Persino Scritto da Delillo classe 1OE
i temi di italiano devono essere
protetti per la privacy: i professori
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La creatività senza tempo del design per i bambini
Di Lauretta Coz - (29 settembre 2012) - Corriere della Sera
Valentina Beato, un lavoro come consulente full time, un compagno e due figli,
ha la passione per il design. Da quattro
anni è una blogger, il suo sito è
www.designperbambini.com. «Il blog è
nato perché, quando ero in attesa della
mia piccola e cominciavo a guardarmi
intorno per valutare cosa comprare per
attrezzare la casa, mi resi conto di quanto misera fosse l'offerta di prodotti per
bambini, di quanto sia difficile trovare
oggetti belli e funzionali. Non mi piaceva riempire il mio
appartamento con mobili e accessori decorati con orsetti e
cuoricini e allora mi sono messa a cercare in rete, in giro
per Berlino, Londra e ho scoperto un mondo. Dopo tante
segnalazioni di design anche io ho affinato un mio gusto
e da qualche mese ho lanciato una piccola collezione di
mensoline frontali, disegnate per alloggiare i libri come
su un espositore, in modo da rendere il libro più accessibile». Arredo e giochi dei più piccoli sono importanti e se sono di design superano le barriere del tempo passando da generazione a generazione, al pari dei grandi pezzi d'antiquariato. Ne è la prova la
mostra «Century of the Child: Growing
by design, 1900-2000», che rimarrà aperta fino al 5 novembre al MoMa di New
York, dedicata a mobili, illustrazioni e
giochi del mondo dei piccoli. Lo spunto
per la mostra viene dal pensiero, agli inizi
del '900, di Ellen Key, scrittrice e teorica
sociale svedese, che riteneva quel secolo
come il precursore dei diritti dell'infanzia,
priorità assoluta di una società in crescita
che, fino ad allora, non aveva tenuto conto dello sviluppo e del benessere dei bambini. Esposti i lavori di architetti e disegnatori, che accolsero l'invito e l'estrema libertà progettuale offerto dal
mondo dei piccoli.In ogni pezzo si legge lo stile dell'artista. Come Gerrit Rietveld, presente con una piccola carriola del 1923, che riprende gli stessi colori primari e le
stesse partiture geometriche della sua Red Blue Chair del
1917, ispirata ai quadri di Mondrian.
Simbolo di un'epoca anche i piccoli giochi in legno colorato del cecoslovacco Minka Podhájská, del 1930, antesignani degli omini della Lego. Il banco di scuola rimane
un tema gradito dagli architetti, libertà progettuale per tre
proposte esposte alla mostra. Marcel Breuer, esponente
della Bauhaus, disegna un banco (Thonet, 1930) che è già
una sintesi dei suoi progetti con l'utilizzo di strutture in
tubolare d'acciaio; il desk di Jean Prouvé, del 1946, lo
riconferma come il primo precursore dell'hi-tech, mentre
è simbolo di un'epoca il progetto in vetro, del 1930, di
il ricordo dei miei sogni infantili fa
parte di questa rievocazione: io arrivavo poco più che alle loro ginocchia e le
loro stature fuori scala mi regalavano
generosamente bonarietà ed amicizia».
Per i design addict è possibile arredare
la cameretta dell'erede con pezzi icona,
prodotti in dimensione bambino. È stato lo stesso Eero Saarinen a richiedere
a Knoll di produrre la baby Womb,
versione mini della celebre poltrona,
visto il successo; Knoll ha creato una linea Kid, dove in
catalogo c'è l'imbarazzo della scelta fra i pezzi cult del
nostro secolo. Dalla Bimba Diamont di Henry Bertoia,
figlia della Diamond Chair del 1951, alla poltrona Barcelona di Mies Van der Rohe, del 1929, bellissima anche in versione mini.Le firme di design non mancano
per un gioco senza tempo, il cavallo a dondolo. Disponibile in edizione limitata quello disegnato da Walter
Pabts per Wilkahn nel 1959, una vera e
propria scultura in legno, al costo di
alcune centinaia di euro. Sempre più
economico dell'originale che l'anno
scorso è stato stimato più di 6 mila euro.
È invece un unico pezzo di legno in cedro massiccio, il cavallino a dondolo
Giulia, disegnato da Pininfarina.Se gioco deve essere, molto bella la proposta
di Matali Crasset che ha pensato per
Tarkett la capanna Wigwam, tana ideale
per giocare a nascondino, realizzata con
listelli di parquet di recupero. Chi si
diverte e fa divertire è un artista canadese, Judson Beaumont. Con gli arredi
Straight Line crea un mondo fantastico
di mobili che sembrano usciti da Alice
nel Paese delle Meraviglie o dal mondo dei fumetti, con
Minnie e Topolino che, dandosi la mano, diventano mobili per la camera da letto, o la carota di Bunny che si
trasforma in cassettiera. Lui stesso, che ha una faccia da
cartone animato, racconta: «I miei maestri sono Philippe
Starck, Frank Gehry (famoso per le sue architetture cui
Sydney Pollack ha dedicato il film Il Creatore di Sogni)
e Dr. Seuss (illustratore e fumettista statunitense), ma i
veri ispiratori sono i miei due bambini, loro mi stimolano a creare spazi e ambienti al limite tra la fantasia e la
realtà. Così la magia e la favola entrano nella vita reale».
Scritto da Morete classe 1OM
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L’angolo dell’Arte
STORIA DEL TATTUAGGIO
E' nel 1769 che il Capitano inglese
James Cook, approdando a Tahiti,
osservando e annotando le usanze
della popolazione locale trascrive
per la prima volta la parola Tattow
(poi Tattoo), derivata dal termine "tau-tau", onomatopea che
ricordava il rumore prodotto dal
picchiettare del legno sull'ago per
bucare la pelle.
Ma il tatuaggio è una pratica dalle
origini antichissime...origini di oltre 5000 anni.
La testimonianza più antica giunge
dal confine italo-austriaco dove nel
1991, sulle alpi Otzalet, viene rinvenuto il corpo congelato e ottimamente conservato di un uomo che
gli scienziati ritengono sia vissuto
circa 5300 anni fa.
Le pitture funerarie dell'antico Egitto mostrano tatuaggi sui corpi
delle danzatrici, tatuaggi rinvenuti
anche su alcune mummie femminil i
( 2 0 0 0
a . C . ) .
d'onore, alcuni soldati romani cominciarono ad ammirare la ferocia e la forza dei nemici tanto
quanto i segni che portavano sul
corpo e cominciarono essi stessi a
tatuarsi sulla pelle i propri marchi
distintivi. Fra i primi cristiani era
invece diffusa l'usanza di osteggiare la propria fede tatuandosi la
croce di Cristo sulla fronte.
A Samoa era diffuso il "pe'a", tatuaggio su tutto il corpo che richiedeva 5 giorni di sopportazione al dolore ma era prova di coraggio e forza interiore.
In Nuova zelanda i Maori firmavano i loro trattati disegnando
fedeli repliche dei loro "moko",
tatuaggi facciali personalizzati.
In Giappone il tatuaggio era pracriminali e condannati; solo suc- ticato fin dal quinto secolo avanti
cessivamente, in seguito alle batta- Cristo...a scopo estetico...ma anglie con i britannici che portavano che a scopo magico e per martatuaggi come segni distintivi
chiare criminali.
I Celti adoravano divinità animali
quali il toro, il cinghiale, il gatto,
gli uccelli e i pesci e in segno di
devozione se ne tracciavano i simbo l i
s u l l a
p e l l e .
Presso gli antichi romani, che credevano fermamente nella purezza
del corpo umano, il tatuaggio era
vietato ed adoperato esclusivamente come strumento per marchiare
Scritto da Hamza 1OE
http://www.tatuatori.it/storia-tattoo
Dall’archivio di VERSUS
"Si usa uno specchio di vetro per guardare il viso e si usano le opere d'arte per guardare
la propria anima"
George Bernard
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VERSUS
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9
QUIZ SUL GIAPPONE
1– In italiano il nome “Giappone” viene da “Zipangu” (dal cinese: Jih Pen
Kuo, il paese dell’origine del sole),
termine portato in Europa (secc. XIIIXIV) da …
A– Marco Polo
B– Cristoforo Colombo
C– Amerigo Vespucci
2– L’arte giapponese di creare figure bi
o tridimensionali, che rappresentano
oggetti, fiori, animali o forme astratte,
piegando semplicemente dei fogli di
carta, senza usare colla o forbici si
chiama…
A– Kakuro B– Origami C– Ikebana
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DONNE E LAVORO: CRONACA DI UNA DISCRIMINAZIONE
http://www.eurobull.it/Donne-e-lavoro-cronaca-di-una-discriminazione
L’oggetto della questione è adesso il sovraffollamento di corpi femminili nei nostri programmi televisivi e nelle nostre pubblicità e, da qui, del ruolo
della donna stessa nella nostra società. Il Financial
Times ha dedicato una delle sue ultime copertine
proprio a questo: in Italia insomma se si è donna e si
vuole attrarre l’attenzione non si può non farlo se
non ammiccando in costume da bagno.
le donne in Europa guadagnano il 15 per
cento meno degli uomini
Ma le discriminazioni non si riducono solo al fronte
occupazione: le donne in Europa guadagnano il 15
per cento meno degli uomini. È la situazione definita
«assurda» dal commissario per l’Occupazione, gli
affari sociali e le pari opportunità Vladimir Spidla.
La Commissione ha pubblicato una relazione che indica in che modi l’Unione europea può colmare questo scarto. Le differenze in busta paga cambiano a
seconda di diversi fattori: l’età, o il livello salariale, o
ancora gli anni di servizio. Ma a pesare più di tutto è
la maternità. Lo scarto aumenta per le donne che decidono di avere dei figli. Perché molte si vedono costrette a rinunciare alla carriera, o a chiedere un part
time.
Ma quello che più mi ha colpito è che a dare man
forte a questa incresciosa situazione siano anche,
seppur in modo indiretto, politici italiani, come chi,
in una recente intervista al Corriere della Sera, ha
riattizzato la questione lanciando la proposta di una
pensione per le casalinghe. Quello che forse non si
tiene in considerazione, quando si fanno proposte
del genere, è che una tra le più grandi piaghe dell’economia italiana è la scarsa produttività, conseguenza anche della quasi totale assenza di donne occupa- Quello che realmente dovrebbe essere fatto, allora, è
promuovere una politica di aiuto alle famiglie che si
te.
concretizzi in maggiore presenza di asili nido e di
La proposta, insomma, non farebbe altro che incan- una più incisiva politica di assistenza agli anziani.
crenire questa defaillance di mercato della nostra Ciò che è, ad esempio, accaduto qualche mese fa in
economia, senza peraltro considerare che una propo- Spagna dove una proposta di legge simile è stata asta come questa sia tanto attraente quanto poco rea- vanzata dal governo Zapatero ed approvata dal Parlalizzabile. In un paese dove sono a rischio le pensioni mento spagnolo.
di lavoratori con anni di carriera alle spalle, è quantomeno ovvio che un progetto di pensione alle casa- Ma a permettere una soluzione al problema dovranno
essere gli uomini. E non mi riferisco a quei pregiudizi
linghe susciterebbe, alla meglio, ilarità.
che ancora possono esistere in realtà omocentriche e
L’Italia non è tuttavia l’unico tra i paesi europei che impediscono l’accesso o l’ascesa delle donne ai
al quale tirare le orecchie. In realtà la questione vertici delle carriere, quanto, più concretamente, alla
del lavoro femminile è molto più complessa e ra- divisione dei compiti domestici. Oggi, un uomo che
dicata di quanto ci si possa immaginare. Secondo lavora a tempo pieno dedica in media sette ore alla
un comunicato diffuso da Bruxelles, sul fronte del settimana alle faccende domestiche e alla cura dei
divario tra occupazione femminile e maschile, l’Ita- bambini, contro le 24 ore settimanali di una donna
lia è al terzultimo posto, con 24 punti di distacco tra nelle stesse condizioni.
i due sessi .
Solo in virtù di una cooperazione reciproca e di un
Più maschiliste sono solo Malta (40 punti) e Grecia sostanziale ripensamento delle politiche occupaziona(27 punti). I più virtuosi sono la Finlandia (solo 4 li, nonché dei sistemi di welfare dei paesi europei,
punti), e Lituania e Svezia (entrambe 5 punti). Co- questo profondo gap potrà essere colmato.
me è prevedibile, l’Italia è al penultimo posto nella
classifica Eurostat per l’occupazione femminile. Scritto da Ingraiti Simone 1OE
Appena il 46,3%, contro una media dei 27 pari a
57,2% e dell’Eurozona pari a 56,7%. Dopo c’è solo
Malta, che registra un tasso di occupazione femminile pari a 34,9%.
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Inviateci le vostre foto più curiose e
divertenti, le migliori verranno inserite su queste pagine.
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L’amicizia è una cosa straordinaria,
non conosce limiti di razze.
IL LENTO RITORNO IN MARE DELLA TARTARUGA GUARITA
IRAKILO– Una delle due tartarughe marine restituite
ieri al mare dopo essere state accudite per mesi
nell’acquario di Creta.
Erano state ferite per errore da alcuni pescatori. Sulla
spiaggia della città di Irakilo, capoluogo dell’isola greca,
la folla saluta il lento rientro della caretta caretta del mediterraneo. (Ap/bastian parschau)
.IL RINOCERONTE CHE HA IMPARATO A FIDARSI
Di Danilo Mainardi
Sembra una favola, ma è una storia vera. È quella del
rinoceronte Jimmy. Zimbabwe, 2007: bracconieri uccidono la madre del cucciolo. Un fotografo naturalista lo trova e lo porta in
una fattoria. Jimmy viene curato e poi reintrodotto nella savana.
Da allora Jimmy se ne torna ogni tanto alla vecchia casa dove è
cresciuto e va a trovare i suoi fratelli umani. È la straordinaria forza dell’imprinting che fa scaturire amore,allegria,attaccamento e
nostalgia.
PER LA PRIMA VOLTA VINCE UN
ITALIANO
Il 12 dicembre 2012, all’Institut de France di
Parigi, Roberto Calasso riceve il premio
Chateaubriand 2012.
La giuria ha riconosciuto nel libro la Folie
Baudelaire, uscito da Gallimard nel 2011, e
di cui la casa editrice Adelphj ha pubblicato
quest’anno un’edizione ampliata da una galleria di immagini, la capacità di “addentrarsi
nei meandri di quel sistema nervoso che si
chiamava Baudelaire”, finendo per comporre
un “inno alla letteratura e all’arte francesi”.
Da qui la decisione di conferire il premio,
per la prima volta, a un autore non di lingua
francese.
A cura dell’alunno Vanzella 1OE
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Sempre di più interconnessi televisione e internet
Siamo nell' era della TiVu 2.0
Televisione il 2012 è
stato un anno di
cambiamento anche
per la televisione. Le
già mille opportunità
per gli spettacoli di
vedere programmi di
ogni tipo su satellite.
Pay tv ,digitale terrestre e internet, si stanno moltiplicando ulteriormente ,grazie soprattutto a nuovi
schermi che spesso abbiamo tra le mani , che trasformano la visione in esperienze interattive. youtube
con i nuovi canali , la tv everywhere (in Italia abbiamo
skygo) che consente di vedere programmi su smartphone
e tablet ovunque ci troviamo,
i servizi di video on demand
che rendono disponibili contenuti video in qualsiasi momento con la seguente morte
lenta dei videoregistratori, e poi ancora la social tv
con il coinvolgimento diretto dei social network
stanno modificando i
comportamenti delle persone davanti a uno schermo, che oggi non è solo
quello del televisore, anzi.
Alcune ricerche USA, tra
cui quella di Google, hanno dichiarato che una percentuale fra il 65% e il 75% di chi sta guardando la
tv allo stesso tempo utilizza un computer, un tablet o
uno smartphone (definito second screen, secondo
schermo) per conversare via Twitter o Facebook o
per navigare sul web. I network e le cable tv, per esempio, per aumentare il coinvolgimento di chi guarda continuano a sviluppare applicazioni o strategie di
social marketing. I talent show, gli eventi sportivi e i
vari award sono i momenti televisivi che generano la
maggiore partecipazione. il record di tweet lo hanno
ottenuto i Grammy Awards 2012, ben 13 milioni,
seguiti dall'ultima edizione del Superbowl (12,2 mi­
lioni), anche se The Voice e X-Factor ogni settimana
coinvolgono gli spettatori che oltre a Twitter, utilizzano Facebook, Get Glue, un sociaI network dedicato alla tv e alcune app per iPhone, iPad e Android.
Anche in Italia X-Factor,
l'evento televisivo più
social del nostro paese, si
è trasformato negli anni
da classico talent show
in cui il pubblico può
votare via sms o telefono
in una vera esperienza
sociale a 3600 in cui la
partecipazione di chi
guarda è quasi più importante del programma in
sé.
In poche parole è la fine
della televisione passiva.
Con la tv everywhere e il
video on demand andiamo invece incontro alla
delocalizzazione della visione (è possibile vedere
una partita di calcio in metropolitana sullo smartphone) e alla fine della tv lineare, cioè quella in cui la programmazione ci viene imposta.
Poter vedere una serie
tv in qualsiasi luogo e
in qualsiasi mo­mento
rende lo spettatore padrone del suo tempo.
In questo panorama i singoli canali televisivi vedono calare i dati di ascolto e a rischio le entrate
pubblicitarie. Difficile allora prevedere il futuro
della tv, ma senza dubbio i vantaggi sono tutti
per lo spettatore, divenuto il vero re dello schermo.
Mattia Nicoletti
Da metro news del 13 novembre 2012
A cura di Rei rroshi 1OE
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L’ARCHIVIO DELLE FOTO
La nostra scuola, negli incontri:
Giornata della Memoria e Discriminazione al lavoro
N°2
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Versus N. 5 - Marelli