Cap. 1 - Magnier e Russo
Tra città e sistema urbano
Dopo una fase di relativa stabilità nel rapporto tra
società e territorio, si innescano dagli anni ‘80 in poi
una serie di processi innovativi che riguardano:
 il mutamento delle strutture urbane;
 un nuovo tipo di relazioni tra città e campagna.
Inadeguatezza del termine “città” per designare
una vasta gamma di processi, funzioni, significati e
attori a livelli territoriali diversi.
Di fronte al nuovo protagonismo delle “periferie” è
preferibile la nozione di sistema urbano.
Diversa valenza dell’idea di “confine”: fluido, mobile,
elastico, permeabile.
Questioni terminologiche ed
evoluzione della teoria
 INURBAMENTO = migrazione di popolazione dalla
campagna alla città
 URBANIZZAZIONE = aumento della quota di
popolazione che vive in città
 URBANIZZAZIONE PRIMARIA = provocata dal
consolidamento economico della città e dalla
conseguente offerta di posti di lavoro (es. l’Italia
del triangolo industriale durante il boom
economico degli anni ‘50 e ‘60)
 URBANIZZAZIONE SECONDARIA = agisce di
rif lesso, senza un corrispettivo nella crescita
economica (es. Italia meridionale negli anni ‘60
e ‘70)
 URBANESIMO = diffusione della cultura della
grande città anche in ambienti extra-urbani.
Fenomeno nuovo e per certi versi omologante.
Trasformazione a livello dei valori, degli
atteggiamenti e dei comportamenti.
Le ipotesi del declino urbano
 Tra gli anni ‘70 e ‘80 si affermano diverse ipotesi su un
declino urbano dovuto alla progressiva perdita di
capacità occupazionale da parte dell’industria.
 I dati sulla popolazione delle principali città industriali
europee , da Genova e Torino sino alle Midlands
inglesi, a Glasgow e a Belfast, sembrano confermare la
tendenza.
 DE-URBANIZZAZIONE o CONTRO-
URBANIZZAZIONE = fenomeno di abbandono
delle città osservato negli USA negli anni ‘70 e
presagito per l’Europa negli anni ‘80.
Abbandono delle città sia in senso fisico che
culturale attraverso l’abbandono
dell’urbanesimo come stile di vita?
Sempre USA, anni ‘70:
DOWNWARDS = dal più grande al più piccolo
OUTWARDS = dal centro all’esterno
ACROSS = dal vecchio al nuovo
Evoluzione delle Functional Urban Regions (insiemi
urbani metropolitani definiti sulla base di criteri
strutturali e funzionali) in sei stadi:
1 . Ce n t ra l i z z a z i o n e co n co n t ra z i o n e
2 . Ce n t ra l i z z a z i o n e a s s o l u t a
3 . R e l a t i v a ce n t ra l i z z a z i o n e
4 . Re l a t i vo d e ce n t ra m e n t o
5 . D e ce n t ra m e n t o a s s o l u to
6 . D e ce n t ra m e n t o co n co n t ra z i o n e
Ipotesi della diffusione urbana
EX URBANIZZAZIONE = termine generico riferito
alla trasformazione socio-territoriale che investe i
grandi insiemi urbani con la diffusione di strade e
automobili, consistente in una espansione fisica della
città e nella tendenza dei cittadini a vivere in aree
residenziali situate all’esterno di essa, pur mantenendo
uno stile di vita urbano: continua ad affermarsi
l’urbanesimo ma viene meno l’urbanizzazione.
SUBURBANIZZAZIONE = paradossale conseguenza
dell’ex urbanizzazione, che porta alla perdita di ogni
base economica propria da parte degli insediamenti
rurali e alla loro trasformazione in aree residenziali
della città. La campagna diventa sobborgo, periferia.
RURBANIZZAZIONE = l’urbanesimo non si afferma
in modo incontrastato, anzi si assiste alla nascita di
nuovi stili di vita e modelli di utilizzazione del suolo.
Col termine si intende l’intensificazione degli scambi
di valori, modelli e culture tra città e campagna, che
farebbe sì che, mentre nella campagna si adottano
modelli cognitivi della vita della città, nelle aree
urbane si reintroducono pezzi di cultura rurale
(attenzione per le aree verdi, modelli di edilizia ispirati
alla vita rurale)
Terminologia della diffusione urbana
Agglomerazione urbana = insieme denso e contiguo di
insediamenti con i tratti culturali dell’urbanesimo.
Conurbazione = insieme urbano nato dall’espansione di una
singola città dotata di qualche carattere di preminenza, che
porta all’assimilazione dei centri minori che la
circondavano.
Area metropolitana = unità spaziale urbana composta di
una città centrale di sufficiente dimensione demografica e
di aree urbanizzate gravitanti intorno alla città centrale e
con questa strettamente interrelate [Ardigò 1967].
Ruolo di preminenza della città centrale (il mondo
urbano è un mondo gerarchico)
Quando è difficile stabilire una gerarchia netta per la
presenza di diverse città si parla di aree
metropolitane policentriche, es. l’area
metropolitana Venezia-Verona-Padova.
(Altro termine usato oggi è “megalopoli”)
Terminologia della città diffusa
Città diffusa = insediamento denso ma non dotato di
leggibile struttura gerarchica né di chiara
appartenenza ad una cultura urbana.
Presente in molte regioni italiane, soprattutto nella
“Terza Italia”, dove il modello insediativo è quello
tipico della società mezzadrile o di piccola proprietà.
Caratteristiche: forte policentrismo produttivo, scarsa
distinguibilità funzionale e radicato connubio
culturale tra città e campagna.
Campagna urbanizzata = tipologia insediativa che
ha accompagnato l’industrializzazione in Toscana: un
continuum territoriale di aree a medio-alta densità
abitativa, caratterizzato da imprese strettamente
dipendenti – nella loro storia di successo – dalla loro
stessa localizzazione, da specializzazioni diverse ma
tutte nell’ambito dell’industrializzazione leggera o di
settori terziari ad essa collegati.
Come si distingue quindi la città
dalla campagna?
L’Istat usa una tipologia insediativa basata sulla
dimensione dispersione-concentrazione per
individuare aggregati inferiori al comune:
Centro abitato
Nucleo abitato
Case sparse
Ma quindi, la città è viva o è
morta?
È viva e vegeta!
La relazione tra industrializzazione e urbanizzazione è
complessa, in Occidente nell’ultimo millennio sembra
essersi adeguata a un andamento ciclico [Gottman 1983].
Le mutate esigenze della produzione non sostituiscono la
città, semmai la rimodellano: “città globali”, reti urbane
dominanti, distretti, varie modalità di rigerarchizzazione.
Occorre spostarsi sul piano problematico delle relazioni tra
città e globalizzazione.
Una seconda rivoluzione urbana
Negli ultimi cinquanta anni a livello globale il processo
dominante non è di diffusione ma di accelerata
concentrazione.
Popolazione mondiale che vive in città:
XIX sec. = 10%
1975 = 35%
2000 = 50%
2030 = 60% (4,9 mld di persone su 8,1)
Le aree urbane sono le protagoniste della
globalizzazione:
 Per la loro capacità di innovazione tecnologica;
 la loro partecipazione alla rivoluzione cognitiva;
 Le loro risorse economico-finanziarie;
 Le migrazioni che richiamano;
 La loro plurietnicità [e mutliculturlismo];
 Le forme e il livello di espressione delle nuove
domande che vi si manifestano.
United Nation Center for Human Settlements:
“il mondo, in concreto, è completamente urbanizzato,
perché questi campi di forze che sono le città hanno il
potere di connettere tutti i luoghi del mondo e tutte le
popolazioni in un’unità produttiva in costante
adattamento” [2001]
Esempio:
Lima
Bangkok
Popolazione
30%
12%
contributo al p.i.l.
40%
40%
Diversi tassi di crescita tra Nord e Sud
del mondo
Le migrazioni dalla campagna sono ancora oggi
maggiori dove i benefici dello sviluppo (reddito
dignitoso, alloggi decenti, maggiore longevità) sono
stati disegualmente distribuiti sul territorio nazionale:
Africa
Paesi industrializzati
Mondo
Tassi di urbanizzazione
1,6%
0,3%
0,8%
Tasso di urbanizzazione nel mondo, 1950-2020 [Unchs 2001]
Città protagoniste anche del dibattito sulle emergenze
della nostra epoca: disoccupazione, povertà ed
esclusione sociale, degrado ambientale, sicurezza,
carenza di servizi urbani, abitazioni adeguate …
Rassegna delle tesi più diffuse sull’impatto della
globalizzazione sugli insediamenti umani [UNCHS]
Tre livelli:
 Trasformazioni morfologiche
 Impatti negativi
 Impatti positivi
Trasformazioni morfologiche
 Concentrazione e crescita delle mega-citta (>10 mil.
Ab.);
 Crescita agglomerazioni medie (100-500 mila ab.) e più
piccole;
 Formazione di sistemi regionali
 Frammentazione della struttura urbana e sviluppo di
agglomerazioni policentriche
 Accresciuta variabilità della popolazione urbana
 Progressivo decentramento delle strutture di governo
urbano;
 Crescente diversificazione dei comportamenti e degli
stili di vita dovuti alla presenza di culture (etnie) e ceti
diversi.
Impatti negativi
 Espansione insediamenti informali (70-95% nei pvs);
 Crescente difficoltà di accesso all’abitazione (40-50%
della popolazione urbana mondiale vive in slums);
 Aumento dei fattori di esclusione sociale (la metà dei
poveri a livello mondiale vive in aree urbane dei pvs);
 Degrado dell’ambiente urbano
 Crescita dell’insicurezza
 Degrado di servizi e infrastrutture
 Contrazione dell’economia formale
 Congestione della mobilità
 Riemergere di gravi problemi di salute e d’igiene
malgrado una maggiore disponibilità di servizi sanitari
 Crisi della gestione dei sistemi urbani
Abitazioni
Oggi nel mondo 20 milioni di persone che vivono nelle aree
urbane sono prive di abitazione
 Problema dell’adeguatezza dell’abitazione
 La garanzia di godimento: la fragilità del titolo di
godimento è fattore di marginalità
 Indice di affollamento (superficie abitativa per persona)
Il costo dell’alloggio incide molto di più sul reddito dei
poveri
Costo degli alloggi nelle città (affitto/reddito)
 18% delle abitazioni urbane mondiali non sono
strutture permanenti (125 milioni di case)
 Il 25% non è conforme alle leggi (175 milioni)
 La maggior parte delle case definite non adeguate
dall’ONU si trova nei paesi poveri
 La nuclearizzazione delle famiglie dovrebbe accrescere
rapidamente la richiesta di nuove abitazioni
 Le costruzioni “formali” nei pvs copre solo le esigenze
delle classi medie e agiate
 Per i poveri c’è soprattutto l’autocostruzione
Città e crisi ambientale globale
 Pesanti costi ambientali che sfidano i vantaggi della
città (prossimità, economie di scala, maggiore
efficienza dell’uso delle risorse, in primis quelle
energetiche)








Elementi positivi
Crescente produttività e capacità di innovazione
Diffondersi dell’economia informale come risorsa
Emergere di nuovi attori erogatori di servizi
Mutamenti nella cultura amministrativa
Accelerazione della transizione demografica
Sviluppo umano nelle aree urbane
Diffusione di sintomi di crescita della democrazia
Formazione di relazioni stabili tra città a livello
nazionale o regionale
Diversità culturale
Molteplicità di attori
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Analisi del territorio (A.A. 2011/12)