Appunto sulla città metropolitana
(articolo 18, Legge 135 del 14 agosto 2012)
Gianni Saonara - TonioloLetture 7 - Mirano, settembre 2012
Città metropolitana: lo strano caso normativo.
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Premessa
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2. - Aree metropolitane e città metropolitane dalla legge n.
142/1990 alla legge n. 265/1999
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3. - Lentezze e complessità della fase attuativa delle aree
metropolitane

4. - Aree metropolitane e città metropolitane nel T.U.E.L.
del 2000

5. - La «costituzionalizzazione» delle città metropolitane e
le conseguenti norme di attuazione (legge n. 131/2003)

6. - La Città metropolitana nello schema di riforma del
T.U.E.L.

7. - Il disegno di legge delega del 19 gennaio 2007 e le
città metropolitane

8. - Conclusioni: oltre le configurazioni amministrative ed
istituzionali

Autore: Stefano Piazza

N. 21/22 2008.
L’accelerazione: articolo 18 Legge 135/2012.

“A garanzia dell’efficace ed efficiente svolgimento delle
funzioni amministrative, in attuazione degli articoli 114 e
117, secondo comma, lettera p), della Costituzione, le
Province di Roma, Torino, Milano, Venezia, Genova,
Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio Calabria sono
soppresse, con contestuale istituzione delle relative città
metropolitane, il 1° gennaio 2014, ovvero precedentemente,
alla data della cessazione o dello scioglimento del consiglio
provinciale, ovvero della scadenza dell’incarico del
commissario eventualmente nominato ai sensi delle vigenti
disposizioni di cui al testo unico delle leggi sull’ordinamento
degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000,
n. 267, qualora abbiano luogo entro il 31 dicembre 2013.

Il territorio della città metropolitana coincide con quello della
provincia contestualmente soppressa ai sensi del comma 1,
fermo restando il potere di iniziativa dei comuni ai sensi
dell’articolo 133, primo comma, della Costituzione. Le città
metropolitane conseguono gli obiettivi del patto di stabilità
interno attribuiti alle province soppresse.

Alla città metropolitana sono attribuite: a) le funzioni
fondamentali delle province;

b) le seguenti funzioni fondamentali: 1) pianificazione
territoriale generale e delle reti infrastrutturali; 2)
strutturazione di sistemi coordinati di gestione dei servizi
pubblici, nonché organizzazione dei servizi pubblici di
interesse generale di ambito metropolitano; 3) mobilità e
viabilità; 4) promozione e coordinamento dello sviluppo
economico e sociale”.
Il contesto operativo: Deliberazione del Consiglio dei Ministri 20 luglio
2012/ articolo 18 Legge 135/2012 - Criteri riordino delle Province.
Un dato forse non valutato con attenzione: studio Bocconi / UPI
6.12.2011.
Il contesto operativo: articolo 17 Legge 135/2012.

“Al fine di contribuire al conseguimento degli obiettivi di
finanza pubblica imposti dagli obblighi europei necessari al
raggiungimento del pareggio di bilancio, tutte le province
delle regioni a statuto ordinario esistenti alla data di entrata
in vigore del presente decreto sono oggetto di riordino sulla
base dei criteri e secondo la procedura di cui ai commi 2 e
3. (…)

Il Consiglio delle autonomie locali di ogni regione a statuto
ordinario o, in mancanza, l'organo regionale di raccordo tra
regioni ed enti locali, entro settanta giorni dalla data di
pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della deliberazione di cui
al comma 2, nel rispetto della continuità territoriale della
provincia, approva una ipotesi di riordino relativa alle
province ubicate nel territorio della rispettiva regione e la
invia alla regione medesima entro il giorno successivo.
Entro venti giorni dalla data di trasmissione dell'ipotesi di
riordino o, comunque, anche in mancanza della
trasmissione, trascorsi novantadue giorni dalla citata data di
pubblicazione, ciascuna regione trasmette al Governo, ai fini
di cui al comma 4, una proposta di riordino delle province
ubicate nel proprio territorio, formulata sulla base dell'ipotesi
di cui primo periodo. Le ipotesi e le proposte di riordino
tengono conto delle eventuali iniziative comunali volte a
modificare le circoscrizioni provinciali esistenti alla data di
adozione della deliberazione di cui al comma 2. Resta fermo
che il riordino deve essere effettuato nel rispetto dei requisiti
minimi di cui al citato comma 2, determinati sulla base dei
dati di dimensione territoriale e di popolazione, come
esistenti alla data di adozione della deliberazione di cui al
medesimo comma 2”.
La specificità del caso Veneto : il CAL è nello Statuto, ma non vi è la
legge regionale attuativa. Ruolo della Conferenza permanente.

1. “Il Consiglio delle autonomie locali è organo di
rappresentanza degli enti locali, di consultazione e
cooperazione tra gli stessi e gli organi della Regione.
2. La legge regionale disciplina la composizione del
Consiglio, secondo criteri di rappresentanza territoriale, e ne
stabilisce la durata, assicurandone la piena autonomia
regolamentare, organizzativa, finanziaria e funzionale. Il
numero dei membri non può comunque essere superiore a
trenta”. ( articolo 16 della legge regionale statutaria 17 aprile
2012 n. 1)

L’articolo 1 dello Statuto è così strutturato:

1. “Il Veneto è Regione autonoma, secondo il presente
Statuto, in armonia con la Costituzione della Repubblica e
con i principi dell’ordinamento dell’Unione europea.
2. Il Veneto è costituito dal popolo veneto e dai territori delle
province di Belluno, Padova, Rovigo, Treviso, Venezia,
Verona e Vicenza. 3. Venezia, città metropolitana, è il
capoluogo del Veneto. 4. La Regione è rappresentata dalla
bandiera, dal gonfalone e dallo stemma stabiliti con legge
regionale. 5. Il Veneto, consapevole della storia comune,
mantiene i legami con i veneti nel mondo, favorendo la
continuità di rapporto e di pensiero e valorizzando gli scambi
e i legami con i paesi nei quali vivono”.

Un parere sul riordino sarà espresso dalla Conferenza
Permanente Regione - Autonomie Locali, istituita con
Legge Regionale 3 giugno 1997 , n.20.
La proposta di legge 294/2012 discussa in Consiglio regionale Veneto Norme in materia di funzioni provinciali ( 2 agosto 2012). Utile lettura
comparata con articolo 17 della legge 135/2012.
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

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1. I comuni esercitano tutte le funzioni amministrative già
attribuite con legge regionale alle province, ad eccezione di
quelle espressamente conferite dalla presente legge alle
province ed alla Regione.
2. Il conferimento di funzioni comprende anche le funzioni di
organizzazione e le attività connesse e strumentali necessarie
all'esercizio delle funzioni conferite.
Le funzioni amministrative conferite attengono, in particolare, ai
seguenti ambiti:
a) sviluppo economico e attività produttive e in dettaglio
artigianato, industria e agevolazioni alle imprese, turismo,
energia, commercio, fiere e sostegno all'internazionalizzazione,
miniere e risorse geotermiche, carburanti, vigilanza sulle
camere di commercio industria artigianato e agricoltura;

Le province esercitano le seguenti funzioni:

a) attività di coordinamento in ordine all'esercizio delle funzioni
amministrative di cui all'articolo 2;

b) pianificazione territoriale di coordinamento;

c) tutela e valorizzazione dell'ambiente;

d) pianificazione dei servizi di trasporto in ambito provinciale,
nonché autorizzazione e controllo in materia di trasporto
privato;

e) programmazione della rete scolastica e gestione dell'edilizia
scolastica relativa alle scuole secondarie di secondo grado
Funzioni Regionali

Sono trasferite alla Regione le seguenti funzioni:

a) programmazione e organizzazione dei servizi per il lavoro, ivi
comprese le politiche per l'impiego;

b) programmazione e organizzazione dei servizi scolastici relativi
all'istruzione di secondo grado;

c) programmazione, organizzazione e gestione delle attività di
formazione professionale;
c) servizi alla persona e alla comunità e in dettaglio tutela della
salute, servizi sociali e integrazione socio-sanitaria, formazione
professionale e istruzione scolastica, beni e attività culturali,
spettacolo, sport;

d) costruzione, classificazione e gestione delle strade e regolazione
della circolazione stradale ad esse inerente;

e) programmazione dei trasporti e dei servizi di trasporto pubblico
locale;

d) polizia amministrativa regionale e locale;

f) gestione integrata degli interventi di difesa del suolo;

e) trasporto pubblico locale;


f) occupazione e mercato del lavoro.
g) attività prevenzione di incidenti connessi ad attività industriali;
attuazione di piani di risanamento delle aree ad elevato rischio
ambientale.


b) territorio, ambiente e infrastrutture e in dettaglio urbanistica,
beni ambientali, edilizia residenziale pubblica, protezione della
natura e dell'ambiente e tutela dagli inquinamenti, risorse
idriche e difesa del suolo, lavori pubblici, viabilità, trasporti,
protezione civile;
Dal contesto normativo alla “logica” tecnica/ politica/operativa.
Risparmio
Costi dell’amministrazione
(volontariato istituzionale)
Debito Pubblico
Riordino
Attuazione Costituzionale
Verticalizzazione “mista”( vs federale)
Redistribuzione
Protagonismo urbano
Regolazione regionale
Le specificità di Venezia “area e città metropolitana”: passaggi locali.

Legge speciale per Venezia ( 171/1973).

Legge Regionale 49 /1974 DELIMITAZIONE DELL'AMBITO
TERRITORIALE DEL COMPRENSORIO E NORME PER LA
FORMAZIONE
E
L'ADOZIONE
DEL
PIANO
COMPRENSORIALE RELATIVO AL TERRITORIO di
VENEZIA E DEL SUO ENTROTERRA

Legge 142/1990.

Legge Regionale 36/1993
DELIMITAZIONE DELL'AREA
METROPOLITANA di VENEZIA.

PALAV – Piano di area Laguna e Area Veneziana (1995).

Protocollo di intesa tra Sindaco di Venezia e Sindaco di
Padova per la costituzione della Città metropolitana centro
veneta ( 30 settembre 2000 – con adesione di 53 comuni,
tra i quali Treviso).

Piano Strategico per Venezia ( Delibera del Consiglio
Comunale 3/2006).

Protocollo d’intesa tra i Sindaci di Padova e Venezia del 2
maggio 2007.

(Relazione di Bruno Dente - Politecnico di Milano Commissione di lavoro RECS ANCI sulle città metropolitane
febbraio 2010)
Utile rivedere la definizione di Venezia “città metropolitana” nel Piano
strategico comunale 2006.
Utile rivedere la documentazione a sostegno del Protocollo PD/VE
2007.
Il Protocollo veniva inserito nell’itinerario del nuovo PTRC della
Regione : dalla presentazione a Roncade 26 febbraio 2008.
Temi di “area vasta” individuati nel Protocollo:
Nel 2008 si avviano due percorsi di “pensiero metropolitano” (1) :
Nel 2008 si avviano due percorsi di “pensiero metropolitano” (2) :
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Il Passante

Il Territorio

Il valore del Passante
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Pianificazione Passante

P.U.M. Venezia Muoversi locale Pensare Globale

Fotografia della Metropoli del Passante

Trasformazioni

Polarità

Questioni aperte
Nel gennaio 2009 ANCI presenta il 1° Rapporto strutturato sulle città
metropolitane italiane:
Utile soffermarsi su questi indicatori: previsioni demografiche 2020.
Utile anche rammentare questa specificità: investimenti R&S.
Nel 2009 il Ministero Sviluppo Economico presenta un’indagine sul
costo di cittadinanza nelle città metropolitane.
Il 17 febbraio 2009 la Giunta Regionale del Veneto adotta il nuovo
PTRC: tra le schede figura anche quella relativa alle città, “motore del
futuro”.
Il 9 luglio 2010 la Fondazione Nordest concludeva
considerazioni sul rapporto annuale con questa proiezione:
le
sue
Nello studio OECD Venice Italy ( 2009/2010) si rammenta (1):
Nello studio OECD Venice Italy ( 2009/2010) si rammenta(2):
Ma l’area metropolitana è anche spazio di evidenti discussioni:
Lo snodo è quindi nella “governance” territoriale: Rapporto Statistico
Regione Veneto 2010/ ANCI ricerca 2010.
L’auspicio nel Libro Bianco sul Governo delle Città ( CSS 2011).
L’indicazione “Top - Down” dell’ articolo 18 Legge 135/2012.
Organo
temporaneo
Sindaco
Metropolitano
Consiglio
Metropolitano
• CONFERENZA METROPOLITANA ( Sindaci comuni ricompresi nella
città metropolitana e presidente provincia).
• Elabora e delibera lo Statuto della Città Metropolitana entro il 31
ottobre 2013.
• Eletto con modalità fissate dallo Statuto : vedi Testo Unico Enti Locali
( articoli 74 e 75).
• Può nominare vice sindaco e consiglieri delegati.
• 12 componenti eletti tra i sindaci e i consiglieri comunali dei comuni
ricompresi nella città metropolitana.
• Sindaci e consiglieri costituiscono il collegio elettivo del Consiglio.
L’indicazione “Top - Down” dell’articolo 18 Legge 135/2012.
Nell’agenda della Città Metropolitana : Quaderno 9/2012 .Osservatorio
metropolitano Fondazione Venezia 2000.
Due esempi di possibile articolazione della discussione. 1:mobilità.
Fonti: Autostrade ( 2000) e ricerca ISFORT ( maggio 2011).
Due esempi di possibile articolazione della discussione. 2: indicatori e
percorsi del benessere equo e sostenibile.
Entro le nuove opportunità comunitarie
Entro le nuove opportunità comunitarie:
E nel contesto di una riflessione mondiale sul ruolo delle città: WUF
2012.
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