UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MACERATA
FACOLTÀ DI SCIENZE DELLA FORMAZIONE
SCIENZE PEDAGOGICHE
DISTURBI DI APRRENDIMENTO
A.A. 2010/11 - I SEMESTRE
Dott.ssa Angela Fiorillo
PROGRAMMA
Mercoledì ore 17 - 20 Aula 11
DATA LEZIONE
CONTENUTI
1) 13 ottobre: Presentazione del programma - Fisiologia della lettura
2) 20 ottobre: Lettura predittiva
3) 27 ottobre:
Come si scrive. Fisiologia della scrittura
4) 3 novembre: Letto scrittura
5) 10 novembre: Leggere male. Scrivere male
6) 17 novembre: DSA: Eziologia. Quadro sindromico. Diagnosi
7) 24 novembre: DSA e lateralità
8) 1 dicembre: Il trattamento. Manifesti. Il sistema COCLITE
9) 15 dicembre: La sindrome di Jack
10) 22 dicembre: Jack e DSA
FISIOLOGIA DELLA LETTURA
SOMMARIO
 Competenze, requisiti e processi
 Azioni cognitive
 Primato della parola
Competenze - requisiti - processi
PREMESSA
• Conoscere la fisiologia di una funzione per comprendere lo
stato disfunzionale di quella stessa funzione.
• Indagine sul processo di apprendimento della lettura
(svincolato dalla elaborazione e dalla cultura).
• La lettura è un processo molto complesso che coinvolge una
pluralità di azioni.
• Attiene alla cognizione.
Competenze - requisiti - processi
PREMESSA
•
•
•
•
Natura mentale delle funzioni lettorie e scrittorie.
Attivazione di processi in sinergia
Elevato automatismo.
E’ impossibile non leggere.
Competenze - requisiti - processi
Tre competenze compositive della lettura
1. La decifrazione dei segni: riconoscimento dei segni, in
sequenza da sinistra a destra e loro associazione ai
suoni corrispondenti (strumentalità).
2. La decodifica della scrittura: comprensione del
messaggio o significato consistente nella elaborazione
cognitiva degli indizi percettivi in una realizzazione
significativa del testo, sulla base dei processi di
anticipazione o di predizione. (I processi sottostanti la
comprensione sono parzialmente indipendenti da quelli
sottostanti la decodifica. Sono eventi diversi).
Competenze - requisiti - processi
3. La competenza neuropsicologica: organizza e
coordina le azioni complesse e i
coordinamenti psichici che nell’insieme
consentono al meglio le funzioni esecutive o
cognitive.
Competenze - requisiti – processi
I minimali neurologici








Coinvolgimento del cervello,
dinamizzazione di varie zone corticali e scambi elettro-chimici che
costituiscono il reticolo corticale e danno luogo ai flussi corticali,
moduli, dispositivi, cablaggi,
orientamento visuo-motorio da sinistra a destra, dall’alto in basso,
schemi visuo-motori crociati,
corretto funzionamento del reticolo corticale,
flussi corticali,
corretto scambio interemisferico,
sufficiente funzionalità delle aree corticali visiva, simbolica, motorie
e sub-corticali.
Competenze - requisiti - processi
•
•
•
•
REQUISITI FUNZIONALI
Funzioni neurologiche: minimali neurologici.
Funzioni motorie e psicomotorie: corretta motricità
oculare, sufficiente stabilizzazione della dominanza
laterale, sufficiente fluidità nel lavoro sinistra-destra.
Funzioni sensoriali: (discriminazione visiva, percezione
orientata delle lettere nella giusta direzione, sintesi
visiva, discriminazione uditiva, sintesi uditiva,
integrazione sensoriale, sufficiente span visivo,
percezione sinistra-destra, percezione di successioni
nello spazio, inseguimento visivo).
Funzioni affettive: motivazione, interesse.
Competenze - requisiti - processi
• Funzioni intellettive: simbolizzazione (corrispondenza
tra suoni e rispettivi significati), competenza semantica
(conoscenza delle parole e delle strutture linguistiche
più ampie: sintagmi, enunciati, frasi), logica,
comprensione successioni temporali, ritmi, memoria,
memoria d’ordine, memoria di ritmi, tenuta attentiva,
interdipendenza tra analisi e sintesi.
• Funzioni linguistiche: controllo fonologico, sufficiente
sviluppo linguistico.
• Funzioni cognitive: coordinamenti funzionali generali,
controllo delle sinestesie, controllo delle funzioni
esecutive, organizzazione generale del pensiero.
Competenze - requisiti - processi
Nelle prestazioni ottimali le funzioni sono efficienti e operano
in regime di coordinamento, simultaneità e reciprocità.
La corteccia viene impegnata:

in parallelo tra i due emisferi,

con processi inter-emisferici congiunti ,

in velocità,
 con interessamento integrale del cervello e della
corteccia cerebrale a livello inter-emisferico.
Competenze - requisiti - processi
PROCESSI (Mc Clelland)
 Processo lessicale: identificazione di stringhe di lettere e
parole visualizzate, riconducibili a un lessico interno che
ciascuno possiede per effetti della propria esperienza
linguistica (analisi visiva grafemica).
 Processo semantico: comprensione, attribuzione di senso
alla parola riconosciuta in relazione alla memoria e al
contesto, come associazione tra il percepito e il lessico
posseduto.
AZIONI COGNITIVE
TEORIE
 Javal: Durante la lettura i movimenti
oculari non
procedono in modo lineare e continuo ma alternano
movimenti rapidissimi (saccadi o salti saccadici) e pause
(fissazioni) durante le quali si fissa l’immagine sulla
retina. La mente percepisce i grafemi ed elabora
l’informazione operando anche l’attribuzione di
significato.
 Buzan: Nel leggere gli occhi si spostano con una serie di
pause e di rapidi salti. L’azione del leggere consiste in un
alternarsi di fissazioni e di salti in avanti e talvolta di
regressioni.
AZIONI COGNITIVE
TEORIE
 Baccino: I movimenti degli occhi non corrispondono
esclusivamente alla funzione oculomotrice ma sono orientati
anche da processi cognitivi inerenti le caratteristiche
linguistiche del testo da leggere.
 Indagini con immagini filmate: Testimoniano che l’azione del
leggere consiste in un alternarsi di salti in avanti, fissazioni e
talvolta di regressioni.
AZIONI COGNITIVE
NEL LETTORE ABILE …
• Alla parola viene dato immediato significato sulla base
degli elementi grafici percepiti durante la brevissima
pausa per annotare qualche lettera, in un arco del
continuo grafico che è detto campo di fissazione.
• Si fanno salti e fissazioni lungo la linea scritta entro la
quale si sintetizzano i segni e le parole.
• I movimenti oculari procedono con ritmo regolare da
sinistra a destra, sviluppando successivi atti di fissazione
e spostamenti, in leggero anticipo rispetto al testo da
leggere, così da cogliere globalmente le parole e il testo.
AZIONI COGNITIVE
SALTI – FISSAZIONI – REGRESSIONI
• I salti in avanti (saccadi):
Sono movimenti sequenziali e a rapidi scatti, spostamenti
verso destra che l’occhio e la mente compiono tra due
fissazioni (campo saccadico) per conquistare una nuova
porzione di testo. Sono regolati da diversi fattori di natura
visiva e cognitiva.
Il nistagmo fisiologico costituisce uno schema motorio
essenziale nella lettura perché consente di procedere per salti
saccadici verso destra ma anche con rapide regressioni.
AZIONI COGNITIVE
DUE MOVIMENTI
1.
Movimento visivo: regolato da sinistra a destra,
dall’estensione del campo di fissazione e da quella del
potenziale campo visivo del lettore, sempre in direzione
sinistra-destra.
Se il campo visivo è superiore al salto in avanti tra due
fissazioni, l’occhio si spinge troppo in avanti e deve dar luogo
a un lavoro di compensazione o di conferma o verifica del
testo letto/intuito, attivando una serie di compensazioni di
diverso segno strategico: la regressione percettiva per
polarizzare una lettera o un gruppo, oppure la invenzione
cognitiva con cui il lettore ipotizza rapidamente cosa ritiene
ci sia scritto nella parola non percepita.
AZIONI COGNITIVE
2. Movimento cognitivo: azione combinata di apprendimento e
conoscenza che consente alla mente di spingere l’intuizione
del testo verso destra, l’ipotetica decodifica del messaggio
scritto. E’una azione cognitiva di diversa estensione (campo
cognitivo), dipende dall’abilità predittiva del pensiero sulla
base di funzioni psichiche: la conoscenza del contesto, la
comprensione della parte già letta, l’autostima e l’abitudine
a formulare ipotesi, la reversibilità del pensiero, la
competenza lessicale e sintattica, la simbolizzazione ecc.
Se il campo cognitivo è inferiore al salto in avanti tra due
fissazioni (campo saccadico), la lettura rallenta e si fa incerta
per insufficiente comprensione. Se invece è superiore, il
lettore può far ricorso alla diade funzionale della regressione
percettiva o della invenzione cognitiva.
AZIONI COGNITIVE
• Le fissazioni:
Sono i movimenti in cui l’occhio sospende il nistagmo
(inibizione saccadica), fissa una posizione e si ferma un attimo
per registrare una o più lettere attorno a tale punto
(polarizzazione), quindi procede verso un altro punto più avanti
verso destra, o nella riga sottostante.
In questa fase avviene la lettura nel senso della decifrazione
delle lettere o di gruppi di lettere o di parole che costituiscono
il campo di fissazione o span percettivo. Tanto più è capiente il
campo di fissazione quanto più si riduce il numero delle
fissazioni necessarie in una riga e aumenta la velocità lettoria.
La fissazione però va oltre la parola per apprezzare elementi
della parola precedente e di quella successiva, in una sorta di
fissazione retroattiva e proattiva: la fissazione debordante.
AZIONI COGNITIVE
• Le regressioni:
Sono fissazioni all’indietro o fissazioni regressive da destra a sinistra
che occupano circa il 15% del tempo di lettura e si determinano
all’interno della stessa riga o verso la riga precedente e possono
essere intenzionali o in intenzionali.
Le regressioni intenzionali vengono attivate dal lettore che vuole
sincerarsi di quanto percepito o letto o per meglio memorizzare
l’informazione. Sono funzionali all’efficacia del leggere.
Le regressioni inintenzionali sono invece abitudini o automatismi
che contrastano il procedere in avanti e che inducono a ripetere
parti di parole o parole o a inciampi o interruzioni. Tali regressioni
aumentano il numero delle fissazioni e riducono la velocità lettoria,
interrompono il lavoro mentale e generano scompensi tra la
velocità e la comprensione.
AZIONI COGNITIVE
Il campo di fissazione
• L’estensione della linea grafica oggetto di un unico atto
percettivo sembra comprendere circa 10 lettere o da 7 a 12,
compresi gli spazi e i segni di punteggiatura. Nei bambini non
abili tale campo si restringe fino a 2 lettere, al di sotto delle
quali non c’è lettura.
• L’ampiezza del campo di fissazione cresce con l’abilità del
lettore. (Deva, Buswell).
• Il lettore abile concentra la ricezione visiva non sull’intero
campo ma su una sua sezione di 2 o 3 grafemi lasciando il
resto a processi anticipatori o predittivi sul senso delle parole.
AZIONI COGNITIVE
Il campo di fissazione
•
Il cervello tende a selezionare parti dello stimolo visivo
globale privilegiandone alcuni elementi chiave che
costituiscono una sorta di tratti pilota.
• L’esplorazione oculare segue una strategia selettiva secondo la
quale prende in esame dettagliato le forme grafiche con:
angoli, punti di massima curvatura, contorni con andamento
imprevedibile.
• Il percorso oculare sulla riga non è casualmente diretto ma
riflette un tracciato di scansione (a schema, ad anello,
circolare).
AZIONI COGNITIVE
Il campo di fissazione
Nelle soste/fissazioni il lettore rileva le caratteristiche di
segni, li riconosce e decifra, poiché durante i movimenti
le forme visive non sono percepibili.
Questa fase è dieci volte più lunga del tempo per i
movimenti o salti.
I tempi di sosta durante la fissazione vanno da 200 a
300 millisecondi contro i 20/30 msec dei movimenti.
Più è esteso il campo di fissazione più veloce è la lettura,
salvo la comparsa delle regressioni (salti al’indietro) che
invece accrescono il numero dei momenti di fissità.
AZIONI COGNITIVE
Movimento degli occhi durante la lettura
Cornoldi: il soggetto che legge compie dei movimenti
oculari spostandosi da un punto all’altro del testo e
fissando solo alcuni punti che gli servono come indizi da cui
inferire il resto del testo scritto.
Il lettore in difficoltà non è in grado di compiere
spostamenti regolari, spesso l’occhio perde la direzionalità,
si sposta troppo in avanti e è costretto a tornare indietro.
Nel frattempo quanto era stato rilevato e conservato in
memoria a breve termine può essere andato perduto e
quindi il lettore è costretto a riesaminare nuovamente tutto
il testo.
La fissazione, l’ampiezza, il tempo e la sua linearità,
dunque rappresentano il processo percettivo e cognitivo
essenziale per la lettura e ne determinano la qualità.
AZIONI COGNITIVE
Movimento degli occhi durante la lettura
L’esplorazione lettoria non considera tutte le parole ma alcune,
secondo queste tendenze:
– le parole più dotate di contenuto più di quelle funzionali,
– le parole lunghe più di quelle corte,
– le parole con particolari caratteri grafici più delle altre,
– le parole inconsuete più di quelle consuete,
– le parole non ripetute nel testo, più di quelle ripetute,
– le parole non prevedibili, più di quelle prevedibili.
Permane una forte variabilità individuale nella lettura.
Vi incidono anche condizioni soggettive (cultura, possesso
lessicale, abilità predittiva, autostima) e contestuali (caratteri grafici,
posizione spaziale, colore)
AZIONI COGNITIVE
Il senso dei movimenti oculari
• Baccino: teorie inerenti i processi oculomotori che
affermano l’interazione tra il motorio e il cognitivo:
• Modello dell’ipotesi occhio-mente di Just e Carpenter:
associazione dell’attenzione al procedere sequenziale dello
sguardo, con spostamento alla parola successiva solo al
termine del trattamento della precedente.
• Modello dell’attenzione del meccanismo di guida dello
sguardo di Morrison: dissociazione dell’attenzione dalla
posizione dello sguardo, poichè la prima procede in
direzione para-foveale a un pre-trattamento della parola
seguente orientando così i salti saccadici e se la parola
para-foveale è rapidamente identificata, l’attenzione passa
alla successiva, allungando così i saccadi.
AZIONI COGNITIVE
Il senso dei movimenti oculari
Modello di Strategy & Tactis di O’Regan:
• il procedere oculomotorio verso destra può essere modificato da tattiche
locali.
• tendenza è verso il centro della parola e nel caso di caduta non centrale,
la parola viene rifissata più volte, determinando un allungamento del
tempo di fissazione.
• scorretti meccanismi oculomotori danno luogo a reiterate fissazioni della
parola.
• La motilità oculare coinvolgere l’attività cognitiva più diffusa, l’attenzione
intenzionale del soggetto e la tendenza a scorrere in avanti.
• La lettura è costituita in gran parte dal lavoro mentale ma è inseparabile
dai movimenti del corpo che riguardano i muscoli che comandano la
motilità oculare e quelli che regolano l’adattamento alla distanza
dell’oggetto. La loro corretta fisiologia è essenziale per la lettura razionale.
AZIONI COGNITIVE
I buoni lettori :

percepiscono con un solo colpo d’occhio larghe parti del testo e
riescono a leggere una riga scritta a macchina in tre momenti di fissità
visiva.

godono di un vasto campo visivo che permette loro di ridurre al
minimo i momenti di fissità dello sguardo per ogni riga.
Il tempo di fissità è variabile in relazione sia al lettore che al tipo di
testo ed è migliorabile.
Capienza, numero e tempo delle fissazioni sono all’origine della velocità
nel leggere.
Per alcuni si percepisce la prima sillaba della parola, per altri le prime
tre lettere, per altri ancora la selezione percettiva è regolata dai
principi gestaltici della forma quindi si percepiscono le forme chiuse
invece che quelle aperte, le forme che presentano spigoli.
PRIMATO DELLA PAROLA
LA PAROLA E’ L’UNITA’ BASE PER L’ACCESSO ALLA LETTURA
COME DECODIFICA.
E’ la piattaforma di lavoro mentale nella lettura.
E’ una stringa di lettere dotata di significato, sulla quale il
cervello opera una processazione in parallelo.
PRIMATO DELLA PAROLA
TEORIE
• Deva: l’avvio è globale, a partire da parole o frasi, le quali sono
portatrici di significato e consentono di intuire le relazioni tra
le lettere.
Partire da qualcosa di significativo, parole o frasi, risulta
emotivamente più favorevole e facilita la conoscenza delle
relazioni tra lettere e tra parole.
• Decroly: dal livello globale al livello analitico – sintetico.
PRIMATO DELLA PAROLA
NELLA PERCEZIONE
• Superiorità della parola sulla lettera sul piano percettivo
analizzata in:
– Movimento oculare nello span percettivo
– Span occhio-voce
– Presenza nella parola di lettere dominanti
PRIMATO DELLA PAROLA
• Nella parola è maggiore il numero degli elementi
discriminanti dei segni grafici.
• La discriminazione tra 2 parole è più facile che fra 2 lettere.
• Parole brevi vengono riconosciute meglio e più
rapidamente rispetto a parole lunghe, parole bisillabe
meglio di parole polisillabe.
• Parole che rispettano l’alternanza di vocale e consonante
sono riconosciute meglio di parole in cui tale sequenza sia:
– Alterata.
– Complicata dalla presenza di doppie o di 2 vocali, di 2 o più
consonanti contigue.
PRIMATO DELLA PAROLA
NELL’INTELLETTIVITA’
• Nei confronti della parola sono facilmente applicabili
procedure di apprendimento e correzione dell’errore
(procedure istruzionali).
• Parole di significato noto sono riconosciute meglio di parole
non conosciute.
• La presenza del significato è immediata .
• C’è un riflesso che riconduce la stringa vista a una parola.
PRIMATO DELLA PAROLA
NELLA MOTIVAZIONE
• Immediata sensazione di saper leggere che aumenta i livelli di
motivazione indotta e favorisce i processi di apprendimento e
di analisi.
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Fisiologia della lettura