UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI PAVIA
Facoltà di Economia, Giurisprudenza, Ingegneria, Lettere e Filosofia, Scienze Politiche
Corso di laurea in Comunicazione Interculturale e Multimediale
La censura televisiva in Rai: alcuni casi
di analisi
Relatore: Dott. Vincenzo Buccheri
Correlatore: Dott. Guido Legnante
Tesi di laurea di
Matteo Preda
Anno Accademico 2004/2005
Comunicazione Interculturale e Multimediale
1
Il rapporto tra tv e censura
La censura televisiva attraversa 50 anni di
storia della Rai, modificando il suo aspetto e
i suoi obiettivi. La sua è un’ evoluzione che
va di pari passo con i cambiamenti
socioculturali del nostro paese
Il termine fa riferimento al controllo
compiuto dall’autorità su opere da
rappresentare, per accertare che non
offendano lo Stato, la religione o la morale.
Ma la definizione implica anche il concetto di
sanzione disciplinare, rimprovero e biasimo
La tv nasce nel 1954. Sin da allora le forze
politiche esercitano una grande influenza su di
essa, determinando le sorti di molti suoi
protagonisti
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2
La Dc alla conquista del piccolo
schermo
La Democrazia Cristiana è il partito che per
primo e più a lungo ha esercitato una forte
egemonia sulla Rai. Il segretario Fanfani,
divenuto primo ministro nel 1954, impone la
sua linea di pensiero al piccolo schermo
Filiberto Guala, suo uomo
di fiducia, diviene
amministratore delegato
dell’azienda. Dà il via al
progetto di una tv
pedagogica e fortemente
moralizzata
Vengono stilate le “Norme di autodisciplina per le trasmissioni
televisive”, che impongono una serie di restrizioni di contenuti e di
linguaggio
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3
Il codice Guala
Seguendo una bozza vaticana proveniente da
Pio XII, viene stilato un rigido codice etico:
• vietati programmi che presentino la
disonestà e il delitto in modo da spingere ad
approvazione o imitazione
• vietate le offese a ordinamenti civili o
religiosi: no a critiche verso politici o
personaggi istituzionali, proibite offese alla
Chiesa
• vietato mettere in discussione la sacralità del
matrimonio o l’istituzione della famiglia:
banditi temi come il divorzio o la ribellione
verso gli adulti
• vietate parole come vizio, delitto, parto e
addirittura piedi
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4
Lo scandalo della Piazzetta
Le rigide norme di Guala non salvano la tv delle
origini dagli scandali
Nel 1956 il varietà La piazzetta viene bloccato a
causa di una calzamaglia color carne indossata
dalla ballerina Alba Arnova, che dà un’impressione
di “nudità”
Con questo primo “caso” di rilievo si conclude anche la gestione di Guala,
costretto alle dimissioni dai suoi oppositori all’interno dell’azienda
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5
Tognazzi e Vianello: il caso Un due
tre
Severamente vietate in quegli anni anche le
parodie di personaggi politici
Ugo Tognazzi e Raimondo
Vianello realizzano una
gag sul presidente della
Repubblica Gronchi,
caduto da una sedia
durante una cerimonia
ufficiale
Nel 1959, dopo 5 anni e 77 puntate, lo storico varietà Un due tre
viene bloccato e i conduttori licenziati
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6
Dario Fo e Franca Rame a
Canzonissima ‘62
E’ l’anno della nascita del
primo governo di
centrosinistra
La coppia viene ingaggiata
per rinnovare culturalmente
la tv, aprendola a tematiche
nuove
Per la prima volta la Rai parla
di argomenti come scioperi,
libertà di espressione, mafia
Fo è ingaggiato dallo storico
direttore generale Ettore Bernabei,
braccio destro del primo ministro
Fanfani
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7
Dario Fo e Franca Rame a
Canzonissima ‘62
Uno sketch che denuncia la presenza della
mafia in Sicilia suscita reazioni di sdegno anche
tra alcuni parlamentari
I copioni già approvati dalla Rai iniziano a
subire dei tagli
La coppia riceve anche minacce
di morte
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8
Dario Fo e Franca Rame a
Canzonissima ‘62
Poco prima dell’inizio
dell’ottava puntata tre sketch
vengono banditi
Si chiede ai conduttori di
sostituirli con alcuni di
repertorio
Uno degli sketch è dedicato alla
spinosa questione della condizione di
lavoro degli edili, che chiedono
l’intervento di mediazione del governo
I conduttori rifiutano e
abbandonano la trasmissione
Dopo lo scontro con la Rai e le cause
legali Fo tornerà in tv nel 1977,
suscitando nuove polemiche con
Mistero Buffo. Da quel momento le
sue apparizioni saranno sempre più
rare
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9
L’avvento della neotelevisione
L’avvento delle tv private commerciali e la conseguente perdita del
monopolio da parte della Rai segnano la fine del periodo
paleotelevisivo
La tv di Stato è costretta a rivedere le proprie finalità pedagogiche
La riforma della Rai attribuisce il controllo della tv al parlamento
Termina l’epoca degli scandali legati al costume e alla morale
Le nuove polemiche ruotano attorno a personaggi scomodi, che
denunciano intrallazzi politici ed economici
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10
Beppe Grillo contro tutti
Comicità di denuncia a tutto
campo, dai problemi sociali ai
giochi di potere
Riscuote un enorme successo di
pubblico
Alcuni suoi attacchi al partito socialista
provocano il suo allontanamento dalla tv
dal 1986 al 1993
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11
Beppe Grillo contro tutti
Nel 1995 propone alla tv di Stato uno
spettacolo gratuito, ma l’azienda lo
blocca. Secondo la Rai I copioni
eccedono l’ambito della satira,
debordando in ipotesi di diffamazione
Lo show viene acquistato dalla tv
tedesca WDR, che trasmette uno
spettacolo straripante, nello stile del
comico
Grillo anticipa le vicende di numerosi personaggi che negli ultimi anni
hanno portato all’attenzione del pubblico il delicato e controverso tema
della satira politica
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Daniele Luttazzi e il putiferio su
Satyricon
Programma provocatorio e surreale
Satira politica feroce e monologhi
paradossali
Interventi di personaggi del mondo
dello spettacolo e della cultura
L’intervista al giornalista Travaglio,
dedicata alle misteriose fortune del
candidato premier Berlusconi, porta alla
sospensione del programma e alla sua
cancellazione nella stagione successiva
Dall’aprile 2001 il comico è apparso in tv solo una volta, nonostante il
grande successo di pubblico ottenuto
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Conclusioni
La censura nella Rai delle origini opera all’interno di un contesto
timoroso e completamente asservito al potere
E’ un meccanismo palese, che mira a preservare il senso del pudore e
non ammette riferimenti critici o parodistici a istituzioni politiche e
religiose
La neotv trascura gli aspetti relativi al costume e alla morale e si
concentra sulla satira, che nel corso degli anni ha provato
faticosamente a guadagnare il suo spazio
La satira politica è divenuta la principale causa di censura nella Rai
moderna
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