Comprensione del
Linguaggio
Prof.ssa Eleonora Bilotta
Il linguaggio

Il linguaggio è la capacità di utilizzare un
codice per esprimere, comprendere,
comunicare e rappresentare il mondo e le
idee sul mondo attraverso un sistema
convenzionale di segni arbitrari.
IL LINGUAGGIO E’:

Un sistema combinatorio discreto e arbitrario in cui è
possibile ottenere un numero infinito di parole o frasi
complesse:



discreto indica il carattere digitale del linguaggio in cui il numero
delle frasi o delle parole è infinito perché è possibile
riorganizzare gli elementi discreti in ordini e combinazioni
particolari (Produttività linguistica);
combinatorio indica che ognuna delle infinite combinazioni ha
un significato diverso che può essere previsto dai significati delle
sue parti e dalle regole e principi alla base del loro ordinamento
(Proprietà costruttiva);
arbitrario si riferisce all’arbitrarietà dell’attribuzione del
significato alle parole.
Suono
Fonologia
Lessico
Significato
Semantica
Morfologia
Sintassi
Grammatica
Funzioni comunicative
Contesto
Pragmatica
Conversazione
Discorso
Elaborazione delle frasi

Nel processo di comprensione delle frasi
esistono due livelli fondamentali di analisi:
 Analisi
sintattica (grammaticale) nota come
parsing;
 Analisi del significato della frase, nota come
pragmatica.
Grammatica o sintassi




In ogni lingua è possibile formulare un numero infinito di
frasi, ma queste frasi sono sistematiche e organizzate in
vario modo.
Chomsky (1957, 1959) e altri linguisti hanno elaborato
un insieme di regole per spiegare la regolarità e la
produttività del linguaggio.
Tale insieme di regole viene definito grammatica.
GRAMMATICA Insieme finito di regole che danno tutte
e solo le combinazioni possibili tra le parole per produrre
le frasi di una lingua.
Parsing


Parsing processo di assegnazione di una struttura
grammaticale alla frase.
È un processo tutt’altro che semplice, soprattutto in
lingue, come quella inglese dove alcune frasi presentano
problemi di ambiguità nella struttura grammaticale:


Es. “They are flying planes” può significare “sono aerei che
volano” oppure “stanno guidando degli aerei”.
Alcune frasi sono sintatticamente ambigue a livello
globale, altre a livello locale.
Parsing

Esiste una distinzione fondamentale tra
teorie seriali e teorie parallele
dell’elaborazione delle frasi:
seriali – viene inizialmente selezionata
una prima analisi sintattica della frase; se tale
analisi non funziona, ne viene selezionata
un’altra e così via.
 teorie parallele- le svariata analisi vengono
prese in esame parallelamente.
 teorie
Il modello del garden-path


Frzier e Rayner (1985) hanno proposto il modello del
garden-path lettori o ascoltatori possono essere indotti
in errori da frasi ambigue.
Il modello era basato sui seguenti assunti:



Per ciascuna frase viene presa in considerazione inizialmente
una sola struttura sintattica;
Il significato non è implicato nella scelta della struttura sintattica
iniziale;
Viene scelta la struttura sintattica più semplice utilizzando due
principi: la minima unione e la tarda chiusura;
Il modello del garden-path


Secondo il principio della minima unione viene
preferita la struttura grammaticale che dà luogo
al numero più basso di nodi (parti costituenti di
una frase);
Secondo il principio della tarda chiusura parole
nuove incontrate in una frase vengono collegate
alla frase stessa solo se è possibile da un punto
di vista grammaticale.
La teoria basata sui vincoli



La teoria basata sui vincoli, proposta da MacDonald et al. (1994),
basata su un’architettura connessionista, parte dall’assunto che tutte
le fonti importanti di informazione e vincoli, sono immediatamente
disponibili al soggetto che esegue il parsing.
Analisi contrastanti della frase in esame vengono attivate
simultaneamente e classificate in ranghi in base alla loro forza di
attivazione.
Secondo MacDonald et al. (1994), la risoluzione dell’ambiguità è un
classico esempio di soddisfacimento di un vincolo. Fonti di
informazioni multiple, parzialmente ridondanti, indipendenti,
probabilistiche, interagiscono tra di loro per consentire al sistema di
formare un’interpretazione ad ogni livello.
La teoria basata sui vincoli

Secondo la teoria, il sistema utilizza quattro
caratteristiche del linguaggio per risolvere le ambiguità
nelle frasi:




La competenza pone dei vincoli alle possibili interpretazioni delle
frasi;
Le varie forme di interpretazione associate a qualsiasi parola
data non sono in genere indipendenti l’una dell’altra.
Una parola può essere meno ambigua per certi versi piuttosto
che per altri;
Le varie interpretazioni possibili secondo le regole grammaticali
sono in genere notevolmente diverse per frequenza e probabilità
sulla base delle esperienze pregresse.
Pragmatica


La pragmatica si occupa delle modalità con cui il
linguaggio viene usato a scopo comunicativo.
Austin (1976) ha sostenuto che ogni frase
prodotta da un parlante ha tre effetti:
 Forza
locutoriasignificato letterale della frase;
 Forza illocutoriaciò che chi parla intende
comunicare;
 Forza perlocutoriaeffetto reale che la frase esercita
su chi ascolta.
Teoria della capacità



La memoria di lavoro viene utilizzata sia per
l’immagazzinamento che per l’elaborazione durante
l’elaborazione.
L’ipotesi fondamentale formulata da Just e Carpenter
(1992) è che esistono differenze individuali nella
capacità della memoria di lavoro e che queste differenze
individuali hanno considerevoli effetti sulla comprensione
del linguaggio.
La capacità della memoria di lavoro viene valutata
mediante il compito di span di lettura, dove i partecipanti
leggono una serie di frasi con lo scopo di comprenderle,
e poi cercano di ricordare l’ultima parola di ciascuna
frase.
Teoria della capacità



Afasia
La Teoria della capacità è stata applicata a pazienti
celebrolesi affetti da afasia, una condizione che implica il
deterioramento delle capacità linguistiche. Tutti i pazienti
afasici hanno in comune una riduzione delle risorse della
memoria di lavoro implicata nella comprensione del
linguaggio.
Caspari, Parkinson, LaPointe e Katz (1994) hanno
studiato vari pazienti affetti da afasia, scoprendo che la
prestazione in un compito di span di ascolto era
correlata (0.82) con una misura indipendente di
comprensione di testi.
Teoria della capacità


Carpenter, Miyake e Just (1994) hanno preso in esame
un modello di simulazione basato sulla Teoria della
capacità, CC Reader (Capacity Constrained, Capacità
limitata). Secondo questa teoria, l’attivazione è alla base
di tutte le attività che hanno luogo nella memoria di
lavoro:
 “il limite di capacità viene definito come la quantità
massima di attivazione che il sistema ha a
disposizione per la memorizzazione e l’elaborazione”.
Hanno inoltre sostenuto che questo modello può essere
facilmente applicato ai pazienti afasici: “la quantità
massima di attivazione disponibile per
l’immagazzinamento e l’attivazione delle informazioni
linguistiche è limitata in modo decisamente più grave nel
sistema afasico che non nel sistema normale”.
Elaborazione del discorso


Nella vita reale abbiamo abitualmente a che fare con
testi scritti o linguaggio parlato.
Secondo Gra e Serr, Millis e Zwaan (1997), esistono
importanti differenze tra eleborazioni di frasi e di testi:

Qualsiasi testo è molto più di una sequenza di singoli frasi… una
frase al di fuori di un contesto è quasi sempre ambigua, mentre
una frase inserita in un contesto lo è raramente... Sia le storie
che le esperienze quotidiane includono persone che eseguono
delle azioni per raggiungere determinati obbiettivi, eventi che
pongono ostacoli al raggiungimenti di questi ultimi , conflitti tra l
e persone e reazioni emotive.
Trarre inferenze



La comprensione di testi sarebbe impossibile
senza la possibilità di accesso alle conoscenze
immagazzinate.
Un semplice esempio del ruolo cruciale svolto
da tali conoscenze è rappresentato dal processo
di inferenza o di riempimento dei vuoti.
Schank (1976) lo ha definito il nucleo
fondamentale del processo di comprensione.
Trarre inferenze

È possibile tracciare una distinzione tra inferenze di
collegamento e inferenze di elaborazione:




inferenze di collegamento sono necessarie per stabilire
coerenze tra la parte del testo che si sta leggendo e quella
precedente;
inferenze di elaborazione servono ad abbellire il testo o ad
aggiungere dettagli.
Anafora
Forma più semplice di inferenza di collegamento, in cui
un nome o un pronome deve essere identificato con un
altro nome o una frase nominale menzionata in
precedenza.
Ipotesi minimalista


McKoon e Ratcliff (1992) hanno suggerito
un’alternativa definendola ipotesi minimalista.
In assenza di processi strategici specifici e
mirati, vengono costruiti solo due tipi di
inferenze:
 quelle
che stabiliscono rappresentazioni localmente
coerenti delle parti di un testo che vengono
esaminate e quelle che si basano su informazioni che
sono disponibili in modo semplice e veloce.
Ipotesi minimalista

Secondo McKoon e Ratcliff (1992):
 Le inferenze sono automatiche o strategiche (mirate);
 Alcune inferenze automatiche stabiliscono una
coerenza locale;
 Altre inferenze automatiche si basano su informazioni
facilmente disponibili in quanto fanno parte della
conoscenza generale o perché sono menzionate in
modo esplicito nel testo;
 Le inferenze strategiche vengono formulate dal lettore
al fine di raggiungere degli obiettivi, talvolta esse
servono a generare coerenza locale.
Teoria della ricerca del significato

Graesser, Singer e Trabasso (1994) hanno ammesso
che le teorie del costruzionismo non riescono spesso a
specificare quali inferenze vengono formulate durante il
processo di comprensione. Essi cercarono di eliminare
tale omissione nella teoria della ricerca del significato,
secondo la quale i lettori ricercano il significato in base ai
seguenti assunti:



L’ipotesi dell’obiettivo del lettore: il lettore costruisce per il testo
un significato che soddisfa i suoi obiettivi.
L’ipotesi della coerenze: il lettore cerca di costruire un significato
che sia coerente dal punto di vista locale e globale.
L’ipotesi della spiegazione: il lettore cerca di spiegare le azioni,
gli avvenimenti e le situazioni descritte nel testo.
Teoria della ricerca del significato


Graesser et al. (1994) hanno sottolineato che il lettore
non ricerca il significato se il suoi obiettivo non necessita
della costruzione di una rappresentazione significativa
del testo (ad esempio nelle correzioni di bozze), se il
testo sembra mancare di coerenza, oppure se il lettore
non possiede la necessaria conoscenza di fondo per
comprendere appieno il testo.
Vi sono numerosi tipi di inferenze che non vengono di
norma formulati in base alla teoria della ricerca del
significato.
Teoria della ricerca del significato

Sono descritti nove tipi diversi di inferenze:
Referenziale;
Assegnazione di ruolo nella struttura dei casi;
Antecedente causale;
Obiettivo sopraordinato;
5. Tematica;
6. Reazione emotiva del personaggio;
7. Conseguenza causale;
8. Strumento;
9. Azione dell’obiettivo subordinato.
1.
2.
3.
4.
Elaborazione di storie

La nostra descrizione della storia è altamente
selettiva, e determinata dal suo significato.
Gomulicki (1956) ha fornito una dimostrazione
semplice e diretta del modo selettivo con cui le
storie vengono comprese e ricordate, attraverso
evidenze sperimentali è giunto alla conclusione
che una storia è simile ad un riassunto in cui ci
si concentra principalmente sulle informazioni
importanti.
Grammatica delle storie




Quasi tutte le storie possiedono una struttura.
Alcuni psicologi hanno affermato che tutte le storie condividono alcuni
elementi comuni ad un livello generale ed astratto.
Ciò ha condotto al concetto di Grammatica delle storie, cioè una serie di
regole da cui è possibile generare la struttura di qualsiasi storia.
Thorndike (1977) ha preso in considerazione una Grammatica delle storie in
cui vi era una struttura gerarchica, in cima alla quale erano poste le
seguenti categorie:





Ambientazione;
Tema;
Intreccio;
Soluzione.
Thorndike sottopose a verifica tale grammatica e ne risultò che i soggetti
ricordavano meglio la storia quando il tema era posto all’inizio, e quando il
tema era posto alla fine piuttosto che essere omesso del tutto.
Teoria degli schemi


Schemi è usato in riferimento a blocchi ben organizzati
di conoscenze riguardanti il mondo, eventi, persone e
azioni.
Script e frame sono tipi relativamente specifici di schemi.


Script riguardano le conoscenze sugli eventi e le conseguenze
degli eventi. Schank e Abelson (1977) fecero riferiemnto allo
script del ristorante, che comprendeva le informazioni sulle
abituali sequenze di eventi previste nell’andare a mangiare al
ristorante.
Frame riguardano le conoscenze sulle caratteristiche e sulla
collocazione degli oggetti.
Teoria degli schemi



Gli schemi sono importanti nell’elaborazione del
linguaggio, perché contengono gran parte delle
conoscenze che vengono utilizzate per facilitare
la comprensione di ciò che udiamo e leggiamo.
La funzione cruciale degli schemi è che essi ci
consentono di creare delle aspettative.
Bransford e Johnson (1972) hanno ottenuto
evidenze sperimentali a favore dell’ipotesi che
gli schemi influenzano il processo di
comprensione.
Teoria di Bartlett




Bartlett (1932) è stato il primo psicologo ha sostenere
che gli schemi svolgono un ruolo importante nel
determinare ciò che ricordiamo di una storia.
La memoria è influenzata non solo dalla storia che viene
presentata ma anche dal magazzino delle precedenti
conoscenze rilevanti o schemi.
Egli l’idea di presentare ai partecipanti del suo studio
delle storie che producevano un conflitto tra il contenuto
presentato e le loro conoscenze precedenti.
I risultati ottenuti convalidarono le sue conclusioni.
Teoria di script-pointer-plus-tag

L’ipotesi script-pointer-plus-tag è stata formulata da
Schank e Abelson (1977). Essa rappresenta un
approfondimento di alcune idee di Bartlett e consiste in
una serie di ipotesi relative alla capacità di memoria per
storie basate su script o schemi:



Le informazioni derivanti dalla storia sono combinate con le
informazioni che derivano dallo script o dagli schemi sottintesi
presenti in memoria.
Le azioni riportate in una storia possono essere tipiche (coerenti
con lo script o gli schemi sottostanti) o atipiche (non coincidono
con script sottostante).
Le informazioni relative alle azioni atipiche vengono associate
individualmente allo script sottostante.
Teoria di script-pointer-plus-tag
 La
memoria di riconoscimento sarà migliore per le
azioni atipiche rispetto a quella per le azioni tipiche,
perché è difficile distinguere le azioni tipiche presenti
nella storia dalle azioni tipiche non presenti in essa.
 La rievocazioni iniziale delle azioni atipiche dovrebbe
essere migliore di quella per le azioni tipiche, perché
esse sono associate individualmente agli script nella
memoria.
 La rievocazioni di azioni atipiche a lunghi intervalli di
ritenzione dovrebbe essere peggiore di quella delle
azioni tipiche, perché la rievocazione si base in
misura crescente sullo script o sullo schema
sottointeso.
Il modello di kintsch e van Dijk


kintsch e van Dijk (1978) hanno individuato nel loro modello due
unità fondamentali di analisi: l’argomento e la proposizione.
Il testo della storia viene elaborato la fine di formare delle strutture a
due livelli:

La microstruttura: livello al quale le proposizioni estrapolate dal testo
vengono articolate in una struttura coerente.
 La macrostruttura: livello al quale si forma una versione corretta della
microstruttura.

Le proposizioni estrapolate da una storia vengono poste in un
magazzino di lavoro a breve termine di capacità limitata, che
assomiglia al sistema della memoria di lavoro. Ulteriori proposizioni
si formano grazie a inferenze di collegamento, e vanno ad
aggiungersi a quella formate direttamente dal testo stesso.
Il modello di kintsch e van Dijk



Quando il magazzino contiene un certo numero
di proposizioni, il lettore cerca di collegarle tra
loro in modo coerente.
Il collegamento delle proposizione ha luogo solo
nel magazzino di lavoro ed è pertanto limitato
dalla capacità della memoria a breve termine.
Si verifica un ciclo di elaborazione: ad intervalli
regolari, il magazzino viene svuotato di tutto
tranne che di alcune proposizioni fondamentali.
Il modello di kintsch e van Dijk

La macrostruttura di una struttura combina le
informazioni schematiche con una versione
abbreviata della microstruttura. Alle proposizioni
della microstruttura si applicano svariate regole:
 Cancellazione;
 Generalizzazione;
 Costruzione.

La capacità di ricordare un testo dipende sia
dalla microstruttura che dalla macrostruttura.
Il modello di integrazionecostruzione di kintsch


Kintsch (1988, 1992, 1994) ha proposto un
modello di integrazione-costruzione che
approfondisce e sviluppa il suo modello
precedente.
Questo modello fornisce un maggior numero di
informazioni sul modo in cui si formano le
inferenze e su come la conoscenza
immagazzinata interagisce con le informazioni
derivanti dal testo per formare la macrostruttura.
Il modello di integrazionecostruzione di kintsch
Il modello di integrazionecostruzione di kintsch

Secondo il modello, durante il processo di comprensione
si verificano le seguenti fasi:




Le frasi presenti nel testo vengono trasformate in proposizioni
che rappresentano il significato del testo.
Queste proposizioni vengono poste in un magazzino di lavoro a
breve termine e formano una rete proposizionale.
Ogni proposizioni costruita dal testo recupera alcune
proposizioni collegate in modo associativo dalla memoria a
lungo termine.
Le proposizioni costruite dal testo, insieme a quelle recuperate
dalla memoria a lungo termine, formano la rete proposizionale
elaborata; questa rete contiene di solito molte proposizioni non
pertinenti.
Il modello di integrazionecostruzione di kintsch



Viene utilizzato un processo di diffusione dell’attivazione al fine
di scegliere le proposizioni per la rappresentazione del testo; i
gruppi proposizioni strettamente interconnesse tra loro
attraggono quasi tutta l’attivazione ed hanno la maggiore
probabilità di essere incluse nella rappresentazione del testo,
mentre vengono scartate le proposizioni non pertinenti.
La rappresentazione del testo è una struttura organizzata che
viene immagazzinata nella memoria episodica del testo; le
informazioni sulla relazioni tra due proposizioni vengono incluse
se sono state elaborate insieme nel magazzino di lavoro a breve
termine.
Vengono alla fine costruiti tre livelli di rappresentazione: la
rappresentazione superficiale, la rappresentazione
proposizionale e la rappresentazione situazionale.
Il modello di indicizzazione degli
eventi

Zwaan, Langston e Graesser (1995)
hanno elaborato il modello di
indicizzazione degli eventi al fine di
specificare in modo chiaro i processi
implicati nella costruzione di modelli
situazionali.
Il modello di indicizzazione degli
eventi

I lettori sottopongono a monitoraggio cinque aspetti o
indici del modello di situazione in evoluzione nel
momento stesso in cui leggono la storia:
1.
2.
3.
4.
5.

Il protagonista;
Sequenza temporale;
Casualità;
Spazialità;
Intenzionalità.
Gli assunti del modello sono che la discontinuità di uno
qualsiasi di questi aspetti creino difficoltà alla
costruzione del modello situazionale, e che tali
discontinuità rendano il tempo di lettura più lungo.
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