maggior parte), ma nella loro buona scelta e con la loro bella nitidezza accrescono interesse al volume, specialmente per i lettori stranieri. In complesso un libro, nella sua dichiarata semplicità, molto serio e di notevole interesse ; assai utile poi a chi voglia prepararsi a letture più particolari e più strettamente scientifiche e ad osservazioni più prolungate sull'estrema Italia meridionale. GIUSEPPE ISNARDI. Un jour je voyageais en Calabre, L'Eglantine, Bruxelles, 1931, pag. 93 con 2 tavole fuori testo. JULES DESTRÉE, Il Destrée, uomo politico, scrittore e oratore belga ben noto in Italia ove svolse nel 1915 una vivace propaganda per il suo eroico paese, era stato, in quell'anno, anche in Calabria, ma aveva potuto vedere assai poco della Regione, nella corsa di pochissimi giorni che lo aveva condotto a Reggio e a Catanzaro ; nè l'animo poteva allora essere disposto alla contemplazione. Vi tornò più tranquillamente nel 1931 ed ora pubblica in una elegante edizione un libretto di rapide impressioni di viaggio che si riferiscono, senza uno speciale ordine metodico, alle strade e ai centri principali e soprattutto artisticamente più interessanti della Calabria, da Reggio ai paesi dell'Aspromonte occidentale, a Gerace Marina, a Stilo, a S. Severina, a Serra San Bruno, a Vibo Valentia e a Catanzaro e finalmente a Cosenza, Rossano e S. Demetrio Corone. Non è l'archeologo nè lo storico nè lo studioso di cose economiche o sociali che parla, ma l'uomo colto e « vissuto » in fatto di paesi e di genti che dice le sue impressioni e rievoca piacevolmente le singole cose nuove e belle o interessanti vedute e cerca di ricostruire la fisionomia della terra visitata e di rilevarne e interpretarne — senza ricerche in profondità (il che, come lo avverte il suo buon senso e il suo gusto, sarebbe pretesa assurda, data la scarsezza del tempo) ma con una certa agevole ampiezza — la ricchezza spirituale, che egli sa e ancora più intuisce assai grande e complessa. La ricostruzione è soprattutto fatta dallo scrittore per se stesso, ma egli pensa anche agli altri, che il libro vuole essere pure un invito a venire a visitare « un beau pays encore trop peu connu »; è questo, anzi, il titolo del capitolo introduttivo del libro, nel quale si parla di Paul Louis Courier e di Francesco Lenormant e altri scrittori, di alberghi di ieri e di alberghi e di cibi di oggi, di ospitalità e di automobili ecc., per quella preoccupazione, benevola in