Anno XV
ottobre
dicembre
2015
Direzione e redazione:
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n.
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Auguri
La nuova voce
del
pensıonato
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ORGANO BIMESTRALE
DELL’ASSOCIAZIONE DIPENDENTI A RIPOSO DEL MONTE DEI PASCHI DI SIENA
Il Presidente ed il Comitato Direttivo di questa Associazione, in occasione delle prossime Festività, rivolgono
un affettuoso augurio a tutti gli Associati ed alle loro famiglie.
Un fervido augurio anche agli esponenti della Banca Monte dei Paschi di Siena Spa, della Fondazione,
della Cassa di Previdenza, della Cassa di Mutua Assistenza e delle Organizzazioni Sindacali.
Non dimenticare l’adesione al Programma Rimborso Spese Mediche (in quarta di copertina)
Direttore: Alberto Cavalieri - Direttore Responsabile: Tullio Mori - Redazione: Flavio Egni - Progetto grafico/impaginazione: Bernard Chazine
Reg. Tribunale di Siena n. 718 del 5 ottobre 2001 - Stampa: Arti Grafiche Ticci, Sovicille (SI).
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Comitato
Comit
Direttivo
ottobre
29
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2015
Il giorno 29 ottobre 2015 si è tenuta la riunione del Comitato Direttivo dell’Associazione, l’ultima del triennio.
Si è ritenuto in questa occasione di comprendere in un unico
documento – di seguito riportato – il consuntivo sull’attività
svolta, aggiornando i vari argomenti alla situazione odierna.
All’O.d.G figurava un punto di particolare rilevanza per
tutti i pensionati (incostituzionalità del blocco della perequazione 2012-2013). Le conclusioni sono riportate in altra
parte del notiziario, che vi invitiamo a consultare.
Anche sul tema dell’Assistenza Sanitaria si è ritenuto necessario richiamare l’attenzione dei soci (vedi articolo sull’argomento).
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1 CONSIDERAZIONI A CONCLUSIONE
2
DEL TRIENNIO 2013 – 2015
All’inizio del triennio che sta per concludersi questo Comitato ritenne di non poter effettuare un vero e proprio ‘programma
di legislatura’ come era accaduto nei trienni precedenti, in considerazione dell’estrema incertezza dell’ambiente di riferimento: la Banca si trovava nel punto più acuto della propria
crisi e questo non poteva non avere riflessi per i pensionati:
l’unica certezza, confermata dai fatti, era l’esistenza per gli integrativi di un patrimonio totalmente separato rispetto a quello
della Banca e di solide barriere contro il potenziale rischio di
contagio connesso al ruolo di Gestore della Banca stessa.
Ed in effetti gli accadimenti succedutisi in questi tre
anni, dopo il disastro subito dalla ‘nostra’ Banca, non consentivano alcuna programmazione, neppure per la modesta
attività dell’associazione.
A consuntivo possiamo solo ripercorrere quanto si è potuto fare, e tentare di dare una risposta ad un quesito fondamentale: è ancora utile ai pensionati la nostra Associazione?
Gli argomenti sono quelli di sempre, e nelle relazioni annualmente rese all’Assemblea si è puntualmente riferito al
riguardo. Seguiremo gli stessi titoli, facendo una breve sintesi
vista in un arco di tre anni.
La nostra Associazione: oggi e domani.
Può essere esaminata sotto almeno due profili:
I Dimensioni dell’Associazione (numero dei soci, numero
delle sedi periferiche),
I Ruolo ricoperto.
Negli ultimi tre anni l’Associazione ha avuto la seguente
evoluzione in termine di numero di Soci:
Integrativi
Altri
Totale
fine 2012
ultimo dato
2.039
2.401
4.440
1.774
3.196
4.970
Isola d’Elba – foto Fernando Santoni
La platea dei potenziali soci si è arricchita nel triennio
per le cessazioni conseguenti ai programmi di riduzione organici della Banca, attraverso sia collocamenti a riposo con
diritto a pensione (pochi), sia e più in applicazione del fondo
di solidarietà e per sfoltimento della categoria dei Dirigenti.
La modifica apportata al nostro Statuto ha permesso di offrire
l’iscrizione a questi ultimi colleghi. Gran parte di questi colleghi sta ora passando nella categoria dei pensionati.
La risposta è stata però percentualmente inferiore al passato per comprensibili motivi; comunque un numero significativo di ‘giovani pensionati’ ha rinfoltito e soprattutto ringiovanito il corpo sociale.
Anche nelle stanze dell’Associazione si è potuto registrare un apprezzato arricchimento di colleghi disposti a collaborare, tuttavia vorremmo che il piccolo gruppo di volonterosi che tengono in vita l’Associazione si allargasse, per
non rischiare che le forze dei collaboratori storici, fisiologicamente in calo, non consentano di proseguire adeguatamente l’attività.
Auspichiamo dunque che dai nuovi colleghi che andranno a comporre il comitato sia adeguatamente percepita
questa vitale esigenza, offrendosi direttamente o suggerendo
nomi di soci, conosciuti da ciascuno, volonterosi e portatori
di esperienze fresche.
È proseguito il processo per instaurare in altre piazze, oltre
Siena, sedi specifiche presidiate da colleghi che si sono impegnati ad una presenza in alcuni giorni la settimana. Sono ora
funzionanti le sedi di Firenze, Perugia, Bari, Napoli e Grosseto.
In questo triennio si è definitivamente affermato il ruolo
sviluppando a seguito delle fusioni bancarie, e per tutti per i
rischi conseguenti agli attacchi alle nostre pensioni (considerate ‘ricche’ per definizione, anche quando non lo sono).
3 ASSISTENZA
Abbiamo già detto sopra sul nostro ruolo di surroga. Abbiamo speso molte energie per ottenere che ci sia, da parte
dei ruoli operativi dell’Azienda, anche a livello più elevato,
una soddisfazione per il nostro operato: può essere un contributo per far sì che l’Azienda mantenga il proprio rilevante
impegno economico per l’assistenza sanitaria ai pensionati.
Le negative esperienze vissute dai colleghi in quiescenza
delle banche confluite in Unicredito e Intesa per questo ed
altri aspetti sono ben conosciute e dobbiamo fare ogni sforzo
per evitarle.
Il processo di miglioramento dell’assistenza ai pensionati
anziani non autosufficienti gestito dalla Cassa Mutua, senza
oneri per l’Azienda, è ormai completato.
2 RAPPORTO CON LE ALTRE ASSOCIAZIONI PENSIONATI
Nell’ambito del Gruppo, ormai scomparso, non è stato significativo il ruolo della neonata Federazione. Di fatto il progetto iniziale non è stato caldeggiato dalle tre Associazioni
presenti nel Gruppo e di conseguenza anche il nostro contributo è risultato scarso. Solo nell’ambito del PRSM è stata apprezzata la nostra attività da parte dell’Associazione pensionati esattoriali.
In ottica più ampia, nel mondo cioè delle altre Associazioni Pensionati Bancari, l’adesione alla FAP, ha avuto, tutto
sommato, una sua utilità, soprattutto in quest’ultima parte,
per i soci: per gli integrativi vista l’esigenza di capire gli importanti processi di modifica degli assetti dei fondi che si sta
5 LA PREVIDENZA INTEGRATIVA.
Terminata l’esposizione dei temi di interesse della generalità dei soci, passiamo a quello di maggiore rilevanza per la
categoria degli Integrativi, tema che ha trovato anche in questo triennio l’Associazione fortemente coinvolta, anche attraverso la presenza di propri rappresentanti negli Organi Sociali della Cassa di Previdenza Aziendale.
del
La nuova voce
dell’Associazione come erogatore di servizi ai soci con riferimento soprattutto al Programma Rimborso Spese Mediche:
la surroga in questo lavoro dei colleghi già in servizio alla
funzione personale e utilizzati altrove è divenuta, per il contatto con i pensionati, quasi totale ed impegna gran parte dei
nostri collaboratori.
Ci sentiamo inoltre di affermare che molto attivo e propositivo, al di là dei risultati, è stato il ruolo svolto dai pensionati nominati o eletti nel Consiglio della CPA.
Analogamente l’Associazione ha finito per costituirsi punto
di riferimento per superare le crescenti difficoltà di contatto
con le strutture della Banca su altri temi, sentiti come problematici dagli associati, quali il fisco e la previdenza, dopo che
la Banca ha perso il ruolo di erogatore delle pensioni passate
all’INPS, riducendo conseguentemente gli organici.
È questo un punto sul quale il triennio si è aperto positivamente, con ricerca di un avvicinamento da parte dell’Azienda, certamente suggerito dall’esigenza di ricevere ogni
contributo utile per tamponare le conseguenze della gravissima perdita di reputazione del Monte.
Ricordiamo che alla nostra Assemblea di due anni fa intervenne addirittura l’Amministratore delegato e fu presentato dalla Dott. Dalla Riva un progetto denominato provvisoriamente ‘Community’ pensionati del Gruppo Montepaschi,
accompagnato anche da talune iniziative concrete.
La spinta si è poi affievolita ed i continui tentativi dell’Associazione di rendersi parte attiva per conseguire rapporti proficui fra l’Azienda ed i pensionati intesi come clienti
e, in qualche misura, promotori-sostenitori dell’attività commerciale della Banca, non hanno prodotto risultati.
Ci auguriamo di sbagliare, ma anche in questo caso non
ignoriamo il rischio di omologazione del Monte alle logiche
di marketing dei due grandi gruppi bancari, che, ci dicono,
non svolgono nessuna azione di ‘retemption’ verso il cliente
dipendente ed, ancor meno, pensionato, delle Banche incorporate, sottovalutando il potenziale di marketing positivo, ma
anche negativo, connesso alla credibilità dell’ex dipendente
verso i clienti da lui conosciuti.
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4 IL RAPPORTO DELL’ASSOCIAZIONE CON IL MONTE
3
INCOSTITUZIONALITÀ
DEL BLOCCO PEREQUAZIONE
2012 – 2013
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Isola d’Elba – foto Fernando Santoni
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Questo periodo è stato, ed è tuttora connotato da elementi
di fortissima incertezza sull’effettivo valore del patrimonio,
sia mobiliare che immobiliare e sui relativi rendimenti. Sono
note le determinanti di questa incertezza:
I forte abbassamento dei tassi, con conseguente rilevante,
ma per sua natura provvisorio, innalzamento del valore
dei titoli già in portafoglio a più lunga scadenza; gran
parte dei positivi andamenti del 2014 sono indotti da
quest’ultimo fenomeno, il resto dalla crescita dell’azionario, che però da Agosto 2015 ha invertito la tendenza,
I quasi nullo rendimento netto degli immobili (affitti meno
manutenzioni e fiscalità) e riduzione a valori minimi
delle vendite e quindi delle plusvalenze realizzate,
I effetto di quanto sopra sulla determinazione della misura del tasso di attualizzazione, a cui si è aggiunto
l’obbligo Covip di accantonamento prudenziale del 4
% della Riserva matematica (in dieci anni),
I rischio di dover provvedere all’aggiornamento delle
pensioni integrative, con corresponsione degli arretrati,
per reintegrare la mancata perequazione 2012 e 2013,
quasi certamente illegittima per i Fondi privati.
In questa situazione nel triennio è stato possibile ottenere
solo una contenuta erogazione degli ‘avanzi’ (4 mil. di euro); il
bilancio 2015 dovrebbe fornire qualche elemento di maggiore
chiarezza, che sarà valutato dal nuovo Comitato direttivo.
6 CONCLUSIONI
Abbiamo aperto questa relazione con un dubbio esistenziale: lo vogliamo chiudere rispondendo sì, proprio ora è non
solo utile, ma indispensabile un’Associazione che aiuti, rappresenti e tuteli i pensionati.
Difatti in una situazione di incertezza, di avversione dell’opinione pubblica verso i ‘ricchi pensionati bancari’, che si
riflette poi nei comportamenti della politica, di rischi spesso
indeterminabili a priori, i pensionati del Monte di oggi e di
domani (questi ultimi, fra l’altro, sempre meno ‘ricchi’) dovrebbero sentire il bisogno di questa entità, che, pur conscia
della mancanza di un proprio specifico potere, cerchi momento per momento le soluzioni possibili ai problemi che sorgono e sorgeranno; per far questo però è indispensabile che
fin da oggi si prepari un gruppo, ristretto ma competente e
convinto, in grado di effettuare la fisiologica sostituzione.
È questo è il messaggio che vogliamo lasciare in eredità
al nuovo Comitato che si insedierà da gennaio!
A seguito della riunione del comitato direttivo, è stato elaborato il documento dell’Associazione sul tema della Incostituzionalità del Blocco Perequazione 2012 – 2013 disponibile anche sul sito www.assopensmps.it
L’argomento era stato trattato nel n. 60 (aprile-giugno
2015) del nostro Notiziario, nell’assoluta imminenza dell’uscita della sentenza della Corte Costituzionale, sulla base
delle notizie allora disponibili (potete trovare a pag. 19 l’articolo e una bozza per l’interruzione della prescrizione).
La stampa si è molto occupata dell’argomento, in particolare all’atto dell’emanazione del noto ‘decreto Poletti’, a
nostro avviso con scarsa chiarezza e poca obiettività.
Solo ora, risultando possibile fornire indicazioni basate
su adeguati approfondimenti, alcuni di data recentissima, abbiamo ritenuto opportuno predisporre un documento nel
quale riportare tutti gli elementi di valutazione disponibili
per consentire ai Soci decisioni informate.
1 CHI SONO I COLLEGHI INTERESSATI
Sono interessati tutti coloro che nel 2012 e 2013 hanno
percepito cumulativamente (sola pensione INPS o Pensione
INPS + integrativo) un trattamento superiore a € 1.405,05
lorde mensili.
Non sono interessati i Soci che non erano ancora percettori di pensione (ad esempio quelli cessati dal servizio ma
ancora inseriti nel Fondo di solidarietà).
La perdita economica che la dichiarazione di incostituzionalità sembrava risarcire è rappresentata da:
I Mancato adeguamento dal 1.1.2012 al 31.12.2015
I Mancato aggiornamento della pensione per tutti gli anni
a venire per il pensionato e per l’eventuale coniuge superstite.
Su diversi siti sono disponibili tabelle di calcolo attendibili; a titolo indicativo si riportano di seguito alcuni importi
(approssimativi) ipotizzati dalle stesse fonti:
Importo mensile lordo
della pensione
Danno subito nel periodo
01.01.2012 – 31.12.2015
2.000
3.600
3.000
5.700
4.000
7.200
5.000
9.000
6.000
Oltre 10.000
Il mancato aggiornamento sulle pensioni future ammonta
a circa il 5 % per gli scaglioni più bassi ed è decrescente per
quelli più alti.
Gli importi che sono stati riconosciuti ai beneficiari del
‘Decreto Poletti’ sono verificabili nella pensione di Ottobre
per chi li percepisce (pensione lorda complessiva non superiore a 3.000 € mensili); in ogni caso si tratta di importi ri-
DI CIASCUNO
Va anzitutto premesso che nessuna Associazione, neppure sindacale (e quindi a maggior ragione un’associazione
come la nostra), può rappresentare in giudizio i propri Soci in
casi come questo, trattandosi di diritto individuale da esercitare singolarmente.
L’Associazione si fa dunque parte attiva nel fornire a tutti
i soci, gli elementi di valutazione di cui siamo potuti venire
in possesso, esimendosi sin d’ora da ogni possibile responsabilità al riguardo.
La decisione di promuovere una causa collettiva con delega individuale ad un legale dovrà essere presa da ciascuno
sulla base del suo esclusivo ed autonomo convincimento.
Come meglio chiariremo nel prosieguo il tema risulta importante e urgente per le azioni da promuovere verso l’INPS,
mentre non vi sono motivi di urgenza verso la CPA.
4 L’AZIONE VERSO L’INPS (PER TUTTO
IL TRATTAMENTO DEGLI ZAINETTISTI E
INPS DEGLI INTEGRATIVI).
Il tema, con le motivazioni relative, è stato sviluppato da diversi Legali che si stanno organizzando per patrocinare cause
PER LA QUOTA
Capoliveri – foto Fernando Santoni
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del
collettive presso tutte le Sedi INPS a tutela degli interessi dei
Pensionati che intendano ricorrere. Sui rispettivi siti sono pubblicate le offerte, comprensive dei dettagli economici.
Su questi siti è possibile anche acquisire ulteriori elementi
di valutazione prima di decidere se iniziare la vertenza, ed in
particolare verificare la misura dei compensi fissi, comunque
molto contenuti, ai quali si aggiunge una percentuale (solitamente il 10 %) dell’importo ricavato in caso di esito positivo.
L’obiettivo primario di queste azioni è quello di ottenere
un pronunciamento di incostituzionalità del Decreto Poletti.
Non staremo qui a sviluppare tutte le motivazioni che sorreggono la richiesta ai Giudici di merito del rinvio alla Corte
Costituzionale, né ci riteniamo in grado di formulare ipotesi
sulle conclusioni di questo tentato giudizio di incostituzionalità, mentre segnaliamo che i legali che hanno esaminato
il caso nutrono la quasi certezza sul rinvio dello stesso da
parte di qualcuno fra i Giudici aditi con le cause che si
stanno intentando. Viene anche ipotizzato il ricorso ad organismi internazionali contro il Governo Italiano.
In ipotesi di ulteriore dichiarazione di incostituzionalità
(del decreto) gli importi immediati e futuri sono rilevanti,
specie per le pensioni più elevate (vedi sopra), e, sul piano
tecnico-giuridico, saranno riconosciuti solo ai ricorrenti e,
salvo quanto oltre precisato per la ‘decadenza’, a coloro che
hanno interrotto la prescrizione, essendo probabile che all’atto del pronunciamento siano decorsi i relativi termini.
Le spese legali sono contenute e certe; non si può escludere tuttavia il rischio, in caso venga rigettata la dichiarazione di incostituzionalità e si abbia quindi la soccombenza
dei ricorrenti, di andare incontro ad ulteriori spese; rischio
peraltro molto attenuato.
La nuova voce
sibili rispetto alla perdita subita. Per le pensioni superiori
(quasi tutte quelle dirette) non abbiamo percepito niente.
2 LA VOLONTÀ POLITICA E L’OPINIONE PUBBLICA.
Del tutto chiare ed univoche sono state le prese di posizione del Governo sulla pretesa capacità del Decreto Poletti
di restituire legittimità costituzionale alla materia su cui era
stata emessa la Sentenza della Corte Costituzionale.
Queste prese di posizione sono state ovviamente nette, ed
hanno riguardato insistentemente la pretesa inutilità dei ricorsi
giudiziari. Anche alcuni componenti della stessa Corte Costituzionale si sono espressi sulle motivazioni della loro Sentenza,
in qualche modo avallando la direzione percorsa dal Decreto.
Il modo in cui si è formata la sentenza, assunta con una
maggioranza minima (è passata 6 a 6 con il voto favorevole
del Presidente) è fatto raro e comunque portatore di un elevato significato ‘politico’ per una sentenza di questa capitale
importanza, che riguarda molti milioni di italiani.
È stato altresì fatto divieto da parte dell’INPS ai Patronati
di presentare richieste di riliquidazione delle pensioni a seguito del pronunciamento della Corte Costituzionale, con
l’espresso invito agli stessi a non accoglierle, chiarendo comunque che INPS non avrebbe loro pagato per queste attività
il contributo normalmente erogato per l’assistenza ai cittadini.
In sostanza non c’è dubbio che il mondo politico, nella
sua stragrande maggioranza (al di là degli schieramenti nel
voto parlamentare di conversione) non ha inteso cavalcare il
malcontento che la decisione di effettuare un risarcimento
quasi insignificante ha certamente generato nel mondo dei
pensionati in genere, e non solo di quelli bancari.
3 I POSSIBILI INTERVENTI A SALVAGUARDIA DEI DIRITTI
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Isola d’Elba – foto Fernando Santoni
5 TUTTO CIÒ IMPONE DI ESAMINARE CON ATTENZIONE
del
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IL TEMA DELLA DECADENZA.
6
Il primo elemento per decidere se, come e quando agire
diviene infatti quello dei tempi di perdita del diritto in relazione al trascorrere del tempo.
Con la nota del giugno scorso riportavamo le valutazioni allora svolte, indicando la possibilità che il normale termine quinquennale della prescrizione potesse essere qui più breve.
Gli ulteriori approfondimenti operati consentono ora di
fornire maggiori elementi: si paventa difatti che si possa ricadere nel rischio di decadenza triennale del diritto, che, invocata dall’INPS nella propria linea di difesa, potrebbe essere riconosciuta dal Giudice.
È ovvio difatti che l’INPS (ed il Legislatore) porrà in essere ogni possibile azione, attraverso ulteriori norme o con
l’utilizzo dei più sofisticati strumenti e cavilli giuridici, per
opporsi, ridurre o almeno ritardare al massimo i pagamenti
che potessero derivare dalle azioni intentate.
L’ipotesi triennale deriva da una norma che fissa appunto
la decadenza dal diritto di impugnare le decisioni dell’INPS
in merito alla misura dei trattamenti in tre anni. Dopo trascorso tale termine non sarebbe possibile invocare il diritto
ad un diverso, superiore trattamento, quale che sia la causa
che ha determinato l’inesattezza della decisione, l’errore o
l’illegittimità.
Riguardo alla decadenza, la cui eventuale opponibilità
da parte dell’INPS è comunque collegata a complesse ed incerte questioni giuridiche sulle quali non è possibile addentrarsi ulteriormente in questa sede, va detto che da tale istituto consegue il venir meno di un diritto ove lo stesso non
venga esercitato entro il termine previsto dalla legge (nel nostro caso tre anni). A differenza della prescrizione l’uunico
modo per evitare la decadenza del proprio diritto risiede
quindi nel promovimento di un’azione giudiziaria, non applicandosi alla decadenza le norme relative all’interruzione
della prescrizione (art. 2964 c.c.).
In presenza di questo rischio, che è comunque indicato
come ipotesi di massima prudenzialità, viene evidentemente
a modificarsi quanto era alla base della comunicazione contenuta nel notiziario n. 60 e le scelte che si pongono ad
ognuno di noi sono le seguenti:
I Non prendere alcuna iniziativa, rinunciando in partenza alla
speranza di ottenere un qualche risarcimento dall’ingiustizia subita, nella convinzione che la prossima decisione della
Corte costituzionale potrebbe essere negativa, in quanto più
influenzata dalla politica rispetto a quella precedente, che
il credito relativo, ove si instaurasse, non sarà pagato bonariamente, ma potrà essere incassato solo attraverso decreti
ingiuntivi, che potrebbero essere in numero elevatissimo o,
più in generale, per il senso di sfiducia nella ‘certezza del
diritto’ che pervade molti di noi,
I Effettuare la sola lettera di interruzione dei termini (se
non già fatta), pur consci che potrebbe non avere alcun effetto qualora, pur in presenza di una dichiarazione di incostituzionalità, nel corso dello sviluppo delle vertenze,
l’INPS riuscisse ad opporre la decadenza ed a convincere
il Giudice al riguardo. Per comodità si allega un nuovo
testo della lettera, precisando comunque che gli invii già
fatti non sono da ripetere. (all.1)
I Iniziare la vertenza collettiva, con le modalità sotto illustrate, pur in presenza di una speranza tenue di un successo parziale e diluito nel tempo, in considerazione comunque che gli oneri e rischi connessi sono limitati e del
fatto che in tal modo ci si metterebbe al riparo da eventuali future eccezioni di decadeza dal diritto.
6 SCELTA DEL LEGALE E DELLA PROCEDURA.
Va anzitutto precisato che procedure così complesse ed
articolate a cui corrispondono richieste di compensi unitari
molto contenuti trovano giustificazione economica per i legali stessi solo nel rilevantissimo numero di cause iniziate
da ciascun legale presso ciascun tribunale. Difatti ogni procedura deve essere radicata presso l’Organo giudicante competente per territorio (quello corrispondente alla residenza
del pensionato e quindi alla sede INPS che eroga la pensione)
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scrizione (al momento opportuno invieremo la bozza relativa).
Se difatti qui è da tutti ritenuto pacifico che nella sostanza
siamo in situazione di indubbia incostituzionalità, in quanto
manca il presupposto fondamentale che sorregge il blocco (le
necessità di finanza pubblica), è auspicabile che le cause già
promosse possano portare ad un idoneo pronunciamento e
per conseguenza, alla possibilità di modificare l’atteggiamento dei Fondi che al momento hanno fatto fronte comune
per l’applicazione del decreto Poletti.
L’Associazione si è già mossa in questo senso; nell’ambito del Consiglio CPA il rappresentante eletto dai pensionati ha già richiesto opportune informative. Nel prosieguo
caldeggeremo soluzioni non vertenziali; eviteremmo così ai
soci di promuovere azioni ed alla Cassa stessa di rischiare di
subire una decisione giudiziaria avversa, con conseguenti
oneri. La soluzione non sarà immediata e non appare facile
perché CPA dovrebbe rompere il fronte degli altri Fondi, al
momento interessati a resistere.
del
La nuova voce
in forma collettiva, insieme a tutte quelle analoghe destinate
allo stesso Tribunale, essendo in caso contrario immediatamente rigettata.
Poiché i nostri soci sono dislocati in tutto il territorio nazionale ne derivano una molteplicità di iniziative, che lo Studio incaricato deve necessariamente gestire anche attraverso
altri colleghi operanti nelle varie sedi di Tribunale, il cui costo
pagherà con il ricavato dei molti, anche se modesti, compensi.
Da qui la fissazione di un numero minimo di ricorsi per
ogni sede, sotto il quale il compenso richiesto non sarebbe adeguato e forse l’incarico non sarà accettato dal professionista.
Da qui anche la necessità di una gestione in forma massiva delle vertenze, che potranno partire di norma solo attraverso un preventivo scambio in via telematica, essendo antieconomica la gestione stessa attraverso collegamenti
cartacei e/o telefonici. (L’Avv Iacoviello ha comunque ammesso l’invio cartaceo anche per il primo contatto).
Lo Studio suddetto ha offerto alle Associazioni aderenti
alla FAP il servizio a condizioni particolari. Nell’all. 2 trascriviamo le istruzioni operative ricevute, comprensive dell’indicazione degli oneri.
L’Avv. Jacoviello (www.iacoviello.it), come sapete è il legale
con il quale intratteniamo, attraverso la FAP e direttamente,
apprezzati rapporti di consulenza, trattasi di professionista altamente specializzato in materia pensionistica, che indubbiamente rappresenta in questo campo uno dei principali attori in
Italia nella difesa giudiziaria dei diritti dei pensionati.
Ci è pervenuta un’offerta anche dallo Studio legale Frisani,
con il quale non abbiamo avuto occasione di rapporti precedenti, data la diversa specializzazione. È difatti uno studio professionale che prevalentemente cura, attraverso la GCP (Gestione Crediti Pubblici) srl il recupero di crediti presso la
Pubblica Amministrazione.
Il sito da visitare, che contiene anche una vantaggiosa offerta economica, è il seguente: www.rimborsopensioni.it
L’Associazione può prestarsi, presso la sede di Siena e
presso le sedi periferiche nei confronti dei soci che non abbiano la possibilità di operare, direttamente o tramite l’aiuto
di parenti o conoscenti, in via telematica, curando ad esempio la stampa dei moduli contenuti nei siti del professionista,
nonché l’inoltro telematico al sito dell’adesione iniziale.
Per gli invii cartacei ogni Socio provvederà invece a propria cura e spese (vedi oltre).
7 VALUTAZIONI PER LA PARTE INTEGRATIVA.
Per questa parte del trattamento non è opportuno al momento instaurare vertenza giudiziaria. In questo senso si
esprime anche l’Avv. Iacoviello, chiarendo che siamo in presenza di un diritto che sicuramente non è soggetto a decadenza,
ma alla normale prescrizione quinquennale, per cui il consiglio
fornito è al momento solo quello di inoltrare, prima del
31.12.2016, la lettera finalizzata all’interruzione della pre-
7
Capoliveri – foto Fernando Santoni
L’Associazione precisa infine di dichiararsi del tutto
estranea al rapporto fra i ricorrenti ed il Professionista
scelto e conferma di declinare ogni responsabilità in merito alle vertenze dagli stessi iniziate ed all’adeguatezza
delle informazioni ricevute.
Si impegna però a mantenere un continuo livello di
informazione ai soci su tutto l’argomento, sia attraverso
il proprio sito, sia con invio di email, sia ovviamente attraverso questo notiziario. Con particolare riferimento
alla quota integrativa, sarà cura dell’Associazione seguire gli sviluppi in ambito Consiglio CPA ed informare
i soci qualora nel corso del 2016 non si verificassero
eventi favorevoli.
Allegato 1
Spett.
INPS
(sede del luogo di residenza)
_______________________________________
_______________________________________
_______________________________________
L’ esponente è titolare di pensione a carico di codesto Istituto.
Il trattamento pensionistico complessivo dell’ esponente era di importo superiore nel 2012
ad € 1.405,05 lordi (e nel 2013 ad € 1.443.00), e quindi ha subito il blocco della perequazione
automatica in forza del D.L. 6 dicembre 2011 n. 201, convertito nella legge 22 dicembre 2011 n.
214, art. 24, comma 25.
del
La nuova voce
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o
La suddetta norma è stata però dichiarata illegittima dalla Corte Costituzionale, con sentenza
n. 70 del 30 aprile 2015.
8
A seguito della sentenza suddetta il Governo ha emanato il D.L. 21 maggio 2015 n. 65,
che ha ridotto enormemente e spesso addirittura escluso gli aumenti e gli arretrati spettanti.
Se non chè il suddetto Decreto Legge è in palese contrasto con la suddetta sentenza n. 70/2015
della Corte, e comunque in contrasto con i seguenti articoli della Costituzione: art. 136 (efficacia
delle sentenze della Corte), art. 36 (diritto alla giusta retribuzione) e art. 38 (diritto alla adeguatezza
della pensione).
Si invita quindi formalmente codesto Istituto a:
1) Ripristinare sulla mia pensione mensile la perequazione illegittimamente bloccata per gli
anni 2012 e 2013;
2) Restituire gli arretrati dalle singole scadenze, maggiorati degli interessi legali.
In difetto di pagamento si dovrà provvedere nei modi di legge.
Distinti saluti
Cognome e nome ___________________________________________________________
Nato/a il: ____/____/______ a: ___________________________________ Prov: ________
Codice fiscale ______________________________________________________________
Indirizzo __________________________________________________________________
Comune di residenza ________________________________________________________
Tel._______________________________ e-mail __________________________________
Data ______________________________
Firma _________________________________________________
Allegato 2
ISTRUZIONI OPERATIVE INDICATE DALL’AVV. IACOVIELLO
ED ADATTATE ALLA NOSTRA SITUAZIONE
Null’altro sarà dovuto per onorari allo Studio Iacoviello, anche in
caso di soccombenza giudiziale.
Dopo la sentenza definitiva favorevole sarà effettuata anche la quantificazione degli arretrati pensionistici.
In caso di esito favorevole – ma solo in questo caso – sarà poi dovuto
allo Studio Iacoviello un compenso finale aggiuntivo pari al 10%
(oltre Iva e Cpa), dell’importo netto effettivamente recuperato per i
soli arretrati (con l’ovvia esclusione delle somme mensili da percepire in futuro).
Come sopra indicato è possibile anche l’invio cartaceo del modulo di adesione, da utilizzare solo da chi non sia in condizioni di effettuare l’invio telematico.
Alleghiamo al riguardo il modulo di adesione senza impegno (All. 3),
che potrà essere compilato ed inviato allo Studio Legale Iacoviello –
Via Vassalli Eandi, 28 – 10138 Torino.
Si rimane a completa disposizione degli iscritti presso la sede per
ogni chiarimento e collaborazione.
Poiché sono emerse perplessità per il reperimento dei cedolini del 2012,
che verranno successivamente richiesti dallo Studio Legale, precisiamo
quanto segue: a) la quasi totalità dei pensionati riceveva dalla Banca il
cedolino fino a tutto il 2012; se non l’ha smarrito può dunque produrlo:
esso contiene i dati sia della pensione INPS che dell’integrativa, ove
esistente; b) i pochi che già in precedenza ricevevano la pensione dall’INPS (es. il vecchio ‘ruolo agenzie’) dovrà accedere al sito INPS (servizi per il cittadino - cassetto previdenziale per il cittadino - prestazioni
- pagamenti). Cliccando sulla rata del mese cercato si vede in dettaglio
l’importo lordo, le ritenute e l’importo netto. La parte integrativa si rileva dal cedolino della CPA.
Chi non avesse più quei cedolini dovrebbe scaricare dal sito dell’INPS un cedolino del 2013 o successivo allegando comunque un
cedolino della Cassa (del 2013 o successivi), seguendo il percorso
indicato al punto 2.
Chi proprio non riuscisse a reperire questo può richiedere l’assistenza
della nostra Associazione e, in via estremamente subordinata, può indicare l’importo netto della pensione accreditato in Banca nel mese scorso.
del
Per completezza vogliamo chiarire bene che cosa accadrebbe in caso
di eventuale soccombenza: I lo Studio Iacoviello non chiederebbe
nessun altro onorario o spesa, avendo già percepito la somma iniziale
‘onnicomprensiva’ già versata; I non si può escludere a priori il rischio di subire la condanna a rimborsare le spese legali dell’INPS. Su
questo però vanno fatte due osservazioni: da un lato il Giudice può
‘compensare’ le spese di causa, cioè escludere la condanna alle spese
per la obiettiva incertezza della questione e dall’altro l’eventuale
costo andrebbe ripartito pro quota fra molti ricorrenti, per la natura
collettiva dell’azione.
pens•ıonat
pensı
ato
o
Il fondo spese iniziale per avviare l’azione collettiva potrà essere pagato mediante bonifico allo Studio Legale Iacoviello alle seguenti coordinate bancarie: Avv. Michele IACOVIELLO, Cariparma,
IBAN: IT80 X062 3001 0220 0003 5241 866
La nuova voce
Per avviare le cause occorre:
A. Compilare il modulo di adesione senza impegno con i propri dati
individuali (per un primo esame gratuito della posizione individuale);
B. Inviare poi allo Studio Legale Iacoviello i documenti necessari
(dopo che lo Studio Iacoviello avrà esaminato la posizione individuale, e comunicato le istruzioni necessarie);
C. Versare poi allo Studio Legale Iacoviello la somma necessaria per
la causa, al prezzo di favore onnicomprensivo concordato con l’Associazione Pensionati e riservato ai soli iscritti e ai loro congiunti.
Vediamo nel dettaglio:
A. Inviare il modulo di adesione
Il modulo con i propri dati individuali può essere compilato sia in
via telematica che cartacea. Per l’iinvio telematico (metodo consigliato) si deve andare al seguente link:
http://www.iacoviello.it/Sub_pagine/Blocco_2012_13/Form_Azione_
collettiva.html
e compilare il modulo, per poi ricevere tutte le istruzioni per posta
elettronica.
B. Attendere la conferma dello Studio Iacoviello e solo dopo
inviare i documenti richiesti in forma cartacea
Lo Studio Iacoviello difatti esaminerà gratuitamente la posizione individuale (verificando l’importo della pensione e la data di pensionamento),
per poter confermare che l’interessato rientra fra gli aventi diritto. A quel
punto lo Studio richiederà all’interessato i seguenti documenti:
1. Cedolino della pensione del febbraio 2012 (sia della pensione
Inps che della pensione CPA);
2. Copia della raccomandate interruttive della prescrizione all’INPS
con l’avviso di spedizione e di ricevimento;
3. Copia del proprio documento di identità
4. Copia del proprio codice fiscale
oltre alla modulistica da compilare che riceverete dallo Studio.
I documenti e i moduli dovranno essere consegnati mediante spedizione allo Studio Legale Iacoviello al seguente indirizzo: via Vassalli
Eandi 28, 10138 Torino.
C. Versamento delle spese legali
La causa contro l’INPS costa € 200 + iva e cpa (in pratica € 253,76)
a persona. Questo importo sarà ‘onnicomprensivo’, cioè coprirà tutte
le spese e gli onorari fino all’appello compreso.
In particolare l’importo coprirà: 1 i costi del domiciliatario; 2 il ‘contributo unificato’ da versare per legge per ogni grado di giudizio; 3 ogni
spesa viva per trasferta, etc; 4 l’onorario dovuto allo Studio Iacoviello
e ai suoi collaboratori per la seguente opera professionale: 4a studio
della controversia; 4b redazione degli atti introduttivi e difensivi, secondo le modalità ritenute utili dallo Studio; 4c eventuale istruttoria;
4d discussione della causa; 4e l’eventuale giudizio davanti alla Corte
Costituzionale; 4f il giudizio di appello (se ritenuto necessario dai difensori in base all’esito della eccezione di incostituzionalità). 4g Non
comprenderà invece il giudizio di cassazione o altre attività o costi.
Il giudizio di cassazione è improbabile, poiché la causa verrà già decisa in Corte Costituzionale.
9
Allegato 3
Blocco della perequazione 2012/13
(Azione collettiva promossa dallo studio Legale Iacoviello)
Cognome e nome ___________________________________________________________
Nato/a il: ____/____/______ a: ___________________________________ Prov: ________
Codice fiscale ______________________________________________________________
Indirizzo __________________________________________________________________
Comune di residenza ________________________________________________________
Tel._______________________________ e-mail __________________________________
del
La nuova voce
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Ultimo Datore di Lavoro : Monte dei Paschi di Siena
10
Dichiaro che la mia pensione è stata liquidata prima del 1° Gennaio 2012 e che percepisco i
seguenti trattamenti :
I Pensione Inps diretta
I Pensione Inps di reversibilità
I Pensione integrativa diretta
I Pensione integrativa di reversibilità
e che l’importo complessivo dei trattamenti superava al 1° Gennaio 2012 € 1.405 mensili.
Compilando questo modulo il sottoscritto non contrae alcun impegno, né conferisce alcun
incarico professionale, ma si limita a manifestare un interesse a partecipare all’azione collettiva. Lo
Studio Iacoviello valuterà la posizione del sottoscritto in base ai dati qui forniti,e comunicherà poi
la sua disponibilità ad accettare un eventuale mandato difensivo del sottoscritto nell’ambito
dell’azione collettiva in preparazione, alle condizioni illustrate nella apposita pagina del sito.
Autorizzo il trattamento dei miei dati ai sensi della legge sulla privacy (D.Lgs. 196/2003), per
la valutazione dei miei diritti previdenziali con particolare riferimento alla perequazione automatica
degli anni 2012/13 (sent. 70/15 della Corte Cost.).
Data ______________________ Firma _________________________________________
ATTENZIONE
Avanti di compilare il presente modulo leggere attentamente le istruzioni operative contenute
nell’allegato 2.
Modulo predisposto dallo Studio Legale Iacoviello – www.iacoviello.it
E-mail: [email protected] – tel. 0114341372
Stefano Boccini
LE NOVITÀ DALL’AGENZIA
LAVORI CONDOMINIALI
Con la risoluzione n. 74/E del 27.8.2015, l’Agenzia delle
Entrate ha confermato che tutti i condomini, anche se composti da non più di otto proprietari e pertanto senza obbligo
di amministratore e tenuta di un conto corrente, devono dotarsi di apposito codice fiscale per accedere alle agevolazioni
previste in materia edilizia (detrazione delle spese sostenute
per interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, di
restauro e risanamento, di ristrutturazione nonché di riqualificazione energetica).
Nel caso in cui, in assenza di codice fiscale del condominio,
i singoli condòmini abbiano comunque effettuato pagamenti per
ristrutturazione utilizzando le specifiche modalità di bonifico
bancario o postale (a fronte di fatture emesse ai singoli nominativi), per accedere al beneficio della detrazione d’imposta devono mettersi in regola entro il termine di presentazione della
dichiarazione dei redditi relativa all’anno di effettuazione dei
bonifici medesimi, effettuando i seguenti adempimenti:
I presentazione alla sede dell’Agenzia delle Entrate competente per territorio della domanda di attribuzione del
codice fiscale al condominio, redatta sul modello AA5/6.
La predetta richiesta deve essere presentata, in assenza
dell’amministratore, da uno qualunque dei condòmini che
assumerà in tal modo la veste di ‘facente funzione’;
Isola di Gorgona – foto Fernando Santoni
versamento, mediante mod. F24 ed utilizzando il codice tributo 8912, della sanzione prevista dall’art. 13,
c. 1, lett. a), del D.P.R. n. 605/73 nella misura minima
(attualmente € 103,29);
I invio, sempre alla sede competente per territorio dell’Agenzia delle Entrate, di una comunicazione in carta
libera, unica per tutti i condòmini, nella quale per ciascun condòmino dovranno essere indicate le generalità, il codice fiscale, gli estremi catastali delle rispettive unità immobiliari, i dati dei bonifici dei pagamenti
effettuati per gli interventi oggetto di agevolazione, la
richiesta di considerare il condominio quale soggetto
che ha effettuato gli interventi e i dati delle fatture
emesse dalle ditte nei confronti dei singoli nominativi,
da intendersi riferite al condominio.
Al momento della compilazione della dichiarazione dei
redditi, ciascun condòmino dovrà riportare il codice fiscale
del condominio nell’apposito riquadro riservato all’indicazione degli oneri ammessi alla detrazione del 36/50/65%.
RIFORMA FISCALE:
MISSIONE (QUASI) COMPIUTA
Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (supplemento
n. 55 del 7.10.2015) degli ultimi decreti attuativi della delega
fiscale, si completa il riordino del nostro sistema tributario,
ad eccezione della riforma del catasto che è stata rimandata
a tempi non precisati. Di seguito, cerchiamo di illustrare le
principali novità, rinviando alla lettura degli interi provvedimenti per coloro che ne fossero interessati :
I Dlgs. 24.9.2015 n. 156 ‘Misure per la revisione
della disciplina degli interpelli e del contenzioso
tributario’: la mediazione obbligatoria per le liti fino
ad un valore di € 20.000,00 viene estesa, dal prossimo
anno, anche ai tributi comunali e degli altri enti territoriali; nelle controversie in Commissione tributaria il
contribuente può difendersi autonomamente per valori
fino a € 3.000,00 (al netto di sanzioni ed interessi; attualmente, vigeva il limite di € 2.582,28) ed inoltre
anche i dipendenti dei Caf potranno fornire assistenza
tecnica in giudizi derivanti da divergenze sui mod. 730;
in caso di sentenza a favore del contribuente con diritto al rimborso delle spese di giudizio, l’indennizzo
dovrà includere tutti gli oneri sostenuti (contributo unificato, onorari, diritti e contributi a casse di previdenza
del difensore, IVA);
I Dlgs. 24.9.2015 n. 158 ‘Revisione del sistema
sanzionatorio’: le nuove norme entrano in vigore dal
1°gennaio 2017 e prevedono una maggiore gradualità nell’applicazione delle sanzioni con ‘sconti’ per quelle meno
gravi ed inasprimenti per condotte fraudolente. In particolare, risulteranno notevolmente ridotte le sanzioni amministrative da versare in sede di ‘ravvedimento operoso’;
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a cura di
I
del
selezionati per i nostri soci
La nuova voce
Fisco
edaltro
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già vigenti per i trasferimenti di proprietà; per contro, il cittadino non rischierà più di smarrire il documento
ed il PRA dovrebbe avere un risparmio sui costi di gestione.
(Da Il Sole 24 Ore del 12.10.2015)
2 DICHIARAZIONE PRECOMPILATA
Isola di Gorgona – foro Fernando Santoni
del
La nuova voce
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I
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Dlgs. 24.9.2015 n. 159 ‘Misure per la semplificazione e razionalizzazione delle norme in materia di riscossione’: in caso di dilazione scaduta per il
mancato pagamento di rate pregresse, il debitore potrà
sempre essere riammesso al piano di rientro versando le
rate scadute; viene introdotta la ‘dilazione automatica’
per le imposte di successione di importo non inferiore a
€ 1.000,00, mentre in precedenza la dilazione doveva
essere concessa dall’Agenzia delle Entrate prestando
idonee garanzie. In pratica, gli eredi dovranno versare
entro 60 giorni dalla richiesta il 20% dell’importo dovuto, mentre il debito residuo potrà essere dilazionato,
senza necessità di autorizzazione, in 8 rate trimestrali (le
rate salgono a 12 per importi superiori a € 20.000,00).
Le nuove disposizioni operano dal 22.10.2015, data di
entrata in vigore del decreto legislativo.
Gli altri decreti legislativi emanati riguardano la revisione organizzativa delle agenzie fiscali (Dlgs. 24.9.2015 n. 157) e la stima
e monitoraggio dell’evasione fiscale (Dlgs. 24.9.2015 n. 160).
(Da Il Sole 24 Ore)
NOTIZIE VARIE
1 RC AUTO
Dal 18 ottobre non è più necessario esporre il contrassegno assicurativo sul parabrezza dell’auto. Resta comunque
obbligatorio tenere a bordo il certificato di assicurazione rilasciato dalla compagnia al momento del pagamento del premio. Per i controlli, che in futuro potranno essere effettuati
anche con sistemi automatici (telepass, telecamere ZTL,
ecc.), le forze dell’ordine dovranno interrogare la banca dati
delle polizze (Sita) gestita dalla Motorizzazione con dati forniti dall’associazione di categoria delle assicurazioni (Ania).
Dal 5 ottobre, inoltre, il pubblico registro automobilistico
(PRA) non emette più i certificati di proprietà dei veicoli ma
si limita a memorizzare e gestire i dati in apposito archivio.
Restano purtroppo invariate sia le tariffe che gli adempimenti
2015
L’Agenzia delle Entrate ha inviato
una lettera ai circa 220.000 contribuenti nei confronti dei quali aveva
predisposto il mod. 730/2015 e che
non hanno, invece, presentato alcun
tipo di dichiarazione relativamente ai
redditi prodotti nell’anno 2014. Si tratta di un semplice avviso, al quale il cittadino non deve rispondere qualora ritenga
ancora di non presentare la dichiarazione dei redditi. In caso
contrario, potrà invece provvedere, avvalendosi del mod.
UNICO, entro il 29 dicembre p.v.
3 F24: CORREZIONI ONLINE
(Da Il Sole 24 Ore del 20.10.2015)
4 FINANZIARIA 2016
(Da Il Sole 24 Ore del 27.10.2015)
Gli errori di compilazione dei mod. F24 come, ad esempio, l’errata indicazione di un codice tributo, di un codice regione o comune, dell’anno di riferimento, ecc., possono essere corretti ad iniziativa del contribuente, senza incorrere
in sanzioni, inviando una comunicazione epistolare all’ufficio
dell’Agenzia delle Entrate competente per territorio. In questi giorni, l’agenzia ha messo a disposizione un nuovo strumento telematico, con relative istruzioni per l’utilizzo, destinato agli utenti abilitati ai servizi Fisconline o Entratel, con
il quale i medesimi potranno effettuare direttamente la correzione e verificarne l’esito. Il nuovo servizio, denominato
‘Civis F24’, può essere utilizzato a condizione che la delega
oggetto di correzione sia già stata acquisita nella banca dati
dell’anagrafe tributaria, riguardi tributi gestiti dall’Agenzia
delle Entrate (Irpef, addizionali, IMU, TASI, ecc.), sia stata
presentata non oltre tre anni solari antecedenti la richiesta e
presenti almeno un tributo non abbinato (cioè non compensato internamente).
Il Parlamento sta esaminando la ‘Legge di stabilità finanziaria per l’anno 2016’ predisposta dall’Esecutivo. Tra le principali misure contenute nel provvedimento, segnaliamo l’abolizione della TASI per l’abitazione principale, il pagamento del
canone RAI tramite bolletta elettrica e la proroga degli attuali
benefici fiscali sulle ristrutturazioni edilizie, le riqualificazioni
energetiche e l’acquisto di mobili ed elettrodomestici. Sarà ns.
cura parlarne in misura più completa sul prossimo numero
della rivista, dopo l’approvazione della legge.
R
u
b
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c
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dalla
Così eravamo noi
di
Giuseppe Arrigucci
Ancora dalla raccolta ‘Un pieno di luce
......... Cuculo
li uccelli tacevano per riprendere
Gquando
rinfrescava;
tutti tacevano, meno il cuculo;
quando lo senti conta,
saprai quanti anni durerà la vita,
mi diceva Bruno
che ripeteva meccanicamente i rintocchi:
due, tre, otto, sette..
“A me questo gioco non piace...
mi angoscia...
come il battente richiamo
delle campane a morto”,
anche perché non sapevo contare oltre
le dita della mano!
“Che stupido gioco” protestavo!
Dimenticai l’episodio dopo aver lasciato
la campagna.
Ieri sono tornato ai luoghi amati
e ho risentito il verso
e l’angoscia di averti perso
cosi troppo presto!
In questa avanzata sera della vita
ritorna il tuo ricordo con assonanze astrali
di stupite memorie
per frescura di sogni!
Bruno
intendo ancora la tua voce
me l’ha portata il vento di Catenaia
col profumo di pane bianco
odoroso di legna
e di fame antica.
Nel gran libro della vita
ti ricordo vermiglio papavero
forse punito dal peso della rugiada.
di vent’anni appena!
’
uello che fu costruito e organizzato,
Qquanto
fu generato e accumulato,
è caduto, si è perso, è svanito,
colpevolmente devastato.
Il nostro mondo aveva il colore del grano,
i fiumi trascinavano copiosi i frammenti dell’oro,
e le dure pietre che fortificavano la Rocca,
impastavano la vita con le chiome d’amore che ci attesero.
Ora, come la luce delle stelle morte
tutto si è dissolto nel nulla,
non ci sono più radici
sotto la coltre senza vita della cenere.
Guardate come è marcito il piffero
sulla bocca assetata del guardiano,
e le parole che tanto pontificarono
ora sono sterminio e polvere;
almeno evitiamo che sui marmi disfatti
si consolidi il silenzio ed il muschio dell’oblio.
Castello del Boccale (Livorno) - foto Fernando Santoni
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di
......... Lamento
intorno alle odierne rovine
del
La poesia
Francesco Turreni
La nuova voce
[email protected]
13
La pittura
di
Rossana Moretti
del
La nuova voce
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Segnaliamo all’attenzione dei Soci altre opere della
Moretti ancora sulla linea pittorica che la contraddistingue.
14
Cristo Pantocratore
Battesimo
La pittura
di
Andrea Bulli
del
La nuova voce
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Nel proporre altre opere di Andrea Bulli,
segnaliamo l’esatto numero di telefono per
chi volesse contattarlo 055 603375.
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La
sede
storica
[quarta parte]
di
Antonio Tasso
del
La nuova voce
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SAN DONATO E
I CAPOLAVORI DELLA COLLEZIONE
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Scesi un po’ di scalini e passati sotto la stretta apertura ricavata fra le possenti muraglie della Rocca, ci si lascia alle
spalle il Castellare.
Si attraversa la innovativa Sala di consultazione e studio
dell’Archivio: uno spazio dominato dalle due convessità della
copertura in cemento armato realizzata, con una genialità
fuori dal suo tempo, dall’Architetto Pier Luigi Spadolini.
Onde degli oceani, vele gonfiate dai venti o, molto più
realisticamente, le chiglie di due barconi galleggianti osservate dal fondo marino.
Gli arredi di una contemporaneità insolita per la Siena di
quegli anni: armadi ‘alla marinara’, tavoli dalla versatilità infinita ed inattesa, sedie di una modernità ‘lecorbusieriana’,
piantane elettriche che, come l’illuminazione dal soffitto, non
vanno ad invadere i tagli di luce che trapassano il fumè delle
vetrate. Il tutto partorito dalla fantasia, razionalmente geniale
dell’Architetto o forse, come raccontano i ‘bene informati’,
della di lui raffinatissima Consorte.
Poi, nell’antichissima San Donato ai Montanini (parrocchia
sin dall’alto medioevo, depredata, sconsacrata e trasformata in
deposito di carrozze e stalla per cavalli dai Francesi di Napoleone ai primi dell’800) il cui titolo fu trasferito alla quasi contigua Abbadia di San Michele Arcangelo (da allora, per tutti,
Abbadia di San Donato), ecco, sui filarini in pietra delle antiche mura perfettamente conservati e valorizzati, il notissimo,
caratteristico Soffitto in legno di rovere sabbiato e patinato.
Quasi la carena rovesciata di una barca la cui struttura a
listone di legno sagomato dà l’impressione di uno spazio mobile e fluttuante unendola idealmente al disegno ‘marinaro’
delle chiglie della sala precedente.
Le esperienze di design nautico dell’Architetto fiorentino
(non scordatevi mai che dallo Studio Navale Spadolini diviso
fra Firenze e Tirrenia –ed attualmente condotto dai figli di
Pierluigi, scomparso nel 2000 a 78 anni- sono uscite le progettazioni delle più belle barche da diporto della marineria
italiana quali quelle della serie Akhir) si saldano qui all’attento e costante studio del rapporto fra il nuovo e l’antico cheal Monte dei Paschi- ne ha connaturato l’opera.
La Sala San Donato è un po’ lo scrigno di alcuni degli innumerevoli (sono oltre ventiseimila i ‘pezzi’ della Collezione)
tesori artistici della Banca.
Dai ‘fondi oro’ trecenteschi dei Lorenzetti e della loro Bottega, alla splendida minuscola Maestà di metà secolo del
Maestro di Panzano in Chianti, alle tavole pregiate di Andrea
di Bartolo, Benedetto di Bindo, Benvenuto di Giovanni,
Priamo della Quercia, alle prime inaspettate ‘prospettive’ del
maestoso Sant’Antonio Abate del Sassetta, alla splendida raffinatezza di quella Madonna dei Vetturini di Giovanni di
Paolo (rimossa dall’originaria rimessa di vetture daccapo al
Forcone in via delle Terme e sostituita in loco da una terracotta), ad una veduta incomparabile delle Crete nell’ultima
opera conosciuta di Sano di Pietro, passando sbalorditi davanti alla magnificenza della Pietà Serristori del tuttora enigmatico Maestro dell’Osservanza ed alle testimonianze storiche di Martino di Bartolomeo è un tuffo che lascia senza
respiro nell’Arte senese degli splendidi quattordicesimo e
quindicesimo secolo.
Quell’arte cui mai è stato estraneo il Monte con le sue
committenze che, a partire dal 1481 con la Madonna della
Misericordia di Benvenuto
di Giovanni nello studio del
Presidente al piano nobile di
Palazzo Salimbeni fino a Valerio Adami e la sua modernissima Allegoria di fine novecento, ne hanno segnato il
mecenatismo ed il particolare rapporto con la Città e
la sua storia.
Muti e discreti testimoni
di tanta bellezza nella loro
teca illuminata sono due
Gesù Bambino devozionali,
in legno dipinto, realizzati
uno da Domenico di Niccolò
dei Cori e l’altro da Francesco di Valdambrino all’avvio
[...continua...]
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del
La nuova voce
del ‘400 e quest’ultimo, tanto venerato, pregato, baciato e ‘toccato’ dalle donne dell’epoca – partorienti o sterili che fossero
prediligevano sempre il contatto con le sue... ‘intimità” – sino
a ritrovarsi ‘mutilato’ proprio della parte ‘preferita’ dalle devote!
Gli splendori non sono finiti chè, basta passare nelle altre
tre sale per accostarsi a capolavori stupefacenti: la Santa Lucia
del Beccafumi, il cataletto funebre e le storie della Casta Susanna di Francesco Vanni e poi – per gradire – il Casolani, il
Rustichino, Ventura Salimbeni, Pietro Sorri, Marco Pino, Andrea da Brescia, Antiveduto Gramatica, Rutilio e Domenico
Manetti, Bernardino Mei (il cui ‘Ciarlatano’ suscita sempre,
nelle scolaresche in visita, accostamenti con le televendite :
una ‘Vanna Marchi del ‘600 in piazza del Campo!’…)
E poi il Palio: nelle cinque tele della piccola saletta, attraverso le raffigurazioni del Rustici, dello Zocchi e del Nenci
c’è l’evoluzione della Festa ma anche quella dell’architettura
della Piazza del Campo: dalle decìne di torri che contornano
la ‘caccia ai tori’ del 1546,
alla magnificenza dell’appena ristrutturato Palazzo
Chigi Zondadari del 1739
fino all’iconografia pressoché simile all’attuale della
sbandierata del 1818.
Chiudere senza una curiosità, in attesa di salire la
Scala d’oro dello Spadolini,
sbirciare i volti della Galleria Peruzzian a, affacciarsi
alla Sala del Bilancio e godere della vista dalla terrazza in cima alla Torre dei
Salimbeni? Non ci pare il
caso: ed ecco allora non una
ma due spigolature più o
meno… ‘storiche’.
La veduta diurna di Piazza del Campo col Palio straordinario corso in occasione della prima visita a Siena di Maria
Teresa d’Austria e del marito-da cui avrà ben 16 figli- Francesco Stefano di Lorena (aprile 1739) è uno ‘sgarbo’ – involontario di certo – fatto al Bruco: la nobile Contrada di Barbicone vinse quel Palio ma il pittore (non ci dimentichiamo
che Giuseppe Zocchi – bravissimo per altro – era fiorentino
e conosceva il Palio ‘per sentito dire’), per sbrigarsi e soddisfare la committenza, copiò una ‘carriera’ di venti anni prima
e la Contrada vittoriosa… finì per terra a San Martino.
Si dice che fu consigliato allo Zocchi (il Canaletto fiorentino!) di restare alla larga da Siena e comunque dalle
Coste di Ovile per un qualche tempo!
Un piccolo olio su carta di Rutilio Manetti rappresenta
invece – per così dire – un modo di estinguere le obbligazioni diverso da quelli canonizzati nella dottrina e nei codici:
adempimento, novazione, remissione, compensazione, confusione, cessione del credito, delegazione, espromissione etc
etc. sono unanimemente noti ai legulei ma ….l’autoritratto,
per me, è una fattispecie giuridica totalmente innovativa.
La carta che il pittore ha infatti utilizzato per ritrarsi è
chiaramente una pagina di un libro dei conti del Monte del
Seicento le cui scritturazioni sono abbastanza leggibili con
le moderne tecniche spettrografiche e – ma sono malignità –
il nome del debitore che la pittura avrebbe cercato di nascondere è proprio quello del nostro Rutilio Manetti, forse
impegnato all’epoca nei locali del Monte per qualche committenza artistica.
Un prestito o forse un avallo o semplicemente un pagamento dovuto?
Mah!... a ben guardare il quadro, il Manetti se la ride
sotto il pizzetto!!
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vviaggio
in Libia
[seconda parte]
di
del
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Luciano Generani
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Il mattino successivo partenza su potenti fuoristrada 4x4
guidate da autisti tuareg, abili guidatori sulla sabbia del deserto, scorrazziamo su e giù sull’oceano di dune nella regione
dei laghi di Ubari.
I laghi Gabroun, Mafu, Mandara sono splendidi laghetti
salati in mezzo alle dune del deserto in cui si rispecchiano le
palme; è quello spettacolo stupefacente da cartolina che ci ha
fatto sognare fin da bambini.
Sono talmente salati che lasciarsi galleggiare in queste
acque con attorno il deserto è un’esperienza insolita quanto
fare il bagno nel Mar Morto, la temperatura diurna è aumentata e la sensazione del caldo è forte anche se siamo solo a
gennaio, ma non si suda perché l’aria è molto secca.
Mangiamo al sacco e prima di sera rientriamo al campeggio, dobbiamo preparare tende e bagagli per una tre giorni
di fuoristrada nel deserto dell’Akakus.
Lo Jebel Akakus è un museo a cielo aperto, incisioni rupestri brillantemente realizzate su rocce di scuro basalto,
contornate da alte dune, uno spettacolo unico dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, graffiti di rara bellezza
che testimoniano il tempo, da 10000 a 4000 anni fa, in cui la
regione era verde, rigogliosa e popolata; a poco a poco il cambiamento climatico ha asciugato fiumi e laghi e ha sommerso
tutto con la sabbia. Oggi è uno dei punti più caldi della terra.
Siamo entrati nell’Akakus da Al-Awenat dopo aver scorrazzato per circa 300 km. su dune altissime, altro che Gardaland.
Attraversiamo le regioni dell’Addad, dell’Awiss, del Teschuinat fino al famoso grande arco di Fozzigiaren, la nostra
carovana di fuoristrada è preceduta da un camion 4x4 con
tutte le derrate alimentari, un cuoco e i suoi assistenti che ci
preparano un ricco buffet a pranzo e una meravigliosa cena
calda alla sera allestendo una tavolata su dune panoramiche.
Per tre giorni siamo solo noi in una immensità di sabbia,
su dune altissime, con davanti ai nostri occhi un panorama
fatto di silenzi e di colori, il tramonto nel deserto è uno spettacolo indimenticabile di colori che dal giallo arrivano fino al
rosso con tutte le sfumature intermedie.
L’accensione di un fuoco e la visione delle stelle completano la serata, e la notte si riposa nelle piccole tende ad apertura rapida della Decathlon di cui ogni equipaggio è dotato,
tempo di apertura due secondi, tempo di chiusura variabile
di volta in volta con l’aiuto di tutti.
Per le necessità fisiologiche abbiamo a disposizione l’intero deserto illuminato dalla luna, senza però allontanarsi
troppo perchè le dune sembrano tutte uguali e possono confonderci nel trovare la giusta strada del ritorno alla tenda.
Dopo tre giorni di questa esperienza randagia rientriamo
al campeggio e lasciamo questo meraviglioso angolo di deserto che le testimonianze rupestri della presenza dell’uomo
e delle foreste presenti fino a migliaia di anni fa e le dune
altissime che il vento modella continuamente non possono
lasciare indifferenti, anche se abbiamo viaggiato in tutta sicurezza su formidabili 4x4 guidate da autisti locali in grado
di non perdersi nella magnificenza di un paesaggio splendido ma duro, impietoso e capace di farci sentire pure noi un
granello di sabbia in quell’universo.
Non abbiamo mai visto una nuvola in cielo, è come essere
stati dentro un quadro futurista, noi i puntini in movimento
nella staticità di due colori, quello azzurro del cielo e quello
della sabbia.
Nel Sahara ti rendi conto che tutte
le comodità con cui viviamo tutti i giorni
e che ci sembrano indispensabili, lì non
contano niente; la grandezza di una
esperienza simile è che ti confronti e capisci che si può vivere in modo completamente diverso senza essere meno felici o meno ricchi, il sedersi alla sera
attorno ad un fuoco e cantare, suonare o
raccontarsi qualcosa può essere più piacevole che guardare la televisione; e
come dimenticare quel cielo, pieno di
stelle che sembra si abbassino per farsi
toccare. Se poi hai la fortuna di trovare
una persona che ti descrive in modo appropriato ciò che vedi provi una sensazione diversa e straordinaria.
Il mattino successivo lasciamo il cam-
[...fine]
pens•ıonat
pensı
ato
o
del
fronte al mare, di
notevoli dimensioni
avendo un diametro
di quasi 100 metri e
5000 posti a sedere.
Interessantissimo il fondale costituito da una serie di
nicchie e da un triplice ordine di più
di cento colonne che
si innalzano per
oltre 20 metri sopra
il palcoscenico. Viste le sue dimensioni è visibile anche da
molto lontano ed il suo affacciarsi sul mare lo rende veramente spettacolare.
La nostra visita in Libia è finita, affrontiamo il tratto che
ci separa dalla frontiera tunisina, sbrighiamo le formalità di
uscita, riconsegniamo le targhe provvisorie, salutiamo con affetto i nostri accompagnatori e torniamo a casa con il ricordo
di un viaggio unico che ricorderemo per sempre.
In questi trentacinque anni di viaggiatore itinerante ho
girovagato per tutta Europa, spingendomi all’estremo est
della Turchia, scorrazzando sugli altopiani anatolici, fino al
lago Van, sulla montagna del Nemrut Dagi, alle pendici del
Monte Ararat, fino ai confini con Iran, Siria, e poi Marocco,
Tunisia, tutti paesi del Nord Europa, Capo Nord comprese
alcune isole del Mare Artico per vedere le balene, ma il viaggio in Libia è quello che più mi è rimasto nel cuore, e a chi
mi ha chiesto impressioni sul viaggio la mia risposta è sempre stata ‘è il viaggio di una vita’, una frase a testimonianza
delle grandi emozioni che mi ha procurato.
Il giudizio è chiaramente soggettivo, ed è forse anche condizionato da quello che è avvenuto in Libia dopo la nostra
visita, il pensiero che non si possa più andare la rende ancora
più desiderabile, e mantiene ancora più vivi i ricordi, ma è
anche la dimostrazione che come diceva lo scrittore americano John Steinbeck “le persone non fanno i viaggi,
sono i viaggi che fanno le persone”.
La nuova voce
peggio di Takerkiba e iniziamo il
lungo viaggio di
circa 1000 Km.
che ci riporta
sulla costa mediterranea, è la
parte più monotona del viaggio,
ci fanno compagnia oltre al sole e
alla sabbia i dromedari allo stato
libero e i ciuffi di arbusti trasportati dal vento, copertoni abbandonati e animali morti e rinsecchiti. L‘asfalto è una striscia
nera sempre dritta, l’unica attenzione è la mancanza a volte di
alcuni tombini che potrebbero rappresentare un serio guaio.
Purtroppo il camper di Salvatore comincia a fumare, il
consumo di carburante aumenta enormemente, ma con questi motori a controllo elettronico non possiamo trovare una
soluzione con i meccanici locali, sistemeremo tutto presso la
Fiat di Tunisi.
Prima tappa mediterranea è la città romana di Leptis
Magna ed è una sorpresa mozzafiato.
Dopo aver visto tutti i resti dell’impero romano presenti in
Europa scopriamo la più vasta città romana costruita in
Africa ed anche la meglio conservata al mondo; questo è dovuto alla tipologia del materiale utilizzato per la costruzione,
un robusto calcare, che le ha consentito di resistere ai terremoti e all’usura inesorabile del tempo. Le sue rovine, l’arco
dell’Imperatore Settimio Severo, i fori, le terme di Adriano,
il teatro, si sono tutte straordinariamente conservate e sono rimaste tracce sufficienti per immaginare come doveva essere
il centro urbano, un esempio da manuale di pianificazione
urbanistica che incarna la sontuosità dell’antica Roma.
Prossima tappa Tripoli, la capitale, classica città della
costa africana del Mediterraneo, piena di colori, trafficata e
con un interessante Medina e il suo Souk.
Particolarmente interessante il Museo Jamahirya, contenente oggetti che ripercorrono la storia del paese e della rivoluzione fatta da Gheddafi; il libretto verde contenente i suoi
scritti è in vendita ovunque. Particolare che ha colpito noi
italiani è la presenza di due gigantografie all’ingresso del
Museo, entrando sulla parete di sinistra Gheddafi con Berlusconi e su quella di destra Gheddafi con D’Alema, questo
rapporto bipartisan è dovuto all’aiuto ricevuto da Gheddafi
dai nostri due Capi di Stato per la realizzazione del Museo e
per la consulenza archeologica italiana.
Ci spostiamo a Sabratha altra perla romana che se fosse
in qualche altro posto e non così vicino a Leptis Magna sarebbe considerata la più bella città romana del Mediterraneo, è comunque magnifica soprattutto per il teatro posto di
19
Napoli - Piazza del Plebiscito
trasferta
napoletana
La
del
La nuova voce
pensı•ıonat
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o
di
20
Adrio Tenucci
Molti anni orsono, per motivi di lavoro, dovetti trasferirmi a Napoli. Partii pieno di entusiasmo trattandosi di
una bella Città, patria del grande
Eduardo, culla della bella musica da
me intensamente amata; convinto di
potermi godere dal vivo tanta beltà. Un
conto è la fantasia ed un altro conto e
la realtà.
Alloggiavo all’ albergo Torino e la
mattina per recarmi sul posto di lavoro,
transitai davanti ad un bar che attirò la
mia curiosità e quindi entrai, andai
alla cassa pagai per otenere un babà
ed un caffè , la cassiera mi consegnò
NUOVI SOCI
Sono entrati a far parte della nostra Associazione
i seguenti nuovi Soci:
ORSINI GUISEPPE – Roma
TALLUTO ROBERTO – Caltanissetta
CONTRIBUTI VOLONTARI
È pervenuto alla nostra Associazione, per le proprie
attività organizzative e per il periodico
“LA NUOVA VOCE DEL PENSIONATO”, un
contributo volontario da parte di:
GALARDI MARIA LUISA VED. GRANAI – Siena
tono duro e reclamai; questi disse:
”scusate dotto’ mi sono distratto” e mi
porse, in modo, oserei dire, sgarbato,
una tazza di caffè, che invece del
buon, famoso caffè napoletano era una
ciofeca, che appena assaggiai e indignato me ne andai. Giunto sul posto di
lavoro mi rivolsi ad un collega napoletano esponendo quanto mi era successo; il collega sorridendo mi disse:
“ma Lei sulla contromarca ce l’ha
messe le cento lire? Qua si usa così”.
La mattina seguente, edotto sugli usi e
costumi del luogo che non intendevo
trascurare, mi adeguai. Appena posata
la Contromarca adornata dalle cento
lire , alla velocità della luce, mi venne
servita la tazzuriella e’ caffè con una
crema che lo zucchero faceva fatica a
penetrare; soddisfatto mi gustai finalmente il famoso caffè napoletano ed
andai al lavoro. La mattina seguente
appena varcata la soglia, da lontano il
barman mi appello: “Dotto’ o solito ?”
ed io: “Grazie o solito”.
Cari amici vi dò’ un consiglio, se
andate a Napoli rispettate gli usi e costumi, vivrete bene e felici, altrimenti
sarete miseramente sconfitti.
una contromarca costituita da un cerchietto di ferro, simile ad una moneta
che avrei dovuto consegnare al barman per ottenere il caffè. Mi diressi DALLA DELEGAZIONE DI BARI
Il collega ROSSINI MICHELE che è stato nominaverso il settore della pato
‘Commendatore dell’Ordine Equestre del Santo
sticceria e mi gustai un
Sepolcro di Gerusalemme’, da
buonissimo babà, quindi
Sua Eminenza Reverendissima
mi recai al bar, posai la
Cardinale EDWIN FREDERICK
contromarca ed ordinai il
O’ Brien, Gran Maestro delcaffè, in attesa che questo
l’Ordine Equestre del Santo
arrivasse, vidi servire alSepolcro di Gerusalemme.
cuni clienti arrivati dopo
Al neo Commendatore i raldi me. Inquietato dal fatto,
legramenti dell’Associazione.
mi rivolsi al barman con
I NOSTRI LUTTI
Comunichiamo con vivo cordoglio la scomparsa
dei Colleghi:
ANGIOLINI LAURA – Firenze
BACCI ATHOS – Ripa di Versilia
BALDELLI MARCELLO – Orbetello
BECATTELLI RENATO – Monteriggioni
BERNARDINI GUIDO – Bologna
BERRETTINI FABIO – Siena
BICCHI GIORGIO – Foiano della Chiana
BOILA GUGLIELMO – Perugia
BUONAPROLE FERRUCCIO – Firenze
CASINI LILIANA – Siena
CASTELLANO GIUSEPPE – Chiusi
CONTI GABRIELLA – San Felice Circeo
GRAMIGNI VANNA – Firenze
IMPERIALI MARIA LUISA – Roma
LUCATTELLI SERGIO – Prato
MELLANO RENATO – Torino
MICHELI GIACOMO – Foligno
MICHELI SERGIO – Siena
NERI LEANDRO – Siena
PURINI CARLO MARIO – Altopascio
SIANI UGO – Cava dei Tirreni
SIMONINI ENNIO – Arezzo
SPRUGNOLI MARA – Siena
TRONCI GIORGIO – Pistoia
Quanto riportato nel testo che
segue potrebbe sembrare un insieme di banalità da tutti conosciute,
ma gli argomenti sono troppo seri
per ignorarli, e pur trattandosi di
verità lapalissiane, ultimamente si
è voluto dar loro un’impronta di
ufficialità, stabilendo perfino il
grado di pericolosità a cui va
incontro il genere umano in merito agli argomenti trattati.
La ricerca e stata effettuata in
Svezia lo scorso febbraio da una
decina tra psicologi e scienziati
del comportamento umano i quali,
in base a ricerche e statistiche elaborate a livello mondiale, hanno
stabilito che, se portati all’eccesso,
questi comportamenti, cinque in
tutto, risultano estremamente pericolosi per l’incolumità personale e
soprattutto collettiva.
Personalmente sono convinto
che questi luminari non avessero
altro da fare, stabilendo esattamente le priorità di tali catastrofi.
Comunque vale la pena conoscerle, anche se in maniera ridotta a causa del poco spazio a
disposizione.
Esaminate in ordine decrescente, la pericolosità di rischio dimostra che, se accettate ciascuna in
maniera moderata, risultano piuttosto piacevoli, ad esclusione della
droga, perché traslato in gergo, chi
comincia con una “canna”. .. poi
finisce con una “pera”!
Si tratta di calamità che affliggono quasi indistintamente tutti
gli abitanti del pianeta, con priorità di pericolosità che stupirà chi
non è troppo informato del problema. Infatti, i primi della lista
non sono gli stupefacenti, come si
è portati a credere, ma la dipendenza ludica: dal gratta e vinci al
poker, passando dai Casinò ai cir-
coli privati, dove da secoli sprovveduti giocatori continuano a
lasciare fortune e beni di famiglia,
fino ad arrivare ad oggi, con
migliaia di padri di famiglia che
sperperano i loro stipendi alle
slot- machine, mentre massaie
incoscienti buttano i soldi della
spesa per grattare pezzetti di cartoncino, nella vana speranza di
arrotondare le magre entrate.
Secondo nella lista è l’alcol.
Non il bicchiere di vino ai pasti,
ma il vezzo malsano di certa gioventù che, nelle “serate alcoliche” organizzate da certi locali di
tutto il mondo. Ubriacarsi è il
solo modo per “apparire”, percorrendo cosi la strada per l’alcolismo irreversibile. In “primis” gli
schianti notturni in auto, con vittime spesso innocenti, poi una
vita miseranda in cui la bottiglia è
il solo credo valido da perseguire.
Leggere le statistiche in proposito
è avvilente ed impressionante se
non si è preparati.
Terza disgrazia dell’umanità
risulta essere il fumo di tabacco.
C’è un detto che asserisce: “ In
merito alle più gravi malattie mortali, tutto può accadere a chiunque, ma comunque accade a chi
fuma! “ e nulla è più veritiero. Per
fortuna oggi si è fatto molto per
indurre i fumatori ad alimentare il
loro vizio solo all’aria aperta. I
giovani non possono ricordarlo,
ma i lettori del nostro giornalino
avranno vissuto senz’altro le serate asfissianti nei cinematografi,
dove fumare era permesso.. . e
tutti fumavano! Personalmente (io
non fumo) ricordo di essere stato
costretto ad uscire dal teatro Sistina di Roma durante la rappresentazione del Rugantino prima versione. Uscire o rimanere
pens•ıonat
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o
Mario Masseti
del
di
soffocato da una nebbia azzurrina
che faceva lacrimare gli occhi e
toglieva il respiro!
Quarto: finalmente la droga! I
commenti sono superflui. Non
basterebbero le pagine di un
dizionario per descrivere i danni
indotti dagli stupefacenti, ed
ognuno di noi ne sa abbastanza
per rendersene conto.
Riguardo all’ultimo argomento,
debbo confessare che io stesso
non me l’aspettavo. Si tratta del
gioco del calcio! Ebbene sì. Proprio dello sport definito il più
bello del mondo. Le partite di pallone tra le squadre nazionali del
cuore; le sfide parrocchiali e di
quando si giocava da ragazzi sui
campetti di periferia!
Il gioco del calcio viene definito fautore di drammi insospettabili, capaci di sfociare in violenze
tardive dovute alla forza di entusiasmi o rabbia repressi, trattenuti
a livello inconscio. È ancora aperta l’inchiesta che tutti conoscono
per l’uccisione a Roma del tifoso
napoletano.
Risalendo indietro nel tempo,
non possiamo mettere nel dimenticatoio la strage dello stadio di
Heysel, avvenuta a Bruxelles il 29
maggio del 1985 nella finale tra
Juventus e Liverpool, dove a
causa delle intemperanze da
parte degli hooligan del Chelsea,
arrivati in Belgio proprio per creare disastri degni della loro nomea
di “ distruttori”, morirono 32 italiani, 4 belgi, 2 francesi ed 1
irlandese: 39 morti a causa dell’odio fomentato dal tifo degenerato! O le 66 vittime dello stadio
Luzhniki di Mosca il 20 ottobre
1982, travolti dall’ira dei tifosi
dopo la partita tra lo Spartak e gli
olandesi dell’Harle.
È ancora lo sport più bello del
mondo? Gli scienziati svedesi
forse non hanno torto nel definirlo uno dei drammi dell’umanità!
Qui finisce la lista dei “cinque“, con la speranza che non ne
venga mai trovata una “sesta”,
ancora peggio delle altre.
La nuova voce
i 5dell’
dr
drammi
Umanità
21
Il cuoco
aifornelli
a cura di
Flavio Egni
del
La nuova voce
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o
Sono ormai prossime le festività natalizie e come
sempre la fantasia culinaria si mette in movimento
alla ricerca di qualcosa di nuovo o di originale da
presentare in tavola ai nostri commensali.
Le nostre abitudini per vari motivi stanno cambiando, e quello che era il momento di incontro con tutta
la famiglia allargata, cioè il pranzo di Natale, non sempre si presenta possibile, ed allora è ormai divenuto
uso anche da noi anticipare il convivio alla sera della
vigilia di Natale per consentire una più ampia partecipazione. Salvo ripetere con un altro pranzo, magari
con diversi contenuti, il giorno di Natale.
È divenuta consuetudine che quasi sempre la cena
della “vigilia” sia principalmente a base di pesce, per
questo presentiamo un menu’ adatto all’occasione.
22
Antipasti
Acciughe marinate
Ingredienti: per sei persone; 500 g di acciughe fresche, farina q.b., 2 bicchieri di aceto bianco, 3 cipolle
rosse di media grandezza, 4/5 foglie di alloro, Olio evo,
Olio per friggere, sale q.b., peperoncino a piacere.
Pulite le acciughe privandole della testa e della
lisca, asciugatele, infarinatele e friggetele in abbondante olio ben caldo. Ottenuta una bella doratura,
toglietele dal fuoco e mettetele su un foglio di carta
assorbente, salate leggermente.
In una padella fate andare in olio evo le cipolle
tagliate a fettine, mescolate e fate rosolare senza farle
cuocere troppo. Aggiungete ora l’aceto (circa due bicchieri) e poco più di mezzo bicchiere di acqua, le
foglie di alloro,
sale e peperoncino spezzettato (se
gradito). Fate cuocere a fuoco baso
per circa 5 minuti.
Mettete le acciughe fritte in un
idoneo recipiente
e versateci sopra
il composto di cui
sopra, coprite e
fate marinare in
frigo per 24 ore.
Gamberi rosa
e fagioli Cannellini
Ingredienti: 500 g di gamberi rosa o in alternativa
gamberoni, 400 g di fagioli cannellini o tondini, 3/4
arance, 1 limone, olio evo, timo o prezzemolo o erba
cipollina, sale e pepe misto q.b.
In un recipiente condite i fagioli già cotti con olio
evo, il succo di limone, sale e
pepe.
Sgusciate i gamberi lasciando le
code attaccate alla
testa, poneteli in
un capiente vassoio,
salateli leggermente
versateci sopra il
succo delle arance
q.b. e fate marinare per una mezz’ora.
Sbattete il rimanente
succo di arancia con sale, pepe, olio evo e foglie di
timo o prezzemolo o erba cipollina.
Condite i gamberi sgocciolati con il composto di cui
sopra, metteteli in un vassoio di portata, con attorno i
fagioli già pronti, decorate con foglie di timo o prezzemolo e erba cipollina e alcune fette di arancia.
Primi piatti
Risotto di pesce
a modo mio
Ingredienti: 500 g di riso, 1 o 2 calamari secondo
grandezza, 1 o 2 seppie, 1 kg di cozze, 1 kg di vongole, 500 g di gamberi rossi o rosa, 1 cipolla media,
3 spicchi d’aglio, un ciuffo di prezzemolo, vino bianco, brodo di pesce, olio evo sale e pepe q.b.
Pulite i calamari e tritateli finemente, tagliate le
seppie a striscioline sottili, aprite le cozze e le vongole separatamente, eliminate poi i gusci
e trattenendo,
dopo averla
filtrata, la loro
acqua di cottura, sgusciate i
g a m b e r i
lasciandoli
uniti alla testa.
Nel frattempo fate cuocere la pasta, due minuti
prima della cottura prevista scolatela e passatela nella
padella del sugo con il prezzemolo tritato, un po’ di
acqua della sua cottura e olio evo a crudo. Fate saltare a fuoco vivo fino a che non si sarà ristretto il condimento fino a formare una cremosità. Servite ben caldo.
Ingredienti: 1 kg di pesce spada a fette alte circa un
cm o meno, 1 cipolla, 3/4 spicchi d’aglio, 1 foglia di
alloro, un ciuffo di prezzemolo, un cucchiaio di capperi, 2 pomodori maturi privati della pelle e dei semi,
vino bianco secco, farina, olio evo, sale e pepe q.b.
Togliete la pelle e tagliate a pezzi di media grandezza il pesce spada, infarinatelo e fatelo friggere in
una padella con abbondante olio. Ponetelo su carta
assorbente e salatelo.
In un tegame con
poco olio evo mettete la cipolla e gli
spicchi d’aglio tritati, l’alloro a pezzettini, i pomodori
spellati e senza
semi tagliuzzati a
piccoli dadini, sale
e pepe. Cuocete a
fuoco medio per
circa quindici minuti, togliete dal fuoco ed aggiungete i pezzetti di spada fritti integrandoli nel sugo che si
sarà formato, unite il prezzemolo tritato ed i capperi
distribuiti uniformemente.
Passate in forno a 180 gradi per 15/20 minuti e servite caldo.
Anguilla alla griglia
Terminate la cena della vigilia di Natale nel modo
più tradizionale.
Ingredienti: 1 kg e mezzo di anguille, alcune foglie
di alloro, sale e pepe q.b.
Pulite le anguille privandole delle interiora
e della testa, tagliatele
a pezzi di circa 10 cm,
infilzatele negli spiedini alternando con pezzetti di foglie di alloro,
salate e pepate a piacere.
Cuocete sulla griglia
girandole spesso.
Servitele ben calde accompagnate con spicchi di limone.
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pens•ıonat
pensı
ato
o
Ingredienti: 500 g di spaghetti di qualità, 2 kg di
cozze, 5/6 spicchi d’aglio, un ciuffo di prezzemolo,
500 g di pelati ben schiacciati o il corrispondente di
pomodori datterini in scatola sempre ben schiacciati,
olio evo, sale, pepe e peperoncino q.b.
Fate aprire le cozze secondo consuetudine, separatele dal guscio e trattenete dopo averla filtrata la
loro acqua di cottura.
In una capiente padella dove poi farete saltare la
pasta in olio evo abbondante fate andare l’aglio tritato
finemente senza che cambi di colore, inserite le cozze
parte tritate grossolanamente e parte intere, fate andare a fuoco vivace per qualche minuto, bagnate con
vino bianco secco e fate evaporare. Aggiungete ora i
pomodori che preferite con un po’ di acqua di cottura
delle cozze e fate andare per pochi minuti. Attenzione
al sale, vale quanto sopra detto!
Pesce spada in guazzetto
del
Pasta con le cozze
Secondi piatti
La nuova voce
In un tegame idoneo fate rosolare un trito di cipolla
aglio e prezzemolo sale e pepe, aggiungete i calamari
e le seppie fate ritirare il liquido che si è prodotto ed
inserite parte delle cozze tritate grossolanamente e
parte delle vongole. Fate insaporire a fuoco vivo ed
irrorate con vino bianco secco. Evaporato il vino
immettete il riso e sempre a fuoco vivo fate tostare.
Portate a cottura a fuoco basso con il brodo di pesce
ed il liquido delle cozze e vongole. Quasi alla fine
inserite il resto delle cozze intere, delle vongole ed i
gamberi. Attenzione all’uso del sale perché cozze e
vongole ne portano in quantità.
Fate riposare qualche minuti prima di servire.
23
Assistenza
sanitaria
ATTENZIONE
NON È AUTOMATICA !!!!
Siamo alla fine dell’anno. Hai ancora documenti di spesa?
Ricordati di inviarli con la massima sollecitudine. Non aspettare la fine di gennaio (termine ultimo)
per non incorrere nel rischio che ti vengano respinti, perché pervenuti alla Caspie oltre la data massima consentita, magari per semplici ritardi postali!
Hai effettuato l’adesione per il 2015 in via telematica, o qualcuno lo ha fatto per te? Ricordati di ripeterla per il 2016 non appena riceverai la lettera poiché l’ adempimento deve essere rinnovato ogni
anno per se stessi e per gli eventuali familiari a carico e non.
del
La nuova voce
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Hai effettuato l’adesione per il 2015 in via cartacea a seguito del nostro sollecito? Noi non potremo
24
ripetere l’operazione! Se non vuoi perdere la copertura devi effettuare l’adesione per il 2016 solo con
la modalità telematica, avvalendoti eventualmente, in caso di difficoltà, di ogni possibile intermediario di tua fiducia. L’Associazione cercherà di aiutarti per quanto possibile.
Se non avrai ricevuto la lettera entro febbraio, contatta l’Associazione!
In ogni caso effettua comunque l’adesione. Se non vuoi pagare il contributo richiesto per il ‘Disciplinare D (con prestazioni aggiuntive)’, scegli il ‘Disciplinare E (senza prestazioni aggiuntive)’ per
il quale non è previsto al momento alcun contributo. Ti sarà comunque garantita la copertura per i
ricoveri ed interventi effettuati al di fuori della sanità pubblica, per i quali altrimenti la spesa resta
a tuo totale carico.
Felice e Prospero Anno Nuovo
Best Wishes for New Year
Meilleurs voeux pour la nouvelle année
с Новым годом
Feliz año nuevo
新年好
ευτυχισµένο το νέο έτος
‫ةديعس ةديدج ةنس‬
Glückliches neues Jahr
明けましておめでとうございます
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Auguri Auguri - associazione dipendenti a riposo mps