Stagione
2012-2013
Martedì 5 marzo 2013, ore 20.30
Lisa Larsson soprano
Martin Oro controtenore
Krystian Adam tenore
Sergio Foresti basso
Sala Verdi del Conservatorio
La Risonanza
Fabio Bonizzoni clavicembalo e direzione
Le Serenate di Johann Sebastian Bach
Cantata “Steigt freudig in die Luft” BWV 36a
(ricostruzione di K. Böhmer e F. Bonizzoni, prima esecuzione moderna)
Cantata “Weichet nur, betrübte Schatten” BWV 202
Cantata “Die Zeit, die Tag und Jahre macht” BWV 134a
Il concerto è registrato da RAI Radio3
12
Consiglieri di turno
Direttore Artistico
Paolo Arcà
Salvatore Carrubba
Alberto Conti
Sponsor istituzionali
Con il contributo di
per i 150 anni del Quartetto
Con il patrocinio di
Sponsor ciclo Beethoven
Soggetto di rilevanza
regionale
È vietato, senza il consenso dell’artista, fare fotografie e registrazioni, audio o video,
anche con il cellulare.
Iniziato il concerto, si può entrare in sala solo alla fine di ogni composizione.
Si raccomanda di:
• disattivare le suonerie dei telefoni e ogni altro apparecchio con dispositivi acustici;
• evitare colpi di tosse e fruscii del programma;
• non lasciare la sala fino al congedo dell’artista.
Il programma è pubblicato sul nostro sito web dal venerdì
precedente il concerto.
Johann Sebastian Bach
(Eisenach 1685 - Lipsia 1750)
Steigt freudig in die Luft BWV 36a (ca. 25’)
Anno di composizione: 1725 (1726?)
Prima esecuzione moderna (Ricostruzione della musica originale perduta
a cura di Fabio Bonizzoni e Karl Böhmer)
Weichet nur, betrübte Schatten BWV 202 (ca. 23’)
Anno di composizione: prima del 1730
Anno di pubblicazione: 1862
Die Zeit, die Tag und Jahre macht BWV 134a (ca. 38’)
Anno di composizione: 1718
Anno di pubblicazione: 1881
Il 7 agosto 1717 Bach firmò il contratto con l’amministrazione del Principato
di Cöthen per assumere l’incarico di direttore della cappella musicale di corte.
L’idea di lavorare nella capitale di uno stato minuscolo, povero e calvinista non
era allettante, ma Bach non aveva molte alternative. Il periodo di Cöthen tuttavia è stato uno dei più felici per il musicista, come confessava egli stesso in una
lettera del 1730 al vecchio compagno di scuola Georg Erdmann: «Lei è ben a
conoscenza dei miei fata dalla giovinezza fino alla mutation che mi ha condotto
a Cöthen come Capellmeister. Lì avevo un Principe cortese e buon amante e
conoscitore della musica, presso il quale avevo immaginato di terminare i miei
giorni». Leopold era infatti un personaggio particolare, come il resto della famiglia. Il padre, Emanuel Leberecht, aveva sposato una ragazza della piccola
nobiltà locale, Gisela Agnes von Rath, che era per giunta di fede luterana. Una
mésalliance in piena regola, avversata in tutti i modi dalla famiglia. Giunto al
potere, però, Emanuel Leberecht sposò come se nulla fosse la sua Gisela Agnes,
ottenendo anche dal Re di Prussia il riconoscimento del diritto ereditario per i
figli nati dal matrimonio morganatico. Il primo di essi fu appunto Leopold, che
in attesa di salire al trono fu spedito prima a studiare alla Ritter-Academie di
Berlino e poi a compiere un viaggio di formazione in Europa, con un lungo soggiorno in Italia. L’amore per la musica e le arti, già inculcato dal padre, divenne
una grande passione, specie dopo aver assistito agli spettacoli d’opera a Venezia
e aver ascoltato il suono delle orchestre italiane. Il Principato di Anhalt-Cöthen,
frutto della divisione del Ducato di Anhalt tra i vari rami dell’antica Casa degli
Ascanidi, era un piccolo stato agricolo nell’orbita della Prussia. L’intuizione del
vecchio Emanuel Leberecht era stata di conferire prestigio attraverso la musica
alla piccola corte, priva di mezzi per coltivare ambizioni militari o politiche. La
precoce scomparsa nel 1704 non gli permise di dare consistenza al progetto,
ma il figlio Leopold sviluppò l’idea in maniera imprevedibile. Il Principe riuscì
infatti a convincere la madre, ancora reggente, a ingaggiare i musicisti del Re
di Prussia, Federico Guglielmo I, che aveva sciolto la prestigiosa cappella musicale fondata dal padre Federico I appena salito al trono, nel 1713. Ma il passo
successivo era di trovare un direttore all’altezza di un progetto così ambizioso.
L’occasione capitò quando la sorella di Leopold, Eleonora Guglielmina, sposò in
seconde nozze nel 1716 il duca Ernesto Alberto I di Sassonia-Weimar. Leopold
conobbe e ascoltò a Weimar il formidabile Capellmeister e non ci mise molto a
comprendere che quello era l’uomo giusto per realizzare il suo sogno artistico.
Riuscì a strappare Bach al cognato e lo portò a Cöthen, con l’ottimo argomento
di uno stipendio tra i più alti della corte. L’intesa tra il Principe e il musicista fu
sempre cordiale, come dimostra per esempio il fatto che Leopold fece da padrino nel 1718 al battesimo dell’unico figlio di Bach nato a Cöthen, Leopold Augustus. Anche il congedo, nel 1723, avvenne in termini civilissimi, e Bach si recò a
Cöthen nel marzo del 1729, con la seconda moglie e i figli, per rendere onore al
Principe, scomparso nel novembre precedente, scrivendo per le solenni commemorazioni una cantata funebre oggi perduta. Un altro segno della benevolenza
del principe Leopold nei confronti di Bach fu di mantenere il musicista nella carica di Capellmeister anche dopo il trasferimento a Lipsia. In questa veste, Bach
scrisse probabilmente nel 1725 la cantata Steigt freudig in die Luft BWV 36a,
su testo del poeta Christian Friedrich Henrici detto Picander, per festeggiare
il compleanno della seconda moglie del Principe, Charlotte Fredericka. Il testo
venne pubblicato nel 1727 nella raccolta di Ernst-Scherzhaffte und Satyrische
Gedichte di Picander, ma la musica purtroppo è andata perduta. Fabio Bonizzoni
e il musicologo Karl Böhmer hanno provato di recente a immaginare come poteva suonare la partitura originale, grazie alla parodia della cantata fatta da Bach
negli anni successivi, in uno dei suoi lavori sacri più eterogenei e complessi, la
cantata Schwingt freudig euch empor BWV 36. Il risultato del loro lavoro è ora
accessibile al pubblico di Milano in prima esecuzione moderna.
La religione del Principato, secondo il principio cuius regio, eius religio, era
il calvinismo, ma esisteva una minoranza di fede luterana difesa con fermezza
dalla Principessa madre. Leopold era incline alla tolleranza religiosa, ma doveva
tener conto del suo ruolo politico, cosa che provocò degli scontri anche aspri con
la madre. Ai luterani come Bach, benché discriminati nella sfera sociale e politica, era garantita comunque la libertà di culto. La Chiesa Riformata era molto
stretta nell’uso della musica. Le uniche occasioni per scrivere un ampio lavoro
vocale erano il Capodanno e il compleanno del principe Leopold, festeggiati entrambi con una cantata sacra e una profana. Questi erano i due avvenimenti per
i quali era richiesta la musica vocale a Cöthen, sia in chiesa che nel Castello. Nel
periodo passato al servizio di Leopold, fino al 1723, Bach compose probabilmente almeno un paio di cantate profane e un paio di cantate sacre all’anno, anche
se purtroppo di tutta questa musica resta oggi ben poco. I motivi della grave
lacuna sono di natura diversa. Molti autografi sono rimasti forse nella biblioteca
di Cöthen, dispersa dopo la morte del Principe nel 1728. Inoltre, è probabile
che Bach abbia riciclato la maggior parte delle cantate di Cöthen per il servizio
religioso di Lipsia, così come è verosimile che il lascito musicale di Bach sia stato
smembrato dagli eredi in varie direzioni e molti manoscritti quindi sottoposti
all’incuria del tempo e della storia. Tra i pochi lavori rimasti figura la cantata
profana Die Zeit, die Tag und Jahre macht BWV 134a, scritta per il Capodanno
del 1719. La definizione di serenata, conferita anche ad altre due cantate di Cöthen, BWV 66a e BWV 173a, indica probabilmente l’esecuzione serale del lavoro, di cui è rimasto buona parte dell’autografo. Il libretto era di un noto poeta tedesco di stile galante, Christian Friedrich Hunold, che aveva suscitato scandalo
pubblicando sotto lo pseudonimo di Menantes il piccante romanzo Satyrischer
Roman (1706). Il testo è interpretato da due personaggi allegorici, la Göttliche
Vorsehung (la Divina Provvidenza, contralto) e la Zeit (il Tempo, tenore), che
gareggiano nell’esaltare le virtù del Principe e invocare la benedizione sulla casa
regnante. Grazie anche alla parodia fatta da Bach a Lipsia nella Pasqua del 1724
con la cantata Ein Herz, das seinen Jesum lebend weiß BWV 134, la serenata è
oggi del tutto eseguibile. Le due figure allegoriche hanno a disposizione un’aria
ciascuna e un duetto, che rappresenta il cuore musicale del lavoro. La prima
aria del tenore si riallaccia nel festoso ritmo di 3/8 e nella sonorità arricchita da
una coppia di oboi al coro conclusivo. L’aria della Divina Provvidenza, espunta
poi dalla versione sacra, esprime una toccante riflessione sulla pace che attende
chi si affida alla protezione del Signore, con la spoglia semplicità della sola voce
accompagnata dal basso continuo.
La musica non poteva mancare a una festa di nozze, e anche nella produzione
di Bach si trovano dei lavori destinati a queste occasioni. Il più noto è la magnifica cantata Weichet nur, betrübte Schatten BWV 202, della quale è rimasto
solo un manoscritto copiato nel 1730. Il testo, di autore sconosciuto, celebra la
fine dell’inverno e l’arrivo della bella stagione, fornendo al musicista una ricca
galleria di immagini da illustrare nella partitura, orchestrata per strumenti ad
arco, basso continuo e un oboe obbligato. Non sappiamo per chi Bach abbia
composto il lavoro, ma lo stile della cantata, scritta per la sola voce di soprano,
lascia pensare che essa risalga al periodo di Cöthen. Abbiamo già accennato
alla passione del principe Leopold per la musica italiana, che spira come una
brezza dolce e profumata dagli arpeggi che aprono l’“Adagio” iniziale. La voce
dell’oboe, nello stile del concerto solistico, introduce il dialogo con il soprano, che
si sviluppa in un’ampia aria con il da capo articolata in due parti: la prima più
lenta e ornata, con qualche pennellata scura nell’armonia a ricordare la sopravvivenza dell’inverno; la seconda, in tempo andante, arricchita di nuovo materiale
melodico e aperta alle gioie della nuova stagione. La scrittura concertante piena
ritorna nella “Gavotta” conclusiva, che riassume bene la natura galante dell’intera cantata. Le arie centrali invece sono nello stile della musica da camera, accompagnate rispettivamente da un violino e da un oboe solista, con una spiccata
propensione alla pittura musicale.
Oreste Bossini
CANTATA BWV 36a
Steigt freudig in die Luft
Salite nell’aere alle sublimi altezze
Traduzione di Quirino Principe
1. ARIA
Steigt freudig in die Lufft zu den
erhabenen Höhen,
Ihr Wünsche, die ihr ietzt in unsern
Hertzen wallt;
Doch bleibet hier; Ihr dürfft so weit
nicht von uns gehen,
Die Theure Hertzogin ist euer
Auffenthalt.
2. RECITATIVO
Durchlauchtigste,
Die tieffgebückte Schuldigkeit
Erscheint zu Deinen Füssen,
Die Hulde, so Dein Eigenthum,
Dein Glantz, Dein Welt bekannter Ruhm
Macht uns von aller Schüchternheit
Und allen Fürchten frey,
Daß wir der Lippen Melodei
Mehr halten, als befördern müssen.
3. ARIA
Die Sonne zieht mit sanfften Triebe
Die Sonnen-Wende zu sich hin.
So, Grosse Fürstin, Deinen Blicken,
Die unser gantzes Wohl beglücken,
Folgt unser stets getreuer Sinn.
Salite nell’aere alle sublimi altezze,
voti d’augurio, che ora fremete
impazienti nei nostri cuori;
eppure, vi preghiamo, rimanete qui;
da noi non dovreste allontanarvi
troppo,
la cara duchessa è la vostra dimora.
Serenissima,
ciò che Ti dobbiamo è palese in un
nostro gesto,
di noi che profondamente ci
inchiniamo ai Tuoi piedi;
la grazia è privilegio di Te sola;
il Tuo fulgore, la Tua gloria che il
mondo intero conosce
da ogni timidezza
ci rende liberi, e da ogni timore,
sicché le melodie che ci vengono alle
labbra
son più numerose di quelle che a Te
dovremmo intonare.
Il sole ci attrae con quella dolce forza
che ci appaga nel calore del solstizio.1
Così, grande sovrana, i Tuoi sguardi,
che rendono felici noi e le nostre fortune,
suscitano in noi sentimenti di eterna
fedeltà.
1
Le nozze di Charlotte FriederikeWilhelmine con il principe Leopold von Anhalt-Cöthen ebbero
luogo giovedì 21 giugno 1725. (N.d.T.)
4. RECITATIVO
Die Danckbarkeit,
So Tag und Nacht
In unsern Hertzen nachgedacht,
Ein Merckmahl ihrer Pflicht zu zeigen,
Macht dieser Tag erfreut,
Das Dich du Kleinod unsrer Zeit,
Das Licht der Erden hat erblicket.
Und da Dein Theurer Leopold,
Und jedes, was Dir treu und hold,
Sich über dieses Fest erquicket.
So können wir auch nicht
Die Demuths-volle Pflicht
Vor Deinen Ohren ietzt verschweigen.
5. ARIA
Sey willkommen, schönster Tag!
Wer Zung und Odem noch vermag,
Der stimm in diese Harmonie:
Charlotte blüh!
6. RECITATIVO
Wiewohl das ist noch nicht genung,
Die Demuth, Treu und Unterthänigkeit,
Die wir vor Dich in unsern Hertzen
hegen,
Dir völlig also darzulegen.
Denn daß das Hertz Dir süsse
Wünsche streut,
Der Mund Dir lauter Heyl verspricht,
Das ist, Durchlauchtste, unsrer Pflicht
Nur ein Erinnerung;
Und trügen wir uns selbst Dir eigen an,
So wird der Pflicht noch nicht genung
gethan,
La gratitudine
medita giorno e notte
nei nostri cuori, su come dare un segno
che sia testimonianza del suo debito.
Questa giornata è resa felice
da un evento: che tutta la luce del mondo
illumini Te, gemma preziosa della
nostra epoca,
e che il Tuo amato Leopold,
con tutto ciò che Ti è caro e Ti appartiene,
sia appagato e felice per questo dì di
festa.
Perciò neppure noi, dinanzi alle Tue
orecchie,
possiamo trattenerci dall’esprimere
ciò che sentiamo, in umiltà, come un
dovere.
Sii benvenuto, bellissimo fra i giorni!
Chiunque abbia respiro e lingua per
parlare,
si unisca a questo grido in armonia:
fiorisci, Charlotte!
Benché non siano ancora sufficienti
umile omaggio, fedeltà, devota
sudditanza,
che abbiamo in cuore nei Tuoi
confronti
e che manifestiamo con pienezza;
benché gli auguri affettuosi che
il cuore Ti invia
e gli auspici di perfetta salute a Te
indirizzati dalla nostra bocca
siano, Serenissima, soltanto un’ombra
di ciò che vorremmo e dovremmo
esprimere;
e s’è pur vero che, anche consegnando
noi stessi, anima e corpo, a Te,
il nostro dovere non sarebbe
compiuto quanto basta;
Doch wir Dir unser schwaches lallen
In Gnaden wohl gefallen.
7. ARIA
Auch mit gedämpfften schwachen
Stimmen
Wird, Fürstin, dieses Fest verehrt.
Denn schallet nur der Geist darbey,
tuttavia, confidiamo che, per
Tua grazia, il nostro
debole balbettío non Ti dispiaccia.
Das man im Himmel selber hört.
Anche con voci esili e tenui,
o principessa,
questa festività può essere onorata.
Ciò che qui suona e squilla è soltanto
lo spirito,
e un grido qui prorompe, di tale
eloquenza,
da essere udito persino su, nel cielo.
8. RECITATIVO
Doch ehe wir
Noch Deinen Thron verlassen,
Soll unser Geist,
Der, Grosse Fürstin, Dir
Auf ewig eigen heist,
Den Wunsch in solche Worte fassen:
Ma non appena
di nuovo siam lontani dal Tuo trono,
ecco che il nostro spirito
pronto, grande sovrana, a proclamarsi
appartenente a Te, per sempre,
racchiude il suo augurio in queste parole:
So heisset solches ein Geschrey,
9. ARIA
Grüne, blühe, lebe lange,
Grosse Fürstin, sey beglückt!
Wiewohl wer so, wie Du,
Den Himmel liebt,
Hat lauter Heyl und Ruh,
Dieweil darauf der Himmel Achtung
giebt.
Was Dein Hertze kan begehren,
Müsse Dir das Glück beschehren!
Doch will es Deine hohen Gaben
Zum Maasse seines Wohltuns haben;
Sonst ist es selbst zu arm darzu.
Dieses Licht, das Du erblickt,
Wisse nichts vom Untergange!
Diß treue Seuffzen wird erlanget,
Dieweil daran
Die Helffte Deiner Brust,
Des Milden Leopoldens Lust,
Verdeggia, fiorisci, vivi a lungo,
grande sovrana, e la vita Ti colmi
di gioia!
Sì, è vero, chi ama il cielo
come Tu lo ami,
già possiede salvezza e quiete.
Eppur, provveda il cielo a questo:
ciò che il Tuo cuore può desiderare,
Te lo conceda la fortuna!
Ma i Tuoi nobili meriti, li assuma
la fortuna
come misura dei suoi beneficii:
altrimenti anch’essa, a quel fine,
sarebbe troppo povera.
Questa luce, che il Tuo sguardo scorge,
non conosca tramonto!
Sono sospiri e brame d’anime fedeli,
che saranno appagati, poiché da ciò
dipende
la metà del Tuo cuore,
la gioia del mite Leopold,
Der Wunsch und Wohl von jedem
Unterthan
Und Deiner Diener Wohlfarth hanget.
Grüne, blühe, lebe lange,
Grosse Fürstin, sey beglückt!
CANTATA BWV 202
l’augurio e il bene d’ogni suddito,
e il benessere di chi è al Tuo servizio.
Verdeggia, fiorisci, vivi a lungo,
grande sovrana, e la vita Ti colmi di
gioia!
Weichet nur, betrübte Schatten
Indietro, ombre cupe
1. ARIA
Weichet nur, betrübte Schatten,
Frost und Winde, geht zur Ruh!
Florens Lust
Will der Brust
Nichts als frohes Glück verstatten,
Denn sie träget Blumen zu.
Indietro, ombre cupe,
gelo e venti, cessate!
La fioritura in tripudio
all’animo promette
null’altro che gioia e letizia
poiché fiori ci dona;
2. RECITATIVO
Die Welt wird wieder neu,
Auf Bergen und in Gründen
Will sich die Anmut doppelt schön
verbinden,
Der Tag ist von der Kälte frei.
Il mondo si rinnova,
in cima ai monti e in fondo alle vallate
raddoppia in bellezza la leggiadra
sembianza:
i giorni sono liberi dal freddo.
3. ARIA
Phoebus eilt mit schnellen Pferden
Durch die neugeborne Welt.
Ja, weil sie ihm wohlgefällt,
Will er selbst ein Buhler werden.
Febo corre con veloci cavalli
attraverso il mondo rinato.
Sì, poiché il mondo tanto gli piace,
egli ne diverrà geloso amante.
4. RECITATIVO
Drum sucht auch Amor sein Vergnügen,
Wenn Purpur in den Wiesen lacht,
Wenn Florens Pracht sich herrlich macht,
Und wenn in seinem Reich,
Den schönen Blumen gleich,
Auch Herzen feurig siegen.
5. ARIA
Wenn die Frühlingslüfte streichen
Und durch bunte Felder wehn,
Traduzione di Quirino Principe
Perciò anche Amore cerca il suo piacere
quando la porpora ride nei prati
e splendida si fa la fioritura
e quando, nel regno d’Amore,
simili a bei fiori,
vittoriosi trionfano anche gli ardenti
cuori.
Quando a primavera gli zefiri
passano lievi
e il loro soffio attraversa i campi
multicolori,
Pflegt auch Amor auszuschleichen,
Um nach seinem Schmuck zu sehn,
Welcher, glaubt man, dieser ist,
Daß ein Herz das andre küßt.
6. RECITATIVO
Und dieses ist das Glücke,
Daß durch ein hohes Gunstgeschicke
Zwei Seelen einen Schmuck erlanget,
An dem viel Heil und Segen pranget.
7. ARIA
Sich üben im Lieben,
In Scherzen sich herzen
Ist besser als Florens vergängliche
Lust.
Hier quellen die Wellen,
Hier lachen und wachen
Die siegenden Palmen auf
Lippen und Brust.
8. RECITATIVO
So sei das Band der keuschen Liebe,
Verlobte Zwei,
Vom Unbestand des Wechsels frei!
Kein jäher Fall
Noch Donnerknall
Erschrecke die verliebten Triebe!
9. GAVOTTE
Sehet in Zufriedenheit
Tausend helle Wohlfahrtstage,
Daß bald bei der Folgezeit
Eure Liebe Blumen trage!
anche Amore suole insinuarsi,
desioso di mirare i suoi ornamenti,
che son, così si crede, proprio questi:
che ogni cuor dona un bacio a un
altro cuore.
È proprio questa la felicità:
che, grazi a un altro destino benigno,
due anime conquistino un’unica bellezza
in cui salute benedetta splenda.
È tale l’esercizio dell’amore;
il giocoso abbracciarsi vale più
del godere l’effimera bellezza dei fiori.
Qui sgorgano le onde,
qui sorridendo vigili
le palme di vittoria coprono
il labbro e il seno.
Sia dunque il vincolo di casto amore,
coppia di sposi,
al riparo da scosse e mutamento!
Nessun caso imprevisto
né mai schianto di tuono
turbi l’ardor di sposi innamorati!
Ecco dinanzi a voi, lieti e appagati,
mille limpidi giorni di prospero
benessere,
e nascan presto, nei tempi a venire,
del vostro amore i fiori!
CANTATA BWV 134a
Die Zeit, die Tag und Jahre macht
Il Tempo, che fabbrica giorni e anni
Traduzione di Quirino Principe
1. RECITATIVO
Zeit
Die Zeit, die Tag und Jahre macht,
Hat Anhalt manche Segensstunden
Und itzo gleich ein neues Heil gebracht.
Göttliche Vorsehung
O edle Zeit! mit Gottes Huld
verbunden.
2. Aria
Zeit
Auf, Sterbliche, lasset ein Jauchzen
ertönen;
Euch strahlet von neuem ein
göttliches Licht!
Mit Gnaden bekröne der Himmel
die Zeiten,
Auf, Seelen, ihr müsset ein Opfer
bereiten,
Bezahlet dem Höchsten mit
Danken die Pflicht!
3. RECITATIVO
Zeit
So bald, als dir die Sternen hold,
O höchst gepriesnes Fürstentum!
Bracht ich den teuren Leopold.
Zu deinem Heil, zu seinem Ruhm
Hab ich ihn manches Jahr gepfleget
Und ihm ein neues beigeleget.
Noch schmück ich dieses Götterhaus,
Noch zier ich Anhalts Fürstenhimmel
Mit neuem Licht und Gnadenstrahlen
aus;
Noch weicht die Not von diesen
Grenzen weit;
Noch fliehet alles Mordgetümmel;
Noch blüht allhier die güldne Zeit:
Il Tempo
Il Tempo, che fabbrica giorni e anni,
ha portato in dono ad Anhaltore
di benedizione
e proprio ora una nuova fonte di salute.
Divina Provvidenza
Onobile Tempo! Alleato con la
Grazia di Dio.
Il Tempo
Su, mortali, intonate un inno di giubilo;
vi irradia una luce divina che vi rinnova!
Il cielo incoroni i tempi con doni
di grazia;
su, anime, dovete prepararvi
a un’offerta!
È d’obbligo ripagare l’Altissimo,
ringraziandolo!
Il Tempo
Rapido sono stato, propizie eran le stelle,
oprincipatoche ognuno altamente loda!
Il caro Leopold ti ho portato.
Per la tua prosperità, per la sua gloria
ho avuto cura di lui per qualche anno,
e ancora qualcosa di nuovo gli ho
aggiunto.
Ancora rendo bella questa casa di Dio,
ancora adorno il cielo dei prìncipi
di Anhalt
con nuova luce e con raggi di grazia;
ancora l’angosciosa penuria gira
al largo da questi confini,
ancora fugge via ogni tumulto omicida;
ancora qui fiorisce, ovunque,
l’età dell’oro:
So preise dann des Höchsten Gütigkeit!
Göttliche Vorsehung
Des Höchsten Lob ist den Magneten
gleich,
Von oben her mehr Heil an sich zu
ziehen.
So müssen weise Fürsten blühen,
So wird ein Land an Segen reich.
perciò lodo e ringrazio il benigno
favor dell’Altissimo!
Divina Provvidenza
La lode di Dio è simile al magnete:
Göttliche Vorsehung
Zu Gottes Preis wird solcher größer
sein.
Dall’alto attrae vigore a sé,
e si rafforza.
Così, saggi sovrani fioriscono,
così un paese si arricchisce
di benedizioni.
Così il Signore dei tempi fa che
in te si riconosca,
O Tempo, il miglior artefice perché
questa stirpe ben cresca.
Il Tempo
Che cosa mi manca, quanto a doni
della Grazia?
Divina Provvidenza
A ben maggiori ancora io devo
provvedere con dovizia.
Il Tempo
La mia gloria già ora è fuor d’ogni
misura.
Divina Provvidenza
Perché Dio sia lodato, dovrà crescere
ancora.
4. ARIA DUETTO
Göttliche Vorsehung
Zeit
siegen
künftigen
Es streiten, es
die
Zeiten
prangen
vorigen
beide
Im Segen für dieses durchlauchtigste
Haus.
Dies liebliche Streiten beweget
die Herzen,
Zeit
Die Saiten zu rühren,
Göttliche Vorsehung
zu streiten,
Zeit
zu scherzen,
Divina Provvidenza
Il Tempo
vincono
futuri
Combattono,
i tempi
trionfano
trascorsi
a2
e sia benedetta questa dinastia
serenissima.
Questa amabile contesa stimola
i cuori
Il Tempo
a toccare le corde, a suonare,
Divina Provvidenza
ad affrontarsi,
Il Tempo
a scherzare,
Dich hat, o Zeit, zu mehrem
Wohlergehn
Für dieses Haus der Zeiten Herr ersehn.
Zeit
Was mangelt mir an Gnadengaben?
Göttliche Vorsehung
Noch größre hab ich aufgehaben.
Zeit
Mein Ruhm ist itzt schon ungemein.
beide
Es schläget zum Preise des Höchsten
hinaus.
5. RECITATIVO
Göttliche Vorsehung
Bedenke nur, beglücktes Land,
Wieviel ich dir in dieser Zeit gegeben.
An Leopold hast du ein Gnadenpfand.
Schau an der Fürstin Klugheit Licht,
Schau an des Prinzen edlem Leben,
An der Prinzessin Tugendkranz,
Dass diesem Hause nichts an Glanz
Und dir kein zeitlich Wohl gebricht.
Soll ich dein künftig Heil bereiten,
So hole von dem Sternenpol
Durch dein Gebet ihr hohes
Fürstenwohl!
Komm, Anhalt, fleh um mehre Jahr
und Zeiten!
Zeit
Ach! Fleh um dieses Glück;
Denn ohne Gott und sie
Würd ich nicht einen Augenblick
Für dich glückselig sein.
Ja, Anhalt, ja, du beugest deine Knie,
Dein sehnlichs Wünschen stimmt
mit ein.
Göttliche Vorsehung
Allein, o gütigstes Geschick!
Gott schauet selbst auf die
erlauchten Herzen,
Auf dieser Herrschaft
Tugend-Kerzen,
Sie brennen ihm in heißer Andacht
schön.
a2
e dal molteplice clamore emerge
la lode dell’Altissimo.
Divina Provvidenza
Medita, soltanto medita, paese
colmato di gioia,
su quanto ti ho donato in questo tempo.
In Leopold tu hai un pegno di Grazia.
Guarda alla luce di saggezza che
la sovrana sua sposa irradia,
guarda alla nobile vita del principe
erede,
alla ghirlanda di virtù che onora
la principessa,
tanto che a questa dinastia nulla
manca quanto a splendore,
e nulla a te, quanto a beni temporali.
Se devo provvedere alla tua salute
futura,
ecco, dal cielo stellato ricevo, grazie
alla tua preghiera.
tutto il bene che ai nobili sovrani
è destinato!
Seguimi, Anhalt, implora più anni
e più tempo a venire!
Il Tempo
Ah! Sì, implora che fortuna e felicità
sian concesse,
poiché senza Dio e senza quei doni
neppur per un istante
mi avrai a te benigno.
Sì, Anhalt, sì, tu pieghi le tue ginocchia,
il tuo desiderio ardente è di tutti,
in concorde armonia.
Divina Provvidenza.
Tuttavia o benigno destino!
Dio stesso si prende cura degli animi
nobili,
dei cuori tutti virtù che si
avvicendano in questa dinastia,
ed essi, in fervido raccoglimento,
ardono per Lui di bella fiamma.
Um ihre Gott beliebte Glut
Kömmt selbst auf sie ein
unschätzbares Gut
Und auf dies Land viel zeitlich
Wohlergehn.
6. ARIA
Göttliche Vorsehung
Der Zeiten Herr hat viel vergnügte
Stunden,
Du Götterhaus, dir annoch beigelegt,
Weil bei der Harmonie der Seelen,
Die Gott zum Hort und Heil
erwählen,
Des Himmels Glück mit
einzustimmen pflegt.
7. RECITATIVO
Zeit
Hilf, Höchster, hilf, dass mich
die Menschen preisen
Und für dies weltberühmte Haus
Nie böse, sondern gülden heißen.
Komm, schütt auf sie den Strom des
Segens aus!
Ja, sei durch mich dem teursten
Leopold
Zu vieler Tausend Wohl und Lust,
Die unter seiner Gnade wohnen,
Bis in ein graues Alter hold!
Erquicke seine Götterbrust!
Laß den durchlauchtigsten Personen,
Die du zu deinem Ruhm ersehn,
Auf die bisher dein Gnadenlicht
geschienen,
Nur im vollkommnen Wohlergehn
Con il vostro ardore caro a Dio
potreste voi stessi, ardendo,
diventare un bene inestimabile
e produrre gran parte dei beni
temporali di questo paese.
Divina Provvidenza.
Il Signore dei tempi, o stirpe di dèi,
ha deposto ai tuoi piedi,
più e più volte, molte ore liete,
poiché mediante l’armonia delle
anime
che hanno scelto Dio come tesoro
e fonte di salute,
Egli provvede ad accordare in
armonia la beatitudine celeste.
Il Tempo
Sii mio alleato, Altissimo, al mio
fianco, fa’ che le umane creature
mi lodino,
e che, per questa nobile casata che
il mondo ammira,
ardano, e il loro fuoco non un nemico
ma oro puro sia!
Vieni, su quelle creature versa
un fiume di benedizione!
Sì, grazie a me abbia il carissimo
Leopold
mille e mille volte benessere e gioia:
soggiornino sotto il suo dominio
quei doni,
fino alla sua più tarda età!
Conforta e ricrea il suo cuore pieno
di forza divina!
Fa’ che alle serenissime persone
che ardentemente alla sua gloria
mirano,
finora illuminate dalla luce della tua
Grazia,
il tempo più gioioso si offra ancora
per molti anni a servizio,
Die schönste Zeit noch viele Jahre
dienen!
Erneure, Herr, bei jeder Jahreszeit
An ihnen deine Güt und Treu!
Göttliche Vorsehung
Des Höchsten Huld wird alle
Morgen neu.
Es will sein Schutz, sein Geist
insonderheit
Auf solchen Fürsten schweben,
Die in dem Lebens-Fürsten leben.
8. CORO
Zeit
Ergötzet auf Erden,
Göttliche Vorsehung
erfreuet von oben,
Tutti
Glückselige Zeiten, vergnüget dies
Haus!
Göttliche Vorsehung
Zeit
Es müsse bei diesen
durchlauchtigsten Seelen
Die Gnade
des Himmels die Wohnung erwählen;
Der Segen
Tutti
Sie blühen, sie leben, ruft
jedermann aus.
per compier la vicenda dal felice
corso!
Rinnova, Signore, a ogni nuova stagione,
la benigna fedeltà che ad essi concedi!
Divina Provvidenza
La benevolenza dell’Altissimo
si rinnova ad ogni sorger del sole.
La sua protezione, soprattutto
il suo Spirito,
si librerà sopra il capo di quei sovrani
che sanno essere sovrani della
propria vita.
Il Tempo
Colmati di letizia sulla terra,
Divina Provvidenza
beati per dono del cielo,
Tutti
tempi felici, empite di gioia questa
dinastia!
Divina Provvidenza
Il Tempo
Frau queste serenissime anime
dovrebbe
la grazia
del cielo sceglier la propria dimora;
la benedizione
Tutti
“Fioriscano, vivano!”, ciascuno a
piena voce invoca.
Fabio Bonizzoni clavicembalo e direzione
Fabio Bonizzoni, milanese, ha studiato in Olanda al Conservatorio Reale
dell’Aia ottenendo, nella classe di Ton Koopman, il diploma in organo barocco
e quello di solista in clavicembalo.
Dopo aver collaborato con alcune delle principali orchestre barocche, si dedica
all’attività solistica e alla direzione del suo ensemble La Risonanza. In questa
duplice veste tiene concerti nelle più importanti sale e nei principali festival
di musica antica di tutto il mondo. È inoltre docente di clavicembalo al
Conservatorio di Musica di Trapani, al Conservatorio della Svizzera
Italiana di Lugano e al Conservatorio Reale dell’Aia in Olanda. È
presidente dell’Associazione Hendel che promuove studi e ricerche sulla
musica di G.F. Händel in Italia.
Dopo aver realizzato alcuni dischi come solista, registra ora per la casa
discografica spagnola Glossa meritando numerosi riconoscimenti (“Preis der
Deutchen Schallplattenkritik”, Premio “ffff ” di Télérama, disco del mese di
Amadeus, Premio “Eccezionale” di Scherzo). La sue ultime pubblicazioni
sono dedicate alle Variazioni Goldberg e all’Arte della Fuga di J.S. Bach.
Con La Risonanza ha ultimato nel 2010 la registrazione di tutte le cantate
italiane con strumenti di Händel. Tre dei sette CD del progetto hanno vinto il
prestigioso Handel Stanley Sadie Prize, e l’ultima pubblicazione “Apollo e
Dafne” ha meritato il Gramophone Award 2011.
La sua attività si arricchisce anche di alcune presenze come direttore ospite;
in particolare nel 2011 ha diretto l’Orchestra del Teatro alla Scala di Milano
nell’inedito balletto “L’altro Casanova”.
Fabio Bonizzoni e La Risonanza sono stati ospiti della nostra Società nel
2006, 2007 e nel 2009 (La Resurrezione di Händel) e per Musica e poesia a San
Maurizio nel 2003, 2004, 2008 e 2009.
La Risonanza
Fondata nel 1995 da Fabio Bonizzoni come ensemble vocale e strumentale, La
Risonanza è oggi una delle orchestre italiane su strumenti originali di maggior successo. Ha un organico variabile a seconda dei programmi proposti e
collabora talvolta con formazioni corali per programmi di particolare ampiezza. Negli ultimi anni ha concentrato la sua attenzione sulla musica italiana
di Händel e, più in generale, sul periodo dei primi decenni del ‘700, senza mai
trascurare Johann Sebastian Bach.
La Risonanza è ospite regolare di stagioni concertistiche di primo piano in
Italia (Santa Cecilia, Associazione Scarlatti di Napoli, GOG di Genova,
Amici della Musica di Firenze) e all’estero (Concertgebouw di Amsterdam, di
Bruges, Bozar di Bruxelles, Auditorium di Barcellona e Kursaal di San
Sebastian) ed è presente nei più importanti festival di musica antica europei
(Festival di Utrecht, Brugge, Cuenca, Versailles, Saint Michel en Thiérache).
In campo discografico la registrazione della Missa non sine quare di Johann
Caspar Kerll ha meritato il premio “CHOC” di “Le monde de la Musique”. Nel
2010 ha ultimato la registrazione di tutte le cantate italiane con strumenti di
Händel, in collaborazione con la Facoltà di Musicologia dell’Università di
Pavia e con l’Associazione Hendel di Milano.
La Risonanza è sostenuta dal Conseil général de l’Aisne e il Ministero
della Cultura e della Comunicazione (DRAC de Picardie), nell’ambito
delle sue attività artistiche e pedagogiche presso il Festival dell’Abbazia di
Saint-Michel en Thiérache e nella regione dell’Aisne.
Dal 2011 è orchestra residente presso la Fondation Royamount per la
realizzazione di un progetto triennale di ricerca ed esecuzione musicale.
Inoltre con l’Accademia Filarmonica Romana La Risonanza svilupperà
nei tre anni 2011-2013 un progetto incentrato sulla figura di Arcangelo
Corelli.
Andrea Mion oboe e oboe d’amore
Elisabeth Passot oboe
Carlo Lazzaroni, Claudia Combs violini
Gianni Maraldi viola e viola d’amore
Caterina Dell’Agnello violoncello
Vanni Moretto contrabbasso
Lisa Larsson soprano
Dopo un esordio come flautista, la soprano svedese Lisa Larsson ha studiato
canto a Basilea. Ha iniziato la carriera all’Opera di Zurigo dove ha collaborato con Franz Welser-Möst, Nikolaus Harnoncourt e Christoph von Dohnanyi.
Ospite dei maggiori teatri, ha collaborato con festival di primo piano quali
Ludwigsburg, Stoccolma, Lucerna, Salisburgo, Glyndebourne e Aix-enProvence (Don Giovanni di Mozart con Claudio Abbado e Peter Brook). In
concerto ha collaborato con i Berliner e Wiener Philharmoniker, The Orchestra
of the Age of Enlightenment, Tonhalle Orchester di Zurigo, Royal Opera
House di Copenhagen, Radio Sinfonie-Orchester di Francoforte, Camerata
Salzburg, NHK Symphony Orchestra e Mahler Chamber Orchestra.
Appassionata del repertorio barocco ha lavorato con i maggiori specialisti del
settore quali Gardiner, Goodwin, Haselböck, Haïm, Hogwood, Koopman,
McGegan, Gottfried von der Goltz, Pinnock e Stern. Tra le numerose incisioni
discografiche ricordiamo la collaborazione con Sir John Eliot Gardiner e Ton
Koopman nel progetto di registrazione integrale delle Cantate bachiane oltre
alla registrazione dell’Ottava Sinfonia di Mahler con David Zinman e La
Tonhalle Orchestra di Zurigo e i Vier letzte Lieder di Strauss con il
Musikkollegium Winterthur.
Ospite delle Settimane Bach nel 1999 (12° ciclo) e 2001 (16° ciclo), è stata ospite della nostra Società nel 2009.
Martin Oro controtenore
Martin Oro è nato a Buenos Aires. Ha iniziato la sua formazione musicale
nel coro di voci bianche del Teatro Colòn. Contemporaneamente si è dedicato
allo studio della viola perfezionandosi presso il Conservatorio Čajkovskij di
Mosca con Yuri Bashmet. Si è poi diplomato in canto presso il Conservatorio
di Friburgo e a Neuchatel, e perfezionato alla Schola Cantorum Basiliensis.
Tra i suoi maestri Jeanne Roth, Richard Levitt e René Jacobs.
In qualità di solista ha cantato nelle maggiori sale in Europa (Berlino,
Zurigo, Palermo, Utrecht, Parigi) oltre che in Brasile, Argentina, Messico,
Stati Uniti, Israele e Giappone. Al Maggio Musicale Fiorentino ha interpretato il ruolo di Artemis nella Phaedra di H.W. Henze e Tiresia nell’Antigone
di I. Fedele; al Teatro alla Scala è stato il Pastore nell’Orfeo di Monteverdi.
Collabora con numerosi ensemble (Concerto Köln, Ensemble 415, Les Talens
Lyriques, La Capella Real de Catalunya) e direttori che si dedicano alla musica antica, ospite di festival quali Cremona, Karlsruhe Händel-Festspiele,
Rencontres Musicales de Rostropovich a Evian, Resonanzen 2001 di Vienna,
Innsbrucken Festwochen, Les folles journeés di Nantes.
In ambito discografico ha inciso per Tactus, K617, Hyperion e Arsis. Ha meritato in Italia il “Premio Velluti” e, in Svizzera, il “Network Kulturpreis”.
Ospite delle Settimane Bach nel 2002 (17° ciclo), è per la prima volta ospite
della nostra Società.
Krystian Adam tenore
Dopo gli studi e gli esordi in Polonia, Krystian Adam ha debuttato nel 2007 al
Teatro alla Scala nella prima mondiale di Teneke di Fabio Vacchi diretto da
Roberto Abbado. Il suo repertorio si incentra sulla musica sacra e sul Settecento.
Recentemente ha cantato La Giuditta di Scarlatti nel ruolo di Oloferne a
Rotterdam e a L’Aia, il Requiem di M. Haydn (trasmesso da Arte TV) con L’arte
del mondo e Werner Ehrhardt, L’incoronazione di Poppea al Maggio Musicale
Fiorentino con Alan Curtis, Il Ritorno di Ulisse in patria al Teatro alla Scala
con Rinaldo Alessandrini. È stato inoltre protagonista della prima esecuzione
in tempi moderni de Il finto Turco di Piccinni al Teatro Olimpico di Vicenza e
de Il mondo alla rovescia di Salieri al Teatro Filarmonico di Verona.
La felice collaborazione con Werner Ehrhardt e L’arte del mondo lo ha visto inoltre
protagonista de La Finta Giardiniera di Anfossi e nell’Oratorio di Natale di Bach.
Ha quindi interpretato Passio secundum Johannem di Feo a Cuenca, Il Ratto dal
Serraglio all’Opera Company di Philadelphia, la Messa in do minore K 427 di
Mozart con la Oslo Philharmonic Orchestra diretta da Manfred Honeck.
Per Deutsche Grammophon ha inciso il Dixit Dominus di Pergolesi diretto da
Claudio Abbado. Di recente pubblicazione, un CD dedicato alla musica sacra
di Galuppi per Sony/DHM.
È per la prima volta ospite della nostra Società.
Sergio Foresti basso
Nato a Modena, Sergio Foresti si è diplomato in pianoforte e canto lirico al
Conservatorio di Modena e in musica vocale da camera al Conservatorio
“Cherubini” di Firenze. Fin dai primi anni di attività si è dedicato al repertorio medievale, rinascimentale e barocco collaborando con ensemble di musica antica quali Concerto Italiano, Modo Antiquo, La Reverdie, Il Giardino
Armonico, Europa Galante, I Sonatori della Gioiosa Marca, Accademia degli
Invaghiti, Cappella Ducale di Venezia, Accademia Bizantina, Clemencic
Consort, Athestis Chorus, Capella Reial, Ensemble a Sei Voci, sotto la direzione di Rinaldo Alessandrini, Fabio Biondi, René Clemencic, Jordi Savall,
Ottavio Dantone, Enrico Gatti.
In qualità di solista ha collaborato con la Cappella di San Petronio di Bologna,
l’Accademia Chigiana di Siena, Accademia di S. Cecilia, Ravenna Festival. È
stato ospite dei maggiori teatri italiani (Orfeo con Rinaldo Alessandrini al
Teatro alla Scala) e di importanti istituzioni musicali quali Styriarte
Festival, Opéra du Rhin di Strasburgo, Staatsoper Unter den Linden di
Berlino e Théâtre Royal de La Monnaie di Bruxelles. Ha inoltre collaborato
con la Freiburger Barockorchester, RIAS Kammerchor e René Jacobs.
Ha al suo attivo numerose incisioni discografiche e radiofoniche. Nel 2006 la
registrazione della Clemenza di Tito con René Jacobs per Harmonia Mundi
ha meritato il Grammy Award.
Ospite delle Settimane Bach nel 2002 (17° ciclo), è stato ospite della nostra
Società nel 2009.
Prossimo concerto:
Martedì 12 marzo 2013, ore 20.30
Sala Verdi del Conservatorio
Quartetto di Cremona
Il tanto atteso ciclo dei Quartetti di Beethoven prende il via con il primo dei tre
concerti previsti in questa stagione. Il Quartetto di Cremona, per il terzo anno
artista in residence al Quartetto, ha scelto d’impaginare i 17 lavori di Beethoven
in maniera da offrire in ciascun concerto un panorama dell’intero sviluppo linguistico della sua produzione. Si comincia dunque con l’ultimo dei sei Quartetti
dell’op. 18, connotato dal titolo dell’ultimo movimento, la Malinconia, per arrivare
all’estrema propaggine della ricerca beethoveniana con il Quartetto op. 135, dallo
stile scabro e dal linguaggio icastico. L’enigmatico Quartetto op. 95, infine, rappresenta la cerniera tra questi due mondi lontani, con la sua espressione volatile
e il pronunciato carattere sperimentale. L’integrale prosegue il 16 aprile e il 14
maggio e si concluderà con altri tre concerti nella prossima stagione.
Società del Quartetto di Milano - via Durini 24 - 20122 Milano - tel. 02.795.393
www.quartettomilano.it - e-mail: [email protected]
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programma di sala - Società del Quartetto di Milano