Voglia
di Sole
Hod Benessere n° 68 - Maggio 2012 - Anno XV - Periodico - Diffusione gratuita
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Malesseri da viaggio
a cura della Dott.ssa Cagnola
Ciao ciao allergia
intervista al Dr. Edoardo Felisi
a cura di Marina Robbiani
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Occhio alla luce
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12
Trieste la Mitteleuropea
di Anna Pugliese
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Terme d’Austria
di Anna Pugliese
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Zanzibar a piedi
a cura delle Vie dei Canti
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Voglia di sole
a cura di Noi2
19
Morbide trasparenze
di Enza Bettelli
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Venite
a trovarci su
www.hod.it
e su Facebook
www.facebook.com/
hodbenessere
Drenanti: un rimedio comune
a problemi diversi
di Dr. Giuseppe Leto e Dr. Pino Todaro
Madaga che? Un viaggio da sogno
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Lezioni di cosmesi d’altri tempi
di Dr.ssa Francesca Alia
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Portami tante rose
di Dr. Paolo Tedaldi e di Stefano Reina
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Direttore Responsabile: Marina Robbiani
Consulenti Scientifici: Dott.ssa Cagnola,
Dr. Edoardo Felisi
Consulente Editoriale:
Dott.ssa Raffaella Ferrari
Grafica: Marco Nava
Pubblicità: [email protected]•333.1932913
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via Liguria 2/4, Peschiera
Distribuzione: Viprof srl
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Tel. 0444.347311
Reg.Trib. Milano n° 305 del 22.4.1998
A questo numero hanno collaborato:
Francesca Alia, Enza Bettelli,
Clementina Cagnola, Edoardo Felisi,
Giuseppe Leto, Le Vie dei Canti, Noi 2,
Anna Pugliese, Stefano Reina,
Paolo Tedaldi, Pino Todaro.
In copertina: Occhiali da sole Polaroid,
mod. 50s Marilyn Pink.
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Malesseri da viaggio
M
al di mare, mal d’auto, mal d'autobus, mal d'aria si manifestano con tutta una serie di
disturbi quali stato di malessere, ansietà, pallore, nausea, vomito insistente, a volte mal
di testa, sudorazione e salivazione eccessiva. I sintomi e la violenza degli attacchi variano da persona a persona, ma spesso risultano più fastidiosi in chi ha la pressione bassa.
Come rimedio consiglio 10 gocce di acqua di Melissa composta su una zolletta di zucchero, da succhiare. Oppure delle capsule di polvere di zenzero da
500 mg: una capsula 2/3 volte al giorno.
Per quanto riguarda l’alimentazione è raccomandabile
mangiare poco e spesso e bere a piccolissimi sorsi bevande ghiacciate. Nel
complesso, però, bisogna bere poco. Può anche esser utile lasciar sciogliere in
bocca piccoli cubetti di ghiaccio, mangiare un
ghiacciolo o masticare pezzetti di radice fresca
di zenzero sbucciato o caramelle allo zenzero.
Quando i disturbi sono passati, per rimettere a posto lo stomaco, patata
o riso bollito.
Ad ogni modo, per prevenire questi malesseri, è meglio iniziare il viaggio
con lo stomaco non troppo ingombro, ma non a digiuno e limitare al
massimo il caffè, il latte, il burro e tutti gli alimenti che li contengono.
Assolutamente sconsigliate le bevande gassate e gli alcolici.
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di radice di zenzero biologico utilizzata fin dall’antichità
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L A PAROLA ALL’O MEOPATIA
Ciao ciao Allergia
INTERVISTA AL DR. EDOARDO FELISI A
on sottovalutate i problemi
creati dalla rinite allergica.
Il consiglio è sempre quello di
prevenire, impedendo che l’allergia
degeneri e possa provocare crisi
asmatiche. Ne parliamo con il
Dr. Edoardo Felisi, con il quale
facciamo anche il punto sul ruolo
che hanno oggi l’Omeopatia e la
Medicina Integrata.
CURA DI
MARINA ROBBIANI
N
Luigi Serafini, CODEX
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Dott.ssa Cagnola
Quali sono le problematiche più importanti legate all’allergia e come possiamo affrontarle
con l’omeopatia?
Sicuramente fra le patologie allergiche che si possono curare meglio con l’omeopatia c’è l’oculorinite, la forma
più diffusa di allergia stagionale primaverile o tardo estiva. Innanzitutto però va detto che le allergie si differenziano a seconda dei pollini coinvolti. Le più precoci arrivano verso gennaio e sono legate in gran parte al
cipresso. Seguono nei mesi di febbraio, marzo e aprile le allergie per le betullacee (betulla e nocciolo) e ad
aprile hanno inizio le prime graminacee che si protraggono fino alla fine di giugno. Un’allergia che invece ha
avuto una grande diffusione negli ultimi tempi è quella all’ambrosia, una composita che nella pianura padana
compare a partire dalla metà di luglio e se il tempo è bello si protrae anche fino a ottobre. Un altro polline
che ha un periodo di impollinazione molto lungo, la parietaria, è diffuso soprattutto in Liguria.
Come si manifestano?
Con i classici disturbi dell’allergia primaverile. Per
quanto riguarda la parte oculare con bruciori agli
occhi, lacrimazione, prurito, arrossamento, gonfiore delle palpebre. Per quanto riguarda la parte
respiratoria ostruzione nasale, secrezione acquosa
più o meno abbondante, crisi di sternuti, prurito al
naso e alla gola, tosse.
L’allergia tende a migliorare con l’età o
varia da persona a persona?
Normalmente quando si comincia da bambini o
da adolescenti si ha un miglioramento spontaneo man mano che gli anni passano, l’organismo
trova degli equilibri e tende a rispondere sempre
di meno finché l’allergia diventa insignificante. Si
sta però assistendo a un nuovo fenomeno che
vede comparire sempre più spesso l’allergia in
soggetti adulti anche di 40/50 anni.
Una causa può essere l’inquinamento?
Esistono varie teorie sull’allergia. Sicuramente
occorre una predisposizione genetica, inoltre un
sistema immunitario stimolato continuamente
da inquinanti atmosferici e alimentari, o dell’acqua, tende a reagire eccessivamente anche nei
confronti di sostanze verso cui non dovrebbe
farlo, vedi pollini o polveri. Da alcuni anni esiste
però una teoria sempre più accreditata che ci
dice che le allergie sono molto più diffuse nelle
società dove tutto è più pulito e sterilizzato, con
meno microbi e virus. Questo significa che un
sistema immunitario che non viene abituato a
stare a contatto con stimoli microbici di vario
genere, finisce a trovarsi in difficoltà quando
deve sopportare grandi pressioni. Al contrario,
nei paesi del terzo mondo dove fin da piccoli il
sistema immunitario è molto impegnato le
HOD 68
A SCUOLA DALL’ ERBORISTA
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di tanti piccoli frammenti di molecole proteiche
(peptidi) che hanno un effetto allergenico molto
alto e che spesso provocano reazioni crociate con
gli allergeni inalanti, predisponendo il soggetto a
una maggiore attività allergologica.
Quanto influisce lo stress?
Dal punto di vista diagnostico il test di base è lo
Skin Prick test, il famoso test “delle goccioline”.
Con una piccola lancetta di plastica si applicano
vari estratti di allergene sul braccio permettendo il
passaggio di pochissima sostanza (in modo che
non disturbi), e la risposta positiva è data dalla formazione di un ponfo. Esiste poi il dosaggio delle
IgE specifiche: per ogni singolo allergene si dosa la
presenza di anticorpi IgE (responsabili dell’allergia) e si vede quanti ce ne sono nel sangue.
Oggi si può fare una cosa ancora più complicata, e
mirata: dosare gli anticorpi non solo per ogni singolo
allergene (un polline infatti è una miscela di sostanze)
ma addirittura per i suoi diversi componenti.
È uno dei fattori che favoriscono la manifestazione dell’allergia. Il soggetto allergico nasce
con un patrimonio genetico predisposto, ma il
manifestarsi o meno dell’allergia dipende molto
dall’ambiente in cui vive sia per l’inquinamento,
sia perché troppo sterilizzato, sia perché potrebbe
venire a contatto con le sostanze per cui è potenzialmente allergico.
E le intolleranze alimentari?
Anche un’alimentazione verso cui si è intolleranti
favorisce le allergie perché riduce la barriera costituita dalle cellule della parete intestinale.
Dovrebbe essere una barriera selettiva, ma i
soggetti che soffrono di intolleranze alimentari
presentano uno stato di infiammazione cronica
dell’intestino a cui si accompagna una disbiosi,
una modificazione della flora intestinale. Il risultato fa sì che questa barriera sia resa meno efficace
e l’intestino più poroso, permettendo il passaggio
È vero che le allergie “girano”?
Se si rifanno i test allergologici dopo 5 anni si possono trovare allergie diverse e verificare la scomparsa di quelle precedenti. Di solito non cambiano
tutte ma per qualcuna può succedere.
Come si possono tenere sotto controllo?
Le allergie possono anche aggravarsi?
L’evoluzione spontanea del raffreddore da fieno
può andare lentamente verso la guarigione ma
può anche procedere verso l’asma, cosa che va
assolutamente fermata perché l’asma è una
malattia molto più impegnativa e grave.
Una delle finalità principali dell’omeopatia
è riequilibrare il soggetto nella sua interezza
Come interviene l’omeopatia?
Dal punto di vista omeopatico esistono sia interventi preventivi che terapeutici quando la sintomatologia
è già in atto. Una prevenzione specifica si ottiene con la sostanza a cui il soggetto è allergico, i pollini in
questo caso, diluendoli e preparandoli come si fa con i medicinali omeopatici. In base al risultato del test
allergologico si usano diluizioni di betulla, di graminacee (singole o miscele), di miscele di ambrosia... Si
trovano in commercio anche dei preparati in granuli con una miscela di vari tipi di polline, e la terapia va
cominciata almeno 3-4 mesi prima dell’insorgenza dei sintomi, per 3 volte alla settimana. Per una prevenzione omeopatica aspecifica si usano le sostanze liberate dalla reazione allergica per fare in modo che il
soggetto risponda di meno a queste sostanze. La sostanza più utilizzata è l’istamina, di fatto la responsabile
di questi disturbi. Per la terapia si possono usare diluizioni omeopatiche di istamina in concentrazioni
15CH - 30CH, da iniziare sempre 3-4 mesi prima, per una sola volta alla settimana. Vi si può anche associare la diluizione di polline, assommando così alla prevenzione omeopatica aspecifica quella specifica.
Esiste poi un terzo livello di prevenzione dovuto ai “medicinali di fondo”. In questo caso una delle finalità principali dell’omeopatia - riequilibrare il soggetto nella sua interezza - ha la sua risposta nel trovare
il giusto medicinale di fondo che, assunto durante l’anno, porti il soggetto ad ammalarsi meno di un
raffreddore virale o di bronchite d’inverno, e a rispondere meno agli allergeni in primavera ed estate. Il
vero obiettivo dell’omeopatia è portare a un equilibrio psiconeuroendocrinoimmunologico.
Naturalmente è difficile ottenerlo e bisogna innanzitutto essere esperti in omeopatia per poter fare una
corretta selezione sui medicinali di fondo.
E durante la crisi allergica cosa consiglia di
prendere?
In questo caso parliamo di medicinali sintomatici,
da prendere durante la fase in cui compaiono i sintomi. Ne esistono molti in omeopatia e si possono
fare solo alcuni esempi. Quelli che io uso di più
sono Euphrasia, Sabadilla, Allium Cepa e Apis
Mellifica che, come tutti i medicinali omeopatici,
possono essere prescritti in modo individualizzato.
Nello specifico la posologia media è di 5 granuli
3/4 volte al giorno (in diluizione 7CH - 9CH).
Cosa intende per prescrizione individualizzata?
Le terapie dei malati cronici in omeopatia sono
sempre fortemente individualizzate, anche per
malati che sono stati “etichettati”: ad esempio i
pazienti che hanno l’ipertensione vengono
curati in modo molto diverso l’uno dall’altro. Nelle malattie acute questa individualizzazione è meno spiccata perché in
genere i sintomi acuti fanno assomigliare
di più un paziente all’altro. È chiaro che
all’interno del raffreddore da fieno, dell’oculorinite allergica stagionale esistono
dei sintomi comuni a tutti i pazienti, ma
ognuno di questi medicinali possiede
alcune caratteristiche che permettono di
differenziarlo dagli altri, di scegliere a quale
paziente è meglio dare quel preciso medicinale. In Euphrasia l’oculorinite è caratterizzata soprattutto dai disturbi agli occhi, tra i 4
medicinali si rivolge a chi ha la congiuntivite più
intensa. Sabadilla è destinato a chi ha il prurito più
intenso sia a livello del naso che degli occhi e del
palato. Allium Cepa a chi ha l’irritazione nasale più
intensa e Apis Mellifica a chi ha meno secrezione
acquosa ma più ostruzione del naso, non ha tantissima lacrimazione agli occhi ma palpebre più
gonfie degli altri casi.
Esistono anche dei sintomatici complessi con più
medicinali nello stesso prodotto. E un sintomatico
aspecifico (che va bene per tutti), Pumon
Histamine 9CH, contiene al di là dell’istamina
diversi mediatori dell’allergia
e può essere
dato genericamente in modo
da ridurre la
reazione allergica: 5 granuli
2/3 volte al
giorno.
Cambiano le
dosi tra un
bambino e un
adulto?
Assolutamente
no, se si danno
5 granuli invece
di 3 il risultato
non cambia. Anzi, anche quando i bambini
pesano di meno si tende a dar loro la stessa quantità di granuli degli adulti, proprio perché hanno
più difficoltà a sciogliere e assorbire i granuli sotto
la lingua con l’attenzione dovuta. Dargliene un po’
di più garantisce un assorbimento adeguato per
raggiungere la quantità minima necessaria. Infatti,
solo quando si è superato “l’effetto soglia” scatta
la reazione, perciò bisogna essere sicuri
che il paziente abbia preso quel minimo di
sostanza sufficiente per farlo reagire.
Dopo quanto si vede il risultato dell’omeopatia sull’allergia, e come funziona rispetto a un antiistaminico?
Se il medicinale omeopatico funziona
agisce rapidamente. Il fatto poi che possa
funzionare più o meno di un antiistaminico, dipende dal paziente. Attenzione
però: anche gli antiistaminici non funzionano tutti allo stesso modo nello stesso
paziente. Ecco perché la terapia
andrebbe sempre individualizzata, più è
precisa la prescrizione del medicinale omeopatico rispetto al quadro clinico del paziente, più è
efficace il risultato.
In ogni caso, se il medicinale omeopatico non dà
sollievo al paziente significa che non è indicato per
lui. L’organismo possiede già i meccanismi per
rispondere agli stimoli che gli vengono dati, si tratta di vedere se lo stimolo introdotto nell’organismo è adeguato per avere una risposta efficace.
Se dopo 48 ore il paziente mi dice che ha avuto
un miglioramento parziale e ritiene di essere
comunque soddisfatto, può andare avanti nella
terapia. Se invece ritiene che la sua qualità di vita
è ancora troppo invalidata dal disturbo, o si cambia terapia omeopatica o la si completa, oppure si
muta strategia e si passa a qualcosa di diverso
come un fitogemmoterapico o, se necessario, un
antiistaminico. Utilizzando normalmente medicinali omeopatici e fitogemmoterapici si riesce a
evitare i cortisonici. Sono loro che creano i maggiori problemi, basti pensare che dopo due mesi
di spray cortisonico il paziente presenta già un discreto assottigliamento delle mucose.
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allergie sono ridotte, perfino dove l’inquinamento è elevato. Purtroppo l’equazione terzo mondo
= habitat naturale è sempre meno vera.
Pensiamo solo al Senegal o alla Nigeria, al sud
est asiatico… al delta del Niger c’è più petrolio
che acqua. Nonostante questo, i livelli di allergia
restano comunque più bassi e viene sempre più
accreditata la tesi che le società moderne particolarmente salutiste, laddove si cerca di far
scomparire i microbi dall’ecosistema, sono
quelle che predispongono di più all’allergia.
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Nel tempo la diffidenza del mondo accademico e
medico in generale è andata riducendosi. Quando
si parlava di omeopatia in termini di medicina alternativa, i livelli di scontro erano più elevati anche
perché la si poneva come un’opzione opposta a
quella della medicina convenzionale. Si è poi passati alla fase della complementarietà, tanto è vero
che gli inglesi inseriscono l’omeopatia nella CAM,
Complementary and Alternative Medicine.
Complementarietà che oggi sfocia nel termine
forse un po’ abusato (visto che non è ancora molto
chiaro cosa in realtà dovrebbe essere) di medicina
integrata. Di sicuro il futuro dell’omeopatia così
come di altre medicine cosiddette non accademiche è quello della medicina integrata.
Mark Ryden,Incarnation (part.).
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A proposito di omeopatia: è vero che continua a provocare diffidenza,
e in che misura vista l’alta percentuale di cittadini che ne fa uso?
Come possiamo definire la medicina integrata?
Un sistema in cui confluiscono diverse metodiche
terapeutiche che permettono di usufruire di un
ventaglio più ampio di opzioni e scelte in grado di
dare al medico chiavi di lettura non univoche, ma
che a seconda del paziente e delle sue problematiche possono essere suggerite di volta in volta
dall’omeopatia o dall’agopuntura, inserite in uno
scheletro portante come quello della medicina
convenzionale. Oggi non è semplice definire cos’è
la medicina integrata perché esistono molte idee
diverse a riguardo. C’è chi pensa che il ruolo principale spetti alla medicina convenzionale e le altre
discipline debbano essere complementari e adattarsi, chi pensa che sarebbe meglio una distribuzione più omogenea e più equa delle varie
opportunità e competenze, e chi invece è dell’idea che debbano operare delle équipes che
comprendano tra i vari specialisti anche degli
omeopati. Da parte mia, credo che l’integrazione
debba adattarsi al livello di ogni singolo medico e
alle sue modalità di fondere insieme diverse
metodiche terapeutiche. Quello che è certo è che
il futuro va senz’altro verso la medicina integrata.
In particolare, cosa significa fare una terapia
integrata?
Significa mettersi nell’ottica di dire: se riesco a
gestire il paziente solo con medicinali omeopatici
va benissimo, ma se non ce la faccio provo con
l’aggiunta di medicinali diversi come i fitogemmoterapici. Se poi ci fosse la necessità di introdurre altri tipi di farmaci passerò a un antiistaminico, oppure mi rassegnerò in modo consapevole a
usare un cortisonico. Questo esempio ci permette
di capire praticamente cosa si intende per medicina integrata: una scala di scelte che partendo da
quella più leggera dal punto di vista degli effetti
collaterali, sale fino a trovare l’efficacia giusta con
il minimo effetto collaterale.
Se un paziente volesse smettere di prendere
cortisonici perché gli creano troppi effetti
collaterali, può passare all’omeopatia e in
che modo?
Al di là dell’omeopatia, esistono medicinali che
non possono, se somministrati per lungo tempo,
essere sospesi di punto in bianco, ma necessitano di un piano di svezzamento con riduzioni
graduali nel tempo della dose, per evitare riacutizzazioni della malattia cronica per la quale sono utilizzati. Che siano gli antidepressivi o le benzodiazepine, gli antiipertensivi o il cortisone vanno sempre ridotti con un piano di svezzamento, nel caso
in cui si presentassero effetti collaterali così importanti da giustificarne la sospensione.
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Si è da poco spenta la 42° edizione di MIDO, la più importante
kermesse mondiale dedicata al
mondo degli occhiali, con più di
1000 espositori di tutti e 5 i continenti. Tra i protagonisti del settore i più amati da sempre sono
gli occhiali da sole, accessori cult
raffinati e indispensabili, oggetti
unici che per assecondare fantasia e stile adottano lavorazioni e
materiali ricercati. Lo sappiamo
ormai da tanto: gli occhiali da sole
piacciono a tutti i sessi, quindi le
novità si moltiplicano ogni anno.
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by Carrera
mod. Champion
by Polaroid
mod. 80s Glam Champagne
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by Bottega Veneta
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by Silhouette
mod. Centre Court
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by Balenciaga
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Le ultime tendenze del 2012 mostrano colori
forti (ma anche il bianco furoreggia) e montature esagerate, dettagli divertenti, e sorprendenti, “da party”. Sempre amato il vecchio caro
vintage, basta rivisitarlo in un’ottica futuribile
enfatizzando ed estremizzando: montature a
gatta anni 50 si fanno più puntute e aggressive,
forme arrotondate anni 70 diventano ancora
più bombate e protettive. Si vuole comunque
dare l’impressione di indossare un modello
esclusivo, creato ad hoc per noi. E visto che
non ci facciamo mancare nulla: che ne dite di
una stanghetta personalizzata con la foto del
proprio chiwawa (sob)?
Ma indossare degli occhiali da sole non risponde
solo al piacere e alla scelta del marchio, significa
anche salute e benessere. Sono accessori irrinunciabili per proteggere gli occhi e la pelle nel
modo più adeguato, a seconda delle diverse
intensità dei raggi UV. Non dimenticatelo mai!
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mod. Cosmopolitan
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HOD 68
Occhio
alla Luce
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by Alfred Dunhill
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ANNA PUGLIESE
È
“Trieste ha una scontrosa
grazia. Se piace,
è come un ragazzaccio aspro e vorace,
con gli occhi azzurri e mani troppo grandi
per regalare un fiore;
come un amore
con gelosia.
Da quest'erta ogni chiesa, ogni sua via
scopro, se mena all'ingombrata spiaggia,
o alla collina cui, sulla sassosa
cima, una casa, l'ultima, s'aggrappa.
Intorno
circola ad ogni cosa
un'aria strana, un'aria tormentosa,
l'aria natia.
La mia città che in ogni parte è viva,
ha il cantuccio a me fatto, alla mia vita
pensosa e schiva.”
(Umberto Saba, “Trieste”
da Trieste e una donna, 1910-12)
una città imperdibile, ricca di sorprese,
splendida e spesso sottovalutata
Trieste: una terra dove sono nati, e
hanno vissuto, scrittori, intellettuali e scienziati, gente curiosa, intraprendente, ispirata
da quest’angolino dove il mare incontra il
Carso e l’est abbraccia l’ovest. Dove la Bora
talvolta viene a stravolgere l’ordine delle
cose, dove per ordinare un caffè bisogna
consultare un dizionario, dove si parlano italiano e sloveno ma anche tedesco, serbo,
inglese, greco e tante altre lingue, perché
Trieste vanitosamente cosmopolita, in fondo,
lo è sempre rimasta.
Trieste per tutti è piazza dell’Unità d’Italia, la
piazza sul mare più grande d’Europa, 10.368
metri quadrati circondati, su tre lati, da una
stupenda scenografia di palazzi e poi il mare
davanti, per lasciar correre lo sguardo. Dalla
piazza ci si può immergere nella zona
pedonale, in continuo ampliamento. Le
ultime conquiste dei pedoni sono via Cassa
di Risparmio, via Torino e via Cavana, ripavimentate e trasformate, nella bella stagione,
in piccoli salotti,
per chiacchierare
e concedersi una
pausa in tranquillità. Soprattutto la
zona di Cavana è
estremamente
vivace: è diventata un’area di tendenza, di sperimentazione. Da
aN
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HOD 68
DI
Foto di Gabriele Crozzoli.
HOD 68
la Mitteleuropea
Museo
di S
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Trieste
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Cavana vale la pena perdersi
per le stradine di Cittavecchia, un quartiere completamente risanato,
e rinato, grazie ad
Bisogna
un massiccio
arrivare
lavoro di resino a via
stauro,
Tomiz, dove
sviluppatosi soprattutto negli ultimi 15 anni. Da qui si può contiTrieste quasi
nuare scendendo dalla scalinata della chiesa di Santa Maria
finisce, per ragMaggiore, passando
giungere il Museo
davanti al Teatro Rodi Storia Naturale,
mano, riportato
ma ne vale la pena.
alla luce solo nel
La struttura che lo
1938 e d’estate
ospita, un’ex caserma,
sede di spettanon ha abbastanza spacoli,
eventi,
zio per accogliere tutte le
concerti. Si
splendide raccolte storientra in corso
che, ma in attesa di una
Italia, in cuosede più ampia ed adeguare del classico shopping cittadino, e da qui si punta
ta propone alcune delle sue
verso via San Nicolò, dove c’è un indirizzo imperdibile,
meraviglie. Come il dinola Libreria Antiquaria
sauro Antonio, il più antico
Umberto Saba, il nein Italia, l’unico in Europa
gozio di Umberto Saba,
in "rigor mortis", per la sua
gestito con grande passione specie un esemplare unico
da Mario Cerne, figlio di quel al mondo. È il più grande e
Carlo Cerne che di Saba era completo rettile preistorico
socio ed amico fraterno. Più italiano, estratto da un
in su, spingendosi verso via blocco di roccia di cinque
Rossetti, c’è il Teatro Rossetti. tonnellate al Villaggio del
Vanta la più alta percentuale nazionale di abbonati sul numero Pescatore,
a
pochi
di abitanti, prime nazionali assolute e un cartellone vivace, friz- chilometri da Trieste. O
zante. A questo punto per scoprire dell’altro bisogna spingersi la fascinosa sala paleoltre. Servono un’automobile, o magari l’autobus o la bicicletta,
ontologica che permetper raggiungere altri pezzetti indimenticabili di Trieste. Come il
te di capire, concretaparco di San
mente, come si è forGiovanni, l’ex manimato uno dei terricomio, una sorta di
tori geologicainterminabile giardino,
mente
più
solcato da una strada d’astraordinari
del mondo,
il Carso
triestino.
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V
ch
ec
io
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Po
16 rto
Per ulteriori informazioni:
Trieste Infopoint
Diffusa, a marzo è stata avviata la
Via dell'Orologio 1, angolo Piazza Unità d'Italia
fase conclusiva del rinnovo della
Tel. 040/3478312 • [email protected]
Centrale Idrodinamica, fulcro
www.turismofvg.it/Info-utili/Ufficidella movimentazione del porto
turistici/Trieste-Infopoint
ottocentesco, a settembre sarà
inaugurata la mostra che racconterà la storia di San Anna Pugliese Orgogliosa del suo essere mitteleuropea,
Pietroburgo.
viaggia per il vecchio impero (ma non solo) spesso in coppia
Il Porto Vecchio sono 600 mi- con il fido Ian, il suo border collie, in cerca di immagini, sugla metri quadrati in gran gestioni, idee. Sperando di diventare chiara e incisiva come i
parte inutilizzati, un lembo suoi scrittori preferiti, e concittadini, Paolo Rumiz e Mauro
di Trieste voluto dal goverCovacich. Senza mai perdere la sua leggendaria curiosità e un
no imperiale d’Austria,
amore, incondizionato, e ricambiato, per la natura. Per Hod ha
costruito su progetto
raccontato Trieste, la sua città, che adora, cercando con fatica di
degli ingegneri franrimanere nel numero di battute richieste e soprattutto di offrire un'imcesi Talabot e Pamagine della città poco scontata e aderente alla realtà. Poi si è spinta ad
scal tra il 1868
est, sino alla Stiria, un'Austria inattesa, diversa. Dove l'ecologia è una
e il 1893.
realtà quotidiana. Anche nel benessere.
DI
ANNA PUGLIESE
Basta arrivarci per capire che nella Termenland
Stiriana l’amore per la natura è concreto, sincero.
Le Terme di Bad Waltersdorf, ad esempio,
già nel 1981, hanno iniziato a riscaldarsi con
l’acqua calda delle fonti termali, per prime in
tutta l’Austria. Oggi tutta la zona che circonda
le terme è a “emissioni zero” e garantisce a
chi raggiunge il paesino di Bad Waltersdorf,
abbracciato dal verde, non solo la possibilità
di curarsi, e di guarire, con le acque,
ma anche di respirare un’aria sana,
pulita. Ma non basta. Chi pernotta
nell'hotel delle terme, il Quellenhotel, può
gustare i migliori prodotti del territorio, biologici. In più nella Styrian Spa, la zona wellness “tipicamente stiriana” ci si può concedere trattamenti unici, ecologici. In tutta la
Termenland, infatti, è stato avviato un progetto di promozione e diffusione della TSM, la
medicina tradizionale stiriana. In poche parole
si mettono in pratica, con successo, i vecchi
“consigli della
nonna” rinforzati, però, dalla
consulenza di
medici qualificati,
usando
ingredienti locali.
Non sono da meno le Terme di Bad Blumau,
un progetto assolutamente ecologico nato dalla
fervida mente dell’artista Friedensreich
Hundertwasser. L’acqua termale della fonte
Vulkania grazie ai suoi 110 gradi centigradi,
riscalda tutto il resort. Ecologia a Bad Blumau
significa anche mangiare i prodotti del territorio,
presentati con il nome del contadino, del
casaro, dell’allevatore che li hanno prodotti. E
poi significa aria pura, energizzata, visto che ogni
due ore un terapista reiki indiano depura le
terme e l’hotel con l’incenso. E camere antiallergiche, arredate con materiali naturali. E un
menù, nella spa, ricco di trattamenti antiossidanti. Anche grazie alle terapie
TSM di medicina
stiriana e agli oli,
fatti in casa, a
base di erbe
officinali e fiori.
J Il pacchetto Il piacere delle Mele stiriane
J il pacchetto 100% Regione del Rogner
delle Terme di Bad Waltersdorf propone 5
Bad Blumau**** propone, tutto l’anno,
notti in camera doppia con la mezza pencinque giorni in mezza pensione in camesione al Quellenhotel**** con l’utilizzo delle
ra doppia con l’uso delle terme, un massagterme, un massaggio detossinante o un trattagio individuale, un impacco alle vinacce e
mento viso con pietre calde e una maschera
all’olio d’oliva, una lezione di cucina, degurefrigerante alla mela. Il pacchetto, valido sino
stazioni e visite guidate a 820 euro a persona.
al 23 dicembre, è proposto a 563 euro.
Info: Termenland Stiriana, tel. 0043.3385.66040; www.termenland.it; [email protected]
HOD 68
sfalto, che cela scuole, università e angoli da capire.
O la Val Rosandra, una vera vallata alpina, a due
passi dalla città, nel comune di San Dorligo
della Valle. E poi la Kleine Berlin, un complesso di gallerie sotterranee della II
Guerra Mondiale tra i più estesi
A
d’Italia dove tutto è ancora origiTrieste
nale, in via Fabio Severo, e la
il nuovo
Risiera di San Sabba, in via
continua ad
Palatucci, uno stabiliavanzare, ma
mento per la pilatura
sempre con un
del riso che nel 1943
occhio di riguardo
divenne un campo di
per il suo glorioso
prigionia nazista, con
passato.
Il
Porto
tanto di forno cremaVecchio, un gioiello di
torio: oggi è monuarcheologia industriale,
l’unica area portuale in mento nazionale
tutta Europa ad avere ma soprattutto
preservato la sua originale un museo civiconfigurazione ottocentesca, co duro, intenfinalmente tornerà a vivere. Lo so, da vedescorso anno è arrivata la Biennale re. E poi,
imperdibile, il romantico e
fiabesco
Castello di Miramare. Con il suo parco naturale marino, naturalmente.
17
HOD 68
18
L’A LIMENTAZIONE S ANA
6 AL 20 LUGLIO
Zanzibar
“a piedi”
S
iamo sull’altra costa di Zanzibar. Laddove non ci sono villaggi vacanza per turisti e creme solari. Siamo a ovest, in
un paradiso tropicale di luoghi, popoli e leggende invisibili
ai distratti. Camminiamo lungomare, nei villaggi, tra i pescatori
e le raccoglitrici di alghe. Occhi felici e sereni ci accolgono sempre molto calorosamente in abitazioni semplici e spartane. Il
nostro è un viaggio a piedi attraverso mangrovie, spiagge
deserte e scogli corallini. Andiamo alla scoperta della biodiversità, delle tecniche di sopravvivenza delle comunità locali, delle
tradizioni della vita che nasce sulla barriera corallina. A piedi. Sempre a piedi perché solo lentamente è possibile stringere la mano e guardare negli occhi i pescatori di Uzi, entrare nella grotta degli antenati, esplorare la foresta di Jozani, affacciarsi sulle scogliere di Mtende, meravigliarsi
dinanzi ai baobab millenari, visitare la laguna di Jambiani, assistere alle operazioni di coltivazione
delle alghe, girovagare fra le isole della Menay Conservation Area, sentire gli odori del mangrovieto e, con un po’ di fortuna, conoscere i delfini di Kizimkazi.
Eppure, a sentire Giorgio Colombo, guida per Vie dei Canti di
questo viaggio a piedi dal 6 al 20 luglio, hotel superlusso e villaggi vacanza non vanno catalogati come un limite per Zanzibar. In
maniera più equilibrata li considera un’opportunità un po’ sprecata.
“Ora che c’è la pace dopo anni di dominazioni, schiavitù e barbarie
- ragiona Giorgio che con la guida locale Dua accompagna i viaggiatori -, è arrivato il turismo di massa che purtroppo non ha il
tempo di ascoltare la gente locale e non ha la coscienza dell’impatto enorme che causa sulle culture
e sull’ambiente.” E invita a riflettere: “Vi pare possibile che in hotel si mangi pesce tutti i giorni e si nuoti
in piscina, mentre fuori la gente non ha acqua potabile e non ha pesce fresco da mangiare?”. La conclusione è amara: “Sono arrivati tanti soldi, ma sono finiti nelle tasche di pochi”.
Al termine di queste due settimane di viaggio, si imparano la semplicità nello stile di vita e nelle
relazioni con gli altri. Si apprezzano le cose semplici e importanti, si dimenticano i vizi inutili tipici della nostra cultura.
Appunti di viaggio. È una proposta semplice, per tutti i camminatori. Notti in guesthouse
e abitazioni locali. Pranzi al sacco o presso famiglie locali, cene in piccoli ristoranti o famiglie
locali. Sapori tipici: la cucina è speziata e troviamo pesce, cocco, manioca e
cioccolato. Cosa portare: zaino piccolo, scarponi leggeri, sacco lenzuolo, zanzariera, cappello, creme protettive, borraccia, costume, asciugamano.
INFO: www.viedeicanti.it
. . . . . . . . . . . . . E N ON S OLO
VOGLIA
DI
S OLE
Senza la luce del Sole e la sua energia la maggior parte degli organismi viventi
che popola la superficie del pianeta non potrebbe sopravvivere.
“Il filo che lega la vita terrestre al Sole è un fenomeno fisico-chimico
che prende il nome di fotosintesi clorofilliana.”
A CURA DI NOI DUE
ia il mondo vegetale che quello animale (seppur in modo indiretto) dipendono irrimediabilmente dall’esistenza della fotosintesi clorofilliana; un mondo si collega all’altro attraverso la legge
di sopravvivenza. Alcuni animali si nutrono di piante mentre altri si
cibano di questi ultimi, ne emerge un sostanziale equilibrio fra produttori e consumatori di cibo grazie al quale la vita ha potuto prosperare sul pianeta Terra per miliardi di anni.
Oggi, l’arrivo della primavera ha portato insieme alle temperature più
miti qualcosa di estremamente importante: la possibilità di godere
appieno del sole, dei raggi solari. E la presenza costante e giornaliera
del sole produce un effetto positivo di “benessere e piacere” invitando alla positività, al miglioramento dell’umore, ma anche al desiderio
di creare occasioni per socializzare più spesso all’aria aperta. Pensiamo a dei picnic con amici o parenti, a
un fine settimana al mare o in montagna con le prime abbronzature: in questo modo offriamo un regalo meraviglioso al nostro corpo, la possibilità di incamerare naturalmente, attraverso la sola esposizione al
sole, la vitamina D permettendo così l’assorbimento a livello intestinale di calcio e fosforo.
S
P OLPETT ONE
DI VERDURE
Il Polpettone di verdure è un piatto molto appetitoso con tante verdure e si presta tranquillamente per
essere portato a un picnic all’aperto accompagnato da salsine o insalata.
Ingredienti per 4 persone:
& 150 g di carote
& 1 uovo
& 150 g di patate
& 40 g di emmenthal
& 1 tuorlo per spennellare
& 80 g di cime di broccoli
& 30 g di pangrattato
& noce moscata, sale e pepe q.b..
Preparazione: Sbucciate le patate e tagliatele a pezzi grossi. Pulite le carote, tagliatele e lessatele fino
a quando non sono tenere. Passate allo schiacciapatate con fori piccoli le patate ancora calde e metà
delle carote, sistemando il composto in una ciotola.
Tagliate a dadini l'altra metà delle carote e tenete da
parte. Cuocete le cime di broccoli. Nel frattempo tritate l'emmenthal e aggiungete tutto al composto di
patate e carote, insieme all’uovo e a 3/4 del pangrattato. Mescolate bene e spolverate con un poco
Viale Col di Lana, 1 • Tel. 02/58.10.15.93
di noce moscata, aggiustate di sale e pepe. A
questo punto aggiungete i dadini di carota e le cime
di broccoli, mescolate bene e versate il composto in
uno stampo da pluncake rivestito con carta forno.
Siamo aperti tutte le sere
Sbattete lo stampo diverse volte in modo da comda Lunedì a Domenica
pattare il composto. Spennellate il polpettone con il
e Sabato e Domenica anche a pranzo
tuorlo sbattuto e spolverizzate con il pangrattato
Non si servono alcolici
rimasto, infornate per ca. 35 minuti.
TRATTORIA LATTERIA
NOI DUE
CUCINA VEGETARIANA
NATURALE E BIOLOGICA
HOD 68
DAL
19
Morbide
Trasparenze
HOD 68
20
DI
ENZA BETTELLI
S
ono quelle della gelatina, in tutte le sue declinazioni, che rende più
appetitosa la solita pietanza fredda, trasforma un dolce banale in un
dessert elegante. Ma può anche diventare una lucente decorazione per
ravvivare una portata. I risultati sono sempre sorprendenti e con poca fatica.
Unica avvertenza: scegliere il giusto tipo di gelatina.
In polvere, la più pratica
a gelatina in polvere è venduta in confezioni dosate ed è addizionata di aromi e sale. Basta diluirla con acqua perché sia pronta in pochi minuti, seguendo le istruzioni sulla confezione. Per profumarla potete aggiungere all’acqua 1-2 cucchiai di vino bianco o brandy, porto, sherry o succo di
limone; se accentuate l’aromatizzazione aggiungendo più liquido dovete però diminuire in proporzione la
quantità di acqua suggerita. Questa gelatina non è molto trasparente e si sposa bene con carni e salumi
mentre può avere un gusto troppo accentuato nel caso di pesce, formaggi e ortaggi in genere.
L
In fogli, la più trasparente
fogli hanno un peso variabile tra i 2 e i 4 g ed è perciò importante valutare esattamente la quantità di
composto che si vuole far rassodare, per evitare che
la preparazione resti liquida o al contrario prenda una consistenza gommosa.
Questo tipo di gelatina si scioglie in un elemento ben caldo
nella proporzione di 30 g per kg se il composto fosse completamente liquido (brodo, succo di frutta), o di 12 g per
kg quando è più denso (crema, besciamella, panna). Prima
però dovete spezzettare e lasciare a bagno i fogli in acqua
fredda per qualche minuto, fino a quando si sono ammorbiditi ed è possibile scolarli e strizzarli.
Per ottenere una gelatina colorata potete acquistare i fogli di colore rosso o aggiungere uno sciroppo colorato, succhi di frutta o qualche goccia di colorante alimentare.
Se la ricetta prevede tra gli ingredienti ananas, kiwi e mango fateli scottare brevemente in una casseruolina prima di aggiungervi la gelatina. Infatti, questi frutti contengono un enzima che non fa addensare la
gelatina ma che si può neutralizzare con il calore.
I
Dalle alghe, ancora più naturale
l’agar agar, ed è molto apprezzata da chi non gradisce i derivati da animali. Si può acquistare in polvere, la più pratica perché si mescola direttamente al composto, oppure in scaglie o barrette. Queste
vanno lasciate a bagno per circa 5 minuti nel liquido che volete addensare e, quando si saranno sciolte, fate sobbollire adagio 3-4 minuti poi versate il composto nello stampo e lasciate raffreddare e rassodare.
È
Le proporzioni sono di 1-2 cucchiaini di polvere o 2-4 cucchiai di scaglie
e barrette per un litro di liquido/composto. Se fossero rimasti grumi o se
la gelatina non fosse ben soda, mettete di nuovo tutto sul fuoco e mescolate per rendere il composto omogeneo e aggiungete altra agar agar.
Tartine:
Idee ad Effetto
preparate la gelatina con un dl di brodo di verdure
caldo e aromatizzato con 2 cucchiai di vino bianco nel quale avrete sciolto 5 g di gelatina ammollata e strizzata. Quando inizia ad addensarsi, versate la gelatina sulla sommità delle tartine già guarnite e mettete a rassodare. Prima di servire le tartine rifilate ai bordi le sbavature di gelatina.
Pâté: utilizzate due stampi, uno di poco più piccolo dell’altro.
Versate sul fondo dello stampo più grande un paio di cm circa di gelatina e mettete in frigorifero a rassodare, quindi appoggiatevi sopra il secondo stampo, ben centrato, e versate altra gelatina nello spazio rimasto libero tra i due bordi. Mettete di nuovo a rassodare in frigorifero,
togliete lo stampo piccolo e al suo posto inserite il composto preparato.
Decorazioni: lasciate raffreddare la gelatina fino a quando ha preso una consistenza simile a
quella dell’olio e mescolatevi erbe aromatiche tritate o a foglie, dadini di ortaggi scottati, frutta secca, frutta a bacche o acini di uva, petali di fiori, scorza di agrumi grattugiata, spezie intere. Versate infine la gelatina sul composto da guarnire.
Schegge e cubetti: versate la gelatina in un recipiente largo e basso a formare uno strato di
un cm circa. Quando si sarà rassodato tagliatelo a quadretti o a pezzetti irregolari o a striscioline e fateli
cadere intorno o sopra la pietanza da guarnire.
Consigli da ricordare
Scegliete uno stampo liscio o poco elaborato perché la gelatina scivoli fuori senza rompersi.
Prima di versare il composto inumidite lo stampo con acqua fredda, o un liquore o del brodo e fate
sgocciolare. In alternativa rivestite lo stampo con la pellicola per cucina (o foglio di alluminio o carta forno
imburrata), lisciandola per eliminare le pieghe che si imprimerebbero nella gelatina. Fate debordare il rivestimento per coprire il composto e per poterlo sollevare al momento di sformare.
Fate rassodare la gelatina in frigorifero ma non nel congelatore. Occorreranno alcune ore, da un minimo di 2-3 fino a una giornata, a seconda della quantità. Meglio prepararla il più possibile in anticipo perché budini e pâté, che si possono tenere in frigorifero per 2-3 giorni, rassodino perfettamente.
Prima di sformare inserite la base dello stampo in acqua bollente, ma non in ebollizione, per qualche
secondo, poi appoggiatevi sopra un piatto o un vassoio capovolti e rigirate il tutto in un colpo solo.
Aspettate qualche istante e il composto dovrebbe scendere da solo.
Se invece fa resistenza bagnate nell’acqua calda un canovaccio, strizzatelo e lasciatelo sul fondo dello stampo finché il composto è sceso.
Raffinatissima nel bicchiere
Per questa ricetta occorre la gelatina in fogli in quantità proporzionata e sciolta in poco spumante o champagne.
Mescolatela a altro spumante o champagne e versate nei bicchieri da Martini o nelle coppe e mettete a rassodare in frigorifero.
Servite decorando il bicchiere con ciuffetti di menta o melissa o frutti di bosco o riccioli di scorza di arancia e limone.
Potete sostituire le bollicine con vino passito oppure alternare nel
bicchiere spumante o champagne chiaro e rosato, aspettando che
quello sottostante si sia abbastanza rassodato per non mescolarsi
con quello successivo. A piacere, incorporate alla gelatina pezzetti di
frutta, scorzette e spezie intere.
I
HOD 68
P ICCOLI P IACERI A TAVOLA
21
a problemi diversi
DR. GIUSEPPE LETO
E
DR. PINO TODARO
Immagine www.stockholmdesignlab.se
Dall’ipertensione alla
ritenzione idrica, dai
disagi della menopausa
al dramma giocoso della
prova bikini
n adeguato drenaggio del corpo è fondamentale per la
prevenzione, il trattamento e la cura di numerose
patologie sia acute che
croniche.
Ma che cosa significa
drenare?
Letteralmente il termine drenare significa “far scorrere, eliminare, smaltire liquidi in eccesso
tramite sistemi naturali o artificiali”. In agricoltura il drenaggio è una tecnica utilizzata per favorire
l’eliminazione di acqua stagnante da un terreno tramite canali, tubi o gallerie. Lo stesso è in
medicina, dove il termine viene associato soprattutto alle tecniche chirurgiche che favoriscono
l’eliminazione dei liquidi fisiologici, essudati e trasudati presenti nei tessuti, o in cavità, sia naturali che patologiche. Diverso invece in medicina
integrata (omeopatia, omotossicologia,
fitoterapia) dove il
concetto di drenaggio va oltre il semplice significato di
eliminazione di liquidi in eccesso e si
configura come una
vera e propria metodica terapeutica.
U
Foto di Phil Koch
organi del nostro organismo che concorrono
a risolvere il problema di trasformazione e
eliminazione. Situazioni di ridotta capacità di
eliminazione delle tossine possono causare
l’aggravamento di stati patologici in atto, o
addirittura favorire lo sviluppo di nuove
Foto di John Rankin Waddell
malattie. Pertanto, in tutti questi casi è consigliabile intraprendere un percorso terapeutico che aiuti a ripristinare il normale funzio-
namento di eliminazione delle scorie e
garantire così un fisiologico benessere dell’intero organismo. Il malfunzionamento dei sistemi di drenaggio del nostro corpo è inoltre
strettamente correlato ai più diffusi e comuni
inestetismi quali: cellulite, ritenzione idrica
e sovrappeso. L’uso di rimedi naturali, efficaci e privi di effetti collaterali, in grado di
coadiuvare i normali processi di eliminazione
delle scorie, è dunque consigliabile ai fini del
mantenimento di un generale stato di salute
e benessere anche estetico.
VANDA OMEOPATICI S.r.l. - Via di Morena, 61/B • 00043 Ciampino (RM)
Telefono 06.79312185 • Fax 06.79810214 • [email protected] • www.vanda.it
¤
HOD 68
Drenanti:
un rimedio comune
S
¤
HOD 68
22
ia per un soggetto sano che
non vuole diventare un soggetto patologico, sia per un
soggetto patologico impegnato a
riguadagnare la piena salute, sono
moltissime le situazioni in cui le capacità
reattive di smaltimento del suo organismo
possono essere messe a dura prova e pertanto risultare deficitarie. Sono i casi un cui
si registra una alimentazione squilibrata,
una esposizione a batteri o virus particolarmente aggressivi, febbre, abuso di alcol,
fumo, prolungate esposizioni ad agenti
inquinanti, patologie organiche acute o
croniche, ipo-iperattività del sistema
difensivo, menopausa, obesità, senescenza, infezioni e infiammazioni croniche gravi.
Per tutti questi problemi, tra loro tanto
diversi, e che possono riguardare soggetti
di qualsiasi età, peso, conformazione fisica,
i drenanti costituiscono un rimedio
comune in quanto sono funzionali alla stimolazione del fegato, dei reni, della pelle o
del tessuto linfatico, cioè di tutti i diversi
¤
VANDA O MEOPATICI
¤
23
Hotel Marinetta & Spa
Passione per l’Ospitalità
In Toscana a Marina di Bibbona nel
cuore della Costa degli Etruschi
sorge l’Hotel Marinetta immerso nei
mille profumi di una pineta secolare
di fronte alle isole dell’Arcipelago
toscano.
Il complesso alberghiero si inserisce
in un verdeggiante parco di tre ettari avvolto in una atmosfera di pace e
di relax, dove potersi riposare sotto
l’ombra dei pini, tonificarsi con un
bagno nella piscina climatizzata
oppure raggiungere direttamente a
piedi la spiaggia.
Un breve sentiero nella pineta conduce alla
spiaggia dell’hotel attrezzata con ombrelloni e lettini ed aperta su un mare limpido
premiato sia dalla Bandiera Blu della FEE e
le 2 Vele di Legambiente. Le camere, di
diverse tipologie, arredate con gusto e funzionalità, sono tutte dotate di balcone ed
alcune offrono una suggestiva vista panoramica sul mare, sulla pineta e sulla costa.
I ristoranti dell’Hotel Marinetta, situati a
bordo piscina, propongono menu sempre
vari ed arricchiti da piatti della tradizione
enogastronomica locale e toscana.
L’Hotel dispone di quattro piscine attrezzate: le piscine Relax e le piscine Funny,
dotate di acqua riscaldata a 28° durante i
mesi primaverili e autunnali.
Molti sono i servizi che rendono appagan-
Offerte per i Lettori Hod
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90 minuti
trattamento corpo
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te il soggiorno all’Hotel Marinetta: il bar
all’aperto, il nuovo Bar in spiaggia, il parco
giochi e l’animazione estiva per bambini,
gli intrattenimenti serali.
Senza dimenticare il Centro Benessere
Marinetta Wellness Daily SPA, da sempre
rinomato per i suoi programmi intensivi e
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della bellezza, del benessere psicofisico e
del riequilibrio naturale. Per il 2012 sono
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di spiaggia privata, piscine,
* Uso
miniclub per bambini, bevande alla cena,
1 Percorso Wellness al Centro Benessere
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PER ALTRI PERIODI
Territorio
La Costa degli Etruschi, situata nel centro
della Toscana, gode di quella varietà di paesaggio che ha reso la Toscana famosa nel
mondo: paesaggi collinari, boschivi e marini.
L’Hotel Marinetta, immerso in questo contesto, si pone come ideale punto d’incontro
tra i caldi colori delle splendide colline
toscane e l’azzurro intenso del mar
Mediterraneo. A breve distanza dall’Hotel,
l’Oasi WWF di Bolgheri e la Macchia della
Magona. Il Parco di Baratti e Populonia presenta uno dei più importanti spaccati sulla
vita degli antichi Etruschi.
per rimodellare il corpo, riducente,
rassodante e snellente. 55 min.
Per Lui 1 massaggio Ayurveda con i
pinda alla lavanda, un massaggio
millenario di origine indiana che infonde
calma e serenità alla mente e relax
al corpo. 50 min.
J 588.00
J 714.00
K 499.00 a persona/settimana, fino al 09.06 e dal 01.09 al 08.09
K 642.00 a persona/settimana, fino al 30.06 e dal 25.08 al 01.09
(bambino gratis)
Hotel Marinetta
Via dei Cavalleggeri Nord 3, Marina di Bibbona (LI)
Tel.: 0586.600598 • Fax: 0586 600186
E-mail: [email protected] • www.hotelmarinetta.it
M ADAGASCAR
Madaga che?:
un viaggio da sogno
tenti scatti da portare a
l largo dell’Oceano
casa. Un Paese che ha
Indiano si trova la
molto da offrire con una
quarta isola più
varietà naturalistica unica
grande al mondo che racal mondo: dai camaleonti
conta infinite storie di
alle balene, dalla barriera
piante e animali unici
corallina ai fantastici
sulla terra: il Madagascar.
“Tsingy”, per non parlare
Il distaccamento daldell’emozione di trovarsi
l’Africa oltre 160 milioni
con il naso all’insù davanti
di anni fa ha permesso ad
ai giganteschi baobab.
alcune specie di animali di
Un paese diventato famoso
non estinguersi né di
anche grazie all’omonimo
evolversi. Il lemure, l’irrecartone animato e la
sistibile proscimmia, ne è
famosa frase pronunciata
l'esempio più noto e, grazie
da Marty la zebra
alle sue 51 specie diverse,
“Madaga che?”
non mancheranno diverMa per vivere l’essenza del luogo e rendere la vacanza ancora più speciale, bisognerà immergersi nella realtà malgascia e nell’ospitalità delle sue 18 tribù. Un popolo che fa della cortesia
un valore importante: l’accoglienza verso i forestieri e le sue tradizioni sono considerate sacre.
Ed è per questo che il Madagascar è un Paese che difficilmente scompare dai ricordi e dalla
nostalgia di chi lo visita.
A
Un’isola dove tutto ha un sapore ancestrale e
tutto rimanda alla perfezione delle origini: i
“capricci” della natura, lo stile di vita della
popolazione, il trascorrere del tempo. E il nord
del paese custodisce gelosamente preziose
opere della natura che possono essere ammirate e scoperte con un tour di una settimana
che parte da Nosy Be - “la perla del
Madagascar” per una fauna e una flora
eccezionali, o “l’isola dei profumi” per le fragranze date da piante e spezie quali Ylang
Ylang, caffè, vaniglia, cacao, pepe, cannella,
frangipane e canna da zucchero.
E proprio qui, in questo angolo di mondo dai mille colori, Hotelplan propone “Le Perle del
Nord e Nosy Be” un itinerario di 8 giorni che si snoda tra spettacolari Tsingy, reef corallini e
una vegetazione lussureggiante.
Il viaggio prende il via dalla piccola isola di Nosy Be per muoversi alla volta di Antsiranana e
restare letteralmente a bocca aperta davanti agli Tsingy: spettacolari formazioni rocciose, vere
e proprie opere d’arte databili a circa 100 milioni di anni
fa. Un altro spettacolo della natura è il Parco della
Montagna d’Ambra, un massiccio di origine vulcanica
ricoperto da una vegetazione lussureggiante che
nasconde incredibili cascate. Sempre nella zona di
Antsiranana si effettuerà una giornata alle Tre Baie (Baia
delle Dune, della Baia dei Piccioni e della Baia dei
Sakalava) per lasciarsi cullare da calde acque turchesi
ammirando lo splendore della barriera corallina.
In questo spettacolare viaggio tra i misteri della natura del
Madagascar non possono mancare i simpatici lemuri, piccoli
primati progenitori delle scimmie presenti solo in Madagascar. Il loro nome deriva dal greco, gli
spettri dei morti che tornano a tormentare i vivi, per via dei loro grandi e impressionanti occhi...
che in realtà generano sola tanta tenerezza. Ma a Nosy Komba oltre ai piccoli lemuri si potranno ammirare camaleonti e tartarughe di terra giganti; e per un tuffo nel blu, immancabile il
parco di Nosy Tanikely, un parco marino circondato da un reef corallino che ricorda i mille colori dell’arcobaleno. E prima
di lasciare il verde della
natura per le mille sfumature del turchese di
Tsarabanjina, un’immancabile visita di Nosy Be con la
piccola capitale, Hellville.
HOD 68
HOD 68
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27
HOD 68
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Per un meritato riposo il viaggio non può che
concludersi con un rilassante soggiorno balneare al TClub Constance Lodge
Tsarabanjina. Un’isoletta di origine vulcanica,
un gioiello contraddistinto da una natura ricca
e accogliente, un mare cangiante e cristallino,
una spiaggia morbida e bianca. Una struttura
esclusiva e rilassata, perfettamente inserita
nell’ambiente naturale, che vanta solo 25 bungalow, confortevoli e caratteristici, costruiti con
un uso sapiente del materiale locale in sintonia con la filosofia promossa da TClub di un
turismo consapevole: uno stile semplice, adatto a chi cerca il relax e vuole staccare la spina
con la realtà quotidiana (nelle camere non ci
sono volutamente né telefono né televisore).
Per vivere appieno il mondo TClub, infine, un biologo/naturalista che accompagnerà gli
ospiti alla scoperta dell’ambiente circostante con passeggiate nella rigogliosa vegetazione, snorkeling guidato e approfondimenti corredati da foto, video e reportage.
B I A N C A
C
O
S
M
E
T
I
C
S
La leggenda dice che occorrevano ben 700 asine per
fornire a Cleopatra la quantità di latte necessaria ai suoi
bagni di bellezza quotidiani. Ma pare che anche Poppea,
moglie dell'imperatore romano Nerone e Paolina, sorella
di Napoleone, solessero immergersi in latte d'asina per
mantenere intatta la loro avvenenza e conservare lo
splendore della propria pelle. Inoltre, in antichità, le virtù
terapeutiche del latte d’asina erano impiegate nella
medicina e utilizzate con successo per curare
innumerevoli affezioni (grazie agli Acidi Grassi Omega3
e ai Lisozomi Antiossidanti).
È una storia lunga millenni e oggi Bianca Cosmetics, con
l’Olio Corpo Idratante Latte 55 d’Asina, ripropone
l’eccellenza delle preziose proprietà del latte d’asina concentrando in un unico flacone una
percentuale altissima di questo raro prodotto naturale.
Dati gli elevati costi di produzione del latte d’asina, la sua forza cosmeceutica e la raffinata
ricerca tecnica dei laboratori scientifici che con decenni d’esperienza sono riusciti a sostenere
una così alta percentuale di latte senza l’utilizzo di conservanti chimici, questo prodotto può
considerarsi un’innovazione nel campo della cosmesi naturale.
Bianca Latte 55 d’Asina è l’unica linea al mondo di prodotti cosmetici tutta italiana con una
formula naturale al 100%. È l’eccellenza della produzione cosmetica al latte d’asina.
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sapientemente con olio di mandorle dolci, avocado ed
estratti di salvia, ippocastano e rosmarino. Nutre e
idrata la pelle grazie alla sinergia tra gli oli agli estratti
naturali e alle proprietà certificate del Latte d’Asina.
L’Olio Corpo Idratante è composto interamente da
ingredienti naturali e dal 55% di Latte d’Asina. Inoltre
ogni fase produttiva viene svolta in Italia per garantire
un prodotto d’eccellenza, al 100% Made in Italy.
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Bianca Cosmetics S.r.l. pone le sue radici nell’esperienza
trentennale de La Piemontesina, centro aziendale specializzato
fondato nel 1984, che alleva asine da latte. Nel 2006, l’apertura del
primo agriasilo in Italia e di una delle più curate fattorie didattiche,
porta La Piemontesina all’attenzione della stampa nazionale e fa sì
che l’azienda riceva nel 2010 l’Oscar Green per l’Innovazione.
¢ In collaborazione con il laboratorio specializzato Emmedue, Bianca Cosmetics decide di utilizzare il
prezioso latte d’asina dell’allevamento de La Piemontesina per sviluppare prodotti interamente naturali
dalla potente e comprovata efficacia cosmeceutica.
¢ Oggi, dopo i primi mesi di attività, Bianca Cosmetics vanta già un successo esponenziale nei mercati
asiatici e in quello nazionale, un catalogo ben fornito di prodotti specifici per ogni parte del corpo e
l’imminente apertura del primo punto vendita in Italia.
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Piscina in harem di J.L. Gérôme, Hermitage, St. Pietroburgo.
HOD 68
30
Lezioni di cosmesi
d’altri tempi
DR.SSA FRANCESCA ALIA
o avreste mai detto che le preoccupazioni estetiche femminili si tramandassero attraverso le epoche della storia? Ebbene sì: un immaginario ma
documentatissimo filo conduttore accomuna tutte noi nell’intento di
accrescere l’avvenenza della propria immagine.
L
Se dico bagno di bellezza? Immediatamente il pensiero corre
veloce alla regina d’Egitto, Cleopatra, immersa nel latte d’asina, rivelatore di una pelle tanto vellutata da permetterle lo sfoggio di un
fascino irresistibile. Ad oggi i suoi celebri bagni rimangono un
caposaldo tra i trattamenti d’élite proposti in molte beauty farm. È
il caso di parlare di una vera e propria lezione di glamour immortale. Allo stesso modo ritroviamo apprezzatissimo nella nostra
società, sia per diletto che per valenza clinica, il rito senza tempo
di recarsi alle Terme, che più di 2000 anni fa occupava i pomeriggi del popolo romano, o al “bagno turco”, dove già le donne arabe
di allora solevano profumarsi, fare impacchi con creme e unguenti, depilarsi e tingersi i capelli con l’hennè.
Un magnifico punto d’incontro tra abitudini e conoscenze appartenenti a culture diverse deve essere certamente attribuito alla Scuola Medica Salernitana nel XII secolo, che condensò il sapere di antichi trattati
di medicina latina, greca, araba ed ebraica. Nel suo genere fu la più importante in Europa nel Medioevo,
tanto da essere considerata come predecessore della moderna università. Ne fu prestigiosa esponente
Tortula de Ruggiero, una delle prime donne medico, pioniera nella sensibilizzazione sulle patologie femminili. Tortula nacque probabilmente a Salerno attorno al 1050 da una nobile famiglia e affiancò la sua
professione alla vita privata diventando sposa di un celebre collega, Giovanni Plateario il vecchio, dal quale
ebbe due figli, a loro volta operanti nella medesima Scuola. È così che nell’era più scura, quella medievale,
una donna regala a tutte le donne il primo trattato di cosmesi, il “De ornatu mulierum”. Opera antesignana
di primario valore scientifico e testimonianza eccezionale di come la ricerca della bellezza, ieri come oggi,
continui ad essere “un chiodo fisso” per l’universo femminile, quasi un’inclinazione genetica.
L’attenzione per l’estetica, dimenticatasi nei secoli successivi la caduta dell’Impero Romano d’Occidente
resi caotici da invasioni, carestie, guerre feudatarie e veleni di palazzo ma soprattutto dai severi dogmi
ecclesiastici che imponevano pudicizia e castità, ritrova vigore nei precetti di Tortula, che fornirono risposte
alle esigenze di quei tempi già incentrate su come colorare i capelli o come schiarire il melasma (macchia
scura dovuta ad un eccesso di melanina che si presenta spesso sul viso femminile con localizzazioni antiestetiche - tipicamente sul bordo del labbro superiore - in seguito a gravidanza, sbalzi ormonali, assunzione di farmaci come la pillola anticoncezionale o all’uso di preparati topici).
La dottrina della “medichessa”, tra l’altro, ridimensionò notevolmente l’uso di metodi invasivi e pericolosi
utilizzati in precedenza, tipo la calce viva o la pece per la depilazione e il precipitoso ricorso alle incisioni
chirurgiche come unica soluzione.
Indicativo il caso di una giovane ragazza tormentata da forte dolore e gonfiore conseguente a un’infiammazione
ginecologica alla quale Tortula, dopo un’accurata visita e anamnesi, prescrisse un bagno con un infuso di malva
e parietaria unito a un delicato massaggio della parte per ammorbidirla,
seguito dall’applicazione di un impiastro caldo a base di succo di verbasco, di rapa selvatica e di farina d’orzo per far sparire il gonfiore. La
fanciulla guarì.
Tortula dettò regole e tecniche per rendere il parto meno doloroso e
affrontò per la prima volta tematiche cruciali quali le malattie veneree
o l’infertilità, spaziando sino a identificare la depressione post-partum
e a promuovere l’igiene intima, autentici tabù dell’epoca. La sua
caparbietà si confrontò da un lato con un ambiente maschilista e dall’altro con i limiti di una società subito pronta a tacciare di stregoneria
qualsiasi pratica sconosciuta. Ella invece non si accostò quasi per nulla
alla preghiera o alla magia, ma fece fronte ai pregiudizi servendosi di
un linguaggio molto semplice e diretto con proposte pratiche e spiegazioni dettagliate di rimedi naturali, accessibili anche alle classi meno
abbienti. Descrisse circa un centinaio di specie erboristiche dalle proprietà benefiche (la Scuola di Salerno vantava un pregevole orto
botanico chiamato “Il Giardino della Minerva”), lasciandoci in eredità
diverse ricette di bellezza, pressappoco riproducibili anche da noi:
J un’ottima base per il make-up di viso e labbra, rassodante ed antiscrepolature che prevedeva l’uso di miele, cetriolo e acqua di rose
(e una radice di vite alba);
J il lavaggio dei capelli con aceto, acqua di rosmarino, ortica, menta e timo per conservare la chioma igienizzata e in salute;
J una foglia d’alloro da porre sotto la lingua contro l’alitosi orale.
Perle di saggezza valide ancora oggi
Disporre di queste perle di saggezza è un autentico invito a perpetuare gesti di benessere
antichissimi e a riconciliarci con un’essenza femminile cosmica: una sorta di ricarica fisica e mentale! Perciò in occasione dell’arrivo della primavera
coccoliamoci allestendo qualche belletto come
facevano le preparatrici salernitane seguaci di
Tortula e lasciamolo agire lentamente: sarà un’ottima scusa per dedicare un po’ di tempo a noi
stesse e per trovare soddisfazione nel creare qualcosa di manuale. È sufficiente indirizzarci verso
comuni prodotti di uso quotidiano ma dalle proprietà cosmetiche portentose.
La spiccata attività emolliente, dermolenitiva e
riepitelizzante del miele, ad esempio, diventa perfetta per pelli disidratate o capelli aridi. Il milele
contiene inoltre antiossidanti che sono un patrimonio da impiegare contro le aggressioni esterne.
Basta amalgamarlo a qualche cucchiaino d’olio
d’oliva - fonte di un corredo lipidico naturale in
assoluto più simile a quello cutaneo e quindi un
prezioso ristrutturante, anche in caso di dermatiti per ottenere una maschera idratante ed energizzante. Tempo di posa, 15/20 minuti.
All’occorrenza si può aggiungere il succo di mezzo
limone ad azione astringente, contro pori dilatati e
punti neri, e sbiancante in caso di macchie scure.
Abbinamento vincente anche quello tra miele e
yogurt: lisciante, illuminante, sebo-regolatore e
antinfiammatorio per la sua acidità. Oppure tra
miele e zucchero, che eserciterà sulla nostra pelle
un’esfoliazione meccanica, immediatamente
compensata da una addolcente (attenzione, che il
massaggio sia molto delicato!).
Sempre in aggiunta al miele adoperiamo anche le
mandorle (tritandole, dopo averle sgusciate, e
stemperandole in poca acqua) per impacchi antiaging, perchè le loro proteine hanno struttura
simile a quella del collagene. O semplicemente
acquistiamo l’olio di mandorle dolci per prevenire
le smagliature durante le diete e la gravidanza.
Ultimo aspetto positivo? Bypassare qualche volta
i nostri cosmetici industriali: sicuramente più
pratici ma ricchi di additivi chimici responsabili
molte volte più di un effetto negativo che di un
potere dermo-benefico.
HOD 68
T ORTULA , CHI ERA COSTEI ?
31
HOD 68
32
FAMIGLIA : R OSACEAE
Portami
tante rose
DR. PAOLO TEDALDI
roveniente dalla Persia, la rosa si diffuse ovunque
e conquistò fama anche per le sue delicate proprietà terapeutiche.
P
A
P
Quando si coglie
fine primavera si raccolgono i variopinti petali che
contengono vari composti organici, tra cui eugenolo, geraniolo, coloranti e tannini.
Proprietà e azioni
ossiamo riassumere le sue proprietà in aromatizzanti, antidiarroiche e sfiammanti. Ma i
petali curano anche i dolori artritici,
soprattutto se usati in un bagno caldo. In
questo caso, l’infusione in acqua calda permette un miglior assorbimento dei principi
attivi attraverso la pelle.
In fitoterapia
ottoforma di
marmellata è
pratica
per
curare le diarree dei bambini. L’acqua di rose
invece sfiamma gli occhi e può essere usata come disinfettante anche per l’igiene intima, eliminando irritazioni.
Sarà bene fare scorta di petali di Rosa Centifolia: è
sufficiente raccoglierne abbondantemente, essiccarli all’ombra in un posto arieggiato e si
potranno utilizzare durante l’inverno. Sottoforma di olio
essenziale viene usato per massaggi poiché stimola la circolazione, tonifica i capillari, rilassa e purifica il sangue.
S
In cosmesi
a ben nota e ormai dimenticata acqua di rose
è un ottimo tonico per il viso, specie per pelli
sensibili, disidratate e infiammate.
L
Le rose sono di Pierre-Joseph Redouté.
Qualche nota di curiosità
Il dispiegarsi concentrico dei petali della rosa
verso il centro ha ispirato nelle varie culture il simbolo dell’Uno. “Ogni rosa pregna di intenso profumo narra i segreti del Tutto”, scriveva Giallal ad ‘din Rumi (famoso
poeta sufi del XII sec.).
Nelle facciate delle chiese, il grande
foro a raggiera sulla facciata fu
chiamato rosone in
relazione al fatto che la
forma della rosa aveva fatto
pensare all’alternarsi del
ciclo della vita e della morte.
Per la sua conformazione la rosa è
diventata sinonimo di
“custode del segreto”,
così come il rosario
prende origine dalle corone di rose legate al culto
ma-riano. Mille altre sono le
simbologie e i riferimenti al
più famoso dei fiori, sia per fragranza
che per bellezza.
Una menzione a
parte merita la Rosa
Damascena (da Damasco),
oggi ampiamente coltivata in
Bulgaria, per la produzione dell’essenza
nota in profumeria, ma
soprattutto come olio
essenziale per eliminare le
rughe e addirittura per cancellare cicatrici. Unico difetto di
quest’olio essenziale è il
prezzo, di solito molto
elevato, ma almeno
una volta nella vita
vale la pena provarlo,
annusarlo e rimanere
per qualche attimo inebriati dalla fragranza da cui sprigiona un profondo senso di
pace.
In cucina DI STEFANO REINA
In cucina con le rose possiamo preparare
ottime insalate, aggiungendo i petali privati
dalla base bianca, solitamente amara.
Ricordiamo i rosoli di acquavite,
che ingentiliti con miele ed
essenza di rose, furono i
precursori dei liquori.
Fiori di rosa canditi
Sciogliete dello zucchero bianco in
acqua per ottenere uno sciroppo denso. Immergetevi i petali di rosa, toglieteli e lasciateli asciugare. Ripetete il
tutto e metteteli poi in
forno a medio calore
per qualche attimo.
Aceto di rose
Prendete 100 g di petali di rosa
profumata privati della parte basale
bianca e amara, lavateli, asciugateli e metteteli in un vaso con un litro d’aceto bianco.
Lasciate riposare al buio per 15 giorni e filtrate con una garza. È ottimo sulle insalate.
Rose al forno
Raccogliete delle rose non ancora completamente aperte, lavatele
accuratamente e disponetele su di una pirofila
cospargendole abbondantemente di zucchero. Mettete in
forno a media temperatura per
10 minuti. Non resta altro
che assaggiarle!
Limone alla rosa
(che conserva il colore e il
profumo delle rose)
Versate dell’acqua bollente su 30 g di
petali di rose rosse e lasciate in infusione
per un’ora, poi filtrate aggiungendo 40 g di
succo di limone e 100 g di zucchero.
Non dimentichiamo poi il vecchio, ma sempre utile, miele rosato per le afte, i
mughetti e le dentizioni dei neonati.
HOD 68
N OME : R OSA C ENTIFOLIA
33
“Impara a volerti bene, investendo su
salute, alimentazione naturale e cultura:
noi ti diciamo come”
Calendario Convegni Sapere. Il Sapore del Sapere Maggio - Giugno
Ideati da Rossella de Focatiis e realizzati da Erredieffe
venerdì 11 maggio Medicina complementare e terapie integrate
Sistema Immunitari, Malattie Autoimmuni e Cellule Staminali
Relatori: prof. Pier Mario Biava, dott.ssa Maria Elisa Campanini, dott. Massimo Citro,
dott. Elio Sermoneta, prof. Piergiorgio Spaggiari
Focus: Il libro dei rimedi macrobiotici – relatore: dott. Roberto Marrocchesi
mercoledì 23 maggio Salute e Longevità conquistate con l’ Ossigeno – Ozono Terapia
Relatori: dott. Fabio Ambrosi, prof. Marianno Franzini, dott. Giuseppe Giuliani,
prof. Gerardo Olbi, prof. Luigi Valdenassi.
Focus: La scienza della vita. Lo Yoga e l'Ayurveda - Amadio Bianchi
Focus: Guarire con il cibo – Giusi De Francesco
I convegni si svolgeranno dalle ore 14.30 alle ore 18.30 presso
Sala Conferenze - Centro Servizi Banca Popolare di Milano - Via Massaua, 6 • Milano
Calendario Eventi Sapere. Il Sapore del Sapere per MILANO FOOD WEEK
“La Salute nel Piatto”
Sabato 19 maggio dalle 10.00 alle 12.30 L’Olio in Tavola
dott. Gino Celletti – dott.ssa Giovanna Perrone
Sabato 19 maggio dalle 15.00 alle 16.30 Pasticceria Naturale
Giacomo Matteo Pisanu – nat. Milena Simeoni
Domenica 20 maggio dalle 10.00 alle 12.30 Cereali, Legumi e Semi oleosi
dott. Luca Speciani - dott.ssa Silvia Strozzi
Domenica 20 maggio dalle 15.00 alle 16.30 Verdura, Frutta Fresca e Secca
dott. Luca Avoledo – Eddy G. Pellegrino
Sabato 26 maggio dalle 10.00 alle 12.30 Tè, Cioccolato e Spezie
Gabriella Fantuz - dott. Alberto Lomuscio
Sabato 26 maggio dalle 15.00 alle 16.30 Cucina Macrobiotica. Lo Yin e lo Yang della Cucina
Eddy G. Pellegrino
I convegni si svolgeranno presso
La Sala Colonne, Palazzo Giureconsulti, piazza Mercanti 2, 20122 Milano.
Ingresso libero, prenotazione obbligatoria.
Per Informazioni e Prenotazioni:
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Un percorso verso il riequilibrio personale
Dallo spirito, alla mente per affrontare la vita con serenità
A
fferrare con dolcezza la propria vita e trasferire al mondo
energie positive, star bene con
se stessi e con i propri cari o gli
amici, andare oltre alla materialità degli oggetti, avvicinarsi
ai piaceri che la vita ci riserva.
Una nuova dimensione che
vorremmo con forza, ma impossibile da raggiungere, almeno apparentemente.
La quotidianità assorbe ogni
energia, congela ogni slancio e
rende ogni persona prigioniera
di sé. Le difficoltà si acuiscono
e, nemmeno un percorso voluto può portare, con facilità,
al raggiungimento della felicità. Le energie positive spesso si sostituiscono a quelle negative creando rotture e trascinando ogni essere umano in
un vortice dal quale uscirne
diventa sempre più difficile e,
ogni minima difficoltà un
problema lacerante.
Partendo da questo “male
della società” Maurice Cereghini, profondo conoscitore
della medicina non convenzionale, delle terapie energetiche e della naturopatia, ha
saputo sviluppare una propria
filosofia creando un percorso
di sentimenti, di emozioni per
aiutare le persone in difficoltà
che hanno deciso di chiedere
aiuto rivolgendosi ad uno
specialista. “La pranoterapia spiega Maurice Cereghini - ha
lo scopo di prevenire le varie
patologie, è un percorso di
MAURICE CEREGHINI
INSTITUTE
CENTRI DI PRANOTERAPIA
E NATUROPATIA DAL 1988
www.mauricecereghini.com
affiancamento che interviene
sul 90% dei disagi. La gran
parte delle persone che si
rivolgono allo studio hanno
un vissuto complesso, travagliato che è andato a toccare la
psiche personale.
I disturbi sono tra i più
disparati, l’azione messa a
segno è quella di alleviare le
sofferenze fisiche, i dolori, i
disturbi di salute, ma anche
risolvere piccoli disagi di tutti
i giorni, la stanchezza, le
carenze nutrizionali e il calo
delle difese immunitarie.”
Maurice Cereghini Institute è
un Centro che si occupa, oltre
che di pranoterapia, di naturopatia, e propone seminari
pluritematici di gruppo per
andare a migliorare lo stile di
vita. “L’equilibrio psico-fisico continua Cereghini - passa da
un percorso affrontato con
grande serietà che passa
dall’armonia di vita dell’essere
umano che necessita una fase
di nutrizione del proprio
corpo, dall’educazione della
propria mente, dall’espressione delle proprie emozioni.
Bisogna coltivare una propria
filosofia di vita.” L’equilibrio
psico fisico diventa fondamentale per ritrovare l’armonia e la serenità che ogni essere
umano cerca.
Maurice Cereghini riceve per
appuntamento nei tre Centri
di Milano, Cantù e Lugano.
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CANTÙ (CO) - Via Vergani, 1/E
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MILANO - Via Pomponazzi, 4 c/o Spazio Life
cell.+39 3338291110 - 3355945050
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E FFLORA
Lo strano caso
della vitamina B12
HOD 68
42
S
tudiando nutrizione ci imbattiamo sullo strano caso della vitamina B12, vitamina essenziale per
la sintesi dell'emoglobina durante la formazione dei globuli rossi nel midollo osseo. È l'unica vitamina idrosolubile che viene accumulata nell'organismo: infatti a livello epatico abbiamo delle
riserve da cui ogni giorno attingiamo micro-quantità che devono essere poi ripristinate attraverso la
dieta o l'integrazione. E quando accade che per scelte alimentari, oppure per patologie, si verifica la
carenza di vitamina B12, ci troviamo di fronte ad anemia e disfunzioni a carico del sistema nervoso. In un recente studio viene anche ipotizzato un legame tra l'insufficienza di vitamina B12 e
la riduzione del volume cerebrale negli over 60. Tra le ipotesi suggerite per
spiegare questa associazione si ipotizza la capacità della vitamina B12 nel
mantenere integra la guaina mielinica che circonda e protegge i neuroni,
preservando in tal modo le funzionalità delle cellule cerebrali.
Produttori di vitamina B12 sono microrganismi ed alghe, e attraverso
la catena alimentare arriva sui nostri piatti con i cibi di origine animale.
Gli alimenti vegetali sono dunque privi di B12, motivo per cui ai vegani è consigliata l'integrazione.
L'assorbimento a livello intestinale viene favorito dal Fattore
Intrinseco, una glicoproteina secreta dalle cellule della parete dello
stomaco che lega e protegge la B12 e ne favorisce l'assorbimento
nel tratto dell'ileo. Nelle persone con disturbi gastrointestinali l'efficacia di questo meccanismo può essere inficiato e l'organismo può
andare incontro a carenza; l'infezione di Helicobacter pylori può
portare agli stessi effetti.
Solo i medici possono accertare e curare carenze patologiche
legate alla vitamina B12, mentre in periodi di buona salute fisica possiamo prevenire il depauperamento delle riserve epatiche
attraverso una corretta dieta ed un'eventuale supplementazione con integratori. Oltre ai vegani, che per scelta evitano di
alimentarsi di cibo di origine animale, l'integrazione di vitamina B12 può essere d'aiuto agli over 60: visto che l'efficienza
gastrica si riduce con l'età a discapito dell’assorbimento intestinale, la vitamina B12 in forma libera è pronta per essere
assimilata. È anche consigliato un adeguato apporto di B12
durante la gravidanza e l'allattamento.
Nel nostro intestino viene prodotta vitamina B12 in quantità che
potrebbe essere sufficiente a sopperire le carenze, il caso strano
è che non l'assorbiamo, purtroppo la eliminiamo con le feci.
ÈFFLORA “il confetto buono”
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l’assorbimento del calcio nell’intestino. Questo
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allattamento e menopausa.
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nitaria, aumentando la resistenza dell’organinelle
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smo alle malattie infettive; inoltre rafforza i
capillari, migliorando la microcircolazione.
trovi ÈFFLORA anche:
• VITAMINA E : è
fondamentale nella
lotta ai radicali liberi, il cui eccesso è responsabile dell’invecchiamento cellulare, salvaguardando l’integrità di pelle e mucose.
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sintesi dell’emoglobina durante la formazione Piazzale Susa, 6
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B IOTON M INERAL C
HOD 68
44
Bioton Mineral C:
l’aiuto ideale
per l’arrivo della primavera!
C
on l’arrivo della primavera, l’organismo deve risvegliarsi
dal lungo sonno invernale e adattarsi ai nuovi ritmi
frizzanti della bella stagione incipiente. Il freddo e l’umidità
hanno indebolito l’organismo, che ha quindi bisogno di essere
purificato e ricaricato. Bioton Mineral C Sella è l’aiuto ideale!
La regolarità di numerosi processi fisiologici dell’organismo è
garantita anche grazie ai sali minerali assunti quotidianamente. Alimentazione scorretta, cibi troppo lavorati e raffinati,
aumentato fabbisogno o eccessiva sudorazione possono
portare a significative carenze di questi nutrienti. Diventa perciò necessario ristabilire il corretto equilibrio salino per recuperare rapidamente vitalità e benessere.
Il Laboratorio Farmaceutico Sella di Schio (VI) ha messo a punto un prodotto che va ad
ampliare e completare la linea di integratori energetici Bioton: il Bioton Mineral C.
Il Bioton Mineral C è un integratore alimentare di Magnesio, Potassio,
Sodio e Cloro con l’aggiunta di Vitamina C. Rispetto ai classici integratori a
base di soli Magnesio e Potassio, è stato arricchito con Sodio e
Cloro (due sali molto importanti che durante la sudorazione si
perdono in grandi quantità) e Vitamina C per aiutare le difese
immunitarie stressate dal caldo, dallo sforzo fisico o dall’influenza.
Contiene inoltre Creatina, una sostanza che favorisce l’idratazione dei
muscoli prevenendone l’affaticamento e riducendo i tempi di ripresa. Completano la formula il fruttosio e le maltodestrine, due zuccheri semplici che apportano energia facilmente assimilabile e di
lunga durata. L’assunzione di Bioton Mineral C ristabilisce il corretto equilibrio idrosalino, innalza
le difese immunitarie e fornisce energia di pronto utilizzo, aiutando l’organismo ad affrontare con
nuova grinta gli impegni quotidiani o sportivi. È ideale per tutti durante la primavera e il caldo estivo. È molto indicato per gli sportivi, professionisti o amatori quando, in competizione o durante
l’allenamento, vogliono ottenere ottime performance e recuperare in fretta dopo lo sforzo.
Una bustina di Bioton Mineral C sciolta in un abbondante bicchiere d’acqua ogni mattina (ma
anche prima e dopo l’attività sportiva) contribuisce al benessere fisico e mentale.
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n.68 - Hod benessere