Acquisizione di servizi per la promozione dell’integrazione sociale e lavorativa di cittadini stranieri adulti sul territorio regionale
Acquisizione di servizi per la promozione dell’integrazione sociale e lavorativa di
cittadini stranieri adulti sul territorio regionale
RTI formato da A.E.C.A. – mandatario
Obiettivo Lavoro Agenzia per il Lavoro S.p.A. – mandante
PLAN Soc. Coop. – mandante
Approvato con Determinazione regionale n. 949 del 06/02/2008
L’AECA (Associazione Emiliano-Romagnola di Centri Autonomi di formazione
professionale) nasce nel 1973. Fanno parte dell’associazione 18 enti di ispirazione
cristiana che operano su tutti i territori provinciali attraverso una rete di 26 centri di
formazione professionale accreditati. La rete AECA si rivolge alle persone
(prevalentemente giovani e coloro che sono maggiormente in difficoltà) per supportare il
percorso di inserimento nel mondo del lavoro o la permanenza e la stabilizzazione per i
lavoratori e le lavoratrici. I percorsi formativi, così come i progetti europei, sono realizzati in
collaborazione con gli attori territoriali. La presenza capillare dei centri associati consente
una lettura attenta dei fabbisogni ed una risposta mirata all’interno della maggior parte dei
settori produttivi.
OBIETTIVO LAVORO – Agenzia per il Lavoro Spa – nasce, in forma di società
cooperativa, nel 1997 grazie a un progetto comune fra Legacoop, Compagnia delle Opere,
Confcooperative, Cisl, Uil ed altri soggetti economici e rappresentativi appartenenti al
settore dell’economia sociale. Nel 2003 la forma societaria viene modificata in Società per
Azioni e vede l’entrata nell’assetto proprietario dell’Istituto Centrale delle Banche Popolari.
Negli anni è stata progressivamente variata ed arricchita una struttura di gruppo attraverso
la costituzione di società interamente controllate da Obiettivo Lavoro Spa, alle quali è stato
affidato il compito di sviluppare specifici segmenti: tra queste, Obiettivo Lavoro Formazione
srl e 10 società estere (OL Perù, OL Suisse, OL Bulgaria, OL Spagna, OL Romania, OL
Ucraina, OL Slovakia, OL Polska, OL Los Andes, OL Brasile). Al proprio interno, Obiettivo
Lavoro è strutturata mediante divisioni specialistiche di settore o di intervento: tra queste la
divisione Politiche Attive del Lavoro. La presenza di oltre 150 filiali sull’intero territorio
nazionale (25 nella sola regione Emilia Romagna), consente una lettura attenta dei
fabbisogni del mercato del lavoro (lato offerta) e una risposta quantitativamente e
qualitativamente efficace alle persone in cerca di occupazione (lato domanda). Obiettivo
Lavoro è certificata in qualità e, dal luglio 2007, ha ottenuto la certificazione etica SA8000.
PLAN nasce nel 1988 a Bologna per fornire servizi di ricerca, consulenza, formazione, per
lo sviluppo del capitale conoscitivo nelle imprese, nella pubblica amministrazione, nel
sistema educativo. Da allora PLAN ha sviluppato numerose collaborazioni con vari
organismi privati, pubblici e sociali, consolidando il proprio know how e concentrandosi
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sempre più sui processi di produzione e diffusione del sapere, per l’innovazione dei sistemi
di apprendimento e per la valorizzazione e lo sviluppo delle risorse umane.
Le attività svolte dal Plan si concentrano soprattutto negli ambiti:
- politiche della formazione, sviluppo dei sistemi educativi, organizzazioni
dell’apprendimento. Progetti, ricerche, sperimentazioni, interventi di monitoraggio,
assistenze tecniche e metodologiche alle pubbliche amministrazioni che programmano i
sistemi di formazione e politiche, per lo sviluppo di sistemi e di organizzazioni educative
e di servizio al lavoro.
- Sviluppo organizzativo, risorse umane, formazione continua. Sviluppo ed elaborazione
di progetti per la formazione continua e manageriale, per lo sviluppo organizzativo, la
valorizzazione delle risorse umane, la rilevazione e la diffusione delle competenze, il
consolidamento dei sistemi di management della conoscenza.
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Acquisizione di servizi per la promozione dell’integrazione sociale e lavorativa di cittadini stranieri adulti sul territorio regionale
Indice
________________________________________________________________________
Introduzione
pag. 4
Capitolo 1
La sintesi del progetto
pag. 7
Capitolo 2
Il processo di mobilità Professionale
Vademecum per l’accompagnamento/inserimento
al lavoro per lavoratori stranieri
pag. 11
Capitolo 3
Modello di analisi del Mercato del Lavoro
pag. 17
Capitolo 4
Modello e procedura di selezione e counselling
4.1 - Il tirocinio
4.2 - Approfondimenti formativi
4.3 - Inserimento lavorativo assistito
pag. 22
pag. 31
pag. 33
pag. 36
Capitolo 5
Modello di Mediazione Domanda/Offerta
pag. 42
Appendice
Il contesto normativo e legislativo di riferimento
Le Buone Prassi rilevate nell’ambito delle attività di Obiettivo Lavoro
Modello di didattica “Lingua Italiana”
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Acquisizione di servizi per la promozione dell’integrazione sociale e lavorativa di cittadini stranieri adulti sul territorio regionale
Introduzione
________________________________________________________________________
Nella fase di progettazione e definizione della proposta progettuale alla Regione
Emilia-Romagna, tre idee fondamentali hanno animato il nostro lavoro:
1)
osservare per anticipare;
2)
agire sulle competenze, agire sull’ascolto;
3)
pianificare insieme.
Abbiamo pertanto operato su queste tre direttrici per approfondire e rendere operative le 8
piste di lavoro oggetto della gara d’appalto.
Osservare per anticipare ……
I lavoratori stranieri presenti in Emilia-Romagna costituiscono una grande risorsa per il
sistema produttivo regionale e per il suo sviluppo. I processi di inserimento professionale
tuttavia restano un punto delicato e inesplorato del processo d’inclusione sociale
nonostante si individui come passaggio-chiave nell’integrazione. La tematica
dell’immigrazione relazionata al mondo del lavoro sta ricevendo, negli ultimi anni, sempre
più spazio all’interno del dibattito socio-economico. Le forze imprenditoriali invocano con
sempre più forza la necessità di manodopera immigrata, per ricoprire, tuttavia, spazi e
lavori che – come si è mostrato - gli italiani, giovani o disoccupati, sempre meno sono
disposti ad accettare. Lavori pesanti, dequalificati, mal pagati a cui spesso è associato un
basso valore sociale, sembrano così risultare l’unico sbocco per l’immigrato giunto nella
nostra regione, indipendentemente dalla cultura e dalle potenzialità di cui egli è portatore.
Emerge con forza la contraddizione tra un percorso volto alla costruzione di una società
multiculturale e la costrizione dell’immigrato nel cosiddetto “mercato secondario del
lavoro”. In definitiva, il passo più urgente da compiere è quello di conoscere e approfondire
la nostra consapevolezza circa la situazione dei lavoratori stranieri al fine di migliorare il
livello, il genere, la stabilità del lavoro dei cittadini stranieri che si sono stabiliti sul nostro
territorio. Si tratta di un aspetto che non può che favorire la qualità del nostro vivere civile,
ma anche del nostro sistema produttivo.
Agire sulle competenze, agire sull’ascolto ……
Una grande risorsa della persona è costituita dalle competenze che può attivare e
sviluppare. Esse sono una ricchezza da mettere in gioco e, se adeguatamente riconosciute
e valorizzate, rappresentano la possibilità di migliorare la qualità e stabilità del lavoro. Con
gli stranieri si devono osservare alcune particolarità. Anzitutto molti di loro hanno un
proprio bagaglio di competenze, maturate nel paese di origine tramite percorsi scolastici,
formativi o lavorativi. Per tante ragioni sono pochissimi quelli che chiedono un
riconoscimento dei propri titoli. Al primo posto nel progetto migratorio delle persone vi è
quasi sempre la ricerca di un lavoro per vivere: nella maggior parte dei casi occorre
un’occupazione qualsiasi e presto. Si trova posto sempre negli stessi ambiti, nel cosiddetto
mercato secondario del lavoro, se non in nero. Tuttavia, una volta resa più stabile la
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Acquisizione di servizi per la promozione dell’integrazione sociale e lavorativa di cittadini stranieri adulti sul territorio regionale
permanenza nel territorio, anche per gli stranieri si deve dare la possibilità di migliorare la
propria condizione lavorativa. Si deve poter contare su percorsi formativi flessibili e
personalizzati per disoccupati e occupati, affinché sia possibile sviluppare competenze
orientate al miglioramento della qualità e della stabilità del lavoro.
Contemporaneamente occorre ragionare anche nell’ottica della presa in carico globale
delle persone, che significa anzitutto capacità di attivare la competenza dell’ascolto.
L’ascolto costituisce spesso già il primo passo per uscire dal disagio: in un dialogo con un
operatore ben preparato, la persona chiarisce le esigenze e individua le prime modalità di
reazione e comincia un personale percorso di risoluzione. Per gli stranieri in questi anni si
è reso necessario un approccio specialistico, maggiormente in grado di fare fronte a
richieste diversificate e alle quali occorre dare risposta e avvalersi in questo senso di
un’efficace rete sul territorio, una serie di servizi sui quali poter contare.
Questi servizi, ed i servizi in generale, sono tanto più validi quanto più agiscono in rete.
Questa modalità di lavoro è preziosa e in linea con le politiche regionali in materia di
integrazione. Infatti condividiamo l’affermazione che si debba “evitare la costruzione di un
sistema di welfare parallelo, o comunque di interventi separati per gli stranieri, perché
crediamo che occorra qualificare il sistema di servizi abitativi, sociali, scolastici e sanitari
per tutti, con una particolare attenzione alle specificità linguistiche, culturali e religiose di
cui anche i cittadini stranieri sono portatori”.
Pianificare insieme …..
È dunque necessario lavorare insieme. Integrare reciproche competenze a servizio
dell’utenza è il modo per eccellenza, la forma più valida e corretta di porsi nei confronti
delle persone che devono essere “servite” dal nostro lavoro. Difficile talvolta è attuare e
realizzare collaborazioni che abbiano davvero questo stile e questo scopo. Tuttavia è
indispensabile mettersi alla ricerca delle competenze mancanti. Non si sa fare tutto e molti
fanno già bene alcuni servizi che non sono nella nostra tradizione o nella nostra mission
L’inclusione o meglio, la costruzione di una società multiculturale, è un’importante sfida
che non può essere affidata a singoli interventi settoriali, ma è frutto di una strategia
basata su progetti unitari e integrati, raccordando diversi livelli di responsabilità, come pure
le risorse e capacità che ogni soggetto istituzionale e sociale è in grado di esprimere. In
questo senso, “la programmazione deve assumere una forte connotazione territoriale, che
preveda il coinvolgimento non solo dei diversi centri di responsabilità, ma anche dei
soggetti locali e possibilmente, dei destinatari degli interventi”. Ciò permetterà di finalizzare
meglio le scelte e condividere in modo chiaro le responsabilità.
Sulla base di questo “scenario” di fondo si sono articolate e sviluppate le 8 attività oggetto
della gara d’appalto. Naturalmente, come sempre accade quando si affronta “sul campo”
un tema delicato ed importante, ci sono stati alcuni lievi cambiamenti di direzione; lievi in
termini di rispondenza al progetto originario, ma importanti per le risultanze e le indicazioni
che hanno prodotto.
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Acquisizione di servizi per la promozione dell’integrazione sociale e lavorativa di cittadini stranieri adulti sul territorio regionale
Capitolo 1
La sintesi del progetto
________________________________________________________________________
Il progetto dal titolo “Acquisizione di servizi per la promozione dell’integrazione sociale e
lavorativa di cittadini stranieri adulti sul territorio regionale” è articolato in 8 attività fra loro
collegate e complementari.
La modalità con cui il RTI ha affrontato, la progettazione prima, la realizzazione delle
attività poi, è stato quello di seguire le tre piste di lavoro (in coerenza con le indicazioni
regionali) delineate nel capitolo introduttivo. Nelle pagine successive viene riportato
graficamente il disegno dell’intervento.
La proposta progettuale (così come richiesto dal capitolato tecnico, art. 2 “Caratteristiche
delle attività richieste” ) è stata articolata in 8 attività, fra loro integrate, finalizzate a
supportare l’ente regionale nella successiva elaborazione di piste di lavoro a favore
dell’integrazione socio-lavorative delle persone straniere e della loro stabilizzazione sul
mercato del lavoro.
La fisionomia del “lavoratore straniero” si è modificata nel corso degli anni: oltre ai cittadini
alla ricerca di un primo rapido inserimento professionale, si è aggiunta un’utenza nuova,
fatta di stranieri residenti da più tempo in Regione, desiderosi di veder riconosciute le
proprie competenze, animati dalla volontà di frequentare percorsi più qualificati per
migliorare la propria posizione, la qualità e la stabilità del loro lavoro. Inoltre, nel corso del
tempo, è cresciuta notevolmente anche la popolazione femminile: le attività per le donne
ha avuto uno sviluppo considerevole, in particolare sul fronte dell’orientamento e del
sostegno al lavoro (e alla conciliazione dei tempi) oltre che nell’ambito della qualificazione
e dell’inserimento professionale.
Per di più l’azione per gli stranieri si è andata sempre più delineando come attività di
“confine” tra politiche del lavoro e politiche sociali, con la considerazione
dell’interdipendenza dei due aspetti nella determinazione delle condizioni di vita delle
persone immigrate. In altre parole, in questi anni è stato sempre più necessario agire sul
fronte dell’integrazione sociale parallelamente a quello dell’integrazione lavorativa.
Occuparsi di formazione professionale col tempo ha significato uscire dalla logica del
singolo percorso professionalizzante. Sempre più ad un ente di formazione e/o ad
un’agenzia per il lavoro è richiesto di interpretare l’insieme delle esigenze della persona
che vi accede, perché il successo formativo/di inserimento lavorativo più spesso consiste
nel trovare chiavi di risoluzione ad una molteplicità di problemi che si dimostrano solo
apparentemente secondari per l’integrazione lavorativa.
Se questo è vero per ogni individuo, lo è ancora di più quando ci si trova di fronte a
persone che esprimono uno svantaggio rispetto ad altre. Così è per gli stranieri
extracomunitari, o almeno, per quella parte non indifferente di essi che si dimostra in
difficoltà a comprendere come agire ed esprimersi nella nostra cultura, nella nostra
organizzazione del lavoro, nella nostra lingua. Non si tratta certo di una novità, ma nuova è
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Acquisizione di servizi per la promozione dell’integrazione sociale e lavorativa di cittadini stranieri adulti sul territorio regionale
l’entità del fenomeno, la continua crescita delle relazioni con tali persone e con le loro
esigenze, l’incremento della domanda di prestazioni.
Restringendo un po’ di più il campo di azione, oltrepassate le difficoltà determinate dal
distacco dal contesto familiare e dall’insediamento in un altro Paese, ed affrontati i confini
delle diverse culture, degli usi, dei costumi, delle difficoltà linguistiche vi sono anche
problemi più specifici da affrontare, che determinano strategicamente il livello di
integrazione: il supporto informativo/consulenziale alla Persona/alle Imprese che sono
disponibili ad inserirle, la valutazione della congruità del progetto individuale di formazione/
inserimento lavorativo rispetto al contesto produttivo di riferimento, la valutazione oggettiva
delle competenze professionali e delle specifiche legate alla/alle posizioni disponibili, le
abilità peculiari e trasversali necessarie/utili alla copertura delle attività di processo, lo stile
comportamentale preferito da una determinata azienda, la sua struttura organizzativa ed il
suo atteggiamento verso il “potenziale inserimento del Lavoratore immigrato”.
In questa ottica diventano fondamentali elementi come:
• il dialogo e la collaborazione fra soggetti
• l’approccio globale
• il rapporto ed il dialogo con il sistema delle imprese.
Seguendo queste tre direttrici il RTI ha sviluppato le attività richieste all’interno del
capitolato, agendo sulle specifiche competenze e ruoli.
Di seguito presentiamo l’insieme delle 8 attività previste, una breve sintesi ed il contributo
di ogni soggetto alla sua realizzazione.
Attività
Attività n. 1
Analisi dei processi di inserimento
lavorativo e sviluppo professionale degli
stranieri nel mercato del lavoro regionale,
in riferimento alle principali dinamiche
settoriali e distrettuali, compreso il settore
cooperativo.
Attività n. 2
Analisi delle principali buone pratiche
sviluppate a livello regionale per
l’integrazione sociale e lavorativa, con
particolare riferimento alle esperienze
maturate
dalle
PS
dell’Iniziativa
Comunitaria Equal e ad altri progetti e
azioni innovative.
Risultato atteso
Partner
referente
Report
relativo
alle
dinamiche
evolutive
dell’occupazione straniera e
AECA
dei relativi bisogni formativi
e di servizi, nei principali
settori
e
distretti
dell’economia regionale.
Report relativo alle buone
AECA
pratiche e alle condizioni di
PLAN
riproducibilità e trasferibilità.
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Acquisizione di servizi per la promozione dell’integrazione sociale e lavorativa di cittadini stranieri adulti sul territorio regionale
Attività n. 3
Costruzione e sperimentazione di
strumenti e procedure operative per
l’erogazione di servizi integrati di
adattabilità,
stabilizzazione
e
qualificazione sul lavoro (orientamento,
analisi delle competenze, formazione e
qualificazione sul lavoro, servizi di
sostegno e accompagnamento allo
sviluppo professionale, servizi di
conciliazione) rivolti a stranieri occupati.
Attività n. 4
Sperimentazione di accordi territoriali, reti
e sedi di coordinamento permanente tra
EE.LL., imprese e parti sociali, per la
governance
dei
processi
di
stabilizzazione e adattabilità dei lavoratori
stranieri in azienda e sperimentazione di
protocolli per la pre-formazione e la
preparazione all’ingresso di cittadini
stranieri comunitari.
Attività n. 5
Sviluppo di servizi territoriali, integrabili
nella pianificazione di zona, in
collaborazione con gli EE.LL. e il sistema
territoriale di istruzione ed educazione
permanente.
Attività n. 6
Costruzione e sperimentazione di modelli
operativi per l’erogazione di servizi
integrati di inserimento lavorativo
(orientamento, analisi delle competenze,
formazione e servizi di sostegno
all’inserimento) rivolti a persone straniere
in specifica condizione di svantaggio nel
mercato del lavoro.
Attività n. 7
Attività di scambio e diffusione delle
migliori prassi operative in materia di
Modello
operativo
di
intervento (anche articolato,
AECA
e comunque comprensivo di
Obiettivo
descrittori di processo,
Lavoro
metodologie, strumentazioni
operative).
Definizione
e
sperimentazione attuativa di
almeno 2 accordi territoriali
AECA
o reti o tavoli permanenti di
Obiettivo
coordinamento,
in
Lavoro
altrettante
province
o
distretti
produttivi
del
territorio regionale.
Progettazione
e
sperimentazione di almeno
due servizi territoriali a
partire dalla valorizzazione
degli esiti di esperienze
AECA
positive già attivate al fine di
incrementarne
la
riconoscibilità, la fruibilità e
l’integrazione con gli altri
servizi territoriali.
Un modello operativo di
intervento (anche articolato,
AECA
e comunque comprensivo di
Obiettivo
descrittori di processo,
Lavoro
metodologie, strumentazioni
operative).
Report contenente buone
pratiche rilevate a livello AECA
transnazionale e regionale.
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Acquisizione di servizi per la promozione dell’integrazione sociale e lavorativa di cittadini stranieri adulti sul territorio regionale
formazione, inserimento lavorativo ed
alfabetizzazione dei cittadini stranieri con
significative realtà dei paesi europei.
Attività n. 8
Costruzione e sperimentazione di
protocolli per la pre-formazione e la
preparazione all’ingresso di cittadini
stranieri comunitari.
Studio di fattibilità per la
AECA
sottoscrizione
di
un
Obiettivo
protocollo con un paese
Lavoro
straniero.
Il presente volume contiene indicazioni operative da adottare nei confronti delle persone
straniere in cerca di un inserimento lavorativo. Le linee di lavoro sono state elaborate a
partire dalle esperienze realizzate all’interno del partenariato, nello specifico dal partner OL
(infatti in appendice vengono riportate buona pratiche di Obiettivo Lavoro). Il lavoro di
questi mesi, fatti di confronto e scambio all’interno del partenariato, ma anche di riflessioni
ed approfondimenti con le associazioni di stranieri e con altre organizzazioni, ci ha
permesso di elaborare la seguente proposta, che contiene indicazioni estremamente
operative. Riteniamo che alcune procedure di lavoro potrebbero essere interessanti anche
per i Centri per l’Impiego che svolgono un ruolo fondamentale nel supportare le persone
straniere nel difficile processo di inserimento lavorativo.
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Acquisizione di servizi per la promozione dell’integrazione sociale e lavorativa di cittadini stranieri adulti sul territorio regionale
OSSERVARE PER ANTICIPARE ……………………………
Attività 1 - Analisi dei processi di inserimento lavorativo e sviluppo professionale degli stranieri nel
mercato del lavoro regionale, in riferimento alle principali dinamiche settoriali e distrettuali, compreso il
settore cooperativo.
Attività 2- Analisi delle principali buone pratiche sviluppate a livello regionale per l’integrazione
sociale e lavorativa, con particolare riferimento alle esperienze maturate dalle PS dell’Iniziativa
Comunitaria Equal e ad altri progetti ed azioni innovative.
Attività 7- Attività di scambio e diffusione delle migliori prassi operative in materia di formazione,
inserimento lavorativo ed alfabetizzazione dei cittadini stranieri con significative realtà dei paesi
europei.
PIANIFICARE
INSIEME
Attività 4 - Sperimentazione di
accordi territoriali, reti e sedi di
coordinamento
permanente
tra
EE.LL., imprese e parti sociali, per la
governance
dei
processi
di
stabilizzazione e adattabilità dei
lavoratori stranieri in azienda e
sperimentazione di protocolli per la
pre-formazione e la preparazione
all’ingresso di cittadini stranieri
comunitari.
AGIRE SULLE COMPETENZE, AGIRE SULL’ASCOLTO ……….
Attività 3 - Costruzione e sperimentazione di strumenti e procedure operative per l’erogazione di servizi
integrati di adattabilità, stabilizzazione e qualificazione sul lavoro (orientamento, analisi delle competenze,
formazione e qualificazione sul lavoro, servizi di sostegno e accompagnamento allo sviluppo professionale)
rivolti a stranieri occupati.
Attività 8 - Costruzione di protocolli
per la pre-formazione e la
preparazione all’ingresso di cittadini
stranieri comunitari.
Attività 5 - Sviluppo di servizi territoriali, integrabili nella pianificazione di zona, in collaborazione con gli EE.LL.
e il sistema territoriale di istruzione ed educazione permanente.
Attività 6 - Costruzione e sperimentazione di modelli operativi per l’erogazione di servizi integrati di inserimento
lavorativo (orientamento, analisi delle competenze, formazione e servizi di sostegno all’inserimento) rivolti a
persone straniere in specifica condizione di svantaggio nel mercato del lavoro.
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Acquisizione di servizi per la promozione dell’integrazione sociale e lavorativa di cittadini stranieri adulti sul territorio regionale
Capitolo 2
Il processo di mobilità professionale
Vademecum per l’accompagnamento/inserimento al lavoro per lavoratori stranieri
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In una società proiettata verso la globalizzazione dell’economia, della comunicazione e
della cultura, nel nuovo villaggio mondiale fatto di uomini e donne solo formalmente uguali,
sembra essere paradossalmente sempre più difficile, nelle nostre città, accettare la
diversità, costruire la convivenza con persone di culture e tradizioni diverse.
La figura dello straniero nell’immaginario collettivo viene sempre più frequentemente
associata alla delinquenza, alla marginalità sociale ai problemi di ordine pubblico e questo
accade ancor più oggi quando la questione sicurezza viene spesso risolta con facili e
intolleranti equazioni; la distanza, la diversità non si misura più in termini geografici,
geopolitici, di appartenenza ad altre comunità, ma in termini di distanza sociale, ossia di
possibilità di accesso alle risorse, differenze di reddito, di modello culturale di abitudini.
Tutte le società mature dell’Occidente si stanno confrontando da anni con i problemi
dell’integrazione sociale, culturale e economica dei cittadini stranieri.
La presenza immigrata non è più integrata, ordinata e in qualche modo resa “invisibile”
dall’inserimento nel circuito della produzione industriale, come nella precedente fase di
sviluppo; al contrario, oggi tale presenza risulta diffusa nella società, dispersa negli
innumerevoli interstizi della sua economia dalla quale emerge sempre più una domanda di
lavoro estremamente flessibile e poco qualificato, che i cittadini italiani non sono più
disponibili a soddisfare.
Questa diffusione capillare nel tessuto economico tende a mantenere una larga fetta della
popolazione immigrata in condizioni di marginalità; in altri termini, all’inserimento
economico, quando c’è, spesso non corrisponde un inserimento sociale (abitativo e
relazionale, equivalente).
In uno scenario di questo genere, la presenza immigrata tende a generare bisogni
straordinari che si traducono in pressanti domande di intervento rivolte alle istituzioni locali.
L’immigrazione attuale, rappresenta nel territorio un “nodo complesso”, mentre fino al
decennio scorso, la funzione di integrazione era svolta in buona parte dai meccanismi
naturali del mercato, oggi, sempre più, l’inclusione sociale e professionale si presenta
quale l’obiettivo di specifiche politiche pubbliche.
Orientamenti metodologici
L’organizzazione di servizi e dispositivi per la mobilità professionale efficaci ed efficienti a
livello territoriale richiede di valutare due aspetti della questione immigrazione.
Il primo aspetto riguarda la necessità di attivare strategie che sappiano governare la
bidimensionalità del fenomeno immigrazione l’una socioeconomica, l’altra culturalesimbolica, ovvero realizzare interventi che abbiano lo spessore e le potenzialità, da un lato
di promuovere e sviluppare una progettualità interculturale orientata all’accettazione e alla
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Acquisizione di servizi per la promozione dell’integrazione sociale e lavorativa di cittadini stranieri adulti sul territorio regionale
valorizzazione delle differenze, dall’altro di fronteggiare le cause strutturali di marginalità di
molti cittadini stranieri : lingua, lavoro, casa, salute.
In secondo luogo risulta determinante, sviluppare una progettualità a livello territoriale,
questo nella consapevolezza che sono proprio gli interventi messi in atto a livello locale
che producono i maggiori e più diretti effetti sulle condizioni di vita delle persone
immigrate, sulla qualità della loro esistenza, e quindi anche sul tipo di relazioni che queste
possono stabilire con la società di accoglienza e che per tutti questi motivi la dimensione
locale, specialmente nelle politiche per l’immigrazione, appare dotata di un elevato grado
di strategicità e può rappresentare realmente un laboratorio per il livello nazionale.
Il lavoratore straniero portatore di un bisogno globale, poco padrone della lingua e delle
conoscenze giuridiche-amministrative che governano la nostra società è spesso poco
attrezzato per orientarsi all’interno dell’offerta di servizi diversi e per individuare gli
interlocutori più adatti.
Questo evidenzia la necessità di meglio definire/condividere/modellizzare i percorsi di
accesso a servizi dei sistemi lavoro e formazione, in un’ottica di fluidificazione dell’incontro
tra domanda (esplicitazione di un bisogno) e offerta (lettura del bisogno stesso e
costruzione di una possibile risposta), rendendoli visibili e di facile lettura anche per
l’immigrato e i datori di lavoro interessati.
Le finalità generali da perseguire sono:
1. superare un modello culturale, peraltro obsoleto, di semplice assimilazione dei cittadini
stranieri nella società di accoglienza per promuovere un’integrazione degli immigrati
nel tessuto locale secondo un approccio interculturale al fenomeno, finalizzato allo
sviluppo di una convivenza multietnica, basata sull’accettazione e sulla valorizzazione
delle differenze.
2. Sviluppare un approccio integrato, che riesca a combinare professionalità, strumenti e
livelli diversi così come le dimensioni e la complessità del fenomeno migratorio
richiedono, in questa prospettiva risulterà determinante attivare forme di
coordinamento efficienti orientate a superare la meccanica logica dell’invio.
3. Consolidare le reti con i servizi che i territori attivano in materia di lavoro, formazione e
socialità.
La rete locale per l’inclusione sociale e professionale
La complessità della società e dei mutamenti che la stanno attraversando comportano
inevitabilmente un processo di de-strutturazione non necessariamente negativo, di
esaltazione di nuovi mondi vitali, di valorizzazione delle soggettività e del protagonismo di
più attori che non sono più solo quelli istituzionali tradizionali.
Questo nuovo scenario, se governato da una opportuna strategia delle connessioni, non
implica una frammentazione delle strategie, bensì la liberazione nella comunità locale di
risorse differenziate per un approccio non univoco, ma complessivo e organico al
fenomeno migratorio.
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Acquisizione di servizi per la promozione dell’integrazione sociale e lavorativa di cittadini stranieri adulti sul territorio regionale
Un approccio che prescinde dall’attivazione di un lavoro di rete, finalizzato allo sviluppo di
legami sociali di diversa natura (comunicativi, collaborativi, cooperativi) con i diversi attori
istituzionali e non che operano a diverso titolo nel campo delle politiche di integrazione e
dal potenziamento delle risorse della comunità locale attorno a indirizzi progettuali
condivisi.
L’attivazione di una strategia delle connessioni e la costruzione di una lettura sistemica del
territorio in cui ci si trova ad operare rappresentano scelte coerenti con le esigenze dello
sviluppo del mercato del lavoro, ovvero la rappresentazione di una comunità che
organizza le risposte ai bisogni emergenti in primo luogo attivando le risorse presenti e
coinvolgendo gli attori locali in una rete di rapporti e relazioni che valorizzino le capacità e
le competenze di ciascun soggetto.
Premessa generale al modello di accompagnamento/inserimento
Il percorso di accompagnamento/inserimento al lavoro per lavoratori stranieri proposto nel
contesto della Regione Emilia Romagna, si sviluppa sostanzialmente in quattro tappe che
rappresentano i momenti essenziali di tale percorso.
Mobilità professionale
Modello di analisi del Mercato del Lavoro
Modello e procedura di selezione e counselling
Modello e procedura mediazione D/O
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Acquisizione di servizi per la promozione dell’integrazione sociale e lavorativa di cittadini stranieri adulti sul territorio regionale
L’obiettivo di tale modello è:
rilevare i settori emergenti ed evidenziare le figure professionali che li
rappresentano;
analizzare le figure specifiche dei processi di trasformazione nei quali sono inserite;
favorire un sistema standard di rilevazione dei fabbisogni che può anche essere a
sostegno dei servizi per l’impiego delle Province Emiliane-Romagnole
L'anticipazione dei fabbisogni professionali di istituzioni ed imprese al fine di orientare le
politiche di istruzione e formazione professionale in un contesto tecnologico e produttivo in
rapida trasformazione si presenta come una delle priorità strategiche dei governi locali ed,
al tempo stesso, come una delle attività più problematiche dal punto di vista delle modalità
di rilevazione.
Il moltiplicarsi delle strutture, delle banche dati, delle ricerche sul mercato del lavoro a
livello regionale, provinciale e locale ha messo a disposizione degli operatori politici,
economici e sociali una grande massa di informazioni spesso, peraltro, al di fuori di un
approccio sistematico che consenta una valutazione integrata dei dati per individuare gli
squilibri attuali e prospettici tra domanda ed offerta di lavoro e progettare adeguate
politiche di formazione ed orientamento e di servizi da erogare ai cittadini ed alle imprese
nel contesto dei servizi per l’impiego.
Il modello proposto di rilevazione dei fabbisogni professionali e formativi mira, partendo
dalle informazioni disponibili a livello provinciale e locale sulla situazione attuale e
prospettica del mercato del lavoro provinciale, ad individuare i settori in cui maggiori sono
le tensioni generate dallo squilibrio tra quantitativo e qualitativo tra domanda ed offerta di
lavoro.
Il modello è finalizzato ad elaborare conoscenze utili ai processi decisionali degli attori
istituzionali, sociali e del sistema formativo in riferimento a:
- evoluzione del mercato del lavoro locale alla luce delle tendenze dello sviluppo locale
a medio-lungo termine;
- ambiti produttivi per i quali si ritiene necessario predisporre e realizzare azioni di
sviluppo del sistema formativo e del mercato del lavoro;
- figure professionali di cui imprese, enti ed organizzazioni degli ambiti individuati
ritengono di aver bisogno per il proprio sviluppo competitivo;
- competenze professionali che si ritiene necessario potenziare anche ai fini del
miglioramento dell'occupabilità dei lavoratori.
La seconda tappa è rappresentata dal modello di preselezione al quale va
indissolubilmente connesso il counselling.
L’attività di counselling non va intesa nella prospettiva del bilancio di competenze, ma
nella prospettiva della selezione. Infatti, come si vedrà più sotto, gli strumenti messi a
disposizione mirano ad individuare se il candidato ha le competenze di base e tecniche,
nonché le risorse motivazionali per l’inserimento in un contesto produttivo altro rispetto a
quello del paese di origine.
14
Acquisizione di servizi per la promozione dell’integrazione sociale e lavorativa di cittadini stranieri adulti sul territorio regionale
L’attività di pre-selezione e di counselling può avere come output o l’inserimento lavorativo
assistito o un’attività formativa legata alla lingua italiana per rafforzare evidenti lacune in
questa specifica ed essenziale disciplina.
Fabbisogno professionale
Pre-selezione
Counselling
Formazione
Tirocinio
Inserimento lavorativo
Accompagnamento/inserimento
al lavoro
Su un piano più squisitamente sociale l’individuazione e la messa a punto di una
procedura standard per l’inserimento lavorativo assistito di lavoratori provenienti da Paesi
stranieri va letto nel tentativo di fornire tutti gli strumenti per riuscire ad incrociare le
legittime aspettative delle imprese con quelle dei lavoratori che devono essere posti nelle
condizioni di lavorare in contesti per i quali sono professionalmente, culturalmente e
socialmente predisposti e preparati.
In questa prospettiva la pre-selezione diviene il ganglio essenziale in un sistema
“complesso” che se non correttamente alimentato rischia di generare dinamiche
ulteriormente complesse e problematiche.
Infatti, il tessuto sociale di inserimento non può essere meno preparato all’accoglienza
delle imprese e ciò non può avvenire senza l’inserimento di lavoratori che siano stati
selezionati non solo per le abilità professionali, ma anche per le capacità di sostenere e
sopportare l’inserimento sociale in un contesto culturale altro da quello di provenienza.
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Acquisizione di servizi per la promozione dell’integrazione sociale e lavorativa di cittadini stranieri adulti sul territorio regionale
Per questo, non si può prescindere dal lavoro cooperativo di soggetti differenti per interessi
e sensibilità e dal coinvolgimento fattivo di partner esteri preventivamente identificati.
L’attività di pre-selezione, alla quale è indissolubilmente congiunta l’attività di counselling è
stata immaginata per valutare abilità, competenze ed attitudini di cittadini che accanto alle
indispensabili competenze professionali devono dimostrare anche motivazione e capacità
di adattamento ad un contesto sociale differente da quello di origine.
Al termine del percorso di selezione, dopo un attività di counselling per definire insieme al
candidato il suo progetto personale, sono possibili tre differenti outcome:
approfondimenti formativi;
tirocinio;
inserimento lavorativo assistito.
Queste attività, pur nelle loro differenze, sono tutte orientate alla crescita socioprofessionale del candidato al di fuori del contesto d’origine.
Pertanto gli approfondimenti formativi, soprattutto per quanto concerne la lingua italiana
sono tesi all’acquisizione di una lingua viva il cui utilizzo aiuti il candidato tanto nei contesti
professionali quanto in quelli della quotidianità.
Il tirocinio, sfruttando le possibilità offerte dalla norma, consente ai cittadini stranieri di
inserirsi nel contesto lavorativo di riferimento in maniera più snella e semiprotetta. Infine
l’attività di inserimento lavorativo assistito accompagna il cittadino straniero nel nostro
paese e nel nuovo lavoro che abbraccia.
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Acquisizione di servizi per la promozione dell’integrazione sociale e lavorativa di cittadini stranieri adulti sul territorio regionale
Capitolo 3
Modello di analisi del Mercato del Lavoro
________________________________________________________________________
Rilevazione ed analisi dei settori produttivi provinciali
Di concerto con i soggetti preposti e in coerenza con gli strumenti già utilizzati saranno
esaminati gli andamenti economici a livello Provinciale dei settori più rilevanti
inquadrandoli nella più vasta dimensione regionale, nazionale ed internazionale.
Le analisi compiute saranno utilizzate per compilare delle Schede Informative di Settore
che potranno essere utilizzate dagli operatori dei servizi nelle attività quotidiane di
erogazione dei servizi.
Definizione dei sistemi professionali
Avvalendosi dei repertori di figure professionali di riferimento dei settori disponibili a livello
nazionale verranno definiti i sistemi professionali che presidiano le imprese dei settori in
questione che operano nella provincia di riferimento.
Si metteranno a disposizione degli operatori della provincia delle schede sintetiche che
individuano con esattezza le caratteristiche delle figure professionali idonee al presidio
delle attività di trasformazione di ciascuno dei settori presi in considerazione.
Le figure professionali così individuate saranno descritte in termini sintetici in riferimento
alle attività/prestazioni distintive che sono chiamate a realizzare nei diversi contesti
professionali.
Le schede descrittive dei sistemi professionali costituiranno oggetto di validazione da
parte di un gruppo di referenti espressioni delle parti sociali che operano nel settore.
Un modello di rilevazione dei fabbisogni professionali
L’elaborazione della domanda di professionalità del sistema produttivo costituisce, anche
a livello europeo, una delle proprietà per l’attuazione di strategie volte a migliorare la
pertinenza degli investimenti formativi pubblici e privati.
L'anticipazione dei fabbisogni professionali di istituzioni ed imprese al fine di orientare le
politiche di istruzione e formazione professionale in un contesto tecnologico e produttivo in
rapida trasformazione si presenta come una delle priorità strategiche dei governi locali
ed, al tempo stesso, come una delle attività più problematiche dal punto di vista delle
modalità di rilevazione.
L'evoluzione sia dal punto di vista normativo ed istituzionale sia dal punto di vista
tecnologico ha determinato il moltiplicarsi delle strutture, delle banche dati, delle ricerche
sul mercato del lavoro a livello regionale, provinciale e locale.
Ciò ha messo a disposizione degli operatori politici, economici e sociali una grande
massa di informazioni spesso, peraltro, al di fuori di un approccio sistematico che
consenta una valutazione integrata dei dati per individuare gli squilibri attuali e prospettici
tra domanda ed offerta di lavoro e progettare adeguate politiche di formazione ed
17
Acquisizione di servizi per la promozione dell’integrazione sociale e lavorativa di cittadini stranieri adulti sul territorio regionale
orientamento e di servizi da erogare ai cittadini ed alle imprese nel contesto dei servizi per
l’impiego.
Si è ritenuto essenziale mettere a punto un semplice, ma agevolmente fruibile, “sistema
standard” per la rilevazione dei fabbisogni che possa essere continuamente implementato
dagli uffici della Provincia. Funzione fondamentale di questo sistema è quello di valutare le
skills delle diverse figure che operano nei contesti aziendali per mettere gli operatori della
provincia in grado di redigere strumenti utili alle attività di sostegno alla ricerca attiva del
lavoro (redazione di curricula e di azioni di orientamento e di bilancio delle competenze.
Scopo e campo di applicazione
Il modello è finalizzato ad elaborare conoscenze utili ai processi decisionali degli attori
istituzionali, sociali e del sistema formativo in riferimento a:
- l'evoluzione del mercato del lavoro locale alla luce delle tendenze dello sviluppo locale
a medio-lungo termine;
- ambiti produttivi per i quali si ritiene necessario predisporre e realizzare azioni di
sviluppo del sistema formativo e del mercato del lavoro;
- figure professionali di cui imprese, enti ed organizzazioni degli ambiti individuati
ritengono di aver bisogno per il proprio sviluppo competitivo;
- competenze professionali che si ritiene necessario potenziare anche ai fini del
miglioramento dell'occupabilità dei lavoratori.
Le caratteristiche
Il modello delineato presenta le seguenti caratteristiche:
- facile da apprendere e da usare;
- riduce al minimo gli oneri organizzativi per la struttura;
- è in grado di catturare anche i segnali deboli sul mercato del lavoro in vista
dell’anticipazione della domanda di professionalità;
- adotta degli standard di descrizione condivisi, in grado di consentire una
comunicazione efficace tra il sistema di governo del mercato del lavoro assicurato
dalla Provincia e dagli enti convenzionati, con il sistema produttivo ed il sistema
dell’istruzione e della formazione professionale;
- si fonda su procedure tecniche e scientifiche consolidate omogenee alle esperienze
nazionali più significative;
- si fonda su un approccio cooperativo tra istituzioni e parti sociali in modo da attribuire,
alle informazioni elaborate, sia legittimazione sociale che un elevato valore d’uso;
- utilizza, finalizzandoli allo scopo, la messe di informazioni quali-quantitative che il
sistema informativo locale produce circa l’andamento dell’economia e del mercato del
lavoro.
Il modello proposto di rilevazione dei fabbisogni professionali e formativi mira, partendo
dalle informazioni disponibili a livello provinciale e locale sulla situazione attuale e
prospettica del mercato del lavoro provinciale, ad individuare i settori più importanti per lo
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Acquisizione di servizi per la promozione dell’integrazione sociale e lavorativa di cittadini stranieri adulti sul territorio regionale
sviluppo economico della provincia e interessati da tensioni generate dallo squilibrio
quantitativo e qualitativo tra domanda ed offerta di lavoro.
Il modello proposto è costituito da un insieme di tecniche, si fonda su concetti, strumenti e
metodologie multidisciplinari che servono per interrogare periodicamente il sistema
economico territoriale con l’obiettivo di elaborare la domanda di fabbisogni professionali
che il sistema socioeconomico ritiene necessari per il suo sviluppo competitivo in un'ottica
di coesione sociale.
Il modello sarà alimentato dalle indicazioni provenienti dagli enti e dalle strutture preposte
al governo ed all’osservazione del mercato del lavoro provinciale/regionale, nonché da
processi di concertazione specificamente orientati al problema dei fabbisogni professionali
e formativi emergenti.
Descrizione delle attività
Il modello si articola in tre sezioni principali:
1. I Sezione: analisi on the desk mirata essenzialmente ad individuare le linee evolutive
dei settori produttivi della Provincia e del Mercato Locale del Lavoro. La domanda a
cui le attività previste in questa sezione devono rispondere è: “quali sono i settori
produttivi che contribuiscono alla competitività del sistema produttivo locale e che
presentano tensioni occupazionali e professionali?”
2. II Sezione: analisi sul campo mediante il coinvolgimento di testimoni privilegiati. Essa
è mirata essenzialmente a rispondere alla domanda: quali sono le figure professionali
che si renderanno necessarie per assicurare lo sviluppo competitivo delle imprese?
3. III Sezione: analisi di campo, da realizzare con una pluralità di strumenti metodologici,
mirata essenzialmente ad individuare le competenze distintive che caratterizzano le
figure oggetto di tensione occupazionale nei contesti produttivi locali.
L’attività della terza sezione è volta essenzialmente a rispondere alla domanda: “quali
sono le competenze distintive di una determinata figura che costituiscono il patrimonio
personale del lavoratore?”.
Sviluppo operativo delle attività
I sezione
Questa sezione è volta ad approfondire la conoscenza del contesto economico e sociale
di riferimento, assumendo come oggetto di indagine i singoli settori produttivi e i mercati
del lavoro che li caratterizzano.
L’azione conoscitiva si realizza mediante l’analisi on-desk della documentazione esistente,
delle banche dati e delle ricerche sull’evoluzione del sistema produttivo e del mercato del
lavoro a livello locale disponibili. L’analisi delle evoluzioni locali dovrà essere inserita
19
Acquisizione di servizi per la promozione dell’integrazione sociale e lavorativa di cittadini stranieri adulti sul territorio regionale
all’interno del contesto evolutivo regionale, nazionale, laddove possibile, anche
internazionale.
L’analisi verterà nella definizione degli scenari evolutivi dei settori produttivi che assumono
particolare rilevanza nella prospettiva dello sviluppo locale e dell’evoluzione del mercato
del lavoro, mettendo in luce in particolare, l’esistenza di squilibri sul piano occupazionale e
professionale.
Outcome: il “prodotto” di questa fase di analisi on desk è costituita da un rapporto sulle
linee evolutive del mercato del lavoro con particolare riferimento ai settori che presentano
tensione sul piano degli equilibri occupazionali e professionali.
II Sezione
La seconda sezione è finalizzata alla rilevazione e all’elaborazione del fabbisogno
professionale per i settori che presentano situazioni di criticità sul piano occupazionale e
professionale così come individuati con le attività della I fase.
La seconda sezione del modello ha lo scopo di individuare le figure professionali che
presentano una elevata criticità sul mercato del lavoro in termini di diffusione nel sistema
produttivo e di reperibilità sul mercato del lavoro locale.
L’indagine di campo può essere svolta in due fasi:
- una prima fase di indagine esplorativa da realizzare presso testimoni privilegiati scelti
nel mondo associativo delle imprese e dei lavoratori, delle istituzioni, accademico,
della ricerca, del credito ecc. ai quali somministrare un questionario semi-strutturato
per raccogliere un insieme di indicazioni di ordine generale sui fabbisogni
professionali che le imprese dei settori individuati esprimono. Obiettivo di questa
prima fase è anche quello di costituire un panel stabile da consultare periodicamente
per l’aggiornamento ed il monitoraggio sull’evoluzione del mercato del lavoro e dei
fabbisogni professionali. Il panel potrà di volta in volta essere integrato in base ad
esigenze conoscitive specifiche.
- una seconda fase basata sull’interrogazione ad un campione selezionato di istituzioni
e/o imprese appartenenti ai settori prescelti per l’indagine di campo, attraverso la
somministrazione di un questionario strutturato costruito sulla base delle indicazioni
emerse nelle fasi precedenti. Si estrarrà un campione ragionato orientato a
raccogliere indicazioni qualitative sulla composizione professionale della domanda di
lavoro attesa nei settori considerati.
Le istituzioni e le imprese da coinvolgere nell’indagine saranno individuate in base alle
indicazioni delle amministrazioni locali e delle organizzazioni datoriali sulla base dei
seguenti parametri: localizzazione, settore d’attività, dimensioni di fatturato e di dipendenti,
mercato di riferimento, capacità innovative, assetto organizzativo, rilevanza sul Mercato
del Lavoro locale.
20
Acquisizione di servizi per la promozione dell’integrazione sociale e lavorativa di cittadini stranieri adulti sul territorio regionale
Un questionario articolato in tre sezioni principali:
- parametri identificativi dell’istituzione e/o dell’impresa;
- le figure professionali di cui si esprime un fabbisogno;
- fabbisogni formativi delle imprese.
Gli obiettivi conoscitivi di questa fase possono essere realizzati adattando una molteplicità
di tecniche di ricerca ugualmente efficaci, la cui scelta dipende dalle risorse disponibili in
termini di tempo e di personale e dalla numerosità delle situazioni aziendale che si intende
coinvolgere nell’approfondimento.
Nella situazione data, si possono suggerire quattro metodologie di indagine, egualmente
efficaci e che presentano le caratteristiche di operabilità prima indicate.
- Somministrazione in presenza di un questionario strutturato ad un panel d’aziende
individuate d’intesa con le rappresentanze delle parti sociali.
- Somministrazione on-line sulla base del questionario alle imprese.
- Adozione della metodologia Delphi, con l’invio di un questionario aperto ad un panel di
esponenti delle imprese individuate.
- Organizzazione di un focus group, con un numero ristretto di esperti, con i quali
elaborare le risposte alle diverse questioni emerse nell’analisi on-desk.
III Sezione
Scopo della terza sezione del modello è quello di pervenire alla descrizione delle
competenze distintive delle figure professionali che sono state individuate come critiche
nelle attività della seconda sezione.
La metodologia proposta può essere utilizzata per la descrizione di qualsiasi altra figura
professionale compresa nei sistemi professionali dei diversi settori.
Gli obiettivi della sezione sono quelli di descrivere le competenze a cui la figura
professionale analizzata deve essere formata e definire le linee guida per la
progettazione, la strategia formativa e la certificazione delle competenze e le indicazioni
utili nell’erogazione dei servizi di orientamento e nei bilanci di competenze.
La metodologia proposta per la descrizione delle competenze è quella del “workshop”
inteso come gruppo di discussione organizzato e guidato in modo tale da produrre
conoscenze su specifiche questioni poste agli esperti che vi partecipano.
Al workshop prendono parte un numero limitato di esperti del settore di emanazione delle
imprese e del sindacato e progettisti e docenti del sistema formativo.
21
Acquisizione di servizi per la promozione dell’integrazione sociale e lavorativa di cittadini stranieri adulti sul territorio regionale
Capitolo 4
Modello e procedura di selezione e counselling
________________________________________________________________________
L’analisi del fenomeno della mobilità professionale dei lavoratori stranieri verso il nostro
paese ha evidenziato come sia rilevante il coinvolgimento delle comunità locali e dei
Servizi per l’Impiego (in senso ampio).
Si è reso, pertanto, necessario fornire un contributo nella direzione di realizzare
congiuntamente strumenti e modelli per migliorare l’efficacia dei propri servizi e per
agevolare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro.
Si rimanda oltre per una puntuale descrizione del processo di preselezione e counselling;
ci sembra sia sufficiente, qui, affermare che i materiali ed il processo indaga e sta su tre
aree fondamentali:
- competenze di base (lingua italiano, logica, etc.)
- competenze professionali
- motivazioni.
Le tre aree si intersecano e l’interscambio di informazioni consente al selezionatore di
poter valutare in maniera alquanto soddisfacente una serie di elementi che presi
singolarmente potrebbero risultare meno efficaci.
Scopo campo di applicazione
L’attività di pre-selezione, alla quale è indissolubilmente congiunta l’attività di counselling è
stata immaginata per valutare abilità, competenze ed attitudini di cittadini che accanto alle
indispensabili competenze professionali devono dimostrare anche motivazione e capacità
di adattamento ad un contesto sociale differente da quello di origine.
Descrizione delle attività
L’articolazione del percorso di selezione e i materiali ad esso connessi. esplorano le
seguenti cinque aree:
a.
informazioni generali
b.
competenze tecniche di base
c.
competenze tecniche specialistiche
d.
competenze trasversali e motivazione
e.
counselling.
Gli strumenti ad esse connessi sono del tutto operativi, il Dossier Personale riporta
sinteticamente i dati anagrafici e i risultati dei vari test del singolo partecipante alla
selezione. La scheda dei Punteggi riporta i punteggi dei singoli test.
Il manuale denominato “Schede” riporta tutti i test senza le soluzioni. Il manuale
denominato “Tempi e metodo di erogazione” riprende sinteticamente le metodologie
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Acquisizione di servizi per la promozione dell’integrazione sociale e lavorativa di cittadini stranieri adulti sul territorio regionale
sottese all’impianto della selezione e fornisce alcune indicazioni di massima sui tempi di
selezione.
Sviluppo operativo delle attività
a) Informazioni generali
I test di selezione del personale sono strutturati per consentire ai selezionatori di
raccogliere un numero di informazioni consistente, in un periodo relativamente breve.
La durata prevista per l’attività di selezione è di circa 3 ore, 2 per le prove di gruppo e 1 ora
per le prove individuali.
Si consiglia, di articolare l’attività di selezione in 2 giorni, concentrando nella prima giornata
le prove di gruppo e nella seconda i colloqui.
Attraverso il colloquio individuale di 10 minuti, il selezionatore raccoglierà informazioni di
carattere generale sul candidato, secondo la seguente articolazione:
dati anagrafici (nome, cognome, cittadinanza, ecc.)
cursus studiorum (titolo di studio, corsi di specializzazione
esperienze professionali precedenti
requisiti formativi (nel caso la selezione sia per un’attività formativa che preveda dei
pre-requisiti).
-
INFORMAZIONI
GENERALI
COLLOQUIO
DURATA
Dati
anagrafici
Cursus
studiorum
Esperienze
professionali
Requisiti
formativi
10 min.
PROVA
SCRITTA
DURATA
PROVA
PRATICA
DURATA
b) Competenze tecniche di base
Il secondo momento del percorso di selezione rileva ed analizza le Competenze Tecniche
di Base.
Le Competenze Tecniche di Base costituiscono un sapere comune a diverse posizioni
professionali e rappresentano i fondamenti per la costruzione delle Competenze Tecniche
Specifiche e Trasversali di ogni singola professione.
Le Competenze Tecniche di Base incidono per il 21,4% sulla valutazione complessiva del
candidato e la loro analisi è articolata in 3 diversi momenti di valutazione:
I. Conoscenza dell’italiano
II. Capacità manuali
III. Capacità logiche.
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Acquisizione di servizi per la promozione dell’integrazione sociale e lavorativa di cittadini stranieri adulti sul territorio regionale
I. Conoscenza dell’italiano
La valutazione del livello di competenza linguistico-comunicativa avviene attraverso la
somministrazione di una prova di grammatica, una prova di comprensione scritta e una
prova orale.
La prova di grammatica, valuta la conoscenza delle regole del sistema di codificazione e
dell’organizzazione della lingua ed incide per il 25% sulla valutazione finale delle
Competenze Tecniche di Base.
Il test prevede esercizi, da svolgere in 20 min. affrontando aspetti diversi della lingua
italiana (es., articoli, coniugazione dei verbi, preposizioni, pronomi).
A ciascuna dimensione è associata una griglia di valutazione che rimanda al Sistema di
Certificazione CILS, permettendo, così, al selezionatore di avere un quadro di riferimento
uniforme a livello europeo .
Si consiglia, di proporre tale prova per iscritto della durata complessiva di 20 minuti, il
primo giorno di selezione.
La prova di comprensione scritta, valuta la capacità di formulare pensieri e di fornire
spiegazioni circa un testo, inciderà per il 25% sulla valutazione complessiva.
Il test si compone di esercizi per una durata complessiva di 20 min. il sistema di
valutazione assegnerà valore 1 alle risposte corrette, valore 0 alle risposte errate o nulle. Il
punteggio complessivo delle prove consentirà al selezionatore di collocare il candidato
all’interno dei livelli di competenza linguistica.
La prova orale, infine, valuta la capacità di formulare enunciati e di esprimere pensieri,
emozioni e bisogni.
Ha un peso del 50% sulla valutazione delle Competenze tecniche di base.
Il colloquio, della durata di 10 min. è strutturato in prove, ordinate per grado di difficoltà.
Sarà chiesto al candidato di:
- presentarsi e di parlare di sé,
- di esprimersi su argomenti inerenti il proprio paese d’origine e la propria vita privata,
- sostenere una conversazione su un argomento a sua scelta tra quelli proposti
dall’esaminatore (ad es.descrivere una foto, parlare di un hobby, parlare di una città).
I parametri di valutazione per questa prova saranno:
Costruzione ed organizzazione della frase
Ampiezza e proprietà del lessico
Correttezza grammaticale
Parametri che devono essere correlati ai diversi livelli di competenza linguistica.
24
Acquisizione di servizi per la promozione dell’integrazione sociale e lavorativa di cittadini stranieri adulti sul territorio regionale
Un candidato potrebbe non riuscire a sostenere tutte le prove del colloquio. Sarà
l’esaminatore a decidere, di volta in volta, a seconda del livello di italiano richiesto, se il
candidato avrà o meno superato la prova.
II. Capacità manuali
La valutazione delle capacità manuali avviene, attraverso una prova pratica la cui durata
dipende dal settore di riferimento, in questa prova verrà chiesto al candidato di svolgere
attività elementari riferite allo specifico della figura del settore professionale
La prova sarà valutata, insufficiente, sufficiente o buona, secondo i seguenti parametri:
tempo di impiego
uso dell’attrezzatura
manualità espressa.
Insufficiente: 0 punti
Sufficiente: 25 punti
Buono: 50 punti
III. Capacità logiche
La valutazione delle capacità logiche si sviluppa in 3 esercizi scritti, per la durata
complessiva di 10-15 minuti.
Gli esercizi hanno lo scopo di verificare le capacità di formulare procedimenti logici corretti,
di desumere un concetto da un altro, di intuire soluzioni, non ovvie.
Ogni esercizio è composto da più items, con risposta a scelta multipla, ognuno dei quali ha
un valore di 2 punti per ogni risposta corretta.
La valutazione della prova sarà data dal punteggio accumulato dal candidato nelle tre
prove.
La griglia valutativa considera il test: insufficiente per un punteggio tra 0 e 24 punti,
sufficiente tra i 25 e i 49 e buono solo se il punteggio raggiungerà 50 punti.
N.B.: Tutti i candidati vengono sottoposti alle 3 prove anche quando una di esse dovesse
risultare insufficiente.
COLLOQUIO
COMPETENZE
TECNICHE DI
BASE
DURATA
PROVA
SCRITTA
Italiano prova
grammaticale
Italiano prova di
comprensione
scritta
DURATA
PROVA
PRATICA
DURATA
20 min.
20 min.
25
Acquisizione di servizi per la promozione dell’integrazione sociale e lavorativa di cittadini stranieri adulti sul territorio regionale
Italiano prova orale
10 min.
Capacità
logiche
15 min.
Capacità
manuali
……
c) Competenze tecniche specialistiche
Il passo successivo sarà quello di conoscere e valutare le competenze tecniche
specialistiche del candidato.
Intendendo, per competenze tecniche specialistiche, l’insieme delle conoscenze e delle
abilità connesse all’esercizio delle attività richieste dai processi di lavoro, in un ambito
professionale specifico.
La valutazione della competenze tecniche specialistiche incide del 21,4 % sulla
valutazione complessiva e si articola in 5 step: la conoscenza della terminologia tecnica in
italiano, conoscenza delle tecniche di base, conoscenze delle tecnologie e degli strumenti
di lavoro, conoscenza della normativa ed, infine, le abilità manuali.
La conoscenza della terminologia tecnica in italiano, è una prova scritta che si pone
come obiettivo quello di verificare la ricchezza del vocabolario tecnico, chiedendo al
candidato di conoscere alcuni termini tipici delle mansioni del comparto di settore.
La prova si compone di domande, con risposta a scelta multipla, da completare in 10
minuti circa.
Ogni risposta corretta ha un valore di 1 punto e la valutazione avviene secondo questa
griglia:
da 0 a 4 risposte corrette: insufficiente
da 5 a 7 risposte corrette: sufficiente
da 8 a 10 risposte corrette: buono.
Il test inerente alle conoscenze tecniche specialistiche chiede, al candidato, di
conoscere i “materiali” e la procedura per preparare il proprio lavoro.
La completezza delle informazioni e la descrizione della giusta procedura, consentiranno al
selezionatore di considerare corretta la risposta.
La valutazione seguirà la seguente griglia:
0-1 risposte complete: insufficiente
2 risposte complete: sufficiente
3 risposte complete: buono.
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Acquisizione di servizi per la promozione dell’integrazione sociale e lavorativa di cittadini stranieri adulti sul territorio regionale
La conoscenza delle tecnologie e degli strumenti di lavoro avviene attraverso una
prova scritta di 15 minuti, formata da 10 items con risposta a scelta multipla riguardanti la
conoscenza di alcune buone prassi di lavoro.
Ogni risposta esatta vale 1 punto; la somma dei punti sarà, così, valutata:
0-4 risposte corrette: insufficiente
5-7 risposte corrette: sufficiente
8-10 risposte corrette: buono.
La conoscenza delle normative, valuta quanto il candidato conosce le leggi e le norme.
Il test è composto da 7 domande, a scelta multipla, da completare in un tempo massimo di
10 minuti. Ogni risposta corretta ha valore di 1 punto e la valutazione della prova avviene
secondo questa griglia valutativa:
0-3 risposte corrette: insufficiente
4-5 risposte corrette: sufficiente
6-7 risposte corrette: buono.
La valutazione delle abilità manuali avviene, attraverso una prova pratica della durata di
15/20 min., nella quale viene chiesto al candidato di compiere un’attività tra quelle
proposte dal test.
La prova sarà valutata dal selezionatore, insufficiente, sufficiente o buona, secondo i
seguenti parametri:
- tempo di impiego
- uso dell’attrezzatura
- manualità espressa.
La valutazione delle abilità manuali nel punteggio complessivo è, così, trasformata:
- insufficiente: 0 punti
- sufficiente: 15 punti
- buono :
30 punti
COLLOQUIO
COMPETENZE
TECNICHE
SPECIALISTICHE
DURATA
PROVA
SCRITTA
Prova
Terminologia
tecnica
Conoscenze
tecniche
Strumenti di
lavoro
Normative
DURATA
PROVA
PRATICA
DURATA
10 min.
10 min.
15 min.
10 min.
Prova
pratica
dai 15
ai 20
min.
27
Acquisizione di servizi per la promozione dell’integrazione sociale e lavorativa di cittadini stranieri adulti sul territorio regionale
d) Competenze trasversali e motivazione
L’attività di selezione, infine, prende in esame le competenze trasversali, definibili come
conoscenze ed abilità che entrano in gioco nelle diverse situazioni lavorative e consentono
al soggetto di trasformare i saperi in comportamenti lavorativi efficaci in contesti specifici.
Le competenze trasversali occupano il 21,4 % della valutazione complessiva del candidato
e la loro analisi considera i seguenti fattori:
- precisione e rispetto dei tempi
- organizzazione del proprio lavoro
- prendere decisioni
- capacità relazionali
- cooperazione
- disponibilità turni/notti/giorni festivi
- disponibilità a lavorare in ambiente particolare.
Si consiglia di valutare le competenze trasversali, il secondo giorno di selezione, attraverso
colloquio o prova scritta.
Per ognuna delle aree di competenza si assegna un punteggio che va da 0 a 5, secondo la
seguente tabella:
non si applica 0
molto basso
1
basso
2
intermedio
3
alto
4
molto alto
5.
La somma dei valori delle 7 aree sarà, così, valutata:
da 0 a 6
insufficiente
da 7 a 12
sufficiente
da 13 a 15
buono.
Al termine del colloquio sarà valutata la motivazione alla frequenza di un corso di
formazione professionale oppure all’inserimento in azienda.
COLLOQUIO
COMPETENZE
TRASVERSALI
Test sugli
atteggiamenti
Motivazione
DURATA
15 min.
PROVA
SCRITTA
Test sugli
atteggiamenti
DURATA
PROVA
PRATICA
DURATA
15 min.
dai 5 ai
10 min.
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Acquisizione di servizi per la promozione dell’integrazione sociale e lavorativa di cittadini stranieri adulti sul territorio regionale
Il selezionatore, a seconda dei punteggi ottenuti e dell’esito del colloquio, esprimerà un
giudizio sull’idoneità del candidato, descrivendo, nel contempo, le motivazioni della sua
scelta.
La valutazione finale per l’inserimento in azienda o per la formazione professionale,
prende in considerazione tutti i punteggi pervenuti dalle diverse prove affrontate dal
candidato (studi, competenze tecniche di base, ecc.)
Il selezionatore dovrà tradurre la valutazione di ogni singola prova secondo le indicazioni
date dal manuale d’uso.
Il punteggio parziale di ogni singola prova dovrà essere poi riportato nella tabella seguente
al fine di formare una valutazione complessiva finale del candidato e preparare una
graduatoria di riferimento.
Valutazione finale per inserimento in azienda
Valutazione finale per formazione professionale
Area
Curriculum scolastico
Esperienze professionali
Competenze tecniche specifiche
Competenze trasversali
Motivazione
Valutazione
/ 100
/ 150
/ 250
/ 100
/ 100
e) Attività di counselling
Definizione
L’attività di counselling qui proposta non va letta nella prospettiva di un vero e proprio
bilancio di competenze, ma è più vicina ad un’attività di assessment o selfassessment.
Affinché ciò abbia senso, occorre che gli elementi conoscitivi individuati siano proposti al
soggetto in termini non diagnostici e predittivi, bensì in termini di precisa verifica delle
scelte effettuate.
Quest’ultimo costituisce il cuore dell’attività proposta, giacché la continuità ideale di tutta
l’attività sin qui descritta si può rintracciare lungo l’asse della decisione di cambiare
contesto socio-lavorativo, scelta che deve essere supportata e rivalutata lungo tutto l’arco
del percorso qui identificato.
Attraverso una azione di counselling sviluppata dall’operatore, con lo scopo di favorire,
sulla base di una riconosciuta consapevolezza circa le proprie potenzialità complessive, la
costruzione da parte del candidato, del proprio progetto personale, che rappresenta
l’obiettivo di questa parte della procedura. Il soggetto è cioè assistito nella definizione del
suo progetto di transizione.
Contenuti
L’attività prevede l’esplorazione degli elementi informativi, diagnostici e conoscitivi emersi
dall’attività di selezione e si sostanzia in una interazione, di regola articolata in più incontri,
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Acquisizione di servizi per la promozione dell’integrazione sociale e lavorativa di cittadini stranieri adulti sul territorio regionale
nel corso della quale il soggetto è accompagnato lungo un itinerario che prende in
considerazione i suoi obiettivi, i suoi "problemi interni ed esterni", il suo contesto di
riferimento, sino alla effettiva presa di decisione.
Questa decisione sarà anche assunta per approssimazioni successive: il consulente
presiederà al processo, aiutando il candidato ad esaminarne la validità, l’efficacia, i punti
critici, garantendo la propria disponibilità e la propria competenza professionale.
Procedura
Nella parte della procedura riservata al Counselling è previsto lo svolgimento di una
attività di diagnosi e di una attività di restituzione.
I dati emersi nella fase di ricostruzione infatti possono essere rilevati in termini descrittivi,
ma possono anche essere oggetto di un’ulteriore elaborazione di tipo inferenziale ed
interpretativo.
Si tratta di un’analisi finalizzata ad evidenziare, far percepire e comprendere gli aspetti
più profondi dell’esperienza del soggetto quali: blocchi e resistenze dovute a false
rappresentazioni; alterate percezioni di sé e della realtà di riferimento; tendenza a
sottovalutare o amplificare i vissuti emotivi che le accompagnano.
Durante l’intervento di counselling i vissuti, i sentimenti, le spinte motivazionali, gli
interessi, i valori rilevati dall’utente durante la fase di ricostruzione, possono essere
confrontati con un modo differente di percepire, codificare e valutare gli stessi che è quello
del consulente.
Questo confronto consente al soggetto di riconoscere e di riappropriarsi delle sue
esperienze e dei suoi apprendimenti favorendo, così, l’assunzione di una posizione più
consapevole nei confronti delle scelte future.
Si svolge nel corso di quattro incontri della durata di un'ora, finalizzati ad un’analisi
approfondita che porti a definire punti di forza e di debolezza, attraverso il confronto tra
l’auto-percepito (soggettivo) e il percepito (operatore).
Questi elementi, questi obiettivi, vanno tuttavia inseriti in un corretto processo decisionale
che porta l’utente alla definizione del proprio progetto.
f) Outcome attività di selezione
Selezione e counselling
Tirocinio
Approfondimenti
formativi
Inserimento
lavorativo assistito
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Acquisizione di servizi per la promozione dell’integrazione sociale e lavorativa di cittadini stranieri adulti sul territorio regionale
4.1 - Il tirocinio
________________________________________________________________________
L’attività sin qui esaminata può prevedere diversi outcome come sopra descritto: una parte
particolarmente interessante è quella relativa al tirocinio.
Soprattutto perché un Decreto va a normare l’ingresso dall’estero di “persone che,
autorizzate a soggiornare per motivi di formazione professionale, svolgono periodi
temporanei di addestramento presso datori di lavoro italiani, effettuando anche prestazioni
che rientrano nell'ambito del lavoro subordinato”.
Nello specifico la norma stabilisce che:
- la normativa nazionale e regionale, in materia di tirocini formativi e di orientamento, si
applica anche ai cittadini non appartenenti all'Unione europea;
- ai cittadini non appartenenti all'Unione europea regolarmente soggiornanti in Italia si
applica, integralmente la normativa regionale vigente in materia di tirocini formativi e
di orientamento;
- nel caso in cui i cittadini non appartenenti all'Unione europea siano residenti all'estero
la convenzione ed il progetto di tirocinio, prevedono a carico del soggetto promotore,
in aggiunta a quelli ordinari, l'obbligo di fornire al tirocinante idoneo alloggio e vitto
nonché l'obbligo, nei confronti dello Stato, di pagare le spese di viaggio per il suo
rientro nel Paese di provenienza. Le regioni o il soggetto ospitante i tirocinanti possono
assumere a proprio carico gli oneri connessi a detti obblighi;
E’ bene ricordare che i datori di lavoro possono ospitare tirocinanti in relazione all'attività
dell'azienda, entro i seguenti limiti:
- aziende con non più di cinque dipendenti a tempo indeterminato, un tirocinante;
- con un numero di dipendenti a tempo indeterminato compreso tra sei e diciannove,
non più di due tirocinanti contemporaneamente;
- con più di venti dipendenti a tempo indeterminato, tirocinanti in misura non superiore al
dieci per cento dei suddetti dipendenti contemporaneamente.
Scopo e campo di applicazione
Lo scopo dell’attività di tirocinio è realizzare un’esperienza formativo - professionale in
situazione e nel vivo di rapporti professionali, relazionali, sociali e organizzativi differenti
rispetto a quelli del paese di origine. È un’esperienza semi-protetta e una delle possibili
esperienze di integrazione tra contesti differenti.
Descrizione delle attività
Una volta individuate l’azienda disposta ad ospitare il candidato in tirocinio va predisposto
un progetto di tirocinio ad hoc e definito un piano di attività.
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Acquisizione di servizi per la promozione dell’integrazione sociale e lavorativa di cittadini stranieri adulti sul territorio regionale
Sbrigate le pratiche di natura burocratica il candidato va presentato in azienda, ciò lo
aiuterà a superare il primo impatto con un contesto socio-lavorativo differente.
Durante la realizzazione il tirocinio va monitorato e al termine valutato. L’attività di
monitoraggio e valutazione può essere sviluppata attraverso incontri periodici tra il tutor del
tirocinio ed il tutor aziendale.
Sviluppo operativo delle attività
Accoglienza e registrazione
In questa fase il tutor del tirocinio deve verificare i requisiti sia dell’azienda che del
candidato a svolgere l’attività di tirocinio e predisporre la modulistica relativa al rilascio del
permesso di soggiorno. Nel dettaglio le attività sono le seguenti:
- recuperare presso il comune di domicilio del tirocinante e presso gli uffici postali i
moduli e informazioni per gli atti successivi;
- informare l’azienda dell’arrivo del tirocinante;
- verificare che l’azienda abbia predisposto idoneo alloggio ai sensi di legge;
- trasferire il tirocinante presso l’alloggio e inviare la comunicazione di ospitalità al
comune;
- compilare e inviare a mezzo posta la modulistica relativa al rilascio del permesso di
soggiorno;
- accompagnare il tirocinante in questura e/o sportello unico di competenza per il rilascio
del permesso di soggiorno;
- consegnare i fogli presenza e i calendari al tutor aziendale;
- provvedere alla registrazione presso l’ASL e provvedere alla richiesta del codice
fiscale.
Microprogettazione e predisposizione attività
Attraverso il progetto di tirocinio personale vanno individuati gli obiettivi e le modalità di
attuazione del tirocinio stesso. Infine verrà predisposto il calendario dell’attività di tirocinio.
Avvio dell’attività
Nella fase di avvio dell’attività di tirocinio le azioni da intraprendere sono le seguenti:
- dare comunicazione d’avvio all’INAIL;
- confermare l’avvio alla Direzione Regionale Lavoro;
- dare comunicazione avvio alla Direzione Provinciale Lavoro e alla Rappresentanza
Sindacale dell’azienda ospitante allegando copia del Progetto, della Convenzione e del
Calendario di tirocinio;
Erogazione tirocinio
In questa fase il tutor del tirocinio dovrà monitorare da vicino l’attività di tirocinio e redigere
un bilancio periodico dell’esperienza.
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Acquisizione di servizi per la promozione dell’integrazione sociale e lavorativa di cittadini stranieri adulti sul territorio regionale
Valutazione tirocinio
La valutazione del tirocinio avverrà attraverso un questionario di autovalutazione ed uno
realizzato dall’azienda. Al termine del tirocinio il tutor dell’attività dovrà predisporre il rientro
nel paese d’origine, mediante le seguenti attività:
- concordare con l’azienda il rientro del tirocinante nel Paese d’origine salvo non sia
stata effettuata la conversione del permesso di soggiorno per motivi di lavoro;
- recuperare dal tirocinante copia del passaporto con timbro di uscita dall’Unione
Europea;
4.2 - Approfondimenti formativi
________________________________________________________________________
La formazione linguistica
Scopo e campo di applicazione
Lo scopo della formazione linguistica in contesto migratorio è quello di permettere ad
individui immigrati di integrarsi nel contesto socio-culturale, attraverso il veicolo linguistico,
nella prospettiva di consentire loro l’accesso all’attività lavorativa o ai servizi offerti e la
possibilità di stabilire relazioni interpersonali significative in grado di contribuire ad una
piena realizzazione dell’individuo.
Il corso di lingua italiana si pone come obiettivi specifici, lo sviluppo delle capacità di:
comprendere comunicazioni, orali e scritte,
esprimersi in forma orale o scritta,al fine di comunicare efficacemente in situazioni di
vita quotidiana personale e professionale.
Premesse teoriche per un intervento didattico di formazione in italiano rivolto a
lavoratori stranieri
Considerate le molteplici esperienze pregresse, diventa indispensabile fornire alcune
premesse teoriche individuate come fondanti della nostra proposta didattica per la
formazione linguistica in italiano rivolta a lavoratori stranieri.
In particolare, si è scelto di inquadrare il nostro lavoro all’interno di due prospettive teorico
applicative che insistono in modo complementare sul tema della didattica delle lingue a
stranieri “migranti”.
Esse sono, da un lato, ed in una prospettiva più internazionale, le conclusioni alle quali
sono giunte le politiche linguistiche europee per la diffusione delle lingue e per l’aumento
delle possibilità di comprensione tra i cittadini dell’Unione, e dall’altro, in una cornice più
specificatamente dedicata ai processi di insegnamento/apprendimento della nostra lingua,
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Acquisizione di servizi per la promozione dell’integrazione sociale e lavorativa di cittadini stranieri adulti sul territorio regionale
le conclusioni solide e scientificamente dimostrate alle quali è giunta una linea di ricerca,
detta linguistica acquisizionale, inaugurata ormai oltre 25 anni fa e dedicata appunto ai
processi di apprendimento dell’italiano da parte di migranti adulti.
E’ stato scelto di muoverci in questa direzione per almeno due motivi.
La prima prospettiva tiene conto del fatto che è impossibile al momento progettare un
qualsivoglia intervento didattico in lingua straniera a prescindere da quelle che
comunemente vengono indicate come le politiche linguistiche europee.
Esse infatti consentono di ripensare l’intera nozione di apprendimento delle lingue e di
ricollocarla all’interno di una visione che tiene conto delle esigenze comunicative sorte con
la nascita dell’Unione, con l’abbattimento delle sue barriere interne e con una congiuntura
storica che ha messo in contatto (per motivi diversi) milioni di persone una volta distanti e
non comunicanti. Nello scenario descritto assumo un ruolo strategico le competenze
linguistiche, la capacità di gestire gli scambi, di saper stabilire una relazione con nuove
forme di socialità e di accedere a di accedere a mercati del lavoro che assumono nuove
forme sono strategiche.
La seconda, invece, tiene conto delle conclusioni alle quali è giunta la riflessione teorica
nazionale che, come detto, ha lavorato su questa nuova fascia di apprendenti (lavoratori –
adulti - migranti) giunti in Italia all’inizio degli anni ‘80 e che lentamente ha sostituito il
tradizionale pubblico di coloro che manifestavano interesse nell’apprendimento della
nostra lingua (colto - vivente all’estero - privo di motivazioni strumentali) modificando alla
radice i connotati del processo di apprendimento/insegnamento dell’italiano a stranieri.
La metodologia didattica proposta: la centralità del testo.
La linguistica acquisizionale1, come del resto la glottodidattica,è una disciplina che assume
quale oggetto di studio l’apprendimento dell’italiano.
Sul piano didattico, essa attribuisce un ruolo centrale alla nozione di “testo”, intendendo
con il termine un’occorrenza comunicativa iscritta in un universo semiotico.
In questa prospettiva teorica, quindi, viene considerato “testo” tutto ciò che è in grado di
veicolare significato. I testi quindi vengono ad essere collocati su di un continuum che va
dal semplice gesto (ad esempio il gesto del dito che indica "no") fino ai più raffinati testi di
letteratura.
Il progetto formativo
Obiettivi
acquisire le competenze linguistiche in riferimento al Livello di riferimento nel
"Quadro Comune Europeo per le lingue" del Consiglio d'Europa;
utilizzare competenze linguistiche specifiche legate all'uso del lessico specialistico
utilizzato nel settore professionale, ad un livello intermedio;
comprendere la normativa vigente in materia di prevenzione degli infortuni;
1
Il termine acquisizionale è stato coniato nel 1999 all’interno di un progetto interuniversitario avente come
oggetto lo studio delle tappe di apprendimento dell’italiano L2 i cui risultati sono raccolti in Giacalone, 2003.
Anche se con nomi diversi, questa branca della linguistica è attiva anche per altre L2, specie di ambito europeo.
34
Acquisizione di servizi per la promozione dell’integrazione sociale e lavorativa di cittadini stranieri adulti sul territorio regionale
-
riconoscere le situazioni di rischio;
assumere comportamenti atti a prevenire rischi per la propria ed altrui salute ed
attenti alla salvaguardia dell’ambiente di inserimento;
comprendere ed assumere comportamenti rispettosi della disciplina e delle norme
per l’immigrazione;
comprendere le principali normative che regolamentano i rapporti di lavoro
(prevalentemente nel rapporto di tirocinio);
comprendere, al fine del loro utilizzo, il funzionamento delle principali istituzioni e gli
enti italiani.
Metodologie
L’esposizione dei contenuti avviene attraverso un alto livello di interazione con il gruppo
classe e corredata dall’analisi di situazioni. Si realizzano numerose esercitazioni mirate,
per piccoli gruppi, per poi passare alla discussione in riunione plenaria.
Il modulo di Lingua Italiana (esempio per L2) è articolato in due fasi distinte Unità
Formative (UF) la prima di contenuto più generale nel quale sarà coinvolto l’intero gruppo
classe, la seconda UF sarà, invece, di contenuto specialistico legato alle necessità
specifiche delle singole figure professionali. Per questa seconda UF verranno attivate
anche metodologie di apprendimento individualizzato.
Ciò nondimeno, il modulo di lingua italiana deve calare la formazione il più possibile nella
realtà quotidiana che una persona futura immigrante si trova ad affrontare ciò dà origine ad
una metodologia di tipo misto, cioè pragmatica - comunicativa e grammaticale - traduttiva,
che ha tra i suoi elementi fondanti:
metodi didattici di tipo partecipativo e non cattedratico (cooperative learning);
modalità prevalenti di simulazione di situazioni di vita quotidiana e lavorativa;
modalità didattiche di accoppiamento lingua - immagine per sviluppare l'aspetto
lessicale e armonicamente anche quello della produzione orale cercando, con l'uso
delle immagini, di descrivere le immagini stesse e di creare delle frasi concordando
genere, numero e forme verbali;
uso del metodo didattico del dialogo aperto e del dialogo a catena per esercitare e
fissare le intenzioni comunicative nonché le strutture grammaticali.
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Acquisizione di servizi per la promozione dell’integrazione sociale e lavorativa di cittadini stranieri adulti sul territorio regionale
4.3 - Inserimento lavorativo assistito
________________________________________________________________________
Scopo e campo di applicazione
Il modello di accompagnamento assistito proposto, arriva al termine di un percorso di
selezione e di counselling che garantisce della congruità tra la figura richiesta dal MDL e le
persone selezionate. Il percorso di accompagnamento si articola nel seguente modo:
L’attività di accompagnamento lavorativo consente un inserimento socio-lavorativo guidato
per i cittadini stranieri che hanno preso parte alle attività di selezione ed incrocio D/O.
Descrizione delle attività
1.
2.
3.
4.
servizio di tutoring
servizio di ospitalità
frequenza ad un percorso formativo di 120 ore
procedure di supporto
L’accesso ai suddetti servizi è regolato da un voucher di cui i cittadini stranieri possono
usufruire alla necessità.
Sviluppo operativo delle attività
Nello specifico, il servizio di tutoring, prevede:
accoglienza al momento dell’arrivo in Italia e accompagnamento presso l’alloggio;
prima informazione circa i servizi disponibili sul territorio e le modalità di fruizione;
informazione sui diritti e doveri del lavoratore;
organizzazione delle mobilità casa-luogo di lavoro;
supporto nello svolgimento delle pratiche per il permesso di soggiorno;
interventi di “mediazione” rispetto a difficoltà di interazione nel contesto sociale e
lavorativo sia su richiesta del lavoratore che del datore di lavoro;
- colloqui di monitoraggio con il lavoratore rispetto all’andamento del suo inserimento
nell’ambiente di lavoro e nel contesto sociale
- individuazione di una soluzione abitativa stabile e supporto nell’espletamento delle
procedure di locazione.
Il servizio ha una durata limitata e pre-definita nel tempo.
-
Il servizio di ospitalità, prevede:
ospitalità per un periodo limitato, presso una struttura rientrante in una delle seguenti
tipologie:
tipologia 1 – struttura alberghiera
tipologia 2 – struttura extralberghiera (es. agriturismo, bed & breakfast, presso famiglia)
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tipologia 3 – alloggio in unità abitative arredate(appartamento, residence) aventi requisiti
minimi previsti dalle normative vigenti in materia di edilizia residenziale.
Il servizio di formazione, infine, prevede:
formazione linguistica e professionale.
I corsi potranno avere durata di 120 ore.
Il programma formativo prevede, almeno, i seguenti moduli:
- lingua italiana
- sicurezza
- elementi di educazione civica
La domanda di concessione del voucher, sottoscritta dal lavoratore, deve pervenire, su
apposito formulario e può essere presentata al momento dell’ingresso in Italia da parte del
cittadino straniero e al momento del rilascio del nulla osta all’ingresso per lavoro, da parte
della questura.
L’istruttoria delle domande di concessione dei voucher è effettuata secondo l’ordine di
presentazione.
La concessione del voucher avviene alla presenza dei seguenti criteri di accesso:
- rientrare tra i soggetti che hanno seguito l’iter di incontro tra domanda ed offerta di
lavoro;
- presentazione della domanda nei termini prescritti;
- aver stipulato il contratto individuale di lavoro così come previsto all’art.30, comma 2
lettera b) del DPR n. 394/99;
- essere in possesso dell’autorizzazione al lavoro alla direzione provinciale del lavoro;
- aver ottenuto il visto d’ingresso e di soggiorno.
I requisiti soggettivi del lavoratore riferiti all’ammissibilità devono essere posseduti alla data
di presentazione della domanda.
Il beneficiario, una volta ottenuta l’assegnazione del/i voucher, s’impegna a:
individuare e comunicare, con alcuni giorni lavorativi di anticipo rispetto alla data di
ritiro del voucher, l’organismo presso il quale intende utilizzare il/i voucher; tale
organismo deve rientrare tra quelli inseriti nell’elenco dei fornitori al momento della
presentazione della richiesta; il servizio di ospitalità può essere erogato anche dal
datore di lavoro senza che questi debba iscriversi nell’elenco dei fornitori;
ritirare, entro la data di avvio dell’erogazione dei servizi, i moduli personali di
assegnazione dei voucher e le relative Agende di documentazione delle attività
svolte;
consegnare all’organismo erogatore del servizio, all’atto della sottoscrizione del
contratto, il modulo personale di assegnazione del voucher;
In caso di mancata attuazione degli adempimenti sopra citati, verrà esercitato il diritto di
revocare totalmente o parzialmente il voucher erogato.
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Acquisizione di servizi per la promozione dell’integrazione sociale e lavorativa di cittadini stranieri adulti sul territorio regionale
Per la fornitura dei servizi di accompagnamento socio-lavorativo/ospitalità/formazione è
auspicabile (se non esistesse) costituire un apposito Elenco degli organismi erogatori
di servizi per facilitare l’inserimento socio-lavorativo dei lavoratori migranti.
L’elenco è costituito da tre sezioni distinte :
a) fornitori del servizio di accompagnamento socio-lavorativo;
b) fornitori del servizio di ospitalità;
c) fornitori del servizio di formazione.
All’elenco degli organismi erogatori dei servizi si accede, attraverso un’apposita domanda,
rispondendo a precisi requisiti di ammissibilità.
Possono, infatti, presentare domanda di iscrizione ad una o più sezioni dell’elenco dei
fornitori gli Organismi in possesso dei requisiti di seguito riportati.
Sezione 1 – servizi di accompagnamento
- aver svolto nel corso dell’ultimo triennio attività di accompagnamento e supporto per
l’integrazione sociale d’immigrati, l’attività deve essere stata svolta per un periodo pari
almeno a sei mesi e deve essere validamente documentata;
- avere almeno una sede operativa nella Regione Emilia Romagna;
- avere attivato una partnership, relativamente allo svolgimento dell’attività di
informazione sui diritti e doveri dei lavoratori, con almeno un’organizzazione sindacale
dei lavoratori.
Sezione 2 – servizi di ospitalità
- fornire da almeno un anno servizi di ospitalità presso strutture di - proprietà, gestione,
locazione, uso gratuito - situate nel territorio della Regione;
- avere a disposizione al momento della richiesta di iscrizione all’elenco degli organismi
erogatori dei servizi di ospitalità almeno un’offerta abitativa.
Sezione 3 – servizi di formazione
- aver ottenuto l’accreditamento dalla Regione Emilia Romagna per l’erogazione di
servizi di formazione continua.
Gli organismi proponenti devono, inoltre:
- non trovarsi in stato di fallimento, di liquidazione, di amministrazione controllata, di
concordato preventivo e con procedimenti in corso, a proprio carico, per la
dichiarazione di una di tali situazioni, oppure versare in stato di sospensione
dell’attività;
- essere in grado con gli obblighi relativi al pagamento dei contributi previdenziali ed
assistenziali;
- essere in regola con gli obblighi relativi al pagamento delle imposte e delle tasse.
L’iscrizione è possibile per una o più sezioni. Per poter essere ammessi ad una sezione
dell’elenco è necessario possedere tutti i requisiti richiesti per quella specifica sezione.
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L’esclusione da una sezione dell’elenco per mancato possesso dei requisiti specifici non
comporta l’esclusione da altre sezioni se risultano soddisfatti i relativi requisiti richiesti.
La domanda di ammissione all’elenco dei fornitori, sottoscritta dal legale rappresentante
dell’organismo, deve pervenire, su apposito formulario.
Gli organismi erogatori dei servizi, per i quali sono stati assegnati i voucher ai lavoratori,
sono tenuti ai seguenti adempimenti in relazione alla specifica tipologia di servizio:
servizi di accompagnamento socio-lavorativo:
- ad inserire nell’apposita banca dati le informazioni relative alla disponibilità di servizi di
accompagnamento socio-lavorativo;
- registrare le attività svolte a favore dei lavoratori che usufruiscono del voucher
sull’apposito modulo personale “Agenda di accompagnamento socio-lavorativo”
servizi di ospitalità:
- ad inserire e aggiornare nell’apposita banca dati le informazioni relative alla
disponibilità di alloggi;
- a registrare l’ospitalità erogata sull’apposito modulo “ Agenda dell’ospitalità”
servizi di formazione:
- ad inserire ed aggiornare nell’apposita banca dati le informazioni relative all’offerta di
percorsi formativi;
- attivare obbligatoriamente il percorso formativo in corrispondenza di almeno quattro
richieste da parte dei lavoratori; se tuttavia uno dei beneficiari del voucher decidesse di
non utilizzare il voucher, causa impedimenti personali o altri motivi di forza maggiore,
l’eventuale impossibilità di attivare il percorso formativo dovrà essere resa nota tramite
comunicazione scritta firmata dal Legale Rappresentante dell’Ente;
- a realizzare l’intervento formativo obbligatoriamente entro un periodo pre-definito dalla
data di arrivo del lavoratore in Italia;
- registrare le presenze dei partecipanti che usufruiscono di voucher formativi
sull’apposito modulo personale “Agenda dell’attività formativa”;
- accettare le ispezioni da parte degli organi preposti e altre eventuali verifiche;
- prevedere il rilascio di un attestato di frequenza al corso da parte dell’Organismo
proponente;
- fornire i dati richiesti, sul monitoraggio;
- comunicare l’avvio di ciascun percorso formativo, alcuni giorni prima dell’avvio,
indicando la data di avvio e i nominativi degli utenti.
La correttezza della gestione dei servizi erogati ai lavoratori migranti beneficiari dei
voucher sarà verificata tramite ispezioni che potranno svolgersi anche durante lo
svolgimento delle attività.
Durante la visita ispettiva, in relazione alla specifica tipologia del servizio, saranno
monitorati i seguenti aspetti:
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Acquisizione di servizi per la promozione dell’integrazione sociale e lavorativa di cittadini stranieri adulti sul territorio regionale
Servizi di accompagnamento
- per ogni singolo utilizzatore del voucher : “Modulo personale di assegnazione del
voucher” e “Agenda di accompagnamento socio-lavorativo” debitamente compilata
- monitoraggio qualitativo: interviste a campione ai lavoratori e ai datori di lavoro per
valutare la soddisfazione dei servizi offerti.
Servizi di ospitalità
- per ogni singolo utilizzatore del voucher: ”Modulo personale di assegnazione del
voucher” e “Agenda dell’ospitalità” debitamente compilata;
- monitoraggio qualitativo: visite a campione presso gli alloggi per verificare le condizioni
abitative offerte e interviste a campione ai lavoratori per valutare la soddisfazione circa
il servizio offerto.
Servizi formativi
comunicazione avvio corso, secondo le procedure previste;
per ogni singolo utilizzatore del voucher: “Modulo personale di assegnazione del
voucher” e “Agenda dell’attività formativa” debitamente compilata;
per i corsi già conclusi dall’Organismo erogatore: aggiornamento della banca dati
offerta percorsi formativi con le informazioni a consuntivo (data inizio e fine effettiva,
numero partecipanti effettivi), controllo documentazione attestante la valutazione
delle competenze acquisite dagli utilizzatori del voucher;
monitoraggio qualitativo: corrispondenza degli obiettivi/contenuti del corso previsti
dal presente bando con gli argomenti previsti nel calendario delle attività
comunicato. Sarà, inoltre, somministrata una breve intervista ad uno o più utilizzatori
del voucher per valutare la soddisfazione durante lo svolgimento del corso.
Qualora un organismo interrompa l’erogazione del servizio a favore di un utente per
motivi diversi dalla rinuncia alla fruizione da parte dell’utente, non si corrisponderà il
corrispettivo dovuto a fronte del voucher, inoltre, procederà all’esclusione dell’organismo
dall’elenco dei fornitori.
Nel caso di rinuncia alla fruizione del servizio da parte dell’utente, quando questo è già
stato in parte erogato, l’importo riconosciuto in sede di liquidazione sarà così regolato:
per il servizio di accompagnamento socio-lavorativo, il valore del voucher ridotto in
proporzione al periodo di tempo mancante alla conclusione del servizio stesso;
per il servizio di ospitalità, il valore del voucher ridotto in proporzione al periodo di
tempo mancante alla conclusione del servizio stesso;
per il servizio di formazione, il 25% del valore del voucher se l’interruzione avviene
entro il primo quarto di monte ore previsto dal corso; l’intero del valore del voucher
se l’interruzione avviene successivamente al primo quarto di monte ore previsto dal
corso.
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Acquisizione di servizi per la promozione dell’integrazione sociale e lavorativa di cittadini stranieri adulti sul territorio regionale
Qualora un organismo intenda recedere dall’elenco dei soggetti erogatori dovrà
comunicarlo.
La liquidazione dei voucher rimane, comunque, vincolata al completamento
dell’erogazione dei servizi, salvo i casi di rinuncia dell’utente.
La liquidazione sarà attuata direttamente agli Organismi erogatori dei servizi, al termine
degli stessi. Per dar corso alla liquidazione dei voucher, relativamente a ciascuna tipologia
di servizio erogato, l’Organismo erogatore dovrà presentare, per ogni utilizzatore del
voucher, tutta la documentazione prevista ai fini della liquidazione del voucher.
Servizi di accompagnamento:
- agenda di accompagnamento socio-lavorativo in originale correttamente compilata in
ogni sua parte;
- modulo richiesta liquidazione in originale, con allegata fotocopia del documento
d’identità dei sottoscrittori(beneficiario del voucher e legale rappresentante dell’ente
erogatore);
- modulo personale di assegnazione del voucher in originale;
- fattura intestata, in regola con la normativa sul bollo, è per l’importo pari al contributo
pubblico riconosciuto al lavoratore. La fattura deve indicare i riferimenti al
provvedimento di approvazione del voucher, la tipologia e il codice servizio. Andrà
emessa una fattura per ciascun voucher.
Servizi di ospitalità
- agenda dell’ospitalità in originale correttamente compilata in ogni sua parte;
- modulo richiesta liquidazione in originale, con allegata fotocopia del documento di
identità dei sottoscrittori;
- modulo personale di assegnazione del voucher in originale;
- fattura intestata, in regola con la normativa sul bollo, è per l’importo pari al contributo
pubblico riconosciuto al lavoratore. La fattura deve indicare i riferimenti al
provvedimento di approvazione del voucher, la tipologia e il codice servizio. Andrà
emessa una fattura per ciascun voucher.
Servizi formativi
- agenda dell’attività formativa in originale correttamente compilata in ogni su parte
- modulo richiesta liquidazione in originale, con allegata fotocopia del documento di
identità dei sottoscrittori
- modulo personale di assegnazione del voucher in originale
- comunicazione avvio in corso
- documentazione attestante la valutazione delle competenze acquisite dall’utilizzatore
del voucher
- fattura intestata, in regola con la normativa sul bollo, e per l’importo pari al contributo
pubblico riconosciuto al lavoratore. La fattura deve indicare i riferimenti al
provvedimento di approvazione del voucher, la tipologia e il codice servizio. Andrà
emessa una fattura per ciascun voucher.
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Acquisizione di servizi per la promozione dell’integrazione sociale e lavorativa di cittadini stranieri adulti sul territorio regionale
Capitolo 5
Modello di Mediazione Domanda/Offerta
________________________________________________________________________
Scopo e campo di applicazione
Scopo della presente procedura è quello di definire una metodologia pianificata e
sistematica del processo per la gestione delle attività di mediazione domanda offerta. Il
processo inizia raccogliendo le richieste di personale provenienti dai datori di lavoro. Si
scompone nelle attività che conducono gli utenti in cerca di occupazione all’inserimento in
azienda.
Descrizione delle attività e sviluppo operativo
Accoglienza imprese
Sviluppo operativo delle attività
Accoglienza imprese
L’addetto alla MDO attiva il colloquio con il rappresentante dell’impresa. L’incontro si
articolerà nella descrizione da parte dell’utente della offerta di lavoro da sottoporre al CPI
affinchè ricerchi idoneo personale. Congiuntamente si compilerà la modulistica “scheda
per la ricerca di personale tramite i servizi dei centri per l’impiego di ……” riportando
tutte le informazioni necessarie ad agevolare l’attività di incontro domanda offerta.
Alternativamente l’azienda può inviare al CPI l’elenco delle offerte di lavoro con la
descrizione completa del profilo del lavoratore cercato. L’addetto alla MDO, verifica il
contenuto e se non è completo, contatta l’azienda e integra il contenuto dell’offerta con i
dati mancanti.
Nella “scheda per la ricerca di personale” l’azienda interessata, deve indicare:
- La sua identità
- Il nome dell’azienda
- Il codice fiscale
- La sede del lavoro (il n° di telefono, il n° di fax, l’indirizzo e-mail)
- Il settore di attività in cui l’azienda è impegnata
- Il contratto lavorativo a cui fa riferimento
- Il numero di lavoratori alle proprie dipendenze
- Un referente responsabile della Mediazione D/O.
Tipologia dei professionisti richiesti
Il n.° di lavoratori richiesti, indicando se devono essere lavoratori generici, qualificanti,
specializzati, quadri.
Per ogni figura professionale richiesta devono, essere esplicitati:
- Il profilo professionale
- Il titolo di studio
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Acquisizione di servizi per la promozione dell’integrazione sociale e lavorativa di cittadini stranieri adulti sul territorio regionale
-
La conoscenza delle lingue
Le competenze informatiche
La richiesta, o meno di esperienza
Una breve descrizione delle competenze richieste.
Inoltre, l’azienda deve precisare quali categorie intende agevolare, per una determinata
figura professionale:
a. in mobilità
b. iscritto da più di 24 mesi
c. altro.
La proposta d’inquadramento che intende avanzare al candidato:
- il tipo di contratto: indeterminato, determinato, apprendistato, d’inserimento, a progetto,
intermittente, ripartito, occasionale, telelavoro, altro
- l’orario proposto: tempo pieno, part-time,
- turni: diurni, notturni, festivi
- altre indicazioni, qualora le ritenesse importanti per l’individuazione dei professionisti
richiesti.
È importante che l’azienda stabilisca, inoltre, gli eventuali servizi offerti ( es. alloggio,
mensa, trasporto, o altro).
Le modalità di attuazione del rapporto con i candidati
L’azienda può decidere se sviluppare un rapporto con i candidati (preselezionati
dall’ufficio), attraverso la sola lista candidati od utilizzando, anche, i curriculum. In entrambi
i casi l’azienda dovrà individuare i termini e le modalità secondo i quali i Centri per
l’Impiego effettueranno la consegna dei documenti (lista candidati, curriculum vitae).
Per l’efficienza dell’attività di selezione dei futuri, possibili professionisti è opportuno,
l’azienda esprima la sua disponibilità ad allargare la ricerca del personale all’ ambito
regionale,nazionale o europeo.
Infine, la scheda offre la possibilità di rendere note ai Centri per l’Impiego segnalazioni sul
servizio o disservizio nelle precedenti richieste o di specificare caratteristiche importanti
per aiutare i centri nella ricerca della figura professionale richiesta.
In ultima istanza , l’azienda si impegna a garantire il rispetto di quanto previsto dal D.LGS.
N 193/03 circa il trattamento e l’uso dei dati personali ricevuti dal centro per l’impiego.
L’offerta di lavoro viene quindi trasmessa al CPI di riferimento nel paese straniero in modo
che possa essere avviata la pre-selezione e la selezione dei candidati.
Per ogni singola offerta di lavoro pervenuta al CPI, si inizia l’analisi dell’offerta allo scopo di
determinare:
- le caratteristiche del profilo cercato
- il tipo di rapporto di lavoro (tempo indeterminato, part-time, apprendistato, ecc.)
- scolarità richiesta
- esperienze richieste
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Acquisizione di servizi per la promozione dell’integrazione sociale e lavorativa di cittadini stranieri adulti sul territorio regionale
Con il profilo del lavoratore così descritto, si avvia la ricerca di idonee candidature. Si
analizzano i diversi Curricula che possono soddisfare l’offerta di lavoro e si formula così la
lista delle persone che possono ricoprire la posizione cercata.
A conclusione delle attività di ricerca si predispone la lista di nominativi potenzialmente
candidabili all’azienda. L’operatore addetto alla M.D.O. avvia la verifica telefonica di
disponibilità del candidato ad essere inserito nell’elenco da trasmettere all’azienda
richiedente.
A conclusione dei colloqui di preselezione (se previsti), si forma la lista di lavoratori da
inviare all’azienda richiedente. Il numero di nominativi da inviare deve essere congruo
all’offerta; è consigliabile fornire all’azienda 5 nominativi per ogni posto di lavoro richieste.
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Acquisizione di servizi per la promozione dell’integrazione sociale e lavorativa di cittadini stranieri adulti sul territorio regionale
Appendice
Il contesto normativo e legislativo di riferimento
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Acquisizione di servizi per la promozione dell’integrazione sociale e lavorativa di cittadini stranieri adulti sul territorio regionale
Il contesto di riferimento - La normativa nazionale
________________________________________________________________________
Leggi
LEGGE 6 aprile 2007, n. 46 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 15
febbraio 2007, n. 10, recante disposizioni volte a dare attuazione ad obblighi comunitari ed
internazionali
Decreti
• DECRETO LEGISLATIVO 9 gennaio 2008, n. 17: "attuazione della direttiva
2005/71/ce relativa ad una procedura specificamente concepita per l'ammissione di
cittadini di paesi terzi a fini di ricerca scientifica".
• Decreto legge 15 febbraio 2007, n. 10: Disposizioni volte a dare attuazione ad obblighi
comunitari ed internazionali. (Art. 5. Modifiche al testo unico delle disposizioni
concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di
cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, in materia di distacco di lavoratori
cittadini di Paesi terzi nell'ambito di una prestazione di servizi e di soggiorni di breve
durata).
• D.P.C.M. del 9 gennaio 2007: Decreto di programmazione transitoria dei flussi di
ingresso dei lavoratori stagionali extracomunitari e dei lavoratori formati all'estero nel
territorio dello Stato per l'anno 2007.
• Decreto del Presidente della Repubblica 31 Agosto 1999, N. 394: Regolamento
recante norme di attuazione del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina
dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, a norma dell'articolo 1,
comma 6, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286.
• Decreto Legislativo 25 luglio 1998, n. 286, artt. 21-27, 37. "Testo unico delle
disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello
straniero".
Circolari
• INPS - Messaggio del 19 maggio 2008: Indennità di disoccupazione con il permesso in
rinnovo.
• INPS - Messaggio 15 aprile 2008, n. 8737: "Lavoratori extracomunitari - Contratto di
soggiorno per lavoro".
• Inps, messaggio 4602 del 25 febbraio 2008: Decreto Legislativo n. 30 del 6 febbraio
2007 "Attuazione della Direttiva 2004/38/CE relativa al diritto dei cittadini UE e dei loro
familiari di circolare e soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri". Titoli di
soggiorno e riflessi sulle tutele previdenziali e assistenziali.
• Inps, circolare del 3 aprile 2008: Articolo 3, comma 8, della legge n. 398/1987.
Esonero dal versamento dei contributi in Italia per lavoratori stranieri provenienti da
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Acquisizione di servizi per la promozione dell’integrazione sociale e lavorativa di cittadini stranieri adulti sul territorio regionale
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Paesi extracomunitari non convenzionati con l'Italia in materia di sicurezza sociale,
dipendenti da imprese straniere operanti in Italia.
Inps, messaggio n. 6449 del 18 marzo 2008: Liquidazione prestazioni di
disoccupazione per lavoratori extracomunitari nelle more del rinnovo del permesso di
soggiorno.
Agenzia delle Entrate, istanza di interpello del 18 marzo 2008: Istanza di interpello Ministero dell'Interno - Dipartimento per le liberta' civili e l'immigrazione - Imposta di
bollo - Comunicazione di cui all'articolo 27, comma 1-bis, del D.Lgs. 25 luglio 1998, n.
286.
Agenzia delle Entrate, protocollo del 5 marzo 2008: Questioni interpretative connesse
con gli adempimenti a carico dei sostituti d'imposta. Incontro con la stampa
specializzata del 20 febbraio 2008.
Ministero dell'Interno, circolare del 29 gennaio 2008: Comunicazioni obbligatorie dei
datori di lavoro. D.lgs. n. 181/2000 e D.M. 30 ottobre 2007.
Ministero dell'Interno, circolare del 4 gennaio 2008: Regime transitorio in materia di
accesso al mercato del lavoro dei cittadini della Romania e della Bulgaria.
Ministero dell'Interno, circolare del 12 dicembre 2007: Uscita dal territorio nazionale
degli stranieri già regolarmente presenti che hanno richiesto il rinnovo del titolo di
soggiorno ovvero il primo rilascio del permesso di soggiorno per lavoro subordinato,
per lavoro autonomo o ricongiungimento familiare.
Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, circolare del 27 novembre 2007:
Attestato di conducente da rilasciare ai cittadini comunitari ex Regolamento CEE
484/2002.
Ministero dell'Interno, circolare n. 23 del 13 novembre 2007: Nuova procedura di
inoltro delle domande e di gestione dei procedimenti di competenza dello Sportello
Unico per l'Immigrazione.
Ministero dell'Interno, circolare del 20 agosto 2007: Ingresso in Italia di lavoratore
straniero. Mancata stipula del contratto di soggiorno per indisponibilità del datore di
lavoro.
Ministero dell'Interno, circolare del 7 agosto 2007: Uscita dal territorio nazionale degli
stranieri regolarmente presenti che hanno chiesto il rinnovo del titolo di soggiorno
ovvero il primo rilascio del permesso di soggiorno per lavoro subordinato, per lavoro
autonomo o ricongiungimento familiare.
Ministero dell'Interno, circolare del 4 agosto 2007: Sfruttamento di lavoratori immigrati.
Ministero dell'Interno, circolare n. 45 anno 2007: Decreto legislativo n. 30/2007. Diritto
di libera circolazione e di soggiorno dei cittadini dell'Unione europea.
Ministero della Salute, circolare del 3 agosto 2007: Diritto di soggiorno per i cittadini
comunitari- direttiva 3812004 e Dlgs 3 febbraio 2007 n. 30.
Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, interpello n. 19 del 19 luglio 2007: art.
9, D.Lgs. n. 124/2004 - Lavoratori stranieri - Rinnovo del permesso di soggiorno per
lavoro subordinato - Perdita del posto di lavoro - Possibilità di iscrizione nell'elenco
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Acquisizione di servizi per la promozione dell’integrazione sociale e lavorativa di cittadini stranieri adulti sul territorio regionale
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anagrafico o nelle liste di mobilità dei Centri per l'impiego ai sensi dell'art. 22, comma
11, D.Lgs. n. 286/1998.
Ministero dell'Interno, circolare n. 39 del 18 luglio 2007: Decreto legislativo 6 febbraio
2007 n. 30. Diritto di libera circolazione e di soggiorno dei cittadini dell'Unione e dei
loro familiari.
Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, circolare n. 25 del 4 luglio 2007: Art.
36 bis, comma 7, D.L. n. 223 del 2006 - istruzioni operative al personale ispettivo.
Ministero del Lavoro, circolare n. 15/2007: Procedure per l'assunzione di lavoratori
rumeni e bulgari nel settore marittimo e del settore della pesca marittima.
Protocollo di intesa tra il Ministero dell'Interno e l'Istituto Nazionale della Previdenza
Sociale per la fornitura di dati e lo scambio di informazioni sui rapporti di lavoro dei
cittadini stranieri, 18 giugno 2007.
Ministero del lavoro e della previdenza sociale, circolare n. 8/2007. Procedure per i
lavoratori del settore marittimo e della pesca della Romania e della Bulgaria.
Ministero del lavoro e della previdenza sociale, circolare n. 2 del 27 febbraio 2007:
Procedure per i lavoratori dello spettacolo della Romania e della Bulgaria
Ministero dell'Interno, direttiva del 20 febbraio 2007: diritti dello straniero nelle more del
rilascio del primo permesso di soggiorno per lavoro subordinato.
Circolare Inail n. 2 del 16 gennaio 2007: Denuncia Nominativa degli assicurati.
Adempimenti connessi alla instaurazione e cessazione dei rapporti di lavoro. (Legge
27 dicembre 2006, n. 296 ? Finanziaria 2007).
Messaggio INPS del 16 gennaio 2007: Ingresso nell'Unione Europea dei cittadini della
Romania e della Bulgaria.
Ministero dell'Interno, circolare n. 3 del 3 gennaio 2007: Ingresso nell'Unione Europea
dei cittadini della Romania e della Bulgaria. Procedure presso gli sportelli unici per
l'Immigrazione.
Ministero della Solidarietà Sociale, circolare n. 36 del 29 dicembre 2006: Ripartizione
territoriale delle quote inutilizzate per lavoro subordinato non stagionale di cui al DPCM
del 15.02.2006 concernente flussi di ingresso per lavoratori extracomunitari per l'anno
2006.
Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, circolare 13 dicembre 2006 n. 34:
Procedure e modalità di rilascio del nullaosta al lavoro subordinato per cittadini
extracomunitari nel settore dello spettacolo.
Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, circolare 5 dicembre 2006: Direttiva
sui diritti dello straniero nelle more del rinnovo del permesso di soggiorno.
Messaggio INPS 16 ottobre 2006 Messaggio n. 27641: Direttiva del Ministero
dell'Interno n. 11050/(8) del 5/8/06 sui "Diritti dello straniero nelle more del rinnovo del
permesso di soggiorno". Adempimenti relativi.
Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, 7 settembre 2006: art. 9, D.Lgs. n.
124/2004 - risposta istanza di interpello in materia di assunzione ai sensi dell'art 40,
comma 21, D.P.R. n. 394/1999, come modificato dal D.P.R. n. 334/2004 (infermieri
professionali extraUE residenti ancora all'estero).
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Acquisizione di servizi per la promozione dell’integrazione sociale e lavorativa di cittadini stranieri adulti sul territorio regionale
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Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, 29 agosto 2006, Risposta
all'interpello ai sensi dell'art. 9 del D.Lgs. n. 124/2004 ? art. 22, comma 7, del D.Lgs. n.
286/1998.
Ministero della Solidarietà Sociale, circolare n. 21 del 31 luglio 2006: Rinuncia al
regime transitorio in materia di libera circolazione dei lavoratori nei nuovi Paesi membri
dell'Unione Europea.
Ministero dell'Interno, circolare 28 luglio 2006: Impiego irregolare di mano d'opera
straniera.
Ministero Interno comunicazione 7 luglio 2006. Flussi di ingresso lavoratori stranieri
2006. Subentro in caso di decesso del datore di lavoro o di cessazione d'azienda.
Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, circolare 25 maggio 2006: Rapporti di
lavoro di breve durata con lo straniero - risposta all'interpello ai sensi dell'art. 9 D.Lgs.
n. 124/2004.
Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, circolare n. 7 del 7 marzo 2006:
disposizioni applicative relative al D.P.C.M. del 15.02.2006 concernente
"Programmazione dei flussi di ingresso dei lavoratori extracomunitari nel territorio dello
Stato per l'anno 2006".
Ministero dell'Interno, circolare 30 maggio 2005
Ministero delle Attività Produttive, Circolare n. 3589/C, 20 luglio 2005: D.P.R.
18.10.2004, n. 334. Regolamento recante modifiche ed integrazioni al D.P.R. 31
agosto 1999, n. 394, in materia di immigrazione.
Circolare INPS 4 febbraio 2005: Importo dei contributi dovuti per l'anno 2005 per i
lavoratori domestici.
Presidenza del Consiglio dei Ministri, Parere n. 196/04 Cittadini extracomunitari accesso al lavoro alle dipendenze della pubblica amministrazione.
Giurisprudenza - Corte Costituzionale
• Corte Costituzionale, sentenza n. 218 del 18 giugno 2007
• Corte Costituzionale, sentenza n. 44 del 5 febbraio 2007
• Corte Costituzionale - Sentenza n. 240 del 22 giugno 2006
Corte di Cassazione
• Corte di Cassazione, sentenza n. 21067 anno 2007
• Corte di Cassazione, Prima Sezione Civile, Sentenza n. 1649/2007
• Corte di Cassazione, sentenza n. 37409, anno 2006
• Corte di Cassazione- Sez. I Penale - Sentenza n. 152621
Tribunali amministrativi
• Consiglio di Stato, decisione n. 2448 anno 2008
• Consiglio di Stato, decisione n. 1846 anno 2008
• Tribunale Amministrativo del Piemonte, sentenza n. 615 del 14 aprile 2008
• Consiglio di Stato, decisione n. 1129 anno 2008
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Acquisizione di servizi per la promozione dell’integrazione sociale e lavorativa di cittadini stranieri adulti sul territorio regionale
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Consiglio di Stato, decisione n. 1128 anno 2008
Consiglio di Stato, decisione n. 1121 anno 2008
Consiglio di Stato, decisione n. 101 anno 2008
Tribunale Amministrativo del Veneto, sentenza n. 140 anno 2008
Tribunale Amministrativo del Veneto, sentenza n. 16 anno 2008
Tribunale Amministrativo della Campania, sentenza n. 35 anno 2008
Consiglio di Stato, decisione n. 108 anno 2008
Tribunale Amministrativo della Lombardia, sez. Brescia, sentenza 25 ottobre 2007
Consiglio di Stato, decisione n. 3685 anno 2007
Consiglio di Stato, decisione n. 3663 anno 2007
Consiglio di Stato, decisione n. 2594 anno 2007
Tribunale Amministrativo del Veneto, sentenza n. 2345 anno 2007
Tribunale Amministrativo del Lazio, sentenza del 12 aprile 2007
Consiglio di Stato, decisione n. 1024 anno 2007
Tar Puglia, sentenza n. 539 del 20 febbraio 2007
TAR Veneto, n. 3213 dell'8 giugno 2006
Consiglio di Stato - Sentenza del 31 marzo 2006 - n. 4
Consiglio di Stato - Sentenza del 31 marzo 2006 - n. 5
Sentenza n. 606 del 15 marzo 2006? TAR Veneto
Tribunali di merito
•
Tribunale di Milano, ordinanza del 30 maggio 2008
•
Tribunale Milano, 18 maggio 2006
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Acquisizione di servizi per la promozione dell’integrazione sociale e lavorativa di cittadini stranieri adulti sul territorio regionale
Appendice
Le Buone Prassi rilevate all’interno delle attività di Obiettivo Lavoro
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Acquisizione di servizi per la promozione dell’integrazione sociale e lavorativa di cittadini stranieri adulti sul territorio regionale
Le strategie, le metodologie e gli strumenti adottati da Obiettivo Lavoro
________________________________________________________________________
Dati quantitativi a livello nazionale rilevati dal Bilancio Sociale 2007 di Obiettivo
Lavoro SpA
Nel 2007, percentualmente Obiettivo Lavoro ha raccolto un numero di curriculum vitae
corrispondente al 26,29% sul totale dei curriculum acquisiti.
I Lavoratori stranieri reclutati dall’estero sono risultati pari a 801
Di cui:
• 353 per il settore sanitario
• 320 per il settore industriale
• 229 per il settore edile
• 49 per il settore della Grande Distribuzione Organizzata
Significativo il dato relativo all’aumento dell’occupazione da immigrazione: dal 25% del
2006 si è passati al 29% del 2007 (+4 punti percentuali). I lavoratori stranieri impiegati da
Obiettivo Lavoro sono rappresentativi di 154 nazionalità differenti (le nazionalità di
provenienza sono coerenti con il dato occupazionale complessivo).
Tabella delle prime 20 nazionalità rappresentate dai lavoratori di Obiettivo Lavoro
Le prime 20
Romania
Marocco
Perù
Senegal
Albania
Polonia
Ecuador
Brasile
Nigeria
Moldavia
Ucraina
Egitto
Ghana
India
Bangladesh
Germania
Tunisia
Serbia
Camerun
Pakistan
% su somministrati
6,6%
2,1%
1,4%
1,2%
1,1%
1,1%
1,0%
0,9%
0,8%
0,7%
0,6%
0,6%
0,6%
0,5%
0,4%
0,4%
0,4%
0,4%
0,3%
0,3%
% su totale stranieri
23,2%
7,3%
5,0%
4,3%
4,0%
3,7%
3,4%
3,0%
2,9%
2,3%
2,1%
2,1%
2,0%
1,9%
1,6%
1,6%
1,4%
1,2%
1,2%
1,2%
52
Acquisizione di servizi per la promozione dell’integrazione sociale e lavorativa di cittadini stranieri adulti sul territorio regionale
I cittadini stranieri coinvolti in percorsi formativi con utilizzo del fondo Forma.Temp sono
risultati pari a 2.461.
La loro frequenza ai corsi è stata pari all’86,2% contro un dato medio nazionale del 93,4%.
Tipologie di formazione e numero di cittadini stranieri coinvolti
Tipologia
Formazione base
Formazione professionale
Formazione continua (ECM)
Formazione a distanza
Numero stranieri formati
1.022
549
535
16
Il dato evidenzia che Obiettivo Lavoro ha realizzato per i cittadini stranieri da
accompagnare al lavoro un numero più elevato di corsi di formazione di base rispetto ai
corsi professionalizzanti. Ciò a seguito di:
•
una maggiore capacità ed esperienza professionale di partenza degli immigrati
•
una precisa volontà di proporre all’impresa cliente un lavoratore che sia in grado di
relazionarsi meglio nel contesto organizzativo e di socializzazione attraverso una
miglior padronanza della lingua italiana.
Strumenti formativi innovativi
Al fine di facilitare l’apprendimento della lingua italiana, Obiettivo Lavoro ha realizzato due
DVD: “Parlo italiano” e “Italiano per infermieri”. Il primo è dedicato a futuri lavoratori
frequentanti i corsi di italiano di base ed è di supporto alla docenza più tradizionale
realizzata in aula con metodologia frontale. Il secondo sviluppa l’apprendimento
dell’italiano specialistico per quegli infermieri che, dal Sud America e dai paesi dell’Est
Europa, hanno trovato in Italia la possibilità di una occupazione.
Un modello di successo per la formazione di cittadini stranieri da impiegare nel
settore sanitario: l’Accademia della Sanità
Con riferimento al settore sanitario, Obiettivo Lavoro ha costituito “l’Accademia della
Sanità” a Legnaro (PD) riservata agli immigrati provenienti dall’estero.
L’Accademia della Sanità è stata progettata per diventare il raccordo e il punto di
riferimento per ogni infermiere presente in Italia, dal momento in cui viene selezionato
all’estero, fino a quando, eventualmente, ripartirà per rientrare nel paese d’origine.
Nel 2007 l’Accademia ha accolto 259 cittadini stranieri provenienti da 9 paesi diversi, con
permanenza media di un mese.
53
Acquisizione di servizi per la promozione dell’integrazione sociale e lavorativa di cittadini stranieri adulti sul territorio regionale
Tabella relativa al numero di cittadini stranieri per paese d’origine
Romania: 128
Polonia: 21
Ucraina: 9
Brasile: 5
India: 1
Perù: 76
Serbia: 10
Paraguay: 6
Albania: 3
Il processo di servizio che viene messo in atto comprende:
•
servizio di prima accoglienza
•
mediazione socio-culturale
•
attività di formazione
•
tirocinio professionalizzante
•
accompagnamento al lavoro
La centralizzazione delle attività consente di sviluppare meglio le “buone prassi”, renderle
omogenee, rendere più efficace tanto l’inserimento al lavoro che l’integrazione sociale.
Gli obiettivi dell’Accademia e le attività che ne derivano sono parte fondamentale del
servizio che Obiettivo Lavoro offre tanto in via diretta ai lavoratori, che in via derivata alle
Imprese clienti di un settore critico quale quello della Sanità.
In Accademia si lavora quotidianamente sulle aree che seguono in elenco.
Integrazione sociale e lavorativa di lavoratori migranti che operino nella Sanità con
contratto di somministrazione, attraverso il miglioramento delle competenze linguistiche,
per un più condiviso apprendimento delle norme e delle consuetudini di cittadinanza e di
vita quotidiana del nostro Paese.
Servizi di accoglienza e mediazione socio-culturale che tengano conto delle specificità
culturali e linguistiche degli stranieri e delle buone prassi in materia di orientamento
professionale. Per ogni etnia è previsto il supporto di un mediatore, presente
quotidianamente in Accademia, che si occupa dell’accoglienza, di risolvere eventuali
criticità, di orientare l’allievo nella struttura. Ogni documento riportante le informazioni
necessarie all’allievo è tradotto nelle varie lingue, dal regolamento interno all’Accademia
alle indicazioni sull’ottenimento della tessera sanitaria, alle indicazioni per raggiungere le
città più vicine. Il menù relativo ai pasti è tradotto e personalizzato a seconda delle
preferenze culinarie delle varie etnie. Anche la gestione del tempo libero è guidata dal
mediatore culturale, e visite didattiche o gite domenicali rientrano in un preciso piano
formativo.
Percorsi formativi ad hoc per lavoratori migranti stranieri di questo specifico settore.
Buone prassi per migliorare il disbrigo delle pratiche amministrativo-burocratiche con le
istituzioni italiane territoriali preposte (Questura, Ufficio delle Entrate, Enti Locali, Parti
Sociali). In particolare viene condivisa e formalizzata una buona prassi per l’iscrizione
obbligatoria all’IPASVI.
54
Acquisizione di servizi per la promozione dell’integrazione sociale e lavorativa di cittadini stranieri adulti sul territorio regionale
Convenzioni con i servizi socio-sanitari territoriali, pubblici e privati, per lo svolgimento di
un periodo qualificante di tirocinio professionalizzante che favorisca l’acquisizione diretta
del mercato del lavoro, le esigenze e le aspettative delle Imprese pubbliche e private di
settore (utilizzo del tirocinio professionalizzante anche come strumento che faciliti la
preselezione del personale senza obblighi di assunzione).
Sviluppo e valorizzazione del capitale umano mediante un software che aggiorna l’iter
professionale e formativo delle Persone presso la struttura. L’Accademia monitora le
competenze maturate e disponibili (libretto formativo, portfolio delle competenze, curricula
professionali), facilita il matching tra le competenze disponibili e le nuove opportunità
lavorative offerte dal mercato del lavoro, sviluppa piani di carriera individuali.
Integrazione operativa e sicurezza sul lavoro, insegnando ad operare in un contesto sociosanitario con comportamenti adeguati alla prevenzione dei rischi ed infortuni; rilevando
criticità e rischi presenti negli ambienti di lavoro anche in rapporto a comportamenti
soggettivi; utilizzando correttamente le precauzioni, i dispositivi di protezione individuali e
le attrezzature.
Un modello di successo per il reclutamento, la selezione e la pre-formazione di
cittadini stranieri in possesso di professionalità di tipo specialistico: le esperienze
condotte nell’ambito dell’art.23 del Decreto Lgs.vo 286/98
Il contesto di legge nel quale Obiettivo Lavoro ha sviluppato i progetti sotto elencati, è
quello previsto dall’art.23 del Decreto Lgs.vo 286/98 riguardante la selezione e la
formazione professionale all’estero di personale specializzato da inserire nel mercato del
lavoro italiano.
Si tratta di progetti nati in partnership con il Ministero del Lavoro e alcune Agenzie
Regionali del Lavoro, che li hanno promossi e sostenuti lungo tutto l’arco dell’attività.
In ciascuno dei progetti che seguono, Obiettivo Lavoro (avvalendosi di una rete di
stakeholder consolidata) si è occupato direttamente dei processi di selezione e
formazione, individuando le imprese di inserimento degli stessi lavoratori.
•
Progetto macellai ucraini – Agenzia regionale del lavoro della Regione Emilia
Romagna
•
Progetto gruisti Ucraina – Agenzia regionale del lavoro della Regione Veneto
•
Progetto tecnici radiologi peruviani - Agenzia regionale del lavoro della Regione
Veneto
•
Progetto conciatori specializzati brasiliani - Agenzia regionale del lavoro della
Regione Veneto
•
Progetto metalmeccanici specializzati bosniaci – Agenzia regionale del lavoro della
regione Friuli Venezia Giulia
•
Progetto edili specializzati repubblica moldova - Agenzia regionale del lavoro della
Regione Veneto
•
Progetto edili specializzati – Agenzia regionale del lavoro della regione Emilia
Romagna
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Acquisizione di servizi per la promozione dell’integrazione sociale e lavorativa di cittadini stranieri adulti sul territorio regionale
La formazione ha avuto una durata di 120 ore, durante le quali i lavoratori hanno appreso
nozioni di lingua italiana di base, la terminologia tecnica, le normative sui diritti e doveri del
cittadino e le normative sulla sicurezza e prevenzione sul lavoro previste in Italia.
Le buone prassi di Obiettivo Lavoro per la facilitazione dell’integrazione sociale e
lavorativa dei propri lavoratori.
L’ingresso in Italia
Prima dell’ingresso dei lavoratori in Italia, Obiettivo Lavoro attiva la propria struttura per la
loro accoglienza. I lavoratori vengono presi in carico nei punti di arrivo (aeroporti, stazione
dei treni, autolinee) dal personale di Obiettivo Lavoro che li accompagna nelle strutture
alberghiere di prima residenza dove inizieranno, a partire dal giorno successivo, la
formazione propedeutica all’inserimento professionale.
Subito dopo l’arrivo, infatti, i lavoratori seguono per 2/3 settimane un corso di
perfezionamento della lingua italiana e di preparazione alle normative di sicurezza sul
lavoro.
L’attività riservata agli infermieri professionali (come rilevabile nel paragrafo dedicato) è più
approfondita e prevede anche lo svolgimento di un tirocinio professionalizzante presso una
struttura sanitaria (preferibilmente quella in cui è previsto l’inserimento lavorativo).
Durante questo periodo di formazione in Italia, Obiettivo Lavoro predispone gli alloggi per
l’inserimento dei lavoratori, nelle vicinanze del posto di lavoro assegnato.
Lo standard degli alloggi affittati da Obiettivo Lavoro è tale da ospitare, di norma, 4
persone per unità abitativa con 2 posti letto per camera, oltre a soggiorno, bagno e cucina.
Il contributo a carico del lavoratore, per alloggio, salvo diversi accordi con l’impresa
Cliente, è compreso in un range definito che si attesta su una media di 250,00 euro
onnicomprensivi.
Gli alloggi, completamente arredati, vengono preparati con tutto il necessario: stoviglie,
coperte, biancheria, lavatrice, spesa alimentare di prima accoglienza sufficiente a coprire il
fabbisogno alimentare per la prima settimana.
L’assistenza all’espletamento delle procedure burocratiche e l’accompagnamento al
lavoro
Durante le prime due settimane i lavoratori vengono accompagnati nelle varie strutture per
l’ottenimento della documentazione necessaria all’assunzione e alla residenza in Italia.
Al termine della formazione i lavoratori vengono accompagnati presso l’impresa cliente per
l’inizio dell’attività.
Durante l’intero arco della missione viene verificato con il cliente che la qualità del
lavoratore corrisponda alle aspettative e con il lavoratore che non si verifichino problemi di
adattamento al di fuori e all’interno dell’impresa.
La fidelizzazione dei lavoratori
Per fidelizzare i propri lavoratori Obiettivo Lavoro si impegna su più fronti al miglioramento
delle loro condizioni lavorative e di vita quotidiana. Si pone infatti gli obiettivi di:
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Acquisizione di servizi per la promozione dell’integrazione sociale e lavorativa di cittadini stranieri adulti sul territorio regionale
•
•
•
•
assumere il lavoratore a tempo indeterminato
sostenere il lavoratore per la richiesta di ricongiungimento familiare
ricercare opportunità di inserimento professionale del congiunto
assistere il lavoratore nella fase di rinnovo della documentazione necessaria alla
residenza regolare in Italia.
Conclusione della missione lavorativa
Quando la missione si conclude, ed il cliente non intende rinnovarla (ad esempio nel
settore edile con la conclusione dei lavori di cantiere) Obiettivo Lavoro programma con il
lavoratore il suo ricollocamento presso altri clienti per garantirgli la continuità di
occupazione.
Esemplificazione di un processo: la preparazione all’ingresso e la formazione di 12
cittadini romeni – luglio / settembre 2008
Nell’ambito di realizzazione delle attività previste dall’appalto, Obiettivo Lavoro ha
monitorato gli esiti di un intervento progettato e attuato al fine di proporre alle proprie
imprese clienti saldatori qualificati. L’intervento, si è articolato nelle seguenti fasi:
• reclutamento e selezione;
• formazione di adeguamento competenze (linguistiche e tecnico-professionali) svolta in
Italia;
• valutazione delle conoscenze e delle competenze acquisite;
• accompagnamento all’inserimento lavorativo
Il reclutamento e la selezione dei lavoratori
Sulla base della conoscenza del mercato del lavoro e in relazione all’esperienza maturata,
la divisione specializzata nel settore metalmeccanico di Obiettivo Lavoro, data la carenza
di saldatori MIG-MAG sul territorio, ha provveduto a progettare e a realizzare un intervento
di formazione e adeguamento competenze rivolto a 12 carpentieri romeni.
La valutazione dell’adeguatezza della persona in relazione alle conoscenze, alle
competenze, alle qualità espresse, nonché alle aspettative e alla motivazione ad
intraprendere un percorso formativo finalizzato a lavorare in Italia in qualità di saldatore, è
stata realizzata mediante rilevazione e compilazione dei dati presenti nella scheda sotto
riportata.
Esemplificazione dei dati contenuti nella scheda professionale elaborata da Obiettivo
Lavoro Romania
Sezione 1 - Dati anagrafici
•
Posizione (es. Carpentiere confezioni metalliche)
•
Cognome e Nome
•
Data e luogo di nascita
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•
Recapito telefonico
•
Indirizzo
•
Stato civile (es. coniugato con due figli di 19 e 20 anni)
•
Patente
Sezione 2 - Studi e Formazione
(es. qualifica di carpentiere meccanico conseguita nel 1980 presso un istituto
professionale)
Sezione 3 - Esperienze Professionali
•
Profilo (es. carpentiere meccanico)
•
Azienda
•
Settore
•
Attività svolte (es. montaggio raccordi, costruzione metallica per colonne, utilizzo
di materiali in inox e acciaio, …)
Sezione 4 - Patentini
•
(es. nessuno)
Sezione 5 - Lingue straniere conosciute
•
(es. italiano a livello di base)
Sezione 6 - Disponibilità
•
(es. immediata, interesse per contratto di durata almeno annuale)
Sezione 7 - Valutazione
•
(es. ampia esperienza nella manutenzione e riparazione, si dimostra attento e
proattivo)
Sezione 8 - Prova pratica
•
(es. ha effettuato una buona prova pratica di carpenteria a Bucarest il 17/07/08;
dimostra velocità nella realizzazione del cubo, buona capacità di lettura del
disegno tecnico)
Formazione di adeguamento competenze
La formazione di adeguamento delle conoscenze e competenze, in questo caso, è
avvenuta interamente in Italia in quanto la tempistica di inserimento lavorativo delle
persone non consentiva una formazione linguistica nel paese d’origine. In considerazione
di ciò, le persone selezionate avevano già una pregressa, seppur limitata, conoscenza
della lingua italiana.
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Acquisizione di servizi per la promozione dell’integrazione sociale e lavorativa di cittadini stranieri adulti sul territorio regionale
L’intervento formativo è stato articolato su due momenti: il primo è stato realizzato presso
La Casa Vacanze “Alle Lagune” di Mestre (VE); una struttura di prima accoglienza e
formazione linguistica con la quale Obiettivo Lavoro è convenzionata.
Durata: il corso ha previsto una durata di 40 ore.
Obiettivi formativi: il progetto formativo ha avuto l’obiettivo di fare acquisire agli allievi le
competenze base della lingua italiana in modo da consentire l’inserimento lavorativo e
favorire l’integrazione nel nuovo contesto sociale.
Contenuti didattici: il progetto formativo si è sviluppato su due moduli distinti:
Modulo n. 1. Comunicazione (durata 2 ore)
• Le basi della comunicazione interpersonale: messaggi verbali, paraverbali e non
verbali
• Il ruolo delle aspettative e dei pregiudizi
• Contenuto e relazione del messaggio: che cosa dico e come lo dico
• La distorsione delle informazioni: generalizzazione, cancellazione e deformazione
• Ascolto attivo
• Saper presentare la propria immagine in ambito lavorativo
• Sapere interpretare le informazioni
Modulo n. 2. Italiano per stranieri (durata 38 ore)
• Italiano sociale:
- Fare acquisti: i cibi e le bevande, i numeri, le ore, le parti del giorno, i giorni della
settimana, i mesi
- I mezzi di trasporto
- Orientarsi in città
- Le Istituzioni Pubbliche
- Chiedere e dare informazioni
- Raccontare le attività quotidiane e del tempo libero
• Italiano grammaticale:
- L'alfabeto, gli articoli determinativi e indeterminativi, i sostantivi, i generi e i numeri
- I pronomi
- Gli aggettivi: possessivi, dimostrativi
- Le preposizioni semplici ed articolate
- Gli avverbi
- Il verbo avere ed essere
- Le tre coniugazioni
- Le frasi affermative, interrogative e negative
- I modi: indicativo
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Acquisizione di servizi per la promozione dell’integrazione sociale e lavorativa di cittadini stranieri adulti sul territorio regionale
-
La pronuncia
Lettura e comprensione di brani
Riassumere un testo
Produzione orale
Metodologia didattica
La metodologia didattica prevista è di tipo interattivo e partecipativo. Prevede l’alternanza
di momenti espositivi (lezioni frontali caratterizzate da dialogo, con utilizzo di strumenti
audiovisivi e multimediali) e attività di lavoro di gruppo (per favorire lo scambio fra
partecipanti, avviare il processo di riconoscimento dei membri appartenenti al gruppo
classe, socializzare e confrontare conoscenze abilità e stili acquisiti nelle singole realtà
produttive da ogni allievo) La socializzazione di esperienze e conoscenze determina un
valore aggiunto dal punto di vista motivazionale necessario alla crescita del livello
qualitativo dell'impianto formativo approntato.
Il secondo intervento formativo è stato di tipo tecnico-professionale al fine di fornire agli
allievi le conoscenze e le competenze necessarie per essere impiegato in qualità di
“Saldatore MIG-MAG e TIG”.
Durata: 110 ore di formazione (48 ore di teoria e 62 ore di laboratorio)
Sede di svolgimento:
•
la formazione teorica si è svolta a Mestre (VE) presso la Casa Vacanze “Le Lagune”
•
la formazione pratica si è svolta a Finale Emilia (Mo) presso l’ente formativo Feba
Consulting System srl
Profilo professionale in uscita: SALDATORE MIG-MAG e TIG
Il saldatore è un operaio specializzato in grado di eseguire in maniera autonoma ed
utilizzando le dovute conoscenze, le tecniche ed i materiali più idonei e le saldature di parti
che compongono il manufatto. Il saldatore, per svolgere al meglio il proprio lavoro deve
essere in grado di leggere ed interpretare la documentazione tecnica predisposta,
scegliere ed applicare i mezzi ed i metodi più idonei per effettuare le diverse tipologie di
saldatura, pulire e preparare - con l'ausilio di utensili e di apparecchi idonei le superfici da
saldare, posizionare e fissare i pezzi, eseguire la saldatura ed effettuare i trattamenti
successivi (rifinitura, asportazione di eventuali sbavature e verifica della tenuta della
saldatura). Deve inoltre controllare il lavoro; eseguire la manutenzione e il controllo degli
utensili, degli apparecchi e degli impianti utilizzati; registrare i dati tecnici relativi al
processo lavorativo utilizzando i moduli predisposti dall'azienda. L'esecuzione di una
saldatura rappresenta un'operazione complessa che richiede competenze specifiche
anche in relazione al tipo di saldature effettuate dalle imprese e dei manufatti da saldare.
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Acquisizione di servizi per la promozione dell’integrazione sociale e lavorativa di cittadini stranieri adulti sul territorio regionale
Obiettivi
Il presente progetto è finalizzato a fare acquisire ai futuri lavoratori le conoscenze
specialistiche indispensabili per svolgere l'attività richiesta dalle imprese facilitando
l'acquisizione di procedure e metodologie standard e conformi alle logiche aziendali.
In particolare, il percorso formativo si propone di:
• orientare i partecipanti al profilo professionale per consentirgli un adeguato
inserimento lavorativo futuro
• sviluppare la formazione di legge e quella specifica relativa alla sicurezza e
prevenzione nel luogo di lavoro
• fare acquisire agli allievi le conoscenze e le competenze necessarie per utilizzare le
attrezzature e le strumentazioni predisposte
• fare conoscere agli allievi la realtà lavorativa, i processi e le attività
• fare conoscere agli allievi le diverse modalità di saldatura: MIG-MAG e TIG
• fare acquisire agli allievi le conoscenze e competenze necessarie per utilizzare le
macchine adibite a modellare, piegare, stampare e formare metalli a caldo e a freddo
• fornire agli allievi le conoscenze relative al lavoro temporaneo ed ai diritti e doveri
conseguenti
Moduli formativi
TECNICHE DI COMUNICAZIONE
Durata: 02 ore
Obiettivi: favorire l'instaurarsi di un clima positivo all'interno del gruppo d'aula e facilitare
l'apprendimento; definire regole e comportamenti finalizzati al rispetto ed alla cooperazione
fra i partecipanti.
Contenuti:
•
la conoscenza dell'altro
•
collaborazione e partecipazione
Metodologia: lezione teorica frontale
Sede di svolgimento: Mestre
SICUREZZA E PREVENZIONE SUL LUOGO DI LAVORO
Durata: 08 ore
Obiettivi: Responsabilizzare gli allievi in materia di prevenzione e sicurezza del lavoro.
Favorire l'acquisizione di un corretto comportamento lavorativo rispettoso della sicurezza,
riferita anche al contesto specifico del profilo in uscita dal percorso formativo.
Contenuti:
•
La normativa comunitaria ed il Dlgs. 626/94 e successive modificazioni in materia di
sicurezza e prevenzione sul lavoro, gli impianti di sicurezza delle strutture aziendali, i
responsabili aziendali di riferimento per la sicurezza e la salute sul luogo di lavoro.
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Acquisizione di servizi per la promozione dell’integrazione sociale e lavorativa di cittadini stranieri adulti sul territorio regionale
•
Specifiche norme e procedure di sicurezza nelle operazioni di saldatura, piegatura e
taglio dei metalli, e riguardo ai particolari dispositivi di protezione individuali utilizzati
nel settore di riferimento.
Metodologia: lezione teorica frontale, lezione pratica in laboratorio
Sede di svolgimento: 4 ore a Mestre (VE) e 4 ore a Finale Emilia (Mo)
DIRITTI E DOVERI DEL LAVORATORE TEMPORANEO
Durata: 04 ore
Obiettivi: Favorire la conoscenza del mercato del lavoro e consentire agli allievi di inserirsi
efficacemente nelle imprese in qualità di lavoratori temporanei.
Contenuti:
• Le principali normative del mercato del lavoro in Italia (L.196/97 e L.30/03), le
caratteristiche del lavoro temporaneo, diritti e doveri del lavoratore temporaneo.
Metodologia: lezione teorica frontale – Docenza Sindacale
Sede di svolgimento: Mestre (VE)
ITALIANO TECNICO
Durata: 22 ore
Obiettivi: corretta capacità dell'uso della lingua italiana nel contesto lavorativo di riferimento
Contenuti:
•
vocabolario tecnico,
•
nomenclatura delle attrezzature e dei materiali utilizzati in laboratorio,
•
tecnologie di lavorazione,
•
strumenti di lavoro
Metodologia: lezione teorica frontale
Sede di svolgimento: Mestre (VE)
CARATTERISTICHE DEI MATERIALI: CONOSCENZA DEGLI ACCIAI, MATERIALI
D’APPORTO E GAS DI SALDATURA
Durata: 16 ore
Obiettivi: tecnologia dei materiali saldabili, le reazioni dei materiali stessi alle sollecitazioni
meccaniche e la loro resistenza.
Contenuti:
•
Classificazione materiali da saldare
•
Acciai al carbonio (Ferro)
•
Acciaio INOX
•
Cenni di nomenclatura acciai (AISI 304 / 316 ecc)
•
Cenni sui vari tipi di acciaio e la loro saldabilità
•
Materiali d’apporto (Filo nella saldatura MIG-MAG)
•
Tipi di filo per la saldatura MIG-MAG
•
Gas di saldatura nella saldatura MIG-MAG
•
Perché si utilizza un gas nella saldatura MIG-MAG
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Acquisizione di servizi per la promozione dell’integrazione sociale e lavorativa di cittadini stranieri adulti sul territorio regionale
•
Tipi di GAS nella saldatura MIG-MAG (miscele Argon/C02)
•
La scelta della miscela in relazione al tipo di materiale da saldare
•
Le miscele utilizzate
Metodologia: lezione teorica frontale
Sede di svolgimento: Mestre (VE)
TECNICHE DI SALDATURA
Durata: 58 ore
Obiettivi: consentire agli allievi di svolgere con sufficiente autonomia il ruolo di saldatore di
particolari meccanico-tecnologici con i differenti metodi di saldatura: MIG - MAG e TIG. Gli
allievi dovranno essere in grado di valutare la qualità della saldatura realizzata, registrare
anomalie nel funzionamento degli utensili ed eseguire operazioni per la manutenzione
ordinaria delle macchine che utilizzano.
Contenuti:
•
Conoscenza del generatore
•
Preparazione dei lembi alla saldatura
•
Saldatura testa testa
•
Sovrapposizione A 90 gradi
•
Saldatura spessori da 3 mm a 12 mm
•
Saldatura a tratti e in continuo
•
Utilizzo della torcia nella saldatura MIG-MAG
•
Controllo visivo della saldatura
•
Estetica e resistenza del cordone di saldatura
•
Difettosità
•
Pulizia dei cordoni di saldatura
•
Tipi di finitura
Metodologia: lezione pratica in laboratorio
La parte pratica del corso è tenuta da docenti con esperienza pluriennale nel settore della
saldatura.
Sede: Finale Emilia (Mo) - Feba Consulting System
Valutazione delle conoscenze e competenze acquisite
Al termine del percorso formativo i cittadini romeni erano in grado di comprendere bene
l’italiano (lettura, ascolto) mentre buona parte di loro dimostrava ancora difficoltà
nell’espressione verbale e scritta. L’analisi effettuata tramite utilizzo dell’applicativo
Flexibile nella modalità dell’intervista, ha potuto attestare l’acquisizione delle conoscenze e
delle competenze tecnico professionali.
Accompagnamento all’inserimento lavorativo
Mediante le modalità sopra descritte, Obiettivo Lavoro ha inserito al lavoro 11 persone
sulle 12 complessive selezionate e formate (12).
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Acquisizione di servizi per la promozione dell’integrazione sociale e lavorativa di cittadini stranieri adulti sul territorio regionale
A completamento della descrizione degli elementi che caratterizzano il processo di
reclutamento, selezione, formazione e accompagnamento all’inserimento lavorativo di
cittadini stranieri messo in atto da Obiettivo Lavoro, si riporta la sintesi della ricerca che la
Società ha commissionato a IRES CGIL conclusasi nell’aprile 2008.
La ricerca è stata diretta da Giovanna Altieri con la collaborazione di Francesca Dota e di
Emanuele Galossi.
IL PROCESSO DI RECLUTAMENTO E SELEZIONE ALL’ESTERO DEI LAVORATORI
MIGRANTI
Obiettivo generale
La ricerca ha teso a verificare, attraverso il caso di Obiettivo Lavoro, se e a quali
condizioni, strategie di internazionalizzazione delle Agenzie del Lavoro e modelli di azione
tesi a reclutare direttamente sui mercati esteri lavoratori con profili professionali richiesti
dal mercato del lavoro italiano, creino alcune premesse per innestare processi virtuosi e
contrastare i rischi, sempre più difficili da governare, di ingressi clandestini di lavoratori
stranieri. La ricerca ha permesso, in particolare, di individuare punti di forza del servizio , in
termini di vantaggi offerti ai lavoratori e alle imprese utilizzatrici, ed eventuali aspetti critici,
sui quali sarebbe utile intervenire.
Oggetto e metodologia della ricerca
Nel percorso di ricerca ci si è avvalsi di dati quantitativi, al fine di ricostruire il profilo
tipologico dei lavoratori stranieri reclutati nei diversi Paesi, distinti per categoria
professionale e settore di inserimento strutturato. Sono state poi selezionate alcune realtàpaese (Perù, Romania, Ucraina, Brasile), rispetto alle quali è stata condotta un’indagine
diretta di carattere qualitativo, centrata sulle modalità organizzative dell’attività di
reclutamento avviata in questi contesti, sull’accompagnamento nel nostro Paese e sui
risultati prodotti in termini occupazionali e di inserimento sociale dei lavoratori.
Principali risultati
1.
Il processo di reclutamento
Un’attività preliminare dalla quale sembra dipendere il buon esito di tutto il processo di
reclutamento è la selezione dei lavoratori. Per questo OL mette in campo un team di
esperti che nel tempo hanno affinato i criteri e le modalità di selezione dei potenziali
candidati. Oltre alle competenze professionali e linguistiche, viene attribuita molta
importanza alla sfera motivazionale e al profilo psicologico del candidato. L’Agenzia svolge
anche ruolo di intermediazione culturale, in quanto fornisce informazioni sulla realtà socioculturale italiana. L’attività dell’Agenzia è favorita dal sostegno e dalla collaborazione
strategica con alcuni attori locali (enti di formazione, istituti di cultura italiana, università,
ordini professionali di categoria, agenzie per l’impiego pubbliche e private, ecc.) che,
inizialmente, consentono un primo contatto con i potenziali utenti da inserire nel processo
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Acquisizione di servizi per la promozione dell’integrazione sociale e lavorativa di cittadini stranieri adulti sul territorio regionale
e in itinere agevolano l’espletazione delle procedure previste per l’ingresso in Italia. La
promozione di partnership e di attività di collaborazione con attori locali, in grado di
“mediare” con l’offerta di lavoro straniera e con enti e istituzioni territoriali, sembra essere
la strategia più efficace per l’avvio e il consolidamento dell’attività di reclutamento e
selezione all’estero.
2.
I supporti nel percorso migratorio.
L’ attività è organizzata principalmente in tre macro-aree di intervento:
¾ attività di supporto e consulenza nell’espletamento delle pratiche burocratiche (sia nel
paese di origine che in Italia);
¾ formazione (linguistica; tecnico-professionale ecc.);
¾ accompagnamento lavorativo e di prima accoglienza in Italia.
Selezionati i potenziali candidati, OL ne avvia le pratiche burocratiche necessarie per
l’arrivo in Italia (visto di ingresso per lavoro, riconoscimento del titolo professionale per le
professionalità che lo richiedono, nullaosta per l’espatrio, ecc.). Questa attività di tutoring è
fondamentale, e consente ai lavoratori di orientarsi all’interno del “labirinto” burocratico, sia
nei contesti di origine, che nel sistema istituzionale italiano, ma soprattutto, OL rappresenta
per il lavoratore un “soggetto sociale” attivo in grado di offrire un’attività di supporto e di
consulenza decisiva per avviare il percorso migratorio: OL si fa carico temporaneamente
delle spese relative all’arrivo in Italia, oltre a reperire un alloggio, come previsto dalla
normativa.
Un impegno particolare è dedicato al trasferimento delle competenze linguistiche. A
seconda del profilo professionale, l’articolazione dei percorsi formativi comprende dal
semplice apprendimento della lingua italiana di base fino al linguaggio tecnico specifico
della professione. In questo modo, da una parte si agevola l’impresa cliente, che ha a
propria disposizione una manodopera specializzata in grado di inserirsi più facilmente nel
nuovo contesto di lavoro e, dall’altra, si offre al lavoratore un’occasione di formazione utile
all’inserimento socio-professionale. OL non si limita a garantire il match lavoratore-impresa
utilizzatrice, ma si impegna anche a favorire il più possibile una maggiore integrazione del
lavoratore nel contesto di lavoro. Questa strategia, peraltro, sembra assicurare una
“doppia fidelizzazione”, sia da parte del lavoratore che dell’azienda utilizzatrice. In ogni
caso, OL cerca di offrire nuove opportunità di lavoro al termine della missione sia in Italia,
ma anche nei Paesi di origine. E’, ad esempio, il caso di lavoratori edili romeni, che al
termine dell’esperienza lavorativa in Italia OL tenta di ricollocare nel mercato del lavoro
rumeno mediante l’inserimento in aziende italiane che hanno delocalizzato in Romania; OL
sta sperimentando anche strade alternative indirizzate alla ricapitalizzione dell’esperienza
di lavoro conseguita in Italia, di modo che la professionalità acquisita non venga
completamente perduta. Rientra in tale strategia l’istituzione di un fondo per l’accesso al
microcredito, al quale possono accedere tutti i lavoratori reclutati da OL che fanno ritorno
nei contesti di origine, utile alla realizzazione di attività imprenditoriali che consentano di
reinvestire le ulteriori competenze professionali acquisite durante l’esperienza migratoria.
65
Acquisizione di servizi per la promozione dell’integrazione sociale e lavorativa di cittadini stranieri adulti sul territorio regionale
3.
I vantaggi per i lavoratori
Questo circuito di inserimento nel mercato del lavoro italiano, potenzialmente rappresenta
per i lavoratori un’opportunità di lavoro regolare e tendenzialmente adeguato alle qualifiche
possedute. In tal senso, l’attività di intermediazione di OL, offre ai lavoratori stranieri un
canale di ingresso regolare nel sistema italiano, che in parte tende a sovrapporsi al circuito
informale alimentato dal funzionamento delle catene migratorie, che tendono a relegare i
lavoratori stranieri, anche quelli con buone credenziali educative e professionali, all’interno
di mercati del lavoro etnicizzati. L’indagine ha evidenziato un “passaparola” attivato dai
lavoratori soddisfatti del servizio; ciò ha prodotto l’inserimento in Italia di un’intera “catena”
di persone che si conoscono tra loro e che svolgono lo stesso lavoro.
Questa modalità di ingresso nel mercato del lavoro italiano sembra inoltre garantire ai
lavoratori non poche occasioni di lavoro stabile, anche se questa possibilità è tanto più
elevata quanto maggiore è la richiesta di una particolare figura professionale, come è il
caso degli infermieri professionali.
4.
I nodi critici
Il relativo buon funzionamento di questo modello, solo in parte consente di superare la
problematicità percepita dai lavoratori di una prospettiva a lungo termine nel lavoro in
somministrazione, vissuto come un lavoro a termine anche nei casi in cui l’Agenzia – per
garantirsi risorse stabili da somministrare a tempo determinato - propone una
stabilizzazione. Ciò può dar luogo ad una serie di criticità che possono mettere in
discussione il buon esito dell’attività di reclutamento avviata all’estero. Infatti, esiste il
rischio di una fuoriuscita dei lavoratori reclutati dal percorso individuato da OL. Sia perché
attratti da maggiori guadagni, anche se in mercati del lavoro paralleli e meno tutelati, sia
perché invogliati a cercare autonomamente prospettive di lavoro maggiormente adeguate
alle loro esigenze e che offrono maggiori possibilità di stabilizzazione.
5.
Le difficoltà da superare
¾ La burocrazia
Le maggiori difficoltà sono legate principalmente alla normativa e ai ritardi imposti
dalle procedure burocratiche, che difficilmente sono compatibili con i tempi di risposta
richiesti dalle aziende utilizzatrici. Queste criticità comportano delle difficoltà
soprattutto in termini di programmazione degli ingressi dei lavoratori e dell’effettivo
inserimento lavorativo in Italia. In tal senso, si auspica una progressiva
formalizzazione dei percorsi burocratici da seguire, anche perché la lentezza della
macchina burocratica italiana rischia di ostacolare non solo l’attività delle agenzie di
lavoro in somministrazione, ma di tutti i soggetti che si occupano di intermediazione e
che operano in maniera regolare e in piena trasparenza delle procedure.
¾ La concorrenza sleale
Questa attività è resa ancora più impervia dalla proliferazione di cooperative “spurie”
che alimentano, per alcuni segmenti professionali, un mercato parallelo rispetto a
quello primario nel quale agiscono le agenzie per il lavoro autorizzate. Tali
66
Acquisizione di servizi per la promozione dell’integrazione sociale e lavorativa di cittadini stranieri adulti sul territorio regionale
cooperative, infatti, offrono alle aziende un costo del lavoro più basso, rispetto alle
agenzie autorizzate che, invece, devono attenersi ai CCNL di riferimento. Tra l’altro,
questa azione di concorrenza sleale è resa possibile anche dal distorto funzionamento
del sistema di regolamentazione e di controllo da parte degli organi competenti. La
situazione paradossale è che tra i lavoratori, in particolare tra gli infermieri, è diffusa la
convinzione che la cooperativa offra un trattamento retributivo e contrattuale migliore
di quello offerto dall’Agenzia. In più, vi è una confusione rispetto alla condizione del
socio di cooperativa, spesso considerata una modalità di assunzione a tempo
indeterminato.
6.
Le potenzialità
Il percorso di reclutamento all’estero avviato da OL interessa un segmento del mercato del
lavoro particolarmente specializzato, con caratteristiche professionali e personali ben
definite. Si tratta, dunque, di un modello tendenzialmente auto selettivo, sebbene presenti
potenzialità di espansione, anche nell’ottica di una intensificazione della mobilità
internazionale, o meglio globale, dei lavoratori. Tuttavia, pur con i nodi critici messi in
evidenza dalla ricerca, il reclutamento diretto offre al sistema delle imprese italiane quei
lavoratori in possesso di determinate qualifiche e competenze professionali – sempre più
rare tra i lavoratori italiani – e al tempo stesso rappresenta per i lavoratori un’opportunità
che assume una valenza positiva soprattutto se confrontata con i tradizionali canali di
ingresso dei lavoratori stranieri. Canali non ufficiali e informali che riflettono, purtroppo, il
“normale” funzionamento del sistema italiano, che fatica a convogliare in un percorso
regolare e trasparente i flussi migratori e che tende a relegare anche lavoratori high-skill in
lavori dequalificati.
D’altra parte chi entra in Italia in maniera irregolare vede inevitabilmente compromessa –
perlomeno in una prima fase – la possibilità di accedere al mercato del lavoro regolare.
Circostanza, che viene scongiurata proprio dalla modalità di espatrio mediata dall’Agenzia.
Così come l’attività di accompagnamento e i servizi offerti da OL offrono l’opportunità di
intraprendere un percorso migratorio anche di breve durata e/o di effettuare esperienze di
lavoro all’estero ricapitalizzabili nei Paesi di origine. Una via per accelerare processi di
mobilità internazionale temporanea, senza i rischi umani e sociali che produce l’esperienza
migratoria con sradicamento dai Paesi di origine.
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Acquisizione di servizi per la promozione dell’integrazione sociale e lavorativa di cittadini stranieri adulti sul territorio regionale
I punti di forza e di debolezza letti attraverso uno studio comparativo 2
Variabili di
contesto
Rapporti
istituzionali e
partnership
con attori
territoriali
Attività di
recruiting e
selezione dei
lavoratori
Attività di
formazione
Punti di forza
Punti di debolezza
Criticità
Potenzialità
Creazione di una rete di
sostegno e collaborazione
indispensabile:
** per l’individuazione del bacino
di utenti potenziali;
per l’attività di supporto tecnico;
** per favorire una
organizzazione sistematica delle
procedure da espletare.
Mancanza di strutture e risorse
locali per le attività di
formazione.
Difficoltà ad accedere a sistemi
informativi per l’individuazione
del target di utenza.
Difficoltà di rapporto con le
istituzioni locali.
Limitata presenza delle strutture
consolari.
Riguarda un segmento del
mercato del lavoro
particolarmente specializzato,
con caratteristiche professionali
e personali ben definite.
Funzionale soprattutto a
lavoratori e lavoratrici con
progetti migratori di breve
durata.
Per alcuni settori l’attività
formativa è indirizzata solo alla
Impossibilità ad avviare e
consolidare un’attività strutturata
di reclutamento.
Lentezza nel disbrigo delle
pratiche burocratiche necessarie
all’ingresso in Italia
Consolidare e strutturare un’efficiente attività
di reclutamento in grado di rispondere sia
all’esigenze dei lavoratori che a quelle delle
imprese.
Garanzia della trasparenza delle procedure
dell’organizzazione delle attività.
Criteri e modalità di selezione:
** valutazione competenze
linguistiche;
** valutazione competenze
professionali;
** valutazione sfera
motivazionale;
** tipologia figure coinvolte nel
processo di selezione.
Garantire competenze
linguistiche (di base e tecniche)
Difficoltà ad estendere il
Match domanda/offerta di lavoro.
processo di reclutamento
Fidelizzazione delle aziende clienti.
all’estero per la maggior parte
Fidelizzazione dei lavoratori.
dei lavoratori disponibili alla
migrazione.
Scarsa incidenza sulla domanda
complessiva di lavoro espressa
dalle imprese.
Mancata crescita professionale Possibilità per le aziende utilizzatrici di poter
di alcuni profili di lavoratori.
contare su risorse già formate.
Per l’elaborazione dello studio comparato è stato utilizzato un modello di analisi sul tipo della SWOT Analisys, in cui ai termini minacce e opportunità, sono stati
sostituiti i termini criticità e potenzialità che nel nostro caso sembrano più confacenti.
2
68
Acquisizione di servizi per la promozione dell’integrazione sociale e lavorativa di cittadini stranieri adulti sul territorio regionale
nei contesti di funzionali all’inserimento nel
provenienza contesto lavorativo.
e di arrivo
Garantire formazione
professionale ad hoc (in
particolare nel caso degli
infermieri)
I corsi di formazione sono
gratuiti o (in alcuni casi) resi più
accessibili grazie
all’applicazione di apposite
convenzioni con enti di
formazione. In alcuni casi sono
previste ulteriori ore di
formazione linguistica in Italia.
Supporto nel Sostegno all’espletamento di
paese di
tutte le procedure necessarie
origine e
all’ingresso in Italia
accoglienza e Accoglienza in Italia da parte
in Italia
delle strutture di OL.
Sostegno all’espletamento di
tutte le procedure necessarie
all’inserimento lavorativo.
Disponibilità alloggiativa.
Anticipo delle spese sostenute
prima dell’inserimento effettivo
L’inserimento
lavorativo dei
Inserimento lavorativo regolare.
Le aziende hanno a
conoscenza della lingua italiana.
Non sempre i corsi di
formazione sembrano adeguati
a garantire ai lavoratori i giusti
standard di
professionalizzazione e
soprattutto di sicurezza.
Passa molto tempo tra i moduli
formativi svolti nei paesi
d’origine e l’effettivo
inserimento.
Lunghi tempi previsti per
l’espletamento delle procedure
di ingresso
Disponibilità alloggiativa limitata
ai lavoratori e non ai familiari.
Non tutte le strutture di OL
hanno garantito un’immediata
accoglienza.
Costi degli alloggi non sempre
ritenuti accessibili dai lavoratori.
Rischi legati a salute e
sicurezza sul posto di lavoro.
Alcuni lavoratori abbandonano il
progetto di inserimento di OL
nonostante abbiano iniziato l’iter
per l’inserimento.
Percezione da parte dei
lavoratori che le lentezze
burocratiche siano dovute a
inefficienze dell’agenzia
La lentezza burocratica può
indurre alcuni lavoratori a
inserirsi irregolarmente nel
mercato del lavoro italiano
Temporaneità del contratto di
Abbandono del percorso
lavoro, maggiormente sentita dal intrapreso con OL dopo
Crescita professionale per il lavoratore.
L’agenzia sa di poter disporre di risorse
adeguatamente formate
Opportunità di intraprendere un percorso di
ingresso regolare e tutelato.
Pratiche previste per il riconoscimento dei
titoli relativamente più veloci
Match tra domanda e offerta di lavoro più
efficace.
69
Acquisizione di servizi per la promozione dell’integrazione sociale e lavorativa di cittadini stranieri adulti sul territorio regionale
lavoratori
reclutati
all’estero:
aziende
utilizzatrici e
condizioni di
lavoro
disposizione delle risorse
qualificate e adeguatamente
formate.
Le aziende riescono a far fronte
al fabbisogno temporaneo di
manodopera.
Il contesto di
riferimento:
socioeconomico e
normativo
Possibilità di rispondere a
carenze strutturali di fabbisogno
di manodopera espresse dalla
domanda di lavoro italiana.
Ricorso all’art. 23 (titoli di
priorità)
figure rare nel mercato del
lavoro italiano.
Possibilità di programmare
l’attività per le categorie fuori
quota.
lavoratore migrante (status
regolarità, durata progetto
migratorio, ricongiungimento
familiare, ecc.)
Inserimento iniziale con
inquadramento contrattuale al
livello più basso.
Inserimento lavorativo non
sempre adeguato alle
aspettative professionali dei
lavoratori
Il “cortocircuito” tra legge 30 e
normativa
sull’immigrazione
(flessibilità del lavoro vs.
contratto di soggiorno).
Concorrenza scorretta di altri
soggetti che si occupano di
intermediazione
(peraltro
favorita dal sistema dei
subappalti).
Impossibilità di programmare gli
ingressi.
Impossibilità
di
rispondere alle esigenze della
domanda di lavoro. Difficoltà a
percepire l’agenzia come un
intermediario
legalmente
autorizzato.
l’inserimento.
Rischio di caduta nell’irregolarità
Difficoltà nel confronto con un
modello socio-culturale diverso
Opportunità di inserimento lavorativo
adeguato alle qualifiche possedute.
Opportunità di inserimento lavorativo tutelato
dai CCNL di riferimento
L’attività delle agenzia è
marginale rispetto alle altre
modalità di ingresso.
Ulteriore segmentazione del
mercato del lavoro. Difficoltà a
confrontarsi con un mercato
parallelo (cooperative spurie,
lavoro nero o irregolare ecc.)
Rischio di marginalizzazione e
di fuoriuscita dal mercato per gli
attori che agiscono nella
trasparenza delle procedure.
Rischi di ripercussione sulle
condizioni di lavoro
Risposta efficace alle richieste di alcuni
segmenti del mercato del lavoro italiano.
Modalità di ingresso regolare e tutelata per i
lavoratori stranieri.
Opportunità di intraprendere un percorso
migratorio di breve durata.
Opportunità di ingresso per figure high-skill.
Opportunità di effettuare esperienze di lavoro
all’estero ricapitalizzabili nei contesti di
origine.
70
Acquisizione di servizi per la promozione dell’integrazione sociale e lavorativa di cittadini stranieri adulti sul territorio regionale
Appendice
Modello di didattica “Lingua Italiana”
71
Acquisizione di servizi per la promozione dell’integrazione sociale e lavorativa di cittadini stranieri adulti sul territorio regionale
Alfabetizzazione linguistica e conoscenza della lingua e della cultura italiana:
fondamenti per l’integrazione sociale e lavorativa dei cittadini stranieri
_______________________________________________________________________
Il contesto di riferimento
Motivazioni alla definizione del modello
È principio condiviso il fatto che l’apprendimento dell’italiano L2 costituisca uno dei perni
fondamentali su cui costruire i processi di inserimento sociale e professionale. Oltre a ciò è
utile sottolineare che la conoscenza della lingua italiana come lingua seconda rappresenta
l’elemento centrale che permette la costruzione di competenze di base.
Dal punto di vista istituzionale il territorio e i sistemi educativi e formativi dell’Emilia
Romagna registrano ormai da tempo la presenza di stranieri adulti o giovani-adulti che non
sempre posseggono le competenze linguistiche di base volte a garantire un adeguato
inserimento nella società. Questo d’altronde risulta di svantaggio nell’accesso ai servizi
sociali, sanitari ed educativi, alla formazione professionale e al mondo del lavoro.
Gli stessi lavoratori stranieri intervistati nell’ambito di realizzazione del presente progetto
(come previsto dall’attività 3) hanno manifestato a larga maggioranza l’interesse a
partecipare ad un corso di lingua italiana. Tutti, a prescindere dalla tipologia di percorsi
formativi che desiderano intraprendere per migliorare la propria posizione professionale
e/o stabilizzarla, hanno dichiarato che una maggiore conoscenza della lingua italiana
potrebbe favorire un avanzamento di carriera o potrebbe aiutare a ricoprire la mansione
desiderata. Gli stessi cittadini stranieri immigrati sono dunque concordi nel considerare la
padronanza della lingua e della cultura italiana il discriminante più significativo, in positivo
o in negativo, ai fini dell’integrazione socio-lavorativa.
Con riferimento al sistema impresa, le interviste condotte ad un campione di 50 aziende ci
hanno permesso di comprendere la sostanziale coerenza del mercato del lavoro rispetto ai
lavoratori intervistati: anche le imprese ritengono infatti che la padronanza della lingua
italiana e la capacità di comprendere e interpretare la cultura del territorio siano elementi
fondamentali per consentire il primo inserimento lavorativo, la crescita professionale, la
stabilizzazione nel mercato del lavoro nonché elementi che possono facilitare
l’integrazione con l’ambiente e i colleghi di lavoro.
Poiché la lingua seconda, in questo caso, è funzionale alla comunicazione e relazione e
alla capacità del cittadino straniero di comprendere e adeguarsi al contesto, cooperando
all’interno di un sistema e di organizzazioni complesse; nella definizione di un ipotetico
modello formativo ottimale, oltre al perfezionamento della conoscenza linguistica è
essenziale prevedere il trasferimento di contenuti inerenti i diritti e i doveri del cittadino
nonché le caratteristiche distintive che esprime una determinata cultura locale e che
influenzano gli standard linguistici e comunicativi tradizionali.
Il problema è sentito anche a livello istituzionale come dimostra l’approvazione della “Carta
dei valori della cittadinanza e dell'integrazione”3 approvata il 15 giugno 2007.
3
www.interno.it
72
Acquisizione di servizi per la promozione dell’integrazione sociale e lavorativa di cittadini stranieri adulti sul territorio regionale
Per favorire la piena integrazione, sembra dunque che non si possa prescindere dalla
conoscenza dei parametri che rendono adeguata la comunicazione interculturale. Come
affermato da Balboni4 infatti, “parlare significa usare una lingua; ma la comunicazione è
ben altra cosa: include i gesti, le distanze interpersonali, le espressioni, i vestiti, gli oggetti
che ci accompagnano, gli status symbol: sono grammatiche che variano da cultura a
cultura e che spesso hanno significati opposti. […]. Il verbo comunicare descrive l’atto
volontario, programmato, consapevole di scambio di messaggi per perseguire il proprio
fine. […]. La comunicazione si realizza per l’appunto in “eventi” che hanno luogo in un
“contesto” situazionale, entrambi questi due concetti (di evento e di contesto) indicano
alcune varianti di cui tener conto per padroneggiare un evento comunicativo:il luogo, il
tempo, l’argomento, il ruolo dei partecipanti (in termini di gerarchia e di rispetto), gli scopi
dei partecipanti (dichiarati e non), gli atteggiamenti psicologici che i partecipanti hanno nei
confronti degli interlocutori, le mosse e gli atti comunicativi. Il testo linguistico diventa
significativo solo dopo aver considerato tutti i parametri sopra elencati. Troppo spesso non
si tengono nella dovuta considerazione i “messaggi extralinguistici” (cioè le norme dei
linguaggi non verbali) e le caratteristiche dell’evento con le norme sociali che li connotano
e che ogni cultura gestisce secondo regole proprie: la mancata conoscenza di questi
elementi o l’incapacità di leggerli, può portare a situazioni comunicative indesiderate e di
difficile soluzione.
I capitoli che seguono hanno la finalità di fornire un quadro d’insieme in materia di didattica
della lingua e della cultura italiana, volto a rispondere alle istanze evidenziate all’unisono
dalle istituzioni, dal sistema impresa, dai cittadini stranieri: mettere l’apprendimento della
lingua e della cultura italiana al centro del processo di facilitazione dell’inserimento e
dell’integrazione dei cittadini stranieri nelle comunità italiane.
Politiche linguistiche europee: il Quadro Comune Europeo di riferimento per le
lingue
Secondo quanto sostenuto da Paola Diadori5, “come riflesso dei movimenti migratori che
interessano l’intera Europa, è stata riconosciuta dalla Comunità Europea l’importanza della
competenza linguistica orientata all’azione e alla realizzazione dei propri bisogni
comunicativi”. E’ così che il Consiglio d’Europa ha elaborato un documento - denominato
Quadro Comune Europeo per le Lingue .
Come ben evidenziato da Vedovelli6, “Il Quadro Comune Europeo per le Lingue “è stato
pensato avendo presenti due compiti:
• incoraggiare le varie figure di operatori che agiscono nel campo delle lingue, inclusi gli
stessi apprendenti, a riflettere su questioni quali: che cosa facciamo quando parliamo
Balboni E. P., La comunicazione interculturale, Marsilio Editori, Venezia, 2007
Diadori P.(a cura di) Orientamento linguistico degli immigrati in Italia, OIM
Organizzazione Mondiale Migrazioni, Roma 2003
6
Vedovelli M. , Guida all’italiano per stranieri. La prospettiva del Quadro Comune Europeo
per le Lingue , Carocci, 2002
4
5
73
Acquisizione di servizi per la promozione dell’integrazione sociale e lavorativa di cittadini stranieri adulti sul territorio regionale
o scriviamo, che cosa ci consente di agire, di svolgere queste attività, quanto
dobbiamo apprendere quando proviamo ad usare una nuova lingua e come dobbiamo
collocare i nostri obiettivi e individuare il nostro progresso lungo la via che va dalla
totale ignoranza all’effettiva padronanza. E, infine, come avviene l’apprendimento
linguistico e come possiamo aiutare noi stessi e gli altri ad apprendere meglio un’altra
lingua;
• rendere più facile la comunicazione tra gli operatori, creando un codice comune, una
batteria concettuale e terminologica nella quale riconoscersi e su cui riflettere,
discutere, sviluppare la conoscenza.”.
L’elemento innovativo del contributo apportato dal documento consiste principalmente nel
fatto che le competenze sono descritte mediante azioni che l’apprendente è in grado di
esprimere nelle situazioni linguistico – comunicative. Ciò risulta coerente rispetto alle
mutate motivazioni degli apprendenti che esprimono in misura significativamente maggiore
il bisogno di comunicare in una seconda lingua per acquisire un lavoro, accedere ai servizi,
integrarsi nella comunità di riferimento.
Il Quadro Comune Europeo per le Lingue si caratterizza per la definizione di sei livelli di
competenza linguistica “L2” (lingua seconda) e per la chiara identificazione di competenze
ed attività linguistico - comunicative ritenute indispensabili al fine di garantire l’efficace
apprendimento e la certificazione condivisa delle conoscenze e competenze acquisite.
Come sostenuto da Diadori, i livelli di competenza descritti nel Quadro vogliono rispondere
all’esigenza di stabilire quali sono i livelli di apprendimento su cui, sia docenti che
apprendenti, possono comparare la competenza raggiunta nell’apprendimento di una
lingua straniera.
Essi sono riconducibili ai tre livelli già adottati precedentemente alla definizione del
Quadro: livello di base, intermedio ed avanzato, ciascuno ulteriormente diviso in due livelli.
74
Acquisizione di servizi per la promozione dell’integrazione sociale e lavorativa di cittadini stranieri adulti sul territorio regionale
Tabella descrittiva dei livelli e delle competenze condivise a livello europeo
Livello
LIVELLO BASE
LIVELLO
AUTONOMIA
LIVELLO
PADRONANZA
QCE
A1- Contatto:
corrisponde ad un
livello di prima
iniziazione ad una
lingua; è un livello
di scoperta
Descrittore di Competenza
Comprende e utilizza espressioni di uso
quotidiano e frasi basilari tese a soddisfare
bisogni concreti. Sa presentare sé stesso e gli
altri e sa domandare e rispondere su questioni
personali (la casa, le persone che conosce e le
cose che possiede). Interagisce purché l’altra
persona parli lentamente
A2
Comprende frasi ed espressioni frequenti relative
Sopravvivenza:
ad ambiti di immediata rilevanza (la famiglia, la
caratterizza l’utente casa e la scuola o il lavoro). Sa scambiare
capace di
semplici informazioni ed esprimere bisogni
comunicare in
immediati
situazioni semplici
B1 - Soglia:
Comprende i punti chiave di argomenti familiari,
è il livello di chi sa si muove con disinvoltura in situazioni di viaggio
muoversi
nel paese in cui si parla la lingua. Sa produrre
autonomamente
testi semplici relativi ad argomenti familiari, sa
nel paese in cui si descrivere esperienze, avvenimenti e sogni
parla la lingua
B2 - Progresso:
Comprende le idee principali di testi complessi
comprese le discussioni tecniche nel suo campo
corrisponde al
livello di chi è
di lavoro. Interagisce senza sforzo e sa produrre
capace di dare una un testo chiaro e dettagliato su una vasta gamma
risposta adeguata a di argomenti, sa spiegare i suoi punti di vista
situazioni
comunicative che si
incontrano
normalmente
C1 - Efficacia:
Comprende un’ampia gamma di testi complessi
è un livello
e lunghi e ne riconosce il significato implicito. Si
avanzato di
esprime con scioltezza, usa la lingua a scopi
competenza,
sociali, professionali ed accademici. Sa produrre
adeguato ad
testi chiari e dettagliati su argomenti complessi
affrontare compiti
lavorativi complessi
C2 - Padronanza: Comprende con facilità tutto ciò che sente e
corrisponde alla legge, sa riassumere informazioni e si esprime
padronanza
spontaneamente in modo scorrevole e preciso
globale della
lingua
75
Acquisizione di servizi per la promozione dell’integrazione sociale e lavorativa di cittadini stranieri adulti sul territorio regionale
Il Quadro Comune Europeo (Serra Borneto Carlo7 e successivamente Diadori) si colloca
dunque in un contesto teorico e metodologico che si può definire “comunicativo”. Nato
all’inizio degli anni Settanta in contrapposizione alle forme di insegnamento allora
dominanti (grammaticale - traduttivo e audio – orale – meccanicistico) l’approccio
comunicativo si distingue per le seguenti caratteristiche:
• Aspetti funzionali della lingua: conoscere una lingua non significa solo conoscerne le
strutture grammaticali, ma anche le convenzioni sociali, badare non solo alla
correttezza, ma anche alla sua appropriatezza al contesto socioculturale in cui ha
luogo la comunicazione;
• Autenticità del materiale, con cui viene presentata la lingua che deve corrispondere a
quella della comunicazione reale: usare materiali autentici (o parzialmente adattati)
significa preparare lo studente ad affrontare la realtà al di fuori dell’apprendimento
guidato;
• Progressione dell’unità didattica basata non sul passaggio progressivo da strutture
semplici a complesse, ma orientata sui contenuti e sulle funzioni che si intendono
presentare di volta in volta: l’unità didattica diventa così un insieme coerente di
contenuti, forme linguistiche e informazioni culturali;
• Bisogni linguistici dei destinatari: è indispensabile conoscerli per poter individualizzare
e rendere più mirata l’offerta didattica;
• Evento comunicativo e sue componenti al centro del processo di insegnamento
(situazione, partecipanti all’evento, scopi comunicativi, contenuto del messaggio,
scelta del canale, scelta del registro).
Politiche linguistiche nazionali e regionali
I fronti sui quali si è agito a livello nazionale per favorire l’apprendimento della lingua e
della cultura italiana sono sostanzialmente due:
• si è conferito il compito di educazione linguistica degli adulti ai Centri Territoriali
Permanenti, prima con il decreto 29 luglio 1997 n. 455 poi riorganizzati con la direttiva
n. 22 del 6 febbraio 2001 e infine disciplinati con il decreto del Ministero dell’Istruzione
firmato da Fioroni il 25 ottobre 2007 (attuativo dell’Emendamento n. 632 della legge
finanziaria del 2007)
• è stato previsto il potenziamento dell’educazione degli adulti, a partire dal Patto sociale
per lo sviluppo e l’occupazione del 1998, proseguendo con la Conferenza unificata
Stato, Regioni, Città ed autonomie locali del 2/03/2000, arrivando fino alla conferenza
Stato- Regioni del 15 gennaio 2004 che sancisce gli standard formativi minimi per
l’educazione degli adulti.
7
Serra Borneto C. ( a cura di), C’era una volta il metodo, Carocci, Roma, 2003
76
Acquisizione di servizi per la promozione dell’integrazione sociale e lavorativa di cittadini stranieri adulti sul territorio regionale
Questi i documenti di riferimento:
• “Standard nazionali per lo sviluppo delle competenze di base degli adulti” redatto da
Indire- Istituto Nazionale di Documentazione per l’Innovazione e la Ricerca Educativa,
novembre 2005;
• “Proposta di legge quadro per lo sviluppo dell’educazione degli adulti nell’ambito del
diritto all’apprendimento permanente”, redatta dal tavolo EdA costituitosi nel luglio
2006 su sollecitazione di Edaforum ed edita nel maggio 2007.
A livello regionale non risultano essere state definite specifiche norme attuative. I punti di
riferimento sono identificabili nel Progetto denominato “Progettazione di un modello
regionale di educazione degli adulti”, luglio 2006, a cura di IRRE, PLAN, Dipartimento
Scienze dell’Educazione, Università di Bologna e nella Legge Regionale 24 marzo 2004, n
5 “Norme per l’integrazione dei cittadini stranieri immigrati”.
IL MODELLO FORMATIVO
Finalità e Obiettivi
La finalità ultima del presente elaborato è definire un modello per l’apprendimento della
lingua italiana L2 e della cultura italiana (nazionale e regionale) in coerenza con le linee
guida del Quadro Comune Europeo di Riferimento e con le buone prassi già consolidate a
livello nazionale e regionale. In particolare, il presente lavoro, si propone il perseguimento
dei seguenti obiettivi:
• porre al centro del sistema l’attività di valutazione delle conoscenze e delle
competenze in ingresso dei cittadini stranieri;
• identificare strumenti e modalità operative di gestione dei percorsi formativi condivisibili
tra tutti gli interlocutori pubblici e privati che, a vario titolo, si occupano di favorire
l’inserimento e l’integrazione sociale e lavorativa di cittadini stranieri adulti;
• definire chiare e fattive modalità di certificazione delle competenze acquisite.
Tipologie e diverse motivazioni degli apprendenti
Se fino agli anni Ottanta gli stranieri che si accostavano all’apprendimento della lingua
italiana erano in larga maggioranza persone interessate alla conoscenza della tradizione
culturale e artistica del nostro Paese (per lo più colte, viventi all’estero, prive di motivazioni
strumentali ), a partire dagli anni Novanta il fenomeno dei flussi migratori dall’estero verso
l’Italia si è fatto sempre più consistente. Oggi è possibile affermare che la maggior parte
delle persone motivate all’apprendimento dell’italiano L2 (cioè appreso come lingua
seconda) caratterizzi il bisogno di comunicare in lingua italiana per lavorare, accedere ai
servizi, integrarsi nella comunità di riferimento.
In quest’ottica possiamo ipotizzare che il tipo di motivazione psicologica che spinge il
cittadino straniero presente nella Regione Emilia Romagna ad apprendere la lingua italiana
sia non tanto dettato dalla volontà di relazionarsi con i cittadini autoctoni e di conoscerne la
cultura e le tradizioni quanto piuttosto dalla necessità di acquisire un lavoro per il proprio
77
Acquisizione di servizi per la promozione dell’integrazione sociale e lavorativa di cittadini stranieri adulti sul territorio regionale
sostentamento e quello dei familiari, usufruire dei servizi e, più complessivamente,
acquisire un adeguato livello di autonomia.
È dunque essenziale riconoscere i bisogni dei cittadini stranieri interessati ad apprendere
la lingua italiana in quanto, a seconda della situazione vissuta e del livello di
alfabetizzazione posseduto, saranno, da un lato diversamente motivati nei confronti del
progetto formativo, dall’altro diversamente in grado di partecipare attivamente al percorso
proposto e di acquisire le conoscenze e le competenze previste.
L’analisi di contesto effettuata ci porta ad affermare che allo stadio iniziale il cittadino
straniero è motivato ad apprendere la lingua italiana da bisogni pratici; solo in seguito il
bisogno di emanciparsi dalla relazione di aiuto stabilita con i propri connazionali o con le
Istituzioni può trasformare il “bisogno” in “piacere” di apprendere.
In relazione all’acquisizione o al miglioramento della competenza linguistica, le
considerazioni sopra esposte suggeriscono di individuare le principali macrotipologie di
cittadini stranieri con la finalità di poterli successivamente indirizzare a differenti percorsi
formativi. Tali macrotipologie sono identificabili come segue:
• Cittadini stranieri che, a seguito di un fabbisogno esplicitato dal sistema imprenditoriale
locale, arrivano in Italia dopo avere svolto nel proprio paese d’origine un processo che
contempla il reclutamento, la selezione, la formazione per l’apprendimento della
cultura e della lingua italiana, nonché un eventuale percorso di formazione di
adeguamento delle competenze tecnico – professionali;
• Cittadini stranieri che arrivano in Italia autonomamente supportati, almeno nelle fasi
iniziali del soggiorno, da connazionali già stabilizzati o da Istituzioni che si
preoccupano di offrire servizi ai nuovi arrivati in relazione a temi quali la casa, la
ricerca del lavoro e la burocrazia da espletare per soggiornare regolarmente. Alcuni di
loro sono in possesso della conoscenza della lingua italiana (studiata attraverso la
frequentazione di un corso nel paese d’origine o tramite formazione da autodidatta); la
maggior parte arriva nel nostro Paese priva di conoscenza della lingua italiana. Entro
qualche mese, di solito, a tali persone è offerta la possibilità di frequentare un corso di
lingua italiana presso enti di formazione, associazioni di volontariato, sistema
educativo pubblico, organizzazioni sindacali, ecc.…
• Cittadini stranieri che arrivano in Italia senza avere riferimenti personali di alcun tipo.
Essi costituiscono la fascia di popolazione a maggior rischio di precarietà ed
emarginazione. Quando a questa caratteristica si associa una motivazione
all’emigrazione dettata da situazione di elevata indigenza e sofferenza fisica e
psicologica ed un analfabetismo sostanziale nel paese d’origine, è molto difficile che
tali persone riescano, autonomamente, ad approcciare gli interlocutori e i servizi che
possono supportarle nella facilitazione dell’inserimento e dell’integrazione.
Dal punto di vista della definizione di un modello a valenza regionale, un'ulteriore
distinzione tra queste tipologie è data dal fatto che la persona straniera immigrata arrivi
direttamente in Emilia Romagna partendo dal proprio paese di origine o abbia già
soggiornato in Italia da diversi mesi / anni.
All’interno delle tre macrotipologie cittadini stranieri sopra citate (individuate in base alle
modalità di arrivo in Italia e in base ai riferimenti personali che ogni cittadino può avere/non
78
Acquisizione di servizi per la promozione dell’integrazione sociale e lavorativa di cittadini stranieri adulti sul territorio regionale
avere), occorre tener presente che per modellizzare un percorso di apprendimento non si
può prescindere dal classificare gli eventuali apprendenti immigrati adulti in base alla loro
scolarità pregressa. La classificazione proposta fa riferimento a Bosco (2001)8:
a. studenti analfabeti in lingua madre e scarsamente scolarizzati nel paese ospite, in
possesso di competenze linguistiche in L2 generalmente basse. Hanno una
progressione di apprendimento molto lenta. Le forme di conoscenza sono legate
all’esperienza personale concreta; le capacità di ragionamento astratto sono molto
scarse, poiché hanno difficoltà ad utilizzare procedimenti logici che trascendono
l’esperienza immediata del soggetto;
b. studenti che hanno frequentato non più di 5-6 anni la scuola nel paese d’origine. In
genere presentano scarse capacità strumentali e linguistiche. La capacità di riflessione
concettuale è ancora scarsa anche se superiore a quella di tipologia “a” derivante dal
possesso e dalla conoscenza del linguaggio scritto che facilita la rappresentazione
astratta;
c. studenti che hanno frequentato la scuola nel loro paese d’origine per circa 8-12 anni.
Hanno pertanto una formazione scolastica discreta. Presentano competenza in L2
differenziate, determinate dal tempo di permanenza in Italia e dal percorso individuale
di apprendimento compiuto. Gli studenti di questo gruppo possiedono, grazie alla
scolarità pregressa, l’abitudine alla rappresentazione simbolica e la capacità di
ragionamento astratto. Hanno capacità di riflessione meta linguistica. La progressione
nell’apprendimento è caratterizzata da ritmi piuttosto veloci;
d. studenti con un alto grado di scolarità acquisito nel paese di provenienza
(paragonabile al livello acquisito in Italia mediante diploma di scuola media superiore o
diploma di laurea). Anche questi studenti hanno competenze linguistiche differenti,
determinate dal tempo di permanenza in Italia e dal percorso individuale di
apprendimento compiuto. A volte conoscono una o più lingue straniere e hanno una
progressione nell’apprendimento generalmente molto veloce.
Oltre agli elementi sopra rilevati, per progettare e realizzare percorsi formativi efficaci e
rispondenti ai bisogni dei destinatari, è necessario tenere in considerazione le ulteriori
variabili di tipo anagrafico - familiare , quali ad esempio:
• L’età
• Il sesso
• La presenza o l’assenza del nucleo familiare nel paese ospitante
• L’appartenenza (o la non appartenenza) alla Comunità Europea
• La condizione economica
• I motivi alla base dell’emigrazione dal proprio paese d’origine
Tutti gli elementi descritti influenzano la motivazione che spinge il cittadino straniero a
partecipare ad un percorso formativo per l’apprendimento/il perfezionamento della lingua e
della cultura italiana e da essi non si deve prescindere pena la possibilità che il percorso
Bosco O., “Le motivazioni degli immigrati stranieri all’apprendimento della lingua italiana”, in Vedovelli M.,
Massara S., Giacalone Ramat A. (a cura di), “Lingue e culture in contatto. L’italiano come L2 per gli
arabofoni”, Franco Angeli, Milano 2001
8
79
Acquisizione di servizi per la promozione dell’integrazione sociale e lavorativa di cittadini stranieri adulti sul territorio regionale
formativo proposto risulti inadeguato/inefficace/frustrante. Le indagini svolte e l’esperienza
sul campo, ci portano a sostenere che le motivazioni alla base della volontà di un cittadino
straniero di frequentare un corso per l’apprendimento della lingua italiana L2 sono le
seguenti:
Professionale:
• ricerca di un lavoro (cittadino straniero disoccupato)
• volontà di migliorare la propria posizione lavorativa (cittadino straniero già stabilizzato
che ha appreso le nozioni linguistiche di base ma non ha acquisito il lessico
specialistico che potrebbe aiutarlo in un avanzamento di carriera oppure necessita di
padroneggiare meglio il linguaggio per potere ricoprire un ruolo atteso);
Sociale:
• può riguardare tutti i profili di apprendenti che aspirano ad una piena integrazione con i
cittadini autoctoni, a partecipare attivamente al progresso e all’economia della
Comunità in cui sono emigrati, sono animati dal desiderio di farsi portavoce presso le
Istituzioni dei diritti e della cultura della propria comunità di origine, sono emigrati in
Italia/Regione Emilia Romagna per unirsi ad uno o più familiari già stabilizzati;
desiderano padroneggiare meglio la lingua e la cultura italiana per supportare i propri
familiari (in particolare i figli) nel percorso di crescita e di integrazione.
Prerequisiti alla formazione
Alla luce di quanto sopra esposto, preliminarmente alla definizione del percorso formativo
e alla composizione del gruppo aula è auspicabile prevedere la compilazione di una
scheda di valutazione delle conoscenze, delle competenze in ingresso e del livello di
scolarizzazione posseduti dal cittadino straniero immigrato, nonché della motivazione alla
base della necessità / volontà di apprendimento della lingua italiana come L2.
Considerando che, allo stato attuale, il cittadino straniero si rivolge a molteplici interlocutori
(pubblici / privati) presenti sul territorio; pur caldeggiando l’adozione di un modello di
intervento che preveda una gestione univoca da parte istituzionale (ad es. a cura dei
Servizi Pubblici per l’Impiego), in assenza di una precisa Direttiva, si propone la definizione
e l’adozione di una scheda di valutazione da condividere in un sistema di rete. Affinché ciò
possa realizzarsi sarà altresì indispensabile definire protocolli d’intesa tra i diversi
interlocutori e attivare percorsi di formazione degli operatori preposti alla valutazione delle
conoscenze e competenze in ingresso dei cittadini stranieri. Il modello proposto prevede
che una governance di tipo pubblico consenta ai cittadini stranieri di essere contattati dagli
organismi preposti alla realizzazione dei percorsi formativi e di essere inseriti nel gruppo
d’aula maggiormente rispondente alle caratteristiche evidenziate in fase di valutazione
delle conoscenze e competenze in ingresso. La realizzazione di questa fase, consentirà di
definire più efficacemente (risultato) ed efficientemente (costi) le modalità, i tempi, ed i
contenuti del corso e implementerà la possibilità che l’apprendente partecipi attivamente al
percorso formativo proposto.
Nella consapevolezza che il modello proposto possa risultare più complesso e di non
immediata attuazione, si vuole sottolineare il fatto che la differenziazione dell’offerta
formativa relativa ai percorsi di apprendimento / perfezionamento della lingua e della
80
Acquisizione di servizi per la promozione dell’integrazione sociale e lavorativa di cittadini stranieri adulti sul territorio regionale
cultura italiana consentirà di finalizzare meglio gli investimenti e soddisfare appieno le
aspettative dei destinatari privilegiati dell’intervento.
Caratteristiche del percorso formativo
Avendo affermato che le conoscenze pregresse, il livello di scolarizzazione, le differenti
motivazioni ed i bisogni del singolo influiscono significativamente sull’apprendimento e
sulla reale possibilità per il cittadino straniero di partecipare al percorso formativo proposto
all’interno di uno specifico gruppo aula, è indispensabile che ogni percorso formativo
venga modulato in funzione delle caratteristiche dei destinatari. Prerequisito indispensabile
risulta allora l’insegnamento in base ai principi della didattica modulare (Diadori, 2003) in
modo da:
•
agganciare ogni conoscenza alla mappa conoscitiva di ogni singolo allievo;
•
rispettare i diversi ritmi di apprendimento;
•
rispettare i singoli stili di memorizzazione, di soluzione dei problemi, di acquisizione
ed organizzazione di nuovi dati conoscitivi;
•
sviluppare le capacità potenziali dei singoli soggetti verso la consapevolezza e
l’autonomia di apprendimento.
I percorsi formativi dovranno inoltre essere identificabili all’interno di uno dei 6 livelli previsti
dal Quadro Comune Europeo e caratterizzarsi per:
•
flessibilità nella durata e nella distribuzione oraria,
•
presenza o meno di un tutor madrelingua/plurilingue,
•
caratteristiche del personale docente incaricato
•
materiali didattici utilizzati
•
idoneità della sede utilizzata
•
certificazione di competenza acquisibile (previa valutazione dell’apprendimento)
Enti preposti alla formazione
Senza volere entrare nel merito della ragione sociale e delle caratteristiche “formali” che
devono essere possedute dagli organismi che effettuano percorsi formativi per
l’apprendimento della lingua e della cultura italiana, è innegabile che oggi siamo in
presenza di una forte disomogeneità e di una sovrapposizione tra le attività e le
competenze. Auspicando un intervento istituzionale che contribuisca a chiarire quali siano
gli organismi che, in modo privilegiato, è opportuno che si occupino di progettare e
realizzare interventi di formazione finalizzati all’apprendimento della lingua e della cultura
italiana come L2, si segnalano gli elementi fondamentali che dovrebbero caratterizzare gli
organismi interessati ad effettuare tali interventi.
•
Utilizzo di Docenti qualificati (è auspicabile la creazione di un apposito albo sulla
base di indicazioni fornite a livello regionale);
•
Utilizzo di Tutor d’aula dotati di esperienza e di adeguate capacità relazionali (da
valutare l’impiego dei mediatori linguistici / socio-culturali);
•
Ubicazione facilmente raggiungibile mediante mezzi pubblici;
81
Acquisizione di servizi per la promozione dell’integrazione sociale e lavorativa di cittadini stranieri adulti sul territorio regionale
•
•
•
•
•
•
Possesso di Aule idonee (secondo le vigenti normative regionali);
Flessibilità nella pianificazione delle giornate e degli orari di svolgimento del
percorso formativo (è utile adattarsi alle esigenze degli apprendenti);
Disponibilità a lavorare all’interno di una Rete sistemica e a frequentare corsi di
formazione e d’aggiornamento permanente;
Utilizzo di strumenti multimediali utili ad implementare le modalità di insegnamento
Capacità di “partecipare” ad una Rete sistemica che consenta di pubblicizzare
presso tutti gli stakeholder l’avvio di un percorso formativo e conseguentemente di
raggiungere il target dei destinatari - obiettivo
Presenza costante di almeno una risorsa addetta all’accoglienza e a fornire
informazioni sulle opportunità formative
Le Certificazioni professionali di competenza nella didattica dell’italiano a stranieri
Nonostante il panorama della certificazione della lingua italiana non sia ricco e vario come
quello offerto da altri Paesi Comunitari (ad esempio Inghilterra e Francia), l’esigenza di
valutare le conoscenze raggiunte dai cittadini stranieri adulti che hanno svolto un percorso
formativo di apprendimento/affinamento della conoscenza della lingua italiana come L2
acquista giorno dopo giorno i connotati della priorità.
Attualmente le autorità italiane, riconoscono quattro certificazioni. Tre di queste fanno capo
al sistema universitario (Siena - CILS, Perugia CELI, Roma - Tre IT); la quarta fa
riferimento alla Società Dante Alighieri.
Per una più agevole analisi valutativa dei quattro metodi riconosciuti, si rimanda alla
seguente tabella esplicativa.
LIVELLO
QCER
A1
A2
PERUGIA
SIENA
I livelli A1 e A2 hanno una
struttura
modulare
differenziata per tipo di
pubblico per garantire la
spendibilità della competenza
nei vari contesti d’uso della
lingua
CELI 1- abilità
linguistiche
necessarie alla
sopravvivenza, cioè
iniziare ad interagire
nella vita sociale e/o
lavorativa
ROMA 3
DANTE
ALIGHIERI
Si rivolge a chi ha PLIDA
A1una competenza capacità di usare
di italiano L2 a
semplici
livello più
espressioni
avanzato
familiari di uso
quotidiano
per
soddisfare bisogni
concreti
PLIDA
A2capacità
di
svolgere compiti
riguardanti la sfera
individuale,
la
geografia locale, il
lavoro, gli acquisti,
ecc
82
Acquisizione di servizi per la promozione dell’integrazione sociale e lavorativa di cittadini stranieri adulti sul territorio regionale
B1
CELI 2- abilità tali da
sapersi gestire nelle
situazioni prevedibili
della vita sociale e
lavorativa
CILS 1- il livello di base della
competenza linguisticocomunicativa: verifica le
capacità linguistico
comunicative
necessarie per usare la lingua
italiana con autonomia e in
modo adeguato nelle
situazioni più frequenti della
vita quotidiana
B2
CELI 3- abilità tali,
non solo da saper
affrontare un viaggio
in Italia, ma da potersi
iscrivere a corsi di
studio tenuti in
italiano
C1
CELI 4- Abilità tali da
potersi iscrivere ad un
corso
di
studio
universitario e postuniversitario
CILS 2- il livello intermedio
della competenza. Prevede
maggiore capacità di uso
della lingua e permette di
gestire una maggiore varietà
di situazioni tipiche della vita
quotidiana. Chi possiede
questo livello è in grado di
comunicare
efficacemente
durante un soggiorno in Italia
per motivi di studio o di
lavoro. Il possesso di questo
certificato consente ad uno
straniero extra-comunitario di
iscriversi nelle università
italiane senza sostenere la
prova di conoscenza della
lingua italiana.
CILS 3- è il livello superiore
della competenza linguisticocomunicativa: prevede un
ampliamento dell'area degli
usi linguistici e dei contesti di
comunicazione. Permette di
comunicare non solo in
situazioni tipiche della vita
quotidiana, ma anche nei
rapporti formali di tipo
pubblico e nei rapporti di
lavoro.
ELE.IT –
si rivolge a:
stranieri che
hanno iniziato ad
avere interesse
per l'italiano, e i
suoi aspetti
culturali,che
vogliono lavorare
in ambiente
italiano;
studenti che
vogliono
frequentare
scuole italiane.
PLIDA B1capacità di
comprendere testi
scritti e parlati
legati ad argomenti
familiari. Capacità
di interagire anche
esprimendo
opinioni
PLIDA
B2competenza
spendibile
in
contesti legati alla
formazione
scolastica ed extra
scolastica ed a
attività lavorative
con il pubblico. Chi
lo possiede può
socializzare con
facilità
PLIDA
C1presuppone
notevole
confidenza con la
lingua
italiana,
utilizzabile
in
attività lavorative
complesse. Chi lo
possiede
può
produrre
e
comprendere testi
complessi
83
Acquisizione di servizi per la promozione dell’integrazione sociale e lavorativa di cittadini stranieri adulti sul territorio regionale
C2
CELI 5- Abilità tali da
potersi inserire con
successo in qualsiasi
contesto italiano di
studio e/o lavoro
CILS 4- il livello avanzato
della competenza linguisticocomunicativa: prevede un
ulteriore ampliamento degli
usi linguistici e la reale
capacità del candidato di
dominare una vasta gamma
di situazioni comunicative.
Permette di interagire non
solo in tutte le situazioni
informali e formali di
comunicazione, ma anche in
quelle professionali
IT - è utile a:
studenti che
intendono
iscriversi in una
università italiana;
studenti
universitari;
insegnanti non
italiani;
italiani che vivono
all'estero,
professionisti
interessati a
lavorare in
contesti di lingua
italiana
PLIDA
C2competenza
linguistica
paragonabile
a
quella
di
un
madrelingua. È il
livello previsto per
insegnare italiano
Stando al contributo fornito dal Centro Studi ITA.L.I. Onlus9 (costituito con lo specifico
scopo di realizzare un coordinato "Censimento internazionale" sulla presenza e diffusione
della lingua italiana come lingua seconda o straniera all'estero, sia nelle strutture pubbliche
che in quelle private) e come si può facilmente desumere dalla Tabella, le certificazioni
tendono a sovrapporsi solo nei livelli B1 e C2.
Inoltre esse non differiscono per quanto concerne la struttura delle prove d’esame; tutte
infatti prevedono la verifica della quattro abilità linguistiche principali: leggere, scrivere,
parlare ed ascoltare; si differenziano però in relazione all’attribuzione del punteggio finale:
l’università di Perugia assegna le valutazioni basandosi su una scala da A (che
corrisponde ad Ottimo) a C (che corrisponde a Sufficiente), l’università di Siena assegna il
punteggio in centesimi, la sufficienza si ottiene totalizzando 55/100, l’università di Roma
esprime dei giudizi che vanno da Ottimo a Insufficiente, infine la Società Dante Alighieri
esprime il voto di ogni prova in trentesimi (la sufficienza corrisponde a 18/30) e calcola il
voto finale sommando tutti i singoli punteggi ottenuti. Il punteggio minimo complessivo per
superare l’esame è 72/120.
Tutte quattro le certificazioni sono certamente strumenti validi per la valutazione della
competenza linguistica di parlanti stranieri: in parte si completano, coprendo tutta la
gamma dei livelli di apprendimento della lingua. I metodi utilizzati si differenziano in parte
ma tutte presentano uno spettro ampio di valutazione di abilità.
Fermo restando l’auspicio che la Regione Emilia Romagna possa arrivare alla definizione
di un approccio univoco per la valutazione e la certificazione della competenza relativa alla
conoscenza della lingua italiana come L2; facendo riferimento all’analisi condotta, alle linee
di indirizzo fornite dal Quadro Comune Europeo e alle “Disposizioni per la presentazione di
progetti formativi rivolti a cittadini extracomunitari che aspirano a fare ingresso in Italia per
motivi di lavoro” in attuazione del Decreto Direttoriale del Ministero del Lavoro e della
Politiche Sociali del 16 maggio 2005 (Titoli di prelazione- ai sensi del D. Lgs.vo. n.286 del
9www.italianistica2.it
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Acquisizione di servizi per la promozione dell’integrazione sociale e lavorativa di cittadini stranieri adulti sul territorio regionale
25 luglio 1998 e in particolare dell’art.23 “Testo unico delle disposizioni concernenti la
disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero2 e ss.mm. e
integrazioni) è indispensabile che ogni cittadino straniero presente sul territorio regionale,
preliminarmente all’acquisizione di un lavoro, dimostri di avere acquisito (nel proprio paese
d’origine o nel nostro Paese) il livello di competenza A2 (inteso come il livello minimo –
livello soglia - da possedere per potere essere inserito al lavoro e accedere
autonomamente ai servizi presenti sul territorio di riferimento).
Ne consegue quindi che il cittadino straniero che abbia frequentato un percorso formativo
finalizzato all’acquisizione del livello A2 dovrebbe dimostrare di essere in grado di:
• utilizzare semplici espressioni di uso quotidiano per soddisfare bisogni concreti
• svolgere compiti riguardanti la sfera individuale, la geografia locale, il lavoro, gli
acquisti, ecc
• utilizzare competenze linguistiche specifiche legate all’uso del lessico specialistico del
settore professionale ad un livello sufficiente all’esecuzione delle attività assegnate
• comprendere la normativa vigente in materia di prevenzione degli infortuni
• riconoscere le situazioni di rischio e assumere comportamenti atti a prevenire rischi
per la propria ed altrui salute ed attenti alla salvaguardia dell’ambiente di inserimento
• comprendere ed assumere comportamenti rispettosi della disciplina e delle norme per
l’immigrazione
• comprendere le principali normative che regolamentano i rapporti di lavoro
• comprendere, al fine del loro utilizzo, il funzionamento delle principali istituzioni e gli
enti italiani
CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE
L’indagine condotta e l’esperienza maturata hanno indotto il gruppo di lavoro a dedicare
forte attenzione alla tematica inerente l’apprendimento e la padronanza della lingua italiana
come Lingua seconda ritenendo che questa competenza costituisca una delle discriminanti
maggiormente significative per il perseguimento dell’integrazione tra cittadini stranieri e
cittadini autoctoni.
Come più volte rilevato, ad oggi non esiste un unico Modello di riferimento e ciò rende
ancora più difficile sistematizzare il processo e definire precisi ambiti di osservazione del
fenomeno.
Le esperienze più efficaci sia dal punto di vista dell’opportunità occupazionale sia dal punto
di vista dell’integrazione sociale appaiono quelle che hanno visto il cittadino straniero
partecipare ad un processo di reclutamento / selezione / orientamento e formazione nel
paese di origine con studio approfondito della lingua e della cultura italiana (non meno di
80 ore). Da ciò l’importanza di costituire accordi e partenariati con i Paesi in cui
l’emigrazione verso la Regione Emilia Romagna risulta più significativa.
Occorre poi che la certificazione della competenza linguistica acquisita dal cittadino
straniero nel paese d’origine o mediante la partecipazione ad un percorso formativo
proposto in Italia sia fondata sulla trasparenza e sulla reale volontà di misurare la
conoscenza al fine di facilitare l’inserimento lavorativo della persona e, per quanto
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Acquisizione di servizi per la promozione dell’integrazione sociale e lavorativa di cittadini stranieri adulti sul territorio regionale
possibile, metterla nelle migliori condizioni di rispettare le normative di sicurezza e
prevenzione sul luogo di lavoro e di attuare comportamenti in linea con i contratti e i
regolamenti aziendali.
Parallelamente, deve essere garantita ai cittadini stranieri un’offerta formativa che
contempli interventi di approfondimento della lingua italiana diversificati per livello e
complessità al fine di consentire l’acquisizione del livello di conoscenza più elevato
possibile (in relazione alla capacità di apprendimento espressa), in quanto questa è la
condizione necessaria, seppur non sufficiente, per consentire ai cittadini stranieri di
ricoprire mansioni più qualificate, di partecipare alla vita della Comunità e,
conseguentemente, migliorare il proprio status sociale.
86
Acquisizione di servizi per la promozione dell’integrazione sociale e lavorativa di cittadini stranieri adulti sul territorio regionale
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Periodici
• Itals, Perugia, Guerra Edizioni. Quadrimestrale edito dal 2003 allo scopo di fornire uno
strumento di aggiornamento e ricerca per tutti coloro che operano, come studiosi,
ricercatori e docenti, nel contesto dell’italiano come lingua seconda e straniera. Gli
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Acquisizione di servizi per la promozione dell’integrazione sociale e lavorativa di cittadini stranieri adulti sul territorio regionale
•
•
argomenti trattati riguardano sia la didattica della lingua e della cultura italiana sia la
linguistica dell’italiano, da un punto di vista teorico e da un punto di vista più pratico.
Educazione Permanente, Perugia, Guerra edizioni. Rappresenta la nuova serie, a
cadenza semestrale, che continua il lavoro di ricerca e di offerta formativa condotto dal
Centro di Ricerca Sperimentazione Documentazione di Educazione Permanente.
In.It, Perugia, Guerra Edizioni. Quadrimestrale di servizio per gli insegnanti d’italiano
come lingua straniera.
Siti
• http://www.educational.rai.it/ioparloitaliano/corso.htm - Corso di lingua della RAI per
immigrati, scaricabile
• www.centrocome.it - Materiali e strumenti per la comunicazione e lo studio in lingua
italiana, sia per ragazzi che per adulti. Contiene inoltre uno sportello informativo e
un’area progetti
• www.cestim.org - Progetti e materiali per l’accoglienza
• http://www.conversazione.net/ - Lettura, ascolti, esercizi interattivi o stampabili su carta
• www.eduadu.net - Sito satellite dell’IRRE per l’educazione degli adulti
• http://corso.italica.rai.it/ - Video didattici, spiegazioni in portoghese, francese .spagnolo
e inglese
• http://www.cyberitalian.com - Offre corsi di italiano on line divisi in tre livelli
(principiante, intermedio e avanzato)
• www.dienneti.it - Offre ricchi elenchi di risorse e materiali
• www.2000milia.it - Percorsi didattici per insegnanti e studenti
• www.alimagazines.com - Attività lessicali e giochi didattici
• www.insegnare-italiano.it - Sito di link per insegnanti e studenti
• www.interno.it - Sito del Ministero dell’Interno, permette la consultazione del testo
integrale di tutte le norme, le direttive ed i decreti emanati.
• www.irreer.it - Sito dell’ex Istituto Regionale della Ricerca Educativa della regione
Emilia Romagna, oggi Ansas – Agenzia Nazionale per lo Sviluppo dell’Autonomia
Scolastica
• www.italianistica2.it - Sito del primo centro internazionale, senza fini di lucro, non
istituzionale, di ricerca scientifica studio comparato completamente dedicato alla
Diffusione e Promozione della Lingua e Cultura Italiana L2-LS a Stranieri
• www.italianoit.it - Sito dell’Associazione Professionale Didattica ItalianoIT, contiene
materiali didattici, notizie riguardanti la vita a Bologna
• www.italianol2.info - Materiali per corsi di lingua per ragazzi e adulti
• www.italianoperlostudio.it - Oltre 130 materiali disciplinari per lo studio della lingua
• www.italicon.it - Sito del consorzio delle università italiane, contiene informazioni
riguardanti corsi di italiano per stranieri e corsi di laurea rivolti a studenti stranieri
• www.ladante.it - Sito della Società Dante Alighieri, nata nel 1889 grazie ad un gruppo
di intellettuali guidati da Giosuè Carducci, allo scopo di tutelare e diffondere la cultura
e la lingua italiana nel mondo
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Acquisizione di servizi per la promozione dell’integrazione sociale e lavorativa di cittadini stranieri adulti sul territorio regionale
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•
http://members.xoom.virgilio.it/irrefare/L2 - L’apprendimento dell’italiano L2 come
strumento di inserimento sociale. Percorsi modulari per adulti stranieri dei Centri
Territoriali Permanenti sul tema “Diritti-Doveri”
http://members.xoom.virgilio.it/irrefare - Prove di ingresso ai corsi di lingua italiana per
adulti stranieri
http://puntolingua.it - Esercizi di grammatica suddivisi per livello
http://www.retectpbologna.it/ - E’ il sito dei CTP di Bologna, offre interessanti
informazioni circa il riconoscimento del titolo di studio e il compimento del percorso
scolastico. Pubblica anche le date e le modalità d’iscrizione ai corsi di lingua italiana.
http://retesim.integrazioni.it - Ha una dimensione di tipo provinciale (Bologna). offre
strumenti ai propri associati per il rafforzamento e l’ampliamento del coordinamento tra
i diversi soggetti che svolgono attività di insegnamento della lingua italiana L2 ad adulti
non italofoni. Offre visibilità alla rete delle scuole . Crea sinergie con gli EE.LL. ed i
servizi del territorio
www.scudit.net - Materiale didattico di italiano per stranieri aggiornato ogni 15 giorni
www.uniroma3.it - Sito dell’ateneo romano, ente certificatore della conoscenza della
lingua italiana riconosciuto dalle autorità italiane
www.unistrapg.it - Sito dell’università per stranieri di Perugia , ente certfifcatore della
conoscenza della lingua italiana, unico membro nazionale dell’A.LT.E., Association of
Language Testers in Europe
www.unistrasi.it - Sito dell’università per stranieri di Siena, ente certificatore della
conoscenza della lingua italiana, rilascia anche la certificazione in competenza
didattica della lingua italiana a stranieri, dedicata ai docenti di lingua italiana.
Dizionari on line
• www.demauropavia.it - Dizionario di Tullio De Mauro
• www.garzanti.it/web - Dizionario Garzanti
• http://cdonline.elemond.it/gabrielli/index.html - Dizionario Gabrielli
• http://culturitalia.uibk.ac.at/ - Dizionario ed esercizi grammaticali
90
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