Prof. Bruno Marangoni
Dipartimento di Colture Arboree
Universita’ di Bologna
SISTEMI FRUTTICOLI
CONVENZIONALI
INTEGRATI
BIOLOGICI
(Reg. CEE 2092)
BASSO IMPATTO AMBIENTALE
SICUREZZA ALIMENTARE
Secondo la definizione dell'Organizzazione mondiale per lo
Sviluppo
Economico
(OCSE)
l'agricoltura
sostenibile
persegue i seguenti obiettivi:
il reddito equo dell'agricoltore;
la tutela della salute dell'operatore agricolo e del
consumatore;
la conservazione nel tempo della fertilità del suolo;
la conservazione nel tempo delle risorse ambientali.
AGRICOLTURA
SOSTENIBILE
GESTIONE FAMIGLIARE
Vendita di prodotti
Uso famiglia
IMPRESA AGRICOLA
Mercato
 Disciplinari di produzione
 Nuovi regolamenti comunitari
Riduzione impatto ambientale attività agricola
Valorizzazione produzioni tipiche di qualità
Piani di sviluppo rurale
 Introduzione di nuove varietà resistenti alla Ticchiolatura
PRODUZIONE INTEGRATA
Reg. CE 1257/99 (ex-Reg. CEE 2078/92)
Studio del suolo e delle condizioni climatiche
Scelta delle varietà
Irrigazione e concimazione solo per soddisfare le esigenze della pianta
Controllo degli insetti patogeni e insermento dei predatori
Monitoraggio dell’ ambiente e sicurezza del prodotto
Solo i prodotti chimici inseriti nei regolamenti europei possono essere
utilizzati
USO RISTRETTO DI PRODOTTI CHIMICI DI
SINTESI
 L’agricoltura integrata è un metodo di produzione
agricola che, pur applicando i mezzi più moderni utilizzabili
in agricoltura, predilige tecniche compatibili con la
conservazione dell’ambiente, la sicurezza alimentare e la
qualità dei processi.
 L’agricoltura
integrata
favorisce
il
continuo
avvicendarsi delle colture sul terreno e
ritmi di
allevamento che più si avvicinano alle esigenze etologiche
degli
animali,
al
fine
di
garantirne
l’utilizzazione
equilibrata delle risorse.
 L’agricoltura integrata si basa su disciplinari
produzione che coinvolgono tutta la filiera produttiva.
di
Per ottenere produzioni di qualità che offrano maggiori
garanzie ai consumatori nel rispetto dell’ambiente, la
Regione Emilia-Romagna ha sviluppato, a partire dai
primi anni ´90, il progetto “produzione integrata”.
Questa tecnica prevede il migliore utilizzo di tutte le
più moderne pratiche di coltivazione e di conservazione,
definite in collaborazione con i centri di ricerca e con
le
organizzazioni
di
produttori.
I disciplinari di produzione integrata - costantemente
aggiornati in base ai risultati della ricerca e della
sperimentazione - raccolgono tutte le indicazioni utili per i
tecnici e gli agricoltori, mettendoli in condizioni di aderire
alle seguenti iniziative:
Produzione integrata
Pioppicoltura
Assistenza tecnica finalizzata alla applicazione delle
tecniche di produzione integrata
Assistenza tecnica finalizzata all´applicazione delle
tecniche di produzione integrata previsti dal Reg. (CE)
2200/96 (OCM ortofrutta)
Adozione del marchio collettivo Qualità Controllata (L.R.
28/99) per le produzioni vegetali
Il
marchio QC
- Qualità
Controllata garantisce
le
produzioni agroalimentari ottenute attraverso metodologie
di produzione integrata, che rispettano l´ambiente e la
salute dell´uomo, attraverso basse quantità di residui, un
uso limitato di antiparassitari, concimi e acqua, limitando
l´impiego di prodotti chimici.
È un marchio depositato dalla Regione
Emilia-Romagna
concesso
produzione,
a
il
cui
quelle
di
utilizzo
imprese
trasformazione,
è
di
di
commercializzazione che si impegnano
a rispettare gli appositi disciplinari di
produzione integrata.
PRINCIPI DELLA PRODUZIONE
INTEGRATA
 Valorizza
le
risorse
naturali
e
i
meccanismi
di
regolazione degli ecosistemi
 Assicura una produzione costante di alimenti e di altri
prodotti di alta qualità
 Garantisce il reddito all’agricoltore
 Riduce le fonti di inquinamento agricolo dell’ambiente
 Sostiene le funzioni molteplici dell’agricoltura
NORME OILB - EUROPA
REGOLAMENTI NAZIONALI - ITALIA
DISCIPLINARI DI PRODUZIONE INTEGRATA - REGIONI
21 norme di produzione integrata (1 per regione più due
per le province autonome di Bolzano e Trento).
Le norme sono basate sulle direttive diramate dall’
Organizzazione Internazionale per la Lotta Biologica e
Integrata,
e
principalmente
differiscono
quelle
fra
relative
regione
alla
e
regione
concimazione
del
terreno e all’utilizzo di fitofarmaci.
In Italia ci sono 19 colture frutticole con Disciplinari di
Produzione Integrata.
PRINCIPALI COLTURE FRUTTICOLE
REGOLAMENTATE IN ALCUNE REGIONI
ITALIANE
REGIONE
Basilicata
Bolzano
(provincia)
Emilia Romagna
Molise
Toscana
Actinidia
Ciliegio Melo Olivo
Pero
Pesco
Uva da
vino
EUREPGAP nasce nel 1997 come iniziativa di commercianti
appartenenti all’EUREP, ovvero Euro Retailer Produce
Working Group. Successivamente si è trasformata in una
società in cui produttori agricoli e commercianti sono
presenti in misura paritaria, con lo scopo di diffondere
procedure e standard per la certificazione delle buone
pratiche agricole (GAP: Good Agricultural Practices).
Pertanto, tecnicamente, EUPERGAP è definibile come un
insieme di documenti normativi accreditati a livello
internazionale dai criteri di certificazione ISO.
VOCAZIONALITÀ
L’ambiente pedologico
La valutazione del livello attitudinale dei suoli è fatta
ipotizzando che la coltivazione avvenga in condizioni irrigue
e che il clima locale non sia fattore limitante.
Le caratteristiche considerate sono quelle non modificabili
dalle normali operazioni agricole e prevedono l’impiego dei
portinnesti clonali (serie M) per il melo e cotogno per il
pero.
L’ambiente climatico
Il melo e il pero mostrano una notevole adattabilità ai
diversi ambienti di coltivazione; tuttavia è opportuno che le
condizioni climatiche dell’area interessata al nuovo impianto
siano quelle in grado di esaltare le caratteristiche
genetiche dell’albero e la qualità dei frutti.
In particolare per quanto riguarda il pero, considerata
l’epoca di fioritura relativamente precoce, si sconsiglia di
realizzare nuovi impianti in zone soggette a frequenti
gelate tardive.
MATERIALE VIVAISTICO
Gli astoni devono essere possibilmente diritti, radicati,
con “saldatura integra” all’innesto; con altezza minima
del colletto all’ultima gemma lignificata pari a 110 cm
(melo: 100 per gli spur; pero: 90 per il cotogno C) e
altezza minima dal colletto al punto d’innesto pari a 15
cm (5 se spur per il melo e di almeno 5 cm per il pero);
calibro minimo a 10 cm sopra il punto d’innesto pari a 11
cm (10 per gli spur ) per il melo e a 12 cm (10 per il
cot. C) per il pero.
È ammesso solo l’uso di principi attivi naturali (es.
auxine, giberelline), anche se sintetizzati chimicamente
allo scopo prevalente di prevenire gli attacchi di colpo di
fuoco
batterico
fitoregolatori
tossicologico.
di
è
immesso
sintesi
a
inoltre
basso
l’impiego
impatto
di
eco-
FORME DI ALLEVAMENTO E DISTANZE DI
IMPIANTO (m) CONSIGLIATE PER LE POMACEE
Forma di
allevamento
Vigoria dell’albero
ELEVATA
PALMETTA
FUSETTO
MEDIA
SCARSA
Melo: 4,0x2,5-2
Pero: 4,5x3,5-3
Pero: 4,5x3,5-3
Melo: 4 x 2-1,8
Pero: 4 x 2,5-2
Melo: 4,5x 2-1,5
Pero 4,5x2-1,5
Melo: 4 x 1,5-1
FERTILIZZAZIONE DI FONDO
Prima dell’impianto del frutteto, si consiglia di distribuire
ammendanti organici per migliorare le caratteristiche fisico–
chimiche e microbiologiche del terreno.
Non è ammesso effettuare apporti superiori a 250 kg/ha
di P2O5 e 300 kg/ha di K2O.
Al fine di evitare perdite di azoto lungo il profilo del
suolo, non sono ammessi apporti di concimi minerali azotati
prima della messa a dimora delle piante
Negli impianti in allevamento (1° e 2° anno) sono ammessi
solo apporti localizzati di fertilizzanti.
Le quantità apportate devono essere ridotte rispetto alla
dose massima prevista nella fase di produzione, in
particolare: 1°anno max 40 kg/ha e 2° anno max. 60
kg/ha.
La quantità massima di elementi che si può somministrare è
variabile nelle varie regioni in funzione delle caratteristiche
pedoclimatiche.
AZOTO
160
N (kg ha
-1
)
140
120
100
80
60
40
20
0
Basilicata
Bolzano
Emilia
(provincia) Romagna
Molise
Toscana
FOSFORO
200
P2O 5 (kg ha
-1
)
250
150
100
50
0
Basilicata
Bolzano
Emilia
(provincia) Romagna
Molise
Toscana
POTASSIO
300
k2O (kg ha
-1
)
250
200
150
100
50
0
Basilicata
Bolzano
Emilia
(provincia) Romagna
Molise
Toscana
FOSFORO e POTASSIO
Non è ammesso superare i seguenti quantitativi:
• dotazione terreno scarsa 250 kg/ha P2O5; 300 kg/ha K2O
• dotazione terreno normale 50 kg/ha P2O5; 150 kg/ha K2O
• dotazione terreno elevata 30 kg/ha P2O5; 75 kg/ha K2O
VOLUMI DI ADACQUATA MASSIMI
Tipo di terreno
mm
m3/ha
Sciolto
35
350
Medio impasto
45
450
Argilloso
55
550
NON E’ AMMESSA L’IRRIGAZIONE PER SCORRIMENTO
Consumo
interfilare
lavorato
mm/giorno
MESE
Consumo
interfilare
inerbito
mm/giorno
Aprile
0.8
0.7
Non ammessa
Maggio
2.1
1.6
Ammessa
Giugno
4.2
3.1
Ammessa
Luglio
5.1
4.0
Ammessa
Agosto
4.5
3.5
Ammessa
Settembre
3.4
2.2
Ammessa
Agosto postraccolta
2.5
2.0
Ammessa
Irrigazione
CONTROLLO DELLE INFESTANTI
(disciplinare Emilia Romagna – melo – 2005)
Il diserbo deve essere localizzato sulla file e non deve
quindi superare il 50 % dell’intera superficie
PERO – INDICI DI MATURITA’
MELO – INDICI DI MATURITA’
LOTTA INTEGRATA
"La protezione integrata è una strategia con la
quale si mantengono le popolazioni di organismi
nocivi al di sotto della soglia di tolleranza,
sfruttando i meccanismi naturali di regolazione e
utilizzando metodi di difesa accettabili dal punto
di vista ecologico, economico e tossicologico".
LIMITI MASSIMI DEI RESIDUI (L.M.R.)
FITOFARMACI
Nazionale
Direttiva 76/895/CEE: prodotti ortofrutticoli
Direttiva
90/642/CEE:
alcuni
prodotti
di
origine
vegetale compresi gli ortofrutticoli
Europeo
Nuovo regolamento CE n. 396/2005 del 23/02/2005
pubblicato su G.U. Ce L70/1 del 16/03/2005.
NUOVO REGOLAMENTO EUROPEO SUI
LIMITI MASSIMI DEI RESIDUI
 Oggetto, ambito di applicazione e definizioni
 Procedura per le domande
 LMR applicabili a prodotti di origine vegetale e animale
 Disposizioni speciali relative all’incorporazione nel presente
regolamento
 Controlli ufficiali, relazioni e sanzioni
 Misure di emergenza
 Misure di sostegno relative ai LMR di prodotti fitosanitari
armonizzati
 Coordinamento delle domande relative ai LMR
 Attuazione
 Disposizioni finali
www.ministerosalute.it
NORMATIVE ED EVOLUZIONI DELLE
MACCHINE IRRORATRICI
L’impiego delle macchine per la distribuzione dei fitofarmaci può
generare
un
impatto
negativo
sull’ambiente,
sulla
salute
dell’operatore, sulla qualità e sulla sicurezza del prodotto
agricolo.
Necessità di limitare le dispersioni di prodotti chimici al
di fuori della vegetazione bersaglio
COME RIDURRE LA DERIVA CON L’IMPIEGO DI
MACCHINE IRRORATRICI INNOVATIVE
CONTROLLO DELLE MACCHINE IRRORATRICI PER LE
COLTURE ERBACEE IN EUROPA
PULIZIA DELL’IRRORATRICE NEL CORTILE
DELL’AZIENDA
PULIZIA DELL’IRRORATRICE NEL CORTILE
DELL’AZIENDA SU BIOBED
PULIZIA DELL’IRRORATRICE IN CAMPO
PRODUZIONE BIOLOGICA
Reg. CEE 2092/91
FERTILITA’ DEL SUOLO:
• Rotazioni
• Rotazioni
• Letame
• Scelta delle varietà
• Compost
Residui agroindustriali
GESTIONE DELLE INFESTANTI E
DEI PATOGENI:
• Diffusioni dei predatori naturali
Residui urbani
• Controllo delle malattie ocn estratti
naturali (olio di Neem, …)
ESCLUSIONE TOTALE DEI PRODOTTI CHIMICI
NORMATIVA SUL BIOLOGICO
• Reg. 2092/91: norme per la produzione,
trasformazione,
etichettatura
ed
importazione da paesi terzi.
• Reg.
2078/92:
metodi
di
agricoltura
compatibile con l’ambiente.
• Reg. 1804/99: estensione del metodo di
produzione biologico anche all’allevamento
degli animali.
• In Italia D.M. 220/95 e D.M. 4/8/2000.
GLI ORGANISMI DI CONTROLLO
• Gli organismi di controllo verificano il metodo e la
produzione, che siano conformi a quanto dispone il
Reg. CEE 2092/91 e successive modifiche e
aggiornamenti.
• Sulle
etichette
coltivazioni
di
dei
prodotti
agricoltura
provenienti
biologica,
da
deve
comparire il marchio o il nome di uno degli
organismi di controllo.
ISTITUZIONI COINVOLTE
• Il MIPAF: autorità pubblica di riferimento,
responsabile
della
realizzazione
e
della
sorveglianza del sistema.
• Le Regioni: hanno competenza in materia e
trasferiscono
al
Ministero
l’elenco
degli
operatori.
• Gli Organismi di controllo: in Italia sono 9,
esercitano
l’attività
di
sorveglianza
aziende ed emettono certificati.
sulle
DEFINIZIONE DI BIOLOGICO
 Idea alternativa di agricoltura che nasce alla fine
dell’800
 Non
unitarietà
del
concetto
di
agricoltura
biologica, esistono diverse definizioni che hanno in
comune
solo
il
rifiuto
di
utilizzare
fattori
produttivi di sintesi chimica, è dunque necessaria
una definizione istituzionale
 Pratica agricola che ammette solo l’impiego di
sostanze naturali
TIPOLOGIE DI AGRICOLTURA
BIOLOGICA
• Biodinamica
• Permacoltura
• Agricoltura naturale
• Agricoltura bio-organica
• Macrobiotica
Principi dell'agricoltura biologica
1. migliorare la biodiversità dell'agroecosistema
2. evitare mezzi tecnici con impatto ambientale (locale e
globale)
Obiettivi:
La stabilità (e quindi la sostenibilità) dell’agroecosistema
La qualità dell’ambiente (locale e globale)
La qualità dei prodotti
EFFETTI GENERALI SULLA BIODIVERSITA’
La complessità di un sistema è proporzionale alla sua
stabilità
Aumenta la capacità di reazione a variazioni (clima, suolo,…)
Riduce la possibilità che si sviluppi microflora dannosa
Biodiversità - EFFETTI SPECIFICI
Vegetazione (rotazioni, consociazioni, siepi, frangivento,…..)
 Biodiversità
microflora
(essudati
radicali,
residui
colturali,….)
 Biodiversità artropodofauna
 Assorbimento di macro e micronutrienti più equilibrato (in
qualità e nella distribuzione nel profilo del suolo)
 Struttura
del
suolo
(apparati
radicali
diversi
per
profondità e tipologia)
 Riduzione infestanti (operazioni colturali in epoche
differenti)
Fauna
 Presenza insetti utili
 Riduzione rischi di attacchi dannosi (equilibrio predatorifitofagi)
 Migliore allegagione (insetti pronubi)
 Migliore struttura (lombrichi)
Microflora
 Miglioramento della catena trofica
(Aumento disponibilità nutrienti)
 Aumento della sostanza organica humificata
(Struttura, caratteristiche colloidali :CSC, AD)
 Inibizione sviluppo patogeni
Minore biodiversità microbica
Riduzione dell’humus
Riduzione ritenzione acqua e nutrienti
Minore efficacia concimi
Dispatie
Patologie
IMPATTO AMBIENTALE
Locale
 Residui di antiparassitari nel suolo e nei prodotti
 Lisciviazione dei nitrati nelle falde (ed accumulo nei
prodotti)
 Patologie negli operatori agricoli
Globale
 Inquinamento
siti
di
produzione
e
stoccaggio
fitofarmaci e concimi
 Consumi energetici per la produzione (ed emissioni CO2)
es. 1.5 tep t-1 di azoto sintetizzato pari a
5-6 t CO2
dei
Il problema dei nitrati
Fattori che favoriscono l’accumulo di nitrati:
 deficit di radiazione (colture invernali, colture protette,
ambienti settentrionali, raccolta mattutina)
 colture “fuori stagione”
 deficit termici
 eccessi di concimazione
 tipo di coltura (nitrati si accumulano negli organi
vegetativi e meno in quelli riproduttivi)
 lunghe conservazioni
 epoca di raccolta (ortaggi raccolti la mattina hanno più
nitrati)
NORMATIVA SUL BIOLOGICO
• Reg. 2092/91: norme per la produzione,
trasformazione,
etichettatura
ed
importazione da paesi terzi.
• Reg.
2078/92:
metodi
di
agricoltura
compatibile con l’ambiente.
• Reg. 1804/99: estensione del metodo di
produzione biologico anche all’allevamento
degli animali.
• In Italia D.M. 220/95 e D.M. 4/8/2000.
ISTITUZIONI COINVOLTE
• Il MIPAF: autorità pubblica di riferimento,
responsabile
della
realizzazione
e
della
sorveglianza del sistema.
• Le Regioni: hanno competenza in materia e
trasferiscono
al
Ministero
l’elenco
degli
operatori.
• Gli Organismi di controllo: in Italia sono 9,
esercitano
l’attività
di
sorveglianza
aziende ed emettono certificati.
sulle
GLI ORGANISMI DI CONTROLLO
• Gli organismi di controllo verificano il metodo e la
produzione, che siano conformi a quanto dispone il
Reg. CEE 2092/91 e successive modifiche e
aggiornamenti.
• Sulle
etichette
coltivazioni
di
dei
prodotti
agricoltura
proveninti
biologica,
da
deve
comparire il marchio o il nome di uno degli
organismi di controllo.
IL BIOLOGICO NEL MONDO
15 Milioni di ettari a biologico nel mondo
3,6 Milioni gli ettari in Europa
Origini
europee
storiche e culturali
dell’agricoltura
biologica
Politiche e interventi comunitari (a partire dal Reg. CEE
2092/91 e Reg. CEE 2078/92)
Sensibilizzazione dei consumatori alle tematiche di tutela
ambientale e attenzione all’alimentazione
IL BIOLOGICO NEL MONDO:
PRODUZIONI
L’Europa è la prima produttrice mondiale di agricoltura
biologia (2.8% Sau, con prospettive di raggiungimento del
10% entro il 2010)
1986
2000
0,12 milioni di ettari
3,6 milioni di ettari
10.000 aziende
130.000 aziende
Produttore ha bio (mil.)
n°aziende
Australia
7.5
1687
Argentina
3
1400
Canada
1
1830
Usa
0.9
5000
PAESI IN VIA DI SVILUPPO
E’ prevedibile una crescita dell’agricoltura biologica in molti
paesi in via di sviluppo (Messico, Brasile, Bolivia, Kenya,
Senegal, Costa d’Avorio…)
Considerando:
- il prevedibile sviluppo della domanda di prodotti nei paesi
occidentali
- la necessità di ricercare nuovi canali commerciali per
agricolture in via di sviluppo
Ciò dovrebbe avvenire a seguito di una regolamentazione
delle normative relative alle certificazioni e agli scambi
internazionali
IL MERCATO DEI PRODOTTI
BIOLOGICI: L’EVOLUZIONE
 Prima fase: (anni ’20-anni ’70) prime teorie di agricoltura
organica (Steiner), molti agricoltori e una parte del mondo
scientifico-culturale le abbracciano. Predomina l’offerta.
Vendita diretta.
 Seconda fase: (anni ‘70-anni ‘80) sviluppo della domanda nei
paesi nord europei (contestazione e primi casi di inquinamento).
L’A.B. diviene un mercato. Predomina la domanda. Vendita in
negozi, e primi tentativi nella GD, primi fenomeni importazione dal
bacino mediterraneo
 Terza fase: (anni ‘90-oggi) sviluppo stimolato dagli interventi
delle istituzioni. Si concretizza il mercato biologico. Divisione tra
paesi produttori e paesi consumatori. Vendita in negozi,
supermercati, e vendita diretta. Presenza grandi gruppi
importatori.
Contributo di ogni continente alla superficie
biologica totale (dati %)
23.58
0.33
48.51
7.42
20.02
0.14
Oceania Africa Sud America Nord America Asia Europa
Principale paesi con aree agricole a gestione
biologica (000 ha)
10000
8000
6000
4000
2000
ia
Au
s tr
nc
ia
Fra
Sp
ag
na
U.
K
Ge
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an
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Ita
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0
G
er
m
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lia
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G
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p
Sv .
N. ez.
Ze
la
n.
Spesa pro-capite in alimenti biologici nel '97 e 2000 ($)
120
100
80
60
40
20
0
1997
2000
IL BIOLOGICO NEL MONDO: IL MERCATO
Nazione
in Esame
Inghilterra
Germania
Italia
Francia
Olanda
Belgio
Austria
Svizzera
Danimarca
Spagna
Svezia
USA
Giappone
Commercio di
prodotti
biologici
% prodotti
bio sul
consumo
alimentare
Vendite di
ortofrutta
biologica
% frutta e verdura
biologica sul consumo
ortofrutta cotale
986
2128
978
846
210
138
195
457
372
128
175
8000
350
1
1,25/1,5
1*
1
1,2
1
1,8
2
2,5/3
< 0.1
0,9
1,5
-
300
378
264
169
34
29
31
1450
-
5/10
2,6
2
3Frutta/5Verdura
5Frutta/3Verdura
1,7
-
Valori in milioni di dollari USA
IL BIOLOGICO IN EUROPA
Paese
Austria
Belgio
Danimarca
Finlandia
Francia
Germania
Grecia
Irlanda
Italia
Lussemburgo
Olanda
Portogallo
Regno Unito
Spagna
Svezia
Totale
Aziende
(2000)
% aziende
nazionali
Ettari
(2000)
% ettari
nazionali
18.360
628
3.466
5.225
9.260
12.732
5.270
1.014
54.674
51
1.391
763
2.975
13.424
3.329
132.562
6,80
0,94
5,50
6,60
1,36
2,93
0,64
0,69
2,36
1,70
1,48
0,18
1,28
1,11
3,70
1,90
267.000
20.263
165.258
147.423
370.000
546.023
24.800
32.355
1.002.00
1.030
27.820
50.002
425.000
380.838
171.682
3.631.494
7,82
1,47
6,15
6,79
1,31
3,20
0,71
0,75
6,76
0,81
1,39
1,31
2,30
1,49
6,25
2,82
Andamento dei prezzi
delle mele
“biologiche” prodotte
nello stato di
Washington
(Granatstein, 2001)
Andamento del
prezzo di Red
Delicious prodotta
nello stato di
Washington da
biologico e
convenzionale
(Granatstein, 2001)
Andamento dei
prezzi delle
principali cv di mele
prodotte nello stato
di Washington da
biologico e da
convenzionale nel
periodo ’95-’98
(Granatstein, 2001)
ASPETTI RELATIVI ALLA
DISTRIBUZIONE
 Poche sono le aziende in grado di raggiungere
una
struttura
necessaria
per
di
commercializzazione
assicurare
una
significativa presso la GDO.
 Forme prevalenti di distribuzione:
- dettaglio specializzato (45%)
- GDO (40%)
- canale diretto (in calo)
presenza
LE MENSE BIOLOGICHE IN ITALIA
(fonte: Biobank)
ANNO
• 1999
• 2000
• 2001
N. MENSE BIO
107
199
342
DISTRIBUZIONE GEOGRAFICA
• NORD
• CENTRO
• SUD
252
67
23
Limiti di legge del contenuto in nitrati
(reg CEE n.466/2001)
mg NO3 kg-1 p.f.
Spinaci (1 nov - 31 mar)
(1 apr - 31 ott)
surgelati
Lattuga (1 ott - 31 mar)
(1 apr - 30 set)
(1 mag - 31 ago)
3000
2500
2000
4500
3500
2500 (pien’aria)
Contenuto in nitrati (mg kg-1 di s.f.) in
lattuga invernale
4000
3500
3000
2500
2000
1500
1000
500
0
Biologica
SVIZZERA
Convenzionale
SVIZZERA
Biologica ITA Letame
Biologica ITA Sovescio
Consociazioni
1. LEGUMINOSE-GRAMINACEE (foraggi)
2. SPECIE AROMATICHE
3. PIANTE CON AZIONE RINETTANTE (tagetes,
senape,…)
4. PRATO STABILE NEI FRUTTETI (naturale, misto,
trifoglio sotterraneo)
SVANTAGGI
-competizione per acqua e nutrienti
- sviluppo roditori
VANTAGGI
-Maggiore humificazione
-Ritenzione idrica e dei nutrienti
-Protezione da stress (eff. pacciamante)
-Velocità (e costo) dei lavori invernali
Lavorazioni
 evitare attrezzi rotanti veloci (es. fresatrici)distrugge
la struttura nei suoli argillosi
 evitare arature profonde (s.o. in ambiente anaerobico non
viene humificata)
 evitare lavorazioni con terreni troppo umidi distrugge
la struttura
 evitare periodi caldo-asciutti mineralizzazione troppo
veloce
GESTIONE DELLA NUTRIZIONE
Azioni della sostanza organica
 fisiche: struttura e porosità
capacità idrica e permeabilità
stabilità degli aggregati
 chimiche: azoto (leguminose) e altri elementi (es. P con
lupino)
 biologiche:
miglioramento
stimolo
catene
microflora
trofiche,
(riduzione
attività
patogeni,
enzimatica,
accrescimento radicale (microelementi metallici, ormoni)
EFFETTI BENEFICI DELLE SOSTANZA
ORGANICA
 Migliora la struttura del terreno
 Aumenta la dotazione e la solubilità dei nutrienti
 Aumenta la ritenzione idrica
Aumenta la capacità di scambio cationico e il potere
adsorbente
 Mantiene il pH prossimo alla neutralità
 Allevia i problemi di clorosi ferrica
 Aumenta la biodiversità del terreno
 Migliora la fertilità chimico-fisico-biologica
 Azione lenta:
cornunghia,
cuoiattoli,
laniccio,
sovescio
graminacee
o
polifita
 Azione media:
panelli
di
semi
oleosi,
vinacce,
semi lupino,
sovescio
leguminose
 Azione rapida:
letami, pollina, carniccio
Curve di mineralizzazione
Effetto delle diverse matrici sulla dinamica dell’humificazione
CONCIMI MINERALI PER IL BIOLOGICO
•Scorie di defosforazione
•Fosfato allumino-calcico
•Fosfato naturale tenero
•Sale grezzo di K
•Solfato di K con sale di Mg
•Concime PK
•Solfato di Ca
•Zolfo elementare
•Kieserite
•Solfato di Mg
•Concimi a base di microelementi
AMMENDANTI PER IL BIOLOGICO
•Letame
•Amm. vegetale semplice
•Amm. compostato verde
•Amm. compostato misto
•Ammendante torboso
•Torba acida
•Torba neutra
•Torba umificata
•Vermicompost da letame
•Estratto umico dall’acqua di vegetazione delle olive
•Amm. animale idrolizzato
CONCIMI ORGANICI ED ORGANO-MINERALI
PER IL BIOLOGICO
•Pennone
•Cornunghia
•Cornunghia torrefatta
•Pelli e crini
•Cuoiattoli
•Cuoio torrefatto
•Sangue secco
•Farina di carne
•Panelli
•Borlanda essiccata
•Cascami di lana
•Epitelio animale idrolizzato
•Letame essiccato
•Cuoio e pelli idrolizzati
•Concime organico di N di
origine animale e vegetale
•Miscela di concimi organici di N
•Borlanda fluida
•Carniccio fluido in sospensione
•Sangue fluido
•Epitelio animale idrolizzato
fluido
•Guano
•Farina di pesce
•Farina d’ossa
•Farina d’ossa degelatinata
•Ruffetto d’ossa
•Pollina essiccata
•Residui di macellazione
idrolizzati
•Letame suino essiccato
•Concime organico NP
•Miscela di concimi organici NP
•Concimi organo-minerali
FONTI DI N ORGANICO AMMESSO NEL
BIOLOGICO USA
Composto
N (%ss)
Prezzo $ kg N-1
Nitrato cileno*
16
3.9
Farina di sangue
13
6.7
Farina di pennone
12
6.3
Farina di pesce
9
8.6
Farina di canola
6
8.0
Pollina
4
2.9
Farina di medica
3
10.2
*NaNO3: non ammesso in molti
programmi biologici
(Granatstein, 2001)
ANALISI DEI FERTILIZZANTI
ORGANICI
Parametri
Acqua
Sost. organica
N
Nitrati
C/N
P
K
Ca
Mg
Na
Fe
Zn
Carbonati
Unità
LETAME
BOVINO
CALCE +
MELASSO
COMPOST
MISTO
COMPOST
VEGETALE
%
%
%
72.3
17.7
0.4
8.9
12.8
1.2
0.3
6.0
0.2
1.0
25.1
0.9
3.6
23.1
0.6
40.0
35.0
47.8
1.3
26.1
48.5
1.9
21.2
0.3
1.0
15.0
0.2
0.4
4.3
0.6
0.7
73.2
%
%
%
%
%
%
%
ppm
ppm
%
24.2
0.1
0.6
0.3
0.1
MORFOLOGIA RADICALE
1 DISPONIBILITÀ DI NUTRIENTI
FATTORI CHE
INFLUENZANO LA
MORFOLOGIA RADICALE
2 DISTRIBUZIONE DEI NUTRIENTI
3 PROPRIETÀ FISICHE DEL SUOLO
4 ATTIVITÀ MICROBICHE
CONTROLLO
MINERALE
1/5
MINERALE
LETAME
BOVINO
CALCE +
MELASSO
Compost
Compost + dry blood
CHEMICAL ANALYSIS OF THE SOIL
ORGANIC CARBON
TREATMENT
2.0
a
CONTROL
ab
MINERAL
LIME PASTE
+ MOLASSES
MIXED
COMPOST
(% ss)
Organic C
COW
MANURE
1.5
ab ab
a
a
b
b
ab
ab
b
1.0
0.5
VEGETAL
COMPOST
0.0
July-00
July-01
a
BIOLOGICAL ANALYSIS OF THE SOIL
MINERAL
COW
MANURE
LIME PASTE
+ MOLASSES
MIXED
COMPOST
VEGETAL
COMPOST
400
a
ab
abc
abc
200
c
d
0
MICROBIAL EFFICIECY
-1
CONTROL
% C micr. * C org.
TREATMENT
µg C-CO2 * g ss -1
MICROBIAL BIOMASS
2
a
ab
bc
c
1
d
0
abc
Leaf N concentration (%DW)
2,50
a
2,00
%
1,50
b
b
b
b
1,00
0,50
0,00
Control
Low N
High N Cow manure Sugar beet
wastes
ESTRATTI
VEGETALI
Effetto dell’estratto di Equisetum arvense sulla
spaccatura delle ciliege (cv. Van)
30
25
20
%
15
10
5
0
Control
Equisetum
Silicon
CaCl2
Effetto dell’estratto di Amaranthus retroflexus
sulla fotosintesi di piante di actinidia allevate in
vitro
a
mmol CO
2
g FW -1
0.1
a
a
0.08
0.06
0.04
b
b
0.02
0
0
0.002
0.02
Concentrazione (%)
0.2
2
Effetto di estratti vegetali applicati al
suolo su piante di pero
Control
Fe-EDDHA
Fe-sulphate
Urtica
Amaranthus
Chenopodium
Beta
CRESCITA DI PIANTE DI PESCO
Trattamento
Lunghezza del
Numero di Area fogliare
germoglio
internodi
(cm2)
(cm)
Controllo
36±1
Macerato di
Amaranthus
Estratto di Urtica
(1)(media± SE)
(1)
23.3±0.5
10.1±0.2
44±4
26.5±1.2
14.2±1.2
44±2
27.4±0.7
14.8±0.7
Effetto dell’estratto di Melia azedarach
sulla crescita di afidi in melo
Control
Treated
APPLICAZIONI FOGLIARI DI CAOLINO
Misura di Voc’s
CONCENTRAZIONE DI AMMINOACIDI IN FRUTTI
DI PESCO
400
350
mg/100 g
300
250
200
150
100
50
0
Methyonine
Organic
Arginine
Integrated
Total
Diserbo
 mezzi fisici (costosi): pirodiserbo, scerbature manuali,
pacciamatura con film plastici neri
 PVC (economici, problemi di smaltimento)
 biodegradabili
(più
costosi,
nessun
problema
di
smaltimento)
 fotodegradabili (c.s. ma meno efficaci e durevoli nei
nostri ambienti)
Solarizzazione
Parassiti ipogei e erbe infestanti controllate dalla solarizzazione
Parassiti
Nematodi
Sclerotium
Fusarium
Verticillum
Infestanti
Amaranthus r.
Anagallis a.
Avena f.
Chenopodium a.
Convolvulus s.
Cynodon d.
Digitaria s.
Portulaca o.
Raphanus r.
Sinapis a.
Solanum n.
Sonchus a.
Sorghum h.
La solarizzazione: agrotecnica ecologica, economica e di facile esecuzione
La solarizzazione o "pacciamatura riscaldante", o "pastorizzazione
solare del terreno", consiste nel sottoporre il terreno, opportunamente
lavorato e pacciamato con film plastico trasparente, all’azione benefica
della radiazione solare per un cospicuo numero di giorni (20-30) della
stagione calda.
LOTTA BIOLOGICA
È un sistema di difesa dai parassiti animali che impiega
esclusivamente mezzi biologici quali: entomofagi, cioè
insetti predatori o parassiti di altri insetti; feromoni, cioè
sostanze, normalmente emesse da insetti, ma che possono
essere
riprodotte
in
laboratorio,
che
fungono
da
messaggeri chimici , determinando in individui della stessa
specie
stimolazioni
e
risposte
precise
e
ripetibili;
microrganismi patogeni, cioè virus e batteri che risultano
patogeni per determinati insetti. In questo tipo di difesa
non vengono usate sostanze tossiche per l'uomo.
mezzi agronomici: come scelta di varietà rustiche più
resistenti, consociazioni, rotazioni ed idonee lavorazioni,
irrigazioni, concimazioni, potature, densità d'impianto e
di
semina
ecc.
mezzi fisici: come sterilizzazione dei terreni con il
calore, distruzione dei focolai di inoculo e/o infezione,
protezione dalle avversità meteoriche, solarizzazione del
terreno, uso del tessuto non tessuto, uso delle trappole
cromotropiche, raccolta manuale o meccanica degli
insetti
ecc.
COSTI UNITARI (ACRO) PER LA CONFUSIONE
SESSUALE DI CYDIA
* Costi totali per l’acquisto e la collocazione del feromone, e la
stima delle perdite dovute al maggior numero di frutti
danneggiati.
Esempio di alcuni marchi
produzione integrata
Enti di certificazione
del biologico
di
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10. Biologico e integrato