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ASSOCIAZIONE PROVINCIALE DIRIGENTI DI AZIENDE INDUSTRIALI DI TORINO
ASSEMBLEA ORDINARIA E STRAORDINARIA
FEDERMANAGER - TORINO
Sabato 30 aprile 2005 ore 9.15
Unione Industriale Torino - Sala 200 – Via Vela 17
Parte Pubblica
TORINO - e dopo le OLIMPIADI?
con l’intervento del Presidente dell Provincia di Torino dr. Antonio Saitta
e del Presidente dell’Unione Industriale di Torino ing. Alberto Tazzetti
Assemblea Straordinaria
Ore 10.15
Modifiche statutarie
Assemblea Ordinaria
Ore 10.40
Relazione del Presidente
Esame ed approvazione Bilanci:
• Consuntivo 2004
• Preventivo 2005
Premiazione Soci Benemeriti
Ore 11.30
Coffee break
Ore 11.40
Interventi
• Presidente Federmanager
• Direttore Regionale INPS
• Presidente PREVINDAI
• Consigliere FASI
Ore 12.40
Interventi Soci
Ore 13.10
Chiusura dell’incontro
• Cocktail
PierCarlo Cargnel
Claudio Cavone
Luigi Pignatelli
Edoardo Lazzati
Rosario Bontempi
Stefano Sansolini
Renzo Penna
✂
REGISTRAZIONE PRESENZA ALL’ASSEMBLEA ORDINARIA
Cognome .................................................................................... Nome .........................................................................
Dirig. serv./Azienda ......................................................................................
Dirig. pens./(ex Azienda) ..............................................................................
Portatore N. Deleghe ..................................
Da consegnare, compilato, alla Segreteria dell’Assemblea (anche se non si è portatore di deleghe).
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ASSEMBLEA ORDINARIA E STRAORDINARIA FEDERMANAGER TORINO 30 APRILE 2005
Cari Colleghi,
l’Assemblea Annuale, che si vale della partecipazione del Presidente della Provincia di Torino – dr. Antonio
Saitta e del Presidente dell’Unione Industriale di Torino – ing. Alberto Tazzetti – si terrà secondo lo schema riportato, presso la sede dell’Unione Industriale di Torino.
La prima parte, che vedrà protagonisti gli illustri ospiti ed il nostro Presidente, si concluderà nelle prime ore
della mattinata e sarà focalizzata sulle problematiche economiche della nostra Provincia, sul declino industriale e sulle prospettive su cui potrà contare il nostro territorio metropolitano per la sua ripresa stabile e duratura.
Seguirà la cerimonia della consegna di una targa ricordo ai nostri soci benemeriti con 40 anni ed oltre, di
costante rapporto associativo. È con elevato orgoglio che constato che ben 37 colleghi hanno mantenuto la
loro fidelizzazione alla nostra Associazione, contribuendo a rafforzare il senso di appartenenza ai valori della
dirigenza e ciò dovrebbe costituire esempio per i giovani manager, che dimostrano disattenzione verso i valori
comuni e su questo occorrerà trovare stimoli.
Prima dell’inizio della seconda parte verrà offerto un coffee break e poi seguiranno informazioni sulle principali tematiche della nostra categoria attraverso gli interventi del Presidente Federale, dei responsabili delle nostre
organizzazioni Previdenziali (INPS/PREVINDAI), Assistenziali (FASI/ASSIDAI), Formative (FONDIRIGENTI) e di
supporto alla dirigenza industriale per la ricerca di nuove opportunità di lavoro (AGENZIA LAVORO).
Quest’ultima parte – interattiva con i soci che interverranno – consentirà di approfondire le tematiche di interesse della categoria e dissipare quei dubbi che fossero presenti.
La prestigiosa sede dell’incontro e la presenza di autorevoli rappresentanti socio/economico del territorio, mi
auguro possano stimolarvi a presenziare, tenendo conto che per i gentili coniugi abbiamo predisposto – per il
tempo dedicato dall’Assemblea – la visita guidata alla residenza Sabauda - Castello di Racconigi.
Alla fine dell’Assemblea verrà offerto un cocktail a cui farà seguito un pranzo per i soci e le gentili consorti,
presso il Ristorante dell’Unione Industriale.
Per quest’ultima iniziativa è previsto un contributo pari a € 40,00. Per ragioni logistiche – che ben comprenderete – è indispensabile far pervenire la propria adesione ai lavori assembleari, per la visita al Castello
Reale e/o il pranzo entro il 20 aprile 2005.
Potrete formulare la Vostra partecipazione tramite posta elettronica all’indirizzo [email protected] o via telefono allo 011/5625588 e dopo la risposta automatica digitare 9.
In attesa d’incontrarTi, affettuose cordialità.
Il Presidente
Pier Carlo Cargnel
✂
SE NON PUOI PARTECIPARE FAI PERVENIRE ALLA SEGRETERIA LA TUA DELEGA
Scheda per delega
Il sottoscritto ....................................................................................................................................................................
Dirig. serv./Azienda ..........................................................................................................................................................
Dirig. pens./(ex Azienda) ..................................................................................................................................................
In regola con la posizione contributiva, delega, a rappresentarlo nell’Assemblea Ordinaria 2005,
il Signor ............................................................................................................................................................................
Firma (leggibile) .........................................................................
* Ciascun socio può essere portatore di non più di 3 deleghe.
La delega non può essere revocata dopo la registrazione presso la segreteria dell’Assemblea.
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ASSOCIAZIONE PROVINCIALE DIRIGENTI DI AZIENDE INDUSTRIALI DI TORINO
Ulteriore specifica ed integrazione dell’o.d.g. dell’Assemblea Straordinaria
30 Aprile 2005
Proposta di modifica Statuto Federmanager Torino (APDAI)
Il Consiglio APDAI nella riunione del 14-3-2005 ha deliberato, nell’ottica di uno snellimento
dei propri organi, la riduzione dei Consiglieri da 40 a 30 unità.
CIÒ PREMESSO
Ne consegue che l’articolo 19 dello Statuto, primo comma, deve essere così riformulato: “il Consiglio Direttivo dell’Associazione è composto da un numero di membri proporzionale al numero dei soci, in ragione di un Consigliere ogni 100 soci, senza tenere conto di frazioni inferiori a 100, con limite massimo di 30 consiglieri”.
Deve altresì essere così riformulato il comma dodicesimo: “Qualora il numero dei Consiglieri scenda al di sotto delle 20 unità si dovrà procedere alle nuove elezioni entro
180 giorni, previo accertamento della situazione del Consiglio stesso”.
Norma applicativa: la nuova norma trova applicazione con il prossimo rinnovo degli organi Federmanager-APDAI Torino
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Editoriale
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˙
Linee politiche e obiettivi strategici*
Un elenco di successi
e qualche incertezza
La dirigenza, vivisezionata in tutti i suoi elementi e nei rapporti con le diverse organizzazioni sindacali e aziendali è
stata colta nei suoi momenti critici. Quando il singolo deve porsi ad un confronto deve sapere di aver un potente e
sollecito sindacato alle spalle.
È in questa direzione che il programma presentato da Edoardo Lazzati dei congressi è stato approvato. Nessuno è
stato dimenticato: giovani e vecchi, pensionati e non iscritti, donne e consulenti; per tutti una indicazione, un
progetto con l’attenzione aperta ai quadri e all’Europa.
Antonio Coletti
D
a qualche anno a questa parte, allorché occorre affrontare, con una
visione di insieme, la stesura dell’editoriale di ciascun numero del periodico Piemontese “Dirigente d’Azienda”, diventa sempre più difficile – e in certo
senso anche faticoso – entrare nel vivo dei
problemi che si presentano alla ribalta per
essere approfonditi ed analizzati con lo
scopo di chiarire la situazione del momento, in tutti i suoi aspetti che si riflettono sulla
vita di ieri, di oggi e – se si può – anche del
domani senza dimenticare nulla di quanto si è vissuto, ed altrettanto rispetto al passato, del quale si annoverano, purtroppo,
più fatti e scenari poco piacevoli, rispetto
alle attese con cui abbiamo sempre seguito l’insieme della nostra vita, con pochi e
rari miglioramenti, e molte contrarie decisioni – specie se orientate da aspetti politici del tutto lontani dalle nostre aspettative.
Non desideriamo, comunque, restare
inerte e tristi nell’aprire il versante negativo del passato, perché non ne abbiamo ritratto visioni gradite. Ed anche perché temiamo di essere oggetto di considerazioni negative, dinanzi alle quali
abbiamo soltanto subito le conseguenze,
senza essere riusciti, di volta in volta, a
reagire come sarebbe stato necessario.
N
onostante quanto si è già accennato nell’apertura dell’editoriale,
abbiamo la speranza che i colleghi
non vogliano seguire i ricordi e i pensieri
ispirati al peggio… Ci auguriamo, infatti,
di proseguire la nostra vita di lavoro con
un cambiamento radicale, fondato sulle
considerazioni delle prossime pagine,
nelle quali si esprimono – oltre al lamento
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di quello che dall’ambiente politico è stato
soltanto promesso – ma spesso è stato oggetto di poco impegno per realizzare miglioramenti – ma non certo realizzato, con
motivazioni più tese a “negare”, che non
ad essere rivolte a fini migliori.
Siamo quindi costretti a riprendere – e
quindi a diffondere tra i nostri colleghi –
tutti i fatti negativi ed anche quelli che sembravano promessi senza ombre e – invece
– di ombre ne hanno subíto molte, nonostante i tentativi e le segnalazioni che la
nostra Federazione ha comunque ribadito
in più occasioni, nonostante le decisioni
non favorevoli dell’ambiente politico…
Il quadro dell’epoca attuale
In questi ultimi anni, come è visto, si è concretizzato un radicale ed inarrestabile cambiamento del sistema economico mondiale.
I tradizionali mercati delle nostre imprese hanno perduto la consueta affidabilità. La logica della globalizzazione obbliga a guardare oltre i confini domestici. Sono prepotentemente e definitivamente entrati nello scenario competitivo
mondiale nuovi soggetti dalle potenzialità non ancora totalmente espresse e che
destabilizzano e provocano già serie conseguenze al nostro sistema industriale.
In questo quadro non vi sono più certezze per le imprese, che debbono ricercare un loro riposizionamento, sia di mercato, che di riassetto interno:
❐ il nostro Paese è sostanzialmente privo
di grandi gruppi industriali, che possano
agire come player globali, e quindi, come
motori e traino della nostra economia;
Per motivi tecnici il sommario di
questo numero è stato pubblicato nell’ultima pagina.
❐ sono presenti alcune centinaia di
aziende d’avanguardia di medie dimensioni, che rappresentano la spina dorsale
della nostra economia – il cuore del “made
in Italy” – che costituisce un patrimonio
industriale in grado di competere su tutti i
mercati e che non va disperso, bensì rafforzato, sia affiancando nuove realtà familiari, ovvero facendo crescere da queste gruppi aziendali più grandi; e più redditizi;
❐ il resto è costituito, pressoché generalmente, da piccole imprese, che hanno
fatto la storia del nostro Paese, ma che
cominciano ad avvertire i primi segnali di
difficoltà a competere in mercati più
ampi, internazionalizzati, dove è necessario sostenere una crescita dimensionale, attraverso l’introduzione di figure manageriali in grado di affrontare la maggiore complessità gestionale.
Il problema principale è e resta quello
della competitività. Il dibattito sulla individuazione di una ricetta si è trascinato troppo a lungo e, francamente, non sembra che
le ipotesi sul tavolo siano quantitativamente
e qualitativamente adeguate: ovviamente si
avvia un percorso di medio periodo e, quindi, auspichiamo che nuove e più significative risorse siano destinate a questo obiettivo.
Questo quadro di complessità non può
naturalmente non coinvolgere pesantemente la figura del dirigente, sempre più
identificati con l’impresa, ma anche protesi alla ricerca di un posizionamento di
autonomia, di responsabilità e di eticità.
Per quanto, invece, attiene propriamente l’Organizzazione, non vi è dubbio
che l’elemento da cui ripartire sia rappresentato dal livello insoddisfacente di
rappresentanza dei dirigenti in servizio,
Nella foto in alto il ministro Maroni e il nostro
Presidente Lazzati.
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in particolare dei giovani, che rappresentano la speranza per il nostro futuro.
Sulla base del descritto quadro d’insieme, il Congresso Nazionale, tenuto conto
della grande complessità che caratterizzerà il prossimo mandato, e della forte esigenza di garantire l’unità vera della nostra
Federazione, dopo ampio e approfondito
dibattito, approva le seguenti:
Linee di indirizzo
❐ Progettare il riposizionamento del
sistema associativo e ridefinire le nostre
politiche, attraverso una “conferenza
consultiva programmatica”, preceduta
da eventi a livello di macro regione;
❐ invertire la tendenza negativa relativa all’iscrizione dei dirigenti in servizio,
attraverso un grande progetto di sviluppo
associativo, coordinato tra centro, territorio e RSA, che sappia cogliere le esigenze e attese dei dirigenti, in particolare dei più giovani;
❐ operare per una effettiva e compiuta attuazione di tutti quei punti qualificanti
del nuovo modello contrattuale che sono
ancora aperti (ed alcuni dei quali sono sul
tavolo del Governo): decorsi i termini previsti, si dovranno convenire le soluzioni
alternative previste dal contratto.
La sfida va giocata sullo sviluppo effettivo della “contrattazione individuale”:
quello che è scritto nella nota di intenti
posta a premessa del rinnovo contrattuale, contiene punti fermi ed irrinunciabili,
perché è su questi punti che la categoria
sarà legittimata a dare un giudizio definitivo sul nostro operato.
Il nuovo modello di relazioni industriali è strettamente legato a questi passaggi e a queste attuazioni.
A tali fini, sarà centrale il ruolo dell’Osservatorio bilaterale, la cui attività
dovrà vedere informati e coinvolti sia il
territorio che le RSA dei dirigenti ed i relativi coordinamenti.
❐ La struttura dei tre contratti nazionali (Confindustria, Confapi e Confservizi), offre, da una parte, la possibilità per
le RSA di richiedere adattamenti innovativi rispetto al contratto nazionale più
coerenti con la situazione aziendale; dall’altra, rende indispensabile che, in un
quadro condiviso e coordinato:
◗ a livello territoriale, vengano sistematicamente coinvolte le rappresentanze, quali parti vitali ed integrate del sistema associativo, e si avvii un processo utile
a promuovere nuove costituzioni; ma anche strumenti di rappresentanza per quei
territori ove sono situate le PMI:
◗ a livello centrale venga attuato un
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sistematico ed ordinato rapporto con i
Coordinamenti delle RSA dei grandi gruppi, organizzando un tavolo di consultazione permanente, affinché possano essere condivise in maniera sistematica le
informazioni e Federmanager possa, a sua
volta, conoscere più da vicino anche le
tematiche industriali dei grandi gruppi e le
conseguenti ricadute sul management.
❐ Le RSA delle grandi aziende ed i
coordinamenti nazionali debbono diventare i terminali intelligenti dell’Osservatorio bilaterale previsto dal nuovo contratto per monitorare lo sviluppo di modelli retributivi legati agli obiettivi e quindi allo sviluppo di nuovi rapporti tra dirigenti e impresa e tra Federmanager e sistema rappresentativo delle imprese stesse.
In tale quadro va impostato e proposto un
programma formativo per le RSA.
❐ Vanno promosse tutte le iniziative, in
ogni sede, politica e istituzionale, per rendere operativi i fondi interprofessionali in
materia di formazione continua (Fondirigenti-Fondo Dirigenti PMI), avendo
particolare riguardo ai processi di crescita
delle competenze manageriali in funzione delle nuove sfide competitive globali.
❐ Avviare rapidamente
l’agenzia per il lavoro dirigenziale, per favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro per i dirigenti
disoccupati e relativi servizi di consulenza, assistenza, aiuto alla ricollocazione, in caso di perdita del
posto di lavoro.
❐ Rafforzare l’art. 15 del
CCNL in materia di responsabilità civile e penale per
ampliare le tutele alla luce
delle maggiori responsabilità dei dirigenti in conseguenza della normativa introdotta in materia di responsabilità amministrativa.
❐ Sul piano interno si
rende necessario razionalizzare e ricercare una migliore
efficienza delle risorse
disponibili tra Federazione
e/o Associazioni e Sindacati territoriali, cercando di
realizzare quelle sinergie ed
economie di scala che consentirebbero un risultato più
adeguato con costi minori.
❐ Al centro dovrà essere impostato un
progetto di sviluppo associativo e di immagine; ma occorre che ciascuna Associazione o Sindacato avvii uno specifico
progetto di promozione, creando gruppi
di lavoro specifici, ai quali la Federazione darà tutto il supporto necessario.
❐ Una moderna organizzazione non
può prescindere dal fornire ai soci servizi di
qualità sempre più estesi ed articolati, anche
in funzione promozionale. L’ormai imminente costituzione della Società di brokeraggio, allo scopo primario di rafforzare la
capacità di penetrazione di Assidai nelle
aziende, oltre a creare prodotti innovativi
per la categoria e la prevista convenzione
“Federmanager-Fasi”, per consentire alle
sedi territoriali di divenire progressivamente un vero e proprio punto terminale del
Fondo costituiranno, se colte con la necessaria convinzione, una grande opportunità
per il territorio, ma anche per perseguire l’obiettivo della migliore efficienza del Fasi nel
rigoroso rispetto degli equilibri di bilancio.
Per quanto riguarda la qualità di questi servizi, si dovranno trovare forme e
modi per monitorarla e
garantirla.
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Novotel. La sede
dell’ultimo Congresso
Nazionale.
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Occorre che sul territorio si individuino le iniziative più opportune, anche su
questo versante, tenendo conto delle specialità locali. In tale contesto, dopo averne verificate le condizioni, vanno definite ed implementate le potenzialità insite
nella conversione con FINECO.
❐ Per quanto riguarda l’assistenza sanitaria integrativa vanno trovate soluzioni in grado di tutelare i dirigenti in pensione, ovviando a situazioni che possano
comprometterne la copertura assistenziale da parte del Fasi o di forme sostitutive, in particolare in caso di trasformazioni societarie. In tale quadro, in accordo con i soggetti interessati, vanno promossi studi in grado di verificare gli squilibri finanziari delle Casse sostitutive del
Fasi stesso.
❐ In materia di previdenza generale
vanno perseguite le giuste istanze dei
Colleghi in pensione, da troppo tempo
pendenti, senza dimenticare in particolare quelle degli ante ’88, sia per quanto riguarda il pieno riconoscimento
della perequazione automatica, sia per
eliminare le ingiuste decurtazioni sulle
pensioni ai superstiti, sia, infine, per
completare il processo di affermazione
della piena cumulabilità con i redditi da
lavoro.
❐ Sulla previdenza integrativa occorre rimuovere gli ostacoli che impediscono la confluenza in Previndai delle soluzioni aziendali. Nell’ambito del miglioramento della fiscalità, oltre all’adeguamento dei margini di deducibilità fiscali
sulla contribuzione, vanno anche perseguiti miglioramenti sulla tassazione delle
prestazioni, anche in rendita. Vanno altresì salvaguardati i criteri fiscali più favorevoli, anche in presenza di pensionamento e senza riscossione della prestazione.
❐ Sul fisco dovrà essere attuato ogni
sforzo perché venga effettivamente completato il percorso di riduzione delle imposte, che allo stato ha scontentato proprio la fascia media, puntando su specifiche agevolazioni per i Colleghi in pensione.
❐ Va rafforzata e migliorata ulteriormente la comunicazione con gli associati e con i non associati, spingendo sull’uso delle tecnologie informatiche, maggiormente confacenti per chi, come i
manager, ha poco tempo disponibile, ma
anche attraverso adeguati spazi sui quotidiani a maggiore tiratura.
❐ Per quanto riguarda i giovani dirigenti, vanno previsti, al centro e sul territorio, veri e propri “laboratori di idee”
8
che coinvolgano i più giovani che sono
portatori di vivacità e brillantezza intellettuale e che rappresentano il serbatoio
per un imprescindibile ricambio della
classe dirigente di Federmanager. Ma i
giovani dovranno maggiormente integrarsi al centro e sul territorio, su progetti di sviluppo e marketing associativo.
❐ Vanno continuate e rese ancor più
incisive le nostre iniziative per favorire la
crescita quantitativa delle donne manager, e questo perché costituiscono un valore per il sistema associativo e, soprattutto, per le imprese.
❐ Va ulteriormente rafforzato il ruolo
delle Commissioni di settore, allargandole agli altri settori, attualmente non coperti, e ponendole al centro di momenti
di visibilità.
❐ Relativamente all’Europa, occorre
dare ai nostri rappresentanti negli organismi europei un supporto concreto attraverso il collegamento operativo con le
Commissioni di settore, ma anche un più
stretto rapporto con la Giunta federale e
la Cida. L’obiettivo è quello di riportare
in Europa, dove si formano ormai le normative di riferimento per i singoli Paesi,
gli orientamenti sulle specifiche materie
del management italiano.
❐ La Cida, sia al centro che sul territorio, deve diventare realmente il soggetto
politico autorevole di tutta la dirigenza e a
questo deve dedicare i suoi massimi sforzi
con il supporto professionale, che tutte le
Federazioni dovranno assicurare: questo
soprattutto alla luce dei processi di decentramento amministrativo e legislativo. Va
˙
meglio finalizzato il rapporto tra le singole Federazioni e l’Organizzazione confederale va resa più snella e meno onerosa.
❐ Per quanto riguarda i Quadri, l’obiettivo è quello di portare nel nostro sistema la fascia alta dei quadri che condivide con noi i valori dell’impresa, dell’etica, della professionalità, della meritocrazia ecc. per costituire un soggetto di
rappresentanza politica e sociale e di interlocuzione con le Istituzioni, che sappia esprimere non solo qualità, ma anche
un maggior peso in termini numerici.
❐ Nell’attuale quadro di competitività e
di flessibilità deve proseguire la politica di
apertura anche ai Colleghi che svolgono la
loro attività in forme differenti dal lavoro
subordinato, definiti manager indipendenti o impropriamente “atipici”. Qui si tratta
di dedicare maggiore attenzione alle loro
problematiche, sia al centro che sul territorio, affinché anche Federprofessional possa
decollare come è nelle sue possibilità.
❐ Il tema della CSR è e resta di attualità
e costituisce un cardine anche del modo
nuovo di interpretare il ruolo del dirigente, in un contesto che va oltre l’azienda e
si preoccupa anche delle conseguenze di
natura sociale, riservando una adeguata
attenzione al territorio, all’ambiente e, in
generale, a tutti i “stakeholder”.
A ciò si aggiunge la decisione del recente Congresso straordinario di adottare un codice etico, che verrà inserito nello
Statuto non appena ne sarà stata ultimata la redazione, anche con l’ausilio di specifiche competenze esterne, data l’importanza e la delicatezza della materia.
❐ È infine importante valorizzare ulteriormente il ruolo della dirigenza anche
nel sociale, mettendo a disposizione le
competenze professionali e manageriali,
anche in considerazione del fatto che
sempre più numerosi risultano i dirigenti e i quadri che, una volta usciti dal contesto aziendale, sono disponibili a mettere a disposizione di chi ha bisogno la
loro competenza e la loro professionalità,
sia in Italia, che nei Paesi poveri.
Con il patto di collaborazione con la
VISES – Associazione Volontari Iniziative
di Sviluppo Economico e Sociale – Onlus,
Federmanager, non solo fornisce l’appoggio logistico delle sue sedi, centrale e
territoriali, ma può mettere a disposizione la grande risorsa dei colleghi, che sentono questo tipo di impegno: queste iniziative vanno confermate e rafforzate anche in ambito locale.
❑
* Programma presentato al Congresso Nazionale.
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Cronache Federmanager
Federmanager
Cronache
Dalla Federazione
Riunione del Congresso Nazionale Milano 25-26 febbraio 2005:
Risultati delle elezioni
n esito alla riunione del Congresso Nazionale di Federmanager, svoltasi a Milano nei giorni 25-26 febbraio 2005, vi
comunichiamo i risultati delle elezioni per il triennio 20052008.
I
Presidente federale
1. Girotto Lorenzo (Sind. Vicenza)
2. Garzia Marcello (Aldai)
3. Calcagno Bruno (Sind. Roma)
Sono risultati eletti componenti supplenti:
4. Catanoso Federico (Sind. Ligure)
5. Tagliapietra Ubaldo (Sind. Torino)
6. Liguori Pietro (Sind. Torino)
7. Cavone Claudio (Sind. Torino)
Si unisce, inoltre, il documento contenente le linee politiche e gli obiettivi strategici in campo sindacale, contrattuale e previdenziale approvato all’unanimità dal Congresso
Nazionale per il prossimo triennio, in esito all’approfondimento dibattito e tenuto conto dei contenuti, in termini di linee
programmatiche, dei documenti presentati in sede congressuale (Vedi Editoriale di questo numero, contiene integralmente il documento citato).
❑
1. Lazzati Edoardo (Aldai)
Risulta eletto Presidente federale al 1° scrutinio Edoardo
Lazzati.
Vicepresidente federale
2. Caprioglio Luigi (Ass.ne Alessandria)
Risulta eletto Vicepresidente federale al 2° scrutinio Luigi
Caprioglio.
Tesoriere federale
2. D’Angelo Franco (Sind. Catania)
Risulta eletto Tesoriere federale al 2° scrutinio Franco D’Angelo.
Collegio Nazionale dei Probiviri
Sono risultati eletti componenti effettivi:
1. Orlandi Pietro (Aldai)
2. Pizzini Giannantonio (Ass.ne Verona)
3. Frascari Franco (Sind. Bologna)
4. Balletta Enrico (Sind. Roma)
5. La Rosa Corrado (Sind. Ligure)
Sono risultati eletti componenti supplenti:
6. Coletti Antonio (Sind. Torino)
7. Strazzarino Rinaldo (Sind. Torino)
Collegio dei Revisori dei Conti
Sono risultati eletti componenti effettivi:
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Luigi Caprioglio
Una radicata coscienza
manageriale
Siamo lieti di poter comunicare che
il collega dell’Associazione di Alessandria Luigi Caprioglio, già Coordinatore della commissione sindacale, è
stato eletto Vice Presidente di Federmanager.
È una carica di prestigio che va a
premiare i meriti del nostro Collega, sia
di competenza che di preparazione
per i problemi di categoria, il quale ha
saputo condurre in porto l’ultimo contratto – ovviamente con il concorso
degli stati membri delegati – in un
momento non facile per l’economia nazionale e per la crisi tuttora
perdurante del comparto industriale.
Sappiamo del suo entusiasmo del valore della sua preparazione,
lo assista anche la fortuna per il successo degli obiettivi che gli sono
dati affinché si realizzi il rilancio della nostra organizzazione ai livelli
di un ritrovato prestigio in un settore che per tanti anni ci ha visti ai
primi posti delle graduatorie internazionali.
❑
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Cronache Federmanager
Federmanager
Cronache
Riunione di insediamento del Consiglio
Nazionale - Bologna 18-19 marzo 2005
Risultati delle elezioni
rima dell’inizio dei lavori della riunione del Consiglio
nazionale, si è riunito il Collegio Nazionale dei Probiviri1, convocato per esaminare i ricorsi pervenuti rispettivamente in data 15 marzo 2005, a firma del Presidente dell’Unione Regionale Federmanger della Basilicata, e in data 16
marzo 2005, a firma del Consigliere Regionale di Federmanager Piemonte, Stefano Moscarelli. Si dà evidenza del contenuto del lodo (estratto) assunto dal Collegio medesimo per
ciascuno dei suddetti ricorsi, sulla base dei risultati recepiti
dal Collegio Nazionale dei Probiviri.
P
a) Ricorso del Presidente dell’Unione Regionale
Federmanger Basilicata
“Sulla base della documentazione disponibile, il Collegio
decide che il rappresentante della Basilicata non ha diritto a
partecipare alla riunione odierna del Consiglio nazionale, in
quanto la relativa comunicazione del Consigliere nazionale è
giunta tardiva rispetto ai termini statutari (Ved. nota in calce
alla pagina).
Il Collegio decide, altresì, che il rappresentante della Basilicata, tenuto conto del comma 1, lettera a), dell’art. 24 dello
Statuto federale, parteciperà a pieno titolo ai lavori del Consiglio nazionale, a partire dalla prossima riunione”.
b) Ricorso del Consigliere Regionale Federmanger
Piemonte, Stefano Moscarelli
“Il ricorso è stato presentato in data 16 marzo 2005, motivato – a giudizio del ricorrente – a causa del mancato rispetto, da parte dell’Unione Regionale Piemonte, di quanto previsto all’art. 23, punto 1, dello Statuto federale, relativamente all’elezione dei Consiglieri nazionali Federmanager.
Il Collegio, sulla base della documentazione disponibile, ha
ritenuto di non avere elementi sufficienti per un’adeguata e
completa valutazione della delicata e complessa situazione.
Si è, quindi, riservato di acquisire detti elementi nei termini
previsti dallo Statuto federale.
In questo quadro, il Collegio decide che l’insediamento dei
Consiglieri nazionali Federmanager avvenga in data odierna,
senza la partecipazione dei rappresentanti dell’Unione Regionale del Piemonte, il cui insediamento è condizionato alla
decisione che il Collegio assumerà nei termini previsti dallo
Statuto.
Come conseguenza, il plenum dei componenti il Consiglio
nazionale Federmanager scende da 69 a 62”.
Risultati delle elezioni
Ad esito della riunione di insediamento del Consiglio nazionale, svoltasi a Bologna nei giorni 18-19 marzo 2005, si comunicano, di seguito, i risultati delle elezioni previste all’ordine
del giorno per il triennio 2005-2008.
Giunta esecutiva (n. 8 posti, di cui n. 6 di dirigenti in servizio e n. 2 di dirigenti in pensione)
1 Nella riunione del collegio dei Probiviri non è stato presente il componente Antonio Coletti di Torino, non avvisato in
termini di tempo sufficienti.
10
• Votanti n. 61 - Voti validi espressi n. 57
Schede bianche n. 0 - Schede nulle n. 4
Risultano eletti componenti in servizio della Giunta Esecutiva:
1. Poledrini Carlo (Sardegna)
n. 44 voti
2. Alboni Gianpiero (Milano)
n. 29 voti
3. Tesserini Mario (Firenze)
n. 29 voti
4. Covallero Roberto (Verona)
n. 28 voti
5. Chisari Agostino (Roma)
n. 20 voti
6. Rusconi Massimo (Torino)
n. 10 voti
Tenuto conto che i componenti della Giunta sono eletti dal
Consiglio nazionale tra i propri componenti, ai sensi dell’art.
28, comma 1, dello Statuto federale, l’elezione di Rusconi
Massimo resta condizionata all’esito del ricorso inerente i
Consiglieri presenti in rappresentanza di Federmanager Piemonte.
e componenti in pensione:
1. Giambone Mario (Bergamo)
n. 32 voti
2. Grimaldeschi Silvio (Parma)
n. 32 voti
Commissione lavoro
COORDINATORE
Constatato che il candidato unico non ha ottenuto – al
primo scrutinio – la maggioranza qualificata richiesta, l’elezione è rinviata ad una successiva seduta del Consiglio
Nazionale.
COMPONENTI (n. 3 POSTI)
Risultano eletti componenti della Commissione Lavoro:
1. Vincenzi Paolo (Varese)
n. 32 voti
2. Travaglia Luciano (Trento)
n. 25 voti
3. Nocera Antonietta (Friuli)
n. 21 voti
Commissione Welfare
COORDINATORE
Risulta eletto Coordinatore della Commissione Lavoro,
Longo Francesco.
COMPONENTI (n. 3 POSTI)
Risultano eletti componenti della Commissione Welfare:
1. Locatelli Giancarlo (Treviso)
n. 31 voti
2. Lombardo Emanuele (Livorno)
n. 31 voti
3. Cislaghi Renzo (Milano)
n. 28 voti
Comitato nazionale di coordinamento dei gruppi
dirigenti pensionati
PRESIDENTE
Risulta eletto Presidente del Comitato Nazionale di
Coordinamento dei Gruppi Dirigenti Pensionati, Agnese
Mario.
COMPONENTI (n. 5 POSTI)
Risultano eletti componenti del comitato Nazionale di
Coordinamento dei Gruppi Dirigenti Pensionati:
1. Pesante Antonio (Friuli)
n. 38 voti
2. Melodia Stefano (Milano)
n. 32 voti
3. Biondi Giancarlo (Bologna)
n. 30 voti
4. Michelini Maurizio (Firenze)
n. 27 voti
5. Burattino Ciro (Napoli)
n. 19 voti
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U
CID
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Cronache CIDA
CIDA
Cronache
Dalla Federazione
11 marzo 2005 - Competitività del sistema:
il contributo della CIDA ai tavoli tecnici
intenso confronto fra Governo e parti sociali sui provvedimenti per il rilancio della competitività ha visto l’attiva partecipazione della CIDA ai 6 tavoli tecnici istituiti per approfondire i diversi aspetti della complessa tematica. Più in particolare la Confederazione ha predisposto una
serie di note in materia che saranno a breve consultabili sul
sito CIDA nella sezione documenti utili: valutazioni generali
sui provvedimenti; osservazioni su singoli punti dell’articolato, nota su infrastrutture, sulla politica energetica e sulla
previdenza integrativa. Il Consiglio dei Ministri dovrebbe
varare in tempo utile il pacchetto di misure sulla competitività.
L’
Raggiunta un’intesa in Europa sulle pari opportunità
Dopo 14 mesi di consultazione tra i Partner sociali europei,
è stato finalmente raggiunto nel mese di febbraio un accordo sul tema delle “Pari opportunità”. La CEC (Confédération
Européenne des Cadres) ha partecipato a pieno titolo alle
consultazioni, rappresentata dal suo Segretario Generale, il
francese Claude Cambus. L’accordo ha portato alla stesura
di un quadro d’azione per promuovere l’accesso delle donne
ai processi decisionali. Esso assume una valenza importante per le donne “cadres”.
In un’economia globale, fortemente competitiva, nessuna società può permettersi di trascurare il serbatoio di leadership, competenze e professionalità femminili. Anche la
Costituzione europea va in questa direzione, riconoscendo
tra i propri obiettivi fondanti la parità tra uomini e donne, la
piena occupazione e la lotta a qualsiasi forma di discriminazione. Pur tuttavia i dati confermano la scarsa presenza
di donne sul ponte di comando. Secondo l’Unione Europe,
le donne dirigenti e presidenti delle più grandi società europee sono solo il 2% e sono “manager” appena il 30%. Sarà
ora compito delle organizzazioni aderenti alla CED realizzare le Pari opportunità attraverso il dialogo sociali, i contratti collettivi e le dichiarazioni congiunte al fine di realizzare
per esempio incisive politiche di conciliazione tra lavoro e
famiglia. La CEC sollecita quindi le proprie organizzazioni
aderenti a lanciare una campagna a favore delle donne,
attraverso tutti i canali disponibili, in quanto convinta che
una società guidata in modo paritario da uomini e donne,
non è solo una società più ricca, produttiva e democratica,
ma è anche una società con un futuro più equilibrato e
sereno.
marzo/aprile 2005
Nota CIDA su secondo modulo riforma Ire
Il secondo modulo della rimodulazione “Ire” (ex Irpef) ha
cominciato a produrre i suoi effetti dal gennaio 2005. In una
nota confederale (consultabile dai prossimi giorni sul sito
CIDA, nella sezione documenti utili) è stato evidenziato l’impatto insoddisfacente, in termini di riduzione del carico fiscale, sui percettori di redditi di lavoratori ad elevata qualificazione, considerando il ridisegno della curva “Ire” a regime previsto dalla riforma fiscale del Governo dell’aprile 2003.
Note
Per maggiori approfondimenti è possibile collegarsi con il
sito www.cida.it.
15 marzo 2005 - Riunione a Palazzo Chigi
La CIDA è stata convocata a Palazzo Chigi per partecipare ad una riunione avente ad oggetto le problematiche relative al pubblico impiego.
Il Governo ha affrontato il problema del rinnovo contrattuale
per il secondo biennio economico per tutti i comparti relativamente ai contratti scaduti da quasi 15 mesi. La CIDA ha posto
il problema dei contratti di tutti i profili dirigenziali scaduti al 3112-2005 e che pertanto necessitano di rinnovo sia per il quadriennale normativo 2002/2005 che per il primo e il secondo
biennio economico. La Confederazione ha sottolineato che le
risorse messe a disposizione dalla finanziaria sono insufficienti sia per il recupero dell’inflazione reale che, ancora di più, per
la perequazione all’interno dei diversi profili dirigenziali.
Confronto sulla previdenza complementare
Il Ministro del Lavoro ha convocato nuovamente le Parti
Sociali mercoledì 23 marzo prossimo per la prosecuzione del
confronto sullo schema di decreto in materia di previdenza
complementare, in attuazione della Legge delega “riforma
delle pensioni”. Analogo incontro si terrà a Palazzo Vidoni per
le problematiche relative alla previdenza complementare del
settore pubblico. La CIDA che parteciperà all’incontro ha già
sottoposto al Ministero un documento di valutazioni.
16 marzo 2005 - Decreto legge sulla competitività
È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 62 del 16
marzo, il decreto legge recante disposizioni urgenti nell’ambito del Piano per lo sviluppo economico, sociale e territoriale. Il Decreto, che è stato approvato dal Consiglio dei Ministri, è il primo dei due provvedimenti messi a punto dal Governo per rilanciare la competitività del sistema paese. Tra le
misure più significative contenute nei sedici articoli, il rafforzamento del sistema doganale, le nuove disposizioni in materia fallimentare, la riforma degli incentivi alle imprese, il premio di concentrazione per le PMI, l’avvio della previdenza
complementare e il rafforzamento delle tutele in caso di disoccupazione.
Per maggiori informazioni collegarsi con il sito www.cida.it.
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Vita associativa
associativa
Vita
“Alla categoria si chiede entusiasmo, risultati e comportamenti etici per governare l’innovazione
e la competitività”
(dal Convegno in Asti del 2004: “Etica e costruzione del capitale sociale”)
Asti allertata
Brillante esposizione del Presidente Federale Edoardo Lazzati sui contenuti del nuovo contratto e sui rischi di una
categoria in perdita di iscritti.
D
opo la trilogia analitica della condizione economica di Asti e della sua
provincia, l’Assemblea di quest’anno si è concessa la festa dei “quarantenni”,
cioè dei colleghi iscritti da 40 anni e più al
sindacato dei dirigenti industriali di Asti.
Nella colonna a fianco abbiamo messo
tutti i nominativi dei premiati, tutti in
egual modo meritevoli dei festeggiamenti dei colleghi locali, ma uno in particolare è noto anche fuori dai confini provinciali per la sua lunga militanza sindacale e per gli incarichi di Consigliere a
livello nazionale.
Il Presidente Mosso gli ha dedicato
un’introduzione particolare e Mario
Accossato – è di lui che si parla – si è avvicinato commosso a ritirare il premio e la
pergamena, accompagnato dai convinti
applausi dei presenti.
Ma è stata una giornata speciale, favorevoli agli entusiasmi, come diremo dopo.
Ezio Mosso all’esordio aveva ricordato le assemblee dei tre anni precedenti
con relative relazioni di studio da parte
degli Enti e degli studiosi interessati.
Ricordiamo l’indagine socio-economico-culturale del prof. Lazzaroni dell’Università di Torino sulle prospettive dell’area artigiana e successivamente la conferma, che la crisi industriale – generalizzata in tutta Italia – ad Asti trova un parziale rimedio nei settori agro-alimentari.
Ma l’etica d’impresa è stato il punto forte
dell’Assemblea del 2004, che ha concluso con il dovere del management impegnato a coniugare competenza, risultati
e comportamento etici, per governare
14
Il presidente astigiano Ezio Mosso.
l’innovazione e la competitività di una
sempre più complessa realtà economica,
che deve coinvolgere tutti nella ricerca di
un sistema socialmente responsabile.
Subito dopo ha dato la parola al Presidente Lazzati accolto con generoso applauso.
Chi ha avuto o ha qualche dubbio sul
valore dell’ultimo contratto, sulla sua efficacia e modernità delle innovazioni, delle
scelte coraggiose, della lungimiranza dell’impianto generale, chi avesse qualche
dubbio avrebbe dovuto ascoltare con quale
competenza e passione Lazzati ha difeso
questo contratto, che gli è costato mesi di
scaramucce con Confindustria, contrasti,
spiragli e poi chiusure inaspettate.
In questa altalenante trattativa stanno
certe scelte obbligate, rinunce dovuto e
il coraggio – l’abbiamo detto – di giocare la carta più difficile: la fiducia nella
controparte.
E il passaggio finale, con l libertà della
contrattazione individuale disciplinata da
un osservatorio di controllo, che si gioca
la validità della formula: noi tutti ci auguriamo che le Aziende apprezzino la scelta e sappiano di trovare nel dirigente l’alleato più importante per i loro bilanci.
Niente applausi di cortesia per Edoardo Lazzati riconfermato Presidente Federale, ma un’ovazione da Stadio, che ha
confuso anche uno come Lazzati, preparato a tutte le battaglie – contestazioni o
acclamazioni –.
Meritate queste ultime per le spiegazioni che ha dato e per il calore con cui
ha esposto anche momenti difficili di
incertezza e di speranza, Edoardo Lazzati
giustifica il complesso napoleonico, che
gli è stato attribuito comune a molti grandi, che pure erano piccoli di statura.
Sono poi seguiti nell’ordine gli interventi del Presidente Sansolini (Previndai)
e il Vice Presidente del FASI, dott. Introna:
il primo ha lamentato la mancata adesione di ancora troppi colleghi, forse dovuL’Assemblea di un Sindacato non è
solo il bilancio annuale delle attività
svolte, il programma di future iniziative, ma un segnale, quasi un avvertimento che vuole consolidare il gruppo dei facenti parte alla categoria –
siano o no iscritti – perché la compattezza negli ideali come nei diritti, è
l’unica arma che abbiamo contro le
ostilità di chi ignora o disconosce l’importanza del nostro ruolo nell’ambito
dell’economia dell’azienda Italia.
ta all’insufficiente informazione sui vantaggi del fondo di previdenza; il secondo
ha riepilogato le novità del FASI, soprattutto per il discusso preventivo piano degli
interventi odontoiatrici e le ragioni della
diversa quota di partecipazione tra i dirigenti in servizio e i pensionati.
Non vogliamo azzardare ipotesi. Il collega Saccone, che è un esperto di queste
cose, ha promesso un dettagliato chiarimento totale, mettendo insieme i vari
cocci della diatriba, per dimostrare che
avevano ragione tutti e due e quindi
entrambi avevano torto a lamentarsi.
Et de hoc, satis!
Oltre questo trascurabile dettaglio, il
vicepresidente del FASI non ha mancato
di ricordare l’eccellenza delle prestazioni del fondo che tra l’altro è il più grande
d’Europa con i suoi 130 mila iscritti e un
volume di assistiti a 300 mila unità. Ma la
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Vita associativa
associativa
Vita
principale, unica peculiarità tra le varie
società di assicurazioni, il Fasi non interrompe la sua assistenza quando il calendario ci definisce vecchi e maggiormente
bisognosi di cure ma ci accompagna alla
fine della nostra esistenza terrena. È questa da sola potrebbe essere la ragione per
cui tutti i colleghi, anche quelli che godono di un fondo aziendale, sono scaricati
sul Fasi (di qui anche le sue difficoltà di
bilancio) giacché le Aziende si accollano
soltanto le spese dei giovani che ovviamente non gravano sui costi e prestazioni e con la traduzione dei dirigenti uscenti alterano il rapporti servizio pensionati
del Fasi che oggi come ha detto Introna,
sono quasi alla pari. Il Fasi si è molto impe-
Assemblea generale 12 marzo 2005
Elenco iscritti per anzianità per premiazione
•
•
•
•
•
•
•
•
Marengo enot. Francesco
Accossato geom. Mario
Colla rag. Domenico
Negro Aldo
Sartoris enot. Benito
Riccadonna dott. Ottavio
Arrighi Scarponi dott. Edoardo
Foresti geom. Giuseppe
anno 1955
anno 1958
anno 1958
anno 1963
anno 1963
anno 1964
anno 1965
anno 1965
Risultati di gestione
Nel corso della sua vita Previndai ha
garantito – grazie alla particolare struttu-
Inaspettata rivelazione artistica
Arazzeria Scassa
Il past president Mario Accossato.
gnato nello stabilire un abbinamento con
circa 600 istituti convenzionati, riuscendo a ottenere – in virtù del numero – delle
tariffe convenienti. Negare quindi sia
venuta meno la solidarietà tra le generazioni è sbagliato e ingrato.
Anche il Previndai ha mostrato il suo
aspetto migliore, ostentando degli interessi sul capitale di valori superiori alla
media. Riprendiamo una tabella che dimostra sin dall’inizio della gestione un’attitudine nello spuntare i più alti interessi
tant’è che molti neopensionati rinunciano a recuperare il TFR per trasferirlo nelle
casse del Previndai che ha saputo fornire ottimi risultati.
❑
ra assicurativa – rendimenti elevati ad un
rischio ridotto.
Di seguito si riportano i tassi riconosciuti nel corso degli anni:
Anno
Tasso (*)
Inflazione
Differenza
Rivaluazione TFR
Differenza
2004
4,58%
2,20%
2,38%
2,79%
1,79
2003
4,78%
2,70%
2,08%
3,20%
1,58
2002
4,95%
2,50%
2,45%
3,50%
1,45
2001
5,73%
2,70%
3,03%
3,22%
2,52
2000
6,50%
2,50%
4,00%
3,54%
2,96
1999
7,10%
1,70%
5,40%
3,10%
4,00
1998
8,45%
1,80%
6,65%
2,63%
5,83
1997
9,64%
1,70%
7,94%
2,64%
6,99
1996
10,84%
3,90%
6,94%
3,42%
7,42
1995
11,08%
5,40%
5,68%
5,85%
5,23
1994
11,55%
3,90%
7,65%
4,54%
1,79
1993
13,92%
4,20%
9,72%
4,49%
7,01
1992
12,75%
5,40%
7,35%
5,07%
9,43
1991
12,81%
6,50%
6,31%
6,03%
6,78
(*) Al lordo della fiscalità, ove prevista. Va comunque precisato che i rendimenti del passato
non costituiscono garanzia per il futuro.
marzo/aprile 2005
Alle porte di Asti, la Certosa di Valmanera, antico monastero costruito
nel medioevo dai monaci vallombrosani, in seguito passata ai certosini che
l’abitarono fino all’epoca napoleonica, abbandonata ed in buona parte distrutta, è stata recuperata una quarantina d’anni fa e destinata ad ospitare
una galleria d’esposizione ed una manifattura di arazzi contemporanei, una
delle poche ancora operanti in Italia.
Ciò che più sorprende, visitando il Museo,
dove sono esposte opere tratte da cartoni di
Cagli, Capogrossi, Casorati, de Chirico, Ernst,
Kandinsky, Klee, Mastroianni, Matisse, Miró,
Piano, Spazzapan e Tadini, è che una tecnica
rimasta volutamente immutata da secoli,
senza nulla alterare della sua strumentalità, si
vivifichi nell’incontro con queste nuove invenzioni stilistiche che testimoniano una sensibilità estetica attuale, diversa dal passato.
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Sindacale
Sindacale
Profili fiscali e previdenziali
Rapporti di lavoro dipendente
prestato all’estero
Roberto Granatelli
S
empre con maggiore frequenza si
assiste alla costituzione di rapporti
subordinati con sede estera, cioè al
di fuori del territorio nazionale, generandosi, di conseguenza, qualche perplessità sulla gestione degli stessi sotto il profilo del regime fiscale e previdenziale.
La specifica normativa al riguardo
merita qualche riflessione in quanto dal
1° gennaio 2001, in base alla legge n.
342/2000, il panorama complessivo è
sostanzialmente mutato con rilevanti
conseguenze sui soggetti (lavoratori)
residenti in territorio italiano.
In effetti dal 1° gennaio 2001 è entrato in vigore il disposto del decreto legislativo 2 settembre 1997, n. 314 che ha
abrogato la lettera c) del 3° comma dell’art. 3 del D.P.R. n. 917/1986 che stabiliva l’esclusione in ogni caso dalla base
imponibile dei “redditi derivanti da lavoro dipendente prestato all’estero in via
continuativa e come oggetto esclusivo del
rapporto”.
Pertanto i lavoratori “residenti in Italia
sono soggetti all’imposta sui redditi delle
persone fisiche anche per i redditi di lavoro dipendente prestato all’estero, in via
continuativa e come oggetto esclusivo del
rapporto di lavoro”.
16
Primo concetto da tenere a mente pertanto è quello della “Residenza ai fini
fiscali” del lavoratore in quanto:
Residente
fiscalmente in Italia
Si tassa il reddito complessivo
Ovunque prodotto (art. 2 Tuir)
Non residente
fiscalmente in Italia
Si tassano i soli redditi
Prodotti in Italia (art. 20 Tuir)
Lavoratore
Subordinato
Sarà il lavoratore che deve fornire al
datore di lavoro la documentazione per
stabilire il corretto regime applicabile
tenendo presente che per il Ministero
della Finanza (circ. 9 del 26/01/01).
• Fiscalmente residente in Italia è il
soggetto che pur avendo trasferito la propria residenza all’estero e svolgendo la
propria attività fuori dal territorio Nazionale, mantenga il “centro” dei propri interessi familiari e sociali in Italia.
Tale circostanza si manifesta nel caso
in cui la famiglia dell’interessato abbia
mantenuto la dimora in Italia durante l’attività lavorativa all’estero o, in ogni caso,
quando emergano atti o fatti tali da indurre a ritenere che il soggetto interessato
abbia quivi mantenuto il centro dei suoi
affari ed interessi (vedi ris. Min. delle
Finanze 14 ottobre 1988 n. 8/B 29).
Secondo concetto da focalizzare è
quello di “Retribuzione Convenzionale”
in quanto l’art. 36 Legge 21 novembre
2000 n. 342 ha introdotto la tassazione
dei redditi in esame sulla base di valori
convenzionali stabiliti annualmente con
decreto ministeriale.
Ne deriva che i lavoratori fiscalmente
residenti in Italia saranno assoggettati al
regime di tassazione convenzionale per i
redditi di lavoro dipendente prodotti
all’estero che presentino i requisiti di cui
al citato art. 36.
Tale articolo ha introdotto nell’art. 48
del TUIR il seguente comma 8 bis: “In
deroga alle disposizioni dei commi da 1
a 8, il reddito di lavoro dipendente, prestato all’estero in via continuativa e come
oggetto esclusivo del rapporto da dipendenti che nell’arco di dodici mesi soggiornano nello stato estero per un periodo superiore a 183 gg, è determinato sulla
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Sindacale
Sindacale
base delle retribuzioni convenzionali definite annualmente con decreto... omissis”.
Schematizzando i requisiti di cui all’art. 36 Legge n. 342/2000 sono:
Esclusività del rapporto
di lavoro all’estero
Tassazione della
Retribuzione convenzionale
Continuatività
della prestazione
Durata della prestazione per un periodo
superiore a 183 giorni nell’arco dell’anno
Tassazione della
Retribuzione effettiva
Gli aspetti contributivi (Previdenziali)
della fattispecie “de quo” sono stati
affrontati dal Ministero del lavoro (prot.
10292 del 18/01/01) il quale ritiene che
il regime fiscale della nuova normativa ex
art. 36 citato non sia estensibile a quello
previdenziale dei lavoratori che operano
in paesi per i quali vigono convenzioni
di reciprocità in materia di sicurezza
sociale (la maggior parte dei paesi comunitari).
In tal paesi si continua ad assumere la
retribuzione effettiva per la contribuzione previdenziale mentre varrà quella
convenzionale ai fini fiscali.
L’armonizzazione opera invece quando il lavoro si svolge in paesi extra comunitari con i quali NON vigono accordi di
reciprocità.
In tale caso le due basi (ai fini fiscali e
previdenziali) coincidono, ma, in ogni
caso, ci si trova di fronte al dubbio circa
la possibile deduzione della quota di contributo posta a carico del lavoratore per la
determinazione dell’imponibile fiscale.
La Commissione Finanza della Camera è intervenuta in proposito rispondendo affermativamente circa la deducibilità
dei contributi previdenziali cosicché
sarebbe consentito, in via interpretativa,
che l’ammontare dei contributi dovuti dal
lavoratore potrà essere considerato dal
sostituto (datore di lavoro) in diminuzione dalla retribuzione convenzionale
all’atto dell’effettuazione delle ritenute.
Tutto ciò considerato risulta, agli effetti pratici, necessario sottolineare che il
regime delineato “ut supra” prevede
inclusioni esplicite e/o implicite.
Per esempio NON si applica ovviamente se manca uno o più requisiti premarzo/aprile 2005
Se manca anche solo uno
dei suddetti requisiti
visti dall’art. 36 Legge 342/2000 (183
giorni, esclusività rapporto, continuità
prestazione).
Non si applica altresì ai compensi erogati ai lavoratori inviati in trasferta all’estero e quelli distaccati o comandati a
lavorare all’estero.
Ma la più importante fra le “esclusioni” risulta nella circolare n. 207/E/2000
Ministero della Finanza ove si esplicita
che “qualora il contribuente presti la propria attività lavorativa in uno Stato con il
quale l’Italia ha stipulato un accordo per
evitare le doppie imposizioni e lo stesso
preveda per il reddito di lavoro dipendente la tassazione esclusivamente nel
Paese estero.
Si considera, infatti, prevalente il regime degli ACCORDI o CONVENZIONI
rispetto a quello dell’ordinamento interno dello Stato.
In merito è opportuno segnalare che,
secondo il modello di convenzione pre-
disposto dall’OCSE e recepito da quasi
tutte le CONVENZIONI esistenti, per la
tassazione dei redditi di lavoro dipendente si utilizza la forma della “TASSAZIONE concorrente” e NON quella della
tassazione “esclusiva”.
Il che comporta che entrambi gli stati
tassino il reddito percepito dal lavoratore potendo quest’ultimo “recuperare” le
imposte duplicate, o parte di esse, in sede
di dichiarazione dei redditi.
Difatti l’art. 15 del TUIR stabilisce che
le imposte pagate all’estero, a titolo definitivo, su redditi che concorrono a formare il reddito complessivo del contribuente, generano un credito pari alla
quota parte delle imposte dovute in Italia
per quel reddito.
Per concludere la riassuntiva dissertazione sulla complessità di una normativa
che, sicuramente, necessita ancora di
“aggiustamenti tecnici sinergici” (specie
fra legislatore, Ministeri interessati e
INPS) affrontiamo ancora il caso di particolari categorie di lavoratori e che svolgono il rapporto di lavoro con sede all’estero e cioè dei “lavoratori frontalieri”.
Questi ultimi sono lavoratori dipendenti che sono residenti in Italia e quotidianamente si recano all’estero in zona
di frontiera.
Ebbene per tali categorie di lavoratori
sino agli anni 2001-2002 vi era un regime di esclusione ai fini IRPEF con riferimento ai redditi derivanti da lavoro
dipendente prestato, in via continuativa
e come oggetto esclusivo del rapporto,
all’estero in zone di frontiere ed in altri
paesi limitrofi.
Con la finanziaria 2003 (legge n.
289/2002) si è poi stabilito che i suddetti redditi concorrono a formare il reddito
complessivo per l’importo eccedente
8.000 euro.
❑
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Previdenza
Previdenza
Una pensione supplementare secondo un piano individuale
PREVINDAI “Il multicomparto”
Guido Cristante
C
osì come a suo tempo programmato, il 2005 vede realizzata la
struttura “multicomparto” per la
previdenza complementare dei Dirigenti di Aziende Industriali.
Finora poco si è detto perché a lavori in
corso non si potevano dare notizie definitive e certe; la complessità della materia (multicomparto finanziario), le norme legislative e le procedure relative, la dovuta cautela, necessaria per il risparmio previdenziale che non è di mera speculazione finanziaria, hanno richiesto l’impiego di diversi
mesi (anni) di studi ed approfondimenti da
parte del Consiglio di Amministrazione e
della Struttura del Fondo, ricorrendo anche
all’ausilio di specialisti esterni (advisor), per
poter definire una regolamentazione adeguata alle necessità previdenziali dei dirigenti industriali e comunque coerente con
gli scopi del Fondo.
All’ormai storico comparto “assicurativo” ne vengono affiancati altri due, definiti “finanziari”, quindi i comparti di investimento, ciascuno con diverso profilo
di rischio/rendimento, nei quali gli iscritti possono ripartire il proprio portafoglio
previdenziale, sono diventati tre:
• assicurativo: offre = un rendimento
annuo minimo garantito: per l’anno 2005
minimo 2,50% (anche per l’anno 2004 il
minimo garantito era del 2,50%, mentre
il rendimento effettivo è stato del 4,58%;
al lordo della fiscalità dove prevista) =
consolidamento dei risultati ottenuti e
coefficienti di conversione in rendita predeterminati;
• finanziario bilanciato: investimento in = azioni esclusivamente di Società
quotate, massimo 40% = 60% in obbligazioni, con prevalenza dei titoli di Stato
e comunque esclusivamente investment
grade (rating S&P BBB o superiore, che
rappresenta la parte della scala che misura il grado di affidabilità dell’emittente):
• finanziario sviluppo: massimo 75%
in azioni esclusivamente di Società quotate; 25% in obbligazioni investment grade (rating S&P BBB o superiore).
I comparti finanziari non sono assistiti
da garanzie di rendimento, né di integrità
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del capitale investito, avranno una gestione attiva, volta a cogliere le opportunità del mercato.
Il Consiglio di amministrazione ha definito gli asset allocation, ovvero le tipologie e le relative percentuali dei vari strumenti finanziari da impiegare (titoli, ecc.),
diversificando tra nazionali, europei ed
extraeuropei (area euro e non, USA).
Per la gestione degli assets vengono assegnati mandati specialistici, differenziati per classi di attività, ad altrettanti Gestori attivi, selezionati su una vasta platea di
candidati, che sono responsabili delle
scelte di breve termine, in funzione delle
condizioni contingenti di mercato, nel rispetto del mandato fissato dal Consiglio
di Amministrazione.
Gli iscritti possono suddividere la propria posizione, sia pregressa, sia conseguente a nuovi fissi contributivi, in uno o
più comparti, così come possono anche
continuare a mantenere la propria posizione pregressa e futura nel solo comparto assicurativo.
Il Previndai, nello scorso mese di gennaio, ha inviato ai colleghi già iscritti una
scheda informativa molto dettagliata sui
comparti, sulle modalità ed i termini di
adesione nonché sull’esercizio di eventuali successive opzioni (variazioni di
comparto, trasferimento di posizione
ecc.); ulteriori informazioni possono essere assunte sul sito www.previndai.it.
Il Fondo, pur ampliando e diversificando, per quanto possibile, i canali di
informazione, non suggerisce alcuna
priorità di scelta, lasciando a ciascun
iscritto la massima flessibilità, secondo i
propri bisogni previdenziali, il proprio
orizzonte temporale, le propensioni individuali, e quindi la propria esclusiva responsabilità nella scelta di comparto (o
mix di comparti).
Grande considerazione va poi posta
all’accordo 24 novembre 2004 che, tra
l’altro, ha introdotto, a decorrere dal 1°
gennaio 2005, la facoltà di versare, in
aggiunta alle quote di TFR previste contrattualmente, un ulteriore contributo, a
totale carico del dirigente, nella misura,
alternativa, dell’1%, 1,5% e 2% della retribuzione globale utile ai fini del calcolo del TFR.
Anche su questo argomento Previndai
ha inviato a tutti gli iscritti una circolare
illustrativa (n. 1/2005); segnalando anche
la facoltà di poter trasferire al Fondo, per
chi ne fosse interessato, la propria posizione in atto al Fipdai.
Una particolare attenzione va pure riservata a quei colleghi i quali, pur avendo un rapporto di dirigente industriale,
potrebbero risultare ancora non iscritti al
Fondo: è stata predisposta una “scheda
informativa per i potenziali aderenti”
che, considerata la completezza delle
notizie riportate e la forma espositiva, può
essere ritenuta interessante anche per i
colleghi già iscritti.
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Previdenza
Previdenza
Fondo di Previdenza a Capitalizzazione per i Dirigenti di Aziende Industriali
Scheda informativa per i potenziali aderenti di presentazione generale del Fondo
Ad uso dei non iscritti riprendiamo i dati relativi al Fondo e il capitolo contribuzioni e altre entrate.
La scheda informativa completa può essere ricavata dal sito www.previndai.it
Dati relativi al Fondo
PREVINDAI è il Fondo di Previdenza a Capitalizzazione per
i Dirigenti di Aziende Industriali costituito il 4 ottobre 1990, in
attuazione dell’Accordo Sindacale stipulato il 3 ottobre 1989
tra la Confindustria, l’Associazione Sindacale Intersind, l’Asap
e la Fndai e in osservanza degli artt. 36 e ss. c.c. Attualmente
le parti contraenti sono Confindustria e Federmanager. È iscritto all’albo dei fondi pensione con il numero 1417. La sede legale del Fondo è in Roma, via Palermo 8.
Lo scopo del Fondo è quello di provvedere a prestazioni di
natura previdenziale aggiuntive ai trattamenti pensionistici di
legge, nell’interesse degli aventi diritto e senza alcun fine di
lucro, in base alle disposizioni statutarie e regolamentari nel
testo approvato dalla Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione (Covip) il 24 giugno 2003, reperibile sul sito del Fondo,
www.previndai.it.
Sono “destinatari” i dirigenti dipendenti delle imprese che
applichino il ccnl stipulato tra le parti di cui sopra o che applichino l’Accordo Confservizi Cispel-Federmanager del 24 luglio
2001 ovvero dell’Accordo Anas Spa-Federmanager del 10 aprile 2003 e per le quali non operino iniziative, casse o fondi diretti ad assicurare ai dirigenti forme previdenziali analoghe e rientranti nell’ambito di applicazione del D.lgs. 124/93.
Sono obbligatoriamente iscritti – e denominati vecchi iscritti – i soggetti suddetti che fossero titolari alla data del 27 aprile 1993 di una posizione pensionistica complementare sempreché conservata.
L’adesione è, invece, volontaria per quelli privi di detta posizione, denominati nuovi iscritti.
L’iscrizione esplica i suoi effetti anche ai fini dei futuri rapporti di lavoro, sempre con le aziende che applichino gli accordi predetti.
La durata del Fondo, salvo quanto previsto dallo Statuto per
il caso di liquidazione, è a tempo indeterminato.
Gli organi sociali del Fondo sono l’Assemblea, il Consiglio
di amministrazione, il Presidente ed il Vice Presidente e il Collegio dei Revisori. L’Assemblea è formata da 10 rappresentanti, nominati nel rispetto del principio di pariteticità, di cui 5 in
rappresentanza di Confindustria e 5 in rappresentanza di Federmanager. Il Consiglio di amministrazione è costituito da 10 componenti nominati dall’Assemblea, di cui 5 su designazione di
Confindustria e 5 eletti da Federmanager.
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Anche il Collegio dei Revisori è nominato dall’Assemblea: di
esso fanno parte 6 componenti effettivi e 4 supplenti, nel rispetto del principio di pariteticità.
Tutti i componenti degli organi di amministrazione e controllo sono in possesso dei requisiti previsti dal D.M. 211/97: i
loro nominativi insieme a quello del responsabile del Fondo, il
Direttore, sono reperibili sul sito del Fondo www.previndai.it.
Il Fondo opera secondo il regime di contribuzione definita a
capitalizzazione individuale: a partire da maggio 2005 opererà
attraverso tre comparti di cui uno di natura assicurativa e due
di natura finanziaria.
Contribuzioni e altre entrate
La contribuzione base, da calcolarsi, nei limiti di massimale
e con le aliquote percentuali sotto indicati, sulla retribuzione
globale lorda (comprendente tutti gli gli elementi considerati
utili, in base a disposizioni di legge e di contratto, per il trattamento di fine rapporto), è posta pariteticamente a carico delle
aziende e dei dirigenti. È inoltre previsto il versamento di quote
o dell’intero ammontare del TFR.
La contribuzione base non può superare i tetti di deducibilità fiscale previsti dal D.lgs. 18 febbraio 2000, n. 47, di cui
agli artt. 1, comma 1, punto 1) e 4, comma 3, dettagliatamente riportati al paragrafo REGIME FISCALE.
Le aliquote e i massimali contributivi sono riportati nelle
seguenti tabelle:
Aliquote e massimali contributivi vigenti
Classi di
contribuzione*
Massimale
contributivo
Aliquote
3% a carico dell’impresa
3% a carico del dirigente
4% a carico dell’impresa
Da 100.709,10 a 139.443,36 Euro
4% a carico del dirigente
3% a carico dell’impresa
Fino a 85.215,39 Euro
3% a carico del dirigente
Fino a 100.709,10 Euro
Classe 1
Classe 2
Classe 3
*Le classi si riferiscono alla categoria di iscritto: alla classe 1 appartengono i vecchi iscritti: alla classe 2 i nuovi iscritti con data di prima
assunzione di lavoro dipendente entro il 27 aprile del 1993; alla classe 3 i nuovi iscritti con data di prima assunzione di lavoro dipendente
successiva al 27 aprile 1993.
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Previdenza
Previdenza
Sentenza della corte dei conti della Puglia
Aggancio ai salari delle pensioni
dei dipendenti pubblici
Piergiorgio Prato
e Ezechiele Saccone
A
ncora una volta la speranza dei
pensionati di vecchia data, di veder rivalutare le loro pensioni,
viene alimentata dalla sentenza n. 70 del
2005 della Corte dei Conti, sezione regionale della Puglia. Detta sentenza ribadisce che, in forza degli articoli 36 e 38
della Costituzione, la rivalutazione periodica dell’assegno previdenziale deve
essere adeguata all’incremento degli stipendi degli equivalenti lavoratori in servizio.
Il ricorso era stato presentato da un exdipendente pubblico, che chiedeva la
salvaguardia del potere di acquisto della
propria pensione attraverso un collegamento diretto e proporzionale con il livello della retribuzione percepita da chi è
ancora in servizio.
I Giudici Contabili della Corte dei Conti hanno disposto il ricalcolo della pensione dell’ex dipendente pubblico, riconoscendogli il diritto ad usufruire dei miglioramenti economici riconosciuti al
personale in servizio di pari qualifica ed
anzianità.
La Corte dei Conti pugliese ha inoltre
stabilito che spettano anche gli interessi
legali sulle somme derivanti da tale determinazione.
Anche se si aspetta ora l’applicazione,
questa sentenza mette nuovamente in
evidenza l’annosa questione costituzionale relativa al diritto del pensionamento di ricevere un trattamento economico
che assicuri un’esistenza dignitosa.
È pur vero che, in questi ultimi anni, i
pensionati hanno visto la riduzione del
potere d’acquisto delle loro pensioni di
una percentuale assai superiore a quella
stabilita dall’ISTAT sull’aumento del costo della vita. Ed anche l’effetto euro è
stato importante.
Che cosa possono sperare ora i pensionati di vecchia data?
Che cosa possiamo sperare per i nostri
pensionati “ante 88”?
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Secondo la Corte Costituzionale (sentenza n. 409 del 1995), si possono percorrere
le due seguenti strade: collegamento automatico della pensione con la retribuzione o
“perequazione automatica”, che segue il costo della vita stabilito ogni anno dall’ISTAT.
Nel 2005 le pensioni sono state perequate con l’aliquota dell’1,9% (percentuale molto lontana dall’inflazione reale).
Con questo sistema di rivalutazione,
nel giro di una decina d’anni le pensioni
saranno svalutate in modo significativo.
I politici si giustificano, convinti che
nessun paese possa permettersi di rivalutare periodicamente le pensioni sulla
base delle retribuzioni dei lavoratori di
pari grado in attività.
Tale meccanismo automatico graverebbe di circa cinque punti sul PIL nazionale.
Le risorse economiche disponibili non
lo consentono e, mentre alcune categorie godono di questa perequazione (quali
gli ufficiali superiori, i magistrati e i dipendenti della Banca d’Italia), le difficoltà per
i pensionati italiani diventino sempre
maggiori.
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Welfareinforma
Prestazioni sociali: il primo rapporto ISEE.
Undici milioni di domande per prestazioni
sociali sono state inoltrate dal 20% della popolazione italiana nel 2004. È quanto emerge dal
primo Rapporto ISEE del Ministero del Welfare. Secondo la banca dati dell’Indicatore della
Situazione Economica Equivalente, strumento adottato nel 1998 per stabilire accesso e
tariffe dei servizi sociali, una persona su cinque lo scorso anno ha richiesto una delle prestazioni erogate dall’ISEE, come l’ottenimento dei libri di testo gratuiti, le borse universitarie, gli assegni per i nuclei familiari con
almeno tre figli o l’assegno di maternità per le
donne senza copertura assicurativa. Inoltre,
tramite l’ISEE, alcuni enti locali stabiliscono le
tariffe degli asili nido, delle mense scolastiche
e di altri servizi socio sanitari. Dal rapporto
emerge anche che due terzi delle domande
sono pervenute da cittadini del mezzogiorno,
un terzo del totale da famiglie mononucleari.
La distribuzione territoriale è correlata all’incidenza della povertà e della disoccupazione,
ma anche all’effettiva erogazione di specifiche
politiche sociali.
Occupazione: la rilevazione sulle forze di
lavoro - quarto trimestre 2004.
Crescita dell’occupazione di 167mila unità
(+0,7%), rispetto a dodici mesi prima, equamente distribuita tra uomini e donne e concentrata nel nord ovest e nel centro, flessione
nel mezzogiorno. Crescono il settore edile e
l’agricoltura. Leggero calo del tasso di occupazione al 57,4 ma anche dei disoccupati.
Tasso di disoccupazione all’8%. Sono alcuni
dati dati dell’ultima rilevazione sugli andamenti di occupazione e disoccupazione del
quarto trimestre 2004 elaborata dal Ministero
del Welfare su fonti ISTAT.
Formazione continua: il rapporto 2004.
L’evoluzione delle offerte di formazione
continua da parte delle imprese italiane dal
2000 al 2003. È il contenuto del Rapporto sulla
formazione continua in Italia - 2004. Nel
documento sono evidenziati la tipologia delle
iniziative di formazione offerte, numero e
caratteristiche dei lavoratori coinvolti, finalità
e costi della formazione continua, gli aggiornamenti normativi, il libretto formativo del cittadino, i fondi paritetici interprofessionali, la
formazione per i lavoratori atipici, i tirocini
formativi e la formazione nella PA.
Pillole informative: un nuovo modo di
comunicare.
Il Ministero del Welfare ha attivato una campagna di informazione su alcuni temi prioritari: l’affido familiare, l’integrazione sociale e
lavorativa degli immigrati regolari in Italia, la
flessibilità nel lavoro e il superbonus previdenziale. Il progetto di comunicazione ha previsto la produzione, in collaborazione con la
RAI, delle così dette “pillole informative”,
quattro filmati sugli argomenti scelti.
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Sanità
Sanità
Odontoiatria 2005
È possibile meglio chiarire il concetto “verifica medica preventiva”, coerente al “Piano di Cure”?
Normative adottate dal FASI
I “Piani di Cure”, redatti dal medico odontoiatra di fiducia dell’iscritto, vengono esaminati da parte di medici odontoiatri FASI.
Detto esame, che non va inteso quale autorizzazione all’esecuzione delle cure, né quale controllo sulla competenza professionale del
medico dentista, tende ad accertare preventivamente (e non a posteriori, come ieri accadeva, quando la spesa era stata già sostenuta) e a
segnalare all’iscritto la presenza di prestazioni per le quali il FASI non
prevede possibilità di rimborso, perché già precedentemente eseguite
(superamento dei limiti di erogazione previsti) oppure perché non rimborsabili o non riconosciute dal Tariffario 2005 (prestazioni comprese
in quelle principali).
Nell’attesa del risultato, da parte del FASI, della verifica medicaamministrativa preventiva, nulla osta comunque all’inizio delle cure
previste.
Inoltre, la fase di verifica medica preventiva è completata da una verifica amministrativa, utile all’iscritto per accertare, sempre a priori, la
propria posizione anagrafico-contributiva.
Eventuali irregolarità evidenziate potranno, in
tal modo, essere sanate dall’interessato prima
di trasmettere al FASI la propria richiesta di rimborso (oggi oltre il 10% delle richieste di prestazioni che pervengono al Fondo vengono
sospese per irregolarità contributiva o anagrafica o perché non correttamente istruite). Peraltro, le richieste di rimborso riferite a prestazioni odontoiatriche, al momento dell’arrivo al
FASI, risulteranno già preistruite (il ciclo di
lavorazione, infatti, ha avuto inizio all’atto
della presentazione del piano di cure) e pertanto i tempi necessari per la loro liquidazione risulteranno più brevi, anche in considerazione che le predette attività di liquidazione
saranno svolte da personale dedicato solo
all’odontoiatria, supportato da un’équipe
odontoiatrica dedicata, nonché da procedure
progettate per la specifica esigenza.
Di ciò beneficeranno anche i tempi di liquidazione delle “altre” richieste di prestazioni
(non odontoiatriche) che, nel prossimo futuro,
risulteranno più contenute.
(queste risposte saranno inserite nel sito www.fasi.it)
In seguito alle numerose telefonate pervenute all’ufficio di
assistenza sanitaria, pubblichiamo le domande più frequenti,
con le rispettive risposte fornite dal FASI.
Il “Piano di Cure” deve essere presentato per qualsiasi prestazione dentaria, nessuna esclusa?
La presentazione del “Piano di Cure” è prevista nella procedura (e
quindi obbligatoria) a prescindere dalla tipologia della prestazione
odontoiatrica da effettuare.
In buona sostanza è stata eliminata la “scheda anamnestica” che per
le spese fatturate entro il 31.12.2004, veniva inviata alla fine di ogni
cura, a prescindere dalla tipologia di prestazione, ed è stata sostituita dal “Piano di Cure”
che viene inviato preventivamente.
Si ricorda che nella fase di transizione, le
nuova modalità non devono essere seguite per
le prestazioni odontoiatriche già iniziate al
31.12.2004 e fatturate entro il 28.2.2005.
Per queste ultime, infatti, dovrà essere seguita la vecchia procedura.
Come comportarsi se, nel corso di esecuzione del piano originario di cure, si
rendono necessarie cure aggiuntive,
diverse da quelle inizialmente previste?
In riscontro al “Piano di Cure” presentato
dall’iscritto, il FASI trasmetterà l’esito della
“verifica medica preventiva”, unitamente al
quale sarà pure trasmesso il “modello di richiesta di prestazioni odontoiatria”. In questo ultimo modello, che riporterà la descrizione delle
prestazioni rimborsabili, è prevista una sezione dedicata alle prestazioni non dichiarate dal
medico curante nell’originario “Piano di
Cure”.
Tali “aggiunte” devono essere considerate fatti eccezionali in
quanto non prevedibili a priori. Queste saranno valutate, per la
loro rimborsabilità rispetto al Tariffario, nella fase finale di liquidazione.
Quando invece le cure aggiuntive sono sostanziali (cambiamento
del “Piano di Cure” originario), sarà sufficiente trasmettere al FASI, con
espresso riferimento al “numero di preventivo”, chiaramente riportato sui predetti moduli (assegnati di volta in volta dal FASI), una certificazione del dentista, dalla quale dovranno risultare espressamente
le prestazioni da aggiungere (o da eliminare) al precedente “Piano di
Cure”.
Il FASI risponderà, in questo caso, trasmettendo all’iscritto l’esito
della nuova “verifica medica preventiva”, nonché un nuovo modulo di
“richiesta di prestazioni odontoiatriche”, che sostituiranno quelle già
trasmesse all’iscritto e riportanti un “numero di preventivo” diverso da
quello precedentemente assegnato.
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C’è diversità nella procedura odontoiatrica 2005 per il “dentista di fiducia”, rispetto al dentista convenzionato?
Riaffermiamo ancora una volta che è confermato il principio del
FASI, che lascia agli iscritti la più ampia libertà di scelta del medito
odontoiatra sia in Italia che all’estero e, a maggior ragione, la scelta
del “dentista di fiducia”.
Ciò premesso, precisiamo che la procedura per la più diffusa assistenza “indiretta” è esattamente identica a quella per l’assistenza “diretta” con dentisti “convenzionati”, con la sola differenza derivante dal
collegamento telematico, per cui l’invio della documentazione al FASI
viene fatta telematicamente in questo caso dalla struttura odontoiatrica, sollevando l’iscritto dalle relative incombenze.
Gli altri benefici economici derivanti dalla assistenza “diretta” sono
già stati ampiamente evidenziati (tariffe convenzionate, anticipo della
spesa per la sola parte a carico dell’iscritto, ecc.).
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prima parte