DfE DONATO
GIOVANNI BERLINGUER
LA SALUTE NELLE FABBRICHE
Nata, nel 1967, dalla consultazione, meglio, dalla discussions di •oltre trecentomila operai di . trecen~o· aziende o . reparti
deirindustria italiana, questa « inchiesta "
-· pu·r utilizzando uno strumento ben noto
alia ricerca sociologica . - risulto, per Ia
impostazione non memo che per gli apporti conoscitivi, tafmente nueva e lucidamente anticipatrice di movim,enti di massa
e fenomeni culturali successivi da ·assumere rapidamente il valore di " classico "
per l'abbondante produzione che seguf
su 1-fo stesso tern a.
·
.
II lunge saggio che. Giovanni Berlinguer
premette a questa terza edizione rende
conto del prof.icuo cammino - dalla fabbrica alia societa, dalla produzione alia
. sciehza che le. conquiste operaie in
tema di salute hanno c·ompiuto negli anni
dal '69 in poi, spingendosi fino a fornire
tracce interpretative per argomenti di valor~ .universale: Ia democrazia come partccipazione di massa, il rapporto scienzafavoro, scienza-potere, uomo-ambiente.
Eppure Ia Iotta per Ia salute e ancora lon·tana da ·esiti appena soddisfacenti, come
dimosirano le statistiche sugli infortuni
sui lavoro, Ia poca o nessuna tutela .delle
condizioni di lavoro di grandi masse femminili o giovanili, ie tenaci resistenze che
insabbiano Ia riforma sanitaria. II saggio
di Berlinguer non manca percio di avviare
quel bilancio del movimento, quella revisione critica delle sue piattaforme, delte
sue provvisorie acquisizioni teoriche, che
sono. indispensabili per prepararne· il rilancio.
·
L. 3000 (2830)
0~~ DO~~AT
© 1969 De Donato eclitore, Bari
CL 07-0265-X
Introduzione alla nuova edizione
Quinta edizione: ottobre 1977
l. Questla :seoonda edi2'iione, ·che fa •segu]to a una ristampa del 1972, ·non porta ailicuna mod:i'fica ·a·l ltesto deJl 'inchitestJa, anFhe pooche essa {nei metndi impiegati e
nelJe risposte' oUenute dai ,}•a~omtori) e esaUamente
datata: svolg'i~ento neU 'ottobre 19 6 7, elabora!llio-ne nel
1968. Aggi01mare ·le nntizJie? Sal"ehbe stato diff,]ci•le reinterrogare quasi tJrecentomila r1avoratori, di oltre trecento
reparti e ,aziende.
L',ag~iornamento, pe:ra!ltro, e avvenuto in qu~Bsti cinque anni per molte vie, su soala hen piu amp~a. Se
paragoniamo aile<une d:Uchial'lazioni del 1967 ( cc gli operai
si rendono 'CIOllto .JeJ,la 'situazione diffioirle, mta no1,1 c 'c
1
la consapevolez:l'ia dehl'razione uni'taria », oppure << £orte
malcontento che non s]amo riusoiti •a tl"asformaif~ in
coscien21a >>) aHa forza e aJUa matul"ita delle iru:lagirni
che pubbHca ol"ma,i period:icarmente 1a « R'aiS6egna di
Medi!cirna deli Lavoratori >> 1 e che starmparno i Consigli
di fabbrica 2 ; se ViaLutiamo •le michieete odieme de[ lavoratori per ·1a trasformazioll!e deWambiente di f.abbrica,
1e pi•a!tJtaforme delle Oonfederazioni •sindacaili pe•r La
salute e Ja medicina, le ,lotte di questri anni, ill dialogo
a1la pari (nOill piu fra postU!laJni:Ji e •COilsiglieri) •che e
I Supplemento alla rivista bimestrale dell'lNCA-CGrL << L'assistenza sociale ».
2 Ricordo, per fare un esempio fra i tanti, La salute non si
paga. La nocivita si elimina, Un'esperienza dei lavoratori della
Breda Fucine di · Sesto San Giovanni, a cura del Consiglio di fabbrica, luglio 1971, pp. 64. Ma perfino il « Carriere della Sera » ha
pubblicato, dal IS luglio 1973, un'interessante inchiesta di G.
Zincone su La salute e la sicurezza nelle fabbriche italiane.
v
•stato avviato ·tJl'la opera:i, medi!ci e i'stituzionti scientifiche, 1a •Cl'leaz,ione di organismi •embrionali di contro1lo
popolare sulla salute; se misuriamo i progressi compiuti, possiamo ritenere che il lavoro intrapreso intorno
al 1967 da diverse fonti (politiche, sindacali, mediche)
abbia dato risultati oltremodo positivi, anche se restano
non solo 'zone d'ombra ', rna fenomeni preoccupanti
e deludenti.
Meglio che aggiorrrare ·que1l'indagi<ne ·collettivoa, dire_Lta .da Marceil'lo M.a11roni, da me e da ,altri •collahoratori,
e pubblioa:ta .da De Donato eol t:i!tolo La salute nelle
fabbriche, l'editore ha suggerito una semplice riedizione,
preceduta da una nuova introduzione 3 per dar conto
dei mutamenti i'ntervenuti da a:llora ad oggi, delle
attua1i difficolta, dehle rprospettive.
denunzia che l'iniziativa su questo terreno, che prima
invece aveva costituito una delle basi dell'autodifesa e
de1l'mganizzaz,ione operaia, ·fin dalle prime hrucianti
acouse ·di Enge1ls nel 1845:
Se Ia societa pone centinaia di proletari in una situazione tale
che debbono necessariamente cadcre vittime di una morte prematura, innaturale... se toglie a migliaia di individui il necessario per l'esistenza, se li mette in condizioni, nelle quali essi
non possono vivere ... questo e assassinio, esattamente come l'azione
di un singolo, rna un assassinio mascherato e perfido ... perche
eSS<;J non e tanto un peccato d'opera, quanto un peccato di omissione. Ma e sempre un assassinio 4.
H vigore di questa denunzia, e le lotte che tra il
XIX e il XX .secolo 'avevano porl:ato aHe •leggi per 'le otto
ore 1av01l'·ative, per ·1a prote:zJione deLle donne e dei fanc1u1li, per la creazione degli Ispettori del lavoro, furono
spmrte tra gue,rre e fasC!i·smo, rna t·ardarono a riaccendeiJ:Isi nei venti ann'i ehe seguirono la Liberazione. Con- ,~
f.eder<azioni 'sindaoaH e rpartJiti dei ·1avoratori subirono !,,
di frutto :jil ricatto << o ,Javoro, o •salute )), t1rascu:mrono .I;
f\.· l,
di •an1lllizzave i danni psieofisici delle nuove teenologie, I''1·'
accentua:rono neil'la ·riforma sa:niif!aria gli aspeUi i,stitu- ,!'
zio:naH crispetto agli obiet•tivJ di sa1ut·e, accetllarono ·che
i ri:tmi ossessivi, 'i gas e Je polveri, gli s'braordinari piu
lunghi e 1i turrri pili logoranti fossero tutti trasformati
in 'imlennita monetarie nei eontmtti di 1avoro. Ancora
nel 1966, i:l eontratto ·dei chimici rihadiva all'art. 1 le
indennita di zona malarica, e fin qui ·poco male: anche
se •la :mrulari'a era scomparsa da vent'anni, qualche lira
2. II mut.amento maggiofle ·si ha neUa coscienza dei
iliavoratori e ·rre,1l'ati'l:~gg1amento ·sindaoale e poLitico su1
problema de11a •salute. Si puo dire ·che per mezzo secolo
si era .aff1evolita nel 'movimento operaio :iJtaHano sia la
1
~
Ho ripreso, in diversi punti, i seguenti materiali: Ia relazione Contrattazione sindacale e igiene ambientale svolta al XXXIII
Congresso nazionale di Medicina del lavoro, Cagliari 23-26 settembre 1970, apparsa in « Atti del Congresso », pp. 512-21; il dibattito con C.P. Odescalchi, G. Marri e D. Rosati Strumenti per la
difesa della salute del lavoratore in fabbrica, pubblicato in << Sicurczza sociale », rivista del patronato AcLI, n. 3, :inaggio-giugno
1971, pp. 261-327; due interventi al Congresso La scelta dei mezzi
idonei per l'applicazione dello Statuto dei lavoralori, Istituto italiano di Medicina sociale, Siena, 21-22 ottobre 1972 (in corso di
stampa); le conclusioni del Convegno Lavoratori ed Ente locale
per la salvaguardia della salute nelle fabbriche e la rifonna sanitaria, PCI, Sesto San Giovanni, 26 gennaio 1973, pp. 36-46.
3
4 F. Engels, La situazione della classe operaia. in Inghillerm,
Edlzioni Rinascita, Roma 1955, pp. 120-l.
VI
VII
·---~---------'•"--···.
·--·
l!n rpiu faceva rcOillodo, sen;z;a nuocere; rna poi •prervedeVIa L. 41,30 orarie per « •i 11avorator:i esposti a1l'azione
di sostanze rad eleViato grado di tossioirta )), e somme
proporzionJalmente ~rnfel'lioci per media e .debole tossicita 5 •
Col 10-15% di aumento !'letrihutivo, si rriusoiVIa cosi a
sot1rra1:1re alJ'opm'aio c~nsenzient.e questo ·signifioa
alto grado di tossicit('t - ~an :parte de11a sua vrta 1avo:r:ativa, neH'li..ncalzare dell m~I,acolo economico.
Nel lurngo oapittWo del. Capitale dedioato •a La gior·
nata lavorativa Marx scriveva che ·« all'improvviso s'alza
La voce deN'·ope!'lain, che era ramilliU1toli1Ja n~tl'inoalza:re
e nel tumrwlrto del procesS'o di produzione >> e afferma:
L'uso della mia forza lavorativa e il depredamento di essa sono
cose del tutto differenti. Se il periodo medio nel quale un operaio
medio puo vivere, data una misura ragionevole di lavoro, ammonta
a trent'anni, il valore della mia forza-lavoro, che tu mi paghi di
giorno in giorno! e 1/10950 {365 giorni per 30 anni) del suo
valore complessivo. Ma se tu la consumi in dieci anni, tu mi
paghi quotidianamentc 1/10950 del suo valore complessivo, invece
di 1/3650: cioe 'mi paghi soltanto un terzo del suo valore giornaliero, e mi rubi quindi quotidianamente due terzi del valore della
mia merce. Tu mi. paghi la forza-lavoro di un giorno, mentre
consumi quella di tre giorni ( ... ] Qui ha dunque luogo una antinomia: diritto contro diritto, entramhi consacrati dalla Iegge dello
. scambio delle merci. Cosi nella storia della produzione capitalistica
la regolazione della giornata lavorativa si presenta come latta per
i limiti della giornata lavorativa - Iotta fra il capitalista collet5 Cont.ratto collettivo nazionale di lavoro per gli addetti all'industria chimica e chimico-farmacetitica, 27 novembre 1966, Parte
comune alle tre regolamentazioni, articoli 14-24. Per misurare
i progressi ( ed i problemi) di oggi, cfr. la Tavola rotonda sull'ambiente di lavoro nell'industria chimica e fannaceutica, dedicata agli aspetti sanitari del contralto del 1972, in « Rassegna
di medicina dei lavoratori JJ, n. 1, 1973, pp. 9-4 7.
tivo, cioe la classc dei capitalisti, e l'operaio collettivo, cioe la
classe operaia 6.
Bisogna riconoscere ehe questa voce, in I talia, era
di nuovo ammutolita, per deccnni. Accettando misere indennita per altc nocivita, la regolazione della giornata lavorativa (la sua durata, la sua densita, i suoi rischi) veniva affidata non pili alia lotta di classe, rna all'arbitrio padronale e alia spontanea, incvitabile tend~nza del singolo
lavoratore a procacciarsi comunque un piccolo guadagno
supplementare, quasi sempre per basilare necessita, a volte per consumi indotti. Senza una regolazione collettiva
della dumta, del'la densita, dei I'li.schi del 1avoro gli
operai non rpotrebhero I'liconoscel'lsi come olasse: come
portJatori, nella stessa societa hol'lghese, del diritto a
vendere Pumca metree .di ·cwi ditspongonro, La propria
capadta di t1avoro, e ovviam•ente <a « poterla riprodurre
quotidiarrarmenrtJe, •petr poteda tornare a vendere ))' e percio a « esse~e in gi,ado dJi }avomre domarni nerlle stesse
condizioni normali di forza, saJlute e £reschezza di
oggi)) 7,
Ma questo LiveJ!lo del dirritto, de.Ua cosciern:l'la e dell'organizzazione, che potremmo chiamare sindacale, e
che non puo essere soavalc:ato poiche l.a forrn,a2'iione
rivoluzionaJria non emerge •certo ne1la soHtudine, nella
frust:razione, neHa malattia dell'operaio, ha due uiterio:ri implri.caziolli.
La prima e << che Ira dasse operai-a, che vende Ta p~ro­
p11ia forza-ilavoro, non sia pili ,J'ufltima rotelJiill'a deJla
6 K. Marx, ll Capitale, Edizioni Rinascita, Roma, L. I, 1,
1951, pp. 254-5.
7
Ivi, p. 254.
VIII
IX
'"'1'-~rr---
-····-
tiv·a = rpiu salute )). Nulla d:i cio e avvenuto spontaneamenrte. Anche 11\< 'autunno oaldo )) del 1969, mel quale
i nuovli obiettivi contratrtuarli mobilitarono masse operaie e conquistarono vasto consenso di popolo, fu a lungo
prepar:ato.
Considero 1'illlchiest•a La salute nelle fabbriche, e il
conseguente ,coovegno di Genova sul ·medesimo tema,
promosso dail PCI ne1l'rautunno 1967 9, come uno dei
mo1ti epi:sodi che incuharono J'esplosione di quel movimento. Ma anche rco\loro dJJe {misconoscendo ,la forza
di penetrazione d:i ·CerJ:te idee~chiave .tra le 'mas>S·e, quando
rispondono a irnesrpire&'le esigenze, •e quarn,qo il •Canale
e V•alido) giudicassero ·a~bitJm:ri<a questa conoatenazione,
difficiJmente potrrebbero eondividere pareri come quello
espresso da un delegato di « Pot!ere operaio )) a'l Convegno « La •salute e .iJ potere iln I'ta1i:a )), nel ·luglio
1970. Qu~sti asseri che ne11a pdlitica sanitaria 11 «problema che assilla un po' tutta la s.inistra uffioiale ))
sarebbe « •La manrearnza di un cdlloquio coi lavoratori e
con 1e loro pili qualifioate rarpprresenrta~e )), e che poi
« i•l prroblema ,che ~ass~il1a Berthl.rnguer e quello del consenso deLla dasse orperaia rrule proposte di organizzazione deUa medi·ci:na in £abbrica in una societa . borghese )) 10 • Irl guaio di questa c<molusione, che ne inficiava alquanto la credihilita, erano le dieci pagine pre~
cedenti del medesimo intervento: tratte quasi integralmente, e condivise al punto di non avere l'assillo
macchina sociale, rna riconosca invece se stessa come
oio da 'cui de:rli'V'a. <in ultima istlan~a .Ia prodruzione sociale )). L'orperaio non, soltanto « eolui che chiede migliori ·condi~ioni ,di vita... colui •al quale ri'l carpitaHsta
e i·l rpropriert,a:cio fom:l!i·ario sotltmggono una parte dei
mezzi di vita [ ... ] La sua parte di 1lavorato:re nel contempo la parte di colui che e padrohe, se non a J.ivello
degli arppa,renti rapporti formali di dominio, certamente
a ·~ivello dei Tapporti ·sost!an~ia'li )) 8 •
La 'seconda i:mp1i,cazione ,s1Ja nel riconoscere che 1la
sottrazione di 'ann:i-vita, l'alrtera2lione del ricambio uomonatura, la degl"adaZJione della ,corporeilta •che si vel"ific:ano
nel lavoro indrustl"iaJle non ·sono fenomeni partico.Zari
della fabbrica capitalistica; 1sono oggi fenomeni generali
della societa capitalistica che hanno nella fabbrica l'origine, La m'assima frequen2la, ila maggiore ·intensita, rna
che si riverbemno in modo rc11escent•e verso tutti gli
uomini, e anche verso la totalita della biosfera. La vita
quotidiana 'di ogni uomo dipende peroio dal movimento
di popolo e dal rudlo de11a elarsse di avanguardia. Sorgono nuove motivazi~i e nuove urgenze per la t:rasformazione de11a struttura sociaile, per accordi e ·arlleanze,
per UJn potere democ,mrti·co ..
La maturazione .culturale e politica di queste esigenze e ancora faticosa, tortuosa, contrastata, rna e stata
sicuramente aiutat1a in lrta'lia, a pai,tire dail 19 6 7-19 6 8,
dalUirrompere del tema << sfruuamen.to = m,at1attia )) e
da'l rerescere gra,duale del1a sua antitesi: « azione coHert-
e
e
e
9 Atti del Convegno Salute e sicurezza dei lavoratori nelle
fabbriche (Genova, 21-22 ottobrc 1967), « Rivista itaiana di Sicurezza sociale >>, a. V, 3, luglio-settembre 1967, pp. 340-514.
lo N. Russo: lntervento nel vol. La salute e il potere in I talia,
De Donato, Bari 1971, pp. 90-l.
8 N. Badaloni, Il marxismo italiano degli anni sessanta e la
formazione teorico-politica delle nuove gen.erazioni, nel vol. omonimo, Editori Riuniti-Istituto Gramsci, Roma 1972, pp. 20-l.
X
XI
~
J
di citare la fonte, dall'inchiesta promossa dal Pel e dalla
mia introduzione alia prima edizione di questo volumetto.
3. II di.ssenso della dasse opera1a 'all'organizZJazione
della medicina ·in £abhrica, neLla societa borghese ~ita­
hana, che prima si manifestava come generirca insofferen1la, in segui·to aihla critica di massa e a1le lotte dei
1avoratori degli anni 1967-1973 ha rprodotto due r·i'sultati: ~constatazione di faw1imento degli strumenti di tutela
de11a •salute finora esistenti; nascita (rna non ·ancora
consolidamento) di nuovi poteri dei lavoratori, della
col'lettivita, del!lo Stato democratico.
I comitati antinfortunistici, i servizi medici aziendali,
gli enti pubb:lici arddetti al1a sicurezl!a ed a1Jla rprevenzione, emno gia statti oggetto di eritiche da parte della
Commissione parlamerntare di inchiesta suHe condizioni dei lavoratori in Italia 11 : rna gli Atti di questa
Commi1ssione, <eostitu.ita a'1l'inil!io del 1955, furono nascosti rper auni, ·e dati ·aiHe st1amrpe a pi<ecole dos~, per
non turbare J'omeostasi sociale, fino ogli u1ltimi volumi
comparsi dieci anrni dopo ( 19 6 5). L' aecelemzio:rie impreSSa alle <Cdti<ehe negli 1anni SUOCCSSiVi e giunta al
punto di eausare 1a scmnparsa di a1cuni i'stitulti (le fun11
Nella collana Relazioni della Commis,sione parlamentare di
inchiesta sulle condizioni dei lavoratori in Italia, edita dalla Camera
dei deputati e dal Senato della Repubblica, cfr. i volumi II, 1959
Compendia delle nonne protettive del lavoro; III, 1959 0.5servanza
delle norme protettive del lavoro; IV, 1963 Osservanza delle norme sull'igiene e sicurezza del lavoro. Nella collana parallela dei
Documenti, cfr. i volumi I e II, pubblicati dal 1961 al 1965,
Legislazione' protettiva del lavoro.
XII
zioni .di control'lo delle Coonm1ssioni intel'ne ), if diseredito di altri (!i1l <( m·edi1co del padrone >> ), l'incriminazione
dei restanti. E esemplare per questo aspetto la con dan-.
na, a vvenuta nel 'lllarzo 19 7 3 da •parte del pretore di
Torino, di Giovanni Dolinel1i e f,rancesco Giovetti,
ri1s pettivmnente diretJtore provilnciale e regionale del'l'ENPI (Ente nazionalc prevenzione infortuni) per omissione .eli atti d 'uffi.cio 12 • Di fronte a1l'accrusa di aver
messo in ·archivio, anziche 'tJrasinettere a11a magistratura,
cil'!ca 1500 verhaH di ispezione dai quali ·ri<sultavano
violazioni de!lle nonne di sicurezza del lavoro, i'l Giovellti si difese •Cosi: << Non potev,amo certo denunciare
le industrie che non erano in .regola con le norme antinfortunistiche, perche noi andiamo a fare i sopralluoghi su loro rrichiesta, e pagarti da ,Joro; se rle avessimo
denunciate, avremmo perso i dienli >>.
Ma,1grado cio, vi e ancora !Chi sostiene ehe (( 'l'ENPI
ha una struttura indubbiamente funziona'le;
infatti
il .Pl'imo ente, foT~se a liveHo mondia,le, ·che abhia una
struttura ergonomi·ca. Tutto sonrmato, questa struttura
e invidiata, 0 quantomeno lseguirta, anche da altre nazioni . [ ... J I difetti: in prilmo 1uogo i finanzimnenti, che
sono insufHcienti » 13 • I paesi invidiosi, evidentemente,
non conoscono le sta:.t.fstiche itaJi.ane degli infortuni, Je
piti ~mite dell'Oocidente; a'ltrr!imenti, si 1:errebheTo aHa
larga dai nostri modelli protettivi. Il male maggiore,
tuttavia, non e che sopravvivano elogi a que:sto ente:
e
12 S. Fazio, La condanna di due dirigenti apre un processo
all'Enpi, « l'Unita JJ, 12 marzo 1973, p. 5.
13 C. P. Odesealchi, Strumenti per la difesa della salute del
lavoratore in fabbrica, tavola rotonda, « Sicurezza sociale », 3,
maggio-giugno 1971, p. 263.
XIII
e
taheHe sono molto ,d]sclllss.i, e in effetti i MAc muta:r;to
secondo i tempi, i paesi, le innovazioni tecnologic~e,
le >scoperte mediche, i rapporti di form (per ripll'endeTe
la gia citata espressione di Marx) tra la classe dei capita1isti e la daiSISe degli operai 14 ; gli stessi igienisti >amel'licani, ,che aggiornano annualmente i MAc, ~ammoniS'co­
no ehe essi c< servono solo da guida, e non pos,sono essere
considerati linee >che separano 'le concentrazioni sicure
da queUe rpericolose >> 15 • Tuttav,ia, \La loro in~roduzione
nei ·Contra~ti di Lavoro 'SUippli.SCe in I't·alia alle carenze
'legislative (l'un~ca regolazione parzi·ale e quella del
decreto 9 aprirle 1959 per Je mi>niere e 'le cave), e anticipa forme pili effieie:nrti di lirmitazione e controllo deUa
nocivi,ta.
Nella legge Statuto dei lavoratori 16 , che rappresenta
una delle pili v·a:lide ( e delle poche) riforme ottenrute
durante il centro-sinistra, sonq previsti per la salute un
divieto e un diritto. II divieto e sancito dall'art. 5: <c Sono
vietati accertamenti da parte del da:tore di ~lavoro srulla
idoneita e su'll'infermita per malattia o infor~unio del
1avora:tme dipendente. H co111trollo delJe assenze per
che sopravviV'a l'ente stesso, che puo essere paragonato per nomea e per irneffieienza aH'Opera rnazionale
materni.ta e 1infanzia. E un>a sorta di <(< ONMI del >lavoro )); Ja 'stessa impranta di due .regimi (f>ascismo e De),
1Ia medesima struitu:r:a pa:rasrtatale e olientelall'e, l'identirca ~co1pevolezza nell rmancare ai ,fini ~statutJari, 1la stessa
sete ~di maggiori ,finanziamenti; fino a prov~a contraria,
con una maggiore onesta · di .am,ministrazione, con una
migliore efficienza teonirca in aLcuni settori, eon specialisti che >riescono talora a far preva>lere i1l dovere
sullo ,spirito di corpo: come quel Francesco Pastore,
tecnico dell'errt~e torirnese, daHe cui i>spezioni in fahbri,oa, co1pevO'lmente archiviate, parti l'incriminazione
di Do1inelli e GioveNi.
L'emhrione di nuovi istituti protettivi ,sta nei contratti di lavoro, nella Iegge Statuto dei lavoratori, nelle aitivita dei poteri locali.
Nei >contl"atti di categoria e d'azienda, fi11marti ·a partire .da1 1968-1969, viene oance1lata o ridotta Ja « monetizzazione del ll'ischio )) ; viene raffermata >1'esigenza
di corrtrollare e mutarre le ·condizioni amhientali morhigene e per:icolose; viene sancito il pOt:ere di lintervento degli operai :su ·ogmi raspetto del ~rapporto di lavoro
che incida surlla loro integrita psicofi,sioa (ritmi, orari,
turni, o:rgani.ci ec'c.); viene con>corda:to che even tuali
condizioni ineliminabili di nocivita si coJ:?pensino, anziche ·con maggiore moneta, con miJnore esposizione
(rotazioni, riduzione di orario, allentamento del ritmo).
Vengono int,rodotte, infine, tahelle v>ariabili del MAc, le
Max'imum allowable concentrations (concentrazioni marssime ammissihili) di gas, vapori, polveri nocive nell'ambiente di rlavoro. n valore ed i .limit:i di queste
14 Un'interessante analisi ed un'ampia bibliografia sui MAc, .sta
in F. Carnevale· R. Pigno Carnevale, Massime concentrazioni
permissibili (Mac), organizzazione del lavoro e condizione operaia
in fabbrica, « Rassegna di Medicina dei Lavoratori ))' supplemerito
al n. 6, 1971, dell'« Assistenza sociale )), pp. 7-16. Cfr. anche A.
Sellerio, I MAC negli ambienti di lavoro: qualche considerazione
sulla situazione italiana e sulla necessita di una disciplina, « L'ingegnere ))' n. 9, 1972, pp. 414-21.
15 W. P. Shepard, The Phisician in Industry, McGraw-Hill,
New York 1961, p. 130.
16 Legge 20 maggio 1970, n. 300: Norme sulla tutela della
liberta e dignita dei lavoratori, della liberta sindacale e dell'attivita sindacale nei luoghi di lavoro e norme sul collocamento.
i:
XIV
XV
I
[
__
infcrmita puo essere effettuato soltanto attraverso i servizi ispettivi degli Istituti previdcnziali compctenti,. i
qua•li sono tcmuti a ·compiedo quando il datorc di lavoro
1o richieda. II drutore di lavoro ha facolia di f·ar controHare [a idoneita fi,sic:a del lavoratore da parte di enti
pubblici ed isti.tuti specializzati di drriHo pubblico >>. I1
diritto e previsto dall'art. 9: << I lavoratori, mediante
loro rappresentanze, hanno diritto di controllare l'applicazione delle norme per la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali, e di promuovere Ja ricerca, l'elaborazione e rattuazione di tutte le
misure idonee ·a tutelare la 1loro salute e la 1loro integrita ·fisiea >>. Col divieto dell'art. 5 e saltato uno dei
canali di controHo sul1a ;saLute del lavoratore, •la « visita
fisca le » attuata da medioi vincol·aoli •all'azienda, e spesso
sbilanciati 0 coartati nel giudizio clinico; e franata la
tendenza, che neLla IV e nella V legislatura si era
espressa in diversi progetti ·di Iegge, a ·statuire Servizi
medi'Ci del ilavoro di impront'a padrona.le; e affermato
il ·carattere necessario, ·ma pubhlico, del cont·rol,lo delle
as~enze e deHe viosite di idoneita. Col diritto dcll'art.
9 e aperta 1la Strada, gia intrapresa COn i contratti,
·all:·intervento dei bvoratori, a1l'indagine scientifica, alla
rrwdifica dei processi produttivi con lo scopo di proteggere e promuAvere la salute. I giuristi, i medici-legali,
i sindacalisti, hanno sottolineato che lo Statuto dei luvoratori e una Iegge perfettihile 17 • Ma soprattutto e una
Iegge che e ancora incompleta, che sollecita modifiche
complessive dei rapporti di ·lavoro e deLla legi·slazione
1
7
1 Cfr. p. es. gli Atti, in corso eli stampa, dei due convegni
che l'Istituto italiano di medicina sociale ha dedicato all'argomenlu (Leece, 1971 e Siena, 1972).
lR Per documentare l'estensione geografica delle iniziative, ne
citiamo alcune: lnchiesta sulla condizione opera.ia in Sardegna,
del Consiglio regionale (in corso di stampa); Servizio di medicina
preventiva dei lavoratori, amministrazione provinciale di Arezzo;
Ln medicina preventivn nell'eta lavorativn nel Comune di Modena;
Servizio eli medicilin preventiva per gli ambienti di lqvoro del Comune di Cinisello Balsamo (Milano).
xvn
XVI
t···
sanitaria, la quale e £erma per molti aspetti a un periodo in cui ll'uni•co Statuto in vigore era quello alhertino.
NeUe ,attivita dei poteri 1looa1li si e pa:ssati dall'inerzia verso Ja salute ope·raia, o nel mi•gliore dei casi dal
tentativo di ·arpphcare .l'invecchia:to rna a:ncOTa contr•astato 1art. 40 del Testo •unico delle le.ggi sanitarie (l'Ufficiale sanitar.io del Comune « vigila ... suH'igiene degli
opi:fici e in genere di tutti gli stahilimenti ove si compie lavoro in comune, riferendone al sindaco e al
Medico provinciale >> ), aile inchieste condotte con la
pa:rtecipazione dei ·1avoratori e degli specialisti, alia meazione di servizi ·comunali e provinciali di medicina preventiva 18 , aile rproposte di .Iegge •regionale, come que:Ua
toscana che prevede ('come supplenza e come a:nticipazione di questa settore del Servizio sanitaria na:z;ionale)
il :eoordinamento deHe attivita •svolte dagli enti locali
nel terr.iotorio, per rendere pili emcaei gli interventi sanitari nei luoghi di lavoro. Con queste iniziative si e
aff ermato che anche neUe fahbri,che b Repuhhlica ( o
almeno, per ora, i suoi organi piu aperti aile sollecitazioni democratkhe) tutela la salute come fondamentale
diritto dell'individuo e interesse della collettivita, secondo l'ottima: rna inattuata norma dell'art. 32 della Costituzione; si e :ri'badito che la reei.proca contagiosita della
fabhrica verso l'amhiente esterno, e delle condizioni
extralavorative ( trasporti, abitazione, nullrizione, istru-
-..~-=~---___;=::...---
zione, eoc.) vevso Ia sa~ute degli operai, r1chiedono unitarieta di intervento e non separazione di enti; si e
praposto i1l modeUo di tutel·a sanitaria sperimentato nel- ·
Ie fabbri•che, eon la sua viva caric·a di partecipazione
popolare, come punto di riferimento perr la regolazione
complessiva del rapporto uomo-'ambiente e per la gestione dei •servizi sanitari.
4. Fin qui, potrebbe dirsi, nulla di rivoluzionario. E
stata riscoperta ·la distinzione marxiana tra vendita della forza-lavoro e vendita della salute; sono state dimostrate fallimentari (rna non ancora liquidate) istituzioni
paleocapit·alistiche, come l'iENPI; sono stati affermati,
per eontratto o •per legge, diritti sani•tari gia •sanciti dove
il capitaliSIIllo e maturo e d<YVe i1 rifol'lmismo 0 il tradunionismo hanno solide radici.
Ill diritto comparato mostrorehbe, per la verita, che lo
Statuto de:i lavoratori e wlcuni contratti coHettivi firmati
in Italia fra il 1969 e 1<1 1973 sono conquiste d'avanguardia, ri'spetto a:l mondo •capitaHstico. Lascio tuttavia ai
giuristi ed. ai sindacalisti il confronto degli articoli e il
dosaggio dei diritti.
Vi sono .pero alcuni concetti, alcune acquisizioni tooriche scaturite da:ll'esperienza di questi anni ( e radicate
per.cio ne]le masse) i1l e11-i valore trascende probabi•lmente il tema s(J)lute e super-a i confini italiani. Credo che
se i nostri filosofi, impegnati in dispute filologiche e
talora inquinati daH'ideaHsmo, fossero piu attenti all'evolruzione del •rapporto reale f·ra capitale e. <lavoro,
fra scienza e societa; credo che se la nostra lingua (l'idioma astruso della medicina, il gergo politico-sindacale,
XVIII
l'italiano stesso) vincesse i'l nostro provinc
·~ value .
trui egemonia, e fosse quindi pili traducibil
~ ~·­
·~·"'
per la salute condotte in l<ta!lia in qruesti a
hero essere fornite alcune tracce interpretativt.
internazionale per argomenti antichi, che susci\
appassionati dibattiti: la democrazia come partt
J"
ne di massa; il rapporto scienza-lavoro e scienza-potere;
i valori umani nella tecnologia moderna; il rapporto
uomo-ambiente.
Dato che la filosofia non e H mio mestiere, e che
come medicoi'olitico-italiaiw sono t'l'e volte :prigioniero
ddle suddette gal:Jbie lingruistiche, mi limito a segna~lare i:l fenomeno, nella speranza ·che arltri 19 sappia
trarne ogni implicazione. I concetti di validazione consensuale e di non delega 20 , per esempio, signifieano,
tradotti in formule meno sibilline, diritto dei •lavoratori
alia piena conoscenza ed aHa .glohale determinazione
delle condizioni produttive che inflruiscono swlla salute;
significano rifiuto di abbandonare la propria integrita
19 Fra i contributi filosofici che hann~ colto alcuni di questi
temi, cfr. G. Prestipino, Uomo e natura nel marxismo e G. Siena,
Appunti per una antropologia sociale marxista, nel vol. Uomo
natura societa. Ecologia e rapporti sociali, Editori Riuniti - lstituto
Gramsci, 1972·, pp. 35-67 e 95-109. Cfr. ~nche, di G. Prestipino,
il vol. Natura e societa, Editori Riuniti, Roma, 1973, pp. 304.
20 Per un dibattito su questi due concetti cfr. I. Oddone, Medicina preventiva e ambiente di lavoro, « Rassegna di Medicina dei
Lavoratori », II, n. 3, maggio-giugno 1969, pp. 3-28; M. Cennamo, Fino a che punto e valida la 'validazione consessuale ', ivi,
II, n. 5, settembre-ottobre 1969, pp. 22-8; C.C.d.L. di Torino:
Validazione ·consensuale e 'modi di produzione ', pp. 29-35. Cfr.
anche Ia relazione di I. Oddone al Convegno Scienza e organizzazione del lavoro, Torino, 8-10 giugno 1973, sulle prospettive
della psicologia e della medicina del lavoro, Editori Riuniti,
Roma, 1973.
XIX
psicofisica a:ll'arbit,rio padronale rna anche alle decisioni degli specialisti.
L 'introduzione nellc fabbr~che di moduli, tessere e
libretti suggeriti dai sinda,cati e accolti nei contratti
di lavoro (~1 Libretto sanitaria personale ed il Libretto
individuale d,i rischio per i singaH 1lavoratori, ed il
Registro dei dati ambientali e Registro dei dati biostatici 'per la rilevazione delle condizioni di nocivita)
significa passare daU'accertamento saltuario all controllo costante del rapporto uomo~macchina-ambiente.
Moduli e libretti, che !'industria usa da sempre per le
scor.te, i pezzi, i semi<Lavorati, i prodotti, per va,lutare
numero e qualita d:i ogni merce, tmnne ~che quella piu
rinnovab~le ('1~ forza-lavoro umana ), vengono applicati
ora anche agli operai. Vengono, quel che piLi conta,
formulati e gestiti dagli operai stessi, col concorso degli
specialisti.
Per alcuni effetti stancanti (fatica muscolare, ritmi
eccessivi, r~petitivita, rmonotonia, posizioni scomode, saturazione e costrizione, turni ahernati, etc.) viene aocertata mediante qruestionari 'la valutazione soggettiva dei
lavoratori; per ahre cause patogene ('rumori, sostanze
tossiche, pol veri, etc.) vengono compiute rrHevazioni con
apparecchi semphficati, affidati anche ai medesimi lavoratori esposti al rischio, oppure con strumenti piu complessi la cui ·collocazionc e la eui lettura viene decisa
congiuntamenle dagli operai e dagli specialisti.
Sui piano scientiftco, viene cosi affermandosi ±1 concetto che l'ope~raio non e sohanto un oggetto della ricerca, rna ne e soggetto, protagonista. II suo parere, ·la
sua opinione ( organizzata nel ·quadro dei pareri e delle
opinioni di tutti i lavoratori del gruppo, de·l reparto,
XX
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della fabbrica) costituisce non gia un'opinabile valutazione da inserire nell'anamnesi, rna un dato scientifi·co col qualle confrontm-e gli altri dati riilevabili con
diverse metodologie. Si intravede, per questa strada,
qualche elemento di iniziale riun.i:ficazione fra scienza
e lavoro. E significativo che il XXXVI Congresso della
Societa it:aJiana di Medicina del Lavoro si apra con
una relazione su questa esperienza 21 • Sul piano produttivo, viene cosi confutata la pratica di considerare il
iavoratore come parte di un congegno meccanico (anzi,
come quella parte che e soggetta aHa valutazione piLi
res~rittiva noJ,la resistenza al carico di rottura ), come
una variahile da adattare ai processi e ai rapporti produttivi storicamente dati; viene affel'mata l'esigenza che
l'uomo sia considerato, in mpporto ai suoi bisogni fisioJogici, eulturali e sociah, espressi nella sua esistenza
come individuo e nella sua azione coHettiva, quaile componente evolutiva di un sistema variabile 22 ; vengono
so1lecitati nuovi hisogni da soddisfare, nuovi modi di
produrre, nuovi orientamenti della scienza e della tecnologia, con lo scopo di ottimizzare 'lo svi1uppo delle
forze produtti,ve (umane, sociaili e naturaE) anziche di
massimizzarc lo sforzo psicofisico dei lavoratori e i profitti. E in base a queste esperienze che il movimento operaio italiano, nell'affrontare temi complessi come quelli
della Scienza e organizzazione del lavoro, dell'Ecologia e
rapporti sociali, discussi fra il 1971 ed il 197 3 per inizia21 D. Casula, La documentazione igienico-sanitaria dei contratti di lavoro, Pugnochiuso, 8-ll novembre 1973.
22 Cfr. R. Misiti, Sviluppo di sistemi uom.o-macchinn, nel vol.
La medicina e la societii contemporanea, Editori Riuniti-Istituto
Gramsci, Roina 1968, pp. 141-223.
XXI
•~~
2\
Prima, vediamo i fatti. Gli inforfluni sui lavoro e ·le
malattie rprofessionali riconosciute rappresentano, come
e noto, la parte emergente di u~ profondo iceberg. Sfuggono aile statistiche « gli infortuni che guarisCOJ?.O in
franchigia, ossia entro il quarto giorno compreso quello dell'evento, e tutti i piccolissimi infortuni che non
comportano un'astensione dal lavoro se non per il tempo
necessario per recarsi all'infermeria o per provvedere
alia. medicazione ... si calcola comunemente che questi
infortuni siano circa 20 volte piu numerosi di quelli
denunziati >>. Anche le malattie causate dal lavoro, che
sono riconosciute in circa 50.000 annue come professionali, << se si potessero contare si troverebbe che esse
uguagliano o superano il numero degli infortuni >> 24 •
Sfuggono infine i fenomeni di usura precoce, la maggiore frequenza delle malattie comuni, la premorienza in
seguito a mansioni patogene, che, pur essendo statisticamente calcolabili, soprattutto' in Italia non vengono rilevati. Soltanto la pubhlicazione delle Tavole di mortalita
1970-1972, se avverra tempestivamente e se comprendera
(a differenza del passato) la distinzione per professione,
permettera di avere dati precisi. L'impressione derivante
da alcuni indici collaterali (l'aumento delle assenze dal
lavoro per malattia, l'aggravamento dell'inquinamento
amhientale, l'accresciuto disagio dei trasporti, la maggiore
congestione urbana) e che quel che di salute i lavoratori
hanno conquistato in fabbrica nei ·contratti collettivi,
l'hanno perso, probabHmente ma,ggiorato, nei disagi esterni; quello che si e riusciti a rrispa:rmiare di depredamento lavorati·vo, si e disperso nell'accresciuta difficolta
di ricostituire la forza-lavoro nei tempi extralavorativi.
Gli infortuni sui lavoro e le malattie riconosciute
(un ristretto elenco, sempre arretrato rispetto ai rischi
reali) rappresentano tuttavia il solo dato regolarmente
censito, e quindi l'indice piu documentato per la sicurezza o la pericolosita complessiva del lavoro.
23 Cfr. il vol. Scienza e organizzazione del lavoro, Editori Riuniti, Roma, 1973, e il cit. vol. Uomo natura societa.
e p. 36.
tiva dell'Istituto Gramsci
ha potuto orientarsi su un
sistema di ·coordinate gia tracciato. Ma il « ;Javoro teorico )), come ho accennato, e ancora ai primi passi. ·
I
5. Idee avanzate e condizioni arretrate. Cinque anni
di lotte, esperienze, conquiste s1ndacali e legislative,
rna la saLute neUe fabbriche e migliorata. ben poco.
Questa inchiesta si c_ondudeva con la testimonianza di
un operaio del •callzaturificio Rangoni di Firenze, una
delle p·rime aziende dove il benzolismo fu posto sotto
accusa e l'intossicazione fu frenata: « Se i comunisti
fossero stati zitti, la fi1a dei morti sarebbe stata piu
lunga, e i vivi sarebbero stati peggio >>. Da aHora, altri
hanno parlato, urlato, ottenuto; in molte fabbriche si
.Javora piu sicuri. Ma la fila dei morti e lunga altrettanto, forse piu. Un certo sconforto, un'ansia di capire,
una ridda di interrogativi nasce da questa contraddizione. Politica economica del paese, responsabilita deHe
classi dominanti, atteggiamento dello Stato, funzione
della medidna, rna anche orientamenti del movimento
operaio: dove stanno le colpe?
XXII
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r-
24
G. Pancheri, lgiene del lavoro, Bulzoni, Roma, 1973; p. 25
XXIII
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1:
La seric storica dei dati, ricostruita dal 1938 al 1971
nella Tab. I per gli infortuni e nella Tab. 2 perle malattie professionali 25 , mostra che nell'intero arco dei 35 anni
esaminati il periodo pili favorevole e stato il quinquennio
successivo alia liberazione, quando i casi furono mediamente meno di cinquecentomila annui, sensibi,lmente
inferiori a quelli dell'ultimo triennio prehellico del periodo fascista.
A rpartire dal 1949, daHa restaurazi.one politico-economica che accompagno l'ascesa al potere d~lla De, la
curva degli infortuni comincia hruscamente a salire.
Raggiunge e supera i1 milione di casi annui nel 1954,
e il milione e mezzo nel 1961, per stahilizzarsi poi, corn
lievi osciUazioni, intorno a questa cifra. Anche il numero
dci ·casi mortali, per i quali a:bbiamo una serie storica pili ristretta, tende a stabilizzarsi intorno ai cinquemila annui.
Sui rapporto tra infortuni e dimensioni della fabbrica, parrebbe dalle statistiche che le maggiori imprese
a:bbiano una minore incidenza del fenomcno. Uno studio del CENSIS sull'argomento osserva tuttavia: « Si
deve ricordare come spesso le riduzioni che si verificano
in Italia relativamente agli stabilimenti di maggiori
25 I dati delle Tahelle 1 e. 2 so no apparsi in lV otizie statistic he
dell'lnail, annuario comparso a partire dal 1946; negli anni snccessivi la pubblicazione, denominata N otiziario statistico dell' 1nail,
ha assunto periodicita piu frequente. A partire dal 1951-1952 i
dati vengono ancl~e riassunti nell'Annuario statistico dell'assistenza
e della previdenza sociale, la cui ultima cdizione c del 1969. I
dati successivi sono stati forniti dagli uifici dell'lNAIL e dell'INcA.
Esistono frequenti discrepanze fra i dati delle varie puhhlicazioni,
sehhene la fonte sia sempre l'INAIL: ma le differenze, dovute
a denuncie ritardate o ad accertamenti piu accurati, sono sempre
di entita irrilevante.
XXIV
~
Tabella 1
Casi di infortunio nell'industria e nell'agricoltura
--------~~~-------~
INDUSTRIA
anni
1938
1939
1940
1941
1942
1943
1944
1945
1946
1947
1948
1949
1950
1951
1952
1953
1954
1955
1956
1957
1958
1959
1960
1961
1962
1963
1964
1965
1966
1967
1968
1969
1970
1971
in
complesso
446.347
473.931
524.769
557.051
635.278
563.396
388.614
294.891
348.772
445.733
394.841
415.564
48£1.963
540.282
642.547
708.642
784.061
836.393
862.931
900.133
892.812
938.595
1.035.913
1.163.928
1.200.735
1.306.765
1.242.756
1.056.001
1.086.092
1.187;756
1.208.393
1.264.724
1.316.593
1.301.154
AGRICOLTURA
di cui
mortali
2.172
2.449
2.822
2.273
2.312
3.908
5.482
3.596
2.260
2.371
1.714
1.719
2.074
2.054
2.480
2.::138
2.509
2.540
2.562
2.607
2.560
2.428
2.534
2.978
2.943
3.137
2.933
2.557
2.408
2 ..599
2.541
2.523
2.468
2.313
Ill
complesso
53.087
77.216
90.519
113.112
126.075
159.590
184.468
205.948
222.453
238.136
250.644
270.891
280.868
295.906
313.127
309.376
293.741
261.884
2,44.828
241.585
241.413
275.115
285.466
287.377
275.867
254.737
227.132
di cui
mortali
1.731
l.3t,1,8
1.3tJ.O
1.070
1.099
l.l39
l.l48
1.14·3
1.138
1.060
1.031
1.058
1.073
1.150
1.130
1.173
1.100
1.045
1.109
1.000
966
1.100
1.033
1.050
1.043
918
899
XXV
r,,,
!
I
j
!f'
I
I
,,
1'',
Tabella 2
Casi di malattia professionale e silicosi asbestosi nell'industria
TECNOPATIE DIVERSE
in
complesso
anni
1946
1947
1948
1949
1950
1951
1952
1953
19.54
19.5.5
19.56
19.57
1958
1959
1960
1961
1962
1963
1964
1965
1966
1967
1968
1969
1970
1971
l.l57
1.317
2.007
2.401
3.688
3.790
4.414
8.520 (2)
5.929
7.040
8.138
8.894
10.688
12.324
12.995
13.765
14.703
16.898
18.964
16.967
18.315
19.869
19.799
20.612
20.285
21.393
SILICOSI ED ASBESTOS!
di cui
mortali
m
complesso
di cui
mortali
50
52
61
70
162
150
100
133
26
15
23
25
20
16
22
25
21
32
23
20
22
19
25
21
2.3
15
(1)
(1)
(1)
(1)
(1)
(1)
(1)
(1)
(1)
(1)
(1)
(1)
5.046
5.319
8.507
8.366
7.953
9.617
9.981
10.766
12.205
15.351
17.547
21.331
29.745
29.555
29.138
30.688
27.310
27.478
(1)
(1)
(1)
88
90
116
99
75
82
92
74
65
73
45
88
103
89
181
125
136
144
(1)
(l) Dati compresi nei casi di tecnopatie diverse.
(2) Le tecnopatie assicurate passano da 8 a 40 (L. 15-11-52,
n. 1967).
dimensioni denotano un calo solo apparente della pericolosita degli 'impianti, vedficandosi in realta uno spostamento del rischio dei lavoratori dipendenti delle imXXVI
:;.::___________~·-·
prese in esame su lavoratori dipendenti da imprese d'appalto, i quali non figurano nelle statistiche ufficiali, e
che sono i rpiu co1piti da infortuni di elevata gravita,
spesso mortali )) 26 •
Nell'anno 1972, i dati ancora incompleti si mantengono suUo stesso li'Vello, con circa 4.600 morti 27• Contemporaneamente, sono stati rpuhblicati i dati sull'occupazione,' che neH'anno 1972 si e ridotta di 194.000
unita nell'agricoltura e di 101.000 nell'industria. II rapporto col numero degli operai-anno, che gia negli anni
precedenti era il rpeggio;re fra i paesi del MEc (0,12
infortuni in Olanda, 0,13 in Francia, 0,16 in Germania, 0,25 in Belgio, 0,40 nel Lussembur;go, ove esistono fort'i concentrazioni minerarie e siderurgiche, 0,43
in Italia 28 ), si e ulterio:rmente agg:ra:vato.
Per gli anni p:recedenti, al Convegno Fabbrica e
salute e stato documentato che (( dal 1967 al 1970,
ne1l'edilizia si e passati da .225 a 270 incidenti sullavoro
per ogni 1.000 operai addetti, mentre nel settore metalmeccanico, semrpre nello stesso periodo, il nume:ro degli
infortuni si
elevato da 195 a 200 per ogni 1.000
operai con punte massime per ~le aziende appaltatrici
del settore (ad esempio il gruppo Finsider) dove si so no
e
26 La sicurezza della c'ondizione di lavoro, « Quindicinale di
Note e Commenti CENSIS », IX, n. 179, 15 febbraio 1973, p. 140.
Anche il Ministro del lavoro Bertoldi, nell'intervista a « Il Giorno >> del 27 luglio 1973, ha affermato che cc una delle piu rilevanti cause di omicidi bianchi sta nel lavoro precario, gli appalti,
ad esempio >>.
27 Dichiarazione dell'avv. Paolo Pu.ki, presidente dell'INAIL,
alia Giornata del M utilato del Lavoro, Genova, marzo 1973.
28 I dati sono riportati, dagli Atti parlamentari, nella Parte
speciale del Programma economico nazionale 1971-1975, Istituto
poligrafico dello Stato, Roma 1972, p. 195.
XXVII
.
avuti nel 1970 hen 462 infortunati per ogni 1.000
operai )) 29 • Al tempo stesso, quasi a dimost:rare che l'ItaHa
e f.ra i paesi del MEc queUo in cui esiste la maggiore
disoccupavione palese rna anche la pili alta diffusione
del « lavoro nero )), dell'occupazione nascosta degli irregolari, dei lavoranti a domicilio, degli assunti fuori
contratto, dei minori, si e esteso i.J 'numero e la gravita
deg1i infortuni minorili. L'INAIL ne ha registrato 861
nell'anno 1970, dei quah oltre la meta (52%) al Nord,
con maggiore f.requenza nella Lomhardria e nel Veneto:
non. nelle « aree depresse )), quindi, rna nelle zone pili
indust•ria1mente sviluppate.
Non vi sono ancora le cif.re degli infortuni minorili
per g1i anni successiv,i, rna e stato sufficiente (nel corso
di una ricerca in corso sui fenomeno) consultare due
soli giornali, « Il Giorno )) e « ,l'Unita ))' per trovare in
due soli mesi del 1972 (in estate, quando i ragazzi pili
fortunati, finite le scuole, sono in vacanza) i seguenti
cas1:
Scotennata un'operaia dagli ingranaggi di un rullo (« 11 Giorno >>,
19 giugno):
Questa. mattinl:l Maria De Murtas; originaria di
Nuoro rna residente a Genova, stava lavorando in un reparto della
« Gambim.> », un'azienda specializzata nella tessitura della canapa,
qt.iando, per cause che un'inchiesta in corso sta cercando di accertare, i suoi lunghi capelli sono finiti negli ingranaggi di un rullo
girevole chc serve ad avvolgere Ia canapa per farne tubi e con·
dotte. La ragazza ha riportato lo << scotennamenlo totale >>, secondo
quanto . e scritto nel referto medico.
Muratorino ucciso! («II Giorno », 21 giugno):
Tragedia improv-
29 Fabbrica e salute, atti della Conferenza nazionale CGIL·CISLUIL, La tutela della salute nell'ambiente di lavoro, Rim.ini 2730 marzo 1972, p. 13.
XXVIII
visa in un cantiere edile di Grassobbio (Bergamo): Ia vittima sui
lavoro e un operaio-bambino di 12 anni. L'incidente e agghiacciante e si aggiunge a una triste catena di morti che da tempo
turba i luoghi di lavoro del · Bergamasco. 11 ragazzo che ha perso
oggi la vita e Romeo L~nghi. Romeo e stato travolto dal crollo
delle attrezzature di un argano: schiacciato sotto · il peso delle
travi di ferro, e morto sui colpo. Pare che il piccolo avesse il
compito di caricare di calce i secchi, dopo averli trasportati me·
diante una carriola dal retro di una villetta da sopraclevare.
M uore schiacciato ( 15 anni) sot to i lastroni di granito (« II Giorno », 23 giugno): Un quindicenne ha perduto Ia vita a Pontida
(Bergamo) in un laboratorio di marmi. II giovane apprendista, a
un ordine di uno degli altri due operai, si e recato ad azionare Ia
gru schiacciando una pulsantiera elettrica. II gancio della carrucola della gru, spostandosi in direzione del Rossi (la vittima)
ha colpito due lastroni di granito. I blocchi sono caduti in avanti,
schiacciandolo orribilmente.
16 anni: ha perduto la mano destra («II Giorno », 30 giugno):
Aveva iniziato a lavorare 14 giorni fa. Quest'oggi avrebbe ricevuto
la sua prima busta paga. Ieri, in un orribile infortunio sui lavoro,
ha perduto la mano destra. Questa la dolorosa esperienza di
Angela Cotrono, 16 anni, abitante a Seveso in Via Madonna 16.
Angela azionava una taglierina quando la lama si e abbassata
sulla sua mano destra troncandogliela di netto. Un urlo di orrore,
poi e svenuta. Subito soccorsa, veniva trasportata da alcuni colleghi all'Ospedale di Seregno: con lei, in un sacchetto di plastica,
la mano tagliata.
Ragazzino mutilato mentre miete il grana ( « l'U nita », 7 luglio):
Antonio Bacchiocchi, 11 anni, si trovava col padre Enrico col
padre intento ai lavori di mietitura in localita Villa Musone, una
frazione di Recanati, quando veniva preso improvvisamente alia
gamba destra dalle taglienti lame di una mietitrebbia. II ragazzino veniva trasportato all'ospedale Umberto I di Ancona: qui
i chirughi hanno dovuto amputargli la gamba.
XXIX
Uccisi dal trattore due ragazzi (« l'Unita JJ, l l luglio): Due ragazzi sono morti schiacciali da un trattore mentre erano al lavoro
nell_e campagne di Sant'Agata di Puglia. Le vittime sono Giuseppe
Locurcio, di 14 anni, e Francesco Marchese, di 16. Quest'ultimo
era alia guida del trattore ehe trainava un rimorehio, sui quale
c'era grano trebbiato portato dai due ragazzi dal campo di r!lfcolta al podere di un Ioro parente. Per un dislivello del suolo,
il trattore si e ribaltato schiacciando i giovani.
qualche soldo a fine settimana. Ed era dal lavoro che il quattordicenne stava tornando, in bicicletta, quando e finito sotto una
autobotte del Comune, rimanendovi incastrato, col petto e un
braccio schiacciati, ucciso sui colpo.
Franca Marsella, la ragazza bruciata in una fabbrica, e morta dopo
sei giorni di a gonia ( « l'Unita JJ, 21 luglio ): E morta a 17 anni
bruciata dalle fiamme sprigionatesi dal solvente chimico col quale
stava lavorando, dopo aver guadagnato il suo primo stipendio, nella
fabbrica di stucchi e mastici in Via Tor Cervara a Tor Sapienza
(Roma). La sua qualilica interna era « miscelatrice chimica JJ:
doveva versare del solvente all'interno di una specie di frantoio
che serve per impastare il mastiee. Un'amica l'ha vista salire le
scale che portano all'imbocco della macchina, e poi ha sentito
l'urlo lacerantc. Franca si contorceva a terra fra atroci spasimi,
il viso irriconoscibilc, il corpo fumante. I medici sono riusciti
a tenerla in vita ancora sei giorni.
A 14 anni manovale muore folgorato dal montacarichi (« l'Unita JJ,
28 luglio): Un ragazzo ex pastore, Eligio Mola, residente a Monti
(Sassari) e morto oggi per Iesioni riportate in un infortunio sui
lavoro. Eligio manovrava un montacarichi: ha inavvertitamente
toccato i fili dell'alta tenione ed e rimasto fulminato. II pretore
di Olbia ha aperto un'inchiesta sull'episodio. Un quotidiano che
si stampa a Sassari dichiara che il ragazzo e colpevole per aver
disobbedito alia madre che gli aveva ripetutamente raccomandato
di tenersi ·lontano dalle fonti di energia elettrica.
Tragica fine di uno studente-garzone ai· Monti del Pecoraro: travolto in bicicletta dall'autobotte (« l'Unita JJ, 3 agosto): L'estate
significava per lui stare dietro un banco, scaricare ceste di frutta,
e sbrigare commissioni. In attesa di ritorno a scuola, per Sergio
Valenti non c'erano vacanze, m~ solo la dura realta del lavoro
che per lui, figlio di un facchino di Tiburtino III, voleva dire
.XXX
= ·-·~.- -·- -
..-... -...
An~he se vi e un altro episodio il 4 agosto a Siracusa
(un ragazzo di 16 anni precirpita dal sesto piano per
la 'rottura del cavo di un montacarkhi sul quale lavorava, e· muore), un ahro il 9 agosto a Pescara (il meccanico sedicenne Marco Di Tonto folgorato da un cavo
scoperto ), e altri nelle settimane successive, chiudo l'elenco con Sergio Valenti, protagonista di un tipico infortunio in itinere. Protagonista anche, con altri ragazzi,
del Diario di un maestro. Bernardini e De Seta l'avevano
scelto fra i ragazzi del Tiburtino per lo sceneggiato televisivo andato in onda all'inizio del '73: dieci o venti
milioni di italiani l'harino visto ancora vivo sugli schermi, sei mesi dopo il mortale incidente. Degli altri casi che
ho riferito, gli italiani non ·conoscono il nome ne il
volto. In ogni episodio, tuttavia c'e un'adolescenza travolta dal bisogno, una vita stroncata dal profitto, una
legge protetti1va violata, una vigilanza mancata: in altre
parole, c'e mia responsablita collettiva.
6. Sia l'incidenza degli infortuni, sia la strage dei
minori. sono in Italia fenomeni pili accentuati che negli
altri paesi capitalistici. Conquiste sindacali ( contratti,
Statuto dei lavoratori) piu avanzate, rna condizioni sanitarie piu arretrate: ... questa apparente incongruita trova
una spiegazione nella situazione generale del ·paese, e
dimostra che l'azione sindacale, anche quando e ricca,
creativa, vincente, non puo essere risolutiva .
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Situazione generale: mettiamo nel conto, innanzitutto, il quadro economico. Se ci domandiamo qual e,
fra le tante, la ragione principale del fatto che l'Italia
abbia tre, qualtro, cinque volte pili infortuni e malattie
professionali che altri paesi capitalistici, possiamo rispondere che fra le molte cause (storiche, per esempio: il
fascismo ha aggravato il fenomeno) que1la decisiva e un
mercato del lavoro caratterizzato dalla disoccupazione
cronica di massa, con una tecnologia relativamente arretrata rispetto ad altri paesi dell 'Occidente.
Quando Marx affronta il rapporto sfruttamento-salute,
che ai suoi temrpi si poneva essenzia1mente come esigenza di fissare una giornata lavorativa normale (otto ore:
la legge inglese del 1833 prevedeva l'inizio del lavoro
aile cinque e mezzo di mattina, e il termine aUe otto e
mezzo di sera), individua le due tendenze contrastanti
del capitale. Da un lato « la produzione capitalistica, che
e essenzialmente produzione di plusvalore, assorhimento
di pluslavoro, non produce soltanto il rattrappimento
della forza-lavoro urmana, che viene derubata delle sue
condizioni normali di sviluppo e di attuazione, morali
e fisi~che; ma produce anche l'esaurimento e l'estinzione
precoce della forza-lavoro stessa. Essa rprolunga il tempo
di produzione dell'operaio entro un termine dato, mediante l'accorciamento del tempo che questi ha da vivere >>. Dall'altro lato « ril valore della forza-lavoro include
pero anche il va1ore delle merci necessarie per la riproduzione dell'operaio o per la perpetuazione della classe
operaia. Dunque, se il prolungamento contro natura
della giornata lavorativa al quale tende di necessita il
capitale nel suo sregolato istinto a valorizzare se stesso,
abbrevia il rperiodo vitale degli operai e con esso la
XXXII
durata della loro forza-lavoro, diventa necessaria una
piu rapida soslituzione degli operai logorati, quindi
div,enta necessario sottorporsi a marggiori spese di logo'famento nella r1produzione della forza-lavoro, proprio
come la parte di valore di una macchina da riprodurre
quotidianamente e tanto pili grande, quanto piu rapido
e il logorio della macchina. Quindi sembra che il carpitale sia indotto dal suo stesso interesse a una giornata
lavorativa nor male » 30.
Questo contrasto verrehbe riso1to, solitamente, in
favore delrla prima alternativa, poiche « l'esperienza mos~ra in generale al capitalista una sovrappopolazione
costante, cioe una sovrappopo1azione relativamente al
bisogno momentaneo di valorizzazione del capitale, benche il flusso di tale sovrappopolazione sia costituito da
generazioni rachitiche, di vita breve, che si sostituiscono rapidamente l'una all'altra, per cosi dire, prima
della maturazione » 31 • Ma quando, col capitalismo maturo, compare la piena occupazione; quando, con la
moderna tecnologia, 1a forza-lavoro muscolare viene
sostituita darHa capacita di lavoro intellettuale dell'ope·
raio, allora la « parte di valore da riprodurre » della
macchina umana, comprendente una lunga qualificazione, aumenta in tale misura da sconsigliare una precoce estinzione. A cio si aggiunge che cc la fissazione
della giornata lavorativa normale e il risultato di una
lotta multisecolqre fra capitalista e operaio )) 32 ' come e
risultato di una lotta ogni misura di sicurezza, ogni
legge protettiva.
I
30
31
32
.
K. Marx, Il Capitale, cit., I, 1, pp. 289-90.
Ivi, p. 293.
I vi, p. 295.
XXXIII
La disocourpazione cronica di massa e la tecnologia f' avevano mostrato un serio impegno per la sicurezza nel
rclativamentc arretrata, in Italia, scoraggiano amheduc
lavoro. Lo stcsso ministro Donat Catl.in, che in altr.i
i rprotagonisti di questa latta multisecolare, ·che in altri
campi (l'ela'borazione dei contratti del 1969, l'approvapaesi ha conosciuto invece armistizi e accordi, conclusi
zione dello Statuto dei lavoratori) aveva assunto un attegsulla base di una temporanea reciproca convenienza. Scogiamento positivo, non ha mai argito su questo terreno.
raggiano il capitale, privo di interesse a garantire la so0 <peggio, quando ha agito si e mosso per soslenere veepravvivenza, la salute, la continuitir della mano d'opera
chi istituti come l'ENPI, per affe·rmare i poteri del
occupata. Scoraggiano rgli operai, che trovano difficile
logoro Ispettorato del ·lavoro contro quelli dei Comuni,
lottare per migliori condizioni ambienlali di hvoro finper impedire ·che medicina e igiene del lavoro rientrasche un eser~ito di riserva preme aile •porte delle fabsero nella riforma .. sanitaria. Ma negli anni successivi, a
briche. L'incoraggiamento, lo stimolo a proporre, pur in
queste remore si
aggiunta la Campagna contro la
condizioni piu difficili, richieste cosi avanzate e venuto,
« pigrizia operaia )), l'invito di un presidente del Conalia dasse operaia italiana, da una coscienza sindacale
si,glio (Colombo) a vntensificare i ritmi di lavoro e 1'ape politic a assai elevata, e anche da una cliff usa conopello di un altro (Andreotti) a ripristinare nelle fabbriche 'l'ordine padrona>le, il tentativo della Federazjone
scenza scientifica del rapporto .sfruttamento-salute, che
e ·penetrata profondamente tra i <lavoratori in questi degli ordini di 9chierare i medici contro i lavoratori, il
anni. Restando tuttavia immodificato il tessuto di raprinvio del Servizio sanitario nazionale, l'uso dc1l'apparato statale e delle forze di destra per bloccare quei proporti economici reali, che differenzia l'Italia da altri
paesi, pel"lmane la nocivita come fenomeno di massa,
cessi di rinnovamento politico-economico e culturale che
si sono manifestati con tanta forza a partire dal 1968:
ne' vi e alcuna ga·ranzia per lo stesso movi<mento ope1969.
raio contro· H risorgere, sotto varie forme, della monetizzazione del rischio e della vendita della salute. Le
'lotte per l'occupazione, per lo svi1uppo del Mezzogiorno,
7. Queste condizioni hanno in.fluito negativamente super il progresso tecnologico, per l'utilizzazione di tutte
gli orientamenti eulturali, istituzionali, professionaH e
le risorse umane del paese hanno anche il significato di
amministrativi a tutela della salute nelle fabbriche.
creare questa garanzia.
Sui piano culturale, ha ripreso fiato la tesi secondo
Mettiamo nel conto, oltre al quadro economico, il
cui
(( il fenomeno infortunistico e indubbiamente una
quadro politico di questi anni. A partire dal 1970 si.
piaga deH'era moderna )), come scrive «' L'Osservatore
sono registrati i prodromi di una virata a destra nelromano )) 33 • n giornale puhblica una foto ·di operai,
l'attivita di governo, realizzata poi nel 1,972, e modificata
solo nell'estate 1973 con il nuovo centro-sinistra. Nep33 V. Presicci, lnfortuni: sinistra ombra tra gli impianti di
pure nei periodi precedenti, a dire il vero, i governi
lavoro, « L'Osservatore romano JJ, 29 gennaio 1972.
e
XXXIV
XXXV
sagome nere fra ingranaggi scheletrici, con la didascalia La potenza degli strumenti produttivi sovente
incombe come una m·inaccia sugli uom.ini del lavoro.
Nella definizione degli infortuni come << piaga dell'era
moderna )) e neH'accusa alia << potenza degli strumenti
produttivi )) scompare ogni responsabiolita sociale. Nell'affermazione che l'aspetto preoccupante e (( il danno
economico che deriva aHa N azione )) si dimentica quanto
e noto da oltre un secolo, quanto perfino il « Times ))
scrivcva il 5 novembre 1851: « Benche la salute della
popolazione sia un fattore cosi importante del capitale
nazionale, noi temiamo ·che sia necessaria dire che i
carpitaiisti non sono affatto pronti a conservare e a valutare questo tesoro [ ... ] 11 rispetto per la salute degii
operai e stato irmposto con la forza ai fahbricanti )). Nella conclusione del giornale vaticano: << Sara bene che
ognuno di noi operi con la dovuta cautela in ogni circostanza del lavoro e deU'attivita che svolge e che un
approfond.i!mento delle norme sulla sicurezza del lavoro
ahbia presa su ogni coscienza. Divulgare queste norme con ogni mezzo a disposizione potrebbe, se non eliminare, almeno attenuare questo ·continuo e costante
tributo di sangue )), si ritorna a una concezione primitiva, individuaiistica, pedagogica della ~prevenzione e
si dimentica (per non mettere in discussione lo sfruttamen,to e la violenza sull'uomo) ·che << il miglioramento
delle condizioni di sicurezza di:pende soprattutto da
interventi relativi al posto e all'ambiente di lavoro e
alia organizzazione del lavoro. Sono questi interventi
che dovrebbero essere stimolati e favoriti )) 34 •
34
Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro: Osservazioni
XXXVI
---"'--
Sui piano istituzionale, i tempi della riforma sanitaria si sono ulteriormente aUungati. NeU'ottobre 1972,
il settimanale De << La Discussione )) scrisse che entro
novembre il ministro Gaspari avrebbe presentato il discguo di Iegge al Consiglio dei ministri. Successivamente,
Gaspari dichiaro che l'avrebbe fatto entro dicembre. Nei
gennaio 1973, tuttavia, presento alia direzione della De
soltanto degli appunti sulla Iegge di riforma. II 9 aprile,
convoco una conferenza stampa per annunciare nuove
scadenze non impegnative. Parallelamente, dagli ambienti governativi venivano Ianciate due iniziative
contem·poranee, senza curarsi che l'una smentisse l'altra: la camrpagna sui costa della riforma, sull'insostenibilita di oneri ,aggiuntivi nella dissestata situazione
economica, e Ia proposta di rifinanziamento delle mut·ue
mediante un ennesimo ripiano del loro insaziabile deficit. L'affe11mazione pill. grave, tuttavia, c quella contenuta nelle anticipazioni di Gaspari aHa direzione De 35 ,
sui progetto di Servizio sanitaria, secondo cui << 'la diagnosi, la terapia e la riabilitazione costituiscono i diritti
sanitari del cittadino )) : scompare ogni diritto alla prevenzione delle malattie, scompare l'art. 32 della Costituzione che nol). · afferma La Repubblica assicura la diagnosi e la cura dei cittadini malati, bensi La Repubblica
tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettivita. Nel programma del
governo Rumor, infine, la riforma sanitaria e stata posta al primo punto: rna dopo sei mesi, l'unico atto cone proposte e rapporto preliminare sul riordinamento della. prevenzione contro gli in/tHtuni e le malattie derivanti dal lavoro (Assemblea del CNEL, 20 novembre 1967), Roma 1968, p. 31.
35 « ll Popolo ))' 25 gennaio 1973.
XXXVII,
-
creto e stata la nomina di una Commissione per studiare il problema.
Nel f.rattempo, si continua ad affermare un'interpretazione dei diritti sanitari in chiave puramente diagnostico-terapeutica, accom.pagnata da una pressione per sviluppare, prima e ad esclusione di ogni altro presidio sanitaria, la rete dcgli ospedali. Bisogna dire
che i principali partiti di governo hanno tutti contribuito a questa scelta. L'on. Saragat, quando e~a
a capo del Pso1 e poi ancora quando era presidente
della Repubhlica, ha insistito per anni - nei discorsi
elettorali, poi nei messaggi - sull'esigenza che l'Italia
dovesse essere modernizzata in modo che ogni cittadino
potesse avere « una casa, una scuola, un ospeda:le >>. Ben
vengano rle prime due, commentava la gente; per la
ler.za, i napoletani. facervano gli scongiuri e gli altri aggiungevano che si ha bisogno di salute, pr1ma che di
ospedali. Il Psi, quando e stato a capo del ministero
della Sanita, ha varato come primo provvedimento la
Legge 12 febbraio 1968 n. 132 (Enti ospedalieri e assistenza ospedaliem ), pa·rtendo dal vertice anziche dalla
base della riforma sanitaria, e aprendo la strada (col
contratto nazionale degli ospedalieri) alla spirale ascen- .
dente delle rretribuzioni mediche. La De e giunta a
sostenere .che ogni ospedale dovesse restare come ente
autonomo anche dopo la riforma, per moltiplicare i
centri di potere, e a proporre che il primo passo verso
il Servizio sanitario nazionale dovesse consistere nell'estendere a tutti i Cittadini il diritto al ricovero: restando inalterate le condizioni morbigene, le carenze assistenziali, l'inefficienza della medicina. ambulatoriale e
domiciliare, questo vorrebbe dire speda:lizzare ogni ~avoXXXVIII
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ratore infortunato, ogni pensionato bronchitico, ogni
ragazzo scoliotico, .con rette che variano ormai dalle 20
aile 30.000 •Hre al giorno.
Intendiamoci: questa febbre ospedaliera ha sistemato
molti primari e creato molti presidenti, rna non e riuscita a dare all'Italia ospedali efficienti, diffusi in tutto
il territorio, disponibHi per •le reali necessita di ricovera. Intendiamoci ancora: gli ospedali non solo hanno
una funzione terapeutica essenziale, rna possono assolvere una funzione esterna, di aiuto scienti·fico e tecnico
aile esigenze di salute poste dal movimento dei lavoratori: a Sesto San Giovanni, per esempio, sono state compiute esperienze positive in collegamento con il Comune e con i Consigli di. fabbrica 36 • N essuno pensa
oggi di ridurre gli ospedali a funzioni secondarie, o di
sopprimerli.
Ne1 passato, questa idea ci fu. Foucault ricorda 37 che
nei primi anni della Rivoluzione francese gli ospedali
furohb messi in questione, con due motivazioni interessanti: una di natura politica, liberale, consistente nell'esigenza « d'una dissociazione tra i problemi dell'assistenza e quelli della repressione )), cioe di ridurre il
·11uolo di queUe che vengono oggi definite istituzioni
totali o strutture segregant,i; l'altra di natura sanitaria
ed economica: « Il Comitato di mendicita dell'Assemblea nazionale e acquisito sia aile idee degli economisti
che a quelle dei medici che ritengono che il solo luogo
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36 Cfr. gli Atti del cit. Co:rivegno di Sesto S. Giovanni, intervento di E. Longhini, pp. 35-6.
37 M. Foucault, Nascita della clinica. ll ruolo della medicina
nella costituzione delle scienze umane, Einaudi, Torino 1969,
pp. 53-6.
XXXIX
perimetro del policlinico milanese, dove « attorno a
questo ospitale per poveri cristi con ,}a mutua o senza,
fanno fitta ed aurea corona una serie di Case di cura
o cliniche private che sono tutte nitore, comfort e buona
accoglienza per coloro che possono » 39 , oggi la duplice
attivita del Grande Glinico che sperimenta sui mutuati
e cura i paganti tendono al medesimo scopo: addolcire
i mali del povero per preserv'are i1 ·ricco. Senza avere
il coraggio di dichiararlo.
Ben venga, quindi, una rete ospedaliera egualitaria,
efficiente, qualificata, diffusa. Ma e tramontata, credo,
la concezione dell'ospedale come perno della sanita,
sia nella conoscenza scientifica delle malattie che nell'intervento pratico. L'ospedale-clinica si affermo come
base delle conoscenze mediche, scrive Foucault, quando
si vide che la malattia vissuta nel normale ambiente
di vita aveva « un duplice potere d'illusione: la malattia rischia di esservi mascherata da cure, da un regime, da una tattica che la perturbano; ed essa e presa
nella singolarita di condizioni fisiche che la rendono
incomparabile aile altre ». L'ospedale-clinica forniva condizioni opposte: « Dal momento che la ·Conoscenza medica si definisce in termini di frequenza, si ha bisogno
non tanto d'un ambiente naturale, ma d'un dominio
neutro, cioe omogeneo in tutte le sue parti, perche sia
possibile un confronto, e apet·to senza principio di selezione e d'esclusione su ogni forma di evento patologico )) 40 • Questi criteri, affermatisi tra il XVIII ed il
di riparazione possibile della malattia e l'ambicnte naturale della vita sociale, la famiglia. Qui il costo della
malattia viene ridotto per la nazione al minimo; e
scorn pare anche- il rischio di vederla complicarsi nell' artificio [ ... ] In famiglia, la malattia e allo stato di
<< natura », e cioe conforme alla sua natura ·propria e
liberamente offerta aile forze rigeneratrici della natura.
Lo sguardo che i familiari ·portano su di essa ha -la
forza della benevolenza e la discrezione dell'attesa >>.
Successivamente, prevalse sul piano sanitario una linea
piu realistica: l'ospedale ({ e necessario per i malati
senza famiglia; rna e anche necessario nei casi contagiosi, e per le malattie difficili, complesse, ' straordinarie ', cui la medicina nella sua fol'ma quotidiana non
puo far fronte >>.
Riemerse anche, sul piano sociale, una posizione classista praticata anche oggi. Allora veniva resa piu esplicita,
piu sincera. I ricchi aiutino i poveri a ricoverarsi in ospedale, si diceva: i soldi spesi per beneftcenza saranno restituiti in conoscenze mediche, le cure sperimentate sui nullatenenti saranno valide per gli abbienti: « I doni benefici
addolciranno i mali del povero, da cui provengono lumi
per la preservazione del ricco. Si, ricchi caritatevoli, uomini generosi, questo malato che vien deposto nel letto
che voi gli avete procurato soffre ora d'una malattia da
cui non tarderete ad essere colpiti voi stessi; guarira o perira; rna nell'un caso o nell'altro, la sua sorte puo illuminare il vostro medico e salvarvi la vita >> 38 • Oggi il
J _ Dulaurens, Analyse. du livre intitule
39 G. A. Maccacaro, Prefazione al vol. di J. C. Polack, La medicina del capitale, Feltrinelli, Milano 1972, p. XXIX.
40 M. Foucault, Nascita della clinica, cit., pp. 128-9.
M ayen de rendre
les h6pital~X utiles et de perfectionner la medecine », Parigi 1788,
p. 12, cit. da M. Foucault, op. cit~,- p. 194.
38
<<
XLl
XL
•
I
XIX secolo, rhanno consentito progressi notevoli nella
diagnostica e nella terapia delle malattie da cause
naturali.
Ma oggi, mutato il quadro nosologico con la prevalenza delle malattie antropogene 41 ; modrficato il giudizio sociale sui carattere di « dominio neutro )) e. sul1'assenza del « principio di sele~ione o d'esclusione ))
negli ospedali e nelle altre istituzioni totalizzanti; approfondito nelle conoscenze mediche il criterio dei « termini di frequenza )) con l'aggiunta ai sintomi, aHe
diagnosi, <:tlle prognosi, dei rilievi epidemiologici e . della
misura quantitativa del livello di benessere psicofisico;
rivalutato nelle cure il regime di vita rispetto ai farmaci e alia chirurgia; cambiate, in sostanza, ,Je coordinate scientifiche e culturali, l'ospedale-clinica resta uno
dei principali strumenti sanitari, mentre l'asse della
ricerca e dell'intervento si sposta sia sulla complessita
delle relazioni psicosomatiche, sia sui rapporto fra l'uomo e il suo ambiente (lavorativo, familiare, sociale ).
Dal punto di 'Vista scientifico, la malllttia si presenta
trasparente, pura, accessibile alia conoscenza e al rimeclio dove nasce, dove evolve lentamente, dove puo essere
arrestata, piu che nel nosocomio. Dal punto di vista
operativo, la salute dei cittadini e affidata piu alia prevenzione che alia terapia, e la prevenzione piu a scelte
politico-economiche che a strumenti specializzati. Da
queste premesse culturali, si deduce quanto si~no errate
le attuali tendenze politiche a dare la priorita all'ospedale sulla prevenzione. A cio si aggiunge che, sul
41 Cfr. il cap. III del mio libro Medicina e politica, De Donato,
Bari, 1973, pp. 67-106, ed anche le pp. 134-44.
XLII
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piano professionale, la divaricazione delle istituzioni sanitarie e dell'attivita del medico curante dalla
vita reale del malato giunge fino alla separazione totale.
Nel 1700, Ramazzini scriveva: « Sonovi molte cose che
un medico deve sapere, si dal 'malato come dagli assistenti; ascoltiamo Ippocrate sopra tale precetto: " Quando sarai presso l'infermo, vuolsi domandargli cio che
sente; quale ne e la causa; da quanti giorni; se · ha il
ventre rilassato; quali sono gli alimenti di cui fa uso ".
Tali sono le sue proprie parole: rna che a tali domande
siami permesso di aggiungere la seguente: qual e il
mestiere del mala to? Difatti, sebbene tale domanda
possa riferirsi aile cause occasionali, sembrami dessa
nondimeno a proposito, ed anco necessaria, da fare
ad un malato del popolo )) 42 • Non credo che questa
esigenza di conoscere i mestieri e la loro patologia sia
penetrata molto, in oltre due secoli e mezzo, fra i medici
compatrioti di Ramazzini. Ma oggi, si e giunti al rifiuto
deliberato di conoscere e di intervenire' in questo campo.
Durante l'agitazione dei medici mutualisti del 1973,
la Federazione degli Ordini dei medici ha suggerito ( e
imposto) ai dottori di scindere la loro attivita terapeu- ·
tica da ogni responsabilita sulla condizione lavorativa
dei pazienti. Quando questi richiedevano che fosse attestata l'impossibilita di ripreudere il lavoro, i dottori dovevano rispondere con la seguente dichiarazione:
I1 Signor . . ..
. e affetto da .
Il medico di famiglia di Iibera scelta, non avcndo sufficiente
conoscenza delle condizioni specifiche in cui il lavoratore pre-
42 B. Ramazzini, Le malattie degli artefici, trad. di G. M. Levi,
Soc. Ed. del Corriere sanitario, Milano 1908, pp. 31-2.
J
l
I
l
XLIII
di una spalla, spostandolo all~ sua sinistra, mentre si
opponeva a che accedessero allo stahilimento )). Questa inaudita violenza con mano sulla spalla e spostamento a sinistra {manovra politica ?) in una fahhrica rispe,ttata dalla giustizi~ (nessuno era intervenuto, infatti
quando alia " Gallinari " « esisteva. un tunnel per la
· sahhiatura delle carrozze, dove gli operai erano costretti
a lavorare per ore isolati da tutti, senza la possihilita
di sapere se fossero vivi o morti fino a che non ne venivano fuori )) ) non poteva lasciare indifferente la Procura. II processo, tuttavia, si e suhito aHargato, perche
il Sindaco ha scritto al procuratore: cc io personalmente e il Consiglio ~omunale dohhiamo essere considerati
corresponsahili della decisione di entrare nello stahilimento, e di entrarvi anche contro la volonta della " Societa Gallinari " )) .
Non voglio ricostruire le fasi successive della vertenza giudiziaria. Ho citato ampiamente questo caso per
mostrare quali e quanti siano gli ostacoli (la Proprieta,
il Ministero, il Prefetto, il Consulente, ll Procuratore)
che sorgono quando i lavoratori organizzati nei sindacati, e la collettivita rappres~ntata d~l Comune, vogliono
tutelare la sicurezza e la salute nelle fahbriche.
In queste condizioni, anche la gestione dei contratti
diventa difficile, anche le conquiste sanitarie ottenute
con gli accordi sindacali ( nazionali e aziendali) rischiano
di essere vani,ficate.
8. La contraddizione fra conquiste sanitarie e realta
aziendale morhigena, fra la crescita della coscienza dei
lavoratori e la carenza delle misure preventive, fra l'aspiXLVI
;razione alia sicurezza e l'aumento degli infortuni, trova
la spiegazione principale nella realta sociale e produttiva.
La prevenzione, infatti, dipende soprattutto dagli investimenti, dalle scelte tecnologiche, dai rapporti di lavoro, dal sistema di potere, dall'adeguamento dell'intero sistema produttirvo aile esigenze dei lavoratori. Cio
non e avvenuto. Le lotte per la salute hanno contrihuito
a rporre in crisi il « modello di sviluppo )) che aveva
retto .J'economia italiana dagli anni del ntiracolo economico, rna non sono riuscite in questi anni a imporre
nuove soluzioni produttive e nuoYi equilihri politici.
Nella realta aziendale, le risposte moderne in termini
di job enlargement ( allargamento delle mansioni) o di
job enrichment ( arricchimento delle mansioni ), di per
se limitate come concezione, sono state sover·chiate da
ristrutturazioni produttive, appalti, riorganizzazioni che
hanno mirato esclusivamente all'intensificazione del lavoro. Nella realta politica, la risposta e stata il centrodestra, superato con dure lotte nella primavera del
1973. Nella realta sanitaria, alia maggiore presenza dei
sindacati e dei comuni ha fatto riscontro la min.ore incisivita dell'intervento statale.
II merito principale del movimento operaio verso la
medicina. e stato, in questi anni, di orientare la riforma
sanitaria sui giusti binari, di aver fatto comprendere
non solo aile classi lavoratrici, rna a tutto il paese, l'esigenza della prevenzione, e quindi del controllo e della
modi:fica delle condizioni amhientali morhigene.
Tuttavia, il quadro epidemiologico si aggrava, nel
lavoro e nell'intera vita sociale. Sorge inevitahilrnente
la domanda: vi e qualcosa di errato nell'esperienza compinta? Il muro degli interessi che logorano la salute
XLVII
dei lavoratori e troppo forte per cssere abbattuto 0 incrinato, oppure il mov:Lmento non e stato bene orienta to?
Probabirnente la direzione e stata giusta, rna insufficiente. II limite principale, individuato negli ultirni
anni dal rnovimento sindacale e politico dei lavoratori,
sta nel rapporto carente fra azioni rivendicative e trasforrnazioni cornplessive della societa. Molto e stato scritto, parecc'hio c stato fatto per superare questo limite.
V orrei percio riferirrni ad altre insufficienze: altre perche pertinenti alia rnedicina, alia tutela sanitaria neUe
fabbriche; non disgiunte, tuttavia, dal limite generale
sopraccennato. Anzi, in' qualche rnisura, esernplificazioni
di questo. Vorrei riferirrni, per essere preciso, ad alcuni
concetti dei quali, nelle pagine precedenti, ho sottolineato la novita e il rilievo (la validazione consensuale,
la non delega, il ruolo dei tecnici della salute, il gruppo
onwgeneo): per rihadirne il valore rna anche per chiarirne le deforrnazioni, gli esclusivisrni, i rischi.
Validazione consensuale e non delega: i lavoratori diventano titolari del diritto alia salute. In quale rapporto
si pongono con la ricerca scientifica e con l'attivita professionale dei medici?
Finche i contratti di lavoro puntavano sui rischio
monetizzato, su poche lire guadagnate jn carnbio di rnohi
anni di vita perduti, la sola scienza medica interessata
poteva essere l'anatornia patologica, per la redazione dei
referti autoptici, o nel caso pili favorevole la medicina legale, per la definizione del grado di invalidita. Quando
invece si afferrna che l'operaio e egli stesso ricercatore,
prirno anello di una catena di accertarnenti che passa attraverso la soggettivita del gruppo, del reparto, dell'azienda; quando si garantisce negli anelli successivi un costanXLVIII
...
.,
~
te rapporto di consensualita che eviti la separazione ( o
peggio, la contrapposizione di interessi e di rnentalita) fra
chi ricerca e chi e oggetto della ricerca, viene creandosi
una forte sollecitazione allo syiluppo di ricerche specializzate nel campo medico· preventivo, nello studio dei sisterni uorno-rnacchina-arnbiente, nell'ergonornia, nell'innovazione tecnologica. Per questa via « non c'e quindi un
' sapere ' tecnico astrattarnente riversato sugli operai
' ignoran ti ', rna una colletti vizzazione delle esperienze
per costruire una cultura comune, certarnente pili ricca
e concreta )). Per questa via, si apre
« agli operatori
sa.
.
nitari un'alternativa all'isolarnento culturale e politico
in cui vivono in quelle ' serre ' che sono gli ospedali,
gli arnbulatori, gli istituti universitari, dove essi ricevono un'irnrnagine solo lontana e rnediata delle condizioni di lavoro e di vita dei lavoratori, e dove d'altronde
hanno ben poche possibilita, contestuali con il loro lavoro tecnico, di incidere politicamente sulla realta )) 45 •
Consensualita e soggettivita degli operai. Ma quante
volte queste componenti essenziali, prima trascurate,
una volta scoperte sono state assolutizzate, contrapposte
alia direzione politico-sindacale e all'oggettivita della
conoscenza scientifica? Ricordo un 'afferrnazione di Rozzi, al Convegno dell'Istituto Grarnsci su Psicologia,
psichiatria e rapporti di potere, secondo cui « lo psicologo esprirne per noi il politico, questo e il fondarnento del nostro discorso » 46 • Rispose Gara vini: « credo
45 Rapporto d1tlle
fabbriche, Editori Riuniti, Roma 1973,
pp. 36-7.
46 R. Rozzi, Psicologia, soggettivita, prassi politica, nel vol.
Psicologia, psichiatria e rapporti di potere, Editori Riuniti - Istituto Gramsci, Roma 1971, p. 125.
XLIX
che questa e un'impostazione shagliata nel fondo, nel
senso che per la lotta operaia si deve par tire anche ( e
og~i direi molto pill. che per il passato) dagli elementi
emozionali, dalle motivazioni personali dei lavoratori,
delle quali non basta darsi ragione, nelle quali l'organizzazione deve sapersi identificare. Ma. da questa identificazione bisogna pure che si faccia un passo che vada nella direzione dcll'analisi, con la classe operaia, dell'insieme delle sue condizioni di sf~uttamento, per poi fare
anche il secondo paSilo, quello della razionalizzazione,
della definizione da parte della classe operaia degli scopi, degli obiettivi razionali della lotta, motivo per cui
e nata e vive l'organizzazione )) 47 •
Tutto nella soggettivita? Non si puo dimenticare che
lo sfruttamento capitalistico altera globalmente l'integrita psicofisica dell'individuo, coinvolge l'uomo non
solo come essere sociale rna come entita biologica. E
ancora: modifica nell'ambiente quelle costanti chimicofisiche (temperatura, umidita, composizione dell'atmosfera, purezza delle acque, livello del rumore, etc.) che
hanno qonsentito l'evoluzione della specie Homo sapiens
e degli altri viventi (animali, piante, microrganismi)
da cui l'uomo trae le basi del ricambio. Queste alterazioni sono misurahili, consentono una valutazione che
non e influenzata solo da criteri storici 0 da apriorismi
classisti: la patologia umana e la patologia dell'ecosistema vengono interpretate con ottiche diverse, ma i
dati di partenza hanno una loro oggettivita, purche
vengano ricercati con strumenti adeguati e con animo
scevro da pregiudizi, purche le conoscenze vengano con47
Ivi, p. 189 ..
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tinuamente socializzate e sottoposte a verifica collettiva.
II rapporto fra la valutazione soggettiva e la verifica
statistico-sperimentale delle condizioni di salute e moho
complesso. II punto di partenza e che l'uomo ha una
duplice 'natura', biologica e sociale. La classificazione
degli uomini con metodi veterinari non e accettabile,
rna esiste una zona di evidente anormalita biologica
(quando, per esempio, la pressione arteriosa supera certi limiti, quando la capacita visiva o uditiva si riduce,
quando la funzione circolatoria 0 respiratoria e lesa),
scientificamente definibile in qualunque sistema sociale
come incompatibile con la piena vitalita. Esiste, sovrapposta e intrecciata a questa zona, una larga fascia soggetta a valutazioni sociali che dipendono dalla situa~ione
del mercato dellavoro, dalle condizioni della produzione,
dal livello delle tecniche, dagli orientamenti culturali. In
questa fascia di normalita-anormalita sociale ha maggiore risalto il criterio di valutazione basato sulla soggettivita: non solo .individuale, rna di gruppo, di categoria, di
classe; non solo immediata, rna arricchita dai dati oggettivi delle piu moderne conoscenze scientifiche.
9. II termine validazione consensuale contiene, fra l'altro, un elemento di rinuncia, almeno nella sua interpretazione letterale: i lavoratori, infatti, non possono
limitarsi ad esprimere consenso o disscnso di fronte a
determinate condizioni organizzative o ambientali. Devono dire quali condizioni esigono, esprimere una capacita di progettazione, proporre nuovi sistemi uomo-macchina-ambiente. Anche per questa via, quindi, rientra
LI
m gioco l'appropriazione della scienza e la maturazione
politica.
Anche nel termine non delega, e nella conseguente
richicsta di autogestione della salute, vi e ccrto un'acquisizione positiva: il ri.fiuto di abbandonare ai medici,
o alle istituzioni sanitarie, o peggio ancora ai padroni,
la propria salute e la propria esistenza, la volonta di
intervenire e di decidere in merito. Non credo, tuttavia, che la salute possa essere (( autogestita )) dai lavoratori: perche sia protetta in modo efficacc, occorre il
concorso di forze assai vaste, la trasformazione molto
profon~a di rapporti sociali, il mutamento sostanziale
di equilibri politici abhastanza consolidati. I lavoratori
possono agire da protagonisti, rna non occupare la scena
con un monologo. I medici, le altre categoric sanitarie,
lo Stato con il sistema delle autonomic locali, le universita, gli istituti di ricerca hanno un ruolo che non
e da comparse.
I medici: anche per essi, in ·, alcuni amhienti
sindacali, e stato coniato un nuovo termine: tecnici della salute. Se cio signi.fica spogliare la .figura del medico della vacua retorica ' missionaria ', che ten de a crescere quanto pili si degrada il ruolo reale della categoria,
se cio vuol dire associare ai medici altri specialisti ( ingegneri, chimici, hiologi, e soprattutto laboratoristi e infermieri, con uguale competenza e responsabilita), hen
vcnga il ridimensionamento del medico in termini realistjci e moderni.
La de.finizione tecnico deUa salute presenta pero due
rischi. Il primo e di regalare, ai retori che ne abusano,
l'esaltazione di quei sentimenti di umanita che non
sono certo app~mnaggio di una sola categoria, ne carisma
LII
di una laurea, rna che i medici devono possedere in
alto grado e manifestare in ogni atto professionale. Il
secondo e di evocare funzioni meccaniche, ripetitive,
standardizzate, e quindi di escludere la sfera della creativita, la sollecitazione alla ricerca scienti.fica. La ricerca,
per essere socialmente utile, deve trovare un rapporto
positivo con l'emancipazione degli uomini; rna deve
anche, per rinnovarsi di continuo, occupare uno spazio
relativamente autonomo, sia rispetto aile tecniche usuali,
sia rispetto alle pressioni immediate della societa.
Fra tali pressioni, prevalgono quelle di segno retrivo.
Ma anche queUe che provengono dal movimento dei
rlavoratori non possono essere accolte acriticaniente, ponendosi (anche questa e una de.finizione riduttiva) al
servizio della classe operaia. Vorrei ricordare che, per
quasi vent'anni, la sola richiesta rivolta ai medici
dai sindacati e dagli istituti di patronato e stata quella
assicurativa, tesa al riconoscimento del maggior numero
possibile di infermita e di invalidita. n tema della prevenzione, della salute e della sicurezza neUe fabbriche,
e stato introdotto (a Torino, e su scala nazionale) per
iniziativa d.i medici ' autonomi ' da queste sollecitazioni, quando ancora esisteva nel movimento e nei
lavoratori stessi una coscienza pili arretrata, una pressiorie verso il risarcimento monetario anziche verso la
modi.fica delle condizioni di lavoro.
Questa esperienza smentisce, fra l'altro, la tesi secondo cui « .finche 1a societa sara basata sulla divisione
in classi non sara in alcun modo realizzabile un medico
di tipo rivoluzionario, perche le strutture in cui egli
deve inserirsi ( ed in cui e giusto che ·si inserisca) so no
direttamente .filiate da questa societa e pertanto ogni
LIII
rivoluzione glohale e di necessita rinviata al momento
dell'edificazione della societa socialista )), e la classificazione Secondo cui (( il medico oggi e in effetti un borghese, anche se compagno, perche e la sua stessa posizione sociale, indipendentemente da quella individuale,
che lo pone, di fatto, fra' gli sfruttatori, o almeno fra
i mantenitori di un certo equilihrio ad essi funzionale,
nella misura in cui il suo ruolo e quello di cinghia di
trasmissione fra le esigenze del capitale e quelle dei
lavoratori, di ammortizzatore fra le capacita della societa horghese di fornire servizi sociali e henessere e l'esigenza degli operai e dei contadini di realizzarsi una
vita Iibera da ogni schiavitli e sfruttamento )) 48 •
Lo sviluppo pili positivo, nel rapporto fra il movimento operaio e i medici in Italia, si e avuto proprio
in questa direzione: a differenza del passato, esiste
un numero consistente di medici i quali hanno compreso che lavorare con la classe operaia significa trovare una funzione sociale nuova, e si sono schierati
apertamente per la trasformazione rivoluzionaria della
societa. II contrihuto maggiore e venuto dagli studenti
delle facolta mediche, dalla loro presa di coscienza ( che
e auspicabile non si spenga dopo una sola stagione di
lotte).
Ma vi e stato, al tempo stesso, uno sviluppo ·negativo: un certo peggioramento del rapporto fra il movimento operaio e la grande massa dei medici. In nume-
48 G. Scaffidi, Orientamenti scaturiti da una esperienza di base
in tema di riforma sanitaria, « Rassegna · di Medicina dei Lavo-
ratori " (Supplemenlo al n. 6, 1971 dell'« Assitenza sociale »),
p. 47.
LIV
rosi Ordini professionali hanno prevalso forze di destra,
liherali o addirittura fasciste. Alcune categoric numerose, quali gli ospedalieri e i medici degli enLi previdenziali, che negli anni passati si erano schierati per una
riforma sanitaria, hanno qualche ripensamento o riflusso, per aver raggiunto privilegi retrihutivi (gli ospedalieri), o al contrario per la delusione delle loro aspettative (i previdenziali). I mutualisti hanno condotto,
nel marzo-aprile 1973, un'agitazione che ha creato difficolta 'agli assistiti e che e cessata solo con aumenti
dei compensi mensili pari all 'intero salario-base di un
metalmeccanico.
Eppure i medici, anche quelli hen retrihuiti, sentono oggi un profondo disagio per le condizioni del
loro lavoro, perdono in prestigio quel che accumulano
in moneta, intravedono (spesso confusamente) una crisi
del loro ruolo sanitario. II paradosso e profondo: nei
paesi in cui i medici guadagnano maggiormente, il
livello di salute della popolazione tende ad abbas~arsi
piu rapidamente. Nei paesi socialisti i medici sono
pagati. quanto un operaio specializzato, eppure (in rapporto aile risorse, rna per certi aspetti anche in assoluto) gli indici sanitari tendono ad essere pili elevati
che nei paesi capitalistici. Negli Stati Uniti d'America,
i medici raggiungono i massimi introiti, rna la collocazione degli USA nel panorama sanitario mondiale va
ogni anno peggiorando. Nei paesi scandinavi i cittadini
hanno pili salute, in Italia meno, rna noi paghiamo di pili
i medici. Spingendo il paradosso agli estremi, si potrehbe risanare la popolazione tagliando le parcelle.
Fuori del paradosso:· quale gratificazione professionale, quale soddisfazione intellettuale e morale puo
LV
offrire alia grande maggioranza dei medici il movimento. operaio, per sostituire o compensare le catene
d'oro in cui sono aggrovigliati? La definizione di tecnici della salute e Ia strada della non delega, pur
essendo innovative e stimolanti, no~ rispondono compiutamente a questa esigenza: che ~· un'esigenza intrinseca al movimento operaio, aile· sue necessarie alleanze,
all'efficacia della riforma sanitaria, non una ·Concessione aile spinte corporative dei sanitari. ·Non rispondono compiutamente al recupero sociale delle due « funzioni eterne » del medico, curare e prevenire, al hisogno di conoscere e di comhattere le malattie.
Curare: il prestigio del medico, come del chirurgo,
come del farmaco, si e edificato su questa possihilita.
E vero che l'origine amhientale, il carattere degenera·
tivo, lo sviluppo cronico dell'attuale patologia circoscrive i successi dell'era terapeutica, che ha avuto nella
prima meta di questo secolo il suo periodo d'oro. La delega, l'affidamento al medico o al farmaco, comprensibile
per rimedi efficaci, diventa ingiustificabile per interventi
palliativi o per semplici diversivi. Ma l'efficacia esiste
ancora, molto spesso, nell'intervento sia nel medico che
nel farmaco.
Che cosa sono, per esempio, i medicinali? Scaffidi
risponde: (( II farmaco, possiamo dire che assuma tre
aspetti fondamentali: 1) a livello di produzione e di
vendita come puro fattore economico, creatore di plusvalore; 2) a livello di propaganda e di consumo, come
strumento di accrescimento della rendita, potenziato
pili nel senso di valore di scam'bio che di valore d'uso,
fornito pili come sostitutivo di beni sociali che come
presidio terapeu,tico vero e proprio; 3) a livello di ideo-
f
I
logia come riduttore di tensioni e crisi che hanno la loro
origine nelle strutture stesse - oltre che nelle sovrastrutture - della societa borghese e la loro espressione
a livello psico-somatico nell 'individuo a cui si richiede
49
molto di pili di quanto sia in grado di fornire l> • Una
analisi interessante, un linguaggio molto marxologico.
Ma sarebbe possibile, per i farmaci, assumere tutti questi aspetti, indossare tutte queste vesti se almeno alcuni
componenti della famiglia non avessero una propria corporeita, un 'esistenza reale, un 'efiicacia terapeutica 't La
analisi appare rigorosamente classista: rna l'accesso aile
cure, ai ritrovati pili moderni della medicina, non e
forse. sbarrato da discriminanti di classe, nella societa
borghese? E la lotta per una terapia egualitaria, differenziata secondo le diagnosi anziche secondo il censo,
non e un aspetto della Iotta di classe '? Una risposta
negativa puo derivare solo se si accetta l'assurdo che il
medico danneggi l'operaio malato quando, guarendolo,
lo rimette in sesto e lo reintroduce nel circuito produzione-sfruttamento. Ma nessun operaio desidera restare
infermo; nessun medico puo rinunciare a curare; nessun rivoluzionario puo pensare (i marcusiani l'hanno
scritto, rna i fatti l'hanno smentito) che protagonisti
del mutamento storico possano essere i reietti, gli esclusi, i devianti, anziche gli oppressi e gli sfruttati.
Compiere fino in fondo il proprio dovere terapeutico verso ogni uomo: questo imperativo morale scmpre proclamato dai medici ( e sempre impedito dalla
divisione in classi della societa). contrasta forse il processo rivoluzionario? E vero l'opposto: solo questo pro-
49
Ivi, p. 45.
LVII
LVI
cesso puo inverare un codice deontologico ridotto oggi
a pura ipocrisia.
Prevenire: questa e la prospettiva essenziale della
medicina, qui la societa frappone i maggiori ostacoli.
Ho ricordato piu avanti il modulo nel quale il medico,
secondo la Federazione degli Ordini professionali, dovrebbe riconoscere perfino di ignorare le condizioni in
cui si svolge l'attivita lavorativa del suo paziente; sulla
« piaga dei certificati medici ))' che dovrebbero attestare l'idoneita al lavoro, un giurista ha scritto che
« giustamente, i medici protestano, dicendo che non
e serio costringerli a fare gli indovini, oltre tutto rendendoli responsabili della profezia )) 50 • Ma in questa
maniera, di fatto si riconosce e si accctta, rinunciatariamente, che il medico ignori quella parte essenziale della vita dell'uomo (e della sua patogenesi) che
si svolge nel lavoro, nell'attivita produttiva; che ignori
quella che Marx definiva l'essenza dell'uomo, ·cioe l'insieme dei rapporti lavorativi e sociali.
Per confutare, sulla base dell'esperienza operaia, questa rinuncia, il Consiglio di fabbrica della Pirelli-Bicocca ha scritto 'ai ·Inedici della zona, il 24 gennaio
197 3' una lettera in cui e detto fra 1' altro:
La conquista degli strumenti per fornire ai medici elementi
di conoscenza delle reali e specifiche condizioni in cui i lavoratori
operano, e costata ore e ore di scioperi e duri sacrifici ai lavoratori e alle loro famiglie.
Se non siamo ancora nelle condizioni di agevolarvi nella diagnosi e nella. prognosi delle malattie, e solo perche gli industriali
so M. S. Giannini, La piaga dei certificati medici, « II Giorno
24 marzo 1973.
LVIII
fanno di tutto per non rispettare gli accordi sul rilevamento dei
dati ambientali.
Nelle fabhriche i lavoratori sono impegnati a imporre la rirnozione delle cause di infortunio e di malattia, anche con una diversa
organi:zzazione del lavoro che comprende la ricomposizione delle
mansioni e si oppone alia parcellizzazione del lavoro; per questo
ci risulta incomprensibile che i medici rinuncino ad una parte
della loro professionalita.
Appare evidente come la professionalita del medico non possa
essere scomposta senza essere sminuita, come del resto quella
di ogni lavoratore.
Visita, diagnosi, prescrizione dei farmaci non possono essere
separate dalla prognosi senza che il medico mutualistico perda
in professionalita. Noi siamo, nel nostro slesso interesse, per la
valorizzazione della professionalita [ ... ] Questo e possihile con una
- seria riforma sanitaria e con l'istituzione della medicina preventiva
51.
Questa lezione operaia sulla · ricomposizione della
professionalita medica, questa ricerca non gia di una
subordinazione dei medici alia dasse operaia, bensi di
una sostanziale coincidenza di interessi, e densa di implicazioni culturali e polititehe. Vorrei aggiungere: anche di conseguenze scientifiche e fllosofiche. La lezione
nasce dalla lotta sociale dei lavoratori, dall'espressione
piu matura della vita collettiva degli uomini, dalla
volonta di questi uomini di difendere la vita. Dalla
vita, quindi, puo nascere una rifondazione del sapere
medico e dell'attivita sanitaria.
Concludendo la sua analisi della nascita della clinica
come scienza, fra il XVIII ed il XIX secolo, Foucault
fa notare che la moderna medicina e nata quando lo
studio della clini'Ca ha potuto accompagnarsi alia dis-
JJ,
51
Lettera ciclostilata, Milano, 24 gennaio 1,973.
LIX
sczionc dci cadavcri, quando la conosccnza « della viva
e dubbia malattia >> ha potuto allinearsi « sulla bianca
visibilita dei morti ». II disvelamento delle malattie
implicava
come campo d'origine e di manifestazione della verita lo spazio
discorsivo del cadavere: l'interno svelato .. La costituzione dell'anatomia patologica all'epoca in cui i clinici definivano il loro metodo non e dell'ordine della coincidenza: l'equilibrio dell'esperienza esigeva che lo sguardo posato sull'individuo e il linguaggio della descrizione poggiassero sui fondo stabile, visibile e leggibile, della morte... La malattia ha potuto staccarsi dalla contronatu;a e prender corpo nel corpo vi-vente degU individui solo
quando la morte e divenuta l'a priori concre'to dell'esperienza
medica >>. ll discorso, secondo Foucault, va ben oltre la medicina:
« Rimarra probabilmcnte decisivo per la nostra cultura il fatto
chc il primo discorso scientifico da essa svolto sull'individuo
abbia dovuto passarc attravcrso questo momento della morte. In
realta, l'uomo occidentale non ha potuto costituirsi ai propri
occhi come oggetto di scienza, non s'e preso all'interno del suo
linguaggio e non s'e dato in esso e per esso un'esistenza discorsiva che nell'apertura della propria soppressione: dall'esperienza
della « Sragione » (Deraison) sono nate tutte le psicologie e le
possibilita stesse della psicologia; dall'integrazione della· morte
nel pensiero medico e nata una medicina che si da come scienza
dell'individuo. E, generalmente, l'esperienza dell'individualita nella
cultura moderna e connessa con quella della morte: dall'Empedocle di Holderlin a Zaratustra, all'uomo freudiano, un rapporto
ostinato con Ia morte impone all'universale il suo volto singolare 52.
Si puo capovolgere, oggi, questa connessione, e recuperare l'individualita partendo da una cultura della
vita? Per gli aspetti generali, lasc.io an cora una volta
la par?la ai filosc;'f~. Per la medicina, ho gia parlato
pili avanti della crisi degli indirizzi panterapeutici,
dei limiti della clinica di fronte aile malattie antropogcne, causate da fattori lavorativi, ambientali e sociali.
Se e vero che la clinica nacque come scienza quando
si collego all'anatomia patologica dell'uomo, l'odierna
prevenzione puo crescere solo se studia nel vivo l'anatomia della societa. « L 'anatomia della societa civile
e da cercare nell'economia politica ... II modo di produzione della vita materiale condiziona, in generale,
il processo sociale, politico, spirituale della vita », scriveva Marx 53 : lo condiziona nel bene e nel male. 11
ricambio armonico fra individuo e ambiente, l'analisi
e la rimozione dei fattori morbigeni puo svilupparsi
solo se vengono chiaramente individuate le forze sociali
che si oppongono alia degradazione della natura e alia
distruzione dell'uomo, i becchini della vecchia societa
e i costruttori della nuova, coloro che lottano coliettivamente per la vita.
e
Questo atteggiamento, peraltr(), ((
l'unico che, nel
momenta storico, consente agli operatori sanitari di
dare cffettivamente una realizzazione al precetto deontologico di provvedere alia salute degli uomini » 54 •
Oggi, gli operato·ri sanitari vivono alia periferia dei
fenomeni morbosi, non sentono dalie istituzioni in cui
lavorano, ne dalie classi cui appartengono, sollecitazioni
a conoscere, criticare, frenare le cause di malattia che
nascono dai rapporti sociali.
Eppure, fin dal sorgere della medicina come sCienza
fu posto con chiarezza, proprio da Ippocrate,- « il pro-
53
52
M. Foucault, Nascita della clinica, cit., pp. 147 e 222-3.
K. Marx, Prefazione a Per la critica dell'economia politica,
Editori Riuniti, Roma 1957, pp. 10-l.
54 Rapporto dalle fabbriche, cit., p. 35.
LX
LXI
blema del rapporto fra condizioni ambientali, assetto
storico-sociale, e situazione psicofisica dei popoli )), il
problema « dei rapporti fra natura e istituzione (fra
physis e nomos), l'esigenza che << tale integrazione avvenga nel modo pili armonico e fecondo, a tutti i livelli,
da ·quello etico-politico a quello medico >> 55 • Fu Ippocrate a scrivere che la salute e debole « laddove gli
uomini non son signori di se stessi e delle proprie
leggi, ma soggetti a dcspoti ))' che la vita e rninacciata
quando gli uomini « se cornpiono azioni nobili ,e valorose, da queste i padroni traggono grandezza e potenza,
essi invece ne fruttano pericoli e morte >> 56 •
Eppure, quando la borghesia vittoriosa, negli anni della
Rivoluzione francese, si interrogava SuU'influenza della
libertii sulla salute e affermava che l'uorno non puo
essere s~no se non e libero, faceva appello proprio ai
medici perche esercitassero una funzione politica: << Chi
dunque dovra denunciare al genere umano i tiranni,
se non i medici che fanno dell 'uomo il loro unico studio e che tutti i . giorni, presso il povero e il ricco,
presso il cittadino ed il potente, ne~la capanna e nel
palazzo, contemplano le umane miserie che non hanno
altra origine che la tirannia e la schiavitli? )) 57 •
l 0. Quando poi la borghesia si consolida al potere,
quando Ie umane miserie acquistano la sua impronta,
5
5
M. Vegctti, Introduzione a lppocrate, Opere, DTET, Torino,
1965, pp. 164-5.
6
5 lppocrate, Le arie, (e acque, i luoghi, in Opere, cit., p. 192.
7
5 F. Lanthcnas, De l'influence de la liberte sur la sante, la
morale et le bonheur, Paris 1798 (1792), p. 8 (cit. da M. Foucault, op. cit., p. 48).
LXII
quando il modo di produzione· della vita materiale conduce all'alienazione dei produttori, quando la corporeita umana viene attraversata dallo sfruttamento capitalistico, quando il conflito tra physis e nomos, tra
natura e istituzione diviene insanabile, i medici vengono invece distolti dal fare {< dell'uomo il loro unico
studio )) e dal « denunciare al genere umano i tiranni )),
con le loro responsabilW1 patogene. Anzi, si suggerisce
loro (ritorniamo al modulo proposto dalla Federa7;:ione
degli Ordini, pili volte citato, cosi sciatto nella sua
formulazione burocratica ma cosi denso di implicazioni
teoriche) di dichiarare in modo esplicito che non vogliono studiare l'uomo, che non intendono denunciare il
tiranno, che la professione consiste solo nell'attenuare
alcune sofferenze e nel reimmettere al pili presto il
paziente nel lavoro,e nella societa morbigena ..
Questo tipo di rneuico e stato paragonato aJ Secondo
del ring: assiste il pugile, gli da una spugnatina fra
un round e l'altro, e lo rimanda a farsi picchiare':' Per
il secondo, e il suo mestiere. Ma per i1 medico, questa e una situazione altamente conflittuale: il suo ruolo
storico, la sua etica dichiarata, la sua funzione ricohosciuta e di tutelare e reintegrare la salute, mentre
il sistema sociale, la pratica professionale, l'istituzione
sanitaria gli impediscono di esercitare questa funzione.
La soluzione di questo conflitto dipende in larga misura
dalla possibilita di integrare la dimelisione politicosociale nella propria attivita specializzata, e dalla modifica del qu.adro istituzionale (riforma sanitaria) in cui
lavorano i medici.
Da questo dipende, oltre che la rifondazione dcll'atLXIII
tivita medica, la possibilita stessa di un efficace intervento per la salute nelle fabbriche.
Bisogna riconoscere che, in questi anni, e apparsa
una tendenza a trascurare l'integrazione di attivita specializzate (medico, chimico, laboratorista, . ergonomo,
ingegnere, ecc.) nella partecipazione di massa dei lavoratori alla tutela della propria salute. Sui piano politico, cio rischia di spingere determinate categoric intellettuali a schierarsi in campo opposto; sui piano ,dell'efficienza, cio rischia di indurre a rinunciare a conoscenze, a tecniche, a strumentazioni che sono essenziali per la prevenzione delle malattie. In altre parole,
cio rischia di allontanare l'appropriazione della scienza
nell'JJzione sanitaria, sindacale e politica. La stessa scienza della Lotta di classe resterebbe cosi impoverita.
Anche verso la riforma sanitaria vi e stata qualche
oscillazione. Prima vi e stata la tendenza a privilegiare
gli aspetti istituzionali sui reale mutamento dei rapporti sociali, e sulla ·creazione di un tessuto democratico
di intervento dei lavoratori e della popolazione per la
tutela della salute: nell'impostazione data dal 1963 58
al 1966 59 si e risentita l'insufficiente maturita cui era
giunto il movimento operaio e la Iotta stessa dei lavoratori. Successivamente, vi fu una correzione sostanziale, che non deriva (e utile precisare) dalle grandi
lotte del 1968 c 1969: avvenne nel 1967 6<1, contribui
a preparare il risveglio sindacale e politico degli anni
.58 Riforma sanitaria e sicurezza sociale, Editori Riuniti, Roma
1963, pp. 258.
59 Enti locali e politica sanitaria, Editori Riuniti, Roma 1966,
p. 168 . .
60
Salute e sicurezza dei lavoratori nelle fabbriche, cfr. la nota 9.
LXIV
successivi, ed ebhe nel 1968-1969 una verHica e un
arricchimento di massa.
Si e avuta poi, per contro, come riflesso degli ostacoli frapposti alia riforma sanitaria ( che subiva continui slittamenti), ma anche come scelta del movimento
sindacale, l'impressione che il momento della tutela
interna della salute non solo prevalesse, rna fosse visto
in modo esclusivo e talvolta antitetico rispetto all'intervento esterno, anche di un intervenlo « non delegato ))
rna che appoggiasse, anche col vigore coercitivo della
Iegge, con la credibilita della ricerca scientifica, con
la forza della collettivita, quanto gli operai cominciavano a conquistare nella fabbrica.
Nel complesso, tuttavia, le elaborazioni e le esperienze sui rapporto fabbrica-societa-istituzioni, compiute
intorno al tema salute, sono state fra le phi positive.
Potrei dire che sono state talvolta un punto di riferimento nel dibattito generale, avviato nel 1967-1968 e
ancora aperto, intorno al rapporto fra Iotta nella fabhrica e Iotta nella societa, tra riforme istituzionali e
gestione del potere 'dal basso', fra movimento rivendicativo e movimento politico. Un contributo di chiarezza (preterintenzionale) e stato dato dalle posizioni
governative sulla riforma sanitaria. II punto essenziale
di conflitto, fra il Ministero del lavoro ed i sindacati,
e stato sull'attribuzione 0 mcno dci compiti di vigilanza, prevenzione e intervento nelle fabbriche aile
Unita locali del Servizio sanitaria nazionale: l'insistenza del governo ( e della Confindustria) per escludere ogni controllo puhblico sulla salute neJle fahbriche
ha impedito molte iniziative dei Comuni, ma ha aperto
molti occhi. Negli ultimi progetti (anche governativi)
LXV
per la riforma sanitaria, la tesi dell'esclusione appm·e
sconfit~a, anche se permangono trincee nazionali (l'ENPI,
l'Ispetto,rato del lavoro) sulle quali restano attestati
gli avversari dei poteri pubblici e del controllo democratico su ogni aspetto della salute.
Questo controllo
hen diverso da queUe cc posizioni
capitolazionalistiche che tradiscono gli interessi reali dei
lavoratori e riducono la lotta per il diritto ·alia salute
a sterili pctizioni al governo e agli enti locali >>, come
teme una risoluzione di alcuni movimenti studenteschi
delle facolta mediche, che auspicano di « creare la piti
ampia unita d'azione con le organizzazioni sindacali e
con i partiti di sinistra >> rna che trascurano ogni riferimento alia r.iforma sanitaria 61 • Paura di uno scivolamento verso il' riformismo spicciolo?
·Ma l'esperienza delle lotte per la salute in Italia e
diversa da quella inglese, o tedesca, proprio perche ha
cominciato a capovolgere la tradizione riformista che
assegna aile istituzioni sanitarie, nelle societa industriali sviluppate, un ruolo di tamponamento dei conflitti sociali, di affievolimento della coscienza di classe,
di integrazione suhalterna dei lavoratori nello Stato
horghese. In Italia la horghesia ha accolto con decenni
di ritardo l'esperienza delle assicurazioni sociali cresciuta in Germania con Bismarck, e vede ancor oggi
con ostilita l'esperienza del Servizio sanitario nazionale, matm:ata in Inghilterra con Lord Beveridge. In
Italia le assicurazioni sociali ·(snaturate successivamente
dal fascismo) nacquero dalla mutualita volontaria, dallo
e
stesso ceppo da cui nacque il Partito socialista. In Italia il Servizio sauitario naziouale e stato proposto dalle
Confederazioni sindacali, dal Pc1, dal Psi, in una
linea di riforme tendente a mutare i rapporti sociali,
le strutture del potere, il ruolo dello Stato. Ed e proprio dall'ignorare la dimensione politico-statuale, dall'isolare la lotta di un reparto, di un gruppo, di una
azienda dalla Iotta nella societa che sorge, anzi, il
rischio reale di un riformismo spicciolo.
I
6J Mozione conclusiva del Convegrw nazionale del Movimentv
studentesco delle Facolta di medicina, Parma, 23-24 marzo 1973.
LXVI
11.
Vorrei percio esaminare per ultimo, fra 1 concetti che si sono affermati nelle lotte operaie per la
salute, quello di gruppo omogeneo. II nucleo e nuovo,
validissimo: e al livello del reparto, dell'unita produttiva che nasce b'uona parte delle malattie; ed e in questa sede che i lavoratori prendono coscienza delle cause
morbigene, e intervengono e si organizzano per comhatterle.
Tuttavia, oggi le malattie professionali tendono a
divenire malattie sociali, a contagiare tutta la popolazione; e viceversa, le condizioni dell'ambiente esterno
( eclucazione, trasporti, ahitazioni, inquinamenti, ecc.)
influiscono notevohnente sulla salute dei lavoratori. Per
questi, lo sfruttamento si perpetua dal tempo di lavoro
al tempo di riposo, ostacolando il ripristino delle capacita vitali logorate nella produzione. Per la popolazione,
la contagiosita della patologia professionale verso l'ambiente esterno assume per qualche aspetto l'andamento
degli antichi flagelli, della propagazione delle malattic
infettive dai focolai endemici verso zone epidemiche
di difFusione. Per le sostanze inquinanti, per. i rumori,
LXVII
per i ritmi di lavoro, per gli aspetti psicopatologici
dell'alienazione, accade qualcosa di simile aile antiche
pestilenze, che scoppiavano nei quartieri poveri e poi
invadevano le citta. La peste di Milano comincio nelle
zone periferiche e fini per colpire anche Don Rodrigo.
Nelle moderne pestilenzc csistc una selettivita di classe:
gli operai sono i pili colpiti, i pili danneggiati; rna
esiste anchc una certa forma di contagio della condizione di fabbrica verso l'insieme della popolazione.
Per questi aspetti, gruppo omogeneo non e solo quello
di un reparto o di un'azienda, ma quello di un territorio, di una regione; al limite, per fattori di nocivita
che hanno una diffusione planetaria, puo essere chiamata gruppo omogeneo la specie Homo sapiens. Gran
parte degli ecologi, preoccupati della degradazione degli
equilibri naturali, ignorano che l'origine del fenomeno
e in quelle condizioni della produzione che distruggono, per prima cosa, l'equili'brio e l'integrita psicofisica dell'operaio. Ma anche il movimento dei lavoratori tarda a' prendere coscienza del rapporto inverso:
che la salute dei lavoratori dipende non solo dalla condizione di fabbrica ma dall'ambiente complessivo, e che
i nuovi orientamenti della Iotta operaia per la salute,
proprio perche ancorati alla vita della fahbrica moderna, acquistano rilievo generale come freno ai fattori morbigeni che prevalgono nella societa, e che non
ammettono (a differenza delle antiche pestilenze) ne
efficaci cordoni sanitari ne una profilassi con sieri 0
vacc1n1.
La tutela della salute deve essere percii) capillarizzata, conquistata a livello dei reparti e delle unita produttive, ma al tempo stesso tener conto dei rapporti
/
che esistono tra un reparto e la fabbrica, tra la fabbrica e l'ambiente esterno. Alla coscienza di gruppo,
alia coscienza sindacale deve associarsi una coscienza
pili vasta (politica e scientifica) in modo che le classi
lavoratrici ~iano la forza principale di un rinnovamento
sanitario e sociale, nell'interesse di tutta la popolazione.
In questo modo il ruolo dei lavoratori non viene aff~t­
to sminuito; al contrario, viene esaltato. La classe operaia acquista capacita egemonica per essere la classe
produttrice, la classe pili sfruttata e colpita, ma anche
quella pili cosciente delle cause dello sfruttamento e
della nocivita; quella capace di liberare, con se stessa,
gli altri uomini.
Rendere la salute, da affare privato, un problema
puhblico; arricchire l'atto medico, qaale rapporto bilaterale fra malato e curante, di tutte le implicazioni sociali e politiche; individuare nella malattia, oltre alia sofferenza personale e alia devianza biosociale, anche il
segnale di un conflitto storico fra uomo, natura e
societa; intervenire per risolvere positivamente non
solo il caso clinico, ma il fenomeno sanitario complessivo: questi sono i significati che il movimento operaio italiano ha dato all'ormai abusato termine di riforma sanitaria, alia proposta di passare dalla mutualita
al Servizio sanitario nazionale. 11 servizio vale quale
« osservatorio epidemiologico )) dei danni alia salute
umana; puo aggregare forze sociali e culturali diverse
intorno a obiettivi comuni; puo sollecitare interventi
di modifica della situazione economico-sociale, degli investimenti, dell'assetto territoriale, delle condizioni culturali, in funzione di rapporti sociali, di scelte tecnoLXIX
LXVIII
logiche, di poteri democratici pili congrui alle necessita umane.
Questo progetto e tanto poco (( integrabile nel sistema capitalistico )) che dovra permanere anche nella
lunga fase di passaggio ad una societa « di liberi e di
eguali )). Alcune delle situazioni conflittuali fra uomomacchina-amibente, descritte nei. paesi capitalistici, esistono infatti, in misura attenuata o meno, nei paesi
. socialisti. Definirli fenomeni planetari, conseguenze inevitabili dello sviluppo tecnico-scientifico, condizioni parallele di ogni societa industrializzata mi pare arbitrario. Ma q;ueste affermazioni contengono, insieme a molte
tendenziosita, qualche verita.
In primo luogo, ogni innovazione tecnica ( dall 'uso del
fuoco alia metallurgia, dalla vela al motore .a scoppio,
dall'energia nucleare all'esplorazione del cosmo) presenta sempre, insieme ai prevalenti vantaggi, anche dei
pericoli nuovi per la salute e la vita dell'uomo. In
secondo luogo, l'odierno mutamento delle condizioni di
vita sta avvenendo in tempi accelerati non solo in confronto all'evoluzione dell'uomo e alle sue capa.cita di
adattamento biologico, rna anche rispetto aile capacita
di p:revisione scientifica e di adattamento mediante misure preventive e sociali. In terzo luogo, il profitto
capitalistico, pur essendo la principale condizione alie~
nante, non e la sola: vi e la divisione sociale e la parcellizzazione del lavoro, l'accresciuta monotonia della
produzione industriale rispetto a quella artigianale e
agricola, la costrizione degli orari fissi e del lavoro
alia catena, la scarsa creativita di molte mansioni. In
quarto luogo, le societa socialiste sono, per molti di
questi aspetti, societa di transizione, che non si sono
LXX
liberate con l'automazione dei danni portati dall'industrialismo, che non hanno saputo regolare il rapporto
complessivo dell'uomo con il suo ambiente esterno, che
non hanno raggiunlo l'equilibrio tra progresso collettivo e partecipazione individuale. Disporre, in queste
condizioni, di segnali e di strurnenti per conoscere e
intervenire (stando sempre, in un certo senso, all'opposizione, dalla parte della salute umana e contro ogni
possibile nocivita) costituisce una funzione sociale. e
politica insostituibile per un lungo periodo storico. Credo anzi per sempre.
Ma cio meriterebbe un discorso pili ampio. Mi accorgo, invece, di aver voluto fare un'introduzione, e di
aver scritto mezzo libro, e non vorrei corninciarne ora
un altro intero, anche se l'argomento e appassionante.
Per lo stesso rnotivo, rna pili ancora perche ormai sono
di dorninio pubblico, facilrnente accessibili, non mi
sofferrno sulle misure pratiche per la salute nelle fabbriche nel quadro del Servizio sanitario nazionale, dell'azione sindacale, delle riforrne legislative, dell'attivita dei poteri locali. Le conclusioni della Conferenza
nazionale CGIL-CISL-UIL La tutela della salute nell'ambiente di lavoro 62, le proposte del Pc1 e quelle del
Psi per la riforma sanitaria 6\ i docurnenti e i disegni
di legge di rnolte Regioni, e perfino il Programma eco-
Fabbrica e salute, cit., pp. 633-9.
Riforma sanitaria, proposta di Iegge n. 352 d'iniziativa dell'on. L. Mariotti, presentata alla Camera dei Deputati il 28 giugno
1972; Istituzione del Servizio sanitaria 1wzionale, proposta di
Iegge n. 2239 d'iniziaLiva dell'on. Longo ed altri, presentata
alla Camera dei Deputati il 12 giugno 1973.
/' 62
63
LXXI
nomico nazionale 1971-1975 64 (a dimostrazione del riconoscimento generale, anche se accompagnato da un misconoscimento reale, di certe urgenzc) contengono tutte
le propostc ncccssaric. Cio che manca e un impegno
del governo, e di tutto il paese, per porre termine ai
misfatti che l'inchiesta La salute nelle fabbriche pose
in luce, e che tuttora continuano.
I ntroduzione
Giovanni Berlinguer
64 •Ministero del bilancio e della programmazione economica:
Programma economico nazionale 1791-917.5, parte generale, Roma
1972, p. 134, e Progetto-obiettivo per la tutela della salute sul
lavoro, nella Parte speciale, Roma 1972, IV, pp. 195-208.
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Nel 1967, gli infortuni ~ul lavoro sono cresciuti
del 9% rispetto all'anno precedente, i morti sui lavoro
sono aumentati del1'8%. Nel decennio 1959-1968, l'occupazione industriale e costantemente diminuita e la
curva degli infortuni costantemente aumentata. Ogni
mille operai occupati, si hanno duecento infortuni
all'anno. Ed oltre a quelli ufficialmente registrati, si
hanno gli infortuni « in medicazione >> e « in franchigia », espressioni gergali che sottintendono un danno
aggravato dall'evasione dai pagamenti contributivi e
dalle garanzie assicurative. Secondo l'ENPI, questi
casi sono « pari a circa dieci volte quelli denunciati » 1•
E ancora, insieme al danno suhitaneo dell'infortunio
si ha il Iento rna inesorahile progredire. dell'usura,
del decadimento psicofisico precoce, che accompagna
il lavoro industriale nell'ltalia d'oggi.
Ma l'Italia ignora questi fatti, queste violenze alia
dignita ed alia vita umana. Sente vagamente che la
trasformazione in paese industriale porta pili oggetti
e meno salute, rna evita di indagare l'epicentro di
questo fenomeno, la fahhrica moderna. Quando affronta i costi umani ignorati nei hilanci italiani, e grida
« Non dimenticare l'uomo! » 2, puo anche giungere a
riconoscere che il lavoro monotono, ripetitivo, fehhrile,
rumoroso e anonimo istupidisce il lavo.ratore e lo
I
lntervista col direttore generale dell'ENPI avv. M. Eboli,
« ADN Kronos-Scienza e sanita », n. 126, 16 maggio 1968, p. l.
~.l\·
2 G. Bocca:
I costi umani ignorati nei bilanci italiani:
non dimenticare l'uomo, « II Giorno », 27 fehbraio 1968, p. 9.
3
invecchia anzitempo: ma poi, si annebbiano i concetti
e si sfumano le responsabilWt.
Quasi sempre si tenta di portare sui banco degli
imputati il progresso tecnico per consentire la latitanza del capitale. Nel migliore dei casi il plusvalore
diviene surplus, lo sfruttamento si dissolve nell'autoritarismo, la rei1icazione dcll'uomo si trasforma in
disadattamento, la riduzione del lavoro a merce viene
interpretata come momentaneo squilibrio sociale. Anche i fatti, .i fatti cosi tangibili come la salute, la
vita e la morte dei lavoratori, vengono offuscati da
queste mistificazioni. Perfino nelle statistiche, il lavoratore non esiste piti come tale. L'Istituto centrale
di statistica ha pubblicato le Tavole di mortalita della
popolazione italiana 3 distinguendo gli italiani per eta,
per sesso, per residenza, per causa di morte, rna ignorando le condizioni professionali ed il settore di
attivita economica.
mento sindacale ed il movimento studentesco affrontavano con ottica diversa il medesimo problema. II.sindacato acquisiva maggiormente il principio che « la
salute non ha prezzo )), che un ambiente morbigeno
non puo essere compensato da incentivi salariali, ma
va modificato, reso piti salubre. II movimento studentesco scopriva nelle Facolta che neppure la medicina
e neutrale nei conflitti sociali del nostro tempo, che
la salute dell'operaio e (( sopravvivenza, cronicizzazione,
capacita di compiere fino all'ultimo gli atti richiesti
dal sistema produttivo >> 5 •
Nei primi mesi del 1968, nel gruppo di lavoro che
esaminava le testimonianze operaie ed i questionari
raccolti nell'autunno precedente, insieme ai reperti
scritti giungeva l'eco diretta di questa realta in movimento. Mentre si schedavano centinaia di risposte degli
operai dell'Acciaieria di Te1·ni, e si sommavano drastici
giudizi sull'intollerabilita delle condizioni di lavoro,
giungeva notiza che il 10 maggio era stato proclamato uno sciopero di 72 ore, c.on le rivendicazioni
che l'inchiesta aveva aiutato a precisare: orario di
lavoro, contrattazione degli organici, introduzione
della quarta squadra, rispetto delle festivita, riduzione della nocivita e pericolosita del lavoro. Mentre
si discuteva degli infortuni nei cantieri edili della
capitale, gli studenti della Facolta medica di Roma che
collaboravano all'inchiesta abbandonavano la seduta
dell'equipe di studio per andare in piazza con i loro
colleghi del movimento studentesco: era n· 22 aprile,
60.000 edili scioperavano contro gli omicidi bianchi,
Anche tra i lavoratori, al momento in cui {settembre 1967) ehbe inizio la nostra indagine, la coscienza
di un danno specifico alia salute provocato dallo
sfruttamento emergeva in £orme spesso imprecise, il
rapporto di causa ad effetto tra il lavoro ed il malessere restava spesso nel vago, l'insoddisfazione riusciva
raramente a tramutarsi in protesta, in lotta.
Cominciammo l'inchiesta, per iniziativa del PCI.
Mentre questa procedeva nelle fabbriche 4, il movi-
3 Tavole di mortalita per regioni e cause di morte della
popolazione italiana: 1960-1962, « Annali di statistica » A. 95,
serie VIII, vol. 19.
4 Le modalita e le procedure dell'inchiesta sono illustrate
ampiamente nel capitolo primo del volume.
4.
5 Segretariato
italiano studenti in medicina: Documento
sulla professione medica (approvato il 24 febbraio 1968), p. 5.
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5
e l'azione di solidarieta era preferibile alia discussione.
E cosi succedeva per la lotta alia FIAT, alia Marzotto,
alia Rex: nomi di aziende, voci di questionario che
palpitavano di lotte, parole di sdegno che prendevano
corpo in movimenti sindacali.
L'elaborazione del volume subiva continui ritardi,
le scadenze redazionali slittavano una dopo l'altra,
rna ogni rinvio aveva un motivo, era inevitabile,
diventava benvenuto. I compilatori dell'inchiesta sentivano di non essere sociologi neutrali, osservatori disinteressati, rna partecipavano pienamente, personalmente, al movimento operaio e studentesco, aile lotte.
Collaboravano come intellettuali collegati in modo
sempre pili organico ai lavoratori, come cc specialisti.
pili politici ))' in senso gramsciano.
Ora il volume e terminato. Nessuno dei suoi autori,
ne i compilatori primari che sono stati gli operai, ne
i compilatori secondari che hanno coordinato il testo,
puo ritenere esaurito il proprio compito. II successo
di alcune lotte sindacali, la maggiore coscienza di un
diritto alia salute da conquistare e da difendere nelle
fabbriche, non puo offuscare una realta di sofferenze
che permane, come dato generalizzato, nella fabhrica
italiana.
Alia vigilia delle elezioni politiche del '68, una
folta rappresentanza delle maestranze delle maggiori
imprese industriali si reco dal Ministro della Sanita,
sen. Mariotti, par prospettargli il dovere di un intervento dello Stato a causa delle « penose e gravi
condizioni nelle quali si trovano i lavoratori dal
punto di vista igienico-sanitario ))' per documentare
« l'andamento crescente della silicosi, delle malattie
6
connesse agli ossessionanti ritmi di lavoro, delle affezioni broncopolmonari dovute all'aria irrespirabile in
taluni settori industriali, degli infortuni sul lavoro » 6 •
Mentre Mariotti si mostrava assai scosso dalle denunzie circostanziate degli operai, un altro Ministro si
compiaceva per « l'apprezzahile contenimento degli
infortuni >> 7, cresciuti soltanto da 836.000 a 1.305.000
all'anno, nell'ultimo decennio. Il giornale della Confindustria azzardava perfino l'ipotesi che « se queste
statistiche fossero meglio elaborate, e cioe riferite ai
casi possibili di infortunio e di malattia, metterehbero
in luce una diminuzione di un fenomeno che gli
imprenditori sono per primi interessati non solo a
deprecare, rna a vedere ridotto ai minimi termini » 8 •
Poche settimaiie dopo, venivano resi noti i dati
infortunistici del 1967. Il presidente dell'INAIL
dott. Andreis dichiarava all'agenzia ltalia che il fenomeno (un milione e mezzo di casi all'anno, un morto
per ogni ora lavorativa, un ferito ogni 6 secondi)
(( ha le dimensioni di una guerra )) 9 •
Le pagine di questo volume richiamano spesso,
effettivamente, i reportages di guerra. La violenza ha
pero senso unico, le vittime sono tutte da un parte.
Le cause sono riconducihili all'epigrafe di Marx, posta
nella prima pagina del questionario che era stato indiriz6
Le ·gravi condizioni igienico-sanitarie denunciate dalle
maestranze delle imprese, Agenzia S.A.P ., 17 £ebbraio 1968,
p. 2.
7 Tendono a ridur$i in Italia gli infortuni sul lavoro (dichiarazioni del Ministro del Lavoro Sen. Bosco), (( Il Popolo »,
12 £ebbraio 1968, p. 2.
8 Vigilia d'armi, << II sole · 24 ore >>, 20 febbraio 1968, p. l.
9 Un morto all'ora, un ferito ogni 6 secondi, <<II Giorno »,
I 0 aprile 1968, p. 4.
7
zato ai lavoratori (« II capitale non ha riguardo per la
salute e la durata della vita dell'operaio, quando non sia
costretto a tali riguardi dalla societa >>) e confermata
da ciascuna risposta. « II capitale », scriveva Marx un
secolo fa, « scavalca non soltanto i limiti massimi
morali della giornata lavorativa, ma anche quelli
puramente fisici. Usurpa il 'tempo necessario per la
crescita, lo sviluppo e la sana conservazione del corpo.
Ruba il tempo che e necessario per consumare aria
libera e luce solare. Lesina sui tempo dei pasti. Riduce
il sonno a tante ore di torpore quante ne rende indispensabili il ravvivamento di un organismo assolutamente esaurito >>. II capitale sfrutta il lavoratore fino
al massimo consentito dai rapporti di forza sindacali
e politici « abbreviando la durata della sua vita, come
un agricoltore avido ottiene aumentati ,proventi dal
suolo rapinandogli la fertilita. >>
'<~;,
II movimento operaio questo dicono i lavoratori, senza forse aver letto Il capitale ha trascurato purtroppo questi aspetti dello sfruttamento, ha
impegnato forze insufficienti per contestarli. E cio,
proprio ii:t Italia, dove gli incrementi produttivi si
realizzano con scarsi investimenti e con molte (( riorganizzazioni >> interne, rinnovando poco le macchine ed
invecchiando anzitempo i lavoratori. Proprio in Italia, dove la societa ed il potere non costringono affatto
il capitale ad aver riguardi per la salute degli operai,
non tendono neppure ad applicare il vecchio Codice
civile, Secondo cui (art. 2087) (( J'imprenditore e
tenuto ad adottare nell'esercizio dell'impresa le misure che sono necessarie a tutelare l'integrita fisica e
la personalita morale del prestatore di lavoro ». Pro8
prio in Italia, dove !'habeas corpus non esiste nelle
fabbriche, dove e legge lo spreco delle risorse naturali ed umane, dove una massa di disoccupati e di.
semioccupati garantisce al profitto la convenienza di
una rapida alternanza di generazioni operaie nella
fabbrica.
L'inchiesta promossa dal PCI tende a superare
questa lacuna del movimento operaio. Fornisce una
documentazione, fatta di esperienze piti che di statistiche. Consente di aprire una fase di nuovo impegno,
che per essere efficace deve avere continuita ed
amp1ezza.
L'inchiesta riguarda una categoria: gli operai. La
loro patologia e pero contagiosa, la loro condizione
umana riguarda tutti gli uomini. L'idea del contagio
e associata nella nostra mente; come tradizione, aile
malattie virali, batteriche, parassitarie. Ma oggi il
ritmo che viene imposto in fabbrica alla catena di
montaggio e lo stesso ritmo che opprime la vita
quotidiana di ogni uomo, i tossici che inquinano l'aria
confinata della fabbrica sono gli stessi che avvelenano
!'atmosfera della citta, il disprezzo per la vita dell'operaio e disprezzo per la vita umana in generale.
Nella fabbrica tutto cio e pili intenso, pili violento.
Ma pili intensa e violenta e anche la volonta di ribellarsi, di cambiare. Le testimonianze riportate in questo
volume esprimono collera, sdegno, raramente rassegnazione. La coscienza di essere sfruttati ed il rifiuto
di sentirsi integrati si esprimono in un invito ad una
lotta di classe pili pungente e pili puntuale. Nella
fabbrica esiste. quindi una forza sindacale e politica,
con i suoi pregi e le sue carenze, esiste una capacita
9
di imporre mutamenti parziali e generali: nell'interesse degli operai, e di tutti.
Per assicurare continuita ed ampiezza alia Iotta
per la salute saranno necessarie altre inchieste, altre
discussioni sulle cause di questa guerra condotta
quotidianamente nella fabbrica contro l'uomo, altre
azioni sindacali, altre iniziative cU:lturali e politiche.
Qualche piccolo passo in avanti, tuttavia, e stato
compiuto. Cosi alle Acciaierie di Terni, il 5 giugno
1968, e stato conquistato dopo un lungo sciopero un
accordo per affidare ad un istituto specializzato
« scelto di comune accordo fra i sindacati e l'azienda
l'analisi dell'ambiente di lavoro dove sussista la nocivita. L'istituto prescelto verifichera gli indici di presenza, negli ambienti di lavoro, di nocivita, e fornira
anche le indicazioni per la eliminazione e l'attenuazione delle cause di nocivita e di rischio. I risultati
e le indicazioni di questo studio saranno congiuntamente esaminati nell'ambito di un Comitato paritetico di fabbrica, fra sindacati ed azienda, e saranno
presi provvedimenti diretti ad eliminare gli agenti
nocivi ed il loro effetto >>.
E poca cosa, questo accordo, poiche il vero « agente
nocivo >> nella fabbrica moderna 'e il capitale, lo sfruttamento, la parcellizzazione del lavoro. Ma e Ull passo
avanti, nell'autocontrollo delle condizioni lavorative,
nel tentativo di utilizzare la scienza per scoprire le
vie d'azione e le forme particolari di incidenza dell'« agente nocivo >> fondamentale, nella ricerca di rimedi
che consistano sia nel combattere alcuni effetti, sia
nell'accrescere il peso dell'organizzazione autonoma
dei lavoratori, sia nella maturazione della coscienza
10
~
+
I
~
sindacale e politica all'interno e all'esterno della fabbrica. E tutto cio, con il fine immediato ed ultimo
della salvaguardia, della rivalutazione dell'uomo.
La salute degli operai e quindi problema di tutto
il paese. Ognuno ha un dovere da compiere, per porre
fine alia demolizione psicofisica di coloro che creano
le ricchezze del paese e che sono soggetti al peggiore
sfruttamento. Gli specialisti, i Comuni e le Province,
lo Stato, i sindacati, gli studenti, il movimento operaio
nel suo complesso, gli intellettuali di ogni disciplina,
ciascuno nel proprio campo d'azione puo contribuire
a questo scopo.
Giovanni Berlinguer
Avvertenza
Autori del presente volume sono gli operai e le operaie che hanno parlato nel corso dell'inchiesta (settembre-dicembre 19 6 7) della propria condizione umana,
compilato i qucstionari, portato le proprie testimonianze
in assemblee e riunioni. Hanno coordinato il lavoro e
partecipato alia redazione del volume Giovanni Berlinguer ( docente in Igiene e Medicina sociale ), Marcello
Marroni ( specialista in Medicina del la voro ), Marcello
Marinelli e Delia Moriconi ( statistici ), Sandra Cossu
e Giovanna Todini (studentesse di medicina) Joseph
Halevi (studente di matematica), Stefania Ciavattini
(studentessa di filosofia), Paolo Urbani (studente di
giurisprudenza), Simonetta Nuccitelli (segretaria).
M odalita dell 'inchiesta
L'indagine che presentiamo e stata svolta per iniziativa del PCI (Gruppo di lavoro per la sicurezza sociale) durante il periodo settemhre-dicemhre 1967.
I primi risultati dell'inchiesta furono oggetto di
discussione al Convegno del PCI sulla salute e la
sicurezza dei lavoratori nelle fahbriche che ebbe luogo
a Genova il 21 e 22 ottobre 196 7, e successivamente,
vennero dihattuti alia IV Conferenza nazionale dei
comunisti delle fabbriche, il 9 e 10 dicembre 1967
a Torino. Negli atti di queste assemblee si potranno
trovare molti echi dell'indagine compiuta 1•
Essa ha interessato 366 reparti e aziende dell'industria italiana, ed ha teso a registrare dalla viva voce
dei lavoratori interessati i giudizi, le opinioni, gli
apprezzamenti sulle condizioni di salute e di sicurezza esistenti nei rispettivi luoghi di lavoro. Questi
giudizi e apprezzamenti hanno quindi certamente un
carattere di parte, rna sono significativi e altrettanto
certamente rappresentativi di uno sforzo di obiettivita.
Mentre una rilevazione del genere non trova confronti in precedenti indagini per ampiezza ed estensione del campione sui territorio nazionale e nei
diversi settori produttivi, aile sue risultanze si puo
attribuire principalmente un valore di denuncia, di
sondaggio di opinione, di testimonianza sulla condizione operaia.
1 Cfr. gli Atti del Convegno di Genova neHa (( Rivista Italiana
di Sicurezza Sociale »,. A. V. n. 3, Juglio-settembre 1967,
pp. 340-514, e gli Atti della Conferenza di Torino.
15
V a tuttavia ricordato che le tecniche piu moderne
per lo studio delle condizioni ambientali dei luoghi
di lavoro non solo non escludono, rna raccomandano
sempre di integrare le rilevazioni strumentali e sperimen tali con la registrazione delle opinioni che espnmono gli uomini che Ill tali condizioni devono lavorare. Questa « validazione consensuale )) delle condizioni ambientali e organizzative - che norme d'igiene
del lavoro inglesi, ad esempio, tassativamente prescri·
vono - viene anche raccomandata da autorevoli studiosi italiani, memori dell'insegnamento impartito, sin
dal principio del secolo, da uno dei cultori piu noti
di igiene del lavoro, il Loriga.
a
di norma L'indagine e stata condotta su
registrati
interessati,
mezzo di colloqui con gli
appositi questionari.
Le cop1e di tale questionario furono inviate a
tutte le federazioni provinciali. Queste hanno provveduto all a realizzazione dell 'inchiesta sui luoghi di
lavoro, soprattutto in quei complessi industriali rite·
nuti piu significativi per le innovazioni in essi apportate.
L'indagine ha preso in considerazione 366 luoghi di
lavoro relativi a 225 distinte aziende.
Gli addetti interessati so no stati molti di plU
dei 267.978 occupati presso le 206 aziende distinte
di cui si e potuto. conoscere il numero degli addetti.
Questi addetti, distribuiti territmial~ente come risulta dalla Tav. 1, costituiscono circa il 5% del numero
complessivo dei lavoratori occupati nell 'industria itaIiana a'l censimento del 1961 e relativi aile imprese
con piu di 10 occupati.
16
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ripartizioni statistiche meglio rappresentale sono quelle 1·elative alfltalia settentrionale e ccn.trale, e che
le aziende pili frequenti sm1o queUe dci gruppi II
(Chimica), VI (Metallurgia), VII (Mineraria) c VIII
(Tessile). Dall'esame delle tavole 1 e 3 risulta inohre
che all'interno dei gruppi precedenti sono state scelte
soprattutto le aziende con un elevato numero d.i
addetti.
E da tenere presen te che le azien.de medie e
grandi, per le circoscrizioni ed i tipi di attivita sopra
indicati, sono proprio queUe in cui maggiormente si
sono avuti quegli innovamenti tecnici e queUe modi·
ficazioni dei processi produttivi che influiscono sulla
condizione operaia, oggetto della nostra fndagine.
II tempo breve nel corso del quale e avvenuta la
rilevazione, se da un lato rappresenta uu fattore
positivo per garantire l'omogen.eita dei risultati, ha
costretto a limitare l'indagine ad alcuni complessi
industriali ritenuti pili significativi, o per effetto
della recente introduzione di innovazioni tecniche,
di ammodernamenti di macchinari, di processi produt. tivi fortemente automatizzati, o per l'adozione di
nuove attivita produttive con· effetti sulla tecnologia,
sulla organizzazione o sulla pericolosita del lavoro,
sulla produttivita operaia, sui rendimento del lavoro
e sui tasso del profitto.
Cio tuttavia non sembra distorcere i risultati della
inchiesta, dato che le statistiche confermano che la
caratteristica prevalente nei settori produttivi industriali e data appunto dallo sviluppo di nuove forme
di organizzazione del lavoro, della tecnologia, tlella
meccanizzazione, dell'automazione, e data dall'aumen-
l1 campione sia di aziende che di addetti, cosi ottenuto, pur essendo ahbastanza numeroso nel complesso,
non lo e altrettanto all'interno delle suddivisioni territoriali, dei tipi di attivita economica 1, e delle classi
ottenute raggruppando le aziende secondo il numero
degli addetti.
Se le aziende scelte non sono equamente distribuite secondo le tre caratteristiche sopra considerate,
ne deriva che la numcrosita del campione e ancora
pili alta per alcune circoscrizioni territoriali, per
alcuni tipi di attivita economica e per alcune delle
classi di aziende secondo il numero degli addetti.
Dall'esame delle tavole 1 e 2 risulta che le
I Per classificare le aziende si e seguita la suddivisione
usata dall'INAIL, sccondo il tipo di attivita produttiva
prevalente:
Lavorazioni agri~ole a carattere industriale. Aile·
Gruppo I
vamento. Pesca. Silvicoltura. Alimentari e diversi.
Chimica. Materie plastiche e gomma. Carta e poli))
II
grafia. Pelli e cuoi.
Costruzioni: edili, idrauliche, stradali, di linee
))
III
di trasporto e di distribuzione, di condotte, etc.
Elettricita. Gas e liquidi combustibili. Acqua. Fred))
IV
do e calore. Energia nucleare ( esercizio e manu·
tenzione impianti).
Legno e affini.
))
v·
Metallurgia. Lavori in metallo. Mezzi di trasporto.
))
VI.
Strumenti e apparecchi.
)) .
VII Mineraria. Mineralurgia e lavori complementari.
))
VIII Tessile e abhigliamento.
Trasporti. Carico c scarico. Depositi.
IX))
Varie ( alberghi; collegi; pubhlici esercizi; servizi
))
X
sanitari eli pulitura; di sorvegliauza; servizi va-
ri, etc.).
19
18
~........
1
Tavola 2
Aziende e reparti esaminati secondo le regioni e l'attivita svolta
Regioni
Piemonte
Valle d'Aosta
Liguria
Lombardia
Trentino-Alto Adige
Veneto
Friuli-Venezia Giulia
Emilia-Romagna
Marche
Toscana
Umbria
Lazio
Campania
Abruzzi
Molise
Puglia
Basilicata
Calabria
Sicilia
Sardegna
di
attivita
III
IV
v
VI
8
-
-
-
32
-
II
6
1
3
-
8
-
16
-
-
1
-
3
1
-
-
4
-
-
-
-
1
-
1
10
IT ALIA
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I
Gruppo
74
3
3
-
-
-
I
VII
VIII
IX
-
-
41
4
8
64
10
10
1
13
18
6
24
-
2
13
2
12
-
1
-
1
1
3
economica
18
-
7
1
1
-
-
-
6
-
-
4
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6
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-
-
2
1
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179
45
43
7
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3
21
132
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1
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1
-
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1
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-
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42
9
74
2
14
2
6
-
-
X
-
1
3
366
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Tavola 3
Campione esaminato. Aziende * per gruppo di attivita svolta e per numero di addetti
ADDETTI
Tipo
I
II
III
IV
v
VI
VII
VIII
IX
X
di
azienda
Lavoraz. agricole
Chimica
Cosrtuzioni
Elettrl.cita
Legno
Metallurgia
Mineraria
Tessile
Tra?porti
Varie
TOT ALE
11-50
3
5
6
14
51-100
1
4
1
1
2
9
8
7
33
101-500
6
13
501-1000
oltre 1000
To tale
aziende
3
7
3
10
35
1
2
6
94
8
1
1
19
43
12
11
1
18
3
1
1
26
3
89
40
30
206
29
8
* Le aziende qui considerate non costituiscono la totalita di quelle esaminate
aziende del campione il numero degli addetti e rimasto imprecisato.
(225);
difatti
per
19
to della produzion~-. mediante !'incremento continuo
dei ritmi, della nocivita, dei rischi da lavoro.
Una conferma del Iatto che la rilevazione ha
investito soprattutto settori produttivi in fase di sviluppo tecnologico d sembra venire dalla constatazione
che circa iL 50% del luoghi di lavoro nei quali
si e svolta l'inchiesta crano costituiti da fabbriche
metalmeccaniche, elettromcccaniche e siderurgiche,
un altro 20% da fabbriche chimiche e minera.rie,
ed in fine circa il 12% da fabbriche tessili e di
confezioni. II restante 7% era costituito da aziende
di altri settori industriali (industria alimentare e del
Jegno, della produzione di energia elettrica e termouucleare, dell'edilizia e dellf? costruzioni, nonche
trasporti e altre attivita di tipo terziario ).
Cadono quindi, almeno in parte, le riserve che
si potrebhero porre nei confronti del campione. esaminato. D'altra parte, fra le norme dettate per la
compilazione del questionario, vi era la viva raccomandazione di giungere alia redazione del documento a seguito di una larga consultazione con i
lavoratori, in modo che i dati riportati risultassero
rapprese.ntativi dell'opinione di tutti i lavoratori.
Quindi, anche se non e stato possibile assicurare
la « significativita >> dal punto di vista statistico, si
puo presumere che i risultati ottenuti rispecchino
sufficientemente la situazione reale.
II questionario usato comprendeva una serie di
domande chiuse ed aperte relative aile condizioni
ge.nerali del lavoro; ai fattori di nocivita ambientale
( climatici, tecnologici); agli aspetti organizzativi del
lavoro in rapporto con la fatica fisica e con gli altri
22
effetti stancanti, come orari, ritmi, pause, saturazione, monoto.nia, ripetitivita, responsabilita, pericolosita; agli effetti dannosi provocati sulla salute·. degli
operai (infortuni, malattie professionali, malattie aspecifiche da Javoro, assenteismo ). La parte co.nclusiva
del questionario riguardava i rapporti interumani
esistenti sui luogo del lavoro: sia gli organismi ufficiali e gli cnti preposti alia tutela della salute e
della sicurezza dei lavoratori, sia gli organismi elettivi,
rappresentativi dei lavoratori (Commissioni interne,
sezioni sindacali di azienda, addetti alia sicurezza
e comitati paritetici per la sicurezza) sia, infine, il
PCI e la sua capacita di collegarsi con i luoghi di
lavoro e di far maturare nei lavoratori la consapevolezza del rapporto esistente fra condizione operaia
nell'azienda e situazione economica e politica nazionale.
La compilazione del questionario si ebbe in
genere a conclusione di due o piu riunioni con
gli operai del reparto o della fabbrica interessata.
Nella prima di tali riunioni ci si lim~.tava a presentare il questionario, non sempre e non per tutti di
facile e immediata comprensione, mentre solo nella
seconda o .nelle successive ri.unioni si compilavano
le risposte sulla base di dati raccolti nel frattempo.
fra il maggior numero possiblle di lavoratori.
Ogni questionario rappresenta quindi un parere
collettivo. In molti casi, specie nelle interviste registl·ate su nastro e nei questionari particolari, elaborati localmente, le risposte collettive sono state integrate con pareri personali, che impegnano solo il
lavoratore intervistato.
23
Lo sforzc di obiettivita compiuto sia dai rilevatori
che dai Iavoratori puo essere giudicato (per via
indiretta) daile risposte date alia prima domanda
del questionario. AI quesito « Come giudicate le condizioni di lavoro in fabbrica negli ultimi anni » si
sono avute le seguenti risposte:
Tavola 4
Giudizio complessivo sulle condizioni di lavoro
Risposte possibili
Immutate
Migliorate
Peggiorate
Grav. peggiorate
Nessuna risposta
TO TALE
N. delle risposte
%*
82
21
194
39
30
24,4
6,3
366
100,0
57,7
11,6
* In questa tabella e nelle successive, le percentuali sono calcola te sulle risposte utili.
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6,3%
Immutate
Migliorate
Peggiorate
I
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Gravemente
peggiorate
lifl\.
24
II giudizio generale sulle condizioni di lavoro in
fabbrica negli ultimi anni ·e stato in complesso nettamente negativo, come si puo vedere daila tavola
e dal grafico precedente: difatti nel 69,3% delle
risposte si parla di peggioramento, mentre nel 6,3%
dei casi queste condizioni sono state ritenute migliori
che nel passato.
Nell'esporre i risultati dell'indagine, seguiremo il
criterio di suddividere ogni capitolo in due parti.
Nella prima riferiremo il giudizio generale dei lavoratori, come risulta dal complesso delle risposte, delle
rilevazioni quantitative e dell'opinione che i collaboratori
dell'indagine si sono formata dall'attento esame dei
questionari. Nella seconda pal"te riferiremo i pareri
espressi in modo pill. diretto e immediato dai singoli
lavoratori o da gruppi omogenei, riportandoli nel
testo letterale senza alcuna modifica, al fine di conservarne la genuinita e la freschezza:. In molti casi
l'efficacia di queste notazioni compensa largamente
difetti di forma se pure possono essere definiti
tali - gettando squarci di luce sulla condizione operaia
quale essa e oggi in Italia, facendo conoscere ignote
realta ed illuminando le cause profonde del senso
di ribellione che pervade le classi lavoratrici, e · 'che
e destinato a manifestarsi ed a esplodere in lotte
sempre piu. ampie e vigorosc.
L'arnbiente della fabbrica
Raggruppiamo in questo capitolo le risposte aile
domande tendenti ad esamiuare le condizioni << climatiche » proprie dei diversi hwghi di lavoro, ed altri
aspetti ambientali comuni ad ogni luogo di lavoro.
Le domande invitavano i lavo.ratori ad esprimere il
Tavola 5
Temperatura, umidita, ventilazione,
ruHwrosita
------~--~~-~-----
Hisposte possibili
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N. delle
N. delle
___ !ispostl.'~-- -~~----~·ispo~e___ _ %
10,6
41,2
48,2
22,2
37,2
40,6
-
5
100,0
V cntilazione
N. delle
%
risposte
Va bene
Non va bene per alcuni
Non va bene per tutti
Nessuna risposta
TOT ALE
35
85
153
93
366
Rumorosita
N. delle
risposte
%
12,8
31,1
56,1
100,0
35
98
159
12,0
33,6
54,4
74
------366
100,0
Grafico n. 2
V a bene
No
per alcuni
------------------------
Temperatura
·,-,-,-,·,·,~:::::: :~~::·~:::_:_:_:_:_:_:_
-----------------------·
Umidita
L=~-~-----·-··········
Ventilazione
L _____ _
No
per
~utti
1
Rumorosita
27
loro giudizio sulla temperatura, l'umidita, la ventilazione, sull 'illuminazione naturale e artificiale, sulla
rumorisita, sull'affollamento sia delle macchine che
degli uomini.
Le voci di questa serie di domande possono essere
raggruppate, a seconda del tipo di risposta avuto,
in tre gruppi.
Come risulta dalla tavola 5 e dal grafico n. 2,
relativi alla temperatura, umidita, ventilazione e rumorosita, le risposte al primo gruppo di domande
mostrano un forte giudizio negativo nel 50% dei casi,
mentre solo nel 15% dei casi si ritiene che tali
fattori ambientali siano soddisfacenti.
Tavola 6 · llluminazione naturale e artificiale
Risposte
possibili
Va bene
Non va bene
per alcuni
Non va bene
per tutti
Nessuna
rispos~- _
TOT ALE
naturale llluminazione artificiale
N.
%
% delle risposte
Ill uminazione
N.
delle risposte
ll1
48,3
127
55,0
74
32,2
59
25,5
45
19,5
45
19,5
136
366
100,0
135
366
100,0
Grafico n. 3
V a bene
No
per alcuni
No
per tutti
llluminazione naturale
=========='t{':~'Hiffff/};-
llluminazione
1
artificiale
~():~~~~:(~-
II dato piu interessante, risultante dal secondo gruppo
di risposte, riportate nella tavola 6 e nel grafico n. 3,
e la forte percentuale di giudizi positivi ~mila illuminazione. Questo risultato lascia un poco perplessi e fa pensare ad una carenza di sensibilita
e di informazione degli operai, dato che in Italia
il livello di illuminazione minimo ritenuto necessario
e abbastanza basso.
V a pero tenuto presente che il modo secondo il
quale sono poste le domande circa la efficienza dei
sistemi di illuminazione (naturale e artificiale) sembra
porre in questione solamente Ia « quantita >> di luce
messa a disposizione dei lavoratori, e non indagare su
una serie di aspetti qualitativi ( vibrazioni, colore dei
raggi luminosi, fenomeni di contrasto, fenomeni di
abbagliamento, effetti di ombra, illuminazione di
fondo e illuminazione del posto di lavoro, colorazione
del piano di lavoro, delle macchine, dei pezzi in
lavorazione, delle pareti dei locali, angolo di incidenza
del fascio luminoso, e cosi via) che hanno ai
fini del benessere dei lavoratori - almeno altrettanta
importanza della quantita della luce naturale ed
artificiale somministrata. Tale mancanza di precisione
Tavola 7 · Affollamento di lavoratori e di macchine
Affollamento lavoratori Affollamento macchine
Risposte
N.
N.
possibili
%
delle risposle
% delle risposte
Va bene
Non va bene
per alcuni
Non va beDe
per tutti
Nessuna
risposta
TOT ALE
79
38,5
76
39,6
67
32,7
65
33,9
59
28,8
51
26,5
161
366
174
100,0
366
100,0
29'
28
neUe domande possono avere influito sui numero cd
anche sul tenore delle risposte.
Grafico
n.
4
Va bene
Affollamento
lavoratori
Affollamento
macchine
No
per alcuni
- 1- - .
1
-·
No
per tutti
-,:~~~>~~-~~~~\:~-
·---------·······-,~,~\{{,::;:;:;:,;:x~~
Dall'esame della tavola 7 e del grafico n. 't risulta che
il problema dell'affollamento di lavoratori e di macchine
non e fra i piti sentiti, e che comunque la situazione
e molto variabile.
La serie delle domande sulle condizioni ambientali
comuni si concludeva con !'invito ad esprimere un
giudizio complessivo, in rapporto aile condizioni climatiche ed agli altri fattori comuni ad ogni ambiente
di lavoro.
Le necessita prospettate dai lavoratori naturalmente
variano di fabbrica in fabbrica, perche ogni tipo di
lavorazione richiede condizioni di lavoro diverse e
mutevoli. Spesso la fabbrica presenta delle vere e
proprie insufficienze strutturali: gli ambienti sono
completamente inadatti ad accogliere il complesso
lavorativo. Edifiei costruiti nei secoli scorsi e per scopi
del tutto diversi, come conventi, chiese e m~gari
carceri, ospitano operai e macchinari. E evidente che
in tali casi non si puo nemmeno parlare di un
problema di miglioramenti, perche la situazione necessiterebbe di ristrutturazioni radicali. Altre volte ci si
trova di fronte a stabilimenti che, costruiti un tempo
30
ai margini del complesso urbano, si trovano oggi
anacronisticamente in pieno centro cittadino e non
possono essere oggetto di alcuna ristrutturazione perche l'ampliamento dei locali, la diversa divisione ed
organizzazione dei rcparti e impossibile per la mancanza
assoluta di spazio. A parte questi casi limite, che
sono tuttavia numerosi, vi sono nella quasi totalita
delle fabbriche situazioni ambientali disagiate che
potrebberc;> essere sostanzialmente modificate.
I problemi piti importanti sembrauo essere quelli
della temperatura, dell'umidita, dei servizi igieuici,
dell'illuminazione, della ventilazione, degli impianti
di aspirazione dell'aria e della rumorosita. Per quanto
riguarda l'ambiente di fabbrica in rapporto al lavoro,
sorgono i problemi dello spazio, della divisione dei
reparti, della distribuzione razionale dei macchinari
e degli operai.
Tra i fattori ambientali comuni ad ogni ambiente
di lavoro la temperatura e quello che piti di ogni
altro lascia a desiderare. Daile risposte degli operai
risultano alcuni dati impressionanti: nei pressi dei
forni il calore raggiunge i 40°-50°, ed inoltre cc guai
ad aprire la finestra, si danneggia la produzione ».
L'operaio si trova spesso soggetto a sbalzi di temperature notevoli. La temperatura e eccessiva nei pressi
degli essiccatoi, delle presse, delle caldaie. Spessissimo
si verificano svenimenti sia fra gli uomini sia fra le
donne addette a tali macchine. In ambienti rimasti
immutati, in cui pero si e installato un numero
sempre crescente di macchiuari, il caldo in estate
diventa spesso insopportabile. Per contro, H riscaldamento durante la stagione fredda e assai spesso insuffi-
31
a cielo aperto, cave etc. le lavorazioni avvengono
all'aperto, il che causa degli inconvenienti gravissimi
agli operai che sono costretti a lavorare con qualsiasi
tempo o a· restare del tutto inattivi. In altri casi lo
spazio riservato a macchinar·i ed operai e particolarmente limitato, con le conseguenze che abbiamo visto:
superaffollamento, alta temperatura, scarsa ventilazione. Anche in uno stabilimento progettato da un famoso
architetto, la temperatura ha raggiunto i 40°-50°
C e l'umidita 1'80-90%.
ciente. Si lavora infatti a volte in capannoni con
pareti e tetto di lamiera ondulata, dove le condizioni
ambiental~ sono pessime; d'.inverno e troppo freddo e
troppo caldo d'estate. In numerosissimi stabilimenti
si trovano ancora impianti di riscaldamento consistenti
in stufe a carbone o addirittura ~ legna, il che, specie
dove gli spazi sono ridotti, provoca fumo e inquinamento dell'aria.
Anche l'umidita e assai spesso un fattore negativo.
Si yerifi.cano punte di umidita altissime, fino all'80%,
90%. Spesso gli apparecchi per la rilevazione della
temperatura e degli altri fattori climatici vengono
tarati dai tecnici dei reparti senza che sia possibile
agli operai di controllare i valori registrati. Ma non
occorrono precise rilevazioni strumentali per rendersi
conto della realta, e quindi molti operai annotano:
<< poca luce, poco spazio, poca aria, molta polvere,
temperatura troppo alta ». << L'illuminazione e resa
inutile dalla troppa polvere >>. « Le condizioni ambientali sono disastrose: la maggior parte dei lavoratori
devono portare la maschera otto ore al giorno >>.
Nelle risposte ai quesiti si rileva un altro dato negativo: la ventilazione. Ove c'e un'elevata temperatura
l'areazione e elemento essenziale; nella quasi totalita
delle risposte si rileva questa defi.cienza.
Anche stabilimenti nuovi nascono con il sistema
di aerazione carente. Mancano spesso gli aspiratori,
o sono male impiantati; i condizionatori d'aria non
riescono ad assolvere al loro compito e pertanto si
ha spesso ristagno di vapori tossici, di gas e di polveri
irritanti.
In diverse attivita industriali -
Le esigenze tecnologiche vengono spesso avanzate
dagli imprenditori a torto o a ragione per
respingere ogni richiesta tendente ad ottenere un qualche refrigerio sia mediante una riduzione della temperatura e dell'umidita relativa, sia mediante una migliore ventilazione e la climatizzazione dell'ambiente
lavorativo.
Restano pertanto del tutto disattese le raccomandazioni espresse con tanta frequenza anche da assise
internazionali scientifiche circa una concezione ergonomica dell'ambiente lavorativo, che affronti il problema del microc1ima tenendo nel massimo conto il
benessere dei lavoratori, ed adottando sistemi di con:fi~
namento e di protezione nei confronti sia delle sorgenti di calore e di umidita come nei confronti delle
cause di perfrigerazione, degli sbalzi termici e di
ogni causa di disagio climatico.
Ecco come al riguardo si esprimono gli operai
intervistati:
Vorrei dire che il lavoro diventa massacrante perchc il
lavoro del ferro di 100 tonn. e anche piu, solo a guardarlo fa
edilizia, cantieri
33
32
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l
venire caldo. Avvicinarsi e qualche cosa di inimmaginabile. E
per questo che si beve 4-5 litri di acqua per turno. Ci si leva
pure Ia voglia di mangiare.
[Operai dell'Italsider di Genova]
L'ambiente di lavoro e moho caldo ed estenuante in conseguenza dei vapori. Molte donne si sono sentite male e questo
avvienc sia d'estate che d'inverno per .Ia eccessiva umidita. Nella
tintoria le macchine emanano nubi di vapore ad ogni apertura.
La direzione non ha predisposto misure adeguate, anzi non vuole
istallare un impianto di aerazione per non dannaggiare cosi
afferma la produzione.
[Operaie dello stahilimenlo Cosmos e S. Chiara di Mantova]
Le condizioni sono peggiorate. 11 caldo d'estate in vari reparti
e insopportabile, tanto e vero che diverse operaie sono svenute.
La ventilazione e insufficiente, la rumorosita e eccessiva. I ritmi
sono aumentati.
[ Operai e operaie
dello
stabilimento
Furga di Canneto
sull'lglio • Mantova]
11 problema piu grave e quello della eccessiva umidita; gli
operai lavorano con le mani continuamente in acqua e i piedi
sui pavimenti umidi. Devono andare uelle celle frigorifere senza
indumenti idonei.
[Operai della Galbani di Mantova]
In un reparto detto fissaggio, siamo costretti a •lavor~re a torso
nudo. All'interno del reparto c'e una percentuale di umidita che
varia dall'85% al 95%. Dopo l)i.nque anni un operaio che lavora
in questo settore e costretto a rimanere come minimo due mesi
a casa, perche ha le ossa a pezzi, l'artrosi lo ha distrutto quasi
completamente. Ed anche quando ·siamo riusciti ad ottenere dalla
Direzione, per alcuni reparti ( es. il fissaggio) la riduzione del·
l'orario di lavoro a sei ore giornaliere, mi sapete dire come fa
un operaio a tirare avanti con 54-55.000 lire?
[Operai della OMSA di Faenza]
34
La temperatura di ogni reparto non viene adeguata al susseguirsi delle stagioni, ma a seconda delle materie che vengono•
lavorate, senza peraltro tener conto delle umane esigenze del
personale. Nella stagione estiva, in tutti i reparti, il cald.o e insopportabile perche porte e finestre devono restare chiuse. n reparto
tessitura, poi, e stato quasi interamente murato per impedire la
filtrazione della luce naturale. Come se non bastasse la nehbia,
cne e cosi frequente nella nostra regione, e stato islallato nel
reparto tessitura un apparecchio che emana umidita: questa a
volte raggiunge 1'85%. L'ambiente peggiorc, pero, lo troviamo
nei reparti di lintoria e stampaggio, perche l'operaio e quotidianamente a contatto con sostanze nocive e vernici. Il locale adi.hito a refettorio, se cosi si puo chiamare, giacche non ha le <limen.sioni, ne l'aspetto, ne l'odore per chiamarsi tale, si trova nelI'interrato degli uffici e serve anche da spogliatoio. Privo di
riscaldamento non e fornito di bastanti seggiole e di sufficienti
lavole ed e attraversato da tubature di scarico difettose.
[Operai dello stahilimento ltalio di Mantova]
Nel reparto torneria il capannone e basso e c'e poca ventilazione. C'e fumo e, d'estate, c'e un'afa che non si puo respirare.
Ci sono delle tele smeriglio circolari che sono tutle scoperte e
quando le usano la polvere si diffonde in tutto il reparto. Ci sono
infine dei trapani. che lavorano a 8 e a 12 punte. Li vogliono
applicare un aspiratore perche vicino c'e una rettifica precisissima e temono che si guasti. Per le macchine mettono d.ei ripari,
per gli uomini no!
[Operai della Nuova S. Giorgio di Sestri • Genova]
Nel reparto imbottigliatrici, la polpa quando esce, raggiunge
fino a 90 grad.i di calore e le donne devono lavorare a contalto
con questa bollore: un ve.ro e proprio inferno.
[Operaie della OMSA di. Faenza]
Alia Pancaldi le condizioni dell'ambiente di lavoro sono carat·
lerizzate da temperature eccessive e da scarsa illuminazione.
[Operaie de!la Pancaldi di Bologna]
35
:I
(I
Nella tintoria sono state istallate delle vasche grandissime e
nuove, tutte in fila, lungo le quali c'e un corridoio di tre metri.
Quando si mettono a bollire tutte insieme (sono sedici) il reparto
si trasforma in qualcosa di incredibile: si vedono gli operai entrare e uscire grondanti di umidita e vapori. La Commissione interna
interviene spesso e _qualche volta anche con risultati; cio pero
non impedisce che la piu alta percentuale di malati esca dalla
tintoria. Poi ci sono gli sbalzi di temperatura: si passa da 3040-50 gradi a 7-8-10 gradi quasi di colpo. L'umidita viene portata sino all'80%.
[Operaie della Bober-Gomma di Cavriana - Mantova]
In queste lavorazioni del legno ( compensati) si realizzano condizioni ambientali, a causa delle temperature e della umidita,
insopportabili, soprattutto d'estate per la mancanza di ventilazione
e per la umidita eccessiva.
[ Operai degli stabilimenti Fratti, Pedrezzini, Cavallari
in provincia di Mantova]
Si tenga conto, che aile Ferriere Fiat si e avuto negli ultimi
5-6 anni un raddoppio della produzione siderurgica realizzato su
un'area territoriale che e rimasta invariata, con un forte peggioramento delle condizioni ambientali.
[Operaio della FIAT di Torino]
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Le sostanze inquinanti
.
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Si raccolgono in questo capitolo Ie risposte ad una
serie di domande tendenti a raccogliere informazioni
:mila presenza nel singolo reparto o nella singola
azienda di particolari fattori di nocivita: vapori e gas
velenosi, fumi, polveri, radiazioni e sostanze tossiche
in generale.
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Tavola 8 - Sostanze inquinanti presenti nella fabbrica
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I tremila attrezzisti della Olivetti lottano contro la continua
dequalificazione del loro lavoro e per migliori ambienti di lavoro.
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[ Operaio a ttrezzista della Olivetti]
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Il posto di lavoro piu brutto di tutta la fabbrica e presso i
forni della « cialda »: infatti tanto d'estate che d'inverno si richie·
de una umidita del 70%. C'e tanto rumore nella fabbrica, un
rumore assordantc. Usciamo dalla fabbrica col mal di testa, se
anche delle volte si avrebbe voglia di fare una passeggiata, .finiamo per infilarci nel letto, proprio a causa di tutti questi rumori.
[Operaia della SAIWA di Genova]
36
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Voci
della
domanda
Gas, vapori e fumi
Radiazioni
Pol veri
Sostanze tossiche
N.
delle
risposte
246
25
236
180
%
67,2
6,8
64,5
49,2
Molto gravi sono i risultati, messi in evidenza dalla
precedente tavola, per quanto riguarda la presenza
di sostanze tossiche, polveri e gas, vapori, fumi. Essi
denunciano una situazione che e particolarmente allarmante per_ le aziende chimiche, produttrici di materie
plastiche e di gomma, nonche per le industrie metalmeccaniche, siderurgiche, minerarie e metallurgiche.
Nella risposta alia domanda con Ia quale ~i invitavano i lavoratori a formulare un giudizio complessivo
sulla pericolosita ambientale, vengono spesso formulati
dei veri e propri atti di accusa: « Il processo tecnologico non ha portato a nessun miglioramento in
questo senso )) . Uno dei problemi che ritorna phi
spesso e Ia mancanza o la insufficienza degli impianti
di aerazione carente. Mancano spesso gli aspiratori,
37
provocano la silicosi. Ci sarehhe la necessita di sottoporre l'operaio a periodiche schermografie e di disporre
di potenti impianti di aerazione », mentre invece « ci
sono gli impianti di aerazione rna non sono sufficien··
ti >>. Altri ancora rivelano: << Ovunque ci sono polveri
e hiossido di silicio, g1i aspiratori. non servono affatto
a eliminare il rischio. Ma il padrone · non si preoccupa
della salute dei lavoratori ».
<< Gas provocati dalle legbe di Alluminio e Zinco
nelle lavorazioni di saldatura, magari di catrame, di
minio, che provocano avvelenamenti e fehhri. Ma 1
mezzi di estrazione sono insufficienti per l'ampiezza dei
locali ». << Per e1I"etto dei vapori e dei fumi dai forni
la visihilita e ridotta a 10 metri )).
Altri annotano la presenza di << gas da reazioni
chimiche e da comhustione di motori. Manca totalmente qualsiasi forma di impianto di aspirazione »;
« le macchine della tintoria emanano vapori e la
direzione non vuole prendere misure adeguate perche
dannose alia produzione >>.
Raramente un rilievo positivo: << Avevamo molta
polvere di cemento, rna sono stati adottati i filtri e
le condizioni sono migliorate »; altrove si annota:
« gli impianti di ventilazione hanno reso soddisfacenti
le condizioni di lavoro ».
Spesso la causa reale dei danni e poco nota o
del tutto sconosciuta: « Un detersivo a secco produce
una polvere nociva >>. << L'evaporazione di solventi,
che sono presentati tutti con sigle per coprire la loro
reale natura chimica, gli operai hanno il diritto di
conoscere cio che manipolano per difendere la loro
salute ».' Oppure: << non siamo in grado di trovare
38
-
le origini dei pericoli e quindi di conoscere le misure
necessarie per prevenirli ».
Cio non accade casualmente; infatti alia Ansaldo
S. Giorgio di Genova gli operai annotano: « Prima
queste sostanze er·ano tutte scritte per cui era possihile
capirci qualche cosa, poi quando hanno visto che
cominciavamo a capirci hanno messo tutte sigle
910 E NERO, 920 E NERO, Catalizzatore 910, etc. ».
Altre volte l'allarme sulla tossicita viene dato come a Rosignano Solvay ma in termini generici
e senza informare con precisione dei rischi, talchc
le misure indicate appaiono poco convincenti. Attenzione! dice la Societa, i prodotti usati sono veramente
pericolosi. Per cui, rivolgendosi ai capi squadra, pro·
pone le seguenti misure di sicurezza: << lnculcare agli
operai l'abitudine di lavarsi le mani ad ogni interruzione di lavoro, di fare la doccia alla fine della giornata
lavorativa; invitare gli oper-ai addetti ai cloruri di
sciacquarsi la bocca con bicarbonato due-tre volte al
giorno per evitare lesioni ai denti. Ungersi le nari
con un poco di vasellina ed applicare prima di iniziare
il lavoro una crema protettiv-a silicouata ».
Le misure profilattiche adottate sono a volte del
tutto inefficaci; come nel caso di una officina siderurgica nella quale si ha « fumo e polvere della sformatura e colata di ghisa: le misure sono: latte e vitamina C >J. Altrove si annota ancora: (( odori di pittura
sintetica, fumi, irritazioni, lacrimazione degli occhi:
1 litro e mezzo di latte per 17 persone >>. Spesso il
rimedio e ancora piu semplice: <( la ditta tende a
monetizzare con poche Iirette (L. 18 orarie) la nocivita provocata da Piombo, Zinco, acidi ».
39
J
« Acidi nei reparti di tintoria. Sono stati instal-
lati alcuni impianti ma non sono sufficienti. Vengono
corrisposte L. 15 per la nocivita al posto del latte >>.
La polverosita e l'inquinamento dell'aria da parte
di gas e di vapori tossici assumono - con lo sviluppo
continuo della tecnologia e l'introduzione di sempre
nuove sostanze chimiche nelle lavorazioni una
importanza crescente.
La denuncia operaia non sempre riesce ad essere
precisa per quanto attiene ai nuovi pericoli di intossicazione introdotti nell'ambiente lavorativo per effetto
contravvedelle nuove tecnologie, anche perche nendo a precise disposizioni di legge i padroni
e i dirigenti aziendali, con il pretesto del « segreto di
produzione >> non ottemperano all'obbligo di informare
'
gli operai sui nuovi rischi, come dovrebbero
fare.
E interessante notare tuttavia come alcuni · rischi
nuovi: « ioniz7lazione dell'aria da polvere di naylon »,
« intossicazione da ortotricresilfosfato >?, « bissinosi »,
siano stati identificati dagli operai prima che su alcuni
di essi si pronuncino, come ad es. per l'intossicazione
da ortotricresilfosfato, le assise scientifiche che hanno
posto lo stesso tema all'ordine del giorno dei loro
dibattiti.
Va infine affermandosi tra i lavoratori, in modo
preciso, il concetto che e la sola forza-lavoro, e non la
sa•lute degli operai, ch~ viene venduta al padrone, e che
pertanto deve essere respinto ogni tentativo di « monetizzazione del rischio >> mediante paghe di posto e indennita suppletive di :rischio.
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La polvere rende irrespirabile l'aria dell'ambiente in cui lavoriamo. La malattia che colpisce noi stessi del settore cotoniero e
una specie di « silicosi dei tessili ». La causa di questa malattia
risiede nella enorme quantita di polvere esistente nell'ambiente
in cui lavoriamo.
_[Operaie della Wild di Novara]
La lavanderia e la stireria sono invase da vapori di trielina;
recentemente c'e stata una intossicazione che ha colpito 3 operaie.
[ Operaie del Maglificio Zemar di Mantova]
I vapori di formalina invadono tutti i reparti, la polvere del
legno e un po' dovunque. I collanti sono tossici, sia per il gas che
sviluppano, sia per le sostanze in essi contenute.
[Operaie degli
stabilimenti
Fratti,
Pedrazzini
e
Cavallari di
Mantova]
Daile macchine roventi escono vapori e vi e un po' dappertutto polvere di gomma. Benzolo puro viene usato abbastanza
frequentemente per la pulitura delle macchine.
[Operaie
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del
calzaturificio
Bober-Gomma
di
Cavriana
Mantova]
La nuova Iegge del benzolo e inefficace: dal 1963 si sono avuti
14 morti in provincia di Firenze, dei quali 6 alia Rangoni.
[ Operaio del calzaturificio Rangoni di Firenze]
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l.a Iegge fissa la quantitii del toluolo nella misura del 45% del
totale del prodotto; la maggior parte delle vernici, per essere
adoperata, necessita di una percentuale pili alta. Allo stato pratico delle cose, la ditta che produce il prodotto applica Ia Iegge
e impone Ia scelta dell'aggiunta al lavoratore, cosicche l'operaio
non solo e costretto a respirare le esalazioni, rna gli viene anche
addebitata la trasgressione della Iegge.
[Operai della ASGEN di Genova]
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40
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Quando si sfasciano i tuhi con l'amianto, e una polvere con·
tinua di amianto e vetro che si leva nell'aria. II vetro ci fa pru·
rito e l'amianto che respiriaroo ci porta l'asbestosi.
[Operaio dei cantieri Navali Ansaldo di Genova]
Nei reparti si sviluppano vapori dei solventi dei poliesteri che
agiscono sulle vie respiratorie. Nel 1963 sette operaie, addette
al reparto rifiniture fonovaligie, hanno manifestato serie affezioni polineuritiche agli arti inferiori (paralisi) e hanno dovuto
essere ricoverate in ospedali e cliniche ( ortotricrcsilfosfato ). La
clinica del Lavoro di Milano compilo una relnzione nella quale
veniva rilevata che la causa delle manifestazioni polineuritiche
era dovuta, con tutta probnbilita, alla presenza di ortotricresilfosfato nci materiali maneggiati dalle operaie.
Polveri e radiazioni imperversano in tutti i reparti. La lavorazione del filato di naylon crea una forte ionizzazione che danneggia la salute.
[Operaie del calzificio Asolano di Mantova]
[Operaie della Europhon di Quistello - Mantova]
Nei reparti Ia polvere di naylon si carica di elettricita. In
altri i vapori di trielina creano grave disagio. La ionizzazione
determina disturbi assai seri. L'intensita dello s£ruttamento e
ovunque assai elevata; le condizioni amhientali poi sono
cosi malsane a Castelgoffredo che un gruppo di cavie, regolar·
mente alimentate e poste in gabbie all'interno di uno stabilimento, morirono tutte tra il 30° e il 35° giorno di esperimento.
All'autopsia si riscontrarono tra gli animali lesioni tiroidee, ai
L'entrata in uso di nuove sostanze nocive (le vernici epossidiche) e avvenuta in un modo che possiamo considerare tipico.
La Commissione si e prcoccupata di verificare l'efficacia industriale dei nuovi preparati, rna non si e minimamente preoccupata delle misure atte a garantire Ia salute e l'incolumita fisica
di chi dovra adoperare tali prodotti, tanto da non introdurre
nemmeno le raccomandazioni per l'uso, scritte in inglese, dalle
quali risulta: PERICDLO! NOCIVA 0 MORTALE SE VIENE
A CONT ATTO DELLA CA VITA ORALE. INFIAMMABILE,
CONTIENE PETROLIO DISTILLATO. TENERE LONTANO
surreni e alle ovaie.
[Operaie del calzificio EGEO di Castelgoffredo - Mantova]
II lavoro era molto nocivo e ora lo e ancora di phi, partendo
dal rientro delle pelli che puzzano, hanno vermi, perche vengono
o dal meridione o dall'Argentina, o dal Sud America.
[Operaio della Bocciardo di Genova]
DAI BAMBINI.
Se immessa nella cavita orale, non tentate di vomitare. Chia·
mate un medico.
Tenere lontano dal calore, da scintil1e e da fiamme.
Usare con ventilazione adeguata.
Evitare la prolungata soffiatura di vapore.
Evitare il prolungato o ripetuto contatto con la pelle.
Prima di fumare o di mangiare e dopo averla usata, ripulirsi
accuratamente e completamente Ia bocca e le mani.
Tenere ben chiuso il barattolo.
Sui barattoli delle vernici era descritta Ia composizione chimica delle sostanze contenute; oggi vi sono semplicemente dei
numeri d.i codice.
[Operai della ASGEN di Genova]
42
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Anni fa si e fatto tanto scandalo perche alia Montecatini di
Spinetta Marengo veniva utilizzato un canarino per segnalare
eventuali fughe di gas. Ebbene qui da noi all'Azoto, la Montedison risparmia anche i soldi per il canarino: e il naso dell'operaio che deve avvertire in tempo la pericolosa insidia. C'e poi
un reparto, dove si produce del gas inodore e dove e il capo·'
reparto che ti avvisa: « se ti senti gi:rare la testa, scappa >>! Ma
mica sempre si fa in tempo e ti ritrovi a terra privo di forze.
Li neanche il naso serve phi: la cavia e l'operaio.
[Operaio della Montedison Azoto di Novara]
43
Martin, si era accumulato silice per 8 milligrammi; su quello
dell'addetto al velocipede silice per 11 milligrammi e su quello
di un operaio delle macine, 15 milligrammi. Alia Acciaieria
elettrica invece, il filtro dell'addetto alia caricatrice aveva assor·
bito 2 milligrammi e mezzo di silice, dell'addetto al forno 4
milligrammi e 2. E questa non era tutta la polvere che viene
respirata; ne manca un 10%, che e poi quella pili sottile, la
piu pericolosa. Tutte queste quantita di silice vanno poi moltiplicate per le 2.200 ore drca di lavoro dell'anno e per tutti
gli anni di lavoro; si avra cosi il quadro di come viene messa
Delle vernici si conosce solo il nome e non la composizione
perche c'e il numero di brevetto ed e un segreto che non si
puo dire. Continuano a dire che non sono nocive, ma non e cosi
perche abbiamo notato in certe etichette di questi barattoli che
dicono che e assolutamente pericoloso e quindi di non toccare.
Nel nostro reparto ci sono dei finestrini molto piccoli. Abbiamo
protestato ed hanno messo dei respiratori; ma li hanno messi
in una maniera che quando sono aperti a quasi tutti i lavoratori
viene il torcicollo. Di conseguenza sono quasi sempre chiusi. Da
molti anni non puliscono il reparto, c'e sporcizia ed anche
dei topi.
[Operaio del complesso ASGEN di Genova]
in periculo la salute.
[Opcraio della FIAT Ferriere di Torino]
Il fumo
t
Gli impianti per la aspirazione dei vapori tossici, dei gas e
delle polveri irritanti che si sprigionano dalle officine di produzione, sono vecchi, considerando che lo stabilimento ha circa 40
anni, e inadeguati. In alcune giornate di scirocco si reintrodu~ono, attraverso le finestre, una parte delle esalazioni che erano
state aspirate. Non esiste nessuna protezione per attutire i £orti
rumori provocati dal battere martellante dei perforatori usati
nei reparti per la stampa di francobolli, marche da bollo e
tutti i valori dello Stato. Si e costretti, infine, a lavorare in Ull
ambieute umido.
[Operaio del Poligrafico dello Stato di Roma)
Ci vorrebbero degli aspiratori piu potenti che aspirassero la
polvere. Abbiamo parlato con l'ingegnere che ci ha detto che
e una spesa troppo forte, che non si puo. E tutto rotto, perdono i tubi, ci tocca andare con Ia pala nei fossi, si lavora con
un metodo che non credo ci sia un altro stabilimento che
lavori cosi.
[Operaio della Tassara di Sestri Ponente - Genova]
Sono stati messi in opera dei filtri, che purificano l'aria che
viene mandata all'esterno dall'impianto di ventilazione, capaei.
di assorbire circa il 90% della polvere. Ebbene, nel breve tempo
di tre ore, sui filtro dello addetto alla caricatrice della Acciaieria
44
della saldatura penetra dappertutto;
e
cosi
che
si puo trovare il piombo nell'orina dcgli operai.
[ Opcrai del reparto calderai della Ansaldo Meccanico
di Genova]
Un'altra questione di estrema gravita e quella dell'ambiente
di lavoro: alla SIRMA i filtri dell'aria che dovrehbero essere
cambiati ogni 4-5 mesi, sono stati cambiati soltanto dopo
5 anni e in seguito a dure lotte dei lavoratori.
[Operai della Orlando di Porto Marghera]
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Gli effetti da intossicazione da tabacco non vengono riconosciuti come malattia professionale: « qualsiasi disturbo si avverte
e sempre un disturbo privato >> non collegato al tipo di lavoro,
non riconosciuto, non risarcibile. E il colmo se poi si pensa che
questi disturbi si determinano ed aumentano proprio perche
nella fabbrica non vi sono attrezzature adatte a · salvaguardare
la sainte dei lavoratori.
[Operai della Manifattura Tabacchi di Roma)
La fatica fisica
.
Le domande di questo capitolo tendevano ad accertare se, in relazione alia. situazione esistente nel reparto,
i lavo:vatori ritengono che i fattori di affaticamento fisico ( quali il sollevamento ed il trasporto di pesi, la pe·
santezza degli attrezzi e la incongruita e disagevolezza
dei movimenti richiesti) risultino ancora presenti.
Tavola 9
.
Fatica fisica derivante dal tipo eli lavoro
Voci di domanda
~
~
Sollevamento
e trasporto pesi
Attrezzi pesanti
Movimenti faticosi
N.
delle
riSJtOSte
134
76
168
%
36,6
20,8
45,9
L'alta percentuale di risposte, che denunc,iano il trasporto di pesi e pili ancora i movimenti faticosi come
componenti molto gravose della giornata di attivita
dei lavoratori, lascia supporre che il processo di meccanizzazione delle aziende non sia cosi generalizzato come
si crede comunemente.
Cio e confermato dalle risposte date dai lavoratori
quando si chiede loro un giudizio complessivo e generale sulla faticosita del lavoro.
I ritmi di lavoro, il. taglio dei. tempi, la meccanizzazione che riduce al minimo l'organico, sono spesso
causa di affaticamento fisico intenso pur nelle nuove fabbriche moderne. Cosi descrive H suo lavoro un'operaia: c< movimenti che si ripetono in continuita per
sottoporre la calza alia taglia-cuci ed eseguire l'opera-
47
sollevamento dei pesi e indicata nella Iegge che ne
fissa· il limite massimo a Kg. 25. Ma ci sono squadre
che questo lavoro lo fanno 8 o.re il giorno.
La stiuazione che deriva da questa insufficienza risulta chiara da alcuni dati: « si trasportano a mano bobiue
da 100 e 200 Kg. )); « una sola operaia raccoglie 1300
sigarette al minuto >>; « sollevamento hombole e pesanti attrezzature con macchine in movimento >>; « ogni
due minuti due oper:aie devono riempire il carrello di
rotoli di compensato >>.
I giudizi complessivi non aggiungono molto a questo quadro, ribadiscono per lo pili gli stessi motivi, con
particolare accento sull'impossibilita di non ammalarsi
e sull'insufficienza del riposo, anche solo per recuperare le forze necessarie ad una nuova giornata lavorativa.
zwne nel minor tempo possibile >>; e un'operaio: « sol-
levo Ie braccia 40 volte al minuto e tutto il corpo r·isente
della vibrazione >>. II lavoro nel giro di poco tempo,
per la immissione di nuove macchine, viene moltiplicato per fattori piuttosto alti: « aumentando il lavoro
delle gru si devono maneggiare pili fusti, pili sacchi,
pili pece. In un anno si e passato da 1000 a 8000 fusti )),
Molti lavori continuano ad eseguirsi in condizioni
di grande scomodita, specialmente per gli addetti alia
manutenzione dei carri ferroviari e per i lavoratori delle
imprese navali. II lavoro manuale in un questionario
e cosi descritto: (( L'operaio lavora disteso, piegato nella
ruggine tra la polvere e l'umidita in luoghi stretti, gavoni e doppi fondi, e ad altezze pericolose )).
In quasi tutte le fabbriche (circa il 7 0% di quelle
esaminate) i lavoratori attribuiscono parte notevole della
fatica fisica al sollevamento dei pesi. Infatti, le misure prese dalle aziende per diminuire lo sforzo
fisico, risultano quasi sempre scarse. Le risposte a
questa specifica domanda, sono nella stragrande maggioranza: (( nessuna misura e stata presa >>, (( misura
insufficiente >>. Cosa ancora peggiore, un notevole numero di operai accusa che, pur esistendo efficaci mezzi
tecnici per diminuire sia la fatica che il pericolo, questi non vengono utilizzati per restare nel cottimo.
E questo e il caso di alcuni reparti della Fiat. Si
accusa la mancanza di carrelli elettrici e, in alcuni casi,
anche di quelli a mano, di piani mobili; ci si lamenta
dei diversi livelli di altezza in cui si svolge il lavoro,
costringendo l'operaio ad un continuo chinarsi e risollevarsi.
In una fabbrica l'unica misur·a atta a ridurre i1
48
...
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Un operaio addetto aile posa dei blocchi di cemento che
servono da contrappeso nelle lavatrici (peso di ogni blocco
17 Kg.) ne deve collocare, in media per turno di 8 ore
circa 520. Alia fine del suo turno ha sollevato e posto iu
opera ben 8.840 Kg. di blocchi di cemento da 17 Kg. l'uno.
[ Operaio della Philco Elettrodomestici
di Ponte San Pietro • Bergamo]
In otto ore un operaio solleva quattrocento pezzi stampati
per 320 quintali. I due addetti alla tranciatura dei fondi
della cc 124 >> si passano nelle otto ore 61 mila chili, oltre
300 quintali a testa; 44 mila ai padiglioni della << 850 ));
30 mila aile fiancate della << 500 >>. Sono decine, centinaia
di quintali che ogni otto ore passano sulle braccia degli operai.
Ai forni c'e da crepare. Ogni turno mi tocca infornare 3500
pezzi di un peso variante dai 7 ai 9 Kg. Uno ogni otto
secondi. Dopo otto ore, mi sono passati sulle braccia quasi
49
250 quintali di materiale. Poi c'e il calore infernale, il puzzo
dei. solventi, l'ammoniaca... E quindi un mito, una favoletta
per bambini che il progresso abbia diminuito la fatica degli
operai. Tale mito si identifica con la palazzina della Mirafiori
in corso Agnelli, col grattacielo della Lancia in borgo San Paolo,
con le eleganti strutture della Olivetti di Scarmagno, con le
mastodontiche cattedrali del « miracolo >> sorte negli anni '60
lungo le grandi arterie di accesso a Torino: Ia FACIS,
I'INDESIT, Ia nuova PIHELLI, l'OREAL e tante altre. E un
mito ancora vivo, tenace, radicato in una certa « opinione
corrente >> e nella piscologia di chi della fabbrica d'oggi conosce
solo le mura esterne, rinverdito di stagione in stagione con
abile regia dai fogli del grande padronato. Un mito complesso, fatto di mille componenti vecchie e nuove: la suggestione della metropoli industriale dove il progresso tecnico
sarebbe sinonimo di benessere e l'uomo conoscerehbe gia Ia
liberazione della fatica, Ia fola degli alti salari, l'equivoca
vetrina delle strade ingorgate di traffico, le buhhole sulla
« civilta scandinava >> care alia propaganda della socialdemocrazia nostrana, Ia mistica ricorrente di un neo-capitalismo
illuminato e lungimirante. Le conquiste della tecnica non sono
state messe al servizio dell'uomo nella fabhrica: si e preteso
e si pretende ogni giorno di piti che l'uomo si adegui alia
macchina; se Ia macchina accelera i suoi tempi, e l'uomo che
dovra affrettare i suoi movimenti.
[Operai della FIAT Mirafiori di Torino]
Siamo costretti a fare i saltimhanchi per passare da un
reparto all'altro, con gravi rischi per la nostra sicurezza. ll
materiale e sparso ovunque irrazionalmente, la disorganizzazione
e la sporcizia regnano sovrane; il numero degli infortuni
e l'entita lesiva sono notevolmente aumenlati. Mancano spesso
mezzi di protezione antinfortunistici di dotazione personale.
[Operaio della Ferriere Ansaldo di Genova]
I dati sulla fatica sarehhero assai piti impressionaoti se
a questi ottanta questionari aggiungessimo gli altri venti avuti
50
dal Reparto RIV-Stura, un lipo di repa.rto confino, ove, con
enorme decurtazione di salario, vengono inviati, o]tre ehe
lavoratori piti attivi nelle organizzazioni operaie, gli anziani
e gli ammalati, coloro che la Direzione definisce << eecedenti >J.
L'eliminazione di questi reparti e una questione sociale e morale,
poiche chi vi e destinato si vede, dopo una vita di lavoro,
aggravata da lunghi periodi di malattia, riposto come un
attrezzo non phi efficiente.
[ Operai
della RIV -SKF di Torino J
Tutti i giorni dalle 11 aile 12 e poi dalle 17 aUe 18,
eioe neUe ore conclusive dei turni del mattino e del pome·
riggio, nei reparti dello stahilimento vengono diffuse allegre
note di musica leggera. Nelle ore precedenti Ia musica distoglierehbe dal lavoro; verso Ia fine del turno quando si fa
sentire la stanchezza invece tira su il morale: un corrohorante per impedire il calo della produzione.
[ Operaie e operai della CIA di Fossombront~ • Pesaro J
Orari, ritmi, lavoro parcellare
Le domande relative a tale gruppo di fattori stancanti
sono queUe che tendono a far risaltare quali sono stati
gli effetti dello sviluppo tecnologico e dell'ammodernamento degli impianti per quanto riguarda le condizioni
dei lavoratori.
I lavoratori sono stati invitati ad esprim.ere le loro
opinioni sugli orari; sugli straordinari; sui turni; sui
ritmi lavorativi; sulla monotonia e la ripetitivita; sulla
stanchezza in rapporto con la concentrazione e l'attenzione, con la responsabilita; suUa costrizione derivante
dall'assenza di pause neUe lavorazioni a tempi prestabiliti alla catena di montaggio, e cosi via. In particolare
si e chiesto quale effetto ha avuto sulla parcellizzazione
dei compiti lavorativi la nuova organizzazione dellavoro.
Le risposte sono state organizzate in 4 gruppi: il
primo gruppo comprende le risposte circa gli orari, i
turni, gJi straordinari; il secondo gruppo le risposte
circa i ritmi lavorativi; il terzo gruppo le risposte circa
Ia monotonia del lavoro, 1a sua pesantezza in rapporto
con la necessita di ·attenzione concentrata, di respon-
Tavola 10 - Orari e tumi
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77
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34
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44,3
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366
100,0
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quarto gruppo le risposte sulla accresciuta o diminuita
parcellizzazione dei compiti lavorativi.
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che mette in luce una situazione di estremo disagio.
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Questo primo gruppo di voci
l'unico che, in relazione agli altri gruppi, presenta un numero maggiore
di risposte che indicano una relativa tollerahilita.
Un discorso a parte meritano i ritmi lavorativi che,
m stretta relazione con l'aumento della parcellizzazione
del lavoro, sono giudicati insopportahili dalla grande
maggioranza dei lavoratori, come si puo vedere dalla
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Grafico n. 5
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Il successivo gruppo di voti (tav. 12 e grafico n. 6),
relativo ad aspetti psicosomatici del lavoro, dalla monotonia alia scomodita, pur presentando alte percentuali di risposte con un forte giudizio negativo, e
caratterizzato, specie per alcune voci, da un limitato
numero di risposte in quanto fa riferimento a situazioni
proprie solo ad una parte delle aziende esaminate.
Tavola 13 - Lavoro Parcellare
Risposte possibili
Frequenza delle risposte
E diminuito
E aumentato
E immutato
Nessuna. risposta
18
128
58
162
8,8
62,7
28,5
366
100,0
Grafico n. 7
62,7%
8,8%
Diminuito
56
Aumentato
Percentuali
Immutato
Infine, aile domande suHa diffusione del lavoro parcellare le risposte {tav. 13 e grafico n. 7) mostrano che
la parcellizzazione dei compiti dei lavoratori e aumentata
nella maggior parte delle aziende, nelle quali e stata
svolta l'indagine.
Questo fatto e una ulteriore prova che l'inchiesta
ha interessato soprattutto i settori produttivi in fase
di sviluppo tecnologico, e va tenuto presente nell'interpretazione delle risposte aile domande precedenti.
La denuncia della << razionalizzazione >> della produzione come base per uno sfruttamento semprc piu interiso dei lavoratori e la nota costante delle risposte operaie che abbiamo raccolto in questo capitolo.
Tale fenomeno e denunciato alia stess·a maniera sia
dagli operai dei grandi complessi industriali, come la
Fiat Ferriere o l'Ansaldo, sia dagli operai delle medic
e piccole industrie, come ad es. la Comparsi di Marmirolo o il Calzificio !solano di Mantova, sia infine
dagli addetti alia pulizia delle vetture ferrovi:arie dipendenti dalla ditta appaltatrice di tale lavoro per la
stazione di Genova Brignole.
I ritmi e lo straordinario sono le cause che i lavoratori piu frequentemente indicano per l'affaticamento
neuropsichico. I ritmi sempre piu intensi portano ad
un completo assorbimento delle pause. In una fabbrica
i lavoratori parlano di « 2 sole pause di 5 minuti »:
una la mattina ed una la sera. In un'altra si lavora
fino a 12 ore al giorno. E chiaro che il lavoro meccanizzato impedisce al lavoratore di allontanarsi anche
per pochi minuti, mancando quasi ovunque la ·4a squadra. Nella migliore delle ipotesi ci sono cc orari prestabiliti per andare al gabinetto ».
57
Il lavoro a cottimo porta ad uno sforzo enorme per
l'assenza di pause. Addiri:ttura i turnisti di una fabbrica
non usufruiscono del riposo per il pasto « cosi mezz'ora
va recuperata ». Cosi un lavor~tore parla del lavoro
in fabbrica: « II lavoro alla catena porta aHa monotonia e al declassamento professionale, causa di grande
insoddisfazione >>.
L'insoddisfazione stessa e l'insicurezza del posto contribui:scono ad appesantire lo sforzo psichico: in tutti
i lavoratori c'e la menzione del fatto che la meccanizzazione riduce l'organico e spesso di molto: il lavoratore e praticamente circondato dai licenziati. Gli straordinari prolungano il lavoro fino a 12 ore al giorno,
vengono ritenuti troppo pesanti, insostenibili, ma altrettanto inevitabili per i bassi salari. Un lavoratore esplicitamente avvePte che << limitare lo straordinario scatenerebbe un putiferio >>.
Spesso si lavora anche di domenica: in una fabbrica si parla dell'unico intervento contrario: quello del
parroco del posto, che ha sollecitato per questo l'intervento dell'Ispettorato del Lavoro.
Ad aumentare la tensione per gli opera:i che abitano
lontano dalla fabbrica stanno tutti i problemi connessi
ai trasporti e al traffico: « per iniziare il lavoro aile
6 ci si alza alle 4 >>. E per quelli che abitano addiritturA !in un altro paese tutto il gioco delle « coincidenze >> ferroviarie causa una grande stanchezza ancor prima di iniziare .Ja giornata lavorativa.
Il taglio dei tempi, la saturazione, l'abolizione delle
pause di lavoro sono, insieme alia monotonia, alla ripetitivita, alia parcellizzazione, causa fra le phi frequenti non solo di infortuni anche gravi, rna anche di rapida
58
e precoce usura della resistenza nervosa degli operai e
delle operaie. Da qui la nevrosi che si propaga ovunque
e rappresenta ormai una malattia a diffusione crescente
fra le maestranze degli opifici pili moderni, di modo
che con tanta frequenza si trova ad essere causa dell'assenteismo e dei licenziamenti.
Con parole semplici rna assai efficaci un operaio
della RIV di Torino ha cosi scritto: « il padrone vuole
doppia produzione con lo stesso salario. Si lavora di
piu e Ia paga e sempre Ia stessa ». Ci sembra che egli
abbia cosi denunciato una delle caratteristiche fondamentali della attivita produttiva quale risulta oggi, a
seguito dello sviluppo distorto della tecnologia e della
automatizzazione.
Nell'Italia d'oggi, per ragioni socio-economiche che
sarebbe troppo lungo qui esaminare e che sappiamo connesse al tempo stesso alia storia dello sviluppo
capitalistico italiano ed alia politica economica nazionale, si trovano accanto ad elementi di tecnologia moderna e perfino a processi altamente automatizzati elementi di tecnologia arretrata che lasciano largo spazio
alia fatica fisica nel senso piu tradizionale del termine.
Infine abbiamo riportato alcune annotazioni sulle
condizioni di affaticamento dei cosiddetti lavoratori
« pendolari » ai quali ogni giorno si richiedono ore
sottratte al sonno, al recupero, alia vita familiare di fatica per andare e tornare dal lavoro, a volte da
citta e paesi assai distanti o mal collegati alia localita
nella quale ha sede l'azienda che li occupa. Condizione, quella dei pendolari, che nel .caso delle donne
diviene assolutamente intollerabile: si sommano aile otto
ore lavorative, alle ore straordinarie che spesso richiede
59
Piti lavoro con meno retribuzione. Per soddisfare le esigenze
del datore di lavoro ci mancano soltanto le droghe. II padrone
vuole doppia produzione con lo stesso salario. Il salario non ha
subito un aumento proporzionale alia produzione. Si richiede
piti attenzione e piti tensione nervosa con l'introduzione capillare di nuovi metodi chc generano una nuova forma di tecnoburocrazia, aspetto deformante di una nuova presuuta economia
d'azienda. Per lo sfruttameuto inteusivo, tagliu dei tempi e
semprc piti lavoro con meno opcrai -- la paga e sempre
uguale e il lavoro aumenta sempre tutto va per i ritmi
troppo veloci. Aumento di produzione esagerato. Si lavora di
phi. e la paga e sempre la stessa.
[Operai della RIV di Torino]
l'azienda, le ore necessarie per i viaggi e, infine le
ore di lavoro necessarie per accudire al marito, ai
fi.gli, alia casa.
Ma meglio di ogni nostro commento ci sembra che
iHustrino tali situazioni i lavoratori interessati:
In nessun caso si devono fare ore straordinarie fino a
quando c 'e disoccupazione o sottoccupazione, perche solo cosi
si puo debcllare la disoccupazione.
[Operaie della S. Andrea di Novara]
Pinerolo ha raggiunto l'enorme cifra di l l milioni di pczzi
prodotti giornalmente da circa 600 addetti. I costi sociali
di una simi•le « ristrutturazione » sono evidenti, bastera notare
lo stato di prostrazione degli operai di quelle fabbriche dopo
il turno di lavoro.
[ Operaio della sezione RIV -SKF di Pinerolo]
Nel mio reparto l'organico era di 126 persone suddiviso
m quattro squadre. All'inizio della campagna del 1967, l'organico venne tagliato di 20 operai, senza che fosse intervenuta
nessuna modifica tecnica. Le conseguenze di tutto questo sono
state che, ad esempio, al piano di carico avevano tolto due
operai; i rimanenti quattro si trovavano con un aumento del
carico di lavoro del 50%. Quindi phi sforzo fisico, phi esposi·
zione al rischio, meno riposo. La Direzione giustificava i provve·
dimenti con la necessita di ridurre i costi' della ghisa, realizzabile con la diminuizione dei tempi di produzione; cioe accentuando l'intensita e la durata del lavoro degli operai. I turni
di lavoro sono organizzati in quattro squadre, si dovrebbero
fare 5 giorni di lavoro, e due di riposo, pero in una notevole
quantita di casi uno di questi due giorni di riposo non viene
effettuato, per sostituire, almeno in parte, il personale ammalato.
[Operaio della Fiat Ferriere di Torino]
Quattro anni fa gli operai erano 92, ora sono 58 di cui
35 donne e producono molto di piti proprio per la intensita
dei ritmi. 1 ritmi di lavoro sono aumentati al punto che
oggi ogni 6 minuti due operaie devono riempire il carrello
di rotoli di compensato (fino a 50 Kg. l'uno), prima. invece
con 3 operai se ne doveva riempire uno ogni 15 minuti.
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[Dipendenti
della
Camparsi di
Marmirolo • Mantova]
La Direzione sommando i tempi morti di alcuni operai,
e facendo effettuare, durante i riposi, ad altri opcrai che
hanno gia una loro funzione, lavori diversi, riesce ad eliminarc
poco alia volta degli operai dell'organico. E proprio in questo
modo, ad esempio, che· per i lavori ausiliari si e arrivati ad una
riduzione di personale. In questo modo, pero, crescono i casi
di malattie: prima o poi si deve portare il busto, ci si scopre la silicosi, si diviene invalidi, ci si infortuna.
[Operai della Fiat Ferricre di Torino]
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II cottimo solo in pochi casi viene applicato. Pur costrin·
gendo tutte le operaic a lavorare e a produrre un certo
numero di « capi » (ad es. in una catena dove si producono
10 capi all'ora), per l'applicazione del cottimo ci e stata
richiesta come base minima la produzione di 13 capi all'ora.
61
60
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E perfettamente comprensibile che in questo modo poche sono
le operaie che riescono a farcela, proprio perche i ritmi sono
stati portati a livelli insopportabili. Molte operaie sono malate
di esaurimento nervoso. Nell'estate del 1967 si sono verificati
piti di 60 casi di svenimenti in un solo gi{)rno. Nei primi
giorni della settimana le operaie colte da malore furono prima
35, poi 40, fino a raggiungere nella sola giornata di mercoledi
il numero di 65. Per molte e statu necessario ricorrere aile
cure dell'ospedale.
[Operaie dello stabilimento Confezioni • Acquarama]
L'orario di lavoro e di 9 ore giornaliere. Le ore straordinaric non vengono pagate.
[Operaie della Lubiam di Mantova]
Gli orari sono di 10·12 ore al giorno. Gli straordinari e
le ore notturne non vengono pagate. I ritmi sono alti e, a
volte, insopportabili. Si e passati, ntt.lla fabbrica da 20 dozzine
al giorno in 3 uomini a 60 dozzine in 2 uomini ed ora
a 130 dozzine in due uomini, piti un ragazzo. I turnisti della
notte vengono chiusi a chiave all'interno . della fabbrica e per
uscire in caso di malore o d'incendio, e necessario telefonare
prima al padrone che e a letto, perche venga ad aprire i
Iucchetti delle porte.
[36 operaie di cui 5 inferiori ai 15 anni e 24 operai
del Calzificio Asolano di Mantova]
La Iegge dice che si dovrebbero fare al massimo 10 ore,
rna invece se ne fanno 16 continuate, si entra aile 2 e si
continua fino aile 6 del mattino. Capite cosa vuol dire per un
operaio lavorare 16 ore attaccato ad una macchina, e poi alia
giostra, da soli! Puo succedere come quella volta che un operaio
e stato piallato e nessuno se n'e accorto, ossia se ne sono
accorti dopo 20 minuti perche mancava la visihilita perche
lui lavorava dentro un buco, perche era addetto ad una
macchina utensile. 11 capo passa ogni mezz'ora e se uno
si fa male continua a girare. La Direzione questo lo sa e
62
sa di andare contro Ia Iegge. I capi li fa lavorare solo 10 ore,
perche non gli rendono in produzione.
[Operai del reparto Calderia dell'Ansaldo di Genova]
Prima eravamo 22 e per il lavoro che facciamo ce ne
vorrebbero 35·40. Noi abbiamo a che fare con due specie di
padroni: l'appaltatore e le FF.SS. Io ho quasi 60 anni ed ho
lavorato dappertutto, rna non ho mai trovato un posto che
tenga cosi schiavi, peggio delle bestie.
[Operaio della ditta appaltatrice delle pulizie delle
vetture ferroviarie della stazione di Genova Brignole]
lo direi che il personale legato alia macchina e il pm
sfruttato, deve seguire il ritmo di lavoro della macchina e
non puo abbandonarla, neppure per soffiarsi il naso. Sono
20 anni che sono alia SAIW A. Appena finita Ia guerra lavoravamo forse in modo piti pesante rna tuttavia esco dal lavoro
pili stanca adesso che non allora per Ia continua tensione.
[Operaia della SAIWA di Genova]
I turni di lavoro sono stati prolungati aile 9 e anche a 10
ore, e questa non e una eondizione straordinaria di 2-3 giorni,
rna una consuetudine che dura da 2-3 mesi. Io sono entrato
nel cantiere nel 1942, era tempo di guerra e suonava sempre
Ia sirena d'allarme e bisognava scappare, e ancora oggi siamo
sempre in guerra perche passa Ia gru sopra di noi con un
peso, suona per avvertire e l'operaio che e sotto intento a
brasare pensa: se mi ritiro tutti i momenti il cottimo va
a farsi henedire e cosi finisce che il gruista non avverte piti
quando passa. Ma se a quell'operaio non importa di morire sotto
una. lamiera, io invece se mi accorgo che sta passando mi
ritiro.
[Operaio dei Cantieri navali Ansaldo di Genova]
Lo spazio e molto limitato per via delle lavorazioni sia
nclle varie fasi di montaggio, sia nelle laminature, etc. Con
il ritmo e facile inciampare 0 cose analoghe, sciocche
63
ma che possono provocare delle cadute. II ritmo e multo
elevato e l'individuo lavora male ed e in uno stato continuo
di tensione.
[Operai dell'Ansaldo di Sestri Ponente - Genova]
Le luci di controllo, pur se studiate in modo da non stancare
l'occhio, diventano nocive a causa della rapidita con cui
l'addetto deve eseguire il processo lavorativo. Ad esempio al
montaggio e costantemente assente' il 25% del personale.
II motivo chiesto direttamente ai lavoratori e « non ce la
facevo piu ». E interessante notare come· alia domanda: « come
ti senti dopo il lavoro? >> su ottanta persone 56 dicono: « eccessiva stanchezza » rna 48 anche « nervi tesi ». Aile· malattie
nervose non contribuiscono solo i nuovi impianti, la mancanza di calore umano in un mondo quasi fantascientifico in cui
I'uomo appare sempre piu un ingranaggio di un mostruoso
complesso meccanico, rna anche il trattamento ricevuto da
parte dei superiori, la disciplina da caserma e via di questo
passo.
[Operaio della RIV-SKF di Torino]
I ritmi di lavoro sono insostenibi.li, gli orari di 8-10 e
10-12 ore giornaliere, le condizioni igieniche nella stragrande
maggioranza delle aziende sono vergognose. Non vi sono
servizi igienici sufficienti, mancano
refettori, spogliatoi,
docce etc.
con Ia eliminazione dei tempi morti, il tempo impiegalo ;_,
passato a 55-56 minuti. A nessuno e concesso di assentarsi
dalla macchina piu di 4-5 minuti per le proprie necessita.
[Operaia della Wild di Novara]
I tempi di lavorazione sono tiratissimi, in certe lavorazioni arrivano a dover produrre persino 2.400 pezzi l'ora, Ia
monotonia ha raggiunto un grado da far impazzire: oggi come
ieri, come fra un mcse, come fra un anno.
[Operai della Olivetti di Ivrea]
Sono un operaio di 49 anni; lavoro alla RIV-SKF da 3:L
Ora da 15 giorni giro di qua e di la. Da due giorni sono
al reparto lucidatura: un lavoro da non alzare gli occhi.
Certamente non riusciro a fare Ia produzione come gli altri
avendo gia Ia mia eta ed essendo un lavoro che non ho mai
fatto in 33 anni. Sensate se non rispondo alle domande del
questionario rna non saprei a quale reparto riferirle perche
come ho gia detto, sono senza .Iissa dimora nello stabilimento.
[Operaio della RIV-SKF di Torino]
II lavoratore dopo aver fatto una giornatit di lavoro non
trova il tempo o non puo andare a scuola per la stanehezza,
invece se l'istruzione viene fatta nelle ore lavorative ci va
perche obbligato.
Il restante gruppo di operai-uomini non possono manlenere dati ritmi perche sono piu anziani. Se vanno a !amentarsi, la direzione li beffeggia dicendo loro: << come, voi. non
sostenete i ritmi di lavoro che sostengono le donne? :E una
cosa impossibile ». Dopo due o tre mesi di tali ritmi infernali
le operaie sono colpite da nevrosi, a volte talmente gravi. da
richiedere lunghi periodi di riposo. Cio e contestato dalla
Direzione e dal medico di fabbrica compiacente che accusa
le operaie di svogliatezza. Queste donne dopo due o tre anni,
sono costrette o ad accelerare i ritmi oppure a licenziarsi.
[ Giovane operaio di Novara]
[Operaie della OMSA di Ravenna]
Sono aumentati i ritmi e quindi i fenomeni di esaurimento
nervoso. Porto un esempio dalla filatura di Grignasco. Prima
l'operaia aveva 43 minuti su 60 di impegno diretto; adesso
Diciamo basta al cottimo, all~>. nevrosi, aile eondizioni
malsane in eui. siamo costrette a lavorare, al caldo, alla polvere.
[ Operaio
64
metalmeccanico
di
Firenze]
[ Operaie della Marvin-Gelber
di
Chieti]
65
Orari prolungatj, mancanza di turni, di riposo per certe
categoric, grande carico di responsabilita e quindi di tensionc
psieolisica cui i lavoratori vengono sottoposti. Questi aspetti
derivano daUe slrutture arretrate del pubblico servizio.
[Operaio dell'ATAC di Roma]
Si arriva al punlo di costringere un mutilato civile a
trascinare sacchi da 50 Kg. e poiche non ce l'ha fatta
stato
liccnziato.
e
[Operai
della
Manifattura
Caviglioli di
Biella]
Nella m.ia fabbrica chi non rispetta i · ritmi
di lavm·o
imposti 0 non riesce a mantenerli, viene
colpita col licenziamen to e questo fatto serve da intimidazione
per tutte le
operaie.
[ Operaia
della
Siemens
di
Milano]
Sono stati rimandati a casa operai che fanno i turni
pcrchc arrivati con alcuni minuti di ritardo, dicendo chc
sono recidivi. A parte il fatto cl1e la « recidivita >> era di
rnolti mesi addietro, ci sembra possihile che a chiunque si
alzi a!Ie 4 del mattino possa capitare di svegliarsi con un
po' di ritardo.
[Operai della OMSA di Faenza - .Ravenna]
Cou i ritmi di lavoro che si hanno e impossihile cite
un operaio trovi il • tempo di darsi la crema harriera prima,
il d.isl:accanle poi, chc sono 3 o ,,~, qualita di queste creme,
l.ogliersi i guanti, ci vuole tra l'inizio e la fine 3/4 d'ora. e
questi 3/4 d'ora non si ricsce a farli uscire dai cottim.i due
voite al giorno. Invece, accelerando la Iavorazione noi sappia·
n.to che res1Jiriamo pili in fretta c accelcriamo anche la intossicazione. Quando noi attacchiamo i respiratori, ma dopo mw
mezza giornata dohhiamo staccarli pcrcl11i sono insopportabili,
non e l'cntita del rumore, perdu} sara al 50% della sopportahilitn, lUll S(~ qucsto C prolungato per tutta la giornata SUpera
di molto. Ci vonehbe del personale addetto, perche ora e alia
discrezi.one dei Javoratori di attaet.•;u·e o 110 questi. .res[•iratori,
perche se no si va a fini.n~ al ruanicomio.
[Operai dell'Am;Jldo S. Giorgio d.i. GerwvaJ
Pet· me ehe parto da Grevari ho gia. uu'o:ra la mattiua e una
lu sera, se non di piu di percorso tra andare e venire, Ji
eonseguenza l'operaio ehe fa 10 ore e come .se ne facesse
12-13 e, col ritmo di Iavo.ro e i mezzi affoUati, ](., cousegueu:r.e
~nJJo le tnalattie e gli incidenti.
[Opcraio dci cantieri navali. AnRaldo di Gc~nova]
Noi riteniamo sia giunto il mmnento di far pagarc al pudrone
1e spese che sopportano i lavoraturi. per i1 recupem rli qucste
~~ncrgie. Pa.rliamo del disagio rlci lunghi pereorsi ebe siamo
""stretti a fare per recard sul posto di. lavoro, Noi ci troviamo
gia spesso esauri.ti al momento di iniziare i1 lavuro. In n~alta
i lavoratori, specie nella nostra provincia d(ive il eaos della
,jal!ilita e enonne, sono costretti a spendere rnolto euergie,
piti di queUe occon-enti neUe otto o.re di lavoro iu {ahb.rica.
[Operaio della Fonderia Ansaldu d.i Sestri • Gemwa)
Ci si alza alle cinque del mattiuo Jlt~r 1~ssere in fabhriea
aile setfe e si ritorua a easa aile sei di sera, che seuso avrehhe
in queste condizioni Ia riduzione d.ell'ora:rio di lavoro? Perdu;
I'azienda non organizza un servizio diretto? E che dire dei
problemi degli asHi nido? Vi sono interessale deciue e dl:'eine
eli lavoratrici della Lehole.
[Opera! a !lelia Lehole eli Arczzo]
Per ogni lavoro ehe si fa, tanto e v~:ro ehe spm;.se voJte
H 40o/o delle operazioni noJJ arriva al milml.u primo, La
Direzione della Philips non eonce!le aile cot.tjmiste di fermarsi,
di avere delle pause ret:rihuite e non esisL()no nemmeno i
Lattipaglia. Se ei sono H ador1erauo soltan.to per fare da
rodaggio al tempista che segna i tempi di cottirno. E a quesl.u
punto dico che per loro, per j padroni, noi non siamo piii
c:sseri. umani, ma siamo soJ.tanto dei pe7..zi delle Jmwchine
66
67
I nfortuni e malattie
Una parte del questionario d'inchiesta e stata dedicata
agli infortuni, alle malattie ed alle loro cause, agli
effetti dannosi del lavoro sull'insieme dei lavoratori,
ed in particolare sulle donne e sui giovani.
Nelle risposte non sfugge la stretta conncssione esi·
stente fra organizzazione del lavoro e sicurezza. Secondo
il parere dei lavoratori, le cause degli infortuni sul
lavoro si trovano in alcune gravi disfunzioni strutturali,
riscontrabili quasi in ogni fabbrica: la manca~za asso·
luta di un'adeguata prevenzione antinfortunistica, gli
alti ritmi lavorativi, la mancanza di spazio, l'impreparazione professionale.
In tutte le risposte ai questionari si rileva la totale
mancanza o la carenza di protezioni antinfortunistiche;
leggiamo che in alcuni stabilimenti vi sono delle campagne contro gli infortuni, rna solo con cartelli a livello
pubblicitario, mentre nel complesso mancano assolutamente anche le phi banali norme di sicurezza. Ad aggravare questa situazione c'e l'imposizione di ritmi lavorativi « impossibili >> che creano tutte le condizioni per
un aumento degli incidenti sulle macchine.
La riorganizzazione del lavoro in fabbrica, come eondizione essenziale per una maggiore attivizzazione
produttiva, ha creato nuovi tipi di cottimo che sfruttano al massimo il lavoro dell'operaio. Le condizioni
psico-fisiche peggiorano, la tensione nervosa aumenta;
il lavoro e monotono ed estenuante, annebbia i riflessi,
e l'attenzione dell'operaio alla macchina diminuisce. Ed
71
e proprio
~
.
/
~
:
alia fine della giornata lavorativa che spesso
accadono gli incidenti pin gravi.
Fra gli incidenti vi sono amputazioni di falangi ai taglierini, a volte di tutta la mano. Ci sono dei
reparti in alcune officine meccaniche dove quasi tutti
gli operai mancano di un dito. Spesso le macchine sono
sprovviste di fotocellula, il che impedisce di rendersi
conto di guasti o pericoli. In uno stabilimento meccanico un operaio ha avuto la recisione di un tendine
per una scheggia conficcatasi in una mano. I frammenti che schizzano via dalle seghe circolari sono pericolosissimi e gli operai ne fanno le spese.
,
Una percentuale molto alta e data da incidenti causati da cadute da impalcature. Si lavora in condizioni
di eccezionale pericolosita, quasi in equilibrio, senza
alcuno strumento di protezione. Gli operai ai forni hanno spesso guanti consumati, a volte calzano scarpe
normali, qon Ia conseguenza inevitabile di avere i piedi
pieni di bruciature.
Altra causa d'infortuni e Ia mancanza di spazio che
rende difficile compiere il proprio dovere, non avendo
la necessaria liberta di movimenti. Gli ambienti sono
utilizzati al massimo ed inadatti: i macchinari sono
messi a poca distanza gli uni dagli altri, spesso in posizione sbagliata, non favorendo Ia catena di lavorazione.
In queste condizioni Ia ventilazione e insufficiente: i
reparti si riempiono di fumo, gas, sostanze venefiche.
II pin delle volte, proprio per mancanza di spazio, .i
reparti non sono hen divisi fra loro, anzi spesso per
esigenze di la vorazione vengono riuniti.
Nei cantieri navali si ha una strana situazione:
neHe costruzioni di scafi, i saldatori lavorano insieme
72
ai caldarellai. Amhedue le categorie di operai soffrono
di disturbi gravissimi all'udito, si e addirittura riscontrato 1'80 per cento di sordi; rna vedono riconosciuta
la sordita come malattia professinoale solo i caldarellai
e non i saldatori.
Proprio per la ristrettezza degli ambienti si verificano gli incidenti pin banali, evitabilissimi in condi.zioni normali: scivolamenti a terra su scorie di materiale, su olio sparso. Gli infortuni pin gravi sono aile
presse, ai tagliarini, alle seghe circolari, ai montacarichi, ai telai, ai forni, con amputazioni, ustioni,
fratture.
Un elemento che da molte risposte appare rilevante
ai fini infortunistici e l'impreparazione professionale.
Gli operai inesperti, di nuova assunzione, vengono adibiti a lavori con macchine che non conoscono a fondo;
altre volte, sempre per esigenze produttive, vengono
spostati da un lavoro all'altro senza alcuna riqualificazione. Cio causa a volte incidenti anche mortali proprio per l'inesperienza che non e certo imputabile agli
operai, aile maestranze, ma aile carenze di qualificazione (questa richiede tempo, e spese, mentre si preferisce immettere al pin presto l'operaio al lavoro ).
Passando dagli infortuni aile malattie collegate al
lavoro, risulta dalle risposte degli oper~i che, a seconda
dei reparti e delle fabbriche, le malattie pin spesso segnalate sono:
SILICOSI: forse e una delle malattie pin frequenti;
Ia causa e da ricercare nella estrema polverosita e nella
presenza di polveri di silicio di molti reparti per mancanza assoluta di aspiratori; le mascherin~ protettive,
dove esistono, sono assolutamente insufficienti.
73
in alcune fabbriche gli
operai (( passano da temperature di 35-37° a queUe degli
spogliatoi che d'inverno sono gelati »; oppure passano
da un reparto all'altro dove vi sono fortissimi sbalzi
di temperatura. In un reparto si ammalano « per le Correnti d'aria fredda alia schiena c il calore delle saldature davanti >>. In molte fabbriche si hanno « temperature altissime d'estate e bassissi.me d'inverno >>.
SORDITA: anche questo e Ull fattore che ricor.re molto
spesso. I macchinari sono estremamente rumorosi, ed
a questo si aggiunge il sovraffollamento che esiste nei
numerosi .reparti, senza che vengano prese misure di
protezione acustica individuale e misure pe:r la limitazione della durata di esposizione.
DISTURB! ALLA DIGESTIONE: frequentissimi, data }a
condizione in cui l'operaio consum.a i pasti. II tempo a
sua disposizione e di pochi minuti; per esempio, in una
fabbrica dove finahnente avevano costruito la mensa,
questa « era inutilizzahilc perclu~ tra andare e tornare
si perdeva tutto il tempo a disposizione >>; oppure e
il caso di alcunc operaie che per poter mangiare qualehe cosa durante la mattinata devono chiedere il permesso di andare in baguo dove di nascosto ingoiano qualche boccone.
REUl\IATISMI E POLMONITI;
NEVROSI ED INFAHTI: c< ripetitivita, i turni, i tempi,
il rum.ore assordante, troppa responsabilita, tensione nel
lavoro », queste le principali cause.
Accanto a queste malattie, che sono le pili diffuse,
troviamo altre segnalazioni. Per esempio in alcuni reparti la temperatura e talmente alta che gli operai devono
here continuam.ente acqua accusando gravi forme 1li
enterocolite. Oppure gli operai dicono: « lavo.riamo col
74
70-100% di umidita )); « lavoriamo a 42" C )); (( allergic aile mani, dermatiti, e fastidi alla respirazione causata da acldi di stoffe »; « lavoriamo aeidi e sostanze
tossiche per cui siamo costretti a. lavarci alcune parti
del corpo con il cloro )). In altri casi gli operai risponJ.ono (spesso sulla base di conoscenze sanitarie impreei se): c< scoliosi per Ia velocita del la vo.ro >>; oppure:
c( cancro della vescica per impiego di sostanze
chhniche nocive »; << ernie per sollevamento di pesi troppo
elevat.i »; « le sostanze con cui veniamo a contatto provocano la perdita della degustazione del ciho ».
Una delle domande del_ {1uestiona.rio riguardava l'assenteismo. Questo e un fenorneno diffuso all'interno delle fabbriche, anche se in moltl casi l'operaio e costretlo
a recarsi al lavoro anche se e malato, « perche chi si
lamenta viene licenziato >>. Le cause sono da ricercarsi
nelle condizioni ambieutali in cui l'operaio e costrctto
a lavorare e nei turni a cui e sottoposto. I motivi di
assenzc dal lavoro che tornano piii. di frequente sono:
« intossicaz.ioni », « stanchezza per i ritmi », c< malal.tie c infortuni per i ritmi troppo elevati ))' « malattie,
particolarmente per quelli che fanno i turni »; oppure
<< da ricercarsi nelle condizioni di lavoro e nella lavo.razione in turni a ciclo continuo )), (( supersfruttamento ».
Per quello che riguarda l'assenteismo femminile la
causa principale sono i ritmi e gli straordinari che le
donne sono costrette a fare, e la difficolta di conciliare
il lavoro con la cura dei figli. La frequenza e abbastanza elevata. Dai dati che noi abhiamo l'assenteismo
femminile si aggira in media sui 15% giornaliero per
raggiungere anche il 25% in alcuni reparti.
7 .r:')
Le risposte alle domand~ sugli effetti dannosi particolari del lavoro sulle donne e sui giovani sono poche. Questo fatto e da ricollegare ad una certa ignoranza
dei dati riguardanti la propria salute. Molti lavoratori
denunciano chiaramente questa ignoranza: « i dati non
si conoscono », « non sappiamo quali sono gli effetti
di questa sostanza, ma pensiamo che ... » sono risposte
frequenti.
I dati raccolti dal medico di fabbrica difficilmente
arrivano ai lavoratori. Inoltre, rice~che specifiche come
quella del rapporto tra lavoro e salute delle donne e
dei giovani devono essere piuttosto rare. Su oltre 100
questionari, per esempio, in un solo caso si parlava
di un generale esame ginecologico allo scopo di appurare gli effetti delle condizioni di lavoro sull'apparato
genitale della donna-operaia. Con una certa frequenza,
invece, i lavoratori rispondono che gli effetti dannosi
sono uguali per tutti. Questo fa pensare che le condizioni di lavoro, che a giudizio di tutti i lavoratori di
qualsiasi eta e sesso sono insopportabili, tendono a rendere pili omogenee le masse lavoratrici per quello che
riguarda la debilitazione a cui sono sottoposte, ed a
rendere meno stridenti certe differenze.
Gli effetti dannosi del lavoro si aggravano per le
lavoratrici durante il periodo della gravidanza: su oltre
100 questionari solo in due casi si parla di spostamenti,
durante questo periodo, in reparti in cui il lavoro e meno faticoso fisicamente. La stragrande maggioranza delle .
lavoratrici parlano di frequenti aborti legati forse aile
sostanze nocive usate. Essi sono accompagnati da altri
fenomeni di cui i ritmi accelerati e le condizioni ambientali, i:ri particolare· nelle industrie tessili in cui e
76
impiegata la gran parte della mano d'opera femminile,
sono la causa: stati di ansia continui, nausee, svenimenti, irregolarita nei cicli, dolori ai reni per la posizione scomoda e l'umidita. Un altro disturbo frequente,
per le operaie adibite ai telai costrette a percorrere fino
a 30 Km al giorno, sono le malattie venose e le varici.
In generale ci si lamenta d,i. un invecchiamento precoce.
Questo stesso fatto e rilevato dai lavoratori nei riguardi dei giovani. Un operaio, alia domanda del questionario su quali siano gli effetti dannosi del lavoro sui
giovani, risponde: << invecchiano prima>>. Del resto da
altre risposte risulta non solo che invecchiano prima,
rna che crescono male. I giovani a cui il questionario
si riferisce hanno meno di 20 anni, ed il lavoro automatico ed i ritmi spesso incidono negativamente sui
loro sviluppo fisico non ancora completo. Infatti proprio perche giovani vengono usati per i lavori piu du:ri:
all'inizio della catena, nei turni di notte, senza considerare, come fa osservare un operaio, che proprio per
la loro inesperienza sono i piu esposti al pericolo.
Tutto questo - dice un lavoratore - produce nel
giovaue lo sviluppo precoce delle malattie tipiche di
persone pili auziane: silicosi, artriti, gastriti, reumatismi, vleuriti, coliti, perdita della virilita ecc.
C'e poi uu altro uumero di risposte che preudouo
in considerazione un altro aspetto: gli effetti di isolamenlo, di sfiducia, che la stauchezza provoca nel giovaue: « I giovani sono impossibilitati a dedicarsi ad
altre attivita come lo studio e la lettura )). « II lavoro
li rende qualunquisti e li spinge al disinteresse verso il
sindacato ed il partito )>. Frequentissime sono le aceuse
77
di apatia nel confronti dei giovani. I giovani stessi, del
resto, denunciano di non avere nessu11a prospettiva
all'interno della fabbrica. << I giova11i 11011 reggo11o a
<JUesto lavoro, i piti cercano di diventare vigili urbani
e uscirc d.alla fabhrica >>. La stanchezza toglie loro ogni
sicurezza per il futuro. Diconu: « Siamo tutti giova11i;
rna e difficile dire se arrivere:mo 'ana pensione )),
Nel complesso, t1elle ter;timonianze che abbiamo raccolto prende 1m posto preminentc la denuneia della
re£;pnnsabilit~l ehe nella genesi di malattie e <li infortuni anche mortali assumono coloro che trascurano di
applicare le nonne di sicurezza o -· peggio ancora
impongono di lavorare in assenza o in dispregio di
ogni misura precauzio11ale.
Spesso infatti la malattia, l'infortunio, a volte addlrittura la catastrofe, sarehbero stati evitati se si fosscro applicate le norme di sicurezza e di prevenzione
fissate dalla legge. Purtroppo in Italia - come dimo·
strano le relazioni annuali dell'Ispettorato del Lavoro
che denunciano come in oltre 1'80% delle ispezioni eompiu te vengono evidenziate violazio11i piti o meno gravi
della legge per la prevenzione degli infortuni (a Milano nel settore deJredilizia 'si giunge addirittura al
93%) -
e invalsa
l'ahitudiuc di considerare le norme
di sieurezza come inutiH perditempo.
Cio avviene J.a anni, ancorehe la legge fissi. non solo
!'obbligo di applicare strett:amente tutte le prescrizioni
al riguardo, ma imponga ancora iJ dovere di ad.ottare
tutte q.uelle misure che I'esperienza e la pratica cons.igliano, anche se non speeificamente indicate dalla
Iegge .
78
Un aspetto assai grave c rapprescntato dalla inlensi1ieazione dei ritmi di lavol·o, per le conscguenzc che derivano
sulla salute e sugli incidenti ~<ul lavoro: a Scsto San Giovanni
negli ultimi 4 mmi, si sono avuti 20 morti per incidenti
sui lavoro.
[Operai della Marelli di Sesto S. Giovanni , Milano J
ln questo anno due operai hanno perdu.t:o Ia vil.a in un
doppio fondo di un petroliere. C'e stata una inchi.esta da
parte dell'Ispettorato del lavoro e della Direzione, peru noi
come lavoratori del reparto non siamo aucora a conoscem:a
dei risultati di questa lunga indagine.
[Operai dei Cantieri Navali Ansaldn ·· Gr:Hova]
Maggio 1955:
una data che noi
ricordiamo con tristezza.
In un reparto si verifica uno scoppio dal quale sono investiti,
ustionati e terrihilmentc sfigurati 6 operai per una m.iseela
ai'Venuta tra l'acido solforico e il nitrobenzo.lo. Cau;;a dello
scoppio fu una piccola modifica dell'impianto. Una modifica
falta con Io scopo di eliminart> la rnezz'oJ'a di tempo morto
che scrviva per trasportare i fusti del nilrobenzolo al piano
superiore col montacarichi e vuotarlo a mano, nel recipienlc.
Ancora oggi alcuni non rientrano in fahbrica perclu; sligurati
gravemente ed hanno vergogna di andare in giro. On aitro
di.sastro ehe ha provocato !a morte di due operai ;~ avven.uto
a distanza di 6 anni: i1 3 maggio del 1961. Anclw ques!a
volta hanno perso Ia vita due operai: il vicc-capo.repnrto e
un ope1·ai.o dell'ofiicina meccanica. Anche qucsla volt~t per
ineuria. II fatto
avvenuto per l.o scoppio di m1 gawmetro
ehe scrviva per la produzione di acelilene. Siccom11 l'aceti.lcne si produce con il t1athuro, .~ueccdeva ugui tm1ln ehe
qualchc pezzo estraueu a] carhuru andaso:e ad inJilarsi neiia
valvola di sicurezza. Lo seoppio
avvenulo proprio per
IJUcslo. Un pezzo di ferro si era infilatv neH11 wdvnla di.
sicurezza di chiusum e biiiognava t.ugHedo. Normalmcntc,
nei passato. quando si. vedfieava cio, si fermava il ga:wmetm
e si lasciava per 5. o 6 giorni, puri.fieandolo con delle hnmlwle,
c
c
79
di azoto, fino a quando si era sicuri che non ci fosse pili
alcuna possibilita di esplosione. Il giorno in cui e avvenuto
il fatto, il gazometro era stato spento aile 4 del pomeriggio.
Gli operai dell'offi~ina meccanica sono andati a lavorare dopo
l'orario di lavoro: aile cinque e un quarto la esplosione.
Nel 1963 la Direzione decise di rammodernare un grande
impianto senza interrompere la produzione. La sostituzionc
dei pezzi avviene mentre l'impianto continua a produrrl".
Come Commissione Interna siamo intervenuti piu volte presso
la Direzione denunciando la pericolosita della procedura. La
Direzione dava assicurazioni che tutto era previsto e che
non c'era alcun pericolo. Invece un giovane operaio di 23 anni
veniva strangolato, mentre verniciava la caldaia, da una
cinghia di trasmissione in moto. Nel 1964 un altro operaio
veniva ucciso dalla cinghia di trasmissione mentre cercava
di aggiustare con l'impianto in funzione un'altra cinghia
che si era staccata. C'e stata una denuncia aile autorita
ed un operaio, sotto la pressione della direzione, dichiaro
di aver dato l'ordine di fermare l'impianto per rimettere
a posto la cinghia. Purtroppo la vittima non lo voile ascoltare. Messo a confronto con gli altri operai fu sbugiardato.
Due giorni dopo si suicidava.
[Operai dell'ACNA di Cesano Maderno • Milano]
Se ci danno degli attrezzi che non vanno, specialmente
se va in un posto pericoloso, possiamo anche rifiutarci,
se pero gli attrezzi sono a posto si deve andare. Ultimamente
e accaduta una disgrazia nella quale due operai: uno di
40 e uno di 23 anni sono rimasti bruciati, perche c'era una
perdita di gas. In quel posto in cui vi stava solo una
persona, e neppure in piedi, sono dovuti entrare in due.
E bastata una scintilla e questi ragazzi sono bruciati vivi
e c'e voluto un'ora per andarli a prendere.
[Operai dei cantieri Ansaldo di Sestri Ponente - Genova]
Alcuni gior.Q.i fa l'operaio Remo Forante, e stato risucchiato da una macchina eon velocita al limite di sicurezza ed
ha avuto sei costole rotte. Addirittura, per non danneggiare
80
l'azienda non si voleva tagliare il nastro-trasportatore di
feltro (costava 2.500 lire) che aveva trascinato l'operaio e
Io comprimeva contro il cilindro di acciaio. Solo dopo l'intervento di alcuni compagni di lavoro e « un'autorizzazione
dall'alto )) si e proceduto a liherare l'infortunato.
[Operai della SAIFECS di Verona]
Nel reparto molte volte mancano le piu elementari misure
di prevenzione: basti pensare che una ragazza ebbe un taglio
alia gamba sinistra perche un bancanale, sui quale erano
accatastate delle lamiere, era sostenuto con una gamba di
fortuna, i cui chiodi non hanno retto al carico che si e
rovesciato, causando l'infortunio. Solo per puro caso la ragazza
non ebbe la gamba amputata.
[ Operaie della Marelli - Reparto. IL 2
di Sesto S. Giovanni - Milano]
Le navicelle del peso di 8 Kg. escono dai telai guasti
e volano per il reparto alia velocita di 90 Km. orari. Si
vede che qualche huon santo ci protegge, perche per miracolo non hanno ancora ammazzato qualche operaio; pero
diverse volte ci hanno ferito.
[Operaie dell'ITALIO di Mantova]
Inforluni con invalidita grave: 12 ogni anno.
[ Operaie della Cosmos e S. Chiara di
Mantova]
Vi sono stati tre casi d'invalidita grave, 30 casi di
invalidita lieve e 30 senza esiti. A volte vengono fatte
usare macchine pericolose ad operai appena entrati in fabbri·
ca, ovvero assunti da qualche giorno.
[Operaie della Bober-Gomma di Cavriana • Mantova]
C'e un altro fattore molto importante e cioe quando un
lavoratore si fa male, se non e tanto grave, tanto il dottore
quanto gli addetti all'infermeria lo mandano a casa, « tanto
oggi Ia giornata e pagata e vedrai che domani non avrai
81
pm niente JJ. l1 lavoratore si accontenta e non va a vedcrc
motivi per i quali non lo hanno mandato all'infortunio.
Prima di tutto sc dovessero mandare sotto infortunio tutti
quelli che se lo fanno, il grafico aumenterehbe e hanno
tutto !'interesse a pagare una giornata e anche due, purcluS
non denuncino J'incidcnte, perche a fine d'anno se il grafico
degli infortuni aumenta, la Direzione va tassata di phi.
[Operai dell'Ansaldo Meccanico di Genova]
Uno che si fa male alia mattina deve aspettare il dottore
fino al pomeriggio che gli faecia il higlietto per andare
all'assicurazione. E una cosa assurda, perche nno che ha
una scheggia in un occhio o si e fatto male ad un dito
deve stare tutta la mattinata senza fare niente, aspettando
ehe venga il dottore, pero ci sono sempre presenti gli ispettori
che danno lc multe a quelli che delle volte mancano. Vi
sono dei lavoratori che avevano delle fratturc nelle mani
e nei piedi cd hanno continuato a lavQrare e solo quando
agli arti si sono gonfiati il dottore li ha mandati a passare
i raggi ed hanno riscontrato la frattura. Siamo quasi tutti
sordi nel reparto, rna ei rifiutano la pensione.
[Operai del Reparto ealderai d,ella ASGEN di Genova]
E .capitato una volta che una pressa sotto la quale avevano
lasciato le mani due lavoratori perche seattava da sola per
un evidente guasto non e stata fermata: dopo ogni infortunio
Ia Direzione comandava al lavoro su questa macchina un
altro operaio.
[Operai della Montedison-Scei di Novara]
prima del 60° anno
tlell'eta pensionabile.
82
eta, e
91
l'isultann
,Jeceduti
( Operai porluali di
priuw
Genova]
Si arriva al punto che in un lot·ale di appeua 2 o 3 metri
quadrati devono lavorare 7 o 8 }Jersone, a volte anehe 10.
Per quesl:o, proprio un anno fa, un lavoratorc perse la vita:
una fiamma di ritorno dalle manichette dell'ossigeno hrucio
l'unica scala, per altro di legno, che scendeva verso il cavone
di prua dell'incrociatore Vittorio Veneto, bloccando l'operaio in
fondo alia chiglia della nave, dove fu Insciato agonizzante
per hen due ore tra l'impotenza dei compagni di lavoro e
l'inerzia dei dirigenti.
(Operai dell'Italcantieri di Casl:cllammare di St:abia]
Lo chiamano il << reparto mutilati ». Vanno pochi in
pensione con tutte le loro dita .intere. Ci sono operai che
su cinque dit.a della mano sinistra hanno quatt:ro dita amptt·
late di nctlo aile prime falangi.
[Operai
della
Montcdison
di
Novara]
Ci sono alcuni lavoralori colpiti da silicosi, anzi stiamo
faeendo i passi neccssari per mandare questi lavoratori da
uno specialista. E rieonosciuta la rumorosita dei frantoi, se
uno diviene sordo, accadc proprio li. Pero da noi non c'e
stato ness1,1.no chc abbia richiesto una visita; perche se uno
sta ai vagli 2-3 anni poi viene cambiato, e cosi non ha piu
quella qualifica, si tiene il suo malanno.
[Opcrai
Nel porto di Genova si sono verlficati dal 1960 al 1964·
22.800 infortuni di cui 30 mortali; nel 1965 gli infortuni
sono st:ati 5.076 di cui 10 mortali. Nella compagnia del ramo
industriale che opera nel settore delle riparazioni navali,
su 945 lavoratori cancellati dai ruoli in 10 anni, soltanto
il 43% risulta aver raggiunto l'eta del pensionamento: 384
risultano eollocati in pensione per invalidita permanenle
di
della
Tassara di
Sestri Ponente
• Genova]
In uno dei reparti di questa fahhrica, la filatura, lavorano
uu gruppo di operaie ad una temperatura amhientale che va
dHi 31° ai 40° C. 11 cotone viene immesso in tuhi calilnati
prima grossi e poi sempre piu pie1~.oli. Tanta peluria intasa
Ia macchina e gli aghi. Con spazzolini speciali si pulisce
!a macchina e l'arnhiente diventa saturo di pnlviscolo di
83
cotone. Si respira questo pulviscolo otto ore al giorno e la
tosse, i fatti bronchiali sono ormai tipici per noi lavoratori.
[Operai della SAIFECS di Verona]
Le malattie professionali piu frequenti sono rappresentate
da disturbi dell'udito, faringiti, laringiti. Le malattie phi
diffuse sono cefalee, gastriti, esaurimenti nervosi, sordita,
artrosi cervicale.
[Telefoniste della STIPEL di Mantova]
Le malattie pili diffuse sono: reumatismi articolari, cardiopatie reumatiche, tubercolosi polmonare, esaurimento nervoso,
disappetenza, · bronchiti, infarti al cuore. I guanti protettivi,
i grembiuli non si possono usare perche sono scomodi e non
permettono di mantenere i ritmi (1.000 quintali di salumi
alia settimana).
.
[Operai del salumificio Lovani di Castelluccio • Mantova]
Le malattie pili diffuse sono: dermatiti da contatto con
aldeide formica, congiuntiviti, riniti, faringiti, bronchiti, cefalee
e sono causate dalla colla che usano per incollare i fogli di
compensato.
[Operai della Camparsi di Marmirolo - Mantova]
Le malattie diffuse sono: esaurimento nervoso, dismenorree, aborti, irregolarita del ciclo mestruale, cefalee, nevrosi.
[Operaie della Maglieria ZEMAR di Mantova]
E recente, di questi giorni, che mentre un collega . di
lavoro moriva, gli arrivava contemporaneamente Ia lettera
di licenziamento quale aiuto morale a casa, per £arlo guarire,
e ne sono state spedite altre 4 per altri colleghi. Infatti
diffuse sono le malattie del sangue, l'ipertensione (abbiamo
dei rumori, assordanti), le intossicazioni da piombo nei reparti
di composizione, dove si e costretti a lavorare senza impianto
di recupero. Abbiamo molti casi di ernia . del disco nelle
officine di litografia.
[Operai del Poligrafico dello Stato di Roma]
84
I lavoratori anche se hanno il raffreddore e hanno male
di gola .vengono lo stesso a lavorare perche i primi 3 giorni
non li pagano e per gli altri 8 giorni danno 1.000 lire al
giorno. Se uno sta a casa 10 giorni guadagna 10.000 lire.
Da noi le malattie si aggravano, perche andiamo a ~avorarc
proprio sin quando non ce la facciamo phi. Le malattie
pili frequenti sono: le bronchiti; le influenze, gli sfoghi
per quelli che lavorano alia nafta. C'e un ragazzo che e
tutto pieno di questo sfogo, non ci vuole pili stare e
continuano a tenerlo li.
Abbiamo delle scale di legno tutte rotte. Abbiamo detto
al capo che dato che le scale sono piene di grasso, di
toglierlo perche possiamo scivolare e cadere. 11 capo ha
detto che non ci puo fare nulla. Si lavora al lavaggio dei
treni, senza guanti, senza stivali, e si e sempre a contatto
con i detersivi che sono nocivi alia salute. La ditta non da
i guanti in quanto i detersivi li sciolgono.
[Operai della ditta appaltatrice delle pulizie
della stazione FF.SS. di Genova Brignole]
I gabinetti li hanno fatti all'esterno. Noi usciamo dal
reparto tutti sudati perche non siamo pili uomini, ma ingranaggi, si va fuori e c'e aria e si prende un accidente.
[Operai della ASGEN di Genova]
Per quello che riguarda Ia concia, tintura ed ingrasso
questi operai lamentano una forma allergica, dermatite da
cromo che fa addirittura i buchi. Io ho gia !'ulcera e non
riconoscono mica se uno non ce la fa pili a lavorare nella
concia che e il lavoro phi pesante che ci sia e loro ti
rispondono: se vuoi lavorare, li c'e il lavoro, se no prendi
la porta e puoi tornartene a casa.
[Operaio della Bocciardo di Genova]
Ma vi sono stati anche alcuni uomini che per portare
solamente questa bobina dai forni caldi, a fuori, i manovali
si sono contagiati, tanto e vero che due di questi manovali
sono all'ospedale da alcuni mesi. 11 compagno della C. I. e
85
and a to !I trovarli in ospedale ed c rimasto impressionato
perche dalle gam be gli continuava a spurgare sempre del
liquido. Era no come delle ulcerazioni ehe continuavano a
spurgare.
[Operai dell'ASGEN di Genova]
Su 100 risposte piu di 1/3 ha .detto di essersi ammalato
a causa del lavoro. La nostra malattia principale e l'esaurimento nervoso. Prima non conoscevamo neppure questo nome,
oggi si sviene in fabhrica.
[Operaia della Camiceria Marvin-Gelber di Chieti]
Sulla nave, che ha determinate esigenze di tempo, operano
nello stesso momento le categoric piu diverse. Vi troviamo
infatti coloritori, calderai, hrasatori autogeni, saldatori elettrici,
falegnami, fabbri, aggiustatori, tuhisti, elettricisti, coibentisti,
lucidatori, aiutanti metallurgici, calafati, carpentieri, moratori, picchettini, carenanti. Tutti questi lavoratori sono soggetti ad essere colpiti, ad esempio, da sordita da rumore, per
l'uso che in detti locali, ed all'esterno, si fa di macchine
pneumatiche per la rihattitura di chiodi, per il calafataggio,
il picchettaggio delle lamiere; da ashestosi, per l'impiego di
lana di rocce o amianto per il rivestimento delle pareti
isolanti, o delle tuhature; da saturnismo per l'applicazionc
di vernici, o per il taglio di lamiere coperte da vernici che
provocano gas venefici; pericolo di sillcosi, per la insufficiente organizzazione, per l'uso della sabbia che si usa per
la sabbiatura del fasciame o all'interno delle cisterne.
[Operaio del Porto di Genova]
Le assenze dal lavo.ro sono sempre p1u numerose e questo
pe.rche le operaic non ce Ia fanno piu. Ecco perche si verificano, specie d'cstate, svenimenti e, in generale, malattie
conseguenti alia estrcma tensione nervosa. C'e qui con me
una compagna di lavoro che dopo 20 ore in tessitura ha
perso completamente un timpano.
[Operaia della WILD di Novara]
86
Le assenze
al 20%.
per
malattia
sono
quolidianamentt'
int.orno
[Operaie della Pancaldi di Bologna]
Non a ca~o le assenze gio.rnaliere si aggirano sulla media
del 12-13%, cioe oltre 100 lavoratori al giorno sono cost.retli
a mettersi in mutua per .recuperare le energie logorate. Ogni
operaio sa benissimo che il suo bene phi prezioso e la
salute, e che, al punto raggiunto dall'organizzazione e dallc
tecniche di lavoro, oltre ad un salario proporzionato alia
quantita della p.roduzione realizzata, occorrono altre mis.ure
concrete che preservino la integrita fisica da ogni rapido
logorio che questo lavoro comporta. Che la dignita umana,
Ia salute e la liberta di ogni operaio sia effettivameute..
tutelata tra~ite il riconoscimento dei poteri di un intervenlo
su tutti i rapporti di lavoro, suH'orario, sulle qualifichc,
sui lavoro a cottimo, sulle linee a catena di preparazione
e di montaggio. E cio con una regolamentazione che sanzioni
la istituzione delle pause di riposo in momenti particolari
della giornata di lavoro.
[Operai della SINGER di Torino]
A volte i lavoratori sono costretti a nascondere essi stessi
le loro malattie. V oglio citarvi un esempio recente.
Nella nostra azienda siccome noi siamo regolati dal contralto nazionale dei grafici, dopo i primi sei mesi di malattia
a meta paga, ci sono altri 4 mesi senza paga, poi c'c il
licenziamento. Molti operai padri di famiglia, se sanno di
avere un male che puo permetterc all'azienda di tenerlo
lontano circa 10 mesi, cercano di nasconderlo, perche altri·
menti arriva il licenziamento.
[Operaio del Poligrafico dello Stato di Roma]
Nel settore ancora manuale del lavoro, dove e impiegata
in gran parte la mano d'opera femminile, dove per l'accentua·
zione dei ritmi vi sono dei casi di atrofizzazione delle man..i,
questi movimenti continui ed accelerati che devono fare le
87
donne nel lavoro provocano artrosi che tendono a paralizzare
gli arti superiori.
[Operaie dell'Ansaldo San Giorgio di S. Ponente • Genova]
Gli effetti particolarmente dannosi sulla donna sono gli
aborti con una certa frequenza dovuti ai ritmi affaticanti.
[Operaie della Camparsi ~i Marmirolo • Mantova]
La maggior parte delle operaie lamenta, oltre ai disturbi
di un ambiente con temperature e umidita eccessive: faringiti,
bronchiti, reumatismi, anche turbe dell'accrescimento corporeo
nei . giovani e nelle sfere genitali dovute, sembra, all'alto
grado di ionizzazione positiva esistente nell'ambiente.
[Operaie del calzificio EGEO di Castelgoffredo • Mantova]
Alle giostre la maggior parte delle operaie avvertono
nausee nel periodo iniziale di adattamento per il continuo
sforzo di coordinare il lavoro su una macchina da montare
che si muove continuamente davanti agli occhi e il fenomeno
illusorio, avvertito dalla maggior parte degli addetti, e che
al (( transfer quando si arresta comincia a muoversi a ritroso )).
[Operai della Olivetti di Ivrea]
e
Controllo, scelta, verifica. Questa
una mansione molto
difficile esercitata prevalentemente da donne che sono costrette
a svolgerla con la luce artificiale e di conseguenza all'eta
di 26-27 anni, hanno quasi tuttc una miopia spaventosa.
[Operaie del Poligrafico dello Stato di Roma]
Trasformazioni tecniche e condizioni di salute
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Su questo argome~to, i quesiti posti agli operai
sono stati: « negli ultimi anni, quali sono le trasformazwm tecniche e nella organizzazione del lavoro
che hanno inciso sulle condizioni di salute? ». In
particolare: « introduzione di nuove macchine e
modifiche degli impianti e degli ambienti di lavoro »,
<< assegnazione
di macchine in maggior numero »,
« aumento della saturazione e . della costrizione nelle
lavorazioni a catena, nelle lavorazioni a flusso, nelle
giostre, etc. », « aumento dell'indice di automazione
e relative conseguenze in relazione ad una maggiore
richiesta di funzioni nervose superiori », « squilibri
tra
reparti
automatizzati
e
reparti
non
automatiz-
zati », « introduzione nei processi produttivi di nuove
sostanze »,
« parcellizzazione
del lavoro >>.
La complessita di queste domarnde, e la formulazione _poco accessibile, non ha facilitato le risposte,
che
spesso
complesso
sono
degli
state
incomplete.
interventi
e
delle
Tuttavia,
dal
testimonianze
operaie risulta che dopo la recessione del 1963-1964
la produzione
e
tornata quasi ovunque a ritmi ele-
vati. Nella maggior parte dei settori industriali si
e notato questo fenomeno: le fabbriche hanno proceduto a volte al rinnovamento dei macchinari, mutamento causato in parte dalla loro obsolescenza, in parte
dalla necessita di essere pili competitive sui mercati
europei. Ma pili spesso, invece di una raziona-
89
lizzazione tecnica, si e puntato su una ristrutturazione degli impianti, senza un allargamento degli stabilimenti, sull'intensificazione dei ritmi, senza 1iuovi
macchinari: cio ha creato degli squilibri gravissimi tra ritmi e rendimento, tra spazio e lavoro.
Le innovazioni tecniche hanno. aumentato notevolmente lo stress produttivo. Non si tratta per lo piu
di un maggior aff aticamento fisico, o per lo meno
non solo di questo. Lo sfruttamento avviene a
livello psicofisico. La continua rivoluzione industriale
ha introdotto macchine che sviluppano lavori molto
complessi in poco tempo, ma necessitano di un controllo continuo. L'attivita dell'operaio che prima era
concentrata a pochi mezzi di lavorazione o1·a si
rivolge al controllo di pili macchine, controllo che
crea un logorio nervoso notevolissimo. In pili, il
1avoro e trasformato in movimenti monotoni e ripetitivi. L'introduzione a tutti i livelli della divisione
del lavoro non piu a squadre, ma con il metodo
della produzione a catena spF~(}nalizza l'operaio c
causa quell'affaticamento psichico che ha conseguenze non immediatamente manifeste come queUe che
derivano dal lavoro fisico. II danno maggiore di un
simile procedimento sta proprio in questo: gli cc esaurimenti nervosi » non creano immediata inabilitazione dell'operaio come quella che deriva da un
qualsiasi incidente sui lavoro, rna lo logorano poco
a poco, e provocano sulla salute consegu~nze a
distanza.
Da un'analisi pili particolare delle risposte, risulta
che nella maggior parte delle fabbriche il raddoppio
dei macchinari non ha portato ad un aumento del
90
personale, per cui si e avuta accentuazione di ritmi
ed orari. In ltlcuni casi anzi il numero degli operai
e stato ridotto. Ove ci sono state innovazioni esse
sono state negative per gli operai, perche i ritmi
sono aumentati ed una sola persona e stata eostretta
a controllare molte macchine contemporaneamente
(industria tessile). Dove non c'e stato l'aumento dci
macchinari si sono introdotti sistemi a « carosello )),
nuove forme di organizzazione del lavoro per eliminare le pause ed i tempi morti. Gli operai dicono:
«non c'e stato rinnovamento tecnologico, solo riorganizzazione del lavoro con ritmi impossibili, semprc
con il cronometrista aile spalle »; « si sono applicati
contatori aile macchine per il controllo della la vorazione e del rendimento », « le trasformaz.ioni tecni·
che non hanno avuto come obiettivo la salvaguardia
della salute degli operai, rna solo l'aumento della
produzione >>.
L'accresciuto numero dei macchinari, in contrasto
con le strutture della fabbrica rimaste immutate,
danno luogo a quegli squilibri che abbiamo prima
segnalato. La situazione negli amhienti diviene sovraffollata e caotiea: « i cantieri sono dei veri e propri
labirinti ». Si crea un palese addensamento sia di
operai che di macchine, che rende inapplicabili _lc
norme per la sicurezza igienica (ventilazione, ricambio
d'aria ecc.); cio causa anche maggior facilita di
incidenti sui lavoro, dato il ristt·etto campo d'azione
dell'operaio nel reparto, ove si svolge in un ambiente
meno llbero una maggiore mole di la voro per il
controllo di pili macchine insieme. Un altro elemento
negativo risulta dal lavoro a cottimo. La riorganizza-
9.1
I
zione del lavoro ha portato a nuovi metodi di cottimo
insostenihili.
Alia domanda riguardante l'aumento della saturazione e della costrizione del lavoro a catena, una
risposta molto frequente e: zero. Non possiamo sapere
quante di queste risposte siano dovute ad ignoranza
dei lavoratori, ed alia loro scarsa' capacita di conoscenza e di controllo neUe trasformazioni tecnologiche che avvengono nella fahhrica, e quante siano
effettive negazioni, cioe testimonianze dell'arretratezza e del livelio sottosviluppato di molte fahhriche
italiane. Questa seconda ·- ipotesi puo essere giustificata dal fatto che tutte le altre risposte sono positive:
(( e stata razionalizzata la distrihuzione del lavoro
fino alia completa eliminazione dei tempi morti ed
alia riduzione della manodopera »;, « aumentata e
perfezionata l'organizzazione del lavoro a catena »;
« aumento del 30% rispetto al '66 »; « aumento
della saturazione del lavoro nelle giostre, controllo
esasperante >>.
Alia domanda sull'indice di automazione e sulle
conseguenze, in rapporto alia maggiore richesta di
funzioni nervose superiori (formulata in modo diffi-
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cile ), la maggior parte dei lavoratori non ha risposto,
o ha ritenuto che la domanda si riferisse all'aumento
di tensione nervosa, di logorio di nervi, in conseguenza dei ritmi.
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Tranne due o tre, le risposte vertono tutte sul
fatto che l'operaio e sottoposto ad un tale sfruttamento delle sue capacita fisiche ~ psichiche che
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spesso ne conseguono « esaurimenti nervosi », forme di
92
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nevrosi sempre pili frequenti tra i lavoratori. L'&utomazione, dicono i lavoratori, aumenta i ritmi di lavoro
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aumenta la produzione. Da cio ne deriva un aume~to
della tensione nervosa e del logoramento conseguente:
(( la produzione mediante l'automazione e raddoppiata,
quindi aumento del lavoro nervoso », « logorio nervoso
per l'aumento dell'indice di automazione >>. Solo due
risposte discordano da questa interpretazione: « ormai
i lavori lasciati all'uomo richiedono sempre pili la
funzione nervosa superiore », e « si duhita se cio
comporti o meno funzioni smperiori per mancanza
di elahorazioni scientifiche >>.
Anche alia domanda sullo squilihrio fra reparti
automatizzati e non automatizzati le risposte sono
scarse, e caratterizzate da una grande varieta, per
cui non e possihile ·classificarle 0 raggrupparle per
categoric. E necessario quindi riportare le pili interessanti: << squilihri fra le catene e la fine della
catena, dove l'operaio deve in fretta accatastare i
fustini »; << il reparto macchiile rimane indietro nel
lavoro e devono fare pili ore »; « accelerazione nei
reparti manuali richiesta dai reparti automatizzati »;
(( dove non e avvenuta l'automazione ricerca di intensificare i ritmi con metodi coercitivi e paternalistici »; « esistono forti squilihri tra i vari reparti
che danno vita al maggiore o minore salario, alia
maggiore o minore pericolosita e dove si inserisce
il fattore demagogico e paternalistico del padrone »;
« nei reparti non automatizzati c'e uno sforzo fisico
maggiore, in quelli automatizzati e maggiore lo sforzo
psichico >>.
93
Alia domanda sull'introduzione di nuove sostanze
ehimiche, il dato phi rilevante e che spesso i lavoratori ignorano la composizione delle sostanze chimiche
che usano, e sono perfino nell'impossibilita di contro1lare se sono state introdotte nella lavorazione
delle nuove sostanze. Se ne accorgono, magari troppo
Lardi, e a loro spese, dagli effetti dannosi che queste
sostanze provocano, e contro le quali essi non possiedono alcun mezzo di protezione: « nuove vernici
i cui cffetti non sono ben determinati, rna alcuni
operai accusano indisposizioni anche gravi )); << nuovi
colori e detersivi, che emanano gas nauseanti »;
« olii che a contatto con le ferite le rendono difficilmente guaribili »; « olio chimico che provoca malattie
d;ella pelle )>; << nuove lavorazioni nocive rna i lavoratori so no inconsapevoli della loro composizione ».
Altre volte le loro denunce sono molto piu precise ed altrettanto impressionanti: << da molti anni
introdotto il benzolo »; << la gomma sintetica e . la
vernice recano disfunzioni alia cute, al fegato e ad
altri organi, riconosciute come malattie professionali )>; « la resina per l'incollamento del vclluto da pesantezza alia testa e stordimento )) ; (( il silicio e stato
sostituito dall'allumina che agisce sui vasi sanguigni )); (( nel reparto gas e stata introdotta l'allumina,
i cui effetti sui polmoni sono in via di sperimentazione »; << bismuto o zolfo nuove fonti di gas tossici >).
Dopo la fine del miracolo cconomico e cominciato il mira<~olo dei licenziamenti, quello del massimo profitto, del sottosalario e della trasformazione dell'uomo in macchina.
[Operai della INTERMARP di Novara]
94
Uno stabilimento strabiliante chc svetta sul ]ago di Mezzo:
ha Ia forma avveniristica di una nave, con due doppi piloni
portanti di cemento armato che reggono un corpo unico, . dag1i
ampi finestroni, tutto dipinto in delicato verde pisello. La
fabbrica l'ha disegnata un grande e famoso architetto, Nervi;
c un'opera di scultura piu che un edificio. E questo. e il solo
guaio. Perche nessuno dal grande architetto che firma
all'azienda che paga ha pensato 'Che quella .fabhriea olt.rc
~he a produrre bene deve inserirsi positivamente nell'ambiente
e deve consentire anche di lavorarci dentro in condizioni umaue. Cosi si e costruita la « nave JJ con l'unico e chiarissimo
seopo di utilizzare quelle acque per gli scarichi di pasta d.i
legno: cioe per inquinare il lago stesso. Cosi si e costruito il
grande corpo centrale senza provvederlo di aerazionc suffidente, senza aspiratorc, senza precauzioni per la grande macchina ( 120 metri, tutto ·automatico, dal legno aHa carta raffinata) che ha stritolato nei rulli un operaio. Cosi e dotato
di aria condizionata il cc box » di vetro dove stanno gli ingegneri che controUano i tempi della macchina; nel reparto
dove lavorano 600 operai invece Ia temperatura tocca i 45° C
c l'umidita raggiunge il 90%.
[Operai delle Cartiere Burgo di Mantova]
Da poco abbiamo cominciato ad usare una saldatrice piti
moderna ad c< arco sommerso JJ, ma moderna per Ia produzione,
perche per noi si e rivelata solo fonte di maggiori malattie
e perdite di guadagno. Malattie perche la saldatrice funziona
ad ossigeno e le esalazioni stanno portando ad un aumento
della silicosi; perdita di guadagno perche la direzione non
solo ha tagliato i tempi di cottimo, ma ha teorizzato che vicino
alia nuova macchina non occorre piu l'operaio qualificato rna
basta l'operaio comune di prima categoria per il quale e prevista una percentuale oraria di cottimo piti bassa: Ia perdita
di guadagno per noi saldatori avviene cosi su tutti i fronti.
[Saldatori FMI • MECFOND di Napoli]
Si e arrivati all'assurda assegnazione di 56 macchine di produzione ad un operatore c 4 operai. Nella fabbrica moderna non
95
c'e posto per l'uomo, ci dicono. I nuovi sistemi di lavorazione
hanno calcolato tutto, alia frazione di secondo, cio che l'operaio ·deve fare durante il turno di lavoro. E tutto previsto, un
processo irreversibile, di cui noi non abbiamo colpa, se colpa
c'e semmai e del progresso, della tecnica, ci dicono i padroni.
[Operai della RIV- SKF di Torino]
L'applicazione della scienza e della tecnica al fatto produttivo in questi anni e avvenuta sotto il segno della cosiddetta « efficienza aziendale », distorcendo completamente il
significato liberatorio e progressivo dello sviluppo tecnologico.
E la conseguenza di questo fenomeno e che non soltanto
a livello aziendale gli operai e i tecnici subiscono, spesso
con ripercussioni negative sulla loro condizione, l'applicazione
di nuove tecniche senza essere loro i protagonisti dello sviluppo rna nnche che questa subordinazione si riflette a
livello sociale con una progressiva emarginazione dei lavoratori dai centri decisivi della vita sociale, culturale t:t politica
.del Paese. Lo sfruttamento della forza-lavoro arriva al saccheggio della salute stessa dell'operaio, oggi si spinge oltre ed arriva al saccheggio. dell'intelligenza del tecnico. La sua funzione
d.irigente, se mai c'e stata, sta oggi annullandosi in un rapporto di sempre phi stretta subordinazione alia complessa gerarchia aziendale .. Gli effetti negativi della parcellizzazione del
lavoro, oltre agli operai, arrivano oggi a toccare fasce sempre
piu estese di tecnici dell'industria.
[Tecnico della FARMITALIA di 'rorino]
Pensate a cosa sono le ore, i giorni, i mesi e gli anni
.scanditi da operazioni che comportano tutta una serie di complessi movimenti da compiersi in periodi ·di tempo che vanno
d.ai 4 ai 90 secondi in ambienti, poi, nei quali la presenza
di fumi, di polveri, di calore, di umidita e di rumori assord.anti lasciano tracce profonde sulla nostra salute.
[Operaio della FIAT Mirafiori di Torino]
I ritmi cosi intensi non ci permettono di here neppure
un bicchiere d'acqua.
[ Operaia della Pancaldi di Bologna]
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:E stato messo il doppio motore vicino aile macchine aumeutando cosi la velocita delle macchine stesse c aumentando lo
sfruttamento dell'uomo sull'uomo.
[ Operaio della SA LID di Salerno]
Le macchine piu perfezionate, anziche diminuire la fatica,
non hanno fatto che aumentare i ritmi e di conseguenza danneggiare la salute.
[Operaie del Calzificio Asolano di Mantova]
Le macchine nuove, l'organizzazione del lavoro e i ritmi
piu elevati, l'introduzione di tinture dannose, hanno• inciso sulla
salute delle lavoratrici.
[Operaie del Calzificio Cosmos e S. Chiara di Mantova]
E recente l'istallazione di due macchine moderne giunte
dalla Germanin: una macchina a rotocalco a 4 colori, che
e spaventosa solo a vederla, e un'altra, che stanno attualmente montando, a due colori. Hanno istallato le due macchine
al terzo piano di un edificio non solo vecchio rna che aveva
dovuto subire opere di rafforzamento delle solette di cemento,
date le lesioni che si erano riscontrate. Ora stanno istallando
un 'altra macchina, avendo spostato le macchine vecchie che
servivano per l'abbobinamento della carta, e raggruppato quest'ultime tutte in un reparto, dove le operaie sono costrette
a lavorare in uno spazio angusto e con il continuo pericolo
di farsi male .
[Operaio dell'fstituto Poligrafico dello Stato di Roma]
Noi, essendo in un reparto dove ci vuole gente giovane, arriviamo sulla cinquantina che non siamo piu buoni a fare il
nostro mestiere essendo esso troppo nocivo specie ora che ah·
hiamo avuto si delle innovazioni tecniche, pero tutte le innovazioni sono andate a vantaggio della Direzione e non dell'operaio.
[Operai del Cantiere Navale Ansaldo di Genova]
97
Ncl rcparto ripcttinatura dello stabilimento di Maglio per
esempio; dopo aver fatto modifichc tccniche alle ripettinatrici
PL (costruite cinquanta anni fa) che permettono un aumento
insopportabilc del ritrno si e passati anche ad un ulteriore aumento del rnacchinario, portandolo da 8 a 12 macchine per operaio, dove la saturazionc arriva ai limiti del 100 per 100. Nel
<'- mistificio >> sia d.ello stahilimento di Valdagno sia di. quello
di Maglio, e stato addirittura r:tddoppiato il carico, assegnando due macchine a testa invece di una e mantenendo inalterato il ritmo del lavoro. In « preparazione pcttinatura » al
Maglio, un reparto dove ciclicamcnte vengono sostituite le macchine piu moderne, aumentati i ritmi raddoppiano il carico.
Nel (t ritorno >> da Valdagno, in meno di cinque anni Marzotto
e riuscito a far passare, mantenendo sempre le stesse macchine,
un aumento di quasi il 300 per cento portando cioe l'assegnazione prima a tre macchine, poi a cinque ora a otto.
[ Operai della Marzotto di V aldagno e Maglio]
Nella nostra ,azienda c'e stato un ammodernamento in queoto tipo di catcnc a montaggio della FIAT, dove un operaio
gira un quarto di bullone e basta.
[Operaio della ASGEN di Sestri Ponenle - Genova]
11 sistema che vogliono fare del Iavoro a catena, vuol dire
ammazzare Ia gente. Quando da un uomo si pretende 250
staffe a macchina che non ha neppure il tempo di andare
al gabinetto. lo sono 41 anni che sono in fonderia, percio
ne ho per poco, rna era tutta un'altra cosa, quando si entro
in fonderia. E un aggiornamenlo retroverso e pereio bisogna
andarci dietro, si, ma non con questo sistema. Adattate Ia
fonderia come deve cssere adattata. Quando faranno Ia fon·
deria nuova · sara peggio. Ci fanuo lavorare come in quel
film di Charlot.
[Operaio della fonderia di Sesti Ponente • Genova]
Ci siamo lamenlati; perche quando non siamo piii giovani,
o quando siamo malati o poco e.fficienti ci licenziano. II pad.rone
98
ei ha risposto: quando un pezzo non mi serve lo mando al ma-
gazzino e lo hutto nei rifiuti.
[Operai della Rhodiatoce di Casoria - Napoli]
La parcellizzazione del lavoro aumenta senza soste.
[Operai rlella Furga di Mantova]
Jl progresso tecnologico, cioe l'istallazione di macchinario
sempre phi razionale e moderno, non solo non crea agli operai
nessun beneficio, rna i ritmi di lavoro vcngono invece aumentati e il numero degJl occupati tende a diminuire, constatiamo difatti che mentre l'azienda aumenta sensibilmente Ia sua
produzione non aumenta il personale. Questi rinnovamenti, e
modifiche di vecchi impianti, porta Ia Direzione a tentativi
di declassamento delle categoric cd a un orientamento per affi.
dare ad ogni operaio la responsabilita di piu macchine, · questa situazione causa un enorme inasprimento dei ritmi di lavoro
con gravose conseguenze per la salute dei lavoratori. La nostra
fabbrica in questi ultimi anni ha ridotto l'orgauico da 700 a
350 unita, pur rimanendo a 600 medicazioni con 60 infortuni
di cui 17 gravi.
[Operai clella Lucchini e Perego di Milano]
Le apparecehiature tecnichtl sono rimaste ,imm.utate, eppure
nel campo delle cuffie e dei dispositivi si sono fatti notevoli
passi nel campo tecnico, mentre iuvece si riscontrano conti·
nuamenle delle scariche elettriche proprio sulle cuffie.
[Telefoniste della STIPEL di Mantova]
E intollerahile Ia solitudine che porta il lavoro meecani7..zato.
[ Operaio dello stahilimento navale di. Taranto J
Bisogna levare con le mani le batterie e cercare di aggau·
sotto una gru, dentro il forno si !lovrehbe stare uu quarto
d'ora, infatti prima si faeeva un. quarto d'ora dentro e 1m
<tnarto d'ora di riposo, invece ora hanno fatto delle hareJJe
c questi operai devono stare li dentro un'ora o due senza
riposo.
[Operai dell'ASGEN di Sestri Ponenl.e • Genova]
~~iarle
99
Nelle due linee di produzione a catena troviamo un solo
capolinea e, non sempre, un vice-capolinea, mentre prima,
nella vecchia fabbrica, dove la catena era costituita da una
serie di banchi con 12-15 operai, vi erano 5-6 capi-squadra.
Attualmente i vecchi capi-squadra sono stati inseriti direttamente nella catena, declassificati dall'incarico, con la conscguente eliminazione dell'indennita di incarico.
[Operai della Gori e Zuccbi]
Le galleric si fanno cosi, senza uscite di sicurezza, andando
a caso nel cuore della montagna, puntellando la galleria con
tronchi fradici portati dietro a hraccia e senza sapere se sotto
o sopra la galleria che si va scavando c'e terra o il vuoto di
un'altra galleria. Con la stessa logica di profitto, si deforma,
snatura, ammala, e uccide l'uomo che ha il torto di trovarsi
al di la del banco di lavoro nel reparto produzione.
[Operai della Falck di Milano]
Il progresso tecnico. e le nuove forme di organizzazione del
lavoro, nelle fabbriche moderne, comportano una pili rapida
usura della forza-lavoro e della salute dell'operaio.
[Operaio della ltalsider di Napoli]
La nostra fahhrica copre ancora oggi lo stesso spazio di
20 anni or sono, pur avendo aumentata la produzione del
200%. Gli addetti, dopo un lieve aumento dei primi anni,
sono .diminuiti negli ultimi 3 anni ad oggi di 265 unita.
[Operai della fonderia Ansaldo di Sestri • Genova]
Le macchine pili moderne in un certo senso non sono utili
per rendere il lavoro meno faticoso come io credevo, ma mettono l'operaio in una condizione tale per cui diventa pure lui
una macchina.
[ Operaio della FIAT di Torino]
La Repubblica tutela la. salute ...
La parte del questionario riguardante gli enti e le
istituzioni che dovrebbero proteggere la salute {medico di fabbrica, Comuni, ENPI, Ispettorato del lavoro,
cliniche universitarie etc.) si presenta come una desolante fila di « no, niente, nessuno, mai visto ». Queste
istituzioni sono quasi completamente assenti nella
vita sanitaria della popolazione italiana, e nella vita
dei lavoratori in particolare. I rapporti con questi
ultimi sono praticamente inesistenti e si esauriscono,
nei casi migliori, in richieste di intervento fatte
dalle Commissioni interne che rimangono sempre
senza risultati: (( e stato chiesto un sopralluogo dell'ENPI e dell'Ispettorato, senza esito positivo »; « si
denunciano le cattive condizioni all'Ispettorato del
Iavoro, ma questo e asservito alia Direzione »; << si
e cercato di interessare piu volte l'Ispettorato del
lavoro, ma questo quando interviene ha rapporti
solo con la Direzione >>.
Sui medico di fabbrica il giudizio dei lavoratori
e unanime: al servizio del padrone. Raramente presente al posto di lavoro, serve solo per ripetere all' operaio come una macchinetta che sta bene e che
non ha bisogno di giorni di riposo, e per fare i
controlli fiscali a casa in caso di assenze: « dice che
sei idoneo senza visitarti >>; « al servizio del padrone,
costringe i lavoratori a ripresentarsi prima dei giorni
fissati >>; « per mezzo suo, gli infortuni non vengono
denunciati e vengono dati 3 giorni di riposo »; e addirittura: « Dottor X, cognato del padrone », sono i
101
giudizi chiarissimi e durl nella loro hrevita, su
questo personaggio.
Sull'Ufficiale sanitario del Comune, la risposta e
ancora piu breve: non esiste, zero. Questo giudizio si
ripete ancora uguale per i centri di medicina sociale,
per le cliniche del lavoro, e per la provincia, che solo
per alcune categoric concede una visita schermografica annuale o semestrale, i cui risultati, per lo pili,
non vengono comunicati ai lavoratori.
Per quanto riguarda l'lspettorato del lavoro e
l'ENPI, la monotonia delle risposte (non interviene,
mai visto ecc.) e interrotta a volte da conunenti
sarcastici e amari. L'lspettorato: (( fa le veci dci
padroni )>; « bisognerebbe parlare troppo »; << avvisa
l'azienda prima dei sopralluoghi >); « qualche visita
di cortesia alla Direzione »; e, in fahbrica, l'assurdo:
« le visite non vengono fatte di sorpresa; un gran
numero (circa 60) di operai non assicurati e di
gi.ovani di 13 o 14 anni vengono allora nascosti nei montacarichi, nella villa del padrone, ncgli spogliatoi )) .
L'ENPI fa, in qualche fabbrica, una visita o due
all'anno: << una visita ogni sei mesi, in due ore
visita 200 operai >>, e inoltre: « interviene solo in
caso di gravi infortuni rna non dice i risultati ));
« parlano solo con il padrone )); « gli operai pensano
che i dirigenti vengano informati prima delle visite
di ispezione >>; (( enti di dubbia moralita, enti
fantasma >>.
Cio che per alcuni puo essere una rivelazione
stupefacente, per questi operai e una realta quotidiana a cui sono abituati, e una realta di uno sfruttamento che si svolge con la complicita consenziente
102
di tutti gli organismi statali e locali, che dovrebbero
proteggere i lavoratori. La naturalezza di <JUesti
commenti, privi di indignazione, ma pacatamente
ironici, e la condanna pili severa che si possa pronunciare su queste situazioni.
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Ci fanno provare un'umiliazione dopo l'altra; la visita quando ci assumono per vedere se c'e gravidanza; il controllo me·
dico per sapere se allatti il bambino o no. Per Ia Wild dovrem·
mo non fare i figli ne avere un marito.
[Operai11. della WILD rli Novara]
In 1.2 mesi. che ho lavorato alia sabbiatura non ho avuto nessun controllo. E dove lavoro adesso non c'e stato nessun controllo. Uno puo avere Ia polvere nei polmoni e non accorgersene.
[Operaio della ASGEN di. Genova]
II dotlorc di fahbrica non l'abbiamo mai visto. Io nel 1962
m1 sono rotto una costola e dopo 10 giorni che continuavo a
hworare mi hanno dato l'esito che era rotta.
[ Operaio del Cantiere navale Ansaldo di Genova]
~: indicativo quanlo e successo ad un giovane attivista della
FIOM, che accusava disturbi nervosi. Visitato da uno dei.
medici della fabbrica fu definito affetto da esaurimento nervoso, per cui gli sarebbe stato possibile richiedere il passag·
gio ad un posto di lavoro meno faticoso.
Ma vi era un piccolo particolare: il sanitario che lo aveva
visitato non era quello del suo reparto. Quando fu visitato dal
medico del suo reparto questo giovane compagno naturalmenle
si senti dire che era perfettamente sano, che non aveva niente
e che poteva benissimo continuare a rimanere al suo posto di
lavoro. Per questo, molti dipendenti, specialrnenle giovani, preferiscono andarc via, nella speranza di trovare un tipo di
lavoro meno cc infernale >> e meno « ossessivo Jl.
[Operaio della Olivetti di Ivrea]
103
Questi studiosi (psicotecnici) pur essendo al servizio della
azienda, pur avendo contribuito a formare una organizzazione
del lavoro mostruosa, non hanno potuto tacere alcune osservazioni che vi ripeto letteralmente: « anche le osservazioni fatte
sugli allenatori all'inizio di questi studi avevano permesso di
osservare come fosse facile ottenere una notevole veloeita, che
pero non poteva essere sostenuta che per pochi giorni. Appare
evidente che il soggetto non si rende conto della consistenza
delle sue riserve e puo faeilmente attingervi fino al punto di
superare le possibilita di recupero. Possiamo quindi coneludere
che lo stato attuale delle nostre conoseenze ci consiglia cautela
Per caratterizzarsi ancora meglio, la direzione si avvale dell'opera del medico di fahhrica, il quale oltre a rimandare nei
reparti chi chiede di essere curato per qualche piccolo malessere come emicrania, mal di denti ecc. e non concedere permessi, chiama ogni lavoratore che e statu malato pili di 20
giorni in un anno e con fare paternalistico finge di volerlo
aiutare perche la direzione intende licenziarlo se rimanesse
ancora malato. La direzione anche su questo problema vitale
si arroga il diritto di fissare i tempi.
nel richiedere incrementi di sforzo: dovranno essere considerati come un segnale d'allarme di un avvenuto superamento
La figura del medico di fabbrica, Ia sua funzione deve
cambiare, attualmente e puramente quella di medico fiscale,
legato agli interessi della produzione. Ci diceva un medico che,
ad un ritmo di lavoro cosi intenso come quello in uso oggi,
un organismo umano non puo resistere pili di dieci anni. Dopo
questo periodo, si visitera quel lavoratore e si d,ecidera di.
inviarlo al reparto eccedenti, e si passera alia visita di un altro,
pili giovane, sano e pronto ad essere sfruttato. Pare inverosimile! Ci domandiamo: «rna e questa la missione sociale del
medico? » trattare l'elemento umano come un meccanico tratta una vite, un pezzo da sostituire al motore? I lavoratori rifiutano questa figura di medico, e se e la societa industriale,
Ia civilta dei consumi ad imporre questo tipo di figura, ehbene
noi operai rifiutiamo questa societa cosi com'e organizzata,
chiediamo di cambiarla. Alia domanda « cosa pensate della
assistenza sanitaria in fabbrica? », Ia maggior parte delle risposte risultano negative, critiche e a volte anche feroci. Eccone
alcune: (( e di parte»; (( premurosa nelle cure delle ferite rna
assente o quasi a controllare l'ambiente malsano »; <<non
male rna e dominata dalla direzione »; (( perche, esiste davvero? »; c< assiste il padrone ». Solo alcuni hanno dichiarato
di passare visite mediche in fabbrica e uno di questi: << ho
fatto due radiografie in ventiquattro anni ». Diversi lavoratori
poi ci hanno dichiarato di non poter usufruire del << lusso >J,
l'hanno chiamato, di stare in mutua perche l'indennita di malattia non consentirebbe loro il mantenimento della famiglia.
[Operai della RIV-SKF di Torino]
dei limiti di sicurezza, fenomeni di eccitabilita, irrequietezza,
svuotamento di energie e di interessi nci singoli soggetti, fiacchezza fisica, cefalee, << crolli >> improvvisi nel rendimento,
assenze dal lavoro, diagnosi di astenie. Evidentemente la sete
di profitto ha impedito, ai dirigenti della organizzazione prod.uttiva della OLIVETTI, di tenere in giusta eonsiderazione queste osservazioni.
[Operaio della Olivetti di Ivrea]
Io, dopo soli sctte anni, eomincio a sentire le prime conseguenze. II medico di fabbrica si limita a costatare la progressiva perdita del nostro udito, rna non fa nient'altro. Forse vi
parra incredibile, rna l'azienda non provvede nemmeno
toporci ad un esame schermografico. Cosi ogni tanto
1:ome qualche tempo fa, che qualcuno va al sanatorio
ammalato di tuhercolosi. Come e noto, noi lavoratriei,
a sotcapita,
perehe
per il
periodo di allattamento, abbiamo diritto a due ore al giorno
pagate. Ebbene per evitare il pagamento di queste due ore,
['azienda ci ohbliga a sottoporci ad una visita per stabilire se
veramente allattiamo o no. E
cio e
umiliante, cosi come e
umiliante la visita a cui ci sottopongono al momento dell'assunzione per costatare se siamo in statu di gravidanza, oppure no.
[Operaia della WILD di Novara]
104
[Operai della PHILCO di Ponte S. Pietro - Bergamo]
105
Abbiamo avuto un incontro con il medico di fabbrica delle
Ferriere. Alia Fiat il servizio sanitario e probabilmcnte uno
dei piu sviluppati e specializzati. Ma che cosa nc e venuto
fuori? II medico di fabbrica procede, per quanto riguarda
la silicosi, a rilevare i dati di rischio, delle conccntrazioni,
nei vari posti di lavoro. Effettua ogni anno le visite radiologiche e generuli per tutti i lavoratori che sono esposti al rischio.
Pero tutti questi dati restano dove·. sono, cioe nell'Ufficio del
servizio medieo.
A Novara P.ensiamo di organizzare una assemhlea di commis."ioni interne che denunci il drammatico problema della salute
neUe fabbriche e ehieda che il Centro di medicina preventiva
del Comune organizzi un servizio di medicina del lavoro nelle
fahhriche e ~~rei all'interno delle aziende dei comitati paritetici per il controllo di tutte le questioni collegate alia nostra
salute in quanto lavoratrici tessili.
[Operaia della WILD di Novara]
[Operaio delle Ferriere FIAT di Torino]
Quando e"e llll danno aHa salute o uu infortunio, dovrebhc
es:scre automatico l'intcrvcnto del Comune o dello Stato, invece
al posto dell'Ufficiale sanilario, arriva l'Ufficiale dei carabinieri
a stendere il verbale; l'Ufficiale sanitario viene avvisaudo 8
Una operaia ammalatasi di infezione polrnonare perche . costretta a fare un lavoro troppo pesante, cioe alzare dei caricatori che pesano un chilo e tre etti l'uno, in totale solleviUldo
2 quintali e 28 chili circa al giorno, si e presentata in iilfermeria a passare una visita medica perche si senti.va male: la
dottoressa le ha detto che non era il lavoro pesante che le
faceva male aile spalle, rna perche aveva cc il seno troppo
pesante >>.
[Operaia della PHILIPS di Monza]
Io ad esempio l'anno scorso caddi, picchiai la testa, ebbi
un po' di commozione cerebrale. Sono stato lre mesi a casa.
E dopo tre mesi non mi sentivo di tornare al lavoro, rna il
medico dell'assicurazione ha detto che di piu non poteva dar·
mi. Allora sono andato dal dottore di fabbrica e· gli feci notare
che mi girava la testa e avevo dei disttubi. Lui mi ha detto
che se metteva tutto quello che gli dicevo, non sapeva come
la dirczione l'avrebbe presa, perche quando uno non riesce
piu a fare il suo lavoro la direzione prende dei provvedimenti. ..
giorni prima In Direzione '·
[Operaio dell'ITALSIDER di Piombinu · Livorno]
Il medico di fabbrica non esiste. L'Ufficiale sanitario e intervenuto una sola volta per la mancanza dei sel'Vizi igienici.
[Operai della Fratti di Mantova]
Un caso tipico della fiscalita di questi Enti vogliono segnalare e far conoscere: l'ENPI invia una volta all'anno un autoschermografo nella fabbrica allo scopo di diagnosticare i casi
di silicosi e la percentuale rli intossicazione riscontrata. Solo
dopo molti mesi invia un documento al medico di fahbrica e
quasi sempre afferma l'idoneita del soggetto al lavoro. Alcuni
operai non soddisfatti del responso, si sono fatti fare delle lastre
per conto proprio e sono stati loro riscontrati stati avanzati di
· silicosi.
[Operaio del Cantiere navale Ansaldo di Genova]
[Operaio della fonderia Ansaldo di Sestri · Genova]
La legge impone all'azienda la distribuzione di certi tamponi
protcttivi del timpano, rna non c'e nessuna fabbrica che osservi
questa norma. Tutto il servizio sanitario di fabbrica consiste
in una infermeria fo.rnita di aspirine, di alcune pomate e poche
fiale di iniezioni per gli svenimenti, e dal medico di fabbrica.
Due anni fa ci furono 2 operai (PARIS Lino e BASTINO Secondo) affetti da silicosi che l'ENPI di Novara non voleva rico·
noscere, mentre essi erano gia riconosciuti e indennizzati dal-
106
l'INAM.
[Operai della P.M. Coretti di Novara]
107
L'ispettorato del lavoro chc e l'organo preposto dalla legge
per la tutela dei lavoratori, poche volte ha mandato i suoi funzionari a visionare il nostro cantiere. Le poche volte che l'ha
fatto, mai si sono presentati in commissione interna come sarebbe
giusto, ma invece andavano alia Direzione e poi facevano una
ispezione dove faceva loro comodo.
[Operai dello stahilimento Navale di Taranto]
A proposito dei controlli, semhra che la direzione venga a
conoscenza con anticipo delle visite ispettive, per cui quando
avvengono e tutto a posto. Il medico di fahhrica non c'e. L'U:Ificiale san!tario si fa vedere ogni 2-3 anni; guarda le mani e gli
occhi di un certo numero di operai, senza pero entrare nei vari
reparti.
[Operai della Galbani di Mantova]
L'INAIL denuncia a Brescia, per il 1966, 31.820 infortuni
indennizzati, e 45.000 di lieve entita. Sempre nel 1966, l'lspettorato del lavoro ha effettuato 1000 accertamenti, ha elevato
548 diffide e steso 237 contravvenzioni. Da cio risulta che 1'80%
delle aziende visitate non era in regola con le « vigenti norme >>.
[Operai dell'A.T.B. di Brescia]
e
Non c'e il medico di fabbrica, l'Ufficio sanitaria non ha
nessun rapporto con l'azienda, l'lspettorato del lavoro interviene,
fa piccole multe e le cose continuano come prima. Ci sono
ragazzine di 10-12 anni rna non sono mai state viste (ovvero
vengono << nascoste >> ).
[Operai della Cosmos c S. Chiara di Mantova]
Da qualche tempo il medico condotto sostiene la nocivita delle
colle usate. Non esiste il medico di fabbrica e la richiesta dell'intervento dell'Ulficiale sanitaria non ha dato nessun esito.
L'lspettorato del lavoro non e mai intervenuto, eppure questo
lavoro comporterehhe Ia visita medica ogni 6 mesi.
[Operai della Camparsi di Marmirolo, Mantova]
II medico di fabhrica c'e ma solo per medicazioni generiche.
Nessuna indagine preventiva, neppure per le operaie piu esposte
a sostanze nocive. L'Ufficiale sanitaria non si fa mai vedere.
Per quanto riguarda l'Ispettorato del lavoro: gli operai hanno
l'impressione che i dirigenti della fabbrica siano informati prima delle visite ispettive.
[Operaie dell'EUROPHON di Mantova]
108
C'e un elemento dell'Ispettorato che gira per i reparti, ma
pagato dalla Direzione, e mangiano tutti e due con la stessa
forchetta. E inutile che gli facciamo vedere che le manichette
della porta intralciano, se non ci sono gli operai che formano
una commissione veramente antinfortunistica.
[Operai del Cantiere Navale Ansaldo di Genova]
La nostra azienda e composta esclusivamente da operaie, le
quali si assentavano mensilmente in relazione ai disturhi del ciclo.
Hanno costruito un diagramma con 800 casi fisiologici, in modo
da poter controllare se ci assentiamo nel periodo delle mestruazioni, e poi hanno tentato di somministrare una pillola sempre
mensilmente, di cui non si conosce il nome.
[Operaie ~ella CIA di Fossombrone - Pesaro]
Gli strumenti sindacali
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Dopo gli strumenti del potere pubblico, giudi.cati
in modo totalmente critico dai lavoratori~ il questionario ha esaminato gli strumenti del potere sindacale: commissioni interne, sezioni sindacali di fabbrica, comitati per la prevenzione e la sicurezza. Gli
operai vedono queste istituzioni con favore, reputano
indispensabile consolidarle. Ma il quadro che si delinea e quello di una frequente deholezza degli organismi sindacali all'interno della fabbrica.
La Commissione interna, per esempio, che e il
phi consistente di questi organismi, svolge una attivita senz'altro notevole. Ma vi sono casi in cui non esiste,
o non funziona, oppure, come dice nn lavoratore,
<< e compromessa col padrone )>. La sua azione consiste soprattutto nella costante denuncia delle situazioni
di disagio o di perieolo per la salute esistenti nella
fabbrica, nella protesta verso la direzione, nella
richiesta di miglioramenti. Ma sono veramente pochi
i casi in cui questi interventi hanno esito positivo.
Molto pili spesso l'azione della Commissione interna
risulta inefficace, in quanto nulla viene concesso
dall'intransigenza padronale. Le risposte clei lavoratori
rivelano, in conseguenza, un senso di sfiducia e di
insoddisfazione su questo strumento, che fino ad ora
si e mostrato in moltissimi casi inutile, oppure molto
limitato nei suoi effetti. (( Interviene spesso ma eon
scarsi risultati )); (( continua denuncia ma J>Ochi risultati »; (( la Commissione interna inte:rviene eostan"'
temente presso la Direzione scnza pero ol.tcner.e nul-
.111
la )); << la Commissione interna interviene per tutte
le questioni, i risultati sono mediocri in quanto il
potere operaio sindacale in fabbrica e limitato )).
Anche nelle fabbriche dove la Commissione interna e riuscita ad ottenere qualcosa, il giudizio generale e di solito negativo: la reale contestazione delle
condizioni ambientali da parte dei lavoratori e ancora,
nella situazione attuale, un direttivo lontano.
E evidente che la prima causa di questa situazione di scarso potere contrattuale e il clima di
sopraffazione, di << dittatura padronale >> esistente, salvo
qualche rara eccezione, in tutte le fabbriche italiane:
una dittatura che a volte non permette addirittura
la formazione della Commissione . interna, e spesso cerca di stroncare qualsiasi forma di controllo
e di contestazione con misure intimidatorie e repressive, colpendo i membri della Commissione interna,
· trasferendoli nei reparti-ghetti ben noti, o addirittura
licenziando gli operai che si presentano come candidati. I lavoratori raccontano: « i membri della Commissione interna vengono puniti solo per aver fatto
il loro dovere >>; « non c 'e alcun controllo, un membro
della Commissione interna che era in contatto con
questo reparto e stato trasferito )), (( il cancello e
aperto a chi non piaccia .il sistema di lavoro >>; « non
e stato possibile creare la Commissione interna per
il banditismo padronale ».
Gli operai eletti non hanno il tempo per girare
per i reparti e quindi non possono conoscere con
precisione le condizioni in cui il lavoro viene svolto;
possono informarsi solo fuori della f.abbrica, dalle
denunce e dalle lamentele dei compagni di lavoro.
112
Infine, anche quando sono stati raccolti tutti i
dati relativi ad una certa situazione, e la Commissione interna si reca in direzione per formulare
una richiesta precisa, incontra l'indifferenza piu assoluta da parte del padrone nei confronti della salute
dell'operaio: << da oltre 15 anni la Commissione
interna cerca di far istallare apparecchi di aspirazione rna senza risultato )) . Questo appare chiaramente
dai dati dell'inchiesta.
Ma i lavoratori criticano anche il modo in cui
la Commissione interna pone questi problemi. Essa
agisce in modo saltuario, facendo interventi staccati
e non collegati, molto spesso troppo settoriali e
quindi non inseriti in una strategia organica. In
altri casi si afferma, nell'inchiesta, che la Commissione interna vorrebbe agire rna non e appoggiata
nelle sue iniziative dalla base operaia.
' Cio non puo essere imputato a scarsa sensibilizzazione dei lavoratori sui problemi della salute, rna
e invece da ritenere conseguenza di un certo distacco
fra la massa dei lavoratori e i loro organismi rappresentativi. Cio e dovuto spesso, e vero, all'azione
padronale tendente ad intimidire la massa operaia
ed a distaccarla dalla Commissione interna, rna
anche almeno a volte al modo burocratico
di agire della Commissione interna e alia sua scarsa
capacita di promuovere, con sufficiente frequenza,
democratiche discussioni su rendiconti di attivita
illustrati dai . membri stessi della Commissione.
Per quanto riguarda i Comitati per la prevenzione e la sicurezza, nonche gli Addetti alia sicurezza,
il giudizio dei lavoratori e quasi unanime: sono
113
strumenti del padrone, dircttamcnte legati alia Direzione aziendale, obiettivamente quanto meno inefficienti e composti da membri del Servizio di sicurezza aziendale e da operai anziani di scelta padronale. La loro azione e pressoche nulla o limitata
ad una generica propaganda antinfortunistica. Essi
del resto esistono solo in un numero assai ristretto
di aziende.
Per quanto attiene ai Comitati paritetici previsti
dai contratti nazionali dei metalmeccanici, ai comitati di prevenzione e sicurezza previsti dal contralto
dei chimici, ai Collegi dei delegati alia sicurezza
del minatori, nonche agli altri analoghi organismi
previsti dai contratti nazionali collettivi di lavoro
di pili recente stipulazione, si rileva il valore delle
conquiste sindacali ottenute rna si. nota in genere
ehe essi sollo ancora in via di costituzione e «;he,
a volte, non si e neanche provveduto alia ,nomina
dei membri di designazione operaia. In conseguenza
i dati forniti sulla attivita ancora spesso in fase
appena iniziale di tali organismi sono assai
limitati.
Le sezioni sindacali aziendali nella maggioranza dei casi
non sono riconosciute dal padrone, e quindi trovano molte dif.
ficolta a svolgere la loro azione. Quando esiste si muove in
pieno accordo 'COn Ja Commissione interna. Spesso il giudizio
dci lavoratori sui due organismi non li dist.ingue, ed e simile
nella soslanza. Piu volte il comitalo di fabbrica ha sottoposto
ai lavoratori del Poligrafico con riunioui, volautini, documenti
etc. la grave situazione creata dall'aumento costante di alcune
malattie professionali causate dallo scarso senso di responsabilita
degli organi dirigenti dell'lstituto per la tutela della salute dei
propri dipendenti. Credo che il movimento operaio dovrebhe
114
fare uno sforzo, insieme ai sindacati, per favorire Ia eonoscenza,
nei lavoratori, delle leggi che ci sono e di cio che si deve fare
in casi come quclli che si verificano nelle fabbriche italiane.
Comunque noi del Poligrafico siamo - dopo alcune riunioni giunti ali un convincimento: e ormai giunto il mo.mento di
intensificare l'azione per un'assistenza piu moderna, che segua
il rit.mo dell'evoluzione delle nuove tecniche produttive.
[Operaio del Poligrafico dello Stato lli Roma]
Sorta nel periodo di recessione econo.mica -- 1963-1964 sin dal suo nascere Ia nostra fahhrica ha .mostrato il vero volto:
il metodo della selezione accurata degli operai, hasato sulla di·
scriminazione phi brutale ed ingiusta. Ed all'interno, a fabbrica
avviata, discri.minazioni, pressioni, ricatti, imposizioni di ogni
genere, sfociate molte volte in licenziamen.ti e trasferimenli verso
tutti gli operai, ed in particolare verso chi, seppure timida.mente,
cereava di adoperarsi per dare vita all'organizzazioue siudacale.
Oggi possiamo dire ehe dopo dure lotte siamo ri.usciti ad imporre
per Ia prima volta l'elezione della Commissione interna e la
CGIL ha ottenuto un grosso succcsso raccogliendo la maggioranza assoluta conlro le liste appoggiate aperlamente dalla Direzione, questa premessa ho voluto fare perche ci si renda oonto
delle difficolta che si incontrano per affer.mare all'intemo della
fabbrica i phi elementari diritti del lavoratore.
[ Operaio della PHILCO elettrodomestiei, Ponte S. Pietro Bergamo]
Ad Airasca i lavoratori sono accompagnati sin dentro i eancelli dai pulmans aziendali per impedire ]oro ogni contaUo 'COi
rappresentanti sindacali e politici che eventualmente si trovassero fuori dello stabilimento. Viene quindi praticamente resa
impossibile anche una sempliee distri.buzione di volantini da parte di chicchesia. Con l'apparato poliziesco del1a Direziouc e stato
possibile individuare e quindi colpire con spostamenti e minaccc
i lavoratori che si dichiaravano disposti a presentare la lista del
sindacato di classe in quello stabilimento. Si l.ende a controllare
Ia stessa vita privata del lavoralore.
[Operai della RIV-SKF di Torino]
115
Non c'e liberta. Siamo controllate anchc quando abbiamo bisogno di andare al gabinetto.
[Operaia della Camiceria MARVIN-GELBER di Chieti]
Come fa a rifiutarsi il lavoratorc, come dici tu, quando c'e
un caso, come un operaio che lavora la terra, dove grattano la
terra dai basamcnti, questo qui soltanto per essersi ribellato, cioe
soltanto per aver risposto al capo, lo hanno cacciato giu nelle
gallerie, ed e laggiu ehe muore. L'altro giorno e tornato tutto
rosso, tutto brueiato dagli aeidi. Ha paura di parlare se no
lo eacciano fuori.
[ Operaio della Fonderia pi Sestri Ponente]
La Commissione interna se si tiene conto della forza organizzativa lavora abbastanza bene, seriamente. E in genere la
C.I. che affronta problemi della fabbrica, scavalcando lo stesso
sindacato. Ogni quanto tempo il sindacato riunisce le maestranze? Quasi mai. Quando si convocano riunioni la presenza operaia
e molto scarsa.
[ Operai dell' Acquarama]
Il Sindacato dovrebbe vigilare sulle Commissioni interne chc
spesso tendono a « vendersi » a favore del padrone.
[Operai dell'Intermarp di Novara]
Non esiste nessun organo rappresentativo dei lavoratori.
[Operaie della LUBIAM di Mantova]
Non esiste Commissione interna, il medico di fabbrica non
c'e, l'Ufficiale sanitaria non si e mai visto.
[Operai del Calzificio Egeo di Castelgoffredo - Mantova]
Quando si riunisce la Commissione interna di sieurezza socia·
le, si riunisce allargata, con 20-30 persone, e la discussione non
puo avvenire. Mentre ogni reparto dovrebhe avere una piceola
Commissione per dibattere i suoi prohlemi. Invece c'e un compagno o due nella fahhrica e non si riesce mai a parlargli. La
116
Commissione dovrebbe fare un lavoro di profondita. Bisogna che
iJ Partito veda di fare delle riunioni come queste non solo in
vista delle elezioni, rna ci faccia sapere anche a noi che cosa
dobbiamo fare. Perche individualmente possiamo fare un huon
lavoro, ma poco. II Partito dovrebbe fare dei convegni nei quali
compagni dovrebbero sentirsi impegnati.
[ Operai della Calderia Ansaldo Meccanica di Genova]
11 comitato antinfortunistico e composto anche da operai, rna
questi invece di essere eletti dai lavoratori, vengono nominati
dalla Direzione.
[Operai dell'A.T.B. di Brescia]
II compagno che deve andare a fare parte della Commissione
(Comitati antifortunistici) deve avere la garanzia, come la C.I.
della salvaguardia del posto di lavoro. Noi dobbiamo aggiungere
questo, perche non si puo mandare un eompagno allo sbaraglio.
[Operai dell'Ansaldo S. Giorgio di Genova]
In questa fabbrica, come in tante altre dove la liberta si
£erma fuori dai cancelli, non e stato possibile creare organismi
rappresentativi dei lavoratori.
[Operai della Baber Gomma di Mantova]
Costante in tutto il complesso Italsider e la violazione delle norme contrattuali per raggiungere l'obiettivo del cumulo delle mansioni, della saturazione dei tempi e del maggior profitto.
[ Operaio dell 'I talsider di Piomhino]
Circa le condizioni un'industria di Stato, e necessaria dire
che vi sono imprese di subappalto c di cooperative fittizie per
Ia fornitura di manodopera. Si tratta di imprese che forniscono
il lavoro all'ANIC liberandolo da tutti gli oneri sociali. e da tutte
le responsabilita relative ad una normale assunzione. I lavoratori sono costretti a lavorare senza la minima garanzia assicurativa e previdenziale.
[Operaio dell'ENI di Gela]
117
La poJizia non deve interferire nelle questioni di lavoro. Non
risulta che le autorita di. P .S. siano intervenute per comporre
vertenze 0 per piegare l'intransigenza padronale 0 anche per controllare le fughe di capitate.
[Operai della Burgo di Novara]
I compagni del Sindacato si interessano dei nostri problemi
c anche si battono, ma il problema della salute dei lavoratori
lavoratori non e il loro principale problema.
[Operai dell'Italsider di Genova]
L'azione politica
Le ultime domande del questionario riguanlavano la
consapevolezza del rapporto fra sfruttamento e Ralute, fra la condizione operaia e la lotta per il socialismo, ed infine il ruolo dell'organizzazione politica
dei lavoratori all'interno ed all'esterno della fabhrica.
Alia prima domanda, le risposte non sono state
numerose. Riferiamo le piu significative: « esistc in
fabbrica molto terrore rna si registra una carica molto
forte in senso socialista e anticapitalista »; « vi e notevole consapevolezza che si deve lottare per il socialismo »; « molti lavoratori sono consapevoli e lottano con i1 Partito »; « in alcuni aumenta la coscienza di classe altri si abbandonano al qualunquismo >>;
« in scarsa misura »; « in larga misura e senza ostacoli >> « esiste poca discussione su questa questione, anche se ogni giorno si avverte l'esigenza di un radicale
mutamento »; « la scarsa presenza politica del Partito
costituisce un limite »; « poco, c'e piu impegno per le
richieste immediate »; (( vi e una buona azione combattiva degli operai >>.
Come si vede le risposte sono diverse, denunciano
una realta molto varia, spesso in movimento. La grande maggioranza dei lavoratori che hanno risposto affermano che questa consapevolezza esiste, che si registra cioe una forte carica di protesta e una profonda
esigenza di un mutamento delle cose. Essi pongono iL
problema in termini d'indirizzo politico, si chied.ono se
queste aspirazioni ed esigenze sono orientate in una
giusta direzione: << esiste consapevolezza di muta.re le
119
cose rna ancora non incanalata nella giusta direzione )) ; (( e senti to largamente il rapporto sfruttamentosalute, non c 'e pero il necessario collegamento fra esigenza di migliori condizioni e lotta per il socialismo >>;
<< discreta, malgrado lo scarso dibattito politico, anche
se c'e entusiasmo, a causa delle. pressioni ed intimidazioni della direzione, che impediscono un maggiore
chiarimento dei problemi >>; « lo sfruttamento sem·pre maggiore ha fatto aumentare la combattivita dei
lavoratori che pongono l'esigenza di modificare questa condizione >>; « gli operai si rendono conto della
situazione difficile ma non c'e la consapevolezza dell 'azione unitaria e della forza che rappresenta >>; « forte malcontento che non siamo riusciti a trasformare
in coscienza politica »; « e difficile sapere fino a che
punto la gente si sente impegnata, c'e comunque in
generale un orientamento a sinistra >>, « H partito
sta per creare un minimo d'organizzazione: a cio
e legato tutto il problema )),
Alia domanda specifica sui PCI e sui suo ruolo,
se esso riesce a raccogliere le informazioni sulle condizioni della fabbrica, a collegarsi aile lotte, ad .impegnare la stampa, a muovere le assemblee elettive e le
altre forze politiche, le risposte sono pili numerose, e
spesso molto critiche. Sulla raccolta delle informazioni,
per esempio, 18 questionari affermano che in nessun modo il partito riesce a raccogliere informazioni; 28 in modo saltuario; 32 risposte denunciano l'assenza di una
organizzazione del Partito in fabbrica; 63 affermano che
la raccolta delle informazioni avviene tramite il contatto singolo dei vari compagni e attivisti; 41 tramite il lavoro delle cellule e delle sezioni, e 28 tra-
120
mite la Commissione interna; 20 risposte, infine,
informano del huon funzionamento della organizzazione del partito in quelle specifiche fabbriche.
Naturalmente la demarcazione tra le risposte non
e netta, anzi la maggioranza di esse contengono in
ciascuna diversi temi di riferimento. Per esempio:
la dove si affermava che la raccolta delle informazioni
veniva fatta dalla Commissione interna o dai singoli
compagni si denunciava anche il modo saltuario con
cui il lavoro. veniva condotto. Vi sono inoltre varie
risposte che, pur affermando la presenza di numerosi
comunisti iscritti tra gli operai, denunciano la mancanza di una cellula di fabbrica. Evidentemente, si
tratta di .lavoratori iscritti nelle sezioni di quartiere.
Gli elementi di maggior interesse su cui si concentra l'attenzione possono essere raggruppati in due
punti:
a} Incidenza delle condizioni lavorative (ritmi
turni, condizioni ambientali ecc.) sulla capacita intellettuale dei lavoraiori e quindi sulla loro reale possibilita di Iotta e di attivismo politico e sindacale. In
questo senso vanno interpretate le risposte che denun. ciano fenomeni di qualunquismo (assai rare pero, e
quelle che sottolineano la difficolta dei lavoratori di
parlare tra di loro.
In effetti i ritmi, gli orari eccessivi, la crescente fatica, la rumorosita, le condizioni ambientali,
sono oltre che fattori nocivi aHa salute, anche elementi di compressione intellettuale, sono elementi
di atomizzazione dei lavoratori, e proprio su questi
fattori si basa l'intimidazione padronale o comunque
121
aziendale (poiche viene attuata anche in aziende di
Stato).
b) Estrema difficolta nella raccolta di informazioni e nei contatti con i lavoratori. E questo forse
l'aspetto pili evidente della vita in £ahbrica: cioe
il problema della conoscenza e della democrazia nellc
aziende. Per rendersene conto basta citare alcune
risposte: « i compagni pili in vista non possono muoversi, occorre collaborazione alia base », « forte isolamento dei compagni e sorveglianza che blocca le
organizzazioni », « parliamo ai lavoratori all'esterno »;
<< ci incontriamo in un bar fra ope1·ai comunisti e non
comunisti )); << clandestinamente ».
Alcune citazioni, come << gli iscritti esistono, ma
iJ. lavoro e fatto male >>, « non esiste cellula pur esistendo numerosi · iscritti al PCI >>; « non esiste attivita di partito fuori della Commissionc interna >>, denunciano delle lacune nell'organizzazione del lavoro
del partito che sono in gran parte imputabili proprio
alia mancanza di democrazia ed alle continue intimidazioni, nonche aile condizioni di fabbrica che ostacolano il lavoro organizzato. La lacuna pili grave,
evidentemente, e queHa di non riuscire a « rompere >>
questa situazione.
Da un esame phi· accurato delle risposte emergono
altre difficolta del lavoro in fabbrica. lnfatti, la maggioranza degli operai intexpellati afferma che H lavoro
viene fatto tramite il eontatto singolo ( 63 risposte ),
mentre 41 questionari affermano che il layoro di raccordo e effettuato tramite le cellule. Altri 18 dicono
che e impossibile raccogliere dati. Gia da una prima
e sommaria analisi delle risposte risulta l'tmo.rme im122
portanza che, nelle condizioni di fabbrica, ha l'attivita del singolo operaio dotato di maggiore coscienza
politica, n contatto personale e giornaliero con i lavoratori. Possiamo approfondire maggiormente questc
osservazioni riportando le impressioni dei lavoratori
stessi: lit dove si afferma che vi sono << scarse possibilita di contatti con organizzazioni sindacali di fahhrica e commissione interna >>, si dice anche che n
lavoro viene fatto « parlando ai lavoratori con difficolta ».
Continuando a scorrere le risposte degli operai si
legge per esempio che << non esiste in questa fahbrica
l'organizzazione del Partito, tuttavia l'attivita viene
portata avanti dai compagni attivisti )>, oppure che
(( non esiste 1'organizzazione interna del partito, e
comunque costante l'iniziativa dei singoli compagni ».
Affrontiamo, ora, pili specificamente le risposte
riguardanti l'attivita delle cellule e delle sezioni, quando queste esistono: 41 rispondono che il collegamento politico viene effettuato dalle cellule e dalle
sezioni nell'attivita di fabbrica, viene cosi a porsi al secondo posto dopo il lavoro del singolo compagno (63). In queste 41 risposte. si collocano parte delle osservazioni critiche, cui gia si e accennato. Tuttavia vi sono altre 20 risposte che parlano
chiaramente di un huon funzionamento del partito
in fabbrica. Ecco alcune delle risposte piu significative: « c'e un huon gruppo di partito organizzato
in fabbrica collegato al comitato comunale, fa anchc
riunioni proprie e di operai della fahbrica >); « la
cellula opera un contatto capillare con articoli di. de·
nurwiu nel giornale locale )>; t< la sezione organizza
.1.23
contatti diretti con i delegati d'azienda »; « nelle assemblee si pongono le richieste degli operai >>; « esiste
una cellula di fabhrica abbastanza funzionante con
attivita capillari (riunioni volantini ecc.) ».
In alcuni casi, dove l'organizzazione interna e
carente nella fabbrica, si supplis<:e talora con una attivita esterna « fatta cioe dalla Federazione o dai comitati regionali o di zona >>. << Si spera anche tramite
la cellula di fabbrica ed i nuovi esponenti sindacali »: questa e una risposta che ricorre assai spesso.
Oppure << attraverso iniziative gcnerali e specifiche del
Partito nella zona, federazione e comitato regionale ));
<< con la richiesta e presenza nostra a tutti i movimenti quali scioperi e dimostrazioni )); « con volantini e discussioni nel proprio reparto >>; « in maniera
scarsa perche l'organizzazione della cellula e carente.
L 'Unita riferisce sulle lotte condotte », « attraverso la ~ostra stampa esiste un libro bianco. . Delegazione operaia al consiglio comunale ed alia giunta
ha interessato il Ministero degli interni e la stampa
nella condotta della polizia nella Iotta contrattuale >>;
« il collegamento avviene mediante il volantinaggio
e la discussione sollecitata da alcuni attivisti », « sarebbe sufficiente che il Partito facesse riunioni con
i membri della Commissione interna e trattasse il
problema nella stampa (molto letta) >>.
Esiste una chiara relazione fra la conoscenza delle
condizioni ambientali e la presenza di un'organizzazione di fabbrica. In questi casi i questionari parlano
di azioni svolte, di iniziative, di successi, di come si
e agito << mediante convegni e documenti distrihuiti
al personale impegnando tutti in questo problema.
Si e riusciti ad ottenere le visite professionali per tutte
le malattie e l'assistenza autonoma »; << con i compagni di fabbrica e sindacato e stata fatta un'inchiesta pubblicata nel periodico del PCI " I1 Progresso " »;
« presenza continua »; << appoggiando e sostenendo le
iniziative sindacali e utilizzando il giornale di fabbrica »; << affiancandosi alla sezione sindacale in modo
autonomo con manifestini e depliants >>; « per mezzo
del giornale di fabbrica si denunciano le questioni
pili importanti )); << denuncia della stampa e pubblicazioni dedicate aile fabhriche tessili >>; (( il partito
e abbastanza be,n rappresentato; sui piano propagandistico svolge un'azione abbastanza positiva )); « il
partito denuncia tramite manifestini le condizioni
ambientali della fabbrica e incarica gli operai comunisti delle assemblee elettive di porre i problemi alla
opinione pubblica >>.
Infine, e da notare che sono molto poche le risposte alia domanda << in che modo il potere contrattuale
dei lavoratori all'interno dell'azienda si collega con
l'azione nel paese per la riforma sanitaria e previdenziale? >>. Ne riferiamo alcune: << siamo molto lontani da questo collegamento diretto tra potere operaio nell'azienda e Iotta per la riforma sanitaria e previdenziale »; « assemblee, assemblee, firme di petizioni, votazioni di ordini del giorno >>. Anche in questo
campo, l'azione fondamentale e svolta dal sindacato e
dal Partito: << agisce i1 partito in questa direzione con
volantini e petizioni alia Camera »; « tramite le varic
lotte sindacali >>. Non poche sono pero le risposte che
denunciano la difficolta ad operare un collegamento
organico su questo tema: . « poca consapevolezza di que-
125
124
sto problema, Ia lotta si concentra nel potere contrattuale )>,
Si fanno dei hei discorsi sulle scuole professionali, sull'imvarare il mesticre, su preparare i giovani e poi l'ultimo traguardo e il massimo sfruttamento. L'operaio interessa come
produttore di ricchezza per non piu eli 15 o 20 anni; puo
i nteressare ( ed e il casu delle social,democrazie avanzate) che
negli anni precedenti sia statu istruito un modo da produrre
meglio e sia statu curato un modo da produrre di pili, il dopo
pero non interessa Ia produzione, cosi come non Ia interessa
tutto il complesso intreceio psico-fisico.
[Operaio dell'ASGEN di Genova]
Bisogna vincere il pregiudizio che e. nel singolo operaio,
(Ia paura di esprimersi, di lottare per dare maggiore forza al
sindacato). Nelle nostre assemblee sono pochi gli operai che
hanno qualcosa da dire, hisogua invitarli ad esprimere dei
giudizi, solo cosi si da ]oro co1·aggio e la consapevolezza che
,;olo noi siamo i veri arhitri del nostro avvenirc. La nostra
Iotta di ogni giorno deve infatti svilupparsi in direzione di
questo ohicttivo, che c Ia trasformazione della nostra societa;
abhattere il prcpotere monopolistico, rendere partecipi i. lavm;atori sempre piu aile decisioni della fabbrica e 1lel Paese,
inserire le masse nei posti chiave della produzione.
[Operaio della Cartiera S. Giovanni Lupatoto di Verona]
Ci rendiamo conto che il sistema capitalists non puo continuare, n1a senza una precisa scelta politics.
[ Operaia della Borletti di Milano]
II fatto poi chc agli operai delle aziende ex. elettriche sin
dovuta una aliquota di (diciamo cosi) miglioramenti, con
aumenti attraverso seontri e lotte direl.te, rna per una soluzione trasformistica della politica a livello governativo, penso
abbia avuto l'effetto di. una momentanea socilademocratizzazione
dei dipendenli delle ex. aziende elettriche.
[Operaio dell'ENEL di. Novara]
126
Gli americani proprietari della fabbrica hanno trasportato
m Italia un Iembo della loro societil, del loro modo di
intendere il benessere e la liberta. Facciamo opera di propaganda per divulgare quali sono le conquisle in ogni campo dai
Javoratori dei paesi socialisti e faremo cosa utile al movimento
in generale, rna soprattutto renderewO un grande servizio
alia classe operaia italiana.
[Operai della Philco elettrodomestici di Porta S. Pietro Bergamo]
I lavoratori sanno di essere sfruttati anche nella salute dal
capitalismo, fargli capire le migliori condizioni che gli darebbe
il socialismo non e cosa facile, perche il socialismo buona
parte lo vorrehbe senza lottare.
[ Operaio della Montedison di Milano]
I giovani spremuti dai ritmi lavorativi si i.solano e si
allontanano dai problemi politici, sociali, culturali.
[Operai della OM-FIAT di Brescia]
I ritmi eccessi.vi causano un eccesso di isolamento sociale.
[Operai della S. Eustacchio di Brescia]
Certo, lo statu di consapevolezza che esiste nei lavoratori.
del repartq fra problemi di potere contratt.uale nella fabbrica
e azione per la riforma sanitaria e previdenziale nel paese
e confuso e poco compreso. In verita si e fatto poco sotto
questo profilo. E necessaria la massima chiarezza sui problema
tlella stretta dipendenza che esiste fra ambiente di lavoro
e salute e sicurezza del lavoratore. Dohbiamo riuscire a far
comprendere ai lavuratori la necessita dell'azione, della Iotta
per risolvere questi problemi, come c necessario lottare per
il salario.
[Operaio della fonderia Ansaldo di Sestri - Genova]
Si tratta anche di tenere conto che questa volonta di
.:ontare si esprime anche nei confronti delle proprie organizza-
127
zioni: la classe operaia non ci chiede tanto delle soluzioni belle
e pronte ma ehiede anche di partecipare in prima persona alia
definizione delle soluzioni.
[Operaio della FIAT Mirafiori di Torino]
II Partito trova ancora molte diflicolta nel costruire legami
con le ragazze di questa fabbrica. Aile volte questo si verifica
perche la nostra iniziativa non parte, dai problemi concreti
di queste lavoratrici.
[Operaia del Cotonificio Ponte S. Marco di Brescia]
11 Partito deve quindi esistere nella fabbrica in modo
continuo, non « per campagne », elevare la preparazione politica
dei quadri di fabbrica, darsi strumcnti di collegamento e di
elaborazionc politica anche a livcllo territoriale, tra grandi.
fabbriche e piccole e medic fabbriche, allargando l'csperienza,
la conoscenza degli operai.
[Operaio della. Ercole Marelli di Sesto San Giovanni - Milano]
Come primo dato di questa inchiesta vi e la presa di
coscienza degli operai che il notevole sviluppo industriale
determinatosi in questa zona e essenzialmente il frutto dello
siruttamento inumano che si esercita sulla classe operaia.
[Operaia ceramista di Scandiano - R. Emilia]
Nel 1966 avevamo
gia a 75 iscritti. Fra
dimostra una coscienza
per una politica nuova
in fabbrica solo 25 iscritti. Oggi siamo
questi molti giovani e ragazze; il che
nuova della classe lavoratrice che Iotta
e per il rinnovamento della societa.
[ Operaio della Salid di Salerno]
· Nelle fabbriche Solvay di Rosignano, ad esempio sono anni
che il Partito, il Sindacato, la Commissione interna si battono
per iniziative le phi varie, per costringere il monopolio a modificare una politica infortunistica basata esclusivamente sui vecchi
concetti dell'ENPI, che indica monotonamente la prevenzione
dell'infortunio soltanto attraverso i mezzi protettivi: elmetto,
guanti, occhiali.
[Operaio della Solvay di Rosignano . Livorno]
128
Dobbiamo superare il ritardo del lavoro verso tecnici dell'industria, che sono la massa pili grande e le cui condizioni
di lavoro sono oggi le pili vicine a queUe degli operai. La
parcellizzazione del lavoro, Ia dequalificazione, la mancanza di
qualsiasi autonomia, il lavoro sempre pili esecutivo sono oggi
elementi che unificano il rapporto di lavoro degli operai e
quello della gran massa dei tecnici intermedi. Le difficolta
che spesso incontriamo nel saldare sui piano organiz~tivo e
politico la nuova generazione operaia a quella che si formo
a cavallo degli anni 43-50, mi pare, che non derivino essenzialmente da un problema di diverse generazioni, ma da qualche
cosa di pili profondo, dal fatto-, appunto, che gran parte di.
questa nuova generazione operaia si e formats e Javora nelle
condizioni create dalla cosiddetta << rivoluzione tecnologica lJ
mentre la nostra conoscenza su queste condizioni e incerta,
lacunosa e spesso non e frutto di un'indagine diretta ~ui luoghi
di prodtizione.
[Tecnico della Farmitalia di Torino]
Noi sollecitiamo che il Partito accentui la tragicita dei
problemi del modo del lavoro, a cui sono legati i mali della
societa italiana e il malcostume imperante di una classe dirigente corrotta che imposts Ia politics del nostro paese a sua
immagine e somiglianza.
[Operaio della Solvay di Rosignano - Livorno]
La sezione del PCI ha svolto nei mesi scorsi una inchiesta
fra i lavoratori di questa fabbrica; vi sono state numerose
risposte dall~ quali e uscita una chiara denuncia sui problema
dei salari, dell'ambiente di lavoro, dei ritmi e della mancanza
di Iibert& all'interno della fabbrica. Ultimamente alia MARVINGELBER e stata Iicenziata una lavoratrice della Commissione
interna iscritta alia CGIL ma Ia risposta dei lavoratori e stata
immediata: nelle elezioni per il rinnovo della C.I. Ia CGIL
ha ottenuto Ia' maggioranza a!!soluta dei voti.
[ Operaia della Marvin-Gelber di Chieti]
129
Dobbiamo · ten tare di spogliarci di una certa « obiettivita »
che qua e la fa capolino · circa l'introduzione di nuove tecniche
e di nuovi criteri di organizzazione. Si dice, in sostanza, che
l'aumento dei ritmi e la sempre maggiore saturazione della
giornata di lavoro sono un portato delle nuove tecniche e
della nuova organizzazione del lavoro; esse, quindi, vanno accettate previa discussione e contrattazione che finora si traducono
semp:r~< nella migliore delle ipotesi, in una monetizzazione.
E non ci . possiamo nascondere che sempre, in questi casi, le
condizioni ambientali. subiscono un peggioramento. Bisogna, in
altre parole, che teni11mo conto che !'ultima obiettivita consiste
in questi casi nel rapporto di forza che permette al padrone
di imporre determinati ritmi e un determinato ambiente di
lavoro: un ambiente di lavoro che · ha per scopo la produziol\e
e il profitto e che non tiene in alcun conto l'uomo e le sue
esigenze. Mutare tali rapporti di forza: ecco il primo compito
del movimento operaio. Fare questo significa operare mettendo
l'accento sulla. esigenza di realizzare una diversa dislocazione
di forze all'interno stesso della classe operaia. Significa non
fornire giustific~zioni pseudo obiettive aile argomentazioni padronali mil controbatterle: significa non accettare delle premesse
che poi ci costringono a lavorare" a valle dei problemi reali.
Tutelare · la salute dei lavoratori nella situazione presente,
ce lo siamo detto pili volte, signific!l prevenire i disturhi e
le malattie. Per prevenire hisogna intervenire 18. dove risiedono le cause di tali malattie per rimuoverle. 11 problema della
tutela della salute dei lavoratori e conseguentemente, dell'ambiente di lavoro deve assumere nel discorso del movimento
operaio il rilievo che esso merita: come uno dei grandi problemi
della nostra societa.
[Operaio della Fiat Mirafiori di Torino]
L'aspetto pili dramni.atico della condizione di lavoro dei
calzaturieri
quello della salute: la peste bianca, il benzolismo
ha mietuto vittime e ancora oggi minaccia la salute dei
lavoratori. In provincia di · Firenze ci · sono stati 14 morti,
dei quali 6 alla sola Rangoni. Ma di fronte a questi omicidi
e
130
ecco il ruolo, l'importartza del Partito noi non siamo
stati fermi. Siamo passati a una denuncia di massa (non c'e
stato il processo Rangoni): l'intera citta fu investita dalla nost.ra
iniziativa. 11 prefetto sotto la spinta della Iotta operaia fu
costretto a riunire tutti gli enti preposti alia tutela della
salute dei lavoratori e incarico della cosa l'amministrazione
provinciale, affinche - sotto l'egida dell'amministrazione deniocratica - si costituisce una commissione tecnico-sanitaria presieduta dal Centro di Medicina sociale. I lavoratori poterono
avere innanzitutto i risultati delle analisi del sangue che prima
venivano loro negati, fu fatta un'indagine di massa con 6.000
analisi del sangue, si arrivo alia Iegge che ha ridotto la nociviti't
dei mastici. 11 Partito ha denunciato questa situazinoe in
fabbrica, e dalla fabbrica, la denuncia ha investito l'opinione
pubblica e direttamente i sindacati, gli enti statali e locali.
La provincia di Firenze, amministrata da una giunta di sinistra
e intervenuta costringendo le fabbriche a notevoli cambiamenti
dell'ambiente di lavoro. La situazione era drammatica, ma
l'iniziativa dei comunisti e valsa ad assicurare un decisivo
successo ai lavoratori. Se i comunisti fossero stati zitti o non
ci fossero stati, la fila dei morti sarebbe stata pili lunga,
c i vivi sarebbero stati peggio.
[Operaio del Calzaturificio Rangoni di Firenze]
~'
In dice
v
Introduzione alia nuova edizione
Introduzione
3
15
Modalita dell 'inchiesta
L'ambiente della fabbrica
Le sostanze inquinanti
La fatica :fi.sica
27
37
47
Orari, ritmi, lavor? parcellare
Infortuni e malattie
53
71
Trasformazioni tecniche e condizioni di salute
La Repubblica tutela la salute...
Gli strumenti sindacali
L'azione politica
119
Ill
101
89
Scarica

la salute nelle fabbriche