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il tai chi è per tutti?
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anzù: maestri e insegnanti
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il chi kung delle biospirali
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editoriale
la pratica
eventi
la posta del CRT
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di Marzia Bianchi
di Antonio Pugliese
di Antonio Schiavone
di Franco Mescola
di Franco Mescola
di Riccardo Bozzola
pag 2
pag 19
pag 22
pag 24
pag 3
pag 7
pag 10
pag 12
pag 15
pag 16
editoriale
Giancarlo Ronchi
Carissimi, siamo già al secondo appuntamento
della rinata rivista WU-LI e la carne al fuoco è
veramente molta. Come mai tutta questa
quantità di attività, perché tutta questa voglia di
“fare”, che sta succedendo? Beh, siamo nella
fase dell’anno in cui si re-inizia, si rincomincia,
ci si scalda, si smania per riprendere di nuovo
la nostra pratica quotidiana. Per noi praticanti,
insegnanti e organizzatori l’inizio dell’anno
coincide con il ritorno dalle ferie estive. Durante
questa pausa stiliamo mentalmente un bilancio
di quanto avvenuto e nascono le idee e i
propositi per il nuovo anno di Tai Chi.
La nostra scuola si arricchisce con l’apertura di
nuovi corsi nelle varie città e con due poli molto
importanti per gli istruttori o aspiranti: Brescia
per la Formazione Insegnanti Metodo Biospirali
® e Roma come nuova sede del corso
istruttori.
Sarà possibile frequentare, per chi lo desidera
o ne avesse necessità, in tutte le sedi e gli
appuntamenti sono passati da nove a dodici (4
a Roma, 4 a Milano e 4 a Venezia oltre alla
data per gli esami a Venezia). Nel nostro sito,
che cerchiamo di tenere aggiornato nonostante
le continue trasformazioni, si potranno trovare
tutti i dettagli, orari, indirizzi e contatti.
Mi complimento con tutti coloro che
partecipano in modo visibile e invisibile alla
realizzazione del WU-LI: Francesca che
raccoglie, taglia, cuce, corregge e impagina,
tutte le segretarie che contribuiscono a
mantenere costantemente aggiornata la
mailing-list, il nostro Maestro, inesauribile
ricercatore, che con grande generosità cerca di
trasmettere a noi tutti il frutto del suo lavoro e
infine tutti coloro che attraverso le loro
esperienze portano alla nostra scuola
ricchezza tecnica e umana.
In questo numero troverete un
interessantissimo articolo di Marzia Bianchi che
racconta la sua esperienza con i malati di
Parkinson, l'articolo di Antonio Pugliese che ci
parla delle competizioni in cui il CRT partecipa
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a livello internazionale per rendere visibile il
lavoro della scuola, il signif icato della
partecipazione a una gara, la sua utilità per
vincere le paure, comprendere i nostri limiti e
superarli. Segue poi un resoconto di Antonio
Schiavone di quanto vissuto da noi Maestri e
Insegnanti nella magica atmosfera di Anzù di
Feltre.
Antonio è riuscito a raccontare e a cogliere
l'essenza dei nostri incontri: il piacere di
essere un gruppo che studia e condivide una
grande passione per uniformare il lavoro al
fine di renderlo fruibile a tutti gli istruttori e
allievi.
La parte tecnica in questo numero è dedicata
al Metodo Biospirali ®, con un estratto della
tesi di Riccardo Bozzola sugli aspetti
psicosomatici di questa disciplina, alcuni
articoli del nostro M° Franco Mescola e
schede tecniche corredate di fotografie che
commentano la pratica in varie fasi.
La rubrica della Posta è ripartita! Leggete le
prime lettere postate e se volete
commentatele o inviatene di nuove.
La redazione raccoglie tutto il materiale per
poi pubblicarlo nei prossimi numeri: perciò
spedite fotografie, articoli o tutto ciò che
ritenete possa arricchire la nostra rivista.
Buona lettura e Buona Pratica!
Giancarlo Ronchi
il tai chi è per tutti?
Incontro con la Malattia
di Parkinson
- MARZIA BIANCHI
Fino ad otto anni fa la mia conoscenza sulla Malattia di Parkinson era limitata a brevi
immagini viste in televisione. Ero rimasta colpita dal rapido cambiamento fisico di alcuni
celebri personaggi, anche aitanti combattenti, come ad esempio l’ex pugile Mohamed Alì
o, ancor più percepito, fu l’effetto di questa patologia su Papa Giovanni XXIII.
Nel quotidiano, per strada, avevo a volte incontrato qualche anziano tremolante signore
che mi dava l’impressione volesse camminare, ma non riuscisse a partire con il primo
passo.
In un giorno come tanti, invece, questa malattia entrò a far parte della mia vita.
Arrivò senza preavviso, portando con sé un ingombrante bagaglio di dolore,
intromettendosi in quei già difficili equilibri familiari che fino a quel momento avevo
cercato di preservare.
Nel 2005, alcuni mesi dopo un delicato intervento chirurgico a cuore aperto, a mia madre
fu diagnosticata questa malattia.
In quel momento non mi resi conto della gravità o della complessità degli effetti fisici
prodotti dal Parkinson. Nonostante mi fossi documentata su libri e riviste, ricercando
spiegazioni e testimonianze, rimaneva per me ancora qualcosa di teorico, lontano dalla
mia realtà e del tutto anonimo.
Questo primo approccio alla conoscenza fu presto accompagnato da una sorta di rif iuto
verso l’accettazione della malattia. Attraversando questo excursus di emozioni, forti e
contrastanti allo stesso tempo, scoprii che la mia reazione non era del tutto anomala.
Studi specif ici hanno infatti dimostrato che il rif iuto alternato a un frustrante senso di
colpa è un denominatore comune nella maggior parte dei casi, sia per il soggetto colpito
che per i suoi familiari.
Mi trovai a fare i conti con me stessa, chiedendomi se qualche mia capacità o
conoscenza potesse contribuire ad aiutare in modo concreto le persone malate di
Parkinson.
A quel tempo ero già praticante ed insegnante di Tai Chi Chuan, quindi iniziai a
immaginare di intraprendere un percorso di miglioramento e supporto dedicato a queste
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persone, attraverso la pratica di una disciplina tanto antica.
In seguito mi documentai, trovando diverso materiale a riguardo ma, soprattutto,
capendo che avrei potuto lavorare in questa direzione.
Due anni fa accadde l’inaspettato. Fui contattata da un uomo affetto da Parkinson su
consiglio della neurologa curante. Dopo alcune lezioni questo allievo presentava netti
miglioramenti nella postura, nel controllo del tremore, nell’equilibrio, ma soprattutto
nell’umore. La pratica di Tai Chi Chuan stava agendo a trecentosessanta gradi sui
principali sintomi della malattia.
La partecipazione della moglie alle lezioni fu molto proficua e dall’iniziale utilità funzionale, la
pratica di questa disciplina si rivelò essere anche appassionante. La neurologa curante, alcuni
mesi dopo, chiese di potermi incontrare.
Ebbi così il piacere di conoscere la Dott.ssa Francesca Mancini dell’Ospedale Pio X di Milano,
simpatica e illuminata neurologa. Mi propose una collaborazione con la sua associazione
Oficina Salute per un progetto di cura e recupero delle persone affette dalla Malattia di
Parkinson. Tale progetto sarebbe stato attuato attraverso strumenti non del tutto
convenzionali, tra i quali il Tai Chi, la musicoterapia, il Tango argentino e il Pilates.
Quello che fino a poco tempo prima era stato solo un pensiero, stava per diventare una nuova
sfida, come praticante e insegnante di Tai Chi e come figlia.
Per poter descrivere quelli che sono stati i risultati raggiunti con gli esercizi di Tai Chi proposti
e per capire come il Tai Chi Chuan può essere un valido aiuto per il recupero funzionale nella
Malattia di Parkinson, è necessaria una breve descrizione della malattia, con i suoi sintomi e i
suoi effetti.
La malattia di Parkinson è una malattia cronica, lentamente progressiva, che coinvolge diverse
funzioni motorie, vegetative, comportamentali e cognitive, con conseguenze sulla qualità della
vita.
La malattia fa parte di un gruppo di patologie definite "Disordini del Movimento" e tra queste è
la più frequente. I sintomi del Parkinson sono forse noti da migliaia di anni: una prima
descrizione sarebbe stata trovata in uno scritto di medicina indiana risalente al 5.000 a.C. ed
un'altra in un documento cinese risalente a 2.500 anni fa.
La patologia prende però il nome da James Parkinson, farmacista chirurgo londinese del XIX
secolo, che per primo descrisse gran parte dei sintomi della malattia in un famoso libretto: il
Trattato sulla paralisi agitante.
La malattia è presente in tutto il mondo e in tutti i gruppi etnici. Si riscontra in entrambi i sessi,
con una lieve prevalenza, forse, in quello maschile. L'età media di esordio è intorno ai 58-60
anni, ma circa il 5% dei pazienti può presentare un esordio giovanile tra i 21 ed i 40 anni.
Prima dei 20 anni è estremamente rara. Sopra i 60 anni colpisce 1-2% della popolazione,
mentre la percentuale sale al 3-5% quando l'età è superiore agli 85.
Le strutture coinvolte nella malattia di Parkinson
si trovano in aree profonde del cervello, note
come gangli della base, che partecipano alla
corretta esecuzione dei movimenti (ma non solo).
La malattia di Parkinson si manifesta quando la
produzione di dopamina (neurotrasmettitore
essenziale per il controllo dei movimenti corporei)
nel cervello cala consistentemente.
I livelli ridotti di dopamina sono dovuti alla
degenerazione di neuroni, in un'area chiamata
Sostanza Nera (la perdita cellulare è di oltre il
60% all'esordio dei sintomi).
Dal midollo al cervello cominciano a comparire
anche accumuli di una proteina chiamata alfasinucleina. Potrebbe essere proprio quest’ultima
a diffondere la malattia in tutto il cervello.
La durata della fase pre-clinica (ovvero il periodo
di tempo che intercorre tra l'inizio della
degenerazione neuronale e l'esordio dei sintomi
motori) non è nota, ma alcuni studi la datano
intorno a 5 anni.
I fattori eziologici non sono ancora noti. Sembra che vi siano molteplici elementi a concorrere
al suo sviluppo. Essi sono principalmente di tipo genetico (ca. il 20% dei pazienti), di tipo
tossico o di esposizione lavorativa (esposizione a tossine quali i pesticidi o a idrocarburisolventi come la trielina - mia mamma ha avuto per 15 anni una tintoria a secco -) e di
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esposizione ai metalli pesanti quali ferro, zinco, rame.
I principali sintomi motori della malattia di Parkinson sono il tremore a riposo, la rigidità, la bradicinesia (lentezza dei movimenti automatici) e, in una fase più avanzata, l'instabilità posturale
(perdita di equilibrio). Questi sintomi si presentano in modo asimmetrico (un lato del corpo è
più interessato dell'altro) e il tremore non è presente in tutti i pazienti.
All'esordio della malattia, spesso i sintomi non vengono riconosciuti immediatamente, perché
si manifestano in modo subdolo, incostante e la progressione della malattia è tipicamente
lenta. Talvolta sono i familiari o i conoscenti a notare per primi il cambiamento e incoraggiano il
paziente a rivolgersi al medico.
Il disturbo dell'equilibrio si presenta più tardivamente nel corso
della malattia ed è un sintomo che coinvolge "l'asse del corpo";
è dovuto a una riduzione dei riflessi di raddrizzamento, per cui il
soggetto non è in grado di correggere spontaneamente eventuali squilibri. Questo evento si può evidenziare quando la persona cammina o cambia direzione durante il cammino.
Tra i più importanti sintomi motori che si possono associare a
quelli precedentemente descritti, vi è il disturbo del cammino, o
festinazione, cioè il paziente tende a strascicare i piedi a terra e
ad accelerare il passo, come se inseguisse il proprio baricentro,
per evitare la caduta. In questo modo la camminata diventa simile ad una corsa a passo molto breve. Per il paziente con festinazione diviene difficile arrestare il cammino una volta che è
arrivato a destinazione.
Durante il cammino, in alcuni casi, possono verificarsi episodi di blocco motorio improvviso
("freezing gait" o congelamento della marcia) in cui i piedi del soggetto sembrano essere incollati al pavimento. Il freezing è una delle cause importanti di cadute a terra, per questo è importante riconoscerlo.
Altri sintomi possono essere identificati sia nella postura curva, anche detta "sindrome di Pisa"
(in cui il tronco pende da un lato), sia nella voce più flebile (ipofonica) oppure nella perdita di
tonalità e di modulazione; altri
sintomi sono legati alla deglutizione (disfagia) e all’eccessiva
presenza di saliva in bocca.
Nella malattia di Parkinson si
possono presentare anche fenomeni non motori, che possono esordire molti anni prima
della comparsa dei sintomi motori e sono i disturbi vegetativi
(alterazione delle funzioni dei
visceri), dell'olfatto, del sonno,
dell'umore e della cognitività,
fatica o dolori e la pressione arteriosa può essere alterata.
Il desiderio sessuale (libido)
può ridursi o aumentare (ma
anche restare invariato). Con
un trattamento appropriato, l'aspettativa di vita è considerata
simile, o solo lievemente ridotta, rispetto a quella della popolazione generale. Un’équipe statunitense qualche mese fa ha
pubblicato sul New England Journal of Medicine uno studio che dimostra come la costanza
nella pratica di alcuni semplici esercizi possa essere di grande aiuto nei pazienti che soffrono
di Parkinson e hanno difficoltà motorie e di equilibrio. I ricercatori hanno sottoposto due gruppi
di pazienti rispettivamente ad esercizi di Tai Chi, di resistenza muscolare e stretching. I risultati
migliori in termini di maggiore controllo del movimento, più flessibilità articolare e minor numero di cadute è stato riscontrato nel gruppo che praticava Tai Chi. Tali risultati erano riscontrabili
anche a tre mesi di distanza dalla conclusione dell’esperimento.
Per noi praticanti è facile intuire, dopo aver letto i sintomi sopracitati, come il Tai Chi Chuan
può essere annoverato tra le discipline motorie per un allenamento terapeutico nelle persone
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affette da malattia di Parkinson, grazie alle sue specificità. In particolare la ricerca dell’equilibrio sia da un punto di vista fisico sia da quello mentale, l’attenzione e la concentrazione sui
singoli movimenti, la progressione delle diverse figure che vengono messe in sequenza in
modo lento ed armonioso, impiegando attenzione e concentrazione su ogni singolo movimento
Cito testualmente quanto asserito da un gruppo di ricercatori medici neurologi:
“Queste caratteristiche rendono la tecnica particolarmente utile alle persone con malattia di
Parkinson in quanto il deficit attentivo associato al deficit della rappresentazione corporea
indotto dal deficit di integrazione sensori motoria, è alla base di disturbi di postura e di
equilibrio oltre che di motricità globale in questa malattia.
Pertanto, tale tecnica lavorando su stimoli attentivi interni ed esterni, concentrazione, postura
e sequenze motorie, equilibrio, non fa altro che lavorare con un razionale teorico che è alla
base dell’approccio riabilitativo nella malattia di Parkinson.”
A chiusura di questa breve esposizione, desidero riportare i risultati ottenuti dopo circa 8 mesi
di pratica.
Per il recupero dell’equilibrio si è rivelata fondamentale la camminata sensoriale o “ passo vuoto”. Questo esercizio è efficace anche perché è possibile ripeterlo in casa; quasi tutti gli allievi
sono meno inclinati su un lato, sollevano meglio i piedi e guardano avanti quando camminano
invece di rivolgere lo sguardo a terra.
Il Pa Tuan Chin o “ Otto pezzi di broccato prezioso”, un po’ riadattato, dà loro un gran piacere
nell’esecuzione, con l’aiuto delle nostre schede tecniche riescono a ripetere gli esercizi a casa
e tutti hanno riscontrato beneficio sia a livello muscolare sia articolare.
Il rilassamento ottenuto dall’ascolto del proprio corpo, dalla lentezza dei movimenti e soprattutto dagli esercizi preparatori del Metodo Biospirali è sorprendente.
Di questi ultimi, l’esercizio più efficace per eccellenza è a mio avviso il primo: attivazione del
tan tien superiore, attivazione del tan tien inferiore e l’unione delle polarità. L’esercizio dell’otto
all’interno del nostro cervello favorisce la comunicazione tra gli emisferi e aiuta i neuroni a
creare nuovi percorsi. E’ provato che nel malato di Parkinson non è di aiuto la conoscenza motoria già acquisita, risulta invece efficace la proposta di esercizi del tutto inediti.
L’apprendimento della forma risulta più difficile e motivo di frustrazione per la difficoltà a ricordarsi la consequenzialità dei movimenti, e non è certo questa la finalità, mentre la proposta di
un solo gesto alla volta è fattibile ed entusiasmante.
La gioia più grande è vederli sorridere.
Ho iniziato chiedendomi se il Tai Chi fosse una disciplina adatta veramente a tutti al di là delle
intuizioni o delle frasi fatte. La stessa domanda me la feci quando iniziai ad insegnare
Tai Chi ai bambini.
Ogni volta volendo sperimentare sul campo, con rinnovato stupore, mi convinco di quanto fosse precisa la definizione della cara amica e collega Rita Pensato quando scrisse:
"Il Tai Chi è come un abito comodo che possiamo cucirci su misura".
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gare e dimostrazioni
- ANTONIO PUGLIESE
Perché?
La nostra scuola si arricchisce di tutte le esperienze possibili attinenti alla vita
reale per via di un continuo feedback interno - esterno, esterno - interno fatto dai
soci, amici, colleghi e partecipanti, per chi lo vuole e lo crea e anche per chi non
lo fa perché non lo vuole e non facendolo lo fa lo stesso inconsapevolmente.
Le esperienze di pratica e non, sono parte integrante della evoluzione e crescita
di chiunque. L’evoluzione e crescita di uno è la crescita di tutti.
Chi pratica e vive consapevolmente arricchisce se stesso e gli altri.
Il Caposcuola vede di persona e raccoglie i bisogni della scuola trasmessi da
allievi e maestranze e, facendo capo a questo scambio di messaggi, pratica e
studia creando esercizi e temi su cui lavorare per aiutarci a sbrogliare la matassa
del Tai Chi.
Vivendo e praticando si accumulano esperienze a vari livelli, sia fisiche che
emozionali, tali esperienze generano soluzioni che riguardano la crescita
dell’essere con il fine di vivere un po’ più armoniosamente del prima.
Fra le varie esperienze ci può essere quella di avere un allievo/a “difficile,” o
l’emotività emersa nel fare una competizione, una dimostrazione o un esame, o
anche quella di frequentare un malato di Parkinson per insegnargli il Tai Chi, per
essergli di aiuto nel rallentare la malattia e aiutarlo a scoprire anche una nuova
maniera di vivere più naturale. Mi soffermo sull’emotività.
L’emotività quando emerge può farci cambiare il buon flusso dei pensieri e
renderci dei bambini piagnucolosi e indifesi o delle belve aggressive.
E’ possibile sconfiggere o diminuire, per quanto possibile, la paura del pubblico o
di un qualsiasi avversario, ovvero sconfiggere l’ansia del come sarà, rimanendo
nel qui e ora.
A mio avviso è con l’uso dell’attrezzo che si impara ad usare l’attrezzo stesso.
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Sono situazioni fastidiose da affrontare, si possono creare dei pensieri assillanti che possono
rovinare intere giornate, sono cose che si evitano comunemente per poter vivere
tranquillamente.
Ma siamo sicuri che sia proprio tranquilla … la mente? Fino a quando? Fino al prossimo
evento che la vita ci procurerà con la sua inesauribile generosità, che ci travolgerà e ci porterà
fuori da quella apparente momentanea pace.
Quindi il mettersi in una situazione di disagio volontariamente è facilitarsi il futuro, allenarsi nel
mestiere della vita.
Quando si partecipa ad una competizione di forma, o si fa una dimostrazione, per l’emozione
può succedere di dimenticarsi la forma da eseguire, o che tremino le gambe, o di sentirsi a
ogni passo in bilico come su un
filo.
Si comincia così, poi
lentamente l'emozione
diminuisce e la situazione
migliora in tutte le situazioni
simili della vita.
In una gara di Tui Shou
succede che tutte le cose
imparate in anni non
vengano messe in pratica,
non riescano ad emergere e
che ci si senta al pari di un
principiante senza nessuna
abilità acquisita; ma
affrontando più volte quella
stessa situazione,
l'esperienza emotiva si
affievolisce, dando alla
tecnica assimilata la
possibilità di emergere.
Il Tai Chi è arte marziale, lo sappiamo tutti e il Tui Shou nella nostra scuola è l’attività che più si
avvicina alla pratica dell’Arte Marziale, ma tanti discorsi di presenza, accettazione e
cedevolezza risultano purtroppo inutili quando un altro attenta alla nostra stabilità.
Quindi questa è la prova sul campo di ciò che si è veramente assimilato.
Ci vuole coraggio.
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Il Caposcuola quindi vede le lacune tecniche (e non solo) che ci sono nell’affrontare queste
prove e ricerca una pratica specif ica da fare e ripetere, nella speranza che al momento del
bisogno la tecnica corretta esca.
Ecco quindi cosa sono le competizioni e le dimostrazioni, non mera volontà di prevalere
sull’altro o di farsi vedere, ma molto di più.
Propongo a tutti di considerare ciò come ricchezza del CRT e non un capriccio di pochi
narcisisti e di entrare a far parte di questo team di danzatori marziali per far fare alla scuola un
balzo in avanti nella qualità della pratica e del coraggio, per poter guardare in faccia il nostro
avversario più grande… noi stessi.
Inoltre, e non per ultimo, l’esibizione della forma Xuan Chuan lascia dietro di sè sempre
ammiratori che alla fine rimangono incantati dall'atmosfera che crea la sequenza, giusta
ricompensa per un Maestro che l’ha creata e che dà la vita per il Tai Chi.
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anzù: maestri e insegnanti
- ANTONIO SCHIAVONE
Per arrivare da Milano a Feltre il viaggio è lungo e partiamo prima dell’alba, ma
la strada che dal lago di Garda sale verso il Brennero attraversando le Alpi ci
ripaga con il suo fascino, come la vista dal fondo della valle del monastero di
Anzù, posto a strapiombo su una roccia, circondato dalle cime delle Dolomiti
feltrine. Per la seconda volta il nostro seminario annuale Maestri-Insegnanti si
svolge in questo luogo magnif ico e suggestivo.
La strada ripidissima termina proprio davanti al Santuario che risale all’anno
mille; ora l’antico convento non più abitato, è diventato un’accogliente casa per
ritiri ed esercizi spirituali. Come lo scorso anno dormiremo nelle piccole celle
monacali e praticheremo in solitudine, sia nel giardino esterno che si affaccia
dal dirupo la cui vista domina la valle, sia nel bellissimo chiostro affrescato da
opere che raccontano la vita del monastero.
Entrando in questo luogo sacro, ancora una volta, rimaniamo incantati dalla
bellezza delle sue stanze, dagli archi, dalle cupole e dalle scale che ne
formano la struttura; il silenzio che ci accoglie, insieme al vento fresco e ai
colori intensi illuminati da un sole di fine estate, ci rende tutti allegri e ricettivi.
Sentiamo di essere in un luogo speciale a un incontro per noi altrettanto
speciale, la possibilità di verif icare e praticare con il nostro Maestro ciò a cui
oggi il nostro cammino di ricerca nell’Arte ci ha portati; così, Franco, da subito
ci conduce a riconsiderare i principi del Tai Chi partendo dalla base,
l’allineamento del corpo e quello che pareva acquisito si rivede alla luce
dell’esperienza e della ricerca e il Maestro ci invita, come sempre,
costantemente, a rinnovare la nostra ignoranza.
Rinnovare l’ignoranza, sentirsi vuoti come principianti o, come dicono i Taoisti,
stupidi come il legno grezzo. Credo che questo mi consoli dato che è la
sensazione che mi accompagna quando incontro i miei fratelli più esperti nella
pratica.
Penso alla fortuna di avere questo luogo come Dojo. Come vuole la tradizione
buddista il Dojo è il luogo dove si segue la Via, si allena il corpo e la mente,
luogo di meditazione, di pratica e di trasformazione per una crescita spirituale,
dunque un luogo considerato sacro dai praticanti.
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Negli ultimi anni ho compreso che il Dojo può essere non necessariamente un
luogo fisico come una palestra ma anche un posto all’aperto, come un
giardino, un parco o la stanza dove mi alleno, oppure uno spazio mentale dove
stare dentro se stessi, ma pur potendo essere in qualsiasi luogo non è un
luogo qualsiasi perché, come diceva un Maestro, sono i luoghi che coltivano lo
spirito.
In questo monastero di bellezza semplice e straordinaria si respirano i silenzi e
le preghiere dei monaci, si odono i canti dei salmi, le note dell’organo che
hanno vibrato per secoli tra le pietre antiche; un luogo che induce a
meditazione e dove la concentrazione è tale che, praticando le applicazioni
della forma nel piano superiore del chiostro, quando la musica dell’organo
della chiesa improvvisamente ci circonda, sorridiamo sereni come a qualcosa
di assolutamente naturale.
Piccoli momenti di meraviglia si sono ripetuti, come lo scorso anno durante il
concerto notturno tenuto nella chiesa, quando ci ritrovammo a praticare la
forma spontaneamente, incantandoci e incantando il pubblico che, sbriciando
nel chiostro, sotto un cielo punteggiato di stelle, si domandò se fossimo parte
della coreografia del concerto.
Anche quest'anno, così, la nostra pratica si è colorata del luogo e noi abbiamo
lasciato lì qualcosa, come oramai ho compreso accade ogni volta che pratico
Tai Chi o Chi Kung: più il luogo emana bellezza e armonia altrettanto rende ad
esso la nostra Arte. Credo che tutto il gruppo abbia praticato con un'intensità
particolare, il Maestro e tutti noi abbiamo condiviso questi momenti in un modo
speciale forse senza esserne completamente consapevoli, ma gli sguardi di
alcuni e la commozione di altri hanno reso manifesto uno stato di profonda
attenzione e armonia, un lavoro profondo che si protrae nel tempo: il Kung Fu.
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vita
- FRANCO MESCOLA
La vita è mistero
Ogni forma di vita è mantenuta e sostenuta da un’energia centrale che deriva dall’essenza e si
esprime secondo un ritmo vibratorio. Ogni sistema ha un suo ritmo e una sua respirazione
primaria. Tutte le cose e le forme animate della terra ricevono sostentamento dal cielo che
irradia energia sotto forma di calore e permette l’espansione e la crescita. Noi viviamo animati
da quest’energia; non la vediamo ma, pur rimanendo sconosciuta, essa costituisce la forza
vitale e la coscienza dell’uomo, degli animali e di tutti i vegetali. Nell’uomo si concentra
formando centri vorticanti lungo l’asse cerebrospinale, sede della respirazione primaria, e da
questa si allontana verso la periferia lungo percorsi spiraliformi: cariche positive o negative in
costante interazione con tutti gli altri centri. Questo flusso continuo è espressione del principio
primo o Tai Chi, l’alternanza tra espansione e contrazione. Le spirali che separano e nel
contempo uniscono il centro alla periferia aprono e racchiudono lo spazio creando una cavità.
Nella creazione delle forme e per il loro funzionamento sono necessari dei centri di
concentrazione energetica perché il loro flusso possa agire seguendo impostazioni, percorsi e
modelli definiti. In caso contrario l’energia tenderà a esaurirsi. I movimenti suggeriti dal metodo
Biospirali sono appunto dei modelli di percorso ideali per aiutare a mantenere, ripristinare e
accrescere la coerenza tra queste impostazioni.
Il cosmo respira.
Inspirando, lo spirito si
contrae, si concentra e
crea. Si volge
all’interno e si snoda
nella materia.
Espirando, la materia si
espande, si evolve e si
libera nello spirito.
Quando l’uomo
partecipa
consapevolmente a
questa danza perpetua,
diviene il controllore
non attivo di questo
pulsare (wu wei). Nel
prenderne
consapevolezza, inala,
ed espirando espande
la propria coscienza.
Espirare è il ritorno
all’impulso originario.
Tutto vi partecipa: dalle cellule al pulsare ritmico delle galassie, dall’aprire e chiudersi dei gesti
del Tai Chi, dalla ricorrenza delle nostre esperienze alla circolazione delle energie più sottili.
Ogni spirale segna un ciclo nello sviluppo dell’assieme e poiché ogni parte è parte di un tutto,
la fine sarà solo un inizio.
12
Considerati in questa maniera i momenti, i cambiamenti corrispondono all’unione tra diversi
stadi evolutivi. La morte ci appare allora come una giuntura per permettere la rinascita in uno
stato successivo.
L’uomo vive e muore fra le sue due eternità.
Nell’esecuzione delle forme del Tai Chi come in quella di Biospirali il praticante disegna attorno
all’asse corporea delle spirali e, così facendo, egli rappresenta entro la propria cavità di
risonanza i movimenti del cosmo, dei pianeti, degli atomi, delle galassie e degli elettroni e, con
questi movimenti egli partecipa alla grande danza. Egli si riferisce al proprio centro e crea un
punto immobile all’interno del proprio corpo per far rivivere l’universo. Per rappresentare
l’eternità, gli antichi disegnavano una spirale.
Essendo parte della natura come potrebbe l’uomo operare senza ubbidire alle alternanze
d’espansione e concentrazione? I ritmi biologici hanno un’origine genetica. La ritmicità e la
capacità oscillante, non solo nella specie umana ma in tutte le manifestazioni della vita, sono
proprietà fondamentali della materia vivente e della sua unità elementare: la cellula. Anche se
questi ritmi hanno un’origine interna, l’ambiente esterno esercita sugli organismi un’influenza
fondamentale nel sincronizzarli e nel metterli in fase. Pensate ai miliardi e miliardi di cellule che
compongono la struttura fisica umana che operano tra loro in consonanza armoniosa e
coerente.
Che si tratti d’energia dell’anima, energia mentale, emozionale o fisica questa si esprime
sempre secondo periodi, cicli, onde in movimento e seguendo percorsi a spirale. L’energia
concentrata nel centro di un campo o cavità di risonanza ha come caratteristica l’elasticità
vibrante, vitale e irradiante e si espande, in una situazione d’equilibrio armonico, seguendo
delle orbite a spirale ben precise. Man mano che si espandono verso il limite esterno, le
particelle che costituiscono il flusso perdono energia in misura proporzionale alla distanza che
le separa dal centro.
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I vortici d’energia da cui si dipartono le biospirali, siano essi costituiti da onde
particelle, molecole, atomi o unità individuali formano una loro realtà nello spazio,
un campo. Sulla superficie questi campi incontrano la resistenza dello spazio.
Una forza che si stringe attorno e rallenta il loro flusso energetico creando una
tensione superficiale. È a causa di questo processo che si formano le superfici
esterne e i rivestimenti più duri: la crosta terrestre, il cranio, il manto dei campi
magnetici, il guscio delle lumache, delle conchiglie ecc. La loro funzione è quella
di proteggere e delimitare il campo magnetico interno, contenere la tendenza
all’espansione delle spirali centrifughe e contribuire a trasformare la loro polarità.
Me ne rendo conto: tante, troppe parole per esprimere ciò che difficilmente con le
parole può essere espresso.
Ecco come Lao Tze, consapevole della difficoltà di una spiegazione esauriente
descrive, in maniera profonda e misteriosa, il perpetuo ritorno alla
radice….raggiungendo un vuoto estremo e conservando una rigorosa tranquillità,
mentre i diecimila esseri tutti assieme si dibattono attivamente, io contemplo il
loro ritorno nel nulla.
Infatti, gli esseri fioriscono e poi ognuno ritorna alla propria radice. Tornare alla
propria radice si chiama tranquillità; ciò vuol dire deporre il proprio compito.
Deporre il proprio compito è una legge costante. Chi conosce questa legge
costante, si chiama illuminato. Chi non conosce questa legge costante agisce da
stolto e attira su di sé la disgrazia.
14
il chi kung delle biospirali
- FRANCO MESCOLA
“Il Metodo Biospirali é il Chi Kung che si avvale di immagini, respirazioni,
movimenti ispirati dal percorso che rappresenta l'intelligenza del cosmo: la
spirale.”
Il termine Chi Kung include tutte quelle quello filosofico impegnato anche
discipline, metodi, arti che si riferiscono nella ricerca della verità ultima e
allo sviluppo dell'energia vitale.
quello marziale, ambito che ha dato
Il signif icato degli ideogrammi che
a quest'arte un grande impulso, in
descrivono questa antica arte è: duro quanto legato alla sopravvivenza, ad
lavoro sull'energia protratto nel tempo. applicazioni pratiche e ripetibili.
Il Tai Chi Chuan e il Chi Kung delle
Il Tai Chi Chuan si è sviluppato in
Biospirali rientrano quindi a tutto diritto questo contesto, dando origine alle
in questo gruppo .
Arti Marziali Interne. Questi metodi
Esistono un gran numero di scuole di enfatizzano e prediligono l'utilizzo
Chi Kung: gli otto pezzi di broccato, il
della forza vitale: forza che è
Chi Kung dell'anitra selvatica, il Tai Chi considerata sottile e inesauribile in
Chi Kung, il gioco dei 5 animali ecc.
opposizione alla forza muscolare che
Ciò che accomuna le diverse scuole e la tradizione considera esterna,
metodi può riassumersi in questa prassi grezza e non rinnovabile. Il Tai Chi
condivisa: riconoscere il Chi (energia
Chuan è l'arte marziale che si basa
vitale) aumentare il Chi, far scorrere il sul principio primo, l'energia che
Chi, gestirlo e manipolarlo.
deriva dalla naturale tendenza delle
Il fine dei diversi sistemi dipende
forze contrarie a interagire per
dall'ambiente nel quale l'arte si è
armonizzarsi.
sviluppata. Scuole di Chi Kung nate
Il metodo Biospirali é il Chi Kung che
nell'ambiente religioso che si occupano si avvale di immagini, respirazioni,
dell'elevazione spirituale, quello
movimenti ispirati dal percorso che
medico che si occupa naturalmente
rappresenta l'intelligenza del cosmo:
della salute non solo fisica,
la spirale.
15
in cammino
Aspetti psicosomatici delle biospirali
- RICCARDO BOZZOLA
Lo studio durante il percorso formativo di istruttore, gli stimoli e gli appunti raccolti negli incontri
con il Maestro Franco Mescola, hanno portato chi scrive, ad approfondire in una tesina
d’esame il tema in argomento, di cui si prova a riproporne i contenuti essenziali.
Alle radici delle ricerche per la comprensione dei principi primi dell’esistenza i monaci taoisti
hanno inserito l’esperienza della via della salute. Per raggiungerla hanno riscontrato
fondamentale il porsi in cammino per una costante progressione verso l’armonizzazione con il
mondo circostante. Quindi hanno constatato che tale percorso si realizza per livelli, sempre
superiori. Questa evoluzione coinvolge l’uomo nella sua pienezza con l’elaborazione interiore
e l’applicarsi concretamente, ovvero nell’affrontare la realtà sui piani teorico e pratico. La
teoria aiuta a divenire più consapevoli. E’ il nostro maggiordomo interiore. Ovvero se il nostro
essere può assimilarsi a un palazzo con molte stanze, posizionate su più piani, questi non è
altro che colui che ci porta a visitarle per conoscerle un po’ di più e colui che le tiene pulite, in
ordine. Ci aiuta ad accrescere nella coscienza. La pratica è il lavoro diretto sul corpo e sulla
mente, attuata mediante esercizi sulla respirazione, in movimento o di meditazione1. Basta
ricordare il run tun. Con questo esercizio preparatorio si lavora sull’asse primario, la spina
dorsale e si coinvolge il capo, che i taoisti considerano la pompa più importante per la
circolazione energetica nel corpo. Un seme, parte di un granaio molto più ricco e parte di una
futura immensa foresta di frumento che rientra nell’infinito biociclo, che da sempre porta il
seme al germoglio, questi alla maturazione, alla diffusione di nuovi semi, che riprendono
l’evoluzione, che non è circolare come qualcuno potrebbe essere spinto a credere. Segue
quell’andamento da sempre riscontrato vincente nella storia del mondo, quello di una
sinusoide nello spazio, la spirale. Ebbene solo con questo primo lavoro, con la sua analisi è
possibile implementare di diversi bit2, se non byte3, la capacità di percepire meglio la propria
casa energetica ed effettuare qualche passo verso il concetto di cavità, detta anche foglia
mistica. Questa rappresenta la tendenza, presente anche nell’universo, di creare spazio col
fine di definire la propria missione. Un chiaro esempio di ciò è l’aura, ovvero il nucleo
energetico che ci avvolge, ci definisce.
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Ad esempio di fronte al simbolo del tai chi mandala o della spherae elicoides.
Parificabili all’unione degli elementi primari 0 e 1 o yng e yang, a cui secoli or sono i testi cinesi hanno attribuito l’origine del tutto.
Le prime più semplici combinazioni dei citati elementi binari.
INTRECCI
La medicina psicosomatica studia come i fenomeni psichici si ripercuotono sull’organismo.
Così nelle biospirali il lavoro che compie la persona parte da atteggiamenti mentali di
concentrazione, focalizzazione del pensiero, volontà di procedere, per poi diventare
espressione corporea. Ove va lo sguardo va l’intenzione, ove va l’intenzione va l’energia.
Ovvero lo sguardo è mosso dalla mente così come l’energia. Tanto più salda, calma e in
generale è forte la mente, tanto più è potente, sana e longeva la persona. Pertanto
conoscendo l’aspetto teorico e applicandolo si può comprendere più nitidamente ciò che è già
spontaneamente parte di noi. Gli aspetti da analizzare e di maggior rilievo nella psicosomatica
quanto nelle biospirali sono i seguenti:
a) le vie di trasporto ovvero i passaggi psiche–corpo, esprimibili nel concetto di rete;
b)come il lavoro su l’uno può avere effetto sull’altro4.
a) Immaginiamo un punto da cui partono informazioni, queste seguono delle linee di diffusione
che in un cosmo ideale raggiungono un qualunque altro luogo, ove si legge il dato, che in
questo caso è arrivato puro, ovvero -> è ciò che è. Nel nostro mondo (che definiamo
imperfetto) invece per capire la realtà c’è bisogno di suddividerla in sistemi, in sottosistemi5. I
dati giungono a noi dopo essere passati da numerosi filtri, che potremo indicare come campi
(o sistemi) di delimitazione (o ridefinizione). Questi esercitano un azione approssimativa e
inducono arrotondamenti che generano errori che più lungo è il percorso più distorcono il
messaggio iniziale. Ciò viene schematizzato come una rete (vedasi figura sotto).
b) Il cervello è il manipolatore dell’energia. E’ in lui che percepiamo le emozioni. Queste
possono eccitare, inviare segnali positivi o negativi che nel caso non si sia adeguatamente
protetti possono diffondere in noi il caos. Lavorare con le biospirali vuol dire lavorare per un
sistema aperto, coerente, lavorare per raggiungere un effetto di maggior benessere e
protezione del nostro organismo.
Ciò che a livello fisico permette di far funzionare la psicosomatica è la neurologia. Per
neurologia si intende quel ramo della medicina che studia e cura il sistema nervoso, la cui
unità funzionale è il neurone formato da una cellula e dai suoi prolungamenti, i nervi, ovvero i
collegamenti con le altre cellule e i trasmettitori dei segnali dal sistema nervoso al corpo. Così
il professor Roberto Tassan dell’Università di Venezia in una lezione tematica ci ha sintetizzato
il sistema nervoso: un unità strutturale e funzionale, in cui si distinguono:
-
il sistema nervoso centrale, di cui fanno parte l’encefalo6 e il midollo spinale;
il sistema nervoso periferico, composto dai nervi (i latori dei messaggi) di moto e di
senso;
il sistema nervoso vegetativo o autonomo.
In ciò signif icativo è l’ipotalamo, che è ben alloggiato nel cranio umano e ha numerose
funzioni. Tra queste vi è quella di regolare le reazioni emotive ed autonome (es. i battiti del
cuore) dell’organismo.
A tale sistema è correlata la capacità di comunicare e recepire, che avviene sostanzialmente
attraverso 3 canali sensoriali: il canale visivo V, il canale uditivo U e il canale cinestetico (tatto,
olfatto e gusto) C. Le persone più equilibrate e fortunate sono di tipo CUV, la maggioranza
sono di tipo V, mentre coloro che si sottovalutano di più sono generalmente in prevalenza di
tipo C.
Le normali predisposizioni di ognuno e molti altri fattori esterni portano al degrado della
comunicazione, che giunge al recettore in percentuale assai ridotta rispetto a com’era
all’emissione e viene memorizzata dallo stesso in parte ancora minore. Tenendo conto che la
capacità di apprendere7 è correlata alla struttura psicologica di ciascuno, si sono potute
individuare alcune modalità per migliorarla. Tra queste sapendo che l’uomo è caratterizzato da
2 stati mentali, la razionalità e l’emotività, si evince che un risultato signif icativo può aversi
lavorando sulle funzioni psicologiche e biologiche. Ed è soprattutto in questo secondo caso
che diventano molto utili le biospirali. Alcune funzioni psicobiologiche signif icative sono:
1) ascolto e comprensione, 2) l’elaborazione dei dati e 3) azione e comportamento.
Uno strumento importante che normalmente utilizziamo sono i neuroni specchio, che vengono
attivati quando si guarda un comportamento di altri o quando si ricorda un’azione. Un altro
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Sul corpo per la psiche, sulla psiche per il corpo.
Un breve esempio: nel cosmo non esiste il concetto di tempo, mentre noi ne abbiamo bisogno per poter interpretare le informazioni del cosmo.
Costituito da cervello, cervelletto e tronco cerebrale.
Per tale capacità sono stati definiti 4 sistemi di apprendimento: accomodator, diverger, converger e assimilator.
strumento è la memoria, il cui funzionamento procede sostanzialmente secondo la sequenza
che segue: stimolo8 --> analisi dello stimolo9 --> memoria a breve termine --> consolidamento
dati recepiti10 --> memoria a lungo termine. E’ possibile ora produrre uno schema riguardante il
rapporto psicosomatica-biospirali:
Informazione/dato esterno
Trasmissione
Sistema nervoso – organismo // Metodo biospirali, inizio lavoro (viene coinvolta l’energia
Chin)
Struttura neurologica – nervi – trasmissione interna // Metodo biospirali approfondito
(energia Chi)
Raccolta dati – elaborazione – memoria/consapevolezza // Metodo biospirali avanzato
(energia Shen)
ULTIMI PASSI
Per comprendere e attuare i contenuti essenziali del metodo biospirali è necessario procedere
con un atteggiamento di fiducia, di grande umiltà e costanza. Il tutto non può distaccarsi da
una ricerca continua, mirata all’analisi del sé, dei benefici di tale lavoro, dell’importanza di
rafforzare e ben gestire il nostro campo energetico o elettromagnetico, fondamentale
oltremodo nelle interazioni con gli altri. Si lavora sull’energia interna emozionale per
trasformarla in energia superiore, quella che ci mantiene connessi e in coerenza con
l’universo. E’ un po’ come tornare a far emergere in noi la natura. Far si che la natura torni a
riempirci e si accetti segua il proprio normale corso evolutivo a un livello cosciente. Va
ricordato come anticamente i più illuminati taoisti11 hanno voluto indicare come via per il Tao la
strada che porta alla formazione di un uomo nuovo. Un uomo libero che si espande in ogni
direzione, sino a divenire la propria “cavità” e a confondersi con la propria aura. Ovvero
sentirsi integralmente parte armonica del tutto. Pertanto con le biospirali per raggiungere la
coerenza si va ad agire sui vuoti interiori. Tra questi vi sono quelli presenti nelle
trasmissioni psicosomatiche e nel sistema neurologico. Lavorare col “metodo” è come
affrontare una sfida con noi stessi per raggiungere meglio noi stessi e contribuire alla
maturazione di un mondo migliore. E’ presumibile che a stadi avanzati si sia, altresì, in grado
di trasmettere la pace armonica conquistata a chiunque, conoscente o no, amichevole o no, in
qualsiasi condizione si sia. Come? Potrebbe bastare uno sguardo o un gesto semplice quale
quello di offrire una tazza di un buon tè verde.
Ching Li!
LEGENDA
IL CONCETTO DI RETE
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Suono, immagine, avvenimento,…
Ingresso nel sistema percettivo.
Per esempio mediante la loro ripetizione.
Desumendo ciò da una lunga esperienza diretta, da reiterati studi e da un duro lavoro forgiato da regole e rispetto reciproco.
la pratica
LA MEDITAZIONE DELLE BIOSPIRALI
Abbracciare la Terra
Dalla posizione eretta con i piedi distanti tra loro quanto
la larghezza dei fianchi, posizionarsi sul proprio asse
allineando tra loro la sommità del capo (Bay Hui) con il
perineo (Huy Yin). La proiezione di questo allineamento
dovrà cadere tra i due piedi ed il peso a due terzi del
piedi verso i talloni. La testa è come sospesa e appesa
ad un filo, il petto incavato e la schiena, di conseguenza,
con una leggera tensione. Le ginocchia leggermente
piegate consentiranno al bacino di sistemarsi e di
retrovertirsi. Le braccia con i gomiti leggermente
all'esterno, in modo naturale, lasciano un po' di spazio
nella cavità delle ascelle, i palmi delle mani rivolti uno
verso l'altro come sostenendo una sfera.
Socchiudere gli occhi. Nei passaggi da una postura
all'altra è consigliabile chiuderli immaginando se stessi
all'interno di una cavità o di una sfera elicoide. Ad occhi
chiusi, a volte, si potranno percepire visivamente delle
spirali luminose che possono essere interpretate come
delle informazioni; delle indicazioni sul corretto utilizzo
della pratica.
Assunta la corretta postura ci si pone ‘in ascolto’, si
attende cioè che il movimento spontaneo si manifesti.
Una rilassata attenzione andrà posta alla zona dal Tan
Tien inferiore per stimolare il Chi vitale che non tarderà a
manifestarsi attraverso un movimento ritmico.
Le parole chiave sono: calmare la mente, rilassare il
corpo e porre l'attenzione nel Tan Tien. Questo ritmo
altro non è che la manifestazione pulsante dell'energia
vitale. Un evento che, specie per i principianti, va
considerato come una vera e propria rivelazione. Una
manifestazione importante e in qualche modo sacra.
Rispettando il pulsare ritmico del movimento spontaneo
provocato dall'energia vitale, visualizzare se stessi nella
posizione successiva. Più si procede nella pratica, più
facilmente si percepirà che l'energia vitale, guidata
dall'intenzione e dal ricordo delle sensazioni legate ad
una determinata posizione, muove il corpo quasi senza
l'intervento del sistema propriocettivo.
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Sostenere la giara
Alzare le braccia all’altezza del petto senza abbandonare il
pulsare ritmico del Chi. Formare una circonferenza come per
abbracciare una grossa sfera mantenendo la posizione
senza irrigidirsi per qualche minuto. Le spalle sono rilassate
e i gomiti allargati verso l’esterno, il petto incavato e la
schiena arrotondata a completare la circonferenza delle
braccia.
Restare nella posizione per qualche minuto in
contemplazione del movimento spontaneo.
Ricevere energia dal cielo
Dalla posizione precedente, sollevare lentamente il braccio
destro rispettando il pulsare ritmico e rivolgere il palmo della
mano verso l’alto. Allo stesso tempo far scendere il braccio
sinistro scende con il palmo della mano rivolto all’interno, le
punta della dita che sfiorano il ventre all’altezza del Tan Tien
inferiore.
Le braccia formano una spirale, una sorta di antenna, la cui
forma faciliterà la discesa del flusso di energia cosmica
attraverso il corpo conducendola nel Tan Tien inferiore.
Visualizzare un flusso di luce bianco-dorata che scende in
senso orario attratto dal nostro corpo. Sentire come il palmo
della mano destra e la sommità del capo (Bay Hui) si attivano
nel ricevere le onde energetiche.
Esprimere un sentimento di gratitudine e passare alla
prossima posizione.
Ricevere energia dalla Terra
Dalla posizione precedente, le braccia passano
contemporaneamente alla nuova posizione. Sempre
rispettando la pulsazione ritmica, il braccio destro andrà
portato sul Tan Tien inferiore mentre quello sinistro,
ruotando la mano, si rivolgerà verso la terra.
Raggiunta la posizione, ad occhi socchiusi, immaginare e
visualizzare spirali che, dal basso, attirate dal gesto,
convergono verso il centro del corpo in senso antiorario.
Potrà apparire un colore bianco-bluino e, i punti e le zone
che si attivano, sono, partendo dal basso, le piante dei
piedi (Yong Chuan o sorgente gorgogliante), il centro del
palmo della mano sinistra (Lou Kung) e il perineo (Hui Yin).
Esprimere un senso di gratitudine e passare alla posizione
successiva.
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Coniugare il cielo alla terra
Dalla postura precedente, sempre rispettando il
tempo della pulsazione ritmica, formare la nuova
posizione: il braccio destro alzato con il palmo
rivolto verso l'alto e quello sinistro con il palmo
della mano rivolto verso terra.
Immaginare i due flussi energetici nei due colori
descritti negli esercizi precedenti. I due flussi si
coniugano all'interno del Tan Tien inferiore
generando vortici spiraleggianti di energia
concentrata.
Contemplare con distacco e, dopo aver espresso
un sentimento di gratitudine, passare alla prossima
posizione.
Percepire il Chi e il movimento del
corpo nella posizione di Sostenere la
giara
Ritornare nella posizione di Sostenere la
giara rispettando la pulsazione ritmica.
Porsi in ascolto senza giudicare e
astenersi dal formulare opinioni.
Abbracciare la terra
Abbassare le braccia lentissimamente e
ritornare nella posizione di Abbracciare
la terra. Porsi in ascolto senza giudicare
e astenersi dal formulare opinioni.
Sigillo
Avvicinare i palmi delle mani mantenendo una sfera al loro interno e lentamente sovrapporli.
Per le donne appoggiare il palmo della mano destra sul Tan Tien e quello della mano sinistra
sopra e viceversa per gli uomini. I punti al centro dei palmi delle mani (Lau Kun) coincidono
con il Tan Tien.
21
eventi
OTTOBRE
05/10/2013
06/10/2013
12/10/2013
13/10/2013
20/10/2013
20/10/2013
27/10/2013
SAN DONA'
BRESCIA
SPINEA
VENEZIA
MILANO
SPINEA
INVORIO
Lezione Speciale Armi con M° Rizzardi 1ª Lezione
Metodo Biospirali® 1ª Lezione 1° livello
Speciale Ventaglio con M° Doldi 1ª lezione
Corso Istruttori 1ª lezione
Metodo Biospirali 2ª lezione 2° livello
Approfondimento prog. corso istruttori M° Ronchi
Seminario Piemonte M° Franco Mescola
NOVEMBRE
09/11/2013 MILANO
10/11/2013 MILANO
16/11/2013 MILANO
16/11/2013 S. DONA'
17/11/2013 MILANO
17/11/2013 ROMA
23/11/2013 BRESCIA
24/11/2013 BRESCIA
24/11/2013 MELZO
30/11/2013 SPINEA
Lezione Maestri-Insegnanti con M° Mescola 1ª lezione
Corso Istruttori 1ª lezione
Seminario Tui Shou con M° Mescola
Lezione Speciale Armi con M° Rizzardi 2ª lezione
Metodo Biospirali® 3ª lezione 2° livello
Corso Istruttori 1ª lezione
Seminario con M° Mescola
Metodo Biospirali® 2ª Lezione 1° livello
Lezione Speciale Ventaglio con M° Doldi 1ª lezione
Lezione Maestri-Insegnanti con M° Mescola 2ª lezione
DICEMBRE
01/12/2013 VENEZIA
07/12/2013 SPINEA
13/12/2013 MILANO
14/12/2013 MILANO
14/12/2013 S.DONA'
15/12/2013 BRESCIA
22/12/2013 ROMA
Corso Istruttori 2° lezione
Seminario Tui-Shou 1ª lezione
Lezione Speciale con M° Mescola
Metodo Biospirali® 4ª lezione 2° livello
Lezione Speciale Armi con M° Rizzardi 3ª lezione
Metodo Biospirali® 3ª lezione 1° livello
Corso Istruttori 2ª lezione - da confermare -
GENNAIO
11/01/2014 S.DONA'
12/01/2014 SPINEA
18/01/2014 MILANO
19/01/2014 MILANO
19/01/2014 ROMA
25/01/2014 SPINEA
26/01/2014 MELZO
26/01/2014 BRESCIA
26/01/2014 SPINEA
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Lezione Speciale Armi con M° Rizzardi 4ª lezione
Lezione Forma Sintesi - Xuan Chuan - 1ª lezione
1° allenamento Maestri-Insegnanti
Corso Istruttori 2ª lezione
Corso Istruttori 3ª lezione
Lezione Speciale Ventaglio con M° Doldi 2ª lezione
Lezione Speciale Ventaglio con M° Doldi 2ª lezione
Metodo Biospirali® 4ª Lezione 1° livello
Approfondimento Programma Corso Istruttori 2ª
lezione M° Ronchi
FEBBRAIO
01/02/2014
02/02/2014
08/02/2014
09/02/2014
15/02/2014
16/02/2014
22.23/02/2014
23/02/2013
SPINEA
VENEZIA
BRESCIA
BRESCIA
VENEZIA
VENEZIA
NAPOLI
MELZO
Seminario Tui-Shou 2ª lezione
Corso Istruttori 3ª lezione
Seminario con M° Mescola
Metodo Biospirali® 5ª Lezione 1° livello
2° Allenamento Maestri - Insegnanti
Memorial M° Daniele Minio Seminario con M° Mescola
Seminario con M° Mescola
Lezione - Sintesi - Xuan Chuan - 1ª lezione, mattino.
Lezione approfondimento corso istruttori, pomeriggio.
GLI EVENTI POSSONO SUBIRE VARIAZIONI.
CONSULTARE IL SITO WWW.TAICHI.IT PER ULTERIORI INFORMAZIONI DI CONTATTO
RIGUARDO I SINGOLI EVENTI_VALIDO FINO A FEBBRAIO 2014
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posta del crt
Impressioni di settembre
Aquavenice un buon seminario, buoni i temi trattati o meglio molto interessanti. Una buona
immersione nella grande maestria, ma anche nella spontaneità, umiltà e voglia di trasmettere
con competenza e passione. Mi sembra che siamo stati spronati a rendere più vera la nostra
pratica a sperimentare senza giudizi, ma con amore verso gli altri e verso noi stessi. Ho visto
spiriti sinceri nella pratica...poi ognuno è quello che è, io non so. Cosa mi preme? Mi preme la
possibilità di poter praticare serenamente e sinceramente al di fuori da qualunque interesse
personale o altro. A presto.
STEFANO VALSESIA
Guardo il mare in questo pomeriggio settembrino che ancora sa di estate e mi lascio cullare,
inspiro e sorrido mentre casco dentro a questo spazio di memoria..
e ancora sento.. “nel silenzio del mondo..echi d'infinito”..
Cosa mi riconduce a vivere questo evento di Aquavenice di anno in anno, irresistibilmente
come una ritualità imprescindibile?
Tante le possibili risposte, tutte vere e parziali..e dietro a queste...
cosa mi succede “lì” che mi piace a tal punto che rinunciare sarebbe troppo faticoso?
A cosa ubbidisce la mia natura intima? In quali acque confluiscono le mie essenze?
Che cosa non mi voglio perdere..o desidero concedermi? Perché?
Mmhh, l'unità subito si dispone, il corpo si attiva, lo spirito si accende e gli spazi interiori si
allargano... fin d'ove il confine è così sfumato che stento a percepirlo.
Mi sento Uno, Sono in pace, Assaporo il qui e ora. Sono dove voglio essere
Vivo quel che mi nutre. Appartengo.
Ecco, sì. Questo, proprio questo.
Sento i piedi che affondano nel prato, tra sole e ombra il tepore mi allenta, mi lascio
accogliere, sembra casa, sembra tana la voce di Franco, incontro il suo sguardo e quello di
tutti noi, oceano brillante di anime che dagli occhi sgorga.
Ecco, lo spazio di ritorno a sé. Uno spazio di nutrimento collettivo, condivido
sotto il grande albero che maestoso ci accoglie con il suo abbraccio generoso.
Il collante invisibile che ci connette è denso, percepibile e vibra. Riconosco che sono viva.. e
mi piace sentirlo così.
Così si! Imparo di me e del moto in cui sono coinvolta. Consolido, strutturo, demolisco,
ricostruisco, partecipo.
Ecco cos'è
grazie
PAOLA MALINVERNI
INVITIAMO TUTTI A SCRIVERE E CONDIVIDERE PENSIERI ED EMOZIONI VISSUTE INSIEME, DUBBI O
PROPOSTE SCRIVENDO AL SEGUENTE INDIRIZZO: [email protected]
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WU-LI ONLINE
è una rivista auto prodotta e un bollettino dell’associazione
REDAZIONE
Giancarlo Ronchi
Francesca Napolitano
Marzia Bianchi
hanno collaborato:
Antonio Schiavone
Antonio Pugliese
Franco Mescola
Riccardo Bozzola
Marzia Bianchi
“CENTRO RICERCHE TAI CHI è un'associazione sportiva dilettantistica”.
La denominazione ridotta dell’Associazione è “C.R.T.”
L’Associazione, escluso ogni fine politico e di lucro, sorge con lo scopo di favorire:
sul piano personale, il raggiungimento di una sempre maggiore consapevolezza delle potenzialità dell’essere
umano, fornendo nel contempo agli Associati mezzi idonei, metodi e tecniche per il conseguimento di una maggior
capacità di autodeterminazione e di introspezione;
sul piano generale, il conseguimento di un armonioso equilibrio psicofisico tra individuo e ambiente.
Centro Ricerche Tai Chi
Via A.Calmo, 18
Lido
30126 VENEZIA (VE)
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www.taichi.it
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